RIVELAZIONI

 

“Io ti rendo lode, o Padre, Signore del Cielo e della Terra,

perché hai nascosto queste cose ai savi e intelligenti,

e le hai rivelate ai piccoli fanciulli!”

[Matteo 11,25]

 

 

“Lo Spirito Santo però, che il Padre vi manderà nel Mio nome,

v'insegnerà ogni cosa e vi rammenterà

tutto quanto Io v'ho detto”

(Giovanni 14,26)

 

 

Segreti della Vita

 

Comunicazioni ricevute da Gottfried Mayerhofer
attraverso la Parola interiore dal 1870 al 1877
su importanti domande di vita

 

 

Traduzione dall’originale tedesco “LEBENSGEHEIMNISSE

dalla 5a edizione tedesca del 1996

Questa edizione a cura di: “Amici della nuova Luce

Sito internet:  www.legamedelcielo.it

Traduzione di Ingrid Wunderlich e Antonino Izzo – 2009

ISBN   978-88-95947-39-6

Copyright © by ‘Casa editrice Gesù La Nuova Rivelazione’

Via Vittorio Veneto, 167

24038 Sant’Omobono Terme (Bergamo)

Tl. 347.1041176 – fax. 035.851163

E-mail:   damianofrosio@tiscali.it

Sito internet:  www.gesu-lanuovarivelazione.it

 

 

 

(Dalla Parola "Crescere" del 24 settembre 1875 – cap. 22):

 

«72. …Ciò che lotta contro le Mie leggi si punisce da sé! e se Io stesso adesso comunico direttamente perfino con voi pochi, questo succede solo perché tra la Mia Parola e la parola degli uomini esiste una grande differenza e perché solo quando l'umanità avrà attirato su se stessa molte tribolazioni con la propria maldestra condotta essa diventerà docile e capace di accogliere qualcosa di meglio affinché poi ci sia già pronto il materiale, mediante il quale il vecchio e da molto tempo dimenticato e dissestato edificio della vita spirituale dell'uomo, sia nuovamente edificato, e più precisamente, non per il transitorio, ma per l’eternità!».

 

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Biografia di Gottfried Mayerhofer

Commento al libro


 

INDICE

 

                                                                                                         

Cap

Titolo

Data

1

Luce, vita e amore

30. 06. 1870

2

Cielo, Inferno, Terra

9. 07. 1870

3

Salute, malattia, morte

13. 07. 1870

4

Corpo, spirito e anima

18. 07. 1870

5,I

Fanciullo, ragazzo, uomo e vegliardo – oppure:

28. 07. 1870

5,II

Inverno, primavera, estate, autunno

28. 07. 1870

5,III

Le quattro epoche della Creazione di mondi  e Terra

29. 07. 1870

5,IV

Vita dello spirito, dell’anima, dell’angelo e di Dio

29. 07. 1870

6

Fanciulla, ragazza, madre e moglie

4. 08. 1870

7

Fede, fiducia, certezza

4. 10. 1870

8

Il linguaggio

30. 01. 1871

9,I

Che cosa è il linguaggio?

14 . 01. 1871

9,II

Arte

14 . 01. 1871

9.III

Musica

14 . 01. 1871

9/IIII

Allegato (continuazione sulla musica)   di J. Lorber          

2. 05. 1840

10

Forza, sostanza, spirito

22. 02. 1871

 

Forza, sostanza, spirito (continuazione)

23. 02. 1871

11

Sulla dignità dell’uomo

22. 10. 1872

12

Il mondo dei pensieri

25. 11. 1872

13

Padre nostro!

11. 11. 1872

14

La Parola

14. 11. 1873

15

Sulle differenti forme e specie di animali

9. 08. 1872

16

La vita (la sua vera  essenza )

12. 08. 1872

17

Vita di spiriti e mondi

24. 02. 1873

18

La vita  (nella Luce dell’Amore)

19. 03. 1873

19

La vita umana

14. 01. 1875

20

La vita cosmica

14. 07. 1876

21

Zucchero, sale, aceto

Pentecoste 1875

22

"Crescere"

13. 09. 1875

 

"Crescere" (continuazione)

24. 09 1875

23

Ancora una Parola sul linguaggio e la sua origine

9. 11. 1875

24

L’Infinità

28. 03. 1876

25

Il lato d’ombra della natura

5. 02. 1877

26

Il lato d’ombra della natura in riferimento alla vita umana

21. 02. 1877

27

Parole ad un razionalista (I°)

22. 09. 1870

28

Parole ad un razionalista (II°)

8. 12. 1870

29

Gli alchimisti

6. 07. 1871

30

I massoni

7. 05. 1870

* * *

 

 

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Cap. 1

Luce, Vita e Amore

Ricevuto il 30 giugno 1870

1.  Tu hai scelto qui tre parole, e non potevi scegliere più giustamente e più ampiamente in tutta la ricchezza di vocaboli del linguaggio umano; infatti, queste parole designano il concetto di tutto il Creato, il sussistere dello stesso e la sua durata!

2.  Vedi, tutto ciò che è creato da Me, è stato creato nella Luce, gli fu data la Vita e, per Amore, non fu mai più eternamente distrutto.

3.  Cosa esiste nel grande circuito dell’infinità che non debba la sua esistenza e la sua eterna continuazione a queste tre parole così ricche di contenuto?

4.  Con la luce ha inizio la vita, con la vita l’amore. La luce rappresenta la forza creatrice che eternamente genera il nuovo, sempre irradiando in tutte le direzioni dell’infinito, risvegliando vita, scacciando le tenebre, e poi, attraverso l’amore, rende possibile la conservazione del Creato, e il continuo sorgere di ciò che è nuovo.

5.  Con la luce si sviluppa il calore, e il calore corrisponde alla vita; poiché dove domina il freddo, cessa la vita, lì l’amore non ha più nessun punto d’appoggio. Infatti, anche l’amore non è altro che lo zelo infiammato di veder tutto perfettamente felice e saziato.

6.  Dove la luce con i suoi dolci raggi stimola gli elementi dispersi per l’attrazione e la repulsione, lì con questo movimento e assimilazione si genera il calore, ossia, dove c’è movimento, là c’è vita.

7.  La vita, però, vuole essere saziata, vuole essere tutto in tutto, e ciò può realizzarsi solo attraverso l’amore.

8.  L’amore vuole conservare la vita, mentre l’odio la vuole distruggere. Dovunque voi guardiate, lì troverete questi elementi nella lotta con i poli opposti.

9.  La luce deve gestire la lotta con le tenebre, la vita con la morte e l’amore con l’odio, quali poli opposti. E quanto più i primi vogliono conservare e attirare tutto, altrettanto, gli altri vogliono respingere e distruggere tutto.

10.            Voi vedete dunque nell’unione dei primi tre la Mia divinità, quale conservatrice eterna di tutto il Creato, e negli altri tre, il polo opposto, vedete Satana con la sua freddezza e la sua furia distruttrice.

11.                      Così si estende la lotta, dall’angelo fino all’ultimo spirito, il più duro e il più imprigionato nella materia; e sempre combattendo, l’amore conquista la vita con la luce, e distrugge le tenebre insieme alla morte e all’odio.

12.            Avete così in queste tre parole con i loro opposti, l’unico Principio conservatore di tutto il Creato.

13.            Quando Io, la Luce stessa, Mi decisi di creare anche fuori di Me degli spiriti che dovessero amarMi, comprenderMi e un po’ alla volta uguagliarMi, allora fu dato il primo impulso del divenire; per questo voi leggete nei libri di Mosè: “Tutto era deserto e vuoto, e il Signore creò la Luce!”

14.            Con la Luce si svegliò l’attività degli elementi, e gli spiriti cominciarono a diventare consci di loro stessi, ad attrarsi e a respingersi. Con la Luce cominciò laVita; poiché anche la distruzione, per quanto sembri tanto crudele, ha spesso per base lo scopo più alto e più bello di avvicinarsi alla Luce suprema, venendo ad abbandonare le forme inferiori per assumere quelle più elevate che sono più vicine alla Luce universale.

15.            Non appena la Luce e la Vita furono destate, non appena il Creato cominciò a gioire della propria esistenza nel fulgore dell’eterna Luce originaria proveniente dai Cieli, fu risvegliato il terzo pensiero che doveva riunire tutte queste creature del mondo visibile e invisibile; esso era l’Amore, il pensiero di base della Luce e della Vita che voleva conservare in eterno, sempre perfezionando, tutto ciò che si compiaceva della propria esistenza.

16.            Così i più puri angeli ‒ e l’Amore in persona ‒ dotati della più grande luce e, a causa della vita intensissima, furono inviati a comunicare dalla pienezza del proprio io a tutti gli altri esseri viventi, quella sostanza di Grazia che essi avevano ricevuto in tale misura, da averla ampiamente a disposizione.

17.            Gli altri esseri, così fortificati, illuminati e riscaldati, si riunirono, riconobbero la loro alta meta e, giubilando e combattendo, ora vi tendono incontro. Lo spirito basso rompe con gioia il suo guscio ostacolante che gli impediva di proseguire in avanti; egli distrugge la propria esistenza inferiore, per giungere a una più alta, dove poter assorbire più luce, più vita e più amore, dall’unica Sorgente originaria.

18.            Quindi, ciò che voi, alla cieca, chiamate distruzione, non è altro che un liberarsi per raggiungere un grado più elevato, poiché uno spirito, fin dal momento in cui è stato imprigionato nella forma, ha dovuto sopportare la materia e ora aspetta solo il momento in cui queste catene cadranno, e in cui egli ‒ da solo, oppure unito attraverso il vincolo dell’amore a mille altri dello stesso sentimento ‒ potrà occupare un posto più alto nel grande circuito delle Creazioni.

19.            L’Amore, il calore totalmente beatificante che sgorga dalla Luce primordiale, è quello che stimola lo spirito a compiere da sé il suo destino, e così ritornare gradualmente alla Fonte primordiale della Luce, dalla quale è provenuto.

20.            Così accadde a tutti gli spiriti angelici. Già i vostri predecessori chiamarono quell’uno, anche se adesso è un angelo caduto, ‘Lucifero’, portatore di luce.

21.            Sì, questi era un portatore di luce in tutti i vasti spazi della Mia Creazione; ma poiché egli, conscio della sua incommensurabile Grazia ricevuta da Me, si vide dotato di un potere come nessun altro, allora lasciò che il suo calore, attraverso la sua luce assai sviluppata, si tramutasse con gran violenza nell’opposto dell’amore, cioè in odio, proprio contro Colui che lo aveva rivestito di tanto potere; e ancora oggi egli è, quale principe angelico caduto, il Mio più acerrimo avversario che resterà libero ancora per un breve tempo, ma poi dovrà scegliere precisamente se vuole accogliere le Mie tre prime grandi Parole della Creazione, oppure perseverare nei suoi poli opposti.

22.            Non gli riuscirà più a lungo scegliere vie traverse e schivare abilmente il Mio impulso a ritornare a Me; egli dovrà presto dichiararsi categoricamente, se vuole volgersi all’eterna Vita della Luce e dell’Amore, oppure all’eterna morte delle tenebre e del freddo!

23.            E anche voi uomini, ai quali Io ho acceso una Scintilla di vita divina nella vostra anima per mezzo della Mia Luce di Grazia, riflettete su cosa portate veramente nel cuore! Voi portate nel petto Luce divina e Vita d’Amore del Padre vostro!

24.            Egli vi ha dato questa trinità come pegno della vostra provenienza, del vostro inizio e della vostra meta finale; non vi giocate con leggerezza questi doni divini che voi, consci di essi, avete avuto in più come doni di grazia, prima di milioni di altre creature. Comprendete bene la Luce divina, donata e infusa con amore che costituisce la vita della vostra anima e del vostro spirito; ricordatevi del Donatore che vi ha pagato un giorno, quali figli, con il Suo sangue tra amarissime sofferenze, Egli vuol far di voi ciò che dovete essere nel grande circuito degli esseri creati; non dimenticate, è il Suo Amore che vuole condurvi all’eterna vita, avendovi Egli acceso la Luce della conoscenza e della coscienza divina!

25.            Tendete alla perfezione che vi è possibile raggiungere come esseri creati, affinché un giorno possiate sopportarla oltre ai tre doni[1] ottenuti nella potenza più elevata! La Mia Luce divina, infatti, irradiando da Me in tutti i vasti spazi, non ha limiti e, risvegliando sempre nuova vita, vuole un giorno riunire amorevolmente tutte le cose create e vederle schierarsi intorno a Colui che è la suprema Luce della Vita e dell’Amore!

26.            Così, Miei cari figli, contemplate queste tre parole; esse racchiudono la sorgente primordiale di ogni essenza, sono le fondamenta su cui si basa tutto ciò che è creato. Senza di esse non esiste alcun essere e nessuna creatura vivente, e dove esse mancano, ha termine ogni progresso; lì vi sono morte, tenebre e odio eterno!

27.            Là c’è un angelo della Vita con una corona della vittoria e vestito con una veste di luce, a testimoniare che la trinità delle Caratteristiche divine riporta sempre la vittoria, e dovrà nascondersi fin negli angoli più remoti della Terra chi vi si oppone e alla Luce preferisce le tenebre, alla vita la morte e all’amore l’odio!

28.            Avanti, figli Miei, tutto preme; l’Amore ‒ l’amore mai sazio che dona tutto per riavere indietro nuovamente tutto ‒ la Luce che illumina ogni cosa affinché ogni angolo oscuro venga bandito dalla Creazione, e la Vita, che esige soltanto movimento, mutamento delle forme e progresso da un gradino all’altro! Tutte e tre vi esclamano: “Senza di noi non esiste alcun mondo, né passato, né futuro! Noi siamo i portatori di tutto ciò, nel più intimo del sommo Signore; noi esprimiamo il Suo intero ‘Io’!”

29.            Avanti quindi, voi discendenti della Luce! Lanciatevi in alto dove non tramonta più alcun sole, dove nessuna morte si scambia più con la vita, e nessuna disputa, nessuna collera né odio interrompono l’armonioso e lo stupendo concerto dell’amore!

30.            Ascoltate le angeliche armonie che penetrano attraverso tutte le infinità portate mediante queste tre parole; esse sono il perpetuo cantico dell’Unico Signore, Creatore e Padre vostro, il Quale trova tutta la Sua felicità e la Sua beatitudine solo quando vede che le creature che Egli ha creato, gioiscono di Lui, Lo amano e imparano a comprenderLo sempre di più. La Trinità, tanto spesso male interpretata, è solo in queste tre potenti parole e, nel piccolo, sta in ogni essere creato, per potersi formare con il seme fino alla massima potenza di un angelo di luce che sta ai gradini del Signore di tutti i Cieli!

31.            Figlioli, riconoscete il vostro grande dono! Siate orgogliosi di poter diventare figli Miei, esultate! Verrà un tempo in cui voi, dotati della vista spirituale, potrete contemplare gli spazi incommensurabili dell’eternità e, dal trono del Padre, fino all’ultimo recesso, dove ancora può giungere un solo raggio di luce, potrete distinguere i principi fondamentali del Suo essere, distribuiti in milioni e milioni di esseri, nel grande cantico armonico di lode a Suo onore!

32.            Tendete perciò a diventare degni di questo gradino dell’illuminazione; tendete a diventare, nel senso vero e proprio, figli Miei, e allora sentirete che:

 

Ben negli spazi e stelle tutte

in ampiezze e lontananze smisurate

del Padre irradia Luce e Vita solamente.

Dove il Suo Amor col grande non si vanta

solo col minimo cerca di trovare

ciò che ‘l Suo Spirito al (In)-finito potrebbe legare!

Là c’è la Vita della Luce e dell’Amore

quale supremo del divino impulso puro.

Tre è il numero delle parole di contenuto grave,

esse continuamente risuonano di luogo in luogo.

Mai lasciate i suoni celesti attenuare,

che sviluppano solo il bello spirituale!

Dove Luce, Vita e Amor non spira

là della Creazione tutto il compiacimento manca;

ma dove esse dominano sempre tutte in pace,

là si spiegherà l’Amor del Padre anche!

Perciò solo sulla benedizione del Padre con fiducia costruite,

Egli darà ciò, cui ognuno tiene:

il raggio di Luce, lo stimolo della Vita e la gioia dell’Amore,

anche se per questo vi scansano i caduti.

Perseverate in Me – nella Luce, nella Vita e nell’Amore,

della Creazione di Dio voi così curate gl’impulsi spirituali.

Solo chi con queste tre parole si consacra

quale figlio Suo, il supremo Padre si rallegra,

questi ha di base la sostanza, l’Amore, quale miglior semenza

per la Mia figliolanza, e quindi – così sia!

 

[indice]

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Cap. 2

Cielo, inferno, Terra

9 luglio 1870

1.  Mi hai pregato per tre parole, e la spiegazione a queste s’intende da sé. Ebbene, Io ti ho dato queste tre parole dal ricco contenuto: ‘Cielo’, ‘inferno’ eTerra’. Ora vogliamo vedere cosa si potrà tirar fuori da queste di rilevante, di edificante e di istruttivo per voi e per l’intera umanità.

2.  La prima delle tre è quella che ha il significato più grande, così che perfino con la sua pronuncia dovete alzare il tono e portare i muscoli della lingua in una tensione maggiore, se volete pronunciarla come merita di essere pronunciata.

3.  Sapete voi, però, cosa esprimete veramente con questa parola? No, non lo sapete, ma potete solo intuirlo, poiché vedete ‘Cielo’ è, e indica il sublime luogo di residenza, il soggiorno degli spiriti più elevati, e anche la Mia permanente dimora. Cielo è la massima potenza di tutte le beatitudini, dove gli spiriti nella Luce più pura e senza passioni, senza errori, adempiendo unicamente le Mie più alte particolari caratteristiche, conducono una vita di beatitudine che voi qui mai potete comprendere, né solo immaginare.

4.  In verità, anche in questi luoghi esistono differenti gradi di perfezionamento; anzi, il perfezionamento non finisce mai, perché Io, creando sempre del nuovo, lascio che si sviluppino nuovi campi d’azione.

5.  Dai Cieli partono tutte le scintille di vita provenienti da Me, e attraverso i Miei più grandi spiriti angelici procedono fin negli strati più bassi, dove non brilla che un debole scintillio del Mio Io, racchiuso e soffocato nella pesante materia. Nei Cieli che si trovano molto al di sopra di tutti i globi cosmici e sistemi solari materiali creati, irradia eterna quiete ed eterno Amore; là vi è – adempiendo per amor Mio i Miei ordini e desideri, essendo il primo principio di base della sublime Vita spirituale per raggiungere le Mie caratteristiche – la più grande beatitudine.

6.  Là, nei Cieli più alti, dove regna l’eterna armonia degli spiriti, vi è anche semplicità, umiltà e amore per il prossimo nel grado più elevato, la cui espressione sono Io stesso.

7.  Là Io ho predisposto la Mia residenza così come doveva essere secondo i Miei pensieri e desideri in tutta la Creazione, e sarà anche così dopo incalcolabili corsi di tempo, quando tutto lo spirituale perduto, attraverso prove purificatrici e lotte, sarà ritornato a Me.

8.  Quando ciò accadrà, allora ‒ come già dissi una volta ‒ tutti i mondi saranno trasformati; poiché tutti avranno adempiuto il loro scopo come scuola di prova e di purificazione, avranno portato tutto a compimento e, naturalmente, dovranno poi predisporsi anche diversamente per accogliere degli esseri spirituali più elevati e dotati di maggiore splendore, magnificenza e beatitudini, affinché proprio questi spiriti purificati trovino di nuovo materia per la loro ulteriore perfezione, per la loro maturazione spirituale più alta, perché senza fine è lo spazio, senza fine sono i gradini della perfezione, e senza fine sono Io stesso quale supremo Tutto in tutto!

9.  Questo Cielo spirituale, dove l’eterna e soave Luce di Grazia proveniente da Me si riversa in tutti gli spiriti, dove le più pure armonie infondono agli orecchi spirituali il più grande desiderio di Me nei cuori, è la quintessenza del Mio illimitato Amore espresso in suoni, colori e parole.

10.            Là tutto vive in tutto, e ognuno si vede beato solo nella beatitudine dell’altro!

11.            La massima elevazione terrena ‒ sia essa nella preghiera, nella poesia oppure nel canto, di cui voi uomini su questa Terra siete capaci, e che, per usare la vostra espressione, ‘vi innalza fino ai più alti Cieli’ e vi offre così il presagio di un’esistenza migliore ‒ nei Miei Cieli è il grado più basso delle beatitudini, e per di più, come un sentimento permanente, e non transitorio.

12.            Io non ve lo posso spiegare, e ancor meno posso farvelo percepire, come si sente lì uno spirito, perché non lo sopportereste nel vostro involucro terreno, e poi sulla Terra tutto vi farebbe venir la nausea se poteste ritenere solo un ricordo di un istante di tali beatitudini; anche questo Io ve lo dico solo per spronarvi, affinché comprendiate quali godimenti vi aspettano un giorno, godimenti preparati da Me per chi sostiene la prova, come ricompensa per la sua perseveranza e per il suo amore per Me.

13.            Questo vi dico qui dei Cieli più alti, dove il giorno non si alterna con la notte, né il freddo con il caldo, né la vita con la morte, e lì, dove un mare di luce uniforme, costante ed eterno, circonda gli spiriti beati e illumina tutto ciò che li circonda, lì anche ciò che è stato creato negli altri mondi appare di nuovo in forma spirituale. Per esempio, se voi vedete un fiore il cui colore delizia i vostri occhi e il suo profumo accarezza piacevolmente i vostri nervi, ma non conoscete il suo significato spirituale, allora non conoscete la sua sostanza spirituale da cui è formato, né ciò che scorre spiritualmente su e giù nei sui canalini o nelle sue venature, essendo puri effusori di una natura superiore che dalla luce del Sole ‒ che è la madre dei colori e dei profumi dei fiori ‒ si collega fino alle potenze più alte e più sottili.

14.            Vedete, questo fiore si trova anche nei Miei Cieli come riflesso spirituale di tutto il Creato; oh, se poteste vedere lì questo fiore, nella forma solo di luce, nel suo colore solo luminescente, e sentire il suo profumo nella più alta rispondenza spirituale di un eterno cantico del suo Creatore!

15.            Solo lì voi comprendereste cosa vuol dire ‘contemplazione spirituale’, e solo allora riconoscereste veramente quanto ottusi sono su questo mondo i vostri sensi. Ma non siate allarmati per questa condizione dei vostri sensi su questa Terra; riflettete che solo la saggia mano del vostro affettuosissimo Padre ha disposto così, e i Suoi scopi, sebbene voi qui non li comprendete né potrete mai comprenderli del tutto, sono certo fatti in maniera che abbiano sempre come fondamento la massima Sapienza e il massimo Amore, e che vi devono essere delle valide cause perché tutta questa beatitudine vi tocchi solo dopo lunghe lotte e dopo spazi di tempo, e anche non a tutti, ma solo a dei singoli (secondo il loro amore).

16.            Miei cari figli, se volessi farvi gustare tutto questo in una volta (ciò che riservo solo a coloro che Mi amano veramente, e che quindi aspirano in tutta serietà a diventare figli Miei) così, senza lotta, tali inesprimibili e grandi beatitudini sarebbero per voi senza grande valore e senza stimolo duraturo, perché non le avreste riportate da voi stessi, ma, per così dire, ottenute solo in dono e, per la verità, senza fatica; ragion per cui il loro valore sarebbe solo a metà e di breve durata.

17.            Solo quello che si ottiene lottando con impegno, si gode in piena misura: come il merito, così anche il salario!

18.            Un principe o un re che è nato come figlio di re, di cosa potrà vantarsi quando un giorno una corona adornerà il suo capo? Siate certi, per lui è di gran lunga più indifferente di quanto credono quelli che gli sono sottoposti. E cos’è un re di nascita, rispetto a un uomo che, con tutte le sofferenze fisiche e spirituali, ha lottato e ha raggiunto alla fine il suo scopo che non ha mai perso di vista! Egli è una genialità, mentre l’altro non è forse nessuna grandezza, e pur nella sua alta posizione, talvolta è una vera nullità.

19.            Perciò, chi vuol diventare figlio Mio, per il quale Io ho conservato le più grandi beatitudini, si deve anche guadagnare questo nome; solo allora benedirà tutte le lotte e le sofferenze che l’hanno condotto a quel grado di beatitudine, dove lo spirituale di ogni essenza comincerà a diventargli comprensibile, e là, proprio nell’adempimento e nell’esercizio di tutti i doveri dell’angelo, inizierà la somma beatitudine per uno spirito creato. E poiché una volta Io affermai che ogni uomo porta in sé l’intero universo, allora egli porta in sé, sebbene solo in piccola (misura), anche questo Cielo appena descritto.

20.            Con ogni buona azione, con ogni vittoria riportata sulle sue passioni, penetra un raggio di Luce di questo piccolo Cielo d’Amore dalla sfera del suo spirito nel suo petto umano. È un raggio transitorio, un presentimento, un giubilo dell’anima, ma (purtroppo) non durevole; è solo un momento, dove lo spirito mostra all’uomo cosa porta in sé, cosa diventerà un giorno, se persisterà fedelmente nel difficile cammino della vita.

21.            Di ciò lo spirito nell’uomo lascia all’anima solo un soave alito, nient’altro! Il raggio dal Cielo era solo un’esortazione che vuol significare:

22.            Non vacillare, persevera! Un giorno, e per sempre, avrai ciò che qui, con la velocità di un fulmine, ti passa solamente accanto!

23.            Perciò non scoraggiatevi, figli Miei, il Cielo vi sta aperto. Fin dove lo permette la vostra costituzione fisica e spirituale, talvolta ve lo faccio anche percepire, per incoraggiarvi. Di più non potete sopportare! E anche se qualcuno di voi fosse in grado di sopportare di più, allora sarebbe infelice in mezzo agli altri uomini, e invece di progredire con zelo sul suo sentiero, spossatezza e disperazione lo schiaccerebbero a terra. Perciò riflettete che Io, Padre vostro, ho disposto tutto ben saggiamente, così come lo possono sopportare i Miei figli e, da questo, trarne anche vantaggio.

24.            Ora vogliamo passare all’inferno.

25.            Ciò che vi ho detto dei Cieli, pressappoco lo stesso potete accettare dell’inferno, ma – come s’intende da sé – in senso opposto.

26.            Comunque, non vi rivelerò tanto dell’inferno, della sua natura e disposizione, perché non fa piacere neanche a Me pensare ad esso, e produce anche poca utilità descriverlo con precisione. Vi basti sapere che esso esiste sul serio, e più precisamente per Mio e vostro danno. Eppure, per dirvi almeno qualcosa di quest’antagonista dei Miei Cieli, voglio solo accennarvi che esiste, e in parecchi dipartimenti e gradi che rappresentano i differenti gradini di malignità, nel cui centro c’è la sede dello stesso Satana!

27.            Satana, come male personificato, quale opposto a Me, è l’espressione di tutte le passioni che sono l’opposto delle Mie caratteristiche; così, per esempio, mentre Io voglio conservare tutto per amore, egli vorrebbe – per odio verso tutto il Creato – distruggere ogni cosa, perché in primo luogo è proceduto da Me e, in secondo luogo, soprattutto perché è creato.

28.            Se andasse secondo la sua volontà, egli creerebbe sempre creature di tutte le specie, non per compiacersi nella loro esistenza, ma solo per gioire satanicamente nella loro distruzione, e poi ancora ricreare del nuovo, per ricominciare il gioco sempre daccapo.

29.            I suoi spiriti subordinati che, come esseri viventi, furono creati da Me, sono così ottenebrati che hanno gioia solo nelle tenebre – come i Miei angeli nella Luce – e sono, più o meno, vicini a Satana, secondo l’intensità della loro malvagità, e distribuiti in e sulla Terra in differenti parti, dove rincorrono i loro divertimenti diabolici, sforzandosi di somigliare il più possibile al loro signore, e provano la più grande gioia quando, con tutti i possibili inganni, allontanano gli uomini dalla buona o miglior via, e li portano sulla loro strategica ampia strada.

30.            Infatti, in loro, come nel loro signore, c’è solo amore satanico, ed essi si rallegrano di inculcarlo anche nei cuori degli uomini che vogliono dare ascolto al loro influsso.

31.            Lì essi non mancano di presentare alle loro vittime il mondo e i suoi divertimenti il più gradevolmente possibile, imprimendo in loro solo astuzia, inganno, libidine e diletto per le più basse passioni, rendendoli così, maturi, a diventar per loro, degni ‘fratelli’.

32.            Voi Mi chiederete: “Ma come hai potuto Tu, Creatore, lasciar sussistere così potenti orde di spiriti maligni accanto al loro signore? Perché non annienti con una decisione sovrana tali esseri che sono così contrari ai soavi impulsi del Tuo Amore e delle Tue caratteristiche divine?”. – E ancora: “Perché li hai relegati proprio in e sulla Terra, mentre nell’infinito orbitano pure milioni di altri mondi e soli, i cui abitanti possono andare incontro indisturbati al loro mutamento di correzione e purificazione, senza essere esposti a simili piaghe? E solo noi, che ci chiami ‘figli Tuoi’, per i quali sei venuto proprio su questo piccolo globo terrestre e qui hai sofferto e sopportato proprio a causa nostra; perché siamo dunque proprio noi quelli che, da un lato siamo i favoriti, dall’altro invece siamo i più tormentati ed esposti a tutte le seduzioni e tentazioni?

33.            Miei cari figli, questo rimprovero che voi Mi fate qui, pensato come uomini di questa Terra, è da parte vostra del tutto naturale, ed Io Mi devo perciò giustificare presso di voi, affinché, sebbene l’apparenza non lo testimoni, nondimeno riconosciate che Io sono sempre l’affettuosissimo e più buon Padre, ed ho predisposto da immemorabile tempo, tutto, solo per il vostro meglio, e condurrò anche sempre tutto, per il bene dei Miei figli.

34.            In una precedente comunicazione già feci menzione di un angelo caduto, il quale, nella sua caduta, trascinò con sé anche un’infinità di altri spiriti. E nel "Governo della Famiglia di Dio"[2] vi ho anche spiegato che tutta la sostanza della sua intera essenza animica, fu poi suddivisa in particelle e legata nella materia da lui presa, e ora, sul gradino del perfezionamento, essa ritorna un po’ alla volta nuovamente a Me[3]; inoltre, che tutto ciò che è nato sulla Terra, se non sono spiriti di altri mondi che furono qui trasferiti per la vita di prova allo scopo del raggiungimento della Mia figliolanza, sono tutti rimanenti parti del caduto, le quali devono percorrere la stessa via come tutti gli spiriti legati nella materia.

35.            Inoltre, ho ancora detto che proprio questo spirito angelico caduto fu scacciato appunto sulla Terra dove c’è il Mio semenzaio per i Miei Cieli, e che qui egli opera più di tutto, per dispetto a Me e alle Mie disposizioni.

36.            Vedete, tutto questo ve l’ho già spiegato in precedenza, e anche ‘il perché’, perché dovevano esserci le più grandi tentazioni e pericoli proprio là dove spiriti e anime si sono posti per scopo di guadagnarsi il Mio Regno e di portare, in mezzo all’inferno e alla dannazione, la croce della sofferenza e dell’amore a Mio onore, e a disonore del Mio più grande avversario; e che, nonostante tutte le seduzioni e tutti gli apparenti piaceri con i quali Satana colma i suoi futuri rampolli per attirarli nella sua rete e, più tardi, indennizzare ogni divertimento e ogni piacere con mille tormenti dell’inferno, eppure ci sono delle anime su questa Terra che si oppongono a tutte le sue tentazioni, voltano la schiena a tutte le sue grandiose promesse e tengono alto, tra sofferenze e lotte, il vessillo della fede, dell’umiltà e dell’amore, e un giorno vorranno appartenere non a lui, ma completamente soltanto a Me!

37.            Quando Satana si separò da Me, dovetti lasciare a lui e al suo seguito la propria libertà, libertà che ogni spirito deve avere, per diventare spirito libero degno di Me.

38.            Il ritorno a Me deve avvenire dall’interiore e spontaneamente, non con regole coercitive; proprio per questa ragione Io devo sopportare il comportamento di questo Mio grandissimo avversario con la sua cova e devo lasciarli agire e operare come vogliono, fino a quando non pregiudicano il Mio Ordine stabilito.

39.            Ma di tutto ciò che essi fanno, il risultato ha sempre per conseguenza esattamente il contrario e l’opposto di ciò che vogliono ottenere, e questo è il trionfo della buona causa che anche il male, anzi ciò che vi è di più brutto nella Creazione, deve contribuire ‒ e può contribuire ‒ solo al miglioramento proprio, al miglioramento della Creazione stessa e, in generale, al progresso del bene.

40.            Proprio per questo Satana, con il suo regno, è anche confinato là dove gli è data l’occasione di tentare tutto ciò che gli è possibile, per far valere la sua teoria di vita contro la Mia; anzi, gli fu perfino permesso di tentare personalmente Me stesso durante il Mio pellegrinaggio terreno, Io che non ero uno Spirito creato, bensì il Creatore di tutto il Creato e di lui stesso. Io, infatti, non lo evitai quando Mi incontrò come uomo[4] esposto a tutte le passioni umane, così egli osò anche con l’Altissimo l’esperimento che gli fu pure concesso; ma con quale risultato lo sapete, affinché potesse poi, col tempo, riconoscere nel grande come nel piccolo che tutto il suo sforzo è inutile, che attraverso tanti corsi di tempo ha opposto invano opposizione, e proprio contro Colui che lo ha creato, e che, se oggi volesse ritornar pentito, lo accoglierebbe a braccia aperte come un ‘figliol prodigo’, così come ve l’ho già una volta rivelato nelle ‘Dodici Ore’, e questo non avverrà in una sola volta, ma gradualmente, e così avviene e anche avverrà.

41.            Ciò che Io dissi dei Miei Cieli, che ogni spirito umano li porta in sé nel piccolo, tale e quale è anche il germe dell’inferno o la voglia di peccare e di agire contro il Mio Ordine, cioè l’inferno in miniatura che si trova nel petto di ogni uomo.

42.            Esso si trova proprio lì perché la virtù, senza la conoscenza del suo opposto ‒ il vizio ‒ non sarebbe virtù, e l’amore senza ciò che gli è opposto non sarebbe amore! Se non ci fosse l’oscurità, voi non sapreste apprezzare la luce; se non ci fosse l’impressione irrigidita del freddo, non comprendereste la piacevole sensazione del calore che affluisce un po’ alla volta.

43.            Dove si trova il Mio ‘semenzaio di figli’, qui doveva anche esserci la scuola della vittoria e il dominio di tutte le passioni!

44.            Cosa sarebbe la vita senza lotta? Un monotono trascorrere del tempo, senza essere coscienti di come uno va e l’altro viene. La vita non avrebbe nessuno scopo, nessun sapore!

45.            Così come il sale nelle vostre pietanze, in tutte le erbe, metalli, piante e perfino nell’aria, e anche nel vostro stomaco per la giusta digestione, costituisce un elemento importante che stimola alla vita e la favorisce proprio mediante tale stimolo, altrettanto è il sale della vita spirituale, la tentazione o la tendenza (inclinazione) a pensare e agire diversamente da come si dovrebbe agire veramente. Proprio con questi opposti e questi mezzi stimolatori è rafforzata la vostra parte migliore, la vita fisica e spirituale in voi è conservata attraverso questo nutrimento, è assicurata la sua sopravvivenza e aumentata la gioia di aver conquistato ancora un nuovo gradino del perfezionamento e, più precisamente, di averlo conquistato con la lotta e la rinuncia, mentre al contrario, nel progresso senza impedimenti, non sareste coscienti del progresso stesso.

46.            Quando il Sole del mattino fa scendere i primi raggi sui campi della vostra Terra, come giubilate voi andando incontro all’intera natura vivente! Tutti gli esseri, ognuno a modo suo, cinguettano, tubano o ronzano il loro cantico alla luce e al loro Donatore; perfino la goccia di rugiada che pende alla foglia di una pianta di muschio, rivestendosi col bagliore adamantino, riflette su di essa il grande arcuato emisfero di luce e, risplendendo, si rallegra, per così dire, della luce (del giorno) ritornata dopo l’oscurità! E perché? Perché dalla sera fino al mattino seguente, la notte e l’oscurità hanno fatto percepire a tutte le creature viventi il valore della luce!

47.            Così è anche riguardo allo spirituale! La soave coscienza dell’amore spirituale, dell’avanzamento spirituale e della vita animica spirituale più elevata, è riconosciuta dall’anima di un essere creato solo quando essa ha riconosciuto gli abissi e le errate vie che l’hanno minacciata sul suo cammino di prove; solo allora, quando l’anima ha conquistato un piccolo gradino, si rallegra di questo e rinnova tutte le sue forze per la conquista di uno successivo, e così aumenta lo stimolo, la gioia e la benedizione, non tanto per la condizione migliore che ha raggiunto, ma per gli ostacoli che sono stati superati.

48.            Vedete, figli Miei, cosa sarebbero tutti i Cieli senza l’inferno! Quanto manca ad altre creature in altri soli e mondi in beatitudine che è riservata solo ai Miei figli, perché le altre creature in altri mondi e soli conoscono solo luce, e poca, o niente affatto, oscurità.

49.            Dunque: avete ancora da muoverMi dei rimproveri perché l’inferno è così vicino a voi e perfino in voi? O non vorreste piuttosto, ringraziandoMi, chiedere forse ancora più inferno, affinché possiate lottare ancora di più, soffrire ancora di più, solo per meritare in misura più ricca il nome di ‘figli Miei’?

50.            Siate perciò tranquilli, Io so cosa vi serve per la scuola delle prove, non chiedete più di quanto vi è dato da Me, e siate assicurati che ne avete abbastanza con ciò che vi carica la Mia amorevole mano; se fosse di più, allora sarebbe una mano punitiva, e questa, Io, quale Padre vostro, non ce l’ho![5]

51.            Ora vi ho mostrato come perfino l’assoluto male ‒ anzi il male più brutto nell’intera Creazione ‒ con il suo agire e operare venga da Me utilizzato e sfruttato come benedizione per tutto ciò che vive, e come Satana, con i suoi aiutanti, invece di nuocere a Me, deve contribuire nell’insieme proprio per la massima benedizione![6]

*

52.            Ora vogliamo passare al vostro luogo di residenza, quale terza parola su indicata: ‘la Terra’, affinché possiate vedere anche lì nuovamente l’amore e la saggia premura del Padre vostro in tutta la Sua magnificenza!

53.            Con l’espressione della parola ‘Cielo’, [Himmel] dovete aumentare il tono della vostra voce, e con la parola ‘inferno’ [Hölle] lo dovete abbassare, e avrete già notato come per pronunciare ognuna di queste parole abbia luogo un differente movimento muscolare nell’organo della lingua, e vedete, con l’espressione della parola ‘Terra’ [Erde] questo movimento muscolare è di nuovo differente, dovendo per questo aprire ampiamente la bocca (tre differenti specie di suono).

54.            Vedete, con l’espressione di queste tre parole nella vostra lingua e i movimenti dell’organo del linguaggio ad essa appartenente, è tutto così ordinato che gli spiriti, i quali conoscono meglio di voi le formule di rispondenza della Creazione, trovino nei movimenti dei muscoli nella bocca già scritto e annotato tutto ciò che significano l’una o l’altra parola pronunciata.

55.            Con la parola ‘Cielo’ [Himmel] avete visto com’è collegato l’innalzamento della voce con la descrizione dettagliata della stessa, con la parola ‘inferno’ [Hölle] dove la bocca nell’espressione deve esser chiusa come una tana, non vi sarà sfuggito lo stretto legame di questo movimento muscolare con la descrizione dell’inferno, dove inoltre la parola ‘Cielo’ [Himmel] è pronunciata con lo sguardo verso l’alto, e ‘inferno’ [Hölle] con lo sguardo verso il basso, e certamente mai verso l’alto; e infine la ‘Terra’ [Erde], con l’apertura della bocca proprio in larghezza.

56.            Abbiamo discusso le prime due, adesso ci rimane ancora l’ultima parola espressa in larghezza e la sua rispondenza spirituale, la Terra stessa, quale vostro luogo di dimora, per sottoporla a una più accurata riflessione.

57.            Che, per la parola ‘Terra’ [Erde], si debba spalancare la bocca, e che, nel pronunciarla si debbano sollevare le labbra e mostrare le bianche fila dei denti, significa che ‒ nella rispondenza spirituale della Terra ‒ come le labbra vengono sollevate come una tenda e i denti vengono esposti, allo stesso modo, nel significato spirituale della Terra, ciò che è più morbido ‒ cioè la carne ‒ deve essere messo da parte, mentre le parti più solide e compatte – i molari, ovvero i denti – sono quelle da prendere in considerazione.

58.            Ebbene vedete, Miei cari figli, nella rispondenza spirituale i denti, come parti solide, simili alle ossa, rappresentano il sostegno stabile e primario ‒ tanto nell’uomo quanto nella Terra. In primo luogo essi danno all’aspetto del viso una forma armoniosa che corrisponde alla bellezza morale all’intero esteriore dell’uomo e, in secondo luogo, nella Terra stessa, come corpo, essi simboleggiano la sua forza vitale interiore, quella che genera la bellezza della superficie terrestre.

59.            I denti significano, inoltre, anche l’aspetto morale animico, il primo organo di ‘digestione’ dello spirito, quello che, nella vita mondana, dovrebbe separare il bene dal male. E come nella bocca, per la masticazione dei cibi con i denti, si mescola il sale nel succo gastrico della saliva, tale e quale ‒ nella rispondenza spirituale ‒ il sale rappresenta lo stimolo che spinge continuamente ad agire contro il bene. E lottare contro questo stimolo e alla fine anche vincere, è il vostro compito principale.

60.            Qui su questa Terra voi ricevete tutto mescolato, il bene con il male, l’amore con l’odio e la vita con la morte; questo significa che facilmente si confondono entrambi l’uno con l’altro, ossia, ogni cosa si trasforma facilmente nel suo polo opposto.

61.            Se avete abbastanza forza da espellere il male e ciò che è cattivo, allora il male ‒ per quanto spessi si avvicini a voi ‒ non potrà lasciare nella vostra anima nessuna impressione duratura e, nell’aldilà, scomparendo del tutto, solo il bene sarà il vostro vero valore!

62.            Che nel pronunciare la parola ‘Terra’ dobbiate aprir la bocca in larghezza, in direzione orizzontale, indica, nella rispondenza spirituale, che la vostra Terra, dal punto di vista dello spirito, pur essendo piccola come corpo, giunge lontano oltre tutti i sistemi solari, anzi, fino ai Miei Cieli; essendo questo piccolo pianeta, per primo, la dimora dei Miei figli, e per secondo è stata anche la Mia, dove attraverso la sofferenza e la morte, Io ho riportato la vittoria sul male.

63.            Se conosceste un po’ meglio questo linguaggio dello spirito, scoprireste, in ogni parola che si riferisce a Me, il senso spirituale più importante e molto più grande, e non vi accontentereste della comprensione esteriore della parola – simile alla corteccia – ma provereste, nello scoprire il contenuto interiore, molta più gioia e beatitudine di quanto vi è mai venuto alla mente.

64.            Inoltre, sapreste che ogni popolo, secondo il gradino spirituale in cui si trova, in alto, più in alto, oppure al massimo, si rivelerà nelle sue parole ed espressioni riferite a Me; oppure credete forse, come credono di dimostrare i vostri filologi, che le lingue siano state inventate? Oh, qui siete in un grosso errore!

65.            Le parole non sono sempre state fatte con gli oggetti inventati e i nuovi bisogni di un popolo, bensì il linguaggio – quale prodotto dello spiritoandò sempre in parallelo con la concezione spirituale di un popolo. Lo potete vedere voi stessi dalla storia dei popoli, come con l’ascesa o il tramonto di un popolo anche la sua lingua si elevava o tramontava, e con la scomparsa di un popolo scompariva anche completamente la sua lingua (come lingua vivente).

66.            Il linguaggio è l’espressione dell’anima[7]. Quanto più elevato e bello è il linguaggio, tanto maggiore è l’intensità della sua espressione, cosa che, però, solo gli spiriti sanno apprezzare, oppure i risvegliati attraverso il Mio Amore e la Mia Grazia, i quali allora, dietro le diverse movenze dei muscoli della bocca e della gola, tra i toni cinguettanti, schioccanti, gorgheggianti e fischianti che, combinati in questo o quel modo, formano l’una o l’altra parola, scoprono un superiore, spirituale senso che è divenuto per voi incomprensibile come i geroglifici di un paradiso perduto!

67.            Così la Terra, in ciò, è anche differente da molti altri mondi. Mentre in quelli domina un solo modo d’esprimersi (linguaggio) e tutte le creature percorrono solo l’una e la stessa via, sulla Terra esistono migliaia di lingue differenti, come sottospecie di una sola[8]. E così all’abitante della Terra, oltre alle molte prove della sua pazienza e perseveranza, in questo modo s’impone ancora questa che, se vuole essere in relazione con i fratelli di altre nazioni, deve imparare la loro lingua per far comprendere cosa pensa e sente, oppure, se vuole imparare qualcosa dai suoi fratelli stranieri o comunicare qualcosa lui stesso, deve farsi capire in quella lingua.

68.            Per quanto voi osserviate la Terra, dai popoli più selvaggi fino alle vostre nazioni civilizzate, vedete questa piccola Terra con i suoi spiriti inquieti espandersi oltre tutto ciò che è conosciuto. Certo, ovunque nella massa l’interesse personale è la leva principale; tuttavia proprio questo finisce per avvicinare i popoli, così imparano a conoscersi, a stimarsi e ad amarsi reciprocamente.

69.            Gli esploratori della natura, delle stelle, dell’interno e della superficie della Terra, cedono le loro scoperte all’umanità, come bene comune, scoperte che Io ho fatto trovare al singolo per Grazia; essi eseguono, anche senza saperlo, solo i Miei e non i loro piani, e così Io educo l’anima di questa Terra che un giorno fu, per un breve tempo, anche la Mia dimora, per una vita migliore.

70.            Ora i pensieri degli uomini con velocità fulminea corrono da un polo all’altro, ed essi stessi vanno da un luogo all’altro su strade ferrate simili a una bufera di vento.

71.            Le strade sono di ferro, e la maggior parte di chi vi viaggia sopra ha il cuore anche di ferro (almeno per i loro fratelli umani); ma non importa. I Miei scopi, pur con le veloci comunicazioni tra città e villaggi e all’incontrarsi degli uomini che dimorano in tali luoghi, sono favoriti più di quanto credono tutti i costruttori e i proprietari di ferrovie.

72.            Io qui ho spesso messo insieme alla rifusa, come in un vagone, Cielo, inferno e Terra, ossia spiritualmente, uomini buoni, cattivi o pensanti in modo materiale. Nel salire essi erano ancora, pressappoco, della propria opinione; ma nel discendere, forse l’inferno ha strappato dal Cielo e dalla Terra una permanente Scintilla istruttiva, con la conversazione che (l’interessato) non dimenticherà mai più per tutta la sua vita.

73.            Così Io eseguo i Miei piani, utilizzando anche questo viaggio fatto in compagnia; dove prima era separato da rigidi circoli delimitati, lì faccio subentrare la dimenticanza dei pregiudizi, e sebbene l’interesse personale, l’impulso per i piaceri e il danaro, siano la ragione del perché gli uomini s’incontrano, viaggiano in altri paesi, si espongono a pericoli d’ogni genere, ugualmente Io ho raggiunto il Mio scopo, vale a dire lo scopo dell’affratellamento. Adesso ci vuole ancora solo un potente colpo e un impulso spirituale, e gli uomini staranno qui come fratelli, uniti, per seguire Me quale eterno Pastore! Allora il significato spirituale della Terra sarà anche adempiuto, e sarà il tempo nel quale Io personalmente ritornerò tra voi, dopo che gli indocili saranno allontanati e saranno rimasti solo i volonterosi.

74.            E così, Miei cari figli, voi vedete come il Cielo, l’inferno e la Terra, nel grande come nel piccolo, devono seguire solo gli scopi dell’amore, l’idea fondamentale della Mia Creazione.

75.            Non calcolate, però, secondo gli anni, per ciò che vi ho appena detto qui, presso di Me il tempo non esiste! Io non conosco né giorno né notte per misurare spazi di tempo; presso di Me è sempre giorno, sempre splende il Sole dell’Amore, il quale splende e splenderà per tutti, finché tutti non avranno trovato la via che conduce a Me, al loro affettuosissimo e buonissimo Padre!

76.            Dunque, credo che anche tu possa essere soddisfatto di questo supplemento, esso è un ulteriore luce nelle grandi vallate della Mia Creazione. Considerate bene quale amore e quale grazia Io vi concedo, da quando vi porgo tanto pane spirituale, affinché nessun dubbio possa più sorgere nel vostro petto, come se tutto ciò che vedete, non sia stata l’opera della mano del Padre!

77.            Questo, per consolazione con la Mia benedizione! Amen!

 

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Cap. 3

Salute, malattia e morte

13 luglio 1870

1.  Ecco qui di nuovo tre parole che, prese nel loro senso naturale, sono facili da decifrare, e ciò che esse in realtà significano.

2.  Salute significa lo stato normale della vostra vita vegetativa, quando tutti gli organi adempiono le loro funzioni così come devono adempierle, e proprio per questo non vi creano nessuna difficoltà nell’attendere al vostro lavoro della vita, come far fronte al vostro sviluppo spirituale e occupazione materiale.

3.  La salute, la vera salute, in un corpo è solo quando l’uomo non è cosciente dei movimenti e delle funzioni dei suoi organi. Dove subentra un disturbo in questi movimenti che interessa uno o più organi esprimendosi in senso opposto, esso vi procura fastidio o dolore, l’anima diventa afflitta perché si sente ostacolata nel suo operare attraverso il corpo, e da questo malessere e sofferenza insorge ciò che voi chiamate malattia.

4.  Se questa condizione si propaga, se ancora più organi rifiutano il loro servizio, oppure sono disturbati nelle loro funzioni da singoli organi sofferenti, allora questo malessere si estende, l’intero processo di vita è interrotto, e con la cessazione della regolare assunzione di nuove sostanze vitali e dell’eliminazione del consumato, sopravviene alla fine il necessario arresto dell’intera macchina, ciò che voi chiamate morte.

5.  Quindi avviene la decomposizione del corpo tenuto insieme come individuo nei suoi precedenti, primitivi elementi. L’anima invece, spogliata del suo involucro, deve cercarsi un’altra veste, un altro corpo, dopo che il precedente è diventato inutile e non più utilizzabile.

6.  L’apparente vita corporea è finita e ne comincia una spirituale che, con i suoi gradini e gradazioni (crescita), secondo com’è disposta l’anima, tendente verso l’alto o verso il basso, segue una nuova vita spirituale, dove le funzioni del corpo sono sostituite dalle funzioni della vita dello spirito, e l’anima si perfeziona formando se stessa.

7.  Questo è il percorso della vita nell’aldilà. Ma affinché questo percorso diventi facile e dolce, la salute del corpo sulla Terra materiale, per quanto possibile, deve emulare anche la salute dell’anima e mantenersi di pari passo con lei.

8.  Infatti, così come la salute del corpo condiziona e favorisce il benessere dello stesso, altrettanto all’opposto la salute dell’anima condiziona quella del corpo, dove le funzioni spirituali dell’anima non sono disturbate da ombre e turbamenti delle passioni.

9.  Quando lo spirito dimorante nell’uomo può esercitare la sua regolare influenza sull’anima, lì anche il corpo è sano, anzi nell’insieme, come nelle sue singole parti, si esprimerà la bellezza morale dell’anima corrispondente alla sua forma, e ciò accade nella maggior parte dei casi sul volto dell’uomo, dove tutte le inclinazioni, gli smarrimenti e le passioni dell’anima si riflettono senza volerlo. Voi non potete leggere il linguaggio delle linee ondulate e angolate che in ogni volto manifesta lo stato della sua anima, altrimenti scorgereste, in questo vero specchio dell’anima, certe cose che, invece di attrarvi a molti uomini, ve ne respingerebbero.

10.            Prudentemente Io non ho permesso che questo segreto della fisionomia fosse rivelato a tutti, come il Mio caro Lavater[9] ha immaginato; perché con questa chiara lettura del carattere di ogni persona sul suo volto, a molti uomini sarebbe reso più difficile il progresso per il miglioramento spirituale, anzi, a più di uno perfino reso impossibile.

11.            E così Io permetto che sotto il manto di un adulante discorso, oppure con acquisite maniere cortesi, anche un diavolo possa giungere alla compagnia dei buoni, senza che gli altri abbiano di questo il minimo sentore; e così, attraverso la parola la via che porta alla compagnia non è interrotta, per fare col tempo qualcosa di meglio anche dall’essere smarrito, cosa che sarebbe impossibile se ognuno riconoscesse subito nei tratti del viso del suo prossimo di quale spirito egli è figlio, perché dal maligno ognuno si terrebbe certamente lontano, e al maligno stesso non rimarrebbe altro da fare che comunicare con i suoi simili, oppure l’isolamento e la mancanza di comunicazione lo renderebbero ancora più cattivo di quanto lo era già prima.

12.            Nell’aldilà, veramente, è diverso. Lì ogni spirito conosce l’altro al primo sguardo, così può evitare ciò che è cattivo e associarsi a chi lo eguaglia, oppure che è migliore di lui. Perciò la grande difficoltà che c’è là di migliorarsi, perché là il riconoscere è la prima cosa, come qui sulla Terra la prima cosa è il nascondere.

13.            Perciò, figli Miei, sforzatevi di avere anime sane, non mettete nessun ostacolo agli influssi dello spirito, lottate contro tutto ciò che potrebbe insudiciare la vostra anima e potrebbe forse anche lasciare impronte spiacevoli sul vostro volto.

14.            Siate certi, le impronte delle passioni sul vostro volto e nella vostra figura, così come nella mano e nei movimenti di tutto il corpo, o persino in quella luce inquietante, per voi inspiegabile, che sgorga copiosamente dallo sguardo, non sono sotto il vostro controllo, qui non serve a nulla cercare di nascondere i pensieri, per quanto li possiate tener segreti, in altre parole: mascherarli. Tuttavia l’impressione di uno sguardo malvagio o sinistro non potete occultarla se esso incontra un occhio puro, consapevole di nessuna colpa. Questo sguardo lo avverte come qualcosa di sgradevole, e allora l’anima si ritrae, perché dietro parole fiorite e buone maniere, si annida il serpente del tradimento.

15.            Perciò sforzatevi di dar salute alla vostra anima, affinché il vostro occhio possa guardare liberamente in faccia ognuno chiaramente e senza falsità.

16.            Siate certi, nell’uomo non vi è nulla di più grande e di spirituale che lasci riconoscere più chiaramente la sua origine superiore e la nobiltà ereditata da Me, quanto uno sguardo animato dalla profondità spirituale, uno sguardo pieno di mitezza, di dolcezza e di amore!

17.            Nell’occhio si riflette esteriormente l’intera natura materiale; dall’occhio l’intero mondo dello spirito emana raggi, cominciando dai Cieli più alti fino all’inferno più basso.

18.            Finché porterete la Mia Parola nel cuore, finché sarete attaccati a Me e non al mondo, fino allora anche la vostra anima rimarrà sana, anzi diventerà sempre più sana, fino a quando questo stato di salute crescerà al punto che il corpo ‒ un tempo considerato sano ‒ è stato solo un ostacolo per l’avanzamento della vostra anima, dove poi l’anima, spiritualizzata attraverso il Mio insegnamento, la Mia Parola e la Mia Grazia, avrà bisogno, come organo, anche di un involucro spirituale e non più materiale.

19.            Quando sarà sopravvenuta questa condizione, allora Io vi leverò questo carico che avete trascinato durante tutta la vostra vita terrena, e lo scambierò con un corpo etereo che lascerà trasparire ancora più sensibile il vostro interiore e assumerà completamente la forma corrispondente al vostro io interiore.

20.            Diventate perciò belli spiritualmente, e nell’aldilà avrete tale e quale un rivestimento spirituale che corrisponderà alla giovanile e imperitura bellezza del vostro spirito, e diventerà sempre più bello, sempre più nobile e sempre più trasparente.

21.            Come la malattia del corpo è un disturbo nelle funzioni dei suoi organi, altrettanto è un disturbo delle funzioni dell’anima il non vivere secondo le Mie leggi e il non vivere secondo il Mio insegnamento. L’anima stessa è sottratta dal vero sentiero attraverso la cupidigia mondana, oppure attraverso le passioni animiche come odio, collera, ambizione, ecc., ed essa (l’anima) vive un’apparente e non una vera vita nello spirito; vive per le cupidigie della sua parte materiale, cioè del corpo, e alla fine con questo diventa essa stessa materiale, perde di vista la sua intera destinazione e smarrisce così tutto il suo compito e la sua missione su questo globo terrestre, globo che doveva essere una scuola di prova, per imparare qui a dominare dapprima le passioni e in seguito a eliminarle completamente, per giungere come puro tono spirituale nelle Mie sfere spirituali.

22.            Essa, l’anima mondana, invece di tendere alla salute spirituale, ha preferito la malattia dello spirito, e invece di avere il desiderio di espellere sempre il male e assorbire nuove cose buone e nuova vita, ha fatto proprio il contrario, attraverso la malattia è passata alla morte, invece che alla vita! Già durante la vita corporea ha smesso, invece di utilizzare il corpo per i suoi scopi e di spiritualizzarlo, per valorizzare tutto ciò che è nobile ‒ che Io avevo dato come bene fruttifero ‒ lo ha incarnato in sé, perdendo ciò che è dell’anima e dello spirito, diventando puro corpo, oppure, detto con altre parole, ha commesso su se stessa un omicidio spirituale!

23.            Se poi tutti i mezzi per tirar fuori un’anima simile dalla sua incarnazione sono diventati impossibili, allora Io sono costretto a scomporre quest’involucro nel quale una tale anima si è seppellita.

24.            Quale rivestimento avrà essa poi nell’altro mondo, e quale aspetto avrà, potete facilmente immaginarlo! Certamente non una veste di luce, perché già su questa Terra non è stata un’amica di questa, bensì dell’opposto, del materiale, un’amica delle tenebre!

25.            Qui hai le tre parole istruttive e ammonitrici per voi e per coloro che un giorno le leggeranno.

26.            Possano tutti riflettere bene su quello che fanno e su quali vie camminano! Le Mie leggi del mondo materiale e spirituale sono immutabili, e al peso materiale corrisponde il peso spirituale, ed è così come il Mio Paolo disse: “Come l’albero cade, così rimane a terra!”. Guardatevi bene dal cadere come legno inutile e per metà marcio, ma siate rami e germogli verdeggianti per una vita migliore e più bella!

27.            Il tronco seccato dell’albero, quando cade, rimane a terra immobile e senza vita, non ha un germoglio, né un elemento vitale in sé che possa stimolarlo a una vita futura, esso si decompone e marcisce, passa in altra forma ed elementi che, in brevissimo tempo, non conservano più nessuna traccia della sua forma precedente come parti integranti di un albero.

28.            Non così con i verdi rami e ramoscelli. Se questi cadono sul terreno umido, dove si trovano per lo meno ancora elementi nutritivi, allora metteranno facilmente radici nella fertile terra, cominceranno a sollevarsi, si sentiranno di casa nella loro nuova esistenza, produrranno foglie, fiori e frutti e, secondo il terreno, così saranno anche i prodotti.

29.            Il nobile del ramo, unito con gli elementi nobili della terra, trasformerà i ramoscelli caduti in una specie più bella e più nobile e li guiderà su un gradino più vicino alla loro destinazione.

30.            Così anche voi, Miei cari figli, cercate di diventare veramente sani nello spirito; estirpate ogni ruggine di malattia spirituale, e quando finalmente anche voi avrete bisogno di una veste migliore di quella che finora è stata il vostro corpo materiale, allora potrete cadere come germogli freschi di vita sul Mio fecondo terreno spirituale, dove l’Amore è il concime, e l’umiltà e l’amore per il prossimo sono la terra. Là stendete le braccia come radici nel terreno e verso il concime; lasciatevi innestare, affinché dal seme qui seminato, nasca là un ramo nobile, e grazie alla nuova terra, il cui risultato saranno frutti ancora più elevati e più spirituali. Così, attraverso le vostre opere e il vostro amore per Me, i vostri frutti saranno sempre più nobilitati, sempre più elevati e spirituali, avvicinandovi sempre di più a Colui che già tante volte vi ha nutrito con frutti dello spirito dell’altro mondo, e ha dato alla vostra anima assetata la bevanda dell’acqua dell’eterna vita.

31.            Ricordatevi bene che, sotto qualsiasi forma, Io vi ho propinato anche cibo spirituale, la Mia sola premura è sempre che voi siate allevati come anime sane, non con malattie cariche di morte, ma destinate alla vita eterna.

32.            Questo con la Mia benedizione paterna, a voi, figli Miei, per il giorno odierno, dal vostro Padre buono! Amen!

 

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Cap. 4

Corpo, spirito e anima

18 luglio 1870

1.  Queste tre parole sono già state discusse spesso nelle Mie comunicazioni, e voi avete già un concetto di ciò che sono ‘corpo’, ‘spirito’ e ‘anima’ in generale, e in special modo cosa significano in senso spirituale.

2.  Ma poiché in tutte le parole provenienti da Me, sta l’infinito e sempre del nuovo, potremmo da loro trarre ancora dello spirituale; così vogliamo provare se, anche da queste parole, possiamo ricavare ancora un altro significato che forse potrebbe essere importante altrettanto quanto il precedente, oppure, ancora ben più alto e più maestoso!

3.  Dal momento che i Miei insegnamenti procedono gradualmente, e la definizione di corpo, oppure di materia, oppure di spiriti legati nella stessa, oppure – le Mie idee e i Miei pensieri fissati nella materia – corrispondenti alla vostra facoltà di comprensione, allora Io voglio, adesso che siete più maturi e avete già dato un profondo sguardo nei segreti della Mia Creazione, illuminarvi proprio questa parola ‘corpo’ da un altro lato, e quindi svelarvi un nuovo campo per l’ammaestramento della vostra anima e per la conservazione del vostro spirito, affinché in questo possiate scorgere che, quantunque Io riporti parole già usate e spiegate prima, posso ugualmente trovare sempre, oltre alle spiegazioni date in precedenza, ancora altri lati a queste, così che possiate scoprire nell’argomento nuove meraviglie e nuove dimostrazioni del Mio Amore e della Mia Sapienza. Sì, se volessi provarlo, allora mostrerei, rivoltando questa parola ancora mille volte, sempre nuovi lati al vostro sguardo sorpreso. Dunque, veniamo al fatto.

4.  Come vi ho spiegato nelle precedenti comunicazioni, lì ‘corpo’ era sempre l’equivalente di ‘materia’ e ho dimostrato che nella materia non vi è veramente nulla di materiale, ma solo un legame spirituale; ovvero vi ho detto che la materia sono i Miei pensieri e le Mie idee fissate che rimangono racchiusi e incorporati nella materia o corpo finché Io non li ritiro!

5.  Queste spiegazioni sono tutte giuste, per primo perché significano il vero, e per secondo perché ve le ho date Io.

6.  Ma se vogliamo comprendere questo concetto di ‘materia’ o ‘corpo’ da un altro lato, allora dapprima Io domando: cosa significa veramente la parola ‘corpo’?

7.  Vedete, partendo dalla base per poi salire gradualmente in su, lungo la grande scala delle Mie Creazioni e della Mia essenza, dobbiamo dapprima stabilire il concetto di una parola e non fermarci così distrattamente all’espressione della parola ‘corpo’, senza indicare più da vicino la sua essenza. Ebbene dunque, cominciamo così come gli scolari, quando imparano a leggere con l’abc.

8.  ‘Corpo’, questa parola indica veramente una cosa separata (a parte) con dimensioni (estensioni) in larghezza, lunghezza e profondità, che è una cosa finita e distaccata, esistente per se stessa nel mezzo della sconfinata infinità!

9.  Il corpo è perciò un qualcosa che occupa uno spazio, ha un rivestimento che separa appunto il suo essere individuale dall’intero Essere universale generale.

10.            Un corpo può tuttavia attraversare tutti i gradi di intensità e di peso, può diventare infinitamente fine, per voi non più ponderabile, ma può anche presentarsi condensato fino alla più dura specie di pietra, come il granito, o meglio detto: come la ‘sostanza fondamentale della solidità terrestre’.

11.            Esso rimane sempre un corpo, un qualcosa esistente di per sé, capace di assumere dimensioni, e precisamente nello stato rarefatto può diventare enormemente grande, mentre nello stato condensato può diventare straordinariamente piccolo. Queste forme poi, attraverso la spinta dell’attrazione e dell’appropriazione di ciò che è simile, possono costituire pietre, terre, mondi, sistemi solari, e così via.

12.            Corpo è perciò, come parola, l’espressione di un qualcosa di corporeo esistente di per sé, di divenuto, di estratto e separato dall’Essenza universale, stando lì per sé del tutto indipendente.

13.            Il corpo si può scomporre all’infinito fin dove i vostri occhi e strumenti ve ne consentono l’estrema percezione, tuttavia esso esisterà ancor sempre, e come grandezza avrà le sue dimensioni da tutti i tre lati, sebbene per voi non più comprensibile, tanto poco come i limiti; allora cessa la sua divisibilità, e ha il suo inizio lo spirituale in esso legato.

14.            Senza corpo non esisterebbe alcuna Creazione visibile!

15.            Esistono corpi o materie che sono certamente trasparenti e imponderabili, come la luce e l’elettricità, soltanto che sono tali solo per i vostri occhi, ma non per gli occhi dello spirito.

16.            Per i vostri occhi è invisibile tutto ciò che lascia passare il raggio di luce e non lo rimanda indietro dalla propria superficie; ma considerate questo: che voi non vedete gli oggetti, né il raggio che cade su di essi, ma li vedete soltanto attraverso il raggio di luce che da essi rimbalza.

17.            Un raggio di luce che fugge nell’infinito, voi non lo vedete.

18.            Dunque, quando qualcosa ha un corpo, ma è di una densità molto piccola, esso non è esistente per il vostro occhio, e se non ci fosse l’arte della separazione[10] che vi mostra diversi ‘elementi’ là dove credevate di aver a che fare con uno solo ‒ come per esempio l’aria nella quale vivete, che respirate, che nei vostri polmoni viene chimicamente scissa, dalla quale estraete la sostanza vitale in essa contenuta, e dalla quale poi espirate ciò che è stato consumato o carbonizzato ‒ non sapreste nulla di tutto questo.

19.            Tutti questi elementi sarebbero per i vostri occhi non esistenti, mentre sono tangibili per il vostro corpo, poiché, quando ‘il sale dell’aria’ oppure, come voi dite, ‘l’ossigeno’ manca, ed è presente solo il ‘carbonio’, la vita per voi cessa, e ogni essere vivente si abbandonerebbe alla morte se dovesse inspirare solo quest’ultimo. Tale e quale è anche col terzo elemento principale dell’aria, l’azoto!

20.            Nell’atmosfera, però, vi sono ancora una quantità di altre sostanze, le quali tutte hanno un corpo, tuttavia per i vostri sensi sono imponderabili.

21.            Ciò che nell’aria è già più denso, si trova nell’etere sotto una forma più raffinata; e quanto più l’aria si avvicina alla Terra che essa circonda, tanto più parti grossolane e dense contiene. Nel passare nell’acqua essa si condensa in uno stato liquido e diventa perfino solida come ghiaccio, cosicché l’aria così condensata, priva di calore, diventa un corpo denso e compatto.

22.            Dall’acqua i gradi della condensazione proseguono poi fino ai metalli e alle pietre più dense e più pesanti che costituiscono il contenuto della Terra.

23.            Queste sostanze così tirate fuori e separate dall’Essenza universale che sono indicate col nome di ‘corpo’, rappresentano l’intera Creazione dei Miei pensieri fissati in ordinata sequenza di gradi. Qui Io, cominciando dal primo atomo imponderabile, e tuttavia corporeo, ho costruito l’intera successione di cose, l’una più perfetta dell’altra, fino a Me stesso, attraverso tutti i sistemi solari e i globi cosmici, fino ai Miei più alti Cieli, nei quali anche i più tenui rivestimenti dei Miei pensieri creativi hanno certo ancora qualcosa di corporeo che, tuttavia – misurato con i vostri sensi – sarebbe un qualcosa di supremamente spirituale!

24.            L’esistenza di tutto questo mondo di corpi è resa possibile semplicemente dal fatto che, come gli spiriti affini si associano volentieri, così anche tutte le sostanze elementari o i corpi di natura affine non possono resistere alla forte spinta della forza di attrazione e, conformemente al Mio pensiero creativo in loro dimorante, essi si dispongono in una certa misura l’uno accanto all’altro, talvolta assumono determinate forme da Me pensate, e talvolta si mostrano all’occhio corporeo in ulteriori figure irregolari.

25.            Questo intero mondo dei corpi, pur essendo ogni cosa separata dall’altra, è tuttavia unita dal medesimo vincolo dell’amore. Il portatore visibile e invisibile dei Miei pensieri, ossia la Scintilla del Mio Spirito posta in essi, è legata in loro in misura maggiore o minore.

26.            Ciò che spinge questi corpi ad attrarsi o a respingersi secondo determinate leggi, per assumere questa o quella forma, è l’impulso che hanno ricevuto da Me dimorante in essi, ed è veramente lo spirito legato nella materia, poiché ‘spirito’ (qui spiriti della natura) o ‘forze della natura’, come le chiamate voi, sono le stesse cose.

27.            Lo spirito è il necessario impulso presente in ogni corpo, per conservare la forma che esso si è dato secondo la propria intelligenza, finché l’esistenza dell’involucro corporeo corrisponde allo spirito che vi dimora.

28.            Lo spirito, elevato al di sopra di ogni caducità come la vostra forza naturale, è ciò che, racchiuso nel corpo, lo rende veramente ciò che esso è.

29.            Se il corpo subisce una trasformazione, allora lo spirito naturale che in esso dimorava fuoriesce e si divide in particelle spirituali, oppure si unisce con altri spiriti (naturali) della stessa specie, formando così uno spirito superiore sulla scala della Mia Creazione, e poi si riveste con un altro corpo, conformemente alla sua intelligenza.

30.            La materia, ossia il corpo, che prima era tenuta insieme, nella trasformazione percorre allora in parte un gradino verso l’alto, e in parte un gradino verso il basso.

31.            Ciò che è spirituale nel corpo lo spirito lo spinge alla trasformazione, e seguendo il proprio impulso, realizza un altro pensiero della creazione, riconducendo la materia purificata fino a diventare sostanza (animica), al luogo da cui era provenuta; oppure ‒ mediante l’unione con altri corpi di grado più elevato ‒ avvicina quella stessa materia, come dimora di spiriti intelligenti, alla perfezione nel Mio grande universo.

32.            Ma cos’e veramente lo spirito?

33.            Con questa parola s’intende, dopo quanto detto sopra, veramente un qualcosa d’incorporeo.

34.            Anche in certe sostanze liquide, quando raggiungono il loro massimo grado di raffinazione e decomposizione, si sviluppa un fluido etereo ‒ sia per via naturale sia per via chimica ‒ che non è più percepibile con i sensi più grossolani, ma talvolta ancora soltanto attraverso i nervi olfattivi.

35.            Questa specie di ‘spirito’, però, non è ancora quello che Io intendo spiegarvi, poiché questo è ancor sempre un corpo, quantunque di specie fine.

36.            Ciò che Io intendo con ‘spirito’, è un’emanazione proveniente da Me, una propaggine della Mia potenza divina, la quale, anche se limita il suo potere nella sua sfera d’azione, è comunque qualcosa di indistruttibile, mai annientabile.

37.            Questi sono gli ‘spiriti naturali’ che tengono unita l’intera Creazione, che le assicurano la vera esistenza e l’eterna durata, perché essi, quali emanazioni provenienti da Me, devono essere immortali come lo sono Io stesso.

38.            Gli spiriti, legati nella materia o nei corpi, costituiscono gli strati più bassi della Creazione, sono i suoi pilastri fondamentali; senza di essi non esisterebbe alcun corpo, senza di essi la luce del Sole si disperderebbe semplicemente nell’infinito. Infatti, solo perché essi mantengono i corpi nella loro consistenza, e questi, opponendo alla luce delle superfici compatte, e precisamente in tutte le forme possibili, essi producono ‒ attraverso la luce in parte assorbita e in parte riflessa ‒ le mille e mille bellezze della cosiddetta natura muta, di fronte alla natura animata, grande e spirituale.

39.            Il corpo esiste grazie allo spirito che dimora in esso; e lo spirito, come Scintilla del Mio Io, si manifesta poi nei gradi più elevati dell’organismo vivente, come una potenza superiore, più o meno consapevole, come ‘anima’.

40.            Esso (lo spirito) anima il corpo e gli dona il grande principio della vita. A partire dallo spirito più basso e racchiuso, gli conferisce la facoltà (capacità) di elevarsi gradualmente a livelli superiori e, nei corpi più sviluppati, attraverso un’anima vivente, gli permette di diventare sempre più consapevole della propria esistenza, così da poter comunicare la gioia dell’esistere anche ad altri esseri.

41.            Così il terzo gradino della scala della Creazione è la serie degli esseri animati, dove lo spirito, già più libero, si è edificato nella materia un’altra dimora intelligente, come corpo, grazie alla quale può manifestarsi maggiormente e può disporre della sua dimora materiale con maggiore libertà.

42.            Questa vita animica comincia negli animali più inferiori, i quali ‒ oltre al corpo costruito con arte secondo la loro individualità ‒ possiedono anche il vantaggio che la maggior parte di essi possiede anche la libertà di movimento.

43.            Qui il corpo appare già come servo, e non come un signore, come invece avviene nel regno minerale.

44.            L’anima usa il corpo per la sua conservazione e per i suoi bisogni della vita, guidata veramente ancor sempre attraverso lo spirito come ‘istinto’ oppure danda[11] della natura, con la quale lo spirito stimola l’anima a questo e poi a quello.

45.            Un movimento libero ha per conseguenza sempre un grado più elevato di intelligenza, poiché se Io permetto a un’anima di muovere il suo corpo liberamente, allora le devo anche dare l’impulso su come, quando e per quale scopo essa deve muoverlo.

46.            In questa scala degli esseri corporei che si muovono liberamente, il cammino procede ora verso l’alto, sempre tendendo verso quel grado dove lo spirito riceve ciò che di più alto il Creatore poteva donare alla macchina, cioè il corpo, in fatto di ogni possibile intelligenza spirituale, e alla fine l’anima, conscia della sua posizione nella Creazione, riconosce la sua origine, perché ha elevato la piccola Scintilla spirituale e divina, racchiusa nell’ultimo atomo, a una potenza consapevole di sé, e ora, con lo sguardo rivolto verso l’alto, comincia finalmente a comprendere la sua origine e la sua discendenza dall’Altissimo.

47.            Questa chiave di volta di tutti i mondi dei corpi, degli spiriti e delle anime è l’uomo, che Io ho creato a Mia immagine e che ho posto come compendio tra due mondi, quello materiale e quello spirituale. In lui ho posto l’impulso di spiritualizzare il suo mondo fisico per mezzo della sua anima, e ad aprire al suo spirito ‒ dotato di tutte le facoltà divine ‒ la porta verso l’Altissimo, affinché, attraverso l’influsso dello spirito, l’anima diventi spirito, e il corpo, invece di essere come finora il suo involucro materiale, diventi un giorno la sua veste spirituale, la quale nel mondo dello spirito rappresenterà tutto ciò che il corpo possedeva nel mondo materiale, e così, spiritualizzato, il corpo diventerà un veicolo corporeo di finissima sostanza: la veste più gloriosa del più nobile spirito umano!

48.            Qui, Miei cari figli, avete la grande serie di gradini della Mia Creazione, dai primi atomi in formazione e le più piccole monadi, fino alla Mia ultima opera, fino all’uomo, da dove poi, nella formazione spirituale, la stessa cosa comincia di nuovo, fino ai Miei ultimi Cieli, dove gli spiriti più puri con i sottilissimi corpi di luce prendono – per la massima purificazione – la vostra possibile sostanza corporea dallo spazio della Creazione, come rivestimento delle loro anime divine, e possono usare lo stesso (rivestimento), come voi potete usare il vostro corpo che è composto di sostanze grossolane.

49.            È un cammino lungo, ma non impossibile da raggiungere.

50.            Applicatevi, figli Miei, a divenire ciò per cui Io vi ho destinati su questa sequenza di gradini, questo significa di slanciarvi al punto estremo del corporeo-materiale e al primo inizio del mondo dello spirito, dove la porta della luce e della conoscenza si aprirà da se stessa, e dove scorgerete dinanzi a voi lo spirituale incommensurabile, e dietro di voi il corporeo mai terminante o ‘mondo dei sensi’, e in mezzo a tutto questo, Colui che ha creato tutto e trova gioia solo quando le Sue creature, che Lo chiamano ‘Signore’ e ‘Dio’, avranno ora imparato a chiamarLo ‘Padre’.

51.            Quando un giorno potrete contemplare tutto questo con uno sguardo, allora anche Lui non sarà più lontano da voi, Lui che, anche se avete sofferto, sopportato e lottato, vi dimostrerà che senza tutte queste tribolazioni terrene non sareste là, dove poi godrete veramente, questo significa il sublime concetto di mondo corporeo, spirituale e animico, un Amore paterno, come può farvelo percepire solo Colui che qui vuole darvi con queste tre parole, di nuovo una piccola dimostrazione di quanto Egli desideri che voi – seguendo i Suoi insegnamenti e lasciando andare tutto il corporeo-mondano – aspiriate soltanto ai Suoi godimenti celesti! Amen!

 

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Cap. 5

Fanciullo, giovane, uomo e vegliardo

oppure

Inverno, primavera, estate e autunno

oppure

Le quattro epoche della Creazione di mondi e terre

infine

Vita dello spirito, dell’anima, dell’angelo e di Dio

28 luglio 1870

1.  Qui hai quattro parole tratte dalla vita umana, insieme a parole tratte dalla vita della Terra e dalla vita della Creazione. Tutte queste sono suddivise, ciascuna per conto proprio, in determinati periodi di tempo. Le prime indicano le quattro fasi (stadi di formazione) di un uomo, ossia i suoi periodi di vita in riferimento al suo sviluppo corporeo e spirituale.

2.  Ciò che ora sarà qui detto dell’uomo, vale, alla sua maniera, anche per i popoli, i quali devono passare questi quattro periodi nella loro educazione spirituale, così come i grandi periodi nell’educazione di tutta l’umanità.

3.  Per cominciare in modo corretto con tutti questi molti significati e spiegazioni, e per giungere anche a una conclusione ragionevole, iniziando da una, poi passando all’altra per chiarirla, mostrando il suo legame spirituale con la prima, quindi procedendo alla terza secondo la medesima sequenza, introducendovi poi nella Mia officina e, infine, illuminando ancora altre quattro grandi parole spirituali nel loro significato più alto affinché possiate scorgere l’insieme in una visione armoniosa, per questo vogliamo suddividere queste grandi parole che ti do qui in diversi capitoli e cominciare quindi dal primo, cioè dalla spiegazione delle prime quattro parole, premettendo il lato naturale. E così attendete, Miei cari figli, ciò che il Padre qui svilupperà di bello ancora una volta per voi!

 

 

I) Fanciullo, giovane, uomo e vegliardo

1.  Qui avete dinanzi a voi i gradi del cammino di un uomo, verso l’alto e verso il basso, durante il suo percorso di vita su questa Terra. Corporalmente va verso l’alto e verso il basso su questa scala, spiritualmente dovrebbe andare solo verso l’alto.

2.  Il ragazzo o il fanciullo, nato indifeso, rinchiude la sua anima in una vita di sogno, egli non sa e non riconosce nulla, deve prima imparare tutto, perfino i suoi pensieri che con lo sviluppo del suo io si moltiplicano, deve esprimerli in un linguaggio che, inizialmente, è imperfetto, poi man mano che il corpo e la facoltà di comprensione progrediscono, diventa sempre più chiaro e preciso.

3.  Lo spirito, come scintilla proveniente da Me, rimane quieto, racchiuso nel più intimo del cuore. Solo di tanto intanto spinge l’anima ad agire, affinché essa plasmi il proprio corpo secondo le leggi stabilite, così da poterlo usare come strumento valido. E affinché il corpo dell’anima, che si sviluppa da un corpo formato in modo regolare, possa essere portato con sé nell’aldilà per una nuova vita, quando il corpo terreno ‒ involucro dell’anima ‒ non sarà più utilizzabile ed essa avrà bisogno di un’altra veste.

4.  Nel ragazzo, o nel fanciullo, tutte le passioni dormono ancora, tutt’al più sono il capriccio e l’ira che si manifestano; queste sono le prime piante parassite che gettano i tralci intorno al giovane albero della vita, vi si aggrappano e, se non arriva un aiuto al momento giusto, possono privare l’intero albero delle sue forze, trasformando i suoi umori e le sue energie in queste due malerbe. Crescendo poi, queste caratteristiche guastano l’uomo completamente, dovendo egli, come schiavo di queste passioni, rinunciare quasi del tutto a ogni progresso spirituale, e procurano molti dispiaceri a lui e anche agli altri che vengono con lui in contatto.

5.  Capriccio e ira sono alcune delle caratteristiche più potenti della natura satanica; Satana, infatti, a causa della prima, non vuole prendere la via che conduce a Me, e a causa della seconda non può concedere accesso nel suo cuore alla pur minima traccia d’amore che lo renderebbe, anziché furente, più mite.

6.  Così accade al fanciullo, giacché spesso degli sciocchi genitori invece di lottare contro queste caratteristiche con tutte le loro forze, ancora le sostengono, credendo che, se non si concede al fanciullo ciò che vuole, lo si danneggi nella salute, quindi sono subito pronti con la sconsiderata scappatoia: “Il fanciullo non comprende ciò che vuole; quando sarà più grande, sarà già diverso!

7.  Stolti genitori! Sì, sarà diverso; ciò che, come fanciullo, esprimeva con lacrime e suoni inarticolati, si trasformerà più tardi contro di voi in durezza e parole offensive, poi con la sua crescita e con il vostro indebolimento, forse degenererà in azioni manesche, dove riceverete in pagamento la vostra bella semina così come l’avete meritata.

8.  Il fanciullo, che si sviluppa a poco a poco come una pianta e vuole stendere sempre più le sue braccia dal petto materno al vasto mondo, per afferrare proprio ciò che sta più lontano da lui, cresce con la conoscenza, e con la conoscenza crescono le passioni, e con le passioni cresce il desiderio di soddisfarle.

9.  Arrivato così a un’età in cui questi impulsi d’energia spirituale, animica e fisica, ancora come mischiati l’un con l’altro, devono essere purificati, si avvicina la necessità dell’insegnamento e della scuola, il fanciullo dovrà ricevere un concetto su cosa è bene e su cosa è male, cosa è permesso e cosa è proibito, cosa è virtù e cosa è peccato.

10.            Qui, in questo stadio di purificazione di tutte le voglie e desideri giovanili, i genitori e gli insegnanti devono mobilitare tutto per arginare, in un severo letto delimitato, il torrente della baldanza giovanile quasi straripante di tutti i desideri, passioni e brame, e porre a lui ostacoli, ‘affinché non esca dai suoi argini stabiliti’.

11.            Qui l’anima comincia a imparare; e ciò che s’intende per la prima parola seria dell’uomo spirituale è questo: è il tenere a freno le sue passioni, è la forza di opporre un limite ai propri desideri e di opporre un giusto ‘sì’ o un ‘no’ alle proprie aspirazioni e suggestioni!

12.            Con la scuola e con l’esempio dei genitori, quali prime guide, si entra in un campo successivo, la navicella della vita del fanciullo già più risvegliato nello spirito e nell’anima, scorre tra gioco e studio, istruzioni e punizioni nell’adolescenza; venendo in contatto tanto con altri a lui pari, quanto con altri più elevati o più anziani, la giovane anima è spinta a far domande su cose che, per la verità, ha ben accettato da bambino senza volontà, ma senza la convinzione nel suo interiore per la spiritualizzazione del proprio io.

13.            Con l’ingresso in una sfera di vita più elevata, che in realtà è ancora piena di punti di vista ingannevoli, cominciano le domande: “Ma perché questo? Perché quello?

14.            Conformemente alle spiegazioni, nell’interiore si costruisce l’uomo spirituale, nel giovane si muovono alla fine anche gl’impulsi sessuali, si sente attratto dal sesso femminile, il che nei suoi anni scolastici gli era indifferente, spesso perfino ripugnante.

15.            Quest’impulso, così pericoloso per la natura scatenata, è certo uno dei più salutari, poiché esso frena spesso le passioni più grossolane di un fanciullo viziato, e ciò che non era possibile alla madre, al padre e all’insegnante, lo frena ora uno sguardo da un occhio pieno d’amore e felicità d’animo di una fanciulla, la quale non è conscia che, in questa magnetizzazione spirituale, si compie qualcosa che è compreso solo nei Cieli, e là troverà un giorno la sua giusta spiegazione, mentre qui, su questa Terra, si lascia dietro solo una lieve reminiscenza, purtroppo non permanente.

16.            Con l’ingresso di questo punto di svolta nella vita del giovane, è fatto il primo passo verso l’età adulta; l’amore, che il giovane inghirlanda con rose che gli fa vedere un cielo aperto ma che non può ancora comprendere né afferrare, questo amore, dapprima rivolto solo all’oggetto della sua inclinazione, lo guida poi alla consapevolezza dell’uomo e dei suoi serissimi doveri.

17.            Così il giovane impetuoso transita nell’uomo avveduto, dove le condizioni di vita diventano più serie, ed egli, non vivendo più da solo, bensì cercando una compagna per la vita, dall’esistenza di singolo entra in quella della famiglia, nella quale deve combattere di più le sue passioni in una più seria concezione della sua stessa vita, e dove, per mantenere se stesso e i suoi familiari gli si impongono dei doveri di cui da fanciullo non aveva nessun presentimento, da giovane nessun concetto, e dei quali solo come uomo può comprenderne adesso tutta la portata.

18.            Come un gioviale, fresco torrente, il fanciullo saltava  su tronchi e sassi; arrivato in pianura, avendo in sé ancora della sua velocità dovuta alla caduta tra i monti, scroscia via allegro come torrente della vita tra rive infiorate, ma sempre più perdendo la sua velocità e, diffondendosi sempre più nella pianura, scorre verso l’età adulta.

19.            Come uomo, con i suoi nuovi bisogni della vita, con nuove preoccupazioni e nuovi doveri verso la sua famiglia, entra già in uno stadio dove l’uomo spirituale-animico in lui, formato sempre di più secondo una determinata legge, inizia le sue tendenze: o verso il bene, vale a dire la via che porta a Me, oppure l’opposto, ossia la via che porta lontano da Me.

20.            Così il suo flusso della vita prosegue, cercando, dubitando, costruendosi un proprio io da quanto incontrato, diventando sempre più quieto, uscendo glorioso da tutte le lotte e i dubbi, e alla fine, da fiume tranquillo, va incontro lentamente alla vecchiaia, dove il movimento quasi cessa, e veramente, come il criceto, dovrà vivere da sé del capitale raccolto durante la stagione estiva della vita, perché difficilmente sopraggiungerà del nuovo, e tutto ciò che riguarda il corso della vita umana sarà stato fatto fino alla fine con le sue illusioni e le sue gioie, dove ora, finalmente, metterà nel granaio il raccolto delle opere compiute.

21.            Così il vegliardo si trova al margine di una vita corporea visibile, dietro di sé un passato che mai più ritornerà, dinanzi a sé un futuro poco chiaro, tra due mondi, uno visibile e l’altro invisibile, aspettando il momento in cui il suo tempo di vita andrà a finire, e il pendolo del suo corpo, il cuore, così spesso agitato, si fermerà!

22.            Ben per il vegliardo che alla fine, dopo violente lotte e molteplici disagi, si è per lo meno salvato tanto che la veste della sua anima, anche se non uguale, si è tuttavia avvicinata al prototipo della Mia immagine; ben per lui se, anche se tardi, ha ugualmente riconosciuto la sua missione su questa Terra, il suo Dio e Signore e l’altro mondo; egli aspetterà tranquillo il momento della separazione in cui saranno scambiati gli abiti, e lascerà il mondo senza timore e senza rimorsi, perché, anche se tardi, ha trovato il Padre suo, il suo Creatore che gli metterà lassù, conformemente al suo cuore rimasto sempre fresco, di certo anche una fresca veste giovanile, affinché là, quale giovane eternamente bello, e diventando sempre più spirituale, si possa avvicinare sempre di più a Me, sul gradino del perfezionamento, per diventare del tutto degno del nome ‘figlio di Dio!

23.            Qui avete la via del fanciullo, del giovane, dell’uomo e del vegliardo, rappresentatovi in pochi abbozzi.

24.            Adesso vogliamo vedere come queste epoche di vita concordano con le corrispondenti stagioni del vostro globo terrestre, e fino a che punto, inverno, primavera, estate e autunno, esprimono in modo simile lo stesso spirito con il fanciullo, giovane, uomo e vegliardo; questo è ciò che dovrete apprendere nel seguente capitolo in un senso ancora più alto! Dunque:

 

5/II) Inverno, primavera, estate e autunno

28 luglio 1870

1.  Qualcuno qui domanderà: come può l’inverno, dove la natura è da paragonare piuttosto con la morte, come può l’inverno, dove invece del calore, quale fonte di ogni vita, domina il freddo, sinonimo di morte, come può l’inverno essere paragonato con la vivace natura di un fanciullo, dove tutto manifesta vita e tutto abbonda di vita?

2.  Eppure, miei cari dubbiosi, non esiste esempio più bello che paragonare la vita del fanciullo all’inverno e alla sua vita, e come proprio questo, legato da un vincolo spirituale, mostri la stessa cosa nella sua essenza.

3.  Aspetta solo un po’, amico Mio, e Io ti presenterò l’inverno, creduto così morto, tanto vivente e tanto caldo com’è la vita del fanciullo; solamente non vogliamo esaminare la cosa dal punto di vista della solita esposizione dei vostri poeti e letterati, bensì dal punto di vista dal quale Io lo ritengo buono di considerare la faccenda alla Mia maniera. Ebbene, ascolta dunque:

4.  Vedi, amico Mio, se tu confronti l’intera vita vegetativa dell’infanzia e la sua vita animica, allora, come ho detto all’inizio, è una vita da sogno, una vita in cui tutto il bene e il male, tutto il giusto e l’ingiusto, dormono ancora il profondo sonno dell’incoscienza, sotto il manto dell’innocenza; poiché innocenza è solo quello stato in cui non si è coscienti di nessuna colpa, ma anche non si conosce niente, poiché con il riconoscimento dell’innocenza, la medesima ha cessato di essere.

5.  Come questa vita da sogno del fanciullo in cui, come in un embrione, tutte le passioni e tutti gli altri impulsi nascosti dormono tranquilli uno accanto all’altro, e aspettano solo la condizione migliore del corpo che li racchiude per potersi poi fortificare e sviluppare egualmente – vedi, Mio caro amico, quale opportuno paragone e quanto spiritualmente sia vicino! – egualmente giace sotto il manto di neve (bianco è appunto il colore dell’innocenza) tutta l’esistenza futura di una parte del globo terrestre sepolta nel sonno, aspettando solo finché un potere superiore, il calore del Sole, sollevi questo manto dell’innocenza, lo annienti e lasci libero corso a migliaia e migliaia di forme di vita, affinché ognuna possa, secondo la sua destinazione, agire e conseguire lo scopo della propria esistenza.

6.  Come nel fanciullo si manifestano buone e cattive caratteristiche con la formazione del corpo, così si manifestano nella vita terrena con la natura risvegliante, altrettanto l’influsso pacifico e le influenze ostili; all’inizio, come le passioni nel fanciullo, dimorano tranquillamente insieme sotto il manto gelido della neve, poi si separano lottando e combattendo, e così, in continua lotta, vanno incontro alla primavera o a un tempo di sviluppo migliore, dove tutto il vivente su questa Terra si rinvigorisce già di più, resistendo anche alla lotta degli elementi e altri influssi, e può sopportare la stessa vittoriosamente.

7.  In primavera tutto spinge inconsapevolmente incontro alla propria destinazione; la pianticella diventa albero, prepara tutto per adempiere un giorno come albero il suo scopo, e gli animali costruiscono dimore per la loro nidiata, di cui non sanno ancora la provenienza. Tutto lavora e tesse; distruggere e riedificare, cambiar forma e rinascere sono compiti del globo terrestre; è il suo tempo giovanile che spesso produce deformità e formazioni anomale che non hanno posto nel circuito dell’ordinario, e più tardi saranno di nuovo eliminate, come nel giovane le sue sciocchezze e gli sventati errori.

8.  Così la natura s’inghirlanda nella primavera risvegliata con i fiori più belli, come il giovane con le guance rosse, e va incontro lentamente all’età adulta, il periodo della maturazione dei frutti che devono risultare dai germogli e dallo spingere della primavera, perfettamente nell’intenzione del Creatore.

9.  L’estate, o l’età virile, è già molto calda, all’uomo scorre il sudore dalla fronte per il guadagno del suo pane quotidiano; all’albero che porta frutto manca spesso l’acqua o l’umidità, per nutrire i suoi pargoletti, che sono le foglie e i frutti, e portare questi ultimi a maturazione.

10.            Proprio così sta qui l’uomo, spesso disperato lascia cadere le braccia stanche, come l’albero le sue foglie; una bufera, una grandine, gli strappa i suoi figli, i frutti prodotti solo con fatica.

11.            All’uomo le malattie rubano i suoi rampolli e la sua compagna; e dove entrambi, uomo e albero, non si aspettano più nessun conforto e aiuto, là spesso una tempesta ammassa nuvole di benedizione e pioggia; quest’ultima si riversa in torrenti sui campi e prati assetati, feconda e umetta la natura morente, purifica l’aria e, guarda, l’eterna forza della natura, mai perduta, ridesta di nuovo tutti gli esseri; la tempesta è superata, parecchie cose sono perdute, ma in compenso con mille altre sostituite.

12.            Nell’uomo, quando piegato dalla disgrazia, non sa trovare più aiuto, quando il tutto, forse anche l’edificio della religione, edificato dalla giovinezza, è crollato con la tempesta del destino, allora una chiara scintilla si accende in Oriente; all’inizio è una piccola stella, ma essa sale sempre più in alto, s’ingrandisce, diventa sole, Sole di Grazia con la Mia immagine nel mezzo e, circondato col Mio insegnamento come un fascio luminoso, illumina l’animo lacerato dell’uomo, versa nel suo cuore, dolcemente, conforto e luce, e fa percepire, a chi è profondamente provato, forse per la prima volta l’assaggio spirituale di un Cielo, il presentimento di un Amore divino!

13.            L’uomo si rialza, comprende la Grazia del Padre suo e benedice i rovesci del destino che l’hanno colpito, e alla fine riconosce che essi non avevano nessun altro scopo che condurlo nelle braccia di Colui che le aveva già aperte da lungo tempo per accoglierlo, e che non aveva nessun altro modo per attuarlo, se non con un’apparente presunta sfortuna.

14.            Così l’uomo diventa poi maturo per la vecchiaia, come l’albero matura i suoi frutti per la stagione autunnale. Alla fine arriva l’autunno, la forza della natura che, durante l’inverno dormiva tranquilla sotto la coltre di neve e in primavera risvegliò tutto a nuova vita che fu attiva in estate per portare tutto alla sua destinazione, si è calata verso l’autunno, è divenuta stanca, ha compiuto il suo scopo e va nuovamente a dormire.

15.            Le foglie cadono, l’albero, che di solito stava in pienezza rigogliosa, perde la sua forma esteriore, e presto, come scheletro e carcassa, mostrerà è vero le fondamenta di base che portarono tutto il prodotto, ma il bel colore, la freschezza della vita è passata, l’albero riposa per iniziare in un altro anno ciò cui è destinato, perfetto come nel passato, o anche, all’opposto, al dissolvimento, avvicinandosi in altri elementi.

16.            Così è altrettanto con l’uomo, un po’ alla volta va incontro alla vecchiaia; l’energia, la pronta decisione, comincia a diminuire, il colore del volto si modifica, l’incanutire dei capelli (annunciando il ritiro del ferro nel sangue, quale portatore di attività) diviene sempre più rilevante. Il mondo esterno si chiude sempre di più, e il vegliardo comincia una vita interiore, come l’albero in autunno, quando anche in lui cessa la circolazione degli umori rinnovati e prosegue un lento operare interiore, sottratto allo sguardo umano.

17.            Così l’albero attende la sua destinazione per l’anno successivo secondo la sua attività, se passarlo come legna per il fuoco o per servire ad altri scopi, oppure se, come albero, forse nobilitato, portando frutti migliori e più belli, deve procurare all’uomo nuovamente piaceri fisici e spirituali, fisici con i suoi prodotti materiali, e spirituali attraverso la sua contemplazione con riferimento al Creatore e Signore infinitamente buono.

18.            Tutti i frutti e i prodotti dell’intera natura che servono per nutrimento agli esseri viventi, passano, con i loro differenti usi, a un gradino spirituale più elevato, servendo alla conservazione di esseri più elevati, aiutando a favorire la loro parte corporea e a perfezionare la parte spirituale.

19.            Ciò che sono i frutti con i prodotti della terra, lo sono presso l’uomo le opere; esse aiutano chi si trova al limite della vita terrena a costruire il suo io spirituale, per portare anche lui a un gradino più elevato.

20.            Ciò che qui vi ho detto, riguardante il regno vegetale e animale tanto come l’uomo nei suoi quattro periodi di vita, questo ha altrettanto la sua medesima condizione presso interi popoli e nazioni.

21.            Anch’essi hanno i loro periodi infantili, giovanili, virili e senili; sono guidati da Me un po’ alla volta sulla via della conoscenza, attraverso sventure, guerre, malattie devastanti ed eventi d’ogni genere, finché anch’essi raggiungono la loro elevatezza spirituale e possono elevarsi, singolarmente come individui, oppure nell’insieme, come nazioni, in sfere superiori, secondo come era la loro propensione nell’osservare i Miei consigli e ammonimenti, laddove poi un popolo giungerà prima alla maturità, l’altro più tardi.

22.            Qui avete la seconda serie di parole del nostro titolo – inverno, primavera, estate e autunno; – adesso vogliamo slanciarci a un punto di vista superiore e da lì, al par di Me, osservare la Mia Creazione nella sua graduale attività, dove poter contemplare più chiaramente di nuovo il Mio Amore e la Mia Sapienza che mira solo alla felicità dei Miei esseri creati!

 

5/III) Le quattro epoche della Creazione, di mondi e terre

29 luglio 1870

1.  Poiché tutto, ciò che Io faccio, accade sempre solo secondo uno e lo stesso principio di base, ed è determinato come un atto creativo a produrre qualcosa di corrispondente allo scopo, e secondo questo principio di base sviluppare tutto il resto gradualmente e, perfezionandolo, deve ricondurre tutto nuovamente a Me, così è anche in questo caso l’intimo rapporto tra i due capitoli in precedenza citati e questo attuale, dove vi mostrerò di nuovo ciò che prima, allo stesso modo, è stato presentato nei quattro periodi della vita umana, e poi nelle quattro stagioni o epoche di sviluppo e maturazione. Solamente che qui è stato eseguito in dimensioni più grandi e in eoni e eoni di tempo, prima che i gradini già citati potessero affacciarsi alla vita.

2.  Ho fatto precedere gli altri capitoli, perché standovi più vicino, erano per voi facilmente comprensibili, così da poter poi entrare più rapidamente in questo terzo punto e raccapezzarvi meglio.

3.  Come nell’infanzia avete visto svilupparsi la vita spirituale-animica per grandi cose future, e come nell’inverno sotto la coltre di neve tutto il vivente e vegetante attende la sua liberazione, così un giorno anche nello spazio infinito tutto era confuso, mischiato e in un persistente stato di quiete, finché la Mia potente Parola lo risvegliò dal suo sonno all’attività.

4.  Le Mie idee e pensieri della Creazione, partendo dal più semplice, posero di nuovo in ogni semplicissima cosa la facoltà di generare dalla stessa innumerevoli sue pari, esse erano quelle che diedero il primo impulso all’infinita massa eterea, dove finora tutto dimorava tranquillamente insieme senza brame attrattive o repulsive; e quando la Mia Volontà diede loro il primo impulso, allora cominciò il divenire, l’associarsi del simile col simile e la repulsione del diverso.

5.  I singoli elementi si separarono spinti da forze spirituali, oppure si riunirono sotto delle Mie determinate leggi di ordini corrispondenti; iniziò la vita, il formarsi da sé. Ciò che prima giaceva nell’etere ancora scomposto, senza limiti di larghezza, lunghezza e profondità, cominciò a formarsi, a modellarsi. Anche qui cominciò il corrispondente processo dell’infanzia, o lotta degli elementi sotto la coltre di neve, non appena il primo raggio dell’impulso spirituale risvegliò le anime infantili, oppure, non appena il primo raggio di Sole che riscalda e porta vita, ruppe il gelido guscio della neve, dentro il quale milioni di vite vincolate attendevano la loro liberazione.

6.  La grande primavera del divenire cosmico prese il suo inizio, e i mondi, i globi cosmici e i soli entrarono nell’infanzia, dove non tutto era ancora separato, dove ancora dei processi di fermentazione eliminavano le loro parti turbolenti dal Sole principale o Sole-centrale, le quali poi, attraverso lo stesso processo, diventarono soli più piccoli, e questi, dopo una lunga frammentazione e separazione, divennero singole parti ancora più piccole per essere terre orbitanti intorno ad essi come fanciulli.

7.  I soli mondiali nella loro immensa grandezza dovevano, detto in senso figurato, attraversare tutto lo stato infantile. Non quietamente, ma con violente perturbazioni dovevano percorrere il loro processo evolutivo, attraversare rivoluzioni nel loro interiore come sulla loro superficie, il che modificò sempre, sia il loro interiore, sia il loro esteriore, come nel giovane le potenti passioni della sua natura giovanile lasciano dietro di lui tracce nel suo interiore spirituale e nell’esteriore corporeo.

8.  Così proseguì la lotta, con distruzione di cose già divenute e il loro rinnovamento in un gradino superiore, tutto spingendo in avanti, finché alla fine fu stabilito un equilibrio tra l’interiore e l’esteriore, e i soli mondiali come quelli secondari e le loro terre passarono nella loro età virile, dove subentrò un percorso regolare del loro processo di vita, e i violenti sconvolgimenti e distruzioni un po’ alla volta dovettero far posto a un ordine regolare, e da dove, sempre portando in sé l’impulso verso il perfezionamento, tutto lo spirituale vincolato attraverso la materia, nei mondi e soli modificò un po’ alla volta le sue forme e i suoi involucri, e così attraverso molti milioni di gradini, tutto andò incontro alla sua superiore meta spirituale.

9.  In questo modo anche i mondi, i soli e le terre, dopo lunghissimi periodi di tempo, entreranno di nuovo nella loro vecchiaia, dove la maggior parte della forza vitale sarà consumata e trasformata in elementi spirituali, e la materia sarà mutata, simile all’albero del quale non resta che lo scheletro, senza foglie né frutti. Ed è come accade nell’uomo, quando il corpo logorato non può più servire come dimora e strumento alla sua anima progredita, poiché il materiale irrigidito diventa d’intralcio allo spirituale ormai raffinato.

10.            Così andrà con i mondi, con i soli e con le terre, quando un giorno avranno elevato la loro attività al punto tale, che tutto il loro rivestimento esteriore sarà consumato, e non resterà che il grande e potente impulso interiore che li costringerà a proseguire ancora oltre. Allora anche questo complesso spirituale interiore dei grandi mondi – come l’anima nell’uomo – romperà il guscio divenuto inservibile, guscio che fino allora le sarà servito loro da veste e da organo di attività, e spiritualizzato e perfezionato, da esso verrà fondato un sistema superiore di mondi, di soli e di terre, rispetto al quale la Creazione attuale si rapporterà alla futura, come le scorie al ferro, che prima deve espellere da sé, perché le scorie, rispetto al ferro e al suo impiego, non servono più a nulla.

11.            Queste sono le grandi epoche della Creazione, così come si svolgono da eternità nello spazio infinito, e come, fedeli al loro scopo, continueranno a compiersi attraverso periodi di tempo della cui durata voi non avete nessuna cifra, né alcuna misura per voi pensabile, durante le quali si compirà la Mia Volontà.

12.            All’attuale Creazione materiale ne seguirà una spirituale, così come alla vita terrena dell’uomo segue una vita spirituale; e anche i prodotti e gli esseri viventi, dopo tale trasformazione, avranno un’esistenza corrispondente a un mondo edificato su un grado più elevato.

13.            Adesso voglio mostrarvi ancora un’altra scala spirituale ancora più elevata della precedente, e questa scala dei gradi dello spirituale e del supremo, fino a Me si chiama: “Vita dello spirito, vita dell’anima, vita dell’angelo e vita di Dio

 

5/IV) Vita dello spirito, vita dell’anima, vita dell’angelo e vita di Dio

 

29 luglio 1870

1.  Con vita dello spirito Io intendo veramente la vita di tutti quegli spiriti, o forze della natura, che determinano la coesione dell’intero universo materiale, o la stabilità di tutti i metalli, pietre e terre e la loro durata.

2.  Questi spiriti, che costituiscono in ogni cosa i veri portatori di tutte le forme, di tutti i prodotti e di tutti gli esseri viventi ‒ all’infuori degli abitanti dei corpi celesti che Mi sono simili ‒ si trovano su diversi gradini secondo la loro intelligenza, e tuttavia sono anch’essi Scintille divine, poste da Me stesso in ogni cosa esistente. Pertanto, essi determinano l’esistenza delle cose e la loro perfezione, ascendendo anch’essi da un gradino all’altro. Eppure, non sono ancora personalità, ma intelligenze nella misura in cui agiscono sulla materia alla quale sono vincolate, contribuendo alla sua esistenza; e lo diventano sempre di più a ogni grado superiore di esistenza. Così, dapprima si manifestano come impulso, e poi, come anima animale, passando gradualmente in un essere spirituale consapevole di sé.

3.  Questi spiriti nel grande Regno spirituale sono ciò che nel fanciullo sono i sonnecchianti impulsi e passioni, come gli embrioni giacenti sotto la neve, sia quelli giacenti nei semi delle piante sia nei germi animali, sono i primi inizi che attendono solo il primo impulso per iniziare la loro vita e la loro attività, sforzandosi poi di salire dagli strati più profondi per giungere all’adolescenza, fino a che vengono guidati come anime più consapevoli, tuttavia ancor sempre al guinzaglio del generale grande spirito della natura che spira attraverso tutti i mondi e spazi, e incita tutto il Creato ad adempiere il suo scopo, che a voi è conosciuto come “istinto”.

4.  La vita animica comincia in una forma già più delimitata e compiuta, e le è già data la proprietà della riproduzione mediante semi o generazione; e più è alta nella vita animale, tanto più le è data una maggiore o minore libertà di movimento.

5.  È come l’età giovanile con i suoi impulsi e con le qualità che devono essere apprese come preparazione per arrivare all’età dell’uomo adulto, il punto culminante di questa esistenza.

6.  La matura pianta o albero ha germogli già più elevati, e l’anima in essi dimorante stimola già verso qualcosa di più elevato, verso la transizione al regno animale. Essa è, però, ancora legata saldamente alla zolla di terra. Esistono certamente anche alcune erbe e piante rampicanti cui è proprio perfino un movimento che le spinge in avanti, e questi sono perciò i più prossimi passaggi per il libero e vivace regno animale. Le anime degli animali, cominciando dai primi molluschi e animaletti infusori, fino alla scimmia – l’animale che sta più vicino alla vostra forma, ma solo alla vostra forma, non alla vostra anima – spingono tutte già verso il perfezionamento, in un certo grado hanno anche questa caratteristica di lasciarsi perfezionare, e anche raggiungono questo perfezionamento, specialmente quanto più si avvicinano all’uomo e vengono in contatto con lui.

7.  Esse nobilitano la loro intelligenza sempre di più e, anche dopo la morte, vanno incontro alla loro destinazione con passi più rapidi rispetto alle anime che stanno più lontane dall’uomo, come per esempio gli animali che vivono nelle profondità dei mari e dei laghi, o nelle foreste e nelle selve più fitte, i quali, invece di provare una propensione per l’avvicinamento all’uomo, ne sono i più grandi nemici e, invece di stare vicino a lui per scaldarsi e godere della sua vicinanza, arrivano perfino a insidiare alla sua vita.

8.  La maggior parte delle altre anime animali sono dotate di tanta intelligenza, quanta ne è possibile per avvicinarsi a voi uomini, e se voi sapeste quanto amore, dedizione e docilità si trova spesso in tali anime, le quali si sentirebbero felici se un alto spirito umano si occupasse di loro, certamente vi stupireste che simili caratteristiche siano presenti in queste bestiole, tanto che parecchi uomini si vergognerebbero e sarebbero indotti a ritirare sommessamente la loro stolta idea di essere i dominatori di tutto il Creato.

9.  Tutto questo regno animico, con i suoi milioni e milioni di diverse gradazioni, è come la fine dell’età giovanile che spinge verso la maturità dell’uomo, o del carattere virile, e là trova il suo punto conclusivo, su tutte le terre, nell’ultimo creato: l’uomo, già dotato di facoltà e qualità puramente spirituali, quale immagine di un Dio eterno tutto abbracciando.

10.            Qui e in tutte le creazioni materiali, l’uomo chiude la serie di gradini spirituali, e con la sua lotta verso l’alto e attività spirituale – dovendo spiritualizzare la sua anima per salire sempre più in alto come essere spirituale – va incontro alla via per raggiungere la vita angelica, una vita che corrisponde, nel senso spirituale, all’età virile, dovendo là eseguire compiti più grandi, più seri, e precisamente non più per sé, ma per molti altri milioni di esseri spirituali, per i quali bisogna provvedere al progresso dello spirito.

11.            Questo corrisponde alla vita familiare dell’uomo, quale il più grande semenzaio per i figli di Dio.

12.            Per questo gradino della vita angelica sono prescelti soprattutto gli abitanti della vostra Terra, mentre tutti gli altri esseri umani viventi e abitanti su altre terre e mondi solari, se vogliono divenire figli Miei, devono sopportare questa via dell’incarnazione sulla Terra; poiché all’infuori di questa, per Me non ne esiste altra che possa giungere a Me, cioè alla Mia più intima vicinanza, dove allora Io ‒ corrispondente all’età della somma maturità umana, come spirito perfettissimo vivente soltanto nel Mio più intimo essere ‒ sono il Polo finale e il Punto culminante di tutto il Creato, di tutto ciò che esiste e di tutto il vivente.

13.            Questa è dunque la vita di Dio, una vita per sé, e tuttavia – attraverso tutti – per tutti, il punto centrale, il punto finale e anche, come mostrato in precedenza, il punto iniziale. Come la forma di un cerchio rappresenta la Mia azione e la Mia potenza, così Io sono l’infinito, perché tutto procede da Me, attraversa tutte le fasi delle possibili trasformazioni e poi ritorna a Me sempre più nobilitato.

14.            Qui avete quindi i quattro gradi della vita spirituale: nella materia, come ciò che è legato in modo incosciente; nell’anima, come ciò che opera in modo cosciente; nello spirito, come ciò che è libero e lasciato a se stesso; e in Me come Dio, Creatore e Signore dell’intera Creazione, come l’Unico che governa e regge. E questa suprema condizione non si manifesta come quella di un giudice implacabile che tiene le redini di tutto ciò che è stato creato, ma come la più nobile e sublime, operando solo attraverso le più dolci caratteristiche, precisamente come Padre, e mantenendo unito tutto, solo con l’amore, avvolgendo tutto, e così ricondurre con mitezza ogni cosa al Mio cuore paterno!

15.            Comprendete dunque bene, figli Miei, dopo che vi ho dispiegato, come un immenso panorama, l’intera Creazione passo dopo passo, quale posizione voi occupate in questo Regno spirituale di esseri viventi e di spiriti.

16.            Comprendete la vostra posizione, comprendete per cosa siete stati prescelti e perfino con quale sacrificio Io vi ho pagato, per far di voi, tra miriadi di esseri, ciò che il Mio Amore paterno vi ha destinato!

17.            Sforzatevi di seguire questo destino, afferrate la Mano paterna che vuole attirarvi a Sé, innalzandovi fino alla Sua più intima vicinanza; questa Mano paterna che desidera risparmiarvi tante vie gravose e interminabili, affinché possiate giungere quanto prima a Colui che non conosce altra gioia se non quella di veder riflessa, nello spirito e nei cuori dei Suoi figli, l’intera Creazione delle Sue grandi idee e dei Suoi pensieri, e che come ricompensa per tutto ciò che ha compiuto, Egli non desidera da voi altro che il riconoscimento, e soltanto quel titolo, così che possiate gridare correndo incontro a Lui: “Padre! Chi siamo, che Ti ricordi di noi?”

18.            Affinché Io, stendendo verso di voi le Mie braccia paterne, possa rispondervi: “Ciò per cui vi ho creati! Vale a dire: figli Miei!”. Amen. Amen. Amen!

 

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Cap. 6

Fanciulla, ragazza, madre e moglie

4 agosto 1870

1.  Dal momento che la tua compagnia è in maggioranza del genere femminile, e proprio questo genere ha tanto essenziale influsso sull’educazione spirituale dei Miei figli, allora voglio, per amor di queste tue sorelle, dare anche a loro alcune parole, affinché le une riconoscano cosa veramente avrebbero dovuto fare, e le altre possano tenere in considerazione ciò che a loro rimane ancora da fare, in parte per meritare il nome di figlie Mie, in parte per operare così che tutte le anime che metterò loro nelle mani possano essere guidate, secondo la Mia più alta disposizione, anche sulle Mie vie. Ora dunque alla faccenda.

2.  Vogliamo iniziare, come col precedente dettato, in quattro parti, vale a dire con la giovinezza, ossia con il primo stadio come fanciullo, oppure – espresso secondo il sesso – come fanciulla.

3.  In primo luogo, dopo la nascita, dove non esiste nessuna differenza sessuale riguardo a impulsi e passioni, dove solo la vita vegetativa è del tutto predominante, qui nel fanciullo o nella fanciulla non si mostra nessun’altra differenza che solo nella disposizione fisica; mentre nella fanciulla predomina l’organismo più debole, più quieto, sofferente e passivo, nel fanciullo traspare già il temperamento impetuoso e vivace che più tardi darà allo stesso il suo carattere, in confronto di quello più tenero e più debole della fanciulla.

4.  Questa età è dunque nei due sessi la stessa; tutte le passioni e virtù dormono quieti il sonno dei giusti, finché altre condizioni li risveglieranno alla separazione e alla lotta, dove poi altrettanto nella fanciulla sono i capricci e l’ira le prime due maligne caratteristiche, le stesse che si manifestano, come lo abbiamo mostrato, nel fanciullo.

5.  Ciò che ho detto riguardo a questi due impulsi, vale anche per la fanciulla, solo che qui il capriccio può diventare una passione ancora più insidiosa,; mentre il ragazzo, crescendo, sviluppa una maggior forza di volontà per dominarla, la fanciulla, più debole, può avere maggiore difficoltà a resistere al fascino di ciò che l’attrae, e spesso ciò viene confermato nel suo modo di agire, perché, essendo considerata più fragile, incontra più facilmente indulgenza. Tuttavia, questa indulgenza verso i suoi capricci potrebbe in seguito procurarle dei momenti difficili, quando entrerà in relazione con l’altro sesso, che è stato da Me stesso destinato a dominare e non a essere dominato. Questo è quanto, riguardo a queste due caratteristiche.

6.  Chi delle tue sorelle dovesse educare dei fanciulli, tenga ben conto di queste due erbe velenose, perché, per quanto la donna sia stata creata per stabilire, ovunque si presenti, la pace e la benedizione tra animi eccitati, altrettanto al contrario può cambiare il più bel Cielo in un inferno, se lei stessa non ha la forza di domare queste caratteristiche maligne, dalla qual cosa derivano poi le più cattive conseguenze, non solo per la capricciosa e collerica donna stessa, ma per i propri figli e nipoti, che essa trasmetterà come un danno cancerogeno.

7.  Ciò che nel ragazzo, col suo avanzamento negli anni, la voglia di lottare, il voler essere più forte degli altri e il dominare sui suoi compagni è un’inclinazione preferita, questa passione nella fanciulla è, all’opposto, la vanità. Il ragazzo vorrebbe essere considerato come il più forte, il più agile e più intelligente dei suoi compagni di gioco, ed essere temuto come tale, la fanciulla invece vorrebbe essere la più bella e la più ben vestita (e più incantevole) tra le sue amiche; la prima passione si trova veramente anche nel ragazzo, ma è una passione di gran lunga non così pericolosa com’è nella fanciulla, poiché in lei, tale gelosia ha una portata molto più grande.

8.  Essa, la gelosia, è la passione peggiore e più terribile che scaccia dall’animo femminile tutte le caratteristiche migliori, legandosi all’odio, alla collera e alla vendetta, ed è così, come dissi un giorno in una Mia Parola: “Se volete vedere Satana in persona, allora guardate una ragazza vanitosamente acconciata, oppure una donna gelosa!”

9.  Sì, una donna che si lascia dominare solo dalle passioni, è una furia in persona, perché nell’uomo, nonostante il sentimento di vendetta e ira, domina di solito molto più la ragione; invece nella donna non c’è più alcun pensiero razionale, ma solo il cuore ‒ la sede di tutto ciò che è più nobile o di tutto ciò che è più cattivo ‒ che diventa la guida e il portatore di tutti i suoi progetti e di tutte le sue azioni.

10.            Una donna, soprattutto se la sua posizione le permette di dare libero sfogo alle sue passioni, può ‒ se gliene fosse data la possibilità ‒ provocare anche una grande devastazione, ed è capace di guardare con sguardo gelido lo scorrere di fiumi di sangue e diffondere miseria ovunque; le basta che la sua vendetta sia saziata, che il suo presunto orgoglio lasci nella sua anima satanica la dolce sensazione: “Sei vendicata!

11.            Guardate la storia dell’umanità del vostro pianeta: da quando il sesso femminile ha smesso di essere considerato subordinato ed ha iniziato a uscire dalla vita domestica, la sua vera sfera, quanta sventura ha portato all’umanità, sia nella vita familiare sia nella vita degli Stati! Eppure, proprio a questo sesso avevo destinato la palma della vittoria, grazie al suo potere passivo di mitezza, capace di placare le passioni impetuose dell’uomo. Ora invece trionfa attraverso le arti di Satana, seducendo e istigando l’uomo non alla vittoria attraverso l’amore, ma alla rovina e al totale decadimento, per la sua ambizione. Per questo devo intervenire di nuovo per liberare l’uomo da queste catene di rose che, pur provenienti da Me, sono avvolte di spine; e purificare il cuore femminile da queste passioni cattive e nocive attraverso miseria, povertà e malattie, affinché la Mia Creazione ritorni nel giusto ordine, nel quale la donna sia sostegno dell’uomo, la parte che pacifica, e non la parte imperiosa che comanda da sola su questa Terra.

12.            Vi ho premesso tutto questo, per mostrarvi dov’è arrivata veramente questa stirpe femminile da Me dotata con tante nobili caratteristiche, e che solo in pochi cuori hanno posto ancora dei sentimenti migliori dell’ambizione e della vanità.

13.            Vi ho mostrato come una scintilla, poco considerata nella giovinezza, possa diffondere un giorno intorno a sé funeste sventure per l’incendio attizzato, affinché vediate da cosa dovete guardarvi voi stessi, e da cosa dovete proteggere i vostri figli.

14.            Ora vogliamo considerare l’immagine da un altro lato, vale a dire come veramente Io creai la donna, come in lei posi dentro tutto, per non essere d’impedimento al Mio scopo!

15.            Voglio adesso presentarvi la donna nelle sue quattro età come dovrebbe essere, come solo su questa via lei possa giungere alla Mia figliolanza e così corrispondere del tutto alla sua missione su questa Terra.

16.            Tutto ciò che è necessario per l’educazione, ve l’ho già accennato all’inizio. Cercate di mantenere mite il cuore di una fanciulla, destate in lei per tempo l’amore, l’amore che tutto placa, per Me e per il prossimo; destate in lei la compassione, poiché se un cuore impara a percepire la sofferenza di un’altra persona, allora cercherà anche di aiutarla per quanto gli sia possibile. La compassione mantiene il cuore tenero e pronto a portare aiuto dove può, allontanando molte altre cattive brame e pensieri che, altrimenti, occuperebbero un cuore orgoglioso dove vi è posto solo per se stesso.

17.            La compassione conduce al rispetto, all’uguaglianza con il prossimo, ed è esattamente il contrario dell’orgoglio che domina l’illusione di essere qualcosa di meglio degli altri.

18.            La compassione, questo fiore proveniente dalla corona dell’amore per il prossimo, addolcisce la vita, attenua ogni dolore e conforta in ogni situazione; e a chi ho dato proprio più mezzi per esercitare il più efficacemente possibile questa compassione?

19.            Non vi ho dato, Mie amabili figlie, le più belle e morbide forme, dolci tratti del viso, occhi pieni di sentimento, al cui sguardo, toccato dalla compassione fino alle lacrime, nessuno del sesso più forte può resistere?!

20.            Non vi ho concesso una voce dolce, il cui suono carezzevole doveva alitare balsamo sulle altrui ferite?

21.            E come viene usato tutto questo dalla maggior parte di voi? Io devo distogliere il Mio sguardo da questo quadro che potrei ora dispiegare dinanzi ai vostri occhi, se volessi descrivere ciò che viene fatto adesso con questi doni divini, davvero non a Mio onore! Ma ora basta così, ritorniamo alla nostra donna come Io l’ho creata.

22.            Vegliate dunque su queste pericolose caratteristiche nel cuore giovanile di una fanciulla. Una volta diventata giovinetta, sarà troppo tardi – anche solo pensarlo – di estirpare gli impulsi mal diretti, poiché lì, in quest’infiorescenza, il cuore femminile conduce a vele spiegate le sue passioni incontro a un lui non ancora chiaro, dove lei vede realizzate, come madre e compagna di vita di un uomo, o tutte le sue belle idee di una vita domestica, e così nel porto di una vita familiare potrà pensare ad altre gioie, oppure dove, delusa in tutto, dovrà provare la nuda verità che forse non aveva mai sentito proprio dalla bocca di colui, dal quale prima aveva creduto che le sarebbero venute incontro solo latte e miele. E se nei fatti, tutto è così rovesciato, allora ciò sarà la giusta ricompensa per la falsa educazione che la ragazza, e la giovane, ha ricevuto, la cui colpa dovrebbe ricadere più sui genitori, e meno sul capo della figlia.

23.            Ma proprio per l’aggravio della colpa altrui si diventa giudiziosi, e così la dura realtà mitigherà forse le passioni di una sposa novella che, come madre, resa accorta proprio grazie all’esperienza, non educherà i suoi figli come fu educata lei stessa.

24.            Così riconduco sempre gli animi smarriti, attraverso esperienze spiacevoli personali, là dove non avrebbero dovuto allontanarsi in passato.

25.            La madre accanto al letto del bambino ammalato guarda allora in alto a Me, distogliendo il suo cuore dalle cose vane del mondo, rientra nel suo intimo e spesso vede con raccapriccio quanto devastato e vuoto appaia là dentro. Quelli sono suoi giorni di prova, i suoi giorni di resa (del superamento di se stessa), e così, mentre da giovane credeva che nel matrimonio proseguisse più che mai il divertimento mondano, essa vi trova, invece che nottate passate vegliando con piaceri e danze, giorni senza gioia, notti piene d’affanni e preoccupazioni di portata mai immaginate.

26.            L’occhio, un giorno umido di lacrime di gioia che, al compagno della vita inviò il primo sguardo d’amore, adesso è forse di nuovo altrettanto pieno di lacrime al letto della malattia o della morte di un prediletto; le sue lacrime di gioia l’allontanavano da Me e dalle Mie parole, e ora le lacrime di dolore sono invece nuovamente le prime guide che la riportano a Me. Infatti, Io spesso sto nella stanza solitaria accanto a una madre in lutto con braccia aperte, vedo sanguinare il cuore materno, vedo precipitare le sue speranze come un castello di carte, e – o gioia paterna! – dalle rovine delle speranze crollate spunta un fiore celeste; è il fiore della fede e della silenziosa resa alla Mia Volontà.

27.            Ciò che non è stato possibile con gioie e divertimenti mondani, ciò che è rimbalzato invano agli orecchi sordi della fanciulla e giovinetta, qui ‒ al letto di un figlio malato ‒ fiorisce. E ciò che perfino l’amore non poteva compiere, l’ha compiuto la paura, ed essa Mi restituisce un cuore che, in altre circostanze, sarebbe andato perduto.

28.            Ora, Miei cari figli, riconoscete le Mie intenzioni e come Io sappia guidare anche i Miei figli non così facilmente arrendevoli!

29.            Spesso lascio molte del vostro genere a barcollare nel grande tumulto della vita da un divertimento all’altro, da un piacere all’altro. Tuttavia siate certe, quando Mi sta a cuore di salvare un’anima, allora colgo il momento, e l’uccellino che prima svolazzava così libero e lieto nell’aria dei divertimenti, ora se ne sta lì, lascia cadere le ali e dimentica del tutto di averle, per potersi sollevare da terra, poiché proprio a terra è legato ciò che le era più caro.

30.            Così la madre prosegue sulla sua via spinosa, e raramente è ricompensata per ciò che ha sopportato per i suoi figli, ma proprio per questo, riconoscendo meglio di tutti le futilità del mondo e le sue idee e abitudini assurde, si volge poi un po’ alla volta a Me, e quando un giorno tutte le inquietudini sessuali si sono quietate, allora anche la donna comincia a trovare un miglior sostegno, o nel compagno della vita, prima non tanto considerato, o cerca sostegno solo presso di Me, dove troverà anche aiuto e conforto a sufficienza.

31.            Perciò, Miei cari figli, voi che per lo più avete già percorso il sentiero delle lacrime e della sofferenza, voi di cui Io ho avuto misericordia e ai quali ho fatto giungere la Mia Parola, non scoraggiatevi! Il vostro passato non sarà da Me messo troppo in conto, come alcuni forse credono, e il vostro futuro ve lo voglio addolcire quanto Mi è possibile, affinché non dimentichiate Me e i Miei insegnamenti!

32.            Questo vi sia detto per vostra consolazione, da Colui che vi ama e vi benedice come benedice tutti i Suoi figli! Amen!

 

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Cap. 7

Fede, fiducia e certezza

4 ottobre 1870

1.  Dopo che ieri hai letto queste tre parole in un libro spiritistico[12] e non riesci a togliertele dalla testa, voglio ‒ su tua preghiera ‒ darti anch’Io alcune parole su questi tre importanti argomenti che sono molto necessari, in particolare per te e per la tua intera comunità; infatti, anche voi mancate nella fede, ancor di più nella fiducia, e la certezza quasi non esiste. Così ascolta dunque:

2.  La fede, questa bella e nobile parola, la quale esprime che l’uomo, o il suo essere spirituale, si dona completamente a ciò che ha afferrato come verità, e su questa edifica il suo futuro comportamento per conservare la sua pace, basandovi le sue future beatitudini, questa fede, quanto pochi la possiedono, e se anche si trova nei singoli, quanto è minima la sua dose!

3.  La fede è la base fondamentale in tutto, come ho detto solo poco fa nelle Mie parole al tuo dubbioso amico. Senza fede non esiste nulla che possa essere motivato spiritualmente. La fede, nei primi concetti del fanciullo, è il primo vincolo che lo lega a sua madre e al suo mondo. Ciò che la madre mette nel cuore del fanciullo, vale a dire al suo fiducioso spirito che ha grandi aspirazioni, l’accetta e vi crede; egli è convinto che sua madre gli dichiari solo la verità, ne ha ferma convinzione – stretta da vincoli spirituali e corporei – come l’unica accettabile, mediante la quale è in collegamento con lei e con il mondo circostante. La fede, in queste prime verità impresse, è spesso così persistente che, se è pura e sincera, dimostra la sua forza anche negli ultimi giorni della vecchiaia, e l’uomo non dimentica gli effetti che gli fecero i primi insegnamenti trasmessi negli anni giovanili che egli accolse infantilmente del tutto come venienti da sua madre, e nel suo cuore li custodì come i primi tesori spirituali.

4.  Così molti di voi esclamerete spesso: “Oh, bel tempo i primi giorni della giovinezza, quando, ancora fanciullo, incapace di giudicare, ascoltavo le narrazioni istruttive di mia madre, e accettavo tutto come vero, anzi, come non potesse essere altrimenti: ciò che lei a quel tempo mi metteva nel cuore, e che ancora oggi, nonostante tutte le avversità della vita e le esperienze avverse, non può essere cancellato dallo stesso!

5.  Sì, la fede, questa virtù di dipendere con infantile semplicità a ciò che si riconosce come verità, proprio questa fede è il primo fondamento che introduce l’uomo nel tempio della pace e gli dovrà servire come sostegno contro tutti i dubbi che si precipiteranno su di lui.

6.  Se ora applico la fede nel senso religioso, cosa doveva mai essere prima! Il santo vessillo al quale l’uomo entusiasta giura di non venir meno, come fondamento di tutti gli insegnamenti e di tutte le verità che un tempo vi furono date da Me in modo visibile, e che ora vi vengono donate in modo invisibile mediante l’influsso dello Spirito!

7.  Alcuni hanno già giurato fedeltà a questo vessillo, promettendo di difenderlo fino all’ultimo respiro, e spesso anche di suggellarlo col proprio sangue. Ma quanti altri l’hanno invece abbandonato e non vi sono ritornati mai più! E quanti ancora hanno anche lasciato che il loro bel fervore di fede degenerasse in fura fanatica che poi è sfociata nell’infamia, come quelle che la storia del sacerdozio può mostrare innumerevoli volte fino ai giorni nostri!

8.  Con la fede è come col fuoco; il fuoco, un elemento così benefico e utile per chi lo usa saggiamente, è così terribile per chi non se ne cura e ne trascura gli effetti e alla fine, invece di essergli utile, sarà in grado di procurargli il più grave danno.

9.  Tutto ciò che Io ho creato, ha due lati: uno buono e uno cattivo. Così anche la fede, come pura dedizione alla Volontà divina che diffonde un soave calore nel cuore umano, e quanto bruciante, impetuosa, divampante e intollerante essa diventa quando, usata da mano malvagia, invece di porgere al ricercatore di pace un piccolo lumicino come guida, gli mette in mano una torcia incendiaria!

10.            Perciò, figli Miei, guardatevi dagli estremi, soprattutto in questo tempo; prendete la fede come un balsamo guaritore e badate bene che non diventi per voi un veleno divorante!

11.            Per andare completamente sul sicuro, credete solo a Me, ascoltate solo la Mia voce nel vostro cuore, questa non inganna, e non lasciatevi sedurre da scaltri commentatori della Mia Parola che seguono solo il loro interesse. Qui vale la parola: “Ciò che sentite e leggete, esaminatelo; trattenete il buono, ed eliminate il cattivo!”

12.            Se osserverete sempre fedelmente questa regola nella vostra vita, allora il vessillo della fede per voi sarà sempre il santissimo palladio[13] con il quale troverete con sicurezza la via per la vostra beatitudine e per il Mio cuore.

13.            Ma affinché consolidiate sempre di più la vostra fede, dovete possedere anche la seconda parola in sommo grado, vale a dire che dovete porre incondizionata fiducia nelle Mie parole, infatti, se considerate la cosa più precisamente, fede e fiducia hanno all’incirca lo stesso significato.

14.            La fede è la ferma accettazione della verità, e la fiducia non significa altro che la convinzione più intima che ciò che è stato detto e accolto nella fede, non possa essere altro che verità; essa condurrà alla meta finale desiderata solo avendo la certezza che, operando in un modo o nell’altro, troverà conferma attraverso l’azione.

15.            Per designarvi questi due concetti con una metafora più da vicino, mettiamo il caso che un uomo si sia smarrito in un bosco e non trovi più nessuna via d’uscita; allora incontra (come) per caso un altro che, per raccogliere legna, vi si era inoltrato; lo smarrito domanda all’altro la via che deve percorrere per uscire dal bosco e il legnaiolo gli mostra precisamente la direzione che dovrà prendere. Lo smarrito crede alla dichiarazione del legnaiolo, segue la via indicata, fidandosi fermamente che lo porterà fuori dal bosco.

16.            Qui avete la differenza tra fede e fiducia rappresentato in metafora; se ora volete applicare quest’immagine alla vostra vita, al riconoscimento del Mio insegnamento e all’esecuzione pratica dello stesso, allora vi devo dire che voi credete a parecchie cose da Me dette, ma non avete la ferma fiducia che, applicandole e vivendole, la conseguenza di questo sarà il risultato desiderato e previsto.

17.            Questo deriva dal fatto che, se pur in apparenza credete a ciò che Io dico nei Miei Vangeli e nelle Mie parole ora dettatevi, tuttavia non avete la fiducia illimitata su quanto è detto, e allora vi va proprio come allo smarrito nel bosco che prima ho citato; se egli non presta fede incondizionata al legnaiolo, se non è fermamente convinto e fiducioso che la via indicata sia l’unica vera. Allora, cominciando a diventare indeciso e tormentato dai dubbi, non troverà la via d’uscita dal bosco.

18.            Così vi accade che spesso credete, ne siete convinti, almeno per un momento; eppure, non appena dovete andare all’attuazione di ciò che è stato creduto, allora sorgono delle leggere ombre di dubbio, a volte qui a volte là un “perché?”, oppure: “Chissà, agendo così, se il successo sarà come mi è stato annunciato!”, e così via! Manca la fiducia, e il tutto, così fervidamente creduto, non aiuta, perché: “Le parole, senza le opere, sono vuote risonanze!”

19.            Pertanto, alla giusta fede deve accompagnarsi la giusta fiducia; la prima è l’albero piantato, la seconda il fiore che ne è germogliato, e la terza, la ferma certezza che deve essere ottenuta come frutto. Dove queste tre caratteristiche agiscono unite in un cuore, lì vale la Mia Parola che un giorno pronunciai ai Miei discepoli, dove essa dice: “Se voi credete e irremovibili volete, allora vi si sposteranno anche le montagne!”. Questo vuol dire: se avete la fede nella potenza della parola, espressa con la ferma fiducia dell’infallibilità, allora ci sarà anche la ferma certezza che quanto si desidera dovrà seguire!

20.            Ma dove si trova riunita in qualcuno di voi questa triade di caratteristiche divine? Ovunque esistono fede superficiale, poca fiducia e niente affatto certezza. Cento volte ve lo ripeto: “Agite e vivete secondo le Mie parole, e vedrete meraviglie!”

21.            Le più belle caratteristiche della fede, coronate con la fiducia incrollabile, accresceranno la vostra convinzione celeste che anche voi, come Me, potrete comandare agli elementi, e verso tutte le ordinarie leggi della natura potrete fare cose che agli altri dovranno apparire come miracoli, perché essi non sanno che la vostra volontà, collegata alla Mia, è la prima legge, dinanzi alla quale le altre leggi si devono piegare.

22.            Io so molto bene che a ogni tentativo sorgeranno in voi molti dubbi; poiché tali interventi nell’essenza delle Mie leggi della natura può osarli solo chi è diventato un rinato, e soltanto chi invoca in sé il Mio aiuto per tali azioni, quando queste sono necessarie per il bene degli uomini, e non per scherzo, vanagloria o vanità, casi nei quali anche il successo lo abbandonerebbe.

23.            Io vi dico solo che è possibile, e già i Miei discepoli e altri uomini infiammati ci sono riusciti, ma non si può ottenere così facilmente se queste tre caratteristiche – la fede, la fiducia e la certezza – in un uomo non sono sviluppate al massimo grado.

24.            La ferma certezza della riuscita è il frutto della fede e della fiducia, lavorate su questo.

25.            Consolidate dapprima la vostra fede, affinché non vacilli come una canna, ma stia ferma come un muro; poi edificate su queste mura delle fondamenta, l’edificio incrollabile della fiducia, e il completamento dell’insieme vi darà poi la piena certezza che in questa casa, costruita su tale basamento, potrete affrontare tutte le tempeste dall’interno e dall’esterno, e seguire non ostacolati la via del vostro perfezionamento.

26.            Questo, figli Miei, significano queste tre parole!

27.            Anche tu, Mio caro scrivano, soffri molto in mancanza di queste tre virtù; e se queste virtù dovessero essere espresse in numeri, anche come amore per Dio, per il prossimo e per se stessi[14], il risultato numerico sarebbe molto ridotto per te, e non a tuo vantaggio. Infatti, tu hai poca fede, ancor meno fiducia, e quasi nessuna certezza che le Mie parole che Io ti ho dato andranno in adempimento, anche se devo ripetertelo giornalmente: lascia parlare la gente, rimani presso di Me, poiché presso di Me c’è la verità e nessuna bugia!

28.            Soltanto Io conosco il tuo cuore e le tue ragioni che ti spingono al dubbio. Esse sono prove che ti mando Io. Tu le supererai, e allora i tuoi capitali della fede, della fiducia e della certezza già aumenteranno, affinché tu possa arricchire anche gli altri della tua compagnia con questi doni, e poi – anziché come adesso l’ultimo – diventerai il primo. Rifletti su queste poche parole, esse contengono molto, come in tutto ciò che fluisce dalla Mia bocca. – (Qui incluso dal dettato del 20 gennaio 1871): “Ma voi tutti non dovete pensare che Io l’abbia scelto come Mio scrivano per le sue particolari caratteristiche morali, come se fosse migliore di voi. Niente affatto! Io l’ho scelto perché le sue condizioni gli lasciano più tempo di adattare le sue conoscenze a Me per lo sviluppo di spiegazioni più elevate che un altro non potrebbe afferrare così; ma per il suo valore morale e la fiducia in Me, egli sta non meglio di molti di voi. Proprio per questo, quando lui si presenta alle vostre adunanze, non dovete credere che Io sia con lui, poiché gli rendereste una venerazione che andrebbe ampiamente oltre la sua sfera. Qui è come con un padre che scrive ai suoi figli, egli è solo la penna o l’intermediario, niente di più! Quando ricevete una cara lettera, cosa bramate ardentemente di vedervi dentro? Certamente non la penna con la quale la lettera è stata scritta, ma l’autore stesso”.

29.            Così anche lui è un uomo come tutti voi, con le sue debolezze e i suoi difetti, con i suoi desideri e le sue preoccupazioni; altrettanto egli lotta giornalmente per liberarsi da tutto questo, spesso Mi prega anche di richiamarlo dalla valle di lacrime, e proprio con questo dimostra, come tutti voi, che possiede molta poca fiducia in Me, e ne dovrebbe avere molta di più. Da tutto questo vedete che ovunque la debole fiducia presso di voi è la principale mancanza e l’impedimento maggiore per il vostro avanzamento.

30.            Voi tutti non avete ancora compreso il perché Io vi sveli e vi spieghi le profondità della Mia Creazione, e tutte le più intime pieghe del Mio Io divino. Vedete, Miei cari, tutto questo accade per infondere proprio ciò che manca a tutti voi, e questa è la fiducia in Me. Infatti, quando sorvolate con Me gli spazi incommensurabili della Mia infinità, quando vi apro i Miei Cieli spirituali, vi faccio presentire quanto vi attende ed è stato preparato per voi; quando vi spiego il Mio Io, che è solo Amore, vuole ancora, solo amore; e quando vi dimostro fin nei più piccoli atomi che Io, come Creatore e Padre, conservo tutto con lo stesso amore, con questo non voglio altro che dimostrarvi che un Essere, dotato di questa potenza e forza come Io Mi mostro a voi, di certo dovrebbe essere degno di fiducia, e che in confronto alla Mia Onnisapienza e Onnipotenza, il vostro agire e operare deve sprofondare in men che niente.

31.            Riflettete su queste poche parole, in esse vi è molto, come in tutto ciò che fluisce dalla Mia bocca; immergetevi nel senso di ciò che vi è dato, e non riconoscerete solo conforto e pace, bensì, ciò che è la cosa principale, riconoscerete sempre di più il vostro modo di vedere, dove potrete poi consolidare il vacillante e così avvicinarvi a Me.

32.            Nessuna parola che vi mando attraverso il Mio servitore, era ed è ancora senza il suo scopo; Io ho portato proprio adesso davanti agli occhi del Mio scrivano anche queste tre parole, perché proprio adesso nella vostra compagnia qualcosa comincia a diventare vacillante; qui non vi è nessuna vera vita spirituale, molti di voi vivono solo per i loro affari e le loro idee predilette, dimenticano Me e il Mio insegnamento quasi del tutto, e pensano ad esso solo quando, per caso, l’uno o l’altro ha tenuto un discorso in questo senso.

33.            Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione! Non scherzate con la Mia Grazia! Io non la concedo così, come credono parecchi di quelli che si occupano di Me e del Mio insegnamento solo quando non hanno nient’altro da fare. Dovrebbero stare attenti, un fulmine a ciel sereno potrebbe spaventarli e poi costringerli, per necessità, a riconoscere che hanno considerato come cosa secondaria ciò che veramente doveva essere la cosa principale!

34.            Chi non sa del Mio insegnamento e vi pecca contro, non è tanto punibile; ma chi ha letto il Mio insegnamento, e crede ad esso così, a metà, e non dimostra nessuna vera fiducia riguardo al compimento e pensa con nessuna certezza al raggiungimento del vero scopo, allora Io sarò costretto a svegliarlo mediante un diretto scuotitore, affinché non cada nel sonno delle cose mondane e dimentichi la Mia scuola spirituale! Oggi vi esorto ancora: “Chi, all’infuori di Me, sa cosa farò domani?”. La vostra crosta terrestre[15] sulla quale vivete e camminate tranquillamente, compiacendovi della vostra vita, sotto i vostri piedi è vuota; questa sottile crosta copre terribili abissi, e voi con ferma fede e solida fiducia alzate lo sguardo a Me nella più grande sicurezza, nella speranza che Io non sprofondi questa sottile crosta e così faccia gustare a tutti una morte inaspettata! Voi vi coricate tranquilli su questi abissi, mentre sotto i vostri piedi avvengono forse inconcepibili lotte degli elementi; eppure vi coricate con la ferma fiducia e certezza di alzarvi il giorno dopo di nuovo sani e rafforzati. Perché in questo caso avete tale fiducia, e nelle cose spirituali no? Vedete, perché credete che non lo farò! E perché non lo farò? Perché vi fidate di un Padre affettuoso che non punirà i Suoi figli con lo sterminio senza motivo! Cos’è quindi la vostra fiducia? Essa è la certezza che ciò che sperate ‒ cioè la continua concessione della Mia Grazia verso di voi ‒ non vacillerà!

35.            Ebbene, se in questo punto avete una così salda fede, fiducia e certezza in Me, allora permettete anche a Me di pretendere da voi – anche se non in questa scala di longanimità divina, ma in indulgenza umana – che possiate avere in cose spirituali un’altrettanta e più solida fede, fiducia più forte e certezza più grande; affinché possiate comprendere che tutto ciò che Io vi ho già dato è solo per il vostro meglio, e non certo per il Mio mantenimento, ma accade solo per concedervi l’onore di poter divenire figli Miei.

36.            Voi pretendete da Me, Grazia illimitata, e Io pretendo da voi, amore illimitato. Nello scambio di queste due condizioni, guadagnate soltanto voi, volendo Io dotarvi di un potere che dovrà farvi signori dell’intero Creato!

37.            Se dunque vi metto in prospettiva una simile grande Grazia, allora Mi sia anche permesso di risvegliare quelli che, per una volta, sono sulla via che conduce a Me – nel caso che durante il cammino siano caduti dal sonno – con dolci scosse, come faccio adesso con voi, affinché possiate accorgervi che non si può camminare sulle Mie vie con occhi chiusi, ma si devono tenere ben aperti orecchi e occhi, per non perdere la giusta via e non capitare sulla via sbagliata.

38.            Ancora una volta, quindi, ricordatevi tutto quello che vi dono qui! Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione! Questa sia la vostra massima per la costante crescita nella ferma fede, fiducia e certezza! – Amen!

 

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Cap. 8

Il linguaggio

30 gennaio 1871

1.  Ieri sera due dei tuoi fratelli hanno discusso sullo stile o sul modo di formare le parole che ci sono spesso nei Miei dettati fatti a voi, e che, secondo le vostre idee, non sempre sono adeguati alla grammatica tedesca.

2.  Tuo fratello M-ch per primo ha fatto l’osservazione critica sullo stile che ha riscontrato più volte e che voleva modificare, ma è dovuto nuovamente tornare alla sequenza di parole da Me posta, su cui tuo fratello Lks. gli ha risposto molto bene: “Si devono leggere le Mie parole non con la testa, ma col cuore, allora il senso sarà sempre chiaro!

3.  Ebbene, poiché l’ultimo ha ben colpito il chiodo in testa con la sua osservazione, allora voglio darti qui la spiegazione soprattutto sulla maniera e il modo di esprimersi, sulla giusta formazione delle parole, e infine su una verità fondamentale che attraversa tutta la Mia Creazione, e inizia proprio dal dubbio mosso da tuo fratello M-ch e termina con il grande uomo spirituale.

4.  Prima di introdurci completamente nella spiegazione particolareggiata di questa domanda, perché il Mio stile si differenzia spesso dal vostro, dobbiamo, come ovunque, iniziare dal vero motivo e dire:

5.  Cos’è il linguaggio? Come si è formato? E chi è stato il vero regista che ha stabilito la successione delle parole, come voi siete ora abituati a leggere, a scrivere e a pensare?”

6.  Partendo sempre dal più semplice, si giunge più facilmente a una vera e valida conveniente conclusione che poi, costruita su una solida, semplice e ferma base, come una casa costruita sulla roccia, non sarà neanche mai possibile far crollare.

7.  Perciò ora, per cominciare con la primissima domanda: “Cos’è il linguaggio?”, risponderemo:

8.  Il linguaggio è una composizione di diversi suoni, prodotti dall’organo della bocca, e nella loro diversità ‒ talvolta singoli, talvolta collegati ‒ esprimono una parola, e la parola esprime un concetto.

9.  Quanto più basso sta un popolo su un gradino di formazione spirituale, tanto meno ha necessità e tanto poco ha bisogno di parole per indicare le sue esigenze e i vari oggetti.

10.            Il linguaggio, quindi, sorse cercando di imitare, mediante suoni articolati e toni prodotti, o la voce di certe cose che esprimevano un suono, o s’inventavano veri e propri suoni che dovevano esprimere l’uno o l’altro bisogno, sia del corpo che dell’anima; così come anche adesso lo trovate ancora nel linguaggio infantile, dove in ogni famiglia dal primo balbettio del fanciullo fino alla sua migliore comprensione, ogni bimbo ha il proprio modo di comunicare ciò che vuole veramente.

11.            Ciò che voi vedete giornalmente nei fanciulli, questo era un tempo anche presso i primi uomini, dove anche loro dovevano inventare molte parole, ma mediante il collegamento interiore con il Mio mondo degli spiriti, ne impararono anche molte altre che, sempre in rispondenza, significavano il rispettivo oggetto spirituale.

12.            Dopo la moltiplicazione degli uomini, già dopo la caduta del primo uomo, per la cui ragione fu interrotta la comunione spirituale, e fino al tempo vostro, si sono formati a migliaia i linguaggi e i modi secondari di parlare; gli uomini non si comprendono più, e devono studiare le lingue dei popoli con i quali vogliono mettersi in contatto, perché altrimenti non sarebbe possibile un’intesa.

13.            Queste parecchie migliaia di lingue adesso esistenti, hanno anche subìto, dalla loro origine fino al tempo attuale, naturalmente anche molti cambiamenti; alcune sono progredite, alcune altre regredite, secondo la condizione culturale e la formazione spirituale dei popoli stessi.

14.            Ma ovunque una lingua esista o sia esistita, uno dei suoi tratti caratteristici ‒ all’infuori delle denominazioni proprie degli oggetti e dei concetti ‒ era anche il modo di mettere insieme le parole in una frase, e infine il modo di registrarle per iscritto o in forma figurativa.

15.            Con la formazione della frase, dove appunto i tuoi due fratelli si scambiavano i loro pensieri riguardo al modo da Me abitualmente usato, la prima domanda è: “Come deve essere propriamente e correttamente maneggiata?

16.            Ebbene vedete, qui ci stiamo avvicinando là, dove Io, per l’appunto, Mi esprimo spesso diversamente dal vostro abituale modo di scrivere.

17.            Per spiegarvi questo, dobbiamo introdurci in una discussione e dapprima domandare: “Cos’è una frase?”. Una frase è l’espressione di un pensiero, alla cui base sta o la spiegazione di un concetto o quella di un’azione.

18.            Se dunque voglio chiarire un’azione, allora nella frase dovrebbe seguire prima il verbo operante, come atto di volontà dell’azione, e solo dopo la parola indicante l’azione.

19.            Almeno nel linguaggio di ogni spirito si stabilisce dapprima il pensiero base ‘voglio fare qualcosa’, e poi viene ‘cosa voglio fare.

20.            Così per esempio nella Bibbia si legge: “Ed Egli creò la Luce!”, e non: “Egli ha la Luce creata!”[16], come voi siete abituati a scrivere; la parola ‘creare’ precede a quella della luce.

21.            Ebbene, nei Miei dettati si trova molto spesso proprio questa stessa formazione delle parole, e Lks. aveva perfettamente ragione: vanno lette col cuore, cioè spiritualmente, esse sono giuste così come Io le ho dettate, e come è quasi ovunque l’uso nelle antiche lingue dell’Oriente, dell’Asia, e anche in alcune lingue più recenti. Nella vostra lingua, invece, viene proprio evitata, poiché il nome (il sostantivo) è solito essere inserito tra il verbo ausiliario e il verbo primario, anzi spesso intere frasi vengono così interposte, e solo alla fine appare il vero verbo, quello che indica ciò che in realtà deve accadere.

22.            Dopo che alla base sta in tutto un ‘perché’ spirituale, così anche qui è di nuovo lo spirituale che giustifica la formazione della Mia frase, e ‘spirituale’ è scambiato con ‘cuore’, il che vuol dire quanto: mettere da parte la vostra vita intellettuale, e pensare col cuore come i Miei spiriti. Allora la Mia formazione della frase sarà del tutto appropriata; mentre non appena vi allontanate dal linguaggio interiore animico e passate alla vita cerebrale oppure quella esteriore, allora perdete anche quest’ordine, com’è accaduto anche nella scrittura delle lingue.

23.            Le antiche lingue dell’Asia e dell’Africa sono tutte come le lingue universali degli spiriti! Queste dovevano essere scritte in modo leggibile da destra a sinistra, mentre con quell’attuale dell’umanità, vivente secondo l’esteriore o secondo l’intelletto, è usato proprio il contrario, vale a dire da sinistra a destra.

24.            Anche questo rovesciamento accenna di nuovo alla stessa differenza, come del materiale e dello spirituale.

25.            Nel materiale, come per esempio nel corpo umano, il lato sinistro è il lato del cuore, da dove il sangue si diffonde in tutto il corpo, esso è il lato positivo o spirituale; il lato destro, invece, dove il sangue è portato al polmone e più tardi di nuovo indietro al cuore, è il lato negativo e materiale.

26.            Ciò che è comunicato mediante l’orecchio all’organo uditivo e sensitivo dell’anima, ossia all’uomo spirituale, dal mondo esterno, è il lato negativo, e ciò che l’anima attraverso i suoi strumenti comunica al mondo esterno, è il positivo.

27.            Ogni cosa ha altrettanto due lati, un lato destro e uno sinistro, un lato negativo e uno positivo, un lato interiore e uno esteriore.

28.            La pelle umana è, nella sua parte interna, sinistra ‒ positiva; nella parte esterna, destra ‒ negativa! Essa espelle come positiva, poi cambia i poli, e assorbe come negativa; e questo in ogni istante avviene innumerevoli volte. Perché respingere e attirare, l’attrito e calore che esso genera, il distruggere e il ricreare, sono il primo principio della vita![17]

29.            L’occhio, come organo d’accoglienza delle impressioni, è negativo, invece è positivo come specchio dell’interiore.

30.            Tutto ciò che qui è descritto come ‘positivo’ e ‘negativo’, si trova anche nella vita spirituale, detto con altre parole, un avvicinamento e un allontanamento da Me e dalle Mie Leggi!

31.            Nei primi tempi, quando gli uomini e i popoli stavano ancora più vicini alla vita spirituale, inventarono il loro linguaggio secondo la loro condizione spirituale; com’era la loro formazione delle frasi, così il loro modo di scrivere. Come, però, col tempo decaddero dalla grande legge naturale e batterono la via sbagliata, molte lingue nuove invertirono stile e modo di scrivere.

32.            Gli uomini che scambiato il linguaggio del cuore-spirito col linguaggio-intellettuale-cerebrale sono decaduti da Me e dalla propria missione, e per questo anche nella natura molte cose sembrano loro del tutto sbagliate, mentre agli uomini naturali, che un tempo vivevano più semplicemente, apparivano invece proprio giuste.

33.            Vedete dunque come dal cuore, per il cuore, o attraverso il cuore, oppure attraverso l’intelletto, è un su e giù, un avvicinarsi e un allontanarsi, un migliorare e un peggiorare.

34.            Ciò che prima vi ho detto della pelle, vale per ogni frutto, per ogni albero e per ogni cosa; ovunque ci sono due elementi attraverso cui l’intelligenza si manifesta dall’interno al mondo esterno, oppure dal mondo esterno riceve le impressioni, ovunque il positivo – o il negativo, ovunque destro – sinistro, ovunque vi è un avvicinarsi e un allontanarsi, un espellere e un assorbire, un diritto e un rovescio.

35.            Così continua nell’intera Creazione fino al grande uomo cosmico, le cui viscere sono puri soli, comete e pianeti, e fino al grande uomo-cosmico-spirituale ancora senza fine, le cui disposizioni interiori sono puri Cieli delle specie e beatitudini più differenti.

36.            Anche questi assorbono dall’esterno ciò che occorre alla loro sussistenza, lo trasformano dentro di sé in qualcosa di spirituale, e danno o espellono ciò che all’uomo cosmico manca in spirituale.

37.            Là domina anche il giusto Ordine, là il cuore è il Mio Cielo, nel centro del grande Polo positivo, che lascia fluire verso l’esterno tutto ciò che è buono; e gli spiriti nel mondo materiale – il polo negativo, Mi riportano di nuovo tutto ciò che è spirituale, purificato. Tuttavia, esso deve prima trasformarsi da polo negativo in polo positivo, e così il ciclo ricomincia.

38.            Questa è la grande legge fondamentale della Creazione: Io, l’Amore – il polo positivo; e voi insieme ai Miei spiriti e angeli, come parti assorbenti – il polo negativo. Finché, attraverso il lungo processo dell’assorbire e del respingere, il che equivale al movimento o alla vita, alla fine il Mio polo positivo, esistente come Spirito eterno e immutabile, rimarrà come unico principio, e tutto ciò che è stato assorbito, reso spirito, godrà con Me pace e beatitudine eterne, dove vi sarà soltanto dolce attrazione, e più nessuna repulsione![18]

39.            In verità, fino ad allora passeranno eoni ed eoni di tempi; ma ciò avverrà comunque, quando spirito e materia, così purificati e spiritualizzati, rinnegheranno i principi che furono dati loro come primo impulso, e vivrà quietamente l’uno accanto all’altra e l’uno nell’altra ciò che un tempo doveva assicurare la propria esistenza soltanto attraverso lotta e dissoluzione, e allora esisterà unione tra ogni cosa.

40.            Ebbene, Miei cari figli, cominciando dalla breve domanda e dalla risposta di Lks. fino all’uomo spirituale, voi vedete intrecciato e intessuto lo stesso legame in tutte le Creazioni; là basato come breve domanda della formazione della frase nella vostra lingua, e qui in lontananze immense per voi inconcepibili come forza di attrazione e repulsione.

41.            Da questo potete scorgere quanto poco ci vuole per scoprire e spiegare una grande verità, una grande legge fondamentale del Mio divino governo; per questo è certamente necessario anche Colui che ve la possa spiegare, Colui che ha tracciato la via a tutti questi grandi e piccoli mondi, a tutti questi prodotti, siano essi spirituali che materiali; e per questo ci vuole il Padre vostro che vuole spiegarvi tali grandi meraviglie in risposta a poche domande, e con ciò mostrare nuovamente quanto poco ci vuole a comprendere per primo la Mia grandezza, e per secondo il Mio Amore, e imparare ad apprezzarli! Amen!

 

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Cap. 9

Linguaggio, arte e musica

14 gennaio 1871

1.  Queste tre parole caratterizzano tre cose che ricorrono in tutti i mondi e soli, essendo esse la vita e la leva principale per il progresso nello spirituale. Le potete trovare dappertutto, conformate alle condizioni di grandezza dei corpi celesti e agli uomini nel loro sviluppo spirituale.

2.  Ebbene, poiché questi tre importantissimi fattori di vita si trovano proprio ovunque, e senza di essi non sarebbe possibile alcuna vita, anzi nessuna conoscenza reciproca o conoscenza del mondo spirituale, e alla fine nessuna conoscenza del Mio edificio della Creazione e del Mio Io, allora, ovviamente, si presenta innanzitutto la domanda:

3.  Cos’è veramente il linguaggio? – cosa l’arte? – cosa la musica?, – inoltre: perché questi tre sono necessari? E cosa c’è nascosto di spirituale sotto queste manifestazioni che si rivelano nella vita esteriore, sia nelle parole o nei suoni articolati, nelle forme o nelle idee espresse attraverso piani ben delimitati, oppure comunicate attraverso il suono che non può essere compreso, ma solo sentito?

4.  Quindi passiamo alla prima domanda:

 

9/I )  -  Cos’è il linguaggio?

1.  Il linguaggio è – come vi ho già accennato in una precedente parola – una comunicazione dell’interiore di un essere, attraverso il mondo esteriore, a un altro.

2.  Questo linguaggio è ora differente, esso può esprimersi con suoni articolati, con gesti e segni o con suoni inarticolati.

3.  Tutte le lingue contengono suoni articolati, attraverso i quali ogni spirito umano comunica al suo prossimo ciò che gli vuole far comprendere.

4.  Questo linguaggio, secondo il grado di cultura spirituale dell’uomo, è differente in tutti i mondi e corpi solari; più l’anima è nobile, tanto più nobile è la lingua; più trascurata è la prima, tanto più povera è l’ultima.

5.  Ma dal momento che il linguaggio per mezzo dei suoni non basta all’anima umana, esso vuol rafforzare, con gesti corrispondenti il contenuto del suo modo di esprimersi, dai quali nacque un linguaggio dei gesti che, alla fine, presso molti uomini fu compreso anche senza parole; dopo di che, presso di voi si è perfezionata la cosiddetta mimica, ossia il linguaggio dei gesti, specie nelle vostre esibizioni artistiche, dove un iniziato con i soli gesti può esprimere tutto ciò che gli è vietato dire a voce durante la rappresentazione.

6.  Infine viene ora anche il linguaggio dei segni; ad esso appartiene, per esempio, quello di cui si servono tra voi i sordomuti; e anche ai ciechi, mediante dei segni percepibili al tatto, viene aperto il regno spirituale per quanto sia possibile attraverso il senso del tatto, mentre l’udito può, in modo complementare, perfezionare l’uomo interiore.

7.  L’altro linguaggio dei segni, cioè quello che ‒ mediante dei segni ‒ esprime e fissa le parole, e attraverso questi, anche i sentimenti, è il linguaggio delle forme, e ciò troverà solo sotto la parola "arte" una trattazione più approfondita, dove sarà dimostrato il perché tutti gli uomini devono avere dei segni per comunicare e come questi sono sorti.

8.  Ora, vengono ancora i suoni inarticolati, i quali, però, non esprimono nessun concetto, bensì stati d’animo come gioia o dolore, e sono dati non solo all’uomo, quale essere ragionevole, ma più o meno a tutte le creature per esprimere il loro benessere o malessere; anche quest’imperfetto modo di esprimersi fa parte del regno dei suoni, del quale poi vi sarà dato un esempio più chiaro e comprensibile.

9.  Ebbene: perché il linguaggio è universale? Perché è una necessità per ogni essere vivente? – Queste sono ora le domande alle quali voglio innanzitutto rispondere.

10.            Dunque, vedete, un’anima, sia di un uomo sia di un animale, è un essere vivente che accoglie in sé sempre le impressioni del mondo esterno, le assimila spiritualmente, le elabora per il proprio io e poi, con il risultato di questo, a causa del suo innato amore per i suoi simili, vuole comunicare ciò che sente, ciò che vive, e come l’ha reso utile per il proprio vantaggio.

11.            Come Io, quale Creatore delle Mie grandi opere meravigliose, non posso solo ammirarle da Me stesso, ma cerco cuori partecipi che condividano con Me le Mie gioie, e come Io stesso gusto nuovamente questa gioia nella gioia che altri esseri provano per le Mie opere, allo stesso modo un essere vivente non può trattenere in sé, da solo, le impressioni del mondo esterno che agiscono continuamente su di lui. Così egli deve comunicare ad altri i sentimenti e i pensieri che in lui sono destati, deve stimolare gli esseri di sentimenti affini alla compartecipazione e al godimento comune. E per soddisfare quest’impulso, l’anima inventò il suo linguaggio articolato o non articolato, per comunicare ai suoi compagni nel cammino terreno ciò che, da sola, sarebbe stato troppo per lei, poiché unicamente la comunicazione agli altri le fa percepire in modo doppio il vero godimento di ciò che ha ricevuto.

12.            Questa necessità di comunicare, voi la trovate nei deboli suoni inarticolati presso gli animali, in suoni articolati presso gli uomini, e presso gli spiriti e angeli supremi in forme plastiche spirituali e non più espresse ad alta voce, ma parole ed espressioni sentite, dove tutto ciò che nel materiale è comunicato mediante suono o tono, là è percepito e compreso solo attraverso la rispondenza spirituale, e precisamente in una lingua di cui voi non potete avere nessun concetto, perché solo la velocità del pensiero potrebbe essere applicata come unica misura per un simile concetto-immagine.

13.            Il linguaggio è quindi in generale qualcosa di ‘spirituale personificato’.

14.            Il mondo interiore si manifesta attraverso il mondo esteriore; tutti i progressi nello spirituale si determinano grazie a ciò. Senza di questo, la Creazione sarebbe soltanto una metà, anzi, ancor meno di una metà di un’opera compiuta.

15.            Tutti gli animali hanno un linguaggio, e questo significa un certo modo di poter comunicare, sia attraverso suoni, sia attraverso gesti; un animale deve poter far comprendere all’altro ciò che vuole, altrimenti la Creazione sarebbe senza impulso.

16.            L’amore e il suo opposto, l’odio, si esprimono negli esseri in gesti adeguati, oppure in suoni.

17.            La vita spirituale non sarebbe possibile senza un linguaggio e senza comunicazione, perché solo attraverso di questo c’è vita, c’è vita comune, progresso comune!

18.            Io che ho creato il mondo con tanti milioni di spiriti ed esseri, vi domando: “Cosa sarebbe il mondo senza linguaggio? Cosa sarebbero tutte le Mie meravigliose disposizioni? Dove rimarrebbero i veri fattori spirituali dell’intera Creazione, quali l’amore, la gioia, la delizia della beatitudine, se la loro espressione fosse rifiutata agli esseri viventi?”

19.            Tutti gli esseri viventi morirebbero sotto l’impressione del mondo esterno, se non potessero liberarsi di ciò che gonfia il loro cuore pieno di gioia, o che l’opprime di dolore!

20.            Dov’è possibile un assorbimento, deve anche essere possibile uno svuotamento, altrimenti non ci sarebbe alcuna vita, alcuno scambio spirituale, e alcun progresso spirituale! Comunicare è una necessità vitale, è l’unico legame che unisce tutti in uno, è il vincolo che unisce gli animali agli uomini, gli uomini agli spiriti, e gli spiriti, uomini e animali, a Me.

21.            Questo vincolo comune – così incompleto e limitato presso l’ultimo animaletto-infusore, fino al linguaggio infiammato di un angelo supremo – è il prodotto dell’amore, poiché senza amore non vi è alcun linguaggio, e senza linguaggio, nessun amore!

22.            Così vedete questa necessità come un elemento necessario dell’intera Creazione, anzi, come il suo pilastro fondamentale; poiché senza linguaggio ogni essere rimarrebbe come fu creato, senza linguaggio non vi sarebbe nessun progresso, senza progresso nessuna vita, nessuno scopo perché qualcosa dovesse essere creata.

23.            Questo vincolo spirituale che ci avvolge tutti, ci unisce e lega tutti in una famiglia, ci vivifica e ci avvicina l’uno all’altro, questo vi conduce a Me, e Me a voi; questo vincolo è il grande principio di vita che dappertutto dove regnano luce, vita e amore, unisce tutti a uno scopo comune, innalza voi, Mie creature, e Mi fa sentire, per la seconda volta, il valore e la bellezza della Mia Creazione, la prima volta come Creatore, e la seconda volta in una luce molto più bella, nella dilettevole Luce di un Padre verso i Suoi figli!

24.            Questo linguaggio che con l’espressione di belle e gioiose sensazioni mostra l’animale in una luce più bella, e presso l’uomo fa risplendere il suo meraviglioso occhio, innalza la sua voce e fa vibrare con letizia il suo intero organismo; questo linguaggio è l’espressione tramite cui la parte interiore di un essere rivela fino a qual punto abbia afferrato le impressioni dall’esterno e quanto le abbia comprese spiritualmente e giustamente.

25.            Perciò, oltre all’insegnamento mediante il linguaggio, vi è anche il frutto dell’assimilazione spirituale di tutte le impressioni del mondo esterno: il discorso giusto e ben formato, oppure la riproduzione formata in belle forme che ‒ pronunciata con entusiasmo dall’anima ‒ deve nuovamente suscitare entusiasmo. Ed è così che va compreso ciò che si legge nel Vangelo di Giovanni: “In principio era la Parola, e la Parola era Dio!”. Sì, in principio era la Parola, e la Parola ero Io!

26.            Senza la Mia Parola, nessuna Creazione, senza Creazione nessun essere, nessun amore, senza amore nessuna vita, e senza vita nessuna partecipazione!

27.            Io dal principio ero «la Parola», questo significa l’espressione e prototipo di un eterno concetto, e proprio perché Io ero la Parola, dovevo riportare indietro, accanto a tutti i prodotti spirituali, quale prima necessità, anche la Parola o l’informazione attraverso la Parola tutti i Miei esseri creati che Io avevo messo fuori nell’eternità attraverso la Parola, affinché essi, lottando e combattendo, Mi restituissero, con parole, gesti e suoni, ciò che Io misi dentro di loro nella prima Parola.

28.            In principio era la Parola, ‘Parola’ come quintessenza di un’idea, e alla fine di tutti i periodi della Creazione tutto il vivente si sarà nuovamente riunito in una parola, e questa Parola sarò nuovamente Io!

29.            La Parola, che per Amore creò esseri e mondi, raggiungerà di nuovo, come Amore, il suo punto culminante nelle sue creature, e alla fine, nello spirituale uomo-celeste, in Me come centro, sarà glorificata nuovamente attraverso tutti gli esseri creati.

30.            Così il concetto dell’infinità è simile a un cerchio.

31.            Da Me procedette la Parola: ‘Sia fatto!’ che risuonò in tutti gli spazi senza fine, ed essa fu!

32.            Tutto divenne, tutto visse, tutto amò, si annunciò e percorse il suo piano di avanzamento attraverso eoni di tempi, e un giorno ritornerà a Me spiritualizzato, reso bello e trasfigurato, con l’invocazione:

33.            Padre! Tu un giorno esclamasti «Sia!». Ebbene vedi, i Tuoi figli hanno risposto a quel richiamo e ora stanno dinanzi a Te, giubilando e benedicendo il loro grande e potente Creatore e Padre; e poiché qui stiamo noi come prova vivente, …è stato fatto! – E così, proceduti dalla Parola e ritornati alla Parola, è completato il ciclo del periodo creativo, e ne inizia uno nuovo ed eterno, …in Te e con Te!”. – Amen!

 

9/II )  -  L’arte

1.  Ebbene, nel precedente capitolo avete compreso e chiarito il linguaggio come comunicazione e parola spirituale; ora ci rivolgiamo all’arte, ossia all’impulso che si trova in tutti gli uomini di rappresentare i loro pensieri e i loro concetti in forme o in immagini!

2.  Qui gli animali devono rimanere esclusi, perché ciò che essi eseguono in maniera ‘artificiosa’, è stabilito dalla natura del proprio io, e serve solo per la conservazione e la riproduzione; per questo gli animali eseguono i loro lavori artificiosi istintivamente e non con premeditazione, e perciò non è possibile in loro neanche un progresso e nessun miglioramento.

3.  L’arte, ossia l’impulso a restituire in segni, immagini o forme plastiche ciò che si è visto, è altrettanto un linguaggio dell’anima. Questo, come è stato detto del ‘linguaggio’, è l’impulso di riprodurre quel che si è osservato, con la sola differenza che ‒ come nel linguaggio in toni e suoni articolati è svelato lo stato interiore dell’anima, così nell’arte, allo stesso modo del linguaggio nelle forme e nei segni, l’anima spinge a disporre le sue impressioni preferite in forme, segni e immagini saldamente dinanzi a sé, di rivestirle in forme materiali e così assicurare a queste impressioni delle cose del mondo esterno un contenuto durevole, dilettandosi alla loro vista, per poter, in un certo qual modo, ripetere più spesso tali impressioni.

4.  Questa necessità si basa dunque sul voler fissare il fugace svolgimento di un discorso, o il contenuto di ciò che si è pensato, o detto, o contemplato.

5.  Tutti i popoli e tutti gli esseri umani-spirituali che vivono in tutti gli altri mondi, hanno in comune con voi quest’impulso, dappertutto vive l’arte, solo in maniera differente, così che essa corrisponde solo al gradino spirituale degli esseri là viventi, e da ciò è riconoscibile la loro interiorità.

6.  Anche sulla vostra Terra voi vedete come i popoli di bassa condizione, quelli che si trovano su un piano culturale inferiore, provino gioia nel dare una durata stabile a certe impressioni piacevoli mediante immagini disegnate, dipinte o modellate.

7.  Voi vedete crescere gradualmente queste immagini con l’io spirituale dei popoli e delle nazioni; all’inizio esse imitano quanto visto nella natura, pian piano lo idealizzano, lo stilizzano, e credono di abbellirlo secondo i propri concetti culturali. L’ideale si abbellisce, e quanto più l’uomo è spirituale, tanto più belle sono le sue idee e, di conseguenza, anche le immagini e le opere che egli forma seconde esse; perché egli vuole imprimere alle sue creazioni, ovunque, il sigillo della Divinità.

8.  L’arte ha i suoi periodi, proprio come lo stato della cultura spirituale dei popoli; questi periodi vanno in su e in giù, e con essi il loro modo di rappresentare e il loro modo di comprendere il mondo spiritualmente. Così, sulla vostra Terra, vi sono popoli che ‒ da una grande altezza di formazione spirituale ‒ sono nuovamente discesi, per eccesso di godimento o per deviazione dalla loro destinazione, nei gradini più bassi, e con loro sono scomparsi la loro arte e le loro produzioni spirituali. Nelle idee di questi popoli non sopravvive più la forma originaria, pura e elevata della loro antica visione spirituale del mondo, ma soltanto delle varianti degradate, e così anche le rappresentazioni di ciò che è stato visto non sono altro che caricature fantastiche della natura, nelle quali non si può più trovare alcuna idealizzazione spirituale.

9.  Il linguaggio ‒ questo fugace restituire ciò che si è percepito e vissuto ‒ si volle conservare in modo duraturo per sé e per gli altri, e così nacque la lingua della scrittura o dei segni, nella quale determinati disegni o immagini dovevano indicare concetti corrispondenti alla loro forma.

10.            Anche questa necessità, coltivata già da tempi antichi, sperimentò le sue trasformazioni secondo l’istruzione dei popoli, iniziando con la scrittura ideografica, alla fine con la scrittura a lettere, e con la sua moltiplicazione attraverso la stampa si rese più facile fissare ciò che era stato detto e pensato; e così fu prodotto per tutti un bene comune che una volta era concesso di godere soltanto a pochi.

11.            L’arte nel suo senso più alto è quindi null’altro che la realizzazione d’idee spirituali dell’anima, dove questa, mediante la simpatia suscitata, vuole comunicare anche ad altri quel che prova e pensa, e sente la necessità tangibile di riprodurle, perché crede che ciò faccia anche ad altri la medesima o, per lo meno, simile impressione, e mediante questo procedimento essa gode, nel piacere degli altri, doppiamente il proprio vedendolo riflesso su di sé.

12.            Così l’arte è il legame tra popoli e nazioni; l’arte lega insieme come un terzo cuore, che altrimenti passerebbero uno accanto all’altro freddamente; questo stretto legame che, come linguaggio, se non fissato con segni, riscalda solo fugacemente i cuori, ora invece li attrae l’un l’altro vicini e li conduce così insieme di nuovo a un gradino spirituale più elevato e quindi anche più vicino a Me, questo legame dell’arte figurativa è, sul piano materiale, ciò che il linguaggio è sul piano spirituale.

13.            Anche il mondo sarebbe più povero senza l’arte; attraverso di essa un ricco animo privilegiato, colmo di grandi idee, dona ai suoi simili piaceri di cui questi non avevano prima nessun presentimento, li conduce in un mondo più bello, più elevato, mostra loro nell’ideale riproduzione della natura lo spirituale che Io ho messo in tutto, cosa che, però, non fu dato a ognuno di scoprire.

14.            Mentre la parola pronunciata si dilegua nell’aria, lasciando solo l’impressione generale di ciò che ha espresso, stimolando ad altri dei pensieri e delle sequenze d’idee, l’immagine tenuta ferma dall’anima di un Mio prodotto creativo, oppure un momento rappresentativo della vita spirituale dell’uomo, è un punto d’incitamento perpetuo. In questo, l’uomo, immergendosi profondamente, impara a riconoscere il Creatore e Padre nella natura e nelle sue forme, e impara ad amarLo e onorarLo. Qui Io parlo solo dell’arte nel senso più nobile, non memore degli abusi, dove questo dono divino, la forza dell’immaginazione e il dono della rappresentazione, è usato dall’uomo in modo indegno per scopi completamente diversi.

15.            Così l’arte, sempre perfezionandosi, continua a vivere in ogni istante spiritualmente, come una parola scritta; anche se non è compresa da molti, il suo stimolo è nondimeno operante in ogni osservatore e differente secondo la sua formazione spirituale.

16.            In tutti i mondi, come anche presso di voi, l’arte è coltivata e trasferita nella vita domestica, adoperata per i templi, le case di preghiera e d’abitazione, per esprimere, come da voi, i concetti che questi esseri hanno del loro Dio e Creatore, e come fanno predominare anche nel loro lavoro domestico lo spirituale o il materiale.

17.            Da questo potete riconoscere ovunque ‒ così come presso di voi l’arte viene coltivata per amore ‒ lo stato spirituale degli uomini di questi mondi.

18.            Infatti, se nel linguaggio ciò che è spirituale viene trasmesso all’altro in modo fugace e lì incontra accoglienza, così anche per mezzo dell’arte, ciò che viene creato e il modo e la maniera in cui gli altri lo valutano, costituisce il criterio più preciso per giudicare la formazione interiore di un popolo.

19.            Lo spirito è dappertutto il mezzo vincolante tra gli uomini, gli spiriti e Me!

20.            Il linguaggio insegna attraverso concetti e idee espresse con parole e frasi; l’arte, invece, attraverso pensieri realizzati nei colori, nelle forme e nei segni. E così questa applicazione fissata di ciò che è stato pensato e sentito, diventa una scala di collegamento tra il creatore e l’osservatore, tra chi crea e coloro che devono essere elevati a gradi superiori, unendo gli uomini con Me e con il Mio Regno degli spiriti, gli uni donando, gli altri ricevendo.

21.            L’uno durante il creare si innalza a Me e al Mio Regno, e l’altro, contemplando ciò che è stato creato, percepisce l’idea fondamentale del modellatore attraverso la materia. Essa lo attira magneticamente in un’altra sfera di associazione d’idee che non erano le sue, gli fa percepire ciò che l’altro possiede e ciò che a lui manca, e in questo modo sprona la sua anima a scalare il monte dell’entusiasmo, dove la natura ‒ espressione del Mio Amore verso tutto ciò che è stato creato ‒ personificata in così stupende forme, gli grida sempre “Venite qui, voi che siete aggravati e stanchi, affinché Io vi ristori!”. Nella contemplazione di una scena naturale, di una bella immagine umana, di una grande e nobile azione, ovunque l’osservatore trova realizzata la massima che a lui esclama ogni fiorellino a ogni passeggiata, dicendogli: “Respira a pieni polmoni l’Amore del tuo Creatore e Padre che lo ha riversato ovunque, per dimostrarti a ogni respiro, quanto sono insipide le gioie del mondo e quanto poco ci vuole per essere felici e soddisfatti!”

22.            Se l’osservatore di un’immagine di un uomo potesse leggervi tutte le caratteristiche spirituali che l’uomo stesso dovrebbe avere come riflesso spirituale del suo Creatore, e purtroppo non ha, se vedesse perfino quanto sia in alto l’idea della forma umana sotto l’aspetto spirituale, e la immaginasse inoltre con tutte le sue mancanze, e tuttavia non può fare a meno di ammettere quanto sia egli stesso lontano da quest’ideale dell’umanità; e se oltre a ciò pensasse che, nonostante i suoi errori, la potente mano del suo Creatore e Padre lo colma giornalmente con grazia immeritata, allora anche lui dovrebbe esclamare: “Cosa sono io, o Signore, che così amorevolmente Ti ricordi di me!”.

23.            Così, e in molti altri modi, l’arte figurativa pura e nobile suscita nel contemplatore sentimenti e idee che rimangono eterni richiami al progresso, ed eterni stimoli all’entusiasmo: a non cessare di tendere là, dove ‒ come nell’artista, quale proprio prodotto spirituale di una vita più bella ‒ tali sentimenti dovranno un giorno diventare per tutti un bene comune. E alla fine, sia nel linguaggio con i suoi toni articolati, sia nelle forme fissate, il filo spirituale s’intreccia ovunque, guidando tutti silenziosamente, come al guinzaglio, sul gradino spirituale dove, da mondi a mondi, da soli a soli, il linguaggio e l’arte sempre migliorati e perfezionati, si avvicineranno spiritualizzati sempre di più a Me. Finché nel Regno celeste dello spirito, Io ‒ come Centro, come ‘Parola’ e Archetipo di ogni forma, e come Uomo ‒ farò loro rivivere, spiritualmente trasfigurati, le stesse impressioni che tutti hanno provato nell’ascoltare un discorso entusiasmante o nel contemplare un’immagine sublime, quale riflesso della Mia Creazione che non avrà mai fine!

24.            Così l’arte, come spirituale scultrice delle Mie grandi idee nella Creazione, attrae le anime a Me, e ciò che il linguaggio stimola, l’arte conserva; e per completare la triade della trinità, allora si forma in modo compiuto, nei suoni e moti di sentimenti inesprimibili, ancora la musica, e perciò passiamo all’ultimo elemento di questa trinità, e Io vi dimostrerò dove questa ha termine, come iniziò e come alla fine, tutto riunito spiritualmente, rappresenta Me, la Mia Creazione materiale e spirituale in una sola immagine, cioè in Me stesso come ‘Parola’, ‘Forma’ e ‘Suono’. Amen!

 

9/III )  -  La musica

1.  Ora siamo giunti al terzo fattore della vita spirituale dell’uomo, cioè al linguaggio del sentimento o ‒ all’antica lingua degli spiriti ‒ un linguaggio che non può essere tradotto in parole, perché i suoi inizi, essendo incomprensibili per il mondo delle creature, da esso possono solo essere intuiti.

2.  Questo linguaggio voi lo definite generalmente ‘musica’; ma sebbene sentiate musica nelle stanze, nel bosco, nell’aria e talvolta anche sotto la crosta terrestre, tuttavia non conoscete il suo significato spirituale, cosa esso sia, né perché e né quale sia stato il suo vero significato originario.

3.  Ebbene vedete, col linguaggio in toni articolati Io vi ho spiegato che l’anima escogitò un mezzo, costretta da impressioni esteriori e forzata da necessità interiori, di comunicare se stessa, e di cosa il suo interiore era colmo; vi ho inoltre spiegato l’intero seguito, la sua origine, il suo effetto e la sua fine.

4.  Nell’arte vi ho mostrato come essa cerchi di esprimere materialmente, attraverso segni, immagini e forme ciò che, nel linguaggio, avviene troppo fugacemente mediante le parole. Già in questa seconda modalità espressiva si mescola un'altra forma di linguaggio, poiché se Io volessi chiamare il primo il ‘linguaggio della testa’, allora il secondo dovrebbe essere il linguaggio della mano o dell’azione. Tuttavia qui ‒ quando l’entusiasmo spirituale è più elevato ‒ si intreccia già il linguaggio del cuore o del sentimento, che in verità viene impiegato anche nel primo, nel linguaggio a parole, ma solo nelle cose divinamente sublimi, là dove cessa la conoscenza e ha inizio la fede!

5.  Adesso vogliamo occuparci dell’ultimo linguaggio, più elevato e caratteristico degli spiriti, ossia del linguaggio del sentimento. Ascoltate dunque:

6.  Quando un’anima è pervasa da elevati sentimenti, si abbandona alle influenze della natura, nella misura in cui queste possono penetrare nel suo intimo attraverso l’organo dell’udito, allora i suoni che giungono all’orecchio con le onde sonore, sono talvolta di natura così elevata da risvegliare, nello spirito dimorante al centro dell’anima, un ardente desiderio per la primitiva e autentica Patria, sicché l’anima avverte allora un certo qualcosa che si avvicina a una delizia spirituale, ma che essa non può rappresentare con parole, segni, immagini o forme. Ora questo confluire di diversi suoni, riuniti secondo ritmo, profondità e altezza, è precisamente ciò che voi conoscete sotto il nome di ‘musica’; essa è un vibrare dello spirito nel mezzo della sua celletta, un fremito di beatitudine, provocato dalla vibrazione delle onde d’aria che, altrettanto eccitate, si sfiorano e si sospingono a vicenda fino al punto d’urto, sviluppando calore, liberando gli spiriti armonici legati negli elementi dell’aria, così che questi, ebbri di gioia e liberi dalla loro prigionia, si elevano in estatico entusiasmo e producono uno o più suoni che, giunti al timpano dell’orecchio, risvegliano i sentimenti affini nell’interiorità dell’uomo spirituale, comunicando poi queste sensazioni all’anima e perfino al corpo!

7.  Dopo che questi suoni, essendo un prodotto spirituale, possono essere comunicati di nuovo solo a uno spirito e dunque solo da questo compresi, allora questo linguaggio all’anima non è accessibile, perché non essendo ancora sufficientemente unita allo spirito, può sì presentirla, può indulgere in futuri godimenti, ma non se li può rendere comprensibili!

8.  Perciò anche la musica, con la sua grande potenza, passa incompresa nel cuore umano e su ogni altro essere di questa Terra; ognuno ne percepisce la grandiosità, ma ‘il perché’, nessuno lo conosce.

9.  Per cogliere queste onde sonore dell’aria, o per produrre voi stessi dei suoni simili, avete inventato differenti strumenti atti a suscitare, nei materiali di cui sono composti, questo vibrare delle onde d’aria eccitate, così che anche in essi si generi un simile fremito dei loro componenti, liberando gli spiriti affini che vi sono legati.

10.            Questo liberarsi e mescolarsi con gli spiriti liberi dell’aria dà poi a ogni strumento il proprio suono, dove in alcuni strumenti devono concorrere due, tre o più oggetti differenti per produrre il giusto tono, così che con questo, lo scopo possa essere raggiunto!

11.            Ora, però, per sapere come siete arrivati alla vostra musica, vi devo dapprima dire che l’impulso di esprimere i propri sentimenti interiori mediante toni inarticolati, voi, così come tutte le creature viventi, lo avete ottenuto così:

12.            Quando un vento d’amore attraverso l’intera Creazione, risvegliando, stimolando e incitando ogni cosa, e né l’animale né l’uomo sanno perché sono così gioiosi e perché si sentono così di buon umore, allora l’uomo avverte un dolce impulso che non trova soddisfazione nel parlarne, né in immagini né in forme, no! Egli la trova nel canto, nel grido, nel giubilo. E proprio questo sentimento è ciò che spinge l’uomo a cantare e a giubilare, e spinge anche l’animale – ciascuno a suo modo – a ringraziare il Creatore e Autore del proprio delizioso sentimento, con suoni che non sono parole, ma che vogliono esprimere, in modo individuale, molto più delle parole![19]

13.            Dal momento che Io, come Creatore, non ho creato una natura morta, ma una natura che Mi viene incontro con gioia[20], così anche negli organi degli animali dalla vita emotiva già più elevata, misi disposizioni permanenti che permettono loro l’emissione di suoni, affinché essi possano servirsene in intonazioni piene di presentimenti spirituali-profetici, e quindi è dato agli esseri, ai quali manca il linguaggio in parole, quello ampiamente superiore, il linguaggio dei suoni!

14.            Così vedete gli uccelli canterini, ognuno dei quali, a modo suo, Mi porta il ringraziamento quando, a causa del calore, oppure, che è la stessa cosa, il loro interiore freme di gioia a causa dell’amore!

15.            Così vedete l’allodola nel primo mattino, quando il primo raggio di Sole colpisce il suo occhio, prepararsi a salire in alto; cantando ed esultando sale sempre più in alto, e quanto più sale, tanto più si fa leggero il volo, tanto più può dare aria ai sentimenti imprigionati nel petto, e tanto più facilmente può sciogliersi dal suo canto di lode a Me dedicato, finché, giunta lassù come un piccolo punto nell’altezza, Mi invia i suoi ultimi saluti, e la legge inesorabile della gravità la riporta nuovamente verso terra, dove, dopo breve tempo, ricomincia il medesimo volo, ma sempre col medesimo risultato.

16.            Se voi poteste comprendere i diversi canti di lode del mondo dei volatili che ronzano e cinguettano, quelli che in primavera ‒ quando la natura risvegliata riprende la sua attività ‒ al sorgere del Sole Mi vengono incontro ogni giorno, voi uomini che vi credete saggi, dovreste incantucciarvi vergognandovi a causa della vostra empietà e crudeltà, dal momento che tra tanti esseri a Me affezionati, solo voi state lì con i cuori duramente chiusi, sebbene lasciate passare il vigoroso soffio primaverile attraverso i vostri polmoni; ma nonostante questo, pensate a chissà a cosa, …solamente non a Me!

17.            Questa melodia degli uccelli e le diversità del loro canto, sapete voi da dove provengono?

18.            Vedete, anche questo vi voglio dire; poiché dovete sapere che nessuno strumento da voi inventato ha in un altro luogo la sua origine se non nella natura degli stessi esseri creati, dove l’attento osservatore del mondo animale diede allo strumento gli aggiustamenti somiglianti che poi perfezionò, e dal cui miglioramento sempre più perfezionato sono sorti gli strumenti musicali presso di voi attualmente[21] usati.

19.            Vedete, per molti strumenti ‒ soprattutto per quelli a fiato ‒ servì da modello la gola umana o dell’animale, dove nella laringe è collocato l’intero apparato fino al canale, la trachea, dove sono collegati gli organi vibranti e tremolanti, come gli anelli cartilaginei della laringe stessa, poi la glottide con la piccola lingua vibrante che vi sporge dentro, la quale, nel produrre il suono, modifica la propria vibrazione secondo l’altezza o la profondità dello stesso, e mediante il tremolio della colonna d’aria all’interno della trachea e il proprio vibrare, genera il tono che l’anima vuole esprimere; tono che, urtando contro la volta del palato, riceve il suo caratteristico suono.

20.            Ciò che nella gola è la glottide, negli strumenti a corda sono le incisioni per lo più a forma di ‘S’ nel legno; le pareti ricurve corrispondono al palato, come cassa di risonanza e così via. Quindi con una attenta osservazione, in ogni strumento che vi è abituale, riconoscerete, come principio fondamentale, l’organo vocale umano o animale.

21.            Ma come varia la grandezza dell’organo, allora deve variare anche la voce, e soprattutto negli uccelli la bocca è formata in modo diverso, cioè come becco, così anche lì il suono viene nuovamente modificato in modo peculiare, secondo ciò che si addice a ogni uccello canoro.

22.            Una grande differenza che contribuisce anch’essa a modificare i suoni, le loro vibrazioni e le loro modulazioni, è quella che, come nell’uomo così anche negli animali, l’aria inspirata è diversa da quella espirata; nell’aria da inspirare sono legati elementi differenti che, nel corpo dell’animale vengono assorbiti, elaborati e chimicamente scissi. Nel canto degli uccelli, per esempio, il suono è per lo più composto dagli elementi dell’aria inspirata e di quella espirata, cioè da elementi che per gli uccelli sono vivificanti e da elementi ormai morti. Ebbene vedete, proprio per questo il tono del canto di ogni uccello è differente, perché nell’inspirare esso assumono sì l’aria comune, ma nell’espirare espellono solo ciò che per loro è inutilizzabile, e ciò che viene espulso è diverso in ogni animale, così come anche nell’uomo. Il suono che queste sostanze espulse producono in unione con l’aria – oltre alle differenze degli organi del canto – è dunque anch’esso differente. E così, come ovunque, anche sotto questo aspetto, da un semplice processo di una e la stessa sostanza, la diversità del suo impiego è ciò che mostra nuovamente la Mia divinità e la Mia potenza, essendo Io in grado anche qui, come sempre, di ottenere molto con poco.

23.            Vedete, c’è ancora un motivo che nell’intera natura ha grande influsso. Di certo voi saprete dalla storia della natura che la maggior parte degli uccelli canori, poveri in magnificenza di piume e colori, dimora all’emisfero nord della vostra Terra, mentre all’emisfero sud gli stessi superano, in sfarzo di colori, notevolmente i loro colleghi del nord, ma in compenso nel canto sono stati trattati così come da madre snaturata che, proprio i più guarniti emettono lo schiamazzo più brutto. Ebbene, questo ha di nuovo il suo motivo nella semplice spiegazione spirituale della musica.

24.            L’emisfero nordico terrestre, con il Polo Nord, è la parte che dal grande spazio etereo assorbe lo spirituale per la Terra, e il Polo Sud, col suo grande massiccio montuoso, è il luogo da dove il consumato della Terra si riversa nuovamente nello spazio etereo.

25.            Ebbene vedete, la parte settentrionale corrisponde alla parte superiore del corpo umano, dove hanno la loro sede il capo, il cuore e il polmone; la parte meridionale corrisponde alla parte inferiore dell’uomo. La Terra, d’altra parte, è anche, uomo sopra e donna sotto, sopra è il positivo e sotto il negativo; questo significa: nel nord predomina lo spirituale, nel sud il materiale!

26.            Nel Nord l’influsso del grande etere e del Sole agisce sullo spirituale, e per questo non produce nei prodotti della terra una grande varietà, ma genera invece le piante più robuste e più nutrienti. Piccola e poco appariscente è la sua vegetazione e la sua fauna, ma spiritualmente più elevata.

27.            Nel Sud avviene il contrario; là è segnato tutto con grosse cifre: ciò che nel Nord è solo piccola vegetazione, nel Sud è grande come albero, ma produce poco frutto, poiché il Sud, che espelle sul proprio polo le sostanze consumate, e dove queste, risalendo attraverso l’atmosfera eterea fin verso l’equatore, impregnano tutta la vegetazione con molti elementi che ne favoriscono la crescita e rivestono gli uccelli di sostanze che determinano una diversa rifrazione dei raggi luminosi nei colori del loro piumaggio. E così il Sud distribuisce le sue forze vitali unite agli elementi consumati dell’interno della Terra, e favorisce la crescita esteriore, mentre nel Nord l’esteriorità sembra trascurata, ma la natura interiore spirituale è tanto più accresciuta.

28.            Perciò la grande forza nel canto e la varietà dei suoni degli uccelli nel Nord, e il grande sfoggio dei loro colori nel Sud.

29.            Qui, nel Nord, domina il raggio divinamente penetrante del grande uomo-spirituale, e là, nel Sud, l’influsso dell’uomo-mondiale. Qui la sapienza – là la forma; qui lo spirito – là la materia!

30.            E se ora vorreste libravi fuori per ascoltare l’armonia delle sfere dei mondi che si circondano a vicenda, trovereste anche là questi contrasti: nel capo e nel cuore lo splendore spirituale, e nella parte inferiore la magnificenza di colori e di forme; qui vita d’amore, là vita di intelletto. E più si sale verso i Cieli spirituali, più il suono diventa raffinato e sempre più armonioso, più puro e melodioso, perché là prevale anche una vita più spirituale, e vi si parla e si comprende soprattutto il linguaggio della vita del sentimento.

31.            Lassù, nel grande Uomo-Spirito, dove la musica raggiunge la sua massima purezza, là, nel centro, il suono è di nuovo personificato in Me, nel Mio Io che tutto abbraccia. Là tutto vibra: luce, aria e suono; e così, fremendo di una beatitudine mai provata, la vita spirituale s’innalza fino alla sua massima potenza.

32.            Soltanto lassù si comprende la vita del sentimento; là si vedono, in ogni vibrazione, onde purissime di aria e di luce e, in rispondenza, le più belle parole d’amore e le preghiere di ringraziamento espresse in una forma visibile. Là vive la poesia che, proprio al ritmo rimato e ai suoi toni, suona più sublime all’ascoltatore che non la prosa; là vive l’armonia nei cuori degli spiriti e nella fusione dei suoni. Là vi è solo un tono come suono fondamentale che serve da base a tutto e compenetra tutto, e questo Tono sono Io!

33.            E così, a partire dal linguaggio, che lassù è la sapienza dei Miei spiriti; dall’arte, che lassù è la forma originaria spirituale di tutto ciò che è stato creato; e infine dalla musica, che lassù è il linguaggio del sentimento dell’intimo più profondo, dove nessuna lingua possiede parole, dove tutto può essere soltanto percepito, né pronunciato né formulato; lassù è riunito tutto ciò che qui appare separato come trinità: nella lingua, arte e musica; nella sapienza, forma e amore; oppure causa, effetto e movente; oppure passato, presente e futuro; essenza ‒ essere e divenire; calore – luce e vita; pensiero – concetto e idea; Gesù – Uomo e Dio, Colui che ora sta dinanzi a voi.

34.            Là, nel centro, sta il Padre vostro che, sostenendo con le Sue braccia la Sua Creazione, i Suoi esseri creati e ristorandoli col cibo della Fonte divina, invita tutti voi: “Utilizzate il linguaggio per istruire gli altri; utilizzate l’arte per entusiasmare gli altri; utilizzate la musica per mostrare agli altri la via che porta al sentimento e a Me!”

35.            Come Io dissi un giorno in un cantico: “Senza suono nulla è fatto nascere”, lo stesso dico adesso: “Senza vita del sentimento non esiste Creazione spirituale!”

36.            Dove agisce solo l’intelletto, o è osservata solo la forma esteriore, ma manca il sentimento, là vi è solo mezza, o del tutto nessuna vita spirituale, là vi è solo progresso vegetativo.

37.            Là, dove i battenti della porta del cuore stanno spalancati, e all’orecchio spirituale, mediante le onde sonore dell’aria, penetrano reminiscenze spirituali di un mondo più bello e più spirituale, là vive la vera vita del sentimento, una vita che, sebbene fosse povera di delizie per gli orecchi, è tuttavia ricca di pienezza di vita, e il suo punto culminante, ben oltre tutti i mondi materiali e spirituali, trova tutto nel Centro di un unico Essere, nel Mio Io.

38.            Aspirate a unirvi a Lui, tendete là; là, dove il linguaggio, le forme e la musica spirituale personificate in tutte le Creazioni, staranno dinanzi ai vostri occhi, là otterrete un giorno la soluzione di molti altri misteri della Creazione che qui, non compresi in mille anni, potranno invece essere afferrati e compresi con uno sguardo soltanto!

39.            Questa è la vostra meta! Ora sapete se valga la pena sottomettersi alle contrarietà e fatiche lungo il cammino della vita terrena, per ritrovare un giorno là, nel suono più puro, il Padre vostro che, durante la vostra illusoria vita terrena, vi ha fatto presentire tante bellezze e beatitudini!

40.            Lottate dunque! Vale la pena diventare un figlio di Colui che, per uno sguardo d’amore, vi può donare sistemi solari e sistemi mondiali! Amen!

 

 

 

9/IV - Allegato sulla musica

 

- [Doni del Cielo vol. 3 cap. 1] -

 

(Ricevuto tramite Jakob Lorber il 2 maggio 1840)

1. Se dunque volete sapere cos'è la musica, allora fate attenzione a ciò che Io vi dico, così vi sarà chiaro che non è musica, ma "è azione del puro Amorein Se stesso”, senza l'aggiunta della Sapienza, bensì com’è nell'Amore nella sua cecità[22].

2. Vedete, voi non avete un’immagine più pura della musica, (che dovrebbe chiamarsi piuttosto, Amore cieco), del puro Amore in Me, che è un confluire dei sette Spiriti della Divinità, i quali si riuniscono nel reciproco incontro del loro costante e pacifico operare.

3. E questo incontro genera il suono in forma settupla, secondo la natura dello Spirito che incontra se stesso; e il suono cresce poi dal tono fondamentale, avanzando continuamente attraverso tutti i sette Spiriti, così ogni Spirito ha il proprio tono, secondo l'ordine della scala a voi nota.

4. E poiché ciascuno dei sette Spiriti penetra tutti gli altri sette, così tutti i setti sono presenti in ciascuno singolarmente, e poi si riversano nuovamente l’uno nell’altro, concordi e armoniosi, ed è questa la grande beatitudine della Divinità nel Suo Amore.

5. E così il suono è una vibrazione, e questa vibrazione scuote con un fremito sottile gli Spiriti, e gli Spiriti si riconoscono, e il riconoscersi si manifesta secondo le circostanze delle vibrazioni, e queste vibrazioni vengono percepite nella comunanza dell'amore, e questa comunanza è poi la vera armonia. E quando poi, in questa grande e purissima armonia l'amore freme di delizia, questo fremito rifluisce nella Divinità, e là si produce un ammassarsi, e in questo ammassarsi gli Spiriti si riscaldano e si accendono nell'amore, e questo accendersi è la luce, e in questa luce vengono riconosciute le innumerevoli forme che sorgono dalle vibrazioni!

6. Ora sapete cosa sono il tono e la musica, come nascono, a cosa servono e cosa sono. E così essa (la musica) vi è anche data come un segno nascosto di grave e di grande contenuto che può essere del tutto spiegato solo nel purissimo Amore per Me; e così la dovete imparare a considerarla, a usarla e goderla nell’offerta della vostra lode più alta e del vostro ringraziamento più profondo a Me, al Quale non deve più aderire nulla d’impuro.

7. Ma come viene usato da voi questo dono proveniente dal più alto di tutti i Cieli? Oh, che grande vergogna! Vi ho mostrato, attraverso degli uomini, ciò che è puro negli oratori e nelle sinfonie, ma voi lo ricoprite d’oro per abbellire mucci di immondizie, e poi addirittura lo calpestate coi piedi. Perciò riflettete cos’è la musica e a cosa serve! E non profanate la delizia che in Me! Io, il purissimo Amore in Dio, Jehova. Amen! Amen! Amen!

 

 

 

 

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Cap. 10

Forza, materia e spirito

22 febbraio 1871

1.  Queste tre parole indicano cose su cui gli uomini si fanno moltissimi concetti errati, e in particolare le prime due procurano molte difficoltà ai materialisti, perché credono di avervi trovato l’intero universo, il fondamento della sua origine, esistenza e continuità, nella cui spiegazione, un Dio, oppure un Essere spirituale che governi tutto, è stato completamente messo da parte.

2.  Dunque, poiché proprio i materialisti, o gli attuali ‘professori altamente eruditi’ di geografia, zoologia e geologia gettano qua e là queste parole presentandole come primi principi, e con ciò credono di aver detto tutto in tutto, allora dobbiamo nondimeno – se vogliamo dimostrare chiaramente a questi abili signori professori la loro inattendibilità – cominciare con i concetti di queste parole. Infatti, si deve innanzi tutto sapere cosa si adopera come utensile, prima di cominciare un lavoro, dove solo dopo con il giusto uso dell’uno o dell’altro attrezzo è dimostrata l’abilità del maestro.

3.  Dunque: “Cos’è, o cosa vuol dire veramente, forza?”

4.  Vedete, voi signori eruditi che vi considerate saggi, voi che dopo tutto l’investigare e l’esaminare, arrivate di nuovo proprio là da dove siete partiti, voi che volete stabilire la forza come un fattore dell’intero mondo visibile e invisibile, vedete, Io vi devo dire che la forza, questa parola molto esaltata sui frontespizi dei vostri libri, non indica nulla di qualcosa a sé stante, né di unico, ma solo il prodotto di un altro fattore invisibile che voi proprio non volete ammettere, dichiarando di buona lena: “La forza è una legge della natura che equivale al movimento, o alla vita”.

5.  Ora, però, domandiamo a questi eruditi: se tutto il vostro mondo consiste solo di materia e di espressione di forza, chi allora dà a questa forza l’impulso che deve e può esprimersi così e non diversamente, e con la sua espressione agisce sempre sul secondo articolo di fede della vostra scienza, la materia?

6.  Voi vedete rotolare un sasso giù dal monte o cadere giù dall’alto, e avete subito la conclusione pronta: “È la forza o la legge di gravità, la forza di attrazione della Terra che strappa il sasso derubato al suo basamento, finché avrà di nuovo raggiunto un’altra base solida e resterà fermo lì, aspettando un’altra ‘forza’ che intraprenda con esso qualcosa di diverso!”

7.  Ebbene, se Io dovessi andare a scuola da questi scienziati, allora domanderei, dopo aver appreso i loro sapienti motivi: “Come ha creato il mondo se stesso, e come conserva se stesso e distruggerà se stesso?”. Signori Miei! Voi mi avete dimostrato l’effetto di una forza, questo è vero, anzi Io stesso ho provato e trovato questi principi da voi addotti, confermati; ma vorrei tuttavia sapere, giacché non posso vedere la forza, ma unicamente percepire i suoi effetti: “Cosa essa è veramente?”. Io vorrei volentieri avere una spiegazione a questo riguardo!

8.  I signori scienziati subito rispondono unanimi: “La forza è una legge della natura, senza la quale la natura stessa non potrebbe esistere!

9.  “Bene!”, dico Io, “Avete ragione!”. Ora, però, vorrei anche sapere: “Abbiamo noi nella natura un esempio in cui una cosa dia leggi a se stessa?”, poiché voi, signori Miei, non supponete nessun Legislatore, sebbene Mi volete liquidare con il concetto di ‘legge della natura’; ora, Io sono proprio uno di quegli allievi che vogliono volentieri sapere tutto e non possono accontentarsi solo con mezzi termini o niente affatto importanti, anche se ‘scientifici!

10.            I signori scienziati si adirano con un allievo che vuol sapere più di loro stessi e Mi voltano le spalle, e così sono poi costretto a raccapezzarMi da solo nel caos dei termini scientifici, perché la nave degli scienziati si è arenata sul fondale poco profondo delle loro ‘leggi della natura[23].

11.            Ebbene, poiché così tante persone parlano di ‘forza’, ‘di forza della natura’, ‘di impulso’, ‘respingersi’, ‘gravità’, ‘pressione’, ‘forza di attrazione’ e così via, allora vogliamo prima cercare di farci un’idea su cosa sia veramente ‘la forza’, e poi vedere come questa si manifesta nella natura e come agisce sulla vita organica e inorganica, come dà la vita, come la toglie, come la costruisce e la distrugge, diventando così la conservatrice dell’universo.

12.            Dunque, innanzi tutto: cos’è la forza?

13.            Vedete, la forza non è altro che una manifestazione percepibile in una cosa che deve cambiare il suo posto o la sua forma, secondo un altro oggetto che agisce su di essa. Ciò avviene quando, all’esterno o all’interno di una cosa, si nota un movimento, un ingrandimento o un rimpicciolimento, o perfino uno svanire.

14.            Ora, questo premere di un oggetto estraneo su un altro, non è nient’altro che la tendenza, presente nel secondo essere, a sottrarsi agli elementi che agiscono su di lui e lo circondano; è l’impulso alla quiete, come opposto al movimento.

15.            La pietra vuole rimanere tranquillamente distesa, in pratica vuole persistere in unione con la sua base, dove tutte le sue parti, fin nei più piccoli atomi, nella loro estensione in larghezza, lunghezza e profondità, non avvertono alcuna perturbazione.

16.            Appena quindi un altro oggetto agisce sulla pietra per strapparla alla sua confortevole quiete, il suo intero essere si oppone; tutte le parti in essa, che diversamente giacevano immobili, duramente racchiuse l’una nell’altra in perfetta quiete, tutte queste parti cominciano o ad estendersi, oppure, se possibile, a contrarsi, ad andare in vibrazione. In breve, la pietra, a causa della sua resistenza contro l’altro oggetto agente su di essa, non è rimasta più la dura, inanimata pietra che era prima, ma ha trovato vita, tutto in essa si muove e vibra.

17.            Ora, qual è il risultato quando un oggetto, altrimenti quieto, viene a trovarsi in movimento? Vedete, il risultato è che esso deve abbandonare la sua forma e la sua condizione finora avuta, ed è costretto a divenire qualcosa d’altro; poiché i suoi elementi non sono più così legati come prima, e la forza agente consegue proprio per questo il predominio, scompone e disgrega la pietra e, se possibile, dissolve anche i suoi elementi in polvere.

18.            Alla forza di gravità, ossia alla forza di attrazione della Terra sulle sue parti costituenti, si oppone dunque sempre un’altra forza, cioè la forza o la tendenza a distruggere tutto ciò che esiste e a formare da esso qualcosa di nuovo.

19.            La forza, così come si manifesta e come l’uomo può percepirla e sentirla agire, è quindi un fattore diverso che non risiede né nella pietra né nel suo ambiente, ma è condizionata e stimolata da altri elementi, i quali conducono quest’ultima alla trasformazione della sua forma e della sua esistenza, prendono vita, generano vita, quindi distruggono e ricostruiscono, e così assicurano l’eterna stabilità solo attraverso il fatto che, distruggendo, producono sempre qualcosa di nuovo.

20.            Questa forza si manifesta in tutte le direzioni possibili e sotto ogni sorta di forme; ciò che la condiziona è dunque una potenza superiore che, volendosi esprimere come forza, è soltanto apparente. Perciò la forza, come cosa indipendente ‒ così come la intendono i signori eruditi materialisti ‒ non esiste affatto, non è mai un fattore di vita indipendente, ma è il prodotto di due fattori più elevati, vale a dire: della quiete e del movimento!

21.            Per mezzo di questi due importanti principi fondamentali dell’intero universo, il mondo esiste, è stato creato, viene conservato e di nuovo trasformato in qualcosa di nuovo.

22.            La quiete si esprime anche nel secondo nome che potremmo darle, cioè nella materia; e l’attività vitale che agisce su di essa, che tutto conserva e tutto vivifica, è lo spirito, il quale è lo stimolatore della forza, il coordinatore della materia, e quindi il fattore principale di tutta la vita; poiché senza spirito non c’è vita, senza vita non c’è materia, e la materia non ha bisogno di alcuna forza, perché la forza è il prodotto dei primi due, e se questi mancano, manca tutto!

23.            Ora che abbiamo chiarito la forza fin dove è necessario, adesso possiamo passare al secondo elemento, nel quale la forza si esprime, cioè alla materia, poiché la forza può esistere solo dove c’è resistenza, e la materia, in quanto realtà materiale, offre con i suoi componenti la resistenza corporea nel principio della quiete, là dove si contrappone al movimento, e così diventa visibile come forza.

24.            Ora domandiamo: “Cos’è la materia?”. E gli scienziati dicono: “Materia è tutto ciò che è capace di un’estensione in lunghezza, larghezza e profondità!

25.            Bene!”, ora continuiamo a domandare: “In cosa consiste la materia?”. E gli scienziati dicono ancora:

26.            La materia è composta di tutto ciò che si trova nell’intero universo, o scomposto oppure compatto; ‘materia’ è tutto ciò che si può chiamare elemento fondamentale della Creazione”.

27.            Bene!”, ma ora domandiamo: “Quante materie esistono dunque, e come si possono differenziare o separare l’una dall’altra?”

28.            Qui gli scienziati dicono di nuovo: “Noi abbiamo trovato nell’analisi chimica una quantità innumerevole di materie, le quali sono per noi fino adesso inesplicabili, e l’universo è costituito da queste; le loro differenti mescolanze producono poi tutto ciò che possiamo vedere o percepire fisicamente; queste mescolanze, o come si dice, ‘combinazioni chimiche’, sono, però, soggette a determinate leggi, delle quali l’una è la legge dell’attrazione, l’altra è la legge della repulsione”.

29.            Ora domandiamo di nuovo: “Ma, signori Miei, già di nuovo voi parlate di leggi, dove alla fine, nondimeno, Io dovrei presupporre un Legislatore”.

30.            Essi a ciò rispondono: “Amico, non è detto! Le materie, singolarmente, hanno caratteristiche differenti, per cui è permesso loro solo l’una o l’altra mescolanza, oppure avvicinamento, altre invece, per loro, sono un’impossibilità”.

31.            Ebbene, dopo aver visto che con i signori professori non possiamo ancora venirne a capo, allora ci dobbiamo nuovamente affidare a noi stessi e ai nostri cinque sensi, e a noi stessi porre quindi la domanda: “Cos’è la materia?”. E il nostro interiore ci dice semplicemente:

32.            La materia non è affatto qualcosa!”. ‘Materia’ è un’espressione troppo generica che, gettando tutto in un unico crogiolo, non permette più alcuna distinzione! Se si volesse chiamare materia tutto ciò che esiste nel mondo visibile, alla fine non si saprebbe più trovare un nome preciso per le combinazioni di masse dense e sottili, rigide e mobili.

33.            Materia’ è quindi, al massimo, il grande spazio-etereo al di fuori dell’ambito dell’atmosfera terrestre, dove tutti gli ingredienti sono dissolti insieme, i quali appartengono a tutte le altre combinazioni per la creazione dei corpi celesti e la loro specie di aria che li circonda.

34.            Solo là vi è ‘materia’, cioè la grande dispensa per la costruzione dei mondi; ma dentro, sopra e intorno alla Terra, la materia non è più ‘materia’, ma si trovano già ‒ a seconda dello scopo ‒ elementi legati e assemblati, che poi, esposti ad altre potenze superiori, come vita, movimento o forza, vengono costretti a trasformazioni, a cambi di forme, trasformandosi di nuovo in altre forme, e si presentano come qualcosa di diverso, in una nuova forma, dopo che nella precedente il loro operare è venuto a cessare.

35.            Qui, su questa Terra, la materia è già così fortemente legata, che una separazione nelle sue forme primordiali non è più possibile;, poiché i suoi singoli componenti sono così strettamente uniti, che solo in questa strettissima fusione costruiscono un altro tutto e si oppongono a qualsiasi separazione artificiale. Allora gli illustri scienziati credono di aver scoperto delle ‘leggi’, o le cosiddette ‘leggi della natura’, solo perché a loro non riesce ciò che una Potenza superiore, lo Spirito che governa ogni cosa, compie con facilità!

36.            I ricercatori della natura e gli scienziati, che naturalmente vedono qualcosa solo là dove la natura compie i suoi processi con grossolani o grandi mezzi, questi signori non comprendono che, nonostante le loro negazioni, esiste pur sempre qualcosa che sta più in alto delle loro analisi chimiche, dei loro microscopi e telescopi, dei loro barometri, elettrometri, termometri, anemometri e così via. Ciò che essi osservano negli alambicchi e distillatori, sono tutti processi grossolani! Essi vedono sì una grande conseguenzialità, ma non la comprendono. E poiché non vogliono ammettere alcun Signore e Legislatore, attribuiscono a queste sostanze una sorta di intelligenza, e dicono: “Esse seguono solo questo e quell’impulso”, come se essi stessi, nella loro visione materialistica ‒ cioè nell’illusione ‒ sapessero davvero qualcosa o vedessero realmente qualcosa.

37.            Ciò che per loro nella natura è un mistero ‒ come anche nel loro stesso corpo sarà e rimarrà sempre una questione che non riusciranno mai a spiegare ‒ è come la materia e lo spirito siano collegati, oppure come la massa cerebrale, di certo qualcosa di materialmente visibile, possa produrre solo ciò che è spirituale; o ancora, come avvenga il ‘metabolismo’ nel loro organismo, così che possano godere una vita sana. Questo ‒ cioè lo spirito ‒ non lo vogliono trovare!

38.            Questi signori – che nella natura non vogliono riconoscere alcun Signore, alcuna Potenza superiore, e che tuttavia nel loro stesso corpo possono vedere ogni giorno, anzi ogni ora, come lo spirito sia in grado di comandare sulla materia – questi signori ammettono nella natura una legge che plasmerebbe forza e materia in ciò che vedono dinanzi a sé in modo visibile, e che percepiscono in modo invisibile, ma nel loro corpo, dove avviene esattamente lo stesso processo, non vogliono riconoscere alcuna legge naturale, in quanto, qui vogliono essere soltanto loro i sovrani assoluti.

39.            Quanto siete deboli e limitati, voi poveri ciechi!”. Questa voce vi risuona da oggetti viventi e anche da oggetti apparentemente morti nella natura visibile. Essi, dappertutto vi esclamano:

40.            “Noi siamo! Ma non per caso, né concatenati secondo le vostre ‘leggi’, bensì siamo formati da e attraverso una Potenza superiore. Ci attraiamo e ci respingiamo reciprocamente, secondo l’individualità di ciascuno, e tutto questo, solo per procurare a voi increduli, un piacevole soggiorno su questa Terra e, anche se non volete ascoltare, gridiamo sempre a voi presuntuosi sapientoni:

41.            Noi siamo! Ma non siamo ‘forza’, non siamo ‘materia’ ‒ come voi ciechi credete ‒ noi siamo ‘spirito’, cioè spirituale legato, spirituale sciolto, spirituale che crea forme e che di nuovo distrugge quelle forme, per uscire alla fine, da tutta questa lotta, spiritualizzati, e dimostrarvi che nell’intera natura tutto è spirito, e che a voi manca solo lo spirito della comprensione. E sebbene la natura visibile e invisibile ve lo riveli, voi non volete piegarvi a riconoscere questo: «Sì, adesso riconosciamo di non sapere nulla!». Quando questo grido irromperà nel vostro cuore e nella vostra mente, solo allora avrete compiuto il primo passo verso quel grande scopo che proprio questo grande Spirito vi ha stabilito, uno Spirito che vi tratta con tanta longanimità e grazia, e impiega ogni mezzo possibile per dimostrarvi che Egli – uno Spirito – non può creare nulla di materiale, ma soltanto ciò che è spirituale!”.

42.            Ebbene, dopo che vi ho mostrato abbastanza l’insensatezza di tutti gli edifici dottrinali materialistici, passiamo al nostro campo e vogliamo dimostrare a tutti i non credenti (di buona volontà) che né ‘forza’ né ‘materia’ esistono, ma che esiste soltanto lo ‘Spirito’, solo gli ‘spiriti’, e un unico, sommo Creatore spirituale! Amen!

 

 

[indice]

 (Continuazione)

10/I – Forza, materia, spirito

23 febbraio 1871

43.            Ieri, dunque, abbiamo sostenuto che solo lo spirito è l’elemento e il supporto principale dell’intero universo; adesso dobbiamo anche dimostrare ciò che abbiamo sostenuto ieri.

44.            Ebbene, la prima domanda che qui emerge è proprio questa: “Cos’è veramente lo ‘spirito’, e di cosa è fatto?”

45.            Per rispondere a questa domanda avremo ben qualche difficoltà, tuttavia cercheremo di rendervi chiaro il concetto mediante un esempio, affinché possiate ben distinguere ‘spirito’ da ‘espressione di forza!’.

46.            Vedete ora come esempio: qualcuno vuole iniziare un determinato lavoro che, secondo la sua opinione, avviato logicamente e perseguito con coerenza, dovrà produrre un determinato risultato. Ora, per realizzare questo, prima afferrerà un’idea, poi la riesaminerà e pondererà, dopo passerà in spirito l’intero percorso della realizzazione, dall’inizio alla fine; inoltre, dopo che tutto è stato precisamente esaminato e individuato, si procurerà i mezzi e i materiali necessari per questo, e così lavorerà, mescolerà e combinerà questi sotto la costante azione della prima idea afferrata, finché verrà fuori l’esito progettato.

47.            Ora, se volete raffigurarvi questo processo con piena chiarezza, vedete che l’idea spirituale ‒ o la potenza vivente e operante che racchiude in sé tutte le capacità per trarre tutto da tutto, secondo la sua volontà, e che potete anche chiamare “vita”, cioè “vita interiore” ‒ questa potenza è il potere-volontà; quindi la portatrice, la promotrice e la creatrice dell’intero compito che essa stessa pone. Tutto ciò che questa potenza vuole impiegare per il proprio scopo, deve prima essere compenetrato dalla sua forza, affinché, sotto l’influsso di tale forza, il tutto si componga gradualmente in una struttura unificata, e poi l’idea originaria venga espressa nella realtà.

48.            Questo processo di spiritualizzazione della materia, ossia l’impiego per un’azione, questo risvegliare gli elementi spirituali che riposano nella materia affinché operino insieme, è quindi la vera vita, ovvero la ruota motrice dell’intera macchina. Questa forza vitale che muove tutto, e che sta al di sopra di tutti gli elementi ponderabili e imponderabili, è dunque propriamente ‘lo Spirito’, il quale poi, secondo tutte le sue gradazioni fino a Me, quale unico Creatore e Signore del Creato, racchiude in sé tutto ciò che questa potenza può essere nella sua massima istanza.

49.            Ora però, dopo che questa potenza deve naturalmente essere anche ordinata in modo regolare, affinché anch’essa possa creare qualcosa in modo logico o consequenziale ‒ la cui consequenzialità voi la riconoscete come legge della natura ‒ allora è anche naturale che, se qualcosa è stata creata in modo consequenziale per esistere, il principio originario (la causa fondamentale) che ne ha determinato la creazione, non voglia la sua distruzione, bensì la sua conservazione. Perciò anche questa potenza spirituale deve avere ‘un compiacimento’ per ciò che è stato creato, il che non è altro che un affetto. E cos’altro è ‘affetto’, se non ‘amore’? Così come l’avversione, o l’impulso a distruggere ciò che è stato creato, dovrebbe essere definito come ‘odio’.

50.            Pertanto, lo Spirito primordiale ‒ ossia la Potenza suprema ‒ proprio perché è il Principio che crea e opera, perché è Vita imperitura, è anche ‘Amore’, oppure, detto con altre parole:

51.            La Potenza suprema – Dio – è l’Amore!

52.            Dove c’è Amore, lì non è possibile nessuna distruzione, nessun odio!

53.            Ebbene, se lo Spirito nella Mia persona, quale eterno indipendente Io, deve avere la caratteristica dominante dell’Amore come principio di base, allora è naturale che Io debba anche possedere tutte le altre caratteristiche che appartengono all’Amore, le quali non possono esistere senza di questo, e senza le quali non può esistere l’Amore.

54.            Queste caratteristiche sono: la mitezza, la pazienza, la perseveranza (coerenza o anche fedeltà), l’umiltà; e poiché tutte le cose create sono Miei prodotti, per così dire, figli Miei, allora è espresso negli stessi anche l’Amore paterno nel massimo grado.

55.            Ebbene vedete, per creare qualcosa, il Creatore deve immettere pur qualcosa del Suo Io nella cosa creata, affinché la stessa a Lui somigliante sia degna del suo Creatore!

56.            Perciò, per chiamare in vita l’universo con tutti i suoi mondi e soli, con il loro regno vegetale, minerale e animale, Io dovevo pur assegnare a ciascuna di queste parti una certa quantità del Mio Io, affinché in tutte le cose dell’universo fosse innato un elevarsi graduale a forma di scala, e un impulso a ritornare nuovamente a Me. Pertanto, il simile sente sempre l’attrazione verso il suo simile, quindi in ogni cosa creata venne condensata una parte spirituale, come voi potete afferrare e comprendere, ossia vennero addensati insieme delle particelle più piccole in un volume (forma) più grande, così che ‒ secondo la caratteristica affine delle particelle spirituali stesse ‒ aderissero l’una all’altra più o meno strettamente, così da formare un corpo.

57.            In questo modo ebbe origine tutto ciò che voi definite materia, sia negli elementi facilmente solubili, volatili, sia in quelli solidi, fino alla pietra più dura, questa inclusa.

58.            Dappertutto è ‒ ed è sempre stato ‒ lo Spirito il componente principale che, in diverse unioni con suoi simili o con altri, ha prodotto masse più grandi o più piccole, o più o meno dense.

59.            Un eloquente esempio lo avete nell’acqua, la quale, come elemento mobile e leggero, col calore si trasforma facilmente in vapore; invece appena fuoriesce un certo grado di calore dalle sue particelle o singoli atomi, diventa una massa rigida e solida di ghiaccio.

60.            Nell’acqua c’è sola la differenza che essa diventa ghiaccio per mancanza di calore, cioè per mancanza di amore tra le singole parti, mentre in tutto il mondo creato è proprio l’amore che unisce ogni cosa. Infatti l’amore costringe tutto ad attrarsi reciprocamente, e proprio attraverso quest’impulso spinge a unirsi il più possibile, suscitando anche l’altro importante fattore della vita proveniente dall’amore, cioè il calore che, a causa della sua inseparabile comunanza con esso, è equivalente all’amore.

61.            Dove l’amore ha riunito le particelle spirituali di sentimenti affini, là sorge una pressione deliziosa, ossia il calore; dove si sviluppa il calore, comincia un graduale liberarsi, per tendere verso una condizione migliore, verso legami più belli e più elevati; in una parola: sorge l’altro fattore visibile, la vita!

62.            Dove non c’è amore ‒ non c’è calore, e dove non c’è calore ‒ non c’è vita!

63.            Questa vita, come prodotto del calore e dell’amore ‒ o come prodotto dello fregamento derivante dal movimento delle singole particelle spirituali legate ‒ genera ancora un altro fattore della Creazione; infatti, dove c’è calore, c’è attrito, e dove c’è attrito, nel caso intensificato, si sviluppa calore ardente; e dove il calore ardente aumenta, sorge il consumarsi o il liberarsi delle particelle spirituali in altre forme più elevate e più leggere. Questo gioioso liberarsi, esse lo manifestano attraverso forti vibrazioni o fremiti, e questa manifestazione si chiama, alla fine, luce!

64.            Quindi: dove c’è amore − c’è calore, dove c’è calore – c’è vita, dove c’è vita – c’è luce!

65.            Ora abbiamo messo insieme questi tre momenti principali che fanno parte di una Creazione, i quali aiutano questa a creare e ad esistere, poiché senza di questi, nulla esiste. Infatti, in tutto ciò che è creato è predominante sempre l’uno o l’altro fattore, mentre dove cessano tutti questi tre portatori-di-vita, non c’è alcuna Creazione, alcuna vita, alcun calore, ma morte, freddezza e distruzione, o dissoluzione, affinché queste parti disciolte possano ritornare nel ciclo di ciò che è vivente.

66.            Ebbene vedete, Forza’ è quindi nient’altro che l’impulso spirituale di creare del nuovo dall’esistente; questo sforzo che si esprime nella realtà, i vostri naturalisti lo riconoscono come legge della natura.

67.            ‘Materia’ è nient’altro che lo spirituale raddensato che ‒ come vedete qui sulla Terra ‒ ha perso già da lungo tempo le sue forme originarie e, in componenti più solidi e più grossolani, non è più sostanza, bensì materia. Questa materia, sotto l’azione reciproca del più forte sul più debole, del più grande sul più piccolo, subisce la sua decomposizione e trasformazione, allo scopo di liberare gli spiriti ivi rinchiusi e aprir loro la via verso gradini superiori.

68.            Questo decomporre o esercitare un’azione dell’uno sull’altro, si manifesta ai vostri occhi come ‘vita’, come la grande legge della natura del ‘nascere e morire!’, dove l’uno, dissolvendosi, deve completare l’altro, per poter così iniziare a percorrere la grande scala, la via del ritorno a Me.

69.            Dove i vostri scienziati intuiscono solo leggi della natura, le quali, non curanti delle loro idee, seguono solo la Mia Volontà, proprio là vive e si sviluppa nient’altro che ‘vita spirituale’, una vita che sta al di sopra di tutto ciò che è afferrabile, che è infinitamente più in alto di quanto le idee e i concetti dei vostri eruditi si possano elevare.

70.            E proprio per questo, poiché lo spirituale non si sottomette alla loro volontà e non vuole diventare un bene comune esclusivamente per loro, allora essi hanno deciso che la cosa migliore da fare, sia negarlo del tutto!

71.            Per loro non esiste alcun Dio, alcun Legislatore, sebbene essi suppongano delle leggi nella natura. Per loro è ‘la materia’ che si fa delle leggi di propria iniziativa, quindi una materia intelligente!

72.            Per loro le leggi non sono altro che un certo ‘dovere inevitabile’. Secondo i loro concetti, nell’universo tutto si dissolve in elementi materiali e da lì ricomincia il suo ciclo meccanico. Per loro non esiste alcun miglioramento, ma soltanto un eterno ‘restare come sempre’.

73.            Se loro (gli scienziati) si accontentano di diventare essi stessi, dopo la loro dissoluzione, un pezzo ‘di acido, di carbonio o di azoto’, oppure qualche altro ‘elemento’ ponderabile o imponderabile, Io non ho nulla in contrario; posso perfino esaudire questo loro desiderio e lasciarli, come un certo quantitativo di aria, vagare per alcuni milioni di anni nell’atmosfera di un pianeta. Verrà comunque il momento in cui anche questo stato desiderato diventerà gravoso per la coscienza che comincia a manifestarsi; solo che allora, dal semplice essere una parte d’aria fino a diventare un’anima umana, il cammino sarà qualcosa di lento e difficile!

74.            Per ora Io lascio far loro ciò che vogliono, essendo uomini liberi. È già accaduto nella maggior parte dei casi che, quando questa dissoluzione di tutte le cose, così decantata a freddo si avvicina anche a loro sotto forma di morte, allora essi stessi vorrebbero perfino ritrattare tutto quanto hanno scritto, se solo fosse possibile, e indietreggiare smarriti davanti all’immagine desolata che si sono fatti del mondo e che hanno voluto far credere anche agli altri.

75.            Se il Mio sconfinato Amore e la Mia Misericordia non fosse con questi figli smarriti, dovrei agire ben diversamente con loro; Io invece agisco come un vedente che perdona anche al cieco quando questi gli urta contro o addirittura lo fa cadere, poiché il cieco non sa cosa ha fatto.

76.            Lo spirito è dappertutto, e i vostri filosofi e scienziati possono negarlo quanto e ogni qual volta vogliono! Senza spirito non ci sarebbe alcuna Creazione, non splenderebbe alcun sole nel cielo e non vi sarebbe alcuna vita!

77.                                       Solo lo spirito, l’elemento spirituale, è ciò che dona vita, quello che imprime all’immoto un impulso bello e vivente, quello che conferisce ‘vita’ alla materia apparentemente morta e priva di sensibilità, e spinge tutto verso un canto di giubilo per il sommo, grande Spirito, quale Amore personificato, verso di Me.

78.            Senza spirito non vi sarebbe alcun amore. E cosa sarebbe la vita senza amore? Un caos, una natura fredda, niente di riscaldante, niente di consolante, niente di santificante!

79.            Perfino nella vostra vita umana terrena, cos’è la vita senza amore? Dove esiste un sentimento che uguagli l’amore? Cosa rende anche la natura bella e maestosa? Cosa risveglia anche nella musica i sentimenti sublimi? Cosa entusiasma, cosa riscalda il povero, sofferente e paziente cuore?

80.            È il raggio d’Amore che vi alita attraverso la natura materiale, che compenetra le sfere spirituali invisibili, vi scuote, vi spinge a un abbraccio, vi spinge ad avvicinarvi a un’altra persona, dove percepite nuovamente il battito di un cuore che batte come il vostro per il bello e per il santo.

81.            Cosa sarebbe tutto il visibile, se questo vincolo spirituale non attraversasse ogni essere vivente? E cosa Mi unirebbe a voi, e voi a Me attirandoMi, se non fosse l’Amore?

82.            Questo beato, santo sentimento che oltrepassa di molto i confini sensibili della vostra natura, spingendosi ben oltre tutte le stelle, fin là dove, in un eterna beatitudine e quiete vi attende Colui che vi ha dato questo dono come il Suo Io più intimo, e vuol farvelo percepire, affinché comprendiate che senza l’Amore il mondo sarebbe stato creato inutilmente!

83.            Considerate questo mondo come nient’altro che un panorama spirituale, dove gli spiriti, uniti in mille forme diverse, rappresentano sempre la stessa realtà e vi chiamano a riconoscerla; allora il raggio di luce di un sole distante da voi milioni e milioni di miglia, come il verme che striscia ai vostri piedi, tutti si accordano nello stesso cantico di lode:

Dio è Amore!”

84.            Sì, Io sono ‘l’Amore’, Io sono ‘lo Spirito’, Colui che ha creato tutto con amore; Colui che mantiene tutto con amore.

85.            Io sono Dio, Colui che un giorno discese per voi su questo piccolo pianeta, per compiere la Mia più grande opera d’Amore e di Umiltà.

86.            Sì, Io sono Dio, Colui che come Spirito o suprema Potenza, non vuole starsene lì solo nella Creazione.

87.            Io sono quel Dio che vuole essere Padre e vedere intorno a Sé, figli che Lo amano, figli che possono per vero intuire la Sua Potenza, ma devono amarLo solamente!

88.            Questi sono i motivi per i quali Io ora non smetto di richiamare sempre di più alla vostra memoria:

89.            “Non dimenticate la vostra origine! Voi siete Mie creature, siete prodotti spirituali! Cercate con le vostre azioni di divenire figli Miei, degni di Me!”

90.            Perciò tutti i Cieli e tutte le profondità della Mia Creazione vi gridano, affinché possiate percepire ovunque il medesimo richiamo:

91.            “Amate Dio sopra ogni cosa, perché Egli è l’Amore! Egli ci ha creato per Amore, …e solo per Amore! Cercate di diventare degni di Lui, affinché le Sue parole rivolte a voi non siano sprecate!”

92.            Questo vale dappertutto. Risvegliate nei vostri cuori gli stessi sentimenti, e rallegrate il Padre vostro col vostro amore, e dimostrateGli questo amore verso il vostro prossimo; questo è ciò che desidera il Padre vostro! Amen!

 

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Cap. 11

Sulla dignità dell’uomo

22 ottobre 1872

1.  Ebbene, su questo argomento del vero significato dell’espressione ‘dignità dell’uomo’, esistono tante opinioni, quanti ne esistono di uomini istruiti o educati, poiché i popoli selvaggi e i rozzi uomini trascurati non hanno nessuna idea di cosa significhi il nome uomo, neanche come se ne possano rendere degni.

2.  Solo dove l’uomo è educato e formato in modo etico e  morale, solo là si può supporre che vi sia un’idea della vera dignità dell’uomo, dignità che tuttavia deve necessariamente variare secondo l’educazione e la professione svolta nella vita.

3.  Ciononostante, tutte queste idee in uso e predominanti sul concetto ‘dignità dell’uomo’, non sono il motivo del perché Io voglia spiegare e dirvi in cosa consiste veramente tale dignità; voglio, invece, solo aiutarvi a unire il Mio insegnamento con la vita pratica, e così, posti come esseri tra due mondi, possiate diventare degni di corrispondere in spirito e anima al grande pensiero-creativo del Padre vostro celeste; poiché anche voi, sebbene abbiate già ricevuto molto da Me, non avete ancora la giusta idea di cosa voglia significare veramente ‘dignità dell’uomo’, poiché troppo spesso vedete negli altri come pretendono per sé questo titolo, cercando anche di rivoltarlo e spiegarlo secondo la loro cupidigia e passione, per essere, secondo la loro brama, ognuno alla sua maniera, un uomo degno!

4.  Ora per meglio comprendere la dignità dell’uomo e per meglio afferrare quanto segue, vogliamo nuovamente iniziare con il concetto della parola, farla risalire dalla radice della sua origine e stabilire poi il vero significato e valore della stessa, come dovrebbe esser d’uso presso di voi, e come Io la intendo!

5.  Vedete, la parola ‘dignità’ proviene dal ‘divenire’, e la parola ‘divenire’ è veramente una parola derivante dal pensiero creativo che fu dato, come fondamento della Mia Essenza, all’intero mondo visibile; infatti, senza il ‘divenire’ non vi sarebbe alcun sole, nessun pianeta, nessun grande regno mondiale e nessun grande regno spirituale, poiché solo con l’espressione ‘Sia fatto’ Io ridestai l’intera infinità, dando l’impulso per la beatitudine degli esseri creati e per la beatitudine del Mio Io che è l’Amore personificato, la cui espressione ‘Amore’, però, vuol significare solamente fare e creare tutto per gli altri, e trovare nella comprensione e nel perfezionamento degli altri la propria beatitudine e la propria delizia.

6.  Con l’espressione ‘Sia fatto!’ fu data anche la legge e la via, e cosa dovesse essere ogni prodotto spirituale o animico, oppure per quale grado di perfezionamento esso era destinato, dove naturalmente gli spiriti legati e raddensati nel mondo materiale dovevano percorrere un’altra via, diversa da quella delle legioni di spiriti posti liberi e coscienti di se stessi del Mio mondo dello spirito senza fine.

7.  Ora, con il ‘divenire’ sorse naturalmente anche la domanda se, specialmente gli spiriti posti liberi, lasciati a se stessi, sarebbero anche diventati quello che dovevano diventare, vale a dire, se sarebbero diventati ciò che Io con loro avevo per scopo.

8.  Con la parola ‘divenuto’ sorse uno stato che, se corrispondente alle Mie intenzioni, equivaleva al titolo ‘dignità’ o ‘degno’, tale e quale come da voi sulla Terra conferite a qualcuno una ‘dignità’, oppure chiamate ‘degno’ uno che ha meritato questa posizione, che con le sue caratteristiche, quale uomo spirituale, ha meritato il titolo di ‘degno’.

9.  Ciò che quindi voi indicate come dignità, esprime veramente che quell’uomo, che riveste una dignità o merita di essere chiamato degno, possiede quelle caratteristiche che lo nobilitano come essere spirituale, dovendolo elogiare per qualcosa di meglio di quanto il restante gran numero del suo prossimo potesse conseguire.

10.            Quest’idea di dignità che voi avete in generale, proprio quest’idea, ma solo in un’altra scala, ho anch’Io con riferimento alle creature da Me create.

11.            Quando Io creai sulla vostra Terra il primo uomo, lo posi come voi ponete un alto funzionario rivestito di una dignità, concedendogli il potere di comandare su molto, di essere più elevato di tutte le altre creature create sulla stessa. Io gli concessi pieni poteri mediante le sue caratteristiche spirituali quale Mio discendente, quello di essere ciò che Io l’avevo voluto fare, cioè ‘diventare signore della Terra!’. Così egli doveva sfruttare le sue capacità per il meglio di se stesso e per il bene di tutto il mondo che lo circondava.

12.            Ma perché potesse comprendere anche la sua dignità solo nel senso che Io volevo fosse compresa, lo lasciai libero, gli permisi di usare tutti gli impulsi posti in lui, per il bene o per il male, affinché potesse innanzitutto riconoscere che la dignità consegnata a lui da Me sarebbe esistita solo quando egli fosse stato in grado di disciplinare le sue caratteristiche, impulsi e brame, non come macchina, ma come essere libero, di propria iniziativa, e che avrebbe potuto raggiungere la dignità spirituale solo nel dominio delle sue passioni, per la qual cosa gli diedi tutti i mezzi per raggiungerla e per essere un degno anello di congiunzione tra il legato e il completamente libero mondo degli spiriti.

13.            Io gli esclamai il ‘divieni!’, e lui divenne o diventò – che cosa? – lo potete vedere adesso ovunque; purtroppo, non quello per cui Io l’ho chiamato! Invece di barone è diventato schiavo delle sue passioni, e così ha totalmente invertito il suo destino e abusato e degradato la natura che lo circonda; e da qui derivano anche tutti gli inconvenienti che ora perseguitano l’umanità riguardo allo spirituale e al materiale, con mali e sofferenze di ogni tipo. L’uomo, infatti, contrario al suo elevato destino, invece di rendersi degno di Me, si è allontanato dalla via della rettitudine, è divenuto ‘indegno’ di chiamarsi ‘uomo’, dopo che Io, un giorno, infondendogli il Mio soffio spirituale, lo volli improntare per un figlio del Mio grande Regno degli spiriti che egli può raggiungere adesso solo per grandi vie indirette, e lottando con ogni specie di mali e sofferenze.

14.            Dopo che gli uomini, con la loro presunta scienza e sapienza, sono arrivati al punto di rendersi questa parola ‘dignità dell’uomo’ ciò che è il più comodo possibile, dopo che l’egoismo, quale polo opposto al Mio Amore e all’amore in generale, è diventato il cavallo principale dell’attuale umanità, e dopo che, proprio attraverso questo folle agire, anche la misura degli smarrimenti da parte vostra e la misura della Mia pazienza stanno giungendo al limite, proprio questa Parola vi viene ora nuovamente donata, per salvare ancora qualcuno dalla rovina generale, affinché non debba perdere del tutto la sua dignità, il suo unico patrimonio nel mondo spirituale!

15.            Certamente questa Parola, come tutte quelle Mie che vi ho fatto pervenire attraverso il Mio scrivano, adesso è accessibile solo a pochi; ma pazienza, gli inconvenienti della vita umana porteranno presto ancora qualcuno nel vostro campo, cosicché alla fine, dopo aver tentato di tutto, ma invano, egli entrerà da voi e vi pregherà con le parole:

16.            Amici e fratelli! Non avete voi nessun conforto, nessun balsamo per la mia anima ferita a sferzate? Lo sento, ho perso la dignità dell’uomo, l’ho calpestata con i piedi, e adesso, in cui chiedo conforto e pace da tutte le chimere che mi sono state elogiate come sapienza, come dogmi religiosi, adesso queste si dimostrano tutte inaccessibili, non convincenti. Come un’immagine nebbiosa, ogni sogno di una razionale, ragionevole apparente sapienza, svanisce. Ridatemi la dignità dell’uomo spirituale, affinché io mi senta come uomo, come essere spirituale che un giorno uscì puro dalla mano di un amorevole Creatore, e che ora desidera ritornare a Lui, degno di Lui!

17.            Allora, figli Miei, saranno le parole che Io vi do oggi che porteranno balsamo e conforto all’assetato, e lo costringeranno al grido, con lo sguardo rivolto in alto: “Cosa sono io, o Signore, che Ti ricordi di me?”

18.            Questo è lo scopo di presentare a voi e a tutti i ricercatori la ‘dignità dell’uomo’ nuovamente con chiari tratti di luminosa chiarezza, affinché il chiedente, l’assente, il dubbioso, possa riconoscere quanto se n’è allontanato e dove si trovino i mezzi per riconquistare il paradiso perduto.

19.            Voi sapete, infatti, come Adamo agì contro il Mio Ordine, egli perse il suo paradiso, vale a dire, perse la coscienza della sua dignità spirituale, e proprio questa perdita precipitò i suoi discendenti, fino al giorno d’oggi, nella babele di false idee, falsi concetti e falsa ideologia della vita e del mondo, cose che, tutte insieme, non sono altro che l’eterna aspirazione di recuperare una dignità spirituale che innalzi l’uomo oltre tutto il materiale, oltre tutto il sensuale, e gli permetta di scorgere, oltre le rovine della devastazione e disgrazie, con sicurezza un altro mondo, dove tutte queste calamità, che alla fine riguardano solo il suo benessere fisico, svaniranno nel nulla, e sarà riconosciuto il perché fu loro permesso, chiaramente e facilmente, quale mezzo per lo scopo, d’innalzare l’uomo sprofondato nel materiale, di nuovo a cittadino del mondo spirituale, ciò per cui Io un giorno lo avevo creato, e che anche dovrà nuovamente diventare, per quanto egli faccia tante scappatelle; è solo questione di tempo, ma la meta finale non cambia! Ciò che Io ho dato, deve tornare nuovamente a Me, poiché era Mio e dovrà tornare a esserlo!

20.            Ora, dopo avervi mostrato con poche parole cos’è la ‘dignità’, come vi è stata data da Me, e come da voi uomini è stata profanata, vi devo anche dimostrare e mettere rigorosamente dinanzi agli occhi, con ferme parole conclusive, cosa significa veramente dignità dell’uomo secondo la Mia idea, affinché anche voi otteniate un chiaro concetto di ciò che Io vi diedi, e di cosa posso di nuovo pretendere da voi, così che possiate corrispondere ai Miei desideri.

21.            Ebbene vedete, figli Miei! La dignità dell’uomo è veramente nient’altro che il continuo operare, pensare e volere secondo le Mie Leggi dell’Amore!

22.            Io, l’espressione dell’Amore, vi ho creato per amore. Voi, così creati, per quanto stia in vostro potere, dovete aspirare a diventare proprio uguali a questo Creatore che in voi pose la scintilla dell’Amore.

23.            Questo è il vero concetto basilare dell’Amore, della dignità dell’uomo il quale, dominando le sue passioni dell’ira, dell’odio o della vendetta, agisce, soffre e sente tutto solo per amore, tutto solo per gli altri.

24.            Così il materiale uomo corporeo con le sue necessità umane, santificato e spiritualizzato attraverso la fiamma superiore di un Amore divino, diviene sempre più degno della sua vera origine, e capace di comprendere meglio il suo Creatore e di avvicinarsi a Lui!

25.            La dignità dell’uomo consiste quindi solo nel soggiogamento di tutto il non nobile, sia in pensieri, parole o opere! Solo così l’uomo è innalzato oltre l’animale, con cui ha in comune nondimeno parecchie caratteristiche; ma proprio nell’utilizzare queste caratteristiche per scopi nobili, di abbellire spiritualmente anche la più semplice brama sensuale, di darle un aspetto più nobile, di attribuirgli moventi superiori, questo nobilita l’uomo, gli restituisce la sua dignità ereditata, per mezzo della quale egli diventa un cittadino di un regno dello spirito che un giorno sarà la sua dimora permanente.

26.            L’uomo non si nobilita con un comportamento convenzionale nei confronti delle regole della decenza e delle leggi dello Stato. No! L’uomo nobilita la sua coscienza quando ha la consapevolezza di aver fatto tutto solo per i più nobili, più elevati moventi, e cioè per amore, per amore verso il suo Creatore, per amore verso i suoi concreati.

27.            Non è l’azione a determinare il valore, ma il ‘perché’ tale azione è stata compiuta! L’uomo vede certamente l’azione, ma solo due ne conoscono il movente: Io, e colui che agisce, dove Io rappresento in lui la sua coscienza che ricompensa o ammonisce.

28.            Cos’altro sono i ‘rimorsi di coscienza’ se non l’inquietudine di aver contravvenuto alla propria dignità spirituale? Perciò, ogni volta che intraprendete qualcosa, se vi sorprendono dei pensieri, state attenti, affinché essi non vi degradino; poiché ognuno porta in sé il suo libro della vita, e alla fine della sua carriera potrà scorgere in un’immagine, quale fisionomia[24] (espressione del viso) otterrà il suo uomo spirituale con la separazione da questo mondo; poiché il riflesso della vita mondana vissuta sarà l’espressione della veste dell’anima, dove la somma di tutti i pensieri, desideri e brame, rappresenteranno l’uomo spirituale, dimostrando così agli altri spiriti come si è formato non fisicamente, ma come si è formato spiritualmente.

29.            Che questa forma dell’immagine umana, dalla più nobile fino a quella deformata, debba avere naturalmente milioni di specie di gradazioni, s’intende da sé. Ognuno s’imprime il volto come ha vissuto; quanto più è conforme alla sua dignità, tanto più pure le forme esteriori dell’anima esprimeranno lo spirituale interiore! Anzi già adesso, sebbene non in ognuno, si può leggere quale anima nasconda l’uno o l’altro corpo, dove nel corpo umano è certamente possibile ancora tanta finzione, cosa che nell’altro mondo viene a cessare.

30.            Per questa ragione vi mando queste parole e vi esclamo:

31.            Vivete degnamente! Lasciate andare ogni apparenza, e mostratevi anche agli altri come uomini, come Io creai un giorno il primo; uomini che portano in sé la Scintilla dello Spirito immortale, uomini che proprio attraverso tutti i precedenti avvenimenti, come la Mia umanizzazione, furono creati e destinati per così grandi scopi!

32.            Non screditate la vostra dignità, siate severi verso il vostro mondo dei pensieri, esso è il primo seduttore che vi porta troppo facilmente sul ponte adatto, dal nobile all’ignobile.

33.            La dignità dell’uomo è il vostro unico santuario, attraverso di essa diventate tutto, senza di essa sprofondate giù nel mondo animale, diventate simili a bestiali creature materiali che non sono degne di una Scintilla divina, anzi, in verità diventate ancora più che animali; perché quando l’animale commette delle azioni che sono crudeli e maligne ai vostri occhi, voi non sapete giudicarle, esse stanno nella sua natura. Invece l’uomo, proprio per questa ragione, sprofonda al di sotto dell’animale, perché egli ha la facoltà di giudicare le sue azioni e i suoi pensieri, e ponderarli, e nonostante sia ben conscio di dover fare qualcosa di completamente diverso, tuttavia opera l’opposto, perché lusinga la sua natura sensuale, ma non quella divina.

34.            La dignità dell’uomo è il palladio[25] che dovrebbe essere mantenuto santo, e in questa purezza si trovano la quiete e il conforto in casi di disgrazia d’ogni genere, perché questo palladio porta alla fiducia in una portante mano paterna, la quale, anche se in apparenza è punitiva, vuol solo recare un miglioramento per amore!

35.            Questa dignità dell’uomo rende gli uomini angeli, così come la perdita della stessa li trasforma in diavoli dalla forma umana.

36.            Se non fosse veramente proprio questa tanto malintesa ‘dignità’ il pilastro principale o principio fondamentale di tutti i pensieri e opere, non ve la spiegherei così da vicino, affinché possiate fare attenzione rigorosamente su voi stessi e possiate riconoscere in ogni ora e in ogni giorno, quanto spesso manchiate o siate nel peccato, proprio contro questa dignità in pensieri, parole e opere!

37.            I pensieri impuri, in verità, passano inosservati e inascoltati ai contemporanei, ma rimangono saldati al vostro uomo animico. Là un giorno altri leggeranno con terrore come tanti portatori di dignità del vostro mondo non possiederanno più alcuna scintilla di dignità umana, dignità che Io avevo affidato loro quale immagine Mia sul percorso della loro vita.

38.            Lasciate perciò questi altolocati concordare le loro faccende con se stessi; anch’essi verranno in situazioni, se non in questo, certamente nell’altro mondo, dove esseri, che qui s’incontrano in amicizia, fuggiranno con orrore e spavento l’uno davanti all’altro.

39.            La delusione arriverà, quand’anche tardi, ma per gli indegni ancor sempre troppo presto! Serbate perciò puro il vostro mondo dei pensieri! Lasciate splendere lì la vostra dignità umana come pura fiamma dell’amore, della tolleranza e del rispetto e, anche se i vostri simili non lo comprenderanno, godrete il Cielo già sulla Terra, Cielo che qui sarà solo fugace, ma un giorno sarà permanente in e intorno a voi!

40.            Vedete, figli Miei, se Io non sapessi cosa vi aspetta ancora sul vostro percorso terreno, non vi metterei così questa dignità umana nel cuore, ma un buon medico già sa, quando vede sintomi di malattie, disporre mezzi come regole di prevenzione, affinché quando si presenti uno di questi sintomi, la malattia possa essere prevenuta.

41.            Così anch’Io! Presto si accumuleranno disavventure su disavventure, il processo di fermentazione e separazione deve andare incontro alla sua fine, l’aria spirituale del vostro pianeta, come spesso l’atmosfera materiale, è colma di vapori temporaleschi, la scarica dovrà seguire, e proprio per questo Io vi consiglio:

42.            “Fuggite in Me! Non offendete la vostra dignità umana, poiché solo così avrete fiducia in Me, e non in voi stessi!”. Solo così potrete affrontare tutte le tempeste, giacché questa dignità spirituale  v’innalza oltre la vita ordinaria, vi fa scorgere i più grandi mali in un’altra luce e riempie i vostri cuori con fiducia e sicurezza nel vostro Padre nei Cieli, il Quale, proprio perché la maggior parte dell’umanità ha già da lungo tempo perso la sua dignità, deve permettere tali mezzi al fine di raggiungere con ristrettezze e calamità ciò che diversamente sarebbe stato raggiunto con la bontà!

43.            La dignità dell’uomo, ossia ‘la consapevolezza spirituale’ che mi fa dire: “Io non appartengo a questo mondo, ma a un altro, migliore ed eterno!”, questa consapevolezza innalza l’uomo, anche quando deve soffrire sotto le generali condizioni di disordine, ma al di sopra di questo mondo terreno, e gli accade come a uno che si trova su un alto monte, egli contempla con distacco il tumulto e l’agitazione sotto di lui, e gioisce di una veduta più grande, più ampia e più bella. Allora ben spesso sorgerà in lui il pensiero:

44.            “Oh, perché questi uomini sono così ciechi e, a causa delle cose mondane, laggiù, nel fango delle più basse passioni, dimenticano l’essenziale, quel che essi dovevano veramente essere! Ah, se non mancasse loro il coraggio, se osassero arrampicarsi su da me, quanto troverebbero ridicolo, quanto sciocco, tutto ciò che a loro appare ora così importante, tanto inevitabilmente necessario; quanto rabbrividirebbero al pensiero che tutto ciò che essi credevano di aver conseguito, l’avevano pagato proprio solo con la perdita del loro unico bene, con la perdita della loro dignità spirituale!”

45.            Così penserà uno che si è trascinato fuori dal fango e dal sudiciume delle più basse passioni ed ha recuperato la sua dignità; così dovete pensare anche voi, voi che da lungo tempo ho colmato di grazie e parole di luce, affinché, consci della vostra dignità umana, vi possiate rallegrare dell’elevato punto di osservazione sul quale Io vi ho posto e, sempre memori della vostra dignità, tendere poi a diventare anche voi stessi degni per quello che già spesso vi ho chiamati a essere, vale a dire, “a figli Miei diletti”! Questa chiamata paterna è solo per coloro che sanno preservare la propria dignità umana, poiché preservandola, essi otterranno sempre più dignità, per diventare figli Miei, ciò che in pratica Io volevo che lo diventasse con la creazione del primo uomo, ma purtroppo non lo è diventato!

46.            Siate quindi severi! “Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione”, così esclamai un giorno ai Miei discepoli. In quel tempo sapevo bene il perché, e ora ve lo dico di nuovo: “Vegliate e pregate, affinché mai vi degradiate e rimaniate sempre fedeli a ciò che, attraverso tante parole provenienti da Me, potete facilmente discernere che solo attraverso la nobiltà dell’anima può essere conquistata, consolidata e mantenuta la dignità umana, senza la quale tutto il leggere e il pregare non giova a nulla!”. L’uomo interiore deve somigliare a Me, allora anche la sua immagine esteriore si accorderà un giorno con il suo ambito spirituale nell’aldilà. Perciò, aspirate di venire nell’altro mondo dotati di un volto spirituale animico; è meglio prepararlo già qui, che volerlo ottenere soltanto là! Qui rientra la ‘dignità dell’uomo’; mentre la ‘dignità dello spirito’ è un grado più elevato che si fonda sulla dignità dell’uomo, ma senza questa dignità, quella spirituale non può essere raggiunta!

47.            Io vi preparo, nel breve percorso della vita terrena, a compiere ciò che là è ampiamente più difficile da raggiungere. Seguite perciò le Mie parole, esse vengono dal Padre vostro che vuol rendere degni di Lui proprio voi, ma non potete diventarlo se prima non sarete diventati degni di voi stessi!

48.            Questo sia per vostra riflessione e per tutti quelli che, assetati e affamati, verranno da voi perché vogliono ottenere nuovamente ciò che, consapevoli o inconsapevoli, spesso con leggerezza, hanno perduto; e questa è la loro dignità, come unico e vero sostegno nel mezzo della vita, tra lotte e ogni sorta di privazioni, ma anche di fiducia, di speranza e di amore! Amen!

 

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Cap. 12

Il mondo dei pensieri

25 novembre 1872

1.  Vi ho già detto molto sulla Mia Creazione, vi ho lasciato dare tanti sguardi nei profondissimi segreti della Mia Essenza spirituale, vi ho spiegato l’azione reciproca tra spirito e materia, vi ho spiegato l’importanza e la necessità del grande Sole centrale così come dei più piccoli animaletti infusori, vi ho dimostrato come tutto sia in relazione, come tutto formi una catena partendo da Me fino all’ultimo atomo indissolubile. E ciò nonostante, manca ancora la spiegazione principale per tutto questo, la pietra cardine o fondamentale, così come la chiave di volta della Mia Creazione, del Mio Io e di voi stessi, e questa chiave di volta o primo motore di tutto l’esistente che è stato, e sarà sempre la causa prima di tutto è il pensiero, da dove si dipartono poi tutti gli altri fili. Questo pensiero e l’intero mondo dei pensieri, che sono solo dei fattori spirituali, deve ora essere srotolato dinanzi ai vostri occhi come un grandioso panorama, da dove potrete ottenere una visione d’insieme ‒ ma solo spirituale ‒ sull’intera Creazione e su tutto ciò che è stato e su tutto ciò che ancora deve venire!

2.  Senza un pensiero, infatti, non sarebbe sorto o creato alcun regno degli spiriti e nessun mondo materiale, e anzi, se Io avessi voluto rappresentarvi la Mia Essenza spiritualmente, allora avrei dovuto rappresentarvela sotto il pensiero dell’infinità! Perché solo questo pensiero caratterizza il Mio Io completamente, Io che sono infinito, in tempo, spazio e potenza!

3.  Se volete trasportarvi col pensiero nel tempo più remoto, quando non splendeva ancora nessuna stella nel firmamento e nessun sole orbitava intorno all’altro, in quel tempo, quando perfino il regno degli spiriti non era ancora stato creato, proprio in quel tempo in cui esisteva solo il Mio pensiero, Io solo ero, splendevo ed esistevo!

4.  Intorno a Me tutto era buio, immobile e senza vita, solo Io vivevo, e proprio come vivente, eterno Pensiero, splendevo unicamente da solo in tutta la Creazione, o meglio detto, Io solo avevo la consapevolezza dell’Essere, dove proprio il pensiero-vita, e la vita-luce, era presente da solo come promotore della vita.

5.  Vedete, là il mondo consisteva solo di un Essere, di un Pensiero nell’etere infinito, con tutti i suoi elementi dormienti, espresso in altre parole, dimorante nel suo Centro, il Mio Io viveva ed era esistente!

6.  Là soltanto Io seppi: “Io sono, Io vivo!”. E se volete comprendere almeno in minima parte questo stato, allora paragonatelo al vostro, nel quale anche voi, in tutta la Creazione, state nel mezzo con la consapevolezza di essere un tutto compiuto, e ciascuno sarà consapevole di cosa vuol significare: “Io sono, io vivo!

7.  Voi dite: ‘Io sono’, e ciò nonostante accadono in voi migliaia e migliaia di altri differenti processi senza che ve ne rendiate conto. Voi esclamate: ‘Io sono!’, e la vostra veste animica-spirituale che si estende fino all’ultimo vaso capillare della vostra pelle abbraccia tutto il vostro io, senza che vi accorgiate dell’estensione o trasformazione del corpo umano.

8.  Così è ‒ e così era un tempo ‒ anche il Mio Io. Io vivevo, e tutto il Mio Essere abbracciava l’etere infinito, e avevo solo bisogno di un impulso proveniente dall’interno per stimolare questa vasta, interminabile esteriorità del Mio Io all’attività vivificante!

9.  Così il primo atto della Creazione fu il pensiero; fu esso che dapprima creò ciò che è spirituale, e poi lo spirituale nel materiale.

10.            Senza il pensiero, nulla poteva muoversi dal Centro, dal Mio Io! E fu quindi il mondo dei pensieri che ‒ dapprima vivificato ed espresso in ogni dettaglio ‒ diede l’impulso a divenire, a esistere, a conservarsi e a perfezionarsi ai Miei spiriti posti fuori di Me e al Mio mondo materiale.

11.            Così dovete considerare, in generale, anche il mondo dei pensieri come un mondo spirituale e astratto, nel quale proprio i pensieri sono i primi stimolatori, elaboratori e conservatori di tutto ciò che, visibile e invisibile, viene chiamato mondo spirituale e materiale!

12.            Il Mio primo pensiero, quando creai il mondo e volli vedere riflesso nella consapevolezza degli spiriti e degli esseri viventi il Mio Io ‒ pur rimanendo sempre il rapporto che c’è tra la luce e il riflesso ‒ il Mio primo pensiero fu quindi: ‘Sia fatto!’, e con questo, tutto fu animato, dal Mio intimo fino all’ultimo atomo; l’assimilazione di ciò che era affine cominciò sul piano spirituale, come più tardi sul piano materiale; e ciò che le funzioni producono nel vostro corpo fino alle più minute fibre vitali, accadde anche in Me. Da un pensiero del divenire si svilupparono milioni e milioni di conseguenze, come effetti di causa ed effetto. Ovunque, il pensiero era il principio stimolante, e la sua ulteriore elaborazione (del pensiero), era il successivo risultato; e da un solo pensiero ‒ pensato da Me come Dio e Creatore infinito ‒ sorsero infine sia la grande famiglia degli spiriti sia il grande mondo materiale, i quali sono eterni come Lo sono Io; e così anche i Miei pensieri della Creazione ‒  il loro percorso dal sorgere, al formarsi e al perfezionarsi ‒ è anch’esso eterno o infinito, sempre procedendo in avanti, sviluppando un pensiero dall’altro, completandolo e proseguendolo.

13.            Ho dovuto premettervi tutto questo affinché possiate ottenere almeno una lontana idea del pensiero, della sua sfera spirituale e della sua portata, e comprendere come il pensiero, formandosi da se stesso, possa infine far nascere un mondo pieno di altri pensieri, e come alla fine, tutto ciò che esiste è solo il rivestimento visibile di un invisibile mondo spirituale dei pensieri.

14.            Ho dovuto anteporre tutto questo, perché di solito voi non riflettete sul significato di una parola, e pensate che non valga la pena penetrare nella sua più profonda visione spirituale. Infatti, del pensiero e dell’idea voi parlate spesso, e in verità, così distrattamente, che è sorprendente come, quali esseri intelligenti, discendenti di un Essere spirituale quale sono Io, possiate aver di Lui simili concetti così superficiali, proprio su ciò che vi riguarda, voi che siete abitanti di due mondi, cioè di un mondo spirituale infinito e di uno materiale che si rinnova eternamente!

15.            Dopo avervi dimostrato che il pensiero è l’elemento principale in tutto ciò che è stato creato, dopo avervi spiegato come esso sia anche il fattore che continua a sviluppare, il quale ‒ dopo aver formato se stesso ‒ esercita un influsso spirituale sulla materia che lo circonda, vogliamo dunque ritornare alla nostra sfera spirituale della Creazione in cerchi più stretti che stanno a voi più vicini, i quali vi sono più rapidamente afferrabili e comprensibili, perché in parte toccano la vostra vita, in parte costituiscono totalmente perfino la vostra vita spirituale e materiale, ne formano la stessa, la conservano e la perfezionano!

16.            Qui, infatti, sta il punto dove Io vi rendo attenti, perché come nel grande spazio della Creazione i mondi si formavano e modellavano attraverso il pensiero vivificante, così pure si forma e si modella la vostra veste materiale terrena ‒ cioè l’espressione esteriore nel vostro uomo-animico ‒ attraverso la natura propria del mondo dei pensieri che dimora in lui, che poi imprime il carattere distintivo alla parte esteriore, come lo imprime alla parte spirituale nell’interiore.

17.            Così voi vedete come questo grande mondo dei pensieri sia realmente il vero mondo spirituale, secondo il quale un giorno tutto sarà giudicato e classificato; poiché fu il pensiero il primo elemento stimolante presso di Me, e così esso (il pensiero) è anche, in ogni essere vivente, il fattore che un giorno determinerà ‒ in misura esatta ‒ il pieno valore o il semplice valore nominale delle azioni e delle opere che da esso scaturiscono.

18.            Quando chiamai fuori nei vasti spazi il primo pensiero per il divenire dell’intero mondo visibile e invisibile mediante il ‘Sia fatto!’, tutto iniziò a formarsi secondo la Mia Essenza, e poiché Io, quale Dio infinito, come Essere, sono solo l’Amore unito con l’infinita Sapienza, posso creare solo dello spirituale o materiale che Mi è simile. Così anche i mondi e perfino gli spiriti furono creati come potevano corrispondere al Creatore stesso dell’Amore e della Sapienza, vale a dire, essi erano tutti perfetti, senza errori, regolati secondo leggi divine a mantenersi, a perfezionarsi e così corrispondere al Mio grande scopo come Creatore.

19.            Quel che Io ho fatto in quel tempo, e come le Mie opere corrispondano al Mio Io quale Creatore ed eterno Essere d’Amore, così avviene anche in voi, quali esseri spirituali, il vostro tratto esteriore è la fedele immagine dell’interiore. Tuttavia, nel vostro caso accade che non potete leggere nulla l’uno dall’altro ciò che la vostra l’anima ha spesso tracciato in caratteri geroglifici sul vostro volto, solo a volte l’occhio ‒ come voi lo chiamate, “lo specchio dell’anima” ‒ rivela ciò che trapela luminosamente dall’interiore, che lo vogliate oppure no!

20.            La scienza, che un giorno voleva essere un fervido sostenitore della verità e dell’amore – la fisionomia ‒ non è stata approfondita oltre, altrimenti il mondo apparirebbe del tutto diverso, se un uomo potesse riconoscere nell’altro di quale spirito egli è figlio!

21.            Ma come ciò avvenga, ve lo voglio spiegare, affinché vediate come nell’intera Creazione sia tutto uguale, e ciò che nel grande è una legge costante, è lo stesso anche nel piccolo!

22.            Prima vi ho affermato che la consapevolezza: ‘io vivo’, colma l’intera anima umana e con essa, nella stessa misura, la parte esteriore corporea terrena, così come tutto il Mio grande Cosmo è colmo della Mia divina consapevolezza di vita, e là vi è la precisa impronta di questa.

23.            Quello che ora avviene nella Mia Creazione, dove tutto, formandosi secondo le Mie leggi divine, può produrre solo del divino, del superiore e del bello, poiché in tutti gli elementi della Creazione, uscendo dal centro, dal Mio Io fin negli ultimi spazi, ovunque dove può splendere un mondo, ovunque seguendo il medesimo principio di tutto il Creato, c’è l’impronta e l’espressione del Mio Io in differenti corrispondenti immagini e creazioni. Proprio così è anche in voi il mondo dei pensieri, il quale procede parimenti senza il vostro contributo, e forma più o meno i differenti organi che sono necessari per l’esecuzione del pensiero, e più precisamente eseguono quest’adempimento attraverso un processo di svolgimento meccanico, con cui la pelle, o altrimenti altri singoli organi, formano e producono poi fedelmente nell’esteriore l’ovvio rivestimento di ciò che nell’interiore uomo animico sono i pensieri prediletti dell’uomo.

24.            Attraverso i pensieri, o mondo dei pensieri, il meccanico processo della vita è accelerato, trattenuto o addirittura distrutto; a seconda di come i pensieri stimolano i nervi, altrettanto è l’effetto dei nervi sugli organi che essi utilizzano come conduttori. E così perfino la salute, la malattia o la morte stessa, non tutto è una conseguenza del disturbo delle funzioni nel corpo umano, ma il lieve invisibile pensiero che fa vibrare i nervi e accelera il processo di espulsione o ricambio, è questo il vero promotore di un corpo sano o ammalato, è questo lo scultore di un corpo bello o brutto, e poiché la maggior parte delle passioni lascia indietro le sue tracce come risultato dei pensieri custoditi con amore sul volto dell’uomo, così anche le forme di volti belli e brutti sono l’espressione della vita animica interiore.

25.            Voi vedete da questo sommesso ma continuo operare di una vita animica spirituale, quali gioie e quali sofferenze per l’uomo ne derivano, e come poi le funzioni vitali disturbate, reagendo sullo spirito, possono perfino oscurarlo, così che poi l’uomo giudica il mondo, le condizioni e se stesso del tutto diversamente da come dovrebbe essere veramente il caso, e da cui derivano poi le conseguenze: malattia, sofferenza, immobilità, oppure perfino una morte prematura!

26.            Tutto questo proviene dal mondo dei pensieri che, agendo sul corpo, e il corpo sullo spirito, dispone l’uomo anche ad altre conclusioni, ad altre azioni che esercita anche su altri uomini, famiglie e stati – poiché tutto è una catena spirituale – dove i risultati spirituali sperimentano un’altra piega, specialmente quando uomini rivestiti di potere, spiritualmente malati, portano guai e sofferenze a popoli interi, i quali non sanno affatto perché ciò accade loro, e non verrà loro nemmeno mai in mente che un’idea prediletta di un sovrano logori la sua salute, lo costringa ad altre conclusioni, e così diffonda indicibili miserie, delle quali di solito è attribuita la colpa a Me, mentre Io, con tutto ciò, non ho niente a che fare che solo di utilizzare nuovamente, per il bene, ciò che causano di male tali uomini malati, spiritualmente e fisicamente.

27.            Se voi considerate così l’intero invisibile mondo dei pensieri che fluttua qui e là, che diffonde abbondante sostanza per il bene e per il male, spesso da un singolo uomo su migliaia e milioni, come un sasso gettato in acque quiete che forma anelli circolari finché questo movimento interrompe la quiete dell’acqua in punti lontani, dove i minuscoli abitatori di queste ultime rive non comprendono né possono sospettare che la causa è quel sasso gettato spesso per capriccio, cosicché le loro dimore sono distrutte e i loro piccoli uccisi, così il mare dei pensieri è un eterno ondeggiare e fluttuare.

28.            In tutti gli esseri viventi fermentano i pensieri, salgono come bolle d’aria da acque stagnanti, tutto pensa e sente, si cerca le sue condizioni per migliorare la propria vita, costruisce tutto, distrugge tutto, sperimenta e si sforza di decifrare dal conosciuto lo sconosciuto. Così questo grande mondo dei pensieri è quindi veramente il fattore principale della Mia Creazione; poiché questo mondo è sconfinato, è eterno come il Mio, e se le circostanze lo favoriscono, è infinito!

29.            Perciò badate bene di tenere a freno questo mondo spirituale dei pensieri, procurate di pensare solo come si conviene ai figli Miei, poiché il pensiero è lo scultore del vostro involucro al di qua, come la vostra impronta per l’aldilà. Là giungerete con il risultato di ciò che i pensieri hanno lasciato indietro sulla vostra Terra; qui è celato a voi e agli altri, ma non là. Dall’esterno l’involucro si volge verso l’interno, e com’è all’interno così è anche l’espressione all’esterno. Là non domina nessuna finzione, e non esistono segreti dinanzi agli altri, ognuno vede i pensieri nell’altro e, conforme ad essi, il valore o disvalore morale dell’individuo.

30.            Questo mondo dei pensieri, quale portatore spirituale della materia, è proprio per questa ragione così potente, perché crea instancabilmente cose nuove, costruisce e distrugge, modifica e trasforma, e in questo modo nulla esiste di isolato per se stesso, ma considerato come un tutto ha la massima importanza, perché ‒ così come possono presentarsi le circostanze ‒ dal pensiero non profondo che sale e poi si dissolve di nuovo, nasce l’azione, le cui conseguenze non sono più nelle mani del singolo pensatore, ma apparterranno all’intero mondo spirituale e materiale.

31.            Non ci si può immaginare meglio l’infinità se non nel concetto di un mondo dei pensieri; poiché tutte le velocità conosciute, tutte le distanze e spazi di tempo, spariscono di fronte alla velocità del pensiero, di fronte alla sua potenza e al suo effetto, specialmente quando la potenza glielo concede e l’effetto lo favorisce.

32.            Così abbiate cura anche voi, figli Miei, di camminare degni di Me nel grande regno del mondo dei pensieri, e se s’insinua in voi un pensiero non permesso, allora estirpatelo o sorvegliatelo, perché dal pensiero al suo divenire azione, c’è un breve salto, e le conseguenze di ciò graveranno su di voi come promotori del pensiero!

33.            Non lusingatevi con l’idea: “Erano solo pensieri! Fino all’esecuzione vi sono i suoi saggissimi sentieri!”. Non è vero! Con questo ingannate voi stessi, poiché, come vi ho detto sopra, se esiste l’occasione, allora il pensiero diventa azione, e questa, anche se seguita da un pentimento, non si può cancellare, essa sta come fatto, come una colonna commemorativa sul vostro sentiero della vita, di cui vi potrete poi rallegrare o vergognare!

34.            Non per nulla vi ho dato questa parola. Tutto ha il suo perché, e anche qui sta alla base un grande ‘perché’, perché Io so troppo bene quanto voi ve la prendiate leggera con il pensiero, considerandolo proprio come il più debole, mentre è veramente il più forte; infatti, il pensiero è una potenza spirituale, e con tali forze non c’è da scherzare!

35.            Io devo istruirvi e rendere ancora più sensibile la bilancia della vostra coscienza; poiché voi appartenete eternamente al Mio regno spirituale e solo per breve tempo al regno materiale.

36.            Imparate a pensare di vostra iniziativa! Imparate a pensare logicamente! Imparate a pensare moralmente! Questi tre modi di pensare devono diventare familiari per voi, poi leggerete il futuro facilmente, giudicherete il presente facilmente, costruirete meglio il vostro io spirituale e potrete prepararvi come si deve per l’altra vita.

37.            Cercate, nel mare agitato dei pensieri di milioni di esseri, di non perdere mai il timone del vostro uomo spirituale; il pensiero vi renderà beati o vi condannerà. Questo è il vostro valore interiore, l’unico che ora e per sempre è definitivo.

38.            A che giova che gli uomini vi idolatrino, se poi voi stessi vi dovete accusare di debolezza e d’incostanza? Coloro che vi hanno idolatrato dovranno un giorno pentirsi del loro delirio, e voi dovrete pentirvi del vostro stesso io.

39.            Il mondo dei pensieri, come libro di registrazione del vostro io, è il vademecum che vi accompagnerà, è il vostro foglio di via qui, e il vostro passaporto per l’aldilà, dove poi sarà tutto registrato, il che vi renderà riconoscibili e darà il tratto alla bilancia per la vostra successiva abilitazione!

40.            Cercate di evitare pagine bianche nel vostro libro della vita come segno del tempo non utilizzato, ma cercate anche di evitare che su quei fogli siano annotati pensieri di cui vi dovreste vergognare se degli estranei ne prendessero visione.

41.            Il pensiero umano è la vostra fotografia vivente, la Luce dello spirito la dipinge; adoperatevi affinché riesca bene e vi mostri come dovete essere, se volete un giorno esser chiamati ‘figli Miei’.

42.            La luce del Sole materiale non risparmia nessun difetto di una persona ripresa su una fotografia, essa, sulla carta suscettibile a questa luce, riporta implacabilmente tutto, così anche la Mia Luce spirituale della verità; anche questa mostra l’immagine dell’uomo che viene nell’aldilà come il suo uomo-pensiero interiore l’ha costruito durante la vita terrena. Beato colui che esce bene da questa verifica-pensiero, e tranne alcune macchie di errori senza volontà, presenta comunque un’immagine di sé che corrisponde alle regole della bellezza, dell’amore e della sapienza che Io ho messo come primo pensiero in tutto il mondo e in tutti gli esseri!

43.            Questo è tanto sul pensiero. Riconoscete e ponderate le Mie parole! Il tempo, il tempo che inghiotte tutto, vi ruba minuto per minuto, la vita passa come un sogno, e nell’eterna Luce del Mio mondo degli spiriti vi attende un risveglio, dove pensieri ‒ cose imponderabili per questa vita ‒ diventeranno pesanti sul piatto della bilancia del valore morale, poiché là gli spiriti pesano ciò che è spirituale e determinano di nuovo, per ciascuno, il proprio percorso spirituale!

44.            Così questa parola vi è stata data per mostrarvi il ponte della materia che vi è dato già qui, per riportarvi il diritto di cittadini di un mondo nel quale voi un giorno foste, e nel quale dovrete nuovamente tornare! Una volta lo siete stati come propaggine divina dei Miei pensieri della Creazione, e presto dovrete ritornare là quali uomini spiritualmente purificati, avvicinandovi sempre più a Me e agli spiriti Miei! Amen!

 

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Cap. 13

Padre nostro!

11 novembre 1872

1.  Molte migliaia blaterano questa preghiera del giorno, spesso molte volte, e difficilmente qualcuno tra loro comprende cosa dica veramente, o che cosa Io volevo dire con questa, quando la insegnai ai Miei discepoli.

2.  Anche voi che siete istruiti già meglio di molti altri e su questa preghiera avete ricevuto diverse spiegazioni da Me stesso, anche voi comunque non sapete, nel più profondo purissimo senso, cos’è il contenuto di questa preghiera, altrimenti anche voi non la recitereste spesso solamente con lo sguardo rivolto in alto a Me, ma non potreste considerare pari ad essa nessun’altra preghiera formulata.

3.  Per inviare ora nuovamente un raggio di luce nel vostro cuore, che dovrà illuminarvi da un altro lato le meraviglie del Mio mondo degli spiriti, voglio spiegarvi più da vicino questa preghiera e le parole in essa contenute, affinché possiate riconoscere cosa vuol dire che un Dio, un Creatore e Padre amorevole, v’insegni tale preghiera, e riconosciate quanto di spirituale si trovi in quelle parole che Io lasciai ai Miei discepoli e all’intera umanità, per entrare con Me in comunione spirituale, e inoltre, ancora per afferrare completamente le condizioni mondane così come quelle spirituali dell’uomo, e di come questa preghiera, quale supplica a Me, rappresenti la preghiera che un figlio possa esprimere al Padre suo.

4.  Quindi adesso vi voglio spiegare parola per parola, frase per frase quest’unica preghiera del Mio peregrinante tempo sulla Terra; voglio svelarvi il suo profondo senso e arricchirvi così di un grande tesoro.

5.  Se volete tener presente le condizioni del tempo in cui Io suggerii questa preghiera ai Miei discepoli, allora riconoscerete facilmente quale enorme differenza vi fosse quando mostrai ai Miei contemporanei, contro ogni usanza religiosa, già nelle prime parole della Mia preghiera, quanto poco essi stessi comprendessero i loro libri religiosi, e quanto poco sapessero interpretarli spiritualmente; poiché, mentre ai giudei era severamente proibito nominare invano il nome del loro Dio, considerandolo un Dio della vendetta e dell’ira, e tutt’al più proprio per questo Lo imploravano spesso più per paura che per fiducia in Lui, così Io insegnai loro nelle prime due parole ‘Padre nostro’ a superare questo abisso tra quel loro Dio e Creatore e gli uomini, e fare del severo Giudice, un Padre affettuoso.

6.  Solo attraverso questa parola già fu giustificato il successivo contenuto della preghiera. Un figlio, infatti, poteva pregare così suo padre come Io lo avevo insegnato ai Miei discepoli, ma nessun uomo in quel tempo poteva implorare il suo Dio per cose che, secondo la consuetudine di allora, sarebbero state troppo futili perché un Dio, che s’immaginava lontano dietro le stelle negli spazi inaccessibili, se ne potesse occupare!

7.  La parola ‘Padre’, e ancora il più significativo ‘nostro’, era dunque quella grande differenza che tirava giù il Dio lontano, fino alla vita umana, e permetteva all’uomo di abbracciare come figlio non maturo il suo Creatore con amore, mentre in tutte le altre concezioni di titoli divini, perfino presso i popoli pagani con i loro dèi, mancava proprio solamente quest’unico vero Padre!

8.  Così il primo inizio di questa preghiera fu anche il più grande e il più potente impulso per elevare un animo a un devoto entusiasmo; infatti, la dolce chiamata ‘Padre!’ – ‘Padre mio!’, oppure, come in questa preghiera il concetto dell’amore per il prossimo è alla base nel più profondo significato, ‘Padre nostro!’, è la più grande, più potente leva per risvegliare una fiducia in Colui che si prega, in modo che questa preghiera sia anche ascoltata e che il Padre concederà all’uomo, quale figlio, ciò che è meglio per la sua vita mondana e quella spirituale!

9.  La successiva espressione dice: ‘nei Cieli’. ‒ Queste parole hanno un duplice significato,; primo: chiedervi se avete un Padre che è nel Cielo ‒ sede dei puri spiriti e di duratura beatitudine ‒ allora è evidente che provenite da quel luogo, o almeno, se vi siete resi degni di Lui, per poter giungere un giorno nella vicinanza di Colui che vi ha permesso di chiamarLo ‘Padre’.

10.            Il secondo significato di queste parole è che un Padre nel Cielo deve essere un Essere che, pur essendo stato posto nei Cieli, deve anche essere onnipresente e onnipotente, perché altrimenti la preghiera sarebbe vana, Egli non la udrebbe, oppure non potrebbe esaudire ciò che Gli si chiede.

11.            Inoltre, si deve prendere in considerazione che il “Padre nostro nel Cielo”, come Spirito, deve essere implorato proprio per questo anche spiritualmente e in profondissima devozione, se si vuol considerare anche solo un poco la Sua grandezza e la piccolezza umana. Questo lo testimonia anche la successiva espressione, dove si dice: ‘Sia santificato il Tuo Nome!’. Perché solo chi ha compreso le prime parole nel senso più profondo, potrà afferrare cosa vuol significare: ‘sia santificato il Tuo Nome’!

12.            Vuol significare che, a differenza di un padre mondano, il Padre nel Cielo, come Spirito, può essere onorato degnamente solo quando non si abusa del nome dell’Essere supremo con l’invocazione, con asserzioni e giuramenti, e non Lo si tira giù nei traffici mondani, poiché questo Creatore che vi ha permesso di chiamarLo “Padre”, è troppo sublime e voi, proprio come figli, siete posti troppo in alto sul gradino spirituale di tutti gli esseri pensanti. Infatti, solo quando afferrerete e comprenderete completamente il nome ‘Padre di tutti, Padre nostro’, quando afferrerete completamente la posizione di questo Padre, cioè nel Cielo, il quale è il luogo dell’eterna gioia, e agirete di conseguenza, solo allora potrete farvi avanti con l’implorazione: ‘Venga il Tuo Regno!’. Solo allora sarete degni che questo Regno del Cielo, questo paradiso dell’anima, scenda anche nel vostro cuore e vi faccia percepire là, nel piccolo, ciò che vi attenderà un giorno in scala più grande.

13.            Solo nell’adempimento di queste prime frasi, l’uomo è degno di essere accolto in un regno di quegli spiriti che riconoscono il Creatore dell’universo come il loro unico Dio e il loro unico affettuoso Padre.

14.            Ma, affinché questo regno sulla Terra diventi un regno permanente, allora è necessario che la Volontà, ossia la Legge divina di un Essere supremo che tu puoi chiamare “Padre”, sia anche adempiuta sulla Terra; infatti, questo conferma, come prova della frase precedente, la seguente, dove dice: ‘La Tua Volontà sia fatta, come in Cielo così in Terra!’. Solo allora, quando gli uomini, riconoscendo e apprezzando la loro origine spirituale, adempiranno le Leggi dell’Amore per Dio e per il prossimo, solo allora sarà possibile che il Regno di Dio scenda e faccia della vita terrena di nuovo il paradiso, dal quale i primi uomini furono scacciati. Solo quando sulla Terra queste Leggi dell’Amore saranno adempiute con la stessa disponibilità con cui vengono adempiute in Cielo, solo allora sarà possibile una pace duratura e una quiete stabile.

15.            E quando là volli far comprendere ai Miei discepoli come la vita terrena potesse essere abbellita, allora dissi loro spiritualmente che, sebbene la paradisiaca vita di gioia in genere non si ottenga così facilmente, è certo possibile ai singoli raggiungere, nel loro cuore, questa pura gioia di consapevolezza non offuscata, e così avere una pregustazione di ciò che li attende in tempi futuri e in regioni superiori!

16.            Così il potere della preghiera deve provocare una condizione, anche se solo momentanea che, per sé confortante e rassicurante, possa dare all’anima forza e potenza per l’ulteriore cammino della vita.

17.            Ma affinché quest’elevazione spirituale, in cui l’anima s’innalza a Lui, al Padre di tutti gli esseri viventi, non sia offuscata da inconvenienti mondani, in modo che anche sulla Terra il vostro cammino di vita porti frutti per altri, e voi non alziate lo sguardo a Lui con lacrime della miseria e del dolore, allora si collega alla precedente implorazione spirituale quella mondana, vale a dire: ‘Dacci sempre il nostro pane quotidiano!’. Solo chi ha il suo pane quotidiano può eseguire i suoi obblighi mondani e anche, dov’è necessario, aiutare il suo prossimo.

18.            Che Io, come Gesù, abbia insegnato così questa preghiera ai Miei discepoli, aveva il suo motivo, perché proprio l’elevazione spirituale e il nutrimento spirituale sono possibili in pienezza solo quando il corpo, come necessario mezzo di collegamento tra qui e là, non soffra sotto la pressione delle circostanze!

19.            I Miei discepoli dopo la Mia dipartita, dovettero talvolta ben digiunare, e a loro mancò il necessario; perciò Io ricorsi a questa preghiera, così che anche i bisogni terreni potessero essere ottenuti da Me, e che l’uomo non si abbandonasse all’opinione errata di poterMi implorare solo per cose spirituali!

20.            La preghiera, come la diedi Io, comprendeva in sé l’intera vita pellegrina umana, così come tutti i Dieci Comandamenti, oltre alle Mie due grandi Leggi dell’Amore.

21.            Essa doveva essere pratica, adatta per tutte le circostanze della vita, e procurare all’uomo, in qualunque situazione potesse trovarsi, esprimendola con tutto il fervore e con profondissima comprensione spirituale, quel conforto e quella quiete che solo a un Dio, a un celeste e affettuoso Padre, è possibile dare. – Così segue l’altra frase: ‘Rimetti a noi i nostri debiti!’, il che è una confessione aperta di come gli uomini, proprio come uomini e non come esseri o figli spirituali di un Padre celeste, siano in grado di agire contro le Sue leggi, di mancare o, come si dice, di peccare.

22.            La preghiera per il perdono dei peccati include in sé la confessione di debolezza; essa dimostra che l’uomo orante ossia il figlio supplicante, riconosce le sue debolezze, che è in grado di peccare e anzi, spesso anche contro voglia, dove, in verità, c’è la volontà di resistere, e tuttavia, o le proprie passioni oppure il mondo, sono troppo potenti, così che manca dei migliori propositi e perciò si rende indegno proprio del Padre celeste.

23.            Allora, tormentato dal pentimento, il figlio deve gettarsi ai piedi del Padre suo celeste, deve confessarGli la propria colpa, e deve anche, proprio con quest’assicurazione di miglioramento, proporsi di portare quest’ultima con sé negli ulteriori passi del mondo, ciò che è espresso nella frase successiva, vale a dire: ‘come noi li rimettiamo ai nostri debitori!’. Questo deve essere il proponimento. E proprio come il Padre nel Cielo è capace solo di perdono e di amore, e non di odio e di vendetta, così anche voi, sebbene in misura minore, dovete agire divinamente, ossia, degni del Padre celeste vostro, perdonare a coloro che vi hanno fatto del male; una parola di grande significato, soprattutto in quel tempo dove si diceva: "Occhio per occhio, ecc.", dove la vendetta era permessa, anzi, era perfino annoverata tra gli attributi divini di Jehova!

24.            Così vedete come questa preghiera abbracci tutte le passioni umane, prenda in considerazione tutto l’Alto ma anche tutto il basso; e così con poche parole nella forma di una preghiera faccia del viandante creato su questo mondo, quale uomo, un cosmopolita spirituale, se osserva queste poche parole che un giorno fluirono dalla Mia bocca!

25.            Ma, affinché questo proposito stabilito non venga a naufragare, allora questa preghiera contiene appunto, nella frase successiva, la vera causa che rende spesso l’uomo infedele e lo costringe ad agire diversamente da come vorrebbe. È il suo ambiente e la concatenazione delle circostanze che gli preparano tentazioni da cui non sempre ne esce vincitore.

26.            Sebbene queste tentazioni nel mondo siano necessarie – perché senza lotta non c’è rafforzamento nella fede e nella fiducia in Me – allora l’uomo riconosce pure la debolezza che si trova nel suo duplice organismo, vale a dire quell’animico e quello spirituale, che non sempre è padrone di se stesso, e proprio per questa ragione implora in questa preghiera ‘Non indurci in tentazione!’, il che spiritualmente vuol dire: “O Padre, abbi pietà del Tuo debole figlio e aiutalo affinché non soccomba troppo spesso, anche contro la sua volontà, alle tentazioni che altri gli preparano!”.

27.            Solo nel sincero riconoscimento della propria impotenza si trova tutto il fervore di una preghiera a un Onnipotente che si fa chiamare dagli uomini ‘Padre’, e proprio questi uomini Egli vorrebbe educare ed elevare a figli Suoi!

28.            Finché in un cuore dominano orgoglio o troppa stima delle proprie forze, nessuna preghiera o supplica sincera può giungere a Me. Così come un giorno dissi, così è ancora oggi, dove si dice: “E quando avrete fatto tutto ciò che è possibile agli uomini, allora sarete lo stesso ancor sempre pigri servitori!”

29.            L’uomo, in qualunque condizione si possa trovare, in qualunque circostanza abbia da combattere, deve sempre considerare che lui ha fatto la minima parte, Io invece la maggiore!

30.            Così crescerà la sua fiducia in Me, così otterrà combattendo la sua quiete e la sua pace, e solo quando cadrà contrito dinanzi a Me esclamando: “Signore! Cosa sono io che Ti ricordi di me!”, riconoscerà quanto poco bastano le sue forze per arrivare alla sua eterna meta spirituale, e solo allora comprenderà quanto vale l’aiuto del Padre suo spirituale e quanto sia differente da ciò che altri uomini gli possono concedere!

31.            Questa confessione, che senza di Lui, l’unico vero e sempre lo stesso Padre, nulla è possibile, solo questa confessione può indurre l’uomo, dopo che ha riconosciuto la sua impotenza, all’esclamazione con la quale chiude questa preghiera, dicendo:

32.            ‘Poiché ora comprendo che senza il Padre mio nel Cielo io sono un nulla, allora Lo prego che mi possa tenere lontano da ogni male’, oppure, come si esprime la preghiera: ‘Liberaci da ogni male!’. La liberazione, o anche assoluzione da tutto il commesso, con o senza volontà, dovrà naturalmente avvenire, altrimenti nessun progresso sarebbe possibile, e non sarebbe fattibile diventare un figlio del Padre nel Cielo.

33.            Proprio per questo la preghiera chiude anche con l’invocazione: ‘Allontana da me ogni pericolo’ che potrebbe riportarmi indietro sul mio percorso, invece che avanti. Perdona ciò che ho commesso e impedisci il cattivo che verrà.

34.            Solo così l’uomo potrà trovare anche una quiete, un conforto in una preghiera che, in poche parole, gli dimostra tutta la sua posizione come uomo e come figlio di Dio; figlio che è un essere tra due mondi, il materiale e lo spirituale, e a quest’ultimo deve andar dietro, se vuole essere degno di quel nome con il quale invoca il Creatore di tutto l’esistente.

35.            Perciò questa preghiera inizia con l’invocazione al Padre e termina con la preghiera proprio a questo Dio, il Quale, se non fosse Padre, non potrebbe liberare l’uomo dal suo male, non potrebbe perdonarlo, non potrebbe infondergli fiducia!

36.            Così, figli Miei, invocate questa preghiera a Me, pensate con la prima invocazione non a voi soltanto, no! Abbracciate con l’invocazione ‘Padre nostro!’ l’intera umanità che ora, più che mai, è una massa di figli smarriti che stanno andando incontro, senza volontà e senza scopo e meta, alla rovina, perché la maggior parte ha dimenticato, o addirittura rinnegato proprio questo Padre, non sapendo e non volendo sapere che Egli è nel Cielo che li attende, per abbracciare un giorno tutti con braccia appassionate.

37.            Pregate a Lui, al Padre di tutte le creature, che possa perdonare quando il Suo nome è profanato e trascinato nella polvere, invece di essere santificato. Pregate affinché il Regno della pace, della permanente beatitudine che troneggia proprio in quel Cielo che è la Sua dimora, possa scendere anche da voi, in modo che non si proceda uomo contro uomo in eterno odio e contesa, ma che fratello verso fratello adempiano in parole e opere l’amore per il prossimo nel senso più alto, perché solo allora il mondo potrà diventare un paradiso, quando la Volontà del Padre nel Cielo è fatta anche sulla Terra!

38.            Pregate affinché a tutti gli uomini sulla Terra non manchi il pane quotidiano, così che tutti possano davvero rallegrarsi del Sole che sorge, e non maledire un giorno che, al massimo, non avrebbe da illuminare altro che miseria.

39.            Invocate così nella Mia preghiera ‘Padre nostro’, allora saranno perdonati i vostri peccati nella misura in cui voi stessi sarete indulgenti verso gli altri. Le tentazioni poi diminuiranno, proprio perché, rafforzati nella fede, potrete combatterle più facilmente ed essere liberati così da ogni male, perché sarete diventati puri, ‘al puro tutto è puro’, e dove, anche se forse all’inizio avrete vacillato o mancato, adesso, rafforzati attraverso la fiducia in Me, potrete passare davanti ai pericoli che già da qualche tempo, per voi, hanno perduto il pungiglione della seduzione!

40.            Invocate così la Mia preghiera che ho dato duemila anni fa ai Miei figli e discepoli locali, e ora la ridò a voi, attuali Miei prescelti!

41.            Riconoscete quanto di sublime e di bello vi sia in queste parole, e con ciò comprenderete anche che, quando un Dio v’insegna a pregare, vi mette in bocca parole dalle quali traspaiono una profondità illimitata di verità e un’infinita beatitudine per chi, come Io dissi un giorno, «Mi adora in spirito e verità», poiché in questa preghiera c’è all’inizio del sommo spirituale, legato poi con verità mondana, dove voi inizialmente, consci della vostra origine divina, implorate il Padre in Cielo, ma nel seguito non dimenticate le debolezze e i difetti della natura umana; e mentre nelle prime parole piene di adorazione vi inchinate davanti al grande Creatore quale Padre vostro, più avanti Lo supplicate per il Suo aiuto riconoscendo le vostre debolezze, affinché Egli non vi faccia dimenticare, nel fango delle passioni sensuali, la vostra provenienza spirituale!

42.            Così dovete invocare il ‘Padre nostro’, e il Padre vostro farà percepire, a voi come figli, il Suo Amore paterno in pienissima misura, se anche voi, come Lui, invece di punizione, vendetta e ira, volete praticare concretamente, nel cammino della vostra vita, solo amore e perdono; allora Egli è davvero Padre vostro. Ed è Padre vostro proprio Colui che, in questa preghiera, avete ricordato con cuore commosso la Sua Grazia, la Sua Potenza e il Suo Amore che mai appassisce. E mentre fate questo, voi desiderate confessare con pentimento la vostra impotenza accanto alla Sua grande Onnipotenza! Amen!

 

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Cap. 14

La parola

14 novembre 1873

1.  Semplice è il titolo, e tuttavia così importante e pieno di profondità, tanto che voi ve ne stupirete; poiché attraverso la parola un giorno si formò tutta la Creazione e ancora oggi ogni parola è un motivo di formazione o creazione. Come questo è da intendersi, ve lo illuminerà ciò che segue più da vicino.

2.  Innanzitutto dobbiamo chiarire cos’è la parola, per afferrare il suo significato nella massima profondità; poiché senza una base sicura, senza la chiara consapevolezza di ciò che si vuole veramente spiegare, non può germogliare alcun risultato ragionevole dal concetto in esame.

3.  La ‘parola’ è quindi, per dirvelo in breve, nient’altro che un pensiero personificato che, maturato a concetto, si manifesta solo come parola, e proprio per questo è un atto creativo; così come porta in sé anche la trinità, il che è dimostrabile in tutte le creazioni, vale a dire spirito, anima e corpo, analogamente con: pensiero, concetto e parola.

4.  Così come in ogni cosa creata dimora un’anima, ben inteso non sempre conscia di sé, la quale guidata dal Mio Spirito forma la materia, la conserva e la trasforma, tale e quale una parola è un concetto personificato, creato mediante il pensiero.

5.  Nella Creazione fu dapprima lo spirito, in pratica il Mio Spirito che assegnò a ogni cosa la sua esistenza interiore, il suo tempo e la sua trasformazione.

6.  Questo sforzarsi è la sua anima che plasma la materia secondo leggi originarie, la conserva e poi, di nuovo distruggendola, la perfeziona ulteriormente, la spiritualizza, oppure la riconduce allo Spirito originario, a Me!

7.  Così il pensiero è il principio stimolatore che si forma in concetto; e questo concetto consegue forma, contenuto e significato solo attraverso la parola, il segno visibile di una creazione invisibile.

8.  E così come il Mio pensiero-Dio, esternandosi quale idea-Creazione o concetto, solo nel mondo visibile ottiene un involucro, anche se ancora in forma sottile, solo così, attraverso quest’ultimo atto, ogni cosa creata, pensata e immaginata è messa come un tutto nel tutto, e nondimeno esiste per sé separata.

9.  Da questa spiegazione, applicata alla ‘Parola’, ne consegue la sua importanza, perché anche la parola, di per sé libera, è una cosa separata, e tuttavia collegata con l’intero mondo dello spirito che, certamente per sé, secondo l’espressione di un pensiero o concetto in quanto a profondità o sapienza, è qualcosa di differente, singolare, e ciò nonostante un insieme concatenato con tutto l’esistente.

10.            Come nella Creazione una cosa influisce sull’altra ed esercita un influsso, così che nessun essere creato o cosa materialmente prodotta può sottrarsi a questo campo, altrettanto poco ‘una parola’ rimane nella sfera degli spiriti senza alcun effetto, senza alcuna azione sugli altri; infatti, la parola è un prodotto spirituale che crea da sé, che stimola e interviene in tutte le condizioni della Creazione, e che ‒ nata dal pensiero e da un concetto, e mediante l’uso del mondo materiale visibile ‒ è un segno corporeo e visibile di una vita spirituale.

11.            Con la Parola, come vi riferisce la storia della Creazione di Mosè, Io creai il mondo!

12.            Con la Parola ‘Sia fatto!’ Io misi fuori tutte le singole parti spirituali del Mio Io, assegnai i loro giusti periodi di sviluppo, il loro processo d’inizio, di esistenza e di cambiamento, per ritornare, dopo una conveniente prova, di nuovo purificate e perfezionate a Me e nella Mia vicinanza, per iniziare lì, su gradini superiori, per mezzo di potenze spirituali, una nuova vita di avanzamento e di perfezionamento che, in un continuo crescendo, non avrà mai fine, perché Io, il Creatore della stessa, sono altrettanto infinito!

13.            E poiché Io sono veramente infinito e devo anche esserLo come Creatore, allora è naturale che tutto il Creato non potesse essere formato difettoso o mancante, perché il difetto sarebbe stato pure infinito, come il principio secondo il quale fu creato.

14.            Pertanto, nessuna cosa creata da Me permette un vero e proprio miglioramento o nobilitazione, ma certamente un processo di perfezionamento che, a poco a poco, si sviluppa verso gradini più elevati, processo che tuttavia era determinato e ben concepito già nel primo embrione.

15.            Queste caratteristiche della Mia Creazione espresse in generale come nel singolo e nel materiale, si ripetono altrettanto nello spirituale e nella vita animica; poiché il pensiero, il concetto e la parola da ciò derivante, hanno lo stesso collegamento spirituale, il medesimo infallibile principio che ha in generale la Mia Creazione, con la sola differenza che un pensiero animico sbagliato, dovrà produrre un concetto e una parola sbagliata, così come il Mio pensiero, concetto e parola, dovrà produrre eternamente solo del bene. Quindi il cattivo, errato pensiero, dovrà conseguentemente produrre, mediante ciò che si forma di errato nella parola e nel suo effetto verso l’esterno e verso altri derivanti effetti, secondo la sua origine, altrettanto un risultato cattivo e sbagliato.

16.            Voi vedete quindi, da tutto quanto è stato detto, che anche le parole provenienti dalla bocca degli uomini o degli spiriti sono tali e quali infallibili come le Mie, solo con un altro valore, perché negli esseri creati la perfezione della vita dell’anima, o dello spirito, non può essere portata in paragone con il Mio Io; poiché Io, come Dio, come l’Amore stesso, posso pensare, agire e parlare solo secondo questi principi, mentre spiriti subordinati e liberi, quali sono i creati, possono pensare, parlare e agire con o senza volontà in senso contrario, ma nel loro comportamento si trova già fondata la conseguenza naturale di tale procedimento, da cui proviene la frase: “Ognuno che pecca contro le Mie leggi, dovrà attribuire a se stesso le conseguenze, perché la trasgressione alle Mie leggi si punisce sempre da sé!”

17.            Tutto questo doveva precedere per rendervi attenti su quanto è importante, su quanto è essenziale riflettere prima di pronunciare una parola, su cosa volete veramente dire con questa, poiché la parola è nel vostro potere, ma il suo effetto e la sua portata sono di molto lontani, oltre la vostra sfera, poiché ogni parola pronunciata non vi appartiene più, appartiene all’intero mondo degli spiriti e delle anime, appartiene all’infinità, dove, agendo sempre continuamente, essa procura, secondo la sua origine, del bene o del male!

18.            Qui è il luogo dove devo anche farvi notare come, e dove sia la Mia influenza sul vostro fare e operare, senza per questo pregiudicare la vostra libera volontà.

19.            In pratica, Io vi lascio pensare e parlare, ma l’effetto del pensiero personificato, l’effetto della vostra parola sugli altri, lo conservo per Me; qui infatti, Io concateno i collegamenti tra anime e spiriti, cosicché anche il male progettato dovrà servire all’utile, anche se spesso in modo indiretto, come voi dite nella massima: “Con l’esperienza si diventa saggi!

20.            Io non tolgo alla parola il suo effetto buono o cattivo, dispongo solo le condizioni così che all’uomo non mancheranno ammonimenti, o di afferrare la parola del bene con tutto l’ardore dell’amore e di realizzarlo, oppure di scorgere il male in tempo debito e poi agire, affinché non sia persa la propria individualità!

21.            Per questo la vostra massima non è errata, quando dite: “L’uomo vede, e Dio provvede”. Sì, è così! Voi potete pensare e anche dire, come espressione del pensiero, ciò che volete, ma il raggiungimento dell’effetto del discorso rientra nella Mia sfera, perché è una richiesta al Mio mondo dello spirito che voi con la ‘parola’ vorreste influenzare, e qui anch’Io ho ‘da dire la Mia’.

22.            Così come vi ho già dato nel ‘Mondo dei pensieri’ la grande portata e la propria operosa vita dei prodotti dello spirito in quanto pensieri, tale e quale vi do qui la grande portata e importanza di una parola, prescindendo ancora dalla vera analisi della profondità di ogni parola, oppure del concetto o del pensiero che essa contiene e rende visibilmente espresso.

23.            Perciò, preoccupatevi sempre di due cose principali: primo, di riflettere bene sulle vostre parole, riguardo al danno o all’utilità che potreste cagionare con queste, e secondo, di badare bene al contenuto o al significato di una parola; le ‘parole’, infatti, sono portatrici di potenze spirituali che spesso, sotto poco, nascondono molto.

24.            Con la parola attraverso di Me venne alla vita una Creazione piena di grandezza e bellezza, e con una parola voi potete, pronunciandola al tempo giusto e nel luogo giusto, diffondere luce e causare del bene, dove i più grandi angeli fino nella Mia vicinanza sentono ancora una conseguenza di questa semplice espressione di un’anima che Mi ama.

25.            Parole d’amore diffondono ovunque amore, gioia e beatitudine; parole di tristezza, di odio o d’invidia, l’opposto. Esse devono operare così, perché già con l’espressione vi sta in loro il germe. Perciò applicatevi di prestare ascolto dapprima alle Mie parole, di esprimere solo parole che contengono del divino e devono causare solo del bene, così otterrete in voi e intorno a voi pace e tranquillità!

26.            Vi devo nuovamente citare una massima, perché tali massime, per la maggior parte, sono maturate su un fondamento puro e non mancano mai il loro effetto, e questa massima dice: “Una buona parola trova un buon posto”. Sì, una buona parola non mancherà mai, anche se non del tutto desiderato, di produrre certamente un effetto simile anche presso un acerrimo nemico. È la potenza del contenuto che, o vince o disarma l’avversario!

27.            Guardate ai Miei anni d’insegnamento, quanto erano pesate, quanto erano scelte le Mie parole, poiché Io ho parlato, discusso e predicato, non soltanto per questi tre anni del Mio magistero terreno, ma per l’eternità.

28.            E se queste parole ancora adesso non sono state completamente approfondite e afferrate in tutto il loro significato, è perché nelle stesse sta proprio il germoglio del divino, e nessuna potenza può distruggere questo nocciolo interiore, o sostituirlo con qualcos’altro!

29.            Le Mie parole erano, sono e rimangono portatrici di Luce, portatrici d’Amore, Amore che è disceso dal Cielo per ricondurre voi, minuscoli abitanti della Terra, e un immenso mondo degli spiriti, nuovamente su nel Cielo.

30.            Così la parola, questo piccolo seme spirituale, dovrà sempre racchiudere del bene, affinché, caduta sul buon terreno, porti fuori nuovamente del bene.

31.            La parola è il granellino di senape che, messo nel buon terreno, crescerà in albero della fede, sotto la cui ombra gli angeli e gli spiriti, così come tutte le anime, si dovranno rallegrare della benedizione celeste.

32.            Afferrate così il concetto di ciò che è una parola, quale profondità e quale portata vi dimorano, e misurerete anche le vostre parole, saprete giudicarle e, in aggiunta, procederete anche cautamente nell’esprimerle, avendone compreso e afferrato in tutto il significato il loro infinito e permanente effetto.

33.            Allora comprenderete anche meglio come Io abbia potuto creare un mondo intero con una parola, se riuscirete a immaginare chiaramente quale infinito possa essere nascosto in una di queste.

34.            Scopo di questa Mia Parola era di dimostrarvi, di spiegarvi tutto questo e rendervi attenti su tanti abusi che voi fate con il dono del linguaggio, affinché possiate ancora riconoscere quanto piccoli siano gli inizi di molti grandi infiniti, dove vi stupireste davanti alla loro grandezza, le cui origini le avete ignorate completamente.

35.            Leggete allora il primo capitolo del Mio Giovanni: “In principio era la parola, e la parola era con Dio, e Dio era la parola! In essa c’era la vita, e la vita era la luce degli uomini! E la luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno compresa!”

36.            Proprio per questa ragione ogni Mia Parola dovrà adesso illuminare nuovamente un po’ alla volta questa tenebra, oppure gli animi tenebrosi degli uomini, affinché alla fine ‘la tenebra’ comprenda la parola che fin dall’inizio era ‘la Parola’ presso Dio; e attraverso Dio o attraverso di Me vi ha portato Luce e Vita, sebbene non fosse afferrata dalla maggior parte, e anche oggi giorno è ancora respinta con scherno e disprezzo!

37.            In principio era la Parola, e la parola rimarrà anche eternamente ‘la Parola’.

38.            La Parola era Dio! In pratica fu la Parola che creò materialmente e spiritualmente, per Amore, un mondo pieno di grandi creazioni, affinché le creature potessero riconoscere che l’Amore non può star da solo, ma deve aver qualcuno cui dimostrare il Suo Amore, e dallo stesso, a causa del Suo Amore, essere nuovamente amato e onorato!

39.            La Parola dell’Amore creò mondi pieni di splendore, pieni di meraviglie; la Parola dell’Amore non poteva creare altro che spiriti amanti; la Parola dell’Amore risvegliava amore, perché essa stessa era Amore. E così ogni parola possa anche presso di voi risvegliare amore, perché l’Amore è il legame (onni-) potente che conduce cuori ai cuori, e solo nell’amato oggetto, con il suo contraccambio, il proprio amore ne gode completamente.

40.            Così Io creai la parola e il mondo, così voi create il vostro mondo spirituale intorno a voi. L’amore è vita, è la luce degli uomini; la luce riscalda, la luce illumina. E così possano le vostre parole essere sempre e solo parole d’amore; possano riscaldare, illuminare e diffondere intorno a voi vita-amore, affinché l’efficacia di una amorevole parola giunga fin nell’infinità, altrettanto come un giorno la Mia prima Parola creativa diffondeva sempre Amore, sempre delizia, unendo spiriti, anime e corpi attraverso questo dolce vincolo. Così la trinità della Creazione, la trinità della Parola, porti anche un triplice effetto: spiritualizzare la materia, nobilitare l’animico e liberare lo Spirito divino, per poter ritornare, unito a tutti, là da dove un giorno è stato inviato fuori mediante ‘la Parola’.

41.            Così possa ‘la Parola’, quale portatrice di Luce e di Vita, ovunque diffondendo beatitudini e gioie, essere accolta da voi in voi e comunicata agli altri.

42.            Per afferrare questo nel suo intero contenuto, vi deve servire il breve senso di tale lungo discorso: “Riflettete la parola prima che sia espressa, perché le sue conseguenze sono per voi incalcolabili!”

43.            Così sfuggite certe ore amare, in cui forse vi pentireste dei discorsi precipitosi, condannandovi poi davanti al tribunale della vostra coscienza.

44.            Per risparmiarvi questo, non temo nessuna fatica per farvi comprendere in così differenti modi che tutto il visibile è solo cosa secondaria, lo spirituale soltanto è l’unico portatore, conservatore e giudice di tutto l’esistente!

45.            Così potete comprendere ancora meglio che, tanto nella semplice parola quanto nella più seria, si trovi sempre più significato di quanto voi spesso supponete, e come le conseguenze e l’importanza della parola che dura in eterno, vi possono anche ricordare la vostra responsabilità, affinché non usiate un bene così prezioso, come la parola e il linguaggio, per cose inutili, come anche dovrete valorizzare il tempo impiegato per questo solo in modo che nessun minuto sia un minuto perduto!

46.            Voi siete figli di un’eternità e di un eterno Dio senza fine, comportatevi di conseguenza, affinché in ogni parola possa splendere il vostro inizio e il vostro futuro; allora la parola nella vostra bocca, quale portatrice di luce e di vita, diffonderà anche solo luce e vita, e troverà nei benevoli orecchi e cuori devoti il suo eco, come si conviene a una ‘Parola dell’Amore’.

47.            In principio era la Parola, e la Parola ero Io! Così anche per voi la parola deve qualificare il vostro io, non deve uscire nessuna falsa, nessuna cattiva parola dalle vostre labbra che non sia testimone che voi siete figli di quel Creatore che un giorno chiamò dal caos una Creazione, dove anche il più piccolo atomo fu testimone del Suo Amore e della Sua bontà.

48.            Così deve essere il vostro comportamento nel mondo degli spiriti, quando un giorno dovrete giustificarvi di cosa, dove e come avete parlato, affinché non una parola vi faccia salire il rossore in viso, e potrete dimostrare che voi, sempre memori della Mia Parola, avete usato le vostre, ben scelte, per il meglio degli uomini! Amen!

 

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Cap. 15

Sulle differenti forme e specie di animali

9 agosto 1872

1.  Già parecchi di voi e anche molti altri si sono rotti la testa sul perché esistano tanti differenti animali, la cui utilità voi, come uomini, non riuscite a comprendere, e che oltretutto, secondo il vostro principio estetico, non hanno neppure una forma piacevole all’occhio e anzi, secondo il vostro dire, taluni sono anche brutti, dovendosi aspettare da Me, quale Creatore, che tutto ciò che creo debba essere degno di Me, e pertanto, significherebbe che avrei dovuto creare tutto rivestito con le più belle forme.

2.  Così giudicate voi, così giudicano molti uomini e naturalisti, i quali vorrebbero trovare ovunque le cose come loro se le immaginano, e non come Io le ho volute secondo la Mia sapienza.

3.  Ebbene, secondo quanto dice il vostro proverbio: “Ogni uccello canta come gli è cresciuto il becco”, si deve perdonare a questi eruditi signori, e così a qualche almanaccone e critico quando, nella sua cecità, parla di cose che non comprende e mai comprenderà.

4.  Per darvi comunque una dimostrazione di quanto Io sia indulgente, e quanto Lo sia sempre stato con i Miei figli ancora immaturi, concedendo loro anche questi giudizi ridicoli e maldestri, e inoltre voglio che, almeno tra un piccolo numero dei Miei seguaci, domini un’opinione migliore al riguardo, quindi anche qui voglio ancora – come già in altre occasioni – farvi dare uno sguardo dietro il velo di Iside, e dimostrare ai Miei seguaci e adoratori che non tutto ciò che ai loro occhi si presenta così nel mondo, è fatto in modo tanto maldestro, e che ‘il vecchio Dio’ sapeva già da molto tempo prima quello che faceva, perfino prima che mettesse in atto soltanto l’idea se un cuore umano dovesse battere o meno! Or dunque, alla faccenda!

5.  Voi vedete certi animali il cui motivo d’esistenza non riuscite a comprenderlo, e tuttavia dovete ammettere ‒ poiché li ho creati Io ‒ che deve pur esserci un “perché” alla loro base.

6.  Vedete, se voi comprendeste veramente la vostra aritmetica come si usa nella Mia casa, anziché avere solo un piccolo e lieve presentimento del profondo senso della vostra matematica, allora comprendereste più facilmente tante cose.

7.  È vero, la matematica, o l’arte del calcolo, vi insegna a dedurre dall’elemento noto ciò che è ignoto; essa v’insegna a pensare regolarmente, a concludere con ordine, passando da una cosa all’altra. Ma ugualmente, tra questo vostro pensare e dedurre, rimane sempre un divario che separa una creatura finita, formata umanamente, da un Dio che ‒ pur osservando la stessa logica delle conseguenze che voi avete scoperto nella matematica ‒ calcola, conclude e pensa in modo del tutto diverso da voi, ancora deboli e immaturi figli di un Signore e Dio onnipotente.

8.  Ne consegue dunque che, se applicate la vostra scala di pensiero e di deduzione alle Mie parole, sorgono inevitabilmente delle lacune, là dove il pensiero umano non basta, perché tra esso e il senso pieno vi è un pensiero divino.

9.  Voi, per esempio, conoscete una quantità d’insetti il cui utilizzo non comprendete, la cui piaga, però, la sentite giornalmente se non ve ne proteggeste con tutti i mezzi; voi conoscete una quantità di altri animali che vivono solo per divorarne altri che si trovano sotto di loro, i quali vivono soltanto per la preda.

10.            Voi conoscete una quantità di altri animali noti ai vostri occhi solo attraverso il microscopio, e provvisti di una potenza riproduttiva, di una durata di vita, davanti alla quale gli animali più elevati e perfino l’uomo stesso deve ampiamente indietreggiare.

11.            Quindi nel mondo animale vedete una quantità di contraddizioni che non potete spiegare, eppure, se osservaste con attenzione solo uno di questi, constatereste che è stato creato con un organismo tanto meraviglioso, ed è conservato con una così grande accuratezza, affinché la sua specie non scompaia, da farne scaturire la naturale conclusione che, osservando la struttura di un tale animale, la sua vita e la sua immensa riproduzione, ci deve essere un grande motivo se ho provvisto un tale minuscolo animaletto con caratteristiche che Io stesso ho rifiutato a voi uomini intelligenti, figli Miei!

12.            Allora state qui tra dubbi, senza sapere cosa pensare della cosa creata, e cosa del Creatore.

13.            Vedete, per illuminarvi quest’anomalia (eccezione alla regola) un po’ più da vicino, allora vi devo condurre su un campo del tutto diverso dal materiale; poiché dobbiamo iniziare con lo spirituale, al quale la materia serve solo come rivestimento!

14.            Solo con occhi spirituali si può scorgere ciò che rimane nascosto in eterno all’occhio materiale, e anche a quello dell’intelletto.

15.            L’idea di un Dio, come Essenza spirituale, ha per conseguenza che già dal principio le Sue Creazioni devono essere prodotti spirituali!

16.            Ma se un Dio vuol creare un mondo o un’espressione visibile della Sua divinità, allora deve anche stabilire una certa serie di gradini nelle cose create, la cui serie di gradini corrisponde al legittimo pensiero e deve esistere come base fondamentale dell’esistenza e della conservazione del mondo creato; poiché solo così è possibile poi una vita, un tendere e uno spingere in avanti del più basso verso il più alto che, nella parola o concetto del ‘sorgere’, ‘esistere’ e ‘perfezionare’, trova il suo giusto scopo.

17.            Tutto il creato ha quindi, più o meno, un principio spirituale come base fondamentale; in ogni essenza si trova qualcosa del Mio divino!

18.            Dunque, come questo divino può e deve estendersi a successivi gradini, così gli è stabilito anche un corpo analogo, una predisposizione interiore analoga e un’analoga durata di vita.

19.            In natura non esistono salti, bensì costanti e leggeri passaggi da un animale all’altro! Sono questi passaggi che resero necessarie più d’una Creazione che, come membri intermedi, resero possibili proprio queste preparazioni di passaggio da un gradino all’altro, e queste classi intermedie, prese nel senso spirituale, sono proprio quegli animali che vi danno tanto fastidio, perché non sapete per quale motivo veramente esistono.

20.            Nelle vostre deduzioni dimenticate del tutto che, per un avanzamento nel senso spirituale, così come deve pensare il Creatore di un universo, sono necessari altri gradi di logica, completamente diversi dai vostri.

21.            Ma in molti di questi animali è stato qualcos’altro il motivo della loro forma e della loro vita; vale a dire non solo per servire come membri intermedi e creature di passaggio, bensì anche di essere ancora un’altra interazione all’impulso del progresso spirituale di esseri a loro ampiamente superiori.

22.            Vedete: cimici, pidocchi, pulci e tutti gli altri insetti che vi tormentano in modo particolare, sono per voi degli stimolatori spirituali, affinché abbiate cura del vostro corpo e della vostra abitazione, in modo che il primo sia degno dello spirito intelligente che lo abita, e il secondo ‒ grazie al rispetto del principio della pulizia ‒ favorisca anche la vostra salute, così che non scendiate come i porci nel fango e nell’immondizia, invece di elevarvi.

23.            Questi animali e ancora altri seccatori dell’uomo, nel corso della loro vita hanno missioni superiori assai più di quanto voi crediate; in essi si realizza il gradino di mediazione da una piccola intelligenza a una gradualmente poco più elevata, rivestita di un corpo, il che per voi non è veramente comprensibile che, con una riproduzione in forza e resistenza superando ampiamente le vostre, essi potrebbero ben mostrarvi (se consideraste con gli occhi dello spirito i gradini spirituali) quanto ci vuole per rendere ricettiva una scintilla divina inferiore, anche solo per una milionesima parte d’intelligenza superiore.

24.            A migliaia e migliaia di animali inferiori non è per nulla possibile svilupparsi più in alto, essi devono intraprendere il cammino graduale di avanzamento solo in questo modo: diventando, come nutrimento per altri animali più elevati, capaci ‒ a migliaia insieme ‒ di costituire un unico animale di rango superiore.

25.            I più piccoli infusori e monadi, come li chiamate voi, così come i vermi dei coralli e di altri crostacei, esistono solo per contribuire a costruire la vostra crosta terrestre con i loro corpi, e con ciò la solidità dell’involucro terrestre così come la necessaria quantità di minerali e pietre che essi trasformano dalla fluida acqua del mare in parti solide del loro corpo; e queste parti solide, accumulandosi, diventano montagne o rocce consolidate.

26.            Se ora spesso milioni di tali animaletti possono vivere in una sola goccia d’acqua, allora comprenderete certo da voi stessi che lì la forza produttiva dovrà essere straordinaria, affinché nel tempo da Me stabilito, si formi una crosta terrestre con le sue montagne, capace di sostenere con facilità tutto ciò che è su di essa e possa resistere alla forza di espansione degli elementi trasformati in vapore nel suo interno.

27.            Vedete, presso di voi il soldato deve provvedere al suo vestiario, al suo sostentamento, anzi a tutto ciò che gli è necessario con la paga a lui assegnata[26]. Non esiste nessuna strada carrozzabile nel vostro paese i cui frequentatori non debbano pagare queste strade e la loro manutenzione, mediante pedaggi imposti. L’intero complesso dello Stato del vostro impero, vive ed esiste solo perché tutti quelli che vivono nei suoi confini devono pagare le necessità di tutto lo Stato con i suoi funzionari e re, in modo che tale Stato, che di per se stesso non ha soldi, sia solo l’amministratore del denaro ad esso affidato.

28.            Come voi fate in uno Stato, così Io opero nei mondi! Ogni mondo deve edificarsi, conservarsi e perfezionarsi da sé, affinché un giorno, nel passaggio ad altre condizioni, abbia già preparato in sé le forme che là saranno necessarie!

29.            Gli animali più piccoli appena percettibili con i vostri occhi nudi, formano la vostra crosta terrestre, contribuiscono alla vita di milioni di altri animali e contribuiscono ad abbellire e a solidificare la superficie della Terra; gli animali di poco superiori, nei quali la Mia divina Scintilla già formata quasi come senso, può appropriarsi già di più cose, devono essere i portatori e i sostenitori di animali che stanno ancora più in alto, e così gradualmente avanti fino all’uomo. Dove ci sono grandi forze produttive, ci sono nelle vicinanze anche consumatori di queste forze, i quali assegnano a questa riproduzione i giusti limiti, affinché non si oltrepassi la giusta misura!

30.            Così esiste l’armonia del tutto. Dallo spirito vincolato in una dura pietra fino all’uomo libero, passa un sottile vincolo di assimilazione, per cui uno esiste attraverso l’altro, uno si perfeziona attraverso l’altro e così, attraverso l’uomo, può ritornare di nuovo nel regno dello spirito dal quale è proceduto.

31.            Spiegarvi il motivo e il perché esistono gli animali, dai più piccoli infusori fino all’elefante, non basterebbero degli anni; perfino per rappresentare chiaramente solo una classe di molluschi più bassi, perché sono formati così, perché queste piccole particelle di intelligenza della vita vegetale sono in questa forma, in questo elemento, sia esso acqua, terra o aria, e perché sono necessari tali cambiamenti affinché un tale animale, all’apparenza trascurato, debba essere formato così e non diversamente per corrispondere al proprio scopo.

32.            Voi quindi, dovreste prima riconoscere queste disposizioni e il loro ‘perché’, prima ancora di poter giungere alla domanda: “Perché esiste allora l’intero regno animale, e a quale scopo e su quale gradazione è sulla scala?

33.            Dov’è la vostra scienza che potrebbe spiegare questo?

34.            Osservate, in un corpo vivente, solo un piccolo fascio nervoso. Cos’è? È forse il conduttore, è il propagatore della vita organica e animale? Vive esso stesso, o trasmette solo la vita?

35.            Tutte queste domande dovrebbero essere discusse prima, se volete comprendere tutto il regno animale. E dove sono i libri che basterebbero per darvi il filo attraverso questo labirinto di ‘perché?

36.            Qui l’uomo, come essere finito, si trova al limite della sua facoltà di comprensione; qui comincia Dio, il Creatore, che all’uomo può dire solamente: “Figlio immaturo, come vuoi tu, con il tuo limitato intendere, comprendere ciò che un Dio, un Essere infinito, ha creato? Una fibra nervosa è, e rimane per te un mistero! Come vuoi tu criticare e giudicare un essere creato, il quale consiste di milioni di parti che, sotto differenti forme, ne esprime soltanto una, vale a dire il gradino di una particella dello spirito, un minimo del grande Creatore che ritenne necessari proprio tutti questi preparativi per non interrompere per sempre, anche a una piccola scintilla, la capacità di avanzamento? Dov’è la tua, dov’è la Mia sapienza? Una cosa sola ti permetto: che tu, esplorando con occhio spiritualmente risvegliato la Mia Creazione, possa imparare a presentire e ad amare Lui, il grande Creatore, come il Padre tuo spirituale! Ma comprenderLo, questo sta oltre i confini di tutto il regno dello spirito stesso; solo Io, infatti, sono perfettamente infinito, mai creato, e voi, per quanto vicini a Me, siete, quali esseri creati, eternamente finiti e imperfetti!

37.            Comprendete questo, figli Miei! Afferratelo, e allora potrete facilmente comprendere anche che, come nel lento avanzare delle particelle spirituali nei singoli esseri e nelle singole classi, così  pure la forma esteriore di questi animali, deve essere adeguata alle esigenze dello spirito e alle esigenze del corpo che gli è stato dato!

38.            Come presso voi uomini nel volto e nell’intera forma si esprimono in parte l’interiorità spirituale, e si può riconoscere dai tratti se in un uomo dimora un’anima nobile oppure una volgare, così anche la forma stessa degli animali più umili, fino a quelli più vicini all’uomo, fino alla scimmia, è sempre l’espressione della Scintilla che è stata posta in essi. Per questo, dove i sensi e le facoltà non sono ancora sviluppati, neppure le forme possono corrispondere alle idee estetiche della più alta forma spirituale umana, poiché proprio questo spirito, nella sua immaturità, ha ancora bisogno di altre necessità e di altre strutture per poter corrispondere al suo scopo. Lo spirito stesso, nella sua forma spirituale, è qui ancora un embrione al livello più basso di sviluppo e, essendo semplice, tanto semplice deve essere anche l’involucro che lo avvolge!

39.            L’unica cosa determinante nella forma degli animali è la regione nella quale devono vivere, moltiplicarsi e riprodursi; questo richiede in uno. mille piedi, in altri addirittura nessuno; in uno un occhio, in altri molti occhi; in uno un apparato per il tatto, in altri molti; ma la forma esteriore è ovunque l’espressione materiale del grado sul quale si trova la Scintilla spirituale che vi è rinchiusa.

40.            E perciò trovate spesso animali che voi, perché giudicate dall’alto in basso, riconoscete come brutti; ma se poteste guardare spiritualmente dal basso verso l’alto le classi e i gradini che un tale spirito deve attraversare fino a giungere a una coscienza maggiore di se stesso, allora trovereste come la più adatta, per la sua condizione isolata, quella forma che soltanto così e non diversamente, può corrispondere alle esigenze spirituali e mondane che gli competono.

41.            Voi avete dedotto tutti i vostri concetti della forma estetica da quella umana, avete preso la forma umana come base fondamentale, come modello di riferimento, perché anch’Io un giorno ho formato voi a immagine Mia, ma le forme degli animali non possono essere giudicate secondo quella umana, perché proprio negli animali la forma interiore spirituale non è terminata, non è del tutto chiaramente espressa e ha bisogno ancora di molte aggiunte prima di potersi avvicinare spiritualmente e materialmente a quella umana. E perfino là, dove si avvicina di più all’uomo, come presso la scimmia come animale, manca l’unica cosa ma la più elevata, ciò che rende l’uomo, ‘uomo’, vale a dire la liberazione dalla danda della natura (istinto) e il supremo dono spirituale della libera volontà datogli da Me come chiave di volta della Creazione, emancipato (separato) dall’istinto, come essere libero, libero anche da tutte le catene e i legami della sua natura a lui subordinata, e libero di essere signore di se stesso e signore spirituale della Creazione!

42.            La forma di un ragno, di un coleottero, di un altro insetto, di un uccello o di un animale a quattro zampe, è ugualmente data secondo principi estetici che solo a Me sono pienamente noti, i quali lasciano intravedere singoli primordi del bello, come lascia intuire il loro sbocco nella forma umana, ma che sono ancora troppo velati sotto l’influsso che il luogo di dimora, il nutrimento e lo scopo della sua esistenza hanno dovuto imporgli

43.            La forma spirituale celata è qui già manchevole, e tale deve essere anche il suo involucro; ma potete essere certi di questo: vi è una catena d’idee attraverso tutto il mondo organico che prepara lentamente una forma dall’altra, introduce l’una nell’altra, sempre aggiungendo, sempre perfezionando, finché sarà stato raggiunto nel corpo umano la chiave di volta di tutto lo sforzo che, cominciando dalla pietra dura, ha sviluppato fino a lui, all’uomo, l’idea logica o matematica di un essere supremo, di un Dio che nell’uomo voleva creare un’immagine simile a Lui, spiritualmente (e formalmente), al quale tutti gli altri esseri animali guardano in alto, pieni di rispetto, sebbene non riconoscono, ma certo intuiscono in lui il loro signore, ma anche il loro amico e la loro meta suprema!

44.            Non prendete, però, l’uomo com’è diventato adesso, immaginatevi invece l’uomo come Io l’ho creato, come dalla Mia mano uscì puro e immacolato, un’immagine di Me e un sublime prodotto di capacità spirituali e dalla più bella forma materiale!

45.            Così la forma dell’uomo era un giorno la vera espressione del suo spirito discendente da Me, così dovrà anche di nuovo diventare!

46.            E quando si sarà così nobilitato, anche il mondo animale che lo circonda parteciperà a questa nobilitazione; esso non rimarrà indietro; così l’uomo ‒ pur reso più nobile ‒ resti nondimeno nelle relazioni che deve avere con il mondo animale che lo circonda, e come Io l’ho creato un giorno.

47.            Una volta l’uomo comprendeva il mondo animale meglio di adesso, quest’ultimo un tempo obbediva anche meglio all’uomo e non si comportava in modo ostile contro di lui; solo che l’uomo si allontanò dalla sua forma primitiva[27], “egli divenne diverso, mentre il mondo animale è rimasto lo stesso”, e così il mondo animale guardò l’uomo attuale con più soggezione e più paura, come suo nemico, perché, a molti animali, proprio l’uomo è conosciuto solo per le sue intenzioni ostili; il rapporto soave che regnava in principio tra i due è distrutto, e al posto dell’amico fu messo quello dell’inesorabile egoistico dominatore.

48.            Adesso l’uomo è spesso costretto a proteggere la propria vita dall’attacco degli animali che, in altri tempi, stavano quieti ai suoi piedi, e obbedivano solo al suo comando.

49.            Così l’uomo ha abusato della propria libertà, facendo del pacifico mondo un covo di assassini, dove naturalmente possono dominare solo paura e odio, ma nessun amore, nessuna fiducia più.

50.            Voi, voi pochi che ancora credete in Me e nel Mio insegnamento, a voi invio queste righe, affinché possiate riconoscervi una nuova prova, come Io Mi adopero, senza toccare la vostra libertà che vi ho dato, per farvi ridiventare quell’uomo che un giorno uscì dalla Mia mano, e come questo globo terrestre dovrà nuovamente diventare un paradiso, un Eden per i suoi abitanti!

51.            A voi queste righe, affinché possiate leggervi l’Amore e la bontà infinita che Io ho per voi e con voi, e nessuna particella dell’anima o dello spirito vada perduta, quella che un giorno ho inviato negli ampi spazi della Mia Creazione; affinché ogni particella – semplice e complessa, infusori, monadi, animali e uomini – sia debitamente rispettata e possa contribuire quanto più possibile alla propria perfezione, e possa entrare nuovamente purificata e matura nel Regno degli Spiriti, da dove Io le avevo inviate per compiere la loro vita di prova attraverso tutti i gradini del Mio regno spirituale e materiale e, unite allo spirito più elevato e più intelligente della Creazione, dei mondi e delle terre, all’uomo, possano formare un tutto a Me compiacente!

52.            Allora cos’è il breve senso delle molte parole? Che solo l’Amore è il fattore principale che, sebbene in principio esso separi gli spiriti, ha certamente il solo scopo di vederli alla fine tanto più intimamente uniti (perché perfezionati)!

53.            Nondimeno, per apprezzare come si deve quest’unione, come spiriti provenienti da Me, essa deve essere conquistata e meritata, poiché solo ‘al merito spetta la sua corona!

54.            La consapevolezza dell’aver conquistato, dona la beatitudine del possesso.

55.            Perciò cercate anche voi di conquistare ciò che Io vi ho posto davanti, affinché del nome ‘figli Miei’ quali immagine Mia, siate anche degni e meritevoli!

56.            Per giungere a questo, vi sono tutte queste Luci di grazia che Io, di tanto in tanto, vi mando, affinché possiate riconoscere sempre più chiaramente che, tanto nella più piccola monade, quanto nel vostro prossimo, è sempre il medesimo Dio che vi annuncia la stessa cosa. È ciò che anche la natura, a ogni passeggiata e a ogni vostro battito di polso, come misura del tempo, vi esclama senza sosta:

57.            “Non dimenticate mai per quale scopo siete stati creati! Approfittate di ogni momento e di ogni parola proveniente da Me per far fronte a questo scopo”, poiché presto verrà il tempo in cui il grano sarà separato dalla pula, e beati coloro che avranno usato il tempo e la parola in modo tale da essere allevati a grano ‒ come pane vivificante e fecondo per i Cieli ‒ e potranno proseguire con fiducia il cammino del perfezionamento, quando Io verrò, come unico Pastore, a radunare le Mie pecorelle sotto la Mia protezione, cosa che fra breve anche avverrà! Amen!

 

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Cap. 16

La vita

[la sua vera essenza]

12 agosto 1872

1.  Vedete, sotto questa parola sta nuovamente tanto di misterioso, tanto di compreso falsamente e mal dimostrato dai vostri eruditi, naturalisti e medici, che Io Mi sento indotto ad accendere di nuovo una luce che dovrà splendere nell’eternità, a voi e a tutte le future generazioni!

2.  “Cos’è dunque la vita?”. Ebbene, se volessi rispondere a questa domanda nel modo in cui ve la presentano i vostri uomini di scienza, dovrei anch’Io giungere a conclusioni errate come fanno loro, poiché tutti, senza eccezioni, scambiano l’effetto per la causa, prendono il prodotto per i fattori, giudicando solo secondo ciò che per loro è visibile o tangibile.

3.  Se volessi descrivervi la vita secondo una precedente parola nel suo rapporto, in cui ho detto: “Dove c’è luce c’è calore, dove c’è calore c’è vita![28], allora dovrei spiegare di nuovo la vita come semplice effetto o manifestazione prodotta dalla luce e dal calore. Ma con questa parola di oggi non voglio dirvi né l’una né l’altra cosa. Voglio invece mostrarvi la vita dal suo lato spirituale più profondo e più elevato, per convincere in modo concreto molti dubbiosi e negatori di Dio del loro errore, affinché anche loro ‒ persuasi da argomenti validi ‒ non possano fare altro che credere, o almeno intuire ciò che finora hanno rinnegato con tanta ostinazione.

4.  Ora passiamo al fatto; dunque, la domanda è: “Cos’è la vita?”

5.  Vedete, se prendo la cosa così come si manifesta ai vostri sensi, allora ‘vita’ è ovunque si rende manifesto un cambiamento, uno scambio, un movimento; voi dite: “Questa pianta, quest’animale, quest’uomo vive!”. Laddove la vita non è visibile né percepibile ai vostri sensi, come nel regno minerale, là voi non supponete più alcuna vita, ma al massimo un regolare cambiamento di sostanze, secondo cui anche la pietra, per quanto lentamente o impercettibilmente, va incontro a un cambiamento; ma, secondo la vostra opinione, di un cambiamento non libero, determinato dagli influssi di altri elementi che agiscono su di essa.

6.  Così voi considerate la vita. I vostri botanici, con il loro zelante studio, vi dimostrano la circolazione degli umori nelle piante; essi, fin dove giungono i loro microscopi e altre analisi chimiche, vi dicono come e di cosa consistano l’albero, la foglia, il fiore e il frutto, vi spiegano le fibre, i canali e il midollo degli alberi e delle piante, ma con ciò vi spiegano solo i portatori e i conduttori della vita, ma non la vita stessa.

7.  I vostri anatomisti sezionano animali viventi e morti. Nel martirio dei primi e nella mancanza di vita di questi ultimi, certamente per vie sbagliate, quando la vita è ormai sfuggita, cercano il suo effetto. Essi vi spiegano i nervi, la materia bianca e la materia grigia, come fattori di sentimenti e movimenti; vi spiegano la vita organica e la vita istintiva nell’uomo, trovano per la maggior parte anche il punto centrale da dove ogni vita parte; vi spiegano alla fine anche il cervello con le sue sinuosità, le sue ramificazioni, le sue sinergie e la sua dipendenza dall’altro sistema nervoso, come dei nervi volontari e involontari; vi spiegano la struttura dei nervi come conduttori della volontà e della potenza vitale, ma la vita stessa non la sanno approfondire. “Perché il nervo trasmette, come un cavo telegrafico, alle membra umane, la volontà dell’anima o della vita che in essi dimora?”. Questo non lo sanno! Essi dicono soltanto: “Il nervo è costruito e creato così da servire come conduttore”, ma il fluido che anima questo telegrafo, la potenza vitale stessa, è a loro sconosciuta, e anche lo rimarrà, finché cercheranno solo con l’intelletto, poiché il pensiero, che dalle sinuosità del cervello viene condotto fino alla lingua o alla penna che scrive, questo fattore imponderabile (incorporeo) non lo potranno mai comprendere, sebbene provenga dal cervello!

8.  Il pensiero è un prodotto dello spirito, ma come e perché esso sorga, lo vede e comprende solo l’uomo spirituale profondamente vedente.

9.  Questa vita, che sta più in alto ancora di quella organica e animale, è proprio per questo ancora meno spiegabile; poiché, né la massa del cervello né i nervi che da essa si diramano, potranno mai dirgli (all’uomo) chi o cosa li abbia resi capaci di manifestare il mondo interiore a quello esteriore, oppure di accogliere le impressioni nell’interiore e utilizzarle per l’ulteriore edificazione spirituale dell’uomo interiore!

10.            Invano certi materialisti si scervellano per ricondurre tutti i moti e i fenomeni nella vita umana, come pure nell’animale o nel vegetale, alla legge chimica di assimilazione, ma essa è, e rimane un’eterna conclusione sbagliata; poiché, quando i vostri eruditi vi elencano tutti gli elementi di cui è fatto il vostro corpo, oppure quello di un animale o di una pianta, quando dimostrano che questo o quello è fatto di fosforo, calcio, ferro, sale ecc., allora Io voglio soltanto dir loro: “Prendete tutti questi elementi primitivi e mescolateli, si formerà forse da questo, un’arteria, una vena, un fascio nervoso o addirittura un cuore pulsante?”

11.            Vedete, deboli, ciechi scienziati, voi potete ben scorgere che nella vita organica certi elementi di base, nella loro mescolanza, entrano in combinazione e di nuovo producono altre sostanze di ordine superiore, ma tutto questo laboratorio chimico non riuscirà ad ottenere da queste sostanze nemmeno un filo d’erba, tanto meno un essere vivente provvisto di una vita organica!

12.            Per questo ci vuole un’altra forza che trasformi i materiali grezzi del mondo delle pietre e del mondo minerale secondo altre leggi che quelle dell’attrazione o della repulsione, e da ciò formi degli organi come portatori di vita organica. Qui ci vuole un’altra legge, un’altra vita, e proprio questa vita, che per voi e per tanti altri è un mistero, è lo scopo della Mia Parola odierna.

13.            È questa vita che nella pietra spinge al suo cambiamento, che la fa nascere, morire o dissolvere in altri elementi; è questa vita che costruisce nella pianta i suoi organi, negli animali viventi determina la loro guida istintiva, e nell’uomo, raccogliendo ogni vita precedente della pietra e della pianta, sviluppa proprio da ciò lo spirituale per un altro ed eternamente duraturo mondo; è questa vita che non si lascia trovare e classificare con analisi chimiche, né con il microscopio, né col bisturi! Questa vita sta più in alto di quello che i deboli ricercatori credono, poiché questa vita non è un prodotto della materia, bensì “un germoglio della Mia eterna, mai terminante vita!”

14.            Come volete voi, deboli e finite creature, misurare la vita del Dio infinito? Voi vedete in tutto ciò che vi circonda il suo effetto visibile, potete presentirlo, se considerate solo il vostro io che è e rimarrà per molti un mistero!

15.            Ovunque troverete che esiste ancora un’altra potenza, diversa da tutte le specie d’aria, dal magnetismo e dall’elettricità; poiché tutte queste cose non esistono che per diffondere la vita, per costruire e conservare l’intero mondo visibile, e così condurlo verso un fine spirituale più elevato.

16.            Per tutte le loro assurdità, i signori materialisti si pentiranno ancora di loro stessi e le malediranno quando giungerà il momento in cui si aprirà la bara, e il tanto decantato manufatto materiale ‒ il corpo ‒ volente o nolente verrà deposto in essa e consegnato alla terra, per ritornare a ciò da cui era proceduto.

17.            Là, sul quel ponte dell’eternità, essi rabbrividiranno davanti alla desolante prospettiva che hanno voluto far credere a se stessi e agli altri come se non esistesse, e che ora invece si presenta anche a loro!

18.            Solo che là sarà ‘troppo tardi’, essi arriveranno in un aldilà miserabile, in un ‘nulla’, come se l’erano immaginato; là sarà poi lasciato loro del tempo, finché avranno maturato i loro pensieri materialistici della Creazione e potranno sopportare, a poco a poco, una tenue luce spirituale!

19.            Questo sarà il loro destino, un destino che non Io, ma loro stessi si sono preparati. Come un giorno disse l’apostolo Paolo: “Come l’albero cade, così rimane a terra!”

20.            Increduli caddero, e increduli si ridesteranno anche di là! La vita del cervello e dell’intelletto dovranno consegnarla alla terra insieme all’apparato che la sosteneva, e la vita spirituale, che durante il loro cammino terreno hanno negato, sprofonderà nel nulla! Quale stato di desolazione li attende là, figli Miei, voi non potete comprenderlo, e non potete nemmeno immaginarlo!

21.            Ma lasciamoli continuare a lavorare con la loro presunzione di sapienza e ritorniamo alla nostra parola ‘vita’; poiché Io non voglio descrivere la sorte degli increduli, bensì quella dei credenti. Questa vi viene messa in prospettiva, la prima, invece, è lasciata a ciascuno che se la può preparare da se stesso, in un modo o nell’altro, come meglio gli pare.

22.            Ebbene, vedete dunque, la vita, così come Io ve l’ho mostrata, come ‘Emanazione della Mia eterna vita imperitura’, è essa sola che intesse l’intera Creazione, penetra nella luce fino alle più remote lontananze, e là mediante la vibrazione, genera il calore. Poi, secondo le Mie leggi immutabili, spinge dapprima gli elementi originari a unirsi tra loro, conseguendo grado dopo grado, livelli più elevati nella vita inorganica, per passare infine lentamente alla vita organica dove, per mezzo degli organi, tutti gli elementi precedenti, trasformati per altri scopi e attraverso altri processi, dal solido al liquido, possono solo servire alla vita riformata.

23.            Così la precedente apparente ‘materia priva di vita’ diventa un essere vivente, negli animali un essere animico, e infine nell’uomo un essere spirituale.

24.            Il gradevole inspirare dell’aria primaverile non è il prodotto di ossigeno o carbonio, come voi lo chiamate, ma è la spirituale, nuova vita risvegliata dal sonno invernale che s’impadronisce del primo emisfero della Terra, mentre l’altro va o corre incontro al suo punto di riposo per alcuni mesi.

25.            Non è solo un benessere materiale o influsso materiale che le montagne manifestano al viandante quando cammina in mezzo a loro, quando vede precipitare scroscianti ruscelli di bosco giù da pareti rocciose, o lo guardano masse di pietra erose dal tempo e campi di neve da altezze insormontabili; è una boccata d’aria molto più grande, una boccata più spirituale della vita spirituale nell’uomo che s’insinua nel suo animo e gli fa presentire che in alto, oltre la muta materia della natura, spira ancora un altro spirito che gli dice benevolmente: “Guarda, piccolo viandante! Ciò che tu vedi e senti qui nella mia vicinanza, è la voce di Dio che ti parla, e che qui, nell’eterna opera, con pochi mezzi diffonde tra voi soddisfazione, quiete e beatitudine per il vostro meglio, e vorrebbe dirvi:

26.            «Non perdetevi così, o voi uomini, negli interessi materiali che hanno una rivestitura solo su questo breve spazio di tempo della vita terrena! Badate di più alla vostra formazione spirituale! Noi, antichi testimoni di una natura primitiva che eravamo prima che voi metteste il piede su questo globo terrestre, vi testimoniamo sempre della grandezza di Dio, della Sua Onnipotenza e del Suo Amore! Seguiteci! Siate semplici e sempre uguali come la natura, e la vostra vita fisica, come quella spirituale, non dovrà frangersi come le nostre acque, rumoreggianti e violente, tra rocce e gole, ma andrà incontro alla sua meta lentamente e quieta, tra prati fioriti e boschi ombreggiati!

27.            Considerate la vita come emanazione dello Spirito del vostro Creatore. Attraverso la Sua potentissima Volontà siamo stati elevati anche noi, per poi un giorno, erosi dal tempo, scendere di nuovo nelle profondità. Come dura roccia siamo qui, affrontando vento e intemperie, finché anche i nostri elementi, la nostra vita, diventeranno maturi per il gradino più alto, e possono passare in un’altra e più elevata esistenza!»”

28.            Così i monti parlano a voi, così parla la vita spirituale in loro al vostro spirito, il quale può leggere nelle acque cadenti, non acqua, nella cima coperta di neve di un monte, non fredda neve, ma rispondenze spirituali che sono cibo per l’anima e nutrimento per il suo spirito!

29.            Coltivate questa vita, e consideratela così che, attraverso vasi e nervi, essa vi dia notizia di qualcosa di più elevato, di più grande, anziché solo attrazione e repulsione, oppure assimilazione di elementi chimici affini, e allora comprenderete facilmente che il vostro cervello con le sue sinuosità deve sì esistere, per comunicarvi la vita e conservarla, ma che tutto questo è solo un conduttore, un conservatore e un distributore di una vita superiore che dà alla vita animale, come all’organica e inorganica, l’impulso alla manifestazione, ma di certo non è la vita stessa!

30.            Commiserate tutti quelli che ritengono le manifestazioni della vita vegetativa come cosa principale e non vogliono riconoscere nessuno Spirito superiore sopra tutte le avversità della vita! Poveri esseri umani! Essi si tormentano con la materia che non può concedere loro nulla, né risarcire loro nulla; essi devono fare a meno di una grande massa d’impressioni e ore beate che gode colui che, riconoscendo una vita superiore, può consolarsi con la stessa, quando proprio il mondano materiale lo vuole trascinare decisamente nella polvere dalla quale egli è sorto!

31.            Sì, figli Miei, esiste una vita superiore, una vita che giunge lontano oltre tutto il passeggero, una vita che perfino nella pietra è infinita, poiché anch’essa cambia solo la forma e le sue condizioni chimiche, ma non va nel nulla; e ciò che nella pietra è già infinito, perché proveniente da Me, ciò è espresso ancora di più nel regno vegetale, in quello animale e nel genere umano. Questo qualcosa d’imperituro è il vincolo che unisce il mondo materiale con quello spirituale, e lega entrambi a Me!

32.            Quanto più è presente la sensazione che ciò che muove il cuore pulsante, ciò che spinge l’anima a pensare, non è lo sforzo di una forza meccanica come prodotto di fattori materiali, tanto più s’innalza la consapevolezza in una vita superiore, spirituale, vita che va oltre questa effimera espressione di forza della vita animale e organica, e che continua a sussistere là dove ogni materia cessa.

33.            Così intendete la vita, quest’impulso che spinge in avanti, e scoprirete nelle più piccole monadi o bestiole-infusori una vita ancora più elevata, che non dipende dalle parti costituenti di tali minuscole creature, ma comprenderete che tutto, anche se gli organi di questi animaletti non vi sono visibili, proprio come i mondi più grandi, sono vivificati e compenetrati dalla medesima forza che spinge queste bestiole al perfezionamento.

34.            Questa vita spirituale si manifesta naturalmente attraverso il vegetale e attraverso l’organico, perché altrimenti non sarebbe possibile; ma essa non è queste cose stesse, bensì sta più in alto ed è più duratura di tutto il resto.

35.            La vita organica si manifesta solo finché esistono degli organi, finché questi sono capaci di adempiere le loro funzioni. Se gli organi non sono più attivi, allora di certo, apparentemente, svanisce la vita in loro, ma l’impulso che li spinge all’azione non è cessato; esso non è visibile, per l’appunto, solo a causa dell’incapacità degli organi di accoglierlo in sé.

36.            La Mia vita spirituale non è finita, poiché, se non può procedere in avanti, essa conduce la materia ‒ attraverso la sua dissoluzione ‒ ancora in nuove combinazioni, dove, su gradini più elevati e in altre condizioni, la vita ricomincia d’accapo, per avvicinarsi così alla meta, al futuro ritorno a Me!

37.            Così la vita, quale eterna scintilla spirituale proveniente da Me, è ciò che comunicò ai primi atomi del grande etere la forza di raddensarsi, formò da loro mondi e soli, li dotò con tutte le meraviglie della Creazione, li popolò e un giorno li ricondurrà sul medesimo cammino, per costruire ‒ a partire dai residui rimasti ‒ altre e più elevate dimore spirituali, per spiriti più liberi e più grandi.

38.            La vita proveniente da Me è infinita, e altrettanto il suo operare! Chi non comprende la propria vita, o la vita del mondo che lo circonda, in questo senso non comprende cosa significhi “Dio”, cosa significhi “Creatore”, e non afferrerà il pensiero di un Padre infiammato d’Amore, il Quale fa tutto e ha fatto tutto per essere amato, onorato e anche riconosciuto dalle Sue creature; questi non comprende perché Io v’invio proprio adesso, più che mai, comunicazioni su comunicazioni, luce su luce, affinché non abbiate a camminare nell’oscurità, non lottiate con pregiudizi e falsi concetti, ma possiate riconoscere giustamente la reale Luce della vera Vita, la quale vi grida, veramente a ogni battito del vostro cuore, che ogni pulsazione è una Grazia, è un’emanazione di quella Vita divina che mai avrà un inizio, né mai avrà una fine.

39.            Prendetevi a cuore queste parole! Là custoditele e assimilatele; poiché là è la sede dove la vita spirituale, sostenuta dalla vita organica, si riversa nel vostro corpo e vi può concedere salute, benedizione e pace.

40.            Allora tutte le Mie parole colmeranno un po’ alla volta ogni lacuna, scacceranno ogni dubbio e vi daranno sempre di più la certezza che voi, già adesso, vivete non in un mondo materiale, ma in un mondo spirituale, dove la materia è solo il grezzo rivestimento che cambia, mentre il vero spirituale, più elevato, manifestandosi come vita, è in eterno permanente.

41.            Non esiste alcuna materia astratta, ma solo dello spirituale vincolato, ed è questo che spinge alla trasformazione della prima, si manifesta in forme, passa dall’inorganico all’organico, e da lì ritorna alla sua vera origine, allo spirituale.

42.            Tutto ciò che viene incontro ai vostri sensi nel mondo visibile, è quindi solo un mezzo per lo scopo, mentre la causa è più profonda ed è da intuire e in parte da afferrare solo come vita spirituale, con i sensi spirituali.

43.            Là si trova il focolare di una fonte di vita che mai si esaurisce; là c’è il grande accumulatore elettrico che, attraverso i suoi fili del telegrafo, invia a tutti i mondi i suoi impulsi per stimolare tutto all’avanzamento e al perfezionamento; là c’è la vita, l’elemento spirituale di base che, eternamente come Me stesso, ha per meta solo lo spirituale, aspira solo allo spirituale, sebbene, secondo gli organi, debba servirsi di mezzi materiali.

44.            Questa vita spirituale si servirà di questi mezzi materiali finché ne avrà bisogno; e quando tutto si sarà spiritualizzato, allora anche la sua azione diventerà più intensa e più potente, e ciò che adesso deve avvenire per vie lente e materiali, là verrà compiuto in breve tempo e con tutta la sua forza, così come Io, con la Mia Volontà, posso far sorgere o distruggere mondi in un istante, se lo richiede il Mio grande piano e non voglio più mantenere la via del lento sviluppo.

45.            Voi non conoscete la potenza di questa Vita dello spirito, potete solo presentirla, e per condurvi a questo devono servire tali parole, affinché possiate sempre tener presente che voi ‘figli di un mondo dello spirito’ avete in voi proprio dello spirituale, e per la sua formazione lo dovete utilizzare più del materiale, del mondano e dell’effimero che dura solo per poco, mentre l’altro rimarrà eternamente con voi, eterne creature.

46.            Così il vostro cammino della vita avrà uno scopo, e il vostro futuro passaggio nell’altra vita avrà una meta ben determinata, cioè :durante il tempo che vi è concesso, sfruttare questo capitale di vita posto in voi, così che nell’aldilà esso vi porti i giusti interessi e i giusti frutti! Amen!

 

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Cap. 17

Vita di spiriti e di mondi

24 febbraio 1873

1.  Già in precedenza vi ho dimostrato in alcune parole, come in ‘Mondo dei pensieri’ (cap. 12) e in ‘la vita’ (cap. 18), quanto sia versatile la vita spirituale e come dovrebbe essere compresa per avere un pallido concetto del Mio mondo e della Mia potenza.

2.  Inoltre, in ‘Parole per i miopi’[29] vi ho esortato a studiare la Mia natura nel grande, poiché un grande e onnipotente Creatore potete comprenderLo e afferrare più facilmente nelle Sue grandi opere, mentre a un ricercatore che indaga in profondità, anche nel suo girovagare nelle Mie opere poco appariscenti , anche nelle Mie opere più umili, nei più piccoli infusori, Io appaio grande e inaccessibile.

3.  Vi ho premesso tutto questo, affinché possiate tener sempre aperti i vostri occhi e orecchi spirituali, per percepire il torrente della luce spirituale e il suono o la voce del Mio linguaggio mondano spirituale, quando vi annuncia, in e da tutto il Creato, il grande cantico dell’eterno Amore e della Misericordia inesauribile, cantico che vi dichiara a ogni passo e a ogni pulsazione, l’Amore del Padre e la Sua Grazia.

4.  Nella parola ‘Il tempo[30] vi ho comunicato cosa sia il tempo e come lo dovete utilizzare; e nella ‘Dignità dell’uomo’ (cap. 11) vi ho detto cosa dovete fare e non fare per diventare figli Miei, rivestiti della Mia immagine, e come dovete trattare degnamente quest’immagine. Nel ‘Mondo dei pensieri’ vi ho spiegato come tutto il materiale creato e tutto ciò che è stato fatto, ha avuto la sua origine nell’idea di base, e come un giorno, questa sarà pesata e giudicata; e adesso vi invio nuovamente una Parola colma del sublime Spirito creativo, per portare dinanzi ai vostri occhi chiaramente la Mia Creazione e il Mio scopo sotto un nuovo punto di vista, affinché possiate imparare una buona volta a vedere e a riconoscere in mezzo al trambusto e all’affaccendarsi del mondo, in mezzo alle passioni mondano-umane, che oltre tutto il materiale corporeo vi è lo Spirito, la Mia Volontà, il grande portatore di tutto il Creato che lo fa sorgere, lo mantiene per qualche tempo e poi di nuovo, attraverso il mutamento della forma, lo porta verso una meta più elevata.

5.  Nel ‘Mondo dei pensieri’ vi ho affermato che il pensiero, l’idea dominante, sta molto al di sopra di tutto il materiale, anzi, che è la base fondamentale di tutto l’esistente. E ora vi voglio dimostrare come l’attivo movimento del mondo dei pensieri, considerato come un regno spirituale, sia anche il vero e proprio fattore della vita che si manifesta in tutto, in tutto l’esistente e in tutto ciò che passa, e che, proprio per comprendere e afferrare la Mia Creazione, che è solo un prodotto spirituale, voi dovete pensare come spiriti, guardare come spiriti la Mia opera creativa, e considerare come spiriti il corso dell’intera vita spirituale-materiale se volete avere una giusta idea di Me, della Mia Creazione, della sua durata e di voi stessi, perché altrimenti, in mezzo alla splendente luce delle Mie meraviglie, voi sareste solo dei ciechi, paragonabili ai sordi in mezzo al grande concerto delle armonie musicali delle Mie sfere e dei Miei mondi.

6.  E così ora voglio portarvi con Me in un volo spirituale attraverso il mondo degli spiriti spogliati di ogni materia, affinché possiate riconoscere e comprendere Chi è Colui che ha creato il mondo che vi circonda, il perché lo ha creato e perché voi e tutti gli esseri intellettuali viventi nello spirito, li ha dotati secondo la loro capacità di comprensione con tutti i mezzi per comprendere e afferrare Lui, l’onnipotente Signore e Creatore, e allo stesso tempo Lui, l’eterno Padre acceso d’Amore solamente.

7.  Vedete, il mondo ‒ sia il grande mondo degli spiriti sia il mondo materiale, che non è altro che un rivestimento del primo ‒ fu creato per esprimere visibilmente ciò che, per gli esseri materiali, rimane invisibile nel Regno degli spiriti, il quale come portatore originario ed eterno di tutto ciò che è bello, vero e buono, esisteva da lungo tempo come espressione del Mio Io e delle Mie caratteristiche, e continuerà ed esisterà in eterno.

8.  Questo mondo visibile materiale che ‒ velando ciò che è spirituale, deve servire a guidarlo e a condurlo alla perfezione ‒ questo grande mondo materiale, cominciando dai soli-centrali fino al più piccolo infusore, non ha quindi altro scopo che elevare, attraverso la materia, ciò che in essa è stato posto come spirituale, a un grado superiore. Ma ciò che è racchiuso spiritualmente nella materia è destinato unicamente, per primo, a stimolare continuamente la materia a questo processo di perfezionamento, affinché alla fine, quando tutta la materia sarà purificata e spiritualizzata, essa sola rimanga come eterna, indistruttibile, per rendere testimonianza di Colui che l’ha creata, Colui che, essendo un Dio eterno, non poteva aver creato altro che ciò che è eterno, e mai qualcosa di temporale!

9.  Ebbene vedete, figli Miei! Elevatevi sopra la materia e osservate tutto il Creato come un prodotto spirituale, allora al vostro occhio spirituale diventerà chiaro cosa sia la vita spirituale e cosa la vita materiale, poiché la vita dello spirito è l’eterno impulso dello spirituale vincolato nella materia, e la vita materiale è ciò che, attraverso quest’impulso, nel visibile mondo materiale mostra i mutamenti, come il sorgere, l’esistere e il morire.

10.            Ora, l’intera infinità è piena di esseri spirituali, proprio perché l’infinità costituisce il Mio Io, come il vostro corpo rappresenta altrettanto visibilmente l’io della vostra anima.

11.            Tutto ciò che è spirituale nell’infinità segue un progresso conforme al suo scopo. Tutto ha il suo fine e il suo perché: quando deve legarsi e quando deve sciogliersi. E quando lo spirituale è legato nella materia, vi è un momento in cui può essere liberato nuovamente da essa, per esistere, come spirito, soltanto in se stesso!

12.            Così sorsero i mondi attuali, così verranno fuori, sempre, nuovi mondi da quei passati disciolti, e così ha il suo fondamento l’infinità come concetto, per essere comprensibile anche agli esseri finiti.

13.            Come l’ultima particella spirituale vincolata nella dura roccia, manifestando la sua vita attraverso la materia, spinge la pietra sempre al cambiamento e alla dissoluzione, per diventare qualcosa d’altro su un gradino più elevato, così l’intero sistema mondiale, così l’intero mondo galattico e, alla fine, lo stesso intero mondo visibile. Quest’impulso spirituale-materiale chiamato ‘vita’, perché si manifesta come motore, come azione, è quello che, dappertutto uguale, secondo il medesimo principio, spinge in avanti ‒ verso gradi più elevati, verso felicità più alte e gioie più grandi ‒ sia l’ultimo verme come il più grande corpo solare, e perfino lo spirito angelico ancora rivestito in un involucro materiale!

14.            Così come il vostro stesso corpo doveva servire solo per spiritualizzare l’anima, lasciandosi usare mediante un giusto modo di vivere e come giusto strumento, per azioni degne dell’uomo, ad eseguire e accelerare, per mezzo di ciò, questo processo di spiritualizzazione dell’anima dimorante in voi, altrettanto lo fa il più grande Sole-centrale e l’intero grande Uomo Cosmico[31] con il suo compito in spazi di tempo non calcolabili, affinché lo spirituale sempre più sprigionato, possa essere guidato verso gradini più elevati, corrispondenti al suo scopo!

15.            Così come vi ho svelato nella parola ‘Il mondo dei pensieri’ che l’intera sfera spirituale è veramente la portatrice di tutto il visibile, altrettanto voglio qui farvi comprendere e afferrare l’idea della vita spirituale che spinge la materia a spiritualizzarsi, attraverso cui essa compare visibile davanti ai vostri occhi come vita materiale.

16.            Questa pressione e movimento, continuano inarrestabili, come il flusso del tempo, come la vita del mondo dei pensieri; sorgere, esistere temporaneamente e, di nuovo, passare, queste sono le prove visibili del mondo dello Spirito che mai riposa. Esso spinge eternamente in avanti e verso l’alto! Cominciando dal più piccolo atomo-eterico, tutto spinge a cominciare, a esistere e a perire, ossia, a entrare in un ordine superiore.

17.            Osservate il vostro mondo con occhi spirituali, quanto molteplice è lì il ricambio, quanto di spirituale diviene libero in ogni momento, spontaneamente o, in qualche modo, costretto, per poi entrare in altre combinazioni.

18.            Guardate negli esseri viventi e negli animali di tutte le specie, quale consumo, quale uccisione!

19.            Anzi, perfino voi uomini, quanta vita spirituale distruggete voi stessi giornalmente, per preparare al vostro stomaco un nutrimento o leccornie ricercate!

20.            Quanti animali voi spedite all’altro mondo, proprio perché nessuna conservazione spirituale vi preoccupa, bensì come nella caccia, senza necessità, solo il piacere del massacro è il vostro passatempo!

21.            Milioni e milioni di anime sprigionate del mondo animale sfuggono alla loro vera destinazione con quest’attività non sempre troppo giustificante, per raggiungere su una lenta via la loro meta, e la maggior parte delle loro particelle spirituali devono prima, nel consumatore e tramite lo stesso, attraversare il successivo processo di sviluppo.

22.            Ma anche se tutto ciò accade, e per di più contro la Mia Volontà e contro le Mie leggi, tuttavia non arresta minimamente il corso generale di sviluppo al quale Io ho sottoposto il mondo; anzi, proprio tale operare, sebbene illecito, accelera e favorisce questo processo di sviluppo. E se sorgono disordini a causa del peccare contro le Mie leggi, solo allora i fautori e gli autori di tali calamità verranno puniti, e precisamente attraverso il loro stesso comportamento. Nondimeno, nulla Mi impedisce, nei Miei piani che Mi sono prefissato, di portare a maturazione i Miei mondi, di recuperare nuovamente spiritualizzato, ciò che di spirituale vi ho deposto!

23.            Così l’intero mondo visibile e la sua vita visibile è solo apparente, alla quale sta alla base lo spirituale più profondo; e così, come nel più piccolo animaletto o dura roccia, anche per i grandi mondi, la durata di ciascuno è determinata dal liberarsi dello spirituale che è racchiuso nella sua veste materiale.

24.            Come in voi uomini, dopo il naturale decorso del tempo della vostra vita, la morte deve aver luogo solo quando la vostra anima è matura per il passaggio nell’aldilà, altrettanto è anche con i mondi e i soli centrali; quando in essi tutto è spiritualizzato, allora muoiono lentamente o si dissolvono gradualmente, diventano sempre più spirituali, hanno materia sempre più leggera, fin nell’aeriforme o gassoso, dove allora saranno destinati solo a esseri che, rivestiti dei più leggeri corpi materiali, possono in quei luoghi avere l’esistenza!

25.            Così come il vostro stesso corpo un giorno, su un gradino spirituale più elevato, non avrà neanche più questa materia pesante come rivestimento che oggi vi trascinate dietro, altrettanto la vostra Terra un giorno sarà spiritualizzata, avrà, al posto della solida e pesante materia, solo sostanze eteree, abitanti eterei, i quali, tenendo il passo con il loro globo terrestre, spiritualizzandosi sempre di più – non attraverso grossi eventi elementari – passeranno, insieme al loro luogo di dimora, in altre condizioni che saranno adeguate al loro stato spirituale.

26.            Così dovete vedere la vita spirituale svilupparsi gradualmente dal materiale, osservando come l’uno è solo espressione dell’altro; e così comprenderete facilmente come Io ho creato i mondi, e presentirete quanto grandi devono essere i periodi che sono necessari per realizzare tali processi di spiritualizzazione. E tuttavia non avete ancora un occhio spirituale per vedere con quale velocità del pensiero avvenga questo processo di sviluppo; né avete ancora un’idea di ciò che in un solo attimo si compie in questo processo di purificazione e raffinamento, in misura di milioni di volte superiore. E ancora non riconoscete ‒ neppure nell’agitazione mondiale e politica del vostro piccolo globo terrestre ‒ il vento spirituale che fa vibrare le grandi corde dello strumento cosmico dello spirito. Le armonie risuonano attraverso l’intera infinità, ma voi vi comportate come se foste muti e sordi, non riconoscete, non vedete, non sentite come tutto, con un impeto burrascoso, con la rapidità del mondo del pensiero, si affretta ad avviare il processo di liberazione da ciò che è vincolato nella materia!

27.            Voi leggete gli articoli di giornale, ma non sapete leggere tra le righe, non sapete presentire dietro le parole – portatrici nella materia di un mondo del pensiero spirituale – quale grande vita dello spirito vi sia dietro, il quale, ampiamente elevato su tutti i gretti calcoli e sofisticherie umane, procede indisturbato il suo processo evolutivo. E proprio per questo voglio nuovamente darvi un indizio, affinché vi svegliate dai vostri sogni mondani e vediate chiaramente che lontano, sopra tutte le montagne e i troni del mondo, là, in quel mondo degli spiriti, governano altre leggi, diverse da quelle che sono scritte nel vostro codice umano, le quali danno la sua vita a un Sole-centrale come al più piccolo atomo, per adempiere, per mezzo di questa vita, il suo scopo, cioè, di avvicinarsi di nuovo spiritualizzandosi al focolare di ogni Luce, da dove un giorno tutto fu inviato per compiere individualmente, come un grande corpo mondiale o come un verme, il proprio processo di vita e di sviluppo!

28.            Alla lettura delle Mie parole vi spinge ancora più la curiosità che la voglia di conoscenza; ancora non avete afferrato un solo termine, come lo debba afferrare un uomo spirituale quale discendente da Me! La vostra vita è ancora troppo materiale, ancora appartenete sempre più al mondo, che a voi stessi, o magari a Me, e proprio per questo vi devo inviare di tanto in tanto, delle parole esortatrici, affinché vi ridestiate, affinché, almeno nel periodo della vostra concentrazione spirituale, possiate essere in grado di elevarvi oltre la solita vita, di aprire il vostro occhio e orecchio a ciò che sempre vi risplende e risuona costantemente da tutti gli angoli della Creazione, vale a dire che siete spiriti e che, rivestiti di materia solo per un breve tempo, arriverete presto nuovamente nelle condizioni in cui solo la vostra vita spirituale, e non quella materiale, varrà qualcosa nel piatto della bilancia!

29.            Perciò non lasciate che vi ammonisca invano; le coppe dell’ira di Giovanni saranno svuotate, e alcune già lo sono. I sigilli del grande libro della Creazione saranno sciolti e verranno tempi in cui avrete bisogno di tutto il vostro spirituale per opporre resistenza al mondano e per conservare la forza e il coraggio!

30.            Dunque badate di comprendere le Mie parole, di afferrarle come Io ve le do, affinché non siate sorpresi da nulla, nel caso la vita spirituale spingesse quella materiale alla frantumazione di vecchie abituali condizioni, e sarà bussato al vostro cuore, colpo dopo colpo, come a suo tempo lo feci con i Miei discepoli prima della Mia cattura, quando più volte esclamai loro:

31.            Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione!

32.            A voi esclamo anche questo: “Riconoscete la vita spirituale! Vegliate sul vostro sonno mondano! Riconoscete il tempo come spinge allo scioglimento! Riconoscete, nella decadenza di tutto il nobile attualmente nel mondo, poiché non è lontano il tempo in cui gli uomini raccoglieranno ciò che hanno seminato! Riconoscete il torrente di Luce che comincia a riversarsi sul vostro mondo! Ascoltate le voci del mondo dello spirito che bussano in grandi onde sonore ai vostri orecchi; esse sono le parole ammonitrici di un Padre affettuoso che non vuole perdere i Suoi figli nella pressione degli avvenimenti, ma li vuole conservare, anzi, se possibile, moltiplicare ancora il loro numero, affinché la vita spirituale sia da loro meritata e apprezzata nel senso vero, e tutti possano comprendere, anche se mondi vanno in frantumi, che l’Amore di un Padre celeste non può vacillare, non può punire, ma guidare solamente tutto – fedele alle Sue leggi dell’Amore stabilite nel tempo – al perfezionamento, affinché tutto ritorni là da dove è uscito, e alla fine anche il Padre e il figlio imparino a comprendersi, e il figlio comprenda cosa significhi essere guidato, guidato da Lui, da Colui che fa orbitare mondi intorno a mondi con tutte le meraviglie e tutto lo splendore di una Creazione senza fine, eppure non dimentica nemmeno il più piccolo verme!”

33.            Così deve essere la vostra comprensione della Mia Creazione, così la vostra concezione della vita spirituale e materiale; perché solo così verrà la quiete nel vostro cuore, solo così imparerete ad afferrare e a comprendere le Mie parole, e come e perché Io ve le do!

34.            Finché non avrete raggiunto questo stato interiore, fino allora resterete sempre apprendisti, ma non figli Miei!

35.            I Miei figli devono poter contemplare con sguardo spirituale aperto la Mia natura, devono là, spogliandosi del materiale, imparare a riconoscere il vero; devono comprendere la voce del Mio mondo dello spirito e porgere i loro orecchi spirituali alle soavi melodie della Mia musica celeste, affinché tutti imparino a comprendere e ad afferrare che, sebbene la materia sia il mezzo di rivestimento del tutto, solo così era possibile rendere comprensibile a una creatura vivente lo spirituale celato nella materia, e con questo portargli vicino il Creatore di tutto lo spirituale e il materiale.

36.            Quando un giorno il vostro occhio e il vostro orecchio spirituale, così esercitati, comprenderanno l’intero processo di perfezionamento di ogni essere e cosa vivente, allora voi stessi avrete raggiunto il grado che vi compete spiritualmente, a cui ogni uomo dovrebbe aspirare. Allora il tempo non avrà più nessuna misura e la materia più nessuna durata per lui; egli riconoscerà poi chiaramente che in alto, sopra tutto l’essere e il corporeo, troneggia sublime il mondo dello spirito, e che la materia e la vita materiale, chiamate transitorietà, sono soltanto fattori intermedi che devono in verità esistere come mezzo per uno scopo, ma non sono i fattori principali.

37.            Questo è il velo di Iside che gli antichi egizi veneravano come dea della verità, e del quale essi sostenevano che nessun mortale lo potesse sollevare.

38.            Avevano ragione; perché chi, sollevando questo velo, può e gli è concesso guardare in volto la Verità divina, sa anche che, per primo: ha contemplato l’Immortale; e per secondo: essendo egli stesso immortale, può comprendere e afferrare solo ciò che è della stessa natura. Per lui la materia corporea ha smesso di essere un peso, essa è solo un involucro che, secondo il grado di riconoscimento della verità, diventerà sempre più eterea, più leggera, dove, anche se la materia con la morte corporea sarà separata dallo spirituale, non dovrà essere una separazione violenta, ma solo un leggero e soave transitare da uno stato all’altro, una separazione indolore proprio perché i legami dello spirito e del corpo sono spiritualizzati, e questi non richiedono uno strappo, ma solo un lieve dissolvimento per sciogliere l’uomo-anima diventato spirito purificato dai suoi ultimi impedimenti già nel corpo terreno, da dove può poi slanciarsi consolato in più elevate e più spirituali condizioni.

39.            Per facilitarvi questo, figli Miei, è lo scopo di tutte le Mie parole; perché nell’aldilà vi attende un mondo spirituale con altre condizioni e altre circostanze. E per rendervi capaci un giorno a questa nuova futura occupazione, Io non temo la fatica di farvi comprendere con parole di conforto, d’insegnamento e d’ammonimento, che esiste solo un Dio, un Dio che è solo Amore e altrettanto vuole educarvi solo all’amore; poiché l’Amore è il Mio Io, Amore è l’espressione di tutto il Creato, l’Amore è lo scopo finale di tutto l’esistente e il divenire, e solo con l’Amore e attraverso di esso, la Mia Creazione è comprensibile; l’Amore è l’unica cosa che imprime alle Mie creature lo Spirito nobile con cui esse possono essere chiamate ‘Figli Miei!

40.            Un animo che ama, comprende il linguaggio della Mia natura, comprende il linguaggio del Mio mondo dello spirito e sa interpretare la materia, la sua vita e la sua forma, secondo la legge dell’Amore!

41.            Imparate perciò prima ad amare! Bandite tutte le altre caratteristiche dai vostri cuori, e lascerete aperto l’accesso dei vostri occhi e orecchi spirituali alla Mia Vita-Amore-Spirito! Imparate dapprima ad afferrare il contenuto delle Mie parole spiritualmente, e solo allora comprenderete il perché Io abbia avuto tanta pazienza con voi, per far di voi dei figli amanti, figli di un eterno Padre innamorato!

42.            Così spiritualizzerete il vostro io, lo avvicinerete al Mio e vi renderete maturi per comunicare con pace e tranquillità anche ad altri ciò che in pienezza vive in voi stessi!

43.            Serbate questo bene e prendete questa parola come una nuova prova della Mia grazia e della Mia pazienza mai vacillante, per ricondurre i figli smarriti al focolare della Luce, dopo che hanno camminato abbastanza a lungo nell’oscurità!

44.            Così questa parola su ‘Vita di spiriti e di mondi’ deve nuovamente dimostrarvi che la giusta comprensione delle Mie parole non è ancora entrata in voi, e Io ritengo ancora necessario aggiungere del nuovo a quanto già tanto è stato detto, affinché tutti i misteri della Mia Creazione vi stiano chiari davanti agli occhi, e proprio attraverso di essi possiate riconoscere ancora di più Me, il Creatore della stessa come tale e come Padre vostro; poiché quanto più accogliete spiritualmente Me e le Mie parole, tanto più spiritualizzerete il vostro stesso io e vi preparerete, in questo modo, al passaggio verso stadi più elevati che, senza tale conoscenza non potrebbero essere raggiunti, perché breve è la vita e lunga l’eternità!

45.            Perciò la Mia sollecitudine riguardo il soggiorno nell’aldilà, mentre il tempo di prova in questo mondo deve valere soltanto come scuola preparatoria o tempo di verifica!

46.            Usate quindi la scuola di prova terrena per dotarvi adeguatamente di ciò che un giorno vi sarà necessario come fondamento principale; utilizzate l’arco di tempo e le Mie parole che vi sono donate sempre in abbondanza, affinché il raccolto renda onore alla semina, e voi, ancor prima di entrare nella vita degli spiriti, sappiate cosa sia propriamente la vita, cosa la vita dello spirito, cosa la vita dei mondi, cosa la vita materiale!

47.            Solo così, armati di conoscenza spirituale, il vostro progresso sarà agevole e crescerete in conoscenza e sapienza, a seconda di quanto corrisponderete a queste condizioni.

48.            Uno spirito deve sapere cos’è la vita spirituale, deve sapere quanto vale e per cosa esiste.

49.            Uno spirito deve sapere quanto grande sia la differenza tra la vita soltanto apparente e quella realmente autentica, per poter giudicare in che misura gli ostacoli che lo frenano siano in realtà adatti a spingerlo, non indietro, ma diritto in avanti.

50.            Solo equipaggiato con questa chiara conoscenza, un uomo spiritualizzato può guardare al futuro tranquillamente; poiché egli attende il Cielo non dall’esterno, ma lo porta in se stesso, per cui anche gli ostacoli mondani non sono tali per lui, ma sono solo dei mezzi di stimolo per consolidarlo e fortificarlo nella sua fede lungo il cammino.

51.            Così dovete essere temprati attraverso la vittoria dell’interiore riportata combattendo, per compiere la vostra missione riguardo a voi e riguardo agli altri!

52.            Finché in voi stessi c’è solo mezza fede, mezza fiducia e poca pazienza, fino allora non riconoscerete ancora a lungo la grande ruota motrice della vita dello spirito, la quale, muovendo tutto, vuole trasportare anche voi in questo movimento verso la meta generale.

53.            Seguite dunque il Mio consiglio: ponderate bene le Mie parole, riflettete di Chi sono e a chi sono rivolte!

54.            Io, quale Padre di tutti i Miei esseri creati, non lascio nulla d’intentato per aiutare ognuno e facilitare la sua via; ma se egli non vuole lasciarsi aiutare, allora le cattive condizioni non sono da imputare a Me, ma solo a lui stesso!

55.            “Ponderate quindi tutto e ritenete il bene!”

56.            Così Io dissi un giorno, così esclamo anche a voi, affinché non cadiate se dovesse venire il tempo della tentazione, in cui, lasciati a voi stessi, dovrete ascrivere a voi medesimi le conseguenze!

57.            La vita dello spirito è la base principale di tutto l’essere, la vita materiale è solo il suo fattore visibile. Chi confonde entrambe o rinnega interamente la prima, alla fine si accorgerà che rinnegando, la faccenda non è sbrigata, ma con ciò l’occhio spirituale diventa completamente cieco, e l’anima diventa sorda verso tutte le voci della natura che la circonda.

58.            Se il processo della vita dello spirito non fosse così terribilmente rapido, si potrebbe dire, come voi usate dire spesso nella massima: “Col tempo viene il consiglio!”. Solo che questo calcolo è qui male applicato, perché il tempo perduto non porta più nulla indietro, e il nuovo porta sempre cose nuove, non somiglianti a quelle passate, e così la legge primaria è di utilizzare il tempo affinché non sia il rimpianto per quello sprecato, ma il risultato della conoscenza futura che un giorno avrete! Perciò, figli Miei, considerate tutto più seriamente, prendete più a cuore le Mie parole, prendete più sul serio il vostro tempo, affinché le Mie parole non siano predicate ad orecchi sordi!

59.            Questo desidera il Padre vostro per il vostro insegnamento e per il vostro progresso spirituale! Amen!

 

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Cap. 18

La vita

[nella Luce dell’amore verso gli animali]

19 marzo 1873

1.  Vi ho già dato parecchie parole su questo tema, e da diverse prospettive vi è stato dimostrato cos’è la vita e cosa significa ‘vita’, e ciò nonostante esistono ancora molte altre prospettive dalle quali la vita, considerata attentamente, merita un’attenta osservazione per procedere, alla fine, ulteriormente, e fare un passo ulteriore nella comprensione di ciò che significa vita, e di come questa vita ‒ visibile o invisibile ‒ rappresenti soltanto il Mio Io spirituale che, pur servendosi di mezzi diversi e percorrendo vie differenti, deve ricondurre tutto nuovamente a Me!

2.  In ‘Vita di spiriti e di mondi’ vi ho dimostrato come, un po’ alla volta, ogni vita legata, rendendosi sempre più libera, preme verso gradini superiori, vi ho dimostrato e reso comprensibile con ciò l’origine e l’inizio del regno dello spirito e del mondo, nonché la necessaria fine di quest’ultimo.

3.  In quella parola vi ho concesso un profondo sguardo nei Miei segreti della Creazione, e ciò nonostante manca ancora un altro fattore che forse permette di conciliare i vari contrasti presenti nella Mia Creazione con le Mie parole che un giorno vi ho dato, e ancora oggi vi faccio pervenire; vale a dire la spiegazione di come l’espressione ‘Dio è Amore’ può accordarsi con le differenti contraddizioni che sembrano testimoniare proprio il contrario nella natura visibile!

4.  Lo scopo di questa parola deve ora essere quello di illuminarvi e rendere comprensibile questo ancora più da vicino, affinché possiate riconoscere ancora più chiaramente che le Mie parole sono veramente parole di un Dio, di un Creatore sublime e di un Padre eternamente amorevole!

5.  Vedete, nella parola precedente vi ho detto che nella materia vi sono ovunque, solo degli spiriti legati, propaggini del Mio Io divino, i quali costituiscono l’intera Creazione visibile, e che proprio queste particelle spirituali sono i componenti principali e l’elemento essenziale di ciò che esiste; mentre il materiale non è che un elemento secondario, ossia, una necessaria veste esteriore, per fare in modo che delle singole parti spirituali nell’intero universo, diventino come esseri distinti, chiusi in sé e capaci di esistere come per se stessi!

6.  Questo è stato il primo motivo della Creazione e del perché tutto è stato creato; il secondo motivo fu di subordinare questo Creato a uno scopo universale, e stabilire un ‘perché’ spirituale, per il quale tutto è stato rivestito di materia, perciò esiste anche l’eterno impulso di ogni cosa esistente a trasformarsi, a liberarsi dalla prigionia e salire a gradi più elevati, dove sono possibili ‒ e anche concessi ‒ maggiore libertà e il più grande godimento spirituale!

7.  Perciò anche l’impulso e movimento in tutto ciò che è stato creato a rompere la sua forma e l’inconscio correre incontro a un’esistenza migliore!

8.  Questo sforzo e impulso è ora ciò che si manifesta come vita e che, dove si presenta, porta in sé proprio per questo le tre fasi della Creazione, vale a dire: sorgere, esistere e morire.

9.  Attraverso questa tri-unità, la quale esprime in modo corrispondente anche la Mia essenziale Trinità ‒ in Amore, Sapienza e Volontà ‒ e che è contenuta altrettanto in ogni essere creato, sotto la forma di spirito, anima e corpo, attraverso questa si esprime e si manifesta la vita come attività visibile, imprimendo alla Mia Creazione il sigillo visibile che dimostra che deve esistere un Essere superiore di tutte le cose create, il Quale solo in tal modo può rendere Se stesso comprensibile alle Sue creature, e solo attraverso la vita visibile può rendere comprensibile e afferrabile lo spirituale invisibile a tutti gli esseri ai quali ha dato discernimento, intelletto e cuore, affinché comprendano da dove provengono, perché sono qui, e quale sia lo scopo della loro esistenza e la meta della loro vita, sia materiale sia spirituale!

10.            Ebbene, poiché questa vita ‒ come vi ho dimostrato ‒ è proceduta da Me, dovrà di nuovo ricondursi a Me, così anche tutte le sue manifestazioni visibili dovranno avere un giusto scopo, un ‘perché’ spirituale, perché è proprio così e non altrimenti. Questo ‘perché’ può portare l’attento osservatore della Mia Creazione a non poche conclusioni errate, e già spesso è anche avvenuto!

11.            Ora, per chiarire queste conclusioni errate e ricondurre ciò che appare disarmonico all’armonico, è lo scopo per cui questa parola porta nuovamente il titolo ‘Vita’; perché questa parola non è stata da voi ancora compresa né nella sua profondità né nella sua estensione né nel suo significato, e ciò Mi sta a cuore perché è vicino il momento dove Io, nella Mia Creazione, non voglio più avere esseri ottenebrati, ma esseri luminosi, spiritualmente veggenti che comprendano Me e la Mia Creazione. Perciò cada il velo dall’apparentemente inspiegabile, e scompaia quella cortina che finora è rimasta sospesa davanti ai vostri occhi spirituali!

12.            Vedete, figli Miei, quando creai il mondo, o l’intero universo, il Mio scopo nel legare le particelle spirituali non è stato soltanto quello che, mediante l’impulso posto in loro, esse dovessero semplicemente trasformare la materia per ottenere una forma di esistenza migliore, no! Ma mentre gli spiriti legati devono contribuire alla spiritualizzazione della materia, anch’essi dovevano prepararsi, attraverso un’altra scuola spirituale, al grado successivo; dovevano essere educati attraverso sofferenze, privazioni e lotte d’ogni genere, affinché non solo preparassero la materia a uno stadio più elevato, ma prima di tutto fortificassero se stessi spiritualmente, avvicinandosi così a Colui che – simbolo di tutte le più alte caratteristiche spirituali, come Amore, Umiltà e Grazia ‒ è andato loro innanzi in ogni cosa, e che, discendendo su questa piccola Terra come minuscolo Uomo terreno, sottomettendosi alle più basse condizioni, ha tuttavia dimostrato, nel più umile e nella più grande ignominia, il più alto carattere spirituale di un Dio, e lo ha perfino suggellato con la Sua morte terrena e la Sua resurrezione!

13.            Tutto ciò che è capitato a Me nella Mia vita terrena, dalla nascita fino alla croce; il Mio insegnamento, le Mie sofferenze e le Mie lotte, il Mio Amore e la Mia umiltà, la Mia grazia, il Mio perdono e il Mio dimenticare ogni Mia potenza, la Mia inconcepibile pazienza verso gli uomini smarriti, era stato posto, in modo rispondente, in ogni minima particella spirituale. E ciò che Io, come esempio, ho vissuto, sofferto e riportato lottando sulla Terra, questo era già da lungo tempo stabilito in ogni creatura, in ogni materia in cui vi fosse nascosta una scintilla proveniente da Me, affinché anche il più piccolo atomo spirituale percorresse coerentemente la stessa via del suo grande Creatore, quella via che un giorno dovrà elevare lo spirito al di sopra della materia, e così, salendo trionfalmente di grado in grado, dimostri realmente che, come esistono solo leggi per la materia ‒ leggi di attrazione e repulsione ‒ esistono anche leggi morali, superiori e spirituali, le quali, fondate nel Mio Io, costituiscono il Mio essere e la sussistenza di tutto ciò che è stato creato.

14.            Così voi vedete lo spirito imprigionato nella roccia ‒ il cui primo principio sarebbe la quiete ‒ scacciato dalla sua pace attraverso l’influsso degli elementi e dall’influsso del mondo animale e umano; lo vedete, se poteste comprenderlo, anche nelle sue sofferenze, nella sua resistenza verso tutto ciò che gli è estraneo, sempre pronto a difendersi, finché, nonostante la sua resistenza, alla fine deve cedere alla spinta evolutiva e seguirla. E mentre, attraverso luce, calore e umidità, il suo rivestimento materiale viene mantenuto in uno stato di vibrazione che trasforma ciò che esiste e ne spezza la forma, ciò finisce col favorire lo spirito ‒ sebbene spesso contro la sua volontà ‒ in ciò che gli è necessario e che gli è assegnato come principio vitale.

15.            Come è nella pietra o nella materia solida, tale e quale è nel regno vegetale, dove la vita della pianta ‒ cioè la vita dello spirito dimorante in essa ‒ viene anch’essa, per varie circostanze, spinta a consolidare la propria esistenza spirituale attraverso sofferenze e lotte.

16.            Voi, infatti, non sapete quando strappate selvaggiamente una pianta dalla madre terra, oppure abbattete un albero, oppure prendete a una pianta l’ornamento più bello, la sua vita da sposa, il fiore, se lo spirito vegetale disturbato nella sua somma vita di delizia non sente anche un dolore, come quando a voi capita qualcosa di sgradevole.

17.            Se poteste contemplare con occhi spirituali il mondo dello spirito, indietreggereste con raccapriccio davanti a certe cose, quante crudeltà voi uomini, che pensate di essere ragionevoli, causate spesso, crudeltà che appunto un’esistenza inferiore deve sopportare in silenzio, perché non le è dato alcun linguaggio per esprimere con suoni, gioia e sofferenza.

18.            Guardate l’eterna lotta degli elementi con la dura roccia, la vita delle piante e la vita degli animali che altrettanto racchiudono in sé scintille spirituali; tutti devono lottare, tutti devono soffrire, e non solo l’uomo superficiale ha il diritto di lamentarsi perché questa vita terrena è una vita piena d’inganno e delusioni, e che spesso non vale la fatica di viverla solo per soffrire!

19.            Il mondo degli animali, questo mondo da voi tanto calpestato con i piedi, soffre spesso molto più di voi, e molte volte soffre non solo per le leggi della natura che, per il suo progresso, ha intessuto anche sofferenze e lotte nella sua breve vita, ma per la maggior parte soffre innocentemente per ciò che gli arreca l’uomo, la cui schiavitù tirannica e ogni altro dispotismo che voi volete portare ovunque, è insuperabile in spietatezza.

20.            All’animale, oltre ai suoi stessi nemici ‒ attraverso i quali, servendo loro da nutrimento viene elevato a un gradino superiore ‒ sono state date anche le necessarie caratteristiche alla riproduzione e alla conservazione della specie; queste sono il sentimento materno, l’amore per i suoi piccoli, l’amore per la sua dimora naturale o artificiale. Un amore che, presso gli animali, è imposto dalla natura, mentre in voi uomini dovrebbe essere ugualmente richiesto dalla vostra condizione morale, ma ora è quasi ridotto a zero, tanto che più di un animale “stolto” potrebbe far arrossire l’uomo che si crede intelligente!

21.            E vedete, proprio questo amore ‒ amore come scintilla divina proceduto da Me ‒ addolcisce l’animale verso il suo ambiente più vicino, e lascia cadere un raggio di luce, di gioia e di benessere nella piccola anima-animale, affinché anch’essa, non seguendo soltanto l’impulso al nutrimento e alla conservazione, conosca un piacere spirituale più elevato che non la leghi alla materia, ma unisca spirito a spirito.

22.            Quando all’animale viene distrutta la sua covata, la sua dimora, osservate il suo timore angoscioso, il suo dolore, il suo irrequieto vagare intorno; osservatelo e vergognatevi di voi stessi che eseguite tanto spesso, con grande spietatezza, tali atti di crudeltà, perché vi credete ‘i signori del mondo!

23.            Se Io permetto e non punisco tali cose come lo meriterebbero, è perché questo soffrire, per quanto sia duro e amaro per le silenziose creature, deve nondimeno contribuire al rafforzamento della loro vita dell’anima e dello spirito.

24.            Anche l’animale non trova la sua vita adagiata sulle rose!

25.            È ovvio che questo non deve darvi il diritto di torturare l’animale, bensì, quali più forti, dovreste proteggere il più debole, e non abusando della loro debolezza, passare spesso il vostro tempo nell’inutile strage con la caccia e penoso mangime, ingrassamento e così via, per il piacere del vostro palato, amareggiando la vita a un essere innocente, vita che a lui non date voi, e quindi non avete nemmeno il diritto di togliere!

26.            Voi uomini dovreste ricordare che Io non ho creato il mondo così come lo avete adesso dinanzi agli occhi, no! Nei primi tempi l’uomo viveva in armonia con il mondo animale; l’animale non vedeva nell’uomo il suo nemico, e altrettanto l’uomo non aveva bisogno di temere l’animale; adesso invece, in cui gli uomini di fronte all’animale hanno invertito la fiducia in diffidenza, ne subiscono anche le conseguenze!

27.            Il paradiso di una volta consisteva proprio nell’unificazione dell’intero mondo creato, come una perpetua preghiera di ringraziamento a Me; e la discordia dell’egoismo, dell’odio e della vendetta ve l’ha piantato dentro solo l’uomo; perciò egli non è più il signore del mondo, bensì il mondo è diventato il suo signore!

28.            I pericoli che lo minacciano, il compito di proteggere la sua vita e quella della sua famiglia, bastavano al regno animale come scuola per essere risvegliato dalla letargia della quiete. Non era necessario che, oltre alle Mie leggi della vita, voi uomini aggiungeste ancora altre crudeltà, per ferire e tormentare l’animale nella sua esistenza che sembra posta assai sotto la vostra.

29.            Tuttavia, sebbene questo silenzioso martirio e sofferenza del mondo animale, in riguardo al suo progresso spirituale gli è di vantaggio, così è dall’altro lato proprio questo vostro comportamento, la vostra crudeltà e voglia di divorare, la più grande e prima causa perché voi stessi, volendo essere signori del mondo, in mille casi siete ampiamente inferiori al mondo animale, e accorciate per di più anche la vostra vita con l’assorbimento di una massa di elementi che non appartengono alla vostra organizzazione, provocando così malattie e sofferenze di cui, proprio l’animale tanto disprezzato non ha nessun presentimento e lo rimette solo completamente a voi come trionfo del vostro dominio sul mondo, affinché anche voi dobbiate di nuovo espiare, attraverso errori causati da voi stessi, ciò che avete commesso così sconsideratamente in crudeltà a tutto ciò che vi è sottoposto!

30.            Prendete solamente tutti quegli animali che utilizzate e che lavorano per voi, o che voi credete necessari come nutrimento per la vostra esistenza; quale crudele comportamento distingue lì il ‘signore della Terra!

31.            Come ripaga egli la volontaria disponibilità servizievole di quegli animali che ha attirato proprio per questo nella sua sfera, perché senza la loro forza non avrebbe combinato nulla, oppure molto poco?

32.            Guardate il cavallo, il bue, la pecora e così via, quale triste destino non ha il primo, quanto soffre spesso in silenzio sotto la maltrattante mano brutale come compenso per la prestazione delle sue forze che stanno a lui a disposizione!

33.            Dov’è qui la moralità dell’uomo? Dove si trova una simile crudeltà nella vita umana? Tra gli animali stessi non esiste!

34.            Il bue, che tira il vostro aratro, vi aiuta a ottenere pane e nutrimento, vi tira di buon grado i vostri pesi, e qual è la sua ricompensa? Magro foraggio, per essere alla fine da voi ancora tutto divorato!

35.            Voi chiamate i cannibali mangiatori di uomini, e cosa siete voi se non di più, voi abitanti civilizzati di città e villaggi?

36.            Come trattate gli altri animali che avete scelto per vostro nutrimento, e in più, non per bisogno, ma piuttosto per innaturale prurito del palato?

37.            Quanto spietatamente li trattate con il foraggio stesso, quanto spietatamente con il loro smercio!

38.            Sordo risuona al vostro orecchio il grido angoscioso di un animale tormentato; voi che tenete presente solo la vostra brama di divorare e guadagnare, dimenticate che anche l’animale sente dolore, ed è stato creato da Me per un altro scopo, diverso da quello che lo usate voi!

*

39.            Vedete, proprio questa grande scuola della sofferenza che Io stesso sopportai un giorno come esempio sul vostro mondo, è simbolicamente intrecciata nella vita delle creature, secondo il grado della specie dell’essere creato. E se sto a guardare pazientemente come tutto ciò accade, come migliaia di animali vengono tolti dal mondo ben prima del tempo stabilito dalla Mia legge, il motivo è che posso di nuovo trarre, anche dalle deviazioni del genere umano, un vantaggio spirituale per le Mie creature meno dotate; mentre la punizione o ricompensa ricadrà solo su di voi, dove poi anche voi, come uomini, sperimenterete ciò che avete inflitto agli animali innocenti. Così vi preparate da soli un mondo pieno di sofferenze e lotte, pieno di cupidigie e privazioni, che è naturalmente l’opposto di ciò che avete sperato e cercato di ottenere!

40.            Così il filo si estende attraverso tutta la Mia Creazione, mostrando a tutti gli esseri, mediante sofferenze, lotte, privazioni e conquiste, il cammino spirituale, attraverso il quale soltanto può essere condizionata la vita dello spirito e il progresso spirituale!

41.            Lo spirito vincolato cerca la pace, come beatitudine, nella materia solidificata; il regno animale cerca la pace e la tranquilla ricerca del suo istinto di sopravvivenza, e il signore della Terra, l'uomo, cerca la pace e un sereno appagamento nelle sue soddisfazioni fisiche animalesche!

42.            Ma una superiore, grande legge del mondo dello Spirito ‒ che paragonerebbe il riposo al solo stato di morte e non esistenza ‒ disturba continuamente questo riposo, stimola continuamente alla lotta, allo sforzo contro gli intrusi estranei; e proprio questo sforzo è la vita dello spirito che costringe le particelle spirituale del Mio Io, poste da Me nell’intera Creazione, a ritornare, a migliorare il loro essere e a perfezionarsi!

43.            Come Io dissi un giorno ad Adamo: “Nel sudore della fronte dovrai guadagnare il tuo pane[32], il che vuol dire:

44.            La quiete che Io ti volevo dare, non l’hai compresa, l’hai voluta usare, invece che per la vita, per la morte del tuo io spirituale; ora questa quiete ti dovrà essere tolta, affinché il tuo io spirituale non inaridisca sotto il sudiciume delle passioni bestiali e, lottando e soffrendo, dovrai conquistarti ciò che, dato a te liberamente dalla Mia mano, tu hai rifiutato e malinteso![33]

45.            E il mondo, così com’è adesso, potrà portare a qualcosa di meglio per voi uomini solo attraverso la scuola della sofferenza, perciò essa è divenuta necessaria; così c’era e c’è anche per il regno animale un proprio periodo di vita che, a seconda delle condizioni, quanto più imposte all’uno o l’altro da sopportare e da soffrire, tanto più doveva essere capace di raggiungere un gradino spirituale più elevato.

46.            Per quanto riguarda gli eccessi e la crudeltà della razza umana nei confronti del regno animale che le è sottoposto, questa situazione è andata di pari passo con la decadenza della sua dignità spirituale, ed ha portato gli uomini, spiritualmente e fisicamente, a un punto che ora sta andando altrettanto presto alla sua fine, dove la dignità spirituale umana dovrà riprendere la sua posizione che egli, l’uomo, eserciterà poi non solo verso il suo prossimo, ma anche verso tutto ciò che gli è sottoposto; per la qual ragione la Terra sarà ridestata con uomini spirituali, e anche il regno animale starà di fronte a loro con meno ostilità, e così l’uomo riconoscerà il passato paradiso perduto, in unione di tutto il vivente, come grande scuola spirituale di vita! Tutto adesso tende in quella direzione! Il vento spirituale prorompe da tutti gli angoli per la rigenerazione. Gli uomini, almeno la maggior parte di loro, non lo sanno interpretare; tuttavia alcuni tra loro sì, e in particolare voi che Io ho preso sotto la Mia custodia, voi tutti dovete venire a sapere cosa significa vita dello spirito, affinché possiate riconoscere gli indizi dove tutto mira a trasformare di nuovo la società umana, oltre al mondo animale e vegetale che la circonda, per quello che essa (la Terra) era un giorno: un giardino dei Miei figli, una dimora per le Mie creature essendo tutte create secondo la Mia legge dell’Amore ed educate e istruite anche secondo Lo stesso Uno, le quali devono riportare un giorno a Me, arricchito di interessi, tutto il Mio inviato fuori, affinché Io, per completare il Mio regno dello spirito dalla materia, ottenga nuovamente spiritualizzata perfino quest’ultima, così che Mi circondi di un mondo di spiriti che siano degni di Me e abbiano dinanzi agli occhi il proprio compito di vita a seconda della meta, per mezzo del quale dallo spirito più piccolo vincolato nella materia solida fino all’angelo a Me più vicino, afferrino tutti la loro destinazione, imparino a riconoscere e ad amare Me, e possano scorgere in tutto, quindi anche nel materiale, solo una scuola preparatoria e di prove, e come esseri creati da un Dio, possano divenire figli Suoi!

47.            Perciò applicatevi anche voi a riconoscere e ad afferrare spiritualmente cos’è la vita spirituale, la quale fu fissata come meta al più piccolo verme così come a voi quali immagini di uomo e di Dio. Imparate a riconoscere la vostra dignità umana, e come vi dovete comportare verso l’essere apparentemente senza vita, ma anche tra voi esseri viventi, affinché voi stessi, esseri spirituali, memori della vostra origine, possiate agire sempre come tali; solo così, infatti, si consolida la nobiltà dell’anima di non agire giustamente solo là dove lo esigono le leggi politiche o familiari del nobile agire, no! Bensì dove, anche se l’uomo è crudele e nessuna legge esistente lo punisce all’infuori della sua coscienza, soltanto là dove l’uomo non ha altro giudice che la sua libera volontà, dove con questa sta da solo dinanzi a un Dio e Creatore, e là per libero impulso, per nobile amore interiore, esercita grande misericordia anche verso l’ultimo più insignificante animale o essere nel quale è supposta ‘vita’, per agire anche là generosamente, questo lo innalza, questo lo ricompensa. Non che non dobbiate calpestare un verme, no! Bensì che voi, ubbidendo a leggi di vita superiori, diveniate padroni delle vostre passioni; questa è la coscienza che v’innalza sopra la massa! Esercitate dunque il vostro amore e la vostra misericordia, finché diventeranno per voi una seconda natura, e allora non negherete al vostro prossimo ciò che avete concesso a un animale debole e incapace di difendersi!

48.            Cosa fa dunque di Me un grande Dio, un grande Creatore? Forse la Mia Potenza? Forse la Mia Onnipotenza? No!

49.            Io sono veramente grande solo perché, proprio come Padre amorevole, guido anche il più piccolo infusore con lo stesso amore e pazienza la sua breve via, così come ho tracciato al più alto spirito angelico la sua, e a tutto ciò che è stato creato da Me non faccio mai sentire la Mia potenza, ma sempre e soltanto il Mio Amore, la Mia Grazia e la Mia Pazienza.

50.            Questo Mi rende grande dinanzi a voi esseri pensanti, questo fa di Me un Padre affettuoso, a Lui dovete implorare fervidamente; ma non alla Mia onnipotenza, dinanzi al cui severo sguardo da giudice vi dovete nascondere come peccatori!

51.            Diventate come Me: perdonate – dove vorreste condannare; condonate – dove vorreste punire; e dimenticate – dove per amore, non volete ricordarvi dell’ingiustizia!

*

52.            Allora elevatevi, quali esseri liberi, oltre il movimento delle masse; guardate il mondo con occhi spirituali e non aggiungete sofferenze alle creature innocenti per le loro necessarie lotte che Io ho posto nel periodo di vita dell’animale, affinché anche il più piccolo ma legato spirito, diventi capace, fortificato e saldo nelle sue forze spirituali, di potersi ritrovare facilmente su un gradino più elevato.

53.            Così il corso della vostra vita dovrebbe diventare una catena di beneficenze invisibili che voi lascerete pervenire ‒ non importa a chi,  animale o uomo ‒ perché, memori del Mio esempio, vogliate anzitutto custodire la nobiltà del vostro cuore e, come figli di un Dio, vogliate agire di conseguenza in maniera divina, ogni volta che l’occasione lo permette.

54.            In questo modo favorirete la vita dello spirito in generale e nel singolo, nel petto altrui e nel vostro. La consapevolezza di tali opere, alle quali sta per base la misericordia e la pazienza, dona questa quiete che anch’Io come Uomo ebbi sulla croce, e tale che anche da lì potei esclamare: “Perdona loro, o Signore, perché essi non sanno quel che fanno!”

55.            L’elevatezza dell’autocoscienza divina, che lì M’indusse a quest’esclamazione, possa illuminarvi in tutta la sua profondità; quanto in alto può stare moralmente un uomo se egli, nonostante ingiurie e sofferenze, invece di rappresaglia, può implorare ancora il perdono!

56.            Afferrate questa vita spirituale! Esercitatevi nel piccolo, e vi eleverà e vi beatificherà, poiché ciò che Io come uomo ero con la Mia potenza divina verso i Miei simili, lo dovete essere anche voi verso chi vi circonda, anzi, verso l’ultimo essere vivente, e questo significa: zelanti protettori del debole e difensori del sofferente!

57.            Così intendete la storia della Mia vita! E su di voi si diffonderanno raggi di luce così che, imitando il Mio esempio, li potrete usare altrettanto per la massima beatitudine, diffondendo intorno a voi solo del bene, solo benefici. Elevate il vostro io e questo vi porterà più vicini a Me, poiché voi, camminando sulle Mie orme, potete fare le stesse cose che ho fatto Io e faccio sempre, e ciò significa che voi, preservando la vostra dignità di uomo e di spirito, vi eleviate a ciò che Io vorrei far di voi, cioè a figli di un Dio eterno e Padre sempre amante. Così sia!

 

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Cap. 19

La vita umana

14 gennaio 1875

1.  Già spesso è giunta fino a Me la voce lamentevole di un uomo che Mi ha accusato d’ingiustizia e durezza, perché la sua vita e gli eventi determinanti della stessa non sono riusciti così come lui credeva, sperava o desiderava.

2.  Già spesso ho sentito la supplica di un’anima oppressa che, lottando con ogni miseria della vita umana, ha esclamato, sotto la pressione del suo massimo dolore: “Ma Padre e Signore, cosa ho fatto dunque, perché Tu mi perseguiti con ogni sorta di tribolazioni, mentre ad altri riversi in pienezza la fortuna nel loro grembo, senza sapere il perché l’abbiano veramente meritata?

3.  Così e in mille altri modi vengono sollevate lamentele contro la Mia giustizia, contro le Mie parole che affermano che Io sono l’Amore e non posso punire; e ancora altre accuse vengono mosse contro di Me, come se fossi un Giudice inesorabile, un Padre severo ma non amorevole. Accuse che, a prima vista, secondo i concetti umani, appaiono spesso perfino giustificate.

4.  Ebbene, per mettere tutte queste accuse e lamentele nella giusta luce, e anche per discutere ancora sul perché nella società umana ci sono tante condizioni, professioni e mestieri, e perché nell’animo umano esistono così differenti inclinazioni per una o l’altra vocazione di vita, vi voglio spiegare, dopo avervi chiarito a sufficienza la vita spirituale dopo la morte, anche questa domanda sulla vita umana a voi più vicina, affinché, per primo possiate smetterla una buona volta di accusarMi, e per secondo, affinché impariate a riconoscere per cosa esiste la vita umana e perché essa è proprio così com’è, e non come voi ve la vorreste costruire.

5.  Quest’argomento ha sempre stimolato l’uomo più di tutto a investigare, pur comprendendolo meno di ogni altra cosa; egli ha speso lì tempo e fatica per mettere in chiaro, cercando in lontananza, ciò che veramente avrebbe trovato la sua soluzione nella più prossima vicinanza.

6.  E così è anche nella sociale vita umana, nei reciproci rapporti degli uomini uno verso l’altro, dove sono sorte condizioni che, in verità, non ho determinato Io, ma certamente previsto e permesso, tuttavia sempre con la riserva di usare tutto per il Mio grande scopo della Creazione!

7.  Tuttavia, prima che Io possa entrare nella spiegazione delle lamentele e delle domande sopra elencate, devo nuovamente prenderla alla lunga e portare al vostro occhio spirituale delle cose che voi finora avete considerato solo da una parte, cioè umanamente, e dove continuamente i vostri pregiudizi danno il tratto della bilancia.

8.  Prima di osservare l’uomo nelle sue relazioni con il suo prossimo o col suo simile, dobbiamo innanzitutto domandare: “Cos’è veramente l’uomo? Di cosa è fatto? Qual è la sua missione su questo globo terrestre?

9.  Compreso prima questo chiaramente, allora già ci aiuterà a illuminare più da vicino le relazioni sociali del genere umano!

10.            Vedete, l’uomo consiste, come si sa, di tre cose: vale a dire, di corpo, anima e spirito.

11.            Ebbene, queste tre cose voi tutti le avete afferrate in generale, così da dire: “Il corpo è materia, l’anima è tratta da ciò che, nel mondo materiale-spirituale, rimase legato a seguito della caduta di un grande spirito; e lo spirito è una scintilla divina che deve elevare l’anima, spiritualizzarla e, attraverso la sua purificazione, deve portare anche gli elementi del corpo materiale a un gradino superiore, affinché tutto possa, passo dopo passo, percorrere il proprio cammino di perfezionamento, così come era stato stabilito fin dall’inizio nel grande scopo della Creazione!

12.            Qui, in queste conclusioni, sta già il primo concetto errato, perché voi considerate soltanto il vostro spirito come scintilla divina, che dovrebbe nobilitare ogni cosa; mentre, se non aveste sempre ‒ spesso inconsciamente ‒ idee aristocratiche che volete applicare alla Mia persona, scorgereste e comprendereste facilmente che tutto ciò che è creato è, in fondo, divino, e deve essere infinito, perché da Me proviene, da Me è uscito e a Me deve ritornare!

13.            Il corpo, quale strumento materiale per la durata della vostra vita terrena, consiste altrettanto dei più nobili, più elevati elementi del Mio Io spirituale, così come sono l’anima e lo spirito; solo che questi elementi, essendo costretti nella materia, possono esprimersi soltanto secondo quanto la loro momentanea organizzazione permette.

14.            Questi finissimi elementi spirituali, che già nel grembo materno contribuiscono a costruire il corpo, aspirano anch’essi alla perfezione e alla compiutezza; imprimono le loro tendenze nella forma del corpo, per quanto una forma plastica possa esprimere un principio spirituale, e cercano, attraverso la missione loro assegnata nella vita umana, di completare ciò che degli elementi più elevati e divini dell’anima e dello spirito, proseguano poi verso la piena realizzazione.

15.            Essi sono i manovali, i collaboratori per il grande edificio spirituale di una perfezionata idea divina, proprio come un architetto non può costruire una casa da solo, ma ha bisogno di mille mani, le quali, però, ben inteso, non come macchine, ma di nuovo guidate da altre intelligenze, aiutano a costruire l’intero edificio.

16.            Così nell’uomo, come in tutto ciò che è stato creato ‒ nella pietra dura, nel mondo vegetale, e nel regno animale consapevole di sé ‒ operano sempre le forze che modellando le forme, contribuendo alla nobilitazione e alla raffinazione dell’insieme; mentre la specie e il genere è ancora soggetto a mille altre influenze diverse, per cui le capacità poste originalmente in esse non possono giungere alla piena perfezione. Per questo, ovunque, nonostante la stessa specie e la stessa origine, sorgono altrettanti risultati differenti, quante sono le creature che esistono nell’intero spazio cosmico.

17.            L’anima, come ramo o come discendente di un grande portatore di luce decaduto, doveva anzitutto possedere un rivestimento adatto a lei, e inoltre, un principio spirituale più elevato a lei conferito, il quale la spingesse a portare a compimento la sua formazione non solo qui, ma anche dopo aver deposto qualsiasi involucro terreno, affinché essa potesse servire come base per un mondo spirituale.

18.            Così l’anima dell’ultimo infusore, come quella dell’uomo, è sempre stimolata a compiere dapprima qui il suo scopo della vita, nella misura in cui l’involucro l’abilita a questo, e uno scopo spirituale inconscio che voi qualificate con il nome di ‘istinto’ o ‘natura’ le apre la via per il perfezionamento in altre forme e in altre condizioni.

19.            Lo spirito nell’uomo è lo stesso che nell’ultima pietra; solo che lì esso trova un’organizzazione più ordinata, che non si oppone tanto alla sua vera sfera d’azione, ma è stata creata per seguire tutte le sue aspirazioni.

20.            Non è dunque una Scintilla spirituale del Mio Io quella che Io avrei dato unicamente all’uomo, ma in tutto vi è solo Scintilla divina; e soltanto là dove si trova un corpo che si adatta maggiormente allo spirituale, corrispondendo pienamente alla massima espansione delle forze spirituali.

21.            Vedete, una regione uniforme, una vita monotona, vi dimostra già abbastanza che ‘la vita’ esiste solo dove c’è varietà, dove c’è diversità, poiché proprio dal fatto che non tutto si trova sul medesimo gradino e non tutto procede con lo stesso passo, allora la vita diventa uno slancio stimolatore verso il raggiungimento di ciò che è destinato a tutti, ma non può essere ottenuto in un unico modo.

22.            La diversità è la base della vita. Diversi sono i mondi, diverse le loro creature, e diversa perfino la via che essi devono percorrere per il perfezionamento. Senza questa diversità non esisterebbe alcuna vita, alcun movimento e alcun progresso. Solo così, con il germe che forma da sé sempre del nuovo ma più elevato, poteva essere posta nella realtà una Creazione, una Creazione che, per primo, rende onore al suo Creatore, e anche, come Lui, può portare in sé, per l’appunto, il germe dell’infinità.

23.            Così dovete intendere tutto questo mondo visibile e invisibile, dall’atomo più fine nello spazio fino al Mio grande Regno dello spirito, se mai volete comprendere perché Io ho creato tutto questo, e perché è così e non diversamente.

24.            Presso di Me non è accettabile che possano manifestarsi correzioni, riparazioni o modifiche, perché queste presuppongono errori e conclusioni sbagliate che per un Dio non sono possibili.

25.            Perciò via con le vostre limitate idee umane! Il mondo è così come Io ve lo descrivo, dove vi svelo e spiego quasi ogni giorno un segreto dopo l’altro della Creazione, affinché impariate a riconoscere una buona volta che il vostro scopo della vita è tutt’altro da come lo volete costruire voi, e da come volete avere anche i mezzi disposti così che convengano al meglio alla vostra natura corporea, ma non alla natura e destino spirituale!

26.            Vedete dunque: corpo, anima e spirito sono portatori della Mia Scintilla divina; e come in essi e attraverso di essi, la modalità dell’espressione è diversa ‒ rendendo diversi anche gli uomini ‒ così, con una più ampia convivenza umana, questa differenza delle capacità dovette necessariamente far sorgere anche differenti occupazioni e professioni che, nel loro insieme, erano indispensabili alla vita comune, pur dovendo essere strutturate in modo differente l’una dall’altra.

27.            Già in un’altra parola vi ho confermato che tutto ciò che è creato, raccogliendo in sé dai primi atomi spirituali differenti cose, doveva anche avere altrettante svariate espressioni.

28.            Nell’uomo, che è costituito da tutti gli elementi della sua Terra e che, come ultimo anello o “compendio” dell’intero globo terrestre, ne rappresenta la sintesi, questa molteplicità di tutto ciò che è spirituale doveva manifestarsi ancora più chiaramente, perché egli, essendo superiore a ogni altra creatura nel modo di comunicare i suoi pensieri e le sue idee, possiede anche la capacità di far trasparire il suo spirituale e poterlo valorizzare. Da ciò le inclinazioni per l’una o l’altra occupazione esercitano naturalmente la loro influenza, in parte attraverso le impressioni della prima giovinezza, in parte attraverso gli elementi predominanti al momento della procreazione, come patrimonio spirituale ereditato, e dovevano manifestarsi anche nella vita, il che avveniva proprio là dove i maggiori ostacoli si opponevano alla loro soddisfazione.

29.            Così sorsero, con i crescenti bisogni dell’uomo, analogamente con l’aspirazione alla comodità e l’impulso delle passioni, una quantità di mestieri, per rendere all’uomo quanto più gradevole possibile la vita.

30.            Questo bisogno risvegliò nell’uomo l’amore per le singole creazioni artistiche, e ciò indusse gli altri, per poter vivere in modo più confortevole, ciascuno secondo il suo modo di vedere, ad assumersi la realizzazione di ciò che veniva desiderato.

31.            Così si sviluppò, un po’ alla volta, la competizione tra i più dotati, e da essa sorsero infine la classificazione più varia di tutte le condizioni e i ceti, nei quali ciascuno, tramite l’altro, voleva guadagnare e vivere comodamente, abbandonandosi solo alle proprie passioni.

32.            Che in questa competizione siano sorti inconvenienti dovuti alla gelosia, alla maggiore capacità, alla buona o alla cattiva volontà, e in generale alla spinta di tutte le passioni umane, che questi inconvenienti abbiano poi influito sulla vita sociale dei singoli ‒ là dove tra miseria e abbondanza, sempre lottando e contendendo, è cresciuta tutta la vostra attuale società umana ‒ è facile da comprendere, poiché solo la vita temporale ha provocato tali condizioni. Secondo le leggi morali, infatti, il più umile, come il più elevato sulla Terra, dovrebbero essere animati dagli stessi principi, poiché la morale e le Mie due Leggi divine sono uguali per il contadino e per il re.

33.            Ma proprio perché le leggi divine, stando sopra quelle terrene, non sono sottoposte a nessun cambiamento e quindi non permettono nessuna interpretazione diversa, proprio per questo i contrasti sorgenti nella vita sociale sono spesso la causa del perché gli uomini accusano poi Me, mentre in realtà ‒ beninteso ‒ sono essi stessi, in generale, i responsabili di tali condizioni.

34.            È certamente giusto che il figlio del contadino possieda gli stessi diritti umani di un principe già incoronato nella culla, davanti a Me entrambi sono uguali, tuttavia le facoltà che sonnecchiano nell’uno, sono spesso molto diverse da quelle dell’altro, e ognuno porta con sé nel mondo già un grosso pezzo della sua futura carriera da vivere, come bene ereditato dai suoi genitori, dove poi si aggiungerà ancora il proprio, per ingrandire o per diminuirne il possesso.

35.            Differenti sono tutti gli esseri creati, differenti le loro vie da percorrere, e per questa ragione è anche differente l’apparente ‘corso della fortuna o della sfortuna’ che essi devono passare, meritato o non meritato.

36.            Se dietro a questa vita materiale non ci fosse una grande vita spirituale, se non ci fosse il divino morale del Mio Io che è innato in tutto, già da molto tempo la specie umana sarebbe scesa alla natura bestiale e sprofondata sotto la stessa, volendo l’uomo, abbandonandosi sempre e solo alle sue passioni, sfruttare sulla Terra tutto per le sue soddisfazioni.

37.            Ma proprio perché il materiale può rendere felici solo per un tempo limitato e spesso solo per un momento, perché gli elementi spirituali divenuti rozzi e oscuri non possono unirsi con elementi superiori e più fini, perciò ogni fortuna mondana è di breve durata, ne consegue necessariamente che l’uomo, incalzato da mille spiacevoli situazioni, per primo impari a riconoscere: “Il mondo materiale non basta, ce ne deve essere un altro!”. E dopo, nonostante tutto il negare, alla fine dovrà anche confessare: “Deve esistere Qualcuno che ha creato questo mondo visibile, nonché il sospettato invisibile!”

38.            Così egli è costretto a crearsi un Dio, se vuole rendere quieto il suo impulso interiore, poiché con condizioni spiacevoli nessuna cosa terrena può dargli un indennizzo, perché l’uomo è un prodotto spirituale ed è stato rivestito solo per breve tempo in un involucro materiale, allo scopo di levarsi ciò che è attaccato in lui di grossolano in una vita di prova, per andare incontro allo spirituale superiore.

39.            Tutto ciò che vedete ha un fondamento spirituale, ha scopi più elevati del semplice e fugace vivere; proprio per questo dovete considerare ogni cosa da un punto di vista spirituale. I lamenti che giungono fino a Me, a causa di afflizioni e disgrazie, testimoniano solo l’ignoranza delle condizioni umane, di una comprensione non ordinata del modo in cui il materiale ‒ se lo si onora eccessivamente ‒ può e deve generare solo un danno spirituale.

40.            Il conforto che dietro questa vita materiale ce ne sia una spirituale, molti uomini se lo sono sottratto da loro stessi, perché hanno creduto agli uomini invece che a Me, a Me che trovai bene perfino scendere su questo globo terrestre, per non dimenticare nemmeno loro nel generale processo di salvezza.

41.            Se quindi arrivano lamentele e rimproveri, dove è criticato il Mio governo, allora si dimostra chiaramente su quali deboli piedi poggia la visione del mondo, e come esso sia veramente.

42.            Non tutti possono nascere nelle stesse condizioni, non tutti possono essere dotati degli stessi talenti; deve dominare la diversità, poiché proprio nella diversità si trovano la vita e il progresso!

43.            Si aggiunga inoltre ancora che, sulla Terra, molti spiriti provenienti da altri mondi vogliono spontaneamente sopportare la scuola di prova per il raggiungimento della Mia figliolanza, ed essi arrivano qui da quei mondi, naturalmente non senza dote, avendo talvolta per l’una o l’altra occupazione una certa preferenza, senza sapere che un giorno questa fu esercitata da loro in migliori e più fini organizzazioni.

44.            Questi, e di loro ne esistono molti, verranno a sapere un giorno e troveranno spiegato il perché un certo impulso spirituale a loro inconscio li spingeva sempre a questa o a quell’occupazione che, in verità, era materiale, e tuttavia aveva molto di spirituale celato sotto quell’involucro.

45.            Io, quale Dio e Amore supremo, creai il mondo, creai i singoli i soli e le terre. Questo Amore, però, non deve essere valutato secondo le vostre idee dell’amore. Questo Mio Amore è completamente diverso, tanto che per voi non è possibile comprenderlo, ma non temo nessun mezzo per farvelo presentire, poiché solo dalla comprensione di questo Amore può essere valutato il giusto riconoscimento di tutto l’esistente, così come gli avvenimenti della vostra vita umana.

46.             Il Mio Amore è un Amore generale in questo senso, perché deve tener presente solo i grandi scopi di una Creazione, ai quali tutti gli altri si devono subordinare. L’Amore, come lo intendo Io, non dimentica nemmeno il verme e nemmeno l’insensibile pietra, e ancor meno i più grandi e fini esseri perfezionati; questo Amore quindi ha altre leggi, altre intenzioni e altri scopi.

47.            Se il Mio Amore non fosse come appunto è, allora Io dovrei essere un Dio della vendetta, come presso di voi certi uomini Mi vorrebbero far essere. In questo caso Io sarei poi un Giudice severo, un Castigatore inesorabile, tutte caratteristiche che avete appreso dai vostri codici, i quali, però, non stanno nei Miei.

48.            Proprio per Amore Io trasformo ogni male che gli uomini si fanno l’un l’altro, in bene; proprio per Amore Io non giudico, non vado tra gli uomini belligeranti con bastonate e anatemi tuonanti.

49.            Gli uomini si creano il male da se stessi, e il Mio impegno non è altro che far fluire la parola consolatrice da un mondo migliore nel petto degli oppressi; beati loro se la osservano, cosa che purtroppo è raramente il caso, e da ciò le lagnanze e le accuse rivolte a Me.

50.            Solo per questo il mondo materiale come quello spirituale rimane nondimeno lo stesso; essi non cambiano le loro leggi, bensì l’uomo si punisce da sé, agendo contrariamente ad esse.

51.            Ciò che in apparenza è sofferenza immeritata, questa, spesso come nelle malattie, è una medicina necessaria, dove in genere le più amare curano prima; non che le mandi Io, dove potrei portare aiuto, ma non lo faccio proprio perché le Mie vedute e scopi con le anime umane sono altre, diverse da come l’oppresso figlio dell’uomo se le immagina.

52.            Nessun uomo muore perché lo voglio Io! Nessuna disgrazia accade perché la voglio Io! Nessuno nasce in condizioni povere e nessuno in quelle ricche secondo una Mia idea! Tutto questo, Io lo permetto soltanto! L’uomo è libero, e così può fare ciò che vuole; con una vita regolare se la può prolungare, con una irregolare, abbreviare. Fortuna e sfortuna – quando sopravvengono sugli uomini stravolgendo disposizioni prodotte da loro stessi – sono una scuola per l’umanità, per mezzo della quale essi sono allevati per Me, così che oltre a ciò, Mi è possibile agire su di loro spiritualmente, questo significa che alla fine, essi sentano anche la Mia voce, il che, in verità, sarebbe stato possibile anche prima, ma così non è stato.

53.            Ognuno, nato ricco o povero, nella sua posizione può diventare ‘figlio Mio’, può maturare se stesso un po’ alla volta per un altro mondo spirituale permanente; e all’indigente la sua povertà può aiutarlo a ottenere ricchi tesori spirituali, mentre il nato ricco può perdere le sue ricchezze materiali senza che queste siano sostituite dalle spirituali.

54.            Dappertutto trovo i mezzi per raggiungere i Miei scopi. Io utilizzo solo le circostanze, ma non le causo. Questo lo lascio all’uomo che tanto volentieri si chiama orgogliosamente il ‘signore della Terra’, e s’immagina di governare e soggiogare tutto, mentre egli stesso, simile a una banderuola, veleggia attraverso tutte le correnti spirituali che vanno per il cosmo, inconsapevolmente una volta in questa, poi nell’altra direzione, sempre cercando la sua fortuna materiale temporale, senza considerare che ciò che appartiene all’uno, difficilmente può accordarsi con l’altro, con lo spirituale di gran lunga permanente!

55.            Perciò, figli Miei, non accusate Me!

56.            Io sono Colui che scrive ogni colpa sulla sabbia, non maledice, non odia, non contraccambia, ma era ed è sempre pronto a spargere balsamo sulle ferite aperte. Io non sono mai stato un Dio ingiusto, tanto meno un Padre severo verso i figli Miei!

57.            Io non vi ho creato così come siete adesso, ma vi siete fatti da voi stessi. E se ora vengo e prendo di nuovo direttamente in mano la vostra conduzione, è perché ne ho abbastanza, perché non posso stare a guardare come gli uomini fraintendono e disprezzano se stessi e tutta la loro futura esistenza, senza avere alcuna fede, alcun amore e alcun timore di Me. Io ora devo usare ogni mezzo per ricondurre gli smarriti, nuovamente sulla retta via!

58.            L’elemento spirituale è messo troppo in secondo piano, troppo dimenticato e negato; perciò, questi inconvenienti e disgrazie da tutte le parti. E se con questo qualche sofferente grida a Me, il che è un segno che almeno crede ancora in Me, allora spetta a Me dimostrargli con poche parole che la sua sofferenza non proviene da Me, ma che, se vuole trovare conforto per queste piaghe, può trovarlo solo presso di Me!

59.            Perciò proprio questa parola! Perché potrebbero succedere tante cose, tali da poter dare motivo di sentire anche da voi i rimproveri citati in principio, e affinché questo non accada, affinché voi, prima che apriate la bocca per lamentarvi e leviate a Me la vostra voce, possiate nondimeno riflettere chi sia da accusare: Io, l’eterno Padre eternamente amante, oppure lui, l’uomo smarrito che spinge solo all’appagamento delle proprie passioni?

60.            Accogliete così questa parola, ed essa vi permetterà di nuovo uno sguardo pacato nel confuso movimento degli uomini stessi! Amen!


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Cap. 20

La vita cosmica

14 luglio 1876

1.  Vi ho già detto parecchio riguardo alla vita, vi ho mostrato in differenti fasi come essa si manifesta e cos’è veramente, e ciò nonostante rimane ancor sempre qualcosa da dire sull’argomento, ossia, come questa vita, quale apparente effusione di una potenza spirituale, veramente non è altro che la potenza della Mia Volontà che si manifesta in una miriade di differenti espressioni!

2.  Per introdurvi ora anche in questa vita spirituale, e per mostrarvi ancora più chiaramente la differenza tra spirito e materia, devo spiegarvi questa parola più da vicino, sotto il titolo di ‘vita cosmica’. Devo spiegarvi la vita spirituale nel generale e anche nel particolare, poiché è sempre lo stesso principio, lo stesso motivo che, iniziato dal più piccolo atomo eterico fino al massimo spirito angelico, riguarda unicamente la Mia essenza divina, la quale, esprimendosi su differenti gradi e in differenti forme, lottando verso sviluppo e perfezionamento, risveglia il progresso spirituale, lo condiziona e compare in tutto visibilmente come vita.

3.  Quando dico ‘vita cosmica’, prendo il termine così come lo indica la parola derivata dalla lingua greca antica, e vuol significare una ‘vita universale che abbraccia l’intero universo’.

4.  Tutto ciò che esiste, infatti, deve aver avuto un pensiero basilare, il perché fu creato, a cosa era destinato, e a cosa alla fine deve anche portare!

5.  Secondo le vostre ricerche scientifiche e le loro regolari indagini, anche i vostri scienziati si sforzano di ricondurre tutto all’ultimo fondamento, alle forze primarie e più semplici che muovono e portano a compimento ogni cosa. E così anch’Io voglio svelarvi proprio quest’ultimo motore che è il fondamento o la base di tutto ciò che esiste e che prepara, un po’ alla volta, ogni ulteriore sviluppo.

6.  Se osservate l’intero universo con l’occhio spirituale, se con la forza del pensiero passate in volo la regione dell’infinito spazio etereo, allora non potrete scoprirvi altro che ‘atomi di etere’, o componenti finissimi di sostanza materiale; mentre i vostri strumenti ‒ come microscopi, elettrometri e simili ‒ non sarebbero mai in grado di renderli percepibili al vostro occhio carnale.

7.  Queste finissime particelle eteree, al loro centro hanno tutte un germoglio di contenuto spirituale proveniente da Me, dalla Mia essenza che imprime loro l’eterna durata e il perenne impulso allo sviluppo, alla conservazione e al progresso. Una particella spirituale del Mio Io si trova in ogni atomo, così come, per rendervelo più comprensibile: qualcosa nel vostro organismo ‒ interiormente ed esteriormente ‒ esiste fino alle ultime e più sottili diramazioni del vostro sistema nervoso, come sensazione nella pelle che, come principio animico, non ha altro scopo se non quello di formare il corpo, conservarlo e infine spiritualizzarlo.

8.  Così come ora la vostra anima è onnisciente nella sfera del vostro corpo, proprio a causa del fine fluido nervoso che scorre attraverso di esso e vi circonda ancora perfino dall’esterno come involucro vaporoso (atmosfera, etere vitale esterno), così c’è anche qualcosa di Me in ogni atomo etereo e, con questo, come l’ho menzionato in un’altra parola, non esiste nessun punto nel regno visibile e invisibile della Mia Creazione spirituale e materiale dove Io non sia sempre presente, e dove vedo e sento tutto ciò che vi accade.

9.  Su questo si fonda appunto la cosiddetta onniscienza e onnipresenza, così come anche voi la possedete nel vostro corpo, con la sola differenza che in voi la vita spirituale, cioè l’anima e lo spirito, costruiscono il fisico e lo psichico, mentre presso di Me il primo elemento viene a cadere, poiché Io non vedo nessuna materia, ma soltanto realtà spirituali anche là dove voi credete di scoprire sostanze elementari.

10.            Ora, per ritornare di nuovo agli atomi eterei, devo dapprima spiegarvi com’è costituito quest’atomo, quale missione abbia, quale sia il suo scopo e perché esiste! Ebbene, ascoltate dunque:

11.            Un atomo etereo, sebbene secondo i vostri concetti o con un’espressione scientifica sia qualificato come incorporeo, è dunque una cosa imponderabile, tuttavia di per sé è qualcosa di definito, limitato, poiché altrimenti dovrebbe dissolversi senza limiti di nuovo in qualcos’altro.

12.            Un simile atomo ha, quindi, nonostante la sua piccolezza, dimensioni in altezza, in profondità e in lunghezza, come ogni corpo.

13.            In questo atomo è racchiusa una scintilla proveniente da Me; poiché l’ho creato Io, esso deve quindi possedere qualcosa di Mio e, proprio per questo, solo Mie caratteristiche.

14.            In esso c’è l’impulso del perfezionamento, e poiché ogni atomo in quantitativo e in qualitativo rapporto deve essere differente dagli altri atomi per rappresentare tutte le sostanze elementari che sono necessarie per la creazione dell’universo, allora tra gli atomi, per mezzo del loro involucro di vapore che li circonda, si sviluppa l’assimilazione e l’associazione, dove poi (come in molti insetti le antenne) i rispettivi involucri di vapore attraggono l’omogeneo e respingono l’eterogeneo.

15.            In questo modo dagli atomi si formarono le molecole, e da queste, cellule e cristalli; si svilupparono così calore, luce e vita, e accelerò la formazione di corpi più grandi.

16.            Dopo la formazione dei corpi cosmici iniziò poi la vita organica, da questa la spirituale, e dalla spirituale l’impulso a diventare simile al divino, per la cui ragione la scintilla divina, posta nel più piccolo atomo, deve alla fine ritornare di nuovo gradualmente là da dove è proceduta.

17.            Che naturalmente là, dove Io volevo creare esseri viventi, dovessi dar loro dapprima una dimora e un impulso che li rendesse capaci, come singoli esseri nel mezzo dell’intera infinità, di procedere sul loro cammino di vita spiritualmente tracciato, questo s’intende da sé.

18.            Ma poiché oltre alla caratteristica di essere il Creatore, come voi sapete da molte Mie parole, Io sono anche l’Amore in Persona, e l’amore è fatto solo per rendere felici gli altri e ritrovare nella felicità degli altri e nella loro beatitudine, la propria, allora dovevo Io, quale Dio dell’Amore, creare per voi residenze di beatitudine, dovevo dotare gli esseri stessi, quale immagine del Mio Io, con forme che l’Amore come divino doveva manifestare negli stessi. E così dalle piccole particelle eteree sorsero i mondi, e solo dopo il loro perfezionamento, gli esseri viventi, i quali tutti rappresentavano certe caratteristiche del Mio Io, dove poi, come per esempio presso di voi sulla Terra, l’uomo, quale chiave di volta della Creazione materiale, nella sua missione come uomo terreno, deve iniziare il successivo gradino spirituale come futuro abitante di un regno dello spirito, poiché il progresso graduale nel Mio Regno non è condizionato da nessun salto, bensì solo da un morbido passaggio da un gradino all’altro.

19.            Così si formarono e si plasmarono anche i mondi dall’immensa riserva presente nello spazio etereo; e proprio per questo il loro roteare, che attraverso l’attrito del loro movimento sviluppa luce e calore, mette in agitazione i più fini atomi, strappandoli alla loro quiete e li costringe all’amalgamazione (intima unione). Nelle loro vaste orbite essi vengono condotti attraverso regioni dove ciò che è stato consumato trova sempre nuovo alimento, e per lo più, proprio ciò che nelle posizioni precedenti non era esistente.

20.            L’orbita di un mondo intorno all’altro e la rotazione intorno al proprio asse, non ha altro scopo che risvegliare vita e diffondere vita con questi due movimenti!

21.            Vedete, dappertutto si lascia percepire quest’impulso, per non lasciare nulla nella quiete, poiché tutto ciò che possiede una gravità, cerca un punto d’appoggio e vorrebbe anche conservarlo, se non fosse sempre scosso nella sua stabilità, o dall’interno con l’impulso alla decomposizione, oppure dall’esterno con gli influssi del mondo.

22.            Il movimento è vita, e a questo movimento, sia il grande orbitare del mondo, sia quello vibratorio della luce e del calore, tutti devono contribuire a strappare l’oggetto, o l’essere, dalla sua letargia, e costringerlo a un successivo sviluppo e a una nuova formazione, poiché nulla del Creato è permanente, ma deve sempre procedere trasformandosi.

23.            Così si formarono i milioni e milioni di soli e mondi nel grande ed esteso spazio etereo, così si formano ancora adesso le comete, come primi inizi di interi sistemi mondiali orbitanti in lunghi circuiti ellittici intorno al loro grande corpo centrale, dal quale sono procedute. E così, il regno apparentemente materiale, ha in sé il germe della successiva forma, finché anche i mondi, per quanto possano essere grandi, completino il loro ciclo, spiritualizzando e raffinando in loro tutto e contraendo altre unioni per formare poi del tutto naturalmente, come corpo celeste più elevato, anche residenze per esseri più elevati spiritualmente.

24.            Come la materia di grado in grado forma la vita in essa dimorante, finché potrà passare anche dal grossolano visibile all’etereo più fine, proprio così si formano gli esseri di ogni specie che devono perfezionarsi gradualmente, affinché le dimore per loro debbano corrispondere alla loro condizione spirituale.

25.            Come Io dissi un giorno: “Nella casa del Padre Mio ci sono molte dimore”, così lo ripeto adesso: “Sì, ci sono moltissime dimore o soggiorni spirituali, dove gli esseri spirituali affini godranno quelle beatitudini che sono convenienti alla loro costituzione spirituale, e queste sono fatte e organizzate così che, oltre al costante godimento, essi possano avere anche il presentimento di più grandi beatitudini e più puri luoghi spirituali, poiché presso di Me non è possibile un arresto, ma un sempre più grande avvicinamento a Me apre il campo visivo sempre di più, perché Io sono infinito e il Mio mondo deve portare il medesimo carattere”.

26.            Concepite così la vita cosmica, iniziata nel minuscolo atomo etereo, lottando verso l’alto, dal materiale inconscio fino allo spirituale di un cosciente spirito angelico che, dominando con lo sguardo il mondo materiale, può afferrare le Mie idee e possiede anche il potere di realizzarle.

27.            Così esistono queste isole mondiali come ‘globi involucro’[34], di cui ne esistono innumerevoli, i quali tutti devono far sempre, come un tutto isolato nel grande insieme, il loro processo evolutivo.

28.            Così esistono questi grandi mondi con le loro analoghe creature, dove non basta la vostra fantasia per misurare sia le loro lontananze sia le loro grandezze, i quali tutti, sebbene separati l’uno dall’altro da grandi distanze, hanno, nel grande spazio etereo, un loro movimento per formare e perfezionare gli esseri e gli abitanti viventi su di essi per ulteriori scopi, affinché, quando un giorno il regno materiale andrà incontro alla sua fine, dall’esistente possa venir fuori solo del grandioso spirituale.

29.            Perciò la Scrittura dice: “Presso di Me mille anni sono come un giorno!”. Ma Io vi dico: “Presso di Me milioni di anni sono solo un attimo!”, poiché incalcolabili mondi materiali orbitano nella grande Creazione, dove i milioni di anni che sono passati non sono calcolabili da quando si sono formati a mondi, da quando formarono i loro pianeti e comete, e fino a che si perfezioneranno tanto da diventare dimore per esseri sensitivi.

30.            I vostri anni di vita, l’orbita della vostra Terra intorno al Sole, tutto il tempo di rotazione del vostro sistema solare intorno al suo punto centrale, tutto questo è ancor meno di un secondo sul grande orologio del tempo, dove la Mia Creazione cosmica trova segnata la sua durata o la sua esistenza.

31.            Perciò il vostro stupore e la vostra ammirazione nell’osservazione della Mia Creazione, perché voi applicate una misura troppo piccola per valutare e misurare la Creazione di un Dio, di un Essere infinito!

32.            Esistono sistemi solari e interi globi involucro da dove il raggio di luce impiega milioni di anni per giungere fino a voi. Cosa ne sapete voi di questi mondi, di quanto devono essere grandi perché vi diventino visibili solo come piccolissime stelle? Dov’è la vostra arte del calcolo che possa afferrare o esprimere questa distanza in cifre? Dov’è la vostra fantasia che osi pensare e descrivere la grandezza di questi mondi?

33.            E ciò nonostante, figli Miei, anche questi mondi non sono ancora le ultime pietre di confine della Mia Creazione. Lontano, oltre questi mondi, si trovano ancora sistemi mondiali il cui raggio non è ancora giunto fino a voi, e forse la vostra Terra e il Sole non esisteranno più, prima che un raggio di luce attraversi da lì il punto in cui un tempo orbitava il vostro sistema solare.

34.            Elevatevi e afferrate questa grandezza, anche se solo del mondo materiale, approfonditevi nel concetto dell’Onnipotenza che creò questo, e più precisamente con pochi mezzi, con attrazione e repulsione, con luce e calore; comprendete questo Signore e Creatore, nel cui occhio il vostro Sole con tutti i suoi pianeti e comete appaiono solo come un punto! Egli, se non fosse ciò che è veramente, un Padre per i Suoi figli, già da lungo tempo avrebbe dovuto lasciar andare in rovina una stirpe come la vostra, la quale, dopo tutto quello che ha già fatto per essa, è così ricalcitrante e infedele nei Suoi confronti. Comprendete questo Amore che, come un tempo disse: “Io faccio sorgere il Sole sui buoni e sui cattivi tutti i giorni”, un Amore che, nonostante tutto il traviamento e la sconfessione del divino, in ogni secondo sovraccarica gli uomini con milioni di grazie!

35.            Comprendete questo Dio che un giorno discese da voi, deboli creature, in forma umana dal Cielo, che vi lasciò insegnamenti dell’Amore, della tolleranza e del perdono! Sprofondate al pensiero della Sua grandezza, della Sua potenza, della Sua Creazione infinita, e oltre ciò misurate anche cosa vuol dire che Lui, questo infinito Creatore e Signore, non vi lascia percepir nulla di queste caratteristiche per voi schiaccianti, ma vuole solo essere Padre vostro, la vostra affettuosa Guida, e che già da lungo tempo comunica perfino con voi direttamente, cerca di attirarvi a Sé, vi spiega e vi svela tutti i misteri del Suo Io e della Sua Creazione, e solo per questa ragione: affinché impariate a conoscerLo e possiate così trovare più facilmente la vostra via spirituale, tracciata per tutti coloro che furono creati da Lui e attraverso di Lui!

36.            Riflettete su tutto questo, e se volete elevare a Lui il vostro cuore in ore quiete, allora badate di far questo degni di Lui e di voi; solo così, infatti, potrete aspettarvi da Lui l’ascolto dei vostri desideri; poiché “Egli è uno Spirito, e chi vuole adorarLo, deve adorarLo in Spirito e in Verità!”

37.            Quasi duemila anni fa pronunciai queste parole e ancora non le comprendete, vi smarrite in preoccupazioni mondane, Mi pregate per cose prive di valore, e dimenticate completamente che voi siete Miei discendenti, un tempo partecipi di beatitudini spirituali e che avete altre, più alte missioni e scopi finali, invece di restare attaccati in questa vita terrena a cose fugaci e cercare in essi tutta la vostra salvezza!

38.            Per questo le delusioni, per questo le speranze inadempiute; poiché voi non avete mai compreso Me né il Mio mondo, mai avete capito che Io ho altre intenzioni con voi, intenzioni che spesso devono essere contrarie ai vostri desideri, perché spesso prendete cose secondarie come cose principali!

39.            Voi non conoscete ancora, nonostante tutte le parole che finora Io vi ho fatto pervenire, cosa vuol dire: ‘vivere spiritualmente’, e cos’è la ‘vita cosmica!’

40.            Questa vita universale, che è la legge fondamentale di tutta la Creazione, in cui ogni perché trova la sua spiegazione, voi non la conoscete!

41.            Se poteste comprendere pienamente queste grandi Leggi, capireste molto più facilmente che nessun essere può sottrarsi ad esse, e che a ogni loro trasgressione, dovrà seguire immediatamente la punizione.

42.            Finché non sarete in grado di occuparvi di grandi e profonde idee, rimarrete attaccati alla zolla di questa piccola Terra; avrete solo un orizzonte ristretto da osservare, che non andrà oltre la vostra vita domestica.

43.            Per questo le Mie parole, i Miei ammonimenti e le Mie spiegazioni; per questo le Mie molteplici rivelazioni, attraverso le quali vi mostro come solo mediante il piccolo possa essere raggiunto il grande, affinché Mi seguiate, e anche nella vostra vita terrena diventiate piccoli per poter poi crescere spiritualmente in grandezza, e possiate elevarvi e innalzarvi fino a quelle altezze del concetto umano, dove imparerete a riconoscere con chiarezza e serenità il processo formativo del mondo materiale nelle leggi cosmiche, e imparerete anche a comprendere distintamente come perfino queste leggi, spirituali e infinite, costituiscono soltanto il principio per il mondo materiale, e trovino il loro punto culminante solo nel compimento spirituale, dove, avanzando di grado in grado, sempre più avvicinandovi a Me, potrete finalmente riconoscere ciò che Io sono come Creatore!

44.            Così l’amore sorge da sé quando è fondato sul rispetto, essendo la naturale conseguenza di quest’ultimo. Infatti, quando s’impara a riconoscere il Maestro attraverso le Sue opere, allora si può comprendere ancora più chiaramente quali caratteristiche devono adornarLo e perché, nonostante una tale potenza, in Lui prevalgono ancora tanta bontà e tanto Amore!

45.            Prendete dunque queste parole nuovamente dalla Mia mano, essa è la mano del Padre che desidera tirarvi in alto a Sé; non disprezzatela, perché altrimenti il danno ricadrà soltanto su di voi! Amen!


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Cap. 21

Zucchero, sale e aceto

Pentecoste 1875

1.  Vedete, figli Miei! Qui vi do tre parole che indicano cose che voi tutti ben conoscete, ma non sapete quale ruolo esse, vale a dire le sostanze indicate, giochino veramente nella natura materiale, e ancor meno cosa rappresentino, spiritualmente parlando.

2.  Affinché vi sia quindi nuovamente fornito, o dischiuso, un nuovo campo negli oggetti della natura della vostra Terra visibile, e ancora, com’è già spesso accaduto, possiate nuovamente vedere e provare quali importanti caratteristiche spesso stiano nascoste in cose che, proprio perché le avete tutti i giorni davanti agli occhi e le usate giornalmente per necessità differenti, per voi non hanno proprio nulla di sorprendente. Allora per queste tre cose, zucchero, sale e aceto, vi deve esser data una nuova conferma di quanto lo spirituale sia legato con la materia, e quanto è espresso ed è contenuto attraverso di essa, affinché possiate riconoscere più ampiamente quanto l’uomo si deve applicare per riconoscere la struttura spirituale dell’intero mondo, la cui conoscenza poi può guidarlo al preciso giudizio di Me stesso!

 

21/I ) Lo zucchero

3.  Vedete, lo zucchero, o succo zuccherino, si trova ovunque nel regno vegetale, anche in quello animale, e perfino nell’organizzazione umana non manca.

4.  Il succo zuccherino, ossia il dolce che, in generale produce una sensazione piacevole col suo consumo, è così distribuito in natura che non esiste quasi nessuna creatura vivente che non conosca la sua gradevolezza.

5.  Le molte piante, che nella loro organizzazione possiedono la facoltà di trarre la sostanza zuccherina dalla terra sulla quale mettono radici, sono a loro volta i più grandi sostenitori di molti animali, i quali raccolgono, consumano ed elaborano questa sostanza zuccherina preparata nei fiori o nei frutti, per il loro mantenimento.

6.  Nei frutti, e ai primordi perfino nei pochi rimedi medicinali che l’umanità conosceva, la sostanza alimentare zuccherina aveva il ruolo principale, mentre nel tempo attuale, con la decadenza della razza umana, lo zucchero è stato sostituito da veleni.

7.  Il succo zuccherino, o sostanze zuccherine, erano gli equilibratori di malattie, erano i rimedi mitiganti che addolcivano ai molti esseri viventi, fino all’uomo, la loro vita materiale, naturalmente finché il suo consumo era moderato o regolare; perché voler vivere esclusivamente di sostanze zuccherine, non lo può né l’uomo né l’animale.

8.  Ora che avete visto come il succo zuccherino, estratto artificialmente dalle sostanze vegetali e portato in forma cristallina, abbia acquisito una tale straordinaria importanza come componente dei vostri alimenti, sorge facilmente la domanda: “Perché poi proprio il succo dolce, chiamato zucchero, causa così gradevoli gusti nel mangiare e nel bere, mentre esistono anche altre sostanze che, prese da tutti i regni della natura, sono impiegate nei cibi per il nostro nutrimento, e che forse ben si potrebbe fare a meno, dove per contro con la mancanza di succo zuccherino molti cibi sarebbero completamente immangiabili?

9.  Ebbene, a questo Io rispondo con un’altra domanda: “Cos’è dunque lo zucchero, considerato sotto l’aspetto spirituale?”. E con la risposta a questa domanda troverete la risposta anche a quella su esposta. Perché quando riconoscerete il fondamento sul quale si basano tutte queste esperienze materiali, desideri materiali e voglie materiali, allora riconoscerete facilmente il perché cibi e bevande addolcite con lo zucchero vi piacciono tanto.

10.            Vedete, lo zucchero, secondo la rispondenza spirituale, rappresenta, nella Creazione materiale, l’amore!

11.            Come l’amore ha come unico intento quello di suscitare, conservare e diffondere sensazioni piacevoli, così lo zucchero, aggiunto ad altre sostanze, è il principale mediatore che rende molti elementi gradevoli al gusto.

12.            L’amore, sotto qualsiasi forma, può e deve addolcire agli uomini la loro condizione, e questo lo fa, in rispondenza, altrettanto lo zucchero.

13.            L’amore mitiga ogni rigido sentimento, cosparge balsamo su ferite aperte, consola, quieta, appiana e rende sopportabile ciò che altrimenti appare insopportabile.

14.            L’Amore è, ed era il pensiero di base della Creazione, il pilastro fondamentale del Mio Io, il fattore principale per far dell’uomo, un Uomo.

15.            Senza l’Amore, il mondo sarebbe un caos, un conglomerato senza legge di sostanze ed elementi che sempre si combatterebbero e distruggerebbero.

16.            L’Amore, dunque, proprio perché nel mondo spirituale rappresenta la massima potenza, è anche nel mondo materiale il fattore più potente, e così come all’uomo ‒ in parte perfino all’animale ‒ sono state date nella sua vita animica le facoltà di percepire l’amore, comprenderlo e ricercarlo continuamente, allo stesso modo la sostanza zuccherina diffusa nel mondo intero, cioè quella sensazione dolce e piacevole che accompagna il godimento dei prodotti della terra, è il fattore principale che addolcisce e rende gradevole la vita materiale e vegetale. Questa sensazione gradevole, che il vostro palato percepisce, corrisponde all’amore che, con la sua dolcezza, armonizza e compensa tutto ciò che è aspro e amaro. E così vedete nello zucchero ‒ sia esso succo naturale prodotto artificialmente e cristallizzato ‒ il fattore che, in modo figurato, corrisponde all’amore, un elemento al cui influsso nessuno può sottrarsi, poiché il suo effetto soave lo cerca ogni essere vivente, lo rallegra e, nel gustarlo, come col sentimento dell’amore, dimentica facilmente tutto il resto.

17.            E chi vi prepara questa gustosa sostanza zuccherina? Chi la strappa all’oscura terra? Chi stimola piante e animali a cercarla e a raccoglierla?

18.            È il raggio del Sole, è la luce, quale effusione del Mio Amore divino che Io faccio diffondere nel mondo infinito per la gioia, per il gusto e per la vita di tutto ciò che ho creato, affinché ogni vivente veda, nella luce, la Mia Creazione, e riconosca nella luce, l’Amore come suo portatore che, attraverso eoni di miglia, comunica la sua forza, stimola tutto, crea, conserva e costringe al cambiamento e al progresso spirituale!

19.            Ciò che la luce è spiritualmente come l’amore, questo è materialmente lo zucchero in modo figurato. Le parole dolci dell’Amore infinito, oppure i soavi raggi riscaldanti della luce, o il piacevole dolce sapore dei frutti, tutto questo è di ugual significato; Amore vuol dire questa grande parola, Amore come lo ebbe il Creatore quando creò tutto questo, Amore, infuso in ciò che è stato creato, e Amore che, perfino dalla rigida terra viene estratto come succo zuccherino attraverso Sole-luce o Amore-luce, per dare a chi gusta i prodotti della terra la stessa delizia, lo stesso sapore che una parola amorevole o un raggio di Sole riscaldante suscita nel sentimento, quando incontra animali e uomini.

20.            Allora, figli Miei, riconoscete nel dolce zucchero che, in primo luogo, voi stessi siete formati da elementi d’amore e che, per istinto, cercate ciò che è amabile nella natura; e riconoscete anche che, quando mangiate frutti dolci o usate lo zucchero mescolato alle bevande per placare la vostra sete, è sempre l’amore che, in mille forme diverse vuole, compie e si sforza di realizzare ciò che stava nella parola con cui, come base alla Mia Creazione, accanto al ‘Sia fatto!’, Io pronunciai: ‘Luce’[35]; perché Luce significa Amore. E ora, proprio attraverso le molte parole che vi dono, voglio far luce nei vostri cuori affinché riconosciate il vostro mondo-luce, e impariate a comprendere che, perfino nell’elemento più insignificante e nel più banale, si può trovare il grande Creatore, se un cuore capace d’amore vuol cercare il Padre suo quale Amore personificato, e Lo può trovare quando luce, sguardo aperto e comprensione dell’intera Creazione, procedono mano nella mano.

21.            Ora avete il significato spirituale dello zucchero, cos’è, e come lo dovete considerare se volete comprendere Me.

 

21/II ) Il sale

22.            E ora vogliamo passare al secondo, al sale che, secondo il gusto, è proprio l’opposto dello zucchero, e cercare anche lì quel che c’è sotto di spirituale e come possono il suo effetto, la sua esistenza stessa, essere adeguatamente sfruttati, affinché voi Mi possiate ancora riconoscere come Padre vostro e come il grande Creatore della grande natura, proprio anche in questo minerale.

23.            Pertanto, per cominciare in modo logico questa cosa, osserviamo semplicemente il sale per come si mostra, dove si trova e perché è proprio necessario.

24.            Vedete, esistono diversi tipi di sale, e così come lo zucchero viene cercato con tanta sollecitudine, allo stesso modo il sale è particolarmente ricercato dagli animali e dagli uomini, perché senza di esso molte cose non sarebbero gustabili, tanto più perché proprio nella preparazione dei cibi nelle vostre cucine, dalle materie prime che sottoponete a processi chimici, mediante la cottura eliminate i sali contenuti in quelle sostanze, e quindi dovete naturalmente sostituirli con altri sali, cioè con il vostro sale da cucina.

25.            Il sale è racchiuso in quasi tutte le parti della materia.

26.             Il sale esiste come minerale, e anche i frutti e le piante ne contengono, perfino lo zucchero contiene sale, come anche nel sangue e nello stomaco di molti esseri viventi il sale è un elemento principale.

27.            Dunque, ora ci si chiede come già una volta: “Da dove proviene questo desiderio, da dove questa ricerca necessaria del sale?

28.            Vedete, qui di nuovo, come con lo zucchero, la spiegazione spirituale è la risposta sulla presenza del sale nella materia.

29.            ‘Sali’ sono qui corrispondenti a ciò che la ‘vita’ è nell’universo, i sali sono incitatori, stimolatori per la creazione, per la conservazione e per il perfezionamento.

30.            Così il sale è l’elemento corrispondente che partorisce vita, sviluppa vita, e porta avanti la vita gradatamente.

31.            Per questo il sale è ricercato, come stimolante, da animali e uomini; per questo il sale si trova nelle miniere della Terra, dove tali sedimentazioni sono presenti come magazzino del superfluo proprio per il fabbisogno, affinché il superfluo all’interno della Terra serva per la copertura delle necessità del mondo esterno.

32.            Come il Mio Amore è la forza che tutto equilibra, così la vita è la forza che tutto stimola, che incita alla vita ciò che è stato creato dall’amore, lo spinge al perfezionamento per ricondurlo nobilitato ‒ dopo trasformazione su trasformazione ‒ di nuovo là, da dove è uscito.

33.            Perciò nel mare, il sale, come primo stimolante, è ancora oggi presente in grande quantità, perché l’elemento dell’acqua (come aria condensata) era e sarà sempre la madre di tutto ciò che diviene solido.

34.            La Mia potente parola ‘Sia fatto’, significante la vita, creò quest’impulso che, perdurante sempre, spinge sia la materia sia gli esseri viventi a compiere le loro missioni e a portare a termine il loro ciclo di formazione.

35.            Quello che è il sale come stimolante, ciò che è il sale come mezzo di digestione, questo è il sale, preso spiritualmente, nella vita umana, nella lotta con il mondo e con le proprie passioni; le contrarietà, le disgrazie, sono il sale della vita, il che è necessario, senza il quale la vita non avrebbe alcun sapore, così come i cibi non avrebbero gusto senza sale.

36.            Ciò che nell’organismo incita o stimola i suoi organi a compiere facilmente le loro funzioni, questo è il sale spirituale delle sfortune che fortifica spiriti e anime, li rende capaci di fare cose più grandi e di adempiere in maniera più facile il regolare perfezionamento.

37.            E quest’incitatore, questo stimolatore è la vita.

38.            L’amore non si può manifestare senza la vita, poiché l’amore vuol vedere l’effetto della sua energia, e non vuole aver impiegato tutti i mezzi senza risultato, l’amore vuole contraccambio d’amore, e per raggiungerlo è necessario il movimento, oppure un’attività o forza di vita, affinché le richieste dell’amore creativo possano essere soddisfatte.

39.            Questo è lo scopo dei sali nella materia, essi causano vita, aiutano a portare la materia al progresso, e mirano così al tratto fondamentale dell’intera Creazione, dove la vita è lo scopo principale e l’amore è la sua base fondamentale.

40.            Così, figli Miei, vedete come un’insignificante elemento, da voi tutti conosciuto e usato giornalmente, spiegato nella rispondenza spirituale, possa diventare un importante fattore nell’intera Creazione elementare, e possa raggiungere un’importanza della quale voi non avevate idea alcuna.

41.            Il sale, come rimedio curativo, è altrettanto benefico se usato nella giusta misura, e mantiene il movimento vitale negli organi del corpo umano e di quello degli animali, così come il ‘sale della vita’, ossia le circostanze mondane, accrescono l’attività e la forza vitale delle anime.

42.            Così i due fattori, l’amore come zucchero e la vita come sale, contribuiscono più di ogni altra cosa a far sì che il mondo da Me creato, fin dai suoi primi principi fondamentali, contenesse già i germi dell’eternità, poiché tutto prende forma da sé, si sostiene nel proprio essere, e si trasforma incessantemente.


21/III ) L’aceto

43.            Ci manca quindi ancora l'ultima parola sopra citata, l'aceto, la sua importanza nella vita materiale, il suo uso e la sua rispondenza spirituale.

44.            Ebbene, cominciamo anche con questo, così come con i due precedenti, a definire le sue proprietà come ‘aceto’, e da ciò comprenderemo da soli la sua destinazione e il suo ulteriore impiego.

45.            Cos’è dunque l’aceto, ossia, come lo chiamano i chimici, ‘Oxos’? Da dove è derivato il termine ‘ossidazione’? Perché non dovete considerare soltanto l'aceto o la sostanza acida di cui avete bisogno in cucina e nelle bevande, ma estendere questa parola, come espressione generale per “sostanza acida”, a tutta la materia, là dove con ‘l’ossidare’ ecc. incontrate parimenti queste sostanze che, mediante il loro processo di combinazione con esse, agiscono ossidandole e trasformandole.

46.            Il ‘diventare acido’, ossia ossidare, infatti, è veramente nient’altro se non un elemento o una sostanza che è giunta al punto di svolta per passare in altre forme o condizioni, a cui l’ha stimolata proprio il sale.

47.            Così sorge la decomposizione in altri elementi, i quali poi liberi dal precedente legame, contraggono altre combinazioni di mutamento.

48.            Perfino il vostro aceto da tavola non è altro che una cosa decomposta, prima ordinata diversamente; e così l'ossidazione è quella forma nella quale avviene una trasformazione, dove tutte le parti chimiche possono e devono passare in altre combinazioni.

49.            Questo processo, che nell’intera natura vi sta sempre davanti, dove la decomposizione di una cosa è il sorgere di un’altra, perché nell'intero universo nulla è permanente, anche la formazione o sviluppo in un'altra forma può procedere solo dalla decomposizione della precedente, quindi, secondo la rispondenza, questo è ciò che in natura è ‘ossidazione’, e nella forma spirituale si osserva come ‘progresso’, ed è anche effettivamente così.

50.            Progresso o perfezionamento, è la grande parola senza la quale la Mia Creazione non potrebbe esistere. Progresso indica anche la fuga del tempo, anche le ore, i minuti e i secondi fuggono, e con essi svaniscono milioni di prodotti dei mondi, ormai consumati; e dal loro svanire, dalla loro morte, germoglia una nuova semenza, un nuovo frutto, dove tutto, spingendosi in avanti, dal materiale allo spirituale, al punto finale di tutto ciò, si dirige prima verso il Mio regno degli spiriti, e poi verso Me stesso!

51.            Vedete, l'Amore ha creato il mondo, la vita conserva gli esseri creati, e il progresso, purificando costantemente ciò che è stato creato, riconduce all'Amore ciò che aveva inviato legato e che ora vede avvicinarsi di nuovo libero.

52.            Così è nel mondo inorganico, e così è nel mondo organico. Dolci e soavi sono i primi inizi che, come sale o vita, deve stimolare il secondo affinché non perda la sua energia; e la continua ossidazione, risultato del sale stimolante, proprio attraverso la decomposizione promuove gli elementi di grado in grado, verso unioni più alte, più pure, più importanti. Là dove infine il materiale, divenendo sempre più spirituale, ricevendo una veste più fine, si amalgama sempre più con lo spirituale, fino a quando tutta la materia dell'intero universo, spiritualizzandosi ed entrando in nuove unioni, vedrà l'amore ‒ come beatitudine o dolcezza zuccherina ‒ diventare sempre più forte; e la vita ‒ ossia il sale ‒ sempre più intensa; e il progresso ‒ ossia l'ossidazione ‒ sempre più lieve, porteranno la trasformazione che, dolcemente, senza far percepire alcuno stimolo, fonda un’eterna felicità, dove il nascere è beatitudine, la vita è delizia e il progresso è uno stato di cui un uomo vivente in un involucro corporeo non può farsi alcun concetto. Infatti, perfino gli spiriti più elevati comprendono solo in presentimento che anche sopra di loro si estende ancora un vasto campo, dove da loro fino a Me si svolgono eternamente ancora innumerevoli altre Creazioni, le quali, sempre procedendo, aumentano i godimenti, ampliano la prospettiva dell'occhio spirituale e dimostrano a ogni anima-spirito sensiente, cosa sia veramente l'infinità, cosa veramente l'Amore supremo, cosa veramente la vita più profonda, e cosa l'eterno progresso. Dove allo stesso modo che nel grossolano materiale, da tale grossolano può nascere il più fine; dal materiale lo spirituale; e dallo spirituale il divino, il quale, attraversando di nuovo le stesse fasi (gradini), segnato a ogni passo nello spazio infinito, trova rappresentato l'infinito Dio nel Suo infinito Amore!

53.            Perciò anche voi, che sul vostro piccolo mondo siete già circondati da milioni di meraviglie, delle quali ogni minuto, ogni secondo vi potrebbero fare da testimoni! Sforzatevi anche voi, Miei amati figli, di comprendere questo Amore del Padre vostro, la Vita divina che in tutto ciò che esiste si manifesta di momento in momento, e il progresso, il processo eterno di ossidazione, come dal primo processo d’amore attraverso la luce e il calore, attraverso i sali e gli ossidi, perfino nella natura che appare materialmente morta, si compie il corso eterno delle leggi che spingono in avanti i mondi nello spazio vuoto in modo inarrestabile, dove il grande processo dell’amore, della vita e dell’ossidazione, attraverso il rotolare e il ruotare su se stessi, produce il medesimo effetto come nel grembo della vostra Terra, dove i metalli compiono le varietà terrene, tutti i diversi elementi chimici, posti dall’amore, preparati dal sale ‒ come vita ‒ all’ossidazione, cioè al progresso, seguendo il medesimo corso delle leggi. Così come nella vita spirituale dell’uomo consapevole l’amore opera, la vita stimola, e infine, la separazione ‒ ossia  la sottomissione del materiale allo spirituale ‒ produce il medesimo processo di avanzamento, che un giorno farà dall’uomo un grande spirito, così come il sale e l’ossidazione fanno nascere da una rozza pietra: una pianta; dalla pianta: l'animale; e dall'animale, l'ultimo atto creativo di questa Terra: l'uomo! E quando quest’ultimo anello della Creazione materiale, cittadino di due mondi, avrà attraversato i processi dell'ordine materiale e spirituale su questa Terra, entrerà poi in un regno degli spiriti, dove i suoi sensi affinati vedranno cose di cui adesso il suo cuore non ha alcun presentimento, ma dove gli si presenteranno anche condizioni ed esigenze che richiederanno da lui compiti ben diversi da quelli ai quali finora era abituato.

54.            Anche lì esistono ‘zucchero, sale e aceto’; ma lo zucchero, sebbene più dolce di tutti gli zuccheri terreni, dovrà prima essere ottenuto quando, attraverso la fermentazione dell’aceto o acido (ossia l’ossidazione), avrà elevato la vita come stimolo o ‘sale’ all'attività, e all'anima pura diventerà possibile vivere in quelle sfere capaci di processi più fini di ossidazione, ma anche di donare un amore più alto e più intenso a colui che, stimolato dal sale della vita spirituale, avrà superato la propria ‘ossidazione’, ritornando purificato e nobilitato nell'amore, così come l’amore aveva preparato la ricompensa, affinché poi, anche al vincitore potesse essere consegnata la sua corona!

55.            Oh, se sapeste ciò che allora vi attende, se sapeste come può essere conquistato, e quali beatitudini, quali sensazioni di ineffabile gioia vengono conservate là per sempre, non come sono qui, gustate solo in alcuni momenti fugaci; voi fareste tutto il possibile per giungere là completamente preparati, dove si trova la pietra di confine tra materia e spirito, e dove poi, il procedere è facile, dolce e guidato unicamente dall'amore!

56.            Vedete, descrivervi i grandi spazi della Creazione, i grandi pensieri della Creazione, le grandi leggi e i processi della Creazione o dei mondi, sarebbe fatica sprecata. Per comprendere Me, attraverso di loro, voi al massimo Mi cadreste dinanzi per lo stupore! Il mondo, infatti, è troppo grande perché voi piccoli uomini possiate afferrare le sue distanze e le sue grandezze. Solo in cose completamente vicine, per voi molto spesso poco appariscenti, è molto più facile rendervi tangibile la Mia Grandezza, il Mio Amore, la Mia Pazienza e la Mia Mitezza, per arrivare in tal modo alla meta. Affinché, proprio quando vedete che Io, accanto ai grandi complessi di mondi e di soli, ho disposto così anche le cose più insignificanti, in modo tale che anche in esse si rifletta il medesimo pensiero divino che nella volta celeste vi riempie di stupore, solo allora comprendiate che Dio deve essere qualcosa di diverso, di più alto, di più grande, proprio perché per Lui tutto è ugualmente importante, e l'ultimo verme, così come il più grande mondo solare, è la stessa cosa, dove dappertutto c’è il Suo Amore, la Sua Vita innestata in tutto, e il Suo impulso all’avanzamento è fissato nel primo atto creativo che spinge tutto in avanti di gradino in gradino, finché nel Regno dello spirito, il grande aldilà con altre leggi dell'Amore, differenti leggi della vita e differenti leggi dello sviluppo, gli dimostrerà che, zucchero, sale e aceto, ossia amore, vita e avanzamento, mai finiranno, finché Dio con il Suo Amore riscalda la Creazione, e con la Sua Luce la illumina e stimola l’avvicinamento a Lui.

57.            Questo grande insegnamento proveniente da queste tre piccole parole prendetelo come dimostrazione del Mio Amore, di un Amore che, completamente differente dal vostro, conosce solo dimenticare, perdonare e ricompensare.

58.            Fate quindi che Io abbia poco da dimenticare, poco da perdonare, ma molto da ricompensarvi, e godrete delle beatitudini in pienezza, quando queste tre parole citate come titolo, avranno adempiuto il loro processo durante il corso della vostra vita! Amen!


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Cap. 22

Crescere[36]

Trieste, 13 settembre 1875

1.  Già da molto tempo tu volevi spiegare ai tuoi amici e fratelli, tanto il significato di questa parola, quanto il vero concetto del crescere; solo che presto ti mancò il flusso dei pensieri per trattare questa materia, così come doveva essere trattata, per l’utilità di questi.

2.  Ebbene, adesso ti voglio spiegare tanto questa parola, quanto il processo del crescere in maniera spirituale e materiale, e aggiungere, con questa spiegazione, ancora una piccola mattonella al grande edificio della conoscenza spirituale, affinché voi possiate di nuovo riconoscere quanto vi sia ancora di sconosciuto e quante cose, se si vogliono osservare solo dei singoli avvenimenti nella natura, ci sarebbe ancora da spiegare che, proprio perché le avete tutti i giorni davanti agli occhi, non destano minimamente il vostro interesse.

3.  Cominciamo di nuovo col significato stesso della parola, e domandiamoci semplicemente: “Cosa significa veramente crescere?”

4.  Crescere vuol dire aumentare, e aumentare vuol dire: aggiungere qualcosa all’esistente, con cui poi nel mondo materiale l’oggetto guadagna in volume (e peso) e migliora nelle sue caratteristiche spirituali.

5.  Ebbene, intorno a voi vedete crescere tutto e, finché siete giovani, potete osservare il crescere, oppure un aumentare, perfino nelle vesti del vostro corpo; ma il vero ‘crescere’, intorno a voi quanto in voi, nondimeno non lo comprendete ancora. A Voi interessa anche poco, perché siete abituati a vedere davanti a voi nella natura quest’attività tutti i giorni. Ciò nonostante, se conosceste interamente il processo che si svolge dinanzi a voi con la crescita di un solo filo d’erba, osservereste presto che nella crescita c’è dietro molto più di quanto il vostro intelletto mondano sia di solito capace di comprendere.

6.  Perfino i vostri scienziati non vi possono dir troppo sul processo della crescita, perché anche loro, nonostante tutti i mezzi scientifici, non possono comprendere l’apparato spirituale che, nella crescita, è la base fondamentale di ogni soggetto o di ogni essere; tanto più che nella crescita, o ‘aumentare’, si può osservare, nello stesso istante, anche un ‘decrescere’, e quest’ultimo, con il tempo e conformemente al periodo di vita, diventa preponderante e causa la ‘morte della vita materiale’, o trasformazione in un’altra.

7.  Per darvi ora una debole idea di ciò che accade nella crescita di un oggetto, sia esso vivente o senza vita, devo dapprima rispondere a una domanda, e questa suona:

8.  “Cosa spinge ogni oggetto a voler crescere e a dover crescere?”

9.  Vedete, qui gli scienziati o naturalisti avranno subito pronta la risposta, e questa suonerà così: “È la legge della natura che vuole perfezionare tutto il Creato, finché questo non avrà raggiunto lo stato della sua massima perfezione!

10.            Ebbene, con ‘legge della natura’ ognuno si potrà accontentare, se può; chi invece vuole perfezionarsi spiritualmente, chi vorrebbe origliare e indagare la materia nei suoi segreti spirituali, e come essa misteriosamente tesse lì in piccole celle, vasi ed esseri a voi invisibili, la causa prima della vita, il Mio stesso Io in particelle dapprima spirituali, poi corporee, a questi non basta la risposta come ‘legge della natura’, poiché la sua conoscenza vuole dimostrazioni sicure che proprio nel più piccolo come nel più grande, sia sempre Io lo stesso Creatore e Padre di tutto il Creato, e dappertutto lascio agire solo la Mia caratteristica principale, l’Amore! E proprio per questi assetati di conoscenza che cercano dappertutto soltanto Me, vogliono riconoscere in tutto soltanto Me, proprio per costoro questa parola dovrà servire nuovamente come stimolatore a non cedere, a cercare nuovamente anche nel più piccolo, Me, il più Grande, per imparare a comprenderLo e ancora meglio ad amarLo.

11.            Vedete, tali ricercatori, come qui Io li descrivo, tali ricercatori sono sulla via per diventare anche ‘figli Miei’, perché essi hanno l’unico pensiero – come motivo principale della loro ricerca – d’imparare a conoscere Me, loro Padre, quanto più possibile, e per loro, anche il velo di un quotidiano processo di vita dovrà essere sollevato meglio, affinché la loro brama sia quietata e dal presentimento, percepire e ricercare, cresca una certezza spirituale.

12.            Vedete, in ogni seme è celato un impulso alla perfezione che lo spinge, non appena sopravvengono le giuste condizioni che possono favorire il suo sviluppo, alla formazione di ciò che è posto in esso, e così causa, accelera la sua trasformazione in altri vasi e organi, e continua a spingere tanto a lungo, finché non è uscito dal seme tutto ciò che vi era posto e non è rimasto più nulla delle sue primitive particelle stesse.

13.            Là, dove appunto sono i primi inizi nel microscopico tessuto cellulare del seme, là agisce il grande principio di vita dell’universo, e sviluppa il tessuto cellulare secondo le sue sostanze che, di nuovo, portate in relazione con altre sostanze, s’induriscono, si appiccicano l’una all’altra e formano così una cellula dopo l’altra, nelle quali poi, dopo il loro sviluppo, è di nuovo preparata la formazione di altri organi.

14.            Così, al primo inizio, magnetismo ed elettricità sono attivi come sviluppatori di calore, i quali, mediate il calore, decompongono altre sostanze, le portano in decomposizione, e attraverso la decomposizione dell’elemento estraneo, fondano la formazione di ciò che è proprio.

15.            Dapprima c’è l’impulso spirituale che – compenetrando l’intera Creazione e determinando il Mio Io che vuole perfezionare, completare eternamente e infinitamente, proprio come sono Io stesso perfetto e completo, solo di gradino in gradino – trasforma in umori il ‘fluido’ spirituale più fine. Questi umori stessi sono, però, di nuovo solo piccolissime sferette che, racchiuse in una finissima membrana, contengono i primi elementi-iniziali di un’eterna vita come particelle corporee che poi, più lontano va questa trasformazione, di gradino in gradino più dense, tanto più dopo molte trasformazioni diventano visibili a voi uomini con i vostri strumenti.

16.            Così prosegue continuamente il processo in ogni cosa, dappertutto i tessuti cellulari si espandono, consegnano qualcosa di loro che non è più necessario per la conservazione della propria vita, e raccolgono sempre nuove sostanze, le quali a loro volta sono portate, in parte per la loro stessa vita, in parte per quella di altri, in ogni piccolissima particella.

17.            Così, ciò che per voi è invisibile, impercettibile e imponderabile, prende corpo diventando una massa solida, in apparenza fluida, stimolata dal calore all’attività, si condensa poi un po’ alla volta di nuovo secondo il bisogno del tenersi unito, sia per breve sia per lunga durata, finché è di nuovo raggiunto un altro gradino in cui queste prime cellule devono far posto ad altre più complicate.

18.            Così questo processo, che procede ininterrottamente e in modo uniforme in tutto il regno degli spiriti e dei mondi, è il primo stimolatore di tutto ciò che è stato creato, per portarlo alla sua meta, e quindi quest’impulso è ciò che voi chiamate ‘crescere’, mentre Io lo chiamo ‘Vita spirituale’, la quale, nel mezzo di ciò che appare rigido e immobile, custodisce l’idea spirituale ed eterna di un benedicente Creatore e Padre, e forma così la catena che, proceduta dal primo pensiero o dall’idea ‒ uscita come parte integrante del Mio Io ‒ porta in sé l’eternità, l’indistruttibilità e l’infinità, dimostrando nel modo più chiaro, che tanto nella dura pietra, quanto nell’ultimo angelo spirituale, domina la medesima forza, il medesimo principio che, nel mondo materiale, tende a unire il simile al simile, e nel regno degli spiriti, rendendo omaggio allo stesso principio, aspira a rendere tutto simile, affinché da tutto ciò che è stato creato materialmente possa nascere ciò che gli è affine spiritualmente, e là, avanzando sempre di più, divenendo più puro, più fine, più elevato e più bello, possa avvicinarsi al suo Creatore e, perfezionato, raggiungere di nuovo la meta da cui, milioni di anni, fu inviato come singolo raggio di luce nei vasti spazi della Creazione.

19.            Vedete, voi ottuse creature, nelle quali giace il germe dell’infinità, vedete: tutti i giorni sorge il Sole quale portatore di vita sul vostro capo; esso vi porta vita, luce e calore, ma voi camminate indifferenti sotto di esso! Nessuno pensa, neppure per un istante, a ciò che causa un raggio di luce quando cade sulla vostra crosta terrestre. Nessuno comprende quanta divina forza vitale, quanto materiale spirituale sia contenuto in quel singolo raggio di luce che, inviato da milioni di miglia di distanza all’involucro atmosferico di un altro corpo, da lì riflesso giunge fino a voi, risvegliando qui combinazioni chimiche, diffondendo vita, stimolando ogni cosa all’attività affinché ciascuna compia il proprio scopo, e il prosperare, il crescere e l’aumentare si compiano così come Io, nel Mio infinito Amore, l’ho pensato e già da molto tempo predeterminato.

20.            E proprio un tale raggio di luce, preso in prestito da un altro Sole, non è neppure proprietà di questo secondo, ma gli fu anch’esso dato da altri mondi ancora più grandi, dove poi l’azione reciproca continua fino ai confini del mondo materiale; per il quale il fattore principale di ogni vita esso ha dovuto attraversare altrettante trasformazioni nello spirituale, quante ancora lo attendono al suo ingresso nella vita materiale.

21.            Da Me procede il raggio di Luce spirituale, compenetra tutto il mondo dello spirito, lo sazia, lo vivifica, lo perfeziona e poi passa nel mondo materiale, da sole a sole, da pianeta a pianeta, da cometa a cometa, ovunque facendo sorgere, attraverso decomposizione e trasformazione, nuova vita. Questa vita, infine, nei mondi prende corpo nel loro interno per il perfezionamento della propria massa, fino alla pietra apparentemente morta; e là, mediante la decomposizione, si affina a poco a poco e risale di nuovo attraverso l’intera scala di una vegetazione, di un regno animale e di un genere umano, finché nel tempo, il periodo della trasformazione dissolve la sua materia, dove poi viene perfezionato spiritualmente ciò che nella materia non poteva essere dissolto.

22.            Così un filo d’erba del terreno accoglie in sé ciò che prepara il Sole con la sua luce e il suo calore; esso si sviluppa, cresce e va incontro alla sua destinazione, per poi racchiudere gli elementi e le sostanze nutritive che sono idonei per altri organismi.

23.            Nelle sue radici, procedute dal primo seme, avviene il primo processo che si manifesta nel doppio sforzo di assorbire sia dal basso che dall’alto.

24.            Un filo d’erba, una cosa insignificante per milioni di uomini, sta tra due mondi, il mondo della sua zolla di terra sulla quale cresce, e quello pieno d’influssi spirituali che, venendo da lontano, devono completare in esso ciò che non è possibile solo dal basso; così cresce il filo d’erba, così cresce ogni cosa creata, ogni animale e ogni uomo!

25.            E ciò che voi vedete qui nel mondo materiale, è nel mondo spirituale identico in ogni singola vita. La vita spirituale di ogni animale è, in primo luogo, destinata alla propria formazione, e poi alla formazione di altre vite; continuamente, di gradino in gradino, si susseguono gli sviluppi dello spirito, le facoltà spirituali che avanzano progressivamente l’una accanto all’altra, finché nell’uomo si manifesta ancora di più l’altra destinazione, quella spirituale, perché a lui sono dati anche quei mezzi che, a tutte le altre creature sono concessi solo miseramente, i mezzi della comunicazione, dove l’uno può dire all’altro con parole ben articolate, quale impressione abbia su di lui la natura circostante, e quali impressioni e sentimenti si destano nel suo interiore.

26.            Esso è il linguaggio, il mezzo di comunicazione, sebbene ancora limitato; poiché esistono ancora altri mezzi per comunicare che sono in grado di esprimere ciò che un’anima può percepire nei momenti supremi, ancor meglio e più facilmente di quanto lo possa il vostro linguaggio terreno. Tuttavia, rendervi comprensibile tutto questo, non è così semplice, perché voi uomini, in fondo, potete pensare solo umanamente!

27.            Proprio perché nell’uomo, l’affacciarsi in un mondo spirituale, o il suo protendere in questo, si manifesta più spesso e più forte che in tutti gli animali, proprio per questo gli è fatto obbligo di utilizzare queste impressioni e di rendersi degno della sua patria spirituale!

28.            Proprio perché lo illumina una luce spirituale, un sole spirituale, egli deve e vuole anche crescere spiritualmente, aumentare spiritualmente, per rendersi degno del suo Creatore che lo ha posto in mezzo a un mondo di meraviglie, quale lui stesso la più grande meraviglia, affinché, consapevole della sua posizione, egli divenga cosciente sia dell’influsso della luce del Sole materiale, sia di quello, ancora più intenso, della luce spirituale; e così possa crescere, perfezionarsi e rendersi degno, finché gli giunga la grande trasformazione: la metamorfosi spirituale e la deposizione del corpo materiale, per rivestire un corpo spirituale più leggero, già tessuto durante la vita terrena dal corpo materiale, e destinato a servirgli come mezzo di rivestimento. Dove più esso è fine, tanto più facilmente possono penetrare i grandi raggi di un sole spirituale, per risvegliare anche in lui, come nel filo d’erba nel terreno, ciò che vi dorme, ed egli, assorbendo l’oceano di luce disteso sopra di lui, divenga un vero cittadino di un regno spirituale. Là, come il fiore del campo si volge gioioso solo verso il Sole, così egli potrà rivolgersi soltanto verso il grande Sole nel regno dello spirito, verso di Me, e da lì, poi, potrà sorbire a piene mani ciò che gli era impossibile nel corpo terreno.

29.            Così deve crescere l’uomo spiritualmente, aumentare spiritualmente e diventare un cittadino di un regno spirituale e figlio di un Creatore, nella Cui casa nessun sole tramonta più, bensì la luce della verità risplenderà continuamente in ogni tempo!

30.            Osservate dunque il mondo che vi circonda con occhi più attenti, risvegliate il vostro intendimento spirituale; nella Creazione materiale vi è celato ancora molto dello spirituale che nessun cieco può percepire, ma lo può solo un chiaroveggente.

31.            Io sono onniveggente, e se volete diventare figli Miei, allora dovete anche voi avere occhi più acuti e avere chiaramente davanti, lontano oltre la materia e la sua durata, il vero germe che è alla base di tutto l’esistente, il vero scopo finale dell’intero universo; solo allora, accanto alla vostra crescita corporea, accanto al vostro perfezionamento corporeo e accanto alla vostra missione terrena, ci sarà una crescita spirituale, un prosperare spirituale e un raggiungibile Cielo spirituale pieno di beatitudini che, dapprima sarà nel vostro interiore, e poi, estendendosi intorno a voi, dovrà giungere fino a Me, dove riconoscerete in tutto l’eterno affettuoso Padre, il Quale, però, ha riservato i più grandi godimenti spirituali solo a coloro che si saranno resi anche interiormente capaci di sopportarli e afferrarli!

32.            Quindi crescete, figli Miei, in conoscenza e in intendimento nella Mia Creazione materiale! Non perdetevi in vane cose terrene che non sono durature; cercate l’indistruttibile e l’eterno! Cercate Me, e in questo scambio tra materiale e spirituale, non ci perderete, bensì ci guadagnerete soltanto, oppure, ‘crescete’ così come Io vorrei sapere che avete compreso il crescere, nel materiale come nello spirituale!

 

(Continuazione)

22/II ) Crescere

Trieste, il 24 settembre 1875

33.            Nell’ultima parola vi ho spiegato la crescita, cosa essa significhi e come avvenga tanto nel mondo materiale quanto in quello spirituale. Vi ho mostrato per immagini, tanto nella crescita di un filo d’erba quanto nel progresso spirituale dell’uomo e dell’intero mondo dello spirito, come si cresce e come si procede eternamente sempre perfezionandosi, per compiere la propria missione.

34.            Adesso, con questa parola, voglio nuovamente spiegarvi, dal mondo materiale, quello spirituale, e come nella pianta, per esempio nel filo d’erba, la crescita visibile tende verso un altro prodotto, al fiore o alla fioritura, così anche nell’uomo, considerato dal punto di vista terreno, si sviluppa il medesimo processo. E allo stesso modo, nel mondo spirituale ha luogo questo processo, e il prodotto nel grande mondo dello spirito è sempre lo stesso, il fiore o la fioritura, cosa che, però, può essere indicata solo per via della rispondenza.

35.            Vedete, quando una pianta, sviluppandosi dal seme comincia a crescere, a formarsi e a dischiudersi, allora la domanda più ovvia che si potrebbe porre al Creatore della stessa è certo questa: “Per quale scopo essa cresce?

36.             Ebbene, poiché Io, quale spirituale pensante Creatore dell’intero universo dovevo avere, in tutto quello che ho creato, uno scopo, proprio come quando voi volete venire a capo di qualcosa, allora la risposta a questa domanda, naturalmente, sarà:

37.            Che Io non abbia creato la pianta per passatempo, né disposto tutta la sua struttura per caso, come lo potete scoprire facilmente con un’osservazione più ravvicinata, comprenderete presto che tutto il premere, il formare e l’operare nell’organismo di una pianta, tende verso un determinato scopo. E questo scopo, come stadio successivo, accanto allo sviluppo della radice e delle foglie, è il fiore ossia la fioritura, dove poi, in altre forme, viene fuori un altro organismo che non somiglia per nulla a quello precedente e che, nel suo grembo, porta un’ulteriore fase di sviluppo, che è il fine ultimo della pianta, vale a dire: il frutto o il seme per una nuova pianta della sua stessa specie.

38.            Così nel regno vegetale, così nel regno animale, e così perfino nel genere umano, per quello che riguarda la formazione del loro corpo che deve servire come strumento per il perfezionamento di un’anima dimorante in esso!

39.            Ora vogliamo considerare attentamente ‒ cioè spiritualmente ‒ l’intero processo di sviluppo nel regno vegetale, per poi passare a ciò che vi è di analogo negli altri regni.

40.            Vedete, ultimamente avete sentito come il filo d’erba si sviluppi di cellula in cellula, si costruisce di fibra in fibra, come i globuli del sangue (detto per immagine) sospingono i loro umori in tutte le parti della pianta, e qui trasformano, decompongono e plasmano. Avete visto come una potenza spirituale guidi questo movimento e spinga a qualcosa che non è ancora visibile nella formazione primitiva, e adesso, in cui voi tutti sapete che il fiore o la fioritura è il secondo punto d’appoggio che può essere menzionato come nuova formazione, sapete anche che, accanto a tutti i mezzi che servono alla conservazione dell’esistente, vengono assorbiti dalla madre terra altri elementi che, attraverso il tronco e le foglie, sono sposti al processo della luce e producono in molte piante dei fiori profumati che deliziano i vostri occhi con lo splendore dei colori e i vostri sensi con le soavi fragranze.

41.            Ebbene, il fiore o la fioritura non è nient’altro che il prodotto di ciò che è grossolanamente materiale, di ciò che è più fine e animico, e di ciò che è divino-spirituale. È lo stato di un gioioso tempo di delizia spirituale, in cui ‒ dopo un lungo lavoro iniziato dal seme e proseguito attraverso il tronco e le foglie ‒ il più bello, il più affine alla luce, è stato elaborato in un complesso compiuto che potete considerare, in senso figurato, come lo stato nuziale della pianta, dove essa, rallegrandosi delle sue conquiste, si abbandona nella sua veste nuziale completamente alla luce del Sole e alla luce spirituale della Creazione, dopo aver strappato con fatica e lotta, tutto ciò che era necessario alla materia grossolana.

42.            Essa si delizia nella consapevolezza della conquista, dimena dolcemente la sua testolina tra arieggi leggeri, sempre volgendosi al Sole, e comunicando profumo e buon odore, come rispondenza della sua essenza, all’aria circostante, alle piante, agli animali e agli uomini.

43.            La pianta sta qui nell’ornamento nuziale; ciò che è più fine, ciò che è maggiormente affine alla luce, è rivestito di foglioline delicate che dalla luce, con una miriade di piccoli vasi linfatici, traggono ancora tutto ciò che è necessario per la sua opera appena iniziata; poiché la pianta – avendo raggiunto il suo stato nuziale – non si ferma lì, una spinta la sospinge in avanti, sempre più in alto, ad altri scopi spirituali; sempre il più fine doveva essere separato dal grossolano. Così, con la decomposizione del suo rivestimento esterno, dal seme sorsero i primi elementi: le radici, con le quali la parte interiore del seme si mise in relazione con il terreno circostante; le radici poi assorbono i primi elementi che servono alla formazione del fusto, e spingendo verso l’alto gli umori del fusto, i rami si affinano fino a formare le foglie, e naturalmente nel fusto poteva essere assorbito solo ciò che appartiene al fusto, e nella foglia solo ciò che appartiene alla foglia, allora l’organismo del primitivo seme spinge verso l’alto ancora altre sostanze, altri elementi verso la luce del Sole, verso la luce dell’intero mondo stellato e di tutto l’universo spirituale, che poi come il più fine, spiritualmente sviluppato dalla materia, viene poi rinchiuso nel fiore o nella fioritura, dove il risultato dello stato nuziale – la fecondazione e la riproduzione – prosegue il suo sviluppo. Per questo tutto ciò che è stato creato da Me, una volta chiamato in vita, essendo da un Dio e Signore infinito, doveva contenere in sé anche il germe dell’eterna durata, perché solo tali Creazioni sono degne di un Dio, sono degne e adeguate a Me.

44.            Come lo stato nuziale doveva essere il periodo di delizia di una meta raggiunta, così anche il tempo della fioritura, nel mondo vegetale, è lo stadio della vita più alta e più intensa, dove tutte le facoltà sono sviluppate, dove tutti i nervi e tutte le fibre sono tese nell’impaziente attesa dell’istante in cui la massima delizia trova il suo compimento, il cui fine più elevato è raggiunto, e il Divino, l’Eterno, celebra il Suo più grande trionfo.

45.            Proprio per questo tale atto è di grande significato, e la natura in ogni più piccolo prodotto lo celebra con tutti i suoi mezzi, perché è una preparazione per un atto creativo che non è materiale, non è solo spirituale, bensì, affine con Dio.

46.            Così la pianta è ora giunta al punto in cui essa, la creata, diventa una creante.

47.            Ora comprendete il valore di una fioritura, il valore di un fiore! Voi che fate tanto abuso con queste creazioni sommamente spirituali, oltre a ciò, senza riflettere quando cogliete un fiore o una fioritura, quanto male spirituale fate a una pianta, perché voi piantate un pugnale nel cuore della stessa, dove lei vorrebbe traboccare di delizia, di beatitudine e di gratitudine per la sua esistenza, perché ha raggiunto il suo gradino spirituale più elevato e va incontro alla formazione del frutto.

48.            Voi uomini siete tutti insensibili, non sapete cosa accade nel più piccolo processo della natura vivente! Voi conoscete solo i vostri sentimenti, badate poco o niente affatto a quelli dell’intero mondo animale, e della vita spirituale di un mondo vegetale o minerale non avete alcun concetto. E ciò nonostante, vi dico che tutto ciò che Io ho creato ha vita spirituale, una vita dell’infinità, una vita eterna indistruttibile che, sebbene da voi rinnegata, nondimeno esiste; ma quale delicata vita spirituale, la può comprendere solo una delicata anima formata in modo sommamente fine, e non creature che, anche se poste in alto sul piano della Creazione, si sono cacciate fin sopra gli orecchi nel fango delle più vili passioni.

49.            Perciò le molte illuminazioni che vi ho dato sui differenti prodotti della natura, sulle leggi della natura e sulle disposizioni dell’intero mondo creato, affinché possiate aprire ampiamente i vostri occhi spirituali per riconoscere il grande mondo dello spirito che si estende ben oltre la materia, che interviene in tutto, crea e tesse ovunque, e che in ogni cosa ‒ perfino in ciò che appare più materiale ‒ vi ha posto dinanzi agli occhi il grande pensiero creativo spirituale dell’eterno Amore in milioni di differenti forme.

50.            Ciò che è stato detto del regno vegetale, del filo d’erba, del suo fiore e del suo frutto, vale altrettanto per il genere animale e per il genere umano.

51.            Nella formazione del corpo animale o umano, vi è parimenti una Scintilla divina del Mio Spirito racchiusa in una piccola cellula, ed è da lì che comincia a formarsi il corpo, il sistema nervoso e quello sanguigno; e come nella pianta tutto tende verso la fioritura, così anche nell’uomo e nell’animale alla fine della costruzione della sua struttura ossea, si forma ‒ come un fiore, come una fioritura ‒ la massa cerebrale, dove si concentra tutta l’intelligenza, tutto ciò che è spirituale e tutto ciò che è necessario alla vita, allo sviluppo e alla continuazione della specie.

52.            Nel caso dell’animale, questi periodi di fioritura sono segnati spesso da violente lotte e da grandi eccitazioni in tutto il sistema nervoso. L’animale è ancora guidato dalla Mia mano, e solo quando giunge il tempo dell’accoppiamento percepisce la Mia potenza nel massimo grado, potenza che lo spinge a qualcosa che spesso intuisce, ma non conosce con certezza.

53.            Nessun atto creativo può essere eseguito senza turbamento (ossia senza una potente eccitazione); questo è un intervento consentito nella Mia potenza, e per questo il processo deve necessariamente coinvolgere tutti gli organi vitali, affinché ‒ pur essendo soltanto una mescolanza di elementi materiali ‒ possa liberarsi di nuovo qualcosa di spirituale che, pur restando legato ancora nella materia, possiede tuttavia così tanta forza, da svilupparsi un po’ alla volta da sé e procedere verso un gradino spirituale più elevato.

54.            Come nell’animale la fronte è rivolta già più verso l’alto, così anche nell’uomo il cervello, con la sua sostanza gelatinosa, con le sue sinuosità, è la sede di tutte le caratteristiche spirituali di cui l’anima ha necessità, in primo luogo per tenersi in continua unione col mondo esterno, e in secondo luogo per preparare proprio lì, con l’istruzione e la spiritualizzazione del materiale, l’uomo animico-spirituale come abitante di un eterno aldilà, per perfezionarsi e diventar simile a Me, fin dove lo permettono il suo organismo e le sue capacità spirituali già sulla Terra.

55.            Ciò che nell’animale è ‘istinto’, ciò che nella pianta è ‘legge’, questo all’uomo è dato ‘liberamente’ per essere usato, affinché pur essendo capace delle più alte eccitazioni, egli impari a dominare se stesso, e diventi un essere uguale a Me che, liberamente, senza costrizione, non dovrebbe mai oltrepassare i limiti della legge morale. Ma purtroppo ciò accade ora nella maggior parte degli uomini, tuttavia le conseguenze dovranno essere sopportate proprio da loro stessi.

56.            Vedete, nell’uomo è il cervello il luogo dove tutto ciò che è elevato è pensato e sentito. Il cervello è la sede delle caratteristiche spirituali; ma il cervello da solo non potrebbe sussistere se non fosse mantenuto continuamente in attività da un altro complesso nerveo, come accade per tutti gli altri organi, e questo complesso nerveo vi è noto con il nome di ‘plesso solare’ oppure centro nervoso dei movimenti involontari. Lì si trova propriamente la sede dell’anima; da lì essa forma e tesse il corpo, lo mantiene e ripara dove c’è danno, da lì muove il cuore in battiti più rapidi, nelle emozioni dell’animo, nel dolore e nella gioia

57.             Da lì essa comunica al mondo esterno, con il linguaggio e lo sguardo, ciò che accade nell’interiore, e lì è assimilato spiritualmente ciò che è penetrato nell’interiore attraverso orecchi e occhi.

58.            Come la pianta attraverso la luce, il suo effetto e i suoi raggi, stando in collegamento con l’intero mondo spirituale, gode il suo tempo di delizia e il suo stato nuziale, così l’uomo, con l’avvicinarsi del suo tempo di fioritura, gode di quest’influsso del mondo degli spiriti superiori che lo circonda e che vive e opera in lui e fuori di lui, sostenendo ogni cosa. Così crescono i sentimenti del primo amore, il risveglio di uno stato che vorrebbe respingere del tutto la vita materiale, e che un volta, un sapiente del mondo greco indicò come il più alto stadio dell’uomo, e che a voi è ancora conosciuto sotto il nome di ‘amore platonico’.

59.            Sì, così dovrebbe essere compreso anche questo primo amore, poiché esso è il tempo della fioritura della natura umana che spinge verso l’atto creativo della generazione di un nuovo essere, il quale, però, non dovrebbe diventare un prodotto materiale, ma un prodotto spirituale.

60.            Che, attraverso il contatto dei corpi, le più belle illusioni debbano nuovamente svanire, è naturale, poiché Io non ho creato in voi degli spiriti incorporei[37], ma uomini terreni, i quali anche ciò che avevano gustato come esseri spirituali, come esseri terreni, dovevano deporlo come seme in un nuovo essere destinato a venire alla luce!

61.            Questo amore, questo sentimento delizioso, questa beatitudine che guida l’un verso l’altro entrambi i sessi, tutto ciò deve essere solo l’impulso per la creazione di un essere che, altrettanto, un giorno doveva diventare uguale a Me!

62.            Per generare tali esseri, ci vuole anzitutto la più alta dignità spirituale, affinché il risultato sia degno del suo Creatore!

63.            Le vostre condizioni sociali, le vostre basse passioni lo hanno per lo più impedito, in modo che questo primo amore diventasse anche l’ultimo sulla Terra, e la vostra brama di piacere ha già da molto tempo creato ‒ attraverso l’abuso dei vostri impulsi ‒ un mondo i cui abitanti, appena nati, corrono già di nuovo incontro alla morte, dopo che la maggior parte degli uomini di entrambi i sessi ha combattuto con necessità, miseria e delusione, generando figli per noia, figli che somiglieranno ai genitori, li seguiranno in tutto, e giunti alla tomba sapranno altrettanto poco dei loro genitori il perché sono nati e perché devono morire.

64.            Siate sicuri, Miei cari figli, Io ho creato il mondo del tutto diversamente da come lo vedete voi adesso. Ho dato agli uomini le forme più belle, ho contrapposto lui con il suo fiore o fioritura (il cervello) all’intero universo, ho insufflato in lui le facoltà di andare, con il volo del pensiero oltre tutti gli spazi temporali e giungere fino a Me. Gli ho costruito organi che permettono di fargli percepire, nonostante la materia, un mondo spirituale grandemente elevato, il quale, sebbene molto al di sopra di lui, nondimeno è solo in lui stesso. Gli ho dato i sensi: gli occhi per contemplare le Mie meraviglie, gli orecchi per ascoltare le Mie armonie e il linguaggio per dischiudere ai suoi simili il suo intero grande interiore spirituale. Perché, cosa sarebbe tutto ciò che si contempla e si ascolta, senza comunicazione?

65.            Ho posto l’uomo come modello qui sulla vostra piccola Terra, a signore di questo globo terrestre, affinché non si potesse lamentare dicendo che Io l’avrei trattato come tratta i figli una madre snaturata. Gli ho dato, con la Mia discesa di una volta, un insegnamento che ho lasciato in eredità, e che già da solo basta, per tutte le età future, a richiamare all’intera umanità la sua dignità.

66.            L’ho fornito di doni spirituali per trarne profitto su questa Terra per la vita materiale, affinché la stessa non dovesse essere di alcun ostacolo nella formazione di quella spirituale.

67.            L’ho lasciato libero! Egli può agire da sé; egli stesso può giudicare e scegliere come vuole!

68.            Io l’ho posto lì, per questo globo terrestre, per così dire, come l’unico signore. E quanto ha abusato di tutto: del suo corpo, del suo ambiente e del suo mondo vegetale e animale a lui sottoposti! E adesso gli ho perfino dischiuso il mondo dello spirito, mostrandogli, mentre è ancora in vita, ciò che avrebbe dovuto conoscere solo dopo il suo trapasso. E tuttavia, tutto è stato vano!

69.            Come un ossesso egli continua a correre, obbedendo solo alle sue passioni più basse, abbandonandosi solo a interessi mondani. Egli Mi rinnega, rinnega le Mie leggi, calpesta con i piedi perfino la dignità dell’uomo, e in questo modo avrà da attribuire a se stesso le conseguenze che ne dovranno derivare.

70.            Io ho creato questa piccola Terra, così come i grandi corpi solari e mondiali, per tutt’altri scopi di quelli che credono gli uomini.

71.            Ho creato il Mio intero universo come una grande armonia di sfere, dove tutto dovrebbe respirare amore, e non dove odio e invidia spingano ciascuno a perseguitare l’altro, ossia, dove uno solo asservisce e massacra migliaia dei suoi concittadini per scopi egoistici.

72.            No! Questi bellissimi sentimenti che ho sviluppato per voi nella pianta, nella crescita, nel fiorire e nella riproduzione, e ho dimostrato perfino negli uomini e negli animali che essi non sono stati posti inutilmente in ogni petto, così deve e così diventerà di nuovo il Mio mondo; poiché, ciò che lotta contro le Mie leggi, si punisce da sé! E se Io stesso adesso comunico direttamente perfino con voi pochi, questo succede solo perché tra la Mia Parola e la parola degli uomini esiste una grande differenza, e perché solo quando l’umanità avrà attirato su se stessa molte tribolazioni con la propria maldestra condotta, essa diventerà docile e capace di accogliere qualcosa di meglio, affinché poi ci sia già pronto il materiale, mediante il quale il vecchio, e da molto tempo dimenticato e dissestato edificio della vita spirituale dell’uomo, sia nuovamente edificato, e più precisamente non per il transitorio, ma per l’eternità!

73.            Allora un’altra generazione partorirà anche altri figli; essa tornerà a sentire l’amore, come Io l’avevo impiantato nel loro cuore (degli uomini), e l’uomo ‒ memore della propria dignità ‒ non abuserà di nessuna delle caratteristiche che Io gli ho dato, ma ne farà soltanto il giusto uso.

74.            La Terra tornerà ad essere ciò che era un giorno: un paradiso, dove dominerà solamente quella caratteristica che costituisce la Mia essenza (l’Amore). Vi sarà ‘Amore donato’, ‘Amore ricevuto’, e così alla Terra e ai suoi abitanti sarà restituita la giusta misura, secondo la quale essa (la Terra) ha sempre occupato, nella grande catena di tutte le Mie Creazioni, una posizione di grande rilievo spirituale.

*

75.            Quindi crescete, figli Miei! Aprite i vostri occhi, non solo materialmente, ma anche spiritualmente, e riconoscete come tutto intorno a voi – perfino le piante e ogni filo d’erba che voi spesso calpestate incurantemente con i piedi – ha una vita spirituale, e che dietro questo involucro apparente anche della cosa più piccola, c’è un qualcosa di sconosciuto che sempre, senza interruzione, contribuisce al grande piano del perfezionamento, e porterà di nuovo a Me tutte le Mie più piccole particelle che, un giorno, eoni di millenni fa, Io ho inviato fuori per la prova.

76.            Ogni secondo milioni di esseri e cose passano nello spirituale, e ogni secondo di nuovo milioni di esseri sono incorporati nel materiale. Tutto è una catena, come in un pozzo a carrucola un secchio sale e l’altro scende, come nello spazio della Creazione il passare e divenire si danno sempre la mano!

77.            Sulla vostra Terra non esiste luogo dove ci sia eternamente notte o eternamente giorno. Il calar del Sole per una regione è il sorgere per un’altra; qui uomini stanchi dal lavoro si mettono a riposo, là lo stesso raggio del Sole che cade sul vostro occhio stanco, risveglia l’assonnato per il nuovo lavoro. Così è nella Mia Creazione: sempre in crescita, sempre in fioritura, sempre creando del nuovo, l’orologio del tempo fa il suo corso; ma solo all’uomo spirituale può rendersi comprensibile questo eterno tendere verso mete più alte, e solo al ricercatore spirituale e all’attento osservatore della Mia natura visibile può essere data la chiave per scoprire, dietro questa trasformazione materiale, anche il grande processo spirituale che in realtà sarà l’essenza principale: il principio originario e la meta finale di tutto ciò che è stato Creato!

78.            Sempre e incessantemente Io vi dico e vi esclamo:

79.            “Elevatevi dalle vostre conoscenze dell’intelletto e del mondano! Non lasciatevi entusiasmare solo per pochi attimi dalle Mie parole, ma serbatele sempre nel cuore, e dovunque andate, dovunque state, vi possa accompagnare il pensiero che non tutto è ciò che sembra, e che esistono ‘leggi’ contro le quali non si può agire impunemente!”

80.            Comprendete questa Grazia della Mia diretta comunicazione! Essa è da prendere molto più seriamente di quanto voi, per lo più, fate; poiché ogni trascuratezza, ogni tiepidezza si punirà da sé in voi stessi.

81.            Già duemila anni fa Io dissi ai Miei discepoli: “Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione!”. E oggi ve lo dico nuovamente: ‘Vegliate e pregate’, affinché le vostre passioni non vi trascinino e facciano di voi degli schiavi, pur essendo nati padroni!

82.            Presso di voi la schiavitù è molto odiata, ognuno vuole essere libero, ovunque si sente di inveire sulla schiavitù e sulla tirannia, e ciò nonostante, chi è poi l’attuale più grande tiranno dell’umanità, se non, le sue passioni?

83.            Gli uomini già da lungo tempo sono scesi dal trono del dominatore sul quale Io li avevo posti; solo pochi comprendono ancora ciò che Io volevo dall’uomo, ma sono ancora troppo deboli e troppo pochi per poter influire in modo determinante sui destini dell’intera umanità; ma pazienza! Anche qui si manifesteranno una crescita e un fiorire, il germoglio della conoscenza spirituale si dischiuderà anch’esso e, come un fiore di un altro mondo, darà il suo miele come nutrimento, allora anche questo germoglio, irradiando nella luce più splendida e nei colori più belli, farà sentire a migliaia la dolcezza del suo contenuto, se prima sarà stato gustato abbastanza dell’amaro.

84.            Allora, figli Miei, prendete anche questa parola come continuazione dell’ultima, e fatela vostra; non ve l’ho data solo per leggerla da cima a fondo, ma per agire di conseguenza!

85.            Riflettete: il tempo fugge, e – molto più velocemente di quanto immaginiate – le ore, i giorni e gli anni giungono al loro termine, e così qualcuno sarà alla fine della sua carriera molto prima di quello che credeva.

86.            Badate che non sia troppo tardi e che, nell’altro mondo, non dobbiate conseguire solo con fatica ciò che qui, in pienezza, vi è stato versato nel grembo!

87.            Questo, come parola di esortazione per una successiva riflessione! Amen!

 


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Cap. 23

Ancora una parola su

Il linguaggio e la sua origine

9 novembre 1875

1.  Ti ho già dato alcune parole su questo titolo, ma adesso voglio mostrarti l’espressione ‘linguaggio’ da un altro lato, per dimostrare con questa spiegazione, agli eruditi del vostro mondo, nuovamente che essi non sanno veramente nulla, o almeno, che le loro conclusioni in parecchi casi sono completamente sbagliate.

2.  Dunque, se domandate genericamente agli studiosi delle lingue da dove il linguaggio abbia avuto la sua origine, o come si sia formato, allora essi risponderanno semplicemente: “Il linguaggio, come necessario mezzo di comunicazione tra gli uomini, all’inizio era limitato ad assai poche parole; solo con la crescita della loro cultura, con il moltiplicarsi delle loro necessità, furono costretti a inventarsi nuove parole, e così un po’ alla volta si formarono le lingue nel mondo, conformemente alle intelligenze degli uomini e dei popoli”.

3.  Questo è l’intero risultato di ogni filologia, espresso con poche parole.

4.  A chi basta così, può lasciar stare le cose come stanno.

5.  Ma poiché Io la penso diversamente e ho altre intenzioni con i Miei figli terreni, allora non voglio liquidarli con queste interpretazioni di sapienza, quindi proprio oggi dovete ricevere nuovamente da Me una comunicazione su un’espressione generalmente conosciuta come ‘linguaggio’, di cui qualcuno di voi ne conosce diversi, e può utilizzarli esprimendosi in essi senza aver mai indagato spiritualmente su come siano veramente sorte le lingue, cioè sulla loro regolare e ben ponderata costruzione, così come voi ne conoscete ancora alcune dalle antichità e del tempo moderno.

6.  Ebbene vedete, qui voglio rivolgervi una domanda e dire: “Non avete ancora mai riflettuto su com’è possibile che una lingua, con tutti i suoi verbi, nomi, aggettivi e pronomi, ecc., sia sorta con tutte le declinazioni, le coniugazioni e le loro variazioni, dove nondimeno, se considerate solo i verbi, se ne ricava una deduzione logica, un pensare corretto, e dove le più differenti azioni, in tutte le possibili epoche, sono indicate ordinatamente?

7.  Non vi è ancora mai venuto il pensiero di com’è possibile che i primi uomini e i loro più prossimi discendenti, potessero già esprimersi così che le comunicazioni tra di loro fossero comprensibili e corrispondenti alle loro necessità?

8.  Che i primi uomini, prima che potessero aprir la bocca per parlare, si siano occupati col pensiero di una grammatica o di una dottrina linguistica, questo certo non lo potete accettare.

9.  Ebbene, se considerate il linguaggio da questo lato e osservate la sentenza dei vostri glottologi che ho già citato sopra, allora potrebbero emergere alcuni dubbi nella vostra testa, la cui soluzione non potrebbe essere così facile né per voi né per i vostri scienziati, e che solo Io sono in grado di decifrare.

10.            Per mettere ora in atto questo, affinché possa diventare per voi comprensibile e istruttivo, dovete seguire Me in un altro campo, dove comincerò con altre domande, in modo che dalle risposte possa essere innanzitutto spiegato questo interrogativo sul linguaggio.

11.            Dunque, figli Miei, voi credete che all’epoca quando fu creato il mondo, in pratica il vostro, non esistessero ancora altri complessi solari? Oppure siete dell’opinione che l’intero universo sia sorto in una sola volta, cioè con i lontanissimi globi involucro che i vostri occhi possono scoprire solo a fatica con i più acuti telescopi, dove essi vi appaiono come fioche nebbioline, fino al vostro sistema planetario, con il suo Sole e pianeti, satelliti e comete intorno ad esso orbitanti?

12.            A questo vi devo rispondere che la creazione dell’intero universo è venuta all’esistenza solo un po’ alla volta in grandi epoche, e più precisamente, esso è sorto nello stesso modo e maniera com’è formato eternamente ancora oggi, per darvi un esempio: dal seme la pianta, e dalla pianta si forma nuovamente il seme.

13.            Così si formarono e si formano ancora oggi i mondi, i soli, i pianeti e le comete; poiché proprio in un processo creativo di questo genere è fondata e stabilita l’infinità. Così tutto, il più piccolo come il più grande, si sostituisce e si completa sempre nuovamente da se stesso!

14.            Così anche il vostro sistema solare si è formato da altri sistemi e dall’etere, dapprima come cometa che, per eoni di anni, ha orbitato nell’etere, assorbendo tutto ciò che era necessario alla costituzione del proprio mondo, delle terre e delle lune che da esso dovevano nascere. In seguito le terre e le lune dovettero attraversare le proprie rivoluzioni, mentre le comete andavano incontro a nuove formazioni, finché non divennero adatte a ospitare esseri viventi, come potete vedere sulla vostra stessa Terra, dove del resto i periodi di formazione o di sviluppo non sono affatto cessati. Infatti, la vostra Terra, come le creature su di essa viventi, obbedendo alla spinta verso il progresso, avanza costantemente verso un gradino più elevato, finché anche per lei verrà il momento in cui il globo terrestre materiale con i suoi abitanti, sarà divenuto più spirituale e più fine!

15.            Questi mondi e sistemi mondiali in quantità infinita, che costituiscono l’edificio materiale universale, hanno e avevano tutti da sopportare questo stesso processo, e continuano a farlo nella trasformazione e nel perfezionamento.

16.            Esistono sistemi mondiali del cui numero voi non avete cifra, e ugualmente niente per stabilire la loro durata.

17.            Milioni di mondi furono creati e sono passati prima che il vostro Sole orbitasse solo come una leggera stella, simile a una cometa nello spazio eterico. Questi mondi e soli erano popolati da esseri, e lo sono ancora, molto differenti nell’organizzazione del corpo e dello spirito.

18.            Spiriti provenienti dal grande regno spirituale si fecero rivestire in essi come esseri, per accelerare, come scuola di prova, il loro progresso, e per separarsi da loro di nuovo più spiritualizzati, per potersi avvicinare di grado in grado a Me, da dove sono tutti provenuti.

19.            Così era ovunque la catena, o il legame, tra il regno degli spiriti e il regno dei mondi.

20.            Come gli spiriti, rivestiti in esseri dei differenti mondi, compivano la loro missione, allo stesso modo per questo scopo era anche necessario un linguaggio come mezzo di comunicazione che, secondo l’intelligenza dei loro abitanti, talvolta richiedeva molte parole e suoni, talvolta poche, per esprimere i loro pensieri. Quanti milioni di mondi, tanti milioni di lingue esistevano differenti l’una dall’altra.

21.            Questo rivestimento, o incarnazione degli spiriti, ossia la trasmigrazione delle anime da una stella all’altra, sempre condizionata da un volontario desiderio, avveniva e avviene ancora, e così anche sul vostro mondo arrivarono i primi uomini già con una certa capacità linguistica spirituale, dove la costruzione grammaticale della lingua non era opera loro, ma un  loro patrimonio da altri mondi.

22.            Così sorsero, sul vostro piccolo globo terrestre, le migliaia di lingue finora conosciute, oltre alle sottospecie, le quali tutte sono solo principi di lingue che gli spiriti portarono da altri mondi, e poi, conformemente ai bisogni e al livello culturale dei differenti popoli, col tempo furono trasformate nelle vostre lingue esistenti.

23.            Così voi vedete ogni lingua, sebbene manchevole, pur sempre formata con principi razionali che non sono cresciuti sul vostro terreno; a cui più tardi si aggiunse anche la necessità di annotare il contenuto della conversazione, ciò che poi ebbe per conseguenza il linguaggio scritto, segnato e figurato.

24.            Da migliaia e migliaia di mondi, gli spiriti affluirono su questo piccolo pianeta, in parte già in previsione della sua futura importanza nella vita spirituale, più tardi in parte perché collocai per tutti gli spiriti questa piccola Terra come Mio luogo di Grazia, dove Io, come uomo, volli dare il più grande esempio di umiltà e di tolleranza a tutti gli esseri spirituali che vivono materialmente o immaterialmente nell’intero universo.

25.            Così sorsero le lingue, migliorate dagli uomini, il cui scopo di vita più grande era proprio di perfezionarle e di adeguarle alle necessità dei popoli, secondo il loro stesso progresso culturale.

26.            Così si formarono da singole lingue madri, le varianti, dapprima solo come dialetti, più tardi come lingue proprie, a seconda della posizione più o meno rilevante che i popoli avevano assunto nella vita sociale e nello sviluppo statale.

27.            Questo è l’intero percorso storico e statale su come sono sorti i linguaggi esistiti per lungo tempo, e poi uscirono dall’uso oppure si modificarono al punto che, della loro prima lingua madre, non rimase più nulla, secondo il progresso o regresso culturale dei popoli.

28.            Dal momento che presso tutti i popoli sono sempre dei singoli uomini a influire sul progresso spirituale e materiale degli stessi, e poiché questi uomini erano per lo più degli spiriti trasmigrati da mondi migliori, allora voi trovate nella storia anche singoli popoli che risplendono nello splendore della più alta cultura spirituale o del progresso materiale. Tuttavia, o la tracotanza nella prosperità, o la decadenza in bestiali passioni, ne impedirono l’ulteriore progresso. Il rivestimento di spiriti migliori divenne più raro, essi cedettero il posto a spiriti inferiori, i quali poi, un po’ alla volta, portarono quei popoli alla decadenza e contribuirono a indebolirli.

29.            E così adesso voi vedete nazioni abbruttite ‒ nazioni che un tempo possedevano grandi conoscenze dei Miei segreti della natura ‒ dedicarsi solo alle passioni più basse e agli interessi materiali, dove della grandezza dei loro antenati non rimangono al massimo che pochi resti nella lingua, i quali testimoniano delle capacità che un tempo erano attive qui per guidare gli uomini sul cammino spirituale, mentre ora nessuno possiede più né la volontà né la forza d’azione per farlo.

30.            Un esempio di questo lo vedete in India, in Persia e in Egitto, anche in popoli dell’America, le cui tracce sono da lungo tempo scomparse dalla Terra.

31.            Così, figli Miei, anche la vostra lingua non è ancora l’ultima che troverà compimento su questa Terra. Ne seguirà un’altra, ancora più intensa e più spirituale, che gli uomini impareranno solo quando il loro avvicinarsi al regno degli spiriti sarà così libero da rendere il passaggio di qui o di là solo un soave transito e un facile scambio di sostanze, e le necessità intelligenti degli uomini materialmente incarnati con quelle degli spiriti dell’aldilà staranno in una sintonia migliore.

32.            Ora è il caso che la vostra lingua, per quanto vi sembri perfezionata e ricca di espressioni, tuttavia non ha ancora delle parole per certi sentimenti e condizioni d’animo per esprimere ciò che colma proprio il vostro cuore, per esempio, come nei sublimi attimi dell’estrema delizia del primo amore, oppure nel prendere commiato e nel rivedersi, o magari quando volete dare accordi e toni armoniosi all’espressione verbale. Quanto vorreste dirlo con una parola! Ma la vostra lingua si deve accontentare al massimo di uno sguardo pieno di beatitudine, di una stretta di mano e di un abbraccio, perché tutte le vostre parole sono troppo povere e incapaci di esprimere minimamente ciò che nella vostra anima sta scritto con fiamme spirituali e culmina nella parola ‘Amore’, ma non può essere descritto con maggior precisione.

33.            Dal momento che tutto ciò che qui è stato detto può essere dimostrato fin troppo spesso dalle vostre esperienze, potete dedurre che voi uomini non siete affatto gli ultimi sulla grande scala degli spiriti, e che vi sono ancora molti gradini dinanzi a voi; così anche la vostra lingua non è l’ultima, ma esistono ancora altre forme di espressione, delle quali non potete avere alcun concetto finché siete anime ancora racchiuse nella materia.

34.            Voi dovete sempre tener presente che, quanto più il vostro acuto occhio spirituale potrà accogliere in sé cose più grandi e più beatificanti, e quanto più si dispiegheranno un giorno per voi le meraviglie di un mondo dello spirito, tanto più avrete bisogno anche di espressioni che potranno esprimere queste in misura più giusta. Quindi, quanto più alto è il punto d’osservazione, tanto più spirituale è il linguaggio, poiché si tratta non più di forme esteriori, bensì di contenuto spirituale.

35.            Come ho detto all’inizio che è lo stesso processo per cui dal seme cresce la pianta e dalla pianta il seme, così anche nel grande regno cosmico dell’intelligenza spirituale da una lingua ne sorge un’altra, sempre avanzando secondo il bisogno dello spirito, cominciando dal dialetto corrotto del popolo rurale, fino al più puro linguaggio di un uomo istruito.

36.            Questa differenza, sebbene qui per voi soltanto accennata, è nel senso spirituale, grandissima e vastissima nell’espressione e nella formazione linguistica tra esseri intellettuali; una differenza che non conosce limiti, poiché la lingua, come espressione di concetti spirituali infiniti, può e deve essere altrettanto infinita nella sua espansione e perfezione.

37.            Così il linguaggio non è, come gli eruditi credono, un insieme abborracciato dai glottologi, bensì un’eredità proveniente da altri mondi, dal quale molto dovette essere tralasciato, o perché la capacità spirituale degli uomini non ne aveva bisogno, oppure perché la natura circostante e il livello culturale sulla Terra erano diversi da quelli del luogo da cui questi elementi linguistici furono portati dai vostri spiriti migratori.

38.            È sempre la presunzione degli uomini terreni che credono di saper fare tutto; essi saprebbero nobilitare le piante, portare gli animali a gradini più elevati e, se solo fosse possibile, saprebbero perfino farli diventare uomini! Gli uomini credono di poter realizzare tutto questo, e non riflettono che quello che Io ho creato, non può essere da loro né nobilitato né migliorato!

39.            Vi è già racchiuso tanto di profondo in una singola parola, tanto di significativo che solo chi pensa in profondità può intuire, ma mai sondare del tutto, a maggior ragione in un’intera costruzione linguistica, dove ‒ se nell’uomo non fosse già fondata spiritualmente la capacità del linguaggio ‒ i glottologi sarebbero spesso incerti su come designare un’azione in tutte le sue possibili variazioni.

40.            Siatene certi: nessuno dei vostri professori sarebbe mai stato in grado di inventare il verbo ‘essere’ con tutte le sue declinazioni!

41.            Riflettete solo su quanto è stato detto, e comprenderete facilmente che è qualcosa di completamente diverso esplorare una lingua esistente, oppure inventarne una nuova, senza imitare altre lingue antiche; questo è per voi uomini un’impossibilità!

42.            Perciò vi ho fatto dare questa comunicazione, affinché possiate riconoscere di nuovo, quanto piccolo e limitato sia il vostro sapere, e quanto fuori luogo sia l’orgoglio della vostra erudizione, poiché ‒ se la si considera nella giusta luce ‒ ben poco di ciò che ritenete una vostra conquista è realmente qualcosa di nuovo, la cui maggior parte è un Mio dono di Grazia che vede più lontano, che ha sempre e ovunque saputo ciò che fa, come lo porta a compimento quando giunge il momento, e quali mezzi siano necessari per realizzarlo.

43.            L’elemento spirituale che è presente nella natura materiale si trova anche nel linguaggio, poiché esso dovrà essere capace, un giorno, di servire come forma di espressione all’uomo spiritualmente chiaroveggente o rinato.

44.            Questo linguaggio deve quindi contenere tutto in sé, per corrispondere a tali bisogni, e proprio perciò la lingua, con la sua grammatica e le sue regole, è composta in maniera così razionale e coerente che, per un rinato c’è sempre la giusta parola per il giusto concetto.

45.            Ebbene, dopo che tutti gli uomini dovranno un giorno entrare nella condizione dell’essere rinato, per popolare il futuro mondo terreno spiritualizzato, allora anche il loro linguaggio si dovrà adeguare un po’ alla volta a queste esigenze spirituali, dovrà un po’ alla volta spiritualizzarsi, affinché anche con concetti spirituali ci siano alla fine, nella lingua, espressioni corrispondenti perfino per i sommi sentimenti.

46.            Dovevano trascorrere milioni di mondi e milioni di anni durante i quali le lingue si dovevano preparare per il futuro, di cui generazioni intere godono solo adesso il vantaggio di poter esprimere in una lingua ben costruita a parole e per iscritto, ciò che è conveniente al loro bisogno spirituale, e perfino tornerà utile non solo agli attuali viventi, ma anche ai loro futuri discendenti.

47.            Così anche questa parola deve nuovamente fornirvi delle prove su come la Grazia del Padre vostro non trascuri nulla, in parte per attenuare lo sciocco orgoglio umano, in parte per dare mezzi per comprendere il regno spirituale dei mondi, dove, proprio dopo tutto ciò che avete sentito, visto e percepito, non è dato altro che il linguaggio, ‘la Parola’, per comunicare anche ad altri ciò che è toccato a singoli iniziati, i quali, in certe ore solitarie, stavano perfino in comunicazione con il mondo degli spiriti, in cui l’Amore del Padre faceva percepire ai deboli figli la Sua Grazia, e dimostrava loro come da eoni di anni è stato coltivato ciò che, solo adesso, diventa maturo per il raccolto! Amen!


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Cap. 24

L’infinità

28 marzo 1876

1.  Qui sta dinanzi a voi una parola che molto frequentemente viene espressa con distrazione, il cui significato, tuttavia, un essere vivente non l’ha mai afferrato nella sua profondità. E così voglio concedervi di dare nuovamente uno sguardo nel Mio universo, uno sguardo nella Mia grande Creazione, e uno sguardo nel Mio Io, per mezzo del quale voi potete vedere ciò che i vostri scienziati, tutti i vostri profondi pensatori, tutti i vostri filosofi, hanno mai scoperto, ma che un figlio ancora immaturo può comprendere facilmente, se guidato dal cordone dell’amore, vale a dire che l’amore è stato il primo fattore di tutto il Creato, e che l’amore rimarrà sempre il conservatore e il perfezionatore di tutte le esistenze!

2.  Se devo spiegarvi questa parola ‘infinito’, allora dovete distaccarvi da una gran massa di concetti appresi, dovete andare ben oltre tutto ciò che è scientifico e decifrare il senso di questa parola non alla maniera umana, ossia secondo le leggi razionali terrene, ma secondo la Scintilla divina che Io ho posto in voi, quindi come spiriti, e non secondo una concezione limitata; perché un essere che appare finito, come siete voi, non potrà mai comprendere il Dio infinito e la Sua infinita Creazione.

3.  Allora vogliamo cominciare con la parola e con la sua definizione, e poi, come al solito, procedere passo per passo, dove, cominciando da un concetto immaginabile, può essere sviluppato fino alla consapevolezza presentita dell’eterno infinito.

4.  Che cosa voi chiamate ‘infinito?’. ‘Infinito’ voi chiamate semplicemente una cosa o condizione che non ha nessuna fine.

5.  Bene! Questo concetto potete tirarlo in lungo nella vostra fantasia fino a quando e fino a dove volete, ed esso vi rimarrà afferrabile e concepibile, eppure, questo concetto, applicato alla Mia Creazione o al Mio Io, non basta, perché allora vi si presenta un altro fattore che non trova nessun punto d’appoggio nel vostro cervello umano, né vi è pensabile, poiché voi siete consapevoli solo di un inizio, e non potete immaginarvi nulla senza un inizio, mentre questo non può essere applicato né a Me né alla Mia Creazione. Infatti, Io e la Mia Creazione, oltre all’infinità della durata, non abbiamo neppure un principio da mostrare.

6.  Qui dunque la parola ‘infinito’ acquista un altro significato, perché si riferisce a due lati, a nessun inizio e nessuna fine. Per voi, quest’infinità è ancora afferrabile da un lato, ma dall’altro non è pensabile né afferrabile!

7.  Ebbene, qui vi voglio aiutare, se potete elevarvi con Me, seguendo il corso delle Mie idee, al di là di tutto ciò che è creato sulla Terra, se vorrete giudicare Me come spiriti e ricevere della Creazione un’idea degna del Creatore, giacché, come uomini, educati e formati quali ora siete, non esiste alcuna possibilità di farvi un concetto di qualcosa che non abbia mai avuto un inizio.

8.  Qui, dunque, è necessario guardare ogni cosa in modo spirituale, come spiriti divini, andando ben oltre ciò che la vostra mente può comprendere, e perfino la vostra stessa esistenza deve essere intesa da un altro punto di vista.

9.  L’uomo si vanta delle sue conoscenze scientifiche come se sapesse qualcosa, e in fondo è venuto a sapere certo poco di ciò che lo circonda, come questo sussista e quale sia il suo scopo finale.

10.            Per l’uomo, nonostante tutte le sue ricerche, è un mistero la sua stessa ‘vita’, o ‘la forza vitale’ con la quale sente, pensa e opera; quanto più deve apparirgli estraneo tutto ciò che si trova al di fuori di questa sfera, dove egli, questa minuscola creatura, vorrebbe comprimere nel suo piccolo cervello il pensiero della Creazione, secondo le proprie idee da sé costruite!

11.            Quale vano affaticarsi e tormentarsi! Solo uno spirito comprende Me e la Mia Creazione, un discendente da Me, uno spirito che ognuno di voi porta nel proprio cuore, ma che non lo sa coltivare, e per di più lo porta nel regno degli spiriti così semplice e non sviluppato, proprio come lo ha ricevuto da Me alla sua nascita[38].

12.            Quindi, innanzitutto dimenticate il vostro involucro umano, la vostra esistenza umana, il vostro sapere umano! Dimenticate il vostro piccolo globo terrestre, dimenticate il vostro Sole che vi elargisce giornalmente calore e luce, dimenticate ogni materia e tutti i mondi, il cui numero, come somma, non potrà mai essere da voi immaginato!

13.            Slanciatevi in alto nello spazio infinito, dove tutti i mondi, girando l’uno intorno all’altro, perseguono in silenzio, di eternità in eternità, il loro traguardo di perfezionamento! Slanciatevi in alto con Me nel pensiero, là dove la luce e i tempi non trovano più confini, dove, se così si può dire, lo spazio illimitato è sempre concepibile solo in misura illimitata! Slanciatevi in alto con Me dove non regna nessuna luce, nessun calore, ma solo tenebra eterna; il luogo in cui sono custoditi i grandi elementi necessari per tutto ciò che deve essere creato.

14.            Slanciatevi con Me in mezzo a questo ‘spazio’ quanto vi pare, e se il vostro spirito o la vostra forza d’immaginazione lo potrà afferrare, allora voi sarete dinanzi all’infinità e al suo Creatore e Signore che, da questa, generò tutto ciò che tesse e vive nello spazio visibile e invisibile.

15.            E là, in questa infinità, vi diventerà comprensibile come Dio sia altrettanto ‘infinito’, e come abbia questo spazio illimitato ‒ per così dire ‒ come Sua atmosfera spirituale, proprio come ogni altra cosa o essere ha la propria. Ed Egli troneggia in mezzo ad essa, in mezzo a questa sfera, dalla quale ha tratto il simbolo dell’amore, e da quest’atmosfera ha chiamato all’esistenza il mondo materiale e, dal Suo Io, quello spirituale.

16.            Dovete imparare a concepirMi senza inizio, altrimenti un altro dio avrebbe dovuto creare Me, e questo, a sua volta, un altro, e così via all’infinito, e secondo la vostra teoria della Creazione non arrivereste mai a una conclusione.

17.            Vi ho detto in un’altra ‘Parola, che l’atmosfera che circonda ogni oggetto, ossia ogni essere, cede all’oggetto o all’essere ciò che essa assorbe dall’esterno, e di nuovo accoglie in sé ciò che l’oggetto o essere restituirà all’atmosfera consumato.

18.            Ebbene, qui avete la chiave per ‘l’infinità’.

19.            Lo spazio infinito con tutto ciò che esiste in esso, è la Mia atmosfera, infinita come Me stesso, nella quale tutto fluisce da Me, uscendo nell’infinito per compiere il grande processo di purificazione, poiché attraversando questa atmosfera è divenuto in parte già materiale; e questo spazio infinito Mi restituisce tutto ciò che è spirituale, tutto ciò che in esso si è formato e consumato, e ha cessato di essere materiale, e così completa nuovamente il Mio essere spirituale, restituendoMi in altri esseri di ogni specie il Mio Amore e il Mio Spirito in tutte le graduazioni spirituali, e così si forma il regno degli spiriti che Mi circonda, dove l’amore ‒ come idea resa visibile in forme e figure ‒ sta dinanzi a Me, e dove ogni essere spirituale esprime, nella propria forma, ciò che un giorno fu a loro dato da Me, e che ora, come uomo spiritualizzato o come spirito compiuto, è giunto alla sua perfezione.

20.            Vedete, come l’atmosfera circonda voi tutti, come la sfera vaporosa di ogni cosa o essere è l’unica catena con la quale l’uno viene a contatto con l’altro, e l’uno può dare all’altro ciò che ad esso stesso non è più necessario, tale e quale è lo spazio infinito, nel quale tutta la materia scomposta in finissimi atomi ha sempre la capacità di assimilazione e di unire il simile con il simile.

21.            Quando il mondo materiale si formò, secondo la grande legge, dallo spazio infinito, in ogni singola cosa era già presente il germe e l’impulso di un continuo rinnovarsi.

22.            Questa legge un tempo fu stabilita in tutto, e così prescrive ancora adesso la sua via tracciata.

23.            I Miei grandi pensieri creativi, pronunciarono solo una volta il ‘Sia fatto’ negli spazi infiniti; allora tutto cominciò a muoversi, il Mio Spirito penetrò nel caos, o conglomerato di tutte le sostanze materiali; ci fu vita, cominciarono repulsione e attrazione, formazione e trasformazione, e così continuerà eternamente, poiché non appena un atomo viene restituito allo spazio eterico, esso deve cercare nuove unioni.

24.            Guardate i grandi mondi, dove milioni e milioni dei vostri anni, come computo del tempo, sarebbero troppo pochi per determinare il loro processo di formazione; guardate l’infinità degli stessi, come si formarono cominciando dal primo atomo, come, attraverso la reciproca attrazione, gli atomi divennero molecole, le molecole composte in corpi microscopici, in cellule, e queste a loro volta condensate in involucri di vapore con l’atmosfera che li circondava, più tardi a poco a poco divennero solide, formando alla fine una crosta resistente sopra un nucleo caldo di luce come superficie di tali mondi, dove la forza e vita, racchiuse all’interno, crearono una propria vita, in cui, formati dal consumo termico e attraverso precipitazioni, dai vapori acquei si formarono poi atmosfere esterne, vegetazione ed esseri viventi!

25.            Guardate tutti questi mondi, immaginate la loro infinità, la loro grandezza, dove dal più piccolo granello di sabbia fino all’uomo che vi vive sopra quale ultima generazione, è attivo ovunque il germe della procreazione! Immaginatevi il numero dei vostri brevi e piccoli anni per un tale processo formativo, immaginatevi gli elementi materiali e spirituali separati da un tale singolo corpo celeste, che poi hanno dato occasione per la formazione di comete che si formano secondo le stesse leggi, e si devono formare, finché anch’esse, diventate una massa solida, continueranno nell’orbita di un sistema solare il loro ulteriore percorso e sviluppo come pianeta orbitante!

26.            Immaginatevi il grande esercito di stelle visibili che voi scoprite a occhio nudo o attraverso i vostri artificiosi telescopi; immaginatevi questi mondi e il tempo della loro formazione, della loro necessaria esistenza, della loro trasformazione fino a diventare regolare. Come tutto procede secondo la legge dell’attrazione e della repulsione, e l’intero universo sta dinanzi ai vostri occhi spirituali nella sua grandezza mai comprensibile che, come nel chicco di semenza di una piccola pianta o nella procreazione di un animaletto infusorio, segue la medesima legge, in modo che si formi di eternità in eternità dal consumato, del nuovo che, di gradino in gradino, dapprima in finissimi atomi che diventano materia, e poi la materia nei suoi milioni di volte in differenti gradazioni come materiale per essere utile l’uno all’altro, salendo con la trasformazione sempre più in alto, alla fine spiritualizzando se stessa, dall’esanime al vivente e dal vivente, procedendo in avanti, alla vita spirituale, dove poi il tutto, il proceduto da Me, attraverso il grande spazio eterico ritorna nuovamente a Me, nella Casa paterna spirituale, e sta lì per ricevere il premio e la ricompensa per tutto ciò che c’era da sopportare. L’à un essere inviato fuori dall’Amore, proprio di nuovo attraverso l’Amore, ritorna come un essere spirituale pensante e può godere e godrà la beatitudine come figlio di un Padre innamorato, compenetrando e comprendendo del tutto la Mia Onnipotenza, il Mio Amore e la Mia Creazione, cose che sono riservate a tutti coloro che perseverano fedelmente e si ricordano sempre da dove un giorno sono usciti e dove dovranno giungere come meta finale!

27.            Come da voi la vostra atmosfera materiale-spirituale lega l’uno all’altro spiritualmente, lo attira istintivamente e lo vuole rendere felice, proprio così è la grande forza di attrazione dell’Amore proveniente da Me per ogni essere che vuole diventare simile a Me.

28.            Così afferrate ‘l’infinità’, o l’espressione ‘infinito’.

29.            L’infinita è la forza che fluisce da Me in tutti i viventi, infinito è il Mio Amore che mai si esaurirà, e anche infinita è la riproduzione che procede dal più piccolo fino al più grande secondo la medesima legge.

30.            Così potete comprendere l’infinità dei mondi e dello spazio, e così potete comprendere anche il grande uomo cosmico, o l’intero sistema mondiale materiale, il quale ha intorno a sé altrettanto un’atmosfera, gira intorno al suo Sole-centrale spirituale in vaste orbite, fornisce al grande spazio eterico dell’infinità tutto il consumato e, ad ogni passo, raccoglie qualcosa di nuovamente vivificante.

31.            Così concepite l’infinità, ossia l’impossibilità di ridurre al nulla qualcosa, sia anche solo il più piccolo atomo, oltremodo rappresentativo nella vita spirituale, dove il pensiero spirituale ne provoca sempre un altro, dove il pensiero genera l’idea, l’idea la parola, e la parola, alla fine, anche l’opera o l’azione, e mostra così il Creatore spirituale e cosa Egli ha voluto esprimere di spirituale nel materiale.

32.            Tutto è infinito! Infiniti siete anche voi! Non che avete avuto inizio con la vostra nascita, no! Già da gran tempo, anzi dall’eternità siete qui, o eravate anche voi solo non come uomini, come singoli individui, bensì come materia, con altrettanta sostanza imperitura come ogni materia. Lo spirituale in voi, una scintilla proveniente da Me, dal Mio Io divino che divenne cosciente della sua esistenza solo quando gli altri due fattori, anima e corpo, determinarono con lo spirito la trinità, com’è altrettanto presso di Me; poiché anche il Mio Io esiste, in primo luogo da tutto il Creato, ed esistente come materia, in secondo luogo dall’intero regno delle anime che spinge tutto innanzi a uno scopo, e in terzo luogo dall’eterno principio divino che dà, a tutto quanto detto, la sua durata infinita e il suo valore divino.

33.            Così siamo noi, Io nel grande: corpo, anima e spirito, e voi e tutto ciò che vive e tesse, formati nel piccolo altrettanto dallo stesso principio. E proprio per questo anche il corporeo tende verso l’animico, e l’animico verso lo spirituale, per perfezionarsi sempre di più. Questo è, deve essere e sarà, il corso graduale di tutto l’infinito!.

34.            La parola ‘distruzione’ non esiste nella Mia Creazione, esiste solo ‘trasformazione’, anche se questa procede spesso sotto l’apparenza della prima!

*

35.            ‘Infiniti’ sono i germi del divino, ‘infinito’ è, infatti, il Creatore stesso! Come non dovevano portare la medesima impronta i prodotti provenienti da Lui? Solo che, secondo i limitati concetti umani, e secondo le leggi del discernimento umano, questo pensiero non è afferrabile. Per questo vi ho condotto fuori nel grande spazio etereo, e là vi ho mostrato le medesime relazioni che Io, come Dio, possiedo, e che anche voi, come uomini avete, ma che possono essere comprese solo spiritualmente e pensate come equivalenti.

36.            Solo in questo senso Io vi sono afferrabile, vi sono vicino e potete comprendere il Mio Amore, il Mio sacrificio e la Mia pazienza che ho con voi.

37.            Se non avessi intenzioni più grandi con il mondo, se non si trovasse dinanzi a Me l’intero universo steso come un libro aperto, dove Io vedo tutto, so tutto, e conduco anche tutto alla grande meta dell’unificazione con Me, allora avrei già da tempo dovuto lasciar scomparire, secondo i vostri giudizi e concetti umani, l’intero vostro globo terrestre dall’esistenza; ma come dissi un giorno sulla Croce: “Perdona loro; poiché non sanno quello che fanno!”, così ancora è pure adesso: voi siete figli smarriti, e con voi, molti milioni!

38.            I grandi pensieri che dovrebbero elevarvi oltre il mondano, voi non li potete afferrare, non avete la forza, e nessuna energia di slanciarvi là, dove tutte le preoccupazioni mondane-umane sprofondano in un nulla, dove, nonostante tutte le parole date direttamente da Me, non avete ancora capito che cosa significhi essere ‘Uomo’, o perfino ‘figlio di Dio!

39.            Per questo le Mie parole a voi, per questo la diversità delle stesse, per questo le Mie spiegazioni di tutto il Creato, per aprire i vostri occhi spirituali.

40.            Beatitudini su beatitudini Io ho creato; ma non per i ciechi, no, bensì per i vedenti che vedono spiritualmente, i quali devono comprendere spiritualmente Chi li guida e dove Egli li vuol guidare.

41.            Voglio avere dei vedenti nella Mia Creazione, dei vedenti che ammirino le Mie opere e da esse devono riconoscere il Creatore delle stesse e imparare ad amarLo!

42.            Voglio avere dei vedenti che devono comprendere chiaramente di non essere stati creati per quello spazio di tempo che voi chiamate “vita”, bensì devono riconoscere che essi, proprio perché sono immortali, portano in sé il germe del Divino, ma devono anche farlo valere, per comprendere completamente il Mio mondo e Me!

43.            Voglio avere i Miei figli vedenti, affinché nella consapevolezza ‘dell’infinito’ o ‘dell’immortale’ comprendano di quale regno siano cittadini; che essi furono cittadini di un Regno degli spiriti e devono ridiventarlo, là dove il Sole spirituale non tramonta mai, ma dove ogni luce, irradiata da Me, dona la sua chiarezza al più piccolo atomo come allo spirito umano, se vuole usarla per riconoscere che lui stesso, quale essere infinito, è stato creato da un Dio infinito!

44.            Così questa parola possa di nuovo essere uno scuotimento spirituale per il vostro cuore quasi addormentato, affinché vi risvegliate dal sonno mondano e vediate chiaramente che, quando il vostro sogno di vita avrà una fine, voi entrerete in questo mondo appena descritto come esseri immortali.

45.            Questo vi sia dato per consolazione e per consiglio! Possa non esservi stato dato invano! Se vi è stato dato invano, lo dovrete espiare voi stessi, perché voi, dimentichi delle leggi divine, volete continuare a vivere ‘limitati’, mentre ‘l’infinità’ è certamente la vostra meta! Amen!

 

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Cap. 25

Il lato d’ombra della natura

5 febbraio 1877

1.  In molte parole vi ho già mostrato la Mia natura dal suo lato spirituale e materiale più bello, vi ho fatto notare come tutto sia stato creato solo per amore, e solo per la gioia degli esseri viventi, e ciò nonostante, nella natura visibile, nella vita degli animali e perfino dell’uomo, si trova più di una cosa che, rispetto a tutto ciò che è stato detto prima, appare come un contrasto, dove forse più d’uno potrebbe dire: “Se considero precisamente il mondo e la vita su questa Terra, allora non tutto è così roseo come dovrebbe essere, secondo le parole or ora descritte; io qui vedo eventi elementari che distruggono la vita degli uomini e il loro bene acquisito amaramente, vedo solo rapina e assassinio quasi in tutto il regno animale, vedo veleno in tutte le specie, vedo insetti che tormentano gli uomini e gli animali, vedo come gli stessi uomini e animali sono nuovamente dimore per vermi orribili, dove questi ultimi non possono aspettare finché il corpo è morto, bensì gli uomini e gli animali devono portare con sé questi ospiti non invitati nel loro corpo ancora vivente e li devono nutrire, vedo accanto a fiori fragranti, oli e spezie, una massa di cose che diffondono un puzzo pestilenziale, e accanto alla vita lussureggiante vedo tutti quegli imputridimenti distruttori che ripugnano uomini e animali a causa del cattivo odore.

2.  Tutto questo non è certo creato per la gioia, per il piacevole soggiorno su questa Terra, e non per addolcire il nostro cammino della vita, o magari essere ancora un segno del tanto lodato grande Amore paterno del nostro Creatore!”

3.  Queste e ancora altre obiezioni possono essere fatte a Me, e naturalmente solo da uomini che ritengono l’apparente come realtà, e che non hanno nessun concetto della Mia sapienza, e non riescono a mettersi nella posizione da cui Io guardo la Mia Creazione e la vita stessa, e da cui devo realmente considerarla.

4.  Come vi ho già detto in un’altra parola, un erudito di voi uomini terreni, esclamò una volta nel suo malumore: “Se esiste un Dio, e io dovessi prendere il Suo posto, allora mi vergognerei di aver disposto un mondo così miserevole, come veramente esiste!

5.  Ebbene, per rimuovere tutte queste obiezioni, e poiché anche presso di voi, all’uno o all’altro, sono venuti simili dubbi verso la Mia saggia disposizione, voglio spiegarvi quanto più possibile Me, la Mia Creazione e l’apparente contraddizione, e trasformare il cosiddetto lato d’ombra della Mia natura, anche in un lato luminoso.

6.  Prima, però, a tutte queste spiegazioni devo premettere una chiarificazione sul Mio grande ordinamento e una chiara visione su come Io considero la vita!

7.  Questo deve accadere in modo che ci possiamo capire; altrimenti tutte le parole saranno solo vuota paglia battuta, poiché comunque non è possibile per voi guardare il mondo dal Mio punto di vista, mondo che ho creato Io e perciò Io soltanto posso sapere perché l’ho creato e disposto così e non diversamente.

8.  È proprio, (detto in immagine) come se due, l’uno su un monte e l’altro in pianura, volessero intendersi su una certa prospettiva, il che è possibile solo quando i due si trovano su uno e lo stesso punto d’osservazione, poiché quello in pianura non potrà mai vedere ciò che all’altro sul monte è completamente chiaro dinanzi agli occhi.

9.  Dunque, figli Miei, se volete comprenderMi, dovete elevarvi a Me, poiché presso di Me c’è eterna Luce, e presso di voi e in molti altri, eterna oscurità, oppure, nel migliore dei casi, un leggero albeggiare.

10.            Pertanto, per apprezzare il lato d’ombra della Mia natura, dovete prima riflettere che Io, quale Creatore dell’intero universo, quale eterno Signore dell’intera vita che si manifesta ovunque, ho tutta un’altra idea rispetto a quella che avete voi, deboli figli degli uomini, ai quali la morte si presenta in mille forme diverse, mentre per Me e dinanzi a Me non esiste alcuna morte, ma al massimo una trasformazione, o un cambio di gradino.

11.            Dunque, ciò che voi chiamate terribile, ciò che sulla vostra Terra designate come morte, è soltanto il vostro modo di vedere, sul quale poi fondate la maggior parte delle prove, ma non il Mio modo di vedere!

12.            Inoltre, dovete riflettere che la vostra Terra non è la cosa principale in tutta la Creazione, ma che molte centinaia di pianeti simili al vostro e milioni di soli costituiscono il Mio regno materiale dei mondi, e che proprio per questo la Mia preoccupazione è la conservazione del tutto, mentre voi avete interesse solo per l’esistenza della vostra piccola Terra, la quale presso di Me scompare nel grande oceano come una goccia di rugiada.

13.            Voi, infatti, dovete comprendere il Mio mondo così: tutta la Mia Creazione potrebbe benissimo esistere senza la vostra Terra, anzi perfino senza l’intero vostro sistema solare; ma la vostra Terra non potrebbe esistere senza il suo Sole, senza il collegamento con altri mondi, perché tutto sta in rapporto come in una catena, ed è intrecciato l’un l’altro come in un ingranaggio molto complicato.

14.            Voi Mi rinfacciate gli eventi elementari che spesso fanno perdere agli uomini i loro averi e perfino la loro vita; su questo, Io vi rispondo che in tutto il regno dei mondi esiste un eterno movimento, un’eterna trasformazione, un eterno consumo e un rinnovamento su vasta scala.

15.            L’etere, questo spazio incommensurabile, non è mai quieto, i suoi piccolissimi atomi attraversano sempre processi dove tutto freme e tutto si muove. La vostra aria, un elemento leggero e mobile altrettanto quanto l’etere, solo poco più densa, non può sottrarsi a questo movimento, essa è agitata e stimolata per partecipare al grande processo di conservazione, quanto più ancora che l’influsso del Sole, attraverso i suoi caldi raggi, causa l’espansione e la contrazione degli strati d’aria, i quali cagionano poi perturbazioni persistenti nell’atmosfera, così che l’aria fredda vuole e deve sempre compensarsi con quella calda.

16.            Questi compensamenti determinano e cagionano l’umidità o la secchezza degli strati d’aria, e questi a loro volta i movimenti delle nuvole, i fenomeni e gli eventi elementari che spesso arrecano danni agli uomini nel particolare, ma nel loro insieme diffondono solo benedizioni.

17.            In tutto ciò bisogna inoltre considerare che gli uomini, in certe regioni, con la loro cupidigia e la loro avidità, contribuiscono essi stessi in gran parte al fatto che tali eventi elementari si verifichino di frequente, perché spalancano loro le porte e, per esempio, distruggendo le foreste, permettono a uragani e tempeste di penetrare più facilmente, modificando del tutto perfino le condizioni climatiche di singole zone.

18.            Nella Mia grande amministrazione tutto è ben calcolato, e un intervento mediante la mano dell’uomo si può solo rivolgere contro lui stesso, perché egli mette i suoi calcoli sopra i Miei.

19.            Io devo provvedere, nel grande insieme, al necessario equilibrio, ho disposto le Mie leggi in modo tale che, quando vengono disturbate, esse si ristabiliscono da sole, senza riguardi per il fatto che, per il bene del tutto, i singoli possano subire dei danni.

20.            Anche voi spesso iniziate guerre, distruggete senza pietà case, masserizie e altro di contadini innocenti, devastate i loro campi, le loro semine e i loro greggi, spargete sventura e miseria ovunque, e quali scuse ottenete per questo dai vostri potentati? Essi dicono: “Lo esigono scopi superiori, per la Patria, per il tutto, per abbattere le barriere, dove fortuna o sfortuna del singolo non possono essere prese in considerazione!

21.            Voi, nel vostro piccolo paese[39], trovate questa spiegazione del tutto giusta, e se Io, nella Mia grande amministrazione, a causa di altrettanti generali principi di conservazione, ritengo necessari alcuni eventi elementari, allora secondo il vostro limitato giudizio avrei fatto un’ingiustizia, avrei mancato verso le Mie caratteristiche come Padre e divulgatore dell’Amore!

22.            Vedete, quanto facilmente vorreste condannarMi, mentre voi stessi, spesso senza necessità, spargete molta più sofferenza, la cui portata non conoscete e le cui gravi conseguenze non potete riparare!

23.            Per ciò che riguarda l’uccidere e il depredare in tutto il regno animale, dove voi stessi siete i più grandi predatori e assassini, e per lo più a causa del vostro ventre, oppure come spavaldo passatempo di uomini in parte inselvatichiti, allora Io devo rimandarvi a quanto detto in precedenza, dove vi ho spiegato che per Me non esiste alcuna morte, ma solo un graduale progredire![40]

24.            Ebbene, come potrebbe avvenire questo progredire, se non incorporando nelle creature superiori, in parte particelle materiali e, in parte, particelle spirituali degli animali circostanti, che appunto necessitano di tutti questi elementi e sostanze per la loro esistenza? Cosa fate voi stessi? Non assumete forse anche voi, degli alimenti da tutti i regni della natura, nei quali sono sempre presenti particelle ‒ siano esse spirituali o materiali ‒ che, in parte, ritenete necessarie per la costruzione del vostro corpo?

25.            In cosa le vostre partite di caccia sono poi così diverse da ciò che fanno gli animali? La grande differenza sta solo nel fatto che voi inseguite gli animali fino alla morte per divertimento, e non per necessità, mentre il leone o la tigre devono cercare la loro preda per bisogno; e mentre l’animale agisce per istinto, presso di voi, cosiddette creature ragionevoli, è una gioia dell’anima veder soffrire una bestiola, cosa che nel regno animale non avviene.

26.            Voi volete attribuire a Me delle crudeltà, mentre ne praticate voi stessi molte di più di quante ne compia Io!

27.            Guardate le vostre partite di caccia a inseguimento, e vergognatevi di voi stessi, perché, sotto questo aspetto, siete ben al di sotto del più infimo animale!

28.            Vedete, i vostri naturalisti e scienziati vi hanno dimostrato, dalla formazione della crosta terrestre, che proprio quanto più piccoli sono gli animali, tanto più grande è la loro forza produttiva; e se questo è veramente il caso ‒ poiché una gran parte della crosta terrestre e delle montagne è costituita proprio dai gusci e dagli scheletri di tali animali ‒ potete desumere che, nel creare tali disposizioni, Io avevo scopi ben diversi dal semplice diffondere la vita.

29.            Vedete, poiché ‘la Terra’ dal suo primo inizio fino all’ultima rivoluzione, era così riccamente benedetta con questi animali ‒ oltre a questi ne esistevano anche altri che, sebbene da gran tempo estinti, per quanto riguarda la grandezza, avrebbero superato di gran lunga i vostri attualmente viventi – allora trovate, accanto ai molti produttori, anche i consumatori che, a loro volta, dopo ogni grande trasformazione, dovevano di nuovo servire come materia per un nuovo strato della crosta terrestre.

30.            Lì la vita era presa in considerazione in generale, e non si poteva avere nessun riguardo per il singolo, ma tutto doveva contribuire a preparare la Terra, quanto il più presto possibile, come dimora permanente per l’ultimo creato, l’uomo; dove poi questi grandi cambiamenti su grande scala cessarono, e i fenomeni e gli avvenimenti naturali che qui e là subentrano adesso, sono solo dei deboli echi di quei grandi processi della Creazione.

31.            In quel tempo, quando la vostra Terra procedeva dalla forma vaporosa a massa solida, proseguì il suo processo evolutivo attraverso milioni di anni, anzi, non era solo la Terra che doveva sottostare a tutte queste trasformazioni, bensì tutti i pianeti del vostro sistema solare si trovarono nello stesso processo di formazione, ovunque c’era movimento e attività. L’etere forniva gli elementi per l’atmosfera, e la condensazione di quest’ultima formò i primi inizi della crosta terrestre.

32.            Anche voi avete i vostri anni giovanili, dove tutto in voi fermenta, il sangue circola con battiti più veloci attraverso il corpo e spinge il processo formativo più rapidamente e più velocemente nell’adolescenza che, più tardi, nell’età adulta.

33.            Proprio tali fasi (trasformazioni) attraversò la vostra Terra, anzi perfino l’intero sistema planetario.

34.            Mosè vi riferì, nella sua storia della Creazione, quando sulla Terra si fece luce, quando il solido si separò dall’acquoso.

35.            Nella vostra vita – quando si fa luce? Quando il vostro spirituale prende un forma più solida? – Anch’esso avviene solo in età più avanzata!

36.            Così avvenne con la grande crescita delle piante e con i grandi animali.

37.            Il calore uniforme e omogeneo della crosta terrestre, la sua enorme capacità di produrre animali di ogni specie, i quali, a ogni sconvolgimento dovevano lasciare il posto a nuove creazioni, tutto questo costituiva gli anni giovanili della Terra, il suo periodo della fioritura che aveva valore solo per Me e per i Miei grandi pensieri creativi, dove adesso gli scienziati e i naturalisti possono leggere negli strati della crosta terrestre ciò che un tempo Io ordinai con mano sapiente, e lasciai che gli uomini diventassero testimoni della Mia Creazione solo quando il processo di fermentazione su larga scala fu completato e la Terra entrò in uno stato di quiete, per servire all’uomo come dimora permanente.

38.            Per quanto riguarda i veleni, gli odori pestilenziali che voi riscontrate accanto ai profumi balsamici sulla vostra Terra, questo fatto è relativo. Il veleno non è tale per ogni essere, e i cattivi odori non sono gli stessi per tutte le creature viventi.

39.            Cosa significa veramente “veleno”? Vedete, tutto il mondo ha questa parola in bocca e nessuno la vuole ricondurre al suo fondamento, allora lo voglio fare Io, così che possiamo intenderci meglio.

40.            Veleno è solo l’opposto di ciò che è adatto all’una o all’altra natura! – Veleno, per esempio, è quasi ogni medicinale che voi assumete, cosa che potete notare con quale fretta l’anima vuole espellere dal corpo questo rimedio farmaceutico assunto. Quindi per gli uomini è velenoso molto di ciò che non nuoce agli animali, anzi spesso serve loro addirittura come farmaco.

41.            Se i serpenti hanno denti velenosi, ciò è per loro in primo luogo un’arma, e in secondo luogo un mezzo per alleggerire all’animale da divorare l’ultimo momento della morte.

42.            I veleni presenti nelle piante e quelli ottenuti dai minerali per mezzo di certi processi chimici, sono certamente sostanze che – agendo sull’uomo in modo paralizzante sul suo sistema nervoso, oppure distruttivo su altri organi – possono procurargli la morte. Ma proprio per questo, l’uomo ha anche la sua intelligenza, e dovrebbe sapersi proteggere per mezzo della stessa da tali veleni.

43.            La ragione per cui questi veleni si trovano nella Mia amministrazione sarà un po’ difficile per voi da accertare, perché non conoscete la scala sulla quale tutto spinge verso l’alto, e mai comprenderete come, iniziando dal primo atomo eterico, tutto doveva portare sempre più in alto in una ordinata gradazione, dolcemente da uno all’altro.

44.            Di questo fa parte anche l’accusa che riguarda l’esistenza degli insetti, molti dei quali tormentano animali e uomini, e su cui l’uomo non trova nessun motivo, nessun perché, dal momento che lui si considera sempre e solo il primo.

45.            Anche questi parassiti nella loro posizione occupano un determinato posto, laddove, da un animale all’altro, non può essere fatto nessun salto e dove, accanto alla formazione materiale e spirituale di queste creature, era ancora collegata anche una motivazione superiore, la quale consiste in questo: di non lasciar decadere l’uomo al di sotto dell’animale, poiché in relazione al suo stesso corpo egli doveva essere costretto al principio della pulizia, per preservare perfino nel suo corpo la nobiltà spirituale per la quale è nel mondo, così da poter sempre difendere, nei confronti del mondo animale, la posizione spirituale.

46.            I popoli che trascurano questo principio stanno ben al di sotto dell’animale, al quale è dato per istinto di tener pulito il proprio corpo, sebbene vi siano singole eccezioni.

47.            Per quanto riguarda la putrefazione e l’odore che, per lo più, l’accompagna, perfino nella Creazione è provveduto che le esalazioni dannose e le loro nocive conseguenze vengono neutralizzate attraverso gli animali, come mosche, vermi e altri insetti, i quali dipendono da essi come nutrimento. Così, proprio consumando queste sostanze per voi nocive, tali animali le trasformano nel loro proprio essere, e così preparano nuovamente il loro corpo come nutrimento per animali di ordine superiore.

48.            L’odore è di nuovo un segno che il principio della pulizia è dato a voi uomini per lasciare nella vostra vicinanza, quali spiriti, solo cose degne, mentre tutto il resto che appartiene al regno grossolano materiale dovrebbe rimanere lontano da voi. Nei vostri sensi Io misi l’impulso di conservarvi sempre come uomini, come Miei discendenti, affinché non veniste mai a stare al di sotto dell’animale!

49.            Ogni cattivo odore, ogni forma antiestetica, ogni parola volgare, doveva ammonirvi che voi diventerete cittadini di un mondo spirituale, e non dovete decadere nel materiale di grado in grado, dove solo dei singoli uomini come le bestie, come i porci, soddisfano nel fango le loro voglie e i loro piaceri.

50.            Ciò che Mi rimproverate ‒ che perfino il vostro corpo, già durante la vita, è un luogo di residenza di una moltitudine di infusori ‒ di questo siete voi stessi i primi responsabili, poiché la maggior parte dei vostri alimenti è composta di sostanze nelle quali si trovano le uova di tali animaletti che, nel vostro organismo, grazie al naturale calore corporeo, giungono a dischiudersi. Questi piccoli animaletti vivono soltanto là dove la decomposizione e la putrefazione forniscono loro delle sostanze nutritive.

51.            Quanto più cibo facilmente corruttibile (e già in parte corrotto) introducete nel vostro stomaco, tanto più elementi simili generate nel vostro sangue, e tanto più favorite la formazione e la riproduzione di tali animaletti, i quali poi penetrano fin nei più sottili vasi capillari del vostro sistema sanguigno.

52.            Se voi eliminaste dai vostri alimenti tutto ciò che permette un simile inserimento, anche la vostra salute e la vostra durata di vita ne trarrebbero grande beneficio!

53.            Ma poiché ormai siete abituati a vivere in questo modo (sbagliato), devo lasciar correre, finché una malattia non vi costringerà a fare una scelta più rigorosa nei vostri alimenti.

54.            Così vedete, da quanto è stato detto, che non tutto è tanto crudele e terribile come qualche illuminato vorrebbe farvi credere, e da tutta la precedente esposizione potete desumere che Mi guida sempre un’intenzione superiore!

55.            Ma se in tutto il Creato ho posto come primo principio quello dell’autoconservazione, allora dovete anche considerare che, accanto a ciò che viene assimilato, deve esserci anche ciò che viene consumato, e che, se il primo è vivente, il secondo è inutilizzabile, apparentemente morto; il vivente contiene profumi gradevoli e vitali, mentre il consumato contiene il loro opposto. Così, se ciò che porta nuova vita deve presentarsi nella forma di nutrimento per piante, animali e uomini, ciò che è stato consumato non può riassumere le stesse forme, ma deve assumerne altre, e che, se le sostanze originarie, per il primo scopo, sono rivestite di belle forme, per il secondo – dove devono di nuovo servire ad altri scopi – esse dovranno essere, in tutto, l’opposto di ciò che erano prima.

56.            Perciò la putrefazione o la stessa decomposizione è un processo di combustione, affinché sia accelerato il passaggio che è necessario da una combinazione (formazione) all’altra.

57.            La maggior parte di voi che Mi ha rimproverato il lato d’ombra della natura, aveva davanti agli occhi solo l’immagine dell’apparenza, non voleva perdonarMi, quale ‘Dio estetico’, di aver creato qualcosa che fosse indecente al loro naso e ai loro occhi.

58.            Io, però, ho dato all’uomo i suoi organi della sensibilità e della vista, affinché egli, come uomo, non si spogli mai della sua dignità spirituale.

59.            Perciò questi organi sono sempre in guardia, come ammonitori, per impedire agli uomini di diventare animali.

60.            Le Mie vedute e i Miei pensieri creativi sono troppo grandi e troppo profondi perché un uomo li possa giudicare o sondare.

61.            Per porre fine all’inspiegabile, sicuramente basterebbe tutto quanto è stato trovato fino adesso su via scientifica, dove il risultato non poteva essere altro che a Mio favore; infatti, in nessun luogo gli attenti ricercatori hanno trovato un errore, o trovato qualche prova che Io abbia trattato l’una o l’altra cosa come una madre snaturata. Ovunque hanno trovato come tutto sia stato ben pensato, anzi stabilito per l’eternità; e se devono riconoscere in migliaia di casi quest’ordine, allora Io credo che possano altrettanto fidarsi di Me che anche nell’inspiegabile, nel non facilmente decifrabile, c’è un motivo spirituale più elevato, per cui non ho permesso che proprio questi apparenti contrasti, ossia questo lato d’ombra, venissero illuminati dagli scienziati.

62.            Questa tolleranza dovrei presupporla presso gli uomini, solo che la superbia del suo piccolo intelletto non lo permette; egli, nella sua opinione, quale uomo ragionevole, si crede pregiudicato se non sa subito tutto! E ciò nonostante, se lo si considera alla luce della verità, vi è così poco di realmente positivo nella sua scienza, che non vale nemmeno la pena di vantarsene.

63.            Migliaia e migliaia di meraviglie sono ancora nascoste agli occhi degli uomini; molte di queste, anzi la maggior parte, nessuno mai contemplerà nello stato fisico, e per quanto scopra tanto, dovrà comunque sempre star fermo all’alfa.

64.            Questa è la prova più evidente di come Io non sia affatto fiero della lode degli uomini, altrimenti esporrei tutto chiaramente dinanzi a loro, mostrerei loro l’intero microcosmo e macrocosmo, e li costringerei alla riverenza, per schiacciarli nella polvere dinanzi alla Mia Onnipotenza.

65.            Vedete, Io potrei far questo, ma ciò nonostante non lo faccio, e perché?

66.            Primo, perché voi uomini non potete afferrare e comprendere tutto, e secondo, perché non la moltitudine delle meravigliose organizzazioni di questo mondo devono convincervi della Mia esistenza, ma perché voi, come spiriti, dovete riconoscere Me spiritualmente, e secondo questa riconoscenza adorarMi (cioè amarMi) nello Spirito e nella Verità!

67.            In questo modo viene stabilito il rapporto che deve esistere tra Me e ogni creatura da Me creata.

68.            L’uomo deve riconoscere dapprima la Mia Onnipotenza e la Mia Onniscienza, e poi imparare a comprendere che, in tutte queste creazioni, l’Amore è stato il fattore principale.

69.            Quanto poco vi voglio trattenere con le Mie parole, tanto poco voglio soddisfare la vostra curiosità con le Mie ben ponderate disposizioni del Mio universo.

70.            A che vi giova sapere dove si trova il confine da cui l’ultimo sole v’invia il raggio di luce? A cosa vi serve conoscere l’ordinamento di tutti quei milioni di mondi? A cosa vi giova conoscere, nel più piccolo, il confine dove si trova il limite dei primi inizi della vita, se già al primo passo in questo labirinto di meraviglie non conoscete l’amorevole Padre, il benevolo Creatore, il Quale non creò nulla per Sé, ma tutto per i Suoi esseri spirituali, i quali devono percepire la Sua bontà e la Sua Onnipotenza perfino nel più piccolo pulviscolo che si slancia gioioso nell’etere? La conoscenza, come risultato della sola ragione, non basta, deve essere presente il cuore, il quale oltre il limite del comprensibile intuisce che nel mondo degli spiriti vi è una grandezza più immensa di quanto la materia possa offrire.

71.            Molto di ciò che è inspiegabile lo trovate già sulla vostra Terra, e ancora di più vi attende nell’aldilà, dove il confine è tracciato nettamente tra il percepire e il comprendere.

72.            Voi vorreste vedere Me stesso nell’aldilà e parlare, e tuttavia vi dico: “Vedere Me come Creatore, come Signore dell’infinità in tutta la Mia Onnipotenza, faccia a faccia, non sarà mai possibile, poiché il creato mai potrà comprendere l’Increato, mai potrà unirsi completamente con Lui!”. È un eterno avvicinarsi; ma nessun raggiungimento è pensabile.

73.            Voi certo rabbrividite al solo pensiero dell’infinità, immaginandovi una durata senza fine; ma qualcosa che non ha mai avuto un inizio, questa è per voi un’espressione che nessun sentimento potrà mai colmare.

74.            Perciò accontentatevi di ciò che, di tanto in tanto, vi faccio pervenire; siate soddisfatti delle piccole scoperte e invenzioni che, per amore, vi permetto per rendere la vostra vita materiale ancora più gradevole e più libera, affinché possiate seguire di più le orme della più profonda vita spirituale.

75.            Non cercate di svelare misteri che, spiritualmente, non vi porterebbero molto più avanti; comportatevi come fate con i vostri astronomi, anche a loro voi credete quando calcolano, con l’anticipo di secoli, eclissi di Sole e di Luna, e questi si verificano sempre puntualmente, al minuto e al secondo.

76.            Anche di loro non dubitate quando vi danno notizia di altri mondi con fantastiche distanze, di formazione di pianeti e comete, dove sono necessari calcoli che voi, non del settore, non potete comprendere, e non potete afferrare.

77.            Gli astronomi vi dicono solo ciò che il vostro intelletto può afferrare e sopportare, così faccio anch’Io. Io vi do ciò che vi è di utilità, ma tiro il velo sui geroglifici (misteri), attraverso i quali, anche se poteste leggerli, non diverreste lo stesso più assennati!

78.            Siate certi! Il mondo è stato creato perfetto e senza difetti; tutto si trova al suo giusto posto e tutto è connesso, così che nulla può esistere senza l’altro!

79.            Il come e perché sono cose che richiedono più che un intelletto umano, il quale rimane tutto sbalordito già alla vista di un animaletto infusorio, perché, nonostante la sua ricerca, non vede in esso ancora nessuna fine e anche non può presentirne una!

80.            Il mondo è così, e anch’Io sono altrettanto così come vi ho detto già spesso, vale a dire: il mondo è infinito, non ha limiti, e non esiste cifra per determinare la sua durata, come anch’Io, quale Creatore, sono infinito!

81.            Non serve opporre resistenza; così è, così era, e così sarà!

82.            Sforzatevi soltanto di entrare in questi pensieri, e presto ‒ con la ferma fiducia in Me ‒ si farà luce anche sul lato d’ombra della natura, nella quale tutto vi dimostrerà che un Creatore infinitamente sapiente, così come un padre dinanzi ai suoi figli, ha dei misteri che a loro non può svelare, non perché non voglia, ma perché essi non sono ancora in gradi di comprenderli.

83.            Allora fidatevi di Me! Dal momento che ho creato i grandi mondi in numero di milioni, allora credete che, anche nel piccolo, sapevo perché ho disposto una cosa in un modo e l’altra in un altro modo.

84.            Credete e fidatevi del Mio Amore, e non criticate ciò che non potete comprendere e che, al massimo, vi potrebbe parlare solo come una conclusione razionale tratta da un semplice presentimento:

85.            “Colui che ha disposto il mondo visibile in ogni cosa così come noi le vediamo, avrà avuto certamente anche la Sua ragione, per creare in modo altrettanto perfetto ciò che è invisibile, secondo ciò che serve allo scopo generale”; e con questa fede, il lato d’ombra della natura avrà cessato di essere un lato oscuro che può preoccupare certamente i dubbiosi, ma non i cuori credenti, i quali sanno certamente che un Creatore, quale Padre, quale Amore, poteva ordinare tutto, solo così com’era necessario per il meglio di tutti gli esseri viventi! Amen!

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Cap. 26

Il lato d’ombra della natura

in riferimento alla vita umana

21 febbraio 1877

1.  Nella Mia ultima parola Mi sono difeso dalle obiezioni che alcuni – o se vogliamo, da molti uomini – Mi muovono riguardo alle contraddizioni che credono di trovare nella Mia natura visibile, quando la confrontano con le Mie parole d’amore, di mitezza e di gioia promessa che Io annuncio dappertutto.

2.  Per quanto Mi è stato possibile, vi ho illuminato questo lato d’ombra e vi ho spiegato il “potrebbe essere diverso, e tuttavia deve essere proprio così, com’è realmente!”

3.  Ora Mi resta ancora da illuminare un punto importante della vostra stessa vita, là dove molti dicono: “Considerate un po’ la vita umana: dalla nascita fino alla tomba non c’è altro che lotta, sofferenza, delusione e ben poco amore, gioia e altre cose promesse, a meno che l’uomo non sappia procurarsele da sé!

4.  Cos’altro è la vita su questa Terra se non una valle di lacrime, dove – proprio perché non si conosce qualcosa di meglio – si viene rimandati a dogmi religiosi e ad altre organizzazioni che parlano di retribuzione e ricompensa per le sofferenze sopportate ma sempre in una vita dopo la morte, mentre qui sulla Terra lasciano l’uomo a combattere contro ogni sorta di contrarietà?

5.  Cosa m’importa di un altro mondo posto nell’aldilà, del quale veramente non so nulla di certo, e al quale devo solo credere ciecamente?

6.  Quando vedo questo mondo che, così miserabile mi circonda, chi mi assicura che il mondo futuro non sia altrettanto contraddittorio come questo qui reale, dove invece di gioie, si alternano solo sofferenze fisiche o spirituali, e perfino ciò che si è conquistato con fatica non dà quei godimenti come qualcuno se li aspettava?”

7.  Così e in mille altri modi Io sono accusato di aver fatto delle promesse agli uomini, senza mai aver avuto l’intenzione di mantenerne neppure una!

8.  Quell’uomo che suppone come veramente vivente solo l’esistente a lui visibile e non vuole riconoscere nessuna vita spirituale oltre alla sua vita razionale, ha perfettamente ragione di giudicare così, perché egli considera fin d’ora come esistente solo ciò che può afferrare, o con le sue mani oppure con i suoi cinque sensi.

9.  Questa, in sostanza, è la teoria di tutti i materialisti, i quali fanno sorgere l’intero mondo visibile da una mescolanza casuale di tutti gli elementi della Creazione, e considerano perfino la tendenza spirituale nel loro stesso cervello, solo come prodotto di tali mescolanze.

10.            Che la loro teoria trovi facilmente molti seguaci, è del tutto naturale, perché essa non impone nessuna costrizione all’uomo, il quale ha solo bisogno di abbandonarsi alle sue passioni fin dove lo permettono le leggi; poiché egli pensa soltanto: “Dopo questa vita terrena è finito tutto, quindi, ‘viviamo’ (secondo i suoi concetti) il meglio possibile!

11.            Allora egli considera solo il lato negativo della vita umana, dove si avvicendano perdite materiali, malattie, disaccordi e delusioni di ogni specie.

12.            Per respingere queste accuse in una misura regolata, e per mostrare all’uomo se la vita umana sia veramente così e chi ne porta veramente la colpa, deve servire questa parola; perché Io sento esprimere spesso anche presso di voi tali lamentele, e ne leggo ancora di peggiori nei vostri pensieri, in cui – come anime smarrite che vorrebbero mettere davanti solo la piacevole vita materiale – voi allo spirituale vorreste dedicare solo qualche volta un’oretta, quando proprio non avete altro da fare! Ora alla faccenda!

13.            Che la vostra vita non scorra in tante gioie ma, per lo più, è proprio il contrario, questo nemmeno Io stesso posso negarlo.

14.            Che voi uomini, che vorreste vivere volentieri solo materialmente, e non volete prendere proprio nessuna notizia di una vita spirituale, anzi vorreste negare perfino tutti i legami spirituali e l’esistenza di un Essere superiore tutto ordinante, lo vedete in mille esempi ovunque vogliate dirigere il vostro sguardo!

15.            E da dove deriva questo? Deriva dal fatto che l’uomo vorrebbe costruire il mondo così come sarebbe adatto alla sua idea, e perché non vuole accettare che sia diverso e anche lo deve essere, se vuole esistere.

16.            Vedete, l’uomo, se vuole comprendere o afferrare il mondo, deve dapprima cominciare da se stesso. Solo se riconosce se stesso, se ha compreso chiaramente la trinità tra corpo, anima e spirito, solo se è in grado di giudicare se stesso giustamente, solo allora potrà trarre anche conclusioni sul suo prossimo e sull’intero mondo che lo circonda.

17.            Chi invece non conosce se stesso, non conosce nemmeno gli altri uomini, giudica il suo agire e quello degli altri altrettanto erroneamente e si aspetta dal mondo ciò che non ha, e perciò neanche può dargli!

18.            Ecco perché il lamento e le grida di dolore su questo mondo!

19.            Finché l’uomo non vuole accettare che la sua vita, così come pensa, sente e agisce, corrisponde solo alle tre cose suddette, fino allora incontrerà solo contraddizioni, perché egli mette il proprio io materiale ovunque in primo piano, e dimentica completamente le sue facoltà intellettuali che dovrebbero aiutarlo a superare la materia!

20.            L’uomo ha necessità fisiche, ma ne ha anche spirituali che si manifestano nel pensiero, lo spingono poi all’azione per esprimere così, attraverso la materia, ciò che vive e tesse spiritualmente in lui.

21.            Con questo pensiero, perfino nel mondo materiale è impossibile che non emergano anche pensieri che si esternino in domande come questa: “Io vedo le cose intorno a me, vedo la loro varietà, ammiro spesso attraverso la scienza il loro ordine regolato, le loro belle forme spirituali, e senza volerlo mi si impone la domanda:

22.            «Chi ha formato tutto questo? Chi ha ordinato così ogni cosa?»

23.            Ma poi, la teoria dei materialisti non basta a un tale pensatore, poiché egli considera che essa non è sostenibile di fronte al Creato; quindi procede di un solo passo e cerca nel suo stesso interiore, dove scopre che una parte gli dice, presumendo, di trovarsi sulla giusta via, perché egli stesso ha percepito spesso in sé dei moti interiori che avrebbero voluto volentieri elevarlo al di sopra della vita materiale.

24.            Incominciando così da se stesso, l’uomo giunge poi un po’ alla volta a comprendere il mondo che lo circonda.

25.            Dapprima percepisce la vita materiale degli organi in sé che non obbediscono alla sua volontà, poi diventa cosciente del pensiero, della deduzione e delle giuste conclusioni che, come vita dell’intelletto, devono prestare aiuto più alla propria conservazione materiale; inoltre spesso percepisce anche disposizioni d’animo elevate che non provengono dalle pulsazioni del cuore, e ancor meno dal freddo intelletto calcolatore, e sono molto più fini, più intense che le precedenti.

26.            Questi sentimenti, o manifestazioni spirituali, lo conducono infine a trasferirli anche sulla natura che lo circonda, e così, dal Creato, egli viene guidato a un Creatore, il che può essere indicato con l’espressione: ‘L’uomo ha una religione’, in quanto egli fonda per sé un culto spirituale, e cioè una ‘religione della ragione’, perché edificata sulla ‘percezione’ interiore.

27.            Così sorsero tutte le religioni, tutti i successivi usi religiosi, che volevano e dovevano esprimere in forma simbolica ciò che altrimenti non si sarebbero potuto dire a parole.

28.            Così si formò la religione dei barbari ‘del grande Spirito’, così la religione indiana del buddismo e quella degli altri popoli pagani, con il loro numero incalcolabile di dei.

29.            Una volta che la vita spirituale nell’uomo fu destata, seguì del tutto naturalmente, che alcuni si dedicassero maggiormente a questa riflessione; così penetrarono più profondamente nella vita dello spirito, ascoltarono più attentamente i segreti della natura e, attraverso tale procedere, ottennero un’ampia prospettiva sul materiale, che si stendeva ben oltre, fino a raggiungere l’operare verso lo spirito!

30.            Questi uomini percepirono poi l’impulso di comunicare anche ad altri uomini ciò che avevano visto e percepito, e così lo misero per iscritto, per la cui ragione divennero profeti (‘veggenti’) e saggi dei loro popoli.

31.            Da questi uomini illuminati si formò più tardi la casta sacerdotale, alla quale si unirono poi molti altri, perché oltre alla vita spirituale essi vi scorsero anche la fonte del benessere materiale.

32.            Come andò avanti con le confessioni religiose e come furono profanate le singole verità, questo lo potete leggere voi stessi dalle storie dei popoli.

33.            Io ci tenevo solo a dimostrarvi come la vita spirituale, a prescindere dall’educazione spirituale, sia sorta spontaneamente dalla stessa organizzazione interiore dell’uomo, e quindi non potrà mai essere distrutta, nonostante tutte le teorie materialistiche.

34.            Così sorsero i libri sacri dell’India, come presso i giudei il Vecchio Testamento che fu poi completato col Nuovo, dove Io, come Gesù, ricondussi tutti quegli accenni di una vita spirituale che si trovavano dispersi nei differenti libri come semplici grandi verità del Mio insegnamento che sarà eternamente indistruttibile.

35.            Ora, tornando alle accuse riguardanti il lato d’ombra della vita umana, risulta già chiaramente dimostrato da tutto questo che, accanto alla vita materiale e quella intellettuale, esiste un’altra vita più profonda e più spirituale, la quale vuole servirsi delle prime due soltanto come espressione del proprio operare!

36.            Nella natura, dovunque l’occhio si posi, l’uomo scorge soltanto delle leggi severe; anche nella vita dell’intelletto esse sono presenti, perché delle deduzioni logicamente corrette, passando da un passaggio logico al successivo, non lasciano spazio ad altre interpretazioni.

37.            Nella vita spirituale è lo stesso caso, anche lì esistono leggi immutabili che puniscono chiunque voglia peccare contro.

38.            In questo voler contravvenire alle leggi spirituali, si trova ogni sfortuna, ogni sofferenza e ogni delusione nella vita umana terrena, mentre pensando, agendo e operando in armonia con queste leggi, si trovano la gioia, il conforto e la soddisfazione, quale prodotto spirituale dei doveri adempiuti come esseri spirituali!

39.            Quegli uomini che non credono in una vita spirituale, né in un Dio, sono proprio infelici, perché tutto ciò che non proviene da una fonte spirituale, non è in grado, come motivo di consolazione nei casi di sventura o nelle contrarietà impreviste, ecc., di sostituire ciò che l’uomo ha, per l’appunto, perduto.

40.            Perciò i giudizi errati, sia dei propri simili sia del mondo che li circonda.

41.            Il mondo è edificato in modo del tutto semplice, l’apparente materia racchiude lo spirituale, chi nega questo s’illude nelle proprie aspettative, perché chi vuol seguire le proprie brame materiali, trova il primo avversario nella sua stessa organizzazione di vita, sebbene vorrebbe soffocare la sua vita intellettuale ed emotiva!

42.            Così tutto ciò che non ama l’eterno Ordine divino si punisce da sé! La miseria che piomba sull’uomo e gli amareggia l’intera vita è, proprio per questo, più opera sua che degli altri, o addirittura ‒ come molti credono ‒ ‘della Mia Volontà!

43.            Quando un giorno Io dissi: “D’ora in poi tu (uomo) dovrai guadagnarti il pane col sudore della tua fronte”, questo fu il verdetto di un Dio molto previdente, il Quale ben sapeva che l’uomo avrebbe obbedito più alle sue caratteristiche bestiali che ai suoi doni spirituali, e allora presto il mondo visibile non gli sarebbe stato più sottomesso, e solo lottando con la materia avrebbe ottenuto il suo sostentamento fisico così come il suo progresso spirituale.

44.            Io previdi che l’uomo, in questo modo, avrebbe dovuto guadagnarsi il suo pane col sudore, e sarebbe dovuto nascere nel dolore, perché fraintese la natura e la sua missione. Io previdi che avrebbe dovuto essere educato spiritualmente attraverso la sofferenza, contro la sua stessa volontà, e che perfino alla fine della sua vita terrena sarebbe passato nell’altro mondo con lotta, timore e spesso con disperazione.

45.            Questo destino, invece di una vita paradisiaca della concordia e dell’amore, l’uomo se lo è creato da se stesso, e invece che con morbidi passaggi da una condizione all’altra, deve trascinarsi lottando e combattendo fisicamente e spiritualmente; deve espiare i suoi e gli errori dei suoi antenati, per purificarsi in questo modo dal fango che, in tutto il periodo della sua vita, gli si era appiccicato moralmente e fisicamente.

46.            Gli uomini si lamentano della durezza e dell’amarezza con cui devono procurarsi il sostentamento. Chi glielo rende così difficile? Non Io, non il mondo, ma siete voi stessi a rendervelo difficile, l’uno all’altro!

47.            Ognuno cerca di ricavare un guadagno da ciò che ha dovuto imparare con fatica, oppure da ciò che gli è caduto in grembo senza alcun merito. Chi altri, se non uomini senza scrupoli, approfittano perfino della disgrazia dei propri simili per arricchirsi, rendendo così ancora più pesante il vivere quotidiano?

48.            E poiché oggi la maggioranza è composta proprio da persone che non hanno scrupoli, non riconoscono alcuna missione spirituale e non credono né in un Dio, né nell’immortalità dell’anima, proprio per questo voi vedete come uno cerca di imbrogliare l’altro, e nessuno si mostra all’altro per ciò che realmente è. Perfino l’educazione uniforme e artificiosa aiuta a questo, affinché anche ciò che viene dato ai bambini per la loro educazione, sia solo una maschera per nascondere con la più grande ipocrisia i peggiori vizi!

49.            Così l’intero mondo è ora come un ballo in maschera, dove la maschera, nella maggior parte delle persone, è differente dalla vera natura di chi la porta.

50.            Se ora gli uomini si lamentano del mondo guasto, Io domando: “Chi l’ha reso così guasto? Io, oppure… voi stessi?”

51.            Perciò non accusate Me! Io sono un Dio longanime che osservo con pazienza come, dalle classi più alte fino alle più basse, tutti cercano di prevalere gli uni sugli altri!

52.            La brama di dominio è il grande vizio che anima gli uomini, ed essi lo vogliono far sentire al prossimo a ogni passo.

53.            Inutilmente nella Mia vita Io predicai l’Amore, la tolleranza e il perdono, e dissi loro che dovevano amare perfino i propri nemici!

54.            In quel tempo la maggior parte delle persone distoglieva l’orecchio da simili richieste, e adesso, in cui voi sostenete che vi trovate in ‘un’epoca illuminata’, fate qualcosa di diverso?

55.            Queste caratteristiche predicate da Me avrebbero prodotto una pacifica convivenza tra gli uomini. Ma l’uomo, con le sue passioni animalesche, si è abbandonato a queste ultime; egli stesso ha trasformato questa Terra, che era stata dotata in ugual misura per tutti, in un inferno dal quale non riesce più salvarsi, tanto che Mi costa abbastanza fatica trattenere alcuni dal completo decadimento (nel materiale)!

56.            Da questa selvaggia vita animalesca, dalla quale tutti volevano godere, sorse poi, come dal vaso di Pandora, l’esercito di malattie che ogni figlio, già nel grembo materno, è gravato dagli errori dei suoi genitori, e dove in anni futuri aggiungerà ancora i suoi!

57.            Osservate il mondo intero: tutto è (originariamente) perfetto, tutto è così formato che non ha bisogno di nessun’aggiunta, nessuna sottrazione. Come potete credere che Io abbia creato l’ultimo membro della Creazione terrena con delle manchevolezze?

58.            Anche l’uomo era pienamente ciò che doveva essere. Egli era dotato nella forma e nella struttura del corpo, come nelle facoltà spirituali, in modo tale da dover rimanere sempre ‘il signore della Terra’.

59.            Invece Io intendevo la parola ‘signore’ così come sono Io veramente il Signore del mondo, essendo l’Amore la Mia caratteristica principale, e non come l’uomo che, invece, vorrebbe essere un signore del mondo che tutto distrugge, che tutto demolisce!

60.            Il Mio grande mondo è sottomesso a Me, con amore tutto obbedisce volentieri alle Mie leggi (dell’Amore); ma l’uomo volle soggiogare il mondo con violenza; e questo mondo, obbedendo alla legge superiore, si oppose, si ribellò e finì per rendere poi l’uomo suo servitore.

61.            Un giorno l’uomo comandava agli elementi e all’intera materia, ma adesso tutto sta di fronte a lui in maniera ostile!

62.            Gli elementi non gli obbediscono più, e quasi ogni animale vivente è nemico dell’uomo, perché nell’uomo (attuale) il motivo di tutte le sue azioni non è l’amore, non la cura per gli altri, ma il più sporco guadagno!

63.            Così il mondo è diventato ciò che è adesso. Invece di essere un paradiso, dove tutto potrebbe vivere comodamente e lo scambio delle differenti disposizioni spirituali avrebbe potuto rendere gradevole la vita materiale, invece questo è adesso un campo dove assassinio e rapina sono all’ordine del giorno, e dove solo sulla rovina di un uomo, un altro sale su un gradino superiore!

64.            O voi, uomini stolti! Cosa avete fatto della Mia Terra? Cosa del vostro stesso io che ho creato fisicamente e spiritualmente secondo la Mia immagine, facendo di voi cittadini di due mondi, dello spirituale e del corporale?

65.            Come un giorno Io scacciai dal Tempio con la verga i mercanti e i venditori, gridando loro: “Come? Volete trasformare il Mio Tempio in un covo di assassini?”, proprio così dovrei spazzar via dalla Terra questa stirpe decaduta, poiché anch’essa ha trasformato questa Terra in un covo di assassini, dove da un lato, assassinio e rapina materiale non risparmiano nulla, dall’altro lato, si uccide spiritualmente non appena è reso possibile.

66.            Così dovrei procedere come un Dio giusto, come Signore della Mia Creazione, se non fossi il Dio dell’Amore, se non avessi messo al primo posto la libera volontà di tutti i Miei esseri spirituali, poiché Io volevo educare dei ‘figli amorevoli’ e non degli schiavi!

67.            Così lascio voi uomini continuare a sfaccendare contro ogni Mia legge, lascio amareggiarvi la vita l’un l’altro, finché la misura sia piena e voi soffochiate nel proprio fango delle passioni!

68.            A Me rimane sempre riservato di utilizzare perfino tutti gli inconvenienti e tutte le sventure per i Miei scopi.

69.            Chi non vuole cercare sul dolce sentiero dell’Amore la via che conduce a Me, dovrà poi diventare più saggio attraverso la sventura, frutto della propria colpa.

70.            Presso migliaia e migliaia di uomini il predicare non serve a nulla. Incidenti d’ogni specie, lunghe malattie, sacrifici involontari ecc. dovranno renderli docili; a loro tutto dovrà apparire inconsolabile, il mondo dovrà voltar loro le spalle, il corpo rifiutare il suo servizio, tutte le formule religiose acquisite dovranno dimostrarsi insostenibili, finché alla fine cominceranno con serietà a riflettere sul proprio io e sulla loro eventuale missione sulla Terra, a riflettere un po’ più razionalmente sul mondo materiale, per avere un’idea di ciò che si trova al di fuori di esso!

71.            Solo allora essi saranno in grado di accogliere qualcosa di più serio, qualcosa di più duraturo, quando avranno vuotato fino in fondo il calice dei divertimenti materiali e ne avranno ricevuto un altro, colmo di amare esperienze e delusioni, come aggiunta.

72.            Così sono costretto a educare questo mondo e questi uomini, i quali sono il Mio bene, la cui Scintilla spirituale presa da Me dovrà essere nuovamente restituita a Me. Così gli uomini dovranno giungere, per vie sbagliate, là dove Io li ho destinati, e in questo modo si giustificano tutte le loro lamentele, quando si scagliano contro questa ‘valle di lacrime’ della vita umana, vita che loro stessi si sono preparati: l’hanno voluta loro stessi, e quindi ora devono naturalmente portarne tutte le conseguenze!

73.            Come ho dimostrato nella parola precedente, non tutto è così nero come voi lo vorreste volentieri vedere, bensì tutto è perfettamente al suo posto e non potrebbe essere altrimenti. Allora anche qui cerco di spiegare che ‒ se nel regno animale e nell’intera disposizione della vita terrena regna un ordine di cui, fino ad oggi, ogni cosa e ogni essere vivente continua a compiere lo scopo per il quale un giorno fu creato da Me – il lato oscuro della vita materiale è quindi, e deve essere, proprio il contrario; poiché là esiste una vita legata, istintiva; qui invece una vita libera, non vincolata, nella quale l’uomo non ha seguito le vie da Me indicate, e proprio per questa ragione deve anche pagare ciò che la sua libera volontà gli ha preparato.

74.            In tutti i vostri Stati, in tutti i vostri giornali si va continuamente in estasi per il ‘progresso’, e la ‘libertà del pensiero’ è la grande parola sulla bocca di tutti.

75.            Ma quanto poco l’umanità comprende questa libertà, tanto poco anche i popoli comprendono che tra libertà assoluta e libertà conforme alla legge, esiste una grande differenza.

76.            I ciarlatani dei vostri giornali vogliono ancora ‘più libertà’, non vogliono limiti né leggi, e ciò nonostante queste teste fiacche non comprendono che, anche se avessero tutta la libertà d’azione immaginabile su questo mondo, non sarebbero comunque soddisfatti, perché non conoscono e non sanno apprezzare lo spirito che Io ho posto nell’anima dell’uomo!

77.            Questa libertà che tutti gli uomini cercano sognando, va ben oltre la materia, va in quel luogo dove tutto vive e tesse solo in modo spirituale.

78.            Questa libertà del pensare e agire è l’eterno impulso che esige un continuo avanzare, e riconosce la propria vita e il proprio scopo solo in questo.

79.            Credete dunque voi, non lungimiranti uomini, che Io, uno Spirito senza principio e senza fine, Signore di una incommensurabile Creazione, vi abbia dato questa Scintilla del Mio Io solo per questa breve vita terrena, in cui milioni di uomini non sanno come sono venuti in questa vita e come ne usciranno?

80.            Credete forse che questo Spirito si accontenti di queste conquiste che potete raggiungere qui sulla Terra, oppure che il suo impulso venga subito appagato nell’aldilà?

81.            Per cosa una vita infinita, se con alcuni momenti di vita terrena e alcune spanne nelle sfere del regno degli spiriti, sarebbe tutto liquidato?

82.            No! L’impulso della libertà, della libera volontà che Io ho posto in tutti gli spiriti, ha un significato spirituale e qualcosa di molto più profondo; solo che dovete accogliere questa libertà come una libertà subordinata alla Mia Volontà, dove non la costrizione, ma la convinzione ‒ che solo così e non altrimenti si può avanzare ‒ anima e guida tutti gli spiriti.

83.            Dal momento che Io sono lo Spirito più perfetto, allora ogni Mio ordinamento non può portare altro che il marchio dell’Ordine!

84.            Questa libertà nella sua sfera d’azione non ha limite alcuno.

85.            Così si spiega l’intero movimento in tutti i mondi; così diventa chiaro cosa intendevo Io quando creai gli uomini a Mia immagine; dovete prendere confidenza con tali pensieri, dovete introdurvi e imparare ad afferrarli e, sopra tutte le cattive condizioni della vostra vita sociale, scorgerete ancora una sfera in cui il vostro spirito riceverà la vera consacrazione della verità, dove comincerete a imparare che perfino disgrazie e sofferenze hanno il loro lato utile, poiché nella Mia amministrazione niente accade, niente può avvenire che non debba servire al generale procedere in avanti.

86.            Perciò non lamentatevi delle calamità della vita umana, fate come Me: Io da tutto traggo un vantaggio per l’esistenza del Mio grande regno degli spiriti. Ciò che per Me è il Mio regno degli spiriti, questo è per voi la vostra anima, il complesso del vostro io.

87.            Ora vi ho spiegato precisamente che, in tutto ciò che vi rende acida la vita sulla Terra, è colpa vostra. Utilizzate quindi questa scuola come sveglia della vostra vita spirituale, cercate conforto e quiete nelle regioni dove i dissapori della vita umana non giungono più, e come Io dissi un giorno ai Miei discepoli: “Potrete mangiar veleno e camminare su serpenti, senza che ne subiate danno”, altrettanto anche voi potrete poi, perfino dai più amari avvenimenti, trarre il grande insegnamento e consolidare in voi la convinzione che questa vita è troppo breve per esprimere completamente la ricchezza spirituale della vostra anima, dove un’incondizionata libertà solo nell’aldilà vi aprirà una sfera d’azione che ora non può essere compresa.

88.            Tutto ciò che il mondo vi può causare, devono esser solo insegnamenti; anche se sono amari, non devono mai mancare lo scopo come ammaestramento!

89.            Tutto ciò che è di questo genere distoglie dal mondo e solleva verso l’alto; non opponetevi a questo impulso, perché esso è soltanto per il vostro bene spirituale!

90.            Quando un giorno avrete il mondo alle spalle, solo allora riconoscerete quale ridicola importanza attribuiste spesso a cose e condizioni che non erano degne di occuparvene o di lasciarvi inquietare un minuto soltanto.

91.            Così questa parola vi deve rialzare nella sfortuna, quando guardate con tristezza al futuro e non sapete cosa esso porterà.

92.            Che la legge “Ama il prossimo tuo come te stesso!” sia scomparsa dalla sfera dell’azione umana, e ognuno ama solo se stesso, questo, per la verità, non è colpa Mia; perciò tutte le sofferenze che derivano dall’inosservanza di questa legge non sono opere Mie, bensì opera degli uomini!

93.            Rivolgetevi a loro, lamentatevi presso di loro, presso di loro cercate almeno, nel vostro ambiente più vicino, di mettere in pratica questa semplice legge, e se il risultato sarà anche solo minimamente favorevole, avrete già, nella consapevolezza di avervi contribuito, una fonte di consolazione e di pace, in contrasto con le offese che altri uomini vi arrecano, i quali seguono soltanto i propri interessi!

94.            Cercate di salvare la vostra nobiltà di spirito e lasciate il resto a Me! Io conduco tutto al bene, e per amor del bene, adopero anche tante parole per voi, per mostrarvi almeno la via che dovete percorrere nel labirinto degli avvenimenti del mondo, per salvare la vostra anima e per non svalutare la Mia Scintilla divina posta in voi. Amen!


(Indice)

 

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Cap. 27

Parole ad un razionalista (I)

(Uomini d’intelletto)

G.M.T. 22 settembre 1870

1.  Tuo fratello M-ch ti ha pregato di avere una risposta per un suo amico, il quale, provvisto solo della lanterna dell’intelletto, vorrebbe illuminare l’intera Creazione e il suo ‘perché’ e il ‘come’, dopo aver respinto la vita del sentimento o del cuore, o dello spirito più interiore. E così, nonostante tutto l’investigare e spremere il cervello, non riesce a giungere a qualcosa di soddisfacente.

2.  Ebbene, voglio provare Io a porgere a un’anima che, in verità, è affamata e assetata ma non sa ancora quale cibo o quale bevanda potrebbe veramente soddisfare fame e sete, l’appropriato alimento e lenimento. Se quest’anima l’accoglierà e come l’assimilerà spiritualmente, lo vedremo in seguito.

3.  Tuo fratello M. sente molto bene che, per procurare al suo amico vero conforto e pace, non bastano supposizioni umane, perché ciò rappresenta sempre solo un sistema accozzato di motivi razionali che è contrapposto a un altro e, alla fine, considerato dal Mio punto di vista, l’uno ha tanto poco appoggio e solidità dell’altro. Egli si è rivolto perciò a Me con la preghiera più intima, affinché possa essere dato anche a quest’amico la quiete e la pace, come ne gode lui così abbondantemente con la lettura e la realizzazione della Mia (nuova) parola.

4.  Allora voglio provare a dare a un’anima smarrita ma non distolta al bene, come la madre a un bimbo appena nato il seno materno, per dare anche a lui il primo nutrimento spirituale. Anche bimbi appena nati rifiutano spesso il seno materno; noi ora vogliamo vedere se piacerà al tuo amico questo nuovo nutrimento, e per di più proveniente da mani a lui completamente sconosciute!

5.  Che un Dio, un Creatore e Padre di tutte le creature, si riveli a un essere umano per mezzo di un altro uomo, e voglia istruirlo, educarlo spiritualmente e migliorarlo, questo all’amico di tuo fratello, all’inizio non si adatterà molto al suo abituale modo di pensare; poiché probabilmente risponderà: “Questo non è possibile! Come può volere un Dio, premesso che ne esista uno, occuparsi, nella Sua infinita grandezza, di noi vermi? Come dovrebbe all’Onnipotente importare qualcosa di come pensa l’uno o l’altro uomo, come questo viva spiritualmente o si perda completamente? L’intera Creazione e tutto il visibile in ogni attimo lo dimostra che non Gl’importa nulla della distruzione di una singola vita, anzi di migliaia di vite!

6.  E questo Dio, venerato da voi uomini stolti e creduloni, dovrebbe abbassarsi per istruire. su un piccolo granello di sabbia come questa Terra, l’uomo, un vermiciattolo vegetativo, migliaia e migliaia di volte ancora più piccolo! No! Questo sconfina in pazzia, o in un terribile non senso!”

7.  Caro figlio, così pensa certamente il tuo amico, e vedi, dal suo punto di vista, dove si trova adesso, ha ragione; egli può e deve pensare così, secondo ciò che, in parte, ha assorbito dalle sue esperienze e dalle sue concezioni sulla Creazione, in parte acquisite anche da libri che gli capitavano tra le mani, ai quali prestava piena fede[41].

8.  Quindi, prima che Io possa entrare anche in uno solo dei suoi dubbi, devo tentare di fargli prima comprendere che queste comunicazioni straordinarie sono possibili, e sono già avvenute nei primissimi tempi e possono continuamente avvenire, e ora affluiscono agli uomini più che mai.

9.  Quest’amico di tuo fratello divide la sua vita in vita del sentimento e vita dell’intelletto, e tra le due fa una grande differenza. Ora voglio solo chiedergli: “Si è mai davvero voluto formare un chiaro concetto di ciò che sia veramente la vita del sentimento e la vita dell’intelletto, da dove provenga l’una e da dove l’altra?”. A un esame accurato, egli non potrà dare alcuna risposta soddisfacente che possa respingere ogni obiezione. Ebbene, allora voglio prima porre Io stesso le domande, e poi rispondere a queste Io stesso, poiché Mi sta a cuore spiegare a questo amico le Mie vedute, e non cogliere le sue che Io già conosco da molto tempo.

10.            Cosa significa in generale, il sentimento? Cosa, la vita del sentimento? Da dove proviene, a cosa conduce, e quale differenza esiste in confronto alla vita dell’intelletto?”.

11.            Tutte domande di contenuto abbastanza difficile che devono essere spiegate, se si vuole, solo in minima parte, costruire su tali domande e sulle loro rispettive risposte un edificio spirituale, anzi la disposizione dell’intero universo; e più precisamente in modo saldo e duraturo, affinché una raffica di vento di nuove idee emergenti di un cosiddetto erudito, non lo debba di nuovo sconvolgere. Ora dunque alla faccenda!

12.            “Cosa significa ‘sentimento’?”. Questa era la prima domanda. Ebbene, allora Io rispondo: “Sentimento è qualcosa che si sente”. Ma cosa significa, sentire? Ecco il punto; poiché pensare e sentire sono ampiamente differenti l’uno dall’altro.

13.            Con i suoi sensi esteriori, l’uomo sente tutte le impressioni della natura che lo circonda; con le facoltà interiori del sentimento egli percepisce gli influssi di una natura spirituale, la quale, per quanto possa negarla, esiste ugualmente!

14.            A questa appartiene la voce della coscienza che, proprio com’è definita dalla vostra lingua, è una cosa certa; e nonostante tutte le dispute filosofiche e scientifiche degli eruditi e non, ognuno procede in ogni caso con i propri ragionamenti, i quali spesso non si adattano con ciò che gli scienziati vorrebbero imporre agli altri, essendo essi stessi con questo non in chiaro.

15.            Questo sentimento e vita del sentimento, non è quindi di origine materiale, bensì spirituale, vale a dire, ci conduce all’ipotesi che oltre a tutti gli elementi naturali visibili e invisibili, esiste ancora un gradino più alto di cose spirituali che noi non ponderiamo, non vediamo e non possiamo analizzare chimicamente. Che esse in generale siano qui, ben si sentono, ma non si possono vedere né sentire, anzi non si lasciano nemmeno pensare, come ad esempio il sentimento che afferra ciascuno con l’ascolto di una musica sublime. Cosa potete fare voi uomini: potete forse pensare un accordo, oppure sentire solo l’impressione che esso produce sulla vostra anima?

16.            Ebbene, dopo aver costatato che esiste un sentimento e una vita del sentimento, allora dobbiamo naturalmente arrivare anche al prossimo pensiero: “Da dove deriva questo torrente di sensazioni beatissime, di cui un cuore umano è capace? Dov’è il suo inizio e dove la sua fine o punto culminante?”. Questo regno spirituale, ora dimostrato, che è più elevato di tutta la materia elementare, deve essere naturalmente presente, in misura maggiore o minore, in tutta la materia, per renderne possibile l’esistenza.

17.            Quando gli uomini abbattono un albero, quando sradicano una pianta, sanno veramente se l’albero o la pianta, con quest’azione violenta, senta qualcosa? Essi non lo sanno! Con l’ignoranza, però, non è ancora dimostrato se l’albero o la pianta non senta il dolore materiale e la morte spirituale! Perché ciò che i vostri sensi per il momento non colgono, non è ancora una conferma della loro inesistenza; questa vita del sentimento è quindi presumibilmente esistente più o meno in ogni cosa creata, secondo la personale individualità.

18.            Ora sorge spontanea la domanda: “Se il sentimento esiste secondo determinate leggi, chi ha stabilito queste leggi? Chi le ha poste entro i loro confini ordinati, oltre i quali non possono andare?”

19.            Dove ci sono leggi, deve esserci anche un legislatore; elementi e forze della natura, infatti, non si formano da soli. Se dunque dalle leggi è naturalmente presupposto un legislatore, allora s’intende da sé che, con leggi immensamente sagge, debba esserci anche un Legislatore immensamente saggio, il Quale è il punto culminante di ogni sapienza.

20.            Per quanto voi uomini abbiate potuto indagare nella natura, fino adesso avete potuto riconoscere, nel grande come nel piccolo, dappertutto la stessa perfezione; in nessun luogo avete visto un trattamento come da madre snaturata! Un Sole-centrale è perfetto quanto è perfetto un acaro d’erba.

21.            Cosa risulta da queste scoperte? Ne risulta la grande legge fondamentale secondo la quale, per il Legislatore e Conservatore dell’universo, dall’ultima costellazione fino al più piccolo infusorio sulla vostra Terra, l’uno non è più importante dell’altro, ma tutto, sul proprio gradino è disposto con la stessa cura, mantenuto e ulteriormente sviluppato a compiere il passo successivo della sua evoluzione.

22.            Se dunque già dalle vostre ricerche dovete ammettere questo, ne consegue naturalmente che, se per il Creatore anche un acaro ha importanza, allora la deve avere ancor più lo spirito umano con tutte le sue caratteristiche, e che, se il Creatore non lascia perire né andar perduto neppure un atomo, ancor meno vorrà considerare perduta un’anima umana o popoli interi.

23.            Ebbene, se gli uomini, con le loro buone ma anche cattive caratteristiche, e con la loro perfetta libera volontà si sono allontanati così tanto dalla scopo originario per la quale il Creatore li ha creati, non dovrebbe allora essere possibile che proprio questo Dio o Creatore ricorra poi a mezzi particolari e, attraverso il Suo influsso nel cuore di un singolo profeta o medium (come voi lo chiamate oggi) da Lui scelto, voglia ricondurre gli altri spiriti e le altre anime smarrite sulla giusta via? Così siamo finalmente giunti a un punto in cui dove il nostro amico potrebbe forse convincersi che ‒ sebbene solo in casi straordinari ‒ un tale influsso sia possibile.

24.            Questo influsso può avvenire unicamente nell’organo che corrisponde al Donatore spirituale, e quest’organo è l’animo, il cuore o il sentimento che è il primo, il più alto e l’unico adatto all’elevazione più sublime, al volo dello spirito simile a Dio.

25.            L’intelletto appartiene al mondo, alle sue necessità e ai suoi interessi materiali.

26.            Il sentimento è l’organo della vita spirituale che qui, sulla Terra, può essere provato solo di sfuggita, qui non è durevole e lascia dietro di sé, al massimo, un lieve presentimento di un mondo spirituale superiore.

27.            Dovevo prenderla alla lontana per dare a quest’amico almeno un piccolo cenno, in parte, però, anche per fargli presentire quale Grazia sia, quando qualcuno, proprio come lui adesso, è istruito da Me, il Signore di ogni cosa creata.

28.            Io lo amo, come amo tutti i Miei figli, e come tutte le cose create. Non voglio perdere nulla, e così nemmeno lui che non è proprio una delle anime meno nobili che furono trasferite su questa Terra per un breve periodo di prova.

29.            Il tuo amico nella sua lettera si lamenta con tuo fratello sulle diverse dissonanze che vede nella Creazione, che vede nella vita umana, anzi ovunque rivolga il suo sguardo; egli cita il linguaggio degli scienziati, i quali Mi condannano e parlano delle Mie organizzazioni, come il cieco dei colori.

30.            Mio caro amico! Io l’ho già detto sopra: l’intelletto appartiene ai giudizi delle cose mondane, per inventare macchine e per fare scoperte, per organizzare più comodamente la vostra vita o per concedere all’uno o all’altro più potere per governare, e così via. Ma qualunque cosa possiate escogitare con l’intelletto, non potrete mai sondare la Mia Creazione, il suo ‘perché è così e non diversamente’. Con il sentimento lo potrete sì sospettare, ma non comprendere; solo quando Mi metto in mezzo Io e vi concedo uno sguardo nel Mio operato, solo allora vi verrà un po’ di luce, e poi troverete in Me anche più del Padre amorevole che del Dio inesorabile, il Quale mai vuol distruggere, ma sempre costruire e raccogliere!

31.            Il tuo amico nella sua lettera dice inoltre che s’insiste troppo sull’educazione dei sentimenti che sull’educazione dell’intelletto.

32.            A questo proposito devo fargli notare che Io sono proprio dell’opinione opposta! Infatti, quasi in tutti gli istituti educativi, il sentimento, il cuore con le sue nobili caratteristiche viene quasi del tutto trascurato, e si coltiva soltanto l’intelletto mondano. Proprio per questo regna tanta cattiveria tra gli uomini, perché hanno solo testa e nessun cuore. Ed è appunto per questo che Io permetto miseria e sventura nella società umana, per risvegliare il sentimento trascurato o sviato in gioventù, per ridare ascolto alla voce interiore, per imparare di nuovo a preferire il benessere e il vantaggio spirituale a quello mondano.

33.            Attraverso miseria e disgrazia Io risveglio i cuori assopiti; nella miseria poi cercano Me che nella vita agiata avevano completamente dimenticato, anzi spesso, persino rinnegato.

34.            Da questo punto di vista considera la Terra solo come un periodo di transizione, il tuo amico deve considerare così tutte le sofferenze che gli estorcono spesso sospiri di compassione, ed egli benedirà là (come i Miei angeli e puri spiriti) dove adesso vorrebbe maledire.

35.            Cosa sarebbe l’uomo se alla fine, come ultimo luogo di rifugio contro tutte le disavventure, non avesse il proprio cuore, la propria vita interiore?

36.            L’intelletto, con tutto il suo sapere è freddo; e dove c’è freddezza non c’è vita! È il sentimento che riscalda!

37.            Là dove i raggi spirituali del Sole ‒ emblema dell’eterno Amore ‒ attraversano il cuore tormentato, là si accende la fiamma dell’entusiasmo; là l'uomo gusta ora la più alta consacrazione dell’intuizione di una luce superiore e più bella che, solo a tratti, come attraverso il coperchio di una bara, lascia intravedere un modo più elevato di questa vita terrena.

38.            Chi non ha già vissuto ore simili, offerte dalla contemplazione della natura o dalle opere dei veri poeti e dei veri musicisti?

39.            E tutte queste belle sensazioni, dove conducono veramente? Di certo non a un Dio distruttore, a un Dio che giudica severamente, no! Ma a un Padre amorevole e conservatore di tutti i Suoi esseri creati.

40.            Anche nella natura l’apparenza inganna, quando l’uomo, usando solo la ragione terrena, riflette sul fatto che un animale distrugga un altro, questo soffocare e uccidere lo giudica secondo le vedute limitate della logica mondana.

41.            Voi uomini giudicate qui e là con cuore compassionevole le distruzioni della natura che vedete e che sono stabilite da Me così e non diversamente per saggi motivi, ma quando si tratta del vostro divertimento o di ammazzare il tempo ‒ che non sapete impiegare in nulla di meglio (o credete di non poterlo fare) ‒ allora non badate a come voi, per semplice noia, togliete la vita ad animali innocenti durante la caccia, solo per placare in voi la brama di uccidere.

42.            Voi condannate l’uccello che divora inesorabilmente gli insetti ‒ cosa che egli fa solo per conservare la propria vita ‒ e lì trovate un Dio ingiusto. Ma con la vostra voracità, dove tutto vive solo per il vostro stomaco, dove soffocate e uccidete molto di più che molti animali, e questo non per bisogno ma per spavalderia e noia, allora voi, deboli creature, trovate il vostro esercizio giusto, anzi perfino degno di lode, mentre là rinfacciate a un Creatore pieno d’Amore, quello che forse è più necessario proprio per la vostra esistenza più di quanto potreste immaginare!

43.            Perciò, Mio caro amico, impara prima ad amare e onorare Colui che ti dona a ogni battito di polso migliaia di grazie; impara a comprendere il linguaggio della natura, e non vi troverai più tante dissonanze come finora!

44.            Sii certo di questo: il mondo è sempre lo stesso! Un cuore colmo di sentimenti vede solo amore, mentre un cuore amareggiato vi trova odio e discordia!

45.            Non è il mondo in sé che vedi, ma solo il suo riflesso nel tuo cuore; purifica il riflesso, e l’immagine della Mia natura ‒ che rimane sempre la stessa ‒ ti apparirà presto anche più pura!

46.            Leggi le Mie vecchie e nuove parole, là vi è la pace e la quiete che tu cerchi invano nei libri dei sapienti.

47.            I sapienti scrivono i loro libri per lo più per procurarsi quella quiete che manca a loro stessi! Oppure vogliono dare agli altri quella serenità e quella visione limpida del mondo che a loro stessi è mancata in ogni parte della loro vita.

48.            Usa il tuo intelletto per la tua carriera mondana, ma qui permetti che l’intelletto si accompagni con l’amore; allora verrà in te già più quiete, imparerai a conoscere e ad amare più da vicino Dio, il Creatore e Padre, e non dovrai più commiserare né invidiare gli altri.

49.            Segui il Mio consiglio, e presto percepirai in te stesso questa voce che ora parla a te attraverso un altro uomo, questa voce ti darà poi pace, conforto e vera visione del mondo e del suo processo di vita!

50.            Questo ti sia detto come consolazione, Io ti apprezzo perché conosco il tuo cuore; esso ha solo bisogno della giusta guida che lo porti sulla vera via. Questa guida intanto voglio essere Io stesso; e così segui il Mio consiglio e certamente mai te ne pentirai. Questo te lo dice il Padre tuo assai benevolo! Amen!

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Cap. 28

Parole a un razionalista (II)

G.M.T. l’8 dicembre 1870

1.  Sei già stato invitato di nuovo a implorare da Me per l’amico di tuo fratello M., come risposta alla sua ultima lettera, spiegazioni e parole di conforto.

2.  Dal momento che a voi due sta a cuore, per il vostro amore fraterno, chiarire a questo amico quanto più è possibile i suoi dubbi e i concetti assorbiti dagli scienziati del mondo, e poiché lui ‒ pur sospirando alla luce ‒ non vuole rinunciare a ciò che ha accolto in precedenza, e desiderate aiutarlo a ritrovare il conforto e la pace, allora vogliamo vedere se in quest’anima non possiamo accendere un’altra luce spirituale al posto della sua presunta ‘luce scientifica’, che si rapporti alla sua come la luce del Sole alla luce di una candela.

3.  Il tuo amico si è naturalmente molto agitato per le Mie parole che voi gli avete inviato. Questo cibo gli è nuovo, in verità non solido, ma certo fuori del comune; poiché è un cibo per il cuore e non per la testa.

4.  I vostri eruditi mondani che, come già vi ho detto la volta precedente, non credono proprio a tutto ciò che scrivono e spesso ritrattano sul letto di morte tutto ciò che avevano scritto, questi eruditi, come erroneamente si definiscono, costruiscono spesso il loro intero sistema su un’ipotesi che, falsa o no, è per loro per lo meno dimostrabile; essi poi con tante belle parole e conclusioni apparentemente ragionevoli, sanno costruire un edificio su quest’ipotesi che, chi ha preso per vero il primo dogma (dell’ipotesi) deve naturalmente credere anche a tutto il resto.

5.  Ma alla fine di ogni libro redatto con tanto ‘ingegno’, qual è poi la conclusione generale? Essa è che la ricerca materiale e razionale arriva fin qui, e non può essere ulteriormente comprovata né storicamente né con esperimenti, non essendoci sufficiente esperienza, e gli strumenti non sono sufficienti per poter proseguire oltre questa affermazione così finemente elaborata.

6.  Cosa non hanno già scritto i vostri scienziati sull’origine della Terra, sulla sua formazione, la sua età ecc., e qual è il risultato finale? Che non sanno nulla! Perché questa creazione terrestre, il suo sviluppo realizzato a poco a poco, la sua popolazione formatasi dai crostacei più bassi fino all’uomo, abbraccia talmente tanti spazi di tempo che i geologi, per quanto possano scavare negli ultimi strati della crosta terrestre, non vi troveranno nulla di rivelante rispetto a ciò che so soltanto Io.

7.  Cosa hanno scoperto gli astronomi sulla faticosa via della matematica, dalla grande volta celeste che ogni notte stende sulle loro teste un mare di meraviglie per lo spirito umano? Solo il ritrovamento di un piccolo numero di pianeti che orbitano intorno al vostro Sole; oltre a questo non sanno nulla. Il Sole più prossimo che orbita al di fuori del vostro sistema solare, per loro, nonostante i migliori strumenti, rimane una piccola stella[42] e un grande mistero.

8.  Cosa sanno loro dei grandi complessi stellari e solari che voi chiamate “nebulose”? Nulla! I vostri telescopi non giungono fin là, e i vostri numeri non bastano a esprimere le distanze dove ancora dei soli pieni di splendore e di meraviglie orbitano insieme a esseri che Mi amano e cantano a Me, al Signore, un costante inno di lode; mentre il tuo amico Mi accetta a malapena come esistente, (e tutto questo, soltanto all’interno del vostro ‘globo involucro’ per voi senza fine. Cosa potrebbero mai sapere solo ciò che si trova al di fuori della sua sfera, rispetto alla quale questo globo involucro per voi infinito, nell’universo, non è che un atomo?)

9.  Cosa sanno gli scienziati del vostro mondo del regno animale? Cosa sanno di come gli animali vedono il mondo e gli uomini? Vedete, un bue è per voi un mondo completamente sconosciuto. Voi non sapete se vi vede grigio, rosso o blu, piccoli o grandi; la sua vita spirituale intellettuale è per voi e per tutti gli studiosi, eternamente un mistero, e così la vita di ogni animale.

10.            Gli studiosi possono solo classificare gli animali secondo la loro specie in base all’aspetto, sezionarli e dimostrare la loro struttura materiale e la somiglianza con quella dell’animale più affine, e cogliere qualche particolarità del loro modo di vivere; ma il perché l’animale esiste, con tutte le loro ricerche non lo sanno. E quando poi non riescono più a venir fuori dal labirinto di misteri nel quale si sono cacciati da soli, allora cominciano ad accusare Me, e credono, nella loro sapienza da salotto, di aver fatto tutto più saggiamente di Me stesso.

11.            Cosa sanno i vostri medici e anatomisti con il loro incessante dissezionare cadaveri (N.B. e perfino vivisezione) e con l’analisi chimica degli elementi di cui è composto il corpo umano?

12.            Essi vengono tutti dinanzi a Me come un sarto che crede di trovare, dai vestiti che riceve per raccomodare, il carattere e le caratteristiche spirituali di chi li ha indossati. Il materiale, sì, il materiale grossolano soltanto è a loro visibile, ma la silenziosa forza che, con intelligenza, costruisce questi vasi fin nei minimi particolari con la stessa perfezione, li vivifica e li organizza dalla procreazione e li conserva fino alla morte, questa intelligenza essi non la conoscono; perché con la dissezione non la si può trovare.

13.            Osservate il cervello di un uomo; cos’è dunque questo tessuto di differenti sostanze, suddivise e separate da sottili veli, con le sue sinuosità?

14.            Perché esistono queste sinuosità? Perché non una massa uniforme? Perché la sostanza grigia e perché quella bianca? In parte i vostri scienziati credono d’aver scoperto dove queste o quelle facoltà abbiano la loro sede. Ma cos’è una facoltà o un impulso emotivo? È forse un fluido, un flusso elettrico o magnetico? Come avviene il pensare? Cosa accade nelle masse cerebrali durante questo processo?

15.            Vedete tutto questo! Anche se il cervello fosse messo in luce e accessibile all’osservazione, questi studiosi non vedrebbero comunque nulla, perché un pensiero non ha corpo.

16.            Proprio qui, in questa massa semisferica grigio chiara del cervello, confinano due mondi che, nonostante ogni sforzo per negarlo, sono tuttavia presenti.

17.            Anche se qualche materialista può volerlo negare con un sofisticato non senso, in lui stesso, appunto nel negarlo, si mostra che esso esiste.

18.            Ebbene vedi, il tuo caro amico in questi libri ha assorbito il dolce veleno della sapienza umana; egli ha seguito questi eruditi passo dopo passo, ha trovato spesso i loro argomenti, all’apparenza confermati, anche nella sua vita, e così ora è preda di uno ‘pseudo (falso) sapere’ che non lo soddisfa e non lo conforta, bensì lo condanna a condividere, purtroppo con loro, il triste destino che questi eruditi hanno assegnato all’uomo nella Creazione, cioè di aspettare pazientemente, finché dopo molte sventure e sofferenze della vita umana, alla fine suonerà anche la sua ora che lo porterà via da questa valle di lacrime e lo farà (secondo la loro idea) diventare un pezzo d’acqua, o di etere, o di azoto! Questa prospettiva è inconsolabile, lo schiaccia, e poiché (da lui) non è ancora venuto nessuno che lo abbia istruito su qualcosa di meglio, allora è stufo della sua vita, e stanco della sua esistenza.

19.            Sì, Mio caro figlio, hai certamente ragione se guardi il mondo così come fai veramente, tanto che vorresti quasi maledire il giorno in cui hai visto la luce del mondo e dove, rabbrividendo, pensi a quando verrà quel giorno nel quale ritornerai nuovamente in un nulla inconscio, da cui credi di essere venuto. Questa prospettiva è veramente triste, senza speranza, dopo così tante tribolazioni, sofferenze e malattie che accompagnano l’uomo lungo tutto il suo percorso terreno, alla fine non poter sperare in alcuna ricompensa e nemmeno sapere per quale motivo si è vissuti!

20.            Questo veramente non è corrispondente a un Dio, di aver creato uomini che, durante tutta la loro vita si tormentano uno sotto l’altro, per poi alla fine di nuovo morire e, per così dire, non aver avuto addirittura nessuno scopo, né nel venire su questa Terra, né nell’andar via di nuovo. Si dovrebbe solo supporre che esista un Dio cui piace pascersi nei tormenti degli uomini, e poiché Egli non avrebbe null’altro da fare, li creò solo per il Suo passatempo.

21.            Ma se tu, Mio caro figlio, vuoi sottoporre questa cosa a una seria considerazione in ore solitarie, allora Io ti domando: non ti sei mai accorto che, nonostante tutti i dissapori nella vita umana, si sono mossi in te anche altri sentimenti, altri moti che, non sempre annunciavano disgusto e disperazione, i quali invece ti svelavano soavi, confortanti lati della vita spirituale?

22.            Non hai mai provato compassione? Non hai mai sentito un impulso a guardare verso l’alto? Non ti è mai sorto nel tuo cuore il dolce sentimento dell’amore, con il quale tu ‒ perdonando l’intera umanità ‒ avresti potuto amarla?

23.            Hai mai percepito, in occasione di grandi fenomeni della natura o in notti silenziose, alla vista del cielo stellato, un santo presentimento che, se l’avessi seguito, ti avrebbe portato in alto nelle sfere spirituali, dove sarebbe svanito il moto umano e avrebbe fatto posto a un dolce sentimento più bello e più soave, al sentimento del perdono e dell’amore?

24.            In tali momenti non ti è apparso il tuo Dio in una luce più bella, da come te Lo ha insegnato la scienza morta, dove Egli avrebbe dovuto regnare come un inesorabile tiranno? Certo, Io lo so troppo bene, tali momenti sono venuti in pienezza, tanto che sorprendevano il tuo cuore, solo che tu non hai voluto prestar loro ascolto.

25.            Adesso, però, nel momento in cui ti voglio condurre su vie più consolanti, devo ricordarti questo: vedi, quei momenti erano ore di consacrazione, in cui il Mio Spirito parlava a te, figlio smarrito; erano momenti della Mia vicinanza spirituale, Io volevo consolarti, volevo guarire le tue ferite, quelle che i vostri filosofici cavillosi e autori di libri ti hanno inferto; volevo mostrarti che, al di sopra di tutte le presunte ricerche scientifiche, vive e opera qualcosa di infinitamente più elevato, qualcosa che può sciogliere perfino le più grandi disarmonie e crudeltà della vita umana terrena in armoniosi canti di gratitudine verso Colui che tu, in verità, cerchi, ma che ancora non hai trovato, o almeno non Lo hai compreso così come Egli vorrebbe essere compreso da voi uomini!

26.            Ancora molte cose ti restano nell’oscurità; tu desideri miracoli, e al tempo stesso credi che non esistono miracoli!

27.            Ora Io ti domando: cosa significa veramente miracolo? Vedi, tante invenzioni, che presso di voi adesso comprende anche il fanciullo più piccolo, alcuni secoli fa sarebbero stati miracoli. Cosa erano dunque veramente?

28.            Essi erano leggi o forze della natura che gli uomini non conoscevano ancora, oppure le conoscevano ma non sapevano usarle!

29.            Tu credi forse che il territorio delle scoperte sia già stato sfruttato fino in fondo? Non è forse vero che la maggior parte giace ancora sepolto nell’oscurità, soprattutto ciò che è spirituale? E se Io adesso, qui e là, permetto a tali scoperte degli accessi alla vita dello spirito, affinché gli uomini possano imparare a conoscere più da vicino Me, lo Spirito più puro, deve forse per questo trattarsi di un miracolo che costringerebbe gli uomini a credere contro la loro volontà?

30.            Come tu scrivi nella tua lettera “…se il tuo pennino d’acciaio si trasformasse all’improvviso in una matita, allora avresti creduto!”; ma se Io lo permettessi, cosa accadrebbe? Vedi, tu saresti costretto a credere almeno in un primo momento a una possibilità di una tale trasformazione, e ciò nonostante Io non so se nel giro di poche ore tu stesso non rinnegheresti di nuovo questo miracolo. Forse penseresti che debba essere avvenuto uno scambio dei due oggetti che tu stesso avresti compiuto nel pensiero, senza essertene accorto!

31.            Mio caro figlio, non esistono i miracoli, perché tutto dipende dalle leggi già da lungo tempo ordinate da Me!

32.            Sai tu cosa sia, oppure cos’è veramente un miracolo? Vedi, te lo voglio dire: un miracolo è, se Io permettessi, oppure operassi qualcosa contrario alle Mie leggi invariabili, stabilite all’inizio della Creazione, qualcosa che andasse difilato contro queste leggi, ed Io dovrei con ciò incolpare Me di un’incongruenza[43]; poiché sappi: le Mie leggi sono fatte così che, un agire contrario non è possibile, almeno non da parte Mia.

33.            Voi in verità agite spesso contro le Mie leggi, solo che nella trasgressione delle stesse, segue a ruota la punizione.

34.            Ma dove le Mie leggi cominciano e dove finiscono, e quante ve ne sono ancora, leggi di cui i vostri ricercatori e filosofi non hanno la minima idea e non scopriranno mai, questa è tutta un’altra faccenda.

35.            Perciò, figlio Mio, vedi, tu leggi qui ciò che Io, come Dio, ti dico, ma non comprendi questo evento, perché non è ancora mai capitato nella tua vita che un Dio ‒ Creatore di tutti questi mondi incommensurabili ‒ possa trattenersi con te, e ciò perché Io ti amo troppo come Mia creatura, per lasciarti andare perduto, preda del materialismo e dell’incredulità!

36.            Sappi che tu porti in te una Scintilla divina del Mio Io divino, la quale fu posta in te già dalla nascita! Tu hai un destino del tutto diverso da quello che finora credevi essere il tuo unico. Ne hai uno più elevato, e per non perderti, ho permesso che tu venissi in contatto (apparentemente) ‒ per caso ‒ con un uomo (il Mio attuale scrivano) che sta più vicino al Mio cuore, ed ha già percepito dentro di sé, spesso chiaramente, la Mia voce. Vedi, quest’uomo, che è sulla via per diventare ciò che un giorno dovranno diventare tutti gli uomini, quest’uomo ti ha facilitato ora la via che conduce a Me con un collegamento diretto; in questo modo giungono a te parole da una regione che mai hai immaginato esistesse.

37.            Ebbene, cerca ora di assimilare questo cibo spirituale, nuovo per te, e forse troverai in esso ciò che non hai trovato nelle filosofie e in altri scrittori, questo cibo è una migliore visione del mondo e una migliore idea di Me, tuo Creatore!

38.            Confronta le Mie parole con quelle degli eruditi da salotto! Quali di esse puoi leggere più spesso senza mai esserne sazio? E scoprirai, a poco a poco, che Colui che tu immagini al di sopra di tutte le stelle, ti è stato spesso così vicino e, con sguardo compassionevole, pieno di Amore paterno, ti ha guardato con misericordia per i tuoi smarrimenti spirituali!

39.            Ogni inizio è difficile! Per molti è una vera fatica deporre una vecchia e comoda veste e indossarne una nuova; prova a farlo anche tu, e forse l’esperienza ti mostrerà che non avrai motivo di pentirti di questo cambio di veste. Questo te lo dice il Padre tuo, il Quale nella Sua Creazione tiene insieme tutto, non con artigli tirannici, ma con legami d’Amore, e che non vuole vada perso neanche un solo atomo, tanto meno un’anima umana com’è la tua! Amen!

 

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Cap. 29

Gli alchimisti

(A Brd. S. in K.)

G.M.T. 6 luglio 1871

(Premessa da una lettera: “E così le Parole del Signore vi devono disporre a questo punto ad uscire alla luce del giorno con i desideri ed i dubbi nascosti per venire a sapere dal Signore stesso l’ulteriore spiegazione su questo tema desiderato, e così ascoltate dunque”:)

1.  Mio caro figlio, quando in quei tempi cercavi Me, Padre tuo, in quelle opere (degli alchimisti, ecc.), allora certamente non riconoscevi ancora cosa ci fosse stato di vero e cosa di falso in quei libri, e ti sfuggiva come, attualmente, ci sia ancora una moltitudine di uomini che, altrettanto, non comprende la Bibbia, perché non è riuscita a trovarvi il senso spirituale.

2.  Quegli uomini che, già dai tempi più antichi, si occupavano della parte oscura della scienza e si chiamavano maghi, astrologi e alchimisti, quegli uomini avevano tutti un lontano presentimento che, dietro a ciò che la natura visibile mostra all’uomo, si trovi ancora qualcosa di molto più grande, di molto più elevato.

3.  Essi origliavano nel silenzio della notte il corso delle stelle, studiavano per lo più proprio di notte, perché lo spirito, nelle ore notturne, era più concentrato che di giorno. Nella notte buia li avvolgeva il grande Spirito dell’azione silenziosa, Colui che compenetra il Mio intero universo; essi ne intuivano l’influsso, ma non conoscevano lo Spirito stesso. E perché? Perché erano troppo orientati al mondo, preoccupati soltanto del proprio tornaconto; tutto ciò che avessero potuto scoprire, lo avrebbero usato solo per accrescere la loro influenza e la loro posizione di potere.

4.  Ecco il motivo per cui tutti loro non trovarono nulla di veramente valido, né la ‘pietra filosofale’ né la ‘Arcanum longae vitae’, essi non diventarono più saggi e dovettero morire come tutti coloro che vengono al mondo.

5.  Ciò che questi figli smarriti indicarono, ora con nomi latini, ora con nomi greci come Spirito-universale, è, era e rimane nient’altro che la Mia Volontà, ossia la Mia Potenza sempre operante che mantiene tutto, distrugge tutto e crea tutto di nuovo, per ricondurre così in una serie di concatenazioni e trasformazioni, sulla via spirituale, di nuovo tutto a Me

6.  Talvolta emergeva un pensiero luminoso nella mente di un tale studioso notturno, ma questi voleva afferrare con l’intelletto ciò che non era dell’intelletto, lo intitolava con i nomi più strani sotto l’apparenza mistica, per rendere la cosa stupida ancora più stupida; voleva far credere agli altri uomini ciò che egli stesso non credeva, cioè di saperne più degli altri, avvolgendosi, in apparenza, con un mantello di erudizione superiore. Nessuno vedeva che dalla sua mistica veste di mago, alchimista o astrologo, sporgevano un paio di enormi grandi orecchi asinini.

7.  Ciò che lo pseudo filosofo da te citato chiama salnitro, come forza operante che il vento avrebbe portato nel suo grembo come lo spirito ricercato, non è altro che la forza vitale attiva che il vento, o qualunque soffio d’aria, racchiude in sé. Cos’è, infatti, realmente il salnitro, cos’è il sale, e cos’è lo spirito vitale operante nella Creazione?

8.  Vedi, caro figlio Mio, tutto questo è una sola e medesima cosa; devi solo osservarla più da vicino[44].

9.  Il salnitro o sale è una sostanza che, presa dalla decomposizione di altri elementi, decompone di nuovo tutto ciò con cui è mescolata.

10.            Ma cosa significa ‘decomporre?’. Vedi, decomporre, nel Mio linguaggio, non è altro che stimolare, sviluppare un’attività vitale, liberare ciò che è legato.

11.            Quando il salnitro, proveniente da altre sostanze elementari decomposte, si libera nuovamente in forma cristallina, esso rappresenta, di ciò che è stato separato, l’elemento spirituale più fine, e rispetto allo stato precedente si trova su un gradino più elevato, per poter poi sviluppare altrove, dove si presenta, una vita superiore, e così, spiritualizzandosi, libera anche tutto il resto attraverso la decomposizione, aprendo la via proprio al progresso spirituale.

12.            Il suo potere corrosivo, come quello del sale, è il risvegliatore, lo stimolatore alla vita superiore, è dunque nient’altro che la Mia potente Volontà che spinge avanti tutto ciò che è stato creato sul suo cammino.

13.            Quando il tuo filosofo dice: “Il vento porta nel grembo lo spirito ricercato”. Questo significa in altre parole: “Il movimento prodotto nell’aria, che stimola un più rapido ricambio delle sostanze, questo movimento è il generatore della vita attiva!”. Infatti, come con l’animale vivente e con l’essere umano (il sesso femminile) portano nel grembo il futuro frutto fino alla sua maturazione, così anche nell’aria è già pronto tutto ciò che serve al suo ulteriore avanzamento. E quando il movimento diventa più rapido, quando il processo di separazione si accelera ‒ percepibile come vento o come moto dell’aria ‒ esso spinge alla risoluzione. Esso è lo Spirito che Io ho posto nella Mia natura, il quale deve stimolare, decomporre e creare di nuovo.

14.            E quando gli antichi alchimisti intuivano qualcosa di una vita eterna, mai distruttibile, non si trattava della loro vita fisica terrena, ma della vita dello spirito che era stata posto in loro, che essi, però, nei loro sussurri notturni non comprendevano e lo interpretarono erroneamente un mondo spirituale superiore.

15.            La Terra non è il padre o la madre! Neanche il Sole e neanche la Luna! Il Padre di tutto ciò che è stato creato sono Io, e la madre sempre generante, che continuamente crea, stimola, sostiene e nuovamente crea, è la Mia Volontà che si esprime attraverso tutte le sostanze dell’etere, le quali portano tutte in sé l’impulso ad agitare i sali, a costringerli a nuove forme, a dare loro un corpo e poi a dissolversi di nuovo come sali, e in nuove unioni avvicinarsi all’edificio spirituale dei mondi da cui provengono e al quale, sospinti dalla Mia Volontà, devono ritornare nel ciclo eterno.

16.            Queste, figlio Mio, sono stati i veri portatori della Mia Creazione e lo sono ancora.

17.            È la Mia Volontà come ‘forza operante’ che come magnetismo attira, come elettricità respinge, come luce stimola, come calore sviluppa, come fuoco distrugge, e infine costringe ciò che è stato trasformato attraverso i sali e gli acidi ‒ come risvegliatori universali ‒ a passare in forme nuove, ma più spiritualizzate di prima, per attraversare un altro ciclo di Creazioni.

18.            E cos’è la tua stessa vita? È qualcos’altro?

19.            Vedi, figlio Mio, le diverse concatenazioni nel cammino della vita sono i sali, gli stimolatori e i risvegliatori; essi ti stimolano a pensare, a percepire e ad agire.

20.            Essi dissolvono le impressioni che hai assorbito dal mondo esterno; e da questo processo nasce il carattere, ossia la vera fisionomia spirituale ‒ la manifestazione esteriore ‒ dell’uomo.

21.            Queste esperienze spingono avanti il tuo spirito, purificano, sciolgono e intrecciano le impressioni della vita in un insieme.

22.            La Mia Volontà, come un vento spirituale, attraversa la tua anima, là genera nuovi pensieri, nuove idee che poi, formandosi in azioni, ti hanno guidato su vie migliori, e così ti hanno abbreviato considerevolmente la via che conduce a Me.

23.            Questo è il salnitro e il sale della vita che tu trovi ovunque: sui monti e nelle valli, nelle grotte e anche nella tua casa; esso è il principio stimolante delle concatenazioni delle circostanze, come nell’intera Creazione l’eterna attrazione e repulsione delle sostanze simili e dissimili.

24.            Così va il mondo, e così anche tu vai incontro alla tua trasformazione.

25.            Ecco, qui con poche parole hai spiritualizzato e chiarito i tuoi strascichi ancora rimanenti dai vecchi libri.

26.            Da tempi immemorabili, quello di investigare nelle cose sconosciute è stata una necessità dell’uomo pensante, e quanto poco poteva ottenere o decifrare, tanto più ciò lo stimolava, sia nel campo materiale, sia nel campo animico-spirituale.

27.            Da qui provengono tutti questi smarrimenti dello spirito umano, tanto che ancora oggi solo pochi vedono molto chiaro e riconoscono la propria missione.

28.            Tu, figlio Mio, adesso sei passato dalla tenebra alla luce splendente. Segui i Miei insegnamenti e le Mie parole, e potrai ‒ non con l’intelletto, ma con il cuore ‒ leggere e riconoscere, da tutta la natura che ti circonda, che è il Padre tuo, il Quale, attraverso tutte le Sue opere e da tutti gli angoli del tuo cuore ti esclama: “Esiste un solo Dio, un solo Creatore e un solo Signore; ma anche un solo Padre che, con la Sua Volontà, come sale universale della vita, risveglia, stimola e guida tutto, affinché ciò che è proceduto dall’Io spirituale della Sua Essenza, possa un giorno ritornare là da dove è venuto!”. Amen!

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Cap. 30

I massoni

G. Mayerhofer, 7 maggio 1870

1.  Se volete sapere cosa sono oggigiorno i massoni, allora osservate solo l’attuale culto cristiano della Chiesa. Vedete, esso è disposto sull’apparenza, e così è anche con i massoni attuali. Essi mettono le loro cose principali in frasi e vuote cerimonie. Adducono come pretesto lo scopo di aiutare l’uomo; infatti, sebbene re e imperatori e altre persone alto locate erano loro membri, potete vedere dall’attività degli stessi, se tenevano veramente a cuore i diritti dell’umanità!

2.   Quel che un giorno Io dissi agli esseni, cioè che non dovevano fare niente in segreto ma tutto apertamente[45], questo dovrebbe essere detto anche ai massoni di oggi. Presso di loro vale certamente come principio: secondo i diritti umani dell’uguaglianza, tutti devono essere ‘fratelli!’. Sì, essi lo erano e lo sono, ma solo nella loggia stessa; fuori dalla medesima cessa ogni uguaglianza, il re è di nuovo re, e il povero messo a confronto con il re, viene considerato un nulla, perché lo si usa soltanto come mezzo per raggiungere lo scopo.

3.  Sapete voi cosa doveva essere veramente la massoneria? Perfino secondo gli statuti della società attuale, nient’altro che la rappresentanza pratica del Mio secondo Comandamento: l’amore per il prossimo!

4.  Quanto sarebbe bello ed elevato se, in questo senso, tutti fossero massoni, ma non solo nelle loro riunioni, bensì anche lungo l’intero corso della loro vita. Allora per il Mio Regno sarebbe già stato guadagnato di gran lunga il più importante. Invece, finché tutto rimane unicamente nelle cerimonie, come nelle cerimonie ecclesiastiche, è per lo più un vuoto luccichio, sebbene alla base vi sia qualcosa di molto più elevato, di cui, però, gli uomini di oggi, che partecipano a tali usanze, non conoscono il vero fondamento e quasi mai hanno agito secondo di esso!

5.  Siate anche voi massoni, ma nel senso più nobile della parola! Sostenete i poveri quali vostri fratelli; e ciò che fate, fatelo come se avvenisse davanti agli occhi di tutti, quindi apertamente; sebbene la vostra azione avviene nel segreto, basta che non abbiate nulla di cui vergognarvi davanti al Mio occhio onniveggente, e il resto vi preoccupi poco!

6.  Se edificate così le mura del Mio insegnamento, liberamente e apertamente, affinché ognuno le possa vedere, allora avete veramente il diritto di portare e meritare il titolo di ‘Libero massone’, molto più di coloro che si riconoscono come fratelli solo tramite certi segni con la mano o altri simboli vuoti e privi di significato!

7.  Seguite così il Mio insegnamento, e allora Io stesso sarò il primo ‘Massone’ e il vostro presidente (Maestro venerabile), e in breve avremo edificato una muraglia ‒ benedetta e protettiva ‒ di verità e di amore che, né il tempo, né gli elementi e né gli avvenimenti politici potranno rovesciare!

8.  Questo, come spiegazione sulla massoneria e i suoi membri come veramente dovrebbero essere, ma purtroppo, così proprio non sono; e quindi per oggi basta. Amen!

 


 

 

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[1] I tre doni: Luce, Vita, Amore

[2] Jakob Lorber: “Il Governo della Famiglia di Dio” 3° vol. - Storia primordiale dell’umanità

[3] Vedi “Le dodici Ore” di Jakob Lorber pubblicato dalla stessa casa editrice.

[4]  Vedi “L’Infanzia di Gesù”, di Jakob Lorber, ossia, il Vangelo di Giacomo, cap. 299.

[5]  Si pensi al “Tafano di Abedam” ne “Il Governo della Famiglia di Dio” 2° vol. cap. 14,22 e alla settima preghiera del Padrenostro.

[6]Come dice il diavolo nel “Faust”: ‘Io sono una parte di quella forza che vuole il male e crea il bene’.

[7]  Così pure l’occhio è lo specchio dell’anima, perciò l’affinità del linguaggio della bocca e degli occhi.

[8]  Come esistono molti differenti popoli, quali discendenti da un’unica coppia umana.

[9] Un amico di Mayerhofer

[10] La chimica

[11] Ciascuna delle due strisce di forte tela con la quale un tempo si reggeva per di dietro i bambini per insegnar loro a camminare.

[12]Adelma, “Libro delle considerazioni”, Vienna 1857.

[13] Pegno di salvezza.

[14]  Significato del numero 666, quale giusto numero dell’uomo spirituale: 600 parti di amore per Dio, 60 parti di amore per il prossimo e 6 parti per se stesso; ma risulta rovesciato nelle caratteristiche dei demoni.

[15]  Vedi il cap. 19 nel libro “La Terra”, di J. Lorber

[16]  Formazione della frase in tedesco. (N.d.T.)

[17]  Positivo è anche ‘maschile’, negativo è anche ‘femminile’.

[18] Vedi il cap. “Elettricità” nel volume “Segreti della Creazione” dello stesso autore.

[19] Si legga in “Doni del Cielo” volume 3 capitolo 1 – La Musica, di J. Lorber, che il traduttore ha creduto opportuno riportare qui, alla fine di questo capitolo.

[20] Vedi in “Prediche del Signore” il cap. 42: ‘La vera solennità sabbatica’, dello stesso autore.

[21] Questi ‘osservatori’ possono anche essere spiriti che influenzano poi quegli uomini che si dedicano a tali idee e fanno trovar loro i miglioramenti.

[22]Nel linguaggio mistico tedesco, BlindheitderLiebe(Cecità dell’amore) non indica un difetto, bensì una condizione originaria: l’amore che agisce prima della riflessione, prima della forma, prima della sapienza. È l’amore istintivo, immediato, sorgivo, che non calcola, non misura, non analizza. (N.d.T.)

[23] Si pensi a: “I tre giorni nel Tempio” cap. 30 di Jakob Lorber

[24]  Vedi l’aspetto dell’anima nell’aldilà nel libro “Oltre la soglia” di J. Lorber.

[25] Garanzia di salvezza

[26] Al tempo di Mayerhofer.

[27] originaria

[28] (vedi il cap. 10, 64)

[29]  Nel libro “Segreti della Creazione” al cap. 20, dello stesso autore.

[30]  Nel libro “Segreti della Creazione” al cap. 36, dello stesso autore.

[31] Vedi nell’Opera ”Le dodici Ore” di Jakob Lorber, la dodicesima Ora.

[32] Genesi 3.19.

[33] Vedi in “Segni del tempo”, il capitolo dal titolo “il lavoro

[34]Per la spiegazione del ‘Globo involucro’, vedi il capitolo n. 12 nell’opera “Le dodici Ore”, di Jacob Lorber

[35]  Genesi 1,3.

[36] Un supplemento alla comunicazione “La Vita” al cap. 18.

[37] Vedi dello stesso autore “Prediche del Signore” la predica 49

[38]  Paolo 1° Corinti 2,10.

[39] L’Austria

[40] Si rimanda il lettore al “Grande Vangelo di Giovanni” di Lorber,  volume VII capitolo 17-19.

[41] Libri come la teoria di Darwin e altri.

[42] La stella più vicina al nostro sistema solare è Proxima Centauri, una nana rossa situata a circa 4,24 anni luce dalla Terra.

[43] contraddizione

[44]  Vedi la parola al cap. 21 “Zucchero, sale e aceto”.

[45] Vedere nel Grande Evangelo di Giovanni, vol. VIII Cap. 194. Consacrazione dei massoni da parte del Signore, come interpreti del secondo comandamento dell’amore fraterno, nonché come integrante contrappeso del sacerdote, il rappresentante del primo comandamento.