RIVELAZIONI

 

“Io ti rendo lode, o Padre, Signore del Cielo e della Terra,

perché hai nascosto queste cose ai savi ed intelligenti,

e le hai rivelate ai piccoli fanciulli!”

(Matteo 11,25)

 

 

“Lo Spirito Santo però, che il Padre vi manderà nel Mio nome,

v'insegnerà ogni cosa e vi rammenterà

 tutto quanto Io v'ho detto”

(Giovanni 14,26)

 

Segreti della Creazione

 

Comunicazioni ricevute nel 1870-1877 attraverso la Parola interiore

sulla Creazione

 

Gesu

 

 (Dalla Parola “Il Vangelo della Natura” del 22 gennaio 1872 – cap.1):

 

«19. Fu l’Amore che creò tutto, mantiene tutto e perfeziona tutto; senza quest’Amore non splenderebbe nessun sole, senza Amore non vi sarebbe nessun calore, nessuna vita. Esso è il grande impulso che tende a condurre tutto alla sua meta. Guarda tutta la Mia Creazione! Ovunque puoi contemplare un solo prodotto, puoi riconoscere, proprio dalla sua perfezione nel più piccolo come nel più grande, che il Creatore, rimanendo sempre uguale a Se Stesso, avvolge tutto con le amorevoli identiche Braccia.

20. Vola fin su in quegli spazi dove non bastano milioni di anni per inviarti da lì un raggio di luce, oppure scendi giù fino al più minuscolo atomo nell’etere infinito, e troverai Lo stesso amorevole Creatore.

 27. Così consideraMi, come Dio, eternamente amante, quale dolce ed umile Gesù, e segui le Sue orme, e scoprirai nella natura materiale la Voce di questo Amore; esso nel caldo raggio del Sole, nel soave mormorio di una dolce aria di primavera e nel raggio di luce cadente nell’occhio tuo di lontane stelle da te distanti milioni e milioni di miglia, ti dirà sempre la stessa cosa: “Dio è Amore!”»

 

Traduzione dall’originale tedesco: “SCHÖPFUNGSGEHEIMNISSE” dalla 5a edizione tedesca del 1989

Casa editrice: Lorber-Verlag - Bietigheim Württ. – Germania

Copyright © by ‘Casa editrice Gesù La Nuova Rivelazione’

Questa edizione in lingua italiana è stata curata dal gruppo: “Amici della nuova Luce”  -  www.legamedelcielo.it

Traduzione di Ingrid Wunderlich e Antonino Izzo – 2008

Casa editrice GESÙ La Nuova Rivelazione - Via Vittorio Veneto, 167 -  24038  Sant’Omobomo Terme  (Bergamo)

E-mail: damianofrosio@tiscali.it - Sito internet: www.jakoblorber,it

 

 

Biografia di Gottfried Mayerhofer

Commento al libro
INDICE

 

Cap

Titolo

data

1

Il Vangelo della natura e la missione dell’uomo sulla Terra

22. 01. 1872

2

Il magnetismo

22. 10. 1870

3

L’elettricità

23. 10. 1870

4

Le grotte di Postumia

7. 06. 1870

5

La farfalla e la rondine

11. 11. 1870

6

Il “Non ti scordar di me” e il serpente a sonagli

23. 11. 1870

7

Il tifone o gigantesca tromba d’acqua nell’Oceano Pacifico

19. 02. 1871

8

Aria, acqua, terra e fuoco

25. 06. 1871

9

La mela

7. 07. 1871

10

Dalla notte alla Luce:  Il fiore                                           (I parte)

3. 05. 1871

11

Dalla notte alla Luce:  Una scala di Giacobbe                (II parte)

26. 07. 1871

12

Dalla notte alla Luce:   Continuazione                           (III parte)

27. 07. 1871

13

La creazione del mondo materiale e spirituale

(il grande uomo cosmico)

15. 01. 1871

14

L’uovo

12. 04. 1871

15

La pioggia                                                            (parte I)

29. 04. 1871

16

La pioggia (nel suo rapporto con lo spirituale)   (parte II)

16. 06. 1876

17

L’uomo e la Creazione                                                     (I parte)

27. 02. 1871

18

L’uomo e la Creazione                                                   (II parte)

17. 09. 1871

19

La cascata

20. 06. 1873

20

Una Parola per quelli di vista corta    Il cielo stellato    (I parte)

Continuazione…

20. 01. 1873

23. 01. 1873

21

La piramide nella Creazione

15. 01. 1872

22

Storia della Creazione

16. 04. 1871

23

La croce nella Creazione

1. 02. 1872

24

La  bellezza

3. 02. 1872

25

La luce   (luce di mondi, soli e stelle)                   (parte I)

4. 05. 1873

26

Uno sguardo in Orione, in Sirio e nelle Pleiadi                (I parte)

2. 12. 1875

27

Uno sguardo in Orione ed altro                                      (II parte)

21. 12. 1875

28

La Luce                                                               (parte II)

4. 01. 1876

29

La Lucesupplemento alla Parola                   (parte III)

14. 01. 1876

30

L’occhio

26. 01. 1876

31

Il cielo stellato                                                                (II parte)

16. 01. 1877

32

La vite elicoidale

19. 12. 1874

33

Micro e macro cosmo

20. 07. 1875

34

Creazione primordiale dell’anima umana

3. 11. 1872

35

Dio è Amore

1. 03. 1872

36

Il tempo

7. 08. 1872

 

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Cap 1

Il Vangelo della natura e la missione dell’uomo sulla Terra

Ricevuto il 22 gennaio 1872

1.                 Mio caro figlio, tu hai scritto una lunga lettera alla sorella tua spirituale, e precisamente dal punto di vista delle tue cognizioni[1], alla quale lei, come donna, non era in grado di risponderti. E appunto in questa morsa, tra il ‘non potere’ e il ‘desiderare’ lei si rivolse al Mio scrivano per chiedere istruzioni e consiglio a Me, affinché nei tuoi confronti sia fatto quello che è giusto.

2.                 Dunque, tu dici nella tua lettera che vorresti avere da un maestro una risposta e un giudizio; ebbene, Mi assumo Io questo compito, entrando con te in una discussione teologica, affinché tu possa riconoscere il tuo Maestro, il Quale può dare risposte alle tue domande così come a tutti gli esseri viventi pensanti dell’intera Creazione.

3.                 Prima però di passare al vero e proprio contenuto della tua lettera, Io devo, in primo luogo, aiutarti ad eliminare i tuoi dubbi, come se questa Parola che ora Io ti do qui, non provenisse da Me, bensì fosse solo opera umana, oppure un messaggio dettato sotto l’influsso di uno spirito superiore.

4.                 Tu stesso ammetti nella tua lettera che non tutto quello che scrivi è cresciuto sul tuo terreno; come pure il voluminoso neo rivelato Grande Vangelo di Giovanni, che proprio adesso hai letto, non lo consideri ‘Opera’ completamente Mia, e che tale Opera sia solo per principianti, non per profondi iniziati nelle conoscenze divine, e che, semplicemente troppo dolce, sia scritta tutt’al più per fanciulli, laici e minorenni e non per uomini adulti! Qui tu sbagli enormemente! E quest’errore t’impedisce di verificare la verità, che tutto, ciò che hai appena letto, proviene solo da Me e da nessun altro, questo deve essere il Mio primo scopo, dopo di che passeremo al contenuto della tua lunga lettera, affinché Io possa splendere ancora dinanzi a te qual Sole mattutino per guidarti, attraverso la vita materiale, al Cielo spirituale.

5.                 Vedi, figlio Mio, in te vive uno Spirito che veramente innalza la tua anima al di sopra di quella dell’animale e ti pone nella posizione di uomo libero, mentre l’animale è guidato sotto l’influenza dell’istinto alla sua destinazione.

6.                 Ora questo Spirito, una scintilla proveniente da Me che Io, secondo Mosè, alitai al primo uomo e grazia al quale l’uomo, visto esteriormente, Io l’ho creato a Mia immagine e somiglianza – questo Spirito è il mediatore tra Me, il Mio regno degli spiriti e l’uomo.

7.                 Per mezzo di questo Spirito Io parlo all’uomo nel suo cuore, esorto, consiglio e consolo, come qualcosa che, nonostante qualche avversione, non si lascia allontanare con le dispute; motivo per cui voi lo chiamate anche ‘coscienza’, perché è qualcosa della coscienza.

8.                 Mediante questa voce Io manifestai ai profeti del Vecchio Testamento la Mia Volontà, e proprio con questa voce adesso guido e conduco l’umanità alla sua familiare meta per la vagliatura; poiché è venuto il tempo in cui ben presto il grano sarà mondato dalla pula; questo lo annunciano i grandi capovolgimenti politici, mondani e spirituali che si manifestano sulla vostra Terra intera.

9.                 Per realizzare questa Mia comunicazione diretta Mi serviva anche un uomo di carattere semplice, il quale, più di molti altri, era abituato a porgere l’orecchio alla sua voce interiore e a distinguere le immagini fantasiose del suo intelletto dalla Mia voce d’Amore, così da rendersi idoneo a mettere tutto sulla carta, e questo lavoro è destinato non soltanto ad una piccola cerchia di lettori che adesso conoscono questi scritti, bensì per servire all’intera umanità quale futuro sistema religioso, che si basa esclusivamente sulle Mie stesse dichiarazioni enunciate durante il Mio pellegrinaggio terreno, e deve ricondurre il culto e tutto il sistema dottrinale della religione su questo, come Io lo diedi un giorno ai Miei apostoli, uomini semplici presi dal popolo; poiché tu puoi ben immaginare che Io non sono sceso invano sulla vostra Terra, dandovi l’esempio più grande di umiliazione e spirito di sacrificio. Queste comunicazioni, per mezzo di devoti uomini e donne consacrati a Me, sono sempre state date a intervalli dopo la Mia dipartita. Sempre concessi tali veggenti come altri; le comunicazioni sono naturalmente sempre corrispondenti al tempo e alla ricettività del popolo, cosicché il loro linguaggio, nei diversi secoli, differisce l’uno dall’altro; come presso di voi i libri che sono espressamente per bambini, sono scritti in uno stile diverso da quello per adulti, per quanto il soggetto sia unico e non diverso.

10.              E così, quando il popolo era nell’infanzia, riceveva fiabe e racconti, dietro ai quali era celata la vera e propria Sapienza, ma quando il popolo raggiunse l’età adulta, riceveva comunicazioni che erano adeguate ad uno spirito illuminato. La Sorgente però era sempre una e la stessa, era sempre la Mia comunicazione diretta che, agendo così lentamente sugli uomini, li preparava da un gradino all’altro. Nel tempo attuale, dopo che il Mio noto scrivano è stato da Me richiamato, Io ne ho nuovamente scelto un altro che possiede quelle qualità che sono, con queste comunicazioni, utili a Me e a tutta l’umanità. Mediante queste righe tu ricevi qui, tenendo conto delle tue buone qualità e della tua zelante ricerca di Luce, non solo la Mia rivelata Volontà, ma oltre a ciò argino, in un sicuro letto di fiume, il grande torrente di erudizione che ti sei procurato dai tuoi studi teologici e filosofici, affinché, regolato così il corso del tuo flusso vitale, Io possa ricondurti lentamente al mare dell’eterna Luce e dell’eterna beatitudine e diletto.

11.             Vedi, tu hai citato molti passi del Vecchio e del Nuovo Testamento per giustificare il tuo indirizzo spirituale e il tuo punto di vista personale, così Io pure voglio cominciare con una massima presa dal Mio pellegrinaggio terreno che qui si adatta proprio benissimo, e che è il primo e il più importante: “Se voi non diventerete come questi fanciulli, non entrerete nel Regno dei Cieli”.

12.             Vedi, questa massima è la prima che Io ti metto nel cuore per la meditazione; diventa fanciullo e dimentica il cibo per adulti; attieniti al semplice e non cercare lontano da te ciò che ti sta tanto vicino.

13.             Vedi, tu hai citato la Trinità, la storia della Creazione, la personalità di Cristo, la Sua nascita, e molto altro ancora dagli antichi padri della Chiesa, hai voluto fare di queste esegesi, che spesso erano molto perspicaci, dei titoli di un unico tema, cioè la divinità di Cristo, l’esistenza di Dio, del Suo Regno spirituale e parecchie cose ancora. – Quando nei vecchi libri dei padri della Chiesa leggevi queste spiegazioni, esse ti sembravano molto spirituali, molto vere, e perché? Perché corrispondevano alle leggi del tuo intelletto. Io invece devo ricordarti che tutti questi scrittori e commentatori della Mia parola, tanto del Vecchio quanto del Nuovo Testamento erano, per così dire, vermi roditori che, penetrati nella rigida e materiale corteccia dell’Albero della Vita, vi si sono seppelliti nel suo interno, perché presentivano che dietro e sotto questa corteccia stava qualcosa di meglio e di più fine, e anch’essi, come i vermi roditori in un albero, più vi fossero penetrati, tanto più si sarebbero spiritualizzati essi stessi, mediante il sempre più fine nutrimento. Soltanto, con loro successe proprio come ai vermi roditori di un albero: troppo in alto nell’albero essi non potevano penetrare, perché il cibo non era più adatto a loro. E così tutte le indagini e le spiegazioni, pur venendo in generale sempre e solo dalla stessa sfera, non schiarivano completamente i dubbi di un’anima indagatrice, e i ricercatori girovagavano solo in circolo, intorno ad un punto centrale che tutti presentivano, ma nessuno era in grado di raggiungere.

14.             Ma poiché Io parto da punti di vista del tutto differente dai vostri, e vedo molto più lontano di tutti i commentatori biblici, desidero che, piuttosto di aprire nuovamente un libro di un profeta o di un vecchio padre della Chiesa, apriate il Mio vero e proprio Libro della Vita, cioè: il Libro della Mia natura visibile e quella invisibile; lì ti voglio mostrare ciò che tu volevi provare con commenti biblici, e dove tu potrai trovare, sempre e continuamente che Io, Dio, sono Amore, Mio Figlio, la Sapienza, e lo Spirito Santo il collegamento di entrambi per la realizzazione della Creazione.

15.             Vedi, figlio Mio, Io creai l’intero Universo con tutti i suoi esseri viventi perché Io, quale l’Amore stesso, desideravo essere amato da altri esseri, poiché l’amore senza oggetto è una impossibilità. Dunque questo Mio Amore, illimitato e divino, non concepibile da voi creature, creò esseri e mondi, grandi regni materiali e spirituali dove esseri intelligenti, rallegrandosi nella Creazione, imparassero a conoscere il Creatore, e in questo modo potessero restituirMi nuovamente il Mio Amore.

16.             Quest’infinito, divino Amore, doveva anche avere uno scopo, un perché e un “fin qui e non oltre”, e questo limitante era quindi la Sapienza. L’Amore unito alla Sapienza erano i fattori che fecero maturare le idee per la Creazione, e lo Spirito della conservazione coronò l’Opera con l’impronta dell’Infinità; poiché ciò che un Dio crea, deve essere altrettanto divino, e quello che un Essere infinito chiamò alla vita, altrettanto sarà infinito.

17.             Così fu creata la grande Trinità, che nel materiale-visibile si esprime sempre con altrettante tre cose, quale lunghezza, larghezza e profondità; oppure forma, contenuto e densità; oppure come nell’uomo, spirito, anima e corpo, e in ogni cosa creata un esteriore, un interiore e un intimo.

18.             A questa Trinità tutto è dedito, tutti i prodotti della terra, tanto al di fuori che all’interno della stessa.

19.             Fu l’Amore che creò tutto, mantiene tutto e perfeziona tutto; senza questo Amore non splenderebbe nessun sole, senza Amore non vi sarebbe nessun calore, nessuna vita. Esso è il grande impulso che tende a condurre tutto alla sua meta. Guarda tutta la Mia Creazione! Ovunque puoi contemplare un solo prodotto, puoi riconoscere, proprio dalla sua perfezione, nel più piccolo come nel più grande, che il Creatore, rimanendo sempre uguale a Se stesso, avvolge tutto con le amorevoli identiche braccia.

20.             Vola fin su in quegli spazi dove non bastano milioni di anni per inviarti da lì un raggio di luce, oppure scendi giù fino al più minuscolo atomo nell’etere infinito, e troverai Lo stesso amorevole Creatore.

21.             Vedi, la tua piccola Terra ruota intorno al Sole con tutti i suoi pianeti e comete, e poi tutto questo ruota, a sua volta, intorno ad un altro più grande, in associazione con altri sistemi solari; poi nuovamente questo Sole centrale ruota, col suo seguito, attorno ad un altro più grande ancora, e così via, fino a che tutto il sistema planetario e solare è completo e ordinato, come si mostra a te in parte nel cielo notturno.

22.             Come quest’immensa volta stellata di per sé forma solo un sistema, così di questi ve ne sono ancora molti milioni, dei quali voi ne conoscete alcuni con il nome di nebulose. Se tu ora seguissi questi complessi stellari, ne scopriresti continuamente di nuovi, così alla fine t’imbatteresti in un altro Regno, dove tutte queste Creazioni precedenti hanno le loro rispondenze spirituali e dove, a poco a poco, l’intera Creazione, sempre spiritualizzandosi, alla fine si scioglierà in questo, per chiamar fuori là un nuovo ciclo di Creazioni, ma solo spirituali.

23.             Ebbene, in quel Regno degli spiriti dove si trova tutto nella sua massima potenza, vi è anche la Mia sede; da lì Io governo; da lì Io inviai Mio Figlio, la Sapienza, fin quaggiù in questo piccolo granello di sabbia, affinché servisse a tutti gli spiriti e a tutti gli esseri come esempio: cosa è in grado di fare l’Amore quando si tratta di un grande e alto scopo. Senza badare agli altri soli e mondi, dove uomini di grandezza e forze spirituali e fisiche da voi neppure mai immaginate, vivono in un mondo pieno di meraviglie, la Mia stessa Divinità dovette abbassarsi alla più grande umiliazione, e proprio questa umiliazione subirla su una stella che è più piccola di un granello di sabbia nel mare, i cui abitanti sono di dimensioni fisiche paragonabili a quelle degli infusori, tuttavia portano in sé il più grande Spirito, così come presso di voi del resto si possono prendere a paragone i più piccoli filamenti nervosi, i quali sono maggiormente sensibili sia al piacere che al dolore.

24.             Su quest’oscura Terra Io discesi un giorno (quale divina Sapienza, quale Maestro), Mi svestii di tutto il divino, cominciai come fanciullo nella più misera posizione e conclusi questo pellegrinaggio terreno affrontando la morte più disonorante al palo del disonore. E tutto questo per Amore e per mostrare ai Miei spiriti quello che un essere spirituale deve fare per poter un giorno essere simile a Me.

25.             Io venni sulla vostra Terra – come tu stesso dici – per annunciare l’aurora di un nuovo giorno, il giorno dell’Amore, il giorno della Pace e della Riconciliazione, il giorno in cui sarà riconosciuta e valorizzata la dignità della Mia Scintilla divina posta nel vostro cuore.

26.             Comprendi questo disinteressato Amore senza secondi fini! Afferralo, affinché anche il tuo cuore si allarghi, si estenda su tutta l’umanità e ti faccia scorgere nel tuo prossimo soltanto figli traviati. Questo Amore ti riscaldi e sia il fondamento di tutte le tue azioni. Allora sarai un rinato, diventerai di nuovo un figlio che guarda al Padre con fiducia, accetta tutto da Lui, qualunque cosa possa qui venire, poiché sappi che il Padre non castiga, non si vendica, ma solo perdona e dimentica soltanto.

27.             Allora considera Me quale Dio eternamente amante, quale dolce e umile Gesù, e segui le Sue orme, e scoprirai, nella natura materiale, la voce di questo Amore; esso, nel caldo raggio del Sole, nel soave mormorio di una dolce aria di primavera, e nel raggio di luce di lontane stelle cadente nell’occhio tuo da te distanti milioni e milioni di miglia, ti dirà sempre la stessa cosa: “Dio è Amore!”

28.             Nelle tue passeggiate gli uccelli nell’aria e i fiori nei campi ti diranno a gran voce: “Diventa anche tu ciò che siamo noi, creature che adempiono pienamente il loro scopo!”. Quando questo Amore poi compenetra il tuo petto, quando avrai compreso la grande Parola del Mio Amore, allora potrai stendere le braccia verso il mondo intero e tutto allora ti apparirà roseo e tranquillo, scoprirai l’armonia dove prima quasi non percepivi suoni e, rinato, vedrai Me e il tuo prossimo in una luce tutta diversa; poiché nel libro della Mia Creazione che ti è diventato chiaramente leggibile, potrai scoprire che quest’immagine dell’Amore tu la porti già da lungo tempo nel tuo stesso petto, solo che non la potevi comprendere, non la sapevi interpretare. Allora lascerai in pace i tuoi padri della Chiesa e penserai a loro onorandoli per le loro fatiche, ma essi non potranno più sostituire il Mio grande Libro della Vita!

29.             E perché dunque Io creai l’intera natura? Perché la dotai con tante attrattive? In primo luogo perché i Miei figli imparassero ad apprezzare Me, il Donatore, prima come Creatore e poi ad amarMi come Padre. Vedi, come una goccia di rugiada su una fogliolina riflette tutto il mondo ad essa circostante, così il tuo interiore deve riflettere l’intera armonia della Mia Creazione mediante la pace celeste che in te è penetrata; poi sentirai cosa significa: “Al puro tutto è puro”.

30.             Così fornito con questo grande amore per il tuo prossimo, prenditi cura delle anime di coloro che ti sono stati affidati; e quale ‘curatore di anime’, quando nel sacrificio della Messa dirai: “Dominus vobiscum”, e “Pax nobiscum”, diventeranno una vera benedizione per la tua comunità se le avrai insegnato a sviluppare dal materiale lo spirituale, dalla vita pratica l’animica, e in questo modo a migliorarsi.

31.             Allora tu, come sacerdote, come lavoratore nella Mia vigna, starai al giusto posto, ed Io ti ricompenserò, come tutti coloro che tu condurrai a Me, con uguale misura e peso; questo significa che troveranno in Me il Padre, il Gesù che ama, il Salvatore che toglierà loro il carico guarendo le loro ferite!

32.             Così devi prendere in mano il Mio mondo come il grande Evangelo, vedere in questo come il Mio Amore ha tutto saggiamente ordinato, come tutto è stabilito per mostrare all’uomo – quale scopo finale di tutta la Creazione – su ogni corpo terrestre, solare o cometa, nel più piccolo come nel più grande, la Mia Sapienza e il Mio Spirito creativo che creò tutte queste meraviglie, per destare nell’intelligente essere pensante lo stesso impulso che costituisce nel Creatore e Signore di tutte le creature il Suo unico Io.

33.             Per Amore Io creai questi mondi, affinché con la comprensione del Creato, questo Amore tornasse nuovamente a Me. Guarda il grande Albero della Vita, esso assorbe dalla natura, come sulla tua Terra l’albero a te visibile, quegli umori materiali vitali che, dalla radice, cerca di attirare a sé, dal terreno circostante, quanto gli è necessario per la costruzione della sua individualità. Questo assorbimento guida l’anima dell’albero verso l’alto, dalle tenebre alla luce, dal freddo al caldo, dal grezzo alla più raffinata e leggera aria della Terra. Più questi umori salgono e sono adoperati nel tessuto cellulare e nella corteccia, tanto più essi lasciano indietro le parti solide e spingono avanti le più fini, e tanto più si ritira l’influsso della Terra facendo valere il potere della luce, dell’aria e del calore, e i prodotti di questo processo diventano sempre più fini, sempre più leggeri; tutto spinge alla più vicina, più diretta influenza delle sostanze proveniente dai Miei Cieli; il legno del tronco diventa morbido già nei rami, si prepara allo sviluppo delle foglie, dei fiori e alla méta finale: il frutto è sollecitato, ogni cosa deriva dall’altra, finché come frutto, giunto alla meta della sua destinazione, deve poi, per altri scopi e sotto altre forme, iniziare un ciclo similare mediante cambiamento di sostanza, per raggiungere un altro, più spirituale gradino.

34.             E siccome tutto il regno vegetale percorre questa via, anche l’anima umana, nel suo genere, deve procedere sulla stessa via se vuole un giorno venire a Me.

35.             Anche lei deve assorbire dalla vita quotidiana (materia) lo spirituale, deve raffinare e spiritualizzare, deve sempre, salendo verso l’alto, spingere al fiore, al frutto; affinché anche lei, trascorso il tempo della prova della vita, possa giungere nell’aldilà in condizioni favorevoli per intraprendere con facilità l’ulteriore e più grande via.

36.             Se tu volessi osservare la Mia natura con occhi spirituali, quanti indizi e rispondenze spirituali ti mostrerebbero a che cosa Io ho veramente destinato il mondo materiale, e a che cosa voi uomini. Tutto quello che tu vedi nella natura fisica, è espresso spiritualmente nel corso della vita dell’umanità, dei popoli e del singolo individuo.

37.             Nella natura tu vedi la lotta verso la luce, verso la libertà, verso il perfezionamento, accanto al sorgere e il morire, eterno ricambio, eterna lotta, vedi sempre un risultato spirituale che emerge dalla distruzione materiale. L’umanità dal suo sorgere seguiva la medesima via, come i succhi dell’albero dalla notte alla luce, e così è stato il suo movimento culturale, così era il ciclo-gradini-spirituale che la fece maturare, per preparare e rendere necessaria la Mia discesa. In tal modo l’umanità procede tra sorgere e scomparire, tra lotte, conflitti e vittorie, ma avanti verso la meta, per la quale Io l’ho creata.

38.             Così i popoli, ognuno secondo la sua maturità spirituale, così il singolo uomo, destreggiandosi tra gioie e dolori, tra false e giuste opinioni, tra illusioni e verità. Così era il Mio stesso e breve pellegrinaggio sulla Terra; tra disprezzo, lotta e dolore, tra vendetta, odio e persecuzione, sempre tenendo alto il vessillo della libertà spirituale e della Dignità divina dell’uomo, sopra tutte le calamità della vita terrena Io suggellai la Mia missione con la Mia gloriosa resurrezione! Dalla Croce Io gridai agli uomini e ai popoli: “È Compiuto!”. Cosa che aveva valore e senso solo per Me, dovendo Io lasciare ad essi stessi il compimento della parte che li riguardava per quanto si riferiva al futuro; per vero appoggiandoli nelle loro aspirazioni.

39.             E come Io, durante gli anni del Mio insegnamento, dovetti passare attraverso tutte queste amare lotte, e portare di buona voglia la Mia croce, così devono anche adesso gli uomini, ognuno per sé, e tutti quanti essere guidati, attraverso lotte e sofferenze, alla vittoria per la gloriosa resurrezione.

40.             Considera gli attuali avvenimenti mondiali, la confusione dei punti di vista riguardo alle religioni, tutto spinge alla purificazione, tutto vuole uscire dalla notte alla Luce! Dunque, impara anche tu a leggere nel Mio grande Libro, impara a riconoscere che in ogni dove, nel regno della materia come nello spirituale, c’è solo una Legge e uno scopo che spinge avanti tutto il Creato, esso è la meta nel trarre da tutto quello che si fa, che si vede, che si sente, che si dice e si vive, un valore spirituale, e tutto fa riferimento a Me; poiché solo da Me tutto proviene, e a Me tutto vuol ritornare!

41.             Voi avete costruito al vostro Dio delle case di preghiera, vi avete introdotto un culto cerimoniale nel qual modo questo Dio deve essere onorato; impara ora a riconoscere in te dalle Mie Parole che in quelle case di preghiera Io non ci sono, e nemmeno in quelle cerimonie, se non Mi portate lì con voi, nel vostro cuore.

42.             La Mia casa di preghiera è l’intera Creazione che, senza volerlo, sempre esclama: Dio è Amore!”. Non appena l’uomo avrà imparato il linguaggio della Mia natura, entrerà in una casa costruita espressamente per la preghiera, la quale sarà fatta con più devozione e non come abitudine. Perfino il sacerdote celebrerà la messa più solennemente quando si ricorderà del Creatore, il Quale vi copre ad ogni vostro più lieve respiro con mille Grazie. Allora il sacerdote comprenderà quale responsabilità incombe su di lui per far procedere sulla Via spirituale i suoi sottoposti e, conoscendo il Mio Amore in tutta la sua vastità, egli guarderà con rispetto a Me, quando nel desiderio più bello e sincero dell’anima, pur volendo il meglio, le sue speranze non sempre sono realizzate. Egli però sa che quella massima che Io, quale Uomo, pronunciai nell’Orto del Getsemani: Non la Mia, ma la Tua Volontà sia fatta!”, deve valere anche per lui. Anch’egli deve esclamare: Non la mia, o Signore, ma la Tua Volontà sia fatta!”

43.             L’abnegazione che c’è in queste parole, gli ridarà la sua fiducia in Me e rafforzerà la sua consapevolezza; poiché egli sa: l’Amore, che si rivela nell’intera natura e sotto distruzione e annientamento, sotto miseria e infelicità causa solo benedizioni, questo Amore non può vacillare, non può fare uno sbaglio.

44.             E quando egli, spesso la sera, dopo faticoso lavoro, alza il suo sguardo al cielo stellato, quando vede galleggiare nell’immenso etere mille e mille fiammelle d’amore, leggere come gocce d’olio sull’acqua, quando quest’immenso libro della Mia grande Creazione si manifesta, egli, schiacciato da questa grandezza sarà costretto ad esclamare: Signore! Cosa sono io, perché Tu Ti ricordi di me!”, allora farò scendere il Raggio della quiete nel suo cuore rispondendogli: Tu sei e devi diventare figlio Mio, proprio un figlio di Questo grande Creatore, perciò apri il tuo cuore, ingrandiscilo, affinché il Pensiero della Mia Creazione, il Pensiero del Mio infinito Amore, vi trovi posto! Stendi anche le tue braccia, afferra in spirito tutto il Creato, poiché tutto è il prodotto del Mio Amore, tutto ha in sé almeno una scintilla del Mio Io! Onora la Mia Creazione, così onori Me – e te stesso!”.

45.             Questo Amore universale lascialo entrare nel tuo cuore, lascia che questo grande pensiero dell’universo compenetri e prenda posto in esso, e tutto quello che, in linguaggio chiaro, sta nascosto in parabole o in rispondenze velate nel Vecchio e nel Nuovo Testamento, apparirà in te finalmente chiaro con lettere eternamente incancellabili in tutte le cose create, e potrai nuovamente leggere e riconoscere nel tuo stesso io qual è il senso di tutte queste molte parole, vale a dire: Dio è Amore!”, per Amore Egli ti creò e per Amore vuole ricondurti a Sé.

46.             Su questo rifletti e diventa fanciullo, e precisamente figlio Mio! Questo è il tuo compito che Io ti ho dato da svolgere come prova su questa Terra! – Amen!

Indice

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Cap 2

Il magnetismo

22 Ottobre 1870

1.                Già oggi a mezzogiorno è stata posta questa domanda, e poiché la discussione di questo argomento, che è sotto le Mie mani, potrebbe gettare alcuni raggi di Luce in parte sulle vostre idee, in parte però anche sul vero e proprio argomento che dovrà servirvi per l’utilità e per l’insegnamento, allora voglio dirti su questo alcune parole.

1.                 Già in un dettato[2] precedente vi ho detto che cosa è veramente il magnetismo, cioè: La Mia Volontà”. – Solamente, il magnetismo è una forza che voi trovate anche nei metalli e nelle pietre, come pure negli animali, e infine si rivela altrettanto nell’organismo umano.

2.                 Ora si tratta di capire: che cos’è dunque veramente questo magnetismo nei minerali e nel ferro? Inoltre, qual è quello negli animali? E quale differenza c’è in tutti questi davanti al magnetismo che c’è anche nel corpo umano e infine nell’anima dell’uomo stesso?

3.                 Ebbene, per discutere tutto questo, dobbiamo innanzi tutto cominciare col primo concetto di questa forza, in altre parole come essa vi diventa manifesta nel regno minerale.

4.                 La forza magnetica è, per quanto voi la conoscete, una forza d’attrazione che attira a sé solo ciò che le è simile – come il ferro magnetizzato attira solo il ferro. Ci sono altre sostanze che manifestano forze magnetiche, come voi avete spesso visto, giocando, che attirano anche altre cose, per esempio la ceralacca, la quale quando viene un po’ strofinata attira a sé pezzetti di carta; altrettanto l’ambra, e in generale tutte le resine hanno in comune questa caratteristica.

5.                 Ebbene, questa caratteristica dell’attrazione che voi vedete nel piccolo con la pietra magnetizzata o col ferro magnetizzato, oppure con l’ago magnetizzato, che mostra sempre la direzione Nord, fino a che, arrivato ad un certo punto, invece della direzione Nord, il punto della sua tendenza indica come fosse nella Terra stessa, vi dimostra che questa forza, da voi chiamata magnetismo minerale, ha la sua sede nella Terra, e appunto, essendo tale forza solo un’attrazione e non una repulsione, allora essa è, quale forza d’attrazione, veramente l’unico elemento che riunisce in un tutto l’intera Terra con la sua atmosfera.

6.                 Questa forza è certamente, come da Me detto, la Mia Volontà, solo che la manifestazione del magnetismo non è più come Mia diretta Volontà, bensì da considerare come una sua molteplice idea.

7.                 La forza magnetica che attira l’ago verso Nord, è un testimone della grande energia che tutto compenetra e tutto costringe per il comune operare; in ciò è celato il grande scopo, dove ogni singolo, quale parte del tutto, deve seguire solo un impulso; questo voi lo chiamate impulso di gravità, mentre Io lo chiamo, con piena importanza, “Impulso dell’Amore”.

8.                 Ciò che sull’intera Terra avviene senza consapevolezza, dove tutto insieme, saldamente chiuso, deve adempiere il suo grande scopo, questo nel regno animale è già non più così fissato, dove compare libero e solo singolarmente, all’uno o all’altro animale è necessario per la propria organizzazione. Qui la prima forza muta e rigida è allentata e raffinata in relazione all’agire dell’uno all’altro.

9.                 Gli animali però, poiché procedono verso l’alto gradualmente e le loro proprietà magnetiche si raffinano sempre di più, alla fine come ultimo gradino giungono anche all’uomo, il quale possiede altrettanto una forza magnetica d’attrazione, che tuttavia è più ampia ed estesa di quella degli animali o del regno minerale.

10.             L’uomo ha lo stesso altrettanto un suo ‘fluido magnetico’ che si diparte dal suo corpo, e in aggiunta però ne possiede ancora un altro, molto superiore, che si diparte dalla sua anima o, più propriamente, dalla sua parte di patrimonio ereditario che trae origine da Me, con il quale – se egli sapesse utilizzarlo – potrebbe, al par di Me, ‘creare’ e governare!

11.              Il suo fluido corporeo o la forza emanante senza volontà, che egli tuttavia può portare e dirigere con la sua volontà ancor più dal suo corpo là dove egli vuole, questa forza è altrettanto la medesima, la quale, come sulla Terra, tiene tutto stabilmente unito, forma anche in un insieme il suo corpo, scorre nelle sue vene e costituisce perfino la sua sfera spirituale esteriore. Questa forza o potenza, egli, quale essere libero, la può usare come vuole, o per il bene, o per il male.

12.              Nel tempo attuale è già stato scoperto molto delle caratteristiche di questa forza universale, e singolarmente Io lo concessi, affinché con questa forza si potesse intervenire, risanando per il meglio l’umanità malata.

13.              Tuttavia, al di sopra di questa forza e di tutte quelle prima menzionate appartenenti ai gradi inferiori, ce n’è una ancora più elevata, e questa è la Forza che viene direttamente dallo Spirito, da Me stesso, e questa è così ampiamente differente dal comune influsso magnetico, come differente è spirito e materia.

14.              Questa Forza, quale emanazione del Mio Spirito, è parimenti il legame che tiene unito tutto ciò che è spirituale, oppure simile a Me, tuttavia con la differenza che, mentre la natura ha unito insieme i suoi differenti elementi con costrizione, nell’uomo e nella sua unione spirituale con altri esseri superiori e con Me stesso, vi è solo un legame delicato, il legame dell’Amore che attrae tutti e deve agire, invece che con la rigida legge, solo con l’Amore.

15.              Quando perciò qualcuno fa sentire ad un altro, sia fratello o sorella, il suo flusso magnetico-naturale, allora, nel corrispondente che c’è nell’altro corpo, agisce solo l’animico-corporale, esso stende solo i nervi del magnetizzato, gli alleggerisce il carico del corpo e allenta i suoi legami. Per questa ragione anche il magnetizzato, in un sonno chiaroveggente, vede e dice cose che il magnetizzatore forse non conosce per niente!

16.             Appena però sopraggiunge il Magnetismo spirituale, che è la Mia Volontà, la Mia Forza e la Mia Benedizione, è allora possibile che non solo il magnetizzato, ma anche il magnetizzatore possono godere entrambi l’uguale delizia, l’uguale beatitudine, poiché essi hanno con questo legame spirituale d’Amore – che si stringe con quest’unione intorno al loro cuore – l’uguale beatitudine svelata che voi, un giorno, abbandonato il pesante involucro, potrete stabilmente godere.

17.             Afferrate ora la grande differenza tra le diverse essenzialità del magnetizzare; afferrate la differenza dove, da un lato esercitano la loro influenza solo forze più grossolane e impure, e dove dall’altra parte soffia pura aria celeste in cui la costrizione dell’obbligo di un magnetizzatore, non costringe l’altro a eseguire la sua volontà, ma dove entrambi, uniti, pregusteranno, seppur debolmente, l’alto sapore che un giorno, a maturità avvenuta, attenderà ciascuno nel Regno Mio.

18.              Il primo magnetismo è un’emissione del capitale della vostra vita; il secondo magnetismo è una conquista del vostro patrimonio celeste!

19.              Perciò applicatevi se volete stendere le mani per magnetizzare, e non lasciate fluire da voi solo la forza fisica-animica, bensì spiritualizzatela e purificatela rivolgendo il pensiero a Me, alle Mie Parole, al Mio Amore! E allora voi, invece di innalzare solo gli altri, sarete innalzati prima voi, comunicherete questa sensazione poi all’altro, la condividerete con lui, e avrete così identiche piacevoli sensazioni di beatitudini future.

20.              All’inizio Io ho detto: il magnetismo è il legame che tutto unisce, tutto collega, costituendo così la stabilità della materia visibile; così del pari il Magnetismo spirituale è l’eterno Vincolo che deve congiungere per l’eternità Me con i Miei spiriti e i Miei figli, affinché un giorno possiamo essere altrettanto stretti insieme, quale Uno, nel vincolo d’Amore, come sono adesso la vostra compatta Terra e tutti gli altri corpi terrestri mediante costrizione.

21.              Questa forza magnetica dell’Amore vi attirò a Me, e Me a voi. Lasciatela sempre agire e mai vi mancherà, nel gran godimento, di presentire una beatitudine, e anch’Io avrò sempre più gioia di attirarvi più vicini a Me, dove il perpetuo vincolo vi ha avvicinato completamente al mio Cuore paterno, come Io volentieri lo vorrei, e per la qual cosa voglio concedere ogni mezzo affinché possiate raggiungerlo! – Amen!

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Cap 3

L’elettricità

23 ottobre 1870

1.                Dopo che ieri sera ti ho dato già una breve spiegazione sul magnetismo, come l’intendo Io e come desidero che anche voi ne comprendiate il senso, degno dei Miei figli, così voglio Io oggi aggiungere qualcos’altro per il chiarimento di ieri, e precisamente sull’elettricità, una forza di cui voi e i vostri cosiddetti scienziati conoscete in parte gli effetti, ma non conoscete con precisione cos’è veramente e come Io vorrei che essa fosse da voi compresa.

2.                 Ebbene, per giungere all’origine di questa forza, dobbiamo partire in generale dalla prima idea di una Creazione, poi consolidare la necessaria stabilità di una forza spingente; seguire poi questa forza nei suoi singoli effetti, e alla fine ricondurla di nuovo a Colui dal Quale si è dipartita come forza emittente e come potenza spirituale di ritorno, cosa che costituisce ora una delle Mie principali caratteristiche quale Dio e Creatore.

3.                 Vedete dunque, Miei cari figli, ai quali Io ho già rivelato tanto sulla struttura della Mia Creazione;[3] questa struttura però è infinita nella sua estensione, motivo per il quale essa può essere compresa solo parzialmente da voi, esseri limitati, come di qualcosa solo presentito; perché se volessi iniziarvi sui misteri della Mia Creazione, voi potreste afferrare, dopo milioni di anni, solo una piccolissima parte delle meraviglie delle Mie opere.

4.                 Considerato però che un Padre, così come Lo sono Io, e voglio anche esserLo, non può avere segreti per i Suoi figli – affinché questi, più il Padre mostrerà loro le Sue sagge disposizioni, forzati da Lui con attenzione, tanto più lo ameranno – allora Io voglio, di tanto in tanto, che diate un’occhiata in questo laboratorio della Mia infinita potenza, affinché possiate sempre più riconoscere chi è Colui che tante Grazie vi dispensa e cosa significhi essere istruiti da Dio, dove già qualcuno sulla vostra Terra si sente onorato di essere discepolo di uno o dell’altro erudito o artista.

5.                 In più dovete immaginarvi che Io, il Signore di tutto il Creato, Mi sono abbassato nel Mio Amore paterno per ammaestrarvi quali Miei allievi!

6.                 Ma poiché nella Mia scuola il primo fondamento non è l’orgoglio ma solo l’umiltà, voglio dirvi perciò ancora qualcosa sulla Mia grande Creazione, e spero che, a causa dell’insegnamento, non diventiate superbi, ma sempre più restiate nell’umiltà.

7.                 Dunque, ritorniamo alla nostra elettricità. Così ascoltate dunque:

8.                 Quando nello spazio infinito le Mie prime Idee cominciarono a realizzarsi e furono creati mondi su mondi, regnava solo la legge di attrazione e repulsione che li obbligava a girare intorno al loro asse e intorno a un Sole Centrale.

9.                 In quel tempo erano dunque due forze che eseguivano tutto questo, l’attrazione e la repulsione.

10.             La prima voleva attirare tutto a sé, l’altra voleva respingere tutto nell’Infinità. Ebbene, dal conflitto di queste due forze – gli unici motori di ogni cosa che è creata e che deve sussistere – sorse il movimento rotatorio; e così l’intero Universo fu popolato di mondi mediante queste forze e iniziarono il loro perfezionamento. E ancora adesso sono queste due forze il sostegno principale di ogni vita e di ogni cosa creata, e rimarranno anche fino a quando Io sarò Colui che, in verità, tutto guida e conduce alla comune meta finale!

11.             La prima di queste forze è, come ho già detto ieri nel dettato, l’Amore.

12.              L’Amore vuole attirare tutto a sé e non separarsene a nessun prezzo; vuole avere tutto presso di sé; la conseguenza di questo sarebbe un finale soffocamento, una morte, e precisamente per amore, quindi nessuna vita!

13.              Allo scopo di trattenere questo potente impulso del Mio Io, si aggiunse la Sapienza, che veramente non impedì l’attrazione dell’Amore, ma lo permise fino ad un certo grado, e di nuovo ha, come conseguenza, l’allontanamento e il rilasciare.

14.              Ebbene, attraverso quest’attrazione e lasciare andare ebbe origine ciò che, quale primo, è necessario nella Mia Creazione: il movimento! Ma che cos’è il movimento? Il movimento è Vita!

15.              Dunque questo destarsi della Vita era il prodotto di due forze che sono sempre in lotta tra loro, producendo così la benefica attività del creare e del morire, del riedificare, del venire e dell’andare, stabilendo così una Legge dell’eterno rinnovamento e continuità![4]

16.             La lotta è Vita; la quiete è morte!

17.              Ebbene, dove c’è lotta, qui c’è attrito; dove c’è attrito, qui vi è un’irritazione delle singole parti che non vogliono essere disturbate nella loro quiete, dove c’è collera, si sviluppa calore, e dove il calore raggiunge la massima vibrazione, là si sviluppa la luce![5]

18.              Ora vedete! Solo dalle semplici leggi di attrazione e di repulsione si sviluppa quella luce necessaria alla vita, perché senza luce non c’è nessuna vita. Ma poiché la luce è solo il prodotto del calore, così, dove c’è la vita c’è anche calore! Dove non vi è movimento, non vi è calore, ma vi è freddo o morte, vale a dire un blocco; qui ogni cosa rimane nella condizione primitiva, non ha nessun impulso né per il cambiamento, né per il perfezionamento, né per una dissoluzione.

19.             Dunque, qui abbiamo già due altre caratteristiche principali tratte dalle due prime forze originarie, vale a dire dall’attrazione e repulsione: luce e calore!

20.             Dalla luce e dal calore ebbe perciò origine tutta la Creazione.

L’Amore edifica, la Sapienza conserva.

L’Amore è sinonimo di magnetismo,

la Sapienza di elettricità.

Come i Miei pensieri attraversano l’Infinità con la velocità del lampo, così l’elettricità scorre fuori nelle distese lontananze, unendo il simile col simile, producendo armonia mediante l’incitamento delle ‘forze assopite’ o degli ‘spiriti vincolati’ nell’Universo.

21.             L’elettricità è la portatrice della vita; nella sua forma positiva essa favorisce[6] la conservazione del Creato, e nel suo valore negativo essa porta distruzione (dissoluzione), e così stimola nuovamente a ricostruire!

22.              Cosicché l’intero edificio della Creazione procede da due Leggi fondamentali, da due caratteristiche principali del Mio Io: dal magnetismo e dall’elettricità; oppure dall’Amore e dalla Sapienza.

23.              Certo, anch’Io stesso, per essere attivo e aver sempre uno stimolo per il perfezionamento, permisi che uno dei Miei più grandi spiriti Mi rinnegasse e si mettesse di fronte a Me quale principio del male, e ciò allo scopo di provocare il divenire e lo sviluppo, finché sarà raggiunto un certo periodo dove cesserà la creazione materiale, non sarà più necessario nessun morire e un’era spirituale subentrerà per tutti gli esseri e tutti i mondi.

24.              Ciò che l’elettricità (negativa) è nella Creazione, Satana lo è nel Mondo spirituale; anch’egli ha la sua missione che deve portare a compimento, con la sola differenza che egli è convinto che la sua condizione presente spirituale perduri eternamente.

25.              Qui egli si sbaglia di grosso! Egli vi rimarrà finché i Miei grandi principi fondamentali saranno necessari per tutti i mondi e tutto il Creato. Completatosi questo periodo, anche l’Amore – magnetismo – e la Sapienza – elettricità – otterranno un’altra forma e riceveranno un’altra direzione; all’uno come all’altro saranno tolti gli estremi (attrazione e repulsione), e al loro posto ci sarà un comune operare, pacifico, armonico, e non più un’esistenza basata l’uno sulla distruzione dell’altro.

26.              L’elettricità, quale calore latente (vincolato), in altre parole quale luce, è abbastanza conosciuta dai vostri esperimenti fisici, e anche da applicazioni mediche. Dappertutto voi manipolate con essa, e tuttavia non sapete cosa fate veramente, perché i risultati afferrabili e evidenti (come gli effetti) sono per voi solo qualche costante. Ma ciò che riguarda l’effetto spirituale e la base spirituale che dietro questi esperimenti si nasconde, voi non lo conoscete, perché non avete occhi per l’attività spirituale, e perché l’effetto rapido dell’elettricità e della luce è troppo veloce perché l’intelletto umano possa soffermarsi e capire.

27.             Se voi però vedeste, come durante questi esperimenti con la batteria galvanica si sviluppano fenomeni e processi pieni di meraviglie, provenienti da due cause fondamentali, voi dovreste morire per la devozione dinanzi a Me, dinanzi al Creatore di tutto l’esistente, così come quando dai minuscoli atomi della luce e del calore vedete produrre i più grandi e importanti fattori per la creazione di corpi mondiali della grandezza di milioni di miglia, proprio da questi piccoli prodotti della vibrazione e dell’attrazione.

28.              Se voi vedeste, come questo potente fluido, mediante le sue vibrazioni di bilioni e trilioni di volte dei minuscoli atomi, in un secondo diffonde nella grande Creazione la luce più intensa e il massimo calore, allora potreste farvi un piccolo concetto che se Io, quale Dio, volessi far sentire a qualcuno il Mio Amore e la Mia Sapienza in tutta la loro potenza, egli dovrebbe distruggersi in un istante, e se anche la sua parte spirituale potesse resistere, quanto c’è di materiale in lui verrebbe disciolto fino al più piccolo atomo primordiale della Creazione!

29.              Se voi vedeste come l’energia elettrica effettua nel vostro sangue l’istantaneo cambiamento degli elementi dello stesso, di come tutto ciò che è morto lo trasforma in vivente ed elimina il malaticcio, ebbene, neppure il pensiero, con il tempo necessario di pensarlo, è sufficiente ad afferrare ciò che avviene in un attimo, mentre a voi occorrerebbero giorni per comprendere ogni singolo particolare e come l’uno è il risultato dell’altro.

30.              E come non doveva essere così?! Dove sarebbe una Creazione e dove la sua conservazione se non operassero forze che convogliassero immediatamente – trasvolando il vasto spazio della Creazione con inconcepibile velocità – i Miei Pensieri, per conservare dappertutto la Vita e per portarne della nuova in quegli spazi dove eoni (10120) di distanza-luce esprime solo un breve spazio-tempo di un secondo!

31.              Proprio quest’elettricità è il principale sostegno di tutto il Creato che, quale Mia Sapienza, tutto compenetra, tutto spinge alla Vita e al perfezionamento. L’elettricità come Mia Sapienza stabilisce Leggi al mondo materiale, mentre al Mondo spirituale dà solo consigli. Per il primo è costrizione necessaria, per il secondo è solo ardente desiderio.

32.              L’elettricità eleva la vita, dove l’energia di questa è diretta.

33.              Lasciatevi anche voi elettrizzare dalla Mia Sapienza – Sapienza che Io, quale Padre, voglio rendervela afferrabile – e dal Mio Amore che vuole attrarvi!

34.              Io come Creatore rimasi un giorno quale ‘Amore’ nei Cieli, e come ‘Figlio’, o ‘Sapienza’, discesi sulla Terra.

35.             Come Amore, l’eterno mezzo di collegamento di spiriti armonici, ispirai la Mia Sapienza con il darvi leggi e insegnamenti basati sull’amore; elettrizzatevi per questo! Lasciatevi riempire, mediante quest’energia, con Amore spirituale per Me! Lasciate tutte le fibre del vostro cuore fremere e vibrare, affinché si sviluppi il calore dell’Amore e la Luce della fede in Me e nella Mia missione presso di voi e, quale Figlio, compenetri sempre più potentemente il vostro cuore!

36.              Così l’elettricità, quale grande conduttrice di luce e calore nella Creazione, deve diventare anche conduttrice d’amore e sapienza nel vostro cuore.

37.              Tutte le condizioni spirituali, tutti i potenti movimenti dell’animo sono espressi nella natura, nella vita e nell’energia elettrica.

38.              Dissolvendo e superando ogni ostacolo, l’energia elettrica corre alla velocità della luce attraverso le nubi cariche di tempesta, diffondendo luce e calore, ma anche freddo e distruzione; essa attraversa gli elementi, scioglie metalli, pietre e tutto ciò che voi finora ritenevate indissolubile. Nulla le resiste!

39.              Tale e quale è la Mia Sapienza, il Mio Insegnamento. Dove esso penetra, scioglie ogni durezza, produce calore, luce e vita, entusiasmo per le cose spirituali e freddezza per il mondano, distrugge tutti i vecchi pregiudizi ed edifica nuova Vita sulle vecchie rovine.

40.              Così, l’elettricità è il simbolo e il prodotto della Mia Sapienza, e il magnetismo è l’immagine del Mio Amore!

41.              Lasciatevi guidare dal primo al secondo! E quando il Raggio della Luce e del Calore per Me vi attraverserà fulmineamente come energia elettrica, stringetevi al Mio Amore. Colà questa energia vi illuminerà e vi mostrerà chiaramente come Io, da due forze ho potuto creare l’Infinità completa piena di mondi. Anche in tutti i Regni celesti ci sono due forze spirituali, le quali però trovano entrambi il loro punto di quiete in uno soltanto, vale a dire: nel Mio Amore!

42.              Poiché l’Amore inviò la Sapienza fuori in tutte le lontananze per illuminare e riscaldare tutto il Creato; però pretende anche che il Raggio da esso emesso non torni indietro a mani vuote. E così avviene anche con l’elettricità: essa affluisce fuori nelle lontananze incommensurabili, dissolvendo e distruggendo, ma anche nuovamente ridestando e riedificando; in ogni dove attraverso di essa le tenebre si trasformano in luce, il freddo in calore e la morte in vita.

43.              Così pure la Mia Parola e il Mio Insegnamento devono trasformare in voi ogni tenebra in Luce; ogni cosa morta in opere viventi, affinché voi un giorno, purificati e perfezionati, possiate giungere nei Miei Cieli quali Raggi di Luce e possiate guardare faccia a faccia Colui che ora, con le Sue Parole, vorrebbe spronarvi oppure elettrizzarvi a compiere opere divine! Amen!

 

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Cap 4

Le grotte di Postumia

7 giugno 1870

1.                Tu vorresti volentieri ricevere alcune righe sui significati spirituali che simboleggiano veramente queste formazioni, formazioni che spiriti dimoranti nella Terra modellano per mezzo dell’acqua gocciolante.

1.                 Mio caro figlio! Il linguaggio dei segni che sono scritti nella grotta, dove tuo fratello è stato ieri, e proprio ora vi comunica una delle innumerevoli impressioni di cui oggi egli è ancora entusiasta,     è il linguaggio degli spiriti espresso in immagini, i quali, diligenti, creano nell’interno della Terra e tessono per la Vita a venire.

2.                 Quello che l’acqua gocciolando in giù scioglie nelle pietre e nella sabbia, essi lo raccolgono e lo formano secondo la loro intelligenza, come da voi la massaia adorna la dimora e lì pulisce e tesse per rendere il più accogliente possibile il luogo dove essa trascorre la maggior parte della giornata.

3.                 Vedete, così una massaia mette qui un tavolo, là un letto, copre il tavolo con una tovaglia, il letto lo adorna con una cortina; qui coltiva una piccola pianta e là adorna con questa una finestra. La stessa cosa fanno anche gli spiriti, e se voi poteste penetrare all’interno della Terra, vedreste cose di una tale bellezza, al cui confronto, quelle ammirate ieri nella grotta sono solo un gioco da ragazzi; poiché all’interno della Terra, dove differenti metalli si trovano uniti tra pietra, sabbia e terra, anche le stalattiti non sempre sono bianche, bensì colorate, così come potete vedere delle grotte completamente rosse (a causa del ferro), oppure verdi tende pendenti da enormi altezze, e anche forme di ogni sorta inimmaginabile.

4.                 Quello che Io ho creato nell’Infinità, quello che gli uomini delle Mie Creazioni hanno imitato, lo imitano poi gli spiriti, solo in altri tipi e forme, che però corrispondono di più alle Mie grandi idee di base della Creazione che tutto le opere da mestierante degli uomini raccolte qua e là.

5.                 Ogni figura che forma la stalattite sotto le mani dei Miei spiriti della Terra, ha un significato spirituale, è sempre un cantico per Me e la Mia Creazione.

6.                 Qui vedete un velo che, formato leggero e delicato, corrisponde al sommesso lavorio di uno spirito verginale, egli lo forma con mano morbida e tesse forme e immagini secondo la sua intelligenza che nell’insieme, nel linguaggio spirituale, in poche parole vogliono dire:

7.                 “Tu sii lodato, o grande Dio e Signore degli eserciti, e lodato il Tuo soave intessere d’Amore, col quale ci guidi tutti con dolce Mano sulla via del perfezionamento! Tu operi senza che noi ce ne accorgiamo, sotto un velo, e per quanto esso sia molto delicato, noi sentiamo e riconosciamo subito la Tua mano amorevole e potente.

8.                 Che Tu sii lodato! Anche nelle nostre fragili forme che, secondo le Tue grandi Leggi, ci permettono di costruire solo dall’acqua e pietra sciolta; noi vogliamo fare di queste buie volte e cattedrali, sotto la rigida crosta della Terra, delle cattedrali spirituali. E se poi talvolta, con il Tuo permesso, i Tuoi figli dovessero penetrare in queste buie cavità destinate esclusivamente per noi, che anch’essi, nel loro aggirarsi, possano deliziarsi alla vista delle nostre opere fatte sotto la Tua guida e in tutte le forme che noi abbiamo messo insieme in modi differenti, in conformità al nostro linguaggio spirituale, e possano riconoscere che Tu sei Lo stesso Amore; anche lì dove non penetra nessuna luce, sei eternamente Lo stesso ed eternamente l’unico, solo, indistruttibile Amore!”.

9.                 Vedi, figlio Mio, simili pensieri dovrebbero entusiasmare gli uomini per Me in questi templi sotterranei, dove Io ho fatto scrivere dai Miei spiriti, a grandi lettere, le stesse Parole, come stanno scritte dinanzi a voi ogni notte nel firmamento in una scrittura ancora più grande – un carattere simile all’Eternità – e queste parole vogliono dire:

10.             “Fermati o viandante! Qui ti soffia un alito spirituale di una potenza operante in perpetuo! Tu ti trovi dinanzi ad opere formate dalla mano di spiriti prima ancora che esseri viventi abitassero questo globo terrestre, e tu, ora tardo discendente di una stirpe da lungo tempo scomparsa, ammira l’Amore e la Pazienza del Tuo Creatore che vorrebbe attirarti al Suo Cuore amorevole sia con grandi, come pure con piccolissimi prodotti dei Suoi pensieri!”

11.             Invece – – o voi poveri uomini, come profanate i Miei templi di sublime devozione con profani divertimenti!

12.             Io dovrei ben procedere in modo differente con voi, se non ci fossero sempre alcuni tra i visitatori di simili grotte che escono tuttavia con altre impressioni, differenti da quelle di quando sono entrati; ebbene, è proprio a causa di costoro che lascio scorrere queste feste così tranquille, poiché a Me è più cara un’anima devota che migliaia di coloro cui tutto questo è un nulla.

13.             Ora tu hai in breve un’idea di come voi dovreste contemplare le Mie opere per trarne sempre lo stesso insegnamento che, espresso in poche parole, dicono:

14.             “Amate il Padre! Poiché all’infuori di Lui non c’è nulla che Gli possa somigliare!”

1.             Questo per oggi. Ora leggilo ai tuoi fratelli e sorelle affinché anch’essi possano unirsi al coro dei Miei spiriti e possano glorificare, come loro, solamente Me, Quale eterno Padre e Signore! Amen!

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Cap 5

La farfalla e la rondine

10 novembre 1870

1.                Tua sorella desidera avere una spiegazione su cosa sono veramente, nel senso spirituale, la rondine e la farfalla, oppure: quali caratteristiche spirituali primordiali stanno celati sotto queste due immagini del Mio Regno della Creazione?

2.                Considerato che Io ho posto in tutto qualcosa di spirituale, allora anche in entrambi questi animali, quali singoli membri di due specie, vi è del pari quanto è sufficiente a voi uomini perché possa servire da esempio edificante; or dunque, Io voglio dire a tua sorella che entrambe queste specie di animali occupano lo stesso gradino, l’uno tra tutti i coleotteri e insetti alati, e l’altro tra gli allegri uccelli che attraversano l’aria.

3.                Ora allo scopo di giungere alla giusta spiegazione, dobbiamo prima rispondere alla domanda: “Che cos’è una farfalla?”, ebbene vedi, Mia cara figliola, la farfalla è una di quelle specie di animali che, come gli insetti volanti, servendo da gradino di transizione – dal verme strisciante o bruco, all’uccello – costituisce un anello di congiunzione. E questo, in special modo la farfalla, è quell’animale che nel corpo manifesta la sua dipendenza dagli elementi terreni, e nelle sue ali variopinte manifesta l’affinità con la luce e con le specifiche del Sole.

4.                La metamorfosi propria e dell’intera specie – prima come vermi e bruchi che accolgono in sé gli elementi terreni ad essi adatti, e poi, come farfalle, li spiritualizzano mediante i prodotti della luce solare, come le finissime profumate linfe del calice dei fiori – vi danno, Miei cari figli, un esempio molto bello per la vostra attività e vita, così che non posso fare a meno di schiarirvelo più da vicino e mettervelo nel cuore.

5.                Ascoltate dunque: il verme striscia nella polvere, e il bruco si nutre delle parti interne degli alberi e dei boccioli degli arbusti, entrambi assorbono, con questo, gli elementi provenienti dalla terra.

6.                Così avviene anche con voi uomini.

7.                Dall’infanzia vi è data per lo più un’educazione tradizionale, prima di ogni altro solo mondana, e con superficiali conoscenze è rimpinzato il vostro cuore infantile.

8.                Così, carichi d’inutile sapere, andate incontro all’età matura, come il bruco va verso quello stato dove il letargo invernale lo trasforma in crisalide e inizia l’evoluzione superiore in un essere completamente diverso da lui.

9.                E voi, cosa accade con voi? Vedete, anche voi andate incontro allo stato primaverile della vostra vita abbozzolati e involtati in concetti e regole puramente convenzionali! Voi credete di corrispondere pienamente alla propria chiamata, ritenete importanti solo le leggi dello stato, oppure l’usuale costume impostovi, e se non arrivasse nessun’altra sveglia più potente, rimarreste come la crisalide della farfalla, oppure la larva di un insetto volante per tutta la vostra vita. Ecco cosa ha fatto di voi l’educazione familiare e scolastica!

10.            Ma come nel caso della farfalla che già nella sua crisalide si sta formando l’immagine della sua futura esistenza, e il suo corpo è già preparato – non come prima strisciante sulla terra, bensì per sorvolarla attraverso l’aria con un paio di ali leggere – così anche in voi uomini, nonostante l’educazione contraria, è racchiuso un più elevato uomo spirituale che è avvolto solo di materia, ma non è stato distrutto, e nel quale, come la crisalide della farfalla, ha bisogno solo di una spinta per far esplodere la larva affinché le possano spuntare le ali, ed essa, quale etereo essere libero, possa facilmente stenderle nei caldi raggi del Sole e si possa rallegrare di una più elevata vita spirituale, e con i suoi nuovi organi linfatici, invece dei precedenti organi boccali, può assorbire nel regno vegetale un cibo di luce che si trova nei calici variopinti dei fiori per l’ulteriore conservazione del suo stesso io.

11.            Così, Miei cari figli, è altrettanto il caso con voi.

12.            Appena s’avvicina il maturo, assai grave tempo della vostra vita, Io vi mando il Raggio riscaldante del Mio Amore, do il primo impulso con differenti dolori e disgrazie per fendere la dura crosta mondana dei pregiudizi impartiti dalla vostra educazione, affinché apprendiate che, in molti casi, quanto avete acquisito non è sufficiente a darvi conforto. L’uomo spirituale, che è dentro di voi, si agita, batte alla sua corazza mondana, vuole stendere le sue ali perché egli sente di essere stato creato per un’esistenza superiore a quella che voi lo volete condannare. Le sofferenze dal di fuori, l’impulso dal di dentro, agiscono insieme, e in alcuni s’infrange il guscio mondano che avvolge l’uomo spirituale e, libero come una farfalla, giubilando e ringraziando, si libra verso il Sole che, spiritualmente, lo riscalda, si sente bene nei suoi raggi, sorbe solo lo spirituale dei Miei eterni insegnamenti mai mancanti quali finissime linfe dei fiori della Mia Sapienza e diviene poi nel Mio Cielo spirituale quello che sulla Terra diventa una farfalla, cioè un figlio della Luce, ovvero – “figlio Mio!”.

13.            Così dovete comprendere la farfalla! E come si rallegra della sua vita adornata con i più bei colori nella delicata polvere che copre le sue ali, così anche voi dovete cospargere le ali animiche con il polline dei fiori delle qualità divine e, al posto del volgare tumulto mondano, dovete preferire tutt’altro cibo per il vostro sostentamento, il nutrimento solare del Mio Amore e divina Sapienza.

14.            Questo, figlio Mio, è il tipo simbolico che un cuore devoto a Me può trarre dalla farfalla e dalla sua apparizione nella natura; diventa pure tu ciò che essa è, e potrai sempre rallegrarti nel Sole della Mia Grazia, in un gaio volo spirituale attraverso le meraviglie della Creazione!

15.            Ed ora passiamo al secondo animale che t’interessa e del quale vorresti conoscere il suo significato spirituale. Dunque ascolta:

16.            Già in principio ho affermato che ciò che è la farfalla tra gli insetti volanti, lo è la rondine tra gli uccelli; ebbene dunque, per dimostrare questo, dobbiamo osservare più da vicino la specie alla quale essa appartiene.

17.            Vedi, Mia cara figlia, se tra gli animali vige una somiglianza spirituale, allora questa deve essere compresa nel senso che non tutte le condizioni di un animale sono esattamente raffigurate nell’altro, bensì che Io, quale Creatore di uno come dell’altro animale, ho di mira solo un regolare e ordinato avanzamento nell’Ordine progettato.

18.            Ebbene vedi, tra gli uccelli vi sono differenti specie; la loro diversità consiste o nel piumaggio, o nel canto, o nella struttura, secondo il nutrimento che essi prendono, per trasformare l’inferiore in superiore!

19.            Orbene, tra queste specie vi sono animali che traggono il loro nutrimento da elementi grossolani, ovvero, queste sono piante e semi, e infine un’altra specie ancora che vive di insetti volanti, i quali insetti stessi sono, a loro volta, nella loro specie, i meglio formati dal punto di vista spirituale, sono cioè ‘raccoglitori di luce solare’.

20.            Quindi, questo nutrimento, appena nominato, è proprio quello destinato alle rondini, a quegli uccelli che a te sono così simpatici, e sta proprio in questo rapporto la somiglianza della rondine alla farfalla, poiché anch’essa consuma solo il cibo più fine, affinché poi da lei sorga il prossimo gradino, già quello della specie di uccelli con un canto più nobile. Nel suo organismo (della rondine) si raccoglie già tutto lo spirituale che – sebbene quasi silenzioso, oppure sviluppatosi in loro solo in un semplice cinguettio – soltanto nelle altre specie più elevate diventa pura voce giubilante, un inno di ringraziamento rivolto a Me!

21.            E così le rondini sono quegli animali che, nutriti di cibo solare, fanno amicizia con gli uomini, perché anch’essi si trovano vicini al Sole spirituale.

22.            Esse, le rondini, si scelgono per nido le dimore degli uomini, con il loro nutrimento vi liberano da molti tormenti e, sebbene l’uomo è crudele verso molti altri della loro specie e li uccide, in parte per prepararsi una leccornia per il suo palato viziato, in parte sterminandoli per noia e smania di uccidere, verso questa specie di uccelli è più tollerante. Un certo timore lo trattiene dal cacciare dalla sua dimora questi animali, i quali così pieni di fiducia si sono avvicinati a lui; ed egli non ha torto a far ciò; perché fin tanto che le rondini nidificano sotto il suo tetto e vi svolazzano intorno, è segno che un’aria sana circonda la sua casa, dove anche gli insetti volanti, che le sono stati destinati come nutrimento, vi si possono trattenere. Se un giorno dovessero mancare l’uno o l’altro, l’uomo può essere convinto che presto malattia e morte entrerà nella sua casa, e anche nel suo paese; lo stesso avviene quando mancano i fiori e la loro linfa, che è il nutrimento delle farfalle.

23.            Dove queste due specie di animali mancano, lì è lontana la Mia benedizione, e purtroppo, là è brandita la verga su un popolo incorreggibile, dopo che le Mie Parole di Grazia e d’Amore trovarono solo orecchi sordi.

24.            Dunque anche voi tutti, figli Miei, siate attivi nella Mia scuola, affinché Io non venga costretto a ritirare dal vostro mondo e dalle vostre dimore i Miei messaggeri di pace; poiché dopo, le vostre implorazioni d’aiuto, sarebbero inutili, e voi dovreste sottoporvi a mezzi di cura più aspri, ai quali Io però, ben inteso, sarei costretto a ricorrere solo in caso estremo.

25.            Ora, Mia cara figlia, tu hai un vago pallido concetto di come si deve osservare e comprendere la Mia natura e i suoi singoli elementi, quando s’indaga spiritualmente.

26.            Che però ci sarebbe ancora molto da dire su questi due animaletti, lo puoi supporre da te stessa; essi, infatti, sono creature di un Dio che è infinito, e perciò anche il loro significato è del pari infinito! Amen!

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Cap 6

Il “non ti scordar di me” ed il serpente a sonagli

23 novembre 1870

1.                 Miei cari figlioli! Spesse volte nella vostra vita accade che mettiate insieme oggetti completamente differenti che, all’apparenza, non sembrano avere la più piccola relazione tra loro, e allora dal vostro cuore sorge la domanda: “Queste cose curiose che a me accadono proprio adesso, pur essendo estranee tra loro, vorrei conoscere se esiste una relazione spirituale che le accomuni, e inoltre, perché proprio questi oggetti senza la mia volontà si incontrano così per caso nella mia testa?”.

2.                 A quest’osservazione premessa, Io posso solo rispondere che, talvolta anche nei sogni accade che degli oggetti mai presentiti si riflettano davanti alla vostra anima nel cervello e, come in un caleidoscopio, si uniscono le cose più bizzarre. Esistono, in quest’affinità a voi sconosciuta, cose che, osservate esteriormente, non hanno nessun rapporto tra loro, ma quando sono osservate e interpretate spiritualmente, allora stanno molto più vicine di quanto voi potete supporre, proprio a causa della loro diversità esteriore.

3.                 Ultimamente vi ho già mostrato la stretta relazione spirituale esistente tra una farfalla e una rondine. Qui vi stanno davanti altre due cose che, secondo il comune intelletto umano, non appaiono affini minimamente, infatti, un fiorellino e un serpente non sono certo soggetti che lasciano presentire un’affinità spirituale; certamente non così come siete abituati a pensare!

4.                 Come però considero la cosa Io, devo confessarvi che non potevate trovare nessuna relazione migliore come la differenza tra il fiore e il serpente in questione. – “Com’è possibile ciò?”, chiederete voi; e Io vi rispondo: “Solo un po’ di pazienza e sarà possibile provare tutto in modo completamente naturale!”.

5.                 La prima e giovane richiedente ha domandato: “Che significa il fiorellino non ti scordar di me?”. – Ebbene, la risposta è facilmente data.

6.                 Significa che colui o colei che dona il fiorellino ad una persona rispettata e amata, questa non deve dimenticare il donatore del fiorellino, affinché con la lontananza non abbia a subentrare anche la dimenticanza.

7.                 Bene, adesso procediamo oltre e domandiamo: “Questo fiorellino, al quale voi tedeschi avete riservato questo nome, è una vera caratteristica del fiore o qualcos’altro? E perché proprio esso debba significare, nel cosiddetto linguaggio dei fiori, un costante ricordo?”

8.                 Allora Io devo rispondere che solo voi tedeschi avete dato a questo fiorellino tale nome, e molte altre nazioni, nella loro lingua, o non lo conoscono, o lo chiamano con nomi del tutto differenti.

9.                 Questo che voi chiamate ‘linguaggio dei fiori’ e del quale conoscete a volte il significato di ciò che questo o quel fiore esprime, è un linguaggio dell’epoca primitiva dell’Asia antica, ed ha una profonda origine spirituale; ma per voi la chiave per la spiegazione di queste rispondenze è andata perduta da tempo, e ne conoscete al massimo solo i rapporti, ma il ‘perché’ rimane indecifrabile.

10.             Anche questo nome ‘Non ti scordar di me’ deriva da un tale linguaggio delle rispondenze.

11.             Vogliamo dunque vedere come queste parole espresse per indicare il fiore corrispondono giustamente in maniera spirituale.

12.             Dunque vedete: questo fiorellino che non si distingue né per il profumo né per l’appariscente bellezza, cresce solo sulla sponda di freschi, chiari e scroscianti piccoli ruscelli, considerato spiritualmente è il risultato di influenze di forze naturali che, nel silenzio, sotto cespugli e alberi ombrosi e altre erbe, erigono un fiorellino che, in un certo senso, ha sempre le sue radici nelle acque agitate, e anche sotto un arietta fresca, lontano dai cocenti raggi del Sole, spiega le sue foglioline azzurre vestendole con il colore del cielo, e così, modestamente, senza sfarzo e splendore adempie fedelmente la sua destinazione che ha sotto la vegetazione.

13.             Lo spirituale quindi, o la tendenza e caratteristica spirituale di questo fiore è – l’umiltà, modestia e semplicità espressa nei costumi e nei pensieri.

14.             Un qualche uomo pieno di sentimenti che, passeggiando presso il bordo solitario di uno scrosciante ruscelletto in compagnia di un’anima spiritualmente affine a lui, ammirava la natura, la sua opera silenziosa e il suo dolce fascino, e si sentiva attratto ad esternare nell’altra anima quel momento puramente divino goduto in seno alla natura eternamente uguale, per perpetuare con ciò che egli, proprio perché inconsapevole, sceglie giusto quel fiore per mantenere sempre desto nel petto del destinatario il ricordo delle ore del più puro sentimento, volendo egli dire con questo:

15.             Non ti scordar di me! Quando nel tumulto del mondo altre circostanze tenteranno di cancellare in te queste dolci ore gustate, rimani semplice, umile e modesto e, come questo fiorellino, non cercare lo splendore del Sole mondano per splendere e luccicare ma, come questo fiorellino, cerca solo l’ombra, ovvero, ritirato da tutto il gran chiasso degli altri prati fioriti che sono corteggiati da migliaia e migliaia di succhiatori di miele, quindi rimani anche tu lontano da questo, all’ombra del tuo stesso io; procura di mantenere questa pace e semplicità, così che, come al fiorellino giunge la necessaria aria vitale, anche a te sarà dato quell’incomparabile premio interiore della vita!

16.             Non ti scordar di me nelle ore difficili, perché è l’amico o l’amica che prende parte al tuo destino!”

17.             Così questo fiorellino è rimasto il rappresentante della modestia, del dolce ricordo di cuori profondamente sensibili; e come l’aria pura alla grondante sorgente mantiene e rinfresca il fiorellino, così anche questo richiamo amichevole deve ridestare nell’errante pellegrino sul sentiero della vita, sentimenti simili a quelli del fiorellino, per ricondurlo all’eterna Sorgente primordiale sempre chiara, grondante della Sua interiore Acqua della Vita per cercare colà il suo nutrimento vitale che lo risarcirà poi anche di tutto il resto.

18.             Qui voi avete la vera rispondenza spirituale di un semplice fiorellino, del ‘non ti scordar di me’, rispondenza che sta in stretta relazione con la vostra futura destinazione.

 

19.             Ora vogliamo rivolgerci al serpente a sonagli, e vedere quali insegnamenti e rispondenze che Io ho messo nel suo essere ci riservi questo animale, e che solo l’uomo rinato spiritualmente potrebbe comprendere senza il Mio aiuto! Ebbene, ascoltate dunque! Come il fiorellino fiorisce e cresce nella quiete sotto gli alberi ombrosi, così pure questo serpente, come del resto la maggior parte degli appartenenti alla sua specie, si trattiene di preferenza in luoghi solitari e silenziosi. Quello che là il fiore candidamente esprime, qui lo esprime questo apportatore di morte e strisciante essere furtivo, solo in modo differente!

20.             Là esso attira gli uomini nell’ombroso boschetto, e qui lo avvisa davanti alla boscaglia. Là prospera un fiorellino, il conoscitore lo può cogliere senza timore e, secondo il nome che porta, offrirlo agli amici per ricordo. Qui la morte sta in agguato tra la natura lussureggiante, e se là il fiorellino gli grida per esprimere la sua attuale dovuta sensibilità: “Non ti scordar di me!”, qui invece la natura e la prudenza gli devono gridare: “Non ti scordar di me, tu, o uomo, perché là in agguato forse nascondo la morte, dove altrimenti dovrebbe esserci solo quiete!”.

21.             Al serpente a sonagli sulla dorsale sono state date una fila di scaglie mobili con le quali esso può fare un rumore particolare, che è simile al battere di gusci metallici. Quest’animale usa tale dispositivo solo quando, andando in cerca di cibo, vede la sua preda dinanzi a sé.

22.             Con questo rumore esercita una specie d’influsso magnetico sulla sua vittima, stordisce la sua preda e, quando questa è entrata una volta nella sua sfera, da lì essa non può più sfuggire. E più aumenta poi nel serpente la brama di uccidere e divorare, tanto più sviluppa il suo influsso animico-magnetico sulla sua vittima, finché l’afferra, la copre con la sua bava e la stritola, e poi un po’ alla volta la inghiotte nelle sue fauci.

23.             Vedete, quale immagine di rispondenza spirituale ci è data nel serpente per colui che, non volendo prestare ascolto al richiamo dell’amico, e sotto il trambusto e strepitio del mondo seduttore si lascia trasportare nella sua vertigine fino al punto che, incapace di liberarsi, ucciso spiritualmente dal morso velenoso del vizio, s’immerge a poco a poco nel mondo e la sua anima s’immerge nella sua carne!

24.             Anche a lui si sarebbe dovuto gridare: “Non ti scordar di me nell’insensato chiasso del mondo; nel boschetto ombroso, nel verde dei boschi, al margine di un chiaro ruscelletto, fioriva un semplice fiorellino e stava in agguato anche il tradimento! Tu non sei stato abbastanza prudente, ti sei fidato delle tue forze e, alla fine, non hai badato al richiamo dell’amico e, anziché seguire la nobile, delicata e bella immagine della natura silenziosa, hai dimenticato il serpente della seduzione che, anche sotto il fiorente tetto della vita mondana, nasconde il suo morso velenoso, finché poi venuto il momento giusto, dove, l’amico dovrebbe dirti: tu dimenticasti il mio dolce ammonimento, così che hai dimenticato il serpente, il quale adesso ti avvolge completamente e ti attira nella morte spirituale!”.

25.             Così come ho detto poc’anzi, ogni cosa ha due lati: il lato illuminato – così come il lato d’ombra.

26.             Solo il risvegliato può distinguere e fiutare il pericolo, anche quando è occultato dai fiori.

27.             Anch’Io, Miei cari figli, vi esorto:

28.             “Non dimenticate la modestia del fiorellino e il suo significato! E non dimenticate che spesso, anche sotto una siepe di rose, è in agguato il serpente della seduzione! Ma, incessantemente, non scordatevi neppure di Me, che voglio sempre guidarvi, affinché possiate presentire il pericolo, per quanto nascosto esso sia!”.

29.             E così, pensate a queste due immagini, l’una, l’immagine della mitezza e della modestia, l’altra, quale segno d’avvertimento spirituale proprio là, dove non si sospetta il nemico, ed entrambi vi esclamano: “Non ti scordar di me!”, oppure, detto con parole evangeliche: “Siate astuti come serpenti, ma semplici come colombe!”. Amen!

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Cap 7

Il tifone

(oppure una gigantesca tromba d’acqua nell’Oceano Pacifico)

19 febbraio 1871

1.                Tuo fratello ti ha pregato per una spiegazione spirituale della tempesta nella quale un suo amico stava quasi per cadere vittima nell’Oceano Pacifico.

2.                 Io vedo pure gli sforzi che lui fa per attirare quest’amico nell’ambito della vostra dottrina di fede e di vita.

3.                 Il desiderio è degno di ogni considerazione e anche a Me sarebbe gradito se fosse soddisfatto, però l’attuazione non è così semplice, come tuo fratello crede.

4.                 Io vi ho già detto parecchie volte che certi uomini, se non sono tormentati e ammoniti dal pericolo, oppure da altre tristi situazioni, sono difficili far loro voltare le spalle alle gioie e interessi mondani per guadagnarli al Regno Mio. Essi sono disabituati a portare una croce sulle loro spalle, per quanto leggera potrebbe essere.

5.                 Gli ammonimenti, che talvolta mando loro per mezzo di pericoli e malanni, ai quali tuttavia essi scampano sempre fortunatamente, perché così vuole la Mia Volontà, hanno su di loro solo un influsso momentaneo, e le loro impressioni sono ben presto dimenticate, come i dolori sofferti durante la malattia dopo il recupero della salute.

6.                 Così è pure con l’amico di tuo fratello. Quest’amico, del resto nobile di cuore e, come voi usate dire, dotato di vedute cosmopolitiche, ha sperimentato parecchie volte di stare vicino all’altro mondo oppure passare nello stesso; egli ha anche pensato a Me in quegli istanti, pressato dalle circostanze, ma passato il pericolo, Io sono stato nuovamente messo da parte, come fanno i cinesi (dove è appena stato) con le loro divinità domestiche, alle quali essi concedono un posto d’onore in casa quando hanno bisogno dell’aiuto di un tale dio. Una volta ottenuto ciò che si voleva, il dio è nuovamente deposto e chiuso a chiave in una stanza buia, e là può attendere finché un’altra difficile faccenda lo tragga fuori dal suo nascondiglio. Tuo fratello vorrebbe guadagnare questo amico per Me, così ritiene lui, però se il suo amico vuol lasciarsi guadagnare, questa è un’altra questione!

7.                 Egli chiede una spiegazione spirituale di un ‘tifone’ oppure ‘vortice di vento ciclonico’, oppure ‘gigantesca tromba d’acqua’, come voi la chiamate, e che cosa dovrebbe significare nei riguardi del suo amico.

8.                 Ebbene, questo è subito sbrigato in due parole: spiritualmente questo uragano vuol dimostrare l’impotenza degli uomini e la Mia Onnipotenza; così qui voi avete la spiegazione e il suo significato spirituale.

9.                 Per quanto riguarda personalmente l’amico di tuo fratello, questa tempesta, come altro ancora da lui sperimentato precedentemente, è stato solo un avvertimento spirituale per mostrargli che, sopra di tutta la scienza e gli intelligenti calcoli, sta ancora Qualcuno che, con mezzi semplici, spesso sa ottenere i più grandi effetti.

10.             Vedi, questo amico finora ha fatto quasi tutto il giro del mondo, egli ha visto molti popoli e paesi, altri animali, altre piante, altri fiori, ha respirato un’aria diversa dalla vostra, e questo ha permesso di influire sul suo interiore; dappertutto, dove stava o andava, Io l’ho guidato e gli ho dato molti cenni istruttivi della Mia esistenza; solo che egli era troppo occupato nella sua missione perché potesse percepire la Voce spirituale nel suo interiore.

11.             Adesso però che è ritornato al suo focolare domestico, salutato moglie e figlioletti, bisognerà pur trovare qualcosa per ammazzare il tempo, come solete dir voi. Tutti gli avvenimenti vissuti saranno considerati come fenomeni naturali e anche così spiegati, cosa che contribuirà in generale ad aumentare l’orgoglio di un rimpatrio dal lungo viaggio, quale reduce di questi pericoli superati; i richiami e i cenni spirituali che fanno parte di quei momenti, saranno tenuti in pochissimo conto e ancor meno compresi.

12.             C’è certo tanto di spirituale in tutta la vita di un uomo che egli non comprende, tali momenti non sono proprio contati, in cui l’intervento di un altro mondo con così grandi avvenimenti naturali o altri fatti importanti sono fusi insieme con la vita umana! Quanto spesso Io ammonisco i Miei figlioli, e quanto poco essi comprendono i Miei ammonimenti e credono piuttosto che si tratti semplicemente di giochi del caso.

13.             Tuo fratello però vorrebbe sapere volentieri nei particolari, cosa significa questa tempesta nell’Oceano Pacifico, dove il suo amico con la nave ha rischiato per giornate intere di essere buttato fuori dalla vita terrena e in pochi giorni cader vittima dell’eterna dimenticanza.

14.             Io prima ho già affermato che quello è stato solo un segno dell’impotenza umana di fronte alla Mia Onnipotenza; è stata un’indicazione di quanto poco aiutano i calcoli del viaggio, l’incrocio dei venti o il flusso delle acque, se Io, per esempio, come accadde lì, faccio rompere il timone.

15.              Che cosa significa questo spiritualmente? Spiritualmente vuol dire: a che serve aver fiducia in se stessi, quando manca il fattore principale, la fiducia in Me!?

16.             Oh, certo, nel pericolo Mi si supplica, allora devo portare aiuto, ma prima sarei stato superfluo; allora l’uomo procedeva orgoglioso, vantandosi della sua esigua scienza; si fidava di superare abissi e pericoli come se non avesse bisogno di nessuno a lui superiore, e potesse bastare a se stesso.

17.             Appunto per moderare questa presunzione, Io invio allora imprevisti eventi naturali, e lascio che gli uomini, senza che se ne rendano conto, si avvicinino ai grandi fenomeni naturali in cui si svolgono dei processi necessari che riguardano il benessere del globo terrestre, facendo così sentire agli uomini la loro nullità e mostrar loro per un attimo, per lo meno che non sono i padroni del mondo, ma che solo Io sono il Signore!

18.             Al tuo amico è andata proprio così, egli arrivò troppo vicino a quel grande vortice di vento[7] che nell’Oceano Pacifico procede da un grande flusso di spiriti naturali – dove proprio nel mezzo di tale mare un giorno anche la Luna fu partorita – i quali, liberati dalla loro prigionia, passano nell’aria più leggera e mobile, per poter affrontare lì il proprio ulteriore sviluppo. Colà essi si radunano insieme e, dove la colonna d’aria si abbassa a cono con i puri spiriti della natura, per accogliere un po’ alla volta nel loro regno gli spiriti più bassi, lì s’innalza anche una montagna d’acqua in forma conica, satura di questi elementi della natura.

19.             L’avido assorbire dall’alto e il rapido spingere dal basso, causa un movimento circolare che diventa poi tanto più violento quanto più prende forza dall’alto e accelera la salita dal basso, come una bufera poi si diffonde sulla vasta superficie del mare e coinvolge in questa danza vorticosa, tutto ciò che incontra sul suo cammino.

20.             L’immagine di questo avvenimento somiglia alla danza vorticosa della vita, e in questa vengono trascinati gli stessi esseri umani; anch’essi sono coinvolti in questo movimento circolare di interessi, brame e desideri, a causa dei quali non possono raggiungere nessuna giusta consapevolezza. Un evento incalza l’altro, regioni, contrade, paesi, tutto fugge dinanzi a loro, come gli uomini che vi dimorano. Ogni vizio, ogni virtù, usi e costumi, danno a questi frettolosi viandanti l’immagine completa di un ‘tifone’ o ‘vortice di vento’; in senso spirituale dimostra che solo la testa, quale timone spirituale, mantiene ancora, per necessità, l’intera forza del giudizio affinché non vada completamente perduto.

21.             Proprio questo Io volevo dimostrare ai naviganti quando, mancato il loro presunto timone, essi stessi non sapevano più a cosa dovevano aggrapparsi. E così anche al tuo amico e ai suoi compagni mancò il timone della loro nave, ed essi rimasero abbandonati alle onde, ai venti e alla Mia Volontà; come anche senza il loro senno sulle onde della vita devono cadere preda di tutte le passioni e brame e non sanno più dove a loro sta veramente il capo.

22.             Appena quando il timone della loro nave si ruppe, compresero per la prima volta che c’era qualcosa di più grande, un Essere superiore al Quale rivolgersi e, in silenzio, interiormente, si rivolsero per aiuto. Che cosa voleva dir questo? – “Quando nella tua interessata vita terrena, il timone dell’intelletto non ti basta più, allora scendi giù nel tuo cuore, là troverai un’abbondanza di ricchezza che ti guiderà nuovamente al medesimo Dio che hai invocato, spinto dal bisogno, in mezzo al mare tra le onde e il vento.

23.             Colà cerca la tua pace e il tuo punto d’appoggio quando manca il timone dell’intelletto; appena là apprenderai che, molto al di sopra di tutti i calcoli, di tutti i vostri effimeri tesori terreni, si trova nascosto un Tesoro ancora più grande che ti guiderà là dove tu conoscerai il reale valore del mondo e del tuo stesso io!”

24.             Ora tuo fratello, con questa spiegazione spirituale della tempesta sull’Oceano Pacifico, vorrebbe portare il suo amico al punto che, dopo aver compiuto felicemente la grande traversata del grande oceano mondano, possa in seguito navigare sul silenzioso oceano della pace e della tranquillità familiare, meritandosi quest’onorevole nome più di quella grande distesa d’acqua, dove a dire il vero, in segreto, vengono compiuti nella Terra grandi processi di sviluppo che però, per gli uomini, non sempre risultano così pacifici come è indicato dal nome che porta questo mare.

25.             Tuo fratello vorrebbe dire al suo amico, quando si troverà nuovamente in seno alla sua famiglia: “Vedi, fratello, ora tu hai visto molto nel mondo, molto provato, e tuttavia con tutto questo vedere e sperimentare non sei ancora giunto alla Sorgente dove dimorano pace e tranquillità, e dove l’uomo può rallegrarsi della sua spirituale esistenza e della sua missione.

26.             Durante tutto il soggiorno in paesi stranieri, tu hai fatto molto per gli altri e poco per te; per questo verrai anche ricompensato e risarcito alla maniera del mondo; ora viene il tempo del riposo fisico, una sosta nella vita familiare, dove non più del nuovo si cambia col nuovo, bensì altri obblighi si presentano in te, dei quali sei debitore alla tua famiglia e ai tuoi figlioli. Vedi, adesso in cui la curiosità di vedere altri paesi, altri popoli è stata soddisfatta, adesso che sei onorato dai tuoi compagni e apprezzato dal tuo monarca, sarai abbastanza indennizzato, adesso vengo io, un vecchio amico, e vorrei anche darti un amichevole consiglio. Guarda me, sofferente, costretto da anni a rimanere tra quattro mura in una stanza, tutt’al più capace di fare a passi lenti una breve passeggiata all’aria aperta, vedi, il Signore della grande Creazione, del Quale tu hai visto tante meraviglie, più di quante io ne abbia lette, questo Signore pieno di Grazia ha aperto il mio cuore e mi ha mostrato quante bellezze e magnificenze stanno lì immerse, e adesso che ho trovato quiete, conforto e perfino beatitudine divina, adesso sale in me il desiderio di far godere a te pure, vecchio amico mio, questa stessa, e tanto più che anche tu hai figlioli che, certamente, vorresti allevare quali uomini ad immagine di Dio.

27.             Adesso mi urge aprirti questa via. Oh, presta ascolto alle mie parole! Adesso, in cui il mondo esteriore ha lasciato in te impressioni abbastanza indimenticabili, lascia aprirti da me la tua intima miniera d’oro, affinché anche tu possa riflettere e sentire con me e concordare anche su questo puro santissimo e supremo punto! Questa è pure la ragione perché nella mia semplicità ho pregato il Signore di aiutarmi ad esprimere con le Sue Parole, ciò che non è possibile alla mia debole lingua.

28.             Dal momento che noi, nel nostro cerchio, godiamo l’alta Grazia della comunicazione diretta del Signore, allora accogli tu, o amico, queste righe provenienti da Lui, dall’onniamorevole Padre, affinché come ha attirato tutti noi, possa accogliere anche te nel circuito delle Sue adorate Parole. Lasciati attirare da Lui, e vedrai che, dove Egli ti conduce, la via non ti spiacerà; poiché io, come molti altri, possiamo testimoniare che questa via conduce all’unica felicità che all’uomo è possibile raggiungere su questo mondo, alla fortuna di conoscere se stesso e il suo Creatore come Padre!”

29.             Se tuo fratello presenterà così al suo amico rimpatriato il vostro tendere e il Mio influire in voi, siate certi, egli non rimarrà indifferente, e se anche non sarà uno dei vostri, Io avrò cura affinché di quando in quando, l’impressione di questa Parola scritta sia rinfrescata mediante avvenimenti, così che egli non abbia a dimenticare completamente Dio, il Padre suo, quel Dio che non lo dimenticò nel tumulto delle battaglie e nel turbine ciclonico, quando Lo invocò supplicante per aiuto, che anche gli concessi, come lo dimostra il suo ritorno in ottima salute.

30.            Tuo fratello porti pazienza per un po’, confidi in Me, il seguito gli mostrerà fino a che punto era o no fondata la sua fiducia! Amen!

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Capitolo 8

Aria, acqua, terra e fuoco

25 giugno 1871

1.                Per lungo tempo questi erano i quattro elementi di cui, come gli antichi uomini credevano, l’intero universo o perlomeno la Terra e tutti i corpi celesti fossero composti.

2.                 Questa credenza rimase finché gli uomini impararono l’arte della separazione, che voi chiamate ‘chimica’, così si scoprirono ancora parecchi elementi che si opponevano ad ogni ulteriore separazione e che ad oggi (1871) hanno raggiunto il numero di circa 70.

3.                 Quelli che gli uomini di scienza considerano elementi primitivi e li presentano come principi originali, non sono per nulla gli ultimi elementi di cui la Mia Creazione è composta, bensì ai ricercatori mancano, in questo campo, in primo luogo i mezzi per un’ulteriore separazione degli elementi, e in secondo luogo i sensi per percepire la suddivisione delle sostanze.

4.                 Che questi almanacconi non giunsero lontano nelle Mie opere di quanto lo sono fino adesso, dove alla fine tutta la loro scienza giunge nell’utilizzare nella vita pratica tutte le loro scoperte solo per scopi mondani, dipende dal fatto che ancora a nessun chimico è venuto in mente di riconoscere Me, quale il primo Artista della scissione, per comprenderMi e amarMi!

5.                 Proprio per questo motivo li lascio anche là, dove sono arrivati adesso, dove hanno tratto abbastanza esperienze dalla Mia natura, esperienze che aiutarono ben a favorire l’egoismo degli uomini, ma non il loro amore per il prossimo.

6.                 Qui non è il caso di scendere con voi in analisi chimiche, oppure svelarne delle nuove, ce n’è già abbastanza di quelle vecchie.

7.                 Ma ciò che i signori della scienza non vogliono riconoscere è che, sebbene nella chimica incontrino proprio le leggi più rigorose, essi non vogliono riconoscere nessun Legislatore, quantunque ad ogni passo s’imbattono sulle Sue tracce; se fossero senza opinioni preconcetti, non potrebbero certo rinnegare Lo stesso.

8.                 Adesso però vogliamo ritornare ai nostri prima nominati ‘quattro elementi’ e vedere quale relazione esiste, dal punto di vista spirituale, con la Mia Creazione e con Me stesso, cosa che forse vi potrà essere più istruttivo che non tutte le regole della chimica insieme alle sue migliaia di nomi presi da tutte le lingue già da tempo fuori uso.

9.                 Vedete, figli Miei, se voi osservate accuratamente e attentamente questi quattro elementi, quali aria, acqua, terra e fuoco, vi dovrebbe colpire innanzi tutto che l’aria è l’elemento più delicato, leggero e assai flessibile, mentre l’acqua è l’elemento già più denso ed è percepibile ai vostri occhi veramente già come un corpo, sebbene ancora in stato liquido, la terra invece un conglomerato di pure materie solide come pietre, sabbia e resti putrefatti e decomposti del mondo vegetale e animale, e infine il fuoco è l’elemento che tutto distrugge e di nuovo dispone in altre forme.

10.             Ebbene vedete, l’aria è spiritualmente sinonimo con i Miei pensieri creativi, in cui tutti, senza aver raggiunto l’indipendenza, riposano insieme in attesa solo del primo cenno per il loro ulteriore sviluppo; l’acqua, quale aria condensata, è spiritualmente: pensieri condensati a idee, che poi portati fuori, formano continuamente cose grandi spirituali, come la Terra; e dove in essi alla fine come un principio disgregante, stimolante all’eterno rinnovamento, l’amore compare uguagliante il fuoco che, sempre creando del nuovo, produce nuovamente in nuove forme il consumato.

11.             Ebbene, come questi quattro elementi sono l’espressione di tutto il vostro globo terrestre, come pure di tutto quello che esiste in esso e intorno ad esso, del pari anche queste qualità come: pensiero, idea, azione e amore che conserva e trasforma, rappresentano il Mio Io, quale Dio Creatore.

12.             Perché anch’Io creo dapprima i Miei pensieri, li trasformo poi in idee, do a queste idee l’impulso ad entrare in attività, di formarsi e, quando queste cose così prodotte hanno compiuto il loro corso vitale e lo spirituale le ha guidate a gradini superiori, allora si aggiunge il Mio Amore come divoratore, disgregante elemento, quale fuoco, e capace mediante combustione, di trasformare residui grossolani in altre forme per nuove attività, cosicché ciò che una volta è stato creato, non debba mai più scomparire.

13.             Nell’aria che circonda il vostro globo terrestre ci sono tutte le sostanze in stato disciolto che appartengono alla stabilità della Terra, alla sua atmosfera, alla sua prosperità, tanto alla parte di materia grossolana quanto al suo vivente mondo vegetale e animale.

14.             Esse stanno lì racchiuse come embrioni, come i primi germi primordiali per l’ulteriore perfezionamento.

15.             L’influsso dell’etere sull’atmosfera[8], l’influsso della luce solare come dei suoi raggi termici, e l’influsso di tutti i grandi corpi mondiali e solari vicini e lontani, concorrono a destare gli elementi o particelle elementari in letargo, a svegliarli e a prepararli alla loro futura destinazione, dove essi, cominciando presso la fluida e morbida acqua, passando poi alla rigida materia solida, e quindi di nuovo trasformati in elementi spirituali viventi, mediante la consumazione dovuta all’aumento di calore, sciogliendo i suoi legami, si manifestano quali elementi primitivi, per cominciare, da quel punto, un nuovo ciclo di Creazioni.

16.             Così come l’acqua è stata veramente l’elemento madre o generatrice di tutte le parti del mondo, attualmente esistenti come terraferma, così era ed è ancora il mare, quale grande contenitore di tutto ciò che può essere generato, esistente tutto nello stato sciolto, ciò che poi mediante evaporazione, sedimento, combustione sotterranea ecc., è restituito all’atmosfera per entrare in nuove combinazioni, dopo che, in precedenza, da tutti questi elementi, lo spirituale si è lanciato su gradini superiori, e solo il grossolano, di difficile scioglimento come parte dei componenti materiali, è rimasto indietro.

17.             Così voi vedete dalla pietra più dura che forma la base solida della Terra, fino alla più tenera argilla, una sequenza di sviluppo graduale degli elementi primordiali posti nell’aria, uguali ai pensieri, nell’acqua come aria addensata, uguale ai pensieri condensati in idee; nella Terra come parti materiali che concorrono a formarla, uguale all’azione; e infine nel continuo cambiamento, dissolvimento, combustione dell’esistente voi potete scorgere l’eterna azione dell’Amore sempre creante del nuovo, dove dal vecchio è costruito del nuovo ed è stimolato per il grande processo di sviluppo, e precisamente fino a che anche l’ultima parte materiale è diventata spirituale.

18.             Dunque, quello che voi vedete nei quattro elementi figurato dinanzi ai vostri occhi, questo è il ciclo evolutivo spirituale di tutti i Miei pensieri creativi, e la via di tutto il Creato, perciò è pure la vostra via!

19.             Anche in voi stessi, infatti, vale a dire nell’uomo animico-spirituale, dapprima si sviluppano i pensieri senza speciali e determinate tendenze; essi fluttuano nel cervello, nel cuore, e attendono l’impulso ad unirsi in qualche cosa di concreto; essi sono, come l’aria, facilmente movibili e veloci a cambiare la loro forma.

20.             Non appena vi abbandonate ad un pensiero, intorno ad esso si raccolgono i suoi necessari collaboratori che producono e selezionano, cosa che è uguale al processo dell’acqua – così l’associazione di idee nell’anima umana: le idee si realizzano in azioni, azioni solidamente impresse, uguali alla terraferma sorta dall’acqua, quale complesso-azioni marchia veramente l’uomo spirituale per quello che sarà un giorno nel Mio Regno.

21.             Considerato però che l’azione, quale risultato di pensieri e di idee, influisce pure sugli altri, allora anch’essa, attraverso la spirituale scomposizione effettuata dall’Amore, è elevata o al Divino o abbassata al maligno nei suoi iniziali primi impulsi originari, dove poi le conseguenze devono ricadere sul suo stesso autore; perché nello spirituale non vale il compimento di un’azione, bensì vale questo: sotto quali moventi essa è pensata e portata a compimento!

22.             Perciò ogni uomo deve tener presente che, prima di agire, l’azione da compiere sia vagliata a fondo, che questa sia nata e costruita su purissime basi morali affinché per lui non possa mai avere brutte conseguenze sulla sua coscienza, cosicché alla fine, a causa del suo puro volere di agire per il meglio, le cattive conseguenze causate per abuso o incomprensione non abbiano a ricadere sull’autore, bensì su coloro che hanno sfruttato quest’azione per il proprio vantaggio.

23.             Qui voi vedete la via spirituale di un’azione, essa come aria, acqua, terra e fuoco prende la medesima via che i Miei pensieri creativi, la materia, e infine anche i Miei spiriti, nonché voi stessi quali uomini spiritualizzati devono attraversare.

24.             Poiché la veste spirituale nell’Aldilà è l’espressione della totalità dei pensieri, formati a idee, sviluppati in azioni e spiritualizzati mediante l’Amore.

25.             Bene, figli Miei, come l’aria è la portatrice di ogni futuro corporeo, l’acqua la generatrice di tutto il fisso e solido, così anche i vostri pensieri devono sgorgare dalla purissima Fonte divina per essere un giorno purificati e spiritualizzati attraverso l’Amore, per servirvi come corona che voi prenderete di là nell’altra vita, quale prodotto della vita terrena. Come l’aria, leggera e flessibile, porta anche tempeste e devastazioni, così è anche il flusso dei pensieri, dove gli uni vogliono sopraffare gli altri se prima non sono stati ponderati profondamente; e come i forti movimenti dell’aria provocano sul mare grandi ondate, così anche queste conseguenze nella natura dimostrano simbolicamente che pure i pensieri tempestosi provocano solo idee agitate, le quali raramente hanno per conseguenza qualcosa di buono.

26.             E infine, come la Terra spesso trema nelle sue viscere per violenti terremoti ed eruzioni vulcaniche che, in parte, portano distruzione e devastazione, allo stesso modo l’azione sconsiderata, come prodotto di un disordinato affluire di pensieri e di idee tempestose, quale immatura azione, non potrà mai diffondere benedizione, e al suo autore lascia solo pentimento.

27.             Sforzatevi perciò anche voi, come i quattro elementi, di adempiere il vostro scopo come aria, acqua, terra e fuoco; questo significa che da voi siano tollerati solo pensieri puri, che a un uomo, quale Mia immagine, siano sempre degni, affinché le vostre idee sempre filantropiche, come l’acqua, possano dedicarsi volentieri agli altri, quando può tornar loro per il meglio, e poi come azioni abbiano lo stesso risultato della solida crosta terrestre che, nata dall’acqua, e questa dalla sua generante sorella, l’aria, si presenta poi abbellita con ogni magnificenza che un’affettuosa Mano di un Creatore poteva porre in essa; affinché anche le vostre azioni non abbiano a temere l’amore disgregante, ma come la Terra con il suo tremare a causa di eruzioni vulcaniche, come risultato finale aumenta solo la sua attività, così il bene vi toccherà come remunerativa consapevolezza e il cattivo e falso confinato.

28.             Così, seguiteMi! Seguite nei suoi principi i vostri quattro elementi, e il vostro uomo spirituale potrà poi essere un giorno, in piena misura, ciò per il quale Io l’ho creato, se egli, come la Terra, ha superato felicemente le sue tempeste e rivoluzioni che erano tanto necessarie per la sua spirituale sussistenza, come quei grandi sconvolgimenti che il vostro globo terrestre dovette subire[9] prima che diventasse ciò che è adesso, cioè un paradisiaco giardino per i figli Miei! Amen!

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Cap 9

La mela

7 luglio 1871

1.                Il figlio di tuo fratello ti ha pregato affinché tu riceva una parola, in merito al paragone da Me fatto nel “Sole Spirituale”[10] con una mela.

2.                 Quel caro figliolo però non ha compreso il vero senso di quel discorso. Io ho citato la mela come esempio, per dimostrare che dappertutto, in ogni prodotto e forma, sta nascosto un certo che di profondamente spirituale, questo non deve essere necessariamente una mela, bensì ogni oggetto nel suo stato naturale ha un significato spirituale, questo significa una spirituale, appropriata somiglianza con qualcosa dei Cieli spirituali e ai suoi prodotti eterei.

3.                 Ma poiché questo figlio vorrebbe conoscere qualcosa di speciale sulla mela, lo voglio rendere attento perciò su alcune particolarità di questo frutto, cosa esprime la sua forma e il suo contenuto spirituale – e ancor più profondamente dal punto di vista celeste.

4.                 Prima però di passare alla mela stessa, voglio dapprima accennare brevemente al suo sviluppo dal fiore e poi passare a questo frutto stesso.

5.                 Ebbene, dunque ascolta, Mio caro figlio:

6.                 Tu ricorderai che, in un’altra parola, ad una cara figlia, Io ebbi a dire: “Il fiore sia il fidanzamento”[11]. Così lo è anche il fiore di un albero, anch’esso è il penultimo gradino della sua vera e propria destinazione come albero, poiché l’ultimo è il frutto stesso.

7.                 E se tu esamini attentamente un fiore, allora osserverai che oltre ai suoi petali bianchi, ci sono ancora dei filamenti, e in mezzo agli stessi il vero apparato generativo.

8.                 Ora, non appena il fiore si avvicina alla piena maturazione e, come fiore, entra nel suo ultimo stadio in cui i filamenti cominciano a riempirsi dei succhi più fini dell’albero, e questi succhi vengono poi spiritualizzati mediante la luce solare, allora si avvicina il momento in cui questi filamenti si piegano verso l’interno, nel calice materno del fiore, scaricano là questa umidità e costringono poi il calice materno alla chiusura.

9.                 I petali dei fiori, come pure i filamenti vuoti cadono, la parte inferiore del fiore si chiude, e dall’interno l’ascendente linfa comincia poi a far alzare un po’ alla volta questa capsula chiusa, così da formare il frutto o la mela.

10.             Là, dove ebbe luogo l’inoculazione mediante i filamenti, si forma dapprima la parte principale del frutto, essi sono i semi, e per formarli completamente, attirano a sé continuamente la linfa dall’interno dell’albero che avvolge i semi, per proteggerli dall’influsso delle intemperie, ma in parte anche per far giungere loro il nutrimento attraverso l’umidità accumulata nelle loro cellule, finché sviluppa se stesso e porta a compimento la sua parte interiore quanto l’esteriore.

11.             Le migliaia e migliaia di cellule che circondano il seme, sono dunque quelle che vengono sempre di più riempite e spinte alla grossezza, e così formano la corolla della mela che, anche diametralmente opposto al calice materno, alla fine mostra ancora la piegatura dove avvenne la fecondazione.

12.             Così questi succhi si riuniscono, vengono privati, mediante la luce solare e il calore del Sole, dei loro acri elementi grossolani, l’acquoso evapora e il rimanente è tramutato in un gusto più dolce che acro.

13.             Così rimane la mela, ma prima deve passare ancora attraverso un processo di ossidazione alla sua superficie, per questo la sua buccia, in quelle parti che sono esposte al Sole, si colora, e con ciò dimostra un cambiamento nella sostanza interna che, giunta all’ultimo stadio dello sviluppo, vorrebbe già passare, con la decomposizione dei suoi elementi, in un’altra forma.

14.             L’analogia spirituale della mela è che ha la forma della Terra, sulla quale essa stessa cresce e che è anche debitrice della sua formazione.

15.             Le mele hanno gusti diversi, secondo le sostanze nutritive del terreno che circonda le radici dove cresce il tronco, e succede pure che, dove le mele raggiungono un volume superiore al normale, non possono essere le migliori, a causa della gran massa di acido che hanno assorbito dalla terra attraverso il tronco; è ben vero che, con l’aiuto del calore del Sole, esse elaborano gli acidi nel loro tessuto cellulare, però questo non basta ad eliminarli completamente, essi fuoriescono poi appena in parte mediante il fuoco con la preparazione del cibo.

16.             L’ulteriore significato spirituale della mela è molto importante per tutto il genere umano, poiché è stata proprio la mela che Io proibii di mangiare al primo uomo come prova di obbedienza, e volevo dir loro per immagine:

17.             “Non mordete – in questa mela acida, poiché voi e l’intera stirpe discendente lo dovrete espiare!”.

18.             Io scelsi a questo scopo la mela, quale simbolo raffigurante la Terra che aveva in serbo abbastanza acidità per i suoi futuri abitanti, e fu proprio Eva a compiere ciò che Io le volevo risparmiare. Ella morse il frutto agrodolce e lasciò così all’intera stirpe, nascosto sotto un dolce rivestimento, le acri e amare sofferenze alle quali la specie femminile è esposta fino alla fine della vita.

19.             Anche per le donne vale, in generale che, più camminano piene di sé, tanto più l’animo loro racchiude l’acido e l’amaro, e anch’esse non sono da gustare, finché il potente fuoco purificatore non toglierà loro con forza l’acidità, per renderle, in tal modo, sopportabile all’umana società.

20.             Come con la mela, quanto più è piccola, tanto più rossa è la sua parte esterna, uguale a una fanciulla, alla quale sta scritto sulla fronte la salute, tanto dolce è anche la mela e tanto migliore è anche l’animo della fanciulla.

21.             Quanto più verde, più dura e turgida è la mela, tanto più somiglia a lei anche l’essere femminile che va in gire quasi verde dall’ira e gonfia d’invidia e, per così dire, non vuole tollerare nessuno accanto a sé!

22.             La mela è stata il primo motivo di seduzione per la prima donna della Terra e in un certo qual modo è rimasta il simbolo dell’intera stirpe; essa esprime, oltre a ciò, anche la vita di questa Terra, dove, per giungere alla conoscenza di se stesso, l’uomo deve guadagnarsi il suo agro pane nel sudore della sua fronte, dove egli, lottando contro ogni vizio e passione, si deve formare a Mio stesso figlio e, compiendo la sua missione attraverso esperienze agre e amare, entrare solo dopo nella vita dell’Aldilà come un altro e migliore essere spirituale.

23.             Ciò che per è l’albero i suoi fiori, è per l’uomo il suo primo destarsi alla vita terrena, dove egli non conosce ancora nessun dolore, finché i filamenti della vita umana gli infliggono le prime ferite e lo incitano alla lotta e conflitto con la sua stessa natura e il mondo che lo circonda.

24.             E come il calice materno del fiore si chiude e poi i succhi interni fanno alzare il frutto, così si chiude anche il giovane cuore ferito, e ricevendo come nutrimento dall’interno l’elemento vitale della sua natura, e dall’esterno quelli della sua madre terra, diviene anch’egli un ricettacolo del bene e del male, delle dolci e acri passioni e particolarità, finché alla fine, in lotta con se stesso, superato l’amaro, va incontro alla sua più alta destinazione. – E come nella mela il tessuto cellulare che circonda il seme porta in sé i mezzi per l’ulteriore sviluppo di un altro albero, così sono le buone qualità che circondano l’anima, quali semi con le sue vesti circondanti e proteggenti, che dovevano rendere gli uomini capace per una progressione di gradini formativi più elevati e più grandi.

25.             Quello che la mela contiene in sé di acido, nell’uomo sono gli stimoli impuri che, da un lato lo stimolano perché siano soddisfatti, dall’altro lato invece, spronano l’io migliore alla resistenza, e così dalla lotta dell’agrodolce si genera un principio dissolvente, che è per la salvezza dell’uomo, se egli lo trasforma per il meglio, come succo saporito, – se invece soccombe, si trasforma in amaro aceto, oppure è diventato vino inebriante il risultato della sua esistenza vitale.

26.             Perciò Mio caro figlio, vedi anche tu in quale processo di fermentazione ancora è in te il dolce e l’acro, come nella germogliante mela, affinché l’acro non prenda il sopravvento, poiché ciò che è l’amore, quale vero calore, è nella mela la sostanza zuccherina come contrapposto all’odio, all’ira e alle altre passioni che sorgono dalla bile e sono da comprendere come equivalente all’acro.

27.             Forza! Avanti! Veglia su di te e sulle emozioni del tuo cuore, affinché un giorno anche tu non debba dire: “Devo mordere una mela acre!”, ma che tu, uscendo ancora in tempo, possa raccogliere intorno a te solo il buono nelle azioni e così, fiducioso, intraprendere la via della seconda, spirituale progressione nell’Aldilà!

28.             Qui tu hai la triplice immagine della mela: come frutto, come simbolo della Terra e come rispondenza della vita umana.

29.             Prendi bene quest’insegnamento, affinché questa parola non ti sia stata data invano. Questo te lo dice il Padre tuo, il Quale nell’operare, benedicendoti, sempre ti rafforzerà! Amen!

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Cap 10

Dalla notte alla Luce

(I parte)

Il Fiore

3 maggio 1871

1.                 Ebbene, ora non voglio solo chiarirti la visione spirituale da te avuta poco tempo fa alla vista di un ramoscello d’abete strappato, bensì farti delle ulteriori rivelazioni sul rapporto spirituale che esiste tra tutti i prodotti materiali e il mondo spirituale, e come in ogni pianticella sia fondato, tratteggiato e precisamente mostrato, l’intero cammino spirituale di un uomo, come di uno spirito oppure di un angelo.

2.                 Solo che per leggere e interpretare questa scrittura spirituale delle rispondenze, occorre la vista interiore.

3.                 Tu arrivasti ad un simile luminoso momento, solo quando sprofondasti nella bellezza di un ramoscello d’abete, sul quale era già germogliato il suo frutto futuro; giungesti ad una disposizione d’animo nella quale potesti scorgere e leggere, in questo piccolo prodotto, la Mia Grazia e la Mia Misericordia.

4.                 Esso ti lasciò in questa disposizione per tutta la giornata, ti riconciliasti, per alcuni momenti, pure con la tua sorte, contento di quanto Io, in uno sguardo nella Mia natura, ti feci spiritualmente vedere e sentire.

5.                 Ma poiché ti ho posto come insegnante e guida per gli altri, e le rivelazioni che tu ricevi a mezzo Mio devono giungere ancora più lontano del tuo campo d’azione, il che comprende la durata della tua vita terrena, così anche questa visione spirituale non è data solo a te, ma deve essere un generale, spirituale sguardo che ognuno può dare, se non vuole leggere superficialmente la Mia natura che, scritta con grandi lettere spirituali, sono le uniche parole che splendono, suonano e si manifestano da tutti gli angoli dicendo:

“D i o  è  A m o r e”

6.                 Con queste parole Io voglio richiamare, indicare e, se possibile, ridestare te, voi e tutti i cuori, e l’umanità intera, affinché riconosciate, apprezziate e comprendiate il grande piano ed il grande scopo del vostro Creatore. Voglio condurre tutti voi “dalla notte alla Luce”, come il tuo fedele collaboratore nella Mia vigna, l’instancabile Busch di Dresda che ti ha recentemente scritto!

7.                 Sì, Dio è Amore! È l’Amore che creò i mondi, li conserva e anche li promuoverà fino alla loro ulteriore perfezione.

8.                 È l’Amore che, in ogni creazione materiale o spirituale, ha messo dentro tutto il suo potere, tutta la sua passione e il suo fervore.

9.                 Dio è questo Amore! È Lui che vi guida e vi dirige. Indulgente con voi e col vostro essere incompleto, vi colma sempre con grazie e opere di bene. Egli vi vuol dimostrare spiritualmente che in ogni cosa creata Lo ha guidato sempre lo stesso scopo, lo stesso principio, e quando distoglierete il vostro sguardo da ciò che è mondano, potrete contemplare un giorno lo spirituale delle forme e delle organizzazione del mondo materiale. Anche lì, sin dalla creazione del mondo materiale, troverete preparato da molto tempo tutto ciò che sarà poi necessario per voi leggere spiritualmente, per condurvi in alto in quelle regioni dove la materia cessa e lo spirituale comincia, e dove, mutato il corporeo transitorio con l’eterno, vi mostrerà nel piccolo come nel grande le stesse parole in mille e mille forme, immagini e prodotti che, tutti insieme, respirano solo Amore, Amore sono e Amore diffondono, e così dovranno guidarvi dal tenebroso mondo materiale, dalla notte alla Luce di un luminoso mai tramontante mondo spirituale!

10.             E così successe anche a te, quando nel ramoscello d’abete scorgesti la Mia intera Creazione nel suo più grande fascino d’Amore, ti sembrò come se il Cielo spirituale, ti inviasse un raggio di Luce dai suoi spazi, come in un tempo nuvoloso il Sole, dove preoccupazioni, dispiaceri e dolori cessano, e solo gioia, delizia e beatitudine hanno la loro permanente dimora.

11.             Lasciarti questa disposizione d’animo non era possibile; tu, infatti, sei ancora un figlio della Terra, e sei ancora troppo legato alla materia. Arriverà un giorno il tempo della maturazione in cui la materia, quale involucro, dovrà lasciar libero il tuo spirito, allora potrai indossare – come veste permanente – questa fugace disposizione d’animo goduta solo per un momento, con questa diffonderai Luce per gli altri, e Luce sorbirai dagli altri. Non è però possibile lasciarti godere ciò che è solo spirituale e non può essere utile ad esseri animici-corporei.

12.             Tuttavia, per indicarti la via che tutti i Miei esseri devono percorrere, Io attribuisco a queste Mie Parole, proprio il titolo: “Dalla notte alla Luce”, oppure “il fiore”, perché voglio mostrare nel fiore, a te e a tutti voi, che la via che porta a questo punto spiritualmente elevato dell’Amore, è la medesima via che deve percorrere ogni Creazione materiale, e in parte l’ha già percorsa, fino ai Miei più elevati spiriti angelici!

13.             Io ho scelto il fiore oppure ogni vegetale, perché il processo materiale di questi prodotti simboli dell’Amore vi è maggiormente conosciuto e facilmente comprensibile; Io l’ho anche scelto affinché non abbiate a fare un abuso così sconsiderato con le Mie Creazioni, come accade proprio con questi prodotti provenienti da due mondi, cioè quale prodotto del mondo terreno e del mondo della Luce, affinché alla vista o all’odore del profumo balsamico di un fiore, non si debbano deliziare solo i nervi visivi e olfattivi, bensì, guardando profondamente nel calice del fiore aperto, possiate riconoscere lo spirituale più elevato e più bello che Io vi ho messo, richiamandovi in memoria ad ogni fiore: “Dio è Amore!”.

14.             Vedete, or ora Io vi ho detto: “Il fiore è un prodotto proveniente dal mondo terreno e dal mondo della Luce!”. Ebbene, un prodotto simile siete anche voi; anche voi siete dalla Terra e dalla Luce, siete corpo e anima, quale rivestimento del Mio Spirito divino; anche voi lottate “dalla notte alla Luce”, come il seme che, messo nel terreno, tende verso l’alto, si apre un passaggio tra la zolla e si volge verso la luce del Sole, la sua più alta meta spirituale.

15.             Guardate dunque e leggete nell’esempio di una pianta che ha per scopo finale un fiore o un frutto, e leggetevi tutta la storia della vostra vita, come vi sta scritto tanto chiaramente nel vostro io!

16.             O miopi, indifferenti uomini! Aprite i vostri occhi materiali e spirituali! Alzate un po’ più in alto il vostro sguardo, oltre i confini del materiale visibile, e troverete proprio in una pianta tanto chiaramente scritto in mille parole ciò che vi ho sempre esclamato: “Dio è Amore!”

17.             Riconoscete dunque il Padre! Se non Lo potete vedere spiritualmente, riconosceteLo nelle Sue opere!

18.             Non camminate così distratti in mezzo alle Sue meraviglie! Vergognatevi di voi stessi per il fatto di non poter comprendere questa scrittura spirituale (nella Creazione) da Me scritta tanto chiaramente!

19.             È certo già triste sul vostro mondo, se un figlio non conosce suo padre, tanto più se un figlio, il figlio di un Creatore di tante meraviglie e bellezze, ignora assolutamente (dimentica) suo Padre, come se Egli non esistesse per nulla, oppure se ne ricorda solo quando ha bisogno d’aiuto!

20.             Vedete, questo è lo scopo della Mia parola odierna a voi, affinché impariate a comprendere di più lo spirituale nel mondo e non solo a preoccuparvi delle solite banali necessità vitali e mondane, dimenticando la vostra destinazione spirituale e Me, camminando sulle Mie meraviglie come morti tra i viventi, come ciechi tra vedenti.

21.             Se non sapessi quanto tiepidi e indifferenti voi accogliete le Mie parole, Io non ripeterei di nuovo su un’altra via le medesime cose, che avete già letto in molti modi, ma sfortunatamente avete troppo poco esercitato. Ma poiché la carne ha intorpidito completamente il vostro senso spirituale, tanto da essere talmente aggrovigliato che un solo lampo di Luce non è sufficiente a ridestarvi e ad indicarvi la via che conduce a Me,

22.             Io voglio fare tutto il possibile per destarvi, per educarvi a qualcosa di meglio; ma se non volete farvi destare, se preferite il sonno spirituale, allora non date poi a Me la colpa se sopravverranno circostanze e avvenimenti che vi risveglieranno nella vostra ebbrezza mondana non con amore, bensì con sgomento e disperazione; lo avrete voluto voi! Così godetevi pure i frutti delle vostre premure mondane per stomaco e corpo, allora però la via “dalla notte alla Luce” andrà più pesante e lenta di adesso, dove Io, quale dolce, paziente Guida, con la spiegazione delle Mie meraviglie nella Creazione materiale, vi voglio iniziare nel Regno della letizia e della beatitudine spirituale.

23.             Ebbene, adesso voglio nuovamente ritornare alle Mie immagini scelte: ‘Il fiore’ o ‘la pianta’.

24.             Io, tra le altre cose, vi ho dato solo parole ammonitrici, affinché comprendiate la serietà delle Mie parole, come anche il Mio grande Amore, che si dà tanta pena per aprire in voi, duri di orecchi, l’udito per lo spirituale!

25.             Vedete, la pianta come seme è messa nel terreno; nel quale seme si trova già tutto preparato per la sua futura destinazione, vi stanno tutti i mezzi per il raggiungimento del suo scopo e per l’eterna conservazione della sua specie mediante la ri-creazione di nuovi semi. In un seme di una sola pianta si trovano gli elementi per il suo graduale progredire in una classe superiore, e da lì continuamente, fino a diventare parte componente di un essere animico, e infine animico-spirituale, fin dove la pianta altrettanto perfezionata passa nel Regno degli spiriti e lì costituisce un’integrità di un piccolissimo essere, fino al più alto spirito angelico.

26.             Così in una pianta voi vedete un logico avanzamento dalla grossolana materia fino allo spirituale più elevato.

27.             Non appena il seme è posto nel terreno, ai suoi assopiti elementi si unisce il primo fattore del suo circondario, esso è l’umidità, che come prodotto consiste di due altri efficienti elementi, cioè di aria condensata o acqua e calore, quest’ultimo il prodotto del processo di separazione e sviluppo.

28.             Stimolato da quest’umidità, il seme si gonfia, le sue parti esteriori sono ammorbidite e le interiori stimolate allo sviluppo; dall’esterno agisce la natura della terra ad esso circostante, e dall’interno la sua stessa individualità.

29.             Così spinto attraverso due fattori, sorge la lotta, la lotta del mondo esteriore con il mondo interiore, dove alla fine vince l’interiore; rompe il guscio, che lo teneva separato dal suo circondario, e poi dedicandosi solo al suo perfezionamento, assorbe gli elementi idonei dall’ambiente che lo circonda e li sfrutta per l’ulteriore avanzamento, un po’ alla volta spinge verso l’alto un primo germoglio e verso il basso le radici, affinché tra i due: notte e luce, terra e Sole, sia stabilito l’equilibrio e il seme, conforme al suo scopo, potrà svilupparsi a ciò che la Mia Volontà l’ha creato.

30.             La pianticella così sorta, nutrita dagli umori del terreno e trasformato gli elementi individuali, si spinge sempre più verso l’alto. Più sale, tanto meno grava su di lei il peso del terreno circostante, e tanto più facilmente riesce a superare le difficoltà; con passo di carica va verso la luce, va incontro alla luce del Sole ancora non vista ma percepita, sente già il calore dello stesso, può penetrare più in alto, finché alla fine, giunta nella Luce del grande Benefattore di ogni creatura, la pianticella comincia a trarre il più dalla Luce e il meno dal terreno.

31.             Colore, sostanza, tutto è poi modificato, le forze inferiori della notte devono cedere, oppure farsi modificare in elementi di luce, nel qual caso la pianta aiuta a compiere di nuovo un altro processo, poiché essa, innalzando se stessa, sviluppa il suo ambiente fino alla radice, dal grezzo al fine e, indirettamente, a prescindere dalla propria formazione, aiuta a promuovere anche la spiritualizzazione della sua terreno circostante.

32.             Quanto più la pianticella penetra in alto nel raggio della luce, dell’aria e del calore dell’atmosfera del mondo esterno, tanto più si raffinano le sue parti componenti, i suoi elementi assorbiti dalla terra.

33.             Sostanze raffinate devono anche produrre cose raffinate, perciò i gambi e le foglie sono più delicati e teneri rispetto al tronco o stelo che, ancora sotto l’influsso della terra, quale notte, contiene sempre del grossolano. Certamente tutto questo non basta ancora. Un incerto impulso spinge le parti intelligenti di una pianta avanti verso un qualcosa d’ignoto. Essa va sempre più verso l’alto. Le foglie diventano sempre più delicate. Quanto più si allontanano dal terreno e salgono verso la cima, tanto più devono elaborare le sostanze della terra, mediante l’intelligenza della pianta stessa divengono più fine, alla fine esse non appartengono più alle foglie, oppure gambo o stelo; tutto il grezzo è rimasto indietro, tutto questo è stato già assorbito prima, e tuttavia la pressione verso lo sviluppo non è ancora terminata, nel germe sta ancora profondamente racchiuso il meglio nella notte della terra, lo spirituale dell’individualità della pianta che caratterizza il suo scopo e la sua continuazione.

34.             Fino ad ora questa individualità aveva elaborato solo quello che le apparteneva, tuttavia era solo un mezzo per lo scopo, e questo doveva innanzi tutto essere selezionato, prima di essere elaborato.

35.             Ed ora viene ciò che presso le fanciulle è il sogno supremo, l’ultimo desiderio, esso spinge al fidanzamento, al matrimonio del materiale con lo spirituale, spinge al fiore, dove sta la fine di un mondo materiale e il principio di uno spirituale, vale a dire dal fiore di nuovo la generazione del seme o del frutto!

36.             Tutti gli umori che appartenevano alla sottostruttura sono stati consumati; esso, il fiore, splende ora in una luce bellissima, profumando e lodando spiritualmente il suo Creatore, come risultato finale del primo processo, come gradino più elevato del seme, e come più bassa forza di nuovo produttiva dello spirituale, dove il seme nuovamente generato, è di nuovo pronto a restituire all’atmosfera il precedentemente trasformato in altre forme, e l’avanzato in forma di seme o frutto alla terra per il medesimo processo, cosa che il seme aveva ricevuto da lei, per dispensare lì da lei ancora del nuovo, così da spiritualizzare un po’ alla volta la materia e, se volete elevarvi ad un punto di vista superiore, per condurre l’intero globo terrestre attraverso la vegetazione verso un gradino spirituale più alto.

37.             Quindi “dalla notte alla Luce” spinge il seme verso l’alto, splende alla fine in tutta la sua bellezza, diffondendo profumi balsamici, come fiore vi viene incontro nelle vostre passeggiate, esclamandovi dappertutto:

38.             “Dio è Amore!” – “Vedi, viandante, la mia lotta, il mio tendere e la mia fine sulla Terra!

39.              Seguimi anche tu, anche tu, infatti, sei altrettanto un seme posto in un involucro corporeo, adempi anche tu il tuo scopo, come io adempio il mio, e così al pari di me sarai rivestito con bellezza e fragranza, con godimento e letizia spirituale!”.

40.             Sì, è così, figli Miei! Ascoltate questo richiamo di una minuscola pianticella che per l’uomo comune sta muta nel campo, ma per lo spirituale invece è un intero Vangelo dell’Amore e della Grazia del suo Creatore.

41.             Seguite questa piccola pianticella – dalla notte alla Luce – e adempite anche voi il vostro scopo come questo seme, e potete essere sicuri che anche voi splenderete e profumerete poi come fiori spirituali nel Mio Regno!

42.             Se considerate attentamente tutte le fasi che le piante devono attraversare fino al loro sviluppo, non mancherete di riconoscere le similitudini nella vostra vita.

43.             Anche nel vostro involucro-corporeo c’è l’anima e, come ultima scintilla di intelligenza, è posto un raggio del Mio Amore; anche voi siete destati, da principio come fanciulli fino alla vecchiaia, dal Calore oppure Amore, sollecitati allo sviluppo più elevato, siete circondati dal mondo esterno e dovete assorbire tutto quello che vi è utile ed escludere quello che è inutile; anche in voi, come esseri corporei, c’è un impulso che vi spinge – a causa di necessità naturali e preoccupazioni del mondo – a penetrare le radici verso il basso; per voi il mondo esteriore è parimenti la notte, ma un impulso interiore, l’impulso dello spirito – vi spinge verso l’alto, verso lo spirituale, e anche se volete rinnegare lo spirituale, quest’impulso non tace, esso è l’impulso della coscienza.

44.             Come procede con la pianta, così procede con l’uomo; attraverso smarrimenti, sofferenze e lotte Io vi coltivo a piante spirituali per il Mio giardino.

45.             Molti cadono sotto l’influsso delle passioni, come le piante e i fiori sotto l’influsso degli elementi atmosferici. Poi, come questi, seguendo un’altra destinazione sotto altre forme, raggiungono lo scopo ad essi destinato, lo stesso avviene con i figli spirituali smarriti. – Essi devono battere una via più lunga di purificazione per raggiungere, come il fiore, nella sua condizione di sposo, quale corona di ogni attività e lotta, la meta che gli altri hanno raggiunto prima, differita per vie e tempi più lunghi.

46.             Perciò, figlioli Miei, prendete come esempio i fiori e le piante; eliminate anche voi tutti gli elementi grezzi, spiritualizzate quanto assorbito! Con la vostra purificazione, spiritualizzate anche il vostro circondario, e tirerete con voi, andando incontro ad un’esistenza migliore, anche altri.

47.             Avanti, figli Miei! Dopo le delicate foglie e i teneri steli, dopo questi cresce il fiore di una quiete coscienza rassegnata a Dio, cresce la quiete celeste; e come il fiore muove gioioso e soave la sua testolina e si culla nelle arie balsamiche che gli sventolano intorno, così anche a voi, nel più alto Regno degli Spiriti, dove al posto della luce e calore del Sole materiale, vi soffierà intorno dolcemente Luce spirituale uguale a ‘conoscenza’ e Calore spirituale uguale all’‘Amore’!

48.             Tendete perciò a quello per il quale Io vi ho creato: “A diventare figli Miei!”. Non vi lasciate svergognare da un fiore o da una pianta!

49.             Così come dissi un giorno: “Guardate i fiori nel campo, essi non lavorano”, altrettanto dico pure a voi: “Non lasciatevi sedurre troppo dalle preoccupazioni mondane; date al mondo ciò che è del mondo, e a Me ciò che è Mio!”. – Diventate fiori del Mio giardino spirituale e avrete raggiunto la vostra méta in questo mondo! – avrete raggiunto il gradino più alto quali figli terreni, proseguendo su quello più basso quali figli dello spirito la vostra via attraverso milioni di cieli e eoni (10120) di tempo, sempre avvicinandovi a Me, così da poter ripetere l’intero processo del seme fino al fiore oppure frutto spirituale.

50.             Vedete, tutto questo vi dice un fiorellino che avete già spesso distrattamente calpestato con i vostri piedi.

51.             Imparate una buona volta a comprendere il linguaggio della Mia natura!

52.             Imparate a leggere questa Scrittura delicata e dolce, con la quale Io, vostro Creatore, Signore e Padre, ho scritto in ogni granello di sabbia, in ogni fiorellino, fin su nei più grandi complessi solari, con le stesse parole: “Dio è Amore!”.

53.             Questo vi predica la natura nel piccolo e nel grande!

54.             Questo vi esclama il vostro cuore ad ogni sospiro! Questo vi mando Io in mille diverse forme e parole mediante i Miei scrivani e servitori!

55.             Ascoltate una buona volta questa grande armonia delle sfere celesti, questo canto corale che milioni di esseri e prodotti, giorno e notte inneggiano a Me! Non siate freddi verso tutte queste grandiose spiegazioni, andate avanti “dalla notte alla Luce”! del mondo dello spirito! Diventate fiori d’umiltà, d’amore e dolcezza per le Mie distese celesti!

56.             A questo solo mira e vuole il Padre vostro con tutte queste parole che v’invia continuamente per illuminarvi dai Suoi Cieli. Fate bene attenzione, poiché esse devono guidarvi, al pari del seme, “dalla notte alla Luce”! Amen!

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Cap 11

Dalla notte alla Luce

(II parte)

Una Scala di Giacobbe

26 luglio 1871

1.                Tu desidereresti che quel libero volo da te fatto alcuni giorni or sono nella Mia mano attraverso la Mia Creazione, fosse comunicato e condiviso pure con gli altri, affinché anch’essi imparino a conoscere la Mia Potenza, il Mio Amore e il loro stesso valore.

2.                 Ebbene, dal momento che tutto quello che passa per la tua anima non è solo per te, bensì è destato in te per uno scopo ampiamente più grande, allora anche questa visione spirituale, dove tu scorgesti la serie di gradini di tutto lo spirituale, fino ad arrivare a Me, deve ora essere nuovamente presentata davanti alla tua anima, per dimostrare a te e a tutti, cosa significa portare in sé un germoglio del Mio Io, una Scintilla divina.

3.                 Infatti, a cosa servirebbero tutte le Creazioni con le loro grandi meraviglie se voi non possedeste uno Spirito intelligente che potesse afferrare quanto visto e presentito? A che cosa vi servirebbe lo spettacolo del cielo stellato dove milioni di soli fratelli, inviandovi la loro luce sulla Terra, vi esclamano:

4.                 “Anche noi mandiamo a voi, piccole creature, la nostra luce da distanze incommensurabili, ma potete osservarla solo quando il vostro Sole ha smesso di splendere per voi! Accogliete questo nostro richiamo, come monito e conforto spirituale, e traducetelo così: anche un incommensurabile mondo spirituale manda a voi, grandi spiriti di origine divina, il suo saluto da lontano, ma voi – o almeno molti – non notano e non sentono questo saluto dal mondo dello spirito, perché splende loro ancora troppo forte la luce del sole mondano”.

5.                 Quando però questo comincerà ad avvicinarsi al suo tramonto, quando il futile e l’effimero vi avrà rammentato che vi è un’altra vita più elevata che si fa sentire, quando nel cuore mondano comincia a farsi notte, allora gl’influssi di un mondo spirituale superiore, come le stelle scintillanti che emergono ad una ad una nell’immenso firmamento, cominceranno a sussurrarvi lievemente e sommessamente ciò che le stelle dicono spesso agli uomini, cioè: “C’è ancora un altro Mondo!”, uno spirituale, come un grande infinito mondo materiale, dove a grado a grado costruito, gli spiriti vanno un po’ alla volta incontro alla loro perfezione, finché nel Mio Cielo spirituale, al di sopra di tutti i mondi creati, tutti riconosceranno il solo vero scopo della loro vita e della loro aspirazione.

6.                 Là si spinge il piccolissimo infusore come il più elevato spirito angelico, là tutto trova la sua conclusione, la sua fine materiale e il suo inizio spirituale.

7.                 Là comincia la vera vita spirituale, nel Cielo di tutti i prototipi della Creazione, da lì partono tutti i raggi del Mio Amore e Potenza divina, fecondando con lo spirituale tutti i sistemi solari e mondiali, da lì il pensiero d’Amore, come il raggio elettrico e la fulminea luce va fuori verso tutte le direzioni, stimola, personifica, spiritualizza, partorisce, alleva e sviluppa dal più piccolo atomo al più grande sole mondiale tutto secondo l’uno e lo stesso piano, secondo l’una e medesima Legge, secondo la Legge dell’Amore, affinché un giorno, avvicinandosi al proprio Creatore, chiunque impari a comprenderLo e ad amarLo.

8.                 Lo spirito è tutto. Dappertutto lo spirito è il suscitatore, il portatore, il rivelatore.

9.                 Vincolato nella solida materia egli è il sostenitore del costante scambio di sostanza, dal rigido al fluido, dal fluido all’etereo, e dall’etereo al gassoso, fino alla più fine fuggevole particella eterea.

10.             Nel regno vegetale è lo spirito che guida istintivamente la radice, dove trova il suo nutrimento adatto per l’ulteriore sviluppo.

11.             Nel regno animale lo spirito spinge alla ricerca del nutrimento, alla costruzione delle tane e alla riproduzione; e così, rendendosi sempre più libero, lo spirito sale in su di gradino in gradino, dal primo senso del tatto e mancanza di libero movimento fino al consapevole concetto dell’esistenza nell’ultimo anello di tutte le Creazioni materiali, fino all’uomo, che poi, come primo anello in una successione di formazioni spirituali, si arricchisce con differenti facoltà, porta in sé l’intera Creazione, ed essendo il punto di svolta tra due mondi, unisce il materiale con lo spirituale.

12.             Perciò le differenti specie di creature su tutti i Miei mondi, fatte più o meno con materiale corporeo secondo la loro lontananza o vicinanza a Me, differenti nella loro grandezza, nella durata della loro vita e graduale progresso, tutte ritornano sulla via che conduce a Me, dal loro Creatore dal Quale esse son procedute.

13.             Come un costruttore edile, prima che la sua casa sia pronta, ha a che fare solo con materiali grezzi che, un po’ alla volta, attraverso diversi processi, egli deve rendere utilizzabili per il suo scopo perché gli possano essere utili; altrettanto l’esercito di creature su tutti i mondi, secondo il mondo che essi abitano, è del pari materiale da costruzione in parte grezzo non lavorato.

14.             Come per esempio avviene con il legno che un costruttore edile usa per i suoi scopi, così succede con gli uomini sui diversi mondi.

15.             Il legno, come tronco grezzo, deve dapprima essere sgrossato, ottenere un’altra forma, tagliato in travi (per il sostegno di tutto l’edificio), poi le travi devono essere segate per differenti piccole necessità, come assicelle, mensole, montanti (mezzi di collegamento), infine il legno è utilizzato per l’arredamento della casa e parecchi attrezzi casalinghi, elaborati da mani esperte, dal primo divano grezzo alla più fine poltrona a spalliera e altri differenti oggetti (tutta corrispondente potenza spiritualizzata in gradini fino ai più alti che, come lucidatura ultimata, accogliendo come uno specchio tutta la luce e nuovamente riflettendola, la può trasmettere anche agli altri).

16.             Così accade con il ferro e con la pietra, dove entrambi, per mezzo del fuoco, sono privati della loro primitiva durezza, qui eseguono cedevoli la volontà della mano, come anche la malta è altrettanto un mezzo d’unione e conservazione dell’intero edificio.

17.             Così anche nella Mia Creazione tutto è vivente, organico e inorganico, suddiviso in milioni di necessità; ma tutto serve solo a uno scopo.

18.             Gli uomini su tutti i soli sono simili al legno, al ferro, al sasso, essi devono subire tutti i processi di purificazione prima di essere capaci di poter passare nella Mia diretta vicinanza, nel Mio Regno dello spirito.

19.             Come dal legno sono fatti migliaia di oggetti e cose utili, ancor di più col ferro, sì, fino all’infinito, tale e quale è la differente scala degli uomini e degli spiriti.

20.             Gli uni dimorano ancora in case incompiute, gli altri in case già migliori, altri in palazzi, e così via fino alla massima perfezione.

21.             Dappertutto c’è il Principio spirituale che tutto classifica, riordina, e così guida tutto allo sviluppo.

22.             Già da quanto vi ho comunicato in merito al Sole[12] e ai vostri pianeti, scorgete – a partire dai pedanti abitatori di Mercurio fino al musicale uomo di Miron (Nettuno) – un progressivo sviluppo spirituale, e già nel Sole vedete uomini spiritualmente superiori con una maggiore conoscenza nella Creazione spirituale.

23.             Quello che gli abitanti di Saturno Lo immaginano solo come il Grande Spirito, gli abitanti del Sole Lo conoscono già meglio.

24.             Così si procede continuamente in tutti i mondi, in tutti i soli e cosmi, si procede gradualmente secondo i mondi stessi, parimenti con i loro abitanti; il Mio Amore li spinge tutti avanti, e come su ognuno di questi milioni di mondi, allo stesso modo, cominciato dalla pianta e dall’animale più basso, procede la serie di gradini verso i loro uomini mondani, altrettanto da uomini mondani vanno poi avanti verso gradini spirituali più elevati.

25.             Qui non dovete prendere in considerazione né la grandezza né la bellezza dei mondi, neppure le caratteristiche dei loro abitanti, sia nella forma sia nell’intelligenza. Tutto ciò corrisponde solo al mondo sul quale essi vivono, con il quale devono stare in una certa analogia (rispondenza); voi dovete solo considerare il loro gradino spirituale, questo è condizionante. Poiché vedete, anche sulla Terra avete esempi a sufficienza, dove appunto la forma esteriore non corrisponde all’interiore spirituale. Considerate solo il pappagallo e altri uccelli dal bel piumaggio del Sud, dove c’è lì il canto pieno di sentimento quale espressione dell’interiore gradino sentimentale?

26.             La stessa cosa vale anche per i mondi. Se poteste vedere uno di questi grandi mondi con occhio spirituale, vi aspettereste, nella magnificenza dei colori e bellezza delle forme che lì regna, un’intelligenza spirituale che dovrebbe fare degli abitanti di questo mondo degli dei – eppure, se questi guardassero il vostro interiore, dovrebbero crollare nella polvere per la grandezza e magnificenza della vostra natura divina, natura che a loro manca proprio completamente, poiché essi hanno solo una vita da sogno; mentre voi, prescelti da Me per figli Miei, potete, solo con uno sguardo, come quello dell’aquila, penetrare gli estesi spazi della Mia Creazione, per leggervi colà chiaramente, con l’intelligente Scintilla dello Spirito, chi Io sono e cosa potrete voi un giorno diventare.

27.             Milioni e milioni di tali mondi ruotano nell’etere sconfinato, dotati di una bellezza che voi non potete neppure immaginare; all’apparenza sembrano dei veri paradisi dell’eterna pace e dell’eterna beatitudine, eppure dietro questi grandi mondi luminosi si cela la tenebra più fitta, con il non riconoscere, il non sapere per che cosa sia creata questa magnificenza e grandezza!

28.             E anche qui potete vedere nuovamente che Io sono grande solo nel minimo. Sulla vostra Terra, milioni di volte più piccola di un atomo di un mondo simile, dimorano i più grandi spiriti, dimorano quegli esseri per i quali Io Mi sono fatto Uomo e, per Amore, Mi sono perfino lasciato uccidere da loro!

29.             Oh, comprendete una buona volta che cosa vuol dire essere quelle creature – in una tale infinita Creazione satura di grandezze e magnificenze – che non hanno più bisogno di tutte queste lunghe vie per giungere a Me; essere delle creature con le quali Io tratto direttamente, le istruisco e le guido, mentre altri esseri che pure Mi amano, possono solo immaginarlo, voi avete prove chiarissime della Mia esistenza, del Mio operare e della Mia ininterrotta benedizione.

30.             Lì in quei mondi dove c’è eterna pace, lì c’è poca lotta, perciò c’è anche poco merito di essere uomo, ed è di gran lunga facile voler diventare figlio Mio che sulla vostra Terra.

31.             Dovete pensare che lassù questi uomini vivono secondo ciò che il loro mondo da loro richiede in senso spirituale, e da lì si passa, al massimo, solo in un nuovo, più alto oppure analogo mondo spirituale; ma con voi è tutto diverso, qui voi lottate, vi dovete rinnegare, sopportare le contrarietà della vita senza perdere la fiducia in Me; qui, dove Io stesso quale Creatore diventai Uomo, diedi il massimo esempio nella più profonda umiliazione, voi qui siete in un vivaio-scuola per il Mio grande Regno degli spiriti, per il Mio Cielo spirituale, e come ai vostri occhi intelligenti alla sera è leggibile e comprensibile tutta l’infinita Creazione con i suoi milioni di mondi, così è al vostro spirito – che ho Io messo in voi – l’intero Cielo spirituale. A lui sono comprensibili e afferrabili i suoi gradini, la sua estensione, le sue beatitudini; tutto questo è sempre precluso a milioni di abitanti di altri mondi e si schiude solo se vogliono anche loro sostenere la vostra via, sebbene spesso amara, che conduce però alla massima beatitudine.

32.             Perciò adesso, dopo avervi presentato davanti ai vostri occhi il quadro spirituale della Mia Creazione materiale, dove poi alla stessa si collega l’infinito Cielo spirituale, ricordate che cosa potete diventare e a che cosa siete destinati!

33.             Perciò non scoraggiatevi delle contrarietà di questa vita! Non lasciatevi accecare dalla luce del Sole mondano! Vedete, solo quando gli volgete le spalle, quando questo non esisterà più per voi, alla sera potrà aprirsi il cielo stellato del mondo spirituale, nel quale potrete scoprire tante dimore e gradi, come vedete alla sera stelle, soli e mondi e potete presupporne ancora di più, la cui luce non giunge al vostro occhio a causa della grande lontananza! Allo stesso modo molti mondi e gradi spirituali attendono voi, figli, per i quali Io ho sofferto, operato e creato!

34.             Riconoscete dunque dall’etere sconfinato il Mio infinito Amore, e dal quale ogni sera raggianti stelle vi inviano molti raggi di grazie e vie di luce che guideranno tutti i Miei esseri, su vie brevi o lunghe, certamente a Me, al Padre e Creatore di ogni cosa!

35.             Non per nulla Io ho dato al Mio scrivano quest’immagine e visione nella Mia Creazione spirituale; ora che è stata messa per iscritto, sarà una solida testimonianza, anzitutto per la sua piccola cerchia, e un giorno per tutta l’umanità, di come Io guido i Miei figli e su quali vie e con quali mezzi Io volli indicar loro che è una grande Grazia essere un uomo su questa Terra, e una ancor più grande è esser condotto e guidato così direttamente, come Io vi concedo già da parecchio tempo.

36.             Considerate dunque bene anche queste parole; ogni sera guardando il cielo stellato, quale libro del Mio Amore, dovete invocare in segreto queste parole: “Signore, cosa sono io perché Tu Ti ricordi di me?”. E da tutti i mondi vi sarà risposto con giubilo: “Rallegrati tu, uomo della Terra, per quello che puoi diventare così facilmente, per questo t’invidiano tutti i nostri abitanti! Rallegrati e prostrati in adorazione dinanzi al tuo Creatore che ha voluto dimenticare il Signore in Sé, e che viene incontro a te a braccia aperte, quale Padre amante dei Suoi figlioli!”. Amen!

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Cap 12

Dalla notte alla Luce

(III parte)

(Continuazione)

27 Luglio 1871

1.                Sì figli Miei, giubilate su questo gradino spirituale sul quale Io vi ho messo, e non abbassate subito il capo quando piccole contrarietà offuscano il vostro umore, o qualche privazione nella vita mondana vi rammenta che proprio questo mondano è di breve durata e non ha nessuna stabilità, affinché voi possiate riconoscere che lo stimolo verso lo spirituale, verso la superiore e duratura beatitudine, non si trova nella soddisfazione dei sensi e nelle comodità sociali, bensì nella soddisfazione dei valori spirituali della vostra anima, che di essi è tanto assetata, per unirsi con lo Spirito proveniente da Me messo in voi e per prendere il posto nel Mio mondo spirituale che finora è solo dello spirito, ma non dell’anima, prima che non abbia ottenuto il battesimo della rinascita.

1.                 Se con quanto dettovi precedentemente vi ho introdotto in tutta la Mia Creazione e i suoi abitanti sotto un punto di vista spirituale, come loro, spiritualmente diversi e su vie diverse, devono raggiungere la loro méta superiore che per voi è considerevolmente abbreviata, è stato solo per mostrarvi e farvi comprendere quanto dovreste stimolare il vostro zelo per soddisfare questa condizione nel Mio Regno dello spirito, e impiegare anche tutte le forze, poiché la via verso di Me non vi è chiusa, per continuare a superare tutti gli ostacoli che incontrerete, con lo sguardo sempre rivolto a Me; qualunque cosa cui andate incontro, dovete considerarla solo come l’anello di una catena che, gradualmente, vi perfeziona e nobilita, e già in questa vita terrena vi prepara sull’Aldilà così che la maggior parte qui, potete portarla a compimento, e per vero più facilmente che là, in modo che poi, senza regresso, potrete dimostrarvi subito capaci per la vostra più alta missione.

2.                 E specialmente voi, cui lascio giungere con tanta cura la Mia Luce dai Cieli, ricordate bene che Io faccio questo proprio perché ho in vista per voi, oltre allo scopo dell’umanità in generale, ancora ‘scopi’ cosiddetti ‘speciali’.

3.                 Mostratevi perciò degni della vostra missione e della Mia Grazia; poiché se vi ho destinato a compiti importanti, dovete anche considerare che, per diventare tali strumenti degni della Mia santa Volontà, è necessario essere dapprima purificati, raffinati e, con saldo zelo, temprati, prima che Io possa adoperarvi come sostegni per altri!

4.                 Prendete perciò tutti gli eventi che vi colpiscono come una scuola di addestramento, per poter dapprima fondere saldamente in voi stessi quello che dovrete mostrare agli altri non solo a parole, bensì con i fatti, vale a dire: che l’insegnamento, come Io ve l’ho dato, è il vero e unico che, da uomini, può trasformarvi in puri spiriti e, da spiriti, potete diventare figli Miei!

5.                 Molti di voi non vogliono afferrare quest’idea, essi vorrebbero sempre annodare le loro comodità della vita terrena con la Mia vita spirituale; essi temono sacrificio, privazioni e abnegazione; tutto è inutile! Se volete diventare figli Miei, dovete vuotare il calice della sofferenza fino all’ultima goccia, come a suo tempo feci Io! Anch’Io nell’orto del Getsemani esclamai: “Padre, allontana da Me questo calice!”, questo feci Io, quando (momentaneamente) abbandonato dal Mio Amore dovetti sentire interamente la Mia situazione come Uomo[13]; e tuttavia, sebbene l’Amore vuole solo rendere felici, solo rendere beati, esso dovette lì rinnegare le sue caratteristiche fondamentali per uno scopo superiore, e Io bevetti il calice delle sofferenze fino all’ultima goccia.

6.                 Anche molti di voi gridano così: “Signore, allontana da me il calice della sofferenza!”. E Io, l’amorevole Padre di tutti, che vorrei vedere i Miei figli solo felici, non posso accondiscendere a questo desiderio, e ciascuno deve soffrire per il meglio del suo stesso io e per il meglio del Mio grande scopo; perciò lascio vuotare completamente il loro calice affinché essi pure, come un tempo Io stesso, a lotta superata, uscendo gloriosamente dalla stessa, sappiano benedire la Mano che li ha guidati fuori dall’amara notte del dolore, alla chiara Luce della beatitudine.

7.                 Ogni possibile spiacevole situazione che potete incontrare, è stata un giorno da Me stesso sofferta; proprio per questo Io divenni Uomo così come siete voi, e lasciai che su di Me si scatenasse ogni possibile tempesta, affinché mai un uomo potesse dire: “Cosa facile è il predicare, ma difficile è compiere e comprovare con l’azione!”.

8.                 Perciò Io vissi la vostra intera vita umana sin dalla culla, per dimostrarvi che, quando lo spirito è forte, egli può superare tutto, vincere e sopportare tutto; soltanto deve fortemente essere convinto della sua missione e della destinazione spirituale, dal cui punto di vista poi tutti i dissapori otterranno il giusto valore e schiarimento.

9.                 Se dovete quindi diventare realmente figli Miei, in primo luogo dovete essere fermamente convinti che, innanzi tutto dovete, come esempio, essere puri, ma che questo ‘esser puri’ non arriva senza un previo lavaggio dagli errori e dai falsi concetti!

10.             Davanti ai vostri occhi spirituali Io ho presentato i grandi mondi e i loro abitanti. Adesso sapete quanto siete voi preferiti, però dovete anche riconoscere che ogni preferenza consiste solo in questo: se si ottiene con la lotta ciò a cui si aspira; poiché quando ad uno, come dice un vostro proverbio, gli volano gli uccelli arrosto in bocca, qui non c’è merito alcuno!

11.             L’aver conquistato è quella consapevolezza che dà all’anima la nobiltà e le sussurra: “Ho lottato, ma ho anche vinto” (con la Grazia del Padre Santo).

12.             Guardate i milioni di mondi e i loro abitanti, quanti vorrebbero lottare per raggiungere questo, con sacrifici ancor maggiori dei vostri, e tuttavia il Mio paterno Amore che li ama quanto ama voi, non può concedere loro questa lotta nel loro insieme, bensì può essere concesso solo a qualche singolo di loro questo trasferimento, che avviene con la perdita totale della libertà spirituale sul suo mondo e la servitù e la lotta sul vostro.

13.             Voi siete invidiati da milioni e milioni di spiriti, eppure, ciechi come volete essere, non afferrate ancora cosa significa essere prescelti a figli Miei!

14.             Non lasciate che le cose arrivino a tal punto che un giorno, nell’altro mondo, voi dobbiate esclamare: “Sì, se lo avessi saputo, avrei agito del tutto diversamente!”

15.             Se nell’altro mondo a qualcuno di voi dovrà sfuggire quest’esclamazione, sarà troppo tardi! Là è raggiungibile solo con lunghe lotte e vie traverse ciò che si sarebbe potuto compiere qui con molto meno.

16.             Perciò, figlioli, destatevi! Elevatevi a Me! – Ascoltate la voce dell’Amore che a torrenti viene a voi da tutti gli angoli della Creazione; voltate le spalle al Sole mondano e immergetevi nell’infinito mare di Luce del regno spirituale dal quale voi siete venuti; là vive il Padre vostro, là è la vostra futura dimora, e là un giorno, tutte le domande e dubbi che qui vi sembrano inesplicabili, troveranno una soluzione.

17.             Tendete là! E anche voi, come talvolta il Mio scrivano, riceverete visioni che vi permetteranno uno sguardo in quelle sfere in cui solo l’Amore, diffondendo la sua dolce Luce, tutto beatifica e tutto quieta e, visti da lì, tutti i vostri dolori e dissapori di questa vita e gli abituali desideri di una posizione mondana, sociale e pecuniaria, svaniranno nel nulla con la loro futilità, al paragone del godimento spirituale che vi eleverà molto al di sopra di tutto ciò, e allora appena vi farà sentire la Forza del Mio Amore e l’alta beatitudine di una consapevolezza di essere finalmente giunti, passando oltre le scorie di questa vita, in un Eden della pace, dove nessuna stonatura interrompe l’armonia dei cori spirituali, e tutti vi si accordano e offrono l’eterno cantico di lode al Mio Amore, non come Creatore, non come Signore, bensì come Padre.

18.             Svegliatevi! Affinché già ora soavi presentimenti di simile beatitudine attraversino il vostro cuore! Nelle ore solitarie imparate a rafforzare il vostro occhio spirituale, affinché guardi, oltre tutto il materiale, in quel Mondo spirituale che, anche se è lontano da voi, se volete è molto vicino, anzi, è nel vostro petto.

19.             Appena avrete gustato tali momenti di solennità spirituale, allora il Sole mondano comincerà già ad avviarsi al suo tramonto, e l’esercito del Cielo spirituale, come le scintillanti stelle della notte, vi renderanno afferrabile la grandiosità di una futura esistenza, la grandiosità della vostra vera residenza!

20.             Riflettete su questo, agite e vivete di conseguenza per essere un giorno degni di Me! Amen!

Indice

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Cap 13

La creazione del mondo materiale e mondo spirituale

15 gennaio 1871

1.                Figlio Mio carissimo, tu vuoi avere da Me una spiegazione della Mia Creazione; tu minuscola creatura vorresti, quale piccolissimo punto nello spazio, contemplare l’immensità del Regno Mio e afferrare la sua grandezza e la sua estensione!

2.                 Se potessi mostrartelo con la Mia vista spirituale, se fosse possibile che tu potessi ottenere un lontano presentimento della sua grandezza, lo farei; ma così, quale creatura finita, come posso farti afferrare l’Infinità? Come posso Io mostrartela in modo comprensibile così che tu possa immaginarti l’intera Creazione materiale in tutte le sue dimensioni (poiché, anche là ancora, dove brilla l’ultima stella o l’ultimo sole di un sistema, ha il suo inizio, da nuove lontananze, ancora un altro sistema), che – dove tutta la materia è giunta al termine, appena comincia l’eterno regno degli spiriti?

3.                 Come puoi tu abbracciare tutto ciò? Rifletti bene sulla domanda rivolta a Me! Io lo so, tu ti basi su questo, controbattendoMi dicendo: «Sì, io sono certo una minuscola creatura, però il mio spirito e l’anima mia non lo sono, essa porta in sé una Scintilla proveniente da Te, e mediante questa Scintilla io oso, come figlio di un Padre infinito, la domanda e dico: “Padre! Perché io possa comprenderTi appieno Ti prego, mostrami la Tua potenza, mostrami la Tua dimora dove un giorno verrò ad abitare e godere quella beatitudine che Tu hai dato in dono ai figli che Ti amano e seguono i Tuoi insegnamenti!”».

4.                 A questa domanda Io voglio anche risponderti e dire: vedi, Mio caro figlio, tu hai toccato la questione al punto giusto. Come uomo sei troppo insignificante, ma come spirito sei abbastanza grande per penetrare con Me nei più profondi spazi della Creazione, vederne le meraviglie e anche afferrarne il perché, sempre in virtù del tuo spirito proveniente da Me. E così Io voglio prenderti nelle Mie braccia spirituali e attraversare con te gli spazi incommensurabili dove ancora nessun occhio umano ha visto i suoi raggi, e dove milioni di meraviglie della Creazione e innumerevoli creature cantano a Me, al Signore e Creatore, Quale grande Spirito, un ringraziamento senza fine.

5.                 Voglio condurti in quegli spazi dove solo ad un occhio spirituale è possibile misurare le distanze, poiché là il vostro sistema di misura è da tempo cessato.

6.                 Voglio condurti alla Sorgente della Vita, da dove fluisce ogni vita per il mondo materiale e da lì guidarti, con la velocità della luce e del pensiero, fino alla parte esterna del grande Uomo cosmico, dove l’apparente cessa e solo lo spirituale, ancora con il grande Uomo mondiale prende il suo inizio.

7.                 Dovrai gustare assieme a Me l’idea della Mia grandezza, e sprofondare nella polvere, stupito, dinanzi all’altra Mia caratteristica principale, l’umiltà!

8.                 Vieni dunque, alzati con Me! Abbandona il movimento terreno dei desideri fugaci e delle preoccupazioni, e seguiMi nel giardino che mai appassisce del tuo Padre Celeste, là voglio farti presentir diletto, di cui ancora nessun mortale ha avuto presentimento.[14]

9.                 Qui dinanzi a te vedi il grande Uomo mondiale materiale che, circondato come da una densa epidermide eterea, è un limitato nell’illimitato. Tu vedi come, con la velocità del pensiero, egli continua il suo volo nello spazio infinito attorno ad un ‘Centro’ a lui stesso sconosciuto; vedi come, con tutti i suoi organi, dall’eterno etere primordiale attraverso i suoi pori epidermici, assorbe ogni sostanza vitale, e oltre a ciò restituisce all’etere ciò che è stato usato; scorgi la sua forma oppure immagine che somiglia alla tua.

10.             Tu ora domandi: “Perché egli ha questa forma?”.

11.             Ebbene, qui vogliamo, con la spiegazione dell’esistente, anche discutere il perché di questo, e così seguiMi velocemente con il pensiero, come nello spazio, e vedi che perseveranza o esecuzione di un Principio basilare è il primo fondamento della Mia Divinità, e anche nell’uomo, come essere spirituale, dovrebbe essere il suo primo sostegno.

12.             Ora, figlio Mio, osserva la forma umana, o propriamente detto, – la Mia stessa immagine, quale primo modello fondamentale che Io posi nell’intera Creazione, anche corrispondente a tutti gli esseri creati, dal più piccolo infusore fino all’uomo, sviluppando gradualmente questa forma un po’ alla volta.

13.             Per quanti animali e esseri viventi vi siano in tutto l’Universo materiale, tutti portano in sé, almeno in una o nell’altra parte, reminiscenze della forma originaria di un corpo umano come idea fondamentale che, a seconda della loro individualità e modo di vita ad essi destinato poi ulteriormente nobilitata, meglio perfezionata, avanzano ad un gradino più elevato, fino a che, dopo un lungo lottare, è raggiunto il punto culminante, la forma umana.

14.             Accanto a questa lotta di tutto il Creato verso questa forma c’è ancora un altro fattore principale nell’intera Creazione, che Io ho stabilito come tale, e senza il quale nulla potrebbe sussistere; esso è il principio dell’auto conservazione. Poiché Io creai una volta sola e pensai in Me il mondo materiale in tutta la sua portata ed estensione, e fu stabilita anche la sua futura indipendenza attraverso l’auto conservazione, fino a che, nel piccolo come nel grande, i corpi e mondi e tutti gli esseri creati, sono perfezionati al punto da avanzare ad un gradino superiore, in cui il primo involucro dato ha compiuto la sua missione e giunto al punto finale della sua esistenza, e con la dissoluzione dello stesso fanno il primo passo verso un essere migliore.

15.             Per quest’auto conservazione Io dovetti dare ad ogni essere, oltre all’esteriore, un’organizzazione interiore che adempisse tutte le condizioni, affinché espulso il consumato fosse assorbito del nuovo; in conseguenza a questo scambio la vita è stabilita e segue anche l’ulteriore auto conservazione.

16.             Ora qui tu vedi perché tutto ciò che vive, ha organi e parti interiori, che sono stati creati per questo processo.

17.             Ciò che vediamo nel più piccolo, lo vedi nuovamente nel più grande, dove volteggia l’Uomo della Creazione, ha la Mia o anche la tua forma, solo però in dimensioni che sono afferrabili solo ad uno spirito superiore.

18.             Analogamente, l’ordine conservativo di un piccolissimo essere ha anch’egli la sua disposizione interiore, che pure, come nell’uomo, è ordinata e fatta per lo scambio del consumato con il nuovo.

19.             Anche in lui batte e pulsa un cuore che tutto contiene, e spinge le sue forze vitali fino agli ultimi sistemi solari dell’epidermide esteriore; anch’egli ha i suoi polmoni per tramutare le sostanze eteriche, come gli uomini l’aria, nei suoi stessi idonei elementi; anch’egli ha tutti gli organi come voi, e in questi organi vivono del pari, ancora esseri, come in quelli del vostro corpo, che per i vostri occhi è anche un invisibile mondo di animaletti; similmente come nel vostro corpo, tutti gli organi formano pure nel grande Uomo mondiale un tutto; ovunque regna il medesimo ordine come nell’organismo umano.

20.             Esseri che vivono nel corrispondente fegato oppure nei polmoni del grande Uomo mondiale, non possono essere formati a cuore oppure reni umani. Essi sono felici nella loro esistenza e attendono là la loro trasformazione, per poi, come tutti gli esseri creati, dopo la decomposizione del corpo materiale, essere trasferiti in organi simili del grande Uomo mondiale spirituale, oppure già nell’uomo mondiale per avvicinarli in organi più nobili alla loro destinazione.

21.             Ora vedo sorgere in te la domanda: qual è la differenza tra le funzioni del nostro corpo e il compito di questi complessi solari, che rappresentano qui il cuore, lì i polmoni e lì la testa?

22.             Allora Io ti dico: lo stesso compito come nel corpo umano. Qui il cuore spinge nelle arterie e vene il sangue, saturo di nuove forze vitali, là è il grande sistema solare che è simile al cuore, dotato appunto dei mezzi necessari per permettere alle altre parti del grande Uomo mondiale materiale di ricevere il nuovo principio vitale sorbito dall’etere a mezzo dei suoi organi, assicurando così la sua conservazione. I polmoni, altri sistemi solari e planetari di differente natura, ricevono il sangue dall’Uomo mondiale impregnato con il consumato, e con l’influsso dell’incommensurabile etere e la sua inspirazione, anch’essi tramutano il consumato in elemento vitale e con l’espirazione espellono l’inutilizzabile, e precisamente nel grande spazio eterico attraverso bocca e naso come voi.

23.             I grandi e piccoli canali, quali arterie, vene e vasi capillari che attraversano il corpo umano, sono sostituiti colà da sistemi secondari e comete; specialmente le ultime sono le portatrici di luce e di vita, le quali, mentre sono occupate con la loro formazione, nella loro orbita estesa raggiungono le parti più lontane dell’Uomo mondiale, portando fino all’epidermide esterna l’elemento vitale e, per quanto riguarda lo scarto, o lo digeriscono esse stesse, oppure lo riportano agli organi corrispondenti oppure universi solari.

24.             Per questa ragione esse sono libere dalla forza d’attrazione, non come i pianeti che sono costretti a ruotare in brevi orbite intorno ai loro soli, senza poter fuggire da questi. Libera si libra la cometa attraverso tutti i sistemi mondiali, quale futuro mondo in formazione, prendendo da loro ciò che necessita per il proprio io. Nulla la trattiene! Essa compie il suo scopo fino a quando sarà diventata pesante e compatta; il suo corso si accorcia e, come pianeta roteante o sole indipendente, si unirà ad un sistema solare, dove anch’essa sosterrà un periodo di sviluppo, finché, dopo l’estinzione dell’attività del suo interiore in decomposizione, le saranno assegnati compiti superiori.

25.             Così tu puoi vedere tutti gli organi compiere le loro funzioni, il cervello afferra dello spirituale, lo consegna agli esseri viventi nei suoi organi, questi lo diffondono negli altri sistemi solari o complessi solari a mezzo dei nervi o guide spirituali.

26.             L’occhio vede fuori nelle lontananze dell’Infinità, vede da lontano la meta e riconosce la sua destinazione e, come occhio mondano, lo comunica al cervello; esso è l’intermediario dell’interiore con l’esteriore! Il cervello riceve, attraverso l’occhio, le impressioni dall’esterno e le comunica agli esseri viventi dell’intero organismo.

27.             L’orecchio percepisce le grandi armonie mondiali, e diletta con esse gli abitanti spirituali del suo organo. Ciò che nell’occhio è realizzato attraverso la luce, in questo complesso solare è sostituito dal suono; e come nel corpo umano un organo sta sempre in collegamento con l’altro, così è anche nel grande Uomo mondiale, dove un godimento spirituale in un organo è comunicato all’altro e condiviso dallo stesso.

28.             Nell’occhio i sette colori si scompongono nel suo processo di luce e processo visivo; là in quelle costellazioni questi colori sono ripartiti in tutto il suo sistema mondiale, di cui l’uno rappresenta il blu, l’altro il rosso e così via. Là nel grande Uomo mondiale vi sono soli di diversi colori, uguali ai colori dell’arcobaleno.

29.             Gli uomini stessi lì sono formati quindi in colori, sebbene ai loro occhi in debole grado. Là vi sono meraviglie in grandezze e intensità, di cui voi, piccole creature, non potete avere nessun presentimento. Tanto nell’organo dell’udito, dove le armonie e la legge delle stesse sono talmente estese e perfezionate, che la vostra arte di fare musica non può sostenere nessun confronto. Di conseguenza tali esseri godono beatitudini delle quali voi non potete farvi nessun concetto.

30.             Nel complesso del cervello, con il suo grande Sole Centrale universale, tutto è luce, tutto è sapienza; là l’uomo vede e comprende l’intero Uomo mondiale, conosce la sua missione e conosce anche Me come il più Grande Spirito. Come nel cervello umano il fosforo, così là in quel sistema tutto è luce, tutto è chiaro, tanto che le ombre appartengono a cose sconosciute.

31.             Nel cuore, alla sede della vita, tutto si muove e mette in movimento la grande macchina; l’assai bello, il sublime, il senso di beatitudine sono là una costante e si muove dentro e fuori. Tutti conoscono il Mio Amore e la Mia Grazia, e sanno perché sono lì e quali sono i loro compiti, e specialmente il piccolo incitante nervo motorio dello stesso è anche il luogo dove, non lontano da questo, il vostro sistema solare ha il suo posto.

32.             Tutti gli organi, perfino quelli d’espulsione e d’evacuamento, così come i generativi, equivalenti a quelli maschili, si trovano lì destinati allo stesso scopo, alle stesse funzioni che hanno anche nel corpo umano; essi sono destinati all’eliminazione del consumato e devono essere presenti altrettanto bene come quelli adibiti all’assorbimento, se deve esistere un’auto conservazione del grande Uomo mondiale. Le analogie degli abitanti di questi mondi incommensurabili sono parimenti tanto differenti come i loro organi stessi. Volerle rendervele afferrabili e comprensibili, sarebbe inutile fatica.

33.             Osservate solamente la Terra: dov’è qui il principio? Dove una fine delle sue creazioni? Così è dappertutto. Un Dio infinito può creare solo cose infinite; perciò anche tu non pretendere nessuna descrizione dei soli mondiali, della loro grandezza, dei loro soli e pianeti che vi ruotano intorno, dei quali il numero è incalcolabile, dei loro soli fratelli con differenti colori, dei loro abitanti e creature per i quali non sarebbe sufficiente nessun materiale per scrivere, per delineare solo il mondo più piccolo, tanto meno di quei mondi dove la vostra luce, conosciuta come movimento più veloce, sarebbe solo un tempo lento e corto come strumento di misura.

34.             Questi particolari possono essere afferrati solo con gli occhi spirituali e immaginati col pensiero dello spirito. Finché vivete in quest’involucro mondano, un’altra spiegazione è impossibile. Nell’Aldilà, provvisti d’accresciuta facoltà visiva dello spirito, potrete afferrare facilmente ciò che qui Io stesso non sono in grado di spiegare. Io posso solo dire a te e a tutti voi che, dove il vostro occhio oppure il vostro pensiero potrebbe giungere, è sempre fermamente presente la figura umana, quale unica e la sola forma dominante! Che questa però, in riguardo alla grandezza e al colore, secondo i mondi corrispondenti, debba essere diversa, si comprende da sé. In ogni dove però il Mio Amore e la Mia Grazia si sono presi cura di preparare alle creature – da Me chiamate in vita – la possibile massima beatitudine di cui sono capaci di sentire, beatitudine che sarà poi aumentata di gradino in gradino, fino all’ultimo, fino a diventare figli Miei, dove ogni fatica e lotta è coronata con la Mia vicinanza.

35.             In accordo a tutto questo potete comprendere per che cosa vi ho prescelti, e per quale grande missione e abilitazione vi ho aperto la via.

36.             Milioni di esseri mancano di questa Grazia, di cui voi godete in massima misura, e mentre quel grande numero di esseri creati Mi riconoscono solo dalle Mie opere oppure mediante maestri che Io invio nei loro campi per guidarli e accompagnarli, qui Io Mi abbasso sulla vostra piccola Terra appunto per darvi dalla Mia stessa bocca, a mezzo dei Miei scrivani, Pane dai Cieli.

37.             Pensate una buona volta cosa significa questo! Pensate all’infinita grandezza della Mia Creazione, alla Mia stessa potenza e impegno, e confrontate la vostra piccolezza, allora dovrete crollare in un nulla davanti alla Grazia che Io vi concedo, tanto che dovreste veramente esclamare: “Padre e Signore! Che cosa sono io che Tu Ti ricordi di me!”. E se riflettete sui sacrifici che Io sopportai per voi, per far di voi ciò che dovete essere in riguardo al complesso nerveo del cuore del mondo stesso, vale a dire: la molla motrice universale di tutta la Mia Creazione materiale!

38.             Come nel corpo umano neppure il più piccolo tessuto cellulare o vaso capillare si trova inutilmente, poiché tutto deve concorrere solo alla conservazione dell’insieme nel suo modo, così anche nell’Uomo Cosmico non è dimenticata la più piccola fibra del corpo umano e tutto lì si trova corrispondentemente riprodotto, solo che non dovete immaginarvi le funzioni del corpo dell’Uomo mondiale come quelle del vostro corpo, bensì in corrispondenza analoga, in cui interi sistemi solari esprimono ed eseguono quell’attività rispondente alla posizione, conformazione e quantità, quello che l’uno o l’altro organo ha da compiere nel corpo umano proprio in rapporto al tutto. Così, ad esempio, la milza è la batteria elettrica oppure il focolare in cui il sangue, dopo la sua breve circolazione, è nuovamente vivificato. Così anche nel grande Uomo mondiale il corrispondente grande complesso solare con le sue migliaia e migliaia di soli e pianeti non è altro che il grande distributore di vita ai molti altri mondi a lui vicini e da lui dipendenti, i quali a loro volta, saturi a sufficienza di forza e di luce, irradiando nuovamente, attraverso milioni di estesi spazi luminosi, distribuiscono il loro superfluo ad altri soli e mondi. Questi poi, secondo il loro impiego per l’insieme, elaborano ciò che è idoneo ad essi, e danno, allo stesso modo, con la loro diffusione elettro-magnetica, l’impulso per migliaia di diversi processi, e così via fino a completare il circuito, e le scorie sono restituite nuovamente all’etere attraverso gli organi d’evacuazione.

39.              Questo è il processo di conservazione del grande Uomo mondiale, il quale con il suo veloce movimento nello spazio infinito, a mezzo dell’attrito, che provoca il suo stesso moto, desta i giacenti elementi vitali che si trovano nell’etere, e poi attraverso i suoi bilioni e bilioni di organi sorbitori, come avviene all’epidermide umana attraverso i pori, li trasmette agli organi interni per l’ulteriore uso e per la sua stessa ulteriore esistenza.

40.             Ebbene vedi, Mio caro figlio, così il nostro grande Uomo Cosmico destando vita e dando vita, seguita a fuggire nell’infinito spazio senza confini per eoni ed eoni (10120) di spazio-tempo, finché anch’egli sarà consumato sia interiormente che esteriormente, e andrà incontro alla sua dissoluzione. E come accade con il corpo umano dopo la sua morte, questo accadrà anche lì. Anch’egli (l’Uomo mondiale) sarà scomposto in altri elementi; altri prodotti si formeranno dai suoi resti che di nuovo, com’è il caso con i corpi umani decomposti, saranno guidati a nuove Creazioni.

41.             La materia, della quale egli è composto, dovrà lasciarsi scomporre. Lo spirituale si unirà allo spirituale e il materiale al materiale, dove ognuno per sé, portando in sé la struttura per l’ulteriore auto conservazione, inizierà di nuovo un grande ciclo evolutivo e si organizzerà nuovamente sotto la forma del corpo umano, con la sola differenza che, come nel corpo umano gli organi terreni stanno in rapporto con i loro futuri organi spirituali, così anche nel grande Uomo mondiale gli stessi sono rappresentati in corrispondenze spirituali.

42.             Così poi dal crollo dell’attuale grande Uomo mondiale materiale ne sorgerà un altro, il quale, composto di elementi spirituali più fini, sarà di nuovo un grande Uomo mondiale; però tutto ciò che includerà, i suoi abitanti e altri esseri viventi, saranno di natura più spirituale.

43.             Ciò che nel corpo dell’uomo l’anima e lo spirito in lui vincolati erano come guide del tutto, questa sarà pure nel grande Uomo mondiale l’impulso che spingerà tutto il Creato verso la sua liberazione e tutto lo spirituale alla sua spiritualizzazione.

44.             Guarda il grande Uomo mondiale, puri soli formano il suo interiore; pura luce quale fluido vitale attraversa i suoi spazi enormemente estesi! Come il sangue nel corpo umano è portato ovunque c’è bisogno; sviluppa calore, il calore decompone, trattiene l’utile ed espelle l’inutile. Quest’ultimo, spinto dalla forza di repulsione scorre attraverso lo spazio, si unisce con altri elementi affini, è di nuovo compenetrato dalla luce illuminante e produce nuova sostanza per altri complessi solari; e così l’inutilizzabile per gli uni si trasforma in benedizione per gli altri.

45.             Così continuerà per infiniti spazi di tempo, dove milioni di anni sono solo un brevissimo periodo; sempre rinnovando, sempre formando, sempre distruggendo; e da tutto questo muovere, formare e distruggere, si sviluppa lo spirituale nella materia vincolata per gradini superiori. Sempre più in alto si raffina di potenza in potenza, diventa più puro, più spirituale, più divino, finché, come spirituale divino, passa nell’ancora più grande Uomo mondiale spirituale e lì può trovare il suo impiego per il momento sul gradino più basso, da dove poi inizia una serie di gradini ancora più alti che sale sempre di più – fino a Me, al Mio Regno, ai Miei Cieli della suprema Pace spirituale e della sublime eterna beatitudine.

46.             Che questo tendere della potenza spirituale vincolata nella materia continui fino a quando tutto sarà slegato, e così come nell’uomo le ossa passano col tempo da flessibile, elastica cartilagine a rigido calcio, lo stesso avviene anche nel grande Uomo mondiale, finché i sistemi mondiali corrispondenti agli organi umani avranno finito di vivere, tutto il vivente e attivo – idoneo ad accogliere luce e calore – sarà sfuggito e sarà rimasto solo ciò che, per modo di dire, è diventato solo pietra dura.

47.             Quando dopo infiniti spazi di tempo questo crollo sarà avvenuto, allora l’organismo ha cessato di essere; la forza riproduttiva dei polmoni, le secrezioni della bile del fegato, l’evacuazione dell’inutilizzato, la procreazione di nuovi mondi, tutto ha raggiunto il suo stato di riposo, i pori della spessa epidermide eterica del grande Uomo mondiale stanno aperti, l’etere penetra ed esce nuovamente con un nulla di fatto dalla parte opposta, nessun organo sorbe i suoi elementi, nessuna luce consuma avidamente le sue sostanze apportatrici di vita, rigida rimbalza dalle pareti calcificate dei soli e mondi, la vita è fuggita e si è messa al sicuro in più alti spazi spirituali, dove la morte non ha mai avuto dominio e solo l’eterna Luce, l’eterno Amore e l’eterna Vita hanno stabilito la loro sede.

48.             Quando questo stato sarà avvenuto, allora il grande Uomo mondiale sarà disciolto dalla Mia potente Volontà; egli andrà – come il corpo umano – incontro alla sua trasformazione, e dalla rigida pietra, calcinata e priva di vita, sorgerà nuovamente, come la fenice di una vecchia leggenda umana, un nuovo, più bello, più spirituale mondo che comprenderà in sé tutto quello che l’Uomo mondiale precedente possedeva, tutti i suoi organi, tutte le sue funzioni, solo più fini, più spirituali. Una nuova Creazione graduale comincerà. Vita e calore affluiranno nel vivente Uomo mondiale nuovamente conscio di sé, i soli splenderanno, le terre orbiteranno di nuovo festose nella loro vorticosa e fruttifera danza intorno ad essi, e nuovi esseri, nuove creature con altrettanti idonei corpi spirituali, inizieranno il loro nuovo stato vitale, dove poi la morte e la distruzione non saranno più stabiliti come necessario principio, da servire come base per una nuova Creazione, bensì un dolce passaggio da un gradino all’altro segnerà l’avanzamento, dove il materiale cesserà e il Mondo spirituale avrà il suo principio.

49.             Là comincerà la vita nel Grande Uomo-spirito, là si muoverà il precedente, ora spiritualizzato Uomo mondiale intorno al Mio splendente Sole Centrale nella più radicata profondità, oppure il Cuore dell’intero mondo spirituale; allora non sorbirà più elementi eterici, bensì si alimenterà di spirituale attraverso la sua epidermide nuovamente attiva, spiritualizzando così il suo interiore che poi lentamente si dissolverà di nuovo nei suoi organi corrispondenti alla sua individualità dell’immenso Uomo mondiale spirituale.

50.             Ora, come l’Uomo mondiale materiale percorre volando nell’etere la sua orbita, lottando verso la spiritualizzazione, così di eteri, nella rispondenza spirituale, ne esistono milioni e milioni, i quali hanno attraversato tutti simili processi verso gradi superiori, e ancora continuano e formano spiritualmente di nuovo i singoli organi del grande Uomo-spirito, che a sua volta si muove nei vasti, infiniti spazi, dove assorbe dall’etere più fine e più spirituale che lo circonda, i suoi elementi vitali per l’auto conservazione, e così procede un eterno avanzamento, un’eterna trasformazione a nuove Creazioni, e rende nuovamente felici gli spiriti che vivono su tali mondi.

51.             Nell’Uomo spirito lo scopo della vita di tutti gli spiriti creati è di indirizzare i meno capaci, di guidarli e perfezionare il luogo delle loro dimore, e così guidare i loro mondi e le loro anime sempre più vicino a Me. E dopo, nell’Uomo mondiale spirituale il lavorare e l’educare non avranno mai fine, così anche non v’è posta nessuna meta nell’attività degli spiriti, essi possono e devono lavorare sempre, in parte su se stessi, in parte sull’io di altri esseri, e così aiutano a realizzare i Miei piani.

52.             E vedi, quando Io creai questo grande Mondo degli spiriti con la sua incommensurabile estensione, quando in quel tempo conferii agli spiriti stessi quei grandi pieni poteri, Io posi il più grande spirito, nato da Me, come Sapienza proveniente dall’Amore, come Amore per sé e per il prossimo, fuori da Me nella vasta Creazione; gli trasmisi tutti i mondi degli spiriti, lo resi idoneo ad operare e creare, gli diedi il nome di ‘Portatore di Luce’, oppure ‘Lucifero’, nel linguaggio delle sfere celesti. Ed egli, cosciente dell’immenso suo potere, andò oltre, l’amore di se stesso lo accecò, e istigò milioni di spiriti alla caduta e divenne così, assieme a loro, il Mio avversario più maligno. La sua soave Luce d’Amore si arrossò del fuoco dell’ira, e così egli è colui che, insieme ai suoi spiriti con lui caduti, attenta alla Mia Potenza, al Mio Amore, Clemenza e Grazia, e vorrebbe trasformare in ira e odio tutto il Creato e calpesta ogni alito liberatore del Mio Amore con derisione e scherno.

53.             Così fu esiliato dal grande Regno dello spirito, dal Mio Regno celeste, oppure altrimenti detto, egli si escluse da se stesso, poiché non gli piaceva l’aria di Pace e d’Amore che lì vi regnava; fuggì lontano, fuori nell’eterna Infinità. E con questo, anche lui, sebbene antagonista dinanzi a Me, pur doveva compiere solo il Mio scopo, così creai un mondo materiale dalla sua sostanza e dai suoi spiriti, avvolsi lui e i suoi nella materia, per potere, anche se non del tutto, sciolti in piccole particelle, farli ritornare a Me.

54.             Questa è la legge di dissolvimento della materia che, costretta, deve restituire un po’ alla volta quello che volontariamente non voleva adattarsi alla Mia Volontà. E così Satana stesso, con ciò che gli era rimasto dopo la sua materializzazione, è imprigionato sulla e nella Terra quale dimora, dove proprio Io da eoni e eoni di anni l’avevo stabilito per compiere la grande Opera di umiltà e redenzione per tutti gli uomini e spiriti. E proprio da lì, dove Io elargisco la massima benedizione e la suprema Grazia, e da qui voglio diffonderla, anche lui deve avere il massimo potere per tentare i Miei futuri figli, per quanto gli sia possibile, affinché proprio da questa lotta, contro e con lui, possano sorgere i più splendidi fiori e spiriti per il Mio Regno, e così egli, operando a dispetto Mio, deve aiutare i Miei figli alla più grande vittoria e alla massima beatitudine.

55.             Così Satana deve, libero come Io l’ho creato, certo lavorare solo per Me e non per i suoi piani, e aiutare a favorire il grande Processo di spiritualizzazione di tutto il materiale.

56.             Nel grande Uomo Cosmico spirituale vive e tesse continuamente la grande organizzazione e creazione, lì vive altrettanto lo spirito come nell’Uomo mondiale materiale secondo gli organi del corpo umano in quei Cieli corrispondenti agli organi; là è tutt’altro che nell’Uomo mondiale. Ciò che è espresso in lui in forme materiali, vive e esiste lì nello spirituale; lì la materia più grezza è luce e la più fine è spirito.

57.             Come nell’Uomo mondiale il suo occhio, un grande sole e complesso mondiale che, splendendo elettricamente invia fuori nell’etere lontano i suoi raggi, per sorbire da lì la sostanza vitale per i nervi della testa o gli spirituali mondi della Sapienza, così è l’occhio del grande Uomo spirituale raggiante l’Amore che accoglie in sé gli elementi più delicati dell’infinita Luce di Grazia, per trasferirla al suo grande sistema nerveo cerebrale oppure Cielo della Sapienza, dove la Creazione, la sua origine, il suo scopo e la Mia Volontà sono ben compresi da tutti gli spiriti e angeli della sapienza. Così pure ogni altro organo dell’Uomo spirituale compie quanto è stato a lui assegnato, e gli spiriti là viventi hanno, in modo corrispondente, la loro attività e beatitudine in lui.

58.             Nel Mio Uomo Cosmico spirituale le sostanze principali sono Amore e Sapienza, come nell’uomo il sangue e l’aria e nell’Uomo mondiale la luce ed il calore.

59.             L’Amore è il primo fattore di movimento nella Vita spirituale, accompagnato dalla Sapienza. L’Amore stimola, la Sapienza – nell’Uomo mondiale interpreta la luce ed espande il calore. Oppure nel corpo umano – il sangue del cuore vivifica, e nella breve circolazione al fegato secerne la bile che poi, quale principio stimolante, causa il processo di separazione nella digestione, come nell’Uomo mondiale il dissolvente calore e nell’Uomo-spirito la spiegante Sapienza.

60.             Chi poi è dedito solo all’uno o all’altro, fallisce la sua missione. L’amore solo è distruttivo, e altrettanto la sapienza che vuol giungere fino ai Miei limiti; la luce (intensiva) è accecante e il calore bruciante. La circolazione del sangue senza scambio degli elementi morti con dei nuovi non ha nessuno scopo, come altrettanto la bile se non serve al processo digestivo.

61.             Così le Mie caratteristiche fondamentali sono rappresentate dappertutto, e perfino con la Mia discesa sulla vostra Terra, dove Io compii l’Opera più grande per il mondo materiale e spirituale, il Mio Amore si separò per alcuni momenti dalla Sapienza; quest’ultima discese a voi e v’insegnò a riconoscere il primo e suggellò la Sua dottrina e la Sua giustezza, che Amore senza Sapienza e Sapienza senza Amore non possono sussistere, con l’Atto della massima umiliazione che un Dio potesse compiere.

62.             Mediante questo grande Atto di umiliazione da parte Mia, fu chiarito all’intero Mondo degli spiriti la giusta misura dei loro sacrifici e delle loro rinunce, a tutti gli spiriti fu aperta la Via che conduce a Me; e da quel tempo sono tutti animati da uno spirito diverso da prima, vale a dire non più paura dinanzi alla Mia potenza, bensì Amore per il Mio Io; prima vedevano in Me solo il Signore, adesso il Padre soltanto!

63.             La Mia intera Creazione splende, in seguito a questo Atto, in una Luce più bella di prima. Spiriti ossequienti e adoranti si prostravano un tempo dinanzi al Mio trono per il profondo rispetto e adoravano muti la Mia grandezza; ora tutti si stringono giubilanti intorno a Me, intorno al Padre, il Quale sente adesso doppiamente l’intera beatitudine della Sua Creazione. Egli la sente come potente Creatore e Signore, e la sente vedendo rispecchiarsi, riconoscente, il Suo stesso sentimento nel cuore dei Suoi figli.

64.             Così (e per questo motivo) l’intero mondo e la Creazione spirituale è diventata, per il Mio Cuore, un vero inno trionfale. Anch’Io non sono venuto invano, anch’Io Mi sono creato per il Mio Amore degli organi, nei quali la Mia aspirazione e operare riceve indietro di nuovo l’eco della Mia gioia nell’eterno inno di ringraziamento dei figli Miei.

65.             Così questa Creazione ha il suo infinito eterno scopo; eternamente rinnovandosi essa prepara a Me e ai Miei un’eterna felicità e una beatitudine permanente, un’eterna felicità per i figli Miei.

66.             Essi trovano, infatti, sostanza per l’attività, sostanze per l’ammirazione e sostanze per l’adorazione; ed Io stesso trovo sostanze per un Amore paterno che mai finisce, sostanze per nuova soddisfazione nel veder compiuti i Miei piani e scopi, e sostanze per l’ulteriore Creazione e per l’eterna felicità dei figli Miei.

67.             L’Amore quale Luce, come il sangue nel corpo umano, attraverso le arterie dell’Uomo mondiale spirituale e materiale diffondono dappertutto, come nel corpo umano, salute, benedizione e vita; la Sapienza illumina le Mie meraviglie allo spirito indagatore; il calore eccita la materia immobile stimolandola alla trasformazione; la bile brucia il chimo nello stomaco e separa il buono dal cattivo. Così c’è dappertutto lo stesso scambio, lo stesso movimento e la stessa aspirazione.

68.             Quello che i Miei angeli e spiriti supremi vedono chiaramente dinanzi a sé nel grande Uomo spirituale, gli abitanti dei soli e dei mondi dell’Uomo mondiale materiale lo presumono e lo cercano scrutando nella materia.

69.             Lassù, dove la morte ha la sua pietra di confine nel Regno della Luce, dell’Amore e dello Spirito, c’è beatitudine, c’è l’eterno scambio di tutto il creato e percepito; là regna solo amore unito alla sapienza, appena là i Miei figli vivono la delizia vitale che è promessa e preparata per tutti coloro che vivono secondo il Mio esempio e il Mio insegnamento.

70.             Nell’Uomo mondiale vi sono uomini e spiriti senza numero che aspettano la Redenzione; tutti loro vanno incontro al processo di trasformazione verso il Regno spirituale, ma solo lentamente. Nessun essere, qualunque sia il mondo o il sole sul quale vive, può gloriarsi di avere, come voi, questo vantaggio, voi minuscoli abitanti di questa Terra, di questo piccolo granello di sabbia nell’Universo.

71.             Su nessuno di questi grandi corpi celesti Io sono stato personalmente come proprio sulla vostra Terra, ovunque Mi mostrai solo qualche volta come Signore e Creatore, guidando le Mie creature, oppure facendole istruire dai Miei spiriti. Solo qui, su quest’insignificante ammasso di materia della specie peggiore, su questo luogo d’esilio del Mio maggiore avversario, Io ho compiuto l’Opera della Mia massima umiliazione – e per la vostra massima elevazione.

72.             Oh, riflettete su questo punto! Confrontatevi con tutti gli altri esseri viventi nei vasti spazi della Creazione, confrontatevi con quelli viventi negli spiriti-uomini; quale privilegio vi è dato con questo Mio procedere, e adesso con la Grazia della Mia comunicazione diretta, dove vi svelo tutto, vi chiarisco la Mia Creazione e vi lascio guardar dentro, dove finora nemmeno ai più grandi angeli ho svelato la Mia Potenza e il Mio Amore.

73.             E invece come vi comportate voi? Freddamente, come senza sentimento, in parte spinti solo dalla curiosità, andate a caccia di nuove comunicazioni e dimenticate, nonostante tutto, che ogni Parola che esce dalla Mia bocca è un torrente di Luce spirituale che da lontano, oltre ogni immaginabile lontananza, vi arriva dal centro dei Miei Cieli, dal centro del Mio Cuore e del Mio paterno Amore, per illuminarvi, per riscaldarvi e tirarvi più vicino a Me!

74.             Comprendete una buona volta, come fa bene al Mio Cuore paterno, quando Io vedo che le Mie Parole sono comprese così come ve le do, quando vedo come il Mio grande Cielo spirituale si riflette nel vostro cuore, quando vedo che tutte le Mie Parole, tutte le Mie Creazioni materiali e spirituali sono da voi comprese o perlomeno presentite.

75.             Per chi dunque Io creai queste innumerevoli meraviglie, questi innumerevoli portatori di luce e di calore, questi grandi mondi e soli? Per chi creai i Miei Cieli spirituali con le sue gioie mai esauribili, dove una sola compensa eoni di epoche di godimento su altri soli e mondi? Per chi creai tutto questo, tutto come espressione tangibile del Mio stesso Io, affinché anche per immagini voi possiate scorgere e riconoscere Colui che vorrebbe stringere tutti al Suo Cuore paterno? Per chi dunque creai tutto questo che guido e dirigo, misi in tutto il germoglio dell’auto conservazione, affinché nulla svanisse di ciò che un giorno potrebbe recar gioia ai Miei figli, oppure alla loro vista potrebbe strappare dai loro occhi una lacrima di gioia o di riconoscenza? Per chi altro Io creai se non soltanto per voi, voi che con la Mia massima umiliazione Io riscattai, redensi ed ho innalzato.

76.             Oh, riflettete tutto questo! Riflettete quando trasvolate in pensieri le incommensurabili Creazioni e gli spazi infiniti! Ricordate Colui che ha creato tutto questo. Questi è Colui che non vuole nulla in cambio se non soltanto il vostro amore, solo l’amore di Suo figlio per Lui, per Lui che è il Padre!

77.             Dov’è un padre sulla vostra Terra che sia capace di un tale spirito di sacrificio, come Io ve ne ho dato prova? – E cosa pretendo?

78.             In due leggi l’ho scritto con grandi caratteri fiammeggianti sulle tavole della Creazione del Mio Regno dei Cieli e dei mondi:

79.             Amate Dio sopra ogni cosa! – e il prossimo come voi stessi!”.

80.             Qui avete delle molte parole il senso più breve, ma anche il più grande. Adempite questi due comandamenti d’Amore del vostro Padre Celeste, ed Egli vi preparerà per questo, beatitudini che nessun occhio umano ha mai visto e nessun petto umano immaginato.

81.             Qui avete di queste lunghe parole una breve spiegazione. La creazione del grande Uomo mondiale materiale, la creazione del grande Uomo spirituale, tutto questo precipiterebbe nel caos, sarebbe senza scopo, se mancasse l’Amore.

82.             Amore, Luce e Vita, tre parole viventi della Mia Creazione; prendetele bene a cuore! Senza amore nessuna Luce, e senza Luce nessun Calore!

83.             Dove nella vostra vita operativa queste tre parole non costituiscono il fondamento, c’è odio, tenebre e morte!

84.             AmateMi! illuminate il vostro cuore! – e infiammate il vostro prossimo! e l’intera Creazione vi verrà incontro giubilante; poiché con questo avete vinto il Cuore del Padre, vi siete innalzati a figli Suoi e fatto violenza al Cielo!

85.             Meditate su questo e riconoscete una buona volta l’importanza delle Mie comunicazioni! Amen!

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Cap 14

L’uovo

12 aprile 1871

1.                FotoEcco, figli Miei, adesso voglio mostrarvi ancora una volta come, nella sola forma di un oggetto, vi è molto più spirituale di quanto potete supporre, e come la forma e il contenuto di questo sunnominato uovo è affine spiritualmente con le Mie altre Creazioni, e anche, se potreste comprendere il linguaggio dello spirito, vi direbbe più cose di quanto gli scienziati e chimici hanno cavato fuori fino adesso dallo stesso.

1.                 Ebbene, vogliamo cominciare con la sua forma e osservarla un po’ più da vicino, affinché già lì possa sorgere una luce che vada al di là del visibile orizzonte della vostra prospettiva, e scenda giù fin nella più profonda vita animica.

2.                 Vedete, l’uovo è nella forma, un allungato, schiacciato cerchio a voi noto, come forma, nelle differenti specie di uovo, è più curvato, fatto a volta, o più affusolato.

3.                 Questa forma dell’uovo si avvicina ad una linea matematica a voi nota, e la conoscete con il nome di ellisse oppure ovale. Ebbene, questa linea, che anche voi potete calcolare, perlomeno chi è un po’ più penetrato nelle leggi dell’aritmetica (matematica), di cui voi conoscete l’esatta costruzione, della quale vi è anche noto che in questa forma ruotano mondi intorno a mondi, soli intorno a soli, cose che avete sentito da astronomi e matematici, allora devo anche dirvi che non conoscete tuttavia il vero significato, vale a dire lo spirituale di questa forma!

4.                 Ebbene vedete, se volete raffigurarvi l’Infinità con un’immagine, allora scegliete a tal fine come simbolo la forma di un cerchio; quindi secondo i vostri concetti, un cerchio, un anello fisico oppure una sfera, sarebbero vicini all’Infinità, poiché in loro non vi è da nessuna parte un principio, da nessuna parte una vera fine.

5.                 Tanto secondo i concetti umani. Ma secondo i concetti spirituali oppure secondo i Miei concetti, l’infinito non è minimamente espresso con il cerchio, e questo semplicemente perché in un cerchio, così come in un anello, oppure in una sfera, tutte le parti del lato esterno sono distanti ugualmente dal loro punto centrale, ciò che non è il caso nel senso spirituale, dove Io il Punto centrale e il mondo spirituale e materiale che Mi circonda, non è dappertutto ugualmente distante da Me, bensì gradualmente, a seconda dello sviluppo degli elementi spirituali, l’uno viene a stare più vicino, e l’altro di meno nelle Mie vicinanze, perciò un’ellisse oppure un ovale caratterizza meglio il concetto spirituale di un’Infinità e dell’Universo intero.

6.                 Anche la linea ovale non ha nessuna fine, c’è solo la differenza che l’ovale, quale linea o corpo, ha due punti circolari matematici principali, e un punto centrale che però non dista nella stessa misura da tutti i lati, bensì dai lati più lunghi poco e dai lati più corti di più.

7.                 Ebbene, per chiarirvi spiritualmente questa figura o forma, vi voglio dire che nel primo periodo della creazione del Mondo spirituale e materiale gli spiriti stessi erano posti lontano da Me nell’Infinità, affinché non fossero forzati dal Mio influsso ad agire così come volevo Io; essi dovevano essere liberi, senza la minima dipendenza.

8.                 Appena però la consapevolezza in loro cominciò a destarsi, appena si mostrò la lotta tra libera volontà e obbedienza, accadde ciò che accade con un oggetto materiale sul quale influiscono con forza, nello stesso tempo, diversi fattori. Questo significa che la posizione degli spiriti intorno al loro Centro, intorno a Me, si dispose secondo la potente influenza di queste due forze, come in un corpo secondo le leggi naturali, quando questo è attratto da una forza e trascinato via da un’altra, e non segue completamente né l’una né l’altra, egli prende la via di mezzo tra progressione e rotazione, e tale via alla fine non è circolare, ma somiglia alla forma ovale oppure all’ellisse.

9.                 Così era anche la posizione degli spiriti nei Miei confronti, secondo la loro maggiore o minore obbedienza e libertà di vita, espressa in una forma ellittica, dove Io non stavo nel centro, bensì come voi dite, in quel Punto Focale da dove ho messo fuori i mondi degli spiriti nell’Infinità, i quali poi un po’ alla volta, avvicinandosi a Me, ritornano nuovamente a Me, corrispondente spiritualmente quasi alla forma di un uovo, dove il cerchio grande è più distante da Me e il piccolo più vicino.

10.             A dire il vero i vostri astronomi indicano le orbite dei pianeti, e in parte anche delle comete, nella forma ellittica; solo che queste orbite somigliano più alla forma di un uovo; come pure i pianeti, quanto più lontani sono dal loro centro, tanto più lenti percorrono la loro orbita, mentre la percorrono velocemente nella vicinanza del Sole, perché essi si devono muovere velocemente intorno al loro governatore e padre.

11.             Questa forma dell’uovo è la forma principale e centrale della Mia Creazione; dappertutto essa è espressa, nel regno minerale, vegetale e animale.

12.             Dappertutto vi è nascosta la base del principio dell’attrazione, la quale attrae di più le parti grezze e lascia allontanare da sé quelle più leggere.

13.             Perfino le forme dei mondi, dei soli e dei pianeti si uniformarono secondo questo principio; una sfera, nel senso più puro, non esiste da nessuna parte, solo ovale in differenti forme; e se anche esistono altre forme nel mondo materiale, i loro atomi più piccoli, dei quali sono composti, sono comunque di nuovo soltanto ovali o ellittici, e perché?

14.             Perché proprio questa forma corrisponde alla Mia idea della Creazione e, fondata spiritualmente nel Mio stesso Io, è impressa da Me come tipo in tutti gli esseri e prodotti.

15.             Come tipo dinanzi a Me c’è la forma ovale, vale a dire spirituale, così intesa, come l’Infinità quale Mio secondo Io la personifica oppure la esprime plasticamente in un centro, e dove il secondo centro oppure il secondo punto focale dell’ovale spirituale più lontano da Me, non è certamente in grado di esercitare una così grande forza di attrazione come il Mio Io spirituale, tuttavia ha sempre influsso sul divenire e svanire.

16.             Lì nella sua vicinanza (di Satana) tutto veramente si muove intorno a lui; ma invece di completare la rotazione, se n’allontana e un impulso irresistibile lo attrae a Me, al primo Punto focale, intorno al Quale tutto vorrebbe radunarsi.

17.             Dunque in forma ellittica oppure ovale sta la Creazione spirituale e materiale intorno al suo Creatore; conservando questa forma come tipo, modella nuovamente in sé tutto in questa (primordiale) forma. Le piante, le loro foglie, gli animali, le singole loro parti, le ossa, terminano e si congiungono in forme ovali, (anche i tagli trasversali delle ossa lunghe e dei rami e steli sono ovali e queste ossa sono quindi solo delle forme ovali molto allungate), perfino tutte le figure degli animali e degli uomini potete racchiuderle spiritualmente in forme ellittiche, in cui il cuore rappresenta l’uno, e la parte generatrice l’altro punto focale, oppure il primo punto focale è per la riproduzione spirituale, il secondo è per la riproduzione materiale, che è necessaria per l’esistenza del tutto.

18.             Il vostro capo ha una configurazione ellittica oppure ovale, all’interno della stessa, come nel volto stesso dell’uomo, la più bella forma è ovale. Ogni forma che può essere definita spiritualmente elevata o bella, consiste da parti dell’ovale e non da parti del circolare.

19.             Dappertutto traspare il principio fondamentale del Mio stesso Io, un Sovrano, circondato dalla Sua Creazione, ordinata secondo la seria morale dello Spirito, nel mezzo del Suo Universo! Come là tutto si spinge verso di Me, tutto tende a venire nella Mie vicinanze, perché solo là c’è delizia, amore e beatitudine; se poteste indagare tutte le forme ovali nella Creazione, tanto nel grande, come nel piccolo, scoprireste che Io, come Dio e Creatore, non ho bisogno di molte forme, bensì me ne basta solo una, dalla quale formo poi mondi e spiriti e l’Uomo mondiale materiale, i quali proprio per questo, perché formati tutti secondo un principio, devono anche tutti ritornare al Fondatore e Costruttore!

20.             L’uovo è il luogo di nascita di molti esseri corporei; tutto ciò che vive, o per lo meno, la maggior parte di questi, nasce dall’uovo, il quale a sua volta è formato nel suo interno così com’è formato il grande Uomo mondiale spirituale e materiale. Poiché a partire dall’uovo di una piccola bestiola fino al grande Uomo materiale e spirituale, esiste il medesimo principio nella loro formazione, vale a dire gli analoghi elementi e lo stesso risultato finale.

21.             Nell’uovo, in primo luogo, c’è il duro guscio calcareo che dappertutto, dove questa forma si manifesta, è la parte esteriore che separa e tiene insieme la parte interiore come parte a sé stante, e la tiene separata in tutto dal resto della Creazione. Questo duro guscio è il lato esterno eterico che separa anche il grande Uomo materiale e spirituale dall’etere universale. Poi viene una sottile pelle che impedisce al liquido dell’uovo il passaggio e dissoluzione all’esterno del guscio. Questa finissima pelle anche nel grande Uomo materiale e spirituale è il finissimo etere che circonda tutti i mondi e, come nell’uovo la parte liquida, si condensa poi nell’etere come atmosfera dei singoli sistemi solari e dei soli e pianeti in essi orbitanti.

22.             Il tuorlo, di nuovo separato con un’altra pelle dalla restante liquidità, nel grande Uomo materiale e spirituale è lo strato atmosferico più denso, più vicino, necessario ai mondi per la loro ulteriore esistenza, dove si trova tutto nello stato sciolto, cosa che poi per mezzo di altri collegamenti come materia solida di terre e corpi solari determina la loro stessa esistenza.

23.             Nel mezzo dell’uovo si trova poi il vero punto focale spirituale di un’eterna vita che, destato solo dal calore (che corrisponde all’Amore), costruisce poi il sui io individuale corporeo, assorbendo le sostanze che lo circondano, e così dall’uovo e dal suo liquido e materia solida si forma la creatura, per la cui forma gli elementi si trovavano in lui stesso.

24.             Nell’Uomo materiale e spirituale è altrettanto di nuovo l’interiore la parte spirituale equivalente al cuore, dove si trova l’impulso alla costruzione e alla conservazione dell’esistente, il quale assorbendo e elaborando l’etere e la sostanza luminosa, costruisce soli e sistemi mondiali, li mantiene e li fa avanzare per il loro perfezionamento spirituale, come nel grande Uomo spirituale e materiale i corrispondenti Cieli, dove anch’Io alla fine sono accasato nel Centro, riunisco intorno a Me delle immense Creazioni spirituali con spiriti ed esseri che rendono maturo, per l’ulteriore progresso, tutto ciò che viene dall’esterno, sempre più spiritualizzandolo e portandolo vicino a Me, dove poi – come nell’uomo mondiale luce ed etere, qui spirito nella luce più intensa, lì mediante il calore, qui mediante l’inesauribile Amore – lo impiega per nuove, più alte Creazioni, e così il Mio supremo ideale del buono e del bello viene sviluppato.

25.             Così vedete che nell’uovo, per voi una cosa insignificante, sono rappresentate spiritualmente la sublime Potenza, il Mio Io, la Mia Creazione, il graduale progredire del Creato, il Mio eterno ricostruire e tutto ciò che voi potete solo pensare.

26.             L’uovo vi esprime nel tuorlo il Mio Amore, nell’albume il Mio Regno degli spiriti e nel duro guscio il mondo materiale. Nel centro sto Io, quale nucleo della Vita del Fuoco e dell’Amore che mette tutto in movimento, spingendo tutto alla grande liberazione.

27.             Gli spiriti che Mi circondano separano il Mio Cielo dal mondo materiale. Ma anche questo muro, come nell’uovo il guscio calcareo, sarà infranto; l’interno dell’uovo sarà assorbito e sarà adoperato per una nascita superiore, e da tutti i conglomerati degli elementi della Creazione sorgerà un giorno, come la fenice incolume dalla fiamma, il Mio spirituale, più interiore, ma più elevato mondo, dove tutto è Spirito, Luce e Calore, oppure Sapienza e Amore, e così durerà eternamente.

28.             Tutto spinge in questa direzione, Io sono il Punto Focale, il Centro, la Scintilla vitale che tutto vivifica, tutto mantiene, e se essa cambia anche forme, le crea certo ancora di nuovo!

29.             Così voi vedete nell’uovo un’intera Creazione, un’intera Infinità e un’immagine spirituale del vostro io e della Mia stessa Persona.

30.             Anche voi siate come l’uovo, rivestiti dall’esterno con un guscio che un giorno apparterrà alla Terra, separato dalla restante vita spirituale, anche in voi si agitano liquidità eteriche, con le buone e le cattive caratteristiche e, nel centro, quale spirituale ruota motrice, il cuore pulsante con l’eterna incessante Scintilla spirituale da Me proveniente!

31.             Anche questa Scintilla divina assorbirà a poco a poco gli altri elementi spirituali trattenendo il buono e rigettando il cattivo. Il guscio mondano esploderà poi con la piena maturità e, come un piccolo mondo in miniatura, separato dal grande guscio della Terra, cercherà presso di Me, il suo Fondatore, il suo Cielo e la sua delizia.

32.             Procurate voi tutti dunque, voi che avete ricevuto da Me tanti insegnamenti spirituali, di assimilarli per il vostro miglioramento. Procurate di ridarMi questo intimo Punto focale, la Scintilla d’Amore proveniente da Me, come un giorno Io ve l’ho consegnata, ed il vostro luogo di residenza nel grande Uovo della Creazione non sarà più in un punto della Mia sconfinata Creazione lontani da Me, bensì vicino al Mio Cuore, da dove potrete abbracciare, comprendere e giudicare l’intero Universo – per quanto sia possibile ad uno spirito – e poi nella forma ovale oppure ellittica, comprenderete appieno l’immagine primordiale della prima Idea divina nel grande e in voi stessi, nella bellezza ed elevatezza degli spiriti e del Mondo spirituale, e solo allora vi risulterà chiaro che solo un Dio, da così piccole insignificanti forme, può creare cose così grandi che, alla fine, ha solo lo scopo di offrire ai Suoi figli un concetto della Sua grandezza, del Suo Amore, della Sua dolcezza e mostrar loro che Egli non è grande solo nel grande, ma Lo è al massimo grado proprio nel piccolo! Amen!

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Cap 15

La Pioggia

(parte I)

11 giugno 1876

1.                Cos’è la pioggia? A questa domanda molti sarebbero subito pronti con la risposta: “È vapore atmosferico condensato che, condensato all’improvviso in acqua, cade in gocce giù dal cielo”.

2.                 Questa (superficiale) risposta soddisfa i più, ma veramente non tutti; poiché, se costoro osservassero attentamente gli effetti della pioggia sugli uomini, animali e piante, allora deve loro risultare che l’acqua, che dalle nuvole si riversa (come pioggia) sulla Terra, non può essere solo il motivo, perché appunto l’intera natura insieme a tutti gli esseri viventi dopo una pioggia si sente rafforzata e ristorata, e la vegetazione di ogni specie prospera poi meglio.

3.                 Presso di voi vige l’opinione che la pioggia, come acqua distillata, contiene pochissimi elementi terreni, e che solo attraverso la pioggia si genera umore o umidità che favorisce la crescita del mondo vegetale oppure, con l’abbassamento della temperatura, agisce da rinfrescante su uomini e animali.

4.                 Ebbene vedete, Io voglio qui nuovamente farMi avanti quale Maestro, per contrapporre queste tradizionali sentenze e pregiudizi, affinché anche qui possiate nuovamente vedere come nelle cose del tutto normalissime – che vi appaiono ordinarie proprio perché le avete quasi tutti i giorni davanti agli occhi – c’è lo stesso, nascosto, ciò che voi ancora non sapete, ma che, essendo necessario alla conoscenza spirituale, dovete tuttavia col tempo apprenderlo. Così ascoltate dunque:

5.                 È vero, la pioggia è, come l’acqua, aria condensata; però ora Io domando: che cos’è dunque l’aria? Perché quando so che cos’è l’aria, di cosa essa consiste, allora posso sempre supporre che, perfino trovandosi in altre forme, essa (l’aria) sarà sempre la principale parte componente.

6.                 Ebbene, l’aria, così come vi circonda, è una sfera vaporosa oppure ‘l’atmo-sfera’ che, come vi ho già detto altrove, nello stato sciolto contiene tutto quello di cui il vostro globo terrestre è composto[15].

7.                 Perciò che sia leggera o pesante, condensata o perfino solidificata, come per esempio nel ghiaccio, essa contiene, anche sotto questa forma, sempre solo gli stessi elementi che erano contenuti anche nell’aria stessa.

8.                 Quando dunque piove, oppure quando l’acqua cade sulla Terra in forma di gocce, allora in questa forma riporta (indietro) tutti gli elementi della Terra condensati (e purificati), riporta ciò che era salito in precedenza da essa come vapori nell’aria. Solo che nell’aria è avvenuto un processo di decomposizione (con questi vapori) mediante la luce solare, processo che ha espulso gli elementi decomposti da quelli nuovi in formazione, e così riporta alla Terra solo ciò che è necessario per l’esistenza degli uomini, così come per il mondo animale e vegetale che vi vive, mentre il più grezzo decomposto deve attraversare un lungo processo di dissolvimento, finché diventerà idoneo per essere nuovamente utile alla Terra (e agli esseri suoi).

9.                 Ora però c’è ancora un altro fattore che, con questo fenomeno della natura, vale a dire della pioggia, deve essere considerato e che veramente è il più essenziale.

10.             Vedete, se osservate il cielo e in questo le nuvole vaganti, che certamente sono già vapori condensati che però, negli strati di calore, dove esse appunto sono sospese, non sono ancora costrette a condensarsi in acqua e cader giù come pioggia, voi le troverete così che sono sempre in continuo movimento e in continuo mutamento. Poiché le correnti, come nel mare muovono le acque, e con questo movimento le preservano dalla putrefazione, queste correnti, nell’elemento molto più leggero che è l’aria, sono ancora più grandi, ancora molteplici e costanti, poiché basta solo un riscaldamento o raffreddamento degli strati dell’aria per produrre ciò che voi chiamate ‘vento’, vuol dire che dal più lieve zeffiro fino al più grande uragano sorgono solo per questo motivo, perché lo strato d’aria raffreddato o riscaldato si vuol mettere con il suo circondario in equilibrio e precisamente secondo la medesima legge di gravità come l’acqua, come perfino la più grossolana materia vincolata.

11.             Ebbene, mediante i venti i vapori saliti nell’aria sono spinti come nuvole da un luogo all’altro, e così accade che questa (l’acqua) salita in alto in forma di vapore in una regione, in un’altra regione come acqua, cade giù come pioggia e così guida gli elementi da una zona all’altra, dove essi mancano in forma grossolana, possono essere portati là in forma di vapore.

12.             Da quanto ora esposto, potete vedere come la pioggia non è soltanto acqua come quella che si trova nei vostri pozzi o fiumi, bensì che la pioggia, quale acqua proveniente da altre zone, avrà in sé anche altri elementi che la vostra, perché quest’acqua, composta da elementi estranei, è anche il prodotto di altre sostanze terrene putrefatte e consumate che, per esempio presso di voi non esistono, oppure se ci fossero, non sussisterebbero nella formazione a causa del clima e altri motivi.

13.             Ora andiamo avanti nuovamente di un passo e diciamo: se quindi questi elementi che cadono dall’aria come pioggia sono estranei al terreno dove essi cadono, perché questo è così disposto presso di voi e molti altri mondi? – Allora Io a questo rispondo così: per il semplice motivo che ogni pianta, animale o uomo, assorbe dalla sua terra e dalla sua circondante atmosfera determinati elementi e li usa per il suo mantenimento e, se dovesse continuare così, questi alla fine in e intorno a lui non sarebbero più disponibili.

14.             Così voglio presentarvi alcune scoperte della vostra scienza, dove è provato che l’uomo oppure l’animale, assorbe ossigeno dall’aria per la propria necessità vitale e lo espira poi come carbonio consumato a lui del tutto inutile, mentre il mondo vegetale durante il giorno accoglie in sé carbonio e durante la notte lo espelle come ossigeno rinnovato; inoltre voi sapete che quest’aria esalata dagli esseri viventi non contiene più nessun elemento che sia per loro utile, e la morte dovrebbe esserne la conseguenza, se nessun altro mezzo respiratorio dovesse sostituire il consumato.

15.             Ebbene, tutto questo è completamente esatto, e i vostri chimici, a questo riguardo, hanno dimostrato il grande scambio di sostanze nella Mia natura, solo è loro sfuggito ancora qualcos’altro, vale a dire che nel consumo dell’ossigeno o nella preparazione del carbonio non sono menzionati gli altri elementi, che nell’aria sono necessari per la crescita di tutto il vivente o vegetante.

16.             Ci sono ancora migliaia di finissime particole che si trovano nell’aria allo stato disciolto e vincolate nella crosta terrestre e sotto di essa, e tutte devono contribuire, affinché tutto viva e tutto prosperi.

17.             Siccome però in ogni luogo in questo riguardo è posta un’eterna diversità del consumo di tutti gli elementi e sostanze che sono necessari alla vita, per mantenervi un costante equilibrio, affinché una regione oppure un luogo corrisponda sempre alle carattere del suo luogo, allora i venti da altre regioni trascinano nuvole impregnate che portano nei loro vapori condensati ciò che col tempo potrebbe venire a mancare. E così la pioggia è il mezzo di collegamento che sostituisce di nuovo il consumato, e questo avviene sotto forma di leggeri elementi aerei portati qui da grandi distanze, per favorire la crescita degli uomini, animali e piante, che non tutti intuiscono, che quest’acqua scorrente giù a torrenti in pioggia è spesso presa in zone dove nessuna singola pianta, nessun animale, e nessun uomo somiglia a quelli sui quali la pioggia ora influisce rinfrescante e fertile.

18.             I naturalisti e i chimici, al pari dell’agricoltore e del giardiniere, dicono che la pioggia dei temporali è più feconda della comune acqua (terrena), perché essa con ogni fulmine porta in basso con sé sulla Terra l’elettricità disciolta nell’aria, e mediante quest’elettricità le piante crescono meglio.

19.             Sì, essi hanno ragione! Dimenticano però che proprio queste nuvole provengono da regioni in cui l’elettricità è sempre preponderante, e da dove portate dai venti sono guidate solo in quelle regioni in cui l’elettricità è mancante.

20.             Per quanto riguarda i fulmini e lampeggiare, questo sviluppo dell’elettricità avviene proprio perché in alcune regioni la mancanza di questo fluido deve essere rimpiazzata in breve tempo, e poiché i venti portano le nuvole temporalesche certamente con furia tempestosa, esse sono guidate anche in queste regioni con la medesima furia. La compensazione doveva avvenire, e così necessitava il grande fattore-elementare per mettere in atto questo.

21.             Così dunque voi vedete come la pioggia, la compensatrice tra le diverse latitudini, serve quale mezzo per rimpiazzare il consumato in forma di vapore e ridare alla Terra quello che avrebbe perduto per sempre se l’azione reciproca con l’atmosfera che la circonda non l’avesse ristabilita.

22.             Dagli alti monti dell’Asia o dai deserti sabbiosi dell’Africa oppure dalle fertili regioni dell’entroterra, dove ancora nessun europeo ha messo il suo piede, vi affluiscono le evaporazioni della vegetazione ed esseri viventi, che voi non avete mai conosciuto oppure visto.

23.             Le correnti d’aria vi portano il consumato da un regno vegetale tropicale e lo scaricano sulle vostre teste come rinfrescante e fruttifero, non immaginando né sapendo che più tardi anche i vapori del vostro paese sono portati in quelle regioni lontane nei periodi delle grandi piogge, per portare lì torrenti di benedizione, composti di elementi, che là come visibile ignoto, spiritualmente però per il prosperare erano sempre necessari.

24.             Così potete riconoscere con quanta semplicità il Governo della Mia Casa sa prendere l’avvio per eliminare il consumato e integrare il necessario, cosicché l’aria, agli uomini e animali dopo una pioggia, pregna con altri vapori, porta anche altri elementi vitali che essi inspirano e trasformano, integrano il perduto e danno loro l’impronta del rinnovamento e del rinfresco.

25.             I vapori aromatici di un mondo tropicale, dopo essere stati dissolti e tramutati dall’aria e dalla luce, dovettero percorrere migliaia di miglia per aiutare le vostre fioriere a prosperare, affinché dappertutto, nella Mia natura, predominasse il motivo dell’entusiasmo e l’impulso alla gioia.

26.             Nell’insignificante forma della pioggia, considerata dalla maggior parte degli uomini solo come acqua, sta tanto dello spirituale e tanto del divino dinanzi a Me che, se gli uomini riflettessero solo un poco su tutto ciò che, quasi giornalmente, si svolge dinanzi agli occhi loro, si dovrebbero stupire come Io abbia pensato a tutto per addolcire e facilitare l’esistenza agli uomini, agli animali e perfino alle piante.

27.             Dalla semplice goccia di pioggia che cade rapida sulla Terra, in condizioni favorevoli mostra all’occhio stupefatto ancora nell’arcobaleno la scomposizione nei sette colori, in cui ognuno porta con sé sulla Terra un altro dono benedetto, e dal quale gli uomini potrebbero riconoscere ciò che Mosè riferisce nei suoi libri, e cioè che esso è un segno di Pace, lo era e lo rimarrà eternamente, perché esso vi mostra che perfino nella pioggia cadente c’è solo benedizione, solo Amore, ma anche riconoscimento spirituale per coloro che sono abituati ad interpretare la natura con cuore aperto e animo amante e non vedono dappertutto solo ‘materia’ oppure ‘elementi’ e la loro reciproca azione.

28.             In tutto c’è qualcosa di spirituale, anch’Io sono uno Spirito e perciò posso aver creato nient’altro che proprio solo dello spirituale!

29.             Così anche in ogni processo della natura visibile c’è nascosto un fondamento spirituale e può afferrarlo solo colui che è allevato spiritualmente, e spiritualmente vuole avvicinarsi a Me, al Creatore di tutto il vivente.

30.             Come la pioggia porta con sé benedizioni e prosperità da una zona all’altra, così anche le ‘Mie Parole’ non sono altro che prodotti spirituali o elementi del Mio Io che formulo in parole umane, simili alle gocce di pioggia che riverso su di voi.

31.             Come la goccia di pioggia, pregna di migliaia di elementi fruttiferi, cade sulla vostra Terra, così pure ‘la Parola’ nel suo significato spirituale e nella sua profondità, è parimenti satura di benedizioni.

32.             La pioggia viene da paesi stranieri, e la Mia Parola parimenti da altri, e precisamente da Regioni molto elevate, dove si trova in abbondanza tutto quanto è necessario al progresso spirituale.

33.             Perciò accogliete la pioggia come mezzo di benedizione per il vostro progredire, e la Mia Parola come gocce vitali della vostra vita eterna, affinché anch’essa possa fertilizzare il vostro cuore con ciò che lì in genere manca, ma nel Mio Regno lo si può avere in abbondanza, vale a dire: Amore per Me e per il vostro prossimo!

34.             Come le zone e latitudini della vostra Terra si cedono scambievolmente ciò che ognuna ha bisogno, altrettanto date anche voi, ma con prudenza, ai vostri fratelli e sorelle ciò che a loro serve, vale a dire cibo spirituale! Guidate anche loro là dove già da lungo tempo Io mi adopero di condurre voi, affinché anche loro possano riconoscere, come l’eterno Amore, operoso, perfino nelle cose più semplici e comunissime, persegue solo il medesimo principio: diffondere gioia e conforto ovunque è possibile. Amen!

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Cap 16

La Pioggia

(parte II)

29 aprile 1871

1.                 Che cosa significa la pioggia nel rapporto spirituale? – E come si comportano con questo, le innumerevoli piccole bestiole la cui dimora è la terrà?”.

2.                 Tu, figlia Mia, udisti così nel silenzio notturno, una voce domandarti; e poiché a questa domanda non ti fu risposto, allora deve proprio adesso la stessa voce inviarti la risposta, mediante l’intervento del Suo scrivano. Ebbene vedi, dunque, Mia cara figlia:

3.                 “La pioggia – è una benedizione”. È una benedizione perché viene dall’alto; è una benedizione perché, racchiudendo in sé elementi rafforzanti e vivificanti, ravviva nuovamente tutto in ogni luogo dove cade e penetra; è benedizione perché con essa è sviluppato l’amore o il calore materiale, ed è una benedizione – e precisamente una benedizione divina – perché rende tutto felice e lo vivifica nuovamente. E come un tempo Io come Gesù dissi del Sole, che il Padre nel Cielo fa sorgere il Sole sui buoni e sui cattivi, altrettanto faccio cader giù la pioggia su piante utili e nella stessa misura sulle dannose.

4.                 Per quanto riguarda gli animaletti nel terreno, così come hai accennato nella tua lettera stessa, quando scrivi: “Quando io riflettei sul vero amore, allora scorsi parecchie cose come peccato, cose che spesso vengono stimate come virtù”, vedi, figlia Mia, le bestiole che vivono nel terreno, larve e crisalidi, le prime già sviluppate nella vita esteriore, le altre in attesa di sviluppo, somigliano ai piccoli difetti che l’uomo spesso non li considera come tali, ma perfino come virtù o buone qualità.

5.                 Ebbene, quando la pioggia cade sul terreno e quindi qualche bestiola è privata della sua vita o della sua dimora portata via senza misericordia, questo è simile al vostro cuore, sul quale pure scende a goccia a goccia la pioggia della Mia Grazia, oppure, con opportune disposizioni, scorre giù addirittura in abbondanza.

6.                 Questa pioggia di Grazia produce lo stesso risultato come la pioggia sul terreno. La pioggia, in primo luogo, ammorbidisce l’indurita parte della terra; la Grazia giù gocciolante nella Mia voce deve altrettanto ammorbidire cuori propensi che lì, ostinati, sono abituati alle cattive caratteristiche e cupidigie. La pioggia riscalda il terreno, porta vita nella sua vegetazione e permette alle radici di diffondersi poi con maggiore forza e più elasticità.

7.                 La pioggia di Grazia e d’Amore scuote il cuore gioiosamente, esso diviene tenero, poi elimina con piacere le piccole abitudini e difetti e ravviva di nuovo il bene. E come poi nel terreno gli animaletti sono ridestati, in parte, per proteggersi dall’acqua, in parte per essere svegliati mediante l’acqua dal loro letargo invernale, come la dura zolla che adesso possono rompere facilmente per essere guidati anch’essi incontro alla luce e al calore del Sole, allo stesso modo la pioggia d’Amore e di Grazia nel cuore umano. Anch’essa desta le migliori ed elevate caratteristiche della natura umana, infonde in essi forza per rompere facilmente la dura scorza con la quale il mondo li ha finora avvolti, affinché anch’esso debba guidare l’uomo alla luce della Verità e dell’Amore.

8.                 Ciò che la pioggia distrugge e porta via, ciò che essa guasta negli animaletti, le loro uova e le loro tane, questo prospera nuovamente da un’altra parte. Dopo una pioggia viene nuovamente ristabilito, nel governo della natura, l’equilibrio tra produttori e consumatori. E dopo un’energica purificazione del cuore umano, anche lì viene tutto nuovamente equilibrato, poiché estirpa il grossolano, è stato eliminato, ma rimane ancora quel tanto che serve a non permettere che si addormenti la lotta del bene con il male; poiché solo la lotta ha per conseguenza una vita attiva, poiché senza di essa non vi sarebbe nessuno stimolo e nessun ‘perché’.

9.                 Nel cuore umano, come nel terreno i piccoli animaletti devono essere stimolati attraverso la pioggia all’attività – si devono poter sviluppare le buone caratteristiche e le cattive estirpate e portate via, la specie non ancora nata delle crisalidi e delle larve invece devono altrettanto essere sollecitate nel loro sviluppo attraverso questo processo di fermentazione spirituale.

10.             Anche sul tuo cuore, figlia Mia, già da lungo tempo gocciola giù la pioggia della Mia Grazia, anche in te qualcosa si sta muovendo. Certe piccole particolarità, simili agli animaletti del terreno, si sono rintanate dinanzi a quest’acqua d’Amore e di Grazia, ed esse non volevano abbandonarti e allontanarsi da te. Ma la pioggia non cessava, anzi aumentava, e vedi, Mia cara figlia, adesso che il terreno del tuo cuore è stato intenerito, riscaldato e rafforzato per l’attività, adesso che le radici delle tue buone caratteristiche si sono stese verso la Luce, adesso comincia altrettanto a cader fittamente su di te la pioggia della Grazia. Tu cominci adesso, dove la maggior parte di piccole superflue caratteristiche e particolarità sono allontanate, a sgombrare ancora di più ciò che ancora si trova in te come malerba, e stai ora qui come un fiore dopo la pioggia, in cui goccioline scintillanti di pioggia caduta sui suoi petali e calici riflettono l’intero universo, il tuo cuore innalzandosi a Me, apre allo sguardo i magnifici risultati del tutto abbracciante, mai esaurente Amore del Padre tuo nel Cielo che guida pure te “dalla notte alla Luce” attraverso la pioggia e vento spirituale, rendendoti idonea ad inspirare solo adesso gli aromi balsamici che sempre seguono alla pioggia ristoratrice, sia nel mondo materiale che anche nel mondo spirituale.

11.             Mantieniti ferma, quale un bel fiore spirituale che Mi sono coltivato in te. Sii per Me una gioia e un conforto per la tua cerchia di amici e, come un fiore che diffonde solo il suo profumo balsamico, così diffondi anche tu amore mitigante, tolleranza e amore destante mansuetudine intorno a te!

12.             Questo deve essere il risultato della pioggia spirituale che Io ora lascio cader giù a torrenti su di te. E come la pioggia e il Sole, entrambi riversano su buoni e cattivi solo benefici, così anche tu diffondi solo del bene intorno a te. Non preoccuparti come questo bene sarà compreso e apprezzato, tu fallo! – Perché vuoi essere uguale a Me, al Donatore di tutto il bene, e se gli altri lo usano per il bene o no, questo ti sia indifferente. Tu, operando bene, raccogli perle adamantine della pioggia benefica sul tuo capo; gli altri, che non sanno adoperare il dono, oppure spesso non lo vogliono utilizzare, oppure ne fanno uso indebito, questi anziché raccogliersi perle d’acqua (pure), perle che nel loro splendore sono in grado di riflettere l’infinità, raccoglieranno solo acqua sporca che intorbida ancor di più la loro vista invece di fortificarla.

13.             Sii uguale a Me! Contempla l’intera natura – cosa non faccio Io ogni giorno, ogni ora, anzi ad ogni pulsazione o piccolissimi spazi di tempo! Quante piogge di Grazie Io mando sull’intera umanità! – E dove sono coloro che comprendono tutto questo? Dove sono coloro che innalzano uno sguardo a Me e potrebbero esclamare: “Signore, cosa siamo perché Ti ricordi di noi!”?

14.             E tuttavia Io non smetto di ammassare Grazia su Grazia per indurre alla fine anche il più ostinato al ritorno, non già con il castigo, ma solo con l’Amore.

15.             Fa così anche tu, Mia cara figlia, lascia gocciolare grazia su grazia e beneficio su beneficio sul tuo prossimo; essi sono tutti gradini che conducono a Me, a Me, al Padre tuo che ti guida già da tanto tempo e attende a braccia aperte i Suoi figli, quando un giorno, dopo lunga lotta cadranno in queste Braccia, ebbri per la vittoria conseguita.

16.             Questa bella méta Io l’ho destinata a te! Non lasciar dunque che la pioggia di Grazia si riversi inutilmente su di te! Lascia che porti via dal tuo cuore tutto ciò che non gli appartiene, e la pioggia di Grazie che verrà dall’alto ti condurrà nuovamente in alto.

17.             Dunque: persevera! La méta è degna della lotta. Non scoraggiarti, Colui che ti fa scrivere queste parole dal Suo scrivano ti sosterrà sempre finché tu camminerai sui Suoi sentieri! – Amen!

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Cap 17

L’uomo e la Creazione

(I parte)

27 febbraio 1871

1.                Già alcuni di voi e molti altri, ai quali le Mie Parole non toccano come appunto proprio a voi, hanno spesso riflettuto sulla vita umana; quanti dolori e amare esperienze accompagnano l’uomo fin dal principio, dalla culla alla tomba, quante vane speranze e desideri si sciolgono nel nulla come delicate immagini nebulose, e così qualcuno nell’intimo suo si è chiesto veramente: per che cosa tante amarezze in un così breve spazio di tempo nel corso della vita umana!

2.                 Alcuni Mi accusano di crudeltà, di durezza e chi sa cos’altro ancora. Alcuni altri Mi negano un sentimento per dolore e desolazione, e parecchi alla fine Mi rinnegano completamente, accettano, come un tempo i popoli pagani, un fato o cieco destino, al quale nessuno può sfuggire e che, nel suo incessante rotolare, al pari di una palla, stritola tutto ciò che incontra sulla sua via.

3.                 All’apparenza, secondo quanto detto per la validità di tale supposizione, il disperato alla fine dovrà rifiutare perfino anche l’esistenza di un Dio operante.

4.                 Nella realtà invece non è così! Si deve solo giudicare e considerare le cose e le situazioni da un altro punto di vista da come si presentano al comune intelletto mondano e, da questo, criticate e giudicate.

5.                 Chi considera il mondo da questo lato, certamente non potrà venire a nessuna confortante e gioiosa opinione; infatti, se anche potesse accettare un insegnamento divino di equità, ricompensa o punizione, egli vede da tutto questo per lo più proprio il contrario, e si realizza per lui giornalmente la verità nei proverbi radicati nel popolo, come:

6.                 “Più grande il mascalzone, più grande la fortuna!”. – Oppure: “I grandi ladri si lasciano andare, e i piccoli si mandano alla forca”; – oppure, come nella vita matrimoniale: “Marito e moglie sono un corpo solo, ma non uno stomaco solo!”, dove poi l’uomo percepisce sempre di più che da quelle così belle parole scritte su questa Terra, non si raggiunge nulla: dalla culla le malattie minacciano la giovane vita. – Con la crescita, le tentazioni morali incitano al vizio e ad ogni genere di cattive abitudini; – quando vede, come nell’adolescenza, in cui potrebbe fiorire l’albero più bello, per la primavera della vita fisica, per trasformarlo in un giardino paradisiaco, quando vede che proprio lì la dura mano spietata del mondo schiaccia tutte queste pianticelle e con questo esse appassiscono per non rialzarsi mai più di nuovo; – quando vede come lì fioriscono tutti i vizi dell’intelletto calcolatore e vengono giustificati dalle masse; – quando vede come uno vorrebbe salire sulle spalle dell’altro solo per dominare e non per obbedire; – quando vede come tutti combattono e si tormentano l’un l’altro solo per il benessere e la soddisfazione dell’uomo mondano; – quando vede che più si sale in alto nell’ambito della società umana, tanto più spesso è una virtù ciò che presso le classi inferiori viene chiamato vizio; – quando vede che in un mondo simile, se si vuol tirare avanti e consumare il proprio pane in pace, come voi dite: “Si deve ululare con i lupi”, e tutti gli ulteriori nobili e bei principi di adolescente e ragazzo si dovranno gettare a mare se non si vuol morir di fame o essere dichiarati matti dinanzi al mondo; – infine quando vede che, formata una famiglia, le preoccupazioni nella sua stessa infanzia che egli, incosciente, procurava ai suoi genitori, ora si avvicinano a lui stesso e si annunciano tangibili anche presso di lui; – quando poi vede come uno, con grandi preoccupazioni, paure e sacrifici, allevato un figlio, glielo strappano con la malattia, più avanti con la degenerazione o addirittura con la morte; – quando vede che spesso, dopo quanto ha fatto per i suoi figli, per i suoi sacrifici non riceve da questi la minima ricompensa, non uno sguardo di riconoscenza, non una parola di gratitudine; – quando vede come qui il figlio e lì la figlia attendono solo che la morte se lo porti via dal mondo, affinché l’uno o l’altra possa godersi indisturbato l’eredità che egli ha accumulato col sudore della fronte, e alcune volte anche non proprio su vie completamente giuste, egli infatti pensava questo: “Lo scopo santifica i mezzi!”. E quando si è giunto vicino perfino alla vecchiaia, quando le sue forze fisiche e facoltà diminuiscono, quando le malattie si presentano, (spesso conseguenze di traviamenti del passato); – e quando poi vede che lui, maldestro, è per gli altri sempre di più un peso e così, lentamente, va incontro alla tomba che egli temeva, perché essa gli nasconde una regione sconosciuta, poiché sembra essere il suo annientamento materiale, la sua completa dissoluzione; – – ecc. – –

7.                 Allora, chi non darà ragione all’uomo tormentato quando, deluso da tutte le speranze, derubato di tutte le belle immagini della sua giovinezza dalla successiva carriera nella fredda e vuota realtà, con l’animo sterile e pieno di amarezza per le delusioni, vuol maledire Dio perché lo ha posto in questa valle di lacrime, per essere partorito con dolore, per lottare con sofferenza e, con dolorosa lotta mortale, lo guida di nuovo fuori di questo mondo che egli non comprende, né col suo entrarvi e ancor meno ha un’idea chiara nell’uscirne, per portarlo infine in un Aldilà, da dove, come egli dice: “Nessuno ancora è tornato indietro!”.

8.                 Questa è l’immagine che presenta il mondo a un uomo d’intelletto. – Così come Io l’ho descritto qui, qualcuno Mi ha già accusato di mancata provvidenza e del suo destino; qualcun altro mi ha implorato in silenziosa preghiera per il richiamo da questa vita, quando troppe sopraffazioni avvenivano su di lui!

9.                 Ognuno crede di aver pazientato, sofferto e sacrificato più di tutti; ognuno crede che avrebbe meritato una sorte migliore, perché vede esseri peggiori di lui godere in abbondanza di tutto ciò che egli aveva sognato quale unica felicità su questa Terra. E proprio perciò, perché tali accuse, tali idee stanno ancora nel cuore tra molti di voi, proprio per questa ragione Io ho scelto queste due parole che si trovano sopra questo dettato, per cancellare da questi cuori vacillanti l’ultima scintilla accusatoria del loro destino o della Mia condotta, affinché essi vedano che dietro questa presunta immagine della carriera umana, stanno nascosti la più splendida méta e la massima beatitudine, e che non un fato cieco, bensì una mano amante di un Creatore onniagente, un Padre innamorato di tutti voi, tesse i fili che vi guidano nelle Sue braccia e nei Suoi cieli, fuori da questo labirinto di calamità.

10.             Vedete figli Miei, nell’immensa Creazione materiale e spirituale vi regna una santa e grande Legge, senza la quale questa non potrebbe esistere, e questa Legge ha due unici grandi fattori vitali: l’uno si chiama Libertà (di volontà) e l’altro si chiama (eterno) perfezionamento.

11.             Dove non c’è libertà, non c’è nessun perfezionamento, nessun progresso; e dove non c’è progresso – non c’è scopo; e dove non c’è scopo – non c’è nessun risultato finale.

12.             Ebbene, quando la grande Creazione fu da Me pensata, creata e realizzata, Io dovetti, come Spirito creante dello spirituale, lasciare anche a questi spiriti il primo principio se volevo raggiungere l’altro; in altre parole dovevo dar loro libertà, anzi: inviolabile libertà. Essi non dovevano essere macchine, ma esseri indipendenti: queste creature dovevano diventare esseri degni di Me!

13.             Si comprende da sé che, dove qualcuno conferisce un potere ad uno oppure a molti, questi può anche farne uso indebito, perché ciò è intrinseco nella stessa libertà.

14.             Quindi Io sapevo in precedenza che sarebbe stato fatto uso indebito di questa libertà, anzi doveva esser fatto!

15.             Perciò fu messa la base già nel secondo fattore vitale ‘perfezionamento’ che presso la Mia Creazione non può aver sosta, ma solo un miglioramento, dal che emerge che, chi vuol fermarsi, mentre altri progrediscono, è andato a ritroso.

16.             Poiché dove c’è perfezionamento, qui deve anche essere possibile il suo contrario – peggioramento; dove c’è progresso – c’è regresso, dove c’è avvicinamento – c’è allontanamento, dove c’è luce – c’è ombra, dove c’è calore – c’è freddo, dove c’è movimento – c’è riposo, dove c’è vita – c’è morte.

17.             Voi vedete dunque che non Io creai il male, non Io posi come regola il lato d’ombra di tutte le possibili caratteristiche spirituali nel mondo; no! Esse si formarono da sé in seguito all’unica grande Legge fondamentale del Mio Io e della Mia Creazione, attraverso la grande parola ‘Libertà’!

18.             Come ora questa libertà venne usata e abusata dai Miei primi spiriti creati – come viene fino ad oggi maneggiata, spesso non per il meglio degli esseri viventi e la loro stessa destinazione – lo potete vedere dalle precedenti lamentele dell’uomo nel corso della sua vita terrena.

19.             Ora vogliamo o dobbiamo comprendere che tra un Creatore e i Suoi esseri creati deve esistere sempre un abisso immenso che mai potrà essere superato, dove, come nella vostra matematica gli asintoti (linee curve che si avvicinano eternamente ad una linea retta, ma non la toccano mai), tutto lo spirituale si avvicina a Me eternamente, ma non potrà mai divenire uguale a Me (sempre solo simile), così voi vedete come il secondo grande principio – il perfezionamento – deriva dal primo come inevitabile necessità.

20.             Gli spiriti caduti che, a dir il vero, si allontanarono volontariamente da Me, ed avevano imboccato la via sbagliata, non potevano o non volevano saperne del perfezionamento, del progresso.

21.             Ma per non sbarrare completamente anche a loro questa via, dovettero essere posti in condizioni tali che, senza influenzare la loro volontà, potessero tornare indietro quando l’avessero voluto.

22.             Per questo scopo furono gettate le basi del mondo materiale o dell’intero universo o del grande Uomo Cosmico materiale; in lui gli spiriti, secondo il grado della loro malignità, furono avvolti nella materia, esposti a lotte, tentazioni e passioni, in primo luogo per portarli un po’ alla volta al discernimento dei loro stessi errori mediante circostanze influenti su di loro, e in secondo luogo per iniziare in questo modo perfino il loro volontario ritorno.

23.             Ora, per quanti mondi e per quanti soli e pianeti esistono, altrettanto esistono molti milioni e milioni di graduazioni di spiriti, i quali tutti rifaranno un giorno ancora la via del ritorno al loro Creatore, e dappertutto voi potete vedere che è accertato il principio ‘Libertà’ quale primo, e il ‘principio del perfezionamento’ (progresso) quale secondo.

24.             Anche gli spiriti vincolati nella materia vogliono liberarsi; la liberazione conduce alla trasformazione della materia, i meno maligni influiscono sugli altri, questa è la decomposizione della materia, è la sua trasformazione, il suo scioglimento.

25.             Il grossolano si dissolve nel sempre più leggero, il solido nel morbido, dove poi ingrandisce sempre più il campo d’azione e la prospettiva del miglioramento diventa più chiara e più sentita.

26.             Dalla rozza materia minerale passa all’elemento vegetale che, vivente, sebbene vincolata in un posto, fino a poche eccezioni, contiene già degli spiriti liberi; dal vegetale al regno animale e dagli animali agli ultimi nella Creazione materiale, agli spiriti umani oppure animici.

27.             Dappertutto, a causa del perfezionamento, vi sono le lotte con altri mondi su di essi influenti, ovunque esiste una tendenza verso l’alto, verso la libertà; dappertutto lo scioglimento o distruzione stabilisce il passaggio verso un gradino superiore.

28.             Anche nell’anima della più piccola pianta vi sono lotte da sopportare. La pianticella, prima di arrivare all’albero, deve lottare con ogni sorta di contrarietà (proporzionate al suo essere), come anche l’uomo dalla culla fino alla tomba.

29.             Ogni animale vive nelle stesse condizioni, venendo minorenne al mondo, procura preoccupazioni ai suoi stessi genitori, deve sopportare poi ogni sorta di pericoli tra i nemici e gli influssi elementari, i quali tendono poi a distruggere il suo organismo spirituale e fisico. Quanto più in alto l’animale si trova, tanto più sensibile si fa il sentimento in seguito a tali pericoli e ancora altro.

30.             Mentre gli animali inferiori, appena sgusciati dall’uovo sono già fatti così che si possono cercar da soli il loro nutrimento e non sentono che poco o proprio nessun attaccamento verso i loro genitori, col crescente gradino superiore si sviluppa lo spirituale interiore, questo sentimento per la covata, la cura per la nutrizione dei piccoli, le sofferenze, quando mani crudeli distruggono questo piccolo mondo, oppure quando altre circostanze causano l’allontanamento o la distruzione dello stesso.

31.             Quanto più l’animale sale in alto, tanto più profondi, costanti e duraturi sono questi segni di un gradino spirituale più elevato.

32.             Ad esempio, in un uccello si ripetono altrettanto tutti i dissensi che prova l’uomo, e per il qual motivo egli accusa il suo destino come crudele. Anche questi piccoli e alati abitanti della vostra atmosfera hanno le loro sofferenze, le loro lotte e i loro timori.

33.             Privi di aiuto giacciono nel nido, uguale alla culla, essi dipendono dai loro genitori; poi una volta liberati da questa costrizione, in certo qual mono nell’età giovanile, giunge il sentimento dell’unione sessuale, in vista della vita familiare; allora l’uccello canta il suo cantico di ringraziamento al suo Creatore a lui sconosciuto, giubila di fronte al Sole nascente e si rallegra della sua esistenza perché non conosce nessun pericolo.

34.             Ma proprio con questo suono generato dal suo petto, egli si manifesta ai suoi nemici, dappertutto sta in agguato inganno e tradimento; viene il tempo dell’accoppiamento, e le preoccupazioni che ha causato ai genitori le sente ora egli stesso, poi si avvicina la vecchiaia, diventa difficile la ricerca del cibo e scampare i pericoli; gli elementi influiscono più dannosamente su di lui, infine cade egli stesso, vittima del loro influsso oppure in seguito ad altre circostanze del destino proprio della sua specie. Tutto accade a lui, come ad ogni altro essere, solo una cosa egli non sa, che è riservata solo all’ultimo nella Creazione, ciò significa che egli (come animale) non conosce la morte; sente certamente che una trasformazione avviene in lui, ma per tutta la sua vita non conosce un sentimento simile. Finora sfuggiva solo la sofferenza, ma lo scioglimento, la trasformazione, o il passaggio a un altro gradino per qualcosa di più elevato egli non lo conosce affatto.

35.             Questo è solo per gli esseri consci della loro origine, esseri che devono avvicinarsi a Me, a questi esseri, che Io creai ad immagine e somiglianza Mia, a questi soltanto fu riservato, in aggiunta a tutte le lotte e sofferenze terrene, la consapevolezza della morte, e precisamente per poter guardare in faccia con sangue freddo quest’ospite inevitabile apparentemente terribile per tutti i mortali.

36.             Ma proprio per ciò questi esseri hanno in sé lo spirito sublime che Io ho messo nelle creature materiali, affinché anch’esse possano opporre al materiale morire un’esistenza eterna come spirito.

37.             Per educare però questo creato spirito sublime, vale a dire un’anima umana, affinché essa, degna di Me, Mi possa un giorno somigliare e possa esistere poi nella Mia più stretta vicinanza, proprio per questo l’uomo è, sin dalla culla, la creatura più bisognosa d’aiuto di tutte le altre. Per questo le sue tentazioni e prove sono così forti, affinché ovunque egli si aggrappi al mondano, o ne possa fare la cosa principale, esso lo respinga sempre dicendogli: “Che cosa vuoi tu da me, rampollo di un più elevato mondo spirituale; da me trovi solo delusione e inganno! Là, in quel Regno spirituale c’è quello che invano tu cerchi da me!”.

38.             Per questo le differenti concessioni di tutte le possibili disgrazie, privazioni, ammonimenti, dove l’uno diviene momentaneamente felice ma non lo merita, mentre l’innocente deve soffrire, sopportare e morire. Perciò la divina ‘Parola’, l’insegnamento di una più bella, più elevata vita, affinché l’uomo non disperi quando il mondo lo tratta duramente, quando vorrebbe gettarsi con tutte le forze nelle sue braccia, ed esso lo respinge con scherno esclamandogli:

“Tu non sei né per questo, né di questo mondo”.

39.             Così questi principi ‘libertà’, ‘perfezionamento’ e ‘progresso’, anche nella vita umana prendono di nuovo il loro corso.

40.             La libertà invita all’abuso della stessa, un abuso che, contro l’Ordine Mio, si punisce da sé, e per giungere al perfezionamento, questi errori contro le Mie Leggi devono produrre queste grandi delusioni, dove alla fine l’uomo, veramente costretto, deve di nuovo ritornare da dove è partito, vale a dire – a Me!

41.             Ciò che non gli riesce qui, potrà essere ben risarcito nell’altra vita di durata più lunga.

42.             Perciò, figli Miei, non accusate il mondo, non le condizioni, non Me, quando le disgrazie colpiscono il vostro capo, e diradano le vostre famiglie: dappertutto c’è solo il secondo grande principio naturale, senza il quale nulla può sussistere! Esso è il necessario condizionato perfezionamento che sprona tutto a questi passi, e dove Io stesso, con la Mia discesa su questa Terra, vi ho indicato la via più breve, e che adesso, con le Mie molte dirette Comunicazioni vi voglio ancora accorciare notevolmente.

43.             Tutto è così ordinato, per guidare il vostro io spirituale al perfezionamento, come ogni cosa nell’intero mondo materiale, da un gradino inferiore in cui permangono e dalle rovine di questo gradino ad uno più elevato! E dove, dopo la dissoluzione della vita materiale, la Mia mano vuole elevarvi su un più alto gradino spirituale, in cui dovete riconoscere ancora di più la Mia Potenza, il Mio Amore e la vostra missione.

44.             Afferratelo una buona volta! Dinanzi a voi si trova un mondo ancora più elevato, più grande e più bello; mondo che dovete conquistare e poi dovrete soltanto raggiungere, quando, trascurando completamente le cose mondane, afferrerete il vostro destino, lo porrete nelle Mie mani e sarete fermamente persuasi che un Padre può agire verso i Suoi figli solo amando, mai castigando.

45.             Allora per voi il mondo assumerà un altro aspetto. Lasciatelo a colui al quale il mondo dà il suo onore, il suo danaro; il mondo gli dà questo! Io però in cambio toglierò a costui il suo Tesoro spirituale; il tesoro mondano sarà disperso nelle condizioni del mondo che, nel grande insieme, va incontro al suo processo di perfezionamento, al pari di ogni singolo uomo.

46.             Voi invece, Miei cari figli, rimanete presso la vostra miniera d’oro spirituale nell’intimo del vostro cuore! Solo là il mondo non penetra, là regna un altro principio e questo significa: il principio stabilito da Me per tutte le Creazioni della

libertà spirituale!

47.             Se volete rendere omaggio a questo e perfezionarvi spiritualmente, allora anche il progresso non mancherà, il che vi porterà via dal mondo sempre più vicino a Me e dove attribuirete alle preoccupazioni e disgrazie mondane solo quel valore che effettivamente hanno, per portare il vostro interiore di nuovo un passo più avanti.

48.            Perciò conservate la vostra libertà spirituale, diventate perfetti come è perfetto il vostro Padre nel Cielo, e la vostra missione sarà compiuta, e voi sarete completamente degni di Me, del vostro Creatore e Padre! Amen!

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Cap 18

L’uomo e la Creazione

(II parte)

17 settembre 1871

1.                Se osservate attentamente la figura umana e accanto tenete in considerazione che la forma dell’uomo sta lì come ultima nell’intera Creazione, per raggiungere la quale, ogni cosa è in lotta per indurre tutto a questo e, come forma, Io l’ho definita ‘Immagine Mia’, allora dovete immaginarvi che questa forma, e anche l’organizzazione interiore della struttura umana, pone per base una grande Idea basilare spirituale, che è il prototipo e lo scopo finale di tutta la Creazione; voi dovete certo aver notato spesso in ore solitarie che qualche pensiero ha mirato a decifrare proprio questo mistero e il suo ‘perché’.

1.                 Adesso Io voglio svelarvi nuovamente un po’ della Mia Sapienza, affinché sorga un nuovo impulso in voi, e possiate imparare a conoscere da un altro lato il Padre vostro quale Creatore ed Essere sublime. Faccio questo affinché non subentri rilassamento nel vostro progresso e che possiate volgere il vostro cuore più allo spirituale che al mondano!

2.                 Vedete figli Miei, già spesse volte Io vi ho detto: “Tutto ciò che fu creato ha uno scopo spirituale superiore!”. Ora devo ancora aggiungervi che sotto tutte le possibili forme e organizzazioni, sta nascosta una Verità spirituale, un’Idea spirituale, e che può essere solo così e non altrimenti, perché Io, come Essere spirituale superiore, posso avere solo idee e verità spirituali superiori, e solo come Dio mettere queste in tutte le Creazioni! Perché se così non fosse, allora Io non sarei nessun Dio, nessun Essere superiore, con la possibilità di essere raggiunto e perfino superato da qualche grande spirito angelico.

3.                 Per questa ragione quindi, tutte le cose ed esseri creati che esistono nell’intera Creazione materiale e spirituale, sono solo espressioni della Mia Sapienza superiore, e si dovrebbe consumare scrivendo molta carta se Io volessi spiegarvi solo la cosa più piccola nella sua importanza materiale e spirituale. Poiché anche se sulla vostra Terra molti uomini si occupano con ricerche in ogni settore della scienza, non c’è nessuno fra tutti loro che potrebbe spiegare, in maniera giusta e valida, solo ‘un singolo perché’ di una forma oppure di una disposizione.

4.                 Ciò che nel grande etere è il caso col più piccolo atomo, lo è altrettanto dappertutto. Ovunque è celata la Mia Sapienza, il Pensiero fondamentale della Creazione, e ovunque i vostri eruditi dovessero domandare: “Ma perché così e non diversamente?”, risuonerebbe loro nessun’altra risposta che questa: “Perché deve essere proprio così!”.

5.                 Che questa risposta possa bastar poco, si comprende da sé, essi devono accontentarsi solo con questa, perché non c’è altra via d’uscita.

6.                 Quanto spesso Io opero in contrasto con le loro leggi matematiche, meccaniche o chimiche, e alla fine cosa viene fuori dappertutto? Che i loro insegnamenti, tanto spesso escogitati abilmente, sono solo prodotti di un intelletto umano e non di un Essere superiore, di un divino Creatore.

7.                 Io creai gli uomini limitati, stretti in sicure barriere, dalle quali non possono venir fuori seguendo la via dell’intelletto mondano, bensì possono solo girare intorno ad un cerchio, dove, partendo dall’inspiegabile, devono nuovamente tornare nell’inspiegabile, e la mitologia egizia di Iside, o dea della Verità, resta sempre valida, dove è detto:

8.                 “Nessun mortale può sollevare il velo della Verità e continuare a vivere!”.

9.                 Gli egizi sapevano bene cosa volevano dire con queste parole; solo gli attuali eruditi non lo comprendono, gli egizi, infatti, erano troppo vicini alla Verità per non sapere che con lo spirito speculativo del discernimento non si va molto lontano, e che se si vuol penetrare oltre, ci si deve immergere col cuore nella Creazione, onde risvegliare la Scintilla divina che Io posi in ogni uomo per conseguire un lieve presentimento di ciò che non può essere una questione di concetto, ma solo una questione di sentimento!

10.             Chi è giunto a destare lo Spirito divino in sé e sa unirLo con la propria anima, per questi non ci sono più segreti, egli vede la Creazione in trasparenza, come un bicchiere riempito d’acqua; vede l’operato spirituale, riconosce facilmente le semplici ma grandi leggi che tutto crearono, tutto conservano, e tutto spinge a gradini superiori; egli riconosce il Mio Amore nelle Mie opere, immagina la Mia grandezza; e anche se ad ogni sguardo sorgono mille ‘perché’, allora uno sguardo a Me gli dà la possibilità di godere complete beatitudini di un figlio, il quale qui apprende che tutte queste meraviglie e tutti questi mondi, sono stati chiamati in vita esclusivamente per lui, piccola sbiadita immagine del suo grande, ultrabuon Padre e Creatore.

11.             Così dunque il rinato uomo spirituale comprende il Padre suo e se stesso, e si prostra con devozione e adorazione dinanzi a Lui, che, avvolto in polvere e terra, concesse la Scintilla divina per contemplare e comprendere queste meraviglie, meraviglie che furono create solo per questa sublime e ultima Idea che unisce tutte le altre: la forma umana e l’organizzazione umana spirituale e materiale.

12.             Con questo voi potete intravedere, in un pallido sentore, che cosa porta in sé il vostro corpo e la sua disposizione spirituale, ma affinché possiate scorgere solo in un breve abbozzo, cos’è questo corpo che voi, in un così breve tempo di vita, vi trascinate dietro, che avvolge il vostro spirito e la vostra veste animica, e come corpo tanto spesso ne abusate, Io voglio nuovamente comunicarvi qualcosa da un’altra prospettiva spirituale a mezzo del Mio scrivano, affinché in quest’immagine possiate riconoscere il Mio e il vostro scopo. Così ascoltate dunque:

13.             Il corpo umano, così come lo vedete dinanzi a voi, con i suoi milioni e milioni di diversità nel singolo individuo, è la copia della Mia unica e somma Idea della Creazione, è l’immagine del Mio Io spirituale materializzato! Poiché anche gli spiriti, fino ai più grandi e più vicini a Me, hanno tutti questa forma umana; solo che la formazione di questa forma, la sua bellezza è ancora tanto ampiamente estensibile e sublime, che voi non potete farvi nemmeno un’idea solo di quella figura dei più prossimi esseri spirituali sopra di voi, dove la forma esteriore della più alta espressione dell’interiore, è il sublime spirituale.

14.             Questa forma umana che, come voi sapete, la esprime perfino il mondo materiale come ultimo prototipo, come grande Uomo mondiale, nel quale si muovono miriadi di soli, nel qual sono racchiusi anche tutti i Cieli spirituali di nuovo in un insieme, questa forma ha dappertutto il medesimo significato spirituale, le sue singole parti le medesime, corrispondenti alla formazione e funzione spirituale. – E dappertutto, da qualunque parte volete cominciare, voi vedrete che traspare semplice e chiara sol un’Idea fondamentale e un Principio basilare della Mia suprema Sapienza, poiché con piccoli mezzi sono raggiunti i più grandi scopi.

15.             Vedete, come una densa atmosfera circonda tutti i globi-involucro, e così l’intero mondo materiale come un tutto isolato sta fuori nell’infinito spazio eterico, in cui questo grande Uomo mondiale su un’intercomunicante orbita riceve sempre nuova vita e trasmette la stessa alle sue parti interne – altrettanto è la pelle di tutti gli esseri creati, viventi e non viventi che, stando come singoli, li separa dall’insieme e così impedisce la sua dissoluzione nel grande mondo materiale.

16.             Sotto la scatola cranica, che s’inarca a forma semisferica o piuttosto ellissoidale alla sede della vita umana spirituale, sotto questa scatola, come struttura ossea più dura, vive e tesse l’organo più delicato, il cervello con le sue funzioni spirituali.

17.             Che questa scatola sia formata in maniera semisferica o arcuata, suggerisce che come semisfera essa ha spiritualmente all’interno un punto centrale, da cui è formata, oppure come ellisse possiede veramente due punti focali, di cui l’uno si trova nella parte anteriore del cervello, l’altro nella parte posteriore.

18.             Nella parte anteriore, alla sede dell’intelligenza, la vita esteriore entra in collegamento con la vita interiore, così che le sue finestre spirituali, gli occhi e gli orecchi, gli portano le impressioni del mondo esterno, mentre nella parte inferiore del capo l’apparato del linguaggio comunica le impressioni interiori al mondo esterno.

19.             La parte posteriore del cervello, come punto focale terreno, provvede alle funzioni della sussistenza materiale, muove la macchina per la formazione del corpo, per la sua conservazione e riproduzione.

20.             Ciò che nell’uomo e anche negli animali è il cervello anteriore, questo nel grande complesso mondiale sono le grandi galassie, che hanno ugualmente le medesime funzioni come qui nel piccolo.

21.             Gli organi della respirazione, come nel capo il naso e la bocca, sono canali respiratori, in parte per il collegamento del mondo esterno con l’organismo interno, in parte anche, particolarmente la bocca, oltre alla conservazione mondana, cosa che è ancora più importante, stimolando sostanze spirituali – è il mezzo per confermare attraverso la parola, attraverso il suono, che un involucro materiale ne avvolge uno ancor più spirituale, il quale con la sua formazione contribuisce anche al perfezionamento dello spirituale.

22.             Cosa poi riguarda i polmoni, il cuore, quest’ultimo quale generale molla motrice dell’intera macchina, lo stomaco, il fegato e la milza, le loro funzioni sono tutte spiritualmente espresse.

23.             Primo i polmoni – luogo di accoglienza della sostanza vitale affluente in essi dall’esterno, come nell’Uomo spirituale la verità spirituale; i polmoni sono pure il luogo dove il materiale consumato è sostituito con lo spirituale nuovo, nell’Uomo spirituale è il luogo della separazione tra passioni frenate e nuove virtù acquisite.

24.             Il cuore, quale generale, unico principio vitale, l’eterno instancabile animatore o motore che cede in tutte le parti sempre soltanto il nuovo, accoglie volentieri il vecchio e lo rigenera; questo cuore, considerato spiritualmente, è pure la sede dell’eterna energia spirituale che stimola sempre l’uomo (quello spirituale) ad andare avanti, eliminando ciò che è male in lui e sostituirlo con il meglio. Questo cuore, quale unico punto vitale, è il focolare e sede dell’anima e dello spirito da Me immesso. Nella sua forma, larga sopra (a forma di vaso) e fuoriuscente a punta sotto, indica che la vita umana comincia su una base larga e nella forma a punta o appuntita deve mirare ad un punto per giungere alla meta!

25.             Il fegato, come apparato separatore delle parti biliari del sangue, che in questo sono divenute inutilizzabili, ma sono necessarie nel processo di secrezione come stimolatori della digestione e separazione degli elementi primitivi, somiglia, nell’uomo animico-spirituale, al corso della vita umana, dove parimenti l’amaro eliminato è certo necessario per il mantenimento e la giusta valutazione della condotta di vita; senza amare esperienze, infatti, non vi sarebbe nessuna elevazione spirituale, senza l’amaro, astringente non vi sarebbe nessuna letizia, né beato ingrandimento o allargamento dei sentimenti umani, ampiamente fuori oltre i confini della vita materiale.

26.             Per quanto riguarda lo stomaco, il conservatore della vita materiale, quale luogo di accoglienza di così diversi prodotti per trovare ed estrarre da essi quanto è necessario per il corpo, esso corrisponde spiritualmente al circuito delle azioni e impressioni del mondo esteriore sullo spirito umano oppure sull’anima sua.

27.             Come nello stomaco i cibi si mescolano, poi nell’ulteriore corso della digestione si dividono di nuovo, tuttavia in altre combinazioni rispetto a come sono stati portati nello stomaco, tale e quale sono le azioni della vita e le impressioni dall’esterno il materiale, dal quale l’anima si costruisce il suo rivestimento spirituale. Anch’essa raccoglie tutto quello che penetra su di lei dall’esterno. Poi scompone, scaltrita dall’esperienza purifica il rimanente attraverso amare esperienze, e sempre lottando, e separando il buono dal cattivo, trattiene il rimanente che mai imputridisce e, come nell’intestino, separa alla fine il superfluo non più appartenente alla vita.

28.             La milza, questo focolare e animatore del sangue (attraverso l’elettricità) che, come una batteria elettrica impregna il sangue con nuove sostanze di calore e coopera così a diffondere la vita e ne contribuisce al massimo, perché senza calore non c’è vita; questo nell’uomo spirituale è l’amore, l’abbracciante amore che dà all’uomo spirituale il Calore spirituale oppure la Vita spirituale. Perché dove non c’è amore, lì non c’è calore; dove non c’è calore – non c’è nessuna vita!

29.             Così in generale corrispondono spiritualmente tutti gli altri organi e le loro funzioni alle stesse necessità spirituali dell’uomo senza l’involucro corporale.

30.             Gli organi, le loro forme e le loro disposizioni sono sempre solo la ripetizione dell’una e medesima forma, l’ovale o ellittica, e una e medesima forza, l’attrazione oppure repulsione; cose che prese spiritualmente, sono parimenti nel Mio stesso Io l’Amore, come Forza d’attrazione, e la Sapienza come fattore trasformante dello stesso. In questa forma ellittica Io sono anche un Punto Focale intorno al quale tutto si muove e dal quale tutto vorrebbe fuggire se non vi fosse l’altro punto focale, la materia, la quale torna a vincolare ciò che si allontana da Me e quello che si dissolve, per ridarlo poi in una nuova forma più elevata.

31.             Di questi tre fattori: forma ovale, magnetismo e elettricità, consiste l’intero Universo, consistono tutti gli esseri organici e inorganici, tutte le forme e disposizioni interiori degli stessi, consiste il grande Uomo mondiale, l’ancor più grande Uomo celeste e i Miei spiriti angelici; tutti sono improntati come voi nella figura umana, questa forma spirituale, accoppiata con Amore e Sapienza.

32.             Tutte le singole parti del vostro corpo, a cominciare dalla struttura ossea fino all’ultimo globulo del sangue, sono in parte ellittiche, in parte prendono questa forma, l’espressione spirituale della Mia Essenza centrale quale Sovrano assoluto e Dio regnante, come anche nelle orbite dei mondi è seguito il medesimo sistema; anche lì ogni Sole centrale sta in un punto focale come centro spirituale, intorno al quale devono orbitare gli altri mondi e terre.

33.             Io sono il Punto centrale dell’intera Creazione materiale e spirituale – voi siete il punto centrale di ogni cosa creata! Tutto preme a voi, tutto tende alla vostra forma, tutto è fatto progredire per gradi.

34.             Come voi quali uomini, quali ultime creazioni del mondo materiale, esprimete la Mia Volontà, le Mie Leggi e la vostra alta destinazione che dovete raggiungere, così Io quale Punto centrale di tutto lo spirituale sto unico e solo allora – anche tutto si spinge a Me, tutto anela a Me, e per raggiungerMi tutto prende il suo sistematico cammino. Così è fondato un eterno progredire. “Verso l’Alto!” e “Avanti!”, è il grido che risuona attraverso tutti i vasti spazi della Creazione.

35.             Faticosamente il piccolissimo infusore lotta per raggiungere una classe superiore; milioni di loro sono la base di un essere superiore; i sensi che pongono l’uomo al di sopra di ogni cosa creata stanno lì ancora nascosti, solo l’uno o l’altro vengono gradualmente formati. Così si procede verso l’alto e avanti, quello che è vincolato nella materia si libera, si unisce sotto nuove condizioni per nuove forme, e così procede continuamente; tutto spinge verso l’uomo, al massimo della Creazione materiale, tutto cerca di raggiungerlo. Solo che, anche quando si giunge all’ultimo gradino dell’intelligenza animale, un ampio, insuperabile abisso separa l’ultimo animale dal primo uomo. È il medesimo abisso, come dall’ultimo spirito angelico fino a Me: un avvicinamento è possibile, ma nessun raggiungimento. – Così come l’animale solo in unione con molte altre anime provenienti dal regno animale concorre solo alla materiale costruzione del corpo umano e così su questa lunga via può identificare il suo io con quello dell’uomo, così è anche con gli spiriti angelici ed esseri più prossimi nella Mia vicinanza, anch’essi possono solo occupare i più alti gradini nel Mio creato mondo spirituale, al massimo si avvicinano a Me; ma (in modo assoluto) mai diventare uno con Me! Cosa che veramente (anche) non ha importanza, poiché un sommo spirito gode già una tale appagante beatitudine che nessun altra egli ne pretende, anche non ne potrebbe sopportare!

36.             Quindi, figli Miei, imparate a comprendere come lo spirito è dappertutto la base e il principio fondamentale di ogni cosa creata. In tutte le forme sta nascosto il medesimo pensiero della Mia Onnipotenza unita con l’Amore; dappertutto vale la medesima legge che forma le vostre ossa, vi dà un’esteriore piacente, oppure tiene unito l’universo. Non domandate il “perché”, non è spiegabile per ciò che è creato. Osservate il vostro occhio, nel quale si riflette l’intero mondo materiale, col quale vi giunge notizia delle creazioni del Mio Amore, sia nelle vostre più prossime vicinanze, sia di mondi, il cui raggio di luce colpisce il vostro occhio solo dopo migliaia di anni!

37.             Vedete, se voi voleste chiedere, ma perché dunque una umidità vitrea, perché una umidità acquosa, perché una lente cristallina, perché la retina nera, perché l’iride, perché tutte queste sostanze e corpi, e questi, a loro volta, formati da altri piccoli corpi che, a loro volta, sono formati e costituiti da un’infinità di piccoli atomi, – allora, figli Miei, Io posso solo dirvi: perché doveva essere proprio così e non diversamente! Comprendere il ‘perché’ nel senso Mio, dovreste essere dei come lo sono Io, dotati con la stessa Sapienza e Potenza come Me stesso!

38.             Accontentatevi perciò con gli organi che Io vi ho dato, affinché possiate ammirare le Mie Creazioni e percepire le loro armonie! Accontentatevi di ciò che un Padre amorevole ha donato ai Suoi figli, affinché imparino ad amarLo, apprezzarLo e a comprenderLo attraverso la Sua opera! Nessun essere creato può sollevare il velo della divina Verità creativa! Lasciatelo inviolato, e pensate che un Padre dice e insegna ai Suoi figli tanto quanto basta per il loro intelletto.

39.             Se volessi spiegarvi una piccola cosa esaurientemente, quale credete voi che sarebbe il risultato finale? Vedete, voglio dirvelo con poche parole:

40.             Una cosa, per quanto piccola dinanzi agli occhi vostri, Io la suddividerei in cose ancora più piccole. Queste particelle sarebbero nuovamente divisibili, ad ogni divisione si mostrerebbero altre forme, altre sostanze, nell’infinità si cambierebbero sempre, lasciandosi suddividere, senza tuttavia aver nessuna fine!

41.             Se ora voi voleste chiedere ad ogni suddivisione – perché? ad ogni cambiamento, ancora perché? – cosa ne verrebbe fuori? – Vedete, alla fine verrebbe fuori che voi Mi preghereste di smettere di spiegare; perché la seconda, terza trasformazione o divisione sarebbe al di sopra delle vostre facoltà di comprensione!

42.             Perciò lasciate a Dio ciò che è di Dio, e rimanete in ciò che un uomo, e più tardi, uno spirito può afferrare! Questo significa: rimanete nell’amore per Me, così come un essere creato Mi può amare! Il vostro amore rispetto al Mio è altrettanto come il finito rispetto all’infinito. AmateMi! Dimostratelo nelle vostre azioni! – e potrete presentire con il cuore ciò che il vostro intelletto mai potrà afferrare.

43.             Valutate così la forma dell’uomo e le sue rispondenze spirituali, e troverete dappertutto che solo la Mia affettuosa mano Paterna ha formato tutto così, affinché voi possiate trovare la via che conduce a Me, ed Io, beatificato dal vostro amore, possa contraccambiare in sovrabbondante misura ciò che voi, quali figli Miei, Mi portate in sacrificio durante il corso della vostra vita.

44.             Siate vicini a Me, comprendete il linguaggio spirituale nella forma e nella parola, allora l’armonia vi sarà evidente in tutta facilità, e poi un sentimento filiale, con lo sguardo in alto a Me, presentirà e conoscerà più che non un savio erudito del mondo che, per anni, ha riempito la sua testa di scienze ed ha lasciato con ciò vuoto il cuor suo.

45.             Che un’Idea spirituale, proveniente unicamente da uno Spirito quale Io sono, debba trovarsi in ogni cosa creata, è chiaro e lampante; ma che quest’Idea spirituale non sempre possa essere penetrata da spiriti inferiori a Me stesso, è altrettanto naturale. – Considerate tuttavia sulla vostra Terra la coerenza di una caratteristica principale dello spirito umano; chi ha posto quest’idea in voi? Vedete, è stata la conseguenza della Mia Creazione che vi ha condotto ad essa. Dal momento che voi volete essere coerenti e perseveranti nell’esecuzione di un piano, perché non dovrei esserLo Io, Colui che era, prima che fosse stato creato un essere soltanto, e che sarà, quando ogni veste materiale cesserà e solo lo spirituale uguale a Me continuerà ad esistere!

46.             Perciò procurate di presentire su vie spirituali ciò che si nasconde nel materiale, e troverete sempre che un Dio, creatore di tutto ciò, è e può essere solo un Dio d’Amore, il Quale chiamò in vita naturalmente i Suoi esseri creati altrettanto solo per questa ragione, affinché Gli ridessero ciò che Egli ha fatto solo per loro.

47.             Così il Mio scrivano vide l’intimo collegamento della grande Creazione nella forma di un uomo, così gli furono chiarite tutte le parti interne, chiaramente e comprensibilmente; egli muto osservò con ammirazione l’accaduto, il suo cuore si riempì d’amore per Me, e l’amore lo illuminò sempre di più; le forme apparvero limpide e chiare, egli riconobbe sempre più le sagge disposizioni del suo stesso io, riconobbe il dolce legame che unisce il mondo materiale e il mondo spirituale, riconobbe il Mio Amore, e la Mia Grazia gli fece presentire e percepire tutto questo. – Ora che è scritto, ciò che ha goduto in quell’ora, adesso lo è in voi: alzatevi anche voi dal fango mondano! Scuotete la polvere dell’egoismo dai vostri piedi! Alzate lo sguardo in alto, affinché anche a voi tocchi una tale ora di delizia e pace! Questo è il Mio scopo, per il qual motivo vi do quest’ora vissuta dal Mio scrivano come bene comune; cercate di amarMi come lo desidero veramente e anche certamente merito; allora anche voi godrete nel Mio Regno spirituale, ciò che il mondano non vi può dare.

48.             Questo vi grida il Padre vostro, il Quale vi ha già donato tanto ed è disposto a darvi ancora di più; è sufficiente che voi vogliate solo afferrarlo seriamente e non solo librarsi superficialmente in delizie, ma che, energici, lo accogliate nella vostra vita pratica; questo è il Mio consiglio, l’osservanza sta a voi, al che non dovrà mancarvi il Mio aiuto e il Mio sostegno! Amen!

Indice

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Cap 19

La cascata

29 Giugno 1873

1.                Ieri sera hai letto una descrizione delle cascate del Niagara e in questa hai pensato a Me e alla bellezza della Mia natura.

2.                 Ma poiché in tutto ciò che sta visibilmente dinanzi agli occhi vostri, esiste ancora un più profondo motivo dell’esistenza, tanto quanto l’effetto del singolo sull’insieme, allora voglio dimostrarvi qui nuovamente con poche parole che, in tutto c’è qualcosa di diverso da come gli uomini s’immaginano spesso.

3.                 Bene, colui che ha descritto la cascata del Niagara ha ammirato la Mia natura, cioè un piccolo pezzo della stessa; la grandiosità dello spettacolo, il fragore, lo scrosciare dell’acqua, ha suscitato in lui sentimenti che non poté fare a meno di esternarli, per suscitare anche negli altri il concetto dell’eterno immutabile impulso che regna in tutta la Mia natura e si chiama ‘Vita’.

4.                 Qui, presso questa cascata, la massa d’acqua gli rimbombava nell’orecchio, cosa che egli avrebbe potuto ugualmente percepire in un lieve mormorio del vento, oppure in un raggio di luce proveniente da un sole lontano, se avesse avuto orecchi per questo. Il possente precipitare dell’acqua però assorda o stordisce l’umano sentimento mondano, e dinanzi a questa possente lotta dell’acqua, aria e terra, l’uomo gli apparve così piccino che non poté fare a meno, per quanto proprio non lo volesse, di riconoscere l’esistenza della Mia potenza.

5.                 Ebbene, simili scene naturali hanno come conseguenza sempre un sentimento umiliante che costringe l’uomo a veder sbriciolare tutta la propria grandezza nel nulla.

6.                 Tuttavia è consolante se, per lo meno, è riconosciuto il presentimento di un Regno spirituale che traspare da questo grandioso spettacolo naturale, e costringe l’uomo ad ammettere proprio ciò che non vuole in altre circostanze, vale a dire che deve esserci certamente un Dio che ha creato tutto questo, e precisamente per utilità e per un linguaggio spirituale per l’uomo, affinché egli possa ricordare a volte che tutte le sue invenzioni e la sua immaginaria grandezza sono un nulla, e alla presenza di eventi naturali ed elementari, proprio egli stesso deve riconoscere questa nullità.

7.                 Ma tutto ciò non è lo scopo di questa parola, bensì Io voglio utilizzare la cascata del Niagara per qualcosa d’altro, e precisamente per formulare la domanda:

8.                 “Perché esiste veramente una cascata, grande o piccola che sia?”.

9.                 Non avrei potuto formare la Terra così che non vi fossero monti e nessun avvallamento, che dappertutto fosse pianura, e i ruscelli, torrenti e fiumi nel loro letto affluissero tranquillamente al mare?

10.             A questa domanda, dare una risposta sufficiente, ma spirituale, deve essere lo scopo di questa parola; ed Io voglio provarvi ancora una volta, quanto di profondo, di spirituale e anche necessariamente di materiale vi devono occorrere per creare un corpo mondiale, affinché si mantenga da solo, si perfezioni e così compia la sua missione per scopi superiori.

11.             Ebbene vedete, figli Miei, la vita, sia essa materiale, vale a dire spiritualmente vincolata, oppure libera, animica, si può manifestare dappertutto solo così che un sorgere, poi una parziale permanenza e poi una finale scomparsa, indicano le sue fasi dello sviluppo.

12.             La vita nel materiale visibile è attrito, sviluppo del calore e della luce, e a poco a poco procede la decomposizione oppure trasformazione in altre forme, per rendersi gradualmente idonea a più alte destinazioni.

13.             Così chiamate voi la vita e dite: “Essa si muove, essa vive!”.

14.             Ciò che ha riposo sembra senza vita, sembra morta.

15.             Questa vita, oppure il perpetuo ciclo dell’esistere e scomparire, procede secondo principi basilari stabiliti a suo tempo; voi la chiamate ‘vita’, mentre Io la chiamo ‘lotta’.

16.             Lotta per l’esistenza, lotta per il progresso, lotta per raggiungere un gradino più elevato.

17.             Ebbene, questo principio è identico nell’ultimo infusore come nel più grande Sole centrale. Questo principio è anche negli elementi che, nello stato fluido costituiscono tanto l’atmosfera dei mondi, quanto il loro interiore.

18.             Senza questa lotta tutto marcirebbe, si dissolverebbe e andrebbe incontro alla decomposizione oppure alla morte materiale.

19.             Nella vostra atmosfera per esempio c’è l’aria, un elemento facilmente mobile che non conosce quiete, così come sulla superficie della Terra l’acqua che, come aria condensata, ha la medesima irrequietezza oppure l’aspirazione, sempre seguendo l’impulso della gravità, di scorrere là dove può raggiungere un punto di riposo.

20.             Nell’interno della Terra ci sono metalli e minerali, gas condensati ed elementi di luce, i quali, come l’acqua sulla superficie per il medesimo progredire, devono compiere ognuno nell’interno gli stessi processi. In nessun luogo c’è quiete!

21.             Nell’ aria, lo potete vedere con i vostri occhi, ci sono ‘cascate d’aria’ che superano spesso di molto in grandiosità le vostre cascate. Ed è proprio questo necessario movimento, a voi percepibile come vento, che mantiene le singole parti costituenti l’aria, le stimola all’unione, le muove e, mediante il movimento, le riscalda e le mantiene vive.

22.             Ciò che accade nell’aria, nell’acqua tale e quale è la cascata. L’acqua senza movimento imputridisce, si decompone, scioglie le sue parti costitutive, del resto tanto fruttifere e utili, in esalazioni dannose, non appena viene a mancare l’effetto del movimento.

23.             Se dunque l’acqua dovesse scorrere solo così, tranquillamente, non avrebbe la forza adatta per influire – così da recar vita – su piante, animali e uomini, essa deve essere mantenuta, mediante il movimento, in continua attività. E come nell’aria tempeste e venti impetuosi devono spesso ancora aumentare questa forza vitale, lo stesso caso è proprio con la cascata che, in scala grande o piccola, alle volte è ammesso oppure stabilito in anticipo, a fornire ad un fiume o torrente sul suo lungo corso fino al mare ancora nuova vita, nuova energia, affinché adempia il suo scopo e possa influire in maniera feconda sul suo ambiente circostante.

24.             Perciò le cascate, viste con l’occhio spirituale, sono le salvatrici della vita, proteggono dalla rovina l’esistente e diffondono intorno a sé vita e attività; poiché non solo il precipitare dell’acqua, bensì anche l’aria sospesa al di sopra della Terra, l’attrito delle singole parti dei due elementi, la decomposizione, il rinnovato stimolo, procurano all’acqua nuova forza vitale, e così procura alla Terra maggiore attività.

25.             Come l’acqua, quale elemento liquido, urtando contro le rigide rocce, si friziona, e in grazia a questa frizione desta attività vitali, così le montagne, quali grandi altezze o singoli monti, sono le rocce nella corrente d’aria; queste servono per frizionare l’aria, la quale è costretta ad aumentare la sua attività, e così esercita il suo influsso sulla superficie della Terra, sul vegetale vivente e sul mondo animale[16].

26.             Nell’aria, dove in aggiunta vi è ancora la luce come fattore disgregante che stimola i singoli atomi all’unione, sta sempre la medesima e immutabile Legge come in tutto: ‘vita’ significa movimento, significa lottare, significa generare, e attraverso processi cosmici, scomporre in altre forme, così come nell’acqua. L’acqua distrugge la materia solida soggetta ad essa mediante sfregamento. Con il suo movimento, specialmente presso le cascate, scompone l’aria del suo ambiente e i suoi stessi elementi; ed è quindi un flusso di portatori di vita che ovunque, dove fluisce, diffonde torrenti di benedizione con la corrente d’aria che l’accompagna, fino a che, giunta al mare, privata di quanto di meglio e di rafforzante conteneva, anziché riposare inattiva, stimolata attraverso gli amari e salati elementi dell’Oceano, entra di nuovo in altre combinazioni, ma ‘sotterranee’, e deve ricominciare il suo ciclo in altre forme e su altre vie.

27.             Così le montagne, quali raccoglitrici delle nuove acque animate dal basso, sono ‘ventilatori delle correnti d’aria’, le quali sulla superficie della Terra muovono flussi con le loro cateratte, – e ‘ventilatori dei flussi d’acqua’; e ciò che in natura visibile ammirate nell’aria spesso con terrore, e nelle cascate con stupore, questo percorre anche la Vita spirituale secondo gli stessi principi e regole fondamentali, dove per progredire spiritualmente si dovrà anche lottare e combattere, affinché la Vita spirituale divenga idonea per l’eternità, non inacidisca o addirittura non si trasformi in putredine!

28.             Dunque vedete, come l’aria nel suo fluire urta ostacoli che sono le masse montuose quali oggetti solidi, oppure come l’acqua durante il suo corso s’imbatte in ostacoli che vorrebbero impedire il suo fluire, e così l’aria come l’acqua è costretta a lotte faticose, altrettanto nella Vita spirituale gli ostacoli destano il carattere spirituale, lo temprano e lo stimolano ad una maggiore attività.

29.             Come nell’aria tra tuoni e lampi rumoreggia e la bufera avanza tuonando, oppure l’acqua con il suo rumore assordante precipita giù in profondità non presentite, lì turbinando e spumeggiando si infrange e deve urtarsi alle dure rocce – così sono gli ostacoli nella vita umana, ostacoli che causano le cadute, dove l’uomo, gettato fuori dai suoi quieti sogni, nel vortice dell’esistenza abbisogna di tutte le forze per uscir fuori dal groviglio delle rocce della vita.

30.             Con violenza deve combattere, e quando, come con l’acqua, spesso è superato un ostacolo, ne minaccia presto uno nuovo, imprevisto, tale e quale al primo. Avanti così, il quieto e bramato scorrere della vita tra rive fiorite, all’uomo qui non è concesso, e alla fine anche lui giunge in un ampio bacino fluviale, così va incontro alla sua destinazione spirituale, dove, come l’acqua nel mare, egli trova, nel Regno spirituale dell’intero Universo, altre leggi, altre condizioni che lo costringono a lasciare andare tutto l’inutile e continuare il viaggio solo con ciò che è confacente al suo ambiente, come al grande Regno spirituale.

31.             Così una tempesta nell’aria e una cascata tra alte sponde, è il simbolo spirituale della vita umana, dove dappertutto è condizionata appunto solo con la lotta la propria e la vita altrui.

32.             Guardate il grande fiume, come scorre lentamente; tale e quale ad una vita senza attività spirituale. Il fiume consente certo la navigazione, ma porta con sé per lo più fango e acqua imbevibile; la sua massima forza vitale le si allontana, esso corre alla sua destinazione, utile più per gli altri che per se stesso. – Così la vita umana; anche qui nella vecchiaia, dove l’attività vitale, ridotta al minimo, deve servire solo allo sviluppo vegetativo, il vegliardo va incontro, come il grande fiume, alla sua trasformazione.

33.             Bene ad entrambi, se prima hanno elargito al loro ambiente circostante molta utilità e ,negli altri, vita e attività!

34.             Con questa consapevolezza anche l’uomo può esclamare: “Io non sono vissuto invano!”. Allora egli può attendere tranquillamente, quando il grande oceano del mondo degli spiriti lo accoglierà nel suo grembo, dove solo la ricompensa dell’operato lo attende e, attraverso il compiuto, è idoneo ad iniziare su un gradino superiore un compito nuovo.

35.             Perciò, figli Miei, prendetevi esempio nella Mia natura materiale, come voi nella vostra spirituale dovete considerare ogni situazione in cui v’imbattete.

36.             Cascate! L’acqua cade giù da un’altezza, si disperde, evapora e nuovamente si ravviva. Quando anche voi spesso cadete giù da un’altezza straordinaria, fate come l’acqua, rinnovate la vostra forza, rompete le rocce delle vecchie abitudini, combattete e lottate, poiché la lotta è vita! E come lo scrosciante ruscello montano contiene vivificante acqua fresca, come trasmette una feconda umidità al suo ambiente circostante, così dovete anche voi rianimarvi mediante il vostro sforzo, dovete mantenervi freschi, vale a dire vitali, per compiere la vostra missione per voi stessi e quella verso il vostro ambiente o vostro prossimo.

37.             Come nelle vicinanze di un ruscello montano tutto fiorisce più bello, tutto rifulge in un magnifico verde, e la natura sembra svilupparsi meglio, così anche il vostro ambiente deve sentire la vostra presenza; voi dovete diffondere anche su di esso l’attività vitale, affinché, quando nel più bello splendore di una coscienza morale procedete attraverso la vita freschi e baldanzosi, anche tutti coloro che vi camminano accanto possano comprendere e afferrare, da dove l’umidità spirituale proviene e come essa è, possa generare la luce e sfoggio di colori in ricchissima quantità, dove il suo effetto è in grado di penetrare.

38.             Così possa essere per te e per tutti gli altri lo spumeggiante fragore del Niagara, o di ogni altra cascata, un esempio spirituale, dal momento che ‘cascare’ è necessario per potersi rialzare maggiormente rinvigoriti nello spirito; e proprio come presso le cascate, l’arco della pace, nei sette colori, delizia spesso i meravigliati spettatori, ed è la luce che produce questo incanto, come in una caduta morale è altrettanto la Luce della Parola divina con le sette caratteristiche divine che aiuta a rialzare nuovamente il caduto, e sempre lo aiuterà durante il breve corso della sua esistenza, come l’aria con l’acqua, per trasferire agli altri quello che è stato appreso nella propria vita.

39.             Oh, se voi poteste chiaramente leggere nel Mio Libro della natura, quanti esempi istruttivi stanno là scritti, e il suo spirituale decifrare vi potrebbe procurare parecchi beatificanti diletti più che tutti i piaceri mondani, e oltre a ciò vedreste ancora, tanto nella materia visibile quanto nello spirituale invisibile, che domina sempre la medesima Legge dell’Amore, della tolleranza, del perdono, e come anche nelle apparenti distruzioni vi è tuttavia celato solo un amorevole scopo e fondamento, che certamente distrugge molto del materiale, per salvare dello spirituale!

40.             Così questa Parola vi deve fattivamente dimostrare di nuovo quanta Luce spirituale c’è già qui intorno a voi durante il giorno, e quando la notte sopraggiunge, vi deve rammentare che oltre questa breve luce solare di un giorno dileguante, un’altra Luce superiore ed eterna viene a voi incontro dalle stelle illuminandovi, Luce che però potrete comprendere solo quando per voi il mondano sarà per sempre scomparso e l’occhio vostro completamente idoneo ad accogliere solo lo spirituale, e precisamente Luce perenne; mentre qui nella vita di prova, stimolata da eventi naturali, vi lascia presentire solo per qualche momento quale Sole, quale mondo e quale Padre c’è lì dietro il coperchio della bara, Padre che già qui, in tante grandiose scene naturali, vorrebbe farvi comprendere che voi non siete stati creati solo per questa breve, bensì per una eterna, mai terminante vita!

41.             Contemplate dunque la Mia natura! Imparate a leggere in essa la Mia santa Scrittura che, nel tuono delle nubi burrascose o di una precipitante cascata oppure nel sommesso mormorio di un ruscello o nel dolce alitare di un venticello vi grida sempre:

Dio è Amore!

Imparate a comprenderLo, ed Io vi assicuro, anche voi Lo dovete amare!

42.             Impara anche tu, adesso che hai scritto questa parola per gli altri! Impara anche tu dalla natura che presto ti starà dinanzi[17], a leggere quanto grande e buono è il Signore e Padre tuo che ti dà parole simili per altri, e a te l’occasione di godere spiritualmente sul posto e luogo ciò che dovevi descrivere appunto agli altri! Impara anche tu a comprendere che è proprio il Signore e Padre tuo che ti invia nella Sua vasta natura, affinché oltre al tuo interesse materiale non dimentichi il tuo spirituale, dove tra monti, ghiacciai e scroscianti ruscelli di bosco, ogni rumore ti possa sussurrare le medesime parole che precedentemente qui hai scritto anche per gli altri!

43.             Un tanto per te, e il precedente per gli altri, per l’osservanza e presa conoscenza! Amen!

Indice

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Cap 20

Una Parola per quelli di vista corta

Il Cielo stellato
(I parte)

20 gennaio 1873

1.                 Da un po’ di tempo hai nuovamente cominciato ad immergerti in uno studio che, al tempo dei tuoi anni giovanili, ti procurava molto diletto ed ore sublimi[18], e dove, già in quel tempo, cercavi solo Me, ma poiché non battevi la strada giusta, Mi presentivi solo, ma non potevi vedere dinanzi a te così chiaramente come adesso, dove talvolta Io ti gratifico con una profonda vista spirituale che ti permette di percepire, molto al di là di spazio e tempo, il Dio infinito nell’universo senza fine.

2.                 Ma poiché tu adesso non vuoi gioire da solo, non vuoi percepire da solo, e oltre a ciò credi che ogni scintilla di Luce che Io faccio scendere nel tuo petto, non appartiene solo a te, bensì anche ai tuoi fratelli, al tuo prossimo e ai tuoi amici della vera Dottrina divina che seguiranno, allora voglio anche esaudire la tua preghiera e darti nuovamente una parola piena dello Spirito d’Amore, della Grazia e della Misericordia, affinché il tuo desiderio sia soddisfatto e gli uomini presenti e futuri possano riconoscere dove Io sono più facilmente da comprendere e più facilmente da trovare.

3.                 Hai letto recentemente da cima a fondo l’opera di un uomo a Me molto caro che, contrariamente ai soliti scienziati, non attribuisce solo a sé l’onore delle sue scoperte, bensì per tutto quello che trova nella Mia grande Economia, dà l’onore a Me solamente[19].

4.                 Proprio con quest’opera tu cominciasti il menzionato studio nella tua gioventù, cioè con l’astronomia, sorvolasti, con l’autore di questo libro, gli immensi spazi dell’Infinità, dove tu appunto sentisti, più che altrove nell’infinito, l’Infinito, nel quale hai completamente compreso e afferrato la sua grandezza e la piccolezza tua come uomo di questa Terra!

5.                 Il valore in cifre, tanto della probabile grandezza dei mondi e dei soli, quanto la distanza l’un dall’altro, il loro reciproco collegamento, l’armonia dei movimenti che vi regna, le leggi immutabili e ancora parecchio, tutto questo da un lato ti esaltò e dall’altro ti oppresse. E quando innalzasti il tuo sguardo a Me e Mi invocasti: “Cosa sono io, o Signore, che Ti ricordi di me!”; e Io ti risposi nel cuore: (tu sei) “Figlio Mio”, – solo allora ritrovasti la calma e l’equilibrio morale, perché tu vedesti in Me non solo il potente e illimitato Creatore di un tale Universo che, come un libro, veniva sfogliato dinanzi ai tuoi occhi spirituali, bensì perché tu, com’è da vedere in tutto ciò che esiste nella Creazione, avevi compreso che solo un Dio come sono Io poteva comportarsi così verso i Suoi esseri creati, perché Egli ha rivolto anche al più piccolo altrettanta cura per il raggiungimento della perfezione come è necessario, affinché ognuno possa avere a sufficienza per la sua destinazione e, indisturbato, possa proseguire la via che porta su gradini superiori!

6.                 Sì, figlio Mio, il grande Creatore si può trovare più facilmente nel grande, poiché la Sua grandezza nel piccolo la si deve dapprima cercare, e per questo ci vuole forza di pensiero e di sentimento per apprezzare ciò che s’è trovato, così s’impone spontaneamente il potere di un grande maestro d’opera all’osservatore, se quest’ultimo sta dinanzi a resti di strutture che vanno al di là dei suoi abituali concetti.

7.                 Allora di fronte ad uno spirito creante, l’ammiratore sta poi stupito e sbalordito, in cui il suo io gli appare come un niente oppure come una vera nullità. È l’innegabile paragone tra i due: cosa è lui e cosa sono Io, che non si può non riconoscere.

8.                 Questo è stato pure il tuo caso, con la lettura delle stelle fisse del cielo, dove la sua estensione, le sue distanze e le leggi che le governano, tutte quelle grandezze, di fronte alle quali le vostre estensioni fisiche umane, oppure la vostra minuscola scala, il piede, come pure il diametro della vostra Terra o della vostra orbita, anzi il diametro del vostro intero sistema solare e la sua distanza dalla più vicina stella fissa, si riducono in niente, e tutte queste cifre terrene sono insufficienti per misurare la Mia Creazione e i suoi spazi o tempi.

9.                 Perfino la luce, con la sua velocità, si dimostrò appena sufficiente come fattore di calcolo, (perché compaiono nuovamente cifre che non sono più afferrabili dal vostro intelletto umano, e tutt’al più ci sarebbe ancora solo la veloce scintilla elettrica come unità di misura, con la quale però non potreste misurare proprio nulla fuori della vostra atmosfera), appena allora l’anima angustiata afferrò, come velocissimo misuratore spazio-tempo, il pensiero, che Io, quale Idea divina ho posto in voi per presentire, per lo meno approssimativamente, quanto grande possa essere perfino la limitata creazione materiale dei soli e dei mondi, dove ogni altro tentativo di aver davanti a voi un’idea, anche solo minima, non sarebbe sufficiente.

10.             Considerato tutto quanto da te sentito e presentito, ti attraversò un senso di malinconia, di contrizione, e di nuovo un dolce presentimento come una nostalgia verso quelle regioni e campi da dove, forse fin dalla loro creazione, non è ancora giunto nessun raggio di luce al tuo occhio! – Percepisti, molto al di là di spazio e tempo, l’alitare di un superiore, più grande Spirito d’Amore che, sebbene per te e per il tuo intelletto è incommensurabile, era, è e sarà certo tangibile per il tuo cuore. Tu sprofondasti in preghiera dinanzi al trono del tuo Creatore, il Quale è pure Padre tuo; ti sembrò incomprensibile come, proprio questo Padre, tra tanti milioni di mondi, avesse scelto proprio questa tua piccola Terra per innalzare qui tutti gli spiriti e voi, minuscoli uomini, ad un posto d’onore, perché forse, secondo concetti umani, tu avresti destinato altri mondi più belli e più grandiosi.

11.             In quest’impulso di delizie, d’amore, di dubbi e domande, ti rivolgesti a Me per una parola consolante, perché anche tu sei figlio Mio; ed ora Io voglio darti la soluzione di questi misteri, e precisamente da un punto di vista del quale tu e i tuoi amici e fratelli non avete nessun concetto e anche nessun’idea.

12.             Per quanto Io vi abbia già dato molto in altre comunicazioni sulla Mia Creazione e sul Mio Io, allora potete essere assicurati: ci sono ancor sempre dei lati nuovi dai quali voi non considerate la Creazione materiale come la spirituale, e anche non avete il più piccolo presentimento perché su queste cose non potesse esser detto ancora del nuovo! E così Io voglio, proprio in questa Mia parola, mostrarvi nuovamente che voi siete ancora lontani dallo scorgere tanto chiaramente la Mia Creazione, come conviene debbano comprenderla i figli Miei, e per non lasciare inutilizzato nessun mezzo, vi guido alla conoscenza per la via più facile. Così seguiteMi dunque in una passeggiata attraverso la Mia casa, dove Io, altrettanto come il Mio ‘rappresentante sulla Terra’ (parodiando), ho dimore in numero sterminato.

13.             Vedete, figli Miei, tra la maggior parte degli uomini c’è una malattia spirituale molto diffusa, e precisamente che essi non vogliono occuparsi di ciò che potrebbe avvicinarli a Me più facilmente di qualsiasi altra cosa, e si rivolgono per la maggior parte altrove, dove con concetti astratti, con faticosi, dolci momenti ed esaltazioni artificialmente procurate, essi cercano di procurarsi perfino godimenti spirituali per entrare in comunione con Me.

14.             Voi tutti, che da anni ricevete Comunicazioni direttamente da Me, voi tutti siete cresciuti con la vita materiale, con le vostre preoccupazioni del corpo così che soltanto ad una nuova parola, ad una nuova, bella frase, la vostra interiore Scintilla d’amore s’illumina come un lumicino notturno che sta per spegnersi per mancanza di nutrimento, cosicché ogni tanto si presentano momenti di luce, ai quali però segue altrettanto la tenebra più fitta.

15.             Questa maniera di accogliere le Mie parole in voi si scorge maggiormente, e perché? Vedete, proprio perché non seguite la via più breve per mantenervi in sintonia, nella quale potreste vedere l’umanità, il mondo e Me sotto una luce più bella e quieta.

16.             Queste momentanee elevazioni sono possibili, come stimolazioni nervose, solo per breve tempo. Per acquisire una tale serena, elevata visione di quanto vi circonda, si deve costruire su di un’altra base, sulla base di idee che vi accompagnano ovunque, sulle quali potete ricondurre tutti gli eventi e le esperienze. Fino a quando non si dispone di questa abilità, in parte sarete sempre vacillanti, in parte vedrete più di una cosa più nera di come veramente è, oppure le attribuirete più valore di quanto, in effetti, ha.

17.             Vedete, già nella vostra abituale vita terrena sapete per vostra esperienza che, quando il cuore umano afferra qualcosa con tutto il suo amore, come idee predilette, o magari l’essere innamorati, questa idea o quest’immagine dell’oggetto amato, vi seguirà ovunque da mattino a sera, vi accompagnerà in tutte le attività, e in tutte le vicende vi farà riferimento, anzi, perfino nei sogni occuperà il vostro spirito!

18.             Se avete vissuto questo dall’esperienza ed ora, secondo la più precisa conoscenza della Mia parola diretta, vorreste vantarvi con le parole che Io dissi un giorno: “Il Mio Regno non è di questo mondo!”, allora Io credo che, altrettanto nel vostro cuore, doveva sembrare così con riferimento a Me, come un giorno con riferimento ad un amato oggetto terreno. E tuttavia, se Mi domandate, allora Io vi dico che questo presso di voi non è questo il caso, bensì solo presso l’uno o l’altro ci sono tali momenti più elevati, come attimi di godimento spirituale più lunghi di altri, ma rimangono pur sempre attimi passeggeri!

19.             Allo scopo dunque di indicarvi anche qui di nuovo la Via per giungere completamente in comunione con Me, divenire così del tutto confidenti con Me, e mediante un ininterrotto dialogo salire sempre più in alto e divenire più tranquilli, ascoltate le Mie Parole in voi in questa relazione che suona così:

20.             “Osservate la Mia natura! Essa è l’unica e vera mediatrice tra Me e voi; poiché Io sono uno Spirito e come Spirito, per voi non visibile, potete solo presentirMi, avendo posto il Mio stesso linguaggio d’Amore solo troppo chiaramente in tutto il materiale, dove poi manca solo l’osservatore attento che vuol leggere e comprendere questo libro”.

21.             Il libro della Mia Creazione è infinito! E così, come sta dinanzi a voi, particolarmente nel piccolo, potete comprenderlo se seguite i vostri indagatori scientifici, i quali con molto tempo e dispendio di pazienza v’introducono lentamente nei segreti della Creazione, per quanto il loro lume intellettuale e mezzi ausiliari umani lo permettano.

22.             Se però talvolta le conclusioni di questi eruditi sono diverse dalle vostre, non ve ne urtate:

23.              Tutte le scoperte nel campo scientifico sono fruttifere solo per la Vita spirituale più elevata, se esse si attribuiscono a Me, al Mio Insegnamento e al Mio Amore!

24.             Così dovete comprendere la Creazione, così poi leggere anche la Mia natura, e presto vi verrà incontro uno spirito dell’ordine e della pace illuminandovi su tutto, che vi mostrerà esattamente quello che nella natura costantemente grande, vi manca ancora in generale.

25.             A pochi di voi è concesso di penetrare nei misteri del microcosmo, alla maggioranza degli uomini non è concesso o perché manca loro il senso per quest’occupazione, o mancano i mezzi, oppure sono indaffarati, banali e senza spirito, il che impedisce loro un’ulteriore ricerca a questo riguardo, ed a loro non rimane nient’altro che esclamare, nel corso di una passeggiata nella libera natura dopo un faticoso lavoro: “Ah, com’è bello”, “Come tutto è meraviglioso!”. Ma per sapere il perché, per questo mancano loro le necessarie conoscenze.

26.             Comprendere da vicino il sommesso operare della natura, rimane e rimase riservato finora solo a coloro che penetrano profondamente nel tessuto che ha rivestito tutto il visibile. Al serio osservatore, al profondo pensatore è stato riservato di decifrare la scrittura geroglifica che si mostra in una goccia di rugiada pendente ad una foglia di muschio, e che Io, quale Padre di ogni cosa creata, ho posto tanto bene nella goccia di rugiada, quanto in un possente Sole Centrale del diametro di mille milioni delle vostre miglia.

27.             Questo misterioso linguaggio d’Amore è riservato a pochi; però è facilmente decifrabile, quando di notte tutta l’immensa volta stellata si stende sulle vostre teste, dove voi troppo spesso, anziché rivolgere uno sguardo in quello spazio finora smisurato, sonnolenti chiudete le vostre finestre e abbassate le tende, e nel sonno mondano volete dimenticare il mondo che vi circonda, e quello esteso sopra di voi, e vi mettete a letto disposti materialmente, per alzarvi di nuovo al mattino troppo spesso ancor più materiali.

28.             Le stelle dovrebbero strappare ad ogni uomo la domanda: a cosa servono? Per illuminare – certamente no, poiché manca loro la necessaria luminosità; per riscaldare, altrettanto no; dunque le stelle, quali esistenti cose create, devono, ad ogni uomo che ha imparato solo minimamente a pensare, suscitare il desiderio:

29.             “Io lo vorrei proprio sapere: cosa sono questi puntini luminosi nel cielo notturno?”.

30.             Chi ora dà ascolto a queste domande e non s’immerge troppo nella mondana attività terrena cercando il suo interesse, come il bestiame il foraggio, questi troverà anche presto libri e uomini che gli daranno poi un piccolo accenno di ciò che, osservatori attenti, hanno finora capito leggendo dal cielo stellato, mentre milioni di uomini, nel sonno inconsapevole, hanno vivacchiato la loro vita terrena.

31.             Non per niente ho concesso agli uomini di fare delle scoperte per leggere in questo grande regno della Creazione. Non per niente ho lasciato scoprire, con lungo lavoro e molta ricerca su vie calcolate, gli elementi orbitali dei soli, pianeti e comete, stelle fisse, costellazioni, nebulose e agglomerati stellari. Con ciò volevo avvicinare all’uomo proprio quest’immenso libro dove Io, come Creatore e la Mia Creazione, ci mostriamo nella massima grandiosità, affinché egli, ricordandosi di Me, diventi consapevole della sua dignità, e non rivolga lo sguardo verso il basso come gli animali, bensì verso l’alto, verso la direzione dalla quale egli è venuto, e dove nuovamente ritornerà, per completare sulla Terra, come tutte le stelle orbitanti, anche il suo cammino.

32.             Come sul campo sfoggiano fiori di ogni colore, e tutti sono testimoni del Mio Amore e della Mia Grazia, così anche lassù orbitano stelle su stelle, differenti in lucentezza di colori e potenza di luce; anch’esse sono fiori del grande giardino della Mia Creazione infinita. È vero, esse non profumano, ma il loro splendore, la loro luce, ha qualcosa di spirituale, qualcosa di sublime, cosa che, penetrando in un occhio, vi risveglia sentimenti di armonia di mondi, l’unità delle leggi, come voi siffatti sentimenti sulla Terra, nella vostra stessa condotta di vita non avete.

33.             Il calcolo vi mostra grandezze che vanno al di sopra della vostra immaginazione, esse sono (per voi) inesprimibili, impensabili, come il loro Creatore stesso.

34.             Da milioni e milioni di spazio-tempo corre la luce, che pure è solo sostanza materiale, per poi un giorno, all’osservatore attento, rendere testimonianza di un Creatore spirituale, il Quale chiamò all’esistenza quei mondi, ancor prima che il vostro che, come globo vaporoso, aveva solo la più piccola inclinazione a distaccarsi dalla massa totale e formare un tutto separato, per poi un po’ alla volta di nuovo consolidarsi e svilupparsi per diventare una dimora per esseri viventi, per lodare, amare e onorare Me altrettanto come molti milioni di altri esseri creati!

35.             Questo cielo stellato con i suoi milioni di soli, con le sue distanze, con la sua immensità, è l’unica vera immagine sotto la quale voi, piccole e deboli creature terrene, Mi potete riconoscere oppure presentire come Creatore!

36.             Esso (il cielo stellato) vi costringe al presentimento che lassù si deve misurare con altre grandezze, con altri tempi per afferrare questa grande Opera senza fine, la quale in sé, infinita, esprime al meglio proprio l’Infinito e l’Infinità.

37.             Questo cielo stellato, giornalmente disteso sopra il vostro capo, vi dovrebbe stimolare alla riflessione, all’investigare, affinché, se anche il microcosmo vi risulta indecifrabile e chiuso, almeno il macrocosmo vi sia parzialmente interpretabile, così che possiate leggervi nelle grandi lettere della Creazione quello che, in piccole lettere, sta scritto su ogni pianticella di muschio e su ogni infusore:

“Dio è Amore !”

e chi vuole adorarLo, deve adorarLo in Spirito e Verità.

38.             “Adorare in Spirito” vuol significare: quando comprenderete spiritualmente il Mio mondo materiale dove ho annotato tutti i Miei Pensieri! – e “in Verità” vuol dire: quando nei segreti trovati e scoperti di tutti i ricercatori, avrete imparato a distinguere il vero dal falso, la giusta dalla falsa conclusione!

39.             Là in alto, negli spazi incommensurabili, voi scorgete un Dio che calcola e costruisce secondo l’Essere Suo, non secondo esseri nanerottoli, bensì secondo la misura del Suo Io, secondo la misura dell’Infinità. – Là, dove tutte le risorse materiali non bastano a misurare distanze (lontananze) e grandezze, là sta solo Dio quale supremo Pensiero, e solo con il pensiero può essere misurato e valutato ciò che, appunto, creò solo il pensiero.

40.             Perciò il tuo sprofondare nella nullità, Mio caro scrivano, perché tu volevi immaginarti ciò che è pensabile solo allo spirito e presentibile al cuore, ma irraggiungibile all’intelletto.

41.             Perciò tu esclamasti: “Che cosa sono io, perché Ti ricordi di me!”. Il peso della grandezza fu per te troppo grande, tu volevi afferrare l’Infinità che tuttavia solo a Me è possibile comprendere, mentre tu, essere finito, mai completamente!

42.             Io ti ho dato questa parola per tua tranquillità e per incoraggiare gli altri affinché questa scienza – che è idonea a procurar loro, certo solo presagendo, il gran diletto e la sublime idea di un Creatore – non debbano ritenerla di poco conto, non devono credere che essa sia solo uno studio per calcolare in anticipo un paio di eclissi solare e lunare, oppure aiutare nei loro calcoli i naviganti a causa dell’oscuramento del satellite di Giove.

43.             No! Perciò Io lasciai progredire tra di voi l’astronomia, per rendervi leggibile e comprensibile questo grande libro che ogni notte si dispiega dinanzi agli occhi vostri, e proprio per imporre agli increduli, agli atei e materialisti, la prova che, dove regnano Leggi così ben ordinate come là sopra, deve anche esserci un Legislatore, e i milioni e milioni di mondi orbitanti mostrano fin troppo chiaramente che un Dio, quale Creatore, vuol cagionare con e attraverso l’Amore, quello che Egli per altre vie non potrebbe così facilmente raggiungere!

*

44.             Per quanto riguarda l’altra tua domanda, cioè come e perché Io ho scelto proprio la stella chiamata ‘Terra’ per compiere in essa la massima Opera d’umiltà per voi e per l’intero mondo spirituale, ti basti questo come risposta: se hai osservato attentamente con occhio spirituale la struttura delle stelle fisse, allora troverai in primo luogo che il vostro sistema solare, di cui la Terra è un componente, sta circa nel mezzo di questo complesso stellare, e in secondo luogo che proprio questo sistema con tutte le sue comete e pianeti, è una delle più giovani Creazioni sorte dalla Mia mano e si trova ancora sulla via del perfezionamento.

45.             Tu hai letto che oltre seimila comete (ciò che a voi così sembra, ma sono un’infinità) orbitano ancora intorno a questi soli. “Ma che cosa sono le comete?[20]”. Vedi, le comete sono altrettanto solo sistemi mondiali che diventeranno ancora pianeti e terre, affinché anch’esse un giorno, orbitando più strettamente intorno al loro Sole Centrale, possano aderire all’inno di lode di tutte le altre sfere celesti!

46.             Nel vostro stesso sistema solare tu troverai che la stella messa nell’ordine giusto quale quarto pianeta[21], continua adesso la sua orbita, frantumato in molti piccoli pezzi. Questo pianeta venne a suo tempo destinato alla Mia discesa, come ho detto altrove, per diventare un testimone della Mia Potenza e del Mio Amore.

47.             Esso, o più precisamente i suoi abitanti, non si sono mostrati degni di una Grazia simile, e così fu ridotto in frantumi come lo trovate ancora adesso, e poi fu destinata la Terra come anello di congiungimento tra i pianeti interni ed esterni, per essere testimone del Mio Atto d’umiltà!

48.             Quando Io dico: “Sistema solare più giovane”, allora non ti devi immaginare questo tempo in anni; lassù non esistono anni, né giorni, ma il tempo è la Mia eterna Legge del perfezionamento che non ha nessun’altra misura se non l’Infinità stessa, dalla quale proviene e nella quale nuovamente passa.

49.             Perciò anche il tempo della creazione del vostro pianeta, fino alla sua abitabilità, non è così vecchio come quei mondi che iniziarono la loro orbita in tempi incalcolabili, oppure eoni di anni prima di voi, e qualunque numero di anni da voi pensabile, dal loro sorgere fino al loro attuale stato, non sarebbe sufficiente a darvi un concetto della durata di un tale globo, né della sua grandezza né della sua natura e né dei suoi abitanti.[22]

50.             A questo punto l’intelletto umano deve lasciarsi cadere nel nulla di fronte alla Mia onnipotente Volontà, di fronte alla Mia Sapienza e di fronte ai Miei Ordinamenti. Dovunque, ciò che voi tutti proprio non riuscite a comprendere, Io creo nello spazio infinito, mentre voi conoscete soltanto spazi finiti!

51.             Tutti questi mondi, sebbene creati, non avevano ancora ottenuto l’ultima consacrazione dello spirituale supremo, finché Io diedi l’impulso al divenire dell’ultimo, del vostro sistema solare, dove poi il mondo materiale, che fin lì rivestiva il mondo spirituale, ha ottenuto il suo scopo, la sua destinazione e la sua missione!

52.             Appena dopo la Mia discesa sulla vostra Terra e il Mio ritorno a casa, cominciò una nuova era per tutti gli esseri creati, sia spiriti che uomini, su tutti i mondi e su tutti i soli.

53.             Quello che i primi avevano come certezza, gli altri poterono afferrarlo come presentimento, e così il principio dell’Amore venne riconosciuto e seguito come Legge universale in ogni luogo e, per gli esseri meno dotati, presentito.

54.             Solo attraverso la grande prova della Mia stessa umiliazione si elevò la coscienza di tutte le viventi, pensanti creature; poiché sebbene non Mi riconobbero come Padre, come Reggitore della Creazione, come Amore personificato, tuttavia Mi adorarono come ‘Grande Spirito’, come Essere spirituale e non materiale.

55.             Così il grande Uomo mondiale materiale ottenne la sua destinazione spirituale, altrettanto l’Uomo mondiale spirituale ha riconosciuto la sua stessa esistenza: perché egli esiste, perché la materia esiste e perché Io discesi su un piccolo granello di sabbia nell’Oceano della Mia Creazione, per compiere, tra queste piccole creature, il più grande Atto d’Amore e d’Umiltà!

56.             Adesso, in cui tutto ciò è accaduto, adesso l’Uomo mondiale, composto dell’intera Creazione visibile, va incontro al suo processo di dissoluzione.

57.             Il mondo spirituale sa dove deve andare per ottenere la figliolanza del suo Signore, e il mondo materiale sente la necessità – attraverso gli spiriti in esso prigionieri – di spingersi là da Colui dal cui Grembo sono sorti, là per completare il percorso del loro divenire, formazione e perfezionamento. Una catena, un vincolo avvolge i due grandi mondi, lo spirituale e il materiale, un vincolo, una catena che lega ogni cosa creata reciprocamente e la unisce col mondo spirituale. Questo è il vincolo dell’Amore, il vincolo che il Creatore avvolse per tutti, perché l’amore, come principio conservatore di quello che una volta è stato conquistato, porta in sé la sua formazione e ulteriore progresso, aspirazione e perfezionamento.

58.             Perciò, quando dal cielo notturno un raggio di luce proveniente da così lontane zone della Mia Creazione colpisce il vostro occhio, dovete pensare che il raggio di luce è inviato dalla mano dell’Amore che vi dà notizie di un mondo incommensurabile da distanza immensa, e che questo raggio di luce, proprio col cadere sul vostro occhio – da un mondo che forse è distante migliaia di milioni di anni luce – si personifica nel vostro occhio col vostro io materiale e così diventate una parte di quel mondo (materiale), mentre voi girovagando sulla Terra, composti di altre sostanze, necessitate proprio di questo raggio di luce per non essere isolati, ma per essere l’anello di congiungimento tra tali mondi lontani con il piccolo pianeta Terra.[23]

59.             La luce è materia, il vostro occhio pure, e così la catena rimane unita, lo spirito si manifesta così che un uomo sensibile presagisce il dolce linguaggio d’Amore di quel mondo per lui tanto lontano, senza sapere perché proprio quel raggio di luce è il portatore d’Amore che lì, germogliato dalla Mia Grazia, dopo milioni e milioni di anni doveva compiere in un occhio umano la sua ultima missione per la quale era da lì partito.

60.             O figli Miei, quanto poco conoscete la Mia natura, e quanto poco il suo linguaggio, quanto poco il significato di tutti questi segni d’Amore che vi vengono incontro da tutti gli angoli, dall’alto e dal basso, e vogliono essere da voi compresi.

61.             Il grande libro della Mia Infinità, ogni notte sta spiegato dinanzi a voi elargendo conforto e ristoro a chi è stanco del duro e faticoso lavoro giornaliero, con la speranza: lassù, nella santa quiete, si troverà ricompensa e amore; e tutte le volte che durante le passeggiate solitarie nella Mia stupenda natura, intere famiglie di piccole bestiole vi fan conoscere, con le loro dimostrazioni di gioia, che neanche loro sono insensibili agli influssi della luce solare e al suo calore, entrambi portatori della Vita e dell’Amore!

62.             Imparate a comprendere questo canto armonioso! Imparate ad afferrare ciò che qui viene verso di voi da migliaia di gole giubilanti, esso è l’Amore, l’inconsapevole confortante sentimento di milioni di creature, le quali mediante la luce del Sole – che cadendo nei loro occhi diventa precisamente anche loro proprietà – percepiscono il medesimo dolce linguaggio come voi uomini pensanti, quando, in una quiete notte, dal cielo stellato discendono milioni e milioni di raggi e salutano la Terra nella sua orbita intorno al padre Sole, parimenti anche a mezzo dei vostri organi visivi vi inviano prodotti di mondi lontani, affinché possiate ricevere anche voi un lieve presentimento dello splendore giubilante di queste grandi Creazioni, per comprendere quello che Io, un giorno, dissi ai Miei Apostoli:

63.             “Nella casa del Padre Mio ci sono molte dimore!”.

64.             Sì, molte, innumerevoli e incommensurabili grandi dimore ci sono nella casa della Mia Creazione, del Mio ‘Amore diventato solido’, tutte concorrono a rendere manifeste la Mia Potenza e la Mia Infinità alle creature limitate.

65.             Anche se al raggio di luce occorrono milioni e milioni di anni per portare a voi notizie di lontananze, dove ancora orbitano mondi in cui l’amore non ha ancora posto la sua linea di confine, è sempre una conferma che, proprio perché l’amore è infinito, anche le sue Creazioni sono infinite, e perciò senza confini.

66.             Perciò tu, Mio scrivano, non crollare in un nulla dinanzi all’immensa Creazione del mondo materiale, non spaventarti dinanzi alle distanze, dinanzi alle grandezze che il tuo intelletto veramente non può afferrare.

67.             Colui che mise fuori tali Creazioni nell’Infinità quali testimoni della Sua potenza, della Sua grandezza e del Suo Amore, ha fatto sorgere tutte le creature viventi su di esse solo per questo, affinché tutte fossero testimoni di come Dio, un Dio dell’Amore, sa rendere comprensibile l’incomprensibile, e che Dio sa rimanere sempre uguale a Se stesso, sia nel più piccolo atomo che nel grande globo terrestre, poiché entrambi si trovano perfettamente inseriti senza alcun bisogno di aggiunte o sottrazioni nella catena della Creazione, proprio così come devono essere.

68.             Anche tu, figlio Mio, sei un membro di quella grande catena di tutte le Creazioni! Anche tu nell’etere infinito sei in rapporto col grande Sole Centrale come col più piccolo atomo! Anche tu sei al tuo posto, devi e compirai il tuo compito come ordina la Mia amorevole Volontà!

69.             Non scoraggiarti di afferrare la grandezza della Mia Creazione! Io sono grande in tutto! Io devo essere grande, altrimenti non sarei un Creatore! Voi giudicate gli uomini secondo le loro opere. – Bene! Allora giudicate pure Me secondo il Mio operato! E se dinanzi a qualche uomo o alla sua erudizione dovete levarvi tanto di cappello, come voi dite, allora riservate anche a Me la venerazione e il ringraziamento che Mi spetta, non solo per quello che ho creato e ordinato, ma perché tra milioni di altri esseri viventi ho dotato voi di uno spirito, in grazia al quale, se proprio non potete comprenderMi appieno, potete tuttavia presentire la Mia grandezza, imparando a comprendere il linguaggio delle opere Mie.

70.             Per comprendere il carattere di un altro popolo, per comunicare con loro, voi studiate le lingue straniere, perché si presta al vostro interesse materiale. – Bene! – Per studiare la Mia comunione, il Mio carattere, imparate dunque il Mio linguaggio! Imparate ad interpretare spiritualmente questo linguaggio cifrato della Mia natura! Imparate, voi discendenti di un grande Spirito, a stimare il Suo Amore e la Sua Grazia, se Egli permette che voi – sia da gran distanza o nell’immediata vicinanza – conosciate le Sue meraviglie! E così, invece di abbattervi sotto il peso della Sua grandezza, arrampicatevi strettamente in su al tronco dell’eterno Albero della Vita come l’edera, assorbendo da esso forza vitale che vi renderà sempre più capaci di apprezzarLo, amarLo e comprenderLo attraverso la Sua parola!

71.             Diventate lungimiranti! Riconoscete in lontananza – dal Mio grande Libro della Vita del cielo notturno – dapprima il Mio Amore, la Mia Sollecitudine e la Mia Potenza, e queste piccole stelline luccicanti vi racconteranno qualcosa delle grandi armonie nella struttura dei mondi che si ripetono ovunque fin nei più piccoli infusori, e dappertutto mettono in collegamento la grandezza di un Creatore con l’Amore di un Padre per i Suoi figlioli!

72.             Mondi divennero, mondi scomparvero e altri sorgono, dei quali nessuna notizia giunge al vostro occhio, ma la voce del Padre nel cuore di ognuno non si esaurirà, non appena questo cuore si aprirà e si renderà ricettivo a questa voce!

73.             Possa il linguaggio proveniente dai mondi stellari, per mezzo del telescopio, o dalla goccia d’acqua per mezzo del microscopio, mostrarvi meraviglie su meraviglie! Esso tuttavia è sempre lo stesso. Imparate solo a comprenderlo, e quiete e pace, il principio fondamentale della Mia Creazione, entreranno nel vostro animo. Il Mio linguaggio spirituale nel vostro interiore vi accompagnerà sempre e vi guiderà dal vicino al lontano, oppure dal lontano all’assai vicino, vale a dire: dall’ultimo raggio di luce di un sole mondiale infinitamente lontano, fino alla sede di tutto l’Amore, fino al proprio cuore, dove sempre risuonerà la stessa massima:

74.             “Lodate profondamente il Padre, poiché Egli è, era e sarà in eterno: il Dio dell’Amore!”. Amen!

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* * * *

Il Cielo stellato

(continuazione)

23 gennaio 1873

1.                Tu Mi chiedi: “Tutti questi mondi, come saranno disposti, ordinati e popolati?”.

1.                 Vedi, figlio Mio, questa è nuovamente una domanda completamente umana, alla quale devo anche darti una risposta umana. In altre parole devo dimostrarti che la risposta ti sta così vicina che ti dovrà essere messo in conto come colpa solo la tua vista corta, se finora tu stesso non l’hai ancora trovata. Così ascolta dunque: tu avrai già dedotto da tutto quello che hai imparato e letto, e da quello che Io ti ho detto, che dappertutto c’è un solo pensiero che compenetra in milioni di forme l’intero Universo, a questo serve per base e naturalmente anche proprio in Me, come espressione spirituale di tutto il materiale creato, trova la sua ultima conclusione.

2.                 Perfino nelle parole da Me date all’inizio, nel tempo primordiale dei patriarchi[24] fino alle comunicazioni che tu ora ricevi da Me, domina dappertutto una successione, una logica oppure una giusta conseguenza, una conclusione ordinata; causa ed effetto si completano, le lacune dove esistono si colmano, affinché il legame che tutto deve abbracciare, non soffra nessun disturbo, nessuna separazione.

3.                 Ed è proprio questa successione (persistente logicità), questo concorrere di tutti per un unico scopo, che forma altrettanto con facilità naturale anche la diversità dei corpi mondiali, soli e pianeti, come da un albero deve crescere il ramo, dal ramo la foglia, dalla foglia il fiore, dal fiore il frutto.

4.                 Questo lavoro non è certo stato un rompicapo, come umanamente te lo immagini dovrebbe essere stato, e dopo aver creato tanti mondi, non ho avuto difficoltà nel corredarli esternamente per popolarli e stabilire agli esseri spirituali su di essi la loro conduzione e corso di vita.

5.                 Ciò che fu la causa originaria del come questi mondi furono disposti nello spazio, del perché furono così grandi e in quali condizioni di tempo l’uno orbitante intorno all’altro dovevano adempiere il proprio ciclo materiale e la propria destinazione materiale, tutto questo condizionò anche il loro lato esterno, i loro prodotti e le loro creature ed esseri su di essi viventi.

6.                 Vedi, sulla Terra dove tu vivi, vi sono altrettanto migliaia di specie di animali, e tuttavia nella specie, le singole creature di animali a loro volta sono spesso individualmente assai differenti le une dalle altre.

7.                 Anche presso gli uomini questo è esattamente il caso. Milioni di uomini vivono sul globo terrestre, e tuttavia nessuno è (completamente) uguale all’altro. Mentre la forma umana quale uomo è dappertutto una e la stessa.

8.                 Non solo nell’individualità spirituale nessuna creatura vivente è uguale all’altra. E così come le creature sono diverse, la quale diversità si orienta secondo il clima, il territorio e le condizioni culturali, dove poi la differenza spirituale tra i membri delle singole specie viene con questo condizionata e influenzata, altrettanto sono nei mondi i loro finimenti esteriori, e i loro prodotti e le loro creature sono la conseguenza della struttura interiore e della loro reciproca disposizione dell’uno verso l’altro.

9.                 Così come in ogni creatura sono gli organi, dove gli uni sono destinati a funzioni più nobili e più spirituali, gli altri a funzioni materiali più grossolane, altrettanto sono, nei sistemi mondiali, i singoli soli, pianeti e comete, somiglianti ai differenti organi, i quali, secondo le loro funzioni nell’intero grande sistema mondiale, sono altrettanto differentemente formati interiormente, altresì diversamente formati e popolati sono esteriormente!

10.             Anche nel tuo corpo lo stomaco è idoneo solo ad accogliere il cibo e non a respirare, oppure come il cervello per pensare, e altrettanto i mondi che, conformi alla loro posizione, lontananza, forza illuminante, calore e così via, sono atti a produrre quei prodotti che sono corrispondenti alla loro posizione, e le creature che su di essi vivono esprimeranno anche spiritualmente quello che materialmente sta per base sul terreno sul quale essi dimorano.

11.             Non occorre perciò nessun gioco di fantasia per popolare mondi e dotarli con tutte le possibili bellezze, bensì essi portano già in se stessi quest’impulso, esso fu immesso al primo momento della loro formazione materiale, come nel bambino in embrione si trova già tutto prestabilito e preparato ciò che nel tempo deve diventare, e dove poi intervengono solo le circostanze e le condizioni del mondo esteriore per accelerare questo scopo (oppure anche a ritardarlo).

12.             Così tutto è condizionato da se stesso. Come l’uomo, l’animale, la pianta e il minerale creato hanno in sé il germe per la formazione di ciò che ogni cosa deve diventare, così tutti i mondi hanno il medesimo impulso, quello di portare a compimento ciò che in essi dorme non ancora formato. Così la differenza della struttura interna di un Sole Centrale è anche la base dei suoi prodotti e delle sue creature, come gli uomini possono generare solo uomini, animali solo animali e piante solo piante!

13.             La conseguenza matematica come giusta sequenza nella quale l’uno deve svilupparsi dall’altro, è presente nel Mio Io sostanziale, e proprio per questo può essere ritrovata nelle Mie Creazioni, perché esse provengono da Me.

14.             Il risultato di uno dall’altro, il se questo è così, allora deve diventare così”, – questo principio, guidato dalla Mia infinita Sapienza, è la Pietra fondamentale dell’universo creato, è la Pietra fondamentale del Regno dei mondi spirituali, è la base di ogni vero e proprio modo di pensare di un essere ragionevole, il quale poi solo così e non altrimenti, seguendo la Mia natura, potrà comprendere le Mie Creazioni e presentire il Mio Io!

15.             Così devi immaginarti il mondo, come un libro con tutti i problemi matematici risolti, libro che naturalmente può leggere e comprendere solo chi è matematico e logico pensatore.

16.             Adoperati tu – e voi tutti che leggete questa Mia parola e la precedente – a diventar tali, e vi riuscirà certamente di introdurre anche nel vostro fare e agire un ordine, una regola che umanamente è definita ragione e, espresso divinamente, si chiama ‘suprema Sapienza’.

17.             Così mai mancherete il vostro scopo e i mezzi per questo, e la vostra vita somiglierà poi completamente alla Mia Creazione organica e spirituale, dove tutto va incontro, con ordine, alla sua destinazione, e tutto sta al posto giusto per promuovere al tempo giusto tra di loro l’azione reciproca dei mondi, l’unione dell’intero immenso edificio e per certificare ad ogni passo la sapienza del loro Creatore.

18.             Così deve essere provveduta anche la vostra vita.

19.             Così come l’animale inconsapevole guidato al guinzaglio della Mia mano adempie il suo scopo, altrettanto voi, come esseri liberi, dovete procurare di corrispondere altrettanto alle Mie intenzioni, per le quali vi ho creato e vi ho posto proprio su questo e nessun altro pianeta o nessun altro sole!

20.             Solo così voi siete i veri anelli in questa grande catena, i quali al pari di milioni di differenti creature su altri mondi adempiono lo scopo della loro esistenza, dapprima formandosi corporalmente, per procurare così allo spirito, nell’interiore, i mezzi necessari per la sua alta missione, per il raggiungimento della quale su tutti i mondi, tutti gli esseri pensanti, in qualunque diversità della forma umana, perseguono proprio lo stesso scopo.

21.             Qui tu hai una breve parola per la spiegazione delle tue domande e per quietare la tua curiosità.

22.             In “Saturno”[25] vi ho già dato un esempio, su che aspetto può avere pressappoco un altro mondo, secondo le sue dimensioni e condizioni, così come tu sai, come sono forniti approssimativamente anche i rimanenti pianeti del vostro sistema solare, di cui è un membro anche la tua piccola Terra[26]; perfino “il Sole” non ti è sconosciuto. Impara dapprima a leggere tra le righe in quelle comunicazioni. Impara a comprendere la causa e l’effetto dell’uno e dell’altro, perché deve essere così e non altrimenti, e presto verrai in possesso del filo che sicuramente ti guiderà nel labirinto della Mia Creazione, ma anche certamente ti guiderà fuori, dove il risultato finale di tutte le tue indagini sarà poi che solo nelle tue deboli conclusioni umane era da ricercare la colpa se non riconoscesti in anticipo che la soluzione che tu cercavi a mille milioni di anni-luce, si trovava vicinissima a te, anzi perfino non fuori, bensì dentro di te!

23.             Questo per la comprensione della grande Creazione, che tuttavia è sorta e sussisterà ancora, per liberare per mezzo dello spirito vincolato nella materia, il primo dall’ultima, e così ricondurre indietro a Me, raffinato e purificato, ciò che, maldestro e debole, fu posto fuori di Me nel grande spazio eterico!

24.             Spalanca i tuoi occhi spirituali e lascia che ti splenda la luce della Mia Sapienza e del Mio Amore, affinché tu possa riconoscere dappertutto: “Esiste solo un Creatore!”; – “un Dio!”; – “un solo Padre amorevole!” che ti colma con tante grazie, sebbene tu, a rigor di termini, non ne sei degno neanche di una! Amen!

Indice

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Cap 21

La piramide della Creazione

15 gennaio 1872

Questa Comunicazione è seguita ad una domanda dell’allora editore Johannes Busch relativa ad alcuni punti della parola sul bacio, dove è detto: “…e questa deve essere la comunione spirituale che poi al di là e fuori del vostro pellegrinaggio terreno sarà giustamente compresa, dove nessun rigido corpo materiale impedirà alle vibrazioni dell’anima di unirsi con l’amato integrante spirito, per restituire a Me nell’infinito Amore, ciò che ho messo dentro di voi”. –

 

1.                Vedi, figlio Mio, queste sono parole da te citate nella tua lettera, parole che hanno suscitato in te le domande: “Cosa significa veramente «Io sono l’Amore in Persona»?”, e: “Cosa c’è da intendere da quelle parole?”, rivolte a te il 24 dicembre 1871?

2.                 Ebbene, siccome Io desidero che tutto ti deve diventar chiaro e che impari ad afferrare Me e il Mio Amore, come anche ogni parola che è già stata data in questa comunicazione, e che non mancheranno in seguito, allora voglio guidarti in quelle sfere da dove puoi afferrare un più vasto panorama, come su un alto monte, ampliando considerevolmente l’orizzonte della tua vista spirituale.

3.                 Slanciati dunque con il tuo spirito fuori in quegli spazi dove la misura di tempo e grandezza è da molto cessata, in quelle lontananze in cui non penetra più nessun raggio di luce di soli mondiali, in quei luoghi del grande mondo spirituale, dove già in un unico follicolo di un capello (di questo Uomo mondiale spirituale) a voi ben noto, avrebbe posto tangibilmente un sistema mondiale.

4.                 Slanciati fuori in quelle regioni dove non esiste più né sinistra né destra, non esiste più nessun ‘sotto’ e nessun ‘sopra’, ma dove l’etere infinito, nel suo corso, fa fluire eternamente al grande Uomo mondiale spirituale nuovo nutrimento e dove c’è eternamente solo luce e l’oscurità appartiene al grande ignoto.

5.                 Là in quel Cielo spirituale c’è la Mia dimora, da lì Io governo l’intero mondo spirituale e materiale e, per renderti la cosa più comprensibile, come l’anima nel tuo corpo è ugualmente dappertutto e tuttavia in nessun luogo, ma nonostante ciò ha la sede principale in mezzo all’involucro corporeo che ti è stato dato e da lì provvede alle necessità dello stesso, così anch’Io, sebbene da voi lontano, vi sono sempre vicino, – dirigo, guido e mantengo tutto quanto da Me creato, e conduco così tutto, spirituale e mondo materiale, alla loro meta prestabilita.

6.                 Da questo punto di osservazione guarda l’infinita intera Creazione; guarda questo movimento, questa operosa attività, questa creazione e mutazione, questo graduale svilupparsi, dall’ultimo piccolissimo atomo del grande etere infinito, fino al più grande spirito angelico, allora ti accorgerai che tutto porta in sé l’impronta della Divinità o dell’incorruttibilità e dell’eternità.

7.                 I più grandi inconvenienti, le più acute disarmonie tu le vedi sciogliersi in benedizioni, in doni di Grazia Miei, dappertutto noti la medesima Legge, la legge dell’attrazione e della repulsione, il simile cerca il simile, e l’amante abbraccia soltanto l’amato.

8.                 Se tu ora osserverai attentamente così questo grande orologio universale, ti sarà facile riconoscere la generale ruota motrice di tutto questo, questa ruota motrice che trasmette la sua forza a tutti gli altri piccoli ingranaggi, cilindri, perni e perfino agli elementi ai quali questi componenti sono montati e collegati, poiché questa forza, come energia motoria, mette tutto in vibrante movimento e, con questo, porta con sé vita, calore, luce, il perdurare e lo svanire, dove dall’ultimo deve sorgere nuovamente del nuovo, solo non quello già esistente, ma qualcosa di più elevato, migliore, spirituale.

9.                 Ebbene, questa grande forza motrice è il Mio Amore-Volontà, è quella forza che costituisce il Mio Io, dal quale Io creo tutto, dirigo tutto e nella quale esiste solo la Mia Vita spirituale-divina-personale.

10.             Per renderti tutto questo comprensibile, Io voglio esporti alcuni esempi dalla sfera della vita terrena, dove tu puoi notare il fatto; poiché voi non avete e non potete formare nulla se non ha le sue radici, in parte nel Mio mondo spirituale e in parte nel Mio mondo materiale.

11.             Guarda ad esempio un musicista, un pittore, un matematico, un naturalista, un meccanico e così via, come questi uomini vivono esclusivamente per la vita della loro arte, oppure si abbandonano completamente alla stessa, allora se tu potessi leggere nella loro anima, troveresti come tutti rivolgono la loro attenzione solo a ciò che si riferisce alla loro inclinazione preferita.

12.             Il musicista tende l’orecchio a quegli esseri che, nella natura, gli vengono incontro dappertutto cantando, ovunque trova nutrimento spirituale, per lui tutto è musica. Il pittore scruta le forme e i colori per un insieme estetico che poi vuol comunicare in immagini ai suoi simili per incitamento spirituale. Per il pittore tutto è forma, tutto è colore.

13.             Il matematico vede nella natura solo le sue linee matematiche, le sue leggi matematiche, così attribuisce ogni movimento e ogni avvenimento alla sua scienza prediletta. Un esempio di ciò ti può essere l’astronomo inglese Newton il quale, vedendo cadere dall’albero una mela, scoprì la legge di gravità o forza di attrazione.

14.             Il naturalista vive in quei periodi in cui la Mia Creazione è passata, per esempio quando la vostra Terra divenne adatta come dimora per gli uomini, egli non cammina su vie facili, non sui resti della crosta terrestre distrutta e ancora nuovamente ricostruita; egli vede nelle pietre, nell’acqua, nell’aria, non pietra, non acqua, non aria, bensì le sostanze primordiali delle quali esse sono composte, gli elementi che, nella loro dissoluzione, allacciando nuove combinazioni, produrranno per lui ancora cose interessanti. Egli è completamente solo un osservatore e scrutatore delle Mie Leggi poste nel mondo materiale che, quando ne scopre qualcuna, le comunica agli altri uomini per il loro benessere materiale.

15.             Il meccanico vede solo forze motrici e le sue leggi, riconosce dappertutto solo la rigida ‘necessità’, perché questo deve essere così e così, egli spia le forze mobili della natura, cerca di sfruttarla per i suoi piani, costruisce e vive solo nelle macchine, e così il chimico nel dissolvimento e fusione delle Mie sostanze materiali. -

16.             Così come tutti questi differenti uomini ognuno vede la natura e le sue leggi con occhi differenti e per lo più cerca di sfruttarla solo per sé, tale e quale l’anima umana che dimora nel tuo corpo bada solo alla salute di questo, e quando essa è spiritualmente sveglia, è ancora più attenta alla sua formazione spirituale.

17.             Vedi, quando per esempio nel corpo di un uomo si rivela un piccolo difetto, un piccolo disturbo di una funzione dell’organo, quanto velocemente l’anima cerca di riparare questo difetto. Uguale alle formiche quando un pericolo le minaccia, essa invia un flusso di sangue dopo l’altro verso la parte lesa, affinché la ferita sia aiutata in fretta, e accelera il metabolismo per ristabilire così la sua dimora. Voi chiamate questa pressione del sangue ‘febbre’ e ‘infiammazione’, e credete di aver dinanzi a voi un caso di malattia, spesso arrestate con forza ciò che lentamente porterebbe all’equilibrio! Ebbene, così come l’anima vive solo per il suo corpo sia animico che materiale, altrettanto anch’Io vivo per il Mio mondo da Me creato, vivo in esso e per esso, e siccome Io creai tutto per Amore, allora vivo e sono anche interamente ‘Amore’.

18.             Come gli esperti prima menzionati dedicano tutta la loro vita solo alle loro idee e inclinazioni preferite, così anch’Io ho sempre la massima cura di conservare il Creato, di spiritualizzare ciò che è vincolato nella materia e di ricondurre a Me lo spirituale purificato attraverso la stessa.

19.             Ora, poiché ho creato sia il mondo spirituale sia il mondo materiale, allora la prossima domanda sarà: “Perché?”, e: “Per chi?”. –

20.             Questa domanda trova risposta nella Legge dell’Amore. Io creai il mondo, lo popolai con esseri spirituali intelligenti, per raddoppiare, alle gioie degli ultimi, – le Mie stesse! Tu devi dunque concepire l’Amore nel suo più profondo significato, come esso è costituito, così ascolta: Amore è inclinazione per qualcosa. Inclinarsi significa curvarsi, questo vuol dire scostarsi dalla linea retta e formarne una curva. Ora, se due tali linee curve si congiungono, alla fine si chiuderanno e formeranno un cerchio, un’ellisse oppure una forma ovale, allora sono senza principio e senza fine, infiniti, quindi esprimono il Mio Essere, il Mio Io.

21.             La linea retta indica l’egoismo, quella curva – l’amore per il prossimo. La linea retta non cerca e non ha nessuna unione con una sua parallela. La curva al contrario si avvicina all’altra, può unirsi con essa; una volta chiusa abbiamo l’immagine di una figura intera, composta da due (corrispondenti). Questa figura è la rispondenza spirituale del mondo materiale e spirituale con Me, ed è la rispondenza dell’unione di due esseri che si amano in un unico pensiero, nel quale si completano come nella forma di un cerchio o di un ovale, in cui una linea piegata completa l’altra che le viene incontro.

22.             Il punto d’unione, l’eterno stare uniti e procedere insieme verso la meta comune è il bacio, che vorrebbe ottenere la medesima unione già nel mondo corporeo, dove tuttavia non è realizzabile durevolmente.

23.             Qui tu hai ora risolto una parte dei tuoi dubbi. Adesso passiamo alla seconda parte, vale a dire: come devi immaginarti quest’unione del Mio mondo spirituale con Me?

24.             Vedi, quanti atomi vi sono nell’etere infinito, altrettante particelle spirituali vi si trovano dentro; poiché non c’è atomo senza vita, questo significa che in ognuno dimora uno spirito postovi da Me, il quale da lì deve dare inizio al suo viaggio circolare per poter un giorno ritornare a Me con la consapevolezza della sua origine divina.

25.             Tutti questi spiriti, che per gradi rivolgono la loro punta piramidale verso di Me, hanno i loro differenti compiti che essi devono svolgere, affinché sia possibile un avanzamento.

26.             Ma più questi spiriti naturali (ancora grezzi) si avvicinano ai Miei spiriti (personali), tanto più chiara diventa la loro consapevolezza e la loro vista, nello stesso tempo percepiscono ciò che essi erano e cosa devono diventare. Quest’intelligenza cresce come presso di voi quella di un fanciullo poppante che conduce ancora un’inconscia esistenza vegetativa, e poi fino all’uomo maturo, dove, come dice da voi un celebre poeta, quel piccolo mondo, vale a dire la sua culla, al lattante è troppo grande, e quando egli stesso è diventato grande, il mondo senza fine è troppo piccolo per il suo spirito indagatore.

27.             Così anche il concetto di Me e della Mia Creazione procede con il grado della conoscenza.

28.             Non che uno spirito angelico Mi veda veramente come Io sono (quale Dio assoluto) personalmente; poiché questo non lo potrebbe sopportare nessuno spirito creato, no, ma ogni spirito Mi vede com’è il suo interiore[27]. Secondo il grado di formazione spirituale ognuno si forma il suo ideale, il Mio Io, e proprio anche solo così Io sono accessibile a tutti, poiché ognuno Mi può portare nel cuore come lui Mi sente e come Io sono afferrabile al suo riconoscimento.

29.             Guarda per esempio il lattante al seno materno, afferra o comprende egli le parole d’amore di sua madre e il suo dolce sguardo? – No! Egli non comprende nulla di ciò, solo col tempo aumenta la sua facoltà conoscitiva e così, progressivamente, aumenta l’unione e l’amore reciproco che però, nella maggiore parte dei casi, viene concepito dal figlio in maniera del tutto diversa, fino a quando la perdita della madre gli farà sentire in sé, in tutta la sua importanza, l’intero valore di quel cuore sempre pronto a sacrificarsi per lui.

30.             Così come è quest’amore, altrettanto è l’amore delle Mie creature per Me. Tutte progrediscono, dapprima riconoscono sempre più la Mia Creazione, e in rapporto a questa conoscenza sarà anche il loro amore.

31.             Poiché tutto nella Mia Creazione ha uno scopo, un perché dell’esistenza, così è naturalmente anche l’intero grande Mondo degli spiriti creati, per cooperare secondo la loro destinazione e la loro intelligenza alla costruzione, conservazione e progresso del piccolo a qualcosa di più elevato.

32.             Come presso di voi altrettanto un intero apparato statale è solo ciò che deve essere mediante la cooperazione di molti, tale e quale è nel Mio Regno degli spiriti dove non c’è un momento di sosta. La vita è il principio fondamentale di ogni esistenza, e questa vita non è altro che attività! – Come il mondo materiale attraverso il vibrare dei suoi singoli atomi o molecole giunge alla formazione, e come dal piccolo si forma il grande, così è anche nella vita spirituale la medesima Legge – ovunque si deve lavorare! Quiete sarebbe sinonimo di morte, e nella Mia Creazione non esiste una vera e propria morte.

33.             Perciò anche agli spiriti, secondo la loro intelligenza ed elevatezza spirituale, sono assegnate sfere d’azione, dove progredendo essi stessi, contribuiscono all’avanzamento di altri mondi, e altri esseri fanno continuamente pratica, in parte per migliorare la loro elevatezza morale-spirituale, e in parte per contribuire alla stabilità dell’insieme, per preparare a se stessi un’eterna perdurante beatitudine, e a Me sempre più gioia.

34.             Ma affinché questi spiriti avessero una misura, fino al punto che essi potessero raggiungere le divine Caratteristiche e, se fosse possibile adempierne i desideri, Io decisi di dare una prova al grande mondo degli spiriti con la Mia incarnazione e la Mia vestizione in questo piccolo involucro di uomo terreno, cosicché chi vuol portare in sé il Divino e vuole valorizzarLo come gli conviene, può raggiungere nel più piccolo il più grande scopo finale, nel più piccolo il più grande effetto!

35.             Così la Mia incarnazione, anzi tutto con la sua umiliazione, abnegazione e spirito di sacrificio, divenne la scala per far diventare figli tutti quegli spiriti che volevano scorgere in Me, oltre al Creatore, anche l’amorevole Padre.

36.             Così fu posta la pietra di base al grande edificio della possibile elevatezza spirituale che un essere creato poteva raggiungere. Il vincolo che doveva tenere tutto unito – l’Amore – fu stretto saldamente in grazia al Mio atto mortificante e spirito sacrificante; esso strinse coloro che sono di simile sentimento l’un l’altro saldamente, affinché riuniti procedessero sulla via del comune perfezionamento. E poiché nell’intera Creazione nulla è perfetto[28] all’infuori di Me, così ogni spirito un po’ vedente percepì la manchevolezza del suo essere, e per questo cercò negli altri il mancante, cercò di completarsi attraverso l’unione del suo stesso io con qualcun altro, per apprendere poi dall’altro spirito ciò che a lui stesso mancava, e aver dinanzi a sé un modello costante di ciò che uno spirito, in riferimento al Creatore e Signore dell’intera Infinità, può essere e diventare.

37.             Così progredendo e completandosi, avendo sempre il medesimo sentire come Me stesso, solo in misura limitata, gli spiriti tendono verso l’alto, sempre in modo corrispondente a Me e alle Mie Leggi d’Amore. Più in alto essi salgono in rapporto alla loro più profonda conoscenza nella Mia Creazione, più sono impiegati in missioni sempre maggiori, dove essi, perfino purificandosi sempre più, possono spianare anche agli altri la via che conduce a Me.

38.             Questo è il grande scopo didattico del Mio mondo degli spiriti, la loro costante occupazione e la loro vera missione.

39.             Come in Me la Trinità si presenta personificata quale un Tutto, vale a dire – Amore, regolato dalla Sapienza e realizzato dalla Perseveranza (Volontà), tale e quale consiste presso di loro il numero tre quale importante fattore principale della loro essenza in: essere – diveniresperare, cioè nella consapevolezza, cosa essi sono, nella via sicura cosa devono diventare, e nella salda fiducia che, con lo sguardo fisso a Me, anche l’otterranno.

40.             Così come da voi un intero stato ha una quantità di funzionari di grado superiore e inferiore, i quali devono tutti contribuire a mantenere e dirigere tutto l’apparato statale, tale e quale i Miei spiriti con le loro diverse missioni cooperano tutti per favorire la vita, l’attività, il processo d’avanzamento e sviluppo, con la sola differenza che, presso di voi e su ogni altro mondo i subordinati possono produrre falsi rapporti ai superiori sulla situazione del campo d’azione loro affidato, – nel Regno dello spirito non è proprio possibile nascondere il pensiero, e i superiori possono vederci dentro chiaramente. Il mondo della finzione e della menzogna lì non esiste, bensì c’è il regno della verità, sul quale Io, come Archetipo, presiedo.

41.             Così è la serie di gradini degli spiriti vincolati nella materia, – con limitato campo d’azione e limitata visibilità.

42.             Liberi dalla materia, – con illimitati pieni poteri della volontà e con il divino presentimento dell’irraggiungibile! Eterna ricerca ed eterno progredire! Eterna nascita ed eterna trasformazione! Eterna espulsione ed eterno assorbimento! Eterna vita ed eterno mutamento di forma!

43.             Così i Miei spiriti Mi riportano, su lente vie di purificazione, di nuovo la parte divina mandata fuori eoni di tempi addietro, esaminata, umiliata e capace di slancio maggiore.

44.             Se tu potessi col tuo sguardo vagar dentro l’Infinità, che vita operosa scorgeresti lì, quale operosità in e fuori la materia, in e sui grandi mondi come sugli orbitanti soli, pianeti e comete. Ovunque il medesimo scopo, ovunque il medesimo risultato: spiritualizzazione del grossolano, liberazione del vincolato!

45.             E ciò che nel mondo materiale e spirituale si muove eternamente in avanti, vive, passa e si riproduce di nuovo, ciò che avviene nel grande così pure nel più piccolo atomo materiale, questo lo ritrovi anche in te, nella tua vita, come nel grande mondo degli spiriti.

46.             Lo stesso cerca di integrarsi tramite il mancante, la fame cerca il nutrimento, la sete il satollamento dei suoi bisogni, per poi, unito a quanto prima gli mancava, nuovamente, procedere e salire sempre più in alto, (tutto ciò si manifesta) nella forma di una piramide, sulla cui cima Io sono come Punto finale e conclusivo, quale Pietra di volta, ultimo Punto dell’ampia base, tutto tengo unito, tutto domino e per tutti sono il Punto culminante dei loro desideri.

47.             Non per nulla gli antichi egizi hanno scelto la forma piramidale per monumento sepolcrale ed edificio scolastico. La piramide era a loro ben conosciuta nella rispondenza spirituale, essa era la forma più adatta dell’espressione: “Tutti per Uno, e Uno per tutti!”, oppure Pira mi dai[29]. Così come con la piramide è esercitata dall’alto un’equilibrata pressione su tutto il sottoposto, così come in una formazione piramidale tutte le singole parti componenti nessuna esiste per se stessa, bensì tutte sono per tutte, così anche nel mondo degli spiriti nessuno è per se stesso. Nessuno lavora e vive solo per il proprio progresso, no, la conservazione del proprio io è certamente necessaria, ma essa è condizionata per la conservazione degli altri, per la conservazione del tutto.

48.             Anche nelle piramidi le masse nel basamento sono più spesse, compatte e di natura solida; e quanto più si sale, tanto più sono di piccole dimensioni, fino al punto che un’unica pietra leggera serve al completamento di tutta l’opera, come corona e termine dell’opera stessa. Piramidale è il progresso spirituale dal grande al piccolo, ben però anche dal pesante materiale allo spirituale. E come con il tempo le pietre delle piramidi sotto la pressione dall’alto diminuiscono la loro altezza, e naturalmente un giorno saranno ridotte in polvere, mentre la pietra di chiusura che si trova al punto più alto va col tempo sempre più vicina alla base, così del pari anche nel Regno degli spiriti con la persistente spiritualizzazione dell’inferiore, la distanza tra Me fino allo spirito più basso viene sempre di più accorciata, in modo che Io, come la pietra di volta di una piramide, arriverò un giorno parimenti molto vicino ai resti della base, – ma lì, poi, che cosa vi troverò?

 

49.            Non più la dura massa di base della piramide, non pietraia dura, bensì materia che, appunto, libera dalla sua precedente esistenza, si accinge a contrarre nuova vita mediante altre combinazioni che, mentre la prima combinazione era dura e compatta, ora invece è capace ed idonea ad accogliere influssi più leggeri e più spirituali, così da poter intraprendere un ciclo evolutivo di nuovi gradini che dovranno aver poi Me, quale antica Pietra di volta sopra di loro, per Guida, Capo e Padre in mezzo a loro.

50.            Così in forma piramidale fu disposta un giorno la Creazione, e con la Mia discesa sulla vostra Terra fu dato il segnale per la spiritualizzazione di questa forma, per lo scioglimento della stessa, affinché nulla sia più lontano, bensì tutto, in file serrate, a mezzo della Mia Dottrina, intraprenda insieme a Me la via dello spirito e possa perfezionarsi.

51.             Questa grande festa dell’unificazione ha avuto inizio, almeno per voi uomini viventi su questa piccola Terra, uomini che Io un giorno ho destinato a diventare figli Miei.

 

 

52.             La punta della piramide si abbassa gradualmente, l’irraggiungibile si avvicina a voi per introdurvi, spiritualizzati, nel grande Regno del mondo degli spiriti, dove non esiste nessun alto né basso, bensì solo un Centro con Me, e intorno a Me una schiera di spiriti amanti, e così sarà eternamente! (Un gregge ed un solo Pastore).

53.             Qui hai sbrigate le tue domande, come possono essere da te comprese. Sì, vi è e vi deve essere una scala infinita di gradini sui quali gli spiriti salgono a Me, dove essi riuniti tutti devono operare per aumentare la Mia magnificenza e meglio afferrare il Mio Amore.

54.             Anche tu un giorno, figlio Mio, vedrai chiaramente la tua destinazione spirituale e comprenderai meglio Chi Egli è, e cosa è l’Amor Suo, poiché Lui e il Suo Amore sono infiniti e perciò mai del tutto afferrabile da esseri creati, ma ben da presentire che esiste un eterno duraturo avanzamento. – Ma l’ultimo piolo di questa scala, voi esseri creati, non lo potete né vedere né raggiungere: poiché è nel Mio Interiore, e da lì Io abbraccio tutto con lo sguardo, cosa che voi, spiriti e discendenti da Me (individuali sempre di più, ma sempre solo in modo parziale), potrete riconoscere se