1905

Franz Schumi

 

Chi è un servitore di Dio ?

 

Insegnamenti sui veri servitori di Dio attraverso citazioni tratte dal Nuovo Testamento, sul vero apostolo, sulla dimora di Dio nel cuore, sulla rinascita, sul sigillo della giustizia, sulla vera unzione.

 

Comunicazioni dal Padre

 

Scritto teosofico-cristiano

Nr. 53

 

 

Titolo originale:  Wer ist ein Diener Gottes?

 

Per l’edizione in lingua originale:

Casa Editrice di Franz Schumi a Zurigo;

Editore su commissione: Cécil Nägel, Altona (Germania)

Stampa di Otto Bucholz in Amburgo (Germania)

 

Casa editrice per libri spirituali

Mail: info@verlag-hoff.de

Rudolf R. Hoff - Mühlenweg 21, 53902 Bad Münstereifel (D)

Telefon  02257 – 3363 / Telefax 02257 – 958662

 

Edizione italiana a cura del gruppo “Amici della nuova Luce

 

Traduzione di Ingrid Wunderlich

Revisione di Antonino Izzo

 

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INDICE

Cap. 1 Chi è un vero servitore

Cap. 2 Chi è un apostolo di Dio?

Cap. 3 Il suggello della funzione di apostolo

Cap. 4 Che cos’è la dimora di Dio nell’uomo?

Cap. 5 Vocazione ed elezione per essere un servitore di Dio

Cap. 6 Chi è nato da Dio, non pecca

Cap. 7 L’unzione dei servitori di Dio

Cap. 8 Un’obiezione sul Vangelo incompleto

Cap. 9 Le Mie parole sono Spirito e sono Vita

Cap. 10          Il Suggello della Giustizia

Cap. 11          La rinascita dall’acqua e dallo spirito

Cap. 12          I primi Doni della rinascita

Cap. 13          Ammaestrati da Dio stesso

Cap. 14          Gli autentici servitori di Dio

 

 

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Cap. 1

Chi è un vero servitore

                         1.               Un servitore di Dio è colui che vive secondo i Comandamenti divini, che ha da Dio la Parola profetica interiore, che sta costantemente in collegamento con Me, Gesù Cristo, e quindi ha il segno di un profeta attraverso la Parola profetica, come l’avevano i profeti e apostoli, i quali erano, per l’appunto, i Miei veri servitori.

 

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Cap. 2

Chi è un apostolo di Dio?

                         1.               Un apostolo di Dio è colui che è chiamato da Dio stesso, istruito e scelto come Suo insegnante.

 

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Cap. 3

Il suggello della funzione di apostolo

                         1.               Paolo scrive in 1° Corinzi 9, 2: «Anche se per gli altri non sono apostolo, lo sono certamente per voi, poiché voi siete il suggello che conferma il mio apostolato rispetto al Signore».

                         2.               Il suggello che qui è inteso, sono quei credenti che sono stati istruiti da un apostolo eletto e istruito da Dio stesso a questa funzione come servitore e annunciatore dell’Insegnamento di Dio, il quale attinge direttamente da Me, Cristo. Ma i credenti in Cristo, che sono un suggello oppure una conferma della Verità di un autentico apostolato, devono dimostrare anche nei fatti l’Insegnamento di Dio attraverso il vivente amore per Dio e per il prossimo.

                         3.               Dio è puro Amore [1 Giov. 4, 8 e 16], Egli fa sorgere il Suo sole sui buoni che sui cattivi, e fa cadere regolarmente la pioggia fertilizzante per i mansueti e per i malvagi [Matt. 5,45]. Quindi, i credenti in Cristo che vogliono essere il suggello dell’autentico cristianesimo, devono santificarsi, cioè devono purificarsi spiritualmente da tutti i peccati, affinché somiglino alla perfezione, come è perfetto il loro Padre nel Cielo[1]. Essi devono diventare un santo ceto sacerdotale di Dio, offrendo al loro Padre, a Dio e al prossimo, sacrifici spirituali d’amore e di verità, attraverso l’attività d’amore per il prossimo [Luca 10, 33] e precisamente nel modo e maniera come lo fa il loro Padre nel Cielo verso l’amico e il nemico. Quindi devono scorrere fiumi di Acqua vivente, il che significa opere dell’attività nell’amore per il prossimo dai loro fianchi, cioè dai loro sentimenti d’amore. Questo è poi il santo Suggello dell’Amore divino, che normalmente si chiama Dio Padre, poiché il suggellamento dei servitori di Dio [Apoc. 7,3] non significa altro che infiammare degli uomini a quelle altezze luminose del santo Amore, affinché si formino uguali a Dio, al Padre loro.

 

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Cap. 4

Che cos’è la dimora di Dio nell’uomo?

                         1.               All’ultima Cena Io dissi: [Giov. 14, 21, 23]«Chi ha i Miei Comandamenti e li osserva, questi Mi ama. Chi però Mi ama, questi sarà amato dal Padre Mio ed Io lo amerò e Mi rivelerò a lui. (Perché) Chi Mi ama, osserverà la Mia Parola; e il Padre Mio lo amerà e Noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui».

                         2.               Questa dimora di Dio nell’uomo è il perfetto passaggio dell’uomo nell’amore, adempiendo il più grande Comandamento nella Legge. E così, egli riceve le Grazie del Battesimo spirituale di Fuoco dell’Amore, Sapienza e Onnipotenza, secondo la misura del suo amore e delle sue necessità.

                         3.               Ognuno che è chiamato da Me, istruito e prescelto servitore di Dio, deve aver parte di queste Grazie e Doni, altrimenti egli non è un servitore di Dio eletto da Me, ma un operaio chiamato da uomini nel senso delle prescrizioni umane, e non dell’Insegnamento di Dio.

 

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Cap. 5

Vocazione ed elezione per essere un servitore di Dio

                         1.               Quando Io Mi scelgo un figlio del Mio Amore affinché sia un servitore, allora questo avviene mediante l’apporto del Mio autentico insegnamento, poiché se in lui si risveglia l’amore per servire Me, allora gli toccherà la Grazia della Parola interiore, affinché sia istruito e guidato da Me e, con ciò, si sviluppi sempre di più la sua sfera di conoscenza e azione, finché alla fine sia maturo per comparire pubblicamente per istruire il popolo.

 

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Cap. 6

Chi è (ri) nato da Dio, non pecca

                         1.               Ogni uomo pecca diverse volte giornalmente, e spesso senza rendersene conto. Per non peccare, l’uomo deve adempiere precisamente tutti i Miei comandamenti e insegnamenti virtuosi. Chi fa questo realmente e vive ed agisce secondo il Mio puro insegnamento teosofico, questi si purifica completamente un po’ alla volta dal peccaminoso, in modo che, quando l’amore è sempre attivo, con il tempo, dopo lunghi anni di sforzo, gli toccherà finalmente la Grazia di rinascere, vale a dire che diventerà partecipe delle Grazie e dei Doni divini, per cui egli (ri) nasce da Me. Allora camminerà nel mondo senza peccare, perché, proprio per amore per Me, fuggirà il peccato e avrà la sua brama solo verso l’operare delle opere d’amore. Nondimeno, non esiste nessun “essere (ri)nato da Dio”, senza avere la Parola profetica interiore ed essere partecipe di determinate Grazie.

 

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Cap. 7

L’unzione dei servitori di Dio

                         1.               In 1° Giov 2,20 e 27, egli scrive ai santificanti: «20Voi avete l’unzione di Colui che è Santo, e sapete tutto».«27 … e l’unzione che avete ricevuto da Lui rimane con voi e non avete bisogno che qualcuno v’insegni, bensì, come l’unzione v’insegna su tutte le cose, allora essa è vera e non menzognera; e come essa vi insegna, così rimanete con la stessa».

                         2.               Qui Giovanni parla dell’unzione dei santificanti. Ogni servitore di Dio deve avere quest’unzione, la quale gli rende non necessaria ogni istruzione teologica, anzi, deve rendergliela non necessaria, poiché attraverso l’unzione egli riceve l’Insegnamento divino proveniente da Me, Gesù stesso; per cui, esposto spiritualmente e franco, nei seminari dei sacerdoti questi viene istruito in lettere e in prescrizioni umane che lo rendono morto, poiché tutte le interpretazioni della Bibbia sono morte prescrizioni umane, se non avvengono tramite la Mia parola divina bensì tramite uomini incappati nelle lettere morte.

                         3.               L’unzione è quindi una rinascita dall’acqua e dallo Spirito Santo, attraverso cui al battezzato nello Spirito giunge la comprensione della Bibbia proveniente da Me, Gesù, tramite la Parola profetica interiore. L’unto da Me, Gesù, riceve anche le Grazie e i Doni spirituali di cui egli ha bisogno.

 

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Cap. 8

Un’obiezione sul Vangelo incompleto

                         1.               Io, Gesù, voglio affrontare quest’obiezione ai morti della lettera biblica: finché tutto ciò che Io ho illuminato qui dalla Bibbia, non si troverà in loro, – essi non sono né chiamati da Me, né istruiti, né eletti come lo furono una volta i profeti e i Miei discepoli, – per presentare e per interpretare la Mia santa Parola. Perciò essi non appartengono al Mio gregge dei figli di Dio, se a Me, al loro Dio e Giudice, vogliono calpestare con i piedi la Mia santa Parola.

                         2.               Essi devono riconoscere ciò che scrisse Giovanni al cap. 20,30 e 21,25; e a Me, al loro sacrosanto e inavvicinabile Dio, non devono fare nessuna prescrizione dal loro inferno di peccati, bensì devono sforzarsi e riconoscere che Dio può fare, dire e spiegare da Se stesso, ciò che Egli vuole! – I versetti indicati v’insegnano addirittura che il Nuovo Testamento è un libro molto insufficiente, poiché, secondo la dichiarazione di Giovanni, si sarebbero dovuti scrivere ancora parecchi libri per annotare tutto ciò che Io un giorno ho detto e fatto. Che non esista nessun altro Dio che Gesù Cristo, lo insegna anche il libro cristiano-teosofico: “Cristo e la Bibbia”.

 


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Cap. 9

Le Mie parole sono Spirito e sono Vita

[Giov. 6, 63]

                         1.               Con queste parole Io consolidai il Mio insegnamento, e su queste parole si basano tutti coloro che leggono la Bibbia. Solo che il Mio insegnamento è Spirito e Vita solo quando è afferrato spiritualmente, ed è spiritualmente vissuto e si opera secondo questo, altrimenti esso è morto e non ha in sé nessuna Vita, perché non è afferrato spiritualmente.

                         2.               Ma come si vuole afferrare spiritualmente il Mio insegnamento, se non si ha nessuna Parola spirituale interiore proveniente dal Mio Spirito? Come si vuole sostenere che la Mia parola è Spirito e Vita se non si hanno relazioni con Me, con quello Spirito che è la Vita dell’Universo o del Cosmo, bensì si lavora intorno alle lettere che portano morte, e sono false perché morte, poiché dalle lettere morte si escogitano prescrizioni umane in tutto costruite?

                         3.               Da ciò vedete che dai Miei insegnamenti non avete né lo Spirito, né la Vita, bensì dottrine morte fatte da voi, le quali non vi portano a Me, ma all’inferno.

                         4.               Lasciatevi perciò istruire da Me, e non contrastate a Me – al vostro Dio e Giudice – la comprensione dell’interpretazione della Bibbia come l’avete fatto finora, altrimenti capiterete nelle tenebre ancora più profonde.

 

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Cap. 10

Il Suggello della Giustizia

                         1.               Paolo, in Romani 4,11 dice: «Ed egli, Abramo, ricevette un segno, cioè la circoncisione, come suggello della giustizia mediante la fede che egli aveva mentre era nel suo stato incirconciso, affinché fosse il padre anche di coloro che, incirconcisi, hanno la giusta fede, così che attraverso l’adempimento dei Comandamenti di Dio fosse loro attribuito per giustizia».

                         2.               Questo significa: il suggello della giustizia è il suggello della purezza, poiché solo il puro è giusto dinanzi a Dio! L’uomo, tuttavia, non raggiunge la purezza senza la rinascita dello spirito [1 Giov. 3,9], e la rinascita consiste di acqua e di spirito.

 

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Cap. 11

La rinascita dall’acqua e dallo spirito

                         1.               Io, Gesù, dissi a Nicodemo: [Giov. 3, 3-7] «In verità, in verità ti dico: se uno non rinascerà dall’Alto…», «…dall’acqua…», e «…dallo Spirito Santo, non può entrare nel Regno di Dio».

                         2.               Ora ci si domanda: che cos’è l’Alto, cosa l’acqua, e cos’è lo Spirito Santo attraverso il quale si rinasce?

                         3.               Il senso di ciò che significa qui l’acqua, lo trovate nella 1° lettera di Giovanni al capitolo 5,7-8 dove si legge: «Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza: il sangue, l’acqua e lo spirito», così riferisce la Bibbia luterana e la Bibbia romana in questo versetto. Quindi i testimoni nel Cielo sono tre: il Padre, la Parola e lo Spirito Santo. Perciò l’acqua è la Parola di Dio nella quale si è incarnato Dio in un Uomo, in Cristo (secondo Giov. 1,1 e 2,14).

                         4.               Perciò ognuno deve prima spiccare il volo in Alto attraverso l’Insegnamento di Dio, mediante il suo rigoroso adempimento, poiché egli rinasce anche attraverso lo Spirito Santo. Tuttavia gli apostoli sono rinati attraverso lo Spirito Santo il giorno di Pentecoste, e ora sapete precisamente che cosa è inteso sotto di questo. Ma non sono solo ‘dieci’, bensì ‘ventiquattro’ le Grazie e i Doni, tutti dimostrabili nel Nuovo Testamento e annoverati tutti nel Libro: “La santa Trinità”.

 

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Cap. 12

I primi Doni della rinascita

                         1.               L’evangelista Marco al cap. 16,17-18, scrive: «Questi segni accompagneranno coloro che avranno creduto: nel Mio Nome scacceranno demoni; imporranno le mani sui malati e questi guariranno».

                         2.               Giacomo al cap. 5,15-16, con riferimento alle guarigioni dei malati, dice quanto segue: «La preghiera della fede aiuterà il malato, e il Signore lo rialzerà. Confessate apertamente i vostri peccati gli uni agli altri, e pregate gli uni per gli altri, affinché siate guariti, poiché la fervente preghiera del giusto, vale molto».

                         3.               Ora sorge l’importante domanda: “I differenti sacerdoti delle chiese cristiane e sette, non hanno nessuna fede, in quanto non guariscono gli ammalati!”. – Io, Schumi, all’inizio ho compiuto delle guarigioni miracolose, cioè guarigioni in Graz lontano da casa di ¼ - ¾ d’ora mediante la preghiera, con l’aiuto del Padre Gesù. Ho anche scacciato i demoni da due donne, prima ancora che avessi la Parola profetica interiore, più tardi da un uomo che improvvisamente divenne pazzo, perché gli spiriti non potevano sopportare i dettati del Padre che io lessi loro ad alta voce.

                         4.               Il compito di un apostolo, di vivere povero e predicare gratuitamente, come Io, Gesù, pretendevo, i sacerdoti odierni lo rinnegano; non sono nemmeno seppelliti gratuitamente i morti, se già fanno odore, eccetto per costrizione del pericolo di perdita della funzione. – Non parliamo del pregare e dell’imposizione delle mani. – Probabilmente manca la fede, e da ciò manca l’amore e la misericordia, e con ciò la giustizia dinanzi a Dio, perciò la preghiera fallisce, …e non può essere esaudita da Dio. – Essi, comunque, dicono di essere seguaci degli apostoli, ma a loro è assolutamente estranea la vita degli apostoli, la forza apostolica della fede, la forza apostolica della preghiera, le guarigioni dei malati, la cacciata dei demoni dagli epilettici, dagli isterici e dai folli, perché essi non sono stati chiamati, né istruiti né eletti da Dio, ma sono stati stabiliti nella loro funzione attraverso scuole mondane e da uomini grossolanamente peccaminosi

                         5.               Nel quinto Comandamento di Dio sta scritto: «Tu non devi uccidere!», oppure: «Non ammazzare!».

                         6.               Ora i sacerdoti che stanno sotto il vescovo, negli eserciti benedicono le bandiere e le armi di guerra dei massacri e pregano per il capo delle stragi dei figli di Dio. Io, vostro Dio e Re, Gesù Jehova Zebaoth, vi domando: “Sono questi, dei Miei servitori, i quali invece di schierarsi contro i massacri, benedicono ancora le bandiere e le armi del delitto, e pregano per la vittoria sui cadaveri delle stragi dei Miei figli?”

 


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Cap. 13

Ammaestrati da Dio stesso

                         1.               Giovanni al cap. 6,45 dice: «È scritto nei profeti: “Ed essi saranno tutti ammaestrati da Dio”». Chi ora ascolta e impara, questi viene a Me. Se uno è ammaestrato da Me, allora afferra la Bibbia spiritualmente, e tutto ciò che deve riferire lo discute prima con Me. Così è l’operare di un ammaestrato da Dio.

                         2.               Le parole dell’evangelista menzionate sopra, sono decisive per la Verità: i profeti erano servitori di Dio e maestri del popolo! Ugualmente era il caso con i Miei apostoli e discepoli, e altrettanto molti devoti cristiani, in particolare i custodi delle comunità dei primi tre secoli, poiché questi avevano relazioni con Dio. Io, qui, dico espressamente: chi ascolta e impara dal Padre, questi viene a Me!

                         3.               Ora sorge la domanda: “Come si può ascoltare Dio Padre e imparare, poiché Egli non parla con i peccatori?! E che cosa dicono i sacerdoti, quando qualcuno afferma che Dio parla con lui attraverso la Parola profetica interiore?”. – Essi scrivono allora in trattati pubblici: “Questa è menzogna, inganno, eresia, falso profetismo e frenesia, oppure pazzia, poiché Dio non ha relazioni con uomini comuni!”. Con ciò essi spiegano che Dio non ha relazioni con questi, perché essi sono quei peccatori che Dio non può frequentare.

                         4.               La loro oscurità nella conoscenza della Bibbia consiste però principalmente in questo: che essi, senza indagare a fondo la faccenda se dietro a ciò non si trovi comunque la Verità, s’infiammano, e così li afferra un furore di presunzione orgogliosa, senza riflettere che cosa calunniano dalla loro incomprensione, poiché la Parola di Dio, e Dio, sono una e la stessa cosa [Giov. 1,1-3 e 1,14], e chiamano Me – Dio – un bugiardo, ingannatore, eretico, falso profeta e pazzo!

                         5.               E questo con la scusa, che se Dio non ha relazioni con loro, allora non ha relazioni nemmeno con uomini comuni, ed essi non riflettono che Dio ha relazioni solo con gli umili e con coloro che adempiono rigorosamente i Suoi comandamenti, ma non con grossolani peccatori, quali spiriti arroganti.

                         6.               Nelle beatitudini del sermone sul monte, ben si dice: [Mt. 5,3] «Beati sono i poveri in spirito, perché di loro è il Regno dei Cieli». Nondimeno, sotto i poveri spirituali non sono intesi gli idioti o i cretini, ma gli umili. Da nessuna parte invece sta scritto: “Beati sono gli arroganti e coloro che si ritengono di essere presso Dio come servitori più degli uomini comuni!”.

                         7.               Tutti i chiamati ed eletti da Dio come maestri della Parola divina nel Vecchio e Nuovo Testamento, erano ammaestrati da Dio stesso, ma da nessuna parte sta scritto nella Sacra Scrittura che dei servitori di Dio dovrebbero studiare in scuole superiori e in seminari mondani, quali scuole teologiche, invece di andare a lezione da Dio, per essere ammaestrati dal Padre stesso, come Io, Gesù, dissi!

 

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Cap. 14

Gli autentici servitori di Dio

                         1.               Alcuni di loro diranno ai Miei servitori: “Dimostratecelo che siete effettivamente i servitori di Dio, chiamati, ammaestrati ed eletti da Dio!”.

                         2.               A costoro rispondo Io, Gesù stesso, come un giorno dissi ai farisei: [Matt. 12, 38-39] «Questa malvagia e adultera generazione chiede un segno!». Il che significa: questa razza, vivendo e agendo contro i Miei insegnamenti, vuole dapprima dei segni per credere al Mio autentico Evangelo. Ad essa, però, come tale, non gli sarà dato nessun segno! Io invece, istruii i Miei discepoli: [Matt. 7, 6] «Non date ai cani ciò che è santo…», il che significa di non darlo agli increduli, «…né gettate le vostre perle dinanzi ai porci, affinché non le calpestino con i piedi e, voltandosi, non vi sbranino».

                         3.               Quindi oggi Io dico a voi: che Io sono troppo Santo per i peccatori, e perciò inavvicinabile, e di conseguenza non opererò nessun miracolo al loro desiderio per dilettare e saziare la loro curiosità, poiché Io non sono un attore pubblico, oppure un convertitore di uomini che opera questo con la potenza del miracolo, poiché questa sarebbe una fede del giudizio imperativo, che però Io non voglio avere. Tuttavia, dovete ricordarvi che Io sono vostro Dio e Giudice, davanti al Quale si devono piegare le ginocchia in profondo rispetto, ma non dovete provocarLo! [2] – Amen!

 

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[1] Matt. 5, 58; Lev. 11,44 / 20,7 – Ap. 15,4

[2] Un servitore può operare per noi un miracolo se Dio lo opera per lui, altrimenti no!