1905

Franz Schumi

 

 

Profezie su Gesù

e

La preghiera del Padrenostro

 

Comunicazioni  dal Padre

Scritto teosofico-cristiano

Nr. 77

 

Dimostrazione della veridicità delle profezie del vecchio Testamento sull’incarnazione di Dio in Gesù e sulla Sua unicità, confermate nel nuovo Testamento. – La spiegazione del senso spirituale delle parole della preghiera del Padre nostro contenuta nelle profezie attraverso i profeti, gli evangelisti e gli apostoli. – Il peccato di Adamo ereditato dall’umanità

 

 

Titolo originale:  Jesus Christus und das Vaterunsergebet

 

Per l’edizione in lingua originale:

Casa Editrice di Franz Schumi a Zurigo;

Editore su commissione: Cécil Nägel, Altona (Germania)

Stampa di Otto Bucholz in Amburgo (Germania)

 

Casa editrice per libri spirituali

Mail: info@verlag-hoff.de

Rudolf R. Hoff - Mühlenweg 21, 53902 Bad Münstereifel (D)

Telefon  02257 – 3363 / Telefax 02257 – 958662

 

Edizione italiana a cura del gruppo “Amici della nuova Luce

 

Traduzione di Ingrid Wunderlich

Revisione di Antonino Izzo

 

 

INDICE

 

Profezie su Gesù

Cap. 1   L’incarnazione di Jehova in Gesù nelle S. Scritture

 

La preghiera del Padrenostro

Cap. 1   Padre nostro

Cap. 2   Che sei nel Cielo

Cap. 3   Sia santificato il Tuo Nome

Cap. 4   Venga il tuo Regno

Cap. 5   La Tua Volontà sia fatta come in Cielo, così anche in Terra

Cap. 6   Dacci oggi il nostro pane quotidiano

Cap. 7   Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori

Cap. 8   La caduta di Adamo nel peccato ereditato dall’umanità

Cap. 9   E non c’indurre in tentazione, ma liberaci dal male

Cap. 10 Perché Tuo è il Regno e la Potenza e la Gloria in eterno, Amen

 

 

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Profezie su Ge

L’incarnazione di Jehova in Gesù nelle S. Scritture

1. Da quando le chiese e le sette hanno cominciato a fabbricare i loro falsi dogmi, ovvero ordinamenti umani, la Verità non è più potuta giungere alla luce del giorno, perché, come dimostra la storia del mondo, i suoi divulgatori furono perseguitati e, dov’era possibile, resi innocui. Solo adesso, nel tempo della libertà religiosa, il Mio Spirito divino, senza mettere in pericolo di vita degli strumenti, poteva di nuovo annunciarsi e rendere chiaro il divino punto di vista. Tra gli uomini per i quali accadde questo, Schumi è uno al quale fu assegnato il compito da Me, Gesù, di annunciare al mondo la Parola profetica e la Verità da Me dettata, dato che a lui sono appunto dettati quei libri adatti alla conversione e alla preparazione degli uomini sul ritorno di Cristo che è iniziato, e per l’edificazione del Mio Regno millenario. Come dimostrazione di che cosa, Io Dio, pretenda da voi di credere, gli ho affidato l’incarico di mettere insieme le argomentazioni sulla Verità, su chi Io, Gesù Cristo, sia veramente.

2. La presente analisi è messa insieme secondo l’interpretazione spirituale della Sacra Scrittura, che Io, Gesù, ho fatto giungere a Schumi. – È un estratto molto piccolo dalle argomentazioni del libro: “Cristo e la Bibbia”, e dalla Bibbia stessa, essa vi mostra però che la maggior parte di ciò che era stato pensato, creduto, scritto e insegnato finora su Cristo nella sua relazione su Dio, è un errore religioso. – E così stanno le cose anche con gli altri insegnamenti della fede protestante, cattolica e ortodossa: sono nient’altro che cerimonie ed eresie su eresie, che si considerano e difendono ostinatamente per vere! Perciò la Mia divina conclusione di distruggere tutta la vostra letteratura religiosa, perché altrimenti non si potrebbe mai formare un gregge sotto un solo Pastore. Vi riferisce di più la rivista cristiana-teosofica “L’Amore”. – Dopo quest’introduzione, veniamo alla dimostrazione:

3. Isaia scrive su di Me nel 9° capitolo, versetto 5, i nomi divini del neonato fanciullo Gesù, che sono: 1: «Dio Padre dall’Eternità»; – 2: «Magnifico», come Creatore del mondo; – 3: «Consigliere di Dio», come Sapienza divina, cioè ‘Teosofia’; – 4 «Dio potente», come il Santo Spirito; – 5 «l’Eroe le virtù e meriti divini»; – 6 Re Jehova, come «Principe spirituale della Pace in Gesù Cristo», Gesù, quale Dio Padre secondo il Suo Amore divino.

4. Secondo queste chiarificazioni qui sottoposte al chiarimento, veniamo alla discussione spirituale delle notizie provenienti dai profeti e dagli apostoli, secondo le quali si afferma che Io, Cristo, sia Dio Padre, Jehova dall’Eternità secondo il Mio Amore come Spirito di Dio, come presentano le seguenti fonti di citazione:

5. Giov. 4,8 e 16: «Chi non ha amore, non conosce Dio; perché Dio è Amore». – «Sì, noi abbiamo creduto e riconosciuto l’Amore che Dio ha per noi. Dio è Amore, e chi rimane nell’amore, rimane in Dio e Dio rimane in lui». – Dio è chiamato Amore perché l’Amore è la testimoniante Potenza, ovvero il Padre di tutto ciò che è prodotto e creato, sia in Dio, come anche in tutti gli uomini liberi, poiché dall’Amore è generato e creato tutto. Si osservi anche il fatto che, sotto il Nome “Dio”, voi comprendete sempre Dio-Padre, perciò l’Amore in Dio; e che il nome ‘Jehova del vecchio Testamento per Dio, nella lingua antica ebraica, significa anche “Padre” (ma nonSignore’, come credeva Lutero).

6. Isaia 7,14 Jehova profetizza al re Acaz dalla casa di Davide: «Dio stesso darà a voi (che siete della casa di Davide) un segno: ecco, una vergine (dalla stirpe di Davide) sarà incinta e partorirà un figlio, e Lo chiamerà (Jehova, come Messia) Emanuel (cioè: Dio con noi    .

7. Isaia 9,5: «Il nome del Fanciullo nato» (Gesù) significa ‘Padre dell’Eternità’, perciò Egli è Dio, il Creatore del Cielo e della Terra, degli angeli, degli spiriti e degli uomini.

8. Giovanni 10,30 scrive: Gesù disse nel vestibolo del tempio di Salomone in Gerusalemme; «Io e il Padre siamo Uno», il che significa: secondo l’Amore, la Sapienza e la Potenza, perché Io, Gesù, ero e sono Jehova stesso. Giovanni 12,45 scrive: «Il giorno dell’ingresso in Gerusalemme, ai giudei nel tempio, Gesù disse: “Chi vede Me, vede Colui (il Padre), che Mi ha mandato”».

9. Giovanni 14,8-9: Filippo disse all’ultima Cena: «Signore, mostraci il Dio Padre». Allora Io gli risposi: «Da tanto tempo sono già con voi e tu non Mi conosci ancora, Filippo? Chi vede Me, vede Dio Padre; come puoi ancora dire: “Mostraci il Padre!?».

10. In Malachia [3,1 e 3,23] Io stesso, Jehova, dissi che Mi sarei incarnato, ma avrei mandato prima Elia che, come predicatore nel deserto, avrebbe annunciato il Mio arrivo, come si legge in Isaia 40,3 e Matteo 11,14, cosa che egli anche fece come Giovanni il Battista presso il Giordano.

11. Isaia 44,6 scrive: «Così parla Jehova, il Re d’Israele e suo Redentore (di nome) Jehova Zebaoth: “Io sono il Primo e l’Ultimo e all’infuori di Me non c’è nessun Dio”».

12. Nell’Apocalisse di Giovanni 2,8 sta scritto ancora più chiaramente: «Questo disse (Jehova quale) Gesù Cristo: Il Primo e l’Ultimo, che era morto (sulla Croce) ed è diventato vivente (il terzo giorno)». – Inoltre, Isaia 49, 26 scrive: «Ogni carne dovrà conoscere che Io sono il tuo Salvatore e Redentore Jehova».

13. Salmo 130,7-8: «Spera in Jehova, Israele, perché presso Jehova vi è compassione e potente Redenzione, Egli redimerà Israele (in Cristo) da tutti i suoi misfatti (sulla Croce)». Geremia 50,34: «Forte è il loro Redentore (Gesù Cristo), Jehova è il Suo Nome (come dal vecchio Testamento)».

14. Isaia 43,11: «Io sono Jehova, e all’infuori di Me non c’é nessun Salvatore». – Osea 13,4: «Io sono Jehova, tuo Dio, e non esiste nessun altro Salvatore eccetto Me». – Isaia 45,18: «Jehova che è Dio d’Israele e suo Salvatore, e oltre Jehova non esiste nessun altro Dio». – Isaia 45,21: «Io, Jehova, sono un giusto Dio e Salvatore, e oltre di Me non c’è nessun Dio e nessun Salvatore». – Salmo 78,35: «Essi si sono ricordati che solo Jehova era la loro roccia (in pratica, spiritualmente secondo la lingua della Bibbia, “la Verità”), il loro Redentore e il Dio sublime». – In Zaccaria 12,1-10 si legge che i giudei al ritorno di Cristo guarderanno in alto a (Me) Jehova, che (un giorno) hanno trafitto.

15. Dopo queste dimostrazioni provenienti dalle Sacre Scritture, si dimostra che Io sono il Salvatore e Redentore in Cristo, il Dio Jehova Zebaoth stesso diventato Uomo. Di conseguenza Io, Gesù Cristo, sono il vostro Dio e Padre Jehova Zebaoth, il Creatore del mondo.

16. Io, Gesù, sono il Consigliere di Dio-Padre dall’Eternità secondo la Mia divina Sapienza, Sapienza che è chiamata spiritualmente ‘Figlio di Dio’. Questa Sapienza è l’Anima di Dio, che oltre a ciò viene anche chiamata ‘Parola di Dio’.

17. L’uomo, quale figlio di Dio, riceve dallo spirito di Dio nel cuore della sua anima, l’intelligenza, come facoltà per la formazione del suo io. Se quest’intelligenza si forma dalla parola o dall’insegnamento della Sapienza di Dio, se egli vive e agisce precisamente secondo questo insegnamento, allora nascerà l’intelletto dell’uomo nella Sapienza dello spirito di Dio nel suo cuore, e da ciò da Dio, e questo essere nato da Dio, il Padre Gesù la chiama, rinascita dello spirito, per cui l’uomo, provveduto con i divini Doni e Grazie, diventa un figlio, o figlio di Dio secondo l’anima; e perciò i rinati, quali battezzati con il Fuoco del Santo Spirito, sono poi chiamati “déi”, perché il loro Padre spirituale Gesù, è Dio.

18. Le fonti per la dimostrazione su di Me, Gesù, come Sapienza di Dio secondo l’Anima, sono le seguenti: Romani 11,34. Paolo domanda: «Chi fu Consigliere del Signore Jehova?». – Anche Isaia 40,13 domanda: «Chi istruì lo Spirito di Dio? Quale Consigliere poté farGli conoscere qualcosa?». Vedete, la risposta a questa domanda l’ha scritta Isaia già da lungo tempo, ma naturalmente al suo tempo non fu ancora compresa così chiaramente, perché la profezia doveva prima adempiersi, per comprenderla in tutta la sua grandezza, essa dice: Isaia 9,5: «Il neo Fanciullo nato» (Gesù Cristo), che secondo la Sua Anima viene chiamato ‘la Sapienza del Padre dall’Eternità’, è «il Consigliere di Dio». – Inoltre: Isaia 11,1-2: «Sorgerà un rampollo dalla tribù di Iesse e questo ramo dalla radice di Davide porterà frutto. E su di Lui si poserà lo Spirito (dell’Amore) di Jehova, lo Spirito della Sapienza e del Discernimento, lo Spirito del Consiglio e della Potenza [Isaia 9,5], lo Spirito della conoscenza del bene e del male e del frutto del Signore (come Figlio dell’Uomo)».

19. 1° Corinzi 1,24: Paolo vi trasmette il grande Mistero tra Padre e Figlio, dicendo: «Cristo è la Sapienza e Potenza divina». Poiché Io, Cristo, secondo l’Anima sono la Sapienza divina, dunque sono ovviamente il Consigliere dell’eterno Dio Padre, e poiché sono anche la Forza o l’Onnipotenza di Dio – secondo la Mia Anima – il che significa spiritualmente lo Spirito Santo in Dio, perciò sono per l’appunto il divino Unto ovvero il Cristo, oppure il Messia, cosa che significa, “Re del Cielo e della Terra”, come annunciai Me stesso il giorno dell’Ascensione. [Matt. 28,18]. – Proverbi cap. 8. In questo capitolo si trova questo senso: «Io, la Sapienza di Dio, sono il Consigliere di Dio dall’Eternità, … e sono Io che ho concepito le forme, le specie, le assimilazioni e i colori nella creazione del mondo». – Giovanni 16,13-15 scrive: all’ultima Cena, ciò che Gesù disse: «Quando verrà lo Spirito di Verità, Mi glorificherà; Egli, infatti, prenderà del Mio e vi annuncerà (cioè l’insegnamento della Sapienza di Dio), perché tutto ciò che ha il Padre, (oppure l’Amore in Dio), è Mio (perché questo Amore è in Me, ed Io con la Mia Sapienza e Onnipotenza sono in questo Mio Amore). Perciò Io ho detto: “Prenderà dal Mio e ve lo annuncerà”».

20. Da queste parole e da altre fonti della Bibbia qui menzionate risulta chiaramente: il Padre in Me, Gesù, era il Mio divino Amore; – il Figlio di Dio nel Padre era la Mia divina Sapienza; – e il tempio vivente di Dio, nel quale dimorano il Padre e il Figlio, era il Corpo umano spiritualizzato di Gesù (secondo Giovanni 2,19-21) e questo è appunto il grande Mistero in Cristo! – Secondo questa Rivelazione noi procediamo nella mano delle fonti della Sacra Scrittura, seguendo la Verità, Giovanni 17,4 riferisce che la Sapienza di Dio in Cristo, nell’ultima Cena, parlò così al Suo divino Amore: «Padre, Io Ti ho glorificato sulla Terra. Ora, Padre, glorifica anche Tu, Me, presso di Te, con la Magnificenza che Io avevo già presso di Te, prima che fosse creato il mondo”».

21. Io, Gesù, il Figlio di Dio, sono il Rappresentante spirituale della casa di Davide. Io, Gesù, sono stato chiamato perciò ‘Figlio di Dio’, oppure ‘l’unigenito Figlio di Dio’, perché Io, quale Sapienza divina, oppure la Luce del mondo’ [Giov. 8,12] sono nato nell’Amore divino, così come la luce nasce nella sua fiamma nella quale nacque, ed è l’Unigenito. 2° Samuele 7,12-16: Io, quale Jehova, ho profetizzato al re Davide attraverso il profeta Natanael (nell’anno 1038 prima di Cristo): «12Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri (già deceduti da 1000 anni secondo il corpo carnale), susciterò dopo di te il tuo seme che uscirà dal tuo corpo (come Messia spirituale oppure un Re-Davide spirituale), a Lui confermerò il Suo Regno. 13Egli è colui che edificherà una dimora (spirituale) al Mio Nome (Dio nel cuore degli uomini che Mi amano attraverso il loro adempimento dei Comandamenti e Insegnamenti di Dio) ed Io confermerò in eterno il trono del Suo Regno regale (spirituale) (come il Regno del Principe della Pace delle anime). 14Io stesso sarò Suo Padre (come l’Amore in Dio) ed Egli stesso sarà Mio Figlio (quale Sapienza in Dio). […] 16Ma (Tu Gesù come divino re Davide), la Tua dimora (che è nel cuore dell’uomo colmo d’amore per Dio e per gli uomini) deve essere costante e sussistere eternamente davanti a Te (come il Tuo Trono dell’Amore) e (questo) Tuo (divino Trono regale – Libro della Preghiera 3,58’) dovrà sussistere (come tale) in eterno», mentre il trono mondano di Davide dovrà finire, ma per questo dovrà sorgere e governare il Trono spirituale.

22. Giovanni, l’Evangelista, che ha compreso il senso spirituale dell’espressione ‘Figlio di Dio’, il che significa la Parola o la Sapienza di Dio, dice nel cap. 1, versetto 1 e 14: «In principio era la Parola e la Parola era presso Dio e Dio era la Parola; e la Parola è diventata carne ed ha abitato tra noi, e noi abbiamo visto al monte Tabor la Sua divina Magnificenza». – E in Matteo 28,19: – Io Gesù dissi ai Miei discepoli: «Battezzateli nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». E queste Mie parole spirituali significano: iniziateli nell’amore del Padre, nell’insegnamento del Figlio, e nella Potenza della Verità della fede. Giovanni dice nella sua 1° lettera 5,7: «I testimoni nel Cielo sono tre:» il Padre, la Parola e lo Spirito Santo lo Spirito, l’Acqua, il Sangue»). – Da ciò si vede che la Parola di Dio è la Sapienza di Dio, che nel linguaggio celeste significa Figlio di Dio, e questo, quale Anima di Gesù, era la Sapienza personificata di Dio, che rappresenta l’Insegnamento di Gesù nella Sacra Scrittura. Io, Gesù, intendevo così quest’Insegnamento quando parlavo del mangiare la Mia Carne (spiritualmente) [Giov. 6,53], come quando parlavo del bere il Mio Sangue (spiritualmente), nel senso di ottenere il Mio Amore. Da ciò risulta che, in verità, voi mangiate la carne di Gesù (ovvero tenete comunione con Lui), solo quando accettate il Mio insegnamento e vivete e operate di conseguenza; – e solo dopo (significa che) bevete anche il Mio Sangue, cioè quando amate Dio sopra ogni cosa e il prossimo come voi stessi.

23. Io, Gesù, secondo la Mia Anima sono la Potenza di Dio Padre dall’Eternità, spiritualmente chiamato “Spirito Santo”. Paolo dice [Cor. 1,24] «…Cristo è Potenza divina», che è lo Spirito Santo in Dio, come lo dimostrano i seguenti esempi: – Il giorno dell’Ascensione Io, Gesù, dissi ai Miei discepoli: [Luca 24, 49]: «Ed ecco, Io manderò su di voi ciò che è stato promesso dal Padre Mio. Voi però rimanete nella città di Gerusalemme, finché non siate rivestiti di potenza dall’Alto”». – Atti degli Apostoli 2: i Miei discepoli a Pentecoste furono provveduti con la Forza proveniente dall’Alto, come si legge in Luca 24,49, la quale è lo Spirito Santo dell’Amore, della Sapienza e dell’Onnipotenza di Dio. [Giov. 14,26; 15,26; 16,13-15].

24. Io promisi ai Miei discepoli di mandare lo Spirito Santo di Verità, ma la verità nella Bibbia viene chiamata ‘Dio’. [Ger. 10, 10; Daniele 4, 34; Giov. 17, 17]. Nondimeno, Dio è Spirito [Giov. 4,24] ed Io, Gesù, quale Dio, Mi chiamo anche ‘Verità’ e ‘Vita’ [Giov. 14,6; Giov. 11,25], perché Dio è Vita [Giobbe 33, 4], quindi era lo Spirito Santo di Verità, con cui furono provveduti i discepoli il Giorno di Pentecoste, e nessun altro che Jehova in Gesù stesso. – Lo Spirito Santo procede dal Padre [Giov. 14,16; 15,26] e dal Figlio [Giov. 16,13-15] perciò dall’Amore [Giov. 4,8-16] e dalla Sapienza [1. Cor. 1,24] in Dio. Da questa dimostrazione voi vedete che Gesù è il Padre secondo la Sua eterna essenza, cioè l’Amore: l’eterno Figlio della Sua Sapienza, e il solo Spirito Santo secondo la Sua infinita Potenza, Azione e Forza.

25. Dopo questa chiarificazione con le precedenti dimostrazioni provenienti dalla Sacra Scrittura, è messo in evidenza che Io, Gesù, ero e sono la Santa Trinità stessa. Questo risulta chiaramente dal fatto che Dio creò Adamo secondo la Sua immagine, quindi voi, come discendenti di Adamo, siete anche solo uni personali, come il Dio uno e trino, Gesù Cristo Jehova Zebaoth, è anche venuto nel mondo personalmente nell’unicità e non con tre corpi! Se Dio fosse tri-personale, allora gli uomini – quali figli di Dio – dovrebbero ognuno avere tre corpi, sei piedi, sei mani, tre teste, ecc.! – Né i profeti, né gli apostoli sapevano qualcosa di un Dio tri-personale, né hanno mai riferito alcunché su questo.

26. Poiché, Io, Dio, prima dell’incarnazione in Cristo ero impersonale, quindi non avevo un proprio Corpo personale, dato che ho parlato sempre attraverso il corpo di un angelo, e come Jehova in Cristo, quale Dio divenuto Uomo, non sono venuto nel mondo con tre corpi, ma con un solo corpo. Come si può allora sostenere che esiste un Dio tri-personale? – Il Dio tri-personale è stato fabbricato solo negli anni dopo il 325 e 381 dopo Cristo dalla chiesa romana, al concilio di Nicea e Costantinopoli, e tutte le chiese e sette hanno accettato da allora fino ad oggi questo nuovo Dio tri-personale. Quindi non nel Cielo, né a Nazareth, né a Betlemme, ma a Roma è stato stabilito il Dio tri-personale dal ceto sacerdotale romano, come una grossolana eresia di fede. – Infatti, Gesù Cristo è il Dio uno e trino, e all’infuori di Me, Cristo, non esiste nessun Dio, e dovete sapere che, secondo Paolo ai Corinzi e ai Romani, in ogni uomo dimora lo Spirito di Dio, e che questo Spirito è Gesù Cristo Jehova Zebaoth stesso.

27. Io, Gesù, sono il Dio uno e trino come Creatore del mondo: in Genesi 1,1 Mosé scrive: «Nella causa prima (perché per Dio non esiste nessun inizio) Aelohim[1], (o meglio, secondo la lingua ebraica antica, la Potenza di Dio come ‘il Santo Spirito’, oppure ‘Gesù Cristo’), creò il Cielo (come lo stato divino dell’Amore) e la Terra (come lo stato umano di sapienza nella Sua creazione originaria dei figli di Dio)».

28. Io, Jehova, dissi attraverso Isaia 9,5 che il Nome del Fanciullo Gesù appena nato significa: “Consigliere meraviglioso”, come Creatore del mondo, poiché nessuno Me lo può imitare. – In Ebrei 1,2 Pietro riferisce: «Dio ha in questi ultimi giorni (negli anni 30 – 33) ha parlato a noi per mezzo del Figlio (che si chiama la Sua divina Sapienza), costituendoLo erede di tutte le cose (vale a dire ha fatto di Lui il Dio dell’Universo), e mediante il Quale, Egli ha creato i mondi». – Quindi anche Paolo dice ai Colossesi 1,15-16: «Cristo è l’immagine dell’invisibile Iddio, il Primogenito davanti a tutte le creature, perché per mezzo di Lui è stato creato tutto ciò che è nel Cielo e sulla Terra, le cose visibili e invisibili, siano essi troni o signorie, principati o potestà; tutto è stato creato per mezzo di Lui e per Lui». – Proverbi 8,14 e 30-31: «A Me appartengono entrambi (Sapienza e Potenza di Dio), Consiglio e Azione; Io ho Intendimento e Potenza». «Nella Creazione ero Io il Maestro dell’Opera. Io Mi dilettavo (con i fulmini della Mia profonda Sapienza) sul Suo (del Padre) suolo (dove Io ideai tutto e misi tutto in Opera)».

29. Poiché Io, Gesù, secondo la Mia Anima sono la Sapienza e l’Onnipotenza di Dio, perciò è facilmente da comprendere che Io, come Consigliere del Padre Mio e del Mio stesso Amore divino, ideai tutto e, unito con la Mia Onnipotenza con il Padre, creai il mondo.

30. Jehova-Cristo è l’Eroe delle divine Caratteristiche e dei Valori. Il nome “Eroe”, per Me stesso, Jehova, ora chiamato Gesù Cristo, si trova nelle seguenti comunicazioni della Sacra Scrittura: Gen. 49,10. Il patriarca Giacobbe profetizzò in Egitto: «Lo scettro regale non si allontanerà da Giuda, né il dominio dai suoi piedi (che significano la forza del popolo Israele), finché verrà l’Eroe; e a Lui apparterrà l’obbedienza dei popoli (quale spirituale re della Pace)». – 1° Samuele 15,29 dice: «Jehova, l’Eroe in Israele, non mente, e non si pente; perché Egli non è un uomo che debba pentirSi di qualcosa». – Isaia 9,5: «Il nome del neonato Figlio» (Gesù) significa “Eroe”. – Salmo 45,4: Nei cantici di lode al Messia e alla sua santa Sposa, è nominato: “L’Amore”; e significa: «Mettiti, Eroe celeste, la spada lucente dell’alta Parola di Jehova proveniente dalla Sua profonda Sapienza; perché è il Tuo ornamento e la tua gloria nella lotta contro la sapienza dell’uomo».  – Sulla Mia divina eroica natura, come del grande Vincitore del Golgota contro Satana e l’inferno, vi riferisce la storia della Mia via di sofferenza e del Mio morire sulla Croce: dapprima il brutale schiaffo nella sala dell’udienza di Caifa, poi i maltrattamenti nel cortile di Caifa, la derisione presso Erode, la sanguinosa flagellazione e la crudele incoronazione con la corona di spine nel cortile di Pilato, la crudele perforazione dei piedi e delle mani con chiodi spuntati e la brutale derisione sulla Croce. Questa storia si deve leggere nel testo ‘Il libro cristiano-teosofico della preghiera’ nel capitolo “La via della sofferenza”, per comprendere la natura eroica del grande Uomo del dolore e della tolleranza del Golgota, per il vostro peccato ereditario co-commesso nello spirito di Adamo ed Eva. (Leggi anche Cristo e la Bibbia capitolo XV, così come la Passione di Gesù nel Cap. 21).

31. Il Re del Cielo e della Terra, Jehova (Gesù), come Principe spirituale della Pace, Io, Jehova, ho profetizzato attraverso il profeta Isaia 9,5 e ho dichiarato che il Nome del Figlio neonato (Gesù) sia “Dio Padre dall’Eternità”, un “Principe della Pace”. – Le dimostrazioni che Jehova, chiamato dopo l’incarnazione “Gesù Cristo”, è il Re oppure Principe della Pace, lo trovate nei seguenti versetti della Sacra Scrittura: Isaia 6,5 dice: «… Io ho visto con i miei occhi il Re Jehova Zebaoth». – Isaia 33,22: «Jehova è il nostro Giudice, Jehova è il nostro Legislatore, Jehova è il nostro Re». – Isaia 43,15: «Io Jehova sono il vostro Santo, il Quale è il Creatore d’Israele, il vostro Re». – Geremia 10,10 dice: «Jehova è la Verità; Egli è un Dio vivente e un eterno Re». – Daniele 4,34 dice sulla conoscenza del re di Babilonia, dichiarandolo apertamente: «Ora io, Nabucodonosor, onoro e glorifico Jehova, il Re del Cielo; tutte le Sue opere sono Verità, e Giustizia le Sue vie ». – Daniele 9,25 profetizza: «Fino a Cristo, il Principe (della Pace) sono 69 settimane»[2]. – Salmo 89: Io, Jehova, ho profetizzato l’elevazione e la perpetuazione della casa di Davide attraverso la Mia incarnazione in Cristo, che promisi di fare per il primo Figlio (quale Parola di Dio) e per il più alto dei re sulla Terra. – Salmo 24,7-10: Io Jehova ho profetizzato sulla Mia incarnazione in Cristo: «Spalancate le porte (che qui sono i cuori ricettivi) e i frontoni del mondo (che qui sono le nobili virtù degli uomini), affinché entri il Re di Gloria, Jehova Zebaoth, il Potente e Forte, (vale a dire il Santo Spirito dell’Amore di Dio in Cristo) con onore (nel mondo dei Suoi figli)». – Il profeta Michea (5,1) riferisce che in Betlemme nascerà il Principe d’Israele, la cui provenienza è dai tempi passati, dai giorni dell’Eternità. Matteo (2,2) riferisce: «I tre magi chiedono: dov’è il neonato Re dei giudei, perché noi abbiamo veduto la Sua stella [Num. 24,17] in Oriente e siamo venuti per adorarLo». – Giovanni 1,41 scrive: «Andrea incontrò suo fratello Simone (Pietro) e gli riferì: “Abbiamo trovato il Messia (cioè l’Unto o Re)”». – Giov. 1,45 scrive: «Filippo incontrò Natanael e gli disse: “Abbiamo trovato Colui del Quale Mosé profetizzò nella Legge [Deut. 18,15-18] come di un grande Profeta e del Quale hanno scritto i profeti. È Gesù, il Figlio (adottivo) di Giuseppe di Nazareth”». Giovanni 1,49: «E quando Natanael fu convinto della verità delle Mie parole, Mi disse: “Rabbi! Tu sei il Figlio di Dio, Tu sei il Re d’Israele!”» – Salmo 45,8 Io Jehova, profetizzai attraverso il re Davide sulla divina Sapienza di Jehova in Gesù: «Tu ami la Giustizia e detesti l’essere senza Dio, perciò Dio, (Tu, figlio dell’Uomo, oppure annunciatore della Parola divina), il Tuo Dio (come Tuo Padre secondo il Tuo Spirito, Tu Sapienza, oppure Figlio di Dio) Ti ha unto con l’Olio della gioia (dell’Amore celeste a Messia, oppure a Re e Principe celeste della Pace) davanti ai Tuoi compagni (del tempo)».

32. Zaccaria 9,9-10 scrive all’ingresso di Gesù in Gerusalemme: «Tu figlia di Sion (che significa ‘Amore di Dio’) gioisci grandemente, e tu figlia di Gerusalemme (che significa “amore umano”), giubila! Ecco il tuo Re (Jehova) viene (con il Nome di Gesù, annunciato come Profeta di Nazareth, che Mosè ha annunciato secondo Genesi 3) a te, un Giusto e un Salvatore o Soccorritore [Matt. 21,5], Egli viene povero e cavalca un asino, un giovane puledro dell’asina. – E Lui (il Principe della Pace) insegnerà la pace tra i pagani». – Isaia 45,25: Attraverso Jehova tutti vengono giustificati sul Golgota. – Giov. 18,36 riferisce quando Gesù stesso ammise davanti a Pilato che Egli era un Re, ma il Suo Regno non era di questo mondo (del peccato e dell’egoismo).

33. La parola ebraica ‘Messia’ significa in greco ‘Cristo’, e questo significa, secondo il linguaggio della Bibbia,Re’; e Io, Gesù, vengo chiamato molto spesso come Tale nel Nuovo Testamento. – Inoltre in Romani 14,17: «Il Regno di Dio (come il Regno di Cristo) è Giustizia e Pace e Gioia nello Spirito Santo (Gesù)». – Nella lettera agli Efesini 2,14 si legge: «Cristo è la nostra Pace». – Ebrei 7,2: «… Melchisedec (ero Io Jehova stesso) chiamato Re di Giustizia (secondo la Mia Sapienza) e anche Re di Salem, cioè ‘della Pace’ (secondo il Mio Amore)». – Atti degli Apostoli 3,13-15 Pietro disse ai giudei: «Gesù, il Principe della Vita … Lo avete ucciso voi giudei». – Atti degli Apostoli 5,30-31: Pietro disse inoltre ai farisei: «Jehova, il Dio dei nostri padri, ha resuscitato Gesù secondo il corpo umano dai morti, Colui che voi avete messo sulla Croce e fatto uccidere, e Lo ha elevato con la Sua mano destra (vale a dire “Onnipotenza”) a Principe o Signore e Salvatore». – Nella 1° lettera a Timoteo 1,17 Paolo nel suo amore per Me Gesù ha l’ardire di esclamare: «A Lui, (Gesù), all’eterno Re, all’Imperituro, all’Invisibile, all’unico Dio, sia onore e gloria in tutta l’Eternità. Amen». – Apoc. 1,5: Io, Gesù Cristo, sono «…il Primogenito dei morti (come Vincitore sull’inferno, su Satana e sul peccato), il Principe dei re sulla Terra». – Apoc. 17,14 (significa al tempo del Giudizio del mondo): «L’Agnello (Gesù) è il Signore dei signori e il Re dei re che, uniti con Lui, sono chiamati gli eletti e i fedeli». Ugualmente viene anche detto nel cap. 19 versetto 16. – Isaia 33,17 scrive sul regno millenario: Tu, figlio di Dio, «I tuoi occhi vedranno il Re divino della Pace (Jehova, come Gesù nella Sua Magnificenza, quale Padre tra i Suoi figli, e il popolo di Dio sarà grande e potente)». – Poiché il Nome “Gesù” non era ancora dato a conoscere nel vecchio Testamento, così si legge sempre Jehova invece di Gesù, perché Jehova si chiamava solo Gesù, in Cristo, e perciò si dice nel Salmo 99,1 sul ritorno di Cristo: «Jehova è Re (del mondo), perciò i popoli tremino; Egli siede come Cherubino (come giusto Giudice del mondo), perciò la Terra tremi (dove dimorano uomini anticristiani)». – Nel Salmo 95,3 si legge del Regno millenario: «Jehova è un grande Dio, e un grande Re su tutti gli déi (che qui sono i figli eletti del Cielo, perché il loro Padre è Dio, Gesù, Jehova Zebaoth)». – Anche nel Salmo 47,8 si legge: «Dio, Jehova, è Re su tutta la superficie della Terra (nel Regno millenario)». – Il Salmo 72 parla del futuro Gesù, come del grande Principe della Pace e del Suo Regno millenario, dove Lo adoreranno tutti i re e Lo serviranno tutti i pagani. – Anche in Zaccaria 14,9 si dice che nel Regno millenario, Jehova sarà (come Padre Gesù) Re su tutta la Terra; nello stesso tempo, Jehova (come Padre Gesù), sarà uno e lo stesso, e il Suo Nome, uno e lo stesso (il che significa: il Padre e il Figlio sono chiamati sotto il nome ‘Gesù’, come ‘Padre-Gesù’).

34. Osea 3,4-5 riferisce sul Regno millenario: «I figli d’Israele rimarranno per molto tempo senza re, senza principi, senza sacrificio, senza altare, senza marsina per il Servizio divino e senza Santuario. – Dopo (al tempo del ritorno di Cristo), però, i figli d’Israele si convertiranno e cercheranno Jehova, loro Dio, il loro Re Davide spirituale – (Il Messia Gesù); e si avvicineranno con batticuore a Jehova (che loro avevano un giorno inchiodato come Gesù Cristo), e alla Sua Grazia nell’ultimo tempo (quando sarà in corso il Giudizio del mondo [Zacc. 12,1-10])». – Dopo il ritorno di Cristo si legge in Ezec. 37,25: «I giudei abiteranno eternamente in Palestina e il Re Davide spirituale (Gesù Cristo, il Principe della Pace) dovrà essere eternamente il loro Principe spirituale». (Questo è appunto il senso di questo versetto in Ezechiele).

35. Queste argomentazioni date finora vi illuminano la grandezza del versetto 5 nel capitolo 9 di Isaia, confermando che tutte le fonti nei profeti, trattano solo di Jehova, con il Nome aggiunto nel Nuovo Testamento “Gesù Cristo”.

36. Miei cari figli, dalle fonti trattate avete visto Chi sono Io, Gesù, il vostro Salvatore e Redentore. Questa è la cosa più grande che un uomo si possa solo immaginare, e vedete, Io, Gesù Cristo, dimoro nel vostro cuore. Io sono lo Sposo della vostra anima, Io sono l’Onnisantissimo del vostro io interiore, Io sono il potente Jehova. Davanti a un Suo più lieve cenno tremano tutti i cardini del mondo! Io sono il Signore di tutti i signori e Re di tutti i re, e sono il Padre vostro e vi guido alla rinascita dello spirito, per far di voi, figli di Dio, déi dell’Amore, della Sapienza e della Potenza, e far di voi re del grande corpo celeste per diritto ereditario. Figli Miei, venite a Me, al Padre vostro, e lasciatevi istruire solo da Me, allora diventerete déi, perché Io, Dio, sono Padre vostro. Amen!

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La Preghiera del Padre-nostro

 

La preghiera del Padre-nostro l’ho data Io – Jehova in Gesù – sul monte Garizim presso Sichar, come la preghiera più alta delle preghiere, per tutti gli uomini e per tutti i tempi. – La prima invocazione che un cristiano credente rivolge in questa preghiera al Padre suo nel Cielo è:

 

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Cap. 1

Padre nostro!

1. Quest’invocazione include le seguenti verità: la Magnificenza del Cielo e della Terra è il Nome ‘Padre’ in Dio! Questo Nome è l’Amore primordiale di base di Dio nell’Universo, esso è il Sole del Cielo, il fuoco della divina Santità. Il Padre è la Fiamma dell’eterna Luce nel Figlio. Nondimeno, il Padre e il Figlio sono l’irradiante santa Potenza e Grazia del Santo Spirito in Dio, perciò dissi all’ultima Cena: «Io sono il Padre e il Figlio»; il Mio Io, infatti, è nel Padre, e il Suo Io del Padre è in Me, perché Io sono Jehova, l’eterna Verità come il Santo Spirito dell’Amore, della Sapienza e della Potenza in Dio, oppure nel linguaggio celeste dei simboli, chiamato: Padre, Figlio e Spirito Santo.

2. Qui, in questo superiore chiarimento, sta davanti a voi la radiosa Figura del vostro Padre celeste nella Sua suprema Santa Trinità che da voi, minuscoli uomini, si fa chiamare Padre nostro. Sublime e santo è il vincolo d’Amore tra il figlio e il Padre, il Quale si abbassa dalla Sua inavvicinabile Santità, sulla tenebrosa Terra, e si fa chiamare dagli uomini: ‘Padre!’.

3. Figlioli! Riflettete bene su Chi Io sono, il grande Iddio, che nutre i vulcani con il Fuoco, e davanti al più lieve cenno tremano tutte le fondamenta del mondo, e quest’onnipotente Dio ha generato nell’uomo un figlio Suo che, un giorno – se seguirà gli insegnamenti e si lascerà guidare da Me – diventerà un figlio ereditario, un re e Dio di un immenso mondo, come principe ed erede; perché Io, Dio, sono Padre suo. Potete voi immaginarvi qualcosa di più grande di ciò che vi aspetta, se Mi seguirete, affinché Io vi possa educare come figli Miei, messi al pari di Me, a déi dell’Amore, Sapienza e Potenza in Me, l’Onnipadre dell’infinito mondo?

4. Figli Miei! AmateMi con tutta la Forza della fiamma d’amore del vostro cuore! Cercate solo in Me e, Me, come vostro unico amore, allora la vostra invocazione “Padre nostro” echeggerà come il suono della campana d’argento, e vi unirà come i raggi del Sole uniscono il Cielo con la Terra. – Ora ci accingiamo alla seconda espressione, la quale suona:

 

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Cap. 2

Che sei nel Cielo

1. Io domando: dov’è il Cielo, che Mi circonda e nel quale Io troneggio? Voi penserete: “Dio è ovunque, Dio troneggia al di sopra delle stelle”. La vostra opinione e risposta è certamente vera, ma il Mio più caro Cielo è un filiale cuore umano che Mi ama sopra ogni cosa. Qui Io dimoro! Qui Io troneggio! Io, l’eterno Amore, attraverso una particella del Mio Io posta in voi e unita con Me, l’eterno Padre nell’Universo!

2. Cari figli! Cercate perciò di santificare il vostro corpo umano, affinché diventi un puro, degno e vivente Tempio di quel Santo Spirito di Dio, il Quale ha posto i fondamenti dell’Universo ed ha ridestato dai morti il Corpo carnale di Cristo.

3. Dovete educare la vostra anima per l’alta santa funzione di un sommo sacerdote sacrificante di Dio, affinché offra tutti i suoi pensieri, parole e opere, nel santo amore, come sposa di Cristo, al suo sommo santo Sposo Gesù Cristo Jehova Zebaoth, e sacrificherà a Lui nella più intima dedizione. – La terza espressione è:

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Cap. 3

Sia santificato il Tuo Nome

1. Il santo Amore dell’eterno Padre, trova solo nell’amore dei Suoi figli la santificazione del Suo Nome.

2. Cari figli! L’Amore è la Fiamma di base della Luce nell’Infinità del Santo Spirito divino. Perciò Io, quale vostro Dio e Padre, posso essere santificato solamente quando voi, quali figli Miei, con l’adempimento degli alti Comandamenti dell’amore, irradiate incontro a Me la luce del vostro amore e aiutate a edificare con questo il Mio Regno dell’Amore del Regno millenario, il quale diventerà un eterno Regno della perfezione dei figli nel Padre. – Ora veniamo alla quarta espressione, con la quale Cristo dice:

 

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Cap. 4

Venga a noi il Tuo Regno

1. E questa Parola significa: il Regno dell’eterno Amore sono i figli di Dio, se vivono e agiscono secondo i Miei Insegnamenti e Comandamenti. In loro Io vivo, in loro Io troneggio, e se adempiono tutto ciò che prescrivono loro i Miei Comandamenti dell’Amore, allora il Mio Regno viene – attraverso la discesa del Santo Spirito, attraverso Doni e Grazie – come un giorno agli apostoli, anche a loro, e questo battesimo del fuoco Io lo chiamo, “la rinascita dello spirito”, perché allora l’uomo riceve tutto un altro temperamento, e Doni e Grazie spirituali che lo rendono capace di fare ciò che ad altri uomini non è possibile.

2. Tali rinati, oppure battezzati con il battesimo del Santo Spirito, attraverso il loro amore e l’adempimento della Mia Volontà, hanno strappato a sé il Mio Regno del Cielo. – La quinta espressione comprende l’importante supplica:

 

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Cap. 5

La Tua Volontà sia fatta come in Cielo, così anche in Terra

1. Miei cari figli! Sante sono le parole di questa preghiera nel senso del Mio divino Amore e Sapienza. Tuttavia, la Mia Volontà è di formare dai Miei figli degli déi, e usarli come angeli e arcangeli al Mio servizio, come governatori di mondi giganteschi.

2. Ma i figli esprimono con le parole: la Tua Volontà sia fatta come in Cielo, così anche in Terra, il senso della Mia Volontà nel Cielo del loro cuore, affinché i figli, nella loro essenza terrena che viene chiamata ‘Terra’ – poiché rappresenta l’intelletto della sapienza dell’uomo – diventino anche colmi d’amore per il prossimo; e attraverso le opere dell’amore meritarsi il Cielo – come Io stesso le ho esercitate e ho invitato gli uomini a fare lo stesso, attraverso l’adorazione nella Verità.

4. La sola fede in Me è senza valore dinanzi a Me. La fede in Me deve essere giustificata attraverso l’adempimento di tutti i Miei Comandamenti e Insegnamenti; per questo, infatti, li ho insegnati per tre anni, affinché siano creduti e portati in adempimento. Paolo e Lutero hanno ben insegnato il contrario di Me, ma né Paolo né Lutero erano Cristo o Dio, oppure Creatori del mondo, oppure Redentori del Golgota, ma sotto quest’aspetto sono pervenuti in un grande errore, errore che mette tutti i protestanti in una triste condizione quando giungono nell’aldilà, perché essi incontrano proprio il contrario di ciò che hanno creduto e sperato di raggiungere[3].

5. Miei cari figli, il Mio ritorno sulla Terra è in corso, perciò seguite le parole che Io vi indico, e adempite i Miei insegnamenti della teosofia cristiana, allora sarà fatta la Mia volontà nel Cielo e sulla Terra; ma finché agite secondo la vostra volontà e non secondo la Mia, sarete in un grande errore, nel senso della ‘giustificazione’ dinanzi a Me. – Ora arriviamo alla sesta espressione, la quale si occupa delle vostre necessità quotidiane, essa dice:

 

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Cap. 6

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

1. L’uomo ha bisogno del pane quotidiano per il suo corpo, ma ha anche bisogno del pane spirituale per la sua anima. Si tratta perciò, principalmente di quest’ultimo, perché Io ho insegnato di pregare così! L’uomo, infatti, deve nutrire giornalmente la sua anima con il Mio Pane del Cielo, oppure, con la Mia Carne spirituale, il che è il cristiano Insegnamento dell’Amore e della Sapienza di Dio.

2. Chi mangia questo Pane, cioè con l’adempimento delle Mie divine parole e insegnamenti, nutre la sua anima, questi è colui che non vedrà e non gusterà la morte, ma non colui che mangia il pane cotto nel forno del fornaio e crede che avrei indicato questo in Capernaum, e all’ultima Cena come la Mia carne.

3. E poiché sono già col chiarimento sulla Mia carne, allora sarà anche opportuno dire la verità anche sul Mio sangue: il sangue di Gesù Cristo significa oggigiorno il Mio divino Amore, e non ha nulla a che fare con il Sangue versato sulla Croce, cosa che risulterà chiaramente con la discussione della prossima espressione. Chi mangia la Mia carne, in altre parole adempie i Miei comandamenti e i Miei insegnamenti, e il Mio divino Amore (chiamato Sangue spirituale) lo rende libero da tutti i peccati. – Oltre alla prima invocazione, segue qui ancora l’espressione più importante e più alta, essa dice:

 

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Cap. 7

Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori

1. Con questa frase, come figlio di Dio, l’uomo confessa al Padre suo celeste che egli è un peccatore, e mette Dio, suo Padre spirituale, come Giudice tra sé e il suo prossimo che lo ha offeso, calunniato, truffato, ingannato, derubato, rapinato, oppure gli ha fatto del male e sofferenza in altro modo, e dice: Dio, come Giudice spirituale, deve a lui altrettanto perdonare, come egli perdona al prossimo che gli ha fatto questo o quello, che lo ha ferito e gli ha fatto del male!

2. In riferimento al cammino di vita dinanzi a Dio e agli uomini, Io dissi nel sermone sul monte in Matt. 5,15-16: «Non si accende una lampada per metterla sotto il moggio, così che non la veda nessuno, ma su un candelabro, così che essa risplenda su tutti quelli che sono nella casa». – Quindi, lasciate splendere la vostra luce, che è la vita secondo i Miei dieci Comandamenti e secondo i due Comandamenti dell’Amore, secondo la Mia etica morale e secondo le Mie Caratteristiche, come si deve vivere e operare per diventare come un figlio Mio eletto, affinché essi vedano le vostre buone opere verso il prossimo – nel senso del Mio santo Insegnamento – e lodino Me, vostro Padre nel Cielo.

3. I Miei Comandamenti che Io diedi sul monte Sinai agli israeliti per la vita e per agire di conseguenza, sono altamente santi e sono un’eterna Legge per tutti gli uomini, se vogliono diventare figli Miei celesti. Perciò Io dissi nel sermone sul monte: [Matt. 5,17-18] «Non dovete pensare che Io sia venuto per abolire la Legge (del Sinai) oppure i profeti; – Io non sono venuto per abolirli, ma per adempierli. Poiché in verità, Io vi dico: come il Cielo (perché Cielo sono Io, Gesù, come la Resurrezione e l’eterna Vita stessa) e anche la Terra, (la cui Parola significa i Miei figli terreni), non possono passare, così anche non passerà nemmeno la più piccola lettera, nemmeno un punto della Legge del Sinai, ma dovrà accadere tutto ciò che Io vi ho insegnato e detto, se volete diventare figli eletti del Cielo» (Così suona giustamente la Mia parola passata).

4. I farisei erano i servitori di Dio nel tempio di Gerusalemme, ma a quel tempo in cui Io camminavo sulla Terra, essi erano completamente sepolti nella turpe materia. Infatti, per denaro si adoperavano a rendere il più facile possibile al popolo l’adempimento dei Miei Comandamenti; all’opposto, pretendevano il più rigoroso adempimento dei comandamenti, che essi stessi producevano per la loro persona e che nel loro senso fondamentale faceva pretendere loro del guadagno in denaro, sete di potere, oppressione del popolo, istupidimento e sfruttamento. Perciò Io dissi ai giudei:

5. [Matt. 5,20] «Poiché Io vi assicuro che se la vostra giustizia (o assenza di peccato) non abbonda (dinanzi a Dio), più di quella degli scrivani e farisei, non entrerete per nulla nel Regno dei Cieli».

6. Vi ripeto anche oggigiorno quest’ammonimento, poiché la maggior parte degli uomini di oggi è diventata spudorata materialista e vive solo per i suoi interessi, ma per il Mio interesse hanno poco o nessun sentimento. Nessuno si lusinghi di essere libero dal peccato, e solo attraverso la fede, giusto per Grazia, entrerà nel Cielo. Miei cari figli, ricordatevi: Io sono vostro Dio, Jehova, un giusto Dio e Giudice, che in Cristo sono diventato Uomo, di cui danno testimonianza tutti i versetti nei profeti, e per la qual cosa il Nuovo Testamento rappresenta il libro delle profezie adempiute del vecchio Testamento!

7. Anche se Paolo ha sostenuto che l’uomo diventa beato senza le opere della Legge (Galati ecc.), bensì (solo) attraverso la fede in Me – per Grazia, attraverso il Mio supplente Sacrificio supremo – anzi, che perfino i malvagi diventeranno beati per Grazia [Romani 4,5], tuttavia, voi sapete anche che nei profeti è detto spesso che Jehova è l’eterna verità, e Jehova all’ultima Cena confermò le enunciazioni dei Sui profeti dicendo: «Io sono la Via, la Verità e la Vita». E poiché Io, Dio, sono la Verità, allora devo pur avere un privilegio davanti agli uomini, uomini che il profeta Davide chiama «bugiardi»! E vedete, tra Me, Jehova in Cristo, e Paolo, esiste una contraddizione insuperabile nell’insegnamento della giustificazione dinanzi a Me, Dio. – Io vi domando: “Chi ha ragione: Io, Dio, l’eterna Verità, oppure Paolo che, come uomo, sbaglia?”

8. Qui vi giunga la Mia risposta che valse al giovane nel Vangelo. «Perché Mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solamente!», il che significa: nessuno è incontestabile, che Dio solamente! Gli dissi questo perché egli Mi aveva considerato come un uomo, e non come Dio. E così, nell’Apocalisse di Giovanni sta scritto che solo Io sono Santo, e nessun altro, perché Santo significa anche puro, come il cristallo, oppure incontestabile.

9. Qui voi avete due enunciazioni: una da Me, da Jehova in Cristo; e una dai beati della Nuova Gerusalemme. Potete forse dire ancora: “L’insegnamento della giustificazione dinanzi a Dio, di Paolo, è giusta; invece le enunciazioni di Dio e dei Suoi beati, – una menzogna!?”. Questo non lo potete e non lo dovete sostenere, perché altrimenti vi è aperto inevitabilmente l’inferno!

10. Ma Io non voglio lasciarvi nella confusione su com’è fatta la Verità, perciò ascoltate Me, Jehova in Gesù Cristo vostro Salvatore e Redentore del Golgota, su come stanno le cose, e così vogliamo aver chiarezza sul peccato ereditario; tutto il resto dipende da questo, e così ascoltate:

 

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Cap. 8

La caduta di Adamo nel peccato ereditato dall’umanità

1. Il peccato ereditario è quel peccato che commisero un giorno i vostri progenitori Adamo ed Eva nel paradiso, contro il Comandamento divino della castità e di cui parla Mosè nel 3° capitolo del primo libro chiamato “Genesi”. Il senso spirituale di questo capitolo, tradotto nel vostro linguaggio odierno, significa:

2. E l’egoismo di Eva era molto malizioso, poiché tutti i vizi erano in lei, vizi che Jehova fece sorgere in Eva, e nella sua concupiscenza parlò così dell’amore: «Veramente, dovrebbe Dio, di fatto, aver detto: “Voi non dovete mangiare delle differenti delizie di Adamo?”».

3. Allora l’amore nel suo egoismo disse: «Noi due ci abbracceremo e ci accarezzeremo a piacimento».

4. Voi però non dovete godere dell’amore sessuale, poiché Dio ha detto: «Non dovete dedicarvi al godimento sessuale; anzi, lì, non toccatevi nemmeno, affinché non cadiate nella morte spirituale o nel peccato».

5. Allora parlò l’egoismo libidinoso dell’amore: «Noi due non commetteremo certamente nessun peccato con questo,

6. bensì, Dio sa che nel giorno in cui noi due ci dedicheremo al godimento dell’amore, allora procreeremo come Dio, e saremo creativi come Dio stesso, e sperimentando ciò che è bene dell’amore (divino) e sapremo ciò che è male (bestiale)».

7. E l’amore di Eva bramò nella sua lussuria di soddisfarsi con Adamo, poiché lei vi tendeva con forza a fare e a godere ciò che dà piacere e vita, e perciò lei godette con il suo uomo – in sé – del frutto proibito.

8. E allora si accorsero che si erano ritirati dalla divina Santità alla singolarità bestiale, cosa che li sconsacrò; ma si lusingarono con la falsa sapienza che avevano comunque creato qualcosa di divino, per mezzo del quale potevano giustificarsi dinanzi a Dio.

9. Allora udirono la voce di Dio, la voce di Jehova in sé, come rimprovero, dato che l’amore per Me si era ridotto a causa dell’amore carnale. E Adamo, insieme alla sua donna, si nascose in sagge discussioni dinanzi al Mio Volto, quale loro Padre, sulla meta e sul senso della loro creazione del fine sessuale.

10. Ed Io, Dio Jehova (o Padre) parlai ad Adamo e dissi: «Dove ti sei smarrito dinanzi ai Miei Comandamenti?».

11. E Adamo rispose: «Ho sentito la Tua Voce di rimprovero in me e perciò ho avuto paura; poiché mi sono rivolto dalla Tua Santità, al bestiale, perciò ho fatto sagge discussioni scusanti».

12. Ed Io, Jehova, dissi ad Adamo: «Chi ti ha detto che devi andare dalla Santità del divino Amore, alla sapienza sensuale? Non hai tu goduto dell’amore sessuale, del quale Io ti ho vietato di goderne?».

13. Allora Adamo disse: «La donna, che tu mi hai messo a fianco, mi ha dato da mangiare del suo albero, e con ciò mi ha sedotto a godere con lei».

14. Allora Io, Jehova, dissi a Eva: «Perché tu hai fatto questo?». Ed Eva disse: «L’egoismo voluttuoso mi ha sedotto, e così ho mangiato dell’albero della Vita».

15. Allora Io, Jehova, parlai alla cupidigia di Eva: «Eva, poiché hai fatto questo, (ti do il Comandamento): “Devi essere separata da tutto il bestiale e tutte le voglie dell’uomo (oppure: non devi più commettere nessuna impudicizia d’ora in poi) devi vivere con il nutrimento terreno e mangiare i frutti della Terra tutti i giorni della tua vita».

16. «Io voglio mettere inimicizia tra te, serpente (oppure egoismo), e la donna (di nome “amore per il prossimo”), e tra il tuo seme e il suo seme. E il seme (dell’amore per il prossimo) ti calpesterà la testa (del tuo egoismo) e tu (egoismo, che rappresenta i senza cuore) lo pungerai nei calcagni (al Seme dell’amore per il prossimo, come Redentore in Cristo)».

17. E ora, Io, Jehova, dissi a Eva. «Ti voglio procurare molti dolori nella tua gravidanza; dovrai partorire i figli con dolore; e il tuo desiderio dovrà essere secondo il tuo uomo, e lui dovrà essere il tuo signore».

18. E ad Adamo Io dissi: «Poiché hai ascoltato la persuasione della tua donna e hai mangiato dell’albero del suo frutto di cui ti avevo vietato avendoti detto: “di questo non devi mangiarne” – perciò, per causa tua, sia non benedetto il terreno coltivabile; con preoccupazione e fatica ti dovrai nutrire per tutta la tua vita.

19. Esso dovrà portarti nutrimento materiale di difficile digestione, e dovrai mangiare i frutti del campo.

20. Nel sudore della tua fronte dovrai mangiare il tuo pane, finché ritornerai alla terra da dove sei stato preso, poiché tu sei dalla terra e terra dovrai di nuovo diventare».

21. E Adamo chiamò la sua donna Heva (Havah) ‘la vivificante’, perché è diventata la madre di tutto il vivente.

22. Ed Io, Dio, Jehova, tolsi ad Adamo ed Eva le grandi Grazie della Divinità. All’opposto, li accolsi di nuovo in Grazia, e feci di loro dei comuni uomini carnali. (Invece, sotto il «fare le vesti di pelle» non è inteso una veste fisica, poiché essi rimasero nudi come prima).

23. Allora la Sapienza in Dio, chiamata più tardi “Figlio di Dio”, disse: «Ecco, l’uomo è diventato sapiente come Me, così che egli sa che cosa è divino e cosa è bestiale, ma d’ora in poi sarà escluso dalla figliolanza di Dio»

24. Adamo perse poi le Grazie e i Doni spirituali, fu scacciato dal Paradiso che era nella regione amena presso il fiume di Giacobbe, nei paraggi di Betlemme, e là fuori dovette vivere dei frutti degli alberi e dei campi, il che è designato come il coltivare la terra’.

25. Così Io, Jehova, feci di Adamo – degradandolo dalla condizione divina come figlio di Jehova, con la confisca di tutti i privilegi divini e doni – un uomo carnale, e gli resi impossibile la via per la figliolanza di Dio, poiché questo era, per l’appunto, lo stato animico celeste di Adamo prima del peccato.

26. Questo è quindi il senso materiale di questo terzo capitolo del primo libro di Mosè; poiché con l’obbediente astinenza Io volevo santificare Adamo ed Eva (oppure purificarli), così a lungo finché sarebbe venuto il tempo di risvegliare un frutto spirituale benedetto senza peccato, come risvegliai il Corpo carnale di Gesù in Maria.

27. Dopo che Adamo ed Eva ebbero peccato, dalla Sapienza fu emesso il verdetto che, come in Adamo, tutti gli uomini avrebbero peccato insieme nello spirito, quindi, pure ognuno per se stesso avrebbe dovuto di nuovo conquistarsi la perduta figliolanza di Dio, attraverso sofferenza e morte sulla croce, a causa della disobbedienza contro il Comandamento di Dio. Ma poiché l’Amore in Dio, che si chiama “Padre”, non accolse questa sentenza, così la Sapienza in Cristo dovette adempiere il verdetto, e liberarvi da questa morte dolorosa, morte che fu stabilita come espiazione per il peccato ereditario. Per questo, ad Adamo fu poi subito promesso il Salvatore [Gen. 3,15] nel Messia.

28. Non si deve ignorare o dimenticare il fatto che ai progenitori fu data la castità come legge dell’obbligo; invece il sesto Comandamento del Sinai è solo una legge del dovere, perciò non data con l’immutabile severità del castigo, ma è perdonato per gli uomini se si adempiono le corrispondenti richieste di Dio.

29. Solo allora, quando si conosce questa Rivelazione di Dio, si possono comprendere le mistiche del Nuovo Testamento [Cor. 5,19]: «Dio ha riappacificato il mondo con Se stesso in Cristo, non mettendo più in conto agli uomini i loro peccati del vecchio Testamento e ci ha trasmesso l’insegnamento della riappacificazione».

30. Io qui vi devo comunicare che Paolo ben ricevette quest’insegnamento da Me, come anche quello nella lettera ai romani, ma tuttavia lo comprese in modo sbagliato, e perciò da lui provengono i molti insegnamenti contradditori sull’insegnamento della Giustificazione, i quali conducono tutti verso il basso, e non verso l’Alto.

31. Pietro[4], nella lettera agli Ebrei, dice: [Ebr. 9,11 / 9,26 / 10,10] «Cristo è comparso nel mondo» …«con il proprio Sangue nella piena età, ed è entrato nell’Onnisantissimo», – «…e attraverso il Sacrificio del Suo Corpo ci ha purificato una volta per sempre, dal peccato del mondo» …«e ci ha portato per sempre l’eterna redenzione».

32. Il perché e per cosa Io ho fatto questo ed ho portato la redenzione, lo riferisce Pietro nello stesso cap. 9, versetto 15, dicendo: «Cristo, per questa ragione è diventato Mediatore di una nuova Alleanza, cioè la 2°, affinché mediante la redenzione dalle trasgressioni della 1° Alleanza che ebbe luogo con la crocifissione di Cristo, i chiamati (ed eletti tanto del vecchio Testamento, cioè i patriarchi, i profeti e gli uomini devoti, quanto anche della 2° Alleanza), ottengano l’eterna eredità promessa (la figliolanza di Dio, della quale sono stati privati con il co-peccato nello spirito dei progenitori)».

33. Sta di fatto, che non esiste più nessun peccato ereditario nel mondo, e perciò nemmeno più nessun limbo, dove il Redentore era atteso dai patriarchi, dai profeti e dai devoti del Vecchio Testamento, poiché Io, il Redentore del Golgota, bramato e a lungo atteso, venni e li condussi a Casa nella Mia santa Casa paterna, e con ciò, fondai la Nuova Gerusalemme. Con questa chiara affermazione che si tratta delle trasgressioni della 1° Alleanza, è apertamente e sicuramente negato che la liberazione, o redenzione dal peccato, avverrebbe anche per la 2° Alleanza, in pratica per i peccati che gli uomini commettono nella 2° Alleanza, Alleanza che comincia dopo la crocifissione. Dalla crocifissione, ciascun essere umano è responsabile dei suoi peccati.

35. Tuttavia, anche Paolo nella lettera ai Romani 3,25 dice che attraverso la crocifissione, le trasgressioni precedenti, vale a dire quelle commesse prima della crocifissione, sono state espiate, e quindi anche Paolo nega qui, come sopra Pietro, che con la crocifissione sarebbero espiati i peccati che furono commessi dopo la morte del Crocifisso! – Chi ha orecchi, intenda, – e rifletta che cosa è qui spiegato!

36. Secondo Matteo 11,12, Io dissi: «Il Regno dei Cieli ha bisogno di violenza, e chi fa violenza l’attira a sé, (violenza sulle proprie peccaminose tendenze, voglie, brame e passioni, sopprimendole ed estirpandole)». La stessa fede, comunque, non è nessuna violenza, bensì un’ingenua virtù.

37. Nella lettera agli Ebrei 10,26, Pietro dice: «Se pecchiamo deliberatamente (cioè senza riguardo contro Dio e contro il prossimo), dopo che siamo giunti alla conoscenza della Verità, (così che non si pecchi più), allora per questo non avremo più nessun altro Sacrificio di Cristo per i peccati (commessi da noi dopo l’avvenuta morte di Cristo)», bensì dobbiamo rimuoverli attraverso pentimento, scuse ed espiazione davanti a Dio e agli stessi uomini, detto da Pietro.

38. Quindi Pietro disse la verità; invece Paolo nella lettera ai Romani 4,5 disse: «Chi non fa opere (d’amore per il prossimo), ma crede in Colui che rende giusto l’empio, a costui la sua fede viene attribuita per giustizia, secondo il provvedimento della grazia di Dio»

39. Se quest’insegnamento di Paolo – che egli ha ripetuto spesso, che senza proprie opere, bensì per Grazia nella sola fede in Me, in Cristo, si diventa beati – si fondasse sulla verità, allora tutto il Mio insegnamento di tre anni, insieme ai dieci Comandamenti, sarebbe superfluo, e Io, Cristo stesso, sarei un bugiardo da parte a parte[5].

40. E il Cielo sarebbe dei bugiardi, degli ingannatori, degli immorali, degli adulteri, degli invidiosi, degli ostili, degli avidi, degli spietati, degli oltraggiatori, degli infanticidi, dei demoni arroganti, dei ladri, degli assassini e rapinatori, perché l’uomo entra nell’aldilà con le stesse caratteristiche che ha praticato sulla Terra, e in queste continua a vivere.

41. Matteo 10,38 riferisce: «Gesù disse: “Chi non prende su di sé la sua croce e Mi segue, costui non è degno di Me”». Io, Gesù, portai la croce [secondo Ebrei 9,15 e Romani 3,25] per il peccato ereditario e per i peccati precedenti, cioè quelli commessi fino alla Mia morte per crocifissione; – pertanto, è evidente secondo queste comunicazioni, che voi stessi dovete portare la croce per i peccati commessi da voi dopo la Mia morte per crocifissione, vale a dire che dovete fare penitenza voi, per questi.

42. Da ciò, ogni cristiano deve scorgere assai chiaramente che le Mie parole, quali parole del vostro Dio e Giudice, sono da prendere e da credere del tutto seriamente; invece è l’insegnamento della giustificazione di Paolo da rigettare del tutto come una grande eresia, altrimenti non dimorerete nel regno millenario, regno che Io comincerò a edificare presto, perché chi non crede in Me, Jehova in Cristo, non è degno di Me, e perciò non può nemmeno diventare un abitante del Cielo sulla Terra!

43. È un grande errore nella dottrina della fede protestante, il fatto che si dichiari come inutile sia il tempo del Mio insegnamento, sia i dieci Comandamenti, gli Insegnamenti e i Comandamenti nel nuovo Testamento che Io diedi per vivere e agire di conseguenza, e ciò a causa di falsi insegnamenti interpretati che parlano della redenzione attraverso il sangue di Cristo per tutti i peccati commessi nella vita odierna, mentre l’uomo starebbe puro dal peccato per l’eternità, attraverso il sangue di Cristo, da voi completamente malinteso, e questa o quella specie del mondo volle essere malfattrice! Invece, la Mia morte sacrificata sulla Croce fatta per voi, rende beati solo per i peccati del vecchio Testamento, dato che ho sofferto Io per voi, ciò che altrimenti, avreste dovuto soffrire voi stessi!

44. Io, vostro Dio e Salvatore, Gesù, vi domando: «Se l’uomo dinanzi a Dio non è né un delinquente né un peccatore, per quale ragione voi vi permettete di arrestare i delinquenti che imperversano contro di voi e le vostre proprietà, li gettate in prigione, li condannate e li punite, e su questo, incauti e senza riflettere, Mi recitate: “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori!”, come dire: “Rimettere i peccati e i crimini contro di noi”?»

45. Non comprendete che con la vostra vita e il vostro operare, su di voi, dal Cielo, attirate la Mia divina Santità e Giustizia giudicante, come una funesta sciagura? Non cullatevi più a lungo nei vostri falsi sogni, nei quali dite: “Io sono puro dal peccato! Dio non mi punisce! Io mi pongo dietro a Cristo, l’unico Mediatore fra Dio e gli uomini, e dico:Il Sangue di Cristo mi rende puro da tutti i peccati, poiché Lui, con un unico Sacrificio, mi ha liberato da ogni peccato!’.”.

46. Se riflettete precisamente sui vostri ordinamenti religiosi umani fatti autonomamente, se riflettete come insegnate e come agite nella vita, e quanto, alto come un monte, si erge contro di voi il Mio insegnamento della Bibbia, con contraddizioni, allora dovrete ammettere apertamente che la vostra interpretazione della Bibbia, secondo le Lettere che portano alla morte (spirituale), si accorda alla verità, come l’inferno si accorda al Cielo!

47. Non dice Giovanni abbastanza chiaramente: [Giov. 1,8-9] «Se diciamo di non aver nessun peccato, allora seduciamo noi stessi e la Verità non è in noi; ma se ci pentiamo dei nostri peccati (preghiamo Dio con il cuore contrito per il perdono), allora Dio è fedele e giusto, perché Egli ce li perdona (e allora dobbiamo fare subito una ferma promessa di evitare da allora in poi i peccati commessi), allora Egli ci purifica da ogni vizio».

48. Sia i dieci Comandamenti, sia Jehova attraverso i profeti e Jehova in Cristo e gli apostoli, mettono in guardia dai peccati, e che i peccatori non erediteranno il Regno dei Cieli se non li allontanano e vogliano vivere secondo le prescrizioni divine; questo ve lo dice l’intera Verità! Pertanto, credete a Me, Cristo, e abbandonate la vostra falsa credenza durata fino a oggi, la credenza che la fede cancelli i peccati. Questa credenza, infatti, è il pungiglione della morte per la vostra anima, e vi apre inevitabilmente la porta dell’inferno.

49. Quello che seminate qui, questo raccoglierete di là, perché le vostre opere di qui vi seguiranno nell’aldilà e costituiranno come ricompensa, il Cielo o l’inferno! Per interpretare e per insegnare la Bibbia, ci vuole il dono della Parola profetica interiore, con la quale si ha relazione direttamente con Dio, si parla e si riceve da Me l’interpretazione della Sacra Scrittura. Questo è un dono apostolico, è l’unzione a profeta. Chi non ha questo dono, interpreta per sé la morte dell’anima attraverso la lettera morta, perché a lui manca lo spirito dell’unzione che vivifica il tutto.

50. Nelle dimostrazioni precedenti avete scorto e appreso il perché attraverso Mosè fu promesso ad Adamo il Salvatore, per la redenzione per il suo e per nessun altro peccato, per una grossolana trasgressione contro il divieto divino verso l’impudicizia, che diede ai progenitori la Santità in Dio, oppure la Sapienza di Dio di nome Gesù Cristo. – Pertanto, ogni altra interpretazione della Sacra Scrittura è falsa, possa provenire da Paolo o da Lutero!

51. Miei cari figli, per questo vi ho dato la ragione e l’intelletto, affinché li usiate giustamente, ma non a vostro malanno e rovina! – Voi vedete che Io, Gesù, vostro Dio, Padre e Salvatore stesso, vi spiego la Verità, perciò: siate giudiziosi e accogliete l’Insegnamento così come Io stesso ve lo chiarisco, perché altrimenti non vi posso aiutare, se non volete ascoltare e seguire Me, il Padre!

52. Leggete per intero le fonti con attenzione, e giudicate giustamente le indicazioni delle stesse! Non basatevi sui versetti della Bibbia che non sapete interpretare in modo giusto, poiché questo può avvenire unicamente e solamente attraverso di Me, Cristo.

53. È certo che anche i Miei discepoli non conoscevano la Mia Dottrina in maniera così approfondita come vi è spiegato attualmente nei libri cristiano-teosofici; sì, molti misteri non erano a loro ancora dischiusi, perciò le loro false conclusioni e affermazioni nel Nuovo Testamento. E così, come vostro amorevole Padre, vi consiglio: seguite Me per gratitudine, per lo straordinario Atto d’Amore che Io ho suggellato per voi sul Golgota! – Ora l’ottava espressione che è:

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Cap. 9

E non c’indurre in tentazione, ma liberaci dal male

1. Se si osservano superficialmente queste parole, sembra come se Io induca gli uomini in tentazione, mentre significa qualcosa del tutto diverso, vale a dire, il figlio prega Me con queste parole dal seguente senso: «Padre, noi siamo pieni di vizi, di cattive caratteristiche, brame e voglie, perciò non guidarci secondo le maligne tendenze della nostra sapienza intellettuale nelle tentazioni della carne, ma ammoniscici attraverso la coscienza, la quale è la Volontà ispiratrice del Tuo sommo, santo Amore; e liberaci da ogni male!».

2. Ora arriviamo alle due espressioni conclusive dell’importante Preghiera che Io insegnai al monte Garizim, presso Sichar, esse concludono, e queste sono:

 

 

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Cap. 10

Perché Tuo è il Regno e la Potenza e la Gloria in eterno, Amen

1.  Quest’ultimo versetto, prima dell’Amen, non l’ho insegnato Io, Cristo, ma è stato introdotto nell’anno 325 a Nicea, nella compilazione del Nuovo Testamento. Con ciò, l’uomo lo dice affinché il Regno della Santità di Dio sorga nel suo cuore, affinché la Forza dell’eterno Amore accenda questa Santità e il suo interiore nella Luce primordiale della divina Magnificenza, affinché il raggio della Luce dell’Amore di Dio risplenda eternamente sui Suoi figli; e infine la grande causa primordiale, il Fondamento, pronunciato una volta con Voce tuonante negli Spazi infiniti, con le fiammeggianti parole: «Sia fatto», tramite l’amore e la gratitudine dei figli. E con “Amen! Amen! Amen!”, echeggia attraverso gli Spazi dell’Eternità al Padre, e il divino Amore e la divina Misericordia lo annuncia ai figli di Dio sulla Terra, come nel Cielo.

 

 

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[1] Aelohim e non Dio sta scritto secondo Mosé nell’ebraico originale

[2] Leggi nel libro delle preghiere ciò che significa le settimane

[3]  Vedi a tal proposito il cammino di Lutero nell’Aldilà e la Giustificazione, dove il Signore spiega gli errori di Paolo

[4] La citazione di Pietro quale autore della ‘Lettera agli ebrei’, anziché di Paolo, non è un errore, ma una verità, così come viene riferito e spiegato nelle ‘Dieci contraddizioni religiose’ ai cap. 1,6 / 5,6 / 9,1.

[5] Ulteriori chiarimenti da leggere nel libro ‘Il cammino di Lutero nell’aldilà’ e nel libro ‘Cristo e la Bibbia’, come anche nelle’Dieci contraddizioni religiose’