1889-1905

 

Rivelazioni spirituali ricevute tramite la Parola interiore da

Franz Schumi

 

La Teosofia cristiana

ovvero

l’insegnamento rivelato all’umanità

per diventare veri conoscitori della Parola divina

 

n. 73

 

 

 

Titolo originale: „Die christliche Theosophie“

Traduzione dalla lingua tedesca a cura degli

“Amici della Nuova Luce”

 

Edizione in lingua originale da:

Rudolf R. Hoff

Verlag für geistige Literatur

Mühlenweg 21, D 53902 Bad Münstereifel

 

(edizione: Luglio 2021)

 


Vai all’INDICE

Date bibliche importanti

 

Anno 30 (4121 a.C.) = caduta di Adamo; [cap. 30,43]

Anno 804 = distruzione della grotta di Adamo; [8,13]

Anno 919 = consacrazione del Sabato; [cap. 21,1]

Anno 919 = predizione a Lamech per il discendente Noè; [cap.58]

Anno 1056 = nascita di Noè; [24,56]

Anno 1657 = diluvio / venuta di Melkisedec a Salem; [103,73]

Anno 2666 (1485 a.C.) = 22 maggio / morte dei due figli di Aronne; [30,59]

Anno 2700 (1451 a.C.) = Melkisedec non più a Salem / israeliti entrano a Canaan; [103,73]

Anno 3626 (525 a.C.) = 19 marzo / A Belsasar sul muro: “Mene, Mene, Tekel, Upharsin”; [30,60]

2495 a.C. (1656 dopo Adamo) = inizio degli ammonimenti agli hanociti di redimersi; [30,47]

1682 a.C. = malattia di Giobbe (Gb.4,8) a 88 anni; (1770 – 1632 a.C.) [30,50]

1490 a.C. = Tavole della Legge (Es. 20,3-6 / Dt. 5,7-10); [19,1]

1490 a.C. = 30 marzo / istituzione del primo Sabato degli ebrei; [21/3,10]

1457 a.C. = 17 maggio / Mosè profetizza di Giovanni; [31,32]

1076 a.C. = il re Davide salmeggia; [cap. 10,9] / 1026 a.C. [31/2,15]

805 a.C. = 5 gennaio / Elia rapito in Cielo; [31/4,33]

760 a.C. = tempo di Osea (Os. 8,7); [30,61]

755  a.C = tempo di Isaia (Is. 3,10); [30,62]

743 a.C. = tempo di Isaia (Is. 26,19); [30,63]

726 a.C. = tempo di Isaia (Is. 40,3); [99,17]

725 a.C. = tempo di Isaia (Is. 35,5-6); [31,36]

723 a.C. = 17 maggio - tempo di Isaia (40,3); [31,34]

723 a.C. = 25 maggio - Isaia (54,13) profetizza di questo tempo; [42,2]

607 a.C. = tempo di Geremia; [30,65]

602 a.C. = 23 dicembre – Geremia (31,33-34) riceve la Parola; [42,3]

579 a.C. = tempo di Ezechiele; [30,67] / 587 a.C. [31,16-I]

440 a.C. = tempo di Malachia (Mal. 4,5); [31,16-II]

337 a.C. = tempo dei proverbi; [30,69]

Anno -1 (4150 a.C.) = annunciazione a Zaccaria per Giovanni; [30,35]

Anno 4151 = 17 dicembre / preannuncio della nascita di Gesù ai re magi; [8,14-I]

Anno 4152 = 7 gennaio (anno zero) = nascita di Gesù; [8/1,14-II]

Anno 4152 = 15 gennaio / circoncisione di Gesù; [8,15-II]

Anno 4152 = 17 gennaio / adorazione dei magi alla grotta; [8,15-III]

Anno 4152 = 19 gennaio / partenza della sacra Famiglia per Ostracine; [8,15-IV]

Anno 4152 = 13 novembre / ritorno della sacra Famiglia a Nazareth; [8,15-VI]

Anno 4164 = Gesù nel Tempio; [8,16-II]

Anno 4182 = 21 aprile / inizio del digiuno di 40 giorni di Gesù a 30 anni; [cap. 8/3,18]

Anno 4182 = l1 giugno / battesimo di Gesù; [cap. 8/3,19]

Anno 4182 = 2 giugno - 15 agosto / scelta dei 12 apostoli;

Anno 4182 = 2 giugno / Giovanni dichiara Gesù l’Agnello di Dio; [8/3,21]

31 d.C. = 5 febbraio / Giovanni è in prigione; [31,36]

32 d.C. = 9 settembre / Gesù espone i due Comandamenti dell’Amore; [29,1 e 10]

33 d.C. = 24 marzo / ultima Cena; [cap.63]

33 d.C. = 27 marzo / Gesù e i due discepoli di Emmaus; [cap.96]

51 d.C. = litigio di Paolo e Pietro ad Antiochia; [cap. 14,33-III]

57 d.C. = 26 luglio / Pietro scrive alle comunità in Asia; [34,1]

57 d.C. = 22 ottobre – 5 novembre / Paolo scrive la ‘Lettera ai Romani’; [31,44]

64 d.C. = 24 dicembre / su Patmos, Giovanni scrive il cap. 6,45; [42,1]

79 d.C.= eruzione del Vesuvio; [cap. 30,36]

321 d.C. = il rito del Sabato viene sostituito per il giorno della domenica; [21,12]

325 d.C. = concilio di Nicea; dualità di Dio; [5,14]

364 d.C. = concilio di Laodicea; [21,16]

381 d.C. = concilio di Costantinopoli; trinità di Dio; [5,16]

1200 d.C. = dottrina della reincarnazione; [31,27]

 

 

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Prefazione

Con la lettura di questo libro si noterà che le date non sono consequenziali, ma i dettati sono stati dati in tempi differenti. Questo perché nel giorno in cui ho ricevuto l’uno o l’altro dettato, mentre pregavo ed ero nella giusta disposizione d’animo per questo scopo, proprio in quel momento i dettati potevano fluire. Il ricevente, infatti, deve essere nel giusto stato d’animo per ottenere dettati amorevoli e puri da influenze estranee, come indicato nella parola del Vangelo: “Ciò che chiederete al Padre, ve lo darò”. Così è accaduto anche a me.

Adesso abbiamo finalmente messo insieme l’intero insegnamento della Teosofia cristiana, e in una luce così grande, come non è ancora mai stata data. Abbiamo avuto certamente molti libri, ma leggerli tutti per la maggior parte degli uomini è troppo perché manca loro il tempo necessario e il danaro per comprarli. Con questa raccolta di dettati n. 73, dopo il 71 e il 72 ci è stato donato il più importante. Perciò, cari fratelli e sorelle, diffondete questi tre libri com’è indicato più volte nei vari dettati, per l’elevato insegnamento contenuto in essi!

Dobbiamo conoscere precisamente la Volontà del Padre nostro Gesù, perché questo è il Suo desiderio, come ce lo insegna il libro “Cristo e la Bibbia” (n. 71). Inoltre dobbiamo vegliare e pregare, poiché il Padre pone una particolare importanza a far questo; e inoltre, perché per mezzo di ciò è necessario parlare anche con Lui, come più volte indicato nel Libro delle preghiere’ (n. 72). Con la presente raccolta “La Teosofia cristiana” (n. 73) abbiamo finalmente un considerevole numero di insegnamenti teosofici cristiani che ci sono stati dati in una Luce così chiara e altamente spirituale, da dover ringraziare continuamente il caro Padre nostro. Tuttavia sta a noi ora mettere in pratica questi insegnamenti, vivendoli ogni giorno nel modo che ci viene indicato.

 

Con amore e fedeltà dal fratello vostro Franz Schumi.

Zurigo, 19 gennaio 1905


 

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Cap. 1

Introduzione del Padre Gesù – Chiarimenti su quale fede sia la vera

Graz, 7 settembre 1902

1. Gli uomini vogliono avere una religione, poiché questo è fondato nel loro essere interiore, dal momento che il Mio Spirito divino li incita a ciò nel cuore dell’anima. Solo che gli uomini non devono costruire una religione da se stessi, ma questa deve essere data loro da Me. Allora è divina!

2. Se gli uomini stabiliscono una religione, allora essa è dogmatica[1], perché vi dominano ordinamenti umani che agli autori di dogmi rendono danaro, onore e dominio su coloro che sono influenzati da tali ordinamenti. Perciò dovete ben distinguere ciò che proviene da Me, da ciò che proviene dall’erudizione umana.

3. Le religioni di tutti i popoli hanno origine dall’uomo e perciò sono più o meno inattendibili. Certamente tra queste si trovano ordinamenti che corrispondono ai Miei principi divini, ma con questi buoni insegnamenti anche la scienza e la sapienza puramente umane sono state intrecciate artificiosamente ed elevate a insegnamento di Dio.

4. Vero è che in ogni religione fondata dall’uomo si trova anche l’etica, questa però è così schiacciata da altri principi morali, che la divina Maestà soffre attraverso l’umano, e non viene dovutamente valutata. Inoltre, in tutte le religioni fondate dagli uomini ci sono così grandi errori e lacune sulla generale vita occulta, che in moltissimi problemi o domande vaghe che voi ponete, non è possibile ottenere chiare e pure informazioni.

5. Su tutto questo sta la Teosofia[2] cristiana, la quale non è un’opera dogmatica dell’uomo, bensì è l’intera, molto importante letteratura teosofica cristiana pura e divina dettata direttamente da Me e messa per iscritto dai Miei scrivani mediani secondo i dettami di come deve essere compresa in base allo sviluppo spirituale interiore. – In tale insegnamento non viene riferito (solo) di uomini antichi, di cosa hanno vissuto, visto o sentito[3], ma in questi libri della nuova, meglio dire, Teosofia cristiana, giacché non è nuova ma proviene dai Miei anni di insegnamento e, come Me, dall’eternità – perciò antica – quindi parlo solo in prima persona, con “Io”. Da ciò ogni uomo ragionevole può scorgere che nella Teosofia cristiana deve esserci la perfetta e pura Verità. Infatti, chi si oppone alla riconosciuta Parola di Dio e dice: “Questo non è vero!”, oppure: “Dio non ha relazioni con uomini comuni”, e simili, deve anche negare ogni altra religione, e per vero, con diritti molto più grandi, a giustificazione della verità, perché in nessuna è tutto vero, ma in ognuna si trovano molte ipotesi e allusioni oscure.

6. Per quanto riguarda il campo teosofico che domina il Mio insegnamento divino, sono determinanti solo le parole dirette o i cosiddetti dettati di Dio o parole paterne, e su questa base vi viene presentato un vero insegnamento divino che certamente non corrisponde in tutto con quelli fondati dagli uomini, ma ha il vantaggio che l’uomo non viene ingannato nella sua salvezza animica in alcun modo, bensì gli viene versato un vino purissimo, ma offerto nella più completa libertà, bevendo dalla Sorgente dell’eterna Vita, poiché questa porta salvezza e benedizione. Se non lo vuole, allora Io aspetterò fino a quando verrà alla ragione, e riconoscerà e griderà: “Ahimè! La mia incredulità mi ha spinto lontano da Dio, lontano dal caro Padre Mio, e come il figlio perduto mi ha fatto soffrire fame e sete fino al mio attuale discernimento”. ‒ Ora passo alla seconda spiegazione.

7. Vi ho appena detto che se gli uomini vogliono avere la vera religione, essa deve essere trasmessa loro da Dio stesso, altrimenti è un ordinamento umano, e non una religione. Perciò devono anche esserci uomini con i quali Io possa frequentare come Dio allo stesso modo di come ho frequentato Mosè e i profeti nel Vecchio Testamento. Solo che voi siete falsamente istruiti attraverso i vostri sacerdoti, perché essi stessi non vivono secondo i Miei comandamenti e perciò non pratico nessun rapporto con loro, perché Dio non ha relazioni con uomini comuni.

8. Presso di Me non ci sono uomini comuni e non comuni, ma chi rispetta i Miei comandamenti, vive ed agisce di conseguenza, è figlio Mio, con il quale posso aver relazione e dargli parole d’amore ed esortazioni. Perciò a questo riguardo devo farvi pervenire un piccolo insegnamento:

9. Voi sapete che nessun padre si vergogna dei suoi figli, bensì ogni legittimo padre li ama e si sente fortunato se può avere gioiose relazioni con loro. Ma se già un padre terreno tratta così teneramente e saggiamente con i suoi figli, perché dovrei Io, quale vero Padre onnipresente dei figli umani, essere meno saggio, meno affettuoso di un padre terreno? Perché non dovrei aver relazioni con quelli che Mi seguono e adempiono le Mie Leggi dell’Amore? E perché non dovrei prenderMi cura dei restanti figli che Mi cercano o sono ancora in cerca di Me? Soprattutto, come potrei farMi chiamare “Padre” se i Miei figli fossero troppo piccoli per praticare con loro, per guidarli e parlare con loro?

10. Vedete, figli cari, non il vostro padre terreno è il vostro vero Padre, ma Io, il grande Jehova Zebaoth, sono il Padre spirituale dei vostri corpi, poiché Io ho creato le sostanze da dove il sangue è stato formato per il corpo di carne e l’ho fatto crescere per questo scopo, e inoltre non è stato lo stomaco il plasmatore o separatore delle linfe vitali per la formazione del sangue, ma un grande chimico che Io ho disposto a far questo, vale a dire ‘l’anima’. Se non avessi dato l’anima per il concepimento, nulla sarebbe potuto sorgere dal seme dei genitori; se questo non fosse il caso, allora anche ogni accoppiamento dovrebbe essere una procreazione! E in terzo luogo, la vera e propria essenza centrale dell’uomo è tuttavia lo spirito, poiché senza di questo nulla potrebbe sorgere né esistere. Nondimeno, questo spirito nell’uomo sono Io stesso!

11. Cari figli, vi domando: “Posso Io non parlare con Me nel vostro corpo? Posso non amare come Tale questo Figlioletto-Gesù in voi, che ho dato da Me, e guidarvi attraverso questo ‘Io’ e attirarvi a Me?”

12. Un giorno tali figli che obbedivano ai comandamenti di Dio e con i quali parlavo agli uomini, si chiamavano profeti; al giorno d’oggi si chiamano servitori, ancelle, medium paterni e medium di Dio (mediatori tra Dio e gli uomini). Essi sono spiriti elevati, angeli, arcangeli e, soprattutto, figli reincarnati provenienti dalla Mia figliolanza dal Cielo dell’Amore e da differenti mondi stellari e solari, i quali si sono distinti con uno speciale amore per Me, e per amore per Me hanno chiesto l’incarnazione o la reincarnazione per aspettarMi e salutarMi al Mio attuale ritorno, come strumenti del Mio Amore paterno per gli uomini.

13. I medium sono portatori del Mio Amore per tutti voi! Seguite gli insegnamenti che vi do attraverso di loro, affinché anche voi veniate a Me e vi rallegriate del Padre che provvede così amorevolmente per voi con la cura e la conduzione del vostro ‘io’ spirituale. Infatti, non il sapere, ma il vivere e l’operare secondo i Miei insegnamenti vi fa diventare Miei cari figli, con i quali voglio poi frequentare come con i medium.

14. Non dimenticate la Mia massima: ‘Nessuno viene al Padre, se non attraverso di Me!’. – Io, Gesù, quale la divina Sapienza, derivante dall’Amore divino, …vi splendevo attraverso l’Amore e l’Umiltà, e vi mostravo la via che porta al Padre attraverso mitezza, pazienza, castità, amore per la pace e altruismo: vale a dire “per l’amore in Dio”. Quindi, venite al Padre attraverso le Mie virtù, ma mai attraverso la sapienza intellettuale del mondo! Questo vi segnerà come ‘figli’ del grande Dio Gesù, Jehova Zebaoth. – Amen!

 

[indice]

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Cap. 2

 

Esortazioni a non interpretare arbitrariamente la Bibbia,

né aggiungere o togliere quanto rivelato ai veri profeti

Graz, 2 gennaio 1900

1. Ora vogliamo discutere alcuni passi della Bibbia che vengono compresi e interpretati unilateralmente in maniera errata. Inizieremo con Mosè e passeremo agli apostoli, al fine di promuovere la corretta comprensione della Bibbia, vale a dire:

- Deuteronomio 4,1-2: «Ascolta, Israele, i comandamenti e le direttive che v’insegno (che vi sono dati per questo), affinché le mettiate in pratica, affinché viviate ed entriate in possesso del paese (la terra promessa) che il Signore, il Dio dei vostri padri, vi dà. Non dovete aggiungere (ai Dieci Comandamenti e agli insegnamenti divini) né togliere nulla a ciò che Io vi comando, ma osserverete i Comandamenti del Signore vostro Dio che Io vi prescrivo».

*

2. Sorge la domanda: “Cosa voleva dire Mosè di spirituale in questi due versetti?”. Ebbene, poiché egli aveva attinto da Me, posso darvi su questo punto l’informazione desiderata, anzi, se leggete con attenzione i versetti e riflettete sul senso del comandamento, allora vi deve subito sorgere una chiara luce che qui non si tratta di nient’altro che dell’adempimento dei Dieci Comandamenti, ‘…affinché viviate nello spirito dell’amore per Dio e per il prossimo, in modo da poter guadagnare la Terra promessa’, che è il Cielo che ho preparato per voi.

3. Il secondo versetto vi dice che non dovete aggiungere né togliere nulla ai Dieci Comandamenti. Ciò significa chiaramente che non dovete interpretarli secondo la vostra falsa opinione e storcere il loro senso, bensì dovete adempierli rigorosamente! Ora però tutti voi, come ve l’ho messo in evidenza nella ‘Santa Trinità’[4] e anche qui nelle spiegazioni sui Dieci Comandamenti[5], poiché ne avete veramente tolto molto e aggiunto molto, state come pessimi trasgressori verso questi comandamenti. Nondimeno, come dissi un giorno ai farisei: «Chi si sente puro, scagli la prima pietra contro l’adultera»; e quindi dico a voi: “Chi si sente puro dalla trasgressione dei Dieci Comandamenti, deve nominare pubblicamente il suo nome dinanzi al mondo, affinché il mondo conosca l’eroe divino che cammina puro come camminavo Io, vostro Dio, in Cristo!”. Questo vuol significare di non aggiungere né togliere nulla nel senso spirituale.

4. Nel senso materiale, invece, significa che si deve adempiere la Legge fino agli ultimi punti com’è stata data e come ve l’ho messa qui chiaramente.

5. Se leggerete ‘Il libro delle preghiere teosofiche cristiane’, ‘La Santa Trinità’ e ‘La Teosofia cristiana’, nei quali i Miei comandamenti sono sommamente spiegati, allora scoprirete che siete tutti sotto accusa di grave violazione, in quanto avete fatto moltissimo (in contrasto) ai Miei Dieci Comandamenti e anche moltissimi di questi peccati che avete commesso, ne avete commessi così tanti, sebbene lì siano stati proibiti, comportandovi spensieratamente come se foste ineccepibili. Ne avete fatti in gran parte molti, perché non considerate i Dieci Comandamenti per adempierli; li avete in gran parte messi via, vivendo materialmente e nel peccato, il che contravviene ai Miei Comandamenti. Questo è il senso del divieto di Mosè nel quinto libro, quarto capitolo, primo e secondo versetto (Dt. 4,1-2).

6. Dopo aver afferrato Mosè secondo il suo senso fondamentale, vi guiderò fino ai comandamenti del Nuovo Testamento, e così ascoltate ciò che ho proibito attraverso i Miei apostoli:

- Matteo 5,17-20: «Non crediate che Io sia venuto ad abolire la legge o i profeti; non sono venuto per abolirli ma per completarli. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la Terra, neppure uno iota o un apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto. Chi dunque avrà trasgredito uno solo di questi comandamenti, e insegnerà agli uomini a fare così, sarà chiamato il più piccolo nel regno dei Cieli; chi invece li avrà messi in pratica e insegnati, sarà chiamato grande nel regno dei Cieli. Poiché vi dico: se la vostra giustizia non sarà maggiore di quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei Cieli».

*

7. Il primo versetto (17) vi dice che Io, come Messia, non sono venuto per abolire la legge data attraverso Mosè, bensì per adempierla. Se ora volete avere su questo una prova, leggete il Mio Vangelo originale n.11 fino al n.21 degli scritti cristiano-teosofici[6], o il piccolo estratto di questo nel Nuovo Testamento, poiché tutti questi insegnamenti che ho dato qui, non sono altro che spiegazioni dettagliate dei Dieci Comandamenti.

8. Il secondo versetto (18) vi dice che prima che il cielo e la Terra passino, neppure uno iota o un apice della Mia Legge passerà senza che tutto sia adempiuto. Anche l’evangelista Luca riferisce la stessa cosa: (Lc. 16,17): «Ma è più facile che cielo e Terra passino, piuttosto che cada un puntino della Legge».

9. Inoltre, anche in: Matteo 24,35; Marco 13,31; Luca 21,33: «Cielo e Terra passeranno, ma le Mie Parole non passeranno».

10. Questi passi del Vangelo vi svelano quanto seriamente ho dato la Mia Legge, e quanto seriamente insisto affinché la si adempia.

11. Il terzo versetto (19) vi ordina di afferrare, insegnare e adempiere i Miei comandamenti così come li ho dati Io! Solamente che questi, finora, sono stati difficili da comprendere, perché sono dati molto corti e spirituali, poiché gli evangelisti li hanno messi giù per iscritto nel senso del risveglio spirituale, e avrebbero dovuto spiegarli attraverso la profetica parola interiore (2° Pietro 1,19; Gal. 1,11-12; 1° Cor. 14). Questo versetto si rivolge a tutti coloro che finora hanno spiegato la Bibbia secondo la loro sapienza intellettuale, ma senza avere per questo la parola profetica interiore o il battesimo di fuoco del Mio Spirito. Tutti questi stanno sotto la legge come falsificatori e travisatori del senso fondamentale del Nuovo e del Vecchio Testamento, perciò l’interpretazione delle parole della Bibbia secondo la vostra spiegazione non si accorda con la Mia! E poiché non si accorda al vostro senso, alla vostra falsa spiegazione, vi appellate ai versetti della Bibbia da voi fraintesi, e chiamate Me, vostro Dio e Padre Gesù, un eretico, imbroglione, ingannatore, bestemmiatore e pazzo (che parlerei) attraverso i Miei medium scrivani; poiché, non vorrete di certo sostenere che i profeti, gli apostoli e gli evangelisti, intendessero anche Me quando parlavano di togliere, aggiungere e insegnare in altro modo? Questo riguardava solo e unicamente coloro che, dal tempo degli apostoli fino ad oggi, hanno compreso falsamente la Bibbia, falsamente l’hanno spiegata e falsamente hanno predicato gli insegnamenti. Io, come Dio, è impossibile che possa essere compreso così!

12. Qui il versetto 20 si adatta precisamente a tali profanatori verso di Me, i quali nella loro oscurità spirituale non distinguono più il nome ‘Dio’ o ‘Cristo’ che, negli scritti teosofici cristiani, parlo in prima persona ad un uomo che, in umiltà e amore, Mi serve e fa quello che gli dico. Anzi, in verità, in verità vi dico: “Se la vostra giustizia e il vostro modo di procedere d’ora in poi non migliorano da come è stato finora, allora condividerete il destino degli scribi e dei farisei, i quali hanno anche stravolto le Scritture come avete fatto voi e i vostri insegnanti biblici e i predicatori”. Non dico nulla se lo si fa inconsapevolmente; ma lo fate consapevolmente, poiché le Mie parole sono chiare e intelligibili, la vostra opposizione sfiora già il peccato più grande: l’opporsi allo Spirito Santo della Verità!

13. Quando Io, Cristo, portavo la veste mortale di un uomo, i farisei dissero che con l’aiuto di Belzebù, il sommo del diavolo, scacciavo i demoni e operavo miracoli; – ora vi permettete di bollare i Miei scrivani, attraverso i quali Io opero e vi do istruzioni, per diavoli dell’inferno, osando etichettarli come grossolani profanatori nel Mio santissimo Nome, dal momento che li chiamate falsi profeti che avrebbero la sfacciataggine di predicare del falso profetismo con l’abuso del Mio Nome divino, adducendo citazioni della Bibbia contro di loro, che sono tutte rivolte contro il vostro stesso falso profetismo!

14. Ora andiamo oltre, per vedere cosa scrive il Mio prediletto a Mio favore. Le sue parole suonano in Giovanni 21,25:

- «Ci sono molte altre cose che ha fatto Gesù, le quali, se fossero scritte ad una ad una, non so se il mondo stesso potrebbe contenere i libri che si dovrebbero scrivere».

*

15. Questo versetto vi mette in chiaro che Io dissi agli apostoli e agli uomini spiritualmente progrediti qualcosa di completamente diverso da ciò che trovate nel Nuovo Testamento, ma ciò non significa che mi sia proibito rivelare anche ai miei figli, nel corso del tempo, cosa è stato rivelato agli apostoli, ai discepoli e a coloro che Mi ascoltavano a quel tempo, se diventano più progrediti spiritualmente di quanto era allora la grande massa del popolo.

16. Gli insegnamenti che diedi a quel tempo e i miracoli che operai, e quelli solo menzionati, ma che non sono registrati nel Nuovo Testamento (Gv. 20,30: «Gesù dunque fece in presenza dei Suoi discepoli anche molti altri miracoli, che non sono scritti in questo libro») li trovate registrati nel Grande Vangelo che Io feci scrivere attraverso Jakob Lorber, perché l’attuale generazione è spiritualmente superiore di quanto non fosse al tempo della Mia vita terrena.

17. Che voi riteniate questi insegnamenti del ‘Grande Vangelo di Giovanni’ per eresia, falso profetismo, truffa, inganno, comunicazioni spiritiche, bestemmia, follia, ecc., dimostra chiaramente che non siete ancora progrediti spiritualmente per poter digerire questo cibo, perché non siete in grado di distinguere la verità dalla menzogna, dal momento che ritenete la verità per menzogna e la menzogna per verità, e verso la verità fate decisa opposizione, …rifiutando le divine illuminazioni, mentre invece le false, da parte dei vostri insegnanti biblici, le ritenete per giuste e corrette.

18. Adesso, comunque, vogliamo ascoltare Paolo riguardo ai falsi insegnamenti. Egli dice in Galati 1,6-8:

- «Mi meraviglio di voi che in sì breve tempo abbiate abbandonato colui che vi ha chiamati nella grazia di Cristo per passare ad un altro vangelo, il quale non consiste in altro se non che vi sono taluni che vi confondono e vogliono pervertire il Vangelo di Cristo. Ma quand’anche noi stessi o un angelo dal Cielo vi annunciasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato noi, questi sia maledetto».

*

19. Vogliamo per prima cosa esaminare il versetto sei, nel quale Paolo rimprovera i Galati che si erano allontanati così presto dal vero Vangelo di Gesù Cristo adottandone un altro, il quale annunciava un falso profeta.

20. Questo rimprovero applicato al tempo presente, vi conferma il fatto che si dà piena fiducia agli insegnamenti di falsa interpretazione della Sacra Scrittura quando proviene da insegnanti della Bibbia che non hanno avuto la grazia e l'iniziazione né attraverso il Battesimo di fuoco dello Spirito Santo, né attraverso il dono dell'interpretazione della stessa. La Mia Propria (Sacra Scrittura), in quanto proveniente da Cristo e da Dio, invece, viene considerata e combattuta energicamente come falso profetismo.

21. Se ci fosse solo una piccola Luce spirituale nella testa di tali avversari, …allora sarebbe impossibile guardare il falso e il contraddittorio inculcato in tali pappagalli, …ritenendolo per verità; – ma purtroppo, questi sono per l’appunto i ‘morti nello spirito’ (Mt. 8,22; Lc. 9,60) ai quali il pappagallismo è impresso. Invece la verità di Dio è troppo alta per sopportare la Sua luce superiore e potersi soleggiare nei suoi santi raggi dell’Amore!

22. In verità, non c’è altro Vangelo che quello che ho insegnato Io stesso, come anche nessun’altra interpretazione è corretta che quella che do attraverso i medium scrivani da Me chiamati così, i quali una volta invece si chiamavano profeti. Tutte le altre interpretazioni sono incerte, perché sono spesso inattendibili e sbagliate.

23. Nel versetto otto il Mio Paolo si slancia nelle infocate altezze del fervore, e tuona ai Galati una formale maledizione contro i falsi profeti dicendo:

- «Ma quand’anche noi stessi o un angelo dal Cielo vi annunciasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato noi, questi sia maledetto».

24. Vedete, Paolo non si sarebbe potuto infervorare ancora di più; poiché nelle ultime parole c’è già il massimo che un servitore di Dio può esprimere contro il suo avversario. Infatti, anche questo non è incluso nel Mio insegnamento d’amore e quindi non deve mai essere espresso contro il nemico o l’avversario, perché non si deve mai maledire un uomo, per quanto possa essere malvagio, scorretto o falso insegnante, perché Io dimoro anche in lui come Spirito della vita, e con questo allo stesso tempo si maledice e si condanna Me! Quindi qui, voi campioni della Bibbia, vedete Paolo come un delinquente contro di Me, e ciò perché non è ancora penetrato abbastanza a fondo nell’insegnamento, per essere libero dagli errori.

25. Egli ha fatto lo stesso nella “1° Lettera inviata ai Corinzi”, capitolo 16, versetto 22. ‒ Lì vedete che Paolo si definisce anche un padre spirituale attraverso il Vangelo nella 1° Lettera ai Corinzi, capitolo 4 e versetto 15, poiché lui non era presente quando dissi ai discepoli: «Non dovete chiamare nessuno di voi sulla Terra ‘padre’ (nel senso spirituale); poiché c’è un solo Padre vostro di tutti, ed Egli è nei Cieli» (Mt. 23,9). E così ci sono ancora errori qua e là che non conoscete, perché voi e i vostri interpreti della Bibbia non siete chiamati e scelti da Me per essere annunciatori delle verità bibliche! Cosa v’imponete ad essere difensori della Bibbia, dal momento che non la comprendete spiritualmente?

26. Dov’è l’unzione con i doni (1° Gv. 2,27) che avreste ricevuto da Me e con cui vi potete legittimare di essere Miei servitori, chiamati, prescelti o battezzati col Mio Spirito?

27. Sì, se voi foste Miei prescelti, Miei servitori, allora sareste umili e riconoscereste la voce del vostro Dio e Maestro! Ma dal momento che non Mi volete come Maestro di scuola biblica, allora state solo mostrando il vostro spiritualismo tenebroso, poiché chi ha in sé lo spirito della Bibbia è rinato spiritualmente e riconosce il suo Dio, il Re, il Giudice e il Padre nella voce del Suo Santo Amore; chi invece non Lo riconosce appartiene ai morti nello spirito, anche se vive nel corpo di carne.

28. Che Paolo, nonostante questi involontari e gravi errori verso di Me, abbia predicato un vero vangelo, è certo, perché sono stato Io stesso che glielo rivelavo ed è anche da riconoscere come proveniente da Me. Ma non vi dovete immaginare che Paolo guardasse anche Me, suo Dio, in qualche modo come eretico, impostore, ingannatore, falso profeta, bestemmiatore e pazzo, come i vostri insegnanti biblici, se avessi dato agli altri discepoli ulteriori insegnamenti che lui non conosceva. Se voi non foste tenebrosi, allora dalla differenza degli insegnamenti nel Nuovo Testamento dovreste vedere che Io non sono obbligato a rivelare i Miei insegnamenti solo secondo uno schema, bensì lo faccio come Mi garba, e non ho bisogno di nessun uomo errante come Mio maestro di scuola.

29. DiteMi, voi cavalcatori della lettera biblica: “Anche i Miei apostoli sono eretici, impostori, ingannatori, ecc., perché ognuno porta messaggi diversi o li interpreta in modo diverso, e che valgono come specialità dell’uno o dell’altro apostolo o evangelista? Perché non tutti portano le stesse notizie e gli stessi insegnamenti? Questo non v’insospettisce? E perché ora la Mia attuale Parola paterna vi è sospetta? Non vedete voi stessi che siete confusi e che, invece di accusarMi di falso profetismo, dovreste implorare pieni di pentimento e contrizione per la concessione del perdono della vostra presunzione?”.

30. Nondimeno, affinché non decadiate ancora più profondamente nell’impenitenza e nelle tenebre di quanto siete già, alla fine vi cito un altro passo dall’Apocalisse di Giovanni 22, 18-19, che suona così:

- «Io (Giovanni) testimonio a tutti coloro che ascoltano le parole della profezia in questo libro (della Bibbia): se qualcuno vi fa delle aggiunte, Dio gli metterà subito le piaghe descritte in questo libro. E se qualcuno toglie qualcosa dalle parole di questo libro profetico, Dio toglierà la sua parte dall’albero della vita e dalla città santa, descritti in questo libro».

31. Questi due versetti dell’Apocalisse non contengono sostanzialmente nulla di nuovo che non è già stato discusso prima[7], quindi con ciò deve essere data la conclusione, ed è da aggiungere il seguente ammonimento: “Leggete le Mie parole. Considerate che provengono da Dio, dal Signore e Giudice vostro. Se disputate con Me, meditate perciò bene con Chi avete a che fare, poiché il vostro destino spirituale dipende da Me!”. – Amen!

 

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Cap. 3

Il triplice significato della Bibbia

Graz, 27 agosto 1902

1. Ci sono già state molte controversie su come si deve interpretare e comprendere giustamente la Bibbia, ma nessuno è riuscito a scoprire l’unica vera interpretazione di questo libro spirituale, perciò ascoltate una buona volta Me, il Padre Gesù, per quello che dico ai Miei figli:

2. La Bibbia ha un triplice significato, e chi non lo riconosce non può comprendere il significato delle parole bibliche, poiché con l’azzuffarsi per il diritto non avrete nessun vantaggio da questo libro, bensì solo danno, e perciò voglio spiegarvi Io stesso il significato delle parole della Bibbia, e questo è:

- I ) le parole rappresentano il senso materiale (il senso letterale) che si legge o che si ascolta senza meditare oltre, senza prenderle in considerazione, e perciò rappresentano il senso morto.

- II ) il senso spirituale rappresenta l’indagine secondo il senso radicale nella parola e nella sua comprensione.

- III ) il senso celeste rappresenta invece tutto lo spirituale in esso, se lo si porta a compimento oppure si cerca di vivere e operare di conseguenza.

3. Vedete, figli Miei, il primo senso è morto; ‒ il secondo inizia ad ottenere una vita ma non è ancora amore, bensì solo la sapienza dell’indagine verso la verità, perciò non ha ancora nessuna vita; ‒ il terzo senso è invece celeste ed è pieno di vita, perché l’amore per Dio e per il prossimo è passato all’attività, e solo quest’ultimo senso ha valore, perché porta in sé la vita eterna dell’Amore. Regolatevi secondo quest’ultimo senso di una vita d’amore, e allora strapperete e conquisterete in voi il Regno di Dio dell’Amore, perché solo il terzo senso è determinante per Me. – Amen!

 

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Cap. 4

Perché credere nella Teosofia cristiana

1. La fede cristiana-teosofica è ‘Luce’ proveniente dalla Mia divina Sapienza in Cristo. Gesù disse: «Io sono la Luce del mondo» (Gv. 8,12), e Paolo scrisse: «Cristo è la Sapienza divina» (1° Cor. 1,24), che è l’insegnamento dell’Amore di Dio e un dono dell’illuminazione spirituale dell’intelletto umano, così che l’uomo riconosce la voce del Padre suo divino dalle parole dell’Amore come vere, salutari e divine.

2. Credere nella Teosofia cristiana significa quindi tener vero ciò che ho comandato nei Dieci Comandamenti ed ho insegnato a credere come Cristo; inoltre, ciò che ho rivelato attraverso i miei eletti del Vecchio e del Nuovo Testamento, e infine, ciò che Io, attraverso i Miei medium scrivani nei Miei dettati ho annunciato tra il XIX e il XX secolo come insegnamento cristiano-teosofico.

3. Tuttavia, la sola fede non basta per essere salvati, bensì l’uomo deve confermare la sua fede attraverso le opere dell’amore per il prossimo, di cui anche il Mio discepolo Giacomo scrisse:  «Cosa serve ai miei fratelli se uno dice che ha la fede ma non ha le opere? Può forse la fede renderlo felice?» (Giac. 2,14). – Sulla professione di fede dissi ancora: «Come il corpo è morto senza lo spirito, così anche la fede è morta senza le opere» (Giac. 2,17).

4. L’uomo tuttavia deve anche confessare pubblicamente la sua fede dinanzi al mondo, affinché anche gli altri siano stimolati a credere. Su questo Paolo scrisse ai ‘Romani’: «Col cuore si crede per la giustizia (attraverso la pratica delle opere dell’amore per il prossimo) e con la bocca si confessa per la salvezza» (Rom. 10,10). Sulla confessione pubblica Io dissi esplicitamente: «Chi Mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’Io lo riconoscerò davanti al Padre Mio che è nei Cieli» (Mt. 10,32).

5. Questa è un’eterna realtà, poiché la Mia divina Parola è l’eterna Verità, come vi annuncia il salmista Davide (Salmi 119,160): «Il principio della Tua Parola è la pura verità; e ogni decreto della Tua Giustizia è per i secoli». Così si esprime anche Isaia: «La Parola del nostro Dio rimane eternamente». – Questo lo conferma anche Daniele con le parole: (Dan. 4,34) «Lodo, esalto e glorifico il Re dei Cieli, poiché tutte le Sue Opere sono verità e le Sue Vie sono giuste». Perciò Io dissi: «Il cielo e la Terra passeranno, ma le Mie parole non passeranno» (Mt. 24,35; Lc. 16,17; + 21,33). Ed è per questo che si deve credere a ciò che Io ho rivelato.

6. Ad alcuni uomini non è chiaro quale fede sia la vera, poiché esiste una fede cristiana, una musulmana, una buddista induista e una buddista cinese che ha fondato Confucio, ecc.

7. Le Sacre Scritture della Bibbia attraverso le profezie adempiute (Scritti cristiani Teosofici n. 71 – “Cristo e la Bibbia”), vi mostrano che attraverso la storia del mondo, attraverso le scritture cuneiformi assiro-babilonesi e dei fatti comprovati sul posto, dove le profezie richiamano l’attenzione che solo il Dio biblico, Jehova, che visse in Cristo come uomo e morì sulla croce per il peccato originale dei progenitori della razza umana, è il vero e unico Dio che ha creato il mondo e ogni cosa, ed ha fondato la religione cristiana. In tal modo tuttavia è stata fornita allo stesso tempo anche la prova che gli altri fondatori religiosi, Buddha Gautama, Confucio e Maometto, erano solo comuni uomini erranti, e poiché i loro statuti religiosi violano la religione di Cristo, allora per ogni uomo pensante logicamente diventa certa la prova che solo questa religione che Dio stesso ha insegnato è l’unica vera e autentica, non le religioni che sono statuti umani e violano l’insegnamento di Dio, poiché esiste una sola Verità, e questa è Dio (Dan. 4,34), mentre gli uomini sono bugiardi, come lo indica il profeta Davide (Salmi 116,11).

8. Con le profezie andate in adempimento è stato chiaramente dimostrato che la Mia divina Parola è l’eterna Verità, perché tutto è andato in adempimento fedele alla lettera com’è stato annunziato attraverso i profeti, centinaia e migliaia di anni in anticipo.

9. Le annotazioni dei profeti e degli apostoli che si possono leggere nella Bibbia, e i dettati che ho dato attraverso i Miei fedeli servitori e scrivani nel nuovo patto, vengono perciò chiamati ‘Teosofia cristiana’, perché rappresentano l’insegnamento della Sapienza divina ‘di Cristo’, la quale in greco si chiama Theosophia, e perché Io, in Cristo, sono lo stesso Dio che ha parlato attraverso Mosè e i profeti, e come Sapienza divina dettai e feci mettere per iscritto, dal 1840 fino al 1864, dal Mio scrivano Jakob Lorber in Graz, quell’insegnamento che un giorno ho presentato al popolo davanti ai Miei discepoli.

 

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Cap. 5

Sulla vera fede

 

5/1 - Domanda: “L’insegnamento cristiano nel Nuovo Testamento è il vero insegnamento di Cristo?”

1. L’insegnamento nel Nuovo Testamento è per vero il Mio insegnamento, ma non l’originale su tutti i miei viaggi, sui fatti quotidiani, sugli insegnamenti e sui miracoli, bensì è solo un estratto dal Vangelo originale che Jakob Lorber ha scritto, perciò è molto manchevole, e a causa delle correzioni non autorizzate, fatte alle edizioni esistenti prima del XX secolo da coloro che non erano illuminati da Dio, …non è affidabile in tutto.

2. Per quanto riguarda le cosiddette consegne orali o ‘tradizioni dei padri della Chiesa’ chiamati ‘scrivani della Chiesa’, questi sono in più parti inaffidabili, perché sono state annotate cento anni più tardi, quando gli insegnamenti erano già smussati con aggiunte inventate e secondo l’opinione umana. Esse sono perciò da considerare come verità solo nella misura in cui sono d’accordo con i Miei attuali comunicati originali.

3. Perciò l’uomo deve attenersi solo all’insegnamento cristiano-teosofico, poiché è dato da Me, il Padre, attraverso le Caratteristiche divine, ‘l’Amore unito alla Sapienza’, allorquando la Sapienza è confermata da Dio, e per il fatto che Io stesso  sui divulgatori del Mio autentico insegnamento espressi questa dichiarazione: «Chi ascolta voi, ascolta Me» (Lc. 10,16).

4. Queste persone intese con “voi” sono le prescelte, istruite e stabilite da Me stesso, con le quali ora frequento come un giorno frequentavo con i profeti e gli apostoli attraverso la parola profetica interiore (2° Pt. 1,19; Gal. 1,11-12). E attraverso questi prescelti ora faccio annotare il puro insegnamento per tutti per diffonderlo attraverso la stampa.

5. Sulla Chiesa, quella menzionata e pensata in Matteo che si deve ascoltare, è la comunità dei fedeli della vera fede cristiana, come Io, Gesù stesso, l’ho insegnata, quella degli apostoli e degli evangelisti che l’hanno annotata. Matteo 18,17 dice:

- «Se il fratello che ha peccato contro di te rifiuta di ascoltarti, dillo alla Chiesa, e se rifiuta di ascoltare anche la Chiesa, sia per te come il pagano e il pubblicano».

6. Con le annotazioni dei tre evangelisti, Matteo, Marco e Luca, le cose stanno nel modo seguente: le annotazioni di questi tre evangelisti provengono dal sentito dire dalla bocca degli altri; e fino a che punto le loro annotazioni si basano sulla verità, lo riferisce il libro “Cristo e la Bibbia”, che è da esaminare.

7. Sorge la domanda: “Ora che il mio Vangelo originale (il G.V.G. di Lorber) è presentato, si devono usare anche i brevi estratti del Nuovo Testamento?”. – Sì, si possono usare questi estratti, ma insieme alle spiegazioni che Io do attraverso i Miei insegnanti di religione chiamati da Me stesso.

8. Inoltre nel Nuovo Testamento ci sono annotazioni che stanno lì come originali, e perciò le Sacre Scritture sono da usare per tutti e per ognuno, perché si vengono a sapere fatti che non si trovano altrove, e che tuttavia sono necessari da conoscere. Chi comunque vuol leggere la Bibbia, venga da Me, dal Padre, con il cuore contrito in amore e umiltà, e chieda l’illuminazione mentre legge i versetti della Bibbia!

*

9. Una domanda della massima importanza consiste in questo: “Esiste un Dio che avrebbe creato il mondo e gli uomini? E chi è questo Dio?”. – Vedete, a questo vi rispondo Io stesso: sì, esiste un Dio; e questo Dio sono Io, Gesù, come quel Dio che non solo ha creato il mondo e gli uomini, ma ha anche dato i Dieci Comandamenti sul Monte Sinai e, come Cristo, ha confermato questi comandamenti attraverso il Mio insegnamento dell’Amore.

10. Ed Io sono Colui che ha imposto agli uomini la punizione che ognuno doveva soffrire per se stesso e morire sulla croce[8], per riguadagnare la figliolanza di Dio che andò perduta con il peccato originale, poiché ognuno di voi (spiritualmente) ha contribuito a peccare contro il preciso comandamento della castità che la Santità in Dio aveva imposto quando eravate ancora nello spirito di Adamo ed Eva.

11. Questa punizione inflitta a voi per riacquistare la figliolanza di Dio, l’ho sopportata Io, Gesù stesso, per salvarvi dal peccato originale, e per riconciliare di nuovo la Santità in Dio con i figli.

12. Che Io sia questo Gesù Cristo, il vero e unico Dio dell’Universo, lo dimostrano le profezie adempiute e tutte le molte argomentazioni spiegate e chiarite nei libri: Cristo e la Bibbia e Cristo, il Suo arrivo e ritorno[9], che si trovano come prova della verità alle domande qui poste.

13. La vera fede è una potenza di luce dello spirito, e quindi è assolutamente necessaria per l’uomo, poiché è proprio la fede il mezzo tramite il quale l’uomo può giungere nelle alte virtù spirituali dell’amore e, attraverso queste, giungere a Dio.

14. Pietro ha scritto nella ‘Lettera agli Ebrei’ 11,6: «Or senza la fede è impossibile piacere a Dio; poiché chi vuole venire a Dio deve credere che Dio esiste, e che dà la ricompensa a coloro che Lo cercano».

15. L’uomo maturo con l’uso della ragione deve ora credere quanto segue per giungere a Dio:

- I ) che c’è un Dio;

- II ) che Egli è un Dio giusto che punisce i malvagi (Genesi 13,13 / giudizio su Sodoma e Gomorra) e ricompensa il bene (Mt. 5,11-12/ le beatitudini);

- III ) che Dio consiste di caratteristiche trine, vale a dire: dall’Amore (1° Gv. 4,8 e 4,16) quale Padre; dalla Sapienza quale Figlio; e dall’Onnipotenza che nella rispondenza spirituale è lo Spirito Santo in Dio. L’evangelista Giovanni (1° Gv. 5,7) scrive:   «Poiché sono tre che rendono testimonianza nel Cielo: il Padre (lo Spirito), la Parola (l’Acqua, ovvero la ‘Sapienza di Dio’ indicata in Cristo ‘Figlio di Dio’), e lo Spirito Santo, (il Sangue, ovvero la Parola dell’Amore divino che predicò agli uomini)»;

- IV ) che Dio è diventato uomo nel corpo di Gesù e con la Sua sofferenza e morte sulla croce ha riscattato gli uomini dal peccato originale;

- V ) che attraverso l’incarnazione di Dio in Gesù Cristo, Dio è diventato un Dio personale visibile nelle sembianze umane. In precedenza Dio non aveva un corpo, perciò nessun Proprio aspetto personale, ma come Spirito parlava sempre unicamente attraverso il corpo di un angelo[10] proveniente dal Sole-centrale primordiale Urka[11], il quale era solo il portatore del Suo Nome, e Si faceva chiamare ‘Jehova’.

16. Invece, non c’è mai stato un Dio in tre persone, dal momento che né i patriarchi, né i profeti, né gli apostoli sapevano qualcosa di questo! Questa invenzione priva di senso di tre persone ha portato l’infallibile status della Chiesa romana. Nel 325 al Concilio di Nicea, il Dio bipersonale: “Padre e Figlio”; e dopo 56 anni, vale a dire nel 381 al Concilio di Costantinopoli, sulla base di una falsa interpretazione del Nuovo Testamento, si introdusse un Dio trino: “Padre, Figlio e Spirito Santo in tre differenti persone”.

 

 

5/2 - La vera enunciazione del testo del Credo apostolico

17. “Credo in Dio, il Padre onnipotente, Creatore del Cielo e della Terra. E in Gesù Cristo, Suo unigenito Figlio, nostro Signore che è concepito dallo Spirito Santo, nato da Maria vergine; soffrì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morto e sepolto; ascese al limbo, il terzo giorno resuscitò dai morti; salì al Cielo, sedette alla destra di Dio Padre onnipotente, da cui verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo; la santa Chiesa di Cristo (cambiato poi con ‘cattolica’), la comunione dei beati (cambiato poi in ‘santi’); il perdono dei peccati; la resurrezione della carne spirituale (poi eliminato ‘spirituale’) e nella vita eterna. Amen!”

 

 

5/3 - La fede e l’amore nella piena verità[12]

Graz, 8 febbraio 1904

18. Miei cari figli, l’uomo crede e opera dalla fede; ama e opera dall’amore. Questa è un’antica verità che non può essere contrastata; solo che l’uomo deve credere a ciò che crede per convinzione vivente, e ciò che vuole deve volerlo per amore vivente. Allora è vero e buono, mentre superficialità e tiepidezza non sono mai buoni, e quindi neanche nella fede né nella volontà.

19. È ovvio che la fede senza amore è morta; ma anche l’amore senza fede è senza valore, perciò l’uomo deve credere in modo vivente ed essere attivo dal vivente amore spirituale, poiché la sua volontà deve discendere dalla fede e dall’amore e avere in Dio la sua origine, allora l’uomo è nella vera fede e nella vera attività dell’amore. – Amen!

 

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Cap. 6

Il primo articolo di fede nel Credo apostolico recita:

“Credo in Dio, il Padre onnipotente, creatore del Cielo e della Terra”

 

6/1 - La vera fede in Dio

1. Prima che l’uomo possa amare Dio, deve sapere che esiste un Dio, deve sapere che cos’è Dio per lui e perché deve amarLo. Per questa ragione la fede dell’amore viene prima; ma la fede non è la cosa principale, bensì è l’amore che diventa attivo dalla fede, come Paolo si è espresso chiaramente ai Galati: «In Cristo, …vale solo la fede che è attiva attraverso l’amore» (Gal. 5,6). Tuttavia l’amore attivo non può esprimersi a Dio, perché Dio è uno Spirito che non ha bisogno di nulla di materiale, inoltre Dio è proprio quell’invisibile Produttore delle grazie, dal Quale voi avete tutto. La fede attiva non può che volgersi ai Suoi figli, cioè agli uomini, per amore a Dio e, attraverso i benefici che deliziano il Padre loro nel Cielo, gli uomini si dimostrano come figli di Dio.

2. L’uomo tuttavia non deve mai fare tutto ciò a doppio senso, vale a dire non deve esserci in ballo nessuna ipocrisia, nessuna doppiezza; l’uomo interiore spirituale deve essere completamente compenetrato dalla faccenda, in senso nobile, ed esprimersi esteriormente così come pensa interiormente; allora l’uomo opera da Dio e Dio opera attraverso di lui, perché egli è diventato un cosa sola con Dio.

3. Se invece l’uomo agisce esteriormente in maniera differente di quanto pensa interiormente, allora agisce falsamente dal male, il che trova il suo eco nell’inferno; se agisce esteriormente solo a causa del mondo buono e nobile, mentre pensa interiormente in modo diverso, allora agisce dal falso, perché l’egoismo rappresenta il Satan nell’uomo, e così la sua vita e il suo operare è inganno, menzogna e illusione per il mondo esterno, il che significa nuovamente ‘operare nell’inferno’.

4. Nella Legge divina il giudice è l’interiore. Come uno agisce, così verrà giudicato, e così pure si costruisce il Cielo o l’inferno nella vita terrena. Il bene conduce verso l’alto, il male verso il basso; questa è la Legge spirituale, e questa è immutabile, come Io, Gesù, dissi: «È più facile che passi il cielo e la Terra, che cada un solo apice della Legge». (Lc. 16,17).

5. Dal momento che l’Amore è l’adempitore della legge della fede, e l’Amore rappresenta il santissimo Dio stesso, …pertanto, in questa direzione voglio darvi qui una spiegazione.

 

 

6/2 - Dio quale Padre

6. Cosa significa il nome ‘Padre’ in Dio?Il nome Padre significa Amore, poiché esso è il principio fondamentale in Dio, e questo è ‘il Padre’ come Creatore del mondo (1° Gv. 4,8-16). L’Amore, infatti, è sempre il Padre, l’Impulso, il Generatore, perché un essere completamente libero non farà mai qualcosa senza che l’amore lo spinga. Dio, quale l’Essere più libero, fa solo ciò che al Suo Amore è diletto e gioia; perciò il nome Jehova, secondo la lingua ebraica primordiale, significa ‘Padre’, dal momento che ‘il Padre’ è proprio l’Amore generante.

 

 

6/3 - Dimostrazioni che Dio è Amore e procede secondo l’Amore

7. L’Amore viene da Dio, perciò chi ha l’amore è nato da Dio e conosce Dio; invece chi non ha amore non conosce Dio, poiché Dio è Amore. Sì, Dio è Amore, e chi rimane nell’Amore rimane in Dio, e Dio in lui.

8. Chi però dice: “Io amo Dio!”, ma odia suo fratello nel quale vive il Mio Spirito divino (1° Cor. 3,16-17; - 6,19; 2° Cor. 6,16; Rom. 8,11), è un bugiardo! Infatti, chi non ama suo fratello che vede e del quale l’insegnamento dice che questi è figlio di Dio, ed Io stesso, lo Spirito di Dio, dimoro in lui, come può amare Me, suo Dio, dal momento che non Mi vede? Anche i discepoli avevano avuto da Me questo comandamento: «Chi ama Dio, deve amare anche suo fratello» (1° Gv. 4,7-21).

9. Come dice anche l’insegnamento, quando un maestro della legge proveniente dai farisei Mi chiese dicendo: «“Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?”. Ed Io gli risposi: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutto il tuo sentimento; questo è il primo e il più grande comandamento. Il secondo è simile a questo: amerai il prossimo tuo come te stesso! In questi due comandamenti è compresa l’intera legge e i profeti» (Mt. 22,36-40).

10. Inoltre ho insegnato: «Chi crede in Me, come dice la Scrittura, fiumi di acqua viva sgorgheranno da lì» (Gv. 7,38). Questo però lo espresse il Mio divino Spirito d’Amore che dovevano riceverlo coloro che credevano in Me, poiché lo Spirito Santo del battesimo del fuoco (Gv. 3,3-7), ovvero della rinascita spirituale, non era ancora stato dato, perché Io, Gesù, essendo lo stesso Spirito, camminavo ancora sulla Terra e operavo personalmente le opere d’amore dello Spirito Santo nei malati, nei poveri e nei bisognosi dell’insegnamento (Gv. 7,38-39). Infatti, i flussi di acqua viva sono le molte e differenti opere d’amore per il prossimo.

11. All’ultima cena dissi: «Chi accoglie i Miei comandamenti e li osserva, è colui che Mi ama; e chi ama Me, sarà amato dal Padre Mio, ed Io pure lo amerò e Mi rivelerò a lui, verremo a lui e vivremo con lui». (Gv. 14, 21-23)

12. Paolo dice: «Dio ha dimostrato il Suo Amore per noi dal fatto che Cristo è morto per noi, poiché a quel tempo eravamo ancora peccatori (ereditari)» (Ebr. 9:15; Rom. 3,25; Rom. 5,8).

13. Continua ancora Paolo: «Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, affabilità, benevolenza, fede, dolcezza d’animo, castità» (Gal. 5,22).

14. Da altre annotazioni sull’amore come regole per la vita spirituale, imparate quanto segue: in ‘Proverbi’ si dice: “L’odio suscita discordie, l’amore copre ogni colpa” (Proverbi 10,12). Infatti, chi ama Dio sopra ogni cosa chiederà perdono per i suoi peccati attraverso un contrito pentimento; e per amore a Dio amerà quindi il prossimo come figlio di Dio e perciò come suo fratello, come se stesso, e farà a lui ciò che vorrebbe che il prossimo faccia a lui stesso.

15. Pietro scrisse ai credenti: «Ma soprattutto, perseverate nell’amore incessante; poiché l’amore copre il gran numero di peccati» (1° Pietro 4,8).

16. Ed Io stesso, Gesù, al Quirino Cirenio, governatore della Siria, e ai fratelli che mi amavano in Egitto, dissi sul grande valore dell’amore quanto segue:

- «Coloro che vengono a Me come col tuo grande amore, a costoro saranno perdonati tutti i peccati, anche se ne avessero tanti quanti i fili d’erba sulla Terra o i granelli di sabbia nel grande mare» (Infanzia di Gesù cap. 237,16).

 

 

6/4 - Gli attributi di Dio

17. Ora veniamo alla discussione dei Miei attributi divini, come sono riportati nelle Sacre Scritture. I Miei attributi in Dio sono comunque i seguenti:

- I ) Sono Santissimo, poiché tutte le opere che ho creato testimoniano di questo attributo, perché ‘Santo’ significa tanto quanto ‘infallibile’. (Lev.11,44)

- II ) Sono Eterno, poiché non ho nessun inizio e mai avrò una fine, perché Dio è il mondo stesso e tutto ciò che si trova in esso. (Sal. 89,2; 1° Tim 1,17)

- III ) Sono Giusto, perché così Mi chiamava il popolo di Israele, e aveva ragione, in quanto la Mia giustizia dura eternamente. (Dt. 32,4)

- IV ) Sono Buono perché tutto ciò che faccio proviene dalla Mia bontà, santità e infallibilità. (Lc. 18,19)

- V ) Sono Verace, perché tutto ciò che faccio, porta in sé il sigillo della verità. (Rom. 3,4; Salmi 119,151)

- VI ) Sono pieno d’Amore, poiché per amore è stata fatta la creazione del mondo, e il Mio governo in esso testimonia nient’altro che amore permanente. (1° Gv 4,8 e 16)

- VII ) Sono Onnisapiente, perché la Mia sapienza mette in vista la Creazione visibile, in quanto le specie, le forme, i colori e i generi sono i suoi prodotti. (Salmi 104,24)

- VIII ) Sono Onnipotente, perché la Mia Onnipotenza nel linguaggio spirituale si chiama Spirito Santo, ovvero l’effettiva forza di volontà del Mio Amore e della Mia Sapienza. (Salmi 135,6; Lc. 1,37)

- IX ) Sono Onnipresente, perché dal momento che sono lo Spirito dell’etere, per questa ragione non c’è da nessuna parte qualcosa dove Io non sarei presente né nella cosa stessa. (Ger. 23,23-24; Salmi 139,7-8)

- X ) Sono Onnisciente, perché già in seguito alla Mia Onnipresenza sono Onnisciente, poiché niente può accadere che Io non veda. (Ebr. 4,13; 1° Cronache 28,9; Es. 34,6)

- XI ) Sono Misericordioso, perché tutte le Mie opere che faccio a beneficio degli uomini quali figli Miei, testimoniano della misericordia verso le loro aberrazioni ed errori. (Es. 34,6)

- XII ) Sono Immutabile, perché il Mio Amore e la Mia Sapienza descrivono in anticipo la via della vita, del progresso e del completamento di tutte le creature, quindi mai qualcosa vi può essere cambiato, perché nel suo inizio primordiale spirituale sta lì come completo e immutabile, prima che Io lo faccia entrare nell’esistenza visibile. (Malachia 3,6)

 

 

6/5 - L’idea dell’uomo su Dio esistente nella Creazione e nella natura

Graz, 15 gennaio 1904

18. Spesso gli uomini dubitano che esiste un Dio, mentre voi non dovete dubitare di ciò, ma riflettere un po’ se è possibile che il mondo e tutto ciò che vedete con gli occhi e ascoltate con gli orecchi è diventato esistente consapevolmente solo da se stesso, e se si è formato dal nulla così ingegnosamente, così maestosamente e così stupendamente.

19. “Nulla viene dal nulla!”, lo dicono tutti gli eruditi; ma anche tutti gli uomini sanno che senza un maestro o un artista non si è ancora formato nulla di ciò che voi vedete e avete inventato, formato ed eretto come opera dell’uomo, di maestri e artisti, perciò è un’immaginazione del tutto senza fondamento pensare che la Creazione visibile, con la sua meravigliosa architettura e l’ordinata organizzazione, sia sorta e si sia formata da se stessa.

20. Gli eruditi sono pieni di stupore per tutto ciò che accade nella Creazione, specialmente nell’astronomia. Essi sono consapevoli che mai inventeranno strumenti tali da esplorare i misteri della Creazione più profondamente di quanto è possibile. Sono anche consapevoli che mai penetreranno nel mistero di come sorge e cresce il più piccolo filo d’erba, figuriamoci penetrare nell’artistica creazione della Terra intera, senza umiliarsi e riconoscere apertamente: «Noi in verità diciamo: ‘Questa è la natura!’, ma con ciò affermiamo solo che nella natura opera una misteriosa, invisibile forza che, nella sua sapienza, sta grandiosa al di sopra di ogni intelligenza e immaginazione umana, e rappresenta una forza a cui niente si può contrapporre, perché ha in mano gli elementi naturali, il magnetismo e l’elettricità come suoi strumenti».

21. Il mondo cerca Dio e non ne trova da nessuna parte Uno, perché non Lo cerca dove si deve cercare e trovare.

22. Gli uomini contemplano l’infinita splendente Creazione, la sua grandezza e la gravità dei corpi che si librano liberamente nell’aria, ed ammirano la forza che il mondo stesso riceve per fluttuare ininterrottamente e nell’ordine costante della sua orbita e rotazione, in modo che non subentrino disturbi, e il tutto si svolga nella totale perfezione.

23. Qui si tratta fondamentalmente di avere la prova da dove proviene l’invisibile Onnipotenza che tiene e fa ruotare tali corpi giganteschi come palle da gioco, leggeri come una piuma, nella loro potenza e forza, perché essi ovviamente non si mantengono da se stessi, bensì vengono mantenuti da una Onnipotenza invisibile.

24. Gli studiosi desumono da piccole prove quelle grandi; solamente che queste loro supposizioni sono problematiche oppure avvolte da misteriose tenebre, se la questione non si valuta più a fondo, e da questa non si giudicano e non si creano sistemi che siano validi.

25. Questi studiosi, per vero, dicono che l’elettricità e il magnetismo[13] sono ciò che si attrae e si respinge reciprocamente, e questo avviene con tutti i corpi celesti; così l’uno attrae l’altro, respingendosi e attraendosi di nuovo, e respingendosi e attraendosi continuamente, ripristinano un equilibrio per mezzo del quale viene mantenuto il corpo sospeso.

26. Questa ipotesi, o supposizione, manca però completamente della prova che avviene veramente qualcosa del genere, e quindi non è una prova, bensì è un punto di vista che non ha nessuna base.

27. Le considerazioni su questo concetto sono comunque le seguenti: il magnetismo e l’elettricità compenetrano l’intero universo e non c’è nulla nello spazio aereo ed etereo in cui queste due forze non siano rappresentate, quindi non esiste un atomo in cui mancherebbe il magnetismo e l’elettricità, e tuttavia queste due sono le forze di base di tutte le forze; esse sono la forza creante, la forza motrice, ordinante e sostenente il mondo, perché nel linguaggio divino viene chiamato Spirito Santo’, essendo l’Amore, la Sapienza e l’Onnipotenza in Dio!

28. Nel magnetismo sta il creante Amore, ovvero il Padre in Dio, nell’elettricità sta l’Onnisapienza di Dio, e ciò che queste due decidono viene messo in opera dall’infinita forza poderosa che sta in entrambi.

29. Se ora considerate che i mondi sono composti di puri atomi compenetrati di magnetismo ed elettricità, e questi sono la stessa Onnipotenza divina, allora è facilmente comprensibile che la Terra viene tenuta sospesa nell’aria da questa Onnipotenza, così che singolarmente e tutti insieme, come costituente il corpo terrestre, vengono manipolati da questa Onnipotenza.

30. Da ciò e da nessun’altra parte proviene la forza che mantiene i giganteschi mondi sospesi nell’aria e li fa roteare e percorrere le orbite secondo la loro intelligenza divina. Infatti, nelle Mie mani divine stanno tutti i fili del governo del mondo e là confluiscono, e da qui tutto viene guidato e tenuto nell’ordine.


 

6/6 - Chi ha conoscenza di Dio dalla Creazione?

31. Io, l’invisibile, operante attraverso il Mio eterno Amore, Sapienza e Onnipotenza come Dio dell’Universo, attraverso la contemplazione delle Mie inimitabili meraviglie della natura fin dalla creazione del mondo, sono così riconoscibile che nessuno può scusarsi dinanzi a Me e dire di non aver avuto nessuna prova e perciò di non sapere che esiste un Dio.

32. Purtroppo molti uomini laicizzati e ostinati credono di essere molto saggi. Invece sono caduti nell’oscurità spirituale a causa della loro presunta sapienza, e perciò hanno scambiato l’unica vera maestà dell’imperituro Dio, con l’immagine dell’uomo perituro, perché hanno fatto gli uomini per idoli sulla Terra, dal momento che conferiscono loro titoli che spettano solo a Dio. Altri cercano presso gli eruditi il giudizio e la testimonianza della Parola di Dio, se questa si basa sulla verità, e dicono: “Ma cosa dicono i dotti su questo?”. – Sorge però la domanda: “Che giudizio possono dare i dotti che negano Dio, oppure coloro che hanno falsi concetti di Lui?”

33. In tal modo gli uomini hanno trasformato le verità di Dio in menzogne, poiché mostrano più venerazione e servizio alle creature che al Creatore, al Quale solo è dovuta la lode per l’eternità. Perciò l’umanità è caduta in tutti i vizi e depravazioni, e per questo motivo viene tormentata e castigata – con il Mio permesso – con ogni tipo di afflizioni e tribolazioni.

34. Gli uomini non hanno ritenuto degno valesse la pena procurarsi la conoscenza di Dio; perciò anch’Io ho permesso che andassero in direzioni sbagliate, verso ciò che non è appropriato perché contravviene ai Miei comandamenti e ai Miei insegnamenti.

35. Da ciò proviene che gli uomini sono colmi di ogni ingiustizia, malignità, fornicazione, cupidigia, scelleratezza, pieni di odio, invidia, ambizione e sete di potere, ferocia sanguinaria, col carattere litigioso, colmi di astuzia, perfidia, prepotenza, megalomania e conseguente mania di persecuzione; quindi ci sono anche molti istigatori o traditori, diffamatori, bestemmiatori, prepotenti, millantatori, ideatori di ogni sorta di cattiveria e tracotanza verso i propri genitori.

36. Gli uomini sono diventati perversi, perfidi, spietati, implacabili e crudeli (Rom. 1,20-31), perché il timore di Dio si è estinto in loro a causa delle tenebre della sapienza intellettuale e, con ciò, sono diventati nel mondo, spiriti infernali nella carne.

37. Se chiedete ad un negatore di Dio e dell’anima in che modo si forma in natura questo e quello, dal momento che non lo si può esplorare, né copiarlo, né dimostrarlo, egli vi risponderà spensieratamente come uno che non ha mai studiato qualcosa, né compreso, né riflettuto: “Questa è la natura!

38. Tuttavia, poiché in questa natura ci sono e operano forze ed intelligenze così incomprensibili che superano di gran lunga la sapienza umana, non sarebbe meglio e più assennato se un tale campione del nichilismo spirituale dicesse: “Questi sono problemi non ancora investigati, essendo apparentemente trascendentali”, oppure: “Sono domande oscure per il debole intelletto umano!”

 

 

6/7 - L’uomo afferma che ciò che non vede o non sente, non esiste

Graz, 8 agosto 1903

39. Gli uomini che non conoscono la vita trascendentale, dicono: “Ciò che non vedo o non sento, non esiste!”. Questa opinione può essere facilmente confutata, poiché l’uomo non vede i pensieri del prossimo, sebbene questi li esprime proprio così, come lo farebbe con la bocca aperta, perché il pensare è un espressione spirituale, e tuttavia chi gli sta accanto non lo percepisce. Quindi questa è una prova che esistono cose della vita spirituale conosciute in generale, nelle quali anche tutti gli uomini credono che siano esistenti, perché ognuno è convinto di questo da se stesso, e tuttavia nessuno le percepisce, come anche nessuno sente i pensieri del prossimo. Al contrario, uno spirito elevato vede e sente i pensieri di ciascun uomo, e pertanto l’uomo è sempre accompagnato da spiriti ovunque si trovi, perché essi ascoltano il suo linguaggio del pensiero, che per loro è il ‘linguaggio dello spirito’.

40. Questa prova presentata qui che non si può vedere né sentire i pensieri, di fatto esistenti, confuta gli argomenti addotti dai negatori di Dio e delle anime.

41. Questi negatori di Dio e dell’anima, quindi scettici della fede, sono i poveri ciechi, sordi e idioti della vita spirituale, e perciò attraverso la Mia ispirazione a lui toccata, il grande poeta (Goethe), su tali modi di comprendere, disse del tutto squisitamente:

«ciò che non toccate, vi sta lontano miglia,

ciò che non afferrate, vi manca assolutamente;

ciò che non conteggiate, lo credete non vero;

ciò che non pesate, non ha per voi importanza alcuna;

ciò che non monetizzate, pensate che non valga»[14].

42. Jehova Elohim significa: lo Spirito Santo di Dio dell’Amore, della Sapienza e dell’Onnipotenza, che rappresenta l’invisibile forza operante e creante nella materia, che genera la crescita, il movimento, le forme e le strutture, così come il linguaggio e i suoni ‒ e tutto ciò che si caratterizza come i cinque sensi e ancora di più ‒ non è altro che lo Spirito Santo proveniente da Dio, che è semplicemente chiamato lo spirito nerveo e i cinque sensi. Questa è la generale percezione dello Spirito Santo ovvero della ‘Divinità nella natura e nell’uomo’. Ora esaminiamo il grande miracolo quotidiano.

43. Poiché la Terra ha una circonferenza di 40.000 chilometri, allora ogni uomo percorre con essa 28 chilometri al minuto, ovvero 464 metri al secondo. Questa è comunque una tale incredibile velocità, che l’uomo, come alla velocità del fulmine, in ogni secondo, con la rotazione della Terra, percorre ininterrottamente circa mezzo chilometro, e questo nelle 24 ore in tutte le posizioni possibili, così che a mezzogiorno sta sui piedi, a mezzanotte sta invece con i piedi sulla Terra ma con la testa in giù (rispetto al Sole), come un pipistrello dormiente che ogni giorno pende in giù senza saper nulla di questo.

44. Sorge la domanda: “Se questo non è un miracolo trascendentale, perciò divino, di cui l’uomo non ne sa nulla, cos’altro potete ancora chiamare ‘miracolo’?”

45. Chi dovrebbe, all’infuori di Dio, operare questo miracolo, che l’uomo corre ininterrottamente alla velocità del fulmine, e tuttavia non ne sa nulla, e giornalmente adempie ancora ogni funzione immaginabile nelle posizioni più straordinarie del corpo? Non deve Dio, che è l’elettricità e il magnetismo stesso, operare giornalmente questo miracolo, incomprensibile per i concetti umani, che l’uomo si muove ininterrottamente e rotea alla velocità del fulmine? Se non Lui, chi altrimenti?

 

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Cap. 7

 Il secondo articolo di fede nel Credo apostolico recita:

E in Gesù Cristo, Suo Figlio unigenito, nostro Signore…”

 

7/1 - La fede in Cristo

1. Con questo articolo di fede, Io, per primo, sono chiamato l’unico Figlio di Dio generato, e per secondo, il Signore degli uomini.

2. Che questo Nome sia l’espressione suprema, si può conoscere dal fatto che si dice che Io sia un “Figlio unigenito di Dio”, poiché nascere, riguardo al contenuto, significa essere nell’Essenza interiore di Dio, quindi Dio stesso; perciò anche il secondo nome “nostro Signore”, in quanto ‘Signore’ oppure ‘Dio’, è di nuovo un nome, è il Nome di Colui che è il Sovrano e il Signore, perché altrimenti Egli non sarebbe Signore sugli uomini, dal momento che questi sono proprio figli di Dio, sui quali nessun altro è Signore, se non Dio soltanto.

3. Il nome Gesù in ebraico significa: Salvatore, Soccorritore, Redentore oppure Liberatore.

4. Io sono chiamato Salvatore, perché per mezzo Mio la salvezza è venuta attraverso la redenzione sulla croce per due motivi:

- I ) dal peccato originale e dai peccati dell’Antico Testamento;

- II ) perché sono diventato Uomo, per mezzo del Quale gli uomini, quali figli di Dio, sono stati riscattati dalla separazione da Me, dal Padre loro spirituale.

5. Anche Isaia lo scrive:

- «Egli è trafitto per i nostri peccati, è colpito a causa dei nostri misfatti. Il castigo per la nostra salvezza sta su di Lui, per le sue piaghe noi veniamo guariti» (Is. 53,5).

6. La Mia morte ebbe luogo per la redenzione dalle trasgressioni degli uomini nel Primo Patto. (vedi Ebr. 9,15; Rom. 3,25)[15]

7. Accanto al nome Gesù come Salvatore, sono anche chiamato ‘Cristo’, perché fui menzionato frequentemente dai profeti come ‘Unto’, cosa che in ebraico significa ‘Messia’ (ebraico = Maschiach), in greco invece ‘Cristo’, particolarmente chiaro in Daniele: «…fino all’Unto, (Gesù) al principe (proveniente dalla tribù di Giuda) sono sette settimane e sessantadue settimane» (Daniele 9:25).

 

 

7/2 - Gesù Cristo chiamato l’unigenito[16] Figlio di Dio

8. Come accennato prima, Io sono chiamato Figlio unigenito di Dio, e questo secondo la Mia anima, perché la Mia anima, quale Sapienza di Dio, è ingenita o contenuta nell’Amore divino, come la luce è contenuta nella fiamma.

9. Che Io sia l’unigenito Figlio di Dio, lo riferiscono i seguenti passi delle Scritture che l’evangelista Giovanni ha registrato:

- I ) «Nessuno ha mai visto Dio (nel Suo aspetto primordiale), che il Figlio unigenito, il Quale è nel grembo del Padre, e Lui ce Lo ha fatto conoscere» (Gv. 1,18).

- II ) «Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo Figlio unigenito affinché ognuno che crede in Lui non perisca, ma abbia la vita eterna. Infatti, Dio non ha mandato Suo Figlio nel mondo perché condanni il mondo, ma perché il mondo per mezzo di Lui venga salvato. Chi crede in Lui non sarà condannato; chi invece non crede è già condannato, perché non crede nel nome dell’unigenito Figlio di Dio» (Gv. 3,16-18).

- III ) «Se non Mi credete che Io sia nel Padre e il Padre sia in Me, allora credetelo per le stesse opere» (Gv. 14,11).

- IV ) «L’Amore di Dio verso di noi si è dimostrato in questo: nell’aver Dio, mandato Suo Figlio unigenito nel mondo, affinché potessimo vivere per mezzo di Lui» (1° Gv. 4,9).

 

 

7/3 - Gesù, Figlio di Dio

10. Questo nome, come gli accennati passi mettono in evidenza sull’unigenito Figlio, è l’espressione spirituale della Sapienza, ovvero della Teosofia divina o Parola di Dio (vedi “La Santa Trinità” cap.5), che Io ho esposto come Parola di Dio. Perciò Paolo disse ai Corinzi: «Cristo è la divina Sapienza» (1° Cor. 1,24).

11. L’incarnazione di Dio in Cristo, sotto il nome spirituale “Figlio di Dio”, è avvenuta per annunciare al tempo stabilito il vero Vangelo di Dio ai poveri.

12. Quanto a questo, è scritto in Isaia 61,1: «Lo Spirito del Signore è sopra di Me, perciò mi ha unto e mandato per annunciare il Vangelo ai poveri (chi ha fame di pane spirituale)».

13. Oltre a ciò, per liberarli dal peccato originale e dai derivanti peccati del Vecchio Testamento (Gen. cap.3; Ebr. 9,15; Rom. 3,25), mediante la redenzione sulla croce e, per mezzo di questa, riguadagnare la figliolanza di Dio, della quale sono stati privati a causa del peccato originale.

14. Infatti, in Cristo, Dio ha riconciliato il mondo con Se stesso, non imputando più agli uomini i loro peccati del Vecchio Testamento (2° Cor. 5,19).

15. Le prove che Io, Gesù, nel linguaggio spirituale equivalgo a ‘Figlio di Dio’, e nel Quale ogni cristiano deve credere se vuol raggiungere la vita eterna mediante la figliolanza di Dio, sono le seguenti:

- I ) Luca 1,26-35: «L’angelo Gabriel disse a Maria: “Ecco, tu concepirai nel tuo seno e darai alla luce un figlio che chiamerai Gesù; Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo”; […] e Maria disse all’angelo: “Come potrà avvenir questo? Io non conosco uomo”. E l’angelo rispose: “Lo Spirito Santo verrà su di te e la Potenza dell’Altissimo ti coprirà con la Sua ombra, perciò il Santo che nascerà sarà chiamato Figlio di Dio”».

- II ) Matteo 17,5 e Luca 9,35: alla trasfigurazione sul monte Tabor, una nuvola luminosa li avvolse e dalla nube una voce disse: «Questi è il Mio figlio prediletto, nel quale Mi sono compiaciuto; ascoltateLo!». La scena al battesimo è un erroneo scambio, e la duplicazione dell’evento sul monte Tabor. Lasciatevi guidare secondo la descrizione dell’evangelista Giovanni 1,29-34, il quale riferisce la verità su ciò che accadde quella volta.

- III ) In Matteo 16,13-18 Io chiesi ai Miei discepoli: «Chi dite voi che Io sia?». Al che rispose Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente»; ed Io dissi: «Beato sei tu Simone, figlio di Giona; Io ti dico: su questa roccia voglio edificare la Mia comunità, e le porte dell’inferno non prevarranno».

- IV ) La roccia sulla quale edificherò la Mia comunità significa la ‘Verità’ del riconoscimento che Io sono il Figlio di Dio. Infatti, la parola spirituale ‘roccia’ significa verità, e perché Io, come Dio, sono la Verità (Gv. 14,6-11), perciò anche in considerazione della Verità divina.

- V ) Quindi, chi non riconosce Cristo come Figlio di Dio, in questi non c’è la verità, poiché questa è la prima cosa della fede: credere in Me, Gesù Cristo, quindi nella Mia origine come Sapienza divina.

- VI ) In Giovanni 1,34, Giovanni Battista vide al Mio battesimo nel Giordano l’annunciato segno divino, e perciò ha testimoniato che Io sono il Figlio di Dio.

- VII ) In Giovanni 1,50, quando espressi a Natanael la sua fermezza di carattere (notata nel colloquio sotto il fico), egli Mi riconobbe e disse: «Tu sei il figlio di Dio, sei il Re d’Israele!»

- VIII ) In Giovanni 6,69-70, Pietro Mi disse a nome dei dodici discepoli: «Signore, Tu hai parole di vita eterna, e noi crediamo e riconosciamo che sei il Cristo, il figlio del Dio vivente».

- IX ) In Matteo 26,63-64, Io stesso confessai dinanzi a Caifa di essere il Figlio di Dio (lo stesso in Mc. 14,61-62 e Lc. 22,70), al che i farisei beffeggianti Mi spinsero poi alla croce (Mt. 27,43).

- X ) In Matteo 14,33, quando andai camminando sull’acqua e salii sulla barca, il vento si placò e tutti quelli che erano presenti vennero a Cafarnao per prostrarsi dinanzi a Me dicendo: «Tu sei veramente il Figlio di Dio».

- XI ) In Atti 8,37, il camerlengo[17] della regina Kandace a Mohrenland, che voleva essere battezzato, disse a Filippo: «Credo che Gesù sia il Figlio di Dio».

- XII ) Negli Atti 9,20 si dice: «Dopo che Paolo fu convertito, subito si mise a predicare Gesù, dicendo che Egli è il Figlio di Dio».

- XIII ) Secondo Giovanni 5,25 Io dissi: «Verrà l’ora in cui i morti (nello spirito) udranno la voce del Figlio di Dio e coloro che l’avranno ascoltata (cioè l’accetteranno) vivranno».

- XIV ) In Giovanni 20,31 si dice: «Queste cose sono state scritte affinché crediate che Gesù è il Messia (ovvero Cristo), il Figlio di Dio , e affinché, credendo, abbiate la vita nel Suo Nome».

- XV ) Inoltre, in 1° Giovanni 5,13 lui dice: «Vi scrivo queste cose affinché sappiate di avere la vita eterna, voi che credete nel Nome del Figlio di Dio».

- XVI) Anche in 1° Giovanni 5,20-21 viene detto: «Sappiamo che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l’intelligenza per conoscere il vero, e noi siamo nel vero, cioè nel Suo Figlio Gesù Cristo, che è il vero Dio e la vita eterna».

- XVII ) In 1° Giovanni 4,15 è scritto: «Chi ha riconosciuto che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora il lui e lui in Dio».

16. Oltre ai passi citati, Io sono chiamato Figlio di Dio anche altrove, il che è indicato in queste note:  Mt. 8,29 / 27,40-43; Mc. 1,1 / 3,11; Lc. 8,28; Gv. 9,35 / 10,36 / 11,4,27 / 19,7; Rom. 1,4; 2° Cor.1,19; Gal. 2,20; Efes. 4,13; Ebr. 4,14 / 6,6 / 7,3 / 10,29; 1° Gv. 3,8 / 5,10; Ap. 2,18. In molti altri passi della Sacra Scrittura sono chiamato ‘Figlio di Jehova’, in altri passi Io stesso chiamo Jehova come Padre Mio, cioè l’Amore divino, perché Io non sono Figlio di Jehova, bensì sono la Sapienza di Jehova o Anima del Padre, il che è chiaramente dimostrato nei libri n. 37 e 71[18]. Del Padre e del Figlio viene menzionano anche nei seguenti passi:

I ) Giovanni 5,19-27: «Qualunque cosa faccia il Padre, fa il Figlio; come il Padre risuscita i morti e li fa vivere, così pure il Figlio fa vivere quelli che vuole; come il Padre ha la vita in Se stesso, così ha dato anche al Figlio di avere la vita in Se stesso, affinché tutti onorino il Figlio, come onorano il Padre». Il Figlio molto spesso è menzionato anche altrove, così come anche in Davide:

- II ) Salmo 2,7 e 12: «Voglio darvi il decreto del Signore: Egli mi disse: “Figlio Mio sei tu, oggi ti ho generato». - «Baciate il figlio, affinché non si adiri e non smarriate la via; perché la sua ira (cioè lo ‘zelo’) presto s’accenderà: beato ognuno che a Lui si affiderà”».

 

 

7/4 - Gesù, Figlio di Davide

17. Io sono chiamato figlio di Davide perché attraverso i profeti Natan (2° Sam. 7,12) e Isaia (Is. 7,14; 9,5; 11,1) fui annunciato in anticipo come un figlio dal seme di Davide, e perché Maria, la madre del Mio corpo di carne (Lc. 1,26-56) era una discendente dalla tribù della casa di Davide.

18. Perciò Io, Gesù, ero un rappresentante spirituale della casa di Davide e i Miei seguaci di fede sono il popolo del Mio regno spirituale di Davide che esisterà eternamente (2° Sam. 7,12-13-16; Is. 9,6; Dan. 7,13-14; Michea 4,7).

 

 

7/5 - Gesù, Figlio dell’uomo

19. Secondo il corpo di carne, ero di fatto, Figlio dell’uomo, perché discendente dalla tribù e dal seme di Davide

20. D’altronde spiritualmente Figlio dell’uomo vuol dire profeta, quale annunciatore della Parola divina, perché Dio è l’Uomo primordiale di tutti gli uomini secondo la Sua figura; in senso spirituale i Suoi figli si chiamano ‘Uomini’; secondo la rispondenza del linguaggio spirituale-celeste, ‘figlio’ significa parola (si confronti Gv. 1,1-14; Mt. 28,19; 1° Gv. 5,7) e questa è la Sapienza di Dio (1° Cor. 1,24).

21. L’uomo come figura spirituale pensante, in lingua tedesca originaria si chiama: Man-isk-ku(s) che significa ‘essenza ‒ finale – pensante’ = ‘pensatore’. – In slavo (meglio di tutti, derivato dal russo): celovek (tschelowek) = ‘parlatore, oratore’.

 

 

7/6 - L’Uomo-Gesù è Dio

22. Io porto questo Nome secondo la Mia provenienza come Dio e secondo la Mia incarnazione proveniente da Dio.

23. Riguardo a questo, il profeta Isaia al cap. 9,5 scrive: «Un figlio ci è nato e il suo nome (secondo il Suo Spirito divino) è Dio, Padre dell’eternità e (secondo la Sua Anima, che consiste della Sapienza di Dio) Consigliere (del Padre Dio dell’eternità)».

24. Io, Gesù, come Uomo ero il corpo di Dio secondo l’involucro carnale.


 

7/7 - La fede in Dio come Persona visibile

25. Prima dell’incarnazione in Cristo, Dio era invisibile per tutte le creature nel Suo assoluto stato spirituale. In Mosè si dice espressamente: «Nessuno può vedere Dio e vivere, perché Egli è un fuoco consumante. Questo fuoco è l’Amore divino che, nello stato materiale, è il più vivente e quindi è un fuoco divorante (Es. 33,20; Dt. 4,24)». Nello stato spirituale, come nell’etereo, è nondimeno lo Spirito d’amore più fine e sensibile per l’anima, ma non può essere percepito dagli uomini nel corpo di carne senza il permesso di Dio. Quanto più beato è l’uomo nello spirito, tanto maggiori sono i godimenti nella condizione celestiale.

26. Nel Vecchio Testamento, la fede in Jehova era fondata solo sull’angelo sostituto, attraverso il quale parlava lo Spirito di Jehova. Nel Nuovo Testamento, Jehova, nel corpo di Cristo, è diventato per voi un Dio visibile.

27. La fede in un Dio visibile, in Cristo, che è Uomo e Dio allo stesso tempo, ha una benefica beatitudine per l’intelletto umano, perché corrisponde al vostro concetto di un Dio che è Padre vostro perché è presentato in modo naturale. Lo spirituale puro entra certamente negli uomini, ma non viene accolto come qualcosa di stabile, bensì è come un etere sfuggente che non stimola, perché non se ne accorge. Ma se lo spirituale viene accolto nel naturale e diventa una salda realtà di fede, allora lo spirituale con il materiale diventa una faccenda di convinzione e quindi di vera fede. Invece la fede in un Dio invisibile era in realtà una fede cieca, perché il sentimento umano non riesce a vedere il suo Dio, e la Luce di questa fede, per il fatto che non è una spiritualità naturale, non è un’autentica Luce.

 

 

7/8 - L’unica fede che rende beati è quella che Io sono Gesù Cristo, vostro Dio e Redentore

28. (Schumi riporta un insegnamento di Swedenborg)[19]: «L’unica fede che rende beati, per mezzo della quale l’uomo perviene alla più alta perfezione spirituale e giunge al concetto di Dio, Padre suo, è che voi crediate che Gesù Cristo è l’incarnazione di Dio Jehova Zebaoth, perché questo inequivocabile proviene dalle profezie dei profeti. In primo luogo perché tutte le profezie che Jehova diede sui futuri destini dei paesi di Babilonia, Fenicia, Egitto e Palestina sono andati tutti in adempimento alla lettera; in secondo luogo perché Lo stesso Jehova diede quelle profezie su Se stesso, le quali nella vita di Gesù Cristo andarono letteralmente in adempimento (testimone il Vecchio e il Nuovo Testamento); in terzo luogo, perché tutte le Sacre Scritture hanno spiritualmente solo Dio come soggetto nel governo della Sua casa sulla stirpe umana».

*

29. La beatitudine degli uomini dipende dalla fede in un Dio. Tutti gli uomini timorati diventano beati, sia che credano oppure no in un Cristo, ma diversamente, coloro che non credono in Me, in Cristo che è Dio, questi possono ben venire in condizioni di beatitudine, ma non possono mai giungere a Dio come Padre loro, essendo nella condizione di come erano i patriarchi e i profeti prima della redenzione sulla croce, da considerarsi per loro come limbo, perché i loro desideri non possono andare in adempimento per giungere al Padre loro.

30. Quelli che invece credono in Me, in Cristo come Dio, e conducono la loro vita secondo i comandamenti divini, a questi è riservato di diventare figli di Dio e di essere elevati al rango beatifico dell’Amore celeste, dove contempleranno Dio nella figura di Gesù Cristo e godranno di una inconcepibile beatitudine; mentre coloro che considerano Me, Cristo, solo come Uomo, sono come i domestici nella casa del Padre eternamente assente, perché per loro, Dio resta invisibile. Anche la loro felicità è incomparabilmente di grado inferiore, perché questi sono nella Sapienza, mentre i figli di Dio sono nell’Amore di Dio. Perciò insegnai Io stesso, e in seguito lo insegnarono gli apostoli, che si deve credere in Me se si vuol diventar beati nel senso dei figli come eredi di Dio, come espongono le seguenti prove:

- I ) Giovanni 3,15-16: «Giovanni ha testimoniato su di Me ciò che Io dissi con le seguenti parole: “La Mia sofferenza e morte accadrà affinché chiunque crede nel Figlio abbia la vita eterna; poiché Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio Suo unigenito, affinché chi crede in Lui non perisca, ma abbia la vita eterna”».

- II ) Giovanni 3,18: «E proseguì: “Chi crede nel Figlio non sarà giudicato, ma chi non crede sarà giudicato perché non crede nel Nome dell’unigenito Figlio di Dio”».

- III ) Giovanni 3,36 dice: «Chi crede nel Figlio ha la vita eterna (dei figli di Dio), chi invece non crede nel Figlio non vedrà la vita (cioè Gesù Cristo), bensì su di lui rimarrà l’ira di Dio (cioè la separazione dalla figliolanza)».

- IV ) Giovanni 6,28-29: «Essi Gli domandarono: “Che dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?”. Ed Io risposi loro: “Questa è l’opera di Dio: che voi crediate in Colui che il Padre ha mandato” (e viviate e operiate secondo il Suo insegnamento!)».

- V ) Giovanni 6,35: «Dissi ai giudei: “Io sono il pane della vita, chi viene a Me non avrà più fame e chi crede in Me non avrà più sete”».

- VI ) Giovanni 6,40: «Ancora dissi: “Questa è la volontà del Padre che Mi ha mandato, che chiunque conosce il figlio e crede in Lui abbia la vita eterna, ed Io lo risusciterò nell’ultimo giorno”».

- VII ) Giovanni 6,47-48: «In verità, in verità vi dico: chi crede in Me avrà la vita eterna, perché Io sono il Pane della vita (ovvero l’insegnamento spirituale, secondo il cui adempimento si viene a Me, al Padre suo, come “la vita eterna”)».

- VIII ) Giovanni 7,37-38: «Io esclamai e dissi: “Chi ha sete venga a Me e beva dalla sorgente del divino Amore; poiché chiunque crede in Me, dal suo corpo, come dice la Scrittura, scaturiranno fiumi d’acqua viva” (che sono le opere d’amore per il prossimo)».

- IX ) Giovanni 8.24: «Io dissi: “Se non credete che Io sia Jehova, il promesso Messia (Is. 9,5; Malachia 3,1-23; Michea 5,1), morirete nei vostri peccati».

- X ) Giovanni 11,25-26: «Dissi di Me stesso: “Io sono la resurrezione e la vita, chi crede in me, non morirà in eterno”».

- XI ) Giovanni 12,36: «Quando entrai in Gerusalemme, dissi agli ebrei nel Tempio: “Finché avete la luce, credete nella luce, affinché siate figli della luce”».

- XII ) Giovanni 16,8-9: «All’ultima cena dissi: “Quando verrà l’assistente (il consolatore), lo Spirito della verità, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio; quanto al peccato, perché non credono in Me”».

- XIII ) Giovanni 20,31 scrisse: «Queste cose sono state scritte affinché crediate che Gesù è il Figlio di Dio, e credendo abbiate la vita nel Suo Nome».

31. Coloro che credono che sola la fede in Cristo sia beatificante senza le opere dell’amore per il prossimo, il che ovviamente è un’errata interpretazione del frainteso insegnamento biblico, trovano nel supplemento del libro di “Il dr. Martin Lutero nell’aldilà” l’esauriente chiarimento relativo a ciò, come anche nel libro: “Cristo e la Bibbia”.

 

 

7/9. La forza della fede

32. La fede in Me, Cristo, e da ciò l’osservanza del Mio insegnamento, è la forza fondamentale della vita spirituale. Questa è la fede con la quale si ottiene tutto, e in certe occasioni si ottengono perfino guarigioni miracolose. Perciò Io dissi:

- Giovanni 15,4-5: «Rimanete in Me ed Io in voi, perché senza di Me non potete far nulla».

33. La fede in Dio e in ciò che Egli ha comandato e insegnato, è propriamente il credere in tutto ciò che viene da Dio, poiché ciò che viene da Dio è divino, quindi è uguale a Dio, perché in Dio c’è solo del divino. Padre e Figlio, ovvero Amore e Sapienza, sono il loro effetto, e quindi la vera fede è in ciò che viene da Dio, e quindi è di nuovo Dio stesso, perché la fede è data e reclamata da Dio. Essa è una forza che viene da Dio ed è radicata in Dio, e questa forza è lo Spirito Santo in Dio, il che è la manifestazione esteriore della Divinità. Perciò chi ha una salda fede, ha in sé la forza di Dio ed è abilitato a compiere miracoli.

34. Perciò si dice in Marco 9,23: «Tutte le cose sono possibili a colui che crede (e quindi nulla è impossibile a colui che crede senza dubbio alcuno)». E su questo si basa anche la forza della grazia della rinascita dello spirito, di cui il libro “La Santa Trinità” fornisce ulteriori dettagli.

 

 

7/10 - La fede è l’eterna Verità nella Parola di Dio

35. La vera fede è la fede nella Parola di Dio; la Parola di Dio è di nuovo l’eterna Verità, perciò chi ha l’autentica fede, ha Dio il Padre suo Gesù, l’eterna Verità in sé, e con questa è protetto dagli attacchi dell’inferno. – Per questo motivo ognuno deve credere a ciò che viene offerto e insegnato qui, se vuole che Cristo viva e operi in lui. Poiché solo per questa fede, Io, Gesù, chiamai Pietro “una roccia”, ovvero la Verità su cui edifico la Mia Chiesa.

 

 

7/11 - La fede degli apostoli in Cristo

36. Che la fede degli apostoli si basi solo sulla Mia Persona come Dio Padre (Gv. 10,30 / 12,45 / 14,9; Is. 9,5) e Figlio, risulta chiaro dalle loro lettere, specialmente da quelle di Paolo il quale dice:

- I ) Galati 2,20: «Io vivo (di certo ancora nella carne), ma non io (secondo i desideri della carne), ma Cristo vive in me (secondo il Suo Spirito divino); per quello che ora vivo nella carne, vivo nella fede, che è nel Figlio di Dio».

- II ) Atti 20,21: Paolo ammonisce ebrei e greci alla penitenza verso Dio e alla fede nel Signore Gesù Cristo.

- III ) Atti 16,30-31: «Il carceriere che portò fuori Paolo domandò: “Cosa devo fare per essere salvato?”. E Paolo rispose: “Credi nel Signore Gesù Cristo, e (se adempierai i Suoi insegnamenti e comandamenti) sarai salvato insieme alla tua casa”».

- IV )Giovanni 5,12-13: «Chi ha il Figlio ha la vita, chi invece non ha il Figlio di Dio non ha la vita; vi scrivo queste cose affinché sappiate che voi che credete nel nome del Figlio di Dio, avrete la vita eterna».

- V ) Galati 2,15-16: «Noi che siamo giudei per nascita, e non peccatori provenienti dai gentili, sapendo che l’uomo non è giustificato mediante le opere della legge ma soltanto dalla fede in Gesù Cristo, così anche noi abbiamo creduto in Lui».

- VI ) Romani 3,22-26: «La giustizia di Dio viene per mezzo della fede (adempiuta attraverso le opere, come Paolo e Giacomo insegnano in altri passi della Bibbia)».

- VII ) Filippesi 3,9: «Paolo disse: “Egli ha la giustizia che deriva dalla fede in Cristo, la giustizia che, attraverso la fede (attiva), è concessa da Dio”».

- VIII ) Apocalisse 14,12: «Qui sono i santi che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù Cristo».

- IX )Timoteo 3,15: «Mediante la fede, che è in Gesù Cristo».

- X ) Galati 5,6: «In Gesù Cristo vale solo la fede che è attiva attraverso l’amore».

37. Che solo questa fede sia quella giusta, si confronti il supplemento a Martin Lutero; mentre i protestanti preferiscono attenersi all’interpretazione malintesa della Scrittura in ‘Romani’ 3,28[20], perché essi con questo (errore di Paolo), credono di essere esonerati da ogni attività nelle opere d’amore per il prossimo.

38. Che la sola vera fede sia una fede della verità, se è attiva tramite l’amore, viene dimostrato attraverso le sette virtù sotto amore, misericordia e amore per il prossimo (nel ‘Libro delle preghiere’). Anche la conduzione del dr. Martin Lutero nell’aldilà testimonia che la vera religione è solo quella che si manifesta nell’amore per Dio e per il prossimo.

 

 

7/12 - La roccia della fede è la verità in “Dio-Roccia”

39. La fede in un Dio è quella in cui l’uomo crede che Gesù sia questo Dio, questa fede è una roccia della vita eterna, che è la ‘Verità’ divina nella sua massima forza dell’Amore divino, perciò Jehova viene chiamato ‘Roccia’ dai profeti e dagli apostoli, come mostrano le seguenti prove:

- I ) Deut. 32,3-4: «Voglio lodare il nome del Signore, voglio dare l’onore solo al nostro Dio! – Egli è una Roccia, perfette sono le opere Sue; poiché tutto ciò che fa è giusto».

- II ) Deut. 32,15: «Ma poiché Jesurun[21] s’è ingrassato ed ha recalcitrato ... ed ha abbandonato il Dio che l’ha creato. Ha disprezzato la Roccia della sua salvezza».

- III ) Deut. 32,18: «Hai abbandonato la Roccia che ti ha generato, hai dimenticato il Dio che ti ha creato».

- IV ) Deut. 32,30: «In che modo uno solo può inseguirne mille, e due metterne in fuga diecimila, se la loro Roccia non li avesse venduti e se il Signore non li avesse abbandonati (al nemico)?»

- V ) Deut. 32,37: «E si dirà: “Dove sono i loro dèi (cioè le guide), la Roccia in cui cercavan rifugio?”»

- VI )Samuele 22,2: «Davide disse: “Signore, mia Roccia, mia Fortezza e mio Liberatore”».

- VII ) Salmo 18,3: «Signore, mia Roccia, mia Fortezza, mio Liberatore, mio Dio, mia Rocca in cui mi rifugio, mio Scudo e Corno della mia salvezza e mio Ricovero».

- VIII ) Salmo 31,3-4: «Signore sii per me una potente Roccia e una Fortezza per aiutarmi, perché tu sei la mia Roccia e la mia Fortezza, per amor del Tuo Nome accompagnami e guidami!»

- IX ) Salmo 42,10: «Io dico a Dio “O mia Roccia, perché mi hai dimenticato? Perché, mesto, devo camminare sotto l’oppressione del mio nemico?”»

- X ) Salmo 62,8: «In Dio la mia salvezza e il mio onore, Egli è la Roccia della mia forza, la mia fiducia è in Dio».

- XI ) Salmo 71,3: «Sii per me un potente Baluardo, in cui posso sempre rifugiarmi, hai promesso di aiutarmi, perché sei la mia Roccia e la mia Fortezza».

- XII ) Salmo 27,5: «Il Signore mi nasconderà nel Suo rifugio nel giorno della sventura, mi proteggerà all’ombra del Suo padiglione e mi solleverà in alto sulle rocce».

- XIII ) Salmo 40,3: «Il Signore mi ha tratto dalla fossa della perdizione e dal pantano, ed ha posto i miei piedi sulla roccia, assicurando così i miei passi».

- XIV ) Salmo 61,3: «Dai confini della Terra Ti chiamo nell’afflizione del mio cuore. Conducimi Tu su un’alta roccia».

- XV ) Isaia 17,10: «Perché ti sei dimenticato di Dio, della tua salvezza, e non hai pensato alla Roccia della tua forza. Perciò pianti piantagioni gradevoli e innesti piante straniere».

- XVI ) Isaia 26,4: «Confidate nel Signore in eterno; poiché Jehova è un’eterna Roccia».

- XVII ) Matteo 16,15-18: «Chiesi ai Miei discepoli cosa pensavano chi Io fossi, e rispose Simone: “Tu sei Cristo, il figlio del Dio vivente”. A questo risposi Io e gli dissi: “Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché non la carne né il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre Mio nel Cielo. Ed Io ti dico anche: tu sei Pietro (o roccia) e su questa pietra edificherò la Mia Chiesa (meam ecclesiam), e le porte dell’inferno mai prevarranno contro di essa”».

40. La Verità nel linguaggio spirituale è chiamata ‘Roccia’, e che sotto di essa sia inteso Dio lo scorgete dal discorso che ho espresso all’ultima cena, in cui compare il versetto:

- «Io (Gesù, attraverso i Miei comandamenti, insegnamenti e modo di vivere) sono la via per la vita eterna, perché sono la Verità (Me stesso, ovvero Dio) e (perciò Io stesso) la Vita eterna».

41. Perciò il profeta Isaia (Is. 8,14) scrisse su di me:

- «Ecco, Io poso in Sion una pietra d’inciampo e una pietra d’intoppo, ma chi crede in Lui (la pietra d’intoppo per gli scellerati) non deve essere oltraggiato».

42. Poiché Pietro attraverso di Me, come Amore nel suo cuore, apprese la verità sulla Mia provenienza, così Io ero la Roccia o la Verità nella quale credeva, e perciò Pietro fu solo portatore della Verità, ma non la Verità stessa, bensì una roccia di vera fede, un testimone del Mio Io, dell’eterna Verità (Dan. 4,34). Perciò a quel tempo Io dissi che avrei costruito la Mia comunità di fede su questa Roccia, quale eterna Verità; ma non su Pietro che, nel cortile di Caifa, Mi negò tre volte di seguito, e in Antiochia per la quarta volta non fu sincero (Gal. 2,14). Non era quindi su lui stesso che avrei costruito la Mia comunità di fede della Verità, bensì su Me stesso!

 

 

7/13 - Appellativo di Gesù “Signore”

43. Spesso nel Nuovo Testamento sono chiamato “Signore”. Il significato di questa espressione era un titolo elevato ai Miei tempi, titolo che si dava a Dio e al re oppure ad un personaggio di alto rango.

44. Perciò accadde che quando Maria andò in visita da Elisabetta, questa le diede il benvenuto con le seguenti parole: «Da dove mi è dato che la madre del mio Signore venga da me?» (Lc. 1,43)

 

 

7/14 - Gesù, la “Luce del mondo”

45. Io dissi: «Io sono la Luce del mondo». Questo detto vuol dire che Gesù ‒ poiché l’Amore e la Sapienza erano uniti in una sola Persona ‒ nel senso divino ha ragione quando dice: “Io sono la Luce della fiamma dell’Amore divino che attraverso la Sua Sapienza è la Luce che illumina il mondo delle tenebre, e conduce alla conoscenza della Verità”.

 

 

7/15 - Gesù Cristo è il primogenito di tutta la Creazione

46. Questa espressione che Io, Gesù Cristo, sono il primogenito di tutta la Creazione, vuol significare che, come Uomo, sono il primo di tutti i figli di Dio, e che ero lì già prima come Sua Sapienza, quando Dio intraprese la creazione del mondo.

47. Gli uomini, quali figli di Dio, consistono di amore, sapienza e forza. Tuttavia, questo è da comprendere così: dal momento che in Dio, Padre loro, c’è l’Amore per la Creazione, la Sapienza per l’ideare e la potenza per l’eseguire, allora queste caratteristiche di Dio Padre sono innate anche nei Suoi figli.

 

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Cap. 8

Il terzo articolo di fede nel Credo apostolico recita:

“…concepito dallo Spirito Santo, nato da Maria vergine”

 

8/1 - Nascita e storia della vita di Gesù

1. Sebbene di solito fossi chiamato Figlio di Dio, tuttavia non ho mai avuto un Padre, poiché il Padre era il Mio Amore nel cuore, e Suo Figlio era la Sapienza del Mio Amore nella testa dell’Anima del Padre, poiché Io, come Figlio del Padre, ero la Sua Sapienza e, allo stesso tempo, la Sua Anima era in Uno, come lo sono e lo sarò in eterno.

2. Il Mio concepimento carnale in Maria avvenne mediante lo Spirito Santo. Questo deve essere inteso come segue: poiché lo Spirito Santo proviene dal Padre e dal Figlio, perciò l’Amore e la Sapienza in Dio erano in ‘Questo’ una cosa sola, poiché nel corpo di Maria fu formato l’involucro materiale, ovvero il corpo di Jehova, così la Parola divenne azione, cominciando la Parola a operare, per cui il Mio corpo materiale terreno si formò come fu scritto dagli evangelisti: «Ciò che in lei (in Maria) sarà generato, proviene dallo Spirito Santo (Mt. 1,20; Lc. 1,35)».

3. Se volete sapere esattamente se Maria è stata Mia madre oppure no, allora vi voglio chiarire a fondo la questione: – ciò che l’uomo non fa dalla propria messa in opera, non ne è il generatore; se ciò accade attraverso un forza estranea, allora non può dire che lo ha generato lui; Madre (dal tedesco antico matar, moutar, mueter e infine contorta in Mutter) significa tuttavia genitrice, e lei non lo era, poiché non ha avuto un uomo, bensì è stata solo uno strumento nella Mia mano, il cui strumento però non è stato il mastro o fabbricante, di conseguenza Maria, a rigor di termini, è stata solo la partoriente del Mio corpo di carne, ma non madre, ancor meno, madre di Dio.

4. Nel futuro regno dell’Amore non si verificherà nessuna procreazione carnale[22], e nondimeno nessuna donna potrà concepire senza uomo. Questa Mia chiarificazione dovrà illuminarvi, affinché afferriate la verità e non consideriate Maria madre di Dio secondo i canoni umani, e la collochiate più in alto di quanto corrisponda alla verità.

5. Maria proveniva dal seme di Davide ed era una delle sette vergini che vivevano nel mondo provenienti dalla casa reale di Davide (Storia della giovinezza di Gesù”; Luca. 1,31-33 e 37; 2,4).

6. Dopo che Maria dal Mio Amore divino fu destinata ad essere partoriente terrena, inviai il patriarca Jared, l’arcangelo Gabriel, e le feci annunciare che era stata scelta da Me per diventare la partoriente del Messia, affinché divenisse gravida e partorisse un figlio che avrebbe dovuto chiamare Gesù (Lc. 1,28-35).

7. Maria si spaventò e disse all’angelo: «Come accadrà questo, dal momento che non conosco uomo?» Su questo, l’angelo le rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la Potenza dell’Altissimo ti adombrerà, perciò il Santo che deve nascere da te sarà chiamato Figlio di Dio» (Lc. 1,30-35).

8. L’angelo disse: “…la Potenza dell’Altissimo ti adombrerà”. L’Altissimo è Dio, quindi era questa la Potenza divina che qui viene chiamata Spirito Santo. L’apostolo Paolo dice anche che Io, Gesù Cristo, sono la Potenza divina (1° Cor. 1,24), quindi Io ero Gesù stesso, Colui che formai in Maria per avere il Mio corpo umano, perché altrimenti nessuno all’infuori della Potenza o dell’Onnipotenza divina può compiere questo, e poiché questo viene chiamato lo Spirito Santo che proviene dal Padre e dal Figlio, è quindi evidente che non ero né il Figlio di Dio né di Maria, perché Io stesso ho generato il Mio corpo e questo attraverso la Mia forza di Volontà in Dio, quindi con la stessa Potenza con la quale sono stati creati e ancora vengono creati gli innumerevoli mondi come soli, pianeti e stelle, e altrettanto gli angeli, gli spiriti e gli uomini.

9. Perciò non dovete definire Maria come madre di Dio, perché con questo termine la rendete sposa di Dio, del Padre, e quindi la vedete in questo alto rango divino come dea, come la moglie di un re che è chiamata ‘regina’, e questa è una grossa eresia che ha inventato la Chiesa romana.

10. Maria, per vero, viene chiamata la madre del Mio corpo, ma essa non era nemmeno questa, ma solo la sua partoriente. Se lo comprendete correttamente, allora afferrerete giustamente il Mio chiarimento nel libro ‘Cristo e la Bibbia’ e nel ‘Libro delle preghiere’.

11 Quindi Giuseppe era il marito di Maria, non Mio padre, come lo riteneva invece l’allora popolo ignorante, che non conosceva le Mie origini[23], bensì solo il padre Mio adottivo da Me designato, e perciò designato dal Tempio come marito di Maria, affinché fosse considerato il padre del Fanciullo, altrimenti Maria sarebbe stata lapidata.

12. La Mia nascita avvenne il 7 gennaio tra mezzanotte e mezzanotte e dieci minuti[24] secondo l’ora di Betlemme, in una grotta a 15 minuti fuori della stessa città, che i pastori del luogo non usavano come stalla per pecore o bestiame, bensì come luogo di riparo dal grande caldo per ristorarsi all’ombra fresca.

13. Questa grotta esiste ancora, ma fu sbarrata esternamente da un terremoto che ebbe luogo nell’anno 804, così che oggigiorno nessuno più ne conosce l’esistenza. Con l’inizio del manifestarsi del nuovo regno dell’Amore[25], la ripristinerò di nuovo a come era un giorno, perché allora regnerà la verità!

14. Quindi la Mia nascita fu preannunciata:

- I ) nel 4151 dopo Adamo il 17 dicembre attraverso una stella ai tre saggi astronomi della Persia (Mt. 2,2).

- II ) attraverso un angelo il 7 gennaio di buon’ora di notte ai pastori (Lc. 2,9).

- III ) attraverso Simeone e Hanna il 15 gennaio nel Tempio di Gerusalemme al Popolo (Lc. 2,25-38).

- IV ) attraverso i saggi della Persia il 16 gennaio al re Erode e agli scribi in Gerusalemme (Mt. 2,2 e 4-5).

15. Dopo l’annuncio della Mia nascita, accadde quanto segue:

- I ) i pastori si affrettarono e vennero a vedere e adorare il Messia appena nato (Lc. 2,9-20).

- II ) il 15 gennaio (anno 4152) che è l’ottavo giorno dopo la Mia nascita, fui circonciso secondo le prescrizioni del Vecchio Testamento, fui chiamato Gesù, e allo stesso tempo, Maria fu purificata e introdotta nel Tempio (Lc. 2,21-24).

- III ) il 17 gennaio di buon’ora vennero i tre saggi dalla Persia con la loro carovana davanti alla grotta, adorarono il Bambino e Gli offrirono, secondo l’usanza orientale, in dono come ad un re: oro, incenso e mirra (Mt. 2,11).

- IV ) il 19 gennaio, a causa della crudeltà di Erode che voleva ucciderMi, con i Miei genitori adottivi Maria, Giuseppe e i suoi cinque figli avuti dal primo matrimonio: Gioele, Joses, Simeone, Giuda e Giacomo fuggii a Ostracine[26] in Egitto (Mt. 2,13).

- V ) un’ora dopo la Mia fuga da Betlemme vennero gli sgherri di Erode e trucidarono tutti i bambini fino a due anni in Betlemme e nei suoi dintorni, perché Erode credeva in tal modo di colpire Me, il nuovo Re dei giudei (Mt. 2,16).

- VI ) dopo una permanenza di quasi tre anni, ritornai a Nazareth dall’Egitto il 13 novembre, dopo la morte di Erode, con la famiglia di Giuseppe, e in quel luogo sono stato allevato (Mt. 2,19-23).

 

 

8/2 - Dodicesimo anno di Gesù

16. Ciò che si sa di meraviglioso della Mia giovinezza, è quanto segue:

- I ) Che quando avevo dodici anni (anno 4164) venni a Gerusalemme per la prima volta con i miei genitori adottivi per la festa pasquale.

- II ) Che rimasi indietro a Gerusalemme; dopo tre giorni fui trovato nel Tempio dai genitori adottivi, dove Io stesso andavo tra gli scribi, parlavo con loro sulla venuta del Messia, poi Mi annunciai come Messia e vessavo talmente gli scribi che tutti si meravigliarono sommamente di Me (Lc. 2,41-50).

- III ) Che ritornai a Nazareth e rimasi lì.

- IV ) Che sono stato subordinato ai Miei genitori adottivi.

- V ) Che sono cresciuto in età e sapienza, amore e reputazione nella casa di Giuseppe così come in circoli ben noti (Lc. 2,51-52).


 

8/3 - Negli anni di insegnamento 30-33

17. Ciò che si sa di meraviglioso di Me prima di assumere il Mio compito di insegnante è questo:

18. A trent’anni, il 21 aprile andai nel deserto Bethabara alle rive del fiume Giordano e digiunai per 40 giorni fino al primo giugno. Qui fui tormentato dalla fame, e quindi per tre volte fui tentato dal Satan[27] della carne, che è il desiderabile nel corpo, cosa che però superai con fermezza, dove poi fui servito dagli angeli della Mia stessa forza vitale e umile virtù.

19. Il primo giugno Mi lasciai immergere (battezzare) da Giovanni nel fiume Giordano fino alla testa. (tedesco primitivo túpa, cioè immersione, che divenne ‘battesimo’ dal tedesco antico)

20. Lo Spirito Santo di Dio venne come una ‘nuvola bianca’, simile alla figura di una colomba, visibile in alto su di Me e si fermò sopra di Me, dal momento che Io stesso ero Dio, diedi come segno di riconoscimento che ero il Messia, che quale Spirito di Dio nell’Uomo, Giovanni aveva precedentemente indicato, tramite la parola profetica interiore[28], che Colui sul Quale avrebbe visto venire e trattenersi questo segno, sarebbe stato il Messia.

21. Il 2 giugno, Giovanni Mi vide camminare sulle rive del fiume Giordano e là disse ai suoi ascoltatori che Io ero l’Agnello di Dio che avrebbe preso su di Sé i peccati del mondo (Gv. 1,29-36; - parola del Padre).

22. Il 2 giugno al Mio trentesimo anno cominciai il Mio ministero (Parola del Padre: Lc. 3,23; Gv. 1,35-40).

23. Dopo aver iniziato il Mio ministero, quanto segue è da notare come le cose più importanti:

- I ) Dal 2 giugno fino al 15 agosto accolsi i discepoli, dai quali in seguito scelsi i dodici apostoli[29] (Gv.1,37-45; Lc. 5,1-13; Mt. 10,1-4).

- II ) Ho viaggiato da un posto all’altro nella Palestina, la Mia patria, e nei paesi limitrofi (Grande Vangelo di Giovanni 10 volumi).

- III ) Ho predicato il Vangelo del Regno di Dio attraverso la penitenza della vita, ho rivelato le verità sui misteri divini in cui si deve credere, ed ho insegnato le virtù dell’amore per Dio e per il prossimo (Mt 22,37-40), l’umiltà (Sermone del monte: Mt. cap. 5,6,7 e Grande Vangelo di Giovanni 10 volumi), la misericordia, la pazienza, la purezza del cuore e la riconciliazione dell’amore fraterno.

- IV ) Ho rimproverato l’incredulità e detestato i vizi del popolo; ho contestato gli errori di fede dei giudei, degli scribi e dei farisei.

- V ) Ho consolidato i Miei insegnamenti e le testimonianze delle Sacre Scritture attraverso miracoli ed esempi tratti dalla Mia stessa vita.

- VI ) Ho esercitato benedizioni ovunque, specialmente attraverso la guarigione dei malati.

- VII ) Ho profetizzavo eventi futuri.

24. In considerazione di questi fatti si potrebbe pensare che l’intero popolo credesse in Me, ma non era così. Molti credevano in Me, ma i sommi sacerdoti, gli scribi e i farisei non credevano, bensì Mi odiavano e cercavano di catturarMi con ogni specie di domande ingannevoli, per consegnarMi al tribunale e ucciderMi, poiché il Mio insegnamento non era adeguato a loro, bensì li illuminava su come erano fatti.


 

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Cap. 9

Il quarto articolo di fede nel Credo apostolico recita:

«…patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto…»

 

1. Quando il Mio tempo d’insegnamento finì, c’era ancora l’ultima cosa da fare, vale a dire sopportare la sofferenza annunciata attraverso i profeti, per suggellare la Mia missione come Redentore dal peccato originale (Eb. 9,15).

2. I Miei accusatori erano i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani del popolo. E così ho sofferto sotto Ponzio Pilato, il procuratore dell’imperatore romano Tiberio (Mt. 26 e 27; Mc. 14 e 15; Lc. 22 e 23; Gv.18 e 19).

3. Tuttavia sono stato citato in giudizio per puro odio e invidia, col pretesto di essere un sacrilego, un profanatore del Sabato, un istigatore e sobillatore del popolo contro l’imperatore e contro il Tempio.

4. Sull’accusa del sommo Consiglio del Tempio, Ponzio Pilato sollevò l’obiezione che Io non appartenevo alla sua giurisdizione, quindi secondo il diritto romano non poteva trovare nulla di illegale in Me, per giunta subentrò il sogno di sua moglie Tullia Innocenzia, alla quale teneva molto, e Mi voleva mettere in libertà. Fece la prova con Barabba, il predatore assassino, per salvarMi, ma non funzionò, e nemmeno la terribile flagellazione con la quale rimasi livido dai colpi inferti e dalle ferite, col corpo dilaniato e sommerso dal sangue; pensando con ciò di poter quietare la bestiale sete di sangue di quelle tigri furiose in forma umana, che pretesero subito con impeto la Mia crocifissione, e alla fine minacciarono Pilato che, se non mi avesse lasciato crocifiggere, lo avrebbero accusato di essere nemico dell’imperatore a Roma; dopodiché si spaventò e cedette, sebbene con grande indignazione.

5. La croce sulla quale sono stato crocifisso, valeva presso i giudei e pagani come palo del disonore, come il patibolo oggi, quindi era la punizione più infamante. La crocifissione ebbe luogo su una piccola altura vicino alla città di Gerusalemme, che in celtico ed ebraico si chiamava Golgota, in latino Calvario, in tedesco invece “luogo del cranio”.

6. Molti uomini credono che Io, come Dio o uomo di spirito progredito, non abbia sofferto alcun dolore. Tuttavia questo non è stato il caso, bensì come uomo potevo e dovevo soffrire, per compiere la salvezza dal peccato originale, che naturalmente come Dio non avrei potuto soffrire.

7. Ho sofferto tuttavia animicamente e fisicamente. Nella Mia anima ho sofferto una grande tristezza, nel giardino del Getsemani ero in così grande angoscia, prima della sofferenza che previdi attraverso la chiaroveggenza, che sudai sangue. Lì ho sofferto fisicamente le sofferenze che i colpi e i maltrattamenti degli sgherri dell’imperatore mi avrebbero causato dal Getsemani fino alla restituzione a Ponzio Pilato, alla corte di giustizia di Ponzio Pilato la sanguinosa flagellazione e l’oltraggiosa incoronazione con la corona di spine; e dopo la condanna ho sofferto grandi dolori per il trasporto della pesante croce sul Mio corpo sfinito e privo di forze a causa della perdita di sangue, e infine le grandi dolorose ferite sulla croce fino alla morte (“La passione di Cristo” nr. 21)[30]. Oltre a ciò ho sofferto ogni sorta di ingiurie, calunnie, disprezzo, derisione e differenti altre offese dall’interrogatorio presso il sommo sacerdote Caifa, fino alla Mia morte.

8. La sofferenza sulla croce è durata due ore e mezza, dalle tre alle cinque e mezzo del pomeriggio. Poi Giuseppe di Arimatea e il sacerdote Nicodemo seppellirono il mio corpo in un nuovo sepolcro scavato nella roccia, nel quale ancora nessuno era stato posto.

9. Tuttavia la Divinità non si separò dall’anima dopo la Mia morte fisica, perché la Mia Anima umana era la Sapienza di Dio stesso (1° Cor. 1,24), e perciò la Divinità di Cristo non poteva separarsi dalla Sua Anima.


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Cap. 10

Il quinto articolo di fede nel Credo apostolico recita:

ascese al limbo, il terzo giorno resuscitò dai morti”

1. Il Mio viaggio all’inferno consistette in questo, che Io ho allietato le anime che Mi aspettavano, comparendo tra loro nella trasfigurazione celeste e annunciando come compiuta la Mia redenzione sulla croce. Le anime non erano nel regno dei morti, bensì nelle altezze del Firmamento, e il loro (pre) inferno era semplicemente il desiderio non adempiuto di poter giungere al Padre loro divino come figli, perciò un limbo, altrimenti chiamato “il Cielo dei profeti”, dove le anime pure dimoravano come beate e aspettavano la redenzione dal peccato originale.

2. Se l’eterna dannazione delle chiese cristiane fosse compresa così che l’uomo rimanga eternamente dannato, cosa avrei dovuto cercare poi all’inferno? Infatti, la dottrina della dannazione eterna è un’eresia, perciò contraddice se stessa col Mio viaggio all’inferno.

3. Poiché Io, Gesù, sono asceso al limbo con il Mio Spirito divino e la Mia Anima divina, allora la dottrina è basata su questo, che l’anima sopravvive dopo la morte, e solo lei è responsabile per tutto ciò che viene fatto nella vita terrena.

4. Tuttavia sono asceso al limbo per annunciare ai defunti, che Mi stavano aspettando dal tempo di Adamo fino alla morte sulla croce, la mia vittoria sul Satan e sulla morte, che il peccato originale un giorno commesso da loro nello spirito di Adamo era stato cancellato, e la via che porta al Padre era stata di nuovo spianata.

5. La vittoria sul Satan significa la vittoria sulle attrattive per il mondano e sul seduttore spirituale, il principe della menzogna Satana, il quale inspira nell’uomo ogni specie di voglie e desideri per il godimento del mondano e lo ottenebra spiritualmente.

6. La vittoria sulla morte significa invece la vittoria sui peccati del mondo, poiché il peccato è la morte spirituale dell’anima.

7. Fondamentalmente si è trattato comunque di un’eterna redenzione dal peccato originale degli antichi padri e di tutta la razza umana proveniente da Adamo ed Eva, che si identifica come ‘il peccato del primo patto’, come Pietro lo rende noto nella ‘Lettera agli Ebrei’ e Paolo nella ‘Lettera ai Romani’; perciò da Giovanni il Battista sono stato chiamato «l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo» (Gv. 1,29). In tal modo furono anche adempiuti i passi dei profeti del primo Patto, come viene detto attraverso Davide: (Sal. 68,19) «Tu sei salito in alto ed hai condotto i prigionieri (per il peccato originale) con Te (poiché essi da lì Mi accompagnarono in corteo trionfale in ogni direzione come loro Padre celeste)». Un altro passo da Zaccaria (Zac. 9,11) dice: «Sarai messo in libertà (dal peccato originale) dalla tua prigionia nel sangue del tuo (nuovo) patto».

8. C’erano gli antichi padri, che altrimenti si chiamano ‘patriarchi’, poi i profeti e i differenti altri devoti che morirono prima che Io salissi nel limbo.

9. Sulla redenzione dal limbo parla il re Davide (Salmi 16,9-10) 1076 anni prima, dicendo: «Il mio cuore si rallegra ed esulta l’anima mia, e anche la mia carne riposa sicura. Poiché Tu (Jehova) non lascerai l’anima mia nel (pre) inferno».

10. I motivi per i quali resuscitai dopo la morte del Mio corpo di carne sono i seguenti:

- I ) Perché i passi nei profeti e le Mie stesse profezie dovevano andare in adempimento, così:

- II ) Re Davide: «Tu Jehova non lascerai vedere ai Tuoi amati la putrefazione» (Salmi 16,10).

- III ) Osea: «Voglio redimerli dal (pre) inferno e salvarli dalla morte (spirituale, il peccato originale). Morte, Io (Jehova in Gesù) voglio essere per te un veleno; inferno, voglio essere per te il tuo sovvertitore» (Osea 13,14).

- IV ) Io, Gesù, dissi ai giudei in occasione della purificazione del Tempio (Gv. 2,19-21): «Abbattete questo Tempio, allora in tre giorni lo farò risorgere di nuovo», intendendo quella volta il Tempio del Mio corpo.

- V ) Dopo lo dissi anche agli evangelisti (Mt. 12,22-40) e a Luca (Lc. 13,31-33), che sarei di nuovo risorto il terzo giorno.

- VI ) Per dare al mondo una prova incontestabile della verità del Mio insegnamento e della Divinità della Mia Persona, come scrive Paolo: «Se Cristo non fosse risorto, ne conseguirebbe che sarebbe vano il nostro predicare e vana anche la vostra fede» (1° Cor.15, 14).

- VII ) Per rafforzare agli uomini la speranza e fornire la prove che la morte viene superata dall’essenza di peccati dell’uomo, poiché la morte è solo la conseguenza del peccato. Perciò Paolo scrive: «Ora però, Cristo è risorto dai morti, come Primizia di quelli che son morti; poiché tramite un uomo (il peccato = Adamo) è venuta la morte, così anche tramite un uomo (senza peccato = Gesù) è venuta la resurrezione dei morti» (1° Cor.15, 20-21).

11. La Mia resurrezione ebbe luogo il 27 marzo alle 3 del mattino[31].

12. Sono risorto dai morti per Mio stesso potere, immortale e trionfante come vincitore della morte e del diavolo, come dissi all’ultima cena: «Per questo il Padre Mi ama, perché sacrifico la Mia vita per riprenderla di nuovo. Nessuno Me la può togliere, ma la do da Me stesso; Io ho il potere di riprenderla» (Gv.10,17-18).

13. Pietro dice nella ‘Lettera agli Ebrei’: «Affinché Gesù per mezzo della morte (per il peccato originale) riducesse all’impotenza colui che aveva il potere della morte, cioè il diavolo» (Eb. 2,14).

 

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Cap. 11

Il sesto articolo di fede nel Credo apostolico recita:

salito al Cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente”

1. La Mia ascensione (Lc. 24,50-51) ebbe luogo il quarantesimo giorno dopo la Mia resurrezione, cioè il 7 maggio, alla presenza dei Miei discepoli e amici, e precisamente sul Monte degli ulivi (Atti 1,9; 1° Cor.15,6).

2. Paolo scrisse su questo nella ‘Lettera ai Colossesi’: «Se dunque siete resuscitati (spiritualmente) con Cristo (avendo lasciato il mondano), allora cercate le cose dell’Alto, dov’è Cristo, che siede alla destra di Dio (Col. 3,1)».

3. Gesù che siede alla destra di Dio significa che Io sono in possesso del supremo o del divino potere e signoria su tutto nel Cielo e sulla Terra, come dissi nel giorno dell’Ascensione:

- «A Me è dato ogni potere nel Cielo e sulla Terra» (Mt. 28,18).

 

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Cap. 12

Il settimo articolo di fede nel Credo apostolico recita:

“verrà per giudicare i vivi e i morti”

1. Questa profezia va ora in adempimento; infatti, il tempo del giudizio del mondo è già qui, perché gli uomini hanno dimenticato Dio, Lo negano e peccano scelleratamente verso tutti i Suoi comandamenti.

2. La Mia rinascita è avvenuta nelle nuvole del cielo, le cui nuvole sono le parole del Padre Mio attraverso le quali parlo personalmente, le quali però Mi nascondono e si odono solo le Mie parole, ma non Mi vedete; inoltre vengo con un grande potere negli eventi naturali, elementari e mondiali e (lo farò) in grande magnificenza coi Miei figli al seguito (Mt. 24,30 / 26,64).

3. Verrò per tenere il giudizio del mondo e per giudicare i vivi e i morti, come riferisce Pietro negli Atti degli apostoli (Atti 10,42). Con ‘vivi’ si comprendono i giusti, con ‘morti’ i peccatori.

4. Prima lascerò istruire gli uomini, affinché imparino a capire cosa è buono o cosa è cattivo, e poi li giudicherò secondo la loro vita e le loro azioni in seguito all’insegnamento, ricompensando con la vita eterna coloro che hanno accolto e seguito l’insegnamento (La Nuova Rivelazione), gli altri, che non soddisferanno in anticipo i requisiti della vita e dell’azione secondo l’insegnamento, li punirò con la morte del corpo e molto presto saranno presi in consegna nell’aldilà (2° Cor. 5,10; Mt. 25,46 può essere compreso solo spiritualmente, non materialmente), poiché essi non sono atti per il nuovo Regno celeste dell’Amore sulla Terra.

 

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Cap. 13

L’ottavo articolo di fede nel Credo apostolico recita:

“Credo nello Spirito Santo”

1. Lo Spirito Santo è la Forza di Volontà di Dio, quella che mette in opera tutto ciò che l’Amore e la Sapienza in Dio hanno deliberato di realizzare.

2. Per comprendere la funzione dello Spirito Santo in Dio, lo si deve paragonare con l’affine spirito nerveo nell’uomo, che per l’appunto è anche l’operante forza di volontà dell’uomo, per mettere in atto ciò che il suo amore e la sua sapienza hanno deciso.

3. Lo Spirito Santo procede nello stesso tempo dal Padre e dal Figlio, perché il Padre è una cosa sola col Figlio, ovvero perché l’Amore e la Sapienza sono uniti in Dio.

4. Lo Spirito Santo santifica l’uomo attraverso la Sua grazia:

- I ) affinché l’uomo possa far penitenza per i suoi peccati (Rom. 1,4),

- II ) affinché egli sia in grado di adempiere la Volontà di Dio (Filippesi 2,14),

- III ) così che Egli lo santifichi attraverso i doni e le grazie con la cosiddetta ‘rinascita dello spirito’, che è il battesimo di fuoco dello Spirito Santo di cui parla Giovanni il Battista, e con il quale anche i discepoli sono stati battezzati e graziati a Pentecoste (1° Cor. 12).

5. Le grazie e i doni nella rinascita sono i seguenti:

- l’insegnamento della sapienza;

- l’insegnamento della scienza;

- la forza della fede, solida come una roccia;

- il potere di guarire gli ammalati;

- il dono della forza miracolosa;

- il dono della profezia o della divinazione;

- il dono di differenziare gli spiriti;

- il dono del linguaggio;

- il dono dell’interpretazione delle Sacre Scritture;

- il potere della parola;

- il potere della preghiera;

- il dono della forza di volontà;

- il dono di insegnare agli altri;

- il dono dell’eloquenza;

- il dono della chiaroveggenza, chiaro udente e chiaro percepente;

- la grazia del potere di scacciare gli spiriti maligni (diavoli);

- la grazia che i veleni sono innocui;

- la parola interiore;

- il dono dei poteri spirituali;

- il dono delle virtù;

- la grazia e il dono dell’amore, della gioia e della delizia;

- la grazia della pazienza e della pace interiore;

- la grazia dell’umiltà;

- la grazia della liberà dal peccato.

 

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Cap. 14

Il nono articolo di fede nel Credo apostolico recita:

“la santa Chiesa di Cristo (poi cambiato con ‘cattolica’), la comunione dei beati”

 

14/1 - L’unica Chiesa che rende beati

1. Come esiste un solo Dio in Cristo, così può esistere una sola vera Chiesa di Cristo, e se questa non è nel cuore degli uomini in cui vive il Mio Spirito, allora non è da nessuna parte, perché lo Spirito di Cristo, che è lo Spirito Santo (vedi “Cristo e la Bibbia” capitolo 49, lo “Spirito di Dio nell’uomo”) e si chiama il Dio vivente, vive solo nei cuori degli uomini pieni d’amore e opera attraverso di loro.

2. Perciò la vera e unica Chiesa che rende beati nel senso di Dio, è un puro cuore umano che ama Dio sopra ogni cosa e il prossimo come se stesso; infatti, un cuore simile è la vera e santa Chiesa di Cristo.

3. La prova che la santa Chiesa di Cristo è solo un cuore umano ricco d’amore, è basata sui Miei fatti divini, che sono il mistero rivelato attraverso di Me, Cristo nell’Amore di Dio per gli uomini, in relazione alla loro discendenza, alla loro spiritualizzazione e alla loro deificazione, su cui la verità dei fatti è illuminata dalle seguenti prove:

- I ) Io sono la vita spirituale del mondo, quindi nessuno deve cercare Dio nella materia morta delle chiese costruite dall’uomo, perché la vita solo con la vita può generare di nuovo vita secondo lo spirito.

- II ) Perché secondo la lettera aperta che Paolo scrisse nella Lettera ai Corinzi e nella Lettera ai Romani che ‘…Dio dimora solo nel cuore dei Suoi figli’.

- III ) Io sono Santo in conformità al Mio Amore, il quale è la Luce primordiale dell’Infinità, e perché solo questa Luce primordiale è il Sole centrale primordiale di tutti i soli spirituali dei Miei figli.

- IV ) Perché dimoro in questa Luce primordiale in una condizione assoluta, e perché sono oltremodo Santo e quindi inaccessibile (1° Tim. 6,16) e da lì faccio fluire il Mio Amore al mondo dei Miei figli.

- V ) Perché da questa Luce primordiale, che è l’infinito Amore di Dio per i Miei figli, attraverso di Me, Gesù, è avvenuta la redenzione dal peccato originale (Paolo scrive agli Efesini 5,25-27: «Cristo ha amato la Chiesa ed ha sacrificato Se stesso per lei [attraverso la sofferenza e morte] per santificarla e purificarla [dal peccato originale] in modo da presentarla a Se stesso [come] una Chiesa gloriosa, senza macchie o pieghe, o altri simili difetti, ma santa e immacolata») e dai peccati del Vecchio Testamento derivanti da questo, attraverso la sofferenza e la morte sul Golgota e, allo stesso tempo, è stata portata la salvezza della figliolanza di Dio agli uomini.

 

 

14/2 - Cosa dice Dio quando gli uomini si costruiscono templi idolatri, oggi chiamati ‘chiese’?

4. Io feci annotare, tramite il profeta Osea, che quando si dimenticano di Dio[32] gli uomini si costruiscono ogni sorta di cosiddette immagini sacre e statue sacre, che oggi vengono chiamate “chiese”.

5. Se i cristiani costruiscono tali chiese idolatre e pregano in esse secondo la dottrina sacerdotale, allora decadono nel paganesimo cristiano, perché accanto all’unico Santo (Giovanni l’Evangelista ha sentito cantare i beati nel Cielo in questo modo: ... «Signore Iddio! Onni Signore, Re dei popoli ... Tu solo sei Santo» – Apocalisse 15,4. – Se solo Dio è Santo, allora ovviamente non ci sono altri santi) si adora ancora una moltitudine di falsi santi, che i preti avidi hanno elevato a santi, il che significa che hanno stabilito a déi, arbitrariamente e contro il primo comandamento di Dio Non avrai altro Dio accanto a Me - Es. 20,3), affinché i creduloni offrano, per questi, sacrifici alla Chiesa!

6. Perciò Io dissi, tramite Osea, che gli uomini si costruiscono templi idolatri quando dimenticano Dio, perché era ed è stato severamente proibito da Me, tramite Mosè, di presentare accanto a Me immagini e statue Tu non devi avere altri dèi accanto a Me», il che significa anche santi). Non ti devi fare immagini scolpite, né riproduzioni di ciò che è sopra nel Cielo, sulla Terra o sotto la Terra, Non devi adorare tali cose, né pregare o chiedere loro aiuto, come accade nelle chiese cattoliche romane, poiché Io, Jehova, Dio tuo, punisco l’iniquità dei padri nei figli fino alla terza e quarta generazione (Es. 20,3-5).

 

 

14/3 - Chiesa e cerimonie

7. Le cerimonie della Chiesa sono paganesimo cristiano, perché Io, Cristo, come Dio, non ho introdotto nessuna cerimonia da praticare nel Mio insegnamento, bensì le cerimonie le ha trasferite e introdotte nel cristianesimo la Chiesa romana nei successivi secoli cristiani provenienti dalle cerimonie pagane nel Vecchio e Nuovo Testamento, arbitrariamente e contro la Mia divina Volontà.

8. Io, come ho detto prima, non ho mai ordinato di costruire templi o chiese, dal momento che non dimoro in nessun tempio e in nessuna chiesa, ma solo nel cuore degli uomini.

9. Sorge la domanda: “Come interpretare la dichiarazione di Jehova che il figlio di Davide doveva costruire a Lui una casa di preghiera?”

10. Questa dichiarazione è stata falsamente compresa, poiché Io, come Jehova, con questo non intendevo una casa di preghiera materiale, bensì una spirituale nel cuore degli uomini.

11. Cosa volevo dire a Davide attraverso il profeta Nathan (2° Sam. 7,12) con le seguenti parole della profezia: «Dunque, quando i tuoi giorni (terreni) saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri (morti nel corpo di carne) Io susciterò un tuo seme dopo di te che uscirà dalle tue viscere e renderò stabile il suo regno».

12. Con questo non volevo dire che Salomone doveva costruire una casa di preghiera a Me, ma che questo rampollo di Davide (Gesù) in futuro sarebbe stato risvegliato dal seme di Davide (Maria).

13. Da questo ne consegue che, da un corpo di carne putrefatto che giace nella tomba tra i morti, non si possono far sorgere discendenti secondo i concetti umani; – e perché Salomone a quel tempo, quando suo padre morì, era già un uomo adulto di 38 anni (messaggio del Padre Gesù a Schumi il 21 gennaio 1903). Quindi la profezia non può essere riferita a Salomone, che salì al trono immediatamente dopo la morte di suo padre.

14. Il versetto 13 di questa profezia riporta: «Egli edificherà una casa al Mio Nome, ed Io confermerò il seggio del suo regno in eterno!»

15. Il senso di questo versetto è da interpretare così: – se sotto questa profezia fosse stato pensato il trono temporale di Davide o di Salomone, allora la promessa di Jehova, che avrebbe in eterno confermato il suo trono regale, sarebbe una bugia, perché il trono temporale della Casa di Davide già da lungo tempo scomparve dal mondo prima della venuta del Messia.

16. Il versetto 14 dice: «Voglio essere Suo Padre ed Egli Mi sarà Figlio», con cui viene detto che questo discendente di Davide non sarà veramente un figlio di Davide, bensì un figlio di Dio, poiché Jehova e non Davide sarà il suo vero e proprio Padre. – Da ciò si chiarisce il senso della profezia, che il profetizzato discendente di Davide non è nessun altro che Gesù Cristo, Dio stesso diventato Uomo che, secondo la Sua divina Sapienza, fu chiamato “Figlio di Dio” (1° Cor. 1,24).

17. Come deve essere compresa la Mia promessa nei versetti 12 e 13, dove si dice che Jehova vuol confermare in eterno il trono del Regno di Gesù?

18. Già come Figlio neonato, Io, Gesù, ho il nome di Principe della pace (Is. 9,5). E davanti a Pilato dissi apertamente che Io sono un Re, ma che il Mio regno non è di questo mondo (Gv. 18,36-37). Quindi la promessa di Jehova significa che Egli confermerà al figlio di Davide, Gesù, il Suo trono spirituale della pace nei cuori degli uomini, per l’eternità.

19. Il versetto 16 dice: «E stabile sarà la tua casa e il tuo regno per sempre davanti a te, e il tuo trono esisterà eternamente».

20. Poiché il trono temporale di Davide cessò di esistere già nel Vecchio Testamento, non poteva essere inteso questo, bensì il trono spirituale del figlio di Davide, Gesù Cristo, come principe spirituale della pace degli uomini. Dal momento che Io, Gesù, sono un discendente della casa di Davide, la casa e il trono di Davide continueranno ad esistere spiritualmente in eterno in Gesù Jehova Zebaoth.

21. Ma Io, Gesù, quale figlio di Davide menzionato nella profezia, non ho mai costruito o detto di costruire una casa di preghiera. Poiché Io, Gesù, come Rappresentante spirituale del trono spirituale di Davide, fui chiamato a costruire un trono spirituale nel cuore degli uomini, una dimora dell’amore per Dio e per il prossimo, attraverso il Mio divino insegnamento dell’Amore, e questa casa dell’Amore di Dio nel cuore degli uomini l’ho costruita attraverso l’insegnamento dell’Amore che esposi e insegnai.

22. Dalla profezia discussa segue che è storicamente dimostrato dalla Mia vita come Gesù, che Dio mai ha comandato di costruire una casa di preghiera di legno o di pietra, bensì che Salomone costruì il Tempio di Gerusalemme per un malinteso del senso letterale della profezia.

23. Dal momento che ho detto di non costruire nessuna chiesa, – allora non devono neanche più essere costruite?

24. Oh, sì, essa può essere costruita, ma solo come luogo di incontro dei fedeli, ma senza altari, né addobbi con immagini e statue che rappresentano i cosiddetti ‘santi’, poiché come luogo di incontro deve servire solo a scopi divino-spirituali, i quali sono: predicare, prendere l’Eucarestia, discutere e informarsi sulle questioni spirituali, pubblicamente e liberamente.

25. Poiché la vera Chiesa di Cristo si riconosce da sette caratteristiche e queste sono:

- I ) l’unità della fede come Paolo scrive nella Lettera agli Efesini (4,5-6): «Un solo Signore, una sola fede e un solo battesimo, (che è il battesimo dello Spirito Santo secondo l’insegnamento di Giovanni Battista, Gv. 1,33); e un solo Dio e Padre di tutti, il Quale è sopra a tutto, opera in tutto ed è in tutti noi». E ancora: «Egli non è un Dio di disaccordo, ma di pace» (1° Cor.14,33), come Io insegno in tutte le comunità dei fedeli.

- II ) l’amore per Dio e per il prossimo,

- III ) la pazienza verso le debolezze, gli errori e le mancanze del prossimo,

- IV ) la misericordia verso i poveri e verso i bisognosi,

- V ) una condotta di vita casta, nei pensieri, nelle parole e nelle opere,

- VI ) la cura della pace con ogni essere umano,

- VII ) l’altruismo nei grandi bisogni del prossimo.

26. La vera Chiesa di Cristo si chiama anche “Comunità di Cristo”, e questa è la comunità e l’unità dei seguaci della fede secondo il Mio vero insegnamento, che altrimenti si chiama Teosofia cristiana.

27. La santa Chiesa di Cristo è proprio una Chiesa universale, perché Io sono il suo Fondatore, un Re spirituale del mondo, ed Io stesso dissi ai Miei discepoli: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo del Regno di Dio a tutti gli uomini».

28. La vera Chiesa è santa:

- I ) perché Io, il suo fondatore, Gesù Cristo, sono lo Spirito Santo di Dio;

- II ) perché il suo insegnamento è la Sapienza di Dio;

- III ) perché essa santifica i credenti, seguaci del vero insegnamento;

- IV ) perché nella sua purezza dei principi è inattaccabile;

- V ) perché i divulgatori di questo insegnamento sono i veri servitori di Dio. Come Paolo scrisse nella Lettera agli Efesini (2,20): «Voi siete innalzati sul fondamento dei profeti e degli apostoli, mentre Gesù Cristo stesso è la pietra angolare principale»;

- VI ) perché essa è eterna, come Me, il suo Fondatore;

- VII ) perché forma gli uomini a figli di Dio, quindi a dèi.

29. Il Mio vero insegnamento si differenzia da quello delle Chiese e delle sette cristiane per la ragione che nelle Chiese e sette esistono dappertutto differenze nell’interpretazione delle Sacre Scritture, e nell’insegnamento e nei punti di vista diversi esse si contraddicono reciprocamente, perché ci sono così tanti capi quanti sono le Chiese e le sette cristiane, e perché ognuna insegna e rappresenta il suo punto di vista alla comunità o setta a lui sottostante, mentre nel vero insegnamento di Cristo sono Io, Gesù Cristo stesso l’Insegnante e il capo della Chiesa e della comunità (Efesini 5,23), che insegno e guido attraverso la Mia stessa Parola, e quindi l’unità della fede governa nel Mio puro insegnamento.

30. La differenza tra la religione delle Chiese e sette cristiane e il vero insegnamento di Cristo è anche che i primi si combattono, si calunniano e si perseguitano con grande violenza, mentre nell’autentica religione di Cristo non può e non deve mai sorgere discordia e separazione, se i seguaci si attengono al precetto che nessuno può introdurre e sostenere un nuovo punto di vista o insegnamento, se non è stato dettato da Cristo stesso, poiché secondo Matteo cap. 23,8-10 esiste un solo Maestro, e questo è Cristo, e poiché la Teosofia cristiana non riconosce un capo visibile e mondano della fede, bensì Gesù Cristo stesso è il Capo della comunità che insegna e li guida attraverso la Sua stessa Parola.

31. Il mio ordine a Pietro: «Pascola i Miei agnelli, pascola le Mie pecorelle» significa che Pietro deve insegnare e guidare il popolo giovane e vecchio, poiché i miei agnelli e le mie pecorelle sono figli e uomini adulti.

32. Ma con questo non fu concesso nessun privilegio a Pietro davanti agli altri apostoli, e non fece di lui un capo degli apostoli e della comunità, bensì è solo lo stesso ordine a Pietro che più tardi sul Monte degli Ulivi in occasione dell’Ascensione fu dato a tutti gli apostoli insieme a lui, il quale dice: «Andate in mezzo ai popoli e insegnate loro il Mio Vangelo, e iniziateli nell’amore del Padre, nell’insegnamento della Sapienza del Figlio e attraverso la potenza dello Spirito Santo, a una salda fede».

33. Le prove che mettono in evidenza che Pietro con le parole ‘pascola i Miei agnelli, pascola le mie pecorelle’ non fu nominato capo degli apostoli e della comunità, sono le seguenti (Gv. 21,15-17):

- I ) I Miei discepoli e apostoli non erano agnelli (cioè bambini o giovinetti), bensì erano pieni di vigore, e in parte erano uomini attempati; – non erano neppure pecorelle, perché le pecore devono avere un pastore che le pascoli. I Miei discepoli erano invece essi stessi pastori, essendo uomini istruiti nella religione di Cristo attraverso di Me, Gesù stesso.

- II ) Che Pietro non fosse un capo lo testimonia anche il fatto che Paolo nell’anno 51 parla delle tre colonne della comunità di Gerusalemme: Giovanni, Giacomo e Pietro, ma non di una (sola) colonna o di un (solo) capo.

- III ) Paolo non è stato preparato da Pietro come apostolo; al contrario, Pietro è stato biasimato perfino molto duramente da Paolo in Antiochia, per il fatto che lui stesso non faceva ciò che pretendeva dagli altri di fare, – e alla fine è Paolo che nell’anno 51, alla prima assemblea religiosa, debuttò contro tutti gli apostoli, li riprese assai duramente e li informò che la loro costituzione giudaica-cristiana proveniente dai pagani era un’eresia.

34. Da ciò risulta che Io non ho mai costituito Pietro a capo della comunità religiosa e degli apostoli. Come vanno le cose con le chiavi di Pietro, si legga sotto la parola ad effetto ‘peccati’[33].

35. La verità se un insegnamento finora sconosciuto sia autentico, ovvero dato da Me, dal Padre Gesù, si riconosce per mezzo di ciò: quando, dopo umili preghiere per chiarimenti sulla verità, ovunque si domandi presso un fidato scrivano di Dio, Io, Gesù stesso, spiego il fatto come vero e proveniente da Me.

36. Del resto, anche nella Teosofia cristiana ci sono guide della comunità di seguaci di questa confessione, e cioè sono i rinati, ovvero quelli giunti vicino alla rinascita che Dio stesso stabilisce come guide dei fratelli, in modo che questi si rivolgano sempre alla loro giuda e la possono consultare su l’una o l’altra cosa che non conoscono, se loro stessi la comprendono correttamente. Tuttavia la Guida principale sono Io, il Padre Gesù stesso, poiché anche la guida da Me stabilita deve chiedere a Me la spiegazione su cose dubbie.

37. Perciò nell’interpretazione delle Mie parole paterne, dove celano in sé un significato spirituale, dovete rivolgervi a Me attraverso un medium, poiché solo Io posso interpretarle attraverso il Mio Santo Spirito e dettarle attraverso i Miei medium scrivani, per farle pubblicare per la conoscenza generale della verità.

38. La Mia vera Chiesa e comunità è basata sulla fede incrollabile che essa è la verità, per il cui motivo chiamai il figlio di Giona, Simon Pietro o Cefa, una ‘roccia’, perché Simon, figlio di Giona, aveva una vera fede che Io, Gesù, ero il Figlio di Dio e il promesso Messia.

39. Perciò dissi a Pietro: «Simon, figlio di Giona, Io ti dico: tu sei la roccia (in ebraico Kephas, in latino Petrus) e su questa roccia voglio costruire la Mia Chiesa (o comunità) e le porte dell’inferno non la prevarranno (Mt.16,17-18)».

40. Le porte dell’inferno qui menzionate sono quegli uomini che nella loro tenebra spirituale combattono la vera Chiesa di Cristo, la diffamano, la denigrano e la perseguitano in parole e opere.

41. Sorge la domanda: “In quale casa di preghiera deve ora andare l’uomo a pregare? Chi è il sacerdote sacrificante?”. E ancora: “Dove dimora Dio?”

42. L’uomo deve andare a pregare nel luogo dove vuole e può, …ma sempre nella sua silenziosa cameretta del cuore; poiché:

- I ) il corpo dell’uomo è un Tempio vivente di Dio;

- II ) l’anima è il vero sacerdote sacrificante in esso, dal momento che lei, attraverso la penitenza della vita, l’abnegazione dinanzi al mondo e la rinuncia alle sue gioie in tutto ciò che pensa, desidera, parla e fa, deve sacrificarsi ogni giorno al suo Dio:

- III ) poiché il Santissimo o Dio stesso dimora come Spirito divino nel cuore dell’anima, perciò l’uomo ha Dio nello spirito proveniente dall’amore del suo cuore; e attraverso l’attività nell’amore per il prossimo, Lo adora nella verità.

 

 

14/4 - Non bisogna rivolgere preghiere a nessuna comunità di beati

43. I fervidi credenti cristiani hanno il collegamento con i beati attraverso la comunione, in quanto hanno tutti una fede che li istruisce e li guida alla pratica dell’unità pacifica, all’amore per Dio e per il prossimo, all’umiltà, alla pazienza, alla misericordia e alla purezza della vita.

44. I credenti sulla Terra hanno ancora questa comunione tra di loro, i quali pregano per la conversione di tutti gli uomini e compiono, con questa, opere compiacenti a Dio, cercando di incoraggiare il loro prossimo con buoni esempi, con insegnamenti spirituali e con indicazioni di buoni libri spirituali, per condurli alla verità del divino insegnamento.

45. Il valore della preghiera era già noto agli antichi, così Onia[34] accentuò dicendo: «Questi è l’amico dei suoi fratelli e del popolo d’Israele; è colui che prega molto per il popolo e per l’intera città santa di Gerusalemme, è Geremia il profeta di Dio» (2° Macc. 15,14).

46. Così dice anche il Mio discepolo Giacomo: «Pregate gli uni per gli altri, affinché possiate ottenere la salvezza; poiché la preghiera perseverante dei giusti può molto» (Giac. 5,16).

47. I fervidi credenti cristiani sono tra loro i membri della Chiesa di Cristo.

48. Il Capo dei membri della comunità di Cristo sono Io, proprio Gesù Cristo stesso. Segue ora una spiegazione sulla comunità originaria di Cristo. Io ne ho formati alcuni a discepoli attraverso l’autoapprendimento, da dove furono scelti i 12 apostoli. Più tardi dopo il battesimo di Pentecoste attraverso i prescelti, vale a dire i rinati, furono date profezie, insegnamenti e altri doni dello Spirito Santo, per cui le differenti denominazioni come apostoli, profeti, evangelisti, pastori e insegnanti, furono erroneamente accettate come se le avessi stabilite Io, Cristo, cosa che contraddice la verità.

49. Tutti i graziati furono chiamati a praticare la verità attraverso l’amore per il prossimo e a crescere nelle virtù in Me, dal momento che Io, Cristo, sono il capo da cui tutto il corpo è collegato e connesso, e che mediante l’aiuto fornito da tutte le articolazioni trae il proprio sviluppo secondo l’attività assegnata a ciascun singolo membro, per edificare se stesso nell’amore (Efes. 4,11-16).

50. Paolo scrive nella Lettera ai Romani: «Allo stesso modo come in un corpo abbiamo molte membra, ma non tutte le membra hanno la stessa e medesima funzione, così noi, sebbene in molti, formiamo un sol corpo in Cristo, ma siamo l’un con l’altro solo singole membra dell’insieme» (Rom. 12,4-5).

51. Gli uomini hanno comunione spirituale con gli spiriti beati e gli spiriti infelici dell’aldilà. – Gli spiriti beati sono quelli che dimorano nelle regioni paradisiache o celesti, mentre gli spiriti infelici sono quelli che dimorano nelle tenebre dell’inferno.

52. L’unione che congiunge gli uomini con i beati in paradiso e in Cielo consiste nel fatto che le persone si rivolgono a questi con ogni genere di richieste per indurre loro ad aiutarli nei bisogni terreni.

53. Gli uomini vengono ascoltati, ma a seconda di ciò che chiedono, se la richiesta riguarda faccende terrene le quali, se ascoltate, causerebbero loro danni spirituali, non saranno ascoltati; se invece riguarda il benessere spirituale, allora sono Io, Gesù stesso che li ascolto, non i beati. Si verificano comunque eccezioni, ma queste sono rare[35].

54. Solamente, che la preghiera agli spiriti beati non è giustificata dinanzi a Dio, perché i beati hanno altrettanto il loro compito, cioè quello di slanciarsi sempre più in alto per venire più vicini a Dio, come gli uomini. Con l’invocarli, invece, li si disturba nel loro compito e li si trascina negli affari della materia e del mondo.

55. Perciò non ci si deve rivolgere a nessuno che solo a Me, Gesù Cristo, poiché Io dimoro nel petto di ogni uomo e condivido con l’uomo la sua sofferenza e la sua gioia; per questa ragione, come cointeressato, ascolto anche per vedere se la preghiera viene portata avanti seriamente e adeguatamente e non vada contro la salvezza dell’uomo.

56. La comunione che avete con gli spiriti infelici dell’inferno, poiché questi sono gli uomini che hanno vissuto nel mondo in maniera non spirituale, è quella che voi preghiate per loro, affinché Dio li illumini e riconoscano i loro errori e i loro peccati, si convertano e comincino a condurre una vita spirituale, per mezzo della quale si liberano dall’inferno e vengono nel paradiso inferiore per l’ulteriore sviluppo della vita dello spirito.

57. La preghiera per i defunti è un’opera d’amore per il prossimo, perché soprattutto nel tempo presente tutti gli uomini giungono all’inferno, poiché hanno vissuto in modo sbagliato, quindi secondo l’insegnamento anticristiano e, con ciò, si procacciano l’inferno come patria nel regno degli spiriti.

58. Pregare per gli esiti salutari del defunto era già noto nel Vecchio Testamento, come riportato nei Maccabei (2° Mac. 12,46): «È un pensiero santo e salutare pregare per i defunti, affinché vengano liberati dai loro peccati».

 

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Cap. 15

Il decimo articolo di fede nel Credo apostolico recita:

“il perdono dei peccati”

 

15/1 – Solo l’offeso può perdonare i peccati

1. Con il termine ‘peccato’ sono comprese tutte le offese che l’uomo commette contro Dio o contro il prossimo.

2. Se però l’uomo commette su se stesso un misfatto, che si tratti di una mutilazione del corpo, ammalandosi o suicidandosi, davanti a Dio è lo stesso crimine come se lo avesse commesso sul suo prossimo.

3. L’anima commette ogni peccato perché il corpo di carne è solo uno strumento della sua attività animato attraverso di lei. Pertanto, solo l’anima deve espiare i peccati, perché è lei la gaudente del risultato, e perciò solo lei dopo la morte perviene nelle tenebre e nei tormenti dell’inferno, mentre il corpo, senza dolori, resta consegnato alla terra e marcisce.

4. Tuttavia, attraverso il pentimento, le ammende a Me e le penitenze della vita, tutti quei peccati che l’uomo commette dopo aver iniziato a distinguere tra ciò che è bene e ciò che è male, sono perdonati, cosa che però non è il caso prima dell’ottavo anno.

5. Il diritto di perdonare i peccati ce l’ha sempre colui che, attraverso il peccatore ha sofferto o sopportato insulti, offese, danni materiali o lesioni fisiche, dal momento che anche voi dovete sempre pagare colui al quale voi stessi siete debitori.

6. Io, infatti, non ho mai detto che delle persone estranee, alle quali i peccati commessi non le riguardano, sono i mediatori autorizzati che devono perdonare i peccati. Questa è una falsa interpretazione delle Mie parole, poiché allora, ciascuno, con lo stesso diritto, potrebbe dire che è autorizzato a perdonare i peccati ai sacerdoti, ed avrebbe il pieno diritto di pretendere che questi debbano andare da loro a confessarsi, perché essi (i sacerdoti) non sono stati istruiti e stabiliti da Me, Cristo, bensì vengono formati nei seminari mondani; perciò non sono Miei discepoli, né autorizzati, né graziati come lo erano i Miei a Pentecoste, bensì lupi infiltratesi con forza tra le Mie pecorelle.

7. Invece, le parole che pronunciai quando, dopo la resurrezione, andai dai Miei discepoli e dissi ‘ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi anche nel Cielo, e a chi li riterrete, saranno ritenuti anche nel Cielo’ (Gv. 20,22-23; Mt. 16,19 / 18,18), significa che essi, come fratelli di tutti gli uomini, avevano anche il diritto di perdonare l’ingiustizia cagionata loro, senza il sacerdote, perché nel regolamento del Tempio era previsto che nessuno poteva perdonare senza il permesso dei farisei. Di conseguenza, i sacerdoti confessori (odierni) sono i diretti successori dei farisei, dal momento che loro, come nel Tempio di Gerusalemme, hanno anche strappato (impropriamente) a sé la prerogativa che solo loro sarebbero autorizzati a perdonare i peccati.

8. La massima data a Pietro ‘ti darò le chiavi del Regno dei Cieli, e ciò che legherai sulla Terra dovrà essere legato anche nel Cielo; e ciò che scioglierai sulla Terra dovrà essere sciolto anche nel Cielo’, significa: Ciò che sulla Terra farai di male al tuo prossimo, sarà fatto di male nel Cielo anche a te Pietro, come tua intransigenza; ciò che invece gli perdonerai, sarà perdonato anche nel Cielo».

9. Le prove che la Mia massima è interpretata giustamente solo in questo modo, sono le seguenti:

- I ) né Io né gli apostoli abbiamo mai sentito una pubblica confessione auricolare;

- II ) non si è mai verificato che Pietro o gli altri apostoli abbiano interpretato questa massima alla maniera romana;

- III ) ho detto ed ho ordinato decisamente ai Miei discepoli e apostoli: «Non dovete chiamarvi ‘rabbi’  – cioè maestri – poiché uno solo è vostro Maestro (di tutti gli uomini) cioè Io, Gesù; invece voi uomini siete tutti fratelli, perché figli di Dio! – Non dovete neanche chiamare nessuno tra voi sulla Terra ‘padre’ (spirituale), poiché uno solo è Padre vostro (spirituale) che è nei Cieli, e voi, quali figli di Dio, siete fratelli e sorelle l’uno con l’altro. – Non fatevi chiamare ‘guide’, poiché uno solo è la vostra Guida, vale a dire: ‘Cristo’. – Il maggiore tra voi sia servitore di tutti» (Mt. 23, 8-11).

10. In queste Mie affermazioni è chiaramente espresso che gli uomini non devono elevare se stessi o chiunque altro, per arbitrarietà e abuso di potere, a signori sui loro fratelli per tiranneggiarli spiritualmente o materialmente, quindi neanche possono proporsi a insegnanti, né a padri spirituali, né a padri confessori, né a guide aventi potere, bensì chiunque voglia essere il più grande nel senso del Mio insegnamento, deve essere, attraverso il suo amore, umiltà e misericordia, un servitore di tutti.

11. Da queste Mie osservazioni, le chiavi di Pietro mettono chiaramente in evidenza che significano semplicemente l’amorevole riconciliazione e il reciproco perdono, ma non un primato di Pietro.

12. Che questo detto fosse stato espresso prima a Pietro e solo dopo agli altri discepoli, è accaduto per il fatto che Pietro, con solidissima fede, fu il primo a chiamarMi ‘Figlio di Dio’ e ‘Messia’. Nondimeno, chiunque Mi riconosce come Figlio di Dio e Messia, sinceramente e in maniera incrollabile, per amore e devozione a Me poiché Io sono il Figlio di Dio, ovvero la Sapienza di Dio e il Messia, il Re divinamente unto della vita spirituale del mondo, – anch’egli è abilitato a perdonare tutti i Suoi nemici come li ho perdonati Io sulla croce, dicendo: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno!». ‒ Infatti, colui che offende il fratello o non lo perdona, pecca direttamente contro di Me, Cristo, perché il Mio Spirito, come il vivente Spirito Santo di Dio, dimora in ogni uomo e conduce al bene attraverso la coscienza.

13. Di conseguenza, nelle chiavi di Pietro da parte Mia non esiste né un’elevazione di Pietro a capo dei suoi fratelli quali uomini, né la Mia approvazione affinché gli uomini, per propria presunzione arbitraria, innalzino qualcuno a capo spirituale dei suoi fratelli che, dinanzi a Dio, sono dello stesso valore! -

14. Invece colui che Io stesso ho stabilito come guida, non opprimerà i suoi fratelli, né li sfrutterà, né attraverso mendaci miraggi li priverà fraudolentemente di tutti i loro averi, né impedirà in qualche modo la loro libertà personale né spirituale, né li maltratterà, dal momento che per questo non gli è stato concesso nessun diritto da parte Mia.

15. Sotto il nome ‘Regno dei Cieli’, per il quale Io, Gesù, ho consegnato le chiavi, si comprende un cuore pieno d’amore, poiché l’Amore dell’eterno Padre vostro, Gesù, dimora nel cuore dell’uomo come Spirito Santo di Dio, come insegna Paolo ai ‘Corinzi’ e ai ‘Romani’.

16. Il diritto di perdonare quei peccati che offendono direttamente Dio, non lo ha nessuno che Dio soltanto, perché nessuno può guardare nel cuore del peccatore per giudicare se il pentimento è abbastanza grande da riconoscere di aver offeso Dio; se il proposito è un proposito determinante di non offendere più Dio e condurre una vita di penitenza, allora viene perdonato, e poi Io non ho mai detto né insegnato che degli uomini peccaminosi abbiano il diritto di appropriarsi e abusare delle Mie speciali prerogative[36].

17. La penitenza della vita è la precisa vita di contrizione secondo i comandamenti e gli insegnamenti divini, che colloca la vita eterna sulla vita terrena.

 

 

15/2 - Il peccato originale

19 gennaio 1903

18. Il peccato originale è quel peccato che Adamo commise nel paradiso, e in lui tutti gli uomini perché discendono dal suo spirito animico.

19. Il peccato originale consiste nel fatto che, come Adamo ed Eva peccarono per orgogliosa disobbedienza verso il comandamento divino della castità, aprendo così la via a tutti gli altri peccati, anche i discendenti di Adamo, dopo la stessa disobbedienza, in seguito peccarono verso il comandamento divino della castità, perché col primo peccato è stato messo il germe per tutti i peccati.

20. Il peccato originale ha quindi il suo nome da questo, perché tutti gli uomini, dal momento che discendono da Adamo, hanno ereditato questo peccato animico.

21. Tuttavia, il peccato primordiale come peccato originale commesso in Adamo e i peccati commessi fino alla crocifissione di Cristo e derivanti dal peccato originale, non esistono più, perché Gesù li ha espiati una volta per sempre sulla croce.

- (a) «Come il peccato è venuto in questo mondo per mezzo di un uomo (Adamo), così anche per mezzo di Uno (Gesù) viene la giustificazione della vita come liberazione dal peccato originale» (Rom. 5,12-18).

– (b) «Gesù è perciò mediatore di un nuovo (secondo) patto, perché attraverso la redenzione sulla croce tutti gli uomini furono liberati dalle trasgressioni del primo patto (nel Vecchio Testamento), che erano la morte dell’anima, e così da allora in poi i chiamati, quali figli di Dio, ottengono la promessa dell’eterna eredità del Padre loro celeste (Rom. 3,25).

– (c) «Attraverso un unico sacrificio del Proprio Corpo, Gesù una volta per sempre ha purificato e redento gli uomini» (dal peccato originale commesso nel Vecchio Testamento - Ebrei 9,15 / 10,10-14).

22. Al contrario, i peccati commessi oggigiorno si devono pagare personalmente.

23. Le punizioni che seguirono al peccato originale furono: l’espulsione dalle felici condizioni del paradiso[37] (Genesi 3,23-24); l’esproprio dei doni e grazie spirituali e la morte della carne. [Con il peccato di Adamo la morte della carne è venuta su tutti gli uomini, ma anche la morte dell’anima, che è proprio la vita del peccato (Rom. 5,12-18). – Jehova disse ad Adamo: «Nel giorno che mangerai dell’albero della conoscenza (Eva), tu morirai» (Genesi 2,17)].

24. Le male conseguenze del peccato originale che rimasero attaccate ai discendenti di Adamo, sono la propensione e la voglia di commettere peccati, quindi la costante disobbedienza verso i comandamenti divini, come ripugnanza dinanzi al bene e dinanzi a molti travagli e tribolazioni [«…ma scorgo nelle mie membra un’altra legge che lotta contro la legge del mio spirito e mi rende prigioniero della legge del peccato che domina nelle mie membra» - Rom. 7,23. - Vedi anche: «Dio disse alla donna: “Moltiplicherò assai il tuo travaglio e le tue doglie; partorirai i figli nel dolore, e i tuoi desideri saranno rivolti a tuo marito, ed egli dominerà su di te. E ad Adamo disse: “Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie ed hai mangiato del frutto dall’albero (della conoscenza) di cui ti avevo comandato e detto: non ne mangerai, – maledetto sia il suolo a causa tua, ti nutrirai da questo con affanno per tutta la tua vita. Esso ti porterà spine e cardi, e mangerai l’erba dei campi. Nel sudore della tua fronte mangerai il tuo pane fino a quando non ritornerai alla terra, da cui sei tratto. Poiché tu sei terra e terra diventerai”» (Genesi 3,16-19)].

25. Nessuno è stato escluso dal peccato originale, quindi anche Maria ha altrettanto ereditato il peccato originale di Adamo ed Eva come tutti gli altri uomini, perché anche lei proveniva dallo spirito animico dei progenitori; di conseguenza a quel tempo anche lei era spiritualmente peccatrice, poiché nessun discendente di Adamo poteva essere senza il peccato originale, altrimenti non sarebbe stato un discendente dallo spirito animico dei progenitori della razza umana.

26. Da ciò ne consegue che Io, Gesù, ho sofferto e sono morto sulla croce per il peccato originale di Maria, come altrettanto per tutti gli altri uomini.

 

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Cap. 16

L’undicesimo articolo di fede nel Credo apostolico recita:

“la resurrezione della carne

1. Con resurrezione della carne è da intendere che nel giorno del giudizio l’uomo veste le opere fatte al tempo del suo cammino di vita terrena come corpo di resurrezione spirituale, e diventa felice o infelice secondo il premio spirituale di queste opere.

2. L’ultimo o il giorno del giudizio dell’uomo è quel giorno nel quale egli muore ed entra nel regno dello spirito; il giorno precedente non è il suo ultimo giorno, bensì il suo giorno che è stato.

3. In seguito l’uomo mette subito in moto il suo giudizio, poiché al tempo della sua vita terrena si è costruito il Cielo con le buone opere, invece con le cattive opere l’inferno, come dimora del suo futuro spirituale.

4. Tuttavia, un tale ultimo giudizio per tutti gli uomini defunti, come è stato descritto dal pseudo evangelista Matteo (l’Rabbas)[38] nel capitolo 25, versetti 31-46, non ci sarà mai, perché questo comunicato di Matteo sussiste sul malinteso del ritorno di Cristo e del giudizio del mondo che dominerà sulla Terra prima della realizzazione del Regno millenario dallo Spirito di Cristo, dove gli uomini, o si convertiranno a Cristo ed osserveranno i Suoi comandamenti, o dovranno morire.

5. La prova nelle Sacre Scritture, che i morti non risorgeranno con i loro corpi di carne materiale e non verranno all’ultimo giudizio, la fornisce l’apostolo Paolo nella 1° Lettera ai Corinzi al capitolo 15, versetto 50, in cui dice: «… ma Io dico questo, cari fratelli: che carne e sangue non possono acquisire il Regno di Dio, e che il terreno, come corruttibile, non può ereditare lo spirituale come incorruttibile».

6. Questo versetto dice chiaramente che non si può parlare di una resurrezione del corpo di carne materiale, perché allora lo spirito sarebbe di nuovo un uomo terreno esposto a tutte le difficoltà della vita umana che, al tempo della sua vita materiale, erano per lui un inferno.

7. Anche il lettore più perspicace riconoscerà presto che lo pseudo-Matteo stesso ha messo insieme il suo ultimo giudizio e che questo sta in forte contraddizione con l’eterno Amore e la Misericordia di Dio.


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Cap. 17

Il dodicesimo articolo di fede nel Credo apostolico recita:

“e la vita eterna. Amen!”

1. Con il dodicesimo articolo di fede l’uomo confessa che crede in un Dio eterno (Gen. 21,33; Sal.45,7; Ger. 10,10), che questo Dio è Cristo (Gv. 14,6), e che attraverso Cristo giungerà alla vita eterna (Mc. 10,30; Gv. 3,15-36 / 6,68 / 10,28), la quale è il Cielo con tutte le sue delizie e beatitudini.

2. Su questo, Pietro scrive (1° Pietro 1,8-9): «…esultante di una gioia indicibile e gloriosa, conseguendo il fine della vostra fede, vale a dire la beatitudine delle vostre anime».

3. Ancora meglio si esprime Paolo nella ‘Lettera ai Corinzi’ (1° Cor. 2,9): «Nessun occhio ha visto, nessun orecchio udito e nessun cuore dell’uomo ha mai percepito, ciò che Dio ha preparato per coloro che Lo amano».

4. Che la confessione di fede si concluda con la parola ‘amen’, accade perché con questa parola termina qualcosa, si convalida o viene riconosciuta come vera. Quindi con la parola conclusiva ‘amen’ nella confessione di fede, voi confermate il vostro convincimento come se vorreste dire: in verità è così; quindi ci crediamo fermamente.

 

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Cap. 18

I Dieci Comandamenti di Dio

18/1 – Il Decalogo

1. I Dieci Comandamenti di Dio si riferiscono ai doveri verso Dio e verso gli uomini, doveri che voi siete chiamati ad adempiere se volete raggiungere la vita eterna. Questi comandamenti dicono (Es. 20; Dt. 5):

- I )      Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altri dèi al di fuori di Me

- II )     Non nominare il nome del tuo Dio, invano.

- III )    Santifica il Sabato come giorno di riposo spirituale.

- IV )    Onora tuo padre e tua madre, affinché tu viva a lungo e sii felice sulla Terra.

- V )     Non uccidere.

- VI )    Non commettere adulterio e pratica la castità.

- VII ) Non rubare.

- VIII ) Non attestare il falso verso il tuo prossimo.

- IX )    Non desiderare la proprietà del tuo prossimo.

- X )     Non desiderare la moglie del tuo prossimo, il che significa: non abusare sfruttando la sua misericordia e la sua bontà.

2. I primi tre comandamenti contengono i doveri verso Dio, gli altri sette i doveri verso il prossimo.

 

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18/2 - Premessa di Schumi

Oltre alle spiegazioni che seguono qui sui Dieci Comandamenti di Dio, leggete ulteriori spiegazioni su “Il libro delle preghiere”, poi nel “Sole spirituale” di Lorber, nel “Decalogo” di A. Hedwig K.[39], nei “Dieci Comandamenti di Dio” di Swedenborg e “Una parola nella dodicesima ora al popolo tedesco” di E. Veith[40]. Veith è prezioso per le spiegazioni sullo stato del mondo al cospetto dei Dieci Comandamenti. In ognuno di questi libri c’è una variante alla compilazione qui presentata, uno completa l’altro, ma tutti insieme offrono una visione più profonda nella comprensione dei Dieci Comandamenti. Ho utilizzato intensamente le Sacre Scritture, in parte attraverso l’interpretazione letterale, in parte attraverso estratti, in parte attraverso migliori chiarimenti, poi l’indagine della Chiesa tratta dalle Sacre Scritture, dal “Sole spirituale”, e in particolare anche da Swedenborg, e quanto mi è stato dettato o comunicato dal Padre Gesù. Questa raccolta qui presentata è stata fatta secondo la Sua Volontà e in accordo con Lui, il Quale mi ha sostenuto con istruzioni e dettati, al fine di avere finalmente una spiegazione approfondita dei Dieci Comandamenti che finora ci mancava.

 

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18/3 – Necessità della purificazione per l’osservanza dei comandamenti

3. Dai Dieci Comandamenti voi apprendete che un cristiano non deve adempiere i doveri prescritti solo esteriormente, ma li deve adempiere anche interiormente, ovvero spiritualmente come sono spiegati lì dall’Amore e dalla Sapienza di Dio, poiché sono Divini e si deve evitare tutto ciò con cui li si trasgredisce e va contro Dio e contro il prossimo, poiché sono Comandamenti del Mio divino Amore, e dal momento che siete stati educati e viziati nella sapienza intellettuale mondana, vi è così difficile adempierli. Per questa ragione Io, Gesù, dissi:

- «Non chi dirà: Signore, Signore, entrerà nel regno dei Cieli, ma chi farà la volontà del Padre Mio che è nei Cieli» (Mt. 7,21).

4. Invece a coloro che osservano i Miei Comandamenti ho promesso la vita eterna dicendo: «Se vuoi entrare nella vita eterna, osserva i Comandamenti (Mt. 19,17)»; e a quelli che li osservano, ho promesso una benedizione multipla già in questo mondo, come sta scritto nel primo comandamento: «Io sono il Signore tuo Dio, che pratica la misericordia fino alla millesima generazione verso quelli che Mi amano ed osservano i Miei Comandamenti (Es. 20)».

5. Io, Gesù, ho insegnato che l’uomo esteriore sensuale non diventa interiore o spirituale, questo significa che non agisce in concordia con il più intimo spirituale puro, fino a quando non vengono rimossi i desideri, dicendo:

6 «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno della tazza e del piatto, mentre il di dentro è pieno di ladrocinio e immondizia; farisei ciechi, pulite prima il di dentro della tazza e del piatto, in modo che anche il di fuori diventi pulito (Mt. 23,25-27)», oltre a ciò, questo intero capitolo è dello stesso senso, dall’inizio alla fine. L’interno (l’interiore), che è il farisaico o sacerdotale, sono i desideri di fare secondo ciò che è proibito nei Dieci Comandamenti.

7. Io, Gesù, come Dio-Uomo, ho parlato in parabole e in maniera spirituale, perciò tutti i Miei insegnamenti sono stati dati per l’interiore dell’uomo. Se l’uomo metteva in ordine il suo interiore secondo i Comandamenti di Dio, allora purificava anche la sua carne, e così, con l’abbattimento di tutti i pensieri, parole e opere non spirituali, l’uomo rinasceva spiritualmente: la prima nascita era la nascita della carne nella quale c’è il male e il falso, la seconda, come rinascita, è l’esodo dal materiale allo spirituale, e se ciò si realizzava completamente e precisamente, allora seguivano le grazie e i doni dello Spirito Santo, come dissi a Nicodemo (Gv. 3,3; Atti 2,1-4; La Santa Trinità), e con il battesimo di Pentecoste questa dichiarazione si è dimostrata coi fatti.

8. I Dieci Comandamenti, secondo la loro essenza interiore, proibiscono tutte le trasgressioni, tutte le false vie, tutti i vizi, inclinazioni, passioni, desideri, brame e depravazioni dell’uomo sensualmente predisposto, che sono contro la volontà dello Spirito di Dio nell’uomo. Quindi anche per quanto riguarda la falsa fede e l’attività d’amore che contengono l’essenza del più grande comandamento nella legge.

9. I desideri della carne, degli occhi e dei restanti sensi, sono separati dai desideri, cioè dalle inclinazioni e dai desideri dello spirito, e sono completamente uguali ai desideri degli animali, per questa ragione essi hanno in sé la natura selvaggia; le inclinazioni dello spirito sono invece come quelle degli angeli, e perciò da chiamare veramente ‘umane’. Pertanto, fino a quando un uomo si presta ai desideri della carne, fino ad allora è un animale e una belva; all’opposto fino a quando rende omaggio ai desideri dello spirito, fino ad allora l’uomo è un angelo. Secondo Swedenborg i desideri della carne si possono paragonare alle stalle nelle quali si trovano asini, caproni e maiali, e le inclinazioni dello spirito con quelle stalle dove stanno i cavalli nobili e anche pecore e agnelli; essi si differenziano anche come asini e cavalli, come caproni e pecore, e come agnelli e maiali, in genere come poltiglia e oro, e come calce e argento, ecc. – Desiderio e azione sono uniti come carne e sangue, come fiamma e olio, poiché il desiderio è nell’azione, come il piacere è nei polmoni col respirare e il parlare.

10. Tramite Isaia ho insegnato che prima di tutto deve essere allontanato il male, prima che il bene che l’uomo fa, diventi bene dinanzi a Dio:

- «Lavatevi, purificatevi, togliete dinanzi ai Miei occhi la malizia delle vostre opere, imparate a fare il bene; allora i vostri peccati, fossero anche come scarlatto[41], diventeranno bianchi come la neve, e se fossero rossi come porpora diverranno come candita lana» (Is. 1,16-18).

11. Questo è anche simile al passo in Geremia: «Stai alla porta della casa di Jehova e là proclama questa parola: […] “Così parla Jehova Zebaoth, il Dio d’Israele: ‘Migliorate le vostre vie e le vostre opere”, […] non fidatevi delle parole menzognere di coloro che dicono: ‘Il Tempio di Jehova, il Tempio di Jehova, il Tempio di Jehova è qui!’; […]se ancora, dopo il rubare, l’uccidere, l’essere adulteri e giurando il falso, venite e state in preghiera dinanzi a Me, in questa Casa sopra la quale viene proclamato il Mio Nome e dite: ‘Siamo salvati’, mentre state compiendo tutte queste atrocità? È forse diventata una spelonca di ladri? Infatti Io vedo ciò che è diventata», come risuonò l’espressione di Jehova (Ger. 7,2-4 / 7,9 / 7,10-11).

12. Che colui che osserva le prescrizioni dei Dieci Comandamenti fugga il male, ma segue l’amore e l’attività dell’amore, risulta chiaro dalle seguenti parole che un giorno dissi a Giovanni:

- «Chi accoglie le Mie parole e le osserva, questi è colui che Mi ama, e chi ama Me sarà amato dal Padre Mio, e anch’Io lo amerò e Mi rivelerò a lui, e dimoreremo presso di lui» (Gv. 14,21-23).

13. Con l’evitare i peccati ci si allontana dall’inferno e ci si avvicina al Cielo. Questo però accade solo con l’adempimento dei Comandamenti e degli insegnamenti prescritti, i quali dichiarano esattamente cosa fare o non fare. Infatti, solo allora si può perseguire e fare il bene, se si evita il male e il falso, perché finché il male e il falso dominano nell’uomo, ciò non fa sorgere il bene e il vero, quindi l’uomo non prospera e non cresce. Perciò si deve evitare il male con tutte le forze e, nella lotta, pregare per l’aiuto, tendendo al vero amore, perché non si possono servire allo stesso tempo due padroni.

14. Swedenborg presentò due nuove regole basate sulla verità, perciò dovranno essere citate qui con un piccolo miglioramento:

- I ) «Nessuno può fuggire il male come peccato per propria forza di volontà, né fare il bene che è bene dinanzi a Dio da se stesso; bensì nella misura in cui uno fugge il male come peccato fino al punto in cui promuove il bene in se stesso, ma non da se stesso, bensì attraverso l’impercettibile aiuto di Dio sentendosi comunque come se avesse operato per propria forza».

- II ) «Luomo deve fuggire il male come peccato e lottare contro di questo come da se stesso, poiché chi lo fa per amore verso Dio, a lui viene l’aiuto di soppiatto ; se invece uno fugge il male per qualsiasi altra ragione, in quanto lo considera peccato e contro la volontà di Dio, allora egli non fugge dal vero proposito, che presso Dio è ben considerato, bensì fugge dal falso proposito affinché lo si elogi davanti agli occhi dei suoi contemporanei come un uomo puro, e tale fuggire dal peccato non ha alcun valore dinanzi a Dio. Lo stesso vale se si fugge il peccato solo a causa delle gioie del Cielo e per paura dei tormenti dell’inferno. In tal caso non si va nel Cielo perché il Cielo che è fuori di Dio e in Dio, non era il Punto centrale dell’amore e dell’aspirazione di chi perseguiva il Cielo. L’uomo deve fare tutto, solo per amore verso Dio, senza qualunque altra intenzione; allora è la cosa giusta che porta in sé il Cielo».

15. Swedenborg dice del tutto eccellentemente che il male e il bene non possono stare insieme, e che si ha la propria mira sul bene e lo si percepisce nella misura in cui il male viene rimosso. Il motivo di questo sta nel fatto che nel mondo spirituale da ciascuno fluisce una sfera del proprio amore che si diffonde e stimola tutt’intorno generando simpatia e antipatia; attraverso queste emanazioni il bene viene separato dal male.

16. Che il male debba essere rimosso prima che il bene sia riconosciuto, percepito e amato, può essere paragonato a molte cose nel mondo naturale, come per esempio i seguenti: Nessuno può subentrare ad un altro che custodisce un leopardo e una pantera nella sua stanza, ‒ poiché, chi dà loro da mangiare, vive al sicuro con loro ‒ se prima non ha rimosso questi animali feroci. – Chi è colui che, invitato alla tavola del re e della regina, non si lavi il viso e le mani prima di recarsi lì? ‒ Chi è che non purifica prima i minerali attraverso il fuoco separandoli dalle scorie, per procurarsi dell’oro e dell’argento puro? ‒ Chi non separa l’erba cattiva dal raccolto del grano, prima di portarlo nel granaio? ‒ Chi non stacca battendo le loppe[42] dal raccolto dell’orzo con i correggiati[43], prima di portarlo in casa? ‒ Chi non getta e allontana i bruchi dalle foglie degli alberi da frutta nel giardino, affinché le foglie non vengano consumate, e così il frutto non vada perduto? ‒ Chi ama una vergine ed ha intenzione di sposarla, se lei è affetta da piaghe maligne o è coperta di pustole e ulcere, per quanto possa truccarsi il viso, vestirsi magnificamente e cerchi di suscitare amore con parole insinuanti?

17. Il fatto che l’uomo si purifichi dal male e non deve aspettarsi che lo faccia direttamente il Signore, è paragonabile alla situazione in cui un servitore con la faccia e il vestito imbrattati di fuliggine e fango va’ dal suo padrone e dice: Signore, lavami!”. ‒ Il padrone, non gli direbbe: “Servitore sciocco, cosa dici? Ecco, qui c’è l’acqua, sapone e asciugamano; non hai le mani e la forza in te? Lavati da solo!”. E così anche Dio, il Signore, dirà: “Ci sono mezzi di purificazione provenienti da Me, e anche la tua volontà e la tua capacità viene da Me; usa quindi queste Mie donazioni e doni come tuoi, allora diventerai puro!”, e così via. ‒Che l’uomo esteriore debba essere purificato, comunque, tramite il suo spirito interiore, Io, Gesù, l’ho insegnato in Matteo (capitolo 23 tutto).

 

 

 

18/4   (allegato 1) tramite A.h. Kronstadt

23 gennaio 1903

18. Cari figli, diventate fautori dei Miei Comandamenti! Quanto più zelanti nel vostro modo di procedere cercherete di applicarli alla maniera da Me esposta, tanto più chiaro riconoscerete la Mia Volontà che vi mostrerà sempre solo la purezza celeste, nel qual modo beatificante Io, il Padre, cerco di rendere felici tutti gli uomini.

19. Oh, allora tutti che state nel Mio amore, venite a Me, al Padre, affinché vi benedica, per darvi tutta la spirituale forza di vita che vi affluisce dall’osservanza dei Miei Comandamenti d’amore in chiari torrenti di luce, al fine di scacciare l’oscurità che tiene prigioniera l’intera umanità. Il Mio Nome è altamente lodato, e voi dovete strappare questo Nome, per ritornare a casa da Me, dal Padre, come vincitori con un ricco bottino. Io aspetto tutti voi che Mi amate. Venite individualmente, venite in interi gruppi, proprio come vi è data l’opportunità attraverso di Me, il Padre. Ma venite! Infatti, Io vi aspetto per scendere in battaglia con voi stessi, perché dovete raccogliere e raccoglierete tutto ciò che un giorno è proceduto da Me stesso.

20. Il tempo stringe, non lasciatevi pregare, poiché il tempo in cui vi parlo in maniera così vivente attraverso la Parola dell’Amore, non verrà più, perché per tutti quelli che non hanno riconosciuto Me, il Padre, alla Mia seconda venuta nella Mia Luce, rimarranno per lungo tempo nelle tenebre, e nelle tenebre non vedranno come va a coloro che, nella loro felicità beatificante, si sono immedesimati nella via dei Miei Comandamenti.

21. O voi uomini che state così lontani da Me, dal Padre, ascoltate le Mie amorevoli parole che ogni comandamento vi esclama: “Diventate figli del Padre vostro che ha ammassato ricchi tesori per tutti voi, quelli che vi congiungono con Me, al Padre, per tutte le eternità, e per questa ragione entrate nella stessa proprietà spirituale che appartiene a Me, al Padre vostro.

22. O figli miei, voi che state nell’amore per Me, dimostrate il vostro amore cercando di adempiere i Miei Comandamenti con precisione, in modo che anche voi non siate come coloro, e come tanti altri che lo volevano tanto volentieri, ma oltre a ciò hanno sempre non soltanto Me, ma anche altri dèi (di genere materiale e sensuale) accanto a loro, che servono loro di tanto in tanto. Ognuno si attenga a questo primo comandamento dato, affinché diventi ciò che Io, il Padre, desidero: un figlio fedele che mi serve solo nell’amore.

 

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18/5 – (allegato 2) tramite A.h. Kronstadt

8 maggio 1903

23. Se ti rendi conto che non fai nessun progresso (nell’adempiere i Miei Comandamenti) nell’avanzamento spirituale, che si dà a riconoscere solo nell’amore pieno di abnegazione, allora devi sapere che ancora non progredisci fedelmente in una o nell’altra parte dei Miei Comandamenti. Perciò fa’ come dico Io: “Esaminati in tutte le tue azioni! Esamina ogni domanda, ogni condotta, se la sua realizzazione rimane nel piano del Mio Amore, affinché non ti smarrisca”.

24. Colui che Mi è stato fedele nel piccolo, lo metto al di sopra di molte cose, poiché l’amore per Me lo ha reso capace di servirMi nell’umiltà come un fedele affezionato figlio, e quindi di colmare di felicità tutti coloro che Io, il Padre, ho portato a lui vicino (per istruirli nella verità della religione).

 

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Cap. 19

Il 1° Comandamento

 [Es. 20,2-6; Dt. 5,6-10]: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù: [3]non avrai altri dei di fronte a me. [4]Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. [5]Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, [6]ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti».

 

19/1 - Credere in un solo Dio

1. Qui la spiegazione dei Comandamenti di Dio depositati nel ‘Libro dell’Esodo’ al capitolo 20, come in ‘Deuteronomio’ al capitolo 5, che Gesù quale Jehova il 30 marzo 1490 prima di Cristo sulla montagna Musa[44] appartenente al monte Sinai tra tuoni e fulmini ha dato al popolo d’Israele per vivere secondo questi e perciò adempierli nei fatti:

2. Esodo: 20, 3-6 e Deuteronomio: 5,7-10:

- «Non avrai altri dèi all’infuori di Me» (Es. 20,3; Dt. 5,7);

- «non ti fare nessuna immagine scolpita, né immagine di cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sopra la Terra o nelle acqua sotto la Terra» (Es. 20,4; Dt. 5,8);

- «non adorare tali cose né servir loro; poiché Io, il Signore Dio tuo sono un Dio geloso che punisce l’iniquità dei padri sopra i figli, fino alla terza e quarta generazione, per coloro che mi odiano» (Es. 20,5; Dt. 5,9);

- «ma uso clemenza fino alla millesima generazione verso coloro che Mi amano e osservano i Miei comandamenti» (Es. 20,6; Dt. 5,10).

3. Per comprendere più chiaramente il senso di queste parole, deve seguire un chiarimento adattato alla comprensione odierna, come di seguito:

4. Non ti devi erigere accanto a Me nessun idolo che tu ritieni santo, né adorarlo, né venerarlo né pregarlo per l’aiuto. Invece devi chiederlo a Me, poiché Io sono un Dio zelante e non tollero nessun Dio accanto a Me che decida per gli uomini, li beatifichi e li chiami al posto Mio.

5. Tali abusi sono il segno della decadenza della vera fede in un Dio e della degradazione della Mia Persona come unico Santo d’Israele del mondo.

6. Nessuno adori un altro Dio, né i servitori della Mia Santità, perché nessuno è santo al di fuori di Me, né nel Cielo né sulla Terra, né sotto la Terra. Perciò non vi costruite nessuna immagine intagliata né scolpita, né dipinta dei vostri pseudo santi, dal momento che proibisco perfino qualsiasi Mia immagine se con questa volete praticare l’idolatria e venerare l’immagine inanimata.

7. Pertanto, riconoscete la Mia Volontà e adoperatevi di adempierla pienamente, affinché Io non abbia motivo di punirvi, poiché punisco da due, tre, fino a quattro generazioni, mentre ricompenso l’adempimento dei Miei comandamenti fino alla millesima generazione. Questo è il comandamento e l’insegnamento che ora v’imprimo, come un giorno ho fatto con gli israeliti.

8. Sul contenuto del primo comandamento alcuni passi della Bibbia sono da prendere in considerazione, come questi:

- I ) Pietro scrisse nella ‘Lettera agli Ebrei’: «Senza fede è impossibile piacere a Dio; perché è necessario che chi vuol venire a Dio, deve credere che Dio esiste» (Eb. 11,6).

- II ) Mosè dice: «Temerai e servirai il Signore Dio tuo» (Dt. 6,13). ‒ Io, Gesù, diedi prova di umiltà nell’adorazione di Dio in occasione del digiuno di 40 giorni, superando il Satan della bramosa carne[45] e senza tener conto della Mia Divinità passai nell’umiltà sottomettendoMi al battesimo di penitenza come un peccatore, per dare agli uomini l’esempio che davanti a Dio ci si deve sempre considerare nel corpo di carne in umiltà come insignificanti e peccaminosi.

9. Si domanda: “Siete voi debitori di osservare i Miei Dieci Comandamenti?”

10. Sì, anche voi siete debitori di osservare i Dieci Comandamenti e precisamente così:

- I ) Perché Io non li ho dati solo per i giudei, ma per l’intera umanità, in quanto il loro senso interiore contiene precisamente i due Comandamenti dell’amore verso Dio e verso il prossimo, il che forma il precetto naturale per una vita spirituale, attraverso il quale l’uomo diventa un’immagine o figlio di Dio.

- II ) Perché Io, Gesù stesso, li ho confermati dicendo: «Non crediate che Io sia venuto per revocare la Legge o i profeti, ma son venuto per adempierli» (Mt. 5,17).

11. I Dieci Comandamenti di Dio si devono osservare perché furono dati da Me affinché fossero osservati, perché con questo do all’uomo la necessaria grazia e facoltà per fare ciò che riferiscono anche i seguenti versetti delle Sacre Scritture:

- I ) «Porrò in voi il Mio Spirito e farò in modo che camminiate secondo le Mie Leggi e osserviate e mettiate in pratica i Miei Comandamenti» (Ezechiele 36,27).

- II ) «È Dio che produce in voi il volere come l’esecuzione secondo il Suo compiacimento» (Filippesi 2,13).

- III ) «Io, Paolo, posso tutto attraverso Colui che mi dà forza, vale a dire Cristo» (Filippesi 4,13).

 

 

19/2 - Il 1° Comandamento dice: «Devi credere in un solo Dio. Devi amare, venerare e adorare solo quest’unico Dio, e non avere altri dèi accanto a Lui».

12. Io, come Dio, sono sommamente Santo, il Mio Amore è la Luce centrale primordiale nella Creazione, perché in essa c’è Padre e Madre. La Mia Essenza è l’infinito voler bene al cospetto di tutte le Mie creature, dal più alto cherubino e serafino fino al più basso e più piccolo essere vivente, perché il Mio Amore abbraccia tutto l’infinito del mondo. La Mia Sapienza è la profondità della divina Santità, e l’Onniscienza degli infiniti misteri dell’Amore in Dio sono incomprensibili per l’umana capacità di comprendere; ‒ inoltre, la Mia Onnipotenza creativa racchiude i misteri della profondità dell’Amore universale, e la suprema Santità della Sapienza in Dio, con la sua forza di volontà e potenza creativa, sono nelle Mie mani onnipotenti. Perciò Dio è l’indefinibile Santuario in Se stesso e nella Sua imponente Creazione.

13. Come da questo santissimo Dio, dal cui Amore, Sapienza e Onnipotenza è sorto tutto, Io menziono Me stesso, Padre degli uomini. Quanto altamente Santo deve essere l’Amore e quanto infinitamente sublime deve essere l’umiltà in Dio, per il fatto che Mi sono umiliato così profondamente e Mi definisco Padre degli uomini, i quali sono pieni di vizi e peccati a causa della loro disobbedienza!

14. Può l’uomo pensare qualcosa di più alto del suo Dio? No! Questo no. Può allora fare qualcosa di più umile per il fatto che Io, il santissimo Dio, Mi faccia chiamare dagli uomini, Padre loro? No! certamente no, perché la differenza tra la Santità di Dio e la peccaminosità dell’uomo ordinario è troppo grande.

15. E ciò nonostante, un sacro vincolo d’amore unisce il figlio col Padre, con Me, il santissimo Dio! L’intelletto umano non può afferrare del tutto la grandezza e la sublimità di questa realtà nella sua terrena capacità di comprendere, e per questa ragione gli uomini danno così poca importanza al fatto che Io stesso sono Padre loro.

16. Considerate l’Infinità, le inconcepibili dimensioni delle Mie creazioni e le incommensurabili meraviglie che vi accadono, poiché in ogni mondo della Creazione ci sono altre specie di pietre e minerali, e altre piante e animali, anzi perfino uomini in dimensioni tali da superare di gran lunga tutta la vostra immaginazione, e quanto è creato non può essere imitato da nessuno secondo la sua vera natura, per comprendere in certo qual modo il Mio Santo Spirito nella Creazione, Spirito che vi opera e crea in maniera magnetico-elettrico con il Suo Amore e Sapienza!

17. E vedete, tutto questo sono Io, vostro Dio e Padre; tutto è creato per voi. E voi, poiché siete figli Miei, siete chiamati a diventare gli eredi delle mie gigantesche Creazioni. Non per niente un giorno dissi: “Cercate di diventare perfetti com’è perfetto il Padre vostro nel Cielo”, cosa che può essere raggiunto solo attraverso lo sforzo di seguire le Mie virtù come Figlio dell’uomo (descritte nel “Libro delle preghiere); infatti, con la perfezione spirituale dell’uomo, queste virtù contengono in sé il premio della figliolanza di Dio, il battesimo dello Spirito Santo con tutti i doni e le grazie che sono descritti nella Santa Trinità. Se si sono conseguite queste grazie e doni, allora si è un figlio di Dio; e se questo è accaduto, allora vi è possibile tutto, il che è fondato in voi nel Mio Amore, perché Io stesso, lo Spirito dell’Amore, della Sapienza e dell’Onnipotenza dell’Universo in voi, sono l’Adempitore dei vostri desideri.

18. Per raggiungere questo gradino della perfezione spirituale, vi dovete concentrare, affinché seguiate ed osserviate precisamente i Miei comandamenti e insegnamenti, poiché questo significa: strappare a sé il Cielo con violenza.

19. Dovete perciò innanzitutto credere in un solo Dio: «Senza fede è impossibile piacere a Dio, poiché chi si accosta a Lui, deve credere che Egli è» (Ebr. 11,6).

20. Inoltre dovete considerare questo Dio come l’amorevole Padre vostro che si prende cura di voi, perciò amateLo con tutto il vostro cuore, con tutta la vostra anima e con tutto il vostro sentimento (Dt. 6,4.5; Mt. 22, 37-38).

21. «Sperate in Lui, poiché coloro che amano il Signore, sperano nel Signore; Egli è vostro aiuto e vostro scudo (Salmi 115,11)». – «Confidate in Lui in ogni tempo, o popolo, versate il vostro cuore dinanzi a Lui! Dio è il nostro eterno rifugio» (Salmi 62,9), dice Davide.

22. E in ultimo dovete mostrare ogni rispetto e venerazione a questo Dio e adorare solo Lui, perché sta scritto: «Adorerai il Signore Dio tuo e servirai Lui soltanto» (Mt. 4,10; - Dt. 6,13).

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23. Anche il darwinismo[46] appartiene all’adorazione degli altri dèi, poiché il Mio divino insegnamento afferma che il primo uomo fu creato da Dio, perciò Dio era Padre suo, e l’uomo un figlio di Dio.

24. Darwin al contrario insegnò che Dio non era Creatore e Padre del primo uomo, bensì la scimmia primitiva; quindi il darwinismo è negazione di Dio e adorazione della scimmia primitiva come idolo, dal cui stato primordiale si dovrebbe essere sviluppato l’uomo divino. Una teoria molto triste proveniente dall’oscuramento dello spirito e dalla sua inclinazione alla scimmia o alla vita dei fauni[47].

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25. Così non dovete neanche chiamare i defunti, che spiritualmente sono vostri fratelli e sorelle, con il titolo santo’ e santi’, poiché Io solo sono Santo e nessun altro, né qui sulla Terra, né là nel regno degli spiriti; inoltre, non procedete verso questi uomini defunti, pregando, e considerandoli nelle vostre preghiere come vostri aiutanti o intercessori, recitando il Padrenostro e altre simili preghiere, il che appartiene all’idolatria o al politeismo[48], perché in tal modo pregate a questi vostri dèi che vi dovrebbero esaudire, invece di venire direttamente a Me nel vostro cuore, dove Io, il divino Amore e Misericordia, di nome Gesù Cristo, dimoro.

26. Inoltre, appartiene allo stesso politeismo, perché da esso derivante, il tenebroso paganesimo di mettersi lì davanti a statue e a immagini della Mia Persona e dei beati, osservarli come se ci fosse vita in loro e pregarli, poiché questo significa proprio l’idolatrico culto delle immagini, ovvero, culto religioso di adorazione di immagini. Vedete, così anche i pagani di una volta adoravano e idolatravano i loro dèi. ‒ Questo certamente non significa entrare nella silenziosa cameretta del cuore per pregare come un giorno insegnai agli uomini! Chiudere la porta della silenziosa cameretta significa: allontanarsi da tutto ciò che affascina i vostri sensi attraverso gli occhi! Pertanto, dov’è possibile, chiudete gli occhi per evitare distrazioni, in modo da ascoltare solo le vostre parole e con amore, umiltà e riverenza, con i vostri pensieri siete presso di Me.

27. Ogni specie di presentazione delle immagini di Dio e dei santi è rigorosamente proibita nel primo comandamento (Es. 20,3-5), come anche in Levitico e Deuteronomio come segue:

- Lev. 26,1: «Non fatevi idoli, né immagini scolpite, né simulacri eretti, e non collocate nel vostro paese pietre con figure scolpite per adorarle, poiché sono Io Jehova, il vostro Dio (che ve lo proibisce)».

28. Deut. 27,15: «Separato da Dio (l’espressione di Mosè tradotta con “Sia maledetto”, è sbagliata, perché Dio dimora in ogni uomo, quindi non è concepibile maledire la Sua dimora) è quell’uomo che fa un’immagine scolpita o di metallo fuso, opera della mano di un artigiano, cosa abominevole per il Signore, e la colloca in luogo occulto».

29. Il divieto di erigere idoli e adorarli era una cosa necessaria per la soppressione del culto dell’idolatria, il che durava da migliaia di anni prima di Me, Cristo, fino alla Mia venuta e fino ai vostri giorni, anche se in altra forma e sotto altro nome.

30. Il mondo antico adorava: Baal, Astarte (Astharot), Chemos, Milkom, Belzebù, Apis, Isis, Osiris, ecc., presso i greci e i romani: Giove, Saturno, Nettuno, Plutone, Pallade, Apollo, Minerva, Anfitrite e così via. Dapprima come rispondenze delle caratteristiche dell’unico Dio, poi, quando il popolo ottenebrò la sua luce interiore spirituale attraverso le cose del mondo, se le immaginò come santi, poi come poteri soprannaturali e alla fine come dèi sotto varie forme e statue.

31. Anche il popolo israelita al tempo nella sua permanenza in Egitto cadde nell’idolatria, cosa che si può vedere dalla storia del vitello d’oro che fu colato da Aronne nel deserto e venerato al posto di Jehova; e che il popolo cadde ancora spesso nell’adorazione degli dèi, anche la Bibbia lo dimostra in alcuni passi della storia ebraica e dei profeti.

32. L’idolatria nel Nuovo Testamento è tutto ciò che si mette davanti a Dio, si corre dietro, poi brama ed ha solo in ciò tutti i pensieri, siano essi denaro, ricchezza, donne, lusso, megalomania[49], arrogante presunzione, avidità di dominio, cupidigia e ambizione; inoltre, l’elevazione degli uomini ad esseri superiori e dar loro culto terreno oppure trascendentale.

33. All’idolatria appartiene anche il brutale innamoramento sensuale, dal momento che in tal modo entrate completamente al servizio di Satana, perché i vostri pensieri diventano appartenenti solo alla sua anima, la quale è materia consolidata[50].

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34. Anche l’amore esagerato delle madri per i figli è una pericolosa idolatria, perché in tal modo si guastano i Miei figli che Io, ai genitori, affido puri e innocenti dalla Mia mano, e da loro li richiedo indietro nobilitati e raffinati, mentre li corrompono e li educano a diavoli. Questa idolatria ha una pesante responsabilità davanti a Me. Ricordatevi questo, voi madri che avete più amore per i figli che per Me, perché così facendo agite contro i Miei Comandamenti!

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35. Voglio rendervi attenti anche sull’idolatria indirizzata all’amore per gli animali. Gli animali sono certamente affidati alle vostre cure e attenzioni, ma dovete considerarli solo come animali che sono stati creati e dati per il vostro beneficio. Ma non dovete praticare nessuna passione con loro e assisterli come fossero uomini, e per loro ricorrere ad ogni cura, o perfino stimarli più che i poveri uomini, nei quali, Io, vostro Dio Gesù Cristo, dimoro! – Gli uomini che praticano passione per gli animali, accarezzando cani, gatti, conigli, ecc. e si prendono cura e attenzione con cibo e alloggio come per gli uomini, praticano con questi la loro idolatria, a loro toccherà il secondo inferno, dove saranno trasformati nella stessa forma animale con i quali hanno praticato la loro passione idolatrica!

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36. Oltre a questo politeismo, anche nella vostra vita terrena avete ogni specie di dèi ai quali rendete omaggio, così per esempio: se bramate il denaro (mammona), o lo spendete per cose e oggetti non necessari o molto costosi, e in questi avete la vostra più grande gioia. Vedete, questi sono i vostri dèi materiali e morti per i quali spendete molti soldi – che all’opposto sottraete ai poveri e ai bisognosi – quando voi certamente sapete di poter comprare il Cielo solo attraverso le buone virtù e con l’attività nell’amore per il prossimo, ma non con il servizio a mammona, col lusso, lo sfarzo, il godimento ineffabile e il gozzovigliare in cose che dilettano gli occhi, solleticano la lingua, stimolano ed eccitano i sensi ed appagano la brama carnale e sensuale. Questo è per l’appunto il politeismo più pericoloso, al quale sono attaccati così tanti uomini con tutta la loro anima, ma tralasciano Me in molti modi nello spirito e nella verità e di quando in quando dimenticano completamente.

37. Da queste chiarificazioni risulta che se volete osservare precisamente il primo comandamento, dovete sempre esaminare se le vostre inclinazioni, pensieri, desideri, brame, voglie e azioni sono fondate in Me, se fate ciò che vi faccio insegnare e volete vederlo realizzato, oppure se avete più interesse per le vostre passioni. – Ma fino a che queste ultime predominano in voi, è una faccenda dubbia con il progresso spirituale e la rinascita dello spirito, perché vi ostacolano i molti dèi materiali da voi stessi creati e idolatrati.

 

 

19/3 - La disorientante credenza in Satana

38. Non dover avere altri dèi accanto a Me, consiste in questo: che voi credete che di fatto esiste ancora un principe dell’inferno o principe della menzogna, Satan oppure Satana, poiché Satana e diavolo sono uomini e spiriti maligni derivati spiritualmente e materialmente dall’anima di Satana-Lucifero trasformato in materia. Il divino Spirito di vita in Satana ero Io stesso, e quando Mi ritirai, allora la luce e la vita nell’anima di Satana si spensero, e da quest’anima creai il mondo materiale. – Lo spirito di Satana è il maligno e il falso della mondanità negli uomini, e da ciò il principe dell’inferno, il generale male e falso degli spiriti infernali[51].

39. Perciò gli scenari dove si parla di Satana, come nel libro di Lutero e altrove, sono solo rispondenze spirituali di un tempo e di adesso: – di un tempo, come appariva ed era realmente; – e di adesso, com’è la condizione satanica dell’uomo del peccato e la sua riluttanza verso il divino.

40. Vero è che nell’uomo esiste un piacere oscuro, fuorviante lo spirituale, che forma il male della materia nell’uomo; un residuo, questo, di un tempo nuovamente risvegliato. Nondimeno, vi avverto di prestare attenzione a questa ombra, o di credere in un ‘Satan’, perché credendo in un vero Satan o Lucifero [come divinità], attraverso la vostra fede dall’indicato piacere malvagio del vostro io, date forma allo spirito maligno, il Satan, che è poi il più grande spirito tormentatore nel corpo. – Quindi non credete in un vero spirito di Satana o di Lucifero, poiché con il credere in lui lo formate voi stessi, e poi diventa il vostro intralciatore nel bene, il risvegliatore di desideri e voglie innaturali e l’impedimento per poter avanzare spiritualmente. Perciò negate ogni credenza in un Satana che esisterebbe ancora ai vostri giorni!

41. Sì, questa credenza vi è anche un ostacolo per giungere alla rinascita, poiché credendo in uno spirito di Satana, voi credete e presentate un secondo essere accanto a Me come un potere spirituale. Via con queste due divinità, poiché il residuo di Satana siete voi stessi, e il male indicato in voi è lo spirituale della vostra carne, quindi voi stessi secondo la carne. Allora esaminate il Satan e dite: “Io stesso sono Satan secondo la carne e in parte secondo l’anima”. Allora il vostro credere non vi danneggerà.

 

 

19/4 - Proibizione nel 1° Comandamento

42. Con il primo comandamento viene proibito:

- I ) L’incredulità: «Chi non crede non sarà beato» (Mc. 16,16).

- II ) L’idolatria: Dio li lascia ai diletti del loro cuore: «…loro, che hanno scambiato la verità di Dio (l’insegnamento di Gesù) con la menzogna (degli statuti degli uomini) ed hanno venerato e adorato la creatura (ad es. Maria, defunta, la sua immagine e dei resti marci di defunti, come è spiegato ulteriormente sotto) più del Creatore che è glorificato nei secoli. Amen!» (Rom. 1,24-25). – «Non rivolgetevi agli idoli, e non fatevi dèi di metallo fuso! (scolpiti, intagliati o dipinti) Io sono il Signore, Dio vostro» (Lev.19,4). – «Non diventate neanche idolatri come lo erano un giorno alcuni dei nostri padri» (1° Cor. 10,7).

- III ) L’eresia: evitate un uomo eretico se, dopo ogni rimprovero, dichiara solo il suo pensiero come autentico, e contraddice il vostro.

- IV ) La chiromanzia, la superstizione e la stregoneria: «Non vi rivolgete ai negromanti e non consultate gli indovini, per non contaminarvi a causa loro! Io sono il Signore Dio vostro (Lev. 19,31)». – «Se uno si rivolge ai chiromanti e agli indovini (così facendo passa dalla credenza in Dio alle dichiarazioni degli spiriti e alle indicazioni, e altre superstizioni inventate dagli uomini), da questi Io volterò il Mio volto e lo lascerò al suo destino da lui stesso creato» (Lev. 20,6). – Così suona la citazione esatta in Mosè.

- V ) La disperazione e la sfiducia: poiché Pietro scrive: «Non perdete la vostra fiducia in Dio, la quale porta in sé una grande ricompensa!» (Ebr.10,35). – Infatti, solo colui che confida fermamente in Dio è meritevole della sua vittoria di fede, dice il Padre Gesù.

- VI )Presuntuosa fiducia nella misericordia di Dio: «Disprezzi tu la ricchezza della Sua divina bontà, pazienza e longanimità? Non sai tu che la bontà di Dio ti guida al pentimento?» (Rom. 2,4), (ma non alla pigrizia e alla presuntuosa fiducia nella misericordia di Dio).

- VII ) La negazione di Dio: è certamente male credere a differenti falsità, ma non credere affatto e negare l’esistenza di Dio è la cosa peggiore nella vita umana! Questo lo dico Io, il Padre Gesù.

 

 

19/5 - L’arbitraria recitazione dell’Ave Maria

43. Cos’è l’Ave Maria, come la Chiesa cattolica romana la insegna a pregare? L’Ave Maria, come la insegna a pregare la Chiesa cattolica romana è una degradazione di Dio ed elevazione di Maria a una divinità femminile e la si pone nella stessa posizione di Dio!

44. Come deve essere compreso questo? Secondo l’insegnamento altamente spirituale del Nuovo Testamento, questo deve essere compreso così:

45. Io, Gesù Cristo, quale Dio e Padre, ho detto di Me stesso che nessuno è buono, che Dio solamente. Dal momento che questa parola, come emerge dalla Mia massima, appare come un’espressione spirituale, perché la parola materiale ‘buono’ generalmente è in uso per ogni bene, allora è ovvio che la parola ‘buono’, secondo il Mio linguaggio divino, caratterizza il senso di una caratteristica divina, di cui nessun uomo è partecipe all’infuori di Dio. E tuttavia Dio ha questo vantaggio, in quanto è infallibile, perché è perfetto nel Suo Io e, con ciò, ‘Santo’, ovvero, di purezza cristallina in tutto.

46. Perciò ogni uomo, logicamente pensante, comprende allora il cantico di Mosè che i beati in Cielo cantavano: «Grandi e meravigliose sono le tue opere, Signore Dio, Sovrano universale! ... Re delle Nazioni. Chi non Ti temerà, o Signore, e non glorificherà il Tuo Nome? Poiché Tu solo sei Santo!» (Ap. 15,3-4).

47. Quando Mosè stesso nel suo cantico, e con lui tutti i beati (che la Chiesa cattolica romana chiama erroneamente ‘santi’), dichiarò apertamente che solo Dio è ‘santo’ (Dt. 32,36-39), e l’evangelista Giovanni nella sua ‘Rivelazione’ proveniente da Dio nel quindicesimo capitolo quarto versetto[52] rimarcò la stessa cosa, il che accadde solo nell’anno 98 per far conoscere a tutti, quando gli altri apostoli erano già morti, che gli errori umani con lo scorretto termine ‘santi’, invece di ‘beatificati’ o designati ‘puri’ (‘santi’ significa purificati spiritualmente nell’interiore), fossero eliminati con questo chiarimento, – allora, per ogni uomo pensante razionalmente è stato dimostrato chiaramente che, tramite il disconoscimento e la negazione della Mia rivelazione che Io ho dato attraverso Giovanni, il sacerdozio (cattolico) presenta Me, Gesù Cristo, il santissimo Dio, come un Dio mentitore!

48. Il loro peccato contro di Me consiste soprattutto nel fatto che essi disconoscono il contenuto della Mia rivelazione divina, senza riguardo verso questo Mio comandamento, anche tramite Matteo (Mt. 23,8-9)[53] e la dichiarazione tramite l’Apocalisse (Ap. 15,4), si sono costituiti un uomo peccaminoso per ‘santo padre’, che spiritualmente significa tanto quanto ‘Dio’, per loro capo sulla Terra. Questo dio terreno, creato dai sacerdoti a Roma, denominato ‘Papa’, ha l’ardire di abusare dei privilegi divini che, con la canonizzazione dei defunti, presenta se stesso come dio supremo e crea divinità secondarie con il termine “santo” per i suoi creduloni e stolte guide della Chiesa, affinché scorrano più generose offerte monetarie con un più grande istupidimento del popolo per l’idolatria della Chiesa romana.

49. Perciò, voi che credete nei sacerdoti e nelle false guide ecclesiastiche, ascoltate ciò che Io, Gesù Cristo stesso, vi dico:

50. All’infuori di Me non potete chiamare nessuno ‘santo’, né nel Cielo né sulla Terra; altrimenti profanate Me e il primo comandamento di Dio, dove si dice: devi credere in un solo Dio, e solo Lui adorare e venerare, altrimenti non comprenderete il Mio insegnamento che Io, come Dio incarnato in Cristo, ho predicato. Nondimeno, col disconoscimento del Mio insegnamento Io vengo dichiarato bugiardo, ovvero, ‘Dio mentitore’, se non seguite e osservate i Miei insegnamenti e comandamenti che sono annotati nel Nuovo Testamento.

51. Tuttavia, voi sacerdoti avete l’ardire di presentare al posto del Mio insegnamento la vostra umana dottrina menzognera, e invece di incoraggiare i credenti al Mio insegnamento, li impantanate con la vostra falsa dottrina e ingannatrice di popolo, e con ciò li derubate della salvezza della loro anima!

52. Io perciò alla fine vi dico: “O seguite il Mio insegnamento che vi consegno attraverso il Mio delegato terreno, oppure dopo la morte dovrete migrare nel tenebroso secondo inferno, per giungere con questo al discernimento che i sacerdoti romani non erano Miei sacerdoti!”

53. Perciò non recitate più l’Ave Maria, poiché al posto di questa vi ho dato la preghiera del Padrenostro. Toglietevi l’abitudine di chiamare Maria ‘santa Maria’; e pregate Me, ma non Maria né i beati, perché l’introduzione arbitraria della preghiera a Maria e ai beati della vostra Chiesa denominati “santi” è per Me un abominio, perché ciò è falso profetismo!

54. Io ho insegnato che si deve pregare solo Me, dicendo: «Venite a Me, voi tutti che siete affaticati e stanchi, Io (stesso) vi voglio ristorare» (Mt. 11,28).

55. Con questo, nego che si debba pregare Maria, altrimenti avrei insegnato questo, perché a quel tempo quando ero nel mondo come Uomo, ha vissuto anche Maria. Tuttavia, come Dio, non dissi: ‘Andate da Maria la madre del Mio corpo e, per voi, pregate lei invece di Me’, bensì: dovete pregare solo Me, così che Io stesso vi ascolterò!

56. La Chiesa romana nega Me, Cristo, come Dio, poiché per loro la Mia Parola non è Parola di Dio che si deve rispettare, e insegna il contrario, che si deve pregare Maria come mediatrice presso Dio (quindi a un altro Dio) ed ha introdotto la seguente preghiera anticristiana perché diretta contro l’insegnamento di Cristo: “Santa Maria, prega per noi poveri peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen!”.

57. Con questa preghiera la Chiesa romana ha negato Me, Cristo, come Dio, perché con ciò, per lei, ha dichiarato non valida la Mia Parola.

58. Il vero cristiano si deve attenere a ciò che Io, come Cristo, ho insegnato, ma deve esaminare e respingere ciò che la Chiesa ha arbitrariamente introdotto come anticristiano, come pagano ed eretico.

59. La conseguenza per colui che non vuol prendere in considerazione questa spiegazione, è poi che vuol servire due padroni: Dio e il paganesimo romano, che si combattono reciprocamente. Infatti, chi oltre al Mio insegnamento tiene anche agli ordinamenti umani dei papi, dichiara Me, Cristo, imperfetto, non onnisciente e non onnisaggio; poiché per i sacerdoti il Mio insegnamento non è divino, perché hanno avuto la sfacciataggine di correggere Me, Cristo, e mescolarlo con ordinamenti papali umani, e insegnare questo loro falso profetismo come autentico e il solo insegnamento che rende il popolo beato.

60. Domanda: “Com’è giustificata l’affermazione che Maria è la madre di Dio e quindi la più santa e più grande di tutti i santi e perciò la più potente mediatrice presso Dio?”

61. Questa affermazione pagana si mette in evidenza nel suo apprezzamento, come se Maria fosse la moglie di Dio Padre, con la quale Egli avrebbe generato il Figlio Gesù Cristo, e quindi lei sarebbe la più grande di tutti i beati, come una regina che è sempre la più grande dopo il re, essendo sua moglie.

62. O voi uomini, lenti nel pensare: quando Dio ha preso Maria per moglie Sua? ‒ Quando ha generato con lei un figlio? ‒ Quando è stata innalzata a regina del Cielo o allo stesso rango di sovrana del Cielo e della Terra e a creatrice del mondo e degli dèi?

63. O figli delle tenebre del pagano cattolicesimo romano, siate ragionevoli e non accettate tutto ciò che i papi romani, preti di mammona, vi gettano davanti come i cretini che, nella loro mancanza di giudizio, mangiano tutto ciò che si mette loro davanti!

64. Credete voi che con le vostre strappate argomentazioni eretiche, volete convertire Me, vostro Dio in Cristo, al vostro oscuro paganesimo? – Oh, no! Questo non accadrà, ma ben il tenebroso inferno vi accoglierà se persisterete nel vostro oscuro paganesimo, poiché Io  non vi posso usare, quali ostinati pagani, né nel paradiso, né nel Cielo! Ricordatevelo!

65. La Mia relativa spiegazione di ciò che Maria era ed è adesso, si può leggere nel ‘Libro delle preghiere’, e qui al capitolo 8,3.

 

 

19/6 - La venerazione dei santi

66. Sulla canonizzazione dei defunti è stato spiegato chiaramente nel trattato sull’Ave Maria, che non ci sono santi, ma solo beati, e che il pregare e implorare a questi dèi creati da uomini tenebrosi, è eretico, ovvero è pagano.

67. Le ulteriori spiegazioni su questo, si trovano sotto: “Adorazione di immagini, statue e reliquie morte”, qui di seguito.

 

 

19/7 - L’adorazione di immagini, statue, simboli e figure morte nella Chiesa cattolica romana come una volta presso i pagani

68. L’uso delle immagini nelle chiese e al di fuori di esse, sia in strade pubbliche, nelle vie di campagna e nelle case, non è contro il primo comandamento di Dio che proibisce di fare e produrre immagini, come dice Mosè in Levitico? (Lev. 26,1): «Non vi fate idoli, né sculture (o dipinti), né monumenti. Nel vostro paese non erigerete pietre scolpite per prostrarvi davanti a loro, poiché sono Io il Signore vostro Dio» (che ve lo proibisce).

69. L’uso delle immagini è contrario al menzionato divieto divino, e perciò è culto idolatro, poiché Io, Gesù Cristo, vostro Dio, conosco questo meglio di tutti, dal momento che vedo non solo la cerimonia esteriore e l’adorazione davanti a tali idoli, dentro e fuori della Chiesa, ma anche l’interiore stato d’animo degli adoratori, che è attivo in questo culto.

70. Voi vi levate il cappello davanti alle statue di pietra e di legno e davanti alle immagini dipinte, e con questo rendete loro venerazione come se fossero esseri viventi; fate il segno della croce davanti a loro e pregate dinanzi alle immagini di idoli morti; li invocate e fate loro anche genuflessioni; baciate le statue e alle immagini baciate i loro piedi, e così via; vi alzate o vi inginocchiate e recitate litanie davanti alle statue o davanti alle figure; accendete loro lampade o candele, recitate ad alta voce preghiere o cantate inni e laudi alle statue morte e fate ogni specie di grida pagane davanti a loro come se fossero viventi, quindi questo è il motivo del perché guardo nel vostro cuore retrocesso al paganesimo a causa dei sacerdoti, perché è la grossolana cerimonia pagana che Io aborrisco, il che è un abominio dinanzi a Me!

71. Io vedo bene che nelle statue venerate e adorate Maria e i santi romani, anche se i sacerdoti dicono che vale solo ciò che l’immagine o la figura rappresenta. Pur se questa è solo mezza verità, e tuttavia è un doppio paganesimo, perché venerate la figura morta, e con la preghiera adorate quello che la figura rappresenta. Questo lo dico Io che guardo nel vostro cuore, poiché dimoro in esso come vostro Spirito. Ricordatevi che tutte le preghiere, suppliche, canti e ogni adorazione, spettano solo a Me, al vostro Dio in Cristo, e a nessun altro.

72. Perciò vi dico: “Smettetela di crocifiggerMi col vostro paganesimo, e riferite la Mia Volontà a tutti gli uomini, i quali devono considerare le immagini, le statue e tutto ciò che finora hanno considerato santo – tranne la nuda croce – come semplici figure morte, oppure dovrò dichiarare pubblicamente la Mia indignazione e rimuovervi tutto personalmente, se non ve ne sbarazzerete voi stessi!”

73. La croce senza la Mia figura sofferente, come simbolo della redenzione, deve essere in onore per voi, ma è solo per ricordare che Io ho sofferto e sono morto sulla croce per voi. Però non dovete né togliervi il cappello né fare il segno delle croce davanti a questa, poiché essa è pietra morta, legno morto, immagine morta o simbolo morto, fatto da mani umane e pertanto un idolatrico pezzo da esposizione, simile a un idolo, non appena iniziate a mostrarle venerazione divina.

74. Quando passate davanti a una croce, ricordatevi di Me, vostro Padre Gesù, che per voi ho dato il Mio sangue e la Mia vita sul Golgota, e salutateMi: Lodato e glorificato sia il Padre nostro Gesù Cristo attraverso il simbolo della Sua redenzione sul Golgota!”. Vedete, basta questo, ma in quanto al resto, sbarazzatevi di tutte le immagini, statue e steli, distruggendo le immagini idolatre dei santi romani, poiché sono testimoni della vostra eterodossia[54] e paganesimo romano, in e fuori della Chiesa!

 

 

19/8 - L’insensata venerazione delle reliquie

75. I cristiani cattolici romani agiscono decisamente contro il primo comandamento di Dio, quando venerano le reliquie o i resti di un defunto, e ciò per questi motivi:

- I ) molti di questi cosiddetti santi romani non hanno mai vissuto, e tutto ciò che la Chiesa papale romana racconta di loro, si basa o sull’errore o sull’invenzione;

- II) perché non ci sono santi, non sono mai esistiti, perciò non possono neanche esistere delle reliquie sante;

- III) perché molte di queste persone che i Papi romani hanno dichiarato santi, sono ancora all’inferno;

- IV) perché le reliquie sono state trascinate da lontano, ma per lo più dalle catacombe, dove le ossa morte sono disposte in gran numero come il legno, per cui il popolo non verrà mai a sapere la verità da dove vennero veramente e come stanno le cose, bensì si dichiaravano quasi sempre storie di santi inventate che stupivano il popolo e poi lo mungevano nel portafogli;

-V) perché i presunti miracoli sono, o inventati e simulati, o sono accaduti (e concessi) solo grazie all’incrollabile fede della persona in questione affinché non perdessero ogni credenza nel divino con l’insuccesso, perché Io, come Dio, venivo raffigurato troppo Santo per loro, quali peccatori, e nascosto dietro tutte le stelle; ma Io, Gesù Cristo stesso, quale Spirito di Dio nell’uomo, li ho ascoltati, e non (da accreditare a) le venerate ossa putrefatte del defunto;

- VI) perché molte reliquie o resti di ossa putrefatte non provengono dallo stesso defunto, bensì sono state prese da un qualunque scheletro che i sacerdoti consideravano buono; poiché non si trattava del potere miracoloso delle ossa dei morti, ma dei molti profitti a Roma e delle ricche offerte alla chiesa dove venivano esposte tali ossa morte presentate per la venerazione;

- VII) è la più grande insensatezza e il più tenebroso paganesimo mostrare venerazione divina ai resti putrefatti dello scheletro di un uomo deceduto, che gli si preghi davanti, che si baci questi resti scheletrici e si preghi per l’esaudimento di una preghiera!

76. Paolo (1° Cor. 15,50) disse mediante la Mia illuminazione nella ‘1° Lettera ai Corinzi’: «Io però dico questo, fratelli, che carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio, e che il corruttibile non erediterà l’incorruttibile». E oltre a ciò, Io, Gesù Cristo, dico: “Neanche le ossa putrefatte e marce dei morti!”

77. Se quindi il sangue, la carne, le ossa e i capelli, in quanto corruttibili, non erediteranno il regno dei Cieli, come potete allora mostrare divina venerazione a qualunque cadavere e marciume? Allora, a quale scopo praticare la grossolana idolatria pagana?

78. Gettate perciò le reliquie-marce e le cianfrusaglie nel fuoco, affinché il paganesimo cessi, poiché i Miei figli devono essere veri cristiani, e non tenebrosi pagani come siete diventati voi attraverso le eresie del credo cattolico romano!

 

 

19/9 - Una parola sui miracoli ai resti del corpo dei beati

79. È vero che Io, Dio, avrei fatto ripetuti miracoli attraverso i resti del corpo dei beati ed avrei dimostrato agli uomini molti benefici?

80. Io, per vero, ho fatto più di un miracolo ai resti dei beati, perché la fede era una fede incrollabile, in modo che il credente in questione, attraverso la sua grande e incrollabile fede, aveva afferrato la Divinità del suo spirito vivente in lui e l’aveva portata all’adempimento di ciò che voleva; ma con questo non è dimostrato che i resti del corpo marcente e decomposto di un beato, sia lui che ha fatto questo, ma l’ha fatto solo lo Spirito di Dio nell’uomo, e perciò a ‘Questo’ solo è dovuta la venerazione divina secondo il Mio primo comandamento, invece mai ai resti del corpo di una persona deceduta, o addirittura alle sue vesti, come mettono in evidenza le prove seguenti, che Dio ha fatto miracoli in base alla fiducia nell’incrollabile fede della persona interessata:

- I ) Filippesi 3,21: «Il Salvatore Gesù Cristo trasfigurerà il nostro corpo transitorio, in modo che diventi simile al Suo corpo trasfigurato secondo quel potere, attraverso il quale si possono sottomettere tutte le cose».

- II ) Siracide 48,14: «Nulla aveva potere su di lui (Eliseo) e anche nella morte il suo corpo lo mostrò come profeta. Nella sua vita fece cose inaudite e fece miracoli anche dopo la sua morte».

- III ) 2° Re 2,14: «Eliseo colpì l’acqua del Giordano con il mantello caduto d’addosso ad Elia, ma non si divise; e disse: “Dov’è ora il Signore, il Dio di Elia?”, e colpì ancora una volta nell’acqua. A questo punto il fiume Giordano si divise su entrambi i lati ed Eliseo lo attraversò».

- IV ) 2° Re 13,21: «Ed avvenne che mentre alcuni stavano seppellendo un morto, all’improvviso alcuni uomini ostili apparvero nelle vicinanze e, nel timore di questi, gettarono quel morto nella fossa ancora aperta di Eliseo. E non appena il morto toccò le ossa di Eliseo, l’uomo divenne nuovamente vivente, si alzò in piedi e uscì dalla fossa».

- V ) Atti degli apostoli 19,11-12: «Dio ha fatto non pochi miracoli attraverso le mani di Paolo, tanto che era sufficiente mettere sopra i malati qualche drappo sudato o una cintura del suo corpo, e (in seguito alla loro salda fede) le malattie cessavano e gli spiriti maligni se ne andavano (poiché Io, Gesù, lo volevo!)».

81. Gli ostinati difensori del paganesimo sacerdotale si richiamano a queste cose e dicono: “Sì, e nondimeno è accaduto; quindi la credenza nel potere miracoloso di queste reliquie o degli oggetti degli uomini in questione era giustificata, poiché i miracoli sono accaduti, e questo è determinante”.

82. Questa apparente risoluta difesa della legittimità concernente l’adorazione dei resti dei beati, si basa tuttavia su un grande errore; infatti, come può uno brandello o un osso marcio operare miracoli? Come può un beato operare miracoli senza di Me, Dio suo? Come può accadere un miracolo, dal momento che Io solo ho il privilegio nella Mia mano di operare miracoli? E se accade un miracolo, lo faccio sempre Io stesso, sebbene abbia l’apparenza di provenire dal venerato beato.

83. L’uomo è figlio Mio, ed ha in sé tutte le facoltà del Mio Io, dal momento che Io stesso dimoro in lui. Perché allora l’uomo non può far nulla di trascendentale da se stesso? Certamente non perché Io non sono così premuroso verso un uomo peccaminoso, come lo sono con uno che vive in maniera devota e credente. Questo fatto generalmente noto, vi deve essere determinante, e non i vostri stessi inventati statuti umani.

*  *  *

 

19/10 – (Annotazione di Schumi)

Swedenborg afferma che il senso spirituale di questo comandamento è che nessun altro Dio che Gesù Cristo è il nostro Creatore, Padre e Salvatore, e deve essere adorato perché non c’e nessun altro Dio che Gesù, solo il nome era diverso, vale a dire Jehova, che nell’antico ebraico significa ‘Padre’. Gesù, come dimostrano inequivocabilmente le profezie, è Colui che è venuto nel mondo e ha compiuto la redenzione della razza umana dal peccato originale, riconciliandosi con questa, l’ha ripresa per la figliolanza e gli ha aperto il Cielo dei figli. Che tutto questo si basi sulla verità, può essere osservato dalle argomentazioni nella “Santa Trinità” e nei libri “Cristo e la Bibbia”, e “Gesù Cristo, la Sua venuta e il Suo ritorno”. Sul senso celeste del primo comandamento, Swedenborg dice che questo ci mostra Gesù Cristo come Jehova Zebaoth, il Quale è il Signore e il Sovrano dell’Eternità, dell’Infinito, dell’Incommensurabile e del senza fine, che è l’Onnipotente, l’Onnisciente e l’Onnipresente, che è il primo e l’ultimo, o l’inizio e la fine, che era, è, e sarà in eterno, che è l’Amore e la Sapienza, ossia il Bene e la Verità stessa, quindi l’eterna vita, perciò è l’Unico da cui tutto è sorto.

 

 

19/11 - Come adempiere il 1° Comandamento

84. Di conseguenza devi amare Me, Dio Padre, con tutto il cuore, poiché Mi sono rivelato agli uomini in Gesù Cristo. Non devi mai e poi mai avere in te nient’altro che solo una cosa: amare Me, il Padre tuo Gesù. Se lo fai nella giusta fiducia, allora avrai riconosciuto tutti i Miei Comandamenti nella giusta luce, allora ti sarà cosa facile comprendere e adempierli fin nei minimi dettagli, ma come, ve lo voglio illuminare in poche parole:

85. Devi pensare sempre che Io sono il Padre tuo che, come Creatore, si prende cura di te, che vivo in te e sono il basamento di tutta la vita in te; perciò ti ho formato così come sei e ti ho dato i cinque sensi principali con tutti i sensi secondari, che anzi, condivido la vita con te e prendo parte a tutto ciò che incontri nella vita, e quindi sono il tuo unico Amico che non ti abbandona mai, bensì, come Padre e Madre, Mi prendo cura di te come figlio minorenne della divina Misericordia. Sono però anche al di fuori di te, ed ho creato tutto solo per la tua vita, affinché tu possa vivere della natura e godere delle sue bellezze e dei frutti che essa ti offre, e di tutto ciò che vedi nella manifestazione materiale della natura produttiva, così come anche di tutto ciò che, attraverso il Dono divino, produce l’intelligenza umana, la quale rappresenta l’attività spirituale del Padre nell’Universo. Tutto ciò che vedi è preso da Me ed è messo nell’esistenza da Me. Quindi, per ciò che rappresenta la ‘vita’ nell’infinito, Io, come Creatore di tutto questo, ne sono coinvolto, poiché vivo in te, ti guido e mi prendo cura dei tuoi progressi; ed è proprio per questo che il più grande comandamento nella legge suona così: “Ama Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutto il sentimento”. A questo punto non commetterai mai un peccato, perché adempierai tutto ciò che ho comandato ed ho insegnato di osservare. Presta particolare attenzione anche al secondo comandamento principale: “Ama il prossimo tuo come te stesso!”. Perciò fa’ al tuo prossimo quello che vuoi che lui faccia a te, perché egli è un figlio di Dio, perciò fratello tuo, e Dio, Padre tuo, dimora anche in lui.

 

 

19/12 – I peccati verso il 1° Comandamento

86. Superstizione, idolatria, servizio idolatro, cerimonie idolatre, soprattutto il servizio cerimoniale della Chiesa, lo sfoggio idolatro degli abiti per il servizio (sacerdotale), l’adorazione e le false dichiarazioni sull’insegnamento di Dio, l’ostentamento idolatro dello sfoggio del servizio (nelle funzioni religiose). Dichiarare gli statuti umani uguali ai Comandamenti di Dio e ritenerli per tali. La dimenticanza di Dio, la totale irreligiosità, la negazione di Dio; il commercio con cose cosiddette ‘consacrate’, che è una truffa dinanzi a Dio; l’indulgenza fraudolenta, l’assoluzione confessionale, perché è un inganno; la richiesta di offerte per Dio e adoperarle per gli stessi sacerdoti (perché Dio come Spirito non ha bisogno di nulla di materiale); la sovvenzione dei sacerdoti sfruttatori; scherno e disprezzo verso tutto il divino; il culto verso Satana, verso i patti satanici, verso le evocazioni e le preghiere ai defunti per il denaro, per la lotteria, per le vincite al lotto e per i vantaggi materiali; anche i patti con gli spiriti maligni, il fare del male con mezzi spirituali e volontari, e il sortilegio con mezzi diretti contro Dio.

87. L’incredulità verso le profezie di Dio; l’assassinio di profeti; le contraddizioni e le cattive calunnie sui medium a causa delle parole del Padre. Dubbi sulle parole di Dio, turbamento della quiete pubblica, ribellione verso le guide del popolo poste lì da Dio Padre, e la più totale disobbedienza. Il maledire o bestemmiare Dio, il deridere Dio con canzoni o immagini; oppure dare a Dio nomi di animali oppure oltraggiarLo oscenamente.

88. L’adorazione di Maria e dei santi con l’appellativo: “santa”, “santi” (confrontare Ap. 15,4). Adorazione degli spiriti protettori (patroni commemorativi) con l’appellativo: “santa”, “santi”. L’ingratitudine verso la bontà e la misericordia di Dio. Imprecare e bestemmiare, insultare e oltraggiare il Cielo, ecc.

 

 

19/13 - I sette peccati contro lo Spirito Santo

89. Quando i farisei Mi oltraggiarono dicendo che avevo uno spirito impuro, il che significava che Io ero posseduto da Belzebù, con il cui aiuto cacciavo gli spiriti maligni dagli uomini, risposi loro: «Ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la maldicenza e il parlar contro lo Spirito Santo, all’uomo non sarà perdonato, né qui né là» (Mc. 3,22-30).

90. Con ciò dissi loro che questo peccato è il più grande fra tutti i peccati, e che si riceverà la più grande punizione. Ma qui voglio farvi pervenire una spiegazione che corrisponde al Mio divino Amore e Misericordia:

91. È vero che questo peccato è uno dei più grandi, ma anche questo sarà perdonato se il pentimento sarà poi abbastanza grande, ma in ogni caso non in modo così veloce come con gli altri peccati. – Con questo, volevo aprirvi gli occhi che è nell’indicazione: “Dio è l’eterno Amore, l’eterna Misericordia e l’eterna Grazia, nel Quale sta la garanzia come feci dire tramite il profeta Geremia: «Dì al popolo di Israele: “Io sono misericordioso e non voglio essere adirato in eterno”» (Ger. 3,12), quindi anche riguardo a questa bestemmia contro lo Spirito Santo, il Mio giudizio è da comprendere in eterno, se il peccatore non si converte e fa ammenda in eterno.

92. I peccati contro lo Spirito Santo, di cui il settimo è il più grande, sono i seguenti:

- I ) Peccare presuntuosamente sulla misericordia di Dio.

- II ) Disperare (perdere la speranza) nella grazia di Dio. – Questo peccato è molto grande e conduce gli uomini profondamente nell’inferno.

- III ) Opporsi alla ‘verità cristiana’ riconosciuta. – Qui in questo peccato si mostra la caratteristica infernale dell’uomo che vede e riconosce la verità, e tuttavia parla e vi agisce contro; ma così fa anche Satana, il principe dell’inferno.

- IV ) Avere irritazione per quel prossimo che ha la Grazia divina e invidiarlo per questo. – Nell’uomo vi è (tutta) la forza, cosicché ciò che uno può fare nello spirito, lo può acquisire anche l’altro. Chi perciò da se stesso non la vuole e comunque invidia gli altri e gli rode che abbiano la Grazia, fa la stessa cosa che fa Satana, poiché anche lui non ama la Grazia, e tuttavia invidia gli altri per questo, e pertanto non vuole che l’abbiano. Perciò egli fa ogni sforzo escogitabile per renderla inefficace agli uomini, attraverso l’infondere altri pensieri, così da distruggerla.

- V ) Perseverare deliberatamente nell’impenitenza[55]. – Tali con il tempo vengono comunque guariti, poiché nell’inferno essi vanno sempre più profondamente nella sofferenza e nel dolore, fino a quando la loro forza di resistenza viene spezzata.

- VI ) Avere un cuore ostinato verso salutari ammonizioni.

- VII ) Imporsi ed agire ostinatamente contro lo Spirito della Verità proveniente da Dio, il quale si rivela tramite la coscienza.

 

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Cap. 20

Il 2° Comandamento

[Es. 20,7; Dt. 5,11]: «[7]Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano».

 

20/1 – Non nominare il Nome di Dio

1.              Il Nome di Dio è sommamente Santo e inaccessibile per gli spiriti impuri; è l’energia interiore del più vivente convincimento per un puro figlio di Dio spiritualmente vivente. Nessuno deve pronunciare questo Nome in maniera sventata e scherzosa, poiché racchiude in sé il comandamento spirituale, cosicché il profanatore che Lo nomina inutilmente, pecca spiritualmente in sé e si ottenebra. Ogni parola che esprime questo Nome, sta nel piatto della bilancia, cosicché dopo la sua pronuncia eleva gli uomini verso l’alto o li getta verso il basso. Perciò tutte le volte questo Nome esprime l’Amore vivente, attiva l’umiltà ed è sempre pieno di forza, come una campana echeggiante nella vivente eccitazione d’amore del vostro cuore. L’uomo non deve mai pensare, esprimere o fare qualcosa senza portare onore a questo Nome sommamente Santo, iniziando e terminando tutto con questo Nome; anzi, l’uomo è chiamato ad essere nel suo cuore l’eterno sommo sacerdote del suo vivente Dio trino, Quale Amore, Sapienza e Onnipotenza, al Quale deve sacrificare tutto per l’onore e sacrificarlo con amore, in modo che diventi un vivente Tempio di Dio!

 

 

20/2 - Il divieto nel 2° comandamento

2. Nel secondo comandamento viene proibito di profanare il Nome di Dio.

3. Il Nome di Dio si profana nel modo seguente:

- I ) con l’uso improprio in differenti conversazioni, specialmente se si cita Dio come Testimone per falsità o menzogne; inoltre, con imprecazioni, sortilegi e scongiuri;

- II ) mediante tutti i peccati come scrive Paolo: «…ti glori della legge, ma disonori Dio, violando la Sua Legge» (Rom. 2,23).

- III ) con la bestemmia, parlando di Dio con disprezzo. – La religione di Cristo viene criticata e con lo stabilire dei dogmi filosofici è trascinata nel fango, perché con ciò si rigetta la Parola e il Comandamento divino.

- IV ) se si giura senza necessità o addirittura falsamente. – Su questo, Io, Gesù, dissi: «Io però vi dico di non giurare affatto, né per il Cielo, perché è il trono di Dio, né per la Terra, perché è lo sgabello dei Suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re» (Mt. 5,34). – Mosè scrive: «Non devi giurare il falso in Nome Mio (divino), e non profanare il Nome del tuo Dio (con giuramenti e invocazioni del Nome di Dio per faccende mondane); poiché Io sono il Signore» (Lev. 19,12). – A chiare lettere, l’apostolo Giacomo vi dichiara la Volontà di Dio, scrivendo: «Soprattutto, fratelli miei, non giurate, né per il Cielo, né per la Terra, né con altre forme di giuramento; ma il vostro sì, sia sì, e il vostro no, sia no, affinché non cadiate nel giudizio di Dio» (Giac. 5,12). Il giuramento è una faccenda sacra, se non è indirizzato contro i Dieci Comandamenti. Perciò ognuno rifletta su quello che fa! – Se chi giura non crede in Dio, allora il suo giuramento è un imbroglio e un’impostura; se crede in Dio e fa un giuramento contro i Dieci Comandamenti, allora è un oltraggio verso Dio. Infatti, come può uno chiamare Dio per Testimone, facendolo nella piena consapevolezza che certamente agirà del tutto contro di Me e calpesterà con i piedi i Miei divini Comandamenti? Gli uomini agiscono contro di Me, loro Dio, come contro un loro pari. Essi non pensano che Dio è estremamente Santo e che non si deve trascinare il Suo Nome nel sudiciume dei peccati del mondo. Il giurante crede che è del tutto uguale, cosa e come giura, e non rispetta il secondo comandamento di Dio, il quale vieta di nominare il Nome di Dio invano e trascinare Dio nel traffico mondiale dei peccati e dei misfatti. Si inciampa spensieratamente su tutto e non si riflette se è giusto inciampare. Quando giuri bada a non fare degli spergiuri, dal momento che non puoi assumerti la responsabilità, poiché per questo Dio ti ha dato il dono del giudizio, per giudicare ciò che è giusto o ingiusto. In genere deve essere tralasciato ogni giuramento, appena gli uomini sono onesti e timorati di Dio, poiché allora basterà il sì e il no.

- V ) se si infrangono i voti fatti a Dio. – Mosè si esprime su questo come segue: «Se fai un voto al tuo Signore, Dio tuo, non indugiare ad adempierlo, poiché il Signore, Dio tuo, pretenderà l’adempimento; e se te ne astieni, te lo conterà a peccato. – Se invece ti astieni dal far voti, allora non hai l’obbligo né fai peccato. – Ciò che una volta hai promesso, devi mantenerlo e adempierlo, come hai promesso di farlo al tuo Dio Jehova spontaneamente con la tua bocca» (Dt. 23,22-24).

- VI ) se si nomina il nome di Dio senza necessità né rispetto.

(a) Oggi si è arrivati al punto che gli uomini non hanno proprio nessuna notizia del secondo comandamento. Di chi è la colpa? Certamente di nessun altro che degli insegnanti religiosi del popolo. Se avessero detto alla gente e lo avessero ripetuto spesso che è un grossolano e grave peccato tenere il santissimo Nome di Dio sempre e per ogni cosa in bocca, allora gli uomini sarebbero stati attenti e si sarebbero sforzati di diventare migliori. Invece i sacerdoti, nella loro mondanità, hanno dimenticato il loro dovere e gli uomini non sanno nulla di meglio. – E perciò il Nome di Dio viene menzionato inutilmente o abusato, mentre Io voglio decisamente che il Mio Nome non venga profanato, bensì santificato, come l’ho insegnato nella preghiera del Padrenostro.

(b) I sacerdoti servono troppo il mondo, che è la brama di denaro, prestigio e potere, poiché chi usa le cerimonie per attirare il popolo a sé, per istupidirlo e rovinarlo spiritualmente, rendendolo servitore della credenza pagana cerimoniale e completamente dipendente dalla grazia e disgrazia della Chiesa e non da Dio – e tutto ciò per vantaggi personali ‒ tali servitori religiosi non sono Miei servitori, bensì servitori del Mio avversario. Ecco perché il mondo intero è in difficoltà, perché questi – non chiamati da Me – hanno preso le pecorelle della Mia stalla che non sospettavano nulla di male, le hanno già fatte a pezzi spiritualmente e le hanno portate all’inferno. Il popolo Mi bestemmia continuamente e non ne sa nulla del perché si è già ficcato in un maligno inferno ed è posseduto per la massima parte da spiriti infernali dei defunti. Se i sacerdoti fossero di fatto servitori di Dio, allora dovrebbero inorridirsi davanti al popolo che profana ogni giorno il Mio Nome sommamente Santo e inavvicinabile, dal momento che Io, come Dio, sono un Giudice severo, davanti al Cui volto l’umanità odierna, con poche eccezioni, è un’associazione delittuosa di lesa maestà al Mio santo Nome. Essi esclamano: ‘O Dio! O Gesù! O Cristo!’, e Mi portano in giro spensieratamente sulla loro lingua peccaminosa diffamandoMi ogni giorno, essendoci differenti modi di espressione per utilizzare tale esclamazione, nella gioia, nella sofferenza, nel dolore e nel peccato, come in Francia “Mon Dieu!”, che si utilizza giornalmente.

(c) Io dissi attraverso Mosè: «Non nominare il Nome di Dio invano, perché non lascerò impuniti coloro che proferiscono il Mio Nome invano e ne fanno un cattivo uso» (Es. 20,7). Sotto questi sono inclusi anche i nomi di Jehova, Zebaoth, il Santo di Israele e lo Spirito Santo. Su questa santa Legge i sacerdoti dovevano vegliare con tutta fermezza, poiché sono responsabili di fronte a Me. E cosa fanno loro? Tacciono e, in tal modo, approvano gli abusi del popolo, ma così facendo lo privano della sua salvezza animica, perché l’uomo deve deporre all’inferno tutti questi vizi, passioni e abusi, prima di poterlo far entrare nel paradiso, poiché questi vizi, passioni e abusi non vi possono comparire là. Nessuno, infatti, viene nel paradiso prima che non si sia sbarazzato del grande errore verso il Mio vero insegnamento cristiano, per fare la qual cosa sono però sempre necessari anni e anni, perché nessuno può abbandonare rapidamente i suoi vizi, desideri, brame e passioni.

(d) Come con il Mio divino Nome, così gli uomini praticano un grosso abuso con Maria e Giuseppe. Ricordatevi, voi uomini sconsiderati, che questi nomi sono troppo sacri per voi, per farli rivoltare sempre sulla vostra lingua peccaminosa. ‘O Maria! – Gesù, Giuseppe e Maria!’, è il vostro abituale grido ed esclamazione in ogni occasione, sia per scherzo o seriamente, oppure per stupore, anzi perfino se commettete i peggiori peccati!

(e) Perciò ascoltateMi! Proprio come ogni figlio è affezionato solo a quelle persone che nel mondo si prendono cura di loro e li provvedono, e non a coloro che non si preoccupano mai del loro benessere mondano, altrettanto sono anch’Io affezionato a Maria, all’amata madre del Mio corpo e al Mio caro padre putativo Giuseppe, per le loro passate cure che Mi concessero a quel tempo; e perciò non voglio che siano nominati inutilmente, beffeggiati oppure oltraggiati. Potete salutare Maria, ma non adorarla come avete fatto finora e costruirle templi (chiese); ‒ non dovete nemmeno dimenticarla, altrettanto come non dovete dimenticare Giuseppe, poiché essi stanno nella Mia grande grazia.

(f) Il molto bestemmiare Dio e il Cielo è un biglietto per il regno dell’inferno, poiché gli spiriti infernali fanno lo stesso; e se lo fate voi, allora siete subito circondati da una grossa schiera dei peggiori diavoli dell’inferno, i quali vi sostengono solleciti e vi incoraggiano a diventare infernali. Infatti, il secondo inferno è sulla Terra, e giorno e notte siete in questa compagnia, se agite contro i Miei Comandamenti.

(g) E ora guardate i paesi che sono ben noti a tutti, perché sono grandi e si trovano in Europa, dove Io vengo molto oltraggiato! – Lì ci sono certi tipi di uomini che la verga educativa di Dio deve lavorare molto per il popolo, perché piccoli o grandi, costantemente, bestemmiano, profanandoMi con la lingua o con le parole, dandoMi nomi che stanno sotto ogni censura; e altrettanto danno nomi alla madre del Mio corpo, nomi che Io non vi posso menzionare! ‒ Sì, dove il popolo non tratta molto meglio la santità del Divino in parole, come un giorno in Sodoma e Gomorra, per questa ragione qui è messo sotto la Mia ben meritata verga educativa, e una volta giunti nel regno degli spiriti, …tutti andranno là, dove nella vita hanno prestato il loro servizio spirituale. L’inferno è la loro patria, e tutto questo, per infernale prodotto dell’oltraggio del Mio santo Nome, e i sacerdoti del luogo tacciono e lasciano andare all’inferno, spensieratamente, il popolo loro affidato.

(h) Quanto più il popolo è scellerato, tanto più deve soffrire miseria, e tanto più vengono colpiti, sfruttati, truffati, ingannati e oppressi dalla Chiesa e dallo Stato, e se ciò non bastasse, lo saranno ancora da altre calamità e ciurmaglie in forma umana. Comprendete voi adesso da dove provengono le condizioni infernali del mondo nel quale vi trovate?

- VII ) quando si falsifica il nome di Dio: la falsificazione del Nome di Dio significa pronunciare il Suo Nome con spiritosaggini e battute.

- VIII ) quando si falsifica la Parola di Dio. (2° Cor. 2,17)[56] – Falsificare la Parola di Dio significa interpretarla consapevolmente per motivi egoistici in modo diverso dal senso di base, oppure interpretarla anche in modo diverso da falsi punti di vista, e in questa falsificazione persistere nell’ostinata illusione, e nonostante l’eloquente prova contraria, non ci si discosta.

- IX ) anche quando tramite un giuramento non si presta una testimonianza spettante e si chiama Dio per testimone per rendere credibile qualcosa.

(a) Invero, Mosè dice: «Temerai il Signore Dio tuo, a Lui solo servirai e giurerai nel Suo Nome» (Dt. 6,13). Unicamente questo (versetto) contraddice ciò che l’apostolo Giacomo disse secondo il Mio insegnamento: «Fratelli miei, soprattutto, non giurate, né per il Cielo, né per la Terra, né con altre forme di giuramento (quindi neanche giurate per Dio); ma il vostro ‘sì’ sia sì, che però deve essere un sì della verità; e il ‘no’, anche questo deve essere un no della verità, affinché non cadiate nel giudizio di Dio» (Giac. 5,12). Pertanto, il giuramento nel Mio santo Nome non è consentito, e ciò che dichiarò Mosè deve essere considerato un errore umano.

(b) Come considerare allora la testimonianza sia sul che sul no, se un uomo, mentendo, pensa: – ‘Non ho chiamato certo Dio come Testimone, bensì ho solo detto una bugia necessaria, per il cui perdono chiederò a Dio’, – dato che tra una bugia necessaria e il giuramento nel Nome di Dio, di certo (lui pensa) ci sarà una grande differenza?

(c) Una bugia necessaria (presunta), quando con ciò si causa all’avversario, quale innocente, un danno importante, ma il colpevole, o il delinquente che ha mentito, si alleggerisce, è un crimine così grande agli occhi divini, tanto da somigliare ad uno spergiuro, perché in questo caso il giudice cui si è detto delle bugie, deve emettere un giudizio equo, e in tal caso all’innocente capiterà un’ingiustizia, mentre il delinquente sarà riconosciuto innocente.

(d) Si rifletta che tutto questo accade alla presenza di Dio, dal momento che il Suo Spirito dimora nel petto di ogni uomo, quindi (Dio) è il testimone del misfatto, che Lo si chiami o meno per testimoniare.

4. In questi gravi peccati soffrono finora tutte le Chiese e le tutte le sette cristiane.

 

 

20/3 - La richiesta insita nel 2° Comandamento

5. Già nella preghiera del Padrenostro si dice: “Sia santificato il Tuo Nome!”. Perciò l’uomo deve fare tutto per la santificazione del Nome di Dio, e questo può avvenire solo attraverso il sacro della vita stessa dell’uomo, poiché l’uomo, secondo il corpo, è un Tempio di Dio, mentre secondo l’anima è un penitente sacerdote sacrificante di Dio, o dovrebbe esserlo. Pertanto, l’uomo deve santificare la sua vita facendo ciò che Io, Dio, Padre suo gli insegno e gli dico di fare, cosa che egli deve trasformare di fatto in verità.

6. Ogni uomo che ha conoscenza di questi Miei Comandamenti, deve sapere che ogni parola e ogni pensiero che non possono essere conciliati con il Mio Amore, è una trasgressione di questo Mio (secondo) comandamento dato, poiché così facendo fa un cattivo uso del Mio santo Nome. È il puro amore per Dio e per gli uomini, quali figli di Dio, che vi protegge, non violando questo comandamento, ma rispettandolo, perché l’amore della Legge è adempimento.

7. Devi amare, onorare e rispettare Me, il Padre tuo Gesù sopra ogni cosa, affinché tu non debba profanare il Mio Nome, ma presentare sempre solo lode, elogio e ringraziamento. Questo desidero da te e da ogni altro che Mi ha riconosciuto nel Mio Amore tutto felicitante, poiché è l’amore che vi redime dal giogo delle tenebre.

8. Il Nome di Dio è onorato e santificato:

- I ) quando si riconosce apertamente Dio dinanzi al mondo intero, – come dice il re Davide nel salmo: «Voglio esaltare il mio Dio e Re e lodare il Tuo Nome per sempre. Voglio lodarTi ogni giorno e glorificare il Tuo Nome continuamente in eterno» (Sal. 145,1-2), e così dissi Io, Gesù: «Chi Mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’Io lo riconoscerò davanti al Padre Mio che è nei Cieli» (Mt. 10,32).

- II ) quando si prega Dio per aiuto e assistenza nelle necessità spirituali e fisiche. – Davide dice in un salmo: «InvocaMi nel giorno della tribolazione, Io ti libererò e tu Mi onorerai» (Sal 50,15). – Giovanni scrive: «Ed è questa la fiducia che abbiamo in Gesù, che se noi domandiamo qualcosa secondo la Sua Volontà, Egli ci ascolterà» (1° Gv. 5,14; Gv. 16,23).

- III ) quando si adempie fedelmente il voto che si è fatto a Dio. – Davide esorta nel salmo: «Lodate e mantenete il voto al Signore, Dio vostro, e adempitelo, tutti voi che siete intorno a Lui, e portate al Terribile doni d’amore del cuore (preghiere d’amore in umiltà del cuore)» (Sal. 76,12).

- IV ) quando si ascolta diligenti e riverenti la Parola di Dio e si vive e si agisce di conseguenza. – Paolo scrive su questo: «La Parola di Cristo dimora riccamente in voi con tutta la Sapienza! Istruitevi ed esortatevi l’un l’altro con salmi, inni di lodi e soavi canti spirituali, e cantate a Dio in amore del vostro cuore» (Col. 3,16). – Luca: «Beati coloro che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica» (Lc. 11,28).

- V ) quando s’intraprende tutto per la lode e per l’onore del Nome divino o per sacrificare a Dio. Su questo, due passi dal Nuovo Testamento citano: «Rendete di continuo grazie di ogni cosa a Dio, il Padre, nel Nome del Signore nostro Gesù Cristo» (Efesini 5,20). – «Or dunque, sia che mangiate, sia che beviate o qualunque altra cosa facciate, fate tutto per la gloria di Dio e offritelo a Lui!» (1° Cor. 10,31).

9. Il Nome di Dio è Santo e quindi può essere menzionato e usato per tutte le sante funzioni, come per le preghiere, per i canti, con il tenere conferenze o lezioni spirituali e in tutti gli scritti che sono compilati per la gloria di Dio.

10. Così com’è proibito nominare il Nome di Dio invano, d’altra parte è santo nominare il nome “Dio”, Gesù, Cristo, Jehova, Zebaoth, specialmente se ha per argomento il Padre Gesù, e invocarLo con tutto l’amore.

11. Il nome ‘Jehova’ era considerato sacro presso gli ebrei, i quali non osavano nominarlo alla leggera, né osano pronunciarlo adesso. Perciò gli evangelisti e gli apostoli preferivano chiamarLo “Signore” al posto di “Jehova”, com’è evidente da vari passi e citazioni tratti dal Vecchio e dal Nuovo Testamento, in cui al posto di Jehova viene scritto ‘Signore’, come per esempio: Mt. 22,37; Lc. 10,27, confrontare con Deuteronomio 6,5 e altrove.

12. Gli apostoli ritenevano che il nome Gesù’ fosse alto e santo come Jehova, così come lo esprime anche l’apostolo Paolo dopo Isaia (Is. 45,23; Rom. 14,11): «Che davanti al nome di Gesù s’inchinino tutte le ginocchia di coloro che sono nei Cieli, sulla Terra e sotto la Terra, e tutte le lingue riconoscano che Gesù Cristo è il Signore, per la gloria di Dio Padre», e inoltre che Egli non poteva essere nominato dai diavoli dell’inferno, il che è anche conosciuto nelle sedute spiritistiche.

 

 

20/4 – Il 2° Comandamento nel senso spirituale

13. Nel senso spirituale, con ‘Nome di Dio’, è inteso tutto questo, il che viene insegnato dalla Sua Parola e per mezzo della quale il Signore Gesù Cristo, ovvero Dio, è nominato, invocato e adorato, perché in genere tutto ciò che riguarda il Nome di Dio è compreso in questo, e quindi sotto ‘tirare il Nome di Dio nella vanità del mondo’ viene inteso il ricavare qualcosa da questo, sia con discorsi inutili e mondani che con bugie, imprecazioni, sortilegi e scongiuri; perché se ci si serve del Nome di Dio, allora si attira il Suo santo Nome nell’empio, e quindi significa profanarLo e bestemmiarLo.

14. Che tutto ciò che riguarda l’insegnamento di Dio, sia la santa Parola di Dio o di Cristo e ciò che si ha da essa, quindi tutti i chiarimenti e le istruzioni su come si deve servire Dio e come considerare il prossimo come figli di Dio, è l’insegnamento e la glorificazione del Nome di Dio, e questo lo testimoniano i seguenti passi delle Scritture:

- I ) Malachia 1,11-13: «Dall’Oriente all’Occidente, grande è il Mio Nome tra i popoli, e in tutti i luoghi è offerto incenso e oblazione pura al Mio Nome, poiché grande è il Mio Nome, dice il Signore, il Signore delle schiere degli eserciti. Ma voi Lo profanate e andate dicendo: ‘La tavola del Signore è impura e ciò che dà come cibo è spregevole’, e nondimeno credete di riconciliarvi col Mio Nome quando portate in sacrificio gli animali rubati, zoppi e malati».

- II ) Michea 4,5: «Tutti i popoli camminano nel nome del loro Dio, noi invece vogliamo camminare nel nome di Jehova, nostro Dio, sempre ed eternamente».

- III ) Deuteronomio 12,5-18: «Essi adoreranno Jehova in un luogo dovunque Egli stabilirà il Suo Nome, lì terranno il Suo sevizio divino».

- IV ) Giovanni 1,12: «A quanti Lo hanno accolto, ha dato loro il potere di essere figli di Dio, a coloro che credono nel Suo Nome».

- V ) Giovanni 3,18: «Chi crede in Lui non sarà condannato, chi invece non crede è già condannato, perché non crede nel Nome dell’Unigenito Figlio di Dio».

- VI ) Giovanni 20,31: «I credenti che Cristo è il Figlio di Dio hanno la vita nel Suo Nome».

- VII ) Giovanni 17,26: «Io dissi: ‘Ho fatto conoscere il Tuo Nome agli uomini, affinché il Tuo Amore rimanga in Me, ed Io in loro’».

- VIII ) Apocalisse 3,5: «Il vincitore dovrà essere adornato con vesti bianche! Io non cancellerò mai il suo nome dal libro della vita, e confesserò il suo nome dinanzi al Padre Mio e ai Suoi angeli».

15. Oltre ai passi citati, ce ne sono ancora molti in cui sotto il ‘Nome di Dio’ si deve intendere il divino nella Parola che procede da Dio e per mezzo della quale è adorato.

16. Sotto il nome ‘Gesù’, cioè Redentore, Salvatore, Liberatore o Medico, è inteso l’insieme della redenzione, la ri-acquisizione della figliolanza di Dio per tutti gli uomini attraverso la sofferenza e morte sulla croce.

17. Sotto il nome di Cristo invece, l’insieme della salvezza attraverso il Suo insegnamento, perché il nome Cristo significa ‘Unto’ o ‘Re’, con il cui insegnamento, legislazione e ordine statale i popoli devono diventar felici.

 

 

20/5 – Il 2° comandamento nel senso celeste

18. Nel senso celeste, con Nome di Dio’, il trascinarlo nel futile o nel mondano, è inteso ciò che Gesù disse ai farisei: «Ogni peccato e ogni bestemmia sarà perdonata all’uomo, solo la bestemmia contro lo Spirito Santo non sarà perdonata» (Mt. 12,31-32). Con ‘bestemmia contro lo Spirito Santo’ s’intende la bestemmia contro la Divinità oppure la negazione della Divinità nell’Uomo Gesù, e gettare la Verità o la Santità della Parola divina nel fango. Soprattutto anche l’ostinata affermazione del contrario e il procedere contro lo Spirito della Verità proveniente da Dio, che si rivela attraverso la coscienza e rende nota la Verità attraverso l’ispirazione.

19. Che sotto il nome Jehova o Padre venga inteso Io stesso, Gesù, come Dio e Uomo o Dio-Uomo nel senso celeste o più alto, risulta chiaro dai seguenti passi delle Sacre Scritture:

- I ) «“Padre, glorifica il Tuo Nome!”. E dai Cieli si sentì una voce che disse: “L’ho glorificato e di nuovo lo glorificherò”» (Gv. 12,28).

- II ) «E ciò che chiederete in Nome Mio, lo farò, affinché il Padre sia glorificato nel Figlio; se chiederete qualcosa nel Mio Nome, Io ve la concederò» (Gv. 14,13-14).

20. Nella preghiera del Padrenostro con ‘sia santificato il Tuo Nome’, anche nel senso celeste non significa nient’altro, anche se espresso in profonde differenti espressioni.


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Cap. 21

Il 3° Comandamento

[Es. 20,8-11; Dt. 5,12-15]: «[8]Ricordati del giorno di Sabato per santificarlo: [9]sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; [10]ma il settimo giorno è il Sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. [11]Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di Sabato e lo ha dichiarato sacro».

 

21/1 - Il perché fu introdotta la consacrazione del Sabato[57]

1. La consacrazione del Sabato prese il suo inizio già al tempo di Adamo (anno 919 a.C.), come lo riferisce il libro ‘Il Governo della Famiglia di Dio’.

2. Più tardi, quando il popolo d’Israele fu confinato in Egitto, con il tempo l’abuso fece uno strappo tanto forte che, come facevano i pagani, non vollero più consacrare nessun giorno, e trascorrevano spensieratamente tutti i giorni della vita.

3. Quando però il colloquio tra Me e Mosè sul Monte Sinai giunse alla spensieratezza degli israeliti, e poiché essi, come i pagani, passavano ogni giorno uguale, Mosè pensò che, come nel periodo della Creazione c’erano stati sette tempi, allora si poteva stabilire un settimo giorno in cui ogni lavoro doveva fermarsi e l’uomo doveva pensare solo a Dio e allo spirituale, ed Io ordinai la consacrazione del Sabato con le Mie stesse dita.

4. Per i cristiani la celebrazione del settimo giorno della settimana non solo è determinante, ma proprio come lo è per Me che lavoro ogni giorno e non festeggio mai – cosa che lo potete vedere giornalmente nel percorso del Sole, della Luna, delle stelle, della Terra, nel cambiamento della natura nella vostra vita, dal momento che mangiate, bevete, dormite e vegliate giornalmente, e quindi vivete ogni giorno nello stesso modo attraverso il Mio ordinamento – così è Mia Volontà, che anche voi serviate Me, Dio, giornalmente, Mi adoriate e veneriate attraverso l’auto-santificazione, viviate e cresciate nell’amore solo per Me e, attraverso di Me, nell’amore per il prossimo.

5. Tuttavia, il Sabato, come il settimo giorno, sebbene si deve adorare, venerare e glorificare Dio allo stesso modo di ogni giorno, non deve essere annullato, ma rimanere come un giorno di festa perfetto, dove il lavoro materiale riposa, e solo le cose spirituali devono essere pensate ed esercitate. Nondimeno, se le circostanze lo richiedono, anche le opere materiali dell’amore per il prossimo devono essere esercitate, così come Io, Gesù stesso, di Sabato guarii un uomo affetto da idropisia (Lc. 14,1-6) e dissi che nessun giorno deve essere escluso per fare del bene, perché ogni giorno è un giorno lavorativo nell’opera dell’Amore divino.

 

 

21/2 - Malinteso sulla celebrazione del Sabato presso gli ebrei

6. L’osservanza del Sabato presso gli israeliti spiritualmente morti era manipolata molto rigidamente. Nei seguenti passi viene comandato di osservare il Sabato: Es. 20,8-11; Es. 23:12; Is. 56,4-6; Ger. 17,22-27, e in questi altri tre passi si dice che chi profana il Sabato deve essere condannato a morte: Esodo 31,14-16; 35,2; Ez. 20,12-13.

7. Per dimostrarvi che né il popolo, né Mosè, né Aronne hanno compreso il senso del linguaggio spirituale di Dio nel terzo comandamento, in Numeri 15,32-36 sta la seguente storia: «Mentre i figli d’Israele erano nel deserto, trovarono un uomo della loro stirpe che raccoglieva legna nel giorno di Sabato. E quelli che lo avevano incontrato, mentre raccoglieva la legna, lo portarono davanti a Mosè, ad Aronne e a tutta la comunità, e lo imprigionarono perché non era espresso chiaramente cosa si dovesse fare con lui. Il Signore parlò a Mosè (spiritualmente): “L’uomo deve essere condannato a morte; l’intera comunità lo lapiderà fuori dal campo”. Quindi l’intera comunità lo condusse fuori dal campo e lo lapidò, finché morì, come il Signore aveva comandato a Mosè».

8. Così accadde a causa del fatto che quel tale aveva ignorato il comandamento della santificazione del Sabato. – Solamente che il senso delle parole di Dio era un altro, vale a dire: ‘L’uomo deve morire’, significa: = “Io gli annovero questo come peccato, che è la morte dello spirito”; e la frase l’intera comunità lo deve lapidare fuori dal campo’, aveva invece questo senso: = “L’intera comunità deve indurire il cuore verso il trasgressore del comandamento, cioè non collaborare, bensì evitarlo a sua vergogna (fino a quando non si pentirà). I seguenti esempi dovranno chiarire il falso concetto della santificazione del Sabato presso gli ebrei:

- I ) Per il fatto che cucinare è lavoro, allora di Sabato non dovresti neanche mangiare, e dovresti soffrire la fame, visto che il mangiare è anche un lavoro dei piedi, delle mani, della bocca, dello stomaco e del basso ventre; – allo stesso modo è il lasciar soffrire fame e sete al bestiame, dal momento che foraggio e abbeveraggio sono lavoro.

- II ) In inverno non bisognerebbe raccogliere legna di Sabato e neanche accendere il fuoco, ma piuttosto morire di freddo con tutta la famiglia. Certamente saresti un uomo, ma anche un suicida e assassino, ma non hai infranto il Sabato, allora non gireresti all’inferno a causa della profanazione del Sabato, bensì solo a causa del ripetuto suicidio/omicidio umano.

- III ) Se tuo figlio cade nell’acqua e muore affogato senza il tuo aiuto, lo lasceresti annegare? Infatti, così facendo non avresti santificato il Sabato, ma saresti un assassino e l’inferno starebbe aperto per te.

- IV ) Se una tempesta minaccia di danneggiare o perfino distruggere la tua casa, staresti a guardare ciò che accade e lo lasceresti accadere, e non infrangeresti il Sabato, ma saresti un delinquente e un criminale spietato della tua famiglia, perché con ciò li avresti precipitati nella disgrazia.

- V ) Se tua moglie è sul punto di concepire e c’è il pericolo che madre e figlio periscano senza aiuto, li lasceresti tranquillamente perire, pur di non infrangere il riposo del Sabato, ma piuttosto infrangeresti il quinto comandamento e diventeresti doppio assassino, pur di non aver profanato il Sabato?

9. Questi esempi ti devono servire come migliore illuminazione del malinteso nella profanazione del Sabato. Non devi riposare e oziare di Sabato, ma vegliare e pregare, santificare te stesso, praticare e produrre opere d’amore per Dio e per il prossimo, dove sai e puoi, e dove ti sta aperto l’altare sacrificale di Dio che qui sono i poveri, gli ammalati e i bisognosi, per essere d’aiuto con consigli e azioni, ed alleviare i loro bisogni, e se puoi aiutare a guarire le loro malattie, allora santificherai il Sabato come ho fatto Io, il Padre tuo Gesù, poiché Io stesso di Sabato ho guarito l’uomo affetto da idropisia ed ho tenuto una predica ai campioni dell’attuazione letterale della Legge di Mosè, i quali dovettero tacere per la loro falsa interpretazione della stessa (Lc. 14,2).

 

 

21/3 - Perché i cristiani delle origini abbandonarono il Sabato ebraico e introdussero la domenica?

10. Il legittimo Sabato ebraico, secondo Mosè, esiste dal 30 marzo 1490 prima di Cristo, ma i cristiani delle origini, poiché si radunavano per la maggior parte dai pagani, erano più propensi per la loro domenica (dies solis)[58] e quindi iniziarono a santificare anche la domenica già nell’anno 120 dopo Cristo.

11. L’obiezione qui posta ci fu perché Io, Cristo, sono risorto dalla morte di domenica. Solamente che questo non era un motivo valido, poiché Io sono certamente risorto (il giorno) dopo il Sabato, ma avvenne in modo molto diverso, poiché il 27 marzo[59] come giorno della resurrezione, essendo alla fine di un Sabato, vale come domenica, seguente il 27 marzo. Nondimeno, la divisione rimase, dal momento che il vero e proprio giorno del mese della resurrezione non si conosceva più, pertanto non poteva neanche essere introdotto, e quindi avvenne che il senso del paganesimo servì da base altrettanto significativa per il cristiano.

12. Nell’anno 321, l’imperatore Costantino il Grande emanò alla fine un decreto, secondo il quale in generale la celebrazione della domenica venne stabilita al posto del Sabato ebraico. Egli detestava gli ebrei e tutto ciò che stava in relazione con loro, e disse:

- “Questo giorno deve essere considerato come un’occasione speciale per il meglio, perché è il giorno del Sole, il giorno di nostro Signore”.

13. La Chiesa, poiché a quel tempo i vescovi romani erano ancora sudditi obbedienti degli imperatori, dovette accettare questo decreto, sebbene fosse il giorno degli adoratori del Sole presso i pagani, ma allora non si osava contraddire l’imperatore o addirittura opporsi, e così è rimasto fino al giorno d’oggi.

14. Nell’anno 325 dopo Cristo, il 20° anno del dominio di Costantino il Grande, fu convocato il noto concilio di Nicea. A questo concilio il clero romano si presentò con l’asserzione che esiste un Dio bipartito, ma nondimeno unificato: Padre e Figlio, a Questi, dopo 56 anni, al concilio di Costantinopoli, associarono ancora lo Spirito Santo, e così inventarono il Dio tri-personale.

15. Fu Costantino il Grande che decise la professione di fede della Chiesa; egli cioè ordinò ai vescovi riuniti di considerare i decreti del concilio di Nicea come ispirazione dello Spirito Santo. Da questo tempo in poi la Chiesa ha dichiarato questa professione di fede, la quale viene ripetuta quasi ogni domenica in tutta l’ortodossia delle chiese come autentica, il che però non è assolutamente vero, perché proprio in quel concilio l’ispirazione dello Spirito Santo è rimasta fuori, poiché i sacerdoti romani si schierarono per il primato della Chiesa di Cristo per Roma e lottarono per questo.

16. Coloro che hanno letto la biografia di Costantino il Grande si ricorderanno quanto fosse particolare il carattere di questo cosiddetto timorato sostenitore dei dogmi ecclesiastici o degli ordinamenti umani. Egli condannò a morte il suo stesso figlio e sua moglie Fausta su un sospetto infondato, scacciò suo cognato Licinio e l’innocente figlio suo, e fece trucidare ogni suo avversario. Nonostante ciò, la Chiesa greca lo ha dichiarato santo e venerato con la Chiesa romana come ‘San Costantino’. – La Chiesa romana cominciò un po’ alla volta a diventare molto violenta ordinando, nell’anno 364 al concilio di Laodicea[60], che tutti dovessero osservare la domenica, e pronunciarono l’anatema su tutti coloro che intendevano aderire all’osservanza del Sabato del Signore, obbligando tutti, sotto quel castigo della maledizione, a svolgere di Sabato il lavoro quotidiano.

17. Così la Chiesa romana respinse il Sabato ordinato da Dio a Mosè, maledisse coloro che lo celebravano e lo approvavano secondo la Volontà divina, e introdussero solennemente il giorno dei pagani, adoratori del Sole! – In tutte le Sacre Scritture non si trova una parola per la giustificazione di questo scellerato e sacrilego atto violento verso la divina istituzione del Sabato che Jehova, spontaneamente, incise col Suo dito divino: «Tu devi santificare il Sabato

18. La Chiesa dapprima fece i cristiani dai pagani, poi i cristiani li fece diventare cristiani pagani; quindi lo sviluppo delle domeniche e dei giorni festivi fiorì un po’ alla volta fino a diventare giorni usati per mangiare, sbevazzare, praticare fornicazione e commettere ogni specie di cose anticristiane.

19. Quando gli uomini giungeranno al discernimento e all’amore, all’umiltà e alla venerazione per Dio, celebreranno di nuovo e veramente il Sabato per tutta la vita, con l’adempimento dei Comandamenti divini, e poi anche la Mia divina benedizione starà sul mondo.

 

 

21/4 – Chiarimenti a uno scritto di Swedenborg sul ‘Sabato’

20. Swedenborg scrive: «Non si deve insistere sul senso letterale, ma si deve afferrare la parola nel più ampio senso spirituale, poiché il vero Sabato del cristiano non è né un giorno stabilito della settimana, come se ci fosse il Sabato o la domenica, né una qualche festività, possa chiamarsi Natale, Capodanno, Epifania, Pasqua, Pentecoste, Festa dei Tabernacoli o un altro giorno di festa, ma piuttosto deve essere considerato come il giorno dello spirito nell’uomo, la Luce divina nello spirito umano, il Sole nascente della vita nell’anima umana, in breve, il giorno vivente del Signore nell’uomo, che egli riconoscerà e santificherà sempre di più, quanto più le sue azioni scaturiranno dal vero amore per Dio e per il suo prossimo».

*

21. Per raggiungere questo (quanto citato da Swedenborg), dovete stare attenti ai vostri vizi, desideri, voglie, cattive caratteristiche e depravazioni, giorno per giorno e continuamente fino alla rinascita e al battesimo del fuoco con lo Spirito Santo dell’Amore, Sapienza e Potenza, e con la rinuncia alle differenti gioie del mondo, con lo spogliarvi di tutto ciò che vi attira alla materia, sopprimendolo e sradicandolo in voi completamente, affinché poi siate graziati con i doni e le grazie dello Spirito Santo, per diventare figli di Dio.

22. Questa è la vera e propria santificazione del Sabato come era intesa dagli adamiti e nei Dieci Comandamenti sul Sinai.

23. La santificazione del settimo giorno è tuttavia solo un pausa dal lavoro dopo sei giorni, nella quale ottenere più tempo per pensare a Me e per santificarvi spiritualmente, ovvero per purificarvi spiritualmente dai peccati che vi attirano alla materia, e santificare tutti i vostri pensieri, cioè voltarli completamente dalla materia a Me, poiché Io sono uno Sposo appassionato della vostra anima e non tollero il vagheggiare con la materia del peccato! O servite completamente Me, o completamente la materia, perché non si può servire Me e Satan allo stesso tempo, dal momento che Io sono il Signore nello spirito, Satan invece è il signore nella materia.

24. Ma poiché oltre al costante Sabato è tuttavia desiderabile anche il settimo giorno della settimana come giorno di riposo, ristoro e santificazione dell’anima, allora è Mia Volontà che voi dobbiate trasferire il settimo giorno (utilizzato) come giorno di riposo, di nuovo indietro al Sabato, e invece della domenica festeggiarlo allo stesso modo ovunque attraverso l’amore per Me e l’attività nelle opere dell’amore per il prossimo. Come dovete santificare il Sabato ve l’ho spiegato nel supplemento alla ‘Santa Trinità’ sulla frequentazione delle chiese.

 

 

21/5 - La santificazione del Sabato presso gli israeliti

25. Il Sabato presso gli israeliti era un giorno sommamente santo perché rappresentava il Signore; i sei eoni o spazi di tempo erano processi e lotte con gli spiriti primordiali nella creazione del mondo, il settimo eone rappresenta la vittoria spirituale di Jehova su di loro, e così il riposo del Signore, quindi un giorno diventa ideale per ciascun eone come giorno di lavoro, e il settimo eone rappresenta il Sabato, il giorno di riposo, in cui deve essere provveduta solo la salvezza dell’anima. Tuttavia la Legge fu osservata solo esteriormente nel materiale e, su questa, via alla fine fu portata così lontano che non si poté più riconoscere il Signore del Sabato, Lui, il Padre Santo, quando fu spinto da un amore infinito, venne dai Suoi figli sulla Terra. Egli venne certamente dai Suoi, solo che i Suoi non erano più religiosi, perciò non Lo accolsero, lottarono con Lui, testimoniarono falsamente di Lui, Lo attentarono alla vita e, quando il Suo tempo fu trascorso e Lui lo permise, Lo afferrarono e Lo crocifissero!

26. Il Sabato rappresentava anche l’istruzione preparatoria del tempo nel quale doveva prevalere il riposo dal quotidiano, ma tanto più doveva essere curato e raccolto per l’eterno, fino a quando non fosse avvenuta la redenzione dal peccato originale sulla croce.

27. Questa istruzione preparatoria trovò la sua conclusione con la Mia morte sulla croce, come espiazione e redenzione dalle trasgressioni dell’Antico Testamento, (Ebr. 9,15; Rom. 3,25), sotto cui è da intendere il peccato originale.

28. Come il Sabato doveva essere d’ora in avanti celebrato, l’ho dimostrato Io con il Mio modo di vivere, con parole e opere; poiché con la Mia comparsa l’istruzione preparatoria era cessata, e da allora la celebrazione del Sabato doveva iniziare nello spirito e nella verità, cioè attraverso il raccoglimento spirituale e la nutrizione animica attraverso le opere d’amore per Dio e per il prossimo.

29. Che il Sabato sia diventato un giorno di istruzione nelle cose divine, lo potete vedere dal fatto che ho insegnato nel Tempio e nelle sinagoghe nei giorni di Sabato (Matt: 21,12; Mc.. 14,49; Gv. 8,2; Mc. 6,2; Lc. 4,31-33 / 13,10).

30. Come rispondenza della raccolta e satollamento spirituale dalla dispensa divina, c’è da considerare l’avvenimento storico che, quando Io un giorno ero con i miei discepoli abbiamo attraversato un campo seminato, e i discepoli, poiché erano affamati, strapparono le spighe e mangiarono i chicchi di frumento, ciò che spiritualmente significa che si deve andare nel divino campo di grano dell’Amore, lì raccogliere e prendere l’insegnamento celeste come cibo dell’anima, per soddisfare con questo la fame spirituale con un buon cibo per l’anima, secondo il quale poi si può vivere e operare (Mt. 12,1-8; Mc. 2,23-28; Lc. 6,1-5).

31. Nel giorno di Sabato ho anche guarito parecchi malati, cosa che presso gli ebrei era rigorosamente proibita, e su cui si soffermavano vigorosamente; ma Io posi loro tali domande e chiarimenti sul loro falso modo di vedere e modo di fare che riguardava il Sabato da santificare, contro il loro borbottare e altercare, che non Mi poterono controbattere niente. Invece mostrai loro che il Sabato esisteva per fare del bene al prossimo, e dissi loro che Io ero anche il Signore sul Sabato, il che significa che sono il Signore che ha comandato di santificare il Sabato (Mt.12,8; Mc. 2,28; Lc. 6,5). Ma essi non capirono bene come santificarlo; e non capirono che Io ero il loro Jehova. Pertanto, mostrai loro con insegnamenti e con la guarigione dei malati come intendevo veramente che il giorno del Sabato dovesse essere santificato (Mt.12,10-13; Mc. 3,1-5; Lc. 6,6-10; 13,10-17; 14,1-6; Gv.5,9-19; 9,14-15).

 

 

21/6 - Il Sabato nel senso spirituale

32. Sotto santificare il Sabato deve essere compreso anche quanto segue: attraverso i sei giorni lavorativi si deve lottare contro la carne e i suoi desideri, in cui il male e il falso devono essere sconfitti e repressi, e tutto il carattere dell’animo deve essere ordinato e familiarizzato per il bene e il vero. Il settimo giorno è quando il collegamento col Signore è chiamato rinascita o battesimo del fuoco con lo Spirito Santo, perché quando questo segue, la lotta con la materia cessa, e infine subentra la quiete dell’anima e del sentimento.

33. Le lotte dell’uomo contro la carne e i suoi desideri, se vengono guidate correttamente e ben eseguite, corrispondono alle guerre di Jehova nella Creazione (Numeri 21,14-15; reso chiaro in G.V.G. VII cap.17-21) così come le lotte della stessa carne in Me, Gesù, contro il male e il falso della carne e del mondo.

 

 

21/7 - Il Sabato nel senso celeste

34. Sotto questo comandamento deve essere compreso quanto segue: il collegamento dell’uomo con Dio e Padre suo, ovvero il raggiungimento della grazia per l’ingresso nel Cielo, dove poi la pace e l’armonia regnano nell’uomo. Questo è il motivo per cui sono stato nominato Gesù il Rappacificatore, perché Io sono il fondamento dello stato celeste nell’uomo, dove domina una benefica pace e la soddisfazione nell’uomo. Jehova (Gesù) come Principe della pace viene indicato in parecchi passi dei profeti come Tale:

- I ) Isaia 9,5-6: «Un fanciullo ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio sarà sulle Sue spalle, il Suo nome sarà indicato mediante sei attributi della Divinità: meraviglioso, consiglio, forza (o Spirito di Dio), eroe, Padre dell’eternità e Principe della pace; il Suo dominio e la Sua pace non avranno in eterno nessuna fine».

- II ) Salmo 85,9-11: «Il Signore parlerà di pace al Suo popolo, giustizia e pace si baceranno».

- III ) Salmo 55,19: «Nella pace il Signore redimerà l’anima mia».

- IV ) Isaia 52,7: «Quanto soavi sul monte sono i piedi di coloro che portano il lieto messaggio e proclamano la pace dicendo: il tuo Dio è Re!».

- V ) Isaia 32,17-18: «L’opera del Signore è pace, prodotto della giustizia, quiete e sicurezza per l’eternità, in modo che dimorino nelle tende della sicurezza e nella pacifica quiete».

- VI ) Matteo 10,12-14 e Lc. 10,5-6: «Io, Gesù, dissi ai settanta che inviai: “Quando entrate in una casa, prima salutateli dicendo: pace a questa casa, e se in questa c’è un figlio della pace, allora la vostra pace sarà su di lui”».

- VII ) Giovanni 14,27: «Io dissi: “Vi lascio la pace, vi do la Mia pace”».

- VIII ) Giovanni 16,33: «Dissi inoltre: “Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in Me”».

- IX ) Giovanni 20,19-26: «Quando Io, Gesù, apparvi ai Miei discepoli nel giorno della resurrezione, dissi: “La pace sia con voi!”»

35. Oltre a questi passi delle Sacre Scritture, lo stato di pace nel quale voi, attraverso di Me, dovete venire al Signore, è trattato in Isaia, capitoli 65 e 66 e altrove.

 

 

21/8 - Come si santificano oggigiorno la domenica e i giorni di festa

36. Ora veniamo alla riflessione come l’odierno mondo cristiano santifica le sue domeniche e giorni di festa, al fine di conoscere la differenza tra il Mio spirituale perpetuo Sabato espiativo e quello pagano introdotto dai sacerdoti, cioè i giorni di culto del Sole o ‘domeniche’, come ordinamenti umani.

37. Le domeniche e gli odierni giorni di festa come vengono ora celebrati, specialmente nella Chiesa cattolica romana, sono veri giorni di dolore per Me e giorni di gioia per Satana e per i suoi diavoli infernali. L’intera cerimonia ecclesiastica è pagana e perciò anticristiana, per questo è un abominio ai Miei occhi, come ho dichiarato in alcuni passi del Vecchio Testamento.

38. Si va in chiesa di mattina, alcuni anche di pomeriggio in maniera sontuosa e altezzosa, vestiti come pavoni si assiste alla cerimonia ammazza spirito, si crede, come cristiani credenti di aver fatto il proprio dovere, e si va a casa morti nello spirito così come si è andati in chiesa, perché si avevano sì i pensieri e gli occhi sul sacerdote che officiava la cerimonia, ma anche agli abiti sfarzosi dei presenti, e non assorti verso di Me nello spirito.

39. Quanto più grande è la festa, tanto maggiore è la cerimonia pagana e il lusso degli abiti profumati nelle chiese romane; questo è il motivo per cui poi all’inferno si va in giro in stracci puzzolenti e abbigliati mezzi nudi. – Le messe dove si trova l’haute volée[61], sono per la maggior parte solo messe di abbigliamenti di lusso, dell’ostentamento, appuntamenti e millanteria[62] dei possessori dell’abbigliamento.

40. Una volta usciti dalla chiesa, non ci si pensa più (a questa), ma solo come si deve trascorrere la mattinata e il pomeriggio. Si pensa alle visite, alle escursioni e alle passeggiate, dove si parla veramente molto di peccaminoso, ma raramente di qualcosa di spirituale. Si pensa inoltre a mangiare, bere, guidare, cavalcare, si pensa alla musica, al ballo, al gioco e allo sbevazzare, al mentire, all’imbrogliare, alle riunioni di circoli politici e a ogni possibile intrattenimento, con la qual cosa il giorno viene consacrato al male.

41. Eseguire un lavoro necessario è peccato; ma non per offendere Dio. – Il giorno del Signore doveva servire all’accensione della Luce divina nello spirito umano, come il Sole nascente della vita nell’anima umana. Invece proprio questo stesso giorno viene usato per il corteggiamento, e quando alla fine gli animi sono infiammati, subentra l’osceno spirito depravato e le azioni che trovano il loro eco all’inferno. – Io vi dico: “Non c’è giorno di perdita più triste per Me, di come sono le vostre domeniche e giorni di festa, e nessun giorno vittorioso è più grande per l’inferno, come lo sono i giorni che dovevano essere vissuti e celebrati solo per Me!”. Ecco perché dovrò gettar via tutto per cambiarvi questi giorni nei quali vi mettete al servizio di Satana e vi precipitate all’inferno, affinché vi diventi impossibile celebrarli solo per la gioia e per riempire completamente l’inferno.

42. Avrei ancora molto da dire su questo, in particolare sul gioco, sull’imprecare e bestemmiare Me e commettere ogni genere di misfatti verso il prossimo in tali turbolenti giorni infernali; – nondimeno, la cosa migliore è tuttavia che Io agisca, invece di tener prediche morali su questo, altrimenti non riuscirò a cambiarvi!

43. È noto da molto tempo che la maggior parte dei peccati viene commessa di domenica; infatti, quando gli animi sono eccitati, allora nell’ebbrezza viene in risalto il carattere emotivo dell’uomo interiore, e lì si riconosce nella trasgressione, brutalità, ingiurie, litigi, tafferugli, tumulti, misfatti e altri peccati e depravazioni, il che rivela che specie di spirito infernale risiede in lui che, in condizione sobria, viene tenuto a freno dalla legge e dalla forzata buona creanza. In tal caso si riconosce anche se c’è uno spirito superiore in lui, poiché nell’ebbrezza l’uomo si dà così com’è, e là si riconosce presto il carattere prevalente dell’animo e in quale sfera spirituale egli appartiene, se in quella buona o in quella infernale! – L’ebbrezza è la traditrice dell’uomo spirituale interiore, perché l’uomo si comporta poi così com’è interiormente, se non ha un motivo particolare per tenersi a freno.

 

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Cap. 22

Il 4° Comandamento

 

[Dt. 5,16; Es. 20,12]: «[16]Onora tuo padre e tua madre, come il Signore Dio tuo ti ha comandato, perché la tua vita sia lunga e tu sia felice nel paese che il Signore tuo Dio ti dà».

 

22/1 - I doveri prescritti nelle Scritture sul 4° Comandamento

1. I profeti e gli apostoli hanno scritto sui doveri dei figli verso i genitori e questi sono insegnamenti da tenere e da adempiere nei genitori, come segue:

2. Il primo comandamento della promessa è questo: «Onora tuo padre e tua madre» (Efesini 6,2), poi seguono:

- I ) «Onora tuo padre con tutto il cuore, e non dimenticare i dolori di tua madre!» (Sir. 7,29).

- II) «Chi teme il Signore, onora i suoi genitori e li serve come suoi signori che lo hanno creato. Con parole e opere (e in tutta pazienza) onora tuo padre!» (Sir. 3,8-9).

- III ) «Voi figli, siate obbedienti ai vostri genitori in tutto (ciò che non è contro il comandamento di Dio), poiché in questo, il Signore ha il Suo compiacimento» (Col 3,20). – «Voi figli, obbedite ai vostri genitori nel Signore; perché questo è giusto» (Ef. 6,1). – «Si deve obbedire più a Dio che agli uomini» (Atti 5,29). «…ed Egli ordinò di obbedire anche ai genitori» (Es. 20,12).

- IV ) «Ma se una vedova ha figli o nipoti, allora lei (la vedova) deve prima imparare a governare la propria casa divinamente e a ricambiare ai propri genitori il bene ricevuto, poiché questo è ben fatto e gradito dinanzi a Dio» (1° Tim. 5,4). – «Figlio Mio, prenditi cura di tuo padre nell’età avanzata e non affliggerlo finché vive, e se le sue facoltà diminuiscono, perdonalo e non disprezzarlo nelle tue forze; poiché i benefici che dimostri a tuo padre non saranno mai dimenticati» (Sir. 3,14-15).

- V ) «Raccomando dunque che innanzitutto voi facciate per primo preghiere, suppliche, intercessioni ed espressioni di gratitudine per tutti gli uomini» (I° Tim. 2,1).

 

 

22/2 - Il comportamento proibito verso i genitori

3. Nel quarto comandamento viene proibito di essere disobbedienti ai genitori, di odiarli, disprezzarli, deriderli, denigrarli o maledirli, lasciarli nel bisogno o danneggiarli, su cui ci sono i seguenti responsi:

- I )Timoteo 3,2-5: «Gli uomini saranno egoisti, avidi di danaro, vanagloriosi, superbi, blasfemi, disobbedienti ai genitori, ingrati, perversi» – «…state lontano da costoro!».

- II ) 2° Samuele, cap. 15-18: leggete la storia di Assalonne, il figlio malvagio di Davide.

- III ) Proverbi 23,22: «Ascolta tuo padre che ti ha generato e non disprezzare tua madre quando sarà invecchiata».

- IV ) Proverbi 30,17: «Un occhio che deride il padre e disprezza di obbedire alla madre, sia accecato dai corvi dei ruscelli e divorato dagli aquilotti».

- V ) Levitico 20,9: «Chi maledice suo padre o sua madre, deve morire di morte (spirituale). Il suo sangue (cioè il misfatto) sia su di lui, perché ha maledetto suo padre o sua madre».

- VI ) Esodo 21,15: «Chi colpisce suo padre o sua madre deve morire di morte (spirituale)».

- VII ) Proverbi 28,24: «Chi prende qualcosa a suo padre o a sua madre e dice che non è peccato, è compagno di un ladro».

 

 

22/3 – La promessa di Dio ai bravi figli

4. Ai figli che adempiono questo comandamento è promessa lunga vita e lungo prosperare:

- Deuteronomio 5,16: «Onora tuo padre e tua madre, come ti comanda il Signore Dio tuo, affinché tu viva a lungo e ti vada bene nel paese che il Signore, tuo Dio, ti darà».

 

 

22/4 – Come i genitori devono allevare i figli

5. I figli che non osservano questo quarto comandamento devono temere punizioni temporali e ultraterrene. – Deuteronomio 27,16: «Senza onore[63] sia l’uomo che non rispetta suo padre e sua madre, e tutto il popolo deve dire: “Amen!”»

6. Questa prescrizione è un sacro precetto per ogni uomo! – Si rifletta cosa devono fare i genitori dalla nascita del figlio fino al suo mantenimento e come devono affaticarsi e preoccuparsi! – I figli non potranno mai indennizzare i genitori di questi sforzi, delle angosce e delle costanti apprensioni.

7. I sacerdoti romani si occupano del matrimonio degli sposi ben a causa del denaro, ma per tutto ciò che riguarda l’educazione dei figli già dal grembo materno, è per loro una questione secondaria; solo quando i bambini iniziano la scuola, l’insegnamento su Dio viene propinato ai piccoli come ne hanno bisogno i sacerdoti, per aver frequentatori di chiesa uccisi spiritualmente che devono credere solo a ciò che dicono loro, i quali però spiegano tutto il resto come anticristiano, anche se portasse il più alto marchio della Verità, se questa non coincide con i loro insegnamenti. Gli uomini vengono uccisi spiritualmente dai sacerdoti già dalla tenera giovinezza, impedendo loro di pensare dal proprio cuore e testa, e li sottomettono alla Chiesa spiritualmente morti. La Chiesa, infatti, per i suoi scopi può usare solo dei simili credenti, ma non degli esseri pensanti spiritualmente, risvegliati e indipendenti. Ecco perché essa pretende un credo incondizionato e senza pensieri nell’infallibilità delle parole sacerdotali.

8. I genitori hanno ricevuto da Me un alto grado di responsabilità nei figli, ed Io reclamerò da loro degli esseri incontaminati che siano stati nobilitati da buoni insegnamenti spirituali. Tuttavia sorge la domanda: “Come Mi restituiranno i genitori morti spiritualmente, dei figli spiritualmente viventi, illuminati e nobilitati?”

9. Inoltre si domanda: “Come possono i genitori, la cui vita e opere contravvengono al Mio insegnamento, educare e formare per Me i loro figli a diventare angeli?”. Essi ricevono ben degli esseri innocenti dalla Mia mano, solo che il modo di vivere dei genitori non corrisponde ai Comandamenti divini, e perciò educano i loro figli invece che ad angeli, …a diavoli maligni. E ciò che i genitori non fanno, a questo aiutano ad ottenerlo alcuni (deplorevoli) statuti umani nell’insegnamento spirituale, così come la grande mondanità nelle scuole, nei precetti e nelle istituzioni.

10. In senso più ampio, se i genitori del bambino sono morti, i tutori ai quali i pupilli[64] sono subordinati, devono essere onorati e dare a loro ubbidienza.

11. Politicamente è l’amore e la venerazione della propria patria che vi nutre e vi protegge, allora ci includiamo anche l’obbedienza verso le buone autorità che si preoccupano paternamente dei loro sudditi, dal momento che Io, Gesù, ho insegnato così, perché ciò che è buono viene da Dio, invece ciò che non è buono non viene da Dio.

*

12. Rifiutare l’obbedienza ai genitori timorati di Dio; concedere tutto ai figli; tollerare di farli innamorare da adolescenti; obbedire ai genitori che insegnano ai figli a fare il male o a rubare, a fare del male ai genitori, a maltrattare, ferire, uccidere i genitori; far soffrire fame e miseria alla propria famiglia per causa propria, per dipendenza da alcol o da gioco, per riluttanza al lavoro e simili vizi. Tutto ciò vuol dire peccare contro il quarto comandamento.

 

 

22/5 - Il significato spirituale del 4° Comandamento

13. Il quarto comandamento suona molto materiale con la promessa di una lunga vita e un prosperare solo sulla Terra, solo che queste parole hanno un senso doppio: per vero, vale solo per la vita terrena, ma il principale e reale significato del comandamento è puramente spirituale, perché proviene dallo Spirito di Dio. Il cui significato spirituale suona così:

- “Figli! Obbedite all’ordine di Dio che proviene dal Suo Amore e dalla Sua Sapienza (in altre parole, padre e madre), affinché viviate a lungo sulla Terra e su di essa prosperiate”.

14. Cosa s’intende sotto ‘lunga vita’ e cos’è nel confronto la ‘vita eterna’? – La lunga vita significa = la vita nella sapienza; e sotto ‘lunga’ non deve essere intesa la durata, bensì = l’ampliamento e il sempre maggiore potenziamento della vita. Infatti, la parola o il concetto ‘vita’ include già per sé la durata eterna. Invece la parola ‘lunga’ non significa affatto nessuna durata, bensì solo un ampliamento della forza vitale con la quale l’essere vivente giunge sempre di più nelle profondità della Vita divina, e con ciò rende la sua stessa vita sempre più perfetta, più salda e più vitale. – Se questo è chiaro, cosa significa il prosperare sulla Terra’? Nient’altro che questo = far propria la vita del divino, poiché sotto la parola ‘Terra’ viene qui inteso = il proprio essere, e il prosperare in questo essere è nient’altro che l’essere libero in se stesso secondo l’Ordine divino completamente acquisito da sé. Da ciò si può vedere che questa legge è del tutto di specie puramente spirituale.

 

 

22/6 – Il 4° Comandamento nel senso spirituale

15. Secondo la Teosofia cristiana nel senso spirituale Io sono Gesù, Dio e Padre vostro, perché creo l’anima come deve essere, e solo Io le do l’intelligenza di riprodurre il corpo umano secondo la sua stessa forma e secondo quelle caratteristiche principali dei genitori, in particolare il volto della madre e del padre con la sua forza di volontà.

16. Nondimeno Dio è anche la Madre dell’uomo, perché l’uomo attraverso il Suo insegnamento viene edificato spiritualmente e formato a uomo spirituale, proprio come attraverso il sangue e le cure della madre terrena viene formato a uomo di carne.

17. Perciò Io, Gesù, dissi ai Miei discepoli: «Non dovete chiamare nessuno sulla Terra Padre vostro (spirituale), poiché uno solo e il Padre vostro, Quello che è nei Cieli» (Mt. 23,9). Che ciò sia corretto lo dimostra la preghiera del Padrenostro: «Padre nostro che sei nei Cieli (dei nostri cuori che Ti amano), sia santificato (con l’osservanza dei Tuoi comandamenti e con l’amore dei nostri cuori) il Tuo Nome».

18. Che sotto ‘madre’ nel senso spirituale-terreno sia da intendere la conduzione dei credenti, la quale analizza e insegna la Parola di Dio e dà spiegazioni spirituali, potete apprenderlo dai seguenti passi della Bibbia:

- I ) Osea 2,2-5: (dice Jehova) «Emettete un giudizio su vostra madre (falsa), ella non è mia moglie ed Io non sono suo marito» (lei non insegna il Mio insegnamento divino, bensì i suoi statuti sono stabiliti dagli uomini, che lei pretende di insegnare ispirata dallo Spirito Santo).

- II ) Isaia 50,1: «Così dice il Signore: “Dov’è la lettera di ripudio di vostra madre che Io ho messo alla porta? (poiché anche lei ha insegnato falsamente). ... Ecco, a causa dei vostri peccati siete stati venduti, e vostra madre (che vi insegna falsamente) vi è rimasta a motivo delle vostre trasgressioni».

- III ) Ezechiele 16,45: «Tu sei la degna figlia della tua (falsa) madre (ovvero il cattivo insegnamento), che abbandonò il marito (Dio come guida) e i suoi figli (insegnamenti divini), e sei sorella di tua sorella (un ordinamento umano degli statuti umani) che abbandonarono i mariti (conduzioni di Dio) e i loro figli (cioè gli insegnamenti divini che non rispettano)».

- IV ) Ezechiele 19,10: «Tua madre (ovvero la chiesa conducente) era come una vite (come l’insegnamento generante il bastone della vita) piantata vicino alle acque (all’insegnamento della sapienza di Dio); e le sue vigne (i discepoli) e i frutti (le loro opere d’amore) crescevano dall’abbondanza dell’acqua (dall’insegnamento dell’Amore della Sapienza di Dio-Gesù)».

19. Anche prove determinanti dagli evangelisti: – Io, Gesù, stesi la mano sui Miei discepoli e dissi: «Mia madre e i Miei fratelli e sorelle sono coloro che fanno la volontà del Padre Mio nel Cielo» (Mt. 12,48-50; Mc. 3,33-35; Lc. 8,21).

 

 

22/7 - Il Sole e la Terra, quali genitori materiali

20. Swedenborg scrive: «Si deve tener presente che dal Signore si irradia continuamente una sfera divina di celeste Amore verso tutti coloro che accettano l’insegnamento della Sua Chiesa (la Chiesa del Signore nella quale Egli dimora non è altro che l’amore nel cuore degli uomini; – 1° Cor. 1,13; 1° Pietro 4,8; 1° Gv.5,2; Lc. 7,47; Mt. 22,37-40) e che, come i figli nel mondo verso il padre e la madre, obbediscano a Lui, si attengano e si nutrano di Lui, in altre parole devono essere istruiti; da questa sfera celeste sorge la sfera naturale, cioè quella dell’amore per i figli piccoli e grandi, che in generale abbraccia tutto, e non solo gli uomini, ma anche gli uccelli e gli animali feroci, arrivando giù fino ai serpenti, circondando non solo l’animato, ma anche l’inanimato».

21. Con questo, affinché il Signore possa operare su questi come sullo spirituale, ha creato il Sole che, nel mondo naturale, doveva essere come il padre, la Terra invece come la madre; infatti, il Sole è come il padre comune, e la Terra come la madre comune, e dal loro matrimonio hanno origine tutti i semi e i germogli che adornano la superficie della Terra. Dall’influsso di quella sfera celeste sorgono quei meravigliosi sviluppi della vegetazione, dal seme al frutto e ai nuovi semi, perciò avviene anche che ci sono diverse specie di piante che di giorno, per così dire, voltano la loro faccia al Sole e la volgono via quando il sole tramonta; perciò avviene anche che ci sono fiori che si aprono al sorgere del Sole e si chiudono al suo tramonto, per questa ragione avviene inoltre che gli uccelli canori cantano deliziosamente al mattino presto, e allo stesso modo, dopo che sono stati nutriti dalla Terra, la madre loro, onorano questa e quello, il loro padre e la loro madre.

22. Tutte queste cose sono testimonianze che il Signore, attraverso il Sole e la Terra nel mondo naturale, provvede a tutte le necessità dei viventi e dei senza vita. Ecco perché in Davide si dice: «Lodate il Signore dal Cielo, lodateLo, Sole e Luna, lodateLo dalla Terra, voi mostri marini e voi tutti o abissi; lodateLo alberi fruttiferi, e voi tutti o cedri, belve e animali d’ogni specie, rettili e uccelli alati, re della Terra e tutti i popoli, giovinetti e fanciulle» (Salmi 148,1-12). – E in Giobbe: «Chiedi pure agli animali feroci e te lo insegneranno, gli uccelli del cielo te lo mostreranno, oppure parla alla Terra, ed essa te lo insegnerà, e i pesci del mare te lo faranno sapere. Chi non sa, tra tutte queste creature, che la mano del Signore ha fatto ogni cosa?» (Giobbe 12,7-9). ‒ ‘Domandate, ed essi insegneranno’, vuol dire: guardare, prestate attenzione, e giudicare da ciò, che Jehova li ha creati.

 

 

22/8 – Padre e madre nel senso celeste

23. Nel senso celeste, sotto ‘Padre’ è inteso = Dio Creatore Gesù Cristo Jehova Zebaoth, e sotto madre = la comunità dei figli di Dio sotto la quale il Suo vero insegnamento si è diffuso in tutto il mondo ed è intesa la sua rappresentanza (come vera Chiesa). I seguenti passi dalla Sacra Scrittura mostrano che Gesù è il Padre:

- I ) Isaia 9,5: «Un figlio ci è nato, un figlio ci è stato dato, il suo nome è: Creatore, Consigliere di Sapienza, Potenza di Dio, Eroe, Padre dell’eternità e Principe di pace».

- II ) Isaia 63,16: «(Jehova) Tu sei Padre nostro, poiché Abramo non ci conosce, e Israele non si ricorda di noi; allora Tu, o Signore, sei nostro Padre, nostro Redentore, e il tuo Nome è dall’eternità».

- III ) Giovanni 14,7-11: «Filippo disse a Gesù: “Signore, mostraci il Padre” (Dio), e Gesù gli disse: “Chi vede Me, vede il Padre, come puoi dire mostraci il Padre, crediMi che Io sono nel Padre e il Padre è in Me”».

- IV ) Giovanni 12,45: «Chi vede Me (Gesù), vede Dio Padre che Mi ha mandato».

- V ) Giovanni 10,30: «Io (Gesù) e il Padre (Jehova) siamo un cosa sola».

24. Che sotto l’espressione ‘madre’ nel senso spirituale sia inteso la comunità d’amore dei figli di Dio, risulta chiaro dai seguenti passi della Sacra Scrittura:

- I ) Apocalisse 19,7-9: «Giunge il tempo delle nozze dell’Agnello, e la sua sposa (l’Amore) si è già preparata; beati coloro che sono invitati al banchetto di nozze dell’Agnello».

- II ) Apocalisse 21,2: «Io (Giovanni) vidi la Città santa, la nuova Gerusalemme (la comunità d’Amore dei figli di Dio), preparata come una sposa agghindata per il suo sposo».

- III ) Apocalisse 21,9-10: «L’angelo disse a Giovanni: “Vieni! Voglio mostrarti la sposa, la consorte dell’Agnello” (che è il divino Amore), e mi mostrò la Città santa di Gerusalemme» (che è la comunità d’amore degli altamente beati ovvero dei figli di Dio).

25. Che sotto ‘la nuova Gerusalemme’ venga intesa la comunità d’amore degli eletti o dei figli del Cielo, risulta dagli evangelisti: «Vennero i discepoli di Giovanni da Gesù e dissero: “Perché noi e i farisei digiuniamo così spesso e i Tuoi discepoli non digiunano?”. E Gesù rispose loro: “Possono gli invitati al matrimonio digiunare e affliggersi mentre lo sposo è con loro? Verrà già un tempo in cui lo sposo sarà loro tolto, allora digiuneranno”» (Mt. 9,14; Mc. 2,18; Lc. 5,33; Gv. 14,20).

26. Io, Gesù, ho chiamato qui Me, lo Sposo, come nella nuova Gerusalemme, quindi erano giustamente i Miei discepoli che rappresentavano la comunità dell’Amore o Nuova Gerusalemme. Questi erano i figli dell’Amore, ovvero figli di Dio, come Mi espressi nell’ultima cena: Allora comprenderete che Io sono in Mio Padre (ovvero, nel Mio Amore), e voi siete in Me, ed Io sono in voi, vale a dire che i discepoli sono nel Mio Amore e che Io dimoro in loro di fatto come Spirito dell’Amore di Dio.

27. Con l’espressione ‘Nuova Gerusalemme’ è intesa la comunione del Mio insegnamento dell’Amore in questa comunità, ovvero nei figli, i quali attraverso il Mio insegnamento dell’Amore sono diventati figli di Dio, a prescelti come lo erano un giorno i Miei discepoli, come Io dissi che ero in loro. – Essi sono la Mia dimora, ovvero la casa del Signore o vera Chiesa di Dio. Io, Cristo, non dissi mai che dimoro in una chiesa costruita, bensì negli uomini, come in una casa dell’amore.

28. Per questa ragione spiego qui il significato della parola ‘Chiesa’: la parola originale è ‘kiri-ka’ e questa significa = ‘Casa del Signore o di Dio’; Kyrios in greco = ‘Signore’, metateticamente[65] ‘Dio’; ka = ‘casa’, poi in irlandese o in celtico (tedesco primitivo) = ‘Haus’; e ka in Kota (sanscrito) = casetta, cioè ka-uta = ‘piccola casa’, e etta suffisso italiano per il comparativo di minoranza della parola.

29. Da questo risulta chiaro che la vera Chiesa di Dio è l’Amore, così come lo è un cuore che arde d’amore per Dio e per il prossimo. Questa Chiesa, e non una costruita in pietra o legno, è la sposa, consorte e madre di Gesù in senso celeste. I figli spirituali che sono nati da questo amore di Gesù, cioè attraverso il Mio autentico insegnamento, diventano una casa di Dio, dell’amore nei loro cuori, essendo chiamati ‘figli delle nozze’, figli di Dio nati da Gesù.


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Cap. 23

Il 5° Comandamento

[Dt. 5,16; Es. 20,12]: «Non uccidere!»

 

23/1 - Le proibizioni del 5° Comandamento

1. Il quinto comandamento dichiara: «Non devi uccidere!», né uomini, né te stesso con il suicidio, quindi neanche per diletto, né per divertimento o per cattiveria, neanche la vita di animali e piante, poiché li ho creati Io, vostro Dio e Padre, li mantengo e sono rappresentato ovunque.

2. Cosa viene proibito col 5° Comandamento? – Il quinto comandamento proibisce di nuocere, uccidere o assassinare chiunque altro o se stessi!

3. In Dio c’è l’eterna conservazione degli spiriti creati, l’immutabile condizione principale di tutto l’Ordine divino. ‒ Se ora sapete questo, allora date uno sguardo al suo contrario, vale a dire alla distruzione, ed avrete il comandamento spirituale e materiale pieno di significato dinanzi a voi. – Per conseguenza, ‘non devi uccidere’ significa: non devi distruggere né te stesso né tutto ciò che è di tuo fratello, poiché la conservazione è l’eterna legge fondamentale in Dio stesso; di conseguenza Egli è eterno e infinito nella Sua potenza.

4. Ma poiché sulla Terra anche il corpo dell’uomo è necessario per l’eterna costante formazione dello spirito fino al tempo stabilito da Dio, allora nessuno, senza un esplicito ordine di Dio, ha il diritto di distruggere ostinatamente né il proprio corpo né quello di suo fratello.

5. Nel quinto comandamento viene vietato ogni tipo di uccisione materiale e spirituale, ma non l’uccisione della carne a favore dello spirito, poiché le animazioni (i desideri) della carne che si verificano molto spesso dappertutto nel tempo presente, non sono altro che le uccisioni dello spirito e il suo offuscamento, per mezzo del quale l’uomo si volta da Dio alla materia. Tuttavia, qui non s’intende lo spirito di Dio nell’uomo, bensì lo spirito dell’uomo o la compiacente tendenza animica dell’uomo. A favore di ciò, i desideri e le brame devono essere repressi e, se necessario, la carne deve essere uccisa dalla sua impetuosità con il frequente digiuno, affinché lo spirito venga ridestato.

 

 

23/2 - Le minacce agli assassini indicate nelle Scritture

6. Nelle Scritture gli assassini sono minacciati come segue:

- I ) Genesi 9,5: «Del sangue vostro, ossia della vostra vita, certamente Io chiederò conto; ne chiederò conto ad ogni essere vivente; chiederò conto della vita dell’uomo all’uomo».

- II ) Genesi 9,6: «Chiunque spargerà il sangue dell’uomo, avrà il proprio sangue sparso dagli uomini; poiché l’uomo è creato ad immagine di Dio».

- III ) Apocalisse 13,10: «Se uno uccide con la spada, di spada dovrà essere ucciso».