Dettato dal Signore

a

 Franz Schumi

 

Libro dellE preghierE teosoficHe cristiane

 

n. 72

 

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 Titolo originale:  Christlich theosophisches Gebetsbuch

 Per l’edizione in lingua originale: Casa Editrice di Franz Schumi a Zurigo;

 Editore su commissione: Cécil NägelAltona (Germania)

 Stampa di Otto Bucholz in Amburgo (Germania)

 Edizione italiana a cura del gruppo “Amici della nuova Luce

 Traduzione di Antonino Izzo

 

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Cap. 1

Introduzione del Padre

Graz, 1° gennaio 1900

1. Cari figli, Io, quale Autore di questo libro delle preghiere, ve lo metto nel cuore: “Leggetelo per intero!”. Anzitutto affinché sappiate da Me, quale vostro Padre e Salvatore dell’anima, ciò che desidero e voglio da voi, poiché voi, sia senza pregare, che col pregarMi, spesso siete immersi troppo in pensieri materiali, e perciò vedo pochi progressi, ma regressi nello spirituale! ‒ Pregare significa parlare con Dio, Padre vostro! Solo che Io, che col Mio occhio abbraccio tutto, poiché dimoro nel vostro cuore quale vostro Spirito, vedo anche che, a causa della mancanza di un’adeguata istruzione per mezzo dei Miei manuali, percorrete spesso vie che non conducono a Me, bensì al Mio polo opposto. Voi confidate nella Mia bontà paterna, ma questo significa peccare presuntuosamente facendo affidamento sulla Mia bontà, e questo è un peccato, molto, molto spiacevole ed estremamente aggravante!

2. Perciò ho fatto preparare questo libretto secondo i Miei dettati e le Mie indicazioni, e poiché ho trovato troppo poco interesse tra voi per le Mie preghiere date attraverso i medium scrivani, allora per questa prima edizione ho dovuto anche occuparMi di sovvenzionarlo tramite i soldi di quei figli che Mi sono affezionati e che sono colmi del più intimo amore, altrimenti non si sarebbe riusciti a pubblicarlo! Questo, per Me, quale Padre, è davvero molto triste. Io devo e sono costretto a darvi il pane, e se ora esaminate bene le Mie indicazioni su come dobbiate vivere secondo queste ed esserMi riconoscenti, allora, con poche eccezioni, troverete tutti che le vostre regole di vita sono state finora troppo difettose perché Io potessi essere soddisfatto di voi! Ora il libro delle preghiere è qui, e nessuno può addurre quale scusa il fatto di non sapere cosa Io voglio da tutti! ‒ Leggetelo, pregate e operate secondo gli Insegnamenti e le preghiere qui depositate, e la Mia benedizione sarà sui sostenitori per la copertura delle spese di stampa, così come su tutti coloro che adempiono il Mio desiderio. Amen!

3. Nota bene: Ognuno che prega abbia l’onere che le parole che pronuncia parlino nel suo cuore, nell’amore, perciò per Me è indifferente se pregate il Padrenostro che ognuno può imparare a memoria, o una preghiera stampata, ma tuttavia data da Me stesso, oppure ogni giorno una nuova preghiera. Non la quotidiana ripetizione delle parole in una preghiera prefissata è ciò che si chiama ‘pregare in spirito’, è invece l’amore ad essere determinante, poiché, se voi foste tenuti a creare da soli nuove preghiere ogni giorno, allora Io, quale Dio stesso, avrei commesso un errore insegnandovi la preghiera del Padrenostro come preghiera principale, che continua ad esistere come tale, sebbene sia stampata nei libri e ognuno la conosca a memoria.

4. Figlioli! Lasciatevi guidare solo da Me, dal Padre vostro Gesù, affinché non esistano divergenze di opinioni e di fede.

 

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Cap. 2

La base dell’insegnamento teosofico è: nessun rito, ma solo amore!

 

1.               Se nel libro delle preghiere teosofiche cristiane (questo) non compare nessuna delle cerimonie ecclesiastiche né degli ordinamenti degli uomini, è perché Io, Cristo, ho rigettato ogni cerimonia e qualunque tempio = (sinonimo del passato clericalismo), ogni disposizione e ordinamento, considerando unicamente il puro amore per Dio e l'esercizio delle opere d’amore per il prossimo, in particolare verso i poveri, i bisognosi e i malati come obbligo principale, e come ho stabilito nel Mio Nuovo Testamento o Nuova Alleanza quale unico altare sacrificale.

 

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Cap. 3

Il significato spirituale del termine teosofo, Teosofia e teosofista

Graz, 20 ottobre 1899

1. Miei cari figli, il compito di un vero teosofo è quello di procedere rigorosamente secondo le Mie leggi come le prescrive il Mio Insegnamento dell'Amore. Purtroppo nei Miei figli vedo da tutte le parti che essi si separano molto difficilmente dalle loro vecchie abitudini che li legano al resto del mondo. Il mondo è a loro troppo caro e pensano che sia sufficiente non prender parte ai peggiori peccati del mondo, dicendo: “Del resto dobbiamo vivere così come vive il mondo, per non essere derisi e scherniti dagli altri e soffrire sotto i loro colpi”.

2. No, figli Miei, la vostra opinione è fondamentalmente falsa! Dovete decidervi e lasciare che il mondo percorra le sue vie. Infatti, Io spesso vi ho detto che non si può servire due padroni nello stesso tempo! ‒ Cosa vi dà il mondo da aver bisogno di lui per vivere e operare in maniera intellettuale? Se il mondo cambia le sue particolari vie, non è detto che anche voi, conoscitori del Mio Insegnamento rigorosamente separato dal modo di vivere del mondo, dobbiate seguirlo dappertutto! Voi sapete per quale scopo siete nel mondo, mentre gli uomini del mondo non lo sanno. Perciò separatevi da loro per quanto vi è permesso, affinché possiate cambiare il corso della vostra vita secondo la Mia santa volontà. Il tempo è qui, è iniziato, e voi non siete preparati a prendere in mano il Mio vessillo del divino Amore e precedere come illuminazione degli altri, e mostrar loro la via della Divinità, così che anch’essi possano seguirvi!

3. A cosa vi serve il leggere per intero i Miei libri, se in questi trovate solo il senso letterale, ma non lo Spirito del Padre? E tuttavia solo lo Spirito dell'Amore che pervade i Miei dettati o libri, è determinante per entrare nel Regno dell'Amore, Regno che Io ho stabilito per i Miei figli che Mi amano, vivono ed agiscono secondo le Mie parole.

4. Chi non ha il più profondo desiderio per Me, questi non viene a Me, se lo deve invece guadagnare per amor Mio e del prossimo rinnegando se stesso con la completa rinuncia delle gioie e dei piaceri mondani con grande sforzo spirituale, facendo sempre attenzione alle sue parole, ai desideri, ai pensieri e alle azioni, al fine di non fare qualcosa contro la Mia volontà. Infatti, il nome ‘teosofo’ è la derivazione della parola Teosofia, e chi vuole essere un teosofo deve conoscere precisamente il significato fondamentale di questo termine. Perciò vi voglio presentare nelle seguenti spiegazioni il ritratto di un vero teosofo e di come debba essere per meritarsi questo titolo onorifico celeste.

5. La parola ‘Theo-Sophie[1] significa "Sapienza di Dio", e questa esprime il significato del nome Gesù Cristo, poiché Gesù, come Figlio di Dio, è la stessa Sapienza di Dio, e come tale Egli è stato creato, secondo l'anima e il corpo dalla Luce di Dio, e la Luce di Dio è la Sapienza di Dio. Perciò si può definire vero teosofo o vero cristiano solo colui che si sforza con piena serietà di uniformare il proprio sistema di vita alle virtù di Gesù. Per la verità, tutti coloro che leggono libri teosofici si chiamano ‘teosofi’, solo che c'è una grande differenza tra nome e fatto, e perciò ognuno legga i seguenti insegnamenti che un teosofo deve prendere in tutta serietà come sue regole di vita, vivendo e operando di conseguenza.

6. Io, il Padre Gesù, vi dico, Miei cari figli, che il libro delle preghiere, che il Mio Amore Mi ha guidato a far scrivere, è l'insegnamento e il segnavia che porta a Me secondo la dichiarazione della Teosofia. Voi vi dovete basare esattamente su di esso, e la luce del Padre vostro si leverà e splenderà tanto qui, quanto in tutte le eternità.

7. Infatti: Io, Gesù, sono l’Iddio e Padre vostro e sono la vostra Guida e il vostro destino sulla via della vita che porta a Me, dal Quale voi siete provenuti.

8. La vostra esistenza è datata dalla Mia eternità primordiale. Voi non avete un inizio spirituale, ma solo un inizio materiale; poiché il vostro stato primitivo è in Me, ed Io sono senza inizio. E come non avete nessun inizio, così non avete nessuna fine, poiché voi, nell’intimo, siete il Mio stesso ‘Io’, perché il vostro Spirito è Dio stesso, e quindi Io dimoro in voi e voi siete i portatori del Mio Io in voi. Perciò Io vivo in voi, e voi vivete in Me, poiché con il Mio Spirito abbraccio l'Universo, e perciò tutto è in Me, e non fuori di Me.

9. Voi siete la Mia Creazione primordiale che Io ho chiamato in vita attraverso Satana. Tuttavia, dal momento che siete caduti con Satana, allora non mi rimase altro che consolidarvi nella materia, per impedirvi ogni resistenza verso di Me.

10. Ebbene, dalla caduta di Adamo vi ho lasciato entrare nella carne uno dopo l’altro, per richiamare in vita nuovamente l'anima di Satana che ho trasformato in materia.

11. Voi, secondo lo spirito, siete Dio; e questo significa che il vostro spirito è il Mio Io in voi, poiché Egli forma l'Amore in voi. Questo Amore è il Creatore del mondo, con tutto ciò che il mondo abbraccia.

12. L'Amore è l'Essenza di base in Me, esso è il Creatore ovvero il Padre, poiché tutto è stato chiamato all’esistenza attraverso di Lui. Lo stesso avviene presso di voi, poiché anche voi diventerete creatori di tutto l'essere e di tutte le cose del mondo attraverso l'amore per la causa. Perciò l'Amore è il fondamento primordiale in Dio, è il fuoco che riscalda tutto e chiama in vita tutto, è il continuo promotore amorevole della vita nell’Universo, e qui non esiste nulla in cui l'Amore non possa essere chiamato Padre o Creatore.

13. Quindi l'Amore è il motivo per la creazione di ogni essere ed essenza, e così anche la vostra vita proveniente da Me. Voi siete i figli Miei, poiché come tali un giorno nei fondamenti primordiali del tempo siete stati chiamati fuori da Me – siete venuti all’esistenza – ed avete avuto la vita in Me, poiché Io ero il vostro Io, come Lo sono ancora oggi.

14. La vita dei Miei figli è la Mia stessa vita ed è anche il Mio destino, perché io, come Spirito guida di Dio in voi, devo prender parte a tutto ciò che fate ed intraprendete nella vostra libertà da Me concessa.

15. Tuttavia esiste una differenza tra il vostro Spirito di Dio e il vostro intelletto. Il Mio Spirito vi consiglia solo per il bene; il vostro intelletto, invece, per il male. Ma perché questo? – Vedete, figli Miei, Io vi ho concesso un’ampia libertà d'azione, affinché vi esercitaste nel bene e nel male, per poi respingere il male ed accogliere il bene in voi; e qui avviene che, come cadde Adamo quella volta, anche voi come discendenti di Adamo, spiritualmente, siete già caduti con lui, ma per mezzo di ciò è già stato posto anche il seme per tutte le azioni successive che, in voi, germogliano assai frequentemente, se non percorrete le vie che vi guidano indietro a Me, al Padre vostro.

16. Il fondamento per il peccato vi è stato posto attraverso Adamo, perciò Io promisi a lui, ed attraverso di lui a tutti voi, un Salvatore, e questo Salvatore sono Io, il Padre vostro Gesù stesso.

17. L’Antico Testamento, dai profeti e dai veggenti, in differenti passi contiene profezie su come, dove e quando Io sarei venuto.

18. Nella storia della Creazione si dice: Dio è la Parola, e la Parola è Dio, e attraverso questa Parola è stato creato tutto. Perciò la Parola deve avere un’analogia spirituale, altrimenti sarebbe priva di significato. La parola (Wort in tedesco) deriva da ‘diventare’ (werden), e la parola “diventare” è l'analogia spirituale di Creatore, quindi: il “sia!”. E così anche la parola espressa è qualcosa che ‘è diventata’ dallo spirito nell'uomo, il quale esisterà eternamente.

19. Inoltre, disse che questa Parola era diventata Carne ed aveva dimorato tra gli uomini, e poiché questa Parola è il Creatore, allora è lo Spirito dell'Amore di Dio che Io, nella rispondenza spirituale, chiamo “Padre”. Perciò, attraverso questa Parola, l’Iddio Padre Zebaoth stesso è comparso nella carne ed ha vissuto tra gli uomini come un Uomo sotto il nome di Gesù Cristo, ed ha istruito il popolo nell’insegnamento della sapienza di Dio. Infatti, se Io come Spirito di Dio, fossi sceso materialmente dal Cielo alla Terra, allora gli uomini avrebbero avuto paura di Me; perciò dovevo procedere come Uomo tra gli uomini, per non incutere loro nessuna paura dinanzi alla Mia persona.

20. La Mia discesa sulla Terra, annunciata dai profeti, e il potenziamento di Jehova connesso a questa Mia discesa attraverso la vergine Maria, è avvenuta nella città natale di Davide. Lì nacque il Sovrano e il Re della magnificenza di Dio dall'eternità, il Signore di tutti i signori e il Re di tutti i re in tutte le eternità, perciò avvennero anche quei grandi e materiali avvenimenti alla Mia nascita.

21. I punti nei profeti che avrebbero dovuto adempiersi sono questi: – in Mosè ho detto che Io avrei suscitato da voi un grande Profeta, e questo Profeta ero Io; – attraverso altri ho detto che una vergine doveva diventar gravida e partorire il Signore Dio Zebaoth, il cui nome significa: Meraviglioso, Consiglio, Forza, Eroe, Eterno Padre, Principe della Pace, e il suo regno sul seggio (spirituale) di Davide sarebbe durato eternamente (in senso spirituale).

22. Tutto questo si è adempiuto ed è stato l'Amore di Dio a compierlo sotto il nome Jehova Zebaoth. Ed Io Gesù, ero ‘l'unto di Dio’ ovvero il Messia’ e ‘Dio Jehova’ stesso.

23. Si diceva che una vergine Mi avrebbe partorito! Quindi non una deflorata, bensì una senza macchia. Maria visse la prima volta all'inizio del decimo secolo nella città di Hanoch[2] sotto il nome ‘Pura’, ed è stata generata castamente dai suoi genitori molto devoti secondo il Mio ordine matrimoniale dei tempi primordiali (cioè senza libidine, ma solo per pura determinazione, al fine di liberare gli spiriti dalla materia, per dare incremento all’amore per Me) e nell’anno 919 dopo la creazione di Adamo è stata trasformata in spirito. Allora Maria, con l’abbraccio di Gioacchino e Anna dopo tre anni di separata vita coniugale, attraverso il puro amore di vedersi ancora una volta nella vita, senza contatto della carne, in presenza dei servitori nel tempio, fu concepita attraverso la Mia volontà da Anna nel suo settantaquattresimo anno di vita, e partorita nel settantacinquesimo. Poiché se Maria fosse stata generata col contatto carnale, allora lei, essendo in tal modo un vaso non casto, non sarebbe stata in grado di portare e dare alla luce il santo corpo di Dio; e proprio perché pura, allora ha potuto concepire Me, il Signore, nel suo quattordicesimo anno.

24. Così misi in atto l’annunciata incarnazione del Mio stesso Io. Io stesso ero l'Unto ovvero il Messia, in greco chiamato ‘Cristo’, ed Io stesso sono stato Colui che ha sofferto e sono morto per voi. Ma perché questo?

25. Quando Adamo ebbe peccato, la Sapienza o Santità in Dio fissò la condizione che, come in Adamo, tutti gli uomini provenienti da lui e dopo di lui avrebbero peccato spiritualmente, perciò anche loro dovevano umiliarsi e percorrere la via della croce, della sofferenza e della morte, come Io, quale Gesù, ho fatto più tardi.

26. Le condizioni poste a Me dalla Sapienza all’Amore, non piacquero, perché le povere creature Mi facevano pietà, quindi Mi separai dalla Sapienza e le dissi: “Fallo Tu stesso, perché Io con questo non sono d'accordo!”. E la Sapienza’ assunse le condizioni stabilite da Lei stessa e anche le realizzò.

27. Perciò la parte sofferente in Gesù fu la Sapienza di Dio, che era personificata dall'anima corrispondente. Questa Sapienza ha dovuto indossare la veste della grezza materia, che rappresenta l'anima solidificata di Satana, e perciò Io, in Gesù, fui esposto a tutte le tentazioni, proprio come ogni persona, e perciò espressi a Chotinodora (nell’anno 33) le seguenti parole[3]:

28. «Io non sono Dio (perché Dio è uno Spirito) ma come uomo, ben un figlio di Dio, cosa che veramente sarà ogni uomo (con la prima e seconda rinascita dello spirito), poiché gli uomini di questa Terra sono chiamati a diventare ed essere "figli di Dio" e di conseguenza dèi; poiché il Padre loro è Dio, se vivono secondo la Sua riconosciuta volontà. Uno di loro però è destinato da Dio e dall'eternità ad essere il primo, di avere la vita in Se stesso e di darla a tutti coloro che crederanno in Lui e vivranno secondo i Suoi Insegnamenti. E questo ‘primo’ sono Io. Io però ho portato questa vita proveniente da Dio nel mondo, non dal grembo materno. Il germe stava bensì in Me, ma prima doveva essere sviluppato; ciò che mi ha richiesto 30 anni di tempo e Mi è costato molte fatiche. Ora certamente sto qui davanti a voi come compiuto, e posso dirvi che a Me sono dati ogni potere e ogni potestà nel Cielo e sulla Terra, e che lo Spirito in Me è completamente Uno con lo Spirito di Dio, perciò posso anche operare segni tali che mai un uomo ha operato prima di Me; ma in futuro questo non sarà uno speciale privilegio riservato a Me, ma anche per ogni uomo credente in Me e credente che sono stato mandato da Dio in questo mondo per dare agli uomini che ora camminano tutti nelle tenebre, la Luce della vita, così che potranno poi camminare secondo il Mio Insegnamento (quale Parola di Dio), che mostra agli uomini, nella luce più chiara, la volontà dello Spirito di Dio che certamente dimora in Me in tutta abbondanza. Questo Spirito è sicuramente Dio; ma non Io come puro Figlio dell'Uomo (secondo carne e sangue), poiché, come già detto, come tale anch’Io, come ogni uomo, dovetti conquistrMi la dignità di un Dio attraverso molti sforzi e pratiche, e solo come tale ho potuto unirMi con lo Spirito di Dio, (attraverso la seconda rinascita, dopo che, attraverso la precisa osservanza della volontà di Dio, è diventata una Sua immagine spirituale). - Ora sono Io bensì una cosa sola con Lui nello spirito, tuttavia non ancora completamente, ma diventerò anche compiutamente Uno, ma solo dopo una grande sofferenza e una profonda ed umiliante abnegazione della Mia Anima». Confrontate su questo "La via della sofferenza" qui appresso:

29. Un’ulteriore spiegazione da parte Mia come Gesù vi darà lo sguardo nell'unità spirituale tra Padre e Figlio, vale a dire:

30. Chi Mi ha mandato, è il Mio eterno Padre, ed è in Me; e così Mi sono mandato in questo mondo dal Mio Amore per voi uomini, per portarvi e darvi la vita eterna. La Mia Parola e il Mio Insegnamento che vi mostrano la via che porta alla vita eterna, sono per l’appunto la volontà di Colui che è in Me e che Mi ha mandato. Perché il Padre, quale eterno Amore, è in me, ed Io, quale Sua luce, sono in Lui. Guardate la fiamma della lampada splendente! Potete separare la luce dalla fiamma, oppure la fiamma dalla luce? La fiamma è ciò che Io (spiritualmente) chiamo Padre e Amore (che attraverso il calore genera e diffonde la vita), e la luce è il loro figlio (generato) che viene emanato dalla fiamma per illuminare le tenebre della notte. La fiamma e la sua luce non sono in questo caso un’unica essenza? E non è la fiamma tanto nella luce quanto la luce nella fiamma? Ma se è così, e non può essere altrimenti, allora la volontà del Padre non si manifesta nella luce emanante da Lui? Chi quindi cammina in questa luce, cammina anche secondo la volontà di Colui che Mi ha mandato nel mondo come Sua luce; e chi cammina in questa luce (del Mio Insegnamento divino) non potrà cadere in fallo e dovrà raccogliere la vita eterna, perché la luce, secondo la quale e nella quale cammina, è la stessa vita eterna. Solo chi abbandona questa luce, cominciando a camminare di nuovo nella propria notte del mondo, non raccoglierà a lungo l'eterna libera vita dell'anima, finché non passerà nella luce della vita!

31. Così come ero il Creatore, il Padre o lo Spirito d'Amore di Dio in Gesù in quanto alla Parola, così ero la Sapienza di Dio in quanto all'Anima, perciò dissi di essere la Luce del mondo che era venuta nel mondo per far conoscere il divino "Amore" a tutti gli uomini attraverso l'insegnamento della Sapienza di Dio, affinché camminassero nella Luce dell'Amore divino. In Me la Sapienza, ovvero la Santità di Dio, è venuta attraverso l'Anima; la sapienza o l'anima di Satana consolidata nella materia, è venuta invece all’apparenza attraverso il corpo o la carne. La vostra anima è finemente spirituale, ma la carne è lo spirito grossolano spirituale proveniente dall'anima di Satana solidificata nella materia, e questo è l’involucro spirituale animico e materiale carnale, e la dimora dello Spirito di Dio in voi. E tale involucro deve essere ancora purificato, spiritualizzato, santificato e divinizzato attraverso l’umiliazione e il rinnegamento di tutto il mondano.

32. La forza e la potenza di Dio, attraverso le quali questa (la carne) è stata chiamata all'esistenza in Me, si chiama: Lo Spirito Santo di Dio’. E questo Spirito Santo proviene dal Padre e dal Figlio, ovvero dall'Amore e dalla Sapienza di Dio, quindi era Gesù, in cui l’Amore, la Sapienza e la Potenza di Dio erano uniti, Gesù vostro Dio, vostro Creatore, vostra spirituale forza primordiale dell’Amore e Sapienza in Dio, poiché voi siete da Dio e Dio è il vostro spirito, attraverso il quale siete guidati spiritualmente.

33. Infatti, la carne dell'uomo è lo spirito grezzo proveniente dalla materia, perciò come tale è piena di cattivi desideri e voglie, e deve quindi essere disciolta attraverso la morte e raffinata così a lungo che il disciolto deve attraversare ancora nuovi processi di vita, fino a quando il tutto ridiventa puro e può essere utilizzato per una veste spirituale dell'anima. Allora l'anima riceve di nuovo l’ex corpo di carne così purificato come corpo animico spirituale, nel quale ora essa vive ulteriormente e si slancia sempre più in alto spiritualmente fino a quando arriva alla rinascita dello spirito.

34. Anch’Io avrei dovuto sperimentare un tale processo di trasformazione con la Mia carne, solo che Io non ho mai commesso alcun peccato, perciò lo spirituale grezzo del cibo e delle bevande, si spiritualizzava subito in Me, e così al tempo della Mia maturazione all’insegnamento, nel Mio trentesimo anno di vita, ero già assurto alla seconda rinascita. Ero Uomo e Spirito allo stesso tempo. Attraverso la sofferenza, la morte e il mio ulteriore operare, maturai tanto da poter entrare nella terza rinascita, avvenuta l'ottantesimo giorno dopo la Mia resurrezione. In tal modo l'Anima e il Corpo furono portati sul gradino in cui la Sapienza di Dio, in Satana, si pose davanti alla sua arroganza e caduta, e quindi fu di nuovo matura per ridiventare una cosa sola con Dio.

35. Gli uomini, quali figli di Dio, devono attraversare la stessa purificazione della propria essenza spirituale, e questa può essere compiuta nel mondo. Ma questo dipende dallo sforzo che si fa per vivere secondo i Miei Insegnamenti, e quindi non dipende da Me, bensì da voi, per diventare presto maturi e giungere alla rinascita dello spirito.

36. Dal momento che adesso sono una cosa sola con Dio, allora sono il Padre, ovvero l'Amore, – il Figlio, ovvero la Sapienza o Luce in Dio, – e lo Spirito Santo, che è l'energia ovvero l'onnipotenza emanante dall'Amore e dalla Sapienza, cioè Elohim e Grazia divina. Perciò il Mio Giovanni disse: «I testimoni sono quindi tre nel Cielo: il Padre, la Parola e lo Spirito Santo, ma questi tre sono Uno»; questo significa che sono tre caratteristiche divine, ma un solo Dio in una sola persona, che ora si chiama Dio, il Padre Gesù”.

37. Lo Spirito in Me era lo Spirito dell'Amore di Dio, che Io spiritualmente chiamo "Padre"; perciò dissi ai Miei discepoli e attraverso di loro a tutti gli uomini: «Voi avete un solo Padre spirituale, ed è in Cielo, quale vostro Creatore e Dio. Perciò non dovete chiamare nessun uomo sulla Terra,Padre’ nel senso spirituale; altro è il caso con il vostro procreatore biologico. Voi invece, siete puri fratelli e sorelle spirituali, perché lo Spirito di Dio è in voi asessuale».

38. Perciò la Mia massima: «Io sono la Via, la Verità e la Vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo Mio, perché Io sono la resurrezione e la vita spirituale. Chi non crede in Me e non Mi confessa pubblicamente, non viene alla figliolanza e quindi non viene alla concezione di Dio, poiché nessuno può vedere Dio nella Sua Essenza primordiale consumante e vivere, ma ben attraverso la Mia Persona, perché Dio dimora in Me ed Io in Lui, ciò perché le tre denominazioni delle caratteristiche divine, vale a dire "Amore, Sapienza e Onnipotenza", ovvero “Padre, Figlio e Spirito Santo”, sono un solo Dio in una Persona, e questa Persona sono Io, vostro Padre Gesù».

39. Chi però non ci crede, egli è il suo stesso giudice spietato, e gli succederà secondo la sua incredulità, perché negando il Figlio nega anche il Padre, poiché dichiara che Dio è un bugiardo, dal momento che crede alla testimonianza che Dio stesso si sarebbe allontanato da Suo Figlio nella trasfigurazione sul monte Tabor.

40. Ebbene: sono Io, Cristo, la chiave di volta attraverso la quale l'intera struttura spirituale (dell'Amore divino tra i Suoi figli) è tenuta unita, – si è accresciuta fino a diventare un santo Tempio nel Signore; e ora, attraverso di Me, Gesù, siete chiamati ad essere una dimora di Dio nello Spirito dell'Amore per Dio e per il prossimo.

41. Ed Io, l'Amore divino e la Sapienza in Gesù, sto davanti alla Mia divina casa. Questa casa siete tutti voi, se vivete secondo i Miei Insegnamenti.

42. I Miei Insegnamenti, come Sapienza di Dio, sono di una Sapienza misteriosa e velata, che Dio aveva stabilito per la Sua magnificenza dall'eternità, che però ai Miei tempi, nessuno dei grandi di questo mondo ha riconosciuto Me, Gesù come tale Sapienza, perché se l’avessero riconosciuta, non Mi avrebbero crocifisso, non avrebbero crocifisso il Signore della Gloria (Dio in Cristo).

43. Poiché Io, Gesù Cristo, sono stato dato da Dio agli uomini per la Sapienza, per la Giustizia, per la Santità e per la Salvezza.

44. E quindi Io sono il Capo della Chiesa, cioè della comunità cristiana, e il Salvatore del corpo e dell'anima.

45. Tuttavia, Io, l'Altissimo, non dimoro in templi o chiese fatte dalle mani degli uomini, come ho già detto attraverso il profeta Isaia: «Il Cielo è il Mio trono, la Terra lo sgabello dei Miei piedi!». Quale casa o quale luogo poteva essere per Me uno stabile luogo di residenza?

46. Solo i cuori dei Miei bravi figli, quando ascoltano con l’orecchio teso la voce della loro coscienza nel cuore, voce che viene dal Mio Spirito in voi e la seguono per il bene, sono la Mia chiesa vivente o tempio vivente; perciò quando ancora camminavo come Uomo sulla Terra, indicavo il Mio corpo come tempio di Dio.

47. Per questa ragione ho fatto scrivere attraverso i Miei apostoli l'unico vero insegnamento su dove Io dimori, vale a dire: «Non sapete voi che siete il tempio di Dio, e lo Spirito di Dio dimora in voi? Se qualcuno corrompe il Suo tempio, Dio lo distruggerà, poiché il tempio di Dio è 'Santo', e voi siete un tale tempio».

48. «Non sapete voi che il vostro corpo è un tempio dello Spirito Santo immanente[4] in voi, che lo avete ricevuto da Dio, e non vi appartiene?» (1° Cor. 3,16)

49. «Infatti, lo Spirito di Dio che ha resuscitato il corpo di Gesù dalla morte, dimora in voi; allora Dio, che ha resuscitato Gesù Cristo dalla morte, richiamerà in vita anche i vostri corpi morti (spiritualmente), perché il Suo Spirito dimora in voi». (Rom. 8,11)

50. «Voi siete un tempio dell’Iddio vivente, come Lui dice: “Io voglio dimorare in loro e camminerò in mezzo a loro; sarò il loro Dio ed essi saranno il Mio popolo!”» (2° Cor. 6,16). – Come si armonizzano allora gli uomini quale tempio vivente di Dio con gli idoli (della chiesa)? Perciò allontanatevi da loro (che non v’insegnano come ha insegnato Cristo) e separatevi! Non toccate l'impuro, allora sarete figli Miei, Ed Io sarò Padre vostro, dal momento che voi siete figlie e figli Miei. Questo vi dice il Padre vostro, l’Iddio onnipotente.

51. Da ciò vedete che il vostro Spirito è Dio, il vostro cuore animico è la dimora di Dio, invece il corpo di carne è l’involucro materiale del Suo Spirito. Questo involucro materiale, cioè il corpo, è chiamato ‘il vero e vivente tempio di Dio’; perciò è vostro compito purificare e nobilitare questo tempio per foggiarlo in un degno e vivente Suo tempio. Infatti, se perseverate nei peccati, siete morti nello spirito animico, dal momento che siete viventi per il mondo e non per lo Spirito di Dio.

52. Da qui l'inferno della vostra essenza, il quale viene mitigato dallo Spirito dell'Amore di Dio nel vostro cuore consigliandovi il bene e conducendovi a Lui.

53. Questo Spirito è un filiale Spirito di Dio, a cui voi esclamate pieni di fiducia: "Abba, diletto Padre!". E ciò dà alla vostra anima la convinzione di essere figli di Dio. Se però siete figli di Dio, allora siete anche eredi del Regno divino, purché viviate secondo il Mio Insegnamento divino e rinunciate al mondo. In tal modo un giorno raggiungerete la magnificenza di Dio e, come Suoi figli, diventerete ‘dei’, dal momento che Io, Padre vostro, sono Dio.

54. Io, Gesù, quale portatore dello Spirito di Dio, sono questo Spirito, e anche Dio e Padre vostro, e quindi dimoro in voi come vostro Spirito divino. Dimoro in voi come vostro Dio e come vostro Medico o Salvatore.

55. Pertanto, glorificate Dio nel cuore della vostra anima, quindi nell’alloggio spirituale del vostro amore del tempio vivente di Dio. – Comunque, dove c’è lo Spirito del Signore, lì c'è libertà.

56. Pertanto, liberatevi dal mondo e dalle sue abitudini, dai suoi desideri e dalle sue brame, affinché lo Spirito di Dio possa svilupparsi liberamente in voi e guidarvi sulla via della salvezza. Allora un po’ alla volta diventerete perfetti com’è perfetto il Padre vostro Gesù nel Cielo.

57. Voi dovete santificarvi, affinché il vostro cuore diventi puro, poiché Io, vostro Dio e Padre Gesù, sono 'Santo'.

58. Diventate una dimora spirituale (o tempio), un santo sacerdozio, per portare sacrifici spirituali che sono graditi a Dio attraverso Gesù Cristo.

59. Perché voi, se percorrete le vie della teosofia ovvero di Cristo, le quali sono le vie della luce dell'Insegnamento divino, siete una stirpe prescelta, un sacerdozio regale (di Dio), un popolo santificato, una nazione particolare che si lascia istruire e guidare da Dio, destinata a glorificare la grandiosità di Colui che vi ha chiamato dalle tenebre (la sapienza intellettuale del mondo) alla Sua meravigliosa Luce (Dio).

60. Perciò adoperatevi a diventar degni sacerdoti e membri del corpo di Dio in Cristo, per poter diventare poi un solo gregge sotto un solo Pastore, e il Padre vostro Gesù Cristo presiederà su di voi. Poiché sarete veri teosofi solo quando adempirete tutto ciò che il Mio Insegnamento vi prescrive. Solo allora sarete figli della Luce.

61. Il fondamento e lo scopo principale dell'Insegnamento di Cristo è l'Amore, poiché il frutto dello Spirito di Dio è l'Amore.

62. Perciò, quali figli Miei: amateMi sopra ogni cosa, come vi amo Io più di ogni altra cosa! Amate però anche il vostro prossimo come voi stessi, perché Io dimoro in ogni uomo. Di conseguenza lo spirito degli uomini è fratello del Mio Spirito e di quello di ogni uomo, perché ogni uomo possiede una Scintilla del Mio Spirito universale, che è identico o lo stesso con il Mio Spirito e all'Amore di Dio. E perciò la Sua magnificenza viene rivelata solo attraverso la persona di Gesù Cristo. Sulla base di questo fatto, Io dissi ai miei ascoltatori e ora a voi: «Ciò che fate di bene o di male al vostro prossimo è come se lo faceste direttamente a Me in persona».

 

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Cap. 4

Non bisogna criticare le debolezze del prossimo

Graz, 8 settembre 1899

1. Cari figli, Io, Padre vostro, guardo a voi con amore e gioia, quando vi incontrate in due o tre nel Mio nome e scambiate tra voi parole d'amore del Mio governo, e quindi apprezzate il Mio Amore per voi come si deve. Sì, cari figli, in tali cordiali adunanze Io sono veramente il terzo, il quarto o il quinto in mezzo a voi e nel vostro patto.

2. Purtroppo tali incontri, in cui si ama Dio e il prossimo, dove Io sono l'oggetto del vostro amore e della vostra conversazione, sono solo sporadici, e in massima parte devo ascoltare le vostre parole con cuore afflitto, poiché, invece di far valere l’amore per Me e, attraverso di Me, per il prossimo, vi lasciate andare a critiche sulle debolezze e sugli errori del prossimo, piuttosto di pregarMi affinché questi ultimi vengano eliminati. Anzi, Io vi dico: se voi sapeste quanto mi fa male sentire questo inutile blaterare delle vostre labbra, allora smettereste di ferirMi e affliggerMi con tali conversazioni.

3. Cari figli, vi metto in guardia: non siate così disinvolti e non lavorate alla vostra morte spirituale con impegno, in modo tale da farne il vostro giudice inesorabile. Io sono certamente ancora lo stesso Gesù, i cui insegnamenti sono stati scritti dai Suoi apostoli, e questi sono custoditi nel Nuovo Testamento, e tra questi trovate i seguenti passi: «Non fare al prossimo ciò che non vuoi che venga fatto a te».

4. Un altro passo insegna: “Ciò che avete fatto al più piccolo dei Miei figli, è come se lo aveste fatto a Me!”. Comprendete questa potente parola che vi giudica in maniera schiacciante! Inoltre nei Miei dettati avete le parole su chi critica le debolezze degli altri oppure dice pubblicamente: “Il fratello è ancora debole, immaturo…” o cose simili. Chi vede ogni pagliuzza negli occhi del suo prossimo, invece le sue travi non le vuol vedere, questi è arrogante e pensa di essere migliore di suo fratello o di sua sorella. Ma davanti ai Miei occhi l'arroganza è il peccato principale di tutti i peccati, e chi è malato di arroganza, questi è, come ho già detto attraverso il Mio primo scrivano Lorber, posseduto da spiriti maligni; ed è anche un diffamatore, quindi posseduto due volte, come vi ho detto anche negli scritti teosofici cristiani n. 41. Quante volte gli uomini del mondo, e talvolta anche i miei figli, cadono in descrizioni dei loro fratelli e sorelle che sarebbero più adatte agli animali domestici che ad un figlio di Dio, il quale porta in sé il Mio Spirito Santo come suo io vivente! Per tale sgarbatezza voi trovate in Matteo 5,22 il seguente giudizio: «Chiunque si adira con suo fratello, sarà condannato in giudizio; e chi dice a suo fratello ‘raca![5] sarà colpevole dinanzi all’alto Consiglio; chi invece dice: buffone (o qualsiasi altro insolito riferimento umano), sarà colpevole del fuoco infernale”. Infatti, Colui che si deve ascoltare e accettarLo come vita nell’uomo, sono Io, il vostro Spirito, il vostro Dio, Gesù! Dovete mettere ogni vostra parola sul piatto della bilancia prima di pronunciarla, poiché, come Io vivo in voi, vivo anche in ogni uomo, il che vi è ben noto. Perciò il vostro fare e disfare non Mi è privo d'interesse, e pertanto ascoltate ciò che vi dico e tenetelo a memoria: il vostro corpo è il Mio tempio, che è la Mia Chiesa vivente, e la vostra anima la Mia sposa! Nondimeno, Io stesso sono vostro fratello e sorella, come anche il vostro spirito, la vostra vita, il vostro intelletto, la vostra lingua che di solito profanate attraverso influssi esterni dell’intelletto mondano. E ora Io vi domando: “A chi tocca il vostro oltraggiare e le vostre critiche, se non a Me, dal momento che Io sono Tutto in tutto, vale a dire la Vita in voi?”. Infatti, attraverso di Me la vostra anima, e attraverso di questa il vostro corpo, vengono animati da Me; altrimenti sarebbero entrambi muti, sprovvisti di pensieri e insensibili! Ora continuo a domandare: “Credete voi di essere migliori del fratello vostro indotto in errore da influssi malvagi?”. Oh, per niente! Questo l'ho già insegnato nel triennio del Mio Insegnamento, e le Mie parole rimangono vere e sante. Ora vi domando ancora: “Vi sembra bello se gli altri criticano le vostre debolezze e i vostri errori? Voi tacete. Chi però tace, questi dimostra di essere colpito e non sa addurre nessuna scusa.

5. Perciò Io, vostro Padre Gesù, vi metto nel cuore: “Abbandonate ogni sapienza intellettuale, umiliatevi, trasformatevi in amore, badate di attirarvi la bontà nel prossimo, ma dovete compiangere in silenzio i suoi errori e pregare per questi, affinché comincino a riconoscerli, e in primo luogo dovete eliminare tutte le vostre debolezze ed errori, prima di scagliarvi senza necessità contro gli errori del prossimo. Il maligno mondo, infatti, è per voi un esame e una lotta per mettere alla prova e sviluppare la vostra forza spirituale. Voi sapete certamente che non c’è vittoria senza lotta, perciò combattete e lottate contro i vostri vizi e le vostre passioni, poiché non appena le avrete completamente vinte, rinascerete; altrimenti mai, perché fino a quando non sarete rinati, vivrete come in un inferno pieno di tenebre e avversità. A cosa Mi serve chiamarvi figli Miei, se non posso darvi niente del Mio divino Amore? Vi do bensì parole d'amore che vi devono convertire e liberare dai vostri vizi terreni, ma non posso darvi le grazie e i doni del Mio Amore finché non deporrete fino all’ultimo pulviscolo il fare del mondo, che qui è il Satana nell'uomo, e finché non passerete completamente nell'amore e nell'umiltà.

6. Sono proprio le Mie virtù come Gesù che vi portano alla rinascita, sforzatevi di vivere secondo queste. Io non posso darvi le grazie e i doni, perché con la prima colpa ve li dovrei ritirare di nuovo, e allora diventereste più infelici di prima, di quando non conoscevate le magnificenze e le dolcezze della divina vita spirituale.

7. Così, figli Miei, vi ho spiegato la gravità dei vostri peccati contro di Me e, allo stesso tempo, vi ho messo nel cuore il fatto che dovete solo badare a voi stessi per procedere spiritualmente in avanti; infatti, solo con la rinascita sarete i Miei veri figli dell'Amore, ma prima che ciò avvenga, siete solo le Mie pecorelle smarrite e traviate che Io cerco di attirare a Me, alla Fonte primordiale del divino Amore con ogni genere di parole piene d’amore, per guidarvi al mio gregge celeste e rendervi più che felici. Perciò vi esorto: “Abbandonate il mondo e affrettatevi a venire al Mio Cuore pieno d’Amore, il quale vi aprirà le porte della beatitudine celeste!”.

8. Vivete così come v’insegno Io, poiché solo allora sarete teosofi e sapienti di Dio, se operate secondo la Sua Sapienza, che qui è Gesù, Padre vostro.

 

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Cap. 5

Contendere col prossimo o parlare alle sue spalle determina inimicizia

Graz, 24 settembre 1899

1. Se vieni in contrasto o discordia con un tuo fratello, allora dialoga con lui e scambia i tuoi punti di vista, le tue ragioni e le tue chiarificazioni con lui personalmente, e ciò con vero amore, con umiltà e con grande pazienza, ma non con arroganza, con autorità e con violenza o con litigio! E se non puoi restaurare l’accordo e l'unità, allora sii arrendevole per amore di Gesù; ma poi non parlar mai alle spalle del tuo prossimo e non attaccarlo approfittando della sua tenerezza d’animo! Infatti, se lo fai, allora avrai turbato il suo amore fraterno ‘divinamente puro’, e questo dolore che gli avrai causato con la tua insensibilità gli ritornerà in mente ogni volta che ti vede, perché in tal modo agisci con lui come un omicida, perciò non avrà più fiducia in te! Dietro la tua gentilezza personale egli penserà di vedere l'ipocrisia nascosta e percepirà continuamente il Satana del tuo cuore! A dire il vero ti perdonerà per amore e rispetto per il Padre Gesù, ma ti eviterà volentieri, perché a lui, nonostante tu possa esserti anche ricreduto, non gli sarai più così simpatico come prima quando aveva relazione con te nella semplicità infantile, poiché ora, con la tua teosofia = contraria, avrai agito con lui e con il suo puro divino amore per te in modo così spietato, quanto quello di un’infedele donna di mala vita!

 

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Cap. 6

Rimproveri celesti a chi attacca le Parole dall’Alto

Graz, 18 settembre 1899

1. Il giudizio sui miei medium scrivani e sui Miei dettati dovrebbe essere fatto con amore, umiltà e pazienza, il che significa: “Non giudicate, affinché Io non abbia nessun motivo per giudicarvi!”. Sapete voi se siete maturi e chiamati da Me per dare un giudizio mondano sulle Mie sante parole secondo il vostro intelletto? C'è una sola sapienza e una sola verità, e questa sono Io, il Padre vostro Gesù! Invece voi uomini nel vostro intelletto mondano siete bugiardi! Questo l'ho già detto tramite il profeta Davide e vale ininterrottamente da allora fino ai vostri tempi. Se voi foste maturi per la rinascita, allora sareste anche puri, e al puro tutto è puro! Voi giudicate i Miei medium dicendo che scrivono confusamente, che hanno visioni di ciò che, secondo il vostro giudizio sbagliato, è un nonsenso, una fantasticheria. Quindi, i profeti e il Mio prediletto Giovanni, l'evangelista, sarebbero davvero assurdi scrivani visionari? Voi dite che i medium attuali sono posseduti e ispirati dagli spiriti, e perciò i loro dettati non vengono da Me, né dall’interiore né dall'esteriore! Nella vostra grazia stanno solo Lorber e Mayerhofer, ma non gli insegnamenti che Io ho fatto scrivere attraverso di loro!

2. Chi però, prende posizione contro le Mie parole e non le riconosce come provenienti da Me, questi sta al servizio dell'anticristo, specialmente quando nella sua arrogante presunzione parla con gli altri in modo sprezzante contro i medium scrivani, seminando così il seme della discordia, dell'odio, dell’invidia, del sofisticare, del disprezzo, dell’insensibilità e della divisione! Non vi sorprende che quando v’incontrate col bistrattato’, non siete più in grado di guardarlo negli occhi liberamente? E non vi sentite nello stesso tempo a disagio, perché il divino-puro Amore e l’umiltà si sono ritirate in gran parte dal vostro cuore? O figli, guardate cosa fate con le vostre critiche e condanne e con i vostri attacchi ingiusti alle Mie sante parole e agli scrivani, ritenendoli esseri malvagi!!

3. Ora però i medium progrediti sono maturi, e sono in grado di giudicare solo attraverso il Mio aiuto ciò che è puro o impuro, ma non sono immaturi in queste cose; non ho neanche mai stabilito dei giudici mondani sui Miei figli chiamati (scrivani) e sulle loro parole attraverso le quali Io Mi annuncio, questo può accadere di nuovo solo attraverso di Me, attraverso un medium[6] che vi è estraneo e non ha né conoscenza nella questione, né simpatia né antipatia per la vostra faccenda.

4. Di quando in quando un medium può dare una qualche parola dal proprio punto di vista; ci sono anche momenti che, nel fervore, alcuni spiriti premurosi hanno da dire una parola, il che rappresenta un errore, oppure anche no. Questa minuzia, un vero teosofo la esamina, vale a dire un puro, un maturo con l'occhio dell'amore e dell'umiltà, e non vi si scontra, bensì si indirizza secondo la Mia massima: «Esaminate tutto e ritenete il buono». Infatti, riguardo a come stiano le cose oggi con le Mie parole, allora posso assicurarvi che con le parole del Nuovo Testamento le cose stanno perfino molto peggio; qui, infatti, ci sono errori fatti dai Miei apostoli, fatti da Teofilo di Atene, causati dalla dimenticanza, come ho già detto nel caso della raccolta di notizie in epoche successive, in particolare fatte dal pseudo Matteo (l'Rabbas di Sidone)[7], poi il Nuovo Testamento fu ulteriormente corretto da alcuni papi, e tuttavia contiene molta purezza di spirito, tanto che per gli umili ce n’è a sufficienza! I saggi intellettuali hanno invece già da lungo tempo criticato tutto con il loro intelletto mondano, cioè con il loro spirito bugiardo, ed hanno respinto Me, i Miei medium scrivani antichi, i profeti e gli apostoli. La Bibbia ha valore per loro solo se possono prendere da essa un versetto a loro favore. Così succede anche con alcuni di voi: poiché il Nuovo Testamento contiene tutti gli insegnamenti secondo i quali potete formarvi verso l’alto come Me. Ad ogni modo, non fate indagini fino a quando sarete ancora di spirito critico! – Così è anche con la Mia ‘nuova Parola’, poiché tutto ciò che continuate a dire contro i Miei medium-scrivani con la vostra comprensione mondana, non è rivolta a loro, ma a Me che vi parlo attraverso di loro, poiché, secondo il vostro giudizio, sono Io Colui che fa scrivere in maniera incomprensibile e senza senso!

5. Secondo il vostro giudizio, il bugiardo, il truffatore e l’impostore sono Io, e non i miei scrivani, i quali prestano attenzione ed osservano innocentemente ciò che lo Spirito di Dio – che sono Io, Gesù stesso – fa loro scrivere, poiché essi, prima, non sanno cosa verrà fuori. Inoltre, anche nei dettati c’è questo: “Io, Gesù, vostro Dio e Padre, vi dice…”, ecc. Se dunque, in seguito al vostro cattivo giudizio, sono i medium scrivani a produrre essi stessi i dettati, allora fate di loro i malfattori più scellerati nella Mia Santità, anzi fate di loro i Satana più ripudiati, poiché nessun uomo è così ripudiato e pretenzioso di colui che qualifica se stesso come Dio, per arroganza, consapevolmente o deliberatamente! Una cosa così accade solo presso i dementi. I Miei medium-scrivani presso di voi sono dunque dementi? Oppure, vi ho mai insegnato nei Miei libri cristiano-teosofici a vivere ed agire in questo modo contro di Me e contro il vostro prossimo? È questo, l’amore e l’umiltà verso di Me e verso il prossimo che insegno ripetutamente nei dettati?

6. Vedete cosa fate voi (sporadici tra i teosofi) con me? Questo rientra nella Mia divina Pazienza, perché devo gestire il mondo nella sua scelleratezza e voi nel vostro fare mondano per non portarvi alla resa dei conti!! Volete stabilire voi cosa è vero o cosa è buono nei Miei dettati trasmessi dai Miei medium? Non sapete che tutto ciò che voi fate e pensate, un giorno sarà manifesto?

7. Io, vostro Padre Gesù, vi dico: “Umiliatevi ed osservate i Miei due Comandamenti dell'Amore, altrimenti avrete una grave responsabilità dinanzi a Me nella vostra arroganza, nel vostro odio contro il prossimo e contro lo straniero!”. Perciò vi devo dichiarare in anticipo qual è il vostro comportamento e quale sia la vostra posizione nei Miei confronti, perché Mi devo difendere dai vostri attacchi sulla Mia Santità, e devo proteggere i Miei medium scrivani, i quali sono spiriti superiori provenienti dal Mio Cielo dell’Amore, altrimenti non parlerei a voi spiritualmente e in modo utile per la vostra salvezza animica attraverso di loro! E credetemi: sono Io Colui che vi parla, e non il medium che l'ha scritto, altrimenti commettete l'infernale crimine intellettuale contro di Me e contro il medium, come ho spiegato sopra.

8. Se volete essere teosofi, dovete vivere secondo la Teosofia, perché non si possono servire due padroni. O vivete e operate secondo Cristo, che è la Sapienza di Dio, oppure secondo il modo e alla maniera del mondo!

9. Vedete, Miei cari figli, qui in questo libro delle preghiere che voi giornalmente dovete esaminare, devo mettervi in chiaro le fondamenta del vero teosofismo; altrimenti la vostra preghiera, dal momento che conoscete precisamente i Miei Insegnamenti, sarà senza valore dinanzi a Me. Dinanzi a Me, solo chi non conosce le Mie leggi non pecca!

 

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Cap. 7

Le piante e i prodotti vegetali sono un’opera di Dio

Graz, 24 ottobre 1899

1. Se vi vien voglia di strappare piante, fiori e prodotti vegetali o comunque di danneggiarli, senza che con questo debba essere raggiunto uno scopo, allora più o meno avete peccato verso di Me, perché incoscientemente avete danneggiato o distrutto senza scopo, né intento o necessità o bisogno, ciò che Io ho piantato!

2. Le piante e i prodotti vegetali, in realtà, non hanno sensibilità, se non verso il freddo e il caldo; hanno però occhi, intelligenza e amore per la vita, perché sono spiriti. Essi spiritualmente sembrano del tutto come la vostra veste materiale nella più bella dotazione, ma vedono con gli occhi spirituali ciò che fate con loro senza potersi difendere, e tuttavia possono affliggersi lasciando cadere le loro foglie, i fiori e i rami spesso subito appassiti, quando, nella loro gioia di vivere, si vedono oppressi, distrutti o, altrimenti, indeboliti da voi troppo fortemente. La loro intelligenza consiste nel fatto che essi sanno cosa gli succede, e vedono come sono stati abbattuti o deturpati. Alcuni con una grande gioia di vivere, non se ne curano, alcuni però fanno molto, e spesso perdono la voglia di continuare a lavorare per rimettersi. E voi nella vostra ignoranza dite: “Il fiore, …la pianta si è disseccata, …non ha germinato!”, e cose simili, mentre gli mancava soltanto la voglia di adattarsi a questo nuovo stato.

3. Con i fiori che fioriscono, la faccenda è un’altra; essi sanno che voi amate quelli bellissimi e il loro profumo, e perciò sono sempre consapevoli del pericolo che li minaccia da parte vostra. Nondimeno, a loro non importa, perché si rallegrano della vostra gioia in loro, ma si rallegrano ancora di più se li contemplate con piacere, se li annusate e non li strappate, affinché possano maturare e produrre semi per nuovi fiori. Ciò che fate con gioia, diletto e gratitudine verso i fiori, lo fate a Me, specialmente quando, contemplandoli, pensate a Me con amore e riconoscenza, a Me che diedi allo spirito del fiore questa intelligenza per produrre e compiere tutto ciò così meravigliosamente. Allora non è peccato. Se invece maneggiate con malizia i fiori, li strappate, li gettate e così via, allora peccate decisamente verso di Me, perché distruggete in maniera maliziosa la Mia creazione. I fiori hanno nel mondo lo stesso compito degli uomini: il seme viene piantato; germoglia e si sviluppa; viene al mondo sulla superficie della terra e si sviluppa come un bambino; i fusti vengono coperti di vegetazione, diventano viventi, come il bambino che entra nell’età giovanile; prende diletto a fiorire, ad amare e a prepararsi al matrimonio; i fiori cominciano a preparare i semi per avere figli; questi crescono, diventano maturi ed iniziano lo stesso ciclo da nuovi esseri! Mi avete compreso? – Contemplate così i fiori, ed avrete più pietà verso di loro! Anche nei fiori sto Io, ed essi nella natura sono figli Miei!

4. E così ogni vegetale ha la sua destinazione come ce l’ha l'uomo, ognuno a modo suo; quindi trattate tutto con gran rispetto e amore, poiché il Padre che vive in voi, nel fiore e nel vegetale, osserva il vostro fare e affaccendarvi, e si rallegra o si rattrista a causa vostra! Ciò che appartiene al vostro diletto, per voi non è peccato; ma ciò che va oltre oppure dove ci si comporta in modo sbagliato, questa è la vostra cattiveria, è la mancanza d’amore e quindi disprezzo per la Mia provvidenza Paterna nella natura!

5. I fiori e le piante devono avere aria fresca e luce solare, altrimenti non prosperano! Particolarmente dannoso per loro è il respiro umano! Perciò tenetevi lontano dalla pianta o dal fiore, perché il vostro respiro, se ne ricevono troppo, li uccide!

 

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Cap. 8

Alcune cattive abitudini e alimenti da evitare

1.                 Innanzitutto andate via da dove si danza e si suona musica da ballo! Non frequentate gli ambigui svaghi del teatro! Non bevete bevande alcoliche oltre il necessario. Soprattutto non bevete acquavite (grappa)! I chicchi di caffè sono molto dannosi per la vostra salute, perciò evitateli! Nel the, che già di per sé è eccitante, voi ci mettete anche il rum – con ciò s’incrementa solo la sua capacità di rovinare e rendere nervoso e malato lo stomaco. La carne, sebbene estremamente nutriente, più tardi vi sarà completamente tolta, perciò evitatela già adesso, chi lo può; sangue e carne di maiale, invece, particolarmente già del tutto!

 

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Cap. 9

Il senso spirituale del nono capitolo di Daniele in rapporto ai peccati

Graz, 10 ottobre 1899

1. Nella profezia di Daniele si trova una rispondenza spirituale, in cui i peccati del popolo vengono denominati con ‘settimane’ (cap. 9) come peccati verso le Mie (Gesù) 7 virtù, che alla fine ce n'erano 70, e dopo il loro compimento venne sugli ebrei la punizione per il peccato[8].

2. Versetto 25[9]. Fino al Messia, al Principe, sono 7 settimane e 62 settimane, spiegate secondo la rispondenza spirituale, e precisamente: le 7 settimane sono 7 vizi contrari alle Mie virtù divine come Figlio dell'Uomo, e questi vizi sono:

- 1 rancore, ovvero odio;

- 2 arroganza, come peccato principale di tutti i peccati, che oltretutto contiene in sé ogni altro peccato, perché ogni peccato è una trasgressione arrogante ai Miei Comandamenti, i Comandamenti dell’Iddio e Padre vostro;

- 3 impazienza, collera, vendetta;

- 4 durezza di cuore, ovvero freddezza;

- 5 impudicizia;

- 6 discordia, inimicizia, litigiosità;

- 7 egoismo, amor proprio.

3. Ora vengono i peccati corrispondenti alle 62 settimane, quali:

- 1 Lussuria e impudicizia, sensualità, discorsi immorali, parole, pensieri e desideri sconci, produzione di libidine attraverso parole, immagini, stimoli o azioni, contraddicendo e insegnando che non è peccato, esagerata gelosia che porta gli offesi al peccato, alla lusinga, alla fornicazione, all'illegale relazione con persone sposate e non sposate, all'adulterio, al divorzio a causa della fornicazione, allo spargimento di sangue tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle, alla seduzione di giovani, violazione e deturpamento violento o violenza carnale sui maggiorenni o sui minorenni, deflorazione dei ragazzi, masturbazione, canzoni sconce.

-  2 Invidia o ostilità, malanimo;

- 3 Maligna o maliziosa offesa al prossimo, uccisione, avvelenamento, strangolamento, assassinio, omicidio preterintenzionale.

- 4 Avidità di dominio.

- 5 Magia con mezzi diretti contro Dio.

- 6 Ingratitudine verso la bontà e la misericordia di Dio.

- 7 Voracità e intemperanza, ghiottoneria, ingordigia, insaziabilità.

- 8 Maledire e imprecare.

- 9 Brama di averi e di denaro.

- 10 Smania di potere e dispotismo.

- 11 Brutalità o maltrattamenti verso gli animali.

- 12 Superstizione, idolatria, cerimonie idolatre, soprattutto servizio cerimoniale della Chiesa, foggia di vesti del servizio idolatro, distorsioni e false dichiarazioni sull’insegnamento di Dio, sfoggio del servizio idolatro – ostentamento[10], proclamare statuti umani ritenendoli uguali ai Comandamenti di Dio, dimenticanza di Dio, completa iniquità, negazione di Dio, operare con presunti oggetti ‘consacrati’ che è un inganno dinanzi a Dio, le assoluzioni confessionali sono una truffa, esse esigono sacrifici a Dio e li consumano (perché Dio come Spirito non ha bisogno di nulla di materiale), a sostegno dei sacerdoti sfruttatori; motteggio e scherno verso tutto il Divino; culto satanico, patti satanici, evocazione e preghiere ai defunti per denaro, lotteria e vincite al lotto e interessi materiali, patti con spiriti malvagi, far del male attraverso mezzi spirituali e volontariamente.

- 13 Far del bene con mezzi disonesti e fraudolenti.

- 14 Disobbedienza verso genitori timorati di Dio; concedere tutto ai figli; permettere ai minori di essere innamorati; obbedienza ai genitori che insegnano ai figli a far del male o rubare, far del male ai genitori, maltrattare, ferire o uccidere i genitori, far soffrire fame o bisogno alla propria famiglia per colpa propria, per vizio del bere o del gioco e disaffezione al lavoro.

- 15 Nominare invano il nome di Dio, come oggi: “Gesù!” – “Gesù, Giuseppe e Maria!” – “O Dio!” – “Dio aiuti!” (per scherzo)

- 16 Occultamento di azioni e comportamenti disonesti, peccaminosi o criminosi verso il prossimo, dal più alto fino al più basso, consigliare il peccato, sedurre, comandare, consentire negli altri il peccato, incitare gli altri al peccato, elogiare gli altri al peccato, rimanere in silenzio davanti al peccato, non punirlo, parteciparvi, difendere i peccati.

- 17-23 I sette peccati contro lo Spirito Santo[11].

- 24 Riscossione delle tasse dal prossimo esigendole con violenza e confische.

- 25 Danneggiamenti dolosi e malvagi al mondo vegetale che sta sotto la cura del Padre.

- 26 Peccati contro le opere dell’amore per il prossimo, se si rifiuta o si sottrae il meritato salario ai lavoratori, quindi spietatezza o mancanza d’amore verso il prossimo, odio verso il prossimo, gioire del male altrui, premeditata omissione di fare il bene oppure delle opere d'amore, pigrizia nell'attività dell’amore per il prossimo, non considerare il prossimo per non dover togliere qualcosa a se stessi oppure avere delle scuse; crudeltà, spietatezza, mettere discordia, negare l’aiuto la domenica e nei giorni festivi, non praticare l’amore per il prossimo a causa dell'inevitabile lavoro, e tutto ciò che ha relazione con questo amore trascurato o rifiutato.

- 27 Incredulità verso le profezie del Padre; assassinio dei profeti; opposizione e maldicenze sui medium a causa delle parole di Dio.

- 28 Turbamento della quiete, ribellione e completa disobbedienza verso le guide del popolo stabilite da Dio.

- 29 Sfruttamento e oppressione dei poveri, degli sprovveduti, degli orfani e delle vedove.

- 30 Peccati sodomitici (desiderio morboso di animali e pederastia).

- 31 Vita a spese dei poveri e degli oppressi, propensione alla bella vita.

- 32 Oziare a spese dei lavoratori.

- 33 Diffamazione, calunnia, insinuazione, parlar male per sentito dire, disprezzo, derisione, beffa, maldicenza con ogni tipo di parole ingiuriose, insulti, critiche alle debolezze e ai difetti del prossimo, derisione per tare e malattie fisiche, derisione della pronuncia, beffa dell’aspetto della persona, condotta infame verso il prossimo.

- 34 Giurare su Dio, sulla propria anima e su qualunque cosa; violazione della promessa, tradimento, spergiuro.

- 35 Maledire e bestemmiare Dio, deridere Dio attraverso i canti e le immagini, dare a Dio nomi di animali, bestemmiarLo oscenamente; (coprire Maria, quale madre di Gesù, di parole infamanti).

- 36 Maledire e offendere Dio, oltraggiare, imprecare il Cielo.

- 37 Suicidio, autolesione, abbreviazione della vita attraverso l'auto generazione di malattie.

- 38 Avidità (egoismo, amor proprio).

- 39 Usura (sfruttamento e saccheggio del prossimo in denaro, sostanze e proprietà).

- 40 Pretesa di aver sempre ragione, smania di litigare.

- 41 Collera, impazienza, vendetta, malvagità, ostilità.

- 42 Bugia, falsa testimonianza o falsa dichiarazione.

- 43 Amore per se stessi, egoismo, autoesaltazione, vanità, smania di onori, atti vergognosi dovuti all’ambizione o a causa di istigazione, vanità femminile, invidia e odio dovuti a vanità estetica o arroganza estetica, derisione e disprezzo degli altri per egocentrismo.

- 44 Orgoglio, spavalderia, arroganza, presunzione, spacconate, pettegolezzi, presunta sapienza mondana, megalomania; smania di perseguitare e distruggere gli altri, superbia, sorrisi sarcastici sul prossimo, orgoglio per le proprie virtù, conoscenze e stato o carica, comportamento arrogante, sete di gloria, disprezzo per tutto ciò che è contrario all'amor proprio o all'egoismo.

- 45 Dubbi sulle parole di Dio.

- 46 Ballo, passione per il ballo, musica da ballo, balletto.

- 47 Petulanza, brutalità, violenza, anima abbietta.

- 48 Litigio, discordia, conflitto, ingiurie, rimproveri, rancori, odio.

- 49 Magia e stregoneria a danno del prossimo.

- 50 Furto, saccheggio, ruberia, brigantaggio, imbrogli, ladrocinio, truffe, impostura al fine di sfruttamento, il trarne profitto.

- 51 Smania di divertimento nei teatri, nei concerti, nei ricevimenti, negli espedienti; tutto ciò che prende le mosse dalla vita di gioie e dai piaceri mondani; ridere su ambigue cose mondane.

- 52 Adulazioni, ipocrisia, servilismo e incensamento; lusingare gli altri per proprio vantaggio.

- 53 Astuzia, scaltrezza, imbroglio.

- 54 Bigotteria[12] ovvero ipocrisia religiosa.

- 55 Mancanza di riguardo e brutalità.

- 56 Tradimento dell'amore o del matrimonio a causa del denaro, della posizione, per ragioni politiche, per vantaggi personali, dopo aver già intrapreso una relazione legittima.

- 57 Vizio del gioco, qualunque gioco in ogni sua forma, ciò che allontana l'uomo da Dio e lo rende avido di lucro o appassionato, smanioso del gioco.

- 58 Congiura, insurrezione, atto violento, guerra, strage, conflitto, massacri.

- 59 Bere oltre misura, tenere baccanali, ubriacature, alcolismo, scommettere sul bere.

- 60 Moda, lusso, mania dell’eleganza, sfarzo delle vesti e loro profumo, arroganza a causa dello sfarzo delle vesti.

- 61 Considerare, trattare e ritenere gli altri come schiavi, animali e simili.

- 62 Considerare se stessi dei signori, considerando invece i lavoratori come schiavi e animali.

4. Come continuazione seguono i peccati del Nuovo Testamento, quali:

- 63 Scrittura di romanzi e altra simile letteratura[13].

- 64 Commercio di produzione letteraria mortale per lo spirito.

- 65 Adulterazione dei generi alimentari.

- 66 Adorazione di Maria e dei santi usando l’appellativo: "santa", "santo" (Ap.15,4)[14].

- 67 Adorazione degli spiriti protettori (patrono) anche nel loro caso, usando l’appellativo: "santo", "santi".

- 68 Peccare contro le prescrizioni del Padre.

- 69 Ritenersi uomini solo perché si è dottori, professori oppure aristocratici, ritenendo e definendo chi non è sullo stesso livello di istruzione umana, come rozza plebaglia, come popolo schiavo, bestia e cane al di sotto della dignità umana, che deve esistere solo per lavorare e per dare nutrimento gli altri uomini.

5. Il 70° peccato in Daniele (9,24) è la crocifissione del Messia.

6. Evitate tutti questi peccati, se volete giungere alla rinascita dello spirito o guadagnarvi il Cielo, e con esso anche Me!!!

 

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Cap. 10

Dio è Spirito e chi vuole adorarLo deve adorarLo in spirito e verità

(Gv. 4,24)

Graz, 17 settembre 1899

1. Cari figli! Io sono uno Spirito, quindi non Mi si può adorare con offerte di denaro, cerimonie ecclesiastiche o esibizioni di sfarzo esteriore, perché con questi si onorano i sovrani, gli alti dignitari e personalità meritevoli, quindi gli uomini.

2. Secondo il Mio nuovo Ordine divino attraverso il Nuovo Testamento e la nuova Parola paterna, la quale è precisamente presentata agli uomini per il loro vantaggio e stando con gli statuti della Chiesa fortemente in contraddizione, l'adorazione di Dio nello spirito e nella verità è come segue:

3. Non appena vi svegliate, pensate subito a Me e salutateMi nell’amore filiale con quelle preghiere mattutine che considerate come le più appropriate per il vostro sentimento. Rimanete immersi così in pensieri d’amore in Me finché vi alzate. Nel frattempo vi sorgeranno ogni sorta di pensieri di contenuto materiale, combatteteli con decisione e tornate sempre indietro a Me! Fate così anche l’intero giorno; perché i pensieri materiali vi allontanano da Me, e con ciò l'amore per Me si riduce. Considerate le cose materiali solo per far fronte alle esigenze della vita e degli uomini.

4. Il resto del giorno pensate continuamente a Me! Qualunque cosa facciate, dovunque siate, sia sempre Io il vostro pensiero prediletto! Tutto ciò che fate, iniziatelo con una preghiera di benedizione per la buona riuscita del lavoro, trascorrendo il tempo dell’opera quanto il più possibile con i vostri pensieri rivolti a Me, e dopo il compimento dell’opera, esprimete la vostra gratitudine per la Mia benedizione e per la buona riuscita, come insegnano le apposite preghiere.

5. Dovunque siate, scorgeteMi tanto nella materia inanimata quanto in quella vivente. Ogni suono che un essere vivente emette da sé deriva dall'atomo del Mio Spirito che vive e opera nell'essere. Vi ho rivelato nei dettati come intravederMi spiritualmente ovunque nella materia, poiché lo spirituale vi diventa evidente attraverso il materiale, perciò in ogni pietra, in ogni pianta, in ogni fiore, in ogni prodotto vegetale, in ogni animale dovete vedere il Mio Io spirituale nobilitato fino alla forma umana, mentre negli uomini dovete vedere la Mia immagine, la Mia dimora nel cuore dei figli Miei. Quindi avete abbastanza materiale per riconoscere il Mio amore per voi e per lodarMi e glorificarMi per questo, e per ammirare la Mia sapienza nelle più molteplici specie, generi, forme e colori nella natura che rappresentano i Miei pensieri, e per riconoscere la Mia Onnipotenza in questo: di aver chiamato all’esistenza tutto da sostanze primordiali non legate e libere. E così considerate, sprofondati in Me con i vostri pensieri, che tutte le cose che vedete sono pure meraviglie su meraviglie che nessuno Mi può imitare.

6. Considerate però anche che tutto ciò che gli uomini possono inventare, riescono a fare e fanno, è Mia proprietà spirituale! Infatti, essi hanno attinto dalla fonte della Sapienza divina per quanto l’ho permesso Io. Perciò tutto è opera Mia e non degli uomini, sia che si tratti di una casa, di un palazzo, di una macchina o di ogni altra opera d'arte compiuta umanamente. Gli uomini sono solo manovali o strumenti del Mio Spirito, i quali operano attraverso intelletto, ragione, occhi, orecchi, naso, linguaggio, sentimento, forza dei nervi e forza di volontà.

7. Se vedete operare spiritualmente sempre solo Me negli uomini e nella materia, naturalmente tutto secondo il suo ordine, allora otterrete abbastanza materiale per pensare, amare, lodare e glorificare Me. Quando poi recitate le vostre preghiere, in generale una qui e una là, va bene, ma niente vi obbliga a ripetere una e la stessa preghiera ogni giorno. Amare pensare e ringraziare più col cuore, che pregare con le parole! Questo è il Mio Insegnamento a tutti voi!

8. Solo che voi in generale siete troppo deboli, e nello spirito siete troppo materiali, troppo smemorati ed avete troppo poco amore per Me e per il prossimo; per questa ragione vi ho dato le preghiere, affinché vi possiate ricordare più intimamente di Me e recuperare il tralasciato e il mancato attraverso la preghiera e il chiedere perdono. L'uomo è presso di Me e per Me con i suoi pensieri solo quando si avvicina alla rinascita dello spirito. Prima di ciò vale per tutti il richiamo: "Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione!". Io vi dico: il vostro amore deve essere così grande, che pronunciando il Mio nome vi dovrebbero venire le lacrime! Allora voi siete così progrediti che i vostri pensieri sono sempre con il vostro amore: "Gesù"! Se l'uomo è così elevato e progredito tanto da essere sempre presso di Me con i suoi pensieri, allora non ha più bisogno di pregare!

9. Dio, in verità, viene adorato attraverso l’esercizio dell’opera d’amore per il prossimo, come insegna questo libro in parecchi passi.

*

Una parola dalle luminose altezze del Cielo

10.

Chiaro e luminoso io divento,

poiché il volto di Dio contemplo.

Allora poi non cerco più,

io so che il Signore sta qui.

E Lo guardo in ogni momento,

se io, a far del bene son pronto.

Pratico la vera umiltà,

facendo ciò che l'amore mi dà.

 

“Allora, dappertutto Mi hai trovato:

nei villaggi e in città, nella valle e in montagna Mi hai amato,

e nelle povere umili casupole,

Io come Signore, tra loro troneggio”.

(E. u. J. III. 83)

*

11. Questa piccola poesia ispirata da Me, vi dice tutto: Io, vostro Padre Gesù, spesso di fatto vi vengo incontro nei poveri, per mettere alla prova il vostro amore misericordioso! Infatti, praticare l’amore per il prossimo nei poveri, nei bisognosi, nei malati, negli orfani e nelle vedove, è l'unico modo vero; ed Io stesso, vostro Padre Gesù, l’ho stabilito sull’altare del sacrificio del Nuovo Testamento, quale unica autentica e pura religione proveniente da Me, dal Padre, e serve anche a tenersi puri perfino dinanzi al mondo. Si pratichi perciò le opere d’amore per il prossimo in questo modo; sacrificatele al Mio onore e pregate per la loro spiritualizzazione! Nondimeno, non parlatene con nessuno, tranne per lo scopo della compartecipazione; in caso contrario la mano sinistra non sappia ciò che fa la mano destra, affinché la ricompensa nell'aldilà non vada persa per la lode del mondo.

 

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Cap. 11

L'arroganza, un peccato principale di tutti i peccati

Graz, 18 settembre 1899

1. L' arroganza è un peccato molto connaturale[15], tanto che difficilmente un uomo può dire di essere o di non essere arrogante. Si metta alla prova qualcuno mediante un’insinuazione, un insulto, una critica, una diffamazione, una limitazione delle sue inclinazioni predilette, dell’alta considerazione di se stesso e del proprio valore personale, e si vedrà presto quanto elevata sia la sua virtù chiamata ‘umiltà!

2. L'uomo viene continuamente stimolato all'arroganza attraverso le sue conoscenze, preferenze, caratteristiche, circostanze patrimoniali, livello sociale, energica saccenteria[16] ed altro, e a chi gli si oppone, egli fa sentire la sua prerogativa[17] in ogni cosa. Essere dotto, indipendente e riconosciuto ovunque come primo, e nonostante ciò, umile e amorevole, cortese e paziente verso le debolezze dei più piccoli, questa è una rarità che si deve cercare in lungo e in largo.

3. Tuttavia, come esiste un’erba per ogni malattia, ne esiste una nel mondo anche per questo pericoloso nemico dell'esistenza spirituale-divina. E questa erba salutare è: “Conosci te stesso in tutto e per tutto chi sei!”. La carne è una massa morta; l'anima è una struttura eterea di forma umana, incapace di sentire, vedere, ascoltare, giudicare, e non è nemmeno in grado di muoversi, quindi è un puro nulla. Invece lo Spirito di Dio è tutto in voi: Egli è Amore, Sapienza, Forza, Potenza, Volontà, sentimento, udito, vista, giudizio, linguaggio, fiuto ed impulso per tutto, tranne che per il male e per il non spirituale che è il Satan nell’anima vitalizzata dallo spirito e provvista di ogni buona qualità, così come il corpo è animato dall'anima. Cos’hai di tuo, uomo, di cui tu possa essere fiero ed orgoglioso, dal momento che senza lo spirito sei un nulla, un'entità senza valore?

4. Perciò sii sempre memore della tua nullità dinanzi a Dio come tuo Spirito, e in ogni occasione, quando il pensiero arrogante inizia a levarsi, dà rapidamente a Dio l’onore: “Caro Padre, a Te ogni onore, amore, adorazione, lode, gloria e magnificenza! Amen, poiché Tu sei tutto, io un nulla!”. – Nel colloquio in cui i pensieri volano rapidamente, si può dire subito: “Per onor Tuo, caro Padre!”, e vedrete quale effetto magico o meraviglioso con questo piccolo atto di rispetto darete a Dio che dimora in voi, per l'umiliazione della vostra orgogliosa anima! È un mezzo magico di primo grado quando, memori e consapevoli del proprio nulla, si dà solo a Dio tutto l’onore! Ogni ringraziamento, ogni lode alle vostre virtù, conoscenze, forze, pregi, ogni onore che vi viene riservato, tributato, attribuito ecc., non trattenetelo per la vostra persona, ma trasferitelo subito a Me, al vostro Dio e Padre, e vedrete come questa erba divina operi meraviglie!

 

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Cap. 12

Come proteggersi dagli gli spiriti maligni

Graz, 9 settembre 1887

Un dettato tramite Maria Sp.

1.                 Se ti trovi sotto la minaccia di un pericolo spirituale, quando sei potentemente influenzato da spiriti maligni, allora esclama tre volte pieno di fiducia come ad un salvatore nel pericolo di vita: “Gesù! Gesù! Gesù, vieni caro Padre da me e liberami da questo pericolo spirituale!”, ‒ ed Io ti aiuterò, se vuoi seriamente superare quel pericolo.

 

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Cap. 13

Operare non secondo la lettera morta, ma per essere resi viventi

Graz, 14 ottobre 1887

1. Chi legge attentamente i Miei Insegnamenti nella Bibbia, troverà che il solo credere in Me non vale nulla.

2. La fede non accompagnata dall'amore operoso non è nessuna fede, perché contravviene ai Miei Insegnamenti. Perciò ognuno faccia il proprio dovere cristiano mediante l'amore per Me e per il prossimo, poiché è questa che Io chiamo ‘fede che rende gli uomini viventi’, e questa trasforma la sua vita in amore, e attraverso l'amore la trasforma in azione nel prossimo.

3. Ci sono molti uomini che si basano esclusivamente sulle lettere morte della Bibbia, perché sono troppo pigri per vivere secondo il senso spirituale delle parole. Vedete, il Mio Insegnamento nella Bibbia è triplice: la lettera è morta, poi viene il senso esteriore materiale, e solo dopo quello spirituale, e tuttavia, solo quest'ultimo è quello valido. Per mostrarvi con un esempio dalla Bibbia che questa similitudine è quella giusta, vi serva la narrazione dal Vangelo di Luca 2,12 dove si dice: «E questo vi servirà di segno: "Troverete il fanciullo avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia”». La mangiatoia in questo esempio corrisponde alla lettera morta nella quale si trova qualcosa, ma questo qualcosa è avvolto nel materiale, nell’esteriore ‒ nelle fasce ‒ e questo esteriore è tuttavia ancora morto; ma all'interno di queste fasce che mostrano l’esteriore, vi giace un fanciullo che è il Cristo, ed è in questo fanciullo che è entrato nella carne lo Spirito di Dio Jehova Zebaoth! Perciò non rosicchiate la lettera morta, non accontentatevi del senso materiale delle fasce che riguardano lo spirituale, bensì cercate il fanciullo Gesù, lo Spirito di Cristo! Solo allora sarete veri teosofi nella lettura biblica.

 

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Cap. 14

Il rinnovo della promessa: “Chi crede in Me… farà anche le opere che faccio Io… .

(Gv. 14,12)

Graz, 9 settembre 1899

1. Figli Miei, l'Amore ‒ quale il Padre ‒ è Colui che dichiarai più grande di Suo Figlio, che sono Io. Infatti, il Padre è l'amore di Dio in Me, come Luce o Sapienza in Dio, ovvero Io animicamente e fisicamente. Il Padre era lo Spirito dell'Amore che dimorava nel Mio cuore ed Io ne parlavo in quanto ‘Figlio’ proveniente dal Padre, ovvero Io in quanto ‘Luce’, ‒ attraverso la manifestazione materiale ‘figlio’ ‒ come Sapienza solidificata di Dio. Io lasciai la Sapienza, Mi umiliai nella Sapienza ovvero nell'anima e nel corpo, e passai al Padre Mio ovvero al Mio Spirito di Dio dell'Amore che era nel Mio cuore.

2. Nelle stesse condizioni in cui stavo Io con Dio, sta anche ognuno di voi con Lui, ma con la differenza che voi preferite camminare nella sapienza, piuttosto che nell'amore. Dunque, Io sono l’Iddio Padre stesso. Tutti coloro che vivranno rigorosamente secondo i Miei Insegnamenti, avranno la grazia da Me, nel tempo[18] quando saranno chiamati a fare i miracoli e le opere che Io feci, e in caso di bisogno, ne faranno ancora maggiori di quelle che compivo Io, poiché Io, come Dio, opererò e compirò attraverso di loro ciò che diventerà utile per la glorificazione del Mio nome: Gesù Jehova Zebaoth.

 

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Cap. 15

Procedere con un comportamento amorevole

Graz, 9 ottobre 1899

1. Il vostro modo di procedere, che dipende dai vostri pensieri, desideri, parole e da tutto il vostro fare e lasciare, sia quello di un nobile filantropo, operatore di cose esclusivamente buone e spirituali! Il vostro amore sia con Me e con i Miei figli, senza dimenticare che tutto è stato creato attraverso di Me, sia esso mobile o immobile, perché tutto è Mio Amore, tutto Mi loda come Creatore. Perciò non maltrattate gli animali al Mio cospetto! Non sradicate deliberatamente e per divertimento la mia vegetazione dal terreno, poiché l’ho seminata e fatta crescere Io, vostro Dio, Signore e Giudice delle vostre azioni! Non vi proibisco di usarla per i vostri bisogni, perché è lì per voi, ma procedete come se non fosse vostra, bensì Mia, e perciò con tutto il dovuto rispetto per Me, chiedendovi se non ne stiate facendo un cattivo uso che potrebbe subire una disapprovazione ai Miei occhi come Creatore, Padre e Proprietario. Non il necessario uso, non l'amore per l’oggetto, per possederlo e rallegrarsi in esso, ‒ ma l'abuso, il trattamento malvagio e l’annientamento trovano presso di Me la giusta disapprovazione e la condanna del vostro modo d’agire!

2. AmateMi! Amate il vostro prossimo e il vostro ambiente nel suo complesso come proprietà del Padre vostro, e quindi come vostro bene ereditario! Anzi, l'amore deve pervadere completamente la vostra essenza, poiché altrimenti mai verrete alla rinascita dello spirito, ovvero a Me! Infatti, dov’è il vostro amore, lì sono i vostri pensieri, lì c’è la vostra intera essenza, che vi renderà felici o infelici.

3. Pensate quindi molto, ma solo di cose spirituali, poiché il vostro futuro è nel regno degli spiriti, di cui sono Io il Re! Perciò parlate poco, e ciò che esprimete, esprimetelo sempre con grande precauzione! Amore, umiltà e devozione nella vostra sorte devono essere il motivo del vostro operare! Quindi, prima mettete tutto sul piatto della bilancia del puro divino Amore in voi, in modo da non subire conseguenze negative, e siate sempre consapevoli di conformarvi alla Mia volontà paterna, e di animo sereno vi rallegriate in Me e nell'interezza della vostra esistenza!

 

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Cap. 16

Il comportamento verso gli altri ma con abnegazione di se stessi

Graz, 17 settembre 1899

1. Quando qualcuno dice qualcosa che non corrisponde a ciò che voi sapete, allora di solito lo interrompete e gli contrapponete la vostra conoscenza come determinante, mentre dovete lasciare che l'altro parli. Se trovate che lui abbia torto, allora ditegli: “Caro fratello, vedi, le mie conoscenze in questa faccenda sono però le seguenti…”; a questo punto riferite le vostre e lasciate che sia lui a decidere ciò che ritiene essere migliore.

2. Quando visitate un fratello, non entrate come foste un signore dell'abitazione, bensì siate umili e lasciate che vi vengano incontro. Non sedetevi di vostra iniziativa, ma aspettate finché vi si inviterà a farlo. Se siete stanchi, allora potete anche dire che siete stanchi per aver già camminato molto; nondimeno, aspettate fino a quando non vi si dice di sedervi. Tenete con voi il cappello, il bastone ecc. finché non vi si dice di deporli, e poi domandate, dove? Da quel momento non siate così impertinenti[19], ma limitatevi a farvi piccoli piccoli, parlando poco ma assennatamente, e solo di cose spirituali, se possibile. Non fate tante domande sul comportamento di questo o di quel fratello, bensì esaminatevi affinché voi stessi diventiate migliori e buoni. Se trovate parecchi fratelli, allora non siate vanitosi della vostra presenza, bensì salutateli e porgete a tutti la mano aspettando modestamente fino a quando non vi si concede attenzione. Se si parla di un argomento, non v’immischiate, ma attendete fino a quando non vi viene chiesto cosa ne pensate. Non dite mai che sapete come stanno le cose, e che queste stanno in questo modo o nell’altro, ma siate calmi e aspettate fino a quando vi viene chiesto un consiglio, altrimenti tacete. Se parlano male degli altri, non v’immischiate, ma tacete. Quando è il vostro turno di parlare, allora dite: “Io penso che sarebbe meglio parlare di qualcosa di spirituale, del caro Padre, piuttosto che parlare degli errori degli altri, poiché noi stessi non siamo puri”. Inoltre, qualunque cosa venga detta, state calmi; non v’immischiate, bensì rispondete solo quando vi viene chiesto, e poi parlate solo con modestia, ma senza ironia. Non chiedete agli altri di cose dalle quali si sviluppa una conversazione che risulta non spirituale. Siate modesti in tutte le risposte, e queste siano sempre di carattere spirituale. Dunque, non preoccupatevi del mondo, perché questo è il Satan nell'uomo.

3. Quando parlate non usate espressioni a doppio senso che inducono a ridere o al risveglio dei sensi. Non fatevi mai onorare, ma siate umili. Tutto l'onore che vi sarà tributato, se non lo potete impedire, sacrificatelo rapidamente a Me a voce alta o in silenzio, affinché non vi causi nessun danno spirituale. Se qualcuno vi loda per qualcosa, allora dite senza riguardo a quella persona: “Ogni onore spetta solo al Padre Gesù”. E se vi si ringrazia allora dite: “Al caro Padre sia il ringraziamento, perché a Lui è dovuto ogni gratitudine e ogni onore”.

 

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Cap. 17

Le opere dell’amore per il prossimo

Graz, 30 ottobre 1899

1. Se l'uomo vive secondo i Miei Insegnamenti, allora la sua vita sarà una serie di opere dell’amore per il prossimo, e queste purificano in lui il mondano che ha accolto dalla sapienza intellettuale del mondo. Nondimeno, le opere dell’amore per il prossimo sono le seguenti:

2. - Provvedere gli affamati con i cibi per il corpo; ‒ e spiritualmente, con i cibi dei Miei Insegnamenti, con i cibi dell'Amore proveniente dal Cielo.

3. - Provvedere gli assetati con acqua, con vino o con qualsiasi altra bevanda rinfrescante; ‒ spiritualmente però, con l'amore della vita e della luce spirituale.

4. - Ospitare gli estranei (i senzatetto) nella vostra casa o nella vostra abitazione; ‒ spiritualmente, coprirli con la veste dell'attività d'amore, vale a dire: iniziarli nel vero e nel divino.

5. - Vestire gli ignudi con capi di vestiario materiali; ‒ spiritualmente, metterli nella veste dell'amore mediante appropriati insegnamenti nel divino.

6. - Liberare i prigionieri dalle bande di seduttori, impostori e truffatori; spiritualmente, attraverso l’amorevole e il paziente ammaestramento sul vero stato dell'insegnamento divino, …e con ciò redimerli dalle tenebre spirituali degli ordinamenti umani non cristiani.

7. - Visitare gli ammalati, confortarli e infondere loro coraggio e perseveranza; spiritualmente, indirizzali a Dio e alla Sua volontà, insegnar loro che la malattia è la conseguenza del peccato materiale e spirituale, che può essere rimosso attraverso la rassegnazione a Dio, la preghiera, il pentimento per il proprio passato e il proposito di vivere in futuro secondo i Comandamenti divini.

8. - Seppellire gratuitamente i morti, poiché chi si fa pagare per questo è un salariato giornaliero. Risvegliare alla luce dell’amore per Dio chi è spiritualmente morto, menzionandogli la fede onorevole, la fiducia, l'amore per Dio e per il prossimo; rimuovendone la sapienza intellettuale del mondo.

 

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Cap. 18

Le sette Caratteristiche divine

Graz, 20 ottobre 1899

1. Amore: – Dio nella Sua Essenza primordiale è puro Amore. – Tutto ciò che Io faccio, lo faccio per amore dei Miei figli. Se sono buoni ricevono il buono, se invece sono cattivi ricevono il male. Il povero devoto a Dio nel bisogno santifica la sua vita. Il ricco, se è arrogante, accresce continuamente la tenebra spirituale e con ciò il peggiore inferno per l'aldilà. D'altra parte, fortunato il ricco che amministra il suo patrimonio nel senso dell'Amore divino per il suo prossimo, come un giorno il Mio amico Lazzaro di Betania amministrava il suo principesco grande patrimonio e proprietà terriere.

2. Sapienza: – Questa vi è dimostrata dall’intera sconfinata Creazione nella sua molteplicità di tipi, forme e genere, e nella sua infinita ricchezza di idee. Essa comunque è figlia del divino Amore, poiché si è auto generata come la fiamma che genera la luce, perciò non somiglia alla fredda sapienza dei savi del mondo. Infatti, la prima è guidata dal caldo divorante Amore di Dio, invece la seconda lo è dal freddo calcolo della sapienza intellettuale del mondo.

3. Volontà: – La volontà di Dio è lo Spirito Santo nella Sua Trinità. Perciò è l'onnipotenza di Dio che ha creato il mondo e lo governa. Attraverso questa volontà Io ho compiuto tutto. Essa è l’Amore e la Sapienza, ovvero il magnetismo e l'elettricità nell'Universo, quindi la Divinità stessa, poiché tutto nell’Universo deve obbedire istantaneamente a questa volontà; è questa volontà che rappresenta la Potenza divina, la Forza e, per mezzo di ciò, la Santità e l'Inaccessibilità. Ed è questa volontà che trasformerà la Terra in un paradiso e sarà consegnata ai Miei figli per essere abitata.

4. Ordine: – Senza ordine il mondo non potrebbe esistere, perciò deve esistere in tutto una tale regolarità, così che mai un disordine possa subentrare senza la Mia specifica volontà. Se questo non fosse il caso, allora tutto andrebbe presto in rovina, poiché i mondi, uno dopo l’altro, verrebbero distrutti e annientati, ammassandosi l’uno sopra l’altro. Inoltre, nella Creazione l'ordine deve essere lo stesso anche nel piccolo! Presso di Me tutto è disposto in successione. La base è l'Amore, il generatore che origina virtù; questo ha partorito la Sapienza ovvero la Luce per creare tutto in una corretta ed eterna perdurante forma; questi due si uniscono alla terza virtù ‒ alla Volontà, per attivare e ripristinare il Creato; questi tre si uniscono come essenze primordiali fondamentali in Dio come la Santa Trinità, formando da sé le virtù secondarie o caratteristiche secondarie, e questo è l'Ordine che viene messo in moto dall’Amore, dalla Sapienza e dall’Onnipotenza, in modo che niente si discosti di un pelo da ciò che è permesso.

5. Serietà: – Dopo aver riconosciuto le suddette caratteristiche fondamentali nell'ordine, vi è facile comprendere che la serietà è lo sviluppo delle quattro precedenti caratteristiche in una quinta caratteristica, attraverso la quale il mondo viene preservato nelle sue fondamenta e intessuto fino al più piccolo atomo, per non subire mai un cambiamento. Da qui l'esistenza del mondo, che è mantenuto nell’ordine attraverso la serietà.

6. Pazienza. La Mia eternità è la pazienza! E questa esegue tutto ciò che le cinque caratteristiche menzionate vogliono, lentamente, ma sicuramente. Da qui la massima: "I mulini di Dio macinano lentamente, ma sicuramente!". Io non affretto nulla, poiché prima di compiere qualcosa devono essere esistenti tutte le condizioni. E così è anche con il Mio attuale ritorno. Io ho dovuto crearMi prima le condizioni principali per intraprendere la Mia riconduzione dei figli, senza intervenire in maniera troppo drastica. E così ho anche pazienza con i peccatori e i malfattori verso Mia Santità, poiché se questi Mi conoscessero, allora la paura e il timore reverenziale li ucciderebbero; da qui la Mia personale meravigliosa conduzione dei Miei figli, che Mi è chiara solo perché abbraccio con l’occhio il loro futuro in tutte le eternità.

7. Misericordia: – Sì, Io sono l’eterno Amore, e quindi, da questo Amore sono anche l’eterna Misericordia. Se ora vi dico che nella Misericordia le precedenti sei caratteristiche stanno alla base del settimo, come le cinque precedenti stanno alla base del sesto, allora vi diventerà chiaro il mistero del Mio Io divino. La Misericordia, infatti, assicura l'esistenza del tutto, perché Io come Creatore ho bisogno di tutte le caratteristiche menzionate, per poter far sussistere e governare il mondo. A che punto sarebbe l'attuale infernale dominio del mondo, se Io non possedessi e non padroneggiassi le caratteristiche menzionate? Con caratteristiche umane avrei già da tempo distrutto tutto! Invece Io, per l’appunto, sono Dio, e come Tale Mi presento anche sulla via crucis, mostrandovi, attraverso le sette virtù di Gesù, che anche voi uomini – che cercate di eguagliarMidovete avere le stesse virtù, se volete progredire fino a diventare figli di Dio e quindi dèi!

8. Leggete per intero, frequentemente, le spiegazioni in questo libro delle preghiere, fino a conoscerle a memoria. Allora avrete sempre davanti agli occhi quello in cui mancate e cosa dovete fare, poiché dovete diventare perfetti com’è perfetto il Padre vostro nel Cielo. Allora vi congiungerete di nuovo con Me in un’Essenza primordiale, come eravate nella causa primordiale dell'eternità.

 

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Cap. 19

Le sette virtù di Gesù come Figlio dell'uomo

Graz, 27 ottobre 1899

1. Quando vi presento le Mie virtù come Uomo, è per attirare la vostra attenzione su come deve vivere ogni uomo se vorrà un giorno giungere a Me, al Padre suo, poiché Lui stesso lo ha preceduto con il miglior esempio, ed ha mostrato come si deve vivere e operare se si vuol conquistare il Regno di Dio con violenza. Chi, infatti, non lo conquisterà con la potenza dell'amore, dell’abnegazione o dell'umiltà, e attraverso la rinuncia di tutti i piaceri del mondo, non lo conquisterà né ora né mai!

2. Perciò desidero indicarvi le vie sulle quali ho camminato come Uomo, per diventare ciò che spetta a tutti, se seguite le Mie orme e volete vivere e operare secondo il Mio esempio. - E queste sono:

3. L’amore: – Ho dato a Mosè i Dieci Comandamenti sul monte Sinai, che – conosciuti da tutti ‒ mostrano ciò che Io proibisco, e attraverso i due Comandamenti dell'Amore come Gesù, i quali sono un compendio e, per vero, un compendio spirituale da questi dieci, vi ho dato la norma del divino in questi Dieci Comandamenti. Se Mi si ama sopra ogni cosa, allora l'uomo è con i suoi pensieri presso di Me e cerca di fare solo ciò che l'amore per Me gli richiede, e quindi non Mi può offendere, tanto meno peccare contro di Me, poiché cammina nell’amore per Me secondo i Miei Comandamenti dell'Amore. L'amore, infatti, è l’unica Chiesa che rende beati tanto nel mondo quanto nel regno degli spiriti, perché l'Amore unisce il Cielo con la Terra e forma dagli uomini i figli e le figlie di Dio, quali figli dell'Onnipotente Creatore dell'Universo. Se l'uomo, tuttavia, osserva il comandamento dell'amore per Me, allora cerca anche di adempiere il comandamento dell'amore per il prossimo. Infatti, tutto ciò che viene da Me è sacro per lui, e quindi anche il comandamento dell'amore per il prossimo, che egli considera l'unico altare sacrificale per Me, visto che Io dimoro nel prossimo. – Egli perciò pratica l'amore sacrificando il suo amore altruistico a Me attraverso la compassione verso la povertà, la miseria e la necessità, cercando di alleviarli o di eliminarli completamente dal fratello o dalla sorella sua.

4. Vedete, cari figli, questa è stata la Mia prima e principale virtù! Chi ama Me, questi Mi ama anche nel prossimo, se vede che il prossimo soffre in una cosa o nell’altra. E in quale alta considerazione Io tenga l’amore dinanzi a tutte le virtù, lo potete vedere dalla storia della Mia resurrezione a voi nota, quando ho trattato la madre Mia corporale come tale, con meritato rispetto; poiché lei era il fior fiore delle virtù e Mi amava con tutto l’ardore di una madre; sapete anche che l'evangelista Giovanni era il Mio prediletto, ma quando giunse la prova estrema dell'amore, allora la peccatrice Maria Maddalena, la più disprezzata tra gli uomini del mondo, fu colei che, nel fuoco del suo sconfinato amore per Me, strappò a sé con violenza il Cielo, e Mi indusse ad apparire a lei prima di (Gv. 20,11-16) tutti gli altri Miei cari! Da questo potete apprezzare e considerare il valore dell'amore, perché con esso si acquista il Cielo e anche Me, l'eterno Amore!

5. L’umiltà: – Chi potrebbe dire che l'umiltà non sia la sorella più incantevole dell'amore? L'umiltà è il fondamento dell'amore, e chi non abbina l'amore all'umiltà, non conosce l’essenza fondamentale dell'amore, questo significa che non conosce lo spirituale e quindi l’eterna costante dell'amore. Io ero l'Umiltà stessa; poiché Io, che definisco l'intera Creazione come opera Sua (di Gesù cioè della Sapienza), dimoravo nel corpo umano di Gesù e diedi a Lui le disposizioni su come umiliarsi, affinché fosse all'altezza del compito che aveva da compiere.

6. Tuttavia nessuno creda che l'umiltà cominci là dove viene pretesa per la natura delle circostanze come senso del dovere o quale un comando determinato dall’alto! No! Non è qui che comincia l'umiltà, bensì con la soppressione dal basso del suo privilegio! Considerate il piccolo, il mendicante, il povero, il bisognoso come vostro pari! Ecco la vostra umiltà! Qui il vostro Dio e Padre Gesù si appressa davanti a voi nell’aspetto del piccolo e vi esclama: fratello, aiuto! Qui sono Io che voi cercate nel vostro amore per Dio. Qui c’è il vostro Gesù come altare sacrificale del vero Amore divino! Umiliatevi e considerateMi come vostro pari, anzi ancora molto di più! Qui sto Io, qui sto Io che vi aspetta, se Mi riconoscete, se riverenti Mi considerate vostro Dio e Mi dimostrate il rispetto e il doveroso amore che Io, come il potente, inavvicinabile Dio nella Sua Santità, richiedo di dimostrarMi! -

7. La mitezza: – Oh, quanto sublime suona la parola ‘mitezza’ e quanto grande è il suo valore agli occhi di Dio! ‒ La mitezza è un segno distintivo della compassione e della misericordia, che ha cura di mostrarsi attraverso un’essenza d’indole mite. Qui l'amore e l'umiltà si congiungono in una terza forma ed esercitano le opere dell'amore per il prossimo, che Dio esercita nel Suo Amore e umiltà come i frutti naturali provenienti da questi due, o che fa attuare attraverso i Suoi figli. La mitezza nel suo esercizio attivo è un'alta preghiera a Me, alla quale guardo con speciale compiacimento. Quanto alta deve stare perciò questa virtù ai Miei occhi, poiché dalle principali virtù divine, amore e umiltà formano una terza sorella, e attraverso queste si manifesta la natura della Divinità dell’eterno Padre!

8. Miei cari figli, riconoscete l’alto valore e l’alto significato delle virtù divine nell’Uomo Gesù, attraverso le quali i figli, uniti con il Padre in un cerchio dell'Amore di Dio con l’umiltà, quali figli di Dio, stanno lì come apprendisti dèi in forma umana!

9. Cercate di adoperarvi nella mitezza, nell'amore, nell'umiltà e nella compassione, ed esercitate la misericordia nei vostri fratelli e nelle vostre sorelle, per elevarvi fino a quell'elevatezza divina per portare i fiori e i frutti della vita eterna, fiori e frutti che vi rendono uguale a Me, unendovi così a Me, al vostro Dio e Padre Gesù! Nel mondo niente sta più in alto dell’amore e dell'umiltà nella forma della disinteressata, compassionevole e caritatevole operosità d’amore verso il prossimo, la quale porta a maturazione i frutti dell'Amore divino! Cielo e Terra, e l’intero alto mondo dello spirito intorno al loro Padre ed eterno Re Gesù, si rallegrano nelle opere che un figlio del Padre pratica amorevolmente nei confronti di chi le riceve! ‒ Sì figlioli! Questi sono Io, il vostro Gesù, il Beneficiario dei benefici e dei doni provenienti dall'amore, dall'umiltà e dalla compassione del vostro cuore, ed Io, l'eterno Padre, Io, il Re di tutti i re, Io, il santissimo Dio e Signore nell’infinità attraverso i Miei bravi figli, inconsapevoli che sono l’affettuoso Ricevente! Oh, quale gioia e quale amore risplendono nei Miei occhi! ‒ Se voi sapeste e vi rendeste conto con Chi avete a che fare, morireste di commozione e rispetto dinanzi a Me! Figlioli, non dimenticate mai più questa spiegazione del Padre vostro e siate misericordiosi e amorevoli verso il vostro prossimo! Poiché voi non sapete dove vi esaminerò e vi visiterò per riconoscervi come figli Miei o figli del Mio polo opposto.

10. La pazienza: – Voi non avete il minimo presentimento di quale alto significato abbia questa parola! – Figli Miei, la pazienza è la quarta forma delle virtù divine, perciò è qualcosa di così alto, di così magnifico e sacro, che tutta l'infinità dinanzi ad essa incrocia umilmente le mani sul petto. ‒ O figli, comprendete voi questa parola spirituale che Io ho annunciato qui e cosa significhi che l'Infinito incroci umilmente le mani sul petto dinanzi alla Pazienza? Vedete cari figli, Io stesso sono l’Infinito, e la Pazienza, divenuta l’unificazione dell’Amore, dell’umiltà e della Mitezza è una quarta sorella della Santità nelle virtù di Dio e la si può esercitare attraverso la divina Santità dando riposo all’Amore del Mio Cuore per il suo prossimo, preferendo soffrire lei stessa piuttosto che far del male e rendere la pariglia al malefico nemico della vita, per via del possesso e dell’avere. Dove può esserci nel mondo qualcosa di più grande e superiore che sopportare tacitamente l'ingiustizia con pazienza arrendevole alla Volontà divina? In verità vi dico, la Pazienza è una principale complessiva virtù di Dio che unisce i tre summenzionati in un singolo e lo fa apparire come il Divino nell'uomo, il che, di fronte agli uomini, Mi caratterizza come Dio. Inoltre, l’indicibile sofferenza quotidiana e i dolori continuamente aggiunti Mi dispongono a prendere tutto con calma e lasciarlo andare amorevolmente nell'infinita eternità. ‒ Se Io non fossi la Pazienza stessa, allora la Terra sarebbe regredita già da lungo tempo nei suoi atomi primordiali, poiché gli uomini sobillano il Satana contro di me e Mi invitano continuamente alla lotta contro la loro temerarietà, tramite la quale hanno a che fare con Me! – Tuttavia, tutto ha il suo tempo, e anche questo otterrà la sua fine, e un regno eterno d'amore del buon Padre incoronerà la pazienza e le opere Sue!

11. Perciò siate pazienti con le debolezze del vostro prossimo! Non disputate mai! Istruitelo amorevolmente, se loro non accolgono il vostro insegnamento, allora tacete e venite da Me con la preghiera: “Caro Padre, dagli l'illuminazione, affinché comprendano la verità!”

12. Figlioli! Esercitatevi alla pazienza; siate puri di cuore, siate perfetti, siate dèi, quali figli di Dio, affinché Io incominci con voi il nuovo semenzaio per una santa generazione di Dio sulla Terra! – Affinché Io dimori con voi, viva con voi, Mi rallegri con voi e stabilisca in mezzo a voi il regno millenario d'Amore (Ap. Cap.20) del Mio Spirito! ‒ Abbiate pazienza con le debolezze del vostro prossimo, così come Io ho pazienza con le vostre! ‒ Siate uguali a me, siate dabbene, affinché Io possa avere gioia in voi. ‒ SeguiteMi, la ricompensa sarà inconcepibilmente alta e divina: i vostri occhi non hanno mai visto, i vostri orecchi mai sentito, il vostro cuore non ha mai percepito ciò che ho a disposizione per voi, se Mi seguirete.

13. Tra poco vi farò sorgere un paradiso terrestre che sarà incomparabilmente più bello, più santo e più divino del primo, poiché verrò da voi sulla Terra, vale a dire sulla "Nuova Terra", con tutto il Mio stato di Dio e lo stato dei figli della ‘Nuova Gerusalemme’ del Mio Cielo dell’Amore! Figlioli! Comprendete cosa significa che Dio nella Sua inaccessibile Santità verrà sulla Terra come un Padre amorevole con tutti i Suoi figli prescelti, con la Sua corte celeste vivente, visibile e in eterno tra i figli Suoi, e trasformerà la tenebrosa infernale Terra in un paradiso, che unirà nell’Universo tutte le magnificenze delle infinite creazioni? ‒ O figli, se sapeste ciò che nei prossimi anni, dopo l’intrapresa pulitura (il Giudizio universale), sarà di questa Terra, e quanto apprezzerete queste magnificenze e queste dolcezze celesti nella vostra veste di carne! Sì, allora tutto vi svanirebbe e niente avrebbe più valore per voi! Anzi, vi dico: figlioli, adoperatevi a recuperare rapidamente il perduto, poiché è cominciato il tempo in cui inizierò a trasformare l'inferno, chiamato ‘Terra’, in un paradiso celeste! Inizierà una lotta per l'essere e il non essere, perché finalmente voglio distruggere il regno di Satana nel mondo con mezzi divini! E con ciò cesserà il pungiglione della morte, poiché con la cessazione del peccato, cesserà anche la morte; infatti, la morte e il tempo della morte sono le cause e le conseguenze del peccato! Ci sarà ben una nascita carnale, ma senza dolori! Non ci sarà più la morte e il tempo della morte. Vivrete fino alla seconda rinascita. Con la seconda rinascita vivrete e opererete per Me, uguali al risorto Salvatore – allo stesso tempo, Uomo e Spirito – con un corpo spirituale di carne, finché un giorno nell’incalcolabile tempo sarete una cosa sola con Me, col Padre vostro in tutte le eternità. Il tempo del ritorno di Cristo, del quale profetizzai dinanzi a Caifa, è ora dinanzi alle porte! Affrettatevi! Affrettatevi figlioli! Affinché non siate respinti, ma accolti! Infatti, nel nuovo regno dell'amore v’incontrerete di nuovo con i vostri cari, poiché tutto ciò che da Adamo è vissuto nel mondo, vi incontrerà! Ed Io, nel mezzo dei Miei figli, sarò come Re e Padre vostro!

14. La castità (ovvero perseveranza, tenacia): – L'amore che si innalza a Me da un cuore puro, vi abilita a sopportare molto per amor Mio e ad esercitarvi alla castità, che è un fondamento per la santificazione o purificazione della vostra essenza. La castità è una virtù che solo con grande spirito di sacrificio di se stessi può essere educata. Quando stabilii ad Adamo ed Eva la castità del corpo come condizione principale dell'obbedienza verso di Me, Io sapevo già in anticipo che loro due sarebbero diventati disobbedienti per ignoranza e quali conseguenze avrebbe avuto questa disobbedienza, e che in seguito all'impeto dell'amore sarebbero caduti in fallo. Tuttavia, non fui Io la causa di questo amore carnale!

15. Se Adamo fosse rimasto fedele a Me nella sua essenza primordiale come Anima e Spirito di Dio, allora non avrei tratto Eva da lui come principio femminile secondo la sua volontà, e lei sarebbe sorta accanto a lui come un secondo essere spirituale. – Con questo, la via della carne in entrambi sarebbe stata ben avviata, benché non ancora completata. Per prima cosa attraverso un’obbediente temperanza Io volevo educarli ad essere un vaso spirituale, al fine di generare dei discendenti spiritualmente puri, così che la morte non li avrebbe potuti toccare, essendo venuti al mondo spiritualmente puri. Solo che Adamo ed Eva pur essendo per la verità cresciuti, erano tuttavia figli inesperti, e come sono i figli, disattenti a ciò che dicono i loro genitori, così anche Adamo ed Eva lo furono verso il Mio divieto. E la conseguenza fu che diventarono animaleschi, pertanto dovettero alimentarsi anche del nutrimento degli animali, dal quale si formarono sangue e, da ciò, ossa, carne, ecc. Prima di darsi all’accoppiamento animalesco entrambi erano solo in una forma spirituale, senza un corpo carnale, e vivevano solo di cibo spirituale con un forte assorbimento delle fragranze dei frutti che si trovavano nel giardino paradisiaco, e da un frutto spirituale che veniva messo in bocca, partiva e si diffondeva subito in tutte le parti del corpo spirituale animandolo e fortificandolo, cosa che Io feci scomparire dopo la colpa. L’abbruttimento nel godimento dell'amore fece dai corpi spirituali dei primi esseri umani, corpi animali-carnali come conseguenza del peccato.

16. La generazione seguente della razza umana avvenne in maniera animalesca, e questo è il peccato originale che ha trascinato gli uomini un po’ alla volta dal Divino alla materia e li ha resi indegni della loro elevata discendenza. Quanto grande è questo peccato, potete apprenderlo dal fatto che Adamo stava davanti al peccato in modo così altamente spirituale, come ancora oggi nessun arcangelo, e quanto profondamente cadde, potete intuirlo dal fatto che parecchi uomini eruditi, nella loro oscurità dello spirito, cercano i loro antenati nella specie delle scimmie! ‒ È abbastanza triste cercare, quali figli di Dio, la propria discendenza nella specie delle scimmie! – Inoltre, per quanto concerne l'amore della Mia paternità, allora posso solo dirvi che l'uomo stesso è diventato il creatore del suo destino e che in futuro Io non gli imporrò neanche nessuna legge del devi’; d’altra parte, però, dopo un colpa farò sentire la giusta punizione! Ed Io vi dico: “La separazione dal Cielo e la relegazione all'inferno, provocherà un veloce miglioramento, e nessuno vorrà più prenderlo a modello[20].

17. Per quanto riguarda il vostro compito, allora vi consiglio quanto segue: Rinunciate dove è possibile alla concupiscenza![21] Purificatevi e santificatevi, così che Io possa guidarvi come figli Miei!”. La concupiscenza, infatti, è per l’appunto un peccato, perché deriva dall'amore innaturale che non si può controllare facilmente, perché di solito si manifesta con impeto – ottenebrando la chiara ragione. Questo è un peccato che deve cessare senza condizioni, perché i lussuriosi[22] non possiederanno il regno dell'amore. Nondimeno, Io con questo non voglio dire che non accadrà mai, ma non accadrà fino a quando amerete l’impudicizia e inoltre non vi sforzerete a ripulire la vostra carne, per la qual cosa sono necessari alcuni anni. – Perciò cominciate a ritirarvi subito, perché potreste essere terribilmente colpiti quando un giorno vedrete che gli altri sono maturi, mentre voi dovrete rimanere nella confusione del mondo fino a quando non sarete puri e provati nella perseveranza! ‒ Il nuovo Regno, infatti, sarà un Regno spirituale celeste, non dell’amore animalesco!

18. Cari figlioli, la vita nel mondo attuale è un puro inferno, ma voi per la verità non ve ne accorgete. Tuttavia, se conosceste la vita dell’Amore celeste, allora sareste così infelici e inconsolabili nella vostra condizione, che non potreste più sussistere nel mondo.

19. Il Mio amore può consigliarvi una cosa sola: “Figlioli, rinunciate al mondo e alle sue voglie carnali, con la preghiera e col digiuno, per poter giungere almeno là dove saranno tutti coloro che ascoltano le Mie parole e vivono ed agiscono di conseguenza”. Allora la vostra ricompensa diventerà inconcepibile nei godimenti di specie celeste, …e possedere Me significherà più di quanto il mondo intero chiama “proprio”. Ma se la brama carnale vi tormenta troppo, allora venite da Me e chiedeteMi pieni d’amore e umiltà che Io ordini riposo agli spiriti della carne, e andrà meglio. – Oltre a ciò, lottate con inflessibile ferma e forte volontà: “No! Non voglio!”. E se rivolgete a Me i vostri pensieri di brama carnale, allora essi non potranno spuntarla. Andatevene dal luogo della seduzione con i pensieri, occhi, orecchi e tutto il resto, ed avrete successo. ‒ Ricordatevi che la brama della carne è ‘morte’; la brama dello spirito invece è ‘vita’ e ‘pace’. (Rom. 8,6).

20. La pace: – Questa piccola parola comprende in sé tanto dell’infinito, che voi mai l’afferrerete finché non giungerete alla vera pace attraverso la rinascita dello spirito. La pace è il fondamento della felicità, poiché, dove non c'è pace, non c'è benedizione, e dove non c'è benedizione, non c'è felicità. Benedizioni, felicità e pace portano soddisfazione, e chi è soddisfatto è ricco, perché la ricchezza non può dare e sostituire la soddisfazione. Perciò un giorno dissi: “La pace sia con voi!”, con queste parole volevo dire: “Dovete essere soddisfatti e felici!”. Pertanto coltivate la pace in voi e intorno a voi, poiché dove c'è la pace, lì c'è buon vivere, perché il Padre della pace, che sono Io stesso, dimora lì. Piuttosto meglio patire un’ingiustizia, che lasciarvi strappare dalla vostra quiete, poiché dove manca la pace, lì comincia l'inferno! Con la pace nel cuore guadagnate il terreno sul quale crescono, possono svilupparsi, fiorire e maturare tutte le belle virtù. Perciò esercitate la pace e fuggite ogni occasione di perdere la pace in voi e con il vostro prossimo, perché finché non avrete la pace interiore, sarete insoddisfatti e l'insoddisfazione guasta ogni piacere nella vita. Perciò diventate la fucina della vostra fortuna coltivando le Mie virtù, specialmente coltivando l'amore e la pace del cuore! Se volete vivere in beata soddisfazione, allora coltivate la pace vivendo ed aspirando solo allo spirituale-divino, esaminando e correggendo i difetti del vostro io. In ogni caso servite il vostro prossimo con le opere dell’amore! E questo agirà in maniera beatificante su di voi.

21. L'altruismo: – Quale parola superiore! E quanto difficile vi sembra metterla in pratica.

22. Le condizioni del tempo presente sono tali che voi considerate l'altruismo come una virtù superiore altamente pericolosa, …e non senza ragione! ‒  Infatti, il mondo d’oggi sfrutterebbe la vostra bontà di cuore con una raffinatezza tale, che alla fine non vi rimarrebbe nient’altro che rivendicare di nuovo la misericordia degli altri.

23. Datevi all’amore, datevi all'altruismo quando siete fermamente convinti che il bisogno chiede di voi. Io sono davvero in ogni uomo, ma anche il Satan dell’inganno non manca qui e là! Perciò unite l'amore con la sapienza, e siate guardinghi, affinché coloro che speculano solo per vivere a spese degli altri non approfittino di voi, mentre i veramente poveri che si vergognano, o che non vi conoscono come benefattori, soffrono fame, bisogno e afflizione.

24. Io sono l'altruismo! Io sono Colui che vi mette nel cuore: “Siate misericordiosi, com’è misericordioso il Padre vostro nel Cielo, poiché la Sua misericordia dura in eterno. Tuttavia siate anche prudenti come serpenti, per non diventare vittime di uomini malvagi e negligenti!”.

25. Inoltre vi dico anche: “Dove siete fermamente convinti che l'aiuto deve essere dato, non ci deve essere nessun limite al vostro altruismo, poiché un giorno vi ricompenserò in maniera regale-divina. Infatti, lì (nel prossimo), ero Io stesso che soffrivo la fame, il bisogno e l’afflizione, e voi Mi avete soccorso!

26. Accade spesso che solo dopo veniate a sapere che questo o quello (dopo un aiuto) erano indegni del vostro amore e misericordia. Io vi dico: non li rimproverate, perché con ciò non vi hanno causato un danno spirituale, bensì volgete i vostri occhi a Me e dite: “Caro Padre, per amor Tuo e secondo il Tuo Insegnamento ho dato e operato; perciò, caro Padre, prendilo così come lo sentiva il mio cuore, quando ho steso la mia mano con amore e compassione”, ‒ e la Mia benedizione giacerà su di voi e vi accompagnerà.

 

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Cap. 20

I sette peccati contro lo Spirito Santo

Graz, 28 ottobre 1899

1. Peccare presuntuosamente contro la misericordia di Dio.

2. Disperare della grazia di Dio.

3. Opporsi alla riconosciuta verità cristiana.

4. Veder di mal’occhio la Grazia divina al proprio prossimo e invidiarlo per questo.

5. Persistere deliberatamente nell'impenitenza[23].

6. Avere un cuore ostinato verso le salutari ammonizioni.

7. Essere in opposizione allo Spirito della verità proveniente da Dio che si rivela attraverso la coscienza, cioè affermare e fare ostinatamente il contrario.

8. Questi sono i più grandi peccati che gli uomini commettono contro Dio.

 

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Cap. 21

Tre virtù spirituali

Graz, 20 settembre 1899

Fede, speranza, amore,

questi, pieni di fiducia e forza occorre praticare!

Allora ad aiutare si è pronti.

Dillo a te stesso: “In ogni istante!”

 

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Cap. 22

Pregare incessantemente

Graz, 10 settembre 1899

Pregare incessantemente significa ‘sacrificate tutto a Me, in Mio onore!’. Pensate a Me il più spesso possibile, poiché quanto più pensate a Me, tanto più sarete spirituali! Quanto più cari vi ho, tanto più in alto vi elevate a Me nello spirituale, e tanto più soddisfatti sarete nel vostro cuore voi stessi! – Come Mi pregate per tutto e sacrificate in onore a Me, così ringraziateMi anche per tutto, sacrificate tutto in Mio onore ed implorateMi sempre per la spiritualizzazione! Questo è ciò che significa per Me il pregare ininterrottamente.

 

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Cap. 23

Tre comunicazioni sulla preghiera

Graz, 22 dicembre 1901

(La prima rivelata tramite Franz Schumi)

1. Pregare, significa parlare con Dio; ma dal momento che la Santità in Dio è inaccessibile per l’ordinario linguaggio umano, gli uomini, attraverso l'amore, l'umiltà e la fede, devono avvicinarsi al Padre nella preghiera come amore verso Dio, poiché non c'è un’altra via per patrocinare il rapporto tra l’Iddio santissimo e gli uomini peccatori quali figli di Dio. Tramite la preghiera, infatti, la spirituale virtù umana s’innalza al vestibolo del Santo dei santi, e attraverso l'amore e l'umiltà entra nel Santo dei santi e si avvicina a Dio, al suo onnipotente Creatore e Padre dell'eternità in Cristo e Redentore del Golgota.

2. Si domanda: “Perché pregare?”. La risposta è la seguente: dovete pregare per glorificare e magnificare Dio nella Sua Santità, quale supremo Signore dell'infinità, Re spirituale del pacifico regno dei figli di Dio, per dimostrare a Lui il dovuto onore, per ringraziarLo umilmente per la Sua buona accoglienza e collocare la vostra preghiera, espressa in amore e umiltà, sull'altare dell'intimo Amore di Dio, che è Gesù Cristo, e ricevere ascolto nei vostri bisogni e necessità.

3. Non esiste comunque nessuna differenza, se l’uomo prega solo interiormente o esprime la sua preghiera con le labbra. L'unica differenza consiste in questo: se le parole provengono dall'amore del cuore o dall’abituale meccanica preghiera.

4. Si prega interiormente elevando i propri pensieri spirituali a Dio, che sono il linguaggio interiore o spirituale dell'uomo, attraverso l'amore e l'umiltà, lodandoLo e glorificandoLo, e chiedendo il Suo aiuto nelle difficoltà quotidiane.

5. Esteriormente, invece, si prega così: esprimendo a bocca aperta, bisbigliando o ad alta voce, le parole rivolte a Lui per l’esaudimento di un qualsiasi desiderio in amore e venerazione per Dio attraverso il linguaggio interiore del pensiero.

6. Con la preghiera interiore ed esteriore bisogna sempre assicurarsi di riflettere bene in anticipo sul senso di ciò che si vuol pregare ed implorare, se sia buono per la salvezza dell'anima e del corpo e se sia bene che poi l’uomo, con i pensieri raccolti dal suo amore e dall’umiltà del cuore, esprima pieno di riverenza la preghiera a Me, al Padre Celeste suo, per supplicare l’esaudimento della preghiera con pensieri sempre corrispondenti alle parole pronunciate, affinché la preghiera sia tenuta in questo alto sentimento corrispondente alla Santità in Dio.

7. È una questione vitale: l'uomo è obbligato a pregare! E perché questo? La risposta suona così: – l’uomo è obbligato a pregare per i seguenti motivi:

8. – Paolo insegnò: "…prega incessantemente" e "…persevera nella preghiera", con la qual cosa è affermato il pensiero continuo a Dio, al Quale ci si può avvicinare solo con la preghiera, intonando devoti canti e salmi e attraverso invocazioni, ringraziamenti e spirito di sacrificio in Suo onore in ogni situazione della vita, come è indicato nel libro delle preghiere.

9. Attraverso il salmista Davide, Dio stesso parlò all'uomo: InvocaMi nel giorno della tribolazione e del bisogno, allora ti salverò e tu dovrai glorificarMi (Sl. 50,15). Quindi è un dovere dell'uomo non disperarsi nel giorno della tribolazione e del bisogno, ma rivolgersi al Padre suo Celeste nel Cielo per l’aiuto; infatti Io, Gesù stesso, dissi: “Chiedete! Allora vi sarà dato”; poiché, chi chiede riceverà. Con riferimento a quale nome si debba pregare e invocare, Io dissi: “In verità, in verità vi dico: se chiederete qualcosa al Padre nel nome Mio, Egli ve la darà”.

10. Io, Gesù stesso, ero uno dei più accesi oranti come Figlio dell'uomo, perciò è vostro dovere prenderMi come esempio, ma non si creda di essere qualcosa di meglio di quanto era Dio stesso in forma umana, poiché Egli vi ha preceduto con l'esempio di come dovete vivere e operare!

11. Nondimeno, quali prove ci sono se l'uomo adulto prega mal volentieri oppure meccanicamente? In questo caso ci sono le prove che l'uomo resta tenebroso, viene circondato o posseduto da spiriti tenebrosi che gli ispirano avversione alla preghiera o gli ispirano altri pensieri; perché un uomo devoto e buono prega volentieri, ed è un diletto per lui pregare, poiché nella preghiera trova pace, consolazione e soddisfazione. Chi non desidera pregare si allontana da Dio e si avvicina al Satan, che egli ci creda o no.

12. Da dove proviene il fatto che l'uomo viene distratto durante la preghiera? Il motivo della distrazione è in primo luogo la propria disattenzione, la non salda volontà e la sbadataggine, poiché l'uomo non considera che con la preghiera sta dinanzi a Dio per rivolgere a Lui una richiesta; ‒ in secondo luogo la disattenzione incoraggia anche gli spiriti maligni che si trovano al seguito dell'uomo oppure da cui è posseduto secondo i suoi vizi e le passioni, ed essi gli insinuano i loro pensieri durante la preghiera, per farli pensare e parlare diversamente, tanto da svalutare la preghiera o renderla vana del tutto.

13. Per evitare la distrazione nella preghiera, l’uomo si deve prefiggere di pregare lentamente, e con i pensieri prestare attenzione alle parole espresse, cosa esse significano e quali atti sacri vi sono presenti. Per esempio: con l’esaltazione del rosario si tengano sott’occhio gli avvenimenti dolorosi, a) nel giardino del Getsemani come ho sudato sangue per la paura nel più grande turbamento, con la chiaroveggente previsione dei terribili avvenimenti che Mi sovrastavano; b) col secondo avvenimento, con la velocità del pensiero Mi si deve vedere legato alla colonna e gocciolante sangue, in seguito ai colpi che mi furono inferti; ecc. ‒ Con la preghiera del Padrenostro si devono avere in mente le spiegazioni di questa preghiera, affinché si pronunci ogni parola in modo intellegibile, piena di forza, nell’amore, con umiltà, convinzione, riverenza e decenza, poiché con la preghiera dovete sempre essere consapevoli che sto Io dinanzi a voi, Io che sono il Santissimo, Dio e Creatore del mondo, come Re su tutti i re, Signore su tutti i signori e accessibile solo come indicato sopra. Dovete considerare che con Me non si blatera meccanicamente come con una persona comune! È vero che sono il Padre vostro amorevole, ma dovete mantenere sempre la buona creanza al cospetto della Mia Santità e non considerarMi come il padre vostro terreno, bensì come l’Iddio santissimo in tutto amore, in tutta umiltà e in tutta riverenza; allora la vostra buona creanza sarà salvaguardata con la preghiera, altrimenti voi stessi vi punite perché trasgredite il regolamento della decenza al Mio cospetto.

14. Come deve essere intesa la Mia dichiarazione nella predica del Monte quando dissi:

15. Matt. 6,7-8: "E quando pregate, allora non dovete usare troppe parole come i pagani, i quali pensano di essere esauditi a forza di parole. Perciò non siate simili a loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate!

16. Questa mia passata dichiarazione, quando insegnai a pregare il breve Padrenostro, è da comprendere così: “Non dovete pronunciare molti vaniloqui e parole solo con le labbra, però senza amore nel cuore, senza pensieri spirituali in testa e con un sentimento privo di umiltà e venerazione davanti a Me”, come dissi attraverso Isaia, e più tardi, quando, come Gesù, ebbi a ripetere la stessa cosa.

17. Con la lettura per intero delle parole nella Predica del monte secondo Matteo capitolo 6, versetti 7 e 8 si sbaglierà facilmente, perché gli uomini tendono troppo al senso delle lettere morte. Perciò prestate orecchio al Mio ulteriore chiarimento su questo Sermone:

18. È vero che Io so già prima per che cosa Mi pregherete, ma con questo non è detto che potete passare tutto il giorno distrattamente e solo dopo venire a Me con una preghiera, se avete bisogno di qualcosa, e che dovete pregare solo un singolo Padrenostro e con questo pensare che vi abbia già ascoltato! – Piuttosto, dovete ripetere la richiesta implorando, finché non sarà ascoltata!

19. Considerato che il Nuovo Testamento è solo un sunto, una parte assai minima del vero Vangelo originale che contiene tutti i Miei viaggi, gli avvenimenti della Mia vita, i discorsi e le opere fatte, perciò neanche potete sostenere che una piccola parte[24] dell’insieme sia già il tutto! E considerando ovvio che dobbiate anche recepire ed accogliere ciò che viene rivelato nel Vangelo originale (Grande Vangelo di Giovanni) e in tutti i libri da Me dettati (La Nuova Rivelazione), poiché questa è la Mia volontà ed essa vi deve essere sacra se volete venire a Me, al Padre, allora ascoltate e mettete in pratica con i fatti ciò che vi dico qui:

20. “Chi vuol diventare figlio Mio deve accettare e vivere i Comandamenti e gli Insegnamenti che Io ho dato e do attualmente, e procedere di conseguenza, altrimenti non potrà pervenire a Me, al Padre suo, poiché chi non segue Me, segue il Satan, perciò l'inferno sarà la sua casa paterna!”. Annotatevelo bene, poiché il tempo è estremamente serio, dal momento che al Mio attuale ritorno, il mondo sarà pulito da tutti gli elementi malvagi. Perciò Io procedo come Padre con gli obbedienti, e come Giudice con coloro che vogliono sapere tutto meglio degli altri; e chi non percorre la via che conduce al Padre, percorre la via che conduce al Satan!

21. Io, come Figlio dell'Uomo, mi ritiravo per tre ore al giorno e pregavo ininterrottamente Dio Padre, in parte come Uomo secondo il Mio corpo, in parte parlavo con Lui come Sapienza divina secondo la Mia anima. Se Io, come Dio incarnato, pregavo Dio per tre ore e parlavo con Lui e mi intrattenevo con Lui, il Quale dimorava come Padre nel Cuore della Mia anima, come avrei potuto vivere ed agire diversamente da come ho insegnato? Allora il principe menzognero Satana non sarebbe venuto fuori dal Messia?

22. Nel Vangelo originale, riferisco il giudizio degli uomini su di Me (come Messia) per il fatto che pregavo molto.

23. Io vi dico e vi metto in guardia: – non criticate le Mie parole così alla leggera, bensì credete a queste, altrimenti sarete consegnati all'inferno e quindi al Satan, perché chi non crede, non è degno di Me!

24. Voi (intendendo solo coloro che criticano le Mie parole che nel tempo attuale vi detto, ma nello stesso tempo le considerano come provenienti dallo spirito di Satana) esitate e dubitate che Io, l’Iddio dell'amore e della longanimità, vi porga parole così serie, dal momento che Mi sono sempre espresso come un Padre amorevole di fronte ai Miei figli.

25. Io vi dico: “Non dubitate che sia Io, poiché come Padre parlerò con i buoni figli che credono in Me e che non criticano la Mia Parola! Nondimeno, il tempo del ritorno di Cristo di cui parlai dinanzi a Caifa è cominciato, dal momento che come Giudice ho messo piede nel mondo. Tuttavia questo tempo esige da Me che Io parli con i critici, con gli atei e con gli increduli orgogliosi con il tono dell'inaccessibile suprema Santità in Dio, per proteggerli dall'inferno finché è ancora possibile; poiché è l’ardore dell'Amore in Dio che punisce anche, dove le parole dell'Amore vengono beffardamente criticate e considerate come menzogne”.

26. Voi sapete che nella Bibbia sta scritto: "È terribile cadere nelle mani dell’Iddio vivente". Ma se di fatto sta scritto così ed Io riconosco che il versetto è giusto, non per questo dovete essere temerari[25] e considerare le Mie parole come non vere, poiché in tal caso ricadete nel giudizio del mondo che sarà la vostra morte e il vostro inferno, poiché chiunque fugga la luce è un notturno spirito tenebroso che si costruisce il proprio inferno a cui appartiene.

27. Oltre alle espiazioni e all’attività delle opere d’amore per il prossimo, la preghiera è un mezzo fondamentale per raggiungere il Regno dei Cieli, poiché il pregare è un’umiliazione dell’uomo dinanzi a Me, dinanzi a Dio, al Padre suo spirituale, che così si rivolge a Me, Mi espone i suoi bisogni e attraverso la preghiera Mi implora di ascoltare le sue implorazioni. Perciò vi raccomando la preghiera in modo particolare, perché senza chiedere e senza pregare non potete ottenere nulla, se avete esigenze speciali che solo Io posso esaudire e mitigare. Perciò voglio darvi una spiegazione sulla vera preghiera nello spirito, sebbene, in verità, vi ho già spiegato che la preghiera è l’attività delle opere d’amore per il prossimo. E così ascoltate.

28. È molto diffusa l’opinione che l'uomo non dovrebbe e non è necessario pregare con le parole, bensì solo col cuore mediante l'amore per Dio, e quindi tutta la vita dell'uomo dovrebbe essere una lode a Dio che dovrebbe manifestarlo attraverso l'amore nel cuore e il positivo contributo di pensieri e canti, così da lodare e magnificare sempre Dio, senza proferir parole e preghiere.

29. Quest’opinione si basa sulle Mie parole quando dissi che non si deve pregare come fanno i pagani con mormorii delle labbra, ma nello spirito e nella verità (Gv. 4,23), e si rigetta quasi interamente la preghiera; ‒ e tuttavia, al posto di questa non si prega né nello spirito né nella verità. Qui, però, è semplicemente implicito di far procedere Dio in noi nel Suo Amore misericordioso; e credo che gli uomini debbano considerare questo buono e giusto.

30. Chi fugge la preghiera con ogni genere di astute giustificazioni, dimostra precisamente di essere ancora lontano dalla vera imitazione di Cristo, dal momento che Lui stesso ha pregato moltissimo come Uomo. Costui dimostra che il suo interiore tende più all'inferno che a Dio, poiché pregare significa parlare con Dio, mentre chi fugge la preghiera e vi si ribella con ogni genere di scuse, dimostra esattamente che in lui c’è ancora tanto di satanico; dimostra che a lui la preghiera, ovvero parlare con Dio, il Padre suo, non piace!

31. Lo spirito è sempre ben disposto a fare la cosa giusta; ma finché la carne è pigra e non volenterosa, e non laboriosa o premurosa, del tutto priva di spirito e di attività, fino ad allora l'uomo è ancora ingannato ed imprigionato nella carne dal Satan, dalla mondanità, perché percorre vie contrarie alla volontà del suo spirito, vale a dire le vie della sapienza intellettuale!

32. Dal momento che molti uomini si sbarazzano della preghiera dicendo: "Cristo non ha insegnato a pregare con le parole, quindi non dobbiamo pregare così, ma solo col pensiero senza parole", allora adesso vogliamo verificare se questa scusa è motivata.

33. E quindi vi domando: Cosa sono i pensieri?Lo sapete cosa sono i pensieri?”. Io vi dico che se dite che nei pensieri non si esprimono delle parole, allora non sapete affatto cosa siano. Ebbene: cosa sono i pensieri? I pensieri, pur non essendo espressi con le labbra, sono parole pronunciate interiormente, e perciò appartengono agli spiriti, ovvero tali che hanno il chiaro udito di percepire i pensieri del prossimo, ovvero ciò che esso esprime interiormente, perché nessuno può pensare senza esprimere delle parole interiori. Il dono che l'uomo può pensare, infatti, viene dallo Spirito di Dio, Spirito che dimora nel cuore di ogni uomo. È Lui che consegna le parole ai pensieri, dal cuore alla ragione, e da questa all’intelletto.

34. Non appena l’uomo comincia a pensare, deve pronunciare interiormente a parole ciò che pensa, perché pensare è il modo interiore di parlare attraverso le labbra, che è il modo esteriore. Nell’interiore si parla spiritualmente, nell’esteriore materialmente. Lo stesso avviene quando si pensa a una canzone, allora la si deve cantare interiormente, altrimenti non si può pensarla. Per convincervi della verità del Mio chiarimento, provate una volta a recitare il Padrenostro col pensiero, e scoprirete che un pensiero, se non è formulato a parole o cantato in canzone, non esiste affatto; o si pensa e si parla, oppure si sta lì con lo sguardo fisso come un idiota.

35. E poiché questa è la piena verità, allora vi è stato insegnato a pregare con le parole; oppure pensate che Io abbia insegnato il Padrenostro sul monte Garizim presso Sichar solo ai Miei discepoli, ovvero solo al popolo che quella volta Mi ascoltava? Oh, no, non potete stravolgere così astutamente i Miei Insegnamenti e respingerli per il vostro spirituale danno animico, poiché allora siete voi i vostri stessi falsi profeti, diventando falsi profeti di coloro che accolgono il vostro falso insegnamento.

36. Voi, nondimeno, sapete che Io sono Cristo, in verità il Figlio di Dio, ma allo stesso tempo Dio Padre (perché portatore del santissimo Spirito di Dio). Se però questa è la verità dimostrata dalle Sacre Scritture, perché stravolgete i Miei Insegnamenti? Perché vi sbarazzate dei Miei divini Comandamenti e diffondete eresie?

37. Io ho pregato nel giardino del Getsemani per un'ora e mezza al Mio celeste Dio Padre come uomo secondo la carne, e cosa credete, voi sapienti e saggi, che Io abbia pregato quella volta? Forse il Padrenostro continuamente? Oh, se la pensate così, allora siete in grande errore! Io quella volta non pregai un unico Padrenostro, bensì pronunciai parole come ve le ho date attraverso Lorber, Mayerhofer, Schumi e altri medium, poiché non conta ciò che si prega, ma come si prega. Perfino la preghiera più bella è comunque un abominio dinanzi a Me, se durante questa siete immersi in egoistici pensieri materiali.

38. Io sono Spirito, e chi Mi vuole adorare deve adorarMi nello spirito del suo intimo amore del cuore, poiché questo ve lo dice anche il più grande Comandamento nella legge: “Devi amare il tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutto il tuo sentimento”. Quindi dovete esprimere le vostre parole di preghiera interiormente con ogni riverenza e amore.

39. Si obietterà: “Allora non si può parlare con le labbra, ma solo interiormente?”. Vedete, anche questa interpretazione delle Mie parole è falsa. Si domanda: “Chi ha dato i Salmi di Davide? Io, oppure li ha composti Davide stesso?”. Leggeteli attentamente e troverete che Io e Davide abbiamo operato insieme; e questi salmi sono stati cantati e rappresentati pubblicamente. Quindi: come posso essere contrario alla preghiera con le labbra, se Io stesso ho aiutato a comporre i salmi, come le profezie – che Io stesso ho intessuto – parlano così chiaramente e magnificamente? Non sapevo forse che i salmi Mi sarebbero stati cantati in pubblico? E poiché lo sapevo, sarei Io stesso l'istigatore della falsa preghiera? Non vedete la grande contraddizione nella vostra interpretazione sulla preghiera? Voi fate di Me un falso profeta con le vostre parole saccenti[26] e tuttavia così tenebrose interpretazioni delle Sacre Scritture!

40. Nondimeno, affinché Mi possiate comprendere, voglio spiegarvi la Bibbia Io stesso come deve essere compresa. Essa dice: “Quando pregate, allora non fate come i farisei, i quali volentieri si presentano e pregano nelle sinagoghe (oggi chiese) e agli angoli delle strade (oggi preghiera pubblica davanti alla statua di Maria sulla strada, ecc.), per farsi notare dalla gente”. In verità vi dico: essi hanno lì il loro salario perché blaterano con labbra sciolte, e sono pagani in quanto non Mi adorano!

41. Quando pregate, recatevi nella vostra cameretta, che è il vostro cuore; chiudete la porta, vale a dire = sbarazzatevi di tutti i pensieri delle vostre terrene esigenze terrene della vita e delle faccende materiali, e pregate il vostro Padre Celeste in segreto; questo significa non con spensierato chiacchierio della labbra, ma dal momento che pregate solo per voi stessi, allora pregate in silenzio con parole interiori, ma piene d’amore, umiltà, venerazione e fiducia in Dio, e il Padre vostro, che vede in segreto, vi ascolterà e vi ricompenserà.

42. Quando pregate, non fate molti vaniloqui inutili e sbadati come fanno i pagani, i quali s’immaginano, secondo le loro cerimonie pagane, di essere ascoltati recitando frettolosamente molte parole; mentre il loro cuore è senza amore, amore che Dio vuole avere, se l’orante deve essere ascoltato.

43. Voi non dovete imitarli e dire molto in fretta sbadatamente delle preghiere pronunciate con le labbra, bensì dovete esprimere la vostra preghiera intimamente coinvolti, pieni d’amore e di ferma fiducia che sarete ascoltati, oppure secondo le istruzioni che vi do attraverso questo libro delle preghiere, oppure, se ne siete in grado, liberamente, secondo il vostro pensiero, poiché non la forma, bensì il grande amore e la ferma fiducia sono determinanti nella preghiera. Infatti, prima che Me lo chiediate, Io so di cosa avete bisogno. Tuttavia, non crediate che ogni volta vi esaudisca subito, perché allora la Mia dottrina, se voi foste esauditi subito, sarebbe troppo facile. Chiedete e bussate alla porta del Mio cuore così a lungo e così arrendevoli, fino a quando Io, se non tornerà a vostro danno, vi ascolti, poiché verrà ascoltato solo colui che non desisterà nella sua preghiera[27], ma non colui che pronuncia molto in fretta solo un paio di sconnesse parole. Il libro delle preghiere v’insegna quanto irremovibili e rassegnati alla volontà di Dio si debba pregare. Vi rimando alle vittoriose preghiere di Mosè, di Elia, di Cristo e degli apostoli. Leggetele e imparate come si deve pregare, e imitateli voi stessi, e vedrete cosa può fare la preghiera.

44. Sotto il titolo ad effetto: "Gesù come orante" (cap. 38) troverete un’ulteriore chiarificazione sulla preghiera.

45. Durante i tre anni del Mio Insegnamento ho insegnato ancora più di un Padrenostro, e ne ho anche dati diversi[28] anche nel tempo attuale in una versione spirituale più elevata, ma non ho mai detto che non dovete pregare con le labbra; bensì non me le dovete rivolgere meccanicamente come fanno i pagani, ma in amore e fiducia in Me credere fermamente che vi ascolterò. Se questo deve accadere interiormente o attraverso le labbra, dipende solo da come lo sapete far meglio.

46. Nell’ambiente familiare dove ci sono bambini di poco senno, allora si deve recitare la preghiera ad alta voce, e quindi anche i bambini devono pregare ad alta voce, altrimenti non pensano alla preghiera, bensì al gioco o al mangiare.

47. E quando leggerete il Mio Grande Vangelo[29], allora troverete che Io stesso ho pregato molto come Figlio dell'Uomo, e nella storia della Mia giovinezza (il Vangelo di Giacomo), troverete come ho lottato contro le tentazioni della carne con tutte le forze, fino a quando non le ho sconfitte.

48. “Vegliate e pregate!”, esclamai ai discepoli dormienti. Così esclamo anche a voi: “Vegliate e pregate, come v’insegno Io, e lasciatevi guidare da Me, e non dai falsi profeti in voi e al di fuori di voi nello spirituale, altrimenti non verrete a Me, al Padre vostro Gesù”.

49. Il Nuovo Testamento contiene alcuni passi dove viene detto ai credenti di pregare. Così, per esempio:

50. Luca 18,1: «…si deve pregare sempre!»

51. Romani 12,12: «…nella preghiera, essere perseveranti!»

52. Colossesi 4,2: «…perseverate nella preghiera, vegliando in essa!»

53. 1° Tessalonicesi 5,17: «…pregate senza interruzione!»

54. 1° Tessalonicesi 5,25: «…fratelli, pregate per noi!»

55. 1° Timoteo 2,8: «Quindi io (Paolo) ora voglio che gli uomini (insieme alle famiglie) preghino in tutti i luoghi e innalzino le mani sante, ma non in collera e in discussioni (e incertezze).

56. Giacomo 1,5-8: «Se qualcuno di voi manca di sapienza, la chieda a Dio, che a tutti dà semplicemente e senza rimprovero, e gli sarà concessa. Ma la chieda con fede e senza dubitare, poiché colui che dubita è somigliante ai flutti del mare agitati dal vento. Non creda un uomo tale, di poter ricevere qualcosa dal Signore, poiché un dubbioso è un uomo instabile in tutte le sue vie».

57. Filippesi 4,6: «Non inquietatevi di nulla, ma in ogni circostanza fate presente a Dio le vostre necessità con preghiere, suppliche e ringraziamenti».

58. Salmo 145,18: «Il Signore è vicino a tutti quelli che Lo invocano, a tutti quelli che Lo invocano con sincerità».

59. Efesini 6,18: «Pregate in ogni circostanza sempre con preghiere e suppliche nello spirito, e per questo scopo vegliate con assidua perseveranza nella preghiera per tutti i santificanti».

60. Giacomo 5,16: «La preghiera dei giusti può fare molto».

61. La verità è che l'amore è più della preghiera, anche l'adorazione è più della preghiera; Dio però viene venerato e glorificato solo attraverso l’amorevole e umile preghiera, e perciò attraverso Salomone disposi il serafino in atteggiamento di sommessa preghiera con le mani alzate davanti all'Arca dell’Alleanza, in modo che la gente potesse vedere come ci si deve disporre alla preghiera dinanzi a Me e come pregare!

62. I serafini si avvicinano a Me in posizione sommessa, adorando la Mia Santità. Gli ‘astuti’ della mia figliolanza sulla Terra, invece, vogliono sapere meglio di Me cosa è giusto per Me e cosa spetta alla Mia Santità!

63. Tuttavia voi, pure super astuti, diteMi: “Perché nel giardino del Getsemani ho chiesto di lottare contro la carne corrotta proprio attraverso la veglia e la preghiera?”, e non con le parole: vegliate e amateMi, visto che non avete bisogno di pregare poiché voi tutti Mi amate’.

64. Riconoscete tuttavia il vostro fraintendimento in materia di fede, fate ciò che pretendo da voi, e non stabilitevi egoistici ordinamenti umani, se l'intera storia del Mio divino Governo sulla Terra v’insegna il contrario!

* * *

25 agosto 1881

(La seconda rivelata tramite F.H.)

65. Ancora una parola: affinché Io abbia una così potente e grande influenza su di voi e su tutti gli spiriti, affinché adesso sappiate anche cos'è la preghiera, come dirla, il perché viene pretesa e perché debba essere fatta così, voglio farvi pervenire alcune parole al riguardo.

66. Molti uomini, educati in certe religioni, recitano una preghiera acquisita per abitudine già dalla loro infanzia per mezzo dell'insegnamento umano (o insegnata dai vostri sacerdoti), i quali sperano di raggiungere una beatitudine attraverso la recita diligente di tali preghiere come lo riferisce, per l’appunto, l'insegnamento di cui sopra.

67. Alcuni recitano tali preghiere perché sperano di ottenere dei benefici terreni, usandole come un oracolo che essi cercano, e dal quale si lasciano suggerire le parole migliori, ovviamente per soldi. Ancora altri pregano perché sospettano l’esistenza di un Essere superiore, oppure Lo temono; pressoché tutti sono sulla strada sbagliata e c’è ben poca vita spirituale nelle loro preghiere che, nondimeno, devono avere lo scopo di mantenere, preservare, rinfrescare, confortare e nutrire lo Spirito divino legato nella materia, Spirito che rappresenta in voi la vita e vi mantiene in costante collegamento con Colui dal Quale siete usciti; in breve, per non lasciarvi sprofondare nella materia che in sé e per sé è morta.

68. Sebbene qui, in queste poche parole, vi abbia in breve già detto veramente cosa deve significare ‘il pregare’, voglio ancora darvi maggiori spiegazioni in quanto a ciò, poiché pochi sanno tuttavia, perfino tra di voi, il perché si deve pregare, nonostante anche qui emerga solo l’impulso dell'amore, dove la preghiera, veramente, non fa altro che provvedere a seguire quest’impulso dell'amore, sia per via orale, pronunciando parole, oppure nella contemplazione delle cose da Me create, oppure in un modo edificante per lo spirito, che per Me è la stessa cosa.

69. Tuttavia, la domanda rimane ancora aperta: “Cos'è la preghiera e perché si prega?”, oppure: “Perché vi ho insegnato Io stesso che dovete pregare molto?”

70. La preghiera è un bisogno dell'anima che esige di pregare, più ancora dello spirito. Quindi vedete: pregare è un mantenersi uniti con il proprio Spirito increato, cioè con Me, perché lo Spirito in tal modo assorbe il suo nutrimento da Me, che, come voi sapete, è dappertutto assolutamente necessario per la vita spirituale, altrimenti ogni vita deperisce e appassisce, perché gli manca il nutrimento spirituale corrispondente. In questo modo lo Spirito, attraverso la preghiera, entra in contatto con il Padre suo santo, vedendosi attratto dallo Stesso, e nella sua prigionia nella materia, nella quale è ora legato, si fortifica per liberarsi una buona volta da essa e, come Spirito assoluto, quale egli era nell'inizio primordiale, potersi muovere o agire nella sua assoluta libertà attraverso di Me, quale Vita fondamentale di ogni vita.

71. Attraverso la preghiera lo Spirito umano-divino si mette in un certo rapporto con Me, Mi espone in tutta umiltà il suo desiderio, sia nella gioia, sia nella sofferenza o nel dolore; in breve, parla con Me come con un vero Padre lasciandosi da Lui anche consolare e rialzare in quelle parecchie difficili ore della vita che, nel frattempo, lo rafforzano e lo incoraggiano come spirito umano.

72. La preghiera, se è un’autentica preghiera nella quale l'uomo fa conoscere le sue debolezze ed imperfezioni al suo Dio e Padre e cerca da Lui forza e coraggio, di solito avviene con un sentimento sommesso, se è presente una fede solida e forte. E così potete vedere che la preghiera è necessaria in molteplici modi, anzi sotto ogni riguardo è inevitabile per l’uomo, poiché questi è estremamente debole ed ha sempre bisogno del Mio aiuto e rafforzamento. La preghiera vi mantiene retti e nei limiti della dignità umana, poiché in essa manifestate tutta la vostra debolezza, voi pregate per il rafforzamento e rimanete nell’umiltà, e una sincera e vera preghiera – incluso l'atto – corregge tutti i vostri errori e, come uomini, vi trasforma in angeli; in breve, è un rimedio universale per voi esseri deboli, e mai essa deve essere dimenticata.

73. Se il vostro cuore è pieno d’amore oppure è assetato d’amore, se nel vostro bisogno più grande cadete nella disperazione, se anche tutti i congiunti, amici e conoscenti vi abbandonano, cosa fate per trovare conforto e lenimento al vostro dolore e ai vostri bisogni? A chi vi rivolgete e come vi rivolgete a un Dio, e in quale forma venite allora da Me? Vedete, se venite a Me con la preghiera nel cuore per l’aiuto, allora le vostre preghiere e le vostre invocazioni giungono fino a Me; e se l’aiuto non viene per determinati motivi che conosco solo Io, troverete perlomeno un lenimento attraverso la preghiera, avendoMi comunicato il vostro dolore.

74. Ma non pregate per ottenere vantaggi terreni o anche di specie celesti solo per abitudine senza sapere veramente perché, poiché questo non vi sarà affatto utile. Pregate solo dal puro, disinteressato amore per Me, per l’amore che avete per Me come Padre; allora la vostra preghiera sarà anche piena di forza ed effetto, e vi darò ciò che vi è veramente necessario e vi farà bene, poiché Io vi amo più di quanto voi amate Me solo come esseri creati, e questo mai lo comprenderete. Amen!

***

1 settembre 1878

(La terza rivelata tramite B. TH.)

75. Per ciò che riguarda l'adempimento delle promesse fisiche per le quali trovate spesso un esaudimento nella preghiera, questi sono dei Miei mezzi educativi, poiché attraverso il piacere fisico si ristora spesso anche lo spirito. Essi sono così strettamente collegati l’un l’altro, che lo spirito non solo viene servito dal corpo, ma in cambio deve anche servire il corpo. Questo possiamo vederlo al meglio nel caso di una malattia, quanto è importante e vi contribuisce a diventare sani, se lo spirito s’innalza sui disturbi del corpo.

76. L'uomo costruisce spesso su una promessa, ed Io in molti casi la adempio, affinché egli, tramite l’adempimento esteriore, operi ulteriormente fortificato nel credere all’adempimento di tutte le promesse; poiché in esse sta la meta prefissata per coloro che si attengono a Me. Chi si tiene fermo e le accoglie come da un Dio e Padre verace, otterrà l’adempimento in ricca misura, e la Mia veridicità diventa così un ulteriore legame tra Me e lui, perché egli sa: “Il Padre mio è veritiero e ciò che promette, lo mantiene sicuramente”.

 

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Cap. 24

Regole di condotta verso Dio

Graz, 9 ottobre 1898

1. Miei cari figli, il compito della vita che ciascuno dei Miei figli deve svolgere, vi dice come dovete comportarvi verso di Me quale vostro Creatore, Padre, Signore e Dio. Ci sono molti dettati che vi ho dato e nei quali ho annunciato il rapporto tra Me e voi. Solo che, nonostante le Mie chiare spiegazioni, vedo che ancora non riuscite a comprendere la serietà con la quale vi chiamo a Me, perciò vi metto davanti i doveri di comportamento che dovete osservare verso di Me, quale Altissimo, Santissimo e Onnipotente nell'Universo.

2. Vedete cari figli, la differenza tra Me e voi è inconcepibile secondo i vostri concetti terreni; voi non vi sforzate nemmeno di immaginarvi approssimativamente la grandezza di questa differenza nella vostra nullità in confronto alla Mia totalità, perché per questo non volete prendervi nessun tempo.

3. Quindi da ciò dipende poi la vostra disattenzione verso di Me nei vostri pensieri, parole, azioni e preghiere. Riflettete solo un poco pensando come rimarreste immobilizzati se Mi vedeste davanti a voi nella Mia Essenza primordiale di solennità, di santità e onnipotenza, quale l'onnipotente Dio e Signore nell’Universo! Sì, Io vi dico che tutto svanirebbe per paura e venerazione dinanzi a Me. Non avreste più pensieri indipendenti, bensì rabbrividireste convogliando ogni sguardo, ogni movimento verso di Me, indagando con i vostri occhi quale sia la Mia Volontà e cosa Io pretendo da voi. Non avreste più nessun respiro per voi stessi se Mi vedeste stare davanti a voi nella Mia Essenza primordiale!

4. Cari figli, come trattate le Mie parole e i Miei Insegnamenti a causa della vostra disattenzione, che spesso è troppo ignobile da parte vostra, pronunciando solo parole del tutto prive di sentimento senza pensare a quale Signore serio e sommamente 'Santo' le rivolgete. Voi dite: “Sì, il caro Padre ci perdona, poiché Egli sa che siamo ignoranti e deboli e che non abbiamo l'occasione di unire insieme tutte le nostre forze spirituali per vivere e agire secondo le Sue parole. Infatti, per farlo non ci manca anche l'opportunità, perché viviamo tra uomini mondani, e questi ci cagionano tutto il possibile, distogliendoci dalle cose spirituali”.

5 Sì, da un lato avete ragione, dall'altro lato no. In primo luogo il rapporto tra Me e voi dovrebbe stare davanti ai vostri occhi; in secondo luogo i vostri doveri verso di Me che Io richiedo da voi. Infatti, chi non subordina la sua volontà alla Mia, vive secondo l'usanza degli uomini del mondo, e questi non stanno nella Mia diretta grazia. Volete servire due padroni? Questo non è possibile, né per me né per il mondo!

6. Il Mio grido a voi è questo: “Ponderate costantemente il fatto che Io sto dinanzi a voi ed esamino tutti i vostri pensieri, desideri, parole, azioni e preghiere, e li peso precisamente, e che pretendo da voi il più alto rispetto possibile in tutto, altrimenti peccate in ogni cosa verso di Me!”

7. Io qui voglio menzionare particolarmente la preghiera, nella quale voi spesso peccate, più che pregare. Per esempio: Mi chiedete la benedizione per accoglierla in Mio onore e chiedete la spiritualizzazione; ma lo fate con parole talmente vuote, da somigliare alla ben nota gente di chiesa molto devota. Questo significa non avere nessun rispetto di Me! ‒ Il più delle volte siete sbadati nella preghiera e non sapete come formulare le parole, perché queste sono in ballo con ogni genere di pensieri che vi confondono; talvolta pregate solo per senso del dovere, ecc.. Sì, figli Miei, tale modo di pregare è una disistima della Mia santissima e sommamente seria Persona! Così non può e non deve proseguire, se volete progredire ulteriormente nello spirituale! Invece siate seri, e prestate incessantemente attenzione a ciò che fanno il cuore, l’intelletto, la bocca e gli occhi. Non pensate a nulla che non possiate sacrificare con gioia in Mio onore, e che vi causa rimorsi di coscienza tali da farvi commettere peccati spirituali che vi accompagnano per l'eternità! Poiché i pensieri sono spiriti, sono realtà permanenti che vi stanno dinanzi come reminiscenze nella vostra vita antecedente e vi mostreranno tutte le conseguenze dell’imitazione da parte del regno degli spiriti, perché i vostri pensieri e desideri sono osservati e imitati dagli spiriti, e voi allora conoscerete tutte le buone e le cattive conseguenze. Siate estremamente accorti a ciò che la bocca dà a fin di bene, poiché questo vale per gli uomini e per il regno degli spiriti, così anche le vostre azioni e preghiere.

8. Riflettete a ciò che vi metto nel cuore, e oltre a ciò siate in ogni cosa con cuore e testa, in modo che tutto ciò che intraprendete nella vostra vita spiritualmente e materialmente, vi porti un beneficio spirituale e non un danno. Conciliate questa esortazione in voi con altri insegnamenti degli altri Miei dettati, dal momento che non voglio ripetere tutto ciò che è stato detto qui in altri dettati, ma qui vi ammonisco solo alla serietà del tempo e del dovere come figli Miei che, per vero, siete chiamati, ma ancora non tutti siete scelti.

9. Particolarmente, se vi rivolgete direttamente a Me, cercate di aver cura di essere estremamente rispettosi e sommessi in tutti i vostri pensieri, desideri, parole e azioni, e manifestarli nel fedele amore per Me, affinché, quale vostro Padre amorevole e misericordioso, li ascolti e li accolga. Allora avrete corrisposto al Mio desiderio e guarderò a voi con Amore paterno e grazia, ed ascolterò volentieri, quali Miei figli obbedienti, la vostra preghiera, se non è diretta contro il vostro benessere spirituale. Questo vi dice il vostro amorevole Padre Gesù. Amen!

 

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Cap. 25

Correttezza della postura durante la preghiera

Graz, 21 gennaio 1904

1. Miei cari figli! Per conoscere più precisamente i Miei Insegnamenti e la Mia volontà, quello che pretendo da voi e come voglio vi comportiate dinanzi a Me, voglio presentarvelo in singole regole, affinché conosciate l'amore che vi parla come l'eterno Padre, e che per il vostro progresso spirituale predispone al meglio solo ciò che vi è utile per raggiungere presto la meta della vita eterna.

2. Per la verità, vi ho già detto molto in questo senso con i dettati che vi ho dato attraverso i Miei medium; vedo però che i Miei figli fraintendono spesso queste parole e si filosofeggiano le proprie regole secondo le loro opinioni. – Ma cari figli, Io ho dato le Mie regole e ordinamenti affinché viviate ed operiate di conseguenza, non per contemplarle con la sapienza dell’intelletto, bensì per contemplarle con l'amore del cuore! Questa era la Mia intenzione quando vi ho dato tali parole di Grazia, perciò voglio che vengano accolte con amore e che siano considerate come regole di vita della tavola del Padre. Dunque, voglio rendervi noto in dettaglio il Mio relativo desiderio su come dovete comportarvi quando pregate, e così ascoltate:

3. L’inginocchiarsi durante la preghiera. – Se considerate le Mie parole con un cuore amorevole, allora vi toccheranno le seguenti spiegazioni che corrispondono all'amore:

4. “Devo io pregare stando in ginocchio?” – Oh, sì, devo! Sebbene sappia che la mia carne e le mie ossa non pregano, mostro però rispetto e umiltà dinanzi a Dio, ed è un'umiliazione del mio stesso io davanti al Padre mio. Infatti, quanto più umile mi avvicino a Lui, tanto più Egli mi riconosce come figlio Suo obbediente, prendendo come esempio la riverenza e l’umiltà del Padre Suo al monte degli ulivi. – Chi dunque si avvicina con la stessa umiltà e riverenza nelle sue richieste e preghiere con le quali Io, Gesù, come Figlio dell'Uomo, Mi avvicinavo alla santità del Mio Spirito divino che era il Padre Mio, e chi piegherà le sue ginocchia dinanzi a Me con questa umiltà e riverenza, Io lo guarderò sempre con soddisfazione, poiché devono andare in adempimento le parole delle Sacre Scritture che affermano: “Davanti al nome ‘Gesù’ tutte le ginocchia che sono nel Cielo, sulla Terra e sotto la Terra devono piegarsi” [Fil. 2,10].

5. Il giacere sul viso alla maniera orientale per l’adorazione di Dio. – Questo giacere sul viso mostra la più grande riverenza davanti al Santissimo, che è Dio e il Creatore del mondo, come viene praticato anche in Cielo.

6. Lo stare in piedi durante la preghiera mostra riverenza dinanzi a Dio, in quanto l'uomo prende la posizione in santa serietà, come la prende davanti ad una persona che a lui è nota come un alto signore, al quale deve la meritata riverenza.

7. La preghiera mentre si giace a letto. – La preghiera di un uomo sano a letto, se lo fa per la ragione che può farlo meglio e più liberamente, o tuttavia altrettanto bene come fuori dal letto, non è considerato sconveniente, finché non si verificano condizioni di vita più spirituali, dal momento che lo fa la maggior parte degli uomini, perché altrimenti pregherebbero poco o niente.

8. Il sedersi durante la preghiera è una forma di pigrizia, dovuta all’inadeguato rispetto dinanzi a Dio. – Se andate all'udienza di un sovrano, allora vi mettete davanti a lui con il più grande rispetto e con il triplice inchino, e vi recate davanti a lui stando in piedi (qualcuno anche stando in ginocchio, in particolare le donne) e con il massimo rispetto esprimete la richiesta. – Devo Io, vostro Dio e Re di tutti i re del mondo, essere più piccolo di un re terreno?

9. La preghiera col capo coperto[30]. – Il motivo di pregare col capo coperto sia stando in piedi, sia stando seduti o camminando, deve essere sempre affinché la persona non venga né canzonata ironicamente, perché in tal modo darebbe agli altri l'occasione di peccare, né per ipocrisia di essere lodata come persona pia; altrimenti si preghi sempre col capo scoperto.

10. La giunzione delle mani. – Quando uno prega il suo prossimo per qualcosa, alza le mani congiunte e le punta a lui verso l’alto; e se pregate Me, allora pregate, ma allo stesso tempo pregateMi per questo e per quello. Perciò è naturale che per Me congiungiate le mani e le puntiate verso l'alto.

11. Riguardi per vergogna. – L’uomo non deve mai vergognarsi degli uomini. Dove c’è luogo e tempo per questo e dove è possibile, date il buon esempio, confessando pubblicamente il vostro Dio e Padre in Cristo.

12. Matt. 10,33: «Io, Gesù, dissi: “Chi Mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’Io lo riconoscerò davanti al Padre Mio che è nei Cieli. Chi invece Mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’Io lo rinnegherò davanti al Padre Mio che è nei Cieli”».

13. Le mani incrociate sul petto. – Le mani incrociate sul petto significano un'umile atto di rispetto alla maniera orientale, il che si fa davanti a un grande o a un sovrano, se gli si rende un pubblico atto di rispetto. Lo stesso vale quando si prega. Perciò, quando si prega per qualcosa, questo modo di incrociare le mani sul petto è altrettanto indicato, perché la preghiera con le mani congiunte ha lo stesso valore.

14. Mani serrate a forma di croce durante la preghiera. Il serrare a croce delle mani durante la preghiera non è nell'Ordine divino, bensì una pigrizia abituale e una mancanza di umiltà e riverenza dinanzi a Dio quando si prega. Di solito accade a causa della imperfetta visione e insegnamento nelle faccende religiose.

15. Che si possa anche tenere le mani in tasca durante la preghiera, quando può essere fatto in umiltà o in supplica, questo lo potete desumere dalle prescrizioni di decenza indicate prima con la preghiera.

16. La decenza del viso quando si prega. – Dove possibile, l'uomo deve pregare Dio con espressione del viso gentile e fiducioso, poiché la preghiera di un figlio amante che considera Dio come Padre suo di Cui non dubita, bensì crede gioiosamente di ricevere l’impetrato con la preghiera, è molto gradito a Dio. Dio non ascolta le preghiere dei simulatori, degli ipocriti e di quelli che storcono gli occhi.

17. Eccezioni da considerare. – Se siete stanchi e potete pregare meglio stando seduti o coricati, allora state seduti o coricati, e pregate affinché non veniate distolti dalla fatica delle vostre membra o dall'eventuale pressione sgradevole delle vostre ginocchia né dai vostri pensieri smarriti nelle vostre membra sensibili al dolore.

18. Se siete riposati e potete inginocchiarvi, ma non potete farlo davanti ad altra gente, allora alzatevi affinché non si noti nulla di strano in voi e potete compiere indisturbati la vostra meditazione a Me.

19. Se non avete  sosta né occasione, o non avete tempo di pregare a casa, allora pregate col capo coperto[31] per strada da casa al lavoro o dal lavoro verso casa, in modo da non risvegliare schernitori e canzonatori, perché il vostro cuore e i vostri pensieri devono essere presso di Me. Evitate perciò ogni intrusione nella vostra preghiera a causa degli altri oppure guardando dappertutto per vedere tutto ciò che vi si presenta nella vostra vicinanza o che vi passa davanti.

20. Io non vi proibisco di pregare con le labbra, ma ricordatevi che non Mi si deve adorare e pregare con le labbra, ma con l'amore del cuore. Perciò questo si può fare anche con la bocca chiusa. La preghiera recitata ad alta voce e ripetuta come i pappagalli, è per lo più senza valore, perché è solo un blaterare di labbra e non una riflessiva preghiera d’amore con i pensieri che le sono associati. Allora, che senso avrebbero le parole?

21. Se trovate la più grande quiete per la vostra preghiera in chiesa, allora andate in chiesa e pregate lì, poiché Io guardo solo il cuore, e non il luogo in cui pregate, perché dappertutto, Io sono solo in voi, essendo il vostro Spirito, e non al di fuori di voi e nel luogo in cui pregate. Infatti, solo il vostro cuore è il Mio tempio, è la Mia Chiesa vivente nella quale dimoro. Perciò pregate lì dove siete più tranquilli e pregare meglio che potete. Ma non prendete parte a cerimonie che contravvengono l'insegnamento che i Miei apostoli hanno annotato.

22. Solo questo imprimetevi nella mente: – finché reciterete le preghiere affrettatamente, mai ci sarà un vero raccoglimento nel vostro cuore, bensì sarà un ciarlare senza senso e senza amore! Se volete pregare bene, compiacente a Dio, allora esprimete le parole molto lentamente! Pensate ad ogni parola e quale senso queste esprimono, e vivete questo senso con l'accompagnamento dell’amore del cuore! E la vostra preghiera possiederà potenza e forza, se procedete seriamente nei vostri doveri della vita spirituale, vale a dire ravvivando il vostro spirito rendendolo operante in voi! Poi otterrete grazie da Dio, grazie che abbisognate per i vostri doveri di vita che avete posto a voi stessi!

23. Con questo, Miei cari figli, avete ricevuto una chiarificazione dai molteplici aspetti di come Io desideri da voi la preghiera. Seguite le Mie parole ed agite di conseguenza, ed Io guarderò e risponderò alla vostra preghiera con amore e soddisfazione dalla Mia altezza di grazia! Amen!

 

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Cap. 26

Le preghiere pagate non saranno mai ascoltate

Dio non ascolta le preghiere e i canti dei sacerdoti e di chi si fa pagare per questo, perché è un inganno popolare di cui già Pietro diede testimonianza in Samaria, rifiutando con indignazione al mago Simone, che voleva pagare per la concessione delle grazie di Dio, con le parole tonanti: «Che tu sii maledetto per il fatto che credi che il dono o la grazia di Dio sia vendibile per soldi!» [At. 8,20]

 

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Cap. 27

Le preghiere vanno recitate per amore del prossimo

Dio ascolta solo quelle preghiere di un uomo per un altro uomo, sia vivente che morto, recitate per amore del prossimo; ma non per quelle che vengono eseguite a pagamento, perché chi si fa pagare per la preghiera è un salariato giornaliero. Se qualcuno che ha studiato le Sacre Scritture fa questo, allora è un ingannatore del popolo, perché conosce la maledizione di Pietro e le parole di Cristo sui sacerdoti: “Essi saranno rigettati per le preghiere e i canti pagati (celebrazione della messa) e riceveranno tanta più dannazione[32]”.

 

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Cap. 28

Il sostentamento dei sacerdoti non è autorizzato dall’Alto

1. Si sa che Io, come Dio, non sono stato Io a stabilire i sacerdoti nel Nuovo Testamento, bensì sono stati gli uomini stessi a stabilirli col pretesto del Mio nome, poiché Io dissi alla samaritana: «Viene il tempo, ed esso è già qui, dove non adorerai Dio né sul monte Garizim in Samaria, né nel tempio a Gerusalemme, poiché Dio è uno Spirito e dimora nel petto di ogni uomo come Spirito umano», come feci spiegare tramite Paolo: «…chi perciò vuole adorare Dio, deve adorarLo nello spirito del suo cuore amante e, in verità, attraverso l'esercizio delle opere d’amore per il prossimo, dicendo Io: “Ama il tuo prossimo come te stesso e in un modo o nell’altro fai a lui quello che vuoi che egli faccia a te,”».

2. Come poteva Pietro condannare Simone il mago all'inferno in Samaria, se Io non avessi insegnato che le preghiere dei farisei pagati non vengono esaudite da Dio?

3. Queste massime e fatti della Bibbia, generalmente conosciuti, dovrebbero essere compresi giustamente, ovvero che Io non esaudisco le preghiere e i canti dei sacerdoti pagati legalmente o che si fanno pagare! Altro è se Io stesso stabilisco qualcuno come insegnante di religione e il popolo stesso vuole mantenerlo senza esserne obbligato o costretto o con false promesse, come Io lo stabilii con gli apostoli, i quali vissero solo dei caritatevoli doni dei credenti che essi amministravano.

4. Perciò nelle questioni della vera religione indirizzatevi secondo il modo con cui ho proceduto ed ho insegnato Io come Dio in Cristo, ma non come uomini fallibili che stabiliscono i loro ordinamenti umani sul Mio nome, ritenendoli buoni e insegnando al popolo che questi ordinamenti provengono da Me, poiché Io, come Cristo, con il Mio puro Insegnamento ho rigettato tutto il vecchio, e voi dovete regolarvi di conseguenza, non certo ribattere contro di Me come Dio, con argomentazioni provenienti dagli errori di ordinamenti umani!

 

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Cap. 29

Perché inginocchiarsi in preghiera come è comprovato dalla Bibbia

Graz, 13 agosto 1902

1. C'è un grande disaccordo tra gli uomini sulla questione di come si debba testimoniare esteriormente l'umiltà e la riverenza dinanzi a Me, e perciò voglio comunicarvi la Mia volontà.

2. Esaminiamo le prove bibliche in modo da riconoscere come gli uomini più validi del Vecchio e del Nuovo Testamento, i profeti e gli apostoli, si sono comportati esteriormente davanti a Me, dal momento che costoro sono per voi autorevoli perché erano uomini esperti ed avevano un profondo rispetto di Me, il che è una Mia richiesta speciale a tutti voi, se volete servirMi e vivere secondo le Mie parole.

3. Chi invece insegna diversamente da come viene insegnato qui nel libro delle preghiere, questi non parla da Me, bensì dalle sue stesse opinioni (anche se viene indicato come un medium del tempo attuale).

4. Io sono sempre lo stesso Dio, e sono immutabile nelle Mie parole; perciò prestate attenzione su come Mi onoravano coloro con i quali frequentavo, e badate a cosa Io stesso dissi su come Mi si deve adorare!

5. Genesi 18,2: «Quando Abramo vide Me, Jehova, venire con due angeli, Mi corse incontro all’ingresso della tenda e s’inchinò fino a terra dinanzi a Me».

6. Genesi 17,1-3: « Abramo aveva 99 anni quando Io gli apparvi e gli parlai ... e Abramo si prostrò fino a terra e ascoltò ciò che gli dicevo».

7. Il profeta Esdra (capitolo 9,5) dice ... «Mi prostrai in ginocchio, alzai le mani al Signore, Dio mio, e pregai ...».

8. Genesi 17,8-16: «Abramo si prostrò fino a terra».

9. Il profeta e re Davide espresse le Mie parole nel Salmo 22,30: «Tutte le ginocchia si piegheranno dinanzi a Cristo».

10. Lo stesso Davide disse nel Salmo 95,6: «Venite, prostriamoci a terra, inginocchiamoci dinanzi al Signore nostro Creatore».

11. 2° Cronache 6,13: «Il profeta e re Salomone aveva fatto costruire un piedistallo di bronzo ... si presentò su di esso e cadde sulle ginocchia al cospetto di tutta la moltitudine d’Israele, stese le sue mani verso il Cielo e pregò Dio ....»

12. 1° Re. cap. 17 e 18: «Il profeta Elia pregò inflessibile e con potente fede; sette volte si gettò a terra, s’inginocchiò e pregò fino a quando non fu ascoltato».

13. Isaia 45,22: cito le Mie parole: «…volgetevi a Me, allora sarete tutti felici, perché Io sono Dio e all’infuori di Me non ce n’è altri». 23: «.... Davanti a Me si piegherà ogni ginocchio ...».

14. Daniele 6,11: .... «Egli (il profeta Daniele) cadde tre volte al giorno sulle sue ginocchia e pregò e lodò il suo Dio» ecc.

15. L’inginocchiarsi in preghiera genera umiltà e riverenza nei Miei confronti. Chi motteggia ironicamente la preghiera inginocchiata, questi ironizza sulla Mia preghiera nel giardino del Getsemani, poiché come Uomo, inginocchiandoMi, Mi sono umiliato dinanzi a Dio!

16. Pentecoste. – Gli apostoli e i discepoli insieme alle donne che stavano aspettando il battesimo dello Spirito Santo, durante la preghiera s’inginocchiarono per qualche tempo; quando le ginocchia fecero sentir loro dolore, continuarono a pregare stando in piedi con le mani incrociate al petto come segno di umiltà e sporgendosi in avanti.

17. Luca 5,7-8: Quando Pietro vide il miracolo della pesca, Mi riconobbe in Colui che ero, il Messia che dimorava già tra il popolo ed era stato annunciato da Giovanni il Battista. Perciò cadde ai Miei piedi e disse: «Signore, allontanaTi da me, perché sono un peccatore».

18. Paolo scrisse ai romani 14,11: «È scritto: “Com’è vero ch’Io vivo”, dice il Signore e Dio, “dinanzi a Me si piegherà ogni ginocchio e ogni lingua darà lode a Dio».

19. Paolo ai Filippesi 2,10: «Davanti al nome di Gesù tutte le ginocchia di coloro che sono nel cielo, sulla Terra e sotto la Terra devono chinarsi».

20. Paolo agli Efesini 3,13: «Quindi vi chiedo di non perdervi d’animo a motivo delle tribolazioni che soffro a causa vostra, le quali sono invece la vostra gloria». - 14: «Per tal motivo piego le mie ginocchia davanti al Padre, nostro Signore Gesù Cristo», 15: «…da cui prende nome ogni famiglia sia nei Cieli e che sulla Terra».

21. Le testimonianze e le prove addotte dovrebbero essere determinanti se volete presentarvi dinanzi a Me in una posizione particolarmente umile, piena di riverenza, e pregare per qualcosa; così impegnatevi per procedere secondo gli esempi citati. Credo che se perfino Io, Cristo, quale Dio stesso diventato Uomo, come Uomo Mi inginocchiai dinanzi al Padre, che era il Mio Spirito dell'Amore dimorante nel Mio petto, e di cui ero Io stesso il Portatore, e procedetti umile e riverente, questo vi dovrebbe servire come prova di come dovete camminare sulle Mie orme per seguire Me! ‒ Da questi esempi citati voi vedete come Io, i profeti e gli apostoli, ci siamo comportati dinanzi a Dio, e quindi, come dovete comportarvi anche voi.

 

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Cap. 30

Un’esortazione di Gesù male interpretata dagli uomini

Graz, 13 giugno 1903

1. Gli uomini che non pregano volentieri e non si umiliano di buon grado dinanzi a Dio perché in loro c'è ancora troppo di terreno, citano veramente tanto volentieri le Mie parole da loro malintese: [Mt. 6,7 e 14] «Voi non dovete esprimere molte parole, come i gentili, i quali credono di essere sicuramente ascoltati se esprimono molti altisonanti strilli con le labbra; non dovete imitarli, perché Dio sa di cosa avete bisogno, ma se pregate, allora chiamate Dio e chiamateLo quale Padre vostro, e sarete ascoltati. … E se poi avete espresso ad alta voce la preghiera del Padrenostro da Me insegnata, allora, secondo la vostra opinione, credete di aver già fatto abbastanza».

2. Su queste Mie parole della Bibbia (Vangelo) summenzionate, Io qui osservo solo questo: se il più grande profeta del Vecchio Testamento, Mosè, dovette pregare tutto il giorno per la vittoria sugli Amalechiti con le mani alzate, e quando Elia si gettò a terra sette volte e dovette pregare per più di un'ora prima per essere ascoltato, e infine quando Io, Dio nel corpo umano, ho parlato e pregato ogni giorno per tre ore come Uomo con la Divinità in Me, e nel giardino del Getsemani Mi inginocchiai e pregai per un'ora e mezza, allora il tempo da dedicare alla preghiera non è da intendere così come voi pensate di averlo capito da queste Mie precedenti parole!

 

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Cap. 31

Pregare il Padre nella Divinità

 

919 anni dopo la creazione di Adamo, il 12 settembre, ai piedi delle montagne del Libano nella futura Fenicia sul fiume Bostrenus sopra Meara presso Sidone, Jehova insegna agli adamiti a pregare, e fa saper loro che non devono pregare Dio, che è ultra Santo, bensì devono pregare l’Amore in Dio quale Padre dei figli del mondo. Egli dice:

 

[Rivelazione tramite Jakob Lorber: “Governo famiglia di Dio[33]: vol. 1, cap. 167,9-21]

 

9. «Voi però non dovete in altro modo pregare Dio che è Santo, Santo, Santo, se non nell'amore del Padre, poiché di fronte a Dio tutti gli uomini sono un abominio (finché ossequiano il peccato); solo al Padre essi sono figli.

10. La Santità di Dio è intangibile, ma l'Amore del Padre scende ai figli.

11. L'ira di Dio predispone tutte le cose per l’annientamento eterno; invece la misericordia del Padre non lascia mai perire nemmeno il più insignificante sogno.

12. Da parte di Dio deve morire tutto, ma poi sopra i morti viene la vita del Padre. Chi cerca Dio (attraverso la sapienza), Lo perderà, perderà se stesso e la propria vita, poiché Dio non si lascia toccare, e la sapienza degli uomini che Lo cercano è per Lui una stoltezza orribile e ripugnante, ed è inevitabilmente letale per coloro che Lo vanno cercando, poiché l’uomo con la sapienza tocca Dio, ma nessun essere creato può con un senso, qualunque esso sia, toccare Dio e conservare la vita (spirituale). ,

13. Infatti, Dio è un Fuoco eterno purissimo, ma anche infinitamente potente che non si estingue mai; e qualora il Padre non lo mitigasse, esso distruggerebbe immediatamente tutto per l’eternità. - Perciò ognuno deve temere Dio sopra ogni cosa, e deve anche amare il Padre sopra ogni cosa, perché il Padre è il più assoluto opposto di Dio!

14. E tuttavia, Dio non sarebbe Dio senza essere Padre, che è l'eterno Amore in Sé; il Padre però non sarebbe Padre senza essere Dio.

15. Ma come il Padre è tutta la vita in Dio, così anche Dio è tutta la forza e tutta la potenza nel Padre. Senza il Padre, Dio sarebbe per Se stesso inesprimibile, poiché ogni Parola in Lui è rappresentata dal Padre. Il Padre però non sarebbe mai Padre senza Dio; e così Dio e il Padre sono una cosa sola!

16. Chi quindi tocca il Padre con l’amore, questi tocca pure Dio. Chi invece dimentica il Padre, e con la sua sapienza vuol toccare soltanto la Divinità, questi il Padre non lo guarderà; invece lo afferrerà il fuoco della Divinità, lo strapperà e distruggerà disperdendolo nell'infinito, che in seguito non lo si troverà mai più eternamente, e poi non accadrà più facilmente che il Padre lo raccolga cercandolo di nuovo in tutta l'infinità per formarlo di nuovo.

17. Dove però c’è il Padre, là c’è anche Dio. Tuttavia, solo il Padre si rivela ai figli; invece Dio non può rivelarsi a nessuno se non unicamente attraverso il Padre, e quindi il Padre rivela la Divinità. Chi dunque ascolta il Padre, Lo vede e Lo ama, questi ascolta, vede e ama anche Dio; chi viene accolto dal Padre, questi viene accolto anche da Dio.

18. Se qualcuno, indegno, non viene accolto dal Padre, questi cadrà solo nella giudicante e distruttiva Divinità, e allora non ci sarà misericordia, né un qualche amore e grazia.

19. Perciò temete la Divinità, perché è terribile cadere nelle Sue mani!

20. Invece il Padre, amateLo; tenetevi saldi al Suo Amore, e lasciatevi toccare e guidare incessantemente dal Suo Amore; allora non gusterete la morte eternamente, all’infuori della separazione dal corpo, che è una maledizione della Divinità, in cui la vita proveniente dal Padre viene salvaguardata dall’ira della Divinità attraverso la protezione del Padre.

21. Dalla mano di Dio ricevete la maledizione (questo significa che dovete morire per i vostri peccati commessi); dalla mano del Padre ricevete invece la benedizione dell'Amore e di ogni vita che da questo Amore proviene (cioè il Suo Spirito divino dell’Amore e della Vita). Attenetevi perciò eternamente all’Amore, allora sussisterete nell'Amore; dove invece vi manterrete nella sapienza (ovvero nella Divinità), allora perirete e sarete spazzati via e ridotti a nulla per l’eternità dallo Spirito della Divinità».

*

1. (spiegazione): Qui si dice che si deve aver paura della Divinità e che ci si deve attenere solo al Padre. Cosa c’è da intendere con questo? Con questo s’intende che l'uomo con la sua cervellotica e sofisticata sapienza non deve mai mettere peccaminosamente le mani addosso alla Divinità, che è Sapienza ed Onnipotenza, perché Questa lo distrugge, cioè lo scaccia nelle tenebre dell'inferno, o in casi troppo gravi di colpa lo riduce in atomi e lo lascia di nuovo passare nella migrazione dell'anima (nuova relegazione[34] o seconda morte o morte dell’anima ), il che dura un enorme numero di anni prima di ri-attraversare il regno minerale, vegetale e animale fino all'anima umana, per rinascere come uomo nel mondo.

2. Perciò attenetevi solo all’Amore e seguite la Mia massima: «Ciò che chiederete al Padre nel Mio nome, vi sarà dato», perché adesso Io sono Gesù. Da quando sono passato nell’Amore attraverso la sofferenza e la morte per voi, Io stesso sono il Padre, ovvero l'Amore in Dio; ma non toccateMi nella vostra sapienza e non pregate l’Onnisciente Dio, ma il Padre amorevole, affinché veniate ascoltati.

 

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Cap. 32

Solo Dio può ascoltare la nostra preghiera

Graz, 30 giugno 1903

1. Senza pregare e supplicare, nulla viene dato di ciò che di speciale l'uomo desidera ottenere e avere da Dio.

2. La sola volontà di ottenere qualcosa è impotente, poiché se la volontà fosse in grado di fare qualcosa, allora non ci sarebbero né poveri né mendicanti, perché tutti costoro vorrebbero avere continuamente ciò che non hanno. Questo, però, si può raggiungere solo attraverso la preghiera e la supplica, se l’uomo è arrendevole, serio, forte di volontà, credendo senza dubitare e rivolge la sua preghiera con riverenza, umiltà e amore a Dio.

3. Alla domanda se sarà Dio o altri esseri spirituali ad ascoltare la preghiera e la supplica, è già stato risposto, perché l'uomo prega o supplica Colui che spera lo ascolti. Quindi l'uomo prega Dio e Lo implora affinché lo ascolti, e poiché Dio dimora nel suo petto e l'uomo è figlio Suo, sarà dunque evidente per tutti gli uomini senzienti che, come i genitori ascoltano la preghiera del figlio e la esaudiscono, soprattutto se questa non è contro la sua salute ma per la sua utilità, allo stesso modo è solo ed esclusivamente Dio, che è allo stesso tempo Padre e Madre spirituale dell'uomo, Colui che ascolta la preghiera di Suo figlio, e non altri esseri spirituali, angeli o spiriti estranei. Questo fatto descrive secondo natura la circostanza che, se qualcuno va a chiedere qualcosa ad un principe, solo il principe al quale si è avanzata la preghiera sarà il suo ascoltatore, e non il suo cameriere particolare, il suo lacchè di corte, il cuoco di corte o altrimenti un’altra persona di corte che non ha pregato.

4. Per questa ragione non dovete credere agli insegnamenti dei falsi profeti che vi insegnano diversamente, bensì dovete indirizzarvi secondo i Miei Insegnamenti, poiché senza la Mia volontà, nessuno vi può aiutare, e senza la Mia autorizzazione, nessuno ha il permesso di aiutare.

5. Io sono il Padre vostro spirituale tramite la Mia cura paterna, e allo stesso tempo la Madre, attraverso la forza del Mio Amore per i Miei figli, perciò ho certamente la massima cura e amore per voi, e faccio tutto ciò che è profittevole per il vostro benessere materiale e la spirituale salvezza dell’anima. Perciò pregate in questo senso e fedeli a Me, e sarete ascoltati.

 

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Cap. 33

Nella preghiera percepire bene se la richiesta non è contro la salvezza spirituale

Graz, 23 dicembre 1903

1. Colui che vuole ottenere qualcosa attraverso la preghiera, deve prima riflettere bene se ciò che vuol chiedere non potrebbe diventare la sua rovina spirituale, poiché in questo caso, di solito non sarà ascoltato. Se invece l'uomo trova che ciò per cui prega non è contro la salvezza della sua anima, e perciò Dio non può avere nulla in contrario, allora deve percepire in maniera vivente che la sua volontà è collegata con la volontà di Dio ed è una cosa sola con questa, e quindi, che nulla si oppone alla volontà dell’adempimento. Allora egli sentirà e crederà questo in maniera vivente, e pregherà pieno d’amore, e vorrà associare la preghiera con l’incrollabile volontà del Padre suo Celeste, affinché si adempia, …e ciò funzionerà!

2. Tali esaudimenti avvengono nel caso di malattia, o di fatali condizioni di vita e simili vitali avvenimenti straordinari.

 

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Cap. 34

Per l’esaudimento, occorre pulire prima la veste spirituale

Graz, 9 gennaio 1904

1. Se si va all’udienza di un re, allora s’indossa l'abito prescritto o perlomeno il migliore e più puro, poiché questo è ciò che spetta alla riverenza della persona davanti alla quale si vuol comparire; ma se si va dinanzi a Dio con una preghiera, allora innanzitutto deve essere effettuata la purificazione interiore della veste spirituale, con la quale si va con amore, umiltà e riverenza dinanzi a Dio. Che le preghiere, prima del lavaggio o della purificazione dal male, non saranno ascoltate da Dio, è insegnato nel profeta Isaia:

2. [Is. 1,4]: «Guai alla popolazione peccatrice, al popolo carico di iniquità! Hanno voltato le spalle (al Signore) e si sono allontanati». [Is. 1,15]: «…perciò sebbene stendete le vostre mani, Io distolgo gli occhi da voi, anche se moltiplicate le preghiera, Io non ascolto».

 

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Cap. 35

Amore, umiltà e riverenza dinanzi a Dio

Graz, 20 agosto 1903

1. Molti lettori dei Miei libri teosofici non riescono a conciliare le rivelazioni (ricevute) tramite il Mio scrivano Lorber con la posizione spirituale superiore richiesta nella preghiera, perché Lorber prescrisse da Me solo amore, ma non umiltà e riverenza dinanzi a Me.

2. Vi ho già spiegato in altri brani che ogni medium riporta le Mie parole in base al livello della sua formazione e del suo punto di vista spirituale. Così voi vedete che i (popoli) primitivi, i quali comprendono correttamente, ma spiritualmente, la Mia divina Sublimità, Mi adorano piegandosi con la faccia a terra. I Miei arcangeli Michael, Gabriel, Raphael, ecc. sono certamente i più elevati spiriti celesti della Nuova Gerusalemme, e vedete, questi elevatissimi spiriti, che proprio dalla loro virtù dell'amore fanno risultare le rimanenti altre virtù, e che occupano i posti più alti nel Mio regno celeste, giacevano a terra in umiltà e riverenza[35] dinanzi a Me quando Io parlavo, sebbene fossi per gli uomini solo un Figlio prediletto, come vi riferisce la ‘Storia della Mia giovinezza’[36]. La stessa cosa ve lo riferisce anche l’ingresso nella Nuova Gerusalemme del Dr. Martin Lutero (cap. 62,6) e di Emanuel Swedenborg (cap. 28,2).

3. Se qui avviene in voi una formazione superiore dello spirito, allora comprenderete che esso serve al vostro sviluppo spirituale superiore, e che il medium scrivano ha afferrato con lo sguardo la verità, e pertanto riproduce la Mia volontà in maniera più pura e più elevata di come ha fatto Lorber, il quale ha intrecciato anche delle sue proprie opinioni nella Mia divina Parola, e così intorbidì la purezza della divina verità facendo confluire il suo pensiero umano nella stesura dei dettati[37].

4. L'amore nel cuore vale per il Padre, ovvero per l'amore in Dio; l'umiltà, che si può testimoniare spiritualmente, ma più esteriormente con il corpo, vale per la Mia sapienza, alla quale ci si può avvicinare solo nell'umiltà, poiché essa è l'inavvicinabile Santità in Dio, perciò l'adorazione sulla faccia degli umili e in ginocchio. Infine la riverenza corrisponde alla sublime onnipotenza di Dio, davanti alla quale l'uomo è solo una piccola creatura nella polvere della sua nullità.

5 Pertanto, prendetevi a cuore gli insegnamenti che vi vengono dati qui nel vero spirito dell'amore, quindi nello spirito puro, e seguiteli, affinché possiate raggiungere la salvezza dell’eterna vita!

 

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Cap. 36

La preghiera del Padrenostro

Norimberga, dal 6 al 14 novembre, 1707

(Rivelazione attraverso Johann Tennhardt[38]):

1. O voi uomini, ponderate, ponderate per questo la vostra intera vita così come deve essere praticata: vogliamo considerare di tutta la vostra intera vita il più santo, anzi il santissimo di un quarto di oretta, poiché tutto il tempo che voi uomini trascorrete sulla Terra, lo sprecate senza vivere il tempo da dedicare in onore al vostro Dio. Ora chiedetevi se con questo modo di recitare la preghiera del Signore (ovvero il Padrenostro), si renda veramente onore a Dio. Adesso vogliamo esaminarlo e apprendere come Mi onorate, – dice il signore Zebaoth.

2. Voi iniziate e dite: “Padre nostro che sei nei Cieli”. – Se il Mio Cielo e la Mia dimora sono in un cuore contrito e infranto, ebbene, come possono essere i vostri cuori il Mio Cielo, se il demone, il peccato, la depravazione e tutti i vizi, vi dimorano? Esaminate, per volere del Mio Amore che ancora vi porto, se il demone della menzogna non dimori ancora nel vostro cuore. Chiedetevi se non usiate abbastanza spesso una menzogna o una stimabile bugia, o alcune falsità verso il prossimo (nel quale dimora la Mia immagine). Chiedetevi, Io dico, se non dimorino in voi la lussuria, l’amore per il mondo o per il danaro e se non proviate ancora la voglia di avere questo o quello, di godere questo e quello. Esaminate quanto male estirpate, e quante cattive voglie e desideri che sorgono dai vostri cuori sopprimete. Esaminate se il demone dell’ira dimori anche nel vostro cuore. Esaminate se nel vostro cuore non dimori la preoccupazione di voler provvedere a voi stessi e ai vostri. Esaminate se l’egoismo, l’amor proprio e la volontà individuale non dimorino ancora in voi. Esaminate, dico Io, se l'impazienza, l’impudicizia, la disobbedienza insieme ad altre depravazioni e vizi non dimorino nei vostri cuori. In verità, come potete dire adesso: “Padre nostro, che sei nel Cielo”? – Oh, quale terribile menzogna voi concepite! I Miei (veri) figli si lasciano guidare dal Mio Spirito. I Miei (veri) figli osservano i Miei Comandamenti e fanno la Mia volontà! Essi Mi amano con tutto il cuore e con tutta l’anima, ed amano il loro povero prossimo come se stessi! I Miei figli amano i loro nemici, benedicono coloro che li maledicono, e pregano per i loro offensori. I Miei figli accettano tutto da Me con lo stesso amore, sia che si tratti di croci, di vergognoso disprezzo, tribolazioni o qualunque cosa possano incontrare; essi ne sono soddisfatti e lo accettano dalla Mia amorevole mano, ben sapendo che tutto dovrà servir loro per il meglio. I Miei figli hanno crocifisso la loro carne insieme alle voglie e brame, si sono rinnegati e prendono su di sé la loro croce e Mi imitano nella negazione e nella rinascita. I Miei figli non si equiparano più al mondo in tutto il loro fare e non fare. I Miei figli ascoltano la Mia voce nei loro cuori e Mi seguono. I Miei figli credono in Me, si affidano a Me e Mi temono. Essi hanno sempre rispetto della Mia voce paterna nei loro cuori, e quando sentono da Me un comando, sono felici di obbedire.

3. Vedete, questi sono i Miei figli e le Mie pecorelle! Questi possono dichiarare la verità: Padre nostro che sei nel Cielo, vale a dire nel nostro fedele cuore. Perciò cambiate sentimento, fate penitenza e convertitevi a Me, ovvero invocate il Padre al Quale servite e obbedite, che non vuole più essere pregato da voi in maniera così mendace e vergognosa, dicendo “Padre”, “…Padre nostro”, il che è un abominio dinanzi a Me. Quando volete pregare, allora pregate, ovvero dite la verità. Il demone è un padre di tutti i bugiardi, di tutti gli orgogliosi, di tutti gli adirati, di tutti i lussuriosi, di tutti i libidinosi, di tutti i fornicatori e adulteri, di tutti gli ingordi smodati e ubriaconi, di tutti i bestemmiatori e diffamatori; sì, il diavolo è il padre di tutti i disobbedienti, degli empi e degli idolatri, di tutti i vizi e depravazioni, ecc. Tutti loro saranno nel fango che arde con fuoco e zolfo. Dire “Padre”, “…Padre nostro”, non vi aiuterà in quel grande ‘giorno del giudizio’. Perciò purificatevi, togliete il vostro essere cattivo e ingiusto dagli occhi Miei, e siate misericordiosi verso il prossimo bisognoso. Poi venite e implorateMi nel bisogno; allora vi salverò dalle tribolazioni, angustie e bisogni.

4. Inoltre, voi dite: sia santificato il Tuo nome”. Ebbene, in che modo il Mio nome deve essere santificato, dal momento che conducete una vita non santa, immorale, doppia, ipocrita, lusinghevole, falsa, elogiandovi con parole inutili espresse dalla vostra bocca? Perciò dico a tutti voi: “Esaminatevi!”. Dov’è il desiderio o i sospiri con i quali il Mio nome, che in se stesso è santo, santo, santo, dovrebbe essere santificato in voi e attraverso di voi? Dove vi sforzate a santificare il Mio nome? Dove ci si preoccupa per questo? Dove ne parlate? Dove si cerca l'onore del Mio nome? Voi cercate sì il vostro onore che è del diavolo, e conformi a questo correte e correte a precipizio; conformi a questo vi adoperate; conformi a questo lottate, per essere onorati dal mondo in tutto quello che fate. Nondimeno, imprimetevi nella mente che senza il Mio Spirito, il Mio nome non può essere santificato! Dapprima dovete essere santificati voi, se volete santificare il Mio nome. – Come può, il non santo, santificare il Santissimo? Pertanto, chi vuol davvero pregare: sia santificato il Tuo nome, si preoccupi seriamente di come può condurre una vita santa. Ora voi non potete vivere una vita santa senza il Mio Santo Spirito (il Mio Spirito non dimora assoggettato in nessun corpo colmo di peccati). Se dunque volete santificare il Mio nome, allora dovete purificarvi seriamente da tutti i peccati, e cercare, pregare e supplicare di poter ricevere il Mio Spirito, perseverando con la preghiera e senza stancarvi. Quando poi avrete ricevuto lo Spirito Santo, questo potrà e vi insegnerà come dovete pregare nella verità: sia santificato il Tuo nome; anzi, vi applicherete ed avrete cura di non disonorare più il Mio nome con discorsi inutili o altrimenti con le vostre azioni. Fino a quando non vi troverete in voi, la vostra preghiera non sarà altro che bugia e abominazione dinanzi a Me. Perciò esaminatevi, verificatevi e scrutate come la pensano i vostri cuori, poiché i veri adoratori pregano il Padre in spirito e in verità (il Mio caro Figlio è la verità) e parlano nei cuori con desiderio bramoso d'amore: sia santificato il Tuo nome! –

5. E ancora: “venga il Tuo regno”. – Con la bocca dici: venga il Tuo regno, ma non vuoi uscire dal regno del Satan! La rinuncia, ovvero la povera vita di Mio Figlio, non ti si addice! Tu presumi di giungere nel Regno di Dio solo quando sarai morto, così nel frattempo credi di poter godere con diletto il regno del mondo, credi di aver bisogno delle tue comodità secondo la tua stessa volontà e piacere, vivendo in mollezze, piacevolezze e dolcezza (come piaceva al vostro vecchio Adamo caduto). Per questo la tua bocca parla, e il tuo cuore non desidera abbandonare le sue vecchie abitudini inveterate. Perciò fa penitenza e cambia il tuo animo. Vedi, Io vengo presto e porterò con Me la Mia ricompensa che ti sei guadagnato con la tua mollezza e le tue comodità, poiché ti dico: “Tu stesso, chiunque tu sia, anzi, dovessi anche essere il sacerdote o il dottore più colto delle Scritture, fintanto che sei sostenuto nella tua carica e condizione sociale, amato e onorato dagli uomini del mondo, allora il regno di Satana è ancora in te. Per questo non posso stabilire il Mio regno in te, per quanto volentieri lo vorrei, perché Mi ostacoli con la tua vita egoistica e ostinata. Ricorda tuttavia le cinque vergini stolte e il giovane che si è attenuto ai Miei Comandamenti dalla giovinezza, che anch’Io dovevo amarlo per questo. Tuttavia essi non volevano entrare nella giusta rinuncia e cambiare completamente i loro sensi, perciò Io non potevo neanche stabilire completamente il Mio regno di grazia in loro. Fu sempre la loro stessa volontà a non lasciarMi entrare nel cuore, considerato che già bussavo ogni giorno. Così non tutte le volte Mi fu aperto, perciò nemmeno a loro venne aperta la porta per il regno dell'onore. Se Mi avessero riconosciuto subito, pur non conoscendoMi giustamente secondo l'uomo interiore… E per questo, neanche Io li conobbi.

6. Perciò esaminati, caro uomo, chiunque tu possa essere! Quanto più in alto sei, tanto più umiliati. Va’ e dà una scorsa alla Mia povera vita; esaminala bene e prendila a cuore, comparala alla tua vita, allora troverai presto se vivo in te ed ho il Mio regno in te. Tu sei ancora onorato e amato dal mondo, e accetti doni, titoli e gradi, anche se non ne hai bisogno, sei un grande e istruito sacerdote o dottore allora sei ancora catturato dal diavolo. Anche Tauler[39] a suo tempo predicava e insegnava tanto quanto te, ed era famoso in lungo e in largo! Sì, lo si ascoltava volentieri; nondimeno non ho potuto stabilire in lui il Mio regno fino a quando non entrò nella completa rinuncia. Leggi il suo percorso di vita e ti renderai conto.

7. Io ti assicuro che se non ti cambierai e rinnegherai che Io possa erigere il Mio regno in questo tempo in te, dopo la morte non entrerai affatto nel Mio regno dell'Onore. Come ti troverò, così ti giudicherò. Se non vuoi accettare il regno di Grazia e farlo sorgere desiderandolo nel tempo, il regno dell'Onore ti verrà a mancare anche nell'Eternità. Non lasciarti accecare ulteriormente dal diavolo, sottraiti in fretta dalle sue mani, cercaMi, desideraMi e migliorati in tutto, poiché con il libero arbitrio puoi diventare qualunque cosa. Il Mio regno di grazia sta nelle tue mani. Stendi la mano alla croce e prega al fine di conoscere i tuoi peccati; allora ti si mostrerà presto che regno troverai ancora in te.

8. Il Mio regno è in te, crediMi, se sei disprezzato, deriso e perseguitato dal mondo; se ami solamente Me e non stimi onore, beni e soldi, neanche croci, tribolazioni e dolori, conoscendo Colui che ha la Sua dimora nel tuo cuore. Il Mio regno è in te, o caro uomo, crediMi, se percepirai il Mio dolce Amore in te e, nei fatti, sarai purificato da tutti i tuoi peccati. Il Mio regno è in te, crediMi: Io non sono muto, non sono abituato a tacere, bensì parlo con te ed annuncio diligentemente la volontà del Padre Mio; le Mie pecorelle ascoltano la Mia voce e Mi seguono, ed Io do loro la vita eterna, anzi, loro hanno già la vita eterna in sé. Se il Mio regno è in te, allora crediMi e fidati delle Mie parole; in primo luogo nella mia figura piccola e umile, secondo la semplicità dell’amare, e poi secondo la forza, potenza, potestà, onore e vigore, allora ti meraviglierai di come opero in te e come vivo con la Mia presenza nelle e sulle anime, anzi, per giunta dotate ancora con un nuovo nome che nessuno in generale conosce, poiché tu solo lo conosci. Sì, sentirai cantare a Dio anche gli angeli con le loro amabili voci nella tua anima, per lodarLo e glorificarLo con maniere amabili. Anzi ti mostrerò anche i tuoi stessi errori, dove in un modo o nell'altro hai agito ingiustamente. Il Mio Spirito ti insegnerà anche ad essere giustamente umile, e passare completamente sotto la Mia volontà.

9. Vedi, caro uomo, non posso tacere più a lungo. Se non trovi tali testimoni in te, allora credi sicuramente a Me. Se va molto male con te, non riposare; prega, implora, sospira con diligente e grande desiderio. Oh, non accontentarti. Dopo percepirai che il Mio regno è sorto in te. Perciò muori a te stesso, affinché abbia il dominio in te; allora voglio provvedere affinché l'arido suolo nel tuo corpo diventi fertile e il nascosto chicco di frumento rimanga nella tua anima, poiché non può germogliare rigogliosamente prima che non sia innaffiato da Me con l'acqua divina. Allora diventerà verde e crescerà fino a diventare un albero, poiché ora si trova in un nuovo terreno, dove il vecchio passerà e il presente esisterà con la tua preghiera e con la tua lode. Con il Mio e Padre tuo lassù, vedrai anche il Mio regno venire con forza e potenza. poiché coloro che si fanno violenza, lo attirano a sé, e questi sicuramente credono: “Sì, ora pregherò nella verità e non più con ipocrisia: venga il Tuo regno, e sia fatta la Tua volontà, come in Cielo, così in Terra”.

10. La tua bocca dice: “La Tua volontà sia fatta”, il tuo cuore invece: “La mia volontà sia fatta”. In tutta la vita fai secondo la tua e non secondo la Mia volontà. Tu pensi sia sufficiente quando ti alzi e preghi, dicendo: sia fatta la Tua volontà. No! Non è abbastanza, devi fare la Mia volontà, anzi devi farla se vuoi diventare beato; e se la tua preghiera deve essere gradita dinanzi a Me, devi sopprimere la tua volontà, arrenderti alla Mia ed accettare tutto dalla Mia amorevole mano qualunque dispiacere ti possa accadere tra tutte le creature che sono nei Cieli e sulla Terra. Non devi essere aggressivo né litigioso, ma in tutto essere giusto secondo la Mia volontà. Allora ti darò la vita eterna, e dopo, nella vita che vivrai interiormente, potrai pregare non solo in verità: sia fatta la Tua volontà come in Cielo così in Terra, ma farai con gioia anche la Mia volontà, e secondo i Miei Comandamenti diventerai irreprensibile, non rimproverabile, anzi Mi loderai, glorificherai, onorerai ed esalterai spesso e in svariati modi, interiormente ed esteriormente, come fanno gli angeli nel Cielo.

11. O caro uomo, ecco come ti trovo con la tua preghiera. Non è un abominio ed un grande vergognoso peccato il fatto che ti lasci sedurre dal diavolo, vivendo ed agendo secondo la sua volontà? Sì, puoi ancora venire dinanzi a Me così impertinente e dire: “Sia fatta la Tua volontà!”? E se talvolta voglio impedire che la tua volontà possa realizzarsi, non ne sei affatto soddisfatto, bensì ti opponi e ti dispiace che non sempre vada secondo la tua volontà.

12. Vedi, così ti trovo nella tua preghiera. – Non dovrei forse lamentarMi e dire: “Gli uomini non vogliono più lasciarsi guidare dal Mio Spirito?”. Per questo voglio anche venir presto (1707!!) e fare secondo la Mia volontà, affinché essi possano sentire, così bene qui nel mondo, come anche lì nell’eternità, cosa voglio dire. Amen!

13. Ora tu reciti: “dacci oggi il nostro pane quotidiano”: sì, ma tu non desideri il Mio pane, bensì quello ‘temporale’, il ‘materiale’, per questo preghi, per questo ti preoccupi, per questo corri e corri a precipizio, per questo operi e stai in guardia. Inoltre guardi a bocca aperta e ti adoperi mattina e sera. Poi cadi, poi lotti e combatti, disputi e guerreggi, ecc. Ma il Mio pane celeste lo disprezzi, il pane soprannaturale e predestinato non lo vuoi. Tu pensi che Cristo sia qui e là nel pane e nel vino ma, o caro uomo, tu vuoi essere ingannato dal diavolo e dagli uomini! Non ti ho detto: “Quando diranno: Ecco, qui c’è Cristo!’, non devi crederci! Perché non Mi segui? CercaMi nel tuo cuore e nella tua anima, lì Mi troverai, lì voglio nutrirti e ristorarti! Sì figlio Mio, se vuoi che Io rinasca in te, dovrai prendere il pane che potrà nutrire, saziare e ristorare la tua anima. Cristo vuole essere il cibo e vuol nutrire solo l’anima; non il vecchio corpo adamitico che deve essere eliminato. Se uccidete (spiritualmente) le vostre membra sulla Terra, le cose miglioreranno presto con voi; anzi, imparerete a riconoscerMi e Mi chiamerete ‘Padre’ nel cuore. Voglio darvi poi questo Mio pane, che è la vita sostanziale. Non vi ho anche prescritto e detto: «Non dovete preoccuparvi e dire:Cosa mangeremo? Cosa berremo?’, e: ‘Con che cosa ci vestiremo?’. I pagani mirano a tutto questo». Ma voi, insubordinati, buttate tutto sottosopra: “Ciò che voglio Io, non lo volete voi; e ciò che Io non voglio, lo volete voi!”. – Nondimeno, credeteMi: Io sto davanti ad ogni porta del cuore e busso. Se Mi viene aperto, entro e celebro la cena con lui, e lui con Me. Invece voi Mi lasciate stare e lasciate bussare, e nessuno vuole sentirMi, perché i vostri orecchi sono completamente distolti da Me, essi sono per il mondo e per Satana, al quale date ascolto. Ma badate, non durerà eternamente, allora anche voi starete lì, busserete e direte: “Signore, Signore, aprici, perché tutti abbiamo mangiato e bevuto dinanzi a Te un quarto di anno e ci hai istruiti nei vicoli di quella grande casa di pietra”. Ma Io dirò: “Io non so di dove siete, lasciate che i vostri istruttori vi aiutino, ai quali affidate le vostre anime e a cui credete!” (Lc. 13,27). Allora piangerete disperatamente e batterete i denti insieme a loro, e la vostra parte sarà nel pantano che arde con fuoco e zolfo. Chi ha orecchi per intendere, intenda ciò che lo Spirito dice alle comunità dei fedeli: “L'uomo terreno è mondano, carnale e bestiale, si preoccupa e prega per il pane terreno, il quale mantiene e nutre la carne, grida come un animale o una bestia affamata; invece l'uomo spirituale è spirituale, celestiale e divino, vuole da Me il pane spirituale, celestiale e divino, e vuole il giusto Padre spirituale, Celeste e Divino; a questi sarà anche dato (il pane), grazie al quale egli otterrà la vita eterna, e non avrà nell’eternità mai più fame e sete, poiché se Io do il pane terreno a giudei e pagani non invitati, perché non dovrei darlo ai figli Miei? Oh, quando costoro cercavano anzitutto le cose celesti, le cose terrene gli venivano date nella misura utile e necessaria in quel momento. Ma così è un abominio, una beffa e una vergogna che ho di coloro che si definiscono cristiani usando il Mio nome, che essi disprezzano, poiché rifiutano Me, l'Eterno Altissimo unico vero Bene e Pane dell'anima, anzi perfino perseguitano, eppure nella loro preghiera chiedono e pretendono il pane transitorio. Perciò viene loro anche dato, perché hanno lì la loro ricompensa e il loro salario, perché pregano: dacci oggi il nostro pane quotidiano, dal momento che qualcuno ha già così tanto che non riuscirà a mangiarlo completamente prima di mille anni.

14. Vedete, voi uomini ingannati e accecati dal diavolo, come e cosa pregate! Non sarebbe meglio per voi, tacere, che pregare per l'impossibilità della beatitudine che avete sul collo? L'uomo, infatti, vive solo del pane terreno, e non, piuttosto, attraverso ogni parola che esce dalla Mia bocca?

15. Perché nessuno prega nel giusto ordine per il Mio Pane o per la Parola interiore animica, né vi adoperate conformemente, lottando e combattendo. Allora neanche avrete nulla di questa Parola o ‘Pane’, da cui potreste ottenere la vita eterna della vostra anima! Chi ha orecchi per udire, oda ciò che lo Spirito dice agli increduli, non rinati, ipocriti cristiani: “Un animale, oppure una qualunque bestia, quando hanno da mangiare sono soddisfatti e stanno zitti; voi invece no!”. Oh, che orrore!

16. Tu inoltre invochi: “e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. – O misero uomo! Come o cosa preghi qui? Non dovresti riflettere in primo luogo, se tu sei Mio discepolo o un seguace? Se ricevi tutto dalla Mia mano, cosa ti succede di avverso nei confronti di tutti gli uomini? Se perdoni, perdoni e dimentichi tutto ciò che ti hanno fatto o non fatto? Tu dici che Io devo perdonare la tua colpa, come tu perdoni il tuo offensore; ma come lo perdoni? Abbastanza male. Tu vorresti piuttosto che il diavolo lo prendesse, che lo strozzasse la rovina o una brutta malattia, che morisse di morte improvvisa, che Dio lo castigasse, anzi, tu dici bene: “Volevo che il tuono e la tempesta lo uccidessero e che dovesse essere dannato in eterno!”. Vedi, e ponderalo bene. Allora perdona il tuo offensore e prega altrettanto che anch’Io debba perdonarti. Anzi, i migliori di tutti i cristiani, che pretendono di essere i più devoti, dicono: “Io voglio ben perdonarlo, e tuttavia non posso dimenticare!”.Oh, non sei né caldo né freddo! Ahimè, che tu sia caldo o freddo! Cambia il tuo animo, altrimenti devo vomitarti. Se tu fossi Mio discepolo, ovvero figlio Mio o un cristiano di vera fede, ti rallegreresti se attraverso gli uomini ti aiutassi ad uccidere o a soffocare i tuoi nemici (animici), cioè la tua ostinazione, l’onor proprio, l’amor proprio e tutto il vecchio Adamo! Se tu fossi nella vera abnegazione, saresti soddisfatto se ti togliessi il tuo denaro e i tuoi beni, attraverso chi e come Io volessi! Sì, tu ameresti i tuoi nemici, perché essi, aiutandoti a combattere contro i tuoi eterni nemici, ti aiuterebbero a salvarti dall’eterna prigionia (spirituale); sì, benediresti coloro che ti maledicono e pregheresti per loro se ti offendessero, e diresti a Me: Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno’. Così daresti loro a riconoscere il loro spirito immanente che li stimolerebbe a questo, e li salveresti dai loro nemici animici. Daresti loro il tuo Santo Spirito, e li smuoveresti per Suo tramite”.

17. Tu, invece, non vuoi perdonare i tuoi offensori in questo modo, eppure pretendi che Io lo faccia con te. Ora rifletti su cosa preghi e chiedi. Diverso sarebbe se tu dicessi: “Padre, consapevolmente non voglio perdonare quest’uomo che mi ha fatto questo e quello, quindi non perdonare neanche me. Io lo maledico e lo condanno. Prima che io faccia o viva secondo la Tua volontà, voglio piuttosto che Tu maledica e condanni anche me; prima di volerTi seguire e perdonare i miei offensori secondo la Tua volontà, voglio piuttosto essere dannato eternamente!”. – Vedi, tu, uomo ingannato e accecato dal diavolo. Prega così quando dici: e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

18. “E non c’indurre in tentazione, ma liberaci dal male”. – Io non induco nessuno al male! Con la bocca voi dite “non indurci in tentazione”, ma lottate e correte nella tentazione con tutta la vostra vita e il vostro agire. Ognuno gradisce essere altamente onorato e amato dal mondo o nel mondo; ognuno vuole avere senz’altro, soldi, beni e giorni buoni; ognuno vuol mangiare e bere, preferibilmente ciò che ha un buon sapore; sì, ognuno cura e attende al proprio corpo con tenerezza e affetto, in modo che il vecchio Adamo rimanga estremamente forte. In tal modo anche tutte le voglie e i desideri malvagi diventano poderosi e forti, per tentarvi in differenti modi e vie. Ecco perché è una preghiera bugiarda! Se veramente aveste un desiderio sincero di non lasciarvi cadere completamente nella tentazione del diavolo o del vecchio Adamo, allora vi sforzereste o stareste attenti a rinunciare a voi stessi, e sopprimereste il vecchio Adamo con l’astensione, la vigilanza, l’astinenza e la castità, come avete promesso nel santo battesimo, in modo che l’uomo nuovo, o l’Adamo (in voi), possa crescere in voi ogni giorno e preservarvi dalla tentazione, anzi, liberarvi da ogni male, come recitate successivamente, ma in modo altrettanto falso e mendace.

19. La ricchezza, per gli scellerati e gli increduli, è un grande male e un grande impedimento al regno di Dio. Nondimeno, tutti la desiderano, e con la bocca dicono: “Liberaci dal male”. L’emulazione della povertà di Mio Figlio, nell'umiltà e nella modestia, libera da tutto il male e conduce all’eterno bene portando l’eterna beatitudine. Ma a nessuno garba questo, nessuno desidera questo, e tuttavia essi gridano a squarcia gola: “Liberaci dal male!”. Egli, Mio Figlio, è andato in povere condizioni. E perché? Perché voleva catturare il diavolo! – Se voi volete e desiderate essere liberi da ogni male, allora entrate nella rinuncia ed iniziate la povera vita di Gesù; uccidete le vostre membra quale l’amor proprio, l’onor proprio, la volontà propria, tutti i desideri e le voglie mondane transitorie insieme al temporale; ripudiate tutto: comodità, piacevolezze e tenerezze; resistete al diavolo, così egli fuggirà da voi! Questo è il male di tutti i mali.

20. Se ora evitate tutti i peccati e tutti i vizi e scacciate da voi tutte le depravazioni, Io verrò volentieri in aiuto e vi libererò da tutti i mali e da tutte le cattiverie. Ma voi non lo desiderate in questo tempo, bensì dopo la morte, nell'eternità. In questo tempo volete servire deliberatamente il diavolo, il mondo e la vostra stessa carne e il sangue, e volete accettare e godervi il temporale e il transitorio che il diavolo vi presenta e vi offre, e in questo modo volete sedere qui in paradiso, che (per voi) non ha nessuna consistenza, ma volete servirMi solo dopo la vostra morte. Io vi dico che chi non Mi serve in questo tempo, avrà e riceverà lì un cattivo salario. – Attraverso povertà, rinunce, croci e tribolazioni, dovete, dal regno del diavolo, entrare nel Mio regno, e non attraverso comodità e ostinazione! Se questo non vi si addice e non volete seguirMi nella rinuncia come l’ho fatto Io, Mi accontento anche delle vostre vergognose e false bugie blaterate, quando parlate o pregate: “Liberaci dal male”. Chi esige questa preghiera da voi, voi increduli, cristiani a parole? L’ho insegnata Io ai Miei discepoli e ai Miei seguaci, e non voi! Chiunque serve se stesso, serve il mondo e il diavolo; questi prega anche se stesso, il mondo e unicamente il diavolo (come fate anche voi). Io non sono più stato adorato da voi se non in questo modo mendace, poiché le vostre preghiere dei giorni di Sabato e dei giorni di festa, non sono niente! Voi siete un abominio dinanzi a Me, insieme a tutto il vostro servizio religioso! – Così parla il Signore Zebaoth!

21. Ebbene, com’è l'intera preghiera, così è anche la conclusione quando si dice biascicando, pontificando e mentendo con la bocca da meretrice idolatra: “Tuo è il regno!”, poiché, certamente, il Satan domina ancora in voi, anzi, il migliore di voi usa queste misere scuse: “Siamo uomini deboli”. – Oh, i Miei e i fervidi credenti non dicono così. Essi dicono: “Io sono forte e potente, e posso fare tutto attraverso di Lui che è in me. Lui ha il Suo regno in me e mi rende potente. La mia fede è la vittoria che domina il mondo, il peccato, la morte, il diavolo, la carne e il sangue”. – O voi, scellerati e increduli! Voi ancora non avete mai sperimentato né riconosciuto il Mio Spirito, quanto Io sia forte e potente nei Miei. Come potete davvero dire: “Tua è la potenza”, se della Mia potenza in voi non sapete nulla? La Mia forza è potente nei credenti deboli. Nondimeno, riconoscete che voi non siete nemmeno credenti deboli, poiché lo ammettete: “Noi predicatori e dottori altamente eruditi, siamo uomini deboli!”. In tal modo potreste rafforzare e confortare i deboli con la forza e il conforto, così da esserne voi stessi rafforzati e confortati. Non è vergognoso e beffardo pensare che il Mio Spirito sia debole, e aggiungere maggiore potenza e forza al diavolo? Come potete dire veramente: “Tua è la potenza…”, e alla fine: “…Tua è la Gloria in eterno! Amen!”? Ed Io non posso venire a nessun dominio in voi perché camminate secondo la carne nelle voglie e nei desideri, e non secondo lo spirito, e con ciò disprezzate in voi il Mio dominio e non temete di bestemmiare le magnificenze in voi (2° Pietro 2,10). Perciò la vostra preghiera non è che bugia; bugie del diavolo che è il padre di tutti i bugiardi, di cui voi siete figli, che seguite, che servite, a cui date il cuore, mentre a Me date le vostre parole mendaci!

22. Ebbene, vedete in che stato è il vostro migliore e più santo quarto d'ora quando siete occupati nella preghiera come la concepite voi? Che impressione vi farà, quando metterete la vostra intera vita, il vostro fare e procedere dinanzi ai vostri occhi? Pensate ancora di voler sussistere?

23. O voi uomini, senza spirito e del tutto carnali! “Cambiatevi!”, sì, così dice il Signore Zebaoth: “Cambiate i vostri sentimenti! Vedete, il regno di Dio è venuto qui molto vicino. Oh, volete ora dormire e riposare? Sì, dormite ancora un po', sonnecchiate ancora un po', riposate ancora un po', allora tutte le disgrazie vi verranno sul collo! Svegliatevi! Svegliatevi! Levatevi dal sonno della certezza. Ecco venire lo sposo. Andategli incontro! Prendete le vostre lampade. Ma dove avete l'olio? Volete comprarlo dal bottegaio? Ecco, Io vi dico: i bottegai spirituali e gli stessi venditori non hanno olio spirituale nelle loro lampade, le loro lampade si spengono e non splendono più, perciò non si vedono neanche le opere buone, ma quelle cattive! Essi vi vendono acqua morta, prima dell’olio vivente, e lettere morte, prima della Parola di vita di Dio! Essi vi promettono libertà, e sono essi stessi servitori dei peccati e schiavi del diavolo, figli della perdizione la cui cura del ventre è il loro Dio; sono falsi profeti e sacerdoti di Baal! Ma vedete, Elia verrà presto, egli è già sulla via. Se avete orecchi per intendere, intendete ciò che lo Spirito dice a tutte le comunità. «Ecco, Io vengo, e la Mia ricompensa è con me!». Amen!

Oh, sì, vieni Signore Gesù. Amen!

*

 

 

(Parla Tennhardt lo scrivano)

24. Questo è ora il Padrenostro, in cui Dio descrive o presenta agli attuali più devoti cristiani il loro quarto d’ora più santo, affinché possano riflettere come Dio li troverà un giorno quando esaminerà la loro intera vita, il loro essere e il loro fare. Il Signore in differenti momenti della notte (poiché la Parola onnipotente discende dal Cielo quando la gente dorme) mi ha dettato lo Spirito di Cristo, ovvero l’eterna Sapienza dal 6 al 14 novembre dell’anno 1707. Dopo essermi svegliato dal sonno mi è stato ordinato di alzarmi e di scrivere nel nome del Signore. Talvolta mi è stato dettato per un'ora, mezz’ora o due ore di fila, e quando il tempo scadeva non ero più in grado di scrivere una parola, e non mi era neanche permesso. Perciò, caro lettore, dà a Dio l’onore e recita il Padrenostro con più attenzione; anzi, cambia il tuo sentimento ed entra nell'abnegazione, cosicché starai più attento e presterai attenzione a non essere colpito[40].

 

[indice]

 

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Cap. 37

La preghiera del Padrenostro

Graz, 27 aprile 1903

1. La preghiera del Padrenostro è grazia di Dio concessa agli uomini attraverso di Me, Gesù, nel Nuovo Testamento, con la quale essi possono chiamare Padre, l’onnipotente e santissimo Dio.

2. Questa preghiera è anche chiamata la preghiera del Signore’, perché l’ho insegnata Io stesso, Gesù Cristo, il Signore del Cielo e della Terra.

3. La preghiera del Signore consiste in cinque glorificazioni che l'uomo esprime come consacrazione tra il Padre suo Celeste e se stesso, che voi designate ‘preghiera’ o ‘glorificazione di Dio’; le altre cinque massime sono suppliche del figlio al Padre suo, l’Onnipotente, che deve sostenerlo animicamente e fisicamente, proteggerlo dal male e fondare in lui il Suo regno d’amore e di verità nella magnificenza divina.

4. Io ho insegnato la preghiera del Padrenostro a Sichar, sul Monte Garizim, dove tenni il Sermone sul monte, al popolo riunito intorno a Me.

5. Sotto l’aspetto spirituale nelle parole della preghiera del Padrenostro si comprende che l'uomo deve ordinare la propria vita e le proprie azioni secondo il senso spirituale delle parole della Preghiera stessa.

6. Il senso spirituale è spiegato pure nelle seguenti domande e risposte:

 

Cosa denomina l’uomo col primo capoverso:

“Padre nostro” ?

7. Con questo, l'uomo nomina il più Santo che esiste nel mondo, come Padre suo. Perciò, se Dio è il Padre dell'uomo, allora il dovere dell'uomo, come figlio, è di obbedire a Dio e fare ciò che Lui insegna e dice, per non perdere la dignità di figlio di Dio, …diventando un figlio di Satana.

8. In quanto al senso e al valore che Dio è Padre vostro, esistono alcune massime delle Sacre Scritture che dimostrano il vostro rapporto con Dio come Padre vostro spirituale, vale a dire:

9. Mosè scrive: «Non è Jehova Padre tuo e tuo Signore? Non è Lui solo che ti ha fatto e creato?»

10. Malachia (2,10): «Non abbiamo noi tutti un Padre? Non ci ha creati un Dio?»

11. Romani (8,15): «Voi (come figli di Dio) avete ricevuto lo Spirito di Dio della figliolanza, in cui noi chiamiamo Dio, Abba, caro Padre».

12. Matteo (6,31): «Non dovete preoccuparvi e dire: “Cosa mangeremo? Cosa berremo?”, oppure: “Con che cosa ci vestiremo?”. I pagani tendono a questo. Il Padre vostro, infatti, sa che avete bisogno di tutto questo».

13. Pietro (Pt. 5,7): «Ponete tutte le vostre preoccupazioni su di Lui, poiché Egli si prende cura di voi».

14. Romani (8,17): «Se siamo figli di Dio, allora siamo anche eredi di Dio e coeredi di Cristo».

 

Dove dimora Dio, dal momento che nel secondo capoverso dite:

“che sei nei Cieli” ?

15. Dio dimora nel cuore dei Suoi figli e questo viene denominato ‘un Cielo di Dio’, se gli uomini adempiono i Suoi Comandamenti e Insegnamenti secondo il precetto; se invece vivono secondo la concezione del mondo, allora il loro cuore non diventa nessun Cielo di Dio, bensì la sapienza intellettuale della testa sarà la dimora di Satana e dei suoi aiutanti.

16. Sebbene Io dimori nel cuore dei Miei figli, c'è tuttavia ancora un punto centrale nell'Universo, dove Mi trovo in una Luce inaccessibile della Santità e il seguente passo indica questo:

17 In 2° Cronache (18,18-21), Salomone prega: «Jehova, ascolta ora la supplica del Tuo servitore e del Tuo popolo Israele [....] ascoltala però dal luogo della Tua dimora, dal Cielo, e se ascolti, che Tu possa essere misericordioso».

 

Come viene santificato il nome di Dio, poiché l'uomo nel terzo capoverso dice:

“Sia santificato il Tuo nome” ?

18. Il nome di Dio viene santificato solo allora, quando l'uomo conduce una vita che santifica l'anima e il corpo ed evita tutto ciò che lo profana e lo attira alla materia.

 

Cosa dice l'uomo, quando esprime il quarto capoverso?:

“Venga il Tuo regno” ?

19. Con questo, l'uomo dice che il regno di Dio, che è l’amore per Dio e gli uomini, sorge in lui. Tuttavia, per raggiungere questo obiettivo, l'uomo deve andarsene dal regno del Satan del mondo e rendere viventi in sé le virtù del Padre suo divino, Gesù, come è stato spiegato qui nel libro delle preghiere.

 

Cosa intende l'uomo, quando esprime nel quinto capoverso:

“La Tua volontà sia fatta come in Cielo, così in Terra” ?

20. Con questo, l'uomo intende che la volontà del Padre suo divino diventi realtà anche sulla Terra, come già avviene in Cielo; ma finché l'uomo non vuole vivere e operare secondo i Comandamenti e gli Insegnamenti di Dio e subordinare la sua volontà, allora la bocca esprime l’opposto di ciò che l’intelletto vuole e fa.

 

Quale pane intendevo Io quando insegnavo agli uomini di pregare:

“Dacci oggi il nostro pane quotidiano” ?

21. Con questo, oltre al pane materiale, intendevo principalmente il Pane celeste, che è la Parola della vita eterna proveniente da Dio, ovvero il puro Insegnamento di Dio attraverso il quale l'uomo si costruisce il Cielo sulla Terra; infatti, Dio, il pane materiale lo dà ad ogni uomo, altrimenti questi non potrebbe vivere sulla Terra. Invece il Pane spirituale, per ottenerlo, deve chiederlo a Me, al Padre suo Santo, nei Cieli, e l'uomo, dopo (aver ottenuto) questo Pane celeste, può disporre la sua vita terrena come il viaggio che porta a Me, alla patria dell’eterno Padre.

 

Cosa dice l'uomo di se stesso quando esprime a Dio:

“E rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori” ?

22. L'uomo esprime il giudizio spirituale su se stesso: “Padre Gesù, come perdono al mio prossimo le sue offese, le calunnie e i danneggiamenti al corpo e all’anima, così opera anche Tu verso di me!”

 

Cosa viene compreso quando voi dite:

“E non indurci in tentazione, ma liberaci dal male” ?

23. Sotto questo viene inteso quanto segue: “Padre, siamo pieni di vizi, difetti, brame e desideri, perciò non guidarci nella tentazione della carne secondo le inclinazioni malvagie della nostra sapienza intellettuale, bensì mettici in guardia attraverso la coscienza, la quale è l’ispiratrice volontà del Tuo santissimo Amore; e liberaci da ogni male”.

24. Tra gli evangelisti valgono le ulteriori annotazioni:

25. Giovanni 1° 2,16: «Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi la superbia della vita, non proviene dal Padre, ma dal mondo».

26. Giacomo 1,14: «Invece ognuno è tentato dalla propria concupiscenza, attratto e allettato da essa».

27. Pietro 5,8: «Siate sobri e vegliate, poiché il diavolo, vostro avversario, va in giro come un leone ruggente in cerca di chi divorare».

28. Efesini 6,11: «Rivestitevi dell’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo!»

 

Cosa dice l'uomo col versetto conclusivo:

poiché: “Tuo è il regno, Tua la potenza e la Gloria nei secoli. Amen!” ?

29. Con questo, l'uomo dice che il regno della Santità di Dio si erge nel suo cuore, che la potenza dell'eterno Amore lo santifica, e il suo interiore arde nella Luce primordiale della divina Magnificenza, che il Raggio di luce dell'Amore di Dio splende eternamente sui Suoi figli, e alla fine risuonano le grandi fiammeggianti parole un giorno espresse nella causa prima delle cause con voce tonante negli spazi infiniti: "Sia!" con l'amore e la gratitudine dei figli con l’amen! Amen! Amen! Attraverso gli spazi dell'eternità riecheggia al Padre ed annuncia l'Amore e la Misericordia divina ai figli di Dio sulla Terra come nel Cielo.

 

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Cap. 38

Gesù come orante

Graz, 30 luglio 1901

1. In differenti passi del Mio Vangelo rivelato attraverso J. Lorber, viene detto che Io pregavo Dio e Mi preparavo attraverso la preghiera, ed è pure indicato spesso che non si deve pregare con le labbra, e che nella preghiera Mi univo con Dio attraverso l’intimo immergersi in Lui, quindi come se non pregassi, ma solo pensassi nell’amore verso Dio.

2. Se Io, come Uomo senza peccato quale Dio in un corpo umano, non avessi pregato con le parole, allora ciò avrebbe avuto un giusto senso, poiché in tal caso avrei adorato Me stesso come Dio. Solo che Io ero un Uomo nel corpo umano come voi, e questo vo lo insegna la ‘storia della Mia giovinezza’ (nota 28). Leggete tuttavia i capitoli 299 e 300! Lì, infatti, troverete che Io non solo pregavo, ma perfino digiunavo. In effetti pregavo con parole espresse amorevolmente per il Padre. Le esprimevo nel cuore, questo è vero, perché le si può pronunciare meglio che con le labbra. Solo nell’ambito familiare, dove ci sono ancora dei bambini, allora la preghiera deve essere recitata ad alta voce, altrimenti i bambini non pregano e non pensano alla preghiera, bensì a mangiare e a giocare. Cari figli, se Io passavo tre ore al giorno in preghiera e in silenziosa contemplazione in Dio, perché non volete passare voi un quarto d'ora in preghiera ed inventare ogni possibile scusa per evitarla? Proprio la vostra sofisticheria è un abominio dinanzi a Me, e come ho detto che farò coprire d’infamia l’intelligenza dei savi, allora vi potrà succedere che non giungerete ancora a lungo alla rinascita dello spirito, e questo sarà una vergogna per la vostra intelligenza, poiché l'uomo si umilia attraverso la preghiera dinanzi a Me e Mi contempla per quello che sono: per l’inavvicinabile, ultrasanto Dio che, attraverso l'amore del cuore e l'umile preghiera al Padre, cerca di smuoverLo a venirgli incontro pieno d’amore.

3. Devo anche esprimerMi sulla ferma condotta verso la preghiera del Rosario, perché per molti di voi non è giusto che compaia nel libro delle preghiere. Se voi, invece di rivoltarvi contro di Me: "Non lo vogliamo e non lo accettiamo", verreste a Me con il cuore umile e Mi pregaste per l'illuminazione di ciò che voglio avere con la preghiera del Rosario, allora vi porterei alla riflessione e riconoscereste che il Rosario non è una preghiera, bensì un’esaltazione di Dio in triplice storia[41] di vita come Gesù. Siete voi dunque veramente già così in alto che la glorificazione di Dio non vi va più bene? Non vi ho insegnato che tutto ciò che fate con amore per l’onore di Dio vi ridonda in utilità? Riflettete e fate tesoro delle Mie parole. Sì, figlioli, non ciò che vi piace è per Me gradito e giusto, ma ciò che vi prescrivo Io è secondo le Mie vedute. Comunque, riflettete, che finché non sarete rinati, siete figli di Satana, (Miei cari figli, non vi dovete urtare in questa espressione, dal momento che Mi rivolgo a voi, sempre come figli Miei, ovvero, come cari figli; infatti, queste sono solo parole Mie di richiamo a voi, affinché vi sentiate come figli di Dio, e perciò possiate vivere e operare così come v’insegno Io, in modo che diventiate, di fatto, da figli di Satana, a figli di Dio) perché voi peccate ogni giorno. Solo un rinato è figlio di Dio, dal momento che cammina dinanzi a Me senza peccato. Quindi, non siate savi e intelligenti di fronte a Me, poiché è già una propria fatalità su di voi, il fatto che non avanzerete finché non avrete represso tutta la vostra sapienza e intelligenza fino all'ultimo atomo e vi sarete sottomessi alla Mia volontà. Io voglio far di voi un gregge di figli di Dio; ma se prendete posizione contro i Miei Insegnamenti e non volete riconoscere questo e quello, come posso inquadrarvi nel Mio gregge filiale dell’amore, dell’umiltà, della tolleranza e della quiete? Io, nondimeno, non voglio trasformare il Cielo in un litigioso inferno! Dovete tuttavia considerare questo e convertirvi; poiché, fintanto che disputate per divergenze d’opinioni, non appartenete ad un gregge, bensì a due e a parecchi. Lasciate che ve lo dica: abbandonate l'odio religioso dicendo: Questo è romano, questo è luterano, questo non ci piace, questo non lo riconosciamo!’. Nella conduzione del dr. Martin Lutero nell'aldilà, voi trovate come ho intenzionalmente portato in una sola comunità gli uomini che si odiano e perseguitano reciprocamente a causa dell'odio religioso, al fine di umiliarsi. ‘Siate perfetti com’è perfetto il Padre Celeste vostro nel Cielo’, non vuol dire: fate a gara per chi ha ragione, poiché solo Io posso aver ragione, dal momento che sono Io la Verità; voi invece, come uomini, siete puri bugiardi a causa della vostra sapienza che rappresenta il Satana nell'uomo, perché servitori del principe delle menzogne, finché non sottometterete la vostra volontà alla Mia. Questo come risposta al vostro disaccordo, dal momento che dovete credere che Io, come autore del libro, voglio da tutti voi solo ciò che vi conduce a Me, e che vi do solo quegli Insegnamenti che Io, come Dio, trovo buoni per voi. Amen!

 

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Cap. 39

Alcuni esempi biblici di vittorie con la preghiera

Graz, 23 ottobre 1899

1. Io, Gesù, ho insegnato: «Chiedete e vi sarà dato» (Mt. 7,7), questo significa che sarete ascoltati, e ciò che chiederete vi sarà dato.

2. Inoltre ho detto: «Se due di voi si accorderanno sulla Terra, per domandare qualsiasi cosa», vale a dire, che sono di un solo sentimento e di un pensiero per una buona causa e pregheranno per questa, «…sarà concessa  dal Padre Mio. Poiché dove due o tre sono riuniti nel Mio nome, Io stesso sono tra loro» (Mt. 18,19-20). Tanto più il Padre sarà in mezzo a voi dove siete riuniti in parecchi per un unico grande obiettivo o un grande scopo.

3. La stessa certezza ve la do anche nella ‘predica 24[42], dicendo: “Ciò che chiederete al Padre nel Mio nome, ve la darà”, poiché il Padre è l’Amore nella Divinità di Gesù. Perciò ponderate bene cosa significa pregare e chiedere al Padre e rivolgervi a Lui nel nome di Gesù, poiché il nome Gesù racchiude il più grande atto di umiliazione, la più grande opera e il più grande sacrificio d'Amore del Padre vostro Gesù, che Io ho compiuto per Amor vostro e per tutti gli spiriti.

4. Vi dico anche: – In memoria della Mia sofferenza non potete essere orgogliosi (verso i vostri fratelli e sorelle malati e bisognosi)! In memoria del Mio Amore non potete odiare! E in memoria del Mio sacrificio non potete essere avidi, bensì con l’invocazione del Mio nome terreno dovete cercare di eguagliare tutte le virtù che un giorno Io ho esercitato personalmente durante la Mia vita terrena.

5. Inoltre Io, Gesù, dissi: «Chi Mi vuol pregare, deve pregare in spirito e in verità (attraverso il praticare delle opere nell’amore per il prossimo)» (Gv. 4,23). Qui vi si offre un bel terreno per convertire l'Insegnamento del Padre vostro in opere, poiché voi siete malati, dubbiosi e indotti in errore dall'eresia religiosa. In tutte queste e in altre opere potete praticare delle opere nell’amore per il prossimo attraverso preghiere profondamente ferventi, ed Io, il Padre, vi ascolterò e vi benedirò, e perdonerò la vostra cerchia, se procederete precisamente secondo i Miei desideri.

6. Io, Gesù, insegnai: "Sì, pregate! Pregate nel Mio nome! SupplicateMi con fervore!”. La supplica vi dà consolazione, vi pace, e voi avete fatto il vostro dovere filiale verso di me e verso il vostro prossimo. Lasciate tutto il resto a Me, poiché Io voglio ascoltarvi se pregate per cose che ridondano a vantaggio per voi e per il prossimo; ma se l'ascolto dovesse essere dannoso, allora pensate come Me nel giardino del Getsemani: «Padre, la Tua volontà sia fatta, e non la mia!» (Lc. 22,42). Infatti, in ciò avrete dimostrato la vostra umiltà e pazienza, se mai dovesse accadere che non foste ascoltati. Chiedete e pregate, ma non desiderate nulla di mondano e nulla che potrebbe portarvi più danno che utilità.

7. Il primo libro dell’Evangelo di Gesù Cristo vi riferisce che Io stesso ho pregato molto, e tuttavia ero un Dio incarnato; tanto più voi dovete attenervi alla preghiera, voi che siete solo spiriti incarnati e in parte ancora uomini ragionevoli. Nondimeno, le vittorie della preghiera più eccelse precedono sempre dalle più serie lotte, e per questo si agisce. Pertanto, dovete esaminare alcuni esempi di grandi vittorie della preghiera e, da ciò, concludere quanto potenti siete voi se avete salda fede e fiducia e amore per Dio e, con ciò, amore per il prossimo (che è figlio di Dio e porta in sé lo Spirito di Gesù), - e voi sarete pervasi da una volontà che vorrà solo fare del bene.

8. Qui un primo esempio:

9. Nel libro dell’esodo’ vi viene riferito della vittoria sul principe Amalek. Mentre Giosuè combatteva contro Amalek, Mosè alzava le mani e pregava per la vittoria, e Israele aveva il sopravvento. Se invece le lasciava cadere a causa della stanchezza, era Amalek ad avere il sopravvento. Ora siccome le mani di Mosè si erano stancate, essi presero una pietra e gliela misero sotto, ed egli si mise a sedere, mentre i sacerdoti Aronne e Hur gli sostenevano le mani, finché Giosuè non conseguì la vittoria su Amalek. Qui è evidente che si devono tenere le mani alzate e pregare irremovibilmente fino a quando non si viene ascoltati.

10. Secondo esempio: – il profeta Elia era un uomo come voi, soggetto alle stesse tentazioni, e nel 1° libro dei re’, capitoli 17 e 18, di cui parla anche Giacomo 5,17-18, si dice: «…egli pregò molto seriamente che non dovesse piovere; e Dio lo ascoltò, e non piovve sul paese del re Achab per tre anni e sei mesi, perché il suo popolo aveva abbandonato Jehova e adorava l'idolo Baal».

11. Dopo tre anni e sei mesi Elia pregò di nuovo, e Dio lo ascoltò e il cielo diede la pioggia e la terra fece crescere di nuovo erba e frutta. Tuttavia Dio non ascoltò Elia in una volta, ma finché non apparve una singola nuvoletta della grandezza di un palmo di mano, Elia dovette prostrarsi sette volte e supplicare seriamente! Ciò significa certamente, una preghiera e una supplica inflessibile, se si è convinti che l’esaudimento possa seguire perché ciò non è contro la volontà di Dio. Chi osa una tale lotta della preghiera, otterrà magnifiche vittorie. Coloro che di natura sono deboli di fede e deboli d'amore, disperano subito quando la preghiera non si adempie né la prima, né la seconda, né la terza volta, e desistono; la vittoria è concessa solo a coloro che perseverano, poiché se praticate l’amore per il prossimo con la vostra preghiera attraverso una fede salda, una incrollabile forza di volontà e se v’immergete profondamente nel vostro cuore, pieno d’amore per il Padre, allora accadrà ciò che chiederete, anche se sembra che ciò non possa accadere affatto. Invece ciò accadrà certamente, perché il vostro amore per il prossimo e la vostra forza di volontà è il Padre, dal Quale proviene lo Spirito Santo dell'Onnipotenza di Dio, e questo dispensa grazie e opera meraviglie. Solo la convinzione che quanto richiesto accadrà irrevocabilmente, dipende da voi; e se avete questa incrollabile, indubbia convinzione, allora tutto vi è possibile, poiché in questo sta il segreto della Parola del Padre: "Sia!", perché in voi dimora lo stesso Spirito che un giorno pronunciò questa parola che creò il mondo. ‒ Miei cari figli, Io vi dico: credete quindi incrollabilmente nella preghiera, e non dubitate, poiché il dubbio è il distruttore della vostra fede e l'ostacolo del vostro esaudimento dinanzi a Dio Padre vostro e Spirito di Gesù in voi.

12. La terza vittoria della preghiera si svolse nel Getsemani, dove il vostro Salvatore e Redentore Gesù ha combattuto come uomo con l’immutabile volontà di Dio. Tre volte pregai la Divinità per aver compassione del Mio corpo, che Io vidi in anticipo in chiaroveggenza nei più terribili dolori e sofferenze, tanto che Mi colse una terribile paura, Mi inorridii, sudavo sangue e due volte Mi recai dai Miei discepoli per implorare aiuto nella preghiera. Sì, non c'è mai stata una più violenta lotta per la vita attraverso la preghiera, come in quell’enorme lotta del Padre vostro Gesù nel Getsemani. Ho lottato con Dio come uomo, e dopo un'ora e mezza di strenua lotta ottenni la vittoria, i cui frutti, l'Infinità non può e non potrà mai valutare, poiché così la via del regno di Satana, di cui siete abitanti, venne aperta alla magnificenza di Dio, del Padre vostro e Creatore, suggellata attraverso l'Amore, l'Umiltà e la Misericordia sul Golgota, e glorificata attraverso la vittoria trionfante sulla morte, su Satana e sull'inferno, e attraverso il vostro ritorno nel grembo amorevole del Padre.

13. Voglio qui far menzione ancora di una tale grande vittoria della preghiera. Quando Io, Gesù, lasciai gli apostoli e andai in Cielo, dissi loro: “Restate insieme nell’alloggio del Nazareno a Gerusalemme e pregherò il Padre che vi invii lo Spirito Santo della forza e della grazia”.

14. Gli apostoli, i discepoli e le donne, insieme a Maria, andarono nell’alloggio dove rimasero insieme per dieci giorni e pregarono in concorde amore. Dopo 10 giorni, ovvero nel cinquantesimo giorno dopo la Mia resurrezione, quando le 74 persone riunite erano immerse in ardente preghiera, si udì dall’alto un potente rumoreggiare e scrosciare verso l'alloggio, così che molti uomini accorsero per vedere cosa poteva essere venuto giù dal cielo. All'improvviso la porta si aprì e giubilanti i Miei discepoli si riversarono fuori e, tra la moltitudine del popolo, iniziarono a predicare su Cristo e sui farisei che Mi avevano assassinato, e che quel Gesù era il promesso Messia. - E tutto il popolo si spaventò, perché ognuno sentiva il Mio Vangelo espresso nella sua madrelingua; poiché quella volta in Gerusalemme c'erano cinquanta popoli differenti. Perciò il loro grande stupore e meraviglia: Cosa sta succedendo qui?”

*

15. Vedete, qui sono menzionate quattro vittorie della preghiera che non hanno uguali nel loro genere. Voi vi potete meravigliare di ciascuna di esse a causa della loro singolarità. L'ultima fu l’infusione dello Spirito Santo, ovvero la rinascita dello Spirito delle 74 persone che, in concorde preghiera, attendevano e imploravano la potenza di Dio dall'Alto.

16. Da ciò è evidente che in effetti dovete pregare, se volete vivere una vita gradita a Dio e raggiungere qualcosa. Questo ve lo confermano Mosè, Elia, Io-Gesù, e i Miei apostoli e discepoli, e non vi è nessuna obiezione e nessuna migliore conoscenza di questi testimoni.

 

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Cap. 40

Risposta ai presuntuosi critici del libro delle preghiere

Graz, 24 gennaio 1904

1. Ci sono uomini che vogliono sapere tutto meglio degli altri, ed hanno la sfacciataggine di prescrivere anche a Me, come Dio, le loro regole di condotta, e precisamente in relazione alla pubblicazione del libro delle preghiere. Ciò perché, secondo la loro sapienza intellettuale, quello che è stato pubblicato non va bene.

2. Essi dicono: “Abbiamo il Padrenostro, è la più bella preghiera del Signore. A cosa ci servono altri libri di preghiere? Essi sono superflui, poiché non dobbiamo pregare secondo formule di preghiera prescritte, bensì dall'interiore del nostro cuore, e precisamente senza preparazione”.

3. Quest’insegnamento apparentemente saggio, a Me, Gesù, colpisce, come se Io avessi bisogno di istruzioni da parte degli uomini su come istruire e guidare spiritualmente i Miei figli! Non è dunque la preghiera del Padrenostro una formula di preghiera stampata e perciò preordinata?

4. Tale rimprovero pubblico sulle riviste contro il Mio divino Governo tra i Miei figli, è un’arroganza, una presunzione verso la Mia divina Santità. – Infatti, con tale condotta blasfema e presuntuosa verso i Miei Insegnamenti e preghiere che ho dato ai Miei figli attraverso il Mio Amore e la Mia Misericordia, si agisce contro di Me come autore del libro, e Mi si dà prescrizioni dall'inferno umano, su ciò che devo fare o non fare come Dio!

5. Voi non conoscete il vostro dovere, come ci si deve comportare verso l'inaccessibile amorevole Santità e Sapienza divina!

6. Perché discreditate le Mie sante amorevoli parole, e perché rubate ai Miei figli il Pane spirituale che Io porgo loro tramite il libro delle preghiere, contestandolo come inservibile e non necessario?

7. CredeteMi! La vostra preghiera non sarà più ascoltata da Me, come sta scritto in Isaia, perché servire Me e Satana allo stesso tempo, non l’accetto! Io vi dico: “Convertitevi e fate penitenza mentre c'è ancora tempo, e riparate pubblicamente ciò che avete fatto di male verso di Me e contro i figli Miei!”. Questa è la Mia Parola e vale come risposta alla vostra presunzione verso di Me! Amen!

*

 

(Osservazione postuma di Franz Schumi):

«Un fratello mi aveva energicamente contestato la pubblicazione di questo dettato, perché credeva non fosse proveniente da Dio, bensì dagli spiriti, quindi sarebbe stato un falso dettato. In questa situazione penosa avevo pregato con fervore per la risposta determinante su cosa dovevo fare, poiché l'opinione pubblica mi guardava come un medium del Padre non affidabile. - Allora si annunciò il Padre Gesù e disse: “Se ascolti ciò che ti dicono gli altri (sui dettati), allora non potrò più dettarti, ma dovrò abbandonarti e lasciarti agire secondo il consiglio degli altri”. Fin dall'inizio ero fermamente convinto che i dettati provenissero da Dio, e la risposta agli attacchi a Dio contro la pubblicazione del “Libro delle preghiere”, mi fu data mentre ricevevo “Tracce di vita” alla pagina 266 nel secondo volume».

 

* *  *

 

 

INDICE

 

Cap. 1

Introduzione del Padre

 

Cap. 2

La base dell’insegnamento teosofico è: nessun rito ma solo amore!

 

Cap. 3

Il significato spirituale del termine teosofista, Teosofia e teosofo

20.10.1899

Cap. 4

Non bisogna criticare le debolezze del prossimo

8.09.1899

Cap. 5

Contendere col prossimo o parlare alle sue spalle determina inimicizia

24.09.1899

Cap. 6

Rimproveri celesti a chi attacca le Parole dall’Alto

18.09.1899

Cap. 7

Le piante e i prodotti vegetali sono un’opera di Dio

24.10.1899

Cap. 8

Alcune cattive abitudini e alimenti da evitare

 

Cap. 9

Il senso spirituale del nono capitolo di Daniele in rapporto ai peccati

10.10.1899

Cap. 10

Dio è spirito e chi vuole adorarLo deve adorarLo in spirito e verità

17.09.1899

Cap. 11

L'arroganza, un peccato principale tra tutti i peccati

18.09.1899

Cap. 12

Come proteggersi dagli gli spiriti maligni

90.09.1887

Cap. 13

Operare non secondo la lettera morta, ma per essere resi viventi

14.10.1887

Cap. 14

Il rinnovo della promessa: “Chi crede in Me… farà anche le opere che faccio Io… (Gv. 14,12)

9.09.1899

Cap. 15

Procedere con un comportamento amorevole

9.10.1899

Cap. 16

Il comportamento verso gli altri ma con abnegazione di se stessi 

17.09.1899

Cap. 17

Le opere dell’amore per il prossimo

30.10.1899

Cap. 18

Le sette Caratteristiche divine

20.10.1899

Cap. 19

Le sette virtù di Gesù come Figlio dell'uomo

27.10.1899

Cap. 20

I sette peccati contro lo Spirito Santo

28.10.1899

Cap. 21

Tre virtù spirituali

20.09.1899

Cap. 22

Pregare incessantemente

10.09.1899

Cap. 23

Tre comunicazioni sulla preghiera

22.12.1901

Cap. 24

Regole di condotta verso Dio

9.10.1898

Cap. 25

Correttezza della postura durante la preghiera

21.01.1904

Cap. 26

Le preghiere pagate non saranno mai ascoltate

 

Cap. 27

Le preghiere vanno recitate per amore del prossimo

 

Cap. 28

Il sostentamento dei sacerdoti non è autorizzato dall’Alto

 

Cap. 29

Perché inginocchiarsi in preghiera come è comprovato dalla Bibbia

13.08.1902

Cap. 30

Un’esortazione di Gesù male interpretata dagli uomini

13.06.1903

Cap. 31

Pregare il Padre nella Divinità   (G.F.D. vol. 1 cap.167,9-21)

 

Cap. 32

Solo Dio può ascoltare la nostra preghiera

30.06.1903

Cap. 33

Nella preghiera percepire bene se la richiesta non è contro la salvezza spirituale

23.12.1903

Cap. 34

Per l’esaudimento, occorre pulire prima la veste spirituale

9.01.1904

Cap. 35

Amore, umiltà e timore reverenziale di Dio

20.08.1903

Cap. 36

La preghiera del Padrenostro (Tennhardt)

6-14.11.1707

Cap. 37

La preghiera del Padrenostro

27.04.1903

Cap. 38

Gesù come orante

30.07.1901

Cap. 39

Alcuni esempi biblici di vittorie con la preghiera

23.10.1899

Cap. 40

Risposta ai presuntuosi critici del libro delle preghiere

24.01.1904

 

 

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[1] Teosofia: dal tardo greco theosophia, composizione di «Theos» Dio + Sophia «Sapienza».

[2] Circa 900 anni dopo la creazione di Adamo. (vedi “Governo Famiglia di Dio” vol. 3 cap. 11,11)

[3] Tali parole furono riportate nell’opera a Jakob Lorber “Il grande Vangelo di Giovanni” al vol. 6 cap. 90,11

[4] Immanente: letteralmente, che rimane dentro.

[5] Raca: insulto che probabilmente significa stupido, granchio, retrogrado, recidivo.

[6] Un medium: cioè un terzo medium scrivano che non conosce il motivo della critica ma che diventa un chiamato quale giudice dall’Alto che, tramite la Parola ricevuta, possa chiarificare.

[7] Una spiegazione della persona di Matteo, l’Rabbas, è stata data tramite Jakob Lorber. (vedi “Spiegazioni di testi biblici” cap. 6)

[8] [Dn. 9,24]: «Settanta settimane son fissate riguardo al tuo popolo e alla tua santa città, per far cessare la trasgressione, per metter fine al peccato, per espiare l'iniquità, e addurre una giustizia eterna, per suggellare visione e profezia, e per ungere un luogo santissimo».

[9] [Dn. 9,25]: «Sappilo dunque, e intendi! Dal momento in cui è uscito l'ordine di restaurare e riedificare Gerusalemme fino all'apparire di un unto, di un capo, vi sono sette settimane; e in sessantadue settimane essa sarà restaurata e ricostruita, piazze e mura, ma in tempi angosciosi».

[10] Ostentamento: ovvero esibizione.

[11] I sette peccati capitali: ira, avarizia, invidia, superbia, gola, indolenza, lussuria.

[12] Bigotto: di persona che osserva scrupolosamente le pratiche del culto, ma non ha un autentico sentimento religioso.

[13] Il Signore intende tutto ciò che va contro il Suo insegnamento. (vedi “Cristo e la Bibbia”, cap. 1,12): «E cosa deve essere dell’arte della stampa, poiché è usata di solito per diffondere insegnamenti anticristiani nella Chiesa e nello Stato? Il male è grande, l’inferno diventa sempre più grande, perché i Miei figli, invece di eseguire i Miei insegnamenti per diventare déi, fanno il contrario, per diventare infernali spiriti maligni. Io devo quindi distruggere, tranne la stampa dei Miei libri, l’intera arte grafica e tutto ciò che è stampato, e far scomparire il preparato che non corrisponde alla verità, e non farò stampare più nulla che non sia approvato da Me, Gesù Cristo. Gli uomini hanno messo troppo potentemente le mani contro di Me, per restaurare il male in altro modo».

[14] «Chi non temerà, o Signore, e chi non glorificherà il Tuo nome? Poiché Tu solo sei santo; e tutte le nazioni verranno e adoreranno davanti a Te, perché i Tuoi giudizi son divenuti manifesti».

[15] Connaturale: proprio della natura di una persona o di una cosa.

[16] Saccente: detto di chi, credendo si sapere molto vuol parlare di tutto e giudicare tutto con aria di presunzione.

[17] Prerogativa: privilegio, diritto speciale concesso per legge o per consuetudine.

[18] Questo ‘tempo’ non indicato nel 1899, può identificarsi certamente in qualunque tempo in cui, in caso di bisogno, a unfiglio’ fedele può essergli concessa una tale grazia. Tuttavia occorre considerare che in altri punti della Nuova Rivelazione viene detto che negli ultimi tempi, essendo il cuore degli uomini sempre più duro, non verrà più concesso di operare miracoli. Perciò un tale tempo deve essere ricondotto solo altempo della fine’, ovvero in quei pochi anni che precederanno la fine, o il grande ‘giudizio’, in cui, date le terribili condizioni in cui si troveranno i sopravvissuti alla grande catastrofe, i figli rimasti che saranno oppressi dai potenti governati dalle forze del male, potranno in alcuni casi operare per sé e per i pochi cari dei ‘miracoli’, ma solo al fine della sopravvivenza fino all’ultimo giorno. (vedi i dettati a Bertha Dudde sull’argomento del tempo della fine rivolti agli ultimi fedeli – Fascicolo n. 38)

[19] Impertinente: che tiene un comportamento eccessivamente libero e spregiudicato tale da risultare offensivo verso gli altri o comunque insolente o sfacciato.

[20] Frase un po’ dura senza il necessario discernimento. È un linguaggio un po’ ermetico austriaco, che in sintesi significa: osservare come un allontanamento dal Cielo provoca nel singolo come nel genere umano il precipitarsi nell’inferno, allora, prendendo coscienza di ciò, nessuno vorrà imitare una tale repentina caduta. Ciò che notoriamente viene indicato con la storia di Adamo e con la sua caduta, rappresentata nella ‘mela’=sesso, che lo portò dalla condizione di paradiso terrestre a quella pienamente terrena.

[21] Concupiscenza: ardente brama del piacere sessuale.

[22] Lussurioso: chi ha uno sfrenato impulso ai piaceri sessuali; colui che pratica smodatamente tali piaceri.

[23] Impenitente: che non fa penitenza; che non si ravvede dei propri peccati o dei propri vizi, anzi vi resta ostinatamente attaccato.

[24] Il Vangelo originale, denominato “Il grande Vangelo di Giovanni”) fu dettato a Jakob Lorber nel 1851-1864 in oltre 10.000 pagine.

[25] Temerario: di persona che, senza riflettere, alla cieca, si espone a inutili pericoli con sconsiderata audacia.

[26] Saccenteria: l’essere saccente, esibizione. Sfoggio presuntuoso e antipatico del proprio sapere.

[27] Già precedentemente, tramite J. Lorber era stata data un’indicazione del ‘quanto’ si dovesse pregare per ottenere non soltanto un buon esito della richiesta, ma perfino l’avvento della ‘rinascita dello spirito’, e ciò promettendola verso chi si fosse raccolto in preghiera per sette quarti d’ora al giorno. (vedi “La via per la rinascita” del 1840)

[28] Spiegazioni della Preghiera del ‘Padrenostro’, furono dati a Lorber ([1847] - Il vescovo Martino cap. 179 – [1841] D.D.C. cap. 108), Mayerhofer (1870 - “Segreti della vita” cap.13) e allo stesso Schiumi (1905 - “La preghiera del Padrenostro”) in un’ulteriore spiegazione e ad A.Wolf una specifica rivelazione (1960 - “La preghiera Padrenostro”).

[29] Il Signore si riferisce al “Grande Vangelo di Giovanni” di Jakob Lorber.

[30] Il concetto non è chiaro. Si riporta il lettore alla prima lettera di Paolo ai Corinzi 11,1-16. Comunque siamo nell’anno 1900 e il copricapo per gli uomini era una consuetudine.

[31] Il significato del capo coperto o scoperto è sviluppato nella rivelazione a Jakob Lorber nel “Grande Vangelo di Giovanni” volume 4 capitolo 139,7-8.

[32] Concetti già trattati in “Lutero nell’aldilà” cap. 35,1 e cap. 36,11.

[33] “Governo famiglia di Dio”, opera rivelata attraverso Jakob Lorber in 3 volumi, 1840-44.

[34] Nuova relegazione: un’ampia spiegazione sul concetto della ‘morte dell’anima’ (Apocalisse 2,11 – 20,6 – 20,14 – 21,8), è stata data tramite Bertha Dudde in diversi dettati raccolti nell’opuscolo n. 44 “La nuova relegazione”)

[35] Questi arcangeli nella veste di giovinetti, spesso venivano sulla Terra al tempo di Gesù. (vedi “Il grande Vangelo di Giovanni” dettato a J. Lorber: 1/154,3 - 2/37,123/159,1)

[36] L’infanzia di Gesù” ovvero “Il Vangelo di Giacomo”, rivelato dal Signore attraverso Jakob Lorber.

[37] Di ciò, solo dopo oltre cento anni si viene a conoscenza di un errore trasfuso in due dettati del Grande Vangelo di Giovanni (1854), vol. 2 cap. 228-229 in cui viene trattato l’argomento degli opposti se potevano esistere in Dio. Ciò lo si viene a conoscere tramite Bertha Dudde nel 1964 (BD n. 8882) che corregge tale errore, confortandoci anche sul fatto che solo in quella occasione (BD n. 8884) egli non fu fedele (spiritualmente).

[38] Johannes Tennhardt (1661-1720): figlio di un contadino divenne barbiere e fabbricante di parrucche. Fin dall’adolescenza fu attratto dagli scritti  spirituali di mistici (Johannes Tauler, Johann Arndt, Pierre Poiret) che lo portarono ad interiorizzare la sua fede e ad avere le prime esperienze visionarie già nell'adolescenza. Dal 1704 ebbe le sue prime rivelazioni visionarie che trascrisse, e più tardi lo si considerò come ‘precursore’ del ‘veggente’  Emanuel Swedenborg.

[39] Tauler tàulër› (it.Taulèro) Johannes: mistico (Strasburgo 1300 circa – 1361). Discepolo di Eckhart, influenzato dallo pseudo-Dionigi, Tauler volse tutta la sua speculazione nell'intento di raggiungere Dio ed unirsi a Lui. Grazie al forte apprezzamento da parte del giovane Lutero, Tauler fu spesso annoverato tra i precursori della Riforma.

[40] Nota del traduttore: Vorrei far notare al lettore, che essendo il dettato del 1600, in tedesco antico, anche la traduzione è risultata difficile e a tratti complessa, sia per renderla comprensibile, ma anche per non stravolgere il linguaggio originale.

[41] Ilrosario’ completo è di 15 decine in tre serie chiamate corone, in cui sono compresi i 15 misteri o ‘momenti significativi’ della vita di Gesù.

[42] Il Signore si riferisce alla Predica n. 24 nel libro “Prediche del Signore” di Gottfried Mayerhofer.