RIVELAZIONI

 

“Io ti rendo lode, o Padre, Signore del Cielo e della Terra,

perché hai nascosto queste cose ai savi e intelligenti,

e le hai rivelate ai piccoli fanciulli!”

[Matteo 11,25]

 

 

“Lo Spirito Santo però, che il Padre vi manderà nel Mio nome,

v'insegnerà ogni cosa e vi rammenterà

tutto quanto Io v'ho detto”

(Giovanni 14,26)

 

 

Segreti della Vita

 

Comunicazioni ricevute da Gottfried Mayerhofer
attraverso la Parola interiore dal 1870 al 1877
su importanti domande di vita

 

 

Traduzione dall’originale tedesco “LEBENSGEHEIMNISSE

dalla 5a edizione tedesca del 1996

Questa edizione a cura di: “Amici della nuova Luce

Sito internet:  www.legamedelcielo.it

Traduzione di Ingrid Wunderlich e Antonino Izzo – 2009

ISBN   978-88-95947-39-6

Copyright © by ‘Casa editrice Gesù La Nuova Rivelazione’

Via Vittorio Veneto, 167

24038 Sant’Omobono Terme (Bergamo)

Tl. 347.1041176 – fax. 035.851163

E-mail:   damianofrosio@tiscali.it

Sito internet:         www.gesu-lanuovarivelazione.it

 

 

 

(Dalla Parola "Crescere" del 24 settembre 1875 – cap. 22):

 

«72. …Ciò che lotta contro le Mie leggi si punisce da sé! e se Io stesso adesso comunico direttamente perfino con voi pochi, questo succede solo perché tra la Mia Parola e la parola degli uomini esiste una grande differenza e perché solo quando l'umanità avrà attirato su se stessa molte tribolazioni con la propria maldestra condotta essa diventerà docile e capace di accogliere qualcosa di meglio affinché poi ci sia già pronto il materiale, mediante il quale il vecchio e da molto tempo dimenticato e dissestato edificio della vita spirituale dell'uomo, sia nuovamente edificato, e più precisamente, non per il transitorio, ma per l’eternità!».

 

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Biografia di Gottfried Mayerhofer

Commento al libro


 

INDICE

 

                                                                                                                    

Cap

Titolo

Data

1

Luce, vita e amore

30. 06. 1870

2

Cielo, Inferno, Terra

9. 07. 1870

3

Salute, malattia, morte

13. 07. 1870

4

Corpo, spirito e anima

18. 07. 1870

5,I

Fanciullo, ragazzo, uomo e vegliardo – oppure:

28. 07. 1870

5,II

Inverno, primavera, estate, autunno

28. 07. 1870

5,III

Le quattro epoche della Creazione di mondi  e Terra

29. 07. 1870

5,IV

Vita dello spirito, dell’anima, dell’angelo e di Dio

29. 07. 1870

6

Fanciulla, ragazza, madre e moglie

4. 08. 1870

7

Fede, fiducia, certezza

4. 10. 1870

8

Il linguaggio

30. 01. 1871

9,I

Che cosa è il linguaggio?

14 . 01. 1871

9,II

Arte

14 . 01. 1871

9.III

Musica

14 . 01. 1871

10

Forza, sostanza, spirito

22. 02. 1871

 

Forza, sostanza, spirito (continuazione)

23. 02. 1871

11

Sulla dignità dell’uomo

22. 10. 1872

12

Il mondo dei pensieri

25. 11. 1872

13

Padre nostro!

11. 11. 1872

14

La Parola

14. 11. 1873

15

Sulle differenti forme e specie di animali

9. 08. 1872

16

La vita (la sua vera  essenza )

12. 08. 1872

17

Vita di spiriti e mondi

24. 02. 1873

18

La vita  (nella Luce dell’Amore)

19. 03. 1873

19

La vita umana

14. 01. 1875

20

La vita cosmica

14. 07. 1876

21

Zucchero, sale, aceto

Pentecoste 1875

22

"Crescere"

13. 09. 1875

 

"Crescere" (continuazione)

24. 09 1875

23

Ancora una Parola sul linguaggio e la sua origine

9. 11. 1875

24

L’Infinità

28. 03. 1876

25

Il lato d’ombra della natura

5. 02. 1877

26

Il lato d’ombra della natura in riferimento alla vita umana

21. 02. 1877

27

Parole ad un razionalista ()

22. 09. 1870

28

Parole ad un razionalista (II°)

8. 12. 1870

29

Gli alchimisti

6. 07. 1871

30

Massoni

7. 05. 1870

* * *

31

Allegato (continuazione sulla musica)   di J. Lorber

2. 05. 1840

 

 

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Cap. 1

Luce, vita e Amore

Ricevuto il 30 giugno 1870

1. Tu hai scelto qui tre parole, e non potevi scegliere più giustamente e più ampiamente in tutta la ricchezza di vocaboli del linguaggio umano; infatti, queste parole designano il concetto di tutto il Creato, il sussistere dello stesso e la sua durata!

2. Vedi, tutto ciò che è creato da Me, è stato creato nella Luce, gli fu data la Vita, e per Amore, non fu mai più eternamente distrutto.

3. Che cosa esiste nel grande circuito dell’infinità che non debba la sua esistenza e la sua eterna continuazione a queste tre parole così ricche di contenuto?

4. Con la luce ha inizio la vita, con la vita l’amore. La Luce rappresenta la forza creativa, l’eterno partorir del nuovo, sempre defluendo in tutte le direzioni dell’infinità, risvegliando vita, scacciando le tenebre, e poi, attraverso l’Amore, la conservazione del Creato, e sempre causando nuova Creazione.

5. Con la luce si sviluppa il calore, e il calore corrisponde alla vita; poiché dove domina il freddo, cessa la vita, lì l’amore non ha più nessun punto d’appoggio. Poiché anche l’amore non è altro che lo zelo infiammato di veder tutto perfettamente felice e saziato.

6. Dove quindi la luce con i suoi dolci raggi stimola gli elementi dispersi per l’attrazione e la repulsione, lì con questo movimento e assimilazione si genera il calore, oppure, dove c’è movimento, là c’è vita.

7. La vita però vuole essere saziata, vuole essere tutto in tutto, e ciò può realizzarsi solo attraverso l’amore.

8. L’amore vuole conservare la vita, mentre l’odio la vuole distruggere. Dovunque voi guardiate, lì troverete questi elementi nella lotta con i poli opposti.

9. La luce deve gestire la lotta con le tenebre, la vita con la morte e l’amore con l’odio, quali poli opposti. E quanto più i primi vogliono conservare e attirare tutto, altrettanto, gli altri vogliono respingere e distruggere tutto.

10. Voi vedete dunque nell’unione dei primi tre la Mia divinità, quale conservatrice eterna di tutto il Creato, e negli altri tre il polo opposto, Satana con la sua freddezza e la sua furia distruttrice.

11. Così si trascina la lotta iniziando dall’angelo, fino all’ultimo, durissimo e assai vincolato spirito nella materia; sempre lottando, l’amore attraverso la luce ottiene la vita, e distrugge le tenebre insieme alla morte e all’odio.

12. Avete così in queste tre parole con i loro opposti, l’unico Principio conservatore di tutto il Creato. –

13. Quando Io, la Luce stessa, Mi decisi di creare anche fuori di Me degli spiriti che dovessero amarMi, comprenderMi, e un po’ alla volta uguagliarMi, allora fu dato il primo impulso del divenire; per questo voi leggete nei libri di Mosè: “Tutto era deserto e vuoto, e il Signore creò la Luce!”.

14. Con la Luce si svegliò l’attività degli elementi, e gli spiriti cominciarono a diventare consci di loro stessi, ad attrarsi e a respingersi. Con la Luce cominciò la Vita; poiché anche la distruzione, per quanto sembri tanto crudele, ha spesso per base lo scopo più alto e più bello di avvicinarsi alla Luce suprema, venendo ad abbandonare le forme inferiori per assumere quelle più elevate, che sono più vicine alla Luce universale.

15. Non appena fu risvegliata la Luce e poi la Vita, non appena il Creato cominciò a compiacersi della sua esistenza nello splendore dell’eterna Luce fondamentale proveniente dai Cieli, allora fu risvegliato il terzo pensiero che doveva riunire tutte queste creature del mondo visibile e invisibile; esso era l’Amore, il pensiero di base della Luce e della Vita che quell’Amore voleva conservare, sempre perfezionando, eternamente, tutto ciò che si compiaceva della sua esistenza.

16. Così i purissimi angeli, l’Amore personificato, furono dotati con la più grande Luce e, a causa della Vita intensissima, inviati a comunicare, dalla pienezza del proprio io, a tutti gli altri esseri viventi della sostanza di Grazia che essi avevano ricevuto in tale misura, e ne avevano a loro disposizione.

17. Gli altri esseri, così fortificati, illuminati e riscaldati, si riunirono, riconoscendo la loro alta meta e, giubilando e lottando, tesero ora incontro alla stessa. Lo spirito basso ruppe con gioia il suo guscio ostacolante che gli impediva di proseguire in avanti; esso distrusse la sua stessa esistenza, per raggiungerne una più alta, dove poter sorbire più luce, più vita e più amore dall’unica Fonte primordiale.

18. Quindi, ciò che voi, alla cieca, definite distruzione, non è altro che un liberarsi per raggiungere un gradino più elevato, poiché un tale spirito ha dovuto sopportare la materia già fin dalla sua prigionia nella forma, ed ora aspetta solo il momento della caduta di questo vincolo, ed esso, da solo, oppure unito con il legame d’amore a mille altri dello stesso sentimento, può occupare un posto più alto nel grande circuito delle Creazioni.

19. L’Amore, il calore totalmente beatificante che sgorga dalla Luce primordiale, è quello che stimola lo spirito a compiere da sé il suo destino, e così ritornare gradatamente alla Fonte primordiale della Luce, dalla quale esso è provenuto.

20. Così accadde a tutti gli spiriti angelici. Già i vostri predecessori chiamarono quell’uno, anche se adesso è un angelo caduto, ‘Lucifero’, portatore di luce.

21. Sì, questi era un portatore di luce in tutti i vasti spazi della Mia Creazione; ma poiché egli, conscio della sua incommensurabile Grazia ricevuta da Me, si vide dotato di un potere come nessun altro, allora lasciò che il suo calore, attraverso la sua luce assai sviluppata, si tramutasse con gran violenza nell’opposto dell’amore, cioè in odio, proprio contro Colui che lo aveva rivestito di tanto potere; e ancora oggi egli è, quale principe angelico caduto, il Mio più acerrimo avversario che resterà libero ancora per un breve tempo, ma poi dovrà scegliere precisamente se vuole accogliere le Mie tre prime grandi Parole della Creazione, oppure perseverare nei suoi poli opposti.

22. Non gli riuscirà più a lungo di scegliere vie traverse e schivare abilmente il Mio impulso a ritornare a Me; egli dovrà presto dichiararsi categoricamente, se vuole volgersi all’eterna Vita della Luce e dell’Amore, oppure all’eterna morte delle tenebre e del freddo!

23. E anche voi uomini, ai quali Io ho acceso una scintilla di Vita divina nella vostra anima per mezzo della Mia Luce di Grazia, riflettete su che cosa portate veramente nel cuore! Voi portate nel petto, Luce divina, Vita d’Amore del Padre vostro!

24. Egli vi ha dato questa trinità come pegno della vostra provenienza, del vostro inizio e della vostra meta finale; non vi giocate con leggerezza questi doni divini che voi, consci di essi, avete avuto in più come doni di grazia, prima di milioni di altre creature. Comprendete bene la Luce divina, donata e infusa con Amore che costituisce la vita della vostra anima e del vostro spirito; ricordatevi del Donatore che vi ha pagato un giorno, quali figli, con il Suo sangue tra amarissime sofferenze, Egli vuol far di voi ciò che dovete essere nel grande circuito degli esseri creati; non dimenticate, è il Suo Amore che vuole condurvi all’eterna vita, avendovi Egli acceso la Luce della conoscenza e della coscienza divina!

25. Tendete alla perfezione che vi è possibile raggiungere come esseri creati, affinché un giorno possiate sopportarla oltre ai tre doni[1] ottenuti nella potenza più elevata! – Poiché la Mia Luce divina, irradiando da Me in tutti i vasti spazi, non ha limiti, e risvegliando sempre nuova vita, vuole un giorno riunire amorevolmente tutte le cose create, e vederle schierarsi intorno a Colui che è la suprema Luce della Vita e dell’Amore!

26. In tal modo, Miei cari figli, dovete considerare queste tre parole; esse hanno in sé la sorgente primordiale di ogni essenza, sono le fondamenta su cui si basa tutto ciò che è creato. Senza di esse non esiste nessuna essenza e nessuna creatura vivente, e dove esse mancano, ha termine ogni progresso; qui c’è la morte, le tenebre e l’eterno odio!

27. Là c’è un angelo della Vita con una corona della vittoria e vestito con una veste di luce, per dimostrare, che la trinità delle Caratteristiche di Dio riporta sempre la vittoria, e chi invece si oppone, e alla Luce preferisce le tenebre, alla vita la morte e all’amore l’odio, deve nascondersi fin nei più remoti angoli della Terra!

28. Avanti, figli Miei, tutto preme. L’Amore, l’amore mai sazio che dà tutto per riavere indietro nuovamente tutto, la Luce che tutto illumina affinché sia bandito ogni angolo oscuro dalla Creazione, e la Vita che ha come conseguenza solo movimento, cambio di forma e avanzamento da un gradino all’altro, tutti e tre vi esclamano: “Senza di noi non c’è nessun mondo, nessun passato e nessun futuro! Noi siamo i portatori nel più intimo del supremo Signore; noi esprimiamo il Suo intero ‘Io’!”.

29. Avanti quindi, voi discendenti della Luce! Lanciatevi in alto là dove non tramonta più nessun sole, dove nessuna morte si scambia più con la vita, e nessuna disputa, nessuna collera né odio, interrompono l’armonioso e stupendo concerto dell’Amore!

30. Ascoltate le angeliche armonie che penetrano attraverso tutte le infinità portate mediante queste tre parole; esse sono il perpetuo cantico dell’Unico Signore e Creatore, Padre vostro, il Quale trova tutta la Sua felicità e la Sua beatitudine solo quando vede che le creature che Egli ha creato, gioiscono di Lui, Lo amano e imparano a comprenderLo sempre di più. La Trinità, tanto spesso male interpretata, è solo in queste tre potenti parole e, nel piccolo, sta in ogni essere creato, per potersi formare con il seme fino alla massima potenza di un angelo di luce che sta ai gradini del Signore di tutti i Cieli!

31. Figlioli, riconoscete il vostro grande dono! Siate orgogliosi di poter diventare figli Miei, esultate! Verrà un tempo, dove voi, dotati della vista spirituale, guarderete attraverso gl’incommensurabili spazi dell’eternità e, dal trono del Padre fino all’ultimo spazio, dove penetra ancora un solo raggio di luce, potrete intendere i principi fondamentali della Sua Essenza, distribuita in milioni e milioni di essenze, nel grande armonioso cantico a Suo onore!

32. Tendete perciò a diventare degni di questo gradino dell’illuminazione; tendete a diventare nel senso vero e proprio, figli Miei, e allora sentirete che:

 

Ben negli spazi e stelle tutte

in ampiezze e lontananze smisurate

del Padre irradia Luce e Vita solamente.

   Dove il Suo Amor col grande non si vanta

   solo col minimo cerca di trovare

   ciò che ‘l Suo Spirito al (In)-finito potrebbe legare!

Là c’è la Vita della Luce e dell’Amore

quale supremo del divino impulso puro.

   Tre è il numero delle parole di contenuto grave,

   esse continuamente risuonano di luogo in luogo.

Mai lasciate i suoni celesti attenuare,

che sviluppano solo il bello spirituale!

   Dove Luce, Vita e Amor non spira

   là della Creazione tutto il compiacimento manca;

   ma dove esse dominano sempre tutte in pace,

   là si spiegherà l’Amor del Padre anche!

Perciò solo sulla benedizione del Padre con fiducia costruite,

Egli darà ciò, cui ognuno tiene:

il raggio di Luce, lo stimolo della Vita e la gioia dell’Amore,

anche se per questo vi scansano i caduti.

   Perseverate in Me – nella Luce, nella Vita e nell’Amore,

   della Creazione di Dio voi così curate gl’impulsi spirituali.

Solo chi con queste tre parole si consacra

quale figlio Suo, il supremo Padre si rallegra,

questi ha di base la sostanza, l’Amore, quale miglior semenza

per la Mia figliolanza, e quindi – così sia!

(Indice)

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Cap. 2

Cielo, Inferno, Terra

9 luglio 1870

1. Mi hai pregato per tre parole, e la spiegazione a queste s’intende da sé. Ebbene, Io ti ho dato queste tre parole dal ricco contenuto: ‘Cielo’, ‘inferno’ eTerra’. Ora vogliamo vedere che cosa si potrà tirar fuori da queste di rilevante, di edificante e di istruttivo per voi e per l’intera umanità.

2. La prima delle tre è quella che ha il significato più grande, così che perfino con la sua pronuncia dovete alzare il tono e portare i muscoli della lingua in una tensione maggiore, se volete pronunciarla come merita di essere pronunciata.

3. Sapete voi però che cosa esprimete veramente con questa parola? No, non lo sapete, ma potete solo presentirlo, poiché vedete – ‘Cielo’ è, e indica, il sublime luogo di residenza, il soggiorno degli spiriti più elevati, e anche la Mia permanente dimora. Cielo è la massima potenza di tutte le beatitudini, dove gli spiriti nella Luce più pura, senza passioni, senza errori, adempiendo unicamente le Mie più alte, particolari caratteristiche, conducono una vita di beatitudine che voi qui mai potete comprendere, né appena immaginare.

4. In verità, anche in questi luoghi esistono differenti gradi di perfezionamento; sì, il perfezionamento non finisce mai, perché Io, creando sempre del nuovo, lascio che si sviluppino nuovi campi d’azione.

5. Dai Cieli partono tutte le scintille vitali provenienti da Me, mediante i Miei più grandi spiriti angelici, fin negli strati più bassi, dove arde ancora senza fiamma solo una scintilla del Mio Io, racchiusa nella pesante materia. Nei Cieli che si trovano molto al di sopra di tutti i globi cosmici e sistemi solari materiali creati, irradia eterna quiete ed eterno Amore; là vi è – adempiendo per amor Mio i Miei ordini e desideri, essendo il primo principio di base della sublime Vita spirituale per raggiungere le Mie caratteristiche – la più grande beatitudine.

6. Là, nei Cieli più alti, dove regna l’eterna armonia degli spiriti, vi è anche semplicità, umiltà e amore per il prossimo nel grado più elevato, la cui espressione sono Io stesso.

7. Là Io ho predisposto la Mia residenza così come doveva essere secondo i Miei pensieri e desideri in tutta la Creazione, e sarà anche così dopo incalcolabili corsi di tempo, quando tutto lo spirituale perduto, attraverso prove purificatrici e con lotte, sarà ritornato a Me.

8. Quando questo sarà il caso, allora, come già dissi una volta, tutti i mondi saranno trasformati; poiché tutti avranno adempiuto il loro scopo come scuola di prova e di purificazione, ed eseguito ogni cosa, e naturalmente dovranno poi predisporsi anche diversamente per esseri spirituali più elevati ed essere provveduti del più grande splendore, magnificenza e beatitudini, affinché poi, proprio questi spiriti purificati trovino ancora nuova sostanza per il loro successivo perfezionamento, per la loro superiore maturazione spirituale, perché senza fine è lo spazio, senza fine sono i gradini della perfezione, e senza fine sono Io stesso – quale supremo Tutto in tutto!

9. Questo Cielo spirituale, dove l’eterna e soave Luce di Grazia proveniente da Me si riversa in tutti gli spiriti, dove le più pure armonie infondono agli orecchi spirituali il più grande desiderio di Me nei cuori, è la quintessenza del Mio illimitato Amore espresso in suoni, colori e parole.

10. Là tutto vive in tutto, e ognuno si vede beato solo nella beatitudine dell’altro!

11. La massima elevazione – sia essa in preghiera, in poesia oppure in canto, di cui voi uomini sulla Terra siete capaci, e che, come voi la esprimete, ‘vi eleva fin nei Cieli più alti’, vi offre l’assaggio di un’esistenza migliore; là nei Miei Cieli, infatti, c’è il grado più alto delle beatitudini, e precisamente come una sensazione permanente e non transitoria.

12. Io non ve lo posso spiegare, e ancor meno posso farvelo sentire, come uno spirito lì si sente; perché non lo sopportereste nel vostro involucro terreno, e poi sulla Terra tutto vi farebbe venir la nausea se poteste ritenere solo un ricordo di un istante di tali beatitudini; anche questo Io ve lo dico solo per spronarvi, affinché comprendiate quali godimenti vi aspettano un giorno, godimenti preparati da Me per chi sostiene la prova, come ricompensa per la sua perseveranza e per il suo amore per Me.

13. Questo vi dico qui, dai Cieli più alti, dove nessun giorno si alterna con la notte, né freddo con caldo, né vita con morte, dove un uguale, costante ed eterno mare di Luce circonda gli spiriti beati e illumina tutto il loro ambiente, là vi è anche rappresentata, di nuovo spiritualmente, tutta la creazione degli altri mondi, come per esempio se voi guardate un fiore, il cui colore delizia i vostri occhi e il suo profumo tocca piacevolmente i vostri nervi, però non conoscete il loro significato spirituale, non conoscete la loro sostanza spirituale, né ciò di cui essa consiste, né ciò che di spirituale scorre su e giù nelle loro cannucce o capillari, quale pura emanazione di una natura più elevata che appartiene al Sole, la cui luce è la madre del colore e del profumo di questo fiore, e sta in collegamento fino alle sublimi e più fini potenze superiori.

14. Vedete, questo fiore si trova anche nei Miei Cieli come riflesso spirituale di tutto il Creato; oh, se voi poteste vedere là questo fiore – in forma solo di luce, in colore solo luminescente, e sentire il suo profumo nella più alta rispondenza spirituale di un eterno cantico del suo Creatore!

15. Solo là voi comprendereste che cosa vuol dire ‘contemplazione spirituale’, e solo allora riconoscereste veramente quanto ottusi sono su questo mondo i vostri sensi. Non siate però allarmati per questa condizione dei vostri sensi su questa Terra; riflettete che solo la saggia mano del vostro affettuosissimo Padre ha disposto così, e i Suoi scopi, sebbene voi qui non li comprendete né potrete mai comprenderli del tutto, sono certo fatti in maniera che essi abbiano sempre come fondamento la massima Sapienza e Amore, e che vi devono essere delle valide cause perché tutta questa beatitudine vi tocchi solo dopo lunghe lotte e spazi di tempo, e anche non a tutti, ma solo a singoli (secondo il loro amore).

16. Miei cari figli, se volessi farvi gustare tutto questo in una volta (ciò che riservo solo a coloro che Mi amano veramente, e che quindi aspirano in tutta serietà a diventare figli Miei), così senza lotta, tali inesprimibili e grandi beatitudini sarebbero per voi senza grande valore e senza stimolo duraturo, perché non le avreste riportate da voi stessi, ma, per così dire, ottenute solo in dono, e per la verità, senza fatica; ragion per cui, il loro valore sarebbe solo a metà e di breve durata.

17. Solo quello che si ottiene lottando con impegno si gode in piena misura, come il merito, così anche il salario!

18. Un principe o un re che è nato come figlio di re, di che cosa potrà vantarsi quando un giorno una corona adornerà il suo capo? Siate certi, per lui è di gran lunga più indifferente di quanto credono quelli che gli sono sottoposti. E che cos’è un re di nascita, rispetto ad un uomo che, con tutte le sofferenze fisiche e spirituali, ha lottato e ha raggiunto alla fine il suo scopo che non ha mai perso di vista! Egli è una genialità, mentre l’altro non è forse nessuna grandezza, e pur nella sua alta posizione, talvolta è una vera nullità.

19. Perciò, chi vuole diventare figlio Mio, per il quale Io ho conservato le più grandi beatitudini, si deve anche guadagnare questo nome; solo allora benedirà tutte le lotte e le sofferenze che l’hanno condotto a quel grado di beatitudine, dove lo spirituale di ogni essenza comincerà a diventargli comprensibile, e là, proprio nell’adempimento e nell’esercizio di tutti i doveri dell’angelo, inizierà la somma beatitudine per uno spirito creato. E poiché una volta Io affermai che ogni uomo porta in sé l’intero universo, allora egli porta anche in sé, sebbene solo in piccola (misura), questo Cielo appena descritto.

20. Con ogni buona azione, con ogni vittoria riportata sulle sue passioni, penetra un raggio di Luce di questo piccolo Cielo d’Amore, dalla sfera del suo spirito nel suo petto umano. È un raggio transitorio, un presentimento, un giubilo dell’anima, ma (purtroppo) non durevole; è solo un momento, dove lo spirito mostra all’uomo che cosa egli porta in sé, cosa diventerà un giorno, se persisterà fedelmente nel difficile cammino della vita.

21. Di ciò lo spirito nell’uomo lascia all’anima solo un soave alito, nient’altro! Il raggio dal Cielo era solo un’esortazione che vuol significare:

22. “Non vacillare, e persevera! Un giorno, e per sempre, avrai ciò che qui, con la velocità di un fulmine, ti passa accanto solamente!”.

23. Perciò non scoraggiatevi, figli Miei, il Cielo vi sta aperto. Fin dove lo permette la vostra costituzione fisica e spirituale, qualche volta ve lo faccio anche percepire, per incoraggiarvi. Di più non potete sopportare! E anche se qualcuno di voi fosse in grado di sopportare di più, allora sarebbe infelice in mezzo agli altri uomini, e invece di progredire con zelo sul suo sentiero, spossatezza e disperazione lo schiaccerebbero a terra. Perciò riflettete che Io, Padre vostro, ho disposto tutto ben saggiamente, così come lo possono sopportare i figli Miei e, da questo, trarne anche vantaggio. –

24. Ora vogliamo passare all’inferno.

25. Ciò che vi ho detto dei Cieli, pressappoco lo stesso potete accettare dell’inferno, ma – come s’intende da sé – in senso opposto.

26. Comunque, non vi rivelerò tanto dell’inferno, della sua natura e disposizione, perché non fa piacere neanche a Me pensare ad esso, e produce anche poca utilità descriverlo con precisione. Vi basti sapere che esso esiste sul serio, e più precisamente, per Mio e vostro danno. Eppure, per dirvi almeno qualcosa di quest’antagonista dei Miei Cieli, voglio solo accennarvi che esiste, e in parecchi dipartimenti e gradi che rappresentano i differenti gradini di malignità, nel cui centro c’è la sede dello stesso Satana!

27. Satana, come male personificato, quale opposto a Me, è l’espressione di tutte le passioni che sono l’opposto delle Mie caratteristiche; così, per esempio, mentre Io voglio conservare tutto per Amore, egli vorrebbe – per odio verso tutto il Creato – distruggere ogni cosa, perché in primo luogo è proceduto da Me, e in secondo luogo, perché soprattutto è creato.

28. Se andasse secondo la sua volontà, egli creerebbe sempre creature di tutte le specie, non per compiacersi nella loro esistenza, ma solo per gioire (satanicamente) nella loro distruzione, e poi ancora ricreare del nuovo, per ricominciare il gioco sempre daccapo.

29. I suoi spiriti subordinati, che come esseri viventi furono creati da Me, sono così ottenebrati che hanno gioia solo nelle tenebre – come i Miei angeli nella Luce – e sono, più o meno, vicini a Satana, secondo l’intensità della loro malvagità, e distribuiti in e sulla Terra in differenti parti, dove rincorrono i loro divertimenti (diabolici), sforzandosi di somigliare il più possibile al loro signore, e provano la più grande gioia quando, con tutti i possibili inganni, allontanano gli uomini dalla buona o miglior via, e li portano sulla loro strategica ampia strada.

30. Poiché in loro, come nel loro signore, c’è solo amore satanico, ed essi si rallegrano di inculcarlo anche nei cuori degli uomini che vogliono dare ascolto al loro influsso.

31. Lì essi non mancano di presentare alle loro vittime il mondo e i suoi divertimenti il più gradevolmente possibile, imprimendo in loro solo astuzia, inganno, libidine e diletto per le più basse passioni, e li rendono così maturi, per diventar loro degni ‘fratelli’.

32. Voi Mi chiederete: “Ma come hai potuto Tu, Creatore, lasciar sussistere così potenti orde di spiriti maligni accanto al loro signore? Perché non annienti con una decisione sovrana tali esseri che sono così contrari ai soavi impulsi del Tuo Amore e delle Tue caratteristiche divine?”. – E ancora: “Perché li hai relegati proprio in e sulla Terra, mentre nell’infinito orbitano pure milioni di altri mondi e soli, i cui abitanti possono andare incontro indisturbati al loro mutamento di correzione e purificazione, senza essere esposti a simili piaghe? E solo noi, che ci chiami ‘figli Tuoi’, per i quali sei venuto proprio su questo piccolo globo terrestre e qui hai sofferto e sopportato proprio a causa nostra; perché siamo dunque proprio noi quelli che, da un lato siamo i favoriti, dall’altro invece siamo i più tormentati ed esposti a tutte le seduzioni e tentazioni?”.

33. Miei cari figlioli, questo rimprovero che voi Mi fate qui, pensato come uomini di questa vostra Terra, è da parte vostra del tutto naturale, ed Io Mi devo perciò giustificare presso di voi, affinché, sebbene l’apparenza non lo testimoni, nondimeno riconosciate che Io sono sempre l’affettuosissimo e più buon Padre, ed ho predisposto da immemorabile tempo tutto, solo per il vostro meglio, e condurrò anche sempre, tutto per il bene dei Miei figlioli.

34. In una precedente comunicazione già feci menzione di un angelo caduto, il quale, nella sua caduta, trascinò con sé anche un’infinità di altri spiriti. E nel "Governo della Famiglia di Dio"[2] vi ho anche spiegato che tutta la sostanza della sua intera essenza animica, fu poi suddivisa in particelle e legata nella materia da lui presa, e ora, sul gradino del perfezionamento, essa ritorna un po’ alla volta nuovamente a Me[3]; inoltre, che tutto ciò che è nato sulla Terra, se non sono spiriti di altri mondi che furono qui trasferiti per la vita di prova allo scopo del raggiungimento della Mia figliolanza, sono tutti rimanenti parti del caduto, le quali devono percorrere la stessa via come tutti gli spiriti legati nella materia.

35. Inoltre, ho ancora detto che proprio questo spirito angelico caduto fu scacciato appunto sulla Terra dove c’è il Mio semenzaio per i Miei Cieli, e che qui egli opera più di tutto, per dispetto a Me e alle Mie disposizioni.

36. Vedete, tutto questo ve l’ho già spiegato in precedenza, e anche il ‘perché’ – perché dovevano esserci le più grandi tentazioni e pericoli proprio là, dove spiriti e anime si sono posti per scopo di guadagnarsi il Mio Regno e di portare, in mezzo all’inferno e alla dannazione, la croce della sofferenza e dell’amore a Mio onore e a disonore del Mio più grande avversario; e che, nonostante tutte le seduzioni e tutti gli apparenti piaceri con i quali Satana colma i suoi futuri rampolli, per attirarli nella sua rete e, più tardi, indennizzare ogni divertimento e ogni piacere con mille tormenti dell’inferno, pure ci sono delle anime su questa Terra che si oppongono a tutte le sue tentazioni, voltano la schiena a tutte le sue grandiose promesse e tengono alto, tra sofferenze e lotte, il vessillo della fede, dell’umiltà e dell’amore, e un giorno vorranno appartenere non a lui, ma completamente soltanto a Me! –

37. Quando Satana si separò da Me, dovetti lasciare a lui e al suo seguito la propria libertà, libertà che ogni spirito deve avere, per diventare spirito libero degno di Me.

38. Il ritorno a Me deve avvenire dall’interiore e spontaneamente, non con regole coercitive; proprio per questa ragione Io devo sopportare il comportamento di questo Mio grandissimo avversario con la sua cova e devo lasciarli agire e operare come vogliono, fino a quando non pregiudicano il Mio Ordine stabilito.

39. Ma di tutto ciò che essi fanno, il risultato ha sempre per conseguenza esattamente il contrario e l’opposto di ciò che vogliono ottenere, e questo è il trionfo della buona causa che anche il male, anzi il peggio di ciò che la Creazione può mostrare, deve e può contribuire solo al suo (e al loro) stesso miglioramento e per l’inoltro del bene in generale.

40. Proprio per questo Satana, con il suo regno, è anche confinato là dove gli è data l’occasione di tentare tutto ciò che gli è possibile, per far valere la sua teoria di vita contro la Mia; anzi, gli fu perfino permesso di tentare personalmente Me stesso durante il Mio pellegrinaggio terreno, Io che non ero uno Spirito creato, bensì il Creatore di tutto il Creato (e di lui stesso). Io, infatti, non lo evitai, quando Mi incontrò come uomo[4] esposto a tutte le passioni umane, così egli osò anche con l’Altissimo l’esperimento, che gli fu pure concesso; ma con quale risultato lo sapete, affinché potesse poi, col tempo, riconoscere nel grande come nel piccolo che tutto il suo sforzo è inutile, che attraverso tanti corsi di tempo ha opposto invano opposizione, e precisamente, contro Colui che lo creò, e Questi, se egli oggi volesse ritornar pentito, lo accoglierebbe a braccia aperte come un ‘figlio perduto’, così come ve l’ho già una volta rivelato nelle ‘Dodici Ore’, come non in una volta, bensì un po’ alla volta accade e anche accadrà.

41. Quello che Io dissi dei Miei Cieli, che ogni spirito umano li porta in sé nel piccolo, tale e quale è anche il germe dell’inferno o la voglia di peccare e di agire contro l’Ordine Mio, o l’inferno in piccolo nel petto di ogni uomo.

42. Esso è lì perché la virtù senza la conoscenza del suo opposto, il vizio, non sarebbe virtù, e l’amore senza il suo contrario non sarebbe amore! Se non ci fosse l’oscurità, voi non sapreste apprezzare la luce; se non ci fosse l’agghiacciante impressione del freddo, non comprendereste la piacevole sensazione del calore che affluisce un po’ alla volta.

43. Dove si trova il Mio ‘semenzaio di figli’, qui doveva anche esserci la scuola della vittoria e il dominio di tutte le passioni!

44. Che cosa sarebbe la vita senza lotta? Un monotono trascorrere del tempo, senza essere coscienti di come uno va e l’altro viene. La vita non avrebbe nessuno scopo, nessun sapore!

45. Così come il sale nelle vostre pietanze, in tutte le erbe, metalli, piante, e perfino nell’aria e anche nel vostro stomaco per la giusta digestione, costituisce un elemento importante che stimola alla vita e la favorisce proprio mediante tale stimolo, – altrettanto è il sale della vita spirituale, la tentazione o la tendenza (inclinazione) a pensare e agire diversamente da come si dovrebbe agire veramente. Proprio con questi opposti e questi mezzi stimolatori è rafforzata la vostra parte migliore, la vita fisica e spirituale in voi è conservata attraverso questo nutrimento, è assicurata la sua sopravvivenza e aumentata la gioia di aver conquistato ancora un nuovo gradino del perfezionamento, e più precisamente – di averlo conquistato con la lotta e la rinuncia, mentre al contrario, nel progresso senza impedimenti, non sareste coscienti del progresso stesso.

46. Quando il Sole del mattino fa scendere i primi raggi sui campi della vostra Terra, come giubilate voi andando incontro all’intera natura vivente! Tutti gli esseri, ognuno a modo suo, cinguettano, tubano o ronzano il loro cantico alla luce e al loro Donatore; perfino la goccia di rugiada che pende alla foglia di una pianta di muschio, rivestendosi col bagliore adamantino, riflette su di essa il grande arcuato emisfero di luce e, risplendendo, si rallegra, per così dire, della luce (del giorno) ritornata dopo l’oscurità! E perché? Perché dalla sera fino al mattino seguente, la notte e l’oscurità hanno fatto sentire a tutte le creature viventi il valore della luce!

47. Così è anche riguardo allo spirituale! La soave coscienza dell’amore spirituale, dell’avanzamento spirituale e della vita animica spirituale più elevata, è riconosciuta dall’anima di un essere creato solo quando essa ha riconosciuto gli abissi e le errate vie che l’hanno minacciata sul suo sentiero di prove; solo allora, quando l’anima ha conquistato un piccolo gradino, si rallegra di questo e rinnova tutte le sue forze per la conquista di uno successivo e così aumenta lo stimolo, la gioia e la benedizione, non tanto per la condizione migliore che ha raggiunto, ma per gli ostacoli che sono stati superati.

48. Vedete, figli Miei, che cosa sarebbero tutti i Cieli senza l’inferno! Quanto manca ad altre creature in altri soli e mondi in beatitudine che è riservata solo ai figli Miei, perché le altre creature in altri mondi e soli conoscono solo luce, e poca, o niente affatto, oscurità.

49. Avete ora ancora rimproveri da fare sul perché l’inferno sia così vicino a voi e perfino in voi? Oppure non vorreste, ringraziandoMi, forse domandarMi più inferno, affinché possiate lottare ancora di più, soffrire ancora di più, solo per meritare il nome di ‘figli Miei’ in più abbondante misura?

50. Siate perciò tranquilli, Io so che cosa vi serve per la scuola di prove, non chiedete più di quanto vi è dato da Me, e siate assicurati – ne avete abbastanza con ciò che vi carica la Mia amorevole mano; se fosse di più, allora sarebbe una mano punitiva, e questa, Io, quale Padre vostro, non ce l’ho![5]

51. Ora vi ho così mostrato come perfino l’assoluto cattivo, anzi il cattivissimo nell’intera Creazione, con il suo fare e operare, è nondimeno da Me impiegato e sfruttato per la benedizione di tutto il vivente, e come Satana, con i suoi assistenti, invece di nuocerMi, deve contribuire nell’insieme proprio per la massima benedizione![6]

*

52. Ora vogliamo passare alla vostra residenza, quale terza parola su indicata: ‘la Terra’, affinché possiate vedere anche lì nuovamente l’Amore e la saggia accortezza del Padre vostro in tutta la Sua magnificenza!

53. Con l’espressione della Parola ‘Cielo’, [Himmel] dovete aumentare il tono della vostra voce, e con la parola ‘inferno’ [Hölle] lo dovete abbassare, e avrete già notato come per pronunciare ognuna di queste parole abbia luogo un differente movimento muscolare nell’organo della lingua, e vedete, con l’espressione della parola ‘Terra’ [Erde] questo movimento muscolare è di nuovo differente, dovendo per questo aprire ampiamente la bocca (tre differenti specie di suono).

54. Vedete, con l’espressione di queste tre parole nella vostra lingua e i movimenti dell’organo del linguaggio ad essa appartenente, è tutto così ordinato che gli spiriti, i quali conoscono meglio di voi le formule di rispondenza della Creazione, trovino nei movimenti dei muscoli nella bocca già scritto e annotato tutto ciò che significano l’una o l’altra parola pronunciata.

55. Con la parola ‘Cielo’ [Himmel] avete visto com’è collegato l’innalzamento della voce con la descrizione dettagliata della stessa, con la parola ‘inferno’ [Hölle] dove la bocca nell’espressione deve esser chiusa come una tana, non vi sarà sfuggito lo stretto legame di questo movimento muscolare con la descrizione dell’inferno, dove inoltre la parola ‘Cielo’ [Himmel] è pronunciata con lo sguardo verso l’alto, e ‘inferno’ [Hölle] con lo sguardo verso il basso, – e certamente mai verso l’alto; e infine la ‘Terra’ [Erde], con l’apertura della bocca proprio in larghezza.

56. Abbiamo discusso le prime due, adesso ci rimane ancora l’ultima parola espressa in larghezza e la sua rispondenza spirituale, la Terra stessa, quale vostra residenza, per sottoporla ad una più accurata riflessione.

57. Che per la parola ‘Terra’ [Erde] si debba dilatare ampiamente la bocca, anzi, che con l’espressione di questa parola si debba tirare in su le labbra e mostrare la bianca fila dei denti, significa che col significato spirituale della Terra, come lì le labbra sono tirate in su come una tenda e mostrati i denti, con la Terra, in senso spirituale, è tirata indietro la parte più tenera, vale a dire la carne, e le parti più solide e compatte – il morale, oppure i denti – sono da prendere in considerazione.

58. Ebbene vedete, Miei cari figli, nella rispondenza spirituale i denti significano, come parti solide simili alle ossa, la permanente e prima tappa, tanto nell’uomo come nella Terra, che – in primo luogo – dà all’aspetto del viso una bella forma, quella del bello morale all’intero esteriore dell’uomo e, in secondo luogo, nella Terra perfino come corpo, genera la sua forza di vita interiore, il bello della sua superficie.

59. I denti significano inoltre, anche l’animico-morale, il primo organo spirituale digerente che dovrebbe separare nella vita mondana il bene dal male; e come nella bocca per la masticazione dei cibi, con i denti si mescola il sale nei succhi gastrici della saliva, tale e quale è il sale, corrispondente allo stimolo di agire sempre contro il bene. E lottare contro questo stimolo e alla fine anche vincere, è il vostro compito principale.

60. Qui su questa Terra voi ricevete tutto mescolato, bene con male, amore con odio e vita con morte; questo significa che facilmente si confondono entrambi l’uno con l’altro, oppure ogni cosa si trasforma facilmente nel suo polo opposto.

61. Se avete abbastanza forza da espellere il cattivo e maligno, allora il male, ogni qual volta riuscirà ad avvicinarsi a voi, non determinerà nessun’impressione duratura sulla vostra anima e, nell’Aldilà, scomparendo del tutto, solo il bene sarà il vostro vero valore!

62. Che con l’espressione della parola ‘Terra’ voi dovete allargare molto la vostra bocca in direzione orizzontale, nella rispondenza significa che la vostra Terra sotto l’aspetto spirituale, sebbene fisicamente piccola, giunge lontano oltre tutti i sistemi solari, anzi, fino ai Miei Cieli; essendo questo piccolo pianeta, per primo, la dimora dei Miei figli, e per secondo, è stata anche la Mia, dove attraverso sofferenza e morte, Io ho riportato la vittoria sul male.

63. Se conosceste un po’ meglio questo linguaggio dello spirito, scoprireste, in ogni parola che si riferisce a Me, il senso spirituale più importante e molto più grande, e non vi accontentereste della comprensione esteriore della parola – simile alla corteccia – ma provereste, nello scoprire il contenuto interiore, molta più gioia e beatitudine di quanto vi è venuto alla mente.

64. Inoltre sapreste che ogni popolo, secondo il gradino spirituale in cui si trova, in alto, più in alto, oppure al massimo, si rivelerà nelle sue parole ed espressioni riferite a Me; oppure credete forse, come credono di dimostrare i vostri filologi, che le lingue siano state inventate? Oh, qui siete in un grosso errore!

65. Le parole non sono sempre state fatte con gli oggetti inventati e i nuovi bisogni di un popolo, bensì la linguaquale prodotto dello spiritoandò sempre in parallelo con la concezione spirituale di un popolo. Lo potete vedere voi stessi dalla storia delle nazioni, come con l’ascesa o il tramonto di una nazione anche la sua lingua si elevava o tramontava, e con la scomparsa di una nazione scompariva anche completamente la sua lingua (come lingua vivente).

66. Il linguaggio è l’espressione dell’anima[7]. Più il linguaggio è alto e bello, tanto più grande è l’intensità della sua espressione, cosa che solo gli spiriti sanno apprezzare, oppure i risvegliati mediante il Mio Amore e la Mia Grazia, i quali poi, sotto i differenti cambiamenti dei muscoli della bocca e della gola, tra i suoni cinguettanti, schioccanti, gorgheggianti e fischiettanti che, combinati in un modo o nell’altro, stabiliscono l’una o l’altra parola, svelano un significato spirituale superiore che vi è divenuto incomprensibile come i geroglifici di un paradiso perduto!

67. Così la Terra, in ciò, è anche differente da molti altri mondi. Mentre in quelli domina un solo modo d’esprimersi (linguaggio) e tutte le creature percorrono solo l’una e la stessa via, sulla Terra esistono migliaia di lingue differenti, come sottospecie di una sola[8]. E così all’abitante della Terra, oltre alle molte prove della sua pazienza e perseveranza, in questo modo s’impone ancora questa che, se vuole essere in relazione con i fratelli di altre nazioni, deve imparare la loro lingua per far comprendere cosa egli pensa e sente, oppure, se vuole imparare qualcosa dai suoi fratelli stranieri o comunicare qualcosa lui stesso, deve farsi capire in quella lingua.

68. Nella misura in cui considerate la Terra, dai popoli più selvaggi fino a voi nazioni civilizzate, allora vedete la piccola Terra con i suoi spiriti inquieti estendersi su tutto il conosciuto. Veramente ovunque fa leva il proprio interesse personale; solo questo fa incontrare i popoli, qui imparano a conoscersi, ad apprezzarsi e ad amarsi l’un l’altro.

69. Gli esploratori della natura, delle stelle, dell’interno e della superficie della Terra, cedono le loro scoperte all’umanità, come bene comune, scoperte che Io ho fatto trovare al singolo per Grazia; essi eseguono, anche senza saperlo, solo i Miei e non i loro piani, e così Io educo l’anima di questa Terra che un giorno fu, per un breve tempo, anche la Mia dimora, per una vita migliore.

70. Ora i pensieri degli uomini con velocità fulminea corrono da un polo all’altro, ed essi stessi vanno da un luogo all’altro su strade ferrate simili ad una bufera di vento.

71. Le strade sono di ferro, e la maggior parte di chi vi viaggia sopra ha il cuore anche di ferro (almeno per i loro fratelli umani); ma non importa. I Miei scopi, pur con le veloci comunicazioni tra città e villaggi e all’incontrarsi degli uomini che dimorano in tali luoghi, sono favoriti più di quanto credono tutti i costruttori e i proprietari di ferrovie.

72. Io qui ho spesso messo insieme alla rifusa, in un vagone, – Cielo, inferno e Terra, oppure spiritualmente, uomini buoni, cattivi o materialmente pensanti. Nel salire essi erano ancora, pressappoco, della propria opinione, nel discendere forse l’inferno ha strappato dal Cielo e dalla Terra una permanente scintilla istruttiva, con la conversazione che (l’interessato) non dimenticherà mai più per tutta la sua vita.

73. Così Io eseguo i Miei piani, utilizzando anche questo viaggio fatto in compagnia; dove prima era separato da rigidi circoli delimitati, lì faccio subentrare la dimenticanza dei pregiudizi, e sebbene l’interesse personale, l’impulso per i piaceri e il danaro, siano la ragione del perché gli uomini s’incontrano, viaggiano in altri paesi, si espongono a pericoli d’ogni genere, ugualmente Io ho raggiunto il Mio scopo, vale a dire lo scopo dell’affratellamento. Adesso ci vuole ancora solo un potente colpo e un impulso spirituale, e gli uomini staranno qui come fratelli, uniti, per seguire Me quale eterno Pastore! Allora il significato spirituale della Terra sarà anche adempiuto, e sarà il tempo nel quale Io personalmente ritornerò tra voi, dopo che gli indocili saranno allontanati e saranno rimasti solo i volonterosi.

74. E così, Miei cari figli, voi vedete come Cielo, inferno e Terra, nel grande come nel piccolo, devono seguire solo gli scopi dell’Amore, l’idea fondamentale della Mia Creazione.

75. Non calcolate però secondo gli anni, per ciò che vi ho appena detto qui, presso di Me il tempo non esiste! Io non conosco né giorno né notte per misurare spazi di tempo; presso di Me è sempre giorno, sempre splende il Sole dell’Amore, il quale splende e splenderà per tutti, finché tutti non avranno trovato la via che conduce a Me, al loro affettuosissimo e buonissimo Padre!

76. Ora Io credo che anche tu possa essere soddisfatto con questo supplemento, esso è di nuovo una luce nelle grandi vallate della Mia Creazione. Riflettete bene su quale Amore e Grazia Io vi concedo, da quando vi porgo tanto pane spirituale, affinché nessun dubbio possa più sorgere nel vostro petto, come se non tutto ciò che voi vedete, fosse opera della mano del Padre!

77. Questo, per consolazione con la Mia benedizione! Amen!

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Cap. 3

Salute, malattia e morte

13 luglio 1870

1.          Qui di nuovo hai tre parole che, prese nel senso naturale e cosa esse significano veramente, sono facilmente decifrabili.

2.          Salute significa lo stato normale della vostra vita vegetativa, quando tutti gli organi adempiono le loro funzioni così come devono adempierle, e proprio per questo non vi creano nessuna difficoltà nell’attendere al vostro lavoro della vita, come di far fronte al vostro sviluppo spirituale e occupazione materiale.

3.          La salute, la vera salute, in un corpo è solo quando l’uomo non è cosciente dei movimenti e delle funzioni dei suoi organi. Dove subentra un disturbo in questi movimenti che interessa uno o più organi esprimendosi in senso opposto, esso vi procura fastidio o dolore, l’anima diventa afflitta perché si sente ostacolata nel suo operare attraverso il corpo, e da questo malessere e sofferenza insorge ciò che voi chiamate malattia.

4.          Se questa condizione si propaga, se ancora più organi rifiutano il loro servizio, oppure sono disturbati nelle loro funzioni da singoli organi sofferenti, allora questo malessere si estende, l’intero processo di vita è interrotto, e con la cessazione della regolare assunzione di nuove sostanze vitali e dell’eliminazione del consumato, sopravviene alla fine il necessario arresto dell’intera macchina, ciò che voi chiamate morte.

5.          Quindi avviene la decomposizione del corpo tenuto insieme come individuo nei suoi precedenti, primitivi elementi. L’anima invece, spogliata del suo involucro, deve cercarsi un’altra veste, un altro corpo, dopo che il precedente è diventato inutile e non più utilizzabile.

6.          L’apparente vita corporea è finita e ne comincia una spirituale che, con i suoi gradini e gradazioni (crescita), secondo com’è disposta l’anima, tendente verso l’alto oppure verso il basso, segue una nuova vita spirituale, dove le funzioni del corpo sono sostituite dalle funzioni della vita dello spirito, e l’anima si perfeziona formando se stessa.

7.          Questo è il percorso della vita nell’Aldilà. Ma affinché questo percorso diventi facile e dolce, la salute del corpo sulla Terra materiale, per quanto possibile, deve emulare anche la salute dell’anima e mantenersi di pari passo con lei.

8.          Poiché, così come la salute del corpo condiziona e favorisce il benessere dello stesso, altrettanto all’opposto la salute dell’anima condiziona quella del corpo, dove le funzioni spirituali dell’anima non sono disturbate da ombre e turbamenti delle passioni.

9.          Quando lo spirito dimorante nell’uomo può esercitare la sua regolare influenza sull’anima, lì anche il corpo è sano, anzi nell’insieme, come nelle sue singole parti, si esprimerà la bellezza morale dell’anima corrispondente alla sua forma, e ciò accade nella maggior parte dei casi sul volto dell’uomo, dove tutte le inclinazioni, gli smarrimenti e le passioni dell’anima si riflettono senza volerlo. Voi non potete leggere il linguaggio delle linee ondulate e angolate che in ogni volto manifesta lo stato della sua anima, altrimenti scorgereste, in questo vero specchio dell’anima, certe cose che, invece di attrarvi a molti uomini, ve ne respingerebbero.

10.       Prudentemente Io non ho permesso che questo segreto della fisionomia fosse rivelato a tutti, come il Mio caro Lavater[9] ha immaginato; perché con questa chiara lettura del carattere di ogni persona sul suo stesso volto, a molti uomini sarebbe reso più difficile il progresso per il miglioramento spirituale, anzi, a più di uno, perfino reso impossibile.

11.       E così permetto che sotto il manto di un adulante discorso, oppure di acquisite maniere cortesi, anche un diavolo possa giungere alla compagnia dei buoni, senza che gli altri abbiano di questo il minimo sentore; e così, attraverso la parola, la via che porta alla compagnia non è interrotta, per fare col tempo qualcosa di meglio anche dall’essere smarrito, cosa che sarebbe impossibile se ognuno riconoscesse subito nei tratti del viso del suo prossimo, di quale spirito egli è figlio, perché dal maligno ognuno si terrebbe certamente lontano, e al maligno stesso non rimarrebbe altro da fare che comunicare con i suoi simili, oppure l’isolamento e la mancanza di comunicazione lo renderebbero ancora più cattivo di quanto lo era già prima.

12.       Nell’Aldilà, veramente è diverso, lì ogni spirito conosce l’altro al primo sguardo, così può evitare ciò che è cattivo, e associarsi a chi lo eguaglia, oppure è migliore di lui. Perciò la grande difficoltà che c’è là di migliorarsi; perché là il riconoscere è la prima cosa, come qui sulla Terra la prima cosa è il nascondere.

13.       Perciò, figli Miei, sforzatevi di avere anime sane, non mettete nessun ostacolo agli influssi dello spirito, lottate contro tutto ciò che potrebbe insudiciare la vostra anima e potrebbe forse anche lasciare impronte spiacevoli sul vostro volto.

14.       Siatene certi, queste impronte delle passioni sul vostro volto, nella vostra forma come nella mano e nel movimento di tutto il corpo, oppure nella sinistra luce per voi non troppo esplicativa che sgorga copiosamente all’occhio, non sono in vostro potere, qui non aiuta nessun nascondimento dei pensieri, per quanto li possiate tener segreti, in altre parole mascherare. Tuttavia non potete nascondere l’impronta di uno sguardo cattivo o poco rassicurante, se esso incontra un occhio puro, conscio di nessuna colpa, toccando in modo sgradevole lo stesso, e poi ammonisce l’anima alla ritirata, mentre dietro parole e maniere ricche di fiori, sta appostato il serpente del tradimento.

15.       Perciò sforzatevi di dar salute alla vostra anima, affinché il vostro occhio possa guardare liberamente in faccia ognuno chiaramente e senza falsità.

16.       Siatene certi, nell’uomo non vi è nulla di più grande spiritualmente, che di più lasci riconoscere la sua superiore provenienza e la sua nobiltà ereditata da Me, come un occhio espressivo, uno sguardo pieno di mitezza, dolcezza e amore!

17.       Nell’occhio si riflette esteriormente l’intera natura materiale; dall’occhio l’intero mondo dello spirito emana raggi, cominciando dai Cieli più alti fino all’inferno più basso.

18.       Finché porterete nel cuore la Mia parola, finché sarete attaccati a Me e non al mondo, fino allora anche la vostra anima sarà sana, anzi diventerà sempre più sana, e questo stato di salute crescerà in modo tale che il corpo, nello stato di precedente salute, è stato ancora solo un ostacolo per la vostra anima nel suo progredire, dove poi l’anima, spiritualizzata attraverso il Mio insegnamento, la Mia Parola e la Mia Grazia, avrà bisogno, come organo, anche di un involucro spirituale e non più di un involucro materiale.

19.       Quando sarà sopravvenuta questa condizione, allora Io vi leverò questo carico che avete trascinato durante tutta la vostra vita terrena, e lo scambierò con un corpo etereo che lascerà trasparire ancora più sensibile il vostro interiore e assumerà completamente la forma corrispondente al vostro io interiore.

20.       Diventate perciò, belli spiritualmente, e nell’aldilà avrete poi, tale e quale un rivestimento spirituale che corrisponderà alla giovanile e imperitura bellezza del vostro spirito, e diventerà sempre più bello, sempre più nobile e più trasparente.

21.       Come la malattia del corpo è un disturbo nelle funzioni dei suoi organi, altrettanto è un disturbo delle funzioni dell’anima il non vivere secondo le Mie leggi e il non vivere secondo il Mio insegnamento. L’anima stessa è sottratta dal vero sentiero attraverso la cupidigia mondana, oppure attraverso le passioni animiche come odio, collera, ambizione, ecc., ed essa (l’anima) vive un’apparente e non una vera vita nello spirito; vive per le cupidigie della sua parte materiale, cioè del corpo, e alla fine con questo diventa essa stessa materiale, perde di vista la sua intera destinazione e smarrisce così tutto il suo compito e la sua missione su questo globo terrestre, globo che doveva essere una scuola di prova, per imparare qui a dominare dapprima le passioni e in seguito ad eliminarle completamente, per giungere come puro tono spirituale nelle Mie sfere spirituali.

22.       Essa, l’anima mondana, invece di tendere verso la salute spirituale, ha preferito la malattia spirituale, e invece di avere il desiderio di eliminare sempre il male e assorbire nuove cose buone, nuova vita, ha fatto esattamente il contrario, è passata anziché alla vita, dalla malattia alla morte! Già con la vita fisica essa invece ha smesso di utilizzare il corpo per i suoi scopi e spiritualizzarlo, ha perduto tutto il nobile che Io ho dato come bene fruttifero, ha incarnato in se stessa l’animico, spirituale, ed è diventata puro corpo, oppure, detto con altre parole, ha commesso su se stessa un assassinio spirituale!

23.       Se poi tutti i mezzi per tirar fuori un’anima simile dalla sua incarnazione sono diventati impossibili, allora Io sono costretto a scomporre quest’involucro nel quale una tale anima si è seppellita.

24.       Quale rivestimento avrà essa poi nell’altro mondo, e quale aspetto avrà, potete facilmente immaginarlo! Certamente non una veste di luce, perché già su questa Terra non è stata un’amica di questa, bensì dell’opposto, del materiale, un’amica delle tenebre! –

25.       Qui hai le tre parole istruttive e ammonitrici per voi e per coloro che un giorno le leggeranno.

26.       Possano tutti riflettere bene su quello che fanno e su quali vie essi camminano! Le Mie leggi del mondo materiale e spirituale sono immutabili, e al peso materiale corrisponde il peso spirituale, ed è così come il Mio Paolo disse: “Come l’albero cade, così rimane a terra!”. Guardatevi, affinché non cadiate come legno inutile, mezzo putrefatto, ma come rami e ramoscelli verdeggianti per una vita migliore e più bella!

27.       Il tronco seccato dell’albero, quando cade, rimane a terra immobile e senza vita, non ha un germoglio, né un elemento vitale in sé che possa stimolarlo ad una vita futura, esso si decompone e marcisce, passa in altra forma ed elementi che, in brevissimo tempo, non conservano più nessuna traccia della sua forma precedente come parti integranti di un albero.

28.       Non così con i verdi rami e ramoscelli. Se questi cadono sul terreno umido, dove si trovano ancora per lo meno elementi nutritivi, allora metteranno facilmente radici nella fertile terra, cominceranno a sollevarsi, si sentiranno di casa nella loro nuova esistenza, produrranno foglie, fiori e frutti e, secondo il terreno – così saranno anche i prodotti.

29.       Il nobile del ramo, unito con gli elementi nobili della terra, trasformerà i ramoscelli caduti in una specie più bella e più nobile e li guiderà su un gradino più vicino alla loro destinazione.

30.       Così anche voi, Miei cari figli, sforzatevi di diventare ben sani spiritualmente, eliminate ogni ruggine di malattia spirituale, e quando alla fine anche voi avrete bisogno di un rivestimento migliore di quanto non lo sia stato il vostro corpo materiale fino a quel momento, allora potrete cadere come ramoscelli freschi di vita sul Mio vitale suolo spirituale, dove l’Amore è il concime, e l’umiltà e l’amore per il prossimo, la terra, là stendete le vostre braccia come radici nel terreno e verso il concime. Lasciatevi innestare, affinché il chicco di grano qui seminato, diventi là un ramo nobile, e per mezzo della nuova terra il risultato sarà che verranno frutti ancora superiori e più spirituali. Così poi, sempre di continuo, mediante le vostre azioni e il vostro amore per Me – nobiliterete sempre più i vostri frutti, frutti sempre più nobili e superiori, fornendo prodotti spirituali, vi avvicinerete sempre di più a Colui che vi ha già tanto spesso nutrito con frutti spirituali dell’altro mondo e vi ha dato la bevanda dell’eterna acqua della vita per le vostre anime assetate.

31.       Ricordatevi bene che, sotto qualsiasi forma, Io vi ho propinato anche cibo spirituale, la Mia sola premura è sempre che voi siate allevati come anime sane, non con malattia carica di morte, ma destinate alla vita eterna.

32.       Questo con la Mia benedizione paterna, figli Miei (per il giorno odierno) – del vostro Padre buono! Amen!

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Cap. 4

Corpo, spirito ed anima

18 luglio 1870

1.           Queste tre parole sono già state discusse spesso nelle Mie comunicazioni, e voi avete già un concetto di ciò che sono ‘corpo’, ‘spirito’ e ‘anima’ in generale, e in special modo cosa significano in senso spirituale.

2.          Ma poiché in tutte le parole provenienti da Me, sta l’infinito e sempre del nuovo, potremmo da loro trarre ancora dello spirituale; così vogliamo provare se, anche da queste parole, possiamo ricavare ancora un altro significato che forse potrebbe essere importante altrettanto quanto il precedente, oppure ben ancora più alto e più maestoso!

3.          Poiché i Miei insegnamenti procedono gradualmente, e la definizione di corpo, oppure di materia, oppure di spiriti legati nella stessa, oppure – le Mie idee e i Miei pensieri fissati nella materia – corrispondono alla vostra facoltà di comprensione, allora Io voglio, adesso che siete più maturi e avete già dato un profondo sguardo nei segreti della Mia Creazione, illuminarvi proprio questa parola ‘corpo’ da un altro lato, e quindi svelarvi un nuovo campo per l’ammaestramento della vostra anima e per la conservazione del vostro spirito, affinché in questo possiate scorgere che, quantunque Io riporti parole già usate e spiegate prima, posso ugualmente trovar sempre, oltre alle spiegazioni date in precedenza, ancora altri lati a queste, così che possiate scoprire nell’argomento nuove meraviglie e nuove dimostrazioni del Mio Amore e della Mia Sapienza. Sì, se volessi provarlo, allora mostrerei, voltando questa parola ancora mille volte, sempre nuovi lati al vostro sguardo sorpreso. Dunque, veniamo al fatto:

4.          Come vi ho spiegato nelle precedenti comunicazioni, lì ‘corpo’ era sempre l’equivalente di ‘materia’ e ho dimostrato che nella materia non vi è veramente nulla di materiale, ma solo un legame spirituale; oppure vi ho detto che la materia sono i Miei pensieri e le Mie idee fissate che rimangono racchiusi e incorporati nella materia o corpo finché Io non li ritiro!

5.          Queste spiegazioni sono tutte giuste, per primo perché significano il vero, e per secondo perché ve le ho date Io.

6.          Ma se vogliamo comprendere questo concetto di ‘materia’ o ‘corpo’ da un altro lato, allora dapprima Io domando: cosa significa veramente la parola ‘corpo’?

7.          Vedete, partendo dalla base per poi salire gradualmente in su, lungo la grande scala delle Mie Creazioni e della Mia stessa Essenza, dobbiamo dapprima stabilire il concetto di una parola e non fermarci così distrattamente all’espressione della parola ‘corpo’, senza indicare più da vicino la sua essenza. Ebbene dunque, cominciamo così come gli scolari, quando imparano a leggere con l’abc.

8.          ‘Corpo’, questa parola indica veramente una cosa separata (a parte) on dimensioni (estensioni) in larghezza, lunghezza e profondità, che è una cosa finita e distaccata, esistente per se stessa nel mezzo della sconfinata infinità!

9.          Il corpo è perciò un qualcosa che occupa uno spazio, ha un rivestimento che separa appunto il suo essere individuale dall’intero Essere universale generale.

10.       Un corpo però può, proprio per questo, attraversare tutti i gradi d’intensità e peso, può sottilizzarsi all’infinito, per voi non più ponderabile, come anche trovarsi raddensato fino alla più dura specie di pietra come granito o meglio detto ‘elemento della solidità terrestre’.

11.       Esso rimane sempre un corpo, un qualcosa esistente di per sé, che può assumere diverse dimensioni, e precisamente in stato vaporoso immensamente grande, però in condensazioni estremamente piccole, che poi attraverso l’impulso dell’attrazione e assimilazione dell’affine, possono formare pietre, terre, mondi, sistemi solari, ecc.

12.       Corpo è perciò, come parola, l’espressione di un qualcosa di corporeo esistente di per sé, di divenuto, di estratto e separato dall’Essenza universale, stando lì per sé del tutto indipendentemente.

13.       Il corpo si può scomporre all’infinito fin dove i vostri occhi e strumenti ve ne consentono l’estrema percezione, tuttavia esso esisterà ancor sempre, e come grandezza avrà le sue dimensioni da tutti i tre lati, sebbene per voi non più comprensibile, tanto poco come i limiti; allora cessa la sua divisibilità, e ha il suo inizio lo spirituale in esso legato.

14.       Senza corpo non esisterebbe nessuna Creazione visibile!

15.       Esistono corpi o materie che sono sì trasparenti e imponderabili, come la luce e l’elettricità, soltanto che sono tali solo per i vostri occhi, ma non per gli occhi dello spirito.

16.       Per i vostri occhi è invisibile tutto ciò che lascia passare il raggio di luce e non lo respinge dalla sua superficie; riflettete però – voi non vedete gli oggetti e nemmeno quello che cade su di loro, bensì li vedete solo attraverso il raggio di luce da loro rimbalzante.

17.       Un raggio di luce che fugge nell’infinito, voi non lo vedete.

18.       Se dunque qualcosa ha corpo, ma è molto piccolo nella densità, questo non è esistente per il vostro occhio, e se non ci fosse l’arte dello scindibile[10] che vi mostra parecchi ‘elementi’ dove credevate di aver a che fare con uno solo, come ad esempio l’aria nella quale vivete e che inspirate, la decomponete chimicamente nei vostri polmoni estraendo la sostanza vitale in essa contenuta e poi espirate di nuovo, eliminando il consumato o carbonizzato.

19.       Tutti questi elementi sarebbero per i vostri occhi non esistenti, mentre essi sono tangibili per il vostro corpo, poiché, quando ‘il sale dell’aria’ oppure, come voi dite, ‘l’ossigeno’ manca, ed è presente solo il ‘carbonio’, la vita per voi cessa, e ogni essere vivente si abbandonerebbe alla morte se dovesse inspirare solo quest’ultimo. Tale e quale è anche col terzo elemento principale dell’aria, l’azoto!

20.       Nell’atmosfera però vi sono ancora una quantità di altre sostanze, le quali tutte hanno un corpo, tuttavia per i vostri sensi sono imponderabili.

21.       Ciò che nell’aria è già denso, si trova raffinato nell’etere; e quanto più l’aria si avvicina alla Terra circondandola, tanto più essa contiene parti grossolane e dense. L’aria si condensa nell’acqua in liquido e diventa perfino solida come ghiaccio, mentre così condensata, senza calore, è diventato un solido, compatto corpo.

22.       Dall’acqua partono poi i gradini della condensazione fino ai più densi e pesanti metalli e pietre del contenuto terrestre.

23.       Queste sostanze così tirate fuori e separate dall’Essenza universale che sono indicate col nome di ‘corpo’, rappresentano l’intera Creazione dei Miei pensieri fissati in ordinata sequenza di gradi. Qui Io, cominciando dal primo atomo imponderabile, e tuttavia corporeo, ho costruito l’intera successione di cose, l’una più perfetta dell’altra, fino a Me stesso, attraverso tutti i sistemi solari e i globi cosmici, fino ai Miei più alti Cieli, nei quali anche i più tenui rivestimenti dei Miei pensieri creativi hanno certo ancora qualcosa di corporeo, che tuttavia – misurato con i vostri sensi – sarebbe un qualcosa di supremamente spirituale!

24.       L’esistenza di quest’intero mondo corporeo è assicurata semplicemente per mezzo di ciò che, come gli spiriti affini volentieri si associano, così anche tutte le sostanze elementari o corpi di natura affine non possono resistere a un grande impulso della forza di attrazione e, conforme al Mio pensiero creativo in loro dimorante, si dispongono in certe quantità, stabiliscono talvolta determinate forme da Me pensate, oppure si mostrano all’occhio corporeo in figure irregolari.

25.       Tutto questo mondo corporeo, sebbene l’una separata dalle altre, tuttavia legate attraverso il medesimo vincolo dell’Amore, è il portatore visibile e invisibile dei Miei pensieri, oppure, la scintilla del Mio Spirito posta in essi , è più o meno legata.

26.       Ciò che spinge questi corpi ad attrarsi oppure a respingersi secondo determinate leggi, per assumere questa o quella forma, è l’impulso che hanno ricevuto da Me dimorante in essi, ed è veramente lo spirito legato nella materia, poiché ‘spirito’ (qui spiriti della natura) o ‘forze della natura’, come le chiamate voi, sono le stesse cose.

27.       Lo spirito è il necessario impulso operante in ogni corpo, per conservare a lungo la forma che esso si è modellata secondo la sua intelligenza, come l’esistenza dell’involucro del corpo corrisponde allo spirito ivi contenuto.

28.       Lo spirito, elevato sopra ogni fugacità come vostra forza naturale, è quello che, rinchiuso, rende il corpo ciò che esso veramente è.

29.       Se il corpo subisce una trasformazione, allora lo spirito naturale che in esso dimora, fuoriesce e si divide in particelle spirituali, oppure si unisce con altri spiriti (naturali) uguali, per formare uno spirito più elevato sul gradino della Mia scala della Creazione, rivestendosi poi con un altro corpo in base alla sua intelligenza.

30.       La materia, oppure il corpo, precedentemente tenuto insieme, passa poi in parte nella trasformazione su un gradino verso l’alto, e in parte su un gradino verso il basso.

31.       Lo spirituale nel corpo spinge il medesimo alla trasformazione, e lo spirito, seguendo il proprio impulso, realizza di nuovo un altro pensiero creativo, riportando così la materia (l’animico) alla sostanza purificata, da dove essa era provenuta, oppure mediante l’unione con altri corpi più elevati avvicina gli stessi nel Mio grande universo del perfezionamento come soggiorno di spiriti intelligenti.

32.       Cos’e veramente lo spirito?

33.       Con questa parola s’intende, dopo quanto detto sopra, veramente un qualcosa d’incorporeo.

34.       Anche in certe liquidità si sviluppa, nel loro più elevato perfezionamento e dissolvimento, un fluido etereo, sia per via naturale sia per via chimica, fluido che non è più tangibile con i rozzi sensi, bensì talvolta solo mediante i nervi olfattivi.

35.       Questa specie di ‘spirito’ però, non è ancora quello che Io intendo spiegarvi, poiché questo è ancor sempre un corpo, quantunque di specie fine.

36.       Ciò che Io intendo con ‘spirito’, è un’emanazione proveniente da Me, una propaggine della Mia potenza divina, la quale, anche se limita il suo potere nella sua sfera d’azione, tuttavia è qualcosa di indistruttibile, mai annientabile.

37.       Questi sono gli ‘spiriti naturali’ che tengono unita l’intera Creazione, che le assicurano la vera esistenza e l’eterna durata, perché essi, quali emanazioni provenienti da Me, devono essere immortali, come lo sono Io stesso.

38.       Spiriti, o corpi legati nella materia, sono gli strati più bassi della Creazione, sono i suoi pilastri fondamentali; senza di loro non esisterebbe nessun corpo, senza di loro la luce del Sole si perderebbe nell’infinità, poiché è solo per mezzo di ciò che essi mantengono i corpi nel loro stato, e questi oppongono così alla luce una superficie compatta, e più precisamente, in ogni possibile forma essi operano attraverso la luce – in parte raccolta e in parte riflessa – le migliaia e migliaia di bellezze della cosiddetta natura muta, verso la grandezza spirituale piena di vita.

39.       Il corpo esiste per lo spirito in esso dimorante, lo spirito si manifesta poi come scintilla del Mio Io nei gradi più elevati dell’organismo vivente, come una potenza superiore più o meno conscia di se stessa, come ‘anima’.

40.       Esso (lo spirito) vivifica il corpo e gli dà il grande principio della vita, iniziato dal più basso spirito rinchiuso che, con le facoltà di elevarsi gradualmente più in alto e in corpi più elevati formati mediante un’anima vivente, per essere sempre più consapevole della sua essenza, e poter comunicare la gioia dell’esistenza anche ad altri esseri.

41.       Così il terzo gradino della scala della Mia Creazione è la successione degli esseri animati, dove lo spirito già più libero si è edificato un’altra dimora intelligente nella materia come corpo, in virtù della quale si può esprimere di più e con la sua dimora materiale procedere anche più a piacimento.

42.       Questa vita animica comincia negli animali più bassi, i quali oltre al corpo ingegnosamente organizzato, secondo la loro individualità, hanno ancora questo per sé, che la maggior parte possiede anche la libertà di movimento.

43.       Il corpo si presenta qui, già come servitore, e non come un signore nel regno minerale.

44.       L’anima usa il corpo per la sua conservazione e per i suoi bisogni della vita, guidata veramente ancor sempre attraverso lo spirito come ‘istinto’ oppure danda[11] della natura, con la quale lo spirito stimola ora l’anima a questo, oppure a quello.

45.       Un movimento libero ha per conseguenza sempre un grado più elevato d’intelligenza, poiché se Io permetto a un’anima di muovere il suo corpo liberamente, allora le devo dare anche l’impulso su come e quando e per quale scopo essa deve muovere lo stesso.

46.       In questa serie di gradini la sostanza corporea si va movendo ora liberamente verso l’alto, sempre lottando verso quei gradini dove lo spirito offre il massimo di ciò che il Creatore poteva dare alla macchina o al corpo in fatto di ogni possibile intelligenza spirituale, e alla fine l’anima, conscia della sua posizione nella Creazione, riconosce la sua origine, che la piccola, spirituale scintilla divina, racchiusa nell’ultimo atomo, ha elevato se stessa a una potenza cosciente, e ora, rivolgendo lo sguardo verso l’alto, comincia a comprendere la sua origine e la sua discendenza dall’Altissimo.

47.       Questa chiave di volta di tutti i mondi corporei, spirituali e animici, è l’uomo, che Io ho creato a Mia immagine e ho posto come compendio tra due mondi, il materiale e lo spirituale, con l’impulso di spiritualizzare il mondo fisico per mezzo della sua anima, di aprire al suo spirito dotato di tutte le capacità divine la porta per l’Altissimo, affinché – mediante il suo influsso – l’anima diventi uno spirito, e il corpo, invece di essere come finora il suo involucro materiale, un giorno diventi il suo corpo spirituale, che poi nello spirituale presenta di nuovo tutto ciò che il corpo possedeva nel corporale, e così, spiritualizzato, diventi un veicolo corporeo di finissima sostanza – la sua più splendida veste per il nobilissimo spirito dell’uomo!

48.       Qui, Miei cari figli, avete la grande serie di gradini della Mia Creazione, dai primi atomi in formazione e le più piccole monadi, fino alla Mia ultima opera, fino all’uomo, da dove poi, nella formazione spirituale, la stessa cosa comincia di nuovo, fino ai Miei ultimi Cieli, dove gli spiriti più puri con i sottilissimi corpi di luce prendono – per la massima purificazione – la vostra possibile sostanza corporea dallo spazio della Creazione, come rivestimento delle loro anime divine, e possono usare lo stesso (rivestimento), come voi potete usare il vostro corpo che è composto di sostanze grossolane.

49.       È una lunga, ma certo non impossibile via fin lì.

50.       Applicatevi, figli Miei, a divenire ciò per cui Io vi ho destinati su questa sequenza di gradini, questo significa di slanciarvi al punto estremo del corporeo-materiale e per il primo inizio del mondo dello spirito, dove la porta della luce e della conoscenza si aprirà da se stessa, e dove scorgerete dinanzi a voi lo spirituale incommensurabile, e dietro di voi il corporeo mai terminante o ‘mondo dei sensi’, e in mezzo a tutto questo – Colui che ha creato tutto e trova gioia solo quando le Sue creature che Lo chiamano ‘Signore’ e ‘Dio’, avranno ora imparato a chiamarLoPadre’.

51.       Quando un giorno potrete contemplare tutto questo con uno sguardo, allora anche Lui non sarà più lontano da voi, Lui che, anche se avete sofferto, sopportato e lottato, vi dimostrerà che senza tutte queste tribolazioni terrene non sareste là, dove poi godrete veramente, questo significa il sublime concetto di mondo corporeo, spirituale e animico, un Amore paterno, come può farvelo sentire solo Colui che qui vuole darvi con queste tre parole, di nuovo una piccola dimostrazione di quanto Egli desideri che voi – seguendo i Suoi insegnamenti e lasciando andare tutto il corporeo-mondano, – aspiriate soltanto ai Suoi godimenti celesti! Amen!

(Indice)

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Cap. 5

Fanciullo, ragazzo, uomo, vegliardo

oppure

Inverno, primavera, estate e autunno

oppure

Le quattro epoche della Creazione di mondi e terre

infine

Vita dello spirito, dell’anima, dell’angelo e di Dio

28 luglio 1870

1.           Qui hai quattro parole provenienti dalla vita umana come anche provenienti dalla vita della Terra e dalla Creazione. Tutte queste sono suddivise tra loro in periodi. Le prime significano le quattro fasi (gradi del divenire) di un uomo, oppure i suoi periodi di vita, con riferimento al suo sviluppo corporeo e spirituale.

2.          Ciò che ora sarà qui detto dell’uomo, vale, alla sua maniera, anche per i popoli, i quali devono passare questi quattro periodi nella loro educazione spirituale, così come i grandi periodi nell’educazione di tutta l’umanità.

3.          Per iniziare qui conformi alle regole con questi molti significati e spiegazioni, e anche per terminare razionalmente con l’uno, poi rivolgersi all’altro per spiegarlo, mostrando col primo la sua relazione spirituale, passando successivamente al terzo, secondo la medesima sequenza, introducendovi poi nel Mio laboratorio, e alla fine illuminando ancora altre quattro grandi parole spirituali nel loro altissimo significato, possiate scorgere il tutto in armoniosa prospettiva, – allora vogliamo suddividere queste grandi parole che ti qui do in più sezioni, e quindi con il primo, vale a dire con la spiegazione delle prime quattro parole, far precedere il lato naturale. E così attendete, Miei cari figli, ciò che di bello il Padre di nuovo svilupperà qui per voi!

 

 

I ) Fanciullo, ragazzo, uomo e vegliardo

 

1.           Qui avete dinanzi a voi i gradi del cammino di un uomo, verso l’alto e verso il basso, durante il suo percorso di vita su questa Terra. Corporalmente va verso l’alto e verso il basso su questa scala, spiritualmente dovrebbe andare solo verso l’alto.

2.          Il ragazzo o il fanciullo, nato indifeso, rinchiude la sua anima in una vita di sogno, egli non sa, e non riconosce nulla, deve prima imparare tutto, perfino i suoi pensieri, che con lo sviluppo del suo io si moltiplicano, deve esprimerli in un linguaggio che, inizialmente, è incompleto, poi man mano che il corpo e la facoltà di comprensione progrediscono, esso diventa sempre più chiaro e caratteristico.

3.          Lo spirito, quale scintilla proveniente da Me, rimane tranquillo, racchiuso nel più interiore del cuore; esso stimola solo qua e là l’anima a perfezionare il proprio corpo secondo la legge, per poterlo usare come strumento idoneo, e portare per un’altra vita nell’Aldilà il corpo animico perfezionatosi regolarmente dal corpo terreno trasformato, quando questo non servirà più all’anima come involucro, ed essa ne avrà bisogno di un altro.

4.          Nel ragazzo o fanciullo, tutte le passioni dormono ancora, tutt’al più sono il capriccio e l’ira che si rivelano; queste sono le prime piante parassite che gettano i tralci intorno al giovane tronco della vita, vi si aggrappano e, se non arriva un aiuto al tempo giusto, privano l’intero albero delle sue forze, trasformando i suoi umori e forze in queste due malerbe. Crescendo poi, queste caratteristiche guastano l’uomo completamente, dovendo egli, come schiavo di queste passioni, rinunciare quasi del tutto ad ogni progresso spirituale, e procurano molti dispiaceri a lui e anche agli altri che vengono con lui in contatto.

5.          Capriccio e ira sono alcune delle caratteristiche più potenti della natura satanica; Satana, infatti, a causa della prima, non vuole prendere la via che conduce a Me, e a causa della seconda non può concedere accesso nel suo cuore alla pur minima traccia d’amore che lo renderebbe, anziché furente, più mite.

6.          Così accade al fanciullo, giacché spesso degli sciocchi genitori invece di lottare contro queste caratteristiche con tutte le loro forze, ancora le sostengono, credendo che, se non si concede al fanciullo ciò che vuole, lo si danneggi nella salute, oppure sono subito pronti con la sconsiderata scappatoia: “Il fanciullo non comprende ciò che vuole; quando sarà più grande, sarà già diversamente!”.

7.          Stolti genitori! Sì, sarà diversamente; ciò che, come fanciullo, esprimeva con lacrime e suoni inarticolati, si trasformerà più tardi contro di voi in durezza e parole offensive, poi con la sua crescita e con il vostro indebolimento, forse degenererà in azioni manesche, dove riceverete in pagamento la vostra bella semina così come l’avete meritata.

8.          Il fanciullo, che si sviluppa a poco a poco come una pianta e vuole stendere sempre di più le sue braccia fuori del seno materno nel vasto mondo, per afferrare proprio ciò che sta più lontano da lui, cresce con la conoscenza, e con la conoscenza crescono le passioni, e con le passioni cresce la voglia di soddisfarle.

9.          Arrivato così ad un’età in cui questi impulsi d’energia spirituale, animica e fisica, ancora come mischiati l’un con l’altro, devono essere purificati, si avvicina la necessità dell’insegnamento e della scuola, il fanciullo dovrà ricevere un concetto su cosa è bene e cosa è male, cosa è permesso e cosa è proibito, cosa è virtù e cosa è peccato.

10.       Qui, in questo stadio di purificazione di tutte le voglie e desideri giovanili, i genitori e gli insegnanti devono mobilitare tutto per arginare in un severo letto delimitato, il torrente della baldanza giovanile quasi straripante di tutti i desideri, passioni e brame, e porre a lui ostacoli, ‘affinché non esca dai suoi argini stabiliti’.

11.       Qui l’anima comincia ad imparare la prima assai seria parola dell’uomo spirituale, essa è il trattenimento delle sue passioni, la forza di opporre ai suoi desideri un limite, e ai suoi impulsi e suggestioni un giusto sì, oppure un no!

12.       Con la scuola e con l’esempio dei genitori, quali prime guide, si entra in un campo successivo, la navicella della vita del fanciullo già più risvegliato nello spirito e nell’anima, scorre tra gioco e studio, istruzioni e punizioni nell’adolescenza; venendo in contatto tanto con altri a lui pari, quanto con altri più elevati o più anziani, la giovane anima è spinta a far domande su cose che, per la verità, ha ben accettato da bambino senza volontà, ma senza la convinzione nel suo interiore per la spiritualizzazione del suo stesso io.

13.       Con l’ingresso in una sfera di vita più elevata, che in realtà è ancora piena di punti di vista ingannevoli, cominciano le domande: “Ma perché questo? Perché quello?”.

14.       Conformemente alle spiegazioni, nell’interiore si costruisce l’uomo spirituale, nel giovane si muovono alla fine anche gl’impulsi sessuali, si sente attratto dal sesso femminile, il che nei suoi anni scolastici gli era indifferente, spesso perfino ripugnante.

15.       Quest’impulso, così pericoloso per la natura scatenata, è certo uno dei più salutari, poiché esso frena spesso le passioni più grossolane di un fanciullo viziato, e ciò che non era possibile alla madre, al padre e all’insegnante, lo frena ora uno sguardo da un occhio pieno d’amore e felicità d’animo di una fanciulla, la quale non è conscia che, in questa magnetizzazione spirituale, si compie qualcosa che è compreso solo nei Cieli, e là troverà un giorno la sua giusta spiegazione, mentre qui, su questa Terra, si lascia dietro solo una lieve reminiscenza, purtroppo non permanente.

16.       Con l’ingresso di questo punto di svolta nella vita del giovane, è fatto il primo passo verso l’età adulta; l’amore, che il giovane inghirlanda con rose che gli fa vedere un cielo aperto ma che non può ancora comprendere né afferrare, questo amore, dapprima rivolto solo all’oggetto della sua inclinazione, lo guida poi alla consapevolezza dell’uomo e dei suoi serissimi doveri.

17.       Così il giovane impetuoso transita nell’uomo avveduto, dove le condizioni di vita diventano più serie, ed egli, non vivendo più da solo, bensì cercando una compagna per la vita, dall’esistenza di singolo entra in quella della famiglia, nella quale deve combattere di più le sue passioni in una più seria concezione della sua stessa vita, e dove, per mantenere se stesso e i suoi familiari, gli si impongono dei doveri di cui da fanciullo non aveva nessun presentimento, da giovane nessun concetto, e dei quali solo come uomo può comprenderne adesso tutta la portata.

18.       Come un gioviale, fresco torrente, il fanciullo saltava  su tronchi e sassi; arrivato in pianura, avendo in sé ancora della sua velocità dovuta alla caduta tra i monti, scroscia via allegro come torrente della vita tra rive infiorate, ma sempre più perdendo la sua velocità e, diffondendosi sempre più nella pianura, scorre verso l’età adulta.

19.       Come uomo, con i suoi nuovi bisogni della vita, nuove preoccupazioni e nuovi doveri verso la sua famiglia, entra già in uno stadio dove l’uomo spirituale-animico in lui, formato sempre di più secondo una determinata legge, ha iniziato la tendenza o verso il bene, vale a dire la via che porta a Me, oppure l’opposta, ossia la via che porta lontano da Me.

20.       Così il suo torrente di vita prosegue, cercando, dubitando, costruendosi un proprio io da quanto incontrato, diventando sempre più quieto, uscendo glorioso da tutte le lotte e i dubbi, alla fine, da fiume tranquillo, va incontro lentamente alla vecchiaia, dove il movimento quasi cessa, e – veramente, come il criceto dovrà vivere da sé del capitale raccolto durante la stagione estiva della vita, perché difficilmente sopraggiungerà del nuovo, e tutto ciò che riguarda il corso della vita umana è fatto fino alla fine con le sue illusioni e le sue gioie – ora finalmente deve mettere nel granaio il raccolto delle opere compiute.

21.       Così il vegliardo si trova al margine di una vita corporea visibile, dietro di sé un passato che mai più ritornerà, dinanzi a sé un futuro poco chiaro, tra due mondi, uno visibile e l’altro invisibile, aspettando il momento in cui il suo tempo di vita andrà a finire, e il pendolo del suo corpo, il cuore, così spesso agitato, si fermerà!

22.       Ben per il vegliardo che alla fine, dopo violente lotte e molteplici disagi, si è per lo meno salvato tanto che la veste della sua anima, anche se non uguale, si è tuttavia avvicinata al prototipo della Mia immagine; ben per lui se, anche se tardi, ha ugualmente riconosciuto la sua missione su questa Terra, il suo Dio e Signore e l’altro mondo; egli aspetterà tranquillo il momento della separazione in cui saranno scambiati gli abiti, e lascerà il mondo senza timore e senza rimorsi, perché, anche se tardi, ha trovato il Padre suo, il suo Creatore che gli metterà lassù, conformemente al suo cuore rimasto sempre fresco, di certo anche una fresca veste giovanile, affinché là, quale giovane eternamente bello, e diventando sempre più spirituale, si possa avvicinare sempre di più a Me, sul gradino del perfezionamento, per diventare del tutto degno del nome – ‘figlio di Dio!’.

23.       Qui avete la via del fanciullo, del giovane, dell’uomo e del vegliardo, rappresentatovi in pochi abbozzi.

24.       Adesso vogliamo vedere come queste epoche di vita concordano con le corrispondenti stagioni del vostro globo terrestre, e fino a che punto, inverno, primavera, estate e autunno, esprimono in modo simile lo stesso spirito con il fanciullo, giovane, uomo e vegliardo; questo è ciò che dovrete apprendere nel seguente capitolo in un senso ancora più alto! Dunque:

 

(Indice)

 

II ) Inverno, primavera, estate e autunno

28 luglio 1870

 

1.           Qualcuno qui domanderà: come può l’inverno, dove la natura è da paragonare piuttosto con la morte, come può l’inverno, dove invece del calore, quale fonte di ogni vita, domina il freddo, sinonimo di morte, – come può l’inverno essere paragonato con la vivace natura di un fanciullo, dove tutto manifesta vita e tutto abbonda di vita?

2.          Eppure, miei cari dubbiosi, non esiste esempio più bello che paragonare la vita del fanciullo all’inverno e alla sua vita, e come proprio questo, legato da un vincolo spirituale, mostri la stessa cosa nella sua essenza.

3.          Aspetta solo un po’, amico Mio, ed Io ti presenterò l’inverno, creduto così morto, tanto vivente e tanto caldo, com’è la vita del fanciullo; solamente, non vogliamo esaminare la cosa dal punto di vista della solita esposizione dei vostri poeti e letterati, bensì dal punto di vista dal quale Io lo ritengo buono di considerare la faccenda alla Mia maniera. Ebbene, ascolta dunque:

4.          Vedi, amico Mio, se tu confronti l’intera vita vegetativa dell’infanzia e la sua vita animica, allora, come ho detto all’inizio, è una vita da sogno, una vita in cui tutto il bene e il male, tutto il giusto e l’ingiusto, dormono ancora il profondo sonno dell’incoscienza, sotto il manto dell’innocenza; poiché innocenza è solo quello stato in cui non si è coscienti di nessuna colpa, ma anche non si conosce niente, poiché con il riconoscimento dell’innocenza, la medesima ha cessato di essere.

5.          Come questa vita da sogno del fanciullo in cui, come in un embrione, tutte le passioni e tutti gli altri impulsi nascosti dormono tranquilli uno accanto all’altro, e aspettano solo la condizione migliore del corpo che li racchiude per potersi poi fortificare e sviluppare, egualmente – vedi, Mio caro amico, quale opportuno paragone e quanto spiritualmente sia vicino! – egualmente giace sotto il manto di neve (bianco è appunto il colore dell’innocenza) tutta l’esistenza futura di una parte del globo terrestre sepolta nel sonno, aspettando solo finché un potere superiore, il calore del Sole, sollevi questo manto dell’innocenza, lo annienti, e lasci libero corso a migliaia e migliaia di forme di vita, affinché ognuna possa, secondo la sua destinazione, agire e conseguire lo scopo della propria esistenza.

6.          Come nel fanciullo si manifestano buone e cattive caratteristiche con la formazione del corpo, così si manifestano nella vita terrena, con la natura risvegliante, altrettanto l’influsso pacifico e le influenze ostili; all’inizio, come le passioni nel fanciullo, dimorano tranquillamente insieme sotto il manto gelido della neve, poi si separano lottando e combattendo, e così, in continua lotta, vanno incontro alla primavera oppure a un tempo di sviluppo migliore, dove tutto il vivente su questa Terra si rinvigorisce già di più, resistendo anche alla lotta degli elementi e altri influssi, e può sopportare la stessa vittoriosamente.

7.          In primavera tutto spinge inconsapevolmente incontro alla propria destinazione; la pianticella diventa albero, prepara tutto per adempiere, un giorno come albero il suo scopo, e gli animali costruiscono dimore per la loro nidiata, di cui non sanno ancora la provenienza. – Tutto lavora e tesse; distruggere e riedificare, cambiar forma e rinascere sono compiti del globo terrestre; è il suo tempo giovanile che spesso produce deformità e formazioni anomale che non hanno posto nel circuito dell’ordinario, e più tardi saranno di nuovo eliminate, come nel giovane le sue sciocchezze e gli sventati errori.

8.          Così la natura s’inghirlanda nella primavera risvegliata con i fiori più belli, come il giovane con le guance rosse, e va incontro lentamente all’età adulta, il periodo della maturazione dei frutti che devono risultare dai germogli e dallo spingere della primavera, perfettamente nell’intenzione del Creatore.

9.          L’estate, o l’età virile, è già molto calda, all’uomo scorre il sudore dalla fronte per il guadagno del suo pane quotidiano; all’albero che porta frutto manca spesso l’acqua o l’umidità, per nutrire i suoi pargoletti che sono le foglie e i frutti, e per portare questi ultimi a maturazione.

10.       Proprio così sta qui l’uomo, spesso disperato lascia cadere le braccia stanche, come l’albero le sue foglie; una bufera, una grandine, gli strappa i suoi figli, i frutti prodotti solo con fatica.

11.       All’uomo le malattie rubano i suoi rampolli, la sua compagna; e dove entrambi, uomo e albero, non si aspettano più nessun conforto e aiuto, là spesso una tempesta ammassa nuvole di benedizione e pioggia; quest’ultima si riversa in torrenti sui campi e prati assetati, feconda e umetta la natura morente, purifica l’aria e, guarda, l’eterna forza della natura, mai perduta, ridesta di nuovo tutti gli esseri; la tempesta è superata, parecchie cose sono perdute, ma in compenso con mille altre sostituite.

12.       Nell’uomo, quando, piegato dalla disgrazia, non sa trovare più aiuto, quando il tutto, forse anche l’edificio della religione, edificato dalla giovinezza, è crollato con la tempesta del destino, allora una chiara scintilla si accende in Oriente; all’inizio è una piccola stella, ma essa sale sempre più in alto, s’ingrandisce, diventa sole, Sole di Grazia con la Mia immagine nel mezzo e, circondato col Mio insegnamento come un fascio luminoso, illumina l’animo lacerato dell’uomo, versa nel suo cuore, dolcemente, conforto e luce, e fa sentire, a chi è profondamente provato, forse per la prima volta l’assaggio spirituale di un Cielo, il presentimento di un Amore divino!

13.       L’uomo si rialza, comprende la Grazia del Padre suo e benedice i rovesci del destino che l’hanno colpito, e alla fine riconosce che essi non avevano nessun altro scopo che condurlo nelle braccia di Colui che le aveva già aperte da lungo tempo per accoglierlo, e che non aveva nessun altro modo per attuarlo, se non con un’apparente presunta sfortuna.

14.       Così l’uomo diventa poi maturo per la vecchiaia, come l’albero matura i suoi frutti per la stagione autunnale. Alla fine arriva l’autunno, la forza della natura che, durante l’inverno dormiva tranquilla sotto la coltre di neve e in primavera risvegliò tutto a nuova vita che fu attiva in estate per portare tutto alla sua destinazione, si è calata verso l’autunno, è divenuta stanca, ha compiuto il suo scopo e va nuovamente a dormire.

15.       Le foglie cadono, l’albero, che di solito stava in pienezza rigogliosa, perde la sua forma esteriore, e presto, come scheletro e carcassa, mostrerà è vero le fondamenta di base che portarono tutto il prodotto, ma il bel colore, la freschezza della vita è passata, l’albero riposa per iniziare in un altro anno ciò cui è destinato, perfetto come nel passato, oppure però anche all’opposto, al dissolvimento, avvicinandosi in altri elementi.

16.       Così è altrettanto con l’uomo, un po’ alla volta va incontro alla vecchiaia; l’energia, la pronta decisione, comincia a diminuire, il colore del volto si modifica, l’incanutire dei capelli (annunciando il ritiro del ferro nel sangue, quale portatore di attività) diviene sempre più rilevante. Il mondo esterno si chiude sempre di più, e il vegliardo comincia una vita interiore, come l’albero in autunno, quando anche in lui cessa la circolazione degli umori rinnovati e prosegue un lento operare interiore, sottratto allo sguardo umano.

17.       Così l’albero attende la sua destinazione per l’anno successivo secondo la sua attività, se passarlo come legna per il fuoco o per servire ad altri scopi, oppure se, come albero, forse nobilitato, portando frutti migliori e più belli, deve procurare all’uomo nuovamente piaceri fisici e spirituali, fisici con i suoi prodotti materiali, e spirituali attraverso la sua contemplazione con riferimento al Creatore e Signore infinitamente buono.

18.       Tutti i frutti e i prodotti dell’intera natura che servono per nutrimento agli esseri viventi, passano, con i loro differenti usi, a un gradino spirituale più elevato, servendo alla conservazione di esseri più elevati, aiutando a favorire la loro parte corporea e a perfezionare la parte spirituale.

19.       Ciò che sono i frutti con i prodotti della terra, lo sono presso l’uomo le opere; esse aiutano chi si trova al limite della vita terrena a costruire il suo io spirituale, per portare anche lui a un gradino più elevato.

20.       Ciò che qui vi ho detto, riguardante il regno vegetale e animale tanto come l’uomo nei suoi quattro periodi di vita, questo ha altrettanto la sua medesima condizione presso interi popoli e nazioni.

21.       Anch’essi hanno i loro periodi infantili, giovanili, virili e senili; sono guidati da Me un po’ alla volta sulla via della conoscenza, attraverso sventure, guerre, malattie devastanti ed eventi d’ogni genere, finché anch’essi raggiungono la loro altezza spirituale e possano elevarsi, singolarmente come individui, oppure nell’insieme, come nazioni, in sfere superiori, secondo come era la loro propensione nell’osservare i Miei consigli e ammonimenti, laddove poi un popolo giungerà prima alla maturità, l’altro più tardi.

22.       Qui avete la seconda serie di parole del nostro titolo – inverno, primavera, estate e autunno; – adesso vogliamo slanciarci a un punto di vista superiore e da lì, al par di Me, osservare la Mia Creazione nella sua graduale attività, dove poter contemplare più chiaramente di nuovo il Mio Amore e la Mia Sapienza che mira solo alla felicità dei Miei esseri creati!

 

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III ) Le quattro epoche della Creazione di mondi e terre

29 luglio 1870

1.           Poiché tutto, ciò che Io faccio, accade sempre solo secondo uno e lo stesso principio di base, ed è determinato come un atto creativo, a produrre qualcosa di corrispondente allo scopo, e secondo questo principio di base sviluppare tutto il resto gradualmente e, perfezionandolo, deve ricondurre tutto nuovamente a Me, – così è anche in questo caso l’intimo rapporto tra i due capitoli in precedenza citati e questo attuale, dove vi mostrerò di nuovo ciò che prima, allo stesso modo, è stato presentato nei quattro periodi della vita umana, e poi nelle quattro stagioni o epoche di sviluppo e maturazione. Solamente, che qui è stato eseguito in dimensioni più grandi e in eoni e eoni di tempo, prima che i gradini già citati potessero affacciarsi alla vita.

2.          Ho fatto precedere gli altri capitoli, perché, standovi più vicino, erano per voi facilmente comprensibili, così da poter poi entrare più rapidamente in questo terzo punto e raccapezzarvi meglio.

3.          Come nell’infanzia avete visto svilupparsi la vita spirituale-animica per grandi cose future, e come nell’inverno sotto la coltre di neve tutto il vivente e vegetante attende la sua liberazione, così un giorno anche nello spazio infinito tutto era confuso, mischiato e in un persistente stato di quiete, finché la Mia potente Parola lo risvegliò dal suo sonno all’attività.

4.          Le Mie idee e pensieri della Creazione, partendo dal più semplice, posero di nuovo in ogni semplicissima cosa, la facoltà di generare dalla stessa, innumerevoli sue pari, esse erano quelle che diedero il primo impulso all’infinita massa eterica, dove finora tutto dimorava tranquillamente insieme, senza brame attrattive o repulsive; – e quando la Mia Volontà diede loro il primo impulso, allora cominciò il divenire, l’associarsi del simile col simile e la repulsione del diverso.

5.          I singoli elementi si separarono, spinti da forze spirituali, oppure si riunirono sotto Mie determinate leggi di ordini corrispondenti; iniziò la vita, il formarsi da sé. Ciò che prima giaceva nell’etere ancora scomposto, senza limiti di larghezza, lunghezza e profondità, cominciò a formarsi, a modellarsi. Anche qui cominciò il corrispondente processo dell’infanzia, oppure, lotta degli elementi sotto la coltre di neve, non appena il primo raggio dell’impulso spirituale risvegliò le anime infantili, oppure, non appena il primo raggio di Sole che riscalda e porta vita, ruppe il gelido guscio della neve, dentro il quale milioni di vite vincolate attendevano la loro liberazione.

6.          La grande primavera del divenire cosmico prese il suo inizio, e i mondi, i globi cosmici e i soli entrarono nell’infanzia, dove non tutto era ancora separato, dove ancora dei processi di fermentazione eliminavano le loro parti turbolenti dal Sole principale o Sole centrale, le quali poi, attraverso lo stesso processo diventarono soli più piccoli, e questi, dopo lunga frammentazione e separazione, divennero singole parti ancora più piccole per essere terre orbitanti intorno ad essi come fanciulli.

7.          I soli mondiali nella loro immensa grandezza dovevano, detto in senso figurato, attraversare tutto lo stato infantile. Non quietamente, ma con violente perturbazioni dovevano percorrere il loro processo evolutivo, attraversare rivoluzioni nel loro interiore come sulla loro superficie, il ché modificò sempre sia il loro interiore sia il loro esteriore, come nel giovane le potenti passioni della sua natura giovanile lasciano indietro tracce nel suo interiore spirituale e nell’esteriore corporeo.

8.          Così proseguì la lotta, con distruzione di cose già divenute e il loro rinnovamento in un gradino superiore, – tutto spingendo in avanti, finché alla fine fu stabilito un equilibrio tra l’interiore e l’esteriore, e i soli mondiali come quelli secondari e le loro terre passarono nella loro età virile, dove subentrò un percorso regolare del loro processo di vita, e i violenti sconvolgimenti e distruzioni un po’ alla volta dovettero far posto a un ordine regolare, e da dove, sempre portando in sé l’impulso verso il perfezionamento, tutto lo spirituale vincolato attraverso la materia, nei mondi e soli modificò un po’ alla volta le sue forme e i suoi involucri, e così attraverso molti milioni di gradini, tutto andò incontro alla sua superiore meta spirituale.

9.               In questo modo anche i mondi, soli e terre, dopo lunghi grandi spazi di tempo, entreranno nella vecchiaia, dove poi la maggior parte della forza vitale sarà consumata e trasformata in elementi spirituali, la materia modificata – uguale all’albero quando ancora c’è solo il suo scheletro senza foglie e frutti – e nell’uomo il corpo consumato non può più servire come dimora e strumento alla sua anima progredita, essendo la rigida materia solo un impedimento allo spirito raffinato.

10.       Così andrà quindi con i mondi, soli e terre; se un giorno avranno accresciuto la loro attività fino al punto che nella veste esteriore degli stessi tutto sarà consumato, e resterà solo il grande e potente impulso nell’interiore che costringerà ancora di più a procedere ulteriormente, allora anche questo complesso spirito interiore dei grandi mondi, come l’anima nell’uomo, disperderà il guscio divenuto inservibile, guscio che finora è servito come rivestimento e organo dell’attività, e da questo sarà creato più spiritualizzato e perfezionato un sistema superiore di mondi, soli e terre, dove in confronto a questo, l’attuale Creazione si comporterà in futuro come la scoria col ferro, il quale ha eliminato la prima da sé, perché questa, in relazione al ferro e al suo impiego, non è più adoperabile.

11.       Queste sono le grandi epoche della Creazione, come procedono da eternità nello spazio infinito e ciò che eseguiranno fedelmente secondo il loro scopo dopo spazi di tempo per la cui durata voi non avete nessuna cifra, e per la quale non vi è possibile pensarne alcuna, durante la quale si compirà la Mia Volontà.

12.       All’attuale Creazione materiale ne seguirà una spirituale, come ne segue una spirituale alla vita umana terrena, dove anche i prodotti e gli esseri viventi, dopo tale cambiamento, avranno un’esistenza corrispondente su un mondo edificato su gradini superiori.

13.       Adesso voglio mostrarvi un’altra scala spirituale ancora più alta della precedente, e questa scala dello spirituale e suprema, fino a Me stesso, si chiama: “Vita dello spirito, vita dell’anima, vita dell’angelo e vita di Dio”

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IV ) Vita dello spirito, vita dell’anima, vita dell’angelo e vita di Dio

29 luglio 1870

1. Con vita dello spirito Io intendo veramente la vita di tutti quegli spiriti, o forze della natura, che determinano la coesione dell’intero universo materiale, o la stabilità di tutti i metalli, pietre e terre e la loro durata.

2. Questi spiriti, che costituiscono in ogni cosa i veri portatori di tutte le forme, di tutti i prodotti come di tutti gli esseri viventi, all’infuori degli abitanti di corpi celesti a Me somiglianti, sono su differenti gradini, secondo la loro intelligenza certamente pure scintille divine messe da Me stesso in tutto l’esistente; quindi, gli stessi determinano l’esistenza delle cose e il loro perfezionamento, salendo da un gradino all’altro verso l’alto. Essi però non sono ancora personalità, bensì solo intelligenze, in quanto agiscono sulla materia nella quale essi sono legati per la sua esistenza; e ad ogni gradino esistenziale più elevato lo diventano ancora di più, quindi dapprima presentandosi come impulso, e più tardi come anime di animali, passando un po’ alla volta in un essere spirituale cosciente di se stesso.

3. Questi spiriti nel grande Regno spirituale sono ciò che nel fanciullo sono i sonnecchianti impulsi e passioni, e gli embrioni giacenti sotto la neve, tanto giacenti nei semi delle piante come anche nei germi animali, sono i primi inizi che attendono solo il primo impulso per iniziare la loro vita e la loro attività, sforzandosi poi di salire dagli strati più profondi per giungere all’adolescenza, fino a che sono guidati come anime più consapevoli, tuttavia ancor sempre al guinzaglio del generale grande spirito della natura che spira attraverso tutti i mondi e spazi, e incita tutto il Creato ad adempiere il suo scopo, e a voi è conosciuto come istinto.

4. La vita animica comincia in una già più limitata compiuta forma, e le è già data la proprietà della riproduzione mediante semi o procreazione, e più è alta nella vita animale, anche più o meno le è dato libero movimento.

5. Essa è come l’adolescenza con i suoi impulsi e per apprendere caratteristiche come preparazione per arrivare all’uomo, al punto culminante di quest’esistenza.

6. La matura pianta o albero ha germogli già più elevati, e l’anima in essi dimorante stimola già verso qualcosa di più elevato, verso la transizione al regno animale. Essa è però ancora legata saldamente alla zolla di terra. Esistono certamente anche alcune erbe e piante rampicanti cui è proprio perfino un movimento che le spinge in avanti, e questi sono perciò i più prossimi passaggi per il libero e vivace regno animale. Le anime degli animali, cominciando dai primi molluschi e animaletti infusori, fino alla scimmia – l’animale che sta più vicino alla vostra forma, ma solo alla vostra forma, non alla vostra anima – spingono tutte già verso il perfezionamento, in un certo grado, hanno anche questa caratteristica, di lasciarsi perfezionare, e anche lo raggiungono, specialmente quanto più stanno vicino all’uomo e vengono in contatto con lui.

7. Esse nobilitano la loro intelligenza sempre di più e anche dopo la loro morte vanno incontro alla loro destinazione con passi più veloci delle anime che stanno più lontane dall’uomo, come per esempio gli animali che vivono nelle profondità dei mari e dei laghi e nelle più fitte foreste e regioni selvagge, i quali, invece di provare una propensione per l’avvicinamento all’uomo, sono di questo i più grandi nemici, e invece di deliziarsi e scaldarsi nella sua vicinanza, attentano perfino alla sua vita.

8. La maggior parte delle altre anime animali sono dotate di tanta intelligenza, quanta ne è possibile per avvicinarsi a voi uomini, e se voi sapeste quanto amore, dedizione e docilità si trova spesso in tali anime, le quali si sentirebbero felici se un alto spirito umano si occupasse di loro, certamente vi stupireste che simili caratteristiche siano presenti in queste bestiole, tanto che parecchi uomini si vergognerebbero e sarebbero indotti a ritirare sommessamente la loro stolta idea di essere i dominatori di tutto il Creato.

9. Tutto questo regno animico, con i suoi milioni e milioni di differenti gradazioni, è come la fine dell’età giovanile che preme alla maturità dell’uomo, o carattere virile, e lì trova il suo punto fermo su tutte le terre nell’ultimo creato, ma già abilitati con pure facoltà spirituali e caratteristiche umane, come immagine di un eterno Dio tutto abbracciante.

10. Qui e in tutte le creazioni materiali, l’uomo termina la serie di gradini spirituali, e con la sua lotta verso l’alto e attività spirituale – dovendo spiritualizzare la sua anima, per salire sempre più in alto come essere spirituale – va incontro alla via per raggiungere la vita angelica, una vita che corrisponde, nel senso spirituale, all’età virile, dovendo là eseguire compiti più grandi, più seri, e precisamente non più per se stesso, ma per molti altri milioni di esseri spirituali, per il cui progresso spirituale deve essere provveduto.

11. Questo corrisponde alla vita familiare dell’uomo, quale il più grande semenzaio per i figli di Dio.

12. Per questo gradino della vita angelica sono però predestinati soprattutto gli abitanti della vostra Terra, mentre tutti gli altri esseri umani viventi e abitanti su altre terre e mondi solari, se vogliono divenire figli Miei, devono sopportare questa via dell’incarnazione sulla Terra; poiché all’infuori di questa per Me non ne esiste nessun’altra, ciò significa alla Mia più prossima vicinanza, dove poi Io, come corrispondente alla vecchiaia umana, quale Spirito perfetto vivendo solo nella Mia più intima Essenza, sono il Polo finale stesso e il Punto culminante di tutto il Creato, di tutto l’esistente e di tutto il vivente.

13. Questa è dunque la vita di Dio, una vita per sé, e certo – attraverso tutti – per tutti, il punto centrale, il punto finale e anche, come mostrato in precedenza, il punto iniziale, immaginando la Mia azione e la Mia potenza come la forma di un cerchio senza fine, partendo tutto da Me, passa tutte le fasi (gradini) dei possibili cambiamenti e poi sempre ritorna più nobilitato nuovamente a Me.

14. Qui avete quindi i quattro gradi della vita spirituale: nella materia legata come incosciente, nell’anima come attività cosciente, nello spirito come liberamente lasciata a se stessa, e in Me come Dio, Creatore e Signore dell’intera Creazione, quale solo governante e reggente, e più precisamente rappresentando anche questo gradino altissimo come il più nobile e sublime, invece di maneggiare come un giudice inesorabile le redini di tutte le cose create, opero solo con le più dolci caratteristiche, e precisamente come Padre, tenendo unito tutto solo con Amore, abbracciando tutto, e così con dolcezza, riconducendo tutto al Mio Cuore paterno!

15. Comprendete perciò bene, figli Miei, dopo che vi ho srotolato qui un po’ alla volta tutta la Creazione come un immenso panorama, quale posizione voi occupate in questo Regno spirituale di esseri e spiriti viventi.

16. Comprendete la vostra posizione, comprendete per che cosa siete stati prescelti e perfino con quale sacrificio Io vi ho pagato, per far di voi, tra miriadi di esseri, ciò che il Mio Amore paterno vi ha destinato!

17. Aspirate all’adempimento, afferrate la Mano paterna che vi vuole innalzare a Sé del tutto nelle Sue vicinanze; questa Mano paterna vi vuole risparmiare tante vie gravose e interminabili, affinché arriviate assai presto da Chi non conosce nessun’altra gioia che vedere rispecchiarsi tutta la Creazione delle Sue grandi idee e pensieri, nello spirito e nei cuori dei Suoi figli, e come ricompensa per tutto ciò che ha fatto, Egli desidera da voi solo il riconoscimento e solo il diritto che possiate correre incontro a Lui esclamando: “Padre! Chi siamo che Ti ricordi di noi!”.

18. Affinché Io, stendendo come Padre le Mie braccia verso di voi, possa rispondervi: “Voi siete quelli per cui vi ho creato! Vale a dire, per essere figli Miei!”. Amen. Amen. Amen!

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Cap. 6

Fanciulla, ragazza, madre e moglie

4 agosto 1870

1.           Poiché la tua compagnia è in maggioranza del genere femminile, e proprio questo genere ha tanto essenziale influsso sull’educazione spirituale dei Miei figli, allora voglio, per amor di queste tue sorelle, dare anche a loro alcune parole, affinché le une riconoscano cosa veramente avrebbero dovuto fare, e le altre possano tenere in considerazione ciò che a loro rimane ancora da fare, in parte per meritare il nome di figlie Mie, in parte per operare così che tutte le anime che metterò loro nelle mani possano essere guidate, secondo la Mia più alta disposizione, anche sulle Mie vie. Ora dunque alla faccenda:

2.          Vogliamo iniziare, come col precedente dettato, in quattro parti, vale a dire con la giovinezza, ossia con il primo stadio come fanciullo, oppure – espresso secondo il sesso – come fanciulla.

3.          In primo luogo, dopo la nascita, dove non esiste nessuna differenza sessuale riguardo a impulsi e passioni, dove solo la vita vegetativa è del tutto predominante, qui nel fanciullo o nella fanciulla non si mostra nessun’altra differenza che solo nella disposizione fisica; mentre nella fanciulla predomina l’organismo più debole, più quieto, sofferente e passivo, nel fanciullo traspare già il temperamento impetuoso e vivace che più tardi darà allo stesso il suo carattere, in confronto di quello più tenero e più debole della fanciulla.

4.          Quest’età è dunque nei due sessi la stessa; tutte le passioni e virtù dormono quieti il sonno dei giusti, finché altre condizioni li risveglieranno alla separazione e alla lotta, dove poi altrettanto nella fanciulla sono i capricci e l’ira, le prime due maligne caratteristiche, le stesse che si manifestano, come lo abbiamo mostrato, nel fanciullo.

5.          Ciò che lì ho detto su questi due impulsi, vale anche per la fanciulla, solo che qui il capriccio è una passione ancora più pericolosa; mentre il fanciullo negli anni a venire possiede più forza di volontà per domare prima questa caratteristica, la fanciulla, più debole, non può resistere all’incitamento e quindi è anche confermata ancora più facilmente in tutto il suo fare, perché, come sesso debole, trova ovunque compiacenza. La compiacenza verso i suoi capricci, però, più tardi preparerà alla ragazza e madre cattive ore, venendo essa in contatto con l’altro sesso che, da Me stesso, è stato stabilito per dominare, e non per essere dominato. Questo è quanto, su queste due caratteristiche.

6.          Chi delle tue sorelle dovesse educare dei fanciulli, tenga ben conto di queste due erbe velenose. Poiché, per quanto la donna sia stata creata per stabilire, ovunque si presenti, la pace e la benedizione tra animi eccitati, altrettanto al contrario può cambiare il più bel Cielo in un inferno, se lei stessa non ha la forza di domare queste caratteristiche maligne. Dalla qual cosa derivano poi le più cattive conseguenze, non solo per la capricciosa e collerica donna stessa, ma per i propri figli e nipoti, cui essa trasmette come un danno cancerogeno.

7.          Ciò che nel fanciullo, col suo avanzamento negli anni, la voglia di lottare, il voler essere più forte degli altri e il dominare sui suoi compagni è un’inclinazione preferita, questa passione nella fanciulla è, all’opposto, la vanità. Il fanciullo vorrebbe essere considerato come il più forte, il più agile e più intelligente dei suoi compagni di gioco, ed essere temuto come tale, la fanciulla invece vorrebbe essere la più bella e la più ben vestita (e più incantevole) tra le sue amiche; la prima passione si trova veramente anche nel fanciullo, ma è una passione di gran lunga non così pericolosa com’è quella nella fanciulla, poiché in lei, tal gelosia, ha una portata molto più grande.

8.          Essa, la gelosia, è la passione peggiore e più terribile che scaccia dall’animo femminile tutte le caratteristiche migliori, legandosi con odio, collera e vendetta, ed è così, come dissi un giorno in una Mia parola: “Se volete vedere Satana in persona, allora guardate solo una ragazza vanitosamente acconciata, oppure una donna gelosa!”

9.          Sì, una donna che si lascia dominare solo dalle passioni, è una furia in persona. Poiché nell’uomo, nonostante il sentimento di vendetta ed ira, domina di solito di più la ragione; nella donna invece non c’è più nessun pensiero razionale, ma solo il cuore, la sede di tutto il più nobile o di tutto il più cattivo, è il conduttore e portatore di tutte le sue trame e i suoi progetti.

10.       Una donna, specialmente quando è in una posizione favorevole, per dar forza alle sue passioni, è in grado, se le fosse possibile, di devastare la Terra intera, e sarebbe capace di guardare con sguardo gelido lo scorrere di fiumi di sangue e lo spargere ovunque miseria; se ora la sua vendetta è soddisfatta, se solo la sua presunta ambizione lascia poi, nella sua anima satanica, la dolce consapevolezza: tu sei vendicata!

11.       Guardate la storia dell’umanità del vostro globo terrestre, come, da quando il sesso femminile ha smesso di essere il subordinato, da quando ha cominciato ad uscire dalla sua vita domestica, dalla sua stessa sfera, quanta sventura ha sparso sull’umanità, sia nella vita familiare, sia nella vita dello Stato, mentre proprio per questo sesso era stata da Me pensata la palma della vittoria! Grazie al suo potere passivo della dolcezza sulle passioni impetuose del maschio, adesso trionfa con le arti di Satana, istiga e induce l’uomo, anziché alla vittoria attraverso l’amore, alla decadenza e alla completa rovina per la sua ambizione; cosicché Io devo ora di nuovo intervenire per liberare l’uomo da queste ferite con spine e da Me dovevano essere le sue catene di rose, e per espellere dal cuore femminile queste cattive e maligne passioni mediante miseria, povertà e malattia, affinché la Mia Creazione ritorni nella sua giusta direzione, nella quale la donna deve essere il sostegno (aiuto) dell’uomo, la pacificante, e non la parte imperiosa e la sola dominatrice su questa Terra.

12.       Vi ho premesso tutto questo, per mostrarvi dov’è arrivata veramente questa stirpe femminile da Me dotata con tante nobili caratteristiche, e che solo in pochi cuori hanno posto ancora dei sentimenti migliori dell’ambizione e della vanità.

13.       Vi ho mostrato come una scintilla, poco considerata nella giovinezza, possa diffondere un giorno intorno a sé funeste sventure per l’incendio attizzato, affinché vediate da che cosa dovete guardarvi voi stessi, e da che cosa dovete proteggere i vostri fanciulli.

14.       Ora vogliamo considerare l’immagine da un altro lato, vale a dire come veramente Io creai la donna, come in lei misi dentro tutto, per non essere d’impedimento al Mio scopo!

15.       Voglio adesso presentarvi la donna nelle sue quattro età come dovrebbe essere, come solo su questa via lei possa giungere alla Mia figliolanza e così corrispondere del tutto alla sua missione su questa Terra.

16.       Ciò che è necessario per l’educazione, ve l’ho già accennato all’inizio. Cercate di mantenere mansueto il cuore di una fanciulla, destate in lei per tempo l’amore, l’amore che tutto placa, per Me e per il prossimo; destate in lei la compassione, poiché se un cuore impara a sentire la sofferenza di un’altra persona, allora cerca anche di aiutarla, per quanto gli sia possibile. La compassione mantiene il cuore tenero e pronto a portare aiuto dove può, allontanando molte altre cattive brame e pensieri che, altrimenti, occuperebbero un cuore orgoglioso dove vi è posto solo per se stesso.

17.       La compassione conduce al rispetto, all’uguaglianza con il prossimo, ed è esattamente il contrario dell’orgoglio che domina l’illusione di essere qualcosa di meglio degli altri.

18.       La compassione, questo fiore proveniente dalla corona dell’amore per il prossimo, addolcisce la vita, attenua ogni dolore e conforta in ogni situazione; – e a chi ho dato Io proprio più mezzi per esercitare il più efficacemente possibile questa compassione?

19.       Non vi ho dato, Mie amabili figlie, le più belle e morbide forme, dolci tratti del viso, occhi pieni di sentimento, al cui sguardo, toccato dalla compassione fino alle lacrime, nessuno del sesso più forte può resistere?!

20.       Non vi ho concesso una voce dolce, il cui suono carezzevole doveva alitare balsamo sulle altrui ferite?

21.       E com’è adoperato tutto questo dalla maggior parte di voi? Io devo distogliere il Mio sguardo da questo quadro che ora potrei esporre dinanzi ai vostri occhi, se volessi descrivere cosa è fatto adesso con questi doni divini, e davvero non a Mio onore! Ora però basta con questo, ritorniamo alla nostra donna come Io la creai.

22.       Vegliate dunque su queste pericolose caratteristiche nel cuore giovanile di una fanciulla. Una volta diventata giovinetta sarà troppo tardi – anche solo il pensarlo – di estirpare impulsi mal diretti; poiché lì, in quest’infiorescenza, il cuore femminile conduce a vele spiegate le sue passioni incontro ad un lui non ancora chiaro, dove lei vede realizzate, come madre e compagna di vita di un uomo, o tutte le sue belle idee di una vita domestica, e così nel porto di una vita familiare potrà pensare ad altre gioie, oppure dove, delusa in tutto, dovrà provare la nuda verità che forse non aveva mai sentito proprio dalla bocca di colui, dal quale prima aveva creduto che le sarebbero venute incontro solo latte e miele; e se nei fatti è così cambiato, allora ciò sarà un giusto compenso per l’errata educazione che ha ricevuto da fanciulla e da ragazza, la cui colpa dovrebbe cadere più sui suoi genitori e meno sul suo capo.

23.       Ma proprio per l’aggravio della colpa altrui si diventa giudiziosi, e così la dura realtà mitigherà forse le passioni di una sposa novella che, come madre, resa accorta proprio grazie all’esperienza, non educherà i suoi figli così come fu educata lei stessa.

24.       Così Io di nuovo guido sempre gli animi smarriti attraverso le proprie spiacevoli esperienze là, da dove prima non dovevano allontanarsi.

25.       La madre al letto del figlio ammalato guarda poi in alto a Me, e distogliendo il suo cuore dalle vane cose del mondo, rientra nel suo interiore e qui vede spesso con un brivido come le sembri devastato e vuoto. Questi sono i suoi giorni di prova, i suoi giorni di rassegnazione (superamento di se stessa), e così, mentre da giovane credeva che nel matrimonio proseguisse più che mai il divertimento mondano, essa vi trova, invece che nottate passate vegliando con piaceri e danze, giorni senza gioia, notti piene d’affanni e preoccupazioni di portata mai immaginate.

26.       L’occhio, un giorno umido di lacrime di gioia che, al compagno della vita, inviò il primo sguardo d’amore, adesso è forse di nuovo altrettanto pieno di lacrime al letto della malattia o morte di un prediletto; le lacrime di gioia l’allontanavano da Me e dalle Mie parole, le lacrime di dolore sono invece nuovamente le prime guide che la riportano a Me. Poiché Io sto nella stanza solitaria spesso accanto ad una madre in lutto con braccia aperte, vedo sanguinare il cuore materno, vedo precipitare le sue speranze come un castello di carte, e – o gioia paterna! – dalle rovine delle speranze crollate spunta fuori un fiore celeste; è il fiore della fede e della silenziosa rassegnazione alla Mia Volontà.

27.       Ciò che non è stato possibile con gioie e divertimenti mondani, ciò che è rimbalzato invano agli orecchi sordi della fanciulla e giovinetta, qui al letto di un figlio malato fiorisce, – ciò che perfino l’amore non poteva, l’ha compiuto la paura, essa Mi ha restituito un cuore che, in altre circostanze, sarebbe andato perduto.

28.       Ora conoscete, Miei cari figli, le Mie intenzioni, e come Io so guidare anche i Miei figli non così facilmente arrendevoli!

29.       Io permetto spesso a molte del vostro sesso di vacillare nella grande confusione della vita da un divertimento all’altro, da un godimento all’altro. Soltanto, siatene certe, quando Mi preme di salvare un’anima, allora adocchio il momento, e l’uccellino che prima svolazzava così libero e lieto nell’aria dei divertimenti, siede poi lì, abbassa le ali e li dimentica completamente per alzarsi da terra, perché proprio a terra è attaccato ciò che a lei era più caro.

30.       Così la madre prosegue sulla sua via spinosa, e raramente è ricompensata per ciò che ha sopportato per i suoi figlioli, ma proprio per questo, riconoscendo meglio di tutti le futilità del mondo e le sue idee e abitudini assurde, si volge poi un po’ alla volta a Me, – e quando un giorno tutte le inquietudini sessuali si sono quietate, allora anche la donna comincia a trovare un miglior sostegno, o nel compagno della vita, prima non tanto considerato, o cerca sostegno solo presso di Me, dove troverà anche aiuto e conforto a sufficienza.

31.       Perciò, Mie care figliole, voi, che per la maggior parte siete già passate sul sentiero delle lacrime e della sofferenza, voi, cui ho usato misericordia rendendovi partecipe della Mia parola, non scoraggiatevi! Il vostro passato non sarà da Me messo troppo in conto, come alcune forse credono, e il vostro futuro ve lo voglio addolcire per quanto Mi è possibile, affinché non dobbiate dimenticare Me e i Miei insegnamenti!

32.       Questo vi sia detto per consolazione da Colui che vi ama e vi benedice altrettanto come tutti i Suoi figli! Amen!

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Cap. 7

Fede, fiducia e certezza

4 ottobre 1870

1. Dopo che hai letto ieri in un libro spiritico[12] queste tre parole, e non ti escono dalla testa, allora voglio darti, su tua preghiera, anche alcune parole su questi tre importanti attributi che sono molto necessari, specialmente per te e per la tua intera compagnia; infatti, anche voi mancate in fede, ancor di più in fiducia, e certezza quasi non ce n’è. Così ascolta dunque:

2. La fede, questa bella e nobile parola, la quale esprime che l’uomo, oppure il suo essere spirituale, si dona completamente a ciò che ha afferrato come verità, e su questa edifica il suo futuro comportamento per conservare la sua pace, basandovi le sue future beatitudini – questa fede, quanto pochi la possiedono, e se anche si trova nei singoli, quanto è minima la sua dose!

3. La fede è la base fondamentale in tutto, come ho detto solo poco fa nelle Mie parole al tuo dubbioso amico. Senza fede non esiste nulla che possa essere motivato spiritualmente. La fede, nei primi concetti del fanciullo, è il primo vincolo che lo lega a sua madre e al suo mondo. Ciò che la madre mette nel cuore del fanciullo, vale a dire al suo fiducioso spirito che ha grandi aspirazioni, egli l’accetta e vi crede; egli è convinto che sua madre gli dichiari solo la verità, ne ha ferma convinzione – stretta da vincoli spirituali e corporei – come l’unica accettabile, mediante la quale è in collegamento con lei e con il mondo circostante. La fede, in queste prime verità impresse è spesso così incessante che, se è pura e sincera, dimostra la sua forza anche negli ultimi giorni della vecchiaia, e l’uomo non dimentica gli effetti che gli fecero i primi insegnamenti trasmessi negli anni giovanili che egli accolse infantilmente del tutto come venienti da sua madre, e nel suo cuore li custodì come i primi tesori spirituali.

4. Così molti di voi uomini esclameranno spesso: “Oh, bel tempo la prima giovinezza, quando io, ingenuamente, ascoltavo i racconti istruttivi di mia madre e accettavo tutto per vero, anzi, non era possibile altrimenti; ciò che lei allora mi metteva nel cuore, ancora oggi, nonostante tutte le avversità della vita e le esperienze avverse, è nondimeno non cancellabile da questo”.

5. Sì, la fede, questa virtù di dipendere con infantile semplicità a ciò che si riconosce come verità, proprio questa fede è il primo fondamento che introduce l’uomo nel tempio della pace e gli dovrà servire come sostegno, contro tutti i dubbi che si precipiteranno su di lui.

6. Se ora utilizzo la fede nel senso religioso, che cosa doveva essere allora prima! – Il vessillo santo, cui l’uomo infiammato giura di non lasciare mai più, quale fondamento di tutti gli insegnamenti e verità che vi sono dati da Me, una volta visibilmente e ora invisibilmente, mediante l’influsso spirituale!

7. Parecchi hanno già giurato su questo vessillo, lo difendono fino all’ultimo respiro e spesso anche suggellato col proprio sangue. Quanti altri invece l’hanno abbandonato e non vi sono mai più ritornati! E quanti hanno anche lasciato degenerare il loro bel fervore di fede in fanatismo iracondo che sfociò poi nell’infamia, come lo può dimostrare in abbondanza la storia del sacerdozio fino al giorno d’oggi.

8. Con la fede è come col fuoco; il fuoco, un elemento così benefico e utile per chi lo usa saggiamente, è così terribile per chi non se ne cura e ne trascura gli effetti, e alla fine, invece di essergli utile, sarà in grado di procurargli il più grave danno.

9. Tutto ciò che Io ho creato, ha due lati, uno buono e uno cattivo; altrettanto la fede, come puro abbandono alla Volontà divina che diffonde un soave calore sul cuore umano, – e quanto è bruciante, furente, divampante e intollerante, se usata da mano cattiva, essa all’uomo che cerca la pace, al posto di un piccolo lumicino come segnavia, gli mette in mano una torcia incendiaria!

10. Perciò, figli Miei, guardatevi dagli estremi, soprattutto in questo tempo; prendete la fede come un balsamo guaritore e badate bene che non diventi per voi un veleno divorante!

11. Per andare completamente sul sicuro, credete solo a Me, ascoltate solo la Mia voce nel vostro cuore, questa non inganna, e non lasciatevi sedurre da scaltri commentatori della Mia parola che seguono solo il loro stesso interesse. Qui vale la parola: “Ciò che sentite e leggete, esaminatelo; trattenete il buono, ed eliminate il cattivo!”.

12. Se osserverete sempre fedelmente questa regola nella vostra vita, allora il vessillo della fede per voi sarà sempre il santissimo palladio[13] con il quale troverete con sicurezza la via per la vostra beatitudine e per il Mio Cuore.

13. Ma, affinché consolidiate sempre di più la vostra fede, dovete possedere anche la seconda parola in sommo grado, vale a dire, dovete porre incondizionata fiducia nelle Mie parole, infatti, se considerate la cosa più precisamente, fede e fiducia hanno all’incirca lo stesso significato.

14. La fede è la ferma accettazione della verità, e la fiducia è, in sostanza, null’altro che la convinzione più intima che il detto e accettato con fede, non può essere altro che verità, e condurrà alla meta finale desiderata solo avendo la certezza che, operando in un modo o nell’altro, la fede troverà conferma attraverso l’azione.

15. Per designarvi questi due concetti con una metafora più da vicino, mettiamo il caso che un uomo si sia smarrito in un bosco e non trovi più nessuna via d’uscita; allora incontra (come) per caso un altro che, per raccogliere legna, vi si era inoltrato; lo smarrito domanda all’altro la via che deve percorrere per uscire dal bosco e il legnaiolo gli mostra precisamente la direzione che dovrà prendere. Lo smarrito crede alla dichiarazione del legnaiolo, segue la via indicata, fidandosi fermamente che lo porterà fuori del bosco.

16. Qui avete la differenza tra fede e fiducia, rappresentato in metafora; se ora volete applicare quest’immagine alla vostra stessa vita, al riconoscimento del Mio insegnamento e all’esecuzione pratica dello stesso, allora vi devo dire che voi credete a parecchie cose da Me dette, ma non avete la ferma fiducia che, applicandole e vivendole, la conseguenza di questo sarà il risultato desiderato e previsto.

17. Questo deriva dal fatto che, se pur in apparenza credete a ciò che Io dico nei Miei Vangeli e nelle Mie parole ora dettatevi, tuttavia non avete la fiducia illimitata su quanto è detto, e allora vi va proprio come allo smarrito nel bosco che prima ho citato; se egli non presta fede incondizionata al legnaiolo, se non è fermamente convinto e fiducioso che la via indicata sia l’unica vera. Allora, cominciando a diventare indeciso e tormentato dai dubbi, non troverà la via d’uscita dal bosco,

18. Così vi succede che spesso credete, siete convinti, almeno per il momento, ma appena si deve andare all’attuazione del creduto, allora sorgono le leggere ombre del dubbio, a volte qui a volte là un “perché!” oppure “chissà, agendo così, se il successo sarà come mi è stato annunciato”, ecc.! Manca la fiducia, e il tutto, così fervidamente creduto, non aiuta, oppure: le parole senza opere sono vuote risonanze!

19. Quindi alla giusta fede deve accompagnarsi la giusta fiducia; la prima è l’albero piantato, la seconda il fiore che ne è germogliato, e la terza – la ferma certezza che deve essere ottenuta come frutto. Dove queste tre caratteristiche agiscono unite in un cuore, lì vale la Mia parola che un giorno pronunciai ai Miei discepoli, dove essa dice: “Se voi credete e irremovibili volete, allora vi si sposteranno anche le montagne!”. Questo vuol dire: se avete la fede nella potenza della parola, espressa con la ferma fiducia dell’infallibilità, allora ci sarà anche la ferma certezza che quanto si desidera dovrà seguire!

20. Ma dove si trova riunita in qualcuno di voi questa triade di caratteristiche divine? Ovunque esistono fede superficiale, poca fiducia e niente affatto certezza. Cento volte ve lo ripeto: “Agite e vivete secondo le Mie parole, e vedrete meraviglie!”.

21. Le più belle caratteristiche della fede, coronate con la fiducia incrollabile, accresceranno la vostra convinzione celeste che anche voi come Me potrete comandare agli elementi, e verso tutte le ordinarie leggi della natura potrete fare cose che agli altri dovranno apparire come miracoli, perché essi non sanno che la vostra volontà, collegata alla Mia, è la prima legge, dinanzi alla quale le altre leggi si devono piegare.

22. Io so molto bene che a ogni tentativo sorgeranno in voi dubbi in quantità; poiché tale intromissione nell’essenza delle Mie leggi della natura può osarla proprio solo uno che è divenuto un rinato, e invoca in sé il Mio aiuto per tali opere, solo se queste sono necessarie per il miglioramento degli uomini, e non per scherzo, desiderio smodato di gloria o vanità, dove anche un buon esito lo pianterebbe in asso.

23. Io vi dico solo che è possibile, e già i Miei discepoli e altri uomini infiammati ci sono riusciti, ma non si può ottenere così facilmente se queste tre caratteristiche – la fede, la fiducia e la certezza – in un uomo non sono sviluppate al massimo grado.

24. La ferma certezza della riuscita è il frutto della fede e della fiducia, lavorate su questo.

25. Consolidate dapprima la vostra fede, affinché non vacilli come una canna, ma stia ferma come un muro; poi edificate su questo muro di fondazione l’edificio incrollabile della fiducia, e il completamento del tutto vi darà poi la certezza che in questa casa, costruita su tale basamento, potrete affrontare tutte le tempeste dall’interno e dall’esterno, e seguire non ostacolati la via del vostro perfezionamento.

26. Questo, figli Miei, significano queste tre parole!

27. Anche tu, Mio caro scrivano, soffri molto in mancanza di queste tre virtù; e se queste virtù dovessero essere espresse in numeri, anche come amore per Dio, per il prossimo e per se stessi[14], allora il risultato numerico sarebbe molto ridotto per te e non a tuo vantaggio. Infatti, tu hai poca fede, ancor meno fiducia, e quasi nessuna certezza che, le Mie parole che Io ti ho dato, andranno in adempimento, anche se te lo devo ripetere giornalmente: lascia parlare la gente, rimani presso di Me! Presso di Me c’è la verità, e nessuna bugia!

28. Solamente, che Io conosco il tuo cuore e le tue ragioni che ti spingono al dubbio. Esse sono prove che ti mando Io. Tu le supererai, e allora i tuoi capitali della fede, della fiducia e della certezza già aumenteranno, affinché tu possa arricchire anche gli altri della tua compagnia con questi doni, e poi – anziché come adesso l’ultimo – diventerai il primo. Rifletti su queste poche parole, esse contengono molto, come in tutto ciò che fluisce dalla Mia bocca. – (Qui incluso dal dettato del 20 gennaio 1871):

29. “Voi tutti però non dovete pensare che Io l’abbia scelto come Mio scrivano per le sue particolari caratteristiche morali, come se fosse migliore di voi. Niente affatto! Io l’ho scelto perché le sue condizioni gli lasciano più tempo di adattare le sue conoscenze a Me per lo sviluppo di spiegazioni più elevate che un altro non potrebbe afferrare così; ma per il suo valore morale e la fiducia in Me, egli sta non meglio che molti di voi. Proprio per questo non dovete credere, quando si presenta alle vostre adunanze, che Io sia con lui, allora gli rendereste una venerazione che va ampiamente oltre la sua sfera. Qui è come con un padre che scrive ai suoi figli, egli è solo la penna o l’intermediario, niente di più! Quando ricevete una cara lettera, che cosa bramate ardentemente di vedere nella lettura della stessa? Certamente non la penna con la quale la lettera è stata scritta, ma l’autore stesso”.

30. Così anche lui è un uomo come tutti voi, con le sue debolezze e difetti, con i suoi desideri e preoccupazioni; altrettanto egli lotta giornalmente per liberarsi da tutto questo, spesso Mi prega anche di richiamarlo dalla valle di lacrime, e proprio con questo dimostra, come tutti voi, che possiede molta poca fiducia in Me, e ne dovrebbe avere molta di più. Da tutto questo vedete che ovunque la debole fiducia presso di voi è la principale mancanza e l’impedimento maggiore per il vostro avanzamento.

31. Voi tutti non avete ancora compreso il perché Io vi sveli e vi spieghi le profondità della Mia Creazione, e tutte le più intime pieghe del Mio Io divino. Vedete, Miei cari, tutto questo accade per infondere proprio ciò che manca a tutti voi, questa è la fiducia in Me. Poiché quando sorvolate con Me gli spazi incommensurabili della Mia infinità, quando vi apro i Miei Cieli spirituali, vi faccio presentire quanto vi attende ed è preparato per voi; quando vi spiego il Mio stesso Io, che è solo Amore e vuol di nuovo solo Amore, quando vi dimostro fin nei più piccoli atomi che Io, come Creatore e Padre, conservo tutto con lo stesso Amore, con questo non voglio altro dimostrarvi che un Essere, dotato di questa potenza e forza come Io Mi mostro a voi, certo dovrebbe essere degno di fiducia, e che in confronto alla Mia Onnisapienza e Onnipotenza il vostro agire e operare deve sprofondare in men che niente.

32. Riflettete su queste poche parole, in esse vi è molto, come in tutto ciò che fluisce dalla Mia bocca; immergetevi nel senso di ciò che vi è dato, e non riconoscerete solo conforto e pace, bensì, ciò che è la cosa principale, riconoscerete sempre di più il vostro modo di vedere, dove potrete poi consolidare il vacillante e così avvicinarvi a Me.

33. Nessuna parola che vi mando attraverso il Mio servitore, era ed è ancora senza il suo scopo; Io ho portato proprio adesso davanti agli occhi del Mio scrivano anche queste tre parole, perché proprio adesso nella vostra compagnia qualcosa comincia a diventare vacillante; qui non vi è nessuna vera vita spirituale, – molti di voi vivono di nuovo solo per i loro affari e le loro idee predilette, dimenticano Me e il Mio insegnamento quasi del tutto, e in loro pensano solo se, per caso, l’uno o l’altro ha tenuto un discorso in questo senso.

34. Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione! Non scherzate con la Mia Grazia! Io non la concedo così, come credono parecchi di quelli che si occupano di Me e del Mio insegnamento solo quando non hanno nient’altro da fare. Dovrebbero stare attenti, un fulmine a ciel sereno potrebbe spaventarli e poi costringerli, per necessità, a riconoscere che hanno considerato come cosa secondaria ciò che veramente doveva essere la cosa principale!

35. Chi non sa del Mio insegnamento e vi pecca contro, non è tanto punibile; ma chi ha letto il Mio insegnamento, e crede ad esso così, a metà, e non dimostra nessuna vera fiducia riguardo al compimento e pensa con nessuna certezza al raggiungimento del vero scopo, allora Io sarò costretto a svegliarlo mediante un diretto scuotitore, affinché non cada nel sonno delle cose mondane e dimentichi la Mia scuola spirituale! Oggi ammonisco ancora: chi, all’infuori di Me, sa che cosa farò domani? La vostra crosta terrestre[15] sulla quale vivete e camminate tranquillamente, compiacendovi della vostra vita, sotto i vostri piedi è vuota; questa sottile crosta copre terribili abissi, e voi con ferma fede e solida fiducia alzate lo sguardo a Me nella più grande sicurezza, nella speranza che Io non sprofondi questa sottile crosta e così faccia gustare a tutti una morte inaspettata! Voi vi coricate tranquilli su questi abissi, mentre sotto i vostri piedi avvengono forse inconcepibili lotte degli elementi, vi coricate con ferma fiducia e certezza di alzarvi il giorno dopo di nuovo sani e fortificati. Perché in questo caso avete tale fiducia, e nelle cose spirituali, no? Vedete, perché credete che non lo farò! E perché non lo farò? – Perché vi fidate di un Padre affettuoso che non punirà i Suoi figli con lo sterminio senza motivo! Che cos’è quindi la vostra fiducia? Essa è che l’auspicato, vale a dire la costante concessione della Mia Grazia che Io vi do, non vacillerà!

36. Ebbene, se in questo punto avete una così salda fede, fiducia e certezza in Me, allora permettete anche a Me di pretendere da voi – anche se non in questa scala di longanimità divina, ma in indulgenza umana – che possiate avere in cose spirituali un’altrettanta e più solida fede, fiducia più forte e certezza più grande; affinché possiate comprendere che tutto ciò che Io vi ho già dato è solo per il vostro meglio e non per Mio divertimento, ma accade solo per concedervi l’onore – di poter divenire figli Miei.

37. Voi pretendete da Me Grazia illimitata, e Io pretendo da voi amore illimitato. Nello scambio di queste due condizioni, guadagnate solo voi, volendo Io dotarvi di un potere che dovrà farvi signori dell’intero Creato!

38. Se dunque vi metto in prospettiva una simile grande Grazia, allora Mi sia anche permesso di risvegliare quelli che, per una volta, sono sulla via che conduce a Me – nel caso che durante il cammino siano caduti dal sonno – con dolci scosse, come faccio adesso con voi, affinché possiate accorgervi che non si può camminare sulle Mie vie con occhi chiusi, ma si devono tenere ben aperti, orecchi e occhi, per non perdere la giusta via e non capitare sulla via sbagliata.

39. Ancora una volta, quindi, ricordatevi tutto quello che vi do qui! Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione! – Questa sia la vostra massima per la costante crescita nella ferma fede, fiducia e certezza! – Amen!

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Cap. 8

Il linguaggio

30 gennaio 1871

1.           Ieri sera due dei tuoi fratelli hanno discusso sullo stile, o sul modo di formare le parole che ci sono spesso nei Miei dettati fatti a voi, e che, secondo le vostre idee, non sempre sono adeguati alla grammatica tedesca.

2.          Tuo fratello M-ch per primo ha fatto l’osservazione critica sullo stile che ha riscontrato più volte e che voleva modificare, ma è dovuto nuovamente tornare alla sequenza di parole da Me posta, su cui tuo fratello Lks. gli ha risposto molto bene: “Si devono leggere le Mie parole non con la testa, bensì col cuore, allora il senso sarà sempre chiaro!”

3.          Ebbene, poiché l’ultimo ha ben colpito il chiodo in testa con la sua osservazione, allora voglio darti qui la spiegazione soprattutto sulla maniera e il modo di esprimersi, sulla giusta formazione delle parole, e infine su una verità fondamentale che attraversa tutta la Mia Creazione, e inizia proprio dal dubbio mosso da tuo fratello M-ch e termina con il grande uomo spirituale.

4.          Prima però di introdurci completamente nella spiegazione particolareggiata di questa domanda, perché il Mio stile si differenzia spesso dal vostro, dobbiamo, come ovunque, iniziare dal vero motivo e dire:

5.          Cos’è il linguaggio? Come si è formato? E chi è stato il vero regista che ha stabilito la successione delle parole, come voi siete ora abituati a leggere, a scrivere e a pensare?”.

6.          Partendo sempre dal più semplice – si giunge più facilmente ad una vera e valida conveniente conclusione, che poi, costruita su una solida, semplice e ferma base, come una casa costruita sulla roccia, non sarà neanche mai possibile far crollare.

7.          Quindi ora per cominciare con la primissima domanda: “Che cos’è il linguaggio?”, allora dobbiamo rispondere:

8.          Il linguaggio è un composto di differenti suoni che sono emessi dall’organo della bocca, e nella loro diversità esprimono, ora singolarmente, ora messe insieme, una parola, e la parola – un concetto.

9.          Quanto più basso sta un popolo su un gradino di formazione spirituale, tanto meno ha necessità e tanto poco ha bisogno di parole per indicare le sue esigenze e i vari oggetti.

10.       Il linguaggio, quindi, sorse cercando di imitare, mediante suoni articolati e toni prodotti, o la voce di certe cose che esprimevano un suono, o s’inventavano veri e propri suoni che dovevano esprimere l’uno o l’altro bisogno, sia del corpo che dell’anima; così come anche adesso lo trovate ancora nel linguaggio infantile, dove in ogni famiglia dal primo balbettio del fanciullo fino alla sua migliore comprensione, ogni bimbo ha il proprio modo di comunicare ciò che vuole veramente.

11.       Ciò che voi vedete giornalmente nei fanciulli, questo era un tempo anche presso i primi uomini, dove anche loro dovevano inventare molte parole, ma mediante il collegamento interiore con il Mio mondo degli spiriti, ne impararono anche molte altre che, sempre in rispondenza, significavano il rispettivo oggetto spirituale.

12.       Dopo la moltiplicazione degli uomini, già dopo la caduta del primo uomo, per la cui ragione fu interrotta la comunione spirituale, e fino al tempo vostro, si sono formati a migliaia i linguaggi e i modi secondari di parlare; gli uomini non si comprendono più, e devono studiare le lingue dei popoli con i quali vogliono mettersi in contatto, perché altrimenti non sarebbe possibile un’intesa.

13.       Queste parecchie migliaia di lingue adesso esistenti, hanno anche subìto, dalla loro origine fino al tempo attuale, naturalmente anche molti cambiamenti; alcune sono progredite, alcune altre regredite, secondo la condizione culturale e la formazione spirituale dei popoli stessi.

14.       Ma ovunque, dove una lingua esiste o esisteva, uno dei suoi tratti caratteristici, all’infuori dei nomi linguistici peculiari di oggetti e concetti, era anche il modo di mettere insieme le parole in una frase, e alla fine, pure il modo di tracciare le stesse per iscritto o con raffigurazioni.

15.       Con la sintassi, dove appunto i tuoi due fratelli si scambiavano i loro pensieri riguardo alla solita maniera da Me adoperata, la prima domanda è: “Come deve essere utilizzata la stessa veramente nel modo giusto?”

16.       Ora vedete, qui ci stiamo avvicinando là dove Io, per l’appunto, Mi esprimo spesso diversamente dal vostro abituale modo di scrivere.

17.       Per spiegarvi questo, dobbiamo introdurci in una discussione e dapprima domandare: “Che cos’è una frase?”. Una frase è l’espressione di un pensiero, alla cui base sta, o la spiegazione di un concetto o quella di un’azione.

18.       Se dunque voglio chiarire un’azione, allora nella frase dovrebbe seguire prima il verbo operante, come atto di volontà dell’azione, e solo dopo la parola indicante l’azione.

19.       Almeno nel linguaggio di ogni spirito si stabilisce dapprima il pensiero base ‘voglio fare qualcosa’, e poi viene: ‘cosa voglio fare.

20.       Così per esempio nella Bibbia si legge: “Ed Egli creò la Luce!”, e non: “Egli ha la Luce creata!”[16], come voi siete abituati a scrivere; la parola ‘creare’ precede a quella della luce.

21.       Ebbene, nei Miei dettati si trova molto spesso questa stessa formazione delle parole, e Lks. aveva perfettamente ragione: va letto col cuore, questo significa, spiritualmente, poiché è giusto come Io l’ho dettato e come è d’uso in tutte le lingue antiche dell’Oriente e dell’Asia e ancora anche in alcune lingue moderne. Nella vostra lingua invece è proprio evitato di aver cura di intercalare il sostantivo tra il verbo ausiliario e primario, anzi spesso sono interpolate frasi intere, così che solo alla fine viene il vero e proprio verbo che indica cosa deve veramente accadere.

22.       Dopo che alla base sta in tutto un ‘perché’ spirituale, così anche qui è di nuovo lo spirituale che giustifica la Mia sintassi, e ‘spirituale’ è scambiato con ‘cuore’, il che vuol dire quanto: mettere da parte la vostra vita intellettuale, e pensare col cuore come gli spiriti Miei! Allora la Mia sintassi vi sarà completamente giusta. Invece, non appena vi deviate dal linguaggio interiore animico e passate alla vita cerebrale oppure esteriore, allora perdete anche quest’ordine, com’è successo anche con la scrittura del linguaggio.

23.       Le antiche lingue dell’Asia e dell’Africa sono tutte come le lingue universali degli spiriti! Queste dovevano essere scritte in modo leggibile da destra a sinistra, mentre con quell’attuale dell’umanità, vivente secondo l’esteriore o secondo l’intelletto, è usato proprio il contrario, vale a dire da sinistra a destra.

24.       Anche questo rovesciamento accenna di nuovo alla stessa differenza, come del materiale e dello spirituale.

25.       Nel materiale, come per esempio nel corpo umano, il lato sinistro è il lato del cuore, da dove il sangue si diffonde in tutto il corpo, esso è il lato positivo o spirituale; il lato destro, invece, dove il sangue è portato al polmone e più tardi di nuovo indietro al cuore, è il lato negativo e materiale.

26.       Ciò che è comunicato mediante l’orecchio all’organo uditivo e sensitivo dell’anima, oppure all’uomo spirituale, dal mondo esterno, è il lato negativo, e ciò che l’anima attraverso i suoi strumenti comunica al mondo esterno, è il positivo.

27.       Ogni cosa ha altrettanto due lati, un lato destro e uno sinistro, un lato negativo e uno positivo, un lato interiore e uno esteriore.

28.       La pelle umana all’interno è il lato sinistro positivo, di fuori il destro – negativo! Essa come positivo secerne, cambia poi il polo, e assorbe come negativo; cosa che in ogni attimo avviene innumerevoli volte; infatti, attrazione e repulsione, attrito e calore generato, distruzione e nuova creazione è il primo principio della vita![17]

29.       L’occhio, come organo d’accoglienza delle impressioni, è negativo, invece positivo come specchio dell’interiore.

30.       Tutto ciò che qui è descritto come ‘positivo’ e ‘negativo’, si trova anche nella vita spirituale, detto con altre parole, un avvicinamento e un allontanamento da Me e dalle Mie Leggi!

31.       Nei primi tempi, quando gli uomini e i popoli stavano ancora più vicini alla vita spirituale, inventarono il loro linguaggio secondo la loro condizione spirituale; com’era la loro formazione delle frasi, così il loro modo di scrivere. Come però col tempo decaddero dalla grande legge naturale e batterono la via sbagliata, molte lingue nuove invertirono stile e modo di scrivere.

32.       Gli uomini che sostituirono il linguaggio del cuore-spirito col linguaggio-intellettuale-cerebrale, decaddero da Me e dalla propria missione, e perciò apparve loro anche nella natura qualcosa di completamente rovesciato, ciò che agli uomini naturali, allora viventi semplicemente, appariva proprio giusto.

33.       Quindi vedete, come dal cuore, per il cuore o attraverso il cuore, oppure attraverso l’intelletto, è un su e giù, un avvicinarsi e un allontanarsi, un miglioramento e un peggioramento.

34.       Ciò che prima vi ho detto della pelle, vale per ogni frutto, per ogni albero e per ogni cosa; ovunque ci sono due elementi attraverso cui l’intelligenza si manifesta dall’interno al mondo esterno oppure dal mondo esterno riceve impressioni, dappertutto positivo – negativo, dappertutto destro – sinistro, dappertutto avvicinamento e allontanamento, eliminazione e assorbimento, diritto o rovescio.

35.       Così continua nell’intera Creazione – fino al grande uomo cosmico, le cui viscere sono puri soli, comete e pianeti, e fino al grande uomo-cosmico-spirituale ancora senza fine, le cui disposizioni interiori sono puri Cieli delle specie e beatitudini più differenti.

36.       Anche questi assorbono, per la loro stabilità, dall’esterno, ciò che poi in sé inverte in spirituale, ed elargiscono oppure mandano fuori ciò che all’uomo cosmico manca di spirituale.

37.       Là domina anche il giusto Ordine, là il cuore è il Mio Cielo nel centro del grande Polo positivo che lascia fluir fuori tutto il bene, e gli spiriti nel mondo materiale – il polo negativo, Mi riportano nuovamente tutto lo spirituale purificato, dove però deve prima essersi cambiato da negativo in polo positivo, per cui ricomincia il cambiamento.

38.       Questa è la grande legge fondamentale della Creazione, Io, l’Amore – il polo positivo, e voi e i Miei spiriti e angeli, come parti assorbenti – il polo negativo, finché dopo molto assorbimento e respingimento, il che equivale al movimento o alla vita, alla fine il Mio polo positivo, esistente come Spirito eterno e immutabile, se ne starà lì solo, e tutto l’assorbito spiritualizzato uguale a Me godrà poi l’eterna pace e beatitudine, dove potrà avvenire solo e sempre una soave attrazione, ma mai più una repulsione![18]

39.       In verità, fino ad allora passeranno eoni ed eoni di spazi di tempo; ma una volta accadrà che spirito e materia, così purificata e spiritualizzata, rinnegherà i suoi principi dati come primo impulso, e vivrà quieta accanto e l’un nell’altro, cosa che un giorno doveva assicurare la sua continuazione a sussistere solo con lotta e scioglimento, e dove esisterà unione tra ogni cosa.

40.       Ebbene, Miei cari figli, cominciando dalla breve domanda e dalla risposta di Lks. fino all’uomo spirituale, voi vedete intrecciato e intessuto lo stesso legame in tutte le Creazioni; là basato come breve domanda della sintassi nella vostra lingua, e qui in lontananze immense per voi inconcepibili come forza di attrazione e repulsione.

41.       Da questo potete scorgere quanto poco ci vuole per scoprire e spiegare una grande verità, una grande legge fondamentale del Mio divino governo; certamente però, per questo, è necessario anche Colui che ve la possa spiegare; Colui che ha tracciato la stessa via a tutti questi grandi e piccoli mondi, a tutti questi prodotti, siano essi spirituali che materiali; e per questo ci vuole il Padre vostro che vuole spiegarvi tali grandi meraviglie in poche domande, e con ciò mostrare nuovamente quanto poco ci vuole a comprendere, per primo la Mia grandezza, e per secondo il Mio Amore, e imparare ad apprezzarli! Amen!

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Cap. 9

Linguaggio, arte, musica

14 gennaio 1871

1.           Queste tre parole caratterizzano tre cose che ricorrono in tutti i mondi e soli, essendo esse la vita e la leva principale per il progresso nello spirituale. Le potete trovare dappertutto, conformate alle condizioni di grandezza dei corpi celesti, e agli uomini nel loro sviluppo spirituale.

2.          Poiché ora questi tre importantissimi fattori di vita si trovano proprio ovunque, e senza di essi non sarebbe possibile nessuna vita, anzi nessuna conoscenza reciproca o conoscenza del mondo spirituale, e alla fine nessuna conoscenza del Mio edificio della Creazione e del Mio stesso Io, allora, ovviamente, innanzi tutto si presenta la domanda:

3.          Cos’è veramente il linguaggio? – che cosa l’arte? – che cosa la musica?, – inoltre: perché tutti questi tre sono necessari? E cosa c’è nascosto di spirituale sotto queste manifestazioni che si rivelano nella vita esteriore, sia in parole o in suoni articolati, nella forma o in idee espresse attraverso piani ristretti, o comunicate attraverso il suono che non può essere compreso, ma solo sentito?

4.          Così passiamo alla prima domanda:

 

 

I )  -  Che cosa è il linguaggio?

 

1.           Il linguaggio è – come vi ho già accennato in una precedente parola – una comunicazione dell’interiore di un essere, attraverso il mondo esteriore, ad un altro.

2.          Questo linguaggio è ora differente, esso può esprimersi con suoni articolati, con gesti e segni o con suoni inarticolati.

3.          Tutte le lingue contengono suoni articolati, attraverso i quali ogni spirito umano comunica al suo prossimo ciò che gli vuole far comprendere.

4.          Questo linguaggio, secondo il grado di cultura spirituale dell’uomo, è differente in tutti i mondi e corpi solari; più l’anima è nobile, tanto più nobile è la lingua; più trascurata è la prima, tanto più povera è l’ultima.

5.          Dopo che il linguaggio per mezzo dei suoni all’anima umana non basta, allora essa vuol rafforzare con gesti corrispondenti il contenuto del suo modo di dire, per la qual ragione si forma un linguaggio a gesti che, alla fine, è compreso perfino da molti uomini anche senza parole; dopo di ché, presso di voi si è perfezionata la cosiddetta mimica, ossia il linguaggio dei gesti, specie nelle vostre esibizioni artistiche, dove un iniziato con i soli gesti può esprimere tutto ciò che gli è vietato dire a voce durante la rappresentazione.

6.          Infine c’è il linguaggio dei segni, di cui fa parte, per esempio, quello che, presso di voi, se ne servono i sordomuti; anche i ciechi si servono di segni che sono palpabili, è dischiuso il regno spirituale, per quanto possibile attraverso il senso del tatto, quindi integrando l’udito, si può completare l’uomo interiore.

7.          L’altro linguaggio dei segni, – vale a dire quello di esprimere e fissare parole a segni, e mediante questi, esprimere sentimenti – appartiene al linguaggio formale, e troverà solo sotto la parola "arte" la sua più vicina discussione, dove sarà dimostrato perché tutti gli uomini devono avere dei segni per la comunicazione, e come questi sono sorti.

8.          Ora, vengono ancora i suoni inarticolati, i quali però non esprimono nessun concetto, bensì stati d’animo, come gioia o dolore, e sono dati non solo all’uomo, quale essere ragionevole, ma, più o meno a tutte le creature, per esprimere il loro benessere o malessere; anche quest’imperfetto modo di esprimersi fa parte del regno dei suoni, del quale poi vi sarà dato un esempio più chiaro e comprensibile.

9.          Ora, il linguaggio, perché è universale? Perché è una necessità per un essere vivente? Queste sono ora le domande alle quali voglio innanzitutto rispondervi.

10.       Ebbene vedete, un’anima, sia di un uomo sia di un animale, è un essere vivente che accoglie in sé sempre le impressioni del mondo esterno, le assimila spiritualmente, le elabora per il suo stesso io e poi, con il risultato di questo, a causa del suo innato amore per i suoi simili, vuole comunicare ciò che sente, ciò che vive, e come l’ha reso utile per il proprio vantaggio.

11.       Quanto poco Io, come Creatore della Mia grande opera meravigliosa, posso solo ammirare questa stessa e cerco cuori partecipanti che condividono con Me le Mie gioie, e come poi godo nella gioia degli altri esseri ancora di questa gioia nella Mia stessa opera, tanto poco un essere vivente può trattenere in sé le impressioni del mondo esterno, le quali continuamente influiscono su di lui; così egli deve comunicare ad altri i suoi sentimenti e pensieri risvegliati, deve incitare gli esseri di sentimenti affini alla simpatia, alla condivisione del piacere, e per soddisfare quest’impulso, l’anima inventò il suo linguaggio articolato o non articolato, per comunicare ai suoi compagni di viaggio, sul sentiero della vita terrena, ciò che le era troppo da trattenere, lasciando solo sentire l’informazione di quest’ultimo ad altri, raddoppiando il vero godimento di ciò che aveva ricevuto.

12.       Questa necessità di comunicare, voi la trovate nei deboli suoni inarticolati presso gli animali, in suoni articolati presso gli uomini, e presso gli spiriti e angeli supremi in forme plastiche spirituali e non più espresse ad alta voce, ma parole ed espressioni sentite, dove tutto ciò che nel materiale è comunicato mediante suono o tono, là è percepito e compreso solo attraverso la rispondenza spirituale, e precisamente in una lingua di cui voi non potete avere nessun concetto, perché solo la velocità del pensiero potrebbe essere applicata come unica misura per un simile concetto-immagine.

13.       Il linguaggio è quindi in generale qualcosa di ‘spirituale personificato’.

14.       Il mondo interiore si manifesta attraverso il mondo esteriore, tutti i progressi nello spirituale si determinano con ciò; senza di questo la Creazione sarebbe solo a metà, anzi ancor meno di mezzo lavoro malfatto.

15.       Tutti gli animali hanno un linguaggio, e questo significa un certo modo di poter comunicare, sia attraverso suoni, sia attraverso gesti; un animale deve poter far comprendere all’altro ciò che vuole, altrimenti la Creazione sarebbe senza impulso.

16.       L’amore e il suo opposto, l’odio, si esprimono negli esseri in gesti adeguati, oppure in suoni.

17.       La vita spirituale non sarebbe possibile senza linguaggio e senza comunicazione; perché solo attraverso lo stesso c’è vita, c’è vita comune, progresso comune!

18.       Io che ho creato il mondo con tanti milioni di spiriti ed esseri, vi domando: – cosa sarebbe il mondo senza linguaggio? Che cosa sarebbero tutte le Mie meravigliose disposizioni, dove rimarrebbero i veri fattori spirituali dell’intera Creazione, l’amore, la gioia, la delizia della beatitudine, se la loro espressione fosse rifiutata agli esseri viventi?

19.       Tutti gli esseri viventi morirebbero sotto l’impressione del mondo esterno, se non potessero liberarsi di ciò che gonfia il loro cuore pieno di gioia, oppure che l’opprime di dolore!

20.       Dov’è possibile un assorbimento, deve anche essere possibile uno svuotamento, altrimenti non ci sarebbe nessuna vita, nessuno scambio spirituale, e nessun progresso spirituale! Comunicare è una necessità vitale, è l’unico legame che unisce tutti in uno, è il vincolo che unisce gli animali agli uomini, gli uomini agli spiriti, e gli spiriti, uomini e animali, a Me.

21.       Questo vincolo comune – così incompleto e limitato presso l’ultimo animaletto-infusore, fino al linguaggio infiammato di un angelo supremo – è il prodotto dell’Amore, poiché senza amore non vi è nessun linguaggio, e senza linguaggio, nessun amore!

22.       Così vedete questa necessità come un elemento necessario dell’intera Creazione, anzi, come il suo pilastro fondamentale; poiché senza linguaggio ogni essere rimarrebbe come fu creato, senza linguaggio non vi sarebbe nessun progresso, senza progresso nessuna vita, nessuno scopo perché qualcosa dovesse essere creata.

23.       Questo vincolo spirituale che ci avvolge tutti, ci unisce e lega tutti in una famiglia, ci vivifica e avvicina l’uno all’altro, questo vi conduce a Me, e Me a voi; questo vincolo è il grande principio di vita che dappertutto dove regnano luce, vita e amore, unisce tutti a uno scopo comune, innalza voi, Mie creature, e Mi fa sentire, per la seconda volta, il valore e la bellezza della Mia Creazione, la prima volta come Creatore, e la seconda volta in una luce molto più bella, nella dilettevole Luce di un Padre verso i Suoi figli!

24.       Questo linguaggio che con l’espressione di belle e gioiose sensazioni mostra l’animale in una luce più bella, e presso l’uomo fa risplendere il suo meraviglioso occhio, innalza la sua voce e fa vibrare con letizia il suo intero organismo; questo linguaggio è l’espressione tramite cui la parte interiore di un essere rivela fino a qual punto abbia afferrato le impressioni dall’esterno e quanto le abbia comprese spiritualmente e giustamente.

25.       Perciò, oltre all’informazione attraverso il linguaggio, è anche il frutto dell’assimilazione spirituale di tutte le impressioni del mondo esterno, il giusto e ben formato discorso, o la restituzione modellata in belle forme che, espressa con entusiasmo dall’anima, deve provocare nuovamente entusiasmo; ed è così da intendere quando nel Vangelo di Giovanni si legge: “In principio era la Parola, e la Parola era Dio!”. Sì, all’inizio era la Parola, e la Parola ero Io!

26.       Senza la Mia Parola, nessuna Creazione, senza Creazione nessun essere, nessun amore, senza amore nessuna vita, e senza vita nessuna partecipazione!

27.       Io ero dal principio «la Parola», questo significa l’espressione e prototipo di un eterno concetto, e proprio perché Io ero la Parola, dovevo riportare indietro, accanto a tutti i prodotti spirituali, quale prima necessità, anche la Parola o l’informazione attraverso la Parola tutti i Miei esseri creati che Io avevo messo fuori nell’eternità attraverso la Parola, affinché essi, lottando e combattendo, Mi restituissero, con parole, gesti e suoni, ciò che Io misi dentro di loro nella prima Parola.

28.       In principio era la Parola, ‘Parola’ come quintessenza di un’idea, e alla fine di tutti i periodi della Creazione tutto il vivente si sarà nuovamente riunito in una parola, e questa Parola sarò nuovamente Io!

29.       La Parola, che per Amore creò esseri e mondi, raggiungerà di nuovo, come Amore, il suo punto culminante nelle sue creature, e alla fine, nello spirituale uomo-celeste, in Me come centro, sarà glorificata nuovamente attraverso tutti gli esseri creati.

30.       Così il concetto dell’infinità è simile ad un cerchio.

31.       Da Me procedette la Parola: ‘Sia fatto!’ che risuonò in tutti gli spazi senza fine, ed essa fu!

32.       Tutto divenne, tutto visse, tutto amò e si annunciò e percorse il suo piano di avanzamento attraverso eoni di corsi di tempo, e un giorno ritornerà a Me spiritualizzato, reso bello e trasfigurato, con l’invocazione:

33.       “Padre! Tu un giorno esclamasti «Sia!». Ebbene vedi, i Tuoi figli hanno risposto a questa chiamata e stanno ora dinanzi a Te, giubilando e benedicendo il loro grande e potente Creatore e Padre; infatti, qui noi stiamo come prova vivente – è stato! – E così, proceduti dalla Parola e ritornati alla Parola, è completato il ciclo del periodo creativo, e ne inizia uno nuovo ed eterno – in Te e con Te!”. – Amen!

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II )  -  L’Arte

 

1.           Ebbene, nel precedente capitolo avete compreso e chiarito il linguaggio come comunicazione e parola spirituale; ora ci rivolgiamo all’arte, ossia all’impulso che si trova in tutti gli uomini di rappresentare i loro pensieri e concetti in forme oppure in immagini!

2.          Qui gli animali devono rimanere esclusi, perché ciò che essi eseguono in maniera ‘artificiosa’, è stabilito dalla natura del proprio io, e serve solo per la conservazione e la riproduzione; per questo gli animali eseguono i loro lavori artificiosi istintivamente e non con premeditazione, e perciò non è possibile in loro neanche un progresso e nessun miglioramento.

3.          L’arte, oppure l’impulso di tradurre quanto visto in segni, immagini o forme plastiche, è altrettanto un linguaggio dell’anima. Essa è, come appunto è stato detto del ‘linguaggio’, l’impulso di riprodurre quel che si è osservato, con la sola differenza che, come nel linguaggio in toni e suoni articolati è svelato lo stato interiore dell’anima, così nell’arte, come linguaggio in forme e segni, l’anima spinge a disporre le sue impressioni preferite in forme, segni e immagini saldamente dinanzi a sé, di rivestirle in forme materiali e assicurare così, a queste impressioni di cose del mondo esteriore, un contenuto permanente, dilettandosi alla sua vista per poter, in un certo qual modo, ripetere spesso tali impressioni.

4.          Questa necessità si basa dunque sul voler fissare il fugace svolgimento di un discorso, oppure il contenuto di ciò che si è pensato, o detto, o contemplato.

5.          Tutti i popoli e tutti gli esseri umani-spirituali in tutti gli altri mondi, hanno in comune con voi quest’impulso, dappertutto vive l’arte, solo in maniera differente, così che essa corrisponde solo al gradino spirituale degli esseri là viventi, e da ciò è riconoscibile la loro interiorità.

6.          Anche sulla vostra Terra voi vedete come i popoli di bassa condizione, stando su un piano culturale inferiore, provano gioia nel dare a certe impressioni piacevoli una durata permanente attraverso immagini disegnate, dipinte e formate.

7.          Voi vedete crescere gradualmente queste immagini con l’io spirituale dei popoli e delle nazioni; all’inizio, esse imitano quanto visto nella natura, pian piano lo idealizzano, lo stilizzano, credono di abbellirlo, secondo i loro stessi concetti culturali. L’ideale migliora, si arricchisce, e quanto più l’uomo è spirituale, tanto più belle sono le sue idee e, di conseguenza, anche le sue immagini e prodotti sono formati corrispondenti a queste, perché egli vuole imprimere alle sue creazioni, dappertutto, l’impronta della Divinità.

8.          L’arte ha i suoi periodi, come lo stato di cultura spirituale dei popoli; questi vanno in su e in giù, e con essi il loro modo d’immaginare e il modo di concepire il mondo spiritualmente. Così avete sulla vostra Terra popoli che, da una grande altezza di formazione spirituale, sono scesi nuovamente, per eccesso di godimento o per deviazione dalla via della loro destinazione, al gradino più basso, e con essi sono scomparsi la loro arte e i loro prodotti spirituali. Nelle loro idee vivono ancora solo specie diverse di un modello spirituale di concezione del mondo, e così anche le rappresentazioni del contemplato sono come immaginarie caricature della natura, nelle quali non si può trovare più nulla di un’idealizzazione spirituale.

9.          Il linguaggio, questa fugace riproduzione del percepito e del vissuto, si voleva mantenere in modo permanente per se stesso e per altri, e così sorse la lingua scritta o disegnata, dove determinati disegni o immagini dovevano designare concetti corrispondenti alla loro forma.

10.       Anche questa necessità, coltivata già da tempi antichi, sperimentò le sue trasformazioni secondo l’istruzione dei popoli, iniziando con la scrittura ideografica, alla fine con la scrittura grafica e la sua moltiplicazione, con la stampa, facilitò l’annotazione di ciò che si voleva esprimere e si pensava, e così fu prodotto per tutti un bene comune che una volta era concesso di godere soltanto a pochi.

11.       L’arte nel suo senso più alto è quindi null’altro che la realizzazione d’idee spirituali dell’anima, dove questa, mediante la simpatia suscitata, vuole comunicare anche ad altri quel che prova e pensa, e sente la necessità tangibile di riprodurle, perché crede che ciò faccia anche ad altri la medesima o, per lo meno, simile impressione, e mediante questo procedimento essa gode, nel piacere degli altri, doppiamente il proprio vedendolo riflesso su di sé.

12.       Così l’arte è il legame tra popoli e nazioni; l’arte lega insieme come un terzo cuore, che altrimenti passerebbero uno accanto all’altro freddamente; questo stretto legame che, come linguaggio, se non fissato con segni, riscalda solo fugacemente i cuori, ora invece li attrae l’un l’altro vicini e li conduce così insieme di nuovo a un gradino spirituale più elevato e quindi anche più vicino a Me, questo legame dell’arte figurativa è il lato materiale, come il linguaggio è il lato spirituale.

13.       Anche il mondo sarebbe più povero senza l’arte; attraverso di essa un ricco animo privilegiato, colmo di grandi idee, dona ai suoi simili, piaceri di cui questi non avevano prima nessun presentimento, li conduce in un mondo più bello, più elevato, mostra loro nell’ideale riproduzione della natura lo spirituale che Io ho messo in tutto, cosa che però non fu dato a ognuno di scoprire.

14.       Mentre la parola pronunciata si dilegua nell’aria, lasciando solo l’impressione generale di ciò che ha espresso, e stimola ad altri pensieri e sequenze d’idee, l’immagine tenuta ferma dall’anima di un Mio prodotto creativo, oppure un momento rappresentativo della vita spirituale dell’uomo, è un punto d’incitamento perpetuo; in ciò, l’uomo, immergendosi, riconosce nelle sue forme, di nuovo nella natura, il Creatore e Padre, e impara ad amarLo e onorarLo. – Qui Io parlo solo dell’arte nel senso più nobile, non memore degli abusi, dove questo dono divino, la forza dell’immaginazione e il dono della rappresentazione, è usato dall’uomo in modo indegno per scopi completamente diversi.

15.       Così l’arte, sempre perfezionandosi, continua a vivere in ogni istante spiritualmente, come una parola scritta; anche se non è compresa da molti, il suo stimolo è nondimeno operante in ogni osservatore e differente secondo la formazione spirituale dello stesso.

16.       In tutti i mondi, come anche presso di voi, l’arte è coltivata e trasferita nella vita domestica, adoperata per i templi, le case di preghiera e d’abitazione, per esprimere, come da voi, i concetti che questi esseri hanno del loro Dio e Creatore, e come fanno predominare anche nel loro lavoro domestico lo spirituale o il materiale.

17.       Dappertutto, da ciò, come presso di voi l’arte è coltivata per amore, potete giudicare lo stato spirituale degli uomini di questi mondi.

18.       Poiché, se nel linguaggio è dato all’altro fugacemente lo spirituale, e lì è accolto favorevolmente, così anche per mezzo dell’arte, dove altrettanto è dato un giudizio da altri sul modo e maniera di cosa e come è creato, c’è la giusta scala della formazione interiore di un popolo.

19.       Lo spirito è dappertutto il mezzo vincolante tra gli uomini, gli spiriti e Me!

20.       Il linguaggio insegna concetti e idee messe nelle parole e nelle frasi, l’arte invece realizza pensieri in colori, forme e segni, e così unisce quest’applicazione fissata del pensato e percepito, come scala tra modellatore e osservatore, tra il creante e l’educante a gradi superiori, gli uomini con Me e il Mio Regno degli spiriti, l’uno dando, gli altri accogliendo!

21.       L’uno si innalzò a Me e al Mio Regno durante la Creazione, e l’altro, contemplando il Creato, sente l’idea di base del Modellatore attraverso la materia, essa lo tira magneticamente in un’altra sfera di associazione d’idee, che non erano le sue, gli lascia percepire ciò che l’altro ha e cosa a lui manca, e in questo modo sprona la sua stessa anima a scalare il monte dell’entusiasmo, dove la natura, l’espressione del Mio Amore per tutto il Creato, personificato in così stupende forme (a lui) sempre esclama: “Venite qui, voi che siete aggravati e stanchi, affinché Io vi ristori!”. Nella contemplazione di una scena naturale, di una bella immagine umana, di una grande nobile azione, ovunque l’osservatore trova realizzata la massima che a lui esclama ogni fiorellino a ogni passeggiata, dicendogli: “Respira a pieni polmoni l’Amore del tuo Creatore e Padre che lo ha riversato ovunque, per dimostrarti ad ogni respiro, quanto sono insipide le gioie del mondo e quanto poco ci vuole per essere felici e soddisfatti!”.

22.       Se l’osservatore di un’immagine di un uomo potesse leggervi tutte le caratteristiche spirituali che l’uomo stesso dovrebbe avere come riflesso spirituale del suo Creatore, e purtroppo non ha, se vedesse perfino quanto sia in alto l’idea della forma umana sotto l’aspetto spirituale, e la immaginasse inoltre con tutte le sue mancanze, e tuttavia non può fare a meno di ammettere quanto sia egli stesso lontano da quest’ideale dell’umanità; e se oltre a ciò pensasse che, nonostante i suoi errori, la potente mano del suo Creatore e Padre lo colma giornalmente con grazia immeritata, allora anche lui dovrebbe esclamare: “Cosa sono io, o Signore, che così amorevolmente Ti ricordi di me!”.

23.       Così, e in molti altri modi, la (puramente nobile) arte figurativa stimola nell’osservatore sentimenti e idee che rimangono tutti eterni ammonitori per il progresso, ed eterni stimolatori per l’entusiasmo, al fine di non trascurare di tendere là, dove, come nell’artista, quale prodotto spirituale proprio di una vita più bella, tali sentimenti dovranno un giorno per tutti diventare un bene comune; così che alla fine, sia nel linguaggio con suoni articolati, sia in forme fissate, s’introduca ovunque il filo spirituale che porta avanti tutti silenziosamente, come al guinzaglio, sul gradino spirituale dove, da mondi a mondi, da soli a soli, linguaggio e arte sempre migliorati e perfezionati, si avvicineranno spiritualizzati sempre di più a Me, scorgeranno, fin nel Regno celeste spirituale, Me come Centro, come ‘Parola’ e Prototipo di qualsiasi forma, e come Uomo Io farò gustar loro nuovamente, nella più elevata delizia, le impressioni spiritualizzate che tutti hanno provato con l’ascolto di un discorso entusiasmante o con la contemplazione di un’immagine sublime come riproduzione della Mia Creazione che non avrà mai una fine!

24.       Così l’arte, come spirituale scultrice delle Mie grandi idee nella Creazione, attrae le anime a Me, e ciò che il linguaggio stimola, l’arte conserva; e per colmare la triade della trinità, allora si figura nei suoni e moti di sentimenti inesprimibili ancora la musica – e perciò passiamo all’ultimo elemento di questa trinità, e Io vi dimostrerò dove questa ha termine, come iniziò, e come alla fine, tutto, riunito spiritualmente, rappresenta Me, la Mia Creazione materiale e spirituale in una sola immagine, cioè in Me stesso come ‘Parola’, ‘Forma’ e ‘Suono’. Amen!

(Indice)

 

III )  -  La Musica

 

1.           Ora siamo giunti al terzo fattore dell’umana vita spirituale, vale a dire al linguaggio del sentimento o dello spirito, un linguaggio che non può essere tradotto in parole, perché le sue origini, come dell’incompreso mondo delle creature, possono essere solo presentite da quest’ultimo.

2.          Questo linguaggio voi lo definite generalmente ‘musica’; ma sebbene sentiate musica nelle stanze, nel bosco, nell’aria e talvolta anche sotto la crosta terrestre, tuttavia non conoscete il suo significato spirituale, cosa esso sia, né perché e né quale sia stato il suo vero significato originario.

3.          Ebbene vedete, col linguaggio in toni articolati Io vi ho spiegato che l’anima escogitò un mezzo, costretta da impressioni esterne e forzata da necessità interiori, di comunicare se stessa, e di cosa il suo interiore era colmo; vi ho inoltre spiegato l’intero seguito, la sua origine, il suo effetto e la sua fine.

4.          Nell’arte vi ho mostrato come questa vuole esprimere il linguaggio figurato in segni, immagini e forme materiali ciò che, nel linguaggio, procede in parole troppo rapide; già in quest’ultimo modo di esprimersi si mischia un altro modo di parlare, poiché se Io volessi chiamare il primo il ‘linguaggio della testa’, allora il secondo dovrebbe essere il linguaggio della mano o dell’azione. Qui invece già si mescola, col più elevato entusiasmo, anche il linguaggio del cuore o del sentimento, che in verità anche al primo, il linguaggio a parole, vi si ricorre spesso, tuttavia solo in elevatissime cose divine, dove cessa la conoscenza e ha inizio la fede!

5.          Adesso vogliamo occuparci dell’ultimo linguaggio, più elevato e caratteristico degli spiriti, ossia del linguaggio del sentimento. Ascoltate dunque:

6.          Quando un’anima, permeata da elevati sentimenti, si abbandona agli influssi della natura fin dove questi possono penetrare nel suo interiore attraverso l’organo dell’udito, allora i suoni che giungono all’orecchio con le onde acustiche, sono talvolta di natura così elevata che nello spirito dimorante al centro dell’anima, risvegliano un ardente desiderio per la vera precedente patria, sicché poi l’anima prova un certo qualcosa che si avvicina ad un piacere spirituale, ma non può essere rappresentato da voi in parole, segni, immagini e forme; ebbene, questo confluire di differenti suoni, composto da ritmo, profondità e altezza, è proprio ciò che voi conoscete con il nome di ‘musica’; essa è un vibrare dello spirito nel mezzo della sua celletta, un fremito di delizia, provocato dalla vibrazione di onde eteriche che, altrettanto animate, si sfregano l’una contro l’altra e l’un l’altra si spingono fino all’oggetto dell’influsso, sviluppando calore, sciogliendo i vincolati armoniosi spiriti giacenti negli elementi eterei, cosicché questi, ebbri di gioia, liberi dalla loro prigionia, si librano in gioiosa estasi, e nella loro esultanza emettono uno o più suoni, i quali, giunti alla membrana dell’orecchio, risvegliano i sentimenti concordi all’interno dell’uomo spirituale, comunicando questo sentimento all’anima e perfino anche al corpo!

7.          Dopo che questi suoni, quale un prodotto spirituale, possono essere comunicati di nuovo solo ad uno spirito, quindi compresi solo da questo, allora questo linguaggio è all’anima non accessibile, come essa, ancor troppo poco unita con lo spirito, può ben presentire, deliziarsi in gioie future, ma non se le può rendere comprensibili!

8.          Perciò anche la musica, con la sua grande potenza, passa incompresa nel cuore umano e su ogni altro essere di questa Terra; ognuno ne percepisce la grandiosità, ma ‘il perché’ nessuno lo conosce.

9.          Per cogliere queste onde sonore-eteree, o per produrre perfino toni somiglianti, voi ora avete inventato differenti strumenti che sono adatti a produrre queste vibrazioni delle eccitate onde eteriche, anche nei materiali dai quali sono congegnati, per produrre somiglianti vibrazioni degli elementi stessi, liberando anche lì, spiriti legati di uguali sentimenti.

10.       Questo liberarsi e mescolarsi con gli spiriti liberi dell’etere, dà poi ad ogni strumento il proprio suono, dove in alcuni strumenti devono concorrere due, tre o più oggetti differenti per produrre il giusto tono, così che con questo lo scopo possa essere raggiunto!

11.       Ora però, per sapere come siete arrivati alla vostra musica, vi devo dapprima dire che l’impulso di esprimere i propri sentimenti interiori mediante toni inarticolati, voi, così come tutte le creature viventi, lo avete ottenuto così:

12.       Quando un vento d’amore si leva attraverso l’intera Creazione risvegliandola, stimola ed eccita tutto, dove né l’animale né l’uomo sa il perché è così lieto e il perché si sente così di buon umore, qui l’uomo sente un soave impulso che, non nel discorso, non nell’immagine né nella forma, no, bensì nel canto, nel gridare, nel giubilo, ottiene il suo finale soddisfacimento; e proprio questo sentimento è ciò che stimola l’uomo al canto e al giubilo, stimola anche l’animale – ognuno a suo modo – a ringraziare il Creatore e Autore del suo delizioso sentimento, e precisamente in suoni che non vogliono esprimere nessuna parola, tuttavia individualmente molto di più che parole![19]

13.       Dopo che Io, come Creatore, non ho creato nessuna natura morta, ma una natura che Mi viene incontro festosa[20], così anche negli organi degli animali dalla vita emotiva già più elevata, misi disposizioni permanenti che permettono l’emissione di suoni, affinché essi possano servirsene in intonazioni piene di presentimenti spirituali-profetici; e quindi è dato agli esseri, ai quali manca il linguaggio in parole, quello ampiamente superiore, il linguaggio dei suoni!

14.       Così vedete gli uccelli canterini, ognuno dei quali, a modo suo, Mi porta il ringraziamento, quando a causa del calore, oppure, che è la stessa cosa, il loro interiore freme di gioia a causa dell’amore!

15.       Così vedete l’allodola quando, il mattino presto, il primo raggio del Sole colpisce il suo occhio, si prepara a spiccare il volo, e cantando e giubilando sale sempre più in alto, e più in alto sale – tanto più le è facile dar libero corso ai sentimenti imprigionati nel petto, e tanto prima può liberarsi del suo cantico a Me dedicato, finché, giunta nelle altezze come un piccolo punto, Mi manda l’ultimo saluto, e la legge inesorabile della gravità l’attira nuovamente a terra, dove ricomincia, poco tempo dopo, nuovamente lo stesso volo, ottenendo sol sempre il medesimo risultato.

16.       Se voi poteste comprendere i differenti canti del mondo dei volatili, ronzanti e cinguettanti che, in primavera, con nuova rinnovata attività della natura, al sorgere del Sole Mi vengono incontro ogni giorno, voi uomini, che vi credete saggi, dovreste incantucciarvi vergognandovi a causa della vostra empietà e crudeltà, dal momento che tra tanti esseri a Me affezionati, solo voi state lì con cuori duramente chiusi, sebbene lasciate passare il vigoroso soffio primaverile attraverso i vostri polmoni; ma con questo pensate – chissà a cosa – solamente, non a Me!

17.       Questa melodia degli uccelli e le diversità del loro canto, sapete voi da dove provengono?

18.       Vedete, anche questo vi voglio dire; poiché dovete sapere che nessuno strumento da voi inventato ha in un altro luogo la sua origine se non nella natura degli stessi esseri creati, dove l’attento osservatore del mondo animale diede poi allo strumento gli aggiustamenti somiglianti che poi perfezionò, e dal cui miglioramento sempre più perfezionato sono sorti gli strumenti musicali presso di voi attualmente[21] usati.

19.       Vedete, per molti strumenti, soprattutto quelli a fiato, serviva come norma la gola umana o animale, dove nella laringe l’intero congegno fino al condotto, la trachea, sono fissati gli apparati vibratori e tremolanti, come i circuiti cartilaginosi nella laringe stessa, poi la glottide, in cui sporge la piccola lingua vibratoria che, nei suoni, secondo l’altezza o la profondità della stessa, modifica le sue vibrazioni, e attraverso l’oscillazione della colonna d’aria nell’interno della trachea e attraverso la sua stessa vibrazione, emette il suono che l’anima vuol produrre, il quale suono poi, urtando alla volta del palato, ottiene il suo caratteristico tono.

20.       Quello che lì è la glottide, queste sono, nello strumento ad arco, le incisioni nel legno per la maggior parte a forma di ‘S’, le pareti a volta corrispondono al palato, come fondo di risonanza ecc.; così con un’osservazione molto seria in ogni strumento, com’è d’uso presso di voi, riconoscerete come primo principio fondamentale l’organo vocale umano o animale.

21.       Ma poiché come la grandezza dell’organo, così anche la voce deve essere differente, e in particolare negli uccelli la bocca è modellata secondo un’altra forma, vale a dire come becco, allora anche lì il suono è formato di nuovo in modo particolare, com’è conveniente ad ogni uccello canterino.

22.       Una grande differenza che contribuisce anche nel modificare i suoni, la loro vibrazione e modulazione, è quella che, come nell’uomo così negli animali, l’aria inspirata è diversa da quella espirata; nell’aria da inspirare sono contenuti altri elementi vincolati, e nel corpo dell’animale essa è assorbita, elaborata e scomposta chimicamente; nel canto degli uccelli, per esempio, il suono è per lo più composto dagli elementi dell’aria inspirata e espirata, vale a dire da elementi per gli uccelli vivificanti ed estinti. Ebbene vedete, proprio per questo il tono del canto di ogni uccello è differente, perché nell’inspirazione esso assorbe ben l’aria comune, ma nell’espirazione espelle solo quella inutilizzabile, e quella espulsa è qualcosa di diverso in ogni animale, come anche nell’uomo; così il suono che producono queste sostanze espulse in unione con l’aria – oltre ai differenti organi canori – è anche differente, e anche in questo riguardo è così dappertutto; da un semplice processo di una e la stessa sostanza, la diversità del suo impiego è quella che dimostra nuovamente la Mia Divinità e la Mia Potenza, essendo Io in grado anche qui, come sempre, di fare con poco, molto.

23.       Vedete, c’è ancora un motivo che nell’intera natura ha grande influsso. Di certo voi saprete dalla storia della natura che la maggior parte degli uccelli canori, poveri in magnificenza di piume e colori, dimora sull’emisfero nord della vostra Terra, mentre sull’emisfero sud gli stessi superano, in sfarzo di colori, notevolmente i loro colleghi del nord, ma in compenso nel canto sono stati trattati così come da madre snaturata che, proprio i più guarniti emettono lo schiamazzo più brutto. Ebbene, questo ha di nuovo il suo motivo nella semplice spiegazione spirituale della musica.

24.       L’emisfero nordico terrestre, con il polo nord, è la parte che dal grande spazio eterico assorbe lo spirituale per la Terra, e il polo sud, col suo grande massiccio montuoso, è il luogo da dove il consumato della Terra si riversa nuovamente nello spazio eterico.

25.       Ora vedete, la parte settentrionale corrisponde alla parte superiore del corpo umano, dove hanno la loro sede capo, cuore e polmone, la parte meridionale corrisponde alla parte inferiore dell’uomo; la Terra d’altra parte è anche, sopra uomo e sotto donna, sopra positivo e sotto negativo, questo significa: nel nord predomina lo spirituale, e nel sud il materiale!

26.       Nel nord è operante l’influsso del grande etere e del Sole sullo spirituale, lì essa produce anche nei prodotti della terra, non la grande varietà, ma ben le piante più sostanziose, più nutritive. Piccoli e inosservati sono la sua vegetazione e il suo mondo animale, ma altamente spirituali.

27.       Nel sud è l’opposto; là è segnato tutto con grosse cifre: ciò che nel nord è solo vegetazione piccola, nel sud è grande come albero, ma produce poco frutto, poiché il sud è il polo dove la Terra espelle le sostanze consumate, e dove queste si levano di nuovo nell’alto dell’etere atmosferico fin verso l’equatore, impregnando tutta la vegetazione con molti elementi, i quali favoriscono la sua crescita e rivestono gli uccelli di sostanze che hanno per conseguenza una rifrazione diversa dei raggi di luce nei colori del loro piumaggio. E così il sud distribuisce le sue forze vitali unite con gli elementi consumati dell’interno della Terra, e favorisce ben la crescita esteriore, mentre nel nord l’esteriorità sembra trascurata, ma la natura interiore spirituale è tanto più accresciuta.

28.       Per questo la grande forza canora e la diversità degli uccelli nel nord, e il grande sfoggio di colori degli stessi nel sud.

29.       Qui, nel nord, domina il penetrante raggio divino del grande uomo-spirituale, e là, nel sud, l’influsso dell’uomo-mondiale; qui sapienza – là forma; qui spirito – là materia!

30.       E se ora vi poteste slanciar fuori per origliare l’armonia delle sfere dei mondi che vi circondano, allora trovereste anche là questi contrasti, là nella testa e nel cuore la magnificenza dello spirito, e nella parte inferiore la magnificenza dei colori e delle forme: qui vita dell’amore, là vita dell’intelletto; e avanti in alto fin nel Cielo spirituale il suono si raffina sempre di più, diventa sempre più armonioso, più puro e melodioso, perché lì, dominando anche più vita spirituale, anche di più è parlato e compreso solo il linguaggio della vita del sentimento.

31.       Lassù nel grande uomo spirituale, dove la musica ha raggiunto la sua purezza suprema, là nel centro c’è poi nuovamente in Me, come tutto abbracciante, il suono personificato nel Mio Io, là vibra tutto, luce, aria e suono, e così – pulsante di delizia mai percepita – si accresce la vita spirituale fino alla massima potenza.

32.       Solo là è compresa la vita del sentimento; là si vedono, in ogni vibrazione, onde purissime di aria e luce e, in rispondenza, le più belle parole d’amore e preghiere di ringraziamento mai espresse in una forma; là vive la poesia che, altrettanto solo a motivo del ritmo rimeggiato e dei suoi toni analoghi, suona all’elevato ascoltatore come prosa; là l’armonia vive nei cuori degli spiriti e nella fusione dei suoni; là vi è solo un tono come suono fondamentale che serve a tutti come base, e compenetra tutto, e questo Tono sono Io!

33.       E così, iniziando dal linguaggio che là è la sapienza dei Miei spiriti, l’arte che là sono le forme spirituali primordiali di tutto il Creato, e infine la musica, che là è il linguaggio dei sentimenti del più interiore, dove nessun linguaggio ha parole per questo, dove tutto può essere solo percepito, né pronunciato né formulato; là è unificato tutto ciò che qui appare come trinità separata: – in linguaggio, arte e musica; in sapienza, forma e amore; oppure causa, effetto e movente; oppure passato, presente e futuro; essenza – essere e divenire; calore – luce e vita; pensiero – concetto e idea; Gesù – Uomo e Dio, che ora sta dinanzi a voi.

34.       Là, nel centro, sta il Padre vostro che, sostenendo con le Sue braccia la Sua Creazione, i Suoi esseri creati, e ristorandoli col cibo della Fonte divina, invita tutti voi: “Utilizzate il linguaggio per istruire gli altri; utilizzate l’arte per entusiasmare gli altri; utilizzate la musica per mostrare agli altri la via che porta al sentimento e a Me!”.

35.       Come Io dissi un giorno in un cantico: “Senza suono nulla è fatto nascere”, lo stesso dico adesso: “Senza vita del sentimento non esiste Creazione spirituale!”.

36.       Dove agisce solo l’intelletto, oppure è osservata solo la forma esteriore, ma manca il sentimento, là vi è solo mezza, o del tutto nessuna vita spirituale, là vi è solo progresso vegetativo.

37.       Dove invece i battenti delle porte del cuore sono spalancati, e all’orecchio spirituale, per mezzo delle onde sonore dell’atmosfera, giungono reminiscenze spirituali di un mondo più bello e più spirituale, là vive la vera vita del sentimento, la vita che, sebbene forse povera in delizia per gli orecchi, certo è ricca in pienezza di vita, e trova, nel suo punto culminante, lontano e su tutti i mondi materiali e spirituali, tutto nel Centro di un’unica Essenza, nel Mio Io.

38.       Aspirate ad unirvi con Lui, tendete là; là, dove il linguaggio, le forme e la musica spirituale personificate in tutte le Creazioni, staranno dinanzi ai vostri occhi, là otterrete un giorno la soluzione di molti altri misteri della Creazione che qui, non compresi in mille anni, potranno invece essere afferrati e compresi con uno sguardo soltanto!

39.       Questa è la vostra meta! – Ora sapete se vale la pena sottomettersi ai dissapori (e fatiche) durante il percorso della vita terrena, per ritrovare un giorno là, nel suono purissimo, il Padre vostro che vi ha fatto presentire tante bellezze e beatitudini durante la vostra illusoria vita terrena!

40.       Lottate dunque! Vale la pena – divenire un figlio di Colui che, per uno sguardo d’amore, vi può donare sistemi solari e sistemi mondiali! Amen!

(Indice)

 

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Cap. 10

Forza, materia e spirito

22 febbraio 1871

1.           Queste tre parole indicano cose su cui gli uomini si fanno moltissimi concetti errati, e in particolare le prime due procurano molte difficoltà ai materialisti, perché credono di avervi trovato l’intero universo, il fondamento della sua origine, esistenza e continuità, nella cui spiegazione, un Dio, oppure un Essere spirituale che governi tutto, è stato completamente messo da parte.

2.          Dunque, poiché proprio i materialisti, oppure gli attuali ‘professori altamente eruditi’ di geografia, zoologia e geologia gettano qua e là queste parole presentandole come primi principi, e con ciò credendo di aver detto tutto in tutto, allora dobbiamo nondimeno – se vogliamo dimostrare chiaramente a questi abili signori professori la loro inattendibilità – cominciare con i concetti di queste parole; poiché si deve sapere innanzi tutto, cosa si adopera come utensile prima di incominciare un lavoro, dove solo dopo con il giusto uso dell’uno o dell’altro attrezzo è dimostrata l’abilità del maestro.

3.          Dunque: “Che cosa è, o cosa vuol dire veramente, forza?”.

4.          Vedete, voi signori eruditi che vi considerate saggi, voi che dopo tutto l’investigare e l’esaminare, arrivate di nuovo proprio là da dove siete partiti, voi che volete stabilire la forza come un fattore dell’intero mondo visibile e invisibile, vedete, Io vi devo dire che la forza, questa parola molto esaltata sui frontespizi dei vostri libri, non indica nulla di qualcosa a sé stante, né di unico, ma solo il prodotto di un altro fattore invisibile che voi proprio non volete ammettere, dichiarando di buona lena: “La forza è una legge della natura che equivale al movimento, oppure alla vita”.

5.          Ora però domandiamo a questi eruditi: se tutto il vostro mondo consiste solo di materia e di espressione di forza, chi allora dà a questa forza l’impulso che deve e può esprimersi così e non diversamente, e con la sua espressione agisce sempre sul secondo articolo di fede della vostra scienza, la materia?

6.          Voi vedete rotolare un sasso giù dal monte o cadere giù dall’alto, e avete subito la conclusione pronta: “È la forza o la legge di gravità, la forza di attrazione della Terra che strappa il sasso derubato al suo basamento, finché avrà di nuovo raggiunto un’altra base solida e resterà fermo lì, aspettando un’altra ‘forza’ che intraprenda con esso qualcosa di diverso!”

7.          Ebbene, se Io dovessi andare a scuola da questi scienziati, allora domanderei, dopo aver appreso i loro sapienti motivi: “Come ha creato il mondo se stesso, e come conserva se stesso e distruggerà se stesso?”. Signori Miei! Voi mi avete dimostrato l’effetto di una forza, questo è vero, anzi Io stesso ho provato e trovato questi principi da voi addotti, confermati; ma vorrei tuttavia sapere, giacché non posso vedere la forza, ma unicamente percepire i suoi effetti: “Che cosa essa è veramente?”. Io vorrei volentieri avere una spiegazione a questo riguardo!

8.          I signori scienziati subito rispondono unanimi: “La forza è una legge della natura, senza la quale la natura stessa non potrebbe esistere!”

9.          “Bene!”, dico Io, “Avete ragione!”. Ora però vorrei anche sapere: “Abbiamo noi nella natura un esempio in cui una cosa dia leggi a se stessa?”, poiché voi, signori Miei, non supponete nessun Legislatore, sebbene Mi volete liquidare con il concetto di ‘legge della natura’; ora, Io sono proprio uno di quegli allievi che vogliono volentieri sapere tutto e non possono accontentarsi solo con mezzi termini o niente affatto importanti, anche se ‘scientifici’!

10.       I signori scienziati si adirano con un allievo che vuol sapere più di loro stessi e Mi voltano le spalle, e così sono poi costretto a raccapezzarMi da solo nel caos dei termini scientifici, perché la nave degli scienziati si è arenata sul fondale poco profondo delle loro ‘leggi della natura’[22].

11.       Ebbene, poiché tante persone parlano di ‘forza’, ‘forza della natura’, ‘impulso’, ‘ripercussione’, ‘gravità’, ‘pressione’, ‘forza di attrazione’ ecc., allora vogliamo cercare di farci prima un’idea su che cosa sia veramente ‘forza’; poi vedere come questa si manifesta nella natura e come agisce sulla vita organica e inorganica, forza che dà la vita, toglie la vita, la costruisce e distrugge, diventando così la conservatrice dell’universo.

12.       Dunque, innanzi tutto: cos’è la forza?

13.       Vedete, forza non è altro che un’espressione osservabile in una cosa che deve cambiare o il suo posto o la sua forma secondo un altro oggetto agente su di essa, il che avrà per effetto un movimento, un ingrandimento, un rimpicciolimento o perfino un morire visibile all’esterno o all’interno della cosa stessa.

14.       Ora, questa pressione di un oggetto estraneo su un qualunque altro è nient’altro che l’impulso giacente nel secondo essere di sottrarsi agli elementi agenti che lo circondano, è l’impulso della quiete, come opposto del movimento.

15.       La pietra vuole rimanere tranquilla distesa, in pratica vuole persistere in unione con la sua base, dove tutte le sue parti, fin nei più piccoli atomi, nella loro estensione di larghezza, lunghezza e profondità, non si sentono disturbati.

16.       Appena quindi un altro oggetto agisce sulla pietra per strapparla alla sua confortevole quiete, il suo intero essere si oppone; tutte le parti in essa che diversamente giacevano immobili, duramente racchiuse l’una nell’altra in perfetta quiete, tutte queste parti cominciano o ad estendersi, oppure, se possibile, a contrarsi, ad andare in vibrazione. In breve, la pietra, a causa della sua resistenza contro l’altro oggetto agente su di essa, non è rimasta più la dura, inanimata pietra che era prima, ma ha trovato vita, tutto in essa si muove e vibra.

17.       Ora, qual è il risultato quando un oggetto, altrimenti quieto, viene a trovarsi in movimento? Vedete, il risultato è che esso deve abbandonare la sua forma e la sua condizione finora avuta, ed è costretto a divenire qualcosa d’altro; poiché i suoi elementi non sono più così legati come prima, e la forza agente consegue proprio per questo il predominio, scompone e disgrega la pietra e, se possibile, dissolve anche i suoi elementi in polvere.

18.       Alla forza di gravità, oppure alla forza di attrazione della Terra sulle sue parti costituenti, si oppone dunque sempre un’altra forza, cioè la forza o l’impulso a distruggere tutto l’esistente e di formare dallo stesso ancora del nuovo.

19.       La forza, come si manifesta e come l’uomo può vederla e sentirla agire, è quindi un altro fattore che non si trova né nella pietra né nei suoi dintorni, ma è condizionata e animata da altri elementi che portano quest’ultima al cambiamento della sua forma e della sua condizione, toglie vita, produce vita, quindi distrugge e nuovamente edifica, e così assicura l’eterna stabilità solo con ciò che essa, sempre distruggendo, genera del nuovo.

20.       Questa forza si manifesta in tutte le possibili direzioni e sotto diverse forme, è la causa determinante della stessa, quindi una potenza superiore che, volendo manifestarsi come forza è solo apparente; perciò, forza, come cosa indipendente, così come la intendono i signori scienziati materialisti, non esiste proprio, non è mai un fattore indipendente di vita, bensì il prodotto di due fattori superiori, vale a dire di quiete e movimento!

21.       Per mezzo di questi due importanti principi fondamentali dell’intero universo il mondo esiste, è stato creato, ed è conservato e trasformato ancora in qualcosa di nuovo.

22.       La quiete si manifesta anche nel secondo nome che noi le potremmo dare, vale a dire nella materia, e l’attività vitale, agendo su di essa, che tutto mantiene e tutto vivifica, è lo spirito, il quale è lo stimolatore della forza, il coordinatore della materia e quindi il fattore principale dell’intera vita; poiché senza spirito non c’è nessuna vita, senza vita nessuna materia, e la materia non ha bisogno di nessuna forza; poiché la forza è il prodotto proveniente dai primi, manca questa, allora manca tutto!

23.       Ora avremmo messo in chiaro la forza. Adesso possiamo passare alla seconda su cui questa si esprime, in pratica alla materia; poiché la forza può esistere solo dove esiste resistenza, e la materia, come materiale, fornisce appunto, con le parti costituenti, la resistenza fisica nel principio della quiete, dove si contrappone al movimento e diviene così visibile come forza.

24.       Ora domandiamo: “Cos’è la materia?”. E gli scienziati dicono: “Materia è tutto ciò che è capace di un’estensione in lunghezza, larghezza e profondità!”.

25.       “Bene!”, ora continuiamo a domandare: “In che cosa consiste la materia?”. E gli scienziati dicono ancora:

26.       “La materia è composta di tutto ciò che si trova nell’intero universo, o scomposto oppure compatto; ‘materia’ è tutto ciò che si può chiamare elemento fondamentale della Creazione”.

27.       “Bene!”, ma ora domandiamo: “Quante materie esistono dunque, e come si possono differenziare o separare l’una dall’altra?”

28.       Qui gli scienziati dicono di nuovo: “Noi abbiamo trovato nell’analisi chimica un’infinità di materie, le quali sono (per noi fino adesso) indissolubili, e l’universo è costituito da queste; le sue differenti mescolanze producono poi tutto ciò che possiamo vedere o sentire fisicamente; queste mescolanze, oppure - come essi dicono - ‘combinazioni chimiche’, sono però sottomesse a determinate leggi, dove l’una è la legge dell’attrazione, l’altra quella della repulsione”.

29.       Ora domandiamo di nuovo: “Ma, signori Miei, già di nuovo voi parlate di leggi, dove alla fine, nondimeno, Io dovrei presupporre un Legislatore”.

30.       Essi a ciò rispondono: “Amico, non è detto! Le materie, singolarmente, hanno caratteristiche differenti, per cui è permesso loro solo l’una o l’altra mescolanza, oppure avvicinamento, altre invece, per loro, sono un’impossibilità”.

31.       Ebbene, dopo aver visto che con i signori professori non possiamo ancora venirne a capo, allora ci dobbiamo nuovamente affidare a noi stessi e ai nostri cinque sensi, e a noi stessi porre quindi la domanda: “Che cos’è la materia?”. – E il nostro interiore ci dice semplicemente:

32.       La materia è proprio nulla!”. La ‘materia’ è un’espressione troppo generica che, messa tutta in un crogiuolo, non permette più nessuna differenza! Se si volesse indicare come materia tutto ciò che esiste nel mondo visibile, non si saprebbe alla fine nessun nome singolo per le combinazioni di masse solide e fini, rigide e mobili.

33.       ‘Materia’ è quindi tutt’al più il grande spazio-eterico oltre la sfera dell’atmosfera terrestre, dove tutti gli ingredienti sono insieme scomposti, i quali appartengono a tutte le altre combinazioni per la creazione dei corpi celesti e la loro specie di aria che li circonda.

34.       Solo là c’è ‘materia’, cioè la grande dispensa per l’edificio universale; ma in su e intorno alla Terra, la materia non è più ‘materia’, ma si trovano già, a seconda dello scopo, elementi legati insieme che poi, esposti ad altre potenze superiori, come vita, movimento o forza, costretti a trasformazioni, a cambiamenti di forme, modificandosi di nuovo in altre forme, si presentano come qualcos’altro, in una nuova forma, dopo che in quella precedente la sua azione è venuta a cessare.

35.       Qui, su questa Terra, la materia è già così legata che una separazione nelle sue forme originarie non è più possibile; i suoi singoli elementi, infatti, sono così strettamente legati che solo in questa strettissima fusione stabiliscono un altro insieme e si oppongono a qualsiasi separazione artificiosa; allora i signori scienziati, credono di aver scoperto delle ‘leggi’, o cosiddette ‘leggi della natura’, perché a loro non riesce ciò che invece una Potenza superiore, lo Spirito su tutto agente, opera con facilità!

36.       I naturalisti e scienziati, che naturalmente vedono qui solo qualcosa con cui la natura svolge i suoi processi con grossolani o grandi mezzi, questi signori non comprendono che, nonostante il loro negare, esiste tuttavia qualcosa che sta più in alto delle loro analisi chimiche, dei loro microscopi e telescopi, dei loro barometri, elettrometri, termometri, anemometri e altri metri ecc.; ciò che osservano negli alambicchi e distillatori, sono tutti grossolani processi! Essi vedono dentro ben una grande conseguenza, ma non la comprendono. E poiché non vogliono accettare nessun Signore e Legislatore, allora attribuiscono a queste sostanze l’intelligenza, e dicono: “Esse seguono solo questo e quell’impulso”, come essi stessi seguono il proprio impulso materialistico, cioè quello della follia, quasi sapessero o vedessero veramente qualcosa.

37.       Ciò che per loro nella natura è un mistero e anche nel loro stesso corpo sarà e rimarrà una domanda da loro mai troppo spiegabile, come cioè hanno relazione materia e spirito, o come la massa cerebrale, di certo qualcosa di materiale-visibile, produca solo dello spirituale, oppure come avviene il ‘metabolismo’ nel proprio corpo così che essi possano rallegrarsi di una vita sana; questo, cioè lo spirito, non lo vogliono trovare!

38.       Questi signori – che nella natura non vogliono riconoscere nessun Signore, nessuna Potenza superiore, e tuttavia nel loro stesso corpo possono vedere ogni giorno, anzi ad ogni ora, come lo spirito è in grado di disporre della materia – questi signori suppongono nella natura una legge che plasma forza e materia, cosa che essi vedono dinanzi a sé in maniera visibile e sentono, in maniera invisibile, ma nel loro corpo, dove tutto questo procede allo stesso modo, qui non vogliono riconoscere nessuna legge della natura, qui invece essi vogliono essere i soli autocrati di se stessi.

39.       Quanto siete deboli e limitati, voi poveri ciechi!”. Questa voce vi risuona da oggetti viventi e anche da oggetti apparentemente morti nella natura visibile, dappertutto essi vi esclamano:

40.       “Noi siamo! Ma non per caso o secondo le vostre ‘leggi’ concatenati, ma siamo formati insieme da e attraverso una potenza superiore. Ci attraiamo e ci respingiamo reciprocamente secondo l’individualità del singolo, e tutto questo solo per procurare a voi increduli, un piacevole soggiorno su questa Terra, e anche se non lo volete sentire, lo stesso gridiamo sempre a voi presuntuosi sapientoni:

41.       Noi siamo! Ma non siamo ‘forza’, non siamo ‘materia’, come voi ciechi credete – noi siamo ‘spirito’, cioè spirituale legato, spirituale sciolto, spirituale creante in forme e di nuovo distruggente le sue forme, per uscire alla fine, da tutta questa lotta, spiritualizzati, e dimostrare a voi che, nell’intera natura, tutto è spirito, e vi manca per questo solo lo spirito dell’intendimento, e nonostante le rivelazioni della natura visibile e invisibile, non volete piegarvi al riconoscimento: sì, adesso riconosciamo di non sapere nulla! Quando questo grido si sarà rivelato nel vostro cuore e nella vostra testa, solo allora avrete fatto il primo passo a quel grande scopo che proprio questo grande Spirito vi ha stabilito, Spirito che vi tratta con tanta longanimità e grazia, e impiega ogni possibilità per dimostrarvi che Egli – uno Spirito – non può creare nulla di materiale, ma solo dello spirituale!”.

42.       Ebbene, adesso che vi ho mostrato pressappoco l’assurdità di tutti gli edifici della dottrina materialistica, passiamo al nostro campo, per dimostrare a tutti i non credenti (di buona volontà) che non sono né ‘forza’ né ‘materia’, ma che esiste solo ‘spirito’, solo ‘spiriti’, e un sommo Creatore spirituale! Amen!

(Indice)

 

(Continuazione)

il 23 febbraio 1871

43.        Ieri dunque abbiamo sostenuto che solamente lo spirito è la componente ed il supporto principale dell’intero universo; adesso dobbiamo anche dimostrare ciò che abbiamo sostenuto ieri.

44.        Ebbene vedete, la prima domanda che qui emerge è proprio questa: Che cosa è veramente ‘spirito’, e di che cosa quindi è fatto?

45.        Per rispondere a questa domanda avremo ben qualche difficoltà, tuttavia cercheremo di rendervi chiaro questo mediante un esempio, affinché possiate ben distinguere ‘spirito’ da ‘espressione di forza’!

46.        Dunque vedete, per fare un esempio: qualcuno vuole cominciare un determinato lavoro che secondo la sua opinione, iniziato logicamente e perseguito con coerenza, deve produrre un certo risultato. Ora, per realizzare questo, afferrerà prima un’idea, poi la riesaminerà e rifletterà, dopo passerà in spirito l’intero percorso della realizzazione dall’inizio alla fine, inoltre, dopo che tutto è stato precisamente esaminato ed individuato, si procurerà i mezzi e materiali necessari per questo, e così lavorerà, mescolerà e combinerà questi sotto la costante azione della prima idea afferrata, finché verrà fuori il risultato procacciato.

47.        Ebbene, se volete immaginarvi questo processo molto chiaramente, allora osserverete che l’idea spirituale, o la vivente potenza operante che porta in sé tutte le capacità di fare tutto da tutto ciò che vuole e che potete anche chiamare vita, cioè vita interiore, questa è potenza (potere-volontà); quindi la portatrice, promotrice e creatrice di tutto il compiuto. Tutto ciò che questa potenza vuole usare per il suo scopo, lo deve dapprima penetrare con la sua propria forza, affinché un po’ alla volta sotto l’azione di questa forza si combini il tutto in un’unica costruzione, e poi, manifesti in realtà l’idea prima afferrata.

48.        Questa spiritualizzazione della materia, o impiego della materia per una azione, questo risveglio nella materia degli elementi-spirito dormienti per un comune agire, è quindi la vera vita o la ruota motrice dell’intera macchina; questa vita-forza motrice che sta al di sopra di tutti gli elementi ponderabili ed imponderabili è dunque veramente ‘lo Spirito’, il quale poi, secondo tutte le sue graduazioni fino a Me, l’unico Creatore e Signore del Creato, racchiude in sé tutto ciò che questa Potenza può essere nella somma istanza.

49.        Dopo di ché, però, questa Potenza deve essere naturalmente anche attrezzata a tale riguardo, affinché anch’essa possa creare qualcosa di logico o coerente, conseguenza che voi riconoscete come legge della natura, così è anche naturale che, se qualcosa è stata creata conseguentemente all’esistenza, lo stesso principio primordiale (causa fondamentale) che ne cagionò la creazione, non vuole la sua distruzione, bensì la sua conservazione; quindi anche questa potenza spirituale deve avere ‘un compiacimento’ nella cosa creata, cosa che non è altro che affezione. E cos’altro è ‘affezione’ se non amore? – Lo stesso di come l’avversione o lo stimolo per la distruzione del Creato dovrebbe essere designato come odio.

50.        Di conseguenza proprio per questo Egli è lo Spirito primordiale o la sublime Potenza, perché Egli è il creante, operante Principio, perché Egli è Vita imperitura, è anche l’Amore, oppure, detto con altre parole:

51.        La Potenza sublime – Iddio – è Amore!

52.        Dove c’è Amore, non è possibile nessuna distruzione, nessun odio!

53.        Quindi, se lo Spirito nella Mia Persona, quale eterno, indipendente Io deve avere la caratteristica principale dell’Amore come Principio di base, allora è naturale che Io devo anche possedere tutte le altre caratteristiche che appartengono all’Amore, le quali non possono esistere senza di esso, e senza le quali non può esistere l’Amore.

54.        Queste caratteristiche sono: la Mansuetudine, la Pazienza, la Perseveranza (Coerenza o anche Fedeltà), l’Umiltà; e poiché tutte le cose create sono Prodotti Miei, per così dire figli Miei, così è manifestato negli stessi anche l’Amore paterno nel massimo grado.

55.        Ebbene vedete, per creare qualcosa il Creatore deve immettere pur qualcosa del Suo Io nella cosa creata, affinché la stessa a Lui somigliante sia degna del suo Creatore!

56.        Per chiamare quindi in vita l’universo con tutti i suoi mondi e soli, con il suo regno vegetale, minerale ed animale, dovevo pur aggiungere ad ognuna di queste parti una certa quantità del Mio Io, in modo che a tutte le cose dell’universo sia congenito un graduale risalire ed un impulso a ritornare nuovamente in Me; per il fatto che il simile sente sempre verso il simile l’attrazione per l’avvicinamento, c’era quindi in ogni cosa creata una parte spirituale condensata, come voi lo potete afferrare e comprendere, oppure venivano concentrate parecchie piccole particelle in un maggior volume (forma), affinché, a seconda della caratteristica affine delle particelle spirituali stesse, fissassero poi queste più o meno l’un l’altra densamente così da formare un corpo.

57.        In questo modo ebbe quindi origine tutto ciò che voi chiamate materia, sia in leggeri elementi sciolti o volatili, o solidi fino alla pietra più dura, questa inclusa.

58.        Ovunque c’è e c’era la componente principale spirituale che ha prodotto in differenti unioni con un suo pari o altri, più grandi o più piccole masse più o meno dense.

59.        Un eloquente esempio lo avete nell’acqua, la quale come mobile, leggero elemento, si trasforma facilmente col calore in vapore; ma al contrario, appena fuoriesce un certo grado di calore dalle sue particelle o singoli atomi, diventa un massa rigida e solida di ghiaccio.

60.        Qui c’è soltanto la differenza che l’acqua diventa ghiaccio a causa della mancanza di calore o di amore delle singole parti l’una verso l’altra, mentre nell’intero mondo creato, proprio l’amore unisce tutto; poiché l’amore costringe tutto ad attrarsi reciprocamente, e proprio a causa di questo impulso di avvicinarsi l’un l’altro quanto il più possibile, provoca l’altro importante fattore di vita dall’Amore, cioè il Calore, il quale anche a causa della sua inseparabile comunione con esso è sinonimo dell’Amore.

61.        Dove ora l’Amore ha riunito particelle spirituali di sentimenti affini, lì sorge una pressione deliziosa o calore; dove si sviluppa calore, lì comincia un graduale liberarsi, una tendenza verso una migliore posizione, una unione più bella, più elevata; in una parola sorge l’altro fattore visibile, la vita.

62.        Dove non c’è Amore – non c’è nessun calore, e dove non c’è calore – nessuna vita!

63.        Questa Vita, come prodotto del Calore e dell’Amore, o prodotto dallo sfregamento reciproco del movimento delle singole particelle spirituali legate, produce ancora un altro fattore della Creazione, cioè dove c’è calore c’è attrito, dove c’è attrito, nel caso intensificato si sviluppa calore, e dove aumenta il calore, sorge il consumo o la liberazione delle particelle spirituali in altre forme, più alte, più leggere, le quali manifestano il gioioso liberarsi attraverso forti vibrazioni o fremito, e questa manifestazione si chiama poi alla fine, luce!

64.        Quindi: dove c’è Amore, c’è calore, dove c’è calore – c’è vita, dove c’è vita – c’è luce!

65.        Ora abbiamo messo insieme questi tre momenti principali che fanno parte di una Creazione, i quali aiutano questa a creare e ad esistere, e senza i quali nulla esiste; infatti in tutto ciò che è creato è predominante sempre l’uno o l’altro fattore, e dove cessano tutti questi tre portatori-di-vita, non c’è nessuna Creazione, nessuna vita, nessun calore, ma morte, freddezza e distruzione, oppure dissoluzione, affinché queste parti disciolte possano di nuovo ritornare nel circuito del vivente.

66.        Ebbene vedete, Forza’ è quindi nient’altro che l’impulso spirituale di creare del nuovo dall’esistente; questo sforzo che si esprime nella realtà, i vostri naturalisti lo riconoscono come legge della natura.

67.        ‘Materia’ non è altro che lo spirituale raddensato il quale, come voi qui sulla Terra vedete, ha perso già da lungo tempo la sua forma primitiva in elementi grossolani più solidi visibili non più come materia, bensì è materia che proprio sotto l’influenza reciproca del potente sul più debole, del più grande sul più piccolo, ha per conseguenza la loro decomposizione e cambiamento, per rendere liberi gli spiriti ivi rinchiusi e per avviar loro sulla via per gradini più elevati.

68.        Questo decomporre o influenzare dell’uno sull’altro si manifesta ai vostri occhi come ‘vita’, come la grande legge della natura del ‘nascere e morire!’, dove l’uno, dissolvendosi, deve completare l’altro, per poter così iniziare a percorrere la grande scala e la via del ritorno a Me.

69.        Dove quindi i vostri scienziati intuiscono solamente leggi della natura, le quali noncuranti delle loro idee seguono solamente la Mia Volontà, proprio là vive e si sviluppa nient’altro che vita spirituale, una vita che sta ampiamente oltre tutto l’afferrabile di come le idee ed i concetti dei vostri scienziati si possano lanciare.

70.        E proprio perché lo spirituale non si sottomette alla loro volontà e non vuole diventare patrimonio comune solamente per loro, allora hanno deciso di fare meglio a negarlo completamente.

71.        Per loro non esiste nessun Dio, nessun Legislatore, sebbene suppongono delle leggi nella natura; per loro è ‘la materia’ che si fa leggi di propria iniziativa, quindi una materia intelligente?! –

72.        Per loro le leggi sono soltanto un certo ‘bisogno’. Secondo i loro concetti nell’universo si scioglie tutto in elementi materiali e comincia da lì di nuovo il suo circuito a mo’ di macchina; per loro non esiste nessun miglioramento, bensì un eterno ‘rimaner-nel-vecchio’.

73.        Se loro (gli scienziati) si accontentano di diventare essi stessi dopo la decomposizione un pezzo di ‘ossigeno – carbonio – azoto’, o altrimenti un altro ‘elemento’ ponderabile o imponderabile, Io non ho nulla in contrario; posso perfino adempiere questo desiderio e lasciarli galleggiare come una porzione di specie di aria per alcuni milioni di anni nell’atmosfera di un pianeta; arriverà poi certamente il tempo, dove anche questo stato sognato diventerà estremamente molesto alla consapevolezza che si dovrà esprimere, poi però da una particella di aria soltanto, fino all’anima di un uomo, la via sarà qualcosa di lento e difficoltoso!

74.        Finora come uomini liberi gli lascio fare ciò che vogliono. È già stato con la maggior parte il caso, che quando questa dissoluzione di tutte le cose così decantata a freddo si avvicina anche a loro sotto forma di morte, allora vorrebbero perfino ritrattare tutto quanto hanno scritto, se solo fosse possibile, ed essi stessi poi indietreggiano smarriti dall’immagine sconfortante che si erano fatti del mondo e l’hanno voluto far credere anche agli altri.

75.        Se il Mio sconfinato Amore e la Mia Misericordia non fosse con questi figli smarriti, Io dovrei ben procedere diversamente con loro; ma così agisco come un vedente che perdona anche al cieco, se questi s’imbatte in lui oppure addirittura lo getta giù, infatti il cieco non sa cosa ha fatto.

76.        Lo spirito è ovunque, e se i vostri filosofi e scienziati lo vogliono negare, per quanto e ogni qualvolta lo vogliano, senza spirito non ci sarebbe nessuna Creazione, non splenderebbe nessun sole nel cielo e non vi sarebbe nessuna vita!

77.        Soltanto lo spirito è l’elemento spirituale che procura vita, che imprime all’irrigidito un impulso bello, che dona ‘Vita’ all’apparente, intorpidita materia, e spinge tutto al canto di giubilo per il sommo, sublime Spirito, a Me, quale Amore personificato. –

78.        Senza spirito non vi sarebbe nessun amore, e che cosa sarebbe la vita senza amore!? – Un caos, una natura fredda, niente che riscalda, niente che consola, niente che santifica!

79.        Perfino nella vostra terrena vita umana che cos’è la vita senza Amore? Dove esiste un sentimento che uguagli l’amore? Che cosa rende anche la natura bella e sublime? Che cosa risveglia anche nella musica a sentimenti sublimi? Che cosa entusiasma, riscalda il povero, sofferente, paziente cuore?

80.        È il raggio dell’Amore che vi ispira attraverso la natura materiale, che compenetra le sfere spirituali invisibili, vi scuote, vi spinge ad un abbraccio, ad un avvicinarsi ad un’altra personalità, dove percepite nuovamente il battito di un cuore che batte come il vostro per il bello e santo.

81.        Che cosa sarebbe tutto il visibile, se questo vincolo spirituale non attraversasse ogni essere vivente, e che cosa Mi unirebbe a voi, voi a Me e Mi attirerebbe a voi, se non fosse l’Amore?

82.        Questo beato, santo sentimento, che dai limiti sensuali della vostra natura va ancora più lontano oltre tutte le stelle, fin là, dove in eterna beatitudine e quiete vi attende Colui che vi ha dato questo Dono come Suo proprio Io e vi vuole far sentire che senza l’Amore il mondo sarebbe stato creato inutilmente!

83.        Considerate questo mondo come nient’altro che un panorama spirituale, dove gli spiriti uniti in mille specie di forme rappresentano sempre e soltanto la stessa cosa e vi gridano, come il raggio di luce di un sole distante da voi milioni e milioni di miglia, come il verme che striscia ai vostri piedi, tutti si accordano nello stesso cantico: Dio è Amore!”

84.        Sì, Io sono ‘l’Amore’, Io sono ‘lo Spirito’ che ha creato tutto amando, che amando, tutto mantiene.

85.        Io sono l’Iddio che un giorno discese per voi su questo piccolo pianeta, per compiere la Mia più grande Opera d’Amore e di Umiltà.

86.        Sì, Io sono l’Iddio che come Spirito o sublime Potenza non vuole star da solo nella Creazione.

87.        Io sono l’Iddio che vuole essere Padre e vedere intorno a Sé dei figli amanti che possono in verità percepire la Sua Potenza, ma Lo devono solamente amare!

88.        Questi sono i motivi per i quali Io ora non smetto di richiamare sempre di più alla vostra mente:

89.        Non dimenticate la vostra origine! Voi siete Mie creature, siete prodotti spirituali! Cercate con le vostre azioni di divenire figli Miei, degni di Me!

90.        Perciò tutti i Cieli e tutte le profondità della Mia Creazione vi gridano, affinché possiate percepire ovunque lo stesso richiamo:

91.        “Amate Iddio sopra ogni cosa, perché Egli è Amore! Egli ci ha creato per Amore – e soltanto per Amore! Cercate di diventare degni di Lui, affinché le Sue Parole a voi non vengano sprecate!”

92.        Così si dice dappertutto. Risvegliate nei vostri cuori gli stessi sentimenti, ed allietate il Padre vostro col vostro amore, e dimostrate a Lui lo stesso nel vostro prossimo; questo desidera il Padre vostro! Amen!

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Cap. 11

Sulla dignità dell’uomo

22 ottobre 1872

1.           Ebbene, su quest’argomento del vero significato dell’espressione ‘dignità dell’uomo’, esistono tante opinioni, quanti ne esistono di uomini istruiti o educati, poiché i popoli selvaggi e i rozzi uomini trascurati non hanno nessuna idea di cosa significhi il nome uomo, neanche come se ne possano rendere degni.

2.          Solo dove l’uomo etico è educato e istruito moralmente, solo là si può supporre di poter trovare un’idea della vera dignità dell’uomo, dignità che tuttavia deve essere di nuovo differente secondo l’educazione e la professione della vita.

3.          Ciononostante, tutte queste idee in uso e predominanti sul concetto ‘dignità dell’uomo’, non sono il motivo del perché Io voglia spiegare e dirvi in cosa consiste veramente tale dignità; voglio invece solo aiutarvi ad unire appunto la Mia dottrina con la vita pratica, e così, posti come esseri tra due mondi, diventare degni di corrispondere in spirito e anima al grande pensiero-creativo del Padre vostro celeste; poiché anche voi, sebbene abbiate già ricevuto molto da Me, non avete ancora la giusta idea di cosa voglia significare veramente ‘dignità dell’uomo’, poiché troppo spesso vedete negli altri come essi pretendono per sé questo titolo, cercando anche di rivoltarlo e spiegarlo secondo la loro cupidigia e passione, per essere, secondo la loro brama, ognuno alla sua maniera, un uomo degno!

4.          Ora per meglio comprendere la dignità dell’uomo e per meglio afferrare quanto segue, vogliamo nuovamente iniziare con il concetto della parola, farla risalire dalla radice della sua origine e stabilire poi il vero significato e valore della stessa, come dovrebbe esser d’uso presso di voi, e come Io la intendo!

5.          Vedete, la parola ‘dignità’ proviene dal ‘divenire’, e la parola ‘divenire’ è veramente una parola derivante dal pensiero creativo che fu dato, come fondamento della Mia Essenza, all’intero mondo visibile; infatti, senza il ‘divenire’ non vi sarebbe nessun sole, nessun pianeta, nessun grande regno mondiale e nessun grande regno spirituale, poiché solo con l’espressione ‘Sia fatto’ Io ridestai l’intera infinità, dando l’impulso per la beatitudine degli esseri creati e per la beatitudine del Mio stesso Io che è l’Amore personificato, la cui espressione ‘Amore’, però, vuol significare solamente – fare e creare tutto per gli altri, e trovare nella comprensione e nel perfezionamento degli altri la propria beatitudine e la propria delizia.

6.          Con l’espressione ‘Sia fatto!’ fu data però anche la legge e la via, e cosa dovesse essere ogni prodotto spirituale o animico, oppure per quale grado di perfezionamento esso era destinato, dove naturalmente gli spiriti legati e raddensati nel mondo materiale dovevano percorrere un’altra via, diversa da quella delle legioni di spiriti posti liberi e coscienti di se stessi del Mio mondo dello spirito senza fine.

7.          Ora, con il ‘divenire’ sorse naturalmente anche la domanda se, specialmente gli spiriti posti liberi, lasciati a se stessi, sarebbero anche diventati quello che dovevano diventare, vale a dire, se essi sarebbero diventati ciò che Io con loro avevo per scopo.

8.          Con la parola ‘divenuto’ sorse uno stato che, se corrispondente alle Mie intenzioni, equivaleva al titolo ‘dignità’ o ‘degno’, tale e quale come da voi sulla Terra conferite a qualcuno una ‘dignità’, oppure chiamate ‘degno’ uno che ha meritato questa posizione, oppure, con le sue qualità quale uomo spirituale, ha meritato il titolo ‘degno’.

9.          Ciò che quindi voi indicate come dignità, esprime veramente che quell’uomo, che riveste una dignità o merita di essere chiamato degno, possiede quelle caratteristiche che lo nobilitano come essere spirituale – dovendolo elogiare per qualcosa di meglio di quanto il restante gran numero del suo prossimo potesse conseguire.

10.       Quest’idea di dignità che voi avete in generale, proprio quest’idea, ma solo in un’altra scala, ho anch’Io con riferimento alle creature da Me create.

11.       Quando Io creai sulla vostra Terra il primo uomo, lo posi come voi ponete un alto funzionario rivestito di una dignità, concedendogli il potere di comandare su molto, di essere più elevato di tutte le altre creature create sulla stessa. Gli concessi pieni poteri mediante le sue qualità spirituali quale Mio discendente, quello di essere ciò che Io l’avevo voluto fare, cioè ‘diventare signore della Terra!’. Così egli doveva sfruttare le sue capacità per il meglio di se stesso e per il bene di tutto il mondo che lo circondava.

12.       Ma perché potesse comprendere anche la sua stessa dignità solo nel senso che Io volevo fosse compresa, lo lasciai libero, gli permisi di usare tutti gli impulsi posti in lui, per il bene o per il male, affinché potesse innanzi tutto riconoscere che la dignità consegnata a lui da Me sarebbe esistita solo quando egli fosse stato in grado di disciplinare le sue caratteristiche, impulsi e brame, non come macchina, ma come essere libero, di propria iniziativa, e che avrebbe potuto raggiungere la dignità spirituale solo nel dominio delle sue passioni, per la qual cosa gli diedi tutti i mezzi per raggiungerla e per essere un degno anello di congiunzione tra il legato e il completamente libero mondo degli spiriti.

13.       Io esclamai a lui il ‘divieni!’, e lui divenne o diventò – che cosa? – lo potete vedere adesso ovunque; purtroppo, non quello per cui Io l’ho chiamato! Invece di barone è diventato schiavo delle sue passioni, e così, ha totalmente invertito la sua destinazione e abusato e degradato la natura che lo circonda; e da qui derivano anche tutti gli inconvenienti che ora perseguitano l’umanità riguardo allo spirituale e al materiale, con mali e sofferenze di ogni tipo. L’uomo, infatti, contrario alla sua alta destinazione, invece di rendersi degno di Me, si è allontanato dalla via della rettitudine, è divenuto ‘indegno’ di chiamarsi ‘uomo’, dopo che Io, un giorno, infondendogli il Mio soffio spirituale, lo volli improntare per un figlio del Mio grande Regno degli spiriti, che egli può raggiungere adesso solo per grandi vie indirette, e lottando con ogni specie di mali e sofferenze.

14.       Dopo che gli uomini sono giunti così lontano con la loro presunta scienza e sapienza, nel rendersi il più confortevole possibile questa parola ‘dignità dell’uomo’, dopo che l’egoismo, quale polo opposto del Mio Amore e dell’amore è diventato, in generale, il pallino principale dell’attuale umanità vivente, e dopo che, proprio a causa di queste follie anche la misura dello smarrimento da parte vostra e la misura della Mia pazienza comincia altrettanto a finire, proprio questa parola vi è data di nuovo per salvare così qualcuno dalla rovina generale, affinché non debba perdere del tutto la sua dignità – l’unica sua parte del mondo spirituale!

15.       Certamente questa Parola, come tutte quelle Mie che vi ho fatto pervenire attraverso il Mio scrivano, adesso è accessibile solo a pochi; ma pazienza, gli inconvenienti della vita umana porteranno presto ancora qualcuno nel vostro campo, cosicché alla fine, dopo aver tentato di tutto, ma invano, egli entrerà da voi e vi pregherà con le parole:

16.       “Amici e fratelli! Non avete voi nessun conforto, nessun balsamo per la mia anima ferita a sferzate? Lo sento, ho perso la dignità dell’uomo, l’ho calpestata con i piedi, e adesso, in cui chiedo conforto e pace da tutte le chimere che mi sono state elogiate come sapienza, come dogmi religiosi, adesso queste si dimostrano tutte inaccessibili, non convincenti. Come un’immagine nebbiosa, ogni sogno di una razionale, ragionevole apparente sapienza, svanisce. Ridatemi la dignità dell’uomo spirituale, affinché io mi senta come uomo, come un essere spirituale che un giorno uscì puro dalla mano di un affettuoso Creatore, e possa adesso nuovamente ritornare a Lui, degno di Lui!”.

17.       Allora, figli Miei, saranno le parole che Io vi do oggi, che porteranno balsamo e conforto all’assetato, e lo costringeranno al grido, con lo sguardo rivolto in alto: “Che cosa sono io, o Signore, che Ti ricordi di me?”.

18.       Questo è lo scopo di presentare a voi e a tutti i ricercatori la ‘dignità dell’uomo’ nuovamente con chiari tratti di luminosa chiarezza, affinché il chiedente, l’assente, il dubbioso, possa riconoscere quanto se n’è allontanato e dove si trovino i mezzi per riconquistare il paradiso perduto.

19.       Voi però sapete come Adamo agì contro il Mio Ordine, egli perse il suo paradiso, vale a dire, perse la coscienza della sua dignità spirituale, e proprio questa perdita precipitò i suoi discendenti fino al giorno d’oggi, nella babele di false idee, falsi concetti e falsa ideologia della vita e del mondo, cose che, tutte insieme, non sono altro che l’eterna aspirazione di recuperare una dignità spirituale che innalzi l’uomo oltre tutto il materiale, oltre tutto il sensuale, e gli permetta di scorgere, oltre le rovine della devastazione e disgrazie, con sicurezza un altro mondo, dove tutte queste calamità, che alla fine riguardano solo il suo benessere fisico, svaniranno nel nulla, e sarà riconosciuto il perché fu loro permesso, chiaramente e facilmente, quale mezzo per lo scopo, d’innalzare l’uomo sprofondato nel materiale, di nuovo a cittadino del mondo spirituale, ciò per cui Io un giorno lo avevo creato, e che anche dovrà nuovamente diventare, per quanto egli faccia tante scappatelle; è solo questione di tempo, ma la meta finale non cambia! Ciò che Io ho dato, deve tornare nuovamente a Me, poiché era Mio e dovrà tornare ad esserlo!

20.       Ora, dopo avervi mostrato con poche parole cos’è la ‘dignità’, come vi è stata data da Me, e come da voi uomini è stata profanata, vi devo anche dimostrare e mettere rigorosamente dinanzi agli occhi, con ferme parole conclusive, che cosa significa veramente dignità dell’uomo secondo la Mia idea, affinché anche voi otteniate un chiaro concetto di ciò che Io vi diedi, e di cosa posso di nuovo pretendere da voi, così che possiate corrispondere ai Miei desideri.

21.       Ebbene vedete, figli Miei! La dignità dell’uomo è veramente nient’altro che il continuo operare, pensare e volere secondo le Mie Leggi dell’Amore!

22.       Io, l’espressione dell’Amore, vi ho creato per amore. Voi, così creati, per quanto stia in vostro potere, dovete aspirare a diventare proprio uguali a questo Creatore che in voi pose la scintilla dell’Amore.

23.       Questo è il vero concetto basilare dell’Amore, della dignità dell’uomo che, dominando le sue passioni dell’ira, dell’odio o della vendetta, agisce, soffre e sente tutto, solo per amore, fa tutto solo per gli altri.

24.       Così il materiale uomo corporeo con le sue necessità umane, santificato e spiritualizzato attraverso la fiamma superiore di un Amore divino, diviene sempre più degno della sua vera origine, e capace di comprendere meglio il suo Creatore e di avvicinarsi a Lui!

25.       La dignità dell’uomo consiste quindi solo nel soggiogamento di tutto il non nobile, sia in pensieri, parole o opere! – Solo così l’uomo è innalzato oltre l’animale, con cui ha in comune nondimeno parecchie caratteristiche; ma proprio nell’utilizzare queste caratteristiche per scopi nobili, di abbellire spiritualmente anche la più semplice brama sensuale, di darle un aspetto più nobile, di attribuirgli moventi superiori, questo nobilita l’uomo, gli restituisce la sua dignità ereditata, per mezzo della quale egli diventa un cittadino di un regno dello spirito che un giorno sarà la sua dimora permanente.

26.       L’uomo non si nobilita con un comportamento convenzionale nei confronti delle regole della decenza e delle leggi dello Stato. No! L’uomo nobilita la sua stessa coscienza quando ha la consapevolezza di aver fatto tutto solo per i più nobili, più elevati moventi, e cioè per amore, per amore verso il suo Creatore, per amore verso i suoi concreati.

27.       Non l’azione contrassegna il valore, ma il ‘perché’ tale azione è avvenuta! L’uomo vede sì l’azione, ma solo due ne conoscono il movente – Io, e colui che agisce, dove Io rappresento in lui la coscienza lodativa o punitiva.

28.       Cos’altro sono i ‘rimorsi di coscienza’ se non l’inquietudine di aver contravvenuto alla propria dignità spirituale? Perciò, ogni volta che intraprendete qualcosa, se vi sorprendono dei pensieri, state attenti, affinché essi non vi degradino; poiché ognuno porta in sé il suo libro della vita, e alla fine della sua carriera potrà scorgere in un’immagine, quale fisionomia[23] (espressione del viso) otterrà il suo uomo spirituale con la separazione da questo mondo; poiché il riflesso della vita mondana vissuta, sarà l’espressione della veste dell’anima, dove la somma di tutti i pensieri, desideri e brame, rappresenteranno l’uomo spirituale, dimostrando così agli altri spiriti come egli si è formato non fisicamente, ma come si è formato spiritualmente.

29.       Che questa forma dell’immagine umana, dalla più nobile fino a quella deformata, debba avere naturalmente milioni di specie di gradazioni, s’intende da sé. Ognuno s’imprime il volto come ha vissuto; quanto più è conforme alla sua dignità, tanto più pure le forme esteriori dell’anima esprimeranno lo spirituale interiore! Anzi già adesso, sebbene non in ognuno, si può leggere quale anima nasconda l’uno o l’altro corpo, dove nel corpo umano è certamente possibile ancora tanta finzione, cosa che nell’altro mondo viene a cessare.

30.       Per questa ragione vi mando queste parole e vi esclamo:

31.       Vivete degnamente! Lasciate andare ogni apparenza, e mostratevi anche agli altri come uomini, come Io creai un giorno il primo; uomini che portano in sé la scintilla dello Spirito immortale, uomini che proprio attraverso tutti i precedenti avvenimenti, come la Mia stessa divenuta uomo[24], furono creati e destinati per così grandi scopi!

32.       Non screditate la vostra dignità, siate severi verso il vostro mondo dei pensieri, esso è il primo seduttore che vi porta troppo facilmente sul ponte adatto, dal nobile all’ignobile.

33.       La dignità dell’uomo è il vostro unico santuario, attraverso di essa diventate tutto, senza di essa sprofondate giù nel mondo animale, diventate simili a bestiali creature materiali che non sono degne di una scintilla divina, anzi, in verità diventate ancora più che animali; poiché quando l’animale commette azioni che sono crudeli e maligne per i vostri occhi, questi non le sa giudicare, esse stanno nella sua natura. L’uomo invece, proprio per questa ragione profonda sotto all’animale, perché egli ha la facoltà di giudicare le sue azioni e i suoi pensieri e ponderarli, ed è ben conscio di dover fare qualcosa di completamente diverso, tuttavia opera l’opposto, perché lusinga la sua natura sensuale, ma non quella divina.

34.       La dignità dell’uomo è il palladio[25] che dovrebbe essere mantenuto santo, e in questa purezza si trovano la quiete e il conforto in casi di disgrazia d’ogni genere, perché questo palladio porta alla fiducia in una portante mano paterna, la quale, anche se in apparenza è punitiva, vuole solo recare un miglioramento per amore!

35.       Questa dignità dell’uomo rende gli uomini angeli, così come la perdita della stessa li trasforma in diavoli dalla forma umana.

36.       Se non fosse veramente proprio questa tanto malintesa ‘dignità’ il pilastro principale o principio fondamentale di tutti i pensieri e opere, non ve la spiegherei così da vicino, affinché possiate fare attenzione rigorosamente su voi stessi e possiate riconoscere in ogni ora e in ogni giorno, – quanto spesso manchiate o siate nel peccato, proprio contro questa dignità in pensieri, parole e opere!

37.       I pensieri impuri, in verità, passano inosservati e inascoltati ai contemporanei, ma rimangono saldati al vostro uomo animico. Là un giorno, altri leggeranno con terrore come tanti portatori di dignità del vostro mondo non possiederanno più alcuna scintilla di dignità umana, dignità che Io avevo affidato loro quale immagine Mia sul percorso della loro vita.

38.       Lasciate perciò questi altolocati concordare le loro faccende con se stessi; anch’essi verranno in situazioni, se non in questo, certamente nell’altro mondo − dove esseri, che qui s’incontrano in amicizia, fuggiranno con orrore e spavento l’uno davanti all’altro.

39.       La delusione arriverà, quand’anche tardi, però per gli indegni ancor sempre troppo presto! Serbate perciò puro il vostro mondo dei pensieri! Lasciate splendere lì la vostra dignità umana come pura fiamma dell’amore, della tolleranza e del rispetto e, anche se i vostri simili non lo comprenderanno, godrete il Cielo già sulla Terra, Cielo che qui sarà solo fugace, ma un giorno, permanente in e intorno a voi!

40.       Vedete, figli Miei, se Io non sapessi cosa vi aspetta ancora sul vostro percorso terreno, non vi metterei così questa dignità umana nel cuore, ma un buon medico già sa, quando vede sintomi di malattie, disporre mezzi come regole di prevenzione, affinché quando si presenti uno di questi sintomi, la malattia possa essere prevenuta.

41.       Così anch’Io! Presto si accumuleranno disavventure su disavventure, il processo di fermentazione e separazione deve andare incontro alla sua fine, l’aria spirituale del vostro pianeta, come spesso l’atmosfera materiale, è colma di vapori temporaleschi, la scarica dovrà seguire, e proprio per questo Io vi consiglio:

42.       “Fuggite in Me! Non offendete la vostra dignità umana; poiché solo così avrete fiducia in Me, e non in voi stessi!”. Solo così potrete affrontare tutte le tempeste, giacché questa dignità spirituale  v’innalza oltre la vita ordinaria, vi fa scorgere i più grandi mali in un’altra luce e riempie i vostri cuori con fiducia e sicurezza nel vostro Padre nei Cieli, il Quale, proprio perché la maggior parte dell’umanità ha già da lungo tempo perso la sua dignità, deve permettere tali mezzi, al fine di raggiungere con ristrettezze e calamità ciò che diversamente sarebbe stato raggiunto con la bontà!

43.       La dignità dell’uomo o la consapevolezza spirituale – ‘io non sono di questo mondo, ma di un altro, migliore e imperituro’ – questa consapevolezza innalza l’uomo, anche se deve soffrire sotto questi disagi delle condizioni generali, certamente fuori, oltre questo mondo terreno, e gli succede come a uno che si trova su un alto monte, egli abbraccia con lo sguardo, con indifferenza, la confusione e il movimento sotto di lui, e gioisce di una prospettiva più grande, più ampia e più bella. Allora, presto sorgerà in lui il pensiero:

44.       “Oh, perché questi uomini sono così ciechi e, a causa delle cose mondane, laggiù, nel fango delle più basse passioni, dimenticano l’essenziale, quel che essi dovevano veramente essere! Ah, se non mancasse loro il coraggio, se osassero arrampicarsi su da me, quanto troverebbero ridicolo, quanto sciocco, tutto ciò che a loro appare ora così importante, tanto inevitabilmente necessario; quanto rabbrividirebbero al pensiero che tutto ciò che essi credevano di aver conseguito, l’avevano pagato proprio solo con la perdita del loro unico bene, con la perdita della loro dignità spirituale!”.

45.       Così penserà uno che si è tirato fuori del fango e dal sudiciume delle più basse passioni ed ha recuperato la sua dignità; così dovete pensare anche voi, voi che da lungo tempo ho colmato di grazie e parole di luce, affinché, consci della vostra dignità umana, vi possiate rallegrare dell’elevato punto di osservazione sul quale Io vi ho posto e, sempre memori della vostra dignità, tendere poi a diventare anche voi stessi degni per quello che già spesso vi ho chiamati ad essere, vale a dire, Miei diletti figli! Questa chiamata paterna è solo per coloro che sanno preservare la propria dignità umana, poiché preservandola, essi otterranno sempre più dignità, per diventare figli Miei, ciò che in pratica , Io volevo che lo diventasse con la creazione del primo uomo, ma purtroppo non lo è diventato!

46.       Siate quindi severi! “Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione”, così esclamai un giorno ai Miei discepoli. In quel tempo sapevo bene il perché, e ora ve lo dico di nuovo: “Vegliate e pregate, affinché mai vi degradiate, e rimanete sempre fedeli a ciò che, attraverso tante parole provenienti da Me, potete facilmente decifrare”, ossia solo attraverso la nobiltà dell’anima, può essere raggiunta, consolidata e conservata la dignità dell’uomo, senza la quale tutto il leggere e il pregare non giova a nulla! L’uomo interiore deve somigliare a Me, allora la sua immagine esteriore sarà già adatta un giorno anche al suo ambito spirituale nell’Aldilà. E perciò, aspirate di venire nell’altro mondo, dotati di un volto animico-spirituale; è meglio prepararlo già qui, che volerlo ottenere soltanto là! Qui ci vuole la ‘dignità dell’uomo’. Là, la ‘dignità dello spirito’ è un altro gradino che ha per fondamento la dignità dell’uomo, ma senza questa dignità, quella spirituale non è raggiungibile!

47.       Io vi preparo, nel breve percorso della vita terrena, a compiere ciò che là è ampiamente più difficile da raggiungere. Seguite perciò le Mie parole, esse vengono dal Padre vostro che vuol rendere degni di Lui proprio voi, che però non lo potete diventare se prima non sarete diventati degni di voi stessi!

48.       Questo per rispetto per voi e per tutti quelli che, assetati e affamati, verranno da voi perché vogliono nuovamente ottenere ciò che, consapevoli o inconsapevoli, spesso incuranti, hanno perduto; e questa è – la loro stessa dignità, come assoluto unico appoggio nel mezzo della vita, tra lotte e privazioni d’ogni specie, come ancora della fiducia, della speranza e dell’amore! Amen!

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Cap. 12

Il mondo dei pensieri

25 novembre 1872

1.           Vi ho già detto molto sulla Mia Creazione, vi ho lasciato dare tanti sguardi nei profondissimi segreti della Mia Essenza spirituale, vi ho spiegato l’azione reciproca tra spirito e materia, vi ho spiegato l’importanza e la necessità del grande Sole centrale così come dei più piccoli animaletti infusori, vi ho dimostrato come tutto sia in relazione, come tutto formi una catena partendo da Me fino all’ultimo atomo indissolubile. E ciò nonostante, manca ancora la spiegazione principale per tutto questo, la pietra cardine, o fondamentale, così come la chiave di volta della Mia Creazione, del Mio Io e di voi stessi, e questa chiave di volta o primo motore di tutto l’esistente che è stato, e sarà sempre la causa prima di tutto, …è il pensiero, da dove si dipartono poi tutti gli altri fili. Questo pensiero, e l’intero mondo dei pensieri quali solo fattori spirituali, deve ora essere srotolato dinanzi ai vostri occhi come un grandioso panorama, da dove potete ottenere una prospettiva, ma solo spirituale sull’intera Creazione, su tutto ciò che è esistito e ancora esisterà!

2.           Senza un pensiero, infatti, non sarebbe sorto o creato nessun regno degli spiriti e nessun mondo materiale, e anzi, se Io avessi voluto rappresentarvi la Mia Essenza spiritualmente, allora avrei dovuto rappresentarvela sotto il pensiero dell’infinità! Poiché solo questo pensiero caratterizza il Mio Io completamente, Io che sono infinito, in tempo, spazio e potenza!

3.           Se volete trasportarvi col pensiero nel tempo più remoto, quando non splendeva ancora nessuna stella nel firmamento e nessun sole orbitava intorno all’altro, in quel tempo, quando perfino il regno degli spiriti non era ancora stato creato, proprio in quel tempo in cui esisteva solo il Mio pensiero, Io solo ero, splendevo ed esistevo!

4.           Intorno a Me tutto era buio, immobile e senza vita, solo Io vivevo, e proprio come vivente, eterno Pensiero, splendevo unicamente da solo in tutta la Creazione, o meglio detto, Io solo avevo la consapevolezza dell’Essere, dove proprio il pensiero-vita, e la vita-luce, era presente da solo come promotore della vita.

5.           Vedete, là il mondo consisteva solo di un Essere, di un Pensiero nell’etere infinito, con tutti i suoi elementi dormienti, espresso in altre parole, dimorante nel suo Centro, il Mio Io viveva ed era esistente!

6.           Là soltanto Io seppi: – Io sono, Io vivo! E se volete comprendere in minima parte questa condizione, allora confrontatela con la vostra, dove anche voi in tutta la Creazione, con la consapevolezza di essere un tutto separato, state in mezzo alla stessa, e ognuno è cosciente di cosa vuol significare: Io sono, io vivo.

7.           Voi dite: ‘Io sono’, e ciò nonostante accadono in voi migliaia e migliaia di altri differenti processi senza che ve ne rendiate conto. Voi esclamate: ‘Io sono!’, e la vostra veste animica-spirituale che si estende fino all’ultimo vaso capillare della vostra pelle, abbraccia tutto il vostro io, senza che vi accorgiate dell’estensione o trasformazione del corpo umano.

8.           Così è ed era un giorno anche il Mio Io. Io vivevo, tutto il Mio Essere abbracciava l’etere infinito, e avevo bisogno solo di un impulso dall’interno, per stimolare questa parte esteriore molto estesa mai terminante del Mio Io all’attività vivificante!

9.           Il pensiero fu quindi la prima cosa della creazione; fu esso che per intanto creò dello spirituale, e poi dello spirituale nel materiale.

10.        Senza il pensiero, nulla si mosse dal Centro, dal Mio Io! E fu quindi il mondo dei pensieri che, per intanto animato in ogni singolarità espressa, diede l’impulso ai Miei spiriti posti al di fuori di Me e al Mio mondo materiale al divenire, ad esistere, a conservarsi e a perfezionarsi.

11.        Così dovete propriamente anche voi concepire il mondo dei pensieri come un mondo spirituale, astratto, dove sono proprio loro (i pensieri) i primi animatori, elaboratori e conservatori di tutto ciò che si chiama mondo visibile e invisibile, spirituale e materiale!

12.        Il Mio primo pensiero, quindi, quando creai il mondo e nella consapevolezza degli spiriti e degli esseri viventi volevo veder rispecchiarsi il Mio stesso Io, rimanendo però sempre la relazione come luce al riflesso, il Mio primo pensiero fu quindi: ‘Sia fatto!’, e con questo, tutto fu animato, partendo dal Mio interiore fino all’ultimo atomo; l’assimilazione del consenziente iniziò spiritualmente, come più tardi materialmente, e ciò che causano le funzioni nel vostro corpo fin nelle più piccole fibre di vita, questo era anche presso di Me il caso. Da un pensiero del divenire si svilupparono milioni e milioni di conseguenze, come risultato di causa ed effetto; dappertutto fu il pensiero il principio stimolante e le sue successive elaborazioni degli ulteriori risultati, da dove alla fine, da un pensiero pensato da Me come Dio e Creatore infinito, sorsero le grandi famiglie-spirito e il grande mondo materiale, che sono eterni come Lo sono Io, e altrettanto lo sono i Miei pensieri creativi, come anche il loro corso di sviluppo, formazione e perfezionamento sono del pari, eterni o infiniti, sempre procedendo in avanti, sviluppando un pensiero dall’altro, completando e progredendo.

13.        Ho dovuto premettervi tutto questo, affinché possiate ottenere almeno una lontana idea del pensiero, della sua sfera spirituale e della sua portata, e comprendere come il pensiero, formandosi da se stesso, possa infine far nascere un mondo pieno di altri pensieri, e come alla fine, tutto ciò che esiste è solo il rivestimento visibile di un invisibile mondo spirituale dei pensieri.

14.        Ho dovuto anteporre tutto questo, perché di solito voi non riflettete sul significato di una parola, e pensate che non valga la pena penetrare nella sua più profonda visione spirituale. Poiché del pensiero, dell’idea, voi parlate spesso e, in verità, così distrattamente, che è sorprendente come, quali esseri intelligenti, discendenti di un Essere spirituale quale sono Io, possiate aver di Lui simili concetti superficiali, cosa che vi colloca direttamente come abitanti di due mondi, cioè di un mondo infinito spirituale, e di uno materiale che si rinnova eternamente!

15.        Dopo avervi dimostrato che il pensiero è la cosa principale in tutto il Creato, dopo avervi spiegato come anche l’ulteriore perfezione è il fattore che, dopo essersi formato, esercita un influsso spirituale sulla materia che lo circonda, vogliamo dunque ritornare alla nostra sfera spirituale della Creazione in cerchi più stretti, i quali stanno a voi più vicini, i quali vi sono più rapidamente afferrabili e comprensibili, poiché in parte toccano la vostra stessa vita, in parte costituiscono totalmente perfino la vostra vita spirituale e materiale, ne formano la stessa, la conservano e la perfezionano!

16.        Qui, infatti, sta il punto dove Io vi rendo attenti, perché come nel grande spazio della Creazione i mondi si formavano e modellavano attraverso il pensiero vivificante, proprio così si forma e si modella la vostra veste materiale terrena, oppure l’espressione esteriore nel vostro uomo-animico, attraverso la peculiarità del mondo dei pensieri in lui dimorante, il quale poi imprime il modello alla parte esteriore, come allo spirituale nell’interiore.

17.        Così voi vedete come questo grande mondo dei pensieri sia realmente il vero mondo spirituale, secondo il quale un giorno tutto sarà giudicato e classificato; poiché fu il pensiero il primo elemento stimolante presso di Me, e così è anche in ogni essere vivente il fattore che misurerà un giorno le azioni e gli atti da qui provenienti, e imprimerà il loro pieno valore o il valore solamente di nome.

18.        Quando chiamai fuori nei vasti spazi il primo pensiero per il divenire dell’intero mondo visibile e invisibile mediante il ‘Sia fatto!’, tutto iniziò a formarsi secondo la Mia Essenza, e poiché Io, quale Dio infinito, come Essere, sono solo l’Amore unito con l’infinita Sapienza, posso creare solo dello spirituale o materiale che Mi è simile. Così anche i mondi e perfino gli spiriti furono creati come potevano corrispondere al Creatore dell’Amore e Sapienza stesso, vale a dire, essi erano tutti perfetti, senza errori, regolati secondo leggi divine a mantenersi, a perfezionarsi e così corrispondere al Mio grande scopo come Creatore.

19.        Quel che ho fatto Io in quel tempo, e come le Mie opere corrispondono al Mio Io come Creatore ed eterna Essenza d’amore, altrettanto è anche presso di voi, quali esseri spirituali, il vostro tratto esteriore la fedele immagine dell’interiore; ma presso di voi è il caso che non riusciate a leggervi nulla l’un dall’altro di cosa l’anima abbia spesso disegnato in lettere geroglifiche sul vostro volto, dove solo qualche volta l’occhio, quale specchio dell’anima, appunto, come voi ben lo chiamate, rivela cosa riluce fuori dall’interiore, che lo vogliate oppure no!

20.        La scienza, che un giorno voleva stabilire un zelante difensore della verità e dell’amore – la fisionomia, è proprio per il bene dell’umanità che non fu seguita ulteriormente, altrimenti nel mondo le cose andrebbero assai diversamente se un uomo potesse riconoscere nell’altro, di quale spirito egli sia figlio!

21.        Come però ciò accade, anche questo ve lo voglio spiegare, affinché vediate come nell’intera Creazione sia tutto uguale, e ciò che nel grande è una legge costante, lo è altrettanto nel piccolo!

22.        Prima vi ho affermato che la consapevolezza: ‘io vivo’, colma l’intera anima umana e con essa, nella stessa misura, la parte esteriore corporea terrena, così come tutto il Mio grande Cosmo è colmo della Mia divina consapevolezza di vita, e là vi è la precisa impronta di questa.

23.        Quello che ora avviene nella Mia Creazione, dove tutto, formandosi secondo le Mie leggi divine, può produrre solo del divino, del superiore e del bello, poiché in tutti gli elementi della Creazione, uscendo dal centro, dal Mio Io fin negli ultimi spazi, ovunque dove può splendere un mondo, ovunque seguendo il medesimo principio di tutto il Creato, c’è l’impronta e l’espressione del Mio Io in differenti corrispondenti immagini e creazioni. Proprio così è anche in voi il mondo dei pensieri, il quale procede parimenti senza il vostro contributo, e forma più o meno i differenti organi che sono necessari per l’esecuzione del pensiero, e più precisamente eseguono quest’adempimento attraverso un processo di svolgimento meccanico, con cui la pelle, o altrimenti altri singoli organi, formano e producono poi fedelmente nell’esteriore l’ovvio rivestimento di ciò che nell’interiore uomo animico sono i pensieri prediletti dell’uomo.

24.        Attraverso i pensieri, o mondo dei pensieri, il meccanico processo della vita è accelerato, trattenuto o addirittura distrutto; a seconda di come i pensieri stimolano i nervi, altrettanto è l’effetto dei nervi sugli organi che essi utilizzano come conduttori. E così perfino la salute, la malattia o la morte stessa, non tutto è una conseguenza del disturbo delle funzioni nel corpo umano, ma il lieve invisibile pensiero che fa vibrare i nervi e accelera il processo di espulsione o ricambio, è questo il vero promotore di un corpo sano o ammalato, è questo lo scultore di un corpo bello o brutto, e poiché la maggior parte delle passioni lascia indietro le sue tracce come risultato dei pensieri custoditi con amore sul volto dell’uomo, così anche le forme di volti belli e brutti sono l’espressione della vita animica interiore.

25.        Voi vedete da questo sommesso ma continuo operare di una vita animica spirituale, quali gioie e quali sofferenze per l’uomo ne derivano, e come poi di nuovo funzioni di vita disturbate, reagenti sullo spirito, perfino lo oscurano, dove poi l’uomo giudica il mondo, le condizioni e se stesso del tutto diversamente da come dovrebbe essere veramente il caso, e da cui poi derivano le conseguenze – malattia, sofferenza, immobilità, oppure perfino una morte prematura!

26.        Tutto questo proviene dal mondo dei pensieri che, agendo sul corpo, e il corpo di nuovo sullo spirito, dispone anche l’uomo ad altre conclusioni, ad altre azioni che esercita anche su altri uomini, famiglie e stati – poiché tutto è una catena spirituale – dove i risultati spirituali sperimentano un’altra piega, specialmente quando uomini rivestiti di potere, spiritualmente malati, portano guai e sofferenze a popoli interi. Questi, non tutti comprendono il perché accade così a loro, e non verrebbe loro nemmeno mai in mente che un’idea prediletta di un sovrano logori la sua salute, lo costringa ad altre conclusioni, e così diffonda indicibili miserie, delle quali di solito è attribuita la colpa a Me, mentre Io, con tutto ciò, non ho niente a che fare che solo di utilizzare nuovamente, per il bene, ciò che causano di male tali uomini malati, spiritualmente e fisicamente.

27.        Se voi considerate così l’intero invisibile mondo dei pensieri che fluttua qui e là, che diffonde abbondante sostanza per il bene e per il male, spesso da un singolo uomo su migliaia e milioni, come un sasso gettato in acque quiete che forma anelli circolari finché questo movimento interrompe la quiete dell’acqua in punti lontani, dove i minuscoli abitatori di queste ultime rive non comprendono né possono sospettare che la causa è quel sasso gettato spesso per capriccio, cosicché le loro dimore sono distrutte e i loro piccoli uccisi, così il mare dei pensieri è un eterno ondeggiare e fluttuare.

28.        In tutti gli esseri viventi fermentano i pensieri, salgono come bolle d’aria da acque stagnanti, tutto pensa, sente, si cerca le sue condizioni per migliorare la propria vita, costruisce tutto, distrugge tutto, sperimenta, si sforza di decifrare dal conosciuto lo sconosciuto. Così questo grande mondo dei pensieri è quindi veramente il fattore principale della Mia Creazione; poiché questo mondo è sconfinato, è eterno come il Mio, e se le circostanze lo favoriscono, è infinito!

29.        Perciò badate bene di tenere a freno questo mondo spirituale dei pensieri, procurate di pensare solo come si conviene ai figli Miei, poiché il pensiero è lo scultore del vostro involucro al di qua, come la vostra impronta per l’Aldilà. Là giungerete con il risultato di ciò che i pensieri hanno lasciato indietro sulla vostra Terra; qui è celato a voi e agli altri, ma non là. Dall’esterno l’involucro si volge verso l’interno, e com’è all’interno così è anche l’espressione all’esterno. Là non domina nessuna finzione, e non esistono segreti dinanzi agli altri, ognuno vede i pensieri nell’altro, e conforme ad essi, il valore o disvalore morale dell’individuo.

30.        Questo mondo dei pensieri, quale portatore spirituale della materia, proprio per questa ragione è così potente, perché infaticabilmente crea del nuovo, costruisce, distrugge, modifica e cambia, e in questo modo non isola nulla per sé, però, visto come un tutto, ha perciò la massima importanza, perché, in qualsiasi modo possano giungere le circostanze, dal pensiero lievemente ascendente e di nuovo volatizzandosi, ne deriverà l’azione, le cui conseguenze poi non staranno più nella mano del pensante come singolo, ma apparterranno a tutto il mondo spirituale e materiale.

31.        Non ci si può immaginare meglio l’infinità se non nel concetto di un mondo dei pensieri; poiché tutte le velocità conosciute, tutte le distanze e spazi di tempo, spariscono di fronte alla velocità del pensiero, di fronte alla sua potenza e al suo effetto, specialmente quando la potenza glielo concede e l’effetto lo favorisce.

32.        Così abbiate cura anche voi, figli Miei, di camminare degni di Me nel grande regno del mondo dei pensieri, e se s’insinua in voi un pensiero non permesso, allora estirpatelo o sorvegliatelo, perché dal pensiero al suo divenire azione, c’è un breve salto, e le conseguenze di ciò graveranno su di voi come promotori del pensiero!

33.        Non lusingatevi con l’idea: ‘Erano solo pensieri! Fino all’esecuzione vi sono i suoi saggissimi sentieri!’. Non è vero! Con questo ingannate voi stessi, poiché, come vi ho detto sopra, se esiste l’occasione, allora il pensiero diventa azione, e questa, anche se seguita da un pentimento, non si può cancellare, essa sta come fatto, come una colonna commemorativa sul vostro sentiero della vita, di cui vi potrete poi rallegrare o vergognare!

34.        Non per nulla vi ho dato questa parola. Tutto ha il suo perché, e anche qui sta alla base un grande ‘perché’, perché Io so troppo bene quanto voi ve la prendiate leggera con il pensare, considerandolo proprio come il più debole, mentre è veramente il più forte; infatti, il pensiero è una potenza spirituale, e con tali forze non c’è da scherzare!

35.        Io vi devo istruire e rendere ancora più sensibile il vostro peso della coscienza, perché voi appartenete per l’eternità al Mio regno degli spiriti e solo per breve tempo al regno materiale.

36.        Imparate a pensare di vostra iniziativa! Imparate a pensare logicamente! Imparate a pensare moralmente! Questi tre modi di pensare devono divenire familiari per voi, poi leggerete il futuro facilmente, giudicherete il presente facilmente, costruirete meglio il vostro io spirituale e potrete prepararvi come si deve per l’altra vita.

37.        Cercate di non perdere mai, nel mondano mare mosso dei pensieri di milioni di esseri, il timone del vostro uomo spirituale, il pensiero vi renderà felici o vi condannerà; questo è il vostro valore interiore, che è il solo definitivo per ora e per sempre.

38.        A che serve se gli uomini v’idolatrano e voi stessi vi dovete accusare di debolezza e d’incostanza? Voi un giorno dovrete compiangere gli idolatri per la loro follia, e anche il vostro stesso io.

39.        Il mondo dei pensieri, come registro del vostro stesso io, è il vademecum che vi accompagnerà, è il vostro foglio di via qui, e il vostro passaporto per l’Aldilà, dove poi sarà tutto registrato, il che vi renderà riconoscibili e darà il tratto alla bilancia per la vostra successiva abilitazione!

40.        Cercate di evitare pagine bianche nel vostro libro della vita come segno del tempo non utilizzato, ma cercate anche di evitare che su quei fogli siano annotati pensieri di cui vi dovreste vergognare se degli estranei ne prendessero visione.

41.        Il pensiero umano è la vostra fotografia vivente, la Luce dello spirito la dipinge; cercate che riesca positivamente e vi mostri come dovete essere, se volete un giorno esser chiamati ‘figli Miei’.

42.        La luce del Sole materiale non risparmia nessun difetto di una persona ripresa su una fotografia, essa, sulla carta suscettibile a questa luce, riporta implacabilmente tutto, così anche la Mia Luce spirituale della verità; anche questa mostra l’immagine dell’uomo che viene nell’Aldilà come il suo uomo-pensiero interiore l’ha costruito durante la vita terrena. Ben per colui che esce bene da questa verifica-pensiero, e tranne alcune macchie di errori senza volontà, presenta comunque un’immagine di sé che corrisponde alle regole della bellezza, dell’amore e della sapienza che Io ho messo come primo pensiero in tutto il mondo e in tutti gli esseri!

43.        Questo è tanto sul pensiero. Riconoscete e ponderate le Mie parole! Il tempo, il tempo che inghiotte tutto, vi ruba minuto per minuto, la vita passa come un sogno, e nell’eterna Luce del Mio mondo degli spiriti vi attende un risveglio, dove pensieri e cose imponderabili per questa vita, cadranno pesanti nel piatto della bilancia dei valori morali, poiché là, spiriti pesano spiritualmente e indicano nuovamente a ognuno il proprio percorso spirituale!

44.        Così questa parola vi è stata data per mostrarvi il ponte della materia che vi è dato già qui, per riportarvi il diritto di cittadini di un mondo nel quale voi un giorno foste, e nel quale dovrete nuovamente tornare! Una volta lo siete stati come propaggine divina dei Miei pensieri della Creazione, e presto dovrete ritornare là quali uomini spiritualmente purificati, avvicinandovi sempre più a Me e agli spiriti Miei! Amen!

 

(Indice)

 

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Cap. 13

Padre nostro!

11 novembre 1872

1.                  Molte migliaia blaterano questa preghiera del giorno, spesso molte volte, e difficilmente qualcuno tra loro comprende cosa dica veramente, oppure cosa Io volevo dire con questa, quando la insegnai ai Miei discepoli.

2.               Anche voi che siete istruiti già meglio di molti altri e su questa preghiera avete ricevuto da Me stesso già diverse spiegazioni, anche voi comunque non sapete, nel più profondo e purissimo senso, quale sia il contenuto, altrimenti non la recitereste solo con lo sguardo rivolto in alto a Me, e non potreste considerare come uguale nessun’altra preghiera formulata.

3.               Per inviare ora nuovamente un raggio di luce nel vostro cuore, che dovrà illuminarvi da un altro lato le meraviglie del Mio mondo degli spiriti, voglio spiegarvi più da vicino questa preghiera e le parole in essa contenute, affinché possiate riconoscere cosa vuol dire che un Dio, un Creatore e Padre amorevole, v’insegni tale preghiera, e riconosciate quanto di spirituale si trovi in quelle parole che Io lasciai ai Miei discepoli e all’intera umanità, per entrare con Me in comunione spirituale, e inoltre, ancora per afferrare completamente le condizioni mondane così come quelle spirituali dell’uomo, e di come questa preghiera, quale supplica a Me, rappresenti la preghiera che un figlio possa esprimere al Padre suo.

4.               Quindi adesso vi voglio spiegare parola per parola, frase per frase quest’unica preghiera del Mio peregrinante tempo sulla Terra; voglio svelarvi il suo profondo senso e arricchirvi così di un grande tesoro.

5.               Se volete tener presente le condizioni del tempo in cui Io suggerii questa preghiera ai Miei discepoli, allora riconoscerete facilmente quale enorme differenza vi fosse quando mostrai ai Miei contemporanei, contro ogni usanza religiosa, già nelle prime parole della Mia preghiera, quanto poco essi stessi comprendessero i loro libri religiosi, e quanto poco sapessero interpretarli spiritualmente; poiché mentre ai giudei era severamente proibito nominare invano il nome del loro Dio, considerandolo un Dio della vendetta e dell’ira, e tutt’al più proprio per questo lo imploravano spesso, più per paura che per fiducia in Lui, così Io insegnai loro nelle prime due parole ‘Padre nostro’ a superare questo abisso tra quel loro Dio e Creatore e gli uomini, e fare del severo giudice un Padre affettuoso.

6.               Solo attraverso questa parola già fu giustificato il successivo contenuto della preghiera. Un figlio, infatti, poteva pregare così suo padre come Io lo avevo insegnato ai Miei discepoli, ma nessun uomo in quel tempo poteva implorare il suo Dio per cose che, secondo la consuetudine di allora, sarebbero state troppo futili perché un Dio, che s’immaginava lontano dietro le stelle negli spazi inaccessibili, se ne potesse occupare!

7.               La parola ‘Padre’, e ancora il più significativo ‘nostro’, era dunque quella grande differenza che tirava giù il Dio lontano, fino alla vita umana, e permetteva all’uomo di abbracciare come figlio infante il suo Creatore con amore, mentre in tutte le altre concezioni di titoli divini, perfino presso i popoli pagani con i loro dei, mancava proprio solo questo amore unico e vero!

8.               Così il primo inizio di questa preghiera fu anche il più grande e il più potente impulso per elevare un animo ad un devoto entusiasmo; infatti, la dolce chiamata ‘Padre!’ – ‘Padre mio!’, oppure, come in questa preghiera il concetto dell’amore per il prossimo è alla base nel più profondo significato, ‘Padre nostro!’, è la più grande, più potente leva per risvegliare una fiducia in Colui che si prega, in modo che questa preghiera sia anche ascoltata e che il Padre concederà all’uomo, quale figlio, ciò che è meglio per la sua vita mondana e quella spirituale!

9.               La successiva espressione dice: ‘nei Cieli’. Queste parole hanno un doppio significato, primo, se io ho un Padre che ha la sede e la costante beatitudine nel Cielo dei puri spiriti, allora s’intende da sé che io o provengo da lì, o almeno, se mi rendo degno di Lui, posso giungere un giorno nella vicinanza di Colui che mi ha permesso di chiamarLo ‘Padre’.

10.           Il secondo significato di queste parole è che un Padre nel Cielo deve essere un’Essenza che, nonostante io Lo abbia trasferito là, deve essere pure onnipresente e onnipotente, perché altrimenti la mia preghiera è vana, Egli non la sentirà, oppure non potrà adempiere ciò per cui io Lo prego.

11.           Inoltre si deve prendere in considerazione che il Padre nostro nel Cielo, come Spirito, deve essere implorato proprio per questo anche spiritualmente e in profondissima devozione, se voglio considerare anche solo un poco la Sua grandezza e la mia piccolezza. Questo lo testimonia anche la successiva espressione, dove si dice: ‘Sia santificato il Tuo Nome!’. Poiché solo chi ha compreso le prime parole nel senso più profondo, potrà afferrare cosa vuol significare: sia santificato il Tuo Nome!

12.           Vuol significare che, a differenza di un padre mondano, il Padre nel Cielo, come Spirito, può essere onorato degnamente solo quando non si abusa del nome dell’Essere supremo con invocazioni, asserzioni e giuramenti, e non Lo si tira giù nei traffici mondani; poiché questo Creatore che vi ha permesso di chiamarLo Padre, è troppo sublime e tu, proprio come figlio, sei posto troppo in alto sul gradino spirituale di tutti gli esseri pensanti. Poiché solo quando afferrerai e comprenderai completamente il nome ‘Padre di tutti, Padre nostro’, quando afferrerai completamente la posizione di questo Padre, cioè nel Cielo quale luogo di eterna gioia, e agirai di conseguenza, solo allora potrai farti avanti con la preghiera: ‘Venga il Tuo Regno!’. Solo allora sarai degno che questo Regno del Cielo, questo paradiso dell’anima, scenda anche nel tuo stesso cuore e ti faccia sentire là, nel piccolo, ciò che ti attenderà un giorno in scala più grande.

13.           Solo nell’adempimento di queste prime frasi, l’uomo è degno di essere accolto in un regno di quegli spiriti che riconoscono il Creatore dell’universo come loro unico Dio e loro unico affettuoso Padre.

14.           Ma, affinché questo regno sulla Terra diventi un regno permanente, allora è necessario che la Volontà, o Legge divina di un Essere supremo che tu puoi chiamare Padre, siano anche adempiuti sulla Terra; infatti, questo conferma, come prova della frase precedente, la seguente, dove dice: ‘La Tua Volontà sia fatta, come in Cielo così in Terra!’. Solo allora, quando gli uomini, riconoscendo e apprezzando la loro origine spirituale, adempiranno le Leggi dell’Amore per Dio e per il prossimo, solo allora sarà possibile che il Regno di Dio scenda e faccia della vita terrena di nuovo il paradiso, dal quale i primi uomini furono scacciati. Solo allora, quando sulla Terra, come in Cielo, queste Leggi dell’Amore saranno volontariamente sempre adempiute, solo allora sarà possibile pace permanente, così come costante quiete.

15.           E quando là volli far comprendere ai Miei discepoli come la vita terrena potesse essere abbellita, allora Io dissi loro spiritualmente che, sebbene la paradisiaca vita di gioia in genere non si ottenga cosi facilmente, è certo possibile ai singoli raggiungere, nel loro cuore, questa pura gioia di consapevolezza non offuscata, e così avere una pregustazione di ciò che li attende in tempi futuri e in regioni superiori!

16.           Così il potere della preghiera deve provocare una condizione, anche se solo momentanea che, per sé confortante e rassicurante, possa dare all’anima forza e potenza per l’ulteriore cammino della vita.

17.           Ma affinché quest’elevazione spirituale, in cui l’anima s’innalza a Lui, al Padre di tutti gli esseri viventi, non sia offuscata da inconvenienti mondani, in modo che anche sulla Terra il vostro cammino di vita porti frutti per altri, e voi non alziate lo sguardo con lacrime della miseria e del dolore a Lui, allora si collega alla precedente preghiera spirituale quella mondana, vale a dire: ‘Dacci sempre il nostro pane quotidiano!’. Solo chi ha il suo pane quotidiano può eseguire i suoi obblighi mondani e anche, dove è necessario, aiutare il suo prossimo.

18.           Che Io, come Gesù, abbia insegnato così questa preghiera ai Miei discepoli, aveva il suo motivo, perché proprio l’elevazione spirituale e il nutrimento spirituale sono possibili in pienezza solo quando il corpo, come necessario mezzo di collegamento tra qui e là, non soffra sotto la pressione delle circostanze!

19.           I Miei discepoli dopo la Mia dipartita, dovettero talvolta in seguito ben digiunare, e a loro mancò il necessario; perciò Io ricorsi a questa preghiera, così che anche i bisogni terreni potessero essere ottenuti da Me, e che l’uomo non si abbandonasse all’opinione errata di poterMi implorare solo per cose spirituali!

20.           La preghiera, come la diedi Io, comprendeva in sé l’intera vita pellegrina umana, così come tutti i dieci comandamenti, oltre alle Mie due grandi Leggi dell’Amore.

21.           Essa doveva essere pratica, adatta per tutte le circostanze della vita, e procurare all’uomo, in qualunque situazione potesse trovarsi, esprimendola con tutto il fervore e con profondissima comprensione spirituale, quel conforto e quella quiete che solo a un Dio, a un celeste e affettuoso Padre, è possibile dare. – Così segue l’altra frase: ‘Rimetti a noi i nostri debiti!’, il che è una confessione aperta di come gli uomini, proprio come uomini e non come esseri o figli spirituali di un Padre celeste, siano in grado di agire contro le Sue leggi, di mancare o, come si dice, di peccare.

22.           La preghiera per il perdono dei peccati include in sé la confessione di debolezza; essa dimostra che l’uomo orante oppure il figlio supplicante, riconosce le sue debolezze che è in grado di peccare, e anzi spesso anche contro voglia, dove in verità c’è la volontà di resistere, e tuttavia, o le proprie passioni oppure il mondo, sono troppo potenti, così che egli manca dei migliori propositi e perciò si rende indegno proprio di questo Padre celeste.

23.           Allora, tormentato dal pentimento, il figlio deve gettarsi ai piedi del Padre suo celeste, deve confessarGli la propria colpa, e deve però anche, proprio con quest’assicurazione di miglioramento, proporsi di portare quest’ultima con sé negli ulteriori passi del mondo, ciò che è espresso nella frase successiva, vale a dire: ‘come noi li rimettiamo ai nostri debitori!’. Questo deve essere il proponimento; proprio come il Padre nel Cielo è capace solo di perdono e di Amore, e non di odio e di vendetta, così anche voi, sebbene in misura minore, dovete agire divinamente, oppure, degni del vostro Padre celeste, perdonare a coloro che vi hanno fatto del male; una parola di grande significato, soprattutto in quel tempo dove si diceva: "Occhio per occhio, ecc.", dove la vendetta era permessa, anzi, era perfino annoverata tra gli attributi divini di Jehova!

24.           Così vedete come questa preghiera abbracci tutte le passioni umane, prenda in considerazione tutto l’Alto ma anche tutto il basso; e così con poche parole nella forma di una preghiera, faccia del viandante creato su questo mondo, quale uomo, un cosmopolita spirituale, se egli osserva queste poche parole che un giorno fluirono dalla Mia bocca!

25.           Ma, affinché questo proposito stabilito non venga a naufragare, allora questa preghiera contiene appunto nella frase successiva, la vera causa che rende spesso l’uomo infedele e lo costringe ad agire diversamente da come vorrebbe. È il suo ambiente e la concatenazione delle circostanze che gli preparano tentazioni da cui non sempre ne esce vincitore.

26.           Sebbene queste tentazioni nel mondo siano necessarie – perché senza lotta non c’è rafforzamento nella fede e nella fiducia in Me – allora l’uomo riconosce pure la debolezza che si trova nel suo duplice organismo, vale a dire quell’animico e quello spirituale, che non sempre è padrone di se stesso, e proprio per questa ragione implora in questa preghiera ‘Non indurci in tentazione!’, il che spiritualmente vuol dire: “O Padre, abbi pietà del Tuo debole figlio e aiutalo affinché non soccomba troppo spesso, anche contro la sua volontà, alle tentazioni che altri gli preparano!”.

27.           Solo nel sincero riconoscimento della propria impotenza si trova tutto il fervore di una preghiera ad un Onnipotente che si fa chiamare dagli uomini ‘Padre’, e proprio questi uomini Egli vorrebbe educare ed elevare a figli Suoi! –

28.           Finché in un cuore dominano orgoglio o troppa stima delle proprie forze, nessuna preghiera o supplica sincera può giungere a Me. Così come un giorno dissi, così è ancora oggi, dove si dice: “E quando avrete fatto tutto ciò che è possibile agli uomini, allora sarete lo stesso ancor sempre pigri servitori!”.

29.           L’uomo, in qualunque condizione si possa trovare, in qualunque circostanza abbia da combattere, deve sempre considerare che lui ha fatto la minima parte, Io invece la maggiore!

30.           Così crescerà la sua fiducia in Me, così egli otterrà combattendo la sua quiete e la sua pace, e solo quando cadrà contrito dinanzi a Me esclamando: “Signore! Che cosa sono io che Ti ricordi di me!”, riconoscerà quanto poco bastano le sue forze per arrivare alla sua eterna meta spirituale, e solo allora comprenderà quanto vale l’aiuto del Padre suo spirituale e quanto sia differente da ciò che altri uomini gli possono concedere!

31.           Questa confessione, che senza di Lui, l’unico vero e sempre lo stesso Padre, nulla è possibile, solo questa confessione può indurre l’uomo, dopo che ha riconosciuto la sua impotenza, all’esclamazione con la quale chiude questa preghiera, dicendo:

32.           ‘Poiché ora comprendo che senza il Padre mio nel Cielo io sono un nulla, allora Lo prego che mi possa tener lontano da ogni male’, oppure, come si esprime la preghiera: ‘Liberaci da ogni male!’. La liberazione, o anche assoluzione da tutto il commesso, con o senza volontà, dovrà naturalmente avvenire, altrimenti nessun progresso sarebbe possibile, e non sarebbe fattibile diventare un figlio del Padre nel Cielo.

33.           Proprio perciò questa preghiera chiude anche con l’invocazione: ‘Allontana da me ogni pericolo’ che potrebbe riportarmi indietro sul mio percorso, invece che avanti. Perdona ciò che ho commesso e impedisci il cattivo che verrà.

34.           Solo così l’uomo potrà trovare anche una quiete, un conforto in una preghiera che gli dimostra, in poche parole, tutta la sua posizione come uomo e figlio di Dio; figlio che è un essere tra due mondi, materiale e spirituale, e a quest’ultimo deve andar dietro, se vuole esser degno di quel nome con il quale egli invoca il Creatore di tutto l’esistente.

35.           Perciò questa preghiera inizia con l’invocazione al Padre e termina con la preghiera proprio a questo Dio, il Quale, se non fosse Padre, non potrebbe liberare l’uomo dal suo male, non potrebbe perdonarlo, non potrebbe infondergli fiducia!

36.           Così, figli Miei, invocate questa preghiera a Me, pensate con la prima invocazione non a voi soltanto, no! Abbracciate con l’invocazione ‘Padre nostro!’ l’intera umanità che ora, più che mai, è una massa di figli smarriti che stanno andando incontro, senza volontà e senza scopo e meta, alla rovina, perché la maggior parte ha dimenticato, o addirittura rinnegato proprio questo Padre, non sapendo e non volendo sapere che Egli è nel Cielo che li attende, per abbracciare un giorno, tutti con braccia appassionate.

37.           Pregate a Lui, al Padre di tutte le creature, perché Egli possa perdonare quando il Suo nome è profanato e trascinato nella polvere, invece di essere santificato. Pregate affinché il Regno della pace, della permanente beatitudine che troneggia proprio in quel Cielo che è la Sua dimora, possa scendere anche da voi, in modo che non si proceda uomo contro uomo in eterno odio e contesa, ma che fratello verso fratello adempiano in parole e opere l’amore per il prossimo nel senso più alto, perché solo allora il mondo potrà diventare un paradiso, quando la Volontà del Padre nel Cielo è fatta anche sulla Terra!

38.           Pregate in modo che a tutti gli uomini sulla Terra non manchi il pane quotidiano, affinché tutti possano davvero rallegrarsi del Sole nascente, e non maledicano un giorno che, al massimo, dovrà illuminare solo miseria.

39.           Invocate così nella Mia preghiera il ‘Padre nostro’, allora saranno perdonati i vostri peccati nella misura in cui voi stessi sarete indulgenti verso gli altri. Le tentazioni poi diminuiranno, proprio perché, rafforzati nella fede, potrete combatterle più facilmente ed esser liberati così da ogni male, perché sarete divenuti puri – ‘al puro tutto è puro’, e dove, anche se forse all’inizio avrete vacillato o mancato, adesso, rafforzati attraverso la fiducia in Me, potete passate davanti ai pericoli che, già da qualche tempo, per voi hanno perduto il pungiglione della seduzione!

40.           Invocate così la Mia preghiera che Io ho dato duemila anni fa ai Miei figli e discepoli locali, e ora la ridò a voi, attuali Miei prescelti!

41.           Riconoscete quanto di sublime e di bello vi sia in queste parole, e con ciò comprenderete anche che, quando un Dio v’insegna a pregare, Egli vi mette in bocca parole dalle quali traspaiono una profondità illimitata di verità e un’infinita beatitudine per chi, come Io dissi un giorno, Mi adora in spirito e verità, poiché in questa preghiera c’è dapprincipio del sommo spirituale, legato poi con verità mondana, dove voi inizialmente di certo, consci della vostra origine divina, implorate il Padre in Cielo, ma nel seguito non dimenticate le debolezze e i difetti della natura umana; e mentre nelle prime parole piene di adorazione vi inchinate davanti al grande Creatore quale Padre vostro, più avanti Lo supplicate per il Suo aiuto riconoscendo le vostre debolezze, affinché Egli non vi faccia dimenticare, nel fango delle passioni sensuali, la vostra provenienza spirituale!

42.       Così dovete invocare il ‘Padre nostro’, e il Padre vostro farà sentire, a voi come figli, il Suo Amore paterno in pienissima misura, se anche voi, come Lui, vorrete esercitare in concreto, invece di castigo, vendetta e ira, solo amore e perdono nel cammino della vostra vita; allora è vostro il Padre che voi, in questa preghiera, con cuore così toccato, avete ricordato nella Sua Grazia, nella Sua Potenza e nel Suo Amore che mai appassisce, volendo riconoscere accanto alla Sua grande Onnipotenza, pentiti, la vostra impotenza! Amen!

 

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Cap. 14

La Parola

14 novembre 1873

1.           Semplice è il titolo, e tuttavia così importante e pieno di profondità, tanto che voi ve ne stupirete; poiché attraverso la parola un giorno si formò tutta la Creazione e ancora oggi ogni parola è un motivo di formazione o creazione. Come questo è da intendersi, ve lo illuminerà ciò che segue più da vicino.

2.          Innanzi tutto dobbiamo chiarire che cos’è la parola, per afferrare il suo significato nella massima profondità; poiché senza una base sicura, senza la chiara consapevolezza di ciò che si vuole veramente spiegare, non può germogliare nessun risultato ragionevole dal concetto in esame.

3.          La ‘parola’ è quindi, per dirvelo in breve, nient’altro che un pensiero personificato che, maturato a concetto, si manifesta solo come parola, e proprio per questo è un atto creativo; così come porta in sé anche la trinità, il che è dimostrabile in tutte le creazioni, vale a dire spirito, anima e corpo, analogamente con: pensiero, concetto e parola.

4.          Così come in ogni cosa creata dimora un’anima, ben inteso non sempre conscia di sé, la quale guidata dal Mio Spirito forma la materia, la conserva e la trasforma, tale e quale una parola è un concetto personificato, creato mediante il pensiero.

5.          Nella Creazione fu dapprima lo spirito, in pratica il Mio Spirito che assegnò ad ogni cosa la sua esistenza interiore, il suo tempo e la sua trasformazione.

6.          Questo adoperarsi è la sua anima che plasma il materiale secondo leggi primordiali, mantiene e, di nuovo distruggendo, lo perfeziona ulteriormente, spiritualizza o lo guida nuovamente a Me, allo Spirito primordiale!

7.          Così il pensiero è il principio stimolatore che si forma in concetto; e questo concetto consegue forma, contenuto e significato solo attraverso la parola, il segno visibile di una creazione invisibile.

8.          E così come il Mio pensiero-Dio, esternandosi quale idea-Creazione o concetto, solo nel mondo visibile ottiene un involucro, anche se ancora in forma sottile, solo così, attraverso quest’ultimo atto, ogni cosa creata, pensata e immaginata è messa come un tutto nel tutto, e nondimeno esiste per sé separata.

9.          Da questa spiegazione, applicata alla ‘Parola’, ne consegue la sua importanza, perché anche la parola, di per sé libera, è una cosa separata, e tuttavia collegata con l’intero mondo dello spirito che, certamente per sé, secondo l’espressione di un pensiero o concetto in quanto a profondità o sapienza, è qualcosa di differente, singolare, e ciò nonostante un insieme concatenato con tutto l’esistente.

10.       Come nella Creazione una cosa influisce sull’altra e la condiziona, così che nessun essere creato o cosa prodotta materialmente può sottrarsi a questa sfera, altrettanto poco ‘una parola’ si trova senza alcun successo, senza effetto su altre nel mondo dello spirito, poiché proprio la parola, un prodotto spirituale auto creante, stimolante, fondamentale in tutte le condizioni della Creazione, proveniente dal pensiero, concetto, e attraverso l’uso del mondo materiale visibile, è un segno fisicamente visibile di una vita spirituale.

11.       Con la Parola, come vi riferisce la storia della Creazione di Mosè, Io creai il mondo!

12.       Con la Parola ‘Sia fatto!’ Io misi fuori tutte le singole parti spirituali del Mio Io, assegnai i loro giusti periodi di sviluppo, il loro processo d’inizio, di esistenza e di cambiamento, per ritornare, dopo una conveniente prova, di nuovo purificate e perfezionate a Me e nella Mia vicinanza, per iniziare lì, su gradini superiori, per mezzo di potenze spirituali, una nuova vita di avanzamento e di perfezionamento che, in un continuo crescendo, non avrà mai fine, perché Io, il Creatore della stessa, sono altrettanto infinito!

13.       E poiché Io sono veramente infinito e devo anche esserLo come Creatore, allora è naturale che tutto il Creato non potesse essere formato difettoso o mancante, perché il difetto sarebbe stato pure infinito, come il principio secondo il quale fu creato.

14.       Quindi nessuna cosa da Me creata permette un vero miglioramento o nobilitazione, ma ben un processo di perfeziona-mento, migliorandosi un po’ alla volta per avanzare su gradini superiori, che però già nel primo embrione era preventivamente stabilito e ben concepito.

15.       Queste caratteristiche della Mia Creazione espresse in generale come nel singolo, nel materiale, si ripetono altrettanto nello spirituale e nella vita animica; poiché il pensiero, il concetto e la parola da ciò derivante, hanno lo stesso collegamento spirituale, il medesimo infallibile principio che ha in generale la Mia Creazione, con la sola differenza che un pensiero animico sbagliato, deve produrre un concetto e una parola sbagliata, così come il Mio pensiero, concetto e parola, deve produrre eternamente solo del bene. Quindi il cattivo, errato pensiero, dovrà conseguentemente produrre, mediante ciò che si forma di errato nella parola e nel suo effetto verso l’esterno e verso altri derivanti effetti, secondo la sua origine, altrettanto un risultato cattivo e sbagliato.

16.       Voi vedete quindi da tutto quanto è stato detto, che anche le parole provenienti dalla bocca degli uomini o degli spiriti sono tali e quali infallibili come le Mie, solo con un altro valore, perché negli esseri creati la perfezione della vita dell’anima, o dello spirito, non può essere portata in paragone con il Mio Io; poiché Io, come Dio, come l’Amore stesso, posso pensare, agire e parlare solo secondo questi principi, mentre spiriti subordinati e liberi, quali sono i creati, possono pensare, parlare e agire con o senza volontà in senso contrario, ma nel loro stesso comportamento si trova già fondata la conseguenza naturale di tale procedimento, da cui proviene la frase: “Ognuno che pecca contro le Mie leggi, dovrà attribuire a se stesso le conseguenze, perché la trasgressione alle Mie leggi si punisce sempre da sé!”.

17.       Tutto questo doveva precedere per rendervi attenti su quanto è importante, su quanto è essenziale riflettere prima di pronunciare una parola, su cosa volete veramente dire con questa, poiché la parola è nel vostro potere, ma il suo effetto e la sua portata sono di molto, lontani, oltre la vostra sfera, poiché ogni parola pronunciata non vi appartiene più, appartiene all’intero mondo degli spiriti e delle anime, appartiene all’infinità, dove, agendo sempre continuamente, essa procura, secondo la sua origine, del bene o del male!

18.       Qui è il luogo dove devo anche farvi notare come, e dove sia la Mia influenza sul vostro fare e operare, senza per questo pregiudicare il vostro stesso libero arbitrio.

19.       In pratica Io vi lascio pensare e parlare, ma l’effetto del pensiero personificato, l’effetto della vostra parola su altri, lo conservo per Me stesso; qui infatti, Io concateno i collegamenti tra anime e spiriti, cosicché anche il male progettato dovrà servire all’utile, anche se spesso in modo indiretto, come voi dite nella massima: “Con l’esperienza si diventa saggi!”.

20.       Io non tolgo alla parola il suo effetto buono o cattivo, Io dispongo solo le condizioni così che all’uomo non mancheranno ammonimenti, o di afferrare la parola del bene con tutto l’ardore dell’amore e di realizzarlo, oppure di scorgere il male in tempo debito e poi agire, affinché non sia persa la propria individualità!

21.       Per questo la vostra massima non è errata, quando dite: “L’uomo vede, e Dio provvede”. Sì, è così! Voi potete pensare e anche dire, come espressione del pensiero, ciò che volete, ma il raggiungimento dell’effetto del discorso rientra nella Mia sfera, perché è una richiesta al Mio mondo dello spirito che voi con la ‘parola’ vorreste influenzare, e qui anch’Io ho ‘da dire la Mia’.

22.       Così come vi ho già dato nel ‘Mondo dei pensieri’ la grande portata e la propria operosa vita dei prodotti dello spirito come pensieri, tale e quale vi do qui la grande portata e importanza di una parola, prescindendo ancora dalla vera analisi della profondità di ogni parola stessa, o del concetto o del pensiero che essa contiene e tangibilmente esprime.

23.       Perciò, preoccupatevi sempre di due cose principali: primo, di riflettere bene sulle vostre parole, riguardo al danno o all’utilità che potreste cagionare con queste, e secondo, di badare bene al contenuto o al significato di una parola; le ‘parole’, infatti, sono portatrici di potenze spirituali che spesso, sotto poco, nascondono molto.

24.       Con la parola attraverso di Me venne alla vita una Creazione piena di grandezza e bellezza, e con una parola voi potete, pronunciandola al tempo giusto e nel luogo giusto, diffondere luce e causare del bene, dove i più grandi angeli fino nella Mia vicinanza sentono ancora una conseguenza di questa semplice espressione di un’anima che Mi ama.

25.       Parole d’amore diffondono ovunque amore, gioia e beatitudine; parole di tristezza, di odio o d’invidia, l’opposto. Esse devono operare così, perché già con l’espressione vi sta in loro il germe. Perciò applicatevi di prestare ascolto dapprima alle Mie parole, di esprimere solo parole che contengono del divino e devono causare solo del bene, così otterrete in voi e intorno a voi pace e tranquillità!

26.       Vi devo nuovamente citare una massima, perché tali massime, per la maggior parte, sono maturate su un fondamento puro e non mancano mai il loro effetto, e questa massima dice: “Una buona parola trova un buon posto”. Sì, una buona parola non mancherà mai, anche se non del tutto desiderato, di produrre certamente un effetto simile anche presso un acerrimo nemico. È la potenza del contenuto che, o vince, o disarma l’avversario!

27.       Guardate ai Miei anni d’insegnamento, quanto erano pesate, quanto erano scelte le Mie parole, poiché Io ho parlato, discusso e predicato, non soltanto per questi tre anni del Mio magistero terreno, bensì per l’eternità.

28.       E se queste parole ancora adesso non sono state completamente approfondite e afferrate in tutto il loro significato, è perché nelle stesse sta proprio il germoglio del divino, e nessuna potenza può distruggere questo nocciolo interiore, oppure sostituirlo con qualcos’altro!

29.       Le Mie parole erano, sono e rimangono portatrici di Luce, portatrici d’Amore, Amore che è disceso dal Cielo per ricondurre voi, minuscoli abitanti della Terra, e un immenso mondo degli spiriti, nuovamente su nel Cielo.

30.       Così la parola, questo piccolo seme spirituale, dovrà sempre racchiudere del bene, affinché, caduta sul buon terreno, porti fuori nuovamente del bene.

31.       La parola è il granellino di senape che, messo nel buon terreno, crescerà in albero della fede, sotto la cui ombra gli angeli e gli spiriti, così come tutte le anime, si dovranno rallegrare della benedizione celeste.

32.       Afferrate così il concetto di ciò che è una parola, quale profondità e quale portata vi dimorano, e misurerete anche le vostre stesse parole, saprete giudicarle e, in aggiunta, procederete anche cautamente nell’esprimerle, avendone compreso e afferrato in tutto il significato il loro infinito e permanente effetto.

33.       Allora comprenderete anche meglio come Io abbia potuto creare un mondo intero con una parola, se riuscirete a immaginare chiaramente quale infinito possa essere nascosto in una di queste.

34.       Scopo di questa Mia parola era di dimostrarvi, di spiegarvi tutto questo e rendervi attenti su tanti abusi che voi fate con il dono del linguaggio, affinché possiate ancora riconoscere quanto piccoli siano gli inizi di molti grandi infiniti, dove vi stupireste davanti alla loro grandezza, le cui origini le avete ignorate completamente.

35.       Leggete allora il primo capitolo del Mio Giovanni: “In principio era la parola, e la parola era con Dio, e Dio era la parola! In essa c’era la vita, e la vita era la luce degli uomini! E la luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno compresa!”.

36.       Proprio per questa ragione ogni Mia parola dovrà adesso nuovamente illuminare un po’ alla volta questa tenebra, oppure gli animi tenebrosi degli uomini, affinché alla fine ‘la tenebra’ comprenda la parola che fin dall’inizio era ‘la Parola’ presso Dio; e attraverso Dio o attraverso di Me vi ha portato Luce e Vita, sebbene non fosse afferrata dalla maggior parte, e anche oggi giorno è ancora respinta con scherno e disprezzo!

37.       In principio era la Parola, e la parola rimarrà anche eternamente la Parola’.

38.       La Parola era Dio! In pratica, fu la Parola che creò materialmente e spiritualmente, per Amore, un mondo pieno di grandi creazioni, affinché le creature potessero riconoscere che l’Amore non può star da solo, ma deve aver qualcuno cui dimostrare il Suo Amore, e dallo stesso, a causa del Suo Amore, essere nuovamente amato e onorato!

39.       La Parola dell’Amore creò mondi pieni di splendore, pieni di meraviglie; la Parola dell’Amore non poteva creare altro che spiriti amanti; la Parola dell’Amore risvegliava amore, perché essa stessa era Amore. E così, possa anche presso di voi, ogni parola, risvegliare amore, perché l’Amore è il legame (onni-) potente che conduce cuori ai cuori, e solo nell’amato oggetto, con il suo contraccambio, il proprio amore ne gode completamente.

40.       Così Io creai la parola e il mondo, così voi create il vostro mondo spirituale intorno a voi. L’amore è vita, è la luce degli uomini; la luce riscalda, illumina. E così possano le vostre parole essere sempre e solo parole d’amore; possano riscaldare, illuminare e diffondere intorno a voi, vita-amore, affinché l’effetto della parola d’amore giunga fin nell’infinità, altrettanto come un giorno la Mia prima Parola creativa, spargendo sempre Amore, sempre delizia, unendo spiriti, anime e corpi attraverso questo dolce vincolo, affinché la trinità della Creazione, la trinità della Parola porti anche triplice effetto, effetto che spiritualizzi la materia, nobiliti l’animico e liberi lo Spirito divino, per ritornare con tutto riunito, là, da dove un giorno è stato mandato fuori mediante ‘la Parola’.

41.       Così possa ‘la Parola’, quale portatrice di Luce e di Vita, ovunque diffondendo beatitudini e gioie, essere accolta da voi in voi e comunicata agli altri.

42.       Per afferrare questo nel suo intero contenuto, vi deve servire il breve senso di tale lungo discorso: “Riflettete la parola prima che sia espressa, perché le sue conseguenze sono per voi incalcolabili!”.

43.       Così sfuggite certe ore amare, in cui forse vi pentireste dei discorsi precipitosi, condannandovi poi davanti al tribunale della vostra stessa coscienza.

44.       Per risparmiarvi questo, non temo nessuna fatica per farvi comprendere in così differenti modi che tutto il visibile è solo cosa secondaria, lo spirituale soltanto è l’unico portatore, conservatore e giudice di tutto l’esistente!

45.       Così potete comprendere ancora meglio che, tanto nella semplice parola quanto nella più seria, si trovi sempre più significato di quanto voi spesso supponete, e come le conseguenze e l’importanza della parola che dura in eterno, vi possono anche ricordare la vostra responsabilità, affinché non usiate un bene così prezioso, come la parola e il linguaggio, per cose inutili, come anche dovrete valorizzare il tempo impiegato per questo solo in modo che nessun minuto sia un minuto perduto!

46.       Voi siete figli di un’eternità e di un eterno Dio senza fine, comportatevi di conseguenza, affinché in ogni parola possa splendere il vostro inizio e il vostro futuro; allora la parola nella vostra bocca, quale portatrice di luce e di vita, diffonderà anche solo luce e vita, e troverà nei benevoli orecchi e cuori devoti il suo eco, come si conviene ad una ‘Parola dell’Amore’.

47.       In principio era la Parola, e la Parola ero Io! Così anche per voi la parola deve qualificare il vostro io, non deve uscire nessuna falsa, nessuna cattiva parola dalle vostre labbra che non sia testimone che voi siete figli di quel Creatore che un giorno chiamò dal caos una Creazione, dove anche il più piccolo atomo fu testimone del Suo Amore e della Sua Bontà.

48.       Così deve essere il vostro comportamento nel mondo degli spiriti, quando un giorno dovrete giustificarvi di cosa, dove e come avete parlato, affinché non una parola vi faccia salire il rossore in viso, e potrete dimostrare che voi, sempre memori della Mia Parola, avete usato le vostre, ben scelte, per il meglio degli uomini! Amen!

 

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Cap. 15

Sulle differenti forme e specie di animali

9 agosto 1872

1.           Già parecchi di voi e anche molti altri si sono rotti la testa sul perché esistano tanti differenti animali, la cui utilità voi, come uomini, non riuscite a comprendere, e che oltretutto, secondo il vostro principio estetico, non hanno neppure una forma piacevole all’occhio e anzi, secondo il vostro dire, taluni sono anche brutti, dovendosi aspettare da Me, quale Creatore, che tutto ciò che Io creo debba essere degno di Me, e pertanto, significherebbe che io avrei dovuto creare tutto, rivestito con le forme più belle.

2.          Così giudicate voi, così giudicano molti uomini e naturalisti, i quali vorrebbero trovare ovunque, le cose come loro se le immaginano, e non come Io le ho volute secondo la Mia Sapienza.

3.          Ebbene, secondo quanto dice il vostro proverbio: “Ogni uccello canta come gli è cresciuto il becco”, si deve perdonare a questi eruditi signori, e così a qualche almanaccone e critico quando, nella sua cecità, parla di cose che non comprende e mai comprenderà.

4.          Per darvi comunque una dimostrazione di quanto Io sia indulgente, e quanto Lo sia sempre stato con i Miei figli minorenni, perdono loro anche questi giudizi ridicoli e maldestri, e inoltre voglio che, almeno tra un piccolo numero dei Miei seguaci, domini un’opinione migliore al riguardo, quindi anche qui voglio ancora – come già in altre occasioni – farvi dare uno sguardo dietro il velo di Iside, e dimostrare ai Miei seguaci e adoratori che non tutto ciò che ai loro occhi nel mondo si presenta così, è fatto in modo tanto maldestro, e che ‘il vecchio Dio’ sapeva già da molto tempo prima quello che faceva, perfino prima che mettesse in atto soltanto l’idea se un cuore umano dovesse battere o meno! Or dunque, alla faccenda!

5.          Voi vedete tanti animali il cui motivo esistenziale non lo potete comprendere, dovendo, nonostante ciò, ancora supporre – per quale motivo Io li abbia creati, poiché certo vi deve essere alla base un ‘perché’.

6.          Vedete, se voi comprendeste veramente la vostra aritmetica come si usa nella Mia casa, anziché avere solo un piccolo e lieve presentimento del profondo senso della vostra matematica, allora comprendereste più facilmente tante cose.

7.          È vero, la matematica o l’arte del calcolo v’insegna a dedurre il noto dall’ignoto; essa v’insegna a pensare regolarmente e a dedurre regolarmente, da uno all’altro. Ma ugualmente, tra questo pensare e dedurre, esiste sempre di nuovo il divario tra un essere creato, limitato, umano, e un Dio che, anche se vede la stessa conclusione da voi scoperta nella matematica, nondimeno voi calcolate, deducete e pensate ancora in tutt’altro modo, come figli ancora deboli e minorenni di un potente Dio e Signore.

8.          Da questo segue dunque che, se applicate la vostra scala del pensare e dedurre alle Mie parole, sorgono sempre delle lacune, dove il pensare umano non basta, perché vi sta frammezzo un pensiero divino.

9.          Voi, per esempio, conoscete una quantità d’insetti il cui utilizzo non comprendete, la cui piaga però la sentite giornalmente se non ve ne proteggeste con tutti i mezzi; voi conoscete una quantità di altri animali che vivono solo per consumare altri esseri che si trovano sotto di loro, i quali vivono solo a causa della preda.

10.       Voi conoscete una quantità di altri animali noti ai vostri occhi solo attraverso il microscopio, e provvisti di una potenza riproduttiva, di una durata di vita, davanti alla quale gli animali più elevati e perfino l’uomo stesso deve ampiamente indietreggiare.

11.       Quindi nel mondo animale voi vedete una quantità di contraddizioni che non potete spiegare, eppure, se osservaste con attenzione solo uno di questi, allora constatereste che è stato creato con un organismo tanto meraviglioso, ed è conservato con una così grande accuratezza, affinché la sua specie non scompaia, da farne scaturire la naturale conclusione che, osservando la struttura di un tale animale, la sua vita e la sua immensa riproduzione, ci deve essere un grande motivo se ho provvisto un tale minuscolo animaletto con qualità che Io stesso ho rifiutato a voi uomini intelligenti, figli Miei!

12.       Allora state qui tra dubbi, senza sapere che cosa pensare della cosa creata, che cosa del Creatore.

13.       Vedete, per illuminarvi quest’anomalia (eccezione alla regola) un po’ più da vicino, allora vi devo condurre su un campo del tutto diverso del materiale; poiché dobbiamo iniziare con lo spirituale, al quale la materia serve solo come rivestimento!

14.       Solo con occhi spirituali si può scorgere ciò che rimane nascosto in eterno all’occhio materiale, e anche a quello dell’intelletto.

15.       L’idea di un Dio, com’Essenza spirituale, ha per conseguenza che già dal principio le Sue Creazioni devono essere prodotti spirituali!

16.       Se però un Dio vuol creare un mondo o un’espressione visibile della Sua divinità, allora deve anche stabilire una certa serie di gradini nelle cose create, la cui serie di gradini corrisponde al legittimo pensiero e deve esistere come base fondamentale dell’esistenza e della conservazione del mondo creato; poiché solo così è possibile poi una vita, un tendere e uno spingere in avanti del più basso verso il più alto che, nella parola o concetto del ‘sorgere’, ‘esistere’ e ‘perfezionare’, trova il suo giusto scopo.

17.       Tutto il creato ha quindi, più o meno, un principio spirituale come base fondamentale; in ogni essenza si trova qualcosa del Mio divino!

18.       Dunque, come questo divino può e deve estendersi a successivi gradini, così gli è stabilito anche un corpo analogo, una predisposizione interiore analoga e un’analoga durata di vita.

19.       In natura non esistono salti, bensì costanti e leggeri passaggi da un animale all’altro! Sono questi passaggi che poi resero necessarie più d’una Creazione che, come membri intermedi, resero possibili proprio queste preparazioni di passaggio da un gradino all’altro, e queste classi intermedie, prese nel senso spirituale, sono proprio quegli animali che vi danno tanto fastidio, perché non sapete per quale motivo essi veramente esistono.

20.       Nelle vostre deduzioni dimenticate del tutto che, per un avanzamento nel senso spirituale, così come deve pensare il Creatore di un universo, sono necessari altri gradi di logica, completamente diversi dai vostri.

21.       In molti di questi animali però, è stato qualcos’altro il motivo della loro forma e della loro vita; vale a dire non solo per servire come membri intermedi e creature di passaggio, bensì anche di essere ancora un’altra interazione all’impulso del progresso spirituale di esseri a loro ampiamente superiori.

22.       Vedete, le cimici, pidocchi e pulci e tutti gli altri insetti che vi tormentano particolarmente, sono per voi degli stimolatori spirituali, così che curiate il vostro corpo e il vostro alloggio, affinché il primo meritatamente allo spirito intelligente, e il secondo, con l’attenzione sul principio della pulizia, favorisca anche la vostra salute, per non andare su e giù come maiali nella sozzura e nel sudiciume.

23.       Questi animali e ancora altri seccatori dell’uomo, nel corso della loro vita hanno missioni superiori assai più di quanto voi crediate; in essi si realizza il gradino di mediazione da una piccola intelligenza a una gradualmente poco più elevata, rivestita di un corpo, il ché per voi non è veramente comprensibile che, con una riproduzione in forza e resistenza superando ampiamente le vostre, essi potrebbero ben mostrarvi (se consideraste con gli occhi dello spirito i gradini spirituali), quanto ci vuole per rendere ricettiva una scintilla divina inferiore, anche solo per una milionesima parte d’intelligenza superiore.

24.       A migliaia e migliaia di animali inferiori non è per nulla possibile svilupparsi più in alto, e devono intraprendere il percorso graduale di avanzamento solo perché, quale nutrimento per animali superiori, a migliaia soltanto essi diventano capaci di formare insieme un singolo animale posto più in alto.

25.       I più piccoli infusori e monadi, come voi li chiamate, nonché i vermi dei coralli e altri crostacei, esistono solo per aiutare a costruire la vostra crosta terrestre con i loro corpi, e a fornire con questo la solidità dell’involucro della Terra, come pure le necessarie quantità di minerali e pietre che essi, dalla fluida acqua del mare, trasformano in più solido il loro stesso corpo, e attraverso di questo in consolidate montagne o rocce.

26.       Se ora spesso milioni di tali animali possono vivere in una goccia d’acqua soltanto, allora comprenderete certo voi stessi che lì la forza produttiva dovrà essere straordinaria per produrre, nel tempo da Me stabilito, una crosta terrestre con le sue montagne, la quale porta tutto su di sé con facilità e può resistere alla forza di espansione degli elementi trasformati in vapore all’interno della stessa.

27.       Vedete, presso di voi il soldato deve provvedere al suo vestiario, al suo sostentamento, anzi a tutto ciò che gli è necessario con la paga a lui assegnata[26]. Non esiste nessuna strada carrozzabile nel vostro paese i cui frequentatori non debbano pagare queste strade e la loro manutenzione, mediante pedaggi imposti. L’intero complesso dello Stato del vostro impero, vive ed esiste solo perché tutti quelli che vivono nei suoi confini devono pagare le necessità di tutto lo Stato con i suoi funzionari e re, in modo che tale Stato, che di per se stesso non ha soldi, sia solo l’amministratore del denaro ad esso affidato.

28.       Come voi fate in uno Stato, così faccio Io nei mondi! Ogni mondo si deve costruire, deve mantenersi e perfezionarsi da sé, per poi, al passaggio in altre condizioni, deve aver preparato in sé le necessarie forme!

29.       Gli animali più piccoli appena percettibili con i vostri occhi nudi, formano la vostra crosta terrestre, contribuiscono alla vita di milioni di altri animali e aiutano ad abbellire e a solidificare la superficie della Terra; gli animali di poco superiori, nei quali la Mia divina scintilla già formata quasi come senso, può appropriarsi già di più cose, devono essere i portatori e i sostenitori di animali che stanno ancora più in alto, e così gradualmente avanti fino all’uomo. Dove ci sono grandi forze produttive, ci sono nelle vicinanze anche consumatori di queste forze, i quali assegnano a questa riproduzione i giusti limiti, affinché non si oltrepassi la giusta misura!

30.       Così esiste l’armonia del tutto. Dallo spirito vincolato in una dura pietra fino all’uomo libero, passa un sottile vincolo di assimilazione, per cui uno esiste attraverso l’altro, uno si perfeziona attraverso l’altro e così, attraverso l’uomo, può ritornare di nuovo nel regno dello spirito dal quale è proceduto.

31.       Spiegarvi il motivo e il perché esistono gli animali, dai più piccoli infusori fino all’elefante, non basterebbero degli anni; perfino per rappresentare chiaramente solo una classe di molluschi più bassi, il perché siano formati così, il perché queste piccole particelle di intelligenza della vita vegetale siano in questa forma, in questo elemento, sia esso acqua, terra o aria, e perché siano necessari tali cambiamenti affinché un tale animale, all’apparenza trascurato, debba essere formato così e non diversamente, per corrispondere al proprio scopo.

32.       Voi dovreste quindi dapprima riconoscere queste disposizioni e i suoi ‘perché’, prima di venire alla domanda del perché c’è ora tutto il regno animale, quale sia lo scopo e su quale scala.

33.       Dov’è la vostra scienza che potrebbe spiegare questo? –

34.       Guardate solo in un corpo vivente un piccolo fascio nervoso. – Che cos’è? È esso il conduttore, è esso il propagatore della vita organica e animale? Esso vive, oppure propaga solamente la vita?

35.       Tutte queste domande dovrebbero essere discusse prima, se volete comprendere tutto il regno animale. E dove sono i libri che basterebbero per darvi il filo attraverso questo labirinto dei ‘perché?’.

36.       Qui l’uomo sta come cosa finita al confine della sua conoscenza, al confine della sua facoltà di comprensione; qui comincia il Dio, il Creatore, che all’uomo può dire solamente: “Figlio minorenne, come vuoi tu, con il tuo limitato intendere, comprendere ciò che un Dio, un Essere infinito, ha creato? Una fibra nervosa è, e rimane per te un mistero! Come vuoi tu solo criticare e giudicare un essere creato, il quale consiste di milioni di parti che, sotto differenti forme, ne esprime soltanto una, vale a dire il gradino di una particella dello spirito, un minimo del grande Creatore che ritenne necessari proprio tutti questi preparativi per non interrompere per sempre, anche a una piccola scintilla, la capacità di avanzamento? Dov’è la tua, dov’è la Mia sapienza? Una cosa sola ti permetto: che tu, esplorando con occhio spiritualmente risvegliato la Mia Creazione, possa imparare a presentire e ad amare Lui, il grande Creatore, come il Padre tuo spirituale! Ma comprenderLo, questo sta oltre i confini di tutto il regno dello spirito stesso; solo Io, infatti, sono perfettamente infinito, mai creato, e voi, per quanto vicini a Me, siete, quali esseri creati, eternamente finiti e imperfetti!”.

37.       Comprendete questo, figli Miei! Afferratelo, e allora potrete anche facilmente comprendere che, come con il lento procedere di una particella dello spirito in singoli esseri e classi, altrettanto la forma esteriore di questi animali deve essere adeguata ai bisogni dello spirito e al bisogno del corpo ad esso dato!

38.       Come presso voi uomini nel viso e nell’intera forma si esprime in parte il lato interiore spirituale e si può riconoscere un po’ l’uomo nei suoi tratti, se in lui dimora una nobile oppure una comune anima umana, così anche la forma stessa dell’animale più basso, fin nella vicinanza dell’uomo, fino alla scimmia, è sempre l’espressione della scintilla posta in esso, perché coi sensi e facoltà non ancora sviluppati, anche le forme non possono eguagliare le idee estetiche di una suprema forma di spirito umano, perché proprio questo spirito nella sua minorità necessita ancora di altri bisogni, di altri dispositivi per poter corrispondere al suo scopo; lo spirito stesso nella sua forma spirituale è qui ancora un embrione del minimo grado di istruzione, e perciò può, semplice com’è, essere solo semplice anche nel suo involucro che lo avvolge!

39.       L’unica cosa determinante nella forma degli animali è la regione nella quale essi devono vivere, moltiplicarsi e riprodursi; questo richiede in uno, mille piedi, in altri addirittura nessuno; in uno un occhio, in altri molti occhi; in uno un apparato per il tatto, in altri molti; ma la forma esteriore è ovunque l’espressione materiale del grado sul quale si trova la scintilla spirituale che vi è rinchiusa.

40.       E perciò trovate spesso animali che voi, perché giudicate dall’alto in basso, riconoscete come brutti; ma se poteste guardare spiritualmente dal basso verso l’alto le classi e gradi che un tale spirito deve attraversare, fino a giungere ad una coscienza maggiore di se stesso, allora trovereste la forma conveniente per il suo isolamento come la più appropriata, la quale può corrispondere solo così e non diversamente al suo bisogno spirituale e mondano.

41.       Voi avete dedotto tutti i vostri concetti della forma estetica da quella umana, avete preso la forma umana come base fondamentale, come modello di riferimento, perché anch’Io un giorno ho formato voi a immagine Mia, ma le forme degli animali non possono essere giudicate secondo quella umana, perché proprio negli animali la forma interiore spirituale non è terminata, non è del tutto chiaramente espressa e ha bisogno ancora di molte aggiunte prima di potersi avvicinare spiritualmente e materialmente a quella umana. E perfino là, dove si avvicina di più all’uomo, come la scimmia quale animale, manca l’unica cosa ma la più elevata, ciò che rende l’uomo, ‘uomo’, vale a dire la liberazione dalla danda[27] della natura (istinto) e il supremo dono spirituale del libero arbitrio datogli da Me come chiave di volta della Creazione, emancipato (separato) dall’istinto, come essere libero, libero anche da tutte le catene e legami della sua natura a lui subordinata, e libero di essere signore di se stesso e signore spirituale della Creazione!

42.       La forma di un ragno, di un coleottero, di un altro insetto, di uccello o di animale a quattro zampe, è data altrettanto bene secondo dei principi estetici conosciuti a Me soltanto, che l’individuale primo principio del bello, come il suo sbocco nella forma umana lascia immaginare, è ancora troppo celato sotto l’influsso che doveva imporgli dimora, mezzi nutritivi e scopo della sua esistenza.

43.       La forma spirituale celata è qui già manchevole, e tale deve essere anche il suo involucro; ma potete essere certi di questo: vi è una catena d’idee attraverso tutto il mondo organico che prepara lentamente una forma dall’altra, introduce l’una nell’altra, sempre aggiungendo, sempre perfezionando, finché sarà stato raggiunto nel corpo umano la chiave di volta di tutto lo sforzo che, cominciando dalla pietra dura, ha sviluppato fino a lui, all’uomo, l’idea logica o matematica di un essere supremo, di un Dio che nell’uomo voleva creare un’immagine simile a Lui, spiritualmente (e formalmente), al quale tutti gli altri esseri animali guardano in alto, pieni di rispetto, sebbene non riconoscono, ma certo intuiscono in lui il loro signore, ma anche il loro amico e la loro meta suprema!

44.       Non prendete però l’uomo com’è diventato adesso, immaginatevi invece l’uomo come Io l’ho creato, come dalla Mia mano uscì puro e immacolato, un’immagine di Me e un sublime prodotto di capacità spirituali e dalla più bella forma materiale!

45.       Così la forma dell’uomo era un giorno la vera espressione del suo spirito discendente da Me, così dovrà anche di nuovo diventare!

46.       E quando si sarà così nobilitato, anche il mondo animale che lo circonda, parteciperà a questa nobilitazione; esso non rimarrà indietro; così l’uomo, sebbene nobilitato, rimane nondimeno nelle condizioni come deve stare rispetto al mondo animale che lo circonda, e come Io un giorno l’ho creato.

47.       Una volta l’uomo comprendeva il mondo animale meglio di adesso, quest’ultimo un tempo obbediva anche meglio all’uomo e non si comportava in modo ostile contro di lui; solo che l’uomo si allontanò dalla sua forma primitiva[28], “egli divenne diverso, mentre il mondo animale è rimasto lo stesso”, e così il mondo animale guardò l’uomo attuale con più soggezione e più paura, come suo nemico, perché, a molti animali, proprio l’uomo è conosciuto solo per le sue intenzioni ostili; il rapporto soave che regnava in principio tra i due è distrutto, e al posto dell’amico fu messo quello dell’inesorabile egoistico dominatore.

48.       Adesso l’uomo è spesso costretto a proteggere la propria vita dall’attacco degli animali che, in altri tempi, stavano quieti ai suoi piedi, e obbedivano solo al suo comando.

49.       Così l’uomo ha abusato della propria libertà, facendo del pacifico mondo un covo di assassini, dove naturalmente possono dominare solo paura e odio, ma nessun amore, nessuna fiducia più.

50.       Voi, voi pochi che ancora credete in Me e nella Mia dottrina, a voi invio queste righe, affinché possiate riconoscervi una nuova prova, come Io Mi adopero, senza toccare la vostra libertà che vi ho dato, per farvi di nuovo diventare quell’uomo che un giorno uscì dalla Mia mano, e come questo globo terrestre dovrà nuovamente diventare un paradiso, un Eden per i suoi abitanti!

51.       A voi queste righe, affinché possiate leggervi l’Amore e la bontà infinita che Io ho per voi e con voi, così che con questo non vada persa nessuna particella animica o spirituale che un giorno inviai fuori nei lontani spazi della Mia Creazione, ma affinché dapprima essa sia rispettata come si deve e contribuendo il più possibile al suo perfezionamento, tutte le creature – semplici e complicate, infusori, monadi, animali e uomini – possano arrivare un giorno, sulla lunga via del perfezionamento, di nuovo purificate e maturate nel Regno dello Spirito, da dove Io le avevo inviate per sopportare la loro vita di prova attraverso tutti i gradini del Mio Regno spirituale e materiale e, unite col sublime e intelligentissimo Spirito della Creazione di mondi e terre, possano formare nell’Uomo, un tutto a Me compiacente!

52.       Allora cos’è il breve senso delle molte parole? Che solo l’Amore è il fattore principale che, sebbene in principio esso separi gli spiriti, ha certamente il solo scopo di vederli alla fine tanto più intimamente uniti (perché perfezionati)!

53.       Nondimeno, per apprezzare come si deve quest’unione, come spiriti provenienti da Me, essa deve essere conquistata e meritata, poiché solo ‘al merito spetta la sua corona!’.

54.       La consapevolezza dell’aver conquistato, dona la beatitudine del possesso. –

55.       Perciò cercate anche voi di conquistare ciò che Io vi ho posto davanti, affinché del nome ‘figli Miei’ quali immagine Mia, siate anche degni e meritevoli!

56.       Per ottenere ciò, sono tutte queste Luci di grazia che Io vi mando di tanto in tanto affinché possiate riconoscere sempre di più che, tanto nella più piccola monade quanto nel vostro prossimo, il medesimo Dio vi predica sempre la stessa cosa, ciò che anche la natura ad ogni passeggiata e ad ogni pulsazione vi esclama:

57.       “Non dimenticate mai per cosa siete stati creati! Approfittate di ogni momento e di ogni parola proveniente da Me per far fronte a questo scopo”, poiché presto verrà il tempo in cui il grano sarà separato dalla pula, e ben per coloro che si sono serviti di tempo e parola, cosicché allevati a grano come vivificante pane fruttifero per il Cielo, possono continuare fiduciosi la via del perfezionamento, quando Io verrò come unico Pastore a raccogliere le Mie pecorelle sotto la Mia protezione, cosa che fra breve anche avverrà! Amen!

(Indice)

 

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Cap. 16

La Vita

[la sua vera essenza]

12 agosto 1872

1.           Vedete, sotto questa parola sta nuovamente tanto di misterioso, tanto di compreso falsamente e mal dimostrato dai vostri eruditi, naturalisti e medici, che Io Mi sento indotto ad accendere di nuovo una luce che dovrà splendere nell’eternità, a voi e a tutte le future generazioni!

2.          “Che cosa è dunque la vita?”. Ebbene, se volessi rispondere a questa domanda così come è formulata dai vostri uomini colti, allora dovrei anch’Io esprimerMi falsamente come loro, poiché tutti prendono l’effetto per la causa, il prodotto per il fattore, giudicando solo secondo ciò che per loro è visibile e palpabile.

3.          Se volessi descrivervi la vita secondo una precedente parola nel suo rapporto, in cui ho detto: “Dove c’è luce, c’è calore, dove c’è calore, c’è vita!”[29], spiegherei di nuovo l’effetto visibile o manifestazione della vita per il prodotto proveniente da luce e calore. Con questa parola odierna invece non voglio dirvi né l’una né l’altra cosa, ma voglio mostrarvi la vita da un lato più profondo e altamente spirituale, per convincere qualche dubbioso e negatore di Dio della sua effettiva miscredenza, affinché anche lui, convinto da argomenti validi, non possa far altro che credere o presentire ciò che finora ha rinnegato con così grande ostinazione.

4.          Ora passiamo al fatto; dunque, la domanda è: “Che cos’è la vita?”

5.          Vedete, se prendo la cosa così come si manifesta ai vostri sensi, allora ‘vita’ è ovunque si rende manifesto un cambiamento, uno scambio, un movimento; voi dite: “Questa pianta, quest’animale, quest’uomo vive!”. – Laddove la vita non è visibile né percepibile ai vostri sensi, come nel regno minerale, là voi non supponete più nessuna vita, bensì al massimo un regolare cambiamento di sostanze, secondo cui anche la pietra, per quanto lentamente o impercettibilmente, va incontro a un cambiamento, tuttavia, come voi credete, un cambiamento involontario, un cambiamento condizionato dagli influssi di altri elementi agenti su di essa.

6.          Così voi considerate la vita. I vostri botanici, con il loro zelante studio, vi dimostrano la circolazione degli umori nelle piante; essi, fin dove giungono i loro microscopi e altre analisi chimiche, vi dicono come e di che cosa consistano l’albero, la foglia, il fiore e il frutto, vi spiegano le fibre, i canali e il midollo degli alberi e delle piante, ma con ciò vi spiegano solo i portatori e i conduttori della vita, ma non la vita stessa.

7.          I vostri anatomisti sezionano animali viventi e morti. Nel martirio dei primi e nella mancanza di vita di questi ultimi, certamente per vie sbagliate, quando la vita è ormai sfuggita, cercano il suo effetto. Essi vi spiegano i nervi, la materia bianca e la materia grigia, come fattori di sentimenti e movimenti; vi spiegano la vita organica e la vita istintiva nell’uomo, trovano per la maggior parte anche il punto centrale da dove ogni vita parte; vi spiegano alla fine anche il cervello con le sue sinuosità, ramificazioni, le sue simpatizzazioni e la sua dipendenza dall’altro sistema nervoso, come dei nervi volontari e involontari; vi spiegano la struttura dei nervi come conduttori della volontà e della potenza vitale, ma la vita stessa non la sanno approfondire, – perché il nervo, come un cavo telegrafico che comunica alle membra umane la volontà dell’anima o della insita vita, questo non lo sanno! Dicono solo: “Il nervo è costruito e creato così da servire come conduttore”, ma il fluido che anima questo telegrafo, la potenza vitale stessa, è a loro sconosciuta, e anche lo rimarrà, finché cercheranno solo con l’intelletto, perché il pensiero che è portato avanti nelle sinuosità del cervello fino alla lingua o alla penna che scrive, questo fattore imponderabile (incorporeo) non lo potranno mai sondare, sebbene provenga dal cervello!

8.          Il pensiero è un prodotto dello spirito, e come e perché esso sorga, lo vede e comprende solo l’uomo-spirito profondamente vedente.

9.          Questa vita, che sta ancora più in alto dell’organica e animale, proprio per questa ragione è ancora meno spiegabile; poiché, né la massa del cervello né i nervi derivanti da ciò, potranno mai dirle chi o che cosa li rende capaci di comunicare il mondo interiore a quello esteriore, oppure di quest’ultimo accogliere le impressioni nell’interiore e utilizzarle per l’ulteriore edificazione dell’uomo-animico!

10.       Invano certi materialisti si scervellano per ricondurre tutti i moti e i fenomeni nella vita umana, come pure nell’animale o nel vegetale, alla legge chimica di assimilazione, ma essa è, e rimane un’eterna conclusione sbagliata; poiché, quando i vostri scienziati vi elencano tutti gli elementi di cui è fatto il vostro corpo, oppure quello di un animale o di una pianta, quando dimostrano che questo o quello è fatto di fosforo, calcio, ferro, sale ecc., allora Io voglio dir loro soltanto: prendete tutti questi elementi primitivi e mescolateli, si formerà forse da questo un’arteria, una vena, un fascio nervoso o addirittura un cuore pulsante?

11.       Vedete, deboli ciechi scienziati, voi potete ben scorgere che nella vita organica certi elementi di base, nella loro mescolanza, entrano in combinazione e di nuovo producono altre sostanze di ordine superiore, ma tutto questo laboratorio chimico non riuscirà ad ottenere da queste sostanze nemmeno un filo d’erba, tanto meno un essere vivente provvisto di una vita organica!

12.       Per questo ci vuole un’altra forza che trasformi i materiali grezzi del mondo delle pietre e del mondo minerale secondo altre leggi che quelle dell’attrazione o della repulsione, e da ciò formi degli organi come portatori di vita organica. Qui ci vuole un’altra legge, un’altra vita, e proprio questa vita che per voi e per tanti altri è un mistero, è lo scopo della Mia parola odierna.

13.       È questa vita che nella pietra spinge al suo cambiamento, che la fa nascere, morire o dissolvere in altri elementi; è questa vita che costruisce nella pianta i suoi organi, negli animali viventi determina la loro guida istintiva, e nell’uomo, raccogliendo ogni vita precedente della pietra e della pi