RIVELAZIONI DI DIO

 

a

 


Gottfried Mayerhofer

1807 – 1877

 

 

 

Giardino dei giorni di festa

 

Spiegazioni delle tematiche

sui giorni delle festività cristiane

 

 

Comunicazioni ricevute attraverso la Parola interiore fra il 1870 e il 1877

 

 

 

Estratto n. 40a dalla raccolta Festgarten di nuovi scritti teosofici editi nel 1894 dalla “Casa Editrice della Nuova Teosofia” del successore di Johannes Busch

 

Titolo originale: “Festgarten

 

Traduzione di Ingrid Wunderlich e Antonino Izzo

 

Copyright © by ‘Casa editrice Gesù La Nuova Rivelazione’

Via Vittorio Veneto, 167

24038 Sant’Omobono Terme (Bergamo)

Tl. 347.1041176 – fax. 035.851163

E-mail:   damianofrosio@tiscali.it

Sito internet:   www.jakoblorber.it

 

ISBN      978-88-98788-28-6

 

Questa edizione a cura di: “Amici della nuova Luce”

Sito internet:  www.legamedelcielo.it

 

INDICE

 

 

Prefazione                                             

 

                                   Parte 1° – IL GRANDE AVVENTO: sul ritorno spirituale del signore

cap. 1

Domanda conclusiva dell’umanità  (1° Cor. 15,22-28)

10.02.1872

cap. 2

Preghiera per l’anniversario della prima comunicazione del Signore

5.01.1871

cap. 3

La più benevola risposta del Signore

6.01.1871

cap. 4

Uno sguardo retrospettivo all’anno concluso – (per il 15/17 marzo)

15.03.1872

                                                    Parte 2° – sul Natale

cap. 5

Predica di Natale

11.12.1871

cap. 6

Natale, ovvero la notte consacrata

13.12.1870

cap. 7

Per via della comunione cerimoniale

15.12.1870

cap. 8

Un saluto natalizio

18.12.1870

cap. 9

L’albero di Natale

20.12.1873

cap. 10

La palma – (come dono di Natale)

22.12.1873

cap. 11

Alla vigilia di Natale

25.12.1870

cap. 12

La Vita [I] – (un dono di Natale per materialistici e atei)

25.12.1872

cap. 13

Una parola per le feste di Natale

25.12.1876

cap. 14

Per l’anno nuovo (I)

19.12.1870

cap. 15

Un augurio per l’anno nuovo (II)

31.12.1870

cap. 16

La Vita [II] – (una Parola in riferimento al nuovo anno)

31.12.1872

cap. 17

Per la sera di San Silvestro

31.12.1874

cap. 18

La festa dei tre Re Magi

16.01.1873

Parte 3° – Settimana santa

cap. 19

Il Carnevale

3.03.1876

cap. 20

Il potere della preghiera, ovvero, come si deve pregare!

11.03.1877

cap. 21

Considerazioni sulla Settimana santa

23.03.1874

cap. 22

Sulla Lavanda dei piedi – Ultima Cena

3.06.1870

cap. 23

Per il Giovedì santo – Ultima Cena

25.03.1875

cap. 24

Una seria Parola per il Giovedì santo

24.03.1871

cap. 25

Sul Giovedì santo

11.04.1870

cap. 26

Il Venerdì santo

7.04.1871

cap. 27

Sull’ignoranza umana      (Venerdì santo 1871)

7.04.1871

cap. 28

La Croce

26.01.1872

cap. 29

Il numero tre – (appendice su ‘La croce’)

14.02.1872

cap. 30

Preparazione al giorno di Pasqua

16.04.1870

cap. 31

Domenica di Pasqua

9.04.1871

cap. 32

La festa della Mia resurrezione – (come base di ogni nobile cultura)

31.03.1872

cap. 33

Quello che Gesù fece tra Pasqua e l’Ascensione

20.04.1870

cap. 34

Sulla festa dell’Ascensione

25.05.1870

Parte 4° – Benedizione di Pentecoste

cap. 35

Per la festa di Pentecoste

1.06.1870

cap. 36

Sullo Spirito Santo

13.11.1870

cap. 37

Cenni sulla grande festa di Pentecoste

4.06.1871

Parte 5° – Sulla Trinità

cap. 38

Preghiera di una sorella a causa della perdita dei suoi figli

26.03.1870

cap. 39

Vi ho ben tolto l’amico di mezzo a voi, ma accogliete Me nel vostro patto, ora voglio essere il Terzo

29.03.1870

cap. 40

Gesù era Dio o Uomo?

10.06.1870

cap. 41

Triplicità o Trinità

26.08.1870

cap. 42

La Parola di Dio nell’uomo

12.11.1870

cap. 43

Sul rapporto spirituale di un ‘medium del  Padre’

26.11.1870

cap. 44

L’essenza della Parola di Dio

6.03.1871

cap. 45

Sull’essenza dell’Amore del Signore per noi

10.05.1871

cap. 46

La Parola, ovvero ‘Solo nel più piccolo dimora il più grande’

3.07.1871

cap. 47

“Padre” ovvero della Trinità tra Padre, madre e figlio, tra Dio, natura e uomo

17.11.1871

Cap. 48

La Verità

18.01.1872

cap. 49

L’amore per Dio e per il prossimo, quale sangue e acqua (Gv. 19,34)

16.02.1872

cap. 50

Il Cristo storico e il Cristo dogmatico

9.05.1872

cap. 51

Breve trattato della storia della Creazione

17.02.1875

 

Prefazione

 

Siamo ora nel segno del ritorno di Cristo - l'apostasia di Dio è più grande che mai, la confusione degli spiriti cresce, i più grandi contrasti spirituali trovano terreno, il falso Cristo si presenta qua e là, e quindi è comprensibile se le anime che cercano onestamente esclamano: "Dov’è e cos'è la verità?". Condizioni simili erano già presenti a quel tempo, e precisamente quasi 2000 anni fa, al tempo di Cristo.

In tali condizioni solo una nuova Luce centrale può soddisfare il bisogno, perciò Gesù venne in quel tempo, quando la Chiesa mosaica andava in rovina, e pose l'ideale umano più chiaro che mai e fino all'ultima conseguenza stessa, attivandolo di nuovo, aprendoci allo stesso tempo con il Suo sangue la porticina per la salvezza eterna della vita.

Le chiese cristiane sono ora anche vicine alla loro fine, perché spesso non sono più in grado di soddisfare i bisogni del tempo, perché incapaci di riconoscere ed accettare l'aiuto prestato dal Signore. Adesso è di nuovo necessario purificare l'ideale divino dell'umanità, semplicemente di metterlo nella Luce più chiara, ma più dettagliatamente, e l’Onnibuono, come ovunque nella Sua Creazione, accanto al bisogno trova al momento giusto il cibo adatto, così anche qui fornito nella maniera più meravigliosa, come dimostra la nostra ricca dispensa spirituale. Adesso è il tempo in cui è preannunciato: “Ecco, io faccio tutto nuovo!”

Per comprendere giustamente questo nostro tempo, per riconoscere liberamente la correzione del desiderio di una luce sempre più chiara, e per apprezzare meglio proprio la corrispondente Nuova Luce, cioè afferrare in maniera vivente l'essenza di questo nostro tempo dominante il grande fatto del "ritorno di Cristo", per questo ci vengono servite qui queste pagine raccolte. A chi avrà l’occasione di farlo, ben le esamini, magari confrontandole con quelle nel Vangelo. Proprio come mostra in Salmi 36,10 («E' in te la sorgente della vita, alla tua luce vediamo la luce.»), e in Giov. 7,17 (Chi vuol fare la sua volontà, conoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo da me stesso.»); volendo anche l’accenno in Mat. 7,7 («Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto».) sono da prendere in considerazione; allora possiamo sperare che la grazia non manchi dall'alto, questa è che tali ricercatori onesti e fedeli combattenti nell'imitazione di Cristo, ricevano il felicitante premio della pace interiore come migliore benedizione!

Con questo augurio salutiamo tutti coloro che hanno a cuore la Sua apparizione, e la consegniamo a quelli che si propongono l’unica salvezza. Per riconoscere sempre più chiaramente il nostro Padre Santo pieno d’amore, per poterLo più fedelmente manifestare coi fatti, e quindi, per maturare incontro al vero figlio di Dio quale nostra vera e propria destinazione, perciò questo nuovo libro, come riconoscente sguardo verso l’alto al Donatore degli infinitamente buoni doni della santa amorevole Luce, affinché la Sua volontà si adempia in noi sempre di più!

 

L’editore

 

 

Parte 1°

 

IL  GRANDE  AVVENTO

 

sul ritorno spirituale del Signore

 

 

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Cap. 1

Domanda conclusiva dell’umanità

 

10 febbraio 1872

 

«E come tutti muoiono in Adamo, così tutti rivivranno in Cristo. Ciascuno però nell’ordine proprio: Cristo, la primizia, poi quelli che son di Cristo, al momento della sua venuta. Quindi verrà la fine, quando egli avrà rimesso il regno nelle mani di Dio Padre, dopo che avrà ridotto al nulla ogni principato, ogni potestà ed ogni potenza. Poiché bisogna che egli regni finché abbia messo tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico che sarà distrutto, è la morte. Difatti, Iddio ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi, ma quando egli soggiunge “tutto è stato assoggettato”, è chiaro che è ad eccezione di colui che ha assoggettato a Lui ogni cosa. E quando avrà assoggettato a Lui ogni cosa, allora anch’egli, il Figlio, si sottometterà a Colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia il tutto in tutte le cose ».   [1° Corinzi 15,22-28].

1. Mio caro figlio, ho già spiegato ed illuminato più precisamente qualche domanda e dubbio che sono sorti nel tuo cuore, e precisamente non solo a causa tua, ma a causa di tutti, poiché ce ne sono molti e ce ne saranno ancora di più che mercanteggeranno e si lambiccheranno il cervello, e non riusciranno a sondarne il vero senso, non solo quello letterale. E poiché hai appena ricevuto sui tuoi precedenti dubbi un’esauriente risposta (sulla piramide della Creazione come completamento alla Parola sul bacio)[1], allora una circostanza da Me concessa ti darà di nuovo in mano alcuni versetti della Bibbia che vorresti che Io ti spiegassi, e credi che con questa ulteriore spiegazione riceverai una risposta alla tua domanda conclusiva per questa vita.

2. Io però ti dico che in questa risposta non troverai risolta la domanda conclusiva di tutta l’umanità, poiché questi versetti sopracitati contengono in sé l’intero ciclo di secoli, cominciando dalla Mia discesa sulla vostra Terra, cioè dalla nascita in Betlemme, fino al Mio prossimo ed ultimo ritorno a voi, ora imminente.

3. Il primo versetto sopra citato ti dice appunto già in poche parole il grande scopo della Mia apparizione di quel tempo; dove si legge: «Poiché come tutti muoiono in Adamo, così tutti rivivranno in Cristo». Il morire in Adamo significa solo lo scomparire fisico o materiale, dove l’anima, per così dire, è passata nel corpo, nel quale invece di spiritualizzarlo, lei stessa si è personificata nello stesso. Questa è la condizione in cui l’umanità (come adesso di nuovo) crede che il suo scopo principale sia solo nei bisogni e nei godimenti materiali, rinnegando tutto lo spirituale, calpestandolo perfino con i piedi.

4. Quel momento era anche quello in cui proprio tutte le circostanze s’incontravano, non soltanto per rendere possibile la Mia discesa, bensì anche per assicurare un più grande successo duraturo. Perciò questo versetto dice: “Come deve putrefarsi tutto fisicamente, così tutto deve anche vivere in eterno spiritualmente, quando sarà nuovamente rinato in e attraverso il Mio insegnamento”.

5. Ciò che questo versetto diceva e significava per quei tempi, quando allora Paolo scrisse ai primi cristiani, questo vale ancora oggi, solo nel senso che in ogni uomo deve putrefarsi il vecchio Adamo ovvero le sue brame carnali-sensuali, similmente alla carne materiale, se deve essere possibile un progresso spirituale, oppure si debba vestire un nuovo Adamo spirituale.

6. Io stesso un giorno dissi: «Non si può servire due padroni!», e così è anche impossibile diventare un rinato nel Mio Regno, prima che non si abbia deposto da sé il mondo e il suo potere. Facilitare e rendere questo possibile, fu lo scopo della Mia comparsa sulla vostra Terra.

7. Il successivo versetto dice: «Ma ognuno secondo il suo ordine». Questo vuol significare che Io, precedendo con l’esempio, dovevo mostrare a voi tutti la via che dovete percorrere, se volete essere figli Miei e diventar partecipi del Mio Regno.

8. Questo lo spiega anche lo stesso versetto nelle sue successive parole: «…la primizia, Cristo, poi quelli che appartengono a Cristo, alla sua venuta». Io, in effetti, vi ho preceduto con l’esempio, ho mostrato all’intera umanità quale abnegazione di se stessi, quale spirito di sacrificio ci vuole per diventare degni di Me, e corrispondere così al grande Pensiero della Creazione, come lo menziona Mosè, dove si legge: «…e Dio creò l’uomo a Sua immagine e somiglianza», che non doveva corrispondere solo alla forma, bensì al suo contenuto spirituale; poiché essendo uno Spirito, Io e la Mia meta siamo la suprema perfezione.

9. Così dovetti scendere sulla vostra Terra, trasformare l’Adamo formato corporalmente in uno spirituale, se doveva essere adatto al Mio regno dello spirito. Inoltre si dice sopra: «Poi verrà la fine, quando egli avrà rimesso il regno nelle mani di Dio Padre, dopo che avrà ridotto al nulla ogni signoria, ogni autorità e ogni potenza». Questo significa: poiché Io, quale Sapienza (Maestro) sono disceso sulla vostra Terra, per assicurare là all’opera dell’Amore (della Creazione di uomini liberi), stabilità e durata, allora quest’Opera – cominciata da Me come Dio e compiuta come Uomo – doveva naturalmente mettere in azione il suo continuo effetto tra gli uomini, doveva tendere ad uno scopo finale che non è e non sarà altro che ricondurre di nuovo tutti gli uomini a Me, nella Mano dalla quale uscirono materialmente e nella quale devono ritornare, spirituali o spiritualizzati. Nondimeno, a causa della libera volontà che Io ho infuso nell’anima umana, questo ritorno a Me doveva naturalmente essere esteso a tempi indeterminati, perché gli uomini devono iniziare questa via di ritorno liberamente, e non costretti.

10. Così trascorsero secoli con i loro differenti riconoscimenti, per rendere gli uomini degni del loro scopo attraverso ammonizioni e prove di ogni genere. L’uomo – prima del Mio prossimo ritorno – deve diventare un moralistico, deve portare il suo giudice nel proprio petto, e non lasciarsi determinare nelle sue azioni da esteriori tribunali del mondo, autorità e potentati. Egli stesso deve essere spiritualmente padrone sulle sue passioni, ed essere arrivato al punto da conoscere solo le Mie due Leggi dell’Amore e seguirle, perché vuole compiacere a Me e conquistare la Mia figliolanza.

11. Questa è la conclusione, dove Io come Sapienza (Figlio) dell’Amore (Padre) voglio restituirGli esseri – appunto creati per Amore – e precisamente così come li creò solo l’Amore, e solo come Amore può riconoscerli come figli Suoi, come Sue degne creature. Ho lasciato indietro sulla Terra dominazione, giudizio e potere, come un giorno feci dire ai giudei, quando volevano avere dei re: “Li dovete avere, ma per vostra punizione” [1. Sam. 8]. Questi potentati erano tutte sferze che non lasciavano sprofondare i popoli completamente nel fango della vita terrena, appunto con l’abuso del loro potere, – erano loro e lo sono ancora che spingono gli animi a Me, e proprio per questo provocano il contrario di ciò che vorrebbero veramente ottenere.

12. Esaminate solo tutte queste forme di governi, sotto e con quali forme i popoli vengono adesso governati: non una forma è stata data da un liberale nobile sovrano stesso! Esse furono imposte loro dai popoli, proprio allora, quando i regnanti abusavano del loro potere; e così continuerà, finché non esisterà più nessun potere che solo – il potere della coscienza nel singolo individuo, perciò sopra sta scritto: «Cristo abrogherà ogni principato, ogni potestà e ogni potenza», il che vuole dire che – la Dottrina dell’amore data da Me renderà un giorno tutte le disposizioni di potere non necessarie e inutili. La differenza di classe dovrà fare posto all’amore fraterno. Questo è l’ultimo stadio della dignità morale ed elevatezza spirituale che gli uomini devono aver raggiunto, prima che Io in Persona possa di nuovo calcare la vostra Terra. Poiché allora la Mia comparsa tra i giudei era diversa; allora Io venni come Seminatore, come Guaritore e come Pastore, e cercai le pecorelle smarrite. Invece adesso che la Mia dottrina è conosciuta, dove non esiste più nessuno segreto per sapere quale via conduce a Me, adesso vengo di nuovo per raccogliere; adesso voglio trovare anime sane e pecore fedeli, devote e obbedienti, ma queste non possono essere educate con costrizione e con forza, ma loro stesse si devono liberare da tutto ciò che è mondano e di ostacolo al loro avanzamento.

13. Io non posso venire in un mondo pieno di uomini materiali ed egoisti; essi devono dapprima essere anime spirituali purificate, esseri dediti a Me, che poi Mi sappiano anche onorare, amare e comprendere. Ma poiché la maggior parte dei governanti e potentati non cederanno di ossequiare il loro stimolo ambizioso, tendendo a sempre maggior potere e maggior forza, allora proprio con ciò accelerano questo grande sconvolgimento, per cui poi, dominio, autorità e potere raggiungeranno la loro fine! Guardate solo ai vostri avvenimenti più recenti, allora vedrete facilmente come le due potenze, cioè quella spirituale e quella mondana, vanno incontro alla loro decadenza, proprio con l’abuso delle stesse; quindi promuovono solo la Mia opera, che essi considerano come di minore importanza, volendo usare Me e la Mia dottrina per i loro scopi. In questo modo anche il male deve solo di nuovo produrre del bene, e così è anche possibile il trionfo delle Mie parole, se perfino Satana deve riconoscere la potenza delle stesse, stando chiaramente davanti agli occhi anche a lui la nullità dei suoi sforzi avversi, dove anche lui deve sapere che qualunque cosa faccia e possa escogitare, non viene a lui per utilità, bensì a Me! Proprio su questa via è possibile il suo ritorno: se ha davanti agli occhi la stoltezza della sua stessa tendenza.

14. Così è inteso anche il versetto successivo, dove si legge: «Egli (Cristo) deve regnare, finché avrà posto i suoi nemici sotto i suoi piedi!». Questo dominio della Legge spirituale dell’Amore che Io ho dato agli uomini, manterrà gli spiriti così a lungo in eccitazione, finché regneranno unicamente le Mie due Leggi, e saranno anche esercitate liberamente da tutti! L’anima umana non troverà quiete da nessuna parte che solo nell’osservanza dei Miei comandamenti dell’amore, e perciò l’impulso della Mia potenza d’amore, finché tutto giacerà ai Miei piedi.

15. E per accelerare e promuovere questo, verranno appunto versate tutte le sette coppe dell’ira, come dice Giovanni nella sua Apocalisse, per separare il bene dal male, per purgare il grano dalla pula.

16. Vedete, nel vostro organismo umano la cistifellea rappresenta la coppa dell’ira per il vostro corpo, mescolandovi anch’essa il proprio ad ogni parte del chimo[2], appena che lo stesso passa attraverso il duodeno (come, per così dire, un secondo stomaco), che è poi lo stimolatore per la separazione dei cibi mescolati nello stomaco, contribuendo poi, con il passaggio attraverso gli intestini, all’assimilazione dell’utilizzabile e all’espulsione di tutto il superfluo. Altrettanto le disgrazie, afflizioni e sofferenze che, come bile, rendono idoneo il Mio chimo, come Miei figli terreni, parimenti decomponendo e purificando, esse come utile accrescimento per il Mio organismo, vale a dire per il Mio grande Regno degli spiriti, finché alla fine anche l’inutilizzabile sarà espulso, cosicché poi, come nella vita materiale, non senza ulteriore attività vitale, tuttavia però solo per ripetere su ulteriori giri il primitivo processo di purificazione.

17. Questo è il senso spirituale espresso dal 25° versetto, affinché possiate comprendere giustamente anche il 26°, dove poi si legge: «L’ultimo nemico che sarà vinto, è la morte!». Perché, quando gli uomini saranno diventati così spiritualizzati, cosi puramente morali, tanto che essi stessi avranno spiritualizzato il loro involucro materiale, allora s’intende da sé che poi il grande processo metabolico (della morte) come avviene adesso, non solo non è più necessario, ma nemmeno più possibile, poiché un corpo che non contiene nulla di corruttibile, non può essere sottoposto a queste leggi, ma solo a quelle della lenta trasformazione. Il materiale grossolano avrà poi cessato di essere la sua veste attraverso la purezza dell’anima, poiché essa sarà diventata eterica e il suo involucro corrisponderà al suo stato.

18. Così quindi anche la morte scomparirà dalle file dei viventi, perfino presso gli animali si farà notare questo perfezionamento, rimanendo anch’essi, con la trasformazione della natura umana, non inviolati; perfino loro, secondo la loro individualità, avranno corpi animali più fini che limiteranno la putrefazione e il morire, e più facili e più soavi saranno i passaggi da un grandino all’altro.

19. Questo stadio dell’ultimo gradino materiale e del primo spirituale, non rimarrà perfino senza influsso sulla Terra, sul suo interiore ed esteriore.

20. Dove una buona volta la vita dell’amore avrà preso posto, allora anche questa dura zolla terrena che adesso dovete “lavorare nel sudore della vostra fronte” si trasformerà in un paradiso come era stato un giorno ai primi tempi di Adamo, dove campeggiava virginea nel suo vestito da sposa. Allora anch’essa potrà adempiere più facilmente il suo processo di trasformazione, poiché anch’essa avrà poi a che fare con sostanze più sottili che adesso, dove quelle più grossolane si oppongono continuamente alla loro trasformazione per qualcosa di migliore, – proprio come la maggior parte degli uomini.

21. Se è subentrato questo stato sulla Terra, allora in tutta la sua pienezza e bellezza celeste stanno i versetti 27 e 28, dove si dice: «Difatti, Iddio ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi», vale a dire che la morte avrà cessato di esistere, e solo il vivere spiritualmente animerà gli esseri della Terra. Ma quando Cristo, ovvero la Sapienza divina, dice che ogni cosa Gli è sottoposta, allora è evidente che è escluso Colui che gli ha sottoposto ogni cosa, cioè quando la Sapienza avrà segnato le barriere fin dove l’Amore può operare portando frutto, allora è naturale che tutto il benevolo creato deve essere sottoposto al grande Amore di Dio, al Padre, e solo questo Amore di Dio non può essere sottoposto a nessuno, perché esso è il Principio fondamentale della conservazione, del divenire e dell’esistenza. Così può essere solo l’Accompagnatore della Sapienza, quella che completa, ma che mai può diventare il dominato, né dominare esso stesso sulla Sapienza, ma unito, concorde con essa, può operare ciò che veramente vuole e deve operare. Perciò, quando Cristo come Sapienza dice: «Ho sottoposto a Te – Amore – tutto», è solo inteso tutto quanto è spiritualizzato come Opera d’amore che poteva afferrare il divino Amore e unirsi con Lui.

22. È ben possibile un avvicinamento fraterno degli esseri creati alla Fonte originale di tutto l’esistente, ma è impensabile una fusione con l’Altissimo. Tutto segue l’impulso dell’Amore, e l’Amore, poi, congiunto con la Sapienza, rimane alto come punto più alto mai raggiungibile, stando da solo come grande Spirito della Creazione, perché la sua Potenza e la Sua Essenza è del genere che nessun essere creato potrà mai raggiungere.

23. Solo così è comprensibile il versetto 28, dove si legge: «E quando avrà assoggettato a Lui ogni cosa, allora anch’egli, il Figlio, si sottometterà a Colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia il Tutto in tutte le cose!». Questo versetto significa la stessa cosa, quello che Io, come Gesù, già una volta ho compiuto con la Mia resurrezione e ascensione, là, dopo aver compiuto la Mia missione terrena come Figlio terreno e Uomo, accadde in Me ciò che un giorno accadrà all’intera umanità.

24. Io vinsi la morte, gettai via il terreno e, rivestito con un corpo spiritualizzato, operai ancora gli ultimi 40 giorni, fino a quando i Miei discepoli e seguaci ebbero bisogno di fortificazione; come un giorno anche sulla Terra gli uomini procedendo spiritualmente sempre più di gradino in gradino deporranno il terreno e rivestiranno lo spirituale.

25. Dopo che l’ultimo atto del Mio cammino terreno fu compiuto e le colonne fondamentali per l’edificazione dell’eterno edificio dell’Amore fu consolidato, ritornai al Padre Mio – all’Amore, di nuovo si riunì del tutto la Sapienza con l’Amore, come un giorno si riunirà l’umanità spiritualizzata con il grande Amore della Creazione, fin dove sarà finalmente possibile con l’Essere infinito; e quando un giorno l’umanità avrà completato questa sua festa di resurrezione, si avvicinerà anche per lei l’ascensione, dove riceverà insieme alla sua Terra e all’intero sistema solare – matura per la formazione più spirituale e più elevata – un altro gradino nel Mio Regno e nel Mio Cielo degli spiriti.

26. Che tu (allo scrivano) però non sperimenterai questa scena finale nella veste corporea terrena, si comprende da sé, ma per lo meno potrai ancora essere per un po’ di tempo un attento osservatore come si svolge questo processo di purificazione, come una cosa si sviluppa dall’altra, e come devono  contribuire tutti i rimedi proprio per l’avanzamento della Mia Opera spirituale d’amore, affinché finalmente la Mia Volontà e la Mia Idea, nonostante la libera volontà degli uomini, starà lì alla fine come supremo ideale, secondo il quale Io ho creato l’uomo, vale a dire come immagine del Mio stesso Essere, nella forma e nello spirito.

27. Questa parola sia per te di nuovo una dimostrazione di quanto di spirituale, di elevato e di profondo si trova nella Bibbia, di cui gli uomini non possono nemmeno sognare, poiché essi rosicchiano solo alla corteccia dell’Albero della Vita e credono di aver afferrato già lì il nocciolo vitale. Io però ho ben prudentemente posto, come nell’albero naturale, il nocciolo o fattore vitale molto lontano dalla corteccia, affinché non ogni non chiamato possa interpretare lo spirituale secondo i suoi stessi interessi come egli lo vorrebbe, ma affinché il Raggio della Luce e della vera Sapienza giunga solo a coloro che, quando scoprono del vero e del luminoso, non ne abusino mai.

28. Lascia ai roditori l’amaro guscio, tu e tutti quelli che vogliono diventare seriamente figli Miei! Godete la dolce bevanda del nocciolo che vi fortifica e rafforza e così vi dimostri sempre più chiaramente come tutto è ben disposto e pensato nell’intera Creazione, dove sempre è accoppiato il necessario con l’utile, il bello con il buono, ad ogni passo, sia nel materiale che nello spirituale, e fa illuminare al fervente ricercatore del Mio Amore con i suoi soavissimi Raggi, le Mie opere e le Mie parole, per dimostrare che esiste un solo Dio, un Padre, il Quale può così amare e così far sentire questo Amore anche ad esseri deboli e finiti, e fa capire quante beatitudini dell’infinità sono contenute in una Parola proveniente da Lui.

29. Prendi questo a cuore, Mio fedele operaio nella Mia vigna, e ricordati delle Mie parole che Io una volta dissi: «Beati coloro che sono perseguitati e devono soffrire a causa Mia, poiché un giorno sarà loro ricompensato abbondantemente tutto ciò che hanno sofferto!». – Amen!

 

 

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Cap. 2

Preghiera per l’anniversario della prima comunicazione del Signore

(nella scuola di Trieste)

 

scritta il 5 gennaio 1871

( Preghiera dello scrivente)

Affettuosissimo Padre! Il 7 si compie il ciclo di un anno, nel quale Ti sei volontariamente annunciato a noi, figli minorenni. Dopo aver celebrato in silenzio tutti i giorni che facevano riferimento al Tuo passato cammino terreno, ovvero all’importante istituzione della Tua dottrina divina, anzi perfino non abbiamo mai lasciato passare quei giorni che riguardavano solo cose mondane o personali, allora s’intende da sé che il giorno nel quale Tu, o ultrabuon Padre, ci hai concesso l’inaspettata grazia e Ti sei annunciato attraverso uno dei nostri fratelli, sia uno dei giorni più importanti nel percorso della vita di noi tutti, anzi è diventato un giorno supremamente importante. Ora questo si rinnova di nuovo nella successione dei giorni, e tutti noi ora mandiamo con cuori umili a Te, o Padre, il nostro debole ringraziamento per questa grazia non meritata, e Ti supplichiamo tutti insieme di non negarci nemmeno in quest’anno questa grazia e il Tuo pane spirituale, affinché non perdiamo la via sulla quale ci hai guidato, e così poter andare fiduciosi incontro alla nostra alta destinazione. Amen!”

 

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Cap. 3

La più benevola risposta del Signore

 

6 gennaio 1871

1. Miei cari figli, e anche tu, Mio scrivano, che ti rivolgi a Me come interprete della tua piccola compagnia, siate tutti sicuri che se non vi avessi già trovato maturi per accogliere degnamente le Mie parole di grazia, non ve le avrei nemmeno date. Mi rallegro di vedere in voi almeno il bel sentimento di gratitudine, da cui risulta che riconoscete il valore delle Mie comunicazioni e volete anche metterle in pratica nel vostro cammino di vita. Continuate per lo meno ad avere questa volontà, poiché senza la volontà l’adempimento è una impossibilità; ma per quanto riguarda quest’ultima, lascia ancora molto a desiderare. Ci sono ancora alcuni tra voi che non sanno apprezzare abbastanza le Mie parole, presso i quali si trova ancora molto miscuglio di idee mondane tra il Mio grano, e anche altri che prendono tutte queste Comunicazione solo superficialmente e non vogliono abbandonare o rinunciare alle idee di vita usuali. Altri ancora, passano facilmente da un estremo all’altro, la cui fede interiore non ha ancora un giusta solidità. Vedete, tutti questi nel prossimo anno avranno ancora molto da superare. E proprio in questo momento in cui Mi siete vicini per esprimere a Me il vostro ringraziamento, trovo conveniente ricordarvi fin dove avete degnato la Mia grazia ed avete adempiuto i Miei desideri.

2. Avete ricevuto Pane spirituale in abbondanza attraverso il Mio scrivano, conservandolo e custodendolo certamente, ma ne avete mangiato e consumato spiritualmente poco. Adoperatevi sempre di più ad accogliere queste scintille di Luce del Mio Amore divino nel vostro cuore! Sforzatevi di averle sempre nel senno e di agire di conseguenza; solo allora riconoscerete il risultato finale della Mia grazia. A che serve leggere le Mie parole, trascriverle e forse perfino riportarle e stampigliarle in incisioni dorate? Le Mie parole devono stare scritte con lettere d’oro nel cuore! Là devono essere conservate, e la bella rilegatura sia poi il vostro io, la vostra anima stessa.

3. Cercate in primo luogo di afferrare l’importanza di questi Doni e il contenuto nel loro intero vero e proprio valore, e poi di riconoscere questo dono di cui v’invidiano spiriti e angeli per quello che è, e solo allora comincerete a degnare ed apprezzare la portata di ogni singola parola proveniente dalla Mia bocca.

4. Mettetevi la mano sul petto e chiedete a voi stessi: quanti sacrifici avete già fatto per amore per Me? Che cosa avete fatto per amore per Me? Ed Io vi assicuro che da questa indagine verrà fuori ben poco! Infatti, come avete esercitato il dovere dell’amore per il prossimo in parole e opere? Come avete adempiuto nella vostra vita pratica le singole parole che ho dato per grazia, all’uno o all’altro, anzi perfino su sua personale preghiera? Ovvero, non avete quasi sempre letto le Parole paterne rivolte a voi individualmente solo più per curiosità, pensando molto raramente al loro contenuto o al loro senso spirituale?

5. O figli Miei, voi non conoscete ancora nemmeno la centesima parte del senso spirituale e dell’infinito Amore che si trova nascosto in queste molte parole, delle quali talvolta ben presumete solo qualcosa; ma se soltanto le voleste approfondire, anzi solo in una frase, da qualunque dettato, allora nei vostri cuori si ergerebbe un intero mondo incommensurabile dalle verità spirituali.

6. Vedete, per diventare figli Miei, in verità non ci sarebbe bisogno di tutti questi dettati che sono stati dati (oramai da più di 30 anni)[3] a voi e all’umanità, ma sarebbero bastati i due grandi ed unici Comandamenti dell’Amore. Invece proprio per questa ragione, perché gli uomini cercano volentieri solo in superficie le cose importanti e di rado penetrano fin nell’interiore, nello spirituale, di una faccenda, proprio per questo Io ho dato molto e darò ancora di più, considerato che anche la parola superficiale è già così piena di spirituali verità d’amore, che perfino allo sguardo così facilmente fuggevole viene offerto abbastanza ristoro, ma solo al fervente ricercatore si apre nell’interiore l’intero incommensurabile Regno degli spiriti.

7. Non è dunque altrettanto così nella natura? All’osservatore superficiale affascina una bella zona, un bel fiore profumato, un uccello equipaggiato con un magnifico piumaggio, ecc.; ad alcuni s’impongono spontaneamente le parole: “Quanto di bello non ha creato il nostro Signore e Dio? E tutto, per amore degli uomini!”. Chiedete ora a un naturalista, che cosa ha trovato per primo, che cosa ha trovato tra le meravigliose leggi e le sagge disposizioni nei minuscoli oggetti, nelle parti più piccole di una pianta di muschio, nella costruzione di un piumaggio e, se è sincero, vi dirà quale incommensurabile ricchezza vi è ancora nascosta, dove i vostri sensi, per scorgerla, non bastano più.

8. Come qui è descritta la differenza tra un ingenuo viandante attraverso una zona fiorita e fertile, e un solerte ricercatore, proprio così esiste anche presso di voi la differenza tra un buongustaio del Mio pane spirituale e un mangiatore reale e assimilatore dello stesso. Non fermatevi con leggerezza al buongustaio, ma godete la manna dal Cielo, che quasi giornalmente fluisce sui vostri cuori, trasformandola nel vostro stesso sangue e carne, e da questa uscirà poi la vera carne e il vero sangue spirituale del vero e proprio uomo-spirito che rivestirà il corpo (spirituale) che egli avrà bisogno per la sua grande vita futura.

9. Nella festa del rinnovato anno di questo giorno in cui vi fu data per la prima volta la Mia parola, vi voglio ricordare questo: “Non siate vani ascoltatori né vani lettori della stessa! Bensì praticatela di fatto! Per questo ve l’ho data, perché solo attraverso le opere potete diventare figli Miei, ma mai con la (sola) lettura!

10. Prendete a cuore ciò che vi dico oggi, affinché nel prossimo anno i Miei desideri diventino un’opera conclusa. Per questo non vi mancherà la Mia benedizione. Voi dovete solo ricordare che la Mia benedizione soccorre soltanto, ma voi stessi dovete compiere l’opera principale. Voi dovete lottare, e poi Io stesso sosterrò la vostra forza nella lotta, e così nel prossimo anno porterete con voi la Mia benedizione e la Mia grazia, al cui supplicante mai verrà sottratta, mentre non verrà offerta all’indolente. – Amen!

 

 

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Cap. 4

Uno sguardo retrospettivo all’anno concluso

(per il 15/17 marzo)

 

Trieste, 15 marzo 1872

1. Oggi è di nuovo il giorno in cui anche l’anno scorso hai ricevuto una parola da Me in riferimento all’anniversario (il 15 marzo) in cui è stata percepita per la prima volta la Mia voce[4], e proprio perché quest’anno per voi terminerà domani pieno di grazie, allora vuoi di nuovo un’altra parola, una parola di grazia ed amore per te e i tuoi, affinché possiate ricevere fortificazione e ristoro per tutti gli avvenimenti che potreste incontrare nel prossimo anno.

2. Sì, figli Miei, è di nuovo passato un anno nel quale vi ho parlato molto, però di questo avete compreso poco e ancor meno ben afferrato ed esercitato nel vostro operare. Voi tutti avete ancora sospesa davanti agli occhi la triplice cortina di Mosè, e ancora la curiosità e l’avidità di nuove parole di grazia provenienti da Me sono più grandi dell’impulso di voler eseguire, anche nel più stretto senso della parola, ciò che spesso si trova già solo in una singola parola.

3. Quante singole parole vi ho già spiegato, il cui svelato significato spirituale vi fa penetrare lo sguardo, per mezzo di queste spiegazioni, nelle profondità della Mia Creazione, nelle profondità della Mia Sapienza e nelle profondità del Mio Amore e Grazia, e che cos’è ed è sempre stato il risultato finale? – ‘Trascrivere diligenti le Mie parole, metterle insieme alle altre ricevute, e lasciarle giacere lì in pace!’. – Vedete, questo è il destino dei Miei fiori di grazia provenienti dal Regno degli spiriti, fiori che voi ricevete e che vi dovrebbero elevare a Me con il loro profumo. Invece voi fate di questi fiori come fanno i botanici o i raccoglitori di erbe medicinali, i quali raccolgono zelanti le piante come spezie, le seccano poi con cura tra carta sugante[5] per conservarle bene, senza preoccuparsi affatto di quante migliaia di meraviglie si trovano già solo in una singola foglia, in un singolo fiorellino. Per loro si tratta solo di moltiplicare i loro raccolti, come presso di voi quando avete un solo dettato e una sola parola da Me, allora siete già soddisfatti. Ma come stanno le cose con l’esecuzione anche di una sola parola? Allora ognuno stenda la mano al proprio petto e tragga fuori da lì la risposta. Fortuna per lui se dopo un serio esame risulterà sufficiente.

4. L’anniversario della Mia parola di grazia fa sorgere in voi questo desiderio: ‘Riceveremo dal Padre ancora qualcosa in questo riguardo?’. Ed Io vi dico: ‘Sì, dovete ricevere da Me una parola, ma una parola che vi dovrà scuotere un po’ dal sonno della comodità, affinché possiate riflettere che cosa voglia dire che Io, il Creatore e Signore del mondo, Mi sono abbassato a guidarvi ed accompagnarvi Io stesso, mentre mille altri devono percorrere da soli la via!”

5. Se poteste esaminare attentamente questo nel suo più profondo senso, allora vi si dovrebbero rizzare i capelli, come voi dite, a causa della noncuranza e indifferenza con la quale trattate il Mio pane del Cielo.

6. È bene richiamarsi alla memoria gli anniversari e le feste dell’anno di avvenimenti importanti, perché allora in generale deve essere presa in considerazione la domanda: “Dove mi trovavo l’anno scorso? Che cosa ho fatto da allora in poi? Ho agito fedelmente secondo i miei propositi? Sono andato avanti, o indietro?”. Tante domande insidiose alle quali non potrebbero seguire sempre le risposte più lusinghevoli. E se ora tra di voi v’interrogaste, o come anche nei pochi giorni della confessione pasquale presso i cattolici, sareste stimolati da tali domande di come deve essere fatta questa confessione, allorquando Io, Padre vostro, pieno d’Amore e di Pazienza, vi chiedessi:

7. “Figlioli! Che cosa avete fatto con tutte le Mie parole che vi ho dato pure durante un anno? Come le avete esercitate? Come, assimilate spiritualmente? Le avete fatte proprie, e precisamente così che le stesse e il vostro uomo animico diventino una cosa sola? Come avete afferrato le Mie onde luminose provenienti dall’eterno Regno degli spiriti? Da un Regno degli spiriti dove splende eternamente il Sole della Verità e solo della Verità, ed irradia, come Aurora boreale, oppure come eterna Luce rosea, tutto con i soavi Raggi dell’umiltà, della tolleranza e riconciliazione, come avete fatto penetrare questi Raggi nel vostro interiore? Oppure: vi siete fatti riscaldare solo momentaneamente sotto il riflesso di questa Luce dell’Amore e della Sapienza? Avete fatto del tutto vostri, proprio questi Raggi, per farne partecipi in caso di bisogno anche gli altri di qualcosa di questo?”

8. Vedete, con queste domande del Padre Celeste vostro, forse dalla maggior parte di voi verrà fuori una risposta insufficiente. Ma proprio perché queste domande si presentano solo una volta in un anno, vale a dire col rinnovamento di un periodo di tempo, allora devono anche essere più seriamente giudicate e ancor più seriamente esaminate. Chi di voi, infatti, sa se questo periodo di tempo o anno nuovo, adesso così vicino, non sia l’ultimo che vede passare su di sé nell’involucro corporeo? Chi di voi sa se il prossimo anno non lo coglierà di sorpresa nell’altro aldilà in altre condizioni, dove forse potrebbe ripetersi tale domanda, la quale però richiederà una giustificazione più severa, perché anche là sarebbero da compiere compiti più grandi!

9. Perciò non rimandate a domani ciò che può essere fatto oggi, vale a dire lavorate ogni giorno e ogni ora alla veste del vostro uomo animico, essa è quella che porterete con voi un giorno nell’aldilà, e secondo questa veste troverete là la vostra compagnia, e dove secondo questa veste sarà di natura il vostro ulteriore operare e procedere, il vostro spirituale presbitismo e cortezza di veduta. Perciò le Mie molte parole a voi, perciò i Miei molti ammonimenti e prove che vi faccio giungere. Tutte queste vi devono aiutare ad avere una migliore veste dell’anima, vi devono aiutare ad allontanare tutte le sporche macchie dalla stessa, a togliere tutto il brutto, affinché un giorno, in quel Regno dove l’interiore e l’esteriore sono uguali, il vostro interiore dia alla parte esteriore, oppure al leggero veicolo dell’anima, questa piacevole bella forma che corrisponde alla nobiltà dell’anima e al suo valore spirituale.

10. Per cui non prendete così alla leggera la vostra vita su questo mondo, essa è molto più seria di quanto credete! Io, Padre vostro che conosco meglio il futuro che vi attende, vi dico questo affinché poi non vi lamentiate delle delusioni, quando le condizioni e le circostanze non si formeranno così come ve le avevate nutrite nella vostra testa.

11. Perciò queste molte parole, in parte per singoli, in parte per tutti, perciò questi paterni ammonimenti, queste spiegazioni, quest’immissione nella vera e propria spirituale rispondenza essenziale delle parole, affinché esse siano indicatori e segnavia sul vostro percorso di vita, per esortarvi sempre quando tendete a vacillare oppure a deviare dalla retta via, indicando sempre là, dove c’è solo pace, consolazione e quiete.

12. Così dovete considerare questo giorno dell’anno come periodo di un tratto di vita trascorso, tratto che mai più ritornerà. Dovete domandarvi seriamente: ‘Dov’ero io? Dove sono? Dove voglio e devo andare?’. – Un giorno queste domande dovranno essere risolte per la soddisfazione, altrimenti non c’è da sperare nessuna salvezza per la vostra anima!

13. Essere ‘figlio Mio’, ve l’ho già detto spesso: “Non è così facile!”. Anche voi stessi sulla Terra e con i vostri limitati concetti, pretendete che i vostri figli vi debbano dare onore. E ciò che voi creature finite pretendete, non dovrebbe spettare ancora di più a Me, al Signore di tutto il Creato?

14. Quindi quest’anniversario delle Mie prime rivelazioni di grazia a voi, è come quel giorno più di 30[6] anni fa attraverso il Mio precedente scrivano (J. Lorber), dove avevo pure scelto una piccola schiera, presso la quale Io stesso ho voluto essere il Seminatore della Mia parola spirituale. Di quelli di allora ne sono avanzati pochi che sono rimasti sulla via che porta a Me, come Io stesso l’ho mostrata loro; di voi, quasi tutti sono ancora occupati nel procedere sulla stretta strada della Luce e della Verità.

15. Fate il possibile al fine di mantenervi su questa altezza spirituale che avete raggiunto, e guardatevi dal cadere in basso o retrocedere. Ogni anniversario di questo giorno di grazia vi deve trovare più puri, migliori e più vicini a Me! Ogni nuovo anno vi deve colmare con sempre più soddisfazione nelle indagini del vostro cuore e dell’anno trascorso della vostra vita!

16. Con tutti gli sforzi, con ogni tendenza, vi rimarrà sempre abbastanza da sgomberare per un altro anno; poiché ogni anno, ogni giorno, ogni ora prepara altre condizioni, altre prove, ed i Miei figli devono poter sostenere come una confessione generale, come anche un esame generale, non devono solo aver temprato il loro corpo per tutte le possibili condizioni climatiche, bensì aver educato il loro uomo animico affinché sfidando ogni tempesta, sempre consapevole della sua alta missione, non debba cadere, non debba andare a fondo.

17. Osservate gli alberi, il vento tempestoso li smuove, li scuote, li fa tremare spesso fin nelle loro più profonde radici, ma proprio questo barcollare, questo tremare è l’unico mezzo per unirli ancora di più con la loro base e col terreno, per dare alle radici ancora più attività e più forza. Così devono anche servire le tempeste che arriveranno scrosciando da tutte le parti, per fortificarvi di più nella vostra base e nel terreno, vale a dire nel Mio Amore e nella Mia dottrina.

18. Le tempeste devono servire a fortificarvi nella fiducia in Me, e nel costante sguardo a Me come vostro indulgente, amorevole Padre, ricordarvi sempre che un giorno siete già stati degni di queste comunicazioni dirette, e perciò dovete anche fare tutto il possibile per la vostra quiete e la Mia soddisfazione, affinché ogni anno nuovo, in questo importante avvenimento vi trovi sempre migliori dell’anno passato, e affinché, procedendo sempre così, maturiate per il cambio dell’aldiquà con l’aldilà, dove comincerà la vera e propria eterna via della Vita come spiriti, e in questa vita, proprio come lo è in un libro la prefazione, essa sarà considerata solo il prologo, che tuttavia non dovrà tornare a danno del contenuto seguente del libro, ma dovrà corrispondere completamente allo stesso. – Amen!

 

 

 

Parte 2°

 

Sul  Natale

inoltre

 parole sul cambio dell’anno e sull’Epifania

 

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Cap. 5

Predica di Natale

 

«E avvenne che un decreto fu emanato da Cesare Augusto»

[Luca capitolo 2]

 

Trieste, 11 dicembre 1871

1. Questo capitolo tratta della Mia nascita, una festa che voi celebrate ogni anno secondo il rito ecclesiastico il 25 dicembre[7]. Già precedentemente vi ho dato parole su questa festa; in parte già conoscete i particolari che accompagnarono la Mia nascita dalla Mia “Storia dell’infanzia di Gesù”[8], in parte dall’Evangelo dei Miei apostoli, e comunque c’è ancora qualcosa di non chiarito in questo Atto della Mia prima apparizione visibile sulla vostra Terra, il cui significato più profondo nella rispondenza spirituale non lo conoscete ancora. E così, in occasione del testo di questo capitolo di Luca, voglio dare ulteriori spiegazioni per voi e per tutti i Miei futuri figli credenti, affinché da ciò riconosciate che anche la più piccola cosa che riguarda Me e la Mia apparizione nel vostro mondo, ha un superiore significato, e si ripeterà spiritualmente anche alla Mia prossima discesa su questa piccola stella, quale dimora dei Miei figli, un giorno grandi.

2. Poiché se a quel tempo nelle condizioni della vostra Terra fu destinato proprio quel momento e quel popolo per essere testimone della grande Grazia e del grande Atto d’amore che Io ho compiuto per voi e per il Mio intero mondo degli spiriti, allora potete essere sicuri che con la Mia seconda apparizione visibile sulla vostra Terra sarà scelto precisamente il tempo e il paese che sarà il più adatto per questo Atto conclusivo.

3. Non senza motivo avete titolato questa festa ‘Natale’[9]. Sì, fu una Notte consacrata, in cui Mi sono consacrato per voi e per tutti gli esseri come sacrificio dell’umiliazione, rivestendo Io, l’infinito Signore della Creazione, una fragile, corruttibile veste che, tra milioni di altri esseri viventi, sta molto indietro dal sommo tipo di un’immagine umana, poiché in altri mondi, per quanto riguarda l’esteriore, molti sono così provveduti, che l’uomo (qui) appare solo una lieve, debole contraffazione di quelli che Io ho posto propriamente in questa forma come immagine del Mio stesso Io.

4. E nonostante ciò, come gli uomini viventi su altri mondi superano di molto gli abitanti della Terra, solo questi ultimi sotto l’aspetto spirituale sono tuttavia destinati a qualcosa di molto più grande che quelli viventi in mondi e soli paradisiaci; poiché mentre a quelli arride un’eterna primavera, vivendo in condizioni che la vostra forza d’immaginazione non è in grado di raggiungere, a loro manca comunque la chiara conoscenza del Mio Io, della Mia Creazione spirituale e del Mio Amore paterno. Essi sono buoni, perché nulla di cattivo li induce all’opposto; essi riconoscono un Essere sublime, sprofondano di riverenza dinanzi a Lui, ma nessuno di loro osa pensare che questo Essere superiore possa stringere un essere da Lui creato al Suo petto paterno e dargli il dolce nome di figlio! Questo è riservato solo a coloro che devono conseguire una tale posizione attraverso lotta e vittoria, affinché possano diventare un giorno figli di un Dio.

5. Quindi, dove c’è questa scuola di formazione di tali figli, accanto all’elevazione spirituale più grande possibile doveva aver luogo anche l’opposto, l’umiliazione più grande possibile oppure la caduta dal bene, affinché tra tali estremi fosse possibile un procedere per il meglio, una vittoria su tutti i possibili impedimenti; proprio per questo Io stesso Mi son rivestito nell’involucro di una delle ultime, più insignificanti figure umane: Io stesso scesi giù sul vostro tenebroso globo terrestre che, in riguardo alla dotazione e grandezza nella Mia Creazione, può essere considerato proprio così, come da voi il grado tra tutte le bellezze e meraviglie della vostra Terra, occupa quello di un animaletto infusorio.

6. Come però nella Mia intera Creazione tutto è formato con uguale attenzione e l’ultimo animaletto infusorio è costruito altrettanto perfettamente come l’uomo quale signore della Terra, questo vi conferma di nuovo il Principio creativo che passa attraverso tutti i gradini della Creazione, vale a dire che proprio nel più piccolo Io sono il più Grande, proprio nel più piccolo Io vi sto come potente Creatore e Signore, e questo è stato il motivo del perché Io ho scelto anche uno dei più piccoli globi terrestri per mostrare soltanto là tutta la Mia grandezza, dimostrando con ciò al Mio mondo spirituale e animico che proprio nel più piccolo è possibile il più grande, proprio nella più grande e più pura abnegazione per amore è possibile raggiungere la più grande Magnificenza, e che proprio Colui che concede tutto, è degno di possedere tutto.

7. Così la Mia nascita non avvenne in palazzi, non in posizione altolocata, ma in una posizione più bassa possibile. In tutte queste circostanze che là concorsero, doveva però essere accennato qualcosa di Alto, di spirituale della Mia nascita. Così proprio là era destinato che doveva essere ordinato il censimento del popolo; era proprio là, e non in una casa costruita da uomini, bensì nella Mia casa, cioè all’aperto sotto il cielo, in una grotta, che dovevo vedere la luce del mondo. Testimoni della Mia nascita non furono re e imperatori, nemmeno uomini comuni, ma solo animali, creature che, non corrotte, erano ancora così come Io le avevo create.

8. Il censimento del popolo doveva concorrere che Maria si disponesse ad un viaggio verso Betlemme, per compiere proprio là ciò che tornava ad onore del Re dell’intera Creazione; milioni di spiriti più alti Mi intonarono l’inno di lode:

9. «Gloria a Dio nel più alto dei Cieli, e pace in Terra agli uomini!». Questi furono i rappresentanti alla Mia nascita, e gli animali così come sono usciti dalla Mia mano. Tali testimoni Mi spettavano, aspettavano il Signore di tutti gli eserciti avvolto in fasce!

10. Doveva capitare proprio il censimento, dove inoltre una nascita non poteva passare più inosservata; doveva governare a Gerusalemme proprio il crudele Erode come governatore o tetrarca, per aggravare oltre alla situazione precaria nella quale ero nato, anche le difficoltà della Mia futura educazione e il Mio futuro corso di vita, e dimostrare proprio con ciò che, in primo luogo, Io stesso Mi ero messo nella posizione più bassa possibile, ma che di fronte al Mio intero mondo degli spiriti avrei comunque adempiuto il Mio compito, vale a dire: oltre all’esempio di umiltà e abnegazione, fare di questa piccola Terra un semenzaio per i Miei figli, i quali un giorno dovranno tutti essere destinati a trasformare negli esseri viventi su altre stelle e soli, l’Immagine di un grande Spirito e Creatore di tutta la natura visibile in un Padre affettuoso.

11. Quello che Io ho già deciso da eoni di spazio tempo e cominciato quasi duemila anni fa, si avvicina adesso alla sua conclusione. La Mia dottrina religiosa, la Mia parola che non può essere scambiata con nessuna migliore, per quanto gli uomini possano così lambiccarsi il cervello e riflettere, la Mia dottrina dell’amore deve giungere alla generale validità, soltanto l’Amore deve governare, e tutte le passioni del cuore umano, che sono state messe nello stesso da Me, per meritare e raggiungere attraverso la lotta questo Amore, tutte queste passioni devono giacere dominate ai piedi dell’Altare dell’amore. Odio, vendetta, superbia e come si vogliono chiamare tutti questi potenti impulsi del male nell’uomo, tutti devono essere portati al silenzio, alla croce, sulla quale Io un giorno Mi son fatto inchiodare e chiesi perdono per l’umanità smarrita; questa forma deve essere amata come simbolo della riconciliazione volenterosamente da ognuno, onorata e, in caso di necessità, perfino portata, come segno dimostrativo di ciò a cui Io, come Dio, Mi sottoposi, e solo questa può guidare anche l’uomo all’altezza spirituale!

12. Perciò queste circostanze ed avvenimenti spiacevoli adesso aumenteranno sempre di più! Come durante il Mio cammino di vita sulla Terra verso la fine le circostanze lavoravano apparentemente contro di Me, apparentemente procurarono la Mia fine, la Mia morte, e dovevano comunque operare il Mio più grande trionfo, l’adempimento del Mio mandato con la resurrezione dalla materia e il rimpatrio nel Mio Regno spirituale, così anche adesso per gli uomini si moltiplicano apparentemente i casi di disastri, si moltiplicano i segni di spaventose catastrofi, per far risorgere dalla sua fine, come secondo una leggenda greca, la mitica fenice illesa dalle ceneri, l’uomo redento e la Mia pura dottrina dalle bruciate opinioni e pregiudizi umani, come prodotto spirituale di un Creatore, come figlio spirituale di un Padre spirituale ancora più alto! Là spinge tutto. Là spinge direttamente come un vento una nave abbandonata dal timoniere, l’intera umanità. Tutte devono essere spezzate: le mura artificiose di protezione che l’intelletto ha indossato come una corazza intorno al cuore battente solo per l’amore; devono essere chiarite le opinioni limitate di nascita, di rango, di volontà superficiale; l’uomo deve smetterla di pensare con l’intelletto, ed imparare dapprima a sentire col cuore; il fuoco spirituale del puro amore deve dapprima aver riscaldato tutta la sua anima, e solo allora la Sapienza come impulso regolante dell’Amore, mettendo a questo barriere, deve far sentire espressamente all’umanità con che cosa Io l’ho dotato, e per che cosa l’ho creato così e non diversamente.

13. Così, quando Io, come Cristo, venni nel mondo, e ogni volta che invocai il “Padre Mio” nel Cielo, allora era sempre la Sapienza in Me che invocava l’Amore, e proprio con questa invocazione volevo frenare il Suo illimitato operare. Come soltanto la Sapienza e l’Amore possono coesistere, proprio così Io, come Cristo, ero unito in Uno con il Padre Mio, con l’Amore, e proprio per questa ragione potevo dire: “Nessuno Mi conosce, solo il Padre nel Cielo, e solo Io conosco Lui,” oppure: “Io vado al Padre”, ecc., perché con ciò volevo dire: tutto il mondo è stato creato per Amore, ma la Sapienza ne ha regolato le Sue condizioni; l’Amore ha creato, la Sapienza ha conservato; l’Amore, come Padre, ha posato il supremo Simbolo della purezza, e Cristo come Sapienza, l’ha dimostrato con l’azione.

14. E come solo l’Amore e la Sapienza uniti costituiscono l’intero Io della Mia stessa Essenza ed esistono in Me nella più perfetta immagine, così anche l’uomo, come discendente da Me, deve diventare l’espressione dell’amore e della sapienza.

15. Egli deve dapprima amare, e poi imparare ad essere saggio, per riconoscere e comprendere del tutto Me, la Mia Creazione e la sua missione. Là è diretto il Mio desiderio con voi, là vi spingono tutti gli avvenimenti, per compiere la rinascita del vostro Gesù nel vostro interiore, affinché Egli vi guidi e vi conduca là come espressione della Sapienza e dell’Amore, e in breve tempo proprio questo Creatore di tutto il visibile, il Signore di tutti gli eserciti, venga di nuovo come Padre (Amore) accoppiato con la Sapienza (Figlio o Cristo) in Persona di nuovo visibilmente sulla Terra, e possa pronunciare per la seconda e ultima volta ciò che ha esclamato sulla croce, vale a dire:

“È compiuto!”

16. È compiuta la grande Opera dell’espiazione! Io ho mostrato ai Miei spiriti, come l’impossibile è diventato per loro possibile; Io sono andato avanti con l’esempio, e adesso ho formato i Miei esseri umani su questa piccola Terra per grandi cittadini del Mio infinito Regno, per Miei esclusivi figli!

17. È compiuto ciò che ho cominciato un giorno nella culla come Fanciulletto in una grotta a Betlemme, il che già lì fu celebrato da milioni di spiriti angelici, ma dagli uomini non fu compreso, e da alcuni al massimo debolmente presentito!

18. Io ho compiuto l’Opera dell’espiazione, dell’amore e del perdono! Ho purificato il mondo da tutte le scorie impure dell’egoismo, e anche se afflizione e sventura piegano i corpi materiali degli uomini, allo spirito o all’anima umana non potranno nuocere. Esso (lo spirito) resta in alto al di sopra delle macerie del mondo, stende le sue braccia verso il Salvatore divino, il Quale, come allora, anche là esclamerà a tutti:

19. «Venite tutti qui, voi che siete stanchi e aggravati, affinché vi tolga il vostro peso e vi ristori!

20. Venite qui, voi combattenti per l’Amore e la Sapienza; sia a voi la corona della vita, vi siano aperte le barriere del mondo degli spiriti, affinché possiate vedere come gioiscono le schiere angeliche che cantano canti di lode al Signore, al Padre, con le medesime parole come fecero un giorno:

21. ‘Gloria sia a Dio nelle altezze, e pace agli uomini sulla Terra’, poiché Egli è venuto nella Sua proprietà, e i Suoi figli Lo hanno riconosciuto!”. – Amen!

 

 

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Cap. 6

Natale, la notte consacrata

 

13 dicembre 1870

1. Tra breve celebrerete la ricorrenza della nascita o memoria nella quale Io ho cominciato ad inserire sulla vostra Terra per voi e per l’intero mondo degli spiriti l’ultima pietra all’edificio del mondo, per assicurare così la sua continuazione materiale e spirituale in eterno; ciò perché prima della Mia discesa su questa Terra, era rimasto ancor sempre un grande insuperabile abisso nel mondo degli spiriti che ostacolava ogni progresso ed avvicinamento a Me.

2. Già alla creazione del primo uomo della Terra divenne visibile questo Mio avvicinamento, poiché lì fu già deciso che proprio voi, abitanti di questo piccolo pianeta, dovevate essere riservati per la più grande Missione.

3. Fino allora e anche in seguito, ogni volta che comparivo sulla Terra, la Mia venuta era sempre soltanto una venuta condizionata, poiché gli uomini, se volevano avvicinarsi a Me, per diventare figli Miei, dovevano fare la maggior parte del lavoro, ed anche agli altri esseri viventi in tutte le terre e soli la via che portava a Me era, se non tagliata, tuttavia molto difficile. Già ai tempi di Adamo Io venni sulla Terra, istruii e guidai gli uomini; solo dopo la caduta del primo rimase a loro e ai loro discendenti sempre una lacuna: essi, per vero, potevano avvicinarsi a Me, lanciarsi più in alto, ma non riuscivano ad elevarsi a ciò per cui Io li volevo istruire, a diventare futuri figli Miei; tutti potevano diventare grandi spiriti, ma mai ‘figli Miei’. – Quando poi si avvicinò il tempo nel quale esistette anche già un popolo che possedeva una fede e una religione che corrispondeva maggiormente alla Mia dottrina stabilita per tutti gli spiriti e per tutti i mondi, allora venne fatto anche l’ultimo e grandissimo passo da parte Mia: Io, il Creatore di tutti i mondi, Mi umiliai per quanto era possibile ad uno spirito e, ancora di più, al Mio Spirito, per dare a tutti gli spiriti l’Esempio, e oltre a questo, anche mostrar loro il limite, quanto lontano anch’essi dovevano andare, se volevano diventare figli Miei.

4. Io mi sono umiliato, ho rivestito la veste terrena di un uomo terreno e, cominciando da Bambino, son passato attraverso l’intera vita terrena con tutte le sue disposizioni, ed ho coronato con la Mia morte la Mia opera dell’umiliazione e della rappresentazione della vera e propria verità moralistica, esclamando a tutti gli spiriti nell’intero spazio della Creazione: “Chi vuol diventare figlio Mio, deve potersi umiliare così come l’ho fatto Io stesso, deve potersi rinnegare e dominare le sue passioni e brame, così come Io, quale Esempio, l’ho mostrato ora a tutti!

5. Io stesso quindi ho dato inizio a quest’ultimo periodo dell’intero edificio della Creazione con la Mia nascita visibile, e ho completato, ovvero, conclusi lo stesso con la Mia resurrezione e ritorno nel Mio Regno.

6. Prossimamente voi celebrerete di nuovo la prima parte o l’inizio, e precisamente sotto il nome di ‘Natale’. Sì, questa notte, questa notte consacrata non fu solo per voi su questa piccola Terra, ma anche per tutti gli spiriti fino al più grande serafino e cherubino, poiché tutti rivolsero gli occhi a questa tenebrosa Terra, aspettando gli avvenimenti che là si sarebbero svolti, poiché una chiara visione del futuro essi non l’avevano, ma sapevano solo che Io, il Signore e Creatore, avrei svolto il più grande Atto del Mio Amore e Grazia, per sgombrare gli ultimi ostacoli dalla via, affinché potessero avvicinarsi a Me sempre di più, poiché fin lì essi erano rimasti precisamente per ciò che li avevo creati prima.

7. (Qui non è da mettere in conto il lento procedere degli spiriti della natura legati sul gradino più basso, i quali attraverso l’esistere e scomparire del loro involucro corporeo procedevano lentamente sulla via dello sviluppo).

8. Con la Mia nascita nella forma umana fu mostrata a tutti gli altri spiriti[10] la via del progresso, poiché solo per mezzo di una tale nascita e cammino attraverso un percorso di vita umana sulla Terra era ed è possibile a tutti di venire più vicino a Me come figlio. Mentre in tutte le altre condizioni Io sono, di fronte a tali spiriti, solo il loro “grande Spirito”, sebbene immensamente buono, ma nient’altro.

9. Un’inesprimibile riverenza teneva tutti lontani da Me, e solo coloro che stavano più vicini a Me e alla Mia Onnipotenza Mi potevano guardare “Faccia a faccia”; proprio questi comprendevano più che tutti gli altri il grande abisso che li separava da Me. Cherubini e Serafini erano certamente radunati intorno al Mio trono, eseguivano muti e pieni di riverenza i Miei ordini; ovunque c’era la più grande venerazione; ma nessun amore, nessuna confidenza, ma solo stupore davanti alla Mia Sapienza e Potenza, in opposizione alla loro deleteria impotenza e alla loro legata volontà.

10. Allora subentrò l’ultimo passo: Io non volevo essere un despota, non volevo incondizionata obbedienza, volevo che le Mie creature potessero guardare in faccia il loro Creatore chiaramente e senza timore, non volevo ministri e muti servitori, oppure ciechi esecutori dei Miei desideri e delle Mie Leggi. Io volevo, quale amorevole Padre, solo dei figli! Figli che osassero gettarsi senza paura e timore al Mio petto, imparassero a guardarMi negli occhi con amore, e non dovessero avere nessun timore di Me, quale Essere infinito, ma, come Padre, aver solo amore per Me!

11. Per mostrar loro questa via, come la si potesse ottenere, allora indicai loro il piccolo tenebroso globo terreste e dissi: “Mie care creature! Per liberarvi dalla costrizione che v’impone la Mia infinita Onnipotenza, guardate là, su un minuscolo granello di polvere che orbita intorno ad un piccolo sole, là Io, il più Grande nella Creazione, voglio darvi un esempio di umiliazione; voglio farMi partorire tra quelle piccole creature della piccola Terra, là voglio sopportare tutte le imperfezioni di un fanciullo minorenne, come Io stesso l’ho immesso lì; voglio rinnegare tutta la Mia Potenza attraverso l’età di fanciullo e giovinetto, voglio trascorrere il tempo dell’umiliazione per voi piccolo, ma per Me lungo; da Uomo maturo voglio annunciare là il Mio insegnamento per tutte le creature di questa piccola Terra, così come per tutti i mondi, e perfino, ascoltate e stupitevi, proprio a causa di questa Dottrina, farMi vergognosamente uccidere da un popolo di quella Terra, e tutto questo affinché vediate e comprendiate che, per diventare veramente figli Miei, ognuno deve passare proprio attraverso questa scuola.

12. Ogni spirito che vuol rivendicare la Mia figliolanza deve essere in grado di rinunciare alla sua forza e alla sua grandezza, e perfino privarsi di tutto ciò che gli è caro ed ha ricevuto da Me come una grazia; egli deve, come Me, il Signore dell’infinità, sapersi umiliare fino all’ultimo atomo del suo io spirituale, e solo colui che, in questo modo, restituisce tutto a Me, solo questi diventerà figlio Mio, ed essere tutto nel Mio Regno! Questa è la serie di gradini che voi tutti dovete percorrere, poiché senza questa non è possibile nessun ulteriore avanzamento!”

13. Proprio per questo, come vi narra la Mia storia, a causa del grande significato della Mia nascita, tutto stava immobile; milioni di angeli stavano là stupefatti davanti all’Esempio per loro non comprensibile, come Io, quale piccolo fanciulletto, son venuto al mondo, e precisamente sotto tali condizioni, povere, anzi meschine; perfino l’intera natura animale del vostro globo terrestre stava in silenzio e non sapeva cosa vi stava accadendo; essa presentiva solo un avvenimento di grande importanza, senza riuscire a comprendere cosa fosse veramente.

14. Quindi quella notte, quando Io discesi dal Mio trono, irraggiungibile per tutti gli esseri, vestendoMi in una forma di minuscola creatura, venni nel mondo visibile al prossimo; quella notte fu una notte consacrata, poiché fu la notte in cui ho consacrato la Mia Creazione (con l’inserimento della pietra finale), e le sciolsi le catene che fin lì la tenevano legata.

15. Celebratela, figli Miei, come una notte dove il mondo ha visto il più grande giorno, dove Io, la Luce dell’Universo, sono venuto a voi esseri minorenni come Fanciulletto, dove scelsi tra milioni di mondi questo angolo più oscuro della Mia grande Creazione, per far compiere proprio là, dove nessuno lo poteva mai sospettare, in Me stesso il più grande trionfo della Mia potenza.

16. Voi celebrate questa notte con l’albero di Natale che è addobbato con piccole lucine e regali per i bambini, cioè per gli esseri meno colpevoli. Anche quando nacqui Io, brillavano milioni di soli come luci al grande Albero della Creazione dell’infinità, e anch’Io appendevo lì, per gli innocenti spiriti dell’intero Universo non ancora coscienti di sé, il dono della libertà spirituale che, secondo l’individualità di uno spirito libero, poteva essere milioni di volte differente.

17. Mi son fatto partorire in quella notte come Figlio dell’uomo, e in tal modo in quella notte ho sigillato anche l’imminente nascita o rinascita di un incommensurabile Regno degli spiriti. Mi sono fatto catturare in catene terrene, per liberare tutte le Mie Creazioni spirituali dalla costrizione spirituale.

18. Riflettete quindi, Miei cari figli: in quella notte anch’Io ero un Bambino, secondo l’apparenza un minuscolo Bambino, e Mi sono dato completamente all’amorevole cura della madre Mia corporea.

19. Con questo primo Atto, che voi festeggiate in questo giorno non più come figli minori, Io liberai anche voi dalle catene spirituali che vi tenevano catturati dalla caduta del primo uomo, e vi ho aperto la via per poter diventare completamente figli Miei; nondimeno solo sotto le medesime condizioni, quando Io stesso son diventato Bambino, il che significa con la trascuranza di tutti gl’interessi mondani e con l’abnegazione di tutte le brame e passioni. Ciò che fu dato agli spiriti di altri mondi quale compensazione come: felici condizioni, ecc., la rinuncia a questi doveva essere per voi stessi anche la condizione principale.

20. Simbolicamente voi piantate un giovane abete come albero nella vostra stanza, e l’addobbate con lucine e regali; anch’Io ho piantato per voi un albero, l’albero della Vita delle Mie verità divine.

21. Il ramo d’abete, invece delle foglie, ha soltanto aghi o punte, per mezzo delle quali assorbe l’elettricità nella luce e nell’aria, e poi la trasforma per il suo io.

22. Anche il Mio albero della Vita ha molti strumenti assorbenti, con cui vuole attirare a sé tutto il Regno degli spiriti e tutti gli esseri viventi, anzi vuol perfino trasformare nella sua stessa nobiltà il grossolano materiale in spirituale.

23. All’albero di Natale splendono centinaia di lucine multicolori e vi pendono regali per le innocenti anime dei bambini, i quali non hanno ancora assorbito il veleno del mondo, e non hanno ancora innalzato i loro desideri al di sopra di questa religiosa tradizione.

24. Anche al Mio albero della Vita che compenetra e al tempo stesso abbraccia l’intera Creazione spiritualmente, splendono milioni di Soli; e molteplici sono i doni spirituali che Io ho riservato per coloro che ugualmente, come i bambini, preferiranno le Mie gioie alle gioie del mondo; poiché proprio qui risuona di nuovo al posto giusto la massima:

25. “Se non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno Mio!”.

26. Sì, come i bambini che si rallegrano all’albero o ai ramoscelli d’abete illuminati e dei suoi regali, come i bambini ai quali in quella sera la stanza illuminata è un mondo, anzi è tutto il loro mondo, così dovete diventare anche voi; con animo semplice e infantile dovete accogliere la Mia dottrina, dovete trovare nei Miei regali e nei Miei doni la compensazione per tutto il mondano. Allora anche la Mia nascita di allora nella notte consacrata, avrà per voi il vero e proprio valore: sarete liberati come fanciulletti, diventerete perfino di nuovo bambini, e precisamente figli del Padre Celeste vostro, che come ‘Figlio dell’Uomo’ ha compiuto un giorno l’Atto di redenzione, ed ha aperto, per voi e per tutti gli spiriti dell’intera Creazione, la via che porta al Suo Cuore!

27. Prendete ben a cuore queste parole! Colui che un giorno, in questo Giorno commemorativo, come lo leggete, giaceva come fanciulletto minorenne nella mangiatoia, Lo stesso ritornerà presto come Uomo, e pretenderà da voi una simile nascita come la Sua, una nascita (rinascita) nel Regno degli spiriti! Egli giacque lì un giorno come Fanciulletto, e adesso parla a voi come Padre vostro, dopo che proprio attraverso quella Notte benedetta vi ha consacrato a figli Suoi! – Amen! Amen! Amen!

 

 

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Cap. 7

Per via della comunione cerimoniale

(specialmente alla vigilia di Natale)

 

15 dicembre 1870

1. Qui si tratta della questione se dovete tenere una “comunione” cerimoniale il giorno di Natale. Allora vi voglio dare alcune parole su questo punto, affinché i tuoi fratelli e le tue sorelle comprendano una buona volta cosa Io ho veramente in testa con loro! – Poiché vedi, che cosa significa propriamente introdurre ‘un culto cerimoniale’? – In altre parole, abbassare la Mia santissima Dottrina nel materiale; poiché perfino in quel giorno, quando introdussi la Cena, non era nessuna ‘Cena’ che fosse da considerare come religiosa, ma Io ai Miei discepoli dissi solamente: «Quando sarete di nuovo radunati nello stesso giorno, fate questo in memoria di Me!». Se però qualcuno, con l’atto della Cena, vuole unire un senso puramente spirituale, allora non ha bisogno del pasto – cioè del pane e del vino, poiché Io non bado a ciò che gli entra nello stomaco nella stessa sera, bensì solo a questo: a come stanno le cose nel suo cuore!

2. Se quindi qualcuno alla fine di un periodo di tempo vuol intraprendere un’ispezione nel suo cuore, oppure anche più spesso durante l’anno, o addirittura giornalmente, allora deve avere davanti agli occhi solo lo scopo di progredire sempre di più, e di purificare sempre di più il suo cuore da tutte le carenze, il resto non ha nessun valore dinanzi a Me; Io sono uno Spirito, e un Spirito può essere onorato solo spiritualmente e anche glorificato solo spiritualmente.

3. Da tale punto di vista dovete afferrare tutto ciò che volete intraprendere in Mio Onore e per il vostro bene, e allora si mostrerà come questa questione deve essere risolta, se dovete tenere o no una comunione cerimoniale alla vigilia di Natale.

4. Nel giorno in cui celebrate il giorno della Mia nascita, dovete pensare di più alla vostra stessa ‘rinascita nella Mia dottrina’, piuttosto che perdere tempo con cose vane. Dovete immergervi di più nel momento importante che fu, quando Mi decisi di venire da voi sulla Terra. Dovete pensare alle conseguenze di quella Nascita e al bene che ne è risultato per voi, perché adesso, guidati da Me stesso, potete celebrare in voi la festa della nascita del Padre vostro e di Gesù per la seconda volta!

5. Questa ‘comunione con Me’, oppure ‘comunione del vostro spirito con il Mio’, quest’unione spirituale è il vero cerimoniale. Aspirate a questo, poiché tutto il resto non vi porta nessun passo più avanti, anzi, piuttosto, vi porta indietro!

6. Considerate queste parole come un buon consiglio in riferimento alle vostre decisioni; il resto lo potrete leggere alla vigilia di questo giorno commemorativo dalle parole date[11] espressamente per questo, avendovele indicate più chiaramente.

7. Fino ad allora lasciate giacere la questione; e se la considerate comunque ancora adeguata dopo la lettura di quella parola per voi ancora sconosciuta, lascio questo del tutto a voi, poiché come esseri liberi potete operare come volete. Questo per norma con la Mia benedizione. – Amen!

 

 

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Cap. 8

Un saluto natalizio

 

18 dicembre 1870

1. Miei cari figlioletti! Quando starete seduti insieme ed esaminerete queste righe, allora siate sicuri che poi anch’Io sarò vicino a voi, osservando i vostri cuori con attenzione, e quando gli stessi traboccheranno di gioia e gratitudine per Me, Io farò affluire in essi la Mia benedizione.

2. Fate anche voi di quella notte una notte ‘consacrata’; e consacratevi del tutto alla ‘Mia dottrina e al Mio servizio’.

3. Quasi duemila anni fa Io giacevo in questa sera nel grembo della madre Mia corporea, minorenne ed inerme, aspettando tutto, solo da lei.

4. Oggi, nel giorno della commemorazione di quell’Atto d’amore da parte Mia verso voi uomini e verso tutti gli spiriti della Mia Creazione, gettatevi anche voi nel grembo del Padre che da sempre vi ama, affidate a Lui, come Io un giorno alla madre Mia corporea, così voi ora a Me, al Padre vostro spirituale, tutti i vostri bisogni e le vostre preoccupazioni.

5. Come allora Maria Mi ha protetto ed allevato come fanciulletto, altrettanto mettete anche voi la vostra vita nella Mia mano; anch’Io vi voglio proteggere, vi voglio allevare al Mio petto, come un giorno la madre Mia, Maria, lo ha fatto con Me.

6. Vi voglio dare il vero Latte spirituale come nutrimento e fortificazione, e come allora ho assunto il Mio ufficio d’Insegnante come Uomo, e professato liberamente ed apertamente Colui che Mi ha mandato, così anche voi, allevati attraverso la Mia dottrina e il Mio Amore, dovete professare Me, non temendo nessun pericolo, e alla fine della vostra vita, come alla sera di ogni fine anno, per poter guardare indietro all’anno e vita trascorsi ed esclamare confortati senza pentimento e rimproveri:

“Ho fatto tutto attraverso di Lui e solo per Lui!”

7. Questa benedizione, figli Miei, la do oggi a voi come giorno di commemorazione, in cui ho concesso a tutti gli uomini il diritto, secondo il loro progresso, di poter diventare un giorno figli Miei! – Amen!

 

 

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Cap. 9

L’albero di Natale

 

Trieste, 20 dicembre 1873

1. Già in precedenza vi ho dato alcune parole sulla festa di Natale, in parte come viene festeggiata, in parte come la dovete comprendere spiritualmente. Oggi voglio passare al simbolo di questa festa, simbolo che sta piantato in buon numero nelle famiglie alla vigilia della stessa, adornato con lucine e frutti, celando ai piedi dell’albero diversi regali per grandi e piccini, questi devono procurare gioia e felicità tra donanti e riceventi.

2. Avete battezzato questo addobbato giovane abete ‘albero di Natale’, e poiché in tutto si trova celato qualcosa di spirituale, allora vi voglio accostare davanti agli occhi questa parte spirituale corrispondente dell’albero di Natale, affinché possiate di nuovo riconoscere quanto spesso voi collegate inconsapevolmente le cose spirituali o significative con occupazioni mondane o perfino divertimenti, senza sospettare che cosa state veramente facendo, oppure, visto come spiriti, potrebbe darvi una visione molto più bella e più piacevole nel Mio Regno; se foste capaci di comprendere il linguaggio delle rispondenze o simboli del mondo materiale visibile.

3. Ebbene, è stata un’antica usanza presso tutti i popoli cristiano-cattolici organizzare alla sera o alla vigilia della celebrazione della Mia nascita una festa familiare, e presentando ai bambini il Cristo fanciullo come esempio, fare regali di ogni genere col pretesto, come se il ‘fanciulletto Cristo’ stesso li avesse dati ai bambini devoti in ricordo del Suo primo ingresso nel mondo materiale.

4. Poiché il fanciulletto Cristo come il bambino più perfetto possedeva tutte le caratteristiche che un bambino mondano dovrebbe possedere o farle proprie, allora anche in questa festa l’attesa dei bambini era sempre mescolata con il timore, perché nel loro animo giovanile si rendeva spesso udibile il pensiero: ‘Merito anch’io un regalo, oppure no?’. E poiché certamente ogni bambino era anche consapevole di certi errori umani, nel contempo si chiedevano se avrebbero meritato un rimprovero, piuttosto che una ricompensa. Allora la gioia era tanto più grande, quando al posto del diritto, la Grazia portava regali, e quasi sempre inaspettati. Più tardi si mescolarono anche i bambini grandi in questa festa dell’infanzia, e cerimonialmente donava regali anche ad altri, senza tuttavia pensare né al motivo originario, e ancor meno al significato simbolico dei regali di Natale.

5. Ora, la festa del ‘Natale’ sta davanti alla porta, ogni padre fa regali ai suoi figli, per quanto gli è possibile, e così anch’Io voglio, a voi che siete figli Miei, regalarvi qualcosa, affinché, quando entrerò da voi, possa anche scorgere volti raggianti di gioia, dove nello sguardo dell’occhio possano venire incontro a Me, gratitudine e devozione!

6. Questo regalo sia la spiegazione spirituale del vostro albero di Natale, che porta appunto il Mio nome, e viene eretto per amore per Me.

*

7. Quando misi il piede sulla vostra piccola Terra quasi duemila anni fa, e gli angeli inneggiavano alla Mia nascita “l’Osanna” ed esclamai a voi uomini tutti: “Rallegratevi, perché vi è stata fatta una grande Grazia: pace sia sulla Terra e nei Cieli!”, allora Io posi il primo germe di questo spirituale albero di Natale, e in questo, Io stesso (come nel punto più alto, simbolicamente come il vostro albero natalizio ha una forma piramidale)[12], troneggio come Punto di partenza di tutto ciò che è creato, e stabilisco anche la radice dello stesso, così come un giorno dissi: “Io sono l’inizio e la fine, l’Alfa e l’Omega”, rappresentando simbolicamente la Mia Onnipresenza.

8. Come il vostro albero di Natale allarga le sue braccia ad ogni parte, sempre in linea retta, come anche il tronco di un abete è sempre solo diritto, così doveva penetrare in linea retta, avanti e verso l’alto anche il Mio albero spirituale di Natale, l’albero della conoscenza spirituale e del valore della dignità dell’uomo, verso la Luce che, dall’alto, lo illumina e riscalda come l’albero materiale stesso.

9. Questo albero di Natale che Io piantai a quel tempo, doveva essere l’albero sul quale la Mia intera Creazione spirituale e materiale, come le vostre luci e candele sui rami dell’abete, doveva ardere e splendere eternamente per l’onore di Dio, per l’onore del loro Creatore; come adesso in un bosco di abeti gli alberi sono decorati con gocce di rugiada cristallizzate e fiocchi di neve, e nonostante il freddo climatico dell’inverno assorbono l’elettricità attraverso le loro foglie aghiformi. E mentre l’intera natura intorno ad essi è sprofondata nel letargo invernale per parecchi mesi, questi li conserva ancora verdeggianti, e altrettanto splendono sul grande albero di Natale della Mia Creazione, come lo potete vedere in ogni notte di splendore stellare, milioni e milioni di mondi che Io, quale Padre amorevole, ho acceso come candele e luci splendenti, affinché tutte le Mie creature e il Mio mondo degli spiriti possano riconoscere che un Padre amorevole sa dare regali ai Suoi figli, secondo il loro merito, e di solito più di quanto meritano.

10. Il Mio albero di Natale che Io piantai nella Creazione e sulla vostra Terra in quel tempo, era l’albero dell’amore e della conoscenza che un Padre, se vuol meritare questo Nome, può esserlo solo se è un amorevole Padre!

11. Con la Mia nascita sulla vostra Terra ho compiuto per Me il più grande atto di umiliazione, per darvi l’occasione di elevarvi quanto più in alto possibile.

12. Come ogni albero comincia con il seme e la radice, così con la Mia discesa anch’Io posi anzitutto attraverso Me stesso il seme del sublime in una materiale, visibile figura, e poi come germoglio spirituale nei cuori degli uomini, affinché potessero riconoscere da dove sono venuti e dove devono andare.

13. Il Mio albero di Natale s’innalzò un po’ alla volta. Esso doveva, come a più di un abete sulle alte montagne, sopportare molte tempeste e temporali, doveva perfino volgere i suoi rami, che altrimenti stavano diritti in su o in avanti, secondo il vento; ma l’albero rimase ciò che doveva essere e per lo stesso motivo per cui lo avevo posto nella Creazione: un purificatore dell’atmosfera, un assorbitore della celeste luce eterica e un divulgatore di fragranze salutari, le cui sostanze in differenti forme siano per il bene degli uomini malati e sofferenti, per quanto l’importanza di questo albero sia riconosciuta nel suo benefico significato.

14. Tutte queste caratteristiche che possiede il vostro abete che, come giovane alberello, voi lo decorate spesso come ‘albero di Natale’, tutte queste stesse caratteristiche ha anche il Mio grande albero di Natale, l’albero della Mia Creazione mondiale; anch’esso tende verso l’alto, verso di Me come Punto supremo, dal quale è proceduto. Anch’esso stende i suoi rami fuori nell’infinito, sfoggiando con migliaia e migliaia di meraviglie, assorbendo materialmente dall’etere la sua sostanza vitale per la continuazione e perfezionamento, e restituendo agli esseri in esso viventi, vita, luce e calore.

15. Anche spiritualmente svolge la stessa cosa: il Mio Regno degli spiriti stende le sue braccia da tutte le parti; il Mio Regno degli spiriti ha la sua cima più alta in Me, e prepara, a tutti coloro che lo comprendono, che cercano e imparano ad amare, il godimento spirituale di un amore che, molto al di sopra di tutto l’umano, non diventa mai più debole e mai finirà, perché l’Amore del Padre tutto abbracciante sta molto a Cuore, tanto il più piccolo verme quanto il più grande spirito angelico.

16. Se voi adesso avete posto nella sfera familiare in mezzo alle mura di pietra un verdeggiante giovane abete, adornandolo con luci e regali e i fanciulli vi saltellano gioiosi intorno ad esso ed ognuno osserva con occhi giocondi il regalo a lui destinato, allora riflettete quanti doni Io, il Padre vostro, porto sempre a voi; quante luce vi accendo, affinché possiate contemplare i Miei doni nel più grande splendore di una Luce celeste e rallegrarvi di questi. E quando in questa serata sperimenterete di nuovo le vostre stesse gioie infantili passate nelle gioie dei vostri discendenti per la seconda volta, e precisamente ogni anno, allora ricordatevi di quelle Parole dai Miei anni d’insegnamento, quando dissi:

17. «Lasciate che i bambini vengano a Me, perché di loro è il Regno dei Cieli», e ancora aggiunsi: «Se non diventerete come questi, non potrete entrare nel regno Mio».

18. Sì, dovete diventare bambini, cioè di animo infantile; dovete aver fiducia filiale in Me. Solo allora potrete godere del tutto con pura gioia innocente i doni provenienti da Me, come i vostri bambini alla vigilia di natale. Allora anche per voi fiorisce un albero che l’Amore di Cristo ha curato ed allevato: l’Albero del primo Amore di Dio e Padre!

19. Perciò adoperatevi a diventare bambini! Non siate come una piccola pianta che, per vero, gioisce al movimento dell’acqua vitale galleggiando per un po’ di tempo sulla sua superficie, e si rallegra dell’influsso della luce solare e del suo calore; però, appena cessa il movimento, obbedisce di nuovo alla forza di gravità e ricade al suolo della vita mondana, dimenticando del tutto, tanto la precedente beata disposizione d’animo quanto il motivo della stessa.

20. Come l’albero di Natale quale simbolo della pace, della quiete e della felicità unisce nelle famiglie tutti i parenti, così dovete cercare anche voi di ‘vivere in pace con il mondo’.

21. Il giorno della Mia nascita gli angeli cantarono: “La pace sia con voi!”. E ad ogni festa natalizia, ad ogni vigilia di Natale risuona questa chiamata nei vostri cuori; è il richiamo che un giorno gli angeli intonarono alla Mia nascita e che Io stesso ripeto adesso: “La pace sia con voi!”.La pace della pura consapevolezza del vero amore!

22. E come adesso intorno ad un albero di Natale con le candele risplendono solo sguardi gioiosi incontro a tutti, così nella Mia Creazione, sul Mio grande albero di Natale, i mondi e gli abitanti delle sfere spirituali devono pur riconoscere una volta Colui che come Amore pose il germe per questo Albero della Creazione, il quale troneggia come sommo Amore paterno alla sua cima verso cui sono rivolti tutti i germogli, tutte le foglie aghiformi dell’albero, ricevendo solo da lì quei godimenti spirituali che sono capaci di trasformare l’intero mondo in un paradiso. Allo stesso modo proprio come adesso in quest’occasione della festa natalizia con l’allestimento dell’albero di Natale è stato creato un paradiso nella sfera familiare.

23. Avete voluto adornare la Mia nascita, la Mia discesa sulla vostra Terra, con un simbolo che proprio adesso, corrispondente all’inverno, non vi vuol dire altro che questo: le vostre abitazioni di pietra sono come sterili, senza cuore, senza calore, ma in mezzo alle stesse verdeggia l’albero che mai appassisce di una vita spirituale che sta dinanzi a voi simbolicamente come un giovane abete.

24. Come l’albero diffonde il suo profumo nell’aria celeste, così spargete anche voi uomini il vostro amore per il prossimo e per il fratello in tutto il mondo, affinché il mondo sappia che siete ‘figli di un Padre Celeste’, il Quale vuol procurare sempre gioie non solo alla festa di Natale, ma quando e dove si presenta l’occasione.

25. Allora per voi verdeggerà sempre l’albero della conoscenza, l’albero di Natale, purché vi comportiate degni di Me, del Figlio dell’ex falegname, del ‘Cristo’, e occhi grati, ebbri di gioia potranno essere le luci che risplendono al vostro albero natalizio, sempre ed eternamente come dimostrazione che voi volete essere veri cristiani e veri seguaci di Colui che un giorno, nato nelle condizioni più misere, vi ha portato il più ricco dono di uno spirituale albero di Natale, al quale pendono innumerevoli doni per quelli che, durante la loro vita, hanno accondisceso a diventare figli, a pensare infantilmente e infantilmente amare Colui che in questi giorni è festeggiato ben da molti, ma fino ad oggi è stato tuttavia compreso e afferrato ancora solo da pochi.

26. Oh, quante belle usanze voi avete, le quali discendendo da un tempo migliore, vi potrebbero annunciare che cosa significavano un giorno; soltanto che non si trova sempre un Padre come Me, che aiuta gli smarriti a rompere il guscio del cerimoniale, per mostrar loro il nocciolo splendente.

27. Perciò celebrano questa festa per lo più solo i bambini, i quali non sospettano lo spirituale, e gli adulti che, tenendo davanti agli occhi solo il materiale, non hanno nessuna idea dello spirituale, ed è concesso solo a pochi riconoscere con vero amore cristiano questa celebrazione e il senso dell’albero di Natale, per comprendere e giudicare spiritualmente il Donatore dello stesso.

28. Ma affinché voi entriate nella sfera di coloro che hanno già da tempo la Mia parola, e perciò dovrebbero anche comprendere che cosa si trova spesso celato di spirituale sotto le usanze, allora vi è stata data questa parola che, letta alla vigilia della Notte consacrata, vi deve di nuovo mostrare quanto Amore Io ho già dispensato e sperperato per voi, per fare di voi, appunto, tali figli che, giulivi con sguardo raggiante d’amore, devono stare intorno al Mio albero di Natale per intonare “l’Osanna”:

29. “Pace sia con tutti, eterna pace che Tu, Padre, come ‘Figlio’ un giorno ci hai portato, e ora, come lo Spirito più grande, vuoi versare nel nostro cuore! – Eternamente verdeggiante, come il simbolo del ramo d’abete, fiorisca il nostro amore per Te e per l’umanità, e il nostro cuore sia illuminato come tanti alberelli con luci, con buone azioni e santi propositi, per celebrare ogni anno questa festa con una ghirlanda di azioni ancora più belle, affinché, quando il nostro occhio si spegnerà per la luce terrena, ci splenda incontro lo spirituale grande Albero di Cristo in pieno splendore delle sue infinite meraviglie, dove anche noi, come qui i piccoli fanciulli, coglieremo poi i doni del Padre affettuoso dall’eterno albero verdeggiante della conoscenza e ce ne potremo rallegrare infantilmente, per essere figli di un amorevole Padre, che qui su questa Terra ha piantato l’albero dell’Amore, il quale giunge così lontano, ancora fin là da dove, a causa del lento volo della luce[13], non ci è ancora giunto nessun raggio di mondi per dimostrarci che anche là dimorano ancora vita, luce e amore, e l’amore non è spento, bensì fiorisce in una misura ancora maggiore, come prodotto dell’eterna Fonte, dalla quale è fluito e alla quale deve ritornare!”

30. Così, figli Miei, celebrate la festa del Natale! La Notte santificata è stata la fondatrice di un Giorno santificato, in cui l’albero di Natale è sempre un simbolo dell’eterno Amore. Per esercitarlo o immergersi nello stesso, dovevate cominciare la vostra vita di prova, vita che terminerete gloriosamente con il Mio aiuto, ben inteso, finché voi siete ‘figli’ ed Io sono ‘Padre vostro’. Fino allora, l’albero di Natale per voi sarà fornito di doni e frutti, e per Me di gioie che non appassiranno.

31. Adesso Io penso che anche a questo ramo di abete nella vostra stanza sarete in grado di dare un significato superiore, e con ciò veniate messi nella condizione di cercare anche un po’ più profondamente che in altre usanze tradizionali, dove e che cosa sia veramente il nocciolo del tutto.

32. Quindi esercitate il vostro occhio spirituale. Nobilitate il vostro cuore e fortificate sempre di più la vostra fiducia e la vostra fede in Me. Preparatevi a vedere in mezzo al mondano e al materiale, solo dello spirituale, per trovare e per comprendere come si addice ai Miei figli che devono connettere con animo infantile la vista spirituale.

33. Nel giorno che voi celebrate come festa il Natale, Io giacqui un giorno in fasce, e un po’ alla volta Me ne liberai. Adesso siete voi, o per lo meno molti, ancora in fasce spirituali. Perciò liberatevi anche voi di queste, affinché anche sopra di voi, col vostro battesimo spirituale, possa echeggiare il richiamo: «Questa è la Mia figliola, o il Mio figliolo, nel quale ho il Mio compiacimento!»; poiché in quel tempo Io eressi ciò che adesso deve portare i suoi frutti! – Il Mio Regno è spirituale e là sono di valore solo frutti spirituali; provvedete di raccoglierne quanto più potete, affinché non pendano, come a molti dei vostri odierni abeti o alberi natalizi noci dorate, la cui parte esterna per vero brilla, ma all’interno racchiudono un nocciolo marcito.

34. Frutti viventi o luci spirituali devono adornare il vostro albero di Natale, e lacrime di gratitudine come doni vi dovranno far gustare quelle gioie che un figlio spirituale può ricevere solo dal Padre suo Celeste, allora ogni sera diventerà poi una festa natalizia, e ogni giorno una festa nella quale il vostro albero natalizio spirituale riceverà una lucina in più.

35. Così dovete comprendere le feste e il loro significato spirituale, affinché la vostra intera vita diventi una festa spirituale, dove il costante inno di lode e l’incessante elevazione al di sopra del mondo terreno siano il risultato. – Celebrate quindi questa festa, come cristiani degni di un ‘albero di Natale’, ed Io gusterò con voi queste gioie, come ogni padre tra i suoi amati figli! – Amen!

 

 

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Cap. 10

La palma

(come dono di Natale)

 

22 dicembre 1873

1. Poiché vuoi fare alla figlia di tuo fratello († M. Ch.) un dono con una pianta di palma, e precisamente proprio per la festa di Natale, allora voglio spiegare prima a te, e attraverso di te a tutti, ciò che è la palma nel regno vegetale, e inoltre, che proprio la palma, come dono appropriato per quella sera, è al posto giusto.

2. Anche tu avresti potuto dire qualcosa di buono e di bello su questa pianta, tuttavia le tue parole si perderebbero nel vento, mentre le Mie rimangono in eterno, e precisamente per lei, per te, per voi tutti e per l’intera umanità; e così scrivi:

3. Ebbene vedi, Mio caro figlio, oggi ricevi come dono tre piante di palma[14], le quali sono cresciute insieme in un vaso; queste tre piante di palma corrispondono esattamente al vivere insieme della tua famiglia, dove voi adulti siete anche tre che sanno il perché e per quale scopo vivono.

4. Non calcolo tuo fratello più giovane perché è ancora troppo piccolo, perciò voi tre siete pure uniti sotto un tetto. Tendete uniti come la palma incontro alla Luce che fluisce su di voi in sovrabbondanza, e assorbite da questa Luce tutte le sostanze che sono necessarie per la vostra crescita spirituale.

5. Inizialmente la palma come pianta fa crescere solo esclusivamente foglie, tramite le quali attraverso i solchi a coste la sua futura forma di foglia e stelo è ben accennata, ma non ancora formata. La palma si riveste di una corona di foglie, e mentre quelle che stanno in basso appassiscono e si disseccano, così il tutto si spinge lentamente verso l’alto, senza appartenere veramente né al regno delle piante né ad una specie di albero.

6. Come la palma, quando è coltivata, va poi incontro alla sua meta col portare frutti, quindi nei primissimi tempi la sua futura disposizione è solo accennata, altrettanto rispondente è espresso nell’uomo la sua futura essenza, con le disposizioni sonnecchianti della formazione spirituale nell’età più matura. E come la palma non è del tutto né pianta né albero, quindi sussiste tra due specie del regno vegetale come cosa intermedia, così sta l’uomo: una creazione materiale-spirituale tra due mondi, con il corpo basante nella materia, e il suo spirito o la sua anima tendenti incontro alla Luce superiore.

7. Come la palma spinge verso l’alto cambiando corona dopo corona, e da corona a corona di anno in anno raffina i suoi umori, liberandosi di più dal terreno, e attraverso la luce, il calore e i raggi eterei va a produrre i suoi frutti consistenti di datteri fatti solo di sostanze salutari e zucchero, – così anche l’uomo, che secondo la sua destinazione apporta una conquista dopo l’altra di anno in anno, tendendo sempre più in alto, affina il suo sentimento spirituale e religioso avvicinandosi allo stato di maturità, dove poi il frutto delle sue azioni come ricompensa delle sue lotte e vittorie, sporgendo come un cespuglio di dolci datteri lungo uno stelo oltre il fogliame, indica già da lontano quanto splendido è stato il raccolto della sua vita di prova.

8. Così la palma corrisponde completamente allo spirito dell’uomo animico, e quindi, Mia cara figlia, la forma della palma deve ricordarti giornalmente la tua missione spirituale.

9. Voi, Miei cari figli, non sapete quante rispondenze spirituali si trovano nelle piante e negli alberi, come queste piante e gli alberi sono completamente in armonia con gli uomini, sulle cui strisce di terreno essi crescono.

10. Se poteste leggere nel Mio libro della natura, vi stupireste quanto è adatto l’abete ai popoli montani, oppure la quercia agli abitanti di una pianura; solo per rendervi tutto questo chiaro, ci son voluti molti giri per sincerare in voi solo questo presentimento, che nulla è (solo) materiale, bensì tutto è solo spirituale, una rispondenza di un Pensiero creativo, come poteva continuare a sussistere in accordo unicamente con il suo posto e il suo ambiente.

11. Oppure credete che anche la più piccola forma di una pianticella di muschio non abbia il suo ‘perché’? Perché è colorata così? Perché è rappresentata così? Perché si presenta a questa latitudine così e in quell’altra diversamente? Allora vi sbagliate di grosso se credete queste diversità condizionate solo dal calore o dalle condizioni climatiche oppure dalle altitudini.

12. Tutto è ben ponderato da Me. Una serie di conseguenze che doveva essere così, se doveva venir fuori un insieme che può essere degno di Me come Creatore. Così anche le palme erano e sono solo là dove devono appartenere, armonizzando con l’intera vegetazione di piante e con la vita animale e umana, quando le posi in quelle zone, dove anch’Io un giorno avevo deciso la Mia discesa.

13. Non senza motivo spirituale, anzi per un profondo motivo Io scelsi la palma al Mio ingresso in Gerusalemme; non senza motivo gli abitanti ornarono le loro case e coprirono le loro strade con rami di palma. Era la palma che dava loro il nutrimento più dolce. Era la palma che ombreggiava le loro case. Era la palma che, intessuta nella vita familiare, significava molto per loro, per alcuni tutto, e simbolicamente rappresentava anche il carattere del popolo come un giorno viveva là.

14. La palma era il segno della pace; con questo segno gli abitanti dei villaggi e delle città Mi salutavano, e con questa palma o rami di palma feci l’ingresso in Gerusalemme.

15. Pace, pace spirituale volevo portare agli uomini. Io avevo nella mano il segno della loro pace domestica. E come alla Mia nascita gli angeli cantavano: «La pace sia con voi!», così da Uomo adulto volli ripetere ciò che gli spiriti angelici hanno esclamato alla Mia prima comparsa al mondo intero.

16. Volli portar loro la pace, dal momento che un cuore amorevole ritrova solo nella pace la sua beatitudine. Che gli uomini non badarono al Mio richiamo, e che anche oggi non vi badano, è faccenda loro; e come un giorno i giudei, disprezzando la Mia chiamata paterna, prepararono a se stessi il loro destino, il cui destino lo conoscete dalla storia, altrettanto anche l’attuale umanità vivente avrà da ascrivere a se stessa le conseguenze che dovranno risultare da questo procedere sbagliato.

17. A te, figlia Mia, il Mio scrivano manda giovani piante di palma. Possano nella tua casa, nella cerchia della tua famiglia, essere i segni della pace; queste ti devono ricordare che la Mia dottrina è fondata sulla pace, e può prosperare solo nella pace. Cerca di guadagnare questa nell’interiore, e mantenerla con il mondo esterno.

18. Proprio nel giorno in cui ricevi questo dono, nella Notte beata penetrava attraverso tutti gli spazi celesti questo richiamo: «Pace sia sulla Terra e nel Cielo!». E anche adesso, in cui volete celebrare degnamente questo grande giorno per la vostra piccola Terra, adesso esclamo a te ed ai tuoi le stesse parole come le sentii cantare un giorno dai Miei angeli, come le mostrai simbolicamente al Mio ingresso in Gerusalemme e come dopo la Mia resurrezione le ripetei ai Miei discepoli quando entrai da loro attraverso le porte chiuse: “La pace sia con voi!”. Così esclamo a te e a voi tutti: “Conservate la pace!”, e un giorno ognuno che qui combatte coraggioso e che ha conquistato la vittoria, riceverà la palma della pace.

19. Queste siano le parole che do a te, figlia Mia, come dote con l’invio di piante di palma che il Mio scrivano ti ha dato proprio nel giorno in cui in tutti i cuori dovrebbe di nuovo risuonare:

Pace! Sì, eterna pace spirituale scenda giù in quel giorno dove una volta il nostro Signore e Creatore è disceso per farci prender parte alla stessa, così come la desidera a tutto il Suo mondo degli spiriti, e come solo attraverso la pace con noi stessi e con gli altri può essere adempiuta la missione spirituale dell’intero genere umano!”.

20. Perciò: “Pace a te e a tutti!”. La pace senza amore non è possibile, perciò: “Amatevi l’un l’altro, amate gli uomini ed amate Me!”.

21. Quanto più ampliate il vostro amore, tanto più giungete vicini a Me. Solo quando allargate allo stesso modo le vostre braccia su tutto ciò che è creato, solo allora esso somiglia all’Amore divino; solo allora preparate e date pace come la intendevano i Miei angeli nella notte santificata, come Io stesso l’ho predicata e come il Mio scrivano la vorrebbe esprimere anche a te attraverso questi segni simbolici, affinché ti accompagni sempre questa pace! Che ti stia a fianco la pace, e la stessa diventi sempre più pura e più spirituale ad ogni ricorrenza della ‘Notte di Natale’.

22. Per fortificare, per consolidare questo suo desiderio, Mi son prestato Io a spiegare e stabilire con alcune parole dalla Mia bocca ciò che altrimenti sarebbe venuto con il tempo solo nella forma di vuoti auguri, e allo stesso tempo si sarebbe disperso. – Questo, a te al posto del Mio scritto, per dimostrazione di come vorrebbe il Padre tuo Celeste che debbano essere comprese ed afferrate tutte le Sue Creazioni, ancor più dai Suoi figli ai quali Egli ha già acceso molte luci e nei quali deve essere scoperta ancora tanta oscurità nei loro cuori. – Amen!

 

 

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Cap. 11

Alla vigilia di Natale

(Parole guardando ‘la mangiatoia’, nell’abitazione di † L. V. M-ch)

 

Trieste, 25 dicembre 1870

1. Ebbene, dopo che vorresti dare alla tua piccola compagnia radunata ancora alcune Mie parole, allora scrivi che è vero come tuo fratello ha appena letto: ‘Io sono con voi e intorno a voi, e celebro in questo modo il Mio stesso Compleanno terreno con voi, Miei cari figli’.

2. Ieri tempestava e nevicava, campi, boschi e monti si sono coperti con la veste verginea dell’innocenza, con la veste bianca della neve. Così ho voluto Io che anche la Terra indossasse la sua verginea veste da sposa; i venti (la bora) infuriavano e purificavano l’aria, affinché tutti i vapori nocivi fossero allontanati, e nell’odierna notte tutte le stelle potessero mandare i loro raggi di luce chiari e puri da milioni di miglia di distanze.

3. Anche voi avete acceso piccole luci intorno alla grotta che deve rappresentare il Mio ex luogo di nascita, e così anch’Io ho illuminato il Mio odierno giorno e luogo di nascita, i vostri cuori, del pari, con tali sentimenti e pensieri, dati a voi con le Mie parole e il Mio accorrere; e come voi illuminate questo luogo con le candele, così Io illumino questa notte con i grandi soli mondiali.

4. Sì, cari figli, Io sono con voi e vedo i vostri cuori come battono incontro a Me. Vedo come in alcuni si erge il proposito di rendere il suo cuore il più bianco possibile, affinché l’anno venturo possa esclamare in simile festa: “Grazie al Signore, non sono indietreggiato di un solo passo!”.

5. Rimanete in questo proposito, diventate come i fanciulli che oggi ammirano raggianti di gioia i loro regali e guardano grati l’occhio del padre colmo d’amore; sì, diventate anche voi come loro; rallegratevi dei doni spirituali che Io vi ho dato fino ad oggi, e guardate fiduciosi nel Mio occhio paterno, come un giorno, quel Fanciullo, sorridendo, guardava Sua madre, e adesso guarda voi con lo stesso Amore, e vi richiama alla memoria che cosa è capitato in quel tempo in quella santa Notte, e come potete e dovete adesso trarne utilità!

6. Anche in tutti i Cieli questo giorno viene festeggiato; anche là giubilano e gioiscono tutti gli spiriti che, mediante questo Atto, sono stati elevati a figli Miei, come quelli che un giorno furono testimoni oculari della Mia nascita. Giubilate con loro, voi che, per vero, non Mi vedete, ma comunque credete in Me e nella Mia dottrina, e la seguite nella vostra vita. Giubilate con loro e intonate un Osanna, come un giorno il coro degli angeli alla Mia nascita!

7. Ancora una volta lo ripeto: come risplendono giù a voi, migliaia e migliaia di occhi dalla buia volta celeste e vi inviano saluti da lontananze mai immaginate, così inviate anche voi i vostri saluti e preghiere su a Me e ai Miei spiriti. Intonatevi con loro in giubilo e ringraziamento, poiché a voi e ai Miei spiriti con questo giorno Io aprii le porte del Cielo, che da quel tempo non sono mai più state chiuse e aspettano voi e molti altri ancora.

8. La Mia benedizione che un giorno venne personalmente in Me sulla Terra, si riversa anche adesso sulla stessa ed aleggia intorno a voi e a tutti coloro che Mi amano; adoperatevi per esserne degni e per diventarlo sempre di più, affinché per lo meno non siano stati adempiuti invano i sacrifici di Colui che vi ha amato già da sempre, prima ancora che aveste un presentimento di Lui, e nemmeno adesso vi abbandonerà mai.

9. Ciò che Egli un giorno decise ed iniziò come Fanciulletto benedicendo tutta la Terra, lo manterrà certamente adesso come Padre. Di questo potete essere assicurati, e così possa questa sera essere consacrata per voi; possa essere consacrata all’amore e al raccoglimento, che sono le vere caratteristiche nella quale riconoscerò i figli Miei! – Amen!

 

 

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Cap. 12

La Vita

[I]

(Un dono di Natale per materialisti e atei)

 

25 dicembre 1872

1. Dal momento che M’implori di darti una parola per confermare convenientemente questo giorno di consacrazione per l’intera umanità con un dono spirituale, allora voglio esaudire la tua preghiera e darti proprio in questo giorno una spiegazione più profonda su un tema già spesso trattato, cioè ‘la vita’, giorno nel quale voi tutti festeggiate il ricordo, in cui Io più di mille anni fa ho posto la pietra fondamentale per la vera e propria futura vita spirituale, per elevarvi alla dignità umana, dopo che vi sarete dedicati a sufficienza nel corso della vostra vita terrena.

2. Sul giorno di oggi, sulla sua importanza come festa commemorativa e come dovrebbe essere celebrato, vi ho già dato parecchie parole. Se avete agito secondo queste e se ancora lo farete, lo lascio ad ognuno, fin dove si è conformato a queste parole oppure no!

3. Oggi vi voglio mostrare qualcosa d’altro, cioè vi voglio parlare della vita sulla quale avete anche già ricevuto delle spiegazioni, da un più profondo, spirituale lato che, come dice il titolo della parola odierna, è destinato per quegli uomini che, in virtù della loro debole conoscenza scientifica della Mia natura e della loro propria, Mi vogliono volentieri escludere discutendo dalla stessa, e vorrebbero presentare, dove possibile, se stessi come déi alla moltitudine credente!

4. Voi Mi domanderete: “Ma perché, Padre, vuoi predicare ai sordi? Essi tuttavia non leggono queste parole, e se anche le leggessero, non presterebbero loro nessuna fede!”. – Io però a queste vostre vi rispondo: “Ciò che non è, può capitare!”. Non durerà sempre il tempo in cui l’uomo col suo piccolo orgoglioso intelletto può rinnegare la Mia Potenza oppure criticarMi impunemente! Essi potranno soffocare la loro migliore voce del cuore come vogliono, nondimeno nella loro vita subentreranno anche condizioni dove tutta la loro appresa mercanzia non basterà a procurar loro conforto e quiete, e allora, sebbene tardi, si ricorderanno quanto spesso hanno messo la toppa vicino al buco.

5. Con tutte le Mie parole dovete riflettere continuamente che non voi siete la cosa principale sul perché Io do queste molte spiegazioni su di Me, sulla Mia Creazione, sul vostro stesso io e sulla vostra destinazione come uomini, bensì che, come un giorno le parole annotate durante gli anni del Mio insegnamento non furono proprio espresse e scritte solo per i Miei discepoli e seguaci di allora, ma anche per voi e per tutti gli uomini e spiriti, altrettanto tutte queste parole date adesso, essendo parole di un Dio, parole dell’Essere altissimo, queste possono andar perdute tanto poco, come lo potrebbe Egli stesso, né possono cadere nella dimenticanza.

6. Proprio così il giorno odierno della Mia discesa passata sul vostro piccolo mondo, deve essere il giorno in cui voglio di nuovo accendere una Luce spirituale agli increduli, come una volta al popolo giudaico sprofondato quasi completamente nel materiale.

7. In una parola precedente[15] vi ho detto che dove c’è luce, là c’è anche calore, e particolarmente quest’ultimo, che viene generato dalle vibrazioni della materia, causa, proprio attraverso questo vibrare, movimento ovvero ‘vita’. Quindi è la costante vibrazione nell’intero Universo che produce ‘la vita’, vale a dire la decomposizione dei piccolissimi atomi ed elementi, l’attrazione o repulsione, l’unificazione o la separazione, e per mezzo della quale sorgono in questo modo, cose, esseri e specie di aria, e di nuovo svaniscono. – Questa generale legge, crea, mantiene e distrugge tanto i più piccoli come i più grandi corpi, sia i frammenti minuscoli, come anche i corpi celesti.

8. Così come l’ho descritto adesso, anche i vostri eruditi accettano qualcosa che sorge, sussiste e passa di nuovo; essi credono unicamente perché ne vedono solo gli effetti, ma non ne conoscono la causa, perché questo sorgere e scomparire non appartiene né al caso né alla legge di assimilazione, che lascia agire proprio così e non diversamente. Essi vogliono accettare solo ciò che vedono, oppure ciò che in genere percepiscono con i loro sensi; mentre ciò che va oltre, per loro non è esistente, non c’è.

9. Non vogliono accettare nulla di spirituale, perché a loro stessi manca l’analogo spirito per la comprensione dello stesso!

10. Uno Spirito che ha creato queste leggi della natura, anche se da loro spesso non comprese, e che mantiene le stesse leggi nelle regole, sembra per loro come non conforme alla propria dignità, perché loro, i signori eruditi, si dovrebbero chinare dinanzi ad un Essere più assennato; e così preferiscono rinnegarLo, piuttosto che ammettere apertamente dinanzi al mondo intero la propria dichiarazione di sottomissione.

11. Ebbene, per dar loro comunque delle indicazioni che esiste un Dio, che non è ‘un caso’ che nella Creazione esistano collegamenti chimici oppure altre Leggi immutabili che dovrebbero comunque presupporre un Legislatore, allora voglio batterli con le loro stesse armi, e così i motivi della prova che essi adducono che non esiste nessun Dio, daranno proprio la più grande dimostrazione che Lo stesso esiste ed esisterà, e potranno tenere conferenze e scrivere libri contro questo quanti ne vogliono.

12. Ebbene vedete, Miei cari onorati signori naturalisti, filosofi e come si chiamano tutti; per prima cosa vogliamo cominciare a vedere che cosa avete scoperto e trovato fino ad oggi, e poi da questo progresso della vostra presunta scienza dimostrare innanzitutto il grande regresso spirituale del vostro stesso spirito.

13. Vedete, in primo luogo voi avete scoperto un piccolo numero di ‘elementi’ insolubili; in secondo luogo avete scoperto i processi di riproduzione nel regno vegetale e nel regno animale; e in terzo luogo avete scoperto alcune leggi della luce, del calore, dell’elettricità e del magnetismo. Per quarto avete trovato l’infinito, come voi lo chiamate, del Microcosmo o del Macrocosmo, avete classificato le Mie Opere come queste si mostrano al vostro occhio, come stelle di differenti grandezze; in quinto luogo avete calcolato le orbite dei pianeti e delle comete del vostro sistema solare; e adesso, attraverso degli strumenti, cercate perfino (apparati per la spettroscopia)[16] di esplorare le sostanze di cui sono composti i mondi assai lontani; avete enunciato teorie sul Sole e sulla Terra, inventato ipotesi sulla creazione del mondo, e tendete sempre avanti, fin dove lo permettono gli strumenti di svelarvi i Segreti che non sono percettibili con il vostri normali sensi.

14. In tutte le regioni, nell’aria, nella terra, nell’acqua, ovunque avete fatto delle indagini per trovare il principio della Creazione, avete scisso tutto chimicamente, sezionato col coltello, classificato in classi, nella vostra presunzione avete perfino voluto far derivare l’uomo dalla scimmia e arrogarvi il potere, come se poteste migliorare e nobilitare le razze e come innestare gli alberi da frutto; e tutto solo per questa ragione: affinché non dobbiate riconoscere sopra di voi nessun Dio (ovvero un Essere superiore), il Quale potrebbe esclamare alla vostra presunzione un: “Alt! Fin qui, e non oltre!”.

15. E ora Io domando: “Che cosa avete imparato da tutte queste ricerche su così tanti campi scientifici?”. Vedete, ve lo voglio dire: molto poco, perché ci sono ancora molti altri elementi ‘insolubili’ di quanti voi ne conoscete, ci sono ancora molte altre ‘Leggi di assimilazione’ di quanto sapete; il ‘perché’ nella procreazione degli esseri e piante vi è del tutto un mistero; la luce cos’è, il suo calore cosa lo provoca e perché lo causa, la vibrazione del piccolissimo atomo, le leggi della gravità, la forza di attrazione, le caratteristiche dei corpi celesti lontani da voi, come soli, pianeti e comete, come i grandi Soli Centrali ancora più lontani e i suoi piccoli corpi celesti che orbitano intorno; la formazione delle comete, nebulose ecc. – tutto questo rimane per il vostro intelletto ancora a lungo chiuso, e vi diventerà tanto poco chiaro come non conoscete nemmeno il suolo sul quale camminate voi stessi, poiché avete fissato ipotesi completamente sbagliate dell’interno della Terra.

16. Vedete, con tutte le vostre ricerche non avete ancora mai trovato una legge principale del sussistere, del divenire e del passare (idem della Vita), bensì solo leggi secondarie che, come conseguenza delle leggi principali, si rendono ai vostri sensi appena visibili e percettibili.

17. Questo punto (come una volta un vecchio saggio del mondo disse al suo popolo: “Datemi un punto al di fuori del mondo, ed Io lo leverò dai suoi cardini”)[17] voi non lo avete ancora trovato e neanche lo troverete, poiché voi siete eternamente esseri creati e finiti; tuttavia, creatori e auto creatori come vorreste essere, non è prerogativa di una creatura, ma solo di un Creatore!

18. Tutta la vostra scienza si limita sempre solo a singoli fatti, estratti come dimostrazioni di una generale legge della natura; ma questa grande, onnidominante Legge che spinge tutto al divenire, moltiplicare e passare, la comprende solo colui che crede in Me, che riconosce che dove ci sono delle Leggi, deve esserci anche un Legislatore!

19. Voi conoscete tutte le parti costituenti le differenti cose, quelle delle pietre, delle piante, degli animali e perfino dell’uomo, avete la precisa analisi, potete separare queste sostanze delle quali sussistono, ma mai renderle ciò che erano prima, questo non sta nel vostro potere e non nel potere degli stessi elementi separati. Queste sostanze elementari si mescoleranno, entreranno in ‘collegamenti chimici’, di nuovo solo secondo delle Leggi, ma da loro non si formerà una pietra, nessuna pianta, nessun animale e nessuna parte di un corpo umano[18]; – qui, dove cessa la vostra analisi chimica, esiste un’altra Legge, non una legge dell’attrazione o della repulsione, bensì una Legge che la chimica utilizza per disonorare altre unioni, deve chiamar fuori altre assimilazioni e altre disgregazioni, per adempiere il suo scopo, e questa Legge si chiama con una parola: “Vita”! Questa Legge che si manifesta come Vita, la quale deride le leggi chimiche da voi trovate, e trasforma tutte le cose ed elementi nell’intero Universo diversamente di quanto voi potete comprendere; questa Legge con il titolo “Vita” non vi riconosce come signori, ma obbedisce ad una superiore, più grande Volontà, ad un superiore, più grande Principio della Creazione, e questo Principio che è così lontano dalle leggi di assimilazione, come voi lo siete dal più profondo Sole Centrale nell’Universo, questa Legge che crea tutto e lo perfeziona, era e non sarà eternamente nessun Altro che solo Io e di nuovo Io! (cioè la Mia Volontà). Per quanto i signori eruditi si possano ancora così impuntare contro questa tesi, è comunque vera e incontestabile!

20. Solo l’esamine è nel vostro potere, ma voi non conoscete la vita, perciò essa sfugge alle vostre teorie, alle vostre misure, poiché quando sezionate e tagliate in pezzi delle cose, allora le avete estratte dal generale collegamento della Vita e non sono più ciò che erano viventi.

21. Stolti! Voi esaminate una salma passata in altre trasformazioni, ma dentro non c’è più la vita, è sfuggita là dove non la potete cercare e non la potete trovare. Se Io volessi chiarivi tutte le vostre false conclusioni, dovrei far scrivere molti libri; poiché da qualunque punto volessi cominciare, dappertutto ci sono errori su errori, ci sono false conclusioni basate su ipotesi!

22. Voi, poveri uomini che rinnegate Dio perché non è al vostro servizio, mentre in voi stessi ad ogni respiro vi provoca mille meraviglie!

23. Osservate il vostro stesso corpo. Che cosa sapete veramente classificare dello stesso? Vi è visibile solo la parte più grossolana e più materiale; ma il sottile fluido vitale che lo costruisce, lo mantiene, decompone tutte le sostanze assimilate dall’esterno a modo suo, e le trasforma così per l’esistenza dello stesso corpo in altre parti corporee, questo arcano della vita è e rimane per voi un rompicapo, per non parlare dell’intelligenza spirituale del vostro io, la sua portata, la sua facoltà di eseguire con la velocità più che elettrica ciò che è del corpo e ciò che è dello spirito.

24. Vedete, il corpo che voi trascinate in giro per breve tempo come accompagnatore terreno sulla Terra, anch’esso è un arcano, un qualcosa di inspiegabile, poiché la separazione chimica del sangue, della sostanza nervea, degli umori linfatici, ecc, tutto questo vi mostra solo che essi sono sì presenti anche nel vostro corpo, come in ogni altro elemento simile, ma la trasformazione per la specifica individualità, come anche il ‘perché’ della pianta, dell’animale o dell’uomo, è il principio della vita, è faccenda di una Potenza superiore, davanti alla quale state tutti, come dite voi “…come una mucca davanti ad un portone nuovo”. – Questo mistero della vita il vostro intelletto non lo afferra, visto che con l’intelletto infatti non comprendete nemmeno Me!

25. Vi è stato dato l’intelletto per elaborare le cose mondane per scopi mondani e trarne utilità, ma dove comincia la vita oppure il più grande Principio, là termina questo fattore interessato, là comincia qualcos’altro che ha la sede nel cuore spirituale dell’anima oppure del vostro fattore di vita; infatti, se vi ascoltaste attentamente, allora potreste facilmente percepire che l’entusiasmo, lo stato d’animo elevato, dei sentimenti beati non sono cose dell’intelletto, ma cose dell’animo.

26. E cos’è dunque questo animo? Questo è – la vita spirituale che in ogni essere è il suo fattore spirituale che lo alleva a gradini superiori, lo stimola continuamente e per l’uomo diventa la sua stupenda consapevolezza: “Io sono un cittadino di due mondi, dello spirituale e del corporeo materiale!”

27. Voi stessi per la massima parte vi siete amputata questa consapevolezza, vi siete privati di una quantità di elevate stupende ore, nelle quali la natura vi sarebbe apparsa in una luce molto più bella di quanto sezionate con strumenti chimici gas e sostanze primitive, oppure quando avete tormentato animali vivi o morti con il bisturi, dove nuovamente non avete trovato ciò che cercavate, dal momento che l’animale stesso, silenziosamente, vi ha lasciato di nuovo andar via come torturatori avidi di sapere senza aver ottenuto nulla.

28. La Vita che determina il vostro sangue, cosa esso è, cioè portatore di sostanze viventi per il corpo umano, che accoglie in sé elementi insolubili, là li fa scomparire, ovvero dissolve gli stessi in altro modo per l’utilizzo del corpo, questa vita non è legata alle leggi grossolane nelle quali credete come uniche leggi della natura, questa vita è un’emanazione della Mia Divinità, si riversa in tutto, vivifica tutto, costringe tutto alla trasformazione, alla conservazione e al perfezionamento. Voi creature potete solo supporre questa divina emanazione, la potete appena comprendere solo nella sede della vita, nel cuore spirituale.

29. Finché non avrete trovato questo focolaio del calore spirituale della vita, finché credete di aver trovato l’agente della vita nel processo di combustione delle specie di aria nell’inspirazione, ecc., fino allora barcollate solo nel buio e non vedete il bosco a causa degli alberi.

30. Il legame vivificante che avvolge l’intero Universo, che continua a vivere diviso in piccole e grandi particelle nelle miriadi di esseri e spiriti, questo qualcosa di vivente è solo il Mio Io, una propaggine, una Mia emanazione!

31. Invano vi sforzate di definire voi stessi; questo è e rimane inspiegabile secondo i concetti scientifici, ma facilmente comprensibile secondo le Leggi del sentimento. Voi potete sentire e supporre come voi stessi presentite nella vita: ‘Io vivo! Io sono!’, e potete supporre che un tale meraviglioso edificio come l’uomo stesso, libero dalle dande[19] della natura, non è stato creato solo per condurre per questo breve tempo una vita corporea terrena, ma che deve imperare una meta superiore, più grande, dove mira questa stupenda Scintilla di vita, e da dove è proceduta.

32. Finché non affiorano tali pensieri nel petto dell’uomo, fino allora rimane indietro la conoscenza dello spirituale, nel cuore rimane buio, e la piccola lucina dell’intelletto è come una luce notturna alla finestra di un dormiente di fronte al Sole sorgente nel pieno splendore.

33. Questo grande ‘principio di vita’, che perfino voi eruditi avete riconosciuto finora, vale a dire che ‘nulla su questa Terra può essere distrutto’, questo grande principio concentrato nella Mia persona, è quindi del tutto chiaramente il principio della conservazione, è ciò che Qualcuno vuol conservare, impiegando ogni premura affinché non si perda, quindi determinando anticipatamente una propensione per questo oggetto, oppure, con altre parole, una preferenza, oppure, ancora più breve, un amore.

34. Quindi nell’intera Creazione questo è facilmente visibile da tutto il creato, appunto perché nulla può essere distrutto completamente, l’amore deve essere il fattore principale di tutto il creato, e dal momento che Io sono ora il Creatore di tutto il creato, allora devo anche essere Io l’Amore nel massimo grado, altrimenti non potrei voler conservare tutto con una così grande ostinazione.

36. Ebbene, non tutte le cose ed esseri creati possono essere ugualmente capaci per questa perfezione; perciò i meno dotati devono attraversare differenti gradini, differenti trasformazioni, finché un adeguato organismo rende loro anche più facile il procedere, perciò l’eterno sforzo e procedere o trasformare; quindi vi sono anche spiegabili le distruzioni, per le quali vorreste forse rimproverare un Creatore crudele, perché non conoscete la ‘Legge del procedere’ e la ‘Legge della vita’!

37. Solo che, visto dal Mio punto di vista, tutto è solo guscio, solo una ‘necessità’, senza la quale l’intera catena delle Creazioni si dissolverebbe. Se voi eruditi osservaste così la Mia Creazione, le Mie rivoluzioni e trasformazioni nella stessa, allora, nonostante la distruzione, riconosceste nondimeno la Legge della conservazione, l’amore che si eleva molto al di sopra dei concetti umani, inseguireste scopi più alti e più grandi, che soltanto l’apparente esistenza terrena!

38. Perciò qui vi spiego la vita, e proprio in questo giorno nel quale viene celebrata la Mia discesa su questa Terra, affinché quando un giorno, oppressi da sofferenze e afflizioni terrene, tenderete la mano a questi fogli, possiate riconoscere che è stato un Dio che, come allora portò agli uomini smarriti qualcosa di spirituale, anche a voi qui ha lasciato qualcosa di spirituale e di eterno, affinché voi, come i giudei di allora, guariti dalla vostra cecità spirituale, possiate riconoscere Colui che già da molto tempo prima di voi voleva insegnare ai figli smarriti il Suo Amore inesauribile, e anche a voi, adesso che siete altrettanto smarriti, ma desiderando pentiti il Pane dalla mano dell’Amore, dovete ricevere ciò che adesso vive in voi che, insufflato con la vostra creazione, vi attira e vi guida alla Sorgente primordiale dalla quale è scaturito, all’Amore, essendo esso stesso solo una scintilla dell’Amore che finora avete ignorato, e che perciò non si è ancora destato in tutta la sua potenza!

39. Afferrate questa mano che Io, il Creatore, porgo a voi smarriti attraverso queste parole, è la mano dell’Amore e del Perdono. Anche se finora Mi avete rinnegato e disconosciuto, allora cominciate adesso una più alta vita spirituale, e ricordatevi che è stato un giorno della consacrazione quando fu scritto, e deve diventare anche per voi un giorno di gioia e di beatitudine, quando avrete abbandonato le vostre tendenze materiali e ateistiche (insensate) e vi sarete del tutto consacrati a Me, all’Amore tutto abbracciante, all’affettuoso eterno Padre!

40. Allora ogni futuro Giorno del Cristo vi ricorderà il vostro precedente modo di pensare, e vi spronerà ad ulteriori lotte contro tutti i pregiudizi, e a stimolarvi andando sempre oltre, finché, riconoscendo la vita in voi e in tutto il mondo, impariate a conoscere e amare giustamente il Fondatore di ogni vita, il Creatore e Conservatore stesso.

41. Così sia data questa parola al Mio scrivano, il quale Mi ha pregato di consacrare proprio questo giorno con qualcosa d’importante. Sia questa parola un’eterna conferma che, anche se spesso disconosciuta e rinnegata, Io sono comunque e sarò sempre l’unico Fattore di Vita, l’Amore che mantiene tutto (per la beatificazione), e vuole attirare tutto a Sé. – Amen!

 

 

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Cap. 13

Una Parola per le feste di Natale

 

25 dicembre 1876

1.Che cosa vuoi tu, dunque, figlio Mio, che ti debba dire oggi, dal momento che per la Vigilia di Natale ho pur mostrato abbastanza come dovrebbe essere celebrata? E sii anche assicurato, come per la maggior parte non viene celebrata.

2. Come un giorno più di mille anni fa solo pochi sapevano qualcosa della Mia nascita, e ci furono solo pochi testimoni oculari di tutte quelle memorabili circostanze che accompagnarono la Mia nascita, – altrettanto anche ieri era solo un piccolo numero di uomini che hanno celebrato in modo degno il Mio compleanno, e ancor meno coloro cui ho richiamato alla memoria come a te e ai tuoi amici che cosa fu questo Atto, quali furono le sue conseguenze, e come dovrebbe essere celebrato lo stesso, conforme alla dignità dell’uomo.

3. Oggi è Natale, cioè il giorno seguente quella Notte santificata, allorquando come ogni giorno, quando nella notte, passato l’entusiasmo per un qualunque oggetto che ha agitato l’animo dell’uomo, alla luce del giorno nel chiaro splendore del Sole si presenta di nuovo l’intelletto che calcola freddamente, per indagare che cosa rimane di valido e razionale dell’esperienza notturna e cosa deve essere rimandato nel regno dei sogni.

4. Così fu anche a quel tempo, quando perfino i testimoni oculari della Mia nascita, come gli altri che ottennero notizia di quell’avvenimento, rifletterono su questo solo il giorno dopo: “Ciò che abbiamo sentito e udito ieri notte, è verità o è inganno?”. – Così capita adesso anche a molti uomini, ai quali costa fatica trattenere il bello ed elevato che hanno sentito particolarmente nel silenzio notturno, sia con le sfarzose cerimonie ecclesiastiche che con la lettura dei libri sacri, e mettere poi in pratica di giorno ciò che si erano proposti nella Notte consacrata, quando l’intero mondo materiale si getta di nuovo su di loro.

5. Questo essere doppio dell’uomo di giorno e di notte ha per l’appunto di nuovo un motivo psichico-spirituale più profondo di quanto sospetta la maggior parte degli uomini. Per rendervi questo più chiaro, vogliamo sottoporlo ad una più precisa indagine, e poi continuare a costruire sul risultato.

6. Vedi, figlio Mio, l’uomo del giorno e l’uomo della notte sono due esseri completamente differenti. L’uomo di giorno è coraggioso, risoluto, non si lascia facilmente ingannare da niente, giudica chiaramente, ed è consapevole di se stesso come spirito. – L’uomo di notte è timoroso, spesso fino alla vigliaccheria, non può prendere nessuna ferma decisione, presume, senza sapere il perché, un mondo degli spiriti; nella notte gli manca la facoltà della chiara visione d’insieme, della fredda convinzione, non osa spiegarsi nulla, è quasi sempre pronto a credere cose che di giorno sottoporrebbe anzitutto ad una precisa indagine, prima di accettare come dato di fatto ciò che spesso non lo è. – Di giorno l’uomo non è facilmente ingannabile, invece di notte gli manca la dovuta forza di giudizio e fa poi delle deduzioni che, alla chiara luce del Sole, si sciolgono come la neve dinanzi al suo calore.

7. Anche i Miei genitori corporei (o terreni), così come altri testimoni oculari della Mia nascita, il giorno dopo non sapevano che cosa dovevano ritenere dell’accaduto, e ci volle un angelo che poi mosse i Miei genitori, per salvare la Mia vita, a fuggire in Egitto, perché altrimenti non sarebbero andati via dal loro posto.

8. Con i grandi avvenimenti (particolarmente con apparizioni dal mondo degli spiriti) che sono visti dagli uomini, è sempre così. Gli altri, ai quali li si raccontano, vorrebbero ridurre tutto all’inganno dei sensi ciò che tuttavia si è mostrato all’interessato a sensi chiari. Queste contraddizioni, questi conflitti tra le domande: “Sogno, o sono desto?”, giacciono dapprima sul sentimento dell’organizzazione umana, che la luce, particolarmente la luce del giorno, mette al primo posto; poiché ciò che l’uomo può comunicare alla sua anima tramite il suo organo visivo, acquista prima l’apparenza di verità, di ciò che ha solo udito o percepito, poiché il vedere consiste di chiare immagini materiali, mentre nel sentire e percepire oggetti imponderabili vi possono essere motivi, in cui vedere con gli occhi umani è impossibile.

9. Il secondo motivo del perché l’uomo del giorno si differenzia da quello della notte, è un influsso siderale[20] che la luce del Sole esercita sulla materia, e lo trasferisce anche agli uomini. L’uomo, come la sua Terra, attraverso il Sole riceve forza e vita materiale. Questa affluisce continuamente dall’alto, rende l’uomo consapevole della sua forza e del suo potere; l’uomo osa perché vede ciò che fa e come lo fa. Questa forza sempre penetrante della luce del Sole scompare al suo tramonto, e con la sua luce scompare anche la forza d’azione dello spirito umano. Di giorno l’uomo crede di essere un signore della Creazione, e di notte è lui il suo servitore. Di notte, quando la Terra consuma la luce assimilata durante il giorno e la usa per l’ulteriore esistenza del suo organismo, è passiva; mentre di giorno è attiva, il che significa: è stata strutturalmente operante. Così anche l’uomo; di giorno agisce su di lui il mondo materiale, e di notte quello spirituale. Di giorno all’anima è sbarrato lo sguardo nell’Universo, di notte questo si apre all’occhio stupefatto, e di notte, quando il mondo materiale è subentrato nel suo stato di sonno, allora inizia l’effetto spirituale, il cui effetto mostra all’uomo che solo dopo essere sprofondato nell’apparente quiete comincia un grande agire spirituale.

10. Proprio questo oscuro senso di presentimento indica che dietro la copertura nera della notte c’è nascosto ancora qualcos’altro, proprio questo rende l’uomo timoroso, indeciso, perché un Potere superiore che è al di sopra della materia, fa sentire il suo influsso, dove poi con avvenimenti spesso non proprio facilmente spiegabili, persino la fantasia fa il resto, e da moscerini fa elefanti.

11. Ho appena detto che durante la notte la natura sprofondando nel sonno notturno, digerisce la luce del Sole assorbita e la usa per il suo consumo. Che cosa succede veramente in genere durante il sonno? Vedete, dapprima dobbiamo spiegare questo, prima che si possa comprendere spiritualmente questa frase che è stata appena citata.

12. Nell’uomo durante il sonno si svolge un proprio processo che gli chiude il mondo materiale e gli apre quello spirituale. Appena l’attività della luce del Sole ha cessato di manifestare il suo influsso stimolante su tutto il vivente, subentra un altro metabolismo diverso di quanto è stato di giorno; cioè di giorno è stato solo dare e ricevere, nella notte la natura riceve poco o addirittura niente, ma in compenso dà molto. Di giorno l’attività attraverso la luce del Sole viene spinta fino nell’estremo involucro di tutto il creato, di giorno fluisce fuori tutto il consumato attraverso le foglie, attraverso gli ultimi sfoghi degli alberi, attraverso i rami, attraverso gli strati del rivestimento, della corteccia, ed attraverso gli stessi organi viene sempre assimilato del nuovo; così negli animali e negli uomini il cuore spinge il sangue fin negli ultimi capillari con la massima velocità, per accelerare il ricambio con ciò che rinnova la vita. Così mentre durante il giorno era una simbolica vita esteriore, nella notte veniente è il contrario: l’impulso tendente verso l’esteriore non si svolge più, comincia un’altra vita, ma interiore.

13. I fiori chiudono i loro calici, le foglie i loro vasi aspiranti, la parte esterna del mondo roccioso si raffredda, la circolazione del sangue negli animali e negli uomini si limita più alla vita interiore, e lascia poca sostanza riscaldante alla pelle, cosa che potete constatare in voi stessi, poiché il vestiario che portate sul corpo è ben sufficiente di giorno, ma per il sonno notturno deve essere sostituito da coperte di tessuto più spesso, per produrre un’atmosfera di calore adatta, perché quella naturale non basta più. Appena il sangue si ritira, perché non viene più agitato dal mondo esterno e comincia un corso più lento, svanisce anche l’animica forza d’azione, la quale per mezzo della materia si era manifestata verso l’esterno durante il giorno.

14. L’anima, non più consapevole del grande afflusso dall’esterno, non ha più la salda auto-fiducia, come se potesse tenere testa a tutti gli avvenimenti; per primo le manca la luce, e per secondo, al buio ogni movimento è insicuro e ogni esternazione di forza non è certa del successo. Nella lenta circolazione del sangue l’anima guadagna anche più tempo per ponderare tutto a sangue freddo, ponderare danno o utilità, e poiché in ogni essere è predominante il sentimento dell’autoconservazione, è anche più a portata di mano la paura, che altrimenti non si conosce durante il giorno. L’uomo si sente libero di giorno, invece di notte si sente legato; egli sente che al di fuori della materia potrebbe esistere ancora qualcosa che lo influenza, senza che si possa sottrarre al suo influsso.

15. Il silenzio notturno, quando ogni rumore lo spaventa, il Cielo buio o stellato con il suo linguaggio spirituale, l’educazione spesso già mistica dall’infanzia, tutto questo contribuisce a rendere gli uomini di notte più ricettivi per lo spirituale e di giorno più ricettivi per il materiale. La chiara luce del Sole è da paragonare con la vera vita materiale; la luce delle stelle, la sola luce della Luna, la notte buia, lo è con la vita dopo la deposizione della materia, con l’essere spirituale, dove gli uomini possiedono per noi solo deboli contorni, ma non chiare forme, (come anche in estate prevale la tendenza materiale e in inverno quella spirituale).

16. Così era la prima frase di questa Parola, dove ho detto: ‘Oggi è il giorno santificato che segue alla Notte santificata!’. È inteso così, perché proprio durante il giorno con la chiara luce del Sole oppure solo col chiaro giudizio razionale, vengono soppesati gli avvenimenti vissuti che sono avvenuti nel crepuscolo della sera o nel buio della notte.

17. Così lo vissero i Miei genitori e i loro amici; così lo vivono adesso ancora migliaia e altre migliaia. E di nuovo, altre migliaia non hanno portato con sé nessun altro ricordo nel giorno odierno della notte di Natale appena trascorsa, se non un mal di testa a causa dei molti godimenti, e si sono rovinati lo stomaco per aver mangiato troppe cose disordinatamente.

18. Di questi ultimi uomini-animali non vogliamo parlare, poiché questi hanno ancora un’ampia via, finché verranno al discernimento, per primo che c’è qualcosa di meglio che mangiare e bere, e per secondo, finché riconosceranno, quando seguono veramente un culto religioso, cos’è la cerimonia e cosa lo spirito! Che di questi ultimi ce ne siano moltissimi, purtroppo lo so; solo che l’eternità è lunga, e anche per loro suonerà un’ora che li costringerà alla riflessione sulla loro e sulla Mia esistenza.

19. Con cosa Mi voglio oggi occupare e mettervi ancora di più nel cuore, è proprio la Parola che vi ho dato ieri. Bene, ora voi conoscete il suo contenuto, avete portato con voi a casa la buona impressione, avete sentito di più il Mio influsso spirituale proprio perché era di sera. Ora però vi domando, quanto di questo è avanzato per oggi e quanto per la futura vita? Non è però il Mio scopo dirvi belle parole, soddisfare la vostra curiosità, come non è nemmeno soltanto per voi tutto ciò che il Mio scrivano deve portare adesso sulla carta, bensì tutto quello che avete già ricevuto e quel che deve ancora essere detto è per un’altra generazione, dove voi poi, come spiriti, potrete altrettanto essere partecipi, per recuperare ciò che avete tralasciato qui.

20. È vero che Io, dandovi queste Parole, appunto perché le do a voi, allora carico anche sulle vostre spalle una maggiore responsabilità, dal momento che presso di Me il sapere soltanto non basta, bensì il fare secondo le Mie parole è innanzitutto ciò che esigo da voi!

21. Ebbene, per quanto riguarda questo fare, allora vi devo dare già l’attestato che in ciò non siete proprio troppo solerti, e già oggi, dove è rimasto solo un debole ricordo di ieri, pochissimi di voi si prestano a praticare già oggi ciò che vi ho detto ieri.

22. Tu, Mio scrivano, Mi avevi chiesto una parola per generare nel tuo animo Me anche oggi, in cui sono considerato come nato, e far sempre più tua la Mia dottrina per esercitare pazienza, perdono e dimenticanza, che presso di te non farò mancare. Io ti ho sempre dato questa parola, e tu avresti pensato a Me anche senza questa, lo so, ma poiché Mi inviti a festeggiare con te l’odierno giorno, allora vogliamo lavorare assieme noi due. Io ti do la semenza e tu la dovrai spargere, e forse cadrà su qualche buon terreno, e se tra cento chicchi fruttiferi anche solo uno giungerà a maturazione, allora avrai fatto abbastanza. Io poi agirò ancora più a lungo nella Parola data, e troverò e sveglierò ancora dei seguaci, quando tu avrai già da tempo lasciato questa Terra e sarai con Me nel Regno degli spiriti, e potrai rallegrarti del risultato, al cui risultato anche tu sei stato uno strumento (medium). Festeggia questo giorno a modo tuo, e contribuisci affinché anche i tuoi seguaci non dimentichino le Mie parole non solo per oggi, bensì per tutta la vita attraverso la sera di ieri e il giorno di oggi, dove ieri anche in loro è rinato il Cristo, altrettanto come la Mia dottrina deve continuare a vivere eternamente nel loro cuore.

23. Riferisci loro che imitare le Mie caratteristiche è lo scopo principale delle Mie parole, parole che ho prodigato spesso a voi in molte occasioni; riferisci che si devono adoperare per edificare il proprio io spirituale, poiché, come ho detto ieri, il tempo corre, corre con la velocità della tempesta, e vuole e deve essere utilizzato, poiché chi è attaccato al mondo materiale giudica se stesso, dal momento che se oggi vuole scambiare il passeggero con l’eterno, giungerà solo là dove lo attira il suo cuore. Se vive del materiale, allora rimarrà attaccato al materiale, se invece vive una vita spirituale, allora si aprirà dinanzi a lui un Regno degli spiriti che sarà conforme alla sua individualità. Stare nel mezzo tra i due e preferire ora l’uno e ora l’altro, non porterà a nessun risultato, poiché ricordatevi ciò che Io stesso dissi un giorno:

Non si può servire due padroni!”.

24. Quindi decidetevi con serietà! – Come oggi Cristo viene considerato come nato, proprio così deve nuovamente nascere nel vostro cuore Lui e la Sua dottrina, e guidarvi incontro al prossimo anno, affinché possiate diventare degni allievi del Mio scrivano, e un giorno degni figli del Padre vostro nel Cielo. – Amen!

 

 

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Cap. 14

Per l’anno nuovo

(I)

19 dicembre 1870

1. Dopo che sulla vostra Terra l’inizio di un nuovo anno è calcolato da voi uomini come un nuovo inizio del percorso sul quale la Terra viene spinta nella sua orbita intorno a Sole, è una specie di giorno di festa, dove ognuno augura gioioso all’altro un buon inizio e un buon anno, allora nemmeno Io voglio rimanere indietro e voglio presentarvi su questa nuova orbita i Miei auguri; solo che questi si distinguono da quelli degli uomini, perché Io ritengo cose per la felicità che spesso agli uomini si presentano come infelicità.

2. Prima però di metterMi a fare gli auguri, vogliamo aggiungere al giorno di festa ancora un altro lato importante che per voi è forse più istruttivo che gli auguri di felicità; poiché di tutti gli auguri, eccetto i Miei, di rado se ne adempie al massimo uno, e già per il motivo perché non era coltivato con tutto il cuore dall’augurante come possibile adempimento.

3. Ogni periodo di tempo, sia compleanno oppure nuovo anno, oppure il giorno di un altro avvenimento importante, ha sempre il proprio interesse, e per festeggiarlo in un certo qual modo com’è conveniente, si dovrebbe tenere con se stessi in quel giorno dell’anno una specie di esplorazione della coscienza, andare indietro all’anno passato, indagare lì precisamente se si è realizzato ciò che era stato augurato, e anche, se l’augurio dell’uno o dell’altro era in effetti degno di un uomo.

4. Per quanto riguarda poi il futuro con le sue speranze, allora le aspettative dell’anno veniente si ridurrebbero di molto se nel proprio cuore si fosse tenuta quest’indagine sopra proposta. Proprio per questo mando anch’Io in anticipo le Mie considerazioni sul passato, prima di passare al futuro. Ebbene, ascoltate dunque:

5. In genere avviene che se qualcuno intravede l’anno passato, ne ricava come risultato finale che dall’augurato o sperato non si è avverato nulla, oppure non molto, oppure si è adempiuto. E quindi, che cosa risulta veramente da questa deduzione, come prima regola per il prossimo anno? Da ciò risulta che non si deve augurare nulla, oppure ben poco, e questo ancora in condizioni così limitate che almeno ci sia da sperare una possibilità dell’adempimento.

6. Una seconda cosa: ciò che risulta da questa introspezione di speranze distrutte e desideri non adempiuti, è che, probabilmente, si è augurato cose che Io, quale Signore su tutto, ma che vuole sempre solo il meglio dagli uomini, non potevo concederlo, perché forse con questo Io stesso avrei contribuito di molto alla rovina spirituale di qualche uomo.

7. Cosa consegue da questo risultato? Da ciò vien fuori che l’uomo dovrebbe giungere alla comprensione e capire che non tutto ciò che vuole è utile per lui, se si adempisse veramente come lo desidera. Quindi l’insegnamento che ne consegue per l’anno futuro è questo:  “Augurare a se stessi solo cose e condizioni che possano contribuire al proprio bene spirituale, poiché il Padre nel Cielo dovrebbe essere vostro nemico se vi volesse accordare quei desideri che avrebbero per scopo l’opposto!”.

8. Adesso abbiamo già due domande principali e la loro risposta. Vogliamo perciò vedere se non ci sia ancora qualcosa nei desideri in uso che pure nel prossimo anno potrebbero essere evitati; e vedi, qui emerge di nuovo già un errore principale, e questo consiste in genere nel desiderare e nello sperare stesso, poiché, cosa crede l’uomo nell’insieme, cosa conosce egli meglio di Me, ciò che fa bene a lui? Se dunque, come ogni uomo pensante dovrebbe ammettere la sua opinione in riferimento al bene o al male, è sempre un’opinione limitata, allora proprio per questo non dovrebbe augurare qualcosa né a sé né agli altri, perché egli non sa se con questo augura qualcosa di bene o di male a sé o agli altri.

9. Quindi un terzo insegnamento per il nuovo anno sarebbe: lasciare assolutamente l’augurio a Me e rimettere tutto a Me! Infatti, proprio questo augurare e sperare mostra più di tutto quanto poca fiducia hanno gli uomini sulle Mie conduzioni, e vogliono sempre solo loro stessi forgiare il loro destino, come lo credono al meglio nella loro illusione.

10. Ci sarebbe ancora un altro lato come quello che la maggior parte degli uomini, proprio in tali giorno mancano verso se stessi, verso il prossimo e verso di Me, esprimendo auguri e congratulazioni agli altri, senza pensare spesso proprio niente o addirittura il contrario di ciò che esprimono con le parole e, come dite voi stessi, per un momento diventano ‘mentitori per convenienza’.

11. Questo lato dell’augurare, è per Me proprio il peggiore che sottrae maggiormente all’uomo il suo valore morale; poiché un uomo che vuol diventare un giorno figlio Mio, non deve mai mentire, sotto qualsivoglia circostanza. Qui però la bugia è di duplice natura. Egli mente a se stesso e agli altri, abusa spesso del Mio Nome e, con ciò, manca verso la Mia Santità. Ma tutti questi peccati non dispiacciono tanto alla massa; ci si scusa con questo: “Si deve proprio urlare coi lupi!”, oppure: “Non si può trasgredire all’abituale usanza!”

12. Ma cosa significa tutto questo? Questo significa: si pone quel rispetto che Io dovrei avere da un uomo, dietro a quello del suo prossimo, e si pensa: “Quando verrà un giorno il tempo della resa dei conti, allora sarò già pronto con il mio Signor Iddio, ma fino allora abbiamo tempo!”. Così pensa l’uomo. Ma Io la penso diversamente! Allora talvolta permetto che proprio ciò che un uomo augura a qualcuno contro la sua volontà, vada in adempimento, e ciò che egli brama nel silenzio, rimanga inadempiuto.

13. Da tutto ciò che è preceduto voi vedete che con l’augurare e sperare non vien fuori proprio molto, e sarebbe quasi più ragionevole che, al capodanno, invece di correre in tutto il mondo per far visite, e oltre ciò ‘per trebbiare paglia vuota’ e per presentare auguri menzogneri, sarebbe molto meglio che ci si chiudesse nella solitaria cameretta e non si dicesse nulla, si conversasse là con Me, là si vedrebbe fin dove si è conformata la sua destinazione come uomo, e quante buone azioni si possono portare con sé dall’anno passato in quello nuovo, e se nel nuovo anno non si possa risarcire un’ingiustizia che nel vecchio si è causata all’altro, con o senza volontà.

14. Da questo esame risulterebbe poi probabilmente il proposito di cominciare il nuovo anno con opere migliori, di stare sempre in guardia per non fare nulla di ingiusto e lasciare tutto il resto completamente a Me, con l’osservazione che, se mando del bene, l’uomo deve confessare di non aver meritato nulla; se invece mando del male, deve sopportarlo pazientemente, non come punizione bensì come prova.

15. Così sarebbe poi conclusa una regolare resa dei conti tra ‘dare’ e ‘avere’, e l’uomo andrebbe quieto, incontro a tutti gli avvenimenti che porterà l’anno veniente, poiché egli confiderebbe solo in Me, standogli bene ciò che Io do e ciò che gli tolgo, e altrettanto i meriti, venendo da Me come mezzo di guarigione per diventare migliore.

*

16. Vedete, in questo modo voi tutti, Miei diletti figli, alla sera del nuovo anno dovete chiudere il vostro conto con l’anno passato. Allora vengo Io, e vi auguro come auspicio per il nuovo anno di perseverare rigorosamente con i vostri propositi e di non vacillare.

17. Questo è il Mio augurio per il nuovo anno! Poiché dovete considerare che con ogni nuovo anno è anche rifluito nel mare del tempo un anno con tutte le sue buone e cattive azioni, e voi, altrettanto, siete venuti di un passo più vicini alla fine del vostro percorso di vita.

18. A quanti si augurano nel primo giorno del nuovo anno tutto l’immaginabile, quegli stessi col prossimo anno già marciranno sotto terra, e la loro anima avrà già ricevuto la ricompensa per la loro vita terrena. Anch’Io vi esclamo: chi di voi sa se nel prossimo anno non chiamo l’uno o l’altro in mezzo a voi?

19. Dunque, che cosa risulta da questa considerazione? Risulta che non dovete prendere tanto alla leggera questa esplorazione della coscienza, come Io stesso l’ho chiamata sopra, ma nella massima serietà; poiché voi non sapete quando da parte Mia vi chiamerò per la resa dei conti. Preparatevi perciò in ogni caso, e poi coricatevi tranquilli, perché allora sarete pronti, e anche la peggior cosa dal punto di vista umano, la morte, non vi potrà sorprendere, perché essa, invece di distruggervi all’istante, vi risveglierà solo alla vita eterna.

20. Considerate così, figli Miei, questo anno nuovo, affinché diventi vantaggioso per il vostro cuore. Pensate solo che dietro questa vita apparente (delle prove) esiste ancora una grande vita spirituale, come la vera e propria e, nota bene, la vita eterna. Qui tutto vale per transitorio; là invece, tutto porta una forma permanente.

21. Dopo che là ha luogo il più grande, il più lungo soggiorno, allora è tuttavia naturale che durante un’apparente vita passeggera si deve avere davanti agli occhi solo quella futura più lunga, e si deve utilizzare quella più breve solo per prepararsi per la grande, eterna vita dello spirito, e di rendersi per la stessa idoneo e degno.

22. Perciò lavorate di anno in anno alla salvezza della vostra anima, affinché alla fine di ogni anno non rimangano grandi lacune e danni difficilmente colmabili; così migliorerete sempre più il vostro corpo spirituale, e quello materiale andrà un po’ alla volta incontro alla sua dissoluzione oppure alla sua fine, così giungerete capaci e preparati all’inizio dell’altra mai cessante vita beata.

23. Io come Padre, vi auguro questo procedere: cercate di diventare figli Miei, e precisamente per quanto possibile già sulla Terra, affinché nell’altro mondo la via che porta a Me non sia più così lunga!

24. Questo è il Mio augurio per il nuovo anno, e in aggiunta do a tutti voi la Mia benedizione, per il rafforzamento nella lotta con la vita apparente, affinché poi, possiate contemplare presto, faccia a faccia, Colui che vi esclama questo per il giorno della fine dell’anno, come amorevole Padre vostro. – Amen!

 

 

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Cap. 15

Un augurio per l’anno nuovo

(II)

 

31 dicembre 1870

1. Poiché alla fine, quando oggi vi separerete, uno vorrebbe dare all’altro per il prossimo anno un augurio di felicità, allora, per aiutarvi ad uscire dall’imbarazzo, voglio Io dare qui per tutti un augurio al quale vi potete attenere. E questo suona così:

O Signore e affettuosissimo Padre! Tu che ci hai guidato felicemente in questo anno attraverso tanti ostacoli della tentazione, e dal momento che adesso, alla fine di quest’anno, siamo ancora tutti insieme, allora benedici la nostra aspirazione anche nell’anno prossimo, così che possiamo procedere sempre di più, secondo i Tuoi desideri, sul sentiero della Luce e della Grazia. Non farci mai mancare la Tua benedizione, e fortificaci nei momenti critici con coraggio e perseveranza, per sopportare anche la cosa più dura con pazienza; dacci il nostro pane quotidiano, e tienici lontani dal mondo e dalle sue gioie ingannevoli. Prendicele, nel caso il peso diventi troppo grande, e fa che tutti i tuoi figli siano di nuovo insieme nel prossimo fine anno, affinché non ne manchi un caro membro. Questo desiderio crediamo sia giusto dinanzi ai Tuoi occhi, e perciò chiediamo il Tuo consenso oppure la Tua benedizione per l’adempimento di questa preghiera filiale. Amen!”

2. Qui avete un augurio come piace a Me; cercate di seguirlo, e non vi mancherà il Mio sì e la Mia benedizione. Questo ve lo dice il Padre vostro come augurio per il prossimo anno. Amen!

 

 

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Cap. 16

La Vita

[II]

(una Parola in riferimento al nuovo anno)

 

31 dicembre 1872

1. Sulla parola “Vita” vi ho già dato parecchie parole, e nondimeno ci sono sempre ulteriori pagine interessanti che presentano questa parola, pagine che non sono state ancora tutte trattate abbastanza a fondo.

2. Avete imparato a conoscere la vita sotto l’aspetto materiale, come si sviluppa, come si genera, e come la vita stessa è di nuovo dapprima generatrice, poi conservatrice e più tardi di nuovo distruttrice oppure trasformatrice della inesauribile sostanza materiale.

3. Avete visto come la vita, quale portatrice spirituale in tutti gli esseri e in tutte le cose create, ha per fondamento un Potere superiore, come la vita quale una scintilla del Mio Io abbraccia tutto, e l’apparente vita materiale è solo un’apparizione visibile di quella vera e propria spirituale. Avete visto come la vita, ubbidendo così ad uno scopo superiore, perfeziona tutto, conduce tutto a gradini superiori, per giungere di nuovo là, da dove è venuta; e proprio per questo vi ho mostrato questa vita da tanti differenti lati, così anche la parola su “Il Tempo” era una conseguenza, perché proprio il tempo vi ha mostrato che la vita, come qualcosa eternamente operante, può essere comunque misurata con cose materiali visibili.

4. Ebbene, proprio oggi, quando appunto sta di nuovo per finire un tale periodo di tempo che voi chiamate ‘anno’, proprio in questo giorno che per tutti gli uomini dovrebbe essere importante – perché è corso via uno spazio di tempo che, come viene da voi intitolato e suddiviso, determina anche nella vostra vita un certo periodo, visto che voi calcolate la vostra vita secondo tali periodi – allora voglio darvi anche qui alcune parole in riferimento alla vostra vita sociale, parole che provengono vere e fedeli dalla mano del Padre, come contrasto alle molte parole che oggi e domani sono pronunciate in tutto il mondo, le quali non contengono quasi nulla di vero o di sincero, affinché possiate considerare e celebrare il giorno di domani, spiritualmente, come si addice ai figli Miei.

5. Vedete, se la vostra Terra o mondo, orbita intorno al Sole, e là, di nuovo nello spazio etereo sconfinato, dopo 365 giorni giunge allo stesso punto da dove è partito dopo altrettanti giorni, – questo non ha nessuna importanza per Me, e non è un avvenimento notevole o troppo considerevole, poiché, come la vostra Terra, così milioni e milioni di mondi orbitano uno intorno all’altro, seguono già da tempi infiniti questa via, sempre perfezionandosi, finché anche a loro sarà destinata l’ultima orbita, quando entrando in altre condizioni, di nuovo, per vero come prima, saranno attratti da potenti Soli e mondi, essi stessi saranno accompagnati sulla loro grande strada nell’infinito etere finché, seguendo cambiamenti su cambiamenti, si uniranno spiritualizzati con quei mondi che prima han dovuto seguire, costretti, come satelliti.

6. Quello che devono fare i mondi, i soli e le terre nel loro sviluppo materiale fino all’ultimo perfezionamento spirituale, questa è anche la strada di tutto ciò che è creato, e di conseguenza di tutti gli esseri viventi, spiriti e uomini, e i differenti periodi di trasformazione, per il cui computo non avete numeri. Per l’appunto, questi periodi si realizzano nel piccolo, in periodi di tempo che ogni cosa creata e ogni essere vivente ha ricevuto come tempo per perfezionarsi e per prepararsi per il prossimo gradino.

7. Quello che nei mondi è il movimento in grande, attraverso il movimento è l’attrito, attraverso l’attrito il calore, e attraverso il calore la Luce, e attraverso tutto questo ‘la vita’ nel grande, – questo, negli esseri creati, è il loro regolare sviluppo dall’embrione fino alla massima attività, nella quale la vita può e deve manifestarsi, per adempiere il suo scopo.

8. Ebbene, proprio questi periodi come è l’età da fanciullo, da giovane, da uomo e da vegliardo in tutti gli esseri viventi, con o senza consapevolezza spirituale; periodi che possono essere misurati in tutti come fasi, presso di voi chiamati ‘anni’, diventano per voi importanti proprio perché determinano l’entrata come l’uscita di ogni fase della vita, e perfino anche la completa uscita dalla stessa, per voi visibile. Questi periodi di tempo, come anche il loro inizio e fine, sono perciò importanti, e non a caso il presentimento ispirò agli uomini un oscuro sentimento, al fine di festeggiare tali giorni del cambiamento, ovvero di considerare negli stessi la vita passata, come quella veniente, più seriamente.

9. Affinché ora, voi che aspirate a diventare figli Miei, possiate iniziare questo cambiamento dell'anno e lasciate andare l'anno che sta per finire, come Io lo vedo volentieri presso i figli Miei; allora questa Parola che vi viene data qui oggi deve essere un'indicazione per tutti i vostri futuri discendenti e perfino per l'intera umanità, sul come dovreste celebrare ‒ degna di voi come esseri spirituali – una di tali svolte di epoche nel grande edificio mondiale, paragonata alla vostra minuscola vita, e non da ubriachi in banchetti, barcollando fuori dal vecchio anno per entrare nel nuovo.

10. Tutto nel mondo ha il suo inizio e la sua fine, e se questa sera il vostro contatore del tempo con colpi bronzei, di cui l’aria trema, annuncia sui vostri campanili l’ora dodici, allora anche ogni cuore dovrebbe tremare con raccapriccio e spavento, poiché questo cupo tocco di campana nella notte solitaria è un severo ammonitore che è passato un anno, e uno nuovo con tutte le sue circostanze e situazioni misteriose è in arrivo verso di voi, e probabilmente non vi porterà ciò che sperate e desiderate! Ma comunque, certamente senza la vostra volontà, vi condurrà di un passo più vicino alla tomba, dove un’altra vita spirituale prenderà il suo inizio, alla quale la materiale, servendo solo come fondamento, imprimerà a quella futura il sigillo della pace o della lotta.

11. Nell’intera Creazione non esiste nessun essere senza preoccupazione, come appunto proprio gli uomini da Me stabiliti completamente liberi, i quali accanto a precipizi e pericoli danzano intorno barcollando e si danno alle più grandi gioie materiali mentre, da tutte le parti, abissi pieni di tormenti spirituali sono spalancati dinanzi a loro.

12. Anziché festeggiare tale anno nuovo con serie considerazioni, o dare uno sguardo al firmamento che a mezzanotte si stende sul capo dell’uomo – se solo lo permette il cielo limpido che a lui mostra il linguaggio dell’infinità, dell’eterna durata, dell’immensa grandezza e la propria minuscola impotenza – si chiudono quasi tutti tra quattro mura, a riempire il loro stomaco e a stordire i loro sensi, cercando di allontanare l’ammonitore spirituale che dal solitario orologio della torre esclama loro:

13. “O uomini! O creature vanitose! Riflettete: un anno va alla tomba, uno nuovo sorge dal grembo dell’eternità! L’uno porta via da voi nell’eternità certe speranze e desideri non esauditi, ed a qualcuno ha anche strappato dal suo fianco qualche cara anima; mentre l’altro sta dinanzi a voi avvolto in spessi veli, ammonendovi e pregandovi di considerare le vostre esperienze nell’anno passato, affinché non precipitiate alla cieca nel nuovo anno, e vi rimangano risparmiate tante amare delusioni”.

14. Quel che designa questo cambio, questo scorrere di un anno e l’inizio di uno nuovo, è una piccolissima parte della grande Vita universale, è una particella della vostra breve vita umana; riflettete bene: essa è quella Vita di inesauribile forza che guida i grandi mondi in immensi spazi di tempo al loro sviluppo e spiritualizzazione, altrettanto porta anche voi figli più vicini ad un mondo spirituale, alla vostra alta destinazione, affinché sia adempiuto ciò che un giorno era lo scopo del Creatore, vale a dire che tutto ciò che è creato, rivestito nella materia, un giorno, trasformato in spirituale, dovrà ritornare alla sua origine.

15. Osservate così un anno nuovo, osservate l’anno passato come una scuola di prova o una scuola preparatoria per quello veniente. Osservatelo come una grazia proveniente da Me, da Me che vi ho donato questa vita fino al giorno d’oggi, per andare più facilmente incontro alla vostra meta su questa Terra. Osservate l’anno passato con gli occhi dello spirito, affinché riconosciate la banalità dei vostri desideri materiali con i quali l’avete cominciato, e quanto, delusi, dovrete ora uscire dallo stesso. Così comprenderete prima la santità del momento che vi indica l’orologio della torre, riconoscerete prima il suo lato serio, che quando, con il volto allegro, siete eccitati da vino e cibo; allora nell’anno veniente sarete poi terribilmente delusi dall’insuccesso dei vostri desideri e delle vostre speranze, perché con gli stessi cercavate per lo più la felicità esteriore, mentre la pace e la soddisfazione si possono conseguire solo interiormente.

16. La  ‘vita’, la grande infinita vita, un’emanazione della Mia Divinità che unisce tutto, avvolge tutto e vuol portare tutto con soave conduzione alla spiritualizzazione. Questa grande vita in piccoli periodi di tempo come anni e il suo alternarsi, il suo inarrestabile procedere, al quale nulla di creato può opporsi, vi mostra con dito ammonitore l’importanza dell’utilizzo di ogni spazio di tempo per quanto minimo, poiché come in voi ogni battito di polso rimpiazza nuova vita con la vecchia forza vitale consumata, altrettanto così in proporzioni più grandi è per l’anno nuovo un simile momento, dove sofferenze passate, lotte passate devono richiamare nuova vita, rinnovata attività nel vostro organismo spirituale-animico, per andare incontro al nuovo anno da uomo, per utilizzare i suoi piccoli spazi di tempo fino al minuto, sempre in maniera spirituale, affinché alla fine, quando un tale tocco di campana vi ammonirà di nuovo alla fugacità del tempo, voi quali esseri spirituali potrete guardare tranquillamente al passato, dove nessuna delusione vi ha portato momenti amari; poiché non avete aspettato, non avete sperato nulla dal mondo materiale, e perciò non avete nemmeno potuto perdere nulla, mentre forse il raccolto spirituale ha portato tanti più frutti, avendo cominciato a capire cosa vale il vero e proprio mondo, cosa vale la vita terrena come tempo di cammino che, come fondamento, contribuendo all’essere spirituale eterno, vi ha portato solo più vicini alla meta, alla quale Io vi ho prescelti.

17. Allora nel silenzio notturno, dopo la contemplazione del vostro interiore, potrete tranquillamente volgere lo sguardo al cielo stellato, dove vi vengono incontro sorridendo, quiete celeste ed eterna pace; allora potrete andare fiduciosi in quegli spazi dove non c’è nessun inizio e nessuna fine, e pregando, potrete ringraziare il grande onnipotente Creatore che ha preparato là sopra, per voi e per mille altre creature viventi, beatitudini mai comprensibili, mai sospettabili; poiché anche voi avete alle spalle un anno colmo di sollievo e pieno di vittoria, e potrete dire:

18. «Padre! Tu che là sopra in quell’incommensurabile Universo, da dove solamente come puntini luminosi si rivela a noi un’esistenza di singoli mondi, laddove non finisce la Tua Creazione, bensì comincia veramente solo ad iniziare. O Padre! Adesso mi hai di nuovo guidato incontro ad un periodo di tempo che noi chiamiamo ‘anno’, alla mia meta e alla tomba, al confine tra qui e là! A Te il ringraziamento, o Sublime! Tu che mi permetti di fuggire in Te, che mi permetti di chiamarTi ‘Padre’!

19. Concedi che la vittoria sia sempre dalla mia parte, anche se nell’anno che ora inizia Tu mi prepari delle lotte. Aiuta il Tuo povero figlio a portare vittorioso il suo fardello, per diventare cittadino di questa grande Creazione, un vero figlio spirituale di questo grande infinito che ora si erge maestoso così muto sul mio capo, e da dove migliaia e migliaia di stelle scintillanti mi sussurrano queste parole:

20. ‘Anche accanto a questi mondi infiniti, accanto a questo grande infinito tutto abbracciante, il tuo Creatore ed amorevole Padre non ti ha dimenticato, o uomo, anzi ti ha perfino preferito, mentre su molti grandi mondi è conosciuto, onorato e adorato solo come grande Spirito, degnandosi di scendere sulla tua piccola Terra e fare di voi, piccoli uomini, i Suoi futuri unici grandi figli! Che cosa siamo per te, noi mondi lontani, o uomo? Minuscole stelline! E ciò nonostante questa Luce prestata, che da altri mondi lontani ci viene offerta e procede da Lui solamente, questo piccolo scintillio che mette in relazione il tuo occhio e i suoi nervi ottici, questo tremolio di questa Vita che mai finisce è il vibrare dell’amore che mai appassisce, il quale, cominciando presso di Lui fino all’ultimo atomo della polvere dei mondi, è rimasto sempre lo stesso, e al solitario osservatore dice sempre la stessa cosa:

«Dio è Amore! Egli è il Creatore, il Conservatore, il Perfezionatore e l’eterna Fonte originale di ogni vita, Vita che opera potente negli spazi più lontani altrettanto come nel tuo cuore, o uomo, allorquando levi fervido il tuo sguardo al Cielo notturno, dove un giorno alla nascita del Redentore echeggiarono le parole di cori angelici: ‘Gloria a te, o Terra! Perché ti è capitata una grande salvezza!’. Usa questa salvezza, o uomo, e troverai sempre più pace nel tuo cuore, e ogni anno le stelle con la loro scintillante luce ti diranno sempre la stessa cosa, quella che fluì in alto a Lui in quelle ore appassionate quando dal tuo cuore come preghiera, tu, quale figlio infante, negli anni passati hai parlato spiritualmente al Padre!»”

21. Celebrate così, figli Miei, il volgere dell’anno, riflettete il vostro anno passato, cercate di scoprire che cosa è rimasto ancora per completare nell’anno veniente la costruzione del vostro futuro corpo spirituale, e così da un periodo di tempo all’altro, di anno in anno potrete avvicinarvi sempre più al grande Cielo della pace e della quiete, arcuato sopra di voi, dove anche per voi la vita materiale avrà una fine, quando cesserà un periodo di vita nella veste vincolante, e comincerà una inesauribile, eterna Vita, dove poi potrete contemplare con compiacimento e con sguardo spirituale le dimore del Padre che Egli ha preparato per coloro che hanno adempiuto la Sua volontà.

22. Questa sia la Parola di Vita che il Padre vi manda dai Cieli, affinché anche voi possiate comprendere la vostra vita spirituale nel senso più vero della parola, e non offendiate la vostra dignità umana, mostrandovi come veri figli di un eterno Creatore, come Egli (dimostra) con il valore del tempo, il valore della vita, sia terrena che spirituale, e il valore dell’anno nuovo come cittadini di un mondo spirituale, riconoscendo come veri figli di un Dio e Padre che vi ama, degni del Suo nuovo anno che dovete festeggiare. Questo è lo scopo di questa Parola a voi, parola che Io ho diretto finora con tanto Amore e Pazienza, e perciò come vorrei vedere anche da voi che sia giudicato tutto questo Amore e Grazia giustamente.

23. Così possa il nuovo anno, sebbene buio per i vostri sguardi, non avere nulla di spaventoso, poiché, finché credete in Me, finché seguite la Mia dottrina ed avete fiducia in Me, fino allora né le circostanze né le condizioni del mondo materiale potranno nuocervi.

24. Finché avrete la pace in voi, fino allora vivrete in pace con Me, con la Mia natura e con il Mio mondo degli spiriti che vi circonda ovunque. Perciò abbiate fiducia!

25. Io mai punisco! Un giorno sono stato sulla Terra come ‘il Guaritore’, e Lo rimarrò eternamente, risanando i punti feriti nei cuori dei Miei figli, e precisamente non con veleni, bensì col balsamo del Mio Amore. – Amen!

 

 

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Cap.17

Per la sera di San Silvestro

 

31 dicembre 1874

1. Miei cari figli! Vi trovate di nuovo davanti alla porta che si apre ad un nuovo anno, ed oggi, quale ultimo giorno del vecchio, sarebbe per ciascuno il momento giusto per tenere comunque ancora un conto con se stesso sul vissuto e su ciò che ancora è da sperimentare e sperare.

2. Pochi uomini osservano questo giorno da questo punto di vista, andando avanti alla cieca per quanto siano arrivati all’addio di quest’anno. Per loro il tempo non significa nulla, non ha nessun valore, anzi a loro sembra così poco considerevole che fanno tutto il possibile per sprecarlo per bene, affinché passi solo velocemente.

3. Non preoccupatevi, voi poveri figli smarriti, il tempo corre veloce, e per la maggior parte l’orologio della loro vita scorrerà prima di quanto suppongono o presumono.

4. Così è nel vostro mondo, e particolarmente adesso, dove solo il godimento del presente è la cosa principale, e dove non si è abituati a guardare né avanti né indietro, bensì si vorrebbe volentieri passare da un’ebbrezza all’altra, da un divertimento all’altro[21].

5. Non dovrebbe essere così per coloro ai quali ho acceso tanta Luce, affinché in questa tenebrosa vita mondana trovino con questo ‘luminare’[22] la giusta via, per avere, anche se non per salvare l’intera umanità dalla totale decadenza, comunque ancora alcuni sulla Terra che si ricordino di Me, si rallegrino delle Mie Opere, Mi amino e, per amore per Me, sopportino volentieri perfino fatiche ed afflizioni!

6. Appunto per questi pochi che procedono sempre in avanti su vie migliori e con la chiara consapevolezza del perché vivono, proprio a questi pochi voglio di nuovo dare con queste parole una dimostrazione di quanto è importante per Me che non vadano perduti con la massa; e questo è il motivo del perché noi oggi, all’ultimo giorno dell’anno che finisce, vogliamo esprimere assieme una parola seria, come si addice a quegli uomini che credono di discendere da Me, e un giorno nel grande Regno degli spiriti potersi avvicinare sempre di più a Me.

7. Vedete, “figli Miei”, vi chiamo così, anche se non meritate ancora per molto tempo questo nome. Guardate, voi avete dato una misura al tempo, lo avete suddiviso, e così avete accertato anche il movimento della vostra piccola Terra intorno al vostro corpo centrale solare e il suo periodo di rivoluzione. Anche la Terra ha quindi con ‘oggi’ completato di nuovo un giro orbitale del suo percorso, ed è arrivata al punto da dove, secondo il vostro calcolo, essa comincia un nuovo ciclo. È arrivata al punto dove voi avete stabilito il cambio dell’anno; solo che proprio oggi questa Terra è bensì arrivata di nuovo a questo punto, ma non nelle circostanze dove lo ha toccato l’anno scorso. Essa comincia il suo corso modificato, poiché nel suo sviluppo ha qualcosa da contare, il che l’ha resa più matura per la sua missione, ossia cosa l’ha tenuta aperta per il compimento del suo scopo finale. – La Terra ha, come tutto nel mondo, il suo scopo di formazione e deve aspirare allo stesso, cui la spinge il suo Sole, così come in genere tutto deve sorgere, sussistere e passare. Anch’essa si trova nell’odierno cambio dell’anno a questo punto più matura di un anno, un anno più vicina alla sua meta finale, e tutto ciò che vive su e in essa deve indicare questo cambio come un nuovo punto di partenza, dove si va di nuovo in avanti, dove si va incontro ad un futuro che nessuno può misurare e giudicare che Io solamente. Come la Terra perseguendo il suo scopo d’istruzione si avvicina sempre di più allo stesso di anno in anno, altrettanto anche voi uomini, spiritualmente e materialmente, andate incontro alla vostra missione secondo la meta che Io vi ho posto, e sebbene gli uomini sono liberi e possono fare quello che vogliono, l’umanità ha comunque certi compiti dai quali non può svincolarsi e deve assolvere, non importa se qui o nell’aldilà, e dal momento che gli uomini consistono di corpo e anima e possono sviluppare o perfezionare di più l’uno o l’altro, allora è naturale che può subentrare o uno sviluppo anticipato della vera e propria meta, oppure anche, non considerando il tempo, deve entrare ancora una volta nello stesso.

8. Voi, Miei cari figli, state alla fine di un anno, il futuro buio sta dinanzi a voi, senza sapere che cosa vi porterà, e sperate solamente. Ebbene, allora Io vi dico:

9. Non sperate nulla dal futuro, ma molto da voi stessi!

10. Sperate da voi che il prossimo cambio dell’anno vi trovi migliori, più morali, più saldi e più maturi di quanto state adesso alla sua soglia!

11. Sperate che nell’anno prossimo possiate esercitare la Mia dottrina più nella pratica!

12. Sperate, che compassione col prossimo, tolleranza con gli errori di altri, e una ghirlanda di belle e nobili azioni vi adornino come ricordo dell’anno passato!

13. Sperate che voi, se arrivano tentazioni, possiate resistere alle stesse da valorosi!

14. Sperate, comunque si possa formare il futuro e le vostre condizioni, di non perdere mai la fiducia in Me!

15. Sperate che voi, come la vostra Terra, adempiate fedelmente il vostro compito, sperate di conquistare un giorno il diritto al titolo di ‘figlio Mio’!

16. Sperate tutto questo, e per queste speranze ed aspettative Io vi aggiungo anche il Mio augurio come “Augurio di capo d’anno”, e che le vostre speranze possano essere realizzate!

17. Allora potrete fiduciosi e tranquilli veder scorrere la ruota del tempo con velocità; avrete impiegato il vostro tempo al servizio dell’umanità e per il Mio compiacimento; avrete fatto del bene dove possibile; avrete sparso qualche semenza che porterà frutto per voi e per gli altri, e così voi, come la vostra Terra, giungerete ad un punto di svolta, dove il conquistato non dovrà essere perduto e ciò che è stato guadagnato dovrà essere una nuova aggiunta, per venire sempre più vicini alla meta che è stata posta a voi come a tutto ciò che è stato creato, alla meta, in mezzo alla materia, da lei legati, ma per essere liberi, e considerando la spirituale meta finale come cosa essenziale.

18. Anche la Terra si spiritualizza giornalmente, restituisce di nuovo al regno degli spiriti ciò che ha ricevuto eoni di anni fa per il suo processo evolutivo; altrettanto voi uomini, singolarmente o complessivamente, anche voi dovete di nuovo restituire lo spirituale legato nella materia, raffinato e spiritualizzato, a Me. Esso fu posto in voi come scintilla divina non istruita. In questa scintilla, per vero, giacciono le caratteristiche spirituali da sviluppare e rendere valide con il tempo, e tuttavia gli sviluppatori ed educatori devono essere gli uomini stessi. Solo così è possibile il merito, poiché senza fatica nessuna vittoria, e senza vittoria nessuna consapevolezza di una dignità spirituale!

19. Perciò, lottate e lavorate, per conseguire con sforzo la vostra dignità spirituale! Ogni anno vi porta più vicino a questa meta. Togliete da voi il mondano superfluo, e cercate, se vi piacciono le Mie parole, se vi entusiasmano e vi elevano, di utilizzarle anche nella vita pratica, perché il leggere e l’entusiasmarsi è solo un’ora piacevole nella vostra stessa vita, ma non ha altre conseguenze che una soave risonanza di un tempo trascorso piacevolmente. Soltanto che Io non ve le ho date per questo, il Mio scopo non era di intrattenervi, bensì di istruirvi su cosa dovete fare, su come dovete distinguere la vita apparente dalla vera vita intellettuale dello spirito, affinché non dobbiate avere gioia come figli stolti nel semplice scintillio di perle di vetro, ma che possiate trovare il vero diamante, con il suo mare di Luce splendente verso tutte le parti, nella Mia dottrina e vivere di conseguenza.

20. Questo è lo scopo delle Mie parole, e tale è il motivo del vostro compito. Agite conformemente a queste, e voi stessi verrete a sapere presto chi di noi sta meglio, Io che vorrei consigliarvi, istruirvi e guidarvi, oppure voi che mostrate effettivamente di aver compreso la Mia dottrina e l’avete assimilata con il vostro io spirituale, e già attraverso il far del bene sulla Terra godete beatitudini che molti sperimenteranno solo nell’aldilà e giungeranno là solo dopo lunghe prove.

21. Cominciate quindi questo nuovo anno con fiducia in voi stessi e in Me; il mondo, come va adesso non lo potete fermare, ma a voi stessi potete mettere un cuneo d’arresto, affinché non veniate trascinati dalla corrente del materialismo, che alla fine non vuol più riconoscere nient’altro che godimento materiale, e dove inoltre l’uomo stesso si vorrebbe ancora elevare al soggetto principale della Creazione.

22. Tenetevi stretti a Me come unica ancora, e non vi andrà male; anche se il tempo vi porta certe cose, esso vi porta comunque anche il Mio Amore e la Mia benedizione per il nuovo anno, come ve l’ho data in quello passato! –Amen!

 

 

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Cap. 18

La festa dei tre Re Magi

(nella rispondenza esplicativa[23])

 

16 gennaio 1873

1. Sebbene più tardi di quando da voi viene celebrata la festa, devi comunque ancora ricevere la spiegazione di questa comparsa dei tre sapienti dall’Oriente, per dimostrare di nuovo a voi tutti, che in ogni azione durante il Mio cammino terreno, per quanto possa sembrare insignificante o privo di interesse, stava sempre celato un motivo più profondo, che ai Miei figli solo adesso, dopo mille e molti anni ancora, viene dato in tutta la sua rispondenza, e saranno ora in grado di apprezzare e comprendere.

2. Ebbene vedete, in questo procedimento o avvenimento dell’adorazione dei tre sapienti provenienti dalla Persia, quindi non-giudei, entrano in scena effettivamente accanto ad ognuno di loro: Maria e Giuseppe, inoltre Erode, il tetrarca regnante.

3. Dunque, per comprendere spiritualmente un’azione nella rispondenza, come in quel tempo doveva essere resa comprensibile per i Miei spiriti e angeli, e adesso per voi, devono essere prese in considerazione le individuali particolarità spirituali delle persone coinvolte, come chiave principale della spiegazione più alta e più profonda, senza la quale, ciò che fu già là espresso spiritualmente in questo atto dell’adorazione, rimarrebbe eternamente incompreso. Ascoltate dunque:

4. Voi lo sapete: Io nacqui in condizioni infime e misere, in un alloggio ancora più misero, cioè nemmeno in una casa, non in un fabbricato fatto da mano d’uomo, bensì in una grotta, dove faceva freddo ed era d’inverno.

5. I Miei primi testimoni e spettatori erano animali, un bue e un asinello, la Mia culla una mangiatoia, nella quale si versava normalmente il mangime agli animali domestici.

6. Le persone operanti erano Maria, Mia madre corporea, Giuseppe, il Mio futuro padre putativo, e i tre sapienti venuti dall’Oriente che Mi portarono in dono oro, incenso e mirra, e infine da lontano il tetrarca Erode, non proprio troppo ben disposto.

7. Tutte queste persone operanti, il luogo, il tempo e la posizione spirituale e mondana degli uomini che Mi circondavano, esprimevano in maniera appropriata proprio ciò che spiritualmente accadde al momento della Mia nascita corporea per gli uomini viventi sulla Terra, come sarebbe stato il corso della Mia vita, il successo della Mia dottrina, la Mia fine mondana, e la fine di tutti gli attacchi contro il Mio insegnamento nel tempo a seguire.

8. Afferrato così, vedrete poi di nuovo come stava scritto nell’infinito mondo degli spiriti già da molto tempo con grandi lettere spirituali ciò che finora tutti gli uomini e popoli, venuti e andati, non hanno compreso, e ciò che Io proprio adesso come dimostrazione della Mia infinita grazia e provvidenza voglio spiegare per voi, che altrettanto non comprendete il vero valore di questo atto dell’adorazione, affinché finalmente venga una buona volta levato il velo davanti ai vostri occhi, che ancora adesso vi pende davanti.

9. Vedete, Io sono venuto sulla Terra circondato dalle caratteristiche spirituali del Mio grande mondo degli spiriti e del Mio personale Io, vale a dire circondato dall’Amore, come ‘amore materno’ rappresentato rispettivamente in Maria; poiché quello che come Padre sono dell’infinita Creazione per tutto ciò che è creato, l’eterno illimitato Amore, questo era là Maria per Me, come Fanciulletto infante nelle sue braccia.

10. Io faccio e opero tutto per i Miei esseri creati, per guidarli al perfezionamento. Io dono tutto, come ho donato un giorno perfino la Mia vita terrena, per salvare voi uomini dalla rovina.

11. E anche Maria, come espressione del limitato amore materno, aveva fatto lo stesso per Me, anche se non fossi stato Colui che ero veramente, ma solo un normale essere umano, o nato da lei, oppure affidato alla sua custodia.

12. Accanto a Maria stava come forza proteggente nell’espressione dell’essenza maschile, Giuseppe, ovvero nella rispondenza ‘la Sapienza’, affinché egli ordinasse gli sfrenati moti dell’amore per guidarli incontro ad un saggio scopo.

13. Questi due, Maria e Giuseppe, rappresentavano, quali uomini, la Mia stessa Persona come Padre spirituale, ed agivano per ed attraverso di Me secondo le Leggi dell’Amore e della Sapienza, finché Io stesso, diventato Uomo, presi le redini del Mio potere, e poi cominciò la grande Opera di redenzione del genere umano, e la Mia vita errabonda su questa vostra Terra terminò con il ritorno a casa nei Miei Cieli.

14. Gli animali, che con il loro alito scaldante Mi fecero sentir meno il gelido freddo del mattino invernale, rappresentano o sono, nella rispondenza, nient’altro che il mondo degli spiriti rivestiti nella materia che, cominciando dalla dimora dove nacqui, la grotta di dura roccia, fino al mondo animale, rappresentato attraverso i due animali domestici, quindi proprio i più pacifici, i più pazienti tra tutti, dovevano essere testimoni dell’Atto di umiltà e umiliazione, al quale Mi sottoposi, dove alla fine proprio loro rimarranno ancora il più a lungo ciò per cui Io li ho creati, mentre l’umanità, invece di seguire i Miei insegnamenti e il Mio Esempio, ossequierà degenerata i principi opposti che li porteranno alla rovina, ma non capaci e degni per una beatitudine.

15. In questo Atto di nascita era rappresentato l’intero mondo spirituale e materiale: nella dimora, nella libera natura, sotto il Mio cielo, e sulla Mia Terra creata per voi, circondato dagli animali che dovevano servivi come esempio di sopportazione e umiltà, e adesso si aggiungono pure le caratteristiche spirituali-animiche del genere umano, rappresentato dai tre sapienti, come rispondenze delle belle e migliori caratteristiche dell’uomo, unitamente ad Erode, come prototipo delle cattive caratteristiche nell’anima umana, come avidità di dominio, odio e ira.

16. I tre sapienti rappresentavano propriamente: l’amore per Dio, l’amore per gli uomini come prossimo, e il giusto amore per se stessi. – Il primo portò l’adorazione come incenso, il secondo la mirra, come amore placante per il prossimo, e il terzo l’oro, come lecitamente guadagnato, sull’altare, per rendere omaggio a Colui che pose tali nobili caratteristiche nel cuore dell’uomo, e così prepararlo un po’ alla volta, quale futuro abitante del grande Regno degli spiriti, a conquistare questo mondo lottando.

17. La Stella che li accompagnava era la Scintilla divina nell’interiore dell’uomo che, inconsapevolmente, è l’eterno ammonitore, e tiene sempre davanti agli occhi dell’uomo ciò che deve diventare, ma purtroppo lo è diventato raramente, oppure mai.

18. Il cattivo principio, ovvero ciò che contrasta le tre caratteristiche divine, le passioni dei godimenti mondani, rappresentava in quel tempo, corrispondentemente, il tetrarca Erode, avido di dominio.

19. Era lui che, privo di ogni migliore caratteristica, era dedito solo al godimento mondano, adulatore e falso, pur riconoscendo per veri i tre tratti principali dello spirito umano, nondimeno tenne conto solo delle proprie brame, come l’insuccesso del suo piano per il processo di eliminazione non solo di queste tre caratteristiche dei sapienti stessi, come anche con la strage degli innocenti, volendo far sparire da tutta la Terra, Colui che un giorno a lui e a tutti i suoi pari, come un Salvatore dal pericolo, schiaccerà la testa al serpente. – Così, intorno a Me nella grotta stavano la schiera degli angeli e spiriti con il loro inno di lode, la Terra con le sue creature materiali, il regno animale e gli uomini, rappresentati spiritualmente attraverso le loro buone e cattive passioni.

20. Così volevo che con la Mia discesa su questa piccola Terra, tutto doveva essere testimone della Mia Umiltà, del Mio grande sacrificio come Signore della Creazione, e della Mia dottrina spirituale, eterna, mai distruttibile, dell’Amore, della Sapienza, e dell’amore per Dio e per il prossimo!

21. Tutti dovevano venire a sapere che, come cantavano gli angeli: “Alla Terra è capitata una grande salvezza!”, come a quel tempo ebbe inizio, simbolicamente, questo grande trionfo della Mia dottrina di fede e d’amore, altrettanto questa deve essere fissata in ogni petto umano, affinché ogni uomo spirituale sappia comprendere la Mia natura materiale e apprezzare la propria natura spirituale.

22. Là fu mostrato già metaforicamente come saranno le condizioni tra ‘bene’ e ‘male’. I buoni erano persone povere e senza mezzi, ovvero come i tre sapienti che si occupavano più del mondo spirituale che di quello materiale, e ‘il cattivo’ era il tetrarca regnante. Il malvagio che aveva il potere nelle sue mani, giurò a tutti vendetta e morte, e i buoni dovevano diffondere ovunque, quiete e pace.

23. Come in quel tempo questi estremi si misero di fronte simbolicamente nelle menzionate persone, dove Io come Fanciullo e futuro Maestro stavo conciliativo tra loro, così sto oggi ancora nello stesso posto, volgo ogni male al bene, e rendo vano, come là un giorno un angelo attraverso una visione nel sonno di Giuseppe stesso, ciò che il cattivo escogita e trama per portare alla rovina l’essere spirituale nell’uomo.

24. Tutti gli avvenimenti di quel tempo (come del grande Tempo dei tempi) del Mio cammino terreno, sono un fedele specchio di ciò che è accaduto più tardi fino al tempo attuale, e se voi poteste leggere in rispondenza, ciò che in quei tempi lontani era già da molto tempo chiaro ai Miei spiriti, allora vedreste del tutto chiaramente davanti a voi l’intera conseguenza, di ogni bene e di ogni dolore, tutti i differenti avvenimenti, nella formazione spirituale e mondana del genere umano, soprattutto la Mia intera conduzione dello stesso fino adesso e ancora oltre. Invece voi non siete abituati a scoprire dalle immagini e dagli avvenimenti lo spirituale, oppure, come dite voi: ‘leggere tra le righe’, e così sono costretto a farvi pervenire di tanto un tanto un raggio di Luce da quel grande Libro spirituale delle rispondenze, dal momento che ancora pochi di voi sono iniziati in questo, e molti sono purtroppo ancora attaccati di più alla lettera, non riflettendo che la parola, com’è scritta, è solo la corteccia di un albero della vita, dove, come in ogni albero, è conservato il vero e proprio midollo vivente che è ancora molto lontano dalla corteccia e dalle fibre del legno, a causa dei molti altri prodotti della Terra.

25. Finché rosicchiate ancora alla corteccia, fino allora non avrete nessuna idea di tutti gli umori viventi dell’eterna Dottrina spirituale dell’amore che si aggira nell’interiore, e per comunicarvi un’altra volta che, anche se credete di aver compreso tutto, non sapete comunque nulla! Proprio per questo ho scelto di nuovo un argomento dal tempo del Mio cammino di vita, che voi certamente avete letto spesso ma non lo avete mai sondato, affinché possiate di nuovo scorgere quale sublime grande scena spirituale è stata quando Io, il grande Creatore dell’infinità, accettai quale Fanciullo terreno-mondano tra i Miei rappresentanti sulla vostra Terra, l’adorazione che Mi offrì, consapevole e inconsapevole, tutta la Mia Creazione.

26. Ad ogni festa dei tre re vi doveva venire in mente che i tre re rappresentano tre alte virtù regali spirituali e caratteristiche spirituali, e che, come una volta Erode, ancora adesso, e precisamente più che mai nel tempo attuale, proprio questo potere del male sembra trionfare. Ma non disperate! In mezzo a loro, in mezzo alla lotta, tra loro ci sono Io come lo fui un giorno, il Dio dell’Amore, il Mansueto e l’Umile, e rendo vano il male. Come allora con la fuga di Giuseppe in Egitto, anche adesso, ovunque, il male computato Io lo trasformo in bene, anzi nel meglio per l’umanità.

27. E come un giorno a quel tempo le Mie schiere di angeli e spiriti cantavano “Alleluia”, così anche voi stessi lodate e glorificate Me, vostro Signore  che, nonostante tutta l’inettitudine di questo mondo, non vi ho abbandonato, ma Mi sono perfino abbassato, come un giorno da Fanciullo più piccolo in mezzo ad una perfetta nazione, e adesso come Padre, in mezzo ad uomini corrotti, vi consiglio direttamente per guidarvi e, con ciò, dimostrarvi che quello stesso Dio che un giorno visse tutta la vostra vita mondana nelle vesti di Fanciullo, poi da Giovane e da Uomo, non ha ancora voltato il Suo volto da voi, e adesso vuol richiamarvi alla mente, nelle Sue parole rivolte direttamente a voi, i ‘tre sapienti dall’Oriente’ nella forma dell’amore per Dio, per gli uomini e per se stessi, affinché voi, memori del Suo sacrificio in quel tempo, e del Suo Amore nel tempo attuale, non possiate mai dimenticare che ciò che Egli intraprese con l’Amore, lo vuole anche portare a termine, poiché senza questo fine non sarebbe Amore, elevato oltre le grette malignità ed errori di figli smarriti, avendo sempre presente lo scopo principale di far di voi, adesso come un giorno, grandi figli spirituali di un Cielo di spiriti che non finisce mai, dove poi potrete di nuovo sentire l’inno di lode degli angeli e degli spiriti, con la sola differenza che l’inno vi risuonerà e si chiamerà ‘Salute a voi’, quando, nonostante tutte le lotte e tentazioni, avrete riportato la palma della vittoria che riceverà ognuno che tra ‘i sapienti’ ed ‘Erode’ avrà donato il suo amore solo al Fanciulletto, lo avrà imitato e sarà entrato nelle Sue orme.

28. Così dovete santificare i vostri giorni di festa, e cominciare ogni giorno festivo proveniente dalla Mia vita con un’ora di riposo del mattino e terminare con un’ora di riposo della sera, dove vi potrete dare un attestato che vi siete avvicinati all’Oriente dell’eterna Luce conformemente alla vostra destinazione e conformi alla Mia dottrina, senza lasciarvi allontanare da nessun Erode in qualunque forma esso sia stato.

29. Come una volta, il giorno dei tre re magi fu per Me un trionfo, allorquando stettero intorno a Me, Amore e Sapienza, spiriti legati e liberi, e l’intera Creazione che s’intonava nell’inno di lode, altrettanto diventerà anche per voi un giorno, dove, come una volta Io vidi la luce terrena, voi vedrete la Luce celeste e là ritroverete Lui, nello splendore e nella magnificenza, Lui che un giorno, come Fanciulletto, sorrise ai suoi adoratori, e come Padre stenderà di nuovo le mani verso coloro che saranno arrivati dal ‘paese delle ombre’ dell’umana vita di prove, guidati dalla Mia stella dell’Amore, nel migliore Oriente del Mio mondo degli spiriti.

30. Quindi adoperatevi a corrispondere a questo scopo, a raggiungere questa meta, e presto saprete quanta beatitudine c’è già solo nel tendere a questa, per non parlare di quelle gioie che vi attendono in quegli spazi dove nessuna notte separa il giorno dall’altro, dove saranno terminate tutte le sofferenze corporee e solo le beatitudini spirituali avranno preso il loro inizio e neanche finiranno mai.

31. Se comprendeste la Mia intera Creazione, presto riconoscereste perché Io stesso Mi adopero tanto per salvarvi dalla rovina, per aiutarvi a diventare ciò per cui ho creato tutti gli esseri viventi, vale a dire a figli Miei che giubilano con Me, che godono con Me, ma devono anche lavorare con Me, per guidare la grande infinita Creazione incontro al suo scopo finale.

32. Solo allora comprendereste il perché Io ho tanta pazienza con gli smarriti e tante parole di grazia  per coloro che ho trovato, perché vedreste chiaramente che vale la pena non lasciare andar perduto nessun essere vivente, come voi uomini creati a Mia immagine, ma che val la pena, nonostante il rivestimento bestiale e le passioni brutali, aiutare ad ottenere la vittoria alle altre migliori caratteristiche, per completare un’Opera che, degna di Me come Creatore, deve rimanere un’Opera eterna e permanente nell’eternità. – Amen!

 

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Parte 3°

 

 

Settimana  Santa

 

Dal Carnevale al Giovedì santo, la Lavanda dei piedi,

la passione, la croce, il giorno di Pasqua,

la resurrezione, l’ascensione

 

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Cap. 19

Il Carnevale

(40 giorni prima della Pasqua)

3 marzo 1876

1. Qui avete un nome che a voi è conosciuto, e al quale si collegheranno certe reminiscenze che, per vero, non sempre appartengono alle più morali, e proprio per questo da parte Mia non devono neanche essere toccate ulteriormente, dal momento che il Mio scopo con questo titolo non è di spiegarvi che cosa s’intende con ‘carnevale’ oppure ‘martedì grasso, bensì perché voglio illuminare con questa parola dei lati del tutto diversi della vostra vita umana, dove, come in molte cose, da voi domina ancora una grande oscurità.

2. Vedete, il nome ‘carnevale’ significa: un’epoca dove la carne vale qualcosa. Secondo la Mia opinione questo è un tempo in cui vi date effettivamente di più alla carne o alla sensualità, che in altri momenti, e perciò nei vostri occhi la carne, vale a dire la carne umana o l’attrattiva corporea, viene maggiormente considerata o messa in mostra. È un tempo che ad esseri ragionevoli, come Io li ho creati, fa pochissimo onore, e perfino ai governi che dovrebbero provvedere al bene spirituale dei loro popoli, servirà come eterno rimprovero, poiché sanzionano, con questo permesso del ballo e del gozzovigliare, proprio ciò che dovrebbero veramente impedire. Infatti, essi trovano piacere nei godimenti sensuali, con cui rovinano più di quanto credono oppure riescono a valutare. Il perché e il come ve lo dimostrerò in seguito, in maniera differente di quanto forse voi ve lo aspettate.

3. Vedete, questo tempo del martedì grasso, o carnevale, è un’epoca già nota dai tempi dei pagani, che presso i romani si chiamava ‘la festa di Bacco’, e una volta era festeggiata con il titolo ‘baccanali’, dove era permesso tutto ciò che moralmente era vietato.

4. Ebbene, ad un ballo e a tutti i possibili divertimenti di questo tempo di carnevale, l’attenzione è sempre stata rivolta a tutto ciò che altrimenti è vietato in un modo possibilmente decoroso. Il carnevale è quindi nient’altro che un processo di tentazione per entrambi i sessi, privilegiato dai governi, dal potere delle comunità, anzi perfino dai religiosi, poiché tutto va a finire ad una cosa, vale a dire al risveglio delle voglie che aspettano solo l’occasione di essere soddisfatte. Ora, come questo succede veramente, è faccenda Mia portarla davanti ai vostri occhi un po’ più chiaramente.

5. E dal momento che molti non sanno che cosa fanno veramente e come con il loro operare producono indirettamente qualcosa, allora voglio mostrarvi il tempo del carnevale da un altro lato, quanto siete ciechi anche qui, e quanto ingenue sono particolarmente le madri che, per esempio, per maritare le loro figlie, oppure come dite voi, ‘portarle ad un uomo’, cercano con cura proprio divertimenti e diletti che, ben spesso, sono solo fugaci conoscenze, ma raramente procurano un saldo vincolo matrimoniale, perché gli uomini, cioè come li ho pensati Io, si allontanano da quelle ragazze che splendono ai balli, le quali, forse in altre occasioni, le avrebbero attirate.

6. Per arrivare ora alla Mia grande domanda su cosa accade veramente durante il carnevale, allora dapprima devo cominciare da più lontano, e precisamente riandare ad una precedente parola dove si trova già un accenno che qui deve solo continuare!

7. Vi ricorderete che nella parola su ‘l’occhio”[24] vi ho fatto notare come dall’occhio si rendono percettibili le differenti condizioni dell’anima, come ira, odio, dispregio, astuzia, oppure amore, mansuetudine, bontà ecc. Vi ho inoltre mostrato che questa emanazione è un fluido che si sviluppa nel corpo con tali eccitazioni, e non solo per mezzo degli occhi, ma defluisce altrettanto attraverso l’intero corpo come atmosfera spirituale-animica.

8. Ebbene, collegandosi a queste parole, voglio ora guidarvi oltre, e dapprima farvi notare che già in un altro luogo fu detto che l’uomo, oltre al suo involucro corporeo, porta con sé sempre un altro rivestimento eterico di natura più sottile, rivestimento che i vostri medici, per quanto abbiano l’occasione di constatare la sua esistenza nell’organismo, specialmente con le amputazioni, l’hanno chiamato ‘etere dei nervi, e tale etere dei nervi (materiale) non si può distruggere, e perfino quando in un corpo mancano mani e piedi, tuttavia questa mancanza delle membra si dimostra sempre esistente nella sensazione.

9. Questo etere dei nervi è quella veste spirituale che qui negli uomini suscita simpatia o antipatia, cioè attrazione o repulsione nel loro primo incontro. Questa veste spirituale dell’anima tuttavia è anche ciò che accompagna l’uomo nel suo nuovo mondo dopo la morte, e là sarà anche l’involucro visibile del suo interiore che, secondo la sua leggerezza o peso morale, oppure detto con altre parole, secondo la purezza o offuscamento dello stato animico da nero a grigio, fino alla più luminosa veste angelica, caratterizza nell’involucro il vero interiore uomo animico; proprio per questo nell’altro mondo nessuno ha bisogno di dire all’altro ciò che egli è. Ognuno riconosce l’uccello nella veste, dal momento che la Luce del Mio Sole spirituale penetra dentro o fuori solo là dove si trovano elementi adatti, il che con altre parole significa: quanto più l’anima e la sua individualità eterica è sviluppata materialmente nel sensuale, tanto più nerume, tante più parti pesanti contiene; e quanto più leggera, più spiritualizzata era l’etere dell’anima già ai tempi della vita, tanto più splendente da sé sarà anche la sua futura veste nell’aldilà.

10. Ancora un altro perché sulla conseguenza di questa veste spirituale più pesante o più leggera, questo nero o questo bianco: quanto più l’anima è formata materialmente, tanto più è vicina alla Terra e tanto più è difficile per lei allontanarsi dalla stessa; e quanto più luminoso e più spirituale è il corpo dell’anima, tanto più facile è lo slancio nelle sfere superiori.

11. Ebbene, per ritornare alla nostra questione, devo quindi continuare a dire che, come l’efflusso di differenti fluidi dà all’occhio il suo scintillio nell’ira, e la sua soave luce nell’amore o bonarietà, altrettanto l’atmosfera spirituale muta in tutte le altre passioni sensuali, e quando un’anima così sensuale tocca con la sua atmosfera un’altra, allora accade di solito che, per non suscitare una repulsione, uno o perfino molti uomini vengono trasferiti nello stesso stato d’animo, venendo poi anche modificata la loro atmosfera, e alla fine più o meno tutti, secondo il temperamento individuale, vengono trascinati dalla prima condizione agitata dell’anima.

12. Questo lo potete notare perfino nel parlare, nell’atteggiamento, nel linguaggio, nel ballo, nel canto e in tutto ciò che mira a uno stato di agitazione spirituale, da dove poi sorge l’entusiasmo, con cui un uomo può indurre molti altri a fare passi che prima non avrebbero sospettato. (Ipnosi spirituale)

13. Ora, questo contagio in questi stati dell’anima viene provocato a venti doppi anche attraverso i sensi, dove l’occhio, l’orecchio, il linguaggio, anzi perfino il sentimento contribuiscono più di tutto come senso del tatto. Così questo fluido diventa come avvolgimento esteriore dell’uomo, che per vero sussiste di leggere particelle (una specie di evaporazione dell’organismo umano), tuttavia altera tali stati secondo la misura, migliorati o peggiorati, e così è anche il suo influsso sugli altri, secondo la sua stessa indole, buona o cattiva.

14. Come il fluido materiale è sempre un veicolo che l’individuo porta con sé, ed è solo il proprio, lo potete notare nei cani che sanno trovare la traccia dei loro padroni distinguendola da tutti gli altri odori che agiscono su di loro, proprio perché l’uomo, per parlare in modo simbolico, trascina dietro di sé, come una cometa nel cielo, una lunga scia della sua atmosfera; egli lascia dietro, in questo modo, tracce della sua atmosfera, per sapere dov’è stato, tracce che non si mescolano subito con le atmosfere di altri uomini od oggetti, e queste comunicano all’animale dov’è stato il suo padrone e dove si era recato.

15. Perfino la ricerca della selvaggina attraverso il fiuto o altro, è sempre la stessa cosa. Tutto ciò che vedete, come la Terra, ha la sua atmosfera, organica o inorganica, perché proprio questa atmosfera è il ponte di collegamento con cui l’oggetto o l’essere accoglie ciò di cui ha bisogno dal mondo esterno, oppure consegna ad esso ciò che non gli è più utile.

16. Così vedete tutta la materia, tutta l’essenza, tanto i corpi più piccoli come i più grandi in tutto il Regno della Creazione, spiritualmente dissolta nelle differenti atmosfere. Questo avvolgimento spirituale di tutto l’esistente imprime poi ai prodotti della Terra la loro particolare fisionomia, poiché tutto viene organizzato tramite questo avvolgimento, ed attraverso esso tutto viene di nuovo trasformato o distrutto.

17. Per ritornare ora di nuovo all’uomo e schiudervi ancora di più questo sguardo nel Mio mondo invisibile, dovete pensare che nell’anima, con le passioni, appunto attraverso le stesse, viene influenzato il corpo. Cosicché con le buone influenze viene nutrito il normale stato di salute, e con le cattive passioni viene invece disturbato perfino il processo dell’organismo vitale e, con ciò, anche attraverso l’assimilazione o l’espulsione degli elementi rispondenti per mezzo della propria atmosfera stessa. Così, oltre ad essere contagiati spiritualmente, si viene anche disturbati e si peggiora materialmente, oppure ci si riempie con corrotte secrezioni del corpo.

18. Ebbene vedete, negli assembramenti di molti uomini in locali chiusi, le atmosfere di tutte queste persone radunate si devono mescolare, anzi dal momento che l’inspirazione è un necessario mezzo vitale e dai polmoni è introdotto l’elemento inspirato in altri organi, lì altrettanto può produrre dei peggioramenti che poi più tardi possono degenerare in malattie, di cui nessuno sospetta il motivo da dove sono venute, allora deve essere ancora osservato come poi questo processo viene spesso perfino accelerato, quando gli uomini radunati in un luogo sono in eccitazione, sia attraverso il movimento corporeo, come nel ballo, sia attraverso impressioni spirituali del linguaggio oppure della musica, per cui questi processi di eliminazione vengono accelerati, e migliaia di particelle decomposte del corpo escono dall’atmosfera dello stesso, e vengono di nuovo inspirate da altri, dove dunque accanto alle eccitazioni spirituali, perfino la vita materiale, in parte attraverso il proprio eccessivo movimento, in parte attraverso l’assimilato degli altri, si viene alla fine esposti alle malattie oppure viene abbreviata la vita, così potete avere una debole idea, quali peccati veramente vengono commessi nei vostri così ardentemente bramati intrattenimenti di ballo, di cui poi la maggior parte non ha nessuna idea. Io però, che non vedo il mondo come voi in modo materiale, bensì come prodotto spirituale, so meglio di tutti cosa succede là, e conosco anche la sua portata per ogni singolo, quali conseguenze incommensurabili porta spesso con sé un ballo. Se voi sapeste quali conseguenze ha spesso un ballo su singole persone di ambo i sessi, oppure su intere famiglie, rabbrividireste davanti ai risultati che sorgono da tali ‘innocenti divertimenti’, come li chiamate voi.

19. A parte le vittime che soccombono alla follia del ballo, rimangono le conseguenze immorali che derivano dai continui contatti corporei e dell’amalgamare delle atmosfere dei due sessi, dove a qualche brama sonnecchiante manca solo l’occasione per l’esercizio, e le conseguenze di un ballo si fanno spesso sentire pure sulle generazioni seguenti come disgrazia e miseria.

20. Portate le vostre figlie ai balli, voi ciechi genitori, che credete di raggiungere con tutt’altri mezzi ciò che è il vostro agognare! Di rado otterrete ciò che volete, e poi spesso la figlia sarà perennemente infelice; la quale, nella vostra limitata opinione, in questa maniera (sbagliata) volevate aiutare ad ottenere la felicità.

21. Vedete che cosa accade ai balli? Date un’occhiata alla smodata brama di truccarsi delle donne; guardate come promuovono tutto per splendere con ciò che non dovrebbero sfoggiare, con la carne del loro corpo esercitato commercio! E appunto per questo il nome è del tutto al suo posto particolarmente in questo tempo immorale, ‘carnevale’, dove ‘vale la carne’; infatti, è letteralmente solo la carne che viene offerta in vendita. Se però dietro a questa carne c’è un’anima formata spiritualmente, proprio non interessa! Se solo la carne ben acconciata e abbellita piace all’occhio libidinoso dell’uomo, allora la figlia smarrita e la madre cieca credono che tutto sia fatto perché forse un “sempliciotto è caduto nella trappola”, come dite voi spesso in maniera proverbiale. E qual è la conseguenza, anche se un legame matrimoniale avviene a proposito? La conseguenza sarà solo che più tardi si dovrà ammettere che tra una serata da ballo e un più lungo vivere insieme, c’è una grande differenza, e che ci si accorge solo più tardi ciò che si sarebbe dovuto vedere subito, che nel ballo i corpi sono per vero strettamente abbracciati, ma le anime di questo legame, spesso non ne sapevano nulla, né lo vollero sapere!

22. E qual è la conseguenza di tali alleanze? Guardatevi in giro nel mondo, e nella maggior parte delle famiglie lo potrete contare sulle dita, dove regna armonia o disarmonia. In certe donne potete poi vedere sulle loro labbra una maledizione verso coloro che, nella loro grande cecità, credevano di rendere felici le loro figlie con i balli, mentre avevano preparato per loro una lunga miseria e sofferenza di ogni genere.

23. Il carnevale di rado ha portato buoni risultati, poiché povertà, avversione per il lavoro ed eventi immorali sono sempre la sua conseguenza spirituale, e malattia, infermità e miseria lo sono dal lato materiale.

24. Così vedete come in un epoca in cui lo spirituale viene così tanto calpestato completamente con i piedi, dove solo la carne vale qualcosa e in cui ora i governi dovrebbero guidare la brama dei divertimenti, porgono piuttosto ancora la mano che è idonea ad aiutare il popolo per una rovina morale, materiale e spirituale.

25. Dov’è rimasta la costumatezza del genere femminile? Dove le caratteristiche dell’avveduta donna di casa? Dove il legame che dovrebbe legare l’uomo alla sua compagna e lei a lui? Lo potete ben leggere in qualche romanzo, e anche questo spesso viene scritto da un autore che in tutta la sua vita ha esercitato proprio l’opposto di ciò che predicava agli altri con belle parole.

26. Come deve predominare una fede, una tendenza religiosa, se da tutte le parti si lavora contro, e si cerca di estirpare l’ultima scintilla di Dio dal cuore?

27. A cosa servono le prediche sul digiuno, se i sacerdoti si affannano per dimostrare agli ascoltatori ciò che dovrebbero fare e purtroppo proprio loro non lo fanno? A cosa serve parlar dopo, quando tutto è già accaduto? A cosa serve chiudere la porta adesso, quando la mucca è uscita dalla stalla, come dite voi? Dovevano predicare prima questi signori, e sperare che questo o quello non sarebbe accaduto; ma dopo? Sono parole pronunciate al vento! – Gli uomini avrebbero forse seguito queste parole prima, ma dopo non aiutano a niente, poiché fino alla prossima festa di carnevale tutte queste parole d’ammonimento saranno da tempo dimenticate!

28. Vedete, figli Miei, quanto di spirituale c’è in questo tempo chiamato ‘carnevale’, ed è calpestato con i piedi. Osservate in quanti modi viene offerta la mano per la caduta, per il peccato. Guardate come la mescolanza spirituale dei fluidi travia l’uno o l’altra a passi che prima essi non conoscevano né sospettavano. Guardate come tutto lo spirituale agisce sulla materia e sulla carne, e pensate che oltre a questo, perfino l’intero mondo degli spiriti che vi circonda sempre, non è inattivo in questo, poiché, quanto più lo spirito è materiale, tanto più egli stesso trova ancora piacere in questi divertimenti degli uomini. Egli si mescola, influenza, acquieta la coscienza dell’uomo in ogni modo possibile, perché così trova gli uomini accessibili per primo per i suoi godimenti, godimenti che adesso proprio non può più realizzare, e così gli uomini in queste sale da ballo sono anche influenzati da un mondo degli spiriti che vuole solo nuocere, e nel danno che là trova la sua origine, trova solo godimento! Perciò, in tali occasioni in qualcuno quest’oppressione è inquietudine interiore, come influsso del suo buono spirito di protezione.

29. Se poteste vedere con occhi spirituali questa confusione, dove i buoni spiriti vogliono proteggere, e dove i cattivi vogliono sedurre, dove le atmosfere spirituali si mischiano, si accendono nelle stesse brame, dove gli uomini accorciano lentamente la loro vita tra il suono della musica e i balli ritmati, e precisamente con ciò: perché inspirano sostanze malate che mettono la base a lunghe e complicate malattie croniche, e generazioni sempre malaticce. Se poteste scorgere il danno spirituale che certi uomini si portano a casa dai balli, dove viene loro ‘inoculato’ un desiderio libidinoso attraverso altri fluidi spiritualmente cattivi, voi indietreggereste spaventati davanti a questo caos di tutte le malvagità che possono sorgere da un tale divertimento, dove in genere gli uomini ciechi non sospettano ‘nulla di pericoloso’.

30. Vi faccio scrivere questa parola affinché vediate di nuovo quanto siete ciechi, e non sapete che tutto ciò che vi circonda è in fondo solo dello spirituale, dove tutto ha relazione solo attraverso lo spirituale, e l’influsso spirituale è la cosa principale oppure l’elemento principale di tutto l’esistente!

31. Se lasciate andare il mondo così come va adesso, incontro alla sua rovina, non è come se lo volessi Io, no! Pure a Me dispiace se, nonostante il Mio Amore, nonostante le Mie parole, non trovo seguaci e adoratori!

32. Come Dio e come Essere supremo ho introdotto delle Leggi che non permettono modifiche, e così anche gli uomini, quando peccano contro queste Leggi, devono soggiacere alle stesse!

33. Essi dovranno ascrivere a se stessi quando per loro verranno tempi che renderanno loro sgradevole il ballare, il gozzovigliare e le notti passate nei divertimenti vegliando; lo hanno voluto così, e così lo devono avere!

34. Vogliono godere in modo materiale. E alla fine la materia mostrerà loro anche che essa era solo il soprabito sopra un io spirituale, e proprio per la loro stessa distruzione, nulla più si è lasciato pendente dietro di sé, e non lascia che un ricordo delle belle sperate condizioni, che però non si sono mai realizzate!

35. E così anche gli intrattenimenti danzanti contribuiscono indirettamente a condurre gli uomini un po’ alla volta del tutto alla materia, nelle braccia delle voglie materiali e sensuali, poiché poi trovano gusto solo nelle stesse, e ce la mettono tutta per rendere questi godimenti il più raffinati possibile, dove fondamentalmente lo spirituale viene rinnegato e solo la carne ha ottenuto il valore principale.

36. Questa è una parola di ammonimento per molti, affinché possano per lo meno imparare a comprendere fin dove può condurre spesso l’amore esagerato dei genitori, dove gli stessi, volendo il bene, provocano solo del male, e dove proprio il fattore principale, l’operare spirituale, rimane inosservato nel mondo intero!

37. Quante delle vostre disposizioni statali e poliziesche di divertimenti permessi esistono, che hanno risultati del tutto diversi rispetto a quelli forse desiderati!

38. A coloro che cercano solo il materiale non può essere predicato in modo spirituale, e proprio per questo sarebbe anche inutile sprecare qui sopra molte parole!

39. Questa Mia parola sul ‘carnevale’ vi possa bastare per scorgere chiaramente dalla stessa quanto non sapete ancora e quanto accade intorno a voi, di cui voi, ciechi e corti di vista, non volete riconoscere il fattore principale che agisce maggiormente sul vostro bene spirituale e materiale.

40. Aprite gli occhi e lasciate finalmente penetrare attraverso la materia il raggio spirituale di Luce nel vostro occhio, raggio che vi dovrà contrassegnare non a uomini materiali, bensì a cittadini di un regno spirituale dal quale un giorno siete proceduti e al quale dovrete di nuovo ritornare!

41. Lasciate andare la carne con le sue brame! Cercate di vivere spiritualmente come figli dello Spirito. Cercate di guardare tutto spiritualmente e trarre da tutto un guadagno spirituale. Questo è l’unico compito della vostra vita terrena, affinché poi nell’altro mondo, che è un mondo spirituale, possiate procedere più facilmente come spiriti!

42. Questo è il Mio paterno consiglio che vi ha di nuovo aperto una pagina della Mia Creazione, e vi ha mostrato che perfino nei divertimenti per voi vi è contenuto meno dello spirito, ma qualcosa di molto più importante che interviene molto di più nella vostra vita familiare spirituale e materiale di quanto avete creduto finora.

43. Imparate quindi a comprendere cosa sono Io, e a cosa andate incontro, quando non agite secondo le Mie Leggi ma secondo le vostre deboli conclusioni intellettuali, dove per i più piccoli avvenimenti manca la giusta comprensione, e poi i risultati non sono così come voi li avete desiderati, e dove poi vorreste dare la colpa a Me! – Amen!

 

 

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Cap. 20

Il potere della preghiera

ovvero

come si deve pregare!

 

11 marzo 1877[25]

1. Ogni uomo che nutre solo minimamente dei sentimenti religiosi ed ha fede, e per questo riconosce anche al di sopra di sé un Essere superiore, sente spesso il bisogno di rivolersi a questo Essere superiore, dal momento che è convinto della Sua potenza, considerandoLo come Signore e Guida di tutti i destini degli uomini.

2. Questo guardare in su e questa richiesta o supplica all’Essere superiore si chiama generalmente ‘pregare’.

3. Come e quando questa preghiera può essere d’effetto, e come deve essere veramente fatta, è lo scopo di questa parola, affinché anche su questo si faccia Luce nei vostri sentimenti, e con ciò sappiate cosa significa pregare, come si deve pregare, e quale potere si trova nella fede, praticata per aiutare il prossimo. Chi ha una religione, prega; ma anche l’animale prega inconsapevolmente, ma l’espressione della sua preghiera è solo una consapevolezza di benessere, poiché si rallegra della sua vita e, quando lo permette la sua organizzazione come nell’uccello il suo canto melodioso, oppure nel lieto canto della cicala, come pure negli insetti, esprime la sua preghiera di ringraziamento.

4. Per quanto riguarda l’uomo che è consapevole della sua personalità, la sua preghiera sarà sempre conforme al gradino della formazione religiosa, dove poi normalmente prega come gli è stato insegnato, oppure lo crede al meglio esattamente secondo le sue idee.

5. Milioni di uomini pregano, oppure credono di pregare, e non vedono nessun risultato dalla loro preghiera, o perché pregano per l’esaudimento di desideri che non sono fattibili, oppure perché credono che con la preghiera hanno già fatto tutto il dovere verso il loro Creatore.

6. Da queste opinioni emergono naturalmente una quantità di errori che, spesso, conducono perfino dalla fede all’incredulità, perché l’uomo non vede nessun esaudimento delle sue richieste (errate). Quindi qui deve essere stabilito un limite, il perché si prega, come e per che cosa si deve pregare! La prima domanda è quindi: “Quando è il vero momento in cui l’uomo si sente attirato a volgere il suo sguardo verso l’Alto, per rivolgere una fervida preghiera al Reggitore del suo destino?”

7. Per rispondere a questa, dobbiamo considerare le differenti situazioni nelle quale l’uomo può capitare, dove la preghiera è necessariamente anche l’unico mezzo di conforto.

8. Queste situazioni sono in genere la perdita di persone amate oppure disgrazie materiali, e anche ingiustizie senza colpa causate da altri uomini, che portano ad invocare l’aiuto dall’Alto. Cosa accade veramente in tali casi? È per lo più il necessario convincimento di quanto il mondo sia ingannevole, al quale l’uomo forse era prima così affezionato, oppure a quanto sono inevitabili le leggi della natura, le quali furono ordinate una volta così e non diversamente da un sommo Creatore.

9. In tali casi l’uomo si sente abbandonato da tutto. Nulla serve per quietarlo, per consolarlo, oppure per riconciliarlo con il suo destino; abbandonato, orfano, sta lì. Nessun potere umano lo può aiutare, poiché onori, dignità e tesori non sono in grado di rialzare l’animo abbattuto; allora guarda in Alto, all’Essere invisibile che ha spesso presentito, ma mai ha degnato abbastanza; allora si sente spinto ad aprire il suo cuore dinanzi a Lui sotto un flusso di lacrime; allora emerge spesso dinanzi a lui come in uno specchio tutta la sua vita sbagliata con tutta la sua nullità e, contrito, crolla esclamando: “Mi hai punito, o Signore! Avevi ragione, non merito diversamente, ma vedo che solo così la mia anima poteva essere salvata dalla perdizione!”.

10. Bastano queste poche parole come esclamazione, come confessione della propria colpa, per quanto siano brevi, per versare al duramente provato, conforto e quiete nel cuore, poiché egli, quando forse percepirà una Voce della cui esistenza mai avrebbe creduto prima, questa in lui dirà: “Sta tranquillo figlio Mio, ciò che hai sofferto doveva avvenire così. Per vero, non eri preparato ad un tale colpo, ma da questa disgrazia sorgerà la salvezza della tua anima, e se soltanto avrai riconosciuto l’ingannevole mondo, allora è sufficiente, poiché la tua anima sta dinanzi a te in tutta la sua nudità e ti indica con il dito verso l’Alto dove ti dovresti rivolgere, dove prosperano grandi tesori, quelli eterni, mentre tutti quelli temporali sono assoggettati al cambiamento!”

11. Tali preghiere, obbligate attraverso delle circostanze, non le auguro a nessun uomo; soltanto che queste devono subentrare presso ciascuno, naturalmente più forti e più appassionate quanto più grande è il sonno spirituale nel quale l’anima era sopita. Questa preghiera di tristezza e disperazione ha valore solo in quanto è come una medicina amara, affinché mantenga l’uomo per un tempo più lungo sulla migliore via spirituale.

12. Per quanto riguarda le disgrazie materiali in cui si perdono tutti i propri averi, oppure si vivono sofferenze non meritate causate da altri uomini, allora nel primo caso è solo colpa dell’uomo stesso, quando è attaccato troppo alla materia, e perciò la perdita gli sembra spesso irreparabile, non volendo rinunciare a nessuno dei suoi bisogni abituali. Il secondo caso, i torti, le ingiustizie, anche perdite causate da altri uomini, testimonia proprio chiaramente dell’ignoranza del mondo, ritenendosi, essi e gli uomini, migliori di quanto siano realmente. In entrambi i casi tutte le preghiere rivolte a Me sono innanzitutto altrettanto obbligate dalle circostanze, e non hanno nessun altro scopo che il ristabilimento delle primiere condizioni mondane, dove Io dovrei prestare la Mia mano per l’aiuto, mentre proprio il ritiro della Mia mano proteggente porta l’uomo, spesso contro la sua volontà, sulla via spirituale, proprio dove Io lo voglio avere!

13. Vi ho già detto spesso che in tutta la Creazione non accade nulla senza un ‘perché’, cosicché tutto è congiunto strettamente come una catena, come causa ed effetto. Come nelle grandi leggi dei mondi, altrettanto si comprova questo nelle azioni degli uomini, nelle condizioni e negli avvenimenti col vivere insieme di più persone, dove però Io, senza pregiudicare la libera volontà dell’uomo, tutto ciò che accade lo utilizzo per i Miei scopi, così precisamente che perfino con le più grandi perdite e disgrazie apparenti deve tuttavia guadagnare il primo principio spirituale del progresso. Infatti, proprio la preghiera spinta dal bisogno è una sveglia, sebbene sia una preghiera involontaria, ma spesso del tutto sana, per promuovere una nuova vita spirituale, dove l’anima dell’uomo si è troppo impigliata nella vita mondana materiale.

14. Per quanto riguarda la preghiera ecclesiastica in cui vengono sciorinate preghiere inventate e scritte da altri, queste non hanno proprio nessuno scopo e nessun successo, poiché l’orante in ciò non pensa a nulla, oppure al massimo che con un tale inutile profluvio di parole si è già accordato con Me, il che non sarebbe un progresso, bensì un sostare allo stesso punto.

15. Il perché si debba veramente pregare è per questa ragione: perché una preghiera, quando viene dal cuore, verserà nello stesso alleggerimento, pace e gioia. Si deve pregare a Me, perché l’essere umano nella sua vita interiore ha una quantità di domande alle quali nessuno può rispondere sufficientemente, e non vorrebbe nemmeno affidare a qualcuno questi segreti del cuore.

16. Si deve pregare, perché nessuno può consolare come consolo Io (quale Santo Spirito), specialmente se si sanno apprezzare le Mie parole, perché Io non respingo nessun figlio quando guarda in su a Me nell’afflizione ed apre completamente il suo cuore dinanzi a Me. Io non gli rimprovero gli errori commessi, la sua stessa preghiera testimonia già che lui stesso li conosce, e ora con le cattive conseguenze supplica il Mio aiuto.

17. Chi viene a Me in questo modo, trova sempre ascolto, il che significa che egli trova di nuovo la sua quiete che prima credeva di aver perduto. Ora veniamo alla domanda: “Come si deve pregare?”. – Vedete, figli Miei, qui è difficile dare una precisa risposta, perché proprio ‘il come’ dipende dal punto di vista spirituale di ognuno. Quanto più l’uomo Mi ha cercato e trovato nella Creazione, tanto più elevato sarà anche in primo luogo il suo concetto di Me, e in secondo luogo tanto più fervide e confidenziali saranno anche le sue preghiere.

18. Vedete, se veramente volete che vi spieghi precisamente la faccenda, allora la vita dell’uomo dovrebbe essere una continua preghiera, una preghiera che non consista di singole formule o di belle parole, ma una preghiera che sia, per così dire, un continuo e costante stato d’animo, dove tutto ciò che avviene, tutto ciò che l’occhio vede e l’orecchio ode, e i sensi percepiscono, venga considerato, giudicato e fatto così come l’uomo cosciente si deve concepire spiritualmente, il quale uomo è un discendente da Me, vale a dire, nel costante sguardo e riferimento a Me.

19. Così per esempio vi voglio spiegare come deve essere una passeggiata nell’aperta natura, e come può diventare una fervente preghiera rivolta a Me senza che vengano impiegate formule di preghiera, né espressa una parola di adorazione.

20. Vedete, quando qualcuno stanco del lavoro del giorno, oppure attirato dal cielo sereno e dal caldo splendore del Sole, cerca l’aria aperta, in primo luogo per allontanarsi alcune ore dal trambusto del mondo oppure per stare per un po’ da solo con se stesso, allora cammina lentamente attraverso bosco e campi, poiché lascia libero corso ai suoi pensieri, gioisce del calore del Sole o della fresca ombra degli alberi, inspira con queste boccate l’aria di primavera, osservando così la natura nell’insieme come nei particolari, forse fermandosi davanti a qualche fiore, a qualche pianta, davanti a qualche bel panorama, e dedicandosi così alle ispirazioni della natura che rimane sempre la stessa, dall’osservazione dei suoi prodotti alla loro esistenza, alla loro artistica struttura, alla loro bellezza, e subito, alla fine viene guidato al Creatore di tutto questo, il Quale, sia che gli uomini comprendono tutto oppure no, continua a coprirli comunque giornalmente con migliaia di Grazie. E poi, quando l’uomo probabilmente esclama: “Oh, quanto poco ci vuole per essere felice!”, allora rivolto a Me prega. A questo punto il suo cuore si distoglie dal mondo e prega senza saperlo, perché riconosce l’operare spirituale del suo Creatore, del Padre suo nella natura, e da ciò riconosce se stesso come un essere spirituale che, sebbene posato sulla Terra materiale, ha altrove la sua origine e il suo futuro, dove non penetrano più le preoccupazioni mondane, dove quiete, pace ed eterno amore è la permanente consapevolezza dei viventi là. In una tale passeggiata l’uomo sente la vicinanza del suo Dio, sente come Egli lo circonda ovunque e sempre con lo stesso amore; sente la nullità del mondo e comprende che nella contemplazione di un singolo fiore, nello scavare nella sua struttura, si trova nascosto tanto di spirituale, tanto di amabile, che solo un Dio ve lo poteva collocare, il Quale tiene avvolto con amore tutto, abbracciando tutti i Suoi figli, creature ed esseri.

21. Siate rassicurati! Un uomo simile prega, anzi prega a Me fervido, impara ad amarMi, è soddisfatto del suo destino, e a casa ritorna certamente come un uomo del tutto diverso da come è uscito di lì.

22. Così si dovrebbe pregare dalla mattina alla sera, ricondurre ciò che s’incontra, ciò che accade, alla conduzione divina, a scopi spirituali; allora nessuno sarà più sorpreso da avvenimenti che lo gettano a terra, o lo potrebbero contristare per un più lungo tempo, perché egli riconosce che tutto è solo per il meglio, anche se ha l’apparenza di una calamità. Che cos’è un caso di morte per un tale uomo? Che cosa la perdita di beni materiali? – Nel primo caso riconosce la legge naturale, oppure in quelle malattie causate spesso dalla propria trascuranza; perfino nella più tranquilla visione per lui non esiste nessuna morte, bensì solo un scambio tra due mondi. Anche se si rammarica di qualcosa, allora è più il proprio interesse che è stato disturbato o pregiudicato con questo caso di morte, ovvero di un modo di vivere da tempo abituale che adesso deve prendere un’altra svolta. Nel secondo caso con la perdita materiale il suo lamento è solo una dimostrazione che ai beni materiali conferiva più valore di quanto meritano veramente, e solo per questa ragione anche la loro perdita è tanto più sentita.

23. L’uomo religioso educato spiritualmente, riconoscerà in tutta la sua vita la conduzione del suo Dio che lo vorrebbe salvare spesso solo ammonendolo con amore davanti alle disgrazie, dove alla fine, quando subentrano davvero, l’uomo deve dare la colpa a se stesso più che agli altri, proprio perché non aveva dato ascolto alla Voce ammonente.

24. Ebbene, dopo che vi ho dimostrato come la vita dovrebbe essere una costante preghiera e come non dovreste dimenticare in nessun passo il vostro Dio e Signore, possono comunque capitare casi in cui anche l’uomo religioso vuol comunque ancora porre a Me alcune preghiere, e ora si domanda come terza cosa: – per cosa si dovrebbe veramente pregare? Rispondere a questa domanda, dovrà essere la Mia prossima preoccupazione, affinché impariate a conoscere l’importanza della preghiera in tutta la sua estensione.

25. “Per che cosa si deve veramente pregare?”. Questa domanda si divide nuovamente in due altre: “Si deve pregare per i beni temporali o per quelli spirituali? Oppure in generale per l’umanità e per un prossimo? – E cosi come un giorno dissi, si deve pregare perfino per i propri nemici?”

26. Per che cosa prega per lo più l’uomo? – Di solito per il miglioramento mondano delle sue condizioni; quasi sempre è il benessere temporale che sta per base alla preghiera, oppure quando qualcuno sta sul letto dell’infermo, allora supplica per il ristabilimento della sua salute (che l’infermo stesso troppo spesso aveva calpestato con i piedi), per poter poi di nuovo proseguire là, dove questa l’aveva lasciato prima della sua malattia; di rado qualcuno supplica per l’aiuto così da diventare spiritualmente un uomo migliore! Questo richiedere tesori temporali, questo sacrificare nelle chiese per scopi simili è sbagliato, poiché Io sono uno Spirito, ed ho davanti agli occhi solo l’educazione spirituale degli uomini, e non posso procurar loro dei vantaggi terreni a spese del regresso spirituale!

27. La preghiera rivolta a Me in considerazione di un prossimo, in considerazione del suo smarrimento, presuppone naturalmente un punto di vista spirituale ampiamente più alto, dove l’uomo dimentica le sue stesse condizioni ed ha davanti agli occhi, in genere, solo il bene di tutti gli uomini. Nondimeno queste preghiere giungono molto raramente ai Miei orecchi, poiché di questa gente ce n’è poca sulla vostra Terra. Gli uomini si occupano troppo di se stessi, e a loro basta quando con la preghiera hanno ottenuto per sé quiete e pace. Il loro amore non va oltre!

28. Come un tale uomo formato spiritualmente prega per gli uomini, così pregano anche i Miei angeli quali spiriti superiori, i quali augurano solo del bene spirituale a tutti gli esseri loro affidati. Tuttavia un simile uomo da tale preghiera ha anche la più grande utilità per se stesso, perché proverà in sé una quiete di coscienza che lo eleverà molto al di sopra di tutto il materiale, e lascerà finire nel nulla davanti a lui tutti i piccoli dispiaceri della vita umana.

29. Colui che si rivolge a Me supplicando francamente dal più intimo del cuore: “O Signore! Tu indulgente, amorevolissimo Padre di tutti noi! Lascia fluir giù il Tuo Spirito d’amore su questo genere umano smarrito che, come ebbro delle brame mondane, si è completamente dimenticato di Te! Fa’ splender loro la Luce del Tuo Amore e della Tua Compassione. Concedi loro una visione nelle Tue immutabili Leggi della natura materiale e spirituale, affinché non continuino a peccare contro di essa procurandosi sciagura e miseria! Fa’ loro comprendere che l’amore per il fratello e la sorella è un debole riflesso del Tuo infinito Amore paterno che li dovrebbe legare insieme, e non dovrebbero essere né odio, né ambizione, né smaniosa brama di lucro, le molle motrici di tutto il loro operare, tali che queste diventano fonti di tutte le sofferenze. Lascia risplendere la Tua Luce della conoscenza, affinché scompaia l’oscurità nella quale li hanno precipitati la falsa educazione e i falsi concetti religiosi! Benedici, o Padre, i Tuoi figli smarriti, poiché anche se smarriti, sono comunque Tuoi figli, Tue creature! Dona loro quiete e pace, affinché possa splender loro l’eterna Luce del Tuo Amore! Amen!”.

30. Chi è in grado di pregare così per gli uomini, chi può fare questo giornalmente con lo stesso fervore, con lo stesso amore, e dove poi questa disposizione d’animo è anche l’orientamento delle sue azioni durante il giorno, questi prega a Me ogni ora e senza sosta, si erige nel suo interiore un tempio di pace che nessuno potrà distruggere, e così esercita l’amore per gli uomini come l’ho un giorno predicato e praticato Io stesso.

31. Dedicatevi a tali preghiere e a tali opinioni superiori con le preghiere rivolte a Me, e presto riconoscerete chi ha veramente guadagnato: Io o voi!

32. Se sarete in grado di mantenervi in tali permanenti religiose disposizioni d’animo, allora in voi si sveglierà un’altra fiducia che finora non avete ancora conosciuto, e che Io ho descritto con le parole: “Il potere della preghiera”. Infatti, chi sa pregare in questo modo, ha anche conquistato la fiducia nel Mio aiuto che, quando lui, in particolare in caso di malattie, impone la sua mano benedicente, sarà certamente aiutato! Ben pensato, se sta nel Mio piano; poiché egli non pregherà mai diversamente che concludendo con le parole: “Se Tu vuoi così, o Signore!”, ma la sua preghiera, sempre, sebbene non guarendo subito, diminuirà comunque modificando le sofferenze, e precisamente allo scopo, affinché insegnamenti spirituali trovino accesso quanto prima. Questo potere della preghiera, ovvero questa ferma fiducia in Me che Io aiuterò, rafforza la volontà del richiedente; e così era inteso un giorno quando dissi: «Se voi volete, allora si spostano le montagne e si precipitano nel mare!». Questo potere della preghiera è stato dato a pochi, perché altrimenti sarebbe stato spesso abusato, e perciò il successo non sempre sarebbe stato certo. È possibile aiutare i malati con l’imposizione delle mani, ma non sempre è fattibile, perché Io stesso non posso guarire là dove ho permesso la malattia proprio come farmaco per l’anima.

33. Perciò nessuno si dia alla speranza anche quando ha raggiunto l’altezza della necessaria fiducia di essere sempre certo del successo. Per lui una tale preghiera sarà sempre di utilità, ma ad altri solo in base alle circostanze. Voi dovete sempre ricordare, come ho già detto prima, che Io ho davanti agli occhi il bene spirituale dei Miei figli, al quale deve sempre essere subordinato il loro bene corporeo.

34. Il potere della preghiera deve elevare l’uomo, deve guidarlo a Me. Questo è lo scopo, poiché ‘preghiera’ non significa altro che pensare a Me e alla relazione tra Me e gli uomini, e chi prega così è entrato in collegamento con Me, e con ciò ci guadagna, perché riconosce meglio la sua posizione in questo mondo, si riconcilia più facilmente con tutte le condizioni e, attraverso la preghiera, si facilita il passaggio nell’altra vita, essendosi già da tempo immedesimato spiritualmente, prima ancora che cada l’involucro terreno che lo separava dal Regno degli spiriti.

35. Perciò dissi ai Miei discepoli: «Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione!», perché Io sapevo qual è il potere della preghiera che, in quel tempo, era per loro così necessaria, dal momento che dopo breve tempo avrebbero perso il loro più importante Sostegno: Me stesso. –

36. Anche a voi esclamo la medesima cosa: “Pregate, affinché non vi sorprendano avvenimenti dove sono maggiormente necessarie forza d’animo e fiducia”. – La preghiera dà conforto, è un’elevazione a Me, ma si deve pregare solo in maniera assennata, altrimenti mancherà il suo scopo, e l’uomo con tutto il suo pregare giungerà vicino alla disperazione.

37. Pertanto riflettete ciò che vi ho dato qui di nuovo. Adoperatevi ad imparare a pregare per ottenere da Me ciò che vi posso esaudire! Non perdetevi in vani desideri e insignificanti brame terrene verso cose che, anche se le possedeste, non porterebbero la presunta felicità che vi aspettate da loro. Tutto nel mondo deve essere saggio ed usato solo così che porti utilità spirituale; proprio per questo anche questa parola su ‘il potere della preghiera’, affinché sappiate anzitutto come si deve pregare, e poi fin dove la preghiera è anche utile per gli altri.

38. Vita è il Mio Io; vita è tutta la Mia Creazione; e vita deve esserci anche spiritualmente ovunque. Perciò voglio rimuovere tutto ciò che è morto.

39. Vita è progresso; vita è necessaria per il cambiamento di uno nell’altro; e vita, vita spirituale eleva la materia, la conserva per un certo tempo, e la distrugge poi di nuovo non appena è giunto il tempo della maturità per una vita superiore (oppure anche quando i collegamenti dell’esistenza terrena, come scuola preparatoria per l’eterna Vita, sono stati del tutto trascurati).

40. A questa vita superiore vi prepara anche la preghiera. Infatti, così diventate sempre più confidenti con Me e con la Mia volontà, comprendete sempre di più quale spirito c’è in Me, quale in voi e anche nella materia, il quale, liberato, un giorno salirà là, da dove era una volta provenuto!

41. Imparate a pregare così e a comprendere sempre di più il Padre vostro. Tale è lo scopo di questa spiegazione, per mezzo della quale è più facile raggiungerLo! – Amen!

 

 

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Cap. 21

Considerazioni sulla Settimana santa

(Parole di ampio valore per adesso per questa cerchia)

 

23 marzo 1874

1. Si sta di nuovo avvicinando la settimana nella quale almeno molti in tutta la cristianità pensano di nuovo seriamente a Me, in verità nel modo del tutto diverso e non troppo corretto come vorrei, oppure come volevo istituirlo durante il Mio cammino terreno. – Soltanto, lasciamolo così com’è, tanto un giorno tutto si accomoderà, tanto più che da un po’ di tempo sono già state prese le disposizioni necessarie nel senso spirituale, per lasciar finalmente splendere la Luce laddove finora ha regnato solo oscurità. Anche voi, figli Miei, vi ricordate in questa settimana in arrivo le parole che vi ho dato negli anni passati, e qualcuno ha di nuovo nostalgia di nuove parole, mentre dovrebbe aspettarsi da se stesso un miglior risultato oppure interiorizzarsi fino a qual punto ha conformato secondo la precedente parola la sua missione, così da non aver bisogno da Me di nuovi ammonimenti o insegnamenti. Nondimeno, considerato che Io sono il Padre dell’Amore e so molto bene con quali deboli figli ho a che fare, allora voglio far scrivere la vostra confessione generale, invece di dirla prima a Me, poiché qualcuno ometterebbe forse i suoi errori principali, mentre Io sono intenzionato a non lasciar passare neanche una sola omissione.

2. Vedete, questa settimana in arrivo vi ricorda due dati di fatto: per primo, la Mia immagine della resurrezione, dell’umiltà, dell’amore per il prossimo, del perdono dei peccati dei Miei nemici; per secondo, il grande Sacrificio che Io, come Creatore nella figura umana, ho portato per voi, per non farvi sprofondare ad animali passionali, ma per salvare la vostra dignità spirituale, affinché diventiate corrispondenti alla Mia immagine, per la qual cosa vi ho creati!

3. Per quanto riguarda il primo punto, allora è naturale rispondere alla domanda, come e fin dove avete seguito il Mio esempio, inoltre, come avete confermato il vostro amore per il prossimo verso i vostri simili, e come avete esercitato l’umiltà, il perdono e l’amore?

4. Ebbene, a questo punto ognuno stenda la mano al suo stesso petto, s’interroghi, e se trova le sue principali debolezze, allora si migliori; infatti, se dovessi enumerare le vostre debolezze, allora vi assicuro che si metterebbe male, poiché nessuno, senza eccezione, è ciò che dovrebbe essere, oppure ciò che Io potrei pretendere da lui, calcolando secondo il dono della tanta Luce che avete ricevuto finora da Me; poiché vedo ovunque intolleranza, falso fervore di conversione, inutile loquacità, e lo scoperchiare con malignità gli errori degli altri! In verità, queste non sono caratteristiche dei Miei allievi, ovvero per lo meno non lo dovrebbero essere!

5. Per l’appunto, nella settimana in arrivo sta davanti a voi l’immagine del più grande sacrificio, della più grande tolleranza e del più grande amore, e quanto poco avete vissuto e operato voi secondo quest’immagine! Avendo Io un giorno detto: “Chi è di coscienza pura, raccolga la prima pietra”, così voi stessi con la coscienza imbrattata avete esposto altri erranti a tutta una pioggia di pietre, e li avete trascinati senza pietà nel fango, che invece dovrebbero essere tolti dallo stesso con mano leggera! Ancora sulla croce ho detto:

“Signore, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!”

6. Quand’è che avete espresso un linguaggio simile? Quando avete scritto le ingiustizie degli altri sulla sabbia? – Vedete, fate delle indagini nel vostro cuore e scorgerete con raccapriccio quante macchie nere si mostreranno nello stesso, quanti fogli sudici ci sono nel vostro diario della vita! E voi volete da Me una parola, da Me che un giorno ho portato il più grande sacrificio per salvarvi spiritualmente. – E adesso, pur sapendo come potete salvarvi da voi stessi, adesso pretendete di nuovo parole che vi dovrei esprimere, invece di rivolgervi a Me nella preghiera per il perdono di tutti i vostri errori commessi, errori che avete sulla coscienza con e senza volontà dall’inizio dell’anno? – Io credo che da tutto ciò che finora avete ricevuto da Me, splenda del tutto chiaramente come dovete pensare, vivere e operare, e non è sempre necessario proferire continuamente il vecchio con parole nuove. Voi dovete già aver capito che la sola lettura e l’ascolto delle Mie parole non bastano per mostrarsi come seguaci della Mia persona! Dovreste tuttavia sapere che non basta un’occasionale meditazione o elevazione dell’animo a Me per essere ‘figlio Mio’, bensì che un costante sguardo a Me, un costante pensiero che ogni battito del vostro cuore è una Grazia proveniente da Me, secondo la quale per lo più non vi comportate degnamente, che tutto il bene che incontrate proviene da Me, e tutto il male che vi capita è per lo più per vostra stessa colpa. Dovreste essere arrivati a questo discernimento che, essere ‘uomo’ nel Mio senso, non è così facile, e proprio per questo devono essere impiegati tutti gli sforzi e tutte le forze per tendere solo da lontano a ciò per cui la vostra vita è per lo più troppo breve, così che ciò che avete tralasciato qui lo dovete recuperare prima di tutto nell’aldilà, e precisamente con il doppio e triplo impiego di tempo e difficoltà! La vostra anima dovrebbe mettere tutto questo davanti a sé come immagine, per poi domandarsi: “Sono dunque così come vorrei apparire io al mio Gesù, al mio Creatore? In questa settimana in arrivo, è il mio stesso atteggiamento degno, proprio di questo Gesù, di questo “Dio dell’Amore” che ha portato a causa mia un tale grande sacrificio, solo per mostrare a noi, creature ingrate, deboli e superficiali, quale valore spirituale dovrebbero veramente avere, e di quale alta origine sia il loro migliore spirituale io stesso?”. Sono questi i pensieri che in questi giorni vi dovrebbero animare, dove in molte chiese il Mio corpo viene formalmente posto nella tomba, per risorgere di nuovo dopo tre giorni, cosa che per vero accade nelle chiese di nuovo solo con le cerimonie, poiché questi rappresentanti Mi hanno già da tempo messo nella tomba e lasciato là tranquillamente giacere, finché Io, stanco dell’attesa, adesso purtroppo, ma per loro spavento, tengo Io stesso la Mia seconda resurrezione, per mostrar loro, non come essi credono che Io debba servir loro, bensì come loro devono servire Me!

7. Non metteteMi anche voi nella tomba! Non decorate con belle rilegature le Mie parole che Mi rappresentano, e poi le lasciate stare tranquillamente nel cassetto della biblioteca, bensì lasciate risorgere questo Cristo in voi. Egli fu messo per vero nel vostro cuore, ma solo affinché diventasse vivente, solo affinché anche in voi splendesse il Suo Amore, la Sua Umiltà e la Sua prontezza del sacrificio. Finché non vi conformate a queste caratteristiche, fino allora anche voi avete solo un corpo morto nel vostro cuore, e non la calda vivente Parola che un giorno ha creato il mondo, lo ha spiritualizzato, lo mantiene e adesso risplenderà presto nuovamente in tutti gli spazi, per mostrare che, nonostante tutte le macchinazioni, la Sua parola vivrà in eterno come le Sue opere, e formeranno eternamente il punto splendente per tutti gli esseri spirituali che, proceduti dal Creatore, devono di nuovo ritornare al Creatore.

8. Afferrate così questa prossima settimana, voi tutti che volete appunto diventare ‘figli Miei’ e se volete essere chiamati così da Me. Mostratevi degni di questo nome e della benedizione con cui questa è collegata e della propria beatitudine, e nel vostro cuore il Cristo messo nella tomba risorgerà poi di nuovo nella Sua Luce più bella. Egli sarà e festeggerà la vostra festa di nascita, mentre in voi, operoso come Amore, consoliderà nell’amore per il prossimo l’amore per Dio, e mentre Egli risorgerà di nuovo e voi sarete rinati, allora potrete riconoscere l’intera portata del Suo Amore e della Sua Potenza!

9. Ogni anno (anche senza pretendere da Me una nuova parola) dovete stare più purificati e spiritualmente più alti dinanzi a Me, con la promessa di migliorarvi sempre e procedere un po’ alla volta, finché la meta della vita di ognuno lo porterà più vicino a Me nell’aldilà, dove per vero le lotte e le sofferenze non cesseranno, ma voi, secondo il gradino conquistato spiritualmente, sarete provveduti con più forza e potenza, per attraversare anche questa maggiore scuola dello spirito per Mia soddisfazione, dove sono presupposte sempre maggiori esigenze, ma anche beatitudini più grandi.

10. Perciò, figli Miei, “vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione!”.

11. Come un giorno esclamai ai Miei discepoli sul monte degli ulivi, così esclamo anche a voi adesso: “Sorvegliate i vostri più segreti impulsi quando essi vi minacciano, affinché non cadiate. Infatti, come una volta Pietro si pentì del suo rinnegamento, anche per voi seguirà all’azione scorretta il pentimento. Cercate piuttosto di consolidare la vostra soddisfazione e la vostra quiete con la buona volontà e buone azioni, affinché siate fortificati. E non lasciatevi piegare delle passioni umane come una canna a ogni leggero vento! Osservate la Mia vita terrena! Quante volte non ho sentito anch’Io i dolori della natura umana ed ho resistito contro! Come Io lì vinsi da Uomo, così anche voi, come tali, potete vincere, per essere spiritualmente non indegni di voi stessi. Che però questo non  può accadere così facilmente, né può avvenire trastullandosi, questo s’intende da sé. Io come Uomo ho resistito a tutte le tentazioni, perché sempre, memore della Mia missione, non Mi sono mai voluto piegare sotto questa dignità; e voi, come Miei seguaci, dovete seguire questo esempio, poiché proprio per questo sono venuto, per mostrarvi con parola e opere ciò che può fare l’uomo quando è animato da qualcosa di superiore, che solamente il normale istinto di conservazione e il godimento. Io ho seguito il Mio scopo fino alla fine, dove le parole “È compiuto!” conclusero il periodo della Mia vita umana, e lasciai a voi l’inizio del vostro.

12. Adesso, quando questi giorni saranno di nuovo davanti alla vostra anima come reminiscenza, ricordatevi dunque bene ciò che Io feci un giorno e il perché lo feci, e così potrete facilmente riconoscere qual è il vostro compito, compito che non voglio ripetere con i giorni dedicati alla commemorazione degli avvenimenti provenienti dalla storia della Mia vita, ma dovrebbero essere già da tempo sepolti nei vostri cuori con lettere di fuoco!

13. Io là resuscitai dopo l’avvenuta morte corporea, allora risorgete anche voi, dopo aver portato nella tomba le vostre stesse passioni, vale a dire il mondo sensuale. Elevatevi, uomini terreni, per diventare figli spirituali di un eterno Padre e cittadini di un Regno spirituale, al quale voi tutti sarete un giorno destinati, per festeggiare con Me e attraverso di Me la grande festa della resurrezione e della rinascita, che voi qui sulla Terra avrete gradualmente raggiunto in ogni anno nei giorni della memoria delle Mie opere attraverso le vostre, affinché voi, un giorno come Me, con la corona della vittoria sul capo, possiate esclamare: “È compiuto! Ho compiuto la grande pesante opera del giorno della mia stessa incarnazione, ho combattuto, sofferto e subìto, ma la vittoria è riportata: ho vinto la natura terrena e sto spiritualmente davanti al mio Creatore, davanti al mio Cristo, che con il Suo inafferrabile Amore mi ha preceduto come esempio per guidarmi laddove sono cessate tenebre e freddezza, laddove ricompensando solo luce e calore, amore e beatitudine, godono coloro che, resistendo alle tentazioni, hanno terminato la loro missione e possono celebrare la festa della resurrezione in pienissima misura!”.

14. Allora queste parole e questi festeggiamenti commemorativi della Chiesa cattolica vi sproneranno anche questa volta corrispondente alla nuova attività, per non dover aspettare il prossimo anno proprio le Mie parole, bensì preparati starsene lì come veri combattenti per la Mia dottrina, per la vostra stessa beatitudine e per il vostro prossimo. Accogliete questo da Me per questa festa, festa che non dovete celebrare esteriormente, ma tanto più interiormente, affinché diventi vera la Parola del Vangelo: “Chi Mi vuole amare e adorare, Mi deve adorare in spirito e in verità”. – Amen!

 

 

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Cap. 22

Sulla Lavanda dei piedi

Ultima Cena

«Allora Pietro disse: “Tu non mi laverai i piedi in eterno!”.

Gesù rispose:“Se non ti laverò, non avrai meco parte alcuna!”»

[Giov. 13,8]

 

3 giugno 1870

1. Questo testo dall’Evangelo del Mio prediletto vi ricorda nel contempo anche la cerimonia del lavaggio dei piedi introdotta nella Chiesa (cattolica), dove per vero, i sommi principi ecclesiastici, imperatori e re, prendono parte a questa cerimonia, proprio perché è usanza, ma il vero e proprio senso dell’umiliazione che vi si trova, non lo portano minimamente nel cuore.

2. Tuttavia, oltre al senso di umiliare l’orgoglio dei superiori e considerare i loro sottoposti come loro fratelli, si trova ancora un senso completamente diverso e, per vero, spirituale in questo testo menzionato, cioè quello che disse Gesù:

“Nessuno entra nel Regno dei Cieli senza essere stato lavato!”

3. Allora vogliamo prendere in considerazione il vero e proprio atto del lavaggio dei piedi, affinché ne possiate comprendere dapprima il senso mondano, poi l’animico e alla fine quello spirituale! In esso si trova ben ancora uno più profondo, quello celeste, solo che questo per il momento lo vogliamo lasciare da parte.

4. Il lavaggio dei piedi era ed è ancora un’usanza in Oriente, ed ha per motivo di non sporcare una casa estranea con l’ingresso; e così era usanza di cortesia che ad ogni estraneo che voleva entrare nella loro casa, si metteva un bacino con acqua nell’atrio, per pulire i suoi piedi impolverati o sporchi.

5. Talvolta presso benestanti o ricchi si aggiungeva all’acqua anche oli profumati che valevano poi come particolare onorificenza del visitatore. – Questa usanza la potete leggere dove in diverse occasioni vennero anche a Me unti i piedi con olio durante il Mio Cammino terreno, in segno di particolare adorazione per la Mia persona. Si dava ai forestieri anche acqua e olio per il lavaggio e unzione del petto e del capo. Noi però per il momento ci vogliamo soffermare a questo primo atto del lavaggio dei piedi.

6. Che cosa è veramente il piede nel corpo umano, e che cosa significa nel senso spirituale, affinché il lavaggio dei piedi, come ogni atto che Io esercitai come Gesù, ottenga anche un più alto e spirituale significato e interpretazione?

7. Vedete, il piede ha due significati, per primo è la base del corpo umano e i suoi sostegni, sui quali l’uomo può stare eretto e muoversi, e per secondo, è la parte più bassa e oltre a poche proprietà la parte più inetta, visto dalla parte artistica, dove voi uomini folli costringete ad essi dei movimenti ed imparate a dare, sotto il nome dell’arte della danza nel più alto stile, la giusta sostanza e il miglior nutrimento alla sensualità. Ma anche la via più larga per voi e i vostri per l’inferno. Ma lasciamo questo da parte, perché Mi disgusta il pensiero di parlarne ancora di più.

8. Quindi vogliamo osservare il piede come il membro del corpo più basso, cosiddetto meno intelligente o senza volontà, allora gli sta di fronte nello stesso significato spirituale l’intero corpo umano in relazione ad anima e spirito.

9. Appena volete mettere il piede nella Mia casa o nel regno dei Cieli, allora anche in voi deve essere purificato il vostro piede, in altre parole il vostro corpo dalla sporcizia e dalla polvere, cioè dalle passioni e dai vizi, perché solo così la ricettività dell’anima ammette qualcosa di più alto e spirituale. Poiché, finché predomina il corpo con le sue passioni, l’anima non può giungere alla sua migliore consapevolezza, anzi essa viene talmente soggiogata dallo stesso, che cessa di essere anima, e passa completamente nel corpo, cioè diventa del tutto materiale.

10. L’ulteriore significato del piede come sostegno del corpo, corrisponde poi del tutto precisamente a ciò che è il corpo stesso come sostegno dell’anima, assoggettando le proprie passioni ad un principio superiore; solo allora diventa utile per l’anima, quando (il corpo) si lascia spiritualizzare dalle caratteristiche dell’anima, e così diventa il suo sostegno per servire alla fine del tutto purificato nell’altro mondo, come suo rivestimento e come mezzo per il suo procedere (dell’anima).

11. S’intende da sé che con l’ingresso nella Mia casa i piedi spirituali devono essere lavati, cioè puri e liberi da tutte le passioni, poiché nel Mio Cielo può entrare solo del puro. Ma per quanto riguarda il lavare, in quanto ho lavato i piedi a Pietro e ai Miei discepoli, con ciò ho voluto precederli con l’esempio quale sommo Signore, mostrando loro che merita di essere il superiore colui che può servire con gioia i suoi fratelli e il suo prossimo anche nell’ultima e più indegna faccenda, altrimenti lasciata solo ai servitori. Con ciò ho anche voluto dir loro e mostrare che il superiore è colui che non disdegna nemmeno di essere il più piccolo.

12. Un ulteriore significato, quando Io dissi a Pietro che “se non ti laverò, non avrai meco parte alcuna”, vuol dire che se Io stesso non faccio tutto il possibile per rendervi puri secondo il Mio intendimento, non potrete aver parte in Me, e naturalmente nemmeno nel Mio Regno. Purtroppo con la maggior parte degli uomini Io stesso devo prendere i panni più sporchi, poiché prima che gli uomini non abbiano attraversato l’intero processo di una biancheria spesso lavata, di rado diventano volontariamente puri.

13. Per rappresentarlo ora ancora in modo simbolico, allora voglio riferirvi l’intero processo di lavaggio individuale. La prima cosa è che un panno sporco o un vestito sporco viene smesso, e poiché così non è ulteriormente utilizzabile, è messo in un angolo o custodito in una stanza; infatti, finché non è di nuovo pulito, il proprietario non lo indossa.

14. Che cosa fa di diverso l’anima che tende a qualcosa di superiore? Il corpo gonfio di passioni, è un abominio per lo spirito, e per l’anima un peso; lei se lo vorrebbe levar di dosso e non aver mai a che fare con esso, finché non è pulito e idoneo per l’accoglienza di una Luce superiore. I panni vengono poi messi in acqua o in una liscivia[26] ed ora viene impregnata con il sapone; manipolata vigorosamente con spazzole, mani o legni, finché non ha lasciato andare da sé tutto lo sporco.

15. Che cosa accade al corpo che si dedica alle proprie passioni e fa delle stesse lo scopo principale della sua esistenza? Esso viene tormentato da Me, se non è più utilizzabile, con malattie, disgrazie e altre piaghe, finché per necessità dovrà lasciar andare tutto ciò che lo ha reso inservibile per essere una vera e propria veste dell’anima!

16. Appena i panni sono pronti, vengono poi esposti al calore del Sole e alla sua luce, stesi sul prato e asciugati.

17. Cosa faccio Io non appena il corpo diventa idoneo a diventare per l’anima una giusta veste? Vedete, Io anche in esso, sebbene sia solo un organo dell’anima, lascio affluire il calore del Mio Sole di grazia; esso diventa con questo più malleabile e più facilmente adatto ad accondiscendere ai desideri dell’anima.

18. Dopo, i panni vengono stirati sotto un ferro caldo, per dare loro l’ultima pulitura, e poi raccolti nell’armadio fino all’ulteriore uso.

19. Così faccio anch’Io, quando ho lavorato e strizzato per bene il corpo, il quale segue poi del tutto volenteroso il suo spirito. Dopo vengono allontanati da lui le ultime scorie attraverso il calore che dall’anima e dallo spirito fluisce su di lui, così diventa bello, anzi più bello di prima, e come immagine esprime poi anche le caratteristiche della sua anima dimorante in lui, poiché è spiritualizzato e idoneo ad entrare con l’anima nei Miei Cieli.

20. Vedete, Miei cari figli, come Io intendo il lavare, e come ho già avuto tutti voi più volte sotto la concia, affinché possiate un giorno arrivare nei Miei Cieli con il corpo spiritualizzato. Per questa ragione dissi anche a Pietro: «Se non ti laverò, non avrai meco parte alcuna!».

21. Perciò non fermatevi se vi lavo anche più volte, anzi ad ogni lavaggio, invece di evitarlo, chiedete un lavaggio maggiore, affinché possiate un giorno arrivare da Me del tutto puliti e stirati e rimanere nella Mia vicinanza, e allora comprenderete ancora meglio cosa vuol significare: “Uno non lavato non viene a Me nei Miei Cieli!”. – Amen! Amen! Amen!

 

 

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Cap. 23

Per il Giovedì santo

Ultima Cena

 

Trieste, 25 marzo 1875 di sera

(in un primo momento per la concernente cerchia)

1. Questa sera volete tenere una cerimonia, ora vi domando: “Per che cosa deve servire?”. Oppure avete qualcosa da comunicare a Me che Io non sappia già?

2. Vedete, Miei cari figli, oggi per fare qualcosa che possa piacere a Me, non è proprio necessario ripetere una cerimoniosa ‘Cena’, là ben importante, poiché quando istituii questa Cena, era il momento in cui dovevo separarMi dai Miei discepoli terreni, mentre adesso non Mi separo da voi. Invece di allontanarMi, voglio sempre più avvicinarMi a voi; e se volete festeggiare il giorno odierno, allora entrate dapprima in voi stessi, per indagare se o fin dove vi siete avvicinati a Me. Per questo non serve una tale ‘Cena’ e nessuna cerimonia (per quanto ricco possa anche essere un vero pasto d’amore), ma una preghiera mattutina o di resurrezione affinché voi, anche se non del tutto, ma in parte, vi risvegliate comunque dal vostro sonno terreno, e ora vi occupiate sulla via che porta a Me. Allora ognuno festeggi il giorno di memoria della Cena, come segno commemorativo cosicché sappia il perché egli è sulla Terra e qual è il suo scopo qui e un giorno di là! Questo però lo può stabilire ognuno con se stesso, meglio di tutti nella sua solitaria cameretta, dove nessuno è testimone all’infuori di Me, al Quale egli non può dire niente di nuovo. Riflettete su questo ed agite di conseguenza, affinché il giorno odierno e quelli seguenti possano essere festeggiati nel senso com’è degno di Me, e vi è conveniente! Così la festa della resurrezione deve risvegliare voi stessi alla resurrezione dalle bramosie della vita umana, così dovete mettere le vostre cattive abitudini nella tomba della dimenticanza, per poi continuare la breve via di prove di nuovo fortificati e rinvigoriti. Abbiate così la Mia benedizione, e possa ogni Settimana santa trovarvi migliori, che poi deve essere la conseguenza oppure il risultato della benedizione! – Amen!

 

 

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Cap. 24

Una seria Parola per il Giovedì santo

 

24 marzo 1871

1. Avete pregato il Mio scrivano di implorare a Me alcune parole per voi per questo giorno commemorativo, , perché volete celebrare l’atto della comunione come nell’anno passato.

2. Ebbene, per soddisfare il vostro desiderio, voglio accondiscendere e darvi nuovamente alcuni insegnamenti per l’osservanza, uniti con una retrospezione all’anno passato, affinché possiate comprendere che cosa dovete veramente fare e cosa avete fatto realmente.

3. Appena si vuol celebrare qualunque festa commemorativa per un avvenimento importante, ci si deve mettere dapprima bene davanti agli occhi l’azione che si vuol ripetere come ricordo, per ridestare i giusti sentimenti necessari, e poi, collegandosi, valutare fino a che punto sono state adempiute le condizioni da parte dei celebranti, e alla fine concludere tutta questa festa del ricordo con i necessari propositi affinché questa solennità non diventi una vuota cerimonia senza nessuna importanza per voi, perché è un abuso della Mia grazia e longanimità, e infine è un abominio anche per Me, poiché come l’ho espresso alcuni giorni fa al Mio scrivano, Io là vedo soltanto ‘bicchieri pieni e cuori vuoti!’.

4. Per quanto riguarda la cena che Io celebrai con i Miei discepoli, conoscete bene il suo significato, e nonostante ciò non conoscete il suo più profondo significato spirituale, come è inteso per il vostro mondo e come anche adesso è per voi.

5. Tutto ha differenti lati, sia che lo si osservi da uno o dall’altro, così ogni considerazione dell’oggetto dai differenti lati può condurre altrettanto ad osservazioni differenti, e questo già molto di più presso voi uomini, quando Io voglio illuminare qualcosa in modo differente, e per lo più quando trattasi di un atto che Io stesso ho compiuto, dal momento che tutte le Mie azioni e le parole hanno un eterno significato degno di Me, propagandosi ampiamente per tutte le eternità.

6. Dunque, questa cena come Io l’ho tenuta con i Miei discepoli, fu l’ultimo Atto d’amore, allorquando, non sospettando nulla di crudele, il Mio discepolo Giovanni giaceva fiducioso al Mio petto, e nessuno dei Miei discepoli comprese i Miei preannunci che feci loro, al massimo solo Giuda portò un sospetto di questo nella testa, sebbene per alcune monete fu il Mio traditore, senza neanche prendere così seria la faccenda, pensando tra sé: ‘Il Signore ha saputo tanto spesso sottrarsi ai Suoi nemici, e anche questa volta gli sarà facile fare la stessa cosa’. – Giuda credeva di aver ingannato più i giudei (sacerdoti) che Me, perciò anche il suo successivo pentimento e la sua ignominiosa morte.

7. Quella volta, quando spezzai il pane, lo benedissi e consigliai ai Miei discepoli di tenere questo pasto ogni anno come una festa commemorativa, ricordando Me e il Mio cammino terreno. – Quando parlai del tradimento, allora Io ben sapevo che ancora dopo mille e più anni questa stessa celebrazione si sarebbe conservata presso gli uomini, perlomeno nell’usanza; – sapevo bene come questa festa si sarebbe tenuta rigorosamente come cerimonia, e quanto insignificante sarebbe stata sotto l’aspetto spirituale; – sapevo bene che, come Giuda un giorno sedeva alla Mia tavola, così anche adesso durante ogni tale celebrazione non mancherà ancora il traditore; – sapevo bene che ciò che introdussi un giorno come pasto d’amore per l’intero mondo materiale, sarebbe stato compreso e degnato da pochi, e presso i migliori pensatori, sarebbe stato celebrato solo come una vuota usanza, dove si serve certamente lo stomaco con leccornie, ma con queste l’anima soffrirà la fame.

8. In quel tempo passato i Miei discepoli sedevano intorno a Me, – essi erano uomini di carattere semplice e di usanze umili, uomini che abbandonarono tutto e Mi seguirono, perché possedevano due caratteristiche che attualmente mancano per lo più ovunque: essi credevano e amavano! Credevano nella Mia dottrina, e amavano la loro Guida!

9. Per loro lo scopo del perché Mi seguivano era ancora oscuro; e ancora non sapevano come e quando, e in quale modo avrebbero dovuto diffondere la Mia dottrina e che cosa sovrastava ancora su loro stessi. Che forse dovessero sacrificare la loro vita per la dottrina che essi seguivano con tanto amore, a loro non veniva proprio in mente, poiché erano dell’opinione che se Io ero veramente Dio, allora avrei dato loro in mano già i mezzi e il potere per evitare i pericoli e la morte, come l’avevo loro mostrato tanto spesso tramite la Mia persona. Nell’insieme speravano in una diffusione più comoda della Mia dottrina, di quanto fu veramente in seguito. – Essi non sapevano e non sospettavano che in questa dottrina così mansueta, così pacifica, che diffondeva solo riconciliazione e amore, ci fossero congiunte tante sofferenze, tante spine e tanto sangue come presupposto, se si vuol lavorare per Me e per il Mio Regno.

10. Come andò ai Miei discepoli di allora, così va oggigiorno anche a voi stessi; anche voi credete di tenere così del tutto alla buona una solennità commemorativa della Mia cena, scambiandovi belle parole e discorsi, e poi, per terminare questo atto, sebbene con i migliori propositi, tuttavia disporsi a questi propositi nel modo più comodo possibile, affinché si tormenti il prossimo o il vicino, ritenendolo peggiore di se stesso, fargli sentire la sua dipendenza in ogni istante e così da poter risvegliare, invece del molto promesso amore e riconciliazione nel cuore dell’altro, solo odio e amaro disprezzo.

11. Il genere femminile che più di tutti è avido di novità solo per curiosità, crede pure, oltre alle parole spirituali profondamente importanti che vi ho già inviato in così grande pienezza, di occuparsi della sua mania per la moda, di abbellire il proprio corpo già a metà decomposto sempre di più, e poterlo abbellire ben bene per il mondo esteriore, mentre la vita interiore, spirituale attiva giace inutilizzata; esso vuol sapere e criticare tutto ciò che fanno gli altri, ma non sottopone ad un giusto controllo il suo stesso fare e disfare.

12. Così è composta la vostra società, (in parte) da gente che ha l’apparenza di partecipare alla Mia dottrina, di aver interesse a questo Pane del Cielo, ma tutto solo fino ad un certo punto, finché si dice: frena le tue passioni, perdona dove vorreste punire, ama dove vorreste odiare, benedici dove vorresti maledire! – Là (per la gente) è la pietra terminale della Mia dottrina, essa rimane a parole, e per timore del sacrificio non si viene mai all’azione!

13. Voi, che da tanto tempo siete stati colmati con così tanto Amore e Grazia da Me, volete, come un giorno i Miei discepoli, sedere alla Mia tavola, come ho detto sopra: con bicchieri colmi, ma con cuori vuoti!

14. Nondimeno, riflettete: – che cos’erano i Miei discepoli, che cos’hanno fatto e cos’hanno sofferto per amor Mio? E cosa fate o avete fatto voi che potrebbe somigliare anche solo minimamente all’operare dei Miei discepoli? – Il Mio discepolo Giovanni giaceva ebbro d’amore al Mio petto, ma questo posto che per vero è destinato a tutti voi, non si guadagna così facilmente, non si guadagna con l’attestato, come se qualcuno fosse alquanto infiammato, dove però l’azione mostra il contrario, che non lo è!

15. Anche a questa (attuale) tavola siede ‘il traditore’, e questo è il vostro amor proprio che scusa tutti gli errori, e vi vorrebbe rendere il più facile possibile la via, così precisamente che mentre si rende omaggio ad ogni stoltezza del mondo e alle sue passioni, si vorrebbe comunque versare lacrime di commozione con belle elevate parole, ma nient’altro; infatti, la lacrima nell’occhio a causa del calore corporeo evapora facilmente, così svapora anche l’impressione delle belle parole, anche se divine.

16. Come Giuda con il suo amor proprio si voleva scusare davanti alla sua coscienza, così anche il vostro amor proprio scusa voi stessi dinanzi a Me, e il vostro interiore si consola di solito con la vacua frase: “Si vive nel mondo, e non si può deporre tutto; il resto lo si potrà compiere più facilmente nell’altro mondo!”. Così acquieta il vostro ‘traditore’ – l’amor proprio – cioè voi stessi. L’uno continua a rimproverare e a maledire, l’altro ad acconciarsi e a correre dietro al mondo della moda, e credono che solo sentendo entusiasmo con la lettura della Mia parola, ciò sia già sufficiente, purché la parola non sia troppo lunga, altrimenti anche là, invece di trastullo, ne esce noia come risultato finale.

17. Vedete, voi tutti volete avere una parola da Me, voi tutti credete che poi Mi dilunghi in frasi sentimentali, che vi descriva l’Amore e tutte le Caratteristiche divine di un mondo migliore del vostro, che ve lo descriva con roseo sfarzo di colori così da costringervi alla commozione e all’entusiasmo, in modo tale da far molto rumore come i vostri fuochi d’artificio, che però si spengono in pochi minuti. – No! Questo non sono disposto a farlo!

18. Il Mio scopo con voi è più serio e più elevato. Anche a voi consiglio questo: – non gettate il Mio cibo davanti ai porci, ma nemmeno ho l’intenzione di sprecare le Mie parole a tali che, per vero le ascoltano, ma le vogliono seguire solo nel bisogno, oppure prendono solo parte a queste riunioni perché proprio non possono fare diversamente! Nessuno M’inganna; Io vedo chiaro dappertutto, per quanto possa sembrare così buio. Presso di Me non vi aiuterà nessun occultamento, nessuna simulazione. E proprio per questo – se volete celebrare una festa, come quella del Mio Amore, della Mia ultima lotta e della Mia vittoria, allora insisto che venga celebrata degnamente come conviene a coloro che hanno già ricevuto molto da Me e possono e devono sapere come Io voglio vedere compresa e come deve essere esercitata la Mia dottrina.

19. Non lamentatevi a causa dell’inadempimento dei vostri desideri, i quali sono desideri di comodità o occasionali, – nessuno è colpevole di questo, se non voi stessi! La maggior parte di voi vuole o desidera cose mondane che Io, come Spirito, per adempierle oppure no, lo devo lasciare al mondo. Da Me si deve pretendere dello spirituale, questo Io esaudisco volentieri se questi desideri contribuiranno alla vostra salvezza dell’anima, tutto il resto lo lascio al mondo, al quale vi rivolgete, poiché esso ha anche i mezzi per soddisfarvi. Se però il mondo è cattivo e v’inganna, allora vi sta bene, perché pretendete da un ingannatore ciò che è in grado di rendere solo l’onesto e il buono!

20. Oggi siete di nuovo raccolti alla Mia tavola, credete di avere il diritto di starvi seduti; lasciate perfino libera la sedia per Me; solo che finché i vostri cuori non somiglieranno a quelli dei Miei discepoli, finché negli stessi le virtù principali non saranno semplicità, amore, riconciliazione e umiltà, finché non vi dovrete avvicinare a questa tavola con la consapevolezza: ho fatto qualcosa, ma avrei potuto fare molto di più, – fino allora la sedia destinata a Me rimarrà vuota, come lo sono i vostri cuori.

21. Colmate questi ultimi con l’amore per Dio e per il prossimo, riconoscendo il mondo per quello che è: una scuola di prova. – Riconoscete il vostro amor proprio come il Giuda, il traditore, – eliminate i cattivi concetti, le cattive abitudini dai vostri cuori, – riflettete su tutto ciò che pensate e fate, esso deve tornare ad onore per Me, – non ubbidite alle leggi del paese e della polizia per paura della punizione, ma adempite le leggi della vostra stessa coscienza, le Leggi del Mio Amore, e allora verrete a questa tavola anche senza rimorsi di coscienza, alla quale ho stretto un giorno il patto d’amore tra Me e il mondo e, come Uomo, vi ho suggellato sofferenza e morte.

22. Questa cena dovrebbe indicare spiritualmente come se fosse giunta la sera o la separazione dall’influsso mondano, e dopo una breve notte iniziasse un mattino spirituale. – Così dovrebbe anche essere nel cuore di ogni uomo quando si siede alla Mia cena; questa cena come Atto d’amore deve inabissare tutto il male e il cattivo nella dimenticanza, e dopo la breve notte del pentimento e dell’oscurità spirituale, deve spuntare un giorno nuovo, il giorno della spirituale attiva vita d’amore, affinché si diventi degni della tavola, e del fatto di non aver gustato inutilmente tanto cibo spirituale, che – come presso un ghiottone – va via di nuovo com’era stato goduto, senza avere minimamente un’efficacia.

23. In seguito, quando i vostri cuori saranno colmi d’amore e la vostra consapevolezza colma di reminiscenza di buone azioni, allora anche la sedia che è destinata a Me, non rimarrà vuota; in quel caso potrete sopportare la Mia presenza, poiché voi l’avrete ottenuta combattendo e conseguita lottando. Allora la Mia presenza risveglierà in voi delizia e beatitudine, mentre adesso, davanti al severo Giudice dei vostri più reconditi desideri e idee, la paura vi abbatterebbe.

24. Perciò badate che la festa della cena possa diventare una festa di resurrezione del vostro uomo spirituale! – Amen!

 

 

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Cap. 25

Sul Giovedì santo

(un’amabile Parola)

 

11 aprile 1870

1. Miei cari figli! Adesso, dal momento che avete mangiato e bevuto alla Mia tavola, lasciatevi dare ancora una dote sull’ulteriore via della vita che vi voglio ora comunicare, affinché sappiate del tutto precisamente ciò che dovete fare in futuro e come dovete calcare tutte le Mie vie che conducono al Mio Cuore paterno! Ebbene, fate attenzione:

2. Quando durante il Mio cammino terreno sedetti a tavola, spezzai il pane e dissi: «Fate questo in memoria di Me!», là Io vidi già in anticipo tutto ciò che sarebbe accaduto dal Mio trapasso, il quale verrà ancora celebrato prossimamente pure da voi e da tutto il mondo cristiano, come anche nei Cieli, fino ai vostri tempi attuali.

3. Allora Io sapevo già quante fasi avrebbe dovuto passare la Mia dottrina, finché alla fine, vittoriosa, sarà spiegata in modo puro sulla Terra a tutti i Miei figli, e da loro compresa e in effetti esercitata. Altrettanto sapevo anche già allora che cosa sarebbe ancora successo nel futuro, e (vi dico) non durerà a lungo, finché un nuovo (ultimo) colpo scuoterà enormemente gli uomini per il meglio di tutti e – secondo la Rivelazione del Mio caro Giovanni – metterà loro davanti le due vie per la decisione, o venire a Me, oppure via da Me, verso l’Alto oppure verso il basso!

4. Adesso con questo atto (del pasto d’amore) che voi avete compiuto per l’appunto in memoria del Mio cammino di vita terrena, vi ricordo anche, e precisamente non con le trombe dei Miei angeli che annunciano guai, che secondo Giovanni verranno e poi rovesceranno le loro coppe dell’ira su tutta la Terra per purificare il grano dalla pula, bensì adesso, Miei cari figli che siete radunati nel Mio Nome, voglio ricordarvi attraverso queste parole dell’Amore: non dimenticate ciò che avete fatto oggi e come lo avete fatto!

5. Ciò che avete fatto oggi, è che eravate seduti alla Mia tavola, ed avete mescolato la Mia carne e il Mio sangue con il vostro. E perché lo avete fatto? Perché attraverso questa grazia volevate avanzare il diritto, come un giorno i Miei discepoli, di essere altrettanto sulla via della rinascita dello spirito.

6. Riflettete bene, Miei cari, in quale collegamento siete entrati con Me con questo atto appena celebrato, essendovi, in un certo qual modo, impegnati, dopo che vi ho ammessi alla Mia tavola, di essere sempre figli degni del vostro sempre affettuoso Padre, e attraverso l’azione, dimostrare d’ora in poi che volete essere sempre degni di questa straordinaria grazia che è diventata parte vostra già da tempo senza il vostro intervento, e che Io oggi, con questo atto alla Mia tavola, vi ho sostenuto ristorandovi con cibi spirituali provenienti dai Miei Cieli!

7. Sì, Miei cari figli, è vero, ho cercato voi (e tutti coloro che cercano il Signore con tutta serietà, Lo troveranno in sé) tra migliaia e migliaia. Vi ho guidati, ognuno in un modo adatto a lui, attraverso tentazioni e peccati, fino al Mio Cuore paterno, dove volevo darvi il più ricco conforto per tutto ciò che avete sopportato, sofferto e riportato combattendo! – Vi ho esclamato: «Chi è aggravato, venga a Me, affinché Io lo ristori ed alleggerisca il suo carico».

8. Voi avete riconosciuto la voce del Padre, Mi avete seguito per quanto lo permettevano le vostre forze umane e le vostre condizioni. Oggi, è il giorno dedicato alla commemorazione di quando un giorno di quasi duemila anni fa stavo anch’Io seduto alla tavola con i Miei figli e i discepoli di allora, spezzai il pane e benedissi il vino, e lasciai questo a loro come eterna memoria di Me. Adesso sono di nuovo tra i Miei cari, sono tra voi, Miei cari figli. Percepite il Soffio divino nei vostri cuori; è il Padre che parla ai Suoi figli gravemente provati:

9. “Proseguite sulla via che avete iniziato; lottate con il mondo, e non disperate se anche talvolta e spesso credete di meno, quando influssi estranei e la vostra stessa natura vi inducono al peccato contro di Me e contro il prossimo; non disperate quando cadete. Alzatevi di nuovo con forza rinnovata” (che si trova nella fiducia al Padre Santo).

10. La vostra forza che può essere temprata solo attraverso tentazioni e pratica, perché se non si presentasse nessun oggetto nel quale poter esercitare e provare la vostra forza di resistenza, allora non sapreste di possedere veramente tale forza. Solo nella consapevolezza di aver combattuto, ma anche superato vincenti la lotta, si trova la grande beatitudine di un animo duramente provato.

11. Perciò, Miei cari figli, non smettete di seguirMi! – Vedete, anch’Io ho portato la croce e, come Signore e Creatore, non ho rifiutato, sospirando sotto la stessa, di compiere comunque ciò che ho fatto per amore ai Miei esseri creati. Quindi non rifiutate anche voi la croce, se la metto sulle vostre spalle!

12. Essa è la pietra di paragone della vostra pazienza e del vostro amore per Me. – Se Mi volete seguire, allora dovete sopportare ciò che Io stesso ho sopportato e sofferto.

13. Non è beatificante, dopo una via faticosa, arrivare finalmente in un posto dove allo stanco viandante sorride poi la quiete e la pace da tutte le cose che lo circondano, dopo aver attraverso oscuri boschi, paludi e pantani, ripide rocce e spinose sterpaglie con i piedi forse feriti, finalmente dopo lunga fatica e, timidi, bramare di arrivare in un posto dove la libera vista di tutta la zona lo ricompensa con amore?

14. Mentre nei boschi e tra i crepacci, vento e nebbia si combattevano, qui un soave soffio muove le foglie degli alberi e dei cespugli, fiori e rigogliosi campi coprono il suolo e da lontano il viandante vede finalmente la sua meta: una regione con un eterno splendore del Sole e sereno riposo!

15. Allora, forse egli penserà al passato e a quello che ha sopportato? Oppure, non loderà forse Colui che lo ha fedelmente guidato oltre i baratri e precipizi, e non lo abbandonò? Colui che ora gli mostra in lontananza la meta dei suoi desideri, affinché riconosca, che se dapprima non fosse passato attraverso queste regioni spaventevoli e non avesse dovuto farsi strada combattendo, allora in lui non si sarebbe risvegliata l’attuale sensazione beatificante della consapevolezza di aver superato coraggiosamente la lotta, e non avrebbe ringraziato benedicendo la Sua Guida che lo ha protetto e non lo ha lasciato perire, per tenere davanti a lui, da lontano, la corona della vittoria, come meta finale di tutto quanto ha sostenuto!

16. Così, Miei cari figli, è la via della vita. Io devo guidarvi attraverso sterpaglie e precipizi, affinché siate purificati da tutto il terreno che vi è fissato, e quando sarete finalmente puliti e lavati nel bagno della Mia divina Acqua della Vita, allora non vi mancheranno gli indumenti freschi e la corona della vittoria!

17. Prendete con voi questo proponimento della sera odierna, dove (per la prima volta) siete stati nutriti alla Mia tavola (con parole dirette) e sempre, ogni volta che vorrete di nuovo avvicinarvi alla stessa, di farlo più degnamente. Non dimenticate e non lasciate andare la Mia dottrina dai vostri occhi, le Mie parole paterne rivolte a voi, e le Mie stesse opere, sofferenze e sopportazioni durante il Mio percorso terreno. Vi sia questo di consolazione: non solo che il vostro caro Padre vi impone tutto questo come prova, ma che Egli stesso vi ha preceduto con l’esempio ed ha sofferto, mentre le vostre presunte sofferenze sono ancora un nulla, per quanto vi possano sembrare insuperabili!

18. Riflettete tutto questo. Continuate a diventar sempre più degni alla tavola e all’Oste che oggi vi ha ospitato, affinché possiate perlomeno dare la Gioia al Padre che vi ama, il Quale non teme nessuna fatica di educarvi a figli Suoi, cosicché i Suoi sforzi non siano sprecati per gli indegni!

19. Questo vi dice il vostro affettuosissimo Padre che non vi ha mai abbandonato, e continuerà a guidarvi affinché possiate riposare al Suo Cuore paterno, risorto da tutto questo. – Amen! – A voi tutti la Mia benedizione paterna, Miei cari figli! – Amen! Amen! Amen!

 

 

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Cap. 26

Il Venerdì santo

 

7 aprile 1871

 

N.B. Queste poche righe a questa importantissima festa, mostrano proprio che questa deve essere celebrata più in silenziosa osservazione che con molte parole; inoltre si legga la spiegazione delle “Sette parole di Cristo sulla croce”.

1. Il giorno odierno della crocifissione e della sepoltura deve diventare per voi tutti un giorno ‘libero’; deve diventare per voi un giorno in cui dovete cominciare a crocifiggere le vostre cattive caratteristiche e farle sprofondare nella tomba della dimenticanza, affinché possiate presto celebrare di nuovo una festa di resurrezione oppure di elevazione, come dopodomani sarà commemorata con tutte le formalità nelle vostre chiese. Prendetevi un esempio d’umiltà del vostro Gesù, allora comprenderete la Sua parola che espresse un giorno ai Suoi apostoli: «E quando avrete fatto anche tutto ciò che sta nelle vostre forze, allora confessate comunque che siete stati pigri servitori!». Quando sarete arrivati a questa conoscenza e confessione, allora il primo passo per la rinascita è fatto, allora comincia la primavera dello spirito che Io decorerò con i fiori provenienti dal Mio Regno, cioè con i fiori di benedizione dell’Amore paterno! – Amen!

 

 

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Cap. 27

Sull’ignoranza umana

“Quanto pochi sanno, quanto si deve sapere,

per sapere che non si sa niente”.

[Monaco di Baviera “fogli volanti”]

 

 

Venerdì santo, 7 aprile .1871

1. Così hai letto una volta su un foglio umoristico proveniente dalla tua città, e poiché proprio in questa frase sopracitata è contenuta tanta verità e tanta profondamente sentita confessione dell’ignoranza umana, allora oggi voglio darti alcune parole, dove simbolicamente dovrebbe essere messo da voi qualcosa nella tomba che dovrà confermare questa frase, sebbene proveniente dalla penna umana. Sì, purtroppo è vero che sono solo pochi che, con tutta la ricerca e tutti gli studi, alla fine giungono comunque alla conclusione di non sapere nulla, mentre il grosso, e in particolare tra coloro che credono di essere eruditi, la maggior parte è catturata da una follia orgogliosa, come se sapessero già tutto, come se non ci fosse nulla che la scienza non possa illuminare, interpretare e spiegare. E proprio a causa di questa presunzione di acume dello spirito umano, dimenticano proprio la cosa principale cui dovrebbero aspirare dappertutto,   ovvero, il progresso, poiché solo allora è possibile miglioramento e progresso, quando si conoscono e si confessano i propri errori. Ma finché questo spirito di professore è fissato in tutti, fino allora gli uomini e i loro eruditi invece di progredire si smarriscono in pure e false deduzioni, rinnegando o rigettando tutto ciò che non vuol subordinarsi alle loro (spesso errate) vedute.

2. È vero che ho fatto trovare e scoprire agli uomini attraverso i suoi grandi Doni dello Spirito, molte cose che, alla fine, hanno contribuito molto alla sua quotidiana vita terrena, ai suoi bisogni e alle sue comodità, solo che il motivo principale, del perché ho concesso queste esplorazioni e sfruttamenti della Mia Creazione, veramente è stato per rendere l’io spirituale degli uomini attento a Colui che ha creato proprio queste Leggi, e anche al perché le ha create.

3. Ma poiché con i godimenti e le voglie mondane e materiali l’uomo fu spinto in una direzione del tutto diversa di quanto era nelle Mie intenzioni, e poiché la massa degli uomini viene confermata nei loro desideri e idee più del necessario dalle loro guide e coltivatori delle scienze, – adesso è tempo che anch’Io spenda una parola in questo conflitto di idee, se materia o spirito, se Dio o natura, siano i veri e propri motori della Creazione, per salvare gli uomini dalla totale caduta nel più grossolano materialismo, dove non si potrebbe più parlare di alcuna carriera spirituale!

4. Perciò ti ho fatto scegliere questo testo non dalla Bibbia, ma comunque così importante come molti dalla stessa, per segnare un confine per lo meno ai pochi che sentono ancora la Mia voce, e anche alle future generazioni attraverso queste comunicazioni, fin dove è da considerare il sapere umano, da apprezzare e da utilizzare spiritualmente.

5. La primissima cosa con la quale voglio cominciare quest’argomento, è la parola ‘conoscenza’, dalla quale gli uomini hanno costruito il loro titolo esagerato ‘scienza’. – Che significa in realtà ‘conoscenza’? Conoscere, significa: essere consapevole di qualcosa che è una incontestabile verità, come due per due fa quattro.

6. Ora chiedo a voi e a tutti gli eruditi: “Dove, eccetto proprio nel calcolo numerico o matematica, esiste una certezza tale che le frasi e deduzioni che lo spirito umano presenta, siano altrettanto incontestabili, come nell’esempio citato? Che p.e. nella chimica, nella botanica, nella zoologia e mineralogia, e come si chiamano tutte le vostre discipline scientifiche, siete arrivati alle leggi dove, mescolando questo e quello insieme, deve dare sempre di nuovo la stessa cosa? Oppure dove, nell’impiego di questo o quello, di uno o l’altro, si mostra il medesimo risultato, queste sono ben altrettante verità, ma il perché queste sono verità, proprio non lo sapete, poiché conoscete per lo più solo l’effetto, ma non la causa. – Nella medicina che pure chiamate ‘scienza’, cosa ne sapete veramente? Io vi dico: ‘Pochissimo!’. Conoscete una grande quantità di forze curative da tutti i campi del regno della natura, conoscete i loro effetti, ma non sapete tuttavia ‘il perché’, questo per lo più non vi è afferrabile spiritualmente, perché non è tangibile, non è percettibile; esso si trova molto più profondamente di quanto potete esaminare! Vi accontentate con la pseudo apparente conclusione dell’erudito: “Queste sono le leggi della natura!”, perché potete penetrare proprio fin qui e non oltre, e i vostri ricercatori che si ritengono colti, non vogliono lasciarsi svergognare con domande insidiose. Così è rimasta inconfutabile quella frase che dice: “Dove dominano certe leggi, immutabili leggi, ogni indagine è inutile!”.

7. Così parlano gli uni, e gli altri lo ripetono balbettando, e così nascondono l’un l’altro la loro incertezza, invece di ammettere del tutto modestamente: “Ora riconosco di non saper nulla, perché non sono in grado di venire nemmeno alla traccia della più piccola cosa!”

8. Vedete, nell’anatomia gli uomini sanno o vedono i singoli organi negli animali o negli uomini morti; essi vedono fegato, cuore, stomaco, tutti i vasi sanguigni, tutti i nervi, vedono la massa bianca e grigia del cervello, sanno anche parzialmente le loro funzioni, ma perché queste funzioni sono così e non diversamente? Perché la struttura degli organi è così e non altrimenti? Il perché in questo animale è così e in un’altro diversamente, questo non glielo dice la loro altamente decantata scienza; poiché tutto ciò che vedono, tastano, sezionano, è solo il prodotto di una forza spirituale che, al di fuori dell’ambito della conoscenza materiale umana, usa la materia che produce un effetto secondo altre leggi piuttosto che secondo mescolanze chimiche trovate e sfuggenti al microscopio o al bisturi; cosa che rimane inaccessibile all’uomo comune-materiale, che però può essere avvicinato al rinato spiritualmente in grado di percepire.

9. Vi voglio solo citare il cervello, dove trovate nelle sinuosità dello stesso, nella sua massa e consistenza, il ricco e spirituale campo dei pensieri che, penetrandovi, trovandovi un eco volenteroso, vengono compresi o presentiti dall’anima umana, e possono fare della stessa, già in un corpo materialmente legato, un essere angelico a metà spirituale! Esiste questo forse nelle sostanze chimiche, nella calcite, nel fosforo e altrove? Vedete, vi ho citato il cervello, perché ognuno sostiene di averne uno, e sa cosa c’è dentro; mentre l’intera umanità insieme non sa cosa porta sotto la volta della solida calotta cranica, quali processi e interazioni di sostanze spirituali, fisiche ed eteriche vi si svolgono nel più piccolo pensiero, e perché il cervello non è una massa, bensì, separato da sinuosità e membrane mucose, è composto proprio di questi elementi chimici e nella quantità stabilita, è costituito così e non diversamente per essere strumento di un grande spirito legato, di una propaggine del Mio Io, per il quale non fu creata solo la piccola Terra, bensì l’eterno, grande Universo, il quale è pure di nuovo testimone di un eterno mai fugace Creatore che, oltre al Suo potere, è anche il migliore ed affettuosissimo Padre, e questo perché voi finiti essere creati non Lo potete comprendere come Creatore e Signore, bensì solo come Padre, e non vi potete avvicinare a Lui!

10. Qui non voglio parlare di altre scienze, poiché cosa sapete voi della mineralogia e dell’astronomia? Niente che una puramente debole e approssimativa enumerazione delle specie trovate e dei mondi scoperti. Che cos’è, infatti, la cristallizzazione nei regni minerali? Perché s’inseriscono su superfici matematiche? – ‘È una legge’, si dice. Bene, è una legge, ma perché esse sono così e non diversamente, nascoste all’interno della crosta terrestre? – Ecco, Miei cari eruditi, diteMi ‘il perché’ di questa legge. Perché i cristalli devono apparire proprio in tali forme, mentre un altro regno minerale e terreno è apparentemente del tutto privo di forma?

11. Vedete, dare qui una risposta è per voi un po’ difficile, tuttavia vi voglio spiegare questa risposta con un'altra domanda: “Avete già dissolto tutti i metalli fino ai loro più piccoli atomi, per sapere se non è proprio la cristallizzazione una legge di base dell’intera formazione materiale di tutti i corpi celesti?”. Oppure: “Avete già riflettuto che cosa è veramente la ‘cristallizzazione’, e perché proprio le superfici matematiche e le sommità piramidali sono la fine di ogni cristallizzazione?”

12. Vedete, anche qui diventerà difficile per voi la spiegazione, volendo Io di nuovo rispondere con un’altra domanda, e questa è: “Conoscete voi le Leggi dei due grandi moti elementari nell’intero Universo, vale a dire la forza di attrazione e di repulsione, oppure magnetismo ed elettricità? Sapete voi quanto lontano nella Creazione materiale tutto deve essere formato in modo tale che, proprio queste due forze, possano affluire o defluire indisturbate? Sapete voi il perché nell’elettricità sono necessarie delle punte per accoglierla? E sapete in che maniera anche il magnetismo condiziona le proprie forme sotto le quali può operare? E infine, che la punta piramidale è nient’altro che un simbolo, ovvero, è la corrispondente immagine della materia, come si stratifica classe per classe, l’una sopra l’altra, finché dal materiale grossolano, nella punta, l’elemento più alto, più sottile e spirituale, possa avere il suo ingresso o efflusso?”

13. Vedete quanto vi ho stimolato con queste domande? E l’ho fatto solo per dimostrarvi che, con tutto il sapere, voi non sapete nulla! Tutto ciò che esercitate, tutto ciò che inventate o stabilite attraverso calcolo, tutto questo non lo avete scoperto voi stessi, giaceva già da lungo tempo in tutte le forme, in ogni vita animale e nel loro operare davanti a voi; solo l’impiego è presso di voi differente, ma tutti i principi si trovano nella vita, in parte sotto, in parte sopra di voi.

14. Osservatori attenti utilizzano le costruzioni delle formiche, delle api, la rete del ragno, le costruzioni dei nidi degli uccelli, l’apparato meccanico del nuoto dei pesci, oppure il volo degli uccelli, la formazione della crosta terrestre, per trarne utilità per la vita umana valorizzata spiritualmente, dove la leva principale era sempre e soltanto l’interesse personale del guadagno come inventore o scopritore. Persino la loro stessa esistenza corporea come quella animica contengono tutto ciò che è presente spiritualmente e materialmente nella natura che sta sotto di voi, ma lo spirito, una scintilla proveniente da Me, cerca di imprimere a questo conglomerato animico dell’anima umana, accanto alla vita vegetativa, la più alta consacrazione, per nobilitarla e dimostrare all’uomo indirettamente che, sebbene costituito di materia e anima, cosa che egli, l’uomo, ha in comune anche con gli animali, nondimeno in lui è attivo ancora un altro impulso, un altro principio che vuol elevare l’uomo animico al di sopra del suo essere corporeo. Ed è proprio per questo che lo spirito lo permette, anzi lo sostiene, quando l’uomo vuol penetrare nei segreti della natura che in questa non dovrebbe scoprire solo delle leggi, ma anche un Legislatore che, oltre ad essere Creatore, ha anche attributi non di un Dominatore, ma di un Padre, il Quale, avendo creato tutto, non dimentica nemmeno il più piccolo verme nella polvere, e anche a lui, come all’ultimo membro della Creazione terrena, all’uomo, ha dato il sentimento per sentire gioia e sofferenza, affinché tutto ciò che vive possa seguire l’impulso generale dell’amore e dell’affratellamento, purché lo voglia.

15. Vedete, il vostro intelletto vi ha insegnato a scoprire le leggi matematiche nella Mia natura, vi ha mostrato come nelle e con le linee geometriche possono essere prodotte cose in cui le leggi della Mia natura servono come fondamenta; esso vi ha guidato dalla matematica alla meccanica, e attraverso questa vi ha dato i mezzi ausiliari per l’astronomia, affinché possiate attirarvi nelle vicinanze perfino mondi che, altrimenti, scomparirebbero alla vostra vista. Con ciò, come dite voi, vi ha aperto il ‘macro-cosmo’, altrettanto come il microscopio, un prodotto meccanico, che vi ha aperto o scoperto il ‘micro-cosmo’; e perché? Perché oltre alla scoperta, possiate vedere, sentire e presentire, ripetuto anche in altri mondi, che non voi, e neppure questo piccolo globo terrestre è la cosa principale della Creazione. Lo scopo era l’umiliazione della vostra arroganza, come se voi sapeste già qualcosa. Era l’indizio che doveva farvi scoprire un Dio, un grande Dio e un’infinita Creazione, sia nel più grande come nel più piccolo; solo che, nonostante tutte queste dimostrazioni della Mia grazia, crebbe l’arroganza di quei privilegiati che credevano di essere già loro stessi degli déi avendo scoperto singole leggi, e proprio per questo la dimostrazione data qui da Me che, nonostante la loro erudita arroganza, essi non sanno comunque nulla, perché tutto ciò che hanno imparato, esplorato e scoperto, non lo hanno afferrato dal lato spirituale, bensì da quello materiale più basso.

16. Vedete, perfino il matematico che potrebbe parlare della ‘conoscenza’ prima che altri, perfino lui non comprende le rispondenze spirituali delle sue linee matematiche e del suo calcolo, bensì egli segue meccanicamente l’acquisito con lo studio, impara, studia e utilizza ciò che altri hanno scoperto e inventato, senza sospettare quale grande campo di idee del genere più profondo si trova nascosto nelle linee che traccia così sbadatamente sulla sua tavoletta dei disegni. Anche lui, nonostante tutto il sapere, non sa nulla; non sa nulla di un Creatore, non sa come né perché proprio tutti gli atomi piccolissimi di cui è composto il suo luogo di dimora, la Terra, è composto tutto fino all’ultimo corpo celeste che, in incommensurabili orbite, nuovamente, gira in linee matematiche nell’Universo, seguendo tutti le medesime leggi o la medesima Volontà che stabilisce queste Leggi come elementi fondamentali del movimento, come attrazione e repulsione, e con ciò ha determinato l’eterna continuità di quanto una volta creato. Il matematico non sa, per esempio, che la linea retta è la corrispondente forma matematica della verità; non sa che il triangolo è la forma corrispondente di una delle basi dei principi fondamentali tendendo in alto; non sa che il cerchio è rispettivamente il segno dell’infinito e della perfezione; non sa che proprio da questi elementi matematici dapprima sono diventati solo linee, poi superfici, poi figure e, da queste, corpi con confini matematici di superficie, in cui tutta la Creazione ha la sua origine, la sua esistenza, il suo movimento e la sua perfezione. Egli non sa che la linea curva, che lui conosce come sezioni regolari, erano, sono e rimarranno, idee di base del sistema-mondo; egli non sa il perché i corpi celesti devono orbitare intorno a sé in forma ellittica oppure ovale, il perché la parabola come simbolo ha giocato il suo ruolo tanto dell’avvicinamento spirituale come dell’eterno allontanamento spirituale nella storia della Creazione. Egli non sa che tra verità, spinta verso l’Alto e infinità o perfezione, si trovano milioni di forme, dove una o l’altra più spiccata, è diventata più per la classificazione principale. Egli non sa che proprio nell’astronomia, dove il suo spirito per mezzo dei telescopi ha scoperto certe cose, sono state trovate di nuovo queste leggi del diretto avvicinamento e di velocità mutata, ovvero la forza centripeta o centrifuga; proprio queste linee matematiche che, calcolandole come sezioni regolari in ed attraverso la loro costruzione, ha poi potuto impiegarle, all’Universo, per misurare e calcolare il corso delle singole costellazioni. Tutto questo che proprio non sa, dovrebbe condurlo al titolo della massima sopra menzionata. Allora la sua arroganza non sarebbe così grande, perché dopo aver trovato attraverso faticosi e lunghi calcoli alcune piccole leggi, crede di sapere già tutto perché conosce il corso delle costellazioni; anzi, vede muoversi questi grandi soli mondiali, ma gli rimane chiuso il perché e il dove, e non lo attraversa nemmeno un sospetto che possa esistere un Creatore, un Signore che traina questi potenti mondi in liberi spazi vuoti come leggere piume, dove proprio il loro movimento determina la loro esistenza, la loro perfezione e la loro durata.

17. Poveri figli ai quali fu dischiuso il Mio Regno, fin là dove dopo migliaia di anni penetra un solo raggio di Luce, oppure dove a mezzo dei microscopi vi vengono aperti mondi e vite dove non ne avreste più sospettata una, quanto debole è il vostro sapere, e quanto vana la vostra superbia!

18. Vedete, sotto e sopra, tutto vi esclama: “Noi testimoniamo di una Mano potente che ci ha ordinato come una forma piramidale, dove il più basso grossolano deve servire come base, per erigere sulla stessa qualcosa di più alto, di più spirituale, e dove poi tutto spinge alla cima più alta, al Trono, al Creatore e Dio che, posando su tutto, abbraccia ogni cosa con lo sguardo, e a tutto il materiale e spirituale serve come punto fermo. Guarda in alto, tu, uomo, alla forma di una piramide, e immagina cosa voleva esprimere il Creatore con questa figura matematica; cerca di comprenderla e afferrarla, e poi cadi a terra nella polvere dinanzi a Lui, esclamando: ‘Cosa sono io, o Padre, che Ti ricordi di me, che mi hai dato la facoltà di pensare, di sentire e percepire come il Tuo onnipotente Amore ha fatto tutto e creato tanto, per dimostrare agli esseri provenienti da Te, che appunto solo nelle opere, Egli, il Padre, vuole essere compreso o presentito in tutta la Sua Grandezza e nel Suo infinito Amore!’.”

19. Così esclama all’uomo ogni più piccola pietra, ogni animaletto infusore, e così dice ogni raggio di luce che, da costellazioni lontane milioni di anni luci, colpisce il suo occhio, e dice che anche là, dove ogni immaginazione della distanza è da lungo tempo cessata, regna ancora vita, regna ancora amore, e che sempre la medesima Legge spinge questi corpi celesti ad adempiere la loro missione, e preme lo spirito umano a piegare finalmente le sue ginocchia davanti a Colui che era prima di lui, e sarà ancora a lungo dopo di lui, quando il suo involucro corporeo sarà dato alla Terra e lui, l’uomo, sarà diventato un libero cittadino di un grande Regno degli spiriti, dove nessun sole separerà il giorno e la notte, bensì, dove si passa di luce in luce, di splendore in splendore, di beatitudine in beatitudine, cosicché tutto tende solo allo scopo di dimostrare all’uomo-spirito che, sapere, il molto sapere, comincia solo allora, quando è cessata la presunzione.

20. Ecco, figli Miei, vi sia data questa parola affinché anche voi sappiate apprezzare il grado di sapienza dell’orgogliosa umanità, e possiate comprendere che il sapere comincia solo là dove la modestia ha il coraggio di confermare pubblicamente la propria ignoranza.

21. È ben vera quindi la frase come titolo del foglio: “Quanto pochi sanno quanto si deve sapere, per sapere che non si sa niente”. Sì, sono sempre pochi, pochissimi che vogliono ammetterlo secondo questa frase; solo le conseguenze e gli avvenimenti coincidenti accresceranno già questi sinceri confessori, finché alla fine l’intera umanità arriverà ad ammettere che ‘sapere’ è solo faccenda Mia, che il ‘presentire’ è solo faccenda degli spiriti e degli uomini! Nel presentire si trova la sensazione dell’umiltà, nella conoscenza si trova facilmente l’orgoglio! Perciò rimanete umili, e un animo sensibile nel dolce presentire godrà più ore beate di quanto vi potrebbe concedere la fredda e rigida conoscenza!

22. Pertanto, lasciate al Padre la Sua conoscenza, in Lui culmini la vostra fiducia, il vostro stringervi a Lui e il vostro amore! Vedete, il grande spirito Lucifero era ‘consapevole’ del suo potere, e perciò cadde, poiché sapeva; se lo avesse presentito solo umilmente, allora sarebbe rimasto timidamente presso di Me. Così gli andò come ai vostri eruditi che pure vorrebbero nominarsi come un giorno un re babilonese: “Ne-bog-at-nezar”, ovvero: “al di sopra di me non esiste più nessun Dio”. Quel re fu punito con la demenza, e quanti dei vostri eruditi sono vicini ad essere inseriti altrettanto in questa categoria[27].

*

23. Tanto per oggi, dove il Mio cadavere umano intagliato nel legno viene esposto in molte chiese per l’adorazione. Fate attenzione a non andare in giro nella Mia Creazione come ‘cadaveri lignei’. E anche se la massa vi onora come oggi viene tributata grande venerazione al cosiddetto santo sepolcro di legno, cioè senza vita spirituale, allora siete proprio il contrario per quello che Io vi vorrei contrassegnare! Mettete nel sepolcro tutte le opinioni preconcette, e parlate poi con Me, come Io ho detto sulla croce «È compiuto!», dicendo: “L’opera di rinnegamento della mia natura terrena è compiuta, d’ora in poi appartengo alla vita spirituale, e voglio adoperarmi a sfruttare perfino le condizioni e gli eventi terreno-mondani così che ne debba risultare sempre un guadagno spirituale, affinché anch’io, gonfiato di presunzione, non mi debba immaginare di essere qualcosa o di sapere qualcosa”.

24. Celebrate così la festa della vostra resurrezione, e siate sempre memori che l’intelletto è solo per il giudizio del mondo, invece il cuore o il sentimento è per afferrare lo spirito che giace nel vostro cuore! Potete ‘sentire’ molto, anzi dell’infinito, ma ‘comprendere’, poco!

25. L’umiltà è stata la Mia prima virtù durante i Miei anni di cammino sulla vostra piccola Terra, questa caratteristica sia anche presso di voi la prima, perché umiltà e modestia rendono possibile un progresso. Le passioni opposte, orgoglio e presunzione, spingono verso il basso, e voi non siete chiamati a retrocedere, né Io ho sacrificato tanto e vi ho dato tanto, quanto già possedete adesso. Perciò osservate bene questo e cercate sempre di diventare degni di Me, affinché Io, come Padre e Creatore, possa provare una gioia in voi! – Amen!

 

 

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Cap. 28

La Croce

26 gennaio 1872

1. Sì, figlio Mio, oggi la croce deve spiegarti la Mia parola, deve farti sentire e comprendere nella profondità delle rispondenze il vero e proprio valore e senso come ancor mai è stato svelato all’umanità, il grande mistero che si trova in questo segno; infatti, non è senza significato spirituale che Io sono stato inchiodato ‘sulla croce’ e non fui condannato a morte in un altro modo. –

2. Ebbene, come tutte le rispondenze spirituali che sono molto più vicine di quanto si creda, così anche questa che ti voglio far vedere adesso è così vicina, che ti stupirai del perché perfino a te, su questo, non ti è ancora venuto il pensiero. Soltanto che presso voi uomini è così: voi spiate nei Miei Cieli più lontani nelle immense distanze da voi a Me, nelle Mie Leggi, cercate di scoprire negli ultimi infusori le stesse, avendo dinanzi a voi un Regno incommensurabile, infinitamente verso l’alto e infinitamente verso il basso, e il “Macro e Micro-cosmo” vi lascia sempre insoddisfatti. Essi sfuggono ai vostri ragionamenti, gli inizi dell’uno e i confini dell’altro, sprecando il vostro tempo e la vostra vita a cercare tutto al di fuori di voi, questo grande mistero è già da tempo chiaro e risolto, e pronto nell’interiore, dato tramite la Scintilla divina in voi, dove solo una piccola introspezione nell’ultimo santuario del cuore vi renderebbe chiaro tutto ciò che nell’intera Creazione può essere cercato solo sulla via indiretta dal materiale allo spirituale, ma trovato solo dallo spirituale al materiale! Ebbene, figlio Mio, ritorniamo di nuovo alla croce, dove anche lì per renderla comprensibile voglio condurti dal campo materiale sul campo spirituale della rispondenza.

3. Osserva ancora una volta una croce. Com’è formata? – Dirai: “È una trave verticale che alla metà superiore è tagliata da una trave trasversale, ovvero un legno trasversale, su cui erano fissate le braccia del Crocifisso”. – Dico Io: “Bene, hai ragione, figlio Mio!. Ma che cosa significa spiritualmente questa forma?”. – Questa forma presa spiritualmente– come risulta materialmente – significa due direzioni che s’incontrano in un punto, là si dividono, e così una ‘attraversa’ l’altra. Una forma che sta diritta e tende verso l’alto, viene incrociata dall’altra che scorre parallelamente col suolo; essa dunque si mette sulla via ostacolando. Per un inchiodato sulla croce, la testa e il cuore scorrono verticalmente sulla trave, e le mani fissate al legno orizzontale. Questo significa: il tendere dello spirito insieme all’anima deve essere orientato solo verso l’alto; tuttavia esso viene interrotto tramite le azioni, oppure lo scopo del primo viene ‘incrociato’ attraverso il secondo. Infatti, la parola ‘azioni’ descrive veramente solo cose e fatti che vengono compiuti con la mano, dove poi anche nel senso spirituale la parola è il manovale dell’anima, e le serve come mezzo per lo scopo. Qui hai quindi la rispondenza della forma della croce che Io ho scelto, volendo dire ai Miei spiriti nel loro linguaggio: “Il Mio tendere di guidare voi e gli uomini verso l’Alto, voi o perlomeno una grande parte di voi lo vuole distruggere attraverso azioni trasversali o opposte. Anche gli uomini durante il Mio cammino di vita terrena volevano impedire la Mia missione con il loro modo di fare, solo che mentre al palo verso l’alto il Mio Cuore umano cessò di pulsare e il Mio capo si piegò, mentre le Mie braccia fissate al legno trasversale erano condannate materialmente all’inattività, il Mio Spirito fuggì alla conclusione del Mio mandato, con le parole: «È compiuto!» e le Mie mani spirituali – libere come lo sono sempre state – si levarono come Sapienza implorando all’Amore con le Parole: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!».

4. Queste due direzioni contrapposte, vita spirituale e azione materiale, ottennero la loro più grande consacrazione attraverso le Mie ultime parole. La Mia missione era compiuta, e a coloro che volevano abbreviarla o perfino distruggerla, fu perdonato! L’Amore Mi inviò sulla Terra, e la Sapienza, modificando l’impulso troppo grande, raggiunse la più grande vittoria spirituale solo per mezzo dell’ultimo Atto materiale. – Ebbene, come anche la croce, un giorno un palo della vergogna, ha ricevuto attraverso di Me un significato onorevole, così voi e molti dei Miei figli, ai quali proprio per amor Mio non va al meglio, che avete accolto la massima “stringersi sotto o alla croce, portarla pazientemente”, altrettanto tu, figlio Mio, come un giorno Io, devi prendere tutto ciò che è unito con il tuo spirito, consegnare la tua anima a Me, e sfruttare le azioni correnti di traverso alla vita umana sociale, affinché non ti ostacolino nel procedere. E tu, come un giorno Io sulla croce, dove innalzato al palo della vergogna a quel tempo splendeva in grande gloria mentre intorno a Me stavano anime oscurate dall’odio e dalle passioni, – così starai un giorno anche tu! Invece di gettare al falso mondo il guanto di sfida, esclamagli: “Venite qui, voi smarriti, fratelli e sorelle, e imparate da me e dalle mie sofferenze il supremo godimento più beato di un cuore puro”.

5. La croce come simbolo di due fattori sempre opposti tra loro, vi deve dare l’insegnamento che proprio solo attraverso gli opposti, il mondo materiale come quello spirituale, ha uno scopo e un’esistenza! Nel mondo visibile è contrapposta la luce all’oscurità, il freddo al caldo, la vita alla morte, il sorgere allo svanire, la quiete alla lotta; nel mondo spirituale il bene al male, virtù ai vizi, l’amore all’odio, l’amore per il prossimo all’amor proprio. Qui vedi dappertutto il simbolo della croce, un giorno santificata attraverso di Me, dominare spiritualmente nella rispondenza già molto prima in tutta la Mia Creazione come unico mezzo di esistenza e conservazione. – Riconosci quindi l’alto significato della croce. Porta anche tu le conseguenze di tutti i movimenti contrastanti in te. Mitiga i tuoi desideri di appartenere spiritualmente del tutto solo a Me, e a non considerare il mondano. – Finché porti il tuo corpo terreno, devi agire materialmente, ma ciò nonostante puoi sentire spiritualmente, puoi imprimere ad ogni azione il sigillo della Divinità. Ma del tutto spiritualmente, vivere completamente unito con Me non è possibile. Non recidere da te stesso le vie per il benessere; onora e gusta ciò che Io ti verso nel grembo in beni materiali, impiegando con saggezza ciò che ti dono con Amore, e adempi così il tuo scopo ugualmente bene come l’ho compiuto Io sulla croce, nonostante tutte le circostanze contrastanti, simbolicamente espresse tramite il legno sul quale conclusi la Mia carriera terrena, e nonostante ciò rimasi comunque vincitore. – Ricordati della croce nella sua rispondenza spirituale, e ti riconcilierai con il tuo destino, comprenderai come una croce senza trave trasversale non è una croce, proprio come non è possibile nell’uomo una vittoria spirituale sul suo io senza il flusso opposto degli ostacoli materiali che, alla fine, invece di ostacolare il progresso spirituale, lo devono promuovere! – Ricordati delle Mie ultime parole «È compiuto!», e cerca anche tu di terminare felicemente la tua missione, come Io la Mia, e come  incoronai la Mia missione con la resurrezione, così spera anche tu la tua rinascita spirituale nel Mio Regno! – Amen!

 

 

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Cap. 29

Il numero Tre

(appendice su ’La croce’)

 

14 febbraio 1872

1. Mi domandi: “Perché proprio due criminali hanno dovuto subire con Me la morte sulla croce?”. Ed Io ti rispondo: “Torna più indietro e cerca di capire in quale periodo della Mia vita precedente si stava svolgendo”. La risposta a questa indagine era il tempo di tre anni dell’Insegnamento pubblico. Ebbene, la risposta ti è stata data, ma non sei capace di afferrare il senso della stessa. Pertanto, per guidarti a questo, vogliamo dapprima considerare la Mia stessa Divinità e poi le Caratteristiche di questa Divinità nel mondo, sia quello materiale che spirituale, affinché da ciò tu possa comprendere ed afferrare più facilmente il seguito.

2. Ascolta dunque: in tutte le cose che il tuo intelletto può afferrare, troverai una certa cifra che singolarmente condiziona la sussistenza delle cose, oppure è contenuta perlomeno nella cifra complessiva dei fattori dell’oggetto come cifra di base, ed è in questa cifra che, per così dire, il fondamento di tutta la Mia Creazione è espresso nel divenire, nell’esistere e nello svanire; questa cifra è il numero ‘tre’. Tutto ciò che esiste ha una triplice estensione come corpo; vale a dire: altezza, larghezza e profondità. Tutto ciò che esiste ha un inizio, uno sviluppo e uno svanire. Tutto ciò che esiste ha un esteriore, un interiore e un intimo. Tutto ciò che esiste ha un corpo, un anima e una scintilla del Mio Io divino, ‘lo spirito’. La Creazione stessa, visibile e invisibile, è sorta attraverso tre processi: il pensiero, l’idea e la realizzazione. Anzi, Io stesso sono l’espressione di tre grandi fattori, dell’Amore, della Sapienza e dell’impulso della conservazione di tutto ciò che era stato creato dai due precedenti. Dappertutto tu vedi questo numero tre, e proprio per questo lo stesso è intrecciato anche con la Mia vita terrena, dove dappertutto vi è celato dello spirituale.

3. Alla Mia nascita Io stavo come Punto centrale, come Mediatore tra altri due elementi spirituali, e questi rapporti spirituali dell’umanità si sono ripetuti alla Mia fuoriuscita da questa vita terrena. Alla Mia nascita stetti come Mediatore tra gli uomini materiali e quelli accessibili spiritualmente per la Mia dottrina, stetti tra il politeismo, ovvero il paganesimo, e il popolo che adorava un solo Dio. I primi con il tempo dovevano essere salvati dalla totale decadenza, e con la parte migliore dell’altro popolo, credenti in un Dio, riportare all’umanità la sua dignità perduta attraverso la Mia dottrina. Quello che lì si espresse nelle circostanze del tempo, si rappresentò simbolicamente alla fine della Mia vita.

4. L’uno criminale (nella rispondenza) rappresentava i pagani; l’altro, il popolo giudaico. Il primo non si pentì né si convertì; l’altro Mi pregò per intercessione e in parte credette in Me. Entrambi erano congiunti con la vita terrena attraverso la croce, e qui soggiacquero appunto alla morte, perché avevano considerato l’incrociamento materiale del loro orientamento spirituale per la causa principale, e così allungarono notevolmente la via verso l’Alto. All’uno promisi di essere lo stesso giorno con lui in paradiso, e l’altro incorse alla legge morale del rigore, finché l’auto discernimento gli avrà insegnato qualcosa di meglio.

5. Alla Mia nascita furono tre sapienti dall’Oriente che vennero a portarMi oro, incenso e mirra, e questi tre sapienti caratterizzavano i Miei tre giorni d’insegnamento nel tempio, come i Miei futuri tre anni d’insegnamento e i Miei tre giorni nell’Ades per l’ammaestramento e la liberazione degli spiriti che là Mi aspettavano. La linea spirituale dei tre sapienti era triplice. L’uno Mi cercò nelle stelle, l’altro nella visibile natura fisica, e il terzo nell’animico Regno spirituale.

6. La stella che li guidò fino a Me era la stella della verità che essi ben supponevano in tutte le loro ricerche nelle differenti direzioni, ma non ne erano certamente consapevoli. I tre sapienti presentarono o rappresentarono le tre direzioni dello spirito di tutto ciò che è creato e del Mio stesso Io divino; essi erano, per quanto riguarda spirito, corpo e anima, oppure dello spirituale, del materiale e dell’animico, condizionati in ogni cosa.

7. Anche il mondo era ed è ancora adesso espresso in questo numero tre, se volete suddividere gli uomini in tre classi così: uomini che credono poco o addirittura nulla; uomini nei quali è già risvegliata la facoltà di credere, che quindi sono pronti ad accogliere il Mio seme divino e alla fine Me, come Uomo-Dio, come Mediatore tra loro, promettendo all’uno l’incontro con Me nel mondo spirituale; e coloro che rifiutano ogni parola di conforto e di fede, vantandosi con la loro scienza intellettuale senza badare alla voce del loro cuore, dovendoli lasciare a se stessi, a come riusciranno a farcela come ‘forti spiriti’ dall’altra parte, nella tenebra voluta da loro stessi del credere a nulla.

8. Queste tre condizioni spirituali dovrebbero essere rappresentate corrispondentemente anche alla Mia nascita come al trapasso. Esse erano: oscurità, crepuscolo e Luce. Oscuri furono i pagani; nel crepuscolo i giudei, perché con le profezie dei profeti erano preparati; e la Luce, irraggiando e riscaldando tutto, ero Io.

9. Così fu il Mio operare nei Miei tre anni d’insegnamento, dove Io, risvegliando i dormienti dall’oscurità, preparandoli al crepuscolo e precedendo davanti a loro come Luce, coronai poi la Mia opera con la Mia resurrezione e ascesa al Cielo.

10. E come portai lì tra due peccatori smarriti come ultimo Confortatore almeno per un conforto e speranza, così adesso Mi trovo di nuovo tra i vostri uomini-ragione e i vostri credenti nel crepuscolo, come unica Luce e Punto fermo nell’avvicinarsi confusione e calamità! Gli uni sono peccatori induriti, come in quel tempo l’uno, il malfattore; gli altri, credenti pentiti ma speranzosi, i quali sperano fiduciosi nell’Amore misericordioso di un Dio onnipotente, per poter uscire dal crepuscolo ed entrare nella Luce.

11. Così la Mia morte sulla croce tra i due malfattori o peccatori è l’autentico simbolo dei diritti umani e divini della condizione spirituale dell’umanità, e adesso, come una volta, Io sarò di nuovo come Mediatore, come il grande Compensatore che unirà in Uno le direzioni che si stanno duramente di fronte, affinché alla fine debba comunque determinare come presso di voi, spirito, corpo e anima, una trinità, un solo tendere spirituale, un solo Regno spirituale, dal momento che Io sarò di nuovo il Punto centrale e Conservatore di tutto il divenire e del divenuto.

12. Così il numero tre, come espressione divina del Mio Io, come tipo fondamentale di tutto il Creato, è sempre il portatore di tutto lo spirituale. Triplice è la Mia Essenza, triplice la vostra, triplice il vostro periodo di vita, triplice il periodo della Creazione, triplice la direzione di tutto il procedere, triplice è la lotta per lo spirituale e triplice la vittoria!

13. Ovunque tu guardi è scolpito questo numero ed è espresso simbolicamente in un triangolo oppure in una piramide, alla cui base di ogni estremità della stessa è eretta una linea, tendendo verso l’alto queste linee si inclinano un po’ alla volta sempre di più, e in un punto si uniscono, dove il loro tendere e il loro inclinare trova il punto d’appoggio e la loro fine. Questo punto d’appoggio, spiritualmente, sono Io.

14. Le linee innalzate sulla grande base della Creazione materiale e spirituale sono l’umanità e tutte le creature, le quali avvicinandosi gradualmente sempre di più a Me, raggiungono alla fine il loro centro, la loro formazione spirituale più grande possibile nel loro comune Punto centrale in Me, quindi il numero tre determina Amore, Sapienza e Onnipotenza!

15. Allora accogli anche tu questo numero, come santo nel tuo cuore; e dopo questo, aspira a giungere dal materiale all’animico, e dall’animico allo spirituale, affinché la Scintilla spirituale divina posta in te rappresenti poi il tuo corpo materiale, e la tua anima, spiritualizzandosi e unendosi con la stessa, che è la forma di una piramide o un triangolo (cioè qualcosa di concluso, di perfezionato) nel piccolo, come lo sono Io nel grande, quale eterno Dio e Creatore di tutto l’esistente! Qui hai la soluzione del numero tre, come là significa simbolicamente e adesso rispettivamente, sempre lo stesso, vale a dire Me, come Mediatore tra materia e anima, tra oscurità e crepuscolo, come unica Luce raggiante che mai svanisce! – Amen!

 

 

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Cap. 30

Preparazione al giorno di Pasqua

 

16 aprile 1870

1. Domani celebrate la festa della Mia resurrezione, allora voglio donarvi per questa festa alcune parole, dopo che avete celebrato l’ultima di commiato dai Miei discepoli con siffatto amore e devozione! (Cena del Giovedì santo). Sì, Miei cari figli, il giorno dopo è stato veramente il giorno più importante e la chiave di volta del Mio scopo, perché ho deciso di venire sulla vostra piccola Terra per compier lì l’Atto più grande dell’umiliazione, come eterno Esempio per voi uomini e per i Miei spiriti che vivono sparsi nello spazio infinito, e glorificando ovunque la Mia Lode e il Mio Amore, per annunciarlo agli altri esseri creati. È stato il giorno più importante perché con ciò ho sigillato la Mia Divinità, mentre i Miei apostoli erano già diventati vacillanti nella fede. Se non avessi mantenuto la Mia parola che Io espressi: «Per un po’ non Mi vedrete più, e poi un altro po’ Mi vedrete di nuovo», se non fossi risorto e, con ciò, avessi superato come prima la Vita, e adesso la morte, allora sarebbe stato inutile tutto il Mio stesso, supremo sacrificio, e l’Opera compiuta con grande umiliazione! Solo per il fatto che i Miei discepoli Mi videro di nuovo risorgere, e in ciò riconobbero il Signore sulla morte e sulla vita, tutti furono fortificati nella fede, e diedero poi facilmente e liberamente la loro vita per la Mia dottrina che Io pagai col Mio sangue, ed ho sigillato con la Mia resurrezione.

2. Miei cari figli! Quali sentimenti dovrebbero attraversarvi all’inizio di questo giorno in cui viene celebrata la festa della Mia resurrezione. Non voglio proprio toccare come viene celebrata: con ciotole di cerimonie, scorpacciate e baccanali, ma non come dovrebbe essere festeggiata.

3. È la resurrezione del Mio Amore che fin lì era stato estirpato nella maggior parte degli uomini tramite egoismo, brama di dominio e vendetta ottenebrata nel male, e se anche talvolta un sottile soffio divino dell’Amore e della Misericordia aveva attraversato come un lampo l’uno o l’altro, era stato solo per momenti. La Mia venuta, le Mie parole, le Mie opere che avevano tutte riferimento solo all’Amore, che respiravano tutte solo Amore, dovevano rafforzare attraverso la resurrezione come chiave di volta del tutto, ciò che Io dissi spesso, e ora ve lo ripeto anche: “L’Amore non può passare!”, tutti i poteri, perfino la morte, vanno a fondo in esso, e proprio per questo la Mia resurrezione fu la massima dimostrazione, consolidamento e motivo per l’eterna durata della Mia dottrina, allora nuovamente fondata.

4. Se non fossi ritornato dalla morte e non avessi consolato al Mio tempo tutti i Miei seguaci, e rinnovato la Mia parola dell’amore, tutto il Mio operare e parlare sarebbe caduto nella dimenticanza, e un decennio dopo nessun uomo avrebbe più parlato di Me, al massimo “...che Cristo è stato un uomo straordinario, oppure, addirittura, un profeta”, e nient’altro. Sarebbe rimasto all’espressione e non si sarebbe mai giunti alle azioni che la Mia dottrina aveva rappresentato come vero mezzo all’unica meta dell’anima. Così questa resurrezione fu il primo segno per dare alla Mia dottrina un’eterna durata, per presentarla fino agli ultimi mondi che orbitano nello Spazio di eternità in eternità come punto luminoso e come passo mai sospettato del Creatore e Signore di tutto il visibile, come Egli sia risorto dalla più grande umiliazione in maniera gloriosa, come Esempio per tutti gli spiriti e gli angeli!

5. Sì, l’eterno Amore di nuovo resuscitò, diffondendo ovunque la Sua indulgenza e la Sua mansuetudine; esso cominciò a splendere come una soave Luce, sebbene con l’errata comprensione umana della Mia dottrina e del suo utilizzo per scopi egoistici di una sola casta, la casta sacerdotale, è corso molto sangue e sono cadute e cadranno ancora molte vittime innocenti. L’amore è comunque uscito trionfante e glorioso dalle tempeste provocate dagli uomini, rimanendo sempre lo stesso. Questo è ‘l’amore eterno, tutto riconciliante!’

6. Già sulla croce Io espressi la suprema parola dell’amore, perdonando i Miei nemici, dopo che la Mia opera era quasi compiuta fino alla totale trasfigurazione. E così l’amore, dopo mille e molti anni ancora, sta sempre davanti ai Miei cari figli; Esso celebra giornalmente una resurrezione in uno o nell’altro animo, così che dopo lunghe sofferenze desidera finalmente ritornare a Me, ed Io gli lascio trovar la via.

7. Non celebrate solo domani, celebrate tutti i giorni la festa della resurrezione del vostro amore per Me ogni volta che avrete compiuto una buona azione nel Mio Nome, oppure quando, se per questa mancheranno i mezzi per l’esecuzione, l’avrete voluta in voi stessi. Allora sarete risorti, vi sarete poi avvicinati a Me di un gradino, più vicino all’infinito Amore che vi ha voluto stringere al Suo Cuore già dall’inizio con tutte le forze. Allora sarete risorti con Me da una posizione inferiore a un essere migliore! – O figli, se sapeste cos’è l’Amore, l’Amore di un Creatore per i Suoi figli! Se sapeste come non ignora niente, anzi perfino il più piccolo cenno nei vostri cuori, per guidarvi sempre più vicino a Me, voi povere creature! Voi non potreste pensare quest’Amore e continuare ad esistere, poiché sarebbe per voi un annientamento nella pura delizia e nella beatitudine!

8. Celebrate la Mia festa, la festa della resurrezione. Pensate a Me e immaginatevi anche che non siete  i soli a celebrare questa festa, ma è celebrata in tutti i Cieli. Da tutti gli spazi della Mia Creazione Mi giunge il giubilo, suoni di accordi soavemente celestiali fluiscono dalle labbra dei Miei angeli e da tutti i trapassati che Mi cercavano già su questa Terra, e ora Mi hanno trovato là nell’eterno splendore della Mia magnificenza, tanto che se deste un’occhiata a tutto questo con Me, non vorreste più vivere qui per un’ora soltanto!

9. Celebrate questo giorno in tutta la devozione nelle Mie disposizioni, e riflettete: “l’Amore non può far del male!”, – “l’Amore può solo amare e nient’altro!”. Celebrate questo giorno con i Miei spiriti e confidate in Me, quando dopo breve tempo di prova suonerà la vostra ora di richiamo, e poi cadrà il velo che adesso vi separa dal mondo degli spiriti. Allora celebrerete anche per voi la prima resurrezione spirituale, e con questo il tutto avrà poi anche per voi la sua pietra di volta per il vostro pellegrinaggio terreno; solo allora imparerete a percepire nelle Mie braccia e al Mio petto paterno che cosa significa ‘amare’, ma amare come posso Io quale Padre, amare i Miei figli che hanno perseverato fedelmente presso di Me fino alla fine! L’Amore è risorto! Esso, l’eterna Sorgente della Creazione di tutto il Creato, ha vinto la morte e sarà l’Alfa e l’Omega di ogni esistenza, sia nella Creazione materiale che spirituale!

10. Perciò, Miei cari figli, il Padre vostro, l’Amore stesso vi esorta a celebrare solennemente questo giorno in memoria di Me, esso è un giorno di festa per tutti coloro che conoscono la parola ‘Amore’ e la vogliono di continuo curare nel loro cuore.

11. Non dimenticate: è il Cristo risorto, è il Dio che un giorno, dopo breve tempo del Suo soggiorno terreno ritornò nei Suoi Cieli, il Quale dopo molti anni vuole mettervi di nuovo questo nel cuore, come fece una volta là agli apostoli, quando dopo la resurrezione venne tra loro attraverso le porte chiuse. Anche a voi, Miei cari figli, Io ritorno e vi esclamo: “Non temete, sono Io, il Padre vostro, Io, Gesù, l’eterno Amore risorto che ha vinto la morte; Io, l’Incorruttibile sono di nuovo qui ed esclamo a tutti voi: risorgete anche voi! In alto! In alto! Là vi fa cenno la stupenda meta dell’eterno Amore. Là sta il Padre con le braccia aperte, ristorando tutti con la Sorgente del Suo infinito Amore! Quindi correte da Lui, da Lui, Miei cari , affinché vi possa di nuovo ricambiare per le vostre sofferenze subite per il Suo Amore e per la fede che vi sta connessa!”

12. La Mia resurrezione è la festa dell’incoronazione per tutte le Mie sofferenze ed umiliazioni durante il Mio cammino di vita terrena. Possa essere anche la vostra resurrezione, la festa della vittoria della vostra anima e del vostro spirito, affinché poi diventiate degni di essere nei fatti figli Miei e rimanerlo in eterno! Questo vi dice il vostro amorevolissimo Padre come parola commemorativa della Sua resurrezione, come segno dell’Amore mai calante, dando a tutti voi la Sua paterna Benedizione. – Amen! Amen! Amen!

 

 

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Cap. 31

Domenica di Pasqua

 

9 aprile 1871

1. Tu hai brama di una Mia parola perché il tuo cuore è scosso dalla solennità del giorno così come viene celebrato in tutta la Mia Creazione come Giorno della liberazione dalle dure catene, e d’altra parte perché ti ricordi con tristezza di quegli uomini in cui la massa vive proprio questo giorno del quale dovrebbe essere orgogliosa, con la più grande indifferenza, dove solo per abitudine alcuni partecipano a cerimonie che non possono evitare, ma del resto si dedicano solo alle passioni mondane e precisamente alle più basse.

2. Tu Mi domandi: “Dov’è il Tuo sacrificio, o Padre, che hai portato per noi e per tutti i Tuoi spiriti? Dov’è il riconoscimento dello stesso?”

3. Ed Io ti rispondo: “Stai tranquillo, figlio Mio; ciò che ti indispone, non rallegra nemmeno Me”. Però, vedi, nondimeno Io lascio sorgere il Sole nel suo splendore, portando vita ovunque su questa morta massa di anime.

4. Nonostante i loro smarrimenti, Io le sovraccarico di Grazie, anzi le inondo con doni di benedizione; e nonostante ciò, non serve a nulla! Se Io giudicassi come te, dal punto di vista umano, anche su di Me verrebbe una malinconia; anzi ancora di più, Mi pentirei del Mio sacrificio dell’umiliazione come Creatore e Signore del mondo. Anzi, se non fossi l’Amore che mantiene gli esseri viventi, se non fossi l’Amore, il supremo Amore stesso, dovrei maledire questo Atto, se l’Amore potesse maledire!

5. Ma poiché in primo luogo Io sapevo e vedevo in anticipo queste condizioni, in quanto come Dio, nel rapporto spirituale, ho una vista molto più elevata, di ampia portata, ed ho dinanzi a Me un’intera eternità di tempo per la maturazione dei Miei piani, allora sono tanto felice per il tuo cuore profondamente sofferente per queste cattive condizioni, come Mio degno figlio nel quale ho il Mio compiacimento; tuttavia non posso unire la Mia voce ai tuoi lamenti.

6. Sii rassicurato: Io so utilizzare per l’avanzamento dei Miei piani anche i più grandi smarrimenti degli uomini, il vivere spensieratamente di alcuni e le più cattive azioni, e dove a te può sembrare che le cose si svolgano proprio così diabolicamente, proprio là il Mio Amore è spesso maggiormente attivo, e il risultato finale, calcolando tutte le azioni che si basano solo sulle passioni più basse degli uomini, non ottiene poi il voluto male, bensì l’avvicinamento al Mio Regno già da tempo da Me avviato.

7. Quindi lascia pure che gli uomini si trastullino, lasciali parlar male con disprezzo del loro prossimo, lasciali maltrattare i loro sottoposti, di cui particolarmente il genere femminile; esse pretendono sempre di essere soltanto dee o sante, piene di buone caratteristiche, mentre loro, chi comanda, non ne possiede nemmeno una.

8. Non ti affliggere quando vedi come la Mia parola trova così poco consenso, come viene ascoltata solo secondo la forma, ma non si opera minimamente secondo questa.

9. Tu sai che cosa ti rispondo a tutto questo? – Vedi, Io ti dico: – lascia pure andare questi uomini per la via che vogliono, Io disporrò già le circostanze e concatenazioni in modo che tutti i torti, tutte le calunnie e tutte le false parole ipocrite che hanno detto agli altri, ricadono solo sul loro stesso capo. Essi dovranno una buona volta imparare a comprendere ciò che adesso non comprendono e non vogliono accettare in nessun modo, se la parola sia stata data agli uomini come conforto, ovvero comunicata a loro direttamente da Me!

10. L’eternità è lunga, e chi non vuole risorgere, chi non vuole lasciarsi rinascere, chi non vuol capire ciò che Io un giorno dissi: «Io sono uno Spirito e chi Mi vuol adorare, Mi deve adorare in spirito e in verità!», questi dovrà portarne le conseguenze, non del Mio giudizio punitivo, ma delle sue stesse azioni!

11. Sta tranquillo, lascia che gli uomini ti ritengano per uno folle esaltato che secondo la loro presunzione ritengono anche altri per folli; lascia loro questa gioia nella quale essi, gli oscuri, credono di essere la luce che deve splendere e splenderà. Tu sorridi di loro, ricordando la massima: ‘Ride bene chi ride per ultimo!’

12. Celebra con Me la tua festa della resurrezione! Festeggiala con i buoni propositi di diventare sempre migliore, di diventare sempre più degno del Mio Amore; scrivi, quando ti metto nella penna parole di conforto, di pace e d’amore, oppure quando devo biasimare gli errori degli altri con severità paterna per il meglio degli addormentati, tuttavia non ti preoccupare degli effetti di quanto sarà detto. Non lo avrai espresso tu, ma saranno parole Mie, e per secondo non hai nemmeno il potere di imporre agli altri ciò che tu riconosci come una stupenda e benedicente verità. Lascia aprire a Me gli orecchi ai sordi e incidere la cataratta ai ciechi, Io M’intendo meglio di qualcuno di voi in tali cose.

13. Fa’ il tuo dovere verso di Me, e festeggia la tua rinascita il più presto possibile, come festa di resurrezione nel Mio Amore che ha comunque trionfato come al giorno d’oggi mille e molti anni prima su tutte le cattiverie degli uomini!

14. Anche il tuo cuore sarà soddisfatto; anche tu vedrai e verrai ancora a sapere come i cuori più duri diventano teneri. Soltanto, non criticare i mezzi che forse devo impiegare per questo. Rifletti: – quanto più la massa è dura, tanto più grande sforzo ci vuole per ammorbidirla!

15. Consegnati alla Mia Volontà che finora ti ha guidato, per vero su vie non troppo piacevoli, soltanto che tu stesso dovrai ancora ammettere che solo con tali mezzi possono essere raggiunti tali scopi.

16. Se ti sei purificato nei Miei confronti, lascia allora agli altri simulare e nascondere i loro poveri cuori smarriti sotto bei discorsi come vogliono; ti ho già aperto parecchie volte la vista spirituale, e se anche in futuro alle volte capiterà, allora dovrà avere per scopo solo per riconoscere il lupo nella veste di pecora, per non gettare le Mie perle dinanzi ai porci. Nondimeno, che tu sia rammaricato quando i tuoi sforzi non concludono nulla, allora consolati: se non posso nulla Io, come puoi aspettarti un risultato migliore dalle tue piccole forze?

17. Continua pure a rendere felici altri attraverso le Mie parole, a guidare gli altri su vie migliori; se non tutti ti seguono, non ha importanza, anche i fiori su un albero che in primavera avvolgono lo stesso, non tutti portano frutti, sebbene ognuno porta in sé il germoglio. Il vento, la pioggia e il freddo, come anche altre circostanze, ne rovinano molti, e solo pochi riescono a giungere alla maturazione resistendo a tutte le tempeste.

18. Così è anche con i tuoi amici e fratelli: non tutti possono tenere lo stesso passo con te, a loro manca in volontà e in forza d’azione, essi vengono meno, piegati come un fiore, sotto certe circostanze perdono il coraggio, perdono la fede e la fiducia. Abbi solo pazienza; anche per loro arriverà un tempo della resurrezione, dove essi, resi arrendevoli mediante duri colpi, naturalmente solo più tardi riconosceranno quante occasioni ci sarebbero state per comprendere.

19. I fiori dell’albero che il vento disperde e la pioggia lava via, oppure sono distrutti dal gelo, come fiori sono bensì usciti dal regno della realtà, ma non dalla Mia Creazione come sostanze della natura. Essi dovranno adempiere in altre forme e sotto altre circostanze ciò che a loro non è stato concesso come fiore. E così è anche con gli uomini: le circostanze che agiscono su di loro, per il momento cambiano il loro modo di sentire, cambiano il loro orientamento spirituale. Tuttavia non ti preoccupare, anche su altre vie, diverse da quelle che tu volevi, li raggiungerà la Mia mano, li farà attraversare una scuola di rinuncia e sofferenze come mezzi di purificazione, e se poi, schiacciati dalla dura macina del loro destino, saranno diventati cedevoli, allora verrò Io di nuovo con il Mio Amore e riscalderò il freddo sconsolato cuore, così poi, volonterosi, presteranno ascolto a tutti i Miei insegnamenti, perché tutto il resto nel mondo ha chiuso spietatamente i suoi orecchi alle loro grida d’aiuto.

20. Ogni anno ritorna questo giorno commemorativo della Mia resurrezione, ogni anno molti non si potranno rallegrare di un progresso; cerca anche tu (lettore) di essere tra coloro che procedono, e tu (scrivano) non ti preoccupare per i rimasti indietro. Io stesso li spingerò avanti, e con pazienza comincerà anche per loro il giorno della resurrezione del Mio Amore nel loro cuore. Rimani il Mio scrivano e figlio obbediente e diligente, e non rattristarti nelle ore della consacrazione che il Padre tuo Celeste pone talvolta nel tuo cuore tormentato da circostanze mondane. Questo a te per oggi, come nel Mio giorno della resurrezione di una volta e, possibilmente, per il tuo prossimo giorno della rinascita! – Amen!

 

 

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Cap. 32

La festa della Mia resurrezione

(come base di ogni più nobile cultura)

 

31 marzo 1872

1. Mi preghi di ricevere alcune parole per il giorno odierno, perché appunto proprio oggi il tuo cuore è così colmo di amore per il tuo prossimo e in particolare per il tuo piccolo gregge che ti ho affidato per guidarlo, che ti senti spinto a mandar loro, cioè agli ultimi, alcune parole di conforto che dovrebbero supplire la tua lontananza nella loro cerchia. Ebbene guarda, figlio Mio, anche se su questo giorno vi ho già detto molto, il cui significato e la sua applicazione ve li ho dati per la vostra stessa vita spirituale, allora voglio accondiscendere alla tua preghiera, e spiegarti la tua beata sensazione del perché non vorresti celebrare questo giorno senza una santa azione che si riferisca alla Mia resurrezione, e perché ti sarebbe caro e piacevole se il tuo sentimento potesse trovare anche una risonanza nei cuori dei tuoi fratelli e sorelle.

2. Ebbene vedi, oggi l’intera cristianità celebra la festa della Mia resurrezione, eccetto i popoli slavi che, per ignoranza e grettezza, non vogliono essere nel calcolo del vostro tempo, e la celebrano più tardi.

3. Il come questa festa dovrebbe essere celebrata, e veramente viene celebrata, vogliamo lasciarlo da parte e rivolgerci solo a coloro che, quali veri cristiani, non la vogliono celebrare con lo sfarzo esteriore, ma interiormente con delle considerazioni religiose, con l’elevazione del loro cuore a Me. Infatti, mentre per loro questa parola è di valore, per gli altri non bastano le parole, là deve sentire lo stomaco, perché lo spirito avrebbe un giorno di festa, vale a dire non deve fare nessun lavoro; tuttavia allo stomaco viene affidato il lavoro maggiore, al fine di trovare la via d’uscita dal caos di cibi che proprio il giorno odierno vengono cacciati in esso ‘in onore di Dio’.

4. Voltiamoci quindi da questi figli smarriti, ed illuminiamo coloro che bramano la Luce, rendendoli felici con un raggio del Mio Amore, mentre gli altri sono così a proprio agio seduti alla tavola nell’oscurità materiale.

5. La festa della Mia resurrezione, ovvero la scena conclusiva del Mio cammino di vita terrena, il perché Io un giorno discesi sulla vostra Terra e quello che ho voluto lasciare agli uomini in eterno, l’ho confermato là con la Mia morte sulla croce, e lo misi nella giusta Luce solo con la Mia resurrezione. – Questa festa di resurrezione viene celebrata anche in tutta la Mia Creazione, perché fu un atto nel quale l’intero mondo visibile ed invisibile degli spiriti ottenne la sua vera destinazione.

6. Essa viene celebrata in quegli spazi, ma non così come lo immaginate voi; là per tale festa è destinato pure un giorno, perché nel Regno degli spiriti non esiste nessuna notte e perciò nemmeno un giorno. Tanto più che i calcoli del vostro tempo e le vostre supposizioni sono sbagliate, e tanto meno sapete il vero giorno della Mia nascita[28], poiché il calcolo del tempo presso i romani era diverso, e questo venne di nuovo rettificato dai vostri astronomi, e inoltre, perché a causa dell’eclisse solare i calcolatori degli osservatori stellari lo consideravano come un fenomeno normale, cosa che però non lo fu. Essi determinano appunto questo giorno di festa così che deve essere celebrato con la luna nuova, ma da tutto ciò risulta che voi non festeggiate mai veramente il giorno della Mia crocifissione, né della Mia resurrezione.

7. Vedete, come si strappò la cortina nel tempio, e così l’Onnisantissimo – altrimenti sottratto al popolo –viene adesso esposto, cosa che aveva altrettanto un grande significato, dovendo indicare l’abbattimento dell’ultimo muro di separazione che esisteva fino allora tra Dio e i Suoi esseri creati, pregando Egli – l’Amore stesso – ancora sulla croce per gli abbagliati, esclamando: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!», così questi avvenimenti elementari, come lo strappo della cortina nel tempio, furono l’espressione di ciò che si svolse nello stesso istante nell’intera Creazione, e in particolare sulla vostra Terra. In altre parole, mentre l’intelletto mondano degli uomini si oscurava attraverso la fanatica furia religiosa e i giudei non sapevano ciò che facevano, allora cadde il muro separativo spirituale che fino allora separava il Creatore da ciò che Egli aveva creato, e il muro si trasformò attraverso la Mia preghiera come Crocifisso nel rapporto del Padre per i Suoi figli, quale rapporto perseguito attraverso la Mia discesa, avviato là, e ora va incontro al suo perfezionamento come conclusione!

8. Se però vi dico che questo giorno viene festeggiato anche nel mondo degli spiriti, allora questo avviene in un modo del tutto semplice e naturale, e precisamente così:

9. Dal ritorno a casa nel Mio Regno fino al vostro tempo, sono passati nell’aldilà milioni di credenti; molti di questi, specialmente quelli deceduti da poco, prendono parte a questi avvenimenti che accadono nel vostro mondo da dove anche provengono, tanto che, appena s’impadronisce una devota disposizione edificante in tali feste commemorative degli uomini ancora viventi, i defunti non rimangono liberi da quest’influsso, ma si intonano nell’Osanna e nell’Alleluia dei viventi.

10. Se ora nel Regno degli spiriti non rimane nascosto nessun movimento spirituale, allora lo stesso eccita anche là di nuovo altri spiriti alla simpatia; e come un sasso gettato nell’acqua, attraverso il moto ondulatorio circolare che la sua caduta ha causato, dà notizia alle lontane particelle d’acqua della sua caduta nell’elemento liquido, così si diffonde anche questo giubilo con le preghiere di ringraziamenti elevate a Me fino ai Miei sommi spiriti angelici, i quali fanno di nuovo riaffluire il loro amore ai gradini inferiori, e s’intonano insieme nel loro ringraziamento e inno di lode, producendo così un gioioso vibrare nell’intero Regno dei Miei Cieli che è provenuto dalla Terra fino nella Mia vicina Sfera degli spiriti e rifluisce da lì di nuovo a voi.

11. Vedi, questo ondeggiare spirituale muove anche te, Mio caro scrivano, stimola in te questo beato sentimento d’amore di pace e di quiete, sentimento che hai creduto espresso perfino nell’intera natura visibile, e vorresti volentieri far sentire ai tuoi fratelli e alle tue sorelle.

12. Per renderti chiaro i movimenti del tuo stesso cuore i quali dovrebbero diventare utili anche per altri, proprio per questo ricevi questa parola, per te, per i tuoi amici e per tutti i futuri veri seguaci della Mia dottrina, affinché anche loro un giorno, leggendo queste parole, dovranno imprimersi nella memoria quanto buono è stato il Padre loro nel Cielo – ed ha provveduto anche per loro con del Pane spirituale, giacendo ancora tutti come un embrione nel grembo dell’infinità.

13. Sì, figli Miei, celebrate questa festa della resurrezione, facendo sorgere anche voi tutte le vostre virtù e tutte le caratteristiche spirituali in voi, e lasciate indietro nella tomba preoccupazioni e piani mondani, come Io un giorno il sudario, nel quale si avvolse la Mia salma, così anche voi lasciate indietro tutte le false opinioni nelle quali vi hanno coinvolto la vostra educazione e il vostro amor proprio.

14. Risorgete, come un giorno Io quale Uomo-Spirito, e lasciate dietro di voi l’uomo mondano! Allora il giubilo degli spiriti dall’aldilà che vi amano diventerà ancora più grande, percepirete ancora di più la risonanza dello stesso, e guarderete altrettanto a Me con gratitudine, come coloro ai quali è concesso di vedere Me faccia a faccia, perché allora ben comprenderete che non celebrate la Mia festa di resurrezione, bensì la vostra che vi ho lasciato con il Mio cammino di vita e la Mia dottrina, e con ciò vi ha collocati nella vostra dignità spirituale, dove dovrete trovare la vostra vera posizione non da soli uomini o cittadini di un piccolo globo terrestre, bensì da spiriti, figli dello Spirito supremo ed eterni gaudenti di mai sospettate beatitudini, come abitanti dei Miei Cieli spirituali.

15. Questo era il Mio scopo, questo volevo far di voi; e così potete ben immaginarvi che il giorno di una simile resurrezione, guadagnata da Me con tali sacrifici, può essere festeggiato veramente solo quando anche voi uomini, come Miei degni figli, potrete afferrare l’intero valore della Mia volontà, e solo attraverso questo potrete comprendere che non si trattava della Mia, ma della vostra glorificazione, quando ho trascinato la croce al luogo dell’esecuzione, come quando Io – quale Uomo-Dio spiritualizzato – ho fatto rotolare via da Me la pesante pietra sepolcrale dell’Essere terreno, e con ciò suggellai non la Mia gloria, bensì la vostra nel Mio Regno degli spiriti.

16. Perciò celebrate questo giorno con tutta umiltà; riflettete che se Io stesso non avessi educato i popoli con la Mia dottrina religiosa dell’amore e della tolleranza ad usanze più miti, da dove sarebbe venuta fuori la vostra civilizzazione? Che cosa sareste voi adesso? Senza la Mia comparsa in quel tempo, dove sarebbe ora la vostra cultura umana del vostro spirito?

17. Quale immensa differenza, come v’insegno adesso a contemplare e ad amare la Mia natura, e ritrovarMi in essa, in confronto a quello stato che sarebbe da paragonare alla più profonda tenebra senza la Mia venuta!

18. Tacendo solo i successi spirituali che avete potuto trarne e potete ancora guadagnare, già solo osservando il vostro benessere materiale dovrebbe determinarvi ad intonare a Me canti di ringraziamento e di lode. Quanto più in alto arrivate nella conoscenza della Mia parola, tanto più imparate a leggere e a comprendere il Libro spalancato della Mia natura, dove da tutti gli angoli essa esclama: “Dio è Amore!”. L’Amore che offre tutto, per far di voi figli Suoi!

19. Celebrate questa festa della resurrezione con una nuova elevazione del vostro io, con un’altra resurrezione del vostro io spirituale animico! Così celebrerete la vostra festa con i Miei angeli e spiriti, e da ciò diventerete spiritualmente puri e migliori.

20. Per Amore per voi ho sofferto tutto ciò che un uomo poteva sopportare; per amore fate anche voi per gli altri ciò che sta nelle vostre forze; è la lacrima di gratitudine nell’occhio di un altro che rende felici e beati, non quella che scorre nel proprio occhio.

21. Proponetevi a diventar da oggi migliori, più tolleranti e più amorevoli; celebrate questa festa con buone azioni, come conseguenza di elevati pensieri, come conseguenza di entusiasmo divino per l’unica vera Dottrina dell’amore che Io un giorno vi ho lasciato in eredità, e che ora ripeto in così differenti forme.

22. Cercate di diventare degni di Me, cercate di piacere a Me, poiché in questo piacere si trova più che solo la consapevolezza di aver agito bene, perché Io l’ho voluto; con ciò non combatterete per ottenere la Mia soddisfazione e quiete, ma la vostra. Questa è la vostra resurrezione, così vi renderete liberi da tutto il materiale, così vi spiritualizzerete, e come Io un giorno alla Mia resurrezione Mi levai nello splendore della Mia magnificenza divina, purificato da tutto l’umano, proprio così si deve librare in alto la vostra anima, purificata nella bianca veste della Luce d’amore della Mia grazia e del Mio compiacimento. A questo riguardo l’anima deve celebrare la sua resurrezione dal grossolano sensuale e mondano, finché alla fine dovrete restituire alla Terra la dura veste terrena, e in una veste animica spiritualizzata più pura dovrete celebrare l’ultima resurrezione per una permanenza in un Regno dove non valgono i giorni né gli anni come periodi di tempo, dove la luce non cambia con l’oscurità, ma dove il riflesso del Mio Amore diffonde un sempre perpetuo giorno, nel quale – secondo l’attività dello spirito – viene celebrato un processo di resurrezione dopo l’altro, dove diventa sempre più grande la vista dentro e fuori la Mia natura, nel Mio operare divino, e così da condurvi gradatamente in alto a Me nella Mia vicinanza, nel cui splendore e calore però possono sentirsi solo degli spiriti del tutto puri, come del tutto interamente ciò che sono Io come Dio, cosa che però Lo sono anche come Padre pieno d’Amore.

23. La via per vero non è lontana, poiché all’infinito ci si può avvicinare solo attraverso l’infinito, attraverso un tendere senza confini, perché solo così è possibile un’esistenza, un procedere di beatitudine in beatitudine.

24. La resurrezione come solennità vi deve richiamare in mente ogni anno questa via, affinché guardando indietro all’anno passato, possiate almeno notare un passo in avanti, il che deve incoraggiarvi ad ulteriori passi.

25. Allora celebrate così con i Miei spiriti e i vostri cari già trapassati prima, la festa della resurrezione dalla vostra stessa vita materiale alla spirituale. Con ciò glorificherete Me e voi, e rallegrerete tutti coloro che vi amano ed hanno ancora parte al vostro destino.

26. Osservate questo, e l’amore che il Mio scrivano ha sentito oggi per voi per l’intera umanità, per Me e il Mio mondo degli spiriti, riscalderà ed illuminerà anche il vostro cuore, e vi quieterà per la benedizione per voi e per il bene degli altri. – Amen! 

 

 

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Cap. 33

Quello che Gesù fece tra Pasqua e l’Ascensione

 

20 aprile 1870

1. Miei cari figli! Volete sapere che cosa feci dalla Mia resurrezione fino alla Mia ascensione? Allora vi voglio comunicare in breve che utilizzai questo tempo per visitare tutti i Miei figli, dall’Eufrate fino al Tigri, per portare a tutti loro conforto e benedizione, affinché le Mie parole prendessero più radici in tutti, e fossero così un vivente monumento del Mio cammino di vita terrena, e in questo modo lo devono diventare anche per tutti i discendenti. Appena vidi tutti i cuori ben fortificati e sapevo che all’infuori dei Miei apostoli, anche in molti altri cuori non viene più cancellata la fede in Me e nella Mia dottrina, allora decisi, vedendo raggiunto il Mio scopo, di ritornare al Padre da dove ero venuto.

2. Ciò che in quei quaranta giorni feci come vero dopo scuola, lo dovete fare anche voi non appena sarete diventati forti e saldi nella fede per tutti coloro ai quali avete comunicato la Mia dottrina, perfino di rinsaldarla; infatti, quello che furono i quaranta giorni per Me, questo è per voi il vostro cammino di vita terrena, poiché non sapete se sarete lasciati da Me ancora uno oppure quaranta o più giorni su questa Terra. Perciò non trascurate di lavorare nella Mia vigna come Io ho lavorato nella vigna del Padre Mio come Gesù. Dove avete acceso in un’anima la scintilla dell’amore, e vedete che il cuore divampa nell’amore per Me, continuate a fortificarlo e a confermare le Mie parole nell’azione, affinché anche voi, dopo la vostra scuola terrena, cominciando con la prima lettura della Mia parola, avrete utilizzato altrettanto il tempo della vostra vita come Io nei Miei quaranta giorni. Il vero e proprio dettaglio seguirà ancora come continuazione del Mio “Evangelo di Giovanni”. Fino allora eseguite il Mio consiglio e le Mie parole. Questo è sufficiente per meritare la Mia benedizione paterna. – Amen!

 

 

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Cap. 34

Sulla festa dell’Ascensione

 

25 maggio 1870

1. Poiché domani sarà celebrata la festa della Mia Ascensione e dovete festeggiarla altrettanto spiritualmente, allora vi voglio riferire alcune parole su questa, affinché comprendiate del tutto ciò che vuol significare celebrare una festa che ha riferimento a Me, e inoltre, celebrare questa festa che è stato l’ultimo Atto del Mio cammino terreno, allorquando ritornai di nuovo lì da dove ero venuto!

2. Prima di passare alla vera e propria celebrazione della festa di domani e spiegare la sua importanza per voi e per l’intera umanità, vogliamo dare uno sguardo soprattutto sulla Mia intera vita terrena, affinché possiate riconoscere e comprendere giustamente il perché conclusi la Mia permanenza su questa Terra con una tale azione.

3. Dopo che, come ho già spiegato una volta in un precedente dettato, Mi decisi di concludere il Mio cammino su questa Terra e tra gli uomini, ed Io stesso come Uomo rivestito con tutte le sue virtù, debolezze e passioni, per precedere tutti gli spiriti nell’infinità non solo nella Parola, bensì con il più grande Esempio, e mostrare a tutti loro che ciò che Io pretendo da tutti non è un’impossibilità e ognuno lo può compiere, vale a dire di subordinare tutte le caratteristiche che può avere uno spirito oppure un angelo o perfino un uomo, all’umiltà, – allora fu già compresa e conclusa l’intera idea della Mia nascita, dei Miei insegnamenti e della Mia crocifissione e l’ascensione al Cielo, come conclusione della Mia missione, come pure l’altra destinazione, vale a dire: oltre all’esempio per i Miei spiriti, anche per voi uomini qui sulla Terra, dopo che nella Mia scuola voi avete eseguito proprio questo, scuola alla quale ho sottoposto Me stesso come vostro Maestro, per elevarvi a figli Miei che devono governare e creare del nuovo nell’eterno Spazio con Me. Io vi ho anticipato un dono straordinario che era preservato a tutte le altre creature, e sarà dato anche a loro solo alla condizione che si rivestano qui come uomini terreni, per passare nella vostra amara miseria in questo mondo, se dapprima però, presteranno anche rinuncia ad ogni posizione di potere, volendosi sottomettere a tutto ciò che voi tutti, abitanti della Terra, dovete sottomettere con la stessa rinuncia e senza mormorare. Questo era lo scopo principale della Mia comparsa sulla vostra tenebrosa Terra!

4. Come Io eseguii questo e Mi sottoposi come Uomo alle più grandi sofferenze e perfino alla morte più disonorevole, lo sapete dai Vangeli, ed alcuni di voi conoscono l’intero percorso dei Miei anni d’insegnamento, cioè coloro che hanno letto il Grande Vangelo di Giovanni, fin dove fu scritto dal Mio defunto servitore[29].

5. Adesso, dopo che abbiamo menzionato con brevi parole il nostro scopo a motivo della Mia comparsa sulla Terra, vogliamo evidenziare il suo decorso e le conseguenze fino al vostro tempo, per passare all’atto conclusivo del tutto, facendo precedere solo alcune parole su cosa significa veramente celebrare un Atto, come sempre nella commemorazione annuale, non come viene celebrato da voi, bensì come voi e come ciascuno dovrebbe celebrarlo!

6. Quindi alla faccenda: ogni atto, sia il proprio che quello altrui, posto in modo tale da lasciare conseguenze significative alla propria persona o al popolo o all’umanità, per cui varrebbe la pena ricordarsene annualmente, deve essere stata parimenti una buona o grande e importante azione, tale da aver avuto un potente influsso sia sul singolo come su molti. Da voi si celebrano ben delle cose come certi giorni di battaglie e di vittorie, che però spesso non hanno portato molta fortuna al bene degli uomini; queste vengono però anche celebrate per lo più solo da coloro che hanno posto il guerreggiare come mestiere e con singoli scopi di vita.

7. Lasciamo la gioia a questi e ai loro adoratori e passiamo ad un altro genere di azioni, cioè a quelle che hanno contribuito ad una svolta per il miglioramento nel periodo di vita di un singolo, di un popolo oppure dell’intera umanità. A queste fanno parte naturalmente solo quelle azioni che furono perseguite già da lungo tempo da uomini di animo nobile, in parte per se stessi, in parte per il loro prossimo. Se dunque un uomo nella sua vita terrena ha fatto un’importante passo che ha influenzato potentemente tutto il suo fare e operare per l’intera vita, allora è spesso il caso che si voglia ricordare, e per così dire, celebrare quel giorno in cui è avvenuto l’avvenimento, ogni anno. Così, quasi ognuno festeggia il suo compleanno o il suo onomastico, e se ha vissuto secondo la Mia Volontà, nell’altro mondo anche il giorno della sua morte. La maggior parte degli uomini, con il commemorare un giorno in cui è subentrato un importante momento nella propria vita, intendono soltanto il fatto che riempiono il loro stomaco più che di solito con i cibi, e nel giorno in cui hanno forse fatto molto, anzi forse la maggior parte, fanno ora proprio il contrario ogni anno, lo cominciano e lo concludono col fare niente.

8. Come dovrebbe veramente festeggiare un uomo o un popolo o l’intera umanità il giorno che si sono posti nel calendario come giorno di commemorazione per tutti gli anni? Vedete, Miei cari figli, se un giorno è stato veramente così importante che lo si vuole ricordare ogni anno, allora si dovrebbe per lo meno pensare a ciò che ha portato quel giorno, come erano le condizioni, come ha utilizzato la favorevole svolta nel suo destino, e se fosse avvenuta solo oggi invece di molti anni fa, ne sarebbe degno oppure no?

9. Si dovrebbe ben riflettere su tutte queste domande, sia presso i popoli oppure presso l’intera umanità, e il risultato di questa considerazione dovrebbe poi essere che, sia il singolo come i popoli e l’intera umanità, trovino che tutti non sono veramente mai stati degni completamente di questa Grazia, e quindi non sono degni di afferrarne per lo meno il proposito, quando il giorno ritorna nell’anno successivo, al fine di starsene lì un po’ meglio al cospetto di un tale importante momento!

10. Una tale celebrazione dovrebbe essere quindi dedicata innanzitutto non ad una gozzoviglia di piaceri, bensì a serie considerazioni, per lo meno di non essere venuto invano nella vita di uomini che dovrebbero diventare spiritualmente simili a Me. Un tale giorno dovrebbe iniziare con una specie di esplorazione della coscienza, come prima della confessione; poi dovrebbe seguire il pentimento degli errori commessi, e infine concludersi con il proponimento di migliorarsi.

11. Questo sui normali giorni di festeggiamento di ogni importante periodo della vita. Adesso però voglio passare a quello che volete celebrare domani, e vi potete anche già immaginare che se presso dei singoli uomini si celebrano spesso dei momenti insignificanti della loro vita, allora vi ho appena esposto come gli stessi dovrebbero essere celebrati, cosa c’è poi da fare, quando volete celebrare una solennità che ha per base Me e il Mio cammino terreno, dove voi tutti sapete che la Mia comparsa nel mondo ha un permanente influsso sul singolo, come sui popoli ed infine sull’intera umanità, operando eternamente su tutto il loro fare e disfare!

12. Quindi, quando Io seppi risolto tutto il Mio compito per la Mia umanità là vivente e per quella futura, allora per la fortificazione della fede dei Miei discepoli e apostoli, dovetti provocare di nuovo un Atto ancora maggiore della Mia resurrezione dalla morte, il che doveva testimoniare la Mia vera e propria origine, da dove ero venuto.

13. Voi sapete dai Vangeli[30] come fu messa in atto l’Ascesa al Cielo; essa avvenne dopo che assicurai tutti i discepoli e i credenti che dimoravano in tutti i differenti paesi, con la Mia personale comparsa del Mio Io divino, e li ebbi tutti consolati ed istruiti affinché potessero sopportare perseveranti ciò che poi sarebbe capitato all’improvviso su di loro nel tempo seguente, e dopo aver lasciato tutti saldi e coraggiosi, chiamai i Miei discepoli, e oltre a loro, solo singoli altri su un alto monte, e dopo aver dato loro ancora i migliori insegnamenti e la Mia benedizione, Mi alzai e ascesi al Cielo, lasciando tutti perlomeno visibilmente.

14. Ebbene, quest’importante momento che testimonia più di tutto della Mia Divinità, non ritornando nei Miei Cieli come Uomo con carne ed ossa, bensì del tutto spiritualizzato, così fu la pietra di prova più importante e più forte della Mia dottrina, tanto da far comprendere che Colui che aveva insegnato e pagato con la Sua vita, non era stato solo un Uomo spiritualizzato da Dio, un profeta, oppure qualcos’altro, ma era veramente Dio, il Signore ed onnipotente Creatore che, nella Sua inesplicabile grazia, volle discendere a voi uomini, e ora, dopo che questi sono diventati consapevoli della loro nobiltà d’anima e della loro discendenza spirituale da Me, cominceranno solo nel Mio insegnamento a diventare ‘uomini’ secondo il Mio intendimento. Essi dovrebbero anche comprendere d’ora in poi, Chi ha loro insegnato e predicato tutto questo!

15. Dopo che questo atto, come l’ultimo e supremo del Mio cammino di Vita terrena, fu per voi il più importante, allora anche la sua celebrazione deve essere naturalmente così formata che si possa collegare all’Atto stesso! Ebbene, Miei cari figli, come dovreste veramente celebrare questo Atto? Vedete, questo è detto facilmente con poche parole: la Mia Ascensione è il ritorno a casa nel Mio eterno Regno. Ora dovreste pensare al Mio ritorno, e questo, per vero, giornalmente e annualmente, che un giorno seguirà il vostro, e come arriverete là nell’altro mondo! Come Me, con la consapevolezza del completamento della Mia missione nel senso più stretto secondo il Mio eterno ed irremovibile piano, così anche voi dovete avere sempre davanti agli occhi il vostro ritorno a casa, e particolarmente in questo giorno come celebrazione di questo momento, cioè della Mia ascesa al Cielo, ripassare la vostra vita nel silenzio e domandarvi:

16. “Ho anch’io compiuto la mia missione? E se oggi dovessi ritornare a casa nel Regno dell’eternità, come ci starei dinanzi al Giudice della stessa, davanti al Padre mio che un giorno ha sofferto tanto per un’incomprensibile Grazia, e precisamente, per chi? Per me! E come ho ricompensato tutto il Suo Amore e Grazia? Purtroppo con un leggero passar sopra i Suoi santissimi insegnamenti, con la trascuranza delle Sue più amorevoli parole. E oggi, nel giorno del ritorno a casa del Mio amorevolissimo Padre, che proprio attraverso questo Atto di oggi Mi ha dato la dignità di uomo, mi ha dato la figliolanza sigillandola con il Suo sangue, di cui gli uomini mai si renderanno conto, e di cui adesso, vivendo dopo duemila anni, non avrei mai potuto averne parte, tutto questo deve stare vivamente del tutto particolarmente davanti agli occhi miei”. –

17. Vedete, Miei cari figli, se Io non fossi apparso sulla vostra Terra, dove sarebbe la vostra civiltà? Dove, ogni nobile virtù che ora determina in così tanti cuori la sua nobiltà? Dove sarebbe rimasta l’eterna, soave Dottrina cristiana che Io predicai all’umanità, e che, sebbene mutilata attraverso l’egoismo e l’avidità di dominio di singoli, non può più essere cancellata dal mondo e sarà per sempre la pietra fondamentale di ogni pacifica convivenza e la regola per tutte le giuste ed ingiuste azioni?

18. Se rifletterete bene tutto questo nel giorno di domani, allora nel futuro prenderete perlomeno questo proposito con voi: “Sì, Padre, vedo la Tua infinita Grazia e Amore in questo ultimo Atto d’amore che hai svolto sulla Terra tra noi piccole creature; vedo quanto poco io merito questa grazia, poiché, dov’è l’essere che voleva richiedere tale sacrificio da parte Tua a causa del proprio benessere spirituale? Voglio celebrare questo giorno in silenziosa contemplazione, voglio darmi del tutto a Te e alla Tua dottrina, voglio esaminare il mio cuore e rovistare ogni angolo dello stesso per scoprire tutti gli errori, affinché metta mano alla sua purificazione e sia così pronto, nel caso del mio ritorno a Te, almeno per quanto lo permettano le mie deboli forze, di aver fatto ciò che mi possa aver portato anche solo di un passo più vicino a Te! Padre, concedi anche a Me questa grazia in ogni anno, quando questa celebrazione sarà festeggiata da tutta la cristianità sulla Terra e dai Tuoi spiriti nei Cieli come giorno di gioia, affinché io proceda ulteriormente nel mio miglioramento, per poter diventare un giorno con il mio ritorno a casa, anche se non come Te, tuttavia possa arrivare nei Tuoi Cieli così puro come un figlio umano qui su questa Terra”.

19. Se voi, Miei cari figli, celebrerete questo giorno del Mio ritorno a casa in questo modo, allora vi sarà anche chiaro, da un periodo di tempo all’altro, ciò che dovete fare, e di quanto siete rimasti indietro rispetto alla vostra missione, per diventare ciò per cui vi chiamo giornalmente, questo significa: “Cercate di diventare figli Miei! Cercate di rendervi degni dei sacrifici che Io ho portato per voi, per soddisfare il Mio Amore che vorrebbe attirarvi sempre di più al Mio Cuore paterno!”. Celebratelo così questo giorno; esso è come il vostro compleanno. Un giorno diventerà anche il primo compleanno di una vita migliore, e precisamente quella eterna, dove poi nessuna morte e nessuna putrefazione interromperà la vostra attività e il vostro operare, dove riconoscerete nello splendore e nell’eterna Luce, tutti i Miei soli e tutti i Miei grandi spiriti angelici, nel penetrare con lo sguardo tutte le bellezze della Mia vasta Creazione, e Colui che vi ha già guidato da molto tempo con amorevole Cuore e mani, affinché non dobbiate più abbandonare la via una volta intrapresa, che è la sola a condurre al Mio Cuore paterno! Questo ve lo dice Colui che un giorno è ritornato a casa e adesso ritorna. Colui che vuole mostrarvi il ritorno a casa e facilitarlo con la Sua benedizione! – Amen! Amen! Amen!

 

 

 

Parte 4°

 

 

 

Benedizione   di  Pentecoste

 

come

Luce e consolazione per la vita

a coloro che sono ricettivi della stessa

 

 

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Cap. 35

Per la festa di Pentecoste

 

«“Negli ultimi giorni, dice il Signore, io diffonderò del mio Spirito sopra ogni carne, e profeteranno i vostri figli e le vostre figlie, i vostri giovani avranno visioni, e i vostri vecchi avranno dei sogni.  E anche sui miei servitori e sulle mie ancelle in quei giorni diffonderò del mio Spirito e profeteranno»

[Atti degli Apostoli 2,17-18]

«E dopo questo, avverrà che Io diffonderò il mio Spirito sopra ogni carne, e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi avranno dei sogni, e i vostri giovani delle visioni!»

[Gioele 2,28]

1 giugno 1870

1. Hai scelto questo testo le cui parole sono completamente adatte al giorno della Mia commemorazione che celebrerete prossimamente, e ancor di più perché è preso dal capitolo degli Atti degli Apostoli dove si celebra il giorno di Pentecoste e dove il seguito tratterà della profezia di Gioele. Dopo che già precedentemente ti avevo messo nel cuore che per questa festa vi avrei dato una Parola, allora voglio anche mantenere la Mia promessa, e in relazione al testo sopra citato dare a tutti voi parole di conforto e d’amore, ma anche di grave serietà per il vostro futuro.

2. Ascoltate dunque: già a quel tempo Io feci mettere nel cuore degli apostoli, ed anche già  prima a Gioele, parole profetiche che, lì espresse, otterranno solo adesso, dopo più di 1800 anni[31], il loro vero significato; infatti, si avvicina il tempo in cui tutti i punti oscuri della Sacra Scrittura, come la Rivelazione del Mio prediletto Giovanni, troveranno un po’ alla volta la loro soluzione.

3. Già lì in quel tempo, quando pervasi il Mio Spirito ricco di benedizioni sui Miei apostoli e discepoli, e cominciarono a parlare fluentemente tutte le lingue che erano loro necessarie per la diffusione della Mia parola, già lì, dove si mostrò questa venuta del Mio Santo Spirito con scrosciare tempestoso, gli altri giudei, eccetto gli apostoli, credevano poco in questo, anzi ritenevano i Miei discepoli per ubriachi; ovvero erano ubriachi, ma non di vino, bensì di gioia per aver ricevuto il Mio Santo Spirito e con ciò la certezza che tutte le Mie parole e promesse che avevo dato già durante il Mio cammino in mezzo a loro, sono allora andate, di fatto, in adempimento. L’intelligente prospettiva profetica fece loro annunciare che un giorno dei giovinetti e delle giovinette avrebbero ottenuto questa vista spirituale e gli anziani avrebbero avuto sogni profetici; essi previdero, come parecchi, entusiasmati della loro Dottrina, avrebbero visto davanti a loro l’intero collegamento della vita spirituale con quella materiale, così come passato e futuro, al pari del presente, e quel giorno più importante per loro, in riferimento alla Mia seconda discesa nel senso spirituale che essi hanno preannunciato profeticamente (adesso vicina), questo a poco a poco si è anche adempiuto adesso. Infatti, da quel tempo in poi fino ad oggi il mondo non è mai rimasto senza profeti o veggenti che hanno reso attenta l’umanità smarrita sul loro cammino di vita sbagliato e alle conseguenze che il futuro svelava loro come una naturale conclusione, avendo deviato del tutto da quella via insegnata da Me. Quanti ci hanno rimesso la vita, e così hanno sigillato la loro testimonianza con il proprio sangue.

4. Il mondo, cattivo com’era, e come lo è ancora fino al giorno d’oggi, non voleva saper nulla di ciò che sarebbe stato un cuneo d’arresto alle loro voglie e passioni. Essi hanno distrutto gli ammonitori e i ‘predicatori nel deserto’; solo che con ciò non potevano far tacere la loro coscienza, e anche se gli uomini han voluto gettarsi in divertimenti di ogni genere immaginabile, in alcuni singoli momenti questa voce si fece sempre sentir di nuovo facendo rimproveri sul loro affaccendarsi, dimentichi di Dio.

5. E anche adesso nel mondo ci sono sparsi veggenti e profeti, essi parlano e scrivono, giovinetti e giovinette hanno visioni, sollecitano come ammonitori al cambiamento; ma chi li ascolta? Nessuno, oppure per lo meno molto pochi. E perciò, dal momento che tutti gli spiritualizzati e illuminati da Me raccolgono così poco valore presso gli uomini ciechi, Io stesso dovevo di nuovo deciderMi, attraverso diretti influssi, come voi sapete, già da più di trent’anni, a dettar nella penna dei Miei servitori ciò che manca maggiormente agli uomini, ammonendoli al cambiamento; tanto più adesso dove la lancetta delle Ore per il mondo materiale è vicina al dodici[32], e per lo spirituale si trova vicino all’una, per esclamare a tutti loro:

“Miglioratevi, poiché è ancora tempo, e guardate quanto pochi si rivolgono alla Mia voce, quasi ancor meno che alla voce dei veggenti e delle veggenti ispirati da Me!”

6. La prossima domenica è il grande giorno commemorativo, in cui Io voglio di nuovo far ricordare tutto ciò che un giorno ho detto, che ho promesso e finora ho fedelmente mantenuto (naturalmente solo a coloro che sentono la Mia voce e la vogliono anche seguire).

7. Più di milleottocento anni fa feci traboccare il Mio Spirito sui Miei unici figli che allora Mi amavano, e adesso dopo tanti anni trascorsi nel flusso dei tempi, dove viene di nuovo celebrato il giorno commemorativo di questo importantissimo momento, vive sulla Terra altrettanto un piccolo mucchietto di cuori che Mi amano e che Mi hanno cercato, e in parte anche trovato, ed hanno già comunicato ad altri con successo quanto hanno trovato.

8. Adesso dopo 1800 anni anche su di voi, Miei cari, singoli seguaci, voglio di nuovo effondere il Mio Spirito, per vero non così, come a quel tempo sui Miei apostoli, poiché per questo non è ancora venuto il momento, ma voglio farvi sentire percettibilmente il Mio Amore e la Mia Grazia, tanto che voi con la lettura delle Mie parole sentirete il dolce alito del Mio Spirito d’Amore. Sì, Miei cari figli! Voglio effondere su di voi lo spirito della pace, e precisamente lo spirito della pace che proviene solo dall’interiore, che non è da aspettare dal mondo esteriore!

9. Amate Me, e non dimenticate i vostri fratelli e sorelle!

11. Preparatevi per le ore più serie anche per possedere un sentimento più forte, perché il mondo sta molto nel male, e peggiorerà ancora.

11. La grande nave della vita dell’umanità che va barcollando ciecamente, che non vuol più sentire ammonimenti, né insegnamenti, né minacce e né parole d’amore, bensì riconosce solo la sua pancia come idolo, continua ad inseguire la follia dell’avidità di dominio e dell’egoismo. Questa nave della vita è vicina ad essere infranta sulle rocce dell’eternità, per pagare là la sua grande colpa, e precisamente in una volta, mentre in precedenza avrebbe potuto pagare la stessa un po’ alla volta!

12. Miei cari figli! Poiché questa catastrofe non si svolgerà pacificamente, e voi in questo vortice come naviganti insieme sarete in parte anche sofferenti insieme, perciò utilizzo il grande giorno commemorativo dell’invio del Mio Santo Spirito, per farvi notare che, come allora, anche nel tempo attuale sorgeranno veggenti e profeti; anche voi, influenzati dal Mio Spirito, vedrete sempre più chiaramente avvicinarsi l’inevitabile con passi da giganti, vedrete cadere più d’una vittima, dovrete assistere a qualche grande calamità! Perciò in questo giorno in cui leggerete queste parole, il Mio Spirito penetra nei vostri cuori, vi fortifica e non vi abbandonerà mai più, affinché siate saldi, anche se il mondo si distaccherà da voi e sarete costretti a presentarvi in pubblico, per poi forse essere insultati e perseguitati, affinché anche allora non vi dobbiate scoraggiate! Non abbandonate la Mia parola e il Mio insegnamento, e così il Mio Spirito vi fortificherà e vi guiderà sempre sulla giusta via; questa assicurazione deve essere data a tutti voi come risultato finale del grande giorno commemorativo sulla via della vostra vita!

*

13. Nondimeno, per venire più vicino a tutti, voglio entrare oggi più nei dettagli della Parola di Luce e dare conforto. Ascolta dunque: voglio fare subito l’inizio con te stesso, Mio scrivano; quindi ascolta, Mio caro figlio! Molto hai già sofferto, lottato e tollerato, e non ti è ancora stata rimossa l’ultima pietra dalla via, tu avrai ancora da combattere qualche difficoltà, i tempi, diventando sempre più gravi, non poteranno nemmeno a te delle rose, e solo presso di Me troverai quiete e conforto per le tue sofferenze (esteriori e morali). Perciò non disperare! Il Mio Spirito ti fortificherà e ti guiderà, quando il tuo non basterà più.

*

14. Per quanto riguarda il figlio Mio († Th.), anch’egli ha già subito molto, diverso da ciò che hai subito tu, poiché dovete riflettere continuamente che per ogni anima, per guidarla a Me, devo impiegare differenti mezzi; quindi anche tu hai già provato una dura scuola, la tua navicella sembrava si fosse infranta sulle rocce del duro mondo egoista, il timoniere aveva perduto timone e consapevolezza e continuava a navigare nell’ignoto senza sapere per dove, e vedi, una Mano che non conoscevi ti ha già guidato da lungo tempo, e guidato la tua navicella oltre gli scogli e le rocce nel tranquillo flusso della vita spirituale. Tu non sei ancora nel porto, alla catena dell’ancora il tuo io sta ancora sotto l’influsso delle circostanze esterne; non perderti d’animo! Chi ti ha guidato fino adesso, non ti lascerà cadere, finché sarai degno di Lui; anche a te il Mio Spirito nell’ora giusta ti indicherà chiaramente la tua meta e la via!

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15. Tu, Mio caro figlio († Mdti), anche tu come i precedenti hai lungamente sofferto, combattuto e sopportato, ma tutto questo misurato alla tua individualità. Anche tu sei stato guidato in questo mondo, senza sospettarlo, sulla via che è l’unica a guidare alla salvezza e al Mio Cuore paterno. Hai cercato a lungo e alla fine Mi son fatto trovare. Tu avevi ardente desiderio di Me, per vero, così che puoi considerare le tue sofferenze corporee non come male, ma come puri benefici con i quali ti ho sovraccaricato per liberare la tua anima dai legami che il mondo aveva intrecciato intorno a lei. Continua come hai iniziato; guida anche tua moglie e tuo figlio sulla via dell’amore e della sopportazione, e continua la dedizione a Me pieno di fiducia. Tu sei padre di famiglia, e come tale ogni sofferenza e ogni male che riguarda uno dei tuoi, o che vi potrebbe riguardare, ha sempre una risonanza nel tuo cuore. Sta quindi attento a ciò che ti dico: non tendere le tue aspettative troppo in alto, altrettanto tua moglie; non lasciarti gonfiare la vela dei desideri, poiché è meglio non desiderare nulla, ma lasciare tutto a Me, e la vostra massima sia: “Ciò che fa il Signore è benfatto! Sia sempre fatta la Sua volontà, adesso e nell’eternità! Amen!”. Allora in tutto ciò che ti potrebbe portare il tempo con riguardo a Me, ti farà rallegrare dell’influsso del Mio Santo Spirito, e sarai tranquillo nella tempesta come nello splendore del Sole!

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16. Per te, Mio caro figlio († Mch.) che con un colpo morale ti ho altrettanto tirato fuori dal delirio del mondo che ti aveva sedotto, affinché anche tu potessi venire più vicino al Mio Cuore paterno, per te che sei sulla giusta via ho solo da addossarti un’unica preoccupazione: provvedere alla tua famiglia affinché non si allontani da Me. Certamente non potrai deviare completamente il corso del mondo dai tuoi figli, ma metti solo buone basi nei loro cuori e il resto lascialo a Me. Io ho portato voi tutti sulla giusta via sotto differenti circostanze e differenti condizioni di vita, allora credimi: porterò anche i tuoi figli sulla giusta via che stai percorrendo e della quale desideri che anche loro la possano percorrere; infatti, sono ancora tutti giovani, devono passare attraverso una scuola più grande che la tua, questo s’intende da sé; ma stai tranquillo. Io, il Conduttore di tutte le cose, non dimentico nemmeno i tuoi figli, e nonostante tutti gli inconvenienti che verranno su di loro, non perderò le loro anime. Dopo che ti ho ancora affidato  oltre ad altre anime, anche tua sorella sotto l’aspetto fisico e spirituale, provvedi anche per loro, dando in abbondanza quel Pane che ti faccio giungere in così ricca pienezza, e tranquillizzati per via delle loro sofferenze: come è con te, lo è per tutti gli altri: “Senza amara medicina, nessuna guarigione!Senza lotta, nessuna vittoria!”. – Oppure credi che sarebbe così facile diventare un figlio Mio? Rifletti su cosa vuol significare, essere adottato da Me! Nondimeno, il Mio Spirito aleggia intorno a voi tutti, e stringe un legame indissolubile tra il vostro e il Mio Cuore!

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17. Al Mio caro figlio J. (un funzionario di banca), dico che da tutti i crediti  che ha presso gli uomini, non deve dimenticare quello grande che ha presso di Me. È vero che deve bazzicare giornalmente con cifre e numeri, cifre e numeri sono valori nominali, ma il più grande valore nominale è quello di essere ben registrato da Me. Possa egli, facendo del bene al suo prossimo, essere sempre memore che tutte le azioni registrate nel libro della sua vita, il valore nominale principale deve valere quello del suo io presso di Me; Io conosco il suo cuore, anche lui ha sofferto, ha lottato e sopportato, e voi scorgete anche da questo che ‘nessuno viene a Me non spennato’, e che ‘il Regno dei Cieli vuole violenza’ per essere conquistato. Egli deve solo continuare così, il suo cuore è buono e tenero. Anche se è stretto in una delle peggiori carriere egoistiche (commerciale) che un uomo possa avere, secondo la Mia opinione, allora deve solo considerare il Mio valore, e che il più grande valore per Me è di operare giustamente. Perché ho permesso Io che lui capitasse in questa posizione che non era adatta alle sue precedenti tendenze e diletti, e ciò perché proprio attraverso la totale rinuncia di tutto ciò che gli era caro è diventato idoneo per Me e per la Mia parola; la sua carriera gli darà abbastanza occasioni per essere utile al suo prossimo, e così applicare per lo più ciò che insegnano e predicano le Mie parole, vale a dire: le Leggi dell’Amore! Questo per i Miei discepoli maschi!

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18. C’è ancora da menzionarne uno: F. è stato altrettanto molto e duramente provato. Ancora non è diventato ben caldo, egli ha portato in mezzo a voi un cuore nobile ed è molto provato, e una sete e fame del Pane divino deve anche averla, poiché anche a lui, come padre di famiglia, gli occorrerà forza per i tempi venienti molto seri. Deve accontentarsi solo con ciò che Io gli dono giornalmente, e non cercare di indagare il futuro, allora otterrà quiete e forza per tutti i momenti della vita, affinché in tutto ciò che dovrebbe succedere, egli possa comunque, sempre, benedire il Mio fare e operare, perché da Me viene solo del bene. Del bene, beninteso, per l’anima, e non per il materiale!

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19. Per quanto riguarda le figlie femmine, devo premettere che la donna molto raramente ha una vita e un operare indipendente come l’uomo, e per questa ragione il suo influsso sulla vita esteriore è scarso, e il suo operare è ristretto più alla cerchia familiare, dove, come madre, predominante, dovrebbe trasmettere le Mie parole e insegnamenti ai suoi figli. Ma poiché nella vostra cerchia ho per lo più tali figlie che sono giunte solo più tardi alla vera conoscenza della Mia parola e dei Miei insegnamenti, dove i loro figli erano già più grandi ed erano educati in altre condizioni o sotto altre circostanze, – adesso li educano come se fossero ancora giovani. Allora viene loro già a mancare principalmente la prima missione, perché è troppo tardi voler piegare adesso l’albero troppo cresciuto. Perciò, Io non faccio proprio nessun rimprovero su ciò a coloro che effettivamente hanno dei figli, poiché se avessero saputo in tempo ciò che sanno adesso, avrebbero agito anche diversamente. Io vedo quali pensieri sorgono in loro. Esse Mi domandano: “Perché non ci hai fatto conoscere prima la Tua parola?”

20. Ed Io, a questo rispondo: “Perché prima, da chiunque vi fossero state comunicate, voi non le avreste accettate!”. Per primo, a causa della loro ricchezza e delle opinioni contrarie emerse dalle stesse; e per secondo, a causa delle discordie domestiche, poiché accanto alla molta tolleranza che hanno portato con sé le circostanze del tempo, non è rimasto tempo per lavorare alla salvezza animica della loro anima, ancor meno per pensare alla salvezza spirituale dei loro figli. Perciò non preoccupatevi, figlie Mie! Io vi ho guidato e vi ho lasciato patire per conquistarvi per lo meno per Me. Non preoccupatevi per i vostri figli, anche a loro non mancheranno delle prove, solo non dovete prendere tutto ciò che Io manderò su di loro come male e sfortuna. Ciò che ho fatto patire a voi stesse, adesso che Mi avete riconosciuto, dovete sapere che tutte le sofferenze non erano altro che atti di benedizione che vi hanno guidate là, dove siete adesso!

21. Dovete benedire tutte le avversità che vi hanno colpito, poiché esse hanno purificato i vostri sentimenti, hanno aggiustato le vostre vedute del mondo e ricondotto le vostre esigenze a desideri modesti, per aver gioia solo con Me e lasciar andare il mondo come vuole. Perciò non vi angosciate, Mie care figlie, ciò che intendo fare con i vostri figli in seguito è faccenda Mia, ma non lasciate crescere il vostro sentimento materno (o genitoriale) oltre il Mio Amore. Io amo altrettanto i vostri figli, anch’Io vorrei, come voi, averli sulla giusta via, solo che questo non è possibile senza mezzi coercitivi, e nel Mio Regno degli spiriti liberi non esiste ‘devi’, bensì, solo ‘puoi’; tutti i Miei figli devono venire a Me liberamente, devono riconoscerMi liberamente dall’interiore, allora essi diventano figli Miei, e per diventarlo devo talvolta impiegare mezzi, che alle vostre corte vedute materne sono spesso contrari! La vostra missione è questa: aspettare pazienti il momento in cui poter far scendere piccole parole. Lasciate operare queste parole, e se non si mostra nessun effetto, alla prossima occasione ripetete la medicina; e come nell’omeopatia è spesso più importante una piccola dose che una libbra di medicina assegnata, così attendete. Allora lavorate nel giardino del cuore dei vostri figli in silenzio e di nascosto, e se vedete germogliare una piantina oppure un fiore spirituale cercate di curarlo. Tutto nel mondo ha il suo inizio nel piccolo, nell’embrione dorme la scintilla di un bambino che, diventato un uomo, diventa figlio Mio, e alla fine, diventato un grande spirito angelico, può portare nelle sue mani, mondi e ammassi stellari! – Questo per voi!

*

22. Ora ho ancora una parola per coloro che sono separate dai loro uomini dalla morte, oppure ancora nubili, e altre donne. A tutte voi dico solamente: ciò che avete vissuto e appreso, sia dell’amaro che del dolce, riflettete il vostro passato, e troverete come un filo conduttore si è tirato attraverso la vostra vita intera, filo che vi ha guidato fuori dal labirinto sicure, e con mano ferma vi ha portato là dove siete adesso. Per quanti avvenimenti diversi possa anche aver avuto l’una o l’altra, essi formano una sola catena di conduzioni che Io ho disposto così per guidare ognuna di voi là da dove poteva trovare più facilmente la vera e propria via che conduce a Me. Tutte voi siete adesso su questa via, e siete diventate le Mie amate figlie. Qualunque circostanza possa ancora venir su di voi, prendetela come Io ve la do, esse fanno tutte parte di un proprio piano di vita, e non hanno nessun altro scopo che purificare i vostri cuori, per guidarli a Me, e ricondurre il mondo e le sue vedute al loro vero e proprio valore (o disvalore)! Solo allora, quando il mondo con tutta la sua vacuità, starà dinanzi ai vostri occhi, potrete metterlo da parte con leggera coscienza, per essere affezionate solo a Me. Solo allora, quando saprete che valore ha veramente il mondo, lo potrete abbandonare senza lotta, e solo allora sarete mature per i Miei Cieli e degne di essere chiamate figlie Mie.

23. Ora ad ognuno ho dato in pienezza delle singole parole di conforto, affinché ogni figlio riconosca ciò che deve fare in seguito e come deve sopportare le circostanze che il tempo porterà con sé, il quale, sebbene uno per il mondo, nondimeno per ognuno, in relazione all’effetto, devono essere differenti nella sua vita individuale.

*

24. Un giorno l’apostolo Luca e il profeta Gioele dissero: «Giovinetti e giovinette avranno visioni, e i vecchi dei sogni». Se tutti voi, figli Miei, persevererete fedelmente sulla giusta via dell’amore per Me, allora visioni e sogni profetici annunceranno anche a voi l’esito dei futuri eventi. Forse sperimenterete e sopporterete anche voi molto, ma non dispererete nella Mia grazia, poiché un padre terreno non abbandona i suoi figli, e anch’Io, più che un padre terreno, non solo non vi abbandonerò, ma starò al vostro fianco con tutta la Mia Potenza e il Mio Amore. Questo vi sia detto, come nel giorno commemorativo del momento, quando versai il Mio Spirito sui Miei discepoli, per mezzo del quale tutti furono beati. Che anche per voi verrà una tale ora, e poi ognuno di voi riconoscerà l’intera portata della sua missione, di questo potete esserne certi. La Mia benedizione vi aleggia intorno, Miei cari figli, e finché vi chiamo con questo nome, siate anche convinti che vi proteggerò in tutti i casi che vorranno venire; perché i Miei figli non appartengono più a questa Terra, bensì alla Mia eternità. Riflettete bene questo, voi legittimi eredi di tutte le Mie beatitudini che ho versato nel vasto spazio dell’infinità, e con le sue bellezze e incommensurabile splendore di Luce da voi mai immaginate, vi esclameranno passo dopo passo:

25. “Guardateci, noi opere meravigliose di un infinito Amore, siamo state create per voi, e il nostro scopo principale è di offrire, a coloro che amano il Padre, le beatitudini che mai e in eterno appassiranno!”.

26. Questo, figli Miei, è il linguaggio delle Mie Creazioni, linguaggio che solo i Miei figli comprenderanno  e solo loro capiranno ciò che vuole dire: “Essere figli dell’eterno Padre e Signore dell’infinità”. – Amen!

27. Questo è ciò che vi dice il vostro amorevolissimo Padre come nel giorno commemorativo di quel tempo, dove Egli versò sui Suoi primi figli la Sua benedizione e il Santo Spirito, e Lo tiene pronto a ridarLo anche a voi in tutta pienezza, non appena ne avrete bisogno per operare per Lui, per vivere e per diventare nell’aldilà i Suoi spiriti angelici! – Amen! Amen! Amen!

 

 

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Cap. 36

Sullo Spirito Santo

 

13 novembre 1870

1. Perché disputate per l’ombra che getta una Luce, senza conoscere la Luce stessa? L’uno ha posto come prima domanda: “Che cos’è veramente lo Spirito Santo?”. – Io presuppongo che egli abbia avuto in mente la scena di quando Mi feci battezzare nel Giordano! Da allora si scrive il nome ‘Spirito Santo’, che deve aver librato sul Mio capo! – Dunque: che cos’è lo Spirito Santo?

2. Vedete, figli Miei, quello Spirito Santo, che veramente non è altro che quella Potenza divina che da lì venne su di Me come Uomo, per operare dove era necessario ‒ azioni divine – o come voi le chiamate “miracoli”, era la stessa Potenza che anche al monte degli ulivi, nel ‘Getsemani’, Mi abbandonò di nuovo per permettere che Io morissi secondo la Mia missione come Uomo, con tutte le relative sofferenze e dolori corporei.

3. Questo per cui voi disputate è però qualcosa di completamente diverso da ciò che Io ricevetti là dal Padre Mio, dall’Amore, come Dio divenuto Uomo, ovvero ‘la divina Sapienza’. Per spiegarvelo più chiaramente, allora vi domando, per esempio presso un poeta che ha composto per Me un poema di lode e ringraziamento: che cosa fa questi? Vedete, in grazia al rapporto dell’anima con il corpo, la sua mano scrivente si muove e porta le parole sulla carta, parole che il poeta ispirato sente nel suo cuore. “Ma chi gli dà questi superiori, divini pensieri, che in primo luogo ‘entusiasmano’ lui e dopo di lui ancora migliaia?”. Vedete, questo è lo Spirito divino che si risveglia in lui, e lo mette in grado di unirsi con l’anima, la influenza a poetare un canto di lode al suo Signore e Creatore, dove perfino la terza parte, il corpo, non può rimanere indifferente, poiché il cuore giubila altamente e i polsi battono più velocemente. Questo travasare dell’anima con il fluido spirituale è un simile atto, come capitò a Me durante il battesimo nel Giordano! Comprendete ora che cos’è lo spirito!

 

Continuazione

14 novembre 1870

 

4. Nonostante questa spiegazione che vi ho dato ieri, uno dei tuoi fratelli non si è accontentato, obiettando che un poeta potrebbe fare anche un poema su un altro oggetto, come per esempio su un eroe, oppure altrimenti qualcosa di grandioso, e come lo voglia ampliare ancora di più anche sul cagnolino di una dama altolocata. Per quanto riguarda queste rime di effusioni di un poeta che si fa pagare per le sue poesie, allora devo già rispondere a tuo fratello che presso tali prodotti lo Spirito divino che dimora nell’uomo, ed è una scintilla del Mio Spirito, non ha con questo niente in comune. Qui opera una sola caratteristica dell’anima, cioè la fantasia, questo è ben anche origine di un principio superiore, colma il cervello e anche il cuore con immagini ricche di fiori, ma c’è una grande differenza tra la risonanza di una parola poetata per Me e quella di un oggetto del tutto normale, spesso anche semplice! Quanto più la fantasia è ricca, tanto più sono scritte o disegnate delle immagine sulla tavoletta del cervello dell’uomo, le quali sono tutte impressioni di qualcosa di accaduto, vissuto e pensato. Quanto più un uomo ha vissuto e operato in questo senso, tanto più l’anima può leggere da questa tavoletta ciò di cui ha bisogno per quest’oggetto. Quindi per lo meno per l’anima è veramente solo un processo meccanico, come voi quando aprite dei libri e copiate dagli stessi ciò che è adatto proprio all’occorrenza per i vostri scopi. Qui il Mio Spirito non ha nulla a che fare! Questo aspetta solo impulsi più alti riferiti a Me, impulsi che gli stimolano il suo stesso io, allora si muove, e solo allora può operare unito con l’anima, perché entrambi, almeno momentaneamente, si uniscono per lo stesso scopo. Da’ questo a tuo fratello, forse adesso comprenderà meglio il proprio Spirito divino. – Amen!

 

 

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Cap. 37

Cenni sulla grande festa di Pentecoste

 

4 giugno 1871

1. Mio caro figlio, vuoi da Me qualcosa di profondo, di spirituale e di elevato, come la Parola su Luce, Vita e Amore[33]. Ebbene, ciò che hai citato nella tua richiesta, non fu altrettanto un atto dove l’Amore portò Luce e Vita ai Miei apostoli abbandonati e impauriti? Non fu in quel momento in cui la Mia grazia nell’aspetto di fiammelle tremolarono intorno ai loro capi, e i loro cuori furono bagnati con la divina benedizione, affinché fossero in grado di eseguire l’udito e imparato così come l’avevano udito e imparato? Il Mio Spirito, che là si riversò su di loro, li rese capaci di diffondere in differenti lingue senza difficoltà la Mia dottrina, di consolidare con opere uguali alle Mie il senso delle loro parole. E che cosa faccio adesso già da lungo tempo? Non ho anche versato su di voi il Mio Spirito, affinché anche voi foste in grado di comunicare la Mia parola che ora ho dato direttamente nel vostro cuore per quietare la vostra fame di cibo celeste, e per comunicare anche ad altri ciò che avevo espresso più di mille anni fa? Voi ora lo ricevete nuovamente spiegato, e ricevete anche quello che era andato perduto!

2. Anche su di voi fu versato il Mio Spirito come segno della Mia grazia che mai appassisce e dell’Amore che mai si esaurisce. Come in quel tempo venni ai Miei discepoli dopo che fu terminata sulla Terra la Mia missione e quella degli apostoli ebbe il suo inizio, quindi ora è solo il caso inverso.

3. Io riverso su di voi il Mio Spirito solo come precursore del Mio vicino ritorno. Là, prima che il Mio Spirito si fosse riversato sui Miei apostoli, la casa in cui si erano rinchiusi, per un potente colpo di vento tremò; e adesso in cui faccio la stessa cosa con voi, trema altrettanto la vostra casa d’abitazione, trema la Terra a causa del colpo spirituale di vento che passa su tutti i paesi, per costringere al risveglio gli spiriti da lungo tempo addormentati.

4. Ciò che accadde lì dopo la venuta del Mio Spirito e alla fine della Mia carriera terrena, avverrà adesso prima del Mio ritorno. Lì tremò la casa d’abitazione nelle sue fondamenta a causa del potente vento che portò in vibrazione tutte le sue componenti; e adesso, altrettanto, se siete solo un po’ attenti, vedete non solo tremare le vostre abitazioni materiali, bensì l’atmosfera spirituale della vostra Terra attraverso il vento spirituale che – come il vento mattutino ad ogni sorgere del Sole – così il Mio prossimo ritorno precede come un nuovo sorgere spirituale del più grande Sole Centrale dell’intera Creazione.

5. Gli animi degli uomini tremano, inconsapevoli del ‘perché’ in tutte le teste e nei cuori vibrano le più profonde e più piccole fibre dell’intero organismo spirituale. Tutto comincia a risvegliarsi dal suo lungo sonno; ma come avviene presso un uomo che viene risvegliato all’improvviso dal suo sonno e in un primo momento non sa cosa fa, così vedete anche adesso i popoli, risvegliati dal Mio vento spirituale proveniente dalle regioni superiori, commettere azioni che non hanno nessun vero scopo, e somigliano piuttosto a quelle di un sonnolente, finché essi (i popoli) più desti saranno venuti in sé e, seguendo istintivamente il loro compito, si renderanno anche conto di quello che fanno.

6. Così il precursore della Mia nuova venuta, il vento spirituale e i portatori dello stesso, devono essere i figli Miei, i quali prepareranno i popoli a ciò che verrà dopo di loro; come Giovanni nel deserto, altrettanto con la sua predica di pentimento (in senso figurato i colpi di vento spirituali) doveva risvegliare gli addormentati e prepararli per Colui che venne dopo di lui, e al Quale non era degno di sciogliere i lacci dei calzari. Così tu, figlio Mio e preparatore della Mia parola all’umanità († Busch), sei anche tu un promotore di quel vento che dovrà colpire gli orecchi degli uomini sordi e annunciar loro, come con suoni di tromba, la Mia prossima venuta. Anche tu sei scelto, e ancora più d’uno tra voi, per aiutare ad accelerare questa effusione del Mio Spirito, affinché l’aria spirituale venga purificata e resa idonea per Me. – Non purificano i venti, altrettanto, l’aria dai vapori nocivi? Ebbene ugualmente la corrente d’aria spirituale che ora attraversa tutti i cuori, lì dovrebbe disperdere tutto il cattivo, poiché se si dice:

7. «Alzate o porte i vostri frontoni, alzateli ancora, o aperture dei secoli, deve entrare il Re della Gloria!»[34], non vuol dire altro che questo: – purificate i vostri cuori, affinché le parole d’amore del Signore trovino un buon terreno e possano produrre frutti degni di Lui.

8. Così si effonde il Mio Spirito sull’intera umanità, e anche se non potete del tutto comprendere e penetrare con lo sguardo né la vostra missione, né gli avvenimenti del mondo, quale scopo finale essi avranno, allora dico a te, Mio caro figlio: vedi, hanno tutti lo scopo di ricondurvi, dalla grande notte spirituale nella quale ora è sprofondata l’intera umanità (cioè catturata nel senso mondano), alla Luce, a Me, alla vostra vera e propria destinazione.

9. Tu infatti non comprendi questo fermento in tutti gli animi; esso freme e sibila, vuole espellere ciò che è estraneo,  come il nuovo mosto rinchiuso nelle botti che non ha abbastanza spazio per il suo sviluppo, e allora spezza le catene, si rende libero, e con la rottura causa ben anche danni, danni momentanei, e tuttavia gli spiriti, avendo finito di fermentare, sono diventati ciò che volevano, sono diventati liberi, liberi dalle catene ostacolanti che li volevano impedire nel loro sviluppo spirituale.

10. Non ti spaventare degli aspetti negli avvenimenti che hai visto e vedrai ancora. Il male deve essere eliminato, e la sua eliminazione non può avvenire su una via pacifica, bensì violenta; all’inizio può produrre solo un apparente male, ma poi entrambe le parti diventano libere. Il bene con la separazione dal male ha libero spazio d’azione, ma anche il male è diventato libero, e secondo la sua tendenza fa proprio come il bene. Lascia che si sfoghi questo processo di fermentazione; osserva la stessa cosa anche nel mosto del vino, dove altrettanto c’è lotta e distruzione; ma che qual è il risultato finale? Non è un chiaro, buono e fortificante vino? Ebbene, aspettate il vino anche in questa fermentazione spirituale, e la stessa cosa si mostrerà altrettanto qui:

la Mia dottrina d’amore nella forma più pura!

E come il vino fortifica il debole e lo rinvigorisce per il lavoro e rende il suo corpo con il più lieve calore capace di maggiore attività, proprio così anche la Mia dottrina fortificherà le anime degli uomini rimasti, e li metterà nella posizione di aspettare ed accogliere degnamente anche Colui che ha aiutato a pigiare questo meraviglioso vino, affinché il loro corpo spirituale diventi capace per un lavoro spirituale superiore e per una beatitudine più elevata nel Regno dell’Amore.

Così viene adesso versato lo Spirito sui Miei figli.

11. Queste benedizioni si librano come fiammelle delicate sui loro capi, sui capi dei Miei prescelti, di cui anche tu, figlio Mio, ne fai parte già da tempo. Dapprima dovete preparare a poco a poco solo pochi, dovete insegnar loro a comprendere e sopportare lo Spirito del Mio Amore.

12. Come un giorno gli apostoli in case chiuse, così anche voi ancora nascosti e inosservati davanti al mondo, dovete tutti fortificare il vostro spirito, rendervi saldi verso tutte le tempeste che potrebbero venire. Dovete dapprima essere istruiti a considerare lo spirituale come la cosa più alta, e il mondano come la cosa più bassa; dovete imparare e comprendere che su questo mondo, nulla è di consistenza che solo la Mia Verità, il Mio Amore, la Mia Luce e la Mia Vita; dovete imparare a stare a guardare tranquilli quando tutto il mondano cade in macerie, ma in quel caso senza mai perdere di vista l’assicurazione che da tutta questa distruzione ed estirpazione di tutto il superfluo sorgerà poi purificato, come dalla cenere attraverso il fuoco dell’amore, l’Albero della divina Verità. Dapprima tenebroso fumo, poi un vapore sempre più bianco, più luminoso e più leggero, finché alla fine si leveranno vapori più leggeri solo dai resti, e il Sole spirituale sorgente, come con la pioggia con la sua caduta determina l’arcobaleno nei suoi sette colori, così in questi vapori ascendenti si svilupperanno le prime ed ultime parole delle Mie Leggi divine, cioè le grandi Leggi fondamentali :

“Amate Dio sopra tutto, e il prossimo come voi stessi!”

13. Così si effonde poi il Mio Spirito su tutti i cuori ancora viventi, inizia l’aurora spirituale, il Sole, l’eterno Sole dell’Amore sorge sui suoi figli per non tramontare mai più, e per far sentire ai rimasti tutta la pienezza della sua potenza e forza. Questa è poi la festa di Pentecoste per i Miei figli che, fedelmente perseveranti, sono rimasti sempre con Me, e avranno cercato e anche trovato solo in Me e presso di Me ogni consolazione e ogni aiuto.

14. Vedi, figlio Mio, tu che vuoi qualcosa di profondo, di elevato e alto, questa è l’interpretazione di una futura festa di Pentecoste, come lo era anche a quel tempo per i Miei discepoli. Allora cominciò pure il processo di purificazione e fermentazione, in quella occasione gettai l’innesco nelle moltitudini sotto forma della Mia dottrina, e adesso arde di nuovo in tutti i luoghi, il vento soffia da un capo all’altro del mondo. Nessuno sa da dove viene e dove va. È il vento che il Mio discepolo Giovanni esprime simbolicamente nella sua Apocalisse con suoni di tromba, prima che siano versate le coppe dell’ira. Queste coppe dell’ira significano le lotte delle vecchie abitudini con le nuove insolite; esse significano il versamento del Mio Spirito divino, il suo primo effetto e il suo risultato finale!

15. Quindi continua anche tu ad essere divulgatore della Mia dottrina; sei un seminatore, allora spargi senza alcun timore la Mia semenza, e per il suo germogliare voglio poi provvedere Io stesso, e quando un giorno sarai presso di Me, dovrai gioire anche con Me a causa del tuo operare, quando vedrai con occhi spirituali ciò che adesso puoi solo lievemente presumere e sospettare. Là celebrerai con Me la festa di Pentecoste, riconoscerai le fiamme del Mio Spirito d’amore sul tuo capo e sul capo dei tuoi fratelli e sorelle, e nonostante ogni devastazione e abominazione, benedirai la Mano che ha guidato alla meta te e i tuoi, così gloriosamente!

16. Che cosa vuoi ancora di più profondo? Guarda nel futuro specchio, solleva un poco il velo che copre ancora il sorgere del Sole, e vedrai venire il Padre in tutta la Gloria – circondato dai Suoi angeli e spiriti che, come il Sole dopo una tempesta, afferrerà di nuovo il mondo con tutto l’Amore e il Calore, ed esclamerà a tutti voi, come un giorno ai Suoi discepoli nella casa chiusa a chiave: «Non temete, sono Io, il Padre vostro!». – Amen!

 

 

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Parte 5°

 

 

Sulla Trinità

 

Sull’essenza del Signore

e sulla triplice essenza dell’uomo

chiamato a immagine Sua

 

 

 

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Cap. 38

Preghiera di una sorella a causa della perdita dei suoi figli

 

«Caro buon Padre Celeste! Non potresti rivelarmi, avendomi preso i miei amori, se devo considerare questo come punizione perché mi sono attaccata a loro con tanto amore, e con questo amore forse un giorno mi sarei completamente strappata da Te? Oppure è stato solo il Tuo enorme Amore paterno verso di noi, ad averli chiamati in un migliore aldilà? Per me, invece, per imparare a conoscere Te su questa via, per giungere un giorno anche a Te. Caro Padre, poiché adesso Ti ho trovato, sono diventata oltremodo felice, poiché in Te ho trovato quiete e conforto; solo qualche volta s’insinua in me una tristezza, quando penso ai miei deceduti. Allora hai sempre versato speranza nel mio cuore ad un inseparabile rivedersi; inoltre, Ti prego di guidarmi anche sempre su questa via che ora ho intrapreso, affinché non me ne allontani, ma possa continuare sulla stessa sempre più salda; tuttavia, non la mia volontà, ma sempre la Tua sia fatta. Amen!»

 

Trieste, 26 marzo 1870

(Risposta)

1. Dunque, a questa Mia cara figlia scrivi che non deve considerare come punizione nulla di ciò che incontrerà ancora durante la sua vita terrena futura, come anche in quella passata.

2. Io non punisco nessuno, bensì miglioro soltanto! Come dovrei voler punire coloro che Mi amano, dal momento che perfino coloro che non Mi vogliono affatto riconoscere e Mi rinnegano ovunque, Io non solo li lascio andare nel loro affaccendarsi, bensì ripetutamente – anzi giornalmente – nonostante il loro operare sbagliato, li sovraccarico di benedizioni?

3. Voi figli, corti di vista, credete di vedere una punizione ove dappertutto vi è solo un Atto d’amore, anzi spesso perfino il più grande che si presenta nella vostra vita; mentre voi vi sciogliete in lacrime sulla presunta sofferenza inflitta, i Miei angeli si sciolgono altrettanto in lacrime su di voi, ma in lacrime di gioia, perché nel Mio più grande Amore compassionevole Mi son preso cura di voi, per risparmiarvi il lento procedere, tramite un potente scossone sulla via che porta a Me, e oltre a ciò, Mia cara figlia, sai tu se ai trapassati non abbia mostrato, altrettanto, un’immensa Grazia? Conosci forse come sarebbe stato il loro destino, se fossero rimasti su questo mondo?

4. Un giorno gioirai al loro rivederli, e Mi loderai con loro, perché con questo avvenimento ho salvato le loro anime e risparmiato qualche sofferenza, e così sono stati guidati a Me su una via notevolmente più veloce.

5. Continua, figlia Mia, ad amarMi sempre di più, e lascia tutto a Me, qualunque cosa possa accadere, confida nel Mio aiuto, il Mio braccio è più vicino di quanto credi, e se forse in seguito ti possono essere date anche medicine amare, allora pensa solo che le medicine amare sono i migliori e più veloci mezzi di guarigione . Come e cosa Io impiego per portarvi tutti più vicini a Me sulla via dei Miei Cieli, è sempre ben fatto, poiché solo Io so che cosa e quando vi serve alcunché.

6. La Mia paterna benedizione per te e per i tuoi; persevera sulla via come l’hai iniziata, e otterrai pure la corona della rinascita spirituale, questo te lo assicura il tuo affettuosissimo Padre. – Amen! Amen! Amen!

 

 

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Cap. 39

Vi ho ben tolto l’amico di mezzo a voi,

ma accogliete Me nel vostro patto, ora voglio essere il Terzo

 

Trieste, 29 marzo 1870

1. Già da tempo ho guardato con gioia alla vostra filiale dedizione e alla vostra dedizione a Me e alla Mia dottrina con compiacimento, ed ha rallegrato il Mio Cuore paterno il fatto di aver guadagnato di nuovo alcuni buoni agnelli tra tante pecore rognose. Vi ho ben inviato Pane dai Cieli tramite un vostro amico nella vostra città, ma ho riservato a Me la vera e propria venuta del Mio stesso Io, quando il vostro animo sarà abbastanza maturo da abbandonarsi in umiltà alle Mie disposizioni, e nonostante la perdita del vostro amico, avrete comunque guardato con fiducia a Me. Così ho posto questo versetto sopra descritto nel cuore del figlio Mio Salabski’s. Sì, Io voglio essere il Terzo nel vostro patto, però voglio anche essere il Primo, affinché riconosciate Colui che avete già cercato a lungo.

2. Anche adesso vi voglio ancora guidare più percettibilmente di quanto ho fatto prima. È vero, vi ho preso il vostro caro fratello e amico, ma solo fisicamente, poiché spiritualmente lui aleggia intorno a voi ogni volta che glielo permettono le Mie disposizioni; lui gioisce della sua esistenza nelle sfere spirituali, e non vuole aspettare il momento quando anche i suoi cari potranno condividere con lui questi supremi godimenti di tutte le beatitudini che adesso può godere da solo!

3. Ma poiché tutto ha il suo tempo, allora deve pazientare, fino a quando gli metterò a fianco i suoi amici, migliorati e purificati!

4. Miei cari figli! Oh, se solo sapeste quali beatitudini il Padre vostro ha preparato per coloro che Lo amano, non potreste resistere dal desiderio ardente di giungervi il più presto possibile; soltanto che non è ancora ora. È come con un albero da frutta: la mela diventa rossa, ha già i colori più belli, il fanciullo inesperto e avido crede che sia già da tempo matura, vorrebbe raccoglierla, succhiarne lo squisito succo con le sue labbra, e trasformare l’elemento eterico nella propria natura con avidità. Soltanto, che il giardiniere esperto gli rifiuta la pretesa e dice: “Pazienza, mio caro fanciullo, per quanto siano anche belli i colori all’esterno, l’interiore non è ancora così bello, nella polpa della mela si alternano ancora elementi amari e dolci, la fermentazione elementare non è ancora del tutto completata, solo un po’ di pazienza ancora, finché l’intero processo sia completato, allora tu, mio caro, mescolerai con il tuo stesso io, l’interiore di questa mela, tranquillo con la tua salute, ma adesso procurerebbe il contrario, e per quanto dolce la immagini, tanto acida è ancora”.

5. Così è ugualmente con la vita spirituale mostratavi dagli spiriti e dalle loro comunicazioni. Nota bene: con ciò Io intendo gli spiriti buoni. Se vi viene dipinto il mondo spirituale con bei colori, gli spiriti vi si sentono beati perché sono per l’appunto spiriti che vivono là nella loro sfera, nell’aria vitale spirituale che a loro è conveniente è misurata, come per voi l’aria impregnata di ossigeno del vostro globo terrestre; soltanto, guai a colui che dovesse giungervi prima (cioè immaturo), prima che i suoi polmoni spirituali siano stati preparati per l’inspirazione di tale aria spirituale. Egli desidererebbe tornare indietro nelle sue precedenti condizioni, poiché là non potrebbe resistere.

6. Al fratello vostro deceduto ho dato sulla Terra ancora l’ultima pulitura, e attraverso la sua lunga malattia ho levigato tutte le scabrosità nella sua anima, affinché potesse poi sorbire in sé e ridare ad altri, attraverso il riflesso, come uno specchio levigato, le migliaia e migliaia di raggi di luce del Cielo spirituale. Egli lo ha fatto! La dura scuola delle sue sofferenze ha cancellato in lui tutto ciò che aderiva d’impuro alla sua anima. Adesso è libero, e può passare al più grande perfezionamento. Già sulla Terra ha mostrato stupendi colori di rosso come una mela, ma l’interiore non era ancora come la buccia esteriore, doveva essere eliminato tutto ciò che era acido e amaro, affinché l’interiore corrispondesse all’esteriore.

7. Io, quale migliore e più esperto Giardiniere, ho però visto che il frutto per i Miei Cieli spirituali era maturo, allora l’ho mandato a chiamare, e anche se attraverso la Mia ‘Cura solare’ comunicatavi avrebbe potuto essere guarito, ho preferito ristabilirlo del tutto spiritualmente mediante un’altra cura solare, per preparargli tra i Miei spiriti migliori un destino più bello che si era ben meritato sulla vostra Terra.

8. Continuate anche voi, Miei cari figli, ad amarMi e ad essere affezionati a Me, e già diventa rossa la parte esterna della vostra anima umana e si avvicina il tempo della maturazione. Quindi, continuate a lottare contro le avversità della vita; solo non perdete di vista Me e il Mio Regno celeste, e presto avrete ristabilito in modo armonico l’interiore con l’esteriore, affinché poi Io possa condurre anche voi, dopo breve tempo, nelle braccia del vostro amico in ansiosa attesa, e dopo stringervi anche nelle Mie braccia.

9. Allora, riuniti in tre, Mi potrete poi ringraziare per la benevolenza paterna con la quale vi ho in principio separati, e più tardi riuniti con la gioia più grande. Dopo sarete in Me e con Me, ed Io in voi il Primo, come adesso voglio essere il Terzo nel patto.

10. A voi, Miei cari figli, la Mia benedizione paterna. Continuate come avete cominciato, e il Padre vostro non vi abbandonerà, finché là, visibilmente, vi potrà dire ciò che adesso vi sussurra nel cuore: che vi ama infinitamente! Amen! – Questo ve lo dice il vostro affezionatissimo Padre, quale fedele Membro del vostro  patto. – Amen! Amen! Amen!

 

 

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Cap. 40

Gesù era Dio o uomo?

 

Trieste, 10 giugno 1870

1. Dopo che i tuoi nuovi amici hanno sollevato alcuni dubbi che in sé e per sé sono abbastanza importanti, tanto da aver bisogno di una spiegazione, poiché dal concetto del Mio cammino terreno, se come Dio o come Uomo, oppure come entrambi nello stesso tempo, dipende l’intero edificio della fede così come l’ho data perfetta attraverso i Miei servitori (nel Vecchio e Nuovo Testamento), allora – nonostante averlo già detto più volte – voglio ripeterlo ancora una volta, e metterlo in una nuova Luce, per dare la giusta Luce ai principianti ancora coinvolti nei dubbi.

2. Ascoltate dunque: vi ricorderete che già in parecchie occasioni ho detto che, come Dio, volevo dare ai Miei spiriti, con la Mia incarnazione e le vicende sperimentate come Uomo, il più grande esempio di umiliazione, e come l’ho anche fatto veramente. Ora vi domando: sarebbe stato un esempio di umiliazione se avessi vissuto, operato e sofferto, come Dio sulla Terra? Certamente no! Poiché come Dio sarebbe stato in Mio potere o di evitare tutte le sofferenze, oppure, volendolo, avrei potuto anche sopportare con una insensibilità tutti i più grandi dolori. Dove sarebbe poi rimasto l’esempio del sacrificio e dell’umiltà? Io dovevo quindi, quando venni su questo mondo, essere completamente Uomo, e perciò come Uomo stesso anche soffrire le sue passioni ed imperfezioni che Io ben saggiamente ho posto in lui, poi combatterle e, come lo pretendo anche dagli uomini, anche vincerle. Ora comprenderete bene che, quando vennero gli ultimi momenti, dove come Uomo prevedevo la morte, come Uomo stesso dovevo anche sostenere la paura della morte, come ogni altro.

3.Durante tutto il Mio cammino di vita sulla Terra il principio divino in Me era in Mio potere solo per quanto Mi servivo delle azioni portentose per il Mio insegnamento, così come la previsione per vanificare tutti gli attacchi che i Miei nemici facevano contro la Mia vita, finché non fosse venuto il Mio tempo, cosa che potete leggere abbastanza spesso nei Vangeli, dove sta scritto: ed Egli fuggì, perché non era ancora il Suo tempo [Gv. 10,39].

4. Ora però si tratta della domanda: “Dove ero Io allora come Dio, dal momento che andavo in giro sulla Terra come Uomo, e poiché Io stesso pregavo sovente il Padre Mio, e anche nel giardino del Getsemani quando innalzai le Mie ultime preghiere a Lui, prima che iniziassi la via della sofferenze?”. – Questo è il nodo, dove tanti hanno ancora dei dubbi, ma non lo vogliono ammettere; con poche parole vi voglio adesso sciogliere questo nodo.

5. Io come Dio esisto, esistevo ed esisterò sempre da due cose o principi fondamentali, l’uno si chiama Amore, l’altro Sapienza! L’uno è ‘il Padre’, l’altro ‘il Figlio’; così dovete quindi considerare queste caratteristiche distinte, di cui ognuna può avere per sé la sua sfera, senza pregiudicare l’altra. Il Padre è l’Amore tutto comprendente, e quale ‘Amore’ ha dato l’impulso a tutto il creare, e attraverso questo legame tiene tutto insieme; la Sapienza è il Figlio ordinante, il Quale regola all’Amore l’operare illimitato e sconfinato, che in nessun luogo potrebbe dire no, mettendo ad esso proporzionate barriere.

6. Quando volli dare agli spiriti il Mio esempio di prova dell’umiliazione, in un certo qual modo la Sapienza si separò da Me (il Padre), e divenni Uomo, e l’Amore influì sulla Sapienza solo in quanto doveva stare in contatto con la stessa, dal momento che l’Amore non può esistere completamente senza la Sapienza e la Sapienza non può esistere senza l’Amore. Poiché (perfino con la necessaria separazione) era sempre esistente un collegamento di queste due caratteristiche che determinavano il Mio vero e proprio Io. Allora i discorsi di Gesù erano sempre giustificati quando parlava del ‘Padre’, per esempio quando Egli disse: «Voi non Lo conoscete, ma Io Lo conosco», oppure «Io vengo dal Padre e vado al Padre».

7. Nell’ultimo corso, dunque nel giardino, dove la Sapienza come Uomo (in Gesù) dovette compiere l’ultimo amarissimo atto come chiave di volta della Sua vita di prove, questa Sapienza per vero previde il Suo inesorabile destino, soltanto che l’Amore, per essere coerente con Se stesso, dovette lasciare Lui, il Figlio, a se stesso del tutto come Uomo, a causa del Suo compito per redimere di nuovo dalla morte l’umanità caduta a motivo di tutta la gravità del suo crimine; attraverso la Sua morte, Egli stesso come Uomo, doveva ricondurre tutti gli spiriti di nuovo sulla retta via (che era l’unica possibile per il raggiungimento della grande meta); e in questo ultimo totale abbandono, Io come Gesù, Mi sentii spogliato di tutto il Divino, una condizione che fino allora non era mai subentrata, e perciò esclamai: «Allontana da Me questo calice, ma non la Mia, bensì la Tua volontà sia fatta!». Fu il momento della paura della morte e della più grande umiliazione, il momento più importante della Mia missione che, se non lo avessi sopportato, come allora l’ho veramente sopportato, sarebbe stato senza effetto per voi uomini e per tutti gli spiriti.

8. Ora comprendete un po’ meglio, del perché parlai così come Uomo ed ho pregato in questo modo? Perché Io ero proprio del tutto, solo Uomo come voi, e nient’altro, con la sola piccola differenza che avevo ancora la prospettiva di ciò che Mi sarebbe accaduto, di cui voi come uomini comuni siete sprovvisti. Perciò anche quest’ora nel giardino prima della Mia cattura era così infausta ed amara per Me.

9. Ora credo di avervi data una piccola Luce con queste poche parole, affinché possiate considerare le cose del Mio cammino e del Mio operare non solo come Uomo terreno, ma anche come Uomo-Spirito, e discendente di Me stesso. – Amen!

 

 

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Cap. 41

Triplicità o Trinità

 

Trieste, 26 agosto 1870

1. Su questa parola ho già detto talvolta molto e in modo molteplice, e nonostante ciò questa parola tutto comprendente non è sviscerata in tutta la sua profondità e non lo sarà neanche mai; infatti, una parola che caratterizza il Mio Io nella Sua intera profondità – la Mia Creazione in tutta la sua grandezza e il Mio regno degli spiriti in tutta la sua infinità – non si può illuminare e spiegare, semplicemente con un paio di parole, così che non rimanga più nulla da dire; e perciò riprendo di nuovo questa parola per rivelarvi ancora qualcos’altro di superiore, di spirituale, ed estendendo fin nel più piccolo atomo l’importanza di questo concetto tutto abbracciante. Ascoltate dunque:

2. In principio ho detto: “Questa parola caratterizza il Mio stesso Io”, come l’ho dato nel dettato ‘Luce,Vita, Amore’[35]. Essa però abbraccia sotto molteplici aspetti anche il Mio Io. Se vi volessi spiegare l’Io come ‘Pensiero, Esecuzione e Meta finale’ del Mio creare, oppure se ve lo volessi spiegare come ‘Pensiero, Adempimento e Scopo finale’ del Mio creare, oppure se ve lo volessi illuminare più da vicino come ‘Amore, Sapienza e Prodotto’ dei due primi, come l’espressione realizzata delle Mie prime Potenze spirituali, oppure se lo volessi presentare come l’infinità del Mio Io, come la Sua realizzazione spirituale e come i Suoi pensieri e le Sue idee materiali, oppure se ve lo volessi illuminare più da vicino come ‘Creatore, Giudice e Padre’ di tutta la natura creata, oppure se vi volessi indicare più da vicino la Trinità come primo principio fondamentale della Mia Divinità, – allora, dovrei farlo come Parola diventata Uomo e come Uomo purificato e spiritualizzato, ritornante di nuovo alla propria Divinità.

3. Vedete, se vi volessi esporre un po’ alla volta tutte queste Trinità, non basterebbero degli anni per illuminarvi più da vicino l’intera profondità di tutte queste Caratteristiche divine del Mio Io, e anche allora avreste solo un debole concetto di ciò che è veramente Dio, cosa il Padre e cosa Gesù, che era ed è Figlio dell’Uomo disceso dall’Alto.

4. Altrettanto sarebbe incommensurabile nelle spiegazioni la seconda Trinità della Creazione, cioè il Pensiero creativo, la sua esecuzione e la meta finale dello stesso, dove veramente, come Io stesso infinito, anche l’ultimo Pensiero non ha nessuna meta finale, mentre la fine di un primo Pensiero stimolato è sempre l’inizio di uno nuovo più alto e più spirituale.

5. Il terzo concetto summenzionato: Dio, Giudice e Padre, comprende quello che vi sta veramente più vicino, e proprio per questo lo vogliamo anche osservare più da vicino, affinché impariate a conoscere più profondamente in parte Me, in parte voi stessi, e anche per mostrarvi la via che dovete percorrere per giungere a Me.

6. Come ‘Dio’, per voi Io sono un Essere inaccessibile e incomprensibile che si erge maestoso molto al di sopra di tutti gli spazi in irraggiungibile lontananza, e da lì giudica, ordina e crea tutto, e così tiene ferma l’intera infinità nei suoi rigorosi collocati confini (vale a dire eterne Leggi). Come Dio non vi potete far di Me nessun concetto finito; un essere finito può solo pensare dal gradino della sua esistenza altrettanto in modo finito, ma non può comprendere cosa vuol dire non aver mai avuto inizio, se gli è ancora concepibile di non finire mai. Questo primo lato della Mia Trinità è quindi per voi un insolubile mistero, e lo rimarrà per voi e anche per gli angeli più alti; questa, infatti, è la grande differenza tra un essere creato e uno increato, il quale ultimo sono Io come Dio stesso.

7. Il secondo attributo, vale a dire di Giudice, ovvero, come voi lo vorreste chiamare, ‘Signore’ di tutto ciò che è creato che tiene tutto nei suoi stabiliti confini e punisce rigorosamente ogni andare oltre, per ognuno di voi che siete creati per dei sentimenti più miti, come compassione, indulgenza e amore (sentimenti che Io stesso vi ho messo nel petto), è altrettanto una Caratteristica davanti alla quale dovete temere, a cui però non potete levar lo sguardo in maniera confidenziale, specialmente se prendete in considerazione la grandezza della Creazione fin dove la conoscete, e il Creatore e Giudice di queste sfere estese verso di voi piccoli creaturine spirituali, in un certo qual modo come scintille di luce contro il mare di Luce di un Sole Centrale! Davanti a questa seconda Caratteristica dovreste perciò tremare e nascondervi, se includete in ciò ancora il concetto ‘Giudice’, inteso come inesorabilità del Suo giudizio.

8. Il terzo lato della Trinità, vale a dire ‘Padre’, è l’unico che vi è concepibile, percettibile e comprensibile, poiché anche voi conoscete questo titolo già sulla Terra nella vostra vita familiare, perfino lo esercitate e lo avete imparato ad apprezzare nei vostri genitori. Sotto questo titolo la ‘Divinità’ e il severo inesorabile ‘Giudice’ viene trasformato in una cara, dolce Figura (voi come uomini non potete immaginarne nessun’altra) che ha preso forma umana e, invece di guardare voi senza espressione con lo sguardo del Creatore elevato ampiamente sopra di voi, oppure con l’occhio severo e senza compassione di un Giudice, vi guarda con l’occhio pieno d’amore di un Padre, e invece di ‘creature’, vi titola con il dolce nome di ‘figli’, e vi fa sperare tutte le altre Caratteristiche di un Padre che, in un Creatore e Giudice, sono un’impossibilità.

9. Se il Creatore e Giudice è anche ‘Padre’, allora anche la Sua Creazione acquisisce un aspetto più leggiadro, e la Sua sentenza giudiziale subisce un giudizio più mite; perché ciò che il Giudice condanna e punirebbe inesorabilmente, lo mitiga l’eterno Amore paterno che rimane sempre lo stesso, che vuole solo migliorare ed istruire i Suoi figli, ma non punirli!

10. Che cosa sarebbe l’intera Creazione con tutte le sue meraviglie e mari di luci di soli, se ovunque predominasse solo l’imposto ‘tu devi’? Non dovrebbe tremare tutto, e solo di paura, e non sussultare di delizia d’amore?

11. Dove sarebbe anche un conforto e un godimento spirituale per Colui che ha creato tutto questo? E per chi? Certamente non per Sé, perché Egli non ne ha bisogno! Nel Suo straricco petto di Creatore Gli potrebbe bastare questa Sua consapevolezza: Io posso creare, costruire e di nuovo distruggere ciò che voglio, non è la Mia forza da mettere alla prova, se è effettivamente vera oppure no?

12. Che cosa sarebbe la Creazione? Ve lo dico Io: un muto, rigido e magnifico edificio di mute formazioni; nessun essere vivente oserebbe giubilare per il benevolo influsso di un raggio di Sole e rallegrarsi della sua vita, per paura di essere punito anche per questo giubilo! Muta e maestosa starebbe l’intera Creazione, soli e mondi orbiterebbero l’uno intorno all’altro perché lo devono, e nessun suono di ringraziamento e d’amore sfuggirebbe da un solo petto, per paura di esserne punito dal Giudice.

13. Ma come cambia tutto questo, quando attraverso l’intera Creazione spirituale e materiale, risuona l’esclamazione di gioia: “Vedete, esseri da Me creati, voi, testimoni della Mia potenza, siete stati creati da un Mio stesso bisogno, dovete riconoscerMi non come Creatore e Giudice, bensì come un Padre che solo nella gioia dei Suoi figli vede la Sua stessa realizzata!”.

14. Vedete, in questa esclamazione si risveglia tutto! Tutto ha il coraggio di vivere, di amare e giubilare! Tutti gli esseri creati sanno che possono far uso delle loro caratteristiche poste in essi, poiché non un Creatore li distrugge, non un inesorabile Giudice li giudica, ma un affettuoso Padre sta a guardare con compiacimento come tutto vive, tutto si rallegra di questa vita, tutto prende a cantare a Lui, al grande Donatore, con ogni respiro, un canto di lode per gratitudine, perché Egli, l’Onnipotente, l’infinitamente buono e affettuosissimo, non è soltanto il Creatore, non soltanto il Giudice, bensì anche il Padre delle Sue creature, e che nel grande giubilo degli spiriti che si diffonde fino a Lui dalle sfere, Egli in tal modo si sente dapprima Dio, Creatore e Padre, osservando le Sue Caratteristiche divine e il Suo infinito Amore spirituale nella misura più piccola, ovvero ‘in scala ridotta’ secondo il gradino degli esseri che lottano per elevarsi a Lui. Il Giudice inesorabile è cessato, e per questo è subentrato il Regno dell’amore, della tolleranza e del perdono, e come la Trinità quale materia, anima e spirito, oppure Creatore, Giudice e Padre, oppure Padre, Figlio e Spirito, porta in sé tutto ciò che l’Essenza suprema può guidare più vicino alle Sue creature, proprio così è stata realizzata questa Trinità, come ‘Essere’, ‘Devi’ e ‘Puoi’ attraverso l’Amore paterno.

15. Anche voi, Miei cari figli, che Io sovraccarico con tante grazie e benefici e vorrei guidarvi al Mio petto, comprendete l’Amore paterno tutto abbracciante; comprendete che, quando nel Creatore c’è ‘l’Essere’, nel Giudice ‘il Devi’, nel Padre invece l’unico desiderio del ‘Puoi’’, voi dovete divenire figli Miei’, affinché anche voi possiate gioire non da soli, bensì con Lui e con tutti gli esseri più alti e più spirituali della Sua Creazione, e potete anche cooperare nel grande processo di purificazione che fu dato a tutti gli spiriti gradatamente, e partendo dal più basso, attraverso Benevolenza e Amore di un Padre tutto abbracciante, potete di nuovo ritornare là, da dove sono stati trasferiti fuori nell’infinito tutti gli spiriti come piccole scintille del divino Amore e Forza di Volontà.

16. Comprendete il Padre nel Suo operare, nel Suo Amore e nella Sua Grazia, nelle Sue conduzioni, nella Sua umiltà e unica assistenza, per guidare tutto ciò che è creato sempre più vicino alla sua meta finale, e godrete beatitudini di pace preparando beatitudini perfino a Colui che ha chiamato tutti voi dal nulla, affinché possiate essere beati testimoni della Sua potenza, della Sua grandezza, ma anche del Suo Amore!

17. Comprendete le Sue vie, la Sua dottrina e il Suo sacrificio che Egli ha portato per voi, affinché possiate riconoscere che cosa significa essere chiamati ‘figli Suoi’, ed essere destinati a questo gradino! – Osservate il verme che striscia davanti a voi nella polvere; anche a lui è stata posta nella sua anima una scintilla divina e, poco consapevole di sé, striscia nella polvere, e nonostante ciò esso ‘ama’ questa vita così scarsa assegnata a lui, loda il Donatore nel dolce influsso dei raggi riscaldanti del Sole con i mezzi che permette il suo organismo; e voi uomini andando eretti, che somigliate a Me nell’aspetto, potete elevare lo sguardo negli spazi incommensurabili, essendo dotati di linguaggio e potendo comunicare la grande massa di pensieri al vostro prossimo. Voi, che avete il sublime fluido spirituale e divino nelle vostre vene e un eterno spirito nel vostro petto, voi dominatori dell’infinità su tutti i mondi, volete rimanere dietro al verme e dietro gli ultimi esseri viventi nell’amore e nella gratitudine?! Riflettete a quello che fate, di quanta responsabilità vi caricate nel calpestare con i piedi tanti doni spirituali e corporei, nel dimenticare Colui che vi ha prescritto non come Creatore soltanto l’‘Essere’, oppure come Giudice l’immutabile “Devi”, non come Giudice vi punisce per ogni errore, bensì come Padre ve li perdona. E anche quando siete caduti, Egli stesso vi aiuta a rimettervi in piedi, e in certi momenti vi fa giungere con la Sua grazia, conforto e ristoro, affinché non dobbiate abbandonare l’unica via dell’amore e dell’umiltà che conduce direttamente solo a Lui.

8. Riflettete tutto questo, cioè quanto siete impegnati ad impiegare tutte le vostre forze per mostrare almeno con la vostra volontà di voler meritare il nome ‘figli Suoi’, di voler diventare degni della Sua Trinità solo dell’ultima, ma più grande Caratteristica, del ‘Suo Amore paterno!’.

19. Non desistete! Vi riuscirà comunque, anche se non subito. Vincerete sulle molte tentazioni, per poter poi esclamare con diritto il nome “Padre”, perché ve lo siete meritati. Ma anche il Padre non vi chiamerà solo “figli Suoi”, bensì, come Padre, vi farà percepire tutto ciò che un Cuore paterno è in grado di dare al figlio.

20. ‘Tre’ è il numero santo, ovunque nella Mia Creazione è intrecciato con il Mio Io, nell’intera natura visibile e invisibile, e nel vostro io tende ovunque a diventare ‘uno’. Così possa anche in voi esistere l’aspirazione a voler essere ‘Uno’ da spirito, anima e corpo, quest’ultimo spiritualizzandolo, affinché anche voi (come Io stesso) possediate spiritualmente nell’intera misura tutte le Caratteristiche della Trinità, e diventiate, non solo secondo il nome, ma, nei fatti, ‘figli Miei’.

21. Vi ho tracciato la via, i mezzi non mancano, occorre solo la vostra volontà per diventare ciò che può contribuire alla vostra salvezza e alla Mia gioia! – Amen! Amen! Amen!

 

 

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Cap. 42

La Parola di Dio nell’uomo

ovvero:

“Quale processo si svolge veramente nel cuore di un uomo,

quando Tu, o Signore, gli detti la Tua parola divina?”

 

Trieste, 12 novembre 1870

1. Questa è la seconda domanda che interessa la tua piccola compagnia, perché in parte essi vorrebbero sapere come avviene questo, affinché siano resi attenti anche su te stesso, se un’altra voce nel loro interiore dicesse cose che non sono cresciute proprio sullo stesso fondamento, e in parte perché hanno sentito descritto diversamente dai differenti media e scrivani questo differente influsso spirituale, così che adesso si sentano spinti a ricevere un chiarimento su quale comunicazione spirituale sia la giusta e la migliore.

2. Dopo che Io stesso tra gli ultimi dettati ho toccato questo punto[36], allora voglio dire anche sotto questo riguardo qualcosa di più preciso, affinché possiate apprezzare e comprendere più giustamente le Mie comunicazioni, come anche colui tramite il quale le do.

3. Innanzitutto però devo dapprima far precedere un insegnamento animico, ovvero delle osservazioni psicologiche, affinché impariate a comprendere meglio il meccanismo e la relazione delle vostre tre unità, cioè dello spirito, anima e corpo, e solo allora vogliamo passare al caso eccezionale che può subentrare, allorquando queste umane parti costitutive sono state purificate e rese sensibili nella loro regione spirituale facendo sì che essi percepiscono, spesso sentono e possono anche vedere, delle cose per le quali all’uomo comune sono sbarrate le vie.

4. Ebbene, dunque: voi vi ricorderete nella parola sulla trinità, in cui vi ho spiegato la Mia Trinità, adesso invece vi devo mettere in luce più da vicino quella vostra, affinché possiate riconoscere pure qualcosa più da vicino, di cosa voi stessi siete composti e che cosa in voi è la parte più nobile! Dunque, come ho detto, voi siete composti di tre cose, cioè di spirito, anima e corpo. Lo spirito come scintilla proveniente da Me, il quale vi è stato dato per ottenere, attraverso di esso, l’autoconoscenza e la consapevolezza che non siete stati creati solo per questa Terra; questo spirito, messo in voi già prima della nascita, si comporta in modo latente o passivo, e lascia tranquilla l’anima nell’organizzazione del suo corpo materiale, non la disturba nemmeno più tardi, quando è completata l’organizzazione e l’uomo è entrato nell’età matura. Solo di tanto in tanto si annuncia dal centro del cuore, se l’anima si abbassa del tutto all’animalesco, e allora in un primo momento è solo un incerto, oscuro presagio che s’insinua nell’anima con certe azioni, dove essa poi sente che non agisce secondo la sua destinazione. Lo spirito è perfezionato, non ha bisogno di nessuna educazione e nessuna istruzione! Tutto questo è solo faccenda dell’anima, la quale deve dapprima imparare a dominare un po’ alla volta il corpo, per esserle d’aiuto in ciò che ha imparato, specialmente in cose nelle quali non deve ignorare il suo meccanismo!

5. Lo spirito comincia ad uscire dal suo involucro solo quando l’anima si è già allontanata dalle cose mondane, quando cerca solo lo spirituale considerandolo come la cosa più alta. Qui è il momento in cui lo spirito rende agevole la ricerca, e poi si fa trovare dall’anima.

6. Fino ad allora l’anima è come se avesse vissuto solo una vita che aveva in comune come con gli animali, e si estendeva solo poco oltre se stessa. Invece, non appena si fa dominante il principio spirituale, allora arretrano i suoi bisogni  come quelli del corpo; essi divengono subordinati a scopi superiori, e comincia una spirituale fiorente vita che mai appassisce. Fin lì l’anima dormiva solamente, oppure cullava se stessa in sogni che avevano come scopo principale il mondo e i suoi vantaggi. Fino a questo risveglio l’anima e il corpo sono solo come due piante vegetanti, in cui l’una è cresciuta a causa dell’altro per lo scopo in comune.

7. Ogni volta che succedeva qualcosa che non era proprio secondo le leggi dello spirito, l’anima percepiva un presentimento inquietante, ovvero sentiva ben una voce in lei che le faceva seri rimproveri, e che voi conoscete in generale sotto il titolo di ‘coscienza’, perché appunto non può essere rinnegata, e si presenta secondo il suo nome come qualcosa di assodato. Ebbene vedete, questa voce che all’uomo dice spesso cose che lui non vorrebbe sentire, questa voce è in parte la voce del vostro spirito, in parte quella di un spirito buono (spirito protettore) o un angelo, che vi accompagna, dove però, accanto a questa, potreste sentire anche delle voci che vi vorrebbero indurre al male. Queste voci sono poi voci dell’amor proprio, oppure la voce di uno spirito maligno (diavolo), il quale attraverso questa voce che v’induce al male crede di scusarsi, perché egli pensa: “Costui fa anche ciò che ho fatto io, anche lui non poteva resistere, come me, e così ora non sono io punibile, bensì la natura umana”.

8. In fondo, esiste però ancora un’altra Voce che spesso vi riferisce soavi parole ammonitrici, pazienti rimostranze, quando siete sul punto di fare qualcosa in cui la vostra coscienza aveva già predicato contro anticipatamente; ebbene vedete, questa Voce è spesse volte la Mia! Qui si manifesta il Mio sussurro nel vostro cuore; la testa con il suo pensare tace, e voi provate o sentite questa voce fievole e tranquilla esporvi tutto il pro e il contro di una azione che volete cominciare.

9. Chi ora comincia ad abbandonarsi a questa Voce, le presta ascolto, e dopo l’ascoltato agisce di conseguenza, viene guidato un po’ alla volta dalla vita esteriore in quella interiore, vita che gli preparerà godimenti con i quali potrà facilmente dimenticare quelli del mondo esteriore! In questo modo l’anima diventerà sempre più forte, e allo spirito nel centro sarà reso facile di imprimere sempre di più alla stessa il suo impulso spirituale.

10. Se questo è dunque il caso che la vita animica così accresciuta avrà raggiunto un certo grado, e se, per l’appunto, ho bisogno di un uomo che deve annunciare agli altri la Mia parola, pura come Io la do, allora utilizzo una tale anima già preparata a metà, per promuovere attraverso di essa i Miei scopi.

11. Che poi lo scrivere o l’udire spirituale è parimenti differente, questo avviene perché anche questo udire della sua voce interiore non sta sullo stesso gradino della formazione dello spirito, per il qual motivo l’uno deve essere trattato diversamente che un altro, per ripetere la Mia parola.

12. Anche spesso Mi scelgo persone che sono buone di cuore e di buona volontà, e in tutta la restante semplicità stanno comunque su un gradino morale abbastanza alto, senza che essi stessi lo sappiano. A questi inconsapevoli mezzi-angeli devo naturalmente guidare la mano Io stesso, e scrivere con loro in modo meccanico, perché non sono esercitati a sentire nell’interiore.

13. Così anche il Mio influire è un piccolo disturbo nella vita dell’organismo, quando, non appena Io agisco sul cuore o per mezzo del plesso solare sui nervi, allora il cervello viene messo fuori gioco, poiché, come l’uno o l’altro vuol riflettere su questo influire, allora l’influsso cessa, e poi nessuno sarà più in grado di dare una risposta sufficiente. Nel Mio influire e far sentire la Mia voce a colui che la riceve, allo scrivente è come se parlasse con una seconda persona, che all’inizio domanda solo allo scrivente, ma poi continua incessantemente a riferire e a parlare. Tutte le altre idee retrocedono, scompaiono tutte le immagini fantasiose, l’uomo è solo orecchio e precisamente solo un orecchio spirituale; infatti, il fragore che colpisce dall’esterno il suo orecchio terreno, non lo preoccupa. Così egli si concentra per sentire solo la Mia voce, vive una vita in comunione con Me, e poi ripete, fedele alla lettera, ciò che Io vi volevo dire, affinché voi procediate nel chiarimento e nel miglioramento.

14. Già nei tempi antichi questo influire e ascoltare la Mia Voce era dato solo a singoli uomini; infatti, tutti i profeti del Vecchio Testamento erano solo ascoltatori della Mia Voce nel loro cuore! Adesso, dal momento che per Me è importante guidare l’umanità il più presto possibile alla sua meta finale, adesso non ho bisogno di questi uomini da Me scelti per questo, come allora, per essere anacoreti[37] e vivere nel deserto; adesso il mondo è diventato spiritualmente del tutto un deserto, e colui che comincia ad occuparsi di Me e a sentire la Mia Voce, è già adesso completamente ‘anacoreta’, perché si è ritirato dal mondo esterno, vive solo nel suo interiore, e lavora alla costruzione del tempio per una vita migliore.

15. È ancora da menzionare che, come ho detto prima, anche gli spiriti possono avere un influsso sul cuore di un uomo; e se poi l’uomo lo vuol mettere su carta, oppure, semmai, se si lascia guidare senza volontà la mano dagli spiriti, ecc., allora avete davanti a voi tutto il processo dello ‘spiritismo’, solo che esso è condizionato con la relazione con gli spiriti, cosicché, se il sistema dei nervi non è troppo saldo, può essere facilmente allentato, cosa che è piuttosto il caso nel genere femminile che in quello maschile. Quello che viene fuori da questo domandare e rispondere spiritistico, lo sapete, e sapete anche voi stessi giudicarlo, dopo che vi ho già detto alcune cose sull’argomento.

16. Il Mio influire è certo ampiamente diverso da quello degli spiriti; dagli spiriti sentite ben forse splendidi insegnamenti, secondo il grado dello spirito stesso; da Me invece sentite del divino, delle verità inconfutabili. Le comunicazioni degli spiriti – mettetevi una volta alla prova – non vi ecciteranno nel leggerle due o tre volte. – Detto in breve, presto vi annoieranno; mentre le Mie parole stabiliscono come una propria essenza, come un fiore che mai appassisce ed è ben profumato, cosicché voi, per quante volte lo mettete da parte, lo prenderete comunque continuamente, per deliziarvi un’altra volta del suo profumo! Questa è la pietra di paragone tra le comunicazioni di finiti spiriti creati, e quelle dell’infinito Creatore, Padre vostro.

17. Alcuni di voi invidiano i Miei scrivani, e da una parte hanno ragione quando lo fanno, d’altra parte invece no, poiché il Mio scrivano deve sottoporsi perseverante ad alcune cose, ed essere animato dall’amore per Me e per il suo prossimo, in cui proprio all’aspirante per tale grazia, potrebbe mancare fortemente in queste caratteristiche, nel caso lo avessi scelto per Mio scrivano. Perciò lasciate da parte questo; pensate che solo Io so meglio di tutti a cosa serve ciascuno, e se attiro qualcuno a Me attraverso la scrittura, allora siate sicuri: gli ascoltatori (e fautori) dello scritto, Mi stanno altrettanto vicini come lo scrivano, oppure come l’oratore, ecc.

18. Accogliete soltanto il cibo celeste come ve lo do Io; vivete di conseguenza e lasciate ad ognuno la sua chiamata posta a lui da Me; un giorno tutti voi potrete quietare al Mio petto paterno il grande impulso dell’unificazione con Me; nessuno sarà privilegiato, perché voi siete tutti figli Miei! Questa parola del Padre vostro vi basti (su questa faccenda), e con essa, la Mia benedizione! – Amen!

 

 

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Cap. 43

Sul rapporto spirituale di un ‘medium del Padre’[38]

 

Trieste, 26 novembre 1870

 (una parola per J.G.R.)

1. Mio caro figlio, perché ti tormenti con desideri che non portano a niente? Tu vuoi avere la ‘Mia parola’. – Ma Io ti domando: “Non l’hai in te? Non senti giornalmente la Mia voce come ti guida, ti consiglia o sconsiglia nelle faccende professionali, e ti fa gustare spiritualmente ciò che ti è destinato permanentemente come un guadagno, solo nell’altro mondo?”

2. Vedi, Mio caro figlio, per avere la Mia parola com’è data in parte fino adesso solo a pochi, per questo, proprio non ci vuole un gradino morale superiore come quello degli altri non dotati di questa grazia; no, figlio Mio. Io do questo dono solo a colui che considero più capace di poter operare per i Miei scopi, poiché vedi, anche questo scrivano che ti manda queste righe ha già scritto parole per tutti i possibili fratelli e sorelle, ed ha ricevuto da Me le necessarie risposte; soltanto che lui non ha ancora mai chiesto qualcosa per sé, né ha avuto bisogno di qualcosa da Me. Egli svolge senza volontà il suo servizio che gli ho affidato, e perciò è solo un mediatore tra Me e i figli Miei.

3. Tu invece hai idee del tutto diverse di questi influssi della Mia parola nell’anima umana. Allora t’immagini di sentire chiaramente in te la Mia voce, di poter parlare e conversare con Me come con un amico molto amato; tu credi di avere in te questa voce, di vivere solo per Me, e mettere tutto il resto in fondo! – Ma non è così!

4. Per primo, quando scelgo uno scrivano, lo faccio perché ho bisogno di un organo che sia in grado, e che mondanamente abbia anche il tempo necessario per potersi dedicare completamente al Mio servizio. Per secondo, non scelgo lo scrivano a motivo di lui, bensì a motivo degli altri. Se anche tu sentissi in te così, percettibilmente, la Mia voce come il Mio scrivano, Io ti domando solamente: “Che cosa vuoi che Io ti detti? E per chi?”. – Quando sei solo e lasci libero corso ai tuoi pensieri, quando ti avvicini a Me nella preghiera, oppure quando ti dedichi alla lettura della Mia parola, chi ti prepara queste ore beate? Certamente nessuno al di fuori di Me! Ora Io domando, quando nel tuo interiore percepisci la Mia voce che per esempio dice: ‘Vedi, Mio caro figlio, quante gioie ti può concedere un’ora solitaria, sia nelle passeggiate nella libera natura, sia tra le quattro mura, se soltanto la sai utilizzare, continua così, bada sempre di ritirarti dal mondo e dalle sue gioie ingannevoli, e rientra nel tuo cuore, dove arde una santa fiamma che splende solo per Me, e viene anche nutrita solo da Me; continua a camminare su questa via, e sentirai sempre di più nel tuo cuore la Mia voce per la tua consolazione e per la tua tranquillità. È essa che ti ha guidato con diversi mezzi e su vie differenti; presta ascolto solo a questa voce, è la voce del Padre tuo! Amen!’.

5. Se tu senti così nel cuore e percepisci questa voce, perché non prendi la matita e scrivi ciò che ti dico nello stesso? Vedi, figlio Mio, tu non lo fai! Tu ascolti, siedi pensieroso sulla tua poltrona, immerso nei tuoi sentimenti, nei pensieri rivolti a Me, ma non scrivi. – E perché non scrivi questi pensieri – come vorresti magari chiamarli? Perché non li metti giù per iscritto? – Perché sai ben troppo bene che non sono per nessun altro che solo per te stesso! Perciò aspetta, come ti ho già detto una volta, finché la tua compagnia sarà un po’ cresciuta, quando sarà diventata necessaria una Mia diretta conduzione; allora saprai anche tu perché hai la parola, cioè non per te, bensì solo per il meglio degli altri. Quindi l’amore per il prossimo ti animerà di più che l’amor proprio. Ora vorresti la Mia parola solo per te, perché non conosci la portata di questo dono. Allora Mi supplicherai come tutti i Miei scrivani per un Pane di Vita, ma non per saziare te, ma per ristorare altri affamati nel santo servizio. Vedi, figlio Mio, allora la Mia parola avrà un doppio valore, e solo allora il suo vero scopo, e per te sarà poi una grazia, e per i tuoi fratelli e sorelle un beneficio. E se poi ti domanderò: “Cosa preferisci: un riconoscimento per te, o servire per gli altri come strumento per guidare a Me i figli smarriti?”. E certamente preferirai l’ultimo al primo. Perciò aspetta. Quando avrò bisogno di te, ti concederò questa facoltà che adesso non porterebbe nessuna utilità e vantaggio che allora, quando Io ti metterò in un posto e ti esclamerò: “Adesso, figlio Mio, è venuta anche per te l’ora! Alzati e lavora nella Mia vigna per il bene dell’umanità!”. – Amen!

 

 

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Cap. 44

L’essenza della Parola di Dio

 

Triste, 6 marzo 1871

1. Ascoltate: nelle Mie parole ci sono cose che, prese letteralmente e spiritualmente, sono vere, ma anche molte cose che sono tenute insieme agli avvenimenti successivi e sembrano letteralmente false, e che comunque possono e diventeranno spiritualmente vere. Dipende solo come s’intende leggerle. Se le si prendono solo ‘ad letteram’ come dicono i latini, allora Mi si fa un gran torto, perché ciò che Io dico come Spirito non deve mai essere compreso in modo diverso che spiritualmente; ogni altra interpretazione conduce su vie errate. Ebbene, vedete, nelle Mie parole stanno certe allusioni che ‘di fatto’ non si sono avverate, altrettanto poco come le profezie di Giovanni sull’ultimo Giudizio che effettivamente non si sono avverate. Anche lì stanno scritte delle cose che accadranno e sono già accadute, e voi con il normale intelletto umano e con l’occhio umano non ve ne siete accorti; come forse gli avvenimenti si sviluppano così naturalmente da uno all’altro che non c’è da scoprire nessuna traccia di miracoli oppure di un visibile intervento del Mio Cielo e dei Miei angeli, e nonostante ciò vi devo dire che voi vi trovate già fortemente in questo processo di purificazione che il Mio Giovanni vi ha preannunciato più di mille anni fa, ma ci vuole un occhio spirituale e un orecchio spirituale per percepire il colpo di un grande giudizio del mondo, cose che vi mancano principalmente, ma sono anche non così facili da ottenere.

2. Quanti ‘teologi’ e ‘teosofi’, come si fanno chiamare, si affaticano per decifrare queste profezie del Mio discepolo, e non ci riescono! E queste – pensate – sono solo profezie del Mio Giovanni, visioni che egli ha visto; ebbene, come volete comprendere allora le Mie profezie, profezie del Maestro, se vi sono incomprensibili quelle dell’allievo? Voi ancora non comprendete nemmeno per idea cosa c’è nelle Mie parole, solo qui e là s’insinua in uno o nell’altro il presentimento che sotto c’è ancora molto di più grande, di quanto credete di aver compreso con la lettura o avete sentito leggere.

3. Sì, figli Miei, nelle Mie parole si trova celata l’infinità, poiché Io, il Donatore delle stesse, sono appunto anche infinito. In esse si trova dello spirituale e del celestiale, poiché Io sono uno Spirito, e il Mio vero e proprio mondo è il Cielo di tutti i Cieli, dove si parla un linguaggio che è degno del Costruttore dei Cieli e dei suoi abitanti! Voi non sapete quanto siete lontani dalla comprensione di questo contenuto spirituale e celestiale delle Mie parole, nondimeno vi devo dire che anche voi, in ciò, dovete riflettere che tutte queste parole che avete ricevuto finora, non sono solo per voi, non sono per l’attuale generazione vivente, non sono scritte per tali principianti di corte vedute nella Mia dottrina d’amore, no, bensì per altri lontani periodi di tempo, dove voi già da lungo tempo, provveduti con una veste spirituale e con altri organi visivi, uditivi e tattili, comincerete solo allora a comprendere Colui che un giorno ha versato tanta Luce nei vostri occhi diventati ciechi! Ora per lo più presentite il senso delle Mie parole in modo terreno, ovvero materiale, ma un giorno le comprenderete in modo animico e su gradini superiori e spirituali. Ovunque vi verrà annunciato un altro senso, e nonostante ciò le parole rimarranno le stesse! Perciò confidate in Me, cari figli, e vedrete, e giornalmente verrete a sapere che, anche se ‘l’apparenza inganna’, nondimeno la verità si mostrerà al tempo giusto! – Amen!

 

 

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Cap. 45

Sull’essenza dell’Amore del Signore per noi

(la parabola della stufa)

ovvero

“Tutto è dato per tutti”

 

Trieste, 10 maggio 1871

(inizialmente per L. Pfaff G.)

1. Mio caro figlio, trascorsero alcune ore da quando ti inviai le Mie ultime parole che, su richiesta di tua moglie, Io le avevo rivolto a causa del significato della pioggia[39], e già si muove in te malumore e orgoglio offeso per il fatto che non le ho rivolte direttamente a te, come alla tua compagna. Questo malumore è durato finché il giorno successivo hai preso la penna ed hai potuto lamentarti presso tuo fratello e Mio scrivano. Adesso che il tuo sangue si è calmato, e all’agitazione ne è seguita una fresca riflessione, ti voglio chiedere: “Dunque, hai trovato così poco nelle Mie parole e nel significato della pioggia, oppure non riconosci le bestioline o piccoli errori che Io vorrei levar via dal tuo cuore attraverso la Mia pioggia di grazie?”. Vedi, figlio Mio, la pioggia di grazia scorreva giù su di voi, provocata – come ho appena detto – dalla domanda di tua moglie; tuttavia, se non ho rivolto la parola personalmente a te, allora questa parola vale tanto bene per te che per tutti, come per la tua compagna di vita. – Hai già letto e copiato molte parole e dettati che non erano rivolti direttamente a te, e comunque contenevano molto per te. E perché adesso questa suscettibilità, questo cruccio infantile?

2. Vedete, figli Miei, con la Mia grazia che vi ho fatto giungere specificamente, siete diventati un po’ viziati; dovete giudicarMi però diversamente! Riflettete: Io sono Dio, l’Altissimo Signore e Creatore di tutto l’Universo, e non Mi posso immischiare in singole preferenze, dove presto, l’uno o l’altro si crede onorato. Il Mio Amore per voi, per te, figlio Mio, e per te, figlia Mia, è altrettanto grande come per l’ultimo essere smarrito. Voi tutti siete Mie creature. Io devo amarvi tutti allo stesso modo, e non posso preferire l’uno o l’altro secondo il mondano vostro modo di vedere. Se voi e molte migliaia di altri date ascolto ai Miei insegnamenti e ammonimenti, se seguite la voce del vostro buon Pastore fate a voi stessi solo il meglio. A Me rimane la gioia paterna di aver guadagnato un figlio per il Mio Regno, ma la beatitudine dei Cieli che Io godo da eternità, verrà data come ricompensa a colui che segue la Mia voce, e in seguito questa beatitudine lo renderà capace di intonarsi nel coro di tutti i Miei grandi esseri spirituali.

3. Perciò vi rimando alla parola che un giorno espressi: «Nei Cieli c’è più gioia per un peccatore pentito che per 99 giusti che non hanno bisogno della Mia grazia!». Il Mio Amore per voi, per tutte le Mie creature, è un Amore generale e costante; non può essere né più né meno. C’è solo la differenza che l’uomo o lo spirito, quanto più sente, tanto più si dona a Me, tanto più si avvicina a Me! Voglio darvi un esempio pratico tratto dalla vostra stessa vita domestica, per rendervi la Mia parola più chiara, più comprensibile. Ebbene, cosi ascoltate:

4. In inverno, quando la coltre di ghiaccio ricopre i vostri fiumi e laghi, e la neve i vostri campi e prati, quando il calore in parte sfugge dall’atmosfera, e del Sole solo la luce illumina i vostri giorni, allora accendete il fuoco nelle vostre stufe, per sostituire artificialmente ciò che vi nega la natura in questa stagione. Ebbene vedete, voi sfuggite la vita esteriore, la vita all’aperto, e vi ritirate nelle vostre stanze, ovvero nella vita interiore, per avere là una sostituzione per il mondo esterno rattristato. Vedete, la vostra stufa irradia il calore uniformemente verso tutte le parti, essa è il ‘benefattore’ per tutti coloro che in questa stanza cercano protezione dal gelo, essa riscalda i mezzo congelati così bene, come i meno congelati, essa è il generale distributore di calore senza differenza. Che ora sente più calore colui che si avvicina di più, rispetto a colui che sta più lontano, e se quest’ultimo forse si lamenta del freddo, non è colpa della stufa. Egli sta lì, sempre uguale, soffrendo nonostante tutti i raggi del calore. Avvicinatevi di più alla stessa, e il calore manifesterà il suo influsso ancora di più sui vostri corpi, subentrerà il piacevole stato d’animo, dove colui che è stato respinto dal freddo mondo esterno, sente nel suo interiore il vero calore della vita, e poi leverà il suo sguardo a Me, perché gli ho fatto sentire così bene proprio il freddo mondo esterno e la vita interiore dello spirito. Ecco, Miei cari figli, Io sono la Stufa che riscalda tutti allo stesso modo, che abbraccio tutti ugualmente con i Raggi del Mio Amore; non pretendete un Dio extra per ognuno, a questo Dio non è possibile, questo Dio che mantiene una Creazione come vi è visibile, deve già essere così alto e sublime, e deve stare su un punto di vista dove abbraccia con lo sguardo tutto con la stessa forza, e può essere abbracciato con uguale forza dell’Amore! Perciò, figlio Mio, non ti agitare quando una volta a te, una volta alla tua compagna, alla Mia cara figlia, giunge una parola dai Miei Cieli, oppure quando giungono nelle tue mani altri dettati che non menzionano di te.

5. Tutto è dato per tutti; le parole che faccio scrivere direttamente a voi in tante lettere, sono altrettanto poco solo per voi, come le altre che non sono rivolte a voi. La storia delle sofferenza di tua moglie, il suo avvicinarsi a Me a poco a poco, le sue lotte, il suo sviluppo spirituale per quello che è adesso, non è per voi, oppure è stato ordinato solo per lei, no! Lei è stata destinata a diventare con le sue sofferenze e lotte un esempio per molti, per dimostrare ciò che può fare il potere dell’amore, se vuole seriamente! Sta tranquilla, figlia Mia, sotto i dolori hai dovuto partorire il tuo figlio spirituale, succedendoti come a ogni madre; al primo celestiale sorriso del neonato, tutti i dolori sono dimenticati, sostituiti e compensati, cosa che sente proprio solo la madre, perché ha dovuto partorire con dolori, quello che è menzionato nella tua lettera di oggi – Genesi 3,16-19[40] – che là apparentemente è espressa come maledizione, è diventata solo una benedizione di incommensurabile portata.

6. Anche là il versetto 19, che tu, figlia Mia, credevi destinato a tuo marito, non è inteso così come vi sta scritto. Vedi, senza lotta, senza sforzo, la vita non avrebbe nessuno stimolo, e se a quel tempo Io dissi: «…e con il sudore della tua fronte, mangerai il pane», allora questa espressione, altrettanto, non era una maledizione, essa era la benedizione, la pioggia di grazie che proprio dopo questa caduta, gocciola giù incessante sull’intera umanità, anzi su tutto il Creato, e quale pioggia è fruttifera, ma i cui frutti possono e devono essere ottenuti solo con sacrifici.

7. Adamo ed Eva furono creati a immagine Mia, quindi un giorno dovevano diventare simili a Me, ‘figli Miei’, e per raggiungere questo ci vuole lotta, ci vuole rinnegamento di tutto il mondano, preferendo lo spirituale a tutto il resto. Ciò che allora il serpente credeva di aver fatto di male, si deve trasformare in bene; i rovesci d’acqua disastrosi si devono trasformare in benedizione, per ristabilire così di nuovo, quell’unione, che proprio il serpente in quel tempo volle impedire, e vuole impedirlo anche adesso.

8. “Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione!”, così vi ho esclamato poco fa, e adesso lo ripeto: “Vegliate, anzi, sorvegliate il vostro interiore! Nel vostro cuore vi sono ancora nascoste delle piccole bestiole (caratteristiche umane) che vogliono nascondersi dalla pioggia di grazie, e si mostrano solo allora, quando credono che sarebbe per loro un’occasione propizia. Vegliate! Sorvegliate tali piccole passioni, e pregate affinché Io, vostro Dio, Creatore e Padre, non vi lasci andare a fondo a causa di piccolezze, dal momento che vi ho protetto da grandi pericoli, e vi ho sempre mantenuto sulla via che conduce solo nei Miei Cieli e nella Mia vicinanza! Per rafforzamento, la Mia benedizione a voi due, e non dimenticate mai che il Padre vostro è anche Dio! – Amen!

 

 

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Cap. 46

La Parola

ovvero

‘Solo nel più piccolo dimora il più grande’

 

Trieste, 3 luglio 1871

 

      (da una lettera al fratello J. Busch, da Dresda): «… Dopo che nulla accade nel mondo materiale e spirituale che non abbia il suo scopo, allora anche questo stimolo del vostro animo sarà volutamente permesso, in parte per allontanare i vostri stessi dubbi, ma in parte però per via dei miei fratelli e delle mie sorelle, e forse anche in seguito, per lasciare all’umanità ricettiva, come testimonianza permanente, come devono essere comprese le condizioni del tempo, la Rivelazione di Giovanni e l’effusione dello Spirito Santo avute da parte del Signore, e così forse voi sarete stati lo strumento per benefici spirituali a molti, la cui portata non possiamo misurare né io né voi! Perciò, lodato e glorificato sia Colui che spesso con mezzi così semplici può operare cose così grandi!»

1. Sì, Mio caro scrivano, e anche tu, Mio caro figlio, così è nella Mia amministrazione: compiere con minimi mezzi la cosa più grande. È questo il più alto gradino dello spirito!

2. Guardate solo l’operare degli uomini, le loro invenzioni, le loro macchine, il loro modo di guarire, e scorgerete ovunque che, proprio perché non vogliono confidare in Me, ma nelle loro stesse forze, devono fare tanti giri per trovare ciò che in un rinato nel Mio Spirito si scorge al primo sguardo, che comprende il ‘perché’ e ‘per che cosa’, e nello spirito, vede formato davanti a sé al momento, mezzi e scopo. Perciò adoperatevi anche voi di giungere al chiarimento il più presto possibile, affinché anche voi impariate a comprendere e a riconoscere il mondo, gli avvenimenti e il vostro stesso cuore.

3. Nulla è più facile che operare miracoli davanti a una moltitudine spiritualmente limitata, ci vuole solo l’illimitata fiducia in Me, e anche il ben saggio impiego di un tale aiuto solo in caso di bisogno, e non per curiosità o per scherzo, poiché allora ogni esperimento mancherà d’effetto. Tuo fratello (J.B.) soffre in ogni caso di un ‘vizio del cuore’, soffre di scetticismo, cerca sempre nel nuovo ciò che nel più vecchio è già stato detto e spiegato migliaia di volte. Egli condivide questo errore con molti dei tuoi ascoltatori, perciò Io ho lasciato esprimere per iscritto il suo desiderio rivolto a te; era il suo, ma è assopito anche in parecchi cuori, e così ho soddisfatto lui e voi e ancora molti altri che in seguito cercheranno il Mio pane. Quindi una domanda innocente di un singolo è diventata una colonna commemorativa per l’eternità!

4. Oh, Miei cari figli! voi non sapete e non comprendete che cosa c’è veramente celato nel più piccolo. Vedete, gli astronomi Mi cercano nel vasto, incommensurabile spazio, solo in una piccola distanza oltre la loro facoltà di comprensione, e non hanno nessuna cifra per esprimerla e potersela immaginare. Si fermano stupiti, confusi; ed anche quando vengono sopraffatti da una eternità con i suoi mondi mai misurati, non Mi cercano comunque, non cercano Colui che sarebbe per loro comprensibile prima nel più piccolo, invece che nel Grande. I chimici che vogliono sezionare l’etere, l’aria e tutto ciò che per loro è visibile e toccabile, tutti loro cercano nel grande, Colui che è comprensibile solo nel più piccolo atomo, nella più piccola forza.

5. Il geologo scava in fra ossa fossili e altre specie di pietre; egli vuol calcolare l’età della sua dimora, la Terra, le sue rivoluzioni e le sue epoche evolutive. – Povero beccamorto! Tu chiedi ai morti per i viventi. I loro resti ben ti dicono: “Una volta ‘eravamo’, ma ‘il quando’ lo devi solo indovinare!”, perché nessuna voce da lì gli comunicherà il quando Io edificai nella Mia Sapienza le Creazioni, e di nuovo le distrussi, per fare alla fine, della vostra dimora, la Terra, ciò che adesso potrebbe essere, se anche voi uomini foste come Io vi ho creato: un paradiso per i Miei figli giubilanti incontro a Me! Solamente, ‘ciò che non è, può ancora avvenire!’, così dice uno dei vostri proverbi. Ed Io aggiungo, che proprio adesso sto facendo di questo globo terrestre ciò per cui l’ho veramente creato. Il lavoro è in pieno corso, soltanto che opero di nuovo alla Mia maniera, dal piccolo al grande. E così anche voi vedrete come da parole – spesso per voi solo parole gettate lì – si svilupperanno i più grandi eventi, come un giorno dalla Mia parola: ‘Sia fatto!’, e un po’ alla volta è sorta un’intera Creazione nell’ordine più giusto.

6. ‘La Parola’ è un Mio dono per l’intero mondo degli spiriti e anche per l’umanità. È ‘la Parola’ che risveglia ciò che agita gli spiriti, a spingerli a gradini superiori. La Parola è il motivo del discorso, il discorso è il motivo dell’agire, e l’agire è il motivo dei progressi spirituali! Un giorno risuonò questa piccola Parola: ‘Sia fatto!’, e continua a farsi sentire. Da eoni in eoni penetra il suo suono stimolando e risvegliando, poiché non è materia, bensì spirito. Dovranno e devono per vero presentarsi degli abusi anche con quest’arma spirituale, con la Parola spirituale, come lo vedete anche oggigiorno, poiché l’uomo è libero di rivolgersi verso l’alto o verso il basso; nondimeno anche qui il risultato finale è di nuovo al servizio dei Miei scopi.

7. Vedete, figli Miei, voi siete quasi ancor meno che creature microscopiche nella Mia Creazione, in confronto a quegli uomini che esistono lì con corpi giganteschi, uomini che supererebbero tutti la vostra immaginazione; e tuttavia, invece di questi enormi uomini, ho scelto voi per figli, Io stesso son venuto sulla vostra Terra, più piccola di un granello di sabbia, e in questa vi ho di nuovo mostrato che nel più piccolo, Io sono il più grande! Avendo questi uomini giganteschi, spiritualmente, ancora una lunga via per riconoscere Me come Colui che sono veramente, così voi – con i corpicini microscopici – avete uno spirito nello stesso, al quale perfino l’infinità è spesso troppo piccola. E come la piccola ‘Parola’ è la portatrice di tutto lo spirituale, così anche voi, piccoli esseri, siete destinati nella Mia grande Creazione a diventare i portatori della Mia dottrina d’amore in tutti gli spazi; e allora si giustifica di nuovo che solo nel più piccolo dimora il più grande, come in un granello giace nascosto un eterno bosco di alberi che non scomparirà finché esiste la Terra sulla quale quel seme può continuare il suo processo vegetativo.

8. E così la Parola è l’eterna Semenza di un mondo degli spiriti mai terminante, è un progresso mai cessante. Perciò confidate anche nella Mia parola, essa è la Fonte primordiale di ogni Amore, di ogni benedizione che scorre dalla stessa su di voi. Leggetela spesso e molte volte, immergetevi in una singola Parola! In ogni Parola espressa da Me si trova una eternità. L’infinità che voi non potete afferrare nello spazio e nelle distanze, sta chiara dinanzi a voi nella più piccola Parola.

9. Come ‘la Parola’ partorisce eternamente del nuovo, eternamente nuovi pensieri, nuove idee, nuove azioni e guida a costante progresso e, con ciò, conferma la sua infinità, ugualmente vedete create dalle due forze primordiali ‘magnetismo’ ed ‘elettricità’, attrazione e repulsione, un infinito mondo di soli, pianeti e comete, ai quali un giorno esclamai il ‘Sia fatto!’. Laddove i vostri sguardi non possono più afferrare nessun raggio di luce con nessun telescopio, là in quegli spazi operano queste due forze che, entrambe quali piccole Leggi, continuamente creano paradisi ed eden per le Mie creature, là soffia ancora lo stesso soffio dell’Amore tutto abbracciante, il quale pervade anche il vostro petto nei momenti beati.

10. Anche là Io sono il Padre, sebbene non così conosciuto come da voi, ma sempre Lo stesso che anche là guida tutti gli esseri e le creature, li guida ad un mondo degli spiriti molto al di sopra della materia, li guida incontro all’eterna beatitudine e delizia, e dove di nuovo, nell’aspetto di una singola Parola, il Mio Io, la Mia Creazione e la meta tracciata per tutti gli esseri creati, risplende nel più alto raggio di luce, e questa Parola che non scomparirà mai eternamente, è la Parola sempre operante nello stesso modo, che dalla culla fino alla tomba, e oltre, non vi abbandonerà mai in eterno. Questa Parola é: ‘l’Amore!’, – l’Amore del Padre vostro, il Quale solo in questo Amore può essere percepito come Padre, quando i Suoi figli afferrano e comprendono del tutto questa Parola! – Amen!

 

 

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Cap. 47

“PADRE”

ovvero

della Trinità tra Padre, madre e figlio – Dio, natura e uomo

 

Trieste, 17 novembre 1871

1. In queste parole, Mio caro figlio, trovi tutte le beatitudini che un cuore umano possa godere o solo presentire; in questa parola potrai approfondire e immedesimarti completamente nella stessa. Ebbene, poiché stai alla soglia del Cielo spirituale, perché hai cominciato a comprendere il profondo senso spirituale anche se solo in una delle Mie parole, e precisamente quella più importante e tutto abbracciante, allora ti voglio aprire ancora ulteriormente le porte del Cielo, affinché tu – sebbene ancora nella veste terrena – per lo meno possa vedere da lontano e presagire spiritualmente ciò che vuoi dire con la parola ‘Padre’, e perché afferra così potentemente colui che si dona completamente al senso interiore di questa parola sunnominata.

2. Vedi, figlio Mio, per spiegarti la parola ‘Padre’ e precisamente sotto l’aspetto umano a cui solo dopo deve seguire la comprensione spirituale, allora devo prenderla da lontano, e così ascolta dunque:

3. Voi chiamate ‘padre’ quell’uomo che per la creazione o la procreazione di un essere vivente ha dato il primo impulso; infatti, la vera e propria partoriente del generato è la madre. Ebbene, poiché tra questi due – il generatore e la partoriente – il generato sta nel mezzo come prodotto dei due, allora è anche naturale che nell’intero mondo animato con anime, come perfino nel regno animale, esistono ‘rapporti animici’ tra queste tre specie di membri di una famiglia. Nel regno animale l’incombenza del padre è molto limitata, e il sostentamento, l’alimentazione e la personale protezione dei piccoli, fin dalla nascita è quasi sempre trasferita alla madre. In questa Io ho posto il tenero sentimento dell’amore materno, che negli animali – a vergogna dell’attuale umanità – è molto maggiore, più forte e più piena di abnegazione di quello che si mostra negli uomini dotati di ragione. Negli uomini c’è lo stesso rapporto: all’inizio la prima  diretta preoccupazione per la conservazione del neonato è lasciata alla madre, perciò nei bambini minori è anche predominante l’amore e la propensione per la madre che si basa su principi fondamentali animici del tutto differenti dall’amore per il generatore, per il padre. Infatti, il neonato dapprima è veramente solo carne e sangue della madre, e perciò è anche con lei unito animicamente in maniera molto stretta, mentre il padre condivide con il neonato la parentela animica spirituale attraverso il legame con la madre. Ora emerge la domanda:

4. Come deve essere veramente fatto l’amore per la madre, come l’amore per il padre da parte del bambino, ovvero: quale grado d’amore merita ognuno dei due, affinché appaia giusto dinnanzi ai Miei occhi?

5. Vedi, figlio Mio, qui arriviamo in un campo dove si potrebbe dire molto, poiché secondo i concetti umani la madre fin dall’inizio merita più amore per gratitudine che il padre, perché è lei che deve lottare con le sofferenze, con i casi di malattie, anzi deve lottare perfino con la morte, finché l’essere generato veda la luce del mondo, per non parlare delle altre preoccupazioni e ansie che sorgono dalla culla fino all’età più matura della giovinezza.

6. Se ora rifletti tutto questo a sangue freddo, potrebbe ben sorgere in te il pensiero: “Se dunque l’amore che un figlio deve sentire verso sua madre, fondato su molti benefici e sacrifici, ed è giusto dinanzi a Te, perché, o Signore, non ci hai comandato di amarTi come una madre? Poiché anche Tu ci hai fatto nascere su questa Terra, anche Tu provvedi per noi dal momento del concepimento fino alla tomba; Tu ci accompagni, guidi i nostri passi, sei indulgente come una madre, mentre il padre mondano terreno punisce spesso con rigore i nostri errori. Tu perdoni, dove egli vorrebbe punire! Perché, nonostante ciò, l’amore per Te come Padre è comunque più forte che l’amore eseguibile nel massimo grado per la madre corporea?”

7. Vedi, figlio Mio, ora siamo arrivati al punto in cui posso spiegarti l’Amore paterno, ovvero l’amore per il Padre e l’amore del Padre. Vedi, da voi sulla Terra il padre ama i suoi figli perché il vincolo animico lo lega con la madre, e così anche con il figlio stesso. Da voi sulla Terra il padre sente un obbligo verso l’essere da lui generato, egli sente che il fanciullo è anche una sua propaggine, solo che lui non può ancora far comprendere al figlioletto i suoi sentimenti, finché questi non è cresciuto e non ha imparato a comprendere anche questo amore, le sue amorevoli parole ammonitrici e le sue preoccupazioni e sforzi, come egli si affatica attraverso il lavoro per preparare, al generato da lui, una sorte il più piacevole possibile. Solo quando il figlio impara a comprendere il padre, quando può capire che anche le punizioni provenienti dalla mano paterna vengono dettate solo dall’amore, solo allora il figlio vede nel suo genitore il suo primo e unico vero amico che gli vuol facilitare il più possibile la sua vita e liberarlo da molti dispiaceri che il padre ha dovuto spesso pagare con grandi sacrifici e sofferenze.

8. Questo amore del padre è quindi, confrontato con quella della madre, veramente l’amore per elevare spiritualmente un’anima, mentre la madre fin dall’inizio ha più a che fare con la formazione del giovane corpo, e per questo impiega tutto per consegnare più tardi al padre un’anima incorrotta in un corpo sano.

9. Che la madre provveda anche per lo spirituale del fanciullo che cresce, è ben vero. Lei è la preparatrice, lei mette la prima pietra sulla quale poi il padre può edificare il suo edificio spirituale d’insegnamento e di educazione; ma appena si avvicina la vita più seria, allora la madre deve arretrare, e solo nelle figlie la sua influenza resta ancora durevole, perché un animo femminile è più facilmente compreso da un altro animo femminile, e le esperienze della madre possono servire anche alla figlia, cosa che nel figlio come rampollo maschile non è più il caso.

10. Ebbene, ciò che qui ti ho spiegato dei rapporti umani, della trinità tra padre, madre e figlio, vale anche nello spirituale. Vedi, tutto il materiale è la partoriente, cioè il Mio intero mondo creato (come la natura) è madre e figlio, ed Io sono il Padre; iniziando dal primo impulso della Mia volontà, fino all’ultimo gradino materiale, operano le Mie Leggi poste nella natura, come la madre per il poppante.

11. I mondi, le loro disposizioni e le loro condizioni generano i Miei prodotti spirituali, cominciando dall’embrione fino alla formazione spirituale. Dove però lo spirito comincia a divenire libero, dove comincia a comprendere come e perché esso esiste, come e perché viene da Me guidato così e non diversamente, come e perché il Mio mondo fu creato con le sue incommensurabili profondità, meraviglie e bellezze, solo allora comincia il suo sospettato presentimento a muoversi, solo allora comincia a comprenderMi e a capire che molto oltre la materia esiste un Regno spirituale, e molto oltre questo, il Conservatore di tutto, come Padre affettuoso e provvidente che non dimentica nulla nel Suo Universo, ma abbraccia tutto con lo stesso Amore, perché in tutto fu posto da Lui una scintilla divina.

12. Là comincia un Amore paterno, dove la natura provvedendo per tutto il mondano con la sua sollecitudine e l’istinto, deve ampiamente arretrare; là comincia la comprensione, come nel giovane che comprende l’amore del padre e può afferrare perché il padre lo consiglia così e non diversamente, perché deve drizzare i suoi passi!

13. Come l’uomo naturale, il cui spirito non ancora svegliato è assopito nella sua anima, trova le Mie vie e conduzioni spesso del tutto incomprensibili e inspiegabili, cosa che comunque al rinato spiritualmente, al chiaramente vedente, è una inesauribile fonte del più sentito ringraziamento, allora anche per un poppante tutte le preoccupazioni della madre fin dall’inizio della sua vita sarebbero pure meraviglie, se le potesse solo presentire o comprendere, e i consigli del padre non gli sarebbero più scritti in stile geroglifico, perché appunto la capacità di accoglimento non è ancora sviluppata per questo; invece ciò che per il figlio infante è un mistero, è al giovinetto o alla fanciulla cresciuta una verità chiaramente splendente. Così è anche con la Mia educazione spirituale con voi, figli Miei. Quanta fatica Mi costa, finché l’uno o l’altro comincia a comprendere ciò che Io gli ho sussurrato migliaia di volte nell’orecchio, finché alla fine sorge una luce crepuscolare, che ciò che faccio, sebbene per voi sempre ancora inspiegabile, ma per Me è sempre stato chiarissimo, ha per scopo finale solo il miglioramento e la nobilitazione, in altre parole, il suo bene spirituale!

14. Anche tu, figlio Mio, dopo tanta resistenza verso la Mia conduzione, dopo molte sofferenze, sei finalmente arrivato là dove ora ammetterai che un Padre come sono Io – che come Tale vuole essere riconosciuto da voi tutti, al Quale in confronto al Suo stesso Spirito l’infinita Creazione è pari ad un niente di niente, che un tale Padre deve tuttavia anche avere un modo di amare che non può essere afferrabile, non comprensibile, ma che comunque un tale Amore divino opera solo per il meglio dei Suoi creati, e che questo Amore paterno può solo amare, e mai punire!

15. Adesso senti tutta la deliziosa forza che si trova nell’esclamazione: “O Padre, non mi abbandonare! Non abbandonare me, la creaturina infante nella polvere della Terra che Tu hai colmato con tante Grazie!”. Ebbene, con una tale esclamazione, nell’impulso del tuo cuore, oppure nella somma beatitudine del tuo amore di delizia, comprendi che, elevato molto al di sopra di tutti i sentimenti umani, lassù dietro quella grande volta celeste, dimora un Padre con un Amore nel petto che nessun uomo, nemmeno uno spirito e nessun angelo può afferrare, ed ora, in considerazione di un tale Amore paterno, vorresti esclamare anche tu: “Che cosa sono io, o Signore, che ti ricordi di me?”.

16. Ed Io ti rispondo: “Tu sei figlio Mio! Tu sei una di quelle creature che nel più interiore porta una Scintilla proprio di questo Amore divino che tu glorifichi così altamente in Me, tu sei uno di quegli esseri a causa dei quali ho portato un giorno sulla Terra così grandi sacrifici; e tu sei un essere che, per guadagnarlo per i Miei Cieli, non ho temuto nessuna fatica, affinché un giorno Io riottenga indietro tutte le Mie Scintille divine inviate fuori, potenziate e pure, come le ho date un tempo! – Questo Amore, questa beatitudine che senti adesso nello scrivere o nel leggere il Mio nome di ‘Padre’, questo amore è una dimostrazione della tua comprensione, in parte della tua missione sulla Terra, in parte della giusta comprensione delle Mie parole che vi ho donato così abbondantemente e con cui continuo ancora a nutrirvi”.

17. Sì, l’Amore paterno di un Dio è qualcosa di grande, di irraggiungibile, esso è il Raggio calorico che dà all’intera Creazione, vita e abbondanza; è esso che, se penetra nel cuore umano, può lì preparare solo beatitudine, solo delizia, e risveglia sempre solo beato amore non terreno, bensì ultraterreno.

18. Lascia a questo amore nel tuo cuore solo libero spazio; lascia fluir fuori i tuoi sentimenti solo verso di Me, per quanto il tuo cuore lo possa sopportare. Io in compenso voglio di nuovo farti penetrare dal Mio Amore paterno, così che un raggio del Mio Amore possa compensare tutta la tua vita terrena di sofferenza!

19. Riconosci in ogni battito del tuo cuore una Grazia d’amore del Padre tuo, il Quale, finché lascia pulsare il tuo cuore, ti dà l’occasione di percepire il Suo Amore nella Sua natura, e di crescere nel Suo Amore, finché un giorno sarai maturo per sopportare più forti e spirituali influssi!

20. Quindi continua solo ad amare! Eterna e insondabile è la sorgente dell’Amore del Padre tuo nel Cielo! – Amen!

 

 

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Cap. 48

La verità

Trieste, 18 gennaio 1872

1. Vedete, questa parola passa di bocca in bocca, e tuttavia a pochi o a nessuno è venuto in mente di definire il suo significato, di descriverla più precisamente. Ovunque, si dice: “Esiste una sola verità!”. – Sì, anch’Io dico che esiste una sola verità, ma ora viene la domanda: “In che cosa consiste?”. – Allora ciascuno uscirà con una opinione o un’interpretazione diversa, ognuno cercherà l’origine della verità altrove, piuttosto che dove si trova veramente. Ebbene, per guidarvi all’unico fondamento, all’unica Legge da dove può essere derivato ogni altro concetto di verità, allora voglio dirvi Io il fondamento originario, e questo Fondamento originario sono unicamente e soltanto Io stesso[41].

2. Gli uomini d’intelletto potranno negare l’esistenza di un Dio, di un Creatore quanto vogliono, tanto c’è e rimane comunque questo fondamento come indigesto elemento sempre ricorrente, e quando uno o l’altro che si crede erudito pensa di aver ragionato tanto da eliminarMi, allora sorgo di nuovo da un'altra parte, e precisamente indistruttibile e indelebile, come sono sempre stato e sempre sarò.

3. Vedete, quest’esistenza di un altissimo Essere come Legislatore, dal momento che nessuno può rinnegare le Leggi dell’intera natura visibile, Egli è e rimane la prima Verità, dalla quale devono essere derivate tutte le altre verità. Guardate fuori nel grande Spazio etereo dove orbitano mondi intorno a mondi, e precisamente in aggiunta a questo, ancora in un movimento roteante intorno a se stessi; vedete, là sta scritta la prima verità, essa si chiama ‘vita’! Senza vita non è possibile nessun mondo. Ma questa vita deve essere prodotta da altri fattori per continuare ad esistere, e questi fattori sono il duplice movimento di tutti i mondi, in parte intorno a se stessi, in parte nel mezzo al loro centro di nuovo intorno ad altri mondi più grandi, e questi, poi, sono appaiati a intere famiglie per orbitare intorno a un altro punto centrale nel grande Spazio etereo, che non esiste più materialmente, ma solo spiritualmente.

4. Questo movimento che – producendo attrito – raccoglie sostanze nutritive dall’etere, cede le stesse ai suoi mondi (questi con il proprio movimento intorno a se stessi utilizzano tali sostanze per la loro esistenza e stabilità), dove poi questo movimento, come Legge necessaria che produce con i minimi mezzi i più grandi risultati, consegna ad ogni atomo fino al più grande mondo ciò che per loro è proprio necessario nel luogo giusto e al tempo giusto. Questa è una verità che non può essere sostituita da nessun altro mezzo, perché come prodotto della Mia divina sequenza di idee, può essere solo così e non diversamente, ed è quindi – come dite voi – un ultimatum sul quale basano tutte le altre combinazioni, nelle quali le stesse hanno il loro punto d’appoggio e, da ciò, mettono in atto la loro stessa sopravvivenza.

5. Ciò che questa semplice verità è nel grande girotondo dei mondi e dei soli, è altrettanto in ogni altra creazione; dal più piccolo granello di sabbia fino al mondo più grande, tutto è costruito, disposto e congegnato così che accanto alla fame vi è il satollamento, accanto al bisogno il sostentamento, e precisamente così che per una via più semplice e più naturale non è possibile nessun altro mezzo.

6. Queste sono verità, ovvero esclusivamente una e la stessa Verità, che fa trasparire in milioni e milioni di forme il Mio Io, poiché ogni atomo esclama ad ogni attento osservatore:

7. “Così lo poteva disporre solo un Dio, un Essere sommamente intelligente, il Quale con i mezzi più piccoli può ottenere i più grandi scopi!”. Questa è verità, è incontestabile verità, senza la quale mai qualcosa poteva esistere né essere conservata! Ovunque, voi trovate espressa questa verità, perfino nel materiale. Guardate la vostra Terra: a Chi siete debitori del suo clima, della sua vegetazione e della sua vita, sulla superficie come nel suo interno? La piccola inclinazione del vostro asse terrestre verso l’asse del Sole ha prodotto tutto questo; cambiatelo e poi fatevi spiegare e fare i conti dai vostri astronomi e geologi che cosa sarebbe della vostra dimora. Ecco, qui avete una verità, solo così e non diversamente la Terra poteva diventare un luogo di dimora per esseri viventi e intelligenti!

8. Andiamo avanti: che cosa tiene tutto così insieme sulla vostra superficie affinché non venga lanciato fuori nell’infinità col violento movimento di rotazione? Vedete, è l’impulso della gravità, la forza che attira tutto verso il punto centrale della Terra, di nuovo una piccola potenza con un grande effetto. E che cosa mantiene la vostra Terra nella sua grande orbita intorno al Sole? – Una rassomigliante forza, quella dell’attrazione, con cui la Terra viene guidata attraverso lo Spazio etereo, laddove assorbe elementi per l’ulteriore durata, che poi attraverso il raggio di luce e il calore del Sole producono vita e possono trasformare la nuda roccia in un paradiso per dei viventi e sensibili esseri.

9. Questa è verità, sempre la stessa, solo espressa con altri mezzi, con altri fattori, e ciò che opera così potentemente nella materia grossolana e come motivo principale ne condiziona la formazione, la continuazione a sussistere e la durata dei mondi e terre, vale a dire che ottiene così grandi risultati con tanti pochi mezzi, è la medesima verità; è quella stessa verità che c’è nel mondo vegetale delle piante e della vita sensibile vivente del mondo animale, fin su, all’uomo. Ovunque potete trovare nell’organizzazione più semplice anche nei più piccoli organi di un corpo, qualunque esso sia, cosicché nel minimo spazio emerge di nuovo il massimo effetto, nel minimo tessuto cellulare emerge altrettanto solo quest’unica verità, come nel circuito dei più grandi Soli Centrali, cioè: – che tutto il Creato è disposto in maniera perfetta e insuperabile, e solo così poteva essere fondata la sua sussistenza e la sua esistenza. Ovunque vedete la potenza della Volontà divina che, in un piccolo flusso di sangue di un animale vivente, svergogna ed annienta l’intera arte dei vostri meccanici e costruttori di macchinari.

10. Dio è vero, e solo le Sue Leggi sono verità, tutto il resto è specie diversa, innaturale, e inseguirle ci si punisce da sé, o attraverso i fallimenti dei piani coltivati, oppure con il totale dissolvimento. Questa grande e unica verità, però, è ancora più confermata ed espressa chiaramente nel Regno spirituale.

11. Io sono uno Spirito, e come in ogni materia è posto dello spirituale per la trasformazione della stessa e la spinge al procedere, proprio così è ancora di più nel regno dei pensieri e delle idee degli esseri pensanti; anche là vi è una sola Verità che irradia su tutto il resto, è la Verità di un eterno Amore dal quale è proceduto tutto ciò che è creato, e attraverso la stessa Verità, scomparendo di nuovo solo in apparenza, oppure dissolvendosi in altre forme ed elementi, continua a procedere, per ritornare all’Elemento originario spirituale, dal quale tutto è proceduto. Questa Verità spirituale, l’Amore che ha creato tutto, in parte come base per qualcosa di superiore, in parte per il rivestimento dello spirituale, questo Amore come sublime Potenza morale è l’unica Verità che passa come un filo attraverso l’intera Creazione materiale, poi unisce l’un con l’altro l’intero Regno degli spiriti, e così lo raffina sempre di più e, spiritualizzato, ritorna alla fine di nuovo a Me come potenza purificata!

12. L’amore è la più alta verità, tutto ciò che accade a causa sua e con lui, porta l’impronta del Divino in sé. Solo l’amore può operare del bene senza altre intenzioni, senza altri pensieri segreti. Dove l’amore non è la prima norma di tutte le azioni, non vi è nessuna prosperità, tutto è costruito sulla sabbia, e non sulla roccia; infatti, quella roccia che non si sposta eternamente mai e sfida tutte le tempeste, è la Verità, è Dio, è Amore! Ma per comprendere anche giustamente questo Amore, allora voi, propaggini viventi del Mio Io divino, dovete anche ben riflettere che in tutti i pensieri, idee e azioni, soltanto Lui deve essere il movente, solo Lui deve essere l’inizio e la fine! Per Amore son venuto da voi sulla Terra, per Amore per voi ho salvato l’intera umanità dalla caduta in una inaudita immoralità, per Amore per voi ho istituito la Mia dottrina che – come sapete – non contiene nessun altro comandamento che i Comandamenti dell’Amore.

13. Ciò che nel grande regno materiale è il movimento, cioè la vita, nello spirituale il grande motore è l’amore; senza amore non è possibile nessun risultato spirituale per una vita spirituale crescente di tutto ciò che possa essere iniziato!

14. L’amore è l’unica verità, l’amore è il portatore di tutto il materiale creato, e promotore di tutto lo spirituale in progresso!

15. Perché ci sono tutte queste sventure, guerre, malattie e miserie senza numero tra voi uomini? Proprio perché l’atteggiamento degli uomini è senza amore, perché il loro operare è fondato su ogni altra base, ma non sull’amore; perciò la diffidenza, perciò le situazioni innaturali delle condizioni sociali, delle classi degli uomini tra loro.

16. Ovunque si pecca contro l’amore, e ovunque al peccato segue a ruota la punizione.

17. Trasformate il vostro amor proprio in amore per il prossimo! Non dimenticate le Mie due Leggi dell’amore! E la Terra, adesso luogo di dimora dell’afflizione e della miseria, diventerà di nuovo un paradiso; un paradiso come giardino della pace, e un paradiso per spiriti e anime che non si vorranno ingannare reciprocamente nascondendosi con delle maschere, ma dove ognuno potrà mostrare all’altro il suo interiore, chiaramente e sinceramente!

18. Finché gli uomini non saranno convinti di questa verità, fino allora diventerà sempre peggio e più brutto (sulla Terra), poiché l’innaturale si punisce da se stesso, fino a quando Io, concedendo perfino tutti gli orrori, salverò comunque voi dalla distruzione dell’odio e dell’egoismo, nondimeno anche la scintilla dell’amore, la quale, di nuovo splendente, dovrà darMi il benvenuto alla Mia prossima discesa, come portatrice del suo elemento affine, e come Amore personificato in e sulla Terra e in tutti i mondi e in tutti i Cieli!

19. Perciò figli Miei, amate! Solo l’amore emana le Mie parole. ‘Amore!’, vi esclama la natura da tutti gli angoli, e amore è l’unica scintilla divina che, raggiante di gioia, da un occhio corporeo può annunciare agli altri: “Esiste una sola Verità!”, e questa è quella che fa orbitare tutti i mondi, quella che nel raggio dei soli mandato su lontane terre e pianeti, anche là non opera altro che vita, luce e calore, i tre fattori della Mia Creazione, i quali espressi spiritualmente sono: Amore, Sapienza, e il loro prodotto: – l’azione dell’Amore! – Amen!

 

 

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Cap. 49

Amore per Dio e per il prossimo, come sangue e acqua

16 febbraio 1872

 

«E uno dei soldati con una lancia gli aprì il costato,

e subito ne scaturì sangue e acqua».

[Gv. 19,34]

 

1. Ebbene vedi, Mio caro figlio, hai scelto questo testo e ora ne vorresti un chiarimento che ti dovrà riversare un po’ di Luce sulla Mia vita terrena di quel tempo. – Così ora ascolta:

2. Ciò che a quel tempo fece un soldato per assicurarsi della Mia morte fisica, e che – come dice la Scrittura – si è anche dimostrato con la fuoriuscita di sangue e acqua dal costato aperto, questo succede anche adesso con ognuno che Mi vuol seguire, ed è anche da leggere corrispondentemente al corso degli avvenimenti del mondo, dove proprio questo atto dei precursori e preparatori per la futura resurrezione, è tanto per il singolo uomo come per l’intera umanità!

3. Tuttavia, per farti comprendere bene tutto questo, ti devo spiegare il processo fisico di quell’apertura della ferita e il suo risultato, e poi passare allo spirituale nella rispondenza.

4. Questa ferita che quel soldato recò al Mio fianco sinistro, fu una stoccata con la lancia attraverso un lato del polmone. – Ora devi sapere che il polmone è nel corpo umano per ravvivare il sangue devitalizzato delle vene, il quale ritorna dalla sua circolazione da tutte le parti del corpo, per ravvivarlo di nuovo, avendo il polmone quella funzione di eliminare le particelle morte dalle parti del corpo attraverso l’espirazione, e per mezzo dell’inspirazione di trasformare il sangue delle vene di nuovo in sangue delle arterie, sotto la cui forma lo può di nuovo portare nel cuore e da lì portare nuova vita in tutto il corpo.

5. I polmoni sono quindi organi principali, senza i quali non può aver luogo nessuna continuazione di vita nemmeno per un minuto.

6. Nei polmoni avviene quindi un processo di separazione e un processo di unificazione-regolazione; quest’ultimo, cioè il processo di regolazione, avviene quattro volte, finché un unico processo di separazione attraverso l’espirazione restituisce il carbonizzato dell’organismo umano in un’espirazione all’atmosfera che vi circonda.

7. Dove quindi questo processo non ha più luogo, là la vita ha una fine, e il sangue, prima di tutto il resto, va incontro alla decomposizione, cioè il liquido linfatico si separa dai globuli del sangue, e mentre precedentemente essi costituivano un corpo unico, l’intero sangue, essi adesso, divisi, come sostanze separate, vanno ognuno incontro alla propria via della trasformazione. – Perciò, dopo la stoccata nel fianco sinistro, fuoriuscì sangue e acqua, oppure – come lo chiamate voi – sangue (coagulato) e siero separati.

8. Questa separazione è il primo e più sicuro segno della cessazione delle funzioni vitali. Ciò che tu ora trovi qui scritto fisiologicamente, questo si svolge anche in ciascun uomo, e spiritualmente nell’umanità.

9. Ciò che il polmone è nel corpo umano, quale unico fattore principale per il moto del cuore e attraverso lo stesso per la vivificazione dell’intero organismo dell’uomo, – è nell’anima dell’uomo spirituale la grande legge dell’Amore, suddiviso in due comandamenti.

10. Dove la Mia Legge dell’Amore non è attiva, là il progresso spirituale è cessato, là un comandamento si è separato dall’altro, e ne segue che la linfa (spirituale) e i globuli del sangue (spirituale) prendono ognuno la propria via, cioè l’amore di Dio viene (poi) disposto in modo tale, che all’uomo non gli viene difficile, e l’amore per il prossimo è esercitato solo fin dove lo stesso non sfiora i propri interessi.

11. Mentre la linfa ovvero l’acqua del sangue deve essere il vettore dei globuli sanguigni, ovvero spiritualmente, in modo appropriato: dovendo l’amore per il prossimo essere la dimostrazione di un amore per Dio, esso è beneficiario solo per se stesso. E come il sangue così separato (da solo) non è portatore di vita, così anche dall’operare separato non sorge nessuna vita veramente spirituale, bensì sorge la decomposizione materiale, nel diniego di tutto lo spirituale, se si vive solo per il mondo.

12. Tutto il Mio universo creato sussiste però solo attraverso queste due Leggi dell’Amore! Sono esse che tengono stretti gli esseri agli esseri, e attirano perfino la grande materia alla materia, e li porta al cambiamento del loro stato spirituale e materiale, per creare sempre qualcosa di nuovo che sta su gradini superiori. – Come il sangue spinto dalla pressione del cuore penetra fin nei più sottili vasi capillari, diffondendo vita e stimolando il cambio di sostanze, e determina il vero e proprio processo di vita, – altrettanto va in avanti il corso spirituale di un’anima umana secondo la sua missione, lungo la via sulla scala degli esseri spirituali.

13. Ciò che nel polmone è lo stimolante ossigeno dell’atmosfera, questo è contenuto nel Mio insegnamento, nelle Mie Leggi dell’Amore. – Dove questa specie di aria spirituale non penetra, qui c’è regresso o morte; qui quest’insegnamento causa il processo di espulsione tra il bene e il male. E come nel tuo corpo con ogni pulsazione del cuore, oppure con ogni respiro si espelle il consumato, il deperito, e viene di nuovo inspirato il ravvivante mettendo in moto la grande circolazione del sangue, – altrettanto nella vita animica spirituale dell’uomo gli insegnamenti contenuti nelle parole comprese stimolano a nuove azioni, per indurre alla rinnovata separazione del male, affinché l’intera vita spirituale, simile a quella corporea, scambi sempre il vecchio con il nuovo.

14. Così il dinamico movimento del sangue è la migliore immagine del tuo tendere, del permutare il male nel psichico (l’animico) con il bene, dal cui processo è condizionata la vita spirituale eternamente crescente!

15. Quanto poco puoi quindi vivere senza che il tuo sangue scorra continuamente nelle tue vene la sua intensa vita, tanto poco puoi vivere spiritualmente senza questo perpetuo processo di separazione.

16. E quando un giorno il soldato mercenario Mi colpì nel fianco sinistro e ne scaturì sangue e acqua, questa fu l’effettiva prova delle Mie ultime parole sulla croce: ‘È compiuto!’. – Io come Uomo avevo terminato la Mia missione, e cominciava la vostra.

17. Il sangue del Mio corpo terreno si separò, e l’Amore per Dio si separò dall’amore per il prossimo, per adempiere la Parola dove dissi: “Non son venuto per portarvi la pace, bensì la spada!”, in altre parole: al Mio ritorno a Casa, nel Mio Cielo, come segno della Mia morte lasciai all’umanità queste due Leggi separate e senza vita; tuttavia, accanto, diedi loro l’ossigeno del Mio insegnamento, per unire di nuovo queste due Leggi, per completare – e precisamente per proprio merito – l’una attraverso l’altra, e così ravvivare di nuovo l’uomo animico spirituale che Io lasciai loro indietro, affinché diventassero per proprio merito ciò che sono stato Io sulla croce, cioè l’Uomo spiritualizzato, il Quale, attraverso il grande sacrificio sul palo della vergogna della croce, pose di nuovo nei suoi diritti la dignità umana-spirituale.

18. Come quindi questo processo di respirazione e circolazione del sangue in ogni uomo è la sua vita e condiziona la stessa, così è anche nei popoli, nell’intera umanità.

19. Dove queste due Leggi dell’Amore non condizionano la vita spirituale dei popoli e delle nazioni, vi è solo sangue e acqua, invece di vigoroso sangue che porta vita. Vi è idolatria, ovvero rinnegamento di Dio; vi è egoismo, amore per se stessi invece che per il prossimo; vi è morte nella vita sociale, morte nella vita spirituale, dove in seguito al processo di decomposizione in altri elementi, dovrà di nuovo generare vita, ma spesso su altre vie più dure!

20. Perciò i destini dei popoli, così come del singolo uomo, sono differentemente mescolati con afflizioni, disgrazie e malattie.

21. L’intero corpo, quando una singola parte non esegue le sue funzioni, soffre altrettanto; la forza vitale generale cerca di correggere quest’errore, perciò gli stati di febbre con le malattie, corrispondenti agli spirituali fermenti nelle nazioni.

22. Le Leggi dell’amore non possono sussistere separate. L’ossigeno, il Mio insegnamento d’amore, spinge alla riconquista del perduto, spinge a raggiungere di nuovo la dignità spirituale, e così i popoli compiono ciò che nel singolo uomo compie la sua coscienza, ciò che nel corpo umano deve compiere il polmone come scopo della sua esistenza.

23. ‘Avanti!’, risuona da tutti gli angoli. Il corpo si vuole spiritualizzare, vuol raffinare i suoi organi, affinché un’anima spiritualizzata trovi la sua veste adatta alla condizione spirituale.

24. L’anima vorrebbe purificare dal male il campo spirituale dei pensieri e delle azioni, salendo sempre più in alto, desiderando esser pari alla Scintilla spirituale dimorante in essa.

25. Le nazioni e i popoli – spesso inconsapevoli dell’impulso che li scuote – tendono a gradini superiori, cercano di privarsi del più grossolano, del materiale. – Costretti dall’impulso, gli uomini insorgono per restituire al popolo, come al singolo uomo, la sua dignità, per respingere nei loro giusti confini tutte le trasgressioni di violenza e di arbitrio, affinché si faccia luce, affinché il vivente sangue spirituale del Mio insegnamento d’amore faccia battere gioiosi tutti i cuori incontro a Colui che un giorno sul Golgota, con il Suo esempio, mostrò gli ultimi confini della dignità umana, fin dove qualunque uomo, senza danneggiare la propria dignità spirituale, possa estendere la misura del sacrificio e dell’umiltà, affinché l’amore congiunto, per Dio e per l’uomo, e non come sangue e acqua – come nell’Uomo-Dio fisicamente crocifisso – bensì come nel Gesù spiritualizzato, quale Padre della Creazione e di tutti i Suoi figli, congiunto come pieno elemento di vita, diventi necessario per l’ulteriore formazione della spirituale anima umana, così come il sangue circolante nell’organismo vivente!

26. Perciò continua a respingere ciò che è contrario al tuo istinto spirituale! Inspira il Mio insegnamento come l’aria calda in primavera, impregnata di elementi spirituali. Lascia solo continuare il processo di espulsione che accelera lo scambio di sostanze, – così vivrai in modo spirituale, e in questo modo ti diventeranno più chiare di gradino in gradino le Mie parole e il loro senso, e più chiaro sarà il linguaggio della Mia natura, dove si aggira sempre l’amore per Dio e per il prossimo congiunto come unico fattore di vita.

27. Non lasciar mai diventare anche in te il tuo sangue spirituale in ‘acqua e sangue’. Tienili entrambi sempre uniti, poiché con ciò tieni legato a te, completamente Me e tutta la Mia natura, e solo in quest’unione sorgerà per te, quiete e pace!

28. La più grande beatitudine non sta nell’aver raggiunto qualcosa, ma nel tendere per raggiungerla. Perciò non perderti d’animo!

29. Grande è il Mio Regno, e infiniti sono i gradini; tu cerca di conquistarti i più alti, poiché quanto più in alto sali, tanto più grande è l’orizzonte, tanto più grande è la prospettiva e la comprensione del Mio Regno d’amore, dove non c’è ‘sangue e acqua’ come in un corpo morto, ma c’è Luce e Vita che, congiunto con l’Amore, tutto vivifica, beatifica e riscalda.

30. Qui hai nuovamente una Parola dal Padre tuo Santo, il Quale non cesserà mai di illuminare anche le più piccole pieghe del tuo cuore, finché un giorno starai dinanzi a Lui puro e splendente come angelo dell’Amore, e solo allora potrai comprendere pienamente che solo attraverso la lotta, la vita ottiene il suo vero fascino! – Amen!

 

 

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Cap. 50

Il Cristo storico e il Cristo dogmatico

 

Trieste, 9 maggio 1872

1. Mio caro figlio! Le spiegazioni e le discussioni di questo erudito dottor H. hanno fatto muovere in te una quantità di dubbi, e ora vorresti sapere da Me stesso, come la migliore e più sicura competenza, che cosa era il Cristo quando un giorno era sulla Terra, se Dio-Uomo, oppure solo Dio.

2. Ti sei basato su trattazioni erudite, e quindi ti devo anche rispondere in modo nuovamente erudito, affinché la risposta sia degna della domanda! Il tuo dottor ‘Hohlfeld’ presenta nel suo scritto, due Cristi, uno dogmatico e uno storico; egli vuole spiegare il primo e dimentica completamente che senza il Cristo storico non ci sarebbe stato un Cristo dogmatico.

3. Se quindi deve essere data una spiegazione di qualunque genere sulla persona ‘Cristo’, sulla Sua vita, sulla Sua Essenza e sul Suo operare, allora deve essere anzitutto constatato se è realmente esistito un Cristo oppure no! Ebbene, la dimostrazione dell’esistenza di un Cristo ve la danno in parte i Vangeli dei Miei apostoli, di più ancora alcuni scrittori di storia latina o romana di quel tempo. I Miei discepoli attraverso quello che vi hanno lasciato fino ai vostri tempi vi narrano la Mia nascita, i Miei anni di gioventù, il Mio tempo d’insegnamento e la Mia fine come Cristo; tutto concorda con le relazioni romane, con quel tempo narrato da ulteriori scrittori di storia pagana. Questi ultimi solo come relatori degli avvenimenti accaduti. Voi avete ricevuto tutti questi fatti, ora ancora più dettagliati, annunciati da una serie di anni nuovamente da Me stesso, in parte nel “Grande Vangelo di Giovanni”, in parte nella storia della Mia infanzia intitolata come “Vangelo di Giacomo”, Mio fratello[42], e nella scena dei “Tre giorni nel tempio”.

4. Ebbene, tutto questo conferma agli studiosi e scriventi della storia, che Io (quale Cristo), rappresentai l’Uomo nella sua più alta dignità morale, e trassi dai libri di Mosè l’essenza fondamentale della morale e della religione, separai il guscio dal nocciolo, e fondai così una Dottrina senza la quale non sarebbe potuta esistere a lungo una convivenza tra gli uomini, e oltre a questo, quale Dottrina, non collocava l’uomo come animale intelligente e come ultimo membro della Creazione di questa Terra, ma lo mostrò come prodotto spirituale di due mondi, vale a dire del mondo spirituale e materiale, come lo potete leggere nei Vangeli.

5. Questa Dottrina lumeggia con il Mio stesso cammino di vita, con le Mie opere, con la predestinazione della Mia morte e della Mia resurrezione. Questa Dottrina, nonostante tutto, sarebbe caduta nella dimenticanza, secondo certi uomini profondamente pensanti, se Io non avessi fatto per gli uomini l’impossibile, dimostrando con la Mia resurrezione dalla morte, che Io sono realmente Colui per il quale Mi presentai, cioè il Figlio dell’Onnipotente che ha creato Cielo e Terra.

6. Chi dunque credette nella Mia resurrezione, credette anche in Cristo come un Essere superiore, e per questi non fu più una meraviglia il Mio ritorno al Padre, come chiamai la Mia ascesa al Cielo, poiché se discesi solo su questa Terra per voi uomini e per tutto il Mio mondo degli spiriti, allora per Me deve essere stato anche facile ritornare là da dove ero venuto.

7. Pertanto, la chiave per la dimostrazione della Mia Divinità è la fede nella Mia resurrezione! Chi non crede in questa, non può essere cristiano! Ma solo basandosi su questa fede, tutte le Mie parole, tutte le Mie opere dall’infanzia fino alla resurrezione, acquistano un valore superiore. Da lì risale anche un Cristo dogmatico, come risultato da quello storico.

8. Il tuo signor dottore avrebbe quindi dovuto veramente stabilire dapprima questo ai suoi ascoltatori, e poi passare alla Dottrina cristiana che Io ho edificato come Uomo, e l’ho sigillata come Dio[43], solo che aver preso la faccenda in modo sbagliato come ha fatto lui, è stata proprio una questione solo di un uomo di testa e d’intelletto, che voleva dimostrare agli altri con le sole parole, ciò che lui stesso non sapeva (e come uomo unilaterale d’intelletto non potrà nemmeno mai sapere).

9. Ebbene, una volta ammesso che la Mia persona è realmente esistita e che ebbe tale inizio e tale fine, allora era del tutto naturale che poi emergessero delle domande, per comprendere i molti discorsi dell’Evangelo, dove si parla sempre ‘del Padre’ e ‘del Figlio’ e infine addirittura ancora di uno ‘Spirito Santo’, – inoltre: “Che cosa era Cristo? Era Egli metà Uomo, o metà Dio? Aveva un’Anima come noi, oppure solo la Sua divina soltanto a Lui propria?”, pure domande di almanacconi[44] che avrebbero voluto volentieri saper tutto, ed hanno sempre cercato in sfere lontane ciò che stava spesso loro davanti al naso. Se però sarebbe bastata loro la comprensione dell’Essenza della Mia persona, questa è un’altra domanda; infatti, Io sono venuto nel mondo principalmente a causa della Mia dottrina, e non soltanto per mostrare agli uomini la Mia persona in forma umana, poiché se la Mia persona visibile fosse stata inevitabilmente necessaria per l’edificazione della Mia dottrina, allora non Mi sarei fatto crocifiggere, ma sarei rimasto come immortale sulla Terra, forse fino ai vostri tempi e ancora più a lungo, finché la Mia dottrina fosse stata completata e completato l’edificio da erigere attraverso la stessa.

10. Da tutto ciò risulta chiaro che (prima di tutto) si trattava solo della Mia dottrina, in altre parole del reinserimento dell’uomo nei suoi diritti spirituali e della sua dignità, e che, anche se non proprio Io stesso, magari un uomo da Me destinato a questo (spirito o angelo) avrebbe portato la Dottrina all’umanità, è comunque soltanto la Dottrina che rendesse possibile un’esistenza al mondo, così che esseri intelligenti, vivendo liberamente come voi uomini, potessero continuare ad esistere, se avessero seguito le due Leggi dell’Amore date da Me, che non crimini ed uccisioni potessero continuare e, in fin dei conti, con la totale distruzione della razza umana, perfino che il globo terrestre orbitasse inutilmente nella sua ampia orbita intorno al Sole.

11. Dunque, la Mia dottrina, Miei signori dottori e almanacconi, osservatela dapprima tramite il Mio insegnamento dell’umiltà, del sacrificio e dell’Amore, e poi il Cristo vi diventerà comprensibile più facilmente, ciò che era, da dove venne, e dove Lo dovete cercare[45].

12. Il perché venni su questa Terra e cosa avevo per scopo con la Mia discesa, non solo per voi uomini, bensì per il Mio intero grande Regno dei mondi e degli spiriti, tutto questo l’ho già rivelato ampiamente in parole precedenti. I dubbi degli eruditi, se la Mia Anima sulla Terra era umana o divina, si può spiegare facilmente, chiedendo a tutti voi: “Di quale origine è l’anima umana veramente?”, e inoltre: “Chi vi ha insegnato cosa essa è e per quale motivo l’avete?”. – Dopo aver saputo tutto quest