Rivelazioni

nel 1840/1844 al mistico e profeta

Jakob Lorber

 

Il governo della famiglia di Dio

 

(vol. 1)

 

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Traduzione dalloriginale tedesco Die Haushaltung Gottes (1) in tre volumi

Traduzione dalla 5. edizione tedesca 1981

Casa Editrice del testo originale: LORBER VERLAG - Bietigheim - Germania

Copyright by Lorber Verlag

 

Testo in italiano - Copyright by Associazione Jakob Lorber

Ringraziamo la Lorber Verlag, Friedrich Zluhan e lOpera di Divulgazione Jakob Lorber e.V., D-74321 Bietigheim/Wuertt., per il sostegno nella pubblicazione di questo volume.

Traduzione di Salvatore Piacentini (1925)

ISBN 978-88-88-984-21-6

Il testo in PDF pu essere scaricato sul sito: www.jakoblorber.it

in questa pagina: Libr di Lorberi in PDF

 

Questa edizione in *.html a cura del gruppo:

Amici della nuova Luce

 

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[Governo della Famiglia vol. 2]

[Governo della Famiglia vol. 3]

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Personaggi

 

Il Signore Abedam (lAlto), lo straniero dai capelli neri (Asmahele), Emanuel

Abedam (il conosciuto) figlio di Adamo

Abele il secondo figlio di Adamo

Ada una delle due mogli di Lamec (della pianura)

Adamo il primo uomo (a immagine di Dio)

Aholin fratello di Gioliele

Ahujel discendente nipote di Set

Asmahaele lo straniero (poi rivelatosi il Signore)

Aza moglie di Ahujel

Bhusin uno tra i figli della Mezzanotte (Settentrione)

Cad uno dei re delle dieci citt di Hanoch

Caino il primo figlio di Adamo

Carac uno dei re delle dieci citt di Hanoch

Chisehel uno dei figli di Adamo del Mezzogiorno (Meridione)

Emanuel il nuovo nome di Asmahaele

Enoch figlio di Jared (ag come la volont di Jehova)

Enos figlio di Set (fu predicatore del nome di Dio)

Eva la prima donna

Farac uno dei re delle dieci citt di Hanoch (fu una saggia guida di Dio)

Ghemela una delle cinque figlie di Zuriel, pronipote di Chisehel

Gioliele fratello di Aholin

Hail figlio pi giovane di Metusael

Hanoch figlio di Caino

Hlad uno dei re delle dieci citt di Hanoch

Hored un discendente di Set

Huid uno dei re delle dieci citt di Hanoch

Irad figlio di Hanoch (poi discepolo di Farac)

Jabal figlio di Lamec e di Ada, fratello di Tubalkain (fu padre degli abitanti delle capanne)

Jared figlio di Maalaleel

Jeha moglie di Set

Jored figlio pi anziano di Metusael

Jubal figlio di Lamec e Ada (era musicista)

Jura uno tra i figli della Mezzanotte (Settentrione)

Kaeam figlio di Set della decima generazione

Kenan figlio di Set

Kuramech uno della stirpe di Jabal

Lamec figlio di Metusael

Lamech figlio di Matusalem

Maal fratello di No

Maalaleel figlio primogenito di Kenan

Mahujel figlio minore di Irad

Matusalem figlio di Enoch

Meduhed un comandante di Lamec

Metusael Figlio di Mahujel (scienziato, naturalista)

Molachim uno dei re delle dieci citt di Hanoch

Naeme figlia di Lamec e Zilla (domatrice degli animai selvaggi)

Noad uno dei re delle dieci citt di Hanoch

No figlio di Lamech

Ohorion uno tra i figli della Mezzanotte (Settentrione)

Set terzo figlio di Adamo

Setlahem figlio di Enos

Tahirac uno dei re delle dieci citt di Hanoch

Tatahar (un essere crudele e assetato di sangue)

Tubalkain figlio di Lamec e Zilla (fu maestro lavoratore dei metalli)

Ufrac uno dei re delle dieci citt di Hanoch

Ufrahim uno dei re delle dieci citt di Hanoch

Zilla una delle due mogli di Lamec

Zuriel nipote di Chisehel

 

Cap. 1

Un monito del Padre celeste ai suoi figli

15 marzo 1840

dopo le 6.00 del mattino

(Jakob Lorber: Cos parl il Signore a me e in me per ciascuno, e ci vero, fedele e sicuro):

1. Chi vuol parlare con Me, costui venga a Me, ed Io gli metter la risposta nel cuore; tuttavia solo i puri, il cui cuore pieno di umilt, percepiranno il suono della Mia voce.

2. E chi preferisce Me al mondo intero, e Mi ama come una tenera sposa ama il suo sposo, con costui Io voglio camminare a braccetto. Egli sempre Mi vedr come un fratello vede laltro fratello, e come Io lo vedevo fin dalleternit, prima ancora che egli fosse.

3. D per agli ammalati, che essi non devono affliggersi nella loro malattia, ma devono rivolgersi seriamente a Me e fidarsi assolutamente di Me. Io li consoler, e un fiume del balsamo pi prezioso si riverser nel loro cuore, e la sorgente delleterna Vita si riveler in essi, inesauribile; essi guariranno e saranno ristorati, come lerba dopo una pioggia a dirotto.

4. A coloro che Mi cercano, d loro: Io sono il Vero dappertutto, e il Vero da nessuna parte. Sono dappertutto dove Mi si ama e si osservano i Miei Comandamenti, da nessuna parte, invece, dove Mi si adora e Mi si venera soltanto. Non dunque lamore pi che la preghiera, e losservanza dei Comandamenti pi che la venerazione? In verit, in verit Io ti dico: Chi Mi ama, costui Mi adora in spirito, e chi osserva i Miei Comandamenti, costui colui che mi venera nella verit!. I Miei Comandamenti per nessuno pu osservarli se non colui che Mi ama; ma chi Mi ama non ha pi alcun comandamento che questo: e cio di amare Me e la Mia Parola viva, che la vera, eterna Vita.

5. Ai deboli annuncia dalla Mia bocca: Io sono un Dio forte. Essi devono tutti rivolgersi a Me, ed Io li completer. Da un acchiappa-mosche voglio fare un domatore di leoni, e i timorosi debbono distruggere il mondo, e i forti della Terra devono essere dispersi come pula.

6. Ai danzatori e alle danzatrici d, senza timidezza, che essi sono tutti quanti burattini manovrati da Satana. Egli infatti li afferra tutti quanti per i piedi e gira attorno con loro velocemente in un vortice, affinch essi siano in tal modo completamente storditi da non poter n stare, n andare, n sedere, n dormire, n sostare, n vedere, n udire, n tastare, n odorare, n gustare, n percepire; essi infatti sono come morti, per cui non si pu n consigliarli n aiutarli. E se ancora volessero volgersi a Me, si sentirebbero come uno che una persona robusta prendesse per i piedi e facesse girare in circolo attorno a s; anche se costui guardasse su al cielo, non vedrebbe il Sole, ma solo una striscia luminosa che lo accecherebbe, cos che poi vorrebbe chiudere gli occhi e non vedere pi nulla del tutto.

7. Colui in cui locchio del corpo cieco, a costui sta ancora aperta la vista dello spirito; ma chi diventa cieco nello spirito, costui rimane cieco eternamente!

8. Ai giocatori puoi dire che essi giocando perdono per prima cosa la loro vita, e poi tutto ci che fu dato loro per questa stessa vita. Il gioco infatti una fonte piena di velenoso sudiciume; i giocatori per credono che sia una fonte doro nascosta. Perci essi frugano giornalmente in questa immondizia, assimilano nelle narici lalito pestilenziale, si avvelenano fin nelle pi intime fibre e, al posto del presunto oro, trovano leterna morte dello spirito.

9. Coloro che possiedono la Scrittura e non la leggono, assomigliano a un assetato alla fontana in cui vi acqua pura, che essi per non vogliono bere. Agiscono cos o per una certa idrofobia spirituale, a somiglianza dei cani rabbiosi i quali, per calmare la sete bruciante, mordono le pietre pi dure anzich cacciare il muso nellacqua e guarire; oppure anche, il pi delle volte, essi agiscono cos per una certa indifferente pigrizia, e preferiscono perci farsi offrire da certuni indolenti servitori, per calmare la loro sete, del fango puzzolente dalla pi vicina pozzanghera, per poi perire malamente tutti quanti.

10. Ma ai fornicatori e alle fornicatrici d questo: Chi cammina nella carne, cammina nella morte, e il suo piacere sar presto trasformato in cibo per i vermi. Solo chi cammina nello spirito, arriva alla Luce, la Sorgente di ogni Vita; la sua parte sussister in eterno e si moltiplicher.

11. Ai patiti dellabbigliamento lussuoso e della moda d seriamente che essi stanno nudi davanti al loro giustissimo Giudice. Il loro lusso passer come una schiuma; la loro sete di potere e il lusso saranno tramutati nella pi bassa schiavit, ed essi dovranno vergognarsi eternamente della loro stoltezza. Non dunque un grande stolto colui che si propone di dorare un mucchio di immondizia, ed invece fa incastonare le pietre preziose nel pi sudicio escremento anzich nelloro? Oh, ma quanti, quanti ce ne sono di pazzi ora a questo mondo! La luce la prendono per tenebra, e la tenebra per luce!

12. Gi sta una stella nellest, che aprir la via ad Orione, e il fuoco del Grande Cane tutti li consumer; e Io voglio scagliarne in grande quantit di stelle dal Cielo sulla Terra, affinch tutti i malvagi periscano e la Mia luce brilli ovunque.

13. Io, Jehova, Dio dalleternit, il Veritiero e il Fedele, come ultimo avvertimento! Amen!

14. A te, che hai scritto questo malamente sotto dettatura, ci vale per primo, poi per per tutti gli altri! Amen! Questo dice il Primo e lUltimo! Amen!

 

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Cap. 2

I comandamenti del Signore agli uomini

16 marzo 1840

(Lorber: Cos continu a parlare il Signore a me e in me per ciascuno; e ci vero, fedele e sicuro):

1. Tu pensi di essere come il Lot di Sodoma, ma vedi di non soffocare nella lussuria, e che non ti sia assegnata l'eredit della prostituta, poich tu sei come nessuno prima di te e dopo di te. Tu, come uomo, sei interamente nella carne e nella sua concupiscenza, e come spirito sei interamente libero con occhi aperti ed orecchi aperti. Il tuo corpo lo imbratti di escremento, e sopra il tuo spirito vengono riversati fiumi di luce; il tuo corpo mangia con le scrofe, mentre il tuo spirito circondato da mille angeli. Il tuo cuore terreno l'hai riempito di letame e di escremento, e Io Mi sono eretto un'abitazione nel cuore del tuo spirito. Tu ti intrattieni con le prostitute, mentre Io parlo con te come un fratello al fratello; tu puzzi come una fogna, e il tuo spirito respira i profumi del pi alto dei Cieli; tu sei un mostro, e il tuo occhio supera la luminosit dei soli. Perci, purifica la tua carne, e diventa uno con Me, affinch Io diventi uno con te!

2. D alle madri paurose che esse non devono educare le loro figlie nel timore degli uomini e del mondo, poich a ci che si teme, si ubbidisce ciecamente nella tentazione, e colui che temuto diventer facilmente vincitore. Esse invece devono piuttosto educarle nel timore di Me e nell'amore per Me, affinch Io diventi vincitore e affinch esse disdegnino il mondo e godano di ogni abbondanza nel Mio Amore sconfinato. Esse non devono condurle in luoghi pubblici allo scopo di conquistare un marito, bens da Me, da Me devono portarle, e Io ti dico che non uno dei loro desideri rester senza benedizione e insoddisfatto. Poich Io sono un Dio ricco, che di tutto ha il pi infinito sovrappi, che tutto pu e anche vuole dare in somma sovrabbondanza.

3. I poveri non devono elemosinare davanti alla porta del ricco, dove sperimentano la sorte dei cani estranei, e il loro cuore viene volto a tristezza e amarezza. Essi invece devono solo venire da Me con ferma fiducia, e Io li ristorer tutti quanti. Voglio dar da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, vestire gli ignudi e guarire i malati; lo zoppo dovr saltare come un cervo, il lebbroso sar mondato, il cieco vedr, il sordo udr, e il debole voglio renderlo pi forte di un leone. Il pavido sar pi coraggioso di un puledro, e il vecchio trover riposo. Il povero il Mio fratello pi prossimo; Io provvedo per lui. Egli, dunque, non deve lasciarsi profanare dai cani; poich i ricchi del mondo sono fratelli di Satana e figli del Diavolo, dell'inferno.

4. Ai Miei amici e alle Mie amiche d questo: "Essi non devono amare i Miei domestici e servi pi di Me!". La loro salvezza non devono tanto metterla nelle loro mani, ma piuttosto interamente nelle Mie, e affidarsi totalmente a Me. Infatti, il domestico deve agire rigorosamente secondo il comando, se non vuole essere trovato indegno; solo il Datore della Legge sta al di sopra di essa, e pu anche porre al di sopra di essa chi Egli vuole. Fino a quando per, essi stanno sotto il giogo, saranno giudicati; ma chi viene da Me, a lui Io posso condonare il giudizio.

5. La Mia Chiesa sulla Terra un bagno di purificazione; chi si lavato, venga da Me, perch Io lo asciughi col calore del Mio Amore e lo trattenga. Ma chi prova solo piacere nel battersi e lavarsi, a quello va come alle ruote del mulino, che non escono mai dall'acqua.

6. Se qualcuno ha compiuto opere di vera penitenza, venga da Me, perch Io lo accolga come un figlio perduto e lo trattenga nella Mia Forza. Infatti, il servo pu consigliare, Io invece posso fare; il domestico pu istruire, ma la redenzione solamente opera Mia; il servo pu pregare, ma solo Io posso benedire. Il Mio domestico deve giudicare rettamente, ma il diritto della grazia ce l'ha solo il Signore. Perci essi, al di l dei domestici e dei servi, non devono dimenticarsi del Signore!

7. Questo d loro fedelmente, parola per parola, senza alcuna timidezza; tu, infatti, non devi temere il mondo se Mi vuoi amare, poich Io sono pi che tutto il mondo.

8. Per il mondo Io sono un eroe assai piccolo, a cui non si d alcuna importanza. Gli eruditi a mala pena Mi guardano ancora pi in su delle spalle, e con estrema difficolt Mi lasciano ancora il nome di un uomo onesto. Tuttavia alcuni Mi hanno gi dato completamente congedo; per costoro, dunque, Io non ci sono pi affatto. Alcuni Mi concedono bens ancora un qualche tratto divino, tuttavia solo per breve tempo; dopo, per, al contrario si lasciano convincere del contrario dai sapienti del mondo. Allora Io vengo subito vergognosamente respinto e valgo ancora tutt'al pi come un vecchio Dio per donne. Per alcuni dei Miei domestici e servi che vogliono essere grandi, Io servo ancora solamente come pubblico sigillo ufficiale e come rivestimento esteriore, di parvenza divina, ma della loro nera insensatezza e della loro rozza, tenebrosa stupidit e follia! Nondimeno, certuni lasciano bens che Io Me ne stia ancora nella Mia Divinit, ma in compenso, per i loro vantaggi temporali, Io devo lasciar fare di Me ci che vogliono, e precisamente, il che peggio di tutto, Io devo essere una pura assurdit! Amore e Misericordia posso solo averne fino a quando fa comodo a loro, poi per devo diventare pi inesorabile di una pietra, e devo lasciarMi trasformare nel pi scandaloso tiranno! Devo saltare da un tribunale all'altro e pronunciare una condanna dopo l'altra; il Mio Amore deve essere dunque solo temporale, ma la Mia tirannia, con l'annessa severissima funzione di giudice, deve durare in eterno! Oh, che enormi pazzi! La sconfinata Longanimit, Mansuetudine, Umilt e il Mio eterno Amore per le Mie creature, ovviamente non sono utili per il loro avido commercio; presto tuttavia dovr essere tirata una lunga riga sotto i loro conti! I loro conti stanno davanti a Me, e la misura delle loro azioni diventata piena, non mancandone che una, e la paga li attende!

9. Chi non Mi conosce come sono, e chi Io sono, sarebbe meglio per lui che di Me non sapesse nulla affatto, poich allora Io potrei ancora renderlo vivente, l, nel regno degli spiriti; ma cos essi si rendono inadatti al Mio aiuto, poich uccidono la vita in se stessi, per il fatto che distruggono Me in se stessi, e cos anche Mi uccidono, e sono come i tralci staccati dalla vite.

10. Io, per, adesso dico questo: "Io sono l'unico, eterno Dio nella Mia natura trinitaria, quale Padre secondo la Mia natura divina, quale Figlio secondo la Mia natura perfettamente umana, e quale Spirito secondo ogni vita, azione e conoscenza". Io sono dall'eternit l'Amore stesso e la Sapienza stessa; mai ho ricevuto qualcosa da qualcuno. Tutto ci che esiste da Me, e chi ha qualcosa, l'ha da Me! Come posso essere un tiranno e un pronunciatore di condanne? O voi stolti! Io vi amo, e voi Mi disprezzate! Io sono vostro Padre, e voi fate di Me un giustiziere! Dove Io benedico, voi maledite! Dove Io costruisco, voi distruggete! Ci che Io erigo, voi lo piegate a terra! Dove Io semino, l sopra convogliate flutti mortali! Voi siete completamente contro di Me! Se Io fossi come voi dite che Io sia, in verit vi dico che la Terra non sussisterebbe pi gi da lungo tempo, anzi non sarebbe neanche mai stata creata; ma poich Io sono come sono, cos tutto sussiste ancora, com'era, e come sar eternamente! E anche voi sarete come volete essere, senza il Mio giudizio di condanna, poich voi sarete quello che da voi stessi vi sarete fatti. Invece coloro che Mi prendono come sono, e Mi amano come Io li amo, di loro Io far quello che vogliono, affinch la loro libert e la loro gioia siano perfette in eterno!

11. Ai Miei domestici e servi d: "I Miei incarichi non sono banche di cambio e non sono botteghe di denaro!". Chi infatti Mi serve a motivo del denaro, non Mi serve per amore; ma chi non Mi serve per amore, il suo servizio Mi estraneo, come Io devo essere del tutto estraneo per lui, dal momento che non Mi serve per amore; con lui ho gi chiuso il conto! Ma come pu essere un servo fedele, colui che vendette i tesori del padrone senza autorizzazione, come un ladro, per i prezzi pi scandalosi? Iscariota per lo meno Mi vendette per trenta denari d'argento, senza prevedere ci che sarebbe stato di Me, e poich egli era accecato, and perduto. Adesso, per, essendo Io gi martirizzato, ucciso e di nuovo risorto, Mi si pu avere a ogni minuto per i prezzi pi scandalosamente ridicoli. O voi scandalosi ladri, voi assassini! A cosa vi dovr paragonare? Voi, figli del drago! Voi, razza di vipere! Voi, prole di serpenti! E' cos che Mi servite? E' cos che devo trovarvi? Vi feci s, dire, tramite il Mio caro Paolo, che colui che serve all'altare deve anche vivere dell'altare, ma solo dalle opere dell'amore che produce ogni bene; voi per non avete opere d'amore, perci siete briganti e ladri, e assassini a tradimento del Vangelo e di ogni verit! Sappiate questo: Com' il lavoro, cos la paga!. L'amore non si pu avere per denaro, ma solo di nuovo con l'amore. Io sono l'Amore stesso e, senza eccezione, non Mi si pu avere a nessun altro prezzo, se non di nuovo, solo con l'amore. Con l'amore vi ho riscattati tutti; perci da voi tutti pretendo di nuovo, amore! Perci chi vuole servirMi, Mi serva nell'amore, in cui Io per lui sono morto in Croce; e chi vuol venire a Me, venga a Me nell'amore che sanguin per lui sulla Croce.

12. Ai funzionari e ai signori del mondo d senza alcuna timidezza, parola per parola, che i loro incarichi non stanno pi in alto degli incarichi del Mio regno. Tuttavia, ogni incarico che contro il Mio incarico, fra poco voglio distruggerlo! Guai ai suoi servitori, poich sono Io il Sommo! La Mia Legge eterna, come lo sono Io, e rimarr, come Me, eterna! Le tignole che vogliono rosicchiare la Mia Legge e fare di nuovo leggi dal loro escremento per cancellare il Mio Comandamento, su costoro tale Comandamento rotoler con grande forza e pesantezza, e li annienter, come se non fossero mai esistiti.! Chiunque pecchi contro i Miei Comandamenti, pu essere perdonato se si corregge, se riconosce il suo errore e se ne pente, e poi si rivolge a Me e rimane in Me e Io in lui. Ma chi vuol scalzare la Mia Legge, essa lo schiaccer, ed egli poi non sar pi in eterno! Tutte le leggi mondane scalzano il Mio Comandamento, se non sono ispirate dal Mio Amore e date da uomini istruiti attraverso il Mio Spirito. Guai ai tiranni e guai ai despoti che regnano a motivo del trono e della potenza e dell'autorit, poich al loro tempo non manca pi che una sola cosa, ed essi sperimenteranno la potenza dei deboli! Il suolo Mio, e il campo Mio! Questo lo dice il Veritiero, l'eterno Dio di Amore e Sapienza, e l'annuncia a un pazzo per i sapienti del mondo!

Amen! Io, Jehova! Amen!"

 

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Cap. 3

Il Signore quale Padre dei Suoi figli

20 marzo 1840

(Lorber: Cos parl il Signore a me e in me per ciascuno, e ci vero, fedele e sicuro):

1. Io sono un buon Padrone di casa; neanche una briciola va perduta. Chi investe da Me il suo capitale, a lui esso dar alti interessi e rester registrato nel Mio Cuore, e gli interessi cresceranno in tutte le eternit delle eternit. Guarda in alto, tu, stolto, e contempla il cielo stellato! Chi mai ha contato i soli il cui numero non ha fine, e le terre tutte, che Io ho creato a migliaia attorno a ogni singolo Sole? E Io ti dico: Io che sono veritiero e fedele, in ciascuna delle Mie parole: Per un centesimo dar una terra, e per un sorso d'acqua fresca, un Sole!. In verit, Io ti dico anche: "Il minimo servizio di amore del prossimo, sar compensato nel modo pi eccezionale, pi indicibile!"

2. Tu Mi domandi se possibile che proprio dappertutto ci siano uomini come qui sulla Terra che tu abiti, e Io ti dico: "S, ci sono dappertutto uomini che provengono dai Miei visceri, e Mi riconoscono secondo il tipo di viscere; e quelli che provengono dalle Mie mani e Mi riconoscono dalle Mie mani; e quelli che provengono dai Miei piedi e Mi riconoscono secondo i Miei piedi; e quelli che provengono dalla Mia testa Mi riconoscono secondo la Mia testa; e quelli che provengono dai Miei capelli Mi riconoscono secondo i Miei capelli; e quelli che provengono dai Miei lombi Mi riconoscono secondo i Miei lombi; e in generale, quelli che provengono da ogni e ciascuna singola parte della Mia Entit corporea, Mi riconoscono secondo tale parte. E la loro vita e la loro beatitudine corrispondono alla parte da cui sono scaturiti, e tutti sono Mie creature, che Mi sono care; poich Io sono tutto Amore, e dappertutto sono l'Amore stesso.

3. Invece gli uomini di questa Terra li suscitai dal centro del Mio Cuore, e li creai perfettamente a Mia immagine e somiglianza, ed essi non dovrebbero essere soltanto Mie creature, ma i Miei cari figli, che Mi devono riconoscere non come Dio e Creatore, ma solo come il loro buon Padre, Colui che, dopo un breve periodo di prova, vuole riprenderli interamente con S, cos che abbiano tutto quello che ha Lui stesso, e possano abitare presso di Lui eternamente, e con Lui regnare, e giudicare l'Universo. Ma vedi, tutte le Mie creature Mi amano come loro Creatore nella loro grata gioia di esistere; invece i Miei figli non vogliono il loro Padre e disdegnano il Suo Amore!

4. Vedi, Io sono triste quando vedo come ad ogni ora, a mille e mille migliaia, essi avvizziscono e muoiono! Oh, se solo potessi aiutarli! Non triste quando l'Onnipotente non pu dare aiuto?

5. Tu gi Mi chiedi di nuovo come ci sia mai possibile? Oh, S!, Io ti dico, Questo ben possibile!. Vedi, tutte le Mie creature dipendono dalla Mia potenza, ma i Miei figli dipendono dal Mio Amore! La Mia potenza comanda, e cos avviene; ma il Mio Amore desidera soltanto, e comanda con ogni dolcezza ai liberi figli, e i liberi figli si tappano gli orecchi e non vogliono guardare il volto del loro Padre. Perci, poich essi sono liberi, come lo sono Io, non posso aiutarli se essi non lo vogliono. Infatti, la Mia potenza va al di sopra di ogni cosa; ma la Mia Volont soggetta ai Miei figli. Nondimeno, ognuno deve mettersi questo bene in testa: Io sono vostro Padre! Sono per anche vostro Dio, e all'infuori di Me non ce n' un altro!. Mi volete come Padre - oppure come Dio? Le vostre azioni Mi daranno la risposta decisiva.

6. Dunque, tenetelo a mente: lAmore dimora solo nel Padre, e si chiama "il Figlio". Chi disdegna l'Amore, cadr in mano alla potente Divinit e sar spogliato della propria libert eternamente, e la morte sar la sua parte, poich, la Divinit abita anche nell'inferno, ma il Padre abita solo in Cielo. Dio giudica tutto secondo la Sua potenza; ma la Grazia e l'eterna Vita solo nel Padre e si chiama "il Figlio". La Divinit uccide tutto; ma il Figlio, ovvero l'Amore in Me, ha vita, d vita e rende vivi".

7. Tutto questo lo dice il buon Padrone di casa parsimonioso a tutti i Suoi figli, perch abbiano a correggersi, per prendere un giorno l'eredit che Io ho preparato e serbato per loro tanto fedelmente dall'eternit.

8. Ai tuoi amici e fratelli d pure con ogni amore: "Io, il vostro amorevolissimo Padre, ho gi spalancato entrambe le braccia, per stringerli tutti quanti eternamente al Mio Cuore, eternamente! Mai pi devono distogliersi da Me, ma costantemente devono guardarMi in volto, e il Mio occhio dir loro, annunciandolo forte, s, quanto Io li ami, e come sono rette le Mie intenzioni verso di loro!"

9. D loro: Ho allontanato dai Miei occhi i loro peccati, e li ho lavati e resi bianchi come la neve; ora non c' pi alcun ostacolo. Non voglio pi essere per loro un Padre invisibile; essi devono guardarMi sempre e trastullarsi con Me, e scherzare e rallegrarsi; tutte le loro preoccupazioni devono ora affidarle a Me!

10. Oh, con quale gioia voglio provvedere ulteriormente per loro! Oh, cosa sono tutte le gioie e le beatitudini dei Miei Cieli, per Me, Padre, in confronto a quella di essere amato dai Miei cari figli, quale unico, vero Padre!

11. Vedi, tutte le beatitudini ve le do in cambio di questa sola, che Io ho stabilito solo per Me, e quindi i Miei figli non devono neanche chiamare nessuno, loro Padre, se non unicamente e solamente Me; poich Io anche lo sono, e lo sono pure con ogni diritto, e nessuno pu toglierMi questo diritto, poich Io sono l'Unico, il Solo, e all'infuori di Me non c' pi nessuno!

12. Vedi, Io voglio indicarteli tutti per nome[1]: I1 - P - R1 - T - E - GM - A - E - S - M. Essi devono tutti ricevere il Mio paterno saluto ed oggi stesso, se vogliono, devono essere aperte per loro le porte dei Cieli, che sono gli occhi del loro spirito; e oggi stesso Io voglio abitare nel loro cuore. Una cosa soltanto essi devono fare con perseveranza, vale a dire devono lavare la loro carne e purificarla alla fonte al cui interno c' acqua vivente, e devono prendere un bastone, che per met nero e per met bianco; lo devono spezzare a met, e devono gettare la parte nera sotto i piedi del mondo, e tenere la parte bianca per s come segno del fatto che essi hanno rotto per sempre col mondo e con la loro carne.

13. Ma ci come dire, che essi devono entrare seriamente in se stessi, riconoscersi interamente, e poi presentare fedelmente e sinceramente a Me, nel loro cuore, i difetti che hanno trovato. Io canceller la sporcizia dai loro cuori e li riempir col fuoco del Mio Amore divino-paterno. E cos, purificati, essi devono poi mostrarsi al sacerdote con e nella confessione; e subito dopo Io verr e terr con loro il banchetto di gioia all'altare.

14. Inoltre, aggiungi ancora che essi non devono affatto scandalizzarsi della Chiesa e nella Chiesa, poich ogni cibo che Io raccomando, lo purifico per colui che lo vuole gustare nello spirito e nella verit, e allora egli lo deve gustare senza preoccupazione. Quello che Io do ai Miei figli puro, e non viene profanato dalla forma esteriore per coloro per i quali Io l'ho benedetto. Io benedir il tempio, e sar santo il luogo dove essi si troveranno; poich Io, il vostro Padre santo, sar in mezzo a loro l dove essi andranno, e a loro non dovr essere torto un capello.

15. D pur loro in tutta certezza e sicurezza: "Il Mio Amore li attende, e le Mie braccia non le voglio chiudere, se non quando tutti quanti riposeranno fra le Mie braccia, dove vedranno il loro amorevolissimo, santo Padre, faccia a faccia, e la loro gioia non avr mai pi fine". Amen!

16. D a tutti quelli che Mi cercano, che Io sono sempre a casa, non esco mai, e che non ho stabilito solo certe ore o tempi in cui si possa venire da Me, come dai re della Terra e da tutti i grandi del mondo. Dunque non solo nel settimo giorno o nelle festivit, ma in ogni minuto Mi gradito un cuore che ama, e perfino di notte non ho mai chiuso a nessuno la porta in faccia; dunque, in qualunque momento busserete, voglio dire "Avanti!"

17. Tu devi e puoi pur dirlo ora francamente e liberamente se ti ho mai costretto a qualcosa in un tempo stabilito, o se non sempre stato lasciato alla tua libera volont di venire da Me e chiederMi qualunque cosa tu abbia voluto sapere, e se ti sono mai rimasto debitore auna domanda. E se tu Mi hai interrogato dall'iferno, Io ti risposi; e se eri sulla Terra, parlai con te; e nei Cieli parlai con te. Di giorno e di notte il Mio orecchio costantemente rivolto a te. Quello che tu scrivi qui, lo scrivi pur solo secondo il tuo orario e il tuo comodo, e per Me va sempre benissimo, e fino a quando vuoi e quanto vuoi, e vedi, a Me va bene! Perci d loro con tutta fedelt: "Per Me proprio la stessa cosa,quando qualcuno viene da Me",sar ascoltato e accolto!

18. D ai figli che non devono burlarsi di Me, ma che devono prendere questo seriamente! D loro che non sono per niente un buffone, n sto a qualunque scherzo; poich Io ho intenzioni serie con tutti, con grandi e piccoli, con giovani e vecchi, con maschi e femmine. Da Me non si fanno eccezioni!

19. Poich, vedi, le Mie creature che non sono atte a nulla, le distruggo all'istante e le anniento per l'eternit; ma per i Miei figli ho anche punizioni in quantit, e voglio castigare i disubbidienti fino all'ultima goccia del loro sangue, ed essi poi riconosceranno sicuramente che Io sono per lo meno il Padrone di casa, se proprio non vogliono riconoscerMi come il loro amorevole e santo Padre.

20. Ma guai a coloro che non comprendono i Miei paterni castighi e li interpretano falsamente! Dico ancora una volta: "Guai a loro!". Costoro, il Padre li scaccer, e allora avranno a che fare col loro Dio, eternamente inesorabile!

Questo dico a te, un cattivo, pigro servitore. Amen! Io, Jehova! Amen!

 

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Cap. 4

La vera Chiesa

22 marzo 1840

(Lorber: Cos parl il Signore a me e in me per ciascuno, e ci vero, fedele e sicuro):

1. La Mia grazia un ricco tesoro; colui che la riceve non mancher mai di nulla, nel tempo e nell'eternit, perci ognuno deve darsi premura per appropriarsene anche subito; Io infatti la do a chiunque la voglia avere.

2. Poich, vedi, se volete il perdono dei vostri peccati, essi vi saranno perdonati qualora facciate vera penitenza per mezzo di Ges, che la Mia parola viva e l'Amore in Me, e le porte del Cielo vi staranno aperte, e se vorrete entrare, potrete entrare, e l vedere il volto del vostro santo Padre, che sono Io, l'eterno Dio Jehova.

3. Questo voi potete farlo in virt della Parola vivente, la quale Ges Cristo, ovvero l'Amore e la Sapienza eterni in Me, da cui sgorga tutto ci che buono e vero. L'Amore dato a voi fin dall'inizio; esso infatti propriamente la vera vita in voi, cos come la Potenza lo nelle Mie creature. La Potenza proviene bens anch'essa dal Mio Amore, e tuttavia non l'Amore stesso, non essendovi in essa, libert, ma solo l'effetto dell'Amore. Essa di per s invece senza vita per cui anche tutto ci che proviene dalla Potenza di per s morta materia, la cui vita solo apparente in realt per essa la morte.

4. Perci, se qualcuno attacca il suo amore al mondo materiale, il suo amore di per s viene schiacciato dalla potenza della morte, e la conseguenza poi la sorte della materia, ovvero la morte.

5. Chi invece rivolge a Me il suo amore e si attacca a Me, costui unisce il suo amore di nuovo con l'Amore, ovvero con la Vita di ogni vita; allora diventa vivo in tutto e per tutto.

6. Ora per vedi: l'amore di per s cieco e buio, e proprio perci libero e indipendente, ma proprio per questo esso anche nel grande pericolo di perdersi e andare in rovina.

7. Perci a ogni amore per Me, Io in aggiunta do anche subito, secondo il grado della sua grandezza, la giusta parte di luce, e questo un regalo e si chiama Grazia; con questa Io fluisco in ogni uomo secondo il grado del suo amore.

8. Perci, se uno ha l'amore perch rende viva in s la Mia Legge la quale il supremo Amore su di lui saranno riversati fiumi di luce, e il suo occhio penetrer la Terra, e vedr le profondit dei Cieli.

9. Dillo ai figli, e dillo a tutti, siano pure di qualunque religione se romani, se protestanti, se ebrei, se turchi, se bramanisti, se bui pagani in breve, per tutti deve essere detto: "Sulla Terra c' una sola vera Chiesa, e questa l'amore per Me in Mio Figlio, il cui Amore, per, il santo Spirito in voi, e si fa conoscere a voi attraverso la Mia Parola viva, e questa Parola il Figlio, e il Figlio il Mio Amore, ed in Me, e Io Lo compenetro interamente, e noi siamo Uno, e cos Io sono in voi, e la vostra anima, il cui cuore la Mia dimora, l'unica vera Chiesa sulla Terra. In essa soltanto vita eterna, ed essa l'unica beatificante".

10. Poich, vedi, Io sono il Signore sopra tutto ci che esiste! Io sono Dio, l'eterno e potente, e come Tale sono anche vostro Padre, il santo e amorevolissimo. E tutto questo Io lo sono nella Parola; ma la Parola nel Figlio, e il Figlio nell'Amore, e l'Amore nella Legge, e la Legge data a voi. Se voi la osservate e agite in conformit ad essa, l'avete cos accolta in voi; essa allora diventa viva in voi ed eleva voi stessi e vi rende liberi, e voi allora non siete pi sotto la Legge, ma sopra essa nella Grazia e nella Luce, e tutto ci la Mia Sapienza.

11. E ci la beatitudine, ovvero il regno di Dio in voi, ovvero l'unica beatificante Chiesa sulla Terra, e in nessun'altra l'eterna vita, se non solo e unicamente in questa.

12. Oppure, ritenete forse che Io abiti fra delle mura, o nella cerimonia, o nella preghiera, o nella venerazione? Oh, no, vi sbagliate molto, poich l Io non sono da nessuna parte, ma solamente dov' l'amore, l sono anch'Io; poich Io sono l'Amore, ovvero la Vita stessa! Io vi do Amore e Vita, e Mi unisco solo con l'amore e la vita, giammai invece con la materia, ovvero con la morte!

13. Per questo, infatti, Io ho vinto la morte e Mi sono resa soggetta la Divinit: per avere ogni potere su tutto ci che esiste, e perch il Mio Amore regni eternamente e renda vivo tutto ci che gli soggetto.

14. E come dunque potete ritenere che Io vi attenda nella morte, mentre invece sono la Vita stessa? Perci andate prima nella vera Chiesa, dove all'interno vita, e solo dopo andate in quella morta, affinch essa diventi viva attraverso voi!"

 

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Cap. 5

Il mistero della Creazione

1. (Il Signore): Chi ha orecchi per udire, oda, e chi ha occhi per vedere, veda; poich, vedi, Io voglio svelarvi un grandissimo mistero, affinch possiate vedere come il vostro Padre amorevolissimo e santo, vuole mostrarSi fraternamente a voi, Faccia a faccia, e farvi gioire del Suo aspetto, poich i figli devono essere introdotti fin dalleternit nella grande gestione della casa del loro Padre!

2. La Divinit era fin dalleternit la Forza che compenetrava tutta linfinit dellinfinit, ed era ed e sar eternamente lInfinit stessa. Al centro della Sua profondit Io ero, dalleternit, lAmore e la Vita stessa in Essa; ma vedi, Io ero cieco come un embrione nel corpo materno! Tuttavia la Divinit Si piacque nellAmore e Si strinse comopletamente al Suo Amore. E allAmore divenne sempre e sempre pi caldo nel Suo centro, e masse e masse della Divinit vi si affollarono, e tutte le potenze e le forze si precipitarono su di Esso.

3. E vedi, allora sorse un grande rumoreggiare, fremere e infuriare, e lAmore fu oppresso e premuto da tutte le parti, cos che lAmore trem fin nellintimo! E lAmore percep tutto ci, e il rumoreggiare divenne un suono, ma il suono divenne nellAmore una Parola, e la Parola disse: Sia Luce!. E allora divamp nel cuore la fiamma dellAmore che si era acceso, e fu Luce in tutti gli spazi dellinfinit!

4. E Dio vide in S la grande gloria del Suo Amore, e lAmore fu rafforzato con la Forza della Divinit, e cos la Divinit si un con lAmore per sempre, e la Luce scatur dal Calore.

5. E vedi, allora lAmore vide nella Divinit tutte le glorie, al cui numero non vi fine, e la Divinit vide come tutto ci si riversava dallAmore per passare in Essa, e lAmore vide nella Divinit i Propri pensieri, e trov grande compiacenza in essi. Allora lAmore si accese di nuovo, e le forze della Divinit rumoreggiarono attorno ad Esso, e vedi: I pensieri dellAmore erano essi stessi amore, ed erano senza numero.

6. Allora la Divinit vide la propria Gloria, e lAmore percep la propria Potenza. E allora, cos parl lAmore nella Divinit: Lasciamo che i pensieri della Gloria rimangano stabili (fissati), ed escano, perch diventino liberi, e possano percepirCi e vederCi, come Noi li percepiamo e li vediamo, e come Noi li percepimmo e li vedemmo prima ancora che la Luce illuminasse le loro forme!

7. Allora la Parola trapass nella Divinit, e la Divinit divenne ovunque, Amore. E vedi, allora la Divinit, per la prima volta, disse: Sia fatto!, e da Dio divenne libera una schiera di spiriti, il cui numero non aveva fine, e lAmore vide Se stesso moltiplicato allinfinito, e vide in maniera perfetta la Sua infinita bellezza.

8. Ma tutti gli esseri non erano ancora vivi, e ancora non percepivano e ancora non vedevano, poich essi erano ancora forme fissate nella Divinit fuor dallAmore.

9. E ci rincrebbe allAmore, ed Esso si agit, e lagitazione sal nella Divinit, e la Divinit diede i Suoi prigionieri allAmore, e lAmore compenetr tutto. E vedi, allora le forme divennero vive, e si meravigliarono, e si scaldarono ai fiumi di fiamme del divino Amore, e ottennero cos movimento e attivit autonomi! Ma ancora non si riconoscevano.

10. Allora disse nuovamente lAmore: Facciamo in modo che si riconoscano, perch possano poi riconoscere Me e anche Te attraverso Me!

11. Allora la Parola sal di nuovo nella Divinit, e nella Divinit risuon la Parola, e la Parola divenne Legge, e la Legge era lAmore, e si rivers in tutti.

12. E vedi, allora furono formati tre, e da essi ne vennero sette! E i tre erano simili allAmore, alla Luce e alla Divinit, e i sette erano simili ai sette spiriti di Dio, e si chiamarono e si chiameranno eternamente:

I. Amate lAmore.

II. Temete la Divinit - la quale uccide - per non essere uccisa.

III. LAmore in voi santo; perci stimatevi lun laltro, come lAmore nella Divinit vi stima e prova gioia per voi.

IV. Ognuno propriet di se stesso, ed propriet dellAmore di Dio; perci nessuno diventi preda dellaltro.

V. Nessuno copra mai il proprio volto davanti allaltro, perch laltro non sappia com lamore, e ci affinch voi siate come lAmore che vi chiam a divenire.

VI. Il vostro interno sia anche il vostro esterno, perch non sorga in voi alcun falso impulso e voi non periate.

VII. Il vostro esterno sia il fedele riflesso del vostro specchio interno, nel quale lAmore della Divinit Si contempla; altrimenti lo specchio interno sar spezzato e il vostro aspetto diverr orribile.

13. Allora la Divinit tuon negli infiniti spazi un terribile giudizio di punizione per i trasgressori, e cos nel sommo timore fu comandata ladorazione della Divinit, e fu loro comandato di amare lAmore. Ed essi furono posti fuori nella massima libert e potevano fare ci che volevano, e nulla doveva e deve ostacolarli nella loro libert, fino al tempo in cui si saranno riconosciuti nella loro libert e nella loro umilt, affinch la Legge diventi la loro propria legge, ed essi allora diventino perfettamente liberi.

14. Sennonch giunse il tempo in cui essi si riconobbero nella loro grande potenza e nella gloria e maest che irradiavano su tutto, e il pi alto dei tre, simile alla Luce della Divinit, si accese nella sua avidit per impossessarsi completamente della Divinit. Attraverso di lui si accese una grande parte degli spiriti che erano sorti per suo tramite; e tramite costoro anche la Divinit arse nella Sua collera, cos come i due spiriti pi bassi fra i tre, e lanci la cattiva masnada nel profondo del profondo della Propria ira.

15. E i due e quelli che erano proceduti da loro, e i sette, nel cui numero erano giusti, furono trovati nella fedelt della loro umilt e furono accolti nelle sfere della potenza di Dio; e lAmore vide che essi erano stati trovati puri, e si rallegr della loro completezza. E vedi, la Forza della Divinit nellAmore si erse e la Divinit Si mosse, e i creati percepirono il movimento della Divinit, e la Divinit Si mosse verso il Proprio Amore, e ai creati furono aperti gli occhi, ed essi videro per la prima volta leterno Amore.

16. Allora le schiere degli innumerevoli si stupirono e sorse un grande giubilo e una grande gioia fra loro, poich essi videro la potenza di Dio nellAmore e videro lAmore in se stessi, e anche la Forza che li chiam ad esistere, e si riconobbero e riconobbero lAmore e riconobbero Dio.

17. Ora Si mosse la Divinit, e i creati ebbero timore della Divinit, e lAmore vide il loro timore e vide che il loro timore era giusto, e il timore divenne per loro ubbidienza, e lubbidienza fu umilt, e lumilt era il loro amore, e lamore divenne la loro legge, e la legge la loro eterna libert, e la libert divenne la loro vita, e la vita la loro beatitudine in eterno.

18. Ora vedi, leterno Amore li interpell, ed essi compresero la Parola! Allora le loro lingue si sciolsero, e la prima parola che sfugg dalle loro labbra fu "amore". E alla Divinit piacque il suono del loro linguaggio, e la Divinit fu mossa dallAmore, e il movimento prese forma nei creati, e la forma divenne suono, e il suono fu la seconda parola e fu "Dio".

19. E solo ora i creati furono completi. E lAmore disse ai creati: Il primo fra voi and perduto; perci assumo Io il suo posto e sar fra voi eternamente!.

20. Allora le loro lingue si sciolsero di nuovo, e le loro ginocchia si piegarono, ed essi adorarono lAmore.

21. Adesso, guarda ancora tutto quello che fece lAmore, e Dio nellAmore, e lAmore in Dio! Vedi, lAmore si dolse per i perduti; ma la Divinit fremette nella Sua ira, e in tutti gli spazi dellinfinit di Dio si ud un grande tuono. E il tuono penetr fin nellintimo delleterno Amore, e lAmore soltanto comprese il tuono della Divinit, e il tuono in Lui divenne Parola, e cos disse: Ogni potenza Ti sia soggetta; fa come Ti piace e d Sia!, e cos sar fatto!

22. E vedi, lAmore fu commosso fin nellintimo, e la prima lacrima flu dallocchio delleterno Amore, e questa lacrima flu dal Cuore della Divinit e si chiamava e si chiama e si chiamer eternamente "Misericordia".

23. Questa lacrima divenne una grande massa dacqua, e lacqua si rivers in tutti gli spazi dellinfinit e si rivers nel profondo delle profondit dellira della Divinit, e mitig il fuoco della collera di Dio.

24. E vedi, lo Spirito di Dio nella Sua Forza soffi dolcemente sulle acque della Misericordia, e le acque si divisero. E Dio parl dal Suo Amore, e il Suo Amore era la Parola, e la Parola scese nel profondo delle profondit e aleggi sulle acque, e le acque furono separate come gocce di rugiada, e furono divise in grandi e piccole secondo il numero dei perduti, il quale non ha fine in tutti gli spazi dellinfinit.

25. E vedi, lultima goccia che rimase era la pi interna delle acque, ed era la pi interna della Misericordia; e quella non fu divisa, ma rimase dovera rimasta, e fu destinata come punto centrale e come teatro della pi grande delle azioni delleterno Amore.

26. E ora vedi: questultima goccia fu creata come Terra, che tu e i tuoi fratelli abitate! E le altre gocce furono create come soli, terre e lune di ogni genere, il cui numero non ha fine; e vedi, cos sorsero il cielo visibile con le sue stelle, con il Sole, la Luna, e la Terra visibile con i mari e con la terraferma!

27. E ora alza gli occhi in alto e guarda, e comprenderai le meraviglie delleterno Amore! Tu vedi sempre lo splendore del Sole, la luce della Luna e il luccichio e scintillio delle stelle nelle loro svariatissime posizioni che voi chiamate costellazioni; tu vedi anche le pi disparate formazioni in tutti e tre i regni della Terra naturale; sennonch fino ad ora nessuno ha mai conosciuto a fondo e correttamente compreso che cos e da dove viene lo splendore del Sole, e come esso gli fu conferito, e cos la lucentezza della Luna e il brillio delle stelle e il loro scintillio, e le loro svariatissime posizioni, e tutte le formazioni della Terra.

28. Poich vedi, i Miei figli devono essere iniziati in tutte le cose belle che il loro santo e amorevolissimo Padre ha da donare a loro, e precisamente a quei figli che Lo riconoscono e che amano sopra ogni cosa Lui esclusivamente, e che si amano lun laltro per amore del loro Padre.

29. Ora vedi: quando i soli con le loro terre sorsero per la potenza dellAmore misericordioso delleterno e infinito Dio, essi non avevano ancora splendore, n lucentezza, n brillio, n scintillio, poich vi era ancora una grande notte su tali soli e terre e lune. Ma nel centro dei soli leterno Amore fece scendere una piccola scintilla della Sua grazia, e questa scintilla, con rapidit maggiore di quella di un grande lampo, compenetr di splendore le masse oscure, e vedi, esse illuminarono le terre, e con grande splendore, come tuttora illuminano e illumineranno fino a quando la scintilla di Grazia non sar loro tolta.

30. E vedi, allora anche le terre e le lune risplendettero, e furono distribuite ai soli in giusto numero, e lAmore alit su di essi con la forza e la potenza della Divinit, e vedi, la luce tremol sui soli, i mari delle terre ondeggiarono e si agitarono vorticosamente nei loro flutti, e le arie e i venti fluirono e spirarono sopra le terre, simili allo Spirito di Dio sopra le acque della Misericordia! E le lune si alzarono poderosamente al di sopra delle loro terre, a cui furono date come un frutto allalbero, e incominciarono a girare intorno ad esse in vaste orbite, come perenni accompagnatrici delle loro origini; e dove ce nerano molte, esse furono unite in orbite fisse; ci in segno dellamore dei figli che devono guardare costantemente il volto del loro Padre, come le lune le loro terre, perch esse non vengano, a motivo della loro soffice costituzione, strappate dalle loro orbite e distrutte.

31. Poich, vedi, le lune non sono compatte, ma molto soffici[2], e sono simili alla schiuma del mare quando diventa pi compatta e pi solida, e sono nude e senzacqua; e laria della Terra come lacqua delle terre (lune), e laria simile alletere tra soli e terre. Ed esse (le lune) sono destinate ad accogliere coloro che sono fanatici del mondo, e a racchiudere gli spiriti della materia, e a provare la loro costanza, e a renderli maturi per ricevere la Grazia.

32. E i continenti delle terre sono la parte dellira della Divinit addolcita dalla Misericordia, e rinchiudono, in solidi legami, gli spiriti degli smarriti fino al tempo stabilito del loro inconsapevole scioglimento, quando essi poi vengono messi in una materia pi tenera, e tuttavia pur sempre per loro abbastanza solida, e cio legati singolarmente; da questa materia possono poi uscire solamente quando vengono di nuovo risvegliati dalleterno Amore; e i mari e le acque ne sono pieni, affinch essi vengano posti in umilt, e laria ne piena, affinch siano purificati. E leterno Amore la forma in tutto; per lira della Divinit sulla Terra solo attenuata, ma non per questo abolita.

33. Ma tieni a mente questo in modo del tutto speciale: Nel centro del Sole giace la scintilla di Grazia, ed essa, mediante il fuoco dellira della Divinit, d luce al mondo. Invece nel centro della Terra si trova una scintilla dira della collera di Dio, simile a un drago di fuoco, che tiene le cattive masnade fissate come pietre, le quali solo mediante lacqua della Misericordia devono essere ammorbidite, qualora uno debba essere sciolto di nuovo per una seconda prova, per la libert e per leterna vita. E ora comprendi il mistero del tuo essere, e stupisci per il grande Amore delleterna Potenza per quante volte Esso ti ha gi fatto nascere da capo, per riguadagnare te, che eri perduto, alleterna vita, alla libert, alla legge, allamore e alla luce, e alla contemplazione del Suo volto. E vedi, tutto questo Io voglio farlo sapere e fartelo riconoscere, e cos anche a molti altri, affinch stavolta possiate finalmente scorgere quanto estremamente buono devessere leterno Amore, poich esso, instancabilmente, fa e tollera per voi disubbidienti cos tante e grandi cose!

34. Vedi, cos stato dato il movimento alle terre attorno ai loro soli e attorno al loro centro con lalito della Misericordia dellAmore, come segno che i figli devono regolare tutto il loro agire secondo il movimento delle terre attorno ai soli e delle lune attorno alle terre, e i deboli devono essere come le lune, e i forti devono essere come le terre, e i rinati devono essere come il Sole. E i deboli devono guardare il Vigore dellAmore che non li lascia mai cadere, se essi, come le lune, si volgono costantemente al Volto dellAmore e Gli girano attorno da tutte le parti in orbite pi piccole, e tuttavia per la Sua Forza vengono ugualmente attirati nellorbita grande. E i forti devono essere simili alla Terra, ruotando spontaneamente, per tenersi costantemente pronti a ricevere la luce e il calore dalla Grazia dellAmore, che illumina e vivifica riscaldando mediante la Forza che in Esso, affinch i forti possano portare frutti di ogni genere dalle opere dellamore, delle quali i deboli possano saziarsi, ed essi possano ristorare gli incarnati e possano deliziare i rinati. E i rinati dalle acque dellAmore misericordioso, nei quali la Grazia perfetta, devono essere come il Sole, e la loro luce deve brillare in tutti i luoghi, e il loro calore deve animare i deboli e deve far fruttificare i forti per il nutrimento dei deboli, perch ci sia una comunit tra i figli di un unico e stesso Padre.

35. E vedi, tu devi osservare ancora pi profondamente il come e il perch Io ho preparato tutto cos! Vedi, la Luna ha macchie e molti punti scuri, e la Terra a poli freddi ma stabili, ed ha montagne alte ed ha basse valli, ed ha sorgenti, ruscelli, torrenti, fiumi, laghi e grandi e piccoli mari; e il Sole ha macchie, grandi e piccole. Ora vedi, tutto questo leffetto dellAmore e della Grazia, ovvero del corrispondente calore e della luce, e tutto ci leterno Amore e la Potenza della Divinit attraverso lAmore. Perci guarda i deboli e la Luna come si assomigliano, e ti sar dischiuso il suo essere; osserva i forti secondo tutto il loro agire, e davanti ai tuoi occhi giacer svelata la Terra; e da un polo allaltro deve esserci la rigida quiete dello spirito nellamore per lAmore, affinch tutto ci che circonda lo spirito si muova in un perenne ordine e possa essere cos operante per lo scopo comune delleterna conservazione. Infatti, vedi, tutto dipende dalla quiete; senza questa non si pu raggiungere nulla, e chi non come i poli della Terra, costui non penetrer nel proprio intimo come la linea congiungente i due poli penetra nel centro della Terra. E il vostro amore deve essere freddo come il ghiaccio dei poli, perch voi siate atti a ricevere tutto il calore del divino Amore. Poich vedi, ci che caldo, non adatto a ricevere il calore; ma ci che freddo nella sua quiete, questo atto a ricevere lAmore in pienezza e a lasciarlo affluire in tutte le parti della vita. Poich vedi, chi riceve il calore, che lAmore di Dio, lo trattiene saldamente in s e non lo lascia ulteriormente affluire, costui un avaro, e sar dissolto in s e si distrugger come il ghiaccio al fuoco; ma chi riceve il calore come i poli, e immediatamente lo d di nuovo a tutti quelli che sono attorno a lui, vicini e lontani, da lui il divino Amore al posto giusto e corrisponde interamente alla Volont del grande e santo Donatore.

36. Questo amore porter molti frutti e diventer luce di Grazia, e contempler con sguardo costante le incommensurabili profondit della Divinit, simile ai poli, i quali gettano lo sguardo sugli infiniti spazi delle creazioni dellAmore di Dio, e ad occhi spalancati assorbono in s i dolci raggi dallimmensit di tutti gli infiniti spazi, nei quali circolano innumerevoli gli esseri della Misericordia, ciascuno secondo la propria specie, e cos si accendono di estasi e diletto nel loro amore allAmore e per lAmore, e simili a un Sole divengono essi stessi luminosi, simili alla luce dei poli della Terra.

37. Perci, chi rimane costantemente nel centro dellamore della conoscenza, il che la Grazia, i suoi lombi diverranno incandescenti per lamore da Dio, come la cintura della Terra, e i suoi occhi brilleranno per la conoscenza come i poli, e le sue braccia si muoveranno come i torrenti, i ruscelli e le sorgenti, e le azioni affluiranno ai mari delle divine misericordie, che sono salati con la Grazia e con le conoscenze delleterno Amore e delleterna Vita.

38. Ora, qui avete la chiave per aprire e per penetrare con lo sguardo la Terra che vi porta.

 

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Cap. 6

La corrispondenza degli astri

1. Ora per alza il tuo sguardo dalla Terra al Sole, che una fedele immagine dei rinati! Guarda bene e presto ti accorgerai che talvolta si trovano delle macchie sulla sua cintura. Vedi, in natura, come voi dite, queste sono eruzioni dallinterno allesterno, simili ai vulcani della Terra e, corrispondentemente, sono eruzioni della collera della Divinit, e piccole tracce della Sua potenza onnidistruttiva. Tale Potenza, secondo la natura del mondo, si fa sempre riconoscere parzialmente sulle terre con grandi o piccole tempeste, a seconda della grandezza delle macchie; tuttavia lAmore in tali manifestazioni diventa sempre tanto pi attivo e attenua di nuovo tutto con lacqua della Misericordia, e sul Sole attenua di nuovo tutto con grandi flutti torrenziali dal mare senza sponde della Sua grazia misericordiosa. E vedi, cos tutto viene riportato nel massimo Ordine, e al di fuori di questo Ordine, in cui Io sono leterno Amore stesso fin dalleternit delle eternit e dal quale e nel quale fu fatto tutto ci che esiste, nulla pu sussistere n sorgere; e chi in base alla propria libert esce da questOrdine, costui agisce contro lAmore e contro la Vita, e andr eternamente in rovina.

2. Ora hai visto il Sole e lhai compreso secondo la sua natura, che e deve essere semplice, affinch possa sussistere per lo scopo per il quale esiste e deve esistere dallordine dellAmore.

3. Poi volgi invece i tuoi occhi alla rinascita dello spirito e al popolo di Dio e alla legge dellAmore, e alla vita della libert nella luce della Grazia dalle acque della Misericordia, e il Sole star svelato davanti ai tuoi occhi, e nessuna piega in esso dovr restarti nascosta!

4. Ma vedi, anche il Sole ha ugualmente i suoi poli, dai quali tutta la loro luce e tutto il loro calore dal centro della quiete della Grazia si riversa sullintera sua circonferenza; e se il Sole non avesse la quiete dei poli, non avrebbe neanche luce. Poich vedi, la quiete assolutamente necessaria per ricevere la luce e il calore, e deve essere simile alla quiete dellAmore in Dio; solo dalla quiete viene la ricettivit per la vita e la luce.

5. E vedi, quando laria quieta, anche nitido e sereno sulla Terra; ma se dei venti impetuosi soffiano in diverse direzioni, presto arrivano delle nuvole nere ed oscurano la luce.

6. Le vostre brame sono simili ai venti; a causa di esse voi venite circondati da preoccupazioni di ogni genere che impediscono il fluire in voi della luce di Grazia, come le nuvole che, sospinte dai venti, impediscono ai raggi del Sole di cadere sulla Terra.

7. Perci voi non dovete affatto preoccuparvi, bens tutte le vostre brame e le conseguenti preoccupazioni dovete indirizzarle e affidarle a Me, affinch abbiate quiete ed Io possa costantemente fluire in voi.

8. E vedi, come la Terra ruota regolarmente attorno alla sua quiete polare nel Mio Ordine, che prodotto dalla potenza del Mio Amore affinch nessuna parte resti senza illuminazione, cos anche tutte le vostre azioni devono scaturire originariamente dal Mio Amore che in voi, e successivamente secondo la vostra capacit attraverso la Parola delleterno Amore, data nella Legge della Grazia e della Misericordia. E come la notte ristora la Terra, cos voi sarete ristorati dallAmore; e come il giorno della Terra illuminato, lo sarete anche voi mediante la luce dal Sole di Grazia.

9. Voi dovete essere simili allinverno, che freddo nella sua quiete, ma proprio per questo tanto pi atto a ricevere il calore fin nelle pi profonde profondit della Terra. E da chi arrivato linverno, da lui arriver anche la primavera, che simile alla prima vita dellamore in voi; e arriver lestate in pienissima energia dalla vita dellamore, che in voi sar diventato forte mediante la Grazia, ed arriver il quieto autunno con i frutti delle opere dellAmore e della Grazia nel quale voi allora, completamente rinati, entrerete nella vita del Sole a contemplare il volto del vostro Padre santo, e a brillare come il Sole a tutto il mondo, mediante la forza grande della Grazia, dellAmore e della Misericordia del vostro santo e ottimo Padre.

10. Chi per non simile alla Luna e non diventa simile alla Terra, non pu neanche diventare simile al Sole, bens simile a una cometa che non ha stabilit neanche minimamente, e tutto il suo essere razziato dagli efflussi di grazia dei soli, e la sua traiettoria disordinata come le vie dei ladri e dei briganti, ed essa viene spinta dal timore della luce da una profondit allaltra dei mondi, e non trover mai pi una quiete per leternit; e la luce la perseguiter in tutte le sue vie ed illuminer la sua nullit.

11. E ancora, alla fine le succeder come alle stelle cadenti che vengono gettate fuori dalla Grazia e cacciate a causa della loro nudit, cosicch siano consumate, per il furto della grazia. Infatti, la luce rubata le annienter eternamente, ed esse, in seguito, non saranno pi, come quei frutti degli alberi che spuntano troppo presto alla luce prima ancora che lamore li abbia resi saldi, e poich questi non hanno ancora saldezza, avendo troppo poco legame damore, cos diventano sempre pi deboli, cadono poi dallalbero e vengono calpestati e distrutti.

12. Ora vedi, qui hai svelato davanti a te i soli, le terre, le lune, le comete e le stelle cadenti, secondo tutta la loro essenza e secondo tutto il loro significato, e cos anche ogni e ciascuna singola parte, dalla pi grande alla pi piccola!

13. Lo spirito dellAmore e della Grazia in voi, e lo in ogni sapienza. Chi lo ode, scruter tutto nella profondit delle profondit, ed egli interrogher i morti ed essi gli risponderanno, ed egli penetrer con lo sguardo i viventi e il loro amore lo ristorer e la loro luce lo estasier; ed egli porr il suo orecchio alla Terra, e lerba gli racconter i misteri dellamore, e il suolo gli sveler le sue profondit, e le montagne ubbidiranno alla sua voce, e il suono delle sue parole penetrer il midollo della Terra. E se guarder il mare, i raggi dei suoi occhi illumineranno tutte le sue gocce ed attraverseranno ogni granello di sabbia; e gli spiriti, se dentro ad essi attendono ancora nel giudizio, accorreranno alla luce dei suoi occhi nello stesso modo in cui di notte i pesci e i vermi del mare e delle acque accorrono ad una fiaccola tenuta in superficie, e si lasceranno prendere per essere liberati dalle carceri delleterna notte, e riconosceranno lAmore, e calmeranno la loro sete alle acque della Misericordia, e cresceranno, dapprima debolmente, con il vigore e la forza provenienti dallAmore del Padre e della Parola, che lAmore nel Padre, e dello Spirito che Forza in entrambi.

14. E vedi, tutto questo e molto di pi ancora vinsegner il Mio Spirito, se udrete la sua voce! Nondimeno, la sua voce non rumorosa, bens molto silenziosa, ma proprio per questo compenetra tutto, come il calore dellAmore e come la luce della Grazia, e come la Forza dellAmore misericordioso del vostro Padre santo.

 

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Cap. 7

I primordi della Terra e della Luna

La creazione di Adamo ed Eva

1. Ora vedi, Io voglio mostrarvi la creazione degli organismi, dal primo fino allultimo e dal pi piccolo fino al pi grande come Io li ho fatti dal Mio Amore e dalla Mia Sapienza e dalleterno Ordine che deriva da entrambi, il quale la Parola delleterna potenza e forza nella profondit della Divinit. E vedi, non vi nulla in tutti gli spazi dellinfinit, n di grande n di piccolo, che non sia stato fatto attraverso questa Parola!

2. E vedi, e ascolta: Cos ora cera la Terra, e cera la Luna, e cera il Sole, e cerano le stelle; ma la Terra era ancora nuda, e la sua superficie era ancora simile alla superficie del mare. E sopra le acque giacevano dense nuvole che si addentravano profondamente nei morti spazi dei mondi, e la luce del Sole non poteva illuminare la Goccia della Misericordia. E la Luna era coperta dai vapori della Goccia, e solo in questi vapori fu completamente partorita la Terra e fu nutrita la Luna. E il Sole stava sopra ad entrambe con i raggi della sua luce dal calore dellAmore in Dio, come una chioccia sopra i suoi pulcini, e rendeva matura la Terra, e separ la Luna dal petto di sua madre.

3. Allora il grande cumulo di nubi si separ e si deposit verso la quiete dei poli, e la cintura della Terra divenne libera, e il Sole si riflesse nelle acque, e la Terra a sua volta irradi grata la luce ricevuta verso il vasto grembo del Sole, e ad occhi spalancati vide la Luna bagnarsi negli effluvi radiosi della Grazia delleterno Amore dal Sole

4. E vedi e odi ancora: La Terra si sentiva bene, poich essa era colma dellAmore della Misericordia e vedeva il suo tesorino, la Luna, girare vispo attorno ad essa. E lAmore gonfi il vasto petto della Terra col fiato della Misericordia, come se questa volesse porgere ancora una volta al bambino il suo petto colmo del latte della Grazia; ma vedi, il latte si coagul per il calore dellAmore misericordioso, e divenne terraferma, ed emerse dai mari. E i mari retrocessero nelle profondit e furono simili allacqua che si separa nella coagulazione del latte, per attenuare linsita Ira mediante il sale della Grazia e mediante la Misericordia dellAmore da Dio in ogni forza e potenza.

5. E vedi, allora fu quiete sulla Terra e in tutti gli spazi dellinfinit di Dio, e leterno Amore discese per la prima volta interamente sulla Terra, e nella Sua Onnipotenza e Forza alit sulla superficie della Terra, e lalito fu uninnumerevole pienezza dei pensieri in forme viventi di ogni specie, per la futura liberazione dei perduti.

6. E vedi, allora dalla parte emersa della Terra germogliarono erbe, piante, arbusti e alberi di ogni specie, e i mari, laghi, fiumi, torrenti, ruscelli e sorgenti brulicarono di vermi, pesci e animali di ogni specie; e laria fu animata dagli uccelli di ogni specie. E il numero di ogni specie, sia nelle acque, sia sulle terre emerse e nelle arie, era pari al numero delluomo, che fu fatto da questo numero, ed era pari al numero della Grazia dellAmore, ed era pari al numero della futura redenzione e della rinascita che da questa proviene e scaturisce

7. E ora vedi e comprendi quello che finora non fu mai visto e compreso da nessuno: 俠eterno Amore prese il numero da Se stesso, e il numero era lOrdine e leterna Legge in Lui, di cui e in cui Lui stesso eternamente consisteva, consiste e consister in ogni potenza e forza della Santit di Dio. E lAmore prese dunque della terra argillosa, simile alla panna del latte coagulato, e form con la mano della Sua potenza e con la mano della Sua forza, secondo il numero del Suo Ordine, il primo uomo, e gli soffi attraverso le nari il fiato vivente. E il fiato divenne in lui anima vivente, e lanima riemp tutto luomo, che ora fu fatto secondo il numero dellOrdine dal quale erano fatti gli spiriti, e furono fatti i mondi negli spazi, e la Terra, e tutto ci che su di essa, e la Luna e il Sole.

8. E ora vedi, a questo primo uomo sulla Terra che usc dalle mani della potenza e della forza delleterno Amore, fu dato dalla bocca della Grazia misericordiosa il nome Adamo ovvero Figlio della Misericordia e della Grazia

9. E ora nota bene: Questo Adamo era al posto del primo degli spiriti caduti; non gli fu dato di riconoscere chi egli era; e vedi, egli si annoiava poich non si riconosceva e neanche riusciva a trovare qualcosa che gli fosse somigliante.

10. E ora comprendi: Allora leterno Amore soffi invisibilmente su di lui, agli occhi ancora ciechi della sua anima, ed egli si addorment per la prima volta nella soavit dellAmore misericordioso. E la soavit dellAmore misericordioso form nel cuore di Adamo, quasi come fosse in un dolce sogno, una figura a lui simile, di grande soavit e di altrettanta grande bellezza.

11. E leterno Amore vide che Adamo trovava grande gioia in s per la visione interiore del suo secondo io. Allora lAmore misericordioso lo tocc al fianco dove gli era stato dato un cuore simile al cuore della Divinit, affinch accogliesse lAmore e la Vita dallAmore in Dio, e in tal modo gli tolse lamore di se stesso per preparare una dimora a Se stesso attraverso la futura legge della Grazia misericordiosa, e pose lamore di se stesso, nel quale Adamo trovava in s grande compiacimento, fuori dal suo corpo, fisicamente, e lo chiam Caiva, ovvero, come gi siete soliti dire, Eva, che come dire la liberazione prefigurata dallegoismo e la conseguente rinascita.

12. E vedi, allora lAmore misericordioso lo tocc e lo svegli affinch guardasse il proprio amor di se stesso fuori di lui, e vide che egli aveva grande compiacenza nel guardare tale suo amore fuor di lui, ed era lieto oltre misura. E lamore fuor di lui, che ora si chiamava Eva, prov grande piacere per luomo Adamo, e si volse a lui e lo segu ogni suo movimento

13. E vedi, allora leterno Amore interpell per la prima volta Adamo:

Adamo!. E Adamo per la prima volta disse: Sono qui, Signore della Gloria, della Potenza e della Forza!

14. E leterno Amore disse nuovamente: Vedi la tua aiutante!. Ed Eva rispose: Vedi, Signore, lancella giace ubbidiente ai piedi del Tuo figlio ed aspetta i suoi ordini!

15. E vedi, lAmore misericordioso trov grande compiacimento per le opere della Sua potenza e forza attraverso la Grazia della Sua Misericordia, e parl ulteriormente, e li istru in tutto, e insegn loro a conoscere, denominare e usare tutte le cose. E quando essi compresero, conobbero e seppero usare tutto, lAmore misericordioso parl di nuovo a loro: Vedete dunque, ora voi avete appreso tutto, ora conoscete tutto e potete far uso di tutto eccetto di una cosa, e questultima cosa voglio insegnarvela ora, e porre in voi la forza di generare e procreare dei vostri simili; per potete farne uso solamente quando Io ritorner e vi trover vestiti con labito dellubbidienza, dellumilt, della fedelt e della giusta innocenza. Guai a voi, per, se vi trover nudi! Io vi scaccer, e la conseguenza sar la morte!

 

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Cap. 8

La caduta nel peccato (originale)

1. E vedi, allora leterno Amore si copr il volto e si allontan secondo il numero dellOrdine per un determinato tempo, e fu cieco dalla profondit della Sua Misericordia, e non voleva e non poteva sapere ci che i neocreati avrebbero fatto nel Giudizio della Divinit per la prova della loro libert, nel tempo del breve periodo sulla Terra grazie allAmore della Misericordia. E il luogo che fu dato loro per abitare sulla terraferma era una valle, ed era un giardino, ed era chiamato il Paradiso; e questa era la terra che pi tardi sarebbe traboccata di latte e miele, ed era il posto che nel grande Tempo dei tempi della pi grande delle azioni delleterno Amore si chiam Bethlehem (Betlemme), e cos si chiamer in avvenire eternamente; ed era il punto dove leterna Parola, da un corpo di carne, dopo, vedr per la prima volta la Luce della Sua Grazia brillare alla Goccia della Misericordia dal lontano Sole, dalla Luna e da tutte le stelle.

2. E vedi, la loro brama crebbe nel Giudizio della Divinit tentatrice nella Sua ira. E cera un albero nel giardino, e questalbero portava mele della pi bella specie, ed Eva ne ebbe voglia, e disse ad Adamo: Vedi, Adamo, ho molta voglia di questo frutto! Se tu vuoi, voglio coglierne uno e assaggiarlo e poi porgerlo a te come primo dono dalla mia mano!

3. E vedi, Adamo tacque, riflettendo alle parole di Eva. Ma una voce interiore, che era santa poich proveniva dalla Divinit in lui, gli disse: Se voi mangerete del frutto di questalbero, morirete!. E Adamo se ne spavent molto, cos che non pot dare alcuna risposta allamata Eva.

4. E la brama si accrebbe in Eva, e lattrasse sotto lalbero e le disse di cogliere una mela da esso. E Adamo si accorse che Eva era diventata infedele al suo cuore, e divenne triste e disse:

5. Eva, Eva, che fai? Vedi, non siamo ancora benedetti dal Signore della Potenza e della Forza e della Vita! Vedi, tu tieni in mano il frutto della morte; gettalo via da te, affinch noi non moriamo nella nudit davanti al Signore della Giustizia!

6. E vedi, allora Eva si spavent nella sua brama davanti alla seriet di Adamo, e lasci cadere a terra il frutto della morte. E la sua brama labbandon, ed ella divenne libera dalla sua brama, e Adamo trov grande compiacimento per la liberazione dai lacci della mortifera brama di Eva.

7. Ma vedi, la brama bandita da Eva, dal suo cuore, giacque ora sulla terra, e per la potenza della collera giudicatrice della Divinit si plasm nella figura di un grosso serpente, che prese il frutto della morte nelle sue fauci, strisci sullalbero e lo avvolse nelle sue spire in tutti i rami, grandi e piccoli, dalla radice fino alla cima, e rivolse sguardi fissi ad Eva. Ed Eva se ne accorse e guard il serpente, e Adamo se ne accorse pure attraverso Eva; ma egli non vedeva ancora il serpente.

8. E vedi, Eva si avvicin al serpente e osserv con grande piacere le sue seducenti spire attorno allalbero, e i colori cangianti della sua fredda corazza di squame.

9. Ma il serpente si mosse e mise la mela nel grembo di Eva che ora stava seduta, poi rialz la sua testa e rivolse ad Eva le seguenti parole:

10. Eva, vedi tuo figlio, scacciato da te, avvolgere lalbero del tuo piacere! Non disdegnare il piccolo dono che io ti misi nel grembo, ma godi tranquillamente il frutto del tuo amore; tu non solo non morrai, ma ti sazierai per la conoscenza di ogni vita sopra a Dio, che tu temi, quando invece Egli pi debole di te!. E vedi, allora la lingua del serpente si divise e divenne pi appuntita di una freccia, e il serpente chin la sua testa verso il petto di Eva, come se volesse baciarla alla maniera infantile; esso invece cacci ora le sue due frecce velenose nei seni di Eva, ed Eva scorse la sua propria figura nel serpente.

11. E ora anche Adamo not quello che avveniva sotto lalbero, e gli piacque moltissimo la seconda Eva, e non si accorse che era solamente un serpente. E vedi, allora anche lui si accese nella sua brama, nel piacere per la seconda Eva, prese il frutto dal grembo di Eva, divenne infedele al suo amore e godette del frutto proibito dal grembo di Eva con voluttuosa brama; e nel godimento si riconobbe come quel primo che era andato perduto per la grande vanit del suo cieco egoismo, nel regno della Luce e delleterno Amore, che cadde nel mare dira della Divinit, che eternamente uccide inesorabile.

12. E ora vedi, come egli si ebbe cos riconosciuto, e riconobbe laccecata Eva attraverso di lui, allora un grande pentimento sal in lui dal profondo del suo cuore, ed Eva si vergogn della propria percepita nudit e della nudit di Adamo, e fu sgomenta dalla cima del capo alla punta dei piedi, e copr la propria nudit con le foglie di un albero di fichi. E anche Adamo allung le sue mani alle foglie per coprire le sue nudit, e si nascose in una caverna, e l pianse lacrime di grande dolore; ed Eva si nascose dietro un cespuglio di spine e si dolse enormemente per la sua colpa di seduzione.

 

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Cap. 9

Il giudizio del Signore

1. E vedi, allora leterno Amore, mediante la potenza e la forza della Sua Misericordia, tolse la mano della Potenza e la mano della Forza dai Suoi occhi di Grazia, la quale illumina tutto, e la luce della Grazia penetr specificamente nella caverna dove piangeva Adamo e dietro al cespuglio di spine dove Eva si doleva.

2. E le lacrime di Adamo furono custodite nel grembo della Terra e si chiamarono e si chiamano Tummim ovvero pietre da cui rifulge in forma simbolica la luce dei sette spiriti di Dio, ed esse divennero solide mediante la luce della Grazia dal calore dellAmore, simili al suo giusto pentimento, quale perenne memoria della Sapienza che illumina, e furono disperse su tutta la Terra come segno consolatore della futura rinascita, che deve essere simile a queste lacrime di Adamo, atta a ricevere e a restituire, in modo ripartito e bellissimo, la grande Luce dal mare di Grazia delle Misericordie delleterno Amore, e deve resistere a ogni durezza delle tentazioni del mondo.

3. E le lacrime di Eva dolente dietro al cespuglio di spine furono custodite nella Terra, e colorate come il giusto rossore della sua vergogna per labuso del sacro amore di Adamo in lei.

4. E leterno Amore vide che ognuna di queste lacrime di Eva era giusta davanti ad Adamo, il Figlio dellAmore misericordioso; e il calore delleterno Amore solidific queste lacrime in pietruzze, e il loro nome fu Urim, come segno simbolico del giusto cordoglio di Eva. E vedi, una lacrima cadde sul cespuglio di spine che la riparava, e vedi, questa fu una lacrima dellinnocenza perduta, e color il fiore del cespuglio che prima era bianco; e i fiori furono arrossati, in segno della perduta innocenza di Eva. E ora vedi, gli uomini adesso conoscono s tutte le piante della Terra, ma il loro vero significato nello spirito e nella verit essi non lo conoscono e non lo conosceranno n comprenderanno fino alla rinascita, dopo che essi se ne saranno appropriati, e ci la Misericordia delleterno Amore mediante la Grazia della redenzione in se stessi.

5. E adesso vedi ancora un mistero che deve ancora essere compreso a causa dellempia superbia dei figli del mondo! E vedi, due fiori del cespuglio furono fecondati dalle giuste lacrime per la perduta innocenza di Eva, ed essi, attraverso tutte le tempeste dei tempi durante le grandi guerre di Jehova coi popoli della Terra, conservarono fedelmente la loro benedizione delleterno Amore, e al tempo dello scioglimento della Grazia dallAlto resero viva la moglie di Abramo, come prefigurazione della grande Opera dellAmore misericordioso, e resero viva la moglie di Zaccaria, per portare realmente a compimento la pi grande di tutte le azioni dellAmore misericordioso delleterno Dio.

6. E ora rivolgi i tuoi occhi di nuovo indietro ad Adamo e ad Eva, e vieni a visitarli con Me, e guarda come Io, leterno Amore, li trovai nudi e abbandonati piangenti e dolenti nel giusto pentimento e nella giusta vergogna, e dissi ad Adamo di uscire, e trascinai fuori Eva.

7. E vedi, essi non osavano guardare il volto del loro Padre, poich erano spaventati da un grande tuono del mortifero giudizio proveniente dalla profondit della collera della Divinit.

8. E le fiamme dellira di Dio, lInfinito, si rotolavano terribilmente attraverso tutti gli infiniti spazi fin gi sulla Terra, sulla quale ora stava il grande Amore accanto ai Suoi figli caduti, pentiti e dolenti, creati con la Sua Grazia misericordiosa.

9. E vedi, ci fu allora unardente lotta fra leterno Amore, di nuovo mosso a misericordia dal pentimento e dal cordoglio dei creati, e la Divinit incollerita che tutto voleva distruggere per espiare loffesa alla Sua incorruttibile Santit.

10. Poich vedi, le fiamme dira della Divinit incollerita precipitarono pi veloci dei lampi gi sulla Terra, penetrarono fino al suo centro e laccesero in ogni suo punto, e le fiamme devastatrici giunsero fino alla Luna e fino al Sole, anzi, esse raggiunsero tutte le stelle! E vedi, allora lintera, incommensurabile infinit, fu un mare di fuoco, e tuoni terribili rullarono attraverso tutti gli spazi infiniti, e url la Terra, e mugghi il mare, e la Luna pianse, e il Sole si lament, e tutte le stelle gridarono pi forte di tutti i tuoni, oppresse per la troppo grande dolorosa paura delleterna distruzione, e le loro grandi voci echeggiarono rintronando dalle sconfinate profondit della collera della Divinit, e le voci gridarono:

11. Grande Dio sublime, placa la Tua grande ira e spegni le fiamme devastatrici della Tua giustissima Collera, e risparmia gli innocenti nella Tua Santit, poich la Collera infuocata della Tua ira distrugger i giusti e annienter leterno Amore in Te, e render Te stesso Suo prigioniero nella Tua immensa potenza e forza della Santit!

12. E vedi e odi con occhi aperti e con orecchi aperti che cosa disse allora lirata e incollerita Divinit; e il linguaggio tuttavia non lo comprese nessuno, se non unicamente leterno Amore che nel tempo dello scoppio dellira e della collera che la Divinit protese sulla Terra urlante alla pentita coppia neocreata imped alla grande irata fiamma della Collera di toccare il luogo del pentimento di Adamo e il luogo del cordoglio di Eva, mediante la grande potenza e la forza della Sua Misericordia.

13. E ora odi e comprendi bene le terribili parole dellira dal profondo della collera della Divinit. Ed esse suonavano cos:

14. A che Mi serve lurlare e il mugghiare della Terra? A che, il piangere delle lune? A che, il lamentare dei soli? E a che, il grido di dolore delle stelle? Poich Io, Dio, sono solo, abbandonato dal Mio Amore che Mi diventato infedele, che si allontanato da Me per scendere gi sulla Terra a proteggere la duplice feccia della cattiveria! Cosa debbo fare senza di Lui? Perci, voglio distruggere tutte le Sue opere dalle fondamenta e annientare tutto, affinch non ci sia pi nulla che in tutte le future eternit delle eternit sia in grado di sottrarMi ed allontanare da Me il Mio Amore! Ed Io voglio rimanere Dio, lUnico, in tutte le eternit delle eternit, comero fin dalle eternit delle eternit! E tu, marcio edificio della Creazione del Mio Amore, divenuto debole: crolla in inutili rovine, nel nulla, affinch Io ritrovi il Mio Amore e Lo renda di nuovo forte con la potenza e la forza della Mia eterna Santit! Amen!

15. E vedi, i legami delle creazioni in tutti gli spazi dellinfinit di Dio si sciolsero, e le rovine precipitarono attraverso i vasti spazi tra il grande rimbombare, il tuonare, il gridare, il rumoreggiare, il rombare e il sibilare nelle profondit delle profondit verso il loro annientamento, e in questo cera la Terra stessa, che giaceva altrettanto in rovina nel vasto grembo dellAmore misericordioso.

16. E i neocreati tremarono dalla paura alla terribile vista di questa grande e spaventosa scena di annientamento, la cui grandezza nessun spirito creato comprender mai interamente in tutta la sua pienezza, poich essa era infinita.

17. E ora vedi e odi ancora quello che allora disse e fece lAmore misericordioso! Senti le parole dellAmore nella Sua potenza e guarda le grandi azioni della Misericordia nella Sua forza, e odi e comprendi bene le parole che cos suonavano:

18. Grande, onnipotente Dio di ogni Potenza, di ogni Forza e di ogni Santit! Ritira la Tua grande ira e spegni il fuoco della Tua collera che tutto distrugge, e odi dalla quiete della Tua santit le parole del Tuo eterno Amore, che lunica Vita in Te, eterna come Te e potente e forte come Te da Esso ed Esso da Te, e non voler annientare la vita in Esso e Te con Esso, ma usa clemenza e lascia che lAmore Ti dia soddisfazione, ed esigi espiazione per la Tua Santit ferita e offesa, e nessun sacrificio sar troppo grande per il Tuo Amore, se Tu volessi esigerlo dallAmore in eterna espiazione per la Tua Santit!

19. E ora vedi e odi e comprendi bene che cosa successe poi, e che cosa rispose la Divinit! Il fuoco si plac, e da tutti gli spazi soffi un pi dolce alito, frammisto a tuoni ancora fortemente rullanti, attraverso le volanti rovine dei mondi disciolti, i quali da una immensit allaltra, simili a grandi lampi, ancora guizzavano brucianti. E lAmore comprese il tuono di Dio che parlava impetuoso:

20. Voglio mettere ogni colpa su di Te, come le rovine dei mondi sulla Terra, e Tu devi cancellare laffronto alla Mia Santit, che leterno legame fra Me e Te! E vedi, Io maledico la Terra, perch nessuna macchia contamini la Mia Santit ed Io non divenga come Te, un Dio non santo; e questa maledizione Ti sia lasciata come debito che Tu hai da prendere su di Te e da cancellare per la Mia Santit, e per lavare la Terra col Tuo Sangue dalla maledizione dellinfamia per il peccato di Adamo!

21. E vedi, odi e comprendi bene ci che lAmore allora rispose, e disse quanto segue: Grande, santissimo Dio di ogni Potenza e Forza: avvenga secondo le Tue parole!

22. E vedi, allora dun tratto si spense tutto il fuoco sulla Terra e in tutti gli spazi della Creazione! E le rovine dei distrutti soli, delle terre e delle lune furono di nuovo ricomposte mediante la potenza e la forza dellAmore esaudito dalla Divinit, e si riordinarono come erano ordinate al principio della loro formazione; tuttavia essi conservarono come eterno segno, le tracce incancellabili della loro totale distruzione di un tempo, simili alle cicatrici delleterno Amore, che pi tardi, nel grande Tempo dei tempi, per tutti sanguin sulla Croce.

23. E sulla superficie, nelle profondit e nei mari della Terra rimasero ancora qua e l le rovine di altri mondi, come segno della potenza e della forza di Dio e, contemporaneamente, per, anche come testimonianze parlanti delle grandiose azioni dellAmore misericordioso.

24. E vedi e odi ancora e comprendilo bene quello che ora avvenne ulteriormente: quando leterno Amore accett le richieste, e in tal modo gi in anticipo diede soddisfazione alla grande Santit di Dio, allora la Divinit, scrosciando e soffiando pi dolcemente, in modo nuovamente comprensibile solo allAmore, fece sentire il Suo santo Volere e disse quanto segue, in un discorso pieno di dolce suono:

25. Vedi, la Tua grande Misericordia salita in Me ed comparsa davanti ai Miei occhi onniveggenti, ed Io ho riconosciuto nella quiete della Mia Santit la Tua grande Lealt ed eterna Fedelt, ed ho contato le gocce di pentimento di Adamo e le gocce di cordoglio di Eva, e Mi sono mossa interamente a compassione attraverso la Tua grande Misericordia.

26. E vedi, perci voglio ritirare i Miei giudizi in questo tempo e secondo la tua richiesta far effluire la clemenza in grande pienezza, e voglio riparare il danno che i Miei giudizi hanno recato. E allinfuori di Me nessuno pu riparare nulla se non Io solamente, perch nessuno buono se non Io, il Padre santo; questo infatti sia il Mio Nome per lavvenire, eternamente. E Tu, il Mio Amore, sei Mio Figlio, e la Santit, quale possente, onnioperante legame della Forza tra Noi e tra tutto ci che da Noi uscito, sia lo Spirito Santo, che deve riempire tutti gli spazi degli spazi e tutte le infinit delle infinit in tutte le eternit delle eternit. Amen! E questo lo ha detto ora il buon Padre santo. Amen!

27. E ora Tu, Mio amato Figlio, d alla coppia pentita e dolente e scolpisci le parole nel profondo dei loro cuori che essi devono osservare inviolabilmente i Comandamenti dellAmore e della Misericordia fino al termine della loro vita, e poi, nel Tempo che Io ho stabilito, voglio mandare loro un Mediatore fra Me e loro, per espiare la grande colpa e per alleviare il grande, pesante fardello della loro disubbidienza.

28. Fino ad allora, per, essi devono perseverare in ogni pazienza e mansuetudine, e il pane che ora Io voglio dare loro solo con parsimonia, devono gustarlo grati nel sudore della loro fronte, ed essi non devono diventare sazi fino al Tempo del Mediatore, che Io susciter in mezzo a loro perfetto e buono, come Noi siamo perfetti e buoni, e santi eternamente.

29. E aggiungi loro ancora che Io ho revocato i Miei giudizi solo per coloro che osserveranno puntualmente i Miei severi Comandamenti; invece ai trasgressori tali giudizi siano comminati per tutte le eternit in ogni rigore della Verit eternamente santa, e nella pi precisa attuazione alla minima trasgressione!

30. Questo dice il santo e unico buon Padre attraverso Suo Figlio, che leterno Amore in Lui, e attraverso lo Spirito Santo quale Grazia operante da entrambi per il futuro perdono del peccato, il quale ora deve rendere affaticati i vostri corpi e poi, per, dovr sempre ucciderli nella dimensione temporale per ottenere la vita dopo la morte del corpo, dopo il tempo del promesso Mediatore.

31. Questo dice lunico santo e lunico buon Padre. Amen! Amen! Amen!

 

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Cap. 10

La riconciliazione del Signore

1. E vedi e odi e intendi e comprendi bene ci che allora leterno Amore disse e fece. Quando il buon Padre santo termin il discorso dalla grande seriet, annunciando clemenza al posto della giustizia, e minacciando il giudizio ai trasgressori della Legge dellimmensa Grazia, e comminando la morte per il peccato, allora leterno Amore si commosse fino alla pi intima profondit del Suo Cuore misericordioso e pianse per la seconda volta lacrime di compassione e lacrime di intimissima gioia e di beatissimo diletto per la grande e indulgente Grazia del Padre, cos immensamente buono e santo, e disse nella pi profonda commozione di tutto il Suo Essere ad Adamo e ad Eva:

2. Adamo, tu hai visto adesso i tremendi giudizi di Dio scorrere davanti ai tuoi occhi, ed Eva li vide e li percep attraverso te; ora per Io voglio aprire anche a lei gli occhi e gli orecchi, e lei come anche tutti coloro che discenderanno da lei secondo il numero delle stelle in cielo e secondo il numero dellerba sulla Terra e secondo il numero della sabbia nel mare, il cui numero infinito in ogni tempo futuro deve vedere con i propri occhi e udire con orecchi aperti ci che la Divinit fece nella collera del Suo giudizio, e ci che poi fece leterno Amore nella Sua sconfinata Misericordia.

3. E la Legge Io te lho scolpita nel cuore, come anche tu la devi scolpire nel cuore di Eva. E come segno ammonitore che deve ricordare a voi e a tutti quelli che vi seguiranno i giudizi di Dio a causa del vostro peccato, voglio far sorgere qua e l delle montagne, che alternandosi, devono bruciare fino alla fine dei tempi, e voglio lasciarvi il lampo, che deve richiamarvi la distruzione di un tempo, e il tuono che sempre lo segue, che ogni volta deve annunciarvi vigorosamente il Nome del grande e forte Dio, se mai doveste o poteste scordarvene.

4. E le lacrime della Compassione e quelle della grande Gioia per la Grazia dal Padre santo, Io le ho collocate in segno eterno, quale nuova Creazione, attorno al vasto spazio del cielo, e devono brillare a voi in ogni notte della Terra, e devono ristorarvi nel crepuscolo della vita, e devono annunciarvi il giorno che viene.

5. E ora guardate su al cielo; esse brillano in svariato ordine e in svariato sfarzo: quelle di luce rosa in segno della Mia Compassione, e quelle di luce bianca in segno di Gioia per la grande Grazia del santissimo e buonissimo Padre. E quella larga striscia chiara scintillante, sopra le stelle della Compassione e della Gioia, consistente essa pure di stelle del primo periodo per la lacrima dellAmore che gi allora ebbe misericordia degli spiriti caduti, la striscia che tirata in mezzo al vasto spazio del cielo, essa vi serva come segno delleterna e santa Alleanza tra leterno Amore, che chiam ad essere voi e tutto ci che esiste, e la Divinit che tutto giudica secondo la Sua eterna Santit.

6. E ora guarda qui, tu Adamo, e anche tu, Eva, nel Mio occhio sinistro che al di sopra del Mio Cuore irradia dolcemente e benignamente verso di voi davanti al vostro occhio destro. Vedete, ancora una lacrima attaccata al suo ciglio, e vedete, questa lacrima la pi grande di tutte quelle che sono gi sgorgate per voi da questi occhi!

7. Laddove il grande nastro nel vasto cielo sembra dividersi, l guardate volentieri e, tutte le volte che guarderete l, siate sempre grati e profondamente commossi, poich quel punto deve servire a voi, come anche a tutta la Creazione, come segno perenne della vostra rottura alla fedelt con Me e della Mia trascorsa rottura con la Santit di Dio per misericordia verso di voi. E quel nastro, nel punto dove appare come riannodato, deve ricordarvi la grande mediazione delleterno Amore, che sono Io fin dalleternit, tra lintangibile Santit di Dio e voi, che mancando di fedelt avete peccato al cospetto della Sua sconfinata Santit.

8. E ora vedete, da l viene questa lacrima, e quello il luogo della sua origine!

9. E questa lacrima un giorno sorger per voi e per i vostri discendenti, quale una leggiadra stella del mattino, che illuminer tutti i popoli della Terra che nei tempi dei tempi vi seguiranno nelle vostre pentite e dolenti orme. E prima ancora essa laver la Terra dal fetido fango del peccato e purificher le vostre lacrime e stille di pentimento e di cordoglio dallimmondezza del serpente.

10. E adesso guardate qui ancora una volta. Questa lacrima voglio farla cadere su un fiore ancora bianco di questo cespuglio, tra i due fiori gi fecondati di Eva, e un giorno, da essa deve fiorire una Donna pura, che deve schiacciare la testa al serpente. E il serpente la morder bens nel calcagno, ma il veleno non le far danno; e da lei uscir questa che adesso davanti a voi, una leggiadra stella del mattino per tutti i popoli della Terra che sono di buona volont, e leterno giudizio per tutti i ribelli figli del serpente!

11. E gli spiriti dal grembo della Santit del Padre scenderanno sulla Terra corporeamente[3], e annunceranno ai vostri figli il grande Tempo e il modo della Venuta di Colui che ora sta davanti a voi, e che voi adesso ancora udite e vedete, ma che in seguito non udrete e non vedrete pi fino alla promessa Venuta, secondo la promessa del Padre santo attraverso Me, leterno Amore in Lui.

12. E ora avete sentito tutto quello che vi necessario sapere per ricevere la Mia benedizione!

13. E cos siate dunque benedetti dalla mano della potenza e dalla mano della forza delleterno Amore del Padre santo e dalla forza dello Spirito, forza da Entrambi che santa, e siate fecondi e moltiplicatevi, e riempite la Terra col frutto vivo di questa benedizione!

14. E sempre, ogni volta che vi avvicinerete per questa benedizione, offrirete dapprima a Me i vostri cuori! Se tralascerete questo, il serpente, che ancora vive ed anche vivr eternamente nella collera della Divinit, guaster il frutto in voi, e tu, Eva, e tutte quelle del tuo sesso, metterete al mondo, anzich un frutto dalla benedizione, un frutto della rovina. E costoro distruggeranno i figli della benedizione e della luce in gran numero, e al loro imperversare e infuriare non ci sar fine; e cos trasmetterete a tutti il peccato come eredit, e la vostra colpa diventer visibile fino al grande Tempo dei tempi e anche dopo.

15. E questa offerta dei vostri cuori vi sia data quale sacro servizio alla Mia benedizione di grazia, per compiere il quale voi Mi sarete sempre debitori ogni volta che vi avvicinerete per questa Mia benedizione. Questo nuovo e facile Comandamento che avete appena ricevuto dalla Mia bocca, sia la prima Chiesa che Io fondo davanti a voi in memoria di Me, ed essa vi ricordi con gratitudine le azioni del misericordioso Amore e vi riconduca al santo timore di Dio!

16. Io voglio mandarvi uno spirito senza peccato come messaggero dallAlto, con una spada fiammeggiante nella mano, perch vi guidi e vi mostri lintera Terra da una estremit allaltra, ed egli vi illuminer le tortuose vie del mondo, ma anche vi castigher, se devierete dalle Mie vie!

17. Tutto questo lo dice leterno Amore a voi, nel nome del Padre santo! Amen!

 

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Cap. 11

La nascita di Caino e Abele

1. E vedi, allora lAmore scomparve davanti agli occhi dei creati, ritornando nel santo grembo del Padre.

2. (allo scrivano): E ora vedi, tu, Mio pigro e pessimo scrivano a noleggio, che sei ancora molto duro dorecchio se si considera il fatto che, come ad un ragazzo che impara lABC, devo dettarti ogni parola singolarmente e ancora non Mi comprendi, e spesso Mi interroghi due, tre, cinque, spesso fino a dieci volte, e nonostante ci Io ti ripeto sempre ogni parola fedelmente! Perci sii pi attento, perch si vada avanti pi in fretta di quanto successo fino a ora; il mondo infatti ha bisogno che questOpera della Mia grande Grazia sia completata prima possibile! Lasciati dire questo da Me, il vostro Padre santo, che tutto Amore in tutto il Suo Essere! E ora continua a scrivere!)

3. E ora la coppia neocreata era completamente sola sulla vasta Terra, e langelo promesso apparve con la spada fiammeggiante nella sua destra; ed essi scorgendolo si spaventarono molto, e cos fuggirono davanti ai suoi occhi, e tremarono di grande paura in tutti i loro visceri.

4. E ora vedi, la paura acceler la gravidanza di Eva, ed ella con dolori si liber del frutto proibito che il serpente nella cecit di Adamo aveva posto in lei.

5. E Adamo osserv il frutto nudo e constat che il frutto gli era simile, e se ne rallegr molto; ed Eva riconobbe la gioia di Adamo e strinse con ogni ardore questo frutto del suo amore al suo petto pieno.

6. E vedi, allora percep una fitta nel suo petto, simile alla fitta del serpente, e pose il frutto a terra nella grande angoscia e nella ferma opinione di aver gi di nuovo peccato.

7. Ma vedi, allora apparve il grande angelo con volto dolce, davanti alla coppia che si angosciava e simpauriva, e rivolse loro la parola con voce ferma, dicendo:

8. Non vi angosciate e non vi impaurite davanti al servo di Jehova, che stato mandato a voi dallAlto per mostrarvi la Terra e per illuminarvi le tortuose vie del mondo e anche per castigare voi e i vostri discendenti se deviate dalle vie delleterno Amore e dellinfinita Santit di Dio.

9. Vedete, questo frutto non pi un peccato per voi; per certo la conseguenza della triplice disubbidienza verso Dio, ed la morte della vostra carne, quella morte che avete generato nella vostra carne mediante la vostra brama nellegoismo. Non vi lecito gettare via da voi questo frutto, ma secondo la Volont dallAlto tenetelo come testimonianza su voi stessi e sulla vostra umiliazione, affinch un giorno possiate sperimentare come attraverso voi venuto nel mondo il peccato, e attraverso il peccato per la morte; ma il frutto stesso dovete chiamarlo Cahin (Caino) ovvero Portatore di morte!

10. Allora gli animi spaventati della coppia furono tranquillizzati dal discorso del messaggero dallAlto, ed Eva prese di nuovo il frutto, che aveva deposto a terra, nelle sue mani ancora tremanti, e a richiesta di Adamo, suggerita dallangelo, porse al lattante il petto pieno, perch succhiasse da lei la vita della Terra.

11. E langelo si pose al fianco sinistro di Adamo, ed Eva si mise col frutto sul braccio destro al fianco destro di Adamo, affinch il cuore di lei restasse libero da qualsiasi peso e potesse in avvenire rimanere rivolto alluomo su tutte le vie e su tutti i sentieri.

12. E cos essi camminarono esemplarmente su tutta la Terra per osservare tutte le sue contrade e per stabilire delle dimore per i loro futuri discendenti, e per seminare il pane ad essi, con la potenza e la forza che era loro conferita dallAmore, mediante la grande grazia della Misericordia.

13. La Terra infatti, con ci che stava su di essa, era sottomessa alla volont di Adamo. E il mare e tutte le acque ubbidivano fedelmente perfino al pi lieve cenno di Adamo, ed entrambi gli erano sottomessi, dalla superficie fino allestrema profondit, e pieni di venerazione offrivano il dorso al piede del loro signore, perch camminasse saldo su di essi a piacimento. E gli erano sottomessi tutti i venti; e ubbidivano alla sua voce tutti gli animali delle acque, della terraferma e delle arie.

14. E Adamo era stupito per la forza insita in lui, e vide e riconobbe su quante cose leterno Amore gli aveva conferito tali grandi forze, e divenne lieto oltre misura per una cos grande grazia dallAlto, e disse ad Eva:

15. 亟va, moglie mia, vedi, il Signore della potenza e della forza ci ha benedetti; offriamogli dunque i nostri cuori, affinch la Sua benedizione prosperi sulla Terra secondo la Sua grande promessa, e attraverso te essa veda la luce della Grazia quale nuovo abitante di questo luogo!

16. Ed Eva, piena di umilt e di intima gioia, disse: 隹damo, vedi la tua ancella ai tuoi piedi ad attendere il cenno del suo signore della Terra, e avvenga a me secondo la tua volont; accetta il mio cuore colpevole e offrilo al Signore!

17. E Adamo fece ad Eva, in totale abbandono al Signore, come il Signore gli aveva ordinato.

18. E vedi, la benedizione divenne visibile in Eva, e Adamo se ne rallegr, e anche Eva prov in s grande piacere. E ora odi quello che langelo di Jehova disse alla lieta coppia, e le sue parole erano ben misurate come parole dallAltezza e come parole dalla Profondit, ed era leterno Amore stesso che parlava per bocca dellangelo, e queste parole dalla bocca dellangelo suonarono cos:

19. Adamo! Tu adesso hai appreso molto nel lungo viaggio sopra la Terra; tu hai visto i suoi continenti e le sue acque, e vedesti anche quello che su di essi e in essi esiste, cresce e si muove; e vedesti il grande mammut e da esso in gi tutti gli animali, fino al pi piccolo dei vermicelli striscianti; e vedesti il forte pescecane e tutti gli animali delle acque, fino ai pi piccoli abitanti della goccia; e vedesti anche tutti i volatili delle arie, dalla gigantesca aquila fino alluccellino della foglia, e da questo fino al pi piccolo moscerino; ed hai provato tutte le loro forze, la loro attitudine e la loro utilit; e scorgesti, anche da questo, quanto riccamente leterno Amore ha provveduto per te, e cos attraverso te anche per Eva.

20. Tu parlasti ai monti ed essi ti diedero risposta; e interrogasti il mare, ed esso ti rispose; e indirizzasti la tua voce alla profondit della Terra, e la risposta non rimasta per strada; e indirizzasti il suono delle tue parole a tutti gli alberi, arbusti, piante, pianticelle e a tutta lerba, ed essi ti dichiararono il loro nome e ti spiegarono rispettosamente la loro attitudine e luso che ne deriva per voi secondo il tuo libero arbitrio, e cos anche tutti gli animali a cui hai rivolto la voce del tuo petto. Tutti gli animali, ciascuno a proprio modo, ti diedero una risposta percettibile e ugualmente ben precisa, e ti mostrarono fino a che punto sono destinati al tuo servizio e sono soggetti ciecamente al tuo volere. E i venti ti insegnarono a servirti di loro secondo la tua volont. E tutto questo vide e ud e percep anche Eva.

21. E ora vedi, Adamo, e anche tu, Eva, tutto questo non ti stato dato dalleterno Amore come ti stata data la vita, e come ti stata data Eva, bens la Sua grande Grazia te lha dato come regalo, e tu tutto questo lo terrai solamente fino a quando ne farai un saggio uso, secondo la Volont del Padre santo. Ma queste cose, una dopo laltra, si allontaneranno dallambito della tua grande potenza se tu non manterrai sempre il tuo animo tutto puro al cospetto di Jehova. Perci sii saggio, come lo il grande, ottimo e santissimo Padre lass sopra ogni creazione e laggi nella profondit sotto ogni creazione!

22. E cos come tu ora sei, e come devi essere e rimanere in seguito, secondo la Volont del Padre santo e dunque secondo la tua propria volont, cos devono essere anche tutti i tuoi discendenti, mentre le discendenti di Eva devono essere come ora lei davanti e sotto i tuoi occhi.

23. E se per qualcuno non come tu sei adesso e come devi essere e rimanere in seguito, il dono rester bens conservato per un determinato periodo di tempo, ma il regalo della Grazia verr tolto a quel tale non appena egli non pi come tu sei adesso, come devi essere e rimanere. E perfino le discendenti di Eva si leveranno al di sopra dei loro capi, e diventeranno loro infedeli fino al midollo delle ossa, e correranno dietro ai cani, e si nutriranno dellescremento dei serpenti, e allatteranno i loro bambini ai seni delle vipere; e i tuoi discendenti saranno avvelenati attraverso esse, e moriranno di una morte amara corporalmente e spiritualmente, in eterna vergogna e penosa infamia.

24. E ora vedi, tu Adamo, e odi, tu Eva! Adesso voi siete ancora nel Paradiso, l dove leterno Amore vi ha posti prima e dopo il vostro peccato, e prima e dopo la distruzione; se mai per doveste scordarvi, se doveste non osservare fedelmente le Leggi dellAmore e i Comandamenti della Sapienza del Padre santo, sarete scacciati da questo bel giardino con questa spada fiammeggiante, e in seguito non vi sarete pi ammessi per tutto il tempo della vostra vita corporale e, fino al tempo della Promessa, anche nessuno di tutti i vostri discendenti; ma lo saranno, solamente dopo la Promessa, i figli della Redenzione e della conseguente nuova Creazione delleterno Amore.

25. Questo tienilo bene a mente, tu Adamo, e riflettici anche tu, Eva! Il frutto che uscir da te, Eva, questo frutto vivo, tu, Adamo, devi chiamarlo Ahbel (Abele) e devi offrirlo al Signore della Gloria per leternit; il suo nome, infatti, significa Figlio della Benedizione e deve essere una prima rappresentazione di Colui che un giorno, nel grande Tempo dei tempi, verr perfetto dallAlto, dal grembo della potenza e della forza della Santit di Dio.

26. E ora che vi ho guidati, che vi ho mostrato e detto tutto perfettamente secondo la Volont delleterno Amore, compiuta la mia missione, opera delleterno Amore nel Padre di ogni santit e bont, ed io visibilmente devo lasciarvi, ma invisibilmente vi seguir passo passo e ognuno dei vostri passi io conter secondo limmutabile Volont di Jehova.

27. E voi mi rivedrete sempre ogni qualvolta offrirete al Signore della Gloria i vostri cuori in totale abbandono; ed io raccoglier la vostra offerta in un vaso, e lo porter in Alto a Dio, e lo vuoter al cospetto del Figlio, e allora il grande Padre santo si compiacer delle vostre opere.

28. Per mi rivedrete anche nel caso voi doveste o poteste deviare dalla Legge dellAmore e dai Comandamenti del Padre santo, cos come mi vedete ora con la spada fiammeggiante nella mia destra, per scacciarvi dal giardino e togliere a te, Adamo, una gran parte dei regali delleterno Amore dalla Sua grande Grazia e a lasciarti poi debole e timoroso del minimo rumore derba.

29. E ora vedi, tu cieco scrivano di questa Mia nuova Parola viva in te come anche in tutti voi, e osserva come ora Adamo nel Paradiso era un uomo perfetto eccetto che in una cosa, e le facolt di cui era dotato lo rendevano un perfetto signore della Terra; e tutte queste sue perfezioni erano solo un Mio regalo, ed egli le conserv fino al tempo in cui si scord di Me, ununica volta dopo che langelo divenne invisibile ai suoi occhi.

30. E ora vedi: tutto quello che Adamo possedeva in regalo Io voglio darlo a voi in dono permanente, e anche infinitamente di pi, e anche qualcosa di infinitamente pi grande, e tutto questo sono Io stesso; e tutto ci che Mio deve essere anche vostro, purch Mi amiate, e nulla di pi Io chiedo a voi!

31. Ma dov il vostro amore che Io riscattai a cos caro prezzo e che vorrei chiamare eternamente Mio? Oh, di questo ce n ormai davvero cos poco sulla Terra! Esso cos leggero e cos dolce, e voi non lo volete, e neanche lo cercate dove vi attende, e disprezzate lalto prezzo in esso!

 

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Cap. 12

La promessa del Signore

1. O voi, figli di Adamo! Perch mai non volete piuttosto diventare figli Miei? O quali fatiche e che estenuante lavoro vi costa guadagnarvi il pane di Adamo grondante del sudore delle vostre mani, che per di pi insozzato dalla bava dei serpenti e impregnato col veleno delle vipere, e col quale nel vostro eccedere la misura vi mangiate la morte temporale e poi anche eterna!

2. Ben diverso il Mio Pane, il quale spalmato col miele del Mio Amore, ed impregnato col latte della vita eternamente libera da Me, e che voi potreste gustarlo nella somma pienezza di ogni eccesso di misura, che non vi farebbe mai alcun male in eterno, anzi vi rafforzerebbe e vi doterebbe di ogni potenza e forza da Me, sia per leternit che anche gi qui nella dimensione temporale, se solo voleste accettarlo. Vedete, subito dopo la pi grande delle Mie azioni, che la grande opera della redenzione per voi[4], questo Mio Pane era ancora molto caro, e gli uomini potevano acquistarselo solo in piccola dose e in nessun altro modo che nuovamente col loro sangue e con la vita del loro corpo, a Me sacrificati per questo. E questo Mio Pane aveva allora un sapore amaro nella bocca degli acquirenti, e non era ancora spalmato col miele dellamore, n impregnato col latte della vita libera anche gi nel tempo. Sia il miele, sia anche il latte, venivano invece aggiunti agli afflitti compratori, ben misurati, solo nel regno degli spiriti; e vedi, eppure ce nerano in gran quantit di tali compratori!

3. Adesso, invece, che Io lo do completamente gratis a chiunque lo desideri e semplicemente per il compenso sicuramente molto piccolo del vostro amore, e lo do con latte e miele, ora vedi, ora lo si disprezza amaramente e si disdegna il grande, amichevole Donatore, colmo sicuramente e veramente di ogni supremo Amore per voi!

4. Tenete a mente dunque: Le porte dei Miei Cieli Io le ho fatte adesso spalancare. Chiunque voglia entrare, venga, e venga presto, e venga subito; poich venuto il grande tempo della Grazia, e la nuova Gerusalemme viene a voi tutti gi sulla Terra, affinch tutti coloro che Mi amano possano prendere dimora in essa, e in essa essere saziati col miele e col pane al latte, e bere a pieni sorsi la pura acqua di ogni vita, e possano attingerla a dismisura dalleterno pozzo di Giacobbe.

5. Ma sebbene la discesa di questa Mia grande Citt sar una grazia smisuratamente grande verso tutti i Miei figli, tuttavia essa anche schiaccer con le sue possenti mura tutti i ciechi, e schiaccer tutti i sordi; poich la sua grandezza comprender lintera superficie della Terra! E chi non la vedr discendere, e non sentir il suo fruscio attraverso le pure arie della Terra, costui non trover pi alcun posto sulla Terra per potersi nascondere da lei e sfuggire al suo peso.

6. Poich vedi, il peso dei suoi palazzi sgretoler le montagne e le render uguali alle valli, e le sue case Io le voglio mettere sopra le pozzanghere e i pantani; e tutti i vermi che vi abitano saranno schiacciati nel terreno di loro propriet dalle fondamenta delle case della grande Citt di Dio, il vostro Padre santo in Cielo e sulla Terra.

7. E il vero Pastore chiamer le Sue pecore, ed esse udranno la Sua voce e la riconosceranno bene fino a tutte le estremit della Terra, e accorreranno, e pascoleranno con gran piacere sui pascoli delleterno Amore del Padre santo, cio i grandi giardini della nuova, santa Citt del grande Re di tutti i popoli che furono, sono e saranno eternamente.

8. E questi giardini saranno il Paradiso che fu perduto per mezzo di Adamo e che Io per primo ho ritrovato e conservato fedelmente per loro quale eterna dimora.

9. Per questo motivo Io vi ho anche gi mostrato molto dettagliatamente, fino ai minimi particolari, la grande gestione della Mia Casa fin dalleternit, e vi ho mostrato la Creazione da cima a fondo, e vi mostrai il primo uomo nella sua prima origine e voglio mostrarvelo ulteriormente fino alla sua fine, e voglio mostrarvi la grande prostituta e la distrutta Babilonia, e poi condurvi nella Mia grande e santa Citt, e in essa darvi unabitazione permanente in eterno, se Mi amate come Io vi amo, al di sopra di tutto!

10. Guarda i cieli e guarda la Terra! Ebbene, questi un giorno passeranno corporeamente, e sussisteranno solo spiritualmente, ma ciascuna delle Mie parole che a voi viene detta sussister cos come viene dalla Mia bocca, corporeamente e spiritualmente, in ogni potenza e in ogni forza della Santit, eternamente, eternamente, eternamente. Amen!

 

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Cap. 13

La cacciata dal Paradiso

1. E ora ritorna di nuovo indietro ad Adamo e ad Eva, e vedi come fu lulteriore tragitto della loro vita corporale, e il tragitto dei loro due discendenti, davanti agli occhi onniveggenti della Santit di Jehova! E vedi, per un breve periodo, che secondo il vostro calcolo fu di trenta giri terrestri attorno al Sole, che voi chiamate anni, la coppia visse nella cerchia dei suoi discendenti benedetti, il cui numero era uguale al numero degli anni, con leccezione di Caino, che non era benedetto.

2. E adesso vedi ancora quello che successo! Adamo stava camminando nel giorno del Signore che gli era stato comandato come giorno di riposo nel suo cuore gi dalleterno Amore stesso, e poi pi volte dallangelo, in memoria delle grandi azioni dellAmore che Si era impietosito e per contemplare con la massima venerazione lincommensurabile Santit di Dio, il Padre buono. Adamo camminava da solo su un tratto di terreno per contemplare la bellezza della zona; e il mondo gli piacque moltissimo, cos che nei suoi pensieri si allontan totalmente da Dio.

3. E in queste contemplazioni arriv cos alla riva di un grande fiume, il cui nome era Eheura ovvero Ricordati del tempo di Jehova!; questo infatti esclamava il fiume col suo forte rumoreggiare. Ma Adamo, concentrato nei pensieri del mondo, non not e neanche comprese il senso di questo linguaggio dei rumoreggianti flutti del fiume.

4. E mentre egli in tal modo stava camminando lungo la riva, dun tratto rest impigliato col piede sinistro a una pianta che, cresciuta per un certo periodo serpeggiando sopra il terreno, finiva avviticchiata attorno a un grosso albero, ed egli cadde violentemente a terra e percep un gran dolore nel suo corpo, e questa fu per lui una nuova sensazione; ed egli si adir con la pianta e la guard incollerito, e la chiam a risponderne, chiedendo se non conoscesse il suo signore.

5. E la pianta rispose: 俏o, non ti conosco!

6. Allora Adamo osserv pi accuratamente la pianta, e non la riconobbe. Allora chiese nuovamente: 青om il tuo nome, e qual la tua attitudine?

7. E vedi, un vento frusci attraverso le foglie, e il frusc髺 gli divenne comprensibile e suonava cos: 青ogli gli acini dai miei rami e spremi il succo, e bevilo, e il mio nome e la mia attitudine ti diverranno noti!

8. E vedi, Adamo, nella cecit dei suoi pensieri mondani e dimenticandosi totalmente di Dio, fece quello che la pianta serpeggiante gli consigli nel giorno del Signore. Ed egli prese alcuni acini e li assaggi, ed avevano un sapore molto dolce; ed egli si rallegr di questa nuova conoscenza, e si rammaric con langelo perch non gli aveva mostrato anche questo frutto dal sapore tanto buono.

9. Ed egli colse una quantit di acini e li port a casa, e vi arriv giusto mentre tramontava il Sole.

10. Ed Eva gli and incontro accompagnata da Caino, i soli che per tutto il giorno si erano preoccupati, non sapendo dove Adamo fosse andato. Tutti gli altri infatti lo sapevano bene, e non si preoccuparono nel giorno del Signore di Adamo, il padre del loro corpo; poich essi erano figli della benedizione, e in questo giorno avevano concentrato i loro pensieri in Dio e nel Suo eterno Amore. I due gli tolsero una gran parte del suo carico, ed egli raccont loro di questa nuova conoscenza; ed Eva ne fu molto rallegrata, e con laiuto di Caino fece degli acini secondo il racconto di Adamo.

11. Allora Adamo prese il succo spremuto e disse: 俟copriamo il suo nome e la sua attitudine!

12. E vedi, egli allora bevve a pieni sorsi di quel succo, e lo diede poi ad Eva e a Caino, e infine lo fece assaggiare a tutti tranne che ad Abele, che non era ancora presente poich il fuoco ardeva ancora sullaltare che egli aveva eretto per fare offerte alla Santit e allAmore di Jehova, ci che al Signore era molto gradito.

13. E allora Adamo, Eva e tutti quelli che avevano assaggiato del succo divennero ubriachi; e in questa ebbrezza Adamo ed Eva, e tutti quelli proceduti da Adamo ed Eva, si accesero selvaggiamente nei desideri della carne, e insieme con Adamo ed Eva si diedero alla lussuria e alla fornicazione, mentre Abele pregava allaltare di Jehova.

14. E quando l ebbero finito di fornicare nellebbrezza della dimenticanza di Dio e dimenticandosi di offrire prima a Dio i loro cuori, come era stato comandato di fare sempre e come era dovuto, langelo con la spada fiammeggiante nella sua destra apparve dapprima ad Abele, e gli disse amichevolmente:

15. Jehova trov grande compiacimento nella tua offerta, tant vero che ti ha scelto come salvatore dei tuoi genitori e dei tuoi fratelli, senza di che essi ora sarebbero perduti nel giorno del Signore, poich si dimenticarono di Lui e abbassarono i loro animi alla terra, e non poterono diventare partecipi della benedizione, che sempre in questo giorno, secondo lOrdine stabilito, si diffonde dallAlto in tutti gli spazi delle infinit!

16. Perci io sono ritornato visibilmente, anzitutto a raccogliere la tua offerta in questo vaso della Grazia misericordiosa, che leterno Figlio nel Padre, e portarla davanti al Suo santissimo volto, davanti alla pupilla delleterno Padre, e prima ancora per per castigare i trasgressori della Legge dellAmore e del Comandamento della santa Grazia, per togliere loro una gran parte dei regali, per colpirli di cecit e scacciarli dal Paradiso.

17. E ora lascia il tuo altare delle offerte e poniti alla mia sinistra, affinch la destra punitrice rimanga libera per i trasgressori, e seguimi nella dimora del peccato! E quando io avr svegliato dal delirio della fornicazione i peccatori addormentati, i quali colti da grande timore fuggiranno davanti alla spada della Giustizia, seguili come compagno di fuga, e porta, per i genitori del tuo corpo, una piccola parte del regalo perduto, e dalla poi a loro per rinvigorirli quando, in un paese lontano da qui che si chiama Ehuehil ovvero Paese del rifugio, essi cadranno a terra piangendo, spossati ed esausti. E anche in questo paese erigi un altare per le offerte simile a questo qui, che continuer ad ardere anche sotto le acque che un giorno verranno su tutta la Terra, e diventer una montagna, inaccessibile ad ogni piede mortale fino al grande Tempo dei tempi. Allora essa piegher il capo alla bassa terra che si chiamer Bethlehem (Betlemme) ovvero la piccola citt del grande Re, la quale un giorno diventer la pi grande sulla Terra. La sua Luce infatti briller pi che la luce degli spiriti di tutti i soli spirituali. E su questo nuovo altare tu devi portare offerte di ringraziamento al Signore, da tutti i regni (naturali) della Terra in questo paese della fuga, perch esse possano diventare commestibili per i peccatori, e rinvigoriscano i pentiti, e consolino i dolenti!

18. E quando langelo ebbe terminato il suo discorso ad Abele, essi si alzarono e andarono con grave passo alla dimora di Adamo il cui aspetto era simile al tempio di Salomone la quale, conforme alla sua potenza e forza, consisteva in alti cedri cresciuti liberamente dalla terra, uno strettamente vicino allaltro in forma circolare e molto allargata. Essa non era lontana dalla grotta del pentimento e dal cespuglio di spine del cordoglio, e aveva due entrate, una stretta verso il Mattino (lOriente), e una larga verso la Sera (lOccidente).

19. E vedi, era circa la met della notte e non poteva essere prima a motivo del giorno del Signore quando langelo del Signore si affacci con Abele alla soglia verso il Mattino.

20. Quando Abele mise piede sulla soglia, cominci a piangere per la grande sventura che doveva colpire e che avrebbe colpito adesso i suoi.

21. Allora langelo disse a lui in tono dolce: Non piangere, Abele, tu figlio della Grazia, colmo di benedizione, e fa ci che ti ho comandato dalleterno Amore che parla attraverso la mia bocca, e non ti spaventare per le parole tonanti che seguiranno su questi peccatori addormentati!

22. E Abele fece come langelo gli aveva comandato; e quando egli fu del tutto vicino ai suoi, langelo tuon in modo terribilmente serio, parole di spavento e di grande paura sui peccatori ora destati, ed esclam con grande forza e vigore:

23. Adamo, alzati, rammentati della tua colpa e fuggi da qui, poich non ti pi possibile restare ulteriormente in questo luogo! Poich tu hai perduto il Paradiso per te e per tutti i tuoi discendenti fino al grande Tempo dei tempi, e una gran parte dei regali, per tua colpa, poich ti sei dimenticato del giorno del Signore e ti sei ubriacato col succo di una pianta che era un capolavoro del serpente, escogitato per catturare la tua libert, per avvinghiare i tuoi piedi e per turbare i tuoi sensi, per dimenticare Dio e farti addormentare nel rozzo peccato.

24. Fuggi dunque dove vuoi, lontano dal Volto dellAmore! E ovunque fuggirai, incontrerai la giusta ira di Dio in pienezza, ma la parte dellAmore ti sar misurata con parsimonia!

25. E vedi, allora Adamo si alz da terra con Eva e con tutti gli altri che avevano dormito a causa della bevanda dello stordimento dalla pianta del serpente, e con ci tutti quanti avevano perduto il Paradiso e gran parte dei regali, eccetto Abele che era rimasto sobrio, poich non aveva bevuto della bevanda dello stordimento e rimase memore del giorno del Signore. (nota bene: Cos anche voi, quali veri figli di un Padre cos santo e buono come sono Io, dovete essere costantemente memori del santo riposo del settimo giorno quale vero giorno del Signore, che sono Io, e alla domenica dovete fare quello che vi comandato).

26. E quando Adamo scorse langelo, si spavent oltre misura, insieme ai suoi familiari, cos che non pot dire nemmeno una parola per scusarsi, ed era come irrigidito per il troppo grande sgomento; solo adesso infatti cominciava ad accorgersi di quello che lui e tutti i suoi avevano fatto al cospetto di Jehova.

27. Allora egli si gett con la faccia a terra davanti allangelo del Signore, e pianse e implor piet a voce altissima; poich la spada fiammeggiante gli aveva aperto gli occhi, ed egli vide in quella luce raccapricciante della Giustizia punitrice tutto il peso e la dimensione dellinfelicit indicibile, in cui con la sua leggerezza aveva precipitato se stesso e tutti i suoi.

28. Ma langelo stava ritto con occhi bendati e orecchi turati, come gli aveva comandato lAmore del Padre, e disse pi forte di tutti i tuoni, dalla potenza e dalla forza di Jehova:

29. Nella Giustizia non c grazia, e nel Giudizio non c libert; perci fuggi, spinto dalla Giustizia punitrice, perch i giudizi di Jehova non raggiungano il tuo piede esitante! Poich il castigo la paga della Giustizia. Chi lo prende come se lo meritato, pu ancora contare sulla misericordia; ma chi si oppone alla Giustizia e alle sue conseguenze, costui un traditore della intangibile Santit di Dio, e ricadr nei giudizi di Dio, dove non vi pi libert, bens leterna prigione nellira della Divinit.

30. Perci fuggi, e piangi e implora laddove i tuoi piedi ti porteranno; e dove essi non ce la faranno pi a portarti oltre, l rimani, piangi, implora e prega perch tu non vada in rovina, e anche Eva e tutti gli altri a causa tua!

31. E vedi, allora Adamo si rialz e volle fuggire secondo il comando di Dio dato per mezzo dellangelo; ma vedi, egli non riusciva, poich i suoi piedi erano come paralizzati. E incominci a tremare in tutto il corpo, poich lo assillava la grande paura del giudizio di Dio, che langelo del Signore gli aveva minacciato.

32. Allora Adamo cadde di nuovo con la faccia a terra e pianse e grid a voce altissima: 俟ignore, Tu onnipotente, grande Dio, nella Tua grande Gloria di ogni Santit, non chiudere totalmente il Cuore del Tuo sconfinato Amore e della Misericordia a me, un debole davanti a Te, e donami almeno quella sufficiente forza, affinch io indegnissimo sia in grado di fuggire davanti ai Tuoi giudizi, secondo la Tua santissima Volont, a cui sono soggette tutte le Tue creature, come io lo sono dalla cima dei capelli alla pianta dei piedi. Signore, ascolta la mia supplica!

33. E vedi, allora parl leterno Amore con la bocca dellangelo come Io parlo ora con la tua bocca impura e disse ad Abele:

34. Abele, vedi il padre del tuo corpo; aiutalo a sollevarsi! E vedi sua moglie, Eva, la madre del tuo corpo, languire a terra, aiutala a rialzarsi, affinch entrambi e tutti gli altri vengano per mezzo tuo rinvigoriti per la fuga, e il buon Padre santo gioisca di te, mostrando il tuo amore al debole padre del tuo corpo, cos come alla tua fragile madre, e cos anche a tutti i tuoi fratelli e sorelle, siano essi benedetti o non benedetti; la tua forza infatti li rinvigorir, e la pienezza della benedizione in te li ristorer! E cos con la mano dellamore filiale e con la mano della fedelt fraterna, conducili pure, con ogni pazienza e amore, fino al posto che Io ti indicher; ed essi, una volta giunti, cadranno tutti a terra esausti!

35. L rimani, e lascia riposare gli affaticati, e l tu raccogliti davanti a Me, affinch Io ti conceda forze in grande pienezza, per rinvigorire i tuoi genitori secondo la misura della loro necessit e capacit di accoglierle, e per ristorare i tuoi fratelli e sorelle secondo il loro bisogno e secondo la loro capacit di accoglierle. E ora fa quello che ti ho ordinato, per amore verso di loro e per ubbidienza verso di Me!

36. E vedi, allora il pio Abele fu pervaso da grande pietoso amore, singinocchi e ringrazi Dio dal pi profondo del cuore, sciogliendosi in lacrime, e poi, rinvigorito dallAlto, afferr le mani dei deboli genitori e fece per grande amore quello che il Signore gli aveva ordinato.

37. E quando Adamo vide suo figlio aiutare lui e anche la madre, nonch tutti gli altri, disse allora commosso: 保 tu mio caro figlio, che venisti ad aiutarmi in questa nostra grande pena, ricevi dunque anche tutta la mia benedizione, per ringraziamento e per consolazione del tuo debole padre e della tua debole madre!

38. E ringrazia tu il Signore, tu che ancora sei degno dellAmore del Padre santo, al posto mio e di noi tutti che ci siamo resi indegni di pronunciare il Suo Nome santissimo!

39. E cos fuggiamo dunque secondo la Volont del Signore!

40. E vedi, allora langelo brand la spada della Giustizia, ed essi fuggirono tutti quanti a passi veloci, giorni e notti continuamente, senza riposo e senza sosta.

41. E cos giunsero nel gi nominato paese, quando il Sole stava al suo culmine e bruciava intensamente; e non unerba si poteva vedere sul suolo tuttintorno, neppure a grande distanza, e neanche un albero, n un cespuglio. E vedi, allora Adamo ed Eva e tutti gli altri si accasciarono a terra spossati e completamente esausti, nella polvere cocente, e chiusero gli occhi, oppressi dalla potenza del sonno che li stordiva, e dormirono come svenuti, incatenati dai lacci della debolezza nella privazione della Grazia.

42. E vedi, allora langelo del Signore, che finora li aveva seguiti visibilmente, si avvicin ad Abele che stava ritto in pienissima freschezza di potenza e forza dallAlto, e disse:

43. Abele, vedi, di tutte le offerte che in ogni purezza del tuo animo hai fatto al Signore della Santit, nessuna fu pi grande di questa, e nessuna fu a Lui cos gradita! Prendi dunque, secondo la Volont dallAlto, questa spada della Giustizia dalla mano del tuo fratello dallAlto poich vedi, cos noi siamo figli dellunico e stesso Padre santo e gestiscila secondo la potenza della Sapienza e secondo la forza dellAmore per il maggior bene dei tuoi, e fa divampare in essi lindebolita forza della vita, e rendi di nuovo ardente lamore per lAmore del Padre santo, e attizza la fiamma del giusto timore di Dio nei loro cuori! Io per non ti abbandoner, ma rester invisibilmente, e quando tu vuoi anche visibilmente, al tuo fraterno fianco con grande amore, sempre pronto a servirti nella Volont del Signore.

44. Poich vedi, la consegna della spada significa la tua pienissima libert come la mia, e cos la Volont del Signore diventata la tua, e ti ha posto al di sopra di ogni Legge, e ti ha dato in propriet i Comandamenti, e ora tu sei, come me, un figlio immortale dellAmore del Padre santo nel puro regno di luce dei liberi spiriti!

45. E ora fa ai tuoi genitori e ai fratelli del corpo secondo il tuo amore e la tua sapienza!.

 

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Cap. 14

Adamo riconosce il suo stato e si pente

 

1. Ed ecco, Abele, oppresso quasi dalleccessiva gioia per limmensa grazia ottenuta dallAlto, cadde sulle sue ginocchia ed esclam: 保h, Tu, grande e dilettissimo Padre immensamente santo e buono, vedi, qui dinanzi a Te, il Tuo misero servitore nella polvere e nella percezione della sua pi profonda indegnit nei confronti di Te, onnipotente e misericordioso, rivolgere il suo sguardo dalla pi profonda bassezza fino alla Tua suprema altezza! Porgi benigno ascolto alla voce di un figlio che implora grazia per i suoi deboli genitori e per tutti i suoi fratelli e le sue sorelle, e non mi negare la forza che viene da Te, come un dono grandioso, e fa che essa, in grazia, si riversi su di loro per il perdono del peccato, e per riacquistare la vita da Te, con la necessaria potenza e forza!

2. E trasforma, secondo il Tuo gradimento, questo paese, per mezzo della Tua Misericordia e della Tua Grazia, affinch esso divenga fertile; e i deboli vi possano trovare un nutrimento per ristorare le proprie membra, e possano inoltre calmare lardore della loro sete a qualche fresca sorgente, e fa che vi siano ancora degli animali atti a servire loro, obbedienti al loro volere.

3. O grande e amato Padre, immensamente santo e buono, esaudisci la mia debole preghiera, affinch il Tuo santo Nome sia glorificato nei cuori dei Tuoi pentiti!

4. E ora vedi e ascolta quanto avvenne quando il pio Abele termin la sua preghiera, che giunse a Me gradita. Ed ecco, un alito di frescura incominci a spirare sullarido deserto, e nuvole chiare ammantarono lampio spazio del cielo; e cominci a piovere sopra tutto il deserto, e frammezzo alla pioggia caddero semi di ogni specie entro i piccoli solchi scavati nella sabbia, prima incolta, dalla copiosa e veemente pioggia di Jehova. E in un attimo la vasta distesa del deserto verdeggi di erbe, di piante, di arbusti e di alberi di mille specie. E nel luogo dove il pio Abele stava in ginocchio, pregandoMi in spirito e verit, sorse un albero enorme, alto fino quasi a raggiungere le nuvole, e dotato di ampi rami e di larghe foglie, e pieno di frutti del pane, ossia di frutti dolci e gradevolissimi al palato. A questalbero fu impartito il nome di Bahahania, ovvero conforto e ristoro dei deboli, conosciuto anche da voi, ancora oggi, con la denominazione di albero del pane.

5. Dalle nuvole lucenti e stillanti la benedizione, una voce soave disse al pio Abele: 保h, Abele, o figlio Mio diletto, divenuto libero, brandisci con la tua mano sinistra la spada sopra coloro che dormono, e ridestali al pentimento e al miglioramento della loro condotta di vita dinanzi a Me, per tutti i tempi futuri. E sii per loro una vera prefigurazione di Colui che un giorno verr nel grande Tempo dei tempi; e annuncia loro che fino a quel giorno nessuno sar pi libero dalla Legge; e che i Comandamenti, fino a quel giorno e anche oltre, terranno prigionieri tutti coloro che non si renderanno partecipi della rinascita operata tramite il Figlio, che sar la Via, la Luce, la Verit e la Vita eterna, quale unico Trionfatore sulla Morte.

6. Tu per sei libero come angelo della Luce e sarai accolto dopo che, solo fra poco tempo, limmagine del Grande che verr sar del tutto compiuta. Prima per tu devi renderti perfettamente atto e capace per questo momento, e ci deve avvenire mediante la crescita della tua umilt, del tuo amore e di una grande devozione. E ci deve avvenire nonostante tutte le persecuzioni e i maltrattamenti di cui verrai fatto oggetto, sia da parte dei tuoi fratelli che delle tue sorelle, a causa della glorificazione del Mio Nome

7. Ed ecco, allora Abele si rialz da terra, compenetrato di potenza e di forza; e quasi in segno della vera libert ottenuta si libr nellaria, e su coloro che dormivano fece come gli era stato comandato.

8. Ed ecco che nuove forze vitali affluirono nei dormienti; e gli stessi si destarono rapidamente, si rizzarono da terra e si guardarono intorno enormemente commossi e meravigliati nel constatare limmensa e benefica trasformazione del deserto. E stavano per prorompere in grida di giubilo, quando Adamo, alzatosi assieme a Eva che si trovava al suo fianco, cos parl ai suoi figli:

9. 亭igli, non giubilate, n tripudiate prima del tempo, ma piuttosto piangete e pentitevi anzitutto con me ed Eva del nostro grande peccato, e pensate bene a quello che abbiamo perduto! Poco importa il Paradiso della Terra con tutti i suoi beni; perch, come io vedo, e come voi pure vedete, il Signore nella Sua immensa, sconfinata Misericordia, ci ha donato cos tanto che tutti noi possiamo con tutta facilit e senza rammarico dimenticare la perdita dei beni sovrabbondanti del Paradiso terrestre, vedendo appunto questa nuova, grande e inapprezzabile ricchezza del Suo Amore troppo grande. Vedete, infatti, gli animali dellaria, come pure della terra, ora si affrettano verso di noi. Osservate lerba, le piante, gli arbusti e tutti gli altri alberelli, e i grandi alberi, e le brezze che spirano, ed interrogate pure tutte queste cose, ed ascoltate se da qualche parte vi giunge una risposta!

10. Io lo feci subito, quando mi ritrovai desto, e mi convinsi che tutte le cose erano diventate mute per me; e che il suono della mia voce non veniva pi compreso. Il cinguettio degli uccelli, lurlo degli animali, il mormorio di questa sorgente e tutto il sussurrare dellerba, delle piante, degli arbusti e di tutti gli alberelli e degli alberi colpirono subito il mio orecchio, ma quanto mi spaventai, e mi sento tuttora interamente pervaso dallo sgomento, constatando che di tutto ci io non comprendevo pi nulla, n tuttora sono in grado di comprendere!

11. Ma vedete, non mi spaventai per il fatto che tale comprensione mi fu tolta, ma piuttosto mi rammaricai per la perdita, infinitamente pi grande, della Grazia del Padre, che santo sia al di sopra di tutte le creature, che al di sotto di tutte le creature!

12. Vedete, tutto ci che ho perduto lavete perduto anche voi a causa mia, avendo voi peccato per mezzo mio e con me; tutti eccetto uno, che non sono pi degno di chiamare figlio mio, e che agli occhi onniveggenti del Padre, immensamente santo e buono e a quelli del Suo Amore e del Suo Spirito, rimasto puro e giusto in tutta la potenza e forza, nella pienezza della Grazia e in quella della Benedizione.

13. E questi il mio diletto Abele, che per ci fu tolto dal Signore giustissimo, poich i miei occhi non lo vedono pi in nessun luogo; certamente ci avviene affinch io e tutti voi per mezzo mio percepiamo cosa voglia dire lessere caduti fuori dalla Grazia delleterno Amore e che cosa significhi anche il ritrovarsi nella rigida Giustizia del Signore a causa del peccato di sconsiderata disobbedienza alle Sue mitissime leggi dellAmore e ai tanto lievi comandamenti della Grazia.

14. Oh, figli, ponderate bene tutto quello che vi ho ora detto e provate a riflettere e convincetevi da soli se vi ho esposto la verit. Poi venite e giudicate da voi stessi come stiano veramente le cose, e cio se noi dobbiamo piangere ed essere afflitti, quale espressione del nostro immenso pentimento, oppure se sia possibile per noi ritrovare ancora qualcosa che sia capace di rallegrare i nostri cuori!

15. Certo, o figli miei, leterno Amore del Padre santissimo ci ha lasciato una sola gioia come dono della Sua grande Grazia, e in tale gioia possiamo e dobbiamo pur rallegrarci, e questo dono consiste nella grande grazia del pentimento e del cordoglio stesso!

16. Ecco, questunica cosa ancora ci ha lasciato il Signore: le lacrime del pentimento e le lacrime del cordoglio! RingraziamoLo dunque di questo dal pi profondo dei nostri cuori!

17. Oh, che immensa fortuna per noi ancora questa, dato che il Signore ci ha fatto questo dono ricchissimo! Che cosa mai saremmo noi senza questa grazia?

18. Dunque, nella profonda coscienza della nostra totale abiezione, prostriamoci a terra e piangiamo, e affliggiamoci fino a quando nessuna lacrima e nessuna stilla di questo nostro cordoglio potranno pi scorrere dai nostri occhi e finch non avremo restituito al Signore quello che Suo e del quale non siamo abbastanza degni; e poi Egli faccia di noi, secondo la Sua Giustizia santissima, quello che la Sua Volont, santa e in ogni tempo buona, e che stata fin dalleternit!.

19. E vedi, allora Adamo con tutti i suoi si prostr a terra e fece secondo quanto gli dettava il suo riconoscimento tramite quella minima parte della Grazia rimastagli, per mezzo della tacita e segreta Misericordia delleterno Amore nel Padre. Adamo pianse, e si dolse amaramente assieme a tutti i suoi, eccetto Caino. Questultimo, come gli altri, si era pure prostrato a terra, ma il suo occhio rimase asciutto; anzi, si adir per non poter piangere anche lui come tutti gli altri. Ed egli allora si alz e se ne and via. E mentre se ne andava cos, fissando il suo sguardo sul terreno verdeggiante, ecco che scorse improvvisamente una serpe che strisciava fra lerba; allora egli si chin, e afferratala la fece a pezzi; e in preda allira e al furore ne divor la carne, rendendola cos carne propria.

 

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Cap. 15

La confessione di Caino

 

1. E vedi, quando Caino ebbe fatto ci, ecco apparirgli accanto il pio fratello Abele, che, in nome delleterno Amore, cos gli parl:

2. 保h, fratello mio, perch mangi della carne del serpente, mentre qui ci sono frutti in grande quantit, pronti a calmare la tua fame? Vedi, Adamo, nostro padre, bevette da quella pianta che egli non conosceva, e che il serpente, con astuzia, malizia e con tutta la maestria della sua sconfinata perfidia aveva preparato per la sua perdizione e anche per la perdizione di tutti i suoi discendenti, e cos egli pecc dinanzi al Signore di ogni giustizia, e con lui peccaste pure voi tutti; ed io stesso fui gravato dal peso del peccato al cospetto di Dio, e dovetti scontare anchio come voi tutti che avete bevuto il succo della perdizione, dato che anchio come voi dovetti abbandonare il Paradiso, e dovetti perci prendere su di me corporalmente il vostro peso e spiritualmente tutta la vostra benedizione, e cos, di conseguenza, fui gravato doppiamente per causa vostra.

3. E come se ci non bastasse, tu ora ti metti a mangiare perfino la carne viva del serpente, assieme al suo sangue! O Caino, perch mai hai fatto questo?

4. Allora Caino si calm nella sua rabbia, nel suo furore e nella sua ira; osserv Abele, e disse: 亟cco, quello che ho fatto, io lho fatto per vendetta, ossia per rovinare al serpente la sua progenie, e lho fatto anche per la rovina di me stesso, perch non sono mai stato trovato degno della benedizione del Signore, poich sono diventato quello che sono non per mia colpa, ma per il peccato dei genitori che sono esistiti prima di me, ossia quando ancora non ero nato, dato che io ebbi origine soltanto dopo che essi ebbero peccato innanzi agli occhi di Jehova.

5. Perch dunque devo o dovrei scontare quel certo peccato che io non ho mai potuto in nessun modo contribuire a commettere, considerato che io sono soltanto il frutto del peccato ma non la sua causa, e perci mi trovai privato della benedizione di cui invece voi tutti godete in tutta pienezza? E perch, a causa di ci, io dovetti trascinarmi a fatica, essendo gravato dalla maledizione di Jehova che io non meritavo, mentre voi saltavate come cervi?

6. Ecco, questo il motivo per cui ho fatto cos: perch il serpente fra lerba mi rivolse la parola e cos disse: Divorami e saziati della mia carne, e spegni la tua sete con il mio sangue, e tu diverrai un signore della Terra, e tutti i tuoi discendenti domineranno su di essa, e la loro potenza e forza saranno maggiori di quelle di tutti i benedetti. Ora io non ti do un comandamento, ma soltanto il potere di regnare e la forza di renderti soggetta ogni cosa

7. E ascolta, cos prosegu il serpente: La mia carne ti annienter nella tua ingiusta colpa dinanzi a Dio, e il mio sangue ti doner una nuova essenzialit senza colpa, armata di ogni potenza e forza!. Allora il serpente tacque ed io lo afferrai, lo lacerai e lo divorai, come vedesti proprio ora!

8. Ed ecco, a questo punto Abele si commosse e brand con la mano destra la spada della giustizia e la pose sul capo di Caino; e a Caino furono aperti gli occhi ed egli vide il suo immenso torto, poich aveva accusato Dio e i propri genitori; e scorse in se stesso tutta la sua colpa e vide le imperscrutabili vie delleterno Amore nella Sua misteriosa e sconfinata Sapienza; e si accorse che lui stesso era il vero serpente seduttore; e vide che per mezzo di lui il serpente era diventato uomo, per opera della Misericordia illimitata delleterno Amore, affinch esso, in seguito a una prova certamente pi grave e nel suo stato di transitoria debolezza senza alcuna benedizione, venisse reso consapevole di tale debolezza, cosicch, in tale suo stato di debolezza autocosciente e per decisione propria e in tutta lassoluta libert del proprio essere, avesse finalmente potuto e dovuto rivolgersi al Signore di ogni potenza e ogni forza. E dal Signore, poi, sarebbe stata elargita anche ad esso, come ai gi benedetti, la benedizione, e con ci sarebbe avvenuta la sua riammissione nellimmensa Grazia dellAmore sommamente misericordioso, nella pienezza suprema della potenza e della forza.

9. Ed egli vide che quel serpente, che aveva poco prima divorato, era egli stesso nella sua parte ancora cattiva; e vide che solo per effetto della propria rabbia egli aveva suscitato col proprio alito il serpente sulla Terra, nella sua riapparsa essenzialit; e vide inoltre, che le parole del serpente erano le sue stesse parole, che prendevano origine dal fondamento pi intimo del proprio essere primordiale, anteriore ad ogni creazione del mondo visibile della materia.

10. E si rese conto, ancora, di come egli aveva con ci riaccolto in s il serpente, ovvero come egli stesso si fosse rafforzato in ogni malvagit e nella falsit che da essa deriva; e vide quanto profondamente egli era nuovamente precipitato nella morte.

11. Allora egli, pervaso da gran pentimento, cadde a terra e pianse, ed esclam a voce altissima (Caino): 保 grande, onnipotente, fortissimo e santissimo Dio! Ora soltanto io riconosco il mio infinito peccato e la mia debolezza infinita dinanzi a Te e alla Tua Giustizia, ma anche dinanzi al Tuo illimitato Amore!

12. Ecco, io non sono degno dellesistenza: annientami dunque per leternit, fino nel mio pi intimo fondamento, affinch dora innanzi io non sia pi niente in eterno, e affinch il massimo peccato, che unicamente mio, venga cos cancellato per tutta la discendenza benedetta di Adamo e di Eva!

13. Ed ecco, suo fratello Abele allora brand nuovamente la spada nella sua mano sinistra, ma questa volta ponendola sul petto di Caino.

14. E vedi, subito una nuova vita si irradi in Caino, e la fame della morte lo abbandon, ma al suo posto si fece tanto pi sentire in lui la fame della vita. Al momento per egli non poteva trovare ci che lo avrebbe potuto saziare, e poich non trovava nulla, si rivolse nuovamente ad Abele, e cos parl:

15. 侮edi, o fratello, ho una grande fame di un cibo di Vita: un cibo che abbia la vita in s, e non la morte, comera con la carne del serpente e con il suo freddo sangue! Perch, vedi, fratello, essendomi venuta dal profondo del mio essere la conoscenza di come io ero prima, e di come sono ora, io adesso sento in me un grande pentimento, e percepisco una grande fame e una sete ardente dellAmore divino e della Sua immensa Misericordia! Poich, vedi, io piango senza voce, e il pentimento in me senza lacrime: saziami quindi con la voce dellAmore, e calma la mia grande sete con le lacrime del pentimento!

16. Perch, ascolta e intendi: Io, il sommo, ora sono divenuto il pi infimo della polvere; io, il fortissimo, sono adesso ridotto ad essere pi debole di un moscerino; ed io, il pi luminoso, sono diventato ora pi tenebroso del punto centrale della Terra!

17. E cos sto ora dinanzi a te: a te che, fuori da me, divenisti un piccolo spirito. Ma ora esso in tutto pi grande di quanto lo fossi stato io allora, quando ancora non esisteva il mondo. Infatti, avvenne che io, da me stesso, nella mia esuberante potenza, mi sono imprigionato nella mia forza eccessiva e divenni per questo il pi debole fra tutti. Infatti, allora, coloro che avevano molto perdettero molto, mentre coloro che avevano poco perdettero poco. Ma io, che avevo tutto, perdetti tutto, e questo accadde per colpa mia; e gli altri perdettero il loro molto, oppure il poco, unicamente a causa della mia bruciante colpa.

18. O fratello Abele, non indugiare dunque, e porgimi una vivanda di vita, affinch abbia la voce per piangere; e dona a me, il reietto della benedizione, una bevanda, affinch io non mi strugga in un pentimento senza lacrime!

19. Allora Abele calc di nuovo il suolo della Terra e si avvicin a Caino, del tutto corporalmente, e gli disse: 保 Caino, o debole fratello del mio corpo e figlio di Adamo e di Eva, alzati e seguimi! Io voglio ricondurti ai tuoi genitori e a tutti i tuoi fratelli e sorelle, perch l troverai in abbondanza tutto quello di cui sei tanto privo e l verrai saziato, e tutta la tua sete sar spenta.

20. Ma quando cos sarai saziato e sar estinta la tua sete ardente, pensa allora al Signore, nel Suo Amore e nella Sua Grazia misericordiosa; e pensa ancora che il primo lultimo, e lultimo il primo!

21. E ora seguimi in tutta pazienza e mansuetudine; e tutta la tua forza sia dora in poi la pazienza, e tutta la tua potenza sia dora in poi la mansuetudine; e cos tu troverai ancora grazia al cospetto di Colui il cui Amore infinito e non ha confini in tutte le eternit delle eternit鉬.

 

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Cap. 16

Lincarico del Signore ad Abele

1. E vedi, allora essi si alzarono e si diressero l dove stava il grande albero situato fra il Mattino e il Mezzogiorno (il Meridione=Sud) dal punto dove si trovava Caino, che era fra la Sera (lOccidente=Ovest) e la Mezzanotte (il Settentrione=Nord). E in tal modo essi fecero ritorno ai loro familiari, i quali, ancora afflitti, stavano piangendo tutti prostrati a terra.

2. E quando furono del tutto giunti presso di loro, Abele disse a Caino: 侶ui vedi frutti in abbondanza, ovvero vedi ci che sono i veri frutti del pentimento e del cordoglio. Chinati, dunque, e cogline e saziati, e spegni la tua sete!

3. E quando Caino ebbe fatto come suo fratello gli aveva consigliato, sotto Mio suggerimento, ecco che cominci ad altissima voce a deplorare il suo male, e i suoi occhi versarono torrenti di lacrime di grande pentimento.

4. E vedi, alleterno Amore piacque il pentimento e il cordoglio; ed Esso parl per bocca dellangelo al pio Abele, che ugualmente si scioglieva in lacrime di piet e nel quale lAmore aveva grandissimo compiacimento, e disse:

5. Abele, o benedettissimo figlio dellAmore, avvicinati ad Adamo e ad Eva, i genitori del tuo corpo, e rialzali, e mostra loro lalbero della vita che Io ho benedetto per voi tutti allo scopo che il corpo ne tragga nutrimento, e anche perch il vostro amore, per ora, ne sia rafforzato.

6. D ad Adamo che quando si sar rafforzato faccia di nuovo rialzare i suoi figli e dia loro da mangiare il pane dellalbero della vita, affinch ne sia rafforzato il loro corpo e il loro amore. E d ad Eva che si avvicini a Caino e lo faccia alzare, e lo conduca da Adamo; e d ad Adamo che gli porga la mano sinistra, e in questa prenda la destra di Caino e ponga poi la propria destra sul capo di Caino. Egli dovr quindi alitare su di lui tre volte, e dovr alzarlo da terra sette volte; e cos Caino, secondo la sua fedelt, sar reso atto ad accogliere gradatamente la Benedizione che emana da Me.

7. E tu, per, Abele, prendi la spada nella tua destra e seguiMi ben lontano da qui verso il Mattino, su un gran monte, in un grande deserto! Tu l troverai unapertura; in questa poni la spada dalla parte dellimpugnatura, cosicch la punta rimanga rivolta al cielo e i due tagli fiammeggianti restino volti luno verso Mezzogiorno e laltro verso la Mezzanotte.

8. Dopo ci, mettiti in ginocchio e ringrazia Dio finch la fiamma della spada sar estinta e finch dalla spada uscir un cespuglio di spine con delle bacche rosse e bianche. Poi cogli subito dal cespuglio tre bacche bianche e sette rosse, e fa quindi ritorno dai tuoi! E quando sarai ritornato, dopo quaranta giorni, erigiMi un altare per sacrifici, cos come hai fatto spontaneamente e senza alcuna sollecitazione nel Paradiso. Sopra tale altare poni fascine e frutta, ed accendi il tutto con il fuoco dellAmore che Io ti mander dallAlto, nella forma di un grande lampo.

9. Ma poi prendi dellargilla dalla terra, impastala bene e formane un vaso, che sia largo sopra e stretto sotto, come il cuore che in te. Questo vaso riempilo completamente dacqua pura, e ponilo poi sul focolare di Jehova, sulla fiamma del sacrificio damore; e quando lacqua sar calda e comincer a bollire, prendi anzitutto le bacche bianche e gettale nellacqua bollente; poi, dopo breve tempo, fa la stessa cosa anche con le sette bacche rosse. E quando tu vedrai che tutte le bacche si saranno intenerite, togli via il vaso dal fuoco, prendi con la mano destra le bacche tenere nello stesso ordine in cui le hai poste dentro e passale nella mano sinistra, tenendole fino a che si siano raffreddate; e mangiale, infine, nellordine che ormai ti noto. Dopo per prendi il vaso con lacqua nella quale saranno state cotte le bacche che sono sorte dalla spada e versa lacqua sul focolare di Jehova, e consegna poi questo vaso vuoto al padre del tuo corpo.

10. Le bacche ti daranno vigore nella sapienza e nellamore; e lacqua raddolcir il fuoco dellAmore. Il vaso, per, sia un segno certo, per Adamo e per tutti i suoi discendenti, di come devono essere costituiti i loro cuori, cio riscaldati e cotti dallacqua della Misericordia, nella quale sono diventati molli i frutti della Giustizia per effetto del fuoco dellAmore, per servire di nutrimento ai figli dellAmore benedicente, e perch con questo stesso cibo i cuori possano venir resi liberi per accogliere lo Spirito della Santit di Dio.

11. E ora va e adempi esattamente quello che Io, leterno Amore, ti ho comandato! E dopo che tutto ci sar compiuto, Io parler di nuovo a te, e poi ai tuoi, per bocca del Mio angelo, che un cherubino, ovvero la bocca della Sapienza e dellAmore del Padre santo. Va quindi, e agisci!.

12. E ora vedi, Abele fece come gli era stato comandato; e si allontan dai suoi, dopo aver portato la Benedizione al padre del suo corpo, secondo quel certo Mio segreto volere che gli fu manifestato nel cuore.

13. E Adamo lo abbracci, piangendo, ed Eva, dolente, lo strinse al suo cuore. E tutti i suoi fratelli e sorelle gli porsero le mani in modo molto amichevole, in segno del breve congedo al servizio di Jehova. E anche Caino si aggiunse agli altri e gli porse la sua destra; e si chin dinanzi a lui fino a terra. Cos poi Abele si separ da loro fra le reciproche benedizioni, e con la grande Benedizione dallAlto, accompagnato dallangelo del Signore.

 

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Cap. 17

Le nuove norme del servizio divino e della vita

1. E quando Abele ebbe cos compiuto esattamente la Parola di Dio, e ritorn ai suoi che lavevano atteso con tanta brama dei loro cuori, e dopo aver anche qui compiuto il sacrificio secondo le indicazioni delleterno Amore ed ebbe consegnato ad Adamo il vaso vuoto nella maniera e nel significato che gli era stato comandato, allora leterno Amore apr nuovamente la bocca dellangelo e disse:

2. Abele, o figlio obbedientissimo del Mio Amore misericordioso e benedicente, Io ora ti nomino sacerdote e maestro di tutti i tuoi fratelli e delle tue sorelle, e consolatore dei tuoi genitori. E cos la mattina di ciascun Sabato, al sorgere del Sole, tu offrirai in sacrificio i frutti pi belli e puri che Io pi tardi designer ancora pi esattamente. E la sera, al tramontare del Sole, accenderai il fuoco dellAmore, che Io ti indicher come per natura nascosto in una pietra e come lo si pu sempre ottenere dalla pietra stessa! E tu non devi coprire il tuo capo a cominciare dalla mezzanotte fino alla mezzanotte successiva, affinch il tuo capo possa rimanere libero per ricevere la Mia grande Grazia. Tutti i tuoi fratelli, per, devono scoprire il loro capo soltanto alla mattina, e devono ricoprirlo nuovamente alla sera. E le tue sorelle corporali devono tenere celata la loro faccia e il loro capo durante tutto il giorno sacro; soltanto Eva potr per tre volte, verso la met del giorno, gettare lo sguardo in direzione dellaltare di Dio.

3. Adamo per non dovr mai, per tutto il tempo della sua vita, tenere coperto il suo capo, a simboleggiare il fatto che egli il padre della vostra carne e che voi dovete sempre tributare riconoscenza al suo capo e che dovete dappertutto dimostrargli rispetto e amore.

4. Guai a colui che osasse opporsi in qualsiasi cosa al proprio padre! Costui sar guardato da Me con locchio dellira, poich il capo del padre simile alla Santit di Dio. Ognuno pu essere esaudito qualora faccia penitenza nel cuore, ma chi oltraggia la minima parte della Mia Santit, costui verr afferrato dal Fuoco inestinguibile della stessa, e questo Fuoco divorer ogni goccia delle lacrime del pentimento in lui, ed egli sar annientato per leternit!

5. E chi con cuore cattivo offende la propria madre e si mette contro il suo amore, Io non lo prender in considerazione nel momento del bisogno, poich la madre simile allAmore in Me. Chi disdegna sua madre, trover assai duro camminare sulle cocenti vie di Jehova!

6. Cos pure, se un fratello si mette contro laltro, costui perder la Mia grazia, e la Mia misericordia se ne star lontano da lui; e se qualcuno disprezza la propria sorella, il Mio Cuore rimarr chiuso dinanzi a lui.

7. Infatti, i vostri fratelli sono pure fratelli del Mio Amore; e le vostre sorelle sono il diletto del Mio Amore.

8. Onorate perci il padre e amate la madre; e siate luno allaltro soggetti in tutto amore, affinch possiate temere il Mio Nome, Jehova, e possiate amare il Mio Amore, e possiate farvi guidare dalla grande santit del Mio Spirito nel giorno della Mia grande santit, in via triplice per ci che riguarda lottenimento della Sapienza e in via settuplice per ci che riguarda i sei giorni dellAmore; e tutto questo per procedere in modo retto e giusto dinanzi ai Miei occhi.

9. E ora, Abele, tu insegnerai a tutti i tuoi fratelli vari lavori, ovvero un lavoro differente per ciascuno, affinch essi possano rendersi servizio lun laltro con amore, e giovarsi con il consiglio nei vari rami della sapienza.

10. E tu insegnerai pure alle tue sorelle a preparare dei fili dallerba e dalle piante, e insegnerai loro ad intrecciare questi fili in larghe strisce e a preparare poi delle vesti per i loro fratelli, e quindi anche per loro stesse; e questo affinch lamore sia mantenuto giustamente nel suo ordine.

11. Per ad Adamo, ad Eva e a te Io doner delle vesti dallAlto, le quali saranno differenti nel colore: bianco per Adamo, rosso per Eva e azzurro con bordi gialli per te. Ma questi colori nessun altro li deve usare per la propria veste, ma ognuno dovr tingerla a vari colori. Tuttavia in ogni veste di ciascuno non ci deve essere nessuna macchia nera, n alcuno strappo, ad eccezione del caso in cui qualcuno abbia peccato, perch allora il peccatore, in segno di pentimento, strapper la propria veste e vi passer sopra del carbone, e cosparger di cenere il proprio capo a significare che egli un peccatore al Mio cospetto e che ha lacerato la veste della Grazia, essendosi imbrattato del colore della disobbedienza e per significare che la morte venuta sopra di lui!

12. Caino per deve chiedere per s la sorella pi bella, la quale si chiama Ahar, ovvero la bellezza di Eva, e con lei se ne andr fuori ai campi e far dei solchi nella terra, adoperando gli arnesi che egli trover l gi preparati; poi sparger in tali solchi dei granelli, di cui trover una grande provvista, ed egli dovr chiamare il frutto grano [frumento]. E quando questo grano sar diventato maturo, il che si riconoscer dal fatto che i granelli si saranno induriti e le spighe avranno acquistato un colore bruno, egli separer accuratamente i grani dalle spighe e li triturer fra due pietre. E la farina cos ottenuta egli la inumidir abbondantemente con acqua, e rimescoler il tutto facendone una pasta. Questa pasta poi egli la deporr su di una pietra piatta che divenuta rovente col calore del Sole, e la lascer cos per una terza parte del giorno; quindi la toglier dalla pietra e la chiamer pane. Infine egli prender questo pane, lo spezzer, e dopo aver ringraziato Dio lo potr mangiare assieme a sua moglie Ahar.

13. E ogni qualvolta egli proceder al raccolto dai suoi campi, dovr sacrificare a Me i primi dieci covoni.

14. Se egli Mi rester fedele, Io accetter sempre con piacere la sua offerta dalla terra; ma qualora dovesse dimenticarsi di Me, la sua offerta non sar accolta e non salir al Cielo, ma rimarr sulla terra ai suoi piedi.

15. E cos dunque viva e moltiplichi la sua progenie. Per prima bene che egli Mi sacrifichi tre volte il suo cuore e che mi sacrifichi il cuore di Ahar sette volte. Se egli tralascer di fare questo, la sua infedelt apparir alla luce, ed egli diverr un malvagio; e il serpente vivr per mezzo suo e continuer poi a vivere in tutte le sue figlie, che perci diventeranno esteriormente belle, ma tanto pi orribili interiormente. Esse guasteranno tutti i loro figli e contamineranno con il loro veleno i figli del Mio Amore e faranno allontanare da Me i Miei figli.

16. Ed Io un giorno distrugger del tutto la sua progenie sulla Terra! Tutto ci diglielo con fermezza, e ricordagli altres il Mio santo Nome, Jehova, e il Mio giorno, il Sabato!

17. Ma a te, Mio pio Abele, voglio mostrare un gregge di animali mansueti, perch tu li abbia in custodia e li conduca al pascolo. E il nome che tu darai loro sar proprio il giusto nome per loro; e quando tu li chiamerai per nome, essi ti riconosceranno come pastore e ubbidiranno dappertutto alla tua voce.

18. E dora innanzi non mi sacrificherai pi dei frutti, come facesti dopo il ritorno dal monte di Jehova, ma mi sacrificherai invece la primizia del tuo gregge, che sono i frutti pi belli e pi puri, dei quali Io ti ho gi fatto menzione poco fa.

19. E precisamente tu dovrai anzitutto porre trasversalmente della legna secca sopra il focolare; poi sopra ad essa collocherai lofferta sanguinolenta; quindi Mi rivolgerai il ringraziamento ed infine accenderai il sacrificio con il fuoco che ti ho indicato, che si trova nella pietra, e che tu trarrai da questa secondo la Mia indicazione.

20. E come segno che la tua offerta viene da Me gradita, il suo fumo salir sempre rapidamente verso il cielo, come se avesse grande fretta di salire. La cenere, per, che tu ricoprirai con una pietra, dovrai lasciarla giacere per tre giorni sullaltare. Il terzo giorno tu ti recherai allaltare e toglierai via la pietra dalla cenere, e vedrai un bellissimo uccello dalle penne splendenti che si lever dalle ceneri per volare verso il cielo. Poi si alzer un vento che sparger le ceneri verso tutti i campi della Terra per la risurrezione di ogni carne, che un giorno avverr. Ci corrisponde alle opere del vero amore attraverso la Sapienza dello Spirito Santo, il Quale verr dato nel grande Tempo dei tempi ai figli e a tutti gli stranieri che ne saranno assetati.

21. Voi mangerete in comune alla mattina, alla met del giorno e alla sera. Ma mangerete sempre in modo molto moderato, e sempre nel grande timore del Signore, dopo averlo voi ogni volta ringraziato, prima e dopo i pasti, affinch i cibi siano benedetti e con ci da questi venga allontanata la morte.

22. Se qualcuno tralascer di fare cos, costui si accorger ben presto delle brutte conseguenze. Chi se ne dimenticher per tre volte, Io lo punir con un lungo sonno; ma chi tralascer di farlo per un senso di pigrizia, costui diverr grosso come un bue e grasso come un maiale e ottuso come un asino. I fanciulli si faranno beffe di lui e la sua ripugnante figura sar oggetto delle loro risate, e se egli vorr ridiventare come coloro che saranno stati obbedienti, dovr digiunare a lungo e mangiare pane asciutto.

23. Chi per tralascer di fare il ringraziamento per ostinata disobbedienza e per spregio di questo Mio lieve comandamento, dato per amore vostro, costui cadr in braccio alle brame della libidine e di ogni lussuria, in modo che facilmente cadr nel peccato e, con questo, nella morte. Egli dovr sostenere una grave lotta per combattere il poderoso serpente della seduzione di Eva, ed Io non lo guarder prima che egli, nel gran pentimento, non abbia trionfato sulla propria carne.

24. La mattina tuttavia dovete mangiare dei frutti degli alberi; alla met del giorno invece mangerete dallalbero della vita; e la sera, infine, prenderete per cibo del latte e del miele, che Io far raccogliere per voi sui rami degli alberi da una quantit di animaletti dellaria celeste, animaletti che voi chiamerete celie (quelli che voi oggi chiamate api). Il nome di celie, per, significa la cura dal Cielo. E il terzo giorno prima del Sabato scannerete una pecora; la monderete del sangue; poi, di giorno, larrostirete al fuoco tratto dalla pietra, e la sera ne mangerete la carne in allegria.

25. E anche Caino e sua moglie Ahar vengano da voi e mangino con voi la carne del docile animale, ma solitamente Caino dovr rimanere sul suo campo e l manger del suo pane e dei suoi frutti.

26. E ora sapete tutto quello che per il momento vi occorre. E quando verr un tempo freddo sulla Terra, necessario per il suo irrobustimento, allora Io vi mander dallAlto delle vesti di pelle di pecora per Adamo, per Eva e per te. Ma i tuoi fratelli dovranno raccogliere le pelli delle pecore scannate per la cena e lasciarle seccare al Sole, e conservarle per ricoprire i loro corpi nel tempo del freddo, secondo lindicazione che Io ti dar dallAlto. E quando le pelli saranno seccate, essi le laveranno sette volte in acqua fresca, e con ci le pelli diventeranno morbide e pulite, e adatte al loro buon uso.

 

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Cap. 18

I sacrifici di Caino e di Abele

1. Ed ecco, allora langelo si avvicin ad Abele e gli diede un bacio fraterno; e raccomand insistentemente a tutti, ma specialmente a Caino, la pi severa obbedienza per poter ottenere un giorno la perfetta libert e la conseguente forza e vigore, i quali sono la grande potenza della Grazia della Misericordia dellAmore. Tutto ci consente anche di tramutare in s il serpente nellimmagine dellAmore, e di poter generare da questo frutti di benedizione e mai pi frutti dellira della Divinit.

2. E ora vedi, tu, o Mio ottuso scrivano che continui ancora ad essere un servitore molto sciocco, lento e pigro, e ascolta con entrambe gli orecchi quello che poi successe. Ecco, tutti allora se ne andarono alla loro destinazione, e fecero cos come era stato loro da Me comandato nel supremo Amore proveniente da Me, e vissero cos in buon ordine il tempo di dieci cicli terrestri intorno al Sole.

3. Ma, vedi, venne un giorno in cui faceva molto caldo, e il Sole ardeva pi forte del solito sul capo dei figli e sul corpo di Caino, tanto che questultimo si irrit fortemente per il grande calore e maled il Sole. I suoi figli per erano pazienti, e si lavarono con dellacqua fresca che don loro forza e vigore, e ne bevettero anche, per spegnere la sete ardente, e lodarono e glorificarono Dio per la grande Grazia di avere, nel Suo eterno Amore, lasciato loro il ruscelletto a conforto per simili tempi di prova nelle angustie.

4. Ora vedi, non lontano dalla capanna di Caino, che egli, secondo la sue conoscenze, aveva edificato con dei rami dalbero ed aveva coperto con la paglia del frumento, scorreva un fiume impetuoso che Io avevo suscitato dalle profondit delle montagne, le quali sono uguali ai monti della Luna e sono situate in mezzo al grande territorio denominato Ahalas (ovvero la culla dei figli dei deboli e dei discendenti di Adamo, ed lantico paese che voi tuttora chiamate Africa).

5. Ora vedi, Caino non volle adoperare lacqua, e divenne assonnato e pigro per il grande calore, e non sapeva cosa dovesse fare; e non si rivolse a Me per un consiglio e meno ancora a suo fratello Abele.

6. Ed ecco, venne cos anche il Sabato del Signore, e di conseguenza il giorno del sacrificio. Allora Caino prese dieci covoni di spighe, che non contenevano pi alcun frutto per la rabbiosa pigrizia da cui era dominato a causa dellintenso calore che gli rendeva troppo grave portare allaltare del sacrificio le spighe piene. A Caino inoltre cominciava a dispiacere di dover bruciare invano un frutto con il quale avrebbe potuto prepararsi per tre volte il pane per s. E cos, irato nellanimo, depose sullaltare soltanto della paglia vuota e poi vi diede fuoco. Ma vedi, il fumo non sal affatto verso il cielo, ma, al contrario, cadde a terra, tanto che per questo fatto Caino si irrit maggiormente nel suo cuore.

7. Nello stesso tempo per anche il pio Abele bruci la propria offerta al cospetto del Signore, e profondamente commosso esclam: 保 Padre buono e santo, che cos pieno di Grazia guardi me, debole e povero, con tutta la potenza del Tuo ardente Amore attraverso locchio immenso del Tuo Sole! Il Tuo grande Amore brucia certo la mia pelle, ma in questo grande calore il mio cuore, con altrettanta maggiore forza, pulsa e vola incontro al Tuo sconfinato Amore per noi peccatori.

8. Oh, un giorno la Tua ira, o Jehova, bruci la Terra; ora invece ci che brucia lAmore che viene da Te, o Padre santo!

9. Oh, com dolce questo ardore del puro Fuoco della Vita che proviene da Te, questo un Insegnamento santo che mi indica come io debba rendermi atto ad accogliere, un giorno, la Vita purissima che emana da Te! Oh, come deve essere incommensurabile la Tua Bont, o Padre santissimo, che gi qui sulla Terra ci fai percepire con tanta veemenza lincommensurabile Grandezza della tua Grazia immensa!

10. S, com debole questo fuoco che Ti ho acceso dal mio debole amore al confronto del Tuo, e come piccolo ed oscuro in confronto al fuoco che ora sta irradiando noi, che siamo indegni, dal Tuo vasto Sole che soltanto una piccola goccia nel mare incommensurabile della Tua infinita Misericordia!

11. Ma nonostante ci, accogli pure con benevolenza questa mia meschina offerta a favore di tutti noi, quale piccolo segno del nostro amore diventato ardente per Te, o Padre immensamente buono e santo, e conservaci costantemente in questo Tuo ardente Amore, che ora in tanta Grazia ci fai percepire per mezzo del Tuo Sole. Amen!

12. E sia Tua ogni potenza e forza su tutto quanto esiste sulla Terra dinanzi a Te, giacch Tu soltanto sei degno di accogliere ogni lode, ogni onore e ogni gloria da noi, ai quali, per limmensa Tua Grazia misericordiosa, concesso di chiamarci Tuoi figli benedetti! Amen!

 

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Cap. 19

Abele assassinato per opera di Caino

1. E vedi e ascolta ancora! I due altari del sacrificio di Abele e di Caino non distavano molto luno dallaltro, dal momento che la distanza era di sette volte dieci passi. Laltare di Abele era situato il Mattino, e quello di Caino verso la Sera.

2. Ora vedi, quando Caino si accorse che il fuoco di Abele saliva verso il cielo, mentre il suo cadeva sulla terra, egli si accese dira nel suo cuore; per egli rese la sua faccia impassibile, affinch non trapelasse il suo rancore. Abele, invece, pregava per Caino, di cui aveva scorto la maligna astuzia.

3. E il Signore ud la supplica di Abele e secondo il suo pio desiderio fece intendere alladirato Caino la Sua voce, e cos gli parl con accento forte e severo:

4. Caino, perch Mi sei diventato infedele e lasciasti dominare il tuo cuore dallira? Perch dissimuli il tuo gesto e menti con i tuoi occhi? Tu nutri cattive intenzioni contro Abele! Non cos? Negalo, se puoi!

5. Io ho udito come tu hai maledetto il Mio Sole, ed ho visto anche le spighe vuote con le quali volesti cibarMi nella tua pigrizia e nella tua avarizia, e ti ho altres sorpreso spesso a commettere fornicazione nella tua grande indolenza, poich quasi sempre hai tralasciato di fare come ti era stato comandato prima di unirti a tua moglie. DimMi, dunque, non cos?

6. E vedi, Io sono rimasto ad osservarti con pazienza e non feci cadere sul tuo capo la Mia destra punitrice, e non Mi adirai contro di te nella Mia Santit! Pondera dunque le Mie parole e diventa buono e leale nel tuo cuore, e cos Mi sarai gradito pure tu, e la tua offerta verr di nuovo accolta. Ma se tu persisti nella segreta malizia del tuo cuore, allora in tal modo il peccato si preparato un luogo di riposo dinanzi alla tua porta ed esso regner sopra di te, e tu e tutti i tuoi discendenti diventerete suoi servitori e suoi schiavi, e la morte verr di conseguenza sopra a voi tutti.

7. Non lasciare perci al peccato la sua volont, consentendogli di dominarti, ma infrangila di forza e renditela soggetta, affinch tu divenga libero; che tu divenga cio un signore della tua propria volont, la quale per fondamentalmente cattiva, provenendo da te e non da Me!

8. E vedi, allora Caino si prostr fino a terra, come avesse voluto deplorare il suo peccato, ma ecco che ai suoi piedi egli scorse un serpente; ed egli si spavent fortemente a quella vista e si alz sollecitamente da terra, e desider rifugiarsi presso Abele. Ma ecco che il serpente gli avvinghi i piedi tra le sue spire, cosicch egli non pot abbandonare il posto dove si trovava.

9. E il serpente alz il suo capo, ed aprendo le fauci e vibrando la sua lingua biforcuta parl a Caino, dicendo: 促erch vuoi fuggire dinanzi a me? Che cosa ti ho fatto io? Vedi, io sono un essere simile a te, e sono costretto a strisciare entro queste miserabilissime spoglie. Riscattami, ed io diventer come te, e pi bello ancora di Ahar, tua moglie, e tu diventerai, simile a Dio, forte e potente sopra tutto ci che esiste sulla Terra!

10. E vedi, cos rispose Caino al serpente: 亟cco, tu menti, perch quando ti trovai fra lerba e ti lacerai e ti divorai, tu mi ingannasti! Come dunque posso fidarmi ora delle tue parole? Poich io, allora, dovetti soffrire molto per causa tua, perci conosco ormai la tua menzogna, al punto che non potr mai pi prestare fede alla tua voce. E non hai udito poco fa le parole proferite dallAlto da Jehova?

11. Se dunque esiste ancora in te un qualche riconoscimento della verit, dichiarami tutte queste cose con la tua voce, e convincimi del contrario: allora ti creder e far secondo la tua richiesta!

12. Ed ecco, il serpente parl di nuovo e disse: 侮edi, la colpa di tutto ricade su tuo fratello Abele! Infatti, egli vuole strappare per s il potere di dominare per rubare a te i diritti che sono tuoi, essendo tu il primogenito. Ed egli predispone tutto ci con tanta astuzia da illudere perfino lAmore della Divinit, tanto che agli occhi di Costui egli si atteggia a buono e pio, ma sta facendo tutto ci per ottenere che lAmore gli conceda di regnare sopra ogni cosa che sta sulla Terra, ma sta calpestando te, sprezzantemente sotto ai suoi piedi. Infatti, quando tu mi trovasti fra lerba e facesti come io ti avevo consigliato, tu saresti diventato davvero un signore su tutte le cose se la perfida astuzia del tuo bel fratello non fosse appunto riuscita a scoprire in tempo quello che sarebbe dovuto accadere di te. Abele poi venne subito da te, nel suo ipocrita amore fraterno, come se avesse voluto aiutarti. Oh, davvero, egli ti ha certamente aiutato, ma non per farti salire sul trono che solo a te compete, bens, al contrario, per far precipitare nella miseria e in una completa nullit il tuo essere maestoso; cosa, questa, di cui per altro avresti ben dovuto accorgerti gi da lungo tempo.

13. Vedi, egli era invidioso di te perfino per il fatto insignificante che il Signore aveva accolto la tua offerta come la sua; e con la vergognosa arte della lusinga, egli seppe influire sulla Volont, comunque gi debole, di Jehova, in modo tale da indurLo a respingere la tua offerta e da obbligarLo, come se ci non bastasse, ad appiopparti ancora unaltra ammonizione quanto mai aspra.

14. E vedi, lui non grad il fatto che il Signore non ti avesse annientato allistante. Guarda un po l come Abele, tuttora pieno di astuto rancore nella sua preghiera contro di te, cerca di convincere il Signore a compiere quello che Egli fino ad ora ha per benevolenza tralasciato di fare.

15. Ma ora ascoltami: la grande malizia di Abele consiste nel fatto che egli, mediante la sua ignominiosissima ipocrisia, ha intenzione di indurre il Signore a cedergli, alla fine e nella Sua cecit, tutta la Sua potenza; dopo di che, questo Abele non mancher di farLo precipitare gi dal Suo trono. E cos Dio dovr poi languire sulla Terra, mentre egli rimarr un dio che imperer in eterno sul trono di Jehova.

16. Perci adesso preparati, poich questa lultima volta che sono ancora in grado di conferirti la forza necessaria per salvare Dio e te stesso! Va quindi sollecitamente da lui e inducilo con dolci parole a seguirti spontaneamente fino a qui! Allora io lo avvinghier ai piedi e alle mani, e tu poi prenderai una pietra e lo percuoterai con forza sul capo, causandogli in tal modo quella morte che egli ha minacciato di far venire sopra di te per mezzo di Jehova! E in questo modo tu sarai liberato dalla morte, che altrimenti per te era sicura, e aprirai gli occhi allAmore cieco dellingannato Jehova, che poi ti far signore sulla Terra e ti render soggetta la morte del peccato

17. Cos dunque accadde che Caino, persuaso nella malizia del suo cuore, abbandon quel posto e se ne and da Abele, e con voce dolce gli disse: 亭ratello, fratello, vieni qui da me e liberami dal serpente che mi vuole nuovamente rovinare!

18. Ma Abele gli rispose: 侶uello che tu dici che potrebbe avvenire gi avvenuto. Quanto per richiedi da me, nella tua perversit, io te lo conceder nel mio amore, ma la morte che tu pensi di darmi verr sopra di te, e il mio sangue, con cui abbevererai la terra, grider a Dio e ricadr sul tuo capo e su tutti i tuoi figli. E la pietra con la quale tu ucciderai tuo fratello, diverr la pietra dello scandalo, e tutti i tuoi figli cozzeranno malamente contro di essa. E il serpente guaster ogni sangue sulla Terra, e i figli della Benedizione grideranno vendetta sopra il tuo sangue. Su tutti voi scender poi una grande tenebra, e nessuno comprender pi la voce del proprio fratello, come tu stesso ormai non comprendi pi la mia voce, poich ti sei lasciato accecare dalla tua grande perfidia, impersonata dal serpente, che si trova dentro e fuori di te. Questa tua perfidia era, ed eternamente sar la vera maledizione del giusto Giudizio di Dio!

19. E vedi, come il Signore mi ha mostrato i piani di tutta la tua segreta malizia e mi ha fatto conoscere il tuo immenso furore, cos io pure so quello che tu vuoi fare e che farai di me, e conosco il perch del tuo agire!

20. O tu, la cui cecit durer fino alla fine di tutti i tempi dei tempi, conducimi l dunque, come innocente vittima, e fa di me secondo la malvagit che in te e fuori di te, affinch il tuo serpente venga punito e bollato come leterno mentitore, ed affinch tu possa conseguentemente conoscere per tua propria esperienza chi di noi due veramente lingannato!

21. E loltraggio compiuto contro il Signore si ritorcer contro di te e ti terr prigioniero; e dopo lazione ingiusta che stai per compiere, ti saranno aperti gli occhi e gli orecchi affinch tu possa vedere come il Signore mi accoglier a S quale lultimo sacrificio, a Lui gradito, compiuto per tua mano; nessun altro sacrificio ti sar dato dora innanzi, ma ti sar data invece quella stessa morte, mediante la quale tu avrai sacrificato tuo fratello.

22. Ora vedi, io ho ogni potere su di te, e mi sarebbe facilissimo annientarti come far ora con quel monte che si trova al di l del torrente, verso la Mezzanotte!

23. Ed ecco, io parler e dir a quel monte: Qui sono io, Abele, il benedetto del Signore, colmo della forza e potenza dello Spirito Santo; dunque, svanisci e rientra nel nulla, affinch Caino comprenda quant grande la sua menzogna!

24. E ora vedi, o Caino, come la possente montagna subito sparita dallesistenza per la forza dello Spirito dAmore insito in me! Ma vedi, altrettanto facile sarebbe per me annientare anche te! Per, affinch tu veda che in Dio non c affatto debolezza e che non esiste affatto in tuo fratello alcuna forma di ignominiosa brama di dominio, io ti seguir volontariamente, come un agnello eletto per il sacrificio

25. Ed ecco, Caino prese Abele per il braccio, con gesto affettuoso, e disse: 隹bele, che pensi di me? Io vengo in cerca del tuo aiuto, e gi prima di ci vuoi incolparmi di tramare per la tua morte. Vieni, dunque, e seguimi fino al punto dove il serpente ti aspetta, ed annientalo come hai fatto con la montagna, e rendi me libero, e te prosciolto dal rimprovero del serpente!

26. Ma Abele rispose brevemente: 青he differenza c fra te e il serpente? Credi forse, o cieco, che sia anchio un fratricida? Tuttavia, io ti seguo e muoio per la vita, mentre tu resti vivo per la morte!

27. E vedi, queste furono le ultime parole di Abele dette a Caino; e dalle labbra di Abele non giunse pi un suono agli orecchi di Caino; e cos egli, volontariamente, segu suo fratello l dove egli voleva condurlo.

28. E quando furono giunti proprio nel luogo dove li attendeva il serpente, quello fu appunto il posto dove lastuzia di Caino si manifest ed avvinse i piedi e le mani di Abele, e lo gett a terra, ed afferrata una grossa pietra schiacci con questa il capo di Abele, in modo che il suo sangue e il suo cervello sprizzarono tuttintorno sul terreno per un largo raggio.

29. E il serpente si sciolse dai piedi di Abele, prese la pietra nelle sue fauci e la port dinanzi alla porta di Caino, e poi si nascose, libero, nella sabbia sotto il cespuglio di spine.

 

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Cap. 20

Maledizione e fuga di Caino

1. E vedi, da tutte le parti allora andarono accumulandosi nere nubi sopra il capo di Caino, e vividi lampi sincrociarono in tutte le direzioni, accompagnati da rombi formidabili di tuono, e da ogni lato cominciarono a scatenarsi turbini violenti che scagliarono enormi masse di grandine sopra i campi ricchi di frutto, e li distrussero completamente. E questa fu la prima grandine che venne gettata gi dai Cieli; e la grandine era un segno dellAmore senza Misericordia, poich la Divinit era stata nuovamente offesa nellAmore dal misfatto atroce commesso da Caino contro il proprio fratello Abele.

2. Ora vedi, il malvagio Caino fugg nella sua capanna e trov sua moglie che giaceva a terra, tutta tremante, e accanto a lei alcuni dei suoi figli, la maggior parte non benedetti, che stavano come morti. Allora si accasci inorridito, e maled il serpente, e si trascin fuori della capanna, e trov la pietra che la serpe, fuggendo, aveva deposto davanti alla sua porta, in modo che egli, uscendo, vi scivol sopra e cadde pesantemente a terra. E nuovamente Caino maled la perfidia del serpente e la pietra apportatrice di morte.

3. E come egli si fu rialzato con il corpo tutto dolorante, se ne and alla riva del torrente che si trovava molto vicino, per rintracciare il serpente maledetto e per distruggerlo ed annientarlo.

4. Ma quando ebbe raggiunto la riva, ecco che egli vide venirgli incontro, nuotando contro corrente, un mostro spaventoso, lungo seicentosessantasei braccia, largo sette braccia ed altrettanto grosso. Esso era provvisto di dieci teste, e ciascuna testa era ornata da dieci corna come corona.

5. E vedi, quando questo enorme serpente gli fu completamente vicino, esso lo apostrof contemporaneamente da tutte le sue teste, dicendo: 亟bbene, o forte Caino, uccisore di tuo fratello Abele, se vuoi ed hai voglia di misurarti con me, puoi cominciare la tua opera di distruzione!

6. Quando io mi trovavo fra lerba ed ero ancora debole, tu hai potuto certo lacerarmi e divorare la mia carne e il mio sangue, ma ora non credo che una cosa simile potrebbe pi riuscirti, poich il nutrimento sostanzioso, che mi preparasti con il sangue di tuo fratello, mi ha reso grande e forte. E adesso, se tu hai ancora intenzione di distruggermi, comincia pure a spegnere la tua sete di vendetta con il mio sangue. Ma siccome tu non hai che dieci dita e non dieci mani, e quindi non puoi afferrare ciascuna delle mie teste nello stesso tempo, cos avverr che le rimanenti otto ti schiacceranno con le loro corna e ti divoreranno con le loro otto bocche!

7. Allora Caino si spavent enormemente e fugg dal cospetto del serpente e lo maled nuovamente, e vide quanto enormemente era stato ingannato da lui. Ed egli pens: 青hi mai mi riconcilier con il Dio eternamente giusto, ora che mio fratello Abele non c pi? O serpente tre volte maledetto, sei tu lassassino di mio fratello, e ora volevi uccidere anche me! Oh, se sapessi che tu saresti destinato alla perdizione qualora vi andassi anchio, allora vendicherei sette volte la sua morte distruggendo me stesso!

8. Ed ecco che allora il serpente riapparve, dietro di lui, nella figura di una fanciulla estremamente attraente, e cos gli parl: 青aino, fa come hai detto, ed io divorer la tua carne e berr il tuo sangue, e poi noi saremo ancora una volta una cosa sola, e domineremo tutto il mondo

9. E Caino osserv lornata fanciulla e disse: 俟, questa la tua vera figura; cos sei pi terribile che non altrimenti! Chi ti vedesse con le tue dieci teste, costui ti fuggirebbe come un Giudizio della Divinit, ma a chi tu ti presenterai in questa forma, costui ti correr dietro per cingerti con le sue braccia, e ti amer pi di quanto egli ami Dio, e si reputer lessere pi felice quando tu lo afferrerai con le tue mani sempre apportatrici di morte, e gli uomini ti erigeranno templi e altari, e leccheranno il tuo sputo, e mangeranno i tuoi escrementi.

10. E se io non ti avessi visto in precedenza con le tue dieci teste, sarei io stesso divenuto tuo schiavo; per io ormai ti conosco perfettamente, e mi fai pi ribrezzo in questa forma che non in quella di prima con le dieci teste

11. Allora la bella fanciulla disse: 俑a, Caino, come puoi temere queste membra tenere e questo morbido seno?

12. 保h, taci, rispose Caino, 勁e tue morbide membra sono anchesse altrettanti serpenti pieni di amaro veleno, e sotto il tuo seno, morbido e pieno, si nasconde una corazza impenetrabile con la quale e sulla quale le tue braccia di serpente soffocheranno la mia misera e debole progenie! Poich in questa attuale forma renderai tuo obbedientissimo schiavo perfino il gigante Leviatano!

13. Ed ecco, il serpente-donna si accese dalla sua rabbia interiore, in modo che tutto il suo essere risplendette come il Sole, ed assunse la forma di Abele, col volto affettuoso, e di nuovo parl a Caino:

14. 保 Caino, tu cieco e stolto, o malvagio fratello, vedi, colui che tu uccidesti con una pietra si sta ora trasfigurando dinanzi a te e ti offre la sua mano per riconciliarti con lui; e non temere la forma del serpente, perch tu stesso sei il serpente! Fosti tu o il serpente a diventare infedele al Signore? Fosti tu o il serpente ad unirti a tua moglie nella maniera dei cani, senza compiere prima il comandato sacrificio? E chi ha maledetto il calore, e chi, nella propria grande pigrizia, ha offerto della paglia vuota al Signore? Sei stato tu o il serpente? Dimmi: chi si accese di maligno e geloso furore contro tuo fratello? Fu il serpente o fosti tu stesso? E non fu il serpente, piuttosto, una apparizione esteriore della malvagit che presente in te, per mezzo della quale, nella tua follia, ti inducesti da solo ad uccidere tuo fratello?

15. E come puoi ora maledire il serpente mentre il serpente sei tu stesso? E perch scorgi il serpente personificato addirittura in tuo fratello? E non fu proprio tuo fratello, ancora vivente nel suo corpo, a chiederti, quando andasti a prenderlo per ucciderlo e inventando astutamente un pretesto, se pensavi forse che fosse un fratricida egli pure?

16. Parla, e rispondi se non cos; e soltanto se non cos allora maledici il serpente. Ma considera te stesso il serpente, e non me, che sono venuto dallAlto come tuo fratello trasfigurato. Perci porgimi la tua mano ancora macchiata di sangue fraterno, affinch venga purificata dalla sua grave colpa tramite il mio amore fraterno, e cos tu possa ritrovare la Grazia al cospetto del Signore!

17. E vedi, Caino nella sua cecit fu accalappiato da Satana, e gi voleva porgere la mano al Seduttore. Ma ecco, un fragoroso fulmine piomb dal cielo e scoppi fra il Mentitore e Caino, e il presunto Abele fu ridotto a giacere sul terreno nella sua forma di serpente, e Caino tremava in tutto il corpo in attesa del sicuro giudizio dallAlto.

18. Ed ecco, Jehova, dalle nuvole, disse a Caino: Caino! Dov tuo fratello Abele? Dove lhai nascosto?

19. Ma Caino, rinfrancatosi subito alla vista del serpente sul terreno, rispose:

促erch lo domandi a me? Sono io forse il guardiano di mio fratello?

20. E la voce di Jehova chiese con maggiore forza di prima: Il sangue di tuo fratello grida a Me dalla Terra che ne fu abbeverata per causa tua! Io ho visto lazione che hai commesso; dov dunque Abele, tuo fratello?

21. Ma Caino disse: 俟ignore, il mio peccato cos grande che non potr mai pi venirmi perdonato!

22. S, rispose Jehova, perci sii maledetto sopra la Terra che ha inghiottito il sangue di Abele, e dora innanzi, quando vorrai lavorare un campo sulla stessa, esso non ti dar pi il pane, e tu sarai fuggiasco e ramingo sulla Terra, senza alcun tetto, come una bestia feroce, e ti nutrirai di spine e di cardi!

23. Allora Caino fu colto da grande spavento e disse con voce tremante: 保 Signore, Tu, il Giusto fra i giusti, vedi, Tu mi scacci oggi da questo paese, ed io devo fuggire dal Tuo cospetto e andare ramingo e fuggiasco sulla Terra. E allora a me, misero, accadr che chiunque mi trover, mi vorr uccidere; sii perci indulgente verso di me a causa dei miei familiari!

24. Allora Jehova cos parl: No, nessuno uccider Caino, anzi chi uccidesse Caino verrebbe a sua volta ucciso sette volte! Ma affinch nessuno abbia a mettere la mano su di te, Io ti segner sulla fronte con una macchia nera, affinch nessuno possa pi riconoscerti e riconoscendoti possa poi ucciderti

25. Ed ecco allora che Caino, con tutti i suoi, fugg ben lontano dal Mio cospetto, al di l di Eden, in un paese situato nella pianura e chiamato Nod. Eden per era un bel paese, dal terreno leggermente collinoso, e pieno di eccellente frutta; esso piacque a Caino, che avrebbe voluto stabilirvisi. Ma come egli ebbe guardato in alto, dalla parte delle colline, ecco che, dovunque egli posava locchio, dappertutto vedeva starsene un uomo dalla faccia dura e con la mano minacciosamente armata di una pietra, come se costui fosse in attesa di Caino per fare vendetta del fratricidio da lui consumato. Questa apparizione era opera del grande spavento che lo dominava. Ed egli vide, quindi, che in quel posto non gli era possibile restare.

26. Allora egli fugg molto pi oltre, verso il Mattino, e giunse in una vasta pianura. Qui egli cadde sfinito a terra, e dorm tre giorni e tre notti. Ma poi un vento impetuoso si sollev dalle montagne, dest i dormienti, e sibilando e rumoreggiando sferz le vaste pianure; e finalmente si calm dove il paese era pi basso. Ora questo paese si chiamava Nod, cio il fondo asciutto del mare.

27. E Caino allora guard di nuovo le alte cime dei monti, e non vi scopr pi immagini di uomini, ma non sapeva cosa dovesse fare. E dopo una breve attesa nel suo smarrimento, protese le sue braccia ed esclam ad altissima voce:

俟ignore, o giustissimo Dio, se da questa grande lontananza il mio grido giunge ancora al Tuo orecchio, volgi lo sguardo, di grazia, oltre a quelle cime, per amore di questi miei figli e di mia moglie, verso questo fuggitivo che la Santit dei Tuoi occhi ha segnato sulla fronte con la macchia che testimonia la notte del peccato, e mi facesti tale macchia perch, se avessi avuto la fronte non segnata, nessuno mi avrebbe riconosciuto quale autore del grande misfatto. Ma esso invece segnato sulla fronte, sulle mani e sul petto del grande peccatore, il cui peccato tanto grande che non potr mai pi venirgli perdonato

28. Allora una nuvola scese dalle alte montagne e si pos a settantasette altezze duomo al di sopra dei fuggiaschi; e una voce possente parl dalla nuvola, e questa era la voce di Abele, la quale disse: 青aino, riconosci questa voce?

29. E Caino rispose: 保 fratello Abele, se tu vieni per vendicarti giustamente di me, che sono il tuo assassino, fa di me pure secondo giustizia, ma risparmia tua sorella benedetta e i suoi figli!

30. Allora la voce si fece nuovamente sentire e disse: 青aino, chi fa il male, un peccatore; chi ricambia il male con altro male, costui uno schiavo del peccato; chi rende bene per bene, costui ha saldato il suo debito e niente gli rimarr come sua parte; chi rende pi volte il bene ricevuto, costui degno dei suoi fratelli; per, al cospetto di Dio, una cosa soltanto ha valore, e questa : Rendere il bene per il male, e benedire coloro che maledicono i benefattori, e dare la vita in cambio della morte!

31. Ora, vedi, io vengo a te come colui che mette in pratica questultimo precetto; non avere dunque paura di me, poich sono ora mandato a te dallAlto per mostrarti anzitutto che il Signore vero e fedele in tutte le Sue promesse, e poi vengo a te per annunciarti che tu devi rimanere in questo paese assieme ai tuoi, e che devi nutrire te e loro con i frutti che vi troverai, e anche per assicurarti che il tuo fratello ha perdonato la tua azione, grazie al grande Amore del Padre in lui.

32. Il mio sangue per tu lo dovrai riscattare con le lacrime del tuo pentimento, e ci finch non venga perfettamente lavata la macchia dalla tua fronte; e tu devi condurre ed educare tua moglie e i tuoi figli nel pieno timore del Signore. Se non farai questo per tua libera volont e nel timore del Signore, rimarrai e vivrai come sei ora, cio un messo al bando; per nellamore tu commuoverai il cuore indurito della Giustizia.

 

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Cap. 21

Patto del Signore con Caino

 

1. E vedi, Caino allora fu tranquillizzato nel suo grande timore. La nuvola svan ed egli pianse lacrime di pentimento e and e cerc del cibo per i suoi e riflett di quanto egli si era allontanato dal Paradiso e sul come avesse perduto cos interamente lAmore del Signore e come fosse stato ricacciato nellambito della rigida Giustizia sulla soglia del Giudizio di Dio. E pensando ci le sue lacrime di pentimento si moltiplicarono e con sempre maggiore evidenza gli si affacciava alla mente quanto grande doveva essere la sua colpa dinanzi a Dio e pensava pure se gli sarebbe mai stato possibile, in qualche modo, riacquistarsi una particella, se pur minima, dellAmore.

2. E cos andava pensando e fantasticando per ogni verso. Ed ecco che, immerso nei suoi pensieri, egli giunse con i suoi ad un rovo sovraccarico di frutta e siccome erano tutti enormemente affamati, avrebbero voluto gettarsi sopra allistante, per mangiare di quei frutti come li spingeva la loro fame, la loro brama e la loro voracit.

3. Ma vedi, allora venne a Caino un buon pensiero ed egli disse ai suoi: 保 moglie mia, e voi figlioli miei, ritraete subito le mani che avete anzitempo protese per cogliere questo abbondante cibo, perch non sappiamo ancora se esso contiene la vita oppure la morte! Prostriamoci anzitutto a terra e confessiamo dinanzi a Dio il nostro grave peccato e nella polvere della nostra impotenza preghiamoLo affinch Egli voglia prima benedire questo frutto e se Egli vorr farlo nella Sua immensa Misericordia, noi, indegni, allora dovremo prima ringraziarLo e poi soltanto potremo, tementi e tremanti, calmare con parsimonia la nostra fame

4. E vedi, allora tutti si ritirarono di alcuni passi lontano dal rovo e fecero secondo la volont e il giusto conoscimento di Caino, il quale, ad esempio per gli altri, ad alta voce preg e disse tra le lacrime: 保 grande Dio, giustissimo e santo, riguarda in grazia a noi, poveri vermi dinanzi a Te, lOnnipotente, nella polvere dellimpotenza, che nellimmensa nostra colpa non osiamo alzare gli occhi allindicibile Tua Santit! Oh, considera la nostra debolezza e non lasciarci perire, noi, poveri pentiti e grandi peccatori!

5. Ecco, questo rovo che ci sta dinanzi sembra portare un frutto buono da poter servire da cibo a noi peccatori, ma non abbiamo il coraggio di mangiarne, poich siamo diventati ciechi a causa della nostra grande malvagit e perci non possiamo vedere se c dentro la morte oppure la vita.

6. Voglia Tu dunque, in grazia, indicarci da che spirito trae origine questo frutto, affinch soltanto dopo noi possiamo umilmente pregarTi, o Giustissimo, di voler levarne via il veleno del serpente e di concederle, sia pure una stilla minimissima di rugiada della Tua benedizione, affinch noi non abbiamo a perire. O Signore, Tu, il Giustissimo e il Santissimo, esaudisci, oh, esaudisci la nostra debole preghiera!

7. E vedi, allora una nuvola di color rosso acceso scese gi dalle montagne verso la valle e si ferm sopra il rovo, e dalla stessa scocc un fulmine violento sulla pianta, con enorme fragore. Ed ecco, un grande serpente sbuc fuggendo fuori dal rovo e con le fauci aperte si diresse verso Caino, e questi fu colto da grande spavento. Ma i fulmini non davano tregua al serpente e lo cacciarono in fuga veloce tra le sabbie ardenti dellampio deserto e quando fu scomparso del tutto alla vista di Caino, questi allora rivolse di nuovo la sua faccia al rovo e rese, in silenzio, grazie al Signore averlo salvato dal maggiore dei pericoli.

8. Ora, vedi, egli scorse pure come da quella nube infuocata incominciavano a cadere sul rovo delle grandi gocce, cos che per un grande tratto tuttintorno la terra ne fu impregnata.

9. E Caino assieme a tutti i suoi vide la grande liberalit del Signore e con tutti i suoi si prostr nuovamente a terra, e ringrazi Dio con tutto il fervore del suo cuore per tale grande beneficio e sciogliendosi in lacrime disse: 保 Signore, la Tua Giustizia certo grande e inconcepibile, ma quanto immensamente grande non deve essere poi il Tuo Amore, per poterTi ricordare con tali grandiosi benefici anche del maggiore peccatore contro di Te, o eterno Amore! E quanto grande infine devessere stata la mia malvagit che cos a lungo ha potuto misconoscerTi!

10. E vedi, allora da quella nuvola stillante ancora la benedizione si fece udire una voce che pronunci chiare parole, che furono le seguenti: Ascolta, o Caino! La Mia Giustizia Io lho tramutata in Amore; tuttavia lAmore dimorer soltanto presso coloro i quali lo cercheranno dora innanzi non unicamente nel momento del bisogno e dellangustia ma nella loro contentezza e nella loro libert.

11. Vedi, Io voglio porti un termine di duemila anni e durante questo tempo la Mia Giustizia non colpir mai pi nessuno, e fuori di questa Mia Giustizia Io apprester un grande vaso e lo metter sopra le stelle, e fuori dal Mio Amore Io apprester ancora un secondo vaso e lo metter sotto la Terra. E cos voi potete operare come volete. Se farete il male, le vostre opere riempiranno il vaso della Giustizia e, quando sar colmo, esso scoppier in tutti i luoghi e ne lascer precipitare gi tutto il suo peso sopra tutti coloro che avranno operato il male e li uccider. E il vaso dellAmore, qualora dovesse rimanere vuoto sotto alla Terra, accoglier poi i morti per il lungo tormento purificatore. E allora coloro che vorranno lasciarsi purificare saranno trasferiti sulle stelle per affrontare lunghe lotte. Coloro invece che si induriranno nella loro interiore malvagit verranno un giorno gettati sotto il fondo di questo vaso e l sar pianto eterno ed eterno stridore di denti nellira di Dio.

12. E ora avvicinatevi al rovo irrorato dalla benedizione e mangiatene i frutti per calmare la vostra fame e ci facendo pensate sempre da Chi vi stato elargito questo dono!

13. E propagatevi nel paese della pianura, per nessuno di voi si azzardi mai a porre piede sulle montagne, perch le loro vette sono sante e sono destinate a dimora dei Miei figli! Chi di voi trasgredir questo comandamento, diverr preda degli animali di guardia che sempre vi abitano orsi, lupi, iene, leoni, tigri e anche grossi serpenti che dimoreranno nelle zone pi in basso e lo stesso succeder anche a tutti gli animali mansueti che pi tardi vi saranno sottomessi.

14. Soltanto a chi fra voi diventasse del tutto buono e pio e superasse la prova del fuoco del Mio Amore, a questi soltanto verr concesso di penetrare nelle viscere delle montagne, per raccogliervi minerali e ferro allo scopo di costruire degli utensili e ordigni a seconda delle vostre necessit.

15. E ora mangiate, crescete e moltiplicatevi e respingete da voi la semente del serpente mediante il giusto timore di Me che sono Dio, lEterno, il Giusto e il Santo. Amen!

 

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Cap. 22

Hanoch, figlio di Caino, quale legislatore

 

1. E ora, vedi, essi mangiarono e fecero per un certo tempo come era stato loro comandato. E Caino si un nuovamente a sua moglie e gener con lei un figlio e gli impart il nome di Hanoch, vale a dire lonore di Caino. E Caino radun tutti i suoi figli e disse loro: 亭igli miei, eccovi qui un nuovo fratello che il Signore vi ha dato per essere un signore sopra di voi, al quale io conferir dignit, affinch lordine regni tra voi ed abbiano fine i vostri litigi e le vostre contese. Ed egli vi dar dei comandamenti e loder i fedeli e punir i trasgressori, affinch anche noi diventiamo un popolo grande e glorioso come quello dei figli di Dio, i quali non hanno bisogno di leggi, avendo essi lAmore che li rende liberi, e Dio ha posto noi sotto ai loro piedi, ed essi ci calpesteranno, a causa del mio peccato, se noi, senza leggi e senza ordine, non avremo qualcuno che ci rappresenti e ci giustifichi dinanzi alla Sua grande potenza.

2. Vedete, il loro Dio pure il nostro, ma essi hanno in Lui un buon Padre, mentre per noi Egli un Giudice! Il Padre conosce il loro amore e il Suo occhio e il Suo orecchio sono con loro. Per questo non avviene anche con noi. Noi siamo abbandonati a noi stessi e possiamo agire come vogliamo, ma se vogliamo sussistere ci necessario avere un ordine e delle leggi. Perch altrimenti, contendendo, luno pu uccidere laltro secondo il proprio arbitrio e cos il vaso della Giustizia verr a colmarsi prima del tempo e allora noi periremo tutti assieme, per limmenso peso dei nostri misfatti che si rovescer su di noi. Raccogliamoci dunque assieme con tutte le nostre forze ed accumuliamo pietre in grande numero, grandi e piccole, ed edifichiamo una dimora alta e possente per lui, e poi, per quanti noi siamo, una piccola dimora per ciascuno, in ampio circolo intorno alla sua, affinch egli possa sorvegliare ed osservare tutto quello che voi fate. Per egli sar esonerato da qualsiasi lavoro, come un principe in mezzo a voi, e manger il prodotto delle vostre mani.

3. Ma per ora resto io, come padre, il legislatore di tutti voi in nome della Giustizia di Dio e guai a colui che disobbedir i miei comandamenti! La mia maledizione lo colpir duramente, ma poi per il maledetto non vi sar alcuna misericordia nel mio cuore, dove non dimora pi amore, ma solamente la giustizia.

4. Vedete, dove dimora lamore, l c pure misericordia e lamore vale per il diritto, ma dove dimora soltanto la giustizia, l il diritto non pu valere che per il diritto e il giudizio per il giudizio, la ricompensa per la ricompensa, la fedelt per la fedelt, lobbedienza per la legge, il giudizio per la disobbedienza, la punizione per la mancanza, la maledizione per il tradimento e la morte per la morte.

5. E questa sia una consacrazione di tale mia sentenza: io ora giuro a voi tutti per il Cielo e la sua giustizia inesorabile, e per la Terra che il duro abitacolo della maledizione di Dio che ogni trasgressore sar severamente ed esattamente colpito, cos come io ve lho annunciato con la mia bocca, come padre e come principe.

6. In seguito subentrer vostro fratello, quale vostro vero signore e legislatore, secondo il suo giusto discernimento e il suo libero beneplacito; per tali poteri egli anche sar libero dalla legge, poich ciascuna delle sue libere azioni deve diventare e restare per voi, legge, finch egli non stimi conveniente revocarla.

7. Ora la mia volont vi nota e perci fate e operate a seconda di questa, se volete sussistere nella rigidit della giustizia tramite le leggi date per lordine, per evitare il giudizio, che altrimenti colpirebbe tutti, se nella giustizia non fosse stabilito giudizio per giudizio

8. Ed ecco, tutti se ne andarono e si misero allopera per edificare una citt e vi lavorarono per sessantanni. Ma dato che gli edifici crollavano spesso, essi impiegarono un tempo assai lungo per costruire labitazione del nuovo principe e poterono ultimarla soltanto quando Io ebbi mostrato in sogno ad Hanoch come essi avrebbero dovuto costruire, perch Io ebbi piet dei poveri figli che, in questo lavoro, erano esposti a molti e gravi maltrattamenti da parte di Caino che, fino ad allora, aveva s proceduto con molto ordine ed aveva agito rigorosamente in base alla legge, ma che tuttavia governava i suoi come un tiranno fra il grande spavento e langoscia delle punizioni senza grazia e misericordia, poich in lui non vi era amore ed agiva giustamente nellobbedienza di tutte le leggi, ma il suo pensiero non si soffermava sul fatto che lobbedienza, che sia la conseguenza unicamente del grande timore, non propriamente neanche in minimissima parte unobbedienza vera, bens un puro egoismo. Poich chi ama se stesso, osserva la legge per paura della punizione, la quale certo immancabilmente segue la trasgressione della legge stessa, perch egli sente immensa misericordia di se stesso, provando il dolore della punizione nella sua debolezza senza soccorso, ma non appena avr trovato la bench minima occasione di fare in modo che nessuno possa scrutare il suo cuore, egli maledir sia la legge che il suo legislatore, e ben presto si metter la legge sotto i piedi per calpestarla.

9. E quando poi un tale sar riuscito a radunare intorno a s una forza superiore, egli si scaglier allora con raddoppiata crudelt contro tutte le leggi, buone o cattive che siano e le distrugger ed annienter assieme al legislatore privo damore. (nota bene, a Lorber: Su ci dovrebbero riflettere bene anche tutti i reggenti e legislatori del vostro tempo attuale, poich anche a loro riservata unidentica sorte, se credono che la paura sia lunico mezzo per mantenere lordine e i vantaggi che ne derivano mediante unobbedienza da schiavi; altrimenti dovranno ben presto e duramente sentire quali frutti portano le leggi che non hanno la loro origine nellamore pi puro e disinteressato, e questo avverr un giorno, prima o poi, o in questo mondo oppure, con assoluta certezza, nellaldil).

10. Perch, vedi, Caino agiva in tal modo, per cos dire crudelmente, a rigore di giustizia, per la ragione che egli non sempre aveva trovato presso di Me Grazia e Condiscendenza ogni qualvolta aveva versato lacrime di pentimento dopo unazione malvagia. Per questo Io non lo potevo fare, dato che il suo pentimento era rivolto soltanto alla perdita della Mia grazia, ma mai al Mio Amore.

11. E vedi, chi afflitto nel modo di Caino, costui non nella vera profondit a causa della perdita della Vita, ma piuttosto a causa del vivere bene. Per questo il suo pentimento non che falso, poich egli non tiene affatto al pieno ricongiungimento con Me. E se, poi, Io gli volessi dare quello che non domanda e che non vuole, egli allora, mediante questo scambio della volont, non otterrebbe che la morte, perch la libera volont quella che pi propriamente costituisce la verissima vita delluomo.

12. Ora, vedi, questo era pure il caso di Caino, perch aveva bandito lamore e in compenso aveva afferrato la giustizia, senza pensare che senza lamore non vi vera giustizia e che la vera giustizia non che il vero e supremo amore stesso, senza il quale tutto perirebbe e dovrebbe anche necessariamente perire.

 

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Cap. 23

I comandamenti tirannici di Hanoch

 

1. Ed ecco, quando la citt fu completamente edificata, Caino prese con s Hanoch e lo condusse nellalta dimora che era stata costruita per lui, e in presenza di tutti i suoi figli ed ormai anche dei nipoti, gli confer pieno potere su di loro e lo invit a dare a tutti le necessarie leggi secondo il suo giusto discernimento e secondo il suo libero beneplacito, dicendo:

2. 侮edi, o Hanoch, qui, in questa dimora edificata per te solo, io rimetto nelle tue mani tutti i miei diritti paterni, con tutta lautorit e i poteri, affinch governi liberamente i miei, i tuoi e tutti i loro figli per mezzo di leggi, secondo il tuo piacimento. Essi dovranno osservare e considerare come sacre queste leggi, perch poco importa la legge stessa, n che essa sia o non sia espressa in questo o in quellaltro modo, ma ci che importa la sua esatta osservanza e perci dovr valere questa massima: Agire conformi alla legge un buon agire, ma agirvi contro assolutamente un agire male!. E chi la trasgredisce, deve sempre essere punito secondo la gravit della trasgressione.

3. In tale modo noi, poi, diventiamo liberi per losservanza della legge e non per la legge stessa, la cui formulazione non ha alcuna importanza, mentre tutto dipende, invece, dallosservanza della stessa.

4. Tuttavia tu, quale legislatore, sei esonerato da qualsiasi osservanza, poich la tua libert deve essere sacra a causa della legge, affinch non vi siano impedimenti nella tua sfera dazione, che deve necessariamente rimanere libera, altrimenti saresti tu stesso inceppato nella legge. Di conseguenza tu devi rimanere fuori dal suo ambito, libero come uno che non conosce nessuna legge, ma ciascuna delle tue azioni deve essere rigida legge per loro nella loro qualit di tuoi sudditi assoluti, e quando tu vuoi essi devono operare a seconda della tua volont, in modo che ogni loro movimento e ogni loro attivit abbia da corrispondere soltanto al tuo volere.

5. E allora il nuovo principe apr la sua bocca e cos parl in tono di assoluto comando: 俗dite o voi, miei sudditi, tutti quanti, uomini e donne! Che nessuno consideri alcuna cosa come sua propriet, ma la consideri come esclusivamente mia, affinch il litigio e la contesa abbiano fine tra di voi! Perci in futuro voi tutti non servirete che me e lavorerete per le mie dispense. In compenso voi riceverete da mangiare secondo il grado della vostra diligenza e ai pi fedeli sar concesso di avvicinarsi di pi a me che non ai meno fedeli. Un migliore trattamento dovranno avere i sorveglianti e gli esecutori della giustizia e gli incaricati dellapplicazione delle giuste punizioni. Guai ai disobbedienti! Io far cacciare questi sulle montagne e gli animali che l dimorano li strangoleranno e li faranno a brandelli. Coloro per che trasgrediranno le mie leggi per pigrizia, disattenzione o leggerezza, saranno puniti a sangue con le verghe. Quelli che si azzarderanno a contraddire me, il loro principe, in qualsiasi cosa, saranno puniti con i serpenti (e stritolati) fino al midollo delle loro ossa e verr strappata loro la lingua e questa verr data in pasto ai serpenti. E chi mi guarder con occhio bieco, a questi io far cavare gli occhi, affinch non possa mai pi vedere me, il suo principe. Il pigro, per, dovr fare il portatore di pesi e sar trattato come una bestia da soma, con pungoli e con fruste, affinch gli si sciolgano i piedi e le mani gli diventino pi agili.

6. Altra legge io non vi do allinfuori di quella della pi rigorosa docilit e obbedienza a tutte le mie libere richieste e a tutti gli ordini che io vi far impartire a qualsiasi ora del giorno, come pure della notte. Amen!

7. Ora, vedi, perfino Caino fu sommamente spaventato, e tutti gli altri con lui, ed uscirono sgomenti dalla dimora di Hanoch e nel loro cuore maledirono Caino, il crudele padre, che in premio alle loro enormi fatiche aveva preparato loro una sorte tanto miserevole.

8. E quando giunse la sera, tutti erano affamati e nessuno osava mangiare, e se ne andarono tristemente da Hanoch e dissero: 俟ignore, noi abbiamo lavorato tutto il giorno; dacci ora anche da mangiare secondo la tua promessa!

9. Ma Hanoch, levatosi, disse: 非ove sono i frutti del vostro lavoro? Portateli qui e fatemeli vedere e deponeteli nelle mie dispense, e poi io far dare a ciascuno secondo giustizia!

10. Ed essi andarono e portarono, come era stato loro comandato, gli uni molto e gli altri poco e deposero il tutto ai suoi piedi.

11. Caino, per, e sua moglie non portarono nulla, pensando di esserne esonerati. E vedi, allora Hanoch ripart i frutti dicendo: 青hi ha lavorato, manger, ma chi non ha lavorato non manger鉬

12. E cos Caino e sua moglie quella volta dovettero digiunare. E vedi, allora Caino con sua moglie abbandonarono piangenti la dimora di Hanoch ed egli non trov tra tutti i suoi figli e nipoti neanche un cuore pietoso. E quindi and nei campi e l mangi dei frutti che erano rimasti e siccome per lui non era stata edificata nessuna dimora, pernott con la moglie a cielo aperto.

13. E quando il giorno seguente i suoi figli ritornarono dal lavoro, lo trovarono che gi raccoglieva frutti e dissero: 侮edete, egli lavora per la prima volta in questo paese, ma ben gli sta, poich egli stesso ha voluto che al posto dellamore regni la giustizia!

14. E vedi, quando essi ebbero nuovamente lavorato senza interruzione fino alla met del giorno, gli uni costruendo ancora altre case, dimore e dispense, gli altri raccogliendo frutta ed alcuni servendo il loro principe per le comodit sue, di sua moglie e dei suoi figli, tutti andarono di nuovo da lui nellalta dimora e gli portarono frutta ed altri segni della loro faticosa diligenza e richiesero da mangiare secondo giustizia ed altrettanto fece pure Caino con sua moglie.

15. Ed ecco, allora Hanoch si alz e con seriet irosa disse: 侶uante volte al giorno volete mangiare? Pensate forse che io faccia raccogliere la frutta per voi, affinch possiate poi tranquillamente saziarvi? Di che devo, dunque, vivere io e la mia servit, cui non spetta il compito di lavorare come voi, ma quello di portare il loro signore sulle loro mani? Perci andatevene via da me e nessuno di voi si azzardi mai pi a varcare la soglia di questa mia alta dimora! Dora in poi incaricher i miei servitori di ritirare giornalmente da voi i frutti per la mia casa; voi, per, potete mangiare con moderazione soltanto i frutti che cadono da soli e liberamente gi dagli arbusti e dagli alberi, e ci valga tanto per chi raccoglie quanto per chi costruisce. E questo sia per voi un nuovo comandamento che voi dovrete osservare come cosa sacra. Guai al trasgressore!

16. E vedi, allora Caino prese la parola e domand ad Hanoch, con immensa tristezza e profondamente commosso: 保 Hanoch, grande principe che fosti mio figlio, d, secondo il giusto e il vero e conformemente al tuo cuore: tuo padre e tua madre non sono esonerati da tutto ci che hai saggiamente ordinato ai tuoi sudditi, secondo il tuo libero beneplacito? E se proprio devo essere pari ai miei figli, comanda allora che essi debbano nutrire pure il loro padre e la loro madre, i quali sono diventati vecchi, affaticati e deboli. Oppure concedimi, di grazia, di partire da qui fino agli estremi confini del mondo, affinch non veda pi, dora innanzi, la grande tribolazione dei miei figli che languono sotto il grave giogo della libera giustizia

17. E vedi, Hanoch allora cos gli rispose: 青ome mai mi domandi tale cosa? Non agisco bene se io faccio cos come tu mi hai insegnato e come me ne hai conferito il potere? Hai pure tu stesso dichiarato che io solo sono libero dalla legge e non hai fatto alcuna eccezione per te! Come puoi chiedere tale cosa a me, contro ogni diritto, e perch vuoi con ci costringermi a rendere manifeste su di te, che fosti il primo legislatore inesorabile, le conseguenze rigidamente legali della disobbedienza a terribile esempio per gli altri? E se io agisco in tale maniera, dimmi, agisco forse ingiustamente? Infatti, dato che presso di noi non c amore, ma unicamente la nuda giustizia, come puoi protestare contro le leggi scaturite dal mio libero beneplacito, perch venga fatta una qualche eccezione a titolo di grazia, grazia che non pu mai armonizzare con i diritti della legge del tuo principe? Che tu sia mio padre, a me che importa? Io sono pure venuto al mondo per mezzo tuo, senza che io labbia voluto sotto nessunissima condizione! E cos tu mi hai generato senza il mio volere, e anche senza questo tu mi hai fatto principe! Ma poich ora sono diventato e sono quello che sono e come sono interamente senza il concorso della mia volont non avendone avuta una e neppure sotto una condizione qualsiasi, ma unicamente per caso sono qui come tuo figlio a causa della tua libidine e come principe per il fatto della tua sola ambizione, dimmi un po quali obblighi debbo avere verso di te dal punto di vista legale!?

18. Fuggi via dunque dal mio cospetto, dove tu vuoi, affinch non ti raggiungano le rigide conseguenze della giustizia! Questa lunica grazia che ti concedo di mia libera volont, dato che posso fare quello che voglio. E ora vattene e fuggi!

 

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Cap. 24

La partenza di Caino verso il mare

 

1. E ora, vedi, Caino scoppi in pianto, e con sua moglie e quattro figli, due maschi e due femmine, se ne part e dopo quaranta giorni giunse alla spiaggia dei mari e si spavent alla vista della grande distesa di acque, perch credeva seriamente di essere arrivato allestremit del mondo. Ed egli pens: 俟e mi perseguitasse Hanoch, dove potrei fuggire?

2. Dinanzi a me sta lestremit del mondo e a sinistra e a destra ci sono alte montagne alle quali non mi concesso accedere e locchio e lorecchio di Grazia del Signore sono chiusi per me. Oltre a ci non vedo qui altro che frutti sconosciuti, non benedetti; ora chi si fider di mangiarli? La provvista che abbiamo portato con noi ormai anchessa esaurita! Che mai devo fare ora?

3. Eppure voglio tentare ancora una volta di rivolgere una potente invocazione al Signore: o Egli mi esaudir, oppure ci far perire e cos ad ogni modo ci succeder, almeno alla fine, secondo la Sua Volont, Volont che certamente non abbiamo riconosciuto nella nostra cecit durata tutto questo lungo tempo

4. E vedi, dopo un periodo di settantasette anni, Caino ricominci a pregarMi incessantemente per tre giorni e tre notti interi e gridava continuamente: 俟ignore, Tu che sei il Giusto e il colmo dAmore, guarda di grazia qui al Tuo massimo debitore e fa di me secondo la Tua santa Volont!. E queste parole egli le ripet migliaia e migliaia di volte.

5. Ed Io ebbi piet di lui, perch tanto possente era il grido nella sua infinita miseria. Vedi, allora Io mandai a lui Abele, avvolto in una fiamma di fuoco, che gli indirizz parole che provenivano da Me e gli disse: 青aino, rialzati da terra e guardami in faccia e dimmi, poi, se mi riconosci ancora!

6. Allora Caino si rialz ed osserv con timore la fiamma e non la riconobbe n dalla voce n dalla forma, e chiese quindi, tutto tremante per langoscia: 青hi sei tu, o strano essere, dentro a questa fiamma?

7. E Abele gli rispose: 俟ono io, tuo fratello Abele, e sto dinanzi a te nella Fiamma dellAmore divino! Cosa vuoi dunque che ti sia fatto?. 保 fratello, rispose Caino, 哀e sei proprio tu, vedi, io non ho pi volont! Mio figlio Hanoch mi ha preso tutto, anche la mia volont; ormai io non ho pi volont. Vedi ora in quale condizione noi stiamo qui? Siamo tutti completamente senza volont! Perci altro non posso dire che: Sia fatto di me e di tutti noi secondo il santo Volere del Signore!

8. Allora disse Abele: 亟bbene, ascolta! Questa la Volont del Signore, Padre mio e Dio tuo: mangiate senza alcun timore tutti i frutti che voi troverete qui, poich il serpente ti ha sospinto fin qui, ma esso rimasto dovera, cio presso i figli nella citt di Hanoch con tutto il suo veleno e non avr pi niente a che fare con voi. Infatti, luomo che ha ceduto la propria volont come hai fatto tu, non ha pi niente a che fare con quella malvagia progenie. Chi per ha reso soggetta la propria volont a quella del serpente, costui suo prigioniero ed giunta la fine del suo agire.

9. Ma chi sfuggito ai suoi lacci diventati ormai robusti, e cos ha salvato lultima goccia della propria volont e lha deposta a terra al cospetto di Jehova, a costui Egli doner una nuova volont proveniente da Lui stesso, affinch possa poi operare come uno strumento del Signore. E cos anche Volont del Signore che tu abbia ad agire dora innanzi secondo la Sua Volont e anche se un giorno i discendenti di Hanoch riuscissero a trovare te e i tuoi, essi non vi riconosceranno, perch lAmore del Signore brucer del tutto e in modo permanente la vostra epidermide colorandola di nero.

10. E il tuo nome di Caino ti sar tolto e te ne verr imposto un altro, cio Ateope, vale a dire il senza volont secondo la Volont del Signore. Ed essendo cos, allora tu dovrai, assieme ai tuoi, intrecciare con canne e giunchi una cesta molto grande, lunga sette lunghezze duomo, larga tre e alta una, molto solida e poi vi stenderai sopra uno strato di resina e ogni tipo di altra pece. E quando avrai ultimato questo lavoro con tutta diligenza, spingerai la cesta vicino alla grande acqua e dovrai raccogliere della frutta per quaranta giorni, e quando avrai fatto tutto ci, trasporterete la frutta nella cesta e alla fine salirete voi pure dentro, tutti assieme!

11. E allora il Signore far venire un forte flusso della grande acqua, che sollever la cesta, e voi assieme ad essa, e vi porter in un paese lontano, nel mezzo di queste grandi acque, dove sarete perfettamente al sicuro da ogni insidia o persecuzione da parte di Hanoch.

12. E l vicino, da ogni parte, vi saranno in questa grande acqua dei piccoli paesi e quando vi troverete in troppi in un paese, allora andate in cerca di altri paesi e cos via, secondo la Volont del Signore, e popolate gradatamente tutti i piccoli paesi delle grandi acque.

13. E se voi non vi dimenticherete del Signore, Egli un giorno vi dar da abitare un grande continente, dove rimarrete fino alla fine del mondo, ma ci avverr soltanto quando esso sar stato prima purificato dalla maledizione per mezzo del diluvio che si abbatter ben presto e che soffocher ed uccider la progenie di Hanoch e anche molti dei figli di Dio che si saranno lasciati attirare tra i lacci delle belle figlie di Hanoch.

14. Tuttavia, voi, figli dalla volont perduta, non sarete raggiunti dalle correnti di questo diluvio, perch la Volont del Signore vi ha posti sulle acque delle Sue grandi Misericordie. E se voi avete bisogno di qualcosa, conoscete ad ogni modo dove dimora il grande Donatore che non vi abbandoner, se voi non Lo abbandonerete nei vostri cuori.

15. E ora tu, o Caino, accostati a me!. E vedi, allora Caino si avvicin al fratello Abele, presente sotto forma di fiamma, e questi lo abbracci, e Caino divent nero come il carbone e i suoi capelli divennero crespi come una pelliccia di animale. E ugualmente accadde agli altri cinque.

16. E allora Abele disse: 亟bbene, o fratello Ateope, ora tu sei libero da ogni peccato che rimasto presso Hanoch; fa adesso, dunque, secondo la Volont del Signore! Amen!

 

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Cap. 25

Lo sviluppo della progenie di Caino, quale nuovo Ateope

 

1. E vedi, allora Abele scomparve e Ateope mangi della frutta, perfettamente lieto per la prima volta in vita sua e fece esattamente come gli era stato comandato.

2. E cos il suo ultimo ceppo fino al giorno doggi popol tutte le piccole terre nelle acque e, dopo la grande distruzione della progenie del serpente per mezzo dei flutti del cielo, tale ceppo popol anche i grandi continenti che voi attualmente chiamate Africa, America e Australia. E il suo ceppo non fu fatto perire nel diluvio ed sempre lo stesso anche nel tempo presente, a testimonianza dei misfatti dei Miei figli e dei figli di Hanoch, nel tempo dallora e nel tempo attuale.

3. E vedi, ancora oggi vive questo Ateope, naturalmente e spiritualmente, nascosto in una piccola terra nel mezzo delle grandi acque, terra che nessun mortale potr mai trovare e l egli il costante osservatore del vostro operare.

4. Dunque, vedi, egli mangi e bevette frutta di ogni specie e gener ancora settecento figli per il tempo di ancora mille anni. Ma poi egli fu da Me rinnovato e non mangi e non bevette pi, poich fu saziato con il Mio Amore per leternit, il quale il cibo migliore che vi sia, poich, chi cos viene saziato, non vedr, non sentir n assaporer in eterno la morte; e cos egli non avr mai pi fame di un qualsiasi cibo, n sete di una bevanda, e il suo morire sar come unuscita vivente dalla vita alla vita nella vita della vita dei viventi tramite il Vivente che sono Io stesso.

5. E cos saziato, Ateope vive corporalmente ancora oggi, quale il primo figlio duomo sulla vasta faccia della Terra e pu guardare ci che fanno tutti gli uomini ed perci un antico testimone di tutte le Mie opere, compiute fino al vostro tempo.

6. Egli conobbe No, Abramo, Mos, tutti i profeti e Melchisedec, il Sommo Sacerdote.

7. Ed egli fu testimone della Mia nascita e della Mia nuova Creazione mediante la massima di tutte le Mie opere, cio mediante lopera di Redenzione. E cos anche egli verr custodito finch sar discesa del tutto la Mia Citt santa, evento che comincia appunto ora e dove anche verr definitivamente accolto quale fedele portinaio, perch, allinfuori di Me, nessuno conosce tanto profondamente il Serpente come lui, poich con esso ha avuto a che fare pi di tutti.

8. Ed ecco, questa la storia di Caino che ora viene narrata, perch vi sia di sprone a maturare le vostre riflessioni sul vostro conto, allo scopo che con ci, tanto pi presto e con maggiore facilit da voi stessi possiate scoprire e riconoscere il vostro male dalle sue radici, e possiate distruggerlo nelle sue pi riposte fondamenta, per ritrovare quindi nel Mio Amore il Paradiso da tanto tempo perduto e per diventare finalmente dei veri fedeli cittadini della Mia nuova, grande e santa Citt, continuando Io ad essere il vostro fedelissimo, santissimo e buonissimo Padre, cos come lo fui da tutte le eternit delle eternit. Amen!

 

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Cap. 26

Lempio governo di Hanoch

 

1. E ora rivolgi per un po ancora la tua attenzione verso Hanoch ed Io vi mostrer, di passaggio, come stessero l le cose gi dopo un periodo di soli trentanni.

2. E vedi, Hanoch si era scelta la pi bella donna ed oltre a questa anche due concubine e con esse si dedicava oltre ogni misura alle pratiche della lussuria. Per questo motivo il suo intelletto si ottenebr al punto che egli dimentic completamente ogni questione concernente il governo che gli competeva. I pochi pensieri che a stento poteva raccogliere ancora si rivolgevano esclusivamente ai piaceri, allo splendore, alla morbidezza delle vesti e alla libidine.

3. Bastava che i suoi sudditi gli portassero frutta buona di ogni specie in abbondanza, che ci fosse dello sfarzo davanti alla sua abitazione e che avesse delle vesti veramente morbide, di un tessuto confezionato con unerba finissima che cresceva a piedi delle montagne, ed egli con ci era perfettamente soddisfatto e lasciava che leggi e governo andassero come volevano.

4. Ma vedi, allora i suoi sudditi si accorsero che egli era diventato tiepido e volsero a loro profitto la sua cecit. E i suoi servitori pure osservarono come si mettevano le cose e siccome erano accorti e astuti come il serpente stesso, cercarono in tutte le maniere possibili di tenerlo in uno stato di stordimento continuo. Inoltre, affermando mentendo che si trattava di un editto dindulgenza del principe, permisero ai sudditi tutti i possibili divertimenti, purch questi ultimi li fornissero di doni sempre maggiori.

5. E vedi, poich questi servitori videro allora che essi potevano fare ci che volevano senza essere puniti, cominciarono addirittura a governare essi stessi e ad emanare leggi ai sudditi. In primo luogo prescrissero di tributare al principe onori divini, mediante ogni tipo di sacrifici ed offerte, e in secondo luogo vollero che luno o laltro suddito donasse al principe la figlia pi bella. Al suddito che aveva la fortuna di essere il beato donatore, sarebbero stati condonati tutti i tributi e sarebbe diventato un libero possessore della propria casa e oltre a ci avrebbe goduto il privilegio di entrare nella dimora del principe e della libert di intrattenersi a piacimento con i suoi servitori, nonch gli sarebbe stato concesso di vedere una volta allanno il suo principe e di ringraziarlo per tale grandissima grazia e distinzione.

6. Ora, vedi, con ci il serpente aveva fatto, come voi usate dire, un vero colpo di genio! Infatti, i genitori allora cominciarono a tenere sempre in casa le loro figlie dedicando ad esse ogni attenzione allo scopo di farle diventare il pi possibile delicate e belle, per riuscire un giorno eventualmente ad assicurarsi essi pure una condizione libera. E una bella di questo tipo non degnava pi di uno sguardo un uomo comune, dato che si sentiva destinata per il principe.

7. Ma cosa avvenne poi a causa di questi reciproci inganni? Nientaltro che la cosa pi tremenda che voi riuscite a raffigurarvi intensificando al massimo i vostri pensieri. Avvenne cio che i servitori presero finalmente nelle loro mani, senza eccezione, tutti gli affari di governo, con lastuto pretesto come diedero a intendere al principe Hanoch con la loro ornata loquacit che egli ormai non era pi un principe, ma un dio del popolo, e che sarebbe stato disdicevole per la sua sconfinata maest ed inesprimibile magnificenza, che erano ormai divine, prescrivere leggi ai vermi della Terra. Per conseguenza, data lincommensurabile venerazione che ispirava loro la sua santit eccelsa sopra ogni cosa, tali adulatori spiegarono di voler assumere del tutto a loro carico questa disdicevole incombenza; cos egli non avrebbe avuto altro da fare che esternare, con un semplice cenno, il suo gradimento o la sua disapprovazione e accettare con ogni grazia e indulgenza, i tesori che essi avrebbero raccolto per lui in gran quantit.

8. In quanto al resto, Hanoch si sarebbe dovuto degnare di mostrare la sua persona al popolo una sola volta allanno e in questa occasione tutti si sarebbero gettati a terra e lo avrebbero adorato nella polvere, e qualora poi egli avesse voluto concedere una grazia speciale a qualcuno di quei vermi nella polvere, ci sarebbe accaduto calcando con il suo piede santo il capo di quel qualcuno tra i vermi.

9. E qualora questa grazia elevata fosse stata concessa a qualcuno, magari in premio dellofferta di una bella ed attraente prostituta, a costui, dopo averlo fatto rialzare subito da terra, gli sarebbe stato concesso di contemplare la divina maest del signore di ogni potenza e forza, e in conseguenza di ci sarebbe stato poi ammesso alla dignit di libero cittadino della santa citt del magnifico dio Hanoch.

10. Ora, vedi, questi sottili e raffinati discorsi dei suoi servitori lusingarono legoistica vanit di Hanoch al punto che egli stesso diede la piena approvazione senza alcun indugio a tutto quello che gli era stato proposto. Oh, quale mostruosa pazzia fu mai la sua!

11. Perch, vedi, in questo modo i servitori avevano raggiunto quello a cui gi da lungo tempo aspiravano, cio la facolt di dettare leggi e di punire; in una parola, dunque, la direzione del governo. E cos allora sorsero, al posto di uno solo, altri dieci principi, i quali non facevano la bench minima distinzione tra gli uomini, loro fratelli, e gli altri animali; si limitavano a dividerli in bestie ragionevoli e bestie non ragionevoli. E solamente nel caso in cui qualcuno di tali bruti ragionevoli avesse compiuto con successo e a loro profitto qualche atto ispirato ad astuzia e malvagit, soltanto allora gli veniva accordato il diritto di chiamarsi, egli pure, uomo.

12. E quando questi dieci principi ebbero visto come gli uomini-animali obbedivano ciecamente alle loro leggi certamente a causa del grande spavento per gli inauditi maltrattamenti allora, gradatamente, ciascuno di essi si scelse ugualmente dieci servitori fra i liberi cittadini e li innalz ad un certo grado di nobilt, assieme alle loro mogli e ai loro figli. Era evidente per che, quale compenso, se le loro figlie erano belle ed attraenti a sufficienza per i principi, dovevano essere cedute ai principi stessi per i loro piaceri ed essi generavano cos figli a centinaia e a migliaia, che poi venivano tutti consegnati agli uomini-animali perch li nutrissero. E quanderano cresciuti, i maschi passavano a loro volta alla classe degli uomini-animali, mentre le femmine, nel caso in cui per lastuzia del serpente, come per lo pi avveniva, crescevano molto belle e seducenti, a loro volta venivano destinate a soddisfare i piaceri dei signori e spesso gi al loro dodicesimo anno dovevano prestarsi a tale servizio, e per questo motivo diventavano sterili. E cos, quando dopo breve tempo avevano perduto tutte le loro attrattive, venivano cacciate tra gli animali e per questi dovevano lavorare e perci erano chiamate Huhora, vale a dire, nel vostro linguaggio, gente che cura gli animali.

13. E vedi, questo sistema di vita si protrasse per pi di trentanni. Ma poich con queste pratiche dissolute gli uomini si erano moltiplicati fino a raggiungere il numero di parecchie centinaia di migliaia e si erano diffusi da tutte le parti del paese e non potevano di conseguenza pi essere sorvegliati, allora, con il consenso di Hanoch il loro dio ormai inattivo e completamente privo di forza che viveva senza alcun sospetto furono costruite altre dieci citt che furono chiamate secondo il nome dei dieci principi. I nomi di questi ultimi erano i seguenti:

14. Cad, Carac, Noad, Huid, Hlad, Ufrac, Farac, Molachim, Ufrahim e Tahirac.

15. E ora vedi, ciascuna di queste citt fu costruita esattamente secondo il modello della citt di Hanoch, e cos nel mezzo di ogni citt fu eretto un grande castello del tutto simile allalta dimora di Hanoch, e questa costruzione era circondata da bastioni e da fossati. Tieni conto del fatto che gli uomini di quel tempo, non disponendo ancora di alcun strumento simile ai vostri attrezzi come picconi, zappe, vanghe e badili, erano costretti ad adoperare le mani e a smuovere la terra con le loro dita, come le talpe!

 

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Cap. 27

La politica dei consiglieri di Hanoch

15 maggio 1840

1. Io ometter di ricordare qui i maltrattamenti che nelloccasione di una simile costruzione venivano inflitti, ma intendo invece trattenervi sullargomento principale. Quando dunque le citt furono completamente edificate, i dieci principi si presentarono ad Hanoch e dissero: 保 Hanoch, grande e magnifico dio dogni potenza e forza (nota bene: - Quantunque egli fosse gi pi debole di una mosca e non possedesse ormai pi alcun potere) ed immenso signore di ogni giustizia (nota bene: - La quale su altro non era fondata se non sulla ruberia, la lussuria, linganno, su ogni perfidia, aridit completa di ogni sentimento, arti velenose, crudelt, menzogna e ogni altro genere di crimine e vizio)! Vedi, il tuo popolo diventato grande sotto la guida sapientissima della tua sconfinata, inconcepibile ed imperscrutabile giustizia (nota bene: - Questa era veramente una giustizia senza alcun confine, per lui del tutto incomprensibile, ma ancora pi totalmente inesplicabile) ed esso si sparso in tutto il vasto paese della tua divina maest e di conseguenza non pu pi essere sorvegliato da questa tua alta dimora e, se noi trascurassimo di tenerli docchio, tale popolo farebbe quello che vorrebbe, anzi esso potrebbe perfino traviarsi al punto da cominciare ad invocare e ad adorare invece di te, cui spetta unicamente ogni adorazione, nuovamente lantico Dio di Caino e a tale Dio, poi, potrebbe venire ancora una volta lidea di esaudire qualcuno di loro e di conferirgli una potenza invincibile; dopo di che questi potrebbe radunare intorno a s una grande massa di popolo con la quale assalirci, finendo in conclusione per annientarci tutti quanti siamo (nota bene: - Tali preoccupazioni si addicono bene davvero ad un dio tanto possente!).

2. E poi noi, infine, non avremmo pi un numero sufficiente di onesti servitori che potessero recarsi dappertutto per prendere in consegna i frutti e per portarli fin qui, e finirebbe che questi servitori ci trarrebbero in inganno e consumerebbero essi stessi lungo la via quello che la terra, in ossequiosa obbedienza, produce unicamente per te, o grande dio! (nota bene: - Dunque, anche il timore della fame cominci a tormentare il grande dio?).

3. Ora vedi, allora Hanoch fu colto da grave imbarazzo e non sapeva cosa si sarebbe dovuto fare, poich prima dallora egli non aveva mai appreso qualcosa in merito a quanto il popolo si era moltiplicato. Finalmente si alz e disse con voce stridula, che tradiva un grande spavento: 青he cosa potrebbe mai accadere se quelli che sono di troppo noi li uccidessimo man mano e cos ne riportassimo il numero a quello necessario per garantirne la debolezza e il timore? Che ne dite voi, o miei fedelissimi? (nota bene: - Una bella intenzione per la giustizia divina!).

4. E vedi, cos parlarono i dieci: 保 dio supremamente giusto, pensa a ci che possibile e a ci che impossibile! (nota bene: - Il dio supremamente saggio, potente e giusto doveva dunque anche lasciarsi istruire dai suoi servitori sul possibile e limpossibile). Perch, vedi, in primo luogo essi si scaglierebbero in grandi masse contro di te e contro di noi e ci annienterebbero tutti quanti, anche se ne uccidessimo uno solo; e in secondo luogo pensa al vaso sopra le stelle, del quale Caino ci ha spesso narrato e a quello che succederebbe qualora cominciassimo a commettere degli abomini! (nota bene: - Dunque, il grande, potente dio aveva ancora paura del vecchio Dio?)

5. E vedi, allora Hanoch cos si espresse verso di loro: 俗ditemi, dunque, e intendete la mia volont, che cos potentemente suona: Ciascuno di voi, o miei fedelissimi servitori, prenda possesso di una delle dieci citt e vi regni e governi in mio nome ed emani leggi secondo avvedutezza e vero conoscimento e badi, con tutta severit e rigidezza, che le stesse vengano esattamente osservate! Se qualcuno di voi dovesse mai intiepidirsi nel giusto zelo, sopra di lui porr colui che tra di voi sar stato il pi fedele e il pi zelante. Io vi riconoscer dalla raccolta dei frutti! Il primo che porter qui i suoi doni come un tributo doveroso alla mia sacra maest, costui avr anche per primo la lode della giustizia ed io accoglier da lui il poco come se fosse molto, ma quelli che giungeranno pi tardi dovranno portare molto ed io accetter questo molto come se fosse solamente poco, perch cos potr valutare la loro pigrizia e rimunerare la loro operosit con una giusta lode o con un giusto biasimo. E lultimo dovr essere sottomesso al primo, affinch si migliori nello zelo e nel rigore per tutte le cose giuste. Poich la rigida giustizia lunico fondamento di un regno che noi abbiamo e deteniamo in nostra assoluta propriet.

6. Questa la mia giusta ed immutabile volont e vi viene annunciata da me, che sono il vostro dio e signore, dato che non potete e non dovete averne altri, n voi, n tutti i sudditi liberi od obbligati a servire. Deve esserci bens stato una volta un qualche vecchio Dio, il Quale era molto potente finch rimase giusto, ma pare che in seguito abbia dato il bando alla giustizia, cominciando a fare del bene sia ai colpevoli che ai giusti, spintovi da un impulso che si chiamava amore, simile a quello che noi proviamo per le belle donne. A causa di ci il vecchio Dio ha del tutto giudicato Se stesso per la rovina, e ora non esiste pi.

7. Ed per questo, come vedete, che adesso mi trovo io al Suo posto, dunque, anche linvocazione di questo Dio antico ben poco giover, dato che non esiste pi in nessun luogo. bene perci che voi in qualsiasi circostanza vi rivolgiate a me che detengo ormai ogni potere! Amen!

8. (nota bene: - Asserzioni simili e ancora molto peggiori sul Mio conto devo udire attualmente da parte di molte centinaia di migliaia, i quali pongono sul Mio trono la loro assoluta follia fondata sulla loro tenebrosissima ragione, facolt questa comune a tutti gli animali tramite i loro sensi acuti, e di conseguenza adorano se stessi, ed oggigiorno non si chiamano pi d鋱 perch questo nome ai loro orecchi suona troppo volgare e ridicolmente basso bens filosofi ovvero scienziati materialisti e anche dottori o professori di tutte le specie. Questa tenebrosissima razza vorrebbe addirittura costringerMi ad andare a scuola da loro, qualora volessi essere un Dio per i superscienziati di questa epoca tanto illuminata. Io per vi dico, in verit, che il lombrico strisciante pi assennato di loro, quantunque non sia in possesso che di un unico senso. E ancora dico che questi tali ben presto sgraneranno tanto docchi e tuttavia non vedranno pi di quanto veda un topo campagnolo nella terra e con gli orecchi ben acuti e molto lunghi non udranno pi di quanto possa udire un pesce nellacqua, il quale, non possedendo la voce, non possiede nemmeno ludito).

9. E vedi, tutto ci fu per i dieci principi precisamente una fonte perenne di eccellentissima acqua per il loro mulino, perch Hanoch aveva anticipato i loro pi riposti desideri ed aveva dato loro un rigido comandamento che veniva perfettamente a proposito, poich soltanto cos si sentivano ufficialmente autorizzati a permettersi ogni immaginabile eccesso e ad ingannare il popolo, nonch il loro dio scimunito.

(15 maggio 1840)

 

10. E ora, vedi, quando il dio Hanoch ebbe cos terminato il suo discorso, conged questi suoi dieci servitori. E questi se ne andarono, in apparenza profondamente colpiti da un discorso cos formidabile, ma nei loro cuori erano estremamente lieti, a causa della grande stoltezza di Hanoch, che, in seguito ad ogni tipo di timori e di preoccupazioni, aveva innalzato a rigida legge la loro propria volont ed infine pareva che egli stesso cominciasse a convincersi di essere un dio. Ma circa questo ultimo punto essi si ingannavano del tutto, perch dentro di s Hanoch sapeva molto bene di non essere affatto un dio, dato che la sua debolezza e il suo totale esaurimento gli provavano anche troppo evidentemente cosa ci fosse di vero nella sua divinit!

11. Per egli voleva soltanto mantenere e consolidare gli altri nella loro grossolana cecit, e continuare a spacciarsi per un dio a causa del guadagno che gliene derivava, poich fra di s egli pensava che predicare ai ciechi facile, dato che essi non distinguono ci che nero dal bianco e prendono il giorno per la notte e viceversa. Ma cos pensando egli pure era in errore. In questo modo tra di loro venivano a stabilirsi dei veri rapporti da manicomio, poich luno riteneva che fosse sempre laltro il pazzo pi grande e pi sciocco.

12. E quando essi si furono di nuovo riuniti nella loro stanza, Cad cominci ad indirizzare a tutti gli altri un discorso e disse: 亟bbene, fratelli miei, o voi che come me avete ancora per padre Caino e avete visto il primo padre Adamo e la prima madre Eva, la quale Hanoch non conosce n ha visto, come pure non vedr mai Adamo, vedete, Caino, nostro padre, fu uno scellerato come nessuno di noi mai stato e mai lo sar, ma quando egli si rivolse al Dio di Adamo, Questi gli diede ci che egli chiedeva.

13. Dunque, cosa ci occorre di pi? Noi conosciamo le Sue grandi opere, poich le abbiamo viste con i nostri occhi e udite con i nostri orecchi, dunque sappiamo dove dimora il grande Potente! Facciamo anche noi come fece Caino nel momento del bisogno e, anzi, sovrabbondiamo pure nelle nostre richieste e potete essere certi che ben presto risulter dimostrato chi veramente il Signore nel paese delle pianure! Ciascuno di noi eriga un altare a questo Dio e vi sacrifichi a Lui la frutta del paese e la conseguente potenza che gli richiediamo non si fermer a met strada; e allora Hanoch, il pazzo, potr ben aspettare a lungo il tributo di maest alla sua immaginaria santit da parte nostra, che abbiamo conosciuto Adamo ed Eva!

14. E vedi, quando Cad ebbe finito il suo discorso, Carac si alz a sua volta e disse: 亭ratelli miei, se le cose stanno cos, la partita nostra! Vedete, per quello che mi riguarda, sono perfettamente daccordo con Cad; saremmo dei pazzi pi grandi di Hanoch se noi, che siamo pi potenti di lui, volessimo nutrirlo al solo scopo di consolidarlo nella sua pazzia, e addirittura ingrassarlo, affinch si accresca ancora di pi la sua libidine che sfogher sulle nostre donne pi belle, mentre noi, come voi tutti sapete, dobbiamo reputare come una grazia straordinaria quando lui, essendo stanco di qualcuna che non gli piace pi, ce la restituisce! Io credo invece che sia meglio che le pi belle ce le teniamo per noi! Le meno belle possiamo cederle ai nostri servitori; le rimanenti, poi, che restino propriet dei nostri sudditi. In quanto ad Hanoch, che si accontenti di leccare il sangue delle sue figlie e che gusti lignominia delle sue stesse mani e che diventi magro come un osso di caprone e mangi con i vitelli e beva con gli uccelli! E perch non dovremmo fare a lui ugualmente a come egli ha fatto a nostro padre? Non si egli riservato anche delle cose che il padre Caino si era dimenticato di fare e questi dovette fuggirsene, pure essendo suo padre come era altres nostro? E vedete, ormai egli per noi non altro che un fratello scimunito. Cosa pu dunque esserci dimpedimento a dargli quello che si merita per la fuga di Caino? Ecco, questa la mia opinione, vantaggiosa per ciascuno di noi, poich io da parte mia far allantico Dio come Cad molto saviamente trov giusto ed opportuno fare!

15. Il discorso di Carac riscosse unanime approvazione. Dopo di che si alz Noad e cominci anche lui a parlare dicendo: 侮i sono note le mie attribuzioni e il mio incarico, cui ho presieduto per volont di Hanoch con tutta fedelt, diligenza e zelo! Eppure ora domando a voi tutti che utile ne abbia ricavato durante tutto questo tempo, e senza dubbio ciascuno di voi mi risponder: Niente di pi e niente di meno di nulla!. Vale a dire che io aiutai il peggiore degli imbroglioni nei suoi raggiri e perci fui io stesso un imbroglione imbrogliato e per aiutarlo nei suoi ipocriti inganni dovetti condurre una vita ben magra dinanzi alle masse, e per corroborare lopinione circa una sciocca santit apparente dovetti, nella mia qualit di severissimo amministratore della giustizia, rinunciare in pubblico ad ogni allegro piacere, per poi ricevere privatamente nientaltro che aspri rimproveri e grossolane minacce dogni tipo, invece di una lode e di un risarcimento in segreto per i torti pubblicamente sofferti. E tutto ci accadde a causa della sua inconcepibile pazzia. Voi tutti invece avete avuto una vita pi facile e poteste fare molte cose secondo il vostro compiacimento, mentre ci non era possibile a me, poich, essendo io colui che metteva in atto la sua follia da giudice, dovetti fare secondo i suoi pi pazzi e ripugnanti desideri, dando a ciascuno di questi una precisa esecuzione, affinch i desideri stessi, per effetto della mia forzata ipocrisia, di cui mi intendevo bene, o meglio dovevo intendermene bene, potessero acquisire una qualche parvenza di legalit. Dopo di che, per conferire piena validit al mio inganno, io, quale legittimo imbroglione, dovevo nuovamente farmi ingannare e precisamente in tre modi: anzitutto da Hanoch a motivo della legge, secondariamente da me stesso a motivo del popolo, e in terzo luogo dal popolo e da tutti voi a causa di Hanoch. Io credo di avervi sufficientemente esposto le ragioni del mio malcontento e con ci di avere deposto ai vostri piedi le mie mentite spoglie. E ora giudicate voi stessi se io ho forse torto, grato come posso essere per tanto riconoscimento della mia opera, a togliere da me il triplice inganno e a scagliarlo con tutta violenza sul capo di Hanoch, rivelandolo al popolo per quello che veramente . E poi resti a lui la cura di badare da che parte se ne andr la sua divinit e vi corra lui dietro come uno zoppo alla caccia del cervo. Dunque anchio far quello che Cad ritiene opportuno fare e seguir molto scrupolosamente il consiglio di Carac e i miei contributi non danneggeranno i suoi occhi, n il trotto dei miei cammelli molester i suoi orecchi. Di conseguenza io prendo possesso della citt che porta il mio nome

16. E vedi, allora gli altri esclamarono: 俏oad ha parlato perfettamente bene e cos faccia egli pure come giusto e buono

17. Dopo ci si alz Huid e il tono della sua voce fu come un fulmine piombato nel mezzo della perversa adunanza e parl con maggiore veemenza degli altri, dicendo: 俗ditemi bene, o fratelli e figli di Caino, lesiliato, e intendete ciascuna delle mie parole che sono di grande importanza!

18. Chi potrebbe contare tutte le gocce di sangue che, in seguito alle sentenze di Noad, limbrogliato, e mediante le mie robuste mani sono sprizzate dai dorsi e dai fianchi del misero e debole popolo, che discendente di Caino al pari di Hanoch e di noi? Ora, questo sangue non stato affatto versato a causa della trasgressione di una qualche legge, n per la pigrizia del popolo, n per nessunaltra causa, per quanto minima, apparentemente punibile, ma unicamente, come voi gi sapete, per suo divertimento e passatempo, per non parlare poi dei maltrattamenti inflitti al popolo durante la costruzione di ogni citt, tanto che mi riesce del tutto inesplicabile come questi disgraziati abbiano potuto conservarsi in vita dopo questo periodo di martirio che dura gi da cos lungo tempo. Ad ogni nostra osservazione contraria, egli non manc mai di metterci sotto il naso la fragilit del ben noto vaso sopra le stelle, e si dimentic assolutamente di quello che posto sotto la Terra!

19. Ma io domando a voi tutti, in giustizia ed equit, di dirmi se il popolo non si troverebbe meglio sotto i cocci di quel vaso anzich sotto i colpi continui che andiamo infliggendo loro con verghe rigide, bastoni duri e solidi randelli! E ditemi ancora: che cosa ha fatto Hanoch per il vaso dellamore che sotto la Terra? Per conto mio, credo che, tranne le innumerevoli gocce di sangue dei nostri fratelli, ben poco sar da trovarvi dentro! E se, usando lastuzia, noi avessimo preso il governo nelle nostre mani, non avrebbe egli, nella sua qualit di dio di ogni abominio, cominciato sicuramente a farli uccidere, luno dopo laltro?

20. Noi stessi dovemmo essere crudeli, per distogliere ogni sospetto da noi che eravamo ancora suoi servitori. Ma le citt sono ormai edificate, il popolo diviso, il potere nostro come pure il nostro riconoscimento dellantico Dio e il sacrificio giurato. Cosa ci occorre di pi? Se il popolo ci ha obbedito quando lo maltrattavamo, allora non ci diverr infedele se noi vorremo guarire le piaghe che gli sono state inferte, come anche faremo mediante leggi pi savie e miti di quelle attuali che sono ispirate alla pi nera crudelt. Vedete, io sono chiamato il malvagio, ma qui vorrei fare una grave domanda e precisamente: Chi pi malvagio: io, Hanoch o il serpente di Caino?. Io penso che Hanoch sia un maestro di ogni perfidia e che il serpente debba avere covato nel cuore di Hanoch tutte le sue generazioni, altrimenti non sarebbe possibile immaginare crudelt simili; crudelt perpetrate da un fratello a danno dellaltro, mediante i propri fratelli e quelli dei figli dei fratelli!

21. Di conseguenza io credo che dovremmo a nostra volta renderci soggetto e suddito Hanoch e, un po alla volta, fargli dare dal popolo una molteplice ricompensa per le sue crudelt, al posto dellomaggio alla maest sovrana, e cos egli potrebbe poi accumulare sulla propria schiena il legittimo tributo, per portarselo dove volesse

22. 亮iuste e sagge sono le tue parole, o fratello Huid, esclamarono i convenuti 前 ad Hanoch avvenga secondo il tuo discorso che ci ha colpito in mezzo agli occhi, i quali hanno spesso visto i suoi gravi misfatti!

23. E vedi, allora si alz Hlad e cos si espresse con parole determinate: 亭ratelli, voi sapete come io dovetti essere insensibile verso tutto, per personificare in certo modo la rigidit della legge, ovvero per rappresentare larbitraria crudelt di Hanoch sotto il manto della giustizia inesorabile e come perci io dovetti costantemente far buon viso a tutti questi suoi pessimi giochi. Quantunque non fossi io stesso colui che percuoteva, tuttavia dovetti assistere alle persecuzioni e dovetti contare i colpi inferti da Huid e da tutti i suoi aiutanti e riferirli ogni volta ad Hanoch con animo grato. Vedete, allora fui costretto ad apparire insensibile, pur non essendolo affatto, ma adesso intendo ricredermi, come voi vedete! Io voglio schierarmi contro Hanoch e voglio essere di fronte a lui quello che tanto spesso dovetti apparire di fronte al popolo dei nostri fratelli, e verso questi fratelli io voglio essere caldo, mentre intendo essere verso Hanoch un freddo risarcitore dei torti patiti dal popolo per opera sua. Divenga la mia fedelt verso lui una fredda ricompensa e la mia diligenza mi renda il primo tra voi e la voce della sua lode si converta in urla e ruggiti di dolore e siano questi una delizia per gli orecchi di coloro che furono tanto spesso maltrattati, e che le gocce di sangue stillanti dalla sua schiena ridonino un po di vita alle loro guance esangui!

24. Siccome per il resto sono perfettamente daccordo con voi tutti, penso che il mio giudizio non sia errato se intendo agire secondo il mio sentire, che gi da abbastanza lungo tempo ha dovuto guardare, come impietrito, tutti gli orrori e tutte le malefatte di Hanoch. Infatti, chi ha sentimento e sensibilit per il dolore e per il tormento, costui li ha certamente per fare il bene e questo io lho constatato innumerevoli volte. In futuro, dunque, vediamo di governare mediante il bene. E a colui che facesse il male, capiti il castigo in proporzione alla sua mala azione, usando per indulgenza, essendo egli pure un fratello; ma chi obbediente ed opera il bene, a costui di bene ne vada dieci volte tanto. E subito dopo sia offerto un degno sacrificio allantico Dio, sacrificio che senza dubbio sar a Lui gradito, dato che gli riporteremo quello che Caino ed Hanoch, con tanta scellerata leggerezza, hanno perduto per tutti noi

25. E vedi, allora tutti si alzarono e si inchinarono a Hlad e dissero: 保 fratello! Il tuo giudizio il pi giusto fra tutti quelli finora espressi. Tu sei il pi vicino ai figli di Adamo. E perci sarai per noi un modello, secondo il quale noi regoleremo e indirizzeremo i nostri ordinamenti, ci che anche vogliamo fare.

26. Il sangue caldo dei poveri fratelli ha sciolto il ghiaccio che era intorno al tuo cuore e da questo irrompe ora unabbondanza di calore; agisci ora, dunque, sotto limpulso di questo calore e riscaldaci tutti con quello che per te in pi!

27. E vedi, poi anche Ufrac si alz e disse: 保 fratelli, vedete e udite! Tutti i vostri giudizi sono equi e retti, per quello di Hlad, secondo il mio acuto discernimento, evidentemente il pi giusto. E perci io sono perfettamente della sua opinione, tranne che per una cosa sola che di grande importanza: ci vuole una grande astuzia basata sulla prudenza in tutto ci che vorremo intraprendere. Perch, vedete, fare secondo giustizia, operare il bene, giudicare scrupolosamente e rettamente la giusta ricompensa del bene e del male, nonch un ordine sicuro, queste sono cose di grande e pubblico vantaggio tanto per il popolo quanto per noi tutti. E tutte queste cose sono sufficienti nei rapporti tra noi e il popolo. Per ora anche tutti i liberi cittadini della citt di Hanoch sanno che, per questo popolo scimunito, Hanoch rappresenta un vero dio e questa convinzione nessuno di loro se la lascer togliere neanche con mille bastonate; e tanto pi ancora che proprio questi liberi cittadini sono quelli che hanno maggiormente rafforzato lintero popolo in tale pazzesca illusione.

28. Se noi, dunque, adesso vogliamo subito mettere le mani su Hanoch, non faremo con ci altro che aizzarli tutti, e precisamente contro di noi, e qualora Hanoch si presentasse in mezzo a loro e spiegasse come noi gli avessimo legato le mani, affinch non potesse difenderli dai maltrattamenti che noi abbiamo inflitto loro, se ci accadesse, il popolo si scaglierebbe contro di noi e dovremmo essere schiacciati dalle masse.

29. Di conseguenza si rende assolutamente necessario usare scaltrezza e grande prudenza ed astuzia, se noi vogliamo realizzare i nostri piani in modo che la cosa possa tornare a nostro vantaggio. Dato per che io fui il suo pi intimo consigliere in ogni faccenda, ne consegue che so meglio di tutti come stanno le cose. Quindi la mia certissima opinione che per almeno tre anni ancora si debba versare ad Hanoch il tributo richiesto, per salvare le apparenze, ma che nel frattempo il popolo venga trattato bene da noi, perch si affezioni a noi e poi si debba illuminare spesso i pi svegli dintelletto riguardo alla nullit dellessere di Hanoch e a tutti i suoi inganni e alle sue sopraffazioni molto grossolane e indicare loro le tracce dellantico Dio e fare loro infine comprendere che tutto fu fatto da parte nostra, per quanto aspro abbia potuto essere, unicamente per salvare loro, nostri fratelli, una buona volta dal duro e grave giogo di Hanoch, e che bisognava che ora avvenisse cos, altrimenti tutti assieme sarebbero andati incontro alla morte.

30. Io posso darvi la mia piena assicurazione che, se noi istruiamo cos il popolo e poi lo trattiamo come suggerito da Hlad, ci troveremo in uno stato di incalcolabile vantaggio ed io credo che perfino lantico Dio non ci contester la signoria, qualora poi per di pi si voglia offrirGli un sacrificio. E sono certo che, soltanto allora, Hanoch avr da parte del popolo quello cui hanno accennato molto saviamente Huid e Hlad, gli oratori perspicacissimi ed espertissimi che mi hanno preceduto. Considerate bene le mie parole, o fratelli miei e nobili figli di Caino!

31. Ed ecco, tutti si inchinarono e dissero: 隹men! Cos avvenga, affinch le parole di ciascuno abbiano valore contro Hanoch, linfame esiliatore di nostro padre e labominevole sacrilego contro lantico e possente Dio

32. Allora gli altri presero nuovamente posto sui loro seggi, ma Farac rimase in piedi e si guard intorno con aspetto serio, come se avesse voluto vedere se forse dietro a ciascun oratore non fosse rimasto nascosto qualcosa che nessuno aveva il coraggio di portare alla luce del giorno, e ci che egli andava cercando con gli occhi, lo trov ben presto facilmente il suo intelletto. Ed egli cominci a parlare con veemenza e le sue parole non risparmiarono nessuno e furono come una spada sul campo di battaglia. Infatti, egli parl cos:

33. 保 fratelli, ammesso che siate ancora degni di questo nome onorevole, io ho udito i vostri discorsi con i quali avete manifestato ad alta voce, dinanzi a me, i vostri pensieri, ma daltro canto avete tenuto reciprocamente nascosta la vostra avidit in modo insidioso e avete mentito luno verso laltro nellesporre i vostri piani, rendendovi con ci luno contro laltro ribelli, poich ciascuno di voi accarezza il proposito di svignarsela di nascosto e di riferire ad Hanoch di aver convocato, per estrema fedelt a lui, unassemblea dei principi prima dellimportante atto dellassunzione del governo da parte dei suoi saggi e di aver cercato di provocare i convenuti affinch dessero un giudizio ripugnante sul conto di Hanoch e ci allo scopo che poi Hanoch si rendesse conto in quali mani egli aveva affidato i dieci governi. In conseguenza di questo, Hanoch gli avrebbe conferito ogni potere e lavrebbe poi posto quale unico principe su tutti noi. Gli altri allora, in seguito alla credulit di Hanoch, avrebbero potuto dividersi tra di loro la sorte di Caino.

34. O birbanti matricolati, o rigurgito di ogni perfidia! Domandate a voi stessi se una volta sola un qualche onesto impulso vi ha mai indotti a fare qualcosa! Poich tutto quello che io sono e che voi siete, siete riusciti a diventarlo unicamente per mezzo dellinsidia, dellastuzia, dellinganno, delladulazione e dellipocrisia. Il popolo sciagurato non ha ancora sofferto abbastanza? Non gi, ad ogni modo, diventato cos misero da non assomigliare pi quasi a degli esseri umani? Non ha esso ormai gi versato quasi lultima goccia di sangue sotto i vostri colpi? E cosa mai abbiamo fatto di bene al popolo, che per cos lungo tempo ci ha volonterosamente nutrito per ricevere nientaltro che maltrattamenti di ogni specie? Coloro ai quali voi deste il nome di uomini-animali non hanno gli stessi diritti su quanto esiste sulla Terra? Eppure fu loro proibito di mangiare i frutti maturi e dovettero accontentarsi di quelli guasti. E voi non siete ancora soddisfatti di tutto questo, ma volete renderli mille volte pi infelici e pi miserabili di quanto gi ora lo sono!

35. Mosso da queste considerazioni dichiaro a voi tutti, senza alcun riguardo, che se proprio volete governare il povero popolo, di cui non siete degni di chiamarvi fratelli, abbandonate ogni malizia e ogni insidia, e guidatelo dinanzi al cospetto di Dio, Quello antico e vero, e anche verso Hanoch siate dei veri fratelli e non dei maestri dellinganno per amore della vostra gola e del vostro ventre; e mediante la vera fedelt vedete di meritarvi quella posizione che avete ottenuto tramite linganno e lastuzia; altrimenti lantico Dio non guarder i vostri sacrifici, ma verr in soccorso dei deboli e vi render schiavi delle bestie cui voi deste tale nome, partorito dalla vostra mente! Riflettete bene sulle parole che ora vi ha detto il crudele. Amen!

36. Vedi, quando Farac ebbe terminato il suo discorso, gli altri rimasero come pietrificati al loro posto e non furono capaci di trovare neanche una parola a loro scusa e la maggior parte andava pensando dentro di s: 青ertamente, egli in segreto ci ha preceduti presso lantico Dio, altrimenti come avrebbe potuto scrutare il nostro animo con tanta precisione e profondit? E considerato che ormai cos, chi potr reggere al suo fianco? Se lo si potesse togliere di mezzo, la cosa sarebbe facilmente sistemata, ma adesso chi potr opporsi e resistere alla sua potenza? Prima che noi alziamo una mano, la sua ci avr gi colpiti e annientati, perci vogliamo tranquillamente attendere e vedere che piega prenderanno gli avvenimenti, e allora si vedr quello che si potr fare ulteriormente

37. E vedi, siccome nessuno osava pi prendere la parola, Farac si fece innanzi nuovamente e domand loro: 亟bbene, che cosa ne di voi? Nessuno ha pi il coraggio di intervenire e di ribattere alle mie argomentazioni? Dove mai se ne sono andate le vostre malizie, gli inganni, le astuzie, le vostre lusinghe e le ipocrisie, e dove le vostre menzogne, dove la vostra potenza, dove il vostro principato ed infine dove il vostro truffato dio Hanoch?

38. Ma io vi dico che il linguaggio muto dei vostri pensieri non certo sfuggito al mio orecchio e che, comunque vadano le cose, voi agirete molto bene facendo dora in poi secondo equit e giustizia. E chi di voi non agir perfettamente secondo equit e giustizia, costui verr esiliato come lo stato Caino che voi dite che vostro padre, perch ha veramente agito ispirandosi a giustizia, ma il suo agire fu troppo cieco e troppo rigido e di conseguenza si trov prigioniero di se stesso e dovette fuggire dinanzi alla propria opera. Dove sia finito Caino, questo nessuno lo sa allinfuori dellantico Dio e se Egli lo volesse rivelare a qualcuno, questi lo saprebbe pure. Per tale non la Sua Volont. Vedete, Caino fu giusto per timore del Giudizio dellAntico, ed ha errato in tutte le sue azioni perch egli non fece nulla per amore, che pure gli era stato comandato prima di ogni altra cosa dallantico Dio.

39. Ma avete gettato ben lontano da voi perfino ogni giustizia e al suo posto avete messo la scaltrezza, linganno, lastuzia e innumerevoli altre ignominie ancora, che per la loro nefandezza non possono trovare un nome; e credete forse che lantico Dio vi sosterr subito e con la massima sollecitudine in tutte le vostre infamie, il cui numero non ha fine, per il solo fatto che Gli accenderete ciecamente un qualche insignificante fuoco in sacrificio? Oh, voi siete enormemente in errore! Questo Antico ha una vista acutissima e conosce in maniera perfettissima com costituito tutto il vostro essere dal principio alla fine. Quindi il Suo orecchio molto lontano da voi e non vi esaudir pi nella vostra sconfinata scelleratezza, anche se voleste arderGli tutta la Terra in sacrificio, se prima non purificate i vostri cuori con il fuoco di un amore sconfinato verso i vostri fratelli, deboli per causa vostra e le vostre infelici sorelle e se non vi astenete da ogni pratica lussuriosa che inconcepibilmente disdicevole per uomini dellet di duecento anni nella loro dignit di principi.

40. E ora rispondete alle mie domande se potete, oppure ditemi apertamente in faccia, se ne avete il coraggio, cos come io vi ho parlato senza alcun riguardo, che cosa avete ancora in animo di fare adesso, poich io non aspiro a nessuna signoria, n, come voi, ad un principato, ma unicamente allesatto adempimento dei doveri che la mia carica mi impone, e ci secondo il gradimento dellAntico. Per questo io non commisi mai un torto verso qualcuno, n mai violentai una donna n una vergine, n meno ancora una fanciulla di dodici anni o anche al disotto di questet come avete fatto voi. Per questa ragione voi mi avete dato il nome di crudele: perch non volli essere un corrotto furfante come voi!

41. Queste devono essere le mie ultime parole, affinch voi sappiate che non dovete pi incontrare da vicino me, il crudele, colui che vedete davanti a voi, se non quel tanto che lo esiger una necessit suprema, come lattuale, affinch tutto non debba perire per leternit s, dico per leternit nella ridestata ira dellantico, eterno e santo Dio! Nessuno quindi mi chieda pi n il dove n il come! Amen!

 

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Cap. 28

Il consiglio dei dieci principi

22 maggio 1841

1. E vedi, siccome tra tutti coloro che avevano gi parlato nessuno si azzardava a opporre qualcosa alle parole di Farac, si alz infine Molachim e si rivolse direttamente a Farac, fissandolo fortemente negli occhi e dicendo: 亭ratello, le tue parole sono state aspre ed hanno colpito in pieno ciascuno di noi, ma, vedi, per quanto riguarda i nostri discorsi, il loro senso buono e giusto, eccetto il vostro rigettare Hanoch; solo che tali discorsi sono stati profanati da false brame interiori, che si sono destate in noi in seguito alla considerazione della dignit principesca conferitaci.

2. Ma se, distruggendo in noi stessi tutte queste brame temerarie, volessimo anche diventare veri e fedeli fratelli tanto del popolo quanto di Hanoch, secondo equit e giustizia, allora, chiedo a te Farac, saremmo ancora dei birbanti?

3. E Farac rispose: 俠a brama la vita della volont; se per in tale modo volete annientare in voi ogni brama, in base a cosa volete poi operare nella vostra qualit di principi? Perci nessuno deve soffocare in s le brame, che sono la scintilla dellamore in Dio, ma basta invece che esse non vengano falsamente indirizzate.

4. La vera direzione che ad esse va data di guadagnare Dio nel Suo Amore e di uniformare tutte le azioni secondo il riconoscimento della Volont suprema in noi, che manterr in perfetta umilt lamore di se stessi in noi mediante la consapevolezza della sua nullit e della inconcepibile debolezza contenuta nellamore di se stessi.

5. La falsa direzione delle brame, invece, legoismo, ovvero la totale cecit e sordit della volont in noi; per questo tutte le azioni si orientano in base ai propri bisogni, mentre non considerano quelli dei fratelli cui andrebbe tributata pari considerazione.

6. Vedi, allora le false brame, per il fatto del loro continuo moltiplicarsi in noi, vanno gonfiandosi sempre pi e soffocano lumilt, e mediante la loro gravezza producono lorgoglio; in questa situazione, poi, luomo tende a sgravarsi del suo enorme carico, ma, dato che questultimo, essendo cieco, non vede e, essendo sordo, non ode quello che dovrebbe giovargli, egli nelle sue false brame fa ricorso a tutti i mezzi immaginabili che il suo amore cieco, o amore di se stesso, pu escogitare. Con ci egli non fa che aggiungere nuove gravezze a quelle gi vecchie, che con il loro enorme peso schiacciano la vita da Dio in noi e ci degradano ad animali della materia terrestre e ad alimento della morte, la quale dimora dappertutto nella materia, tanto nellacqua quanto nel fuoco, nellaria e nella Terra, che la madre della carne, ovvero della morte, poich dove c carne, l c pure la morte. Di conseguenza moriremo tutti nella carne.

7. Chi dunque si trova nellamore di se stesso, costui giace nellamore della propria carne; chi per ama la propria carne, nutre la brama della morte, e la morte si riverser nella sua brama e lo avvincer in tutte le sue fibre vitali e cos lo consumer e lo uccider. In tal modo egli diverr come unimmondizia della morte e concimer i campi dove seminato il frutto della perdizione eterna. E ora voi sapete quanto occorre per vivere giustamente. Operate cos e vivrete; altrimenti morirete. Amen!

8. E vedi, allora Molachim prese nuovamente la parola e disse: 亭ratelli, voi sapete qual il mio compito e quali le mie mansioni: io non sono stato indotto a mentire ad Hanoch e al popolo n per volont di Hanoch n per quella del popolo, bens da voi, ad eccezione di Farac; a voi soltanto io dovevo rivelare la parte pi intima della mia scienza. Ma io ora getto ogni inganno a destra e a sinistra dei piedi di Farac e dico apertamente: Se un giorno un Dio scender dal Cielo, le Sue parole non potranno essere pi sagge di quelle di Farac!

9. Io lo confesso liberamente: se egli non fosse un nostro fratello, mi lascerei cadere ai suoi piedi e lo adorerei, ma egli invece un uomo come noi; dunque, da dove gli viene questa grande sapienza?

10. Vedete, sono cieco e sordo come voi, ma un intimo sussurrare mi suggerisce: Ecco, Dio parla invisibilmente per bocca di Farac!. Noi dobbiamo ascoltare questa voce e ponderarla bene e agire di conseguenza, se vogliamo vivere; altrimenti le lacrime dei nostri fratelli si raccoglieranno fino a diventare un immenso flutto che ci soffocher nella nostra grande libidine, nei nostri inganni e nella nostra astuzia delittuosa.

 

(22 maggio 1840)

11. E vedi, allora anche Ufrahim si fece coraggio, avanz e disse: 隹men! Siano rese grazie allantico Dio perch ha aperto con la massima benevolenza la bocca di Farac, il nostro fratello, senza il quale noi saremmo tutti morti, poich noi tutti eravamo gi profondamente accalappiati dai lacci delle nostre brame apportatrici di morte e ciascuno si proponeva di tradire gli altri, cos la morte sarebbe precipitata su tutti noi in un modo o nellaltro quale un giusto giudizio, sia dallaltezza della Santit dellantico Dio, sia dalla profondit della Sua ira.

12. Io fui un raffinato maestro della lusinga e con ci causai maggiori mali che non voi ed Hanoch con tutta la vostra violenza, poich, se non ci fossi stato io, egli avrebbe congedato gi da lungo tempo la sua divinit, che veramente gli era stata inculcata da me per suggerimento di Ufrac e con laiuto di Noad e di Tahirac. Infatti egli mi confid, spesso in segreto, che tale divinit era causa per lui di grave angoscia nel suo intimo e che non gli lasciava pace n di giorno, n di notte quando era solo e che egli aveva gi pi volte maledetto questa infelice idea di Ufrac, non potendo pi disfarsi di tale dignit a causa del popolo, quantunque essa gli bruciasse in petto pi di qualsiasi fuoco.

13. E vedete, ora qui depongo ogni mia scienza della lusinga e sono convinto che la sapienza di Farac potr anche, con facilit, guarire gradualmente questa grande ferita del nostro fratello, nella stessa maniera in cui essa riuscita ad aprire, speriamo, gli occhi a tutti noi, affinch potessimo vedere lorlo insidioso dellabisso su cui ci troviamo comodamente adagiati tutti noi nove, senza presagire il pericolo immenso di perdere la vita e con questa anche tutto ci che per mezzo di essa ha un qualche valore.

14. E tu, o caro fratello Farac, sii per me e per tutti noi una guida fedele verso la luce dalle altezze del vero Dio che ci divenuto estraneo come lo era divenuto al nostro padre Adamo e guidaci secondo la Volont dellunico, vero Dio, a te ben nota. E cos pure sii la guida di tutto il popolo, dato che anchesso composto da nostri fratelli poveri ed innocenti, dei cui errori noi soli portiamo la colpa a causa della nostra sconfinata perfidia, e quanto tu, o fratello, troverai opportuno fare secondo la Volont dallAlto ora nota a te soltanto, a ci noi vogliamo dare precisissima attuazione di buon grado e sempre con la massima sollecitudine unendo le forze con la Grazia dallAlto.

15. E di conseguenza anchio depongo qui il mio principato ai piedi dellamico di Dio, il Dio vero e sar enormemente felice di potermi chiamare fedele servitore dellunico, fra tante migliaia in questo paese, che abbia trovato grazia dinanzi al Dio, il solo e vero fedele servitore che qui non pu trovare chi lo possa uguagliare.

16. Perci ascoltate la mia volont: la citt di Farac sia per noi tutti una citt santa. In essa noi vogliamo andare sempre per attingere un saggio consiglio al fine di poter agire conformemente alla saggezza. Desideriamo per che sia Farac stesso il nostro principe e la nostra guida secondo la Sapienza divina che in lui e sia soltanto lui lanello di congiunzione tra noi, Hanoch e tutto il popolo, affinch noi possiamo diventare degni non gi di essere stati nominati principi, la qual cosa non ha alcuna importanza in quanto abbiamo visto la Sapienza di Dio, ma di essere reputati solo dei servitori fedeli e volonterosi che gioiranno e dovranno gioire del benessere dei popoli e della Sapienza di Dio nel nostro fratello Farac, nonch nel completo risanamento di Hanoch e con ci anche di tutto il popolo, sia esso libero o soggetto.

17. Dunque io dico amen a nome di tutti, e tu, o fratello Farac, guardami nella tua sapienza, e sii per noi tutti un fratello, un principe, una guida, un consigliere ed un savio amico! Amen!

18. Ed ecco, il discorso di Ufrahim anim nuovamente Tahirac come pure gli altri che, prima di Farac, avevano avuto parole ipocrite dettate dallegoismo e dallambizione, e cos pure egli cominci a parlare come colui che un depositario ed un vero ricettacolo di ogni male e come colui che si arroga tutti i diritti e cose divine, come la Santit di Dio, eternamente intangibile, la Sua Giustizia, il Suo Amore, la Sua Onnipotenza ed infine perfino tutta la Creazione, quasi egli avesse potuto distruggerla muovendo un dito, poich egli, come spesso aveva asserito, era venuto a conoscenza degli artifici e dei raggiri dellantico Dio e osava addirittura misurarsi con la Mia Forza e lanciare pubblica sfida alla Mia Onnipotenza. E poich Io, per Amore, non avevo voluto impugnare la grande spada del Mio Furore contro un miserabile verme della terra, quale lInfinito contro un nulla che a mala pena locchio pu percepire a causa della sua indicibile piccolezza di fronte alla Mia eterna Grandezza ed infinita Potenza, egli diceva a ciascuno che la Mia debolezza aveva timore della sua forza.

19. Che ne dici tu, o Mio servitore, di una simile provocazione?

20. Ebbene, vedi, questa provocazione, tuttavia, non era tanto ridicola quanto quella che Mi viene fatta oggigiorno da parte vostra e che mille volte peggiore e pi perfida di questa.

21. Poich non hai che da considerare alla radice le vostre istituzioni sacerdotali! Quando il santo del mondo parla dal suo trono, Io devo sul serio tacere e anche guardarMi dal rivolgere a qualcuno la parola. Se egli venisse a saperlo, il Mio interlocutore non sarebbe pi sicuro della sua vita naturale.

22. Io non ho bisogno di descrivervi pi da vicino la spina nel Mio occhio, dato che anche senza di ci voi potrete facilmente trovarla. Ma vi sia pure ancora un breve tempo dattesa! E ora ritorniamo allargomento!

23. E vedi, questo Tahirac, indirizzandosi come un fulmine alladunanza, cominci egli pure un discorso conclusivo con brevi e veementi parole e disse:

保 fratelli, che prima di me avete proferito parole savie e potenti, tanto che io ne fui scosso fino nelle pi riposte fondamenta della mia perfidia, e che, tramite esse, ho potuto riconoscere il mio nulla e la mia assoluta debolezza nonch tutto il mio grave torto in ogni mio agire, ebbene, io stimo superfluo, o fratello Farac, esporre dettagliatamente dinanzi alla tua sapienza tutte le mie iniquit, poich anche ai non savi noto pi che a sufficienza il modo e la specie delle mie inqualificabili scelleratezze.

24. Vedete, io sono troppo malvagio per la vostra adunanza perch mi sia possibile pronunciare una qualche parola di scusa, e mi limiter quindi a dichiarare che io sono il cardine e le fondamenta di ogni male tra di voi, il popolo ed Hanoch. Di conseguenza, non avanzo alcuna pretesa n su di un principato, n su di uno stato di soggezione, n meno ancora di servit, ma avvenga a me, da parte vostra, come avvenuto al padre Caino. E cos la pietra fondamentale di ogni perfidia sar tolta via dalledificio vacillante di tutte le iniquit, in modo che esso poi croller e al posto di questo edificio pi che abominevole possa essere eretto, per tutti i tempi, un altro migliore della giusta Sapienza da Dio, il Vero e Potente, in Farac.

25. Vedete, o fratelli, questa lunica ricompensa che io ho meritato pi di tutti voi. Con ci io spero di non farvi alcuna richiesta ingiusta, poich ormai so molto bene che lantico Dio non pu n deve pi usare verso di me alcuna Grazia e Misericordia, a causa della Sua Santit che io solo ho oltraggiato in maniera inqualificabile.

26. Io perci dichiaro qui terminato il mio discorso e rimango con tutta fiducia e umilt in attesa di un giusto, equo e ben meritato giudizio da parte della sapienza di Farac, divina, giusta e forte!

27. E se voi volete concedermi di condurre con me la mia donna e i miei figli nella mia fuga, seguendo le orme di Caino, ci sia ad ogni modo rimesso alla vostra misericordia. Cos dunque avvenga a me secondo la volont di Farac. Amen!

 

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Cap. 29

I successori di Hanoch

 

1. Ed ecco, allora Farac si alz di nuovo e disse: 侮edi, o fratello Tahirac, n Dio, n tutti gli spiriti liberi possono in tutte le eternit delle eternit fare in modo che quello che una volta accaduto non sia accaduto, e tanto meno una tal cosa la possiamo fare noi, deboli uomini! Pensa tu stesso: qualora in un uomo vi fosse una qualunque minima scintilla della divina Sapienza, questa non dovrebbe giudicare ed esprimersi che nel seguente modo:

2. Questuomo ha sbagliato enormemente per il suo malevolo discernimento, poich gli era mancata la Grazia dallAlto ed era cieco nel suo egoismo, a suo immenso danno nonch di quelli che gli erano vicini. Ora per, tramite lAmore misericordioso di Dio, un bagliore di lampo dallAlto si manifest, accompagnato da un tuono possente, cos luomo pot vedere tutta la sua abiezione e sentire lenormit delle sue innumerevoli scelleratezze. E poniamo il caso che luomo cominciasse ad essere sopraffatto dallangoscia e a provare dal profondo del suo cuore un serio pentimento di tutto il suo malvagio procedere e cos rigettasse da s ogni sua perfidia e in pari tempo rimettesse la propria volont completamente alla Grazia di Dio, dimmi: cosa faresti tu stesso a un tale uomo?. Rispose Tahirac: 俠o perdonerei e lo considererei come se non avesse mai sbagliato, e mi rallegrerei enormemente che uno che si era tanto smarrito e fuorviato abbia potuto ritrovare se stesso, nonch la via duscita dal carcere della tenebrosa follia e giungere alla luce della Grazia divina! Riprese Farac: 亟cco, in tal modo la tua risposta buona e giusta, malgrado tu sia semplicemente un uomo. Pensa dunque a quanto pi non approver questa giustizia il Dio sapientissimo, il Quale costituisce il Fondamento primordiale di ogni verit e di ogni amore, dato che Egli meglio di ogni altro sa il come e il perch noi abbiamo tanto spesso peccato!

3. E ora sappi questo: Noi, uomini senza amore, giudichiamo i nostri fratelli smarriti secondo il numero delle colpe, ci sia o non ci sia stato nel frattempo un pentimento, mentre Dio, invece, non giudica fuori dal Suo Amore e dalla Sua Sapienza le colpe gi commesse e lavate nel pentimento, ma soltanto quelle che si commettono e di cui non ci si pente. Anche se quanto avvenuto non svanir pi, ma rester custodito nel ricordo imperituro di Dio quale una macchia oscura sulla linea della nostra vita, la linea per non viene giudicata al suo inizio, n alla sua met, ma alla sua fine, l dove essa cresce e si prolunga o dritta verso lamore e verso la giustizia che scaturisce dallamore oppure tortuosamente deviata verso il male e verso ogni ingiustizia proveniente dal male.

4. E vedi, la forza della Sapienza da Dio ha ora raddrizzato pure quanto vi era di tortuoso in te e quindi non devi giudicarti da te stesso, ma dora innanzi devi allungare la linea della tua vita, in tutta fedelt e giustizia, nella retta direzione verso il vero Dio e devi spesso guardarti intorno alla ricerca della linea resa ormai retta da Dio, affinch tu non ti allontani pi dalla retta direzione, poich allora ti sar facile scoprire qualunque sinuosit e appianarla ben presto tramite la Grazia dallAlto, che poi ti rischiarer la grande meta della tua vita nel Regno delleterno Amore e di ogni vita che da questo emana.

5. E ora va, assumi con tutta fedelt quanto ti stato comandato da Hanoch e ricordati di queste mie parole, e cos pure tutti voi altri assieme a me, che sono il crudele, e siate dei fratelli per Hanoch, tutti fratelli tra di voi e fratelli del popolo, che va governato secondo la Volont di Dio, il potente, il forte, il sapientissimo e lamorosissimo. Amen!

6. E dopo tale discorso conclusivo, tutti si alzarono e si inchinarono dinanzi a Farac e dissero: 保 tu Farac, saggio della Sapienza antica di Dio! Noi tutti ora riconosciamo la tua grande potenza e la tua inconcepibile comprensione di tutte le cose, e bench noi non comprendiamo come tu sia giunto a questo, noi, tuttavia, faremo come tu trovi giusto ed equo, poich noi ci rendiamo conto che la tua sapienza fondata sullamore, amore che non delude nessuno, specialmente quando, per di pi, si intende procedere per le sue dolci vie, ci che noi tutti ora faremo e vogliamo fare secondo la tua sapienza ed attingendo alla stessa.

7. Tu per vedi di raddrizzare anche le vie di Hanoch, come hai fatto con le nostre. Amen!

8. E vedi, allora tutti abbandonarono i loro seggi e si recarono nelle loro citt e l agirono bene e saggiamente secondo il consiglio di Farac, e tutto il popolo fu pieno di giubilo sotto la loro guida.

9. E quando Farac in simile maniera e con facilit, ebbe convertito pure Hanoch, questi si alz e afferrata la possente mano di Farac disse: 保 fratello, tu hai detto il vero ed hai agito bene, poich, quando una creatura in vita, l c ancora da aspettarsi Amore e Grazia dallAlto come nel caso mio. Solo con la morte cessa ogni cosa! Ora qui tutto vive ancora e cos pu anche essere posto rimedio a molte cose. Perci voglio risanare nuovamente tutte le ferite che sono state inferte ai miei popoli e tutto ci sar fatto al tuo saggio e fraterno fianco e con lo stesso aiuto con il quale, con tanta avvedutezza, hai saputo allontanare una cos grande sventura da me, cos perfidamente ingannato, e anche dal popolo povero e raggirato

10. E vedi, questo governo ora alquanto migliore dur, con varie vicende, pi di cinquecento anni, perfino sotto gli stessi figli, cio figli e nipoti di Hanoch, quali furono ad esempio il suo figlio pi giovane Irad (limpetuoso) discepolo di Farac, che regn centanni, il suo figlio minore Mahujel il quale pure regn centanni, poi il suo figlio pi giovane Metusael (lo scienziato e scopritore della natura e delle sue forze) che ebbe cento dieci anni di regno e infine il figlio di questi, dimentico ormai quasi del tutto di Me, Lamec (listitutore della pena di morte) il quale regn duecento anni.

11. Ma, vedi, sulla storia di Lamec Io dovr soffermarMi parecchio, dato che con lui cessa ogni forma regolare di governo, il cui posto viene preso dallidolatria e dal culto di Mammona, come pure dalla maledetta filosofia naturale, che il capolavoro massimo della pi sconfinata perfidia del Serpente.

12. Ora, vedi, Lamec, non essendo n il primo n lultimo nato, non era veramente chiamato a regnare, poich secondo il costume stabilito gi dalle prime origini, soltanto il figlio pi giovane era autorizzato ad assumere il governo, e unicamente in caso di morte o di altro genere di incapacit subentrava poi il diritto al regno del primogenito, e se anche questi moriva, soltanto allora tale diritto spettava ai nati compresi fra il primo e lultimo.

13. Ora, per, era ancora vivente il figlio pi anziano di Metusael (locculto sapiente alla maniera di Farac, morto gi da lungo tempo), il cui nome era Jored, e il costui fratello pi giovane Hail (ossia il fedele allievo di Jored e legittimo successore al governo).

14. Ma, vedi, Lamec, uomo rozzo, tenebroso, ambizioso e spergiuro che per saziare la propria ambizione si era creato uno speciale sistema di ragionamenti filosofici in virt dei quali si riteneva ugualmente autorizzato a governare, e per di pi si trovava circondato da una malvagia banda di individui di pari sentimento si accese dira dentro di s contro lantico costume; e quando, a causa della morte di Metusael, si avvicinava lepoca dellassunzione di Hail al governo, egli indisse un giorno una malvagia assemblea per tutelare le sue aspirazioni ambiziose e per prendere consiglio sulla via da seguire per raggiungere con sicurezza il suo perfido scopo.

15. E vedi, uno della sua stessa banda, che aveva nome Tatahar (che era un essere efferato e assetato di sangue) gli diede un crudele consiglio, dicendogli:

俏oi siamo settantasette uomini, forti come dei tronchi dalbero, audaci come tigri, coraggiosi come leoni e crudeli come le iene; e tu, dal canto tuo, sei un maestro di tutti noi. Di conseguenza crediamo che non dovrebbe esserti troppo difficile, con una buona clava in mano, mettere fine alla sapienza di Jored, l nel bosco vicino alle montagne, dove ultimamente abbiamo dato la caccia alle tigri. E poi, quando una qualche iena vorace ne avr triturato le ossa con i suoi denti acuti e poderosi, per dimostrare la tua gratitudine potrai quindi gettarle come dolce pietanza anche il ragazzo Hail; e ci, per quelle bestie affamate del bosco, sar un boccone quanto mai gradito. Poi si potr dire al popolo che essi, essendosi impegnati temerariamente nella caccia delle iene, dunque fidandosi stoltamente della loro segreta sapienza, sono stai sbranati proprio da questi animali sulla montagna e divorati. E poich tu, facendo cos, rimarresti lunico successore di Caino, di Hanoch, di Irad, di Mahujel e, figlio come sei, di Metusael, chi ancora potrebbe contrastarti la signoria e il governo?

16. Ebbene, o Lamec, cosa ne pensi tu di questo piano dazione? Questo mio consiglio, pi che ogni altro, non forse tale da farti raggiungere sicuramente lo scopo? Va dunque ed agisci di conseguenza, noi ti staremo al fianco e il successo ci arrider fuori da ogni ragionevole dubbio!

17. E vedi, questo consiglio era precisamente ci che, a suo intendimento, faceva al caso di Lamec. Cos ben presto trov il fratello, e questo avvenne, non a caso, con laiuto del Serpente. Infatti, Lamec aveva ben osservato come Jored ed Hail si erano incamminati verso la foresta, cosicch vi si rec rapidamente egli pure con la sua micidiale banda, per altra via. Dunque, l nascosto, tra il folto degli alberi, egli attese il passaggio dei due fratelli. E quando questi si trovarono del tutto dentro la foresta, egli si lanci dimprovviso su Jored, lo ammazz con un colpo e fece poi di Hail secondo il consiglio di Tatahar.

18. E vedi, questa cosa accadde ai due per la ragione che essi si erano insuperbiti della loro sapienza, poich, quali figli di principe, si erano dimenticati che la vera sapienza consiste unicamente nella massima umilt; e che non appena questultima privata di giusta considerazione, anche la sapienza ne profanata. Ebbene, poich tale era il loro caso, non era possibile offrire n consiglio n aiuto, senza dover ledere necessariamente la loro libert; ci che Io non posso fare neppure in minimissima misura, poich la pi insignificante particella di libert sta infinitamente al di sopra di ogni vita naturale o materiale di tutti gli esseri viventi della Terra; e da questo deriva anche la forza che viene concessa nelle guerre; e questo avviene sia pure a causa della libert di volere e di azione perfino di un solo individuo.

19. Altrettanto sia detto, quale ammonimento, anche a te, che sei uno strumento discretamente buono. Poniti quindi bene in mente che, qualora tu fossi indotto in presunzione, sia in segreto o pi o meno apertamente, dinanzi ai tuoi fratelli, per averti Io conferito il dono della sapienza, ebbene, anche a te succederebbero le medesime cose. Poich, vedi, se tu fossi trascinato alla dissolutezza o tratto a rubare nel momento del bisogno o ti dessi ai bagordi e alla vita sregolata, in un modo o nellaltro, questo dono che ora ti sto facendo, di specie rarissima tra gli uomini, perderebbe la sua potenza in te. Ma se tu, invece, ne diventassi orgoglioso, allora Io te lo toglierei immediatamente, e ti lascerei nudo e spoglio nella foresta dellerrore; poi verrebbero le fiere che ti divorerebbero, in modo che di te pi non resterebbe niente altro allinfuori di una cattiva reputazione.

20. Vedi, proprio nellumilt che tu hai ricevuto questo dono, nellumilt devi conservarlo, e in tutta umilt devi pure operare in modo tale per ridonarlo a tutti i tuoi fratelli.

 

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Cap. 30

Lamec fatto re

30 giugno 1840

1. E ascolta ancora! Come, dunque, Lamec ebbe commesso tale misfatto nel bosco a danno dei propri fratelli, alla testa della banda di Tatahar, egli fece ritorno ad Hanoch tutto soddisfatto, e fece dire ed annunciare a tutto il popolo, dentro ed intorno alla citt, nonch ai popoli delle altre dieci citt e dintorni, ci che era accaduto ai suoi temerari fratelli, Jored ed Hail, suo allievo. A questa notizia tutta la citt di Hanoch inorrid, assieme alle dieci citt e a tutto il popolo dimorante fuori da queste. Allora, i pi ragionevoli e anche coloro che erano ritenuti i pi intelligenti delle citt e di tutto il popolo, si radunarono assieme per consigliarsi, ed erano circa tremila uomini, senza contare le donne e i fanciulli rimasti alle loro case.

2. E cos questo piccolo esercito duomini decise di portarsi nella citt di Hanoch, da Lamec, dove uno prese la parola per tutti e disse: 非ov il bosco in cui avvenuta tale disgrazia al giovane re e al suo saggio fratello Jored? Lascia che noi vi andiamo e che vi cerchiamo il posto dove stato compiuto il misfatto. Chiss forse potremo trovare l qualche misero resto, o una qualche altra traccia che ci convinca della verit di questa notizia, affinch noi possiamo piangere per una cos grande sciagura. Andremo quindi alla ricerca della iena assassina, che avr certamente il muso ancora insanguinato, per strangolarla ed ammazzarla con le nostre clave e le nostre frombole, cos distruggeremo tutta la sua razza quale dovuta espiazione per la morte di Jored e Hail

3. 俟儢, rispose allora Lamec, 勁a decisione che avete preso buona; ed io, che ormai sono il vostro legittimo re, mi propongo di fare altrettanto in mezzo a voi; e il mio primo servitore Tatahar far da guida e da scorta assieme ai suoi compagni bene armati!

4. E vedi, la pronta e compiacente decisione di Lamec piacque al popolo, e tutti esclamarono: 侮edete, vedete ed udite! Huhuhorah! (vale a dire Vi ancora un vero re!); anchegli saggio. Sia, dunque, il nostro re!

5. E dopo ci, tutti si alzarono e, guidati da Lamec, si avviarono verso il bosco delle tigri e delle iene; e l anche ben presto trovarono il luogo dove si era svolta latroce scena e dove cerano ancora tracce di sangue, e piansero, e raccolsero i resti delle vesti per le onoranze funebri.

6. E quando ebbero compiute l le loro vane cerimonie di cordoglio, ed ebbero raccolto le reliquie di Jored e di Hail, ormai prive di valore, abbandonarono il luogo del misfatto e, colmi di amaro furore, si sparpagliarono nella foresta, suddivisi in bande di cento uomini ciascuna, a piccola distanza di trenta spanne luna dallaltra, allo scopo di rintracciare la iena infame; ma, vedi, non poterono scorgere neanche un solo animale, e men che meno una qualche iena. E perci tutti esclamarono: 俠a bestia nefanda si sar certamente rifugiata sui monti! Coraggio! Se anche dal tempo di Caino nessun mortale ha mai osato porre piede su di una montagna, noi vogliamo ora, per la prima volta, aprire l un varco, poich noi abbiamo buone ragioni per farlo, e non c Dio che possa disapprovare questo nostro passo, essendo giusta la nostra causa contro queste orrende bestie voraci. Dunque, facciamoci nuovamente coraggio, anche se dovessimo tutti quanti perire in tale sacrosanta impresa!

7. E vedi, allora Lamec soggiunse: 勁 vostro proponimento corrisponde alla mia volont ed un comando che io vi do in questo senso. Andate, dunque, e fate secondo la vostra decisione. Io per vi attender qui alla testa degli armati di Tatahar, e porr la massima attenzione nellevitare che una qualche bestia, fra tutte quelle che caccerete, riesca a sfuggire ai vostri poderosi colpi di vendetta!

8. Con ci i tremila furono soddisfatti e se ne andarono inoltrandosi nella montagna, pur con passo inusuale e incerto, e appena fidandosi di guardarsi intorno a causa della vertigine che in loro si manifestava alla vista delle altezze che superavano per la prima volta, lasciando le pianure nella profondit. E vedi, per tre giorni essi cercarono la iena assassina, ma neppure una si fece vedere; e allora furono invasi dalla stanchezza e dalla noia, e con le loro clave si diedero a percuotere unerta parete di roccia alta pi di dodici tese che impediva loro di proseguire il cammino. E maledirono i boschi e le montagne, che secondo loro erano dimora di ogni essere mostruoso. E chiesero ragione agli alberi, alle rupi e alle pareti rocciose e sputarono sopra la Terra la vergogna della sua avidit di sangue; e la maledirono fin nelle fondamenta; e maledirono altres il Sole, per aver rischiarato con la sua stessa luce unatrocit simile; e cos pure maledirono tutte le stelle e la Luna, che avevano potuto assistere ad una nefandezza cos inaudita. E uno di loro, che era il pi grande e pi forte di tutti, e che si chiamava Meduhed (cio il pi forte) si gir e rivolse a quella moltitudine, ardente dira e di furore, parole brevi ma molto appropriate, dicendo:

9. 青ome finir questo sfogo di pazzia? Ecco, voi mandate in pezzi e in schegge le vostre clave, percuotendo questa morta parete di pietra dura e insormontabile e rendete sdrucciolevole la via del ritorno con la vostra bava! Ma se, rifacendo la nostra strada, ci imbattessimo in iene, tigri, leoni, orsi e grossi serpenti, pensate a come vi difendereste! E se lantico Dio gi qui ha segnato una meta insormontabile alla nostra cieca ed infruttuosa sete di vendetta, quanto pi facilmente non potr Egli segnarci unaltra meta ancor pi terribile sulla via del ritorno! Riflettete bene, dunque, che con lAntico non buona cosa trovarsi in lite, poich Egli potrebbe donare vita perfino agli alberi e alle pietre, qualora disponesse di un troppo piccolo numero di animali per annientarci ed ucciderci tutti quanti a causa della nostra stoltezza e della nostra disobbedienza, essendoci noi avventurati per le montagne ed avendo in tal modo infranto il severissimo divieto di Caino, di Hanoch e di Farac, ossia di colui che fu sapientissimo e giustissimo. E chiss se al di sopra di questa parete non dimorino degli esseri superiori, di cui rimane pur sempre un vago ricordo fra il popolo, poich altrimenti queste montagne non avrebbero motivo di esistere! E se caso mai anche uno di tali esseri si accorgesse della nostra presenza, che cosa sarebbe il nostro grande numero di moscerini di fronte a un simile gigante di Dio? Dunque, facciamo mestamente ritorno, finch giorno, affinch non abbiamo a perire sotto la maledizione della notte che per noi sempre stata una grande nemica, come il giorno sempre stato un tormento, anche se non precisamente congiunto con cos tanti e grandi pericoli come la notte. Quindi, seguiamo tutti questo consiglio che ben fondato. Amen!

10. E vedi, quando queste parole ebbero ottenuto leffetto di farli rinsavire e mentre si accingevano a ritornare sui loro passi, Meduhed scorse un uomo di grande statura che stava su una sporgenza della parete di roccia, e questuomo era Set, un figlio di Adamo, il quale era stato dato al posto di Abele. Set, pi tardi e per mezzo del suo fratello-angelo Abele, era stato istruito da Me di recarsi con Adamo ed Eva nella Terra promessa, per dimorarvi appunto tra le montagne, rimanendo, da lontano, in vista del Paradiso di una volta; di ci Io, pi tardi, aggiunger comunque qualcosa offrendo maggiori dettagli.

11. Ed ecco, questo Set indirizz loro la parola in tono energico, dato che egli era ancora uno di quegli uomini al quale il linguaggio di tutte le creature non era divenuto estraneo, e disse: O voi, rozzi figli di Caino, il fratricida, che siete dimentichi del tutto di Dio! Quale giusta punizione di Dio il Quale il Padre mio e di Adamo che ancora vive ed il Padre di tutti i suoi figli che vivono sulle alture vi ha condotti qui tra le braccia formidabili della vostra rovina? O razza di serpenti: quale mai il vostro aspetto[5]? O voi, predestinati a saziare la fame delle iene, dite: cosa cercate qui in questo luogo sacro! Cos che vi ha spinti fin qui, in questo posto a voi cos severamente proibito? Allontanatevi da qui e piombate tutti assieme tra le fauci della punizione che vi stata minacciata, ossia tra quelle fauci micidiali alle quali voi non sfuggirete, o questa parete di pietra vi seppellir per sempre!

12. E vedi, allora Meduhed si prostr a terra e ad altissima voce implor misericordia e grazia. Allora Set, le cui parole provenivano sempre da Me, a questa supplica fu ancora pi pervaso dal Mio Amore e si lasci intenerire dalla voce lamentosa di Meduhed, e disse:

13. Meduhed, a te soltanto concesso volgere il tuo sguardo in alto verso di me, nella grande vicinanza di Dio, poich distogliesti i tuoi fratelli da grave e temeraria perfidia innanzi agli occhi onniveggenti di Dio; perci tu solo saprai dove e chi questa iena rapace. Ecco, questo animale simile a mille iene ed rimasto gi nella pianura, alla testa, appuntita come la lingua del serpente, della banda di Tatahar. E si chiama Lamec!

14. Ma che nessuno di voi si azzardi a mettere la mano su di lui! Guai settantasette volte a colui che si inducesse a toccarlo, poich un tale, cos facendo, precorrerebbe i tempi di Dio; ci per sarebbe la cosa pi terribile, perch egli distruggerebbe il legame del divino Amore e si scioglierebbe la larga, incommensurabile, cinta dei pi aspri giudizi della Divinit, la Quale farebbe precipitare immense colonne di fuoco sopra tutta la Terra e cos distruggerebbe tutto il mondo nel fuoco. E ora alzati assieme alla tua compagnia, e ritornatevene in pace al vostro paese. E i vostri sguardi non siano rivolti verso Hanoch, ma a voi stessi e a Dio, il Quale un fedele Salvatore di coloro che guardano sempre a Lui, tanto nel tempo della gioia quanto in quello della miseria. Amen!

15. E vedi, in quel momento Set divenne risplendente; ed essi, terrorizzati, fuggirono allimpazzata dalla sua vista e raggiunsero la pianura ancor prima del tramonto e si trovarono gi alle loro dimore verso mezzanotte, nonostante queste fossero distanti dalle montagne dieci ore di cammino.

 

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Cap. 31

Lespatrio sotto la guida di Meduhed

 

1. E vedi, prima di separarsi, quando furono giunti sul suolo patrio, Meduhed indirizz loro ancora brevi parole, dicendo: Fratelli, prestate bene attenzione, perch quello che ora vi dir della massima importanza. Voi avete visto luomo sulla prominenza dellerta rupe nellalta montagna e avete udito il rimbombo della sua voce poderosa, e infine, avete osservato pure come rimasto avvolto da una luce abbagliante, tanto che fummo sopraffatti dal terrore e dallangoscia, e spronati da terribile spavento ci demmo ad una precipitosa fuga, giungendo finalmente qui, sul nostro suolo natio, che ben conosciamo.

2. Voi lo avete udito anche accennare a colui che ci ben noto e che equivale a mille iene, ed avete udito pure il suo ammonimento che prospettava una vendetta settantasette volte maggiore e voi tutti avete inteso, alla fine, le sue parole che minacciavano linaudita punizione con colonne di fuoco.

3. Ma ora giudicate voi stessi cosa si possa fare, date simili circostanze! Se noi lo lasciamo vivere, egli far ben presto di noi quello che senza alcuno scrupolo ha fatto dei suoi fratelli. Ma se, daltro canto, facciamo scendere sul suo capo la giusta vendetta, questa poi si ritorcer in modo settantasette volte maggiore contro di noi, mediante il fuoco dallAlto. Cos, noi ora ci troviamo presi tra due pericoli di morte: che noi facciamo luna cosa oppure laltra, ci attender in ogni caso una morte sicura. Di conseguenza il mio consiglio sarebbe questo:

4. Questo segreto, che orrendo perch un segreto di morte, teniamocelo nascosto, ben sepolto nelle profondit delle nostre anime. Invece, prendiamo con noi le nostre donne e i nostri figli, e con essi abbandoniamo subito questa terra nefanda, in perfetto silenzio e a notte profonda. E spingiamoci l, verso il Mattino, dove spesso abbiamo osservato un terreno collinoso ed oltrepassiamolo. Allora si vedr se c ancora un altro paese oltre a questo che ormai macchiato dal delitto. E anche se vi dovessero essere i confini del mondo, io credo che sia sempre meglio vivere l in pace, e addormentarvisi nella vecchiaia, piuttosto che rimanere qui nella perpetua inquietudine, per finire o con labbeverare la terra del nostro stesso sangue, oppure con il restare inceneriti.

5. Del resto, anche il gigante sulla sporgenza della rupe parl in questo senso: Ma non siano i vostri sguardi rivolti verso Hanoch, ma a voi stessi e a Dio, il Quale un fedele Salvatore di coloro che guardano sempre a Lui, tanto nel tempo della gioia, quanto in quello della miseria!. Ebbene, nel nostro caso mi sembra che la miseria abbia ora certamente raggiunto il suo vertice massimo.

6. Quindi, o fratelli, che ardete di giustizia come me, confidate nel Dio che il grande della montagna ci ha fatto ricordare con le sue roventi parole, e cos facciamo oggi quanto vi ho appena proposto, piuttosto che domani, dato che domani potrebbe forse essere troppo tardi. Coraggio, dunque, confidiamo in Dio e gi domani saluteremo il Sole l, su quei colli lontani! Affrettatevi perci, e conducete i vostri di casa e le vostre cose, ovvero frutta e animali, ed entro tremila istanti ritroviamoci qui ben provvisti di clave. Amen!

7. E vedi, la schiera rispose: 隹men!, e in due ore tutti furono pronti per la partenza, che era stata prevista allincirca intorno alla seconda ora dopo la mezzanotte. E quando Meduhed ebbe contati tutti i padri di famiglia ed ebbe verificato che cerano tutti, ringrazi Dio e fugg alla testa di questa stessa schiera, molto grande, che lo seguiva e che era composta da diecimila uomini e ventimila donne, assieme ad una moltitudine altrettanto grande di cammelli e di asini di grande taglia.

8. Quando si lev il Sole essi avevano gi da lungo tempo raggiunto il lontano terreno collinoso, ci che sicuramente non sarebbe potuto avvenire senza il Mio particolare Aiuto, considerato che quelle colline distavano trenta ore di cammino in linea retta.

9. L essi pascolarono per due ore i loro animali, sostarono e mangiarono della frutta che avevano portato con s e, dietro esortazione di Meduhed, ringraziarono Dio per una tale meravigliosa salvezza. Meduhed, per, incitato dallo spirito, se ne and un po oltre, accompagnato da dieci uomini, e alla loro presenza si prostr faccia a terra e si accese per Dio; e, nella luce di questo suo slancio damore, scorse molto male nel suo cuore, per cui scoppi in pianto e in lamenti, provando pentimento per i suoi gravi peccati.

10. E poich Io vidi la seriet dei suoi sentimenti nei Miei riguardi, Io impressi nel suo cuore, a caratteri di fuoco, chiari e leggibilissimi, le seguenti parole: Meduhed, alzati al cospetto della Mia grande Misericordia! Tu ormai sei salvo assieme a tutti coloro che, mossi dalle tue cure damore, ti hanno seguito fin qui. Ma qui non potete sostare, n tanto meno stabilirvi, bens mettiti in marcia verso il luogo dove vedi che questa stretta valle si prolunga verso il Mattino con il fiumicello che scorre al suo interno, con tutta la tua schiera per la durata di settanta giorni; e quando poi tu giungerai dinanzi ad unacqua immensa che si estender a perdita docchio, l fa pure una sosta di altri settanta giorni. E come oggi, vieni a Me nel tuo cuore, ed Io ti indicher la via da percorrere sulle acque, fino a raggiungere un grande paese lontano, dove senza spargimenti di sangue potrete starvene al sicuro da qualsiasi persecuzione da parte delle crudelt di Lamec, il fratricida. E quando avrete fame, mangiate pure tutti i frutti che troverete in grande quantit nel vostro cammino. E bevete della buona acqua del fiume, il quale vi sar di guida fino alle grandi acque. E come oggi, ricordatevi voi tutti del vostro Dio, grande e sublime oltre ad ogni altro essere. E pensate che Io, sulla Terra, ho un popolo per il quale sono un Padre santo e oltre ogni dire colmo dAmore!

11. E pensate anche che 叛uando la Terra scorreva come una goccia di rugiada dal Mio grande Cuore di Padre, e il Sole, che vedete lass, sgorgava come una lacrima della misericordia dai Miei Occhi onniveggenti, oh, allora voi pure eravate ancora Miei figli! Dunque, tramite lamore, o piccola schiera, cerca, di diventare quello che eri una volta, quando l il Sole immenso ardeva nella Mia grazia, prima ancora che la Terra diventasse dimora di una razza fornicatrice!. E ora mettetevi in cammino e procedete nel Mio Nome! Amen!

12. E vedi, allora Meduhed annunci alla grande schiera ad alta voce queste Mie stesse parole e fu profondamente commosso e per mezzo di lui tutta la sua gente. Ed egli si alz sollecitamente ed ag esattamente secondo la Mia Volont rivelata.

13. E vedi ora, Meduhed dopo settanta giorni raggiunse la riva predestinata di quel grande mare della Terra che voi oggigiorno chiamate Oceano Pacifico. Questo presso le rive presentava un colore giallognolo. In parte, per, nei punti pi profondi e per lunghi tratti, tale oceano aveva una lucentezza perfettamente azzurra dovuta alla mescolanza dei colori del fondo, abbondante di sale di rame, e dei raggi solari che vi si rifrangevano. Egli si accamp in quel luogo con le sue schiere, proprio lungo le rive delloceano, in una regione provvista in abbondanza di frutta eccellente. Tale era, appunto, il luogo in cui Io avevo voluto condurlo.

14. E poich Meduhed e cos pure tutti coloro che lo avevano seguito ebbe la conferma del fatto che Io ero una buona Guida, egli, pieno di gratitudine, si gett faccia a terra dinanzi alle schiere, e Mi ringrazi dal pi profondo del suo cuore. E gli altri, chi pi e chi meno ma comunque tutti quanti, seguirono il suo buon esempio, cosa questa di cui Io provai compiacimento.

15. E vedi, quando Meduhed ebbe cos compiuto il suo ringraziamento, con il cuore traboccante di commozione per la Mia grande Grazia, egli si rialz e, contemplando le schiere ancora prostrate e che rendevano grazie, cominci a piangere di gioia per la Mia immensa Misericordia, che aveva salvato la vita a cos tante creature e che aveva ridonato, a coloro che avevano vissuto nella dura ed aspra servit per cos tanto tempo, la libert preziosa come loro ed un soggiorno di pace tanto ricco e anche tanto sicuro sotto la Mia alta Protezione.

16. E quando poco appresso anche le schiere, rafforzate e lietissime, si furono rialzate, Meduhed sal su un piccolo rialzo del terreno, alto circa sette tese, o per meglio precisare sette altezze duomo sopra il livello della vasta pianura, e di l indirizz a tutti un ampio discorso; e le parole gli venivano poste nel cuore dallAlto, tanto che egli stesso non profer n una parola di pi n una di meno rispetto a quanto gli veniva esattamente ispirato, e divenne dunque un vero predicatore, nel Mio Nome, alle schiere bisognose di luce e di amore. Le parole del suo ampio e lungo discorso furono le seguenti:

17. 亭ratelli, rivolgete qui a me i vostri sguardi, ed aprite del tutto gli orecchi e il cuore per intendere le parole che io, per interiore comandamento di Dio, annuncer a voi tutti. Poich esse sono di estrema importanza!

18. Ascoltate: Dio, lAltissimo, ci ha miracolosamente liberati dalle mani assassine di Lamec, e ci ha fedelmente guidati qui, fino ai limiti del mondo, sani e salvi, dove voi tutti potete vedere dove finisce la Terra e dove incominciano le grandi acque. Vedete, il paese tanto incantevole e splendido come se fosse disceso dallalto dei Cieli sulla Terra. E certamente, per ciascuno di noi, sarebbe una gioia grande se si potesse o se fosse lecito prendervi stabile dimora. Ma tale non la Volont dalle altezze di Dio; per cui ci concesso rimanere qui solo settanta giorni, dato che alla fine di tale periodo un crudele esercito di Lamec, con alla testa Tatahar, riuscir a rintracciarci. E guai allora a chiunque cadesse tra le sue mani terribili, giacch egli lo sbranerebbe, come fa la tigre che ha azzannato un agnello!

19. Per questa ragione il Signore, nella Sua immensa Grazia, mi ha indicato un luogo dove dovremo recarci, e dove troveremo pronti degli attrezzi simili a quelli che sono gi stati donati ai Suoi grandi figli che dimorano sulle grandi alture della Terra. Da ci possiamo anche noi riconoscere che Egli vuole essere pure il nostro Padre e lo sar, se noi volonterosamente ci rimetteremo nel Suo sconfinato Amore, il Quale ha avuto per noi cure tanto preziose che neppure il migliore cuore paterno ha mai avuto ancora per i propri figli, perfino offrendo di tutto nella massima abbondanza.

20. Poi dovremo prendere quegli arnesi e adoperarli per abbattere degli alberi sottili, per liberarli dalla corteccia e da tutti i rami. Occorrer quindi squadrarli in modo che le quattro superfici divengano piane come quella di acqua tranquilla; e di questi medesimi tronchi, della specie pi bella e migliore, con poco fogliame, ne dovranno essere preparati a dovere diecimila pezzi. Ciascuno di questi tronchi, cos ben lavorati, dovr misurare in lunghezza dieci altezze duomo e in larghezza un passo duomo. Subito dopo la realizzazione di una serie di trenta tronchi, si dovr raggruppare a s questultima, saldando i pezzi fortemente luno con laltro mediante chiodi che troveremo in grande quantit tra gli attrezzi da lavoro. E quando questo stesso pavimento sar approntato, dovranno essere collocati ai margini dello stesso e congiunti solidamente tre tronchi, luno sopra laltro nel senso della lunghezza del pavimento e due, luno sopra laltro, nel senso della larghezza. Infine, la superficie interna occorrer ricoprirla di uno strato di resina e di pece prese dagli alberi, che nel frattempo dovranno essere raccolte in grande quantit dalle donne e dai fanciulli.

21. E queste nuove costruzioni dobbiamo erigerle lungo le rive. Lultimo giorno, a lavoro compiuto, noi dovremo ancora fissare dappertutto, in ciascun angolo di ogni costruzione, un ramo ben grande e provvisto di bel fogliame verde, a simboleggiare la vittoria riportata tramite limmensa Grazia provenutaci dallAlto. Per quello che poi sar ulteriormente da fare, attendiamo che ci venga annunciato lultimo giorno, secondo la grande promessa che mi fu fatta quando i nostri occhi erano ancora rivolti alla citt di Hanoch, fra grande angoscia e spavento. Dunque, procediamo tutti uniti come fratelli, dato che non abbiamo pi nessun principe cui dover corrispondere un tributo, cosa questa che grida vendetta al Cielo, allinfuori del nostro grande Dio, il Quale Signore di ogni potenza e forza, infinito fin dalle eternit, e che pure un Signore possente e giusto quanto mai sopra tutti i signori in qualsiasi luogo essi siano, sopra tutta la Terra, ora, e in tutti i futuri tempi dei tempi, se essi si sono macchiati di scelleratezze e dellassassinio dei propri fratelli. Al nostro Dio, il Quale vuole esserci Padre, noi stessi dobbiamo amore ed incondizionata obbedienza; chi volesse opporsi a ci non sar punito dai suoi fratelli n con la sferza, n con verghe, ma Dio stesso lo punir attraverso la privazione della Sua Grazia

22. Ora voi sapete, intanto, tutto ci che il tempo presente richiede; perci adesso radunatevi e ristoratevi con ogni cibo e bevanda, ringraziate il Signore e poi affrettatevi a dare inizio alla grande opera che ci stata comandata. Amen!

 

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Cap. 32

Il cantico della vita ricevuto da Meduhed

 

1. E vedi, quando Meduhed termin questo discorso, tutti si prostrarono sulle loro facce in adorazione dinanzi a Dio, e Lo ringraziarono e Lo lodarono dal profondo dei loro cuori per unora. Poi si rialzarono tutti lieti e guidati dallo Spirito della Grazia si inoltrarono alquanto verso lentroterra. L trovarono in una grotta una grande quantit di attrezzi dogni specie, come zappe, asce, scuri, pialle, ogni tipo di coltelli, seghe, martelli, succhielli, squadre, accette per abbattere alberi e milioni di chiodi doppi da ribattitura. E vedi, allora la loro contentezza non ebbe pi limiti tanto che si misero a balzare dalla gioia e proruppero in grida di giubilo per la Mia grazia che appariva loro tanto inconcepibilmente grande.

2. (nota bene: - Vedete, ci che Io qui vi dono, pi di questi strumenti, ci nonostante tra di voi non si trovato ancora nessuno che nella massima allegria del proprio cuore Mi abbia ringraziato nel modo adeguato. Prendete ben nota di ci, o voi apatici veneratori del Mio Nome e buongustai della Mia Parola, e spalancate bene le porte dellamore che la nuova Citt santa dimorante nei vostri cuori. Ci avvenga affinch Io vi possa mandare i Miei angeli, i quali ne dovranno innanzitutto purificare l le piazze, le vie e i pi riposti angoli, come pure tutte le sue annesse dimore. Tutto questo deve avvenire affinch Io possa fare il Mio adeguato ingresso in tale Citt; e, contestualmente, tutto ci anche richiesto affinch voi stessi, allora, possiate affrettarvi allincontro con Me, acclamando tra la massima esultanza: Osanna nel pi alto dei Cieli e pace a tutti i popoli di buona volont; lodato sia il Signore il Quale viene a noi montato su di unasinella. Alleluia al Figlio di Davide, Alleluia al Principe della pace, Alleluia a Colui che viene nel Nome del Signore Dio-Zebaot: Egli soltanto degno di tutta la nostra lode e di ogni gloria ed onore, Egli lunico Padre santo dei nostri cuori. Amen!).

3. E ora proseguiamo! Vedi, allora essi presero tutti gli strumenti, assieme ai chiodi e li portarono alla riva; poi si ristorarono con cibo e bevande e si riposarono. Il giorno seguente si accinsero al lavoro con il cuore traboccante di gratitudine, lodandoMi anche quando sbagliavano a colpire. Perci il loro lavoro procedette con tanta sollecitudine e precisione da essere considerato piuttosto un miracolo che non propriamente un lavoro. E cos, dopo quattordici giorni, ben duecentocinquanta cassoni si trovarono belle pronti sulle rive, fissati con delle corde, affinch non fossero trascinati via dal flusso e dal riflusso della marea oceanica.

4. Ed ecco, dopo il lavoro fedelmente compiuto, rimasero loro ancora circa cinquanta giorni per riposarsi completamente, e durante tale tempo, tramite Meduhed che si era veramente accresciuto nella devozione e nellamore, Io inculcai gradatamente a tutta quella gente una sempre migliore conoscenza di Me stesso. Prescrissi loro pure un giorno di Sabato, nel quale, riposando nel Mio Amore, avrebbero potuto astenersi in letizia da qualsiasi lavoro, dedicando, in tutta questa pace, lintera giornata a Me. E se cos avessero continuato ad operare, con costanza, sarebbero infine diventati tutti saggi, proprio alla stessa stregua di come lo era stato Farac e ora lo era divenuto Meduhed. Anzi, Io sarei diventato anche per loro un Buon Padre, se si fossero sforzati non soltanto di diventare devoti nellalta venerazione e nella conoscenza pura del Mio Nome, ma lo sarei stato ancora di pi se avessero cominciato ad amarMi con tutta lumilt dei loro cuori e fossero cresciuti in questo amore, e la morte sarebbe stata loro tolta di nuovo, ed essi sarebbero stati successivamente accolti come figli nel vasto grembo del divino Amore, fino ad un determinato Tempo dei tempi della Terra, dopo il quale sarebbero tutti quanti venuti al grande Padre ed avrebbero contemplato eternamente il Suo volto, ed avrebbero potuto saziarsi alle fonti ricche e inesauribili del Mio Amore.

5. E vedi, tutte queste cose essi le appresero per bocca di Meduhed, e giubilavano enormemente e si accalcavano intorno a Meduhed, ed erano desiderosissimi di sentire ogni giorno qualcosa sul Mio conto. E nel Cielo tutto questo era motivo di gioia per Me e per tutti gli angeli della Prima Creazione.

6. E cos, per mezzo di Meduhed, Io insegnai loro pure a fissare e a conservare le parole mediante dei segni; e i segni erano delle immagini corrispondenti dietro al cui velo naturale si celava un senso spirituale. E cos, dunque, in questo breve lasso di tempo essi impararono anche a scrivere e a leggere.

7. Ed ecco, in questo modo Io Mi formai in poco tempo un popolo che esiste ancora al giorno doggi per discendenza diretta; dove esso risieda, per, sar detto soltanto pi tardi! Quando essi, poi, furono cos ben preparati e disposti, Io dettai loro, per mezzo di Meduhed, un cantico colmo di nascosta Sapienza e Amore, il quale gi allora fu fissato con segni. Il quale esiste ancora oggi, ma dove, per, lo vedremo pure pi tardi! E il cantico suonava cos:

 

8.

保 tardi figli della Grazia Mia, voi tutti udite,

udite, come Io al gran banchetto tutti invito,

qui nel mezzo Mio, tutti con cuor fedel venite,

il Nome Mio com duso in allegrezza esultate

che Meduhed, devoto e fedele, vha insegnato,

quel primo che nel cuor Me ha bramato.

 

9.

Guardate tutti al suo esempio, al suo puro buon senso,

mirate i suoi occhi, bocca e orecchi e, del mento,

la dolce barba bianca come segno di espressione pia e sapiente.

Vedete: in tutto questo dovete somigliare a lui interamente,

se pi tardi vorrete diventar figli Miei, fedeli e prediletti,

liberi del tutto da ogni maligna piaga delle milizie del serpente.

 

10.

Ecco, presto la Terra monder dagli orrori,

inutilmente dietro al Mio amore andranno i peccatori!

Ma se voi nel cuor rimarrete pii e fedelmente,

Io i Miei flutti vi spinger dinanzi indulgente,

ben su regioni superiori della Terra vi nasconder,

quando la Mia ira dai severi lacci scioglier.

 

11.

Ecco, allora ogni stirpe sulla Terra si lamenter!

Udite: allora ogni riso di scherno dei grandi cesser,

e gli alti flutti delle acque sopra i monti scrosciando

del Mio Amore pochi figli nani porteranno!

Questi son diventati piccoli come i figli dun moschino,

poich lamor divenne zoppicante, e su una gruccia si pose in cammino.

 

12.

Mirate in su agli spazi dei Miei Cieli risplendenti,

mirate le Mie stelle, della Grazia Mia raggianti,

mirate come il Sole silenzioso i campi della Terra rende radiosi,

mirate la Luna accompagnar la Terra silenziosa,

mirate come tutti i mondi al Mio volere ubbidiscono cheti:

dunque, anche voi tutti ogni vostra opera fatela sempre quieti!

 

13.

Volete sapere cosa sono queste stelle per le creature?

Udite ci che dico: Lamor precisamente scioglier il quesito!

Quando lamore nel cuore sar puro e senza macchia,

Io vi dar il lume della Grazia Mia per luminare;

allora ciascuno facilmente in chiari tratti di fiamma legger

limmensa scritta del Nome di Dio senza falsit!

 

14.

O tu, cuore piccolino, nellangusto petto chiuso,

se conoscessi la Sorgente dalla quale cos grande sei disceso.

Oh, tu mai alle masse morte chiederesti,

s, del tutto incurante, fluttuar le lasceresti,

giacch tutte queste son futil cose al Creatore,

meschine al paragon dun cuore che a Lui rivolge amore.

 

15.

Quel che voi, deboli umani figli, spesso esser grande immaginate,

oh, quanto piccolo invece vien dal Mio Amor menzionato!

Oh, quanto son nulle le cose negli spazi senza fine,

come quegli uomini i cui cuori non germogliano dallamore.

Perci niente di grande ritenete, oltre che la fedelt al Mio Amore,

e ci che pi gli si avvicina: il vero pentimento del peccatore!

 

16.

Grande sono Io solo, per mezzo del Mio Amor loperar possente,

essendo uno Spirito libero che al patto si mantiene saldo.

Ma i Miei soli che su orbite a voi del tutto sconosciute stanno,

essi, e come tutto, vi esortano solo nella vostra debolezza.

Ma cosa sono essi della Mia Divinit nellinfinita grande pienezza?

Nientaltro che di un acaro la lieve logora spoglia caduta.

 

17.

Se pur nel mezzo ai mondi tutti arrampicar vi potreste,

ed ascoltar le voci del rapido volo dogni sfera,

l dogni sole la forza della luce pi splendente ponderare,

e le pi grandi opere della Mia Onnipotenza tutte afferrare,

poi, al Mio grande Amore ben vi avvicinereste?

No, dico Io! In ogni dubbio anche rimarreste!

 

18.

Se lass poteste anche guidare il gran carro del cielo,

e come grandi spiriti, tutte le stelle rincorrere veloci,

se anche poteste alitar dalla bocca vostra luminosi soli,

anzi, al par dei Miei, immergerli nei flutti del mare,

allora tutta la forza vostra, paragonata ben alla Mia,

nientaltro sarebbe che sabbia e polvere di argilla e pietra antica.

 

19.

Mirate dritti ai nastri blu del cielo,

mirate alle onde anche oltre il lontano limite del mare.

CredeteMi, Io ve lo dico: L non ci son confini!

laddove di giorno il Sole, e di notte miriadi di stelle splendono,

e la pienezza del gran mare non da comparare

a nessuna goccia in quelle stelle dei pi piccoli reami.