RIVELAZIONI DI DIO

 

 


Gottfried Mayerhofer

1807 – 1877

 

Comunicazioni ricevute attraverso la Parola interiore

sul tema del ‘tempo’ fra il 1870 e il  1877

 

Segni del nostro tempo

 

Estratti di dettati pubblicati nel 1925

in una raccolta a cura della casa editrice

 ‘Nuova Salem” di Johannes Busch

al 43

 

 

Titolo originale: “KENNZEICHEN  UNSERER  ZEIT”

 

Copyright © by ‘Casa editrice Gesù La Nuova Rivelazione’

ISBN        978-88-98788-23-1

Questa edizione a cura di: “Amici della nuova Luce”

Sito internet:  www.legamedelcielo.it

 

Traduzione di Ingrid Wunderlich e Antonino Izzo

 

Casa editrice GESÙ La Nuova Rivelazione

Via Vittorio Veneto, 167

24038 Sant’Omobono Terme (Bergamo)

Tl. 347.1041176 – fax. 035.851163

E-mail:   damianofrosio@tiscali.it

Sito internet:   www.jakoblorber.it

 

 

INDICE

Introduzione

Cap. 1         23.04.1870          America ed Europa uniti in una parola del Signor

Cap. 2        6/7.05.1870          “I poveri li avete sempre con voi. Me invece non sempre Mi avrete!” – [Matt. 26,11]

Cap. 3            4.06.1870          Un quadro del nostro tempo

Cap. 4         23.06.1870          Su Lazzaro [Giov. 11,17]

Cap. 5         25.06.1870          Un’immagine di rispondenza sulle condizioni spirituali del nostro tempo

Cap. 6         21.07.1870          Isaia 33,1

Cap. 7         24.09.1870          Il valore del tempo

Cap. 8         29.10.1870          Sulle condizioni del tempo attuale e il motivo spirituale dello stesso

Cap. 9            1.11.1870          Uno sguardo nel nostro tempo

Cap. 10       11.11.1870          Quale chiesa è più vicina a Me o al Mio vero insegnamento: la cattolica o la protestante?

Cap. 11       28.11.1870          La sinagoga

Cap. 12       15.12.1870          Povertà e ricchezza

Cap. 13         4.01.1871          Il Satan

Cap. 14       25.07.1871          Sulla questione sociale

Cap. 15         5.10.1871          Satan, Luce, Caino, giuramento, vecchi cattolici

Cap. 16       18.10.1871          Confusione, fusione, unione

Cap. 17         7.12.1871          Civilizzazione

Cap. 18         7.08.1872          Il tempo

Cap. 19       13.09.1872          Cenni sul culto spirituale e materiale

Cap. 20         7.10.1872          Segni del nostro tempo

Cap. 21         1.11.1872          Il lavoro per ricondurre l’uomo all’obbedienza

Cap. 22       30.03.1873          Sulla musica del futuro         

Cap. 23         1.11.1873          La donna

Cap. 24       31.05.1874          La religione del futuro (II): l’amore!  (in particolare per gli spiritisti)

Cap. 25        1202.1876          La religione del futuro  (II)

 

 

Introduzione

 

Viviamo adesso nel tempo della grande lotta dell’essere o del non essere dell’umanità. In altre parole, se deve vincere il mondo materiale oppure quello spirituale, e se deve essere accettato il concetto di vita come Verità. Nel primo caso l’uomo si degrada alla cultura animale, nel secondo caso, invece, la purissima armoniosa concezione verso lo spirituale culmina nella dottrina di Cristo, in cui l’essere umano viene di nuovo inserito nella sua vera dignità, dal momento che su questa via gli vien fatto notare la figliolanza di Dio se, con l’osservanza della divina Volontà, adempie la Legge dell’amore basata sul puro principio spirituale.

Questa lotta per il predominio tra i due estremi menzionati – la mondanità o la spiritualità – è il segno principale del nostro tempo, in cui naturalmente si presentano nel contempo degli errori; tuttavia il primo, finora predominante, attraverso la trasgressione rende se stesso sempre più ‘impossibile’. Quindi proprio questo conflitto è la vera lotta di una cultura superiore, nella quale adesso l’intero mondo con tutte le sue condizioni è più o meno coinvolto in parte coscientemente, in parte inconsciamente, e la sua felice decisione viene descritta con la parola profetica “fine del mondo”, cioè subordinazione della mondanità alla spiritualità.

Nell’eminente significato in questa fase di sviluppo dell’umanità che ci prospetta l’evoluzione di molte cose con una ben più ampia portata, è quindi un obbligo di ogni amico degli uomini, coscienzioso e ragionevole, di prendere una decisa posizione in un tale tempo di seria decisione.

Quindi, per facilitare la scelta di ciascuno di noi mediante un sufficiente chiarimento per la comprensione di tutte le sue fasi cui andremo incontro nel prossimo futuro, ci viene offerta qui una cospicua quantità di Luce di Grazia, quale stimolo al più maturo esame dell’antica domanda: “Cos’è la Verità?”. – Le molteplici risposte dall’Alto, come ci sono già state date anche in tutte le altre edizioni della nostra raccolta, specialmente tramite la scuola di Trieste in cui opera Gottfried, sono qui raccolte in ricca pienezza come sostanza più nobile.

Voglia l’infinitamente buon Donatore, come Padre della Luce, benedire riccamente quest’ulteriore lavoro per tutti coloro che sono di buona volontà, vale a dire, per i più sinceri ricercatori della piena Verità! Dio lo voglia!

 

L’editore Johannes Busch

(1894)

 

 

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Cap. 1

America ed Europa uniti in una parola del Signore

 

[In seguito alla stampa di un articolo sulla “La Wiener Presse” (“La Stampa viennese)”, nell’edizione serale del 23 aprile 1870 tratto dal giornale libero americano New-Jersey, ilSignore rispose:]

1. “Cari figli, ma un po’ ingenui! Mi dispiace che vi preoccupiate molto a causa Mia; a Me è del tutto indifferente se in quel documento mondano che voi chiamate ‘Costituzione’, inserite in alto il Mio Nome oppure no.

2. Di una cosa però vorrei assai cortesemente pregarvi: che non si ripeta più che voi, nella vostra ingenuità, crediate che Io sia disonorato se non lo fate.

3. Io esisto già da eternità e prima dell’inizio del mondo, e se credete che non Mi possa più mantenere senza il vostro appoggio, questo dimostra che non ci tenete molto a Me e alla Mia esistenza. Se in linea di massima si può parlare di disonore, allora disonorate voi stessi, volendo imprimere continuamente il Mio Nome sul vostro misero sapere, sul vostro operare e sulla vostra abborracciata[1] attività umana, come si appone spesso il falso timbro di una famosa fabbrica alla cattiva merce.

4. È del tutto faccenda vostra come vi fate governare, e non dovete aspettarvi che Io, che porto nelle Mie mani un universo, ogni volta migliorassi cose speciali che la vostra pigrizia e cattiveria hanno rovinato. Inoltre è inutile che nella vostra costituzione riconosciate il figlio Mio Cristo come Signore delle nazioni, poiché quando Io Lo mandai a voi 1800 anni fa, accentuai nei Suoi insegnamenti particolarmente che non doveva occuparSi assolutamente con gli affari del governo mondano. Egli nemmeno lo fece, ma diede la definita spiegazione ‘che il Suo Regno non era del vostro mondo!’. Se Lo volete includere come supremo Signore nelle vostre faccende mondane, nella ‘costituzione’, allora agite contro il Mio esplicito divieto.

5. Governare troppo è soprattutto niente, e poiché la vostra costituzione e leggi provvedono piuttosto per tutto, allora vi prego di volervi astenere dal voler alla fine rendere responsabili Me e Mio figlio per cose che riguardano solo voi; scegliete gente ordinata come funzionari, scacciate dalle cariche i delinquenti e dominate il meno possibile rispettando quanto più è fattibile la libertà del singolo, e troverete che sarà meglio che se governare troppo nel Mio Nome. Dovrei soprattutto vergognarMi di essere il Signor Iddio, se fossi veramente responsabile di tutto quello per cui gli uomini, nella loro ingenuità, hanno già voluto renderMi responsabile.

6. Per ciò che riguarda la Bibbia, devo ammettere apertamente che non Mi pare che il riconoscimento della stessa, quale suprema legge fondamentale, sarebbe di utilità nella vostra costituzione, inoltre non lo pretendo, poiché ho ancora molti figli nel vostro paese che non vi credono, per lo meno non nel senso come lo credete voi, e per i quali sarebbe una pietra d’inciampo. E in più i vostri insegnanti di religione hanno messo nella Bibbia e dalla stessa interpretato talmente tanto di quello che non ci doveva essere messo né essere interpretato, cosicché dovreste creare ancora un tribunale federale superiore nella forma di una corte di giustizia teologica o biblica che dovrebbe decidere, in ultima istanza, se le vostre leggi armonizzano anche con la Bibbia. Che questo dovrebbe condurre a maggiori confusioni, è del tutto naturale, all’infuori che riconosciate dalle cento differenti sette, una come determinante. Allora non sarebbe però nessun cristianesimo, ma un settarismo, e cesserebbe la vostra libertà di religione. E poiché Io sono per l’incondizionata libertà di religione, dovete pure ammetterlo; in caso contrario, Io, l’Onnipotente, avrei creato voi uomini così da poter avere una sola forma di religione …”.

 

Quando Gottfried Mayerhofer lesse l’articolo sul New Jersey, subito comprese l’autenticità della parola percepita e la trascrisse, e subito dopo sentì in sé ancora la parola del Signore: “Continua a scrivere”, a cui seguì questo come continuazione:

7. “ … Cosa che ancora violerebbe le Mie idee sulla libera volontà degli uomini. Dal momento che ho creato l’uomo come essere libero, egli Mi può cercare dove vuole, sia attraverso la Bibbia, o attraverso la natura visibile, oppure nel suo stesso cuore; è sufficiente, purché Mi trovi, e se non Mi vuole cercare, nemmeno Io lo costringerò alla ricerca.

8. Io voglio riconoscere come ‘figli Miei’ degli esseri che vengono liberamente a Me, non che ne siano costretti in maniera servile, sia attraverso Leggi divine oppure perfino solo attraverso leggi umane. Perciò ognuno rimanga con la sua fede, lasci a Me il Governo dell’intera infinità; le vostre costituzioni e poderosi codici devono rimanere solo vostri, come prove della grande limitatezza della maggior parte degli uomini. Voi avete emanato migliaia di leggi e inventato punizioni di ogni genere per le loro trasgressioni; vedete, quanto siete indietro al Mio Ordine! Io ho dato solo due Leggi, anzi veramente solo una, e questa è la Legge dell’amore, specificata più precisamente in due comandamenti, e non punizioni.

9. Qui hai il completamento della parola proveniente da Me per gli altri figli molto lontani da voi, che però nel loro fervore religioso non possono ancora distinguere l’effettivo vero dall’ingannevole, oppure il guscio dal nocciolo. Anch’essi stanno vicino al Mio Cuore paterno, e mai respingerò i ricercatori, se dopo lunghe vie errate avranno trovato la vera, giusta via. Anche a loro fiorisce il frutto dell’amore; nondimeno, così come faccio germogliare al suolo dei particolari frutti in tutti i paesi e nei differenti climi, e nonostante, spesso questi frutti somigliano apparentemente l’uno all’altro, ma per quanto riguarda l’interiore sono differenti nel sapore e nella dolcezza oppure nell’acidità, così è anche con i figli Miei nelle differenti parti del mondo. Agli uni do’ il frutto del tutto insaporito con il miele del Mio Amore, perché a loro il miele non guasta più lo stomaco, e ad altri mescolo ancora del dolce con l’amaro, dello spirituale col mondano, finché anche loro avranno fortificato la loro forza di digestione, così che pretendendo lo spirituale con il miele, per il Mio Cuore sono diventati altrettanto ciò che voglio fare di tutte le Mie creature, e questi sono figli Miei, degni di Me, il Creatore e Signore! – Amen!

*

10. Qui hai unito l’America e l’Europa attraverso un legame spirituale, annodato da Me per quelli che là hanno ardente desiderio di Me, e per voi qui, per quei figli che Mi amano veramente, uniti attraverso il vostro affettuosissimo Padre e Signore in tutti i Cieli! – Amen! Amen! Amen!

 

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Cap. 2

“I poveri li avete sempre con voi, Me invece non sempre Mi avrete!”

[Matt. 26,11]

6 e 7 maggio 1870

1. Questo testo, per quanto possa avere l’apparenza di essere piccolo, vedrete che comprende comunque qualcosa di enorme non appena ve lo avrò illuminato più da vicino; infatti, è sempre così; tanto meno parole, tanto più grande e più profondo è il senso!

2. Queste parole riferite qui sopra, Io le espressi a Giuda Iscariota quando si soffermò, per amor dello sporco egoismo, sul fatto che Maria, la sorella di Lazzaro, dopo che quest’ultimo era stato risvegliato dalla morte, Mi unse i piedi con una libbra di unguento di prezioso nardo[2], facendo Giuda l’osservazione che, con i 300 denari avrebbe potuto fare tante cose buone. Tuttavia Giuda lo disse solo in apparenza, poiché, nei fatti, dei poveri si occupava pochissimo o niente affatto.

3. Se ora osserviamo questo testo e la sua azione precedente in esso descritta, allora dallo stesso sorgerà la domanda: “Ma come si potrebbe descrivere più da vicino il vero senso sotto l’aspetto spirituale?”. – Allora vi devo spogliare le persone operanti nella rispondenza della loro personalità, e dirvi:

4. Giuda Iscariota’ è il mondo, ovvero gli uomini come sono, erano e saranno in maggioranza; i Lazzaro, come quello risvegliato da Me, sono i pochi cari figli che Io risveglio alla vita spirituale mediante differenti circostanze, dopo che gli stessi, precedentemente, erano già da tempo posti nella tomba della decomposizione spirituale. ‘Marta’ è la parte migliore dell’umanità che certamente Mi cerca, ma a causa della sua troppo grande operosità mondana, ancora non ha potuto trovarMi completamente.

5. Questo ‘Io’, a cui Maria unse i piedi con il prezioso olio, è propriamente la Mia parola divina che Io spargo tra di voi e presso alcuni, come presso Maria; essa viene cercata nelle chiese o nelle scienze, o altrimenti in qualche altro luogo e presso altri, come un giorno presso i Miei discepoli, e più tardi presso tutti i rinati sarà comunicata loro direttamente o indirettamente da Me.

6. I poveri’, ovvero nella nostra spiegazione i poveri spirituali, sono coloro che attendono il nutrimento, nutrimento che Io lascio anche giungere sotto differenti circostanze.

7. Per quanto riguarda Giuda ovvero globalmente ‘l’umanità’, quest’ultima è ancor sempre la stessa, in massa, come prima, e poiché peggiora sempre di più ed è già quasi completamente soffocata nel sudiciume dell’egoismo e dell’avidità di dominio, allora non vogliamo occuparcene oltre.

8. Tra non molto tempo li risveglierò tutti nuovamente. Chi allora vorrà risvegliarsi alla salvezza, lo potrà fare; gli altri a cui è più caro il sonno in senso spirituale e presso i quali solo la vita terrena è la cosa principale, questi potranno stare a guardare quando un giorno si risveglieranno, dove si risveglieranno veramente.

9. A Maria e a coloro che Mi cercano su ogni specie di via, già al momento giusto metterò delle guide adeguate che dovranno condurli sulla retta via; queste ‘Marie’ ungono continuamente i Miei piedi, adorano la Mia parola, sono in estasi con la lettura della stessa, ma solo di rado vengono all’azione. Così quel giorno lo fu anche Maria; lei credeva di onorarMi abbastanza con l’ungerMi i piedi con l’unguento di nardo, ma non pensò oltre, non pensò che l’amore per Me, fisicamente in Gesù, non basta, bensì seguire il Mio esempio è veramente la cosa principale!

10. Ciò che Giuda Iscariota addusse come pretesto che col denaro speso per l’unguento si sarebbe potuto fare un gran bene a molti poveri, è ancora lo stesso pretesto anche oggigiorno presso la maggior parte degli uomini, non appena viene loro consigliato con una parola divina di fare altre cose al posto di quelle che vorrebbero fare volentieri, cioè di onorare questa parola divina con i fatti.

11. In tal caso, tutti gli uomini dicono: “Che cos’è questa ‘stoltezza’ con tali parole moralistiche, parole che comunque, in pratica, non sono realizzabili, e oltre a ciò non hanno uno scopo di vita. Invece di abbandonarsi a queste fantasticherie, si potrebbe impiegare il tempo per qualcosa di prezioso, piuttosto che sottrarre in questo modo al mondo le sue forze e i suoi talenti! Questi sono solo dei poveri spirituali, poveri che possono trovar gusto in tali cose; ma un uomo risvegliato, scientificamente formato, non può occuparsi con ponderatezza di tali scempiaggini!

12. Così è la maldicenza della massa e così rimarrà ancora a lungo, mentre coloro che l’umanità qualifica come poveri, sono forse proprio i ricchi. E se non lo sono, possono comunque diventarlo, poiché corrono dietro ad altri spettri di piani ambiziosi e avidi di dominio, e guardano i poveri’ – che sono i Miei prediletti – con disprezzo.

13. Ecco qui, proprio questo versetto dove si dice: «I poveri, infatti, li avete sempre con voi. Me, invece, non sempre Mi avete!» [Gv. 12,8]. Che cosa vuol dire questo?

14. Questo vuol dire: Io in generale esclamo agli uomini: “Considerate ben i Miei poveri, poiché di loro è il regno dei Cieli”. Non disprezzate i Miei figli; Io infatti ve li do non perché li sosteniate, no! Io stesso li sostengo; ve li do’ solo per continua ammonizione. Cosicché voi, anche se credete di conoscere o di possedere nelle vostre scienze il Dio e Creatore, adesso vi dico che i Miei poveri li avete sempre nelle vostre vicinanze, invece Me potete al massimo riconoscere raramente o addirittura mai.

15. Anche se gli uomini con un ordine perentorio proveniente da Me, vedendo chiaramente, comprendessero in un attimo dove sono veramente e dove li spinge, veloce come una freccia, la nave della loro vita, tutti morirebbero di disperazione, perché l’abisso che ancora nasconde il futuro e la loro stessa folle vita, provocherebbe loro una vertigine tale da farli precipitare tutti nella stessa. Perciò copro loro l’abisso, come un giorno non lasciai vedere chiaramente a Giuda il suo futuro, sebbene lo conoscessi precisamente.

16. Io feci giungere allo stesso abbastanza ammonizioni, come sempre adesso all’umanità, non importa se giovano oppure no. Io ero anche sempre nelle sue vicinanze come adesso con tutti gli uomini; ma Giuda, altrettanto, mai Mi riconobbe nel Mio vero e proprio valore, sebbene sentisse abbastanza di Me e vedesse le Mie opere.

17. Così è ancora oggi. L’umanità non vuol sapere niente di Me, e sebbene Io esclami loro continuamente: “Voi non Mi conoscete affatto!”, ciò è predicato a orecchi sordi, e quindi come costante Ammonitore devo lasciar tra loro i Miei poveri, i quali, di tanto in tanto, devono esclamare all’umanità: “Voi non conoscete il Padre. Considerate allora per lo meno i Suoi figli!”, e tra questi figli siete menzionati anche voi. Certamente siete ancora sconosciuti agli altri uomini, e vivete solo nel silenzio per Me e per procurare un giorno alle vostre anime, secondo le Mie parole, il beatissimo stato nell’aldilà, ma non rimarrà sempre così. Adesso il vostro operare è limitato e si riferisce solo a singoli esseri umani smarriti, i quali, meritando una sorte migliore, di tanto in tanto li guido nella vostra vicinanza; tuttavia, non appena questa piccola comunità dei Miei cari figli diventerà un po’ più grande, anche la Mia parola avrà un po’ alla volta più valore, e allora dovrete uscire di più allo scoperto e agire con parole e opere!

18. Allora provvederò anche ai singoli di voi con maggior energia, affinché la loro grande opera di conversione si svolga anche più velocemente, prima che abbia luogo la completa trasformazione di questo Globo terrestre sotto l’aspetto spirituale e anche il Mio personale ritorno.

19. Finora voi tutti avete avuto a che fare solo con voi stessi, per rimuovere il letame delle passioni dai vostri cuori ed impiantarvi piante più nobili; quando però vi si avvicinerà la grande domanda di confessare pubblicamente quello che Mi avete finora promesso in segreto, e in parte anche mantenuto, allora dovrete predicare ad alta voce e ben percettibile la retta via al Giuda o all’uomo del mondo, come anche alle Marie o ai fedeli di oggi, anzitutto dapprima alle anime cristiane cattoliche, come finora ai poveri disprezzati, quella via che avete percorso voi per giungere a questa forza di volontà e forza d’azione, e come potete ora, puri da tutte le passioni, precedere gli altri come esempio e consolidare la via mediante le opere.

20. All’inizio non avrete una posizione tanto facile; ricordatevi tuttavia del Mio stesso tempo d’insegnamento, e ciò che anche voi incontrerete, non sarà comunque mai ciò che Io, come Dio e Creatore, ho dovuto subire!

21. Nondimeno, per continuare tutto questo con dignità e senza vacillare sulla via una volta cominciata, dovrete anche voi poter esclamare, come un giorno Paolo: «Adesso non parlo io, bensì Gesù Cristo parla da me!»

22. Siate solo memori di questo versetto e anche di Colui che sta all’inizio di questa parola, dove si dice: «I poveri li avete sempre con voi. Me invece non sempre Mi avrete!» [Mt. 26,11].

23. Ditelo al mondo! I poveri, secondo i concetti mondani-umani, ci saranno sempre, proprio per l’uomo mondano egoistico, come una sua piaga e come ammonitori; ma Io, il Signore, non ci sono sempre, bensì di rado presso gli uomini che non vogliono saper nulla di Me, e al massimo nella disgrazia vorrebbero desiderare aiuto da Me! A questi, dunque, Io anche esclamo: “Ascoltate: i poveri da voi disprezzati predicano la Mia parola, e solo quando voi stessi li avrete accolti compiacenti e permanenti nel vostro cuore, solo allora avrete anche Me, ma anche allora solo di tanto in tanto, fino alla vostra completa rinascita!”

24. Chi poi si volterà ancora in tempo alla vostra e Mia chiamata, farà bene; poiché quando un giorno lo costringerà solo la miseria, allora sentirà da Me anche ciò che dissi una volta, che nell’aldilà, quando invocheranno “Signore! Signore!”, a tutti suoneranno incontro le parole: «Via da Me, poiché voi non Mi avete riconosciuto quando ero presso di voi, e adesso neanch’Io vi riconosco!»

25. Quindi abbiate fiducia, Miei amati! I vostri compiti sono ancora grandi, poiché il mio semenzaio deve anche reggere in tutte le condizioni climatiche! Preparatevi! Eliminate ogni malerba dal vostro cuore, e quando una buona volta sarete padroni di voi stessi, allora potrete – sebbene terrenamente poveri ma spiritualmente ricchi – accendere ai terrenamente ricchi e pii la vera Luce della fede e dell’amore, e poi, quando la vostra luce non potrà più spegnersi, potrà contribuire alla conservazione del fuoco nel cuore del fratello forestiero, affinché poi un giorno possiate dire: “Ti ringrazio, Signore! Per lo meno non ho vissuto inutilmente! Amen!”

26. Leggete ben per intero ciò che vi do qui, affinché riconosciate bene sia la vostra missione che il Mio scopo paterno con e attraverso di voi, e mai vi mancherà la benedizione. Questo vi dice il Padre vostro pieno d’Amore. – Amen! Amen! Amen!

 

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Cap. 3

Un quadro del nostro tempo

4 giugno 1870

(da “Giardino dei giorni di festa”)

 

«Nel settimo giorno farete sette volte il giro della città, e i sacerdoti soneranno le trombe. E avverrà che, quand’essi soneranno più a lungo il corno squillante e voi avrete inteso il suo squillo, tutto il popolo proromperà in alte grida, e le mura della città crolleranno dalle loro fondamenta, e il popolo entrerà, ciascuno dal lato che ha di fronte».  [Dal libro di Giosuè 6,4-5]

1. Tutte le cose nella Bibbia, sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento, hanno sempre un doppio senso, anzi spesso anche di più, oppure, detto ancora meglio, un senso perpetuo e molteplice. Nel mondo e nell’intera vita degli Stati dei popoli, oppure nel progresso spirituale degli uomini, infatti, non accade nulla che non fosse già presente in passato, oppure dove anche più tardi non sarebbero stati compresi sotto avvenimenti passati e anche futuri.

2. Questi versetti suddetti vi testimonieranno di nuovo la stessa cosa quando apprenderete dalla Mia spiegazione che quello che Giosuè ha raccomandato ai suoi sacerdoti davanti alle mura di Gerico, è proprio un’immagine del tutto fedele del tempo attuale e delle sue conseguenze. Si deve solo saper rintracciare nelle rispondenze secondo il motivo interiore, e con l’interpretazione sempre uguale, il propriamente vero.

3. Poiché nel decifrare le rispondenze non siete così versati come lo sono Io, allora voglio assumerMi il compito di svelarvi il più preciso, più stretto collegamento di quell’avvenimento con il tempo attuale, e mostrarvi così di nuovo quanto vi è ancora celato in questi scritti da Me, prima e durante il Mio cammino di vita terrena per voi e per molti, di cui non avete la minima idea, avendo conosciuto finora solo la corteccia dell’albero, mai però il vero e proprio nocciolo.

4. Dal momento che Io, come Padre, vorrei dare ai Miei figli tutto ciò che li può elevare a Miei co-regnanti spirituali, non vi si deve neanche essere nascosto nulla, affinché possiate riconoscere e comprendere sempre meglio in parte le profondità della sacra Scrittura, in parte l’infinito Amore del Padre vostro, il Quale vuol mostrare a tutti voi che nell’infinità non si trova più nessun punto d’ombra per il vostro occhio.

5. Adesso, quindi, vogliamo passare alla spiegazione del testo summenzionato, e spiegarlo passo per passo dimostrando la sua affinità con gli avvenimenti odierni che si svolgeranno lentamente davanti ai vostri occhi. Così, dunque, ascoltate:

6. Quello che Giosuè ordinò ai sacerdoti, cioè di passare sette volte intorno alla città di Gerico, e poi, mentre andavano per la settima volta intorno alla città, dovevano levare il grido di guerra non appena sarebbero suonate le trombe dell’anno giubilare sul quale poi le mura della città sarebbero crollate, significa:

7. per primo, l’andare sette volte dell’anno giubilare con le trombe intorno a Gerico: il mondo, e anche come nel tempo attuale la Chiesa cattolica che abbraccia il mondo comunemente conosciuto. Così è quindi la Chiesa cattolica il muro che non concede a coloro che vi sono rinchiusi nessuna libera veduta, sebbene essa sia, per quanto si presume, come muro, costruito per la loro protezione.

8. Come sapete dal Mio “Governo della famiglia di Dio”[3] allora Io, come ho detto là, verrò sette volte su questa Terra. In tutti i sei casi vi ho già annunciato la Mia esistenza, a volte direttamente, altre volte indirettamente. Adesso il mondo si trova davanti alla settima venuta, ma è anche l’ultima.

9. Il passare sette volte intorno a una città e alle sue mura, significa quanto: mostrarsi ovunque, affinché ognuno si possa accertare visibilmente del Mio arrivo, cosa che è così e non diversamente.

10. Dopo che fin dal principio del mondo Io sono stato quindi già sei volte sulla vostra Terra ed ho preannunciato che la settima volta sarà l’ultima, potete confrontare le trombe dell’anno giubilare con quelle della Rivelazione del Mio Giovanni; anche queste risuoneranno al tempo, per il più grande pianto dell’umanità, e gli angeli verseranno le loro coppe dell’ira.

11. Quindi Io farò sette volte il cammino intorno alla vostra Terra. Dopo la settima volta, stanchi dell’attesa, devono anche cadere tutte le mura della scienza e della fede che hanno costruito gli eruditi e i sacerdoti davanti al vostro naso, affinché possiate vedere il vero e proprio gregge della vera fede e del vero amore. Quindi sette volte la Mia chiamata e la chiamata dei Miei veggenti e profeti sarà inutile, finché alla fine i Miei spiriti angelici e i figli prescelti vi annunceranno la Mia inesorabile serietà, quando alla settima volta, col suono delle trombe del risveglio, vi si dimostrerà assai chiaramente le crollanti mura, ovvero l’edificio marcio della Chiesa cattolica, perché

può esserci un solo gregge e un solo Pastore!

12. Poiché per l’appunto, adesso si prepara la grande catastrofe nella vostra Babilonia, la ‘meretrice di Babilonia’ cadrà, mentre proprio la ‘meretrice di Gerico’ sarà salvata dal giudizio. – Che cos’è la meretrice di Gerico nel tempo attuale? Vedete, lo siete voi e tutti i Miei figli credenti che vivono sparsi qua e là sulla Terra ed accolgono con amore la Mia parola e la Mia dottrina, come Miei messaggeri nel senso vero e proprio. Ciò che al tempo di Giosuè era la meretrice di Gerico, che veniva guardata dalla massa come la più cattiva, disprezzabile persona, mentre essa dinanzi ai Miei occhi era l’unica degna, così da ordinare a Giosuè che dovesse risparmiarla, questo lo siete altrettanto anche voi, per vero ancora sconosciuti e nascosti al mondo; ma se il mondo vi  conoscesse, allora sareste come i più disprezzati e più cattivi nel mondo, esposti a persecuzioni, sebbene potete essere sicuri della Mia più grande grazia!

13. E così, Gerico e l’odierna Babele è del tutto la stessa cosa. Là Io gridai sette giorni, sette volte all’ultimo giorno il Mio dolore sui suoi abitanti, ed essi non vi badarono; e adesso, dove proprio al posto dell’amore e della tolleranza sono scatenati odio e passioni infernali presso i Miei cosiddetti rappresentanti, così deve anche essere portata la tromba dell’anno giubilare davanti alla Mia Arca dell’Alleanza, ovvero al Mio Patto con i Miei figli, e suonare, e precisamente per lo spavento di Babele e dei suoi abitanti, perché con loro comincia la fine di tutto il settimo giorno del Mio andare intorno alle mura di Babilonia, ed esse crolleranno e con loro tutti i suoi grandi che esse racchiudono. Ma poiché il crollo di Babele comprende anche il crollo dell’attuale Chiesa cattolica e di tutti gli abusi che vi si commettono, allora dovete pensare che con ciò verranno anche scosse tutte le condizioni sociali e poste diversamente, con cui poi tutto sarà preparato per la Mia discesa! Allora deve precedere un generale processo di purificazione, devono essere separati gli agnelli buoni dai caproni rognosi (gli ostinati e i lebbrosi spirituali), affinché poi il Pastore possa trovare organi volenterosi per i Suoi soavi insegnamenti!

14. E così aspettate pazienti il momento decisivo che proprio adesso si prepara. Presto esploderà la mina, la miccia già brucia, poi starà disperso in mille pezzi sotto macerie e calcinacci ciò che ha agito ingiustamente per più di mille anni, ed è stato costruito solo sul proprio interesse dell’avido clero per molti secoli.

15. Questo è il settimo passaggio intorno alle odierne mura di Gerico; presto sarà completato, e il grido di battaglia dovrà presto risuonare, esso sarà il grido di gioia dei popoli schiavizzati sotto il despotismo spirituale. A questo grido di gioia le mura di Babilonia non resisteranno, esse dovranno crollare e con loro l’intero clero, con i loro raggiri di odio e di intolleranza, mentre poi, dalle macerie e dai calcinacci salirà un fumo sporco, quello delle passioni per il momento scatenate

16. In Occidente splenderà una Stella, e splenderà la Luce scintillante dell’amore e del perdono per i rimasti, che precederà il Mio avvicinamento! Preparatevi, Miei cari figli, per accoglierMi poi degnamente, è il Padre che allora visiterà visibilmente i Suoi figli, e poi, dopo una dura lotta, metterà personalmente sul capo di ognuno la corona della sopportazione e della vittoria! – Amen! Amen! Amen!

 

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Cap.4

Su Lazzaro

[Gv. 11,17]

23 giugno 1870

«Allora venne Gesù e lo trovò che giaceva già da quattro giorni nella tomba».

1. Questo testo svela un avvenimento di quando Io venni a Betania e lì trovai Lazzaro morto, anzi, come indica lo stesso versetto, perfino che giaceva già da quattro giorni nella tomba.

2. Per trarne un utile da questo testo al fine di istruirvi e spiegarvelo sotto l’aspetto spirituale e collegare allo stesso anche altri importanti insegnamenti, vi voglio dapprima rendere attenti al vero e proprio svolgimento del fatto sul perché in quel tempo è successo proprio così e non diversamente, e perché doveva avvenire tutto così. – Ascoltate dunque.

3. Dai Vangeli voi sapete che Lazzaro e tutta la sua casa erano ferventi seguaci dei Miei insegnamenti, ma ancora più ferventi erano i suoi operai nella conduzione degli stessi, per il cui motivo Mi trattenni spesso per giorni anche nella sua locanda e nella sua casa.

4. Che per questo Io non fossi ben visto dai giudei, si comprende da sé, e come generalmente era là, lo e anche adesso: nessuno dei Miei seguaci sarà ben visto dal mondo, seguaci che Mi amano e credono nei Miei insegnamenti e li seguono.

5. Considerato che Lazzaro, oltre a questo, era anche molto benestante e faceva molto bene ai poveri, l’odio dei giudei verso di lui, a causa della sua rilevante posizione tra di loro, era ancora peggiore.

6. Vi potete immaginare quale gioia satanica ebbero quindi i suoi avversari quando sentirono che lui era morto, e precisamente durante la Mia assenza.

7. I corti di vista credettero in tal modo, per primo, di essersi sbarazzati di un temuto avversario, e per secondo di un atto miracoloso in meno da parte Mia, perché essi erano certamente sicuri che Io, se fossi stato presso di lui non lo avrei mai lasciato ammalare né morire; solo che tutto ciò che accadde a quel tempo, per quello e per tutti i tempi, ha un preciso significato, poiché doveva accadere proprio così, e non diversamente.

8. Allora anche la Mia assenza coincise proprio con l’ammalarsi e con la morte di Lazzaro, affinché fosse esaltato il Mio compito e il Mio insegnamento e, proprio per questo, ancor più, mostrassi loro l’origine (Mia) divina, e appunto per questo anche il Mio arrivo nella casa di Lazzaro non avvenne subito dopo la sua morte, bensì fu deciso volutamente quattro giorni più tardi, per mostrare con il risveglio dello stesso, ancor più la Mia Divinità, poiché, dopo che una salma giace quattro giorni nella tomba, non era di certo morto apparentemente, bensì veramente, come dichiararono anche le sorelle di Lazzaro, dicendo: «Signore, egli giace ora già da quattro giorni nella tomba e si sente già l’odore!» [Gv. 11,40].

9. Che Io richiamassi l’amico Lazzaro dalla tomba con la Mia potente parola, lo sapete; che poi attraverso quest’avvenimento fortificassi nella fede tutta la sua casa, oltre alla gioia di far ritrovare un creduto perduto per sempre, ve lo potete ben immaginare, e poi l’affaccendata Marta e sua sorella Maria furono solo allora completamente convinte che Io ero e sarei stato Colui che Mi offrivo ovunque, e lo avevo anche dimostrato attraverso le molte azioni che erano possibili solo a un Dio, ma non all’uomo, fossero questi profeti o veggenti. Anche voi potete immaginarvi che attraverso quest’azione resi credenti pure alcuni miscredenti, e ottenni qualche nemico per amico.

10. Sapete anche che questo atto avvenne prima del Mio ingresso in Gerusalemme, dove poi dovetti suggellare con il Mio sangue ciò che avevo insegnato e predicato là da tre anni.

11. Invece il significato globale, nel senso spirituale, non lo conoscete. Voi non conoscete ciò che Io volli dire là con questo atto agli uomini e a tutti i posteri, e che rimarrà anche eternamente lo stesso. Prendendo in considerazione tutte le circostanze secondarie, potrebbe sorprendere che proprio quest’atto, prima della Mia morte, fosse anche l’ultimo di questo genere. Che cosa vuol significare questo?

12. Vedete, questo vuol significare veramente che anche quella volta all’intera umanità giudaica con un tale atto volli dire questo: “Vedete, voi morti, anche voi siete già sprofondati da più di quattro giorni, anzi da quattro epoche di tempo nel sonno della morte, e adesso già marcenti non avete più niente di (spiritualmente) vivente in voi. Vedete, Io vorrei risvegliare anche voi, nonostante il fetore pestilenziale dei vostri vizi e vezzi che tutti i profeti e re, da Mosè fino al Mio tempo, non hanno potuto estirpare; vorrei risvegliare anche voi, ancor prima che lasci questo tenebroso globo terrestre, e prepararvi a una sorte migliore”. Solamente che là fu invano. I giudei, incorreggibili come lo erano e lo sono ancora dopo quasi duemila anni, non ascoltarono il Mio grido ammonitore, e dopo la distruzione del loro covo principale, Gerusalemme, li dispersi attraverso i quattro venti in tutte le parti conosciute della Terra, per collaborare al compimento della maledizione che Io avevo espresso preventivamente allora come loro futuro destino.

13. E da quel tempo in poi è accaduta nuovamente la medesima cosa nell’intera umanità. Per millenni giunsero gridi ammonitori e funeste previsioni, quando gli uomini non vollero ascoltare la voce della Verità, il che sarà la fine!

14. Il Mio discepolo Giovanni pose i futuri destini – sebbene scritti in immagini, quale primo profeta – come e quando tutto accadrà, per svegliare l’umanità che già da molto tempo giace putrefatta nella tomba.

15. Anche altri profeti e veggenti hanno cercato di farlo, ma inutilmente; l’umanità è sorda e cieca come allora, e non desiste dal mondo, sprofondando sempre più nella tomba e nella putrefazione. E adesso vengo Io di nuovo, lasciando come miracolo quello che pochi vogliono comprendere e credere, come un ultimo mezzo per spiegar loro attraverso degli uomini, direttamente la Mia intera Creazione, iniziandoli in tutti i misteri del Mio Io e, con ciò, voler salvare come ultimo Atto d’amore l’umanità putrefacente. E voi lo sapete per esperienza come ben pochi se ne curano, come pochi altri comprendono che cosa significa che un Dio, un Creatore dell’Universo, si abbassi per educare voi creature terrene, e precisamente per far di voi per la seconda volta, figli Suoi: un privilegio davanti a milioni di altre creature che dimorano su altri mondi!

16. E anche questo è inutile! Perciò, come là era la fine della Mia missione, così adesso si avvicina anche la fine della Mia pazienza con gli uomini perversi.

17. All’infuori di voi figli sparsi, tutti gli altri avranno il destino dei giudei. Essi dovranno passare attraverso i venti della Verità e della Luce in tutti gli spazi della Creazione e, anche là, come i giudei, dovranno passare attraverso quattro periodi (di tempo) finché, come le quattro stagioni ovvero i quattro stadi dell’età umana, dovranno dapprima un po’ alla volta essere educati di nuovo per l’accoglienza di una sola singola parola dalla Mia bocca paterna: con la parola della conoscenza e del miglioramento – la parola dell’Amore – invece del grande interesse personale, – e in luogo dell’egoismo, l’amore per il prossimo!

18. Così dovete comprendere questo testo; anche adesso viene e venne Gesù, e il mondo giace già nella tomba della putrefazione, circondato dal fetore bestiale dei pessimi vizi che solo il Satan (Lucifero) poteva scovare.

19. Anche adesso Gesù vorrebbe risvegliare il “Lazzaro”, ma ciò che era possibile solo là, al presente è diventata un’impossibilità. E così rallegratevi che Io, nella Mia inconcepibile Grazia, Mi sono trovato mosso a scegliere voi tra molti milioni, e attirarvi al Mio Cuore paterno.

20. Io vengo a voi come un giorno a Lazzaro; egli era Mio amico e voi adesso siete Miei figli. Non decomponetevi nella tomba, affinché vi possa sempre risvegliare con quell’Amore con il quale risvegliai un giorno Lazzaro come fratello, così che anche adesso vi possa stringere come figli Miei nelle Mie braccia! – Amen! Amen!

 

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Cap. 5

Un’immagine di rispondenza sulle condizioni spirituali del nostro tempo

25 giugno 1870

 

[Geremia 2,7]: «Ed Io vi ho condotti in un buon paese, affinché ne mangiaste i suoi frutti e le sue bontà; ma quando vi siete entrati, avete reso impura la Mia terra e reso la Mia eredità un abominio!»

1. Questo versetto, preso dalle lamentazioni di Geremia che così ha preannunciato ciò che i suoi contemporanei non capivano né potevano credere, che cosa vuol significare se interpretato nel senso spirituale?

2. Per comprendere a cosa si riferisce questo versetto, dobbiamo mettere l’effettivo e solo puro davanti agli occhi.

3. È particolarmente noto che gli ebrei dopo quarant’anni di cammino nel deserto furono portati in un paese migliore, e poiché più tardi attraverso le guerre essi stessi capitarono tra di loro in disaccordo, contaminarono il paese con i loro peccati e mancanze, e ciò che era stato lasciato al popolo come eredità per i suoi discendenti, in tal modo divenne poi a Me, al Signore, un abominio.

4. E quello che Geremia disse ancor molto tempo prima della Mia venuta su questo globo terrestre e scrisse come “Lamentazioni”, valse anche per il popolo ebreo al tempo della Mia discesa nella carne, e vale anche adesso nel tempo attuale per l’intera umanità.

5. Per quanto riguarda i giudei (di allora), essi sono la precisa immagine del tempo attuale, poiché attraverso l’esperienza di quarant’anni nel deserto essi avrebbero dovuto rendersi più docili per poi convertirsi verso qualcosa di meglio, verso il loro Signore che li aveva prescelti per essere un popolo per i Suoi grandi scopi, diventando Egli stesso più tardi un Rampollo di questo popolo, per guidarlo o alla sua stabilita meta finale, oppure, se non avesse voluto neanche adesso seguire i Suoi insegnamenti ed esempi, esprimere l’ultima sentenza sullo stesso, vale a dire la condanna, per non stabilire mai più un intero popolo indipendente, perché a causa dei suoi vizi e vezzi non ne era degno.

6. Fin dove tutto questo è avvenuto, lo sapete in parte dal Vecchio e Nuovo Testamento, e in parte dalla storia fino ad oggi.

7. Tuttavia, ciò che Geremia disse in quel tempo agli ebrei, questo vale anche per l’intera umanità, in particolare per tutti i popoli cattolici adesso viventi.

8. Anch’essi furono guidati per secoli attraverso penose differenti situazioni e prove di purificazione, anch’essi dovettero sentir la sferza e la verga del rigore, concedendo certe cose e assistendo indifferenti, come perfino la Mia religione di pace servì al pretesto per uccidere uomini su patiboli e roghi, il tutto ad gloriam Dei, e ancora oggi questo spirito non è scomparso, solo perché adesso per Mia concessione i popoli sono diventati più assennati, e allora i roghi e i patiboli non possono più essere innalzati. Tuttavia, se i governi dessero loro il potere esecutivo, allora vedreste salire all’ordine del giorno simili colonne di fumo nelle diverse città, ed Io non so se voi dopo sfuggireste a questo genere di ascesa al Cielo! Ma sia come sia! Anch’Io ho guidato l’umanità per renderla ‘morbida’ e rendere il suo orecchio più incline al Mio puro insegnamento; solo che, come andò con gli ebrei, così va adesso con la maggioranza (particolarmente) della cristianità cattolica.

9. Io la misi (l’umanità) nell’Eden dell’eterna pace, e con ciò volevo render per lei l’intero globo terrestre per terra promessa; ma essa non se n’è nemmeno interessata, ha insudiciato la Mia parte d’eredità assegnatale, e dell’eredità lasciatale ne ha fatto un abominio.

10. Così, dunque, quello che Geremia profetizzò là per gli ebrei, diventa sinonimo per il mondo attuale, almeno per ciò che si denomina ‘il civilizzato mondo cattolico’, e oltre a ciò, quel che questo mondo cattolico crede per i suoi scopi egoistici, che l’intero culto religioso del Mio insegnamento stia nello sfruttamento delle scienze e delle Mie forze poste nella natura.

11. O voi, ciechi e sordi! Mentre Io nel Mio insegnamento e attraverso le Mie opere durante il Mio cammino di vita terrena, e alla fine perfino con la Mia morte, volli mostrare la grandezza della vostra origine, tanto che, come Dio, Mi abbassai per venire su questa tenebrosa Terra nelle condizioni ultime e più infime, sopportando la cosa più spaventosa che un uomo possa sopportare sulla Terra per riscattarvi dal pantano del peccato e spianarvi la via, figli Miei, dico, per spianarvi la via per farvi diventare figli dell’eterno Creatore di tutta la natura visibile e invisibile, i vostri eruditi e naturalisti, volendo essere superiori, vorrebbero dimostrarvi di fatto che, volendo Io farvi figli di Dio, voi dovreste discendere dalla scimmia!!!

12. In realtà Io non so chi devo compiangere di più: il naturalista che a causa di tutta la ricerca ne ha tratto tale insensatezza dal suo cervello (dallo spirito) prosciugato, oppure voi, che non vi vergognate di provenire dall’animale più libidinoso e vendicativo che la Creazione abbia da presentare.

13. Che le scimmie, in quanto alla costituzione organica e passioni e ancora altre facoltà, stiano molto vicine all’uomo e come tale classe del regno animale in quanto alla forma somiglino all’uomo (secondo le movenze fisiche), ha il suo motivo. Io (tramite loro) ho voluto mettere accanto a voi  proprio la vostra immagine, affinché poteste vedere cosa può diventare l’uomo senza senno né intelletto né cuore; ma in tal modo non volli dimostrare come se voi foste discendenti di una tale specie animale, che come animale possiede pochissime facoltà spirituali, come molti altri!

14. Unicamente questo caratterizza l’attuale genere umano se si sente attratto a dei suoi presunti antenati, alle scimmie. Infatti, migliaia e migliaia di uomini – che sarebbero dovuti diventare figli Miei – superano di gran lunga in libidine e cupidigia e in tutte le sporche passioni dell’egoismo, le scimmie. Purtroppo è così! E proprio per questo, l’eredità datavi da Me (la figliolanza di Dio) Mi è divenuta un abominio, poiché su questa vostra tenebrosa Terra, invece di cuori amorevoli e sensibili, Io incontro soltanto uomini dissoluti riccamente vestiti, e avide scimmie che conoscono solo se stesse, e l’una vorrebbe divorare l’altra per essere sola e possedere tutto!

15. Questa è proprio la più grande contro-immagine dell’amore per Dio e per il prossimo da Me predicato e praticato. – (l’anticristo)

16. E se su tutto questo volete ben riflettere, e inoltre ancora notare come i peggiori sono proprio alcuni di quelli che pretendono di essere ‘Miei rappresentanti’, volendo essi chiarire a voi, figli minorenni, appropriatamente i Miei insegnamenti e le Mie parole di pace!

17. Quanto sangue hanno essi già versato! Quanto hanno contribuito alla morte fisica e, ancor più, operato per la morte spirituale delle anime!

18. Costoro cercano di sfruttare tutte le scienze, tutte le scoperte, tutto ciò che viene scritto e inventato, per il loro vantaggio. Essi vorrebbero, se andasse secondo la loro testa, non lasciar trapelare a nessuno qualcosa di questo, volendo essere solo loro gli illuminati. L’altra umanità, invece, farla brancolare nel buio, affinché possano menar per il naso la stessa come vogliono e, in tale notte, far loro credere che sia giorno; e viceversa, a seconda di com’è più comodo per i loro egoistici scopi. Proprio adesso, e precisamente tra pochi giorni, essi vogliono portare a termine l’ultimo colpo, e con la dichiarazione dell’infallibilità[4] del capo della Chiesa cattolica, ricondurre il carro di nuovo sulla carreggiata dove solo loro sanno andare. – Poveri folli campioni di vista corta! Aspettate solo a cosa vi porterà questo passo[5]!

19. Io posso assicurarvi, per quanto vi crediate assennati e scaltri, che fin dagli albori della vostra società non avete commesso un colpo più stupido, e ne avete fatti molti! Questo dimostra che, mentre volevate guadagnare ininterrottamente in potenza e forza, ne avete persa sempre di più, e adesso l’ultima pietra vi è sfuggita sotto i piedi, pietra che era ancora un piccolo sostegno.

20. Così l’ho voluto Io, e non voi! C’è solo un vecchio proverbio: “L’uomo propone e Dio dispone!”. Ebbene, anche i signori provenienti dalla “Compagnia di Gesù”[6] volevano guidare, solo che a loro è andata così come a colui (nella favola greca di Icaro) che venne troppo vicino al Sole e “si bruciò poi un po’ le dita”. – Così andrà anche adesso; una volta questi ‘negromanti[7] avevano contro di loro solo dei singoli dal popolo, li sostenevano i regnanti dalla politica scorretta e corti di vista; solo che con l’ultimo passo, e con le sue presumibili conseguenze, tremeranno anche questi e ritireranno la loro mano dal clero. Allora vedremo che cosa opereranno i loro decreti e le bolle papali.

21. A loro andrà come ai giudei[8], soprattutto come essi vivono adesso, dove la loro occupazione principale è l’ingannare dei diversamente credenti. Anche loro staranno da soli, e poiché non potranno ingannare più nessuno, si guarderanno l’un l’altro in faccia e rideranno di gusto di se stessi a causa della loro grande stoltezza. I giudei vivono sparsi tra i popoli (anno 1870) e sono le loro ‘sanguisughe’; questi neri (Gesuiti) saranno altrettanto dispersi, nessuno si volterà per loro, e coloro che li seguiranno se ne vergogneranno. Infatti, aver guidato nell’errore un uomo assennato (per loro) è degno di gloria, ma ognuno che ha solo un quinto più di intelligenza, può fare di uno stolto il suo seguace. Così è adempiuto ugualmente ciò che un giorno Geremia disse per i giudei i quali non erano degni delle lamentazioni dello stesso. Essi lo erano tanto poco, come i Miei attuali che vogliono essere rappresentanti delle Mie parole dettate a te nella penna.

22. Se non fosse per dare ai Miei figli ancora una nuova dimostrazione del Mio Amore e Grazia, e attraverso questo versetto dimostrare loro nuovamente come tutto è connesso – quello che un giorno è stato scritto e cosa viene fatto ora – in verità, a causa dei giudei (ebrei) e a causa dei gesuiti, Io non avrei sprecato tante parole; ma poiché presto subentreranno importanti avvenimenti, in particolare nel campo della fede cattolica, voglio rendervi attenti su questo, affinché anche nella trappola sotto la pelle della pecora voi possiate riconoscere il lupo che si insinua di soppiatto.

23. Del resto, state tranquilli! Il Mio occhio veglia su coloro che Mi amano; confidate nella Mano che vi ha guidato finora e che non vi lascerà mai sprofondare, finché vi mostrerete degni della stessa! – Amen! Amen!

 

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Cap. 6

Isaia 33,1

21 luglio 1870

 

«A quel tempo Hiskia si ammalò a morte, e il profeta Isaia, il figlio di Amos, venne da lui e disse:

 “Così parla il Signore: ordina la tua casa perché morirai, non resterai vivente!”»

1. Dopo aver voluto volentieri da Me alcune parole e non riuscivi a deciderti riguardo alla scelta di un soggetto, ti dissi: “Prendi il coltello, puntalo sulla Bibbia e, con questo, dove la punta tocca un testo, sceglilo!”

2. Lo hai fatto, e sopra si trova il testo che noi ora vogliamo considerare più da vicino, vogliamo togliergli il suo rivestimento esteriore e poi vedere che cosa si trova ancora sotto questo sermone del tutto mondano, sermone che oggigiorno più di un sacerdote proferisce al morente, sia nella sua lingua, sia che glielo mormori in latino.

3. Con tali formule d’uso, in genere non si pensa molto da entrambe le parti. Il sano lo dice al morente, e spesso così facendo non pensa proprio a niente, recitandolo piuttosto meccanicamente e spesso del tutto sbadatamente come conviene al suo incarico. Il giacente sul letto di morte non lo crede, perché a ogni respiro scorge ancora una nuova speranza di vita, e con ciò entrambi ne hanno poco aiuto.

4. Anche questo re di Giuda, quando il profeta Isaia glielo riferì, giustamente non voleva crederlo, ma poi pregò Me fervidamente e gli fu lasciato sospeso anche quest’ultimo momento per un ulteriore tempo, perché egli sentì vero pentimento, ed Io avevo bisogno di lui per altri scopi a causa del suo popolo.

5. Ma adesso, che cosa ha a che fare con voi questo testo, e perché l’ho fatto scrivere dal Mio servitore come un monito rivolto a voi? Ora lo vogliamo sottoporre alle nostre serie osservazioni, affinché non crediate come se questo testo sia (ora) altrettanto un monito per la vostra ultima ora.

6. Io personalmente, ogni questione, ovvero ogni parola che Mi si sottopone, amo dapprima analizzarla a fondo, per scoprirne il senso spirituale, e poi la corteccia, ovvero il mondano esteriore che forse esprime il discorso, per metterlo da parte affinché ci si immerga poi nel senso interiore, cosicché in seguito a ciò si accenda al ricercatore una luce dopo l’altra, finché l’intero testo splenda nel firmamento del suo cuore come un Sole centrale.

7. Così vogliamo cominciare anche noi! Iniziamo quindi a definire dapprima ogni parola per stabilirne il suo concetto, e poi per impiegare il suo senso interiore su noi stessi e sulle nostre situazioni, sulla nostra destinazione e la missione su questa Terra.

8. Qui in questo testo leggiamo: “Il re era malato a morte e il profeta andò da lui e gli disse di ordinare la sua casa, poiché sarebbe dovuto morire e non sarebbe più rimasto in vita”.

9. Che cosa significa veramente la prima parte di questo versetto? – Vedete, per ciò che riguarda il popolo del re degli ebrei, sotto quest’ultimo è intesa la Terra intera, mentre il re come supremo nel suo regno corrisponde all’uomo, quale ultima creatura intelligente sulla stessa che fu creato a Mia immagine.

10. A questo re viene ora il profeta Isaia; ciò vuol dire: come qui il profeta andò dal re Hiskia, così Io e i Miei angeli veniamo dagli uomini in generale sotto differenti forme, come ‘coscienza’ oppure come ‘voce interiore’ al singolo.

11. Che cosa era dunque una volta un profeta’? – Era un pio, ispirato uomo di Dio che sentiva la voce del suo Signore nel cuore, come anche tu adesso, Mio caro scrivano, con la sola differenza (conforme ai tempi) che questa voce, là, lo costringeva più al parlare che allo scrivere.

12. Egli eseguiva la sua missione più verbalmente, per mancanza di comunicazione scritta, mentre adesso quella scritta è più facile della verbale, per via della moltiplicazione attraverso la stampa.

13. Quindi, come là i profeti avevano parlato già da lungo tempo della Mia futura discesa e, attraverso di Me (anche per iscritto) agli ebrei e agli altri popoli, mentre loro stessi non se ne occupavano e non volevano comprendere gli ammonimenti e predizioni, così anche adesso vengo talvolta con dei dettati perché siano scritti, altre volte nel singolo come coscienza, poi nelle grandi complicazioni mondane e politiche, nelle malattie e disastri, e ovunque grido a voi e agli uomini spiritualmente malati a morte: “Ordina la tua casa, perché tu devi morire!”

14. Questo, nel senso spirituale, significa: «O uomini! Voi che vi trovate già da lungo tempo nell’incredulità e in tutti i vizi, voi che credete tanto poco che Io, il Signore, abbia camminato un giorno sulla Terra, e precisamente per amor vostro, come i giudei non credevano ai profeti che Io un giorno sarei venuto! O uomini, risvegliatevi! Ancora c’è tempo, buttate via il vostro corpo mortale, pieno di vizi e passioni, (cioè il vostro orientamento materiale); scambiate, come con la morte, l’abito vecchio con uno nuovo ma migliore, poiché è giunto il tempo in cui deve essere presa una decisione: o camminare su lunghe vie sbagliate delle tenebre, oppure percorrere l’unica via di luce, della fede e dell’amore!». – Come un giorno quel profeta riferì, così vi esclamo Io da tutti gli angoli della Terra il medesimo grido ammonitore, come fece Isaia al re della Giudea! Da ogni colpo di cannone e di fucile che in breve tempo farà tremare l’aria, vi risuonerà lo stesso ammonimento: «Riordinate le vostre faccende, ordinate la vostra casa, poiché dovrete lasciare questa cattiva via dell’egoismo e della brama di dominio; dovete decidervi, se verso l’Alto o verso il basso!”».

15. E questo grido ammonitore, Miei cari figli, è rivolto anche a voi: “Decidetevi a voltar le spalle al mondo e ai suoi fugaci stimoli, se volete entrare nel Mio regno!”. Nemmeno per voi c’è la permanenza nel mezzo di due vie; perciò seguite solo Me! Toglietevi di dosso il vecchio, logoro abito macchiato con tutti i peccati e le passioni del vostro passato; indossatene uno nuovo della gioia e della fiducia in Me!

16. Allora potrò Io, come Profeta e come Padre, chiamarvi quando vorrò, e sono convinto che non piangerete, come Hiskia, il re della Giudea che non voleva abbandonare il suo presunto mondo, ma seguirete gioiosi la Mia chiamata e Me stesso, poiché avrete ordinato la vostra casa e morirete volentieri al mondo con tutto ciò che accade in esso, per vivere solo in Me e per il Mio regno!

17. Così dovete afferrare questo versetto. Ben per colui che lascia facilmente il suo mondo e rinuncia ai suoi piaceri. Egli sprofonderà, com’è il caso con l’usuale morire con se stesso, in un dolce sogno della purissima pace angelica, e come nel cambio della vita terrena non percepirà neanche per idea il passaggio, quando si risveglierà di nuovo, fortificato nel Mio insegnamento, a una vita più bella, dove questa pace angelica, precedentemente sognata, diventerà realtà del suo cuore.

18. Dunque, trapassate soltanto, figli Miei! Spogliatevi completamente del mondo, e come sostituzione per questo, vi sarete conquistati lottando l’Amore del Padre vostro, il Quale per questo vostro passo vi concederà giornalmente la Sua benedizione! – Amen!

 

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Cap. 7

Il valore del tempo[9]

24 settembre 1870

(da “Cenni di vita”)

1. Qualcuno alla fine della sua vita, quando verrà a sapere e riconoscerà purtroppo solo troppo tardi come avrebbe dovuto utilizzare questi giorni oppure veramente tutta la sua vita, esclamerà: «I miei giorni son più veloci d’una spola, e si consumano col mancar del filo» [Giobbe 7,6].

2. E di chi ne è la colpa se, invece di rallegrarsi del più grande e più importante cambiamento tra l’essere terreno e l’essere eterno, l’uomo scorge con un brivido quanto sterile e con quale leggerezza ha sprecato il tempo da Me  assegnatogli in azioni inutili e cattive, e invece di portare con sé un libro colmo di buone e grandi opere, porta con sé nell’altro mondo un libro vuoto con pagine bianche o addirittura con pagine sporche e imbrattate?

3. Qui sulla Terra fu ancora passabile, dove l’uomo ha potuto nascondere la sua vacuità e malvagità sotto modi e atteggiamenti ben studiati, oppure la sua posizione sociale fu tale in cui solo pochi han guardato nella propria vita privata, dove poi l’attento osservatore avrebbe potuto riconoscere i veri e propri moventi[10], così alcune azioni solo secondo l’apparenza gli sarebbero sembrate buone e nobili. Invece nell’aldilà questi mantelli di copertura cadono via. Rango, titolo, denaro e simili privilegi non valgono più; povero e misero, come l’uomo venne sulla Terra, altrettanto deve di nuovo andarsene via, portando con sé nell’aldilà solo il valore interiore delle sue azioni, in determinate nuove condizioni, a lui insolite. Questa è la sorte dell’uomo!!

4. Pensando a questo, ognuno dovrebbe esclamare come Giobbe: “I miei giorni sono più veloci d’una spola, e pochi ne ho utilizzati per compiere la mia missione spirituale su questa Terra!”

5. È triste  il ricordo al tempo sprecato o trascorso malamente (di là, nel Regno della verità); è triste perché non è possibile nessun miglioramento dello stesso, nessun recupero del tralasciato.

6. Ho scelto questo testo per richiamare alla vostra mente che anche il tempo fugge, e dovete utilizzarlo per fare del bene, e lavorare alla salvezza della vostra anima.

7. Il tempo fugge e con esso la vostra vita terrena. Voi non sapete quanto a lungo lascio peregrinare l’uno o l’altro ancora su questa Terra. Per voi ogni attimo è decisivo, se lo avete utilizzato come se fosse l’ultimo della vostra vita, oppure che diventi il primo buon inizio di una vita nuova, finora ancora sconosciuta nella quale comincia il progresso spirituale e l’avvicinamento a Me. Non sprecate il vostro tempo col far grandi progetti per il futuro, non sprecatelo con pensieri di cosa farete nella prossima ora o nel prossimo giorno! – Sappiatelo: il futuro appartiene a Me! E il come Io regolo le condizioni del singolo sia dei popoli che anche dell’intera umanità, voi non lo sapete, e anche se lo sapeste non vi gioverebbe, poiché non comprendereste comunque questo scritto geroglifico delle Mie deliberazioni e disposizioni per la formazione spirituale di tutti.

8. Sfruttate quindi l’attimo – che passa veloce e pensate bene che mai più ritornerà – per qualcosa di buono, sia per voi stessi che per il prossimo.

9. I momenti utilizzati bene forniscono il materiale da costruzione per tutto l’edificio della vita e della prova che siete delegati da Me a portare con voi nell’altro mondo.

10. Ogni buon pensiero, ogni buona azione, perfino ogni buona volontà, tutto questo insieme contribuisce a rendere quest’edificio più solido, più splendido e più bello; e non dovrebbe essere per voi stessi una vista rasserenante come per un capomastro, quando alla fine, invece di una scadente capanna da contadino mezza crollata con un tetto bucherellato e porte e finestre scassate, vedete stare davanti a voi un edificio solido che non fa onore soltanto al capomastro, bensì, ammirato anche da altri, stimolando anche voi stessi al medesimo lavoro.

11. Utilizzate quindi questo tempo, il portatore di buoni e cattivi pensieri e portatore di azioni; non lasciate passare un attimo, affinché la sua scomparsa non risvegli pentimento, oppure vi strappi il pensiero: “Quest’attimo – anche se un piccolissimo tratto di tempo della mia vita – avrei dovuto e potuto utilizzarlo meglio!”

12. Riflettete: il vostro lamento non vi aiuta per nulla; l’attimo scomparso non ritornerà mai più indietro, e viene registrato nel grande Libro della Vita con il valore delle sue azioni.

13. Proprio per questo motivo ho scelto questo tema, per mettere un po’ più vicino ai vostri occhi il valore del tempo, poiché se osservate la vostra vita e il vostro operare quotidiano, quanto tempo sprecate con cose da nulla, con occupazioni mondane, con vanitose fantasticherie per il vostro futuro, futuro che comunque non si forma mai così come voi lo desiderate, bensì come lo voglio Io. Voi prendete così alla leggera questo sperpero del tempo, come qualcosa di poco importante, per vero, così che se osservaste la girante ruota del tempo dal Mio punto di vista, vi stupireste con orrore quali vanitosi scialacquatori siete veramente voi del bene più prezioso, – del tempo.

14. Qualunque cosa vogliate osservare nell’intera infinità, – nulla ha valore ed è così importante come il tempo! – Senza tempo non esiste nessuna azione, nessun passato, nessun futuro. Senza tempo, nulla può accadere!

15. Il tempo è il giusto misuratore per le Creazioni, siano esse divine oppure umane. Solo il tempo dimostra alla Creazione la forza e la sua durata.

16. Nello spazio l’idea infinita è espressa come cosa sconfinata, ma per comprendere l’infinito anche solo approssimativamente, dovete adottare il misuratore del tempo. Le distanze del sistema solare e mondiale, le loro grandezze, la loro forza di luce, i loro reciproci effetti, sono misurabili solo attraverso il tempo. Il tempo vi dà un’idea della Mia Creazione, della sua grandezza e della Mia Onnipotenza.

17. Là vedete che cosa può fare il tempo – messo davanti ai vostri occhi e scritto con grandi cifre – essendo in grado di stimolarvi ai più bei sentimenti, alla contemplazione di Me e della Mia grande Creazione, in confronto alla vostra meschinità, la quale vi costringe ad esclamare: “Che cosa sono io, o Signore, che ti ricordi di me!”

18. Tutto dipende dal concetto del tempo. Il tempo non ha inizio né fine. Avete fatto bene a suddividere il tempo in una misura, affinché possiate misurare il volo dello stesso. Ben avete fatto ad inventare macchine che vi indicano questo volo attraverso ore, minuti e secondi. Ben avete fatto a provvedere queste macchine con sonante tocco di campana.

19. Quanto pochi di voi però si ricordano che ogni tocco di campana vi indica il corso di un quarto d’ora, di mezz’ora o di un’ora intera che non ritornerà mai più, e il tocco di campana dovrebbe veramente ammonirvi con la domanda: “Guarda il tempo fuggente! Nel mare dell’eternità è di nuovo sprofondata un’ora, un sunto della tua vita destinata a te dal Signore. Come l’hai utilizzata?”. – Oh, se balenasse in voi spesso questo pensiero ad ogni cambio d’ora, quante volte notereste con stupore che di nuovo un tratto di tempo della vostra vita, di cui un giorno dovrete render conto, è rotolato già inutilizzato nell’eterno torrente dell’infinità, da dove mai più ritornerà.

20. Utilizzate quindi il vostro tempo, affinché non dobbiate mai esclamare e ben perfino alla fine della vostra vita terrena: “Quanto velocemente scompare il tempo! Come la spola al telaio del tessitore scorre avanti e indietro e alla fine con il suo fervente movimento mette insieme comunque qualcosa di intero e di utile, come un pezzo di tela o di stoffa, e precisamente da semplici piccoli tratti di tempo, – proprio così la mia navicella della vita che durante il mio percorso di vita terrena ha aleggiato leggermente intorno all’oceano senza riva, sulle sue onde insondate, avrà creato qualcosa di utile e di intero per la mia vita dell’aldilà?

21. Possa aver servito l’utilizzo del tempo secondo la Volontà del mio onniamorevolissimo Padre, a costruire il mio spirituale corpo animico, affinché alla fine della mia carriera, quando l’eterno mobile e fuggente tempo mi esclamerà un ‘Alt’, io possa anche guardare su al Padre con consolazione, e forse con cuore tranquillo, esclamare:

22. Non ho comunque vissuto invano! Ho utilizzato il mio tempo, che è volato via come una spola del tessitore, con i suoi ritagli e i momenti, per quanto stava nelle mie forze e fu permesso dalle circostanze! Se nel libro della mia vita dovessero trovarsi pagine bianche o perfino sporche, allora Tu, o Signore, copri le stesse con la Tua Grazia, e perdona al figlio se ha mancato dove gli è mancata la forza della perseveranza!

23. Così, figli Miei, considerate il tempo, il portatore di ogni vita. Senza tempo non c’è vita, e senza vita, nessun tempo!

24. La vostra vita deve imprimere sulla fronte del tempo la nobiltà, la nobiltà di buone azioni. Il tempo deve essere per voi il fondamento del vostro io, e per Me il sostegno e la leva con cui Io vi possa innalzare a Me. – Amen!

 

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Cap. 8

Sulle condizioni del tempo attuale e il motivo spirituale dello stesso

29 ottobre 1870

1. Che voi viviate in un tempo movimentato, è vero. È il tempo della fermentazione! Ma cosa significa veramente fermentazione, nel tempo della lotta del bene con il male?

2. Vi dispiace essere stati strappati dalla vostra vecchia tranquillità d’animo, avete ardente desiderio di quiete, come l’animale stesso è solito fare dopo un buon pasto. Solo che non c’è più tempo!

3. Il grande torrente della Mia Luce, torrente che pervade il mondo intero, attraversa ora come un lampo anche le vostre vene, inquietandovi, e nonostante Io mandi continue spiegazioni, in parte della Mia Creazione, in parte del Mio insegnamento, ancora non volete riconoscere che, come l’ho detto una volta nel Sole spirituale[11], adesso la lancetta dell’orologio del mondo sta per voi sul dodici e l’altra per il mondo spirituale sull’uno; in altre parole per voi e per il vostro abituale lento procedere (spirituale) andate incontro alla fine, e per il Mio regno comincia un nuovo principio.

4. La grande (cosiddetta) Aurora boreale che avete visto alcuni giorni fa, sapete voi che cos’era? Era una festa di unificazione dei grandi spiriti (buoni) al Polo nord; essi hanno riconosciuto e aspettavano la liberazione, rallegrandosene, e nella loro gioia si sono accesi nell’amore per Me. Alto e lontano oltre la vostra atmosfera risplendeva il loro fremito gioioso. Anche voi avete visto questa luce, ma poiché ai vostri occhi attraverso l’inquinata sfera aeriforme si doveva mostrare un’atmosfera spirituale e materiale, greve di tutti i vizi, allora per i vostri occhi si è trasformata in un minacciante incendio simile a un fervore infuocato, e così ciò che ai Miei spiriti suscitava gioia e quale loro espressione in tutti i colori dell’arcobaleno, corrispondenti alle sette principali Caratteristiche della Mia Divinità, irradiava giulivo nel nord della vostra Terra, presso di voi, abitanti terreni, esso dava motivo di funesti presagi.

5. Così è anche con gli avvenimenti che adesso si svolgono su una parte[12] dell’Europa. Migliaia si affliggono, migliaia piangono e sospirano, molti di loro sono stati svegliati dal loro sonno letargico, nel quale finora dormivano piacevolmente. Altri, anche se si tratta di campi insanguinati di cadaveri e rovine fumanti di villaggi distrutti, si rallegrano di aver dato abbastanza alla loro presunzione e alla loro superbia. – Poveri smarriti e ingannati! Muti testimoni di uno sviluppo molto più grave di qualcosa di più grande e più importante di quanto voi vi potete immaginare!

6. Se conosceste il Mio piano e le Mie idee, quanto meschina vi apparirebbe tutta la vostra opera da mestierante, dove ora più d’un generale o di un uomo di stato si dà delle arie perché vive nell’illusione come se tutto questo fosse opera sua.

7. I Miei spiriti al Polo nord hanno presentito la Mia meta e se ne rallegrano, risplendendo nella chiarissima assai intensa Luce della gioia e del giubilo; solo voi, tristi almanacconi, ve la svignate come vermi sulla zolla della terra, e nondimeno vorreste comprendere del superiore e sapere del futuro, mentre non conoscete nemmeno il sasso sotto i vostri piedi, ciò che esso era (uno spirito libero), cosa è (uno spirito duramente legato) e ciò che diventerà (ciò che esso era). Voi che vorrei attirare a Me con tutta la pazienza e delicatezza, sia con buone, paterne parole, sia con ammonimenti, voi non sapete e non conoscete il tempo della fermentazione che sprona e risveglia anche gli spiriti. Io ve lo ripeto: è il tempo della separazione del bene dal male. Badate bene a tenervi dalla parte dove vi ho posto, affinché possiate giubilare con i Miei spiriti senza dovervi affliggere con gli uomini di vista corta che non vedono oltre il loro naso.

8. Comprendetelo una buona volta: è giunto il tempo in cui presto avverrà nuovamente la Mia personale venuta da voi sulla Terra! Perciò tutto si predispone, tutto vuole indossare il vestito da sposa; gli spiriti giubilano, le anime decedute vedono la loro liberazione e vanno incontro al loro più facile progresso nell’aldilà. La Terra, se deve di nuovo calcarla il Mio piede, deve prima essere ripulita; proprio per questo la lavo già adesso e continuerò a farlo, finché essa, pura da ogni macchia, sarà diventata una bella dimora per i Miei puri.

9. Quindi non affliggetevi troppo, ma confidate in Me, e aspettate gioiosi il Padre, il Quale già spesso vi ha teso spiritualmente la Mano paterna; presto, sì, presto ritornerà! Allora, osservando con occhi spirituali, vedrete tutto il buio, chiaro e limpido, e non criticherete la Mia saggia conduzione, bensì soltanto, amare e amare, smisuratamente, poiché esiste solo un vero Padre, ed Egli è il Padre dell’Amore nel vostro Gesù. Confidate in Lui, Egli non vi ha mai mentito, e vi tratterà sempre con Amore e con Grazia come lo ha fatto fino adesso.

10. Questa è una parola di conforto per oggi, e con ciò la Mia benedizione a voi tutti! – Amen!

 

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Cap. 9

Uno sguardo nel nostro tempo

1° novembre 1870

1. Tu vuoi che Io ti ridia ciò che hai visto eri, affinché ti stia meglio davanti agli occhi. E così ascolta: dunque, ieri pomeriggio ti ho mostrato la vera altezza morale alla quale si dovevano elevare veramente gli uomini, e ti ho mostrato accanto all’alto, anche il basso gradino di moralità sul quale stanno adesso gli uomini, oltre al grande scopo che ho allacciato con l’umanità, e anche la Mia pazienza proprio con quest’umanità, fino a quando essa sopporterà le storture della stessa.

2. Sì, è vero, Io ho posto all’intera umanità una meta bella e superiore, ho anche contribuito finora in tutto, affinché essa la possa raggiungere. Io stesso, come Dio e Signore dell’infinità, con il Mio grande esempio ho dimostrato fino a che punto un Dio si possa umiliare, se con ciò Egli vuole raggiungere una meta superiore. Accanto a questo, però, non ho mai costretto l’uomo, quale essere libero, a conformarsi a questa stupenda immagine di un uomo, se non lo spingeva il suo stesso cuore a voler essere uguale a quest’immagine.

3. Quando un giorno, mediante Mosè, nella storia della Creazione, feci dire all’uomo: “E Dio creò l’uomo a Sua immagine”, allora né Io né Mosè intendevamo l’immagine corporea, ma il Mio scrivano di quel tempo intendeva con questo l’uomo spirituale, il quale, rivestito del corporeo, doveva essere l’immagine Mia. Per la realizzazione di questa Idea si determinò in anticipo che alla fine la parte esteriore somigliasse a quella interiore.

4. Sì, figli Miei, Io ho creato gli uomini secondo la Mia immagine poiché doveva esprimere la più alta moralità e la più alta nobiltà possibile dell’anima. Queste Caratteristiche dovevano diventar parte anche agli uomini, agli esseri accolti a figli Miei, affinché potessero un giorno rimanerMi vicino come grandi spiriti, cosa che è possibile soltanto se possiedono le Mie caratteristiche, fin dove le stesse sono in sintonia con il loro grado di esistenza.

5. Ma per giungere a queste caratteristiche, essi devono anche avere la forza dello spirito, in primo luogo per appropriarsi delle stesse, e quando sono conseguite lottando, poterle anche trattenere.

6. La Mia Luce, come Dio, sussistendo nelle Caratteristiche divine, poteva essere una Luce solo allora, quando si sarebbe riconosciuta anche l’ombra come esistente.

7. Così, per la Mia spirituale, somma, morale Essenza di Luce, appunto per afferrarla ed avere l’impulso per ottenerla, doveva prima essere combattuta la parte d’ombra della stessa[13].

8. Se una lieta prospettiva fa su di voi una grande impressione, non l’avete sempre davanti agli occhi? Oppure: quando voi dopo un lungo errare in una tenebrosa foresta e tra strette gole rocciose, una volta usciti da questo regno delle ombre, non vi trovate forse davanti a un grazioso paesaggio? – Senza la tenebrosa foresta, oppure senza quelle strette gole montane, non sapreste apprezzare la stupenda, sorridente regione che si trova al di fuori della foresta.

9. Così è anche con le Mie grandi Caratteristiche morali, fondate per una Creazione molto più grande, le quali non sono state create solo per il vostro globo terrestre, né per la vostra breve vita sullo stesso.

10. Molto al di sopra di tutti i Cieli, molto al di sopra di tutto il materiale e delle sue possibili trasformazioni, sta la Legge del bello, del sublime e del vero spirituale.

11. Se come uomini vi ci avvicinate, allora anche presso di voi il corpo materiale, con le sue possibili bellissime forme, passerà in seconda fila, e solo l’uomo spirituale, come vero discendente e come possibile immagine del Mio Io, apparirà poi molto più elevato; egli illumina pienamente ben dalla forma, perché gliela imprime e di cui egli è l’immagine, solo che questo illuminare è secondario, e Mosè in tal senso disse che l’immagine del primo uomo esprimeva la Mia di immagine, perché lì l’uomo interiore (spirituale) e l’esteriore erano ancora una cosa sola.

12. Dopo che però questa purezza del primo uomo, quale dono originario, dopo la caduta andò perduta, allora l’uomo nato in seguito non poté più esistere così, ma dovette essere conquistato; perciò vi potete immaginare che, dopo che Io stesso ho tracciato la via del ritorno a Me, dovevo anche aver pazienza con gli uomini, anzi molta pazienza, finché non avrebbero imparato a vincere tutte le ombre e appropriarsi completamente delle Mie Caratteristiche.

13. Perciò, quando ieri ti ho mostrato l’intera scala di tutte le possibili gradazioni morali fino all’ultimo grado di un sensuale, cattivo uomo, uomo che sta più vicino all’animale, oppure ben al di sotto dello stesso, con ciò ti ho voluto dimostrare che esistono molti milioni di mondi e che tutti, ognuno in maniera diversa, esprimono di nuovo nei loro abitanti anche un certo grado delle Mie spirituali Caratteristiche; tutti questi mondi somigliano più o meno a semplici foreste, dove regna un’oscurità più o meno spirituale. Questi sono grandi gradini, sui quali tutti gli esseri creati lottano per giungere fino a Me, gli uni con più facilità, gli altri con più fatica, gli uni più velocemente, gli altri più lentamente, e così anche voi siete su una di queste scale, e precisamente non sulla più bassa, cosa che potete riconoscere dai sacrifici e grazie che Io ho compiuto per voi, per abbreviarvi la via che conduce al Mio Cuore.

14. La Mia pazienza ha perciò ancora un altro motivo, per quanto voi possiate comprenderlo; poiché la vostra (via) sarebbe già spesso venuta meno, mentre la Mia non sarebbe ancora stata rivendicata. Questo è il motivo del perché Io assisto così a lungo, aiuto e mitigo dove posso, per facilitare la via che ho tracciato ai Miei figli. È faticoso e lo deve essere, poiché i Miei figli un giorno dovranno servire anche d’esempio per molti altri spiriti e anime che aspirano ad eguagliarli. Perciò anche le ripetute sofferenze fisiche e spirituali che Io mando loro, sono necessarie.

15. Vedete quanto è morbido il ferro e come si lascia piegare e fondere, solamente per diventare un duro acciaio? Ci vuole la grande prova del fuoco, due elementi che devono agire per questo: acqua e fuoco per farlo diventare acciaio.

16. Così è anche per le vostre anime: esse devono poter sopportare i più grandi estremi, dal più alto fino al più basso, per resistere temprate a ogni avversità e guardare un giorno, vittoriose e soddisfatte, al cammino trascorso, e potersi rallegrare della corona della loro vittoria, poiché solo ciò che si ottiene combattendo e si riporta lottando, procura vero godimento! –

17. Dal momento che ho posto così queste Leggi, allora sto a guardare anche a lungo l’affaccendarsi degli uomini; Io in verità porgo loro cenni e ammonimenti in differente modo, e solo alla fine, quando tutti questi mezzi non aiutano più, prendo in mano la verga, per guidare più rapidamente i Miei figli alla meta sulla via più breve, attraverso delle sofferenze.

18. Dopo che Io nel Mio Ordinamento, ho deciso già dall’inizio un secondo, o veramente un settimo ritorno sulla vostra Terra, e quindi si avvicina per voi il tempo per questo importante avvenimento, allora è certamente naturale che, se voglio ritornare dai Miei figli sotto altre condizioni, come adesso, devo dapprima pulire il campo dalla gramigna, poiché solo come Padre posso venire dai Miei figli, e non lo posso fare verso esseri che, in verità, somigliano ai Miei figli nell’esteriore, ma non lo sono nell’interiore.

19. Se dunque vengo adesso, allora deve scomparire ciò che getta ombre, ed Io, la Luce stessa, voglio solo far entrare di nuovo la Mia chiara, riflettente Luce, nei vostri cuori, dove non si dovrà mostrare nessuna macchia. Perciò le condizioni attuali sono così piene di attività, così movimentate e agglomerate di disastri.

20. Ma non temete! Il processo di purificazione è pericoloso solo per colui che non è abbastanza puro o si oppone alla purificazione. Un cuore docile che si sottomette volentieri al Mio lavaggio, non ha nulla da temere. La Mia vagliatura è dannosa solo per coloro che sono saldati all’essenza di questo mondo e si sentono infelici con la perdita dei loro beni.

21. Chi invece ha altri tesori e altri beni, vale a dire spirituali, né Io né una disgrazia glieli toglieranno, per quanto quest’ultima dovesse irrompere ancora tanto potentemente su di lui.

22. Infatti, questi tesori spirituali non sono per la breve durata terrena, ma raccolti per l’eternità, e un giorno da questi verrà tessuta per ognuno la sua veste spirituale.

23. Badate che la sostanza di cui deve essere fatta la vostra veste futura sia durevole, degna di voi e di Me, affinché nel pieno ornamento, quali figli Miei, possiate un giorno entrare nel regno Mio!

24. Là, secondo il vostro limitato campo visivo, contemplerete più di una cosa in un’altra Luce che qui; là la vista spirituale si amplierà e le Mie uniche Leggi vi staranno scritte in rilievo molto oltre il passato e il futuro. Là comprenderete poi il Mio Io e la vostra somiglianza (con Me) ancora da compiersi; là solo voi comprenderete poi del tutto cosa significa: l’uomo deve diventare l’immagine di Dio, del suo Creatore, come disse Mosè; ed Io voglio che ciò sia da voi compreso spiritualmente e aspiriate anche alla stessa!

25. La Mia immagine! Già questa sola parola è sufficiente per comprendere che per diventare l’immagine di un Dio, non la si può raggiungere giocando, ma deve essere conseguita lottando con molti sforzi. Perciò adoperatevi per imprimere quest’immagine al vostro spirito e, così, anche alla vostra forma esteriore, e non preoccupatevi di tutto quello che accade intorno a voi.

26. Chi vi vuol formare secondo la Sua immagine (poiché un giorno ha cominciato quest’Opera), non la lascerà a metà e vi metterà nella mano tutti i mezzi per ottenerla, affinché diventiate ciò per cui vi ha destinati, e questo è: essere figli Suoi! – Amen!

 

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Cap. 10

Quale chiesa è più vicina a Me o al Mio vero insegnamento: la cattolica o la protestante?

 

nel giorno di S. Martino, 11 novembre 1870

1. Dopo avervi messo Io questa domanda in bocca, s’intende da sé che vi risponderò anche.

2. Allora vogliamo esaminare quale culto religioso, ovvero quale dottrina di fede, la cattolica o la protestante, sta più vicina a Me e al Mio insegnamento, e se a Me nei Miei grandi scopi educativi degli uomini va meglio.

3. Dunque, prima di impegolarci nei particolari di ogni culto, dobbiamo accettare la religione, ovvero che cosa è la stessa, accettare l’insegnamento proveniente da Me e dalla Mia Creazione materiale e spirituale come necessario cercato e bramato dagli uomini, e da questa faccenda deve anche risultare per quale motivo Io venni un giorno sulla Terra e cosa vi stabilii o fondai, e quale rapporto ci sia tra i culti religiosi esistenti e quelli futuri.

4. Già dalla creazione del primo uomo fino al vostro tempo, nella maggior parte di loro rimase sempre quell’importante essenziale impulso, perlomeno negli uomini migliori, tale da dedurre da ciò che nella natura visibile e dalle leggi che qua e là venivano scoperte, esisteva e si accettava anche un Legislatore, e precisamente Uno al di fuori dalla sfera visibile dell’uomo; in altre parole ci si sentiva spinti quasi ovunque a riconoscere un Essere supremo.

5. Che poi a tale Essere, secondo il gradino culturale degli uomini, fossero attribuite caratteristiche che erano diverse presso ogni popolo, e che certi popoli non si accontentarono più di un solo Dio ma di due, oppure ancora di più, e alla fine se ne inventarono innumerevoli, ve lo dimostra la storia dei popoli pagani da lungo tempo passati, e adesso lo sono ancora qui e là e nel culto spirituale di certi popoli arretrati.

6. Non appena fu accettato che esisteva Uno o parecchi esseri superiori, il successivo passo stette alla luce del giorno, volendosi rendere propizi questi déi a favore del singolo o di interi popoli. Per giungere a questo scopo si edificarono case destinate alla venerazione degli stessi, e poiché lì non vi erano offerte nient’altro che solo lodi e preghiere con canti, parole e sacrifici, allora si credette anche che questo Dio o gli déi s’intrattenessero poi con particolare preferenza in tali case, dove essi ascoltavano con compiacenza tutte le preghiere degli uomini che cercavano aiuto presso di loro.

7. Ma affinché un tale Dio non cambiasse poi opinione e si potesse forse allontanare da questo luogo a causa delle singole preghiere e delle lodi, allora si suppose di dover impiegare delle persone che nella loro vita non dovevano aver nient’altro da fare che dedicare la stessa solo a Dio, e continuamente lodando e glorificando e offrendo a Lui dei sacrifici, per smuoverLo con ciò ad accordare ai supplicanti i loro desideri e a non abbandonare la dimora a Lui destinata.

8. Sorse così il cerimonioso culto divino permanente e il culto religioso. Le persone che si dedicavano a tale servizio dovevano, naturalmente, essere nutrite e sostentate dalle restanti persone, poiché a causa del permanente servizio del loro Dio per gli altri, non avrebbero avuto il tempo per le occupazioni mondane. La conseguenza di questo fu che si formò così una certa casta che ben introdusse sotto di sé certe leggi (ma per lo più solo per finta per i non-sacerdoti, i quali dovevano credere che loro si dedicavano a molti difficili doveri, mentre essi per lo più ben sapevano di cosa si trattava con il loro dio e con le sue leggi), e conformi a queste cercarono di aumentare la loro influenza e il loro potere, per poter vivere comodamente (e raccogliere tesori).

9. In generale fu questo il principio di ogni culto religioso e delle tendenze di ogni clero. Quanto lontani si è giunti a dissolutezze, atrocità e grande insensatezza nelle usanze, lo potete leggere da tutte le storie di ogni nazione.

10. Ma poiché con la Creazione dell’uomo Io avevo idee del tutto diverse che gli uomini con se stessi, allora non potevo rimanere un tranquillo spettatore dei traviamenti dello spirito umano, e qua e là risvegliai uomini i quali, con l’iniziazione nei segreti della natura o addirittura osservando perfino un po’ più chiaramente attraverso la scoperta del mondo spirituale che il resto della massa, con sagge leggi e consigli tennero poi il fanatismo religioso nei limiti, oppure obbligarono gli uomini a pensare a qualcosa di superiore. Così gli indiani e tutti i popoli asiatici ebbero i loro saggi e i loro maghi, e i popoli dell’Africa e dell’Europa i loro indovini e profeti, ai quali essi prestavano per lo più piena fede.

11. In questo modo Io preparai anche un popolo particolare per servire un giorno al Mio grande scopo; questo fu il popolo ebraico che, con tutti i suoi errori e vizi era nondimeno l’unico che, per la Mia futura missione aveva le migliori basi nel suo culto religioso e nella sua confessione di fede.

12. Così giunse il momento della Mia discesa sulla vostra Terra. La religione, come la possedevano gli ebrei, era quella che si lasciava trasformare più facilmente in quella che volevo portare ai Miei figli, e consisteva solo in questo: che tutto ciò che possedeva la religione ebraica come dogma di base, non doveva essere accettato alla lettera come a quel tempo era il caso presso gli ebrei, bensì doveva essere studiata secondo il senso spirituale, e poi vivere di conseguenza.

13. Ciò che Io feci a quel tempo, come operai durante la Mia vita terrena dall’inizio fino alla fine della Mia missione, lo sapete, ed ho bisogno solo di ripetervi che il Mio unico scopo era di rendere libero l’uomo dalle catene spirituali, e mostrare così il vero significato dell’essenza religiosa.

14. Fu a quel tempo che Io spiegai le molte Leggi e i possibili casi di trasgressione o i peccati conseguenti, poiché il loro intero sistema religioso, sebbene consistente di dieci Comandamenti e molti ordinamenti, nondimeno si limitava veramente solo a due, perché Io avevo stabilito questo principio: quanto più leggi ha una religione, tanto più vengono trasgredite!

15. Io volevo liberare l’uomo da tutte le altre catene e ricondurlo solo a se stesso, e mettergli nel cuore possibilmente questa sentenza: agisci sempre in modo che tu non debba disprezzare te stesso!

16. Quando i Miei apostoli, quali primi divulgatori dei Miei insegnamenti, dopo la Mia dipartita da questa Terra convertirono un po’ alla volta gli uomini e li unirono in comunità, sorse ben presto una specie di culto su consiglio dei Miei apostoli, ma più di natura patriarcale, dove in determinati giorni i più anziani di una comunità rafforzavano i credenti con istruttive parole nella loro conoscenza e nella loro fede, e in tal modo tennero incontri che non avevano altro scopo che quello di non lasciar raffreddare la concordia tra i membri della comunità e l’amore per Me, quale Gesù e Dio.

17. Tuttavia anche questo culto non rimase ciò che era in principio; anche questo dovette cader preda dell’ambizione e dell’avidità dei piaceri dei singoli, e così da questo, di secolo in secolo, sorse quel tale maneggio del tutto papale e clericale che, con i suoi seguaci, ha portato poco bene positivo agli uomini, e certamente avevano negli occhi tutt’al più solo il contrario, finché Io, stanco della lunga attesa, Mi son deciso a mettere una fine all’intero eccesso, così che ora siete già all’inizio di questa fine.

18. Già precedentemente a parecchi credenti della Chiesa cattolica sembrò troppo brutto come si comportava il clero con il suo borsellino e con la sua coscienza, e da ciò, tra guerre sanguinose e sacrifici, si formò il protestantesimo, al quale adesso un gran numero di uomini giura fedeltà.

19. Il protestantesimo in un primo momento ebbe solo lo scopo di estirpare dal culto cattolico gli eccessi e scempiaggine e ricondurre l’intero edificio religioso su una base razionale.

20. Dopo che il sacerdozio cattolico, partendo certamente dalla Bibbia e dal Nuovo Testamento, ebbe creato tutte le sue cerimonie e l’intera essenza di fede, ma solo convenientemente ai suoi scopi egoistici, allora i protestanti vollero di nuovo instaurare nel suo antico diritto come unica vera la parola di Dio proveniente da entusiastiche ispirazioni e dagli apostoli.

21. Quello che i protestanti ottennero con ciò, ha anche molto di lodevole in sé; essi restituirono agli uomini la libertà di pensiero, spiegarono la Bibbia fin dove la stessa può e deve avere anche nella vita pratica la sua influenza, soltanto che anch’essi caddero poi ancora negli stessi errori dei cattolici. In altre parole presero la Bibbia alla lettera, divenendo intolleranti verso tutti coloro che non la volevano accettare così, credendo che loro soltanto la comprendessero; infatti, hanno rosicchiato più dei cattolici alla corteccia dell’albero della vita.

22. Qui sbagliano entrambi: questi ultimi (i cattolici) mettono quasi del tutto da parte la Bibbia e insegnano secondo dei testi propugnati da loro; gli altri non vogliono sapere e credere niente di altri libri, credendo che tutta la beatitudine stia nel diretto aggrapparsi alla lettera morta. E così entrambi sono lontani da Me, perché entrambi ritengono la parte esteriore per quella interiore.

23. Proprio per questo ho risvegliato veggenti (e uditori) come nuovi profeti, ma in verità secondo un altro senso che una volta; veggenti che devono ridare agli uomini la Mia parola non falsificata. E affinché qui non subentri nessuna contraffazione da parte dell’uomo, allora Io stesso comunico adesso ai Miei scrivani ciò che voglio che si creda e sia eseguito dagli uomini.

24. Lasciate perciò al cattolicesimo e al protestantesimo attraversare la loro crisi spirituale; presso l’ultimo il ritorno sarà più facile che presso il primo, solo che sarà comunque difficile, dove la pedanteria[14] è al primo posto.

25. Nondimeno, Io inizierò quel che è giusto, per radunare di nuovo le Mie pecorelle smarrite sotto un solo Pastore, siano esse cattoliche o protestanti. Chi accoglie nel suo cuore la Mia diretta parola, che è certamente abbastanza semplice (se ha percepito una volta la sua benefica influenza), certamente non protesterà più contro l’accoglimento della stessa!

26. Dunque, così vi ho spiegato questa domanda, e prossimamente ve ne metterò ancora altre nella chiara Luce, affinché diventiate liberi nel vostro giudizio e, conformi ai Miei figli, possiate distinguere il vero dal falso! – Amen!

 

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Cap. 11

La sinagoga

28 novembre 1870

1. Tu desideri da Me il senso interiore spirituale che si trova nella poesia “La sinagoga”.

 

Silenzio c’è tra le sedie, come nella tomba,

splende una lampada a intermittenza, sospesa,

candele fumeggiano, e dall’alto il fumo giù si piega,

pallido come il marmo, con santi occhi scuri.

Il fumo d’ogni candela è una preghiera,

ogni luce è un cuore colmo di desiderio ardente,

un presentimento che soffia verso Oriente,

e l’olio della lampada son lacrime di Giuda.

Dall’Egitto e attraverso il Mar Rosso,

o Israele, ti ha il tuo Dio guidato;

fiammeggiante Egli, di notte, avanti a te procedeva,

dove il deserto vuoto e morto si stendeva.

Ai Suoi assetati zampillò nella loro miseria

una fresca sorgente dall’arida roccia,

e ogni mattino cadde la manna dal Cielo,

cadde la manna per la comunità del Signore.

della Torà, profondamente rilevante è la parola:

«Eterna storia, nessuna saga, santo popolo ciò che vi ho letto,

festeggiamenti di libertà dei tuoi giorni di Passah».

Dai misteri, dal presagio di un Paese di una notte da sogno,

che coagulato in pietra, venne il popolo,

l’uomo uscì libero dalla Mano di Dio,

per essere dei soli una luce.

Il tuo deserto, Giuda, è il mondo!

La tua legge, la manna che cade giù sui buoni come patto,

e la sorgente, – l’inno dei profeti!

«Ma questa generazione entrar non deve nella patria

nella terra promessa!». Disse Jehova iracondo,

«E il Suo servitore, Mosè,

abbia la sua tomba nella sabbia del deserto!»,

e una lacrima cadde al rabbino sul libro nella sinagoga.

Ancor non è spenta la maledizione oscura,

ancora è un’onda senza patria,

cacciata dalla tempesta, sfracellata sulla riva del mare.

Ancora la giovane colomba da lontano, “figlia di Sion”,

senza patria, è odiata dal mondo, e vorrebbe volentieri amare!

Silenzio tra le sedie c’è, come nella tomba,

splende una lampada a intermittenza, sospesa,

candele fumeggiano, e dall’alto il fumo giù si piega,

pallido come il marmo, con santi occhi scuri.

Io ben vidi dentro tra le sedie e poi fuor da loro:

“Presso Dio, voi dovreste esser consolati,

fossi io qui un predicatore”.

Io invece, forte del leone di Dio, dell’Agnello,

e della fiamma della libertà che Mosè un giorno scorse, direi:

Vi ho interpretato il senso della nuvola che stava in alto volteggiando;

che sul vostro capo soffiava come il respiro dello spirito del mondo.

Bene, non è più lontana la tua seconda festa di Passah.

Splendono le Sue stelle in Oriente e Occidente!

Sì – come una volta – senza sosta andrà il Signore di paese in paese,

, risuonerà da sud a nord la spada nella mano Sua.

Anche i re esiteranno, tremeranno nella mano e nel ginocchio,

quando Egli scroscerà oltre, sul Suo carro”.

E allora risveglierà i germani che andranno alla lotta.

Sventolerà di nuovo sulla Polonia il vessillo dell’aquila bianca.

Allora adorna i tuoi riccioli con rose, Sulamith,

e canta al suono delle campane un nuovo 'inno superiore!'

Dietro l’aurora, tu non lo credi, e pensi:

“Questo, solo un poeta lo grida, un sogno di un tempo lontano.

Guarda in alto! Il tempo delle comete dà ben chiaro splendore;

poeti son profeti, e un giorno – potrà essere mattino!”

(Moritz Busch)

 

2. Mio caro figlio, chi ha composto questa poesia ed ivi ha sognato le idee di libertà e l’unità della Germania e della Polonia, non è più lo stesso che era allora; adesso la pensa diversamente ed ha assorbito altri principi. Allora il mondo gli era ben una sinagoga, in cui la lampada della libertà ardeva fosca in qualche luogo, ma in altri luoghi non era affatto permesso che la stessa fosse accesa. Lì egli s’immaginò di essere un rabbino che leggeva nel libro del passato il destino del suo popolo, il quale vorrebbe vedere di nuovo la sua precedente patria nella sua magnificenza. Semplici fantasie del poeta e del suo rabbino!

3. Sì, sorgerà una Luce, ma andrà da Occidente a Oriente, e non da Oriente a Occidente.

4. In Oriente la lampada della vita spirituale è già da lungo tempo quasi spenta, ed Io l’accenderò di nuovo in Occidente. Da lì un altro esercito di idee e verità spirituali irradierà sul grande mare il campo dell’Europa.

5. Non tedeschi, non polacchi, no! Solo uomini spiritualmente risvegliati apriranno la grande danza, e ogni cosa ambigua dovrà sprofondare per sempre giù nella tomba dell’oblio !

6. Io guidai gli ebrei attraverso il deserto, diedi loro il pane dai Cieli e acqua dalle rocce; il Mio esercito spirituale darà poi agli ancora viventi anche pane o parole di vita dai Cieli e acqua dalla roccia altrimenti apparentemente dura del Mio insegnamento.

7. Le nazionalità scompariranno e ci saranno solo ‘cittadini della Terra e del Cielo!’.

8. Se la poesia contiene qualcosa di profetico, è solo l’oscuro presentimento di un altro più grande, importante tempo che lì, per il presentimento, fu già dato all’animo del giovane studente dal suo stesso spirito.

9. Sì, esso viene presto, questo grande, importante tempo! Già è in elaborazione di separare la pula dal grano. L’attuale guerra con tutti i suoi orrori ne dà una piccola immagine.

10. Vagliato deve essere il deserto fino al Mio arrivo. La lampada che finora pende buia nella sinagoga e diffonde scarsa luce, dovrà splendere come il Sole, anzi dovrà illuminare l’intera sinagoga, vale a dire il mondo intero! Deve diventar giorno, e sui campi imbevuti di sangue, le nazioni si dovranno porgere nuovamente la mano come fratelli, gli stessi che adesso si stanno di fronte ostili, senza veramente sapere loro stessi “perché!”

12. Il passato dovrà essere coperto con il velo dell’oblio; ovunque dovrà essere ugualmente compianto il grande errore in cui qualcuno è caduto, per aver appoggiato così, senza volontà, i piani ambiziosi di alcuni uomini smarriti.

13. Io guidai gli ebrei attraverso il Mar Rosso e attraverso il sabbioso deserto, diedi loro manna e acqua, per guidare il popolo verso la terra promessa, e alla fine volli anche incoronare l’intero atto conclusivo di quegli sforzi con la Mia stessa nascita, affinché da questo popolo procedessi solo Io come Luce e Sole per l’intero mondo futuro.

14. Così la nascita di Gesù fu la chiave di Volta dell’era giudaica. Essi eseguirono ciò che fu preteso da loro, e la chiave di Volta dell’edificio giudaico fu la Pietra fondamentale e angolare dello spirituale, mai appassente regno dei Cieli.

15. Gli ebrei hanno smesso di svolgere il loro ruolo! Essi, come popolo eletto, sono usciti dallo scenario della storia, per non apparire mai più di nuovo come popolo unito o come nazione; essi non erano e non ne sono mai stati degni!

16. Adesso comincia la conduzione dell’intero mondo vivente. Gli uomini saranno guidati attraverso il rosso mare delle battaglie sanguinose, e le regioni sabbiose dell’egoismo devasteranno l’Europa. La distruzione non lascerà loro niente se non la loro coscienza e il loro cuore (cioè la scintilla divina – D. H.s.G.).

17. La lampada arderà fosca; come candele fumanti già adesso villaggi e città bruciate mandano le loro colonne di fumo verso la cupola della sinagoga e ancora parecchie seguiranno.

18. Spegneranno ogni nobiltà, ricchezza e altro orgoglio, e rimarranno solo i singoli, per essere uomini spiritualmente risvegliati che, seguendo Me e il dolce impulso delle Mie parole, abbandoneranno la Terra o il mondo con tutto il suo falso sfoggio e si rivolgeranno alla Luce spirituale.

19. Allora la sinagoga sarà riempita di veri adoratori; non scialbi canti e preghiere imparate a memoria vi risuoneranno ed echeggeranno nella cupola della sinagoga, …no!

20 Canti e preghiere del cuore, canti di figli grati verso il loro unico Padre saliranno verso la grande volta eterica dell’incommensurabile Firmamento, dove l’intera Mia Creazione splenderà loro incontro da milioni di luci.

21. La Lampada del Mio insegnamento, dell’Umiltà e dell’Amore, illuminerà come un sole l’intero Cosmo, e tra milioni di cuori giubilanti Io sarò poi l’unico Pastore e il vostro unico Padre in Gesù, che vi ama già da molto tempo!

22. Questo è il malinconico spirito del futuro, spirito che un giorno s’insinuò nello studente (M. Busch) e gli mostrò un futuro di libertà. Ma non fu il rabbino che nella sinagoga leggeva le storie da lungo tempo passate del suo popolo e aspettava il suo Messia, Messia che doveva condurre di nuovo il Suo popolo a Gerusalemme, fu l’impulso di un’altra libertà molto più grande che, nel cuore dello studente, a lui inconsapevole, lo stimolò ad effusioni profetiche e cupe.

23. Fu il mai appassito spirito di una libertà proveniente da altre sfere spirituali, che fece scrivere il poeta, sebbene solo nella forma del suo modo locale di pensare, una poesia che, lontano dalle azioni dei tedeschi e dei polacchi, tenendo davanti agli occhi un futuro destino degli uomini, accennò azioni, insegnamenti e parole di un Padre nel Cielo, per quando Egli ritornerà per liberare le migliaia che sospireranno sotto la pressione della materia, e per legare all’eterno connubio coloro che, anche se non Lo vedranno, Lo avranno comunque già da lungo tempo amato.

24. Questo, Mio caro Busch, è il non compreso sogno profetico di tuo figlio nei suoi anni di gioventù.

25. Qui tu hai il suo profondo, anzi profondissimo senso di come solo lo Spirito proveniente da Me sotto vacue parole, può scoprire e afferrare! – Amen!

 

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Cap. 12

Povertà e ricchezza

15 dicembre 1870

1. Povertà e ricchezza! Parole importanti per la vostra vita terrena e spirituale. – Ma che cos’è veramente la povertà e che cosa la ricchezza? Queste sono domande che, quanti uomini vivono sulla Terra, altrettanto molteplicemente comprenderanno e risponderanno, e tuttavia, se si osserva la faccenda precisamente, a tutte queste domande una sola risposta può essere la giusta, e tutte le altre, secondo il punto di vista spirituale o sociale che è determinante, saranno scusate.

2. Su queste due parole che sono sempre su tutte le bocche e suscitano da un lato tanta compassione e dall’altro tanta invidia, voglio darvi Io alcuni chiarimenti, affinché anche sotto questo riguardo sappiate apprezzare giustamente la povertà e la ricchezza, e se vi do l’una e l’altra come pietra di prova sulla via della vostra vita, possiate sopportare pazientemente o la prima o la seconda, conformi a Me e al Mio insegnamento, e usarle per il meglio dell’umanità e per il vostro prossimo, oppure potete anche trasformare la povertà materiale in ricchezza spirituale.

3. Sappiate quindi questo: la povertà è relativa! Povero è veramente solo colui che, conforme alle sue necessità, non ha tutto per poterle soddisfare. Perciò ci sono milionari, imperatori e re, anzi perfino grandi spiriti, di cui Satana stesso ne è un esempio, i quali tutti, in conformità ai loro insaziabili bisogni, si sentono sempre poveri, perché quel punto di vista tramite il quale potrebbero esclamare: ‘Adesso ho tutto ciò che ho desiderato!’, non verrà …mai.

4. Questa povertà è quindi sconfinata, poiché non ha limiti nel suo appagamento, e poiché in tutti gli esseri vi è sempre un impulso verso il miglioramento di ciò che si ha attualmente, così c’è anche in tutte le classi il continuo lamento per la povertà.

5. Nella ricchezza è proprio il contrario. Ricco è proprio nessuno così come lo vorrebbe essere, e il pensiero ‘ricchezza’ non entra nella testa del ricco; questi, infatti, per lo più non è mai soddisfatto, bensì è nell’immaginazione degli altri che lo invidiano per il suo possesso, sia esso nella pecuniaria ricchezza, nel potere oppure nell’onore.

6. Da tutto questo risulta dunque che la ricchezza non esiste, poiché chi la possiede non la riconosce come tale, e gli altri che lo invidiano per questa, invidiano il ricco solo fino a quando credono di aver raggiunto i loro presunti desideri, poi allorquando, subito dopo il possesso di ciò che fu desiderato, sarà di accumulare altri desideri, come nuvole temporalesche, e bollare gli apparenti ricchi di nuovo per poveri.

7. Finché saliamo e scendiamo sulla scala dei desideri umani terreni, incontriamo nient’altro che dei puri poveri, e non ci sono ricchi; – poiché la ricchezza dovrebbe evidentemente avere come conseguenza la conclusione dei desideri, il che è impossibile con l’ambizione umana dell’avidità di denaro e di piaceri.

8. Adesso ci rivolgeremo alla parte spirituale di queste due parole e vogliamo indagare su che cosa potrebbe ben significare l’una o l’altra, e se là non sia possibile stabilirvi un sufficiente confine per entrambi i concetti.

9. Quindi, nel senso spirituale, che cosa significa ‘povero’? Povero nel senso spirituale significa quando l’anima umana si è tanto immersa nella carne (e nel mondo) che ha consumato il suo capitale spirituale, e con ciò non sa veramente più nulla della sua elevatezza spirituale, o al massimo ne ha solo un oscuro presentimento.

10. Sulla vostra Terra si potrebbe dare quest’attestato di povertà proprio alla maggioranza degli appena summenzionati, essendo il loro barometro e termometro spirituale sprofondato nondimeno a zero.

11. Al contrario, nel senso spirituale, si chiama ‘ricca’ quell’anima che è così spiritualizzata, da comprendere chiaramente l’Universo e il Padre suo, il Creatore e Conservatore di tutti gli esseri viventi, la quale non ha altro desiderio che essere per il Padre un degno figlio, e diffondendo intorno a sé sempre del bene, semina gioia e conforto come semenza spirituale.

12. Una tale anima non conosce invidia, conosce solo amore, si rallegra di quello che ha, e ancora di più si rallegra del progresso altrui sulla via spirituale che porta a Me! Quest’anima è ricca, anzi ultraricca, e non sarà invidiata da altri; il suo esempio opera continuamente, ovunque voglia estendere la sua sfera d’azione.

13. Tali anime con un sentimento così ricco, con una così alta beatitudine nel cuore, non si trovano tra i grandi e ricchi terreni; queste fioriscono solo come le violette sul fondamento silenzioso della povertà mondana. Laddove l’uomo avido non ha più nulla da guadagnare, più nulla da rubare, dove la brama del denaro ha una fine, là comincia il Cielo spirituale, là fiorisce, non notato da tutti gli altri occhi invidiosi, la spirituale mai avvizzente ricchezza della fiducia e dell’amore per Me!

14. Perciò non cercate in regioni elevate i cuori che battono caldi per Me e per l’umanità, poiché là, come sulle più alte montagne, vi è eterno ghiaccio e neve. Là, tra coloro che stanno in alto, il gelido egoismo copre per lo più il petto; al di sotto di loro tutto il mondo è appunto anche troppo lontano, non ritenendolo degno della loro osservazione. Essi vivono e respirano là con altre arie rispetto a quelli che dimorano nella pianura, e ciò anche a causa della mancanza di contenuto o della mancanza di umidi e di vapori fertilizzanti, non producono nessun ramoscello verde (di vita spirituale), nessun fiore, bensì solo rigido ghiaccio.

15. Essi sono ricchi nelle loro idee, nelle grandi vedute e illimitate speranze, come il loro orizzonte; ma il perché stanno là in alto e cosa dovrebbero essere per quelli che vivono sotto di loro, molti non lo sanno!

16. Questo è generalmente il destino dei ricchi e potenti su questa Terra, dove talvolta solo alla fine della loro vita sorge quella luce che sarebbe dovuta splendere già dalla loro nascita, luce che però non poteva penetrare fin nel loro cuore, proprio a causa dei sacchetti di denaro, del rango e del titolo.

17. Da ciò che vi ho detto adesso fin qui, vi potete fare un’idea di che cosa sono veramente i ricchi da voi tanto spesso invidiati, e inoltre avrete notato dove la vera e propria ricchezza ha la sua sede.

18. Vi ho messo innanzi agli occhi che il ricercatore bramante la sua felicità nel materiale, è povero davanti a tutto il mondo, anche se fosse inondato con tutti i beni di fortuna della Terra! Vi ho mostrato dove la ricchezza fiorisce nel silenzio, ora vorrei mettervi ancora più vicino al cuore, che nemmeno voi dovreste occuparvi con tali desideri di benessere e ricchezza materiali! Poiché vedete:

19. Se poteste dare uno sguardo in molte relazioni familiari dove luccicano ricchezza, onore e apparenza esteriore, allora forse da lì distogliereste delusi tutti i vostri sguardi, se Io vi offrissi uno scambio, dicendo: “Rinuncia alla tua quiete spirituale, alla tua soddisfazione, alla tua silenziosa dedizione nella Mia Volontà, e diventa ciò che sono loro!”. Ed Io sono convinto che voi tutti esclamereste: “O Signore, se la ricchezza materiale non si può raggiungere diversamente che con tali aggiunte, allora Ti ringraziamo per la Grazia di averci preservato da tale disgrazia! Da lontano noi credevamo di vedere un verde, prosperoso prato adornato con fiori, e adesso, giunti nella sua vicinanza, vediamo con orrore che c’è solo un profondo pantano, sulla cui superficie cresce muffa, piante velenose e cattiva canna palustre, e perciò per degli esseri viventi (veramente) spirituali non vi può essere dimora, o al massimo vi è dimora per un paio di stupide rane e rospi che giornalmente gracidano sempre solo il loro monotono gracchiare”.

20. Così è la ricchezza se l’osservate più da vicino! Là il vizio è ricoperto con una bellissima verniciatura, affinché gli altri non sappiano che cosa c’è nascosto sotto questa superficie liscia, in modo che se un altro stesse a guardare sia le pareti della camera che il loro pavimento e gli arredamenti, vedrebbe riflessa sempre solo la sua stessa immagine, ma non noterebbe nulla di ciò che c’è veramente nascosto dietro questo splendore.

21. I ricchi e i potenti, come sempre, sono in gran parte i sepolcri imbiancati del tempo attuale, e insistentemente rimane vera quella parola che Io un giorno esclamai a un giovane ricco: «È più facile che una cima[15] passi attraverso la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei Cieli!» [Mt. 19, 24].

22. A questo punto vedo emergere nel tuo animo una domanda che suona così: “Ma che cosa ne possono i figli se sono generati da genitori ricchi e altolocati? Educati in tali condizioni non sono essi innocenti se dalla gioventù non assorbono altri principi che quelli che i loro genitori ossequiano? Se ora tali figli vanno perduti per il regno spirituale, ovvero per questo sono molto difficili da conquistare, chi ne ha la colpa?”

23. A questa domanda, Io ti dico che nel grande edificio mondiale esiste un’infinità di mondi e un’infinità di spiriti di differente genere, i quali devono essere sottoposti per il loro sviluppo a una scuola del tutto adeguata, se costoro dovranno essere utili nel Mio regno. Ora questi spiriti che dovranno sopportare le prove più difficili, di solito saranno rivestiti là dove li attenderà anche la più dura scuola dell’abnegazione. Se vinceranno, allora il loro compito è risolto; se mancherà loro la forza per questo, allora dopo la morte fisica dovranno completare altrove il mancante, per essere guidati così alla loro meta su strade più lunghe. Qui hai la risposta ai tuoi dubbi.

24. Quindi, Miei cari figli, voi vedete che essere poveri nel mondo, spiritualmente, è per lo più una fortuna, ed essere ricco nel mondo è quasi sempre una sfortuna.

25. Considerate ogni occupazione spirituale, ogni creazione; osservate il ricercatore scientifico quando crede di aver scoperto, dopo lunga, faticosa via, un nuovo concetto, una nuova legge o qualcos’altro, quale alto, spirituale sentimento penetra la sua anima, quando crede di essere più vicino alla sua meta. E sebbene questo sentimento sia solo di breve durata passando rapidissimamente come una scintilla elettrica davanti al suo orizzonte spirituale, sarà un momento che nessun denaro e nessun potere sulla Terra potrà sostituire, né qualcuno potrà procurarselo con altri mezzi.

26. Osservate un pittore, un compositore o un poeta, che cosa godono spiritualmente tutti e tre, ben inteso nell’esercizio della loro professione di vita nel senso più puro? – Essi si creano un mondo pieno di ideali, di stupendi godimenti che attraversano i loro cuori, sentendosi elevati al di sopra dell’usuale movimento delle passioni umane; essi gozzovigliano nelle idee di prodotti spirituali. Poi, purtroppo, rimangono per lo più all’atto dell’esecuzione, dove l’idea spirituale senza parole, deve essere rivestita di parole, colori o forme o suoni, il cui risultato sarà inferiore alle loro aspettative. È come sulla Terra, dove perfino la neve più pura è bianca, e tale resta solo finché volteggia nell’aria, ma appena viene in contatto con il suolo perde la sua veste bianca, e la deve scambiare con quella terrena impura.

27. Queste ore di consacrazione che tali uomini godono nella vita sono così beate che essi sopportano ogni situazione opprimente della vita umana solo per queste ore cui non riescono a rinunciare. Pur non sapendolo, ma lo intuiscono; nel mondo terreno queste ore sono l’elevazione interiore di un mondo spirituale più bello.

28. E se ora Io rivolgo il Mio sguardo solo a coloro che, avendo confidenza con il Mio insegnamento, ascoltano di nascosto nel loro cuore la Mia voce, gli stessi sono in grado di leggere tra le righe nella natura, nel cielo stellato, anzi in tutto il mondo visibile!

29. Quali ore, quali istanti di delizia essi godono, se sanno che al di sopra di tutto questo apparente mondo materiale, vi è un mondo spirituale, vi è una regione infinita di esseri beatissimi loro congiunti e, in testa a loro, sta il Padre eternamente amorevole che ha creato ogni cosa; e se poi possono dilettarsi nel godimento di un dialogo affettuoso con Lui, vedendo davanti a sé chiaramente la loro destinazione – molto distante da gelosia e invidia – conosceranno solo l’impulso dell’amore e dell’umiltà che li guiderà sulla via che porta a Lui!

30 Se ora tali figli contemplano il proprio sentimento, …quanto saranno ricchi, sebbene la veste al loro corpo terreno penda smembrata e stracciata! Il loro corpo e la loro carne saranno certamente poveri, solo il loro spirito sarà ricco; e anche se i ricchi e i grandi possono guardar giù a loro con disprezzo, al disprezzo verrà opposta compassione, e alla derisione il perdono.

31. A questo punto un tale cuore festeggerà poi il suo vero trionfo, mostrerà all’apparente ricco la sua stessa povertà spirituale, e perdonerà a colui che lo percuote, con amore e con uno sguardo verso l’Alto!

32. Questa pienezza di ricchezza, figli Miei, sforzatevi di raggiungerla! Lasciate il denaro, potere e titolo a coloro che Io ho condannato per questo; rimanete con quello che ho mostrato poc’anzi, a quel godimento che mai appassisce della ricchezza spirituale, ricchezza che è molto distante dai cuori freddi come il marmo, mentre fiorisce solo là, dove dimorano nel cuore umano poche necessità per sé e molti desideri per gli altri.

33. Diventate ricchi nello spirito e nell’amore, e guarderete con un sorriso le presunte ricchezze, allorquando loro, come la neve che diventa acqua, scompariranno in quel tempo dove tra poco splenderà la Mia grande Luce di Grazia e di Verità verso tutti i popoli e le nazioni.

34. Quindi non preoccupatevi per ciò che possedete materialmente; tutto il materiale è perituro, non ha sostegno! Un cuore ricco spiritualmente, invece, supplisce a tutto, e non può versare nemmeno una lacrima per le perdite mondane più dure, poiché il materiale è transitorio, può rendere felici solo a momenti, ma non costantemente.

35. Il vostro oro, il vostro rango e il vostro titolo giacciono nell’interiore, cercateli là; allora troverete nutrimento per lo spirito, posizione o rango spirituale tra gli esseri superiori e beati che stanno più vicino a Me.

36. Qui avete spiegata la parola povertà e ricchezza. Scegliete ed esaminate, e ritenete il meglio! Dopo il precedente non vi sarà difficile la scelta, per lo meno così credo Io, il Padre vostro. – Amen!

 

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Cap. 13

Il Satan

4 gennaio 1871

1.Tua sorella Mi sta chiedendo quale fu il primo essere a intonarMi un canto di ringraziamento in relazione alla sua stessa Creazione.

2. Ebbene, questo essere fu ed è nessun altro che lo stesso Satan[16], ovvero Satana, poiché essa era stata creata come antitesi a Me, oppure, se lo volete prendere simbolicamente: come donna verso l’uomo.

3. Mentre Io, il Creatore, stavo ed eternamente ero quale Polo positivo solo nell’intero mondo, così Satana era la negatività come polo complementare, esprimendo il materiale da creare un giorno, per il confronto dell’Io spirituale, del Mio stesso.

4. Come Satana era stata dotata da Me con una potenza creativa uguale alla Mia, essa poteva creare come Me, avendo anche tutto ciò che spettava unicamente a Me, mancante solo dell’infinito, vale a dire di quella caratteristica di non aver mai iniziato, né di avere una fine; essa era un essere creato, in antitesi al Creatore.

5. Così essa, un grande spirito che, conscio della sua potenza, Mi offrì il primo canto di ringraziamento, stava lì; e tuttavia, in virtù dell’amor proprio troppo grande, passò presto nell’opposto del Mio stesso Io, cioè nell’orgoglio e nella ribellione contro la Mia Potenza e contro le Mie Leggi (dell’Amore e dell’Umiltà).

6. Appena Satana ebbe chiamato all’esistenza abbastanza spiriti e mondi dal suo io, e attraverso questo continuo creare riconobbe la propria potenza, sorse in lei il pensiero di lanciare se stessa a ‘supremo’, e togliere a Me i Miei ultimi attributi che avevo riservato a Me stesso, come eterno Dio e Creatore.

7. Essa osò la lotta con il suo Creatore, la creatura vanitosa con il suo Creatore, e l’ha perduta!

8. Quello che là, nel principio, salì a Me come sommo canto di ringraziamento dal cuore della maggior parte degli spiriti e anche dal suo (di Satana), fu invertito nelle caratteristiche contrarie: amore in odio, umiltà in arroganza, servilismo e obbedienza in orgoglio e brama di dominio.

9. Così sorsero i mondi: in contrasto a un libero mondo degli spiriti, sorse la materia, cioè sorsero spiriti legati, e sopra di essi restò Satana – a Me un giorno divenuta tanto cara, il più alto spirito dopo di Me – come primo avversario e ribelle, posponendo sempre al suo principio fedele la Mia Potenza, e cercò di distruggere tutto ciò che Io avevo creato ed ho conservato fino ad oggi. Il canto di ringraziamento si trasformò in un’infernale risata iraconda e schernevole; e così lo è Satan ancora ai nostri giorni. Mentre Io sono il supremo Spirito più puro, essa è materia come opposto allo spirito, come spirito legato opposto a quello libero, odio opposto all’Amore, e fuoco iracondo opposto alla Luce di Grazia.

10. Questa è la spiegazione alla domanda di tua sorella, e come dissi un giorno nel Vangelo: «I primi saranno gli ultimi» [Mt. 19,30], così anch’esso, Satan, quale primo, più alto spirito caduto, adesso è diventato l’ultimo, il legato, in verità libero nel suo operare, ma deve fare tutto solo per i Miei scopi, finché alla fine, un po’ alla volta, privato di tutto il suo potere, imparerà ad ammettere che la resistenza contro di Me è un’impossibilità, e per la sua salvezza dalla totale distruzione intonerà il suo secondo canto di ringraziamento.

11. Solo non seguite le sue orme! E poi voi stessi vedrete un giorno il potente spirito catturato di nuovo, o nella sua prima posizione, oppure eternamente legato, cacciato fuori lontano nella Creazione, dove un nuovo mondo, creato con condizioni del tutto diverse, gli darà ancora tempo per riflettere per milioni e milioni di anni.

12. Un tanto per questa sorella e per voi tutti, per quanto vi è possibile comprendere sotto questo riguardo; un’altra volta vi spiegherò ancora più chiaramente questo grande dramma della Creazione, dell’unificazione e separazione del grande regno degli spiriti da Me.

13. Per oggi è abbastanza di questo, e con ciò la Mia benedizione! – Amen!

 

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Cap. 14

Sulla questione sociale

25 luglio 1871

1. Proprio adesso da questo movimento sociale internazionale usciranno i mediatori tra gli estremi sociali degli uomini; da questi circoli sorgeranno i grandi uomini che non predicheranno morte, non predicheranno distruzione, bensì pace e amore. Essi dimostreranno alla classe superiore la necessità di equiparare i diritti (dei lavoratori più bassi, come anche degli uomini), ma faranno comprendere anche agli ultimi che, dove non c’è nessun consumatore, non c’è nemmeno bisogno di nessun produttore, e così diminuirà e si pareggerà notevolmente la voragine e la tensione che adesso separa ancora gli stessi.

2. Ma anche questa nuova idea, questa più alta considerazione del mondo, nel popolo subalterno dovrà dapprima finire di fermentare, chiarirsi e purificarsi. Quegli uomini con egoistici sentimenti impuri che ora si pressano ai vertici e vorrebbero abusare del popolo che cerca solo un miglioramento nella sua oppressa condizione, questi saranno eliminati come elementi ingombranti, non appena si avrà sentore dei loro piani; allora compariranno degli uomini che insegneranno amore, tolleranza e ferma fiducia in Me, e dimostreranno questo anche nella loro vita, e in quell’occasione ognuno seguirà volentieri tali uomini.

3. Il vessillo della pace e la freccia della ‘Parola’ entusiasmante saranno le loro armi e insegne, cosicché essi non vorranno far nulla senza di Me, e vorranno far tutto attraverso di Me. Questo sarà il legame che poi unirà le nazioni l’una con l’altra, facendo di tutti, fratelli e figli Miei.

4. Perciò non temete davanti al crescente movimento; nulla accade senza la Mia concessione. Allora tutto si svilupperà tranquillamente, non ci saranno più questioni su quale forma di governo o monarchia o repubblica, ecc. sia migliore. Dove non ci sono più uomini cattivi, ogni forma, ogni legge è buona, poiché le leggi sono solo contro i trasgressori delle stesse; se non ce ne sono più, allora anche le leggi sono inutili.

5. A poco a poco si svilupperà tutto da questo nodo. Le grandi catastrofi, come le tempeste, faranno ben gran chiasso, alcune distruggendo anche, ma affretteranno solo la costruzione del grande regno della pace, e quanto più gli uomini, ai quali non garba questo vento di libertà, si sforzeranno di lavorar contro, tanto più rapidamente si svolgerà il processo di sviluppo. Alla fine accadrà solo ciò che voglio Io, e non ciò che vogliono loro, poiché se li lasciassi continuare a governare, allora andrebbe veramente molto male. Così, invece, li tengo nei limiti, li lascio anche talvolta sentire che sono uomini e mortali, e questo modera poi di nuovo per un po’ di tempo il loro fervore di carica amministrativa. Nel frattempo, però, al Mio grande piano lavorano le Mie parole e i Miei spiriti della pace, e quando poi alla fine, i diplomatici avranno trattato abbastanza, e come il gatto vorranno mostrare le grinfie, allora Io, o attraverso concessione dell’attuazione dei loro piani, oppure attraverso il loro frustramento, preparerò i Miei, poiché la Mia venuta sta davanti alla porta, e la casa che Mi deve accogliere, dovrà prima essere ripulita e purificata.

6. Lavorate anche voi diligentemente sul vostro io, affinché anche voi diventiate degne membra in questa grande catena dei Miei futuri figli, e abbiate anche più fiducia in Me, caso mai l’orizzonte social-politico dovesse offuscarsi; allora non disperate, ma pensate sempre che siete nella Mia mano, privilegiati davanti a migliaia, annunciandovi direttamente la Mia Volontà, mentre altri, ascoltando solo i lievi stimoli della propria coscienza, percepiscono spesso solo qui e là la Mia voce, senza rendersi conto che è la Mia voce. Questo dono della Mia diretta Comunicazione sia per voi il primo pegno che – finché rimanete con Me – Io non vi abbandonerò, per quanto difficile si possano formare le circostanze.

7. “Chi confida in Dio, ha edificato su un solido fondamento!”, così dice un antico proverbio. Osservatelo anche voi e guarderete sempre tranquilli a tutto ciò che potrà accadere; questo ve lo assicura il Padre Celeste vostro, il Quale proprio mai ha cessato di sostenervi, quando avevate bisogno del Suo aiuto! – Amen!

 

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Cap. 15

Satan, Luce, Caino, giuramento, vecchi cattolici

5 ottobre 1871

1. Dopo che tuo fratello ha espresso e sollevato alcuni dubbi su cose differenti, ed Io non voglio lasciare nessuna macchia oscura nella sua anima, allora deve anche lui avere da Me stesso la spiegazione che nessun altro gli può dare! – Ascolta dunque.

2. Per quanto riguarda la personalità di Satan (Lucifero), egli stesso è veramente una personalità, e precisamente un tempo ne è stata una grande che doveva stare al Mio fianco come quintessenza dell’Amore, doveva stare lì come quintessenza della Sapienza nel grande spirito angelico Satan, quale costante accompagnatore del Mio creare; perciò gli uomini l’hanno chiamato, pur senza sapere il perché, “Lucifero”, cioè portatore di luce.

3. Se questo grande spirito doveva portare luce nelle Mie Creazioni, allora tale luce doveva essere stata data da Me perfino a lui, naturalmente in anticipo, ed egli doveva possederla in ultrapienezza, affinché, dispensando luce a tutti gli esseri, gliene rimanesse comunque ancora all’infinito.

4. Ma cos’è la luce? Luce è conoscenza, così come è possibile osservare e riconoscere le cose solo con e attraverso la luce.

5. Ora, questa conoscenza che un giorno gli fu data, illuminò in lui anche la Mia stessa Essenza; egli Mi riconobbe, ma disconobbe se stesso, per cui si allontanò da Me, anzi si dovette allontanare, così che adesso è diventato il Mio polo opposto nell’intera Creazione, esprimendosi attraverso questa, la quale rappresenta quelle caratteristiche e passioni che sono opposte alle Mie.

6. Che in seguito sia stato bandito personalmente all’interno della vostra Terra, è per questa ragione: perché, dove vengono educati per Me i più grandi figli, devono essere permesse anche le più potenti tentazioni, poiché solo attraverso tale lotta tra il bene e il male è possibile a una creatura vincente, di diventare figlio Mio.

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7. Per quanto riguarda Caino, questo primo figlio di Adamo vive corporalmente in parte ancora esiliato sulla vostra Terra, su un’isola dell’oceano Pacifico; tuttavia egli non ha il corpo pesante come il vostro, è un corpo spiritualizzato, invisibile agli uomini, anche se un giorno dovessero mettere il piede su questa piccola isola.

8. Egli dovrà essere testimone sulla parte esteriore della Terra, quale primo prodotto della tentazione luciferina, come Satan lo è all’interno della stessa, per che cosa e per quale scopo deve servire il loro atteggiamento a dispetto della loro libera volontà. Entrambi aspettano fino alla pura spiritualizzazione del genere umano, dove poi a ciascuno suonerà l’ora della propria decisione.

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9. Ciò che tuo fratello ha letto sulgiuramento’[17], allora su questo gli voglio dire ciò che ho dettato al Mio scrivano (J. Lorber) nella penna, il cui punto di vista è proprio come Io vorrei che nel mondo debba sussistere.

10. Certamente nessuno dovrebbe giurare, e sotto nessun pretesto, poiché l’uomo nella sua natura incostante non Mi deve chiamare come Testimone, in cose che non può mantenere.

11. Se tuttavia nella vostra normativa mondana sono pretesi giuramenti ufficiali, anzi spesso sono perfino necessari, allora dovete obbedire alle autorità, quando come autorità si pretende da voi un giuramento; piuttosto, affinché il vostro giuramento abbia un influsso sul bene e sul male di un qualunque prossimo, quale influsso voi non glielo dovete togliere, poiché, pur contribuendo con il vostro giuramento alla punizione di un fratello, voi non sapete se il risultato della punizione materiale non determini un miglioramento spirituale.

12. Perciò «…date all’imperatore ciò che è dell’imperatore, e a Dio ciò che è di Dio!» [Mt. 22,21], vale a dire: giurate dove non potete evitarlo, e pregate per il caduto, cosicché questo giuramento a cui siete stati obbligati dal mondo, possa tornare a lui in benedizione! Allora avrete reso abbastanza alle leggi su entrambe le parti!

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13. Le adunanze di spiriti riformati[18] che adesso si sono riuniti a Monaco come in altre città per pescar fuori, da tutto questo arrugginito, vecchio fango storico dei diritti canonici e concili, l’oro forse nascostovi, queste adunanze e gli stessi uomini che stanno ai loro vertici sono solo pulitori dell’enorme sudiciume (bagaglio di formalità), sebbene rimarrà di questo ancora qualcosa. – Ma finché questi uomini non rimuoveranno questo sudiciume che sta in loro stessi, sudiciume di abituali pregiudizi ed errori di educazione, fino allora essi saranno di certo strumenti per la migliore e più breve via che conduce a Me, ma non guide stesse.

14. Essi sono solo dei battitori di pietre sulla grande strada carrozzabile. Chi più tardi appianerà la strada con il peso dei Suoi carri, non è ancora venuto, e quando un giorno verrà, difficilmente si ricorderà dei battitori di pietre o della fatica che è costata loro quel lavoro.

15. Quindi pazienza, figlio Mio, fa che la strada diventi prima percorribile, anche se all’inizio è un po’ accidentata; lo Spianatore verrà già al tempo giusto, Spianatore che addrizzerà tutte le strade e pareggerà tutti i monti! Adesso Io penso che sarai in chiaro con i tuoi dubbi. Cerca di procedere bene sulla strada della tua vita, e non lasciarti fuorviare; anche se talvolta ti metterò alcune pietre sulla stessa, scansale, oppure rompile, avrai sempre il Padre tuo al fianco, Colui che fino adesso non ti ha abbandonato e non ti abbandonerà nemmeno in futuro. – Amen!

 

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Cap. 16

Confusione, fusione, unione

18 ottobre 1871

1.Vedete, figli Miei, queste tre parole vi hanno già spesso molestato nella vostra vita, per lo meno la prima il più delle volte; la seconda fu di solito la conseguenza della prima, e l’ultima il risultato desiderato.

2. Sia nella vita spirituale come in quella mondana è sempre seguita la seconda alla prima, e tutto deve essere di grande durata, se l’ultima parola dovrà mettere la corona all’intero processo di purificazione.

3. Ora vogliamo dapprima considerare queste tre parole nel loro significato su cosa vogliano veramente dire, e poi passare praticamente a come le stesse accadono e si spiegano nella normale vita, e come nel progresso spirituale esse sono perfino là ancora elementi condizionanti, se dovrà essere raggiunto un gradino superiore.

4. Confusione’ significa veramente uno smarrimento, un incontro di idee eterogenee[19] oppure di cose che si devono prima separare, rischiarare o purificare, come lo esprime la seconda parola ‘fusione’, per giungere a un risultato di purificazione o unificazione, il che è espresso nell’ultima parola ‘unione’, vale a dire chiarificazione.

5. Anche qui vedete di nuovo davanti a voi tre parole, parole che intervengono spesso gravemente e piene d’importanza nella vita umana; esse sono una trinità, e come tutte le cose spirituali e mondane esse hanno tre lati o caratteristiche, come il corpo ha una lunghezza, larghezza e grossezza, così anche le idee spirituali fino all’azione, cioè pensiero, idea e adempimento, come amore, luce e vita, ecc.; – dappertutto potete ravvisare il numero tre come un numero basilare della Mia Creazione e principio del Mio stesso Io, come lo avete accolto perfino nel vostro insegnamento religioso –dove però viene compreso e interpretato erroneamente – come Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, ovvero l’Amore, la Sapienza e il prodotto negli stessi, considerato come elemento spirituale.

6. Ovunque negli elementi materiali come nelle idee e concetti spirituali esiste apparentemente la confusione, là dove viene perseguito uno scopo superiore; è il primo stimolo che risveglia gli elementi o concetti che fino allora erano posti tranquilli l’uno accanto all’altro, e stimola all’attività.

7. Appena è dato il primo colpo, gli elementi o concetti che prima erano stati tranquilli si riconoscono come eterogenei; ha inizio un separare, un pigiare, un voler dominare l’altro, un annientare. Attraverso questa tendenza, questa benefica vita attiva nei singoli elementi e concetti ha l’apparenza di una confusione o smarrimento, poiché non si sa ancora chi sarà il vincitore, quale il predominante, quale la parte prevalente.

8. Come nella vita materiale dopo che il reciproco tendere o fondere dei singoli atomi di due sostanze congiunte è qualcos’altro di ciò che né l’una né l’altra parte era prima, bensì ne spunta una terza nuova, allora questo è il secondo processo che può essere descritto come fusione o unione.

9. Non appena gli elementi sono così uniti, che proprio con ciò ciascuno deve rinunciare alla sua stessa individualità per servire a un terzo come base per la sua edificazione, dopo, da questa fusione, quanto più essa dura a lungo e quanto più si mescolano i singoli elementi, e rinunciando al proprio, diventando un nuovo terzo, il risultato finale del loro primo stimolo alla confusione risulterà l’unione, dove del precedente non rimarrà più niente, presentandosi su di un gradino superiore un insieme elevato che porterà ora in sé i mezzi adatti per raggiungere qualcosa ancora più alto attraverso simili processi!

10. Così descrisse Mosè la Creazione materiale, così cominciò quella spirituale con l’apparente caos; poi venne la separazione in luce e tenebra, in morte e vita, il cui risultato finale fu: la Creazione materiale e spirituale, da un punto di vista superiore, maturo per uno sviluppo ancora maggiore.

11. Se ora osservate i vostri intrighi mondani e politici come si annunciano adesso in tutti gli angoli del mondo, vedrete il medesimo processo: ovunque c’è confusione, c’è smarrimento e un ondeggiare di qui e di là di avvenimenti, di concetti, di idee, di produzione di sistemi, del voler governare e non voler essere governati, cosicché tutti i vostri autori e lettori di giornali non sanno che cosa ne dovrà seguire e dove sarà cacciata questa nave che, da tutte le parti, è spinta da differenti venti verso tutte le direzioni.

12. Questo primo processo di fermentazione – in cui gli uomini si considerano come estranei, i quali prima vivevano pacificamente uno accanto all’altro, mentre a un tratto si scoprono dei disaccordi, disaccordi che esistevano ben anche prima ma non infastidivano nessuno, dove gli uni non vogliono lasciare ciò che hanno goduto già da lungo tempo e, in certo qual modo, hanno considerato come loro proprietà privilegiata, e gli altri, riconoscendo anche i loro diritti umani, non vogliono più servire altri – genera il disordine, la confusione, e rifugiandosi qua e là, ora l’uno ora l’altro partito conquista un piccolo vantaggio.

13. Così procede questo affaccendarsi; i partiti contendenti si contrastano reciprocamente, si oltraggiano l’un l’altro e, alla fine, stanchi della lite, avviene un avvicinamento, una fusione, un più quieto modo di vedere, in parte dalle pretese dell’uno, in parte dal diritto dell’altro partito, avviene una fusione delle differenti classi degli uomini nella vita sociale, il cui risultato finale sarà anche un’altra vita dello Stato e una condizione più regolata tra i possidenti e la classe operaia.

14. Tutto adesso spinge là; il risultato finale, l’unione, è a loro ancora non chiara, perché nessun partito ha ancora messo alla prova (sufficientemente) le sue forze sull’altro, e perciò gli uomini non hanno ancora un giusto concetto di ciò che veramente vogliono. Nondimeno, il tempo insegnerà loro a fare delle concessioni a un partito, a lasciare le loro prepotenze e a non porre all’altro pretese troppo alte.

15. Solo in questo modo è possibile il progresso spirituale, è possibile una convivenza tranquilla e pacifica, che poi può permettere uno sviluppo superiore e più spirituale.

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16. Ciò che si svolge adesso in questi politici processi di purificazione, avviene anche sotto l’aspetto spirituale nella natura spirituale dell’uomo tendente alla stanchezza. Finora la maggior parte degli uomini si è lasciata guidare dal sacerdozio secondo i propri interessi. Gli uomini hanno creduto come credono i bambini ai loro genitori. Adesso, dove cominciano a entrare nell’età giovanile, comincia anche in loro a venir fuori il dubbio e in loro si risvegliano le domande: “Ma quello che mi dicono questi sacerdoti, è anche vero? È ciò che devo credere ciecamente?”

17. Si accumulano le domande, i ‘perché’ risuonano da tutte le parti, gli uomini vogliono avere un insegnamento più accurato di quello fondato sulla sola fede. Gli articoli di fede tranquillamente accettati precedentemente cominciano a vacillare, minaccia lo sconvolgimento, il vento spirituale del chiarimento è più forte di quanto l’edificio marcio di gerarchie tradizionali possano sopportare, e così è subentrata la confusione nella fede cristiana-cattolica (in generale cristiana) e del suo attivo esercizio. Gli uomini si oppongono alle dande[20], non vogliono più essere guidati, ma loro stessi vogliono stare e camminare liberi sui propri piedi!

18. Dal conflitto di questi concetti spirituali risulterà solo la stessa cosa come dalla questione sociale. Il sacerdozio, se vuol continuare ad esistere, deve rinunciare ai suoi privilegi creduti intoccabili, deve versare solo vino puro, che invece, come finora quello annacquato, e concedere anche agli altri la libertà del proprio pensiero, – un privilegio che finora essi rivendicavano solo per sé.

19. Così procederà poi la fusione e, alla fine, mediante la stessa, un insegnamento basato sulla fede e riconosciuto attraverso il pratico esercizio, il quale avrà per conseguenza il risultato finale, vale a dire l’unione dei partiti che adesso si affrontano duramente, dove poi solo la Mia religione come l’ho esercitata e voglio che la comprendiate, e voi conoscendola, in parte già da molto tempo, farà dell’uomo ciò per cui Io l’ho creato e per il quale ho anche cominciato un giorno il Mio percorso di vita terrena e l’ho concluso con la morte sulla croce! Solo allora sarà assegnata la palma della vittoria del Mio spirituale, ma semplice insegnamento, a coloro che guardano pieni di fiducia a Me, porgendo resistenza a tutte le tempeste per aver perseverato presso di Me!

20. Anche presso di voi, figli Miei, anche presso di voi regnò in principio, per voi spesso inconsapevolmente, la confusione; non sapevate bene che cosa è bene e che cosa è male, e solo quando Io vi ho dato la Mia parola direttamente, solo allora cominciò a diradarsi, a purificarsi, a separarsi questo caos di concetti e di idee.

21. Anche presso di voi nei vostri cuori fu conseguita la fusione (parziale), cioè la fusione di idee e di concetti, come sussiste il Mio insegnamento accanto alla mondana conservazione della vita che può essere sviluppata e perfezionata con maggior cura, come sia possibile la vita secondo il Mio insegnamento, nonostante tutte le tentazioni del mondo, e come, nonostante tutte le lotte e le sofferenze, alla fine lo spirituale stia comunque molto al di sopra del materiale.

22. Adesso vi trovate in questo tempo della fusione; continuate non solo a leggere la Mia parola, ma la mettete in pratica, cercate di assorbirla, cosicché diventi per il vostro interiore uomo animico come un nutrimento strettamente necessario, ed effettuerete l’unione in voi, al quale seguirà poi l’unione con i vostri simili!

23. Siate intanto concordi con voi stessi e sarete anche più tranquilli, giudicherete il mondo e gli uomini con sangue più freddo. Vi sentirete più vicini all’intera umanità, giudicherete i suoi errori in modo più indulgente e più tollerante, potrete più facilmente conciliarvi con il mondo, nonostante le differenti contraddizioni, e così, come risultato dell’unione nel vostro interiore, si svolgerà l’unione con il mondo. Allora comprenderete anche più facilmente il perché Io guardo con sangue freddo le molte anomalie che giornalmente compaiono sul vostro mondo, così tanti vizi e sventure che gli uomini hanno e si causano a vicenda, e non vi vado in mezzo con la folgore come un giudice iracondo, proprio perché anche in Me regna la suprema Unione, l’unificazione dell’Amore, della Sapienza e dell’Impulso a conservare ciò che un giorno ho creato per Me.

24. Cercate anche voi di portare da questa triade di confusione, alla fusione, e poi all’unione, e vi unirete con il prossimo attraverso l’amore. Anche con Me potrete concludere il Patto e lo stesso amore che, come inizio della vostra tendenza spirituale, vi ha portato dapprima una confusione nei vostri concetti, poi ha spinto alla fusione di quei concetti imparati con i nuovi più elevati, e adesso vorrebbe condurre ancora oltre, alla totale unione con Me, affinché possiate veramente meritare nel senso completo il titolo di: “Figli Miei!”

25. Questo vi augura il Padre vostro. Per questo Egli vi manda Luce su Luce dai Suoi Cieli; però non leggetela soltanto, bensì fondetela insieme alla natura della vostra anima, per poter sopportare alla fine anche l’unione o l’unificazione spirituale con i Miei grandi Cieli e con Me stesso!

26. Questo è il significato spirituale delle tre parole: confusione, fusione e unione, le quali adesso dovranno condurre ovunque alla medesima lotta, alla medesima meta finale; e come Io nel grande aiuto favorisco questo processo di purificazione, così soccorro anche il vostro stesso cuore! Solamente, non desistete!

27. Cercate di uscire dalla confusione, cercate di entrare nella fusione, e non mancherà poi l’unione. Questo vi assicura il Padre vostro, il Padre che vive solo nell’ultima parola, e vorrebbe vedere uniti là, tutti gli esseri Suoi! – Amen!

 

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Cap. 17

Civilizzazione

7 dicembre 1871

1. Dopo che ieri tuo fratello ti ha rivelato la sua opinione di ciò che intende sotto civilizzazione e come vorrebbe conciliare la stessa con il Mio insegnamento, allora Mi sento mosso a darti proprio su questo tema anche alcune parole, affinché non solo lui, bensì anche molti altri possano ottenere una buona volta un giusto concetto di ciò che è civilizzazione, e se la si può conciliare con il Mio insegnamento, e in quale modo!

2. Poiché, altrimenti, Mi si potrebbe incolpare di alcune cose che non sono Mie, e i Miei figli fedeli potrebbero facilmente smarrirsi in Me e nelle Mie parole, se giudicano gli avvenimenti e il corso del mondo secondo le loro folli opinioni assorbite in gioventù.

3. Sotto la parola ‘civilizzazione’ dovete intendere in generale quel gradino di formazione che sta più in alto, gradino che l’uno o l’altro popolo assume; voi però ne intendete anche più o meno (molte e ben) formate istituzioni degli Stati come della vita familiare.

4. La civilizzazione abbraccia perciò due punti di vista: il primo è quello morale di un popolo o di uomini, e il secondo è quello materiale, in riferimento alla vita mondana, alla vita sociale civica, e alla vita familiare.

5. Ebbene, dopo che questo concetto può facilmente condurre da ambo i lati a uno scambio dei due punti di vista, oppure che una mescolanza delle loro singole caratteristiche può condurre a opinioni errate, allora voglio dare a voi, e in particolare a tuo fratello, alcuni cenni, affinché si possa distinguere tanto più facilmente l’essere dall’apparire. Tuttavia, per parlare chiaramente con lui, allora devo andare indietro, lontano nella Creazione, e precisamente per lo meno fino ad Adamo stesso, se il Mio ragionamento deve essere radicale e comprensibile per tutti.

6. Quando creai il primo uomo, e come lo dotai di tutto, spiritualmente e fisicamente, voi in parte lo sapete. Quando lo creai, lo posi in un mondo che poteva dargli a sufficienza per le sue necessità; lo dotai con un corpo che poteva sopportare facilmente tutti i necessari cambiamenti del clima e resistere agli stessi.

7. Il suo interiore spirituale era di gran lunga compiuto, quando egli portò il germe e le facoltà a gradini superiori, lottando per raggiungere le stesse, e il suo esteriore fu costituito conforme, così che potesse facilmente seguire l’interiore e adempiere facilmente lo scopo dell’unificazione di spirito e anima!

8. Così dotato lo creai a Mia immagine, posi in esso il germe della procreazione, come in tutti gli esseri creati, e se non ci fosse stata violazione contro i Miei ordinamenti, la Terra con i suoi abitanti avrebbe ricevuto una civilizzazione del tutto diversa di quanto ottenne più tardi e possiede ancora oggi.

9. L’uomo è stato creato libero, e così dovetti sopportare il fatto se avesse eseguito i Miei ordini oppure avesse prescritto a se stesso altre leggi!

10. Voi sapete ciò che è successo: il primo uomo si distaccò da Me, e così attraverso i suoi discendenti diede un’altra direzione sia alla Terra che alla sua formazione spirituale.

11. L’uomo si allontanò dalla natura, dalla madre Terra, da quelle componenti cui egli era composto corporalmente e, con ciò, si alienò (sia voi che la stessa), e dovette soffrire, stentar la vita, e invece di succhiare al petto della madre terra il latte benedetto dell’amore, dovette guadagnarsi l’amaro pane con il sudore della sua fronte.

12. Così continuò; di generazione in generazione gli uomini si allontanarono sempre di più dalla natura, divennero mollicci, più deboli, ma anche moralmente peggiori, invece che migliori.

13. La prima cosa richiedeva che l’uomo dovesse aguzzare il suo intelletto per inventare dei mezzi per proteggersi contro gelo e arsura, caldo e freddo. La seconda cosa lo costrinse a rifugiarsi sotto la protezione del più forte, dove poter provvedere in pace al suo sostentamento di vita e godere di protezione personale e materiale.

14. Così nelle città e nei paesi sorse la convivenza di parecchi uomini a seconda delle necessità e inclinazioni o dei confini naturali, riunendoli in un solo popolo.

15. In questo modo gli uomini si misero al sicuro “geborgen[21], da cui proviene il nome “burger” borghese, così come civilizzazione proviene da civis, dal latino: “cittadino”, si sviluppò allora la borghese legale convivenza, che successivamente come denominazione ottenne quella di “civilizzazione”.

16. Che poi con la convivenza di parecchie migliaia di persone si richiedessero delle proprie leggi per dare tranquillità e pace ai buoni, e punizioni per l’educazione dei cattivi e, con ciò, si presentassero trasgressioni e abusi di potere da parte dei più forti e dei più potenti, è del tutto naturale, se si pensa di quali passioni è capace il cuore umano, tanto più se le stesse non sono regolate da un superiore, spirituale obbligo morale.

17. Così fu tra i discendenti di Adamo, di Caino e di Lamech, finché Io, con la distruzione del gran numero degli abitanti dell’abisso, salvai di nuovo la dignità morale dell’uomo e Mi mostrai come Dio e Signore; Dio e Signore che questi popoli avevano già da lungo tempo dimenticato, rivolgendo tutta la loro attenzione solo alle invenzioni e nobilitazioni degli animali e dei vegetali, ma non alla nobilitazione del loro stesso io.

18. Quindi là, Mio caro figlio, tu vedi, c’era già civilizzazione, per lo meno sotto l’aspetto materiale, quanto adesso; anzi, quegli uomini sapevano già certe cose che a voi sono ancora sconosciute, specialmente nel campo della meccanica e nell’utilizzo delle forze della Terra, del magnetismo e dell’elettricità. –

19. Dappertutto là, come adesso, l’attenzione era rivolta solo al fatto di rendersi la vita la più comoda possibile, e tutte le scoperte miravano a questo o al ben vivere, oppure ad aumentare il potere di singoli a spese della massa, come altrettanto accade ovunque oggi ed è quasi portato all’estremo.

20. Anche allora non mancarono uomini che dovettero ammonire il popolo e i regnanti sul fatto che non erano stati creati solo per questa Terra, che oltre alle comodità della vita materiale c’è ancora un Altissimo, Uno eternamente esistente, e che non dovevano attribuire un così grande valore alle cose terrene e, così, dimenticare lo spirituale. Ma là fu tutto inutile, come lo è oggi e lo è sempre stato (in generale).

21. Gli uomini han vissuto e vivono solo per il loro corpo e, per rendersela più facile, hanno rinnegato ciò che sarebbe stato per loro un inopportuno ammonimento: essi rinnegarono coscienza, anima, spirito e Dio e, specialmente per quest’Ultimo, sostituirono il divino e gli usi religiosi con ciò che era più facilmente da soddisfare e non creava loro nessuna fatica.

22. Proprio così come adesso, lo era parecchie migliaia di anni fa. E vedi, Mio caro figlio, Io lo tollerai, concessi che gli uomini con il loro spirito intelligente si creassero godimenti su altre vie, concessi che si allontanassero da Me, che si rammollissero, che abbreviassero la loro vita e si caricassero sul collo malattie e tutti i mali possibili. E così dal primo uomo con le sue caratteristiche, quando stava in perfetta armonia con la natura che lo circondava e fu creato per essere suo signore, più tardi non comprese più la stessa, non la poté più dominare, bensì diventò suo schiavo.

23. Così, con un corpo debole, spesso già dalla nascita, l’uomo dovette meditare sulle invenzioni che potessero alleviare e raddolcire la sua vita diventata breve; dovette pensare a mezzi, con l’aumento della popolazione di un paese, per inventar leggi a causa del “mio” e del “tuo”, per tenerli stretti, per assicurare solo a pochi, naturalmente a costo di molti, un tranquillo possesso.

24. Perciò sopraggiunsero poi i contrasti, guerre e tirannie dei più forti, come adesso è in corso, finché i più deboli, spinti all’estremo, sussurrano nell’orecchio dei superiori: “Finora avete vissuto del nostro sudore, ma verrà il tempo in cui, chi non lavora, neppure mangi!”

25. Vedi a cosa ha portato la tua bella civilizzazione? – Tu dici che l’ho voluta Io così, perché l’ho permessa. – Qui però ti sbagli!

26. Io ho posto l’uomo libero sulla Terra, e gli concessi tutto, ma solo l’utilizzo dei risultati erano e sono sempre nella Mia mano; questi si formano spesso diversamente di quanto i potenti lo desiderano e credono di aver calcolato saggiamente in anticipo.

27. Oppure credi tu, come per esempio in tutte le invenzioni nell’arte bellica, nelle fonderie di cannoni, nelle invenzioni di navi armate con cannoni, dove nel caso più favorevole si può uccidere più di cento uomini con un colpo solo, che Io abbia dato per questo la Mia approvazione? Certamente, secondo i tuoi concetti, Io non avrei dovuto permettere tali invenzioni e fabbriche, perché tu sei abituato a pensare così; Io invece la penso diversamente.

28. Vedi, tutte queste fabbriche e invenzioni Mi vanno proprio a proposito; più che mai i potenti inventano tali bocche da fuoco, e se potesse riuscir loro a inventare una bocca da fuoco perfino che possa impossibilmente sbagliare, allora Io sono poi del tutto soddisfatto; poiché in quel caso il belligerare[22] cesserebbe da sé.

29. La civilizzazione come esiste adesso, che cosa vi ha portato veramente? Osserviamo un po’ più da vicino questa faccenda.

30. Guardati una buona volta intorno nei circoli superiori dove questa civilizzazione o formazione dovrebbe dominare certamente ancor più che altrove, poiché a questi altamente collocati non mancano i mezzi per l’educazione.

31. Ebbene, come stanno lì le cose? Quale civilizzazione vi trovi dunque? Vedi, solo la civilizzazione e somma istruzione della vita materiale; mentre quella spirituale, secondo il Mio insegnamento, è lì (in generale) quasi nulla. L’apparenza scintillante copre là copiosamente il marciume e la putrefazione morale.

32. Come stanno poi le cose nelle famiglie aristocratiche? Quale vento soffia lì? Guardali più da vicino, allora vedrai (accanto a veramente nobili eccezioni) molteplice presuntuoso orgoglio nativo e disprezzo per quelli che rendono loro ancora piacevole la vita. – Come si accorda questo con il Mio insegnamento?

33. Guarda il mercato del denaro e del commercio. Che cosa vedi lì? Tutt’al più il più inaudito egoismo; là non c’è pressoché nulla di valore che solo denaro e ancora denaro!

34. Si dice: “Il commercio deve esistere!”. Sì, è un male necessario nelle vostre attuali condizioni; ma così come viene esercitato lo si rende soltanto la più disprezzabile condizione sociale tra tutte, se volete osservare l’uomo dal lato spirituale, mentre questo dovrebbe essere ben la prima cosa che dà il tratto alla bilancia.

35. Prendi ora la classe operaia. – Come stanno lì le cose? – Ecco davanti alla Mia immagine c’è un debole, trascurato popolo , affinché trascorra ben volentieri la sua intera vita nelle officine, per procurare al più potente, beneficato con più beni di fortuna, tutte le comodità della vita e precisamente tutti i giorni, mentre all’operaio se ne concede appena uno per il riposo, dopo sei giorni!

36. Ebbene vedi, figlio Mio, questi sono i frutti della civilizzazione che tu credi l’abbia voluta Io!

37. Ho forse voluto Io che dei paesi stranieri oltremare fossero scoperti affinché accadesse che gli spagnoli un giorno in Messico dessero la caccia con i cani ai pacifici indios e, portandoli davanti alla croce, mediante un monaco, causassero bagni di sangue tra gli uomini, uomini che inizialmente li avevano accolti amichevolmente, anzi li avevano perfino ritenuti per déi?

38. Ho forse voluto Io che gli inglesi abbiano imposto ai cinesi l’oppio con le palle dei cannoni, mentre l’imperatore della Cina aveva vietato lo stesso come una peste nel suo paese?

39. Ho forse voluto Io che, dopo che i giapponesi avevano presentito qualcosa della ‘civilizzazione’ europea, loro stessi non la volevano, e che poi gli americani, altrettanto con pesanti pezzi di artiglieria, incendiassero le loro case e li costringessero al trattato di commercio, mentre quelli non volevano saper nulla di loro?

40. Certamente Me lo puoi concedere che Io non volevo tali cose! Ma l’ho concesso perché Mi hanno determinato dei punti di vista superiori, e anche perché il Mio piano per l’educazione dei popoli sulla Terra è un altro di come voi ve lo immaginate.

41. Ecco, qui vedi uno che studia economia rurale, là un altro che studia chimica; chiedi loro una volta, quando impareranno queste scienze, quale ne sarà il risultato e se in ciò diventeranno anche maestri.

42. Vedi, a loro viene per lo più il pensiero solo per la vita più materiale del mondo; essi non hanno nessun altro pensiero superiore, nessuna meraviglia a cagion delle Mie Leggi, a cagion delle Mie disposizioni. Il loro animo mira solo al fatto di rendersi completamente indispensabili per il mondo e di essere pagati abbastanza bene per ciò che hanno imparato, affinché essi, come coloro cui gli sono utili, possano vivere molto bene. Questo è il loro scopo principale; ed Io posso ancora metterlo in conto a Me, per Grazia, quando talvolta pensano a Me se proprio non hanno nient’altro da fare, oppure quando la loro stessa testa non basta e sono forse in pericolo di perdere posizione e pane.

43. E così è in tutte le occupazioni materiali! Di una cosa sola gli uomini in generale dimenticano dappertutto, e questa è: nell’apprendimento delle scienze, imparare a conoscere Me, l’Onnisapiente, e nel ben vivere materiale ricordarsi con pia pietà di coloro che hanno contribuito a tutto questo, preparando loro, appunto, questa vita piacevole.

44. Vedi, quando fuori tempesta, quando pioggia e gelo vi relegano nelle vostre case e dalla finestra potete assistere a questa grande lotta degli elementi, allora dovete pensare a coloro che hanno contribuito a procurarvi una tale comoda dimora; dovreste benedire col pensiero coloro che hanno dedicato la loro intera vita a un mestiere, per poi alla fine lasciare al mondo postumo l’una o l’altra cosa migliorata!

45. Vedi, questi diligenti operai sono passati inosservati attraverso questa vita, ma pochi si ricordano di loro, nonostante molti ne godano i vantaggi, vantaggi che essi hanno prodotto qui o là, sia nelle abitazioni, sia nell’abbigliamento oppure in qualsiasi altra cosa.

46. Vedi, là c’era spesso la Mia mano che risvegliò le idee in un umile uomo d’officina, idee che poi ridondarono per il meglio alla massa degli uomini, e pur se non furono subito comprese da tutti, nondimeno furono degnate da pochi, e proprio a questi pochi, avvantaggiati indirettamente da queste invenzioni, si diedero in mano i mezzi per servire spiritualmente all’umanità. E così, il miglioramento di un piccolo oggetto negli edifici abitativi, fu spesso ed è il portatore e fondatore inconsapevole di grandi idee e creazioni,. Il senso della reciproca stima deve essere conservato, ma non demolito ancora di più.

47. Questo modo di osservare le cose non è così familiare come a Me, tuttavia, per guardar le cose nella giusta luce e degnarle convenientemente, vi devo condurre su questa via dove, nonostante tutte le invenzioni materiali quando ve le concedo, dietro vi è nascosto anche qualcosa di spirituale, e questo diventa il germe per la semina del Mio mondo.

48. Perciò, figlio Mio, prendi la civilizzazione per quello che è, come un mezzo per lo scopo. Lascia che gli uomini si migliorino e si nobilitino quanto vogliono, non dare a queste piccole cose un valore più grande di quanto possano essere utili per il cammino della tua vita materiale.

49. Non durerà più a lungo e dovrà subentrare un cambiamento, un ritorno al Mio Ordine! Ma non temere per questo: al puro, tutto rimane puro! Ti toccheranno poco questi avvenimenti, ma più a coloro che vogliono sfruttare il capitale del lavoro quanto più è possibile per il proprio vantaggio; costoro dovranno desistere nelle loro pretese, dovranno riconoscere necessariamente che l’operaio è anche un uomo come loro, e che anche lui, e precisamente più di loro, i signori, può pretendere dal mondo il ringraziamento per le sue realizzazioni!

50. Come un giorno con i discendenti di Lamech, dove tutti gli ammonimenti non aiutarono più, così anche adesso, dove il mondo intero giace quasi sepolto nel pantano materiale, deve avvenire un cambiamento, una purificazione.

51. Là fu un diluvio che ristabilì di nuovo l’equilibrio; anche adesso è la stessa cosa come all’inizio, ma in senso spirituale.

52. Là l’acqua affluì a torrenti dai Cieli e si aprirono le cateratte della Terra. E anche adesso scorre acqua spirituale dai Cieli sull’umanità smarrita, e i cuori del ceto popolare superiore  bramano la Verità come i cuori di quello inferiore; essi, stimolati da un impulso interiore, cercano di riconquistare la loro dignità umana, per ricondurre la distanza l’un dall’altro di nuovo a una giusta misura.

53. Inutile è l’affaccendarsi di entrambe le parti, di tentar questa soluzione con mezzi violenti; quanto più si dedicano a questo proposito, tanto più accelerano la catastrofe.

54. Gli uni credono di star troppo in alto, e gli altri sono schiacciati troppo profondamente; deve essere riportato il punto dove entrambi siano distanti tanto poco l’uno dall’altro, da potersi porgere la mano fraterna!

55. Solo allora vi sarà pace; solo allora sarà di nuovo valido il morale-spirituale dell’uomo, come lo introdussi Io come Insegnamento durante il Mio cammino sulla Terra; allora sarà tempo di attendere il Mio ritorno, poiché la durezza che finora circondava i cuori sarà allora spezzata, e l’amore fraterno condurrà poi più facilmente di nuovo all’amore per Dio! – Amen!

 

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Cap. 18

Il tempo

7 Agosto 1872

(da “Segreti della Creazione”)

1. Tu vuoi che ti spieghi anche questa parola, – ebbene, allora scrivi, poiché nulla è più sprecato dagli uomini che proprio il tempo, vale a dire quello che vi è stato calcolato come vita di prova.

2. Vedete, voi tutti non sapete cos’è il tempo, cosa significa e quale valore esso ha, altrimenti vivreste tutti diversamente da come fate in realtà. Ma per fornirvi un concetto di questa parola, che sia degno a un essere spirituale, come voi uomini dovete esserlo, voglio allora spiegarvi questo concetto così come possono afferrarlo esseri finiti dell’Infinito.

3. Che cos’è dunque il tempo? E come riconoscete voi che esiste veramente un tempo? – “Il tempo non è altro che una parte del pensiero dell’Eternità, un piccolo frammento di un grande infinito Tutto!”. Voi non sapreste che cos’è il tempo, se non potreste misurarlo in cose materiali, dove tra venuta, sorgere, sparire e passare è trascorso uno spazio di tempo che, come fate anche voi, può essere misurato oppure espresso con numeri.

4. Il tempo è calcolabile solo nel visibile. Nell’eternità, dove lo spazio non ha più dimensioni, là finisce anche la misura del tempo, là dominano concetti e idee che, per esseri limitati non sono afferrabili, non sono comprensibili.

5. Un essere limitato perciò non potrà mai comprendere Me, Il senza tempo; poiché quantunque sia possibile immaginare l’eterno perdurare, allora questo: non aver mai avuto un inizio, per un essere creato è certo un’assurdità, una cosa inconcepibile, impensabile – e in questo consiste la differenza tra Me e tutto il mondo degli spiriti. È questa parola ‘tempo’ che determina la Mia divinità, più che qualunque altra cosa; poiché anche lo spazio stesso è senza tempo non misurabile, non comprensibile.

6. Quindi il tempo simboleggia veramente l’espressione più adatta della Mia grandezza; il tempo come concetto, infatti, è sempre esistito ed esisterà sempre, sia che lo si voglia misurare oppure no! Dunque vedete, se considerate questo grande fattore – il tempo – da questo lato, allora è l’unico che possa darvi un’idea di Me e un concetto della Mia Creazione. In spazio-tempo si svolse la Creazione, una dall’altra, una dopo l’altra, e in spazio-tempo questi mondi da Me creati si svilupperanno e si perfezioneranno, e in spazio-tempo scompariranno nuovamente e faranno posto a nuove forme, nuovi mondi, nuove creazioni. Dunque il tempo è l’unico strumento di misura secondo il quale la Mia Creazione può essere valutata; poiché il tempo come grandezza, il tempo come distanza, e il tempo come durata di un oggetto creato, indica di questo il valore, il contenuto e la sua sfera d’azione. Quello che lì nell’infinito eterno etere i Miei mondi compiono in periodi di tempo, questo è nuovamente il caso nel piccolo con ogni cosa creata e con la sua durata. Solo il tempo conferisce alla pietra la sua grandezza e la sua età, e negli esseri viventi è di nuovo il tempo che determina il valore della loro vita.

7. Così è quindi il concetto ‘tempo’ tanto poco da cancellare dalla Creazione quanto Lo sono Io stesso. Senza tempo non esisterebbe nessun mondo, e senza di Me non esisterebbe nessun tempo! – Che cos’è lo spazio-tempo della vita umana dalla culla alla bara? Non è altro che solo un periodo dell’Infinità espresso in cifre, che in un vedibile essere creato è visibile nella sua formazione, nel suo sviluppo e nel suo svanire. Senza questi visibili cambiamenti non sarebbe misurabile nessun tempo, se per questo non aveste ottenuto un misuratore del tempo contando proprio il cambio del giorno oppure il cambio tra giorno e notte.

8. Il tempo non ha nessun principio e nessuna fine, esso proviene dall’Infinità e scorre nuovamente in essa senza lasciar tracce. Solo Creazioni visibili testimoniano della sua venuta e del suo passaggio, altrimenti non sarebbe misurabile. Questo tempo dunque, che come misura conferisce ad ogni cosa creata la sua durata, nella quale durata si deve adeguare a proseguire sulla grande scala verso il regno degli spiriti, questo tempo è proprio anche la misura per gli esseri spirituali, entro il quale è imposto loro di compiere determinate missioni; poiché così come i grandi mondi e sistemi solari hanno la loro durata misurata nel tempo, altrettanto tutti gli esseri creati hanno un determinato numero di periodi di tempo che determinano la loro vita fino al successivo cambiamento.

9. Il tempo per il grande edificio mondiale è un tempo determinato, poiché dopo essere trascorso subentrano altre situazioni che sono regolate e condizionate da altri mondi. Questo tempo è dunque misurato, e deve essere compiuto durante lo stesso, ciò che è necessario, secondo il piano del tutto, appunto per la conservazione del singolo come dell’insieme. Com’è ora il caso con i mondi, questo vale anche per ogni singola cosa creata, anche per l’uomo; anche a lui, infatti, è misurato un periodo di tempo dalla nascita fino alla morte, durante il quale dovrebbe completare la sua missione della vita di prova! Ma poiché l’uomo è un essere libero, ed è anche un complesso dello spirituale e del materiale, allora è permesso a lui soltanto di completare ancora nell’aldilà ciò che non ha potuto raggiungere qui durante il suo percorso di vita corporale-mondano; poiché l’uomo è un figlio di due mondi, dello spirituale e del materiale. Proprio a causa di questa situazione ci sono nell’etere tanti spazi riempiti di anime decedute immature che devono completare lì, ciò che non poterono fare qui; del resto un passaggio dal mondo materiale alle dimore spirituali sarebbe per loro direttamente possibile, il che però non può succedere, perché le anime degli uomini, purtroppo la maggior parte, giungerebbero immature nell’altro mondo.

10. Ma che cosa risulta da questa comunicazione? Vedete, da questa risulta che gli uomini dovrebbero utilizzare la loro durata di vita, vale a dire il tempo del loro cammino sulla Terra, quanto il più possibile per far maturare il loro spirito per l’altro mondo, affinché gli siano risparmiati questi regni intermedi. E per questo Io vi do questa parola sul tempo, affinché diventiate attenti su quanto è il valore del tempo e che questo bene sprecato è per voi eternamente perduto. Dovete prendere molto più seriamente la vostra vita che finora; dovete attribuire al tempo un valore molto più grande di quanto avete fatto fino adesso; dalla vostra bocca non devono uscire le parole come ‘passatempo’, perché, state attenti, il tempo passa voi; oppure ‘ammazzare il tempo’, perché è il tempo che vi porta la morte, non voi portate la morte al tempo! Il tempo, dividendolo in piccole frazioni, ognuna di queste parti deve avere un valore simile a pietre spirituali da costruzione per la vita futura; anche se ancora così piccola non deve essere senza valore. Il tempo è il calcolatore severissimo delle vostre azioni e di tutto il bene e male, ponderato, sconsiderato e avventato – nel tempo trova esso il suo tesoriere. Poiché il tempo non restituisce l’accaduto, dovete adoperarvi per essere iscritti il meno possibile in questo registro del tempo, per ciò che vorreste indietro; poiché proprio a causa della sua irrecuperabilità rimane un eterno rimprovero, un eterna spina – e le spine feriscono, pungono. Se non ci fosse il Mio Amore misericordioso, che cosa dovrebbe fare l’uomo per cancellare il ricordo in qualcosa di fatto che il tempo ostinato non gli restituisce? – Solo la Mia mano paterna può guarire queste ferite che le spine del passato hanno provocato.

11. Perciò sfruttate il vostro tempo! Non sprecatelo! Il tempo sono Io! Il tempo è la misura della prova data a voi, la misura della vita o del cambiamento che voi, amministrandolo fedelmente come bene prestato, un giorno dovrete restituire a Me! Il tempo è il talento che Io diedi ad ognuno come dono alla propria nascita; non seppellitelo, ma utilizzate questo talento affinché vi renda molti e grandi interessi nell’aldilà! Riflettete, con tutto ciò che qui guadagnate, accorcerete i vostri anni di cammino al di là nel regno intermedio, dove l’avanzamento e il metro del tempo è molto più duro! È vero, Io ho preparato per i Miei figli grandi beatitudini, ma potranno goderle solo una volta che giungeranno in quegli spazi dove sono elargite e che possono sopportare solo coloro che lì si trovano bene. Finché vi aderiscono ancora passionali scorie terrene, non potrete giungere là dove il tempo non vi è un giudice severo, bensì un amico delizioso, il quale tra beati diletti e felicità vi porta avanti lentamente, e dove voi, guardando indietro consolati, avrete poco o niente affatto da pentirvi.

12. Prendetevi a cuore queste parole! Esse sono parole di un Padre che vuol far godere ai suoi figli ciò che Egli ha loro riservato, e appunto per ciò vi ammonisce: il tempo, emanazione della Sua divinità, da utilizzare non troppo per il materiale, ma ben per delizie spirituali, poiché il tempo passa e vi porta anche alla morte e trasformazione. – Beati voi se questa trasformazione vi guiderà in spazi dove Colui che vi ha già dato tanto, vi potrà anche essere tangibile, e non come nel regno intermedio, dove dovrà essere solo presentito! Il tempo è la misura della durata dei mondi, ma è anche la misura delle vostre azioni e opere, usatelo dunque così come si conviene ad uomini spirituali e non materiali, i quali vogliono diventare simili a Me; a questo scopo, infatti, Io vi ho dato questa parola. – Amen!

 

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Cap. 19

Cenni  sul culto spirituale e materiale

13 settembre 1872

(risposta a un amico dello scrivente)

1. Mio caro figlio, nel tuo animo sorgono già di nuovo dubbi e domande per via della risposta che tu hai sollecitato al Mio scrivano, affinché egli chieda a Me per eliminare nella tua vita animica anche questi ostacoli spirituali.

2. Ebbene, allora ti voglio accontentare, per dimostrarti quanto poco hai afferrato da tutto ciò che hai letto finora, poiché se tu avessi compreso le Mie parole nel loro senso spirituale come Io voglio che siano comprese e recepite dai Miei figli, allora ti dovrebbe essere stato già da lungo tempo chiaro il pensiero che il Mio insegnamento religioso, la Mia Chiesa e la sua rispettiva organizzazione, esige solo dello spirituale, e ogni cerimonia, ogni culto nuoce alla comprensione del Mio insegnamento! Già durante il Mio cammino terreno, Io dissi: «Io sono uno Spirito, e chi Mi vuole adorare, Mi deve adorare in spirito e in verità!» [Gv. 4,24].

3. Che cosa insegnai ai Miei apostoli? – Introdussi forse un certo culto? Pretesi da loro chiese o altri edifici dove si doveva pensare solo a Me e dove, se fosse successo così, gli uomini, come adesso con il loro correre in chiesa e sciorinare macchinalmente e senza spirito tali preghiere, credono in alcune ore di aver compiuto tutto per Me, per poter correre di nuovo dietro alle loro occupazioni e divertimenti mondani?

4. Come in quel tempo insegnai agli uomini solo ad amare Me e il loro prossimo, e poi, in forza della consapevolezza per buone azioni, aver sempre ‘la Chiesa’ nell’interiore, cioè Dio e la pace dell’anima, come l’ho anche espresso solo da poco tempo in tutte le prediche quasi in ogni pagina ed ho spiegato che Io sono uno Spirito e che l’esercizio del Mio insegnamento deve essere inteso solo spiritualmente e poi trasferito nella vita pratica, così sarà anche la Chiesa del futuro.

5. Nessuna organizzazione, nessun culto spronerà né costringerà gli uomini a seguire il Mio insegnamento, bensì lo sarà solo il cuore umano stesso, dove ho il tempio o il santuario, dove sono adorato e dove avrò la Mia sede, come lo è sempre stato! Se là non arde costantemente la fiamma del Mio Amore, allora tutte le sante eterne lampade nelle chiese, moschee o sinagoghe non aiuteranno per nulla! Là deve essere organizzato, deve essere purificato questo santuario, affinché Io vi possa prender dimora; e chi poi Mi porta nel petto, per costoro la Mia natura, la Mia intera Creazione visibile, cominciando dal più grande Sole centrale fino alla più piccola pianticella di muschio o infusore, sarà un tempio dove egli dappertutto potrà trovare con occhio spirituale solo Me e imparare a comprendere e ad amare di nuovo solamente Me!

6. L’unica cosa che in futuro sarà possibile e anche necessario, è che i meglio dotati possano istruire i più deboli, li possano guidare e sostenere, e che per questo scopo avranno luogo adunanze, dove attraverso il reciproco scambio di idee, di pensieri e di esperienze, diventeranno una comune sveglia per tutti, per seguire ciò che Io diedi un giorno al mondo nei Miei suddetti due Comandamenti dell’Amore!

7. Questa è tutta l’organizzazione di una cosiddetta Chiesa (nel Mio senso), poiché, se una buona volta gli uomini saranno giunti così lontano, tanto che saranno cessate le differenze di rango e di nascita, e tutti gli uomini si riconosceranno e rispetteranno come fratelli e sorelle, che cosa vuoi di più? Oppure, non tende ogni vera religione a ottenere questo?

8. Io spero, figlio Mio, che adesso comprenderai ciò che voglio dire, se metto in prospettiva per il futuro che ci sarà «un solo Pastore e un solo gregge»! [Gv. 10,16] – Afferra ora il Mio insegnamento con animo filiale, come un giorno i Miei discepoli, ai quali non dissi altro che questo: «Andate in tutto il mondo e predicate il Mio Vangelo!» [Mc. 16,15]. Proprio perciò avete ricevuto le prediche per ogni domenica dell’anno[23], affinché impariate a comprendere giustamente innanzitutto la Mia Bibbia e i suoi testi, e per secondo, affinché nelle adunanze il Mio Evangelo e le Mie parole siano spiegate e comprese soltanto così come Io le espressi e che cosa intendevo con le stesse!

9. Questo è l’Ordine spirituale secondo il quale Io voglio e posso educare delle anime umane in spiriti per il Mio regno.

10. Leggi quindi attentamente le Mie parole, sono date da un Essere infinito, e proprio per questo il loro senso e il loro significato sono altrettanto infiniti!

11. Non credere che con la semplice considerazione delle Mie parole, tu sia già al fondamento del tutto, niente affatto! In una sola parola proveniente dalla Mia bocca si trova un’infinita pienezza di beatitudini che, al penetrante più profondamente, può aprire Cieli sempre più ampi e sempre più grandi.

12. Ciò che vi ho dato fino adesso, contiene materia per delle eternità, e anche se secondo l’apparenza è semplice, afferrato in molti modi ti svilupperà un senso molteplice, se vuoi penetrare nelle profondità della Mia Sapienza senza tener conto del rivestimento del Pensiero divino! – Amen!

 

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Cap. 20

Segni del nostro tempo

7 ottobre 1872

1. Poiché tu ricevi continuamente delle domande su l’una o l’altra cosa su come si configurerà il futuro, allora, per tutti i curiosi e dubbiosi, voglio darti qui ora alcune parole, affinché essi per primo riconoscano una buona volta il tempo nel quale vivono, e per secondo, trarre dagli eventi degli attuali avvenimenti, anche le giuste conclusioni per il futuro, per non perdersi in inutili supposizioni. Io, infatti, voglio che i Miei figli non vadano in giro insonnoliti, ma devono riconoscere con occhi spirituali spalancati, quale ora è, oppure, come dite voi: “… quale ora è suonata!”

2. Già da molto tempo, e precisamente ancor prima che Io dessi a te oppure ai tuoi predecessori la Mia parola, furono già introdotti i primi inizi, la Mia grande Opera della Creazione, e in particolare portare questa piccola Terra con i suoi abitanti più vicino alla maturità spirituale; quindi già da molto tempo, anzi dal tempo del Mio pellegrinaggio terreno fino ad ora, era ed è continuamente attivo il flusso di Luce che cade giù dai Miei Cieli spirituali sulla vostra Terra, per guidare la Mia Opera – che cominciai con la Mia nascita terrena – verso la sua fine. Solo le vie e i segni furono secondo le circostanze, e non avventati, affinché poi il compiuto possedesse anche stabilità e perseveranza.

3. Ma quanto più gli uomini vanno incontro all’attuale grande punto di svolta, ora vicino, tanto più Io ho accelerato i Miei mezzi, e al serio osservatore si rende visibile il risultato delle circostanze e degli avvenimenti del tempo degli ultimi secoli, tale che talvolta, accavallandosi le cose, in pochi anni o mesi si raggiunge spesso ciò che non si sperava di raggiungere in decenni.

4. Se leggeste la storia con occhi spirituali e non lasciaste legare la vostra attenzione solo da azioni esteriori effettive degli uomini, ma riconosceste lo scopo spirituale di base, il perché Io ho concesso questo o quello, e il perché in qualche aspirazione di singoli uomini ho lasciato capitare spesso proprio il contrario di ciò che essi avevano per scopo, allora avreste da tempo riconosciuto che la vostra massima: “L’uomo vede e Dio provvede”, ha un senso molto più profondo di come voi uomini la interpretate generalmente, oppure talvolta taluni vorrebbero perfino leggervi tra le righe dei risultati. Invece voi tutti siete ciechi, e così vi devo di nuovo aprire gli occhi per mostrarvi la Luce che già da lungo tempo vi illumina tutto, passandovi davanti, e finalmente sarà scacciata la tenebra spirituale in tutti gli angoli del mondo.

5. Quindi sempre, e precisamente dall’inizio della Creazione del primo uomo fino ai vostri tempi, ho lasciato all’uomo la sua libertà, e continuamente fino ad oggi egli ha malinteso e abusato della stessa, e mai per il suo meglio, anche se così spesso apparentemente nel materiale; per questo, sempre a suo danno.

6. Ciò che un giorno Mi costrinse a mandare il diluvio su coloro che nel principio avevo prescelto come figli Miei, ciò che Mi smosse in tempi postumi a cancellare di nuovo il popolo eletto degli ebrei dall’elenco delle nazioni indipendenti, ciò che Mi mosse a venire Io stesso sulla vostra Terra e lì compiere il più grande Atto di umiltà di cui poteva essere capace solo un Essere infinito, questo è anche il motivo del perché adesso subentrerà di nuovo un momento in cui lo spirituale nell’uomo dovrà trionfare sul materiale; egli potrà opporre resistenza quanto vuole, poiché Io, uno Spirito, lo creai e precisamente come membro spirituale del Mio grande mondo degli spiriti, e non come adoratore e difensore della vita materiale e del benessere sensuale!

7. Come al tempo di Adamo e dei suoi successori la dissolutezza nelle città di Lamech crebbe sempre più con la maturazione dell’intelletto e tutto lo spirituale a poco a poco fu messo da parte[24], così anche adesso notate come un po’ alla volta la maggior parte dell’umanità percorre questa stessa via, e precisamente a passi da gigante.

8. I giudei e tutti i popoli viventi al tempo del Mio pellegrinaggio terreno, seguirono la stessa strada: i lamechiti e i popoli viventi materialmente al Mio tempo andarono spiritualmente in rovina. Ne salvai solo pochi, i quali, come Miei seguaci, portarono il ramo della palma della pace nei paesi che erano privi d’amore, e là cercarono nuovamente di piantare ciò che avevano distrutto per brama di dominio e per egoismo.

9. Quindi nel principio, al tempo del diluvio materiale, c’era l’arca materiale costruita da Noè; più tardi, nel diluvio spirituale, un’arca spirituale fu offerta da Me stesso. E adesso, dove questo diluvio spirituale si avvicina alla sua fine, c’è di nuovo la Mia arca dell’Amore, nella quale, salvandone pochi, voglio di nuovo mettere il germe per tempi migliori e più spirituali, affinché finalmente anche questa stella che voi abitate e chiamate ‘Terra’, possa adempiere la sua alta destinazione spirituale, per la quale Io l’ho già prescelta da tempi per voi inimmaginabili, cioè a diventare il vivaio dei Miei figli, mentre tutti gli altri mondi sono solo delle classi di preparazione per gradini spirituali nel Mio infinito regno, ma non scuole per i figli del Regno, il quale un giorno dovrà essere l’unico e il solo esistente e duraturo in eterno. Da tutto questo vedete che adesso non si svolge nulla di nuovo, bensì che è già successo tutto, sebbene materialmente appare uguale in altra forma, ma spiritualmente era sempre la medesima aspirazione che è degna di Me come Spirito, vale a dire: allevare figli per il Mio regno, degni del Padre loro!

10. Se una volta vi dissi che voi siete ciechi (Mt. 15,14), sapevo bene perché lo dissi; poiché vedete, tutti gli avvenimenti che leggete dalla storia, mai risultano o furono così come li leggete, ed ebbero completamente altri principi e scopi spirituali finali. Voi leggete i libri di storia e ciò nonostante dimenticate sempre due cose: per primo che furono gli uomini, limitati e spesso anche di parte, a scrivere essi stessi tali libri; e per secondo che i potenti, quando perseguivano o intimavano questo o quello, avevano spesso motivi interiori completamente diversi di come li esponeva l’unilaterale pagato scrivano della storia. Oltre a questo errore, sta occultato ancora il profondo motivo del vero e proprio movente spirituale, il quale, procedente da Me, muoveva o stimolava le anime umane a tendere a questo o a quello, per raggiungere la Mia meta finale su vie conosciute solo a Me!

11. Se quindi poteste leggere o comprendere spiritualmente la storia, allora ne trarreste risultati completamente diversi di quanto voi giudicate solo secondo i dati esteriori a voi tramandati e secondo l’apparenza delle azioni. Quello che la storia vi presenta del passato a tale riguardo, dal punto di vista come ve l’ho mostrato Io, è uguale a quello del periodo che state vivendo voi, ovvero quello al quale dalla vostra nascita fino alla morte gli state ancora vicino! Dovete giudicare spiritualmente i fatti! Dovete imparare a leggere nelle profondità degli animi umani, per comprendere ciò che spinge l’uno o l’altro ad intraprendere questo o quello, dove poi spesso i risultati, i quali stanno sempre nella Mia mano, diventano diversi da come questi stessi furono pensati.

12. Se compenetraste con lo sguardo il tempo passato, da Lamech fino ad oggi, allora trovereste sempre che l’attenzione della maggior parte degli uomini è stata, e ancora lo è, per il vantaggio materiale o momentaneo. Voi riconoscereste quanto poco lo spirituale fu curato o ricercato, ma, come sempre, esso è stato e ancora lo è, messo nell’ombra; e ciò che sapreste di quei tempi, è che anche allora si facevano sentire ovunque delle voci di avvertimento e ammonimento, però inutilmente. E così anche adesso voi trovate la stessa situazione.

13. L’umanità va avanti sul grande oceano dell’avidità di dominio e dell’egoismo spericolato senza sapere veramente per dove, ma sempre aspettando solo più accrescimento, solo più soddisfazione delle proprie voglie; così essa va continuamente in maniera del tutto naturale contro le Mie intenzioni che avevo, ed ho, con gli uomini. Dovete comprendere che questo affaccendarsi e questo aspirare, non si adatta al Mio piano, e che quanto più gli uomini dimenticano Me e la loro stessa destinazione spirituale, tanto più Io devo affrettare proprio i Miei mezzi per raggiungere comunque il Mio scopo, scopo per il quale ho creato gli uomini e li ho provvisti con tante caratteristiche. Tuttavia, lo smisurato abuso che l’uomo fece della sua libertà da Me concessagli, Mi costrinse ad impiegare tanto spesso dei potenti mezzi, come in primo luogo la sua parziale distruzione, poi l’auto sacrificio (crocifissione) per salvare la dignità umana, e adesso, dove questa terza epoca conduce di nuovo alla stessa meta, anche adesso, prima che Io calchi di nuovo la Terra, voglio formare la stessa così come deve essere, prima che ancora una volta la calchi il Mio piede!

14. Non inutilmente ho permesso dei diluvi materiali e spirituali; essi devono portare le Mie grandi Idee della Creazione, devono portare anche il peggio che gli uomini possono commettere, devono comunque adattarsi ai Miei buoni, naturali scopi, anche se indirettamente, devono servire allo scopo. Infatti, è proprio questa la dimostrazione della Mia divina Sapienza: che anche il male deve produrre solo del bene, perché Io, quale grande Spirito, posso volere solo del bene!

15. Adesso vedete succedersi rapidamente gli avvenimenti, vedete come si fanno notare negli animi delle tendenze spirituali, vedete come certe idee non possono essere eliminate dalla testa degli uomini, vedete disgrazie, malattie, eventi naturali che procurano danni materiali agli uomini, e trascinano migliaia di loro nell’altro grande aldilà, vedete inoltre come l’altra massa degli uomini rimasta, dimentica facilmente le disgrazie, le malattie e ogni possibile afflizione, e corrono di nuovo dietro ai loro scopi egoistici come se nulla fosse accaduto.

16. Vedete come gli uomini, sempre con un pezzettino di conoscenza che chiamano ‘scienza’, rinnegano Me e la Mia Dottrina, anzi rinnegano tutto ciò che dell’uomo, fa veramente un ‘uomo’ come essere spirituale.

17. Vedete come gli uomini cercano dappertutto nuove sostanze di stimolo, nuove sostanze stimolanti nei cibi e nelle bevande, nuovi stimoli nei divertimenti e nelle brame sensuali, nuovi stimoli nel conseguimento di un dominio ancora maggiore dell’uno sull’altro.

18. Vedete come gli uomini voltano sempre più le spalle al vero originario bello e sublime, perdono il loro sottile gusto per il nobile, elevano il comune e il basso come il più alto, sia nell’arte, nella musica o nel discorso, e così, dal punto di vista pieno di dignità di un essere di due mondi, sprofondano solo al gradino di un animale ragionevole.

19. Tutto questo lo vedete giornalmente davanti ai vostri occhi, e tuttavia non comprendete ‘quale tempo è!’.

20. Guardate l’orologio del grande regno degli spiriti, da un lato la lancetta sta quasi sul dodici e dall’altro sull’uno. – Che cosa significa questo? Conoscete il significato di queste cifre? Vedete, da un lato, in senso spirituale, il dodici significa da voi l’ora meridiana –, essa è l’ora dove materialmente nella natura c’è la più grande attività dei raggi del Sole sulla vostra Terra, essa è il punto culminante del materiale; cominciando dalle ore dodici, diminuisce di nuovo l’attività materiale e comincia quella spirituale, la quale con la notte corre incontro per la seconda volta al sonno, alla quiete, al cambiamento, a una metamorfosi spirituale, per mutare fino a mezzogiorno l’acquisito materiale in spirituale, il cui effetto ha il suo culmine alle ore dodici della notte.

21. Avete mai giudicato l’ora meridiana oppure il sorgere della tendenza del tempo fino alla stessa, e il tramonto, così da spiegarvi in maniera simbolica corrispondente il divenire dell’intera Creazione, la vostra stessa vita errabonda dalla nascita fino alla morte, oppure la vita di prova in base alla formazione per il perfezionamento spirituale?

22. Vedete, quest’ora meridiana corre incontro all’umanità a passi da gigante. Presto gli uomini saranno giunti al limite del possibile, ma presto avranno anche spinto tutto il pensabile fino al culmine più alto, dove non sarà più possibile nessun progresso, e allo spirituale fin lì disprezzato dovrà essere fatto il passo indietro!

23. Allora comincerà ciò che indica la lancetta sull’altro lato del quadrante, con l’uno comincia il passo allo spirituale, al realmente vero e all’imperituro! Lo stesso mondo materiale, vale a dire la vostra Terra, o per lo meno la sua superficie, già da lungo tempo non è più in grado, anche per la vita sbagliata degli stessi uomini, di produrre in tutta purezza ciò che vi ha offerto da migliaia di anni per nutrimento.

24. Voi siete di vista corta e non comprendete e non riconoscete come gli uomini, con il loro innaturale modo di vivere, hanno rovinato se stessi e il proprio suolo, il cui stesso suolo non fornisce più frutti puri, nessun’acqua pura e, a causa dell’evaporazione, nemmeno più aria pura! Tutto nel mondo è connesso, e proprio per questo vi sono spesso cause di epidemie e malattie, malattie che voi considerate troppo poco e non notate il loro influsso.

25. Vedete, vi voglio dichiarare brevemente come voi agite sul cambiamento del suolo e preparate a voi stessi le malattie epidemiche, non avendo poi nessun mezzo per toglierle di mezzo.

26. Uomini superficiali credono che solo tramite puri e freschi prodotti della terra, possibilmente non cotti o naturali, l’uomo rimanga sano; Io però vi dico: “Di che cosa cresce tutto sulla Terra, particolarmente ciò che voi volete gustare come cibo da tutti i regni della natura, non esclusi perfino gli animali?”

27. Cresce una pianta senza concime? Se però il concime consiste di espulsione di vita malata, come può essere sana la pianta?

28. Perfino l’erba che serve al bestiame come foraggio, e nell’animale si trasforma in carne, carne che voi nuovamente mangiate, come può essere conveniente alla vostra natura se consiste di puri elementi che spesso provocano proprio il contrario di ciò per il cui scopo lo avete assimilato?

29. L’abitare in grandi città non ha forse avvelenato tutti i vostri pozzi e appestato la vostra aria? E inoltre, nelle vicinanze dei cimiteri, parimenti solo i resti della putrefazione concimano il suolo; così nelle città c’è sia la putrefazione materiale come anche quella spirituale che amareggia all’uomo la sua vita di prova e l’abbrevia mediante le malattie.

30. Come una cosa agisce sull’altra, così si cambia un po’ alla volta il prodotto della Terra; il buono diminuisce, e il male, il nocivo, si propaga. Così arrivate al punto culminante, per giungere al quale vi aiuta lo sporco egoismo degli uomini, e in tal modo tutti gli altri prodotti che adoperate per i vostri cibi, per il vostro abbigliamento e le abitazioni, sono falsificati, rovinati, e abbreviano la vostra vita materiale provocando le vostre malattie, accelerando il passaggio alla vita spirituale.

31. È questo il momento in cui, corrispondentemente, la lancetta ha raggiunto sul dodici il massimo punto, il punto culminante, e dove poi si dovrà scendere nuovamente giù dalla presunta altezza della scienza, dalla brama di dominio e dall’egoismo![25]

32. Già si muovono gli animi che hanno ancora un senso per qualcosa di meglio; molti cominciano già a ricondurre sia la loro vita materiale sia la spirituale alle Leggi secondo natura.

33. Così il mondo tende molto a questo, a contrassegnare solo ‘padroni e servitori’, e per quanto sia già tanto progredita questa sproporzione tra ricchi e poveri, tra i dominanti e gli ubbidienti, – ancora un po’ di tempo ed essi saranno giunti alla meta finale, dove sarà d’obbligo un cambiamento. È necessario scendere giù; invece che ai padroni e ai servitori, si dovrà porgere la mano ai fratelli e alle sorelle.

34. Là mira il grande torrente di Luce che fino adesso ha illuminato qua e là dei cuori ottenebrati; l’amore per il prossimo deve di nuovo essere insediato nel suo diritto, e con esso l’amore per Dio, il quale senza il primo non è pensabile.

35. Questi sono i segni del vostro tempo! La sproporzione che pende sulla parte materiale deve di nuovo essere livellata, la natura spirituale dell’uomo, per la quale Io un giorno come Uomo diedi la Mia vita, deve star lì di nuovo come prima, come la più alta, e il materialismo dovrà rientrare nei suoi limiti, come servente, come mezzo per lo scopo, ma non come la cosa principale, quando volle assorbire tutte le facoltà spirituali degli uomini!

36. La lancetta sull’orologio spirituale del mondo punta vicino all’uno, all’inizio del tramonto del materiale terreno e sulla via del ritorno al punto spirituale, come nel sonno di mezzanotte vi sta anche più vicino il mondo spirituale.

37. Così dovete considerare gli avvenimenti e anche le Mie parole, sebbene spesso vi appaiano contraddittorie. Io non mento, e quando vi dico qualcosa che, al momento, non sembra adempiersi, allora è solo la vostra vista corta che non ne comprende il senso profondo, quello spirituale celato che si manifesterà comunque dopo breve tempo, e contrassegnerà il Padre vostro come Colui che ha davanti agli occhi solo il vostro bene, e precisamente il vostro bene spirituale!

38. Anche questa parola data oggi, oltre a quanto detto, contiene ancora molto di non-detto, di spirituale, tanto che il Mio scrivano potrebbe ancora riempire qualche pagina per esporvi anche queste profondità; soltanto che non è Mio scopo esporvi anche tutto chiaramente, bensì, per affinare la vostra vista spirituale vi dovete voi stessi esercitare per imparare a distinguere il sostanziale dall’apparente, e così diventare maturi per decifrare facilmente le Mie grandi iscrizioni che ho posto in tutte le Mie Creazioni!

39. Solo così sarete degni di diventare ‘figli Miei!’. Non dovete diventare degli automi, bensì degli esseri auto pensanti, esseri che guardano con occhi spirituali nel grande mondo degli spiriti, affinché possiate giudicare poi il suo ‘perché’ in tutto ciò che accade, e dare il dovuto valore e il suo scopo! Perciò questa parola porta il titolo: “Segni del vostro tempo!”, affinché possiate riconoscere quanto vi è vicino da una parte il punto culminante dell’inganno materiale, ma anche quanto vi è vicino il grande inizio del trionfo dello spirituale, per il quale Io un giorno lasciai la Mia vita per rendervi propria la stessa, e adesso voi stessi combattete e forse dovrete ancora sopportare qualcosa.

40. Dunque, preparatevi, guidati dalla Mia parola, ad aspettare con dignità la rigenerazione spirituale del genere umano. Ascoltate quella voce che vi esclama da tutti gli angoli della Terra: “Anche noi cerchiamo ciò che voi avete già trovato; soltanto, non ci è ancora ben chiaro!”

41. Queste voci sono suscitate dal vento spirituale, vento che adesso va attraverso l’intera Creazione, perché nel regno degli spiriti sentono tutti che si va verso una fine, dove sarà incoronata la Mia grande Opera d’umiltà, e precisamente attraverso il successo di aver trovato nuovamente quei Miei figli che spesso si allontanarono, e tuttavia – radunati di nuovo dal fedele Pastore – un giorno formeranno un solo gregge con un solo Pastore!

42. Così, i segni del vostro tempo sono la scuola preparatoria e la sveglia che condurrà i buoni al meglio e i cattivi al bene, forse dopo grandi smarrimenti, tuttavia alla fine, riunendo tutto dalla ‘prima Ora’ del mondo spirituale, li guiderà nel Regno della Vita luminosa che mai finirà. Tutto questo, come anche presso di voi dopo il sonno della mezzanotte, attraverso un presunto sorgere del Sole, si svolge simbolicamente ogni giorno davanti a voi!

43. Un legame avvolge tutti voi, dall’ultima stella che solo dopo molte migliaia di anni vi invia la sua luce, fino al più piccolo atomo nell’infinito spazio etereo; un legame dell’amore e dell’attrazione, della simpatia e della benevolenza che attira cuore a cuore e avvolge in mille forme l’intera Creazione materiale e spirituale. Nulla può sottrarsi da questa sfera, e se anche si opporrà resistenza, alla fine vincerà di nuovo l’attrazione dell’amore, l’attrazione dello spirituale allo spirituale, l’attrazione verso l’alto!

44. Questa brama verso un qualcosa d’inconscio, verso un regno spirituale superiore che stende le sue ali molto al di sopra e fuori dall’affaccendarsi materiale, dove sarà anche per voi eterna Luce, eterna quiete ed eterna pace, è questa brama che adesso stimola gli animi; e quanto più si vuole far valere il materialismo, tanto più si combatte contro, perché più di un’anima, più di un uomo non vuol lasciarsi togliere ciò che solo gli può dare conforto e quiete in tutte le condizioni: vale a dire, essere non solo un cittadino della Terra, il quale in verità cammina sì coi piedi sul suo solido suolo, ma con la sua testa può penetrare ampiamente molto oltre tutte le distanze, con il suo Spirito divino oltre ogni materia, fin nell’infinità, dove nel mezzo a un grande regno degli spiriti, il Padre, Creatore e Dio, ha la Sua dimora, il Padre che vuol far dell’uomo, anche un figlio Suo!

45. Ricordatevi bene questo, figli Miei: Io già adesso vi ricolmo con tante Grazie e non manco di pungervi la cataratta spirituale, affinché possiate riconoscere Me, il Mio mondo e il vostro tempo, e mettere tutto insieme in armonia! – Amen!

 

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Cap. 21

Il lavoro per ricondurre l’uomo all’obbedienza

1° novembre 1872

1. Recentemente un fratello ti ha chiesto di ricevere una spiegazione e una più precisa indicazione attraverso di Me su alcuni dubbi già da tempo custoditi nel suo interiore, perché egli già più volte è venuto in conflitto con se stesso, e cioè, a chi si deve dedicare più tempo: agli affari mondani, oppure a quelli spirituali appartenenti i primi a questo mondo, gli ultimi a quell’altro?

2. Egli ti ha citato la sentenza dalla storia della Creazione di Mosè, dove l’angelo scacciò dal Paradiso, Adamo con la sua compagna, e come aggiunta proferì loro le parole: “D’ora in poi dovrete guadagnarvi il pane con il sudore della vostra fronte!”

3. Potrei dare la risposta a tuo fratello ben con due parole espresse dalla Mia bocca durante la Mia vita terrena, ma poiché tutto ciò che viene scritto adesso deve avere il suo effetto non per dei singoli ma per le generazioni future, allora anche qui, oltre alla spiegazione richiesta da tuo fratello, seguiranno altri cenni e segni su come dovete comprendere le Mie parole e le Mie opere, affinché opinioni errate già da lungo tempo diventate abitudini, alla fine scompaiano una buona volta dalla vostra testa e facciano spazio a una comprensione migliore. Ascolta dunque.

4. Tuo fratello ha cominciato con la storia della Creazione dell’uomo, e così anch’Io voglio soffermarMi un po’ lì, e oltre a tutto ciò che voi sapete già su questo Atto, vi spiegherò così qualcosa che fino adesso è rimasto ancora nel buio.

5. Quando creai il primo uomo e da lui la sua compagna, in quel tempo il Mio scopo era di lasciare a Lucifero, il grande spirito caduto, una via aperta, per ritornare in singole parti, un po’ alla volta, anche se non del tutto, di nuovo a Me.

6. Ciò che vi dice la mosaica storia della Creazione su questo, oppure ciò che vi ho dettato nel Mio libro[26] sulla Creazione primordiale, vi è abbastanza noto, tuttavia non avete mai sospettato né afferrato il collegamento spirituale, la più profonda comprensione di tutto ciò che avete già spesso letto; ed è proprio a questo che vi voglio introdurre e, per mezzo del quale, vi voglio mostrare nuovamente che anche dietro delle cose apparentemente facili da comprendere, si trova, e sempre si troverà, un’azione spirituale ampiamente più grande.

7. Voi conoscete l’avvenimento del primo peccato originale, ma non conoscete che cosa fu veramente il primo peccato, né vi è mai venuto in senno di interpretarlo così come dovrebbe essere afferrato spiritualmente.

8. Vi ho già detto prima che, per lasciare al grande spirito caduto una via di ritorno, rivestii di nuovo una particella del suo io nella forma materiale, misi in questa forma perfino la Scintilla divina, per purificarlo e rendersi così un giorno idoneo per un altro mondo.

9. Voi lo sapete, Io diedi a questo primo uomo un aiutante’, il che significa come dire: un aiutante che dovesse sostenerlo nella sua lotta tra l’ereditaria natura (satanica, amante di se stessa) e la Mia Scintilla divina,

10. Quest’aiutante è, era e sarà sempre la parte integrante dell’uomo, senza la quale egli mai comprenderà completamente l’amore, mai la Mia Creazione, mai la sua stessa meta, poiché solo attraverso l’amore coniugale, solo attraverso l’amore per i figli è stata spianata una via per rendere accessibile al cuore umano quei sentimenti che Mi stimolarono un giorno a creare l’intero Universo e disporlo così come è fatto, ospitale e perfetto.

11. Che in un primo momento con il primo uomo avessi altre intenzioni e altri scopi quando lo creai, è ben vero; solo che creai un uomo con volontà libera e non una macchina, e così non Mi potei opporre se l’uomo non diventò ciò che doveva diventare. La prima prova per questo fu il divieto di mangiare il frutto di un certo albero.

12. Ebbene, che cos’era veramente questo divieto? Qui devo demolire un’idea da molti custodita, la quale si collega all’azione contro questa Legge. Questo divieto non era inteso così come se i due primi uomini non dovessero mai sapere qualcosa della procreazione, …no! – Questo divieto era: inculcare all’uomo proprio questa grande virtù, contro la quale Lucifero, quale spirito più grande, aveva peccato, e quindi un discendente da lui, come lo era il primo uomo, avrebbe peccato ben anche sotto questo riguardo.

13. Questo divieto fu la prova dell’obbedienza! Gli uomini dovevano provare questo su di sé, per raggiungere, forse nel piccolo, ciò che al grande spirito nel complesso non era riuscito!

14. Questa pecca della disobbedienza è il peccato originale che l’uomo ha ereditato dal suo progenitore, e che è ancora l’errore fondamentale di tutti gli uomini, peccando tutti contro la Mia Legge, ovvero, contro quelle leggi che impongono loro la vita in comune.

15. Ovunque vi è disobbedienza: nella casupola come nel palazzo, nel mondo materiale come in quello spirituale!

16. L’ulteriore corso della storia della Creazione vi dice anche che la prima coppia umana poi si nascose, si vergognò; sì, essa si vergognò a causa della sua disobbedienza, perché aveva compiuto qualcosa che ancora non era nell’idea (o nell’Ordine) della Creazione, quindi fu prematuro.

17. Il risultato della loro non-conoscenza o della loro caduta, il primo figlio che Eva partorì, fu ugualmente come quello del grande spirito caduto, fu l’opposizione personale contro la Mia divina Legge, ovvero, come disobbedienza in forma umana.

18. Ancora una volta, con la procreazione del secondo figlio, Io cercai di mettere contro la rozza, brutale natura umana di Caino, un simbolo del Mio uomo della Creazione con delle Caratteristiche divine, ma inutilmente: egli cadde sotto i colpi di Caino, e così questi dovette subire in breve, naturalmente, l’espulsione da un Paradiso nel quale all’uomo gli era destinata quiete e pace celeste, per poter gioire della stessa, quale signore della natura a lui circostante.

19. Dove voleva vivere un Caino, questi giardini della pace non erano adoperabili, e così seguì la cacciata dal tempio della pace di questi primi uomini. Proprio a causa della disobbedienza essi furono in balia di se stessi, il che non vuol dire altro che questo: “Voi non eravate degni di essere diretti, guidati e nutriti dalla Mano del vostro Creatore, poiché voi stessi avete scelto la via della disobbedienza, e tali da guadagnarvi ora anche voi stessi il bisogno materiale per il vostro sostentamento, nel sudore della vostra fronte!”

20. Questa non fu una maledizione, né di un angelo, né tanto meno di un Padre amorevole come ero Io, come Lo sono e come Lo rimarrò in eterno; questa fu la necessaria conseguenza della via scelta da loro stessi!

21. Non appena l’uomo non fu più signore del mondo, allora il mondo fu signore dell’uomo. Non obbedendo più alla sua volontà spirituale, il mondo gli negò tutto; e così l’uomo, più si allontanò dalla sua missione spirituale, più dovette estorcere dalla terra ciò che prima la stessa gli avrebbe offerto con benevola mano.

22. La disobbedienza è quindi il grande peccato ereditario che si propaga da uomo a uomo, da generazione in generazione, e appunto tutti gli avvenimenti mondani ed elementari, calamità e malattie, non ebbero da allora nessun altro scopo che proprio il piegare questa ostinazione, e convincere l’uomo che la ribellione alle Mie Leggi, quindi la disobbedienza, punisce se stessa!

23. Finché l’uomo non riconosce la sua natura spirituale e impara ad afferrarla, finché rende omaggio al materiale, è catturato in questo peccato ereditario; egli è disobbediente, e proprio per questo motivo è per lo più incredulo e sofferente.

24. Con la cacciata dal Paradiso, con la perdita della pace spirituale e la moltiplicazione della razza umana attraverso il vivere insieme, crebbero reciproci doveri; questi doveri, in sempre crescente contraddizione con le caratteristiche animiche-mondane della natura umana, furono quindi costanti prove purificatrici che costrinsero gli uomini a limitare il loro impulso alla disobbedienza. E così l’abituale obbedienza nella vita mondana doveva aprir la via all’obbedienza verso le Mie Leggi divine, e in questo modo ricondurre l’uomo in quel Paradiso dal quale il suo progenitore fu cacciato molte migliaia di anni fa, tuttavia con la sola differenza che il Paradiso adesso conquistato non è un paradiso mondano esteriore, bensì uno interiore, spirituale, che mai appassisce e deve sorgere nel petto dell’uomo stesso!

25. Al raggiungimento di questo, può e deve condurre il lavoro mondano, il quale, mentre l’uomo adempie fedelmente i suoi doveri, doveri imposti dalla sua famiglia, dalla sua posizione e dalla sua professione, lo rendono poi capace di adempiere più facilmente il dovere spirituale e superiore verso di Me.

26. Nel sudore della fronte l’uomo deve estorcere al mondo il suo sostentamento, e solo attraverso questa lotta egli si fortifica per essere obbediente anche alle Mie Leggi divine, Leggi che poi, invece di consistere di mille codici, consistono nei due soli Comandamenti dell’amore!

27. Solamente che per comprendere e afferrare questi ultimi, l’uomo deve aver prima gustato l’amaro Devi!”. Egli deve dapprima aver recuperato la propria dignità come uomo nella sua stessa vita, prima che possa far valere il suo diritto di diventare un cittadino del mondo spirituale superiore.

28. Perciò è il più santo dovere di ogni uomo vivere con tutta sollecitudine per i suoi affari professionali e per la sua famiglia; sono queste le prime catene, le quali (sebbene catene) non lo devono opprimere, bensì devono trasformarsi in morbide ghirlande di fiori, poiché solo attraverso l’obbedienza in queste sfere è poi più facile l’osservanza delle Mie Leggi.

29. Così tutto ciò che esiste sulla vostra Terra è una catena di causa ed effetto, è un legame spirituale che, accanto al mondano, lega l’uomo all’uomo, il cui legame sta ancora più profondo e unisce più teneramente, vale a dire: anime a anime, spiriti a spiriti!

30. Chi comprende questo legame spirituale può penetrare con lo sguardo l’intera azione reciproca negli affari della vita mondana, e alla fine riconoscere nella stessa non solo gli affari professionali e il legame familiare, bensì i legami spirituali più profondi che fanno esercitare l’uomo nella sua sfera ad essere obbediente, a renderlo maturo per mondi superiori, dandogli un cuore aperto per afferrare qualcosa di superiore, e comprendere che anche nel lavoro senza spirito – che spesso è imposto all’uomo nella sua professione, – c’è tuttavia qualcosa di spirituale; cosicché, dopo aver adempiuto i suoi doveri verso il prossimo e verso lo Stato, solo allora l’uomo riserverà a se stesso il maggior utile, cioè attraverso il fedele adempimento dei doveri mondani facilitandosi l’obbedienza e l’ingresso in quei doveri divini, come via per diventare un giorno un valente cittadino di un più grande, eternamente stabile mondo, dove ogni lacrima versata qui, ogni sospiro che spesso saliva a Me sotto la pressione di un difficile lavoro, verrà risarcito migliaia di volte, e dove, in primo luogo, l’uomo riconoscerà interamente che senza queste lacrime, senza questi sospiri dal petto oppresso, mai sarebbe giunto a una libera visione di quel mondo, dove invece delle rigide leggi mondane, regnano solo i Comandamenti dell’Amore (dalla notte alla Luce). Questo è lo scopo del lavoro. Il lavoro è esercizio nell’obbedienza! L’obbedienza è subordinazione della propria individualità agli altri, è il rinnegamento delle passioni, dell’ostinazione e della superbia (dell’indipendenza) poste nell’uomo.

31. Come il grande spirito caduto si rivoltò contro di Me, Mi sfidò e divenne disobbediente nella superbia della coscienza di sé contro le Mie Leggi, così anche nell’uomo c’è ancora la stessa inclinazione alla resistenza contro i Miei comandamenti, quant’anche siano essi ancora così soavi.

32. Al grande spirito caduto verrà ancora pure spezzata la sua ostinazione così come viene sminuita all’uomo attraverso migliaia di ostacoli, finché entrambi impareranno che qualunque cosa vogliano fare, si svolgerà comunque la grande purificazione degli spiriti, e con ogni piccolo impedimento superato, sorgerà un grande passo che porta a Me.

33. Così, stanco della resistenza, alla fine ci sarà anche una sola Creazione come la volevo Io e come la stessa può esistere solamente accanto a Me, dove come primo Principio fondamentale – l’Amore – e per l’osservanza dei Comandamenti dell’Amore, l’obbedienza non prepara nessuna lotta, nessuna costrizione, ma solo infinita beatitudine per una sequela di godimenti spirituali.

34. Questo è lo scopo del lavoro come deve essere compreso e come deve essere capito! – Allora tu, figlio Mio, al quale frattanto ho dato questa parola, comprenderai anche meglio ciò che Io dissi un giorno ai farisei, quando diedi loro per risposta:  «Date all’imperatore ciò che è dell’imperatore, e a Dio ciò che è di Dio!»

35. Sono queste le poche parole con le quali avrei potuto rispondere alla tua domanda; ma adesso, al punto in cui questa parola sta per finire, comprenderai ancor meglio questa massima, massima che se te l’avessi data subito all’inizio, oppure se avessi lasciato il resto al tuo stesso giudizio, non l’avresti compresa. Sii anche tu scrupoloso, da’ al tuo imperatore ciò che è dell’imperatore e al tuo Dio ciò che è Suo, e nell’adempimento del dovere verso il primo troverai la vera quiete, e la pace presso il Secondo, il Quale non soltanto è il tuo Dio e Creatore, bensì, oltre a questo, è anche il Padre tuo affettuoso che fa di tutto per guidarvi là da dove siete usciti, e dove – anche se vi aspetterà ugualmente ancora del lavoro, tuttavia un lavoro molto più grande, superiore e colmo di beati godimenti – nessun sospiro vi disturberà più, ma l’obbedienza verso le Mie Leggi vi sarà la più grande delizia celeste!

36. Esercitati perciò nella tua piccola cerchia di adempiere i tuoi doveri come uomo, e tu come spirito procederai poi molto più velocemente, e potrai essere più utile a Me e a te stesso!

37. Così penso di averti messo più vicino il concetto ‘lavoro’, affinché non il vacillare, ma il costante procedere ti possa rendere più facile la vittoria nella tua carriera, perché allora non conoscerai più la disobbedienza e potrai guardare ogni dovere adempiuto da cittadino come gradino per il mondo superiore degli spiriti!

38. Qui di nuovo tu vedi quanto di spirituale si trova spesso dietro delle cose fatte per l’occhio normale che, invece, all’occhio spirituale offrono profondità di somma delizia, e all’uomo possono mostrargli quanto spesso egli sia lontano dall’afferrare tutto, proprio laddove crede di averle ben comprese!

39. Non per niente talvolta emergono in voi tali dubbi e scrupoli di coscienza, essendo questi generati per darvi continuamente la prova che non avete ancora da lungo tempo finito di imparare, e spesso, come dite voi, “non vedete il bosco a causa degli alberi!”

40. Io concedo queste cose per dare innanzitutto all’interrogante, e poi alle generazioni successive e agli uomini contemporanei, ancora un cenno di come, sotto la corteccia della parola che vi do, tutti dovrebbero cercare sempre il significato spirituale, poiché il Mio regno è un regno degli spiriti, un regno dalle Idee divine, le quali attraverso tutte le perturbazioni materiali e spirituali unite in un’eterna catena, formano un cerchio, il cui Centro sono Io!

41. Nulla è creato senza un perché, e nulla è senza conseguenze! Così si mantiene, completa e sostituisce l’esistente, così esso va incontro alla sua destinazione e compie la sua missione per la quale era stato creato.

42. Ma affinché gli uomini possano vedere e comprendere che tutto questo venne già da lungo tempo destinato da Me, proprio per questo seguono qui di volta in volta queste spiegazioni, affinché voi tutti vediate e comprendiate come anche nella più piccola parola, nella più modesta azione sta nascosto dello spirituale, spirituale che appartiene all’edificazione del tutto, e contribuisce così al completamento e al ritorno a Me di tutto ciò che è stato creato.

43. “Lavoro” è la parola d’ordine nella Mia intera Creazione. “Obbedienza” – è l’unico motore per rendere fruttifera la stessa!

44. Se c’è l’obbedienza, allora sarà vinto il peccato originale, sarà ucciso il Caino’ e l’animo soave di ‘Abele’ vivificherà ogni uomo, e poi gli renderà facile il lavoro! Comprendilo così, figlio Mio, e sopporterai anche più facilmente la fatica della tua vita professionale, e benedirai Colui che ti ha addossato cose siffatte, per imparare a conoscerLo, a comprenderLo e amarLo interamente proprio attraverso le stesse! – Amen!

 

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Cap. 22

Sulla musica del futuro

30 marzo 1873

(Poiché vi stavo scrivendo proprio sulla musica, voglio comunicarvi anche ciò che il Signore mi ha dato poco tempo fa a una mia domanda sulla musica wagneriana del futuro. Fu durante una solitaria passeggiata, quando chiesi in me: “Perché, dunque, questa musica si chiama ‘musica del futuro’?”, e ottenni la seguente risposta).

1. Vedi, figlio Mio, tutto ciò che accade nel mondo e nella vita materiale nella quale vengono spesso anche inclusi dei fattori spirituali, ha la sua analoga somiglianza con questi, così che veramente tutto ben gli si adatta. Come ogni generazione è costituita spiritualmente, così l’espressione della sua vita materiale è la fedele immagine di questa. Piante, animali e uomini percorrono tutti la medesima gradinata; dapprima vengono ‘nobilitati’ oppure propriamente rovinati, secondo i passi spirituali dell’umanità stessa.

2. Gli uomini, come sono per la maggior parte, sono diventati materiali, immorali e senza spirito; le loro invenzioni e le loro aspirazioni hanno per motivo tutt’al più solo scopi volgari, sensuali e materiali, e proprio per questo, dato che gli attuali musicisti, appunto secondo la loro epoca, vivono e compongono in conformità, così anche la loro musica sarà precisamente adeguata a questa direzione; infatti, tali prodotti si possono ottenere solo nel generale stato d’animo spirituale che armonizza con il gusto dell’attuale genere umano.

3. Se ora l’umanità è diventata corrotta, sensuale e materiale, allora anche la musica che piace agli uomini, altrettanto, non potrà essere diversa, poiché se non fosse così, allora dopo il primo ascolto cadrebbe nella dimenticanza, come per esempio le composizioni di musica oggi non più richieste, le quali una volta venivano composte nel più profondo entusiasmo e con lo sguardo rivolto verso l’Alto a Me. Quindi l’umanità, così com’è e ancora diventerà, non merita altra musica che una musica lacerante gli orecchi, come una conseguenza di disarmonie; anzi il loro stesso cuore non cela più altro prodotto che un conglomerato di contraddizioni, opinioni materiali e necessità depravate. Così le vostre pessime nuovissime composizioni di musica si adattano perfettamente al gusto del mondo attualmente vivente e lo caratterizzano, poiché un tale prodotto può strappare un applauso solo a tali uomini.

4. Qui per la seconda volta tu hai di nuovo questa risposta, affinché anche i Miei figli possano apprendere cosa penso Io dei parti mostruosi di spiriti depravati, i quali contribuiscono molto ad allontanare se stessi e l’umanità dalla via sulla quale voglio portarla per la migliore comprensione del Mio Io, della Mia Creazione e dei Miei doni ad essa elargiti.

5. Quando l’eccesso sarà spinto al massimo livello, allora il futuro imbandirà ben ancora un’altra musica, musica che certamente non toccherà i Miei figli, ma, spiacevolmente, ben tutti gli insolenti rinnegatori di Dio.

6. Fin là solo pazienza; chi sperimenterà quel tempo, riconoscerà il Padre suo Celeste anche nelle massime dissonanze come Padre dell’amore e della pace, e gli altri si accorgeranno rabbrividendo quanto sono lontani da tutto il bello e maestoso essendo sprofondati fin nell’indecente, dove solo il pessimo gusto può avere ancora gioia in tali effusioni spirituali.

7. Questo per tuo fratello, il quale deve pensare sempre che con ogni nota che strappa alle corde vibranti, una particella spirituale da un mondo superiore penetra attraverso il suo orecchio fin nel suo cuore, e gli grida: “Non dimenticare il Padre, quel Padre che ti può versare in un unico suono ondeggiante una massa di beatitudini nel cuore, beatitudini che l’intero mondo materiale non è in grado di sostituire”.

8. Tanto per oggi, con la Mia benedizione! – Amen!

 

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Cap. 23

La donna

1° novembre 1873

1. Già da molto tempo la Mia voce ha taciuto nel tuo cuore ed ha lasciato te e i tuoi seguaci a se stessi; adesso però voglio di nuovo venire tra di voi istruendo, consolando e amando, e continuare così la Mia Opera di istruzione, affinché in e attraverso di voi sia raggiunto quanto più possibile ciò che è necessario per la rinascita di tante anime perdute.

2. Questa Mia parola di Grazia data di nuovo dopo così lungo tempo, porta il titolo “la donna”, perché proprio in questo tempo è il momento di descrivere più da vicino la vera destinazione e posizione di questa specie umana, specie che può operare così potentemente sull’intero mondo animico di questa piccola Terra e in realtà opera, per mettervi chiaramente davanti all’occhio spirituale che cosa doveva essere la donna’ secondo la Mia idea, e ciò che è diventata veramente con il tempo e, se non intervenissi Io al momento giusto, può ancora diventare!

3. Vedete, già nel Mio Governo[27] dove si è trattato della Creazione del primo uomo, voi trovate accennato come la donna, da rappresentante dell’amor proprio, posta di fronte all’uomo fuori da lui stesso, purificando se stessa e sacrificandosi a scopi comuni, doveva formare con lui, con l’uomo, un unico tutto animico.

4. Là avete già visto, come proprio ‘la donna’, quale parte più debole, soggiacque alla seduzione, e attraverso di lei, l’uomo, e come proprio attraverso questo errore della prima disobbedienza, tutto ottenne un’altra destinazione e altre conseguenze.

5. Là avete visto come ancora l’amore apparve come unico mediatore, e riuscì ad ottenere di nuovo l’equilibrio turbato.

6. E ciò che accadde a quel tempo, cui dovevano seguire pesanti prove come conseguenza naturale, accade fino adesso nella storia dello sviluppo dell’uomo, e tutto questo, per colpa della prima disobbedienza, spinge proprio adesso l’intera umanità, come un giorno spinse la prima coppia umana, di nuovo allo sconvolgimento di tutto ciò che esiste, se Io non intervenissi con Mano potente, come un giorno, e invece della giusta punizione lascio disporre l’Amore, per migliorare l’accaduto e recuperare il tralasciato.

7. Come a quel tempo la donna era destinata a qualcosa del tutto diverso e per l’uomo non fu ciò che doveva essere, così da allora e particolarmente proprio adesso l’intero genere femminile è sulla via per diventare proprio il contrario di ciò per cui Io l’avevo destinata. E perciò al tempo giusto vi do la parola ‘donna’, così da rendere attento qualche cuore femminile sugli abissi lungo i quali ora passeggia e procede, barcollando tra illusioni e voglie mondane così a lungo, finché sarà compiuto l’inevitabile declino morale e non sarà più possibile migliorare; poiché la libera volontà del singolo porterà pure ad ognuno sia il bene che la pena delle sue stesse azioni, come lo merita, oppure, come dice una vostra massima: “Come ci si corica, così si giace!”

8. Vedete, la donna, dotata con le sue attrattive spirituali e fisiche, attrattive che all’uomo furono tolte, doveva appunto mitigare e addolcire, attraverso di lei, le passioni più forti dell’uomo, ovvero quelle passioni di cui solo l’uomo è capace; così, come contrapposto (essenza complementare), doveva addolcire all’uomo la sua vita grazie alla solidità e alla forza di volontà – con mansuetudine e amore – per risarcirgli nella vita domestica qualche asprezza del mondo esterno. Essa doveva, a prescindere dallo scopo come strumento per la procreazione, sorvegliare e provvedere alla cura dei discendenti, alla loro crescita spirituale e fisica nell’insieme, a tutte le necessità della famiglia e così, addolcendo qua e consolando o guidando là, riunire in una cosa sola un insieme composto da parecchie anime.

9. Così sarebbe stata attenuata e alleggerita la necessaria conseguenza del primo errore e la conseguente sentenza: «Dovrai guadagnarti il pane con il sudore della tua fronte!»

10. In questo modo l’umanità poteva da se stessa compensare di nuovo il proprio errore commesso e, senza il Mio intervento, raggiungere ciò per cui avevo destinato l’uomo in generale.

11. L’uomo come simbolo della sapienza, e la donna come simbolo dell’amore, dovevano portare in sé la facoltà di potersi avvicinare così, uniti, al Mio Io; poiché proprio come Io solo voglio e posso essere, altrettanto è innato all’uomo di godere solo attraverso il comune godimento, ciò che altrimenti sarebbe passato senza lasciar traccia in lui!

12. Vedete, in tutte le cose del mondo visibile la parte esteriore ha sempre un potente ruolo, poiché, mentre nell’organismo interiore predomina la sapienza, così nella parte esteriore domina l’amore, come elemento placante e riscaldante.

13. Quanto bene Io rivesto i mondi e le terre – secondo l’apparenza sempre rivestiti di roccia – con un tappeto verde della più prosperosa vegetazione, dove la parte esteriore delle piante, dei fiori, cespugli e alberi diletta il vostro occhio, mentre la grande ruota di comando interiore della Mia Sapienza, eternamente regnante, compie la cosa principale, e tutto può esistere così e non diversamente. Altrettanto presso le parti esteriori del mondo animale, e alla fine anche la parte esteriore del corpo umano è quella piacente, mentre quella interiore è la seria, ma anche la parte più importante, senza la quale, evidentemente, quella esteriore non potrebbe sussistere.

14. Da questa parte esteriore della Mia natura visibile i vostri artisti ed eruditi hanno attinto le linee estetiche’, spiegando che questa o quella linea dà una forma nobile o non nobile, e con ciò hanno inconsciamente fatto notare – veramente come volevano loro – certe leggi che, nella Mia Creazione, sono espressione dell’Amore o espressione della Sapienza, perché fu un profondo presentimento a dir loro che questa forma o combinazione di linee corrispondeva a un certo sentimento di benessere: questa forma dilettava l’occhio, e in quell’altra forma l’anima umana si sentiva attratta o respinta.

15. Da questa legge si è formato il sentimento della bellezza, il quale però deve ovviamente essere altrettanto diverso, quanti individui esistono, poiché ciascuno più o meno giudica spiritualmente anche tutto il visibile dal suo proprio gradino di sviluppo spirituale e, conforme a questo, ottiene rassomiglianti impressioni.

16. Questa legge della bellezza estesa alla medesima figura umana, ha dimostrato perciò quanto è grande la differenza tra i due sessi, la quale fu inserita proprio da Me così, affinché sapienza e amore dovessero essere espressi perfino nel visibile.

17. La donna con le sue morbide, ondeggianti forme, la sua pelle delicata, come contrasto alla formazione del corpo maschile, doveva naturalmente attirare l’uomo già più per questo fatto, perché egli avrebbe dovuto vedere nella donna proprio ciò che a lui stesso mancava, come in genere l’estraneo dà più stimolo e lo si vuol rendere proprio.

18. Questa mancanza nel corpo maschile fu il primo motivo dell’avvicinamento alla natura femminile, perché l’anima maschile sentiva troppo forte che solo nella compensazione di ciò che a lui mancava, poteva sussistere e sorgere un tutto.

19. Allora Io posi il germe della necessaria attrazione già nella forma esteriore dei sessi, alla quale nessun uomo si può sottrarre impunemente, e da ciò fondai la base principale di una vita in comune e di una necessaria procreazione, cosicché dalla vita in comune essa doveva svolgersi come naturale conseguenza.

20. Il ritrovarsi insieme di anime affini si fondava per lo più o su un tratto interiore delle anime, oppure sulla conclusione (spesso ingannevole) che in una bella forma dovesse dimorare solo un’anima bella, dove il concetto ‘del bello’, naturalmente individuale, era sempre così diverso come diversa era l’idea dell’anima racchiusa in quel corpo.

21. Che la forma esteriore sia il portatore principale di tutto l’atteggiamento sessuale, lo potete scorgere facilmente se pensate soltanto a come sarebbe se fosse tolta via la pelle ondulata del corpo umano e vi vedeste l’un l’altro solo con i muscoli messi a nudo. Allora Io sono certo che il termine o concetto ‘innamorarsi’ svanirebbe dal vostro linguaggio e dal vostro operare, e invece di ‘piacere’, il risultato sarebbe ribrezzo e ripugnanza, ma anche la continuazione di tutto il genere umano avrebbe raggiunto la sua fine!

22. È quindi l’apparenza che deve servire all’essere come copertura, come la sapienza è comprensibile solo attraverso l’amore!

23. Così la donna fu abbellita con una splendida parte esteriore, come espressione di una mite anima creata, diffondendo solo amore, per trasformare nell’uomo perfino un deserto in un paradiso, attraverso la bellezza spirituale e fisica.

24. È in tal modo che la vita doveva diventare sopportabile, come un tempo di prova; e allo stesso modo la catena della vita familiare dalla quale più tardi sorse la vita dello Stato, doveva diventare una vita durevole e permanente che, in verità, è di certo una catena, ma come tale non opprime, ma lega solo dolcemente.

25. Questo fu lo scopo della creazione degli uomini, così che dovessero e potessero dar seguito al detto che Io li ho formati e creati ad immagine Mia!

26. Ebbene, ciò che è diventato l’uomo da questi due esseri simili a Dio, provveduti con tutto lo splendore dell’amore esteriore e della sapienza interiore, lo potete leggere dalla storia, e ancora giornalmente sta davanti a voi: quello che gli uomini dovevano essere, e ciò che sono realmente!

27. Dopo che ora, per l’appunto, le cattive passioni nell’uomo hanno già conquistato da lungo tempo una posizione privilegiata e solo dei singoli sparsi qua e là non vollero dissipare il loro bene spirituale e, nondimeno, diventarono ‘uomini’ ai quali la via che porta a Me non era e non è chiusa, né lo sarà, allora da tutto ciò che è stato letto e sperimentato risulta chiaro che proprio l’altro sesso, sesso che con la sua influenza doveva essere qui solo come sostegno degli Stati, privilegiato tramite la brama verso i godimenti sensuali con il maschio, per prima cosa non è più subordinato, bensì è esordito quasi dominante, e che, proprio come nel tempo attuale, in cui il suo potere (della donna) è diventato del tutto diverso da come un giorno fu da Me stabilito, – così proprio attraverso questa parola voglio far giungere a questo gentil sesso, un giorno così delicato mentre adesso vuole essere così potente, ancora un grido ammonitore, affinché tutte loro possano ancora ammettere in un giusto tempo su quali vie sbagliate sono arrivate e quanto falsamente scambino e abusino del mezzo come scopo.

28. Date solo un’occhiata al vostro mondo, e vedete quale educazione, quale orientamento spirituale viene dato alle giovani ragazze che un giorno, esse stesse diventate madri, dovranno educare dei figli.

29. Già con la vita fisica sbagliata, spinte dal godimento e dalla smania del lusso, le madri rovinano la loro stessa salute e non sono capaci né di partorire bambini, né di allattarli da loro stesse, e devono ricorrere all’aiuto di un estraneo, all’aiuto del medico; così, proprio perché non sanno che cosa dovevano essere e che cosa sono realmente diventate, molte vanno così alla morte, e purtroppo anche troppo presto.

30. I loro smarrimenti non solo li espiano esse stesse, ma li trasferiscono anche agli esseri innocenti che, spesso, generano in libidinosa voglia e, invece di figli vigorosi, mettono al mondo figli invalidi e deboli, e poi li affidano pure a una persona estranea, come se il latte proveniente dall’amorevole seno materno, rispetto al latte di una serva che lo fa solo per interesse, sia lo stesso! O uomini, o donne! Quanto siete di vista corta, quanto siete ciechi, poiché non sapete per niente quello che fate, né come i vostri errori continueranno ad agire pure sui figli e sui figli dei figli!

31. Anch’Io ho rivestito e ordinato saggiamente tutti gli organismi in una bella forma esteriore, affinché questa forma fosse l’espressione dell’interiore spirituale! Ma voi che vi siete rivestiti con tutti i possibili ornamenti, anche voi volete abbellire il vostro esteriore con dei vestiti eleganti; tuttavia non permettete che siano uguali all’interiore, bensì per coprire la povertà interiore.

32. Proprio a causa dei mezzi voi dimenticate lo scopo, sprecate tempo, denaro e perfino il vostro capitale animico in cose che sono non soltanto periture (infatti, la vostra moda è più che peritura), ma sono anche indegne per un essere spirituale.

33. Così volete agire sul sesso maschile, ma per lo più non sulla sua individualità spirituale, bensì solo per accrescere le sue voglie sensuali, dove in seguito, spinto dalle stesse per raggiungere un certo scopo, l’uomo fa spesso cose che hanno grosse conseguenze, e quasi sempre peggiori di quanto vi eravate immaginate con la vostra acconciatura e di quanto l’uomo aveva progettato.

34. Voi donne in generale vi siete allontanate già da tempo da quelle vie tramite le quali potreste operare spiritualmente sugli spiriti; per questo le così differenti unioni matrimoniali mal riuscite. Perciò queste grandi delusioni, disgrazie in famiglie e al focolare domestico!

35. A tutto questo appartiene anche la vostra attuale smania di fare e di occuparvi di tutto ciò che finora era riservato solo agli uomini. Voi imitate tutte le loro cattive abitudini, tutte le occupazioni maschili, dove tali occupazioni sono già molto dannose per gli uomini ma ancora di più per voi, perché voi, come portatrici di una generazione futura, siete sottoposte a grandi responsabilità. Così la razza umana va incontro alla sua rovina, l’età della vita viene abbreviata, le malattie si moltiplicano, e la miseria cresce ovviamente sempre di più, poiché la miseria si trova dentro e fuori di casa!

36. Adesso, mentre faccio scrivere questo per voi, a voi è rivolto il grido ammonitore: “Cambiate vita! Cercate di nuovo la vostra sfera d’azione assegnatavi dalla natura! Diventate i sostegni dei vostri uomini! Governate nella cerchia domestica con mansuetudine e amore! Lasciate agli uomini ciò che appartiene alla loro professione! Diventate madri, come lo dovete essere, e spiritualizzate la vostra parte esteriore attraverso una spirituale, interiore, superiore vita animica!

37. Voi calcolate falsamente, se volete ingannare l’uomo con fronzoli e orpelli; l’uomo, ingannato, deluso, vi abbandonerà, e voi rimarrete nella vostra cameretta rimpiangendo tutto! Voi vi adirate sull’infedeltà degli uomini e sulla loro falsità, e dovreste veramente piangere sulla vostra stessa cecità, perché attraverso questa volevate troppo dominare, e avete del tutto non curato lo scopo della vera nobiltà dell’anima!

38. Vi è stato concesso da Me un grande potere sull’anima maschile; usatelo (amorevolmente), ma non fatene un cattivo uso!

39. Su di voi avete una grande responsabilità, e la punizione vi seguirà al passo, così come tutto si punisce da sé quando si pecca contro le Mie Leggi.

40. È tempo per il cambiamento! Infatti, milioni di voi hanno già da tempo deposto da sé tutto il femminile, senza tuttavia poter diventare ‘esseri umani’, così sono diventate per Me esseri da deretano, esseri che non appartengono a nessuna classe, non potendo adempiere né nell’uno, né nell’altro il loro scopo, e quando un giorno verranno nel Mio regno, che cosa dovrò far con loro?

41. Perciò adoperatevi per diventare ciò per cui vi ho create. Avete abbastanza da fare nella vostra vita di prova qui sulla Terra per adempiere il vostro dovere come donna. Non avete bisogno di altre faccende, e magari aggiungere vizi e difetti del sesso maschile ai vostri stessi!

42. È difficile essere ‘uomini’ secondo il Mio intento, è difficile anche essere ‘donna’ secondo il Mio intento! Quanto poco la bellezza della donna provoca tratti seri (duri), altrettanto poco vi si addice andare oltre la mansuetudine e l’amorevolezza!

44. Voi siete, come ho detto all’inizio, il simbolo dell’amore; dai vostri occhi può splendere solo amore nell’entusiasmo supremo!

45. Rendete felici, con questo raggio divino, coloro che vi vengono vicino! Addolcite con questo amore la vita di coloro che sono uniti a voi, e intesserete una bella ghirlanda di buone azioni nella vostra vita, vita che vi porterà felicità e pace domestica! Cercate la felicità nella cerchia più stretta, nella semplicità, nella mansuetudine, nel perdono e nell’amore!

46. Lasciate agli uomini la sapienza e l’intelletto! Essi ne hanno bisogno nel trambusto della vita, nella grande vita esteriore, affinché poi, la felicità domestica che voi siete capaci di preparare al duramente provato, come risarcimento del sofferto, lo rinvigorisca nuovamente ancora per nuove lotte.

47. Così adempirete il vostro scopo come lo volevo Io, e sfuggirete i molti inganni e amare sofferenze, e un giorno giungerete nell’aldilà anche con la consapevolezza di aver fatto il vostro (dovere), per voi e per coloro che vi erano stati affidati!

48. In questo modo dovete operare e tessere le rose nella vita umana, affinché le spine siano meno percettibili; allora sarete fedeli compagne e mansuete accompagnatrici qui e un giorno nell’aldilà, e solo in questo modo comprenderete che l’amore può sussistere altrettanto poco da solo come non può sussistere da sola la sapienza, ma l’uno completando l’altra può e deve costituire un insieme proprio come è, era e sarà, fondato in Me e nella Mia stessa natura, e anche in ogni Creazione nella forma esteriore e disposizione interiore!

49. Fin dal principio della Creazione la vostra missione fu una missione pacificante. Non andate oltre a questa sfera d’azione, e voi che siete già andate ben oltre di questa, cambiate vita! Infatti, punite solo voi stesse. Non Io, bensì le vostre stesse azioni, le vostre stesse false idee delmondo’, ‘l’emancipazione delle donne’, ecc. vi imprimeranno la corona di spine, corona che poi potrete allontanare di nuovo solo voi stesse attraverso lunghe sofferenze e amare esperienze!

50. Ricordatevi sempre che in una bella forma doveva dimorare anche un’anima bella, e che un’anima bella è capace anche di formare una bella forma.

51. Cercate di rimanere vere, senza voler apparire ciò che non siete, perché prima o poi la verità viene a galla e sarete voi le ingannate, e poi dovrete anche, “dover pagare da sole lo scotto”.

52. Così questa parola deve avere un duplice scopo: per primo, rendere attenti gli smarriti e richiamarli, e per secondo, fortificare coloro che sono già su una via migliore e perseverali sulla stessa, affinché, memori di questa parola, siano degni del Mio Amore e della Mia Grazia e riescano a rimanere al riparo da molti inganni, poiché solo presso di Me e con Me si può ottenere una pace duratura, che però non si trova nella vita esteriore, bensì solo nel più interiore del cuore, e precisamente solo attraverso la consapevolezza di aver compiuto il proprio dovere! Questo per oggi, con la Mia benedizione. – Amen!

 

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Cap. 24

La religione del futuro: l’amore!

[ I ]

(in particolare per gli spiritisti)

31 maggio 1874

1. Adesso, dopo che dappertutto il vento spirituale che già da lungo tempo passa attraverso tutti i cuori comincia a farsi sentire sempre di più, e l’inconscio cercare e bramare qualcosa che la maggior parte non poteva rappresentarsi chiaramente ha bisogno di una forma più chiara, allora ti voglio mostrare con alcune parole il giusto punto di partenza, e iniziare a capire da dove proviene e dove va quest’impulso, come può essere guidato per vie adeguate e che cosa spetta più di tutto al singolo che ne è interessato; infatti, ancora pochi comprendono la loro missione su questa Terra, né sono in grado di decifrare che cosa veramente si è prefissato per scopo quest’impulso interiore verso qualcosa di più alto e più profondo.

2. Ora guarda, figlio Mio, già da anni Mi servo di te per spiegare il mondo visibile come lo avete davanti agli occhi; molte spiegazioni sono giunte così a più di un’anima alla ricerca attraverso la tua penna. Vi ho scoperchiato il velo dei misteri della Creazione, così come anche il tuo predecessore in questa chiamata vi ha lasciato parecchie cose[28]. Vi ho resi attenti sull’importanza di tante cose che ai vostri occhi sembravano insignificanti.

3. Tutto questo è avvenuto affinché per ciascuno, secondo le sue necessità e la sua individualità, fosse disponibile un nutrimento, ossia il “Pane dai Cieli” che egli deve scegliere e poi gustare, per imparare a riconoscere finalmente se stesso, riconoscere il mondo e, attraverso entrambi, conoscere Me e imparare ad amarMi.

4. Adesso, nel periodo in cui vivete, accanto alle Mie Comunicazioni si uniscono ancora anche le Rivelazioni del Mio mondo degli spiriti che Io concedo, affinché sia risvegliato qualche dormiente e sia stimolato alla riflessione su certe cose che prima non si sarebbe sognato.

5. Tutto questo ha il suo grande scopo e può e deve condurre l’umanità alla meta finale, umanità che si è allontanata dalla vera e propria via spirituale e sembra diventare del tutto materiale, per ricondurla alla medesima via sulla quale Io l’avevo indirizzata quasi duemila anni fa.

6. A quel tempo il Mio insegnamento era un insegnamento nuovo, fondato sul già esistente, spiegando lo stesso e riconducendolo alla giusta comprensione del mondo spirituale; mentre adesso, in cui l’intero mondo sta vicino all’abisso del più inaudito egoismo, lo stesso insegnamento deve ricomparire rinnovato solo attraverso altri mezzi e su altre vie!

7. Il primo è stato storpiato e abusato per sensuali interessi umani; nemmeno l’attuale nuovo passerà del tutto indisturbato, poiché tutto il nuovo dovrà riportare la vittoria combattendo per la sua stessa autenticità!

8. Solamente, affinché a quest’ultimo non gli capiti come al primo, ti voglio indicare chiaramente attraverso questa parola, con grandi segni e poche parole, la base e la direzione generale. E così ascolta figlio Mio.

9. Dopo che attraverso dei mezzi ordinari l’umanità adesso non può essere salvata dalla sua rovina, allora Io ho concesso ciò che non era possibile all’uomo, cosicché deve compierlo il Mio mondo dello spirito.

10 Così sorse questo attuale, ampiamente diffuso,spiritismo’, come lo chiamate voi.

11. Per mezzo di tali comunicazioni gli uomini smarriti dovevano qui e là essere resi attenti che nell’altro mondo le cose non stanno proprio così rosee come alcuni se le sono immaginate. Da vi sono state date rivelazioni che sarebbero ben bastate per portare gli uomini su vie migliori, solo che l’indicarvi: “Non andate su quella via intrapresa adesso!” non bastò, e lì ‘lo spiritismo’ fece presumere un’altra via, sebbene solo con dei contorni indefiniti. Tuttavia non descrisse precisamente la stessa, perciò la maggior parte degli uomini rimase ciò che era, dilettandosi nelle manifestazioni e nei fenomeni fisici, rimanendo però gli stessi come prima, senza pensare di mettere in pratica il visto, udito o letto, anche nella loro stessa persona o nella vita pratica al di fuori delle loro riunioni!

12. Così, in questa forma d’intrattenimento, le società spiritiche e i loro seguaci si moltiplicarono, dove molti, altrettanto come gli spiriti, pensavano solo al divertimento senza vedervi nessun motivo più profondo del perché proprio adesso nel vostro secolo vengono concessi tali fenomeni.

13. Tutto nel mondo ha la sua causa e il suo effetto. Io non ho creato nulla senza scopo; infatti il più piccolo atomo nel grande Spazio etereo ha la sua destinazione, altrettanto tutti gli avvenimenti, i quali devono contribuire allo sviluppo spirituale dell’uomo.

14. Poiché adesso, come una catena, tutto deve contribuire alla crescita dell’insieme, e anche già parecchi di questi spiritisti sentono in sé l’impulso di fondare una specie di religione o una riconduzione alla Mia religione un giorno fondata e pagata con grandi sacrifici, allora è tempo di indicare la giusta via anche a questi uomini nel loro fervore, affinché non il fanatismo abbagli i loro occhi, bensì che si rendano chiaramente consapevoli di cosa aspettarsi dagli spiriti e che cosa e per quale motivo possono raggiungere un certo superiore scopo religioso.

 

15. Vedi, figlio Mio, a te e a tutti voglio menzionare un solo esempio, affinché comprendiate da queste poche parole che cosa vi voglio veramente dire con questa parola odierna:

16. Un uomo desideroso d’imparare, che siede nell’aula universitaria di un famoso professore, non è detto che diventi dotto perché siede nei banchi di quest’aula, ma lo sarà solo se approfitterà delle conoscenze dell’erudito maestro, e se in primo luogo avrà già portato con sé le conoscenze preliminari che sono strettamente necessarie, e se poi seguirà con attenzione le conferenze e, a casa, continuerà a studiare, e farà diventare l’ascoltato per il suo stesso io.

17. Questo esempio, riferito solo alla vostra precedente domanda, non significa altro che questo: voi comprenderete Me, il Mio mondo degli spiriti e il vostro io spirituale, solamente quando, come l’ho già espresso in un precedente dettato, comprenderete la più vicina materia che vi circonda e imparerete a comprenderla, e poi potrete applicare sull’invisibile, sullo spirituale, le  conclusioni apprese.

18. Se voi tutti aveste studiato la matematica nel senso spirituale, allora vi sarebbe stato molto più facile usare il primo teorema di ogni problema matematico, di “dedurre dal noto, l’ignoto”, ma pochi di voi sono abituati a pensare logicamente, a dedurre coerentemente, e così a molti deve essere detto qualcosa spesso più di una volta e ancora sotto differenti forme, finché finalmente sia una buona volta afferrato. Il mondo che intanto vi circonda, vi predica in molte forme sempre le medesime parole: “Dio è Amore!”, ma voi non comprendete che cosa sia Dio, e non sapete ciò che significa ‘Amore’. E così questo grido ammonitore dell’Amore è un grido senza effetto.

19. Gli spiriti dell’aldilà vi dicono la stessa cosa, ma voi non lo afferrate come l’intendono loro. Voi non siete spiriti, siete ancora rivestititi dell’involucro terreno e sentite forse amore sensuale mondano, ma quello puramente spirituale, come viene sentito e praticato nel Mio regno, non lo conoscete! E nonostante ciò, finché non comprenderete e non percepirete questo Amore, non vi sarà comprensibile nemmeno il grido del mondo materiale; infatti, solo chi ha sentito una volta questo Amore della più alta delizia, sia anche per un solo attimo, solo costui potrà percepire il perché fu creato il mondo, Chi lo ha creato, e perché ha messo nel cuore dell’uomo una facoltà per sentire questo grande, spirituale, sublime Amore che va molto oltre tutto l’umano!

20. Finché gli uomini non avranno raggiunto questo, saranno al massimo costretti, ma non volontariamente, a riconoscere e adempiere per amore per Me e per il loro stesso io, le grandi Leggi della vita verso di Me e verso il loro prossimo e verso tutto il mondo animale a loro subordinato.

21. Perciò, in una premessa del dettato odierno, vi ho detto: “Cominciate prima con voi stessi!”. Voi che volete agire sul resto dell’umanità con nuovi dogmi, nuovi teoremi e nuova religione, diventate dapprima voi stessi ‘veri uomini’; solo allora sarete in grado di formare anche altri fino a questo.

22. Ancora non è venuto nessuno spirito a voi che, spiegando, vi abbia aperto gli occhi, affinché poteste osservare spiritualmente il mondo e l’intero Universo. E sapete perché? Perché questi spiriti che finora si aggirano sulla vostra Terra, per lo più sanno solo ciò che hanno appreso quando erano vivi, e perciò, spesso, sanno molto meno di ciò che sapete voi stessi.

23. Diventate dapprima uomini spiritualmente nobili, e attirerete altri spiriti più grandi, i quali vi potranno facilitare uno sguardo già nel grande regno degli spiriti; ma gli occhi spirituali dovete portarli voi stessi, non basta sedere ancora a lungo sul banco di una classe!

24. Perciò fatevi coraggio, figli Miei! Se volete raggiungere una buona destinazione finale con la vostra aspirazione spiritistica, cominciate a intendere la Mia voce nel vostro cuore, quando la stessa vi parlerà consigliando, ammonendo o consolando, e allora attirerete spiriti più nobili, come voi. Altrettanto troverete uomini che cercano, ai quali potrete poi somministrare del puro pane celeste, ma, ben inteso, per dare qualcosa si deve dapprima possederlo!

25. I vostri ‘medium’ che scrivono, che fanno musica e disegnano, invece, non ve lo potranno mai offrire, poiché loro stessi sono affamati di cibo spirituale e non sanno dove lo si può trovare, se Io non porgo la mano per aiutarli.

26. Quindi la prima condizione basilare di ogni progredito spiritualmente è che l’uomo riconosca se stesso e il mondo che lo circonda, affinché tutto ciò che ha scoperto e trovato la vostra scienza, osservandolo con occhi spirituali, lo riconduca solo a Me; infatti, Io sono ed ero Colui che ha creato tutto, che ha illuminato gli uomini, che ha lasciato giungere a loro, in notti solitarie passate vegliando, dei raggi dal Mio mondo degli spiriti, per aiutare così l’umanità non solo per il benessere materiale, ma anche per godimenti spirituali.

27. Imparate dall’ultimo animaletto infusorio, come dalla più lontana nebulosa che i vostri strumenti non possono più scomporre in stelle, che un Dio, un grande Dio, vive, il Quale ha creato tutto questo ed ha insufflato in voi stessi il primo respiro. Imparate da ogni cosa, dalla serie di gradini, come tutto sale lottando in alto verso il perfezionamento. Imparate dal visibile e dall’invisibile intorno a voi, come proprio voi, quali cittadini, state tra due mondi come anello di congiunzione, dove cessa l’istinto naturale e prende il suo inizio il libero essere spirituale. Imparate dalla vostra chimica, che nulla si lascia distruggere. Imparate da questi vani tentativi di distruggere il materiale, che l’immateriale è altrettanto poco distruttibile. Imparate da tutto questo a riconoscere il vostro Dio, il Quale è potente, sublime ed eterno! Imparate inoltre dall’Atto della ‘Mia incarnazione’, afferrabile solo da pochi, che proprio questo Dio non è un Dio della vendetta e dell’ira, ma che è venuto proprio per iniziare per voi, esseri creati, una via tale da mostrarvi come potete avvicinarvi a questo Onnipotente, vale a dire come figli Suoi, per poterLo amare come Padre!

28. Solo l’Amore può spianare tali vie; alla Grazia esse sono tenute nascoste, perché la sua accompagnatrice è sempre la paura.

29. Il vostro modo di procrearvi vi pose nel cuore il sentimento di padre e l’amore di figli , e precisamente per questa ragione: affinché poteste comprendere e afferrare come, similmente, un essere finito possa comunque avvicinarsi a Colui che, sebbene non afferrabile come ‘Dio infinito’, ha creato tutto ciò che ha creato per Amore.

30. Se, infatti, non ci fosse questo Amore, voi tutti non potreste avvicinarvi a Me; riverenza e adorazione vi terrebbero lontani da Me, e se anche Io esclamassi subito: “Venite qua tutti, voi che siete aggravati e stanchi!”, voi non osereste venire.

31. Così invece vi è aperta la via che porta al Mio Cuore. – Io vi sono vicino come Padre, accessibile a voi, e vi voglio vedere intorno a Me solo come figli! Io voglio deliziare Me stesso, quando vedo come i Miei figli riconoscono il Padre loro nelle meraviglie del Mio mondo e imparano a comprenderLo e ad amarLo sempre più.

32. Finché non intraprenderete questa via, la vostra fatica sarà vana, poiché solo con l’amore si conquistano i cuori, e solo per amore le leggi osservate possono portare buoni frutti.

33. Quindi la nuova religione che dovrà essere di nuovo introdotta sulla Terra, è e deve essere ‘l’amore’. Perciò predicate dappertutto l’amore! Mostrate a tutti che l’amore è la base primordiale di tutta la Creazione; che l’amore in senso spirituale continua anche oltre la tomba, anzi diventa ancora più intenso e spirituale, e vedrete che i vostri più grandi nemici ed avversari non vi potranno resistere, tanto più quando essi vedranno che voi non predicate l’amore solo agli altri, bensì che lo testimoniate ugualmente coi fatti!

34. Così sarà la religione del futuro. Gli uomini si miglioreranno, e perfino il regno animale sarà disposto più pacificamente verso di voi, quando vi presumerà certamente come signori di questa Terra, ma solo come amanti, e non come divoratori ingordi di animali!

35. O figli Miei, ci fu un tempo in cui su questa Terra regnava amore, quando la tigre e il leone si stringevano affettuosamente all’uomo; solo che questo tempo fu breve. Le passioni umane offuscarono l’animo, e anche lo sguardo spirituale dell’uomo si offuscò e perse la sua forza spirituale. Il mondo animale sottoposto all’uomo, anzi perfino gli elementi, esordirono in maniera ostile contro di lui, e colui che Io avevo creato quale signore di questo piccolo globo terrestre, divenne suo servo e ancora lo è!

36 Per raggiungere di nuovo questo ‘Eden’, per raggiungere questo ‘paradiso’, la vostra vita è troppo breve; ma aprir la via, questo dovrà essere il vostro scopo, la vocazione della vostra vita!

37. Solamente, se volete raggiungerlo come ve l’ho detto Io, dovete prima cominciare con il vostro stesso io, e solo poi proseguire con il mondo materiale che vi circonda. Diventate dapprima ‘uomini’ morali, uomini spirituali; elevatevi al di sopra della cloaca della sensualità e degli interessi mondani. Siate liberi! Esclamate con Me: “Il Mio regno non è di questo mondo!”

38. Solo allora troverete dei seguaci del vostro insegnamento, insegnamento che è il Mio; solo allora vi sarà assicurato un successo e, per il dovere compiuto, vi sarà riconosciuta una ricompensa nell’altra vita con una posizione spirituale, posizione che si potrà riportare lottando solo su questa via e in così breve tempo.

39. Confidate in Me, è la Mia voce che vi parla! Non smarritevi nei labirinti delle supposizioni, pensando se è possibile che Io, il grande sublime Creatore, Mi possa e Mi voglia rivelare attraverso una creatura umana così piccola!

40. Io vi dico: in cose ancora molto più piccole vive e tesse il ‘Mio Spirito’, anche se il vostro intelletto umano non riesce ad afferrarlo subito, ma ve lo potrà dire il vostro cuore. Infatti, anche là Io sono, vivo e parlo con voi, dove è sufficiente solo che Mi vogliate dare ascolto!

41. Non appena uno spirito si presenta da un medium spiritico, voi gli concedete subito un’incondizionata fede. Prendete come vangelo tutte le sue parole e la sua firma, ma non sapete se vi ha mentito oppure no, sia con il contenuto, sia con la firma. Allora voi tutti siete così ingenui! – Invece, se vengo Io e vi rivelo ciò che nessun occhio umano ha mai visto e nessun orecchio umano ha mai udito, allora scuotete la testa, arricciate il naso e non vi vuol saltare all’occhio che ‘un Dio’, può avere altrettante relazioni direttamente con voi, perché voi siete sempre memori dei vostri concetti umani di altezza e maestà, dove si potrebbe ben abbassare ‘uno spirito’, ma mai ‘Sua Maestà’, vostro Signore e Dio, per parlare confidenzialmente con alcuni esseri terreni così insignificanti, come un padre parla a suo figlio!

42. Riflettete un po’ su questo, e dovrete presto ammettere arrossendo, quanto profondamente siete ancora fissati nei vostri concetti mondani, senza avere il potere di elevarvi al di sopra di questi gretti ranghi, ranghi fatti solo dagli uomini, e precisamente da uomini avidi di dominio che non hanno conosciuto altro amore che il loro stesso io, e perciò sono stati e sono ancora i più grandi egoisti.

43. Perciò prendete queste parole come stella polare!

44. Ognuno che vuol operare qualcosa nel Mio nome e per il Mio insegnamento, metta dapprima mano nel proprio cuore, se è capace per questo o se è anche degno di essere un maestro!

45. Infatti, di maestri che parlano diversamente e agiscono diversamente ce ne sono a sufficienza, ma osservateli tutti: quanto lontano giunge la loro sfera d’azione? Sono sempre gli stessi! E coloro che li ascoltano, restano altrettanto gli stessi!

46. Di miglioramento, quindi, nessun discorso! – Ma come può il frutto essere anche utile a qualcosa, se l’albero è già tarlato?

47. Perciò spazzate prima davanti alla vostra porta, poi rimproverate gli errori agli altri, ma certamente con amore! – Sia questa la vostra massima: “Severo verso me stesso e indulgente verso gli altri!”. [Matteo 7,3-5][29]

48. Così è possibile un vantaggioso risultato che porterà certamente i suoi frutti; ma tutti gli altri mezzi – ve lo dico ancora una volta – sono vani! Tutti gli altri discorsi, paglia vuota trebbiata, e ogni tempo è sprecato inutilmente!

49. Volete forse insegnar filosofia ai bambini prima ancora che possano leggere? – Certamente no! – Ebbene, allora insegnate al vostro prossimo dapprima le lettere iniziali della Mia grande natura, affinché essi imparino un po’ alla volta a sillabare le singole parole del Mio Io, del Mio mondo visibile e invisibile, le quali dicono:

“Dio è Amore!”

e l’intero Universo ne è l’espressione; per primo di una divina Potenza, e per secondo di un divino Amore che mai si esaurisce, dal quale Io vi ho creato e per mezzo del quale vi voglio educare e portarvi di nuovo più vicini a Me! – Amen!

 

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Cap. 25

La religione del futuro

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