Rivelazioni

nel periodo 1840/1864 al mistico e profeta

Jakob Lorber

 

Oltre alle grandi rivelazioni del Signore comunicate quali singole opere, Jakob ricevette tantissime pagine (oltre mille) in risposta alle domande scaturite dai suoi amici che loro ponevano al Signore e tramite lui ricevevano delle spiegazioni specifiche per la loro vita e per quella dei loro cari, nonché utilissime per tutta l’umanità.

 

Doni del Cielo

vol. 1

[ D.d.C.  vol. 2 ]

[ D.d.C.  vol. 3 ]

[ Parole del Padre in tempi burrascosi]

 

Libri

Traduzione dall’originale tedesco “Himmelsgaben

Da: Ingrid Wunderlich e Antonino Izzo

 

Casa Editrice: Lorber-VerlagBietigheim – Germania

Copyright © by Lorber Verlag

Copyright © by Associazione Jakob Lorber

Casa editrice “GESÙ la Nuova Rivelazione” (BG)

INDICE

 

Cap.

Volume 1

data

1

Chiamata

 

2

Chiave per la Scrittura

13 aprile 1840

3

Sul potere delle cariche mondane

18 aprile 1840

4

Un saluto dall'Altezza delle Altezze

19 aprile 1840

5

Giusto amore dei Genitori

23 aprile 1840

6

Croce, corona ed - amore

24 aprile 1840

7

Ave Maria!

26 aprile 1840

8

Tre domande

3 maggio 1840

9

Ai Miei amici

9 maggio 1840

10

Spirito ecclesiastico e spirito d'amore

14 maggio 1840

11

Preoccupazioni Inutili

24 maggio 1840

12

Come dobbiamo leggere i profeti per comprenderli giustamente?

26 maggio 1840

13

Parole di ringraziamento del servitore

 

14

Sul giuramento oppure promessa

28 maggio 1840

15

Giusti ordinamenti terreni e celesti

28 maggio 1840

16

Pazienza per la maturazione

30 maggio 1840

17

Immagine del Signore                                                  (TdN - cap.1)

1° Giugno 1840

18

Il più importante Comandamento

2 giugno 1840

19

I sette maligni                                                          (Luca 11,24-26)

4 giugno 1840

20

Amore e Sapienza                         (citaz. Dal GFD vol.1 cap.174,10)

 

21

Sull'educazione dei figli

8 giugno 1840

22

Poesia del Cielo

9 giugno 1840

23

L'angelo

23 giugno 1840

24

Il Padre presso i concili, nelle chiese e nella cerchia dei figli

29 giugno 1840

25

Consiglio matrimoniale

6 luglio 1840

26

Falsa e giusta beneficenza

7 luglio 1840

27

La cosa più grande                           (citaz. Dal GFD vol.2 cap.93,6)

 

28

Sui balli e luoghi di divertimento

17 luglio 1840

29

Importante Consiglio educativo

17 luglio 1840

30

Senso mondano e luce del cuore, supplemento a “l’angelo”

17 luglio 1840

31

Sulle visioni e percezioni spirituali

24 luglio 1840

32

Una Parola sull'intercessione

28 luglio 1840

33

Un Evangelo della sorgente   (origine dell’Andritz)        (TdN - cap.3)

30 luglio 1840

34

A ciascuno il suo

2 agosto 1840

35

Sulla vita dell'albero                                                    (TdN - cap.4)

6 agosto 1940

36

“Amore Io voglio!”                                                       (TdN - cap.5)

8 agosto 1840

37

L’Evangelo della pianta della vite                                (TdN - cap.6)

9 agosto 1840

38

Un misfatto come parabola                                          (TdN - cap.7)

9 agosto 1844

39

L'Essenziale      (Supplemento a "Il misfatto")                (TdN - cap.8)

11 agosto 1840

40

Siate tranquilli!

13 agosto 1840

41

La conchiglia perlifera ed i primitivi stadi del mondo animale  (TdN - cap.9)

15 agosto 1840

42

La via per la Rinascita      (Inizio dello scritto terminato il 18.08.1840)

15agosto 1840

43

Evoluzione delle anime naturali nel regno animale     (TdN - cap.10)

16 agosto 1840

44

Genesi e destinazione della vita della colomba          (TdN - cap.10)

16 agosto 1840

45

Atteggiamento verso la Chiesa

20 agosto 1840

46

Sullo scopo della Nuova Rivelazione                         (TdN - cap.11)

21 agosto 1840

47

La costituzione fisica interiore della colomba e di altri uccelli   (TdN - cap.12)

23 agosto 1840

48

Apprensione fraterna

24 agosto 1840

49

Il monte "Strabengel” presso Graz                            (TdN - cap.15)

29 agosto 1840

50

Storia del monte "Strabengel"                                   (TdN - cap.15)

29 agosto 1840

51

Guarigione della malattia

29 agosto 1840

52

Introduzione allo scritto "La Mosca     (inizio del Dettato terminato il 18.08.1840)

3 settembre 1840

53

La mosca                                                                            (poesia)

3 settembre 1840

54

Grandezza della Creazione e dell'Amore di Dio

5 settembre 1840

55

Sul sale infuocato dell'Amore                                  (Marco 9,49-50)

12 settembre 1840

56

La Choralpe                                                              (TdN - cap.16)

13 settembre 1840

57

Processi vulcanici terrestri     (Supplemento alla "Choralpe")   (TdN - cap.17)

20 settembre 1840

58

Vista spirituale

20 settembre 1840

59

Terremoti e loro cause                                               (TdN - cap.18)

27 settembre 1840

60

Sui terremoti e fenomeni atmosferici                          (TdN - cap.19)

14 ottobre 1840

61

Prudenza con i godimenti carnali

13 ottobre 1840

62

Un invito paterno                                                       (TdN - cap.22)

14 ottobre 1840

63

Fata Morgana                                                            (TdN - cap.25)

18 ottobre 1840

64

Alta e bassa marea                                                    (TdN - cap.26)

24 ottobre 1840

65

Chiarimento spirituale della bassa ed alta marea        (TdN - cap.26)

24 ottobre 1840

66

Sulla preghiera per i defunti

28 febbraio 1840

67

Visita alla Kleinalpe                                                   (TdN - cap.27)

25 ottobre 1840

68

Illuminazione spirituale sulla visita alla Kleinalpe        (TdN - cap.28)

29 ottobre 1840

69

Dell’essere nello splendore

29 ottobre 1840

70

Sul servitore Lorber ed un nuovo discepolo              (TdN - cap.29)

30 ottobre 1840

71

Comprensione e tolleranza

 

72

Insegnamento delle corrispondenze - Il mondo esteriore come scuola dello spirito                                                    (TdN - cap.30)

1° novembre 1840

73

Ad uno molto debole

4 novembre 1840

74

Una bugia?

8 novembre 184

75

Sulla vita, amore e morte         (continuazione sulla sorgente Andritz)  (TdN - cap.31)

15 novembre 1840

76

Una piccola meditazione mattutina

15 novembre 1840

77

Pacifico saluto sul compleanno

19 novembre 1840

78

L’Unico buono e vero

 

79

Vero amore per il prossimo

20 novembre 1840

80

Sulla respirazione del mondo naturale e delle piante  (TdN - cap.32)

22 novembre 1840

81

Sulla respirazione delle piante (supplemento)             (TdN - cap.34)

22 novembre 1840

82

“I santi degli ultimi giorni”

24 novembre 1840

83

‘Obbedienza’, ‘Chiesa’, ‘Rosa’ - tre parole nella Luce spirituale

25 novembre 1840

84

Guida per il viaggio

29 novembre 1840

85

Auguri per il compleanno

30 novembre 1840

86

Cenni di educazione

30 novembre 1840

87

Viaggio verso Haderbach                                          (TdN - cap.33)

1° dicembre 1840

88

Sulla “volpe Erode”                                                      (Luca 13,32)

7 dicembre 1840

89

Sulla compenetrazione dei regni della natura             (TdN - cap.34)

8 dicembre 1840

90

Supplemento sulla respirazione delle piante              (TdN - cap.34)

8 dicembre 1840

91

Sui vermi viscerali    (Cenno educativo e salutare per l’anima)  (TdN - cap.35)

9 dicembre 1840

92

Sul ballo

14 dicembre 1840

93

“Non Mi toccare!”  (Gv. 20,17 - 20,27)       (Spieg. testi bibl. /cap.20)

16 dicembre 1840

94

Ancora una volta: “Non Mi toccare!”         (Spieg. testi bibl. /cap.21)

17 dicembre 1840

95

Ordinamento matrimoniale ed educazione dei figli

5 gennaio 1841

96

Conversione degli eruditi

14 gennaio 1841

97

Ancora una volta: contro la smania del ballo!

17 gennaio 1841

98

Incoraggiamento per un padre angosciato

18 gennaio 1841

99

Ordinamento di associazioni e circoli

24 gennaio 1841

100

Sul vero Sacerdote, Medico e Pastore (Luce e conforto per i deboli)

25 gennaio 1841

101

Fiducia nel Padre celeste

26 gennaio 1841

102

Possessione

30 gennaio 1841

103

La caccia selvaggia                   (Un supplemento sulla possessione)

1° febbraio 1841

104

Dei tipi di possessione

2 febbraio 1841

105

Benedizione della Misericordia

3 febbraio 1841

106

Infruttuosi insegnamenti divini                                  (D.Ore - cap.1)

28 febbraio 1841

107

Quattro domande nella Luce spirituale

16 marzo 1841

108

Schiavitù, collegamento con trapassati, Padre Nostro, mangiatoia, ore di riposo

13 marzo 1841

109

Per il primo anniversario della Nuova Rivelazione

                    (Preghiera di Ringraziamento del servitore Jakob Lorber)

14 Marzo 1841

110

Sulla venuta del Padre in Gesù        (Risposta del Padre al servitore)

14 marzo 1841

111

Giusta venerazione dei santi

20 marzo 1841

112

Fondamento ed essenza della seconda vista         (D. Ore - cap.10)

21 marzo 1841

113

Il figlio perduto                                                       (D. Ore - cap.11)

23 marzo 1841

114

Il grande uomo cosmico ed il suo ritorno               (D. Ore - cap.12)

25 Marzo 1841

115

Gli “stracci” del figlio perduto                                (D. Ore - cap.12)

25 marzo 1841

116

Giustizia ed amore                                (G.F.D. vol.1 - cap.81,16-26)

25 marzo 1841

117

Guscio di chiocciola, spina di rosa, crisalide, nido d’uccello

27 marzo 1841

118

Passione del Signore, digiuno, povertà, amore

9 aprile 1841

119

Preghiera, il miglior mezzo di educazione

18 aprile 1841

120

Vera fortuna

21 aprile 1841

121

Essenza dell’Ordine e vera Misericordia

25 aprile 1841

122

La vera Chiesa

25 aprile 1841

123

Sulla benedizione della Croce

28 aprile 1841

124

Sulla morte e necessità della morte

29 aprile 1841

125

Il Segno del Figlio dell’uomo                                        (Matt. 24,30)

1° maggio 1841

126

Sulla primavera spirituale

1° maggio 1841

127

Notizie sulla Luna (inizio dello scritto ‘La Luna’ terminato il 5.06.1841)

1° maggio 1841

128

A Gesù(Preghiera)

4 maggio 1841

129

Preghiera del cuore

4 Maggio 1841

130

Un consiglio migliore ed una vera consolazione

5 maggio 1841

131

Il tempo delle tre bestie dell’Apocalisse                      (Ap. 13,15-18)

7 maggio 1841

132

Dio e mondo                             (Gv. cap. 7,7)

10 maggio 1841

133

Ascoltate, guardate ed apprendete!

15 maggio 1841

134

Il monte Kulm                                                            (TdN - cap.37)

22 maggio 1841

135

Anime nei cimiteri                                                      (TdN - cap.38)

        (Visione del servitore come dono aggiuntivo per il monte “Kulm”)

25 maggio 1841

136

Sugli spettri, atti eroici e d’amore (continuazione)       (TdN - cap.38)

25 maggio 1841

137

Amore divino ed amore umano               (Ad una giovane anima per l’onomastico)

28 maggio 1841

138

Vita e morte

6 giugno 1841

139

Importanti cenni sull’educazione

20 giugno 1841

140

Educazione materna dei figli

24 giugno 1841

141

Rinnovamento naturale e spirituale della casa

26 giugno 1841

142

Sull’unico e vero “Patrono”

26 giugno 1841

143

Grido dalla profondità                                       (preghiera del servo)

27 giugno 1841

144

Risposta dall’Alto

27 giugno 1841

145

Il pianeta Saturno                                                     (Saturno cap.1)

5 luglio 1841

146

Beneficenza ipocrita

11 luglio 1841

147

Sul segreto dei monti (Poetiche espressioni per la “Kleinalpe”) (TdN - cap.39)

15 luglio 1841

148

Lo scopo dei monti                                                   (TdN - cap.40)

17 luglio 1841

149

Fariseismo d’oggi

19 luglio 1841

150

Parola ammonitrice e di conforto

31 luglio 1841

151

Istruzioni al servitore scrivano

8 agosto 1841

152

Consiglio per gli operai nella vigna

10 agosto 1841

153

Una nuova Luce dell’amore

26 agosto 1841

154

Sulla morte di una figlioletta

23 ottobre 1841

 

 

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Cap. 1

Chiamata

 

       1.       Jakob Lorber era già inoltrato nel quarantesimo anno di vita, senza essersi conquistato una posizione stabile nella vita, con la sua buona formazione nell’insegnamento e nella disciplina musicale, quando gli giunse da Trieste l’invito inaspettato di assumere là il secondo posto di maestro di cappella a condizioni giustamente accettabili.

       2.          Egli accettò ed approntò tutti i preparativi per la partenza. Soltanto che la sua vita doveva prendere proprio adesso all'improvviso tutta un'altra direzione.

       3.          Il 15 marzo 1840 alle 6.oo del mattino – così egli raccontò poi ai suoi amici – aveva appena fatto la sua preghiera del mattino ed era in procinto di alzarsi dal letto quando percepì chiaramente nel suo petto, nella regione del cuore, una voce che lo chiamò: "Alzati, prendi la tua penna e scrivi!". Egli obbedì subito a questa chiamata misteriosa e mise giù per iscritto ciò che gli era dettato interiormente parola per parola.

       4.          Era l'inizio dell'Opera "Il governo della famiglia di Dio". E le prime frasi della stessa dicono:

       5.       "Chi vuol parlare con Me, costui venga da Me, ed Io gli metterò la risposta nel suo cuore. Tuttavia soltanto i puri, il cui cuore è pieno d’umiltà, potranno percepire il suono della Mia Voce.

       6.          E chi preferisce Me a tutto il mondo e Mi ama come una tenera sposa ama il suo sposo, con costoro Io voglio camminare mano nella mano; egli Mi vedrà sempre come un fratello vede l'altro fratello ed Io lo vidi già dall'eternità, prima ancora che egli fosse".

       7.          Dopo quest’evento Lorber rifiutò immediatamente l’impiego che gli offrirono e servì questo misterioso sussurro da quella stessa ora durante un arco di 24 anni fino alla sua morte.

       8.          Jakob Lorber scrisse con zelo l'opera in tre volumi "Il governo della famiglia di Dio" fino al suo compimento il 7 settembre 1844. In essa venne descritta la storia della Creazione così come la storia dell'umanità primordiale da Adamo fino al diluvio ed in questo quadro, sul presupposto di una profonda, spirituale spiegazione del mondo, si sviluppa l'eterna religione dell'amore per Dio e per il prossimo, che fu annunciata agli uomini nel grande Tempo dei tempi dal Padre celeste Stesso nella Persona di Gesù Cristo.

       9.          Oltre a quest’opera fondamentale furono inviate nello stesso periodo attraverso Lorber a lui ed ai suoi amici ulteriori parole come seguono.

[indice]

 

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Cap. 2

Chiave per la Scrittura

Lunedì, 13 aprile 1840

Là, dove sembra che Io dica meno, là dico di più. E dove però sembra che Io dica di più, là dico soltanto quanto siete in grado di sopportare.

Questo sia per voi una nuova Chiave per questo Mio scritto!

 

 

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Cap. 3

Sul potere delle cariche mondane

Sabato, 18 aprile 1840

       1.       Qui siano rivolte alcune Parole ad Adreas Hüttenbrenner[1], il quale qui ha ricoperto una carica mondana che è un diritto esercitato per il benessere temporale dei grandi del mondo, con la sottomissione dei piccoli e deboli che sono qui senza potere e forza del mondo e devono mantenere i grandi per nient’altro se non per la conservazione di un diritto che mette tutti i carichi sulla loro debole cervice.

       2.       Oltre al Mio Amore in voi e la Sapienza che ne deriva che insieme sono entrambi l'Ordine eterno dal quale venne fatto tutto ciò che esiste, dal più grande fino al più piccolo, ognuno in numero infinito, non esiste da nessuna parte un diritto se non esclusivamente in questo Mio Amore che dona volentieri tutto ciò che ha, che non si appropria di nulla per possedere qualcosa, ma soltanto per poter dare tanto di più, che non distrugge nulla, ma vuole soltanto conservare tutto, affinché nulla possa andare in rovina, che è sempre pronto a portare tutto per gli altri, affinché ognuno trovi benessere nel grande alleggerimento del suo carico; ed oltre a ciò è ancora paziente, mansueto e pieno d’umiltà e di sottomissione ad ogni esigenza della Sapienza che spetta soltanto ad Esso, anzi perfino per il bene degli altri è in grado di avere la forza di sopportare ogni ingiuria immaginabile con non offuscata serenità. Se rifletti: esiste oltre ad Esso ancora qualcosa che dovrebbe o potrebbe chiamarsi “diritto”?

       3.       Se oltre a questo consideri che all'Amore proveniente da Me si aggiunge sempre la giusta parte della vera, libera Sapienza – che è l'unica legislatrice giusta che ordina tutto per il meglio ed illumina tutto e lo compenetra con lo sguardo – anzi, se in un luogo qualunque il Mio Amore è per basamento, qui c’è anche il vero diritto. Ma dove esso non c’è, non c’è nessun diritto, ma soltanto il puro opposto. Una simile [in]giustizia si basa allora sull'egoismo e, nella sua vera natura, non è nient’altro che un apparente diritto umano imposto con la forza o la rapina. E se all'uomo cieco appare spesso esteriormente come se fosse amore, esso non è altro che egoismo infernale.

       4.       Esso, l’egoismo, v’insegna poi a riconoscere faticosamente un po’ alla volta i vostri bisogni ed il vantaggio delle vostre azioni, e vi fa riconoscere i mezzi così da disporre le vostre relazioni che permettono al prossimo solo in caso di necessità precisa, quel tanto d’azione che è concessa ad un uccellino in gabbia o ad un pesce nella vasca. Da questo punto di vista, che è quello di un dominatore o meglio di un rapinatore, sono poi emanate leggi in numero senza fine, secondo il calcolo dei bisogni di benessere che aumentano sempre più con l’egoismo. A farle osservare rigorosamente si provvede con la prigione, la polvere da sparo e la morte. Talvolta poi l’egoismo emana leggi anche agli schiavi, affinché loro stessi non si annientino tra loro nella lunga notte della disperazione, attraverso cui poi la cosiddetta masnada s’immagina anche di guadagnare apparentemente qualcosa e si mantiene quieta, poiché gli è ancora permesso di gustare un poco di ciò che non è più buono per la tavola dei potenti.

       5.       Ebbene guarda, per questo gli uomini sono costretti di frequente ad abbandonare il Mio Amore e ad afferrare essi stessi l'egoismo e ad operare il male nel piccolo, come i grandi nel grande, i quali mentono, rubano, depredano e uccidono ed oltre a ciò ancor si vantano sfacciatamente di trascinar giù le Mie Leggi negli escrementi loro, per dare alle stesse una cosiddetta “parvenza morale” ma da Me maledetta. Guai a loro un giorno! In questo modo sono abbagliati i ciechi, ma Io vedo i loro trucchi da parte a parte e li rendo noti ai Miei figli che hanno cominciato a cercare Me.

       6.       Perciò Io ti consiglio di cercare con zelo il Mio Amore, nel quale dimora tutta la Sapienza, attraverso la quale soltanto puoi diventare un vero uomo giusto nella saggia posizione a te affidata, carica non da poco, per il vero bene dei tuoi numerosi fratelli e sorelle!

       7.       E crediMi fermamente: tutto ciò che ti insegnerà a fare la Sapienza proveniente dal Mio Amore, potrai farlo valere senza impedimento, e non ti verrà torto un capello. Poiché là, dove la Sapienza dispone, si ottiene da Me per l'esecuzione anche i mezzi migliori in grande quantità.

       8.       Questo dico Io, l'eterno Amore, intanto solo a te mediante il Mio debole servitore, che è uno scrivano volenteroso ed ha degli uomini poco timore da quando Mi conosce più da vicino. - Amen.

 

[indice]

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Cap. 4

Un Saluto dall'Altezza delle Altezze

Domenica di Pasqua, il 19 aprile 1840

       1.       Questa Parola, rivolta ad Ans. H.[2] sia per lui una testimonianza del fatto che a Me piace il suo lavoro! E se prosegue per amore per Me come l’ha cominciato, allora sappia che ho già messo la Mia Mano alla leva della cateratta per versare e far rovesciare all’improvviso un grande flusso di Luce di Grazia sul suo capo. E la Mia Benedizione poi non si allontanerà mai più da lui, dai suoi figli e dai figli dei figli. E non dovrà più provvedere per gli stessi fisicamente, ma soltanto spiritualmente!

       2.       Non è dunque più pesante provvedere per il corpo che per lo spirito? Perciò mettete su di Me il pesante e tenete il leggero per voi, affinché possiate rimaner liberi in tutte le vostre azioni ed i vostri figli possano riconoscere il grande Amore del Padre santo nel Cielo che è, era e sarà in eterno l'unico Donatore di tutti i buoni doni. Questo è per lui un buon consiglio (cioè per A.H.)! Questo glielo dico Io, il Padre affettuoso, affinché egli possa affidarsi completamente a Me. Poiché Io sono assolutamente fedele in tutte le Mie Promesse.

       3.       E in aggiunta ancora gli dico, che ad ognuno che contribuirà alla diffusione della Luce proveniente da Me, per il riconoscimento del Bene proveniente dal Mio Amore e del Vero proveniente dalla Mia Sapienza per la grande Glorificazione del Mio Nome che presto seguirà, donerò la nuova nascita e, nella stessa, anche la prossima completa rinascita con un nome nuovo; ed Io voglio fare di lui il prediletto del Mio Amore, come il mio affezionato caro Giovanni, lo scrivano segreto della Mia Parola.

       4.       Questo sia per lui (A.H.) un buon saluto, la prima volta letteralmente da Me, per il giorno della sua nascita interiore! Questo lo dico Io, l'eterno, buono ed affettuoso Padre santo! - Amen.

 

 

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Cap. 5

Giusto amore dei genitori

Giovedì, 23 aprile 1840

       1.       Riferisci alla moglie di Ans. H. le seguenti Parole! Poiché Io ho riconosciuto il suo desiderio e le voglio dare perciò un piccolo conforto che lei dovrà osservare per sé e per i suoi bambini, maschietti e femminucce.

       2.       Io ho gioia in ognuno che ha compiacimento in Me. Ed ho dell’acqua in gran quantità da dare a coloro che ne hanno sete. E la Mia Grazia è tanto larga quanto lunga, e non se ne trova da nessuna parte una parte stretta.

       3.       Ripartisci perciò tu, madre della carne, il tuo amore tra i tuoi, come Io ripartisco la Mia Grazia affinché a nessuno dei tuoi figli venga un occhio torvo per invidia occulta e non possa un giorno guardar bene suo fratello o sua sorella! Abbi una misura piena ed equa d'amore verso ognuno dei tuoi figli – affinché anch’Io possa poi donar loro una misura piena ed equa di Grazia! Altrimenti i più amati riceveranno meno Grazia ed i meno amati riceveranno più Grazia da Me.

       4.       Poiché vedi, Io sono un Padre dei perseguitati, un Consolatore degli afflitti, ma anche un Giudice molto severo dei figli da voi troppo amati. L’eccesso del vostro amore, infatti, rovina i vostri figli e li rende incapaci ad accogliere la Grazia Mia. Concedi perciò ad ognuno d'ora in poi equamente ciò che serve a loro, ciò che è a loro utile, necessario e benefico, e domina il tuo cuore, e la Mia Grazia ti prenderà al Suo centro!

       5.       E credi che sono Io che ti dico questo, quale vostro Padre buono. Ciò che tu vedi opaco, Io lo vedo nitido. Ma dove tu vedi con acutezza, là Io guardo attraverso le dita. Ciò che il mondo giudica, Io l'accolgo; ma ciò che il mondo innalza, questo verrà a trovarsi in basso dinanzi a Me. Guarda l'adultera, giudicata dal mondo! Io scrissi la sua colpa sulla sabbia, affinché il vento potesse disperderla. Così dovete fare anche voi tutti se volete essere veri figli Miei, figli che Io amo più di quanto tu possa immaginare.

       6.       Così come splende il Sole e come cade la pioggia su ogni erba, così sia il vostro amore verso i vostri figli! Verso i forestieri però sia esso come un fuoco ardente e come un nubifragio, affinché non domini nessun egoismo in voi e nei vostri figli, attraverso cui poi diventi forte la vostra fiducia, ed Io potrò sempre aiutarvi e vi aiuterò là dove voi vi siete più indeboliti.

       7.       Questo ti sia un piccolo conforto! Dove Io voglio entrare, là spazzo prima! Questo dice il vostro buono, Padre santo. Amen.

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Cap. 6

Croce, corona ed – amore

Venerdì, 24 aprile 1840

       1.       A colei che ha gioia nella Mia “Pelle” e si chiama M.S., e tiene in alto onore il legno della croce e, nello stesso modo, il ferro dei chiodi che trapassarono le mani e la croce, come nel Crocifisso, e che ha già molto sofferto a causa del suo doppio amore, dille ciò che Io le faccio dire per amor della sua salute e della sua salvezza.

       2.       Lei non deve amare la croce più di Me ed i chiodi più del Mio Capo coronato! Poiché coloro che fanno così, devono soffrire molto a causa del loro amore sbagliato. Chi ama la croce, a costui Io la dono volentieri, e lo stesso vale per i chiodi, così per la corona. E chi per amore verso di Me ama la croce, i chiodi e la corona, costui è crocifisso come Me. Ma chi Mi ama in questo modo per amor della croce, dei chiodi e della corona, costui ama la Mia “Pelle”, perché è piena di gocce di sangue, di percosse e di ferite, e somiglia perciò a quei fanciulli che cominciano ad amare i loro genitori soltanto quando questi, oppressi da molte sofferenze, piangono davanti alla porta dei loro figli.

       3.       Ma chi vuole amarMi giustamente, costui osservi i Miei Comandamenti e Mi ami per il Mio Amore che Io ho dato ad ognuno, senza croce, chiodi e corona, in modo completamente puro come Lo sono Io. Dille: chi Mi ama veramente in questo modo, costui Mi ama anche senza croce, chiodi e corona. A colui però, il cui amore è dubbioso, Io manderò o la croce o i chiodi o la corona, affinché il suo amore per Me sia fortificato, perché vedrà che soffrire è più pesante che amare e che Io non ho gioia nelle sofferenze dei Miei figlioli, ma ho soltanto un Cuore rattristato.

       4.       Poiché vedete, il Mio giogo è soave ed il Mio carico leggero. Soltanto i figli del mondo devono fare al Mio Regno “violenza” se lo vogliono attirare a sé. I Miei figli invece non devono ostinatamente andare in guerra per Me e lasciarsi ferire dai Miei nemici senza bisogno, per loro sarò già Io a combattere. Infatti, l'Amore sta più in alto d’ogni arbitrario combattimento.

       5.       Ma chi vuole combattere da sé ed ha gioia nella lotta, costui deve anche prepararsi ad ogni genere di ferite e deve fare in modo di non soccombere nel combattimento. Il vincitore però non sta sopra al puro amore, ma sta di sotto allo stesso, finché egli non getti la corona del vincitore nella fiamma dell'amore.

       6.       Perciò: per quelli che Mi amano, Io combatterò e vincerò, ed il loro amore sarà per Me la più bella corona della vittoria. Ma coloro che vogliono partecipare alla lotta arbitrariamente, li assegnerò ai loro posti. E dovranno combattere con la loro forza con grande angoscia ed impeto, e la vittoria per loro sarà spesso molto amara e cara da sostenere, ed un giorno avranno da fare molti conti.

       7.       Una cosa dovrà essere ancora aggiunta[3], vale a dire: se qualcuno compra una casa, non si accontenti con l'osservazione della bella parte esteriore che affascina, ma egli vada dal venditore e dica: “Lasciami esaminare le fondamenta, le mura delle pareti, i pavimenti e il tetto". E se ha trovato solida la casa, allora la compri ad ogni prezzo, perché è una buona casa. Ma se non è così, allora si lasci com'è, e non tratti perciò col perfido commerciante, anche se costui dovesse perfino affermare che la casa sta su già da tanto tempo – se verrà un terremoto, essa certo crollerà. – Ma se qualcuno dimora in una vecchia casa, costui si tenga costante alla soglia della porta, pronto a partire; e quando s’accorge di ondeggiamenti ed oscillazioni, allora è tempo di allontanarsi velocemente.

       8.       Questo dice il buon Pastore ad un mansueto Agnello sul duro pascolo dei servitori. – Amen. – Io, Gesù-Jehova. Amen!

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Cap. 7

Ave Maria!

Domenica, 26 aprile 1840, mattino.

Ad una domanda:

       1.       Vedete, tutto il vostro dovere è, era e sarà eternamente l'Amore, ossia il puro, divino Amore in voi per Me, e lo stesso anche per tutti i vostri fratelli e sorelle.

       2.       A voi sarà dato in base al grado di questo Mio Amore in voi; vi sarà dato da Me che sono in tutta la Mia Essenza, l'Amore Stesso. Se voi Mi amate con tutta la forza, siete tutti quanti cari figli del Mio Amore che ha anche fecondato Maria, la madre del Mio Essere corporeo terreno[4]. Questo Essere corporeo terreno però è un vero Fratello per voi, ed è abbastanza forte per reggervi tutti quanti, quali fratellini e sorelline, con ogni Pazienza e Mansuetudine, e per guidarvi quali fratelli e sorelle adulti. E chi vuole andare dal Padre, costui si rivolga soltanto a Me, il grande prediletto del Padre che è per voi l'unico vero Fratello pieno di supremo Amore e Sapienza. E così non occorre che vi rivolgiate a qualcun altro per tutte le vostre richieste e necessità, se non direttamente a Me!

       3.       Vedete, il saluto a Maria [un giorno con l’annunciazione] venne dalla più sublime Altezza della santità di Dio in tutta pienezza di potenza e forza del Suo Spirito, affinché l’Amore nel Padre diventi per tutti voi un vero fratello. Ebbene dunque, domandatevi che cosa volete ancora con questo saluto! Maria non ne ha bisogno e neppure ne è assetata. E lei sa anche meglio di voi tutti che il Mio orecchio è più fine del suo e che il Mio occhio è più acuto del suo, e sa anche che il Mio Amore, la Mia Umiltà e la Mia Mansuetudine rendono vani l'amore, l’umiltà e la mansuetudine di tutti, anche del più beato fra gli spiriti del Cielo.

       4.       In verità, la vostra ignoranza e il vostro grossolano errore le procurerebbero solo tristezza se Io, per il Mio immenso Amore per voi, non prendessi sempre preventivamente su di Me ciò che da voi è indirizzato a lei od anche ad un altro beato fratello. Vedi, per questo Io rendo sordi gli orecchi dei beati [contro tali inopportune venerazioni] e rendo ciechi i loro occhi, affinché la loro beatitudine non sia turbata dalla vostra grande stoltezza.

       5.       Chi cerca Me, di lui anche Maria avrà gioia, e così pure tutti i beati. Ed essi saranno sempre disponibilissimi a servire costui in base al Mio Amore in loro, dal cui Amore è reso a loro noto dove e di che cosa avete bisogno. Quindi è anche inutile voler giungere alla Grazia in altro modo se non direttamente solo attraverso di Me. Infatti, soltanto Io sono la Porta per giungere al Padre, dove è insita ogni Grazia. Chi non passa attraverso Me, costui là non arriva.

       6.       Certo voi potete ricordare con grandissima riverenza e pienezza d’amore tutto quello che fa riferimento alla Mia incarnazione e con ciò intravedere tutte le disposizioni del Mio grande Amore misericordioso per voi, e questo Mi sarà gradito. Ma se ne volete formare delle preghiere di pure chiacchiere, allora siete diventati folli, o resi tali dalla grande cecità delle guide dei ciechi, e siete ingannati dagli ingannatori a loro volta ingannati.

       7.       Io però vi ho mostrato ora da parte Mia, nella suprema Verità, come stanno le cose. E voi dovete anche agire di conseguenza se volete essere veri figli di Uno e lo Stesso Padre buono e veri fratelli del Figlio di Maria, la quale vi ama così come voi amate Me. Amen.

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Cap. 8

Tre domande

Domenica, 3 maggio 1840, mattino

1) Non sbaglia la Chiesa cattolica-romana a sottrarre ai laici il Calice, considerato che in Matteo 26,27 è scritto: “Bevetene tutti?".

2) Può l'Ostia essere adorata?

3) Dobbiamo prestare piena fede ai libri di Emanuel Swedenborg?

       1.       Per le tre domande che ti sono state sottoposte per avere una risposta, Io voglio dare agli interroganti tre dure risposte, poiché essi domandano prima del tempo, e con questo vogliono arricchire il loro sapere piuttosto che l'Amore per Me, che tuttavia sta più in alto di ogni sapere. Essi non riflettono su che cosa sia necessario prima di tutto. Il dono della sapienza viene a ciascuno secondo il grado d'amore per Me che è il vero “pane” ed il vero “calice”, oppure il “Mio corpo” ed il “Mio sangue”, di cui testimoniano tutti i profeti, da Mosè fino a Giovanni e da Giovanni fino ad Emanuel Swedenborg, e tutti i sapienti istruiti dal Mio Amore.

       2.       Voi vedete il Sole nella goccia di rugiada e dite: “Questa è una fedele immagine del Sole, le manca soltanto il calore”. Io però dico: “È più facile riscaldare la goccia che mettervi dentro una fedele immagine di luce di un sole così grande”. Dal momento che Io faccio quest'ultima cosa, perché dunque voi non fate la prima che è facile e di conseguenza domandate tanto scioccamente se l'ostia debba essere adorata o no? Non ho già detto e mostrato a voi tutti già a sufficienza in che cosa consiste la vera adorazione, e come Io e la materia ci rapportiamo?!

       3.       [Risposta alla prima domanda:] Che cosa vuole dunque la vostra inopportuna impertinenza? Ora sappiate ciò che volete sapere e tenetevelo molto bene a mente! Rendete vivente il vostro cuore e guardate verso Emmaus! Quando [là] Io spezzai il pane, i discepoli Mi riconobbero anche senza calice, ed arsero nel loro amore per Me. La stessa cosa fatela anche voi! Gustate il pane nel vero, puro amore per Me, e non scandalizzatevi della forma, che non è nulla, ma mirate solo all'amore e alla fede da esso derivante! Ed Io Stesso vi porgerò il Calice, colmo dello Spirito Santo, che è il Mio Sangue.

       4.       Il vino del Calice è una bevanda in cui dimora la prostituzione nello spirito d’ogni impurità. E voi non dovete averne sete, e dovete lasciarlo bere soltanto ai servi che sono qui un sepolcro del sudiciume e bagnano così il loro sterile terreno a causa dell’insensatezza del loro amore, affinché un qualche frutto che vi cresce diventi libero e cresca come un girasole sui sepolcri del sudiciume.

       5.       Soltanto il Calice che Io vi porgerò è il vero Calice, dove si trova ogni Spirito di Verità e di ogni Vita! Di questo Calice dovete aver sete!

       6.       [Risposta alla seconda domanda:] Per quanto riguarda l'ostia nella Cena eucaristica, essa è un pane impastato con farina, come il pane di Emmaus, ed è ugualmente soltanto materia, non ha vita e non può dar vita, ma è morto e dà la morte.

       7.       Se colui che lo spezza, lo benedice e lo dà, solo costui ha vita e può dar la vita a tutti quelli che gustano il pane in segno del vero amore e nella conseguente vivente fede. Infatti, dove in voi c’è vero amore per Me, là anche il Dono è per segno [utile]. Ma dove è il dono, là non è lontano anche il Donatore, al Quale solamente spetta ogni adorazione.

       8.       Cercate dunque per prima cosa l'Amore in Me con la volontaria osservanza dei Comandamenti, allora il Dono v’illuminerà e voi riconoscerete il Donatore nel Dono, arderete d’amore per Lui ed adorerete la Sua grande Santità.

       9.       Perciò per prima cosa amate, allora il dono sarà giusto, sarà per voi Luce vivente nel pane. E soltanto allora la benedizione del Donatore sarà nel Dono. E poi adorerete nello spirito e nella verità la santità del Dono.

      10.      [Risposta alla terza domanda:] Per quanto riguarda Emanuel Swedenborg, provino coloro che hanno posto la domanda a vedere se anch’essi, senza la Mia Sapienza, sono forse in grado di dire cose simili!

      11.      Egli fu suscitato da Me e fu guidato dai Miei angeli in ogni loro sapienza proveniente da Me, secondo il grado del loro amore. E quello che egli dice è buono e vero.

      12.      La Mia Dottrina e la Mia Parola vivente però che vi arriva dalla Mia Bocca mediante l’Amore in voi, sta più in alto di tutti i profeti e di tutta la sapienza degli angeli! Infatti, l'Amore è la prima cosa e la suprema, soltanto dopo viene la Sapienza.

      13.      Chi dunque ha il vero Amore per Me, a questi sarà data anche la sapienza a profusione. Ma chi cerca la Verità senza cercar prima l'Amore, costui non troverà nulla se non inganno, e sarà uno che procede su due strade, ed alla fine non saprà qual è veramente quella giusta.

      14.      Perciò per prima cosa amate e tralasciate l’impertinenza, allora il Sole in voi sorgerà. - Amen! Amen! Amen!

      15.      Queste siano per voi tre dure risposte dalla grand’Altezza proveniente da Me, Jehova. Amen.

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Cap. 9

Ai Miei amici

Sabato, 9 maggio 1840, pomeriggio

       1.       Nelle vostre reciproche testimonianze d'amore, concedete anche a Me un posto per accludere un piccolo saluto. Poiché vedete, Io Mi invito subito da Me Stesso, se soltanto assaggio, per così dire, un qualsiasi buon boccone. Io sapevo però che oggi non sareste stati scortesi con Me, se Mi fossi preso la libertà di trovarMi in mezzo a voi come Ospite non invitato.

       2.       Vedete, da coloro che Io amo, perché hanno cominciato a cercarMi e ad amarMi ed hanno riconosciuto la Mia Voce attraverso il Mio povero e debole servitore, Io vado volentieri, anche se spesso forse in un momento poco adatto. Solamente, cosa può fare il Padre se Egli ha più Amore per i Suoi figli di quanto ne abbiano i figli per Lui!? Perciò dovete ben perdonare il Mio grande Amore per voi come giustificazione del fatto che Io spesso da voi Mi faccio accettare proprio per forza. O figli Miei, quanto voglio bene a tutti voi! Perciò anche voi amate Me, il vostro Padre buono, e guardate sempre a Me! Oh, Io Stesso sarò un giorno la vostra ricompensa!

       3.       Ascoltate, voi che ora Mi vedete volentieri in mezzo a voi, voi che un giorno Io prenderò nel centro del Mio Amore e mangerete alla grande tavola del Padre vostro! Vedete, così Io sarò oggi per la prima volta completamente tra voi. In verità non Mi vedrete con i vostri occhi materiali. Ma toccherò i vostri cuori quando il Mio povero, debole servitore vi presenterà queste Parole. Ed allora saprete che Io son venuto in mezzo a voi!

       4.       Voi però non dovete essere imbarazzati nella vostra serenità, ma siate allegri e d’animo giulivo! Infatti pensate: se Io sono con voi, anche voi siete con Me, il vostro Padre buono! E così siete a casa, e lì ha fine l’imbarazzo.

       5.       Poiché sono perfettamente con voi, allora prendete tutti, Miei cari figlioletti e figli, il Mio certo supremo affettuoso saluto Paterno, come a tutti voi è dato! E questo Mio vero saluto sia per voi anche una vera benedizione in modo così certo, com’è certo che Io sono per tutti voi il vero Padre; così accoglietelo tutti altrettanto volentieri, come Io ve lo dono sempre volentieri. Il saluto però è e dice:

       6.       La pace sia con voi! – Il Mio Amore sia la vostra unica ricchezza! E la Mia Grazia illumini davanti a voi le tenebre del mondo e vi mostri dolcemente la via della vita eterna! Amen.

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Cap. 10

Spirito ecclesiastico e spirito d'amore

Giovedì, 14 maggio 1840, pomeriggio

       1.       A colui che qui è un timido dinanzi a Me (più a causa della chiesa che per causa Mia) e vorrebbe avere comunque volentieri una Parola consolante, poiché crede che Io abbia qualcosa contro di lui a causa della debolezza della sua fede – perché non ho agito subito con lui come con coloro che già da anni bramavano la Mia Luce – dal momento che egli viveva ancora tranquillo nella chiesa esteriore e riteneva che il vento frusciante fosse il Mio Spirito ed il tuono la Voce della Vita nel Figlio, a costui dico:

       2.       Io ho visto il suo cuore ed ho trovato nello stesso un buon germoglio. Egli deve innaffiarlo assai diligentemente con l'Acqua della Vita proveniente da Me, acqua che troverà in grande pienezza nella Scrittura del Vecchio e Nuovo Testamento. Poi questo granello di senape germoglierà in lussureggiante freschezza. Ed allora molti spiriti del Cielo verranno vispi e lieti e prenderanno dimora tra i suoi numerosi rami e ramoscelli. E quando Io vedrò poi la grande gioia degli spiriti vispi tra rami e ramoscelli del nuovo albero proveniente da Me (in lui), allora verrò Io ed in breve tempo risveglierò completamente anche il suo spirito e prenderò dimora in eterno presso di lui.

       3.       Egli non deve temere d’amarMi, e [non deve] pensare che la chiesa di pietra sia vivente, chiesa che certo è fatta altrettanto bene come un'altra casa dalla mano degli uomini! Né deve egli pensare che gli portino la salvezza le messe, che sono un servizio muto, o la confessione, che è inutile per voi se non vi cambiate completamente nei vostri cuori, oppure tutti quei sacramenti che sono un vero veleno dell'anima se non li rendete viventi con il vero amore per Me nel vostro cuore purificato.

       4.       Egli deve sapere: per il vivente tutto è vivente e per il morto tutto è morto. Chi ha il Mio Amore (cioè il puro, celeste amore per Dio e per il prossimo), costui ha in sé Me Stesso, la Vita di ogni vita. Ma chi non ha il Mio Amore, costui è come la materia che è morta dalla morte dell’ira di Dio; egli stesso è morto, e la vita passa muta in lui, come egli stesso è muto per la vita.

       5.       Perciò Samuda[5], bada soltanto al Mio grande Amore e cercalo dappertutto! E dove lo troverai, là, crediMi, c'è anche la Vita. E perciò non lasciarti legare a nulla se non unicamente al Mio Amore, allora tu vivrai; anche se dovessi morire mille volte!

       6.       Non cercare la luce che è morta, bensì l'amore, allora ti giungerà Luce vivente in gran pienezza da Me che son l'Amore e la Vita stessa da Eternità in Eternità. – Amen. – Io, Gesù-Jehova. Amen.

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Cap. 11

Preoccupazioni inutili

Domenica, 24 maggio 1840, mattino

Domanda: Non possiamo pregarTi, o Padre nei Cieli, in umiltà infantile, affinché termini il reclutamento, con il quale viene strappato l'uomo alla donna, il padre ai figli, il figlio ai suoi genitori, il cittadino al suo mestiere e il contadino alla sua agricoltura per essere spesso costretto ad una condizione nella quale si trova poco cristianesimo? Per quanto tempo deve ancora durare questo male secondo la Tua Volontà? Possa esserTi compiacente di chiederci un sacrificio, affinché il duro giogo, la cui vista ci riempie di tristezza amara, venga tolto dai nostri fratelli! Ma non la nostra, bensì la Tua Volontà sia fatta in tutta l’eternità!

       1.       Quale vostro Padre buono e santo Io provo sempre gioia se vi rivolgete a Me per qualunque desiderio. Soltanto non dovete chiederMi cose sciocche, alle quali poi non posso darvi nessuna risposta, perché sarebbe insensato rafforzarvi in un errore o superstizione.

       2.       Simili domande però sono quelle su determinazioni di tempo secondo anni, giorni ed ore! Perché vedete, Io non stabilisco mai un tempo per qualcosa, ma agisco sempre secondo la natura delle circostanze presso gli uomini, e precisamente come Padre presso i figli e come Dio presso gli uomini (del mondo). Non dovrei forse essere considerato crudele se Io dicessi: "L'anno prossimo farò scatenare su di voi il Mio Giudizio" e lo facessi precisamente, anche nel caso in cui voi doveste migliorare fin dalla più intima fibra!? Ebbene, giudicate voi stessi! E se non lo facessi, non sarei poi un vero bugiardo!? E come si accorderebbe questo con il Mio Amore e la Mia Santità?

       3.       Per questo vero motivo Io faccio contraddire tutte le profetiche determinazioni di tempo e novero del tempo ed alla fine li faccio fallire. E così dunque non Io, bensì gli uomini stabiliranno inconsciamente il tempo col loro agire. Ed Io verrò poi come un ladro quando meno se l’aspetteranno.

       4.       Una seconda simile domanda sciocca è: “Con quale sacrificio Io dovrei essere indotto a fare qualcosa?”. Vedete, mi duole una simile domanda da parte dei Miei figli, perché riconosco da questo che essi Mi considerano ancora una specie di idolo, anziché in tutta verità ed amore il loro unico, buon Padre santo. Il Quale non vuole null'altro da voi se non il vostro amore filiale, che è l'unico sacrificio nel quale il Padre vostro prova gioia, ed il vostro Dio il massimo compiacimento!

       5.       Per quanto riguarda il reclutamento, esso non è il massimo male del mondo, ma soltanto una conseguenza dell'amore mondano, e quindi è da considerare più come una conseguenza che non il vero male stesso. E così anche il ceto militare che durerà finché dura la mondanità derivata dell’egoismo degli uomini… Perciò non dovete curarvi troppo per le reclute. Poiché siate perfettamente certi del fatto che i Miei figli mai dovranno portare armi, perché sono Io la loro arma contro ogni male. Ed anche se dovessero fare come i figli del mondo, cosa che potrà accadere ed accadrà soltanto raramente, allora credeteMi, anche lì sarò per loro un Padre ed un Dio potente, sarò per loro un'arma invincibile, un’arma tagliente.

       6.       Vedete, ha molto poca importanza cosa eravate nel mondo, se contadini, abitanti delle città, o soldati, o principi, re oppure imperatori. Ha invece importanza come lo eravate: per egoismo o per amore per il prossimo o per il Mio Amore in voi (cioè per amore per Me e da questo) per il prossimo. Conforme a ciò sarà la vostra vita nell'eternità.

       7.       Che lì [nel ceto militare] ci sia da trovare poca religione, questo lo so bene, e so anche che lì le dissolutezze sono evidentemente peggiori che nel ceto civile. Ma in compenso anche la punizione è più severa di quella dei cittadini. E così è evitato certamente qualcosa che nel cittadino ha spesso libero corso.

       8.       Del resto la religione, per come si trova generalmente tra voi, per Me è come se non ci fosse. Perché dove vi è il nulla, si può ancora erigere qualcosa che può essere buono. Ma dove si trova soltanto del cattivo, lì il buono ha poco posto. Tutto il mondano però è nello stesso tempo infernale e perciò anche colmo d’ogni genere di crudeltà, la cui ricompensa prima o poi non rimarrà per strada sia nel cittadino come nel soldato.

       9.       Tuttavia i Miei figli non devono preoccuparsi di nulla! Poiché Io ho molto da dare agli oppressi ed ai bisognosi, se soltanto vogliono venire a Me. E coloro che hanno perduto qualcosa sulla Terra a causa Mia, per un motivo o per l’altro, lo ritroveranno all’infinito un giorno nel grembo del loro buon Padre santo. – Amen.

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Cap. 12

Come dobbiamo leggere i profeti, per comprenderli giustamente?

26 maggio 1840, dalle 15 alle 17

       1.       Tali domande potete comunque rivolgerle a Me se vi servono seriamente per vedere illuminate le Mie Vie. Ed anche se non vi darò una risposta completamente esatta, tuttavia un Raggio attraverso tutti i Cieli angelici – uscente da Me – illuminerà il vostro cuore, ed il vostro intelletto contemplerà e percepirà grandi, meravigliose cose della nuova vita proveniente da Me in voi, che tutto è un effetto del Mio Amore in voi, come anche tutto sui corpi terrestri è un effetto del Sole, mediante la Grazia Mia.

       2.       E perciò vedete, se voi leggete nei profeti – una goccia d'acqua proveniente dal mare illimitato della Mia Grazia – dovete prendere una potente lente d’ingrandimento [cioè quella dell'umiltà] e poi dovete mettere la goccia sul tavolo della vostra coscienza ed accendervi sotto una lampada, riempita con l'olio della fede vivente, affinché la fiamma splendente cominci a bruciare vigorosamente. E quando sopra questa calda fiamma d'amore il tavolo della vostra coscienza sarà diventato rovente e vedrete salire la sua bollicina, allora prendete la lente d’ingrandimento ed osservate con questa la goccia spumeggiante, e scoprirete in essa meraviglie senza fine!

       3.       Allora avrete una grande gioia ed un piacere [puro]. Ma allora non le comprenderete ancora [le meraviglie della Grazia]. E soltanto se vi rivolgerete in perfetto amore umilmente a Me e Mi pregherete, e desidererete fortemente la Mia Luce di Grazia di tutti i cieli, soltanto allora lascerò scoccare un Raggio come una freccia, che esteriormente vi ferirà un poco, ma in compenso risveglierà il vostro spirito dal sonno della morte. Lo spirito invece comprenderà poi, nella Mia vivente Luce, tutte le innumerevoli meraviglie della goccia.

       4.       E così voi, di spirito vivente, avrete da vedere eternamente le meraviglie nelle meraviglie attraverso la più grande di tutte le meraviglie, vale a dire attraverso la vostra libertà vivente, attraverso l'Amore del vostro grande Padre santo dei Cieli e sopra tutti i Cieli! Amen. - Io, Gesù, l'eterno Amore e l'eterna Vita. Amen.

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Cap. 13

Parole di ringraziamento del Servitore

Così voglia Tu accogliere misericordioso anche il nostro debole “grazie”, come Tu, con indulgenza, riveli ora a noi, poveri peccatori inutili, misteri così grandi e profondi di cui non siamo degni neanche solo minimamente. Guarda, o buon Padre santo ai nostri cuori contriti, poiché ci vergogniamo anche solo di esprimere il ringraziamento con le nostre parole umane, dopo aver percepito le Tue Parole piene di Vita.

Oh, grande ringraziamento, grande onore, grande gloria siano a Te eternamente, come nei Cieli, così anche nei nostri cuori! – Amen. J.L.

 

 

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Cap. 14

Sul giuramento oppure promessa

28 maggio 1840, mattino

       1.       Qualcuno qui fa delle domande sul diritto e sulla validità del giuramento oppure promessa. Come domanda è una domanda intelligente.

       2.       Vedete, se Io Mi trovo nel cuore di un qualunque uomo, egli ha la Verità in sé. Egli agisce, pensa e parla dalla stessa, e questa triplice attività è [in certi casi] una vera azione e non ha più bisogno poi né del sì né del no. Tutto ciò che va oltre è peccato, perché tanto da parte di chi chiede il giuramento quanto da chi lo presta, è eretta una vergognosa diffidenza sulla Mia inviolabile Santità che è la Sorgente primordiale d’ogni Verità e Sapienza in Me eterna.

       3.       Ma se qualcuno non Mi ha fedelmente nel suo cuore, allora tutto il suo operare è falso ed ingannevole nell’azione, nel pensiero e nella parola. Come volete allora [in un caso simile] pretendere da un bugiardo un segno della verità ed imprimere così alla bugia la Mia Santità come sigillo, affinché un falso tribunale mondano sostenga la piena validità come legalmente e vera ad una qualunque affermazione interessata di un egoista!?

       4.       Ora però Io vi do un consiglio dal Mio Amore, affinché risparmiate la Mia Santità! Vedete, se un giuramento è per voi un segno sicuro, allora non può avere lo stesso valore il semplice "sì" oppure "no"? Se voi infliggete al falso giuramento la punizione, potete farlo altrettanto con il "sì" ed il "no"!

       5.       Io vi consiglio: se qualcuno ha mentito nella sua deposizione, affermando oppure negando, che il suo nome sia dichiarato pubblicamente infame (disonesto) davanti a tutto il popolo, fino al tempo che gli ci vorrà per guardarsi dentro in tutta umiltà e per riconoscere pubblicamente la colpa della sua menzogna, che sarà poi la prima verità sulla sua lingua.

       6.       Oltre a ciò, secondo come si presenta la faccenda, potete e dovete togliere a lui o un terzo oppure la metà, oppure anche tutte le sue sostanze come giusta espiazione a causa della verità oltraggiata per egoismo da un simile bugiardo. Egli dunque non deve avere un proprio pane nel cassetto, poiché ha egli aborrito la verità!

       7.       E potete essere certi che nemmeno il [peggiore] scellerato vi mentirà. Piuttosto tacerà completamente, simile agli spiriti dell'Inferno che là non possono pronunciare il Nome Mio.

       8.       Chi qui è giusto nel cuore, a costui credete sulla parola, senza giuramento, allora potete essere sicuri del fatto che egli dice la verità e che la sottoscriverà con il proprio sangue.

       9.       Ma da chi ha un cuore egoista e sleale, Iddio gli è lontano e l'Inferno gli è vicino. Da lui potete pretendere un giuramento dopo l'altro - ma chiedete a voi stessi: a cosa serve?

      10.      Perciò sia il vostro dire: "Sì, sì" oppure "No, no"! Ciò che va oltre, è un peccato nello Spirito della Mia intangibile Santità.

      11.      Questa è la Mia Legge senza un’ordinanza supplementare! Perché i Miei Comandamenti sono stabili e non tollerano nessun cambiamento come i vostri pagani! – Amen. Io, Jehova, la Sapienza e Giustizia sublime dall’Eternità. Amen.

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Cap. 15

Giusti ordinamenti terreni e celesti

Giovedì, 28 maggio 1840, pomeriggio

       1.       Io vi do [in successione] una goccia di Sapienza, assaporabile, per voi creature finite, mediante il Mio eterno Amore. Infatti, come Dio Io non ho figli al di fuori dell'unica, eterna Parola in Me, che è la sola Figlia di cui ho compiacimento. Ma nel Figlio sono anche vostro Padre ed ho compiacimento in voi se avete accolto in voi questo Mio amato Figlio e quindi attraverso di Lui anche la Mia Santità!

       2.       Ma questa goccia [di Sapienza] cade sulla cocente sabbia della terra deserta, con la quale voi certo potete arricchire il vostro sapere, ma siete incapaci di agire di conseguenza, il che è la cosa principale, perché soltanto l'azione, mai il [semplice] sapere, ha come conseguenza la vita eterna.

       3.       Vedete, tutto il vostro “diritto” politico si fonda sulla pura falsità e sulla cattiveria dell’egoismo, che ha contrassegnato la Terra con pietre di confine, sulle quali sta ovunque scritto "mio" e mai "tuo". Da quest’indelebile errore provengono per lo più le vostre trasgressioni e perciò dovevano essere escogitate anche leggi completamente illecite che dovevano assicurare ad ognuno la propria immaginaria proprietà avvalendosi di punizioni di una violenza inaudita, anzi perfino punizioni con la morte; invece Io ho creato la Terra, come l'aria, come l'acqua, la pioggia ed i raggi del Sole, ugualmente per tutti, e da Me non fu concesso nessun tipo di privilegio.

       4.       Ora però la Terra è misurata col compasso esattamente come l'Inferno, perché ognuno ha il suo determinato posto non abbandonabile. Quindi può anche essere posta soltanto una corrispondente amministrazione della giustizia e possono, conformemente a ciò, essere poste anche solo somiglianti punizioni come limite alla cattiveria. E così poi le punizioni, se sono adeguate alla cattiveria, non possono essere altro che “legali”, contemplate dal punto di vista dell'Inferno, poiché tutto, ve lo dico Io, è tratto letteralmente da lui, così come sono le pietre di confine, così sono le leggi e così anche le punizioni.

       5.       Vedete, in tali circostanze è difficile suggerire dai Cieli, dove uno ha tutto per tutti e tutti hanno tutto per uno dall'amore, il ché ve lo insegna il Vangelo, in cui è detto di dare anche la veste quando è chiesto il mantello per evitare ogni controversia. Così se ognuno operasse come nei Cieli, allora non sarebbero necessarie nuove leggi infernali, perché nessuno possiederebbe qualcosa e rimarrebbe così anche libero da ogni rapina o furto.

       6.       Ebbene, Io vi ho mostrato brevemente come stanno le cose. Per questo motivo voi non dovete costringere il Padre vostro [celeste] a scendere in trattati giuridici dell'Inferno e con ciò offendere la Sua Longanimità e grande Pazienza dinanzi a simili orrori e sacrilegi, e questo tanto più che Io sto già armato dinanzi alla porta per tuonare l'ultima sentenza sulla Terra, affinché l'intero ciarpame infernale venga gettato via, là dove il suo autore ha edificato già da tempo la sua residenza permanente.

Prendete bene a cuore queste Mie Parole ed oltre a ciò operate per amore, ed un giorno si vedrà quanto oro si troverà nelle immondizie dell'Inferno! Amen.

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Cap. 16

Pazienza per la maturazione

Sabato, 30 maggio 1840

    A Jakob Lorber, a causa del pittore W.:

       1.       Non può essere subito come desideri tu, ma il momento giusto in cui Io voglio rivolgere una Parola a qualcuno, è noto solamente a Me.

       2.       Ma il tempo di colui al quale devo rivolgere una Parola [secondo il suo desiderio] non è ancora giunto alla sua piena fioritura. Perciò ancora un poco, e la prima [molta] acqua della Vita arriverà dal ricco pozzo di Giacobbe! Poi, essere piccolo e vedere grande, ascoltare bene ed essere muto nel discorso! Non contare solamente i soli, ma più ancora la modesta erba della Terra. E non salire soltanto sui monti della Luna, ma piuttosto soffermarsi nelle valli della Terra!

       3.       Vedi, coi fanciulli Io parlo il linguaggio dei fanciulli, con gli uomini come Uomo, coi signori come Signore, con i principi come Dio, con tutti gli alti locati come l'Altissimo, con i potenti come il Potentissimo, con i grandi come l'Infinito, coi peccatori come Giudice e Pastore. E così Io parlo con ognuno [dei nominati] secondo la sua specie come un Dio irraggiungibile. Ma con colui che Mi ama in tutta umiltà Io parlo come Padre, abbassandoMi a lui come un Fratello dalle Altezze di tutte le incommensurabili altezze, come il più Sublime in tutta la Mia Pienezza senza fine.

       4.       Perciò ancora soltanto un po’ di tempo finché il ferro diventi oro attraverso l’attiva infusione dell'Acqua vivente!

       5.       Io, il Giusto, l’unico-vero Emmanuel. Amen.

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Cap. 17

Immagine del Signore

Inizio della nuova Luce

1° Giugno 1840, pomeriggio

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 1 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

 

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Cap. 18

Il più importante Comandamento

2 giugno 1840, pomeriggio

Ad una domanda su Marco 12,30: "Ama il Signore Iddio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutto il sentimento e con tutte le forze tue! - Questo è il più importante Comandamento".

       1.       O voi, figlioli Miei cari! Se non comprendete cose così piccole, che certo sono e dovrebbero essere il vostro pane quotidiano?! – dite, come farete a comprendere poi cose più grandi, come un Evangelo delle erbe, delle piante, degli arbusti, degli alberi e di tutte le piante erbacee, come anche un Evangelo delle pietre, della terra, dell'acqua, dell'aria, del fuoco e di tutte le costellazioni, e poi anche di tutti gli animali, in cui tutto rende testimonianza di Me!? E quanto meno afferrerete poi l'inafferrabile, lo spirituale ed il celestiale!? Come potete pensare che un giorno mangerete alla grande tavola di Abramo, se tutti i vostri denti (sapienza derivata dalle fede della Parola) sono diventati guasti a forza di dedicarvi alle dolcezze del mondo e sono quindi incapaci di masticare il vostro pane quotidiano, per il quale voi pregate giornalmente nella Mia Preghiera (purtroppo la grande moltitudine prega per avere il pane dei vermi!)!?

       2.       Vedete, la causa è: perché voi amate più la sapienza che l'amore e perciò avete poco amore e quindi anche altrettanto poco vero discernimento come giusta dote dell'Amore.

       3.       Ma se Mi amate, in primo luogo come i figli amano i genitori, prima che la loro lingua sia sciolta, oppure come una vera sposa ama il suo sposo prima ancora di un’effettiva conoscenza più intima, allora i flussi della luce scorrerebbero dai vostri lombi!

       4.       Perciò dovete convertirvi e, per prima cosa, amare! Allora la vostra fede diventerà vivente. Altrimenti la vostra testa si riempirà d’ogni genere di cose, come lo stomaco del bue, ed il vostro cuore però rimarrà vacante come un sacco vuoto. Ma nei vostri figli dovrete riparare il vostro errore e poi diventare come loro.

       5.       Questa è dunque la comprensione di quel "pane di casa quotidiano":

       6.       "Con tutto il cuore"; qui con “cuore” è da intendere lo spirito della vita che, come fedele immagine vivente del Mio Amore nel periodo di prova, è in voi ed è veramente il puro amore. Poi "con tutta l'anima"; qui sotto “anima” è da intendere il corpo eterico dello spirito che deve essere interamente compenetrato dall'amore primordiale presente in voi, affinché in questo modo diventi essa vivente in tutte le sue parti. "Con tutto il sentimento"; qui sotto “sentimento” sono da intendere le vostre conoscenze naturali che devono essere tutte afferrate dal Mio Amore in voi, affinché l'anima, quale corpo dello spirito, ottenga solidità con pelle e peli, e ottenga piedi per stare in piedi e camminare, mani per afferrare ed operare, occhi per vedere, orecchi per sentire, naso per odorare e una bocca provvista di tutti gli elementi e capace di prendere cibi superiori e migliori, e di pronunciare parole di vita provenienti da Me, le quali sono poi completamente "tutte le forze" che devono anche essere colme d'amore!

       7.       Vedete, questa è la breve e molto facile comprensione del breve testo delle Parole del Mio caro Marco e di tutti coloro che dicono la stessa cosa. Ma sia ben chiaro, non per il vostro intelletto, ma per il vostro cuore Io ve l'ho data, affinché cominciate finalmente ad amarMi per la Mia Premura, se tutte le Mie restanti cose non potrebbero predisporvi nell'amore per Me.

       8.       Perciò afferratelo bene nel vostro ancor vacante cuore, affinché venga ogni giorno saziato con il Pane celeste. Questo lo auguro soprattutto Io, il vostro santo ed oltremodo buon Dio, quale Padre nel Figlio Gesù-Jehova. Amen. Amen. Amen.

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Cap. 19

I sette maligni

4 giugno 1840, pomeriggio

Su Luca 11, 24-26: «Quando lo spirito immondo è uscito fuori di un uomo, va errando per luoghi aridi, cercando quiete, e non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa donde sono uscito”. Quando vi giunge, la trova già spazzata e messa in ordine. Poi va e prende seco altri sette spiriti peggiori di lui, ed entrano per abitarci; e l'ultima condizione di quell'uomo diviene peggiore della prima».

       1.       Riferisci ad A. ed a tutti i suoi congiunti adulti, alcuni dei quali sono la moglie e le sue figlie: "Chi cerca, trova; chi bussa, a costui sarà aperto; e chi chiede, a costui sarà dato ciò che chiede, in abbondanza!".

       2.       Se qualcuno ha una moglie, e la moglie ama in silenzio suo marito in modo che il mondo non se ne accorga, poiché lei crede che il mondo penserebbe di lei cose impure (se si accorgesse che è affezionata con tutto il cuore a suo marito), perciò esteriormente è fredda e vergognosa e non lascia toccare il suo corpo, mentre interiormente arde di desiderio. Se ora il marito impiega invano tutti i suoi sforzi per rendere sua moglie acconciata e completamente sottomessa, ma essa rimane sempre vergognosa, in parte per la sua femminilità, in parte per il mondo, in parte però a causa della stupidità e pazzia, che cosa farà questo marito?

       3.       Io dico che egli, per amore, lascerà la sua smorfiosa stupida moglie nella sua pazzia fino alla sua fine e non la toccherà più anche solo con un dito, ma deporrà il suo seme in un terreno forestiero, dove ci sono molte malerbe e cardi, e penserà tra sé: "Anche se qui non posso ottenere un raccolto, mi voglio comunque coltivare un seme che sia del mio nome per una futura semenza ed un ricco raccolto".

       4.       Ed Io dico che quest'uomo ha fatto bene e questo come punizione per sua moglie, perché l’ha fatto per amore. Ed Io dico ora anche a voi: “Questo sposo sono Io, e la sposa molto stupida siete voi!”.

       5.       Ebbene, già tanto spesso vi volevo prendere e stringere al Mio Cuore, ma voi sfuggite sempre a causa d’ogni genere di timidezze mondane e piene di sciocchezze, in certo qual modo umili, per virtuosismo mondano. Voi tenete l'Amore appartenente a Me chiuso in voi, e credete che comunque verrà il tempo in cui Io verrò e soffierò su di voi, così che poi possiate amarMi immensamente. Oppure credete anche che Mi accorgerò di quest’amore in voi (forse attraverso qualche microscopio). Ma vi sbagliate. E se persisterete in questo, Io farò come quello sposo e vi lascerò nella vostra leziosaggine.

       6.       Perciò siate aperti come lo sono Io! E parlate con Me in confidenza ed in sincero, libero amore! E non ci sarà una sola lettera nel Mio vecchio libro dalla quale non vi s’irradierà una luce moltiplicata sette volte. E nel vostro cuore leggerete, rivelato con grande scrittura, il segreto del grande mondo degli spiriti!

       7.       Ebbene, così comprendete ed ascoltate la comprensione dei tre versetti [di Luca]!

       8.       Se un uomo vive in modo integro e retto secondo la legge [esteriore] ed osserva la stessa con rigore e precisione per proprio impulso e per il senso di giustizia, e perseverante, vince così anche ogni tentazione con la volontà subordinata alla ragione, allora il seduttore e tentatore si renderà conto poi del fatto che in questa casa non vi è nulla da fare per lui. E così egli l'abbandona irritato e se ne va; poi va alla ricerca di siffatti luoghi aridi sull’intero mondo. Ed appena egli vede che in simili luoghi né le semenze buone né quelle cattive possono mettere radici, allora dice a se stesso: "Dove non c’è umidità, c’è il deserto e quindi nessuna possibilità di permanenza per me. Che cosa devo fare ora? Voglio nuovamente ritornare e vedere che aspetto ha ora il mio primo possedimento!".

       9.       Torna indietro e vi si reca in fretta. Trova il luogo perfettamente pulito e ben adorno di virtù e di ghirlande della vittoria. Ora gli piace molto quel luogo ma si sente troppo debole per prenderne nuovamente possesso, infatti, egli è soltanto uno spirito della carne.

      10.      Allora ritorna all'Inferno e prende lì con sé sette spiriti, ognuno peggiore di lui, i quali sono: un grande lusingatore, un grande ipocrita, un grande elogiatore, un ambizioso, un orgoglioso, uno spregiatore e calunniatore ed infine ancora un maestro di corte e cerimoniere ed un fine assaggiatore di prelibatezze e cose buone, dietro a quest’ultimo anch’egli stesso si ritrova nuovamente. E così questa maligna banda ritorna, ottiene facilmente il permesso d'ingresso e vi prende pienamente possesso.

      11.      E per quanto fosse brutta la prima condizione sotto le aggressioni della carne, questa seconda però sarà molto peggiore della prima, perché l'uomo con questo si è dato prigioniero nel suo far da sé ad ogni malignità, perché tutto il suo giusto agire non era proceduto dall’amore per Me, ma dal suo amor proprio, e perciò ha consumato tutta “l'umidità” [quella vera, vitale] in sé, perciò non era nemmeno più in grado di portare frutto e divenne così secco e come morto.

      12.      Poiché vedete, Io soltanto sono la Vita in voi, unicamente attraverso il vostro amore per Me, attraverso la giusta osservanza dei Comandamenti tanto nell’azione quanto nel parlare, quanto nel pensare dall’amore per Me.

      13.      Ed anche se vorreste agire [così diligenti] come le api e le formiche, se tutto questo non lo fate per amore per Me, che solo vi da forza e vita per resistere all'Inferno ed a tutte le sue ulteriori tentazioni, non troverete mai pace, né qui né là. Vi capiterà come agli animaletti menzionati, ai quali viene portato via il miele e la covata, malgrado le loro pungenti e pizzicanti armi, poiché essi sono soltanto semplici creature e vengono guidati mediante l'istinto, come un uomo che ha lasciato catturare la sua volontà dal freddo intelletto ed ha trascurato l'amore e quindi anche la sua libertà e la vera vita derivante da esso.

      14.      Vedete, questa è la comprensione di questi tre versetti! Perciò guardatevi dall'intelletto se proviene da altro luogo che non sia solamente dal Mio Amore! Fate che sia sempre sottomesso allo stesso, come la Divinità [è sottomessa] a Me, il Suo eterno Amore; altrimenti diventerete uguali ad una simile casa pulita ed adorna, come vi mostra la parabola dei tre versetti – Amen.

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Cap. 20

Amore e Sapienza

Dall'Opera principale di Jakob Lorber scritta in questo periodo

"Il Governo della famiglia di Dio".(vol. 1, cap. 174,10)

         1.     Chi ha l'Amore, vale a dire il puro amore per Dio, il Padre di tutti gli uomini e Creatore di tutte le cose, e fuori da questo amore anche il vero amore verso tutti i suoi fratelli ed in pura e giusta misura altresì verso le proprie sorelle, questi ha tutto; sì, egli ha la vita eterna ed ogni evidente, chiara e santa sapienza, e non una tenebrosa scienza intellettuale del mondo, la quale ad altro non serve che a maturare, a poco a poco, l’uomo vivente per la morte eterna.


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Cap. 21

Sull'educazione dei figli

Lunedì di Pentecoste, 8 giugno 1840, dalle 19 alle 22

O Signore, come devono essere educati i bambini perché possano divenir capaci di chiamarsi un giorno figli Tuoi?

       1.       Ebbene scrivi dunque! Questa è una domanda posta giustamente e buona, alla quale Io vi voglio dare una risposta completa e definitiva. Ma badate, se qui vi do una giusta luce, è perché voi diventiate fedeli pastori del vostro piccolo gregge che vi è stato dato dalla profondità, affinché lo portiate alle altezze di ogni umiltà e con ciò sulla via di ogni vita attraverso il fuoco raggiante del Mio Amore. Ma vi costerà molta fatica, e questa fatica deve essere l’espiazione della vostra brama carnale che voi avete praticato molte volte con le vostre mogli, per la qual ragione fu data ai vostri figli la veste della prostituta ed un monumento nella Gerusalemme distrutta, ed un sepolcro largo e profondo, sotto le macerie di Babele.

       2.       Poiché vedete, se voi foste rinati dallo Spirito del Mio Amore, allora avreste potuto prima purificare la vergine che avete desiderato in moglie, nei torrenti dell'acqua vivente che sarebbero sgorgati dall’essere vostro in quantità infinita. E così il vostro matrimonio sarebbe stato un matrimonio celeste, ed i vostri figli (generati nel desiderio degli angeli, che è una vera unione dell'amore con la sapienza) sarebbero stati allora figli dai cieli e già metà rinati, in cui il seme spirituale sarebbe presto germogliato per diventare un frutto nel nuovo terreno che ricopre i grandi giardini della nuova Gerusalemme. E l'educazione sarebbe diventata per voi una grande gioia al Cospetto del vostro Padre santo.

       3.       Ma poiché ora avete contratto il vostro matrimonio nelle tenebre del mondo, per eseguire le opere della morte e per generare frutti dell'Inferno, che qui sono i vostri cari, viziati figli, così è anche difficile togliere il veleno alla covata dei serpenti. E questo non può avvenire in altro modo se non attraverso la completa mortificazione della carne e la completa cattura della volontà, perché l’ostinazione di simili fanciulli è puramente satanica oppure infernale; infatti, non c’è anche solo una scintilla che sia del Cielo.

       4.       Ma se voi pensate che qui Io dica troppo, allora rispondo: “Esaminate la vostra progenie e non troverete che egoismo, invidia, collera, indolenza, avversione verso tutto ciò che è serio, ed una segreta, risoluta ripugnanza verso tutto ciò che è divino, per la qual ragione possono essere scossi soltanto con punizioni o con ricompense sensuali [mondane], per imparare in qualche modo, alcuni magri principi dai severi catechismi.

       5.       Ed ora, se avete trovato tali cose nei vostri figli, allora replicate e riconoscete apertamente il fatto che Io vi dico questo soltanto nel Mio troppo grande Amore per la salvezza dei vostri figli e per la vostra stessa, perché i vostri figli sono veri figli dell’Inferno!

       6.       Se ora dalla vostra stirpe volete generare nuovamente figli dell'amore, allora dovete essere ciechi verso una graziosa e morbida faccia e sordi verso ogni loro [sciocco] desiderio e molto per tempo dovete imprigionare ogni scintilla della loro maligna ostinazione, affinché in loro si faccia spazio al Mio Amore e da ciò ad una nuova volontà.

       7.       Tutto ciò che i figli desiderano [ostinati], lo dovete loro rifiutare, anche se fosse buono, affinché diventi vivente non la loro volontà, ma la vostra volontà attraverso la rassegnazione e la giusta e salutare obbedienza nei loro cuori.

       8.       Punite sempre l’ostinazione e l’ira, l’indolenza e l’avversione per il divino, ma soprattutto il disprezzo che dimora segretamente nel loro cuore per i rimproveri salutari, così come per il Mio Nome e per tutto ciò che ad Esso si riferisce.

       9.       Quando fanno cose giuste, non lodateli ed ancor meno non li ricompensate! Dite a loro amorevolmente seri che hanno compiuto un'opera della nuova volontà, per la quale il Padre nel Cielo ha già una piccola gioia. E quando un fanciullo, per proprio impulso, nel tempo libero dai doveri concesso per il ristoro del corpo, ha fatto una cosa che appare come fosse qualcosa di buono, allora fate domande minuziose su che cosa l’abbiano spinto a fare questo. E quando avrete appreso fino in fondo se l’ha fatto per amor di se stesso o per amore del dovere, oppure per amore vostro o per amore verso di Me, allora orientate sempre di conseguenza il vostro piacere o dispiacere.

      10.      Ma con le vostre carezze siate così parsimoniosi come l'Inverno lo è con le giornate calde, affinché non siano distrutti i germogli del frutto in una successiva tentazione, come accade ai fiori della primavera con una brina ritardata. Lasciate invece soffiare spesso venti freddi, affinché l'aria pestifera intorno ad un giovane cuore sia purificata per il benessere dello spirito.

      11.      Insegnate ai ragazzi ad ubbidire ciecamente e fate loro riconoscere l'origine del Comandamento nel Mio Amore. E penalizzate la loro curiosità e la troppo grande [indisciplinata] mania per il gioco e richiamateli severamente alla calma.

      12.      Le ragazze invece tenetele a casa e non permettete che si ridesti in loro anche la minima voglia [indecorosa]. E non soddisfate mai neppure il più piccolo desiderio, prima che non vi diventi chiaro la più segreta fonte dello stesso.

      13.      Proteggetele con cura dagli incontri con ragazzi estranei che ricevono un’educazione mondana, altrimenti voi stessi vi siete preparati nuvole cariche di grandine. E qui non rimarrà risparmiata una spiga di frumento.

      14.      Con l'età proceda anche la vostra giusta severità a passo settuplo.

      15.      È meglio ascoltare piangere i vostri figli perché offesi nella loro vanità distruttrice, piuttosto che rallegrarvi nelle loro sempre presuntuose gioie mondane, affinché diventino uguali agli angeli nel Cielo, i quali hanno grande gioia in coloro che nel mondo piangono [pentiti].

      16.      Una ragazza iraconda deve digiunare sette volte tanto quanto è durata la sua ira, affinché diventi mansueta come una colomba.

      17.      Il vostro amore sia loro nascosto, come Lo sono Io ai vostri occhi, affinché il nuovo, delicato frutto non soffochi nella calura di un fuoco prematuro. E [nella misura] in cui si mostra il frutto che germoglia dai nuovi semi del Cielo e diventa sempre più forte, e [come] diventa sempre più visibile nel suo cuore il vero, puro amore per Me e da ciò una fede attiva, allora si apra anche il vostro cuore nell'amore comprensivo per i figli [spiritualmente] rinati.

      18.      Vedete, questa è la via della vita per i vostri figli! E questa è l'unica e fuori di questa non ve n’è nessun’altra, come all’infuori di Me non esiste più un altro Dio. Chi la vuol percorrere, questi troverà benedizione e riconoscerà che essa procede da Me. Ma chi agirà secondo il libro del mondo, costui troverà di certo lì anche la sua ricompensa presso il principe del mondo nella palude dell'eternità. - Amen. Io, Iddio, l'Onnisantissimo, e Gesù, quale Padre. Amen.

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Cap. 22

Poesia del Cielo

9 giugno 1840

Poiché K.G.L.[6] è anche un poeta della miglior specie umana ed ha un cuore ben disposto e pieno di buona volontà verso di Me avendo gioia nel Mio Amore, ed è anche un grande amico della Mia Sapienza e felicissimo quando ascolta la Mia nuova Parola e legge la Mia Vecchia, così Io gli voglio mostrare l’arte della Poesia del Cielo, che lì è un linguaggio comune e suona qui di seguito come un piccolo esempio:

 

1

Nei vasti, puri circoli celesti,

a mo’ degli angeli d’amor traboccante

tutti i fratelli beatissimi cantano

inni puri, dedicati a Me solamente.

2

In primo luogo cantano del Mio Amore,

dall’impulso più puro, più santo del cuore;

poi s’infiammano nella sublime delizia,

così essi Mi vedono come Sole di Grazia.

3

E quando la loro pienezza di luce più casta

illumina ben tutto dello spirito la veste,

allora scrutano nelle più belle norme

innumerevoli del Mio Amor le meravigliose forme.

4

Là delizia su delizia si accalca nei cuori,

ricca di ben noti dolci dolori,

i quali sono sublimi doni celesti,

poiché ristorano angeli sazi di diletti.

5

Quando sono poi assai felici diventati,

si raccolgono in gruppi trasfigurati;

poi da ogni bocca un canto echeggia,

che Io qui vi attesto come fedele messaggio.

6

"Padre!" ebbri d'amore cantano,

"Padre!" in Me immersi intonano,

"Padre!" è su ogni lingua la Parola,

"Padre!" è il soffio da ogni gola.

7

“Grande è la Tua Potenza e grande l'Onore,

senza numero gli eserciti dell’Opera Tua d'Amore,

le profondità delle Tue vie incommensurabili,

gli appigli della Tua Onnipotenza inconcepibili.

8

Chi mai ha contemplato gli Occhi della Divinità?

Chi conosce di tutti gli esseri la sapiente utilità?

Dov’è un essere così ben intelligente

che potrebbe leggere la Scrittura del Sorprendente?

9

Guardate là nelle profondità mai presentite,

come sono di meraviglie nuove riempite!

Là l'Amore del Padre governar guardate,

il manifestarsi della Sapienza Sua osservate!

10

Guardate giù all'Inferno, guardate i morti,

guardate là, la moltitudine di buoni messi

portano nelle loro mani novella lieta,

per perfezionare anche là gli smarriti!"

11

E quando hanno con ciò contemplato

del Mio Amore i grandi doni portentosi,

come dispensatori di Grazia della Sapienza Mia

inviano all'Inferno gli angeli perfino.

12

Allora in amor s’infiammano di nuovo,

che i Soli se ne rallegran perfino

e poi risplendono nei mondi più luminosi

cosa che v’annunciano sereni, giorni ameni.

13

Allora si riversano da tutte le gole

di una voce onde di armonie soavi

come grandi scroscianti acque presto echeggiando,

presto come quando i venti vanno cambiando.

14

Cantando così delizioso in questo modo,

proferendo a Me la piccola strofa in lode:

"Padre Caro! Guarda nella Grazia Tua

anche dei poveri fratelli il sentiero oscuro!

15

Guarda giù dei figli della Terra il peregrinare,

ascolta, o Padre, i lamenti loro echeggiare!

Oh, libera questi fratelli indeboliti

dai branchi maligni, velenosi e spietati!

16

Padre, fa che i figli del serpente anche,

anzi, se possibile, l'arcinventor finanche

di ogni inganno e principe di ogni menzogna,

s’adatti umilmente alla Tua Onnipotenza!

17

E se soltanto la Tua Volontà ci è data

cosa più abbisogna, perché venga edificata

nella profondità del mondo la santa Pace,

Padre, fa che avvenga ciò che noi supplichiamo!

18

Così a servire siamo pronti

ogni fratello sull'oscura terrestre sfera.

Oh, ascolta la nostra supplica filiale

fa risorgere pietosamente i morti!".

19

Vedete, questi sono puri, devoti modi,

come voi render dovete al santo Padre lodi,

le grandi Opere della Sua Onnipotenza contemplare

e del Suo Amore la Potenza santa glorificare.

20

Così il vostro fare, agire e poetare

illumineranno certe parti del grande dubitare.

Ma se alla vostra maniera voi fate,

resterete folli, perfino da grandi invecchiati.

21

E quando gli alberi saran diventati annosi

e della vita completamente vuoti gli spazi gioiosi,

è troppo tardi per appianare allora

il contorto dalle follie della gioventù.

 

                1.                  Conclusione: E guarda, Mio caro Karl, Io ho un grande Amore per te che cerchi di purificare con fervore il Mio Nome e di glorificarLo nel tuo cuore. Ma ho ancora qualcosa contro di te, e questo qualcosa consiste nel fatto che ti elevano ancora i discorsi dell’umana sapienza. Poiché vedi, lo spirito eleva lo spirito, l'amore eleva l'amore, l'uomo eleva l'uomo, così anche il mondo eleva il mondo, come il falso splendore l’altro. Ma se ora tu sei penetrato nelle Mie Profondità, allora lascia le cose superficiali del mondo, alle quali non pendono altro che frutti immaturi che non servono a niente.

                2.                  Io ti dico: “Fa soltanto ciò che ti consiglio! Poiché sono venuto già molto vicino al tuo cuore. E se lo credi e vuoi, anche tu devi presto divenire per Me un buon arnese e contemplare perfino profondità mai immaginate che Io voglio porre nel tuo proprio cuore.

                3.                  Soltanto allora diventerai un vero poeta ed un uomo secondo il Cuore Mio!”. Amen. - Io, il tuo caro Gesù. Amen!

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Cap. 23

L'angelo

23 giugno 1840

                1.                  Qui vi voglio dare una solenne Parola supplementare affinché possiate vedere la grandezza di una piccola scintilla del Mio eterno Amore e della divina Forza primordiale e Santità, e con questo però anche la vostra così salutare nullità in tutto ciò che voi siete, fate, pensate, scrivete e poetate da voi. Ma nello stesso tempo dovete anche vedere da ciò, che cosa potete diventare attraverso di Me.

                2.                  Tuttavia ciò che vi dirò qui, lo dovete percepire in un modesto cantico alla maniera celeste. Ed anche se le forme sublimi del discorso formeranno la struttura di un grande mondo ultraterreno (dinanzi a voi) non dovete ritenerlo, come negli inni umani, un “entusiasmo poetico”, poiché presso di Me non c’è niente di simile, ma solo l’assoluta purissima verità, ed il Mio Nome è già per sé il sommo entusiasmo di tutti i cantici.

                3.                  Ora segue il cantico! Esso è il cantico di un angelo. E questo procede da Me e vi porta un messaggio buono e troppo grande come qui di seguito. [Il voluminoso poema annunciato con queste parole si trova nella compilazione “Salmi e poesie" e nel terzo volume “Doni del Cielo”. All’opera, nel diario spirituale di Jakob Lorber, segue l’aggiunta:]

                4.                  Ebbene, qui avete l'angelo, com’egli vive propriamente e realmente in voi e fuori di voi, in Me e fuori di Me! Ascoltate sempre la sua voce in voi! Poiché prima che Io venga, viene sempre il Mio Giovanni [il ‘Battista’ o ‘precursore’] con la sferza nella mano ed una voce assai tagliente in petto, come la voce del grande predicatore nel deserto. Ma se vi siete convertiti mediante un vero, assai serio pentimento, soltanto allora seguirà la grande cena, prima del grande giorno della redenzione, ed alla fine la resurrezione dalla morte. Amen.

                5.                  Questo ve lo dice il vostro affettuosissimo Padre Santo. Amen.

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Cap. 24

Il Padre presso i concili, nelle chiese e nella cerchia dei figli

29 giugno 1840

                1.                  Sempre nel luogo in cui voi siete riuniti in due oppure in tre ed anche in più nel Nome Mio e nel Mio Amore, lì sono anch’Io in mezzo a voi, ma non come nei Concili, in questi mai Io Mi sono trovato in mezzo. Infatti nei concili ci si era riuniti con la stessa intenzione con cui si riuniva il Consiglio giudaico davanti al sommo sacerdote Caifa, e si discuteva, sotto la Mia presunta ispirazione, dei privilegi e della santità della gerarchia e della sua infallibilità e si stimava e calcolava la grande perdita delle entrate temporali della Sede e ci si occupava poco di Me, lasciandoMi a gran fatica appena così tanto spazio quanto ne viene lasciato ad un acaro nello spazio mondiale. Il Mio Nome esteriore, considerato [uguale] a quello di un altro personaggio storico, ed alcuni frammenti della Mia Parola – da ciò una cieca fede pagana ed un amore morto, una sistematica venerazione idolatra ed un culto cerimoniale da essa derivante – sono le uniche cose che Mi vennero ancora lasciate.

                2.                  Per questo Io venni uguagliato a quei sovrani che vengono messi sul trono dai loro funzionari come copertura per tutte le loro infamie, e si devono ancor molto altamente compiacere che questi funzionari, quasi sempre a loro insaputa, usino il loro nome da sovrano come sigillo ufficiale di potenza, per assicurare con questo ai loro decreti e ordinamenti una forza legale superiore.

                3.                  Vedete, proprio così capita a Me nella maggior parte delle Mie chiese. Ovunque si cerca di sottrarMi alla vista dei Miei figli e si riempie i loro orecchi con suoni vuoti, affinché non percepiscano affatto la Mia Voce paterna. Si mettono davanti agli occhi loro Cristi lignei, affinché non debbano veder giammai il Vivente, e con il suono delle campane rendono sordi i loro orecchi alla Mia Voce e non lasciano diventar forte nei cuori la Parola Mia vivente!

                4.                  Vedete, per questo ora Io vengo come il vostro Tutto in mezzo a voi e vi metto in guardia dal lievito degli egoisti farisei, affinché possiate sempre contemplare il volto del vostro Padre santo e sentir la Sua Parole vivente: “Diventate piccoli come i fanciulli, affinché il Mio Regno diventi vostro! Poiché in questo sta la più grande Sapienza – come nell'Amore si trova la Beatitudine suprema!”.

                5.                  Ma a Te, Mio caro “zelante della parola”, voglio darti il conforto – come anche a tua moglie che Mi è già diventata cara – che Io ho annotato i tuoi figlioletti nel libro Mio. Comunica loro che Io li ho accolti come figli, come fossero proceduti dalla Mia Benedizione, e che voglio anche essere per loro un santo affezionatissimo Padre!

                6.                  E così voglio includere oggi stesso anche per loro un piccolo desiderio, cioè che comincino ad imprigionare con diligenza la loro volontà in tutto ciò che Io ho ordinato e comunicato, ed ancora comunicherò mediante il Mio servitore, e che essi devono prestare la più volonterosa ubbidienza ai loro genitori da ciò istruiti! Allora riconosceranno ben presto ed a percepire in se stessi che cosa vuol dire aver Me per Padre, Padre che ha incommensurabili tesori e ricchezze da donare a quei figlioli che Mi amano.

                7.                  Voi però, Miei cari, ancora molto pochi amici, siate sereni e lieti nei vostri cuori! Perché Io sono in mezzo a voi e Mi rallegro con voi, se voi avete gioia in Me. E questa gioia sarà per voi una stella luminosa quando lascerete il mondo. Essa vi accompagnerà fedelmente nel lungo viaggio nei Miei grandi Cieli e vi guiderà anche là, come anche già in parte qui, nella Mia grande Città! Amen.

                8.                  Ebbene dunque, siate lieti! E chi di voi vuol parlare con Me, costui parli! Ed Io scioglierò in quell’ora la bocca e la lingua al Mio povero servitore. Ma lungi da voi sia ogni insolenza e tanto più vicino l'amore del vostro cuore! Amen. Io, vostro affettuosissimo Padre nel Mio Figlio Gesù! Amen. Amen. Amen.

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Cap. 25

Consiglio matrimoniale

6 luglio 1840

                1.                  Così scrivi dunque al fratello che è un capo amministratore di una città molto lacerata, nella quale si esercitata molta prostituzione spirituale e corporale, che Io ho accolto con molto favore la sua preghiera e perciò gli do anche un insegnamento proveniente dal Mio Amore.

                2.                  Ma egli deve credere che Io possa recar aiuto, e la sua fede deve essere vivente nella forza della volontà e del massimo amore. E poi non deve temere sua moglie a causa del denaro, e non cedere per questo, anche se malvolentieri, (cosa che certamente non farebbe se egli avesse una moglie povera). Perché si ricordi solamente del giovane ricco nel Vangelo, e gli diventerà chiaro quanto sia difficile per un ricco entrare nel Regno Mio. Tuttavia, ciò che agli uomini appare spesso così impossibile, è certamente possibile a Me. Guardate, infatti, l'orbita della Terra intorno al Sole, come Io l'ho ripartita in giorni e notti per racchiudere un pieno ciclo dell'anno! Ed Io dico che finora non è stato ancora possibile a nessun matematico scoprire la “quadratura del cerchio” che è tuttavia da Me posta come base di tutte le orbite dei pianeti e dei soli!

                3.                  Ma gli uomini non vedono il bosco a causa degli alberi! Perciò non vedono neppure il bosco in un granello. E così anche il Mio caro figlio vede difficilmente il grande male e ritiene che esso stia nel piccolo. Io gli consiglio perciò di battere il chiodo in testa a modo Mio, senza paura e senza timore. Poiché chi agisce per puro amore del Mio Nome, non deve mai temere nulla. E chi cerca di glorificarMi nel cuore di suo fratello, di sua sorella e tanto più di sua moglie, a causa dei figli e di lei stessa, in verità Io dico, costui mai andrà in rovina.

                4.                  Questo però è il breve consiglio: per tutto ciò che Io ti indicherò, tu devi richiamarti seriamente alla testimonianza della Scrittura e mostrare a tua moglie, con parole e fatti, che tu sei il capo e lei solamente il corpo, che ti deve ubbidire secondo la Mia Volontà, come Sara ad Abramo e Maria al suo caro Giuseppe – per questo motivo Io ho sempre dato il Mio Ordine a Giuseppe, mai invece a Maria che Mi ha portato comunque in grembo, affinché il Mio Ordine, dal quale tutte le cose sono state fatte, non venisse minimamente rovesciato.

                5.                  E quando hai fatto questo, mostra poi a tua moglie che la vera felicità coniugale consiste soltanto nel far diventare un rapporto tra uomo e donna simile a quello tra Dio e l'uomo, oppure tra spirito ed anima, oppure tra la vera chiesa ed uno stato costituito ed in altri veri rapporti simili.

                6.                  Inoltre mostra a tua moglie che le donne, che nel loro cuore si elevano al di sopra dei loro mariti, stanno proprio così come con gli atei o i miscredenti, per i quali le notti diventano banchi di tortura troppo lunghi, specialmente quando esse perdono, oltre a ciò, anche i beni temporali, cosa che per lo più è solito accadere per Volontà Mia, affinché alla fine poi, se non sono ancora cadute troppo in basso, diventi ancora possibile un ritorno.

                7.                  L'uomo impari a riconoscerMi nel suo amore per Me, la donna invece nell'amore del marito. Ma come può una moglie dire: “Io amo mio marito” se non le è sacra ognuna delle sue parole ed ogni desiderio? Perciò nel matrimonio la cosa più importante per l'uomo è riconoscersi dapprima completamente, affinché egli veda in quale rapporto sta la donna con lui, e poi indirizzi la donna secondo la forza del suo spirito.

                8.                  Ma se l'uomo nella sua propria cecità è un vero debole nella volontà e cede anche soltanto in un [punto] alla sua donna [in una cosa ingiusta], allora ha innestato un cancro nella sua sciocca stirpe, e presto qui non si troverà più una sana fibra di vita coniugale.

                9.                  Perciò è meglio che l'uomo non si sposi, prima che non abbia completamente compreso se stesso!

              10.                Il denaro sia per te qualcosa di cui puoi fare a meno, se hai la Mia Grazia! Ma tu sii indispensabile per tua moglie, poiché lei non ha ancora la Mia Grazia! A che cosa le servono denaro e beni senza la Mia Grazia!? E se lei ha questa attraverso il cuore mansueto del marito, allora guarderà il suo denaro con occhi bendati.

              11.                Oh Mio caro figlio, vedi, Io conosco tua moglie molto meglio di come la conosci tu. Perciò crediMi, tua moglie ha un triplice orgoglio: È orgogliosa del suo denaro; è orgogliosa di essere tua moglie a causa della carica che ricopri, nella qual cosa consiste il suo affetto per te; infatti se tu avessi avuto la capacità di diventare solo un copista, lei non sarebbe mai diventata tua moglie! Ma poiché ora si ritiene molto ricca ed oltre a ciò è ancora pressappoco casta, allora è anche orgogliosa verso di te, della qual cosa tuttavia tu non ti accorgi molto, e questo veramente perché ormai ci hai fatto una certa abitudine. Ma toccala solamente una volta nel punto debole e sensibile, allora le Mie Parole ti diventeranno immediatamente chiare.

              12.                Perciò mostrale per prima cosa che tu sei il capo ed Io sono il Signore! Per secondo mostrale che il suo denaro è per te assolutamente superfluo, e che inoltre ti è ancora debitrice della massima gratitudine come lo è anche a Me attraverso di te per l'amministrazione gratuita del suo patrimonio, gratitudine che deve consistere nel vero amore e nell’umile riconoscimento, derivante da quest’amore, dei tuoi diritti maschili. E per terzo mostrale il Vangelo del ricco crapulone e quello del giovane ricco; dapprima pretendi la spiegazione da lei in modo serio ed amichevole, e soltanto dopo però gliela chiarisci tu, nella qual cosa Io ti assisterò.

              13.                Poi falle anche vedere la Mia nuova Parola e mostrale in che cosa consiste l'eterna morte ed in che cosa l'eterna vita, che cos’è la rinascita, in che cosa essa consiste e quanto sia indispensabile per il raggiungimento della vita eterna, e come senza di essa con la morte temporale sia anche inevitabilmente collegata quella spirituale.

              14.                Tutto questo fallo subito, allora con la Mia potente collaborazione tutto andrà bene. E nel giro di qualche tempo avrai fatto di lei un'altra donna. Accadrà ancora più velocemente se non la tocchi con la tua carne e per questo preghi nella tua cameretta del cuore.

              15.                Dopo un certo tempo puoi anche farle fare la conoscenza col Mio servitore J.L. Infatti egli ha racchiuso nel suo petto un potente tuono!

              16.                Ora agisci, e la Mia Grazia non rimarrà per strada! Amen! Io, Gesù, il miglior Consigliere. Amen. Amen. Amen!

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Cap. 26

Falsa e giusta beneficenza

Martedì, 7 luglio 1840, pomeriggio

                1.                  Ogni povero bisognoso è per Me il fratello più prossimo, come il ricco avaro lo è per Satana.

                2.                  Se a voi ricchi, benestanti e facoltosi, Io mando i Miei poveri fratelli davanti alle vostre porte, allora pensate che non ho ancora ritirato [da voi] il Mio Amore.

                3.                  Ma una volta che siete arrivati al punto – qui Io parlo in generale – che i poveri non osano più venire davanti alla vostra casa, allora sappiate che il Mio Amore si è anche congedato da voi per tutti i tempi. Un simile ricco si trova allora, in senso mondano sotto un’apparenza seducente, sotto la protezione dell'Inferno. Ma in tutta la sua presunta felicità non esiste nemmeno una piccola Scintilla del Mio Amore, ed ancor molto meno della Grazia Mia.

                4.                  Lo stesso è il caso anche presso quei ricchi di mondo e di denaro, che per via della reputazione ed un certo senso del dovere, danno in elemosina o molto o poco. Ed un abominio sono quei cosiddetti contributi “caritatevoli”. Io vorrei dire e dico: contributi da “prostitute” che provengono scarsamente da certe occasioni di balli, giochi, e molti altri divertimenti a Me oltremodo odiosi solamente a causa del nome, per permettere alla pubblica fornicazione più libertà d'azione! Oh, ignominia eterna, erigere a Me un altare del sacrificio nelle cappelle di Satana!

                5.                  Perciò voi, Miei cari, non dovete agire come fanno i figli dell'Inferno, bensì la vostra offerta non sia vista da nessuno se non da Me, dai poveri e da voi. Ed ognuno offra abbondante secondo le proporzioni delle sue possibilità!

                6.                  Poiché in verità, in verità Io vi dico: in cambio di un centesimo voi riceverete un mondo, ed in cambio di un sorso d’acqua vivente un sole, e sarete in quel luogo dei principi! Se voi però lo farete per puro amore per Me, allora, amici, non vi dico altro che questo: in primo luogo nessuno vedrà la morte, né la sentirà già nella sua vita fisica; il suo dolce morire sarà, infatti, un grandissimo risveglio nelle Braccia del suo santissimo Padre. E per secondo, ciò poi significherà: "essere in eterno un amico di Dio", questo, amici, oh, riflettete, voi non potete comprendere chi vi chiama amici Suoi!

                7.                  Ora però il Mio servitore vi indicherà un uomo povero, egli è povero doppiamente, nel corpo e nello spirito, aiutatelo dapprima nel corpo, poi però anche nello spirito! Chi sarà il primo a farlo, costui ne avrà molta gioia. Agite e non domandate: "A chi?", ma aiutate colui che vi viene presentato! Egli è vostro fratello, e per il resto non dovete preoccuparvi, se volete essere veri figli del vostro Padre nel Cielo, il quale fa splendere il Suo Sole sui buoni e sui cattivi, e dà da mangiare perfino alle bestie feroci. – Amen! Io, Jehova, il Padre vostro! Amen, Amen, Amen.

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Cap. 27

La cosa più Grande

Dall'opera principale "Il governo della Famiglia di Dio" messo per iscritto in questo tempo da Jakob Lorber.

                1.                  Questa è la cosa più grande che qualcuno possa fare, provvedere al povero fratello ed alla povera sorella, sostenere la vecchiaia e con amore prendersi cura dei piccoli. Chi fa questo per puro amore per Me e dà questo amore poi per i fratelli e sorelle, Io ti dico che anche se avesse peccati quanta è la sabbia nel mare e l'erba sulla Terra, in verità, gli saranno tutti rimessi! (vol. 2, cap. 93 – 6,7).

 

 

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Cap. 28

Sui balli e luoghi di divertimento

17 luglio 1840, mattino

       1.       Questo Io ti dico, quale Mio pigro servitore, per indicarti il motivo della nausea che ti assale se vieni a sapere in qualche modo, qualcosa sui balli, la “redoute”, la “Réunion”’, le “Balle”, “Casinò”, e così anche adesso specialmente della cattiva fondazione della cosiddetta borghese “Ressource[7].

       2.       La nausea è molto giusta, poiché essa proviene dallo spirito. Infatti, un intrattenimento danzante, ad esempio una “Réunion” ed un “Ball”, è una tomba aperta piena di sudiciume. Il “Casino” è un [mucchio] di carogne e di grandi anfibi morti. Ed una tale “Ressource” è un abisso, perché nella più bassa profondità Satana ha posto una botte [decorata con fiori], affinché non si noti il grossolano seducente puzzo del suo sudiciume, che si fa comunque notare qua e là da qualche naso spiritualmente sensibile.

       3.       Se alla sapienza basta già poco, allora Io ti ho detto tutto con queste poche parole. Ma anche i tuoi amici di questo devono prendere un “nota bene”. E così è ancora necessario, a causa del loro limitato intendimento, aggiungere ancora un paio di parole.

       4.       Satana stesso ha visto con rammarico e molto disappunto che [in questa città] parecchie delle migliori famiglie non hanno voluto piegarsi alle sue divertenti seduzioni, a causa del cattivo odore. Perciò [ora] ha trovato un mezzo, cioè egli ha posto in fondo ad un infinito profondo abisso una grande botte ben chiusa; ma ha ben coperto l'abisso dell'Inferno con belle, molto ben levigate tavole, ed ha decorato la latrina con fiori del mondo molto profumati, affinché nessuno possa anche solo immaginare nulla di male!

       5.       "Dunque", disse egli a se stesso, "qui voglio prepararmi un buon boccone e voglio cominciare a vivere della carne delicata dei figli, e non sempre consumare la dura carne esaurita delle prostitute; questa la devono in futuro masticare e digerire i miei angeli [infernali]. Io mi terrò nascosto dietro ai fragranti ed allettanti bei fiori, dove nessuno si accorgerà di me. E così quando arrivano i pargoletti avidi dei fiori, li afferrerò, li inghiottirò, li digerirò e li farò scendere come raffinato rifiuto nella botte dell'abisso. Allora i genitori dovranno poi vedere come riuscire a tirarli fuori di lì, perché in verità io, Satana, sono il più forte! Deve esser più facile per loro strappare una stella fissa dall’alto cielo che salvare da lì anche soltanto un capello di un figlio, sia questo di una giovinetta oppure anche di un giovinetto!".

       6.       Qui avete svelato la parola di Satana ed il proprio piano! Cosa pensate voi, quanto Mi può essere gradita una simile disposizione?!

       7.       Io vi ho [adesso] mostrato con cura paterna e divina il grande pericolo in tutta la Mia incorruttibile Verità. In tutta la profondità della sua malignità Satana sta dinanzi a voi denudato, dinanzi ai Miei pochi figli. Perciò prendete bene a cuore il Mio Amore e questa grande Grazia da esso fluente del vostro santo Padre, e state in guardia! Poiché chi vede il nemico, costui lo può fuggire. Guai però ai ciechi e sordi e a coloro che non terranno conto del Mio Consiglio! Io vorrei inviare i Miei angeli in tutti gli Inferni per convertire gli smarriti ed illuminare qui le tenebre, piuttosto che vedere una simile botte anche soltanto con un pietoso sguardo! – Amen. – Ben inteso, questo lo dico Io, Iddio dell'Eternità. Amen.

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Cap. 29

Importante Consiglio educativo

Venerdì, 17 luglio 1840, mezzodì

Su domanda di A.H., se ad un giovane uomo, che gli si è presentato, avesse potuto affidare l'educazione dei suoi figli.

       1.       Comunica ad A.H.: Io ho esaminato il suo cuore ed ho trovato nello stesso un animo sincero! Voglio dargli un Consiglio; questo dovrà ben prenderlo a cuore ed agire di conseguenza!

       2.       Nessuno può dare qualcosa che non possiede! Per educare però non basta soltanto un buon cuore volonteroso, ma un animo ben ammaestrato, educato da Me. Perché chi non si è mai lasciato educare da Me e non sa dove e chi Io sia e come agisco, come può poi un tale educare i bambini?

       3.       Perciò tratta questo giovane uomo come un uomo doppiamente povero! Puoi far da lui istruire i tuoi fanciulli a leggere, a scrivere ed a calcolare, ed in altre scienze cieche. Ma in ciò che riguarda Me, non può essere. Allora tu devi, per quanto riguarda la chiesa esteriore, fare istruire i fanciulli da un assennato cappellano; ma il cuore lo devi lavorare fedelmente solo tu secondo la Mia Dottrina a te data.

       4.       Ma per quanto riguarda particolarmente il giovane uomo, egli sta come ognuno nel Mio Amore, e se vuole può trovare facilmente come chiunque altro la Mia Grazia e, da essa, la Vita.

       5.       Conducilo perciò dal Mio servitore, affinché gli mostri la via. E se la vuole percorrere, gli sarà di grandissima utilità, nel tempo e nell’eternità.

       6.       Tuttavia egli non deve assolutamente essere costretto in nulla, qualunque cosa essa sia; ma deve considerare [imparare] da sé il consiglio del Mio servitore come il mezzo supremo, affinché Io gli diventi un bisogno, anche se egli fosse provvisto di tutto.

       7.       Ma tu guardalo sempre con intelligente serietà. E se trovi qualcosa contro di lui, devi dirglielo sempre soltanto a quattr'occhi.

       8.       Egli si deve disporre in base al consiglio del Mio servitore ed obbedire a te soltanto. Ed in quest’obbedienza in lui [anche] i fanciulli devono obbedirgli con rigore in tutto ciò che li riguarda e che è stato ordinato da te per loro. Tuttavia ovunque risplenda la Mia Volontà!

       9.       Se tu Mi obbedisci, allora quest’obbedienza diventerà visibile nell’uomo e così anche nei fanciulli. E voi potrete poi presto stare come un piccolo gregge sotto di Me, l'unico buon Pastore. – Amen. Io, l'unico buon Pastore! – Amen.

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Cap. 30

Senno mondano e luce del cuore, supplemento a “l’angelo”

17 luglio 1840, pomeriggio

       1.       Per quanto riguarda il Mio [Cantico] dell’angelo, comunica al sincero K.G.L. che egli può tentare, per amor Mio, con la sua finissima formazione nella lingua mondana, di rielaborare il Mio grande Cantico secondo la sua visuale e secondo il suo giudizio. E se lo dovesse poi portare allo stato dello splendore mondano, allora se lo legga e lo legga poi anche a voi tutti, affinché notiate e dovete notare la differenza.

       2.       Io dico che piacerà certo alla vostra testa, ma i vostri cuori diventeranno tanto più freddi, quanto più vi scosterete dallo scritto originale. Poiché vedete, le cose stanno così: quando si parla all'orecchio, allora un linguaggio colto alla maniera mondana va bene, poiché l'orecchio è mondano. Se parlate all'occhio, allora dovete esprimervi in immagini ben chiare alla maniera mondana, poiché l'occhio è mondano. Inoltre, se parlate ai piedi, il vostro discorso deve essere scorrevole, per sollevare i piedi mondani. Se parlate al palato oppure allo stomaco, allora il vostro discorso deve essere gradevole se vi deve piacere. E se parlate ad un cuore arido, privo dell’acqua [di vita] di una fanciulla, allora anche il vostro discorso deve essere come il suo cuore, esteriormente pieno di fiorellini, interiormente però colmo di sciocchezze, la cui maniera non vi costerà naturalmente molto sforzo, perché qui vale il detto: “Quanto più stolto e insensato, tanto più bello e preferito!”.

       3.       Io non vi ho dato questa Mia Poesia soltanto sotto tutti questi presupposti, ma soltanto sotto l'unico presupposto dell'amore del vostro spirito nell’anima e nel suo corpo, ma non nei suoi escrementi.

       4.       Perciò dovete anche comprendere perché vi è data, e tenervi lontano con il vostro intelletto mondano, intelletto che è un vero cancro per lo spirito, poiché divora l'amore ed uccide la volontà. Ma come il midollo viene nutrito dal cuore, così anche il vostro intelletto deve svilupparsi dall'amore ed essere un frutto buono proveniente dalla vita del tronco, ma non come una pianta parassita sui rami della vita, per seppellirla, per soffocarla ed infine perfino per distruggerla.

       5.       Ricordatevi questo, voi avidi di sapere! Che cosa M’importa di tutta la scienza e cultura del mondo! Chiedetevi se riuscite a fare anche soltanto un filo d'erba, con tutta la vostra scienza!? Si, niente sta nella sapienza, ma tutto sta soltanto nell'Amore!

       6.       Perciò amateMi, questo è il Mio Regno! Tutto il resto vi sarà dato secondo la misura del vostro amore! Amen.

       7.       Io, l'eterno Amore e Sapienza! Amen, Amen, Amen.

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Cap. 31

Sulle visioni e percezioni spirituali

Il 24 luglio 1840

       1.       Vedete, c'è ancora qualche segreto dietro le Mie spalle ed ancora qualche Parola nel Mio santo Petto pieno di Vita, pieno di Potenza, pieno d’Amore, pieno di Misericordia e pieno di Grazia, di cui non avete avuto ancora la minima idea, e per la qual ragione voi direste: "Ciò che non so, non mi riscalda!". Oh sì, questo è certamente giusto e [una tale osservazione] sarebbe completamente giusta applicarla alle conoscenze mondane, ma non alla Mia grande Grazia, nella quale si trovano nella più profonda segretezza cose infinite per tutte le eternità delle eternità per il vostro bene destinato ad aumentare ed a crescere eternamente.

       2.       O amici, credeteMi, sono Io che vi dico tutto questo! – E, credeteMi, anche se dovesse scorrere una eternità dopo l'altra, dovreste ancora dire: "Esiste una cifra così piccola, anche nella potenza più frammentata, secondo la quale noi saremmo in grado di mettere in qualche possibile rapporto le nostre conoscenze su Dio?". Ed allora una voce vi risponderà dal vostro petto, e questa Voce verrà dal Mio Cuore e dirà: "Non esiste una cifra simile! Sempre ed in eterno voi siete nulla in tutta la vostra sapienza! Ma Io sono Tutto in tutto! E voi potete essere tutto in Me ed attraverso di Me, però eternamente nulla in voi ed attraverso voi stessi!".

       3.       Vedete, per questo Io ho ancora proprio tanto da dirvi, cose che Mi sono perfino trattenuto dal dire agli apostoli, perché non le avrebbero sopportate, poiché essi erano soltanto frutti necessari, maturati con la Mia visibile, costringente Presenza. Ma poiché voi Mi amate e credete senza vederMi, siete anche capaci di sopportare cose maggiori. E così dovete ora nuovamente conoscere qualcosa che vi sorprenderà e farà incredibilmente stupire il vostro spirito. Perciò fate bene attenzione su ciò che qui in breve vi comunicherò, ed accoglietelo profondamente nel vostro cuore!

       4.       Vedete, tutto ciò che voi avete sol sempre immaginato e sognato, che pensate e sognate adesso ed ancora in ogni futuro penserete e sognerete, non andrà in eterno perduto. Così come procedeva in voi, proprio così lo ritroverete un giorno fedelmente reale e lo riconoscerete subito come il vostro e ve ne rallegrerete o rattristerete. A questo è stato necessario accennare, per portare l’avvenire alla vostra comprensione. Infatti, chi non sa e non vede che in lui orbita, vive e tesse la Creazione intera, costui non può nemmeno afferrare il motivo dei suoi impulsi, brame e pensieri.

       5.       Vedete, nel vostro spirito giace realmente l'intera Infinità, ed oltre a ciò ancora ogni singola cosa infinitamente espansibile. Perciò avviene anche che voi potete immaginarvi, per esempio, una accanto all'altra, un’infinita quantità di mondi, soli, alberi, animali, uomini ecc., cioè potete [in voi] moltiplicare all'infinito una e la stessa apparizione, mondi, soli, alberi, animali, uomo ecc. Perché se non fosse così, allora sarebbe presto la fine del vostro pensiero. E questo procede nel modo seguente, per rendervelo chiaro e ben comprensibile:

       6.       Ebbene, se voi mettete due specchi molto lucidi uno di fronte all'altro, l’uno si riprodurrebbe perfettamente nell'altro, e quest’immagine si rifletterebbe poi di nuovo nel primo, e questo riflesso poi si rifletterebbe nuovamente nell'immagine del secondo, e così sempre in alternanza A in B e B in A, e questo naturalmente senza fine. Proprio così è con voi! Uno specchio simile è la vostra anima per il mondo esteriore, ed il vostro spirito (lo è) per il mondo spirituale interiore. Da ciò deriva anche che tutto ed ogni dettaglio è presente in voi all'infinito, e perciò anche presso lo spirito la pronta presenza di ciò che ha pensato e voluto.

       7.       Voi però sapete che più un qualsiasi specchio è finemente levigato, tanto più pura sarà anche l'immagine. Se voi ora levigate bene la vostra anima con l'umiltà, affinché diventi essa una superficie perfettamente piana, avendone tolto ogni escrescenza, allora comincerete a vedere presto cose meravigliose in voi, vale a dire: attraverso l'anima le forme esteriori, ed attraverso lo Spirito però proveniente da Me, che è un'anima dello Spirito, comincerete a vedere il completo contenuto di ogni oggetto.

       8.       Ed Io faccio perciò un esempio: pensate una pietra oppure un albero, un animale o qualunque cosa, allora scorgerete dapprima la sua immagine esteriore. Ma poi si riverserà la luce dello spirito nell'anima e schiarirà quest’immagine fino in fondo. E così sarete in grado di vedere una tale cosa da parte a parte. Se poi lo specchio dell'anima diventa molto splendente attraverso la luce dello spirito, allora cominceranno a riflettersi le forme interiori nell'anima e con questo diventano visibili anche al vostro intelletto, come se le vedeste con gli occhi del corpo. E se poi volete parlare con una cosa simile, allora il Mio Spirito in voi, di cui tutto dal più grande fino al più piccolo non sono che pensieri fissati o consolidati, entrerà nella cosa pensata e dalla stessa finirà per parlare della Causa Prima.

       9.       Vedete, ecco svelato dinanzi ai vostri occhi, orecchi e cuori, come un tempo Adamo ed Abele e molti altri abbiano potuto parlare con l'intera Creazione, ed in tal modo anche voi potete mettervi in contatto con il mondo degli spiriti, se lo volete fermamente.

      10.      Per questo però dovete anche ben “levigare” dapprima la vostra anima, affinché diventiate capaci di tutto questo! Infatti, esiste ancora molto che testimonia di Me! Ma voi siete ancora troppo stolti ed insensati per riconoscere nella Creazione il Nome Mio. Perciò levigate, spianate e lucidate diligentemente la vostra anima, allora presto contemplerete il mondo con tutt’altri occhi e non arriverete in eterno a nessuna fine delle Meraviglie Mie!

      11.      Un buon scrivano però vada prossimamente con il Mio servitore, di buon’ora ed all’occasione, presso una roccia [oppure un altro oggetto naturale] ed Io farò parlare lo stesso nel Mio servitore. E lo scrivano dovrà annotare quanto sarà reso noto e riportare con purezza quale una buona testimonianza di questa Mia Parola!

      12.      Poiché vedete, non ha importanza come una cosa è nello spazio e nel tempo; ma tutto sta nel come la vostra vita è al di fuori di questi due elementi [spazio e tempo, cioè nell'eterna esistenza]. Con gli occhi della carne cogliete le cose fuori di voi, con gli occhi dell'anima in voi, e con gli occhi dello spirito guardate dal centro delle cose e così anche dal centro del vostro essere. Ma soltanto con l'avvicinarsi del Mio Spirito tutte le cose diventano completamente capaci di parlare e vivere.

      13.      Vedete, Io, il vostro Padre santo, vi mostro molto! Perciò siate diligenti nell'amore, affinché la Mia Grazia non rimanga per strada! Amen.

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Cap. 32

Una Parola sull'intercessione

28 luglio 1840, mezzodì

O Signore, io Ti ringrazio umilmente a causa della Spagna! Posso continuare a pregare per la stessa? Ed ho fatto bene ad aver pregato per essa?

       1.       Vedi – non dici tu:“Se l'arte [per vile avidità di lucro] lotta per il pane, essa è poco utile; e se all'arte non viene offerto il pane, si è prima trovata essa nella sua verità!?”

       2.       Ma come pensi che sia il Servizio Mio, quando i servitori lottano per cose mondane, per il pane, l’oro ed il potere della Terra!?

       3.       Vedi, non esiste nessun paese uguale a questo che hai nominato, che abbia praticato di più la prostituzione più vergognosa, fisicamente e spiritualmente e, cosa ancora più grave, che abbia bruciato ed ucciso gl’innocenti figlioletti Miei in tutti i tempi. Se tu potessi vedere e contare come Me quante fanciulle innocenti furono stuprate da ultramendaci orde di monaci e poi sepolte e murate vive, quanti fanciulli sacrificati alla libidine sodomitica, ed a quante migliaia e migliaia di molteplici ed inaudite infamie, inganni ed orrori il clero ricorreva per ottenere anche soltanto un piccolo scopo temporaneo; quanto si malediceva pubblicamente la Mia Parola scritta, perché non voleva accordarsi come sostegno a tutte le immaginabili atrocità, allora avresti visto molto chiaramente a che cosa il servizio che doveva essere rivolto a Me, ha sospirato e lottato!

       4.       E come ogni operaio vale ed è degno del suo salario, così ho dato anche a questi operai il salario già da molto tempo meritato, come esempio ammonitore a causa della gerarchia già nel tempo – e Mi riservo l'eterno per l'Aldilà!

       5.       Ma che tu abbia pregato di quando in quando, è stato giusto. Fallo pure e continuamente! Perché il profitto sarà dalla parte tua se ti eserciti nel Mio grande Amore. Ma ricorda sempre che i Miei giudizi sono sempre giusti e colpiscono soltanto coloro che se ne sono resi meritevoli già da lungo tempo.

       6.       Se Huss fosse stato prudente secondo il Mio Consiglio invece di essere ostinato, come Nicolò Copernico che è stato un intelligente calcolatore nella Mia Creazione, non sarebbe perito nel fuoco. Poiché Io ti dico: voi dovete sempre ingannare Satana con la prudenza della vostra mansuetudine. – Amen. Io, il giusto Giudice. Amen.

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Cap. 33

Un Evangelo della sorgente

Rivelazione sull’origine dell'Andritz, a nord di Graz, nelle vicinanze di St. Veit.

 

Lorber esprime ciò che dice la sorgente, cioè il Signore nel nome della stessa. - Scriventi: K. G. L.; Andr. H.; Ans. H.

30 luglio 1840, alle 17,45

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 3 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

 

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Cap. 34

A ciascuno il suo

2 agosto 1840, pomeriggio

       1.       Tra di voi ci sono alcuni che di fronte alle Mie Rivelazioni, che avvengono attraverso cose della natura[8], si lasciano prendere da certi scrupoli e quindi da crescente tristezza, a causa della loro stoltezza, perché essi non vedono e non sentono quanto il Mio servitore.

       2.       Io domando questo, per loro grande consolazione: “Perché non sono mai diventati veramente tristi quando hanno visto che sui salici non cresce l’uva!? E tuttavia il salice non è un’opera minore della Mia onnipotente Santità di quanto lo sia la vite dolce e piena di spirito! Perché dunque gli apostoli non piangevano e non erano tristi quando Io non Mi rivelavo ad ognuno come a Giovanni?”.

       3.       Perciò siate sereni e lieti e colmi di gioia nei vostri cuori! Perché Io, il Padre vostro, vedo ciò che per il momento è necessario ad ognuno, e dono ad ognuno quel tanto che può facilmente sopportare.

       4.       Vedete, il Mio servitore è piccolo e semplice, ha un cuore mite ed ha rincorso già da parecchi anni l'umiltà ed il Mio Amore. Se ora Io gli ho dato una piccola luce della Grazia Mia, allora credete che è vero in tutti i punti e campi, poiché tutto questo proviene in linea direttissima immediatamente da Me in lui, e questo proprio perché egli ha voluto che fosse così, cosa che Mi è gradita al massimo grado!

       5.       Poiché ciò che qualcuno chiede nel Mio Nome, questo gli è dato senza falsità ed inganno, certamente non dal giorno alla notte, ma soltanto poco a poco, secondo la sua forza e potere.

       6.       Perciò amateMi e credete senza avere dubbi in ciò che Io vi comunico attraverso il Mio semplice servitore! Se già una pietra vi fa stupire, che cosa direte quando rivelerò dinanzi a voi fisicamente ed in spirito un sole intero! Che direte poi, quando vi rivelerò un angelo!?

       7.       Perciò siate sereni e lieti e colmi di gioia nel vostro cuore! Poiché Io, il Padre vostro, vedo ciò che per intanto necessita ad ognuno. Amen.

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Cap. 35

Sulla vita dell'albero

6 agosto 1940, dalle 15,45 fino alle 17,30,

a Freibergerwald presso St. Leonardt, Graz

Il bosco comprende pini silvestri, pini rossi ed abeti. Parla J.L., in effetti il Signore parla attraverso di lui. K. G. L. Andr. H. e Ans. H. scrivono.

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 4 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

 

 

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Cap. 36

“Amore Io voglio!”

Qualcosa a tutti, ed in primo luogo ad A.H.

8 agosto 1840, pomeriggio

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 5 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

 

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Cap. 37

L’Evangelo della pianta della vite

9 agosto 1840, alle 9,30 del mattino

Nel vigneto di Andr. H., presso Maria della Neve, nelle vicinanze del convento delle carmelitane.

J.L. parla. – K.G. L., S., D., Andr.H. e Ans. H. scrivono.

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 6 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

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Cap. 38

Un misfatto come parabola

9 agosto 1840 (continuazione)

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 7 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

 

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Cap. 39

L'Essenziale

Supplemento a "Il Misfatto"

11 agosto 1840, pomeriggio

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 8 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

 

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Cap. 40

Siate tranquilli!

13 agosto 1840, pomeriggio

Nel giorno sopraindicato l'amico di Jakob Lorber, Andreas Hüttenbrenner, borgomastro di Graz, ricevette una lettera anonima del seguente tenore:

«Altolocato Signore! Anche gli scritti che dal nostro Stato vengono inviati all'estero per la stampa, sono sottoposti alle leggi della censura. Poiché un funzionario ha attirato l’attenzione sulla Sua intenzione[9], così ricordo amichevolmente a Lei ed i suoi signori simpatizzanti di non infrangere queste leggi per non esporsi a certi dispiaceri».

Jakob Lorber ed i suoi amici rivolsero al Padre Celeste la seguente preghiera:

Signore! Ti preghiamo in tutta umiltà, consapevoli della nostra grande debolezza, in seguito alla quale noi senza di Te, Padre eccellente, nulla possiamo, ma con e nel Tuo grande Amore e Grazia possiamo fare tutto secondo la Tua Volontà santa. Tu conosci tutti i fatti nostri, e sul nostro capo non si trova un capello non contato. Tu sai che il mondo non ci può più attrarre, meno di tutto le relazioni politiche di qualunque specie; Tu sai che noi cerchiamo soltanto la Tua Parola vivente, per condurre, secondo la Tua Parola, una vita di cui Tu, o Padre eccellente, Ti compiaci, ma che è innocua per il resto del mondo e per le sue relazioni. Dicci clemente, che cosa c’è dietro la lettera indirizzata al fratello A.? O Padre Migliore, Tu eterno Amore in Gesù Cristo, esaudisci la nostra preghiera! – La Tua Volontà sia fatta! Amen.

                                  Giunse la seguente risposta:

       1.       Ebbene scrivi! Io ti dico, non c’è niente dietro quella lettera! Ma quando scende sulla Terra una così grande Luce dai Cieli sublimi, come può essere che non possa essere fiutata in qualche modo!? Se voi vedete il lieve bagliore di un sole infinitamente lontano, com’è possibile che la somma Luce possa giungere sulla Terra così assolutamente inosservata!?

       2.       Ma siate tranquilli, tutto avviene soltanto per Volontà Mia! A nessuno di voi sarà torto un capello. Perciò siate sereni e pieni di buon coraggio! Perché Io sono con voi in ogni tempo.

       3.       Amate solamente Me e guardate sempre a Me! E rendete la vostra fiducia più solida di un diamante. Perché chi edifica sul Mio Fondamento, costui edifica solidamente. E le Eternità non eroderanno nessuna pietra in tutti i vani di una casa che è stata edificata sul Mio Fondamento nel vero amore per Me!

       4.       In verità, in verità, in verità vi dico: tutta questa Terra sarà dispersa come pula con tutte le sue belle magnificenze, anzi, nell'intera Infinità ogni sole sarà annientato eternamente, ma ascoltate, ciò che Io ho detto, esisterà essenzialmente, finché rimarrò Io, Iddio, l'Infinito, l'Eterno!

       5.       Guai però a colui che oserà, con perfide intenzioni, a cambiarvi anche soltanto una virgoletta, per lui sarebbe meglio che non fosse mai nato. Perché in eterno sia maledetto colui che si opporrà allo Spirito della Mia grande Grazia!

       6.       Io non metto nessun ostacolo alla strada del mondo e lo lascio camminare nelle sue vie infangate; ma dico questo: farò precipitare il canzonatore nelle fosse dell'oscurità, punirò lo spregiatore con la morte improvvisa, e chi vorrà fermare i Miei passi, costui verrà schiacciato come un verme. Ma chi guarderà con occhi distruttori per interessi mondani le Mie Vie, costui incontrerà il Mio Sguardo distruttore, ed allora troverà Grazia prima un diavolo [cieco ] che un tale fratello di Satana!

       7.       Una volta Io posi piede sulla Terra da debole e povero mendicante e fui crocifisso. Ora Io vengo come Eroe potente e con Me il Giudizio Mio! Chi mi accoglierà con amore, vivrà in eterno; ma chi punterà anche solo un dito contro di Me, costui sarà crocifisso nel Fuoco della Mia Ira!

       8.       Questo sia per voi una prova certa dalla Bocca Mia de fatto che non avete nulla di cui preoccuparvi. Poiché ora accolgo ognuno al quale Io vengo e che Mi accoglie. Colui che ascolterà la Mia Voce, vivrà; ma il sordo andrà in rovina.

       9.       Questo dico Io, l'eterna Verità, dal grande Centro della Mia infinita Potenza! Amen. Amen. Amen.

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Cap. 41

La conchiglia perlifera e i primitivi stadi del mondo animale

15 agosto 1840, dalle ore 9 alle ore 12,30 del mattino

Scriventi: K.G.L. – S. - Andr. e Ans. H. – «Il tema “Conchiglia perlifera” fu scelto solamente quando andammo alla scrivania. Il nostro Signore parlò attraverso la bocca del Suo servitore J.L.»

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 9 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

 

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Cap. 42

La via per la Rinascita

15agosto 1840, di sera

       1.       Qui Io vi do brevissime regole di comportamento che sono da seguire precisamente e bene, se volete essere al sicuro da tutte le insidie del mondo e percorrere anche la via più breve per giungere al più presto possibile in possesso della Grazia Mia e, da questa, alla completa rinascita.

       2.       Primo: ciascuno deve osservare nel modo più scrupoloso, riguardo a tutta la sua persona esteriore, qualunque legge politica, e sopportare di buon grado ogni pressione che lo mette alla prova; poiché non esiste in nessun luogo un potere se non in Me ed attraverso di Me. Tutto Mi è sottomesso, o (raramente) in modo consapevole, oppure (per lo più) in modo inconsapevole; infatti, qui governano principi buoni e duri, secondo le condizioni di vita dei sudditi, poiché ciò è subordinato a Me. Se mai però fra i popoli, tutti i vizi sono ancora comunissimi, com’è il caso da voi in grado altamente condannabile, come potrei darvi regnanti disinteressati, i quali lascerebbero arrivare fra il popolo ancor più alimento per la prostituzione, affinché gli esseri umani poi anneghino completamente in ogni lussuria? Guai perciò ad ogni contestatore; costui dovrà essere punito non solo subito con la morte temporale, ma anche con quella eterna.

       3.       I dominatori stanno troppo in alto per poter essere da sé ciò che sono per il popolo; e qui nessuno è qualche cosa senza la Mia giusta Volontà, quello buono e tenero è una consolazione, quello duro e avido una giusta sferza nella Mia Mano. Chi gli si oppone, si mette contro la Mia sferza e gli sarà duro recalcitrare. Tuttavia chi qui vive nel Mio Amore e nella Grazia che ne scaturisce, la sua schiena non sanguinerà mai sotto i duri colpi della Mia sferza, bensì egli si rafforzerà come una quercia sotto il duro soffiare dei venti tempestosi. Ma ben per il puro rinato; poiché costui troverà un gran diletto nelle grandi effusioni del Mio Amore.

       4.       Il Mio Regno non è di questo mondo, perciò date all’imperatore ciò che è suo, ed a Me ciò che è Mio, e precisamente il vostro cuore in ubbidiente, pura umiltà. Di tutto il resto non vi preoccupate, poiché Io, Padre vostro, sono pure in mezzo a voi. Perciò siate ubbidienti al vostro sovrano; prendete volonterosamente senza brontolio la leggera croce sulle vostre spalle e venite dietro di Me, rinnegando voi stessi, in tutto amore e mansuetudine, così vivrete e renderete viva nella Mia Grazia qualunque cosa che guarderete nel Nome Mio. Amen.

       5.       Secondo: per quanto riguarda la Chiesa esteriore dominante, ogni suddito di fede ad essa incorporato è nella stessa situazione - fino a quando è di quella fede esteriore e per quanto riguarda tutte le sue prescrizioni - dei sudditi rispetto al loro principe. C’è solo la differenza che una diserzione non è punibile come nello stato, ma è da tollerare senza punizione. Io però aggiungo tuttavia, che guarderò con occhi adirati colui che abbandonerà la sua terrena madre di fede, e un giorno non gli dovrà andare molto meglio che ad un folle suicida. Infatti, poiché voi avete un corpo per mezzo del quale le prime impressioni giungono all’anima e la nutrono, così deve pure anche esserci una dispensa esteriore, la quale è la Chiesa esteriore, affinché mediante essa il vostro cattivo corpo venga forzato e lavorato similmente ad un bambino nel grembo materno. Ma chi troppo presto abbandona il grembo materno, che cosa ne verrà o che cosa ne può venire da un tipo simile? Ubbidienza ed umiltà sono il nutrimento dell’anima per la rinascita dello spirito. Ma se la Romana (chiesa cattolica) v’insegna questo e ciò in tutta priorità, che cosa vi spinge via allora dalla madre di fede del vostro corpo?

       6.       Così dunque ciascuno rimanga fedele alla sua Chiesa, ed un romano (cattolico) Mi sia 99 volte benedetto, se si conforma nell’obbedienza alla stessa, ed ogni altro solo una volta, poiché è un contestatore egoista, da cui non traspare umiltà, e di amore davvero terribilmente poco. In verità vi dico, uno non arriverà facilmente alla Mia Parola viva in una qualsiasi setta, ma solo nella Chiesa romana, dove si predicano a più non posso l’ubbidienza e la più estrema umiltà secondo il Mio volere. Ma per quanto concerne le cerimonie in lei, nessuno se ne deve scandalizzare; là, infatti, per il vivo tutto è vivo, per il puro tutto è puro, per l’ubbidiente tutto è giusto e per l’umile tutto è santificato. Solo una scrofa si rotola nel fango e cerca aria vitale grufolando nel proprio sterco. E così il morto troverà tutto morto e pieno di sporcizia, mentre il puro guarda con tutti altri occhi.

       7.       Ma come può disputare sulle condizioni della chiesa e dello stato, uno che s’immagina di essere nella Mia Luce? Ritenete dunque che Io non abbia tanta perspicacia e potenza da cambiare le condizioni, se non dovesse piacere alla Mia Volontà? Oh, tali giudici stanno molto di sotto a un pur debole credente, se ritengono che Io abbia bisogno della loro assistenza giudiziaria! In verità Io vi dico che tali cose sono per Me un abominio! Tutto, infatti, avviene qua al tempo opportuno, ed Io soltanto sono il Giudice di tutte le cose e di tutte le condizioni, poiché Io soltanto sono Santo ed amorevolmente Giusto, - voi tutti invece siete bugiardi e pieni di fornicazione. Perciò ubbidite alla vostra Chiesa in ciò che pretende, e lasciate attrarre da Me i vostri cuori, allora giungerete molto presto alla vita della Grazia e, con questo, alla rinascita dello spirito, e vivificherete la vostra Chiesa esteriore nel vostro corpo. Amen.

       8.       Terzo: per quanto concerne la cerimonia, in essa non c’è né qualcosa di beatificante, né propriamente qualcosa che porti direttamente la morte. Poiché tutto nel mondo avviene sotto una certa cerimonia, il ché viene definito un processo, così anche la Chiesa nella sua esteriorità può benissimo avere delle cerimonie. Tuttavia nessuno deve cercare in queste qualcosa di meritevole che valga per la vita eterna, poiché qui nient’altro è utile se non un cuore contrito, umile, colmo del Mio Amore e della Grazia Mia, - il che è poi la Chiesa viva in voi, nella quale e per la quale soltanto, la Chiesa morta diventa viva e piena di profondo significato - in un modo o nell’altro: o sorgendo dalla morte oppure ricadendo dalla vita alla morte. Ciò significa che voi potete giungere all’umiltà o attraverso l’ubbidienza in questa Chiesa viva e con ciò alla Grazia ed attraverso la Grazia alla rinascita, oppure potete seppellirvi nella morta cerimonia come i pagani, e così perire nel vano inerme sfolgorio.

       9.       Poiché come un albero cresce, porta rami e rametti, poi gemme, foglie, fiori ed in essi filamenti maschili e femminili, il che col tempo viene tutto a mancare come fosse roba inutile e senza valore, affinché il frutto si sviluppi liberamente ed efficacemente in tutta la forza della sua ordinata entità - lo stesso è il caso della Chiesa cerimoniale. Se qualcuno ora si gettasse a mangiare tutto insieme, perirebbe con un tale immaturo alimento; bensì qua soltanto il frutto maturo è mangiabile nella benedizione, sebbene non raramente già anche nel fiore abbiano dato frequentemente buoni risultati delle forze curative che in certe malattie vi sono state di ottimo aiuto. Ora, vedete, questi processi vegetativi sono simili alla morta cerimonia; ma non siete costretti a dire: “Essi sono pur necessari a motivo dell’ordine, poiché se gli alberi restano privi di fiori, compariranno ben pochi frutti!?”.

      10.      La Chiesa ebraica era prefigurativa, puramente cerimoniale, come foglie e fiori per il frutto vivo della parola dell’eterno Amore. Ora Io domando: “Non era essa giusta, se era ciò che è dovuta essere? Se vi sono dati dei bambini, con che cosa volete e potete insegnar loro a riconoscere Me e la Mia Volontà, meglio che proprio con l’aiuto dell’immagine cerimoniale?”.

      11.      Voi tutti inizialmente non siete nient’altro che Ebrei e bambini, ed avete perciò moltissimo bisogno della cerimonia religiosa, fino a quando siete ancora bambini, soltanto - il che si capisce da sé - non si deve rimanere a quella; bensì chi ha finito la classe elementare, vada in una classe superiore e v’impari a leggere, a scrivere ed a contare nel Mio Amore e ad agire nella Grazia della Mia Sapienza. E colui il cui cuore, amando, è diventato puro, venga poi nella Mia Scuola, nella quale soltanto giungerà all’eterna vita mediante la rinascita. Chi invece, non badando al sé interiore, rimane attaccato alla cerimonia che in se stessa è morta, diventerà lui stesso morto, poiché fu così scioccamente ottenebrato da cercare lo scopo nei mezzi esteriori, materiali, il che è la più grand’assurdità, sì, un’assurdità che confina con la più grossa follia. Se uno getta via il bambino insieme all’acqua del bagno, è un pazzo furioso; ma chi sbadatamente getta via il bambino e tiene l’acqua del bagno, è già morto per la sua superstiziosa cattiveria. Il saggio però tiene il bambino con la bacinella e versa fuori solo l’acqua del bagno: tiene il bambino, perché è un frutto vivente, e la bacinella per poterlo lavare ancora più volte.

      12.      Perciò, se volete diventare veri figli del Mio Amore e della Mia Grazia, non lasciatevi scandalizzare dal fiore; abbia, infatti, il fiore l’aspetto che vuole, che ve ne importa? Pensate al frutto, così anche il fiore vi apparirà santificato, sapendo che non si ha da rimanere alle foglie ed al fiore. Se qualcuno però è cresciuto fino al frutto, non commette peccato se si guarda frequentemente indietro e vi esamina con molto rispetto l’evolvere della sua vita spirituale; invece non Mi è certo gradito colui che, disprezzando i suoi passi di bambino, si eleva orgoglioso come un avvoltoio e poi da vertiginose altezze getta sguardi assassini alle modeste piccionaie, e guarda con cupidigia alla loro caduta, per guadagnarci qualche cosa!

      13.      Pensate che senza la Mia autorizzazione niente avviene e niente può accadere in eterno, e così all’istante tutto vi sembrerà completamente diverso! Ogni persona ha bensì la piena libertà del proprio volere; ma la conduzione dei popoli è opera Mia. Vi ho detto questo perché possiate avere pieno riposo nel vostro cuore, senza il quale non potete divenire atti a nulla di più alto. Il riposo del Sabato sia per la più alta benedizione; poiché il vero amore è una donna incinta, la quale necessita di riposo per partorire! Vi dico questo perché abbiate il pieno riposo in Me, Padre vostro, che sempre è Santo, Santo, Santo in tutte le eternità delle eternità. Amen.

      14.      Quarto: un’ulteriore circostanza è la lettura dei cosiddetti libri proibiti. Qui Io non dico che non li dovete affatto leggere se vi capitano nelle mani, altrettanto come io non proibisco ad uno di pronunciare il nome del principe della menzogna e, ove necessario, di farne cenno per mettere in guardia da lui. Ora però chiedete a voi stessi: “A che cosa vi serve tutto quello che avete già letto! Che cosa c’è nei libri che provengono dall’orgoglioso intelletto degli uomini?”. Io vi dico: nient’altro che assurdità e folli ciance, e non serve a nulla, bensì ha intasato la vostra testa con ogni sorta di fuochi fatui, ed il vostro cuore con ogni sorta di immondizie, ed ha reso con ciò molteplicemente chiuso ed oscuro il vostro spirito. Oppure dite: “Agisce bene costui, quando Io gli grido: «Vieni a Me, se sei affaticato ed oppresso, Io voglio ristorarti; chiedi e ti sarà dato; cerca e troverai, bussa e ti sarà aperto»; se Io inoltre gli dico ancora: «Qualunque cosa chiederai al Padre nel Mio Nome, Egli te lo darà immediatamente, e cerca prima di tutto il Regno Mio e tutto il resto ti sarà liberamente aggiunto!».

      15.      Come mai allora, sapendo questo, tuttavia non venite a Me, perché possiate riceverlo da Me, e da Me imparare le grandi vie della Mia Grazia e dalla Mia Mano ricevere la vita eterna? Forse che Mi credete come voi, un mero bugiardo, oppure Mi ritenete troppo duro d’orecchi e di cuore per darvi la Mia Parola viva e preferite farvi raccontare bugie dal mondo e morir di fame nella sua follia, piuttosto che venire a Me in fiducia per vero amore e qui ricevere la Verità di ogni Vita e di ogni esistenza dalla prima Sorgente, anziché cercare la vita nella morte? O voi folli, Io vi do il Pane della Vita, e voi volete mordere le dure pietre morte; Io vi grido forte di venire a Me, e voi correte dietro ai cani rabbiosi e vi atteggiate come loro; Io vi grido più forte che una sentinella notturna, giorno e notte in pieno orecchio, solo che voi lo occludete con fasci interi di libri pieni di immondizie, per non voler sentir proprio nulla della Mia voce e, come mezzi addormentati, cercate la vita su stracci incollati ed anneriti (carta stampata). Con quale espressione si potrà mai designare una tale follia? Oh, Io dico, piangerete in eterno sulla vostra pazzia, che disprezzando l’oro, avete scelto il piombo, mentre vi si offre così tanto il nobile!

      16.      Perciò leggete poco, ma tanto di più pregate, così Io verrò a voi ed in un minuto vi darò di più di ciò che hanno da esibire tutte le biblioteche del mondo intero, del che spero di avervi già dato qualche prova molto, molto evidente.

      17.      Preoccupatevi perciò anche poco per l’interdizione della libertà riguardo ai libri[10]; infatti, colui davanti al quale Io ho spalancato il grande libro della Mia eterna Grazia, costui potrà fare benissimo a meno di leggere i libri proibiti, poiché il Mio libro non prende norma da alcuna censura mondana; esso infatti viene sempre spalancato nei cuori dei fedeli, dove non può penetrare alcuno sguardo di censura mondana, e neanche possono essere eretti dei limiti in eterno. Amen.

      18.      Quinto: Per quanto tuttavia concerne la Sacra Scrittura, deve leggere in essa chi è di cuore semplice ed ha qui un animo ubbidiente e docile, e non deve leggerla per indiscrezione o curiosità, poiché allora egli vi troverà la morte attaccata alla lettera, bensì colui che la legge, deve leggerla come un cartello indicatore per la parola viva ed agire di conseguenza, e non deve neanche lambiccarsi il cervello ed indagare in essa, bensì vivere subito in conformità ad essa e crescere nell’amore per Me. Poi al tempo opportuno gli verrà data la conoscenza e sarà rivelato nel suo cuore il Celeste senso dello Spirito e dell’Eterna Vita, proprio com’è il caso tuo, Mio servitore, poiché tu non hai letto per intero questo santo Libro, e tuttavia vi sei diventato un professore dei professori in ogni punto dello stesso, con la Grazia Mia. Quello però che tu sei e comprendi, può essere per chiunque, se uno aspira non ad un sapere vano, ma solo alla conoscenza del Mio Amore e della Grazia che da esso si effonde, nella e con la semplicità devota e piena di umiltà del suo cuore.

      19.      Così stanno le cose anche per quegli scritti mistici, la cui lettura vi frutta e giova altrettanto poco di un qualsiasi sciocco romanzo asinesco e lurido, che si lascia sempre benissimo paragonare ad una pozzanghera fangosa, qualora sugli scritti mistici non possiate giungere in voi stessi ad una convinzione; infatti con tutto ciò appesantite soltanto la vostra memoria quale bocca del vostro superbo intelletto. Ed anziché renderlo affamato ed assetato d’amore e sapienza, voi lo foraggiate soltanto con porcherie di ogni genere, ed in tal modo gli togliete l’appetito per il cibo della vita. Oh, voi nuovamente folli!

      20.      Io sono la Sacra Scrittura vivente e donante la Vita, Io sono il miglior esegeta di essa e sono allo stesso tempo il più profondo dei mistici! Perciò leggete poco, ma agite in conformità a quanto letto, allora vi arriverà tutto. Poiché il granello di senape è piccolo, ma ne può venir fuori una pianta molto grande, fra i cui rami prenderanno dimora perfino gli uccelli del cielo. Amen.

 

18 agosto 1840

 

      21.      Sesto: per quanto concerne i preti, qua Io dico che ce ne sono di parecchie specie, e fra questi ce ne sono estremamente pochi a meritare questo nome. Infatti, ce ne sono alcuni che sono preti a motivo del prestigio e del potere, ai quali ripugna per loro stessi la Mia grande povertà e completa assenza di autorità in faccende mondane, poiché non volli essere un principe, bensì solo un Salvatore del mondo. E ce ne sono altri che sono preti a causa di una certa dignità di casta in ambito spirituale. Costoro pretendono di essere soltanto loro la Chiesa e condannano poi arbitrariamente per gelosia tutto ciò che proviene da Me attraverso un qualche povero pescatore, ed insegnano in modo diametralmente opposto al Mio Volere, e dicono, gonfiando ampiamente il loro ventre, che Io non Mi rivelo a nessuno se non solamente alla Chiesa, la quale s’immaginano di essere loro stessi. In questa vergognosa maniera essi sbarrano poi anche a molte migliaia e migliaia di persone le porte per la Mia Parola viva.

      22.      In verità Io vi dico che questa specie traditrice è per Me un abominio; poiché essa è il Mio nemico, infatti, si scandalizza a motivo del Mio affabile Amore per i peccatori. Io però vi dico che costoro non sentiranno mai altra Parola da Me, se non il grande «Allontanatevi da Me, voi maledetti, poiché non vi ho mai conosciuto»; voi foste sempre dispregiatori della Mia Parola viva e vi opponeste sempre allo Spirito Santo! La Mia Parola scritta la gravaste con la dannazione eterna, perché questa vi spetta. Voi avete fatto di Me un bugiardo, poiché sta scritto: «Chi osserva i Miei Comandamenti, coatui è colui che Mi ama; ma chi Mi ama, ama anche Colui che Mi ha mandato, cioè il Padre santo, e Noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui e Ci riveleremo a lui stesso». Questo l’ho detto a chiunque; solo che voi maledite e bestemmiate questa Mia promessa sempre ed eternamente vera, e con ciò vi opponete al Mio santo Spirito; perciò vi colpisca in eterno la Mia maledizione, perché voi sicuramente siete stati sempre servitori di Satana. Perciò allontanatevi da Me e ricevete la paga da colui che avete servito nella sua cappella, che è eretta sulla soglia del Mio Santuario!

      23.      Vedete, questi sono i cosiddetti preti della sacrilega dignità di casta spirituale.

      24.      Di nuovo ce ne sono altri che diventano preti a causa della loro pancia, per potersi rimpinzare a dovere con una cosiddetta buona prebenda. Questa categoria non ha spirito e per una grossa scrofa o per un bue ingrassato si lascia usare per tutto. Di questi preti sono nauseato, poiché per loro, Dio è la loro pancia, ed il grugnito dei loro grassi maiali, il belato delle loro pecore e capre, il muggito delle loro grasse mucche e dei buoi ben ingrassati è per loro mille volte meglio che udire la Mia Parola viva, la quale certo risulterebbe loro disperatamente inopportuna, se volessi farla loro sentire. Essi però sotto quest’aspetto, l’unico vivificante, in realtà non hanno neanche nulla da temere, poiché non Mi curo mai di gettare le Mie Parole, quali perle, davanti ai porci. E per il cattivo servizio che Mi rendono, saranno pur stati pagati abbastanza, poiché in cambio di quasi nulla diedi loro in sovrabbondanza ciò di cui il loro cuore era così struggentemente assetato per tutta la vita. Essendo stati di così poche pretese, in seguito a tali strapazzi di stomaco, dopo la vita terrena dovranno poi anche mettersi nell’eterno riposo della morte, e là aspettare, finché si spegnerà l’ultimo sole, la resurrezione della loro massa carnale e del ventre loro!

      25.      Di nuovo ce ne sono altri che sono preti a causa del denaro. Costoro impartiscono allora indulgenze per questo, e vendono il Cielo a gioghi, tese, piedi e pollici[11]; Tuttavia con l’Inferno e con il cosiddetto Purgatorio sono molto più generosi che con il Cielo. Se le loro casse sono divenute vuote, si tengono allora ben spalancati l’Inferno ed il Purgatorio, e chi non compra indulgenze o altrimenti non paga tantissime Messe, vi ci viene gettato senza grazia e misericordia, in modo che poi ci sia ancora qualcosa da liberare, e cioè tantissime anime sonanti (allusione alle monete sonanti), e precisamente dall’Inferno le volpi e dal Purgatorio i cavalli bianchi.

      26.      Vedete, costoro quasi si lacerano la bocca dai loro pulpiti, e picchiano le mani come ossessi, per spaventare così anche qualche ultimo grosso (antica moneta austriaca) che riposasse nella tasca di un mendicante e catturarlo nelle loro dannate spire. Tali zelanti propagatori della Mia Parola riceveranno un giorno moltissima paga; il loro Cielo dovrà essere un cuore d’oro, un’anima d’argento ed un corpo di rame, e quanta vita è in questi metalli morti, altrettanto dovranno anche averne in eterno.

      27.      Nuovamente ce ne sono altri che sono veri e propri ipocriti ed impostori ascetici, per attirare su di sé lo sguardo di un pastore, mettersi nei favori e vedersi così promossi prima possibile al possesso di qualche notevolissima prebenda. Costoro si svitano quasi gli occhi dalla tanta devozione e umiltà; il loro corpo lo piegano quasi sempre fino a terra; celebrano il loro sacrificio (la Messa) straordinariamente lenti, e le loro labbra si muovono quasi sempre come se pregassero, parlano appena a mezza voce, sempre spezzata; quando pronunciano il Mio Nome, allora quasi si uccidono; essi digiunano e davanti agli uomini osservano nel modo più puntuale l’esteriore a causa dell’esteriore, tuttavia tra sé se la ridono di tutto, ed il loro cuore è duro come una pietra; così che per tanta devozione non si accorgono per nulla dei fratelli poveri che supplicando passano loro vicinissimi. E come fecero da cappellani e vollero in questo modo diventare presto parroci, così fanno da parroci per diventare decani; e quando lo sono diventati, la loro attenzione è rivolta poi ad un brillante posto di monsignore in duomo, e così via fino alla dignità di vescovo; e persino qua sta loro ancor sempre dinanzi agli occhi il berretto da cardinale, se non addirittura la tiara stessa. Ma per quanto concerne Me, in verità, di ciò non si sono mai preoccupati. Della Mia Parola vivente non vollero mai saper nulla, e preferiscono trasferire Me - Vita di ogni vita - completamente nella cerimonia morta, ed aborriscono letteralmente le Sacre Scritture.

      28.      Vedete, di questi esseri striscianti specialmente adesso (1840) ce ne sono moltissimi nella Chiesa romana. Essi sono bensì sacerdoti che non danno direttamente scandalo al popolo, ma sono anche estremamente pochi i buoni frutti che portano, poiché la loro parola è simile ad un frutto che non ha internamente seme di vita, e va in rovina marcendo nella terra, la quale è: il cuore del popolo. Io lascio spesso che costoro raggiungano il loro scopo, mentre non faccio loro mai mancare ammonimenti interiori, che gridano loro continuamente: “Prendi la tua Croce sulle spalle e seguiMi, così vivrai e vivificherai i morti del gregge a te affidato!”. Anziché però ascoltare questo ed agire di conseguenza, essi preferiscono comprare, se va ancora bene, un cosiddetto piccolo crocifisso, lo appendono e lo inchiodano da qualche parte e di tanto in tanto gli lanciano occhiate ammiccanti, se qualcuno li guarda con i loro occhi bigotti; tuttavia, se dipendesse da loro, il piccolo crocifisso avrebbe da riposare per un bel pezzo. Ed in questo più facile modo si tengono libere le loro gracili spalle. Essi anche mandano perfino delle fervorose preghiere, in parte per iscritto fra il popolo, più spesso però tra di sé su due piedi - mediante qualche santo - a Me, affinché qualche degno superiore, che si è meritato il posto per puro amore del prossimo, venga presto chiamato a dipartita.

      29.      Oh, vedete, anche questa specie è per Me un abominio. Costoro un giorno spalancheranno tanto d’occhi, quando vedranno l’aspetto notevolmente mostruoso che assumerà la loro vita nell’aldilà.

      30.      Ed ancora ce ne sono altri che sono più lussuriosi dei cani e dei montoni, e compiono fornicazioni in tutti i modi immaginabili e sotterrano spesso i loro figli vivi nella terra, per non apparire in una luce abominevole presso qualche degno vescovo, così come davanti al popolo molto migliore cui fu dato per guida, come un vero mostro. Io dico che costoro un giorno avranno da stare molto duramente alla Mia sinistra; in verità essi dovranno essere nutriti e vestiti con le vesti fiammeggianti delle prostitute.

      31.      E di altri simili ce n’è ancora una quantità, e tutti si chiamerebbero preti; solo che Io non li ho mai ancora riconosciuti come tali, specialmente poi nei conventi, dove spesso per il tanto amor fraterno ed amor del prossimo vivono insieme come cani e gatti selvatici, e spesso ognuno invidia all’altro un singolo boccone.

      32.      Tuttavia ce ne sono però anche di nuovo altri, che ben meritano questo nome pieno di benedizione. Costoro sono cordiali ed amorevoli verso chiunque. Quello che hanno lo donano ai poveri. Essi non condannano nessuno, bensì cercano solo accuratamente di salvare ciò che era perduto. Essi consolano gli afflitti, alloggiano i forestieri dando loro un soffice giaciglio e mettono a se stessi, per vero amore, una pietra sotto il loro capo consacrato. Non si fanno pagare alcun sacrificio, bensì dicono a colui che vorrebbe farlo: “Fratello, il Sacrificio è santo e di valore inestimabile; esso, infatti, rappresenta di nuovo in modo vivo, nella fede e nell’amore, la grande Opera della Redenzione. Perciò non può essere pagato e pronunciato a beneficio di un singolo ma, per la potenza della grande Redenzione, tutti possono e devono rinascere alla vita eterna, proprio così opera anche la forza del Sacrificio istituito allo scopo da Cristo stesso. Perciò offri prima il tuo dono come aiuto ad un fratello povero, e se poi hai ancora qualcosa che ti avanza, portala fedelmente qui e mettila sull’altare del Signore e prega per i tuoi nemici; allora il grande Signore guarderà con compiacenza la tua offerta nel santissimo Sacrificio dalle mie mani e ti darà ciò che ti è necessario”.

      33.      Vedete, questo è per Me un vero prete, il cui sacrificio Mi è infinitamente gradito. In verità Io vi dico, allora andate ed ascoltate la sua predica, poiché non una parola è sua, bensì vivamente Mia! Oh, costui però apprenderà presto come diviene grande il compenso che lo aspetta, in verità Io dico: “Egli dimorerà presso di Me, il suo Padre santo, eternamente!”. Di più non Mi occorre dirvi; ma dalle loro opere li riconoscerete facilmente, come un albero dal suo frutto.

      34.      Vedete, qui vi ho mostrato l’intera malattia del sacerdozio romano, come essi sono in se stessi; tuttavia Io dico che tutto questo vi riguarda poco e ciascuno spazzi a casa sua e mai davanti a quella del prossimo suo, e men che meno a quella di un prete, bensì siate sempre volenterosi ed ubbidienti e non lasciatevi scandalizzare dai cattivi né traviare dall’esempio loro, ma seguite come figli la dottrina, che tuttavia qui deve essere giusta nello spirito cattolico, e se vi si dovesse anche immischiare dell’erbaccia, a suo tempo questa sarà anche eliminata. E non disputate sulle vie di un tale prete; poiché Io, il vero Riordinatore, uno simile lo tengo già comunque per il collo, e quando men se lo aspetta esso gli sarà anche spezzato. Solo non lasciatevi usare da nessuno come ruffiani; poiché egli è simile al cattivo seminatore, il quale mescolò l’erbaccia fra il grano. Il cattivo prete un giorno renderà conto per sé e per voi; voi invece renderete conto, secondo la vostra ubbidienza ed il vero, umile amore per il prossimo, solo per voi stessi.

      35.      Perciò non dovete voi stessi inciampare nella Chiesa a causa dei preti, poiché ce ne sono tuttavia fra loro anche moltissimi fedeli ed onesti. Meno ancora però dovete scandalizzarvi per un qualche vescovo. Poiché costui sta più in alto ed amministra un popolo, così voi potete già anche arguire che non se ne sta tutto solo, ma ognuno dei suoi passi, delle sue parole ed azioni, vengono da Me contati molto esattamente, ed attraverso di lui deve tuttavia sempre essere mantenuto in buon ordine lo stato esteriore delle cose.

      36.      Ma per quanto concerne il vostro intimo, sapete già comunque che qui dipende sempre solo da voi stessi e poi dalla Grazia Mia, e questa Grazia non ve la può dare né un angelo del Cielo, né qualsiasi vescovo, né chiunque sia, bensì dapprima potete darvela voi stessi col vero amore per Me, mediante la precisa osservanza dei Comandamenti – oppure, da peccatori, mediante una seria penitenza.

      37.      Infatti, da tutto quello che fate risplenda l’amore per Me e per il prossimo. Dunque preoccupatevi poco e non fate alcuna considerazione su un cattivo prete, e siate tra voi in comunione fraterna in tutto ciò che è buono. Così Io verrò a voi e vi renderò viventi completamente. Amate quelli che vi odiano e vi perseguitano e benedite con preghiere coloro che vi maledicono e condannano; allora incomincerete a percepire grandi effetti della Mia Luce nei vostri cuori oscuri. Amen.

      38.      Settimo: per quanto finalmente concerne la cosiddetta confessione auricolare ed i sette Sacramenti, Io vi dico e persino vi prego, non ve ne scandalizzate, usate tutto rettamente e nel giusto senso vivo, così vivrete! Qui, infatti, per il contestatore niente è giusto, per il giusto invece tutto è giusto e santo; perfino il nido di un uccello carpirà dal suo cuore una lode, eppure è solo un morto nido d’uccello. Quanto più potete immaginare che le cose che qui sono state istituite per la vostra santificazione, non sono campate in aria, bensì qui dipende da voi, da come le usate.

      39.      Chi qui si confessa e riconosce i suoi peccati davanti al prete, costui ha così riconosciuto i suoi peccati apertamente davanti al mondo, ed un giorno una tale ammissione sarà motivo di indulgenza per lui, se non continua più a peccare. Chi però pecca dopo la confessione quanto prima, quegli ha fatto della confessione una cassa di risparmio dei peccati, la quale un giorno gli renderà alti interessi per l’Inferno. Perciò qui chi si confessa e fa vera penitenza e subito non pecca più, costui fa certo benissimo; chi però ritiene tutto questo un completo nulla, costui un giorno resterà molto deluso, poiché troverà un abisso sopra il quale difficilmente potrà mai saltare.

      40.      Se invece dite: “Fossimo come ai tempi degli apostoli, allora certamente saremmo persone tutte diverse, poiché con le nostre proprie mani (come Giuda) potremmo prendere dal piatto!”. Io vi dico tuttavia, che quelli gridavano a piena gola per avere un servizio divino regolato e un’istituzione correttiva visibile, come il popolo israelita per avere un re;[12] mentre spesse volte sono venuti alle loro cene ad azzuffarsi come lupi ed orsi.

      41.      Se Io ora vi ho dato regola, ordine e sistema, che cos’è dunque che non vi va in ciò? Utilizzatelo rettamente e rispettatelo come l’avete, e non auguratevelo diverso; infatti, come già ho detto, poco importa l’esteriore, tutto invece sta in voi, come lo prendete! Tanto può essere buono e vero, altrettanto può essere però anche cattivo e falso, dipende se lo volete usare così o no. Se però sotto il Sole crescono erbe curative e velenose, allora pensate: “Non dipende dal Sole, se così o così, bensì sempre ogni volta dalla costituzione interna, buona o cattiva della pianta, se c’è benedizione o veleno”. Perciò sta sempre in voi, se buoni oppure cattivi. Amen. Io, il vostro caro Padre Amen. Amen. Amen.

      42.      Certo sotto quest’aspetto per l’uomo giusto succede come per un albero, il cui frutto anch’esso non diventa maturo ad un tratto, bensì a poco a poco; ma se la primavera fu tiepida e serena e l’estate costantemente calda, intercalata da leggere piogge, allora voi dite: “Quest’anno avremo una maturazione precoce”. Vedete, lo stesso è di voi: “Se avete trascorso la vostra giovinezza serenamente in tenero amore per Me, allora anche l’estate diventerà calda ed in tutto vivificante, intercalata da piogge di Grazia dal Cielo, e voi potete star sicuri che l’eterno autunno dorato più non sarà lontano per l’eterna maturazione del frutto immortale”. Infatti, nella misura in cui qualcuno vuol rinascere da Me, deve riconoscere i suoi peccati ed ammetterli pubblicamente per la sua mortificazione, vale a dire: esteriormente sul serio per mezzo della confessione, ed interiormente a Me di perdonarlo, com’è indicato nella Mia Preghiera; e come un Pietro deve provare vero pentimento, dolore e timore, e piangere per la perdita così inestimabile della Grazia Mia e, di buona volontà, deve prendere la più seria decisione di non voler mai più peccare per tutta l’eternità.

      43.      Poi deve proporsi con grande fermezza di rompere del tutto col mondo e di consegnarsi interamente a Me e nel suo amore avere una grande nostalgia di Me - e con questa grande nostalgia deve ritirarsi ogni giorno dal mondo e da tutte le occupazioni in esso, ed almeno per la durata di sette quarti d’ora, a porte e finestre chiuse, né pregare né leggere qualcosa, bensì deve trascorrere questo tempo in totale quiete, esclusivamente occupandosi di Me nell’intimo suo. E sempre però, ogni qual volta qualcuno si sia portato in questa quiete, egli deve rivolgere a Me nel suo cuore il seguente interessante discorsetto nella più ferma serietà e dire:

      44.      “Signore! Eccomi qui. Ti ho fatto aspettare a lungo, o amorevolissimo, santo Padre, poiché già fin dalla mia fanciullezza Tu mi hai gridato incessantemente: «Vieni a Me, Io voglio ristorarti!», ora, o Padre, è venuto il tempo in cui il mio orecchio si è aperto e la mia volontà, altrimenti così ostinata, si è piegata totalmente alla Tua, piena di umiltà ed obbedienza dinanzi a Te; così come, secondo il Tuo Volere, si è sottomessa ai miei fratelli, tutti migliori di me. Perciò vieni da me, mio adorato Gesù, e ristora la mia anima malata col balsamo del Tuo infinito Amore. Fa’ che io scopra il mio grande torto nel Tuo amaro soffrire e morire; fammi vedere le cinque Sante cicatrici e riconoscervi il mio grande delitto! O Gesù, Tu vincitore della morte e dell’Inferno, vieni da me e così insegnami a comprendere rettamente la Tua Volontà; insegnami a riconoscere il mio completo nulla ed il Tuo tutto!

      45.      O mio dolcissimo, affettuosissimo Gesù, Tu Signore di tutte le schiere, vieni a me povero, vieni a me debole, vieni a me cieco, vieni a me sordo, vieni a me lebbroso, vieni a me paralitico, vieni a me zoppo, vieni a me storpio, vieni a me ossesso, sì o mio, mio adorato Gesù! Vieni, vieni, vieni a me morto e lasciami solo toccare la Tua santa veste, così vivrò. Signore, non startene ad indugiare, perché ho infinitamente bisogno di Te; mai più posso essere senza di Te, poiché Tu per me sei Tutto, e per amor Tuo tutto il resto è diventato nulla! Senza di Te non posso più vivere; perciò, o mio carissimo Gesù, vieni subito da me! Ma, come sempre, sia fatta anche stavolta la Tua santa Volontà! Amen”.

      46.      Dopo di che andate a riposare e crescete nella nostalgia e nell’amore per Me. Se farete questo esercizio anche solo per un breve tempo, Io vi dico che presto vedrete lampeggiare e udrete tuonare; ma allora non vi spaventate e neanche diventate timorosi; poiché ora vengo Io a ciascuno, prima come giudice fra tempesta, lampi e tuoni e solo dopo in dolce, santo Soffio come Padre!

      47.      Chi vuol fare una cosiddetta confessione generale nel senso vero, avrà molto da impegnarsi, poiché vi sono richieste più umiltà e più abnegazione. Ciò significa, sia ben chiaro, che deve esserci un totale proponimento di non peccare più, e la santa Cena deve essere presa nella fede viva per purissimo amore per Me; soltanto allora si lasceranno percepire istantaneamente in voi i meravigliosi effetti suoi, i quali si manifesteranno subito come grandissima, inespugnabile gioia e celestiale diletto.

      48.      Vedete, questo è il cammino più breve e più efficace per la pura rinascita, nella quale soltanto si può ottenere l’eterna Vita. Ogni altro cammino dura più a lungo ed è più insicuro, poiché ci sono molte vie di briganti, dove ovunque, dietro i cespugli della strada, stanno in agguato perfidi ladri, rapinatori ed assassini; qui chi non è ben corazzato e non è armato di tutto punto, gli sarà duro giungere al traguardo. Riflettete bene, chi è Colui che vi dice questo!

      49.      Perciò ritengo che anziché gli svaghi mondani, i trattenimenti e le compagnie molto sporche, possiate scegliere a ragione il Mio riposo ed i Miei svaghi del Sabato, e qua gratuitamente, senza pagare l’ingresso, per intrattenervi con Me ed impiegare i soldi per qualcosa di meglio!

      50.      Che cosa ritenete che qui sia meglio ed a Me tanto più gradito? Vedete, infatti, come Io dissi già un tempo agli apostoli: «Nessuno può essere al servizio di due padroni», – perciò riflettete bene Chi vi esorta a questo. Amen. Io Stesso sono il vostro santo Padre dall’eternità. Amen. Amen. Amen.

Ed io servitore aggiungo: alleluia, onore, gloria e lode a Dio nell’Alto quale Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen.

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Cap. 43

Evoluzione delle anime naturali nel regno animale

Il polipo - il calamaro - il falco marino

16 agosto 1840, dalle 9 alle 12 del mattino

Scriventi: K. G. L. – S. - D. – Andr. e Ans. H. –

Il Signore parla attraverso Jakob Lorber come segue:

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 10, 1-24 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

 

 

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Cap. 44

Genesi e destinazione della vita della colomba

16 agosto 1840 (continuazione)

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 10, 25-38 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

 

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Cap. 45

Atteggiamento verso la Chiesa

20 agosto 1840

       1.       Una piccolissima parola a coloro che nello Scritto "Il cammino per la Rinascita" ritengono di sentire non la Mia Voce, bensì quella di Satana[13], oppure per lo meno considerano quello Scritto un’inutile aggiunta del Mio scrivano. A loro siano rivolte queste righe!

       2.       Essi dubitano dell'autenticità della Mia Grazia. Ma se anch'Io fossi capace di dubitare, potrei anch’Io molto dubitare del loro amore! Perché essi hanno sì la fede dell’intelletto, ma ancora è molto distante da loro un cuore credente. Anziché rendere il cuore assennato e ricettivo mediante il sentimento, essi continuano a riempire sempre di più l'intelletto. Quest’ultimo, per il troppo leggere, si è gonfiato in loro come un pallone. Questo pallone è appeso al cuore con il cordone della volontà. Il cuore ora vorrebbe estendersi e sorseggiare in sé a pieni sorsi il Mio Amore misericordioso, specialmente quando Io do in modo un po’ velato qualcosa che induca veramente all’umiltà, ma [a causa del velo] questo qualcosa non riesce più a penetrare nei sottili pori di quel pallone che è il loro gonfiato intelletto, e ricade di conseguenza sul cuore dove vorrebbe trovare accesso.

       3.       Soltanto che il pallone dell'intelletto riempito di gas leggeri, con la sua leggerezza specifica, tira allora il cordone della volontà, come accade ad un pallone aerostatico, ed in modo così forte che gli sbocchi nelle camerette spirituali del cuore vengono in tal modo fermamente serrati, ed i doni non possono penetrare neanche qui. Quale ne è la conseguenza? Nient’altro che dubbi, perché il dono vivente, tra i due capi della corda del cordone volontà, scivolando per così dire in su ed in giù, non trova accesso né nell'uno [intelletto] né nell'altro [cuore]. Allora ecco che devo intervenire Io ed aerare un poco l'intelletto, affinché possa di nuovo abbassarsi, la corda si allenti e così il cuore serrato riceva nuovamente aria.

       4.       La situazione secondo il giusto ordine invece deve essere la seguente: “Attraverso l’umile abbassarsi dell’intelletto, il cuore si allarga sempre di più e lo accoglie in sé. Ecco che allora l'intelletto stesso viene riscaldato dall’amore e si espande nel cuore. Con ciò anche l'amore aumenta sempre più la sua tensione, si accende infine nel suo beatificante calore, e la luce della sua dolce fiamma illumina molto amorevolmente l'intelletto con un dolce chiarore. Ecco che allora i tesori del Cielo risplendono nell'intelletto, ed essi, attraverso il calore della luce, diventano sempre più grandi e sempre più dettagliati e particolareggiati (come sotto un microscopio), dal che ne deriva poi la bella comprensione del cuore, propria dell'amore e della fede vera e vivente, ed il granello di senape si trasforma in albero ed invita gli uccelli del cielo ed infine anche Me Stesso [a dimorare fra i suoi rami].

       5.       Quanto ho detto ora serva a tranquillizzarti nel caso in cui in futuro ti venga rimproverato in modo simile di essere tu (Jakob Lorber) un servitore di due padroni, oppure che venga mosso il rimprovero secondo cui Io Mi potessi servire per la Mia Grazia anche di uno strumento di Satana. Ma il poco che segue ora serva a sgonfiare nei dubbiosi un po’ l'intelletto!

       6.       È forse cosa lodevole quando dei figli abbandonano la loro madre ammalata, ed alla sofferente augurano la morte a causa dei suoi numerosi acciacchi? Io dico che la Chiesa romana è una prostituta; pur tuttavia voi siete nati da lei ed avete succhiato il primo latte infantile dal suo seno. Lei per prima vi insegnò a pronunciare il Nome Mio, vi nutrì proprio come una madre molto tenera e vi proibì soltanto di gustare quei cibi che vi avrebbero rovinato lo stomaco. Con questo ella destò in voi l'appetito per cibi dell’anima e dello spirito più sostanziosi i quali, secondo la Mia Volontà, non vi furono mai negati [da Me], così che avete potuto rimpinzarvene a piacimento. Ed ancora oggi voi vi rimpinzate come nessun altro nel grembo suo!

       7.       Come mai dunque ora esclamate con Giacomo e Giovanni: "Signore, fa piovere sul suo capo malato fulmini e zolfo!"? Ascoltate, qui traspare ancora molto poco del vero amore! Ritenete forse che l’annientamento sia la via per il miglioramento!? Oh, no, qui vi sbagliate tremendamente. Così credevano anche tutti i fondatori di sette. Ma anch’essi si sono sbagliati di grosso, e la conseguenza fu: discordia tra fratelli, guerre, assassinio ed atrocità di ogni genere! Fu benedetto un tale miglioramento? Oppure una setta può qui dire: "La mia dottrina non è suggellata con il sangue dei fratelli!"?

       8.       Vedete, lei, la romana, è quella donna adultera che doveva essere lapidata. Io però dico anche qui: "Chi è senza peccato, scagli su di lei la prima pietra!". Nuovamente è lei la donna cananea che ha una grande fede e molto amore. Ancora è lei la donna che soffriva da dodici anni di emorragia, e mi rubò la guarigione attingendola dalla veste Mia, poiché aveva molta fede e molto amore. Ed ancora ella è come la grande meretrice e poi penitente Maddalena che unse d’unguento i Miei Piedi. La Chiesa romana si può presentare sotto tutti questi personaggi.

       9.       Invece altri “discepoli” sono pieni di risentimento quando sentono parlare della Mia "Carne e Sangue". Essi credano ciò che vogliono, si ravvivino con le briciole che cadono dalla tavola dei loro signori (con ciò qui s’intende la Mia Parola spezzettata), e nel loro arrogante barcollamento vogliono dimostrare che Io non esisto; e se tuttavia resta ancora qualcosa di Me, Io posso esserci soltanto se essi sono stati così accondiscendenti da averMi accolto nella loro “idea”. In verità Io dico: “Se qualunque setta nel pieno possesso della Mia Parola non può giungere a un’immagine di Me migliore di quella che si prefigge il Mio totale annientamento, allora preferisco perfino i Turchi nella loro onesta e severa cecità, poiché Mi considerano comunque qualcosa di più elevato del loro idolo Maometto, e Mi sono incomparabilmente più graditi i romani, presso cui almeno Mi si offre tuttavia ancor sempre, quale Dio e Signore, un sacrificio esteriore e visibile, che per molti è una memoria vivente della Mia Redenzione”.

      10.      Vedete, così stanno le cose con Roma! Io non mi compiaccio del Vaticano né della Chiesa di Pietro. Ed al loro posto Mi sarebbe di gran lunga più gradita una casa per i poveri. Roma è una città che ha esercitato la prostituzione con i re del mondo. Essa è una prostituta e si comporta come una prostituta. Adorna il suo brutto ceffo e veste il suo corpo a metà putrefatto con belle vesti, per avere ancora l'aspetto di una vergine. Vedete, queste e mille altre cose ancora Mi sono ben note. Ma non dite forse voi stessi: “Una prostituta spesso alleva i suoi figli meglio di una madre orgogliosa che crede di avere mangiato tutta la Mia Sapienza col cucchiaio!”. Così anch’Io dico: “Questa prostituta ha già allevato molti buoni figli ed ha con ciò profumato i Miei Piedi. Perciò voglio aiutarla e considerarla, affinché faccia penitenza; perché ha molto peccato, ma anche molto amato!”.

      11.      A voi però che siete nati e battezzati in essa Io dico che non dovete augurarle la distruzione, bensì la guarigione. Io vi do il balsamo e guarisco in voi il peccato originale. Se ora vivete secondo le regole date, la Chiesa vi rispetterà. E se apprenderà che esistono in voi cose meravigliose, lei stessa chiederà il balsamo ed in silenzio guarirà molte delle sue ferite. Ma se invece volete abbandonarla, giungerà poca benedizione ai vostri fratelli!

      12.      Vivete come Io vi ho indicato, allora non vi colpirà mai un’indagine a causa Mia! Poiché Io vi proteggerò e la Mia Opera verrà alla luce del giorno senza impedimento come un grande magnete che attirerà tutto a sé. Voi però non dovete indebolirla con la vostra disobbedienza e con siffatti dubbi.

      13.      Se voi dite: “Come può esservi una benedizione di novantanove volte?”, allora Io dico: “Gli angeli in Cielo si rallegreranno novantanove volte di più per un peccatore penitente che non per altrettanti giusti che credono di essere giustificati attraverso la Mia Parola integrale”. Poiché in verità Io dico questo: Lutero, Calvino, Melantone ed altri ancora, non hanno il peso di un Giovanni della Croce, né di un Giovanni di Dio, né di un Francesco, né di un Tommaso da Kempis, né di un Taulerus, né di una Teresa né di migliaia d’altri ancora[14].

      14.      Sì, là i più noti protestanti avrebbero potuto imparare ancora moltissimo! Perfino Swedenborg apprese certe cose a Roma che lo aiutarono ad aprire in modo considerevole le porte per la vita interiore; poiché egli era uno che sapeva procurarsi la quintessenza da ogni cosa ed effettivamente ne trasse utilità.

      15.      Vedete, perciò il saggio va nel vecchio ripostiglio e vi trova spesso grandi tesori coperti dalla polvere delle cerimonie. Egli toglie la polvere e mette l’oro puro nella sua camera del tesoro. Lo stesso fate anche voi! Poiché sta scritto: "Lasciate che i piccoli vengano a Me e non glielo impedite, perché di loro è il Regno dei Cieli!”. E chi non diventa come loro, non giungerà nel Regno Mio finché non diventerà come loro, i quali non si lambiccano il cervello, ma nella loro semplicità credono sulla parola ai genitori ed agiscono di conseguenza; e perfino quando per Grazia Mia sono cresciuti ed hanno lasciato i genitori, onorano ancor sempre la loro parola, sebbene non ne abbiano bisogno.

      16.      Noè sbagliò ad ubriacarsi; ma maledisse il figlio che lo derise. Ed i due che, amandolo, coprirono la sua nudità, li benedisse. Lo stesso [come i due figli migliori di Noè] fate anche voi, se volete essere benedetti novantanove volte! Questo dico Io, l'eterno Amore e Sapienza. Amen. Amen. Amen.

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Cap. 46

Sullo scopo della Nuova Rivelazione

21 agosto 1840

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 11 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

 

 

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Cap. 47

La costituzione fisica interiore della colomba e di altri uccelli

 

23 agosto 1840, dalle 10 fino alle 12,30 del mattino

Continuazione del Comunicato del 16 agosto 1840.

Scriventi: Andr. H., S. e D.

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 12 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

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Cap. 48

Apprensione fraterna

24 agosto 1840

Da uno scritto di Jakob Lorber a suo fratello

Michele, infermiere in Greifenburg, Carinzia Superiore.

       1.       Sii rassicurato, caro fratello, che io ti benedico sempre e prego per te il mio e tuo Dio che ora è diventato il mio migliore, il mio più grande ed affettuosissimo Amico, e ti dice anche attraverso di me:

       2.       Che tu possa essere perseverante nel tuo amore ed equa giustizia. E per amore di Lui, tu possa astenerti il più possibile dal coito che si basa soltanto sulla soddisfazione dei sensi. Allora anche tu avrai presto uno spirito risvegliato al punto che, davanti al suo sguardo, il punto centrale della Terra deve star svelato come una goccia d'acqua sotto il microscopio.

       3.       Poiché così parla il Signore: “Digli che Io sono un vero Dio per tutti coloro che Mi amano ed osservano i Miei Comandamenti! Chi si purifica nel Mio Amore, questi non vedrà la morte in eterno, anche se il suo corpo morisse mille volte. Perché in verità, Io dico, non esiste alcuna vita se non in Me. Ed ora si è avvicinato il grande Tempo dei tempi! Ma chi Mi ama, a lui verrò e gli farò ben gustare la Forza del Mio Amore e la grande Potenza della Mia Grazia senza fine”.

       4.       O carissimo fratello, non pensare che queste siano parole di mia invenzione. Esse vengono dalle sublimi altezze di tutti i Cieli. Perciò tienile ben in conto nel tuo cuore! O fratello, sotto di esse sta nascosto l'infinito.

J.L. teografo (scrivano servitore di Dio)

 

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Cap. 49

Intorno al monte "Strabengel” presso Graz

Sulla tromba d’aria e turbini di fuoco

Il 29 agosto 1840, al monte "Strabengel

dalle 15.45 fino alle 18.45 pomeridiane

Scriventi K. G.L. e Ans. H.

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 15, 1-16 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

 

 

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Cap. 50

Storia del monte "Strabengel"

29 agosto 1840, pomeriggio (continuazione)

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 15, 17-22 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

 

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Cap. 51

Guarigione della malattia

29 agosto 1840

Ad Andreas H. il quale vorrebbe sapere, riguardo ad un povero ammalato,se il medesimo si dovesse aiutare oppure no, e che cosa ci sarebbe da fare.

       1.       La domanda in verità viene da un cuore buono, ma nello stesso tempo anche da un cuore debole, poiché esso non comprende ancora che Io posso e voglio sempre aiutare, se ciò agli uomini è utile per la Vita eterna.

       2.       Io lo faccio tanto meglio, quando in un certo qual modo sono amorevolmente forzato attraverso una ferma fiducia da parte di una qualunque pia persona. Ma prima fate voi la vostra parte, poi farò anch'Io la Mia, per quanto sarà giusto per la Vita eterna!

       3.       Il corpo di quell’uomo è tormentato da un triplice male. Il primo è una lebbra del nervo interiore (ovvero scrofolosi nascosta). Il secondo è pura gotta. Ed il terzo è una cosiddetta influenza che si trova nella parte toracica (catarro generale). Se si pone un rimedio ad uno di essi, l'altro male peggiora. E qui dovrebbero essere serviti tutti e tre i padroni, il che è molto difficile, anzi, sarà quasi impossibile. Se in precedenza non si fosse fatto uso di bagni, la cosa migliore sarebbe stato un generale impiastro suppurativo a base di latte, pane fresco di grano e dieta liquida; e durante la notte un po’ di decotto di tiglio con miele fresco. Adesso tuttavia non gioverà più a molto, anche se non nuocerà.

       4.       In casi simili è difficile essere d’aiuto, perché gli ammalati confidano soltanto nei medici e molto poco in Me, affinché la loro fede li aiuti. Perciò voi fate la vostra parte, ed Io farò la Mia, o già qui, oppure nel Regno Mio. Poiché Io sono sempre ed ovunque un Signore della Vita e della morte. Amen.

 

 

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Cap. 52

Introduzione allo scritto "La mosca"

3 settembre 1840, pomeriggio

       1.       « È bene volgere di frequente su parecchie cose gli occhi del proprio sentimento e scorgervi il Mio Amore e la Mia Sapienza, per quanto piccolo possa essere l'oggetto da osservare; poiché c’è pur sempre in esso qualcosa d’infinito. E così esso è anche degno di uno sguardo spirituale, poiché tutto ciò che racchiude l’Infinito, è un atomo proveniente da Me, nel quale opera un’esistenza eterna.

       2.       Se Io ora in un piccolo canto faccio dire qualcosa col suo ronzio ad una trascurata mosca, pensate allora che anche quest’animaletto insignificante non appartiene agli esseri non annoverati. Poiché se Mi è noto esattamente il numero degli atomi della luce e il numero di monadi dell'etere attraverso tutte le Infinità e le Eternità, come non dovrebbero [esserMi nota] una mosca, alla cui formazione sono pur necessarie oltre un intero miliardo di atomi!?

       3.       Perciò lasciamo una mosca un po’ ronzare:

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Cap. 53

La mosca

poesia “La mosca”

3 settembre 1840, pomeriggio

(segue la poesia introduttiva sulla Comunicazione “La mosca”)

 

 

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Cap. 54

Grandezza della Creazione e dell'Amore di Dio

5 settembre 1840

       1.       Se voi considerate con l'occhio spirituale la grandezza della Terra e del vostro Sole, potete farvi una buona idea di quante cose ho da occuparMi ed ho da fare costantemente per Amore. Poiché [ovunque] la saggia conservazione del più piccolo, come anche del più grande, dipende dal potente Ordine [divino] e la conservazione del tutto dipende dal mantenimento anche di un solo atomo! Sì, Io vi dico che se qualcuno fosse in grado di distruggere anche solamente una monade, allora l'intera Creazione visibile sarebbe presto ridotta in nulla.

       2.       Tuttavia questo sarebbe possibile solamente a Dio, se Egli non avesse l'Amore. Ma nel pieno possesso di quest’Amore, anch’Io non posso e non voglio agire contro il Mio vero e proprio Ordine divino, al di fuori del quale e senza il quale mai qualcosa sarebbe stata creata e sarebbe potuta esistere anche soltanto la trilionesima parte di un secondo.

       3.       Io vi dico, in un “globo involucro” solare sono davvero contenuti un miliardo di soli. Ed ora riflettete un po’ sul vasto territorio della morte! Ma immaginatevi ancora oltre a ciò che in primo luogo da un globo all'altro troverebbero posto un miliardo di globi, ed immaginatevi ancora in più che un miliardo di miliardi di tali globi ne costituiscono uno unico (cioè un insieme di Creazioni), e che inoltre il numero delle Mie Creazioni continua a crescere; immaginate pure che l'intera Infinità del numero delle Creazioni di questo tipo poggiano nella Mia Mano come una goccia di rugiada, e che di queste gocce ne esistono ancora innumerevoli, allora vi diventerà chiaro quanto grande devo essere Io, quanto grande la Mia Sollecitudine e quanto grande soltanto il Mio Amore che mantiene tutto questo come un punto e soffia Vita su tutto secondo il bisogno dell’essere!

       4.       Vedete, Io sono un Padre davvero grande, il quale ha moltissimo! Ed i Miei cari figli non dovranno, un giorno, rimetterci neanche una piccola cosa! – Ben inteso – coloro che Mi amano! Poiché la Mia Casa ha molte dimore. Amen. – Questo lo dico Io, il grande Padre santo.

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Cap. 55

Sul sale infuocato dell'Amore

12 settembre 1840

Domanda su Marco 9-49 e 50: “Perché ognuno sarà salato col fuoco. Il sale è qualcosa di buono; ma se il sale è diventato insipido, in che modo gli ridarete forza aromatica? Abbiate sale in voi e state in pace gli uni con gli altri!”.

       1.       Scrivete intanto la seguente invocazione: "Signore! Noi insieme non sappiamo nulla; ed il nostro cuore è senza senno come un sasso. Noi, infatti, lo abbiamo indurito con la nostra sconfinata follia e molteplice cattiveria e non possiamo più intenerirlo senza la Tua Misericordia. Perciò sii Tu, o dilettissimo Signore Gesù, il nostro unico rifugio in ogni cosa ed intenerisci il nostro cuore di pietra con il sale infuocato del Tuo infinito Amore, affinché possiamo amare Te, eterna Bontà, sempre di più eternamente! – Amen!".

       2.       Ed ora scrivi la spiegazione:

       3.       Oh, quanto ancora è debole il vostro amore – perché non comprendete che cosa è il sale, ed ancora meno, che cosa è il sale infuocato!

       4.       Vedete, chi crede che il sale sia la sapienza, costui è ancora molto sciocco! Non è forse vero che voi dite ed insegnate: “L'ossigeno è l'aria vitale nell'atmosfera”. E se questo in qualche modo non è esistente, allora sapete che la fiamma della fiaccola si spegne ed il fuoco non continua ad ardere nell’aria soffocante. E voi dite inoltre che se il legno non è secco e non ha così assorbito molto ossigeno, non brucerà bene e quindi darà anche poca fiamma. Voi sapete anche che nell'ossigeno puro brucia perfino il ferro con chiare fiamme sfavillanti. Anzi, voi sapete perfino che il fosforo è un puro acido ed ha in sé una luce bianco verdastra. Vedete, voi sapete tutto questo! Ma ora com’è che non sapete cos’è il sale infuocato della vita?!

       5.       O voi sordi e ciechi, allora ascoltate e vedete! Il sale infuocato non è altro che il vero Amore per Me, con il quale dovete essere salati da parte a parte se volete entrare nel Regno Mio.

       6.       Come il sale, infatti, è l'unico condimento vivificante per tutte le creature ed è nello stesso tempo, con la sua forza astringente, il conservatore di tutte le cose, tale e quale è anche il puro amore dello spirito per Me, proprio come il sale infuocato di ogni vita è l'unica sostenente-operante forza della Vita eterna!

       7.       Ma come anche soltanto l'ossigeno è combustibile e causa chiare fiamme e con le stesse illumina anche le stanze oscure, tale e quale anche il vero Amore è esclusivamente fuoco e fiamme e perciò è anche dotato di luce, la quale è una vera Luce, poiché essa è una Luce propria della Mia eterna, vera Luce di Sapienza.

       8.       E come un sale insipido non serve a nulla e non è buono per la fiamma, bensì fa soltanto una magra brace perché il suo acido è diventato impuro, tale e quale lo è anche con un amore tiepido che non può essere ravvivato perché diventi fiamma. Esso è soltanto una letale brace magra in una stanza chiusa che consuma tutto il sale, e a coloro però che illusori se ne riscaldano, prepara la morte.

       9.       Non dite voi alla domestica che cosparge le vostre stanze di aromi: "Spargi prima del sale sui carboni!”? Vedete, allo stesso modo fate anche voi e spargete il sale infuocato del Mio Amore sulla vostra mortale, magra brace, affinché la sommerga la fiamma dell'Amore, distrugga in voi il verme della morte e vi illumini e vi riscaldi per la vita eterna.

      10.      Poiché il “verme” è Satana, e la sua ira è la magra brace; essa però non ha nessuna fiamma e quindi non ha nessun amore, nessuna luce e nessuna vita. Perciò ognuno deve essere salato “con” e “nel” fuoco del Mio Amore, come anche lo deve essere ogni sacrificio offerto a Me, se Io Me ne devo compiacere.

      11.      Sì, Io vi dico: voi dovete diventare interamente sale infuocato, se volete diventare i cari figli Miei! Vedete, come il sale è un condimento per il cibo, così anche voi dovete diventare condimento del Mio eterno Amore. Amen! – Questo dico Io, Gesù, l'eterna Vita!

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Cap. 56

La Choralpe

13 settembre 1840, pomeriggio dalle 14.45 fino alle 20.15

J.L., Andr. ed Ans. H. salirono il 9 settembre 1840 sul monte Choralpe, di cui fa parte lo Speikkogel al confine tra la Stiria e la Carinzia. Il 13 settembre 1840 il Signore parlò di questo viaggio in montagna attraverso la bocca del Suo servitore J.L. come segue:

 Scrivente: K. G. L. – S. – D. – Andr. e Ans. H.

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 16 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

 

 

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Cap. 57

Processi vulcanici terrestri

Supplemento alla "Choralpe"

20 settembre 1840, dalle 10.30 fino alle 12.45 del mattino

J. L. parla. Andr. e Ans. H. scrivono.

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 17 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

 

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Cap. 58

Vista spirituale

         1.     In lontananza una montagna blu si mostra a te come una parete piatta. Eppure, se ti avvicini la parete diventa territorio esteso. Così è anche con le cose spirituali! Dove il tuo occhio scorge una cosa sola, Io ti dico che là ce ne sono trilioni!

 

 

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Cap. 59

Terremoti e loro cause

27 settembre 1840, dalle 9,45 fino alle 12,45 del mattino

Scriventi: K. G. L. ed Ans. H. –

Il Signore rivela, mediante il Suo servitore J.L quanto segue:

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 18 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

 

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Cap. 60

Sui terremoti e fenomeni atmosferici

14 ottobre 1840, dalle 9.45 fino alle 11.30 del mattino

Scriventi: K.G.L. - Andr. ed Ans. H. – Il santo, affettuosissimo Donatore di tutte le cose buone ci ha dato, mediante il Suo servitore J.L., questo pezzo di Pane per l’eterna vita.

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 19 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

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Cap. 61

Prudenza con i godimenti carnali

13 ottobre 1840, dalle 14.30 fino alle 16.30

       1.       Così scrivi dunque qui, Mio servitore molto pigro, inutile, molto cattivo ed oltremodo stolto, che guardi a Me soltanto con un occhio ed ascolti la Mia Voce con un orecchio, ed hai l’altro occhio ed orecchio ancora attaccato al mondo!

       2.       Rivolgi tutto a Me, affinché tu possa riconoscere nella Luce del Mio eterno Giorno il valore infinito di ciò che Io dono a te, a te che sei indegno in una pienezza tale che perfino gli angeli del Cielo non possono comprendere ed afferrare tale pienezza della Grazia Mia, e per l’eccessivo timore riverenziale non osano venire nelle vicinanze da dove sgorga una simile santa Luce del Mio Amore per voi, vergognosi peccatori.

       3.       Perciò rifletti su cosa tu ricevi e da Chi lo ricevi! Ed in futuro non essere troppo dedito al bicchiere; poiché nel vino sta lo spirito della carne e, di conseguenza, ogni fornicazione. E se continui a farlo, allora lascerò che tu diventi schiavo di ogni tipo di lussuria, come accade a tutti coloro che fanno come te! Ed allora avresti nuovamente bisogno di molto tempo, prima di trovare la via per la Grazia Mia.

       4.       Ed ora scrivi a N.N., e digli che Io gli mando a dire:

       5.       Ogni piacere dello stomaco e del ventre, se avviene inutilmente, non è buono per il Regno Mio. La linfa inutile, infatti, rende nera la carne del petto e tenebrosa la dimora che in futuro dovrebbe essere Mia, poiché lo spirito non può essere svegliato nella triplice notte, vale a dire nella notte dell’amore, nella notte della volontà e perciò nella notte del peccato.

       6.       Io non vi do una legge perché diventiate nuovamente schiavi del peccato, ma affinché diventiate liberi nel Mio Amore Io vi do [soltanto] da riconoscere le Vie del Mio Amore.

       7.       Perciò lasciate tranquilla la vostra carne nella morte e non svegliatela con nuovi mezzi stimolanti, affinché diventi vivente il vostro spirito nel Mio Amore mediante una sicura speranza, attinta dalla fonte di una vera, vivente fede, la quale è una vera Luce sgorgante dal Mio grande Sole di Grazia, il cui Centro è il luogo di riposo tutto riscaldante del Mio eterno Amore.

       8.       Guardatevi intorno, e presto scorgerete questo Mio Sole già permanente alto ad oriente e sentirete già forte anche il suo dolce calore. Ma non dovete nuovamente destar la vostra carne al peccato; altrimenti potrei avere il desiderio, ed anche lo farei, di far tramontare il Mio Sole per voi. Allora il vostro suolo diventerebbe un rovente deserto di sabbia e, invece di saziarvi al vero Pane del Cielo ed alla Mia Acqua vivente, vi saziereste alla fata Morgana del mondo[15].

       9.       Beninteso, Mio caro N.N., vedi, Io ti voglio bene e ti aiuto in tutti i modi. Perciò lascia tranquilla la carne nella morte, affinché Io possa risvegliare il tuo amore e presto tu possa gustare in te la Vita eterna proveniente da Me!

      10.      Frena per benino anche i figli tuoi e non lasciarli tuffare nel mondo, barrica bene le finestre di casa tua, affinché attraverso le stesse non vengano confusi i loro sensi! Certo, tutte le porte del mondo stanno ben aperte al mondo stesso e gli sono pure aperte tutte le imposte delle sue dimore. Solo che questo non deve accadere con coloro che Io vorrei accogliere come figli Miei.

      11.      Amen. Questo dico Io, il Padre di voi tutti!

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Cap. 62

Un invito paterno

14 ottobre 1840

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 22 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

 

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Cap. 63

Fata Morgana

Domenica, 18 ottobre 1840, dalle 10.45 fino alle 13.30

Scriventi: K.G.L., S., ed Ans. H.. Il Signore ci ha dato oggi questo pezzo di Pane attraverso il Suo servitore J.L.

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 25 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

 

 

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Cap. 64

Alta e bassa marea

Sabato 24 ottobre 1840 dalle 17.45 fino alle 21.00

Scriventi: K.G.L. L. - D. - Andr. e Ans. H. Il Signore ci ha rivelato mediante il Suo servitore J.L. quanto segue dalla Sua Stanza dei tesori.

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 26, 1-12 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

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Cap. 65

Chiarimento spirituale della bassa ed alta marea

24 ottobre 1840 (continuazione)

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 26, 13-24 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

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Cap. 66

Sulla preghiera per i defunti

28 ottobre 1840

       1.       Così scrivi all’assetata nel Mio Nome e dì all’affamata nella Mia Misericordia che Io per lei ho molto Amore. E deve solo domandare spesso nella giornata se Io sono accanto a lei.

       2.       Cioè essa deve dire: “O Tu, mio carissimo Gesù, Tu amore mio dolcissimo, Tu vita mia, Tu mio Sposo, sì, Tu mio Tutto, Tutto, Tutto. Sei Tu ancora accanto a Me? Non mi hai abbandonata? O Tu, mio carissimo Gesù, Tu, guarda clemente al cuore della Tua povera amata, la quale sospira per Te ardentemente e langue nel suo amore solo ed unicamente per Te, o Tu dolcissimo Gesù!”.

       3.       Ed Io le metterò poi nel suo cuore una dolce risposta che suonerà così: “GuardaMi soltanto nel tuo amore, Io sono accanto a te e non Mi sono mai allontanato dal fianco tuo, ed il Mio Cuore resterà eternamente rivolto a te. Rimani però anche tu fedele a Me, rimani fedele al tuo caro Gesù che ti amava con tutta la forza della Sua Divinità già prima ancora che il mondo fosse fatto!”

       4.       E se lei percepirà questo, allora può essere davvero certa del fatto che Io, quale un vero magnifico Sposo e con Me l’eterna Vita, le sono veramente vicino.

       5.       E dille anche che il vero Amore deve essere un poco litigioso, perciò Io devo con lei anche contendere un poco. Ma questo è il Mio rimprovero, il fatto che lei volge troppo poco le sue figliole a Me e durante la giornata racconta loro molto di cose mondane, ma solo poco di Me o si fa troppo poco raccontare da loro.

       6.       Dunque, dille ed annuncia che Io sono molto geloso e perciò vedo malvolentieri se si parla di altre cose invece che di Me.

       7.       Io somiglio ad un amante appassionato che sta in ascolto e spia alla porta della sua amata e dalla gioia troppo grande cade nel più delizioso rapimento se sente spasimare la sua così tanto teneramente amata di nient’altro che di lui; ma diventa anche subito triste non appena la sua amata volge il suo discorso ad altro, e non più su cose aventi come riferimento il suo amato, per cui poi l’innamorato triste comincia a pensare ed a parlare a se stesso in questo modo:

       8.       “O tu, mia tanto teneramente amata, se tu mi ami come io amo te, come possono venirti in mente ancora altri pensieri, mentre io penso continuamente a te, ed aspetto tutto ansioso dinanzi alla tua porta supplicando di farmi entrare il più presto possibile!?”.

       9.       Vedi, Mio servitore, dille tutto questo se vuoi essere tu il Mio messaggero d’Amore. Poiché questo è più della domanda: “Come si deve pregare per i defunti?”.

      10.      Tuttavia, poiché già una volta questo fu chiesto da un’anima amata, allora vi voglio anche dire come si deve pregare per i defunti.

      11.      Chi vuole pregare per i defunti, costui deve dapprima sapere giustamente chi e quali sono propriamente i “defunti”, e poi però anche, come e perché egli deve pregare?

      12.      Ma con “defunti” non sono da intendere soltanto i trapassati dal mondo, ma soprattutto anche quelli ancora viventi sul mondo, ma che sono morti nel loro cuore e non hanno nessuna fede e nessun amore, e perciò sono veramente morti.

      13.      Vedete, per costoro voi dovete innanzi tutto pregare con le parole ed i fatti, splendendo dinanzi a loro come un sole splende allo stanco viandante che attraversa sabbie e deserti ristorandoli similmente alla rugiada caduta copiosa sull’arido muschio della roccia dura, affinché possano nuovamente ritrovarsi in voi al territorio di confine della Grazia Mia, e possano guarire al muschio della stessa che qui ha ricoperto copiosamente le Mie pietre di confine.

      14.      Qui avete: per chi, come e perché dovete pregare! Il vostro amore per Me e per i vostri fratelli deve essere sempre la più nobile preghiera. – Come e perché ve lo deve dimostrare chiaramente un piccolo esempio:

      15.      «Vedete, un grande e potente signore aveva nella sua prigione parecchi prigionieri, i quali gli facevano molta pena perché erano tutti dei poveri sedotti. E tuttavia egli, nella sua giustizia, non poteva certo abolire la legge una volta emanata e così liberarli dalla loro pena che la legge aveva inflitto loro. Ma poiché ora avevano languito abbastanza a lungo nel carcere di correzione e con questo avevano soddisfatto le sacre esigenze della legge, allora il signore decise di dar loro nuovamente la libertà. Soltanto che egli pensò in sé: “Io ho ben anche un’amata! Perché la mia gioia sia perfetta voglio che lei venga a sapere da qualcuno che nella mia prigione languono così tanti infelici. E poiché lei mi ama all’infinito ed ha la più piena fiducia in me, si precipiterà certamente qui e con il cuore battente forte m’implorerà perché io congeda grazia e misericordia ai carcerati”. E come il signore pensò, così avvenne anche».

      16.      Che cosa pensate ora che il signore abbia fatto? Il signore ebbe una grande gioia nel fatto che aveva potuto mostrare alla sua amata quanto il di lei amore e fiducia poterono fare, e nello stesso tempo le poté anche procurare un’occasione con la quale i frutti del vero amore e della fedeltà divennero così ben evidenti. Ma i prigionieri loderanno il signore quando vedranno che egli è accessibile unicamente e solo attraverso l’amore, e diventeranno poi perfino amici e figli dell’amata e così anche del suo amato.

      17.      Vedete, così dovete pregare – e non dovete pensare di indurMi forse alla misericordia con la vostra tiepida preghiera, ma dovete pregare così affinché vi possiate fortificare dinanzi a Me nel vostro amore e perciò Mi sia gradita la vostra preghiera. Non per amore dei prigionieri, ma per amor di voi stessi dovete pregar per loro.

      18.      Ma per quanto riguarda i trapassati, tale e quale vale questo anche per i “defunti del mondo”. Voi per vero non sapete in quali condizioni si trovano i trapassati nell’aldilà. Ma non ha importanza, bensì è importante che voi sappiate che Io sono un grande Amico dell’Amore e lo sarò in eterno, e che l’Amore fa bene a chiunque.

      19.      Anche voi certo gioite quando i vostri figli vi fanno un regalo, benché sappiate molto bene che i figli lo hanno comprato col vostro denaro! Quanto più mi rallegrerò Io se fate come fanno i vostri figli. E ciò non di meno rallegrerà i vostri beati trapassati quando verranno a sapere che voi, che siete rimasti ancora, vi ricordate di loro nell’amore vero.

      20.      Vedete, così stanno le cose e così dovete anche agire se volete veramente essere i Miei cari figli.

      21.      Tu però, Mia amata anima, prega fiduciosa, ed Io, il tuo caro Gesù, non ti deluderò. Amen. – Questo dico Io, il tuo caro Gesù!

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Cap. 67

Visita alla Kleinalpe

25 ottobre 1840

       1.       Il 25 ottobre 1840 col tempo piovoso J.L.K.G.L. – S. – Andr. ed Ans. H. andarono a Űbelbach e si recarono verso mezzogiorno, sotto un nevischio e vento gelido di ponente, ai piedi della Kleinalpe.

       2.       Al punto dove l’Alpe apparve, si mostrò, in un nebbioso firmamento, il Sole come un pallido disco lunare, e divenne un po’ alla volta sempre più luminoso. Qui e là il cielo divenne azzurro e smise di nevicare. Anche il gelo ed il vento diminuirono.

       3.       Un gioioso sentimento s’impadronì dei viandanti.

 

 

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Cap. 68

Illuminazione spirituale sulla visita alla Kleinalpe

Parabola dell’ingresso di un gran re

 

Giovedì 29 ottobre 1840, dalle 14,45 alle 17,30

 

Scriventi: K.G.L.Andr. ed Ans. H. L’amorevole Padre Santo ha dato oggi attraverso il Suo servitore quale “Diaria[16]” quanto segue:

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 28 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

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Cap. 69

Dell’essere nello splendore

1.  Lo splendore di questa vita terrena, o fratello, non è tuo; ma nello splendore dimora un essere grande! – Perciò non credere allo splendore, bensì utilizza il debole tremolio di questa fiaccola terrena, in modo che tu trovi in te l’essere vero!

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Cap. 70

Sul servitore Lorber ed un nuovo discepolo

Lode alla mansuetudine

30 ottobre 1840

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 29 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

 

 

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Cap. 71

Comprensione e tolleranza

         1.     In ogni pianta esiste un seme nuovo, e su mille specie di alberi maturano anche altrettante differenti specie di frutti. Conosci tu l’utilità di tutti? – Certamente no! – Oh, vedi, così si articola anche la vita dello spirito negli uomini che sono di buona volontà. Le specie e le razze, anche quando sono differenti, [dinanzi a Me] non fanno differenza. Si domanda solamente in che misura sono utili tutte. Perciò non dovete condannar nessuno, bensì imparare a conoscere le Mie differenti vie!

 


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Cap. 72

Insegnamento delle corrispondenze

Il mondo esteriore come scuola dello spirito

Domenica di tutti i Santi, il 1° novembre 1840

 dalle 8,30 alle 12,30 del mattino

Scriventi: K.G.L. - Andr. ed Ans. H.

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 30 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

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Cap. 73

Ad uno molto debole

4 novembre 1840

                1.                  C’è qui un uomo molto malleabile che preferisce il grande al piccolo (e precisamente più a causa del piacevole che dell’utilità) e fa molte visite agli altolocati a causa del suo onore, perché possa poi ancora dire a qualcuno che egli è stato da questo e quel signore, e che questo e quel signore lo avrebbe addirittura oltraggiato per non averlo visitato già da molto tempo, ed egli fa questo più per la gretta apparenza che per propria cortesia interiore, e si dà anche molto da fare con il mondo femminile e dappertutto fa la corte alla provocante carne delle belle figlie di Eva, e tiene anche molto alle vecchie amicizie se si tratta di uomini gradevoli, sebbene non disprezzi anche i poveri a causa del suo buon nome; egli tuttavia preferisce sempre nuove conoscenze di bella presenza, specialmente femminili, a quelle vecchie maschili dello stesso rango.

                2.                  Costui è pure amico degli eruditi e tiene in gran conto gli artisti rinomati, ma più a causa del suo onore che per l’onore di questi eruditi ed artisti (per passare in questo modo presso gli intenditori come un uomo intelligente!).

                3.                  E così questo povero uomo mette spesso in moto i piedi per pura vanità, per rendere a qualcuno un meschino piacere, al quale mai nessuno ci teneva troppo, e con tutta la sua cortesia personale è comunque sempre più amico di se stesso che di coloro i quali vengono da lui corteggiati.

                4.                  A quest’uomo, che certamente, nonostante tutti questi comuni difetti umani, possiede un cuore abbastanza buono, mezzo volenteroso, e segretamente ha già in sé un piacere abbastanza puro nella Mia Grazia che ora scende, ed ha pure un segreto desiderio per il Regno Mio e comincia anche a rispettare sempre di più il bene ed il vero del medesimo per sua stessa volontà e ad apprezzarlo nel suo cuore (il che Mi ha anche stimolato a guardarlo seriamente nel Mio Amore e, se egli lo vuole, anche ad aiutarlo ad uscire dal suo labirinto), a quest’uomo quindi Io faccio dire:

                5.                  Che egli la smetta quanto più possibile con le sue inutili, molteplici esaltate visite, e che cominci piuttosto a fare visite a Me, Padre suo! Questo gli sarà più utile, nel tempo e nell’eternità, di tutte le migliaia ed ancora migliaia di visite che ha già fatto agli uomini per non avere niente ed ancora niente in cambio.

                6.                  Infatti dalle sue visite – né per lui, né per i molti visitanti spesso già diventati fastidiosi, come anche per quelli, spesso senza valore, che hanno ricevuto le sue visite – non è mai risultato alcun vantaggio al di fuori del fatto che molte volte veniva deriso alle spalle. Mentre lo si lodava in faccia, di dietro gli si facevano di frequente dei versacci. Questo lui certamente non lo vedeva, ma Io vedo ed odo tutto!

                7.                  Tuttavia, affinché egli possa sapere che è ancora molto, ma molto stolto, allora deve anche conoscere il giudizio di quegli uomini che appartengono ai migliori, come ricompensa delle sue premure di molti anni. Che cosa dicono dunque questi? Niente all’infuori che egli è uno stolto buono, ma oltre a ciò certo molto ignorante e stupido che somiglia ad una nota, bonaria bestia da soma, che volentieri si lascia sempre caricare il dorso per il foraggio peggiore.

                8.                  Per una simile ricompensa, dunque, quest’uomo è così solerte e cammina e corre di casa in casa, per prendersi sulla sua schiena delle vere e proprie batoste spiritual-materiali! Oh, che debole!

                9.                  Io qui non voglio elencare tutti i dispiaceri che gli sono già capitati per una simile stoltezza. Quanto detto deve soltanto mostrargli come egli non sarebbe incorso in tali gravi dispiaceri, se almeno avesse seguito il buon consiglio dei suoi pochi veri amici, i quali sono anche amici Miei, e si fosse seduto al pozzo di Giacobbe per bere dallo stesso l’Acqua della Vita ed avesse fatto a Me, suo eterno, santo Padre migliore, una ben conveniente visita in silenziosa quiete.

              10.                Ma questo lo renderebbe certo malinconico! È ovvio! Ma com’è che non diventa malinconico quando corre senza fiato da un essere femminile all’altro, per disperdere in questo modo il suo amore naturale, oppure alla fine per soffocare nel fango mortale di tale follia?!

              11.                Egli deve risponderMi a questa domanda: “Perché non hai ancora sposato una qualche vergine?”. Poiché tu hai già fatto la corte a migliaia di donne e ne hai già ingannato molte volte parecchie promettendo il matrimonio, ed in questo modo, tempo addietro, hai sedotto alcune ragazze minorenni. Quale scusante risposta Mi puoi dare che ti purifichi dinanzi ai Miei Occhi, e la Mia Santità non ti condanni?”.

              12.                Io ti dico, “È meglio che tu non risponda! Perché ogni tua risposta ti condannerebbe!”. E se Mi dicessi: “Non ho ancora trovato quella giusta che fosse senza difetti!”. Allora Io dico: “O tu, falso giudice! Perché cerchi con tanta cura la pagliuzza nell’occhio delle ragazze e non vuoi vedere la trave, anzi le molte travi negli occhi tuoi!?”. Siccome tu temevi di essere tradito da loro, perché non temevi piuttosto che venissero tradite da te e rese infelici!? Perciò allontanati da Me, egoista interessato! Perché tutte le ragazze sono sorte dal Mio Amore come te! Perché non erano giuste per te? Io dico, perché esse nella loro debolezza erano tutte migliori di te!

              13.                Perciò non rispondere, bensì taci in tutta penitente umiltà, affinché la tua risposta non ti condanni! E se vorresti dire: “Il mio reddito era troppo modesto perché potessi essere in grado con lo stesso di prendere una moglie e mantenerla!”, allora Io ti risponderei: “Ascolta! Poiché hai misurato il tuo reddito e lo hai trovato troppo misero, perché nello stesso tempo non hai anche misurato le tue poche facoltà e le tue grandi pretese, e perché non hai anche misurato l’esagerata cupidigia dei sensi tuoi? Poiché vedevi bene con occhi struggenti l’abbondante fortuna dei grandi e ricchi del mondo e desideravi essere uguale a coloro che qui hanno quanto tu desideri, ma visto che per te questo non si realizzava, allora piuttosto nessuna moglie, ma essere libero di vivere di fornicazione!”.

              14.                Oh, vedi, esistono ancora ragazze povere e brave in quantità, di cui tu ben ne conosci parecchie. Perché non le sposi? Tu diresti: “No, a causa dei pochi mezzi di entrambe le parti!”. Ma mettiamo che tu fossi ricco! Sì, allora tu guarderesti dall’alto in basso una principessa con lo stesso sguardo compassionevole e nello stesso tempo sensuale come ora guardi una modesta ragazza, che pure è figlia Mia.

              15.                Ma affinché tu riconosca che le cose stanno proprio così, allora ti faccio notare i tuoi segreti pensieri fantasiosi, nei quali tu passavi, attraverso ogni genere di grandiosi, romantici sogni, in differenti splendide situazioni dell’amore mondano; e quando poi avevi raggiunto qualche punto culminante, come cercavi di accaparrarti subito, come un sultano, le ragazze più belle e più incantevoli! Anzi spesso nascondevi la tua altezza sognata e strisciavi, come voi usate dire, in “incognito” da qualche vergine, che in realtà ebbe a darti qualche volta un duro rifiuto, e chiedevi la sua mano. Ma poiché lei nel tuo sogno ti rifiutava nuovamente la mano, allora rivelavi davanti alla ritrosa la tua fantasiosa dignità imperiale da sultano e rifiutavi ora la bella umiliata, venuta in sé da tale rivelazione, ed avevi una grande gioia se la vedevi piangere e se lei per te, che ora ti rivelavi un grande imperatore, si torceva le mani.

              16.                Oh, vedi, tali pensieri sono uno specchio fedele e mostrano all’uomo molto precisamente la direzione delle sue cupidigie e la tendenza del suo amore, amore che non ha per fondamento che l’ambizione, che è la base di ogni perdizione! Perciò non rispondere, per non metterti in trappola da solo e per non condannarti nella tua folle scusa!

              17.                Oppure vorresti forse dire: “Non posso certo sposare una donna comune, poiché io sono un uomo colto ed un funzionario regio-imperiale ed ho tutti conoscenti a me graditi! Cosa ne direbbero questi ultimi?”. Ma Io dico: “In città non esiste donna così semplice che fosse troppo semplice per te, anche se vorresti esplodere dall’ira se qualcun altro al posto Mio ti avesse confessato questa verità”. Poiché vedi, qualunque comune meretrice lo è diventata spesso [solo] per doppia necessità, vale a dire dapprima per quella spirituale (perché qui presso le pecore la lana è come il nutrimento), e poi spesso per il naturale bisogno del corpo, a causa della richiesta dello stomaco come pure per la soddisfazione dell’impulso naturale, al cui precoce sviluppo ed incoraggiamento senza scrupoli, la povera, abbandonata, ora disperata meretrice, è arrivata soltanto attraverso corteggiatori simili a te. Nella sua debolezza lei ha facilmente creduto alle dolci parole che scaturiscono dal petto di iena di un dolce corteggiatore come te, il quale faceva sgorgare senza coscienza nel petto molto ricettivo, spesso già formoso di una ragazza dodicenne, torrenti di una galanteria satanica dopo l’altra, simili a pugnali avvelenati, per guardarla spiritualmente sanguinante con occhi lussuriosi, pieni di cupidigia, e dopo stare in agguato come una tigre alla prossima occasione, per infliggere all’infelice, debole incantata, il primo colpo mortale, e poi farsi grande e poter dire: “ebbene, questa un giorno diventerà una di quelle, poiché già adesso si può far tutto con lei!”.

              18.                Vedi, poiché tu hai rovinato la sua natura per tale infamia – tu iena, tu tigre! – come puoi ancora dire dinanzi agli Occhi Miei: “Non mi può piacere tale volgarità femminile!”?

              19.                Perciò, piuttosto non rispondere, affinché la tua scusa non diventi una pietra da macina che dovrebbe esserti messa al collo e con la quale dovresti essere sprofondato nel fondo del mare!

              20.                Ma se tu volessi dire: “Di una povera non mi sono servito!”, allora Io dico: “Tu non sei degno di una povera!”. Poiché le povere sono figlie Mie. Guai a coloro che le seducono e le tengono in poco conto! Il loro cuore deve diventare ottuso come un sasso, affinché non sia mai toccato dallo sguardo dolce di una povera simile, ed un tale delinquente rimanga senza moglie e senza figli fino alla fine, ed il suo nome infame venga sepolto con lui!

              21.                Ma chi qui sposa una povera per amore, costui ha Me per Suocero e gode della Mia Benedizione! Ed è meglio se si sposino delle povere che delle ricche, poiché i poveri nella loro necessità pensano a Me, Padre loro, e cercano sempre aiuto presso di Me quando a loro va veramente male; mentre la maggior parte dei ricchi Mi conoscono appena secondo il Nome, e quando a loro va male, si disperano e diventano non raramente dei suicidi. Vedi, perciò non rispondere, altrimenti ti condanni da solo a causa della tua stolta scusa!

              22.                E se tu volessi dire: “Delle cattive esperienze mi hanno scoraggiato. Ciò che io ho visto ulteriormente, mi ha reso del tutto inaccettabile il matrimonio!”, allora Io dico: «Sia maledetto colui che si giustifica così! Poiché costui si dichiara apertamente come uno spregiatore egoista della debole umanità femminile. E la sua coscienza gli grida forte: “Poiché sai bene quanto poco vali tu stesso e quanto sei stato infedele da sempre in tutta la tua sfera di vita, per questa ragione preferisci ovviamente la tua libertà piuttosto che un povero, ma benedetto matrimonio, che potrebbe soltanto portarti all’ordine spirituale!”».

              23.                Perché se tu pensassi come dovrebbe pensare un onesto uomo cristiano nel suo cuore, allora diresti: “O Signore! Io Ti sono davvero un grande debitore! Abbi pietà di me, che sono cattivo oltre ogni misura ed amante di me stesso! Infatti nella mia ignoranza ho peccato gravemente dinanzi a Te e mi sono indebitato grandemente verso tutti i Tuoi deboli figli, ed io stesso sono diventato ora più debole di tutti coloro che prima credevo a torto deboli, e tutto questo per la mia sconfinata egoistica follia!

              24.                Perciò insistentemente Ti prego, affinché Tu possa di nuovo guardarmi pietoso nel Tuo infinito Amore e darmi un onesto senso, così che io possa nuovamente scorgere il vero valore umano delle Tue ancelle e non [rimanga cieco] come lo sono stato finora, dato che io, simile al mondo maligno, cercavo il valore soltanto nella ricchezza e nella bellezza giovanile, ed oltre a ciò ancora in un’incredibile fedeltà ed attaccamento (perché io ero, nel mio grande egoismo, un folle asino geloso!).

              25.                O Signore, poiché io ora riconosco il mio grande errore, allora sii pietoso e misericordioso con me, povero peccatore, e lasciami ritrovare ciò che io, nel mio maligno cuore invertito, ho così spesso disprezzato. Poiché qui io non sono uno che si lascia attirare dallo spirito, ma soltanto e sempre dalla carne, allora so anche che [fino ad ora] sono soltanto della carne e non dello spirito. Perciò lasciami trovare, o Signore, di nuovo onestamente una giusta carne (a Te piacente), affinché io sia purificato nella stessa, per poi un giorno risorgere dalla stessa, nello spirito, secondo la Tua santa Volontà! – Amen”.

              26.                Vedi, questa scusa è migliore delle altre, e soltanto in essa agisce la Vita invece della morte!

              27.                Sebbene Io con tutto questo non voglia apertamente importi il dovere di sposarti – nella misura in cui tu hai un qualche motivo migliore di rimanere libero, e precisamente per puro amore per Me o, meglio, se di questo sei capace e ti puoi ritirare dal tuo mondo molto visitato –, Io comunque con questo intendo averti esortato seriamente ad un vero pentimento e penitenza, affinché tu riconosca finalmente quanto torto hai sempre avuto, perché tu eri assiduamente occupato ad allontanare da te tutta la colpa e ad addossarla rozzamente ad altri. Rifletti in te profondamente: sarebbe stato questo tollerato da Me per l’eternità?

              28.                Perciò ti ho mostrato il necessario attraverso il Mio povero servitore che da sé non può sapere cosa vi è di giusto e di cattivo (perché egli stesso è né giusto né cattivo)[17] e ciò che egli sa, lo sa soltanto da Me attraverso una particolare grande Grazia immeritata a causa degli altri, non a causa di se stesso, affinché gli altri vengano giudicati nei loro cuori attraverso di lui ed egli per ultimo soltanto attraverso di loro, ed affinché [anche] tu venga giudicato nella tua carne, per sfuggire con questo all’eterno giudizio dello spirito.

              29.                Poiché chi vuole essere accolto nel Mio nuovo Regno, costui deve essere prima giudicato[18], affinché si purifichi completamente da ogni vecchia sozzura delle sue abituali follie! Tu però sei ancora folle da capo a collo e confuso in tutti i sensi. Per questo c’era in te ancora molto da giudicare e, oltre a ciò, ci sarà ancora parecchio da giudicare prima che il tuo nome venga pienamente registrato nel grande Libro della Vita. Prendi perciò bene a cuore questa Parola a te rivolta! Essa è una nuova Parola di Vita piena di Luce e di Verità ed altrettanto piena d’Amore!

              30.                Se vuoi vivere, allora sposa qualunque ragazza nel giusto ordine, ed Io ti voglio benedire con la Mia Pace. E porta con questo in te stesso un piccolo sacrificio per le molte vittime della fedeltà femminile che tu hai già sorseggiato ed usato! E non aver timore di essere ingannato, ma temi piuttosto di non ingannare nessuno con te stesso! E non avere tanto il tuo vantaggio dinanzi agli occhi, quanto piuttosto il vantaggio di colei che tu vorresti sposare! Allora andrai bene ancora per un breve periodo nel tempo e poi anche nell’eternità.

              31.                Puoi tu infatti pensare che vivrai ancora altri cinquant’anni? Oppure non dovresti pensare piuttosto che ogni secondo della tua vita terrena sta nella Mia Mano e che Io posso o prolungare oppure accorciare ad ognuno la vita secondo il suo ubbidiente comportamento, poiché soltanto Io vedo quando il frutto è maturo – in un modo o nell’altro!

              32.                Perciò rifletti bene su che cosa è meglio: continuare così? – Oppure rivolgerti a Me e per puro amore per Me rinunciare a tutto? Vedi, puoi fare anche questo! Ma allora rifletti bene sul fatto che un servizio a metà non Mi serve a nulla, se pensi con questo di salvare la tua libertà.

              33.                Infatti vedi, nella tua presunta libertà sei soltanto uno schiavo della tua carne, delle tue brame e della libera lussuria mondana tra gli uomini, con i quali chiacchieri volentieri di cose folli e sotto sotto ridi delle tue stesse sciocchezze.

              34.                Ma qui tutta la tua carne e tutte le tue brame devono esserti profondamente sottomesse come gli schiavi più grezzi, e devi dare un addio definitivo una volta per sempre a tutte le tue folli abitudini, e subito dopo rivolgerti completamente a Me! – Ascolta! – Subito, dico Io! Perché a partire da ora ogni esitazione ti verrà in Cielo altamente messa in conto.

              35.                Ora giudica tu stesso nella tua debolezza che cosa sarebbe più facile e più salutare! Io non voglio darti nessun consiglio ulteriore su cosa devi fare, ma ti dico solamente che la ricompensa sarà uguale alla tua obbedienza.

              36.                Fa dunque ciò che vuoi! Per Me è completamente lo stesso, sia che tu scelga una cosa che l’altra. Ma rimanere come sei adesso, questo proprio non te lo consiglio!

              37.                Vedi, anche tu sei rimasto ozioso per tutto il giorno. Così adesso va anche tu nella Mia Vigna e lavora l’ultima ora nella stessa, in un modo o nell’altro! Ed Io ti darò un giorno quello che sarà giusto. Amen. – Io, l’eterno Amore e la stessa Verità! Amen.

 

Ulteriore annotazione

 

              38.                Questa parola supplementare deve, come tutte le altre, essere aggiunta alle “Parole supplementari” e deve essere letta ad alta voce in un incontro stabilito per questo scopo a colui che è stato indicato senza che lo si nominasse, in modo che non se ne vergogni. Bensì deve soltanto rallegrarsene molto se vuole diventare un settimo discepolo, cosa che verrà a sapere quando Io pronuncerò il suo nome.

              39.                Ma egli non deve, come suol solitamente fare, trovar delle scuse e volersi giustificare, se lo farà, allora dovrà anche provare quanto egli sia ancora lontano dal Regno Mio, e quanto sia ancora inabile a diventare un discepolo!

              40.                Poiché a chi Io dico molto, a costui voglio anche dare molto, ed in questo modo, se farà la Mia Volontà, dicendogli molto, gli avrò già anche dato molto. Se il mastro costruttore, infatti, pone delle fondamenta estese e vaste, non ci vorrà certo costruire sopra una conchiglia, ma lì le fondamenta devono corrispondere all’edificio. Ma se già un mastro costruttore opera in modo così giudizioso, quanto di più farò Io che sono il più potente ed onnisapiente Mastro Costruttore dell’Infinità!

              41.                Perciò colui che è stato indicato non deve vergognarsi, ma rallegrarsi enormemente! Perché Io non do invano Doni simili! Ma ognuno deve prima essere scoperto dinanzi al mondo e, nella sua umiltà, glorificare il Nome Mio, se vuole da Me essere glorificato un giorno eternamente.

              42.                Poco è ciò che Io vi domando; ma. in compenso infinita è la ricompensa! Perciò rallegratevi tutti del fatto che Io richieda questo da voi; poiché il Regno Mio non avrà fine in eterno. Amen. Questo dico Io, il Padre e Signore di tutti voi! Amen.

 

Preghiera di ringraziamento del servitore

 

Ed io peccatore, inutile, peggior servitore, oso nella mia grande impurità aggiungere:

Onore, lode e ringraziamento siano resi a Te, o santissimo Padre migliore, dai nostri deboli, impuri cuori! Oh, purifica tutti noi con la santa Potenza del Tuo infinito Amore e Misericordia! – affinché noi possiamo un giorno ringraziarTi degnamente, o Tu migliore, santissimo Padre, e lodarTi più santamente di quanto sia stato possibile finora nella grande notte dei nostri peccati!

O santissimo Padre Migliore, Ti sia reso grazie anche per il magnifico regalo di questo nuovo fratello, a noi dato nel Tuo santissimo Nome! Oh, il Tuo santissimo Nome sia lodato per questo! Onore sia reso a Te, Padre ed al Figlio ed allo Spirito Santo in Te e da Te – in ogni eternità! Amen

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Cap. 74

Una bugia?

Domenica 8 novembre 1840, dalle 9,45 alle 13

Scriventi: K.G.L.Andreas ed Anselm H.

                1.                  Oggi il nostro affettuosissimo Padre ci ha dato attraverso il Suo servitore Jakob Lorber il seguente insegnamento, e precisamente quello con il titolo indicato.

                2.                  Vi sembrerà strano se voi, in seguito a questo titolo, vogliate forse pensare che Io sia in grado di mentirvi! Naturalmente non è così; bensì si tratta di una cosa del tutto diversa. E non tutto è bugia ciò che appare come bugia, come anche non tutto è verità ciò che appare come verità. Ma che la cosa stia in questi termini, dovrà presto insegnarvelo una piccola storiella.

                3.                  Qualcuno raccontò ad un suo amico di aver visto, in un luogo di questo paese, un enorme drago, e descrisse il suo aspetto perfino minuziosamente. Egli rese la cosa così verosimile al suo amico, che quest’ultimo cominciò subito a muoversi per andare egli stesso in quel luogo dove l’amico diceva di aver visto il drago.

                4.                  Quando l’amico giunse dunque nel soprannominato luogo che gli era stato esattamente descritto, non trovò nemmeno la minima somiglianza con quello descritto dall’amico, anzi, perfino il nome era falso; e quando egli s’informò, gli venne riferito che in questo paese non esisteva nessun luogo con quel nome e con quell’aspetto.

                5.                  E così l’amico tornò nuovamente indietro e parlò all’altro con parole violente: “Ehi tu, disonesto, maligno amico, cosa ti ho fatto io che mi hai servito così male con la tua bugia e mi hai esposto al ridicolo!?”. L’amico narratore però sostenne tuttavia di non avergli detto nessuna bugia. ”Infatti” egli disse, “io ho visto il mostro come te l’ho descritto; e quando mi informai presso gli uomini come si chiamasse quella regione, costoro mi dissero che essa si chiamava così come ti ho dichiarato”.

                6.                  Ma allora il suo amico piuttosto ostile intimò al narratore di condurlo in quel luogo nel quale era maturata la sua bugia. Il narratore acconsentì e guidò il suo amico in un luogo che aveva pressappoco una leggera somiglianza con quello prima descritto. Solo che quando egli, il preso in giro, chiese agli uomini di quel luogo il nome di questa zona, allora neanche questo aveva la minima somiglianza con quello indicato dall’amico narratore. Ed in quel luogo nessuno conosceva una sillaba di un qualsiasi drago.

                7.                  Ebbene dite, cosa ne pensate voi dopo aver sentito un racconto simile: il narratore ha preso in giro il suo amico o no? Sì, dico Io, lo ha preso in giro, e molto, e tuttavia il narratore ha detto al suo amico una purissima verità.

                8.                  Ma ora si domanda: “Come può una cosa essere allo stesso tempo bugia e verità?”. Da questa cosa, naturalmente, un intelletto umano riuscirà a cavarne fuori qualcosa di così poco convincente, quanto è affermare che il nero è bianco ed il bianco è nero. Ma non è così presso di Me! Infatti una cosa, considerata con occhi spirituali, può essere precisamente nera e bianca allo stesso tempo e nello stesso posto. E così si mostrerà pure che questo sunnominato narratore menzognero, nonostante ciò, ha detto la verità.

                9.                  Quest’uomo, un giorno, quando si addormentò sotto la rinfrescante ombra di un albero, ebbe un sogno così vivido, nel quale egli vide quanto poi narrò in modo così tangibile e vivo che non poté fare a meno di pensare fra sé di aver visto veramente tutto questo.

              10.                Infatti, anche se si svegliò ancora sotto lo stesso albero sotto il quale si era messo alcune ore prima a riposare, il suo sogno però era costituito in modo tale che gli sembrò di essersi presto risvegliato da sotto l’albero, d’aver poi lasciato il posto ed essere giunto, in seguito ad una lunga passeggiata, nel luogo prima descritto. E quando [nel suo sogno] ebbe visto e provato tutto quanto prima menzionato, egli ritornò ben presto indietro, arrivò proprio allo stesso albero, si coricò, si addormentò stanco per breve tempo e si risvegliò poi davvero sotto lo stesso albero, sotto la stessa ombra dove si era messo alcune ore prima [nella realtà] sano e salvo.

              11.                Ebbene vedete, per come stanno le cose in natura, questa, [ciò che è stato raccontato dal sognatore], è proprio una bugia, perché nell’intero paese non si può trovare alcun luogo [di quella specie] e neppure nessun drago. Solamente non è proprio necessario che, se in qualche modo qualcosa non viene trovato in Natura, per questo non debba esistere [avendo un’esistenza spirituale].

              12.                E così stanno in genere le cose rispetto ad ogni singola contemplazione spirituale! Prendete un cieco e parlategli di questo o quell’oggetto che voi vedete essere qui! Per il cieco il racconto è forse una bugia, solo perché non può vedere egli stesso l’oggetto di cui voi parlate? E così molte cose possono essere esistenti e vere, anche se non vengono trovate da nessuna parte, poiché accanto al mondo naturale, anzi perfino nello stesso, esiste un mondo spirituale di gran lunga più grande. Chi vorrebbe per esempio sostenere che l’Inferno sia una bugia, poiché esso sussiste solo di pure bugie? Oppure chi vorrebbe sostenere che non esiste nessun Cielo, perché non è visibile all’occhio del ricercatore?

              13.                Così dunque “l’essere” e “non essere” e “tuttavia essere” certo non è bugia! Un essere materiale, infatti, non è un essere spirituale, come quello spirituale non è materiale – e tuttavia il materiale è [condizionato] dallo spirituale, come anche viceversa lo spirituale dal materiale.

              14.                Un esempio v’illuminerà questo sufficientemente! Osservate una mela, quando pende ancora all’albero, allora direte certamente che questa mela è cresciuta su quest’albero. Ed ancora dovrete dire che tutto questo albero è cresciuto da una mela simile. E così voi vedrete presto sorgere una mela dall’albero e poi un albero dalla mela.

              15.                Ora chiederete a voi stessi: “Che cosa è qui veramente il frutto e cos’è che produce il frutto?”. Voi direte che la mela è il frutto, allora Io dico: “Ma che cosa è dunque l’albero, se esso cresce dalla mela?!”. E voi direte: “Sì, allora è certo l’albero il frutto!”, ma allora Io dico: “Che cosa è dunque la mela, se essa viene dall’albero?”.

              16.                Vedete, anche qui ogni affermazione in sé e per sé può essere allo stesso tempo una bugia ed una verità, poiché la mela è frutto tanto quanto lo è l’albero e perciò è altrettanto produttore quanto l’albero.

              17.                Tuttavia, quando si dice: “Certo, soltanto una cosa può essere vera!”, allora Io dico: “È totalmente giusto dire che la verità è una soltanto!”, ma è sciocco da parte degli uomini sostenere e dire nella limitatezza dei loro giudizi: “Questo o quello è il primo vedendo facilmente da questo esempio che una cosa può essere come l’altra il primo”.

              18.                Dunque, ammettiamo per esempio che si alzasse un qualche straordinario scienziato e sostenesse che Dio abbia per primo creato l’albero; un altro però lo avvicinasse e gli dicesse: “Se Iddio ha creato dapprima l’albero, perché ha posto nella mela la capacità, grazie alla quale, se questa viene messa nella terra, viene fuori di essa un albero che a sua volta porta gli stessi frutti dai quali esso stesso è proceduto? Quindi è certo evidente che Dio non ha creato dapprima l’albero, bensì soltanto una mela!”. E se di nuovo il primo scienziato obiettasse a questa dichiarazione: “Io credo che, secondo l’ordine, era prima da creare l’albero e provvederlo con la forza di riproduzione”. Vedete, e così questi due scienziati si girerebbero intorno in un eterno cerchio, senza mai giungere ad una méta. E se uno che avesse davanti a sé due ingranaggi d’orologio incastrati l’un nell’altro, sostenesse: “I denti di questo ingranaggio afferrano i denti dell’altro!”, ed un altro gli rispondesse: “Ma, caro amico, sei cieco, non vedi che i denti dell’altro ingranaggio ingranano nei denti di questo?”. Chi dei due avrebbe ora nuovamente ragione?

              19.                Io dico: ognuno ha ragione e dice la verità – ed ancora: uno mente così bene come l’altro. La porzione di bugia consiste qui veramente solo nella parzialità dell’asserzione con cui una verità sta contro l’altra. E nel grado in cui appare l’altra verità, esiste la bugia. In sé e per sé però essa è altrettanto vera come lo è quella da essa contestata.

              20.                L’unica Verità è però questa: l’uno esiste ed ha origine dall’altro, e l’uno è là per l’altro. Io però sono l’eterna Causa prima di tutto l’esistente ed ho disposto tutto così che il naturale abbia origine e sussista dallo spirituale e lo spirituale sussista però di nuovo, viceversa, nel circuito costante ed invariabile, fuori del naturale.

              21.                Da questo vi diventerà chiaro come il mondo spirituale si estenda costantemente nel naturale ed il naturale a sua volta in quello spirituale. Infatti, non appena uno spirito diventa libero, allora ama, pensa ed opera nella sua sfera a lui assegnata. È impossibile però che questo agire ed operare di uno spirito, una volta che è dunque accaduto, possa passare senza lasciar traccia come se non fosse accaduta proprio nessuna azione ed opera. Ci si domanda dunque: “Come diventa allora visibile l’azione e l’opera dello spirito libero?”.

              22.                Allora Io dico: osservate le cose, come sono, come sorgono ed esistono, e vi dovrete convincere del fatto che ognuna di queste apparizioni deve avere una qualche ragione sufficiente d’origine. Ma dove si trova questa ragione? Certamente non nella materia, ma nell’agire e nell’operare spirituale, il quale agire ed operare è un agire ed operare interiore.

              23.                Quando un qualche mastro costruttore costruisce una casa, allora egli non ha certo costruito la casa a causa della stessa, ma con l’edificio ha perseguito uno scopo che corrisponde pienamente alle sue intenzioni. Ma se già un mastro costruttore fa questo e come uomo mortale vorrebbe perfino procurare all’opera sua una durata eterna, quanto più un libero, eterno spirito disporrà le sue azioni ed opere così che corrispondono al suo amore ed all’essere suo!

              24.                E così è nuovamente chiaro come il giorno che la materia stessa è soltanto un mezzo dal quale deve sorgere uno scopo spirituale nell’intenzione del produttore spirituale.

              25.                E se osservate questo così bene, allora vi deve divenir chiaro come una cosa esista per l’altra e come sempre una afferri e spunti nell’altra. E da questo vedrete inoltre chiaramente qual è la bugia e qual è la verità, e riconoscerete come per colui che è puro [che riconosce le cose dal punto di vista spirituale] tutto è puro e vero, per colui che è cieco [spiritualmente] invece la verità è bugia. In questo modo anche in Me, quale eterna Causa prima di ogni esistenza, non può trovarsi alcuna bugia; anzi la sua esistenza è al Mio Cospetto una impossibilità.

              26.                Al cieco l’esistenza di una cosa come anche la costituzione formale della stessa è certamente un [fatto] incredibile, poiché non può accertarsi della sua realtà. Se però crede che la cosa sia così, allora egli ha la verità. Ma se non crede, allora la sua perseverante incredulità stessa è una bugia, in cui la sua cecità lo tiene vincolato.

              27.                La fede è dunque un unguento degli occhi per i ciechi. Se la vogliono usare nella semplicità del loro cuore, allora giungeranno presto alla luce dei loro occhi e vedranno le cose per come esse sono. E se anche dovessero trovarle diverse da come vennero loro descritte, allora ciò che gli venne detto è vero [anche per loro] perché essi credono che sia così.

              28.                Perciò ognuno troverà prima o poi tutto nello spirito così come egli lo ha creduto! Com’è la luce, infatti, così è il colore degli oggetti illuminati. La fede però è la Luce dello spirito; perciò anche l’uomo vedrà così, come è composta la sua luce [della fede].

              29.                Ma dall’albero non verrà fuori nessun’altra mela se non quella che è messa nell’albero; come del resto dalla mela non verrà fuori nessun altro albero se non quello che è messo nel seme. E così anche ogni uomo è il frutto della sua propria fede e la fede stessa il frutto dell’amore dell’uomo. E perciò [detto in breve]: come uno crede, così vedrà, e come egli ama, così vivrà.

              30.                Ma chi crede alle Mie Parole, costui ha accolto Me in sé, in quanto crede che sono Io che gli rendo noto questo. E poiché ogni uomo in fondo all’essere suo è il suo stesso amore, allora Io divento poi, se egli Mi accoglie mediante la fede nel suo amore, il suo amore, come egli diventa il Mio. Perché come egli ha accolto Me, così ho anch’Io accolto lui. Ed in questo modo diventeremo poi una cosa sola, come l’albero e la mela in fondo sono certo soltanto una cosa, e si afferreranno l’uno nell’altro come gli ingranaggi di un orologio, e da questo verrà fuori una Verità.

              31.                Infatti, chi ha accolto Me mediante la fede nel suo amore, costui ha accolto in sé l’eterna Verità e diventa egli stesso l’eterna Verità. E poiché Io sono l’eterno Amore Stesso, così Io sono poi anche, in tutta Verità in quanto tale, [proprietà] di quell’uomo che ha fatto di Me il suo amore.

              32.                Ed allora l’uomo sarà simile ad un albero innestato, il quale ha accolto in sé il superiore, affinché questo diventi sua proprietà, e perciò porterà molti nobili e preziosi frutti, nei quali, nonostante ciò, la sua libera indipendenza mai perirà. Infatti, come voi potete ancora riavere da un seme di un albero innestato l’originaria essenza dell’albero (perché nonostante l’innesto, la sua esistenza è sempre indipendente), così accade anche con l’uomo da Me innestato, che egli, nonostante la Mia accoglienza ed il successivo innesto, manterrà altrettanto libera ed in eterno la sua indipendenza.

              33.                Vedete, quest’insegnamento ora datovi è estremamente importante e senza di esso non potete giungere facilmente all’interiore solidità della vostra fede, ed il vostro amore rimarrebbe costantemente un circuito che ritorna su se stesso. Soltanto se voi sapete che la vostra unione con il Mio Amore vi accoglie nell’infinito circuito della Mia eterna Azione, allora potete anche, con la massima sicurezza, trarre la conclusione che oltre l’infinità dell’Opera Mia, rimarrà poco spazio dove un bugia si possa nascondere. Poiché chi si separa dalla Luce, costui sarà naturalmente illuminato soltanto da un lato, e scoprirà sul lato opposto un’ombra, ombra che è un’immagine ingannevole senza luce della propria indipendenza, ma chi si trova nel centro della luminosa Fiamma del Mio Amore, chiedete a voi stessi: è qui possibile una qualsiasi ombra?

              34.                Perciò fate di Me, mediante la fede nel vostro amore, il vostro amore, affinché vi circondi e penetri la Luce, e voi stessi diventiate Luce proveniente da Me. Questo lo dico Io, l’eterno Amore e Verità. Amen.

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Cap. 75

Sulla vita, amore e morte

Continuazione del cap. “Alla sorgente Andritz

 

Domenica, 15 novembre 1840, dalle 9,30  fino alle 12,45

 

Il 13 novembre 1840 di pomeriggio, J.L. Andr. e Ans. H. si recarono alla sorgente Andritz e si trattennero qui una mezz’ora, deliziandosi alla quiete e limpidezza della sorgente.

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 31 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

 

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Cap. 76

Una piccola meditazione mattutina

5 novembre 1840

O Tu santo Padre! Guarda misericordioso a Me, povero peccatore, come sono in una grande miseria del cuore. La mia fede vacilla, la mia speranza si lascia cadere, ed il mio amore diventa debole se Tu Ti allontani solo un attimo da me!

O Santo, Padre migliore! Non distogliere perciò mai più anche solo un attimo il Tuo santo Occhio da me povero peccatore, e conservami sempre nella Tua vera e sola beatificante Grazia, Amore e onni-Misericordia! Amen.

 

Lascia in ogni pacifico mattino

che io mi preoccupi di null’altro che di Te!

Addolcir da Satana non lasciare

la coscienza mia fedele!

Lasciami fedelmente la Grazia Tua

sempre annunciare! Lascia Amore,

o Padre, sempre me povero trovare!

Abbi con noi Misericordia solamente!

Lascia sempre adempiere lealmente

la Tua Volontà da noi, i figli,

affinché sempre possa esser glorificato

qui sulla Terra il Nome Tuo.

E che possa ognun provare

e scorgere la benevolenza grande,

così lascia a tutti trovar favore

a Te legandosi con Amore!

Amen, dico io, Padre, Amen!

Amen, salvezza attraverso il Nome Tuo!

                                                      Di Jakob Lorber composta da lui stesso

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Cap. 77

Saluto di pace per il compleanno

19 novembre 1840

       1.       Finché, per il conveniente ricevimento dei congratulanti mondani, vengono puliti tutti i pavimenti nella casa del mondo prima del semplice pavimento del cuore per il Mio Ricevimento, Io non posso apparire dinanzi a coloro per i quali è stato pulito prima il pavimento. Poiché Io sono sempre umile di tutto cuore e più mite di una colomba, ed aspetto spesso abbastanza timoroso, come un debole fanciullo dinanzi alla porta, quando vedo entrare ed uscire il mondo superbo, e non oso introdurMi nella stanza nella Mia povertà dinanzi ad uomini simili che spesso amano lo sfarzo e la maestosità mondana.

       2.       Qui Io attendo poi pazientemente triste finché un tale baccano è passato ed anche i pavimenti mondani sono diventati un po’ più puliti, dopo di ché, timoroso, posso osare ad entrare timidamente per portare il Mio augurio colmo di Grazia nel giorno della nascita interiore di un’anima che in segreto Mi ama un poco.

       3.       Caro figlio, ascolta! Se Mi vuoi come Colui che ti fa per primo le sue felicitazioni, allora lava dapprima il pavimento e tira a lucido la stanza nella quale Io vorrei entrare, ed allora soltanto bada al pavimento della tua casa per il conveniente ricevimento del mondo. Perché il Padre in fondo dovrebbe essere ben il Primo per il Quale i figli devono aver riguardo, ed essi dovrebbero aspettarLo per primo nella santa serietà dell’amore e da ciò nella vivente fede e pienissima fiducia.

       4.       Perché vedi, quando una bella vergine a quattr’occhi dice al suo pretendente, che la ama sopra ogni cosa: “Io ti amo in maniera inesprimibile”, ma lei invece, nella società dell’alta moda del mondo, s’imbatte con lo sguardo su di lui e fa una faccia indispettita e non le sta bene che egli l’abbia seguita fin lì per il grande amore, e se l’amante ora si accorgerà che la sua amata, in una tale società, lo degna appena di uno sguardo indifferente, ebbene, cosa pensi tu, come andrà in una simile occasione al sincero, fedele amante, per quanto riguarda il suo cuore d’amor ardente? Io ti dico, egli sarà triste oltre ogni misura ed alla fine si adirerà. Ed alla vergine costerà davvero molto per riuscire a riconquistarlo. E se lei dovesse fare così più volte, allora dovrebbe essere difficilmente riconquistabile.

       5.       Vedi, se però già un amante mondano agirebbe così, che è certo più morto che vivente, allora puoi anche ben immaginarti che Io, quale il più onesto e più fedele Amante, che sono l’infinita eterna Vita stessa, in situazioni quasi simili non posso e non devo stare a guardarti completamente indifferente quando, di tanto in tanto, noncurante di Me, conversi col mondo e non mostri nemmeno ai tuoi la stretta via che porta al Mio Cuore.

       6.       Tu vorresti soltanto che Io venissi da te continuamente. Io però ti dico che è una e la stessa strada da Me a te. Perciò potresti tu, dopo mille delle Mie visite a te, fare a Me, Padre tuo, già anche eccezionalmente una o anche due visite seriamente nel tuo cuore!

       7.       Vedi, Mi ha mortificato il fatto che tu questa volta hai chiesto di Me così tardi! Certo, il pretendente mondano non può guardare nel cuore della sua amata. Io però vedo il tuo, e poiché è rimasto onesto, così ora vengo nuovamente a te. AccogliMi, affinché possa anch’Io accoglierti nella Mia grande Grazia!

       8.       Questo è il grande Desiderio dell’eterno, Padre santo, che sono Io, il tuo caro Gesù e nello stesso la Rinascita e l’eterna Vita. Amen

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Cap. 78

L’Unico buono e vero

1.  Non cercare cosa sarebbe “peggiore” o “migliore” sulla via poco illuminata della confusa vita; ma pensa: Uno soltanto è buono e vero, e questo sono Io ed il Mio Amore! Tutto il resto è vano, maligno e falso.

 


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Cap. 79

Vero amore per il prossimo

20 novembre 1840, sera

Ad Anselm H.:

       1.       L’Amore per il prossimo non consiste negli occhi, né nel tono del discorso, né in qualcos’altro di diletto esteriore, ma il vero amore per il prossimo consiste unicamente nel [vero] fare del bene, specialmente nei confronti di coloro per i quali non è mai da pensare che possano ricambiare il favore.

       2.       Ogni volta che l’amore ha un altro secondo fine, lì termina di essere un vero, puro amore per il prossimo, ed è poi simile ad un vino annacquato in cui non vi è dentro più nessuna forza, nessun “etere di vita”, ma è un “intruglio” di un vero maligno oste! Comprendilo bene!

       3.       Ma chi può servire due padroni!? Vedi, Io ed il mondo siamo due estremi nettamente opposti. Perciò è meglio [servire e appartenere] a Me, all’Unico, completamente, poiché Io non tollero assolutamente rivale alcuno!

       4.       Fare del bene è già giusto, ma soltanto nell’Ordine Mio! Amen

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Cap. 80

Sulla respirazione del mondo naturale e delle piante

 

22 novembre 1840, dalle 8,45 fino alle 12,45

Scriventi: K. G. L. – S. – Andr. ed Ans. H. – Il Signore alla domanda: “Respirano anche le piante e come?” rivela quanto segue per mezzo del Suo servitore J.L.:

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 32, 1-20 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

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Cap. 81

Sulla respirazione delle piante

supplemento

22 novembre 1840 (continuazione)

 

(segue la comunicazione pubblicata al cap. 32, 21-47 nel libro “Testimonianze dalla natura”)

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Cap. 82

“I santi degli ultimi giorni”

24 novembre 1840, pomeriggio

O Signore! Che cosa c’è nella setta che si chiama: “I santi degli ultimi giorni”, i cui membri sarebbero in possesso di forze miracolose ed in gran parte emigrano verso l’America?

       1.       Per quanto riguarda questa setta, che si chiama: “La chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni”[19] non vi è in essa così tanto come voi credete. Essa, infatti, si autochiama “santa”, e certamente solo ed unicamente Io sono santo!

       2.       Se però qualcuno viene santificato nel Mio Nome, non per questo è già “santo” lui stesso, anche se volesse diventare pienamente una sola cosa con Me attraverso il più puro amore. Infatti, egli sarebbe santo soltanto in generale – in particolare però soltanto Io rimango Santo – ed egli è santificato attraverso la Mia Immagine vivente in lui.

       3.       Quindi vedete, chi si fa chiamare “santo”, anche se per amore del Mio Nome, costui non glorifica il Mio Nome, bensì egli lo fa soltanto affinché possa essere glorificato il suo nome attraverso il Mio. Ed anche se loda il Mio Nome, lo loda soprattutto perché vorrebbe trovare lui stesso onore e santità attraverso l’esaltazione della Santità del Mio Nome. Vedete, simili “santi” Io non li vedo troppo di buon occhio.

       4.       E poi ci si chiede ancora: dove mai sta scritto che uno deve emigrare in America per amore della salvezza, per vivere lì, a causa della maggiore assenza di leggi, più comodamente e più liberamente? Eppure Io dissi sempre: “Il Regno dei Cieli subisce violenza; coloro che non l’attirano a sé con violenza, non lo possederanno!”. E non ho ancora mai detto: il Regno dei Cieli subisce comodità; coloro che l’attirano a sé con comodità, lo possederanno!

       5.       Chi vuol venire a Me, non ha bisogno di andare in America, ma soltanto nel suo proprio cuore! E quando ha ben purificato lo stesso col vero amore e con la vivente fede che scaturisce dall’amore, allora Mi troverà certamente e sarà molto più vicino che in America.

       6.       Ma coloro che ritengono di averMi già trovato e per questo si fanno chiamare “santi” e vanno in America per poterMi, per così dire, custodire meglio, in verità, costoro hanno ancora poca solidità e ne troveranno sicuramente ancor meno in America. Poiché chi teme di essere distolto dallo spirito già nella sua abituale patria terrena, come reggerà in una parte straniera del mondo, dove incontrerà mille stranezze e mille bisogni!?

       7.       Perciò in questa “santa” setta non vi è così tanto come voi credete. Vedete, ai membri di questa setta non piace l’obbedienza ai loro monarchi. Per questo vogliono trasferirsi in America, perché è uno Stato libero, lì quasi ognuno vorrebbe dominare, ma nessuno obbedire; poiché ogni repubblica somiglia più o meno sempre all’Inferno che nel senso più stretto è una repubblica.

       8.       Ma per quanto riguarda gli “ultimi giorni”, voi non avete nulla a che fare con la fine di “tutti i tempi”, ma soltanto con il tempo in cui vivete. Esso, infatti, è “l’ultimo tempo” di ciascuno. Perciò vegliate in questo tempo e siate solerti nell’Amore, affinché questo [la Potenza celeste] diventi in eterno la vostra parte! Amen.

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Cap. 83

Obbedienza, Chiesa, Rosa

Tre parole nella Luce spirituale

25 novembre 1840, dalle 20 alle 22

Signore! Ci sarebbero tre parole colme di contenuto! Non vorresti rivelarmele clemente nel Tuo grande Amore per facilitare la comprensione dell’annunciatrice W.H. e dei suoi fratelli, poiché lei, sebbene ancora molto giovane, certo però, come sembra al Tuo peccaminoso servitore, di tanto in tanto ha già un piccolo desiderio di Te? O Signore! Se è la Tua santa Volontà, ascolta questa piccola preghiera del Tuo inutile, pigro servitore e non lasciarmi annientare nella Magnificenza del Tuo oltremodo sublime, potente, santo Nome!

       1.       Ebbene scrivi dunque!

       2.       Ti ricordi ancora la breve frase che ti ho comunicato ieri sera venendo qui? Vedi, per metà l’hai dimenticata! Perciò è necessario richiamartela in mente, prima di poter soddisfare la tua preghiera.

       3.       Questa frase diceva dunque: “Perché guardi tu così meravigliato alle stelle e ti angosci nell’anima tua? Che cosa pensi, cosa vuoi, cos’è che vorresti sapere? – Amore! – Allora verrai a sapere ciò che non sai e devi sapere”.

       4.       Vedi, esattamente come ieri osservavi cieco e sospirando le stelle, e non sapevi Chi fosse il “Signore della casa”, tale e quale guardi oggi queste tre parole che ti sono state sottoposte dalla fanciulla menzionata e non sai che cosa farne.

       5.       Vedi, tu hai sollecitato il tema piuttosto che chiederMi prima il permesso, così che tu potessi fare qualcosa! Se Io fossi ambizioso come gli uomini, questa volta ti pianterei in asso, così che tu possa scorgere quanto è grande la tua stoltezza.

       6.       Solo che Io non sono come gli uomini, e tu non consideri niente a giustificazione della tua straordinaria stoltezza, così ti voglio dire sempre ciò che t’interessa sinceramente, affinché tu lo possa sapere per l’utilità degli altri.

       7.       Vedi, “Obbedienza” è la via verso la vera, vivente Chiesa, che è la Mia Parola vivente scritta e pronunciata da eternità nel cuore di ogni uomo ed angelo.

       8.       La “Rosa” significa però il più puro, profumato Amore per Me proveniente dalla Chiesa del cuore. Ma come il fiore principale cresce sui cespugli spinosi, così anche la via verso la vera Chiesa, che è il luogo in cui unicamente ed esclusivamente è di casa la Grazia Mia, è altrettanto un po’ spinosa. Ma proprio per questo è poi anche l’Amore puro, le cui radici che affondano nel giardino della filiale obbedienza portano all’arbusto spinoso del nutrimento proficuo, il bene più alto, più bello e più santo, sì, esso soltanto è l’eterna, beatissima Vita stessa. E chi non porterà spiritualmente nel suo cuore questo regale fiore, difficilmente costui entrerà nel grande, eterno Regno dei Cieli.

       9.       Obbedienza è quindi il giardino. La vita nell’obbedienza sono le buone radici dell’arbusto di rose. Sebbene siano ancora nell’oscura terra senza luce, esse sono però le reggitrici principali dell’arbusto ed infine del fiore stesso. La Chiesa però somiglia all’arbusto spinoso. E le spine dell’arbusto sono tutte le prove di libertà e le molteplici tentazioni del mondo, ma nello stesso tempo sono anche gli aspiratori del fuoco dell’amore, come le reali spine sull’arbusto di rose sono gli aspiratori del fuoco elettrico. La rosa alla fine è il simbolo più bello dell’amore stesso!

      10.      Ascolta dunque tu, Mia cara giovane scopritrice di queste tre parole! Diventa anche tu una rosa e diventa, in quanto tale, la Mia cara figliola, affinché un giorno ti possa divenir chiaro il mistero che ti tiene ancora prigioniera del mondano!

      11.      Vieni dunque quanto prima nel Mio giardino e fiorisci in esso come magnifico fiore dell’eterna Vita, dove percepirai nuovamente le armonie segretissime della Mia Voce paterna!

      12.      Ma ciò che ti è detto attraverso il Mio servitore, valga anche per i tuoi fratelli! – Amen. – Questo dico Io, il Padre vostro affettuosissimo. Amen.

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Cap. 84

Guida per il viaggio

29 novembre  1840, dalle 10 fino alle 11,30 del mattino.

Scriventi: Andr. ed Ans. H. Il Signore disse per mezzo di J.L. dal Suo Amore quanto segue:

       1.       Ieri, senza la Mia Volontà – a causa di un interesse mondano – due di voi si sono messi di mattino presto in viaggio, sebbene sarebbe stato conveniente che almeno il Mio servitore Mi avesse prima chiesto un consiglio per sapere se una tale impresa potesse essere vantaggiosa o no (poiché Io non sono mai stato parco con il Mio Consiglio per una qualunque occasione!). Io però volevo che una tale impresa non dovesse essere compiuta, perché non sarebbe stata secondo la Mia Volontà – nella quale unicamente ed in ogni circostanza è sempre da trovare la vera felicità – e specialmente per coloro che hanno già trovato più o meno la via dove si comunica fedelmente la Mia Volontà, e precisamente, come sapete, sempre in Parole ben chiare e comprensibili.

       2.       Ma affinché sappiate anche, perché Io ho fatto in modo che i due fossero ostacolati nel loro viaggio, allora voglio comunicarvi che in questo modo vi ho dimostrato un gran beneficio. Infatti, entrambi non sarebbero ritornati con il corpo in buona salute.

       3.       Poiché ogni uomo, sia egli buono o cattivo, ha sempre la libera volontà nel suo agire, allora Io posso ostacolare nella sua azione, tanto poco il cattivo come il buono. E così sarebbe accaduto che voi, sulla via per Lebring (come voi chiamate quel luogo) fino a Strab (questo è il luogo dove pensavate di rimanere), sareste caduti nella mani di gentaglia malvagia che sostava lì, ed avreste avuto molto da fare e da lottare per liberarvi di questi manigoldi; ed in questo modo avreste anche subìto, a causa dei dispiaceri che ne sarebbero originati, dei danni spirituali.

       4.       Per risparmiarvi dunque un simile disagio, ho reso inutilizzabile solo una ruota [del vostro carro], e precisamente in un punto in cui non era possibile pensare a nessuna riparazione, per questa ragione foste poi costretti a ritornare nel vostro sicuro paese d’origine.

       5.       Vedete, chi non cammina costantemente con Me, costui va spesso a finire ciecamente nelle braccia della sua sventura e non sospetta nulla della stessa, finché non ne è stato totalmente catturato! Ma se ci sono Io insieme a lui, in un qualunque viaggio oppure altra impresa, allora mai permetterò che a colui che cammina al Mio fianco, venga torto anche un capello solamente!

       6.       E così anche l’esperienza vissuta ieri vi sia una potente dimostrazione! Infatti, sebbene non Mi avete chiesto consiglio, ed anche non avete espressamente pregato affinché vi accompagnassi lì, ciò nonostante Io non vi ho escluso dalla Mia attenzione sempre beatificante.

       7.       Poiché Io so certamente che dopo riconoscerete che non abbandono coloro che hanno cominciato a cercarMi e ad amarMi e si tengono fedeli in questa caratteristica, così Io sono sempre presso di loro, sia che Mi pregano o non pregano. Poiché chi è affezionato a Me di sua spontanea volontà, a costui Io pure sono affezionato di Mia spontanea volontà.

       8.       Inoltre però vorrei ancora osservare (tuttavia non limitando minimamente la libera volontà) che, riguardo al vigneto abbandonato che è ancora esposto ad ogni possibile avversità del tempo, sarebbe piuttosto bene se lo stesso non venisse acquistato dal Mio amico ed adoratore; bensì costui deve prima lavorare e preparare ben bene piuttosto la Mia vigna. E se egli è disposto ed ha gioia a coltivare una vigna terrena, allora con il tempo Io gliene mostrerò un’altra che gli procurerà più gioia che non questa, perché quest’ultima è stata comprata con dei soldi che Io non voglio qualificare più precisamente. E quindi basta con questo!

       9.       Se voi però volete e potete, allora sarà possibile recarvi a tempo debito e con comodo in un altro luogo, e questo di certo lo dovete fare il più presto possibile. E non preoccupatevi se il tempo è bello e limpido oppure turbato. Poiché ci sarà proprio un tempo come dovrà essere per innalzarvi di nuovo di un gradino superiore molto importante.

      10.      E non preoccupatevi per la “diaria spettante”, poiché ultimamente vi ho di certo pagato bene, e precisamente con la moneta più giusta e più pura. Se questa moneta era solo una pura moneta d’argento, questa volta voglio pagare il vostro viaggio in oro. E come l’oro nella sua nobiltà sta sopra l’argento, allora anche questo pagamento sarà superiore a quello per il viaggio per la Kleinalpe.

      11.      Infatti allora foste informati verso sera, ora però siete stati informati verso il mattino, ed allora era un tempo indifferente, ma ora celebrate il tempo importante del Mio Arrivo! E questo tempo non vi deve spettare in quest’occasione semplicemente nominandolo, bensì operando attivamente.

      12.      Ora voi chiederete: “Ma allora dove dobbiamo effettivamente andare?”. Io dico: non molto lontano! Poiché vedete, Io ho scelto due punti di cui uno è più vicino e l’altro sta a tre ore di distanza. Certo, a Me sarebbe più giusto se voi faceste un sacrificio più grande e voleste andare in quel luogo dove c’è un monte dal nome Kulm. Tuttavia, se non avete abbastanza tempo di recarvi lì a causa dei vostri impegni, allora potete recarvi anche in un luogo presso il cosiddetto castello Lustbichel dove si trova nella stessa direzione, su una collina abbastanza importante, un altro piccolo castello, presso il quale, un po’ più in pendio, si trova ancora una cappella.[20]

      13.      Ora dovunque vogliate andare, là badate bene a tutto, sia sulla terra sia nell’aria, sia vicino che lontano; ma soprattutto badate ai vostri sentimenti! Poiché in essi, quando sarete in quel determinato luogo, comincerete a scorgere con precisa attenzione cosa significa far qualcosa nel Nome Mio!

      14.      Ed Io vi dico: Cielo e Terra passeranno, ma le Mie Parole sussisteranno in eterno, e ciò che viene stabilito con queste, sussisterà oltre ogni Creazione! Infatti, poiché la Mia Parola è scaturita dal Mio Amore, come potrebbe passare finché esiste l’Amore che ha fatto scaturire da Sé tali Parole?!

      15.      Tuttavia completamente diverso sta con le Creazioni che sono qui procedute dai Miei Giudizi, le quali sono avvenute solo attraverso l’Amore, ma non dall’Amore, e perciò sono anche effimere come i giudizi da cui esse sono sorte.

      16.      Il giudizio dura soltanto un tempo. Il tempo stesso, infatti, è soltanto un giudizio. L’Amore invece sussiste in eterno. Poiché l’Eternità è l’Amore stesso, ed [in Essa] tutto è pieno d’Amore.

      17.      Nel tempo l’Amore opera attraverso il giudizio ed addolcisce nello stesso l’ira [ardore] di Dio. Nell’Eternità invece è l’Amore vincitore sull’ira [ardore] e quindi anche su tutto il giudizio. E perciò là è nient’altro che Amore e la sua corrispondente infinita Beatitudine.

      18.      Se Io però dico che queste parole non sono dirette a voi dal Mio Giudizio, ma dal Mio Amore, allora pensate anche che Esse si ergono eternamente al di sopra di ogni cosa temporale! Se dunque voi potete e volete, allora fate quanto è detto il più presto possibile! Poiché è il desiderio sempre più beatificante del vostro grande, santo Padre che in tutto è l’eterno Amore e la Sapienza stessa. Amen!

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