Franz Schumi

 

1905

 

 

 

CRISTO E LA BIBBIA

 

 

Prove che non è mai esistito nessun altro Dio all’infuori di Gesù

 

n. 71

 

Bibbia2

 

 

Contenuto teosofico spirituale

 

Per l’edizione in lingua originale:

Verlag für geistige Literatur  (attivo fino al 2015)

Rudolf R. Hoff / Mühlenweg 21, D 53902 Bad Münstereifel

 

Titolo originale: Christus und die Bibel

Opera dettata in originale in lingua tedesca e pubblicata da:

Christlich-theosophische Schrift Nr. 71

 

Traduzione dal tedesco di Ingrid Wunderlich

Revisione di Antonino Izzo

 

[vai all’indice]

 

 

 

 

(prima parte)

 

 

۞

Cap. 1

Motivazioni sull’origine della presente opera,  quale Giudizio di Dio nel mondo

 

Il Padre Gesù discute con Franz Schumi le condizioni del mondo, come si vive e si agisce qui contro la Sua Dottrina e contro i Suoi Comandamenti e predice l’estirpazione della casa d’Asburgo perché si è peccato più volte contro di Lui. Poi la distruzione delle tipografie, delle biblioteche e di tutti gli stampati, esortando l’umanità che percorre vie sbagliate al miglioramento e al pentimento e affidando l’incarico di diffondere i Suoi libri, in cui si trova la pura Dottrina di Cristo, tra tutti i popoli della Terra.

Zurigo, 2 agosto1904

 

Il Giudizio di Dio nel mondo

(parla Gesù):

1.      «Miei cari figli! Con questo libro Io vengo davanti al mondo, il quale ha quasi dimenticato che Io, il suo Dio, Signore, Re e Giudice del mondo, esisto ancora. –

2.      Per diciannove secoli ho agito con i Miei figli nel mondo con amore, indulgenza e pazienza, per portarli alla conoscenza che sopra di loro governa un amorevole Padre che augura e fa loro nient’altro che solo del bene. Soltanto che gli uomini hanno ignorato tutto questo e, invece di percorrere le Mie vie prescritte mediante il dieci Comandamenti, hanno percorso le vie dell’abisso o dell’inferno.

3.      Come Dio vidi questo in anticipo nella figura umana, e perciò predissi davanti a Caifa il Mio ritorno sulla Terra nel tempo in cui gli uomini sarebbero capitati del tutto su vie sbagliate. Questo tempo è ora iniziato, le nuvole sono visibili già dall’anno 1840 attraverso le parole che dissi ai Miei figli nei libri della teosofia cristiana, visibili a coloro che sono umili di cuore e colmi d’amore per Me e per il prossimo. Questi pochi riconoscono il loro sommo Pastore Gesù nella voce dell’Amore e della divina verità, e si ristorano con i cibi spirituali della tavola che Io apparecchio loro giornalmente.

Soltanto che di questi figli ce ne sono finora ancora molto pochi, sebbene una grande quantità dei Miei angeli sia venuta con Me sulla Terra attraverso la reincarnazione, per operare come Miei messaggeri e capo lavoranti nella Mia vigna, per l’iniziato Regno millenario dello Spirito Santo, Spirito che sono Io stesso, Gesù Jehova.

5.      Ogni epoca ha le sue caratteristiche, quindi essa ha anche la Mia: guardate i paesi dell’Europa come le cose sono ora infernali! – Per nascita, con poche eccezioni, sono tutti cristiani secondo il nome; invece secondo la vita e l’operare sono il contrario! – Il popolo in generale, le Chiese, le sette, i governi e gli intellettuali vivono contro i Miei Comandamenti e insegnamenti, così che da ciò è diventato un completo inferno, il che è riconoscibile per ognuno che può osservare il mondo spiritualmente oppure lo vede attraverso la chiaroveggenza spirituale.

6.      Sotto l’aspetto spirituale gli uomini non sono più uomini, ma serpenti, tigri, iene e miscugli di altri mostri feroci e pericolosi per gli stessi uomini. Se si vedessero spiritualmente, rabbrividirebbero davanti alle bestie spiritualmente brutte che essi stessi rappresentano, e tutto questo a causa delle grossolane e bestiali cattive abitudini, cupidigie, voglie, passioni, vizi e delitti ai quali si dedicano e indulgono.

7.      Vi ho fatto fare tante belle scoperte per mostrarvi grati dinanzi a Me, ma è sempre successo il contrario. Così vi ho fatto inventare anche l’arte della stampa, il che è stato il più grande beneficio e la più grande invenzione per diffondere tra tutti i popoli della Terra la Mia divina Religione. E invece, cosa è successo di questa? È successo proprio il contrario: aumenta il falso pronosticare in tutti i ceti e classi degli uomini – e in prima linea la letteratura, attraverso la quale Mi vogliono cancellare dai cuori dei Miei figli!

8       Oh, voi, poveri vermi della Terra polverosa! Voi volete cancellare Me, vostro Dio? Vi sbagliate di grosso! RinnegateMi come volete e fate ciò che preferite, Io rimango Colui che dall’eternità ero, sono e sarò in tutti i tempi eterni!

9.      A lungo sono stato a guardare ciò che scrivete, predicate e diffondete contro di Me. Alla fine però terminerà anche la Mia divina Pazienza e Misericordia, perché altrimenti la razza umana andrebbe in rovina, spiritualmente e fisicamente. – Allora Io devo intervenire e fornirvi prove che, di fatto, sono esistenti.

10.    Vedete, quest’opuscolo vi dimostra storicamente la Mia esistenza attraverso l’insegnamento della Sacra Scrittura. Gli avvenimenti naturali, elementari e mondiali, parlano invece esteriormente, cosicché sui Miei figli diventati cattivi, di anno in anno brandisco in modo più forte la Mia verga punitiva! Ma a cosa serve tutto questo? Gli uomini sono diventati ciechi, sordi e scellerati, e non ammettono che è un castigo di Dio.

11.    Nell’anno 1901 ho dettato, fatto scrivere e fatto pubblicare il libro: “La santa Trinità”, nel quale rendo chiaro ai regnanti il Mio divino punto di vista; solo che non ne hanno tenuto conto. Al contrario, l’Austria, a motivo del libro ‘La santa Trinità’ e degli altri libri, ha messo le mani addosso a Me, sul Mio scrivano, e lo ha messo nell’ospedale psichiatrico, – sebbene Io avessi vietato nel modo più severo di muovere il più piccolo dito contro i Miei strumenti! – Sì, quando gli uomini sono diventati diavoli, allora naturalmente la Mia Parola è per loro una vuota diceria. – E così ho deciso di estirpare del tutto la casa d’Asburgo.

12.    E che cosa deve essere dell’arte della stampa, poiché è usata di solito per diffondere insegnamenti anticristiani nella Chiesa e nello Stato? Il male è grande, l’inferno diventa sempre più grande, perché i Miei figli, invece di eseguire i Miei insegnamenti per diventare déi, fanno il contrario, per diventare infernali spiriti cattivi. Io devo quindi distruggere, tranne la stampa dei Miei libri, l’intera arte della stampa e tutto ciò che è stampato, e far scomparire il preparato per la stampa che non corrisponde alla verità, e non farò stampare più nulla che non sia approvato da Me, Gesù Cristo. Gli uomini hanno messo troppo forte le mani contro di Me, per restaurare il male in altro modo.

13.    Così vi mostrerò che esiste un Dio che può punire le vostre cattive azioni. Ma anche le chiese e le sette conosceranno la Mia sferza, perché in loro non c’è nessuno Spirito cristico dell’amore e della comprensione per la Mia santa Parola! Una buona volta voglio mettere ordine nel mondo e guidare gli uomini alla verità della Mia Dottrina! – Perciò considerate queste Mie parole come serie, perché provengono da Dio, dal vostro Creatore, Padre, Re e Giudice del mondo, e perciò fate penitenza, finché c’è ancora tempo!

14.    Voi, figli Miei, badate però di diffondere questo libro: “Il libro della preghiera cristiano-teosofica” tra tutti gli uomini, tra tutte le classi e tra tutte le religioni, perché questi tre libri sono i più importanti di tutti i libri, per guidare gli uomini sulla via della salvezza, solo allora viene la volta anche degli altri libri, perché conoscere Me, Gesù, Chi sono Io veramente, conoscere il pregare, vivere e operare secondo i Miei Comandamenti e Insegnamenti, è il primo e principale compito di ogni uomo, – e questi tre argomenti sono riportati assai chiaramente in questi tre libri.

15.    Operate secondo le Mie parole e diffondete i Miei libri, perché questo è ora il vostro compito sulla Terra, se volete un giorno ottenere da Me la ricompensa per il vostro lavoro.

Questo ve lo dice il Padre vostro Gesù. – Amen!»

 

*

Parole dall’eterna Verità ai figli di Dio

(parla Gesù):

17.    «Parole di vita eterna scaturiscono dall’eterno Amore, Amore che si è umiliato per rivelare agli uomini la salvezza dell’anima nella sua magnificenza, affinché essi riconoscano che non vivono qui isolati come germogli viventi della Terra e poi svaniscono dopo la morte del corpo, come l’erba in autunno davanti all’intenso gelo dell’inverno imminente.

18.      L’Amore divino ha pietà degli uomini che cominciano a credersi abbandonati, perché incomincia loro a venir meno la convinzione che sopra di essi si erge maestoso un Padre pieno d’Amore, il Quale veglia su di loro con il Suo Amore paterno nella concezione celeste, come un gioielliere di corte che veglia sulle sue preziose perle e brillanti, gioielli che occupano tutta la sua vita interiore, poiché egli vede in questi gioielli il suo bene e la sua fortuna.

19.    Quindi Io, il Padre Celeste, guardo sul male e sul bene dei Miei figli, i quali nel vasto Universo si trovano nella scuola della prova di vita, perché essi sono in parte pietre nobili, in parte non nobili, come pure, perle e brillanti nella costruzione della Gerusalemme celeste, il cui costruttore sono Io, Gesù Cristo, che rappresento l’eterno Amore nel cuore di Dio.

20.    Gli uomini rappresentano amore e vita nel cuore della divina Paternità, siano essi ora buoni o cattivi, poiché l’Amore del Padre abbraccia tutti e li guida lentamente ma sicuramente, anche se su spine e cardi, all’eterna salvezza e alla vita eterna delle loro anime. Il Mio Amore, come Amore dell’eterno Padre, per vero conosce la differenza tra uomini buoni e uomini cattivi, ma nessuna separazione dall’Amore della Mia paterna benevolenza e grazia.

21.    Passano anni e gli uomini nell’aldilà invisibile per l’occhio carnale, uno dopo l’altro camminano nel Regno dello spirito del loro grande e amorevole Padre, dove giungeranno in quelle regioni della vita spirituale per le quali avevano già cuore e sentimento in questo mondo, quindi ognuno andrà dietro alle sue idee e studi preferiti, per i quali sulla Terra aveva amore e inclinazione. Soltanto che qui, nel Regno degli spiriti, ognuno scorgerà ora le conseguenze del suo diletto e amore per il bene o per il male, e in ciò consiste poi il bene o il male per l’uomo, poiché secondo le sue idee preferite raccoglie le conseguenze buone o cattive, nelle quali si rallegra e giubila nelle sue beatitudini, oppure si affligge, maledice e accusa se stesso e altri, a causa delle vie sbagliate e delle false conduzioni di vita che, spensierato, ha sciupato giocandosi la felicità e il cielo, per i quali posò il piede sulla Terra nella scuola di prova della vita.

22     Io, l’eterno Amore in Dio, non lascio nessuno nella sua infelicità in eterno, poiché secondo la Sacra Scrittura che contiene le Parole di vita eterna, esistono certamente luoghi di eterna perdizione, di eterno fuoco infernale ed eterno stridor di denti per mezzo dell’eterno verme della coscienza, ma non eternamente dannati, perché l’eterno Amore non può essere allo stesso tempo l’eterna vendetta oppure Dio e Satana nella stessa persona.

23     Si sa che gli uomini terreni generano i loro figli solo per amore e, imperterriti in quest’amore, finché vivono, vegliano sul bene e sulle pene della loro prole e si rallegrano della loro felicità e si affliggono della loro sfortuna, e non temono vie per cercare, secondo la loro possibilità, di riparare di nuovo la triste sorte che li ha colpiti a causa di circostanze e avvenimenti infelici, oppure per propria colpa attraverso un cammino di vita sbagliata, e fanno di tutto per aiutare i loro prediletti affinché ottengano di nuovo la felicità e il benessere sulla Terra. Se quindi, già i genitori terreni che hanno appena una scintilla del Mio divino e universale Amore, sono così preoccupati e pieni d’amore per i loro figli, quanto più Io – che vi posi fuori di Me essendo membra nel Mio corpo dell’eterna perfezione del Mio Io – sono preoccupato per la vostra prosperità spirituale e, nello stesso tempo, corporea, affinché l’uomo, finché vive sulla Terra, debba provvedere per entrambi, per adempiere l’obbligo che a lui è prescritto, e per vivere una vita felice qui, per l’aldilà.

24.    Da ciò vedete che l’insegnamento delle vostre Chiese sull’eterna dannazione è falso oppure errato. Io stesso, infatti, dimoro nel cuore della vostra anima come spirito di Dio e do all’anima, vita e intelligenza; allora vi deve essere certamente chiaro e lampante che Io non condannerò Me stesso per eterno all’inferno, dal momento che senza di Me l’anima non ha nessuna vita, e poiché l’anima è appunto la vita nell’umano corpo di carne, allora essa, se Mi separassi da lei, diventerebbe subito senza vita e perciò senza sentimento, e poi per lei non potrebbe più esistere nessun inferno. Ora sorge la domanda: “Se l’anima può diventare senza sentimento, chi espierebbe per lei i tormenti per i peccati commessi?”.

25.    Quindi voi vedete che il vero insegnamento di Dio non corrisponde all’insegnamento della Chiesa, perché i custodi dello stesso insegnamento non sono veri ecclesiastici attraverso uno spirituale cammino di vita, bensì cavalcatori del morto senso letterale, i quali afferrano ed interpretano la Sacra Scrittura non secondo lo spirito che porta la Vita, ma secondo la lettera che porta la morte.

26.    Nondimeno, ora che le cose stanno così come Io le ho spiegate, converrà intraprendere uno studio approfondito su questo vostro Spirito di Dio nel cuore dell’anima, per sapere precisamente come stanno le cose per voi e dov’è questa scintilla del grande Spirito di Dio tutto abbracciante, per non credere solo perché lo si insegna, ma per ottenere anche una vivente convinzione proveniente da dimostrazioni ineccepibili, come ve le presenta la storia del mondo con le profezie basate sulla Bibbia. Questo formerà ora il compito dei prossimi trattati, affinché il mondo sappia una buona volta che lo Spirito di Dio non è altro che Gesù Cristo, e quindi proprio il Mio Spirito come Gesù-Spirito dimora in voi e forma in voi il principio donante vita e, nello stesso tempo, anche l’eterna vita».

 

*

Considerazione e avvertimento dell’apostolo Giovanni

nella comprensione della Parola divina della profezia

(parla Gesù):

27.    «Giovanni, l’evangelista, negli ultimi versetti ha espresso la seguente considerazione e avvertimento verso le parole della profezia della Rivelazione di Dio:

28.    “A chiunque ode le parole della profezia di questo libro, io testimonio che se qualcuno volesse aggiungere qualcosa, Dio gli aggiungerà le piaghe che sono scritte in questo libro. E se qualcuno volesse portar via qualcosa dalle parole del libro di questa profezia (della Rivelazione di Dio nella Bibbia), a questi, Dio toglierà la sua parte dell’albero della Vita e della santa città Nuova-Gerusalemme”. [Ap. 22,18]

29.    Questo passo dell’evangelista mette alla prova tutti i cristiani versati nelle Sacre Scritture, e con ciò diventano essi stessi almanacconi molto aridi delle parole della Bibbia, del cui morto senso letterale essi stessi diventano spiritualmente morti, secondo la dichiarazione dell’apostolo Paolo [2° Cor. 3,6-10]: “Ma la nostra capacità viene da Dio che ci ha reso adeguatamente capaci per essere ministri di un nuovo patto, non di lettera, ma di spirito; perché la lettera uccide, mentre lo spirito rende viventi”.

30.    Se i versetti menzionati dall’evangelista fossero da intendere materialmente, allora non dovreste avere nessun predicatore, nessun insegnante di religione, nessuna pubblicazione, nessun trattato e proprio null’altro che solo la Bibbia, e insegnarla precisamente, parola per parola, così come vi sta stampato, poiché altrimenti Io, Gesù, quale vostro Dio e Creatore e Colui che ha da vegliare sull’adempimento delle Parole della Bibbia, sarei costretto a punirvi tutti senza eccezione e gettarvi all’inferno, perché nessuno di voi segue la citata osservazione e l’avvertimento dell’evangelista Giovanni, e allora i sacerdoti, gli insegnanti di religione, i redattori di periodici religiosi e gli autori di trattati prima di tutti, sarebbero quindi per primi maturi per l’inferno, perché, tanto da non credere, viene interpretato falsamente, aggiunto e levato via. –

31.    E perché Io non vi punisco per questo, poiché voi tutti, senza eccezione, siete trasgressori della Parola della Bibbia e della considerazione di Giovanni? – Perché questi versetti sono da interpretare spiritualmente, e non ciò che voi pensate, bensì vi si trova quanto segue:

32.    L’aggiunta alla parola della profezia, significa: l’interpretazione della parola secondo il vostro stesso punto di vista e parere, così come vi conviene, per la qual ragione la verità viene distorta e trascinata nel fango.

33.    Il ‘portar via’ dalla parola della profezia, invece, significa: l’inadempimento dei dieci Comandamenti e degli insegnamenti che Io esposi nel tempo del Mio magistero di tre anni. Ragion per cui aggiunsi un esplicativo chiarimento ai dieci Comandamenti. Chi perciò non ne adempie le condizioni richieste, costui diventa colui che riduce la pienezza della forza dei Miei insegnamenti e dei Miei Comandamenti, quindi ne toglie, perciò si allontana da Dio come Albero della Vita e così anche dalla santa Città della comunità dei beati, – e cammina sull’ampia via che conduce all’inferno.

34.    Quindi, leggete spiritualmente la Bibbia, vivete e operate secondo le parole delle mie profezie che in queste vi è detto ciò che dovete fare o non fare, allora avrete fatto ciò che Io esigo da voi, cioè: dovete amare Me sopra ogni cosa e il prossimo come voi stessi, quindi, adempiere di fronte a Me con rigore i Comandamenti, ma non andare a prendervi la morte spirituale dell’anima nelle morte lettere della Bibbia!

35.    Dopo quest’introduzione veniamo alle argomentazioni, dalle quali sarà accentuato chiaramente come stanno le cose e che cosa dovete credere come verità divina».

*

(parla F. Schumi):

Queste fonti e dati che qui riportiamo in modo eccezionale, ma non sono nella Bibbia, sono stati comunicati da Dio al Suo scrivano, poiché esiste ancor sempre lo stesso Dio che ha parlato attraverso i profeti, gli apostoli e altri uomini, nella stessa occupazione per il bene dei Suoi figli, come si è già detto: “Cristo è ieri, è oggi e lo sarà per tutta l’eternità, sempre lo stesso amorevole Padre provvedente per i Suoi figli, com’è sempre stato!”.

 

[indice]

۞

Cap. 2

Dimostrazioni che Gesù dichiarò Se stesso come Cristo ovvero il Messia

Zurigo, 17 luglio 1904

Il Padre Gesù si premunisce contro i tentativi di rifiuto da parte dei falsi profeti, e attraverso differenti annotazioni storiche dimostra la verità sulla Sua persona.

(parla Gesù):

1. «Tra la classe delle persone colte c’è una certa progenie di pseudo filosofi che osano spargere ogni genere di menzogne per eliminare la Mia Divinità, la Dignità e l’Onore della Mia persona. Tra queste c’è anche quella che Io stesso non Mi sarei mai chiamato Cristo ovvero il Messia, e perciò non sarei una persona storica, ma solo una persona poetica, vale a dire che non sarei mai esistito, mentre sarei solo una persona inventata dal nascente movimento religioso di quel tempo. Da ciò si vede tutta l’ignoranza o incompetenza di tali falsi profeti, e nello stesso tempo anche la loro cattiva volontà di agire contro di Me, per strapparMi dal cuore e dal sentimento dei Miei figli, cosa che fanno tutti i collaboratori di Satana o del Mio polo opposto. – Tuttavia, questa gioia porterà loro ancora tempi amari nell’aldiquà, e nella tomba dell’’aldilà, essi in tal modo sapranno Chi hanno pungolato con la loro cattiveria. Voglio mostrarvi alcune prove dalle quali scorgerete ora che Io stesso Mi sono effettivamente chiamato Cristo ovvero il Messia, il che significa ugualmente come Re della vita spirituale o come Principe della pace, come sta scritto in Isaia, ovverosia:

2.     – Quando Io, Gesù, venni nella regione di Cesarea Filippi, interrogai i Miei discepoli e dissi: “Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo?”. – Essi dissero: “Alcuni dicono Giovanni il battista, alcuni Elia, Geremia o altrimenti uno dei profeti”. Su questo, Io domandai loro: «Ma chi dite voi che Io sia?”. – Allora rispose Simon Pietro: “Tu sei Cristo, il Figlio del Dio vivente!». Ed Io, Gesù, affermai che ero veramente Io, il Cristo ovvero il Messia, lo dissi ed elogiai Pietro in pubblico, per questa dichiarazione: “Beato sei tu, Simone, figlio di Giona! Poiché questo non te lo ha rivelato la carne o il sangue (cioè il cervello di carne), bensì il Padre Mio (vale a dire il Mio Amore) nel Cielo (il tuo cuore che Mi ama)”. Ma poiché sotto il termine Messia era inteso il potente Dio Jehova, proibii ai Miei discepoli di far sapere questa verità al popolo, perché altrimenti i giudei, vivendo nei peccati, per paura e sgomento avrebbero fatto penitenza in sacco e cenere, poiché attraverso questa conoscenza sarebbero stati oppressi come schiavi nella loro animica libertà di spirito. Invece agli uomini che amano Dio, questa conoscenza non ha mai danneggiato.

3.     – Nel tempo del Mio insegnamento, quando venni per la prima volta con i Miei discepoli a Nazareth, Mi recai nella sinagoga, o scuola giudaica, perché era sabato. Chiesi di leggere ad alta voce, dopo di che Mi si diede il rotolo del libro del profeta Isaia. Quando lo srotolai, trovai proprio il versetto che volevo, dove stava scritto: “Lo Spirito del Signore è su di Me! Egli Mi ha unto (ovvero Mi ha fatto Messia) perché Io predichi ai poveri il Vangelo. Mi ha inviato per guarire coloro che sono di cuore oppresso, per dare la libertà ai prigionieri (che sono nella tenebra spirituale), per dare ai ciechi (nello spirito) la vista (la verità), per mettere gli incatenati (nell’istupidimento spirituale) nella libertà (dell’insegnamento di Dio); e per proclamare l’anno ricco di grazia del Signore (come la riunificazione dei figli con il loro Padre), e annunciare il giorno del giudizio (contro falsi insegnanti di religione attraverso la diffusione della verità sulla Parola di Dio)”. E quando riposi il rotolo, dissi ai Miei ascoltatori: “Oggi questo passo della Scrittura si è adempiuto davanti ai vostri occhi”, con la qual cosa dichiarai apertamente: “Io sono il Messia, del Quale parla qui Isaia”.

4.     – Alla donna samaritana Mi dichiarai liberamente e al pozzo di Giacobbe le dissi: “Il Messia sono Io che ti parlo” [Gv. 4,25-26].

5.     – Nella Mia paternale contro gli scribi e i farisei dissi al popolo e ai Miei discepoli: “Non fatevi chiamare maestri, poiché Uno solo è il vostro Maestro, cioè Cristo” [Matt. 23,10]. Quando Io, Gesù, parlai di Cristo come Maestro, allora Egli doveva essere stato esistente, e che intendevo Me stesso quale Cristo ve lo dice la prossima comunicazione.

6.     – Quando profetizzai sulla distruzione di Gerusalemme, riferii ai Miei discepoli sui futuri falsi cristi, dicendo: “Molti si presenteranno sotto il Mio nome e diranno: ‘Io sono Cristo!’, e ne sedurranno molti” [Matt. 24,5 / 24,23-24].

7.     – Quando il sommo sacerdote Caifa Mi sottopose la domanda affinché rispondessi sotto giuramento se Io fossi il Messia, il Figlio dell’Iddio vivente, gli assicurai che Lo ero, rispondendogli: “Tu lo dici!”, vale a dire, ‘non te lo nego, perché è così’, su cui confermai la Mia breve risposta con una forte e decisiva profezia del ritorno di Cristo e dissi: “… tuttavia vi dico: da ora in poi avverrà che vedrete il Figlio dell’uomo sedere alla destra della potenza di Dio e venire nelle nuvole del Cielo”.

8.     – Nella solenne preghiera che pronunciai all’ultima Cena, dissi: “Questa è la vita eterna: che riconoscano Te, l’unico vero Dio, e Colui che Tu hai mandato, cioè Me, Gesù Cristo, che sono proceduto da Te” [Gv. 17,3-8].

9.     – Secondo il modo di dire nel Vecchio Testamento, l’Unto, il Cristo, ovvero il Messia, significava tanto quanto ‘il Re’, come tale viene chiamato alcune volte il futuro Messia nella Bibbia, e che questo fosse diretto a Me, Gesù Cristo, lo assicurai Io stesso, Gesù, davanti a Pilato, che ‘Io sono Re, ma il Mio Regno non è di questo mondo’.       Anzi, ancora di più, Io stesso entrai (in groppa al puledro d’asina) come l’Unto, che è il Cristo ovvero il Re, in Gerusalemme il 21 marzo nell’anno 33 con esaltazioni di osanna e alleluia del popolo, e tuttavia si osa sfacciatamente sostenere che Gesù non si è mai chiamato Cristo. Perciò i farisei con il loro seguito Mi derisero sulla croce dicendo: “Scendi giù se sei il Re dei giudei, allora crederemo in Te”.

10.   – Dopo la Mia resurrezione accompagnai due dei Miei discepoli, Cleofa e Barsaba Justus che andavano verso Emmaus, senza essere riconosciuto, e dissi di Me stesso: “Non ha dovuto Cristo soffrire questo per raggiungere la Sua magnificenza?” [Lc. 24,26]

11.   – E quando di sera andai tra i discepoli radunati, Io dissi: “Così sta scritto nei profeti e così doveva soffrire (Io come) Cristo e il terzo giorno resuscitare dai morti” [Lc. 24,13-46]».

 

[indice]

۞

Cap. 3

Le fonti sinottiche e sincroniche

(parla Gesù):

«Per quanto riguarda le fonti della Mia storia, esse provengono dai Miei testimoni oculari e contemporanei che le annotarono, in altre parole i Miei discepoli:

2.     1° Giovanni e 2° Matteo – gli evangelisti – come sinottici o testimoni oculari. Soltanto Matteo viaggiò in India e portò con sé il suo Evangelo originale. – 3° Marco, il figlio di Pietro e 4° Luca, il medico.

3.     – Oltre questi quattro c’è il pseudo-Matteo di nome l’Rabbas, che fu uno scrittore di Sidone, il quale mise insieme le copie esistenti e ciò che era stato raccontato dal popolo e fu pubblicato come Evangelo di Matteo. Maggiori particolari su questo vi saranno dati nelle comunicazioni che seguiranno sul tempo della formazione dei Vangeli (al cap. 22).

4.     – Accanto a questi cinque evangelisti ci sono anche le lettere aperte di Pietro, Paolo, Giacomo, Giuda e Giovanni, con ciò nove discepoli Miei contemporanei, i quali, tra questi, sei testimoni oculari scrissero in un tempo mentre tutto era ancora vivente nella memoria del popolo.

5.      Tutte queste molte dimostrazioni della Mia esistenza quale Cristo, come furono tramandate in modo sinottico o sincronico, oppure da testimoni oculari o contemporanei, dimostrano che gli odierni rinnegamenti della Mia esistenza come Cristo e l’autenticità delle notizie evangeliche e apostoliche, si basano su malintenzionati, perché malevoli distruttori della volontà che si estesero dai giorni di Adamo fino all’anno 132 dopo Cristo. Come la tenebra esiste solo finché l’annienta la Luce, così anche l’oscura menzogna si spinge avanti finché non sorge la divina Luce della verità ed illumina la menzogna come tale.

6.      Una dimostrazione molto importante sull’esistenza dell’apostolo Giovanni – dal momento che si rinnega anche l’esistenza di tutti gli apostoli ed evangelisti e dai loro nomi si fanno delle immagini allegoriche dello spirito del tempo, – è per voi la sua Rivelazione, la quale è certamente la testimonianza più vivente di un linguaggio di rispondenza spirituale che sulla Terra non era usato né al tempo degli apostoli né più tardi, e che abbraccia la storia religiosa del mondo dei tempi futuri nelle rispondenze spirituali-celesti.

7.      Contro tali grandi dimostrazioni provenienti dai primi secoli, come sono qui citate, c’è la fabbricazione storica negante il Cristo dal 18°, 19° e 20° secolo, senza qualsiasi base o valore, perché viene sostenuto qualcosa senza produrre contro dimostrazioni, il che è puramente inventato di sana pianta. – Come si può eliminare dal mondo con una semplice negazione, una verità dimostrata da 6000 anni che giunge fino a voi attraverso patriarchi, profeti e apostoli, senza indicare altrettante molteplici prove contrarie, oppure attraverso autentiche notizie provenienti dal tempo del primo secolo?

8.      Non oggi, nel tempo del tenebroso rinnegamento di Dio, in questo vostro tempo dell’offuscamento dello spirito per la verità, possono essere per voi decisive le negazioni senza prove di tutta la verità! Esse devono provenire dalle fonti del tempo degli apostoli, oppure fino al primo secolo, senza voler invece sostenere, dopo circa 2000 anni, qualcosa che viene rappresentato solo come malignità, come cattiva volontà, come tenebra spirituale, come ignoranza nella scienza biblica, come negazione intenzionale della verità e come menzogna profetica, contro invece un torrente di prove della verità provenienti dal tempo della Mia esistenza come Cristo. Perciò, non lasciatevi sviare da falsi profeti e da falsi cristi del tempo presente, perché essi stanno al servizio dell’avversario della Mia Divinità, avversario che si chiama distruttore dell’umanità, e il suo suolo è l’abisso dell’inferno, dove attira i suoi credenti con sé nella profondità delle tenebre della vita spirituale, dopo che li ha derubati della loro salvezza dell’anima».

 

[indice]

۞

Cap. 4

Profezie su Gesù Cristo da parte di scrittori pagani, ebrei e cristiani

(parla Gesù):

1.      «È un fatto poco conosciuto che anche alcuni scrittori ebrei e pagani registrarono, accanto ai Miei discepoli, notizie sul Mio tempo passato, le quali ora serviranno a dimostrare il contrario di ciò che affermano i negatori di Dio, i critici della Bibbia e i soppressori di Cristo.

2.      Si deve far luce una buona volta! Lottare contro di Me, vostro Dio, significa andare a leccarsi il pungiglione. – Oh, voi poveri vermi di terra del figlio perduto. Come volete sussistere nella vostra lotta contro di Me, contro Dio? Le vostre frecce non colpiscono Me, ma voi stessi, perché quanto più infierite per la Mia eliminazione, tanto più tenebroso si prepara l’inferno che vi accoglierà dopo il vostro trapasso. Non crediate però che con ciò sia già tutto finito! – Oh, no! La vostra infamia e le vostre sofferenze saranno spaventose! Perciò allontanatevi in tempo dal vostro affaccendarvi infernale, per non diventare completamente infelici!»

*

a) Profezia della Sibilla d’Eritrea

(parla Gesù):

3.     «Le Sibille erano donne chiaroveggenti, alle quali spesso era mostrata un’immagine del futuro, come accade ancora oggi con i chiaroveggenti, e perciò giunse la profezia del Messia veniente che la sibilla eritrea vide in anticipo nello spirito come un Fanciullo, e poi come un giovane Insegnante.

4.     ‘Symmachia’, questo era il nome della Sibilla, nacque in Eritrea nella provincia greca Böotia e profetizzò a Cuma[1] in Campania nell’anno 1203 a.C. Fu la stessa Symmachia a profetizzare anche la fine di questa città, quando i greci, nell’anno 1194 a.C andarono a Troia.

5      Testo delle due profezie della Sibilla d’Eritrea sulla venuta di Gesù Cristo:

I.     Vedo il Figlio di Dio che si è abbassato dalle altezze. Lo porterà una vergine ebrea proveniente da una nobile stirpe, quando verranno gli ultimi tempi felici. Nei suoi teneri anni soffrirà molto sulla Terra. Tuttavia questo Profeta sarà grande attraverso la divina predizione, nascerà da una madre vergine e sarà saggio e veritiero”.

II.    Verrà un inviato dal Cielo che renderà felice il mondo con l’autentica conoscenza di Dio; infatti, ho visto un Fanciullo scendere dal Cielo e farsi grande tra gli uomini, poi l’ho visto come Giovinetto insegnare nel Tempio, e là tenere grandi discorsi davanti al popolo. L’ho visto guarire molti malati e istruire gli uomini ad amare Dio e il prossimo, e diffondere così solo del divino sulla Terra, con cui potrebbe iniziare un’epoca d’oro se gli uomini Lo ascoltassero e si orientassero secondo il Suo divino insegnamento. Tuttavia gli uomini si allontanano da questo grande Figlio proveniente dal Cielo e preferiscono vivere secondo la loro volontà terrena. Perciò, io ho visto come questo Spirito di Luce lascia il mondo e, di nuovo, sale nel Cielo da dov’era venuto”».

*

b) Profezia sul futuro nome Gesù mediante la Sibilla d’Eritrea

(parla Gesù):

6.     «Al concilio di Nicea (325 d.C.) Costantino il grande dichiarò solennemente: “La Sibilla d’Eritrea fu sicuramente influenzata da Dio, la quale annunciò ciò che doveva avvenire, dichiarando anche in maniera chiara la storia della venuta di Gesù Cristo in quell’incontro delle due prime lettere dell’alfabeto dei versetti che si chiamano Acrostico[2]”. Quest’ultimo contiene le seguenti parole: “Gesù Cristo”, “Figlio di Dio”, “Salvatore”, “croce”.»

*

c) Profezia di Virgilio sulla venuta di Gesù Cristo

(parla Gesù):

7.      «Anno 29 a.C., il 25 ottobre, Roma: “Già si avvicina velocemente l’ultima epoca secondo la profezia cumana, e sorge nuovamente una gran filar di secoli. Ritorna anche già la vergine, ritornano i regni di Saturno, già è inviato giù dall’alto Cielo un nuovo germoglio. Tu, casta Lucina[3] del nascituro fanciulletto, per mezzo del quale dapprima morirà l’epoca del ferro e in tutto il mondo si leverà quella dell’oro; il tuo Apollo regna già. E appunto con te, sotto il tuo consiglio, o Pollione[4], comincerà questo tempo meraviglioso, e questi grandi mesi cominceranno a comparire”. La profezia di Virgilio nell’egloga[5] IV, 4 ff., il cui originale latino dello stesso tono suona come segue:

«Ultima Cumaei venit jam carminis aetas;

Magnus ab integro saeclorum nascitur ordo.

Jam reditet Virgo, redeunt Saturnia regna;

Jam nova progenies coelo demittitur alto.

Tu modo mascenti puero, quo ferrea primum

Desinet ac toto surget gens aurea mundo.

Casta fave Lucina; tuus jam regnat Apollo.

Teque adeo decus hoc aevi, te consule, inibit,

Pollio, et incipient magni procedere menses …»

8. Quello che il poeta romano Virgilio canta nell’egloga del germoglio celeste che fonderà l’era d’oro, avvenne sotto l’influenza della profezia cumana dall’idea, sostenuta in genere dai giudei, dell’arrivo del Messia. Questa profezia poetica fa parte in ogni modo delle fonti della storia cristiana, anche se intessuta con mitologie pagane».

 

*

d) Relazioni di storici romani sull’arrivo del Messia dalle profezie

(parla Gesù):

9.     «Tacito (anno 102, il 5 ottobre, Roma). La storia dice (come Svetonio in Vespasiano 4): «…si sostiene che in quel tempo, l’Oriente giungerà al dominio e verrà uno dalla Giudea che sottometterà il mondo intero».

10.   Svetonio (anno 132, il 6 settembre, Roma), si dice in Vespasiano 4: “…in tutto il paese d’Oriente regna un’antica e costante opinione, secondo la quale è deciso che in quel tempo verrà Uno nella Giudea che sarà Signore del mondo intero”.»

 

[indice]

۞

Cap. 5

Sulla morte di Giovanni Battista

Un’autenticità storica su Giovanni Battista da parte di Giuseppe Flavio[6]. Nell’anno 30, Aretas, re dell’Arabia arenaria, combatté contro il re Erode Agrippa II, perché quest’ultimo aveva respinto sua moglie, figlia di Aretas, e distrusse tutto il suo potere.

 

(parla Gesù citando una lettera di Giuseppe Flavio):

1.      «“Alcuni dei giudei hanno riconosciuto nella sconfitta dell’esercito di Erode la disposizione del Signore che esigeva da Erode la giusta punizione a causa di Giovanni Battista. Erode lo ha fatto giustiziare anche se era un uomo giusto, perché esortava i giudei a tendere alle virtù, ad esercitare verso il loro prossimo la giustizia e la devozione verso Dio e, così, giungere al battesimo; solo allora il battesimo sarà compiacente a Dio, mentre loro lo usavano solo per la guarigione del corpo, non per l’espiazione dell’anima che, secondo loro, sarebbe poi già santificata attraverso una vita giusta. Giovanni era stato messo in catene per aver rimproverato Erode a causa della sua vita da adultero, e lui lo mandò alla fortezza di Macharaus e là (per via della nota causa con Erodiade) decapitato. La sua morte, secondo la convinzione dei giudei (che consideravano Giovanni un profeta – Matteo 14,1-11 e 21,26), è stata la causa del perché l’esercito di Erode cadde vittima dell’ira di Dio”. [Giuseppe Flavio – Libro dell’antichità giudaica, cap. 18, versetti 1,2]».

 

[indice]

۞

Cap. 6

La dimostrazione di errate trascrizioni tramite

una descrizione della figura di Cristo

(il Padre Gesù ci rivela):

1. «Un monaco di nome Giacomo nel monastero di Alessandria d’Egitto compone la descrizione della Mia figura come si era conservata fino a quel tempo nella tradizione popolare, ed attribuisce la stessa, al fine di fornire ai posteri una paternità per la veridicità della stessa, a un personaggio inventato di nome Publius Lentulo, quale governatore della Giudea al tempo di Gesù, come scritto di suo pugno:

Alessandria, 15 maggio 1159

2. “Publius Lentulo scrive al senato e al popolo romano la seguente lettera:

3.      «In questi giorni è apparso un uomo molto virtuoso di nome Gesù Cristo che è ancora tra noi, e dal popolo è chiamato profeta della verità, ma dai Suoi discepoli Figlio di Dio. Egli risveglia i morti e guarisce ogni sorta di malattie. Un uomo  di statura ragguardevole e prestante. Il volto è venerabile, e al vederlo lo si può amare come anche temere. I capelli hanno il colore di una nocciuola totalmente matura, lisci fino agli orecchi, ma da lì in giù, riccioli, dal colore un po’ scuro e lucente distesi fino agli omeri, divisi in due a metà del capo, secondo il costume dei Nazareni. La fronte è liscia e aperta con il volto senza alcuna ruga ed è esente da macchie con un moderato amabile rossore. Niente del naso e bocca è sporgente o incavato. La barba è forte, copiosa e piena, ed è dello stesso colore dei capelli, non lunga, ma divisa a metà. L’aspetto è semplice e maturo, gli occhi sono di un grigio-blu e chiari. Nel rimprovero è terribile, nell’ammonire è gentile e amorevole. È gaio, ma comunque serio. Non Lo si è mai visto ridere, ma spesso piangere. È alto nella sua statura ed energico. Le Sue mani e braccia sono molto dilettevoli. È piacevole ed aggraziato nel parlare, è raro (nel farsi vedere) e modesto. Le sue fattezze veramente belle, superano quelle dei figli degli uomini”».

4.      Ora seguono tre copie latine dello stesso originale, delle quali ognuna è diversa, poiché nessuna è stata copiata fedelmente secondo l’originale. – Queste tre copie seguono qui affinché i critici degli Evangeli e della Sacra Scrittura riflettano su quanto superficiali erano gli scrivani di un tempo, cosa che si può vedere in particolare anche dal Nuovo Testamento nelle nuove edizioni in greco e in latino, le quali, pur essendo tratte dagli stessi scritti e annotati nello stesso tempo, mostrano comunque gigantesche differenze, come è dimostrata l’incapacità in queste tre copie, – anzi, si può dire, ancora maggiori. – Perché allora fare grandi studi, che diventano inutili, se non si conoscono i motivi del perché di questo o di quello?

 

- - -

(I copia)

5. «Publius Lentulo in Giudea praeses (tempore Cesaris) senati populoque – Romano hanc epistolam misit:          Apparuit temporibus istis nostris, et adhuc est, homo magnae virtutis, cui nomen Jesus Christus, qui a gente dicitur propheta ueritatis; et a suis discipulis filius Dei. Suscitans mortuos et sanans omnes languores. Homo quidam statura procerus et spectabilis. Vultum habens uenerabilem quam intuentes facile possunt dirigere et formidare. Capillos habens coloris nucis auellane prematura et planos usque ad aures; ab auribus uero’crispos aliquantulum coeruliores et fulgentiores; ab humeris uentilantes. Discrimen habens in medio capite iuxta morem Nazareorum. Frontem planam serenissimam cum facie sine ruga aliqua, quam rubor moderatus venustas. Nasi et oris nulla prorsus reprehensio. Barbam habens copiosam et capillis concolorern, non longam, sed in medio birucatam. Aspectum simplicem et maturum, oculis claucis uariis et claris. In increpatione terribilis, in admonitione blandus et amabilis. Hilaris quidam seruata gravitate. Nunquam uisus ridere, flere autem sepe. In statura corporis propagatus et rictus. Manus habens in brachia uisu desertabilia. In colloquio gratis, rarus et modestus. Forma certe speciosus prae filiis hominum».

6.      Questo rapporto di Publius Lentulo su Gesù, finora la migliore fu pubblicata da J. Ph. Gabler [Piccoli scritti teologici, vol. II, 1831, pgg. 636, sq.] e si trova nel cod. Harleianus 2729, sec. XII, che contiene altrimenti la strategia di Frontin e di Eutrop su un foglio incollato all’inizio, da una mano del secolo XV, quindi: come suona la registrazione in latino in alto:

[Comunicato dal Dr fil. Gotthold Gundermann

 nella rivista per teologie scientifiche

del Dr. Adolf Hilgenfeld, 1886, pagina 241]

 

- - -

(II copia)

7.      7.a epistola di Lentulo all’imperatore Tiberio: «Apparuit hjis temporibus ed ahuc est, homo magnae virtutis, nominatus Christus Jesus, qui dicitur à gentibus propheta, quern eius discipuli uocant filius Dei. Suscitans mortuos et sanans omnes languores; homo sgtaturea procerae, mediocri set spectabilis, vultum habens uenerabilem, quem intuentes possunt formidare et dirigere. Capillos habe coloris nucis auellanae praematurae, et planos ferè usque ad aures. Ab auribus cuntanos crispos aliquanto, caeruleores et subgemiores ab humeris uentilantes, discrimen habens in medio capitis, iuxta morem Nazaraeorum; frontem planam et serenissimam cum facie sine ruga aut macula aliqua, quem rubor moderatus venustat Nasi et oris nulla reprehensio. Barbam habet copiosam et impuberem, capillis con colorem, non longam, sed in medio bifurcatam. Aspetum habet simplicem et maturum, oculis claris existentibus. Increpatione terribilis, in admonitione blandus et amabilis, hilaris seruata gravitate; qui nunquam ridere, flere autem saepe uisus est. In statura, corporis propagatus rictus. Manus habe et brachia uisu delectabilia; in colloquio rarus et modestus, speciosus inter filiu, hominum».

[Apokrypha hoc est nattiones de Cristo,

extra Biblia apud Patres reperta. Gr. et lat.

Protevangelion Jacobi grasce primum editum etc.

Cur Michael Neander 8, Basileae 1567, pagina 410-411]

 

- - -

(III copia)

8.      «Lentulo hierosolymitanorm praeses S. (enatui) P. Q. (ue. Roinano S. (cripsit): Apparuit temporibus nostris, et adhuc est homo magnae virtutis, nominatus Christus Jesus, qui dicitur a gentibus propheta ueritatis, quem eius discipuli uocant filium Dei. Suscitans mortuos, et sanans languores. Homo quidam staturae procedere, spectabilis, uultum habens uenerabilem, quem intuentes possunt et dirigere et formidare. Capillos uerò circinos et crispos aliquantulum ceruliores et fulgentiores, ad himeris uolitantes, discrimen habens in medio capitis, iuxta morem Nazarennorum. Frontem planam et serenissimam cum facie sine ruga, macula aliqua, quam rubor modratus uenustat. Nasi et oris nulla prorsus est repehensio, barbam habens copiosam et rubram capllorium colore, non longam, se bifurcatam. Oculis uariis et claris existentibus, In increpatione terribilis, in admonitione placidus et amabilis, hilaris, seruata gravitate, qui nunquam uisus est ridere, flere autem saepe. Sic in statura corporis propagatus, manes habens et mebra uisu delsctabilia, in eloquio gratis, rarus et modestus, speciosus inter filios hominum». Valete.

[Monumenta sanctorum patrum orthodoxographa, colectore Joh.;

Jac. Gryyuaeo. Brasileae 1569. Sub:

Epistolae orthodoxographorum Theologorum latinorum. pag. 1]

 

[indice]

۞

Cap. 7

Indicazioni più precise sulla descrizione della figura di Cristo

Zurigo, 25 giugno 1904

 

Shumi riceve un chiarimento da Gesù sulla descrizione della Sua figura trasmessa secondo le indicazioni verbali ‘tradizionali’ di allora, indicate negli scritti rivelati in precedenza, illuminandoci oggi sul valore storico degli stessi,.

(parla Gesù):

1. «Io, Gesù, dopo che il primo giugno nell’anno 30 (secondo il presunto calcolo del tempo) Mi feci battezzare da Giovanni Battista e radunai intorno a Me i Miei discepoli, comparvi e iniziai a predicare. Ma non è ora il Mio compito di riferirvi come ho diffuso la Mia Dottrina, bensì quale aspetto avevo come Uomo e com’ero animicamente costituito.

2.      La Mia comparsa fu allo stesso tempo la scala per i curiosi, per quale aspetto avessi, chi fossi e cosa si raccontasse su di Me. Ero ben osservato dal popolo, guardato da tutte le parti ed ero oggetto di discussione di bocca in bocca, a tal punto che la Mia persona divenne nota in generale, e questa descrizione verbale rimase esistente anche dopo la Mia ascesa al Cielo, da cui si formò la trasmissione orale ed ha continuato a vivere nel popolo, ma non è mai stata scritta perché era troppo nota. Successivamente, però, s’insinuarono comunque alcune contaminazioni, ed è per eliminare queste che ora vi voglio comunicare la verità.

3.      Fu nell’anno 1159 che un monaco di nome Giacomo, nel convento di Alessandria d’Egitto, Mi descrisse così come era trasmessa la tradizione di Me nel popolo. Questa tradizione o trasmissione verbale venne poi in mano a uno scrittore mondano in Roma, al quale sembrò troppo semplice, perciò nell’anno 1236 fece una traduzione della descrizione della Mia figura con diversi abbellimenti, descrizione che si trova presso la famiglia nobile dei Cesarini in Roma e di cui è stata stampata una libera traduzione in tedesco, su cui segue un esempio di come si fabbricano le falsificazioni:

- - -

.        Publius Lentulo, praeses Hierosolimitanoru

all’imperatore Tiberio:

5.      “Ho sentito, o Cesare, che Tu desideravi sapere ciò che io ti riferisco ora. L’uomo, del quale mi domandi, vive qui in gran rispetto e si chiama Gesù Cristo. Il popolo lo chiama profeta, i suoi discepoli lo considerano Figlio di Dio, il Creatore del Cielo e della Terra e di tutte le cose che sono ed erano nel mondo. In verità, o Cesare, su Cristo si sentono giornalmente cose miracolose. Risveglia i morti alla vita, guarisce i malati con una sola parola. È di statura media e di bell’aspetto. Il suo volto è così maestoso che coloro che lo guardano lo devono amare e temere. I suoi capelli hanno il colore di una nocciola molto matura, e fino agli orecchi è pettinato in modo liscio, dagli orecchi in giù invece sono del colore della terra o ancora più chiari. Secondo il modo dei Nazareni ha i capelli divisi a metà. La fronte è liscia e aperta, le guance lisce, senza rughe e coperte di serietà. Il naso e la bocca sono regolari. La sua barba è liscia, come i capelli, ma non lunga e divisa a metà. Il suo sguardo è serio e penetrante; i suoi occhi somigliano a raggi del Sole, in modo che nessuno li può guardare per via dello splendore. Quando minaccia, desta timore; quando invece ammonisce, attrae. È anche lieto, ma con dignità. Si afferma che nessuno lo abbia mai veduto ridere o piangere. Le sue mani e braccia sono molto belle. I suoi discorsi soddisfanno molto gli ascoltatori. Lo si vede di rado, ma quando lo si vede, è molto serio. Secondo l’aspetto, è l’uomo più bello che si possa vedere e immaginare. Sua madre passa nel paese come la donna più bella. Se la tua maestà, o Cesare, desidera vederlo, come mi hai scritto prima, allora annunciamelo, ed io te lo manderò subito. Egli in tutta Gerusalemme provoca l’ammirazione con i suoi insegnamenti. Non ha mai studiato niente, ma conosce tutti gli insegnamenti a memoria. Cammina a piedi scalzi e senza copricapo. Molti lo deridono, ma coloro che lo sentono insegnare lo ammirano e tremano davanti a lui. Si dice che un uomo simile non sia mai stato visto o udito in questa zona. Come mi raccontano i giudei, nessuno ha mai elargito così saggi consigli quanto questo Gesù Cristo. Molti giudei lo considerano come un Dio e credono in lui; ma ci sono anche molti che lo accusano presso di me che sarebbe un avversario della tua maestà. Mi sono avversi questi giudei che vogliono del male. Si sostiene che non avrebbe ancora mai fatto a nessuno del male, invece molto del bene. Coloro che lo conoscono, dichiarano di aver ricevuto da lui benefici, e sono stati guariti. Ma ciò nonostante sono pronto ad obbedire ai tuoi ordini e farò ciò che tu mi ordinerai. Addio! Dato in Gerusalemme nella settima ‘indizione’ dell’undicesimo mese”.

Il governatore della Giudea

più fedele e più obbediente di tua maestà

Publius Lentulo”

*

6.      Su questo documento falsificato voglio dirvi soltanto che non è mai esistito un governatore Publius Lentulo della Giudea, oppure un praeses Hierosolimitanorum[7]. Ponzio Pilato dall’inizio dell’anno 29 fino all’anno 36 fu pretore o governatore della Bassa Galilea, della quale faceva parte anche la Giudea, e che la settima indizione[8] appartiene all’anno 34, anno in cui Io non ero più nel mondo. Allora non esisteva nessun calcolo secondo indizione, perché questo fu introdotto più tardi. Anche il titolo ‘maestà’ a quel tempo non era ancora in uso per gli imperatori romani.

7.      Dopo che vi ho dato queste dimostrazioni che entrambi gli originali furono falsificati ed erano soltanto tradizione com’era tenuta nel popolo, voglio ora darvi la rivelazione fedele alla verità sulla Mia figura, che è questa:

8.      «Io, Gesù Cristo, ero un Uomo virtuoso, come si penserà non altrimenti di Me come Dio in forma umana; i Miei discepoli Mi chiamavano “Signore”, “Maestro” e “Figlio di Dio”, come profetato da Mosè. Ho risvegliato i morti ed ho guarito tutte le malattie. La Mia altezza era di 180 centimetri ed era una figura prestante, perché il corpo era formato senza difetti. Il Mio aspetto era molto nobile, perché la Mia certa serietà era unita ad un’amabile gentilezza che impressionava tutti, al punto che gli amici Mi amavano molto; i nemici, invece, che Io guardavo in faccia con uno sguardo maestosamente serio, – percepivano talvolta paura e timore di Me. I Miei capelli erano di un biondo-rosso scuro, ma splendenti come seta e delicati come quelli di un fanciullo che ha la crescita dei suoi capelli nella più prosperosa freschezza dell’adolescenza. Quanto erano belli e prosperosi i capelli splendenti, non ve lo potete immaginare, perché oggigiorno non lo si vede da nessuna parte; in alto, dalla riga fino agli orecchi, erano lisci con una piccola interruzione ondulata, dagli orecchi in giù cominciavano a formarsi in riccioli ondulati che scendevano nei più bei riccioli sulle spalle fino a metà schiena. Si ammirava quest’insolita bellezza dei Miei capelli, divisi in due parti che scendevano ondulati dalla testa, come in quel tempo era la moda dei capelli tra nazareni e galilei. La Mia fronte era alta e liscia e, come il Mio volto, senza macchie né rughe, e questa si abbelliva di un piacevole rossore mediante una pelle fine e delicata che aveva un aspetto flessibile e giovane, il che era amabile da vedere. Il naso orientale era ben formato, senza alcuna incavatura agli occhi, e una bocca dalle labbra corrispondenti a tutte le pretese del senso di bellezza di un pittore, e queste abbellivano il Mio volto. La Mia barba non era né troppo ruvida, né troppo fine, ma del tutto adeguata, come deve essere nella miglior forma di un bell’uomo, il suo colore era lo stesso dei capelli; essa non era lunga, ma cresciuta bene, a metà divisa in due parti e ben curata. Il Mio sguardo era semplice, catturante e gentile, anche se non ridevo mai. I Miei occhi erano né grandi né piccoli, ma splendenti, di un bel colore grigio-blu circondato da un bel bianco. Nel rimprovero ero molto severo, mentre il Mio sguardo penetrante metteva i nemici alle strette, tanto che scappavano presto; – nell’ammonire ero gentile e amorevole, conservando però la necessaria serietà. Non Mi si è mai visto ridere dal Mio dodicesimo anno, perché allora cominciò la Mia istruzione spirituale dell’animo-carattere che, a differenza dello Spirito d’Amore di Dio nel cuore, si chiama spirito umano. Anche se non ho mai pianto, di tanto in tanto ero triste e sempre per via dell’ostinazione dei farisei e dei loro seguaci, ciò perché delle lacrime negli occhi di un adulto, senza pianto né grida, non è piangere! Le Mie mani e le braccia erano ben adeguate e ben formate secondo la forma del corpo».       Nel colloquio con gli uomini ero serio, saggio e deciso, ma in ogni modo modesto, sempre conservando la Mia dignità; nei discorsi pubblici ero pienamente serio, calmo e con una voce che suonava maestosamente colma di forza e, nell’espressione, decisa e dimostrativa. Che il Mio aspetto esteriore, come Dio in forma umana – poiché possedevo tutte le perfezioni come una volta l’aspetto di Adamo che avevo formato secondo l’immagine del Mio Io – superasse certamente tutti i figli degli uomini con questa singolare bellezza, ve lo potete facilmente immaginare, per questo la descrizione della Mia figura fu conservata tradizionalmente così bene fin nel dodicesimo secolo, perché Mi consideravano come l’Uomo dei miracoli e ovunque facevano delle osservazioni su di Me. In estate andavo a piedi nudi e sempre senza copricapo, perché tutti gli uomini poveri andavano così. Su Maria non fu conservata nessuna tradizione, è comunque vero che possedeva un aspetto esteriore molto bello, ma non era la donna più bella della Palestina».

 

[indice]

۞

Cap. 8

Il profilo del volto di Gesù

(parla Gesù):

1.      «Su questa faccenda esiste un profilo del Mio volto che una volta fu inciso su uno smeraldo, di cui è raccontata la seguente storia, falsificata:

2       “L’unica vera immagine del nostro Salvatore, è impressa in un’incisione su uno smeraldo su ordine dell’imperatore Tiberio (regnante nel 14-37 dopo la nascita di Cristo) e consegnata dalla tesoreria di Costantinopoli attraverso il sultano dei turchi al papa Innocenzo VIII (reggente 1484-1492), per il riscatto di suo fratello che allora era prigioniero dei cristiani”.

3.      L’immagine menzionata è un’incisione nello smeraldo che un intagliatore di smeraldi in Roma fece nell’anno 1236, in parte sulla descrizione della Mia figura secondo il manoscritto che si trova presso la nobile famiglia dei Cesarini in Roma, in parte secondo l’antica moneta di Elis che rappresenta Giove di Fidia in Olimpia.

4.      Quando il pio Fidia scolpì la statua di Giove per Olimpia, nel suo spirito egli cercò il vero Dio ed Io gli feci trovare appros-simativamente i Miei tratti. E quando, dopo il completamento della sua imponente statua, come narra la saga corrispondente alla verità, “egli avrebbe invocato il Padre degli déi e degli uomini” e chiesto un segno se quest’immagine Mi compiacesse, Io gli diedi la risposta attraverso un lampo di fulmine dal ciel sereno che andò a colpire il terreno del Tempio.

5.      L’immagine intagliata nello smeraldo e riportata su carta, è di certo molto dissimile dal Mio vero volto; invece quella nuova immagine data di nuovo nello spirito a un disegnatore, è abbastanza simile alle fattezze di come Io apparivo al tempo del Mio insegnamento terreno. Quest’Immagine compare nella tradizione cristiano-teosofica».

 

[indice]

۞

Cap. 9

Il verdetto di morte di Ponzio Pilato il 25 marzo dell’anno 33

Accanto ai segni del tempo sulla Mia vita, sugli insegnamenti e sulle Mie azioni, deve seguire qui per la prima volta il testo in tedesco secondo il verdetto originale latino di Ponzio Pilato:

 

(parla Gesù):

verdetto

 

Giudice: Pronunciato da Ponzio Pilato, governatore nella Bassa Galilea.

Sentenza:     Gesù di Nazareth deve subire la morte sulla croce.

1.      Nel diciassettesimo anno dell’imperatore Tiberio, nel 25° giorno del mese di marzo, nella santa città di Gerusalemme, al tempo di Hanna, sacerdote, e Caifa, sommo sacerdote di Dio:

2.      ‘Io, Ponzio Pilato, governatore nella Bassa Galilea, seduto sul seggio presidenziale del pretorio, condanno Gesù di Nazareth a morire sulla croce tra due criminali, perché così lo ha stabilito il consiglio del Tempio; ma in Lui non ho trovato nessun crimine che lo renda colpevole secondo le nostre leggi romane, perciò da parte mia non è condannato secondo le nostre leggi, ma secondo la volontà del sacerdozio del Tempio, perché solo questo Lo ha accusato di crimini che io in verità non ho trovato.

3.      Io ordino al primo centurione, Quirinius Cornelius, di condurLo sulla piazza del giudizio e proibisco a tutte le persone ricche o povere, di impedire la morte di Gesù’. Testimoni di questo mio verdetto sono: Daniel Robani, fariseo; Giovanni Zaerbatel; Raphael Robani; Capet, scrivano. Gesù sia condotto fuori città attraverso la porta Sruenea”.

*

4.      Questo giudizio non piacque al Tempio, ma con l’eccitato Ponzio Pilato non c’era da contendere, perciò il Tempio tacque, perché aveva ottenuto la cosa più importante, e con ciò il sommo Consiglio si accontentò.

5.      Soltanto che da tutte le parti arrivavano notizie che il popolo imprecava e protestava vivamente di questo crimine dei sacerdoti del Tempio, perciò il suo Consiglio decise il sette maggio (il giorno dell’Ascesa al Cielo) di pubblicare il giudizio di Ponzio Pilato, ma con l’esclusione del crimine d’accusa, nel quale era inclusa la loro accusa contro Gesù, e questo verdetto fu ricopiato incidendo dodici piastre di ferro, una per ognuna delle dodici tribù, e le inviarono alle stesse, cosa che avvenne pure. Solo nelle persecuzioni postume dei giudei, tutte le piastre andarono perdute. Alla fine ne fu ritrovata una sola, la cui storia e il suo contenuto è riportato qui di seguito:

 

*

(Il verdetto di morte imposto a Cristo falsificato dal Tempio il 7 maggio dell’anno 33)

6.      Nella Cappella[9] di Caserta, in Italia, si trova una piastra di ferro sulla quale è inciso il verdetto di morte del nostro divin Redentore in lingua ebraica. Al lato del testo sta scritta l’annotazione:

“Una piastra uguale a questa è stata inviata a ciascuna tribù”.

7.      La piastra di cui si parla fu trovata nella città dell’Aquila nell’allora regno di Napoli, e precisamente intorno all’anno 1280 in occasione di alcuni scavi. Poi per lungo tempo fu conservata nella sagrestia di un (ex) monastero nelle vicinanze di Napoli, finché, chiusa in un cofanetto di ebano, la piastra fu consegnata alla Cappella di Caserta. Al tempo di Napoleone corse il grave pericolo di essere portata in Francia, e solo la circostanza che i frati del monastero ‘Karthäuser’ in questione avevano fatto sacrifici non indifferenti per l’esercito francese, diede il necessario peso alle loro richieste, vale a dire di trattenere la memorabile piastra storica.

8.      Nel frattempo la piastra fu accuratamente ispezionata dalla commissione francese delle arti, fu fatta una traduzione in francese della sua iscrizione e – cosa più importante – la sua autenticità non fu messa in dubbio in nessun modo, e dopo quella traduzione il giudizio, tradotto in tedesco, fu il seguente:

9.      Verdetto pronunciato da Ponzio Pilato, governatore della Bassa Galilea, il perché Gesù di Nazareth deve subire la morte sulla croce.

10.    Nel diciassettesimo anno dell’imperatore Tiberio e nel 25° giorno del mese di marzo, nella santa città di Gerusalemme, al tempo di Hanna sacerdote e Caifa sommo sacerdote di Dio:

11.    Ponzio Pilato, governatore della Bassa Galilea, sedendo sul seggio presidenziale del pretorio, condanna Gesù di Nazareth a morire sulla croce tra due criminali, poiché grandi e note testimonianze del popolo dichiarano: Gesù è un tentatore. Egli è un sobillatore. Egli è un nemico della legge. Si fa chiamare falsamente Figlio di Dio. Si fa chiamare falsamente re d’Israele. È entrato nel Tempio, seguito dalla folla, portando nelle mani una palma. Ordina al primo centurione Quirinius Cornelius di condurlo nel luogo d’esecuzione e di proibire a tutte le persone ricche e povere di impedire la morte di Gesù. I testimoni che hanno firmato il verdetto contro Gesù, sono: Daniele Robani, fariseo; Giovanni Zaerbatel; Raphael Robani; Capet, scrivano. Gesù viene condotto fuori città dalla porta Sruenea”.

[Secondo la rivista: "La città santa di Dio", 1880, p. 145.

Pubblicato dalla casa della missione "dei Santi Arcangeli" per Steyl]

*

12.    Questa è la seconda testimonianza dell’importante verdetto, secondo il quale Gesù dovette subire la morte sulla croce».

 

[indice]

۞

Cap. 10

Una ulteriore testimonianza nell’anno 72 sull’operare e sulla morte di Cristo

(parla Gesù):

1.      «Giuseppe Flavio, storico giudeo, nell’anno 72 d.C. nel 18° libro, 3° capitolo, 3° versetto, scrive nelle sue “Cronache giudaiche” sulla Mia comparsa, sulla Mia morte e sulla continuità dei confessori di Cristo le seguenti parole:

2.      “Eodem tempore fuit Jesus, vir sapiens, si tamen virum cum fas est dicere. Erta enim mirabilium operum patrator et doctor eorum, qui lienter vera suscipiunt, plurimosque tam de Judaeis quam de gentibus sectatores habuit. Christus hic erat, quem accusatum a nostrae gentis principus, Pilatus eum addixisset cruci. Nihilominus non destierunt eum deligere, qui ab initio coepernat. Apparuit enim eis tertia die vivus, ita ut divinitus de eo vates hoc et alia multa miranda praedixerunt. Et usque in hodierum, christianorum genus ab denominatum non deficit“.»

3. (traduzione): “In quello stesso tempo ci fu Gesù, uomo sapiente che veniva considerato uomo dalle grandi virtù. Infatti, fu operatore di grandi prodigi e loro maestro che, con entusiasmo, lo accolgono e venerano molti tra i giudei e tra i pagani. Questi era Cristo, accusato dai capi della nostra gente, Pilato lo condannò alla croce. Nessuno di coloro che lo seguivano dall’inizio rimasero con lui. Apparve loro il terzo giorno vivente, tanto che per questo lo invocano come divino, attribuendogli molte cose mirabili preannunciate dai profeti. E fino ad oggi i suoi discepoli sono nominati cristiani”.

 

[indice]

۞

Cap. 11

Sul giorno della morte di Cristo avvenuta il 25 marzo nell’anno 33

e sui fenomeni riportati negli Evangeli

(parla Schumi):

1. Sulla morte di Cristo, Ritter von Vesme che, ben inteso, non è un credente della divinità di Cristo, riporta così alcuni punti evangelici nel suo libro sulla storia dello spiritismo [1° vol. pag. 451]:

2. “La morte di Gesù Cristo fu il più grande avvenimento che la storia del mondo ricordi, questo si dovrebbe poter dire almeno in vista delle conseguenze che l’avvenimento ha portato con sé. Seguendo le parole dell’Evangelo, il mondo tremò in quel terribile momento e si avverarono straordinari miracoli”.

3. “In Matteo 14,45-46 / 14,50-54 si dichiara: «Dall’ora sesta (mezzogiorno) si creò un’oscurità su tutto il paese fino alla nona ora. Intorno all’ora nona (le tre del pomeriggio) Gesù esclamò ad alta voce: ‘Eli, Eli! Lama sabachthanì?’», il che significa: ‘Mio Dio, Mio Dio, perché Mi hai abbandonato?’. – «Poi esclamò ancora una volta e disse: ‘È compiuto!’, e morì. Ed ecco che la cortina nel Tempio si squarciò in due dall’alto in basso. La Terra tremò, le rocce si spaccarono, le tombe si aprirono, molti corpi dei beati dormienti si alzarono e uscirono dalle tombe, vennero nella Città santa e comparvero a molti. Quando il comandante e coloro che erano con lui di guardia a Gesù, videro il terremoto e gli altri avvenimenti, si spaventavano molto e dissero: ‘In verità, Questi era il Figlio di Dio!’»”.

4. “Marco dice solamente che il Sole si oscurò e la cortina del Tempio si squarciò [Marco 15,33 / 15,38]. Lo stesso dice Luca in 23,44”.

*

5. (Gesù spiega):  «Che Marco non menzioni il terremoto, né la spaccatura delle rocce, né la resurrezione dei beati, è perché suo padre Pietro dimenticò di riferirgli il resto. – Il fatto che anche Giovanni non riferisca né dell’oscurità, né della cortina, né del terremoto, né della spaccatura delle rocce, né della comparsa dei defunti, è perché lui, come dice il Padre Gesù, non dava importanza al materiale, ma solo allo spirituale, il che è la cosa più importante.

6.     Ritter von Vesme annotò su questo: «..nonostante ciò, gli autori pagani hanno prestato più attenzione a questi ‘miracoli’, che a Luca e Giovanni. Così Tertulliano († 240 d.C.) poté dire ai suoi avversari pagani: “Indagate e troverete riferito l’avvenimento nelle vostre stesse raccolte di documenti”».

7.     Pure Rufinus mandò a dire ai pagani attraverso un sacerdote di Antiochia di nome Lacianus: «Consultate i vostri annali e lo troverete» [libro n. 9, cap. VI].

 

*

Sul’eclisse solare

(parla Gesù):

8. «Sull’eclisse solare che sarebbe avvenuta dalle ore 12 alle 15 del pomeriggio. Matteo riferisce che (secondo il tempo di Betlemme) si creò un’oscurità su tutto il paese dall’ora sesta all’ora nona che, secondo il tempo europeo, è circa dalle ore 12 alle ore 15 del pomeriggio. Su questa nota esistono però anche altre dimostrazioni che confermano questo dato di fatto.

9. Ci sono due lettere dello stesso Dionisio dell’Aeropagite, del quale è menzionato negli Atti degli apostoli che, attraverso il celebre discorso dell’apostolo Paolo in Atene, fu convertito al cristianesimo. Qui segue ora la prima che è rivolta a Policarpo, di cui la seconda lettera appare soltanto come duplicato:

10. “Apollofanes ed io (allora entrambi ancora pagani) ci trovavamo ad Eliopolis, quando abbiamo visto all’improvviso la Luna andare davanti al Sole e lo vedemmo oscurato (sebbene non era il tempo della loro congiunzione). In seguito abbiamo notato – era circa l’ora nona – come essa (cioè la Luna) abbandonò nuovamente il posto sotto il Sole che aveva occupato, per posarsi sulla parte diametralmente opposta. Questa congiunzione cominciò dalla parte est. La Luna andò fino all’altro capo del disco del Sole, dove rimase ferma e ritornò al posto precedente da dove era venuta. Quindi il Sole cominciò ad oscurarsi nella parte est ed abbiamo ricevuto nuovamente luce con il ritorno della Luna nella parte ovest. Puoi farti raccontare il caso da Apollofanes così che non mi si può accusare palesemente di menzogne” [St. Dionys, libro II, lettera 8].

11. Apollofanes non lo accusò per nulla di menzogne, perché anche lui vide la stessa cosa – perché questa lettera è e rimane autentica – nonostante l’affermazione contraria di coloro che disconoscono Me, il Cristo. –

12.  L’erudito giudeo alessandrino Phlego, che nacque verso la fine del secondo secolo, ha scritto la storia delle Olimpiadi dalla loro origine fin su all’anno 140 del calcolo cristiano del tempo. Sebbene lui, come giudeo, non fosse in nessun modo un amico dei cristiani, ha in ogni caso confermato: “Verso la metà del quarto anno della 202° Olimpiade (dell’anno 33, secondo il calcolo cristiano del tempo) in seguito alla più grande eclissi solare che sia mai stata osservata, sarebbe subentrata un’oscurità così profonda, che si sarebbero viste le stelle in pieno giorno”.

13. Ritter von Vesme annota: “Si osservi anche che con questa oscurità non si poteva trattare di una normale eclissi solare, poiché una tale eclissi può avvenire soltanto con la Luna nuova. Qui era il giorno 14 nel mese di Nisan (quindi in piena Luna piena), nel giorno prima della festa di Passah, quando il Cielo si oscurò.

14. Questo è quindi un magnifico caso di chi cerca il suo simile.

 

*

15. (chiarimento):  Non fu un’eclissi solare materiale durante la morte del Mio corpo carnale, bensì un oscuramento interiore spirituale in tutta la Creazione, il che esteriormente si mostrò come un’eclissi solare, e interiormente negli spettatori della Mia Crocifissione si mostrò come un orrore, come circondati da spiriti, perché l’anima (di tutti i presenti), più staccata dal corpo mediante la Mia Volontà, in effetti, si trovò in mezzo agli spiriti che assistevano alla triste rappresentazione».

*

Sul terremoto

(parla ancora Gesù):

16. «Sul terremoto durante la morte di Gesù, il giudeo alessandrino Phlego aggiunge alla sua narrazione ancora qualcosa della grande eclissi solare: “…che allo stesso tempo, in seguito a un tremendo terremoto, la città di Nicea è stata per la maggior parte distrutta”.

17. Anche nella cronaca di Alessandria lo storico greco Thallus si esprime similmente.

18. Ritter von Vesme dichiara inoltre: “Per quanto riguarda il terremoto, come abbiamo già visto, di cui è menzionato da parte di Phlego, così Svetonio riferisce che oltre a Nicea che fu totalmente distrutta, non meno di altre dodici città dell’Asia andarono in macerie, e per la loro riedificazione l’imperatore fu costretto ad imporre nuovi tributi”.

19. «Riguardo lo squarcio delle rocce. – Sul monte Calvario ancora oggi si vede una roccia che è spaccata a metà, e proviene dal terremoto che irruppe quando Io, Gesù, morii».

 

*

(parla Schumi):

20. Millard, Flemming, Maundrel e altri naturalisti sostengono che questo squarcio è contro le leggi della natura. Flemming menziona che perfino un appassionato di scienze è stato convertito con questa dimostrazione! [Cristologia, vol. II.]

 

*

Sull’apparizione dei defunti

21. (continua Schumi):  Sulla resurrezione e la comparsa dei defunti. – Ritter von Vesme dice: “Per quanto riguarda la tradizione che ‘…le tombe si sarebbero aperte e i corpi dei santi sarebbero risorti e apparsi a molti’, [Matt. 27,52-53], per questo si possono fornire alcune altre testimonianze (nello stesso tempo spirituali) e sollevare la domanda: “Che cosa sarebbe capitato a questi risorti quando sarebbero apparsi?”. Si potrebbe al massimo ammettere che in quel tempo si sarebbero avverate alcune apparizioni di morti”.

 

(a questo, il Padre Gesù dichiara):

«Allora non ne apparvero pochi, bensì 346 defunti».

 

*

(prosegue Schumi): 

22. Ritter von Vesme annota ancora: “In seguito a questo rapporto nel Vangelo di Matteo si potrebbe anche attribuire fede a un avvenimento di cui parla Plutarco. Plutarco riferisce che sotto il governo di Tiberio, una nave veleggiava intorno all’isola di Patmos nel mare Egeo. Quando tutti furono seduti a tavola, si sentì una voce che chiamava il capitano Tamo, e così chiaramente che tutti s’indignarono. Allorché la voce chiamò per la prima e per la seconda volta, il capitano non diede nessuna risposta, ma quando alla terza volta il capitano rispose, la voce invisibile aggiunse: ‘Non appena sarai giunto all’altezza di Palode, annuncia che il gran Pan è morto’. Allora presto avvenne uno scambio di opinioni tra i naviganti, domandandosi se si dovesse eseguire la richiesta, e se si decideva di farlo, era da vedere se il vento sarebbe stato calmo sul promontorio Palode? Giunti a quel punto il capitano gridò a gran voce che il Pan era morto. Le persone che erano a bordo udirono subito all’unisono delle esclamazioni di stupore e di lamento di molti esseri invisibili. I testimoni di questo fatto ne riferirono a Roma, e Tiberio che ne venne a conoscenza e volle vedere il capitano Tamo. Per questo incaricò un sacerdote, al fine di sapere chi sarebbe stato questo gran Pan che doveva essere morto. Gli eruditi pagani di Dio erano dell’opinione che anche se non gli déi, potevano comunque morire dei demoni, e diedero il loro giudizio che il morto non sarebbe stato il Nume di Arcadia, bensì il figlio di Mercurio e di Penelope, perché anche lui aveva questo nome. Plutarco mise questo stranissimo racconto in bocca a Celombrotus, che lo doveva aver sentito dal suo lettore Epiferse, un uomo né superficiale né menzognero che in quel viaggio era presente sulla nave. E il suo rapporto si chiuse con queste parole: ‘Non c’è nessun motivo di dar fede agli epicurei che negano la presenza dei demoni’.”

23. Io, Schumi, ho appreso questa notizia dal libro di Ritter von Vesme: “Storia dello spiritismo, 1. vol. pag. 451-457” e l’ho riportata corretta fin qui, fin dove mi è stata confermata dal Padre Gesù come basato sulla verità, cioè le dimostrazioni: numero: 15-18, 20-23, e 25.

 

[indice]

۞

Cap. 12

La profezia della liberazione attraverso i nomi  dei primi 10 padri primordiali

(parla Gesù):

1.      «Nell’anno 1902, fino all’8 ottobre, Io ho permesso che il missionario Ribbentrop della nota missione di Groß, durante la sua permanenza su una nave nel porto di Città del Capo attraverso la comparazione etimologica dei nomi dei primordiali dieci patriarchi, facesse la scoperta sulla profezia della miseria e della liberazione degli uomini attraverso Cristo.

2.      L’interpretazione dei nomi dal testo originale ebraico è questa:

3.      Adamo “uomo”, – Seth “posto”, – Enos “miseria”, – Kenan “lamento”, – Mahalaleel “gloria a Dio”, – Jared “egli discende”, – Enoch “consacrato”, – Methusalah “vincitore della morte” – Lamec “Forza” – Noé “quiete, pace”.

4.      Questi nomi, congiunti in una frase, rivelano il mistero di Cristo:   L’uomo, posto in miseria e lamento, da’ gloria a Dio; Egli discende come consacrato (Eletto=Unto, che in greco si esprime con ‘Χριστος’ e in latino “Cristo è”, mentre secondo il Vecchio Testamento significa: ‘il Re’ che ha vinto la morte e porta Forza e Pace (alle anime)”.

5.      I dieci nomi dei primi padri primordiali, o patriarchi, da Adamo fino a Noè, contengono racchiusa nella loro etimologia la Mia storia della redenzione della razza umana attraverso di Me, Gesù Cristo, che sono disceso dal Cielo, secondo la quale Paolo ha insegnato la dottrina della teosofia (1° Cor. 1,24), e poi ho liberato la razza umana attraverso la morte sulla croce dal grande abisso che il peccato della caduta di Satana ha provocato tra Dio, suo Padre e gli uomini, quali figli di Dio».

 

(Qui di seguito, ai capitoli 13-14-15-16 alcune ricerche storiche di Schumi)

[indice]

۞

Cap. 13

Notizia dal Talmud sulla morte di Cristo

Tutti i rabbini israeliti riconoscono l’esistenza di Gesù Cristo.

Il Talmud ne parla con la seguente espressione: «Il giorno della preparazione (la sera della vigilia) della festa di Pesach (festa di Pasqua) si è giustiziato Gesù (…) poiché ha esercitato la magia, sedotto Israele e allontanato da Dio».

Uno scrivano comunicò questa notizia il 22 ottobre dell’anno 33 nel Talmud.

 

 

۞

Cap. 14

La lapidazione di Giacomo, il figlio più giovane di Giuseppe

«Giacomo, il più giovane dei cinque figli di Giuseppe avuti dalla sua prima moglie di nome Tamar, dopo la morte di Gesù non era tra gli apostoli, ma a Nazareth, dove esercitava il mestiere di carpentiere e, occasionalmente, istruiva gli uomini in questa città e dintorni alla religione cristiana, finché lo colpì il fatale destino».

 

Zurigo, 26 giugno 1904

Giuseppe Flavio riferisce qui di seguito: «Anno 62 dopo Cristo, il sommo sacerdote Ananus, figlio del sommo sacerdote Hanna (quello al tempo di Gesù) quando nel paese non c’era un governatore, portò davanti al tribunale il fratello (fratellastro) di Gesù, il cosiddetto Cristo, di nome Giacomo, e alcuni altri, con l’accusa di aver violato la legge, facendoli lapidare. A causa di quest’esecuzione fatta grazie al proprio potere, il sommo sacerdote fu accusato dal popolo presso il nuovo governatore Albinus, e costui lo minacciò con una meritata punizione. In seguito, il re giudeo Erode Agrippa II depose Ananus già tre mesi dopo l’inizio della sua amministrazione, a causa di questo suo operare in forza del proprio potere».

[Giuseppe Flavio “Cronache giudaiche”, 20° libro,

9° cap., 1° versetto, già scritto nell’anno 72]

 

[indice]

۞

Cap. 15

Anno 64: Inizio della persecuzione dei cristiani sotto l’imperatore Nerone

 

Caio Cornelius Tacito riferisce nell’anno 102 (questa data mi è stata riferita dal Padre Gesù) nel 15° libro, versetti 38-43 dei suoi annali, del grande incendio di Roma avvenuto nell’anno 64 dopo Cristo, che riassumo come segue:

 

Sotto il governo dell’imperatore Nerone si manifestò il famoso incendio di Roma che ridusse in cenere una gran parte della città, e certamente fu provocato da Nerone stesso per poi ricostruirla più bella di prima. Era evidente che Nerone non voleva far conoscere questa faccenda al popolo, e fece spargere la voce che gli déi non si erano calmati nemmeno con quelle vittime.

Tacito al paragrafo 44 afferma che Nerone accusò di questo fatto i cristiani che vivevano a Roma, il cui fondatore era Cristo, colui che sotto il governo di Tiberio fu giustiziato a Gerusalemme dal procuratore Ponzio Pilato. Il cristianesimo, che in un primo tempo era stato represso, si era sviluppato e diffuso non solo in Giudea, ma anche a Roma. La conseguenza dell’accusa di Nerone fu che i cristiani furono afferrati, torturati e uccisi crudelmente, in un modo tale che perfino tra i pagani sorse della compassione, giacché vedevano che quei poveretti cadevano vittime più per la voglia di uccidere di Nerone, che non per il bene pubblico.

Per eliminare la maldicenza che erano stati gli dèi infuriati ad aver causato l’incendio, Nerone s’inventò dei colpevoli, e impose le punizioni più crudeli a coloro che, a causa del loro abominio, erano odiati e chiamati dal popolo, cristiani. L’autore di questo nome, Cristo, era stato giustiziato sotto il governo di Tiberio dal procuratore Ponzio Pilato. L’infelice fanatismo, inizialmente represso, irruppe subito dopo non solo in Giudea, dove era nato il cristianesimo, ma anche a Roma dove affluiva ogni abominio e insulto. Quindi dapprima furono afferrati tutti quelli che avevano avuto il coraggio di confessare la loro fede, poi, su loro indicazione, una grande moltitudine, non solo a causa del presunto crimine dell’incendio, ma anche consegnati per l’odio in generale che l’uomo ha contro il proprio simile.

La loro esecuzione veniva accompagnata con scherno, mentre avvolti in pelli d’animale venivano scarnificati dai cani oppure crocifissi, oppure coperti di pece e bruciati all’imbrunire come luci notturne. Per questo spettacolo Nerone aprì al pubblico i suoi giardini e fece preparare un gioco come in un circo, e con questo gioco egli stesso si mescolava tra la plebe come conduttore di un carro, oppure si dilettava a condurre un cocchio trainato da una coppia di animali. A causa di questo, tra i cittadini di Roma si mosse la compassione verso costoro, che per loro certamente erano colpevoli e, con ragione, dovevano essere puniti, ma tale sacrificio per il bene pubblico, non doveva avvenire per la voglia di uccidere di uno solo (Nerone).

Svetonio scrive nell’anno 132 in Nerone 16: “Ai cristiani si applica il supplizio, essi sono una razza umana con una nuova ma malefica superstizione”.

“Affliciti suppliciis Christiane, genus homnium superstitionis noave et maelficae”.

 

[indice]

۞

Cap. 16

Testimonianze sulla rapida diffusione del cristianesimo nell’Asia Minore

Anno 111, 6 ottobre, Nicomedia[10] nell’Asia Minore. Cajus Plinius Caecilius Secundus, il più giovane governatore della Bitinia, dalla sua città di residenza, chiede all’imperatore Traiano come deve trattare giuridicamente coloro che si dichiarano cristiani. Egli riferisce di aver già interrogato e giustiziati alcuni a causa della loro disobbedienza; altri che negavano di esserlo, sarebbero stati liberati. Inoltre, che noti eretici hanno confessato di aver innalzato un inno a Cristo, per onorarLo come un Dio e alla fine di essersi uniti a Lui con un giuramento di non commettere nessun furto, rapina o adulterio, di non infrangere la parola data, di non rifiutare su richiesta un bene risparmiato e che si erano radunati per un innocente pasto d’amore. Plinius disse che il cristianesimo non sarebbe già così tenacemente diffuso solo nelle città, ma anche nelle campagne e nei villaggi, e che i templi degli déi pagani sarebbero già quasi abbandonati.

 

«Me ne faccio una legge, o signore, di riferire a te tutti i casi per me dubbiosi, perché, chi mai potrebbe rimuovere meglio il mio dubbio, oppure istruire meglio la mia ignoranza? Non ho ancora mai assistito alle perquisizioni contro i cristiani e perciò non so con che cosa e come si usa punire o perquisire. Non ho nemmeno avuto il minimo sentore se l’età facesse una differenza oppure se non sarebbero da trattare in modo differente tale gente di diversa età tra i più delicati o tra i più maturi, se si possano perdonare i pentiti oppure coloro che prima erano cristiani. A questi, la punizione può essergli risparmiata, se ha cessato di esserlo, oppure devono essere puniti coloro i cui nomi sono tra i cristiani, anche senza ulteriore crimine, oppure solo quelli che hanno commesso dei crimini, se collegati al nome tra i cristiani?

Finora l’ho fatto con coloro che mi hanno segnalato, essendo stati accusati come cristiani, e ciò nel seguente modo: domandavo loro se fossero stati cristiani. Se lo ammettevano, domandavo per la seconda e terza volta e li minacciavo con la pena di morte; se perseveravano, li facevo giustiziare. Poiché ero convinto che, di qualunque cosa avessero confessato, doveva essere punita almeno la loro disobbedienza e la loro irriducibile ostinazione. Altri che erano contagiati dalla stessa pazzia, li ho fatti contrassegnare perché erano cittadini romani, per mandarli a Roma. Presto però mi sono stati mostrati parecchi gruppi degli stessi, perché il crimine si è diffuso normalmente come attraverso una negoziazione: ho ricevuto uno scritto anonimo che conteneva l’elenco di molti nomi. Questi però negavano di essere cristiani o di esserlo stati, e tali, esortandoli, ho fatto loro invocare gli déi e la tua immagine, che io avevo fatto portare a questo scopo finale insieme ad altre immagini degli déi. Loro hanno sacrificato con vino e incenso, e oltre a ciò hanno bestemmiato anche Cristo, cose alle quali, come si dice, gli autentici cristiani non fanno nemmeno sotto costrizione. Ora, questi, io ho creduto di poterli mettere in libertà.

Altri, indicati come cristiani da un delatore, si dichiararono sì cristiani, ma presto lo rinnegarono di nuovo: lo sarebbero stati un tempo, ma poi l’hanno abbandonato. Alcuni tre anni fa, altri perfino vent’anni fa. Tutti hanno adorato la tua immagine e le immagini degli déi, maledicendo anche Cristo, tuttavia hanno sostenuto che la loro colpa o il loro errore è derivato principalmente dal fatto che una volta, in un determinato giorno, prima dell’alba, si sarebbero incontrati e per onorare Cristo come un Dio, avrebbero cantato un inno e attraverso un giuramento si sarebbero uniti per non commettere nessun crimine, nessun furto, nessuna rapina, nessun adulterio, e inoltre di non rompere la loro parola, né rifiutare a richiesta nessun bene risparmiato. Dopo di ciò, in generale si sarebbero lasciati e poi di nuovo ritrovati senza alcuna differenza, ma solo per un innocente pasto, cosa che, tuttavia – dopo la mia ordinanza nella quale, in seguito al tuo ordine, io ho vietato qualunque circolo privato – essi avrebbero cessato di ripetere.

Tanto più l’ho ritenuto necessario per indagare la verità attraverso la tortura con due schiave che erano chiamate servitrici. Non ho scoperto però nient’altro che una superstizione falsa e smisurata, ed ho rimandato la formale perquisizione per apprendere i tuoi ordini. La faccenda, infatti, mi sembrava degna della tua riflessione, in particolare a causa del numero dei compromessi. Infatti, molte persone di ogni età, di ogni condizione, di entrambi i sessi, sono e saranno in pericolo. L’epidemia di questa superstizione non si è diffusa solo nelle città, bensì anche nei villaggi e nelle campagne. Io però credo che si possa dominare e rimuovere. Per lo meno è certo che si è cominciato a visitare di nuovo i templi quasi abbandonati e offrire nuovamente dei sacrifici solenni, smessi da molto tempo, e qui e là si vendono di nuovo vittime sacrificali che da allora hanno trovato molto rari compratori. Da ciò si può ben dedurre quale moltitudine potrà essere portata al giudizio se si accetta il loro pentimento».

[Dall’opera più recente di Plinio, 10° libro, 97° lettera,

dove si trovano solo le comunicazioni che egli scrisse al tempo del suo governatorato all’imperatore Traiano]

*

Risposta dell’imperatore Traiano a Plinio

Anno 111, 15 novembre, Roma

Tu, mio Secundus, col trattato della perquisizione verso le persone indicate a te come cristiani hai imboccato la via adatta, poiché non si può disporre nulla di generico, nulla che potrebbe servire, per così dire, come norma stabilita. Non li si deve andare a cercare, ma quando vengono denunciati e consegnati, li si deve punire in modo tale che se uno nega di essere cristiano e lo dimostra coi fatti, cioè attraverso l’invocazione dei nostri déi, egli per via del suo pentimento deve ottenere il perdono, anche se era sospettato già prima. Invece accuse non sottoscritte non devono essere accolte per nessun crimine, perché questo sarebbe l’esempio più pericoloso e contro lo spirito della mia età”.

[Dall’opera più recente di Plinio, 10° libro, 98° lettera]

*

(parla Gesù):

 «Questo resoconto di testimonianza che il Mio servitore Schumi ha ricercato, sono le uniche fonti sicure del primo secolo, sebbene ne esistano ancora di più che però non poggiano sulla verità e indebolirebbero le osservazioni critiche dei combattenti contro Dio in Cristo, poiché le testimonianze provengono appunto da tali opere essendo le fonti degli scrittori classici della storia. Inoltre, a cosa vi servirebbe ribellarvi contro Dio per eliminare Me, il Creatore dei mondi, degli angeli, degli spiriti e degli uomini? Io rimango eternamente lo stesso Dio e conserverò la Mia Santità con nuove dimostrazioni che in questo libro vi annuncio in anticipo, mentre i Miei avversari scompariranno dal mondo e giungeranno nella profonda tenebra, per la quale essi lavorano così diligentemente. Infatti, dove non c’è Dio – quale Luce spirituale del mondo, oppure laddove non è desiderato, – là domina la più profonda oscurità; dove uomini di scienza superiore mettono la loro conoscenza per questo mondo, invece che per l’onore di Dio, lavorando solo per il disprezzo della Sua Parola e per la Sua eliminazione, là essi dimorano come cattivi spiriti mezzi pazzi oppure come diavoli! – La Parola di Dio non è data per essere criticata, per disonorarla ed estirparla dai cuori degli uomini, bensì è data per la vita e per l’operare di conseguenza! Perciò, voi, non chiamati e nemmeno prescelti da Me, Dio in Cristo, – lasciate in pace le Sacre Scritture del Vecchio e del Nuovo Testamento, affinché non venga su di voi tanta più dannazione, poiché voi siete nella mano dell’eterno-giusto Giudice della divina Sapienza Gesù Cristo».

 

[indice]

۞

Cap. 17

Dimostrazioni tramite il segno della croce

(parla Gesù):

1.      «Poiché la presente ricerca su di Me, Gesù Cristo, poggia sulla verità (ovvero sulla roccia), che le porte dell’inferno (ovvero gli assalti degli anticristiani) non possono vincere, perciò il segno della croce è un segno d’onore per Dio, perché è il Segno d’onore della vittoria di Cristo sul Satana del mondo. Perciò le apparizioni della croce nel cielo sono segni di vittoria della divina religione, attraverso di Me, Cristo, per tutti gli uomini, e perciò per ogni tempo è un santo segno della testimonianza dell’autenticità della Parola di Cristo. Considerato da questo punto di vista, leggete i seguenti dati di fatto che qui parlano come dimostrazione della vostra autentica fede».

*

L’apparizione della croce all’imperatore Costantino il Grande era falsa

(parla Gesù):

2.      «La storia dell’apparizione della croce nel Firmamento nell’anno 324 d.C. con la scritta circolare: “In hoc signo vinces”, che significa: “In questo segno vincerai”, di cui Costantino il Grande riferisce, per incitare i suoi soldati, per la maggior parte inclini al cristianesimo, al coraggio contro il nemico, è una sfacciata bugia del carattere non bello di Costantino! Il suo modo di vivere e le atrocità commesse nella sua stessa famiglia, vi devono svelare che Io, Gesù, non renderei mai partecipe un tale uomo di una così grande Grazia, e poi, non certo per il Mio onore, bensì per la strage dei Miei figli presso il suo avversario! – Io sono il Principe della pace, e non un re assassino. Questo sarebbe di certo contro l’insegnamento datovi: “Chi mette mano alla spada, perirà di spada!” [Mt. 26,52]. – Costantino il Grande era invece un tiranno sanguinario, un assassino del suo stesso figlio Crispus, in seguito alla calunniosa accusa da parte di Fausta che dopo, lui stesso fece soffocare nel bagno, fece strangolare suo suocero e torturare nel modo più atroce i capi dei Franchi vinti. Vedete, se Io, Gesù, quale Dio dell’Amore, della Misericordia e dell’eterna Verità fossi venuto incontro a un tale tiranno sanguinario che ha perpetrato questi crimini dopo la bugia dell’apparizione della croce, con una così grande, immeritata Grazia, allora voi, figli Miei, non avreste molto di sublime da pensare di Me! – Quindi ricordatevi che è stata un’insolente e vile bugia, per sfruttare la leggerezza di fede dei suoi soldati! La Chiesa lo ha ben dichiarato santo per se stessa, ma non per Me, perché Santo sono unicamente Io, Dio, e nessun altro!».

 

[indice]

۞

Cap. 18

Le apparizioni della croce avvenute veramente

(parla Gesù):

1.      «Al tempo in cui era dominatore del grande impero romano Costanzo II, figlio e successore di Costantino il Grande, il patriarca di Gerusalemme Cirillo scrisse a questi (nel 349 d.C.) una lettera, la quale fu conservata nelle opere dello stesso. Dopo molti avvenenti elogi sul miracolo nel Cielo che dovevano servire come sostegno dei predicatori del Vangelo, lo scritto continua nella maniera seguente»:

2.      “È anche necessario, amato principe in Dio, che il tuo regno sia gradito agli occhi dell’Altissimo, affinché il Signore non tema di onorarlo con così grandi miracoli. Se quello (il regno) di tuo padre Costantino è stato onorato con una memoria così cara e beata con la scoperta del santo Legno della croce in Gerusalemme, ciò che è tuo è onorato attraverso quel miracolo, anche se non più terreno, comunque celeste, poiché una croce – il felice trofeo della Vittoria del Signore sulla morte – poco tempo fa è apparsa in Gerusalemme.

3.      In questi santi giorni della Pentecoste, infatti, intorno alla terza ora (le ore 9 del mattino) del nono giorno del mese di maggio, è apparsa nel cielo la più grande croce, più splendente di ogni cosa, sul nostro santo monte del Golgota, estendendosi da lì fino al monte degli ulivi. Quest’apparizione non fu permessa di vedere magari a questo o a quello dei nostri concittadini, ma si presentò in modo molto imponente a tutti gli abitanti. Non è nemmeno scomparsa improv-visamente come attraverso una momentanea allucinazione, ma l’apparizione è durata parecchie ore, oscurando, lo splendore della croce, perfino i raggi del Sole. Sbalorditi e allo stesso tempo giubilanti a causa di un miracolo così improvviso, l’intera città è corsa subito nella nostra santa chiesa. In effetti, fu uno stupefacente spettacolo. Quell’immensa folla di gente composta da giovani e vecchi, da uomini come da donne e bambini, cristiani e pagani, vederla accorrere e mandare, all’unanimità, come un cuore e un’anima sola, lodi a Cristo, al nostro Signore, a Lui, al Creatore di questa meravigliosa dimostrazione per il nostro santissimo dogma (…) perciò io considero necessario, amatissimo signore e sovrano in Dio, di metterti a conoscenza e sottoporre a tua riflessione un fatto osservato da tutti gli abitanti di Gerusalemme, poiché tutti non erano certamente preparati, e difficilmente lasceranno cadere nella dimenticanza quel miracolo. ecc. ecc.”.

4.      «Il patriarca Cirillo non ha tuttavia sentito nulla di un’apparizione celeste di Costantino il Grande, “in hoc signo vinces”! Poiché egli sarebbe stato favorito solo da miracoli terreni (come il ritrovamento del Legno della croce) e non da segni celesti come quello di cui ci racconta Cirillo. Tanto è sicuro che l’autenticità della lettera di Cirillo non è mai stata messa in dubbio da nessuno scrittore. Tillemont[11] lo considera innegabilmente al di sopra di ogni dubbio. Inoltre, anche Sozomeno[12], nel quinto secolo, parla della croce apparsa in Gerusalemme e dice perfino che “la notizia si è presto diffusa in tutte le province dell’impero romano e causò non poco stupore”.   [Vedi “Storia ecclesiastica” Libro I cap. IX, e libro IV cap. XV]

5.      Anche Socrate lo storico (380-439), Philostorgius (368-425) e Rufinus (345-410) menzionano la strana apparizione, così come la cronaca alessandrina e infine Theodoretus (387-458). Quest’ultimo dice perfino: “Questa notizia venne da Giuliano, soltanto che, come presso il faraone, così rimase ostinato anche il suo cuore”».

 

*

Una seconda apparizione della croce

(parla Gesù):  

6.      «Nell’anno 1826 un pio predicatore, passionista missionario, stava su una collina sulla quale si trovava la chiesa del villaggio di Migné in Francia, e annunciava la Parola di Dio.

7.      Il Sole era quasi scomparso dietro i monti e si era in procinto di erigere una croce sul luogo, come era d’uso presso i passionisti ogni qualvolta tenevano una predica. In quest’occasione il missionario parlò naturalmente dell’importanza della croce per i cristiani, indicando quell’apparizione della stessa che si era manifestata per Costantino. Allora le sue parole furono all’improvviso interrotte da forti grida, provenienti dai suoi ascoltatori. Su una certa altura al di sopra della chiesa era apparsa un’altra croce, una croce molto regolare e ben disegnata, raggiante bianco-argentea e (secondo l’indicazione del Padre), lunga 76 piedi e di volume corrispondente. Rimase sospesa nell’aria per un intero tre quarti d’ora, immobile sull’edificio della chiesa, poi scomparve. 4.336 persone che erano presenti, caddero sulle loro ginocchia lodando Dio, colpiti dal miracolo.

8.      Naturalmente, la notizia degli avvenimenti si diffuse all’istante in tutto il mondo civilizzato e fu nominata una commissione episcopale per sottoporre il caso a un esame. A questa seguì una commissione indetta dal governo e una quantità innumerevole di commissioni scientifiche, cui parteciparono protestanti e professori di ogni facoltà. Con tutto questo si ottenne solo pochissimo. Pochi, tra questi vi erano perfino alcuni cattolici, non hanno creduto si trattasse di un autentico miracolo. D’altra parte, si accumularono le ipotesi per la spiegazione del fenomeno, che tuttavia restarono quasi sempre senza fondamento. Chi vuol procurarsi su ciò una più precisa informazione, sia rimandato al libro di Wrindtz, La Croix de Migné, come alle riviste francesi di quel tempo.

9.      Nonostante i dubbi di allora e di oggi se quest’apparizione sarebbe stata un’apparizione autentica e se fu operata da Me stesso, Gesù, essa rimane in vigore come autentica, poiché Io in futuro vi farò giungere spesso la conferma!». –

 

*

Una terza apparizione della croce

30 giugno 1904

(parla Schumi):

10.    Quando avevo tre anni e mezzo, nell’anno 1852, un mattino verso le 11, con un tempo molto cupo e molto piovoso, stavo seduto davanti alla casa di mio padre presso una scala che conduceva in una camera dell’abitazione sulla destra, un po’ più in alto. Guardavo tranquillo nel fosco firmamento nuvoloso dal quale cadeva copiosamente la pioggia, e mi rallegravo nell’infantile ingenuità sulla varietà dei giorni che a me erano in un modo o nell’altro un divertimento, poiché l’animo infantile vede tutto attraverso gli occhi della gioia e del piacere per la vita. Così mentre guardavo da un po’ nel cielo nuvoloso, all’improvviso, sulla sinistra dalle nuvole e descrivendo verso il basso un mezzo arco, comparve una croce d’oro (come mi dice il Padre Gesù oggi, il 30 giugno 1904), di circa 150 centimetri di lunghezza e 70 centimetri di larghezza, muovendosi lentamente in avanti nel mio orizzonte, e librandosi quieta verso il punto più basso vi rimase per circa 30 secondi, poi si mosse lentamente da sinistra a destra verso l’alto nelle nuvole, dove scomparve. Questo fenomeno, dopo 52 anni, mi è oggi ancora così vivo nel ricordo, come se fosse accaduto da poco. Che non sia stata nessuna fata morgana lo dimostra il fatto che questo può aver luogo solo con un firmamento chiaro, completamente quieto, liscio e piatto come uno specchio. Quel giorno, il 10 luglio (come mi dice il Padre), era invece molto piovoso e cupo, perciò senza illusione attraverso una fata morgana. Quell’apparizione della croce, come mi dice il Padre Gesù, avvenne affinché io vi possa dare qualcosa dalla mia stessa vita come testimonianza delle summenzionate apparizioni. Le croci apparse in Gerusalemme e a Migné furono raggianti bianco-argenteo, mentre quella che ho visto io era del tutto giallo-oro e raggiante, quindi indicante la croce del Padre o dell’Amore in Dio; le altre, invece, del Figlio o della Sapienza in Dio, perché emananti luce elettrica».

 

*

(parla Gesù):

11.    «Gli scrittori amanti della verità hanno da tempo accettato come fatto incontestabile che la storia della Mia vita, del Mio operare e la sua conclusione come Gesù di Nazareth, secondo i resoconti del Vecchio e Nuovo Testamento in cui viene autenticata la grande Dottrina di salvezza di Cristo, e la sua diffusione attraverso una quantità di ispirati martiri della verità così come nei libri storici cristiani e pagani, si basa sulla verità. Solo l’odio contro l’esistenza di Dio e della verità divina non possono soffrire questa sublime verità, poiché essa è in contraddizione alla menzogna spirituale. Questo, infatti, è l’ultimo Giudizio del mondo, perché la verità lotta contro la menzogna dei falsi profeti così a lungo, finché vince questa verità.

12.    Nel mondo non esiste una così grande battaglia nell’ambiente scientifico come contro di Me, Gesù Cristo, che ero Dio! – Ogni parola del Nuovo Testamento viene messa su una bilancia d’oro. Tutto viene criticato e giudicato sfavorevolmente e vengono attribuiti falsi concetti alla verità. Le dimostrazioni, dove non possono essere soffocate, o vengono completamente taciute oppure spiegate come senza importanza (anche se non vengono fornite dimostrazioni per quest’affermazione). Io definisco la menzogna, come il Satana! – Quindi, che il Satana lotta contro la Verità, – contro di Me, il Cristo! Eppure, nella Rivelazione voi avete un testo in cui si afferma che la vittoria appartiene a Cristo. E quale sarà la ricompensa dei combattenti contro Cristo? – Probabilmente, la casa di colui per il quale lavorano, criticano e combattono: – l’inferno!».

 

 

۞

Cap. 19

Sulla costrizione di fede o dogma

(parla Gesù):

1.      «Nel corso del tempo la Chiesa ha portato all’accettazione una quantità di malintese interpretazioni della Bibbia che si trascinano dal concilio di Nicea (anno 325) fino ai nostri giorni. Attraverso questi sofismi[13] e contraddizioni che si sono insinuati nell’autentica fede, si aprirono porte e frontoni al pensiero libero, tramite cui cominciarono a formarsi le differenti chiese e sette religiose poi affermatesi. Perciò si ritenne necessario che si proclamasse un dogma, per catturare l’intelletto degli uomini, e così fu pretesa l’obbedienza senza possibilità di critica della fede per tutto ciò che avrebbe detto il sacerdote. In seguito fu sconsigliato di leggere la Bibbia, e infine fu vietato di leggere ogni libro che non avesse l’approvazione episcopale.

2.      I sacerdoti v’insegnano che nell’uomo lo spirito non è lo Spirito di Dio, ma un altro spirito; ma con ciò fanno di Me, Cristo, e dell’apostolo Paolo, dei menzogneri. Per togliere le accuse ho dato a questo riguardo dei chiarimenti nelle tante Comunicazioni e vi consiglio di venire da Me nella scuola della teosofia cristiana, se volete apprendere la verità.

3.      Infatti, adesso, prima dell’edificazione del Regno millenario, è giunto il tempo in cui Io stesso, Gesù, istruisco i Miei figli, come si legge nei profeti Isaia e Geremia, di cui parla anche Giovanni (6,45). Chi si lascerà istruire da Me, diventerà un abitante della Terra mutata in un paradiso, chi no, non raggiungerà questa Grazia.

4.      Questi fatti menzionati vi devono aprire gli occhi, illuminare la ragione e far ardere il cuore nell’amore per Me, per il fatto che ora afferrate bene le Mie parole d’Amore, poiché adesso avete già incominciato a comprendere le grandi contraddizioni tra l’interpretazione umana e quella spirituale, e questo vi dovrà convincere che dovete lasciarvi istruire da Me sulla Bibbia, e non dagli uomini, se la volete comprendere!».

 

[indice]

۞

Cap. 20

L’epoca in cui operarono e scrissero i profeti

nelle fonti citate ora prima di Cristo

(parla Gesù):

1.      «La storia della Mia vita è stata annunciata in anticipo attraverso il Vecchio Testamento, mentre il Nuovo Testamento è lo scenario delle rivelazioni dei profeti date in adempimento. Perciò è importante conoscere il tempo in cui questi Miei strumenti hanno scritto, al fine di stimare il valore delle loro antichissime testimonianze sulla storia della Mia vita. Dagli spazi di tempo del passato la Luce della verità irradia sulla Mia esistenza, e voi la dovete conoscere più precisamente di quanto è stato finora il caso».

1491 – 1451        operò Mosè

1055 – 1015 regnò re Davide e scrisse dal 1043 i Salmi in Gerusalemme

1015 – 975  regnò Salomone: ricevette il Cantico dei cantici nell’anno 984 a.C.

763 – 727   scrisse Osea

780 – 740   visse Gioele come profeta, quello che si è conservato, lo scrisse nell’anno 770 a.C.

760 – 739   visse Amos come profeta

759 – 714   operò il profeta Isaia in Nain

720 - 685    scrisse il profeta Michea

629 – 588   visse Geremia come profeta in Gerusalemme. La prima metà del suo libro [cap. 1,39], il secondo [cap. 40,52] lo scrisse nel tempo della cattività babilonese

620 – 615   scrisse il profeta Sofonia

606 – 539   scrisse il profeta Daniele

594 – 572   scrisse il profeta Ezechiele al fiume Chebar in Babilonia

576 – 554   scrisse il profeta Abdia

520 – 487   scrisse il profeta Zaccaria

450 – 427   scrisse il profeta Malachia

 

 

۞

Cap. 21

Il manoscritto biblico più antico

Apprendiamo che il manoscritto più antico della Bibbia è stato scoperto in Siria da poco. Là si è ritrovata una copia completa del testo dei primi cinque libri del Vecchio Testamento, in lettere samaritane, scritto su una pergamena di pelle di gazzella.

Gli esperti hanno constatato che il manoscritto proviene dall’anno 735 prima della nascita di Cristo e quindi questo è il manoscritto ebraico più antico di tutti quelli trovati finora. Si è potuto constatare che il testo della Bibbia, come lo si conosce adesso, in molti casi sembra essere incompleto. Al noto orientalista Georg Zeidun è stata affidata la temporanea conservazione del prezioso ritrovamento e le ulteriori ricerche.

[Grazer Tagespost, 22 gennaio 1903 - quotidiano di Graz]

 

[indice]

۞

Cap. 22

Ricerche e notizie critiche sul tempo delle origini degli Evangeli

Sul Vangelo di Giovanni

(parla Gesù):

1.      «Giovanni, apostolo ed evangelista, era figlio del pescatore Zebedeo e di Sara di Capernaum. Egli venne da Gesù durante una pesca di Pietro, come riferiscono gli stessi Matteo 4,21; Marco 1,19 e Luca 5,10, poiché quella volta Gesù chiamò lui e Suo fratello Giacomo di seguirLo, ed essi abbandonarono il loro padre e Lo seguirono.

2.      Egli però è anche l’unico evangelista il cui Vangelo è puro, poiché lui stesso fu presente ovunque per tutto il tempo e perciò scrisse ciò che lui stesso ha visto e vissuto. Scrisse dall’anno 30 al 33, quando veniva con Me, poiché Io gli dicevo ciò che doveva mettere giù per iscritto in modo sommario e diede quest’Evangelo, insieme al Mio discorso in occasione dell’ultima Cena nell’anno 70, per l’uso generale.

3.      Giovanni motivò l’autenticità delle sue annotazioni con le seguenti parole: “Quello che fu dal principio, che noi abbiamo sentito, che abbiamo visto con i nostri stessi occhi, che abbiamo contemplato e che le nostre mani han toccato, anche ve lo annunciamo. Questo è il messaggio che abbiamo udito da Lui” [Giov. 1,1-5].

4.      Giovanni scrive in 19, 33-35: “Quando i soldati vennero da Gesù e videro che era già morto, non Gli spezzarono le gambe; ma uno dei soldati Gli trafisse il fianco con la sua lancia, e subito ne uscì sangue e acqua. E colui che lo ha visto lo testimonia, e la sua testimonianza è verace, e quest’uomo sa di dichiarare la verità, affinché voi pure crediate”.

5.      E ancora in 21,24 scrive: “Questo è lo stesso discepolo che rende testimonianza di questo avvenimento (della vita e morte di Gesù) ed ha scritto queste cose, e noi sappiamo che la sua testimonianza è verace”.

6.      Questo testo viene considerato dai ricercatori critici come non scritto dal Mio discepolo Giovanni, perché vi si legge: “e noi sappiamo che la sua testimonianza è verace”, – e senza indugio è il sacerdote Giovanni dell’Asia minore, che viene menzionato da Marco, lo scrivano dell’Evangelo di Giovanni intorno all’anno 130 dopo di Me.

7.      Se perfino questo piccolo versetto provenisse da un’altra mano, allora direste che lo scrivano degli avvenimenti era il sacerdote Giovanni stesso; solo che anche questo testo proviene da Giovanni, perché lui aveva l’abitudine di non affermare così apoditticamente[14], bensì lo diceva con contorni, comunque in modo che un ricercatore avrebbe scoperto presto come era da intendere il versetto.

8.      L’Evangelo di Giovanni e la Rivelazione furono scritti entrambi da lui stesso, e per quest’ultima ricevette l’ispirazione di scriverla nell’anno 98 sull’isola di Patmos[15], all’età di 91 anni».

 

*

Sul Vangelo di Matteo, quello vero scomparso

(parla Gesù): 

9.      «Matteo, il Mio secondo scrivano, era per l’addietro impiegato in una stazione doganale romana tra Capernaum e una piccola città a quel tempo di nome “Kis” come scrivano doganale, e perciò l’accusa che Io frequentavo doganieri e peccatori. Egli scrisse per lo più quelle notizie comprendenti dati di fatto che mancavano in Giovanni.

10.    Egli nacque nell’anno 5 in Arimatea da genitori giudei. Fino all’anno 50 girò come gli altri apostoli e insegnò il Vangelo. Dal 29 settembre dell’anno 50 fino al 2 ottobre dell’anno 51 , si trattenne nella (nuova) Babilonia, come allora si chiamava la città descritta in Siria, più tardi Bagdad, e dopo che ebbe convertito il re e la sua corte, nell’anno 51, il 2 ottobre, continuò il viaggio in India portando con sé le annotazioni fatte negli anni 30 – 33. Il 25 maggio dell’anno 56 cadde nelle mani dei bramini[16], i quali lo uccisero con un pugnale e gli tolsero il suo Vangelo.

11.    Quest’Evangelo è l’unico originale che ancora esiste, ed è conservato come una grande reliquia in una pagoda, il cui contenuto è scritto in lingua aramaica-ebraica».

 

*

Un altro Vangelo, diventato originale, di un altro Matteo

chiamato ‘l’Rabbas’, e le sue contraddizioni

(parla Gesù): 

12.    «Il pseudo-Matteo, di nome l’Rabbas, un greco di nascita, era uno scrittore in Sidone. Passò al cristianesimo nell’anno 50, quando aveva 42 anni, e cominciò subito – come uomo pio e tendendo alla verità – a mettere giù per iscritto da frammenti cercati e messi insieme e da quello che sentiva raccontare più o meno da testimoni oculari amanti della verità, sulla vita, sulle opere e sugli insegnamenti di Cristo. Egli scrisse parecchie relazioni, le quali deviavano l’una dall’altra che corresse secondo le notizie che gli sembravano credibili. Dagli originali 15 Evangeli che riuscì a mettere insieme, li riunì nel migliore e più credibile Evangelo di Matteo che voi ora possedete. Egli scrisse solo in ebraico (non in greco). La sua morte avvenne nell’anno 69 dopo di Me, Gesù.

13.    Il fatto che il pseudo-Matteo e Luca non fossero stati testimoni oculari, ma raccoglitori tardivi di annotazioni e racconti esistenti, li scusa per il fatto che alcune cose non sono vere. –

14.    Poi si deve anche considerare che gli apostoli erano giudei e perciò mischiavano qualcosa dell’antico giudaico con il cristianesimo e con proprie buone intenzioni lasciate come verità cristiane. Soltanto, che per voi è sufficiente conoscere la verità solo per discernere il nocciolo dall’involucro. Per dare tuttavia alcune dimostrazioni della verità di ciò che vi viene detto al loro interno, alcuni di tali versetti dovranno essere discussi:

15.   – L’Rabbas-Matteo (1,24-25) dice: “Giuseppe tuttavia non ha assistito Maria (non la conobbe), finché lei non partorì suo Figlio, al Quale diede il nome Gesù”.

16.   – L’Rabbas seppe questa notizia nell’anno 63, il 5 maggio in Nazareth da gente alla quale non era nota la vera storia. Con questa notizia dal doppio senso, Rabbas consegnò nella mano dei critici la fiaccola del dubbio sulla verginità di Maria dopo la Mia nascita.

17.   – Luca 2,7 dice: “Maria partorì a Betlemme il suo primogenito Figlio”, e fece quindi lo stesso dubbioso resoconto come Rabbas, poiché anche a lui questa notizia giunse da gente che non conosceva il vero avvenimento.

18.   – Io fui il primo e unico Figlio di Maria, come sta scritto nella storia della Mia infanzia dettata[17] da Me stesso.

19.   – L’Rabbas-Matteo scrive in 13, 54-57: “Quando Gesù venne nella Sua patria (Nazareth) e insegnò nella loro scuola così che tutti si meravigliarono dicendo: “Da dove Costui ha tale sapienza e forze prodigiose? Non è lui il figlio del falegname (Giuseppe)? Sua madre non si chiama Maria? E i sui fratelli Giosué, Simone, Giuda Samuele e Giacomo? E le sue sorelle non sono tutte presso di noi? E s’irritarono in Lui ”.

20.   – Giovanni vi riferisce in 6,42, che anche in Capernaum nell’anno 30, l’8 ottobre si disse: “Questi non è Gesù, il figlio di Giuseppe, di cui conosciamo padre e madre? Come può allora dire: Io sono venuto dal Cielo?”.

21.   – Luca 3,23 dice: “E Gesù, quando cominciò ad insegnare, aveva circa trent’anni ed era considerato per un figlio di Giuseppe, il quale era un figlio di Eli”.

22.   – Luca 4,22 racconta la stessa storia come l’Rabbas-Matteo 13,54-56, dove menziona solo brevemente le parole del popolo dove si diceva: “Non è questi il figlio di Giuseppe?”.

23.   – Anche Marco 6,3 riferisce l’accaduto nella sinagoga di Nazareth, come l’Rabbas-Matteo 13, 54-57, in cui vengono citate le stesse domande sull’origine di Gesù.

24.    Questi rapporti menzionati diedero ad alcuni critici l’occasione di supporre che Maria, oltre Me, avesse avuto ancora parecchi figli con Giuseppe, mentre gli indicati figli erano effettivamente i figli di Giuseppe avuti dalla sua prima moglie di nome Tamara. Essi in altre occasioni furono nominati anche da Matteo 12,46; Marco 3-32 e Luca 8-20.

25.    Per quanto concerne le sorelle nominate, esse non erano figlie di Giuseppe, bensì delle sue parenti povere, le quali si consideravano Mie sorelle perché vivevano ed agivano secondo il senso e la volontà di Giuseppe, come anche di Maria.

26.    Se l’Rabbas, Marco e Luca fossero stati testimoni oculari (in pratica sinottici), avrebbero certamente fornito la verità come l’aveva annotato l’apostolo Matteo nell’anno 32, e ciò non avrebbe ammesso nessun doppio senso.

27.    L’Rabbas-Matteo e Luca, poiché non furono testimoni oculari, sono colpevoli del fatto che moltissimi cristiani della Bibbia Mi ritengono di essere uno dei figli di Giuseppe e che attraverso il Mio giusto cammino di vita Mi sarei innalzato ad essere Uomo di Dio. Le seguenti dimostrazioni v’insegneranno il contrario:

28.    Jehova, il Padre-Iddio dall’eternità, il ‘Consiglio di Dio’ oppure ‘Sapienza di Dio’, cosa che nel linguaggio spirituale significa ‘Figlio di Dio’ e ‘Forza di Dio’ oppure ‘Spirito Santo’ – e ciò nonostante, semplice ‘figlio di Giuseppe’, – cosa che perfino i sacerdoti protestanti credono, – è un’insensatezza che fa drizzare i capelli di superficialità biblica nelle loro funzioni religiose!

29.    L’Rabbas 28,7 riferisce che l’angelo disse alle donne: “Egli vi precederà in Galilea, là Lo vedrete. Ecco! Io ve l’ho predetto”. – Ma nessun versetto nel Nuovo Testamento convalida questa profezia dell’angelo. Ci si domanda: ‘Ha mentito l’angelo, oppure il pseudo-Matteo?’. Vedete, il l’Rabbas andò in giro e ciò che trovò di scritto e sentito dire lo ha usato comunque tutto, e da ciò le contraddizioni.

30.    In Matteo 10, 34-38 e Luca 14, 26-27 sono poste delle pretese all’uomo tali, che ogni lettore della Bibbia si arresta e s’inquieta; i critici, invece, Mi gettano sotto i piedi dei pezzi di legno da rogo e dicono che Io misi pretese agli uomini che nessuno può adempiere, nessuno che abbia un cuore per i suoi genitori, per sua moglie, per i suoi figli, ecc., cosicché Io non avrei nessun cuore e nessuna comprensione sulla natura umana, quindi avanzerei pretese spiritualmente malate ai cristiani. Perciò vale ben la pena che voi leggiate i Miei chiarimenti nelle altre comunicazioni[18], per comprendere il vostro Dio e ciò che Egli ha detto, invece di annunciare al mondo le prove della vostra ignoranza sul senso spirituale del linguaggio biblico.

31.    In Matteo 19,29 si legge: “E chiunque avrà lasciato case, padre, madre, figli, fratelli, sorelle e campi a causa di Cristo, riceverà il centuplo nel Regno degli spiriti”, quindi, autenticamente, alla maniera turca, riceveranno 100 donne! – Inoltre, essere uomo e avere 100 genitori, è tuttavia il più grande non senso che si possa scrivere, e nondimeno è stampato così. I presuntuosi critici, che a causa di tali versetti espressi spiritualmente mi aggrediscono e mi gettano sotto i piedi il loro scherno, non sono da compiangere se da se stessi non trovano tanto spirito di riflessione, per pensare che un uomo non può avere 100 genitori? – Quindi, questo versetto deve essere interpretato certamente in modo diverso da quello che viene inteso materialmente».

 

*

Sul Vangelo di Marco

(parla Gesù):

32.    «L’evangelista Marco, nato nell’anno 14, fu l’unico figlio dell’apostolo Pietro. Marco, 24enne, accompagnò suo padre dall’anno 38 come discepolo. Ciò che egli scrisse lo apprese da suo padre, perciò è anche l’evangelista più affidabile dopo Giovanni e Matteo[19], l’apostolo degli indiani (dell’India). Egli cominciò ad annotare le notizie evangeliche nell’anno 45, che completò nell’anno 59 e le pubblicò nell’anno 60.

33.    Dall’anno 57, il 17 maggio, Marco si trova con suo padre in (nuova) Babilonia, che solo dal nono secolo porterà il nome di Bagdad. Pietro chiama Marco suo figlio nella prima lettera da Babilonia che scrisse dal 26 al 28 luglio nell’anno 57 alla comunità dell’Asia Minore [1° Pietro 5,13].

34.    Dopo l’assassinio di suo padre, avvenuto il 9 ottobre del 59, Marco rimase solo alla corte del re della Siria nella Nuova-Babilonia come insegnante apostolico della città e del paese. Egli morì nell’anno 65 il 15 giugno, ucciso da pagani, in una grossa borgata con diritto di mercato non più esistente, durante un viaggio missionario in Asia Minore, mentre teneva la predica dell’Evangelo, avendo intrapreso spesso tali viaggi missionari da Babilonia.

35.    Il suo Evangelo fu scritto in un buon ebraico e rimase in Babilonia. La cattiva traduzione greca che è rimasta, non è quindi originale. L’originale andò perduto per un incendio nel palazzo reale nell’anno 78».

 

*

Giovanni e il suo presbitero

15 giugno 1904

(parla Gesù): 

36.    «Un giorno un discepolo dell’apostolo Giovanni, nato da genitori giudei nell’anno 70 in un luogo della Giudea non più esistente, al compimento del suo diciottesimo anno, quindi dall’88, diventò suo discepolo, e più tardi, nell’anno 95, diventò presbitero e si fermò stabilmente in Asia Minore, non lontano da Efeso, poiché era in un buon punto centrale di cristiani. Morì nell’anno 147 all’età di 77 anni.

37.    Quello che Papia[20] riferisce dell’evangelista Marco secondo le relazioni di questo presbitero di Giovanni, si basa su una conoscenza troppo carente sull’origine di Marco; infatti, Giovanni l’evangelista non era per nulla loquace alla sua (veneranda) età, poiché era costantemente immerso in Dio, perciò dava solo brevi risposte alle domande a lui poste, e perciò la falsa relazione del presbitero di Giovanni a Papia (su Marco).

 

*

Su Papia

15 giugno 1904

(parla Gesù): 

38.    «Papia, nato nell’anno 83, nella sua gioventù fino all’anno 95 sentì predicare Giovanni, tuttavia da piccolo non frequentò questo evangelista. – Nell’anno 105 divenne seguace del cristianesimo. Nel suo libro: “Spiegazioni delle Rivelazioni del Signore” egli riferisce che raccolse tutto ciò che gli comunicarono i collaboratori degli apostoli sul fare e l’operare degli stessi. Morì come celebre maestro ecclesiastico, e superiore, della comunità di ‘Gerapoli’ nell’anno 168 all’età di 85 anni.

39.    Ritter von Vesme [storia d. Spir.] riferisce che Papia sosteneva l’autenticità dell’Evangelo di Marco e aggiunse ancora: “Egli (Marco) aveva preso a prestito questa narrazione solo da Pietro, ci teneva comunque moltissimo che non fosse dimenticato o falsificato”».

 

*

Il sacerdote Aristion dell’Asia Minore (anno 120)

(parla Gesù): 

40     «Conybeare [Esposizione ottobre 1893, pag. 241] trovò in un manoscritto armeno la conclusione di Marco [Cap. 16,9-20] con l’intestazione “secondo Aristion”.

41.    Da ciò i critici degli Evangeli dedussero che il capitolo 16 dal versetto 9 – 20 fosse falso, perché sarebbe un inserimento di questo sacerdote dell’Asia Minore. Quest’opinione è però non fondata, perché Marco stesso ha scritto il suo Evangelo, mentre Aristion l’ha solo un po’ corretto nell’anno 120 d.C. nel capitolo 16, versetti 9-20.

42.    Tutto ciò che solitamente alle revisioni e scritture degli Evangeli è definito da ricercatori critici come provenienti da un’altra mano invece che dagli evangelisti e apostoli stessi, non sono altro che ipotesi senza valore, perché i critici non conoscono l’origine degli Evangeli».

 

*

Su Luca

(parla Gesù): 

43.    «Luca, un medico di origine giudaica, era nativo di un luogo in Giudea non più esistente . Studiò ad Atene dove conobbe e divenne amico di Teofilo, il quale studiava come nativo ateniese nella scuola superiore. Più tardi Teofilo divenne giureconsulto[21].

44.    Luca, dopo aver superato lo studio nell’anno 45 come giovane medico ventiduenne ritornò in Giudea e nello stesso anno passò al cristianesimo, e da allora fu un allievo degli apostoli. Egli scrisse il suo Evangelo a poco a poco tra gli anni 45 e 63. – Nello stesso tempo annotò i suoi Atti degli apostoli e morì nell’anno 63 come martire, essendo stato lapidato a Capernaum. Perciò i suoi Atti degli apostoli cessano con l’anno 63.

45.    Luca 1,2 riferisce perfino che lui stesso non aveva sentito ciò di cui scriveva: «Come ci hanno riferito coloro che Lo hanno visto fin dal principio e divennero ministri della parola».

 

*

(parla Schumi):

46.    Nell’Analecta Anti-Niceana di Bunsen, secondo Ritter von Vesme, viene riferito: [Storia d. Spir. 1,381], “Hegesippus, un altro allievo di Giovanni e contemporaneo del Nazareno, dice da parte sua che Luca non avrebbe mai visto Cristo, ma che aveva ricevuto il resoconto della Sua vita da Paolo”. – Ireneo (sviato da questa falsa notizia) ripete lo stesso nell’anno 148. – Clemente di Alessandria, suo contemporaneo (150-220 secondo l’indicazione ecclesiastica, – ma giustamente dall’anno 138-220), cita sedici volte gli Evangeli di Luca e di Giovanni[22]. – Clemente raggiunse i 105 anni d’età.

 

*

(il Padre Gesù spiega l’errore):

47. «Hegesippus nacque nell’anno 43, visse fino all’anno 137. Non fu un allievo di Giovanni ma un diligente lettore degli scritti degli apostoli fin dall’anno 70. Su Luca egli poteva dire solo quello che aveva sentito dire tra il popolo, perciò è anche falso che Luca avrebbe ricevuto il suo Evangelo da Paolo.

48.    È sufficiente leggere solo il primo capitolo di Luca per trovare che egli raccolse le notizie dagli apostoli tra quelle scritte tra il popolo fin dall’anno 45; infatti, se Luca avesse ricevuto il suo Evangelo da Paolo, allora esisterebbe anche un Evangelo di Paolo simile a quello di Luca. – Ben però l’avvocato del popolo in Atene, Theophilus (Teofilo), menzionato da Luca, inserì correzioni falsificate nell’Evangelo di Luca, poiché Luca non aveva ricevuto autentiche notizie, bensì soltanto tradizioni popolari giunte fino ad Atene in Grecia.

49.    Che Ireneo si sbagli su Luca, sul fatto che egli ottenne il Vangelo da Paolo, è dimostrato in questa spiegazione:

50.    Il versetto negli Atti 16,10, sul quale si sentono chiamati i critici degli Evangeli, che Luca (dall’anno 52 circa) sarebbe stato un allievo di Paolo, è compreso erroneamente, se si confronta il versetto 16,10 con altri versetti negli Atti 16,25; 17,4; 17,15; 19,22 ed è evidente che Luca non viene nominato da nessuna parte, ma ben Sila, Timoteo, Barnaba ecc.. Luca andò da Paolo soltanto quando questi fu mandato a Roma nell’anno 59, solo allora Luca viene nominato da Roma nelle lettere ai Colossesi [4,14], a Timoteo [II° Tm 4,11] e a Filemone [Fm 1,23].

51.    In Luca 19,27 c’è un versetto[23] che fa di Me, vostro Dio, Gesù Cristo, per un massacratore dei Miei avversari e gli apostoli per Miei sgherri, i quali avrebbero dovuto sgozzare quegli uomini che non Mi volevano riconoscere! – Vi piace ora la Bibbia accettata secondo il senso letterale? – Quindi, il vostro caro e buon Gesù sarebbe un tiranno sanguinario! – Un massacratore di uomini! – Un capo di sgozzatori di uomini!

52.    Perciò Io dico: venite a Me, vostro Dio, Padre e Salvatore Gesù, e lasciatevi istruire e guidare da Me, affinché comprendiate le mistiche Parole della Bibbia, e ogni ateo non vi possa gettare nel fango della sua raccapricciante dimostrazione biblica. Il chiarimento su Luca 19-27 si può leggerlo nella rivista cristiano-teosofica "Einst und Jetzt"  [“Una volta e adesso” III, pag. 67]».

 

*

Chiarimento sulla critica agli Evangeli

(parla Gesù):

53.    «Le differenze e le deviazioni dell’evangelo greco-luterano e della Vulgata provengono prima di tutto dalla diversità dell’uso linguistico del greco e del latino, dalla flemma degli scrivani al concilio di Nicea (anno 325), i quali di quanto suddetto, annotarono e reso piacevole secondo il proprio parere ciò che era da scrivere, poi dalle molte correzioni susseguenti attraverso i superiori eletti, – e alla fine attraverso i successivi esemplari di cui danno testimonianza le variazioni nelle differenti copie.

54.    In seguito a questa disuguaglianza e perciò spesse volte l’incomprensione dei versetti biblici, sono stati preferiti i testi migliori dove è espresso meglio e più chiaramente, perché non sono importanti le lettere, ma unicamente il senso spirituale della Parola, se i versetti impiegati sono giusti e riguardano ciò che è inteso dire con questi, dato che già Lucifero si considerava (come se fosse) Cristo (Isaia cap. 14), perché non si poteva interrogare l’Autore della profezia senza avere la Parola interiore.

55.    La disputa degli eruditi sull’autenticità degli Evangeli, quale di questi è stato trascritto meglio o peggio, quale è il primo e quale è copiato dall’originale o da un altro, e quando i Vangeli sono stati scritti, e altre critiche alle parole e versetti, è del tutto infruttuosa secondo i dati storici presentati, perché tutti compilati inscientemente[24] e per pure ipotesi. I cristiani delle origini hanno diffuso le annotazioni che in parte hanno trascritto dagli originali, in parte le hanno sentite predicare loro stessi. L’uno è stato più attento, l’altro lo è stato molto meno. Luca e l’Rabbas furono però solo degli Omeri cristiani, ovvero raccoglitori di annotazioni, trascrizioni e dichiarazioni verbali. Quale critica di autenticità e priorità deve essere esercitata allora a Luca e al pseudo-Matteo? Il testo dell’autentico Matteo è ancora in India. Nemmeno Marco fu un testimone oculare, bensì un successivo annotatore, il cui Evangelo è il migliore dopo Giovanni; infatti, solo l’Evangelo di Giovanni è originale. Se in effetti, qua e là si presentano contraddizioni, allora soltanto Io, Gesù, posso interpretarle giustamente attraverso colui al quale è assegnata la Grazia di ricevere da Me il chiarimento mediante la Parola interiore; altrimenti nessuno, poiché la migliore dimostrazione non può essere sostenuta solo basandosi sulla verità nel senso così come la sapienza dell’intelletto escogita la faccenda secondo il proprio modo di vedere, cosa che tutti i ricercatori sono in grado di osservare dai resoconti qui presentati secondo la provenienza degli Evangeli.


*

56.    Una grande ed importante dimostrazione che gli Evangeli furono scritti non molti anni più tardi di quanto si creda che avvenne realmente – anche se i critici vorrebbero dimostrare il contrario – ce la fornisce anche l’apostolo Paolo, la cui morte avvenne nell’anno 65 a Roma.

57.    Dopo che la profezia del ritorno di Cristo (tramite Matteo che la registrò nell’anno 33, e che il Rabbas trovò tra il popolo nell’anno 50, quindi anche quella stessa annotazione che Luca aveva trovato lì pronta [Lc. 9,26-27; – Matt. 16,27-28; – Marco 9,1][25] già nell’anno 45 e la mise giù per iscritto), non volendo adempiersi per così troppo tempo si cominciò già a dubitare dell’autenticità di tale profezia, allora si fece sentire Paolo nell’anno 52 nella 2° lettera ai Tessalonicesi 2, 3-4 da Corinto, che scrisse:

58.    “Cari fratelli, non lasciatevi sedurre da nessuno in alcun modo, poiché Gesù non verrà, prima che giunga l’apostasia e si riveli l’uomo del peccato, il figlio della perdizione (che è l’avversario che qui è sempre il diligente critico e bugiardo, e con ciò l’estirpatore della verità di Cristo), colui che s’innalza al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio, o che è oggetto di culto, fino a sedersi nel Tempio di Dio (che con la sua arte di convincimento seduce gli uomini che gli credono e li attira nella sua menzogna) proclamandosi Dio lui stesso”, e con ciò il falso profeta afferma che la sua parola è verità dimostrata, mentre la Parola di Dio è menzogna!

59.    Questo testo del Nuovo Testamento è sommamente importante, dimostrando che, in effetti, gli evangelisti Matteo e Luca hanno scritto prima di Paolo e che il popolo credeva fermamente nelle loro parole. Per quale motivo, infatti, questo testo sarebbe capitato nella lettera ai Tessalonicesi, riportando il popolo nel giusto binario della fede nella profezia?

60.    Questa profezia di Matteo è stata mandata in copia in Grecia già nell’anno 36, quindi tre soli anni dopo la Mia morte, che poi fu inviata a Paolo da Smirne.

61.    Questa è dunque una dimostrazione che gli evangelisti scrissero all’inizio nel primo secolo, altrimenti Paolo non avrebbe discusso una profezia che il popolo guardava già dubbioso, visto che non andò mai in adempimento quando la si attendeva.

62.    Una conferma dell’autenticità degli Atti degli apostoli ve la dà la storia di Pietro con Simone, il mago della Samaria (nell’anno 35), al quale Pietro esclamò nel sacro fuoco dell’indignazione: “Che tu sia maledetto insieme al tuo denaro! Credi che il Dono di Dio si possa comprare col denaro?”. Infatti, se gli Atti degli apostoli fossero stati scritti più tardi, non sarebbe stato menzionato Simone il mago, come convertito.

63.    Ritter von Vesme nella sua storia dello spiritismo (1° vol. pag. 472-483) scrive su ciò: Simone tuttavia non si fermò a lungo nel seno della sorgente Chiesa di Cristo. Egli era troppo intraprendente, troppo ambizioso per adattarsi lì dentro ad esservi attivo come secondo membro, dove sarebbe dovuto stare necessariamente di fronte agli apostoli.

64.    Durante il suo viaggio in Alessandria egli elaborò dai suoi studi della filosofia greca-copta un sistema teosofico che cercò di sostenere in un libro dal titolo “La grande dimostrazione” (“Apophasis magna”) e che si ritenne per lungo tempo perduto, oppure nemmeno scritto, dal momento che tutti i resoconti che riguardavano il mago Simone, furono considerati dagli scettici solo come una raccolta di leggende. Allora nell’anno 1862, per demolire completamente quel ragguardevole slancio di nichilismo critico della storia, furono scoperti in Grecia dei manoscritti che provenivano dall’inizio del terzo secolo con lo strano titolo “Philosophumena”, scritti da un certo Ippolito, contenenti violenti attacchi contro il papa Callisto. Molti credevano di attribuirli al santo Ippolito, il quale visse proprio in quel tempo. Persino Renan ammette che la scoperta di questi manoscritti dimostrerebbe che la leggenda di Simone il mago sarebbe vera almeno a grandi linee. – Anche uno scrittore protestante, de Pressensé, ha spiegato così: “Molti teologi hanno escluso il mito della storia di Simone, presentando in quantità innumerevole prove che questa storia sussisterebbe solo da leggende; invece essa contiene solamente fatti positivi, di cui i padri della Chiesa danno testimonianza unanime e trova conferma anche attraverso lo scritto di Ippolito da poco scoperto”.

65.    In questo Philosophumena sono menzionati diversi testi della “grande dimostrazione” di Simone. Da ciò si scorge che la religione fondata dal mago era un insegnamento gnostico. Lo stesso si basava sull’accettazione di un unico Dio, al Quale stavano a disposizione tuttavia Forze divine, le quali di tempo in tempo s’incarnavano. Simone stesso si riteneva una tale forza. Quell’insegnamento conteneva, con un eclettismo[26] esteso, tutte le rivelazioni, cercando di risolverlo in un’unica legge di idee.

66.    La cosa più strana consiste nel fatto che Simone (il mago) fu accusato da altri autori cristiani della relazione con una cortigiana di nome Helena che avrebbe comprato al mercato di Tiro. I Philosophumena ci forniscono la chiave di questa leggenda, documentando che dalle teorie simboliche di Simone, la “Grande Idea” costituiva una parte, una Forza divina, alla quale attribuì il nome “Helena” (cioè la splendente), poiché essa rappresenterebbe l’eterna causa delle contese tra gli uomini. Sicuro è che la sua setta continuò ad esistere accanto al cristianesimo fino nel terzo secolo.

67.    Poiché la maggior parte degli uomini sono diventati di spirito tenebroso, dicono: “Le Sacre Scritture le hanno scritte gli uomini, e quindi sono una compilazione umana; infatti, Dio e Cristo non hanno scritto nulla! Quindi, come si può credere a tali opere che gli uomini scrivono e spacciano per origine divina? – Essa è un’opera umana, un’opera umana fortemente contestabile come tutto ciò che gli uomini scrivono, qualunque cosa possa essere. Così è anche con i profeti e gli apostoli: essi erano uomini intelligenti che sapevano ben valutare ciò che un giorno dovrà accadere, e quindi hanno scritto, ma solo loro, non Dio, non Cristo!”.

68.    A quest’obiezione, attualmente usuale degli esperti del mondo, si può rispondere che tutto ciò che questi uomini hanno scritto si è letteralmente adempiuto, e ciò che essi insegnavano è la pura verità divina, poiché tutto porta l’impronta della verità divina. – Perché allora sospettare di tali uomini d’onore? Perché metterli davanti agli occhi degli uomini come scaltri e intelligenti mentitori? Non mostra questo, la più bassa indole dell’animo di un uomo, se non può soffrire l’onestà di un altro uomo che, senza motivo e causa, cerca di metterlo in cattiva luce?

69.    C’è una massima che dice: “Com’è lo stolto, così pensa degli altri!”. E un’altra massima di superiore elevazione suona così: “Uomini buoni pensano solo al bene del prossimo”. – Abbiate queste due massime sempre davanti agli occhi, perché i vostri giudizi sugli altri, se questi fluiscono senza motivo e causa, accusano voi stessi e vi mettono davanti al mondo come voi vorreste mettere gli altri.

70.    La Mia massima divina suona così: “Fa al tuo prossimo ciò che vuoi che egli faccia a te”. E se non desiderate che vi si descriva come mentitori, finti santi, ingannatori e simili, allora astenetevi di togliere l’onore agli altri! –

71.    Giudicate con l’amore i Miei strumenti, poiché essi sono figli Miei e con i Miei figli potrò ben parlare e dettar loro! Se Io non ho relazioni con chiunque, e chi nella sua ambizione nega la Grazia anche agli altri che sono migliori di lui, allora dovrebbe piuttosto vergognarsi di essere un uomo troppo malvagio, per poter avere relazioni con Me, ma non sospettare e trascinare nel fango ciò che lui non può afferrare nella sua tenebra spirituale.

72.    Ogni attacco ai Miei strumenti colpisce Me, perché in tal modo è contestata la Mia santa Parola e la si trascina nel fango. Quale sarà la conseguenza di tale modo d’agire contro di Me? Ve lo potete facilmente immaginare. – Perciò provvedete dapprima ad essere onesti voi stessi, allora giudicherete così come vorreste essere giudicati voi. Dove dimorano le tenebre e menzogna, là non vi è posto per la Luce e la verità!»

 

*

Osservazioni ironiche per i critici degli Evangeli

(parla Gesù): 

73.    «Io, Gesù, dissi a Lorber: “Non devi diventar focoso e il richiedente Ans. H. W. non sia timoroso, poiché ciò che tu ricevi è faccenda Mia, ed Io saprò già portar cura in tutto, affinché tutto diventi come deve essere. Tu però fai abbastanza se adempi la Mia Volontà.

74.    Tuttavia, con l’intelletto ognuno rimanga ben lontano dal Mio Dono, altrimenti somiglierà alla semenza che cadde dalla mano del seminatore tra spine e cardi, perché nell’intelletto c’è la dimora di ogni specie di preoccupazioni. Chi di conseguenza misura la Mia parola con il suo intelletto, invece che con il suo cuore, difficilmente raccoglierà i frutti della Mia semenza. Rifletti per esempio:

75.   In Matteo [28,1-7] vengono due donne al sepolcro; avviene un terremoto, appare un angelo, rotola la pietra dal sepolcro, vi si siede sopra e dà alle due donne informazioni su di Me.

76.   In Marco [16,1-7] vengono tre donne, si preoccupano a causa della pietra, questa viene messa via attraverso un potere invisibile e poi entrano nella tomba, qui trovano un giovinetto con una veste bianca seduto alla destra che le consola e dà loro informazioni su di Me!

77.   In Luca [24,1-7] vengono perfino parecchie donne non nominate con spezie e trovano la pietra già rotolata via, entrano subito nel sepolcro ma non vi trovano nessuno; dopo un po’, poiché si preoccupavano già, vengono da loro due uomini in vesti splendenti e danno loro informazione su di Me!

78.   In Giovanni [20,1-4] viene solo una donna, vale a dire la Maddalena, trova la tomba aperta, ma dentro nessuno; perciò corre da Pietro e Pietro viene di corsa alla tomba con altri discepoli e non trovano niente all’infuori dei sudari piegati, e poi vanno di nuovo a casa; solo dopo la piangente Maddalena sbircia nel sepolcro e scorge due angeli in vesti bianche seduti uno alla testa e uno ai piedi dov’era stato posto il corpo di Gesù, i quali domandano: “Donna, perché piangi?”. E dopo la risposta a questa domanda Io sono già dietro di lei!

79.    Chi qui giudica esteriormente in maniera storica mondana secondo il suo intelletto, che cosa dovrà ben necessariamente trovare con queste quattro dichiarazioni molto differenti, se vuol procedere ben nell’opera con critica acuta?

80.    Io ti dico: o la morte del suo intelletto, oppure la morte della sua fede. La morte del suo intelletto, se egli qui presume un Mistero divino e rimette questo alla Mia Sapienza e alla Mia Onnipotenza; – la morte della fede se dice: “Se il fatto fosse autentico, allora non soltanto quattro, ma cento storiografi dovrebbero coincidere totalmente in tutto, nel numero, nel modo e nelle parole. Ma dei quattro autori ognuno dice qualcosa del tutto diverso dall’altro. Chi ha ragione? – Nessuno! E quindi neanche Io credo!”

81.    Vedi, invece non dovrebbe essere ucciso né l’intelletto, né la fede! Ma come può accadere questo? Io ti dico: soltanto attraverso l’amore, l’umiltà, la mansuetudine e la pazienza.

82.    Se queste quattro caratteristiche diventano una cosa sola nell’uomo, allora anche la vivente Luce si raccoglierà nella più grande quantità nel cuore, nel quale si scioglieranno tutte le contraddizioni! Considerate questo, allora anche voi giungerete alla purezza e alla chiarezza. Se invece con il vostro intelletto volete essere scavatori dei Miei tesori, in verità non troverete altro che immondizia! Infatti, i Miei doni sono misurati soltanto per il cuore, ma non qualcosa da misurare dapprima con l’intelletto! – Invece, chi vuol risvegliare il suo cuore attraverso l’intelletto, costui sia assicurato che questo lo ucciderà solamente, poiché nessun amore è effettivamente più debole di quello dell’intelletto!

83.    Chi invece vuol pervenire alla Vita, costui ami e creda, sia mite e paziente e non esiga da Me, come da un cattivo governante, un conto intempestivo, perché veri figli amano il Padre e non disputano con Lui! Comprendilo bene questo! – Amen!».

[Doni del Cielo vol. 2 cap. 64,9-22

Dettato a Jakob Lorber il 30/10/1842]

 

[indice]

۞

Cap. 23

Che il mondo si scandalizzi ai dettati del Padre

Il Padre Gesù comunica tramite Ida Kg. che Egli stesso concesse che i dettati contengano qualcosa di scandaloso, affinché il mondo si urti e si scandalizzi di Lui, come un giorno i giudei,concludendo: “Ma beati sono coloro che non si scandalizzano di Me!”

30 maggio 1893

(parla Gesù tramite Ida Kg.):

1.      «Per quanto riguarda il tuo desiderio di servirMi con il fatto che vuoi sottoporre ad una purificazione la Mia Parola data nuovamente e rivestirla in una forma più compiacente, allora Io ti dico: la tua volontà è buona, ma non è la Mia Volontà, perché se lo volevo, allora Io stesso l’avrei data così.

2.      Io voglio appunto che il mondo si debba urtare e scandalizzare di Me, – esso non Mi deve riconoscere prima che Io lo voglia e prima che l’abbia preparato per la Mia venuta. –

3.      Finché ci sono ancora esteriorità che separano i Miei da Me, essi non sono nemmeno degni perché non maturi spiritualmente – di sentire direttamente da Me la Mia Parola divina; perciò si urti sempre contro di Me chi si vuole urtare. Chi Mi conosce e Mi ama non si urta in ciò che è umano e che Io ho concesso, affinché il mondo non Mi riconosca prima del tempo, poiché se ascoltasse la Mia Parola e sapesse che è proveniente da Me e tuttavia non vivesse ed agisse di conseguenza, allora sarebbe già giudicato e troverebbe la morte spirituale nel Mio insegnamento, che appunto deve annunciar la Vita!

4.      E vedete, come al tempo quando camminavo sulla Terra, parlavo in parabole a causa di coloro che non credevano in Me affinché si dovessero scandalizzare di Me e voltarMi le spalle (perché erano ancora immaturi per la Mia Parola), così anche adesso questa Mia Parola è un incomprensibile mistero per il mondo, per il fatto che tutta la sua sapienza non è in grado di risolvere, perché Io lo voglio così!

5.      Perciò anche voi adesso non dovete cambiar nulla, ma lasciarla stare non alterata come ve la do Io. La scabrosità è per il fatto che il mondo vi si urti! – Invece voi che Mi avete già riconosciuto nella Mia paterna voce, rimanete fermi e riflettete nel cuore sul senso delle Mie parole, accogliendo in voi lo Spirito nella pura verità, ma non la semplice Parola patinata.

6.      Questo ti dico Io, figlio Mio, alle tue domande, ma anche a voi tutti che avete le stesse sofferenze – fisiche, come spirituali, – e do a tutti voi la Mia benedizione. – Amen!»

 

*

Rinnovato ammonimento ai critici della nuova Parola

Un nuovo ammonimento tramite Ida Kg. di non criticare le Sue sante parole, poiché non sono state date per criticare e costruirsi da ciò l’inferno, ma per trovarci lo spirito della vita eterna.

4 dicembre 1903

(parla Gesù tramite Ida Kg.):

7.      «A tutti coloro che leggono questo libro, sia ancora detto che queste non sono parole umane, ma parole di Dio, perciò astenetevi dal giudizio, affinché non giudichiate voi stessi. – A chi manca la giusta conoscenza per afferrare queste Mie parole divine come tali, questi taccia e preghi Dio per la giusta conoscenza, allora anch’essa gli verrà data presto (Sl. 36,10); a chi invece il Padre ha aperto il cuore per afferrare il grande mistero di Dio, non si accontenti del puro sapere, perché Dio non si rivela agli uomini a causa della conoscenza, ma solo perché si convertano di tutto cuore e dispongano la loro vita secondo la Sua Parola e la Sua Volontà. Chi ode questa Mia predica e la fa sua, Io lo paragono a un uomo intelligente che ha costruito la sua casa sulla roccia; così parla il Signore, che è Dio, il Quale si rivela ai Suoi figli come Padre, ai figli che sono di buona volontà e di buon cuore.

8.      Perciò ognuno si esamini bene, se cerca con seria volontà e cuore sincero di diventare un vero figlio di Dio, perché Dio si mostra come Padre solo a coloro che Lo amano e fanno la Sua Volontà; invece a coloro il cui senso è ostinato, per loro Egli rimarrà l’Iddio onnipotente e il Giudice di tutte le loro opere. –

9.      Perciò, – beati tutti coloro che si lasciano attirare dal Padre, il Quale è il più puro Amore di Dio. Afferrate queste parole e ponderate precisamente il loro senso, affinché su di voi non venga la perdizione, ma diventiate liberi dal giudizio della morte spirituale e venga a tutti voi la vita eterna proveniente da Dio, il Padre dell’eterno Amore! – Amen!»

 

[indice]

۞

Cap. 24

La divina Volontà del Padre Gesù è amarLo

Zurigo, 19 giugno 1904

(parla Gesù):

1.      «Miei cari figli, nel leggere i Miei libri, sia la Bibbia oppure dei libri cristiano-teosofici, vi viene messo nel cuore che non vi dovete urtare al guscio che porta in sé il nocciolo, perché è questa la Mia Volontà: che nel leggere i Miei Libri, voi siate umili credenti come i bambini, poiché il Mio insegnamento vi dice: “Se non diventate come i fanciulli, non entrerete nel Regno dei Cieli”. Un altro versetto vi dice ancora: “Se non strappate a voi con violenza il Regno dei Cieli, non vi entrerete”. – Che cosa vuol dire questo? Vedete, questo vuol dire che voi dovete accettare ciò che vi viene offerto con animo infantile, animo che sia pienamente credente e di buona volontà.

2.      Si domanda: “Come dovete godere quanto vi viene offerto?”. – Ora domando Io: “Che cosa dice Paolo sul leggere i versetti della Bibbia?”. Paolo insegna che la lettera, come involucro materiale esteriore del nocciolo spirituale interiore, uccide; e solo lo spirito, come nocciolo interiore, vivifica quanto viene offerto.

3.      Io, Gesù, vi dico ancora di più: “Il nocciolo, se è mangiato, vi nutre!”. Che cosa vuol dire questo di nuovo? Vedete, questo vuol dire: l’involucro è il rivestimento del nocciolo che deve essere gustato, il che significa: dovete mettere in vivente azione ciò che avete trovato dallo spirito in senso letterale, soltanto per questo sarà data la ricompensa, poiché né per il senso letterale, né per il senso spirituale della Parola, ma soltanto per la vita e l’operare secondo il senso spirituale dell’Insegnamento vi sarà data la vita eterna; invece per la lettura e la comprensione dell’Insegnamento, mai!

4.      Ora viene la seconda domanda: “Come dovete afferrare l’Insegnamento affinché possiate guadagnare il Cielo?”. – Vedete, questa domanda è sommamente importante e perciò degna di ogni considerazione. Per sapere che cosa sia il nocciolo spirituale nel libro, è necessario che consideriate l’Insegnamento con l’amore del cuore e cerchiate ciò che nell’involucro, oppure nella lettera è il nocciolo celeste, nel quale giace il cibo del Regno dei Cieli. Ma adesso, come si estrae questo nocciolo celeste? Noi lo troviamo non nelle storie, non nei racconti paralleli, ma unicamente e solo nel più grande Comandamento di Dio, che sta nell’amore! – Amate Dio sopra tutto, allora vi sforzerete di non offenderLo mai, bensì adempirete sempre la Sua Volontà. Così, attraverso questo amore per Dio, amerete anche i Suoi figli come voi stessi, quindi cercherete sempre di far loro ciò che desiderereste ragionevolmente che essi facciano a voi se aveste bisogno di loro, e quindi di non far loro mai ciò che non desiderate sia fatto a voi. Questo è quindi il nocciolo di ogni Insegnamento che racchiude in sé l’eterna vita per colui che adempie l’insegnamento dei Miei dieci Comandamenti, le Mie restanti parole e il Libro della preghiera. Per questo, infatti, vi ho fatto scrivere e pubblicare "il Libro della preghiera", affinché vegliate e preghiate e non giudichiate più da riflessivi i Miei doni, di quanto faccio Io stesso. Il vostro sofisticare dalla Sacra Scrittura contro il Mio insegnamento – poiché voi afferrate troppo materialmente la Bibbia – è rivolto contro il Mio Volere. Perciò adesso farò pubblicare “il Libro della preghiera” nella terza edizione, ampliato considerevolmente con ulteriori spiegazioni, affinché afferriate una buona volta che cosa voglio avere da voi! Se vi avvicinate a Me nella preghiera senza umiltà, nonostante vi sia ‘Padre’, vi divento anche un Dio inavvicinabile, dal momento che non mostrate nessuna riverenza davanti alla Mia sublime Santità! Adempiere i Miei Comandamenti e pregare Me in umiltà, a voi tutti, senza eccezioni, è rivolto il Mio insegnamento.

5.      Perciò non fatevi da voi stessi degli insegnamenti! Non sofisticate voi stessi delle regole di comportamento contro di Me dalle Sacre Scritture che voi interpretate troppo erroneamente; in altre parole: non cogliete ciò che vi sta bene, e ciò che Io insegno particolarmente lo lasciate tranquillamente stare, così come se nella Bibbia non ci fosse proprio. Leggete l’insegnamento della ‘giustificazione[27] davanti a Dio’, per vedere che Martin Lutero ha afferrato questa del tutto erroneamente! Siete liberi di credere a Me, al Cristo, oppure a Martin Lutero, ma le conseguenze saranno il vostro raccolto! – La conduzione di M. Lutero e di Swedenborg nell’aldilà con la vera Dottrina della giustificazione dinanzi a Dio è, per i protestanti, il libro per la conversione dei loro errati concetti della Bibbia. Il libro è già stampato dall’anno 1902, ma se non ne avete nessun desiderio, accusate Me, il Cristo, di eresia, supponendo che questo libro non è da Dio! – E voi vorreste diventare figli di Dio e venire nel Cielo? No! Dico Io, dapprima dovete diventare credenti e umili dinanzi a Dio, davanti al Padre vostro in Gesù. Così è la Mia Volontà! Dovete comprare il Libro, poiché l’ho dettato e fatto scrivere per voi, per portarvi via dal grande errore della falsa fede. – Se non volete leggere le Mie parole, né ascoltarle né eseguirle, allora non Mi potrete nemmeno vedere nel Regno degli spiriti. Ciò che seminate, raccoglierete, poiché il Mio tempo è qui. – Voglio creare Ordine nel mondo, voglio radunare il Mio gregge, ma chi non riconosce Me, il sommo Pastore, nella voce, bensì Mi accusa di eresia, ebbene, costui andrà là dove si è messo in cammino!

6.      Tuttavia voglio aver compassione di voi se prenderete a cuore le Mie parole, altrimenti diventate il vostro stesso giudice, visto che non Mi riconoscete come Giudice, e allora con la migliore Volontà non posso far nulla. La vostra fede vi giudicherà. – Amen!

 

*

7.      Quindi, anche a voi cattolici-romani ho da rivolgere una parola. Presso di voi è stato introdotto che se un libro del vescovo non porta l’imprimatur del papa nel titolo in prima pagina, voi non potete leggerlo, sia esso la Sacra Scrittura oppure un altro libro religioso.

8.      Nelle Sacre Scritture, nel Nuovo Testamento, ci sono degli estratti di insegnamenti e fatti dal Mio tempo dei tre anni d’insegnamento che gli apostoli ed evangelisti hanno lasciato scritto. Questi Miei fondamenti della religione cristiana un giorno insegnati da Me, dal vostro Dio e Salvatore in Gesù stesso, ora vi vengono sconsigliati – e i Miei attuali libri cristiano-teosofici, vietati di leggere poiché sarebbero eretici secondo i dogmi papali oppure secondo gli ordinamenti umani, e perché? Perché diffonderebbero la verità!

9.      Bene, se il papa è il vostro infallibile comandante, e invece Io, Gesù, vostro Dio e Salvatore del Golgota, sarei un Eretico, allora non avete più nulla da cercare presso di Me! – Io dimoro con i Miei figli nel Cielo. – Ma dove andranno coloro che tuonano contro di Me nei libri, nelle riviste e dai pulpiti e pretendono l’autorità verso di Me, per conservare le leggi ecclesiastiche fatte da loro stessi, cerimonie e regolamenti umani contro di Me, l’eretico Gesù Cristo, non ho bisogno di dirvelo. Da Me in nessun caso, poiché Io, come tali, non posso usarli, e dove guidano voi, voi che siete i credenti dei loro regolamenti umani, visto che non conducono da Me, lo potete facilmente indovinare, perché nel Regno degli spiriti esistono soltanto il Cielo e l’inferno! – Vedete! Così stanno le cose con la salvezza della vostra anima, se gli Insegnamenti che Io vi presento nei libri cristiano-teosofici vengono considerati eretici. Ve l’ho detto! Orientatevi di conseguenza, se non volete percorrere le vie che portano verso il basso! – Amen!

10. È vero che nella Bibbia sta scritto: “Dio non giudica nessuno, Dio non punisce nessuno”, ma vi sta pure scritto, il Padre (quale Amore in Dio) ha consegnato l’intero giudizio al Figlio, il Figlio è però la Sapienza in Dio – ma questa ha messo nella stessa Parola la ricompensa per l’adempimento, mentre la punizione è per l’operare contrario alla Legge. – Che la Sapienza di Dio punisca, per questo esistono una quantità di conferme nel Vecchio Testamento. Nel Nuovo Testamento esiste una gran quantità di avvenimenti mondiali naturali ed elementari che Io ho lasciato sorgere nel mondo come castigo, per migliorare gli uomini, e perciò anche adesso è così. Guardate nel mondo quale quantità di disgrazie annunciano i giornali anche quotidianamente! E nonostante ciò, non volete né vedere né udire nulla? Voi non volete sapere nulla di tutto ciò che proviene da Me, perché voi preferite credere ai falsi profeti e anticristi, …che a Me! – Ma Io verrò a voi in modo assai grave, allora le cose cambieranno! Vedrò se riconoscerete ancora un Dio sopra di voi oppure no! – Ricordatevelo! Queste sono parole provenienti da Me, vostro Dio in Cristo, che molti fra di voi non vogliono più riconoscere come Dio!»

 

[indice]

۞

Cap. 25

Un’importante spiegazione postuma

Zurigo, 17 luglio 1904

(Franz Schumi):

Dopo aver appreso come stanno le cose tramite le parole dell’eterna vita a noi presentate, allora nessuno si irriti con i medium di Dio se questi portano una qualche inesattezza come irrilevante seguito del nocciolo della verità della Parola di Dio.

Il medium era forse del tutto innocente del perché qui o là – con la concessione di Dio – ha riportato un’inesattezza. – Lo stesso caso è stato con gli apostoli Pietro e Paolo che hanno riportato inesattezze religiose, come nel libro di Lutero su Paolo; invece nel Libro “Cristo e le chiese” sotto la parola “Battesimo” vengono mostrati enormi errori su Pietro. Come è il caso con Martin Lutero – che rigettò perfino i Dieci Comandamenti di Dio, che Cristo venne a completare (Matt. 5,17), e altrettanto rigettò l’amore per il prossimo, mentre Gesù stesso disse allo scriba: “Va’ ed esercita l’amore per il prossimo come lo ha fatto il samaritano”, anzi Egli ha definito questo Comandamento come il più grande nella Legge di Dio attraverso Mosè.

Io, Schumi, ho fatto ciò che potevo fare per diffondere il puro insegnamento, – ma posso io qualcosa se i miei predecessori, siano questi nella Bibbia oppure i medium di Dio, annotarono cose inesatte ed io le ho ripetute dopo, in bona fide, ovvero in buona fede, perché è la pura verità? – Nelle Sacre Scritture sta scritto: “Ai puri tutto è puro”. Ma poiché ci troviamo nel tempo della lotta della verità contro la menzogna, è il nostro compito separare la verità (ovvero il grano) dalla menzogna (ossia la pula), ed io, Schumi, mi sforzerò di far questo dove posso e troverò possibile, poiché io sto sotto lo stesso Comandamento della fede come stavano gli apostoli e Lorber, Mayerhofer e molti altri.

Cercate con Me il grano e nell’amore, nell’umiltà e con la comprensione, poiché nel mondo nulla è perfetto, separate la pula da questo, e raggiungerete la vita eterna. In ciò sta appunto la lotta, per strappare a sé con violenza il Regno dei Cieli, perché attraverso la violenza della fede incrollabile ci si attiene saldamente al nocciolo della verità e si può combattere pieni di forza contro tutte le contraddizioni della sapienza intellettuale ribellandosi contro queste, per uscir fuori da vincitori nella lotta.

Credete a me, io stesso sto in questa lotta, poiché noto moltissimo ciò che qualcuno non ha ancora notato, e nonostante ciò non cedo e faccio come un giorno Pietro, quando Gesù chiese ai dodici discepoli che rimasero dei settanta, dopo il discorso a Capernaum: «Mi abbandonerete anche voi (poiché ho insegnato qualcosa di non conveniente per il vostro intelletto mondano)?». – Cui Pietro Gli rispose: «Signore, dove vogliamo andare, poiché Tu sei Cristo, Colui che ha le Parole dell’eterna vita e sei l’eterna Vita stessa» [Giov. 11,27 / Mt.16,16].

 

[indice]

۞

Cap.26

Il mezzo per giungere alla Luce della verità

Graz, 23 giugno 1902

(parla Gesù):

1.      «Vi metto in guardia: non aggredite la Mia Dottrina con la vostra sapienza, poiché essa vi porterà oscurità, perché tutti coloro che esaminano la Mia Dottrina con la sapienza dell’intelletto e la criticano, mentre è da intendere spiritualmente, incappano nel territorio delle tenebre spirituali, che è lo spirito di Satana della mondanità, il quale suggerisce loro opinioni completamente sbagliate.

2.      Voi volete la verità sui singoli versetti della Bibbia, e se i dettati dei medium cristiano-teosofici provengono da Dio; se ciò è verità, allora sollevatevi da tutta la vostra sapienza intellettuale e venite a Me, in umiltà e intimissimo amore, al vostro Padre in Gesù! Pregate e chiedete tanto a lungo per l’illuminazione nella faccenda, finché l’avrete, poiché la via della sapienza intellettuale conduce nelle tenebre dell’inferno. Invece l’umile preghiera conduce a Me, nella divina Luce della verità.

3.      In verità vi dico: “Diventano figli di Dio solo coloro che, umili e pieni d’amore per Me, si lasciano condurre e guidare da Me!”»

[“Proclamazioni di Gesù nostro Padre”, 1° vol. pag. 108]

*

Da Pietro

(parla Gesù): 

4.      Che la Dottrina che gli apostoli hanno scritto, non siano state trascrizioni da altri libri, bensì rapporti originali da quel tempo, ve l’assicura l’apostolo Pietro quando dice: «Noi non abbiamo seguito favole abilmente concepite, noi vi abbiamo annunciato la potenza del nostro Signore Gesù Cristo, e abbiamo visto perfino la Sua Magnificenza, poiché Egli ricevette da Dio, il Padre, Onore e Gloria: “Questi è il Mio caro figliuolo nel Quale Io ho compiacimento». [2° Pietro 1,16]

5.      «E noi abbiamo udito questa Voce venuta dal Cielo, poiché eravamo con Lui sul Monte santo» [2° Pietro 1,18].

6.      Inoltre, Pietro, sulla verità delle annotazioni apostoliche, dice: «Noi (apostoli) abbiamo rafforzato la Parola profetica, e voi fate bene ad attenervi come a una Luce che splende in luogo oscuro, finché non splenderà il giorno e sorgerà nel vostro cuore la stella del mattino» [2° Pietro 1,19].

*

Da Paolo

(parla Gesù): 

7.      Paolo giustifica il suo insegnamento con le seguenti parole: «Vi dichiaro apertamente, fratelli, che il Vangelo da me annunciato non è opera d’uomo, perché io non l’ho ricevuto né imparato da uomini, bensì per rivelazione di Gesù Cristo (in pratica ricevuto attraverso la parola interiore)» [Gal. 1,11].

8.      Paolo maledice ogni altro Evangelo che non proviene da Cristo, dicendo: «Ma quand’anche noi stessi (Paolo e i miei co-diffusori del Vangelo a voi noti) oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un Vangelo diverso da quello che noi vi abbiamo presentato, che sia maledetto. Come vi ho appena detto, ora ve lo ripeto di nuovo: chi vi presenta un Vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia maledetto!» [Gal. 1,8-9].

9.      Con questa dichiarazione, Paolo rimarcò con la maledizione non soltanto gli insegnamenti errati sorti nel suo tempo, bensì anticipò perfino l’intera fabbricazione dei falsi insegnamenti dello spirito anticristiano.

 

[indice]

۞

Cap. 27

Dimostrazioni che le parole della Bibbia sono parole di Dio

I servitori di Dio confessarono pubblicamente che devono predicare l’Evangelo, perché a ciò li spinge lo Spirito di Dio

(Gesù insegna):

1.      «Che i profeti scrissero solo su Mio ordine, lo testimonia il seguente versetto dal profeta Isaia 34,16: “Cercate nel libro del Signore e leggete: non vi mancherà nemmeno uno di questi, perché è Lui che attraverso la mia bocca ha così ordinato e il Suo Spirito li ha radunati.

2.     – Ezechiele: 12,8: “Presto al mattino venne a me la Parola del Signore e io feci come mi fu comandato”.

3.     – Ezechiele 24,18 e 20: “All’indomani feci come mi era stato comandato (da Jehova). – Mi giunse la parola del Signore”.

4.     – Ezechiele 37,7 e 10: “Ed io profetizzai come mi era stato ordinato (da Jehova)”.

5.     La prova viene fuori particolarmente chiara che Io, Gesù, come Jehova, comandai ai profeti di dire o fare questo o quello:

6.     – Geremia 26-2. Egli dice: “Così parla il Signore: ‘Entra nel cortile della casa del Signore e parla a tutte le città della Giudea che vengono a far orazione nella casa del Signore, riferendo loro tutte le parole che ti ho comandato di dire; e non ne togliere nemmeno una”.

7.     – Geremia 50,21: “Sali contro il paese … (Babilonia) contro gli abitanti della tribolazione; devasta, distruggi e scaccia i loro discendenti, dice il Signore, e fa tutto ciò che Io ti ho comandato”.

8.     – Nella 1° lettera ai Corinzi, Paolo dice: “Cristo mi ha mandato a predicare il Vangelo” [1° Cor. 1,17].

9.     – In 1°Cor. 9, 16-17: Paolo ammette: “Se predico il Vangelo, non me ne devo vantare, poiché è una necessità da fare … Se lo faccio volentieri, allora meriterò una ricompensa, se invece lo faccio malvolentieri, vuol dire che compio un incarico affidatomi”. Con ciò egli voleva dire che non predicava dalla propria volontà, bensì perché lo spingeva lo Spirito di Dio.

10.   – In 2° Cor. 5-20 Paolo dichiara espressamente che Io, Cristo, li ho usati come Miei strumenti, tramite i quali Io opero, poiché Paolo dice: “Così ora noi siamo messaggeri al posto di Cristo, poiché Dio ammonisce (gli uomini) attraverso di noi”.

11.   – Nella lettera ai Galati 1,1 sta scritto: “Paolo, un apostolo non da parte degli uomini, nemmeno tramite gli uomini, bensì per mezzo di Gesù Cristo e da parte di Dio il Padre”. Con la qual cosa ha testimoniato che Dio stesso lo ha scelto e istruito affinché dovesse predicare la vera Parola del Vangelo.

12.   – In 2° Pietro 1,20-21, si dice: “E innanzitutto dovete sapere che nella Scrittura nessuna profezia può essere oggetto di interpretazione propria, bensì ‘santi’ (i giusti servitori di Dio) sono quegli uomini che hanno parlato mossi dallo Spirito Santo”».

*

13.    Io, Schumi, ho già scritto parecchie profezie che sono stampate nei libri pubblicati da me e vi faccio notare che ogni volta che le ho ricevute dettate, esse furono date con una particolare enfasi e forza d’espressione”.

*

(riprende Gesù):

14. «Questa dimostrazione dalle Sacre Scritture testimonia che questi uomini devoti scrissero non per propria volontà e per propria sapienza, bensì che ero Io a parlare attraverso di loro, e loro obbedivano, cosa che essi dovettero fare e dovettero parlare.

15.   – In 1° Cor. 2,4 Paolo dice: “La mia parola e la mia predicazione non sono basate su persuasivi argomenti di sapienza umana, ma sulla dimostrazione dello Spirito e della Potenza di Dio, affinché la vostra fede non si fondi sulla sapienza degli uomini, ma sulla Potenza di Dio”.

15.    Le presenti dimostrazioni dagli scritti dei profeti e apostoli vi danno la testimonianza della verità che avete davanti a voi in questi uomini, con i quali Io, Dio, ho parlato ed ho ordinato loro di compiere la Mia santa Volontà.

16.    Se ora leggerete gli scritti che provengono da loro, allora giungerete alla convinzione che essi superano ampiamente le conoscenze umane, poiché sono di contenuto trascendentale che nessuno può spiegare giustamente senza l’ispirazione dall’alto oppure dalla diretta Parola divina, altrimenti, da dove avrebbero preso questi uomini tali parole che spesso significano qualcosa del tutto diverso di quanto indica la lettera?

17.    D’altra parte, sono scritti che spiegano la storia del mondo con parole di rispondenze in anticipo di centinaia e migliaia di anni, senza che voi riusciate a penetrare alla base del nocciolo delle parole prima che si siano adempiute, ma poi risulta che tutto si è adempiuto alla lettera come era scritto.

18.      Vi bastino questi fatti per non negare il dovuto rispetto al libro delle rivelazioni e profezie divine! Infatti, voi sapete cosa significa questo o quello? Che cosa sapete voi del perché sta scritto così e non diversamente? Chi vi dà l’assicurazione che i vostri giudizi siano verità, se non potete interpretare un tale libro spiritualmente? “Noli me tangere!”, cioè “Non Mi toccare!” dissi il giorno della Resurrezione. E al critico non autorizzato esclamo: “Ne sutor suspra crepidam!”. In altre parole secondo la traduzione tedesca: “Ciabattino, fa’ il tuo mestiere!”. – Perciò, cari figli Miei, non criticate le parole della Sacra Scrittura, esse, infatti, sono sante per colui che da Me ha la Grazia di poterle interpretare. Dai versetti più difficili della Bibbia vengono fuori spesso i misteri più belli e più grandi che Io ho avvolto nel buio più profondo della rispondenza, per nasconderli davanti alla stoltezza degli ultrasaputelli, i quali davanti a Me sono un abominio poiché sofisticano fuori solo inferno e punizione per l’altro mondo, quando forniscono una piccola prova della loro sapienza intellettuale! –

19.    Si lasci in pace questo santo Libro, il cui contenuto ha come soggetto per la maggior parte Me, Dio stesso; infatti, per questo Mi son scelto altri uomini, per spiegarlo giustamente ai Miei figli, come intelligenti e saggi del mondo [1° Cor. 1,19].

20.    Tenete bene a mente che Io, Dio, non pretendo da nessuna parte la frequentazione di una scuola superiore per il conseguimento delle Grazie divine, bensì solo l’adempimento della Mia santa Volontà. Alte conoscenze scolastiche sono da onorare, soltanto che davanti a Dio non hanno il minimo valore se gli uomini non adornano le superiori virtù di Gesù.

21.    Guardate il discepolo Giovanni che Io, Gesù, chiamavo il Mio prediletto. Egli era figlio di poveri genitori pescatori, la sua istruzione scolastica era quella di un allievo della quarta scuola elementare – nulla di più, e chi, dei saggi e intelligenti di questo mondo, …può spiegare il linguaggio celeste della rispondenza della sua Rivelazione di Dio? Nessuno! E qual è il contenuto di questo scritto misterioso? Vedete, la storia e il suo sviluppo nei figli del mondo di allora fino ad oggi, ed oltre, nel lontano futuro.

22.    E in quale modo i profeti e Giovanni sono giunti a questo linguaggio superiore? Essi adempirono la Volontà di Dio; essi erano colmi d’amore, di umiltà e di virtù superiori, ed Io li ho guardati con compiacimento ed ho parlato agli uomini attraverso di loro nel linguaggio celeste, affinché non afferrassero la santità della Mia parola, se loro, morti nello spirito, ardiscono di indagare in queste sublimi profezie e rivelazioni con la loro sapienza tenebrosa, per criticare e, dall’oro, estrarre il letame che non vi si trova».

 

[indice]

۞

Cap. 28

Dimostrazioni sulla Parola interiore

(parla Gesù):

1.      «La parola interiore è la cosiddetta ‘Parola profetica’ di cui parla Pietro [1° Tess. 2,13 / 2° Pietro, 1,19]. Questa parola procede dal Padre e dal Figlio, e parla attraverso lo Spirito Santo che oggigiorno detta i chiarimenti sull’insegnamento divino e sulle profezie attraverso i medium di Dio ovvero del Padre, e parla per mezzo di loro come parlava una volta per mezzo dei profeti, che veniva conferito agli apostoli nel battesimo di Pentecoste. Di questo forniscono dimostrazioni i seguenti versetti presi dalla Sacra Scrittura.

2.      I profeti hanno scritto le parole della Mia divina Sapienza già nei tempi più antichi, perché a ciò li spingeva il Mio Spirito. Queste profezie si sono adempiute sui paesi d’Egitto, Babilonia, Fenicia e Palestina, e anche durante la Mia vita voi avete visto che ogni profezia si verificò letteralmente e andò in adempimento. Molte profezie non sono invece mai state ancora prese in considerazione precisamente, perché non le sapete interpretare. Per voi è certo che i profeti erano uomini che vivevano molto devotamente, per il cui motivo Io, come Padre degli uomini, potevo parlare con loro e dare tramite loro, per tutti gli uomini, profezie e insegnamenti di vita. Essi erano quindi i rappresentanti della Mia divina Volontà sulla Terra, poiché Io, Jehova, parlavo con il Mio popolo attraverso di loro e lo governavo tramite loro. Che questo si basi sulla verità lo testimoniano i seguenti estratti dalle lettere dei profeti.

3.      Io, Gesù, parlai ai discepoli Cleofa e Barsabba soprannominato il giusto: “O voi stolti che siete di cuore ozioso e non credete a tutto ciò che i profeti hanno annunciato” [Luca 24,25]. Quest’ammonizione anche oggigiorno coglierà tutti coloro che non credono alle parole dei profeti e degli apostoli e preferiscono percorrere la via verso Emmaus, che è la via del dubbio e dell’incredulità.

4.     – Nel Salmo 50,7 e 50,13-15 (anno 1043 a.C.) Io, Gesù, quale Jehova, dissi attraverso il profeta Davide: “Ascolta, popolo Mio, lasciaMi parlare, Israele! Io, Dio, sono il tuo Signore!”. / “Credi forse che Io volessi mangiare carne di bue oppure bere sangue di ariete? Offri a Dio il ringraziamento, e sciogli all’Altissimo i tuoi voti! InvocaMi nei giorni dell’angustia, allora ti libererò e tu Mi onorerai”.

5.     – Il re e profeta Davide disse: “Lo Spirito del Signore ha parlato attraverso di me, e la Sua predica è avvenuta attraverso la mia lingua”. Inoltre disse ancora: “Il Dio d’Israele mi ha parlato”, [2° Samuele 23,2-3] … il che significa: ‘Jehova ha parlato con me’, come un uomo parla con un altro uomo. Nello stesso modo avviene anche oggi, ogni volta che Io, Dio, parlo con il Mio strumento.

6.     – Isaia 37,26-27: “Non hai udito che Io (Jehova) da tempi lontani avevo preparato tutto ciò, e dai giorni antichi l’avevo predisposto? Adesso l’ho realizzato, così che città fortificate sono distrutte e diventano mucchi di macerie, e i loro abitanti sono paralizzati, tremano e sono sconvolti”. – Questa profezia si avverò, affinché essi diventassero credenti su ciò che Io, Jehova, annunciai in anticipo attraverso i profeti.

7.     – In Isaia 48,3 Jehova parla attraverso la bocca del profeta: “Gli avvenimenti passati Io li avevo annunciati da lungo tempo, la Mia bocca li aveva annunciati e li aveva proclamati; all’improvviso Io ho agito e si sono verificati”.

8.     – In Isaia 51,16: In questo versetto Io, Jehova, dissi al profeta: “Io metto le Mie parole nella tua bocca”.

9.     – Al profeta Geremia, Io, Jehova, dissi la stessa cosa: “Ecco, Io metto le Mie parole nella tua bocca”. [Ger. 1,9].

10.   – Attraverso Matteo 10,20 dissi: “Non sarete voi che parlerete, ma lo Spirito del Padre vostro parlerà in voi”.

11.   – In Luca 10,16. Io, Gesù, Jehova, dissi: “Chi ode voi (quando annunciate il Mio Vangelo), ode Me. Chi disprezza voi, disprezza Me, ma chi disprezza Me, disprezza Colui che Mi ha mandato (cioè Dio, l’eterno Amore quale Padre nel Mio Cuore)”.

12.   – In Giovanni 14,16-18. Io, Gesù, dissi all’ultima Cena: “Io pregherò il Padre (cioè l’Amore in Dio) ed Egli vi darà un altro Consolatore, che rimarrà sempre con voi; cioè lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede né lo conosce; ma voi lo conoscete perché dimora in voi e sarà in voi. – Non vi lascerò orfani, (perché) Io (stesso) tornerò a voi”. Versetto 26: “Ma il Consolatore, lo Spirito Santo (della verità), che il Padre (ovvero l’Amore in Dio) vi manderà nel Mio Nome (cioè la Sapienza in Dio), v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che Io vi ho detto”.

13.   – Giovanni 15,26: “Ma quando sarà venuto il Consolatore che Io (attraverso di Me) vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre (ovvero dall’Amore in Dio), vi testimonierà di Me (con cui volevo dire: perché nel Mio Nome guarirete i malati, scaccerete i demoni e opererete diverse cose che ad altri uomini non è possibile)”.

14.   – Giovanni 16,12-13: “Molte cose avrei ancora da dirvi, ma per adesso non le potete sopportare. Ma quando verrà Lui, lo Spirito di verità, vi guiderà in tutta la verità. Perché, non parlerà da Se stesso, ma di quello che sentirà (dal Padre e dal Figlio, di cui Egli è l’efflusso) Egli lo dirà, e ciò che sarà in futuro (ciò che è deciso in Dio e che deve avvenire), Egli ve lo annuncerà (ovvero profetizzerà).

15.   – Secondo Luca 12,11-12 Io, Gesù, dissi ai Miei discepoli: “Quando vi condurranno davanti alle sinagoghe, davanti all’autorità e davanti ai magistrati, non preoccupatevi di come o che cosa dovrete rispondere o che cosa dovrete dire, perché lo Spirito Santo vi istruirà in quel momento stesso come bisognerà parlare”.

16.   – Atti 9,17-18. Nella storia della conversione dell’apostolo Paolo leggete: “E il discepolo Anania di Damasco andò e giunse nella casa e impose le mani su di lui dicendo: ‘Caro fratello Saul, il Signore che ti è apparso sulla via, quando venivi qua e ti ha risposto: “Io sono quel Gesù che tu perseguiti”, Egli mi ha mandato affinché tu recuperi di nuovo la vista e sii colmo dello Spirito Santo’. Allora Paolo ricevette il battesimo dello Spirito Santo e, con ciò, la Parola interiore (la Parola del Padre Gesù)”».

 

[indice]

۞

Cap. 29

Il battesimo di fuoco dello Spirito Santo per avere la Parola divina

(parla Gesù):

1.      «Il battesimo di fuoco dello Spirito Santo che fu dato agli apostoli a Pentecoste, è descritto come segue: “E all’improvviso venne dal Cielo un fruscio come di un vento che soffia impetuoso e riempì tutta la casa, dove stavano seduti. E a loro apparvero delle lingue divise come di fuoco e ognuna si posò sopra ciascuno di loro. Sicché tutti furono ripieni dello Spirito Santo e cominciarono a parlare lingue diverse, secondo che lo Spirito Santo dava ad essi di esprimersi. Gli uomini si radunarono e rimasero confusi per il fatto che ognuno sentiva le parole nella propria lingua madre. Poiché i predicatori erano soltanto della Galilea e parlavano comunque in lingue straniere, gli ascoltatori erano tutti stupiti e, non sapendo cosa pensare, si chiedevano l’un l’altro: ‘Che cosa significa questo?’. A questo punto Pietro presentò loro le profezie provenienti dai profeti le quali illuminarono quel grande avvenimento del giorno [Atti 2,2-12].

2.     – Leggete in Atti 10,44-46: “Qui Pietro stava ancora esprimendo le parole (al comandante Cornelius in Cesarea) che lo Spirito Santo scese su tutti coloro che le udivano. E i cristiani giudei che erano venuti con Pietro si spaventarono, perché anche ai pagani fu riversato il dono dello Spirito Santo; infatti, essi udirono che parlavano in lingue straniere e lodavano sommamente Dio”.

3.     – In 1° Cor. 2,10 Paolo dice: “A noi (gli apostoli) Dio le ha rivelate per mezzo del Suo Spirito (le cose trascendentali – versetti 7-9), perché lo Spirito scruta tutte le cose, anche le profondità della Divinità”.

4.     – Sulla Parola interiore, Paolo scrive: “Ma io vi annuncio, cari fratelli, che l’Evangelo che proviene da me, non è opera umana. Io, infatti, non l’ho ricevuto né imparato da nessun uomo, ma lo possiedo attraverso la Rivelazione di Gesù Cristo”. Perché la parola interiore sta più in alto dell’illuminazione all’intelletto del senso spirituale delle parole della Bibbia; Paolo perciò possiede i Doni e le Grazie dello Spirito Santo come li possedevano gli altri apostoli, cosa che lo dimostrano le sue guarigioni miracolose, ecc. Così è da intendere sotto ‘rivelazione’ il parlare di Dio attraverso Paolo per mezzo della Parola profetica interiore.

5.     – Paolo ricevette questa Parola di Dio, da Me, Gesù, dopo la guarigione dalla sua cecità attraverso Anania. Della genuinità della Parola interiore che egli interpretava, Paolo ne era fermamente convinto, perché espresse le parole determinanti: “Ma quand’anche noi stessi o un angelo dal Cielo vi an-nunciasse un Vangelo diverso da quello che noi vi abbiamo predicato, costui sia maledetto!” [Gal. 1-8]. Su ciò egli ripeté che il suo Evangelo si basava sulla verità, dicendo: “Ma quello che io vi dico (dell’Evangelo), ecco, Dio lo sa che non mento” [Gal. 1, 20]. Questa osservazione di Paolo è giusta, ma di tanto in tanto egli ha espresso anche qualcosa dalla propria opinione, senza chiedere a Me, Gesù, per il chiarimento, e così anche Paolo (come Pietro) non è nel puro in tutto (come io, Schumi, ho dimostrato chiaramente nel libro di Lutero e lo dimostro anche nel battesimo). Tuttavia per questa ragione, a causa di singole violazioni, non si deve gettare il bambino con l’acqua del bagno, (come inutilizzabile, non affidabile), perché nessuno è infallibile, solo Dio lo è!

6.     – Nella lettera ai Galati 2,2 vedete che le rivelazioni di cui parlava Paolo non sono altro che la Parola di Dio, il cui Dio parla nell’interiore, nel cuore dell’anima (di cui io stesso, Schumi, sono testimone della verità attraverso il Padre Gesù, poiché sento chiaramente in me – come espressa a me da un’altra persona – la Parola di Dio, poiché io sono passivo, non penso nulla, bensì ascolto soltanto e scrivo, quando la Parola viene espressa o dettata per tutti gli uomini quali figli di Dio). Paolo, nel luogo dove era stato attirato, disse: “Poi salii di nuovo a Gerusalemme in seguito a una rivelazione” [Gal. 2,1-2]. Come avveniva questa rivelazione lo vedete negli Atti 23,11: “Ma il giorno seguente, nella notte, il Signore stava presso di lui e gli disse: ‘Fatti coraggio, Paolo, perché come hai reso testimo-nianza di Me a Gerusalemme, così è necessario che tu mi renda testimonianza anche a Roma’.”. – Qui, Luca l’evangelista, dice: “Il Signore stava presso di lui”, ma in ciò Luca si sbaglia, poiché egli lo ha annotato in un secondo tempo, non avendo nessuna parola interiore; invece Io, Gesù, parlavo nell’interiore di Paolo.

7.     – Nella lettera agli Efesini, Paolo scrive sul mistero di Cristo, mistero che gli venne svelato tramite rivelazione, che era sconosciuto nei tempi passati poiché solo adesso Gesù lo aveva rivelato ai Suoi apostoli e profeti attraverso lo Spirito (Santo) [Efesini 3,2-5].

8.      L’apostolo più illuminato di tutti e che riusciva a penetrare più potentemente nelle profondità dei misteri di Dio, era il discepolo Giovanni, il sommamente graziato a causa del suo grande amore per Me, cosa testimoniata sia dall’inizio del suo Evangelo, come anche dalla Rivelazione (l’Apocalisse) che solo Giovanni comprendeva nelle sue rispondenze, essendogli toccato questo per via del suo grande amore per Me e per il prossimo come premio della Grazia di Dio. Egli disse all’inizio della Rivelazione 1,1-3: “Questa è la rivelazione di Gesù Cristo, che Lui, Iddio, ha dato per far sapere ai Suoi servitori quelle cose che devono accadere, e in breve l’ha fatta conoscere inviandola per mezzo del suo angelo al Suo servo Giovanni. – Beato chi legge e ascolta le Parole di questa profezia e osserva le cose che vi sono scritte”.

9.      La grande rivelazione che Giovanni ha avuto da scrivere, comprende 22 capitoli, la cui realizzazione è documentata da quanto segue: “Io, Giovanni, che sono anche vostro fratello e compagno nella tribolazione, e nel Regno e nella nascita di Cristo, ero nello spirito nel Giorno del Signore, e sentii dietro di me una grande voce che diceva: ‘Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, e quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle comunità in Asia, a Efeso e a Smirne, a Pergamo e a Tiatira, a Sarde, a Filadelfia e a Laodicea’. Io mi voltai per vedere da dove veniva la Voce che mi parlava. E quando mi voltai, vidi Uno che era simile a un Figlio di uomo (cioè un profeta, come annunciatore della Parola divina) vestito con una lunga veste e cinto intorno ai fianchi con una cintura d’oro. Il Suo capo, invece, e i Suoi capelli erano bianchi come lana, come la neve, e i Suoi occhi come una fiamma di fuoco, i Suoi piedi simili al rame in una fornace ardente, e la Sua Voce come grande scrosciare d’acqua, ed aveva sette stelle nella Sua mano destra (cioè sette Caratteristiche divine nel Suo Ordine di Governo); e dalla Sua bocca usciva una spada a doppio taglio (cioè la Parola dell’eterna Verità proveniente dall’Amore e Sapienza divina), e il Suo volto splendeva come un sole sfolgorante. E quando lo vidi (vale a dire Gesù), caddi ai Suoi piedi come morto (oppure come “peccatore”); ed Egli mise la Sua mano destra su di me e mi disse: ‘Non temere, Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente (cioè il Principio della Vita). Ero morto (sulla croce) ed ecco, sono vivente da eternità in eternità, ed ho la chiave dell’inferno e della morte. Scrivi ciò che hai visto e quello che è, e ciò che dovrà accadere dopo’.” [Ap. 1,9-19]. Cosa che Giovanni mise giù nella scrittura incomprensibile della ‘Rivelazione’.

10.      Queste poche righe svelano molto chiaramente da dove Giovanni ottenne il senso della Parola per la sua Rivelazione; era l’Amore e la Sapienza divina in Me, Gesù, che gli fecero giungere la Rivelazione in immagini di rispondenza divina, poiché è impossibile che Giovanni avesse preso da se stesso questo linguaggio segreto, visto che non l’aveva mai sentito in questa grande Luce del mistero di Dio, ed è appunto la piena conferma che esso è sovrumano, perché fino ad oggi mai nessuno l’ha ancora potuto interpretare nel modo giusto.

11.    Pietro si esprime particolarmente chiaro sulla Parola interiore, dicendo: “Noi abbiamo una salda parola profetica, e fate bene ad attenervi come a una Luce che splende in un luogo oscuro, finché non splenda il giorno e non sorga nei vostri cuori la stella del mattino” (l’illuminazione interiore) [2° Pietro 1, 19].

*

(un inciso di Schumi):

12. “Quando io, Schumi, diedi alla stampa il libro di Lutero, avevo ancora 20 corone (valuta austriaca) di debiti sul libretto ‘Le Comunicazioni’ dovendo ancora incassare soltanto 368 marchi; ma il 20 settembre 1902 il Padre Gesù mi disse che il denaro (circa 1400 marchi) ci sarebbe stato prima che ne avessi avuto bisogno, e Jehova in Gesù mantenne la Sua Parola. Infatti, accadde che ricevetti il denaro senza averne sospettato prima da dove sarebbe venuto, e capitò precisamente così come il Padre Gesù mi ebbe a ripetere la promessa il 19 dicembre”.

*

(riprende Gesù):

13.    I presenti estratti dagli scritti dei profeti e apostoli vi svelano che questi uomini hanno scritto mediante la Parola interiore dello Spirito Santo, e non per propria testa. Anche se qui e là s’inseriva una parola dura e sembrava come non divina, questo è da mettere in conto al duro tempo delle condizioni di vita di allora, ma non per questo schernire Dio, poiché anche i profeti erano soltanto uomini normali, anche se fedeli e devoti a Dio.

14.    Questi uomini, così come anche gli apostoli, non avrebbero certamente osato scrivere la più piccola Parola consapevolmente menzognera, cosicché, se avviene comunque che qualcosa non è giusta, allora non la si deve attaccare, perché non si conosce la causa del motivo perché esiste l’errore, in particolare negli evangelisti, perché nessuno, eccetto Giovanni, fu testimone della Mia attività, il che vi è spiegato nelle informazioni che vi vengono date.

15.    Gli autori della Parola della Bibbia erano puri uomini di serietà e di riverenza dinanzi a Dio, di umiltà e di un grande amore per Dio e per gli uomini, perciò il fior fiore dell’umanità di quel tempo. Voi li chiamate ‘uomini santi’, ma non erano santi, perché al di fuori di Dio nessuno è santo, com’è da vedere da due versetti del Nuovo Testamento; invece erano uomini che voi potete descrivere come veri servitori di Dio, poiché nella loro intera vita miravano a servire Dio in tutto amore e umiltà.

16.    Per quanto riguarda i versetti della Bibbia che non sono di Dio, essi saranno rimossi nella Bibbia futura, come Io, Gesù, ho promesso, oppure inseriti e descritti come non veri ecc., e verrà fatta conoscere la verità come essa è da afferrare».

 

[indice]

۞

Cap. 30

Le profezie adempiute come sigillo sulla verità della Parola divina

La prova che la Bibbia è un Libro santo delle profezie divine che si sono adempiute

(parla Gesù):

1.      «Il Nome dell’onnipotente Iddio è spiegato nella (nuova) Parola del tempo presente. Ci si trova in un tempo di lotta tra Luce e tenebra; infatti, gli uomini hanno bevuto del veleno nella sapienza intellettuale che rinnega Dio, e con ciò sono diventati morti nello spirito del loro amore per Dio e per il prossimo, e quindi sono decaduti in tutti i vizi che testimoniano la loro saccenteria[28].

2.      Nondimeno è ancora Dio che guida i destini del mondo; è ancora lo stesso Dio del Quale le Sacre Scritture riferiscono prove così meravigliose del Suo Amore e della Sua Sapienza. E perciò il compito degli uomini è di schierarsi intorno a questo Dio, il Quale imprime alla storia del mondo l’impronta della verità, affinché non ci sia più nessuna domanda se esiste un Dio, bensì possiate appellarvi a dimostrazioni inconfutabili e dire: “Davanti a noi ci sono prove che nessun uomo può estirpare e distruggere!”. Qui c’è un santo Libro delle profezie divine, è la Bibbia col suo Vecchio e Nuovo Testamento, è il Libro sul quale molti poteri oscuri hanno impiegato i loro cervelli altrettanto oscuri contro la verità dimostrata, per spogliarlo e derubarlo della sua santità. Tuttavia il loro spiegamento di poteri oscuri è stato vano ed anche il loro sforzo contro questo santo Libro, poiché la verità delle sue parole risplende davanti a voi in nuova magnificenza, e ora è giunto il tempo per mostrare questa santità attraverso la storia e sollevare davanti a voi il velo oscuro che è steso sulle profezie, e mostrare la verità nella sua sublime inviolabilità.

3.      La storia di questo Libro è cominciata nel remoto tempo primordiale della razza umana. Già all’inizio del decimo secolo esistevano registrazioni scritte che trattavano della Creazione del mondo e della razza umana, poiché Jehova diede agli adamitici dei segni per la scrittura. Tuttavia queste annotazioni sono andate perdute nelle tempeste del tempo e giacciono nascoste nel suolo del Giappone, le quali, però, nel prossimo futuro daranno testimonianza come monumenti visibili del passato Governo divino sulla Terra.

4.      Nondimeno, nella memoria del popolo primordiale queste registrazioni non andarono completamente perdute, bensì hanno continuato a vivere, anche se molteplici volte furono alterate attraverso l’oscuramento dello spirito, e tramite questa fonte le registrazioni furono fatte in scritti geroglifici e cuneiformi. Fino all’anno 1854 gli assiriologi Layard, Loftus, Hormuzd Rassam e G. Smith nelle rovine di Ninive (nell’attuale Kujundschik) trovarono la biblioteca degli scritti cuneiformi incisi su terracotta che furono raccolti negli anni 668 fino all’anno 626 a.C., dal re Assurbanipal dagli archivi del tempio dell’impero babilonese. Secondo questi documenti di Babilonia e di Ninive si viene a sapere che nell’anno 1656 dopo la creazione di Adamo, ovvero nell’anno 2495 prima di Cristo, nel cui tempo i documenti incisi erano stati prodotti in Egitto, non ebbe luogo un diluvio né nell’impero assiro né nell’impero babilonese, bensì, secondo questi documenti, il diluvio ebbe luogo solo in Georgia[29] ed è descritto proprio com’è riferito da Mosè».

*

(parla Schumi):

5.      «Questi scritti cuneiformi incisi su terracotta che furono ritrovati nella stanza dei leoni del palazzo reale di Ninive, sono adesso conservati nel museo britannico a Londra. – Ora dimostreremo una fonte che è la diretta Parola di Dio; questa, però, non sta in nessuna relazione con la scienza degli eruditi sull’antichità del mondo.

6.      Negli anni dal 1800 fino al 1864 visse in Graz un povero, ma eccellente musicista di nome Jakob Lorber, in cui in lui era attivo l’arcangelo Raphael, e Raphael è stato il sacerdote primordiale di Dio di nome Enoch, il quale, com’è noto[30], non morì, bensì fu rapito in Cielo così come per Elia, e trasformato in spirito. Il padre di Enoch fu il noto patriarca Jared al tempo di Adamo. Questo Jared è invece l’arcangelo Gabriel[31] che portò il divino messaggio a Maria, la madre di Gesù.

7.      Fu questo Lorber che, ricevette da Dio, tra il 1842 e il 1844 il ‘Governo della famiglia di Dio’, ovvero gli eventi terreni da Adamo fino al Diluvio, cui dove si comprende che questo venne sulla città primordiale Hanoch con i suoi 500 sobborghi e 12 milioni di abitanti, nel territorio in cui adesso si estende il Mar Caspio e il Lago d’Aral (così è stata l’indicazione del Padre Gesù). Questo lo scrisse Lorber quando non si conosceva ancora nessun’altra fonte storica al di fuori della storia della Creazione di Mosè nella Bibbia. Tuttavia, il fatto che tutt’e due i resoconti neghino il globale diluvio universale e lo trasferiscono in una parte della Terra nella Russa asiatica, ha qualcosa in sé che gli eruditi del mondo dovrebbero prendere in considerazione; infatti, il Governo della Famiglia di Dio di Lorber è un libro del quale ogni uomo pensante in modo logico dovrebbe dire: “Qualcosa così sta molto oltre le facoltà della ragione umana; qualcosa di così insolito e avvolto in così alte immagini di rispondenza, che la ragione umana senza l’illuminazione divina non può afferrarlo, è possibile solo a Dio dettare e far scrivere”.

8.      Lorber scrisse solo libri di contenuto esoterico e trascendentale direttamente dettati da Dio. Dai molti magnifici scritti di Lorber, il cui Autore però è Dio, devono essere rilevati particolarmente i seguenti: oltre al “Governo della Famiglia di Dio” sta anche “il Sole naturale” con le sue sette zone parallele che, insieme alla spiegazione della sua essenzialità spirituale con il successivo libro “Il Sole spirituale”, con le spiegazioni sulla costituzione del Cielo spirituale e dei Comandamenti come sono da intendere nell’aldilà, rappresenta l’immensa Sapienza e Onnipotenza di Dio. Poi segue “Saturno” con la sua costituzione fisica, inoltre altre opere ricche di insegnamenti elevatissimi, come “L’infanzia di Gesù”, “LaTerra”, “La Luna”, “Il Glossglockner”, “Le 12 Ore”, “Il vescovo Martino”, “Dall’inferno al Cielo”, “I tre giorni nel Tempio” e altre piccole opere ma non meno significative, come “La mosca”, “il grande Tempo dei tempi”, “Doni del Cielo e un “Supplemento”. Infine seguono 10 grossi volumi del “Grande Evangelo di Giovanni” in cui sono riportati tutti i viaggi, gli insegnamenti, gli avvenimenti e i miracoli dal tempo dell’inizio dei tre anni di insegnamenti di Gesù.

9.      Questi libri sono di un contenuto così altamente spirituale e trascendentale, che ogni lettore pensante razionalmente, nel giudicarli, non può che ammettere che essi superano di gran lunga le più ragionevoli facoltà umane. In se stessi questi libri sono dimostrazioni inconfutabili che la teosofia cristiana conferma non solo che Dio stesso parla sempre agli uomini in prima persona in questo modo: “Io, Gesù, vostro Dio e Padre”, ma principalmente attraverso il fatto constatato della soprannaturale ragione dell’Autore, che è il puro e autentico insegnamento d’Amore di Dio, quale Padre fattosi conoscere come Gesù Cristo. Se si accosta “Il Governo della Famiglia di Dio” a Mosè e agli scritti cuneiformi egizi, si fornisce nel contempo una magnifica dimostrazione che Jakob Lorber era un uomo del tutto normale e con un’istruzione per niente scientifica, eppure egli è stato un autentico profeta di Dio anche per ciò che riguarda le conoscenze scientifiche, oltre agli approfondimenti sull’essenzialità di un Dio onnisciente. Egli ha saputo riferire cose che nessun uomo ha mai sentito; infatti, Lorber terminò il Governo della Famiglia di Dio dieci anni prima che si decifrassero con certezza gli scritti cuneiformi egizi, e il libro, secondo Graßmann, fu stampato prima che Loftus e Hormuzd Rassam trovassero in Ninive il maggior numero di scritti cuneiformi.

10.    Questa, non è altro che una bella conferma che la letteratura cristiano-teosofica non è una menzogna oppure un’eresia, ma un Insegnamento santo, dettato direttamente da Dio e dato agli uomini per vivere e operare di conseguenza».

 

*

(parla Gesù):

11.    «Adesso tocca alle rivelazioni profetiche della Bibbia, le quali hanno annunciato in anticipo di centinaia e migliaia di anni la storia della Fenicia, dell’Egitto, di Babilonia e della Palestina.

12.    Ora si dirà: “Sì, queste profezie furono scritte allo stesso tempo di quando si svolse la catastrofe, e poi si diede loro un’antica aureola così da spacciarla per una Profezia di Dio, cosa che in un modo o nell’altro accadde molti anni prima”. – Tuttavia, a questa irragionevole pretesa si può rispondere che settanta saggi della scuola superiore di Alessandria negli anni 281÷277 prima di Cristo, tradussero in greco le Sacre Scritture di tutti i profeti giudei da Mosè fino ad allora, e le tramandarono al mondo sotto il nome di ‘Septuaginta’, e così fecero valere la verità davanti alla cattiveria degli uomini, poiché non si può accusare questa traduzione di inganno e menzogna. In questi scritti la verità della Parola profetica di Dio splende con inestinguibile fiamma della storia per tutti i tempi del mondo, ed è custodita in maniera incancellabile per gli uomini, sulla cui verità ci si può basare in ogni tempo. Perciò queste sante conferme della verità divina devono essere esaminate secondo il loro contenuto, per porre una volta per sempre un solido fondamento dell’autentica fede, sulla quale deve essere edificata la Salvezza dell’anima. – Ora passiamo all’indagine della verità».

 

[indice]

۞

Cap. 31

Dimostrazioni territoriali e storiche nella Fenicia su Tiro e Sidone

(parla Gesù):

1.      «Nella Fenicia, che confinava con la Galilea e la Siria, sulla riva del Mar Mediterraneo, c’era una volta la città di Tiro, della quale il profeta Ezechiele ricevette, tra il 594 e 572 a.C., le profezie scritte nel suo libro, nel 26° capitolo nei versetti 13 e 14, le seguenti Parole di Dio: “Io farò cessare il frastuono dei tuoi canti, (…) e non sarai più riedificata”. Questa profezia si è adempiuta letteralmente. Tiro, infatti, è scomparsa senza lasciar tracce, tanto che perfino la sua vera posizione passata è rimasta sconosciuta. Dapprima fu Nabucodonosor, il re di Babilonia, a devastare la città, e ciò che ancora ne rimase, più tardi Alessandro Magno lo spazzò via dalla Terra. Al tempo di Gesù, Tiro era abitata come un insignificante luogo in rovina.

2.      Da Tiro ci rivolgiamo a Sidone, una città confinante e più antica che era già sprofondata dalla sua altezza, quando Tiro era ancora nello splendore. – Questa città esiste tuttora e possiede ancora circa diecimila abitanti[32]. Essa ha le sue mura, il suo castello e i suoi mucchi di rovine.

3.     – In Ezechiele al capitolo 28, i versetti dal 20 al 23 contengono una profezia su Sidone, nei quali si legge: “E manderò pestilenza e versamento di sangue per le sue vie, e in mezzo ad essa dovranno cadere gli uccisi dalla spada, il che la sovrasterà da tutte le parti; perché dovranno conoscere che Io sono il Signore”.

4.      Questa profezia contiene parole determinanti affinché la città fosse punita perché essa dimenticò Dio, ma un giudizio di distruzione nella profezia non sta scritto. In verità fu totalmente distrutta sotto Artaserse III Ochos, ma alcuni abitanti assenti, tornati a casa dopo il disbrigo dei loro traffici commerciali la riedificarono, ed esiste ancora oggi».

 

[indice]

۞

Cap. 32

Prove territoriali e storiche in Egitto su Tebe e Memphis

(parla Gesù):

1.      «Ora guardiamo a Tebe dalle cento torri. Essa era la città più antica d’Egitto, ricca di tutti i beni e magnificamente costruita. Il numero dei suoi abitanti nella massima fioritura ammontava a un milione e tre volte centomila persone. Da sola aveva messo in campo 70.000 guerrieri, ma gli abitanti, accecati dalla loro ricchezza, gozzovigliavano nel lusso e nello sfarzo come escogitavano allora le loro teste ingegnose, così che la vita depravata si era molto diffusa. Perciò il profeta Ezechiele verso l’anno 500 ricevette in anticipo la seguente profezia.

2.     – Ezechiele, capitolo 30, versetti 14-16: “Io Jehova, farò giustizia su Tebe. (…) Estirperò gli abitanti di Tebe. (…) E Tebe sarà distrutta”.

3.      E, in effetti, Tebe fu trasformata in rovine nell’anno 525 a.C. dal re di Persia Cambise. La città fu ricostruita, ma nell’anno 85 a.C. seguì il secondo colpo sotto il re egiziano Tolomeo Latiro, il nonno di Cleopatra, che la rase al suolo.

4.      Su quest’enorme città vi è una bella dimostrazione della verità della Parola divina delle Sacre Scritture. Il geografo romano Strabone che la visitò nell’anno 25 a.C. trovò le rovine della città animata con villaggi predisposti qui e là. Essa, che 60 anni prima era una regina dello sfarzo e magnificenza dell’Egitto e dell’Oriente, giaceva lì distrutta e restavano solo alcuni villaggi a dimostrazione della verità della Parola profetica della Bibbia. Ancora oggi, infatti, c’è un gran numero di mucchi di rovine smembrate dell’antica città, così come la Parola di Dio in anticipo aveva annunciato il suo destino.

5.      Dopo la fine di Tebe si levò un’altra famosa città di nome Memphis che più tardi prese il posto o il rango di Tebe come capitale, e nella sua massima fioritura contò un mezzo milione di abitanti.

6.      Essa è nominata nel 30° capitolo, versetto 13° del profeta Ezechiele: “Distruggerò gli idoli e farò sparire le immagini da Memphis”.

7.      Questa profezia fu emanata nell’anno 578 a.C. e Strabone[33], che visitò la città nell’anno 25 a.C. la trovò grande e affollata e nell’estensione la più simile ad Alessandria, che a quel tempo era la città più ricca e più splendida dell’Egitto. Strabone parla dei suoi déi, templi e statue.

8.      All’inizio del settimo secolo dopo Cristo Memphis fu la residenza del sovrano d’Egitto, ma quando nelle vicinanze fu fondata la città del Cairo, gli abitanti si trasferirono a poco a poco dalla vecchia città e portarono con sé in parte il suo materiale da costruzione, per ingrandire ed estendere la nuova città del Cairo. Nell’anno 1277 la visitò il viaggiatore arabo Abd-ul-Latif e trovò ancora il mucchio di rovine della città, di cui riferì come segue: “Le sue rovine offrono all’occhio del contemplatore una continua concentrazione di opere meravigliose le quali mettono l’intelletto in scompiglio (a causa della grandezza e del fasto della sua ex esistenza) e per descriverla, l’uomo più convincente si sforzerebbe invano”.

9.      Questa è la testimonianza che diede alla città il viaggiatore 600 anni fa. E che cosa rimane oggi di questa? Vedete, la sentenza divina si è completamente adempiuta, tanto che un secolo fa perfino il luogo dove un giorno stava Memphis diventò una faccenda contesa. Ad eccezione di due residui, tutti gli idoli, tutte le immagini, i templi e tutto ciò che conteneva la città, sono scomparsi».

 

[indice]

۞

Cap. 33

Profezie sul paese d’Egitto

(parla Gesù):

1.      «Una particolare valutazione merita la profezia sul paese d’Egitto. In Ezechiele, al capitolo 29, è preannunciata la vicina conquista dell’Egitto per mezzo di Nabucodonosor, re di Babilonia. Gli egiziani saranno portati in prigionia e il paese reso deserto per 40 anni. Alla fine di questo tempo dovranno ritornare, ma non dovrà essere restaurata nuovamente la sua grandezza.

2.     Il giudizio della rovina è annunciato nel 46° capitolo dal versetto 11 in Geremia, con le seguenti parole: “Sali a Galaad e prendi del balsamo, vergine, figlia d’Egitto; ma invano moltiplichi i tuoi rimedi, non c’è guarigione per te”. In Ezechiele, capitolo 29, versetto 15 sta scritto: “Sarà il più umile tra gli altri regni e non s’innalzerà più sopra gli altri popoli…”. Inoltre in Ezechiele, capitolo 30, versetto 4 e 6, sta scritto: “…le sue fondamenta saranno distrutte”. (…) “…e sarà abbattuto l’orgoglio della sua potenza”.

3.      Nonostante questa profezia, ancora all’inizio del settimo secolo, secondo il calcolo del tempo cristiano, l’Egitto era così potente che gli eserciti maomettani, sebbene pieni di sé dalle vittorie, indugiavano ad attaccare.

4.      Fino all’anno 638 dopo Cristo, quindi oltre 1200 anni d’anticipo, si è adempiuta la profezia, l’Egitto, infatti, cadde sotto la devastazione maomettana e non si è più ripreso. Lo sprofondamento procedette lento ma costante. Essi, in verità, non dovevano essere cancellati e sterminati, bensì viene solo accentuata la grande umiliazione dell’Egitto: “Essi dovranno essere un regno inferiore. Dovranno essere un regno più basso e non elevarsi più al di sopra dei popoli”.

5.      L’ultimo punto in questa profezia è il decisivo. Infatti in Ezechiele al capitolo 30 versetto 13, si legge che se anche continuerà ad esistere questo regno, non ci sarà più nessun principe indigeno nella terra d’Egitto. Questa profezia si è adempiuta completamente e alla lettera. Nell’anno 525 a.C. l’Egitto fu conquistato dai persiani sotto Cambise e nei successivi 170 anni la sua storia è solo un resoconto di ribellioni più o meno riuscite, finché nell’anno 350 fu totalmente soggiogato da Ochos. Da questo tempo in poi fino al presente, nessun principe autoctono ha governato il paese. Esso ha spesso cambiato i suoi padroni, ma tra loro non c’è stato nessuno dei figli d’Egitto.

6.      Il popolo, sospirando, cercò la liberazione sotto la terribile oppressione dall’esterno, ma mai dai suoi figli; poiché – secondo le parole della Bibbia – non è sorto più nessun principe dal paese d’Egitto. Vedete, così la storia del mondo ha impresso il sigillo della verità sulla divina Parola della Bibbia.

7.      Nelle mani della Bibbia e della storia, vogliamo prendere in considerazione ancora altre profezie sull’Egitto che annunciano l’aspetto e il destino dell’intero paese: doveva esser messo mano alla decadenza anche sui fiumi e sui canali. In Ezechiele leggiamo nel cap. 30, versetto 12, l’importantissima profezia: “Farò seccare i fiumi”; e in Isaia, capitolo 19, versetto 6: “Si prosciugheranno le acque del mare e il Nilo si disseccherà e diventerà arido. E i corsi d’acqua diventeranno infetti; i fiumi dell’Egitto diventeranno piccoli e secchi”.

8.      Omero chiama il Nilo, Oceano, e gli antichi egizi, come i nuovi, lo hanno semplicemente chiamato il mare o il mare del Nilo. I rivi, fiumi o canali, che diventano asciutti e dovevano diventare puzzolenti, sono le braccia del Nilo che scorrevano attraverso il delta, e l’acqua dell’imponente fiume versato nel mare mediterraneo. La profezia ha impresso profondamente il timbro della verità sui fiumi e canali d’Egitto. Il fiume era celebre per le sue sette braccia. Erodoto ha fatto notare che due di queste, le attuali braccia di Damietta e Rosetta, erano in origine artificiali e perciò parla di cinque sbocchi. Adesso, come già da molto tempo, non esiste nessun altro braccio navigabile che questi due che Erodoto descrive come “opera umana”. Perfino questi sono accessibili solo per piccoli navigli. Gli altri cinque sbocchi del fiume già da lungo tempo sono infangati, e il loro corso può appena essere seguito oltre la grande interrata pianura, e attraverso la rete di canali e laghi che si trovano tra il mare e questo punto. – I fiumi sono quindi diventati secchi, e invece di scorrere nel loro antico letto, sono diventati puzzolenti pantani e paludi, come 2500 anni fa la Parola divina l’aveva annunciato nella Bibbia in anticipo all’umanità.

9.        I monumenti e le narrazioni di antichi scrittori vi mostrano nel Nilo un fiume alle cui rive crescevano iris e canneti che era la dimora di una moltitudine di uccelli selvatici e portava sulle sue acque i profumati fiori di loto. Ora in Egitto si vedono pochissimi canneti o piante acquatiche, il famoso papiro è quasi del tutto scomparso, e il loto è quasi sconosciuto, eccetto che nelle paludi vicino al Mar Mediterraneo. Anche questo è profetato da Isaia: “Canna e giunco appassiranno e l’erba dispersa nelle acque e tutta la semenza sarà disseccata e distrutta nell’acqua” [Is. 19,7]. Papiro e loto costituivano una parte della ricchezza d’Egitto, questo paese è stato punito con la scomparsa di questa ricchezza e la profezia è stata dimostrata come verità.

10.    Una simile previsione è stata pronunciata pure riguardo alla pesca. C’erano così tanti pesci che la classe più povera degli abitanti viveva quasi completamente di pesci, e i re ne traevano grandi introiti. In Isaia 19,8 però sta scritto: “I pescatori faranno cordoglio, e tutti coloro che getteranno gli ami nel Nilo si lamenteranno, e coloro che stenderanno le reti sull’acqua, saranno rattristati”. Con la decadenza dell’Egitto furono trascurate le peschiere e le loro condutture dell’acqua, e perciò i pescatori fecero cordoglio, si lamentarono e furono rattristati, poiché avevano perduto il loro nutrimento e il loro guadagno.

11.    Con la decadenza e l’impoverimento dell’Egitto decaddero e scomparvero anche i loro mestieri, e così accadde secondo le parole della profezia: “Sussisteranno con onta quelli che scardano e tessono il tessuto bianco. E i pilastri (che qui sono i sostegni della società, i ricchi e nobili, attraverso la cui protezione, erano favoriti i mestieri) saranno spezzati, e tutti coloro che lavorano per il salario, si preoccuperanno (giacché non ci sarà nulla da fare). – E l’Egitto non avrà nessun’opera che capo o coda, ramo di palma o giunco possa eseguire [Is. 19, 9-10 e 15, secondo la traduzione inglese].

12.    I qui menzionati capo e coda sono nomi nella rispondenza per indicare coloro che dirigono e coloro che eseguono, come l’alto ramo di palma e il modesto giunco dell’alto e del basso dell’aristocrazia e della massa del popolo. L’Egitto, il cui artigianato era alla massima perfezione e compiutezza, è oggi ciò che la profezia 2500 anni fa ha detto in anticipo, infatti, tutto è avvenuto proprio così.

13.    All’infuori di questo, esiste ancora molto di cui parlano le profezie, ma sarebbe troppo menzionare tutto. Questo dimostra per l’appunto che le profezie sono Parola divina, perché si sono avverate: l’Egitto è ora un paese delle rovine, è un immenso luogo sepolcrale di arte e grandiosità del passato, e le sue attuali dimore, per così dire, sono dimore sotto le tombe. Non si può affermare che un’unica antica città si sia conservata.

14.    In quanto al carattere dei suoi padroni è espressamente scritto in una chiara Parola: “cederò il paese nelle mani dei malvagi” [Ezechiele 30, 12]. Poiché Dio non è un mercante, il vendere a gente cattiva significa la consegna senza resistenza del paese nella mano di un nemico. Scrittori più recenti dell’Egitto lo chiamano il paese della schiavitù e della tirannia, e parlano del dispotismo dei brutali padroni dell’Egitto. Di Ali Bey[34] è rimasto il detto: “Come i suoi predecessori, egli considerava l’Egitto come sua proprietà privata e i nativi come bestie, sui quali poteva disporre secondo il suo piacimento”.

15.    La storia dell’Egitto è quindi una vergogna della razza umana tra i dominatori come popoli malvagi, e i loro sudditi che venivano considerati come schiavi.

16.    Inoltre in Ezechiele, cap. 30, versetto 12, si legge: “Voglio devastare con mano di stranieri il paese e ciò che contiene”. E guardate, dall’invasione dei persiani del 525 a.C. fino ad oggi ci sono stati differenti stranieri che hanno devastato il paese, trattandolo male e portandolo all’odierna profonda desolazione. Tutto è opera di cattiva gente straniera che le profezie annunciarono precedentemente.

17.    Oggi, nell’epoca del rinnegamento intellettuale di Dio, non si riconosce più nessuna punizione di Dio, bensì sono tutti soltanto avvenimenti storici, politici, naturali ed elementari; – ma le Sacre Scritture, questa molto diffamata Bibbia, parla attraverso irrefutabili dimostrazioni: solo Dio è la Verità, le Sue parole sono sante e infallibili; gli uomini invece sono bugiardi, come lo testimoniano Daniele, Davide e altri profeti.

18.    Gli egiziani nei tempi primitivi hanno avuto la stessa religione come gli adamiti oppure più tardi i cristiani primitivi, poiché essi sono adamiti immigrati; solo il benessere, il lusso, il potere e la grandezza li rese barbari brutali sui poveri catturati stranieri pagani, i quali dovevano costruire ed erigere come schiavi le loro opere d’arte e gli edifici che suscitano stupore. E come un giorno agivano con i loro schiavi, lo stesso destino subirono fino alla generazione attuale. Dio non lascia impunite le azioni di crudeltà che si commettono sui Suoi figli, chiamati “uomini”, ma presto o tardi segue la punizione. La Bibbia sta lì come testimone vivente che gli uomini si attirano da sé attraverso l’adempimento o il non adempimento dei Comandamenti divini, ovvero Protezione, Grazia e Favore di Dio, oppure spaventosi avvenimenti che si tirano come un filo rosso attraverso la lunga storia egizia e giudaica per dare testimonianza alla verità.

19.    Si avvicina però un tempo in cui Dio s’impietosirà del Suo povero popolo oppresso. Egli manderà loro, come riferisce Isaia, cap. 19, versetti 20-25, un Salvatore e Maestro che porti loro la salvezza, poiché il Signore sarà conosciuto agli egizi e gli egizi allo stesso tempo riconosceranno il Signore. – A quel tempo Israele sarà unito come terzo con Egitto e Assiria, e vi sarà Benedizione all’interno del paese, paese che Jehova, il Signore del mondo, benedirà dicendo: “Benedetto sia il Mio popolo d’Egitto e l’Opera delle Mie mani: l’Assiria e il Mio popolo erede di Israele! E chi è questo popolo erede di Israele? Lo è ogni uomo che adempie i Comandamenti di Dio e gli Insegnamenti di Gesù, quale membro di questo popolo».

 

[indice]

۞

Cap. 34

Dimostrazioni territoriali e storiche in Babilonia

(parla Gesù):

1.      «Dall’Egitto ci rivolgiamo alla pianura babilonese della Caldea. Le profezie sulla Caldea che le sue città diventeranno deserti, il paese arido e spopolato, si sono adempiute. Il bel paese fertile e ricco, dove il grano produceva chicchi dal due fino al trecento percento, è adesso una desolazione. Tutto porta il sigillo delle profezie letteralmente adempiute.

2.     “Babilonia, la più bella città nei menzionati regni, il magnifico splendore dei Caldei, Dio promette di rivoltarla così come Sodoma e Gomorra” [Is. 13,19].

3.     “Vi si raduneranno gli animali del deserto e i pipistrelli riempiranno le sue case; vi dimoreranno gli struzzi e i capri vi danzeranno; gli sciacalli si chiameranno nei castelli e le iene staranno nei palazzi lussuosi” [Is. 13,21-22].

4.     “Babele dovrà diventare un mucchio di rovine…” [Geremia 51,37].

5.     – “Il nascondiglio della torre di Nimrod sarà abitato da leoni”, ecc.

6. Isaia e Geremia profetizzano del suo luogo deserto, spopolato e sterile. Proprio così come fu predetto è accaduto, lentamente ma certamente; infatti, vi furono trovati bivacchi di leoni, come riferisce Urquhart».

 

 

۞

Cap. 35

Dimostrazioni territoriali e storiche in Idumea, nel paese dei filistei e dei cretesi

(parla Gesù):

1.        «Da Babilonia ci rivolgiamo alla Palestina, dove esistono molte dimostrazioni della Parola profetica andata in adempimento. Sì, si può dire che per caso una o due profezie si sono avverate e perciò non vi è nulla di straordinario, ma se solo si esaminano con cura le molte e voluminose profezie e il loro adempimento attraverso la storia innegabile perché dimostrata, e si osservano le dimostrazioni in innumerevoli e colossali dimensioni nel luogo, allora cessa l’affermazione del caso e l’assennato pre-calcolo, poiché se uno dichiara se stesso come altamente istruito e i popoli del tempo preistorico, invece, per stupidi e barbari, come si può allora negare a un libro il più grande rispetto, perché riferisce fatti in anticipo di centinaia e migliaia di anni che nessun uomo poteva sapere e che si sono adempiuti parola per parola, mentre nonostante l’alta erudizione non si può dire dall’oggi al domani: accadrà proprio così e non diversamente? Come si potrebbe parlare di sano intelletto, se di fronte a fatti dimostrati e visibili, viene negata la verità e, la stessa, falsata in menzogna?

2.      Parecchi profeti hanno profetato sul futuro della Idumea ovvero Edom, con la città rocciosa Petra che, secondo l’antichissimo linguaggio sanscrito (ςalia, cioè “roccia”) si chiamava Sela [2° Re 14-7], in cui il numero delle città distrutte mostra che il paese era fittamente popolato.

3.      La Filistea fu sterminata e devastata con i filistei e i cretesi, insieme alle loro grandi città: Ecron, Asdod, Ascalon, Gath e Gaza e altre colonie molto popolate; infatti, la Filistea era un paese con grandi città, celebre a causa della sua ricchezza e splendore, della sua sapienza e valore guerresco del suo esercito e della sua flotta, dei suoi nobili e dei suoi guerrieri, dei suoi mercanti e dei suoi maestri artigiani».

 

[indice]

۞

Cap. 36

Profezie storiche di alcune città nel paese d’Israele, poi attuate

(parla Gesù):

1.      «Ora lasciamo la costa del lago della Palestina e andiamo nel paese d’Israele. Il profeta Mosè annunciò oltre 1500 anni prima la punizione d’Israele se non si fosse uniformato [3° Lev. 26,27-34], e poiché non si uniformò, gli capitò questo alcune volte, e se ciò non fosse servito a nulla gli Israeliti sarebbero stati scacciati dal proprio paese e sparsi tra i pagani, il che è accaduto in parte nel 70 dopo Cristo, – e poi, nell’anno 135, completamente.

2.      Le loro città dovevano essere rese deserte e, in effetti, l’intera Giudea divenne un deserto nel 135 dopo Cristo, dove camminavano lupi e iene ululanti per le strade delle città devastate.

3.      Descrizioni più antiche citano alcune parti più fertili e densamente popolate del paese come segue: “Le rovine (della Giudea) giacciono accumulate su colline e valli, così che in alcune parti le tre antiche città sono sparpagliate su due miglia quadrate, così che davanti a tutti gli altri paesi del mondo questo paese è un paese delle rovine”. – “Non c’è quasi una delle molte cime di colline che si trovano all’interno dell’orizzonte che non siano coperte dai resti di un’antica fortezza o città (della Giudea)”.

4.      In molte parti del paese non si vede altro che nude rocce, montagne spoglie, nude voragini e campi pietrosi. Infatti, la terra promessa, il paese del benessere, dove scorreva latte e miele, in seguito alla disobbedienza verso Dio è stato trasformato in un rude, pietroso paese. Oggigiorno molti luoghi portano l’immagine del paese di pietre: ‘Karst’ tra Crain e Triest».

 

*

(parla Schumi):

5. “Il nome Canaan, secondo il linguaggio primordiale come me lo spiega il Padre Gesù significa ‘il paese del benessere’. Se ora si osserva il paese di Canaan in una panoramica, allora esso ha l’aspetto pietroso e triste in confronto a una volta quando si trovava nel territorio del giardino paradisiaco presso il Giordano. Non lontano da lì, infatti, dove il fiume di Giacobbe scorre nel Giordano, venne la grande sventura su Adamo e i suoi discendenti. Così me lo ha rivelato il Padre Gesù.

6.      Sì, perfino i pellegrinaggi cristiani al sepolcro del Redentore furono già menzionati in Deuteronomio [29,22-27]. ‘Verranno stranieri da paesi lontani che faranno notare i visibili giudizi di Dio’. – La profezia derivò dalla vittoria del cristianesimo che dopo 1800 anni sotto Costantino il Grande fece della Giudea un paese santo della fede cristiana”.

 

*

(parla Gesù): 

7. «Del destino su Betel, uno dei più antichi santuari nel paese della Giudea, ha profetizzato Amos (3,14 e 5,5).

8.     – Il terribile giudizio sulla Samaria si legge nel profeta Michea [1,5-6].

9.     – Su Capernaum, Dio in Gesù espresse personalmente il giudizio [Matt. 11,23]: “E tu Capernaum, sarai forse esaltata fino al Cielo? Tu discenderai fino all’inferno!”. E scomparve del tutto di scena, tanto che oggigiorno non si conosce nemmeno il luogo dove sorgeva un giorno.

10.   – Su Gerusalemme il profeta Michea portò lo spaventoso giudizio della sua distruzione e annientamento 789 anni in anticipo con le seguenti parole: “Ascoltate, capi della casa di Giacobbe e voi, principi nella casa d’Israele, che costruite Sion col sangue e Gerusalemme con malefatte. Perciò Sion per causa vostra sarà arata come un campo e Gerusalemme diventerà un mucchio di rovine e il monte del Tempio, un’altura selvosa” [Mic. 3,9-12]. Il Tempio era una meraviglia del mondo, ma Gesù profetizzò il suo destino quasi 40 anni prima, assicurando che di lui non sarebbe rimasta neanche una pietra sull’altra [Matt. 24,2 / Luca 19,41-43 / Marco 13,2].

11.    L’attuale città saracena Gerusalemme copre solo una piccola superficie più esterna della regia città del passato con un milione di abitanti.

12.    Quello che accadde sotto Tito[35] con Gerusalemme nell’anno 70 dopo Cristo è noto a tutti, e ciò che in quel tempo avanzò della città, fu spazzato via dalla Terra e cancellato durante la rivolta giudaica dell’anno 135».

 

*

(parla Schumi):

13. Sotto l’imperatore d’Oriente, Giuliano l’apostata, nell’anno 363 Dio ha convalidato attraverso delle eruzioni vulcaniche come adempiuta la Sua profezia, e non ha fatto più costruire nessuna Gerusalemme nella sua vera antica posizione. Gerusalemme, però, secondo molteplici profezie [Is. 2,3-4 / Zc. 2,16] sarebbe sorta in futuro di nuovo e, come il Padre lo ha rivelato allo scrivano ed è da dedurre anche dalla profezia in Geremia [3,17], sarebbe diventata un centro spirituale dell’autentica fede in Cristo.

14.    Un santo timore reverenziale afferra l’uomo quando legge per intero le molte profezie che sono diventate una portentosa verità, poiché a poco a poco si sono adempiute letteralmente una dopo l’altra.

15.    Perciò tenete in onore la Bibbia. Essa, a parte la storia politica umana che ci rivela le debolezze degli uomini, a parte alcuni errori fatti attraverso le traduzioni, così come le proprie opinioni degli scrivani e le falsificazioni di quegli uomini che ne traggono vantaggio in quanto contiene profezie e insegnamenti divini dell’Amore, è un libro sacro, poiché glorifica Colui che la fece scrivere, – e i chiarimenti storici sulle profezie adempiute di John Urquhart sono, di fatto, il Sigillo di Dio che questo Libro è un Libro della verità divina e oltre ai nuovi libri cristiano-teosofici, che sono la Parola dettata personalmente da Dio Gesù Cristo, nessun degli altri libri hanno più lo stesso valore.

 

[indice]

۞

Cap. 37

Le grandi profezie su Gesù Cristo,  il perché Egli era

l’incarnazione di Dio, il Padre e Creatore del mondo

(parla Gesù):

1.      «Le presenti profezie che si sono adempiute letteralmente sono per noi delle dimostrazioni inconfutabili che la Bibbia è un sacro libro di profezie divine; – che Mosè era il più grande profeta di Dio, poiché lui, come dimostra la Bibbia, compì i più grandi atti meravigliosi della Volontà divina e scrisse in simboli geroglifici le rivelazioni di Dio dall’antico passato di oltre 2600 anni prima di lui, che fino ad oggi, 1904, non sono ancora comprese, e mise giù per iscritto profezie che giungono nel lontano futuro di oltre 1500 e 1800 anni, poiché si sono adempiute solo dopo la morte di Gesù nell’era cristiana.

2.      La questione su Cristo, se Egli era Dio o Uomo, è risolta inconfutabilmente proprio attraverso le Profezie che si sono adempiute.

3.      Jehova diede le profezie attraverso i Suoi profeti. Come abbiamo visto, esse si sono adempiute tutte letteralmente, e con ciò sono state fornite le dimostrazioni che Egli ha profetato sotto il nome di Jehova, Dio e Padre degli angeli, degli spiriti e degli uomini e Creatore del mondo, perché non si può confutare con una semplice negazione le Sue profezie andate in adempimento. Ora, per il fatto però che sotto Jehova abbiamo potuto riconoscere il Dio dei profeti, tutte le Sue profezie ottengono anche il sigillo della verità e la piena fiducia, poiché troviamo annotati gli adempimenti delle stesse negli Evangeli e presso scrittori giudei e pagani.

4.      Perciò, dal momento che ogni profezia della Bibbia è intoccabile verità divina, tuttavia nessuno che sia in grado di pensare logicamente ed è in grado di percepire la verità delle profezie adempiute, può sostenere: “Sì, tutto è dimostrato storicamente come verità, ma la storia di Gesù Cristo non è comunque vera! Egli era un uomo come noi”. – O sconfinata oscurità della sapienza intellettuale! Se tutto il resto corrisponde e costituisce un’inconfutabile verità, quali motivi potrebbero esserci per dimostrare il contrario? Perché proprio le più grandi profezie della Bibbia che fin dai giorni di Adamo sono passate attraverso tutti i grandi profeti del Vecchio Testamento, non dovrebbero essere verità? Perché proprio attraverso le più grandi profezie della Bibbia, Dio e i Suoi profeti dovrebbero diventare all’improvviso dei puri bugiardi, senza che si possano addurre dimostrazioni a questa negazione della verità? Io domando: non si sono adempiute tutte le profezie su Gesù, profezie che furono scritte in anticipo centinaia e migliaia di anni prima? Non dimostra la Septuaginta greca, quando 280 anni prima di Cristo si tradussero tutte le profezie dall’ebraico in greco, affinché non si potesse parlare di nessun inganno o di una qualunque frode storica?

5.      Dalle ulteriori dimostrazioni che seguono sarà confermato chiaro come il Sole che Cristo era Dio stesso in forma umana, e che solo così poteva venire nel mondo, affinché gli uomini non avessero nessun timore davanti a Lui; e inoltre, davanti al Suo insegnamento che Egli esponeva, doveva essere accettato solo attraverso il proprio discernimento, poiché tale insegnamento è divino e perciò racchiude in sé la vita eterna, in cui parla anche il Suo Amore per il prossimo attraverso le guarigioni miracolose dei malati, tale per cui veniva rappresentato come un Essere umano eccezionale, quindi poteva benissimo essere il Messia. Se i giudei avessero saputo con determinazione che il loro onnipotente Dio Jehova viveva nella persona di Cristo, allora sarebbero stati oppressi dalla paura e riverenza nella loro personale libertà, e avrebbero fatto tutto ciò che Cristo avrebbe detto. Però, poiché gli uomini provengono da Dio e in loro vive lo Spirito di Dio, perciò sulla loro libera volontà non può essere esercitata nessuna costrizione nella confessione di fede. Dio, sotto la Sua Legge dell’obbligo ha piante e animali, ma ai Suoi figli lascia la libera autodeterminazione. Essi per mezzo di cattive virtù e caratteristiche possono diventare demoni; invece con buone virtù, con una vita secondo i Comandamenti e Insegnamenti di Dio possono diventare figli di Dio e ultrafelici spiriti del Cielo.

6.      Poiché sotto il nome ‘Cristo’, Dio–Jehova-Zebaoth del Vecchio Testamento è, di fatto, venuto nella Carne, perciò quest’insegnamento che Jehova ha dato nel Vecchio Testamento proveniente da Jehova nella persona di Gesù Cristo, è anche unico e solo, di cui più avanti ulteriori profezie testimoniano l’autentico insegnamento di Dio, insegnamento che fu dato agli uomini per vivere e operare di conseguenza; tutte le altre religioni invece sono colorazioni mescolate con ordinamenti umani filosofici-religiosi, che proprio a causa degli ordinamenti umani che vi sono intrecciati e offuscano e deformano la verità, non conducono mai e poi mai direttamente a Dio; poiché non può mai esistere più di una verità e questa è da Dio, secondo le profezie adempiute della Bibbia. Perciò Cristo disse: “Io sono la Via”, cioè attraverso il Mio insegnamento dell’Amore e della Sapienza, secondo i quali Io ho vissuto per voi come esempio. “Io sono la Verità”, perché sono l’eterno e fedele Dio nell’adempimento delle Mie parole, e “Io sono la Vita”, perché lo Spirito dell’aria abbraccia il mondo, senza la quale nessuno può vivere, poiché in essa c’è l’Amore della Vita, la Sapienza della formazione e la Forza della perfezione – ovvero la santa Trinità di Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo come Dio Unico, vivente nella pienezza delle forze.

7.      Cristo disse: “Nessuno arriva alla contemplazione di Dio, se non attraverso di Me”, il che significa arrivarci soltanto quando Mi si riconosce come Dio personale, poiché il Padre, quale Amore in Dio, dimora in Me, ed Io, la Sua Sapienza, dimoro in Lui attraverso il Mio Amore. Io e il Padre siamo perciò una cosa sola; infatti, chi vede Me, vede il Padre, poiché Io sono il personale Portatore dell’Amore divino che Si chiama spiritualmente Dio Padre. Ora, secondo questi estesi chiarimenti e precedenti motivazioni della verità divina, giungeremo all’indagine delle dimostrazioni delle fonti profetiche-storiche, secondo le quali riconosceremo Cristo come Dio Padre nella Sua santa Trinità, ovvero il Messia promesso».

 

[indice]

 

 

 

(seconda parte )

 

 

 

Helohim-Jehova

è

Gesù Cristo

 

 

۞

Cap. 38

Dimostrazioni che Gesù era il Messia ovvero il Cristo promesso

La prima promessa del Redentore nel Messia

(parla Gesù):

1.      «Dopo la caduta nel peccato di Adamo, Jehova promise un Salvatore, Redentore o Liberatore, il quale dopo profezie postume risultò come l’incarnazione di Dio nel Messia, ovvero il Cristo. Il senso fondamentale di questa promessa è il seguente:

2.     – Genesi 3,15: “Porrò inimicizia tra te, serpente (ovvero l’egoismo) e la donna (che rappresenta l’amore per il prossimo) e tra il seme tuo e il seme di lei. E questo (il seme dell’amore per il prossimo) ti schiaccerà il capo (del tuo egoismo) e tu (egoismo) gli pungerai (il seme dell’amore per il prossimo come Redentore in Cristo) nel calcagno (dell’umanità)”.

3.     – Già nell’anno 919 dopo la creazione di Adamo, Io, Gesù quale Jehova, poiché dimorai a quel tempo per un mese e mezzo presso gli adamiti sotto il monte Libano nella Fenicia, profetizzai alla madre[36] di Noè che Io stesso, come Salvatore nel Messia, sarei entrato nella carne attraverso una discendente del suo sangue. Quella volta anche Maria visse la prima volta nel mondo sotto il nome di “Pura”, e a questa Io dissi direttamente che proprio lei sarebbe stata colei che avrebbe portato un giorno sotto il suo cuore Me stesso, il Fondamento di ogni vita.

4.     – Nell’anno 1657 Noé ottenne la promessa che dal suo seme, dal popolo d’Israele, sarebbe venuto il Messia; nell’anno 2055 dopo Adamo, invece Abramo [Gen. 11,19], poi il suo discendente Isacco [Gen. 24,4] e Giacobbe [Gen. 28,1-14]. Nell’anno 1866 a.C. il patriarca Giacobbe profetizzò in Egitto che il Messia sarebbe venuto dalla tribù di Giuda [Gen. 49,10] ed infine, Io, Jehova, nell’anno 1028 a.C. attraverso il profeta Natan [2° Sam. 7,12-16], profetizzai che sarei venuto dalla casa e dal seme del re Davide.

5.     – Sulla Mia origine carnale in Gesù ho profetizzato attraverso il profeta Isaia 11,1-2: “Un germoglio spunterà dal ceppo di Jesse (ossia di Davide) e un ramo dalla sua radice fiorirà. E si poserà su di esso lo Spirito del Signore, Spirito della Sapienza e del Discernimento, lo Spirito del Consiglio e della Potenza, lo Spirito della Conoscenza e del Frutto del Signore”. E quando trascorsero 4120 anni dopo la prima promessa che fu fatta un giorno ad Adamo, Io, Gesù, il grande Principe della Pace del Cielo e della Terra [Is. 9,5] venni al mondo in una grotta, attraverso una casta vergine di 15 anni, di nome Maria, nella città di Davide, Betlemme.

6.     – Num. 24,17 porta la profezia del profeta Bileam sulla Stella dei sapienti alla Mia nascita: “Io Lo vedo (il Messia), ma non adesso; Lo contemplo, ma non da vicino. Da Giacobbe uscirà una stella e uno scettro (spirituale) sorgerà da Israele e distruggerà i Moabiti (cioè coloro che rovinano il vero) ed estirperà i figli del trambusto (vale a dire della mondanità)”.

7.      In seguito a questa profezia vennero i tre sapienti dall’Oriente a Gerusalemme e chiesero: “Dov’è il neonato re dei giudei? Poiché noi abbiamo visto la Sua Stella in Oriente e siamo venuti per adorarLo” [Matt. 2,2]».

 

[indice]

۞

Cap. 39

Varie profezie sul Messia

(parla Gesù):

1.      «Nell’anno 1866 a.C. in Egitto il patriarca Giacobbe profetizzò che il Messia sarebbe venuto allora, quando i giudei non avrebbero avuto più i propri re.

2.     – Il profeta Daniele 543 anni prima di Cristo profetizzò che il Messia sarebbe venuto dopo 490 anni dall’anno 458 a.C. calcolato da Pasqua, il che corrisponde all’anno 33 dopo Cristo a Pasqua, in cui sarebbe stato unto o avrebbe assunto il Suo dominio del nuovo Patto [Ebr. 9,15] e che con ciò, attraverso il supremo Sacrificio dei sacrifici per il peccato ereditario del mondo, sarebbero cessati i sacrifici materiali e le offerte sacrificali dei giudei.

*

Sull’invio di un precursore

3.     Nell’anno 724 a.C., Isaia profetizzò su ‘una voce di un predicatore nel deserto’ che avrebbe preparato la via a Jehova [Is. 40,3], e 440 anni prima di Cristo, Malachia profetizzò in 3,1-23 che l’angelo Elia sarebbe comparso come precursore e avrebbe preparato la via per il Messia. Questo predicatore nel deserto, come precursore di Jehova, era Giovanni Battista nel deserto Bethabara al fiume Giordano.

*

Sulle circostanze della nascita del Messia

4.     – «Nell’anno 726 a.C. Isaia profetizza in 7,14 che il Messia nascerà da una vergine.

5.     – Nell’anno 719 a.C. attraverso il profeta Michea 5,1 è indicato Betlemme come luogo di nascita del Messia.

6.     – Il profeta Geremia in 31,15 riferisce 602 anni prima di Cristo della strage degli innocenti perpetrata da Erode a Betlemme, a causa della nascita del Messia.

*

Sul Messia che sarebbe stato un grande Profeta

7.     – Io, Jehova, 1458 anni prima di Cristo, profetizzai attraverso Mosè che avrei risvegliato un grande Profeta, e questo Profeta ero Io stesso, Jehova in Gesù  [Deut. 18,15-18].

 

*

Il Messia profetizza

8.     Io profetizzai: alla donna samaritana sul suo passato e il suo modo di vivere. [Giov. 4,18-19]

9.     – A Natanael la natura del suo carattere. [Giov. 1,47-49]

10.   A Pietro della moneta nella bocca del pesce. [Matt. 17,27]

11.   Sul destino futuro di Corazin, Betsaida e Capernaum. [Matt. 11,21-24]

12.   Inoltre profetizzai che il Regno di Dio sarà tolto ai giudei e consegnato ai pagani. [Matt. 21,43]

13.   Sulla futura distruzione di Gerusalemme, sulla persecuzione dei cristiani, sul destino dei giudei, sul ritorno di Cristo e sulla generazione dei giudei che non passerà prima che tutto non si sia adempiuto.

14.   Sulla Mia imminente sofferenza e resurrezione dai morti.

15.   Sull’asina e il suo puledro.

16.   Sui Miei discepoli e su Gerusalemme, etc..

 

*

Conferme di Gesù che Egli era il Profeta preannunciato da Mosè

17.    Che Io, Gesù, annunciassi Me stesso come il grande Profeta profetizzato da Mosè, di questo parlano i seguenti versetti nel Nuovo Testamento:

18.   – Io dissi nella sinagoga a Nazareth: “Un profeta è da nessuna parte meno rispettato che nella sua patria e nella sua casa”.

19.   – Un’altra volta dissi ai farisei: “Non è conveniente che un profeta perisca fuori Gerusalemme”. [Luca 13,33]

20.   – Con l’ingresso in Gerusalemme il popolo dichiarava giubilante: “Questi è Gesù, il profeta di Nazareth in Galilea”. [Matt. 21,11]

21.   – Dopo la predica del Monte andai a Capernaum, e poi venni a Gerusalemme, istruii il popolo e parlai della Mia missione dal Padre, da cui alcuni dicevano: “Questi è veramente il Profeta [Giov. 7,40] del quale parlò Mosè”. [Deut. 18,15-19]

22.   – Quando risvegliai dalla morte il giovane a Nain, tutti furono colti dal timore, lodarono Dio e affermarono che un grande Profeta era sorto tra loro». [Luca 7,16]

 

*

Sull’attività del Messia

23.   – Secondo Mosè, Io, Gesù, sono il Redentore dal peccato originale del mondo;

24.   – Secondo Davide, Io sono l’Oratore nelle allegorie [Sl. 78];

25.   – Secondo Isaia verrò a quelli di Sion e stringerò un nuovo Patto con il popolo d’Israele [Is. 59,20-21].

26.   – Geremia riferisce che sarò Io il Promotore di un nuovo Patto [Ger. 31,31-33];

27.   – Isaia riferisce che Io sarei stato Maestro del divino Evangelo [Is. 61,1], e che i figli Miei sarebbero stati istruiti da Me stesso, come in effetti è ora il caso nella teosofia cristiana. Io sono stato un Guaritore meraviglioso, di cui riferiscono tutti e quattro gli Evangeli.

28.   – In Isaia 52,6 Io, Jehova, profetizzai: “Nello stesso tempo il Mio popolo dovrà conoscere il Mio Nome, poiché sono Io (Jehova) che parla (in Gesù): “Eccomi!” (come quel Messia annunciato anticipatamente).

29.   – In Isaia 25,9: “A quel tempo si dirà: ecco, Questi è il nostro Dio che noi attendevamo, ed Egli ci aiuterà. Questi è Jehova che noi aspettavamo. Esultiamo e rallegriamoci nella Sua salvezza”».

*

La trasfigurazione sul monte Tabor

30.    «Attraverso Isaia 42,1, Io, Jehova, ho profetizzato questo come segue: “Ecco! Questi è il Mio Servitore che Io ho mandato, Questi è il Mio amato Figliuolo, nel Quale ho il Mio compiacimento. Io ho effuso il Mio Spirito su di Lui, Egli porterà la giustizia tra i pagani. AscoltateLo!”.

31.   – Isaia non ha accolto bene le Mie parole, e perciò il versetto non è stato steso in modo giusto. La verità risulta dai seguenti passi: Matt. 12,18: – 2° Pietro 1,17; – Marco 9,7; – Luca 9,35.

32.   – 1° Tim. 3,16: “Senza alcun dubbio è grande il mistero della beatitudine di Dio; rivelato nella carne, giustificato nello spirito, apparve agli angeli, fu predicato ai pagani, fu creduto dal mondo, fu assunto nella Gloria”».

 

[indice]

۞

Cap. 40

Dimostrazione che Gesù Cristo era Figlio di Dio

(parla Gesù):

1.      «Attraverso il re Davide, nell’anno 1043 a.C. nel secondo Salmo, versetto 7 Io dissi: “Tu sei Figlio Mio, oggi ti ho generato”. – Poiché il re Davide sedeva sul trono già dall’anno 1055 a.C. e non fu generato soltanto il 24 gennaio 1043 e nemmeno Io, Jehova, ero il Padre suo terreno, perciò sotto questa dichiarazione non poteva essere inteso Davide, bensì Io, Jehova stesso secondo la Mia Sapienza come Figlio di Dio-Gesù.

2.     – Dello stesso Figlio ho parlato Io, Jehova, nell’anno 1028 a.C. attraverso il profeta Natan a Davide: “Quando il tempo della tua vita sarà finito e giacerai presso i tuoi padri (in pratica morto, putrefatto e marcito nel corpo carnale), risveglierò il tuo seme dopo di te (vale a dire mille anni più tardi), e a questo discendente del tuo corpo confermerò il Suo Regno (spirituale) in eterno. Io sarò Padre Suo, ed Egli dovrà essere Figlio Mio” [2° Sam. 7,12-14]. – “…che tutti gli déi (ovvero gli angeli), spiriti e uomini dovranno adorare” [Sl. 97,7].

3.     – L’annuncio del ritorno dello stesso Figlio (Gesù da Ostracine in Egitto) lo portò il profeta Osea 763 anni prima di Cristo con le seguenti parole: “Ho chiamato Mio Figlio dall’Egitto” [Osea 11,1]. – Con l’annunciazione a Maria apparve l’angelo Gabriel e le disse: “Su di te verrà lo Spirito Santo e la Potenza dell’Altissimo ti adombrerà, perché il Santo che nascerà da te, sarà chiamato il Figlio di Dio” [Luca 1,35].

4.     – Quando i farisei scacciarono dal Tempio il guarito nato cieco, Io Mi avvicinai a lui e gli chiesi: “Credi tu nel Figlio di Dio?”. – Allora il guarito Mi domandò: “Signore, chi è, affinché io creda in Lui?”. – Ed Io gli risposi: “Tu Lo hai visto, è proprio Colui che adesso parla con te” [Giov. 9,35-37].

5.     – Secondo l’annotazione in Giovanni Io dichiarai pubblicamente ai giudei: “Perché Io sono il Figlio di Dio!” [Giov. 10,36].

6.     – Alla trasfigurazione sul monte Tabor una splendente nuvola circondò i discepoli, e da questa parlò una voce: “Questi è il Mio amato Figliolo, nel Quale ho il Mio compiacimento, ascoltateLo!”.

7.     – La comunicazione in Matteo, Marco e Luca, che anche al battesimo del Giordano si fece sentire questa voce, si basa su un errore storico, e precisamente: dapprima fu Luca che ascoltò tra il popolo e scrisse, poi venne il pseudo Matteo da Sidone, il Rabbas, al quale fu riferita la stessa cosa; in Marco invece fu riportato ostinatamente da un copista dal racconto popolare. Infatti, Marco non ha riportato questa notizia e la Chiesa romana non ha mai avuto nelle mani il Vangelo originale di Marco evangelista. In Giovanni il battesimo al Giordano è descritto giustamente. [Gv. 1,32]

8.     – Nel Salmo 89,27-28 Io, quale Jehova, ho profetizzato della Mia Sapienza in Cristo: “Egli Mi chiamerà così: ‘Tu sei il Padre Mio, il Mio Dio e la Roccia della Mia salvezza’. Ed Io lo dichiarerò Mio primogenito, il supremo tra i re della Terra”.

9.     – All’ultima Cena Io dissi: “Quello che chiederete al Padre nel Mio Nome, ve lo voglio dare (Io stesso), affinché il Padre sia glorificato attraverso il Figlio” [Giov. 14,13].

10.   – Dopo la domanda di scongiuro di Caifa, se Io fossi veramente “Figlio di Dio”, affermai la stessa cosa, che Io, in effetti, Lo sono.

11.    E perciò i farisei Mi schernirono sulla croce dicendo: “Scendi giù, Figlio di Dio”, poiché in altre occasioni avevo dichiarato apertamente che Io ero il Figlio di Dio».

 

[indice]

۞

Cap. 41

Dimostrazioni che ‘Figlio di Dio’ significa ugualmente

 sia la Sapienza di Dio che la Parola di Dio

(parla Gesù):

«Le conferme su questo sono le seguenti:

1.     – L’apostolo Pietro nell’anno 48 era presso Giuseppe di Arimatea quando compilò la ‘lettera agli Ebrei’, nella quale subito all’inizio disse che Dio creò i mondi attraverso Suo Figlio Gesù, il che contravviene decisamente a Mosè, se si comprende materialmente la storia della Creazione di Mosè. Ma l’indicazione Figlio di Dio è soltanto la rispondenza spirituale per la parola materiale “Sapienza di Dio”. Se ora si sa questo e lo si afferra, allora nessuno avrà qualcosa da ridire se Dio ha creato il mondo attraverso la Sapienza del Suo Amore. La dimostrazione del fatto che l’interpretazione della Parola sia giusta, ve la fornisce l’apostolo Paolo [Gal. 1,11-12] nella prima lettera ai Corinzi 1,24, descrivendovi Cristo come la Sapienza e la Potenza di Dio. Quindi fu la Sapienza che ideò le forme, colorazioni, assimilazioni, generi e specie; e la Forza, come Onnipotenza di Dio, che altrimenti è chiamata Spirito Santo, pose queste Creazioni nell’esistenza visibile.

2.     – Ancora Paolo, nella lettera ai Colossesi 1,16-17 afferma che attraverso Cristo tutto fu creato. Quindi nella persona di Cristo deve essere stato contenuto a tenore di eternità, quello con cui Dio Padre ha creato il mondo, come lo testimonia l’Amore in Dio, perciò la Sapienza e l’Onnipotenza divina. Se si sa che Io, Gesù, sono la divina Sapienza, allora si comprenderanno anche le Mie parole che Io espressi in occasione dell’ultima Cena:

3.     – In Giovanni 16,14-15 è scritto: “Il Padre Mi glorificherà; perché riceverà del Mio e ve lo annuncerà (ciò che accadde a Pentecoste). Perché tutto quello che il Padre ha, è Mio, per questo vi ho detto che riceverà del Mio e ve lo annuncerà (in altre parole dalla Sapienza del Padre ovvero dalla teosofia)”.

4.     – Paolo scrisse ai Romani 1,19-20: “Quello che si sa di Dio, è rivelato (oppure visibile) agli uomini, infatti Dio lo ha messo davanti ai sensi (e occhi), Egli lo ha loro assicurato; – poiché l’invisibile (perché spirituale), vale a dire la Sua eterna Potenza e Divinità, sin dalla Creazione del mondo (materiale) apparsero chiare con la contemplazione delle Sue Opere (che l’Amore divino ideò attraverso la sua Sapienza e lo pose nell’apparizione attraverso la Sua Onnipotenza), così (visibile) che gli uomini non si possono scusare (se non Lo vogliono riconoscere)”.

5.     – Altrettanto dice Isaia 9,5 che il fanciullo nato Gesù è Consigliere dell’eterno Dio-Padre e quindi la Sapienza di Dio, poiché solo la Sapienza di Dio deve essere stata Consigliere dell’eterno Dio-Padre nella Creazione, poiché al di fuori di Dio non c’era ancora nulla.

6.     – L’evangelista Giovanni chiama il Figlio di Dio ‘La Parola’, infatti egli dice: “In principio era la Parola, e la Parola era presso Dio e Dio era la Parola e la Parola divenne carne e dimorò tra noi”, – “…e noi scorgemmo (sul monte Tabor) la Sua divina magnificenza” [Gio. 1,1-3 / 1,14]. La parola di Dio è quindi lo stesso come dire l’insegnamento di Dio, ovvero la Sapienza divina denominata teosofia greca, perciò l’espressione spirituale ‘Figlio di Dio’ vuol dire ugualmente ‘Sapienza divina’ o ‘Parola di Dio’.

7.     – Dice inoltre Giovanni nella sua prima lettera: “Ci sono tre testimoni in Cielo: il Padre, la Parola e lo Spirito Santo [1° Giov. 5,7]”. – Ed Io, Gesù, dissi agli apostoli: “…battezzateli nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo!” [Matt. 28,19]. Quindi, ‘parola di Dio’ significa lo stesso come dire ‘Sapienza di Dio’ che, spiritualmente, si chiama ‘Figlio di Dio’.

8.      Questa Parola però è stata rigettata dalla maggioranza dei giudei, proprio come Dio ha detto in anticipo attraverso il profeta Isaia nell’anno 743: “Essi, infatti, hanno disprezzato la Legge di Jehova Zebaoth e bestemmiano la Voce (o la Parola) del Santo d’Israele” [Is. 5,24].

*

Sulla santità della Sapienza parlano i seguenti versetti della Bibbia:

9.     – “La Sapienza di Dio è il respiro della Potenza divina e un puro raggio della magnificenza dell’Onnipotente, perciò non può giungere a Lei nulla di impuro (peccaminoso)”. – “Poiché Essa è uno splendore della Luce eterna e uno specchio senza macchia della Potenza divina e un’immagine della Sua bontà, essa procede più magnificamente del Sole e di tutte le stelle”.

10.   – Isaia 9,7 profetizza in anticipo quanto segue: “Il Signore ha inviato una Parola (promessa) (secondo la profezia fatta in Gen. 49,10), su Giacobbe, ed è caduta sopra Israele (cioè è stata annunciata a quel popolo)”.

11.   – Isaia 10,17: “E la Luce d’Israele (vale a dire la Luce del mondo [Gv. 8,12] cioè la Sapienza di Dio chiamata Gesù [1° Cor. 1,24], diventerà un Fuoco (cioè l’Amore di Dio), e il suo Santo sarà una Fiamma (cioè Dio [Apoc. 15,4]), e incendierà le sue spine (gli abusi dei religiosi) e sterpi (il sacerdozio, dal quale crescono le spine, cioè svelate pubblicamente) e li consumerà (cioè rivelerà al mondo i loro abusi religiosi) in un sol giorno (nel tempo previsto)”.

*

12.    Sulla Parola (ovvero il Logos) diventata carne come Gesù Cristo, il Quale è la Sapienza di Dio, ve lo riferiscono alcuni versetti del cap. 8 dei Proverbi di Salomone:

13.   7La Mia lingua (o bocca) dice la verità e le Mie labbra odiano l’ingiustizia senza Dio. – 12° Io, la Sapienza (di Dio) possiedo Intelligenza e so dare un buon consiglio. – 14° Miei sono entrambi: consiglio e azione; Io ho intelletto e potere22° Jehova (o Dio Padre) Mi ha avuto nel principio delle Sue vie e opere, prima che Egli creasse qualcosa, Io ero lì. 23° Io sono insediato dall’eternità, dal principio primordiale, prima dell’origine della Terra. – 24° Non c’erano ancora profondità né sorgenti ricche d’acqua, poiché ero già nato (nell’Amore di Dio). – 25° Prima che fossero gettate le fondamenta per monti e colline, Io nacqui (dall’Amore di Dio – perché in esso c’è il contenuto dell’eternità). – 27° Quando Egli preparò il Cielo e afferrò la profondità con il Suo scopo, Io c’ero già. – 28° Quando Egli condensò il Cielo di nuvole e fece scorrere le sorgenti della profondità. – 29° Quando Egli determinò al mare le sue rive, affinché i flutti non sondassero i suoi sbocchi; e quando pose il fondamento della Terra;30° Io ero presso di Lui il più fidato, il Maestro d’opera, avevo la Mia gioia giorno per giorno e giocavo (vale a dire, ideavo le forme, generi, assimilazioni e colori) sempre dinanzi a Lui;31° E giocavo (con i fulmini della profondità della Mia Sapienza) sul Suo suolo; e la Mia gioia è con i figli degli uomini. – 32° Ora obbediteMi, figli Miei. Ben per coloro che percorrono le Mie Vie!33° Ascoltate la disciplina, diventate saggi e non lasciatela andar via.34° Ben per l’uomo che Mi obbedisce e veglia alla Mia porta giornalmente (in pratica i Comandamenti dell’Amore) e custodisce gli stipiti della stessa (cioè veglia sulle sue forze di virtù nei divini Comandamenti dell’Amore). – 35° Poiché chi Mi trova, trova la Vita (eterna) e raggiunge il compiacimento di Jehova. – 36° Ma chi pecca contro di Me, cade nella morte della vita eterna. Invece, tutti coloro che Mi odiano, amano la morte (della loro anima)».

    (Sul “Figlio primogenito Gesù”, segue il chiarimento al cap. 54)

 

[indice]

۞

Cap. 42

Dimostrazioni che Gesù Cristo, secondo la Sua Anima,

 era la Sapienza di Dio

(parla Gesù):

1.      «Queste dimostrazioni si basano sulla seguente Dottrina rivelatavi da Me stesso, Gesù. In Me, Gesù, come Sapienza di Dio s’intende l’Anima che in ogni uomo rappresenta la sapienza, poiché è lei attraverso la quale lo Spirito del Padre Celeste vostro ‘Divino’ parla, perciò l’Anima di Gesù era la Sapienza personificata di Dio, la Quale si rivelava attraverso la Dottrina dell’Amore, Amore che Io, Gesù, insegnai durante i tre anni. Per questo, Giovanni chiamò appunto Me, Gesù, ‘Parola di Dio’, perché Io, Gesù, ero rappresentato attraverso la Mia Anima e la Mia Dottrina come Sapienza proveniente da Dio.

2.     – Poiché Io, Gesù, sono chiamato come ‘Consiglio dell’eterno Dio Padre’ già come Figlio primogenito [Is. 9,5], quindi il Consiglio di Dio non può essere altro che la Sapienza divina, dal momento che Dio non ha mai avuto bisogno di un consiglio [Rom. 11,33-36], così la Mia Anima sarà stata ben dall’eternità il Consiglio o la Sapienza di Dio Padre, perché il Mio corpo di carne fu soltanto della materia vivificata attraverso la Mia Anima-Gesù.

3.     – Io ho parlato del Mio Essere spirituale-divino e Mi annunciai nella maniera seguente: “Il Padre è in Me ed Io, Suo Figlio, sono in Lui”. – Infatti, Padre significa lo Spirito dell’Amore in Dio [Giov. 14,8-16], mentre il corpo di Gesù rappresenta il Tempio di Dio [Giov. 2,19-22], così la Mia Anima avrà ben significato ‘la Sapienza di Dio’. –

4.     – Poiché Dio Padre ha creato il mondo attraverso il Figlio e il Figlio è chiamato la Sapienza di Dio [1° Cor. 1,24], quindi l’Anima del Figlio sarà ben la Sapienza di Dio. – La Sapienza di Dio, infatti, è la Parola di Dio, e attraverso questa è stato fatto il Cielo e tutto il resto [Sl. 33,6]. E poiché Io, Gesù, sono chiamato ‘la Parola di Dio’ e quindi tale Parola di Dio rappresenta la Sapienza divina, così l’Anima in Me, Gesù, sarà ben stata la Sapienza di Dio, dal momento che essa non era né Dio Padre né il Mio materiale-visibile corpo.

5.      Perciò, dato che la Mia Dottrina era la Sapienza divina (che in greco si chiama teosofia), questa tuttavia era rappresentata attraverso la Mia figura spirituale nel Corpo materiale. Con ciò la Mia Anima sarà stata ben la Sapienza di Dio, ma non Dio Padre, che è l’Amore in Dio [Giov. 14,9-11] e nemmeno il Mio corpo, corpo che Io chiamavo soltanto ‘il Tempio di Dio’ [Giov. 2,19-22], poiché Io, Gesù, l’Amore e la Sapienza di Dio che significa Dio Padre e Dio Figlio, in questo vi dimorai. Io, infatti, la Sapienza e la Forza, ovvero l’Onnipotenza di Dio [1° Cor. 1,24], dissi apertamente che il Padre dimorava in Me e non fuori di Me [Giov. 14,10-11].

*

6.      In occasione dell’ultima Cena Io dissi: “Padre, tutto ciò che è Mio è Tuo, e quello che è Tuo è Mio” [(Giov. 17,10]. – Per comprendere questo versetto si deve sapere che in Me l’indicazione “Dio Padre” rappresentava l’Amore nel Mio Cuore, mentre “il Figlio dell’Amore”, che è la Sapienza in Dio, consiste nella testa della Mia Anima; – tuttavia la Mia Anima, come Sapienza di Dio, all’ultima Cena era già passata del tutto nell’amore per i figli Miei che Io volevo redimere, perciò l’Amore del Padre divenne una cosa sola con la Sapienza del Figlio e rappresentò la divina verità e santità. La Sapienza invece rappresentava tuttavia l’Anima di Gesù, perché la Sapienza dell’intelletto è la reggente di tutti i sensi e intelligenze nel corpo dell’Anima, mentre l’Amore, che nella rispondenza spirituale si chiama Padre, rappresenta lo Spirito dell’Amore di Dio nel Cuore della Mia Anima.

7.      Che Io, Gesù, fossi la Sapienza personificata di Dio, che altrimenti si chiama ‘la Parola’ ovvero ‘la Dottrina di Dio’, lo scorgete dalle Mie stesse parole che Io espressi ai giudei secondo il capitolo 6 dell’evangelista Giovanni in questi versetti:

8.     – Versetto 32°: “Non Mosè all’uscita dall’Egitto verso Canaan vi diede il (vero) Pane del Cielo, ma il Padre Mio (cioè il Mio Amore per voi) vi dà il vero Pane (quello spirituale) dal Cielo”. – Versetto 33°: “Poiché questo è il Pane di Dio che discende dal Cielo e dà al mondo la Vita (spirituale)”.

9.     – Versetto 35°: “Io (Gesù), sono (appunto) il Pane (spirituale) della Vita (che vi do la pura Dottrina su di Me); chi viene a Me (come al suo Dio), questi non avrà più fame (spirituale e non materiale); e chi crede in Me (Gesù come Dio), non avrà mai più sete (spirituale)”.

10.   – Versetto 47°: “In verità, in verità vi dico, chi crede in Me (che sono il Figlio di Dio, cioè la Sapienza di Dio che vi presento e insegno), avrà la vita eterna”.

11.   – Versetto 48°: “Io (come Figlio di Dio o la Sapienza di Dio) sono il Pane della Vita (spirituale)”.

12.   – Versetto 49°: “I vostri padri mangiarono la manna nel deserto e (nonostante ciò) morirono (corporalmente).

13 .  – Versetto 50°: “Solamente questo è il Pane (come insegnamento spirituale di Dio) disceso dal Cielo, affinché nessuno, che mangi di questo (cioè chi segue la Dottrina di Gesù ricevuta dagli apostoli), muoia (spiritualmente, cioè nei peccati)”.

14.   – Versetto 51°: “Io (come la personificata parola di Dio) sono il Pane vivente disceso dal Cielo; chi mangia di questo Pane (cioè chi segue questa Dottrina e vive di conseguenza) vivrà (spiritualmente) in eterno. E il Pane (spirituale) che Io darò, (ovvero espresso con altre parole spirituali corrispondenti) è la Mia carne per la Vita del mondo (la nutriente spirituale)”.

15.   – Versetto 53°: “In verità, in verità vi dico: se non mangerete la (spirituale) carne (o insegnamento di Dio) del Figlio dell’Uomo (cioè la Divinità entrata nella carne) e non berrete il Suo sangue (spirituale, che nel linguaggio spirituale significa per primo, l’Amore di Dio per tutto; per secondo, l’amore dell’uomo per Dio e per tutti gli uomini senza eccezione come per fratelli e sorelle; per terzo, l’amore per l’intera Creazione), non avrete in voi nessuna Vita (spirituale-eterna)”.

16.   – Versetto 54°: “Chi mangia la Mia carne (cioè accetta la Mia Dottrina dai Cieli e agisce di conseguenza) e beve il Mio sangue (cioè risveglia e vivifica in sé il Mio Amore spirituale), avrà la vita eterna ed Io lo risusciterò nell’ultimo giorno (della sua vita terrena per la celeste Vita spirituale-eterna)”.

17.   – Versetto 55°: “Poiché la Mia carne (ovvero la Dottrina spirituale) è veramente cibo (divino, ovvero Ambrosia[37] spirituale) e il Mio sangue (ovvero il Mio Amore) è veramente bevanda (divina, ovvero nettare spirituale)”.

18.   – Versetto 56°: “Chi mangia della (questa) Mia carne, e beve il (questo) Mio sangue, rimane in Me ed Io in lui”.

19.   – Versetto 57°: “Come il Padre che è il Vivente (cioè il Mio Amore vivente) ha mandato Me, ed Io vivo per il Padre (ovvero attraverso questo Amore), così anche colui che mangia Me (cioè Mi accetta con piena fede e con pieno amore) vivrà anch’egli per Me (suo Dio e Padre eterno)”.

20.   – Versetto 58°: “(Vedete) Questo è il Pane disceso dal Cielo; questo Pane non è come la manna che mangiarono i vostri padri e sono (comunque) morti. Chi mangia di questo Pane (cioè chi Mi accetta attraverso la Dottrina rivelatavi da Me e va verso l’alto nel pienissimo amore in Me), vivrà in eterno”.

21.    Questi versetti dall’Evangelo di Giovanni vi mostrano nell’illuminazione spirituale che la Dottrina che Io, Gesù, esposi, era intesa come la Mia carne spirituale che si deve mangiare. Nondimeno, questa carne non è comunque nient’altro che la parola di Dio, della quale Giovanni dice nel primo capitolo del suo Evangelo che è diventata carne nella persona di Cristo. Da ciò è chiaro che sotto la “Mia carne” non intendevo la carne del Mio corpo materiale, bensì la Dottrina proveniente dalla Luce della Sapienza divina, che è appunto il Pane dal Cielo che Io portai come Cibo spirituale per i Miei figli, perché la Mia Anima è formata dalla Luce dell’Amore divino, cosa che dimostrano anche le Mie parole “Io sono la Luce del mondo”, [1° Giov. 8,12]. La “Luce del mondo” in Cristo, di conseguenza, non può mai essere qualcosa d’altro che la Dottrina dell’Amore di Dio, la quale nacque attraverso la Sapienza di Dio, come Guida che porta al Padre».

 

[indice]

۞

Cap. 43

Melchisedec, re di Salem

(parla Gesù):

1.      «Nella storia di Abramo si nota che a Salem risiedeva un Re spirituale di nome Melchisedec, che era un Sommo Sacerdote di Dio. Il nome Melchisedec significa però “Re-della-Giustizia”. Questo nome indica Me, Gesù Cristo, perché Dio nel Vecchio Testamento reggeva il mondo attraverso la Giustizia, che è la Sapienza di Dio, che nel linguaggio spirituale è chiamato ‘Figlio di Dio’; e proprio questo Figlio di Dio, Gesù Cristo, viene descritto nelle Sacre Scritture come un Principe e Re della Pace dall’eternità.

2.     – Pietro Mi chiama Gesù Cristo, il Figlio di Dio, un Sommo Sacerdote dinanzi a Dio, il Quale ha penetrato i Cieli [Ebr. 4,14], – e dice ancora: “Ma Cristo non s’arrogò da Se stesso la dignità di diventare Sommo Sacerdote, ma gli venne da Colui che Gli disse: ‘Tu sei Mio figlio, oggi Ti ho generato’ (cioè generato dall’eternità – [Sl. 2,7])”. Ora Pietro porta il seguente versetto dal Salmo 110:

3.     – Quando Dio indicò il supremo sacrificio di Gesù sulla croce del Golgota, Egli disse attraverso il re Davide: “Jehova ha giurato (cioè detto fermamente nel giuramento) che non si pente: Tu (Gesù Cristo) sei Sacerdote eternamente, alla maniera di Melchisedec” [Sl. 110,4].

4.        Questo Melchisedec però è senza Padre, senza Madre, senza tavola genealogica e non ha né un inizio di giorni, né una fine della vita, bensì Egli è simile (vale a dire identico) al Figlio di Dio e rimane (perciò) Sacerdote nell’eternità [Ebr. 7,1-3]. Che Pietro sapesse che Cristo e Melchisedec fossero una e la stessa Persona ve lo dimostra la seguente notizia: “Secondo il rapporto dell’Evangelo originale Io, Gesù, riferii ai Miei ascoltatori che i primi uomini avevano una costante relazione con Me e che nessuno al di fuori di Me stesso era Melchisedec, il Sommo Sacerdote di Dio, e come un vero Re dei re dimoravo a Salem, dove ho risieduto da Noè fino alla morte di Mosè, che è per 1043 anni, (Mosè morì 2700 anni dopo Adamo ovvero 1451 anni prima di Cristo). Dopo questa spiegazione sulla figura di Melchisedec, del Re di Salem, veniamo alla relazione di Mosè sulla vittoria di Abramo”.

5.     – Nell’anno 2053 dopo Adamo, nel mese di ottobre, Abramo sconfisse il re di Elam, Kedom Laomor che, con i suoi re alleati, aveva fatto irruzione nel paese di Canaan e liberò Lot, il figlio di suo fratello, insieme a tutti i prigionieri delle città di Sodoma e Gomorra. Quando poi Abramo fece ritorno da vincitore nella valle del re, allora venne Melchisedec, il Re di Salem e portò pane e vino per il rifocillamento per gli uomini[38].

6.      Poi Melchisedec, come sacerdote dell’Iddio Altissimo, benedisse Abramo e disse: “Benedetto sia Abramo, dall’Iddio Altissimo, il Signore del Cielo e della Terra. – E lodato sia Dio, l’Altissimo, che ha consegnato i tuoi nemici nelle tue mani”. – Abramo sapeva che Melchisedec, il Re di Salem, ero Io, Gesù, Jehova stesso, ma nessuno lo doveva sospettare all’infuori di Abramo. Perciò Abramo, il glorioso vincitore sui re alleati di Sinear, Elasar, Elam e sui pagani, s’inchinò fino a terra dinanzi a Me, Melchisedec, e Mi diede volontariamente di tutto la decima parte. Io, Gesù, sono appunto questo Melchisedec di cui parla Giovanni nell’Apocalisse 1,18, che gli parlò: “Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente. Ero morto (ma dopo tre giorni resuscitai); ed ecco, Io sono vivente per tutti i secoli dei secoli, ed ho la chiave della morte e dell’inferno”. Salem, la sede di Melchisedec, fu chiamata più tardi la città di Gerusalemme. Su questo vi riferisce la seguente profezia[39]:

7.     – Il fanciulletto Gesù profetizza al governatore romano della Siria, Quirino Cirenio sulla distruzione di Gerusalemme sotto Tito nell’anno 70, dicendo: [16] “Il fico (cioè la stirpe del popolo) presso i figli (d’Israele), che Io piantai in Salem già ai tempi di Abramo, una città che Io come Melchisedec ho costruito con la Mia stessa Forza, la distruggerò, perché essa non porta altro che foglie. [17]In verità, ho sempre avuto fame; molte volte ho fatto concimare l’albero in Salem e nonostante ciò non Mi portò nessun frutto. [18]Perciò, prima che passi un secolo, la città che la Mia Forza ha costruito per i Miei figli dovrà anche cadere attraverso voi stranieri. Il figlio di uno dei successori dopo Augusto nell’impero dovrà estrarre la spada contro Salem”.

8.      Da questa profezia del fanciullo Gesù vien fuori inequivocabilmente che Salem divenne più tardi Gerusalemme. Questo risulta anche dal Salmo 76,3. La nuova scienza però ha cominciato a dubitare su questo, che Gerusalemme sia più antica del tempo di Davide. Questo dubbio è stato rimosso attraverso ritrovamenti in Assiria, come lo dimostra la seguente notizia:

9.     – Dice il Prof. Sayce: “L’origine del nome Jerusalem è adesso chiarita. Esso non è un’invenzione dal tempo di Davide come si credeva, ma al contrario risale al periodo della relazione babilonese con Canaan. Nei documenti cuneiformi veniva scritto Uru-Salem, che significa la ‘città di Salem’ della Pace di Dio. Da una delle tavole lessicali nella biblioteca di Ninive abbiamo già visto da tempo che nella lingua cananea uru significa ‘città’, la quale nell’anno 1451 a.C. si chiamava nell’antico ebraico ieru (come anche secondo la Rivelazione di Dio), perciò Jeru-Salem, la Città di Salem ovvero della pace.

10.   – Urquhart, nel suo libro “Le scoperte più recenti sulla Bibbia” al cap. 1,327 dichiara: “La scoperta dello scambio di lettere tra il faraone egizio Amenophis III. (1492-1476 a.C. – secondo l’indicazione confermata dal Padre Gesù) e Amenophis IV (1476-1452 a.C.) ha riesumato la Palestina di Abramo. Tra le lettere scritte sotto il faraone egizio Amenophis IV (negli anni 1476-1463) che adesso si trovano nei Musei di Berlino e altrove, ce n’è un gran numero anche del re di allora di Gerusalemme. Melchisedec, infatti, (come lo suppone Urquhart) è un Re sacerdote e le comunicazioni di questo Re gettano una luce inaspettata su ciò che viene detto dal suo predecessore (Amenophis IV).

11.   – Nella lettera agli ebrei si legge che Egli sarebbe ‘senza padre, senza madre, senza generazione’ [Eb. 7,1-3]. Le stesse espressioni compaiono nelle lettere del suo successore”.

12.    In tali lettere, ‘Ebed-Tob’, che significa ‘il Servitore del Bene’, come viene espresso il suo nome, dice: “Ecco, né Mio padre né Mia madre Mi hanno elevato a questo posto; la Parola del potente Re Mi ha fatto entrare nella Casa del Padre Mio”. – E ancora: “Ecco, Io non (sono) un governatore, né portatore di autorità del Re, Mio Signore. Ecco, Io (sono) l’Alleato del Re, ed ho presentato tributo (riverenza) al Re. Né Mio padre, né Mia madre, (bensì) la Parola del potente Re (la Sapienza di Dio) Mi ha posto nella casa del Padre Mio” (descrivendo di nuovo Se stesso come Figlio di Dio).

13.    Sia Hommel come Sayce hanno su ciò la chiarezza che ‘il Re potente’ di cui si parla, Ebed-Tob, non è un monarca terreno, ma la Divinità alla Quale deve la Sua (divina) posizione e a Cui Egli serve (così è l’opinione degli eruditi). A quel tempo Gerusalemme era una potente fortezza. Il dominio di questo possesso si era esteso su un vasto territorio. Ebed-Tob dice di Sé che aveva fatto riparare le strade proprio nella ‘pianura’, dove stavano Sodoma e Gomorra.

14.    Io, Gesù, come Melchisedec, ovvero Ebed-Tob, non ero nessun dominatore sovrano cananeo come suppone Urquhart, bensì Dio stesso: il Padre come Amore, la Parola come Sapienza, il Re come Spirito Santo.

15.    Com’è ora da intendere che Io, Gesù, fossi Dio-Padre stesso, e che nello stesso tempo sarei anche Sommo Sacerdote di Dio?

16.    Su ciò trovate il chiarimento nella 1° lettera di Pietro 2,5, in cui si apprende che l’anima di ogni uomo deve essere l’eterno sommo sacerdote dello Spirito di Dio dimorante nel proprio cuore, e se volete diventare sacerdozio regale di Dio, ciò deve significare quanto segue: che l’anima, come sapienza nell’uomo, deve sacrificare tutto per la gloria di Dio [1° Cor. 10,31]. – Melchisedec, l’Anima di Gesù, era la Sapienza di Dio; perciò Io ero e sono, secondo l’Anima, l’eterno Sommo Sacerdote del Mio Amore nel cuore, che Io chiamo “Jehova” ovvero “Padre”».

 

[indice]

۞

Cap. 44

Dimostrazioni che Gesù Cristo era lo Spirito Santo di Dio

(parla Gesù):

1.      «Ora noi domandiamo: “Che cosa è lo Spirito Santo di Dio?”. La risposta suona così: “Lo Spirito Santo è la Forza interiore in Dio. Esso è la Volontà di Dio di mettere in opera tutto ciò che hanno ideato l’Amore e la Sapienza”.

2.      La Forza di Volontà di Dio, però, sta nel magnetismo e nell’elettricità, le quali sono una cosa sola con l’aria eterica, tanto come un’acqua colorata di arancio riempita con il colore giallo e rosso è una cosa sola con questa. L’Amore è il magnetismo, l’elettricità è la Sapienza. Se ora si riflette che attraverso questi due tutto il mondo è messo in movimento e conservato, allora ne risulta che lo Spirito Santo è il Rappresentante della Divinità stessa; poiché, cosa servirebbe all’Amore e alla Sapienza se i loro pensieri e decisioni non potessero essere trasformati in opera e in energia? Essi sarebbero uguali ai desideri di un malato incurabile, – di diventar sano.

3.      Lo Spirito Santo, come visibile artefice di opere delle decisioni divine, è perciò la suprema forza in Dio, e non esiste nulla che l’Amore e la Sapienza di Dio volesse ideare che non potesse essere messo in opera tramite lo Spirito Santo, poiché in Questo è inclusa tutta la Divinità, com’è visibile da tutte le interconnessioni. Lo Spirito Santo è quindi, secondo il Nome, la Divinità stessa, e Questa sono Io, Cristo, come riferisce Paolo nella 1° lettera ai Corinzi, cap. 1, versetto 24.

4.      Lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio, perciò dall’Amore e dalla Sapienza di Dio.

5.      Io, Gesù, chiamai il Consolatore o Paracleto[40] che promisi ai Miei discepoli per Pentecoste, lo Spirito Santo della verità. Poiché Io stesso, Cristo, sono la divina Verità, come Mi chiamai all’ultima Cena; perciò Io stesso, Gesù, sono lo Spirito Santo della verità.

6.      Il giorno dell’Ascensione, questo è il 7 maggio, Io chiamai questo Spirito Santo “la Forza proveniente dall’Alto”. Quindi anche Luca chiama lo Spirito Santo come la Forza dell’Altissimo. Secondo i chiarimenti che sono pubblicati nel libro “La santa Trinità” e sostenuti con le notizie provenienti dal Nuovo Testamento, le Grazie e i Doni dello Spirito Santo che gli apostoli ricevettero a Pentecoste il 7 maggio, appaiono Doni dello Spirito, dell’Amore, della Sapienza e della Forza di Dio.

7.      Che Io, Gesù, (secondo la Mia Anima) fossi la Forza divina ovvero lo Spirito Santo, chiarisce particolarmente il fatto che, quando dopo la Mia resurrezione apparvi di sera agli apostoli, Io stesso soffiai su di loro dalla Mia stessa plenipotenza e dissi: “Ricevete lo Spirito Santo”. Questo soffiare avvenne per la fortificazione dei discepoli che avevano paura dei farisei, e con ciò seppero interpretare nel modo giusto la Sacra Scrittura.

8.      Che lo Spirito Santo non sia un Essere indipendente, come detto, ma soltanto l’effetto dell’Amore e della Sapienza in Dio, ve lo dimostra anche il versetto in Giovanni dove dice che lo Spirito di verità non parlerà da Se stesso, ma dirà ciò che ha sentito. Anche il nome “Spirito di verità” dimostra la stessa cosa, perché la verità è in Dio, il pensare unito all’Amore e alla Sapienza in Dio che, attraverso la loro Forza di Volontà, che è appunto lo Spirito Santo, mettono i loro Pensieri operanti nell’esistenza.

9.      Importanti sono le Mie parole della promessa agli apostoli che suonano così: “Io stesso manderò lo Spirito Santo, poiché non vi lascerò come orfani al vostro destino, ma Io stesso verrò da voi” [Giov. 14,18]. Questo chiarimento vi fornisce la dimostrazione che Io ero Dio stesso dell’Universo in Cristo. Perciò all’ultima Cena dissi: “Se aveste conosciuto Me conoscereste anche il Padre Mio; ma d’ora in poi voi Lo conoscete e Lo avete visto” [Giov. 14,7]».

 

[indice]

۞

Cap. 45

Emmanuel nel Messia e le sofferenze sulla croce

 

Dimostrazioni dell’incarnazione di Dio nella persona di Gesù Cristo e

che perciò Dio Padre, il Figlio di Dio e lo Spirito Santo, sono una e la stessa Persona

(parla Gesù):

1.      «Il 14 ottobre, 726 anni prima di Cristo, il profeta Isaia scrisse: “Dio stesso vi darà un segno; ecco, una vergine sarà gravida e partorirà un Figlio che chiamerà Emmanuel” [Is. 7,14].

2.      Isaia è uno dei grandi profeti di Dio, e ci si domanda: “Quest’uomo assennato avrebbe potuto scrivere qualcosa di così assurdo, se avesse scritto da se stesso?”, poiché, essere gravida, partorire un figlio e tuttavia chiamarsi vergine, è un’impossibilità per i concetti umani; diversamente per Dio, poiché lo stesso Dio che ha creato Adamo ed Eva senza genitori, attraverso l’Anima di Gesù che fu formata dalla Sapienza di Dio nella forma del corpo umano, poteva formare secondo il suo aspetto il corpo umano del Messia dal sangue di Maria.

3.      Per quanto riguarda il nome Emmanuel, è noto dalla storia della Mia infanzia[41] che né Maria, né Giuseppe né nessun altro, chiamò il fanciullo Gesù, Emmanuel, ben però Messia, cui tuttavia sotto questo nome i giudei intendevano attraverso le profezie di Davide, Isaia, Michea e Malachia, che il loro Jehova stesso sarebbe venuto nella carne. Se dunque Maria e Giuseppe dicevano alla gente che il piccolo taumaturgo Gesù era il Messia, allora essi dicevano tanto quanto: «Emmanuel ovvero ‘Dio è con noi’, oppure: ‘Jehova è con noi in Gesù’».

4.      La profezia del re Davide, indicando il Figlio di Dio – descrivendoLo come Dio e chiamandoLo ‘Unto’ ovvero ‘il Messia’ è questa:

5.     “Il tuo trono, o Dio, sussiste sempre e in eterno; lo scettro del Tuo Regno è uno scettro di giustizia. Tu ami la giustizia e detesti l’essere empio, perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto con l’olio della gioia davanti ai Tuoi compagni (del tempo)”. E nel Salmo 24,7-10, Io, Jehova, annunciai 1043 anni prima della Mia incarnazione in Cristo: “Spalancate le porte (che qui sono i cuori ricettivi) e i frontoni del mondo (che qui sono le nobili virtù dell’uomo), affinché il Re della Gloria, Jehova Zebaoth, il Potente e Forte, (in pratica lo Spirito Santo dell’Amore di Dio) entri con tutti gli onori (nel mondo dei Suoi figli)”.

6.      Nell’anno 725 a.C. Io, Jehova, attraverso il profeta Isaia 9,5 diedi la seguente profezia che si riferisce alla nascita dell’incarnazione di Dio in Gesù: “Un Fanciullo ci è nato, un Figlio ci è stato donato, e il dominio sarà sulle Sue spalle e il Suo nome è Magnifico, Consigliere, Forza, Eroe, Padre eterno, Principe della Pace”. Questi nomi sono le denominazioni di Dio nella loro pienezza delle forze come segue:

7.     – Il nome del Fanciullo primogenito Gesù è ‘il Padre dall’eternità’, con ciò è fornita la conferma che nel Messia, Dio Padre stesso entrerà nella carne. Ma con ciò c’è anche intitolato il secondo nome ‘Magnifico’, perché Dio è magnifico come Creatore del mondo, poiché questa è la Sua particolare proprietà, che nessuno Lo può imitare autonomamente, né si potrà mai imitare, perché nessuno è come lo Spirito di Dio, come Spirito etereo dell’Universo, il Quale è rappresentato ovunque in tutto il mondo sotto il semplice nome di aria eterica ed è operante come tale nella sua divina Onnipotenza attraverso il magnetismo e l’elettricità, poiché in questi due si trovano l’Amore e la Sapienza divina, velati ai vostri occhi.

8.      Che, di fatto, il magnifico Creatore del mondo fossi Io, Gesù Cristo stesso, ve lo dice Pietro nella lettera agli Ebrei 1,2 e Paolo ai Colossesi 1,13-17. La Creazione del mondo è sorta attraverso l’Onnipotenza di Dio che è lo Spirito Santo, e nel Quale il Padre e il Figlio, ovvero l’Amore e la Sapienza sono compresi in Dio. Questo ve lo insegna l’argomentazione che tratta e spiega la Mia Divinità in Cristo. Non si deve però pensare che Pietro e Paolo, nella loro grande predilezione per Cristo, Mi abbiano rappresentato per questo come il Creatore del mondo. No! Non era insicurezza, bensì il suggerimento dello Spirito Santo che ordinò a questi due maggiori apostoli di scrivere ciò che hanno scritto, poiché in effetti, nel libro della Genesi trovate il nome “Elohim” che è lo Spirito Santo in Dio, e che sono appunto Io, Cristo, chiamato da Mosè, il Creatore del mondo.

9.     – Il terzo nome del Fanciullo è ‘Consigliere’ dell’eterno Dio Padre, quindi nessun altro che la Sapienza divina che ha ideato i colori, l’assimilazione, le forme e le specie nella grande Creazione.

10.   – Il quarto nome del Fanciullo è ‘la Forza di Dio’, la stessa cosa dice anche Paolo ai Corinzi 1° 1,24, la Forza di Dio però è lo Spirito Santo o Elohim secondo Giovanni 14,26, il quale scrive: “Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre Mio (in pratica il Mio Amore), vi manderà nel Mio Nome (cioè la Sapienza di Dio), Egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che Io vi ho detto”. – Il giorno dell’Ascensione al Cielo, Io, Gesù, dissi: “Ed ecco che mando su di voi il Promesso dal Padre Mio (cioè dal Mio Amore). Voi però dovete rimanere nella città di Gerusalemme fino a quando non sarete rivestiti di Potenza dall’Alto” [Luca 24,49], il che fu il battesimo di Pentecoste dello Spirito Santo. Con ciò è ora espresso chiaramente che lo Spirito Santo, attraverso il Quale gli apostoli ottennero i Doni e le Grazie divine, è appunto l’Onniforza ovvero l’Onnipotenza di Dio che procede dal Padre e dal Figlio, come il calore procede dalla fiamma e dalla sua luce.

11.   – Il quinto nome è che Gesù è ‘un Eroe divino’. Sotto questo Nome è da intendere la Mia natura eroica, come del grande Uomo flagellato e rassegnato del Golgota. Qui non vi dovete mettere davanti agli occhi il Figlio dell’Uomo Gesù, ma l’onnipotente Iddio, davanti al cui lievissimo cenno tremano le fondamenta della Terra. E vedete, questo Onnipotente Iddio, questa suprema Santità  – davanti alla Quale, prima della Sua incarnazione, si avvicinavano soltanto i più alti arcangeli della Sapienza e dell’Amore, chiamati cherubini e serafini, che nella loro più profonda umiltà non poterono contemplare e osservare la divina suprema Santità – nel Giardino del Getsemani si lasciò legare le mani dagli sgherri del Tempio, si lasciò trattare come un’arcicriminale e condurre davanti al tribunale di Caifa».

*

Il martirio

(parla Gesù):

12.      «Accompagnate Me, Gesù, dopo la scena del giudizio, nel cortile di Caifa. Qui Mi furono bendati gli occhi e gli sgherri cominciarono a sputarMi addosso, a prenderMi a schiaffi violentemente e a darMi colpi sul volto, chiedendoMi con sorriso sprezzante, come fossi un mago, che indovinassi chi Mi aveva fatto questo e quello. Io però tacqui come un agnello e lasciai passare tutto su di Me.

13.    La terza grande scena si svolse nel cortile di Pilato. Legato nudo a un palo, i barbari Mi colpirono crudelmente. Ogni colpo Mi penetrò profondamente nell’interiore del sentimento dell’Anima! Il corpo cominciò a gonfiarsi, il sangue colato rosso cominciò a diventar nero, la pelle qua e là si fece a pezzi e il sangue scorse già a fiumi, in modo che Io ero una ferita unica, gonfiato e coperto di sangue. Non soddisfatti della crudeltà diabolica, – poiché i soldati romani udirono che ero stato designato re dei giudei, il mondo degli spiriti infernali, che s’intratteneva accanto, ispirò il loro odio contro i giudei e li portò alla raccapricciante idea di rafforzare i loro maligni sussurri di incoronarMi con una corona di spine per la derisione del popolo giudaico. Perciò s’intrecciò una corona di spine di rami d’acacia e Mi si mise questa sulla testa. Mi batterono nel capo trenta delle settantadue spine con una canna, e poi me la posero in mano come fosse uno scettro.

14.    Dalle trenta spine appuntite soffrii inesprimibili dolori; tre grandi Mi penetrarono negli orecchi e furono mortali. Ma da Me stesso impedii di morire per questo, perché dovevo gustare e bere fino all’ultima goccia al calice della sofferenza, come fu preannunciato dai profeti Davide, Isaia e Daniele. Questa terribile incoronazione di spine valse però molto più per l’inferno, che per gli uomini, poiché furono proprio degli spiriti infernali a incitare i barbarici soldati a quell’orribile delitto, e perciò furono nel massimo sgomento quando videro che Io, Gesù, li accettai, affinché la vittoria contro Satana e contro i suoi seguaci fosse combattuta fino all’ultimo e risultassi glorioso come vincitore, perché attraverso gli spiriti celesti fu loro reso chiaro che con ciò era inaugurata la futura fine dell’inferno terreno e spirituale.

15.    Io, Gesù, sarei stramazzato dai dolori, con questa terribile incoronazione di spine, se non Mi avesse tenuto in piedi la Mia natura divina! – Il sangue dalla testa Mi colava giù da tutte le parti, tanto che Io, quando Mi scese alla bocca, l’assorbii avidamente per calmare la spaventosa febbre dovuta alle ferite e ai dolori, che voleva consumare il Mio corpo come il fuoco.

16.    Dopo che gli sgherri Mi ebbero conficcato in testa la corona di spine con la canna e Mi misero la stessa in mano come scettro regale, Mi costrinsero a stare lì come un re con la corona di spine e lo scettro della vergogna, poi misero ai Miei piedi le Mie vesti, vi s’inginocchiarono e Mi salutarono con infernale risata sarcastica: “Salute a Te, re dei giudei! Ora non avrai più voglia di giocare il ruolo di re, giacché speriamo che questa Ti sarà una sufficiente lezione per capire come noi romani ce la sbrighiamo con un tale vagabondo quale sei Tu!”

17.    Vedete, questa fu per Me – l’onnipotente Iddio e Signore e Re del mondo – la più profonda umiliazione e disprezzo, ma il divino Eroe rimase comunque quieto e tacque nel Suo infinito Amore per la redenzione dei figli; infatti, la grandezza della lotta nell’uomo, fluttuante con Satana, contro il quale Io dovetti combattere ed uscirne vittorioso attraverso l’Amore, l’Umiltà e la Pazienza con sforzo sovrumano, fu il grande premio dell’Eroe divino. – Ora saliamo sulla collina del Golgota dove Io, il divino Eroe, dovetti morire per il peccato primordiale dell’intera umanità. – Ad un tratto, voi udite le potenti grandi martellate battere sui chiodi spuntati nelle mani e attraverso i piedi messi sulla croce. In indicibili dolori, udite un ansimare, e nel Cuore un esclamare le parole di compassione per i tormentatori e crocifissori della Mia persona, per Amore dei figli: “Padre! perdona loro, perché non sanno quello che fanno!”. Questo atto è stato il più nobile nella vita di Gesù; infatti, soffrire così terribilmente e chiedere ancora perdono dei loro peccati e crimini, per quegli uomini sanguinari e iene nella figura umana, questo è sovrumano, questo è l’atto di un Dio che è stato il più grande atto eroico del Divino rassegnato.

18.    Erano già quasi le tre del pomeriggio, ed ecco che la Divinità, sotto l’involucro mortale del Mio corpo, si respinse e consegnò il corpo alla morte materiale, perciò esclamai a gran voce: “Mio Dio! Mio Dio! perché Mi hai abbandonato?”. – I saggi intellettuali si urtano a queste parole e dicono: “Sì, se Cristo era Dio, perché esclama: ‘Mio Dio, Mio Dio, perché Mi hai abbandonato! Quale Dio invocava allora?’. – A questo, Io stesso, Gesù, vi rispondo. Non era un altro Dio fuori di Me, che Io invocai, bensì la Divinità in Me, lo Spirito-Dio o la Forza originaria nella sua pienezza; solo l’involucro del corpo era di sostanza terrena, proprio come quella dei figli degli uomini, e questa doveva essere sottomessa a Me. Perciò la materia cercò aiuto nel suo abbandono, quando si avvicinò l’ora della morte, e lo Spirito dovette separarsi dal corpo, per poter morire, come esempio che ogni uomo terreno deve cercare aiuto solo presso Dio.

19.    Sulla croce Io pregai il Mio Amore nel Cuore di perdonare i peccati dei Miei nemici mortali. E cosa fecero i nemici a quest’Amore? Quando fui sollevato in alto già mezzo morto, allora cominciò di nuovo, come risposta al Mio Amore e Compassione, lo spettacolo infernale dei farisei e del loro popolo del Tempio: “Scendi giù, Figlio di Dio! Scendi, se sei il re dei giudei! Allora crederemo in Te”. – “Egli ha aiutato altri e non può aiutare Se stesso. Adesso lo aiuti Jehova, se ha compiacimento in Lui!”. Vedete, queste furono parole decisive della più profonda derisione che indignarono al massimo il Mio Cuore. Dovetti far ricorso alla Mia ultima forza dell’Umiltà, dell’Amore e della Compassione, per sopportare questa derisione, perché se non l’avessi sopportata, allora sarei sceso dalla croce come se non Mi fosse successo nulla, e come potente Dio e Giudice, avrei afferrato il mondo nelle sue fondamenta – e con esso l’intera Creazione – e l’avrei mutato in atomi e distrutto. Ma perseverai e suggellai la redenzione dell’umanità dal peccato originale con la Mia morte sulla croce, subendo la morte da Eroe, come Vincitore del Golgota! –

20.    Alla fine venne la terza ora del pomeriggio, ed Io esclamai la settima e ultima parola sulla croce: “È compiuto!”, chinai il capo e morii. Con questo fu suggellata la battaglia eroica del Vincitore del Golgota, e ora una nuova vita dello spirito doveva iniziare come continuazione dell’eroico lottare per l’esistenza e l’applicazione della vita spirituale iniziata. Il terzo giorno, presto alle ore tre, Io, l’Eroe creduto morto, risuscitai gloriosamente dai morti, e con ciò suggellai la Divinità del Mio Essere, come della Mia Dottrina, per la quale lasciai dei testimoni nella Vita, Dottrina che le porte dell’inferno non vinceranno, e, in effetti, non hanno vinto, sebbene per tutti i secoli della sua esistenza hanno infuriato contro e infuriano ancora oggi! –

21.   – Il sesto nome del neonato Fanciullo significa ‘Principe della Pace’, cioè della vita spirituale, come Io Mi rivelai a Pilato: “Io sono Re, ma il Mio Regno non è di questo mondo [Giov. 18,36-37].

*

Sulla Sua venuta

(parla Gesù):

22.   – Nell’anno 724 a.C. Isaia profetizzò che la voce di un predicatore nel deserto (che era la voce di Giovanni il Battista) comparirà come precursore e predicherà al mondo di convertirsi e far penitenza per l’accoglienza dell’onnipotente Dio Jehova che entrerà nel mondo come Messia; e che i subalterni, governanti e altolocati, devono essere posti in un’unica famiglia umana come fratelli tra di loro, come uomini equiparati nei diritti dinanzi a Dio [Is. 40,3-4].

23.   – Il profeta Michea profetizzò 719 anni prima che in Betlemme, la città di nascita e patria di Davide, sarebbe nato il Messia, il divino Sovrano dall’eternità che, secondo il profeta Geremia, non è altro che Dio stesso [Michea 5,1]. Perciò Io, Gesù, dissi ai giudei che ‘prima che Abramo fosse, Io ero’ [Giov. 8,58]. Quindi all’ultima Cena parlò la Sapienza di Dio in Cristo al Suo divino Amore: “Padre, Io sulla Terra Ti ho glorificato; ora, Padre, glorifica anche Tu, Me, con la Magnificenza che avevo già presso di Te, prima che il mondo fosse” [Giov. 17,4-5]. Poiché la Sapienza di Dio, chiamata spiritualmente ‘Figlio di Dio’, è appunto il Sovrano dall’eternità, Re dei re e Signore dei signori del mondo, che nacque a Betlemme per mezzo della vergine Maria.

24.   – L’ultima profezia che Dio, Jehova stesso, ovvero il Padre e Creatore del mondo, entrerà nella carne come il Messia o il Cristo, è per mezzo del profeta Malachia 440 anni prima di Gesù con le parole decisive e chiare: Mal. 3,1-24[42]. E questo Elia, che nel Cielo è chiamato arcangelo Michael, era Giovanni Battista. Io, Gesù, dissi ai giudei: “Voi scrutate minuziosamente le Scritture, perché credete di aver per esse la vita eterna; e sono proprio quelle che Mi rendono testimonianza” [Giov. 5,39]. – Un’altra volta dissi: “Se rimarrete con la Mia Dottrina, allora diventerete Miei veri discepoli, poiché riconoscerete la verità, e la verità vi farà liberi” [Giov. 8,31-32]. – Daniele 4,34 dice che Jehova è l’eterna Verità, come Tale Mi chiamai all’ultima Cena, perciò Io sono Jehova e l’eterna Vita, e quindi come Tale anche Io stesso lo Spirito dell’eterna Verità.

25.    Queste profezie menzionate suonano chiare che Io, Cristo, sono Dio stesso e nessun altro, e che non è mai esistito un altro Dio che Gesù Cristo, anche se il Mio Nome non fu mai nominato prima. Poiché nel Fanciullo Gesù sono riuniti tutti gli attributi della Divinità, perciò è anche dimostrato con evidenza che Dio stesso si è incarnato e rivelato nel Fanciullo Gesù. E in base alle ulteriori dimostrazioni attraverso Davide, Isaia, Michea e Malachia, potete contemplare l’oscurità spirituale degli uomini. Come hanno potuto non badare a tutto questo fino al giorno d’oggi, per comprendere Me, Cristo, in modo giusto come Dio Padre dall’eternità? – Così chiaro parla anche l’apostolo Giovanni, che Dio è divenuto Uomo in Cristo stesso, dicendo “In principio era la Parola, e la Parola era presso Dio e Dio era la Parola, e la Parola è diventata carne in Gesù ed ha dimorato in mezzo a noi”. Il senso spirituale di questo versetto è il seguente: la Sapienza era la Parola di Dio, questa Sapienza era Dio stesso, questa Sapienza, però, è diventata Uomo in Cristo. Perciò la gente diceva: “Dio nel Vecchio Testamento ha governato il mondo attraverso la Sua Sapienza o la Sua Giustizia. Dopo che la Sapienza in Cristo è passata completamente nell’Amore, come dimostra la scena del Golgota, la Sapienza di Dio, dopo la morte sulla croce, dopo che tutte le Condizioni poste dall’Amore furono adempiute nella Sapienza, questa si è riunita con l’Amore di Dio in un Essenza dell’Amore che spiritualmente si chiama Padre, e perciò nel Nuovo Testamento, l’Amore di Dio che voi chiamate ‘nostro caro Padre Gesù’, governa il mondo.

26.    Oltre le dimostrazioni presentate, ci sono ancora le seguenti:

27.   – In Giovanni 10,30 Io, Gesù, dissi: “Io e il Padre siamo Uno”, così pure nel versetto 12,45: “Chi vede Me, questi vede il Padre che Mi ha mandato”, e all’ultima Cena pure lo stesso nel versetto 14,9, risposi alla semplice domanda di Filippo: “Da tanto tempo cammino insieme a voi e non Mi avete ancora riconosciuto? Filippo! Chi vede Me, vede Dio Padre, come puoi ancora domandare e dire: mostraci il Padre?”.

28.   – Nella lettera ai Romani, Paolo 9,5 dice: “Cristo è Dio sopra tutto, e in Cristo dimora l’intera pienezza della Divinità in carne ed ossa” [Col. 2,9]. – E più che un’intera pienezza della Divinità non esiste. Perciò Io, Gesù, dissi: “Io sono la porta (per l’eterna vita), chi entra attraverso di Me (riconoscendo Dio Padre), diventerà beato, chi invece entra da qualche altra parte, è un ladro e rapinatore” [Giov. 10,1-9].

29.   – Io annunciai l’unità del Mio Io con Dio Padre con le seguenti parole: “Io faccio le Opere del Padre, se non credete che Io sono Figlio di Dio (secondo l’Anima), allora credete almeno nelle Opere (che solo Dio può operare), affinché voi siate illuminati dall’Alto e ammettiate e crediate che il Padre – come l’Amore in Dio – è in Me e Io – la Sua Sapienza – sono nel Padre”. Perciò dissi nell’ultima Cena: “Padre, tutto ciò che è Mio è Tuo e tutto ciò che è Tuo è Mio”, poiché la Sapienza di Gesù era la Sapienza di Dio Padre e l’Amore di Dio Padre era l’Amore di Gesù.

30.   – Anche l’apostolo Giuda al versetto 25 dichiara apertamente: “Al Dio unico, Salvatore nostro per mezzo di Gesù Cristo, sia gloria, maestà, forza e potestà, ora e per tutti i secoli. Amen”

*

Sulla santa Trinità

31.    (continua Gesù):  «Oggigiorno esistono una quantità di insegnanti religiosi che non riconoscono Me, Gesù, come Dio, ed hanno l’ardire di sostenere che Gesù non ha mai parlato di un Dio personale. Io, Gesù, ero comunque Dio stesso e lo ero personalmente, come v’insegna la storia della Mia vita. Chi non comprende queste prove che sono qui raccolte, come può allora essere un insegnante di altri? Egli sarà un falso profeta, anche se la sua aspirazione può essere intesa sinceramente. Perciò ognuno deve dapprima appropriarsi egli stesso della Mia vera Dottrina e riconoscerMi da questa, solo allora sarà idoneo ad istruire gli altri.

32.   – Nella prima lettera di Paolo a Timoteo, Paolo si esalta nel suo amore per Me nell’esclamazione: “A Lui (Gesù), l’eterno Re, l’Imperituro, l’Invisibile, l’unico Dio, siano onore e gloria nell’eternità! Amen” [1° Tim. 1,17]. Da ciò si scorge che Paolo conosceva alla fine precisamente l’Essenza fondamentale di Dio in Cristo, anche se inizialmente qualche volta è chiaro che Paolo separava Me, Cristo, da Dio Padre, e Mi considerava solo come Figlio di Dio. Solo nell’ultimo tempo riconobbe il mistero di Dio in Cristo precisamente, come dimostra il modo d’espressione qui sopra, e come anche altre sue notizie lo dimostrano inequivocabilmente.

33.   – Paolo nella prima lettera ai Corinzi 1,24 dice: “Cristo è la Sapienza e la Potenza divina”. Ma se Cristo è la divina Sapienza e Forza ovvero Onnipotenza, allora anche l’Amore divino, che si chiama Padre in Dio, non può esserne lontano, perciò Io dissi all’ultima Cena che Dio Padre dimora in Me e Io stesso sono Dio Padre [Giov. 14,6-9]. Se dunque in Gesù dimorava l’Amore divino come Padre, la divina Sapienza come Figlio e la divina Potenza come Spirito Santo e formavano un Essenza di Dio, allora è tuttavia chiaro che al di fuori di Cristo non esisteva e non esisterà nessun altro Dio.

34.   – L’evangelista Giovanni, che attraverso il suo amore è penetrato più profondamente nel Mistero di Dio in Cristo, afferma chiaramente: “Cristo è il vero Dio e la Vita eterna” [1° Giov. 5,20]. Con queste parole Giovanni escluse ogni falsa interpretazione che al di fuori di Cristo possa esistere un altro Dio, un altro Creatore, un altro Cielo che in Gesù Cristo, perché con le parole di cui sopra è detto tutto ciò che avete bisogno di sapere. Infatti, voi dovete cercare solo il vero Dio, Padre vostro, che è la Vita eterna e racchiude in Sé tutti i Cieli.

35. Quindi, in Cristo avete davanti a voi la santa Trinità di Dio, perché Io, Cristo il Crocifisso, sono l’unico Dio su tutti i Cieli e su tutto ciò che riempie lo Spazio infinito. Io soltanto sono il Creatore primordiale di tutte le cose, di tutti gli angeli, uomini, animali, piante e di tutta la materia (che racchiude tutto lo spirituale caduto). – Io sono il Padre secondo la Mia eterna Essenza d’Amore, l’eterno Figlio della Mia Sapienza, e il solo Spirito Santo secondo la Mia infinita Potenza, Forza e Vigore. Perché non è mai esistito un Dio tri-personale! Infatti, né i patriarchi, né i profeti, né gli apostoli sapevano qualcosa di questo. – Solo in Me, Cristo, Dio si è creato un corpo umano contemplabile, nel quale Egli dimora, governa il mondo e Si lascia contemplare dai Suoi figli nella Sua celestiale Magnificenza e Santità, il che procura ai beati le più grandi gioie e godimenti d’amore».

*

(parla Gesù):

36.   – «Pietro nella lettera agli Ebrei 13,8 scrisse: “Gesù Cristo è Lo stesso ieri e oggi e anche nell’eternità”.

37. Queste poche parole abbracciano l’eternità di Cristo; perché ieri è il tempo passato; oggi significa l’eterna presenza di Dio; e nell’eternità questa Parola significa l’infinità di Gesù Cristo, significa sempre lo stesso Dio da eternità in eternità, lo stesso Padre degli uomini, lo stesso Creatore e lo stesso Governatore dai giorni dell’eternità, come Io ho profetato attraverso il profeta Michea.

38. Da questi fatti è dimostrato ed è accertato, come disse Pietro [Atti 4,12] al Consiglio radunato del Tempio: “Non vi è in nessun altro la salvezza. Non esiste, infatti, sotto il Cielo altro Nome dato agli uomini, per mezzo del Quale noi dobbiamo essere salvi, e questo nome è Gesù Cristo”».

 

[indice]

۞

Cap. 46

La santa Trinità

(parla Gesù):

1.      «La dottrina della santa Trinità è contenuta nelle argomentazioni avute finora e anche nel libro “La santa Trinità”, nel quale in relazione all’impossibilità di un proprio Dio tri-personale, ogni persona padrona di sé che lo rilegga, troverà che costituisce una chiara illuminazione di quest’insensatezza di una mostruosa fantasia degli uomini.

2.      Il Padre è l’Amore di base e la Potenza di base che mantiene il mondo; infatti, il Figlio è soltanto la Sapienza del Padre, e lo Spirito Santo è la Forza di Volontà del Padre che procede dall’Amore e dalla Sapienza, in altre parole dal Padre e dal Figlio, e opera ciò che l’Amore e la Sapienza hanno deciso di eseguire. I nomi in Dio sono: per l’Amore, Jehova o il Padre; – per la Sapienza, il Figlio di Dio, e per la divina Forza di Volontà, la Forza di Dio, la Forza dall’alto, lo Spirito di Dio, Spirito della Santità di Dio, lo Spirito di Verità, Elohim, e nel Nuovo Testamento ‘Spirito Santo’, cioè l’Onnipotenza e la Grazia di Dio.

3.      – Al concilio di Nicea, nell’anno 325, la Chiesa romana esordì con la novità che esiste una dualità – Padre e Figlio, secondo le malintese parole di Gesù: “Io ed il Padre Siamo Uno” [Giov. 10,30] e: “Chi vede Me, vede Colui (il Padre) che Mi ha mandato” [Giov. 12,45], perciò un Dio in due persone. Si parlò tuttavia già allora della trinità, soltanto che a quel tempo non esisteva ancora il chiaro concetto su che cosa sia veramente lo Spirito di Dio.

4.     – Cinquantasei anni più tardi, ossia nell’anno 381, si tenne il Concilio Ecumenico della Chiesa in Costantinopoli, e da allora la Chiesa romana uscì fuori con la sua nuova scoperta, quella che Dio non è una persona duale, bensì, di fatto, tri-personale. Quale trinità è chiamata Padre, Figlio e Spirito Santo, e sono rigorosamente da separare uno dall’altro; poiché il Padre è il Creatore, il Figlio il Redentore ovvero il Mediatore e lo Spirito Santo l’Illuminatore, il Santo che opera negli uomini. Secondo la confessione di fede di Nicea e di Costantinopoli fu poi scritta la confessione di fede atanasiana, da cui derivarono le mostruose devastazioni del Nome divino.

5.     – La Chiesa luterana insegna la stessa cosa, poiché ha accettato dalla Chiesa romana questa stessa direzione, e così i luterani hanno ammesso anche che senza la fede in tre Persone non si può diventar beati, ma si sarà perduti in eterno. Comunque, né la Chiesa romana, né quella protestante, hanno riflettuto che ancora nessuno ha mai visto Dio in tre Persone, ma soltanto in Una sola, nella quale Io, Gesù, camminavo!

6. Non è stato detto nel Vecchio Testamento che chi ha visto l’angelo di Jehova, oppure attraverso Jehova che si rivelava agli israeliti, doveva morire, e che non si può vedere Jehova e continuare a vivere? Si vedeva lo Spirito di Jehova come una Fiamma di un arbusto ardente, come una Lingua di fuoco a Pentecoste, come una bianca Nuvola di giorno sul Tabernacolo, come una Nuvola di fuoco di notte, e come una Colomba simile alla Nuvola al Battesimo di Cristo nel Giordano.

7. Né Mosè sul Sinai, né qualcun altro ha mai visto lo Spirito di Jehova nella Sua forma assoluta, ma solo parlando attraverso l’aspetto di un angelo. Come si può allora sostenere l’insensatezza che al di fuori di Me, Cristo, esistano ancora due altre Persone, quella del Padre e dello Spirito Santo! Chi le ha viste? Dove sta scritto nelle Sacre Scritture che Dio esiste in tre Persone? È un uomo ragionevole obbligato ad abbandonarsi a quest’insensatezza, se una buona volta è venuto a conoscere la pura verità?

8. Perciò, non lasciatevi tenere più a lungo nell’oscurità, poiché proprio la fede sarà il vostro giudice nell’aldilà, dal momento che ognuno sarà felice (o infelice) secondo la sua fede, e poiché non esiste nessuna persona trina in Dio-Cristo, perciò non potrà mai vedere Dio, dato che non esiste nessun Dio tri-personale.

9.      Io, Cristo, sono la Sapienza divina [1° Cor. 1,24], chiamato, nel linguaggio spirituale, Figlio di Dio. Io sono la Potenza divina, ovvero lo Spirito Santo e Dio Padre è in Me; così sta scritto nelle Sacre Scritture. Secondo le rivelazioni dei profeti e apostoli, Io sono Dio stesso e nessun altro, perciò credete alle parole delle Sacre Scritture che Dio espresse attraverso i profeti e gli apostoli, ma non agli uomini erranti dai secoli passati, i quali nella loro tenebra spirituale hanno introdotto l’insensatezza del Dio tri-personale!

10.    Le prove come bisogna intendere la santa Trinità, sono date nel libro “La santa Trinità” secondo le annotazioni della Bibbia. Quanto erroneamente è afferrata questa importantissima Dottrina delle dottrine, ve lo dimostrano le esistenti osservazioni fondate sulle prove di milioni di lettori delle Sacre Scritture e di altrettanti milioni di spiriti oscurantisti! – Io, Gesù, vi domando: “È giusto un solo unico concetto delle vostre supposizioni avute finora?”. No! Nemmeno un solo concetto! È insensatezza tutto ciò che avete finora pensato, creduto, scritto e insegnato su Dio! – Se quindi la Bibbia stessa vi fornisce tali prove su di voi, per quale motivo volete ancora continuare ad aggrapparvi alla vecchia interpretazione della Bibbia compiaciuta da sé? Leggete il libro e voi stessi vi convincerete di quanto schiacciante vi giudica la Bibbia stessa!

11.    Io sono il vostro Dio, Creatore, Re e Giudice spirituale, dal Quale dipende la salvezza della vostra anima e nello stesso tempo il vostro spirituale Padre e Salvatore, perciò vi ho comunicato di occuparvi a conoscerMi, poiché Io nel contempo sono anche il vostro Spirito e leggete i libri che Io vi ho fatto scrivere per il vostro insegnamento e chiarimento, perché una falsa fede vi è un ostacolo nel Regno degli spiriti, per giungere al godimento della vostra ricompensa. Per l’illuminazione della questione Trinità, si esamini ancora quanto segue che non è citato nel libro indicato:

12.    Nel libro della Genesi cap. 1, versetto 27 si legge: “Dio creò l’uomo a Sua immagine e somiglianza”. Dio però sussiste dalla santa Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo, i quali dalla Chiesa sono caratterizzati come tre Persone. Dunque, se fosse esistito un Dio tri-personale, allora Io, come Cristo – poiché Io stesso sono Dio Padre, Figlio e Spirito Santo – sarei venuto nel mondo in triplice persona, giacché appunto Pietro e Paolo insegnano che Io, Gesù, sono l’immagine di Dio. Ora ci si domanda: “Quale figura dovrebbe avere l’uomo, dal momento che Dio, il Padre primordiale, in realtà in principio ha creato Adamo secondo la Sua immagine spirituale, mentre l’aspetto carnale materiale si manifestò dopo la colpa?”.

13.    Voi uomini siete i figli e progenie di Adamo ed Eva secondo la carne, e poiché ogni padre genera i suoi figli secondo la sua immagine carnale, perciò anche voi tutti siete soltanto uni personali, come una volta il vostro patriarca Adamo era uni personale. Se dunque la santa Trinità sussistesse, di fatto, di tre persone, allora ogni uomo dovrebbe esistere come immagine di Dio, secondo Adamo, di tre persone, perciò di tre corpi, tre teste, tre volti, tre nasi, tre bocche, sei occhi, sei orecchi, sei mani e sei piedi. Ci si domanda: quale testa avrebbe da pensare e quale bocca avrebbe il privilegio di parlare? – Quale, di mangiare? E se la bocca di un corpo mangiasse, allora le altre due persone o corpi, non morirebbero di fame? – Come potrebbero tre mani portare un cucchiaio alla bocca? Come procederebbero in avanti i sei piedi? Come, tre uomini uno accanto all’altro; oppure, come andrebbero tre uomini uno dietro l’altro? – Soprattutto: quale aspetto avrebbe questo mostro di un Dio o uomo tri-personale?

14. Con l’incarnazione di Dio in Cristo, voi uomini siete un’immagine spirituale e carnale di Dio, poiché siete figli di Dio, ed avete un solo corpo e perciò una sola persona, come Io, Gesù, vostro Padre Celeste ho camminato visibilmente sulla Terra come una sola Persona, e non una tri-Persona. I Miei discepoli Pietro, Giovanni e Giacomo Mi hanno visto durante la trasfigurazione sul monte Tabor in forma divina, ma soltanto in una Persona e non in tre. Da ciò ognuno può comprendere chiaramente la verità sulla santa Trinità di Dio.

15.    Si consideri il fatto che Io, Gesù, vostro Dio e Padre spirituale, con l’incarnazione sono diventato vostro Fratello, perché Uomo, ma in una, e non in tre persone.

16.    Per illuminare ancora ulteriormente questa vostra insensatezza religiosa avuta finora, vi rendo attenti sul fatto che la Figura umana era stata predestinata dall’eternità per Me, Gesù Cristo, il Figlio di Dio, perché il Figlio, in pari tempo è l’eterno Dio Padre e Spirito Santo diventato Uomo. Si rifletta ragionevolmente e si troverà che il vero Nome per tre Divinità uguali, è impossibile altrimenti che tre déi, così come il nome per tre persone umane è tre uomini. Che non ci si accorga, è il motivo del perché gli uomini sono già tanto maturati che il Mio verdetto in Jehova risulta vero: “Ecco, la tenebra copre la Terra (che significa gli uomini) e l’oscurità i popoli” [Is. 60,2]. Sulla trinità spirituale dell’uomo come figlio di Dio si rilegga quanto detto nel libro ‘La santa Trinità’.

17.   Nel Nuovo Testamento incontrate un versetto discutibile che l’evangelista Giovanni annotò, e questo suona così: “Lo Spirito Santo non c’era ancora; poiché Cristo non era ancora trasfigurato, affinché coloro che credevano in Lui Lo ricevessero” [Giov. 7,39].

18.    Il senso di quest’annotazione dell’evangelista è il seguente: “Che Io, Dio, non avevo ancora impartito le Grazie del Mio Spirito Santo su coloro che credevano in Me, perché Io, Dio in Gesù, camminavo ancora tra gli uomini e i Doni e le Grazie del Mio Spirito Santo subentravano e apparivano attraverso i differenti miracoli stessi. La trasfigurazione di Cristo, come vi presentano le fonti del Nuovo Testamento, era il grande Amore di Dio per i Suoi figli, così che Io stesso lasciai passare su di Me la più grande umiliazione e sofferenza, per cancellare la colpa del peccato originale attraverso il quale, da Adamo, a tutti gli uomini quali suoi discendenti spirituali era chiusa la via che porta al Padre. Attraverso la seguente gloriosa Resurrezione, Ascensione e infusione dello Spirito Santo a Pentecoste, tutto ciò che esprimono i versetti dell’evangelista è stato messo in opera. – Che lo Spirito della Santità di Dio del Vecchio Testamento sia lo stesso dello Spirito Santo del Nuovo Testamento, e che con ciò Questo fu nominato e descritto come tale già prima dell’incarnazione di Dio in Cristo, lo vedete dai seguenti cinque versetti delle Scritture:

19.   L’evangelista Matteo al cap. 1,18 dice che Maria fu ingravidata dallo Spirito Santo; – nel sogno a Giuseppe, l’angelo gli dice: “Ciò che è generato in Maria proviene dallo Spirito Santo” [Matt. 1,20]. – Lo stesso angelo Gabriel disse a Maria: “Lo Spirito Santo verrà sopra di te e ti coprirà con la sua ombra” [Luca 1,35].

20.   – Luca 1,41 riferisce che Elisabetta fu colmata dallo Spirito Santo, quando Maria andò a visitarla; e che Zaccaria fu colmo dello Spirito Santo alla nascita di suo figlio (prima della Nascita di Gesù) [Luca 1,67].

21.    – Secondo le Mie nuove Rivelazioni ‘la Santità di Dio’ significa la Sapienza di Dio, e questa sono Io, Gesù, secondo la Mia Anima. Io, Gesù, chiamai il Mio Spirito Santo anche ‘lo Spirito di Verità’ e questo perché Io, Gesù, quale l’incarnato Jehova, ero l’eterna Verità stessa e perciò ero Io stesso lo Spirito della Verità e quindi lo Spirito Santo quale divina Forza e Onnipotenza dell’eterno Padre nell’Universo.

 

[indice]

۞

Cap. 47

Un versetto discutibile della Bibbia

dalla traduzione della Bibbia di Martin Lutero

(parla Schumi):

1.      In un chiarimento sulla santa Trinità, a me, Schumi, mi fu fatta l’obiezione sul seguente versetto della Bibbia contro il mio chiarimento basato sulla stessa che non esiste nessun Dio tri-personale, vale a dire questo: “Allora il Signore fece piovere fuoco e zolfo su Sodoma e Gomorra, giù dal cielo da parte del Signore” [Genesi 19,24].

2.      Secondo questo versetto della Bibbia, l’obiettore pensava che esistono comunque due Signori nel Cielo: perché un Signore è solo Signore, il secondo invece è il Signore del Cielo perché fece piovere giù dal cielo fuoco e zolfo. Questa contraddizione esiste però solo grazie alla falsa traduzione della Bibbia, traducendo Jehova con Signore, cosa che è ingiusto, poiché Jehova nell’ebraico antico significa ‘Dio-Padre’, ma non ‘Signore’. Ora si legga lo stesso versetto secondo un’altra traduzione più giusta, la quale suona così:

3.      [Gen. 19,24]: “Allora Jehova fece piovere fuoco e zolfo da Jehova (ovvero da Lui stesso), dal cielo giù su Sodoma e Gomorra”. Poiché non sono mai esistiti due Jehova o due Dio Padre, così è colpevole solo la traduzione inesatta e il collegamento confuso delle parole, tanto che poi si comprende erroneamente la Bibbia e si sostiene decisamente che esistono più Signori, anche se tutta la Bibbia fornisce le prove contrarie. Anche i dubbi verso i tre angeli presso Abramo, di cui Uno era Jehova, (che cosa erano poi gli altri due?) sono superflui, se si tiene presente il fatto che nel Vecchio Testamento Jehova parlava attraverso il corpo di un angelo che portava il nome Jehova e che solo attraverso l’incarnazione di Jehova in Gesù, Dio si creò un corpo umano visibile.

 

*

(il Padre Gesù dà il chiarimento sull’enigmatico Signore

che sta tra Jehova e Davide

e viene descritto come Signore su Davide).

Zurigo, 21 luglio 1904

(parla Gesù):

4.     «Davide dice: “Jehova disse al mio Signore: siediti alla Mia destra, finché Io porrò i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi” [Sl. 110,1]. Non tutti comprendono questo versetto, perché è inteso spiritualmente e significa che Io, Gesù Cristo, come la Sapienza in Dio, alla quale è stato dato il dominio del mondo dall’Amore in Dio, afferra nell’amore Me come Sovrano e Giudice dell’umanità, finché tutti gli uomini giungano alla comprensione che Io sono il Padre e il Figlio, e dopo cesserà ogni dissidio tra le differenti opinioni religiose».

 

[indice]

۞

Cap. 48

Jehova come Gesù Cristo

Il Padre Gesù fa mettere insieme, tramite Franz Schumi, quei versetti biblici che Lo annunciano anticipatamente, che Egli, come Jehova Zebaoth, è appunto il Salvatore, il Redentore, il Guaritore, il Re (ovvero Cristo), l’Emmanuel e Dio e Creatore dell’Universo, e che al di fuori di Lui, Gesù Cristo, non esiste nessun Dio e nessun Salvatore.

Zurigo, 16 – 20 maggio 1904

(parla Gesù):

1.      «Il senso delle parole di Mosè, che egli scrisse sulla caduta nel peccato, è il seguente:

2.     Gen. 3,15: “Io, Eloim, manderò un Salvatore che ti libererà dal peccato commesso”.

3.     Isaia 59,20: dice: “Verrà a Sion il Salvatore (o Redentore) per coloro che in Giacobbe o (in Israele), si distoglieranno dal peccato, dice Jehova”.

4.     Isaia invoca Dio e dice [64,7]: “Jehova! Tu sei nostro Padre, noi siamo argilla, Tu sei il nostro Vasaio (ovvero Creatore), e noi tutti siamo Opera delle Tue mani, (quindi figli di Dio)”.

5.     Isaia 43,14 e 15: “Così parla Jehova, il vostro Redentore, il Santo in Israele:”. – “Io sono Jehova, il vostro Santo, il Creatore d’Israele, il vostro Re”.

6.     Isaia 44,24: “Così parla Jehova, il tuo Redentore e il tuo Vasaio fin dal ventre materno: ‘Io sono Jehova che ha creato tutto, che da solo ha disteso il Cielo e fondato la Terra’ ”.

7.     Salmo 19,15: Davide disse: “… Jehova, mia Roccia e mio Redentore”.

8.     Isaia 54,5: “Tu, (anima mia!) Colui che ti creò, è tuo Sposo, Jehova Zebaoth è il Suo Nome ed è il tuo Redentore, il Santo in Israele, Egli è chiamato Dio su tutta la Terra”.

9.     Geremia 50,34: “Potente è il loro Redentore, Zebaoth è il Suo Nome”.

10.   Isaia 44,6: “Così parla Jehova, il Re d’Israele e il suo Redentore, Jehova Zebaoth: ‘Io sono il Primo e l’Ultimo, e fuori di Me non c’è nessun Dio’ ”.

11.   Salmo 130,7-8: “Spera in Jehova, o Israele, perché presso Jehova c’è Compassione e potente Redenzione. Egli libererà Israele da tutti i suoi misfatti”.

12.   Salmo 78,35: “Si ricordarono che Jehova era la loro Roccia, e Iddio altissimo il loro Redentore”.

13.   Isaia 54,8: “Solo per breve tempo (Israele) ti ho abbandonato, ma voglio aver Pietà di te con eterna Grazia; così parla Jehova il tuo Redentore”.

14.   Isaia 49,7: “Così parla Jehova, il Redentore d’Israele, il suo Santo: i re vedranno e si leveranno, e i principi si prostreranno a Jehova, perché Egli è fedele come Santo d’Israele che ti ha eletto”.

15.   Isaia 48,17: “Così dice Jehova, il tuo Redentore, il Santo in Israele, Io sono il Signore Iddio tuo che ti insegna ciò che è utile e ti guida sulla via che percorri”.

16.   Isaia 47,4: “Il nostro Redentore è Jehova Zebaoth, il Santo d’Israele che dice: …”.

17.   Isaia 41,14: “Io ti aiuto, dice Jehova; e il tuo Redentore è il Santo d’Israele”.

18.   Isaia 45,11 e 15: “Così parla Jehova, il Santo in Israele e suo Creatore”. – ” In verità, Tu sei un Dio nascosto, Tu, Dio d’Israele, Salvatore”.

19.   2° Samuele 22,2-3: Davide disse: “Jehova è la mia Roccia, il mio Rifugio e il mio Salvatore. Iddio è la Roccia sulla quale io confido, Egli è lo Scudo e il Corno della mia salvezza. Tu sei la mia difesa, il mio rifugio e il mio Salvatore che mi liberi dal misfatto”.

20.   Isaia 60,16: “Tu devi sapere che Io sono Jehova, tuo Salvatore e tuo Redentore, il Potente in Giacobbe”.

21.   Isaia 49,26: “Ogni carne deve sapere che Io sono Jehova, tuo Salvatore e tuo Redentore, il Potente in Giacobbe”.

22.   Isaia 43,1 e 3: “Così dice Jehova che ti ha creato o Giacobbe, ed ho formato te, Israele: ‘Non temere, poiché ti ho salvato, Io ti chiamo col tuo nome, tu sei Mio”. – “Poiché Io sono Jehova, tuo Dio, il Santo in Israele, il tuo Salvatore”.

23.   Isaia 43,11: “Io sono Jehova, e fuori di Me non c’è nessun Salvatore (o Redentore)”.

24.   Isaia 45,21: “Io, Jehova, ho fatto tutto, e non c’è altro Dio fuori di Me; Io sono un Dio giusto e Salvatore e non c’è nessun altro fuori di Me”.

25.   Osea 13,4: “Io sono Jehova, tuo Dio, e non devi riconoscere nessun altro Dio che Me, e non esiste nessun altro Salvatore che Me”.

26.   Isaia 45,21-22: “Io, Jehova, sono un Dio giusto e Salvatore e fuori di Me non c’è nessun altro Dio e nessun altro Salvatore. Rivolgetevi a Me, e sarete salvi voi tutti dalle estremità della Terra, perché Io sono Dio e non ce n’è nessun altro”.

27.   Isaia 45,14-15: “Jehova dice ad Israele: Essi ti diranno: presso di te c’è Dio, e al di fuori di Lui non c’è nessun altro Dio. In verità, Tu sei un Dio nascosto d’Israele, suo Salvatore”.

28.   Malachia 3,1: “Ecco, Io (Jehova) voglio mandare il Mio angelo Elia che dovrà preparare la via dinanzi a Me. E verrà al Suo Tempio (spirituale) il Signore Zebaoth che voi aspettate ed è il messaggero di Dio (come Messia) del Patto, messaggero che voi bramate, ecco, Egli viene, Egli viene! Dice Jehova Zebaoth”.

29.   Michea 5,1: “E tu, Betlemme di Efrata! In verità sei piccola (come luogo) tra le stirpi di Giuda, ma da te Mi uscirà Colui che dovrà regnare su Israele. Le sue origini son dall’inizio dei giorni antichi”.

30.   Isaia 7,14: “Il Signore stesso darà alla casa di Davide e d’Israele un segno: Ecco, la vergine sarà gravida e partorirà un figlio, e Lo chiamerà Emmanuel che significa ‘Dio con noi’ ”.

31.   Sofonia 3,16-17: “In quel giorno si dirà a Gerusalemme e a Sion: Jehova, il tuo Dio è presso di te, Egli è un potente Salvatore”.

32.   Zaccaria 12,1 e 10: “Le profezie di Jehova su Israele: così dice Jehova che ha disteso i cieli, fondato la Terra e formato l’Odem (ovvero spirito di Dio) nell’intimo dell’uomo”. – “Sulla casa di Davide e su Gerusalemme Io effonderò lo Spirito (Santo) della Grazia e dell’adorazione; e guarderanno a Me (Jehova), Colui che essi hanno trafitto, e si affliggeranno per Me come si affliggono per un unico figliuolo, e si tormenteranno per lui come ci si tormenta per il primogenito”.

33.   Luca 1,46-47: “Allora Maria disse: ‘L’anima mia glorifica il Signore e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore!’ ”.

34.   Luca 2,10-11: “L’angelo disse ai pastori: ‘Ecco, vi porto una lieta novella che sarà di grande gioia per tutto il popolo, perché oggi, nella città di Davide, vi è nato il Salvatore che è Cristo, il Signore’ ”.

35.   Giovanni 4,42: “I samaritani dissero alla donna: ‘Noi stessi abbiamo udito e riconosciuto che Questi è veramente il Cristo (ovvero il Messia) il Salvatore del mondo’ ”.

36.    L’evangelista Giovanni vi riporta parecchie Mie enunciazioni, tra queste, le seguenti, attraverso le quali Io, Gesù, designai Me stesso come Dio-Padre:

37.   Giovanni 10,30: “Io e il Padre siamo Uno”.

38.   Giovanni 12-45: “Chi vede Me, vede Colui (Padre) che Mi ha mandato”.

39.   Giovanni 14, 8-10: “Il discepolo Filippo Mi disse: «Signore, mostraci il Padre, del Quale Tu parli; ed Io gli risposi: già da tanto tempo vado con voi e non Mi avete riconosciuto? Filippo, chi vede Me, vede il Padre, come puoi allora dire: mostraci il Padre? – Non credi che Io (attraverso il Mio Amore) sono nel Padre, e il Padre (attraverso il Suo Amore) è in Me? Gl’insegnamenti che Io vi espongo non sono da Me stesso (dalla Sapienza di Dio, ma anche dal Padre come l’Amore in Dio); ma il Padre che dimora in Me è Lui che fa le opere attraverso il Suo Amore (attraverso il Mio Amore per gli uomini).

40.   Giovanni 1, 1-14: “Nel principio era la Parola, e la Parola era presso Dio, e Dio era la Parola e la Parola è divenuta carne e dimorò in mezzo a noi e noi abbiamo veduto la Sua divina Magnificenza (alla trasfigurazione sul monte Tabor)”.

41.   1° Cor. 1,24: “Cristo è la divina Sapienza e Potenza”.

42.   1° Giovanni 5,20: “Cristo è il vero Dio e la Vita eterna”.

43.   Colossesi 2,9: “In Cristo dimora tutta la pienezza della Divinità”.

44.   Atti 4,12: “Pietro disse al Consiglio radunato degli scribi e farisei: “Non vi è Salvezza in nessun altro, e anche nessun altro Nome sotto il Cielo è dato agli uomini, nel quale dovremmo diventare beati, se non Gesù Cristo»”.

45     Dalle citazioni menzionate risulta evidente che Jehova, come Padre, ovvero l’Amore in Dio, porta tutti i titoli e dignità che attraverso le profezie andate in adempimento Io, Gesù, quale personificata Sapienza dell’Amore di Dio, chiamato spiritualmente Padre, portai; poiché Io, Gesù, sono chiamato ‘Redentore’, ‘Salvatore’, ‘Re’, ‘Dio Padre’, il che nell’ebraico antico significa ‘Jehova’. Quindi anche ‘Roccia’ in molti versetti della Bibbia, poiché Roccia è chiamata la verità e la Verità, Dio (Dan. 4,34); infatti, lo Spirito di Verità, come rivelano i menzionati versetti dell’Evangelo di Giovanni, ero appunto Io, Cristo, perché Dio stesso. Quindi Jehova nelle citazioni menzionate è chiamato il Creatore d’Israele, e Giovanni, Pietro e Paolo vi affermano che Dio, attraverso la Sua Sapienza (che Lui chiama spiritualmente Figlio o Parola di Dio), ha creato il mondo e tutto ciò che vi esiste.

46. Che Io, Gesù Cristo, abbia creato il mondo, lo dice anche Mosè, perché egli dice: “In principio Elohim creò il Cielo e la Terra”. – Nell’ebraico antico, sotto Elohim s’intendeva che era stata la Potenza di Dio a creare, e la Potenza di Dio, secondo Paolo [1° Cor. 1,24], è chiamata ‘Cristo’. Questa Potenza compare ora, secondo i fatti delle Sacre Scritture, come lo Spirito Santo, e lo Spirito Santo è l’Esecutore dell’Amore, della Sapienza e dell’Onnipotenza di Dio.

47.    Swendenborg, il chiaroveggente più importante del 18° secolo nella storia della Creazione, annota che nel vero Cielo, dove vengono i figli di Dio, non si conosce nessun altro Dio che Me, Gesù Cristo».

 

[indice]

۞

Cap. 49

Lo Spirito Gesù Cristo quale Spirito di Dio nell’uomo

(parla Gesù):

1.      «Che lo Spirito di Cristo dimori in voi, lo testimonia un versetto di Paolo [Gal. 4,6] che suona così: “Poiché voi siete figliuoli di Dio, Iddio mandò lo Spirito del Figlio Suo nel vostro cuore, il quale esclama: Abba, caro Padre!”. Paolo dice la stessa cosa nella lettera ai Romani 8,15-17: “Voi non avete ricevuto uno spirito di servitù (da Dio), per ricadere nella paura (della morte della carne nell’adempimento della Volontà di Dio), ma avete ricevuto uno spirito di figliolanza (dell’Amore di Dio), per questo esclamiamo: Abba, caro Padre. Questo Spirito (divino, Gesù) ci dà la convinzione che siamo figli di Dio. Ma se siamo figli, allora siamo anche eredi, eredi di Dio (dei Suoi mondi) e coeredi di Cristo (quando camminiamo nelle Sue orme) attraverso la sofferenza per la Magnificenza del Cielo”. – Ulteriori prove sulla dimora di Dio in voi le trovate nei seguenti versetti delle Sacre Scritture:

2.     – Tessalonicesi 4,8: “Chi rigetta la (pura) parola di Dio (come Cristo stesso la espose nei tre anni dei Suoi insegnamenti), non rigetta l’Uomo che la espone, bensì Dio, di Cui possediamo lo Spirito”.

3.     – Paolo disse agli Efesini in 4,6: “Egli è un solo Dio e un Padre di tutti noi, il Quale è al di sopra di tutti voi e attraverso voi tutti e in voi tutti”.

4.     – Qui fanno parte anche i versetti di Paolo che scrisse ai Corinzi e ai Romani: “Non sapete voi che siete il Tempio di Dio e lo Spirito di Dio dimora in voi? Se qualcuno rovina il Tempio di Dio, Dio rovinerà lui, poiché il Tempio di Dio è santo e voi siete questo Tempio” [1° Cor. 3,16-17].

5.     – Inoltre: “Non sapete voi che il vostro corpo è un Tempio dello Spirito Santo che dimora in voi, Spirito che avete ricevuto da Dio, e che non appartenete a voi stessi?” [1° Cor. 6,19].

6.     – Ai Romani 8,11, Paolo scrisse: “…che lo Spirito di Colui che ha risuscitato (spiritualmente) Gesù Cristo dai morti, renderà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del Suo Spirito che dimora in voi”.

7.     – Nella 2° lettera ai Corinzi 6,16, Paolo, sulla dimora di Dio nell’uomo, dice: “Voi siete un Tempio del Dio vivente, come disse Iddio: ‘Voglio dimorare in loro e camminare tra di loro; Io sarò loro Dio, ed essi saranno il Mio popolo’ (se osserveranno i Miei Comandamenti)”.

8.     – Paolo domanda ai suoi seguaci: “Non sapete che Gesù Cristo è in voi?” [2° Cor, 13,5]. – E di se stesso dice: “Cristo vive in me” [Gal. 2,20].

9.      Giacché Io, Dio, Gesù Cristo stesso, dimoro in voi perciò in voi dimora l’eterna Vita che è il Cielo, è giusto quello che dice Luca sul luogo dov’è il Cielo. Infatti, non dice che il Cielo è al di sopra le stelle, bensì: “Il Regno di Dio è dentro di voi” [Luca 17,21]. Perciò Io, Gesù, dico nei libri dettati da Me stesso: “Io sono da trovare solo nel cuore, perché è là dove Io dimoro”. Infatti, Dio è uno Spirito e dimora nel cuore degli uomini, perciò Io, Gesù, insegnai: “Pregate Dio nello Spirito (del vostro amore nel cuore)” [Giov. 4,24], “perché è là la silenziosa cameretta dove voglio essere adorato in amore e umiltà” [Matt. 6,6].

10.    In verità voi adorate Dio attraverso le opere dell’amore e della misericordia verso il prossimo, che Io spiego nel libro ‘La Guida di Martin Lutero nell’aldilà’ (accanto al samaritano misericordioso) in cui fornisco i più belli ed eccellenti esempi. Da ciò è evidente che il Mio Spirito divino dimora in ogni uomo, poiché senza di Me, l’uomo non sarebbe uomo, bensì un animale limitato nel pensare, creare e perfezionarsi, come lo sono gli animali. E poiché lo Spirito di Dio non è nessun altro Spirito che quello dell’uno e trino di Dio Gesù Jehova Zebaoth, che rappresenta l’Amore, Sapienza e Onnipotenza come Padre, Figlio e Spirito Santo nella rispondenza spirituale in Dio, è vostro compito rendere vivamente attivo questo Spirito in voi attraverso l’amore, umiltà, pazienza e adempimento della Parola divina.

11.    I profeti e gli apostoli avevano la Parola interiore. Non credete tuttavia che i profeti e gli apostoli siano stati uomini più diversi di quanto lo siete voi, oh, no! Essi erano uomini di carne come voi e perciò sottoposti a tutte le tentazioni come voi, cosa che Paolo stesso lamenta amaramente, facendo egli il contrario di ciò che avrebbe voluto fare. Pietro disse al miracolo della pesca: “Signore, allontanati da me, perché io sono un uomo peccaminoso”; e quindi voi troverete anche tra i profeti dei grandi peccatori, ma essi fecero penitenza ed Io perdonai le loro mancanze ed ebbi nuovamente relazioni con loro».

*

12.    (un’osservazione su ciò da Schumi): Quindi anch’io ho dovuto lavorare attraverso il pentimento e un rigoroso adempimento della Volontà divina, per ottenere la Parola profetica interiore, attraverso la quale io ricevo dal Padre Gesù le profezie e le parole d’Amore per i Suoi figli. E vedete, questo Padre Gesù dimora completamente in me, così come disse Paolo di se stesso: “…e Questi è Colui che mi detta quale Gesù Cristo e nessun altro”. – Si deve tuttavia distinguere rigorosamente il segno caratteristico del medium di Dio o del Padre, dai medium spiritistici che scrivono, come si distingue l’oro dall’argento, anzi ancora molto di più, talvolta così forte come si distingue l’oro dal piombo.

13.    Poiché ci troviamo nel tempo del ritorno di Cristo, tutte le fazioni di fede sono accerchiate da un impulso del cercare e indagare la verità, essendo spinti dallo Spirito di Cristo che dimora in ciascuno! – Gli uomini sono però così fortemente ottenebrati con le parole della Sacra Scrittura falsamente interpretate, che non conoscono il santo Sole dell’eterna Vita, ‘Gesù Cristo’, e quando si parla loro della Luce centrale cristiana-teosofica, dicendo che noi tutti abbiamo i nostri Insegnamenti direttamente da Cristo, non ci credono e accusano di eresia noi e Cristo nella Parola dal Suo Amore. Perciò il caro Padre Gesù il 21 maggio 1904 alle 6 del mattino mi ha detto: «Finché non farete conoscere Cristo come Dio Padre tra gli uomini, fino ad allora non succederà che Mi possiate proclamare tra il popolo», vale a dire i nostri libri cristiano-teosofici che sono le nuvole dalle quale Cristo stesso istruisce i Suoi figli, come sta scritto nei profeti Isaia e Geremia: “Saranno tutti ammaestrati da Dio stesso” [Giov. 6,45]. Alla mia domanda su cosa devo fare, il Padre ha risposto: «Distribuisci la prima metà del libretto “Cristo e la Bibbia!”». E così è sorta questa piccola, ma, secondo il suo contenuto, importante opera.

 

[indice]

۞

Cap. 50

Perché i giudei hanno crocifisso Cristo?

Il Padre Gesù ci illumina sulle cause del perché Egli fu crocifisso dai giudei, sebbene fosse il loro Dio e Re spirituale.

Zurigo, 21 luglio 1904

(parla Gesù):

1.      «La domanda sul perché i giudei hanno crocifisso Me, Cristo, non è chiara a tutti, perciò vi voglio rispondere brevemente:

2.      Essi erano il popolo eletto. Io, Jehova, loro Dio, avevo relazioni con loro e li guidavo attraverso i Miei profeti e giudici. Diedi loro quelle profezie che sarei venuto come Messia celeste o Re con grande magnificenza sulla Terra, e li avrei liberati dalle loro catene. Essi erano mondani, perciò uomini di sentimenti materiali, e per questo afferravano le semplici parole spirituali delle profezie materialmente e speravano da Me, loro Jehova quale Messia, che Io li avrei resi liberi dai Romani ed avrei fatto di loro i dominatori del mondo. E poiché questo non si avverò in Me, non Mi riconobbero e pensarono che Io fossi un falso profeta e sobillatore del popolo contro il Tempio e contro i Romani, senza che Io stesso volessi stendere la mano contro i Romani. Perciò Mi afferrarono e crocifissero nella loro cecità e tenebra spirituale. Ed Io permisi che essi esercitassero su di Me il loro crimine, per mezzo del quale, poi, il peccato originale[43] di Adamo e di tutti gli uomini da lui provenienti furono cancellati sulla croce mediante il Mio Amore, affinché i figli giungessero di nuovo al loro Padre spirituale, dal Quale furono separati dal peccato originale fino alla Mia morte sulla croce, poiché, tramite questa, ho cancellato il loro passato peccato ed ho reso libera la via che porta a Me».

 

[indice]

۞

Cap. 51

Il perché Gesù Cristo dovette soffrire per noi

(parla Gesù):

1.      «Si domanderà incuriositi: “Sì, ma quale fu veramente la causa che proprio Dio stesso doveva soffrire per i peccati degli uomini?”. Vedete, la causa della Mia sofferenza per il peccato originale fu la seguente:

2.      Quando Io, Iddio, creai Adamo ed Eva, (per dare l’opportunità all’umanità di poter di nuovo rientrare nella Patria di Luce), diedi loro un severo divieto verso l’impudicizia, ma la forza di resistenza dei vostri progenitori fu debole, e caddero. Appena fu commesso il peccato, la Sapienza s’infiammò nel fervore, che è la Santità in Dio, la quale sapeva che, come in Adamo, tutti gli uomini discendenti da lui e dopo di lui avrebbero commesso i peccati spiritualmente, e poiché l’intera umanità discende dagli spiriti animici dei progenitori, anche loro, ognuno per se stesso, avrebbe dovuto umiliarsi e percorrere la via della croce, della sofferenza e del morire, per conquistare di nuovo la figliolanza di Dio perduta attraverso il peccato originale, come Io, Gesù, lo feci più tardi per tutti voi.

3.      La condizione della Sapienza non piacque all’Amore in Dio, poiché all’Amore facevano pietà le povere creature, e perciò l’Amore si separò dalla Sapienza e Le disse: “Fa’ Tu stessa questo, poiché io non sono d’accordo!”. – E poiché alla Sapienza, senza il Suo Amore, tutto era deserto e vuoto, prese su di Sé le condizioni poste da Se stessa e comunque le portò in adempimento, perché ciò che l’Amore o la Sapienza in Dio esprime una volta fermamente, non può più essere annullato, come sono soliti fare gli uomini di debole volontà. Così la Santità di Dio in Gesù riconciliò i Suoi figli con Se stessa, e aprì loro il superiore, ovvero il Cielo dei figli. Perciò Io, Gesù, dissi sul Mio mandato sulla Terra le seguenti parole: “Iddio ha tanto amato il mondo che ha mandato il Suo unigenito Figlio sulla Terra, affinché tutti coloro che credono in Lui non vadano in rovina (spiritualmente), ma ottengano la vita eterna” [Giov. 3,16]. Perciò Giovanni il Battista chiama Me, Gesù: “L’Agnello di Dio che porta i peccati del mondo” (e li toglie - [Giov. 1,29]).

4.      Sul perdono dei peccati (del primo legame per mezzo di Cristo sulla croce), Davide nel Salmo 3,3-4  dice: “Jehova perdona tutti i tuoi peccati e guarisce tutte le tue infermità. Egli libera la tua vita dalla rovina e t’incorona con Grazia e Misericordia”. Prima che Io, Jehova in Cristo, abbia permesso che Mi si potesse catturare e uccidere secondo la carne, per il peccato originale, ci sono stati talvolta dei tentativi per lapidarMi (nel Tempio di Gerusalemme e nella sinagoga a Nazareth) o altrimenti, catturarMi [Luca 13,32]; ma il tempo non era ancora maturo per questo, come lo riferisce il Salmo 21,12: “Essi pensavano di farti del male, e facevano complotti che non potevano eseguire”. – Ai farisei che dicevano: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo resi complici nel versare il sangue dei profeti, Io rinfacciai: “Ma così testimoniate di voi stessi che siete figli di coloro che uccisero i profeti” [Matt. 23,30-32]. E poiché il popolo ammetteva apertamente: “Questi è il profeta di cui aveva parlato Mosè”, Io, Gesù, feci una lieve allusione a Me stesso, cosa che anche i farisei faranno di Me, esclamando loro: “E voi colmate la misura dei vostri padri! – Voi, serpenti e razza di vipere! Come volete sfuggire alla condanna della geenna?” [Matt. 23,33]. Dissi ancora: “Io sono venuto a portare un fuoco sulla Terra (tra gli uomini) e quanto desidero che sia già acceso (l’amore per Dio e per il prossimo)! Ma devo prima farMi battezzare col battesimo (di cui profetizzai in anticipo, che questo sarebbe avvenuto nel Mio stesso Sangue, e me ne andai); e quanto Mi sento angustiato, finché non sia compiuto!”. [Luca 12,49-50]. – Cosa che alludeva ai Miei dolori, dei quali alcuni pensano che Io, Gesù, non sentissi nessun dolore! Come Dio certamente no, ma come Uomo, certamente del tutto; in caso contrario sarebbe stato un inganno davanti agli occhi degli spettatori e una bugia nei confronti di tutti gli uomini. In un’altra occasione Io, Gesù, dissi ai Miei discepoli: “Voi non sapete ciò che chiedete. Potete anche voi bere il calice che Io berrò, e lasciarvi battezzare con il battesimo col quale sarò battezzato Io?” [Matt. 20,22].

5.      Pietro affermò che Gesù chiamava fratelli gli uomini, e non se ne vergognava dichiarando: “Voglio annunciare il Tuo Nome, Jehova, ai Miei fratelli, e nel mezzo della comunità dei fedeli cantare lode a Te” [Sl. 22,23]. E un’altra volta: “Voglio confidare in Lui” [Is. 8,17]. – E nuovamente: “Ecco, qui sono Io e i figli che Dio Mi ha dato” [Is. 8,18]. Ora, dopo che i figli hanno lasciato carne e sangue, Lui li riceverà ugualmente, affinché con la morte tolga il potere a colui che aveva il potere della morte, e questi è il demone, e li ha liberati, perché attraverso la paura della morte dovevano essere servitori per tutta la vita (della morte dei peccati). Perciò Egli doveva essere uguale ai Suoi fratelli, affinché diventasse misericordioso e un fedele Sommo Sacerdote dinanzi a Dio, per riconciliare i peccati del popolo (dalla mancanza del primo patto). Poiché dal fatto che Egli stesso ha sofferto ed è stato tentato, può aiutare coloro che sono tentati.

6.      Il profeta Zaccaria riferisce oltre 500 anni prima del Mio ingresso in Gerusalemme, ingresso che Io tenni il 21 marzo dell’anno 33 come Re spirituale dei giudei [Zacc. 9,9], il che fu la causa principale della Mia crocifissione avvenuta il 25 marzo. Lo stesso Zaccaria riferisce che il Messia diventò la Vittima del peccato originale che Jehova con ciò rese nullo [Zacc. 11,10]. Alla fine giunse il tempo in cui Io, Gesù, dovevo coronare la Mia missione. La Dottrina era rivelata, ma era ancora da sopportare il più grande Atto d’Amore di Dio per i Suoi figli, vale a dire il giudizio pronunciato da Dio attraverso la sofferenza e la spaventosa morte della crocifissione da compiere su Lui stesso, e con ciò riaprire la via che porta al Padre, via che il peccato originale aveva sbarrato. L’adempimento di questo grande Atto d’Amore di Dio è comunicato in anticipo attraverso i profeti nelle seguenti profezie: che sarà Giuda Iscariota a tradire e vendere Me, Gesù, agli sgherri, quindi uno che andrà in giro con Me, mangerà il pane con Me e con i Miei discepoli. Questi versetti dai profeti, attraverso i quali Io stesso ho comunicato tutto ciò prima, suonano così:

7.     – Nel Salmo 41,9-10 si legge: “Essi hanno deliberato una cattiveria contro di Me: quando Egli giacerà, non dovrà rialzarsi. Anche il Mio amico nel quale confidavo, che mangiava il mio pane, ha alzato il calcagno contro di me”.

8.     – In un altro versetto si legge: Salmo 55,13-15: “Se fosse stato un nemico a volerMi oltraggiare, l’avrei potuto sopportare, e se da Me bussasse uno che Mi odiasse, Mi nasconderei davanti a lui, ma sei tu, Mio compagno, Mio intimo amico e Mio pari. Avevamo insieme dolce familiarità, e alla casa di Dio ce ne andavamo insieme!”.

9.     – Abdia, versetto 7, esprime la profezia a questo tradimento: “Le persone sulle quale hai posto la Tua consolazione, Ti inganneranno e Ti soggiogheranno; mangeranno il Tuo pane e Ti tradiranno”. – Versetto 15: “Come hai fatto tu (o Giuda, poiché hai consegnato Uno alla morte) dovrà accadere di nuovo a te; e come hai meritato (uguale per uguale), così dovrà di nuovo venire sulla tua testa”.

10.   Io, Jehova, ancora più chiaramente Mi sono espresso sul tradimento di Giuda ed emisi su di lui il verdetto che si è impiccato, nel Salmo 109,16-19: “Piuttosto, non si è ricordato di usare benignità, bensì ha perseguitato un misero e indigente (quale Uomo), che era afflitto nel cuore, per farlo morire. Tanto amò la maledizione, poiché non voleva la benedizione, allora la si allontani da lui!”. – Versetto 20: “Questa da Jehova è la ricompensa ai Miei nemici, e a coloro che parlan male contro di Me”.

11.   – Salmo 71,10-11 menziona l’avvenimento quando avvenne il tradimento e Caifa si consultò con i suoi consiglieri, per mettere le mani addosso a Me, Gesù: “I Miei nemici parlano contro di Me, e coloro che attentano all’Anima Mia, complottano l’un l’altro dicendo: Iddio Lo ha abbandonato; inseguiteLo, prendeteLo, tanto non c’è chi Lo salva”.

12.   Zaccaria nel 465 a.C. profetizza che il Messia sarà venduto per 30 monete d’argento, e che questo denaro sarà poi gettato dal traditore nel Tempio, affinché sia dato al pentolaio per il campo comprato come sepoltura per i forestieri [Zac. 11,12-13].

13.   – Nel Salmo 31 è immortalata la scena fin dall’anno 1043 a.C., quando Caifa, davanti alla domanda di congiura se Io, Gesù, fossi veramente il Figlio di Dio, si consultò con i suoi consiglieri come si poteva catturare Me, Gesù, con accuse e condannare a morte [Sl. 31,14].

14.   – Isaia riferisce 723 anni prima di Cristo che il Messia avrebbe sofferto per i peccati del primo patto, vale a dire per il peccato originale.

15. – Isaia 50,6 riferisce 725 anni prima di Cristo in anticipo sulle percosse, ingiurie e sputi nel cortile di Caifa.

16. – Isaia 53,7 profetizza 723 anni prima di Cristo sulla flagellazione di Cristo nel cortile di Pilato.

17.   – Isaia 5,7 profetizzò come i giudei avrebbero ricompensato i Miei sforzi d’Amore: “… Egli sperava nel diritto, ed ecco: versamento di sangue (attraverso la flagellazione) nella giustizia; e le grida di accusa (crocifiggiLo!)”.

18.   – Davide nel Salmo 42, versetto 10, parla di quella scena quando Io, sotto la pressione dei nemici, percorsi la via da Pilato al Golgota.

19.   – Io, Jehova, 717 anni prima di Cristo, dissi tramite Isaia: “Io la voglio alzare (la croce), portarla (per voi) e salvarvi (dal grande abisso che esiste tra voi e il Padre a causa del peccato originale). / “In verità, Io porterò aiuto a Sion e mostrerò ad Israele la Mia Magnificenza” [Is. 46,4 e 13].

20.   – Davide 1043 anni prima di Cristo, , e Isaia 718 anni prima di Cristo , riferiscono che al Messia saranno trafitti mani e piedi, e che attraverso queste ferite procurate vi verrà la Salvezza. Che Isaia non abbia copiato dalla notizia di Davide, lo dimostra il contenuto del testo. –

21.   – Isaia dice in un altro passo: “Ecco! Io Ti ho segnato nelle due mani (il che significa appunto le ferite nelle due mani)” [Is. 49,16]. – Dice anche: “E se qualcuno Gli domanda: «Che cosa sono queste ferite nelle Tue mani? Allora Egli dirà: così sono stato messo (sulla croce) nella casa di coloro che (ora) Mi amano»”, il che indica il ritorno di Cristo. Dell’innalzamento sulla croce oppure la crocifissione di Cristo riferisce il profeta Isaia nell’anno 718 a,C. nel capitolo 52,13 con le seguenti parole: “Ecco, il Mio servitore (come Figlio dell’uomo) prospererà, si eleverà e s’innalzerà molto in alto”.

22.    Affinché a nessuno, la cui Luce spirituale non splende ancora per afferrare le divine rispondenze della Bibbia, venga l’idea errata che Io abbia preso arbitrariamente i versetti e li abbia spiegati per essere questo e quello, vi devo nel contempo far sapere che non vi spiego nulla senza ispirazione superiore. – Anch’Io, Gesù, ho profetizzato in parecchi punti in tutti i quattro Evangeli sulla Mia imminente elevazione sulla croce».

*

(parla Gesù): 

23.    «Sulle false accuse davanti a Ponzio Pilato, come più sopra sono da leggere nell’imputazione del verdetto di morte (vedi cap. 9), e che davanti a Pilato presentarono come lagnanza, Io, Jehova, dissi attraverso il profeta Davide nel Salmo 109,2-5: “Perché una bocca empia e una bocca fraudolenta hanno aperto contro di Me (Jehova) e parlano contro di Me con lingua di perfidia. Mi hanno circondato con parole velenose e fanno guerra contro di Me senza motivo. In cambio del Mio Amore mi muovono accuse, sono contro di Me e mi rendono male per bene e odio per Amore”. – Anche versetto 24,25: “Le Mie ginocchia tremano per il digiuno, e il Mio corpo è smagrito e scarno; son diventato il loro scherno e quando Mi guardano scuotono il capo”

*

Sulle sette parole dalla croce

(parla Gesù): 

24.    «Alle ore 12 di mezzogiorno echeggiò la Mia prima parola dalla croce nel momento di inconcepibili dolori, quando i chiodi spuntati penetrarono la Mia carne tormentata ed Io, per il Mio Amore nel Cuore sopraffatto dal dolore, implorai compassione per i Miei torturatori: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!”. Di questa scena puramente divina riferiscono Davide e Isaia. Sulla derisione presso la croce, dice Davide nel 1043 a.C.: “Io però sono un verme e non un uomo, una burla della gente e un disprezzo del popolo; – tutti coloro che Mi vedono Mi scherniscono, spalancano la bocca e scuotono la testa: ’Che si lamenti presso Jehova, Egli Lo salvi, Lo aiuti, se ha compiacimento in Lui!’.” [Sl. 22,7-9]

25.    Ed ora Io, Jehova, attraverso il profeta Isaia 37,23-24 sollevai l’accusa e dichiarai loro chiaramente: “Chi hai tu (popolo d’Israele) deriso e diffamato e contro Chi hai alzato la voce? Contro il Santo (ovvero Iddio) d’Israele hai drizzato i tuoi occhi! Attraverso i tuoi servitori hai deriso il Signore!”.

26.   – Il re Davide nel 1043 a.C. profetizza sulla seconda parola dalla croce: “Ho sete”, cioè di liberazione dai dolori e dal peccato originale, a cui Mi fu offerto da bere fiele e aceto [Sl. 69,22].

27.   – Davide sulla terza parola dalla croce, 1036 anni prima di Cristo profetizza: “Mio Dio, Mio Dio, perché Mi hai abbandonato?” [Sl. 22,2].

28.   – La quarta parola: “Donna, ecco tuo figlio e tu, Giovanni, ecco tua madre”.

29.   – La quinta parola: “In verità ti dico, che oggi stesso sarai con Me in paradiso”, queste due furono pure tra le profezie del profeta, ma sono andate perdute.

30.   – Davide nel 1043 a.C. annotò la sesta parola dalla croce: “Padre, nelle Tue mani raccomando il Mio Spirito, Tu Mi hai liberato, Jehova, Tu Dio fedele” [Sl. 31,6].

31.   – Isaia profetizzò 718 anni prima di Cristo la settima parola dalla croce, che suona così: “È compiuto”, attraverso la quale Io liberai Israele, che è ‘il genere umano’, con un’eterna redenzione dal peccato originale.

*

Sulla flagellazione

(parla Gesù): 

32.    «La scena dolorosa della flagellazione fino alla morte è in Isaia 63,1-9:

33.   [Versetto 1]: “Chi è costui che viene da Edom, da Bozra con vesti rossastre? Chi è costui, splendido nelle Sue vesti, che incede fiero nella grandezza della sua grande forza (dell’anima)? Sono Io che insegno con Giustizia (Jehova in Gesù), e sono un Maestro per salvare” [Is. 63,1] .

34.   [Versetto 2]: “Perché sono rosse le tue vesti, e perché i tuoi abiti sono come quelli di chi pesta l’uva nel frantoio?”.

35.   [Versetto 3]: “Io sono stato solo a pestar l’uva nel frantoio e nessuno tra i popoli è stato meco. Li ho calcati nella Mia ira (nel fervore d’Amore), e calpestati nel Mio furore (eliminato i peccati) e nella Mia collera (fervore di verità). Perciò il loro sangue (amore di tortura) è spruzzato sulle Mie vesti ed ho macchiato tutti i miei vestiti”. –

36.   [Versetto 4]: “Poiché è giunto il giorno della vendetta (della Misericordia), e l’anno della redenzione per i Miei”. –

37.   [Versetto 5]: “Io guardai intorno, e non c’era nessun che Mi prestasse aiuto, e guardai stupito, ma nessuno si unì a Me, bensì Mi dovette aiutare il Mio braccio (forza dell’Anima), e il Mio fervore d’Amore Mi sostenne ”.

38.   [Versetto 6]: “Io li ho schiacciati nella Mia ira (liberati dai peccati nel Mio Fervore d’Amore), e li inebrio nel Mio furore (colmati con l’amore per Me) e faccio scorrere il loro sangue sulla Terra (estinguo i peccati nelle torture).

39.   [Versetto 7]: (ora parla Davide) “Voglio ricordare della Grazia di Jehova e della lode di Jehova in tutto ciò che Egli ha fatto, e la grande benignità sulla casa d’Israele che Egli ha mostrato loro secondo la Sua Misericordia e l’abbondante Grazia Sua”.

40.   [Versetto 8]: “Poiché Egli dice: «veramente essi sono il Mio popolo, figli non menzogneri (estranei). Perciò Egli (Jehova) è il loro Salvatore in ogni angustia»”.

41.   [Versetto 9]: “Non un messaggero o un angelo, ma Egli stesso li salva nel Suo Amore e nella Sua Longanimità. Egli li accolse (come figli Suoi) nell’Amore, nel Quale li portò fin dall’eternità»”.

*

42.    Sulla spartizione delle Mie vesti tra i soldati romani e il tirare a sorte la Mia sottoveste lo riferisce Davide nel 1043 a.C. nel Salmo 22,19.

43.    Isaia riferisce nel 717 a.C. che Io, Gesù, sarei morto tra due ladroni e sarei stato sepolto nella nuova tomba del ‘ricco’ (Giuseppe di Arimatea) [Is. 53,9].

44.    Zaccaria 513 anni prima di Cristo riferisce sul colpo di lancia; nella cui occasione il soldato in questione percepì un indicibile dolore. (Sul Mio ritorno vi si legge): “Essi guarderanno a Me, a Colui che (un giorno) hanno trafitto e si lamenteranno come sull’unico figlio e porteranno amara sofferenza per Lui, come si porta la sofferenza amara per il primogenito”.

45.    Che a Me, Gesù, non furono spezzate le gambe, come era d’uso per i crocifissi, di questo parlò specialmente Davide nel 1043 a.C. nel Salmo 34,21: “Egli (Jehova) Gli serba le gambe, che non ne sia spezzata una”.

46.    Davide nel 1025 a.C. profetizza che la pietra della fede divina, che i sacerdoti del Tempio quali edificatori della fede hanno rigettato, è diventata davanti a Jehova la pietra angolare [Sl. 118,22].

47.    Circa 300 anni più tardi ovvero nel 723 a.C., Io, Jehova, dissi attraverso Isaia: “Io pongo come fondamento in Sion una pietra, una pietra angolare, preziosa, fondamentale; chi confida in essa, avrà ben costruito” [Is. 28,16].

48.    Il Salmo 22 dell’anno 1043 a.C. e Isaia al capitolo 53 dell’anno 717 a.C., riferiscono della sofferenza di Cristo e glorificano il Vincitore del Golgota, cui segue il Salmo della vittoria 110, dove il Vincitore sul Satana del mondo, dal giorno della morte del Suo corpo fino al giorno glorioso del ritorno e della Sua assunzione del dominio spirituale del mondo, sarà celebrato e glorificato.

49.    Il profeta Isaia parla nel nome dell’uomo: “Jehova, Tu stesso hai salvato amorevolmente la mia anima dalla fossa della rovina; perché hai rigettato dietro di Te tutti i miei peccati” [Is. 38,17].

50.    In Gal. 3,13 Paolo dice: “Cristo ci ha liberato dalla maledizione della legge, poiché Egli stesso si è fatto maledizione per noi; perché sta scritto (in Deut. v. 21-23): «Maledetto chiunque è appeso al legno»”.

51. Né Mosè né Paolo hanno compreso questo versetto, perché se questo fosse da intendere materialmente, allora Io, Dio in Gesù, sarei un maledetto, un condannato, perché per i vostri peccati fui appeso, per Amore per voi! Quale sbadataggine – per l’inconcepibile Amore e Misericordia – descriverMi ora come maledetto davanti a Dio e insegnate agli altri questa sconfinata insensatezza!” – In verità vi dovete vergognare con il vostro calcare la lettera della Bibbia! – La Parola è da intendere in modo puramente spirituale e significa: separato da Dio è ciascuno che, invece che allo spirituale, pende alla materia morta. In altre parole, al mondano.

52. In un altro passo, Paolo dice ai Romani 10,4: “Termine della legge, infatti, è Cristo”. Questo versetto, ‘la Legge’ che Io emisi sugli uomini, significa: conquistarsi di nuovo il diritto della figliolanza divina attraverso sofferenze e la morte sulla croce, che mediante il Mio Amore per i figli l’ho abolita Io stesso.

53 Gli scritti dei profeti, al tempo del Mio cammino di vita, erano esistenti ancora in originali; essi andarono perduti solo con l’occupazione e la distruzione di Gerusalemme. Questo fatto mette fuori uso ogni accusa dei Miei avversari di manipolazioni postume di frasi in questi scritti antichi dalla vita di Gesù.

54.    Soprattutto, come avrei potuto raccontare ai due discepoli Cleopha e Barsaba Justus sulla via che porta ad Emmaus tutti i versetti dai profeti, partendo da Mosè fino a Giovanni, sulla Mia sofferenza e morte e sulla Mia resurrezione, e poterMi appellare a questi, se non fossero già stati registrati da molti secoli, anzi già da oltre mille anni? Perciò gli uomini che pensano in modo logico non si dovrebbero porre tali osservazioni illogiche, poiché le dimostrazioni dell’esistenza di questi uomini è fuori dubbio, esistendo ancora dimostrazioni nascoste che vi metteranno in Luce la verità di questo fatto, poiché Io, Gesù, vostro Dio, ve l’ho detto qui in anticipo! – Ma per dare comunque ancora una parola di giustificazione per i Miei discepoli, i quali si appellarono proprio a queste antiche profezie dei profeti su di Me, voglio rendervi attenti sul fatto che il Talmud, come libro di storia dei giudei, avrebbe registrato certamente il grande dissidio dei farisei contro gli apostoli e gli evangelisti, se i versetti citati dai profeti non fossero stati nei Miei discepoli e in Paolo, bensì inventati. Inoltre si deve considerare che i giudei dovevano imparare a memoria la Bibbia, così come oggigiorno i protestanti. Come avrebbe potuto allora aver luogo il pur minimo inganno e menzogna, senza essere notato subito dai farisei e da tutto il popolo ed essere attaccati? – Quest’unico fatto, che il Talmud non accusa gli apostoli e gli evangelisti di nessuna falsificazione delle antiche Scritture, basta per riconoscere i Miei discepoli come uomini di verità. Anzi, ancora di più, chiedo: “Come mai che proprio i giudei ortodossi che ancora oggi non vogliono saper niente di Me, nel loro Antico Testamento che essi hanno dai giorni del cristianesimo negli scritti in originale, né nell’anno 70 dopo la distruzione di Gerusalemme, né più tardi, sanno qualcosa di un inganno nella loro Bibbia?”. Questo fatto è tuttavia chiaro come il Sole che non si deve parlare di un inganno o menzogna mediante interpolazione o inserimento di profezie non esistenti prima e in così grande quantità, per non essere derisi dai giudei ortodossi stessi. –

55.    Potrebbe però anche essere fatta un’obiezione dal fatto che qualcuno potrebbe sostenere: “La storia di Gesù Cristo nel Nuovo Testamento è un romanzo proveniente dalle profezie sulla venuta del Messia nel Vecchio Testamento, quindi una favola finemente ordita che si poggia sulle fonti del Vecchio Testamento, perciò incontestabile o perlomeno non da considerare come romanzo”.

56.    Quest’obiezione si può confutare con questo: che le dimostrazioni incontestabili dalle profezie adempiutesi parola per parola, furono date inizialmente già sui paesi d’Egitto, Babilonia, Fenicia e Palestina; d’altra parte si deve prendere in considerazione che un uomo onesto non ritiene Dio, i profeti e gli apostoli per menzogneri e ingannatori di popoli, bensì per esseri della verità, in quanto si tratta della salvezza dell’anima degli uomini.

57.    Nel Vecchio e Nuovo Testamento non sono forse dati insegnamenti che indicano Dio come Autore, e sono affluiti per la salvezza animica dell’umanità? Solo degli uomini ignoranti, sbadati e di spirito tenebroso negano il loro riconoscimento alle parole della Bibbia del Vecchio e Nuovo Testamento! – Un illuminato dallo Spirito di Dio, mai, perché egli penetra nelle profondità dei misteri di Dio che si trovano nelle parole della Bibbia, e si delizia e rallegra nella loro Luce divina.

58.    Volete voi rigettare le Sacre Scritture? Siete liberi di farlo, – ma facendo ciò avete rigettato Me, Jehova in Cristo, e per il vostro inferno non avete bisogno di nient’altro! – Amen!

59.    C’è tuttavia ancora un punto aperto, vale a dire: ci sono tali, che semplicemente negano l’esistenza di Cristo e degli apostoli! – Ora vi domando: “Come poteva sorgere il Nuovo Testamento, senza Cristo e senza apostoli? Come poteva svilupparsi una religione completamente nuova sotto il nome di Cristo e cristianesimo? Chi furono i protagonisti di questa religione che scosse il mondo, che riuscì a mettere in opera qualcosa di così imponente contro gli déi pagani? Da dove provenne questa illuminante convinzione per la verità della nuova Parola, tanto che si presentarono a frotte i seguaci e sopportarono i tormenti più spaventosi fra le torture e perfino con la morte, piuttosto che lasciarsi convincere e distrarre da altro?”

60.    Ogni grande idea ha bisogno di sacrificio, quindi anche il cristianesimo è costato circa due milioni di uomini, e dunque è stato proprio lo Spirito della potenza proveniente dal Mio Spirito che infiammava i valorosi combattenti per la verità e li faceva procedere impavidi alla morte per la fede! – I critici deboli di spirito e sbadati dovrebbero tenere in considerazione che al vertice di ogni grande movimento che scuote il mondo deve stare qualcuno, a motivo del quale il popolo si muova, si agiti e s’infervorisca per la buona causa. Quindi là vi stavo Io, in verità, invisibile all’occhio carnale, – ma in spirito, fortemente operante nei Miei figli, e questo fu il fuoco spirituale che infiammò i coraggiosi combattenti per la verità della fede e fece di loro i protagonisti della faccenda.

61.    Sì, negare si può, davanti a degli uomini stolti. – Dimostrare, però, no; poiché le ipotesi non sono realtà, e il negare la verità senza poter dimostrare che essa non è verità fa onore soltanto agli imbecilli, – mai però fa impressione agli uomini di serietà, onestà e amore per la verità! –

62.    Ci furono, infatti, migliaia e migliaia di testimoni oculari in tutta la Palestina che Mi videro personalmente, Mi udirono esporre la Mia Dottrina e videro perfino le Mie meravigliose guarigioni, e alcuni le provarono su se stessi. Io ero l’Uomo più conosciuto, il grande Profeta, il discendente del loro grande e famoso re Davide, un Figlio di Dio, il Messia, sotto il cui Nome si celava la Forza del loro Onnipotente Iddio Jehova! –

63.    Vedete, la Parola di un tale Uomo significava qualcosa, poiché operava esteriormente, e il Mio Spirito di Dio operava interiormente, perciò quest’entusiasmo per la fede, perché fluiva dalla potenza di Dio del Mio Spirito; da ciò questo coraggio che disprezzava la morte, suppliva per la Verità, poiché la ricompensa era il ritorno a casa del figlio quale eroe per la causa della Mia Casa. Questo fatto, da uomini deboli, delicati giovinetti e giovinette, come anche da adulti ed eroi vegliardi, formò leoni in fatto di coraggio e forza, tanto da non temere la cosa più spaventosa delle crudeli torture e la morte, bensì capaci di sacrificare pieni di gioia la loro vita per la fede. Se sorgerà la Verità come una Luce dall’Alto, allora illuminerà il complesso della vostra essenza, tanto che penserete così come pensa un uomo nel quale splende lo Spirito del Mio Io divino, come Luce centrale di ogni vita, ed emanerà raggi alla Verità e all’Amore per Colui che è vostro Dio e Padre, e vi riferirà queste Parole dell’Amore e della Verità. – Amen!

64.    Quindi, voi vedete che quasi ogni punto nella storia della sofferenza fu profetizzato in anticipo dai profeti, e questo è per voi una sufficiente dimostrazione che Io, Cristo, ero Dio stesso, poiché non si può riferire qualcosa di simile di nessun uomo al mondo, che la storia della sua vita fosse stata rivelata centinaia e migliaia di anni prima, e in più in tutti i particolari. La profezia fatta qui su di Me, Gesù, dovrebbe ben far riflettere gli uomini che pensano logicamente, prima di dir qualcosa, per non essere successivamente deferiti dell’inesattezza delle loro accuse; infatti, quanto più grande è la lotta contro Cristo, tanto più grandi dimostrazioni contro gli avversari saranno portate nel momento giusto alla luce del giorno!»

 

[indice]

۞

Cap. 52

Profezia sulla Risurrezione

(parla Gesù):

 1. «Il re Davide, 1043 anni prima di Cristo, profetizza che Io, Jehova, non avrei lasciato il Mio Amato putrefarsi nella tomba, Amato che sul monte Tabor chiamai “Mio amato Figlio”. In Matteo Io, Gesù, profetizzai che sarei giaciuto tre giorni nella tomba, e in Marco, Luca e Giovanni che il terzo giorno sarei risorto dalla morte.

2. Dal giorno della Mia resurrezione dai morti il Mio corpo non fu più visibile agli occhi carnali degli uomini, all’infuori di quella volta quando ai Miei discepoli e credenti aprii gli occhi spirituali. Infatti, con la Resurrezione, la Mia divina Onnipotenza trasformò il corpo di carne di Cristo nell’involucro spirituale dell’Amore e della Sapienza divina, ovvero del Padre e del Figlio in Dio, da ora in poi invisibile. Il cui Involucro, di conseguenza, fu occupato dallo Spirito dell’Amore in Dio con la Mia Anima, che è ‘il Figlio’, ovvero la Sapienza in Dio, perché tramite la Mia resurrezione, l’Iddio e Creatore del mondo diventato Uomo, rientrò nella Sua divina Essenza primordiale, ma con la differenza che prima di questo, nessuno poteva vedere Iddio nello stato assoluto.

3. Da questo momento in poi, invece, Mi lascio contemplare nel Corpo di Cristo dai Miei amati figli, faccia a faccia, il che procura ai prescelti i più grandi godimenti di beatitudine».

 

 

۞

Cap. 53

Profezie sugli effetti e conseguenze della comparsa del Messia

(parla Gesù):

 1. «Il profeta Daniele, 543 anni prima di Cristo, profetizza che a causa dell’assassinio del Messia, Gerusalemme sarebbe stata distrutta, e che per questo motivo sarebbe cessato una volta per sempre il sacrificio giudaico della macellazione e aspersione.

2.     – Isaia annunciò che attraverso il Messia il Regno di Dio sarebbe stato tolto ai giudei e dato ai pagani, poiché i giudei Lo avrebbero rigettato.

3.     – Lo stesso profeta affermò che il Messia sarebbe stato accolto dai pagani [Is. 65,1].

4.     – Malachia profetizzò che il sacrificio sarebbe sussistito nel nuovo Patto solo nell’amore per Dio e per il prossimo».

 

[indice]

۞

Cap. 54

Dimostrazioni che Gesù Cristo è il Creatore del mondo

(parla Gesù):

1.      «Il profeta Isaia dice: “È Jehova che dà a tutti la vita e lo spirito della Vita dalla pienezza di Dio”. – Paolo, negli Atti 17,25 dice la stessa cosa: “È Cristo stesso che dà a tutti, vita e respiro per ogni dove”.

2.     – In Matteo 11,27 Io, Gesù, dissi: “Tutte le cose Mi son consegnate dal Padre Mio”. Con ciò Io, Gesù, volli dire: “Tutti i mondi, tutte le creature e tutta la Magnificenza celeste è stata consegnata a Me, alla Sapienza, dal Mio Amore; poiché nessuno Mi conosce (come Sapienza divina), che soltanto il Padre, perché sono Figlio Suo, e Colui al quale lo voglio rivelare.

3.     – Pietro, nella lettera agli Ebrei, 2,7-10 dice: “Jehova, Tu hai lasciato Tuo Figlio essere più basso degli angeli per un breve tempo; poi Lo hai coronato di gloria e onore, Lo hai posto sulle Opere delle Tue mani e Lui ha posto ogni cosa sotto i Suoi piedi”. Noi vediamo Gesù attraverso la sofferenza della morte, coronato con Gloria e Onore, dopo che Egli, secondo la clemente intenzione di Dio, è andato alla morte per tutti. Ed è ben giusto, infatti, che Colui per il Quale e dal Quale sono state create tutte le cose, avendo condotto alla gloria molti figli, l’Autore della loro salvezza, fosse elevato alla Magnificenza, per mezzo di sofferenze”.

4.     – Ebrei 1,2-3: Pietro dice: “Iddio ha parlato a noi in questi ultimi giorni per mezzo del Figlio che ha costituito Erede di tutte le cose, e per opera del Quale ha anche creato il mondo; Egli, essendo splendore della Sua Magnificenza e l’immagine della Sua Essenza, sostenendo il tutto con la Sua potente parola, dopo aver compiuto la purificazione dei nostri peccati, si è assiso alla destra (come giudice) della Maestà divina nel più alto dei Cieli”.

5.     – La testimonianza di Paolo nella lettera ai Colossesi 1,15-17: “Gesù Cristo è l’immagine dell’Iddio invisibile, il Primogenito di tutte le creature. – Perché per mezzo di Lui sono state create tutte le cose, quelle nei Cieli e quelle che sono sulla Terra, le visibili e le invisibili, siano essi troni, o dominazioni, sia principati o potestà; tutto è creato per mezzo di Lui e per Lui. Egli è prima di tutte le cose, e tutte sussistono in Lui”».

 

[indice]

۞

Cap. 55

Gesù come Dio e come Uomo e la Sua glorificazione e divinizzazione

(parla Gesù):

1.      «Lo Spirito di Dio è il Mare infiammato dell’Amore divino, il quale rappresenta o abbraccia l’intera aria eterica del Cosmo. Questo spirituale Mare infiammato d’Amore è lo Spirito della Vita nell’Universo, e secondo la Sua caratteristica d’Amore è la Forza fondamentale della Creazione, e poiché questa Forza fondamentale è la Caratteristica creante in Dio, perciò essa è chiamata Padre, perché tutto ciò che compie un essere libero, lo fa dal suo amore per la (buona) causa, che è la volontà dell’amore per la procreazione, per la produzione e per la generazione. Perciò l’Amore in Dio è chiamato spiritualmente “Padre”, perché Esso è la Forza generante, poiché Padre significa etimologicamente “Generatore”. Io, Gesù, ho chiamato questo Spirito, “Padre Mio” o “Amore Mio”, poiché Esso era la Vita in Me.

2.      La Sapienza di Dio è l’Anima di Dio e nel linguaggio spirituale si chiama “Figlio di Dio”, che altrimenti è chiamato “Parola di Dio”. Questa Parola di Dio come Sapienza di Dio è innata nell’Amore divino, perciò Io, Gesù, Mi chiamo, secondo la Mia Anima, ‘l’innato Figlio di Dio’, perché la Sapienza di Dio è innata ovvero è contenuta nell’Amore di Dio. La Mia Anima, ovvero Gesù, è perciò un deflusso di divini Raggi di Luce provenienti dalla divina Fiamma d’Amore, chiamata spiritualmente “Padre”. I Raggi sono la Sapienza divina, e questa è compresa nella Forma corporea che lo Spirito si è scelto secondo la Sua Volontà e riposta nella Sua stessa immaginazione. Quest’immaginazione, come prodotto spirituale, è quindi l’Anima di Gesù che lo Spirito di Dio stesso si creò a Sua disposizione. E questo Spirito diede all’Anima l’Intelligenza, affinché costruisse nel ventre materno il corpo materiale precisamente secondo la sua Figura spirituale».

*

Magnetismo ed elettricità, come Amore e Sapienza

(parla Gesù): 

3.      «Ora vengo alla spiegazione fondamentale in cosa consiste l’Amore e la Sapienza divina.

4.      L’Amore di Dio sta nel Magnetismo che abbraccia tutti i mondi, il cui magnetismo li rappresenta; perciò gli uomini vengono guariti dalle malattie attraverso l’afflusso del magnetismo, perché l’Amore di Dio è la vita, quindi anche la salute.

5.      Il Magnetismo, come Padre ovvero l’Amore in Dio, come già dimostrato, è la Forza fondamentale della Volontà in Dio tutto creante, ed essa è, nello stesso tempo, la Potenza dominante nell’Universo, che l’elettricità, come Anima di Dio, ha posto al di fuori di Sé, e significa la Sapienza e la Forza in Dio. Tuttavia il magnetismo è molto più grande e più potente dell’elettricità, perciò Io, Gesù, come Anima del Padre, dissi: “Il Padre è maggiore di Me”, soltanto che finora non sono stato compreso su cosa volevo dire con questo, perché questo è stato pubblicato solo attraverso il libro “La santa Trinità”. I libri cristiano-teosofici finora sono stati riconosciuti troppo poco, e che loro riferiscano la verità, troppo poco creduti.

6.      Poiché il magnetismo e l’elettricità non sono separati in Dio, bensì sono uno nell’altra, perciò dissi nell’ultima Cena che Io sono nel Padre e il Padre è in Me, quindi anche attraverso la Mia Sapienza, che quella volta era già passata del tutto nell’Amore, altrimenti non avrei potuto soffrire e morire sulla croce per i peccati del mondo, poiché ero Uno con l’Amore; e l’Amore, ovvero il Padre, era Uno con la Sapienza passata del tutto nell’Amore. Così dovete comprendere le Mie divine parole, allora non esisteranno più contraddizioni con la lettura di tali versetti.

7.      Ma come il magnetismo è maggiore dell’elettricità, lo scorgete dal fatto che il magnetismo è il Fuoco fondamentale e la Forza fondamentale in Dio. Questo Fuoco fondamentale lo scorgete attraverso ogni fuoco nelle apparizioni materiali, intanto, al più potente fuoco sotterraneo che si rivela attraverso vulcani o montagne in eruzione, le quali talvolta annunciano agli uomini che non vivono secondo la Mia Volontà, e quindi non sono sicuri un solo minuto della vita, e perciò devono voltarsi e migliorarsi; soltanto che la maggior parte degli uomini non crede a ciò che Io qui vi riferisco, perciò brandisco già fortemente e sempre più forte la Mia verga sull’umanità che ossequia soltanto il peccato e non vuol riconoscere che gli avvenimenti mondani, naturali ed elementari, sono la Mia verga o il castigo di Dio! –

8.      Vedete, esistono due Soli: uno spirituale che si chiama Dio, dimorante nella Luce inaccessibile, e un Sole materiale per gli abitanti della Terra. Il Sole materiale riceve però dal Sole spirituale Fuoco, Luce e Calore, ed è quindi il rappresentante materiale del Sole spirituale, che sono appunto Io, vostro Dio e Padre. Il Fuoco e il Calore rappresentano l’Amore, la Luce irradiante rappresenta invece la Sapienza in Dio, perciò Io, Gesù, come Anima di Dio, dissi: “Io sono la Luce del mondo”, come Sapienza e Dottrina di verità, perché proveniente dall’Amore e Sapienza di Dio. Senza il Sole come irradiante dell’Amore e della Sapienza, oppure del magnetismo e dell’elettricità, sulla Terra diventerebbe buio fitto e sarebbe priva di qualsiasi vita e di ogni movimento; quindi tutto il Bene viene dall’Alto, dal vostro, per voi provvidente, Padre Gesù, e da nessun’altra parte! –

9.      Come detto: la Sapienza di Dio è la Luce spirituale elettrica ed è l’Anima di Dio che in sé è l’infinità dello Spazio eterico. Se già un potente Sole elettrico, come si chiama questa luce di un elettrico globo luminoso, diffonde una così intensa luce bianca-azzurrognola che ci appare come una luce inaccessibile, quanto più forte deve allora essere tutta la Luce dell’Anima di Dio, poiché è l’infinità dello Spazio eterico! – Perciò si dice: “Dio dimora nella Luce inaccessibile”, il che è facilmente comprensibile, perché la luce materiale elettrica è essenza della Luce spirituale che si manifesta nel materiale.

10.    Questa luce elettrica che si manifesta nel materiale è, nello stesso tempo, una minuscola dimostrazione dell’infinita somma Sapienza di Dio, contro la quale alcuni uomini combattono con il loro spirito tenebroso. Nell’elettricità, infatti, si trova la Sapienza e la Potenza di Dio, perciò le portentose folgori e cadute, quando i maligni spiriti infernali del primo inferno nei giorni temporaleschi tengono le loro guerre di spiriti nella regione delle nuvole, perché le loro anime consistono, come l’Anima divina di Gesù, di elettricità, quindi nel contempo sono forniti di una forza immensa, il che è spiegato precisamente nel libro della Guida di Martin Lutero e Swedenborg nell’aldilà. Da questi provengono anche gli spaventosi terremoti, quando gli spiriti terreni diventano agitati, i quali spiriti sussistono nell’aria e nell’acqua. Da questo, però, si vede il Governo della Sapienza di Dio nella natura e nello spirito, perché il Magnetismo come Padre ovvero l’Amore in Dio, e l’Elettricità come Sapienza e Potenza in Dio, governano il mondo. Perciò si dice che lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio, ovvero dall’Amore e dalla Sapienza, perché lo Spirito Santo non è altro che la Potenza esercitante ciò che l’Amore e la Sapienza in Dio hanno deciso di realizzare.

11.    Chi riesce a pensare in modo chiaro, comprenderà ora facilmente e anche vedrà, comprenderà e capirà il Padre suo spirituale dappertutto, perché tutto proviene da Dio ed è in Dio, e tutto è Pensiero divino rappresentato nelle differenti apparizioni di ciò che l’uomo vede, ode o altrimenti percepisce attraverso i suoi organi sensori. Nondimeno, in questi Pensieri visibili è nello stesso tempo anche rappresentato lo Spirito Santo in Dio, perché operandovi, si indica come movimento, crescita o altro.

12.    Chi ha compreso una buona volta che Dio è lo Spirito dell’aria eterica, ovvero che sono le Forze fondamentali del magnetismo e dell’elettricità che affluiscono attraverso i mondi, che stabiliscono, mantengono e governano tutto questo, può ancora dubitare che Dio è ovunque, sì, perfino nel più piccolo atomo? Anzi, non solo, ma Egli è il cuore, la vita in ogni atomo, e così, salendo fino al più grande Sole Centrale primordiale che orbita nell’Universo! – Senza Dio non esiste nulla da nessuna parte, e non può esistere qualcosa da nessuna parte, perché tutto è in Dio e nulla è al di fuori di Dio.

13.    Può, chi non riesce a comprendere questa verità, considerarsi figlio di Dio se in lui non esiste amore, né sapienza né forza magnetica elettrica attraverso il movimento dei pensieri? Naturalmente, qui, misurato alla forma umana; – mentre in Dio è smisurato, perché tutto è in scala infinitamente grande.

14.    Con l’incarnazione dovevo crearMi un corpo materiale di carne, nel quale ho vissuto per trentatré anni. Dovetti sempre più spiritualizzare questo Corpo con la repressione di tutto il mondano, quindi spiritualizzarlo affinché fossero distrutti tutti i vizi infernali del corpo materiale. Attraverso questa spiritualizzazione sono stato liberato sempre più dall’umano che avevo ricevuto attraverso la madre, in modo che per il tempo dei Miei tre anni d’insegnamento era già stato eliminato da Me tutto l’umano. Io adesso ero solo uno Spirito consolidato nel corpo carnale, perciò quella volta la madre Mia corporea non era più madre, poiché avevo già espulso da Me tutto l’umano. Io ero uno Spirito sommo anche carnalmente-corporeo, e quindi non ero più suo Figlio, perché in Me non c’era più nulla proveniente da lei. Se si sa questo, allora si possono anche comprendere le Mie parole e il Mio modo d’agire verso Mia madre passata, poiché non l’ho più indicata come Mia madre secondo i concetti umani, come lo dimostrano i seguenti versetti della Bibbia:

15.   – Giov. 2,3-4: “Alle nozze di Cana in Galilea Maria Mi disse: “Non hanno più vino”, allora Io le risposi: “Donna, che cosa ho a che fare con te? La Mia ora non è ancora venuta (per rivelarMi)”.

16.   – Luca 8,20-21: – Quando una volta venni nella vicinanza di Nazareth, durante il Mio tempo d’insegnamento e Mi vennero a trovare Maria con i figli di Giuseppe, durante la lezione Mi fu annunciato che Mia madre era venuta con i Miei fratelli per vederMi. Allora risposi agli ascoltatori, stendendo la Mano sui Miei discepoli: “Mia madre e i Miei fratelli sono coloro che ascoltano la Parola di Dio e l’osservano” (Questo lo riferiscono anche Matt. 12,46-49 e Marco 3,31-35).

17.   – Giov. 19,26-27: – Al tempo della Mia crocifissione, Maria e il discepolo Giovanni stavano sotto la croce ed Io dissi a Maria: “Donna, ecco tuo figlio”; poi dissi a Giovanni: “Ecco, tua madre”. Quindi non ho chiamato più Maria Mia madre, poiché avevo separato da Me tutto l’umano che proveniva da lei. Giovanni osserva a questo: “E da quell’ora egli (Giovanni) la prese con sé”. Questa notizia è in verità giusta, solo che Maria non rimase a lungo presso Giovanni, ma ritornò nella casa di Giuseppe.

18.   – Giovanni cap. 20: – Altrettanto voi scorgete dalla scena della Resurrezione che Io sono apparso prima a Maria Maddalena, e non a Mia madre Maria.

19.    Queste dimostrazioni vi dovrebbero bastare per non mettere più in alto la madre Mia corporea come uno degli spiriti superiori del Mio Cielo, poiché Io stesso già in vita diedi notizia che Maria non stava più in alto di Me, come ogni altro uomo. Bensì la riconosco per la madre Mia corporea, ma assolutamente non per santa, o per madre di Dio o per regina del Cielo, cosa che la Chiesa romana ha fatto di lei, perché queste parole, nel senso spirituale, significano come se Io, Iddio, avessi ancora un Padre come Dio anziano che, quale Dio, Mi avrebbe generato con Maria; – ‘santo’ significa tanto come ‘con-Dio’, perché nel Regno degli spiriti nessuno è santo che unicamente Io, Gesù; mentre ‘regina del Cielo’ significherebbe che Maria è la moglie o la donna del Dio anziano, che sarebbe Mio Padre. – Tale dottrina pagana anticristiana su Dio e su Maria può essere solo una pietanza di richiamo per ignoranti, ma per Me, Gesù, è un abominio!»

*

Sull’essenza di Maria

(parla Gesù): 

20.    «Affinché sappiate quale regina del Cielo e madre di Dio è Maria, vi voglio dichiarare la verità dalla Rivelazione di Gesù: Maria è adesso la compagna di un arcangelo. Lei vive con questo giovane nella cerchia di spiriti molto alti che stanno con lei su un gradino della stessa purezza di cuore e amore per Gesù. Infatti, nel Cielo non esistono vergini solitarie e senza compagno, ma ogni vergine, oppure anche una non vergine, riceve un compagno con il quale vive in coniugale castità spirituale, perché uomo e donna formano un solo essere, anche se consistono di due persone, perciò Paolo disse: “L’uomo è capo della donna”, [Ef. 5,23] e Dio, come parte costitutiva di Adamo, ha preso la donna da lui, e la presentò a lui come un suo secondo io, e non creò un nuovo uomo da qualcosa del tutto nuovo.

21.    La dottrina di caste vergini celesti che sarebbero le spose di Gesù, la dovete però accogliere in modo che lo spirito di Dio è maschile, le anime degli uomini, invece, sono tutte femminili e che in ogni anima c’è uno spirito a lui simile proveniente da Dio, che è suo fratello ed è lo stesso come Gesù, la cui sposa è ogni anima, perché in ogni anima vi è una scintilla dello spirito di Dio; questo spirito, infatti, è la vita, è l’amore, e nell’uomo è tutto, perché è la sua Guida attraverso eternità, finché l’uomo diventa ciò che è Gesù: Dio, (restando) accanto a Gesù come Iddio Padre. Tuttavia, Gesù rimane sempre il Padre ed ha ogni Potere nelle Sue mani, e tutto ciò che un Dio, rincorrendo un Gesù, vorrà creare in milioni di anni, lo potrà fare soltanto in comunione con la Forza di Gesù e con la Sua Volontà d’Amore, ma mai dalla propria pienezza di forza.

22.    Con l’eliminazione di tutto l’umano, Gesù non è però nemmeno ‘Figlio di Davide’, come insegna la seguente scena dai Suoi anni d’Insegnamento:

23.   Matt. 22,41-46: “Gesù chiese ai farisei e disse: «Che cosa voi pensate di Cristo? Di chi è Figlio?». Essi Gli risposero: «Cristo è Figlio di Davide». E Gesù rispose loro: «In qual modo dunque Davide, in spirito, lo chiama Signore, dicendo: ‘Jehova parlò al mio Signore: siedi alla Mia destra, finché io non faccia dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi’. Se dunque Davide Lo chiama suo Signore, in qual modo è suo Figlio? E nessuno poté replicarGli una parola” (questo sta scritto anche in Marco 12,35-37; Luca 20,41-44; Salmo 110,1).

24.    Da ciò è evidente che con l’eliminazione ed espulsione di tutto l’umano proveniente da Maria, Io, Gesù, avevo espulso anche tutto ciò che proveniva da Davide; Io, infatti, da Maria avevo ricevuto soltanto il corpo di carne, ma senza l’ingrediente spirituale dello spirito materno, nel quale sarebbe stato anche rappresentato insieme lo spirito di Davide, altrimenti avrei dovuto incorporare di ritorno lo spirito davidico di Maria oppure tenerlo e divinizzarlo, cosa che però non era fattibile per il motivo che gli uomini stessi devono divinizzare le loro particelle animiche spirituali avute dai loro antenati.

25.    Ma è accaduta una cosa. Io, Gesù, sono spiritualmente il Re Davide stesso, perché Io, Gesù, quale suo Dio e Creatore ed eterno Re, Mi son fatto ingenerare e partorire per e nella sua stirpe, perciò si afferma che il trono del re Davide, confermato in eterno – sussisterà – ma in Me, e non nella persona dell’ex re Davide, su cui verrò a parlare ancora una volta».

*

Sulla trasfigurazione

(parla Gesù): 

26.    «Che il Mio corpo umano al tempo dei Miei anni d’insegnamento fosse già altamente spiritualizzato, anzi quasi del tutto divinizzato, ve lo testimonia la scena del monte Tabor in presenza dei discepoli Giovanni, Giacomo e Pietro. Lì accadde la trasfigurazione del Mio Io, quale aspetto spirituale avevo, aprendo ai discepoli la vista spirituale, affinché Mi potessero vedere e contemplare nella Mia divina Magnificenza, di cui gli evangelisti vi riferiscono quanto segue: “Il Suo volto splendeva come il Sole e le Sue vesti erano come la luce, e sentirono una voce dalla nuvola (la cui voce era da Me stesso) che diceva: ‘Questi è il Mio amato Figliuolo nel Quale Io ho il Mio compiacimento’.”

27.    Una seconda volta apparsi trasfigurato a Giovanni, quando scrisse l’Apocalisse, splendendo il Mio volto come il Sole. [Ap. 1,16]

28.    Nel frattempo esistono ancora altri momenti nei quali ho parlato della trasfigurazione, senza che qualcuno l’abbia notato; così per esempio all’ingresso in Gerusalemme, quando si cominciò a contendere con Me nel Tempio, poiché non Mi lasciai ungere e proclamare a re. Nella Mia tristezza sulle opinioni sbagliate dei macchinatori di re sulla Mia missione terrena, esclamai ad alta voce: “Padre, trasfigura il Tuo Nome! Su cui feci giungere la Voce come dal Cielo, la quale disse: Io L’ho trasfigurato e lo voglio trasfigurare ancora una volta” [Gv. 12,28]. – Ci si domanda: che cosa e com’era questa trasfigurazione? Era spirituale? In altre parole: Io ho rifiutato la dignità di re, con ciò glorificai il Divino. Questa fu la trasfigurazione. – La successiva trasfigurazione fu all’ultima Cena, quando Giuda si alzò e andò a tradirMi dal sommo sacerdote Caifa. Allora, quando Guida andò fuori, Io dissi: “Ora il Figlio dell’Uomo è glorificato e Dio è glorificato in Lui, anche Dio Lo glorificherà in Se stesso e lo farà subito” [Gv. 13,31-32]. Il senso di questa trasfigurazione è il seguente: avrei potuto sfuggire alla sofferenza e all’infamia, ma questa era proprio la trasfigurazione, poiché non Mi tirai indietro, bensì offrii Me stesso per i peccati del mondo e Mi recai al monte degli ulivi dove Mi lasciai catturare per attuare la redenzione dal peccato originale. La storia di sofferenza e morte fu la Mia trasfigurazione principale, e da ciò la completa divinizzazione, poiché soffrii e morii per l’intera umanità.

29.    Perciò ai due discepoli sulla via verso Emmaus Io dissi: “Non doveva soffrire Cristo tutto questo ed entrare nella Sua Magnificenza?” [come Dio – Luca 24,26]. – Vedete, col trascurare tutto l’umano, con sofferenze ed oltraggi ho divinizzato il corpo umano carnale in 21 anni (vale a dire dai 12 ai 33 anni), quindi ogni uomo avrebbe bisogno di quasi innumerevoli anni per seguire Me, Padre suo, affinché egli riesca a diventare puro in tutto come il cristallo.

30.    Che il Mio corpo terreno carnale si sia spiritualizzato completamente attraverso la Mia sofferenza, sta nella dimostrazione che questo si è subito trasformato in Spirito, quando con la Resurrezione alle tre del mattino del 27 marzo dell’anno 33, il Mio Spirito divino venne a prendere il corpo carnale e Mi riunii con Lui, e da quell’ora nessun uomo Mi ha più visto, se non, solo quando gli ho aperto gli occhi spirituali. Per questo motivo scomparvi all’istante davanti ai discepoli in Emmaus, non appena Mi ebbero riconosciuto, chiudendo loro gli occhi spirituali [Lc. 24,-31]. Quando poi i due discepoli ritornarono al monte degli ulivi da Lazzaro, dove gli altri discepoli si erano nascosti e ai quali avevano riferito l’avvenimento sulla via verso Emmaus e là, allo spezzare del pane, all’improvviso entrai con le porte chiuse, per cui tutti si spaventarono ritenendoMi in un primo momento uno spirito, allora Io tolsi loro subito la paura, mostrando le Mie mani e i piedi trafitti, facendo capire che ero proprio Io, e dissi loro: “Toccate e osservateMi, poiché uno spirito non ha carne e ossa, come vedete che Io ho” [Lc. 37,39]. S’intende da sé che dovetti materializzare il Mio corpo spirituale con la divina Forza di Volontà per il tempo che Mi sarei trattenuto presso di loro, ma poiché per la gioia non riuscivano a credere veramente e consideravano questo un inganno dei sensi, Io dissi: “Avete qualcosa da mangiare?”. A ciò Mi misero davanti un pezzo di carne arrostita e un po’ di miele. Lo presi e mangiai davanti ai loro occhi.

31.    Quindi venni otto giorni dopo a porte chiuse e convinsi l’incredulo Tommaso che, di fatto, ero risorto dai morti. Dopo di che il discepolo esclamò: “Mio Signore e mio Dio!”. Con ciò egli dichiarò apertamente che, per propria plenipotenza, soltanto Dio può risorgere dai morti» [Gv. 20,26-28].

*

Sull’ascensione

(parla Gesù): 

32.    «Della Mia Divinità lo testimonia anche l’Ascensione, allorquando Io, in presenza di 670 uomini ai quali tenni prima un discorso perché essi erano Miei amici e credenti, fui avvolto da una nuvola bianca scesa giù dal firmamento, la quale Mi avvolse e ascesi di nuovo, scomparendo da questa Terra davanti ai loro occhi [Lc. 24,51].

33.    Una cosa simile non è ancora mai accaduta sulla Terra e, – davanti a una così grande moltitudine di uomini [1° Cor. 15,6]. Ci si domanda: “Avrebbe questo potuto accadere pubblicamente, se, in verità, non fosse accaduto, e davanti a una così grande moltitudine di testimoni?”. Certamente no! E vedete, nonostante questo fatto preponderante, il che non si sarebbe creduto se non ci fossero stati dappertutto dei testimoni di questo avvenimento, i differenti falsi profeti hanno davvero il coraggio di sostenere che non è stato vero, oppure lo interpretano in modo che Dio in Cristo sia assolutamente rappresentato come una menzogna. – Vedete, così fa il polo opposto di Dio, polo che si chiama ‘Satana’, – e chi si smarrisce in sua compagnia, questi è suo servitore e complice, volendoMi sopprimere come Dio. – Presto però verrà il tempo in cui l’ultimo soppressore di Cristo apprenderà nell’inferno i suoi peccati, mentre il Mio santo Nome sarà sempre più riconosciuto, amato e adorato dappertutto come Dio e Padre degli uomini.

34.    Sul Mio rimpatrio con la morte e l’Ascensione Io profetizzai già all’ultima Cena, dicendo ai Miei discepoli: “Io sono proceduto dal Padre e venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre”. – Ma non soltanto all’ultima Cena, bensì già prima parlai spesso della Mia separazione da questo mondo e del rimpatrio nella Mia Essenza originaria dell’Amore, ovvero del ritorno al Padre, come dimostrano i seguenti rapporti dell’evangelista Giovanni:

35.   “Rimango ancora per un po’ presso di voi, e poi vado da Colui che Mi ha mandato” [Gv. 7,33]. Mi ha mandato però il Mio Amore per la redenzione del genere umano a causa della separazione del Padre dai figli.

36.   – Dopo il discorso in Capernaum sul mangiare la Mia carne e bere il Mio sangue, dissi ai borbottanti discepoli per renderli riflessivi sulla Mia persona: “Che avverrà dunque, quando vedrete il Figlio dell’Uomo ascendere dov’era prima?” [Gv. 6,62].

37.   – Un’altra volta dissi: “Ora nessuno è asceso al Cielo se non Colui che è disceso dal Cielo, vale a dire (Io) il Figlio dell’Uomo (ovvero l’Annunciatore della Parola divina) che (nella Sua Essenza divina) è sempre nel Cielo” [Gv. 3,13].

38.    Queste dichiarazioni fatte durante il tempo della Mia vita, confrontate con la Sapienza e con l’Amore contenute nelle Mie parole della Dottrina divina e che annunciano l’eterna Verità, vi mostrano che Io, l’Ineccepibile, perché stando sulla vetta dell’intelletto umano esprimevo assiomi[44], profetizzai certamente anche in queste parole la più alta Verità, anche se oggigiorno, nell’era dell’oscuro e falso profetismo, molti uomini non comprendono le Mie parole spirituali, perché portate dal Cielo, e le trascinano nel fango della loro sapienza intellettuale insieme a Cristo, nelle tenebre del loro spirito».

*

Sull’immagine di Dio

(parla Gesù): 

39.    «Ora vogliamo ancora parlare del significato di Cristo come immagine di Dio. Vedete, l’immagine di Dio è la stessa Essenza in senso spirituale, come Dio è il Padre, perciò provveduto con le stesse Virtù e Caratteristiche come Dio stesso, e che Io, Cristo, ero questo, ne parlano i seguenti versetti biblici:

40.   “Per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo (che è l’egoismo) ha accecato le menti, affinché non rifulgesse loro lo splendore del Vangelo della gloria del Cristo che è l’immagine di Dio” [2° Cor. 4,4].

41.   Un secondo passo dice: “Coloro che Jehova ha dapprima eletto, chiamato e scelto, li ha pure glorificati per essere simili all’immagine di Suo Figlio, affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli” [Rom. 8,29-30]. –

42.   – Il terzo passo descrive la Maestosità di Cristo tra i figli Suoi che costituiscono il Suo Regno spirituale: “Ringraziate con gioia il Padre che ci ha resi forti per essere eredi dei beati nella Luce; il Quale ci ha liberati dal potere della tenebra e ci ha trasportato nel Regno del Figlio del Suo Amore, dal Quale abbiamo la redenzione attraverso il Suo sangue, la remissione dei peccati (provenienti dal peccato originale), Egli è l’immagine dell’Iddio invisibile, il Primogenito davanti a tutte le creature” [Col. 1,12-15]. – Nel quarto passo viene fatto emergere che attraverso Cristo, poiché Egli è la Sapienza e la Potenza di Dio, furono create tutte le cose, quelle nei Cieli e quelle che sono sulla Terra,

43.    “In questi ultimi tempi Jehova ha parlato anche a noi per mezzo del Figlio che ha costituito erede su tutte le cose, e per opera del quale Egli ha creato i mondi; poiché è lo splendore della Sua magnificenza (della Luce o Santità di Dio), e l’immagine della Sua Essenza divina” [Ebr. 1,2-3]. Paolo si esprime in maniera ancora più eccelsa nella lettera ai Colossesi, dicendo che attraverso Cristo fu creato tutto ciò che è, il che è certamente la dimostrazione più convincente che Io, Gesù Cristo, sono Dio Padre e Creatore del mondo in una e la stessa Persona».

 

[indice]

۞

Cap. 56

Gesù, l’Eterno

Dimostrazione che Gesù Cristo è l’eterna presenza di Dio nell’Universo,

era ed eternamente sarà un Signore dei signori e il Re dei re del mondo

(parla Gesù):

1. «Che Io, Gesù, non sia temporale, bensì dell’eternità, lo dimostrano parecchi passi delle Sacre Scritture, le quali glorificano Me come l’Eterno, perciò senza inizio né fine. Questo fatto è già dimostrato chiaramente dalle precedenti argomentazioni, perciò qui vi voglio citare soltanto quei passi che confermano ulteriormente il già dimostrato:

2.     – Giov. 1,27 – Giovanni Battista dichiarava di Me: “Questi (cioè il Messia) è Colui che verrà dopo di me, che era prima di me, cui io non son degno di sciogliere neppure i legacci dei calzari”. Giov. 1,30: “Egli è Colui del Quale ho detto: «Dopo di me verrà un Uomo che è stato prima di me; perché era prima di me»”.

3.     – Il profeta Michea 5,1 di Me dice: “Tu Betlemme, Efrata, che sei piccola tra migliaia (di luoghi in Giudea), ma da te uscirà Colui che dovrà regnare in Israele, la Cui origine è dal tempo passato, dai giorni dell’eternità”. Questa chiara profezia vi insegna che Io, Dio stesso, l’eterno Sovrano e Re, nascerò in forma umana del Messia in Betlemme, il che avvenne, di fatto, 700 anni più tardi.

4.     – Giovanni 1,1 e 14 – Questo evangelista dice: “Io, la Parola, ovvero la Sapienza di Dio, ero già in principio in Dio come Sua Sapienza”. / “… e questa Sapienza di Dio prenderà ed ha preso carne in Gesù, poi abitò tra gli uomini e Mi mostrai sul monte Tabor nella divina Magnificenza”.

5.     – Giovanni 8,58 – In una disputa che Io ebbi con i giudei nel Tempio, dissi loro: “In verità, in verità, vi dico: prima che Abramo fosse, Io sono (stato)”.

6.     – Giovanni 16,28 – all’ultima Cena dissi: “Io sono proceduto da Dio Padre e di nuovo ritorno a Lui”.

7.     – Proprio nello stesso luogo dissi anche: Giovanni 17,5. “E ora, Padre, glorifica Me al Tuo cospetto, con quella Magnificenza che Io avevo presso di Te già prima che il mondo fosse”.

8.     – Apoc. 11,5 – Nell’Apocalisse sono descritti gli avvenimenti del mondo al tempo del tenebroso falso profetismo, che si abbatterà ai nostri giorni e la cui Vittoria toccherà finalmente a Dio. Le parole suonano così: “Il governo del mondo spetta al nostro Signore e al Suo Cristo (che è il portatore del Padre); Egli regnerà (in Cristo) di eternità in eternità”.

9.      Tali chiare espressioni su di Me v’insegnano abbastanza limpidamente che Io, Gesù Cristo, sono Dio stesso. Vedete, quando ricevete la minima notizia di un’esistenza storica su una famosa personalità dal passato finora sconosciuta, allora lo gridate ai quattro venti e credete all’esistenza di questa persona vissuta allora; di Me invece parla un grosso Libro, – le grandissime Sacre Scritture scritte in migliaia e migliaia di versetti, perché ha Me, Gesù Cristo Jehova Zebaoth, come argomento della sua storiografia, e voi in ogni modo non lo credete! – Se si fosse in grado di leggere questo Libro dei misteri di Dio spiritualmente e celestialmente, non Mi si rinnegherebbe l’esistenza e la verità dei fatti! – Non dimostra questo, chiaramente e apertamente, di quale spirito sono figli i Miei denigratori, rinnegatori, trascinatori nel fango, mentitori, bestemmiatori e soppressori?

10.    I Miei avversari facciano quello che vogliono: “Io sono l’Alfa e l’Omega”, / “l’Inizio e la Fine; poiché sono Colui che era e che verrà, l’Onnipotente” [Ap. 1,8 e 11]. – Un Signore dei signori e Re dei re del mondo. Le motivazioni sulla santa Trinità che Io sono il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo in una sola Essenzialità, e sono Io, Gesù stesso, lo si legge nel libro “La santa Trinità”. Ulteriori motivazioni sulla Mia persona li reca il libro: “Cristo, la Sua venuta e il Suo ritorno”. Oltre questi libri si trovano in tutti i libri cristiano-teosofici i chiarimenti su di Me e sulla condizione dei Miei figli con Me. In queste presenti dimostrazioni provenienti dai profeti e dalle Mie stesse profezie nelle relazioni con gli evangelisti, è dimostrato che Io, Gesù Cristo, sono stato annunciato in anticipo da tutti i grandi profeti del Vecchio Testamento: come, quando, dove e per quale motivo Io sarei venuto, e queste profezie si sono adempiute tutte letteralmente nella Mia persona “Gesù di Nazareth”.

11. Non vi è una singola profezia che sia stata enunciata come supposizione, dalla quale ciascuno riuscirà a convincersene attraverso le citate fonti dimostrative; piuttosto, ogni profezia è espressa apoditticamente[45] oppure inconfutabilmente dimostrabile, ed è stata anche adempiuta incontestabilmente, cosa di cui ne parlano i fatti tramite le registrazioni storiche citate qui sopra presso i giudei, i cristiani e i pagani dell’impero romano.

12. La seconda (dimostrazione), come pagina di chiusura per questa prova, chiarirà dalle profezie del Vecchio e del Nuovo Testamento che sono tutte scaturite, o annotate da Dio, attraverso i profeti e gli apostoli, chi Io, Gesù Cristo, ero veramente secondo la Mia persona umana e come si deve interpretare giustamente il linguaggio spirituale delle rispondenze nella Bibbia. Il che può avvenire solo attraverso la diretta Rivelazione di Dio, che solo Lui le può interpretare, poiché le ha fatte scrivere per porgere la salvezza, e non per la disgrazia dell’anima».

 

[indice]

۞

Cap. 57

Gesù, il Re e Giudice del mondo

(parla Gesù):

1.      «Molti passi della Bibbia parlano di Me, affermano che Io sono un Re e Giudice degli uomini quali figli Miei. Il Vecchio Testamento deve solo essere letto con calma e riflessività, allora si troverà sempre che in questo, parlo Io come Dio e Signore del mondo. A dimostrazione di ciò che è già qui citato e dimostrato, aggiungo ancora i seguenti passi che lo testimoniano:

2.      Isaia 22,22: “Io, Jehova, metterò sulle Sue spalle le chiavi della casa di Davide”, cioè voglio far di Lui il Sovrano, il Re del mondo nel senso spirituale, – che penda in Lui ogni Magnificenza della Sua Casa paterna (vale a dire che Lo si consideri come Dio regnante)».

 

*

Cristo è il Signore del Cielo e della Terra

(parla Gesù): 

3.      «In Giovanni 3,35 Io dissi di Me stesso: “Il Padre ama il Figlio e ha dato a Lui tutto in Suo Potere”. Con ciò è detto che Io sono il Signore e Sovrano del mondo, perché il mondo è governato attraverso l’Amore e la Sapienza di Dio che sono in Me.

4.      In Matteo 28,18-20 il giorno dell’Ascensione dissi: “A Me è dato ogni Potere nel Cielo e sulla Terra. Perciò andate e insegnate a tutti i popoli (il Mio Evangelo) e battezzateli nel Nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo”. Queste parole però non significano un battesimo dell’acqua, ma sono espresse spiritualmente e significano: ‘Iniziateli nell’Amore del Padre, nella Dottrina del Figlio e nella Potenza di fede dello Spirito Santo; voi, infatti, dovete essere come il Padre vostro nel Cielo, e Questi è l’Amore’ [Gv. 4,8-16]. Dovete conoscere la Mia Dottrina, perché vi è stata insegnata per questo, e perciò dovete credere fermamente in essa, perché è vera, e perciò dovete vivere e operare di conseguenza, facendo tutto ciò che vi ho insegnato. Per questo dissi ulteriormente agli apostoli: “E insegnate loro di osservare tutto ciò che Io vi ho raccomandato”.

5.     Giov. 5,22-24: Quando i giudei Mi perseguitarono per ucciderMi, dissi loro: “Il Padre non giudica nessuno, ma Egli ha dato ogni Giudizio al Figlio, affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che Lo ha mandato. In verità, in verità, vi dico: chi ascolta le Mie parole e crede in Colui che Mi ha mandato, questi avrà la vita eterna, e non viene nel Giudizio, ma passa dalla morte alla Vita”.

6. Questo significa: l’Amore in Dio non giudica nessuno, bensì questo ha messo il Giudizio della Sapienza in Dio (che è Cristo), affinché tutti riconoscano Dio in Cristo. Chi quindi non riconosce la Sapienza di Dio, non riconosce neanche l’Amore di Dio che ha mandato la Sua Sapienza nel mondo nel Corpo di Cristo. Chi invece crede in questa Sapienza e vive e opera secondo la Mia Dottrina, diventa figlio Mio e viene da Me nel Cielo, nella Vita dell’Amore e delle gioie».

 

[indice]

۞

Cap. 58

La giustificazione dinanzi a Dio

Per questa parte si rimanda il lettore al libro stampato in italiano: “Il peccato e la giustificazione, e il cammino spirituale di Lutero e Swedenborg nell’aldilà”.

 

 

۞

Cap. 59

Le opere dell’amore per il prossimo

(parla Gesù):

1.      «Che le opere non siano la base, ma solo il frutto della fede e così ricompensate, è il perfetto equivoco della Mia divina Dottrina. Non ho forse detto: “Ama Dio con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima e con tutto il sentimento”, e anche: “Questo è il più nobile e più grande Comandamento”? E ancora un altro Comandamento: “Ama il prossimo tuo come te stesso”, che è uguale al primo? [Matt. 22,37-40].

2.      Quando hai fame, sete, freddo, sei lacero o altrimenti hai un bisogno dove ti potrebbe aiutare il prossimo, ma tu non puoi aiutare te stesso, cos’è il tuo desiderio, se non quello che ti aiuti il prossimo che lo può fare? Ebbene, poiché questa è una verità incontestabile, allora il Mio insegnamento delle opere dell’amore per il prossimo: “Fa al prossimo tuo ciò che vorresti che lui facesse a te”, non dovrebbe basarsi sulla verità? Ma poiché l’opposizione verso l’insegnamento dell’amore per il prossimo e della giustificazione dinanzi a Dio è stata sollevata contro il libro dettato da Me stesso, Gesù: “Il cammino spirituale di Martin Lutero e Swedenborg nell’aldilà” dalla parte dei protestanti e il libro è stato dichiarato eretico e proveniente da Satana, perciò per la piena domanda devo presentarvi pure il Mio supremo verdetto, e domandare: “Ciò che fate al più piccolo dei Miei fratelli, che sono appunto gli uomini, lo avrete fatto a Me stesso”. Non proviene il versetto anche da Me? Sì, secondo la vostra dichiarazione è sicuro che tutte le Dottrine menzionate e supreme del Nuovo Testamento dell’amore per Dio e per il prossimo sono eretiche, anzi sommamente eretiche, giacché voi le contorcete, storpiate e deturpate, e le dichiarate per menzogna, mettendo in prima linea non la Mia Dottrina, di Gesù, bensì le vostre prescrizioni umane fatte da voi stessi, e le predicate al popolo come verità. Attraverso questo vostro falso insegnamento proveniente dalla Bibbia falsamente interpretata, fate della Bibbia stessa un libro del falso profetismo. E poiché in base al vostro falso profetismo, dichiarate i libri cristiano-teosofici dettati da Me stesso, Gesù, come eretici e dettati da Satana stesso, – perciò dichiarate con questo anche Me, vostro Dio e Padre in Gesù, come eretico, falso profeta e Satana, il principe della menzogna! – Questo perché Io, Iddio e la Mia parola, siamo una cosa sola. –

3.      Nessuno che è dalla verità – ed esamina questi libri secondo la verità, che è l’Amore e la Sapienza in Dio, e legge ed esamina questi Insegnamenti incomparabilmente belli, predicando tutto solo secondo le Mie sette Virtù di Gesù quale Figlio dell’Uomo, in amore e umiltà per Me, suo Salvatore del Golgota – leggerà l’alto Carattere divino della Dottrina che vi è sviluppato, non diversamente che con amore e gratitudine per Me e spesso con le lacrime agli occhi, poiché il Mio Spirito Santo, così come lo Spirito del Mio angelo-Amore si riversa attraverso di lui. Chi invece non è dalla verità, rinnega, accusa d’eresia, demonizza e perseguita le Mie parole ivi contenute come una rovina per la salvezza dell’anima! – Non sapete voi che cosa ha detto Giovanni l’evangelista sulla parola di Dio? Se foste dalla verità, allora sapreste che la parola di Dio è Iddio, ovvero Cristo stesso! E poiché trattate Lui come uno qualunque, allora ascoltate che cosa Io, Gesù Cristo, ho deciso su di voi, come la prima e più mite cosa!

4.      Conoscete la profezia su Gerusalemme? Anche là i farisei e i giudei del Tempio hanno infierito così contro di Me, come fanno i pastori, insegnanti di religione e protestanti che oggigiorno danno il tono contro i Miei libri cristiano-teosofici! – Perciò, ascoltate anche voi, cristiani biblici, la Mia profezia contro di voi!» –

 

*

La profezia sul futuro della Bibbia

Zurigo, 22 luglio 1904

(parla Gesù):

5.      «La Sacra Scrittura è un libro di profezie, insegnamenti e Comandamenti divini, soltanto che da molte parti è mal compresa perché falsamente interpretata. Pertanto, nel tempo futuro nel giro di tre anni scomparirà completamente dal mondo, affinché la riluttanza dei cristiani biblici verso la Mia santa Parola nella teosofia cristiana, tramite la quale essi Mi criticano, accusano di eresia e calunniano, ottenga la sua spettante riabilitazione, affinché poi nessuno possa più dire: “Io non sapevo che nella teosofia cristiana fosse scritta la vera parola di Dio, cosicché ho interpretato falsamente la Parola biblica”. – Chi nonostante questo miracolo del mondo adempiutosi nel giusto tempo, insisterà ancora con la vecchia interpretazione della Bibbia e non rispetterà la nuova interpretazione che Io stesso, Gesù, darò nella nuova Bibbia, costui dopo il trapasso dalla Terra giungerà nelle tenebre del secondo inferno, finché non sarà guarito dalla sua ostinatezza, per accettare ciò che Io spiego come giusto e utile per tutti. Con ciò cesserà ben quest’orribile diffamazione delle Mie parole nella teosofia cristiana, poiché l’ostinatezza degli uomini non Mi costringerà ad andar dietro alla loro volontà secondo i dogmi fatti da loro stessi, provenienti dalla falsa interpretazione della Bibbia.

6.      Non è davvero piacevole sentire come Mi si crocifigge ovunque. Il biblico cristiano Mi crocifigge con il suo falso profetismo fatto da lui stesso proveniente dalla Bibbia falsamente interpretata secondo la sua morta lettera biblica che è il suo papa, e non vuol sentire nient’altro che solamente ciò che ha preso dalla Bibbia.

7.      Il romano cattolico Mi crocifigge per tale ragione: perché pone il papa, il vescovo e ogni sacerdote, come giudici sulle Mie parole, i quali gli proibiscono severamente di leggerle, perché eretiche. Critici, atei, soppressori di Cristo e diversamente credenti e miscredenti non tendono ad altro che interpretare la Parola divina come si adatta a loro, per vivere facilmente in maniera viscida, ovvero senza Dio. Costoro Mi crocifiggono, giacché rovinano arbitrariamente tutti i Miei piani che Io ho in animo con loro, rendendosi infelici da se stessi, cosa che è contro la Mia Volontà, poiché Io amo i figli tutti alla stessa maniera e vorrei renderli tutti felici e guidarli a Me. – Amen!»

 

[indice]

۞

Cap. 60

Il sangue e l’anima

(parla Gesù):

1.     «Lev. 17,11: La vita del corpo è nel sangue, ed Io (Jehova in Gesù) l’ho dato per voi sull’Altare, affinché le vostre anime siano riconciliate. Il sangue, infatti, è la riconciliazione, perché in esso c’è la vita”. / ([Vulgata]: “…poiché il sangue riconcilia la vita”).

2.     Deut. 12,23: “Ricorda solamente di non mangiare il sangue, poiché il sangue è l’anima, perciò non devi mangiare l’anima con la carne”. / ([Vulgata]: “Attieniti fermamente di non mangiare il sangue, poiché il sangue stesso è la vita e tu non devi mangiare questa vita con la carne”).

3.      Spiegazione: che la vita del corpo sia nel sangue, si basa sulla verità, perché l’anima lavora principalmente con il sangue, essa vive con i suoi pensieri nel sangue, perché si tratta di gelatinare e formare a massa solida la carne dal sangue attraverso la sua intelligenza e forza di volontà, e di produrlo continuamente, perché il vecchio continua a vivere fino in fondo e scompare. Il sangue è quindi lo strumento e il materiale dell’anima, poiché essa lo dirige in tutte le direzioni: per il riscaldamento dello stomaco, affinché digerisca; per aiutare là dove s’indeboliscono e diminuiscono le forze. Così aiuta testa, piedi, mani, e quindi tutto per la formazione della carne.

4.      Il sangue però non è l’anima, perché se lo fosse, allora non dovrebbe mai andare in putrefazione, bensì dovrebbe spiritualizzarsi, in pratica dovrebbe diventare invisibile e scendere all’inferno o salire al Cielo dopo la morte del corpo. La vita nel sangue, che nella Bibbia greca-luterana è falsamente chiamata ‘anima’, è lo spirituale sottile oppure il complemento spirituale del sangue, e questo è eccitato o totalmente riprodotto attraverso le caratteristiche dell’indole spirituale dell’anima secondo le sue inclinazioni e particolarità, poiché questo complemento spirituale o integrazione del materiale, ha in sé le stesse caratteristiche buone o cattive, come il carattere del sentimento dell’anima stessa, perciò Io proibii attraverso Mosè di mangiare il sangue, affinché non s’impadronisse degli uomini il bestiale degli animali da macello. In verità anche nella carne c’è dello spirituale-bestiale, ma non compare più così fortemente. Perciò permisi solo di mala voglia agli israeliti di mangiare la carne. Così stanno le cose con la falsa opinione che il sangue sia l’anima stessa. Il sangue è certamente la vita nell’uomo, ma solo così com’è spiegato qui, cioè la vita materiale, la vita animata attraverso l’anima dal Mio Spirito divino, e non diversamente; questo lo comprende ogni ragionevole uomo capace di giudicare.

5.      Visto che l’insegnamento di Mosè è mal compreso, come avete visto qui sopra, tanto che ha prodotto il falso insegnamento che l’anima sia nel sangue e il sangue sia l’anima stessa, e di cui è talmente preso il Dowie[46] di Chicago che, secondo le parole della Bibbia, afferrate in modo materiale, ha introdotto un nuovo falso insegnamento, secondo il quale il corpo muore insieme all’anima e che le tendenze e caratteristiche esteriori o virtù e vizi dell’anima che si manifestano – che formano lo spirito nell’uomo o carattere dell’indole dell’uomo a differenza dello spirito proveniente da Dio – continuano a vivere dopo la morte del corpo e dell’anima, dal momento che anche gli insegnanti protestanti hanno falsamente inteso la stessa dottrina, come vedete qui sopra, voglio chiarivi la faccenda:

6.      Come il sangue attraverso l’amore o attraverso l’ira capita in agitazione e da ciò genera una manifestazione della vita, quindi secondo la concezione di Mosè – il quale insegnava “dente per dente, occhio per occhio, sangue per sangue o, vita per vita” – il sangue concilia l’anima covante vendetta, solo nel Nuovo Testamento, Io, Gesù stesso, vi ho annunciato il vero modo di riconciliazione come lo voglio vedere eseguito, insegnandovi: “Se il fratello ti percuote su una guancia, porgigli pure l’altra, affinché con ciò si riconcili con te, poiché egli vede che gli vuoi dare soddisfazione”. Questo, secondo le Mie parole divine, significa: “Se tuo fratello ti fa una richiesta irragionevole, concedigliela se puoi, e dagli piuttosto ancora di più e pure buone parole per la riconciliazione”. Con ciò, attraverso il tuo sangue, che secondo i Miei insegnamenti della Sacra Scrittura sono da interpretare spiritualmente, significa (attraverso) ‘l’amore’, riconcili la sapienza dell’anima la quale esige retribuzione, ed hai conquistato il fratello per amico.

7.      Questa è la Mia divina Dottrina della riconciliazione attraverso il sangue. Poiché ‘sangue’ nella rispondenza celeste, significa ‘amore’ per Me e per ogni uomo, quale figlio Mio. Perciò il Sangue di Gesù Cristo che purifica gli uomini da tutti i peccati, è appunto il trattamento amorevole che tende alla riconciliazione e viene da Me considerato come la giustificazione secondo i Miei insegnamenti. – Riflettete un po’ se non è pretesa da voi la stessa cosa? Non volete essere giustificati attraverso la riconciliazione e l’attività d’amore da parte dei vostri offensori o danneggiatori? Così pensate anche di Me, poiché Io sono appunto il Padre spirituale vostro, il Mio spirito (come scintilla) dimora in voi e voi siete figli Miei. Non deve dunque esistere la parentela spirituale con Me, in voi?

8.      La remissione dei peccati e la giustificazione dinanzi a Me è intesa solo attraverso l’amore nel modo indicato, e non diversamente. Se non fate come ho insegnato, allora compare il Giudice della Preghiera del Padrenostro che dice: “Così come agite verso di Me e verso i figli Miei quali vostro prossimo, così agisco Io, Gesù, verso di voi”, – infatti, là significa chiaramente: “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo al nostro prossimo!”».

 

[indice]

۞

Cap. 61

L’Evangelo dell’amore

Il Padre Gesù illumina il carattere ostile di quegli uomini che si urtano in Lui, perché ci parla sempre dell’amore e consiglia l’amore

Zurigo, 21 luglio 1904

(parla Gesù):

1.      «Molti uomini si urtano quando sentono che nella teosofia cristiana si parla tanto dell’amore, cosa che a loro non piace e su questo si permettono di fare osservazioni a doppio senso. Queste osservazioni provengono dalla carnale debolezza umana; per questo una massima suona così: “Com’è il furfante, così egli pensa degli altri”.

2.      Se gli uomini conducessero una vita spirituale, allora penserebbero e giudicherebbero spiritualmente, e perciò non si urterebbero alle Mie parole spirituali nei dettati per i Miei figli come morale insegnamento spirituale che Io ho pronunciato dalla Mia primordiale Essenza spirituale, Essenza che consiste di solo Amore. E poiché Io, Iddio, sono uno Spirito [Gv. 4,24], non si deve proprio pensare che v’insegno ad amarvi carnalmente! – Inoltre in 1° Giovanni 4,8 e 4,16 si legge: “Dio è Amore”, senza una maggiore osservazione, se Amore spirituale o carnale. – Se pensate ragionevolmente, allora lo saprete certamente, poiché nel sesto Comandamento ho proibito qualsiasi impudicizia, perché deve essere soltanto un amore spirituale!

3.      Quindi Io pretendo, nel più grande Comandamento della Legge, che Mi si debba amare con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutto il sentimento, e il prossimo come se stessi [Matt. 22,37-40]. Come vi potreste allora urtare alle Mie parole, se pensaste e viveste in modo puro e spirituale? Perciò urtatevi piuttosto in voi stessi che siete così carnali e lussuriosi, invece di urtarvi in Me, visto che vi urtate nelle Mie parole! – Guardate il tredicesimo capitolo della prima lettera ai Corinzi, dove Paolo nel fuoco dell’infervorato discorso parla dell’amore[47], che esso è la cosa più alta, e vedete, Paolo non era nemmeno sposato, anzi egli sconsigliava perfino il matrimonio, per non servire l’amore carnale.

4.      Perciò siate spirituali, siate puri e santificatevi, affinché diventiate come Me, il Padre vostro che è Puro e Santo, allora non vi urterete più in Me, vostro Dio – perché predico sempre dell’amore – ma comprenderete che si tratta solo dell’amore spirituale per Dio e per l’uomo come prossimo, affinché diventiate figli Miei. E allora per costoro tutto sarà puro, perché al puro tutto è puro.

5.      Questo come risposta alla falsa sapienza di coloro che stanno ancora troppo in basso per sapere che Dio è Amore, come Padre e Figlio. – Amen!»

 

[indice]

۞

Cap. 62

Profezia della fratellanza degli uomini

Il Padre Gesù descrive le alte mete dell’affratellamento spirituale degli uomini, dei popoli e delle classi degli uomini sotto il divino Sole Centrale, Gesù Cristo, e profetizza dei futuri avvenimenti del mondo.

Zurigo, 19 luglio 1904

(parla Gesù):

1.      «Alti pensieri delle manifestazioni d’amore del cuore umano orbitano nelle eteree arie celesti, dove gli spiriti dell’Amore del superiore o filiale Cielo dimorano nella cerchia del loro Padre Gesù, e si riscaldano in inesprimibili godimenti d’Amore del Sole divino “Gesù”. Sì, sono alti pensieri quando i figli di Dio sulla Terra parlano dell’affratellamento degli uomini nel senso spirituale d’amore che trova la loro risonanza nel Cielo superiore; poiché il Cielo superiore consiste di spiriti di puro amore, di puri figli nello spirito delle virtù, che Io 2000 anni fa ho vissuto per voi come esempio da imitare. La parola ‘affratellamento’ è una parola spirituale, perché tutti gli uomini, che altrimenti sono inconcepibilmente diversi e separati tra loro, devono avere per oggetto l’Amore divino, la cui guida suprema dovevo essere e devo essere Io, Gesù stesso, poiché altrimenti mai può aver luogo sulla Terra un affratellamento degli uomini, perché ricchezza e povertà, potenza e impotenza, cultura e grossolanità, nobiltà di cuore e cattiveria, nazionalità, lingua e odio umano, hanno separato il mondo mediante profondità insuperabili in classi e nazioni. Alti ideali trovano nell’etere superiore i loro amici, amatori e rappresentanti spirituali, poiché solo là dove Io dimoro, splende il Sole dell’eterno Amore, perché Io stesso sono questo Sole.

2.      Se volete diventare figli Miei, allora dovete lanciarvi in alto attraverso le Mie Virtù, quale Figlio dell’Uomo, in quelle regioni di Luce dell’eterno giubilo, dell’eterna gioia e degli inesprimibili godimenti del Mio Amore paterno, che il Cielo o l’eterna Vita in Dio forma dai cuori umani. Cielo e Terra dovevano congiungersi nel vero amore dell’uomo attraverso il vero amore umano che è l’affratellamento di tutti gli uomini, sia che stiano in alto o in basso, siano ricchi o poveri, fino a congiungersi in una famiglia spiritualmente amorevole di figli di Dio. Uno per tutti ,e di nuovo, tutti per uno deve essere la parola e il cuore di tutti.

3.      Libertà, uguaglianza e fraternità deve formare il vessillo del vero affratellamento degli uomini, classi e nazioni, poiché senza questi non è pensabile la realizzazione del Regno di Dio sulla Terra; – perché finché gli uomini si separano in classi, società e nazioni, non è pensabile una realizzazione del Mio piano divino per la fondazione del Regno dell’Amore sulla Terra, Terra che doveva essere un paradiso terrestre.

4.      Cari figli! Pensate spesso a queste Mie parole, alle parole del vostro Padre Celeste che vuol rendervi ultra felici, al Quale però, mettete sulla via tutti gli ostacoli possibili, affinché le Mie divine Mete con voi, anche se non frustrate, vengono comunque ritardate, se non voglio interferire con misure forzate e, per mezzo delle vostre condizioni terrene, visitarvi all’improvviso con avvenimenti mondiali distruttivi, per sottomettervi alla Mia Volontà. Ma anche questo accadrà, perché la maggior parte degli uomini schernisce unicamente le Mie parole e accusa i Miei strumenti scrivani, invece di valutarli a loro vantaggio con amore e sapienza sulla Bilancia d’oro della verità del divino Amore!

5.      Mi è molto difficile tenere su di voi la Mia mano da Giudice e mandarvi giornalmente tanti disastri sulla Terra. Soltanto che oggigiorno le cose nel mondo vanno come al tempo di Noé, quando il diluvio cominciò a mettere sott’acqua le strade della gigantesca città di Hanoch. Si scherzava e si rideva, e allegri si remava intorno nelle barche, finché la faccenda peggiorò sempre di più, e alla fine annegarono tutti, di cui rimasero il Mar Caspio e il Lago d’Aral come testimoni viventi della Mia punizione sugli incorreggibili. Giorno per giorno avvengono una quantità di disgrazie, e qual è la conseguenza di questo? Essa stimola soltanto la vostra curiosità di leggere qualcosa di ‘nuovo’! – Ma che a voi vengano in mente che esse sono punizioni del Mio Amore, per rendere attenti gli uomini sulla loro grande inclinazione al peccato, non è più pensabile! – Non Mi rimane altro che aumentare e ingrandire gli avvenimenti!

6.      Guardate al colosso nordico! Ho risvegliato a lui molti spiriti della libertà, ma essi diventano martiri della più grossolana barbarie, dell’inconciliabile assolutismo! Io però non riposo e la barbarie è punita con infamia e vergogna, finché la nave dell’impero si spaccherà in due e i flutti del Mio Spirito della libertà sommergeranno il gigantesco impero e introdurranno la cultura dell’Amore divino. Così dovrò procedere con tutti gli imperi che si comportano contro i Miei piani civilizzatori nel senso dell’Amore divino, come sta scritto nelle parole o profezie del Vecchio Testamento sul Mio attuale ritorno sulla Terra, ritorno che è già cominciato.

7.      Chi non vuol comprendere con buona volontà il Mio linguaggio spirituale, lo comprenderà mediante la verga, e sotto la sua forza andrà a fondo. Guardate ai paesi dell’Europa dove i Miei figli sono stati forgiati per secoli nelle catene dell’oppressione spirituale e del peggioramento dei costumi, quanto rapidamente hanno fatto irruzione i cambiamenti! – Per non causare ferite visibili, per mezzo delle quali la libertà della vita religiosa sarebbe stata messa in catene da Me stesso, faccio attuare, attraverso differenti elementi, ciò che la liberazione degli uomini dalle catene spirituali dei lupi in veste di pecore non può altrimenti attuare. Di solito, infatti, è più facile convertire un social democratico ateo, che un cristiano seduto nella lettera o nell’istupidimento spirituale. Così stanno le cose con l’epoca d’oro della civilizzazione del ventesimo secolo! In verità è scritto e predicato molto di progresso, di religione e di affratellamento, ma – purtroppo – la maggior parte di coloro che vogliono rendere felici gli uomini, essi stessi non hanno nessuna vera Luce nello scopo, e perciò non funziona.

8.      Cari figli! Schieratevi intorno a Me, vostro Salvatore! Lasciatevi istruire da Me attraverso i Miei libri che vi offrono i Miei strumenti della teosofia cristiana, allora andrà bene se diventerete di cuore buono e umile, ed amerete Me e i Miei figli, perché allora l’affratellamento superiore nella Luce dell’Amore divino, il cui Sole centrale sono Io, Gesù stesso, vi invierà Raggi celesti del calore d’Amore per la verità della Parola e del divino sentimento nei vostri cuori, e vi vivificheranno per la Vita imperitura in Dio. – Amen!»

 

 

*  *  *

[indice]

 

 

 

 

(terza parte)

 

 

Gesù Cristo secondo la Sua origine terrena

e la Sua parola divina

nella Sacra Scrittura

 

 

۞

Cap. 63

Gli avvenimenti e le condizioni religiose degli ultimi tempi

Graz, 16 luglio 1903

(parla Gesù):

1.      «Miei cari figli, Con le precedenti dimostrazioni della Divinità di Cristo, e con ciò anche della Bibbia, avete ricevuto una solida base sulla quale si continua ad edificare e si manifesta la Luce dall’Alto nella sua vera grandezza e santità.

2.      In tutti i tempi gli uomini che dimenticano Dio hanno osato toccare la Santità della divina Parola della Bibbia, e ne hanno deformato il suo valore interiore oppure hanno tentato di cancellarla completamente, di cui la storia del Nuovo Testamento riferisce spaventosi fatti su come si maneggiava con la Dottrina della salvezza e dell’Amore di Dio. Ora voi vi trovate alla conclusione della grande lotta per la verità, e perciò l’agitazione febbrile, pro e contro Cristo. Da un lato i ricercatori della Luce e della Verità, che sono Io, Cristo; dall’altra parte il tenebroso operare dell’inferno e dei suoi spiriti. L’orologio del tempo segna già l’Ora una, poiché la lotta fluttua come il mare quando la tempesta accavalla le onde e vuole inghiottire tutto in sé. Il Mio Spirito divino opera nei Miei figli e li agita così che non hanno più nessuna quiete, poiché cercano la verità come Io stesso li ho istruiti e vi ho portato come lieto messaggio dai Miei Cieli, affinché possiate diventare beati e felici, e possiate un giorno venire da Me nella Casa del Padre Mio. Perciò questa portentosa agitazione religiosa e formazione di centinaia di nuove società e associazioni allo scopo di indagare la verità e la Luce. Perfino il popolo degli israeliti, seppellito nel trafficare, si è all’improvviso risvegliato ed ha fondato e attivato una quantità di scritti e associazioni ebraiche, poiché non soltanto gli spiritisti, gli eserciti della salvezza e una moltitudine di altre unioni, si sforzano di diffondere una Luce divina nel mondo, ma perfino ai giudei è sorta la Mia Luce, tanto che il tempo della venuta del Messia è ora imminente anche per loro.

3.      Essi sanno bene che i loro antenati hanno rigettato e crocifisso il Messia, ma alla Sua attuale venuta Lo vogliono accogliere con amore. Perciò molti giudei sono passati alla religione del Nuovo Testamento dei cristiani, di cui solo la rivisita giudaico cristiana di Amburgo conta circa 10.000 abbonati. Le citate società ebraiche sviluppano un grande e fervente movimento, per popolare di nuovo la Palestina con la loro stirpe. Diversi decenni fa, prima dell’anno 1870, tutti i giudei erano ancora morti per l’idea della venuta del Messia, vivevano solo per il loro commercio e benessere. Solo che le profezie del ritorno di Cristo che si trovano numerosissime nel Vecchio e Nuovo Testamento, vanno incontro al loro adempimento; perciò Io, Gesù-Jehova, ho acceso ai giudei la Luce della conoscenza per la verità e l’amore per la patria degli antenati, e perciò l’andare e lo stabilirsi dei giudei in Palestina, di cui ve ne sono già oltre 70.000[48].

4.      Così Io guido gli uomini e li preparo al Mio ritorno. L’esercito della salvezza possiede un enorme numero di seguaci. Lo spiritismo circa 20 milioni di aderenti e così anche altri circoli religiosi in numero maggiore e minore. Tutto si agita, tutto si muove, tutto cerca Luce e verità. Guardate in tutti gli Stati europei, come ci si muove e ci si agita. Paolo scrisse ai Corinzi: “Dove c’è lo Spirito del Signore, là c’è libertà” [2° Cor. 3,17], perciò tenete aperti i vostri occhi e i vostri sensi! Lo Spirito di Dio nell’uomo non vuole più lasciarsi schiavizzare, opprimere e sfruttare per scopi tenebrosi. Il dominio mondiale di Satana sta andando alla fine, perciò ovunque ribellioni e rivoluzioni in Europa e ogni specie di associazioni allo scopo della libertà del corpo e dell’anima. La battaglia si è accesa, da un lato combatte lo Spirito di Cristo, dall’altro lo spirito di Satana con i suoi collaboratori, perciò il tenebroso affaccendarsi delle potenze spirituali, dove è combattuta la lotta tra Cristo e Satana. Perciò ovunque entrano in scena falsi profeti che vogliono eliminare Dio e la Sua santa parola della Bibbia. Qui si adempie la mia profezia in Matteo, cap. 24 e versetto 24, dove si legge: “In quel tempo sorgeranno dei falsi cristi e dei falsi profeti che faranno grandi segni e prodigi, così che se fosse possibile, da sedurre persino gli eletti”.

5.      Aprite i vostri occhi, adoperate la candida spada del vostro spirito e guardate all’affaccendarsi dei partiti, associazioni, società e comunità religiose e ai loro insegnamenti e sforzi pubblici, e se là non scoprite molti cristi come falsi profeti, allora dite a voi stessi: “Non siamo avvolti soltanto da una, ma da una settupla coltre di Mosè nella luce e nell’intelletto!”. Come menzionato qui sopra, la lancetta dell’orologio religioso del tempo segna già l’Ora una. Si entra già nel meglio, la vittoria si china dalla parte della Luce, poiché tutte le lotte, tutto il tendere della resurrezione religiosa verso la tenebra dei profeti al servizio di Satana, sono solo grossolani lavori preparatori per il passaggio della divina Luce centrale dell’autentica Dottrina di Cristo nella teosofia cristiana. La Luce dall’Oriente sono Io, Cristo, e nessun altro maestro di religione. Perciò schieratevi intorno a questa Luce, poiché non ne esiste un’altra né nel Cielo né sulla Terra, perché Cristo è la Luce di base originaria di tutta l’infinita Divinità. Questa Luce della vita eterna vi viene portata incontro nella teosofia cristiana. Ma la teosofia cristiana non si basa soltanto sui suoi attuali libri dettati da Me, dal Padre Gesù, ma riconosce anche la Bibbia, e perciò Io, il Padre vostro Gesù, per l’illuminazione della verità nella Bibbia, procedo contro la babele del professor Delitzsch[49]».

 

[indice]

۞

Cap. 64

Sulla Bibbia incompresa

Graz, 16 luglio 1903

(parla Gesù):

1.      «La Bibbia è un Libro di simboli o di rispondenze spirituali, il cui senso interiore o nocciolo, già da circa 2500 anni, non è chiaro agli uomini, perché questi sono diventati spiritualmente decaduti e tenebrosi per il modo di esprimersi spirituale più elevato. Tra tali oscurantisti si trova anche l’assiriologo tedesco, il professor Friedrich Delitzsch di Berlino».

 

*

Sugli scritti cuneiformi assiro-babilonesi

(parla Gesù): 

2.      «Gli scritti cuneiformi dell’impero assiro-babilonese sono compilati in buon numero con insegnamenti di rispondenze del linguaggio spirituale, e questo professor Delitzsch non lo comprende, perciò egli non comprende in modo giusto neanche il nocciolo interiore, bensì cavalca le lettere morte e i simboli che non sa decifrare giustamente. – Quindi, è facilmente immaginabile che dovrà imbattersi nelle più grandi contraddizioni ed errori, specialmente se si rivolge contro Dio, per cancellarLo come Autore delle Sacre Scritture; allora gli rimane ben la sapienza intellettuale che serve a Satana. Invece Io, lo Spirito di Dio che dimoro nel suo petto e della Bibbia ne sono l’Autore, anche se non di tutto, comunque di una parte rilevante, Mi sono tirato indietro e non lo illumino più, perché Mi ha rinnegato con le sue spiegazioni antibibliche.

3.      Il dono dell’interpretazione delle Sacre Scritture è concesso soltanto agli uomini timorati di Dio, amanti di Dio e del prossimo, ma non agli uomini presuntuosi, ambiziosi e avidi di guadagno e di fama mondiale, di cui nel corso della spiegazione fornirò alcune dimostrazioni molto marcate. Delitzsch è professore di teologia e perciò ancor più da compiangere perché ha abbandonato la via della verità e si è rivoltato contro di Me, suo Dio e contro la Mia santa parola della Bibbia contro cui egli infierisce.

4.      Il 12 febbraio 1903 egli ha tenuto una conferenza che ha suscitato una grande sensazione e perciò fu discussa da tutti i giornali. Alla conferenza erano presenti la coppia imperiale, il cancelliere dell’impero, i generali, i ministri, dei professori e altre altolocate persone. Il giudizio del professore fu sostanzialmente il seguente:

5.      “Non esiste nessuna confusione maggiore dello spirito umano, quanto la fede, quanto la Bibbia che sarebbe una Rivelazione personale di Dio. Il contenuto della Bibbia stessa contraddice molte volte quest’opinione. (…) Per il ricercatore la Bibbia non è altro che un’opera umana, in molti casi un’opera umana contestabile”. – Con questo, Delitzsch ha negato la comunicazione biblica che Mosè abbia ricevuto i Dieci Comandamenti da Dio».

 

*

Delitzsch e la Bibbia

(parla Gesù):

6.        «Inoltre, Delitzsch domanda: “Si crede veramente che tutta la Legge mosaica provenga dalla Rivelazione divina?”

7. Poiché questi Dieci Comandamenti e questa Legge mosaica esisteva già molti secoli prima di Mosè già in Babilonia e il professor Winkler adorna uno dei suoi scritti che la società asiatica anteriore ha pubblicato con l’illustrazione di un antico rilievo (Hammurabi riceve dal dio Sole la sua legge. Hammurabi, re di Babilonia che visse intorno all’anno 2050 dopo Adamo al tempo di Abramo, ovvero 600 anni prima di Mosè) titolandolo “Mano sul cuore”, così dice Delitzsch: “Al di fuori della Rivelazione di Dio che ogni uomo porta in sé, questo significa la propria sapienza intellettuale, e non abbiamo bisogno d’altro!”.

8. Con questo, Delitzsch dice che ogni uomo è un dio, e quindi non esiste un tale Dio come se lo immagina il devoto cristiano, poiché in questo senso la sua spiegazione atea abbraccia ogni uomo!». –

*

Chiarimenti contro Delitzsch

Graz, 17 luglio 1903

(parla Gesù): 

9.      «Poiché Delitzsch è tanto sicuro della vittoria per il fatto che ha innalzato la sapienza intellettuale a sua divinità alla Nietzsche[50], allora appare d’obbligo esordire subito con dei chiarimenti, i quali respingano questa pretesa negatrice di Dio e la presentano con dimostrazioni scientifiche come eresia.

10.    È stato constatato come, senza dubbio in tempi recenti (1897-1899), attraverso degli scavi francesi in Susa sulle rovine di Ninive, in particolare attraverso il riuscito ritrovamento di un monumento di Hammurabi[51], come questo fosse provvisto di ricchi scritti cuneiformi, di cui la Bibbia in Genesi 14,9 menziona con il nome Amraphel, come contemporaneo di Abramo nell’anno 2055 dopo la creazione di Adamo, il quale circa a metà del 21° secolo dopo Adamo riunì in un grande impero mondiale il nord e il sud di Babilonia.

11.    Per quanto riguarda il dio Sole, le cose stanno secondo le Mie rivelazioni nella teosofia cristiana come segue: gli abitanti primordiali dell’Egitto, della Caldea, ecc. erano immigrati adamitici, i quali portarono con loro la religione originale di Dio, la quale in massima parte era uguale al puro insegnamento di Cristo. Prima però che continuo a descrivervelo, deve precedere un chiarimento dalla teosofia cristiana, al fine di comprendere meglio l’insieme».

 

*

L’origine della Terra e degli uomini

Graz, 17 luglio 1903

(parla Gesù): 

12.    «In quest’occasione voglio constatare il fatto che la Terra fu espulsa dal Sole centrale primordiale 6,5 miliardi di anni fa attraverso un’eruzione vulcanica come corpo incandescente, e che la creazione della Terra nell’attuale forma comprende un periodo di sviluppo di 6 spazi di tempo. Invece le ipotesi di quegli eruditi che stabiliscono la stirpe umana da 8000 fino a 250.000 anni commettono il più grande errore, così come il più grande errore lo commettono i filosofi religiosi indiano-buddisti, i quali credono che la stirpe umana sia già vecchia di 900.000 fino a 1 milioni di anni. In quest’ipotesi non c’è nessuna maha Atma, che significa: “grande Luce di Dio”, bensì ara Atma, che significa: “piccola Luce di Dio”, poiché secondo le dirette rivelazioni che Io, Gesù vi ho dato, 4151 anni prima della Mia nascita, non esisteva nessun genere umano con suoni finemente articolati oppure con strumenti linguistici più altamente sviluppati».

 

*

I pre-adamitici

(parla Gesù): 

13.    «I pre-adamitici sono certamente più vecchi di poche migliaia di anni, soltanto che non avevano un linguaggio come l’avete voi. Gli eruditi credono che i pre-adamitici si siano estinti e cercano i loro resti negli strati pietrificati della Terra ecc., invece i pre-adamitici continuano a vivere negli ottentotti[52], nei pigmei e nei papuasi, e le fondamentali dimostrazioni da Nippur[53] vecchie di 8000 anni e nei dipinti vecchi di circa 10.000 anni in una grotta del sud della Francia, non sono altro che illusioni, illusioni che Dio ha concesso per far urtare fortemente gli eruditi, perché essi rinnegano Dio e innalzano se stessi a déi della scienza. – Dopo questa divagazione nella faccenda, torno indietro all’origine della mitologia».

 

*

L’origine, i nomi e la causa del sorgere della dottrina sugli déi

Graz, 27 ottobre 1903 e 24 marzo 1905

(parla Gesù): 

14.    «Gli antichi progenitori dell’Egitto e della Caldea erano profondi poeti e cantori alle corti degli antichi re di questi paesi, e personificavano in simboli o rispondenze, fatte con buone intenzioni, le caratteristiche dell’unico vero Dio.

15.    Così era Bel, dio del Sole dei Caldei o Babilonesi, poiché bel oppure bal significa, nelle lingue antiche, Signore, Sole e Fuoco, e vuol dire: “Il Signore su tutto, Colui che si personifica e si fa co