RIVELAZIONI DI DIO

 

Gottfried Mayerhofer

1807 – 1877

 

Comunicazioni ricevute attraverso la Parola interiore

sul tema della salute fra il 1870 e il  1877

 

Cenni di vita

 

 

Estratto n. 39  dalla raccolta Lebensgarten di nuovi scritti teosofici editi nel 1894

dalla “Casa Editrice della Nuova Teosofia” del successore di Johannes Busch

 

Titolo originale: “LEBENSWINKE

Copyright © by ‘Casa editrice Gesù La Nuova Rivelazione’

ISBN             978-88-98788-26-2

 

Traduzione di Ingrid Wunderlich e Antonino Izzo

Casa editrice GESÙ La Nuova Rivelazione

Via Vittorio Veneto, 167

24038 Sant’Omobono Terme (Bergamo)

E-mail:   damianofrosio@tiscali.it

Sito internet: www.jakoblorber.it

 

Questa edizione a cura di: “Amici della nuova Luce

 

Premessa

 

Sicuramente ognuno di noi ha già vissuto certe situazioni di vita in cui avrebbe voluto ricevere una parola per affrontarle, un amico cui poter chiedere consiglio o ricevere una buona parola di conforto. Se poi tale amico ha una personalità elevata, ha delle conoscenze appropriate in tutti i rami della scienza, della medicina, della politica, dei rapporti sociali, della religione, dello spirituale, della natura, ecc, allora è certo che le sue parole potranno ben essere prese in considerazione.

Gottfried Mayerhofer ebbe l’occasione di avere al suo fianco il Maestro per eccellenza, il Maestro dei maestri che ciascuno vorrebbe avere sempre accanto. Durante la sua vita, quasi 150 anni fa, i suoi molti amici, grazie anche al fatto che era riuscito a creare un piccolo gruppo di preghiera a Trieste, e quindi erano al corrente del suo rapporto con lo spirituale, chiedevano consiglio al Cielo tramite lui. Sorsero così queste utilissime risposte del Signore in cui con brevissime parole, quali ‘cenni’, vengono prese in considerazione molte situazioni di vita che donano a tutti noi una tale pienezza di Luce e di conforto provenienti dal Cuore di Colui che, quale eterno Amore e Verità stessa, Lo possiamo  considerare l’Amico più caro, acquisendo così, con i Suoi consigli, la forza necessaria per affrontare qualsiasi situazione.

E così possa questa pubblicazione essere d’aiuto a tutti quei lettori che si affidano alle amorevoli mani del Salvatore.

L'editore

 

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Cap. 1

Come e cosa si deve domandare?

7 gennaio 1870

1. Miei cari figli, ieri su invito del Mio servitore avete posto parecchie domande ed Io vi ho risposto. Lo scopo del Mio scritto era di introdurvi di più nel vostro cuore, di attirarvi di più a Me, e non tentarMi con vane domande di curiosità come emergono direttamente dall’animo. Nella Mia Grazia vi ho risposto, ma per impiegare le future comunicazioni di questo genere con più serietà, e affinché le vostre domande possano trovare una risposta per uno scopo spirituale istruttivo per voi e sufficientemente degne di Me, vi voglio dare qui un piccolo esempio su come si deve domandare e come Io poi risponderò. Per esempio, ancora nessuno di voi ha domandato o nutrito dubbi ‘se la religione cristiana cattolica o protestante sia quella giusta, oppure se è adeguata a Me e al Mio Insegnamento’. Oppure non è ancora venuto in mente a nessuno di domandare, quando vi detto, ‘quale processo si svolge veramente nel cuore dello scrivano’. Oppure, non avete mai desiderato sapere ‘il perché in questo mondo le belle ore spirituali e le percezioni possono difficilmente essere conservate costantemente’. Oppure, non vi darebbe gioia sapere: “Quanto la Mia Grazia fluisce in voi? Che cosa essa opera generalmente nei vostri cuori? E che cosa dovrebbe operare?”. E molto altro.

2. Osservate la natura. Non vi è mai venuto in mente, visto che a tutto ciò che è stato creato vi è alla base una spirituale immagine primordiale, ‘qual è il senso spirituale di un uccellino che svolazza allegramente nell’aria? Qual è il suo cinguettio? Qual è il suo canto, nell’uno o nell’altro? Quale il suo volo e il suo piumaggio? Come si comportano i tre regni animali l’uno verso l’altro? Come i metalli? Come la solida roccia e le pietre preziose? Come le specie di aria e di gas, il loro rapporto spirituale e affinità spirituali?’

3. Durante le vostre passeggiate guardate del tutto sbadatamente qualche animale; il verme striscia davanti a voi nella polvere, l’insetto corre per sfuggire al pericolo di essere calpestato dai vostri piedi; l’uccello fugge timido dal cespuglio o dalla macchia, ovunque si manifesta la stessa cosa ma in maniera differente: qui vedete volare davanti ai vostri occhi una farfalla adornata con tutti i colori, là fischietta con indosso una semplice veste l’usignolo col suo canto solitario. Qui lavora diligentemente la formica usando l’estate per non morir di fame nell’inverno, il bruco avvolto tra il fogliame fila inconsciamente la sua casa, dove esso come bozzolo, andando incontro a una nuova trasformazione, aspetta il suo perfezionamento, ecc.

4. Migliaia di domande differenti assalirebbero il solitario osservatore della Mia natura, dove vorrebbe avere il chiarimento ovunque, e quando si rivolgerà a Me, anche lo avrà. E voi, figli Miei, siete così imbarazzati e non trovate domande migliori, più belle e più nobili che solo quelle che sono sorte dalla vostra vita ordinaria e le ore poco prima vissute! Vedete, quanto siete indietro nell’afferrare e comprendere la Mia parola e il Mio insegnamento!

5. Ancora non avete capito che, non solo nella Mia parola, ma in ogni cosa creata, da qualsiasi regno essa sia, vi sono celati una quantità di significati spirituali. Non avete nemmeno capito – quando in solitarie passeggiate, nei magnifici giorni di primavera o d’estate, camminate tra alberi e prati verdi ricchi di fiori e fate passar la calda aria di primavera attraverso i polmoni, gonfiando il vostro petto – che siete costretti a respirare profondamente, il che è un tratto spirituale dell’amore che soffia attraverso la Mia natura, che vi afferra potentemente e vi costringe a sottomettervi a questi influssi.

6. Quanti pensieri e domande che si riferiscono a Me e alla Mia natura, al Mio Amore e alla Mia Grazia dovrebbero assalirvi, e quanto spesso c’è silenzio nel vostro cuore sentendo i cori armoniosi di ringraziamento e d’amore da migliaia di gole che Mi osannano tutte, ognuna a modo suo. Voi andate in giro tra queste meraviglie e invece di prestare a tutto questo il vostro orecchio spirituale, vi occupate di cose quotidiane, spesso solo fin troppo mondane.

7. Se aveste il cuore colmo d’amore, colmo di gratitudine verso di Me, non andreste in giro così insensibili tra le Mie meraviglie! Se un raggio di Sole che attraversa al volo molti milioni di miglia con la velocità del fulmine, colpisce il vostro occhio, raggio che attraversa come un lampo il vostro corpo riscaldandolo, un tale unico raggio vi dovrebbe rapire alla suprema e più grande preghiera di ringraziamento, se poteste riconoscere in esso un raggio del Mio Amore. Invece alla maggior parte degli uomini, particolarmente in estate, anziché di benefici, come il Mio grande portatore di luce e milioni degli stessi che vi dispensano continuamente, è un ospite molesto, davanti al quale si scansano timorosi e si proteggono con tutti i mezzi. Oh, quante migliaia e ancora migliaia di Luci di Grazia fluiscono giù sulla vostra Terra, le quali, spinte dal Mio Amore per servirvi e per rendere il vostro soggiorno sopportabile e piacevole, voi non le riconoscete e non le presentite proprio per niente!

8. Al di sopra di voi s’inarca un’oscura e ignota volta celeste. Non bastano cifre, per quanto grande la possa inventare la fantasia umana, per determinarne la distanza. Là orbitano mondi che il loro raggio penetra a stento fino a voi dopo parecchie migliaia di anni; e nonostante ciò ogni raggio da lì porta a voi e ai vostri animali e prodotti e metalli e pietre, qualcosa da quei lontani mondi, senza la quale l’una o l’altra cosa sulla vostra Terra non potrebbe sussistere, anzi forse nemmeno voi stessi!

9. Nella notte di uno scintillante firmamento stellato, tutta la Mia Creazione guarda giù a voi con milioni di occhi; essa vi manda milioni di benefici, vi dimostra con ciò l’eterno legame che unisce lei con voi e voi con lei, mentre qui, stanco del lavoro del giorno, ciascuno cerca con cura il suo giaciglio, per vivere lì frammezzo nel comune mondo spiritualmente il proprio, inviando questi Miei grandi portatori della Mia parola d’Amore e delle Mie opere d’Amore, giù saluti di Luce, i quali operano per voi nel silenzio, affinché il giorno dopo possiate di nuovo gioire della vita, voi e tutte le altre creature!

10. Essi vi mostrano, attraverso il loro scintillio raggiante, la purezza di una Luce non contaminata da impulsi terreni, vi mostrano la vostra unica grande Patria, dove potrete operare come spiriti e figli Miei nella magnifica sfera con i Miei grandi spiriti, per guidare tutti gli esseri da Me creati ad un’eterna meta che mai svanirà, e dove tutto ciò che vi ho detto qui adesso, starà davanti ai vostri occhi nella sua grandezza, maestosità e illimitata Luce d’Amore; dove milioni di anni non basterebbero per domandare e rispondere!

11. Qui voi state muti e vi tormentate per tirar fuori domande tratte da avvenimenti della vita quotidiana, e su questi interrogate Me, il Creatore, mentre qui sta aperto un libro con puri geroglifici per il non amante, e un Libro con puri segni raggianti d’amore, grazia e sapienza per colui che comprende il linguaggio del Mio Amore anche nella natura! E voi in mezzo a queste meraviglie, non avete da porre domande migliori che quelle presentate a Me ieri?

12. Mettete la mano sul vostro petto, guardate negli spazi infiniti, dove ovunque vi faccio cenno Io e nuovamente solo Io. Figli Miei, chiedete ciò di cui ha sete il vostro spirito, domandate della prima esistenza del primo essere che fu creato da Me eoni di anni fa, oppure domandate del piccolissimo vermicello che forse inconsapevolmente avete schiacciato sotto i vostri piedi e all’improvviso avete fatto scomparire dalla vista. Domandate qual era il primo essere che ha balbettato il suo primo canto di ringraziamento a Me! Oppure domandate del piccolissimo animaletto infusore che necessita di anni per percorrere in lungo e in largo un pollice di lunghezza, e ovunque Io vi risponderò, e tutte le risposte andranno a finire là che – ciò che avete accolto spiritualmente in parole dal Mio insegnamento, ciò che voglio formare da voi e ciò che sono già i Miei grandi spiriti che, giubilando, vanno incontro al perfezionamento, – che tutto questo, per quanto sembri grande e sconfinato, e quanti scritti e stampati ne sono già stati riempiti e ancora saranno riempiti, vi dice solo la stessa cosa che giace nascosta nel più piccolo verme, e questa è: che esiste solo un Pensiero di base per tutto ciò che è creato, e che questo Pensiero di base, anche se nella realtà sembra essere differente, non è comunque nessun altro che solo l’Amore tutto abbracciante di un Padre per i Suoi figli! Colui che vuol vedere tutto felice, e alla fine, dopo che ognuno ha percorso la sua via a lui tracciata, accoglie spiritualmente nobilitato tutti nel Suo regno celeste, dove l’intera Creazione materiale si ripete in immagini spirituali, stupende e maestose, con la sola differenza che – come nel mondo materiale le forme dei Miei pensieri – così nei Cieli le forme spirituali rispondenti costituiranno il Mio Regno spirituale nei tipi primordiali, dove poi per tutto il perituro suonerà l’ultimo minuto, e per questo comincerà il primo minuto di un’esistenza di eterna delizia!

13. Comprendete adesso, figli Miei, quale immensa, grande idea che va oltre i vostri concetti, sta alla base di tutto il creato e di tutto l’esistente!

14. Riconoscete la vostra superiorità quali esseri creati simili a Me, ai quali ancora è posta in vista l’adozione davanti a milioni di altri esseri creati!

15. Comprendete adesso che cosa dovete domandare e dove stanno pure sigillate per voi milioni di risposte!

16. Quindi riflettete su tutto ciò che vi ho dato oggi, e quando vi farò di nuovo domandare attraverso il Mio servitore, allora immergetevi nel vostro sentimento, ricercate nell’inesauribile sorgente dell’amore del vostro spirito, e non vi mancheranno le domande che vi sveleranno qualche lato della Mia Creazione, sia spiritualmente che materialmente, e oltre all’immagine della forma materiale vi si mostrerà quella spirituale, e accanto a questa anche il Donatore della stessa, sempre nella Luce più stupenda!

17. Chiesto in questo modo, e così risposto da Me, si aprirà dinanzi a voi l’immenso Cielo della Mia Creazione; allora riconoscerete bene con uno sguardo l’uno o l’altro essere, riconoscerete quanti tesori nasconde il mondo e quanto ricco diventerà il vostro sentimento e il vostro cuore, quando imparerete a comprendere e capire gli stessi nella Mia mano paterna!

18. Così voglio avere i Miei figli! Il cuore spalancato, lasciando libero corso a tutti i divini, spirituali influssi. Tali ore vi eleveranno al di sopra del fango della Terra, lo scuoterà via, e vi eleveranno con le ali dello spirito nel Mio Regno, dove potrete imparare a leggere la verità invece di rispondenze e immagini velate, i Miei pensieri primari, e poi potrete amare e comprendere sempre di più Colui che vorrebbe attirarvi al Suo Cuore con tanti mezzi di forza e persuasione! – Amen!

 

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Cap. 2

Una Parola di Luce e di conforto per la vita

(l’impossibilità di vivere spiritualmente in un corpo di carne)

3 marzo 1870

1. Mio caro figlio, in due parole rivolte a Me tu hai espresso la tua gratitudine per le grazie ricevute e i tuoi dubbi sulla conduzione che ti ho concesso.

2. Da un lato ringrazi per quanto hai ricevuto, sia per te che per il tuo amico, e d’altra parte vedi con spavento che, con tutto il ricevuto da Me e con tutto il fervore con il quale lo vuoi esercitare praticamente nella tua vita, ti manca tuttavia ancora tanto, e anche se oggi credi di aver fatto ordine, domani scoprirai di nuovo una quantità di cose impure davanti alla soglia del tuo cuore.

3. Per procurarti in quest’ultimo punto un po’ più di quiete spirituale, devo approfondire con te ulteriori dettagli riguardo alla Mia Creazione, al Mio Io e alla tua missione come uomo, affinché impari a comprendere chiaramente come si può veramente rendere conciliabili le Mie parole e il Mio insegnamento con il mondo e con l’organizzazione fisica del vostro corpo, e non s’inciampi in contraddizioni oppure si venga in costante conflitto con la vostra coscienza.

4. Ebbene vedi, figlio Mio, con tutto ciò che vi ho detto e spiegato finora sulla Mia Creazione, con tutto ciò che vi ho annunciato sul Mio stesso Io spirituale, e con tutto ciò che sapete finora sul vostro stesso corpo, con tutte le caratteristiche di base, principi di vita e Leggi fondamentali di un mondo spirituale e materiale, avrete visto che, se voi e anche tu, figlio Mio, tendete ancora così ferventi al perfezionamento, non raggiungerete lo stesso così facilmente, non potrete raggiungerlo tanto comodamente, anzi, perfino le premesse più sacre non saranno di lunga durata, e la Parola che Io dissi un giorno ai Miei apostoli, aveva il suo buon fondamento, quando feci notar loro:

E quando avrete fatto tutto ciò che sta nelle vostre forze,

allora solamente confessate che siete stati pigri servitori!”

Vedi, figlio Mio, tu leggi questa Parola in tutta la Creazione, questa Parola ti mostra la Mia grandezza come Spirito e la tua via fino a Me, questa Parola ti mostra la seconda grande legge della natura, il perfezionamento in tutta la sua grande portata.

5. Nella Creazione tu vedi l’insaziabilità nel salire da un grado di perfezionamento all’altro, l’eterno procedere per la necessaria esistenza del tutto; puoi scorgerlo nel tuo stesso io: è un eterno impulso verso l’alto! Vedi, lo riconosci attraverso il suo contrasto: il retrocedere. Come fai a riconoscere nella vasta Creazione il secondo gradino? Lo riconosci attraverso la distruzione dell’esistente sul primo gradino. – E come riconosci la luce? Solo attraverso l’ombra. – E come il calore? Solo con la sua mancanza, il freddo! – E come il bene? Solo attraverso l’esistenza del male.

6. Ma cos’è veramente tutto questo? – Guarda, i contrasti delle cattive caratteristiche procedono solo dall’abuso, oppure dall’agire contrario al Bene!

Io non ho creato nulla di cattivo, e nulla nel mondo

 opera malignamente, finché viene utilizzato nel posto giusto,

al tempo giusto e con misura e meta.

7. Se l’uomo impiega il mezzo in sé e per sé più innocente in modo sbagliato, allora gli procura del danno, per quanto possa anche essere utile col saggio impiego.

8. Da tutto questo, Mio caro figlio, vedi dunque i tuoi lamenti sulla scoperta di nuove cattive caratteristiche nel tuo cuore provenienti solo dal fatto che dimentichi dove vivi, dimentichi che hai un corpo che pretende anche i suoi diritti, e alla fine ti costringe perfino a cedergli, se più tardi vuoi essere padrone in casa tua.

9. Poiché vedi, vivere del tutto per lo spirituale ed avere un corpo di carne come rivestimento, è impossibile.

10. Devi pensare che Io ho creato voi uomini volutamente con un tale corpo, per tenervi svegli proprio nella lotta con esso, per darvi un costante avversario come accompagnatore sulla via della vostra vita terrena, affinché vi fortifichiate spiritualmente per conquistare il dominio sul vostro corpo e abbassare le sue pretese e le sue necessità ad una giusta misura. Ma volerlo mettere del tutto da parte, oppure considerarlo per minimo per schiavizzarlo con ferrea severità, questo si vendica su voi stessi! – Perciò: “Date all’imperatore (ossia al mondo, alla carne) ciò che è dell’imperatore, e a Dio ciò che è di Dio!”[1]. Questo vuol dire quanto:

Concedi al tuo corpo i diritti che Io gli ho dato!

 Non calpestare le Mie Leggi con i piedi, poiché se vi volevo

come spiriti, non vi avrei dato un corpo!

11. Ciò che il corpo ti procura nelle difficoltà, proprio la stessa cosa ti mette contro anche il mondo. Lo stesso processo si ripete nel grande, come nel tuo organismo nel piccolo. Qui hai il costante avversario che ti vuole ostacolare in ogni slancio verso l’Alto, e là lo fa lo stesso l’influsso del mondo. Quanto meno puoi esonerarti dalla relazione con il mondo (e anche non devi) altrettanto meno puoi privarti dall’influsso della tua natura terrena; devi lottare e combattere contro entrambi, poiché solo attraverso l’esercizio si rinvigorisce la forza, come i muscoli nel corpo.

12. Per esempio, immagina la condizione di essere arrivato ad un alto gradino di valore morale, dove secondo i tuoi concetti non sarebbe possibile più nessun progresso. – Allora, cosa faresti? – Oppure, se non esistesse nessuna tentazione, nessuna prova, cosa sapresti del procedere, se non conoscessi nessun retrocedere? Vedi, sarebbe un rimanere sullo stesso punto; il risultato sarebbe una noia, e tu stesso desidereresti un’attività, anzi una lotta, solo per uscire dalla tua situazione.

13. Da tutto questo vedi chiaramente che i vizi devono esistere per apprezzare giustamente le virtù, e quanto più c’è resistenza, tanto più fervore per inseguirla.

14. Se ho comunicato a te e pure ad altri del “Mio semenzaio” – come chiami la Mia piccola compagnia che sono ancora nel fiore della loro giovinezza – i Miei santi insegnamenti e il grande compito dell’uomo su questa Terra, allora Io so molto bene che per voi c’è ancora molto più da superare che per coloro che sono entrati già  molto oltre la primavera della vita, oltre l’estate, ovvero oltre l’autunno della vita terrena. Costoro veramente non hanno più molto da superare come voi, perché il tempo ancora da vivere è più breve che il vostro; solo che essi hanno in ciò ancora il compito, proprio per la brevità del tempo di vita, di mettere in atto più velocemente ciò per cui a voi è dato uno spazio di tempo più lungo.

15. Voi giovani avete (per così dire) ancora una buona veste sul vostro corpo che lo tiene caldo e lo stimola all’attività, la veste dei fratelli più anziani è invece già molto logora, qui e là ci sono già dei buchi, il vento superiore dello spirito di un’altra vita vi entra più facilmente che nella vostra mondana ben chiusa, e così devono anche affrettarsi di più per fare ciò che – sebbene inconsciamente – hanno tralasciato in gioventù.

16. Io ho volutamente scelto questi fratelli e sorelle più anziani,  affinché possano diventar prima dei conservatori e custodi del Mio insegnamento, di quanto lo potete voi, giovani figli ancora esposti a tutti gl’influssi del mondo.

17. Prendete solo un esempio dalla vita umana: un esercito battuto non esiste solo di soldati cattivi perché battuto, oppure perché doveva evitare circostanze imponenti, no! Così come i soldati dopo una sconfitta s’incoraggiano e cominciano di nuovo la battaglia, e precisamente con forza d’azione ancora maggiore, altrettanto anche tu, figlio Mio, e tutti i tuoi fratelli di gioventù, se cadete, allora rialzatevi! Riconoscete le macchie impure nel vostro cuore, eliminatele! Domani se ne mostreranno altre, e così pulendo e purificando, il vostro uomo animico diventerà sempre più levigato, sempre più splendente, come una superficie d’acciaio ben lucidata che non solo può accogliere i raggi della Luce divina dall’Alto, bensì può anche comunicare agli altri come li ha ricevuti.

18. Consolati, figlio Mio, il riconoscere le macchie nella tua anima è già il passo più grande che hai potuto fare spiritualmente, ora non ti rimane altro che modificare ciò che hai riconosciuto, adattarlo alla tua vita nel mondo, come il marinaio sul mare che non può far sparire gli scogli e il bassofondo per magia, ma deve circumnavigarli e scansarli con prudenza. Fa così anche tu, e nel quieto giudizio dell’esistente riconquisterai anche tu la propria pace! – Amen!

 

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Cap. 3

Pazienza!

17 marzo 1870

 

(risposta al proposito di una sottoscrizione tra gli appartenenti al cerchio triestino per far stampare le “Parole secondarie” – “Doni del Cielo” di Lorber).

1. Riferisci ai tuoi amici che non devono essere così impazienti; tutto ha il suo tempo, secondo il Mio eterno Ordine. Devono solo pazientare finché avrai trascritto tutto ciò che riguarda la Parola secondaria; poi Io stesso provvederò al costo per la stampa, come ho provveduto per il (grande) Vangelo di Giovanni, e provvederò ancora.

2. Questo come notizia per te e per i tuoi impazienti amici, oltre alla Mia benedizione paterna per tutti voi. – Leggete la Mia parola, e vivete attivamente in conformità!

3. Questa è l’unica cosa che vi è necessaria, il resto è secondario; ciò che dovete veramente fare lo sapete dalle singole righe dalle Mie benevoli comunicazioni, e non c’è bisogno di interi fogli per mettervi nel cuore le poche Parole: “Amate Me sopra ogni cosa, e l’un l’altro come amate voi stessi!” come le spiegano i Miei Comandamenti! – Amen!

*

4. Per quanto riguarda la tua malata, allora scrivile solo che lei deve prendere a cuore tutte le parole che le faccio giungere attraverso di te. – Senza fiducia, nessuna guarigione; senza amore, nessuna benedizione! – Amen! Questo dico Io, vostro amorevolissimo Padre. – Amen! Amen! Amen!

 

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Cap. 4

Un cenno sulla politica

18 marzo 1870

1. Scrivi al tuo caro amico che deve solo attenersi a Me, che non esiste nessuna politica, bensì tutto è solo concatenazione di circostanze come le voglio guidare Io per il meglio degli uomini. Come tu hai scritto oggi, – deve essere separato il grano dalla pula! Così deve essere scosso e mosso il setaccio. Questi scuotimenti e movimenti avvengono adesso, e se gli uomini ne rimangono insensibili, saranno ancora più vigorosi. – Amen!

2. Questo lo dice il vostro amorevolissimo Padre che vorrebbe attirare tutti voi al Suo petto, e ripetervi ancora migliaia di volte: “Venite a Me voi che siete stanchi e aggravati, affinché vi ristori e vi benedica!”. Amen! – Questo lo dice il Signore, un soccorritore di tutti gli affaticati! – Amen! Amen! Amen!

 

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Cap. 5

Un buon consiglio sul matrimonio

 

22 marzo 1870

 

(a un amico dello scrivano)

1. Tu vorresti avere alcune parole anche per il tuo amico che adesso medita pensieri di matrimonio. Ma sa egli, – veramente – anche ciò che vuole? E come potrebbe raggiungere i suoi desideri per Mia e sua soddisfazione?

2. Trovare una moglie secondo il Mio intendimento sarà un po’ difficile nel mondo, e lo è ancor di più nella città dove voi vivete.

3. Concludere un matrimonio come viene concluso nella normale vita, senza vero amore, senza timor di Dio e senza conoscenza, – dove lo scopo principale è solo ‘l’interesse’, non può essere secondo la Mia intenzione. E se il tuo amico vuole appartenere a Me, allora nemmeno lui vorrà un tale matrimonio.

4. Io so molto bene che la sua famiglia gli mette nell’anima questi pensieri di matrimonio, e poiché già una volta lo ha costretto ad allontanarsi dai suoi pensieri preferiti, allora vorrebbe adesso – per rendere completa l’infelicità – mettere a questo povero figlio, sulla via della sua vita terrena, anche l’ultima pietra di questo edificio eretto da false opinioni del mondo, per sbarrargli tutte le ulteriori vie per il bene.

5. Digli che quando sarà tempo gli verrà portata la sua sposa, dove poi, quando crederà di aver finito con il miglioramento del suo io, potrà cominciare con il miglioramento di un altro io, cosa che però non sarà così facile come con il proprio, poiché ognuno dei Miei discepoli deve percorrere, lottando e sospirando sotto il peso della croce, la via che porta al Regno dei Cieli. Deve pazientare, la croce non gli sarà risparmiata, e spesso sarà ancora oppresso e schiacciato, poiché così facile – come gli è andata fino adesso – non gli andrà più.

6. Quanto più l’uomo invecchia, tanto più serie diventano le faccende della vita, anzi, quanto più un uomo vorrebbe unirsi con Me, tanto più si moltiplicano gli ostacoli, e se il tuo amico vuol venire a Me, allora deve poter superare vittorioso tutti questi ostacoli!

7. Non deve affrettarsi, non gli rimane altro, – deve solo lasciare tutto a Me, poiché, “chi confida in Me, non ha costruito sulla sabbia”. Questo dico Io, quale primo Portatore della croce – a voi tutti, Miei volenterosi, Miei valorosi e cari seguaci! – Amen! Amen!Amen!

 

Conclusione

22 marzo 1870

8. Tu domandi se hai agito bene. Allora sappi che se Io non avessi voluto ciò che dovevi scrivere, non ti avrei dato questa mattina quanto sopra.

9. Stai calmo! Il vostro destino è nella Mia mano, ed Io solo so se è buono o cattivo; al tuo amico lì per lì non starà bene, ma – osservato e ponderato a sangue freddo – riconoscerà che il consiglio viene da Colui che sa meglio di tutti gli uomini ciò che è bene e ciò che è male per lui. – Amen!

 

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Cap. 6

Aspirate al senso filiale immergendovi del tutto nel Mio insegnamento

22 marzo 1870

(a un simpatizzante del cerchio triestino)

1. Scrivi dunque, poiché vuoi tirare il tuo amico più vicino a Me; digli che deve lasciar andare le sue idee (dell’intelletto) e deve immergersi completamente nel Mio insegnamento, affinché comprenda come tutti i suoi precedenti smarrimenti abbiano dovuto contribuire per tirarlo via dalle false vie (del senso mondano), e avvicinarsi con ciò a Me, in un certo qual modo contro la sua volontà.

2. Anche se la sua situazione al momento non è la più splendida, si consoli, a suo tempo già migliorerà, deve solo confidare in Me, deve anche ascoltare più spesso sua moglie, lei talvolta gli dà i migliori consigli, ma rimbalzano nella sua dura ostinazione. L’animo femminile di sua moglie ha già afferrato molto di più di quanto ha ottenuto lui, quale medium da Me scelto attraverso tutte le Mie Comunicazioni; alla fine lui si oppone sempre di ritornare al senso filiale dell’amore. Deve lasciare all’intelletto il suo lambiccarsi. Ciò che Io do a tutti, è solo per il cuore; chi non pensa del tutto con il cuore, non comprenderà mai completamente Me e la Mia Creazione né il Mio linguaggio, per quanto affabilmente e con calore sia rivolto a tutti voi.

3. Digli che lui stesso scoprirà il resto, ma deve solo confidare in Me. Se non gli faccio sentire subito in tempo il Mio aiuto come lo vorrebbe lui, deve comunque essere convinto che Io non lo lascio, come non lascio tutti voi un solo istante dalla Mia conduzione!

4. Accogli così la Mia benedizione per te e per tutti voi, e siate più attivi secondo la Mia parola. Eliminate la malerba dai vostri cuori, poiché se un campo ne è purificato, la buona erba cresce da sé. Questo per l’attenzione! Amen!

 

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Cap. 7

Su uno scambio di opinioni

(a causa dei due dettati precedenti)

24 marzo 1870

(ancora all’amico tendente al matrimonio)

1. Miei cari figli, state discorrendo a causa delle Mie parole che ho dato ai Miei allievi; ma non riflettete che per differenti animi ci vogliono anche differenti medicine.

2. Se all’uno avessi dato del dolce – invece dell’amaro – allora si sarebbe confermato ancora di più nella sua presunzione; e se avessi dato all’altro qualcosa di diverso – invece di impedire i piani della sua famiglia che però non erano ancora maturi – si sarebbe confermato nella sua follia. Allora da ciò la felicità della sua vita sarebbe stata distrutta.

3. Perciò state calmi, Miei cari figli, confidate in Me! E siate anche convinti che tutto ciò che vi succede è stato già da lungo tempo previsto da Me, ed anche se non riuscite a scorgere subito il risultato, in futuro verrete a sapere che Io – come Padre vostro – ho sempre consigliato e fatto il meglio per guidarvi alla meta sulla via più breve, cioè nelle Mie braccia. Questo per oggi, con la Mia benedizione. – Amen!

 

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Cap. 8

Amorevole conforto per giustificare due giovani vite rapite in Cielo

26 marzo 1870

 

«Preghiera: “Caro buon Padre celeste, non vorresti comunicarmi, dopo che mi hai tolto i miei cari, che devo accettare tutto questo come giusta punizione, perché forse ero attaccata a loro con troppo amore, e proprio per questo un giorno mi sarei forse del tutto allontanata da Te? Oppure è stato solo il tuo enorme Amore paterno per noi, a richiamarli in un migliore aldilà, per imparare a conoscerTi meglio su questa via, così da poter giungere un giorno a Te? Caro Padre Santo, poiché ora Ti ho trovato, sono diventata oltremodo felice, perché in Te ho trovato abbondantemente quiete e conforto, e solo qualche volta s’insinua in me una tristezza quando penso ai miei deceduti. Possa Tu allora sempre far affluire nel mio cuore la speranza in un inseparabile rivedersi. Inoltre, Ti prego di guidarmi sempre su questa buona via che ora ho intrapreso, affinché non l’abbandoni mai, ma possa solo continuare saldamente sulla stessa; tuttavia in tutto questo non sia fatta la mia, ma sempre e solo la Tua volontà! – Amen!”»

 

(a un’affranta madre per la perdita delle sue figliole)

1. Scrivi dunque a questa Mia cara figlia, che lei, qualunque cosa possa ancora incontrare durante la sua carriera terrena, come anche ciò che è passato, non deve considerare nulla come punizione.

2. Io non punisco nessuno, bensì miglioro soltanto! Come dovrei voler punire coloro che Mi amano, se Io stesso, perfino coloro che non Mi vogliono proprio riconoscere e Mi rinnegano ovunque, non solo li lascio andare nel loro affaccendarsi, ma ripetutamente – anzi giornalmente – li inondo di benedizioni nonostante il loro operare sbagliato?

3. Voi, figli di vista corta, credete di scorgere dappertutto una punizione, dove c’è solo un Atto d’amore, anzi spesso ben il più grande che è capitato nella vostra vita. Mentre voi vi sciogliete in lacrime sulla presunta sofferenza fattavi, i Miei angeli altrettanto si sciolgono in lacrime per voi, ma in lacrime di gioia (e ringraziamento), perché Io, nel Mio sommo Amore misericordioso, Mi son preso cura di voi per risparmiarvi con una potente scossa il lento progresso sulla via che porta a Me; – e inoltre, Mia cara figlia, sai tu se Io non ho dimostrato ai trapassati, altrettanto, un’immensa Grazia? Conosci tu il loro destino, se fossero rimasti in questo mondo?!

4. Un giorno ti rallegrerai con il rivederti con loro, e Mi elogerai con loro, perché con quest’avvenimento sono state salvate le loro anime, e a voi fu risparmiata qualche sofferenza, e loro adesso sono stati guidati prevalentemente più veloci sulla via che porta a Me.

5. Figlia Mia, continua ad amarMi sempre più e lascia il resto a Me! Qualunque cosa possa succedere, confida nel Mio aiuto. Il Mio braccio ti è più vicino di quanto credi, e se in seguito ti potranno ancora essere somministrate medicine amare, allora ricorda solamente che le medicine amare sono i migliori e più rapidi mezzi di guarigione. Credilo: ciò che Io impiego e come l’impiego, per portare tutti voi più vicini a Me sulla via che porta ai Miei Cieli, è sempre ben fatto, poiché solo Io so cosa e quando vi è utile qualcosa.

6. La Mia paterna benedizione per te e per i tuoi. Persevera sulla via come l’hai iniziata, e conseguirai pure la corona della rinascita spirituale; questo te lo assicura il tuo onni amorevolissimo Padre. – Amen! Amen! Amen!

 

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Cap. 9

Agite liberamente secondo l’amore, nella piena fiducia in Me!

27 marzo 1870

(a una cara sorella spirituale, e a tutti)

1. Riferisci alla cara sorella di non affliggersi a causa di suo figlio (l’unico figlio). Io intreccerò le circostanze già così che, al tempo opportuno, verrà l’aiuto adatto e il consiglio giusto.

2. Ma da tutto ciò che adesso viene rivolto a Me attraverso di te e gli altri scrivani in domande, si mostra sempre che volete ancora mettere pochissima fiducia in Me e nella voce interiore del vostro cuore. Tu stesso (Mio caro scrivano) sei uno dei primi cui manca notevolmente la fiducia in Me, credendo sempre che ciò che scrivi sia forse da te stesso e non da Me. Ma rifletti, come può essere? Cerca di scrivere qualcosa come l’altra sera, quando Io non voglio, e vedrai subito quale lavoro imperfetto farai uscire, così che, come tu stesso riconoscerai, non potrai nemmeno consegnarlo alla richiedente.

*

3. Per ciò che riguarda le altre care figliole, tutte vorrebbero trovare solo dei versi romantici nelle Mie parole, oppure definite espresse regole di vita e di comportamento affinché poi non restasse più niente del loro libero arbitrio ed agissero solo meccanicamente come l’ho dettato nella penna a te o agli altri Miei scrivani.

4. Nondimeno, Miei cari figli, riflettete: “Come può accadere questo?”.Dunque, non devo lasciare più niente della vostra forza di giudizio? Oppure devo stare lì davanti a voi come un oracolo? Poiché, se lo considerate precisamente, allora, se una volta lo dico Io, dovrebbe succedere tutto così come l’ho pronunciato, poiché la Mia parola e la Mia volontà sono la stessa cosa! Dove rimarrebbe allora la vostra libertà nelle differenti condizioni della vita per operare secondo la Mia volontà per il meglio del vostro prossimo? Dove rimarrebbe questa necessaria fortificazione della vostra forza di volontà e del vostro amore per Me? Dove la vostra perseveranza – in tutti i casi solo secondo Me e secondo i Miei comandamenti – per tendere al perfezionamento e alla rinascita?

5. Riflettete su tutto questo, e voi stessi ammetterete che, sebbene Io sappia ben tutto come avverrà, quanto poco vi posso preannunciare un futuro che deve avvenire così e non diversamente, permettendo così tante cose, ma solo per il miglioramento dell’umanità. Altrettanto vi devo anche nascondere nel vostro operare, il giusto o l’ingiusto, e quali risultati verranno fuori successivamente per voi e i vostri.

6. A che servirebbe veramente il vostro saper prima? Se deve comunque accadere così come ho detto Io, allora da parte vostra non val la pena opporre resistenza, ma solo, come voi dite, “lasciare tutto così com’è”. È forse questo il perfezionamento e l’educazione spirituale che vi voglio dare, oppure che vi aspettate da Me?

7. Perciò non domandate più come dovete comportarvi qui o là, cosa accadrà qui o là, come o che cosa. Qui ci sono solo due cose che devono essere messe in discussione; il fatto che voi, nonostante tutta la lettura delle Mie parole che ho messo a vostra disposizione, non avete ancora compreso il vero e proprio senso di tutto ciò che è contenuto in tutte le parole principali, né in quelle secondarie nelle testimonianze della natura e nelle poesie! In altre parole dovete lasciare il mondo così com’è, e non badare affatto ai suoi rapporti!

8. “Non preoccupatevi del domani, poiché ogni giorno ha i suoi affanni!”, così sta scritto nel Vangelo. Ma che cosa vuol dire con altre parole? Significa che Colui che oggi ti ha dato il tuo pane materiale e spirituale, provvederà anche per il domani. E come oggi forse nella pazienza, domani ti manderà un esercizio nella mansuetudine, per attirarti all’altezza spirituale del Suo Io e, in questo modo, esercitare la tua anima a sopportare un po’ alla volta tutto ciò che Egli considera necessario per te e come esempio per gli altri!”

9. La seconda domanda è che voi non credete pienamente alle Mie parole, ma le prendete solo per curiosità, per venire a sapere sempre qualcosa di nuovo. Allora le Mie comunicazioni sono inutili! Purtroppo vedo solo troppo bene come viene trattato tutto ciò che vi ho dato finora, in particolare da quando comunico a te e al tuo co-servitore le Mie parole! Appena lette, – invece di approfondirle, scaldarsene, di approfittarne sempre più – vengono esse messe “ad acta[2], e inoltre pensate: “Requiescat in pace”. Se Io non fossi l’amorevolissimo e pazientissimo Padre quale sono veramente, avreste già da lungo tempo meritato che non vi comunicassi più niente, poiché non voglio fare con voi una ‘politica sentimentale’, come la chiamate voi, ma i Miei scopi sono superiori, si tratta dell’istruzione dei Miei figli per l’eternità, e qui devono essere posti fondamenti duraturi, non tali da essere adatti solo per il momento. Presso di Me le lacrime di emozione non valgono ancora molto, perché le stesse non potrebbero compensare anche solo un piccolo atto d’amore esercitato nel Mio Nome.

10. Perciò fatevi tutti coraggio, radunatevi giornalmente nel Mio Nome e non domandateMi di situazioni personali e private, bensì slanciatevi più in alto oltre i campi impolverati dalla sporcizia del mondo; slanciatevi su in quelle altezze dove voi tutti dovete imparare a conoscere queste preoccupazioni nel loro vero valore, e comprendete una buona volta che non siete stati creati per questo mondo, ma per i Miei Cieli, e ora, per la Mia Grazia illimitata, siete istruiti da Me stesso.

11. Rendetevi degni del vostro Maestro! Nobilitate il vostro cuore! Lasciate affluire nello stesso il Mio Amore ed abbiate illimitata fiducia in Me! Con riguardo a questo vi scompariranno tutti i dubbi, non domanderete più che cosa sarà di vostro figlio, cosa accadrà con la vostra famiglia, ecc., bensì, guardando su a Me, che vi ho preceduto con il Mio cammino terreno come esempio, riconoscerete in voi stessi la nullità delle vostre preoccupazioni, e aspetterete tranquilli tutto ciò che Io, vostro sempre amorevolissimo Padre, donerò a voi, quale Padre che vi tiene sotto tutela del Suo Amore! – Questo per te Mia cara figlia e per voi tutti, accanto alla Mia paterna benedizione. Riferisci a tutti loro che, quando leggeranno questo, Io stesso sarò nelle loro vicinanze, ed accoglierò premuroso ogni cuore che si aprirà liberamente alle Mie parole paterne! – Amen! Amen! Amen!

 

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Cap. 10

Dio è Amore, in noi, nella Chiesa e nella Creazione

(sulle usanze cattoliche senza fondamento)

31 marzo 1870

 

(Chiarimenti su alcune osservazioni del sacerdote cattolico Sch. F.)

1. Mio caro figlio! Per quanto riguarda la risposta sulle osservazioni del sacerdote Sch. F., questa è una faccenda difficile da rappresentare a certa gente così com’è veramente, senza venire in conflitto con le loro abituali usanze e con i doveri della propria posizione, poiché lo scritto resta una testimonianza vivente che –in un modo o nell’altro – potrebbe arrecare allo scrivano dei dispiaceri!

2. Per quanto riguarda le domande e i commenti dello stesso, questi non sono così fondati nel Mio insegnamento, come lo intende lui. Egli Mi deve solo dimostrare, p. e. quando fu stabilito un ‘sacrificio della messa’? Quando ‘la cresima’? Quando ‘la confessione’ e altro ancora!

3. Quando singole parole dai Miei Vangeli passarono nei concili e anche già prima – invece di essere afferrate nello spirito (e quindi nella verità) – passarono nel cerimoniale, e si diede così alla casta sacerdotale istituita più tardi una forma mistica proprio adeguata, affinché dovesse apparire come sola casta da Me preferita, allora questo fatto non ha nulla a che fare con il Mio insegnamento! Infatti, se Io dissi agli apostoli: “Quello che legate sulla Terra, deve essere legato anche nel Cielo, e quello che sciogliete, deve anche essere sciolto presso di Me!”, allora lo diedi per primo ai Miei apostoli quali Miei degni successori, e per secondo, intesi questo legare e sciogliere solo nel senso spirituale, anzi nel supremo senso celeste che esclude il cerimoniale.

4. Agli attuali cosiddetti ‘successori dei Miei apostoli’ non lo avrei certamente dato, per lo meno non alla pluralità che ora per lo più è così lontana dai Miei apostoli sotto l’aspetto spirituale, come è lontana la Terra dall’ultima stella che brilla nell’eterno spazio della Mia Creazione!

5. E cos’è dunque veramente il sacrificio della messa? Cosa deve significare in sostanza? – A questo punto uno dei Miei clericali dirà: “È la ripetizione quotidiana dell’ultima Cena, quando Gesù prese congedo dai Suoi discepoli”. – “Bene”, dico Io, se anche volessi lasciarlo valere così, ora però domando: “Che cosa ci guadagnano gli altri spettatori, poiché ascoltatori ce ne sono pochi, per primo, quelli che comprendono il latino, e per secondo anche il sacerdote all’altare non prega ad alta voce, eccetto quando si rivolge al popolo”? – E ancora: “Quando alcune centinaia di devoti in una chiesa assistono a una tale messa, cosa sono questi veramente?”. Essi non sono altro che assetati e affamati della Mia benedizione e della Mia grazia! Ebbene, ma come può qualcuno essere saziato, se non gli si dà niente da mangiare, mentre sta a guardare (il cibo) come chiunque altro ad una tavola apparecchiata? Solo così, calmerebbe la sua fame e la sua sete, lasciando solo agli altri l’onore del guardare? – Nella chiesa cattolica è proprio così: i cosiddetti devoti dietro al sacerdote durante il suo pasto, possono pensare ciò che vogliono, oppure, se proprio non hanno pensieri che si adattano alla tavola davanti a loro, e anche per scacciare forse altri pensieri che non si adattano nella casa di Dio, leggono altri pensieri che, per lo più, furono scritti sulla carta da scrivani ancora umanamente privilegiati, spesso in altrettanto stato spensierato di quanto era forse il lettore stesso.

6. Per quanto riguarda il matrimonio e la cresima, entrambi – intesi spiritualmente, in particolare il primo – sono indissolubili, perché dovrebbero unire non i corpi, bensì le anime, che poi con il terzo legame – quello dei figli – dovrebbe formare un intero complesso animico. Questo fu ben dato ai Miei apostoli come diritto, solo che cosa fecero veramente, quando cioè due persone di sesso diverso volevano unirsi a vita legati dall’amore? Essi veramente non legarono queste due persone, bensì solo benedirono siffatto legame che questi due avevano concluso insieme già prima. La cresima, oppure – detto veramente – l’atto simbolico dell’umiltà, fu scelto dalle Mie parole, quando dissi: “Chi ti colpisce una guancia, porgigli anche l’altra”, il che vuol significare: quando hai domato il tuo amor proprio e la tua arroganza e superbia, in modo da restituire ogni torto con una benedizione, allora sei degno di essere un cristiano e chiamato “Mio seguace”, e perciò sei anche degno di essere unto con l’olio, – come segno della consacrazione nel Mio patto! Che gli uomini più tardi fecero da ciò annualmente delle cerimonie, e più precisamente i sacerdoti, questo accadde perché proprio i sacerdoti cercarono nei Miei Vangeli con cura, solo per tirar fuori tantissime cerimonie, per mezzo delle quali il popolo doveva credere che solo loro stessi erano i veri rappresentanti privilegiati del Mio Regno sulla Terra, e chi voleva venire a Me, non poteva e non doveva accettare nessun’altra ‘intercessione’ che soltanto la loro! Proprio questa idea e quest’opinione ebbe per motivo anche l’origine del vostro modello confessionale orale che, in seguito, venne a vantaggio in particolare ai superiori, per avere nelle loro mani i segreti dei re e imperatori come anche lo stato d’animo nel popolo più basso.

7. Poiché se Io dissi, N.B. ai Miei apostoli: – “A coloro cui voi perdonate i peccati, a questi devono essere perdonati anche nel Cielo”, a quel tempo dissi questo ad uomini che erano animati e compenetrati dal Mio insegnamento, e che anche – come sapete dalla storia – la maggior parte ci ha rimesso la propria vita per questo. Quindi c’è una colossale differenza con gli apostoli attuali che s’illudono di essere Miei, dei quali certi vorrebbero piuttosto togliere la vita a tutti gli uomini, pur di conservare la propria.

8. Da ciò vedi bene quanto falsamente furono interpretate tutte le Mie parole, e solo per i propri scopi, per rendere del tutto dipendente il popolo da loro, come lo era stato con i templari al tempo del Mio cammino sulla Terra. Che poi il popolo divenisse anche cieco spiritualmente con questa benda spirituale che il clero gli mise intorno agli occhi, è naturale, e conveniva anche ai re e imperatori far causa comune col ceto sacerdotale, secondo la massima: “Tu tieni me, ed io tengo te!”, allora divenne un istituto di costrizione che, all’opposto – invece di promuovere il progresso spirituale – agevolò la convivenza fisica delle famiglie e dei popoli, dal momento che non trovavano nessun ostacolo nel cosiddetto rito ecclesiastico e le sue usanze prescritte, per il loro ulteriore egoismo e avidità di dominio.

9. Per quanto riguarda l’imposizione delle mani, questo ha le sue saggissime vie. Chiunque impone le mani benedicenti nel Mio Nome su un altro – qualunque siano le pene – Io anche lo aiuterò e lo benedirò, vale a dire attraverso la manipolazione magnetica (come la chiamate voi) allora nel sofferente – sia spiritualmente che fisicamente – dovrà fluire tanta consolazione e guarigione, quanto per il momento ne ha bisogno; ma l’imposizione delle mani come cerimonia, senza pensare né a Me né a qualcos’altro, è utile tanto poco a qualcosa, come se Io volessi lasciar sopportare a qualcuno il contrario di quanto abbia come scopo la presunta benedizione.

10. Poiché tutte queste usanze, la cui provenienza dal Mio insegnamento e dalle Mie parole ve l’ho già mostrata prima, sono oramai una pratica comune nell’intera chiesa cattolica, e in ogni educazione dei bambini nella religione cattolica ci sono comunque solo i primi principi fondamentali di un sentimento religioso, così, anche se il fanciullo non comprende che cosa sia inteso con i simboli oppure come dovrebbero essere interpretati, è necessario spingere i piccini ad osservare tutte queste usanze, ma sempre solo indicando Me. Infatti, chi va in chiesa, al confessionale, alla cresima o a messa, e in ciò cerca Me, Mi troverà anche là dove Mi cercava, ma deve solo essere considerato che il proponimento fatto nella chiesa di seguire Me e diventare simile a Me, venga osservato stabilmente anche fuori della chiesa, altrimenti l’intero sospirare nelle preghiere e simili nella chiesa, è ancora più vuoto e inutile come la realizzazione senza spirito e il blaterale di professione nella messa da parte di un prete, col solo proposito di finirla al più presto.

11. Chi Mi cerca, sia nella solitaria cameretta oppure in una grande casa di pietra, oppure nella vasta Creazione, chi Mi cerca con devozione nelle Mie creazioni come l’eterno Amore, Grazia e Misericordia, Mi troverà ovunque. Infatti, dove un cuore si apre a Me, là trova anche il Padre suo; così l’onesto sacerdote all’altare, l’orante dietro di lui, l’astronomo negli incommensurabili spazi e mondi, e l’erudito nelle sue ricerche nei campi della scienza.

12. Se a tutti costoro si erge nel cuore il pensiero: “O Signore, cosa sono io che Ti ricordi di me?”, allora certamente Mi troveranno, poiché tutte le Mie opere predicano amore, e l’Amore stesso è appunto nient’altro che il Mio Io di base, senza il quale né l’intera Creazione, né voi, Miei cari figli, sareste stati creati!

13. Attenetevi tutti all’essenza della grande parola “Amore”, essa porta in sé dell’infinito. Chi comprende questa Parola completamente, comprende anche Me, suo Padre, il Creatore e Dio! Amen! – Questo ve lo dice ‘l’eterno Amore’ che bussa sempre al vostro cuore, e chiede continuamente accesso, affinché possiate imparare a conoscere, nella sublime bocca dei Miei  spiriti beati, tutto il senso greve di contenuto della parola “Amore”. – Amen! Amen! Amen!

 

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Cap. 11

Lascia andare ciò che è dietro, solo avanti, non indietro!

1° Aprile 1870

1. Dopo aver risposto a tutte le domande che Mi sono state rivolte tramite te per la spiegazione dei dubbiosi sentimenti dei Miei cari figli, allora voglio mandare alcune parole di conforto anche a questo odierno postulante, al Mio caro figlio, al longanime paziente, altrettanto per la sua amica, affinché lui come lei possano essere guidati di nuovo un altro passo a Me.

2. Allora riferisci al tuo amico che egli prossimamente deve scrivere alla sua allieva che non si deve tormentare con il passato, poiché ciò che è passato non si può più cambiare. Sebbene in alcuni casi brucia come un aculeo incandescente nel cuore e rode come un eterno verme nella coscienza, allo stesso modo nessun mezzo aiuta a cancellare del tutto dalla memoria il dente del rimprovero sui peccati commessi in maniera sconsiderata.

3. Inoltre deve anche essere menzionato che tutto ciò che è accaduto era stato concesso da parte Mia forse proprio per migliorare l’anima come conseguenza, cioè per temprarla nelle sue caratteristiche migliori, e alla fine, dopo aver brancolato a lungo nel buio, giungere alla Luce della conoscenza e della Mia conduzione paterna; infatti, se non si conoscesse l’oscurità, allora non si saprebbe nemmeno apprezzare la Luce! Perciò lascia in pace il passato e lascia a Me quanto voglio conservare permanentemente di questo, e quanto scrivere nella sabbia, come l’ho fatto una volta in Gerusalemme!

4. La cosa principale però è che badi bene al presente e impari a conoscere sempre di più la via che conduce al Mio Cuore, che è l’unica giusta per dare quiete e pace, poiché tutto nel mondo porta differenti impressioni nell’anima, mentre solo l’amore e l’ardore per Me, e la fiducia che tutto ciò che il Padre manda è giusto e buono, dà la giusta forza all’anima per andare incontro ad ogni avvenimento con fronte temeraria, per dare a tutto il suo reale valore che ha veramente.

5. Tutto il mondano, infatti, è nulla per rendere l’uomo felice, perché è caduco e finito; invece ciò che vi viene da Me, Miei cari figli, ed è già venuto, sia nei Miei Vangeli che nelle Mie parole attraverso il Mio precedente servitore[3], è semenza vivente, è Luce e Calore, vi rischiara e riscalda, poiché è l’unica scintilla di Vita e di Luce dai Cieli che eternamente mai si spegne, e che – se seguite questa Luce – vi guiderà certamente sulla giusta via, cioè sulla via che porta a Me.

6. Ci sono solo due comandamenti nei quali si trova tutto. Osservate questi due in tutto il valore del loro senso ricco di contenuto, e vedrete la Terra e i suoi piaceri mondani chiudersi sempre di più dinanzi a voi, e al suo posto s’impadronirà una pace mai conosciuta, e una brama e un presentimento divino verso una Patria migliore e un’esistenza migliore spiritualizzerà la vostra anima e scoprirà il vostro spirito che finora giaceva come nascosto ed immobile, a causa di influssi terreni e mondani, – e tutti voi come anche tu, Mia cara figlia, contemplerete il Cielo aperto e, nel mezzo della Luce, tra milioni e milioni di serafini e cherubini nel supremo splendore, scorgerete il Padre nella raggiante Luce del Suo Amore, come ricompensa sublime per tutto il lottare e combattere, e con costanza potrete anche avvicinarvi sempre più a Lui.

7. Quindi tendete a questa condizione! Non preoccupatevi per ciò che è successo, se possibile aggiungete ogni giorno anche solo un piccolo sassolino per la costruzione dell’edificio spirituale, e presto saprete come il grande Costruttore aiuterà a completare l’edificio della vostra anima, affinché possiate un giorno essere accolti completamente come figli Suoi nelle fila degli spiriti beati.

8. Badate bene a questa via, e – seguendo la stessa con perseveranza – scoprirete presto Colui che, amandovi, adesso vi benedice come vostro amorevolissimo Padre e Gesù! – Amen! La Mia benedizione e la Mia Grazia a voi, da Me, quale primo Costruttore di palazzi delle anime! – Amen! Amen! Amen!

 

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Cap. 12

L’ideale della vita

4 aprile 1870

1.Vorresti sapere se operi sempre il giusto? – Chi opera sempre il giusto in questo mondo? Chi non trasgredisce mille volte contro di Me e contro il suo prossimo? Stai tranquillo, per quanto è possibile a voi figli, tendete a venire vicino all’Uomo che ero Io in questo mondo! Un ideale non deve rimanere sempre un ideale, perché se fosse raggiungibile, allora non sarebbe un ideale, ma solo un’idea superiore di una caratteristica che l’uomo s’inventa; perciò come ideale – oppure detto diversamente – come Potenza divina più alta e infinita, nessun essere finito lo può raggiungere! Accontentatevi quindi con ciò che riuscite a raggiungere, ed Io ve lo lascerò raggiungere, poiché, se riusciste a diventare ciò che sono Io come Dio, allora alla fine anche nel Cielo ci sarebbero una molteplicità di déi! Esiste certamente un gradino della Divinità che possono raggiungere anime umane e spiriti angelici, ma questo rimane comunque molto indietro alla Divinità come supremo ideale di tutto il Creato, come un granello di sabbia del mare verso un Sole Centrale.

2. Avete ben riflettuto che cosa vuol dire veramente ‘ideale’, per farvene un concetto, per stabilirlo e determinarlo più da vicino? – Certamente no! Ora ve lo voglio portare più vicino davanti agli occhi.

3. Vedete, l’idea è qualcosa di immateriale, qualcosa di spirituale, e appunto per questo è in sé qualcosa di infinito, poiché ogni idea si può ingrandire o rimpicciolire all’infinito, quel ale che è attaccato all’ideale, deve veramente indicare il tutto di tutte le idee, ovvero il punto limite dell’idea come più alto o più basso; appunto per questo l’ideale sta come somma Potenza in alto, e perciò è irraggiungibile come tale, - e il sommo Ideale di tutte le potenze spirituali sono Io!

4. Voi, Mie creature e procedute da Me, avete ben un’idea confusa della vostra origine; ma per comprendere questo presentimento, oppure perfino per seguirlo, vi manca il primordio principale, cioè l’infinità, perché voi siete finiti, sebbene non perituri. Anche voi siete infiniti quali proceduti da Me, ma nella serie dei gradini degli spiriti siete adesso solo sulla via del riconoscerMi un po’ alla volta e per diventare ciò per cui vi ho creati; perciò il vostro supremo ideale è il Mio Io, e come uomini – il Mio Io umano, come Uomo–Dio, – Gesù!

5. Che Io abbia passato volontariamente la scuola della vostra vita per precedere quale Dio dell’amore a tutte le creature come Esempio dell’umiltà, e per questo spronarle tutte a seguire la via, accadde affinché nessuno degli esseri caduti potesse dire: “Tu lo puoi ben come Dio, ma noi, quali esseri finiti, non ne abbiamo la forza!”. Perciò Dio, ovvero Io, è uscito dalla Sua Divinità, si è esposto come Uomo all’ultima umiliazione che può essere data solo non a un Dio, ma ad un essere vivente ragionevole su questo globo terrestre, e in questo modo ha sigillato la Sua dottrina dell’umiltà con la propria umiliazione. Proprio per questo, Dio è divenuto l’Ideale degli spiriti, come Gesù è l’Ideale per voi uomini viventi in questo mondo, come anche per quelli di tutti gli altri mondi! –

6. Pertanto, per diventare così come ho insegnato ed esercitato Io stesso, Gesù, per questo ci vuole un grande sforzo. Voi infatti sapete che anch’Io ho dovuto esporMi alle tentazioni di Satana; anch’Io ho superato tutte le tentazioni che hanno la loro sede nel vostro corpo come passioni che, tuttavia, devono servire a scopi migliori di quanto usano adesso le stesse le molte migliaia di uomini, e lasciano a queste del tutto libere le briglie. Ma Io ho superato tutte le tentazioni con l’aiuto della Mia origine divina, per ritornare al Mio Ideale, al quale vorreste librarvi anche voi.

7. State tranquilli! Continuate a lavorare e a lottare, per arrivare il più lontano possibile; quanto più progredite nella vostra lotta contro le passioni e smanie, tanto più forte diventa anche la forza di combattere continuamente, e dove una volta vi è la perseveranza, là cessano alla fine tutte le tentazioni. In un cuore stanco ritorna la quiete, il Sole di Dio sorride a voi la pace, e se poi credete di essere più vicini alla meta, almeno secondo i vostri pensieri e i sentimenti terreni, allora Io vi chiamo, e comincia un’altra scala a gradini. Là il vostro ideale più alto diventa il gradino più basso, e un gradino più alto dei vostri limitati concetti terreni vi mostra da lontano la corona della vittoria, per completare là ciò che qui sulla Terra non era possibile! Perciò, lottate vigorosamente e seguiteMi! Ed Io stesso vi donerò la palma della pace dopo la lunga e dura lotta, riconoscendo tutti voi come Miei veri figli! – Amen!

 

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Cap. 13

Conforto e Luce per delle difficili condizioni familiari

7 aprile 1870

(a una sorella dello scrivano)

1. Scrivi dunque, dopo che tua sorella, nell’oppressione del suo cuore ha supplicato da Me alcune parole, sebbene ciò che dovrebbe fare è già contenuto nella Mia precedente parola data per lei se l’avesse meditata bene spiritualmente e così compresa.

2. Per quanto riguarda sua figlia, questa è una faccenda difficile per poterle dare qui un consiglio, dove adesso verrebbero fuori tanti risultati (incresciosi) dal conglomerato di false vedute e passi falsi che ne hanno determinato la sua educazione.

3. Mia figlia deve adesso ben assistere con lacrime agli occhi a ciò che lei stessa ha contribuito in tempi precedenti con l’educazione dei suoi figli, diventando ciò che sono adesso, – e poiché essi sono così come la madre stessa li voleva, cioè vederli ricchi e in una splendida posizione nel mondo, allora ho guidato la madre nel Mio particolar modo, proprio là, dove lei ora deve ammettere quanto spesso l’educazione dei figli fu iniziata in modo sbagliato e attuata ancora peggio.

4. E come è con lei, così è con migliaia, e spesso ancora in un grado ampiamente peggiore; se ora arriva talvolta un raggio della Mia luce divina nel petto di una tale madre oppure di un padre che li illumina come un fulmine, e mostra loro ad un tratto quanto si sono sbagliati, – solo allora rivolgono lo sguardo a Me e Mi supplicano per l’aiuto. Ed Io cosa devo fare poi? – Devo operare miracoli e trasformare in un attimo tutta la casa dove dimora una tale madre ricondotta a Me? – Dove rimarrebbe poi la libertà dell’uomo? – Non lo posso (o devo) fare, devo perciò usare altri mezzi per riparare di nuovo anche questi errori dei genitori e dei figli. Solo che qui non fanno parte gli intrattenimenti del mondo: viaggi, caccia, passeggiate in carrozza, ecc. Per questo non ci vuole abbondanza in tutto, per soddisfare tutte le sue brame, per questo ci vogliono opere più serie per la vita terrena, degli avvenimenti apparentemente tristi; invece per gli spiriti dei Miei Cieli occorrono gioiosi avvenimenti, e anche qui all’uomo deve essere lasciata la libera scelta, se vuole utilizzare e comprendere i Miei ammonimenti.

5. In questo, la sorella e amica tua può solo mettersi in gioco a sangue freddo e senza amore materno, osservare con occhi attenti il suo governo della casa, e poi dire a Me se è possibile su una via mansueta e pacifica condurli tutti sulla via che lei ha intrapreso ora, e precisamente per la loro salvezza!

6. Lei sospira, perché anche suo marito si sente infelice (nonostante i suoi milioni), si tormenta con idee cervellotiche e non può godere tutto ciò che il mondo gli ha cosparso in abbondanza nel grembo!

7. Io però domando: “E se non fosse così, vorrebbe egli ascoltare ben anche una Mia sola parola, oppure non andrebbe con gozzoviglie e baldoria in velocissimo galoppo tra brama di dominio e godimento direttamente all’inferno?”

8. Solo con questo suo stato per lui apparentemente miserevole tengo il suo animo aperto a metà , affinché talvolta accetti forse una parola da Mia figlia (sua moglie), poiché egli vede che oltre a tutta la sua consapevolezza – di essere padrone nella casa – sente comunque un altro Padrone che sta ancora al di sopra di lui, cui non può opporGli resistenza.

*

9. Per quanto riguarda tua figlia nubile, lasciala solo a Me; Io guiderò le circostanze così che, quando lei stessa una buona volta aprirà il suo cuore a voi come parenti più prossimi, a te come madre, allora nemmeno gli altri cuori verso il suo rimarranno chiusi. Tuttavia non è ancora il tempo di svelarvi questo animo mutevole, dal momento che lei stessa non sa ciò che veramente vuole. Quando però una buona volta starà fisicamente male in arnese a causa della sua vita innaturale che è completamente contro il Mio ordine, allora, costretta per forza, dovrà cominciare un’altra vita, – a quel punto Io darò al suo consolatore, che sarà la madre stessa, il necessario balsamo per il suo cuore; ma finché voi tutti credete di poter cambiare questo stato di sua figlia solo con mezzi mondani, vi sbagliate di grosso. -Lei è malata nell’anima, e il primo “Medico dell’anima” – come voi sapete – sono Io (quale Guaritore); perciò dì a tua sorella e Mia cara figlia di non tormentarsi troppo a causa di ciò che ha davanti agli occhi nella sua casa; là vi è ancora pochissima Luce oppure propria nessuna come la vorrei Io, e lei – quale piccolo lumicino – non penserà certo di poter illuminare una grande casa.

10. Perciò confidate solo in Me! Sì, anche lei è stata guidata al tempo giusto sulle Mie vie, che anche lei stessa – se le fosse stato mostrato alcuni anni fa – avrebbe respinto con scherno e come folle colei che adesso stringe con braccia fraterne al suo materno cuore ferito, e da queste sorge conforto tramite Me.

11. Lei deve solo dare una scorsa al suo stesso passato, allora troverà tutte le condizioni che ora trova tra i suoi a casa. A lei Io ho mostrato la Grazia di essere guidata nuovamente da Me, ma ora deve osservare il passato, quali sofferenze dell’anima e malattie dovevano irrompere su di lei, fino ad arrivare là dove si trova adesso, dove ciò che prima le sarebbe apparso davanti ai suoi occhi come disgrazia, secondo il Mio modo di vedere, ha contribuito alla sua più grande felicità.

12. Se considera tutto questo, allora chieda lei stessa, – come posso farlo in modo diverso con i suoi, se devono essere conquistati per il Mio Regno! Sulle vie dove ora tutti vanno, non è possibile! Perciò Mi supplichi ogni giorno: “O Signore, illumina i Miei con la soave Luce della Tua santa parola, lascia fluire in loro un Raggio di Grazia, affinché essi, a causa della bella vita materiale, non dimentichino del tutto l’eternità che c’è dietro a questa vita apparente!”

13. Prega spesso, figlia Mia, anzi molto spesso con fervore rivolta a Me, e presto percepirai nel tuo cuore la benedizione del Padre. Allora, con la salda fiducia in Me non valuterai nemmeno più così nere tutte le condizioni nella tua casa, come qualche volta ti appariranno adesso, poiché tu stessa saprai e ne sarai convinta che deve essere così, che il Padre nel Cielo vuole così, affinché la vittoria sia sempre migliore e più bella, – ma non posso fare tutto questo di colpo, senza ledere la libertà degli uomini quali figli Miei!

14. Spera e credi! Questa è la Mia consolazione per te. La Mia mano che ti ha guidata e ti guida ancora, non dimenticherà nemmeno i tuoi, e forse verrà un tempo dove poi sarai festeggiata per prima nella tua casa, mentre adesso, e già da tempo, sei stata l’ultima rispettata! Questo, Mia cara figlia, a te dal tuo amorevole Padre, come conforto, dato con la Sua benedizione paterna. – Amen!

 

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Cap. 14

Sul matrimonio

9 aprile 1870

(cenni per una sorella spirituale a causa della separazione da suo marito)

1. Vuoi chiedere per amor di tua sorella, visto che si è separata da suo marito; e Mi domandi se questo non è stato ingiusto!

2. Per illuminare meglio questa faccenda, dobbiamo dapprima stabilire il concetto di ‘matrimonio’, in quanto dovrebbe essere concluso spiritualmente, e capire come lo stesso viene eseguito da voi già da molto tempo nella maggior parte dei casi. – Il come, voi tutti lo vedete risultare non solo dalle condizioni della sorella in questione, ma simili e molto peggiori casi qua e là. Adesso dunque alla faccenda

3. Prima domanda: “Che cos’è veramente il matrimonio, nel senso spirituale?”. – Per potervi presentare questo chiaramente, devo ritornare alla Creazione del primo uomo, e ricordarvi – come vi è stato comunicato in maniera particolareggiata nel Mio “Governo della Famiglia di Dio” – che con la creazione del primo uomo a lui tolsi dal cuore il suo amor proprio e lo posi davanti a lui fisicamente e spiritualmente sotto la forma femminile. Bene, poiché ora l’uomo fu creato come signore di tutta la Creazione per sentimenti più alti e più nobili – e allo scopo di diventare un giorno simile a Me, per quanto è possibile ad una creatura finita – doveva anche poter raggiungere questo scopo, e precisamente senza la caratteristica che lo avrebbe più di tutto impedito in questo, cioè l’amor proprio, poiché voi stessi sapete che, dove domina solo l’amor proprio, non può prosperare nessun altro amore.

4. Questo amor proprio, come donna – provveduta con tutte le caratteristiche che hanno ascendente nel cuore dell’uomo, come la tenerezza d’animo, la mansuetudine e l’umiltà, e subordinazione alla volontà dell’uomo, quale portatore più forte del principio maschile del Mio stesso Io – oltre ad essere la portatrice delle future generazioni, con il tempo doveva arrivare nella sua stessa vita di perfezionamento al punto che lei (la donna) poi, sacrificando se stessa per il bene dell’uomo e della famiglia, a questi doveva riportare di nuovo il suo amor proprio o effettivo amor proprio (isolato in lei) dell’uomo, ma nobilitato e purificato da tutte le scorie terrene, spiritualmente bello, affinché lo facesse infiammare alle nobili caratteristiche dell’uomo, anche più belle ancora e più forti di tutte – nobilitate nel suo petto, tuttavia nel senso spirituale, in altre parole che l’uomo ami se stesso solo in quanto è, era e sarà eternamente un germoglio del Mio Io.

5 In questo completo spirito di sacrificio della donna, ovvero, in questo congiungersi dell’amor proprio separato fisicamente e spiritualmente – con le grandiose ed elevate caratteristiche dell’uomo – ambedue dovevano poi riportare di nuovo tutto a Me in un Io del tutto completo, vale a dire due anime unite in un insieme spirituale, quello che Io misi dentro nell’uomo con la Creazione, separato poi in due, e attraverso la propria forza di volontà e attrazione animica volevo di nuovo vedere uniti entrambi fortificati e nobilitati, affinché poi in tutta la Creazione si manifestasse lo stesso bisogno, bisogno che è l’unico e più elevato nel Mio Cuore paterno, cioè, di non stare da solo nell’intera Creazione, bensì – poiché tutta la Mia Creazione l’ho creata solo per i Miei figli, mentre Io starei senza Amore e da Solo se non avessi degli esseri che si rallegrano delle Mie Opere, e attraverso questa gioia mostrarsi riconoscenti – Mi restituissero di nuovo il Mio Amore. Infatti, senza questa disposizione, in cui Io sarei solo, senza esseri spirituali intorno a Me, esseri che invece voglio allevare con tutti i mezzi per comprendere Me, – che cosa sarebbe l’Amore? Che cosa il Mio stesso Io senza compassione verso gli altri? L’Amore, infatti, non fa nulla per sé, ma tutto per gli altri! – Oppure, dovevo stare da solo e amare solo Me stesso? – Dove sarebbe qui la Divinità?

6. Proprio da questo fatto passa anche siffatto sentimento fondamentale dell’Amore, fin negli ultimi prodotti di tutti gli esseri da Me creati. Tutto cerca il mancante, tutto cerca di completarsi. Già la morta pietra attira l’altra, cioè attira a sé ciò che le manca per un tutto organico, cosa che più tardi si esprime ancora di più nel regno vegetale, dove anche là già le piante si cercano amandosi e preferiscono vivere insieme. Nel regno animale questo sentimento si esprime ancora meglio, là comincia anche già a muoversi il sentimento materno, sebbene guidato ancora dalla Mia mano (cioè l’istinto), dove senza sapere il perché, la madre copre i suoi figli con cose che devono servire agli stessi per nutrimento non appena questi entrano nella vita esteriore. Così dunque già negli animali si vede l’amore materno, ovvero, già questa nobile scintilla dell’amore – alle volte e sfortunatamente solo troppo spesso per la vergogna dell’uomo – si vede sviluppare sempre di più.

7. Già nell’animale vedete l’attaccamento di entrambi i sessi, la sofferenza partecipata quando all’uno minaccia un pericolo, oppure, se capita, – il dolore della separazione o la perdita dello stesso, ecc. Tutte queste cose sono premesse dell’amore in generale che, come un soave, spirante vento, percorre tutto il Creato, portando ovunque, per tutte le ulteriori contrarietà che le condizioni della vita producono per i singoli individui, il guarente e lenente balsamo per le ferite, finché alla fine, nell’uomo – comprendetelo bene – tutti questi stupendi impulsi giungono all’apice, e là, in lui, simile a Me, si sviluppano i più nobili sentimenti, la più grande elevazione. E così le due anime, l’una creata per l’altra, in tal mondo separate di certo fisicamente, ma spiritualmente unite, dovrebbero rappresentare la Mia immagine come degna creazione del Mio Io!

8. E come sta invece adesso l’uomo davanti a Me nella sua vita familiare e nella sua anima assetata di denaro e avidità di dominio, con la scelta della sua compagna che, un giorno, dovrebbe fondersi con lui in una unità?

9. La donna, pensando per natura in modo più delicato e tenero (in generale) di più con il cuore, in verità, talvolta coglie le parole lusinghiere di un uomo avido di piaceri e di dominio, – credendo di essere da lui seriamente amata, alla qual cosa spesso l’apparenza esteriore dell’uomo contribuisce altrettanto molto a quest’inganno, come anche la sua istruzione intellettualmente superficiale (moderna), il quale per mezzo di ciò è in grado, nonostante non sia un attore, di simulare tutte le belle caratteristiche e i nobili sentimenti, senza sentire minimamente e veramente qualcosa di questi!

10. La povera donna crede ad un tale seduttore spirituale, e – invece di starsene lì con lui come una cosa sola davanti a Me – più tardi, quando l’uomo lascia cadere la maschera, viene delusa, e per l’intera vita terrena è condannata solo a subire sopportazioni e umiliazioni, anzi talvolta fino a maltrattamenti, finché Io, nella Mia longanimità, metto una buona volta un termine, e chiamo l’uno o l’altra di loro.

11. A questa calamità nella vostra vita sociale contribuisce naturalmente, per la maggior parte, la stupidità dei genitori, i quali credono che una figlia non potrebbe trovar marito se non vi sta accanto il sacchetto di denaro, possibilmente ricolmo! E questo è il risultato! L’uomo, avido di denaro, come mezzo per la soddisfazione delle sue idee purtroppo solo mondane, sposa la figlia come cosa secondaria, per ottenere la cosa principale, il denaro che non era possibile ottenere in altro modo.

12. Dov’è la domanda all’anima di questa donna, dove al massimo viene considerato ancora il suo corpo e, dopo la cosiddetta ‘luna di miele’, perde altrettanto il suo fascino, ovvero è evaporata l’illusione della forza d’attrazione?

13. Dopo che in ogni caso l’animico-spirituale è la prima cosa nella Mia Creazione, e tutte le combinazioni che l’uomo vuol fare, se non sono fondate sullo spirituale, nel tempo si puniscono da sé, – così succede anche con tali unioni che poi, invece di far avvampare i cuori uniti nell’amore a Me, nella maggior parte dei casi ognuno divampa non per Me, e nemmeno per l’altro, ma ognuno per qualcos’altro di ciò che dovrebbe veramente.

14. Figli provenienti da un tale matrimonio imparano poi il male dal comportamento dei loro genitori, e lo usano per la loro vita futura, perché essi credono che ciò che hanno fatto i genitori potrebbero farlo anche loro, e così la demoralizzazione passa da una generazione all’altra. La donna, dopo aver visto quanto lo stesso abusa delle sue caratteristiche date a lui da Me, si esonera sempre di più dalla conduzione dell’uomo. Invece dell’amore e della dedizione, subentra odio e disprezzo; al massimo, brama sensuale. – La donna vuol togliere all’uomo i diritti da Me affidati a lui, e invece di obbedire vuol dominare, e poiché nel suo cuore le passioni sono molto più forti che nell’uomo, una volta accese, riesce pure a dominarlo. Ecco come vennero o sono avvenuti gli attuali inconvenienti, come li vedete adesso purtroppo ovunque.

15. La donna si vuol vendicare per il grande errore che l’uomo ha fatto al suo sesso, e così – invece di veder portati a Me un giorno dei cuori congiunti – giungono, tra tanti trapassati, la maggior parte solo come oscurantisti isolati, separati e vuoti dall’altra parte, di cui è stato un fallimento tutto il loro volere e tendere (terreno), per ritrovare solo là (diventati consapevoli della mancanza) il completamento, dove poi Io, il Signore e Dio compassionevole, conduco a loro ciò che manca, e li risarcisco per il lungo soffrire in questo mondo con un’altra eterna e beata esistenza.

16. Mia cara figlia, anche a te è andata così come a molte altre del tuo sesso; anche tu hai vissuto nell’illusione di scegliere un agnello per tuo compagno terreno, ed hai trovato in lui un lupo in veste di pecora. Ma non ti affliggere, e non farti ulteriori rimorsi. Vedi, Io, l’Onniveggente che sa e conosce, sa anche tirar fuori da tutto il male che gli uomini commettono l’un l’altro, sempre il miglior interesse per Me, e così alla fine qualche sfortuna che l’uno o l’altro incontra, è la fonte di un grande progresso spirituale sul Mio sentiero divino, sentiero che alla fine tutti gli uomini dovranno percorrere, o qui o di là. Vedi, questo è appunto il trionfo del Mio governo, ovvero che tutto ciò che accade, alla fine conduce comunque su nessun’altra via che a Me.

17. Possano gli uomini correre in giro quanto vogliono nel labirinto della vita terrena, esiste comunque una strada che unisce tutti i nodi di queste vie sbagliate, e questa è la Via che porta a Me, via che perfino Satana dovrà ancora percorrere, per quanto gravemente voglia anche opporre resistenza.

18. La via dell’amore è e rimane l’unica, perché appunto è l’amore che unisce ogni Creazione con Me. Se questo legame si sciogliesse, allora la Creazione dovrebbe andare in macerie, e tanto potete crederMi che Io, quale Essere sublime, non ho creato qualcosa che dovesse aver bisogno di una riparazione, oppure addirittura soggiacere alla distruzione.

19. Vedi, Mia cara figlia, se tu non fossi stata trattata così da tuo marito, non saresti là dove sei adesso (spiritualmente). Io ho trasformato in benedizione per la tua anima tutto il male e lo spiacevole che lui ti ha fatto. Anch’egli dovrà subire ancora certe cose, finché sarà maturo per qualcosa di meglio; ma tu non ti affliggere per questo, lascialo a Me! Io che assegno ai mondi la loro orbita, dalla quale non possono sfuggire, potrò ben ancora portare un uomo ostinato al tempo giusto sulla via che guiderà anche lui, come ancora molti altri smarriti, finalmente a Me, sia che questo avvenga qui oppure nell’aldilà non ha importanza, l’Eternità è lunga, e là ognuno troverà il tempo di riflettere sulle sue condizioni, e poi scegliere la via più breve o quella più lunga.

20. Continua la tua via che hai intrapreso adesso; Io ti ho guidato sulla stessa. Adesso, dove sai che è quella giusta che porta al Mio Cuore paterno, non la lasciare, e provvederò già al resto Io che ho reso beati milioni e milioni di spiriti che si sono affidati a Me. Allora anche per te spunterà il giusto dal giardino del Mio Cuore, un fiorellino che sarà per te la cosa più cara e ti risarcirà per tutto ciò che hai subito in questo mondo. Perciò confida in Me! Il rimanente lo ordina certamente per tua soddisfazione Colui che non dimentica nemmeno gli uccellini sul tetto!

21. La Mia paterna benedizione, figlia Mia, a te e a voi tutti! – Amen! Amen! Amen!

 

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Cap. 15

Il vostro orizzonte politico sia il vostro cuore, in alto a Me

18 aprile 1870

(consiglio paterno allo scrivano)

1. Caro figlio, perché ti affliggi e ti stressi per le confusioni politiche del mondo e per la tua stessa patria? Lascia fare a Me, il tuo orizzonte politico sia il tuo cuore e tutta la tua preoccupazione sia la conduzione migliore possibile di tua moglie che io ho tanto cara e l’ammonisco sempre, e nonostante ciò non vuole ancora riconoscere completamente il Padre in Me. Lei rivolge ancora lo sguardo al mondo esterno con le sue vane speranze, e lascia giacere il mondo della meravigliosa pietà divina nel suo incolto interiore.

2. Figlio Mio, bada di accendere anche in lei il lumicino che in te splende così magnificamente, affinché voi due, uniti, diventiate un complesso animico del tipo d’amore divino che non conosce altro che Me, allora entrambi riconoscerete presto visibilmente e tangibilmente che il Padre Santo non punisce, bensì può solo amare!

3. Ricordati queste righe e bada bene su quale fondamento crescono, e riconoscerai presto la voce di Colui che dà a te e alla tua cara moglie la Sua paterna benedizione. – Amen!

 

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Cap. 16

Trova il ‘Padre’ in Dio!

21 aprile 1870

(all’amico G. da parte di un fratello spirituale, tramite lo scrivano)

1. Mio caro figlio, dal momento che tuo fratello ti ha pregato di ricevere alcune parole da Me per il suo amico G. al quale vuol far visita, allora digli che Mi rallegra molto che si adopera per guidare a Me più anime possibili. Deve solo continuare così, e il risultato dei suoi sforzi lo incoronerà con i successi più vantaggiosi, poiché tutto ciò che fa e continua ancora a fare, lo fa per amore per Me e per il suo prossimo.

2. Per quanto riguarda il suo amico, Io so già da lungo tempo che egli brama di fare una conoscenza più ravvicinata con Me, perciò talvolta l’ho già ammonito e gli ho lasciato patire già qualche amarezza, affinché non si confonda troppo nelle confusioni mondane, ma tenga d’occhio sempre Me.

3. Solo che con tutti i Miei ammonimenti non era riuscito a farsi un giusto concetto del Mio Amore paterno. Quando Mi pregava e spesso alzava lo sguardo al Cielo con grave animo depresso, Mi invocava sempre solo come ‘Dio’, e come Dio gli feci arrivare ciò che, secondo i suoi concetti, un Dio è disposto a fare per le Sue creature.

4. Ora invece è giunto il tempo in cui lui è preparato e maturo per imparare un po’ alla volta a conoscerMi e ad amarMi più profondamente, cioè anche come Padre. Adesso deve solo parlare con lui il tuo caro fratello, e troverà in lui un orecchio ben disposto e un cuore aperto!

5. Molto egli ha già insegnato agli altri (come maestro) e da ciò gli è derivata qualche benedizione, ma adesso voglio fargli anche la Grazia di accoglierlo nella Mia scuola, affinché dopo possa anche scorgere chiaramente il perché il suo passato era impastato di avvenimenti foschi e tristi, mentre tutto ha avuto il solo scopo di prepararlo un po’ alla volta, ancor prima che Io lo richiami dalla Terra, di fare ancor qui la maggior parte, per poterlo accogliere, dopo il suo trapasso dall’altra parte, come Mio degno figlio, esclamandogli:

6. “Vieni qui, Mio caro rassegnato! Hai sofferto e combattuto. Nessuna rosa ti ho disseminato sulla via della tua vita terrena. Di questa ti ho fatto sentire solo le spine e ti ho nascosto le rose, le quali – dimenticando le spine – ti avrebbero deliziato col profumo. Ma ora vieni qui da Me! Vedi, ti ho conservato con cura le rose, per consegnarle personalmente a te. Sulla Terra avrebbero avuto sempre piccole macchie, ma qui, presso di Me nei Miei Cieli, Io te le porgo senza difetti, come retribuzione per la tua aspirazione e sopportazione!”

7. Digli questo, e gioirà certamente (in attesa) del momento, quando udrà queste parole su menzionate dalla Mia stessa bocca, come ricompensa della sua perseveranza nel Mio Amore e del progredire per quanto le condizioni mondane glielo permettono.

8. Fino a questo solenne Atto, – a lui la Mia Grazia! Possa accogliere volenteroso la Mia parola nel suo cuore e presto conoscerà e percepirà la vivente benedizione di Colui che adesso non vuole privargli oltre la Sua paterna Grazia! – Amen!

 

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Cap. 17

“Tutto deve avvenire solo come voglio Io”

(conservate la grazia in umiltà e amore)

23 aprile 1870

(considerazioni del Padre su una lettera a un fratello spirituale)

1. Che cosa ti devo dire, se tu stesso non sai cosa vuoi domandare? Tu chiedi se hai scritto bene la tua lettera? Su questo vorrei dirti: dalla tua risposta non si è proprio visto molto amore cristiano; nondimeno Io volevo che andasse così, affinché alla fine il fratello riconosca che non è fatta la sua, ma la Mia volontà. Presto vedrai quanto condiscendente diventerà con questa tua risposta, perché gli hai mostrato i denti!

2. Solo, lascia fare a Me. Alla fine porterò tutto ancora al meglio per lui, per te e per Me! Io ho permesso che una volta la Mia parola fosse scritta nella sua casa, in considerazione dei venienti bisogni degli uomini; adesso però gli uomini si sono tanto allontanati dal Mio Cuore, che credono di bastare a se stessi, e di non aver più bisogno delle Mie parole!

3. Tuttavia pazienza! Presto subentreranno condizioni attraverso le quali anche il tuo amico sarà visitato da Me, quando gli dimostrerò dettagliatamente che il credere così a metà, come fa lui, non porta a nessuna meta.

4. A suo figlio ho già da tempo tolto i suggerimenti Miei e dei Miei spiriti; anche sua moglie non è più così chiaroveggente come prima, quando poteva vedere e sentire l’intero mondo degli spiriti, anzi talvolta Me stesso. Gli ho tolto tutto questo (grande dono di Grazia) dalla sua famiglia perché lui, come anche altri, là hanno cominciato ad allontanarsi dalla via da Me indicata. Io non ho voluto la sua collocazione presso L., e così non ha più niente, si romperà per un po’ la testa su cosa dovrà fare, farà mille piani per rigettarli di nuovo, finché alla fine Io gli mostrerò la giusta via per giungere alla quiete spirituale.

5. Così deve andare! Gli uomini devono dapprima rompersi le corna della propria ostinatezza, finché cominceranno a riconoscere che sono Io il Signore, e nessun altro!

6. Mentre questo fratello minaccia di staccarsi da Me, altri Mi vengono portati più vicino; in questo modo sostituisco sempre la Mia perdita, così che il Mio piccolo gregge diventi completo; poiché voi non sapete che voglio formare tramite voi una piccola comunità la quale dovrà servire come sostegno saldissimo all’ulteriore diffusione. Anche questo fratello e la sua famiglia erano destinati a questo scopo, ma senza pregiudicare la loro libera volontà non potevo costringerli a rimanere presso di Me, e così sono caduti uno dopo l’altro, e poi, per non perderli del tutto, li ho tolti dal mondo, per salvare là di nuovo ciò che su questa Terra non sarebbe più stato possibile senza costrizione.

7. Non preoccuparti di ciò che ti risponderà tuo fratello, tutto avverrà solo così come voglio Io, e proprio ciò che voglio Io sarà poi anche la cosa giusta.

8. Perciò confida in Me! Amami con tutto il cuore! Non sbagliare tanto spesso verso il tuo prossimo, e mai ti mancherà la Mia benedizione! – Amen!

9. Questo ti dice il Padre tuo che vuole solo il vostro bene, e non vi abbandonerà mai! – Amen, Amen, Amen!

 

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Cap. 18

Della semenza su differente terreno

2 maggio 1870

[Matt. 13, 3-8]:  «Ed egli insegnò loro molte cose in parabole dicendo: “Ecco, un seminatore uscì a seminare. E mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; allora vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde nei luoghi rocciosi ove non c’era molta terra, e subito spuntò perché di terra non ne aveva molta.  Quando però si levò il sole, e poiché non aveva radice, avvizzì e divenne secca.  E un’altra ancora  cadde sulle spine; e le spine crebbero e la soffocarono. Invece un’altra parte cadde sulla buona terra e portò frutto, dando dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta».

1. Ciò che è detto in questi versetti, lo voglio ora illuminare più da vicino per te e per i tuoi amici, affinché possiate riconoscere da ciò chi è il Seminatore e chi il terreno pietroso, l’arido e quello che porta frutto, sul quale Io, il Seminatore, semino i Miei granelli di frumento della vita, mentre Io, come sempre, fin dal tempo quando riferii questo ai Miei apostoli come parabola, sono rimasto Lo stesso fino ad oggi.

2. Che la semenza che semino sia la Mia parola e il Mio insegnamento, lo avrete già da lungo tempo compreso; anche chi è il suolo pietroso, quello arido, lo spinoso e, altrettanto, chi è il suolo fruttifero. Pertanto, ora si tratta solo di cercare di capire anche voi, che Io ho scelto quali piccoli seminatori su questa Terra, come vi dovete comportare – secondo la Mia parabola – per non seminare solo su un suolo pietroso o arido, bensì solo su un suolo fruttifero.

3. Scegliere la cosa giusta è per voi qualcosa di difficile, perché non potete sapere come sono fatti i cuori degli uomini, e perciò talvolta credete di seminare su un buon terreno, dove la parte esterna di un uomo nasconde a volte il suolo pietroso e l’animo arido con sapiente splendore del gesto e del discorso. Qui come regola di vita, vi può servire che il possibile miglior terreno sono forse solo quegli uomini piegati dalla sfortuna e dalla miseria che chiedono il Mio aiuto, oppure altri che vi metto nelle mani, senza che gli stessi si rendano conto che  li incito Io ad andare verso di voi, bensì facendo credere loro di averlo fatto per proprio impulso.

4. Come a Me, quale Seminatore, non sarebbe piacevole se sprecassi inutilmente le Mie parole ovvero la semenza della vita spirituale, altrettanto anche a voi non piacerebbe sicuramente se, nel gioioso fervore, sforzandovi e affaticandovi per portare sulla retta via un fratello o una sorella, questi alla fine vi beffeggiano!

5. Vedete, questa è la semenza quando cade tra le spine; essa certamente germoglia, ma le spine o il cespuglio selvatico delle passioni mondane alla fine soffocano o reprimono la Mia parola; e con serena riflessione un simile uomo trova poi che ha avuto un’ora debole e sarebbe stato quasi abbindolato da voi.

6. Come gli uccelli mangiano la semenza che sta lungo la strada e là a causa del suolo duro non può mettere radici, oppure viene calpestata dai passanti, proprio così è con gli uomini che sono di fede dura somiglianti agli uccelli che sentono la Mia parola, ma la invertono comunque nella loro carne e nel loro sangue. Come gli uccelli che digeriscono la semenza e poi scartano la rimanenza che non si conforma alla loro natura individuale, così è anche l’uomo di fede dura. Egli crede solo a ciò che gli fa comodo, e lascia inosservato il resto.

7. Appena incontrate uomini che interrompono sempre con domande e dubbi il vostro discorso, abbandonate l’insegnamento, è fatica sprecata, essi sono gli uccelli che mangiano la semenza, ma non la vogliono integrare nel loro stesso io.

8. ‘Buon terreno’ sono soltanto quegli uomini che hanno già da lungo tempo sentito il bisogno di cercarMi, e su vie errate della vita Mi hanno ben presentito, ma non Mi hanno ancora potuto trovare. Questi, se una buona volta sono ben istruiti, porteranno anche un raccolto di cento e sessanta volte tanto, secondo la loro forza di comprensione, oppure trenta volte tanto; in altre parole, essi vorranno comunicare anche ad altri gioiosamente il Mio insegnamento e le Mie parole, come le hanno ricevute loro stessi, e sfrutteranno anche ogni occasione per realizzarlo, affinché la semenza non porti frutto solo per loro, ma che ne prenda parte anche il prossimo.

9. Tali uomini sono uguali ai campi fertilizzati; essi portano ricchi frutti, e in questi campi fiorisce poi il chicco di frumento nella più bella forma, e le spighe dei frutti saranno colme con molti chicchi, ovvero con Mie divine azioni e parole d’amore provenienti da Me.

10. Perciò, Miei cari figli, fate attenzione, il tempo della vostra vita che avete dedicato a Me è prezioso, e ogni minuto di questa dovrebbe essere colmo di una buona azione, con una buona parola di amore fraterno. Perciò siate avari con il vostro tempo! Un giorno pretenderò da voi la responsabilità di come avete usato lo stesso. Non prendete così tiepidamente i Miei doni di Grazia, nelle Mie parole vi è molta serietà, ed è maggiormente responsabile colui che conosce la Mia parola, poiché se la conosce ed agisce comunque all’opposto, allora è punibile; mentre colui che non sa nulla del Mio Ordine, non lo posso punire se egli va contro.

11. Perché voi uomini fate delle leggi e le emanate? Perché dite che ognuno deve conoscere la legge? Perché solo quando va contro è punibile, se l’emanazione della legge non gli è sconosciuta.

12. Così faccio anch’Io! Perciò state attenti, osservate le poche Leggi dell’Amore, tanto e quante volte potete. Continuate per la vostra via che porta a Me, ignorando tutti gli ostacoli, e cercate di portare tutti quei fratelli che Io vi manderò, sulla stessa via. – Allora Mi darete una continua gioia e solo allora comprenderete ciò che significa: aver salvato un’anima dalla rovina! Infatti, dovete ricordare che ogni anima è una piccola parte, ma comunque è una parte di Me che Mi viene restituita con il vostro aiuto!

13. Perciò, badate bene dove posate la semenza, e pur se fosse caduta anche sull’arido terreno senza la vostra volontà, forse poi verserò su di esso l’acqua del Mio Amore e dell’eterna Vita, affinché l’arido terreno possa trasformarsi con il tempo in terreno fertile, e quello che voi non avete potuto completare, venga tuttavia guidato più vicino alla sua vera meta!

14. Siate seminatori del Mio insegnamento e del Mio Amore con fatti e parole, e al vostro fianco avrete sempre Me come primo Seminatore che vi aiuterà, in parte a formare la semenza in voi stessi in stupendi fiori, in parte però anche a portare la semenza a maturazione  nel miglior modo e più velocemente possibile, per mezzo della Sua Grazia paterna e illimitata compassione. Amen! – Questo ve lo dice il primo Seminatore che sparge semi viventi nei cuori che Lo cercano! – Amen! Amen! Amen!

 

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Cap. 19

All’opera!

3 maggio 1870

1. Poiché le tue care amiche desiderano così ardentemente sentire da Me attraverso di te di nuovo alcune parole dell’Amore e della Compassione, così voglio dare alle Mie care figlie che Mi amano con tanto fervore alcune righe di bene, affinché vedano perlomeno che dove siete radunati, anch’Io sono sempre in mezzo a voi.

2. Vi ho già detto e predicato spesso che la Mia parola non è sufficiente senza l’azione, per procedere in avanti sulla via che porta al Mio Cuore. Anche adesso ve lo devo ripetere, perché siete tutti così curiosi di sentire sempre soltanto parole d’amore, di grazia e di compassione. Io riconosco bene che una Mia parola vi eleva e illumina sempre, vi trasferisce in una disposizione che è un presentimento di una vita superiore, tuttavia tali sentimenti non possono essere permanenti, finché siete su questa Terra e la vostra anima proveniente da Me è rivestita con un corpo terreno.

4. Cari figli, su questo mondo non può essere diversamente, perché ai vostri cuori capita come a una corda di un vostro strumento di legno; la sua tensione non rimane sempre la stessa, o sale o scende. Se la volete tenere sempre nella massima tensione, alla fine potrebbe rompersi, perché questa massima tensione è contro la sua consistenza individuale, e quindi deve portare con sé la sua distruzione!

5. Così è anche con il vostro sentimento. Sul vostro cuore sono altrettanto tese tali menzionate corde del sentimento che cominciano a vibrare solo con accordi celesti, e le loro vibrazioni, mosse attraverso l’influsso della Mia parola, procurano accordi divini. Se però voleste conservare continuamente queste vibrazioni, allora il vostro organismo dovrebbe naufragare; perciò tali disposizioni sono solo presentimenti provenienti da un altro mondo, dove un giorno, rivestiti con un altro corpo, imparerete a sopportare non solo queste vibrazioni del vostro cuore su questa Terra fisica, ma vibrazioni ancora maggiori e più sante!

6. Tuttavia, per suggerirvi un mezzo come poter rimanere in una disposizione quieta e quasi beata, allora sappiate che la beatitudine del sentimento non la dà tanto la Mia parola, quanto l’azione compiuta secondo la stessa. Siate perciò attivi secondo questa e secondo il Mio esempio, e presto apprenderete che, sebbene quei suoni celesti che vi afferrano con la lettura della Mia parola, non passino attraverso il vostro cuore, sentirete, attraverso le buone azioni, esercitare nel Mio Nome una consapevolezza in quiete e una delizia interiore che, per vero, non somiglia ai sentimenti prima menzionati,  ma ciò che manca in interiorità, viene sostituito in durata. Perciò, Miei cari figli:

7. “Agire è la via che conduce a Me! La Mia parola è soltanto la porta! Se quindi volete diventare del tutto degni di Me, non dovete fermarvi alla porta, bensì portarvi in avanti attraverso la stessa, passare attraverso la lunga via forse ostruita da certi ostacoli, fino alla fine; questo significa, fino al Mio Cuore paterno, il quale poi ben vi nutrirà con sentimenti permanenti che voi non solo potrete sopportare, ma li potrete anche conservare come bene permanente!”. Questo per norma del vostro amorevolissimo Padre, che benedice tutti voi ed è sempre presso di voi. – Amen!

 

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Cap. 20

Consigli sulla missione per i ferventi

6 maggio 1870

(a un amico fervente nella diffusione della Parola)

1. Scrivi dunque, perché tuo fratello è così impaziente, e nel suo fervore da funzionario non vuole attendere ciò che gli porterà il giorno seguente. Perciò per primo digli che non deve credere di essere proprio certo della sua vittoria; non c’è nulla di più ostinato che appunto un uomo che non crede affatto in Me, di cambiarsi d’un tratto, e dopo che finora non ha creduto in niente, adesso improvvisamente possa credere a tutto.

2. Tuo fratello vorrebbe sapere se sono Io ad avergli inviato sulla via questo figlio smarrito! A questa domanda non voglio rispondere per adesso, né con un sì né con un no, dal momento che non vi concedo di guardare del tutto chiaramente nei Miei piani. Tuo fratello deve solo procedere con cautela e non gettare le Mie perle dinanzi ai porci, prima di essersi assicurato di quale spirito è propriamente figlio un principiante, poiché anche se un uomo è tormentato da dubbi, ma non vuole lasciar cadere ciò che finora ha imparato, rimane troppo orgoglioso per accettare qualcosa da un altro, cosa che, come in questo caso, per lui è appunto la più grande contraddizione. Allora vi potete anche facilmente immaginare che un tale cambiamento non può subentrare immediatamente.

3. Osservate il vostro cambiamento atmosferico sulla Terra, allora vedrete che cambiamenti improvvisi non hanno mai un buon risultato. Invece, solo un lento passaggio, senza fare salti, è veramente il migliore e il solo durevole.

4. Perciò, pazienza! Io so e conosco troppo bene il santo fervore del Mio caro figlio, ma si deve frenare nello stesso, e solo poi può sperare di raccogliere frutti permanenti. Se e cosa raccoglierà nel Mio Nome (per puro amore) gli riuscirà sempre, poiché può essere rassicurato che non gli mancherà la Mia benedizione. Tanto per oggi. Per intanto può bastare a tuo fratello affinché esamini precisamente il suolo, prima di mettervi la semenza. Egli può esser certo della Mia benedizione, come oggi la mando affettuosamente a lui e a tutti voi ! – Amen, Amen, Amen!

 

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Cap. 21

Sul perduto e sul suo ritrovamento

10 maggio 1870

 

[Luca 15, 3-4]: «Egli disse loro questa parabola: “Chi è l’uomo tra voi che, avendo cento pecore, se ne perde una, non lasci le novantanove nel deserto e non vada dietro alla perduta finché non l’abbia trovata?”»

1. E cosa non faccio Io ancora giornalmente, come ho detto nella parabola! Non cerco continuamente ancora adesso la pecorella smarrita, e lascio da soli i Miei buoni e salvati dalla rovina? Anzi, li lascio soli perché so che non si perderanno più, e non mi costa più nessuna fatica mantenere i mezzo rinati e risvegliati sul loro sentiero. – Mi costa invece fatica portare i figli smarriti sulla retta via. E perché nella vita mondana le passioni e altri influssi estranei si gettano addosso in maniera così molteplice sull’anima umana per allontanarla dal Mio insegnamento e dalla Mia via. E perché a colui che Mi vuol seguire veramente in tutta serietà, costa fatica e sforzo, non solo per venire sulla retta via, bensì – quando l’ha battuta – anche di perseverare sulla stessa. Proprio per questo ho anche una tale gioia di aver ritrovato un peccatore penitente che vuol migliorare se stesso, perché la consapevolezza di essere in possesso di migliaia di rinati non compensa la gioia di aver guadagnato un nuovo discepolo per il Mio insegnamento e per il Mio Cielo.

2. Come un giorno nella parabola della donna e la sua monetina perduta e del Padre con il figlio perduto, ho sempre detto la stessa cosa, così anche oggi dico a voi, cari figli: “Un peccatore contrito pieno di pentimento, compensa più di novantanove giusti che non hanno bisogno d’aiuto”.

3. Riflettete anche soltanto su ciò che dissi e cosa egli è, nell’Opera “Le dodici ore”[4] sul figlio perduto; come lui, altrettanto, deve di nuovo ritornare a Me con tutto ciò che Io ho messo fuori da Me liberamente, e ora lietamente vedo come lo stesso ritorna da Me, per completare e perfezionare in Me un po’ alla volta il Mio Io divino.

4. Proprio per questo Mi prendo anche ogni disturbo immaginabile, come la donna che ha perduto la moneta, per ritrovare ciò che ho abbandonato intenzionalmente al mondo e a tutte le sue tentazioni.

5. Io posi fuori nel mondo ogni singola particella animica inconsapevole delle sue forze, delle sue virtù e dei suoi vizi, le diedi l’assoluta libera volontà e mai da contestare, – così ogni singola parte doveva sostenere la sua lotta con le avversità della vita; infatti così, senza essere messa alla prova, non era e non poteva essere parte integrante del Mio Io. Dapprima essa doveva essere consolidata, purificata e mondata – oppure, a dirla precisamente – doveva dapprima purificare se stessa, e solo allora, nella consapevolezza della vittoria conquistata su tutte le difficoltà, essa stessa poteva determinare una parte di Me.

6. Poiché tutto quello che vuole appartenere liberamente a Me, deve passare attraverso la scuola dell’abnegazione e dell’umiliazione, come Me, il grande Creatore e Signore stesso ho passato la stessa liberamente sulla vostra Terra. E poiché ora la vittoria sul male è così difficile, e la lotta contro questo è così lunga e ostinata, allora Io cerco sempre, senza pregiudicare la volontà di nessuno, di avviare questo passo che porta a Me quanto più possibile, di accelerarlo e così portare lo smarrito sulla retta via. – E perciò la Mia gioia come Padre è così grande quando anche solo un’anima viene riconquistata per il Mio Cielo; perché solo Io conosco le difficoltà che costa rimanere perseveranti presso Colui che una volta si è riconosciuto come il Migliore.

7. Proprio per questo, Miei cari figli, non perdo nessuna occasione di ammonirvi sempre: “Non cessate di rimanere sulla via sulla quale camminate già da parecchio tempo! Io vi ho guadagnati, e non vorrei perdervi di nuovo per nessun prezzo!”

8. Già sulla vostra tenebrosa Terra voi avete degli esempi dell’amore paterno e materno – purtroppo soltanto singoli – di ciò che può fare un cuore paterno o materno per il suo amato figlio. Ebbene, volete forse che Io, il vostro più paziente e longanime Padre e Creatore, resti indietro rispetto all’amore di cui è capace un cuore umano? Certamente, se ciò fosse possibile, allora non sarebbe divino, bensì già riprovevole come nella creatura.

9. Questo è dunque il motivo del perché Io, non appena vedo affiorare un punto luminoso in un cuore umano che Mi concede la speranza che con il tempo potrebbe diventare una fiamma che poi arderà solo per Me e per il Mio insegnamento d’amore, faccio di tutto per raggiungere questo scopo, e che un giorno raggiungerò, – allora ho più gioia in questo che in novantanove tali che già da tempo s’intonano nel grande Alleluia dei Miei spiriti come eterna lode per Me!

10. Cercate anche voi, Miei cari figli, le pecorelle smarrite, le monete e i figli perduti! Siate solerti nel guadagnare dei cuori appena vi vengono incontro sulla via della vostra vita. Se avrete conquistato anche voi un’anima, allora potrete  condividere con Me la gioia del ritrovarsi, e come ho detto poc’anzi con un’altra parola, solo nell’eterno aldilà comprenderete ciò che significa: aver salvato dalla totale rovina una piccola particella del Mio Io divino!

11. Perciò vi consiglio anche di fare tutto il possibile, appena si mostra un’occasione, senza tuttavia essere precipitosi, di provvedere alla salvezza di altri uomini e figli smarriti; poiché voi, come Me, avete in ciò il beato sapore di aver guidato un fratello o una sorella sulla retta via e di aver guadagnato un figlio perduto per il Mio Regno!

12. CredeteMi, non esiste nulla di più beatificante nel mondo degli spiriti, per tutti quelli che stanno lì, che aver guadagnato un nuovo fratello, perché loro sanno più di voi ciò che un giorno lo attende.

13. Mentre voi vi dovete accontentare con i presentimenti e le assicurazioni della Mia parola che là sarà così e non diversamente, gli spiriti beati vedono con occhi chiari le condizioni da voi presentite, e qualcuno dei vostri deceduti che adesso gioisce di una maggiore e più chiara comprensione nel grande Regno del Mio eterno inattaccabile Ordine, su questo vorrebbe riferirvi di più se solo gli fosse permesso; soltanto che qui devo mettere delle barriere al suo zelo d’amore, e precisamente barriere invalicabili[5], affinché da ciò non sia disturbata la vostra libertà individuale.

14. Considerate bene tutto questo! Cercate come Me la moneta o il figlio perduto, così come le pecorelle smarrite, allora vedrete il libro della vostra vita sempre più ricco di azioni e non vi mancherà mai la benedizione paterna che vi ha guidato finora, affinché anche voi – una volta figli smarriti – possiate diventare degni di Me! – Amen! Amen! Amen!

 

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Cap. 21 bis

È possibile il perfezionamento In Dio?

(Supplemento al dettato del 10 maggio)

14 maggio 1870

 

(Nella lettura del dettato del 10 maggio si presentarono alcuni dubbi di un amico sulle precedenti parole di cui non afferrò il giusto senso; oltre quelle, il Signore dettò quanto segue:)

1. “Dopo che il tuo amico è stato guarito così dai suoi dubbi mediante le spiegazioni che ho messo a te e a tuo fratello sulla lingua, voglio illuminare ancora un po’ meglio proprio questa Mia parola letta, affinché tutti possano vedere che, alla fine, solo Io ho sempre ragione!

2. Dunque, cosa ho detto veramente? Io ho detto “che tutto il proceduto da Me, ritornando purificato, Mi deve completare e perfezionare!” (versetto 3) – “Com’è possibile questo presso di Me, quale l’Essenza sublime?”. Così si è posta la domanda.

3. A questa domanda Io ho risposto con un esempio preso dalla vostra vita e dal vostro stesso io.

4. Cos’è dunque l’intera Creazione visibile? Non è essa un lottare di tutto lo spirituale per salire a un gradino più nobile? E non è visibile in tutta la Creazione che qui cento, là migliaia di più piccole particelle spirituali, alla fine stabiliscono un’anima più grande, anima che si è avvicinata di nuovo a Me di un gradino, ovvero, ciò che voi stessi siete come figli, come fanciulli, uomini e anziani, andando incontro sempre più alla maturità, avvicinandovi sempre più a Me?

5. Ebbene, e che cosa indica tutto questo? Null’altro che un eterno procedere sotto l’aspetto spirituale, il cui procedere è stato impresso da Me come Legge in tutte le cose, e nella quale anch’Io prendo parte, non come Dio in persona, ma come Complesso di tutto il Creato stesso; poiché, ciò che nel materiale è la crescita delle piante, dei figli (incarnati), ecc., così è il procedere nello spirituale: un perpetuo perfezionare e completare! Finché alla fine, tutto lo spirituale sarà così puro ed elevato, che il Mio Io spirituale, progredendo, si fonderà in Uno con il creativo, e poi tutto il creato sarà un’anima, un pensiero e un’opera perpetua! Se potete comprendere questo, allora dovete rifletterlo bene, e vedrete che il ‘completamento’ e ‘perfezionamento’ del Mio Io non è solo possibile, ma assolutamente necessario per ogni vita spirituale.

6. Questo per oggi, e spero che tu e tuo fratello possiate accontentarvi con questo! – Amen!

 

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Cap. 22

Accontentarsi anche senza croce

17 maggio 1870

(a Giovanna, sorella spirituale dello scrivano)

1. Su questa cara lettera di tua sorella nello spirito, a te per vero personalmente sconosciuta, puoi rispondere così (poiché tu desideri altrettanto ricevere alcune Mie parole per lei): che fa molto bene al Mio Cuore paterno quando vedo come il Mio insegnamento e le parole che vi mando portano tanti stupendi frutti. Dì a questa cara sorella di continuare così sulla via che ha intrapreso; cosa però riguarda il suo presunto ‘va troppo bene’, non deve sopravalutare le proprie forze, e poi che si ricordi se il suo passato è stato così pieno di pure rose, da credere di non aver abbastanza sopportato, sofferto e lottato.

2. Lei deve osservare soltanto la natura. Non c’è in essa altrettanto, solo per un certo periodo brutto tempo? Tempeste e pioggia arrivano solo quando la natura stanca viene risvegliata di nuovo attraverso tali portentosi movimenti, deve di nuovo rinfrescarsi, affinché rifiorisca di nuovo e testimoni dal più piccolo fiore fino all’albero più grande, solo del Mio Amore e della Mia Misericordia!

3. Tua sorella ha sopportato e sofferto tanto quanto era necessario per la sua salvezza, non deve desiderare più nulla che forse non potrebbe sopportare; deve essere contenta con ciò che Io le porgo. Un Mio vero figlio accoglie tutto con gratitudine, come provenendo dal Padre, sia il bello come il cattivo tempo; infatti è peccato e provocazione del Mio potere pretendere altro, come se Io non sapessi cosa o quanto ad uno sia buono o dannoso!

4. Lei deve solo badare a conservare la pace nel suo cuore, e non aspettarsi delle croci da Me. Io non ne mando mai, bensì il mondo che la circonda farà già il suo, in modo che non possa sempre vivere del tutto in pace indisturbata. Perciò, deve raccogliere solo quel tanto dalle Mie parole, affinché il suo animo, come il criceto in inverno, possa poi nutrirsi a sufficienza con i frutti dell’estate.

5. Non deve nemmeno rimaner ferma a parole sentimentali, poiché nemmeno Io durante il Mio cammino terreno sono stato proprio sentimentale, ma tanto più pensavo premuroso di dimostrare con i fatti che Io stesso sono colmo di ciò che predicavo agli altri.

6. Quindi all’opera, Mia cara Giovanna! Non dimenticare il tuo prossimo e specialmente i Miei fratelli, o meglio, i poveri, e solo allora sentirai ciò che è più bello: saperMi seduto accanto a te durante una festività stimolante l’animo, come durante un pasto d’amore, ma con la consapevolezza di non essere tuttavia del tutto degna di Me, oppure fare a meno della Mia presenza visibile, ma avere per questo il cuore gonfio della sensazione di aver compiuto almeno tante buone e nobili opere, più di quanto stavano nelle tue forze.

7. In questo sta la vera beatitudine! Vuoi tu, figlia Mia, meritare il nome che porti come il Mio discepolo preferito? Allora segui il Mio consiglio, e Mi avrai sempre nella tua vicinanza, e il tuo cuore ti sussurrerà sempre: “Sii consolata, figlia Mia, sei sulla via di diventare una prediletta del Signore, come un giorno lo fu Giovanni!”

8. Questo per te, figlia Mia, per consolazione, e per oggi la Mia benedizione! – Amen!

 

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Cap. 23

Avanti con coraggio e fiducia!

22 maggio 1870

1. Cari figli, i vostri sentimenti e il vostro buon umore spirituale Mi sono diventati tanto cari, e la fiammella del vostro cuore che ora risplende bella come mai in tutto lo splendore nell’amore per Me, Mi hanno mosso ad aggiungere alla lettera del Mio servitore alcune parole di conforto per voi.

2. Miei cari figli, continuate sulla via che avete iniziato, e presto sentirete percettibilmente il risultato della vostra aspirazione. Continuate a lavorare nella Mia vigna, aumentate il capitale della vostra vita per l’aldilà con opere d’amore, affinché, quando un giorno sarete giunti là, possiate essere uniti con il vostro fratello giunto là prima, poiché dovete appunto sapere che anche lui non si ferma là dove era quando Io lo richiamai dalla Terra, perciò dovete fare anche tutto il possibile per tenere sempre il passo con lui, se volete rivederlo.

3. Tu, Mio caro figlio, (più avanti) riceverai ancora la Mia parola vivente, cioè, detto più chiaramente, sentirai la stessa ancora più chiaramente di quanto l’hai percepita finora nel tuo cuore. Adesso non ne hai ancora bisogno di più, poiché al momento, tu ed il tuo amico avete da fare solo con voi stessi per purificare il vostro cuore da ogni impurità e da ciò che vi è ancora attaccato, e per questo basta il Mio diretto influsso nel tuo interiore.

4. Ma se la vostra compagnia di bendisposti dovesse aumentare nella vostra città, così che tu (qui come Mio scrivano) per il bene e per il male dei tuoi confratelli e sorelle, dovrai implorare il Mio conforto, allora sentirai la Mia voce ancora più chiaramente e in modo più percettibile, poiché allora avrò bisogno di te anche come organo purificato per gli altri!

5. Per ora bada solo alla voce nell’interiore, e potrai sempre, per quanto riguarda la salvezza della tua stessa anima, leggere e comprendere la cosa giusta al tempo giusto! Te lo prometto: “Voglio essere il Terzo, ma anche il Primo nel vostro patto!”. Il Padre tuo non promette nulla invano, e ciò che ha promesso lo manterrà anche, finché i Suoi figli si mostreranno degni del Suo Amore e della Sua Grazia.

6. Questo per consolazione per te e per il tuo amico. Continuate come avete cominciato, e la Mia benedizione che finora non vi è mancata, vi accompagnerà sempre! – Amen!

7. Questo lo dice Colui che vi ha amato prima ancora che foste, e vi amerà anche quando, scambiando questa Terra con un soggiorno migliore, Gli sarete venuti più vicino di un gradino! – Il vostro Padre più amorevole e clemente. Amen! Amen! Amen!

 

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Cap. 24

Tutto a suo tempo

30 maggio 1870

(cenni per una missione, ancora al fratello spirituale M.B.Ch.)

1. Dopo che tu hai già ospitato tutti i tuoi amici con il Mio cibo celeste, cioè con le Mie parole, allora scrivi di nuovo alcune righe anche al Mio caro M. B. Ch., affinché venga tolto dai suoi dubbi e possa veder meglio e più chiaramente ciò che vuole veramente fare in rapporto all’atteggiamento verso sua sorella carnale, la quale adesso è subentrata in altre condizioni mondane, e forse a causa dell’influsso di suo marito (il cognato) non vorrebbe più accogliere così compiaciuta le parole d’amore di suo fratello come prima.

2. Il Mio caro figlio deve però avere innanzitutto davanti agli occhi ciò che ci vuole per procurare il vero e proprio accesso alle Mie parole, allora vedrà che, quando Io Mi sono avvicinato a lui e l’ho solo sfiorato con il Mio dito nella parte più sensibile, prendendogli come segno del Mio arrivo per intanto sua moglie, – allora scorgerà chiaramente che, se non risveglio uno spirito mezzo addormentato con importanti intromissioni nel destino e, con ciò, scuoto altrettanto l’anima, è quasi impossibile che la Mia parola, quale semenza proveniente dai Cieli, possa cadere su un terreno fertile.

3. Osservate solo la vostra stessa compagnia. Anche in questa si trovano alcuni di voi tormentati e perseguitati dal destino, e tuttavia questa lieve piccola molestia che Io vi faccio volutamente arrivare, non è ancora abbastanza per liberare del tutto il vostro spirito e – perfino da tutte le opinioni preconcette – allontanare la vostra anima dal mondo, affinché tutti voi possiate comprendere giustamente le Mie parole e il Mio Amore, come lo desidero e vorrei che fosse!

4. Io vi lascio certamente correre tutti insieme ancora tra vera elevazione e scene di commozione. Non ho ancora impiegato in nessuno di voi – all’infuori di te, Mio caro figlio – la giusta medicina, per mostrare nel contempo all’uno o all’altro la grande voragine che deve ancora essere superata affinché ciascuno sia chiamato ‘figlio Mio’, ma ognuno di voi deve sempre tener presente che manderò forse una potente scossa, per portare tutti i Miei figli sulla via dove li vorrei avere.

5. Se rifletti su tutto questo in anticipo, puoi farti un’idea fin dove tua sorella, con tutto il suo animo femminile e i suoi sentimenti delicati, s’interesserà del Mio cibo celeste.

6. Adesso, appena entrata in nuove condizioni dove tante preoccupazioni assalgono il suo cuore, preoccupazioni che in verità sono tutte inutili, crederebbe veramente in Me e nella Mia conduzione, – adesso, come ho appena detto, dove molti pensieri che presumibilmente stimolano dubbi e s’insinuano nel suo cuore, credi forse che, se non la toccasse il Mio dito, lei avrebbe tanto tempo e ispirazione poetica per donarMi anche solo un’oretta? – Caro figlio! Io so meglio di te ciò che è una donna, e so anche quanto volubile è il suo cuore che ben facilmente si riscalda per ogni  cosa buona, bella e nobile; tuttavia, per tener stretto questo, per  approfondire le Mie parole e metterle in pratica nel senso divino superiore, e ricordare continuamente il Mio esempio, tra preoccupazioni mondane e altri dissensi che altre persone vi procurano continuamente, – allora è difficile ottenere ciò che Io chiedo per la rinascita dello spirito, che anzi devo pretendere.

7. Tu, Mio caro figlio, vorresti ben rendere ricettivi i tuoi fratelli, figli e parenti, anzi se fosse possibile anche il mondo intero per ciò che ti entusiasma e ti riscalda, e per questo motivo fai ogni sforzo. Anch’Io ho lo stesso desiderio, e nonostante tutta la Mia Onnipotenza devo pazientare finché all’uno o all’altro gli passi per la mente di donarMi una mezz’oretta, e talvolta anche molto meno, per occuparsi – nello spirito – del Mio Insegnamento e delle Mie molte parole tanto spesso molto sprecate.

8. Vedi, Io, come Padre vostro, Creatore e Dio, Mi accontento con il poco che i Miei figli Mi offrono; con questo, come dice la vostra massima, penso così: “Verrà il tempo! Verrà il consiglio!”. – Fa anche tu così, senza tralasciare di intercalare qua e là nelle tue lettere a tua sorella, solo dolci accenni, ma lascia il rimanente a Me e al delicato cuore di tua sorella. Già in alcune occasioni Io rinfrescherò di nuovo nella sua memoria ciò che tu le hai mostrato per amore fraterno nelle lettere, del come e del perché si dovrebbe dare a Me la preferenza davanti a tutto; ma come disporrò questo rinfrescare, lascialo a Me. Io sono un Medico dell’anima e del corpo, e so precisamente con quali mezzi e quando li devo impiegare. Perciò non ti preoccupare, fa ciò che metterò anche nel tuo cuore, e con tutta la fiducia in Me non avrai mai agito ingiustamente.

9. Questo te lo dice il tuo amorevolissimo Padre che conosce precisamente anche l’amore tra fratello e sorella, sebbene Egli si sia prescelto solo Proprie creature, cioè i figli di questa Terra a Suoi fratelli e sorelle da così tanti mondi. La Mia benedizione paterna a te e ai tuoi! Amen! – Questo dice Colui che tu e voi tutti non dovete mai dimenticare, come anche mai il vero e proprio valore delle parole del Suo sconfinato Amore per voi, affinché possiate essere sempre memori di chi è Colui che giornalmente vi lascia giungere questo cibo celeste! – Amen! Amen! Amen!

 

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Cap. 25

Più la miseria è grande, più l’aiuto è vicino!

31 maggio 1870

(al simpatizzante G. del cerchio spirituale triestino)

1. Il tuo amico ti chiede alcune parole di conforto per sua sorella, e poiché è solo l’amore fraterno che lo spinge a questo, gli voglio richiamare alla memoria in parte qualcosa, in parte aggiungere dell’altro.

2. Mio caro figlio, ti ricordi ancora bene della serale festa dell’eucarestia, dove tua sorella abbandonò così commossa il vostro circolo e non poté quasi dominare il sentimento di alto amore e gratitudine verso di Me? In quell’occasione nel suo cuore afferrò anche il proposito di appartenere solo a Me, e non abbandonarMi mai.

3. Io sapevo bene quanto lontano vanno i propositi e fin dove l’adempimento degli stessi; Io volevo di fatto, mostrandoglielo, quale grande differenza c’è in mezzo a questi. Io la sentivo sul dente – come voi dite – e tu vedi quanto se ne sta lì vacillando, disperando, per così dire, del Mio aiuto. Ora le mando a dire di non disperarsi; Io non carico a nessuno mai più di quanto possa sopportare. Lei ha da lottare molto con l’infelicità del mondo, e se lo vuoi sapere, perché Io lo permetto? Che cosa ho detto per lei nelle Mie parole precedenti? – Quando lei ti scriverà che ha fatto tutto, che ha provato tutto ciò che stava nelle sue forze, e tuttavia non è bastato, alla fine sarà di nuovo arrivata là da dove è partita, cioè da Lui, dall’amorevole Padre Santo, là solo  è da cercare conforto e aiuto!

4. Vedi, adesso lei è là dove la volevo avere Io; e, “più la miseria è grande, più l’aiuto è vicino”, dice uno dei vostri proverbi. Sii convinto: non voglio rimaner dietro al proverbio che voi uomini avete inventato. La circostanza che suo figlio ammalato sia ritornato da lei nella casa paterna ed abbia pure aumentato le sue preoccupazioni a causa dei mezzi limitati, è per lei certamente un duro colpo così come voi uomini lo giudicate, ma ciò che voglio avere per scopo Io – visto dal Mio punto di osservazione – è diverso.

5. Quando voglio attirare qualcuno veramente vicino a Me – particolarmente una madre – che cosa credi tu, come lo faccio? Vedi, non mando a lei, bensì ad uno dei suoi figli una sofferenza, e vedi, la madre, che forse avrebbe sopportato con fredda rassegnazione la propria sofferenza, trema al più lieve aumento del battito del polso di uno dei suoi figli! Con la propria sofferenza lei avrebbe forse chiamato prima il medico che Me, ma con il figlio malato il suo primo sguardo e il pensiero li ha rivolti a Me, e pur se involontariamente, è comunque l’amore materno uno dei più importanti impulsi, un tipo di amore che la conduce a Me. E tu credi tu che Io lasci rivolgere invano il suo occhio colmo di lacrime al Cielo? – No! Io l’esaudisco! Tuttavia, a Mio giudizio, di certo spesso non così velocemente come lo vorrebbe lei; spesso anche per niente, quando però, a far questo, Mi determinano proprio altri importanti motivi.

*

6. Per quanto riguarda la sorella di G., il tuo amico stia tranquillo, anche lei dovrà vuotare il calice della sofferenza, dal momento che l’ho fatto anch’Io, e nonostante ciò verrà il momento quando lei benedirà il Mio fare e operare. Io voglio appunto consolidare ancora di più la sua fiducia in Me, affinché non possa più vacillare così facilmente e stia tranquilla, quando sarà pienamente convinta che lei stessa non potrà più aiutarsi. In chi dovrebbe avere più speranza, se non in Me! – Quindi, fiducia, e di nuovo, fiducia! Quando si chiudono tutti i cuori e risorse del mondo, allora il Mio cuore paterno e il Mio Amore staranno sempre aperti ad ognuno che si rivolge a Me. Perciò non deve scoraggiarsi quando lei provvede ai suoi figli; può essere convinta che anch’Io provvedo loro e anche a lei stessa. Solo la perseveranza conduce alla meta, e quando il mondo si mostra per lei del tutto chiuso, allora può essere convinta che il Padre Santo le è più vicino. – Amen!

 

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Cap. 26

Consigli per le mamme

1 Giugno 1870

(a una mamma del cerchio triestino con i figli viziati)

1. Tua sorella ha espresso il desiderio di sapere come deve comportarsi a casa sua e con i suoi figli (già cresciuti), e così ti voglio dare alcune righe per la Mia cara figlia, la quale vorrebbe vedere tanto volentieri la sua intera casa e i suoi appartenenti sulla via che lei stessa ha intrapreso per la sua salvezza.

2. Già un altra volta[6] le ho detto se crede di poter illuminare un’intera grande casa come una piccola fiammella, e nonostante ciò vorrebbe vedere questo miracolo perché lei crede che questa sia la sua missione. Domenica già vedrà dalla Mia parola di Pentecoste fin dove può operare come madre e casalinga sotto le circostanze che attualmente sono nella sua casa.

3. Ciò che sono adesso i suoi figli, lo sono diventati sotto l’influsso di circostanze ed opinioni completamente diverse da come tua sorella vede attualmente il mondo. Io lo so molto bene e conosco il suo cuore, sia come figlia Mia che anche come madre, solo che è il passato non può più essere cancellato, e così deve stare a guardare con pazienza, quando i suoi figli ora percorrono altre vie diverse da quelle sue. Le potrà servire da tranquillante il fatto che ciò che essi sono adesso non sarà scritto sul conto della madre, e quindi deve attendere solo serenamente quali passi Io inizierò, per guidarli in modo che gli stessi un giorno possano comunque diventare ancora figli Miei.

4. Qui però devo far precedere una cosa: non posso fare a meno di intraprendere quelle vie che Io stesso considero necessarie. – Ha forse tua sorella visto qualcuno che, senza dapprima essere stato un po’ corretto, abbia trovato spontaneamente la via che porta a Me? Oppure lei stessa ha forse pensato a Me, finché il mondo con tutti i suoi fascini le ha sorriso e passava da un divertimento all’altro, come lo fa adesso? – – Si metta la mano sul cuore, e una voce le risponderà con un “No!”

5. Solo quando il mondo cominciò a chiudersi per lei, e quindi le fu lasciato più tempo per la riflessione, per riflettere più matura sulle false idee del valore e non valore di tutte le faccende mondane, solo allora trovò che oltre tutte queste cose esiste ancora qualcosa di superiore e più importante.

6. Da quel momento in poi avvenne il suo ravvedersi e analisi interiore; e se desidera vedere i suoi figli felici e anche in loro vedere l’impulso risvegliato per Me, com’è possibile questo senza ore amare e cosiddette sciagure! Oppure lei crede che sia forse così facile guadagnare il titolo di ‘figlio Mio’, e gli uomini lo potrebbero diventare così, in mezzo a ricchezza e fortuna, dove la miseria e la fame a loro è conosciuta solo dal sentito dire, ma non per propria esperienza? – Se lei vuol solo rifletterci un poco, allora deve considerarlo come un miracolo, anzi come una straordinaria Grazia che la sua stessa famiglia l’ha trattata così (miseramente) come lo ha fatto veramente. Infatti, senza questi trattamenti lei non sarebbe mai venuta da Me, mai nella Mia vicinanza; e così è ovunque su questo mondo, che spesso gli uomini proprio con ciò che vogliono veramente commettere di male agli altri, contribuiscono maggiormente per il loro meglio.

7. Perciò deve stare solo tranquilla e lasciar provvedere Me. Se Io voglio far giungere questa Grazia ai suoi figli come a lei, allora lei deve essere convinta che Io troverò certamente i mezzi e il modo per distogliere i loro cuori dal mondo, e mostrar loro la via verso la pace e la quiete interiore dell’anima; pace e quiete che tutti loro ora cercano invano, e secondo il loro modo di vedere non potranno nemmeno trovare.

8. La cara figlia Mia deve solo prendere la sua stessa guida come linea di condotta anche per i suoi figli, e con la fiducia in Me saprà presto che tutto ciò che fa il Padre Santo, avviene sempre al momento giusto e nel modo giusto, per il meglio dei figli degli uomini smarriti. Questo per oggi! – Amen!

 

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Cap. 27

Sulla pesca di Pietro

6 giugno 1870

 

[Luca 5,3-9]: «E montato in una di quelle barche che era di Simone, lo pregò di scostarsi un po’ da terra; poi, sedutosi d’in sulla barca ammaestrava le turbe. E com’ebbe cessato di parlare, disse a Simone: “Prendi il largo, e calate le vostre reti per pescare”. E Simone, rispondendo, disse: “Maestro, tutta la notte ci siamo affaticati, e non abbiamo preso nulla, tuttavia sulla tua parola, calerò le reti”. E avendole gettate, presero una gran quantità di pesci, tanto che le loro reti stavano quasi per rompersi. Alloro fecero cenno ai loro compagni che erano nell’altra barca, di venire ad aiutarli. E quelli vennero e riempirono entrambe le barche da farle quasi affondare. Simon Pietro, veduto ciò, cadde ai piedi di Gesù dicendo: “Signore, allontanati da me, perché sono un uomo peccatore”. Lo stupore, infatti, aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la presa di pesci che avevano fatto».

1. La tua cara sorella ieri ti ha riferito che ha già pensato di ricevere in un dettato da Me stesso qualcosa su questi versetti, poiché crede che anche lei dovrebbe gettare la sua rete nel Mio Nome.

2. Io comprendo e conosco bene il suo cuore e quale scopo vorrebbe avere con ciò; soltanto, che per gettare le reti, si deve essere esperti nella pesca, oppure incaricati nel Mio Nome.

3. Anche Simon Pietro dubitò della buona pesca, sebbene fosse un esperto pescatore, e osò gettar le reti solo su Mia sollecitazione e con la sua salda fede in Me.

4. Così lo dovrebbe fare anche la tua cara sorella. Lei ha ancora certe cose da pescare nel proprio fondamento, e poi – se là non ci fosse più nulla da pescare – lo farebbe nel più vicino ambiente che, per vero, è molto ricco di pesci, ma la qualità in proporzione, è come se non si lasciassero pescare così facilmente. Se là farà un buon bottino, potrà pensare ad un circondario più ampio solo dopo, e questo in verità s’intende solo ‘nel Mio Nome’, perché senza questo non si può fare proprio nulla!

5. Nondimeno, per toglierle questa voglia – di pescare in lontananza, invece di prendere ciò che sta nelle sue vicinanze – allora Io le consiglio di pescare sì a fondo, ma prima nel proprio fondamento, e di non lasciare nemmeno un pesciolino nel suo cuore; poi deve mettere le sue reti dolcemente e soavemente intorno ai cuori della sua famiglia, come p.e. a quelli dei suoi figli. Se l’uno o l’altro dei suoi figli si aggroviglia in uno dei fili sottilmente intrecciati, allora è d’obbligo fare attenzione, affinché la preda non sfugga. Poi deve invocare il Mio Nome, e allora Io, quale esperto Pescatore, l’aiuterò, così che insieme imbrigliamo ancora di più il pesciolino catturato nel filo dell’amore, per essere sicuri così per lo meno di un pesciolino, invece di molti pesci!

6. La tua cara sorella deve ben riflettere che il mondo non è così che noi possiamo pescare i pesci (tanto facilmente) con le reti per il nostro Regno. Io sono soddisfatto con la canna da pesca anche se ne abbocca uno solo. E di quante canne Io dispongo provviste con la più deliziosa esca, …e quanti pochi si lasciano da questa adescare per diventare Miei pesciolini e farsi catturare da Me!

7. Perciò rimanga col Mio consiglio; se le dovesse riuscire a catturare un’anima dei suoi familiari, allora per lei è già sufficiente di uscire con una sola canna da pesca e con la corda. Se ritorna con un bottino, allora lei è già una delle figlie migliori tra molte; solo che noi due dobbiamo lasciare a casa le reti, e poi distenderle solamente quando brutti avvenimenti del mondo spingeranno i pesci in un luogo sicuro. Allora useremo le reti e lei può essere assicurata che in quel tempo e con il Mio aiuto faremo un grande utile, più di quanto è possibile adesso, dove sarebbe anche fatica sprecata pensare ad una grande cattura.

8. Questo per i suoi desideri per regolare gli stessi, e la Mia benedizione paterna quando è necessaria per la pesca! – Amen!

 

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Cap. 28

Pazienza e rassegnazione

18 giugno 1870

(una parola di conforto a un simpatizzante del cerchio triestino)

1. Caro figlio, sei risentito per le avversità che adesso ti colpiscono già da un po’ di tempo, colpo su colpo, e vorresti volentieri trovare una via d’uscita da questo labirinto.

2. Vedi, figlio Mio, Io concedo tutto questo affinché tu ti debba ritirare ancora di più dal mondo e non rivolgere la tua speranza agli uomini, ma solo a Me. Io sono il Signore che guida tutto, gli altri sono solamente manovali che, senza volontà, devono offrire le loro forze e le loro braccia per i Miei grandi scopi, senza sapere che tutti loro, come macchine, tirano il carro al quale Io li ho legati, non essendo essi utili per qualcosa di meglio!

3. Non preoccuparti di questo, anche se vivi in disaccordo con tutto il mondo, e ovunque dove non sospettavi scopri anime indisposte, che cosa te ne importa di tutto questo! Se sei in grazia presso di Me, lasciali andare! Tutti Mi devono servire, per arricchirsi continuamente di esperienze, perché voglio educarti per Me, affinché tu possa finalmente comprendere che anche il migliore amico nel mondo non vale un solo penny, e che unicamente da Me si può trovare quiete e pace.

4. Tu e i tuoi fratelli e sorelle, quanto avrete ancora da sopportare! Abituatevi tutti alla tolleranza, perché verrà ancora peggio. Adesso sono solo piccole prove di pazienza, più tardi saranno dati ai vostri stomaci, cibi ancora più duri da digerire!

5. Ti è sgradito sperimentare, purtroppo, che tutti i tuoi piani – di contribuire di nuovo con un piccolo obolo alla stampa della grande Opera (il Grande Vangelo di Giovanni) – sono falliti, e tutte le speranze che ti facevano sperare in un guadagno per questo scopo, sono naufragate.

6. Io però ti domando: “Perché hai costruito tutte le tue speranze sugli uomini e, così facendo, dimentichi completamente che tocca proprio a Me esprimere la Parola principale in questa faccenda, se i tuoi piani corrispondano ai Miei?

7. Aspetta solamente! Quando sarà il momento saprò ricompensare anche la tua premura, e procurarti ciò che voglio avere da te per l’ulteriore diffusione della Mia parola; fino ad allora non prevenire nei Miei piani, poiché per primo non otterrai nulla, e per secondo, se Io non voglio, anche la tua fatica sarà  sprecata!

8. Ugualmente, la lunga malattia di tua sorella ti tormenta; solo che anche qui è lo stesso, lo vuoi sapere sempre meglio di Me, oppure come dite voi: l’uovo vuol essere più intelligente della gallina! Quando avrò provato e reso morbida come si deve l’anima della tua malata per l’accoglienza della Mia parola, allora lei guarirà pure, e non un’ora prima di quanto voglio Io.

9. Magnetizzala (cioè benedicila) giornalmente secondo le Mie prescrizioni, e confida nella Mia benedizione! Il restante lascialo a Me. Puoi essere rassicurato e convinto: non puoi amare tua sorella più di quanto l’amo Io, come figlia Mia! E alla fine, non vuoi tu in prima istanza il suo miglioramento spirituale? Il corpo guarirà non appena l’anima si sarà dedicata completamente a Me.

10. Per quanto riguarda l’ulteriore trascrizione delle Mie parole secondarie, dove l’uno rifiuta gli originali e l’altro non spedisce le copie, allora vedi di nuovo la stessa cosa, come ho detto sopra, perché così lo voglio Io, e non diversamente!

11. Finché non lasci sorgere la tua volontà completamente nella Mia, e quando vuoi qualcosa domandi prima a Me, vieni da Me, preghi solamente Me, fino allora dovrai sempre fare la triste esperienza che ‘chi non confida in Me, costruisce sempre sulla sabbia!’

12. Segui il Mio consiglio, e al momento giusto, nel costante sguardo a Me, vedrai risolte tutte le domande così facilmente e naturalmente, che solo allora comprenderai del tutto che era meglio così, e non diversamente!

13. La Mia benedizione è per te e per i tuoi fratelli e sorelle! Seguite tutti il Mio consiglio e lasciatevi guidare dalla Mia mano; essa è appunto la mano di un Padre, del Padre celeste. Credete voi che il Padre vi possa guidare su vie sbagliate? Come si conciliano tali pensieri con il Mio illimitato Amore paterno, dove Io, proprio per questo, faccio riversare ad ogni battito del vostro cuore migliaia di grazie su di voi, delle quali non sospettate nemmeno di una singola!

14. Ti dico ancora una volta: calmati! Lavora per Me e per il tuo stesso cuore! Il risultato della tua aspirazione lascialo però a Me, e ritroverai di nuovo quiete e pace, come le devono sempre avere i figli Miei, dal momento che il mondo non può dar loro più niente e togliere più niente. – Amen!

15. Questo ti dice il Padre tuo longanime e paziente, che vorrebbe vedere voi figli minorenni il più presto possibile forti, per sopportare ancora qualcosa di più grande che la scuola di prove, cosa che la pressione dei tempi e l’avvicinarsi della grande rinascita del vostro globo terreste, richiede. – Quindi:

“Non scoraggiatevi in giorni intorbiditi,

quando v’inseguono gli uragani del destino;

là in Alto c’è una Mano che vi guida

e certamente la vittoria vi prepara.

Operando bene sempre a Me guardar dovete

e non perdere la fiducia, bensì aumentarla!

Allora accada quel che vuole –

uno sguardo a Me, – e si quieta ogni timore !

Il Padre è Colui che mai vi abbandona,

anche se voi stessi facilmente Lo dimenticate!

L’amore torna ancora indietro nel cuore,

nuove membra diventano di nuovo confidenti

dell’unico patto che Io stesso con voi conclusi,

perciò instancabili,– sempre di buona voglia combattete!

Alla fine proprio tutto il buio schiarirà

e il Padre nelle sfere celesti si vedrà!”. – Amen!

 

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Cap. 29

Un cenno su come essere missionari verso giovani anime

20 giugno 1870

1. Dopo aver letto la lettera di tua sorella Giovanna dove esprime il sommesso desiderio di ottenere alcune regole di comportamento su come si deve comportare a causa della ragazza a lei affidata, allora ti voglio dettare alcune righe per lei, affinché anche lei comprenda del tutto chiaramente come si può conquistare un’anima per Me e quando è il tempo per ottenere questo!

2. Innanzitutto vogliamo considerare la questione in generale, e poi passare a questo caso specifico, dal momento che, in quanto all’individualità e all’educazione di ogni singolo uomo, anche i mezzi sono differenti, mezzi che devono essere impiegati per conquistare l’uno o l’altro per il Mio Regno.

3. In generale valga per tutti voi la regola che, chi non vi domanda questo e vi domanda un pezzo di pane, non glielo dovete offrire, poiché solo l’affamato sa apprezzare il pane.

4. Colui che non ha mai sentito la fame e al massimo pretende solo per abitudine qualcosa da mangiare, in parte per far passare il tempo con quest’occupazione oppure in parte anche perché ha sentito parlare di pane ed ora anche lo pretende, per tali mangiatori occasionali non è il Mio pane celeste!

5. Il Mio pane è (solo) per coloro che hanno provato un altro cibo e da nessun’altra parte hanno trovato la vera e propria sazietà, e ora si aggirano cercando, sperando forse di trovare, con perseverante ricerca, il vero Pane (primordiale) o viveri spirituali, di cui si ha tanto desiderio, senza averne anche solo un vero concetto di quale aspetto possa avere questo Pane e quale gusto avrà.

6. Tali uomini Io li aiuto anche spesso, per facilitare la loro ricerca, e lascio loro anche dare con il tempo ciò che hanno così a lungo bramato attraverso la Mia conduzione da uno o dall’altro dei Miei figli.

7. Se dunque qualcuno viene da voi annunciandovi con poche parole il perché è venuto da voi, allora comprenderete già bene che l’ho mandato Io. E a questi, nello stesso modo, date ciò che vi è stato dato da Me!

8. Vedrete con quale avidità tale anima accoglierà questo cibo vivente, e da ciò riconoscerete anche subito che questi fratelli o sorelle non lasceranno certamente più le Mie vie una volta intraprese, sebbene non siano senza difficoltà.

9. Ma a tutti coloro che lo bramano per altre intenzioni, oppure forse anche solo per nessuna intenzione, come al massimo per curiosità, offrire subito il Mio pane celeste senza che ne senta un impulso, è fatica sprecata, e qui è, come dissi un giorno ai Miei apostoli: “Non dovete gettare il Mio insegnamento (ovvero le Perle) davanti ai porci!

10. Questo in generale. Adesso vogliamo passare alla tua domanda nell’individuale a motivo di tua sorella. Così le mando a dire di riflettere bene su quanto è preceduto, ed esaminare se la ragazza a lei affidata ha una vera fame oppure è solo curiosità.

11. Dal momento che un animo femminile afferra facilmente tutte le impressioni, quelle buone come quelle cattive, e per lo più il loro effetto è raramente di lunga durata, particolarmente in un animo giovane, quindi tua sorella deve ben essere molto in pensiero per queste stupende impressioni che la Mia parola lascia in tutti coloro che la leggono con comprensione, vale a dire senza pregiudizio che queste impressioni non si lasciano cancellare facilmente; e deve cercare di rinfrescarle di tanto in tanto con singole parole buttate lì piene di delicatezza e amore, e cercare di accendere nella giovane ragazza soprattutto una passione nel suo cuore, in altre parole l’amore per Me. Se questa è una buona volta accesa e ardente, allora il primo passo è già conquistato (la giovinezza deve avere qualcosa per l’entusiasmo).

12. Il passo successivo è poi di mostrare a questa fanciulla la via per immergersi in questa inesauribile Sorgente di tutte le beatitudini, e precisamente attraverso la lettura delle Mie parole che Io faccio scrivere già da parecchi anni per voi e per l’intera umanità.

13. Solo quando l’amore per Me è ben attizzato in un cuore, allora l’anima che Mi ama desidera anche solo parlare con Me o di Me, e intrattenersi continuamente con Me.

14. Quando in un’anima umana è subentrato questo stadio, anche il mondo perde un po’ alla volta il suo fascino; le cose altrimenti così seducenti, che all’uomo e particolarmente alle ragazze costano molte lotte sul loro percorso di vita per opporvi resistenza, passano poi oltre senza dare importanza, perché il loro cuore non è attaccato a queste, ma solo a Me.

15. Questo è quindi il vero e principale mezzo per non allontanarsi dalle Mie vie. Per amarMi con tutto l’ardore e tutte le forze, allora si fa anche facilmente ciò che Mi è gradito, e in questo amore sono poi incluse anche tutte le Leggi, come il comandamento dell’amore per il prossimo, e anche i restanti di Mosè lasciati a voi tutti.

16. Se a tua sorella riesce di entusiasmare la fanciulla per Me solo, tutto il resto sarà facile, ma per giungere a questo deve rivolgere il più spesso possibile il discorso su di Me, sul Mio eterno Amore e Misericordia, deve rappresentarle il più chiaramente possibile la nullità di tutte le gioie terrene, le deve dire: “Sì, il mondo ha agiatezze e fascini, poiché è stato creato dal Signore per noi uomini per uno stupendo luogo di dimora, ma gli uomini hanno stravolto tutto con il loro egoismo e con la loro avidità di godimento. Invece di godere l’eterna pace, c’è solo tribolazione e sofferenze, infatti, perfino la gioia più pura goduta mondanamente, lascia indietro uno spiacevole sapore!

17. Chi vuol godere le gioie, come per esempio le gioie della natura sotto l’aspetto spirituale, troverà anche lì il Padre, poiché Egli proferisce come dalle grevi nuvole temporalesche, come dal più sommesso canto di un grillo, sempre il medesimo linguaggio ai cuori umani. Le Sue parole infondono dappertutto solo amore e fiducia, mentre tutti i diletti non rendono felici e non soddisfano per sempre e – anche quando sono preparati da uomini per gli uomini, nascondono per lo più altri scopi, tanto che quando l’uno o l’altro ingannato li ha riconosciuti, quasi sempre è troppo tardi, – lasciando indietro un triste passato per il futuro, e un verme roditore perenne”.

18. Tutto questo, all’occasione, la tua sorella deve presentarlo alla fanciulla e dimostrarle con ciò che tutto inganna e non ha un fondamento duraturo, ma solo l’amore per Me rimane uguale, poiché lo stesso, per Me, quale Dio e Creatore, non è di origine terrena, bensì divina.

19. Ora credo di aver mostrato a tua sorella il più chiaramente possibile come si deve comportare per conquistare questo sbocciante fiore per il Mio giardino.

20. Le sia inoltre detto che sarà difficile, e la fanciulla inesperta dovrà fare ancora qualche triste esperienza, finché comprenderà che tutto ciò che tua sorella un giorno le ha detto e lei stessa avrà letto nei Miei libri, è l’unica e permanente verità!

21. Lasci la conduzione sul suo percorso di vita soltanto a Me, lei faccia soltanto il proprio, e dovrà essere sicura che non mancherà la Mia benedizione! – Amen!

 

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Cap. 30

Consigli per una ragazza di servizio

22 giugno 1870

(per Maria, nuova aspirante del cerchio spirituale triestino)

1. Tu vorresti avere alcune parole anche per tua sorella Maria, affinché anche lei riceva qualche consolazione. Allora dille questo: “Poiché conosco il suo cuore, lei deve amare solo Me, e tutto ciò che fa nella sua posizione subordinata, deve farlo per amore per Me!” – Allora sentirà presto la benedizione che scaturisce dalla consapevolezza di aver agito sempre giustamente.

2 Nei Miei nuovi libri nei quali sta scritta la Mia parola, nelle ore libere deve anche cercare la quiete e la pace che il mondo non le può dare, e allora riconoscerà già la verità e la vera vita in Me e attraverso di Me.

3. Lei porta appunto il nome della Madre Mia corporea, deve quindi tendere anche a somigliarle, sia nell’umiltà, sia nell’amore per Me, e non potrei indicarle un esempio più bello che quello della madre del Mio corpo come era appunto un giorno e lo è ancora adesso nel mondo degli spiriti.

4. Deve seguire questo Mio consiglio, e poiché è già in una casa dove Io uso entrare giornalmente, lei badi in particolare ai sentimenti e alla voce interiore della sera, quando i Miei altri figli sono radunati, affinché anche lei diventi presto un membro ‘del Mio nuovo patto’, patto che Io ho stabilito tra i visitatori della sua dimora.

5. Tutti voi siete figli Miei, e chi comprende sempre di più Me ed i Miei insegnamenti, e opera di conseguenza, potrà anche venire sempre più vicino al Mio Cuore.

6. Le mando a dire che Io l’ho già guidata prima, e quando ho visto che il suo cuore si struggeva per Me, allora l’ho anche condotta in questa casa dove si trova adesso, perché volevo averla nella Mia vicinanza. La Mia benedizione l’ha accompagnata fino in queste mura, e ora che sa come può conservarla per sempre, deve anche fare il possibile per diventare sempre più degna della stessa. – Amen!

 

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Cap. 31

“Piange forse la selvaggina con l’erba davanti, o muggisce il bove sopra il suo foraggio?”

[Giobbe 6,5]

2 luglio 1870

1. Quando hai letto questo testo hai indugiato a scrivere, pensando: “Che ne uscirà fuori, qui, di assennato?”

2. Visto da parte tua e secondo il sapere umano, hai avuto ragione di pensare che dietro questo versetto non ci fosse molto; solo che voglio vedere se non ci sia da tirar fuori ancora qualcosa che sia degno di considerazione.

3. Vogliamo quindi passare al versetto per analizzarlo, e poi cercare di adeguarlo alla vita pratica e spirituale.

4. Nel testo si legge: “Piange forse la selvaggina con l’erba davanti?”, che vuol dire questo? – Significa che se la selvaggina, dopo averlo forse cercato già da lungo tempo, ha trovato il suo nutrimento; allora cessa il pianto e l’inseguire il vero cibo desiderato, e solo la mascella come in seguito lo stomaco proseguono il loro movimento. Lo stesso avviene nel bove. Anche lui si quieta dopo aver trovato il suo foraggio, e si dà del tutto al godimento che gli è concesso col nutrimento.

5. Ebbene, come si può impiegare questo sugli uomini? – È così, dico Io, nel senso mondano, altrettanto come presso gli animali che sono stati su menzionati.

6. Quando gli uomini siedono a tavola e finché consumano il loro cibo, allora cessa anche il chiamare oppure il desiderio per il cibo, come anche il movimento a questo corrispondente, bocca, esofago e stomaco esclusi. Bene, ma cosa fanno gli uomini veramente quando mangiano? Qui intendo solo del mangiare per necessità e non per lunga noia oppure per voracità (abituale).

7. Vedete, nel mangiare, sia per fame o appetito, gli uomini cercano di assimilare in sé per il corpo attraverso il pasto ovvero i cibi, ciò di cui hanno bisogno per il mantenimento dello stesso, affinché, quando il corpo è nuovamente fortificato, anche l’anima possa continuare indisturbata la sua spirituale opera quotidiana (anche se con attività naturale).

8. Orbene, quello che gli uomini fanno qui in modo naturale, fortificandosi fisicamente con il cibo materiale, lo dovrebbero fare anche spiritualmente, desiderare e cercare con cura dapprima il cibo spirituale per la propria anima, e poi, quando lo hanno trovato, assimilarlo in sé e nutrire in tal modo, spirito e anima, per giungere più vicini alla loro meta: diventare figli Miei!

9. Questo è il vero e proprio senso spirituale di rispondenza di questo versetto. Ma ce n’è ancora un altro, vale a dire: come l’animale, appena trovato il suo foraggio, dimentica tutto il resto che lo circonda e tra questo forse anche il piacevole e si dedica del tutto all’occupazione del saziarsi, come dice il versetto, anche gli uomini dovrebbero fare proprio lo stesso, e non appena hanno trovato l’appropriato cibo spirituale, dimenticare tutto l’altro cibo materiale e dedicarsi solo a questo nutrimento e alla fortificazione che ne deriva. In altre parole, alla pace e alla beatitudine della quiete spirituale! Essi dovrebbero farlo come gli animali e non lasciarsi disturbare da nulla, affinché anche il nutrimento assimilato adempia del tutto il suo scopo, come nell’animale; essi dovrebbero digerire lo stesso nella quiete spirituale, come la selvaggina e il bove che rimangono quieti dopo il pasto consumato e lasciano solo alla digestione il suo regolare corso.

10. Solo che gli uomini, purtroppo, non lo fanno, poiché essi per lo più accolgono questo cibo spirituale come Io lo distribuisco per loro – spesso e abbondante dai Cieli più alti – in maniera così superficiale, che il minimo avvenimento del mondo li disturba, li strappa da quelle importanti contemplazioni alle quali si dovrebbero dedicare, li strappa dal loro modo di vivere che d’ora in poi dovrebbero condurre, cosa che appunto corrisponde alla digestione spirituale. Su ciò, gli animali svergognano l’uomo abbastanza spesso, perché nel loro ambito sanno meglio ciò che devono fare per occupare, come animali, il posto che il Creatore ha loro assegnato, a differenza dell’uomo dotato con tali grandi caratteristiche.

11. Proprio per questo ho scelto tale testo, per mettervi di nuovo nel cuore, in un altro modo, che non dovete accogliere il Mio cibo con tanta leggerezza! Quando siete insieme e vi occupate dello stesso, non dovete lasciarvi distrarre così facilmente dalle cose mondane, spesso molto insignificanti dalla cosa principale, poiché ancora purtroppo devo vedere che non comprendete del tutto ciò che voglio dire: di come Io, il Creatore di tutto ciò che è creato, vengo a voi, M’intrattengo con voi e vi istruisco Io stesso!

12. Se nella vostra compagnia venisse una persona solo un po’ più altolocata, quanti inchini e atti di cortesia gli mostrereste, perfino la vostra voce avrebbe un suono più bello e gli rispondereste e domandereste umilmente con parole fuori del comune. E che cosa fate quando vengo Io da voi, – quando vi inondo con la Luce di Grazia più grande? Perciò i Miei angeli vi invidiano! Per primo, a causa delle sagge e importanti spiegazioni, con la qual cosa vi rendo chiari tutti i dubbi, e per secondo, perché sono proprio Io stesso in persona che si dà la fatica di educarvi.

13. E nonostante ciò – mettetevi la mano sul petto – con quanta indifferenza cogliete spesso le Mie parole, e quanto tempo dura, nel caso più favorevole, questa bella disposizione della quiete animica, quiete che ha causato in voi la Parola udita? – Confessatelo voi stessi: qui state molto indietro rispetto agli animali dei versetti di Giobbe! Questi prendono il cibo, lo digeriscono completamente secondo la loro natura, e tutto, anzi l’intera natura che li circonda è come non esistente per loro durante questo tempo, dopo di che segue un prolungato riposo.

14. Così dovreste fare anche voi quando accogliete il Mio cibo spirituale, dovreste immergervi del tutto in queste due cose: per primo immergervi nel contenuto di quanto vi è stato dato, e per secondo immergervi nel pensiero che Io vi ho scelto tra migliaia, e vi faccio scendere nel cuore nuovo nutrimento spirituale che, se volete diventare figli Miei, lo dovete essere completamente, e non a metà, non superficialmente soltanto secondo il nome, bensì con anima e spirito, se volete diventar veramente degni della Mia benedizione paterna che viene riversata da Me su di voi giornalmente! – Amen!

 

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Cap. 32

Con pazienza e fiducia, confidare solo in Me

(Dalla notte alla luce)

4 luglio 1870

(al fratello spirituale G.)

1. Mio caro figlio, Mi domandi a motivo del tuo amico e fratello G., del quale proprio di recente hai ricevuto alcune righe. Che cosa ti devo dire a questo riguardo per la sua e per la tranquillità dei partecipanti? Ascolta dunque: dì a tuo fratello che vedo con soddisfazione come si preoccupa del bene fisico e spirituale del suo prossimo. Io comprendo molto bene che vorrebbe soccorrere ovunque vede sofferenza.

2. Anch’Io vorrei soccorrere ovunque vedo sofferenze, e vedi, Io, come Dio, non posso e non devo aiutare sempre, poiché per Me le sofferenze fisiche mandate all’uno o all’altro, non sono tali, bensì vere e proprie benedizioni e prove per uno scopo superiore; infatti, dovrei ben rinunciare del tutto alla conquista di anime per il Mio regno, se volessi guarire tutti gli uomini e mantenerli anche in costante salute!

3. Se non rendessi le anime arrendevoli attraverso sofferenze corporee e altre tribolazioni, e sul letto dell’infermo non rendessi loro ben comprensibile la nullità di tutti i beni terreni, allora quasi nessuno si preoccuperebbe di Me e del Mio regno.

4. Osserva il mondo, tutto ciò che avete di grande e di utile, in invenzioni e scoperte che rendono piacevole la vita, come credi che sia stato inventato e scoperto? Non nell’esuberanza della ricchezza e nel benessere, ma solo attraverso la scuola dell’affanno e delle preoccupazioni (la miseria rende inventivi) e dove si accavallano ostacoli che spronano il ricercatore a maggior fervore, invece di stancalo; e così, con ferrea perseveranza, inseguendo il suo scopo, alla fine gli riesce anche a raggiungerlo.

5. Erano sofferenze animiche e talvolta anche fisiche con le quali ho allevato l’uno o l’altro per i suoi e per i Miei scopi. Attraverso le sofferenze ho temprato la sua anima, e poi nell’insieme preparo molto del bene all’intera umanità. Quello che ho fatto a causa del singolo o della totalità, accade anche con le malattie e le sofferenze, le quali talvolta sono sorte per propria colpa, ma talvolta sono mandate (o concesse) da Me stesso, per risvegliare anime addormentate e renderle attente sulla loro vera e propria destinazione spirituale.

6. Vedi, questo è anche il motivo del fatto che non posso dare a tuo fratello la parola (vivente), come la possiedi tu, perché Mi tempesterebbe di suppliche, oppure vorrebbe intervenire con il suo fervore da zelante funzionario veramente soccorrevole forse là dove Io voglio il contrario, e proprio per questo il Mio scopo piuttosto che favorirlo, sebbene con i Miei medicamenti che vi ho dato, certamente per la guarigione degli uomini, di cui però deve essere fatto un uso molto saggio, spesso può anche essere aiutato. Inoltre, la miglior medicina è sempre la fiducia in Me, la fiducia che Io aiuterò quando sarà il momento, in un modo o nell’altro. Perciò tranquillizza il tuo caro fervente fratello. Egli deve solo riflettere che al di sopra di tutti i mezzi di guarigione, di allopatia, omeopatia e altri, sto Io al di sopra di tutto. Egli deve confidare in Me ed imparare a considerare la faccenda dal Mio punto di vista, e poi comprenderà facilmente che tutti gli inconvenienti – talvolta apparenti – non sono sempre mali, bensì per lo più sono mezzi necessari per il risveglio e ulteriori promotori spirituali, diretti – e indiretti anche per gli altri.

7. Tuo fratello vorrebbe anche avere il cosciente arcano per rinnovare ancora il suo corpo rovinato e, possibilmente, anche quello degli altri, guastato da malattie ed errori. Per questo pietoso desiderio digli che ho rifiutato a suo fratello Dr. M. a Trieste, che è malato già da 30 anni, appunto la preparazione di questa medicina, sebbene lui da questa aspetti la guarigione di tutto (fisicamente). Io non gliela lascerò trovare, perché lo voglio ancora malato e sofferente, per renderlo completamente sano nello spirito e nell’anima.

8. Questo è quello che faccio (o tralascio) con tutto. Le Mie particolari intenzioni, spesso sono direttamente contrarie a quelle umane; solo per questo le Mie sono appunto quelle giuste, e le vostre – quali Miei figli minorenni – le false. Tanto per la consolazione di tuo fratello M., caro figlio. Confidate tutti fermamente in Me, questa è e rimane la miglior medicina, e pensate sempre: ciò che fa il nostro Signore e caro Padre è ben fatto, e non sbaglierete mai e mai perderete la benedizione del Padre vostro, che ama tutti voi e vuole solo il vostro meglio! – Amen!

 

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Cap. 33

La lotta del fedele figlio di Dio sulla Terra

4 luglio 1870

(al fratello spirituale M. B. Ch.)

1. Tuo fratello Mi ha inviato una confessione generale così intima e come proveniente dal più interiore di se stesso, che veramente non potrei chiamarMi Padre vostro se non volessi dare a una tale filiale preghiera una risposta paterna. Quindi ascolta anche tu: a te capita come a tuo fratello e, lo dico veramente, a tutti quelli della tua compagnia! Perciò vi mando tanto spesso soavi parole d’ammonimento, per ricordarvi ancora tutti i Miei paterni consigli.

2. Io conosco troppo bene il cuore umano. E non dovrei conoscerlo, dal momento che l’ho creato proprio così e non diversamente? Chi altro dovrebbe dunque sondarlo più profondamente, se non Io soltanto? Nondimeno, Io so e l’ho mostrato Io stesso col Mio esempio (come Uomo), che le passioni e le tentazioni del mondo pressano troppo l’uomo, tanto che non si accorge del suo influsso, e quanto più l’uomo tiene stretta la sua cerchia d’azione poiché vuol tendere alla perfezione nella quale non vuol perdonarsi nemmeno il più piccolo errore, tanto più gli sembra che le tentazioni si raddoppino e aumentino.

3. Miei cari figli, vi devo ancora esclamare: “Afferrate e indagate ciò che vuol significare: diventare ‘figli Miei’, e comprenderete ancora più chiaramente che il raggiungere questa stupenda e superiore meta, non è così facile come è nell’espressione!”

4. Non è così facile poter domare in una volta le passioni e gli impulsi che si trovano nella vostra anima, nella vostra stessa carne, cosicché con alcune righe lette dalle Mie divine comunicazioni rivolte a voi, siate già a posto e nulla vi potrà più allontanare dalla vostra via che porta a Me. – Chi si abbandona a quest’idea, si sbaglia enormemente, anzi è del tutto sulla via sbagliata.

5. Ai lamenti dell’anima del tuo amico sono da replicare le medesime parole che un giorno esclamai ai Miei discepoli in occasione della Mia cattura nel giardino del Getsemani: “Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione!”

6. Vedete, figli Miei, quest’ammonizione ai Miei discepoli, i quali in tutte le passioni umane erano già tanto più abituati ed esercitati alle abnegazioni molto più di voi, a questi Miei discepoli nati in un altro tempo con semplici usanze e perfino in povertà, i quali erano meno molestati dal mondo circostante, che a causa dei loro scarsi alimenti avevano da sopportare altrettanto poco gli attacchi della carne, vedete, anche a questi uomini molto provati che stavano sotto la Mia personale conduzione e sorveglianza, dovetti tuttavia esclamare: “Vegliate e pregate! affinché non cadiate in tentazione”.

7. Confrontate quel tempo e l’intero cammino di vita dei Miei discepoli con il vostro! Con quante passioni, brame e pensieri impuri vi opprime il mondo con i suoi vizi, il mondo nel quale dovete vivere adesso. E com’è il vostro cibo rispetto a quello dei Miei apostoli? Molto, figli Miei, avete da combattere e – non per rendervi orgogliosi – Io vi dico: in certe cose con molta più difficoltà dei Miei discepoli!

8. Immaginatevi solo quale influsso avrebbe sul vostro animo la Mia personale comparsa tra di voi, con la Mia vita, con i Miei insegnamenti e la Mia relazione con voi! Gli apostoli e i discepoli Mi videro di persona, sentivano la Mia voce e – guardando liberamente nel Mio volto – da ogni tratto potevano leggere la divina origine del Figlio dell’Uomo. Tutto questo a voi manca, e vedete, mentre voi non Mi vedete, né vedete alcun miracolo né il Mio aspetto, né potete incontrare il Mio sguardo pieno di sentimento, ciò nonostante pretendo da voi – e questo in verità sotto circostanze molto più difficili – che viviate e dobbiate vivere in altre situazioni, in condizioni che non vi potete esimere, pretendo proprio ciò che pretendevo dai Miei discepoli mille e ancora altrettanti anni prima! – Non è questo, ingiusto? – Da parte Mia non è preteso troppo da voi?! Sì, figli Miei, secondo l’apparenza avete ragione; apparentemente è troppo! Oh, sì, è moltissimo ciò che Io esigo da voi. I lamenti contro se stesso, che il tuo amico ha annunciato, ne testimoniano a sufficienza.

9. Egli Mi domanda con sguardo rivolto verso l’alto e dice: “Cos’è questo miscuglio di sentimenti che s’incrociano tanto spesso nel cuore umano e mutano così facilmente? Perché non posso  stabilmente sentire così come voglio io? E devo spesso soccombere sotto il peso e l’impressione che altri sentimenti esercitano su di me, sentimenti che purtroppo fanno scomparire di nuovo gli altri più belli e più nobili, e invece evocano le loro fumose, sporche e nere nuvole temporalesche che minacciano di oscurare la mia precedente luce così pura, splendente dai Cieli!?”. – E così continua a lamentarsi sulla caducità dei suoi sentimenti che – osservati precisamente – sono così transitori, come lo sono le gioie stesse del mondo!

10. Mio caro figlio, hai ragione! È così! E mi rallegrano i tuoi lamenti, poiché essi sono lamenti di uno che si sta risvegliando. Tu non accusi Me perché ho dato a te e a tutti voi uomini un cuore così volubile, no! Tu accusi te stesso, e Mi chiedi forza e conforto! – Ebbene, dunque, dovrai avere da Me il conforto, ma tu stesso dovrai conquistarti la forza.

11. Vedi, figlio Mio, se Io non fossi un Dio, ma un essere creato, allora anche su questo non sarebbe difficile diventare così come sono Io stesso e come voglio che dobbiate diventare voi, figli Miei; solo che Io, per l’appunto, Dio, sono il Supremo! Tanto che voi mai ve Lo potete immaginare completamente; e allora anche i Miei figli, per venire vicino a Me, devono essere in grado, altrettanto, della massima abnegazione di tutte le passioni, e così confermarsi nel vero senso della parola come figli Miei.

12. Se considerate il Mio cammino terreno, la Mia sofferenza e la Mia morte, cos’è questo in confronto alla Mia dignità divina? Quale immensa distanza, e nonostante ciò misi da parte la Mia dignità spettante unicamente a Me, Mi celai in un corpo umano (sulla vostra piccola e tenebrosa Terra), vi crebbi da Fanciullo fino all’Uomo, quindi passai attraverso tutte le passioni dall’età infantile fino a quella dell’Uomo, anzi tutte quelle che affliggono l’anima umana, e riflettete, Io, l’Iddio, Mi sottoposi a questo compito, e precisamente nel pieno senso della parola, essendo Io un Uomo non solo secondo la forma, secondo l’apparenza, bensì veramente un Uomo, con Anima e Corpo; e appunto attraverso la vittoria sulla natura umana di questo globo terrestre volevo mostrare a tutti gli spiriti che, chi passa attraverso questa prova, ha veramente sostenuto la prova del fuoco, per poi far valere con diritto di essere chiamato ‘figlio Mio’!

13. Perciò, figlio Mio, non accusarti a causa dell’incostanza del sentimento umano, perché per primo in questo punto non stai da solo, ma ognuno deve lottare e sopportare, così come è stabilito da Me come principio che su questa Terra niente sia di permanente esistenza; e per secondo, che dov’è la più grande Luce, alla stessa deve seguire al passo anche la più grande ombra.

14. Ricordati queste due Leggi fondamentali: la prima ti dimostra che tutto è caduco e spinge verso mete superiori, verso qualcosa di più stabile, che però su questa Terra non ottiene la sua conclusione, e nemmeno nell’altro mondo spirituale è così vicina di come qualcuno s’immagina; la seconda cosa è che, dove agli uomini vengono poste le più grandi pretese in quanto a moralità, la ricompensa è grande, solo che anche le più potenti tentazioni si adoperano costantemente a distoglierlo da questa tendenza, per far naufragare la sua aspirazione.

15. Non vi ho detto in una delle Mie parole che Satana ha il massimo potere esclusivamente su questa Terra? E sapete perché? Proprio perché ho destinato voi, abitanti della stessa, a diventare figli Miei. E poiché Satana è il Mio più acerrimo avversario, allora sarà anche vostro avversario. Egli fa tutto il possibile per rovinare la Mia Opera su questa Terra, ma alla fine dovrà comunque vedere che, sebbene abbia portato molti alla caduta e molte migliaia di anime avrà allontanato dalle Mie vie per lungo tempo, (perché esse erano le più dure, le più semplici e più strette, a differenza della sua che era una larga strada costellata con molti divertimenti e piaceri che portava solo nelle tenebre invece che nella Luce); così un giorno dovrà comunque ancora vedere che alla fine tutti gli spiriti e le anime, disprezzando le instabili beatitudini della sua strada, preferiranno salire sulla via che porta a Me, sopportando e combattendo. Allora sarà giunto il momento in cui anche lui dovrà piegare le sue ginocchia dinanzi a Me, e così – per vero contro la sua volontà – riconoscerà il potere dell’Amore!

16. Quindi non disperate, Miei cari figli! Io so meglio di voi ciò che carico ad ognuno; se anche cade sotto il peso, Io lo aiuto a rialzarsi, e finché ognuno ha solo la volontà di combattere quanto possibile contro le sue tentazioni, deve anche essere rassicurato che Io considero la buona volontà molto più che l’opera. Già l’apostolo Paolo nella sua lettera ai Corinzi disse: “Lo spirito è forte, ma la carne è debole!”. Ciò che lui riconobbe con questo, riconoscetelo anche voi. Combattete contro questo, e un giorno nell’altro mondo saprete quanto nel libro della vostra vita era registrato delle vostre opere e pensieri, e quanto era scritto nella sabbia.

17. Io non sono un Padre inesorabile, ma amorevole e buono; Io ho, avevo ed avrò sempre pazienza con i Miei figli, poiché sono – come lo dice il nome – ancora ‘figli’! E voi che siete padri di famiglia, non agite così con i vostri figli quando sbagliano, severamente, oppure addirittura quando ammettono, si pentono e vi chiedono perdono dopo l’errore? – Cosa fate allora? – Voi perdonate, stringete il figlio nelle vostre braccia con le parole: “Vieni qui, figlio mio, al petto di tuo padre (e della madre), non posso essere in collera con te, riposa qui dalle tue fatiche, e bada di non cadere di nuovo!”. Così fate voi. – E credete forse che Io, nell’Amore paterno, a questo riguardo rimarrò dietro di voi? Certamente no! Ciò che può un padre terreno, lo posso e lo farò anch’Io, e precisamente in misura divina, secondo il Mio sconfinato Amore che – nonostante tutti i vostri errori che precedentemente avevate in voi – ho saputo comunque educarvi, e per accogliervi nella giusta scuola vi ho guidato attraverso sofferenze, affinché tutto ciò che per voi tutti non era possibile, tuttavia con il loro aiuto potete diventarlo, cioè figli Miei! – Amen!

 

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Cap. 34

Sui rapporti con Dio

Dieta spirituale

 Il vero giudeo

9 agosto 1870

(a tre persone amiche della sorella dello scrivano)

1. Mi chiedi alcune parole di conforto per un paio di amiche di tua sorella, la quale attraverso di te vorrebbe sentire direttamente da Me qualcosa per se stessa, e in questo modo crede di aiutare anche tuo fratello affinché porti sulla giusta via un amico che conosce, benché lui stesso non è ancora convinto se questo amico è veramente intenzionato ad intraprendere questa via.

2. Per tutte queste tre persone Io, invece di una risposta, ho da rivolger loro la seguente domanda: “Non avete dunque nessun’altra via per supplicare da Me conforto e aiuto che proprio questa menzionata? Oppure credete che questa via sia la migliore?”

3. Poiché i tuoi richiedenti non sono presenti, allora Mi assumo anche la risposta a questa domanda, chiedendo ancora: “Quando nella solitaria cameretta elevate la vostra anima a Me e, fervorosi, Mi chiedete aiuto, credete voi dunque che Io non senta le vostre suppliche, oppure – quando talvolta avete pregato a Me – non avete mai sentito una Voce consolante nel vostro cuore che cercava di placare i vostri dubbi e richieste, e voleva darvi quiete?! – Perché avete prestato così poco ascolto a questa Voce?”.

4. Perché doveva essere lasciato proprio ad un altro di effettuare questa mediazione, a un uomo che Io, a dire il vero, utilizzo come Mio scrivano per i Miei scopi superiori, per indicare nuovamente ai Miei figli, già da lungo tempo smarriti, la retta via, per fortificare sulla stessa i riconquistati, e per rafforzare sempre di più la loro fiducia? È dunque necessario tra noi, tra Me il padre e voi i figli, un terzo, dove ne bastano due? – Ovvero: se non conoscete il giusto modo di pregare come l’ho insegnato nel Vangelo, cioè nello spirito e nella verità, perché non prendete in mano le Scritture che vi insegnano la stessa cosa, vale a dire proprio il Mio Vangelo, oppure la Mia nuova parola data attraverso il Mio servitore, affinché possiate comprendere che cosa significa veramente ‘avere una religione’, e come questa religione debba veramente essere fatta e in che cosa consiste? Capireste come l’uomo, avvicinandosi sempre di più al Padre suo mediante la stessa, comprenda alla fine in quale modo può pervenire a lui quiete e conforto, e poi impari a comprendere il testo dove si legge: “Venite a Me voi tutti che siete stanchi e aggravati, affinché vi prenda il vostro carico e vi agevoli la via che porta a Me!”

5. Finche voi, Miei cari figli, non intraprenderete (autonomamente) questa via, non potrete riportare nessuna consolazione permanente e nessuna pace stabile nel cuore, poiché dovete sapere che il vero e proprio conforto lo dona solo la consapevolezza di aver vissuto e operato secondo il Mio divino insegnamento! Tutto il resto, anche se venisse direttamente da Me, come p.e. queste righe, può impressionarvi piacevolmente solo per il momento, ma non sarebbe di nessun effetto duraturo, e non lo potrà essere, perché Io, come Dio, non posso proporre mezzi differenti per giungere a Me, ma esiste solo una via, quella della Verità, e questa conduce all’azione mediante la Mia parola e, attraverso entrambe, al conforto e alla pace nel cuore! Comprendete voi questo?

6. Io non sono Padre solo per questo o per quello, per questi oppure per quelli, Io sono Padre per tutti! E proprio per questo, perché abbraccio ed attiro tutti con lo stesso Amore, non esiste presso di Me nessuna via di protezione, dove forse sull’una o sull’altra, come presso i grandi nel mondo, si potrebbe giungere prima alla meta, magari attraverso una porticina posteriore, piuttosto che attraverso il portone principale!

7. Io sono disposto sempre allo stesso modo verso tutti, ascolto tutti con lo stesso Amore paterno, e lascio giungere ad ogni supplicante ciò che gli è necessario. Naturalmente non posso (non devo o voglio) fare tutto Io stesso, anche il richiedente deve contribuire da parte sua, affinché accada ciò per cui supplica; è sufficiente che Io non sia contrario alla realizzazione dei suoi desideri, ma per mezzo della Mia benedizione lo aiuto a favorire la sua opera. Infatti, l’uomo, quale essere autonomo e discendente da Me, con le sue azioni deve mostrarsi degno del Mio aiuto, altrimenti se ho fatto tutto Io e lui proprio niente, dove sarebbe poi il suo merito e la consapevolezza sgorgante dallo stesso, affinché possa esclamare: “Dopo lunga lotta ho raggiunto finalmente ciò a cui aspiravo!”? – Si deve lottare contro le proprie passioni e pregiudizi, contro le idee del mondo e contro le tentazioni dello stesso, e solo allora il vincitore avrà la corona, e sotto nessun’altra condizione!

8. Miei cari figli! Voi vedete che vi espongo abbastanza come vi dovete comportare e quello che dovete fare per venire a Me e, attraverso di Me, raggiungere poi il conforto e la pace dell’anima, di cui voi avete tanta brama. Se non fossi il Padre, Colui che opera come il pastore che cerca la pecorella smarrita e nel frattempo lascia le altre, non sprecherei tante parole per portavi sulla giusta via della conoscenza; solo che, dal momento che ora Mi avete pregato una buona volta e la Mia bontà non ha limiti, parlo anche volentieri là dove le Mie parole trovano un orecchio volenteroso. Così Mi sono impegnato nei particolari, affinché anche voi da questi particolari troviate più facilmente la via all’Universale, vale a dire, come singoli supplicanti, dal vostro cuore la via che porta all’assoluto Padre e Consolatore.

*

(qualcosa di dietetico)

9. Per quanto riguarda l’altra domanda di una di loro, a causa del suo stato corporeo, allora dille che a lei manca la regolare digestione, sia in rapporto naturale come anche spirituale.

10. Mangiare non significa mettere il cibo in bocca, inghiottirlo e consegnarlo allo stomaco masticato a metà o anche proprio per nulla, bensì: dapprima triturare i cibi con i denti, mescolarli in bocca con la saliva, e così preparati, consegnarli allo stomaco per l’ulteriore digestione; questo significa ‘preparare’, in modo conforme alle regole, la sostanza nutritiva per il proprio corpo.

11. Altrettanto è sotto l’aspetto spirituale. – Non il solo leggere le Mie parole, consegnarle poi al cuore dopo solo una breve critica intellettuale del tutto come sono e lasciare il resto ai momentanei influssi, significa avere ‘religione’, ovvero esercitare la stessa! – No! Essere religiosi e cristiani praticanti come l’intendo Io, significa triturare il Mio insegnamento con i denti dell’intelletto, poi mescolarlo con il succo dell’amore della fede cristiana e consegnarlo al cuore per l’osservanza. Di conseguenza, ‘viverlo’, significa raccogliere cibo per lo spirito e per l’anima. E come il corpo con la regolare digestione diventa sempre più sano, altrettanto lo spirito e l’anima saliranno sempre più in alto nella conoscenza, e comprenderanno ed eseguiranno sempre meglio i Miei unici due comandamenti: “Amate Me sopra ogni cosa e il prossimo come voi stessi!”

*

12. Ciò che alla fine riguarda l’amico israeliano del fratello, allora riferisci a quest’ultimo che deve badare di fare di questo amico un (tale) giudeo, come un giorno ero Io stesso un Giudeo durante il Mio cammino di vita terrena; allora percepirà nel suo cuore parecchio ancora da Me, di quanto potreste scrivergli tu e molti altri. Prima però che abbia svestito il vecchio giudeo e rivestito il nuovo con verità e fervore, Io per lui sono inutile con le Mie parole. Solo con questa svolta comincerà il Mio giusto influire in lui, e allora nemmeno le parole infervorate di tuo fratello cadranno più su terreno sabbioso, ma su uno fertile. Ora credo che hai abbastanza. Chi ha orecchi ascolti, e chi ha un cuore, intenda! – Amen!

 

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Cap. 35

Chiarificazioni e cenni di vita

10 agosto 1870

(a un amico dello scrivano, in cammino spirituale)

1. Il tuo amico e fratello Mi ha implorato nel giusto e umile modo per ricevere aiuto, affinché Io gli mostri la giusta via per uscire dal labirinto dei suoi dubbi e da certi scrupoli.

2. Dopo aver aperto del tutto liberamente il suo intimo davanti a Me ed anche davanti a te quale suo fratello, allora deve ricevere il conforto affinché ritorni nuovamente quiete e pace nel suo cuore.

3. Scrivi dunque per lui: Io conosco molto bene il suo intimo e qualcosa che adesso gli appare come grande errore, davanti ai Miei occhi non lo è, bensì, dopo che con la lettura della Mia parola è giunto alla conoscenza di come dovrebbe essere fatta la più alta immagine di un uomo che vuol protendere alla Mia figliolanza, solo adesso egli vede quanto presuntuosa era la sua ricerca e indagine nella natura, dove Mi cercava dappertutto e dove in verità anche sono; ma sulla via come Mi voleva trovare, mai posso essere trovato.

4. Adesso che si rivolge a Me con semplici parole d’amore e d’umiltà, e vede tracciata la via che porta a Me, si spaventa davanti alle molte vie errate e agli errori commessovi, e crede che Io gli abbia messo in conto tutto così come gli sta dinanzi nel suo animo inquieto.

5. No, Mio caro figlio, qui sei in errore! Mi hai immaginato come Dio e Giudice; hai temuto il Mio severo giudizio, e dimentichi che per l’ostinato e il testardo posso certamente diventare un Giudice, e precisamente perfino un Giudice inesorabile, ma per il pentito, e per colui il cui occhio fu aperto tramite la Luce spirituale, sono solo un amorevole Padre.

6. Tu, figlio Mio, Mi giudichi ancora come troppo in alto, troppo grande, troppo potente, perché Io Mi possa abbassare a parlare con te, a trattare con te a causa della tua salvezza animica, e non comprendi che a Me, al Creatore dell’infinità, interessa salvare dalla rovina una creaturina più piccola di un acaro.

7. Tu ancora non esamini tutto questo tanto chiaramente, ma rifletti: dove sarebbero i mondi, quelli materiali e quelli spirituali, se non rivolgessi proprio al più piccolo tutta la Mia preoccupazione? Poiché sappi: con la conservazione del più piccolo e più insignificante è assicurata l’esistenza del grande!

8. E se hai queste idee della tua nullità, come metti d’accordo il fatto che proprio Io, il Creatore dell’Infinito, sono disceso sulla vostra tenebrosa Terra, ho tollerato e sofferto per amor vostro ciò che per un uomo era il più estremo, e soprattutto per Me, quale Creatore, un Sacrificio inconcepibile, per salvare proprio voi dalla rovina!

9. Dunque, come porti sotto un tetto queste idee della Mia grandezza e della Mia nullità?[7]

10. Guarda: per Me tu non sei così insignificante come credi! Mi rallegra la tua confessione di pentimento, il che è il primo passo per il miglioramento. Dapprima si deve venire alla chiara consapevolezza dei propri errori, poiché se prima non si conoscono, non si possono evitare e sostituirli con opere migliori.

11. Quindi la conoscenza è il primo passo. Con la Mia conduzione questo passo ha per scopo di condurti a una Patria migliore, come gli uccelli migratori su monti e valli. Sei arrivato qui ignorando ciò che avresti incontrato in questa città, una sensazione sempre incerta, un presentimento del tuo spirito non ti ha lasciato proseguire, ma non ti ha lasciato neanche quiete, finché sei stato guidato attraverso circostanze combinate là dove hai chiarito i tuoi dubbi e le tue ricerche; qui hai trovato ciò che pensavi di aver trovato nei libri di scienze e nella natura stessa, ma che non ti ha mai soddisfatto del tutto, perché ovunque rimaneva sempre ancora un ‘perché’ che non riusciva a spiegarti né la scienza né la ricerca, perché tu cercavi con la testa ciò che può essere trovato unicamente col cuore.

12. Mi son mosso a pietà di te, e dopo aver visto che il terreno era ben preparato, e tu come agricoltore con facile comprensione vuoi estirpare volentieri la malerba dallo stesso, allora ti ho mandato la semenza della Mia parola divina; essa è caduta su buon terreno, ora germoglia e tu cominci a rimuovere la malerba. È quindi solo un risveglio del tuo io migliore che ti ha spinto a Me, ti ha spinto al riconoscimento del tuo interiore, ma è anche il primo e più potente passo per colui che vuol procedere.

13. Bada bene a tutto ciò che finora hai letto! Pensaci e rifletti, ovvero mastica e assimila il Mio Pane divino, e presto sperimenterai quanto sano diventerà il tuo spirito e la tua anima umana con un tale cibo.

14. Lavora con diligenza per estirpare la malerba e per coltivare piante divine e alberi della conoscenza sul fondo del tuo cuore, e presto vedrai gli uccelli del Cielo prender lì la loro dimora, i quali con il loro consolante e amabile canto ti risarciranno per tutte le opinioni e idee preferite, combattute e adesso rigettate, ma prima così apprezzate.

15. Segui il Mio consiglio. Hai abbastanza Pane, dipende da te farne solo un saggio uso, affinché prosperi per la tua utilità e il tuo progresso sulla nuova via iniziata.

16. Quindi lavora sodo, e la Mia benedizione non ti dovrà mancare. Te lo dice il Padre tuo che ti ha guidato fin qui, e non ritirerà da te neanche la Sua mano, finché cercherai di esserne degno. – Amen!

 

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Cap. 36

È la Bibbia, Parola di Dio?

29 settembre 1870

1. Se per tuo fratello non fosse così serio con il suo io e con il suo progresso spirituale, allora non risponderei ai suoi dubbi, perché Io – sempre rispettando la libera volontà dell’uomo – gli avrei lasciato la scelta di seguire o le ispirazioni di un altro uomo che cammina su vie errate, oppure i Miei consigli.

2. Tuo fratello può essere convinto che per Me è del tutto indifferente se crede che tutte queste comunicazioni che finora ha ricevuto da te ed ha letto, provengano da Me oppure no; se solo seguisse ciò che in queste è dato per tutti voi, allora credo che nel suo animo si farebbe tanta luce da riuscire già a riconoscerne il giusto Donatore.

3. Le più grandi obiezioni che egli fa’ con la sua vita intellettuale verso queste Mie comunicazioni di Grazia, sono in primo luogo che le stesse non coincidono in tutto con la Bibbia. – Bene!

4. Ma ora Io domando: “Che cos’è veramente la Bibbia? È una Mia opera data ‘direttamente e senza mescolanza estranea dove sono contenute solo le Mie parole, – oppure è un’opera umana?”

5. Ebbene guarda, Mio caro figlio, qui ti devo rispondere: “La Bibbia come ora si presenta (cioè considerata criticamente, storicamente ed esteriormente), in parte non è un’Opera Mia divina, ma puramente un’opera umana!” –.

6. “Che cos’è il Vecchio Testamento?”. – Il Vecchio Testamento – cominciando dalla storia della Creazione di Mosè fino alla fine, con tutti i profeti – è un’immagine iniziale della Creazione spirituale e materiale, che fino ad oggi la maggior parte dei lettori e interpreti non sono ancora riusciti a decifrare né comprendere nel senso vero e proprio.

7. “E le ulteriori comunicazioni, che cosa sono?”. – Esse sono le rappresentazioni storiche delle guerre degli ebrei con i popoli confinanti, insieme alle parole d’ammonizione dei profeti che, spinti da Me, dovevano ben scrivere ciò che Io dettavo loro nella penna, per avvertire e salvare questo popolo ebreo, – questo popolo che avevo scelto per una grande missione, che però, nonostante tutto, non era possibile raggiungere, come lo dimostra chiaramente la storia fino al giorno d’oggi. –Solo singolarmente tu trovi qua e là delle Mie comunicazioni dove si legge: “… e il Signor Iddio Geova Zebaoth mi ha detto!” (in particolare spesso in Ezechiele).

9. Il Nuovo Testamento che cosa dimostra? È opera di Dio oppure dell’uomo? – La risposta a questa domanda è di nuovo la stessa: “Un’opera dell’uomo, sfigurata, ritagliata e completata con altre cose, a secondo del bisogno dell’epoca quando veniva copiato e come si adattava meglio per i religiosi di allora”.

10. L’Apocalisse di Giovanni è l’unica opera scritta dal Mio apostolo che però fino adesso nessuno comprende ancora, per quanto molti si sforzino di decifrarla, e cioè prima del tempo di quando Io voglio[8]; tutto il resto che sta scritto adesso nel Nuovo Testamento, per quanto riguarda la storia della Mia vita e la sofferenza, è stato scritto quasi secondo le dichiarazioni dei Miei apostoli e meno ancora da loro stessi, perciò ci sono diverse deviazioni nel racconto dei singoli avvenimenti della Mia vita e sulla sofferenza.

11. Nemmeno le lettere dei Miei apostoli alle diverse comunità sono rimaste intoccate; alcune sono state cambiate, molto fu dichiarato come apocrifo, estirpato oppure interpretato anche falsamente.

12. Questa è dunque la Bibbia nel suo stato attuale, Bibbia che alcuni ‘fanatici ferventi’ vorrebbero vedere come (intera) Mia opera, come Mia (pura) parola. – Questi ciechi pretendono di guidare se stessi e gli altri, e quando un cieco guida un altro cieco, ti puoi già immaginare che cosa ne verrà fuori! Sappi però che nella Bibbia, ciò che ho voluto mettervi per l’umanità come Bene permanente – e doveva rimanere come eterna linea di condotta in riferimento alla sua destinazione, nel senso interiore, nonostante i molti cambiamenti – è rimasta integra e pura.

13. Tuttavia, per trovare questo senso interiore ci vuole una generazione di uomini più spirituali, di uomini rinati che sappiano riconoscere il guscio dal nocciolo, allora anche le esistenti contraddizioni nelle interpretazioni e traduzioni non pregiudicheranno più nulla sotto questo riguardo.

14. Quindi da tutto questo vedi che ‘la Bibbia come opera di Dio’, non è intesa così come vuole la maggior parte degli interpreti, poiché questo Libro nella sua unicità è stato scritto in un tempo in cui le astuzie del clero non erano ancora tanto sviluppate come adesso.

15. Che Io abbia dovuto nascondere il vero senso di questo Libro per altri tempi, il motivo fu che, appena sarebbe di nuovo trascorso un periodo di tempo nella storia degli uomini, avrei risvegliato di nuovo veggenti, come una volta i Miei profeti, che avrebbero potuto presentare apertamente la Mia Verità agli uomini più maturi, come succede appunto adesso, e questo non in singole frasi spezzettate, ma in comunicazioni maggiori, di cui tu stesso hai nelle mani le dimostrazioni.

16. Incontrando la seconda obiezione, e precisamente come se queste obiezioni non fossero da Me, ma ben da uno spirito superiore, ovvero, da un essere creato che avrei destinato per il vostro ammaestramento! –  Ora vorrei chiederti: cosa credi che sia Io, veramente? Non credi che esista un Dio, che è il Dio della Verità, e che non è capace di una bugia, e non ne avrebbe nemmeno bisogno verso voi creaturine?

17. Perché dovrei Io, l’onnipotente Creatore e Signore, ingannarvi ed incaricare uno spirito angelico, per mettersi  in contatto con voi nel Mio Nome, e precisamente per dare alle sue parole, più credibilità! – Rifletti solo una volta quanto sarebbe stolto e riduttivo questo modo di fare per un uomo, per non parlare di un Dio! – Chi Mi obbliga a comunicarvi qualcosa? E se ho pietà di voi, chi Mi prescrive le giuste vie e i mezzi che sarebbero i più adatti per condurvi sulla retta via?

18. Se l’avessi considerato adeguato di incaricare un angelo per questa missione, allora non saprei per quale motivo ve lo dovrei nascondere, dal momento che non a causa di un angelo o a causa di Me stesso, ma per il vostro stesso bene spirituale dovete seguire ciò che vi è stato offerto in queste Comunicazioni per la salvezza della vostra anima. Non il leggere questa Mia santa Dottrina conduce alla salvezza, ma il vivere secondo di essa! Quindi, – anche se ve lo dicesse un angelo (uno spirito elevato) su incarico Mio, sarebbe indifferente. Solo chi vive secondo le Mie parole, raggiunge la Vita eterna; tutto il resto non aiuta a nulla!

19. Fino a quando uno giornalmente, pur seguendo le Mie parole, non sente la pace nel cuore e la vera origine di questa Dottrina, fino allora non imparerà ad amare né apprezzare il Donatore di tutto questo. Solo con l’avanzare nella rinascita questi vedrà diventare il suo interiore sempre più luminoso, e riconoscerà sempre di più il suo Creatore come suo amorevolissimo Padre che gli vuol mostrare con tanto Amore e Grazia la giusta via d’uscita dalla confusione da una dottrina sbagliata all’altra! –

20. DimMi una buona volta, Mio caro figlio: quando hai letto e compreso tutte queste comunicazioni su di Me, sulla Mia Creazione e sul tuo stesso cuore, – chi hai cominciato ad amare di più: Me, oppure l’angelo che ti avrebbe dato, presumibilmente, tali annunci?

21. La risposta si trova facilmente e la lascio a te stesso. Che Io stesso abbia assunto l’onere di queste Comunicazioni, lusinga solo il vostro amor proprio, ma non ha nessun influsso a seguire la Mia Dottrina. Voi dovete per l’appunto seguirla di più solo a causa vostra, affinché possiate diventare liberamente ciò a cui potrei anche costringervi, se lo volessi, e precisamente, diventare simili a Me.

22. Che Io abbia lasciato giungere adesso solo a voi pochi questa Grazia, è del tutto semplice: solo chi cerca Me, ed è sulla via come lo voglio Io, solo da lui Mi lascio trovare!

23. Colui che Mi chiede il pane, glielo do, ma non porto a nessuno un cibo che al momento crede di non averne bisogno! Non dovete però credere che adesso, per il fatto che godete di questa Grazia, siate uomini già rinati e liberi da veli! Oh, no! Con questo non giungerete minimamente in questa Grazia, – e il Mio scrivano ha la capacità di comunicarvi la Mia parola spirituale. – No, qui saresti in un grande errore! Voi tutti siete ancora pieni di errori, mancate giornalmente, siete ancora molto lontani dall’essere ‘rinati’. – Avete una sola cosa prima di molti, e questa è: che intendete seriamente a diventare ‘uomini’ e anche ‘figli Miei’, così come è la vostra missione e il Mio santissimo desiderio! Perciò vi aiuto, vi sostengo e soccorro così il figlio debole a salire più facilmente sulla scala, e precisamente l’unica che conduce a Me. A questo scopo servono tutte le comunicazioni. La perseveranza conduce alla meta! – Perseverate! E anche tu alla fine vedrai quanto di vero c’è fissato a tutte queste comunicazioni, e se sono state date da Me o da un angelo. E se tu stesso le seguirai precisamente, ti guideranno alla meta finale.

24. Per questo, tuttavia, ci vuole necessariamente una fede incrollabile, anzi per molti è l’unico edificio di base.

25. Tu credi in un altro mondo, e non lo puoi vedere; – credi in un influsso di spiriti superiori, e anche questi non li puoi vedere; – credi nella Mia esistenza, e comunque non Mi vedi; – credi in una continuazione della vita in un altro Regno degli spiriti, e per questo non hai dimostrazioni di fatto, anche se forse in qualcuna, ma non nel tutto. – E così la fede è il primo fondamento; senza di questa, un’ulteriore edificazione di un sistema spirituale è impossibile. – Se ti manca la fede, non servono indicazioni, perché sono parole dette al vento. Se dunque, credi che queste parole vengono direttamente dalla Mia bocca, e se questa fede ha su di te un particolare influsso, allora disponi le tue azioni e le tue opere secondo questa. Se credi che sarebbe un altro spirito che ti rivela come puoi diventare figlio Mio, allora lascia l’angelo essere angelo; e se riconosci in lui un essere superiore, cerca almeno, con il seguire la Mia Dottrina, di diventare un giorno ciò che questi sarebbe già, cioè un valido strumento per i Miei insondabili consigli e piani. Questo per tua attenta valutazione. – Amen!

 

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Cap. 37

Avvicinatevi a Dio, allora Egli si avvicinerà a voi

7 ottobre 1870

(a una sconsolata sorella spirituale)

1. Tu vuoi alcune righe per tua sorella che poco fa ha scritto a suo fratello M. una lettera cosi lamentosa, e credi che se le parlassi Io allora sarebbe consolata! Qui ti sbagli enormemente, perché se avesse dato ascolto alla Mia voce non si sentirebbe infelice. Chi presta il suo orecchio alla Mia voce ed è disposto anche a seguirla, non avrà certamente mai da lamentarsi d’infelicità.

2. Ma proprio perché si è allontanata da Me, proprio per questo motivo è diventata di nuovo una preda di tutte le sue precedenti passioni o maligni spiriti che la dominavano prima. (Luca 11,23-26: “Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde. Quando lo spirito immondo è uscito da un uomo, va attorno per luoghi aridi, cercando riposo; e non trovandolo dice: Ritornerò nella mia casa donde sono uscito’; e giuntovi, la trova spazzata e adorna. Allora va e prende seco altri sette spiriti peggiori di lui, ed entrano ad abitarla; e l’ultima condizione di quell’uomo diviene peggiore della prima”). Finché in un uomo non è stabilita la dovuta autorità da Me imposta di uno spirito sull’altro, fino ad allora c’è disordine e un essere è storpiato, fino ad allora non domina lo spirito della pace, ma quello della discordia!

3. Invece l’ordine da Me stabilito è questo: nell’uomo lo spirito deve dominare sull’anima, e l’anima sul corpo. Dove invece, all’inverso, il corpo ha influsso sull’anima, e l’anima accondiscende a tutte le tendenze e passioni, allora non potrà venir fuori nulla di buono, perciò la miseria e la solitudine, di cui scrive afflitta la tua povera sorella.

4. Lei non ha nessuna forza spirituale per dominare le sue passioni, vuole aiuto da Me, dove solo lei dovrebbe aiutare se stessa. Le ho detto e fatto scrivere abbastanza attraverso di te e di T. Perché ha solo letto tutto questo e non vuol mettere in pratica nemmeno una lettera di questo nella sua vita? Dov’è in lei l’amore, il perdono e l’umiltà che le ho raccomandato in tutto? Se avesse esercitato queste virtù, allora ne avrebbe avuto anche i migliori risultati per sé e per la sua famiglia.

5. Perché non può perdonare, non può tollerare gli errori e le debolezze degli altri, e pretende comunque che gli altri accettino i suoi errori e debolezze come legge, e si dovrebbero loro indirizzare conformi a queste? Dov’è dunque il frutto di tutto ciò che ha letto e di tutto ciò che Io, nella Mia Grazia, le ho dato in misura così esuberante?

6. Ora sta lì abbandonata e si lamenta, cerca il Mio aiuto, e non ha nemmeno tanta forza di tirarsi d’impaccio dal fango delle cattive caratteristiche in cui ha messo dentro volontariamente se stessa!

7. “Aiuta te stessa, e poi ti aiuterò anch’Io!”, così le devo esclamare; “Fino ad allora sarai lasciata a te stessa!”. Lei crede – perché è lei – che la sua posizione nel mondo Mi dovrebbe affascinare; ma qui si sbaglia!

8. Getta via da te tutto il denaro e l’ulteriore orgoglio! Ai Miei occhi è un abominio, e dinanzi a Me non sei minimamente migliore dell’ultima mendicante che leva a Me lo sguardo oppresso!

9. Gettati a terra dinanzi a Me, dinanzi all’onnipotente Signore, e chiedi Grazia e rafforzamento, perché non hai voluto riconoscere il Padre in Me, Colui che tanto spesso ha steso verso di te le amorevoli Sue braccia! Devi giacere nella polvere dinanzi a Me, umiliata, sciolta in lacrime, con il cuore tuo solcato dal pentimento! Così devi esporre la tua colpa a Me, e prendere fermamente e irremovibilmente il proposito di toglierti di dosso il vecchio uomo!

10. Poi, dopo tale pentimento, allora puoi sperare che forse il Giudice ritorni di nuovo nel Padre, e invece di lasciarti sola, come adesso, ti porga la Mano per la salvezza, ma, come prima cosa, in te deve svegliarsi e rimanere costante ciò che Io feci sulla croce verso i Miei nemici: perdonare il tuo prossimo, affinché anch’essi possano avere indulgenza per i tuoi errori! Ma finché non sosterrai vittoriosa questa grande lotta, fino allora dovrai soffrire e sopportare!

11. Non senza motivo ti ho dato questo marito e questi figli che possiedi. Se non sono come li voglio Io, allora fa tu quanto ti è possibile perché lo diventino, e sai con quali mezzi? Vedi, col tuo stesso esempio! – Sii rassicurata, dove c’è bontà di cuore e vero amore materno e coniugale in tutta la purezza, nessuno resiste a questi soavi impulsi. Perciò non pretendere che gli altri debbano cambiarsi per piacere a te, ma cambia dapprima te stessa, per conquistare la loro ammirazione e meraviglia.

12. Sappi: l’amore è la miglior chiave per il Mio Cuore, ma essa è anche per i cuori degli uomini. Se combatti con quest’arma, nessuno ti resisterà, nemmeno Io stesso.

13. Quindi rifletti. Ti stanno aperte due vie: la via della sofferenza, fisica e spirituale, oppure la via della pace e della beatitudine!

14. Adesso cammini sulla prima perché l’hai voluta tu stessa, sulla seconda vorrei guidarti Io volentieri, ma senza sforzo e abnegazione da parte tua non può essere. Se vuoi diventare infinitamente ricca presso di Me e nel Mio Regno, allora qui sulla Terra devi dapprima gettarti  povera e spogliata di tutto davanti al Mio seggio da Giudice. –

15. Ora sai che cosa devi fare, scegli come essere libero, le conseguenze le porterai solo tu, e non Io. Sii soddisfatta che ti ho ancora concesso la grande Grazia di rivolgere a te queste parole. È appunto il Padre che non smette di amare i Suoi figli, anche se si sono allontanati da Lui ostinati e testardi. Egli cerca sempre di attirarli di nuovo sulle Sue vie, affinché si mantengano deste di nuovo le parabole del “buon Pastore” e del “figlio perduto”! – Amen!

 

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Cap. 38

Conforto a un carcerato pentito

20 ottobre 1870

(a un nuovo fratello spirituale condannato)

1. Già di nuovo sei stato pregato da un fratello per alcune parole di conforto per un’anima appena acquisita, la quale, proprio adesso venuta al battesimo, teme l’acqua che Io lascio versare su di lei.

2. Sì, è così con la maggior parte degli uomini. Prima bramano la Mia comunione, pregano e supplicano per questa, ma se poi arrivo, come uso normalmente fare, vale a dire arrivo nel tempio nel quale voglio dimorare, per sgombrare tutta la sporcizia mondana che vi si è accumulata, allora si ribellano allo sgombero e credono che ciò che Io faccio per il loro meglio sia una punizione, mentre è certamente solo una cornucopia di benedizioni!

3. Poveri figli! Voi, infatti, non comprendete che Io e il mondo non siamo in sintonia, e tanto meno il mondo dei bottegai. Io che do tutto per gli altri, di fronte all’egoismo tutto divorante di un bottegaio! Quali estremi! E questi dovrebbero potersi associare?!

4. Il tuo nuovo amico stesso rifletta su questo solo un poco! Quanto più ha letto nelle Mie parole, tanto più doveva sentir ribrezzo di avere a che fare con tali uomini, i quali sono proprio il contrario di ciò che Io volevo fare degli uomini e quello che ora lui stesso sta per diventare, cioè figlio Mio!

5. Dopo che già da lungo tempo ho trovato in lui quest’impulso a cercarMi, e lui non ha avuto abbastanza forza dello spirito per liberarsi da ciò che lo doveva appunto disgustare, allora Io ho guidato le circostanze così che, per parecchio tempo gli mancasse l’occasione di poter allacciare interessi mondani con quelli divini.

6. Lo so bene che la medicina è amara. Lui viene condannato dagli uomini e dalle vostre leggi umane, ma se lo giudico Io e non lo punisco, che cosa è meglio? Cadere sotto il Mio giudizio, oppure sotto un normale tribunale dove si può piegare la giustizia come un naso di cera, come si vuole, ma che rimane sempre un naso.

7. Quanti sono già stati incarcerati perché erano troppo onesti? E quanti già condannati perché rispettavano le Mie Leggi superiori che quelle del mondo!

8. Per l’uomo onesto è una dura prova essere punito, mentre il vero e proprio colpevole va fuori libero e si vanta di ciò che non ha e non ha mai avuto: la rettitudine! Solo che proprio una tale scuola apre poi del tutto gli occhi ai Miei adoratori e allievi, quando cominciano a vedere quanto nullo è tutto nel mondo, e quanto imperfette sono le vostre leggi di Stato e della religione!

9. Con ribrezzo se ne distoglie, egli ha – è vero – perduto la reputazione nel mondo, ma presso di Me ha guadagnato.

10. Per un breve spazio di tempo di apparente vita agiata e alta stima da parte dei suoi compagni mondani, egli ha scambiato questa vita con una vita futura, diciamo di eterna salvezza dell’anima, che il mondo con tutti i suoi tesori non gli può sostituire.

11. Se quindi il tuo amico cade a causa degli altri, gli sia detto per consolazione che anch’Io (in Gesù) ho sofferto ed ho subito per gli altri.

12. Chi Mi ama, a questi metto una croce. Solo sotto il peso della croce fiorisce il Mio Regno; se all’apparenza è anche difficile, allora Io già lo aiuto a portarla, e risarcirò momentanee offese mondane e inconvenienti con dei godimenti beati che poi ricompenseranno il sofferente per tutto.

13. Il cuore libero da colpa, va incontro temerario agli avvenimenti, confidando in Me e seguendo le Mie vie! Che cosa può incontrare che non sia superabile?

14. Anch’Io conobbi in anticipo il Mio destino durante il Mio cammino di vita terrena. Anch’Io soffrii e morii perfino e precisamente non per gente buona, ma per lo più per uomini cattivi. Anch’Io ebbi il traditore tra i Miei più prossimi; quindi, il tuo nuovo fratello Mi segua soltanto! Quando la via sarà come piena zeppa di spine, le rose non mancheranno.

15. Il mondo gli porge le spine, e riservo a Me le rose, per piantarle poi Io stesso nel suo cuore purificato!

16. Questo gli do per conforto, e in più l’assicurazione che la Mia benedizione – nonostante tutti gli apparenti disagi della vita – non lo abbandonerà, ma lo accompagnerà sempre, finché sarà di ferma volontà per diventare figlio Mio! – Amen!

 

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Cap. 39

Guardatevi dal fare voi stessi il destino

2 novembre 1870

(a un amico preoccupato per una sorella spirituale piuttosto sorda)

1. Tu vuoi da Me alcune parole, in parte per il tuo amico che vede andare in fumo i suoi sforzi (per la missione), in parte vuoi richiedere una parola di conforto che deve essere data alla sorella angustiata.

2. Per quanto riguarda gli sforzi, allora digli di consolarsi con la consapevolezza di ciò che ha fatto. Se questa sorella era stata conquistata o no già stabilmente per Me, lo so meglio Io di lui! Io infatti, sono Colui che esplora cuore e reni, e così deve solo stare tranquillo, anche se sua sorella esce per un certo tempo dal suo campo d’azione, dalle Mie mani non si può perdere, premesso che si voglia consegnare completamente alle stesse.

3. C’è appunto della gente che non è soddisfatta del proprio destino come l’ho ordinato Io, e vuol farlo da se stessa. Tuttavia queste persone, quali esseri liberi, le devo lasciare anche libere.

4. Se si scelgono la via cattiva della simulazione e dell’incostanza, allora non posso (e non devo) renderli forti, bensì devono fortificare se stessi nella disgrazia.

5. Dinanzi a Me il tuo amico è giustificato, il resto lascia egli in pace.

6. Dare una dote per sua sorella è un po’ difficile, poiché a sordi non è bene predicare, e perciò anche le parole sono solo vuota paglia trebbiata. Se lei non gli ha rispedito tutte le sue lettere (spirituali), ciò vuol dire quanto: “la presunta quiete e la pace io non l’ho trovata là, dove tu credi di averle date a me, le voglio cercare altrove”.

7. Io come Signore e Creatore rispetto la libertà degli uomini, così anche tuo fratello deve rispettare la libertà di questa sorella animica. Lei vuol prendere una nuova via; non venire da Me, ma per migliorare la sua vita materiale.

8. Se vorrà giungere a Me, allora non le mancherà la guida su questa via. Se invece vuol seguire il mondo e dar valore a cose che non ce l’hanno, allora lasciatela andare. Io l’attirerò a Me attraverso amare esperienze e sofferenze, e attraverso esperienze e sofferenze ancora più tristi dovrà apprendere come sono edificati su un fondo sabbioso i piani quando sono fatti senza di Me.

9. Questo per la tranquillità di tuo fratello, e in questa faccenda per oggi basta! – Amen!

 

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Cap. 40

Sulla voce interiore e cenni di come essere missionari per la diffusione del puro Vangelo

3 novembre 1870

1. Sei davvero tempestato di domande, e attraverso di te tutti vogliono ottenere da Me spiegazioni, parole di conforto, numeri e chi sa cosa ancora, ma nessuno vuol sentire la voce nel proprio cuore, voce che tuttavia è la stessa che qui scrive, come quella che là parla.

2. Presso di voi è come nella vita umana: ciò che avete in casa, che mangiate o bevete, non ha il sapore così buono come quello che ricevete in case estranee e da gente estranea.

3. Così si presenta a tutti gli interroganti quando tu, in un discorso oppure in uno scritto ben ordinato, annunci loro la Mia Volontà e le Mie parole. Allora esse fanno su tutti un’impressione molto più potente che se avessero sentito questa voce nel loro cuore; credendo attraverso di te di sentire Me direttamente. Ma perché, Miei cari figli, prestate così poca fede a questa voce che si rivela anche nel vostro cuore! Vedete, il Mio scrivano non può ed Io non voglio rispondere ad ogni piccolezza. Non voglio che facciate assegnamento sempre sulla conduzione attraverso la Mia mano, ma dovete imparare a stare sui vostri stessi piedi; in casi di dubbio, ascoltate voi stessi, e come nella vita esteriore, così anche nell’interiore imparerete a combattere con altri influssi, quando gli stessi vi sussurrano altre cose nell’orecchio, cose che non provengono dalla purissima Fonte; poiché dovete sapere che voi siete esposti a molti influssi spirituali, e nell’interiore dovete conseguire un senso del gusto più fine, per imparare a distinguere anche là il giusto dall’ingiusto, il vero dal falso.

4. Questa fervente osservanza di sé e dei propri moti interiori rafforza straordinariamente l’anima, la rende autonoma e le dà la forza della propria consapevolezza, consapevolezza che conosce solo colui che ha combattuto la sua lotta ed è anche in grado di distinguere precisamente le voci sussurranti.

5. In questo sta il motivo del perché voi domandate sempre e volete sapere sempre tutto da Me stesso, perché non vi fidate di voi stessi e, per così dire, non siete a casa nel vostro interiore.

6. Certamente guido Io tutte queste domande e dubbi, in modo che tutto debba venire alla luce del giorno. Io, il Padre della Luce, voglio, come ve l’ho detto nelle parole di ieri, nessuna ombra nelle dimore che un giorno Mi dovranno ospitare. E così, per i tuoi richiedenti e anche per gli altri, tu hai ancora una nuova risposta su qualcosa che già da tempo hanno percepito, ma non l’hanno ritenuta così importante, di quanto è realmente nei fatti. Essi non possono ancora avere alcun concetto di tale indipendenza, proprio perché essi stessi non l’hanno ancora raggiunta, e appunto per questo non potevano sentirla in tutta la sua potenza.

7. Ebbene, per quanto riguarda ciò che tuo fratello richiedente mi presenta con parole così profondamente sentite, digli che non ha bisogno di esporMi queste cose. Io so molto bene, prima che si metta a scrivere, dove, come voi usate dire, gli preme la scarpa!

8. Egli ha del tutto ben decifrato la sua fantasia e i suoi nomi di battesimo, per quanto riguarda entrambe le sue famiglie, dove, attraverso la Mia conduzione, doveva spargere le prime semenze. In ciò abbia solo pazienza.

9. L’uomo è un’essenza spirituale libera, e perciò non ci si può aspettare che accolga subito ciò che gli dà un altro; deve dapprima essere assimilato spiritualmente, prima che sia accolto come propria sostanza vitale nel sangue spirituale. Fino allora si deve attendere il processo spirituale, se costui si rivolgerà al bene o al male o, diversamente detto, se la medicina agirà oppure no.

10. Cosa fa il medico quando dà una medicina, e cosa dimostra l’effetto della medicina stessa? Le risposte a queste due domande, trasmesse nello spirituale, possono render chiaro a tuo fratello alcune cose.

11. Vedi, figlio Mio, quando qualcuno è malato, allora il prossimo più vicino chiama in aiuto un medico; bene, il medico arriva, esamina, studia il malato a causa del male che tormenta il sofferente, per conoscere lo stesso male, e poi per adottare i mezzi adeguati per la guarigione. Oppure anche, quando i sintomi si mostrano di natura dubbiosa, portare l’ammalato o con l’attesa oppure attraverso alcune medicine, laddove la malattia si rivelerà più chiaramente e non potranno esserci dubbi nel trattamento.

12. Ebbene, Mio caro figlio, se tu ti avvicini a uno che credi malato, che cosa farai? Vedi, tu farai la stessa cosa: cercherai di conoscere se egli, per il tuo insegnamento o medicina, sia un buon terreno. Se vedi che con questa faccenda non vuol procedere bene, allora cercherai di provocare dei dubbi in tuo fratello, dubbi che poi porteranno a spiegazioni più dettagliate, e quando poi sarai in chiaro nel capire dove lui manca, allora verrai fuori con la medicina, ricordandogli la sua efficacia.

13. Che cosa succede però in un malato, quando prende la medicina? Vedi, la medicina dapprima viene in bocca, là è mischiata con la saliva, poi attraverso la trachea passa nello stomaco e negli umori, da dove vengono assai avidamente assorbiti dagli organi sofferenti per la guarigione, oppure causano un grande disturbo anche in altri organi, col quale disturbo degli organi meno nobili, i migliori saranno forse salvati.

14. Che cosa farai allora col Mio insegnamento, oppure con le Mie parole? Anche questi tu affidi alla bocca spirituale di tuo fratello, vale a dire che li consegni attraverso il discorso all’orecchio, oppure attraverso la Scrittura per mezzo dell’occhio al cervello, quale primo organo dove i cibi spirituali vengono accolti.

15. Qui con questa mescolanza si svolge poi già un certo processo di separazione, perché l’intelletto si prende il suo, e il cuore pretende altrettanto ciò che all’intelletto non è possibile, e che è da appianare solo attraverso il sentimento. Non appena si svolge questo processo, subentra generalmente un disturbo a causa dell’insolito cibo, oppure un conflitto tra l’abituale e il nuovo che è stato dato.

16. Questa lotta deve essere combattuta, poiché come la medicina nella bocca è spesso amara, aspra e sgradita al palato, il quale è abituato solo ad impressioni dolci a lui piacevoli, – altrettanto è spesso l’intelletto non soddisfatto con le prime medicine che per lui si presentano amare, disgustandolo, e vuol rifiutare questi insegnamenti spirituali che gli sono stati dati e ai quali non è avvezzo e non ha mai udito, per rimanere con ciò che è abituato ed ha imparato.

17. Quindi subentra anche qui un disturbo. Il cuore, considerato ancora come subordinato, vuol sostenere i suoi diritti che l’intelletto però non vuol concedere; e l’intelletto vuol comprendere cose che non sono per lui. E così con questo volere e non-volere, con violenta espulsione e ritenzione, sorge una lotta, un processo di purificazione nell’interiore, dove il cuore non sempre riporta la vittoria.

18. Ebbene, quando il medico ha dato la medicina, che cosa fa dopo? Vedi, figlio Mio, egli aspetta paziente la crisi, ovvero la lotta decisiva, ciò che devi fare anche tu. Non hai anche tu stesso sostenuto ogni genere di dubbi e lotte, i cui risultati altrettanto ho atteso Io tranquillo, e solo appena dopo che, come in un vecchio muro, si era staccato un pezzo di calcina oppure di pietrisco, ho dato a questo vecchio muro un nuovo spintone, finché alla fine un po’ alla volta è diventato più piccolo e ti ha mostrato il panorama di un grande orizzonte chiaramente risplendente pieno di Luce celeste, panorama che questo vecchio muro di educazione ed esperienze ti aveva impedito finora di contemplare?

19. Fa’ così anche tu là dove c’è l’occasione. Da’ al muro di abitudini un colpo, ed aspetta l’effetto di questo colpo. Se il muro è più forte delle tue forze, allora lascialo stare; se sono interessato Io, allora ho già delle leve più grandi per abbatterlo, con la sola differenza che come con un muro naturale, il lento frantumare è molto meno dannoso che il crollo improvviso.

20. Se però queste tue sorelle e fratelli sono del tutto intontiti che non vogliono farsi consigliare per il bene, allora abbandona anche tu i tuoi tentativi di conversione, e ritirati dove il tuo mezzo di lotta non è sufficiente, e accontentati con la consolazione: “Io volevo salvare quest’anima, ho fatto almeno il mio dovere!”. Il resto lascialo a Me. Io conosco ancora ben altre buone medicine (anche se aspre) per estirpare il male (e falso) dal cuore degli uomini, così che alla fine si dovranno abituare a quelle, dopo che le dolci e miti non sono servite a nulla!– Amen!

 

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Cap. 41

Alcuni cenni di Luce e di conforto

6 novembre 1870

(da una lettera, al fratello spirituale L. G.)

1. Per quanto riguarda i tuoi dubbi in vista di influssi estranei, e perché ti ho dettato cose che non si sono avverate e anche non si avvereranno per lo meno non come credete voi, cioè letteralmente, tu ne sei già informato da diversi giorni; voglio dire a tuo fratello soltanto che Io, per esaminarvi e per fortificare le vostre anime, talvolta impiego mezzi che non vi sono chiari (perché apparentemente non veri), però più tardi si avverano, cioè si possono confermare in riferimento allo spirituale.

2. In molti casi è certamente buono il coraggio eroico di dire liberamente tutto ciò che si considera essere verità, in altri casi però anche il silenzio al tempo giusto è forse ancora meglio. Ci vuole spesso più forza di carattere per tacere al tempo giusto, che parlare al momento giusto.

3. Se Io ora, con voi, cari figli, volessi esercitare anche questa virtù che v’imponga il silenzio, affinché con il chiacchierare anzitempo non distruggiate anche l’altra buona semenza nei vostri fratelli e sorelle, come starebbero le cose con il Mio dettato a questo riguardo? Mi comprendete adesso? Quindi pazienza e fiducia! Aspettate e fate silenzio! Alla fine sarete accontentati!

*

4. Per quanto riguarda il Mio caro figlio L-g, allora digli che badi sempre alla sua voce interiore, essa diventerà ancora più chiara, quando avrà necessità di sentirla più chiaramente.

5. Che non gli riesca di mantenere la sua disposizione spirituale allo stesso livello, e di aver riscaldato il cuore sempre uguale, è una faccenda che – se implicati in rapporti mondani – non è possibile a nessun uomo; egli deve solo abituarsi a questo: di riferire a Me tutto ciò che pensa e percepisce. Deve sempre accompagnarsi con il pensiero rivolto a Me, come v’immaginate gli angeli custodi, allora mai si allontanerà dalla Mia vicinanza. La sua massima sia: “Nulla senza di Me, – e tutto con Me!” e tutto si appianerà; solo, non si deve pretendere dall’anima ciò che, per vero, potrebbe spiritualmente, ma, legata al corpo, è impossibile possa mantenere stabilmente.

*

6. E ora alla Mia cara ammalata: anche a lei devo di nuovo rispondere Io, perché voi l’avete così viziata che non si accontenta più con le tue parole di conforto e d’amore, bensì vuole avere da Me stesso sempre alcune parole. Ebbene, scrivi dunque, affinché non spegniamo la fiammella, ma l’attizziamo sempre di più. Quindi, Mia cara figlia, tu hai visto, dall’andamento di tutta la tua malattia cosa ti mancava veramente, vale a dire la giusta fiducia in Me.

7. Adesso in cui sei sulla via di consolidare la stessa nel tuo cuore, va anche meglio – come con la tua anima – così anche con il tuo corpo; continua a non vacillare in ciò che ora porti già nel tuo cuore, e in breve imparerai a conoscerMi ancora meglio. Adesso vedi quanto corti di vista e ostinati siete spesso voi uomini? Possa questo servirti in futuro per lezione, e non abbandonare la Mano che si è tesa tanto spesso soccorrevole verso di te, e che tanto spesso hai respinto.

8. Sii sempre una figlia obbediente come te lo ha mostrato la Mia voce nel tuo sogno, e troverai anche sempre il Padre amorevole che mai vi abbandona, anche se talvolta Gli voltate le spalle. Bada a conservare questo grande dono che Io ti ho dato, cerca di unirti sempre più spiritualmente con tuo marito, di stare con lui sullo stesso livello, per poterMi offrire due cuori uniti in uno. Questa deve essere la vostra meta terrena – e per via della pace dell’anima da questa sorgente – un assaggio della gioia ineffabile nell’aldilà!

9. Rifletti bene le Mie parole. Sii obbediente a Me e al tuo spirito, e in seguito ti convincerai della costante benedizione del Padre tuo Santo – Amen!

 

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Cap. 42

Per la festa dell’onomastico

15 novembre 1870

(per il caro amico M.B.Ch.)

1. Oggi è l’onomastico di tuo fratello M.B.Ch. e vorresti volentieri avere alcune righe da Me come augurio e biglietto d’accompagnamento, finché lo stesso giorno si ripeterà il prossimo anno, per di più perché egli ha pensato a te così gentilmente al tuo onomastico.

2. Ebbene, allora scrivi che Io gli auguro che possa proseguire sulla via che ha intrapreso finora, e ne raccoglierà certamente i frutti migliori.

3. Non posso augurargli di più, perché in queste poche parole si trova tutto ciò di cui ha bisogno, per aver fatto il possibile per la sua salvezza in questo e nell’altro mondo.

4. Digli che la Mia benedizione accompagnerà e guiderà sempre lui e la sua famiglia, poiché vedo nei cuori di tutti la giusta volontà di venire il più possibile vicino a Me, e dove vedo questo, volete forse che Io debba respingere coloro che si vogliono avvicinare? Questo non lo fa nessun cuore di padre sulla vostra Terra, tanto meno il Mio che batte ancora molto più caldo.

5. Quindi avanti, avvicinatevi a Me! Lottate, Miei cari! Al vincitore la sua corona e la Mia benedizione per sostenervi nella lotta! Cosa volete ancora di più?

6. Tuo fratello M. deve solo lasciare tutto a Me e pensare sempre che il passato è uno specchio del futuro. Come nel passato l’ho aiutato a andare attraverso tutti gli scogli della vita, così lo guiderò lui e i suoi anche nell’anno seguente, affinché non perdano tanto facilmente la via intrapresa che porta a Me.

7. Questo per oggi con la Mia benedizione paterna. – Amen!

 

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Cap. 43

“Venite tutti a Me”

[Matt. 11,28]

 4 dicembre 1870

(ai componenti del cerchio spirituale triestino, impacciati)

1. Hai chiesto alla tua piccola compagnia se non avesse da porre a Me una domanda, e vedi, a nessuno è riuscito così presto di trovare qualcosa degna di Me e di loro. Solo un fratello ha citato alcune parole dal Vangelo di Matteo, e così vogliamo considerare almeno queste e, con ciò, indirizzare a voi alcune regole di vita.

2. Queste parole sono: “Venite tutti a Me, voi che siete stanchi e aggravati, affinché Io alleggerisca il vostro peso e vi ristori!”

3. Anche voi siete aggravati, e precisamente con la sola differenza che non sentite tanto la pressione del peso. Se però faceste un po’ di più un’ispezione nel vostro cuore, trovereste molto che è veramente un peso per il vostro spirito, e se conosceste veramente la vostra situazione, ammettereste che sarebbe vostro dovere liberare il vostro spirito da questo peso.

4. Perché vi ho dato queste parole? – Vedete, proprio per questa ragione: perché voi non sapete per che cosa dovreste domandare. – Proprio questo dà la chiara dimostrazione che credete il vostro cuore del tutto puro e che non sarebbe il caso di parlare di una purificazione.

5. Vi dico queste parole ad alta voce, perché con le stesse voglio risvegliarvi dal solito sonno dello spirito nel quale minacciate di sprofondare. Guardate solo nel vostro interiore, e troverete ancora tante cose che sono da migliorare o da estirpare.

6. Per diventare figli Miei dovete essere molto più severi nell’ispezione della vostra casa spirituale, allora troverete che ho ragione ad esclamarvi che dovete caricare su di Me i vostri pesi.

7. Non dovrei essere Padre se non agissi così; perciò riconoscete dapprima il Mio Amore per voi, per poi risvegliare il vostro e per amare il Padre vostro come Gli spetta, il Padre che nello stesso tempo è anche Creatore e Signore dell’intero Universo.

8. Per essere degni di Lui, dovete essere molto più scrupolosi con il vostro cuore. Là giacciono ancora molti fili iniziali di certe debolezze che, per quanto siano deboli, potrebbero tuttavia crescere fino a diventare corde. Cercate di diventare figli Miei, poiché chi non diventa come bambino, come Io dissi un giorno, non entrerà nel Mio Regno!

9. Conoscete il significato di questa parola? Sapete voi che cosa intendevo con ‘bambini’? – Avete solo un sospetto, ma non un vero concetto; poiché il concetto di un cuore infantile come lo intendevo Io a quel tempo, è molto più alto di quanto considerate voi i bambini in generale.

10. Con ciò voglio dire che dovete diventare bambini nel senso celeste; tutto ciò che è impuro nel cuore, deve essere rimosso dallo stesso, cosa che non può essere tollerato con il puro sentimento infantile. ‘Sentimento infantile’ significa però avere piena fiducia nel Padre, e dove c’è una tale fiducia, là c’è amore illimitato. Dove c’è l’amore, lì c’è volontaria obbedienza o consegna di tutti i suoi desideri e preoccupazioni a Me, al Padre.

11. Perciò vi dico ad alta voce: “Venite qui, voi che siete aggravati (perché siete aggravati, Io lo so) affinché vi ristori! Diventate di nuovo bambini! Confidate in Me e amate solo Me! E troverete poi con cuore infiammato d’amore ancora mille domande, per apprendere sempre di più dal Padre vostro, qual è la ricompensa per colui che ha meritato del tutto il nome di un bambino.

12. Così intendevo il Mio richiamo a voi, prendetelo ben a cuore! E un’altra volta, quando invio di nuovo un grido a voi, non sarete più così imbarazzati come oggi! – Amen!

 

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Cap. 44

Un sogno

10 dicembre 1870

1. Il figlio di tuo fratello M.B.Ch. ti ha affidato oggi l’esposizione di un sogno che lo ha inquietato proprio alla vigilia del suo compleanno nel dormiveglia del mattino, e lo ha agitato con le sue immagini; ora egli chiede un chiarimento o l’interpretazione di questo sogno.

2. Io voglio cercare di dargli la chiave per questo quadro fantasioso, e poi forse lui stesso troverà la soluzione.

3. Innanzitutto dobbiamo badare di più alle circostanze secondarie, quando e sotto quali condizioni si è generato in lui questo sogno notturno, e poi passare alla spiegazione, per primo, perché Io l’ho concesso, e per secondo per capire cosa volevo dire veramente a quest’anima giovanile con queste immagini spaventose.

4. Questa visione è stata contemplata in spirito, e precisamente proprio alla sera della sua festa di compleanno. Ebbene, la memoria del giorno in cui un uomo vede la luce del mondo, è abbastanza importante per il suo annuale festeggiamento. Per mostrare in verità come questo giorno deve essere festeggiato, per essere utile all’uomo interiore, deve essere ora Mio compito illuminarlo più da vicino.

5. Dunque, figlio Mio, sappi che il giorno nel quale tu hai scorto la luce del mondo, è per te già importante, perché con questo atto Io ti ho scelto tra milioni di esseri come spirito, per mezzo del rivestimento umano, per poter un giorno pretendere il diritto alla Mia figliolanza.

6. Con questo giorno hai iniziato questa carriera piena di spine, e ti attendono ancora molte preoccupazioni e sofferenze a te ancora ignote, non per punirti, no, bensì per purificarti, per  attirarti su a mete superiori, nelle sfere del Mio Regno, dove poi la fine della vita di prove terrene sarà solo l’inizio di una vita spirituale. Perciò il giorno è importante per te, poiché vedi, hai già visto in parecchi anni il ripetersi di questo giorno in cui hai pensato pochissimo come avresti dovuto veramente festeggiarlo nel tuo interiore, all’infuori di ricevere delle benedizioni dai tuoi genitori e auguri dai tuoi parenti e dai fratelli e sorelle.

7. Adesso in cui l’interessamento di tuo padre carnale ti ha spiegato meglio la giusta via che porta a Me e anche il vero scopo della tua comparsa su questa Terra; adesso che ovviamente il compleanno è diventato anche per te un giorno molto più importante di quanto ti sembrava negli anni passati, adesso, per darti un cenno spirituale sul giorno della nascita che è preceduto anche per te, come quel giorno che per Me e per gli uomini viventi là allora, nella Notte consacrata che festeggerete di nuovo tra poco, – allora volevo far precedere anche per il tuo compleanno una simile notte, per farti notare ciò che ti aspetta ancora e cosa tu, per adempiere il tuo scopo come figlio Mio, avrai ancora da combattere.

8. Ebbene vedi, hai sognato di andare a fare una visita. Ora, quando la tua anima di notte, dove per lei il mondo esterno è sbarrato, va per far visita, questo vuole significare che l’anima è scesa nel suo interiore e vi si è guardata un po’ intorno, per vedere come stanno lì le cose.

9. La tua anima sembra non essere stata del tutto soddisfatta con questa visita, poiché il terremoto e il tuo stesso scotimento ti hanno mostrato abbastanza nell’immagine il fatto che essa voleva distruggere tutto ciò che aveva visto, ed avrebbe voluto vedere tutti i germogli delle passioni che potrebbero crescere in seguito, sepolti sotto la coltre funebre come salma della dimenticanza.

10. Il corpo, oppure la carne che in queste disposizioni sarebbe stato molto svantaggiato, ha sollevato le sue rimostranze e forti obiezioni che erano altrettanto senza sostegno e sbagliate, come l’atteggiamento di qualcuno che vorrebbe tirare una barca su un monte, mentre dovrebbe comunque stare nell’acqua.

11. Tuttavia, la vittoria dell’anima che ha previsto queste obiezioni e la loro impotenza, ha distrutto il più velocemente possibile i germi di quasi tutti gli impulsi impuri. Questa improvvisa distruzione e putrefazione ha provocato in te, figlio Mio, il momentaneo spavento, svegliandoti e desiderando ardentemente la Mia spiegazione, Poi ti sei di nuovo addormentato, finché il raggio del Sole mattutino ti ha richiamato alla vita normale.

12. Ebbene vedi, Io ho concesso questo sogno a metà biblico e a metà vero, e proprio alla vigilia del tuo compleanno, affinché all’inizio di un nuovo anno tu possa origliare di più nel tuo interiore. Come la tua anima scende nel sonno di frequente nelle pieghe più intime del tuo cuore, guardandosi intorno, allora tu, quando ritorni di nuovo sulla collina o sul punto superiore del tuo io spirituale, puoi non incontrare come nel sogno case distrutte dal terremoto e salme coperte di coltri funebri, ma edifici solidi della tua vita umana che nessun avvenimento mondano può far crollare, e invece di salme o volti morti, puoi incontrare esseri viventi di belle forme, come pensieri di Luce e santi propositi per il nuovo anno!

13. Lasciati perciò fare delle obiezioni dal mondo o dalla tua carne, per quanto possano essere sottili o pesanti, come l’idea di trascinare una barca su per una collina, non cadrai né vacillerai dalla via sulla quale tuo padre ti ha già preceduto da molti anni con l’esempio. Allora non comincerai il prossimo compleanno con tali visioni, ma secondo le tue vittorie combattute saranno immagini della soddisfazione e della quiete che ti daranno la consapevolezza di essere avanzato, per lo meno di un passo, sulla via della tua vera e propria destinazione.

14. Questa volta ti ho dato questo sogno in tale forma, per svegliarti e per mostrarti che spesso anche sotto insignificanti pretesti può essere in agguato la tentazione, e per renderti attento sulle tue azioni, affinché tu non veda ad un tratto tutte le tue idee preferite, case e cadaveri giacere distrutti intorno a te come attraverso un terremoto, se tali idee non erano edificate sulla roccia della fede in Me, bensì sulla sabbia dei pregiudizi mondani e opinioni sbagliate.

15. Perciò, figlio Mio, comincia questo nuovo anno come un periodo di tempo della tua vita col proposito di imparare a conoscere sempre di più Me e i Miei insegnamenti, apprezzando il mondo e le sue fuggevoli gioie solo per quello che è il loro vero valore, e alla fine di quest’anno, quando la tua anima farà di nuovo una vista alla vigilia del tuo prossimo compleanno, vedrai che al suo ritorno, invece di campi di cadaveri e rovine, come ricompensa ti porgerà rose e beni viventi ed eterni che mai appassiranno.

16. Accogli così il tuo sogno, conserva sempre davanti a te l’immagine come ammonimento, e anche con un eventuale vacillamento riconoscerai certo la mano del Padre tuo dall’Alto che deve farti passare attraverso il labirinto della vita giovanile, perché così è andata a tutti; ma solo con la lotta e la Sua benedizione entrerai anche tranquillo nel porto della quiete spirituale e dell’auto consapevolezza, dove per vero, dovrai dire: “Il Signore mi ha mandato molte tempeste; solamente, se ho creduto che sugli scogli della tentazione la navicella della mia vita si sfracellasse, era sempre solo di nuovo la Sua mano che non mi ha abbandonato fin dall’inizio, finché adesso come combattente provato, vedo anche da lontano accennare la corona della vittoria!”. – Possa essere così! La Mia benedizione ti accompagna, finché la implori. Lavora e sopporta, ma vinci anche! Questa è la tua meta, e la Mia unica gioia in tutti voi, Miei cari figli! – Amen!

 

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Cap. 45

Una parola di ringraziamento del fratello  M. B. Ch.

 (deceduto poi nel 1874) e risposta del Signore

12 dicembre 1870

“Mio amatissimo Padre celeste!

Fin qui Ti abbiamo pregato per una spiegazione spirituale che Tu ci hai dato anche nella pienezza più ricca. Ora però, Padre mio celestiale, sono spinto a ringraziarTi dal profondo del mio cuore anche per le tante grazie, poiché mi sento come inondato dalle stesse, e come il mio spirito lotta per rivolgersi a Te; – io so bene che Tu conosci i nostri pensieri più segreti, e non sarebbe necessario mettere qui per iscritto il mio ringraziamento, ma nonostante ciò, davanti ai miei fratelli e sorelle sento il dovere di manifestare i miei sentimenti, affinché anche loro si rallegrino con me e siano riscaldati nel loro interiore con vero amore. E così accogli in grazia, Padre santissimo oltremodo amato, il ringraziamento del tuo figliolo, e rimani la mia forza nell’eternità! Amen!”

1. Mio caro figlio! Dopo aver vuotato il tuo cuore colmo di gratitudine davanti a Me e ai tuoi fratelli e sorelle come sta bene a Me, quale Padre di voi tutti, voglio non solo ringraziarti per questo, ma far notare a te e a tutti gli altri, come le buone opere portino frutti.

2. Tu, Mio caro figlio, scrivi il grazie a Me per spronare anche le altre anime smarrite a simili aspirazioni; ed Io ti dico di essere soddisfatto delle tue parole. Continua solo a lavorare nella Mia vigna, questa non è solo tua, bensì questa è la destinazione di tutti. Proprio attraverso il guadagnare altre anime, attraverso la beatitudine e consolazione che si prepara agli altri, fa la propria doppia, e come il dolore condiviso è solo mezzo dolore, così al contrario la gioia dell’altro raddoppia la propria.

3. Qui avete nel piccolo la stupenda meta, tanto per qui come anche nell’altro mondo, laddove il vostro operare si svolgerà altrettanto in questo modo, ma solo in misura più grande. Infatti, ciò che qui come compito ad ognuno è solo posto di portare singoli sulla retta via, questo vale di là in numero maggiore, anzi per interi mondi, secondo il grado di perfezionamento dell’insegnante stesso.

4. Vedete, adesso dopo aver sentito parlare di spiritisti e dei loro spiriti, – se gli spiriti che visitano voi uomini sulla Terra fossero altrettanto animati da questo santo fervore come lo siete voi, e in particolare come colui che ringrazia, allora la sfera dei migliori sarebbe da tempo molto ampliata; ma poiché purtroppo gli spiriti – che per trattenersi sulla Terra ancora a lungo sentendone il bisogno, sono solo di natura più bassa dei Miei veri e propri insegnanti spirituali che, come spiriti protettori, sono assegnati all’uomo, così da loro non si potrà imparar molto.

5. Continua su questa strada, figlio Mio, ovvero di spingere a Me sulla via le Mie pecorelle smarrite, e per questo un giorno raccoglierai una ricca ricompensa. Sii solo cauto nella scelta, affinché tu non debba offrire poi a indegni il pane dei Miei Cieli! Finora è stata solo una singola spiacevole esperienza che hai fatto su questa via, soltanto che: “per il puro tutto è puro”, e così sei stato già da lungo tempo giustificato dinanzi a Me, prima ancora che tu lo abbia supposto.

6. Come le formiche raccolgono nell’estate i frutti per l’inverno, così raccogliete anche voi sul vostro percorso terreno gli allori di nobili azioni per la vita futura, e ogni lacrima di rapimento, ogni sguardo rivolto a Me, ogni ora superiore nella solitaria cameretta che avrete aiutato a preparare per gli altri, saranno perle per la vostra stessa corona della vittoria; e adornati così avrete esercitato al meglio l’amore fraterno e per il  prossimo come lo voglio vedere esercitato.

7. Voi tutti, figli Miei, che qui siete abbastanza spesso radunati nel Mio Nome, seguite il suo esempio, e il risultato finale vi mostrerà che il vostro sforzo sarà coronato e ricompensato, non come un padre terreno, no, ma come il Padre celeste, come Io stesso posso ricompensare e lo farò.

8. Perciò su questo la Mia benedizione a voi tutti per tutti gli sforzi che fate per salvare le anime dalla decadenza spirituale! – Amen!

 

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Cap. 46

Che cosa significa: fare violenza al Regno dei Cieli?

20 dicembre 1870

(spiegazioni spirituali per il fratello P.)

1. Mio caro figlio, tu vorresti sapere che cosa significa qui ‘fare violenza’; ebbene te lo voglio spiegare.

2. Vedi, della parola ‘violenza’ non devi prendere il significato più stretto, poiché voi uomini e ogni essere creato, siete troppo impotenti verso di Me e verso il Mio Regno, come se là qualcuno volesse ottenere qualcosa con violenza, oppure far violenza (letteralmente) al Regno dei Cieli. – Voglio spiegarti questo con una parabola!

3. Vedi, un padre ha parecchi figli che lo amano molto, e tuttavia nell’amore di questi figli c’è differenza. Uno ama il padre perché è appunto il padre e perché comprende che il padre è anche il suo migliore amico; egli esegue volentieri i suoi ordini. L’altro ama il padre in modo diverso. Mentre il primo figlio si allontana molto facilmente dal padre per eseguire i suoi ordini, il secondo volentieri non vorrebbe fare a meno della presenza del padre; egli preferirebbe se tutte le cose che deve raggiungere, possano avvenire in presenza di suo padre, affinché sul suo viso possa leggere la soddisfazione quando ha eseguito bene le faccende raccomandategli.

4. Un terzo figlio invece è tanto afferrato dall’amore per il padre che non vuol saperne proprio di faccende e disposizioni, vuol sempre solo pendere al collo del padre, vuol sempre solo guardalo negli occhi, gli vuol sempre ripetere: “Padre, caro padre, risparmiami tutte le faccende e disposizioni non spirituali! Vedi, i miei fratelli si sentono beati nel lavorare per te; io invece non voglio e non posso lavorare, voglio solo stare con te, stare ad ascoltare con l’orecchio teso al tuo petto il lento battito del cuore paterno, non voglio altro che te e solo nuovamente te!”

5. Che cosa farà a questo punto il padre? Vedi, figlio Mio, questo figlio, disprezzando tutti i vantaggi che derivano dalle faccende e lavori – che un giorno formeranno gli altri figli in uomini pratici – volendo solo amore spirituale, e così pendendo al collo del padre con dolce fiducia, ha costretto il suo amore; allora l’amorevole padre non può far altro che stringerlo ancora più forte al suo cuore e dirgli:

6. “Ebbene allora riposa al cuore del padre, goditi così tutta la pienezza dello spirituale (animico) amore paterno, hai rinunciato a tutto il resto e, con ciò, hai vinto il mio amore!”

7. Qui hai avuto spiegata l’espressione “far violenza”, e ora ti voglio illuminare di più la stessa anche per la tua vita. Così ascolta.

8. Quando sei compenetrato dalla ferma fiducia in Me, ritenendo possibile che Io, con una preghiera che dinanzi ai Miei occhi è giusta, non possa rifiutarti l’adempimento della stessa, allora anche tu fai ‘violenza’ al Mio Amore, ed Io cedo alla tua preghiera, alla tua fiducia, perché l’Amore non può negare niente all’amore!”

9. Getta quindi lontano da te tutti i bisogni mondani! Vivi solo per Me! Ed usa il mondo solo fin dove è necessario per il mantenimento della tua vita, e sperimenterai miracoli nelle tue preghiere, come poco fa ne hai sperimentato uno nella tua stessa moglie.

10. Quando lei si è data completamente nelle Mie braccia, quando la sua fiducia e il suo amore per Me fu sconfinato, allora la sua guarigione andò avanti con passi da gigante, e se adesso ha di nuovo delle ricadute, questo è un segno che lo stupendo fiore della fiducia, a causa della mancanza di nutrimento spirituale, ha la testolina che pende. Lei deve innaffiare questo fiore con la rugiada spirituale dell’amore per Me, e come con il fiore, aumenterà la sua salute. La fioritura spirituale aiuta il corpo, come anche soffre con il suo appassire.

11. Guarda indietro alla storia dei profeti e degli apostoli, quando operavano miracoli, quando i malati all’improvviso guarivano, che cosa facevano in questi casi? Vedi, essi facevano ‘violenza’ al Mio Amore! La loro fiducia in Me, che non li avrei abbandonati quando si trattava di fortificare il Mio insegnamento con le azioni, era così grande che dovevo cedere al loro amore troppo grande!

12. O figli Miei! Se voi sapeste che cosa può una fervida preghiera rivolta a Me con tutta l’anima, vi stupireste nell’apprendere quale potere si trova nella vostra volontà, e quale massa di benefici potreste mostrare all’umanità sofferente. Ma voi non conoscete questo potere, e nemmeno posso gettarvelo al collo!

13. Perciò adoperatevi con la ferma irremovibile fiducia in Me, aspirate a conquistarla e tenerla stretta, e solo allora imparerete a conoscere il Padre in tutta la Sua Magnificenza! – Amen!

 

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Cap. 47

Uno sguardo spirituale alla vita terrena con regole di comportamento

3 gennaio 1871

(allo scrivano, a sua sorella e al marito di questa)

1. Dopo che tu, Mio caro scrivano, scrivi proprio di dubbi, una parola che non dovrebbe comparire nella tua bocca e ancor meno nel tuo cuore perché esprime mancanza di fiducia in Me, allora voglio aiutarti nuovamente ad uscire dall’imbarazzo, e invece di continuare con le tue lamentazioni e belliche considerazioni politiche, voglio darti parole di Luce per i tuoi due figli preoccupati.

*

2. Per quanto riguarda tua sorella, allora scrivile, poiché deve solo essere consolata. Anche se le si presentano tali singoli casi di malessere, essi sono lotte stimolate da mezzi assunti ultimamente; lei è stata anche aiutata dai mezzi matteici, solo che allora l’ha aiutata Mattei[9] e non Io, ma dopo che le ho dato Io la cura, allora la voglio anche completare.

3. Anche nel Mio ambulatorio avvengono tali ricadute, permesse da Me non appena il fervore verso di Me vorrebbe affievolirsi; e così esse sono i costanti campanelli per il procedere nell’amore e nell’umiltà sulla via della croce nel Mio Regno spirituale.

4. Nemmeno sulla Terra vi è sempre bel tempo, devono venir tempeste, piogge e temporali, il cui effetto alla fine sarà sempre più salutare, a differenza dell’eterno cielo sempre uguale, poiché allo splendere del Sole alla fine tutto, invece di crescere, disseccherebbe.

5. Altrettanto è nella vita spirituale: lo spirito o l’anima deve essere stimolato, deve essere scosso mediante sofferenze, per consolidare e aumentare la sua energia. La tua cara ammalata ti ha scritto poco tempo fa una lettera tanto bella piena d’amore per Me, il che ti ha rallegrato di cuore, e Me ancor di più, e nonostante questo beato stato d’animo, questa illimitata fiducia in Me, non è rimasta la stessa, è svanita, ha ceduto, e dopo che anch’Io, quando qualcuno Mi ha dichiarato il suo amore così come tua sorella, – non voglio che il suo amore per Me ceda, ma che aumenti ancora, che diventi ancora più forte, allora Io mando piccole sveglie che dovranno stimolare di nuovo l’incostante cuore femminile, affinché non si allontani da Me completamente.

6. La cara sorella tua deve sapere che anch’Io, come un amabile padre o sposo, presso di voi non posso sopportare niente di meno che un raffreddamento dopo una così ardente dichiarazione d’amore; allora anch’Io sono geloso e cerco di smuovere il figlio Mio a guardare di nuovo solo a Me, e confidare solo in Me!

7. Del resto, tu, Mio scrivano, stai tranquillo! Adesso che rivolgerai a lei le Mie parole, andrà di nuovo meglio. È stato solo la conseguenza di un’infreddatura, e i dolori dell’anno passato porteranno in questo, stupendi frutti, sii assicurato!

*

8. Per quanto riguarda la preoccupazione di tuo fratello, suo marito, digli che deve solo confidare in Me! Io so e vedo tutti questi orrori della guerra e li permetto perché gli uomini del tempo attuale non meritano diversamente; quanto più sono ostinati, tanto maggiori e più forti sono i mezzi di risveglio. Molti uomini dovranno ancora morire, solo che non dovete immaginarvi la morte così come apparentemente si mostra, laddove forse centinaia piangono a causa dei defunti, nell’altro mondo non un singolo aderisce a questo pianto, bensì giubila e glorifica la Mia conduzione, perché Io ho fondato e favorito in questo modo la sua, e forse la salvezza della sua famiglia. Più tardi verrete a conoscere cose ancora più raccapriccianti di disumanità, e nonostante ciò, sebbene il vostro volto arrossirà di giustificata indignazione con il leggere tali atti, il risultato finale sarà che da Me è stato trasformato di nuovo in un’Opera d’Amore e di Grazia.

9. Non dovete giudicare solo mondanamente questa faccenda, bensì dovete considerarla dalla parte Mia, dal momento che Io, veramente, non faccio altro di quanto da voi fa spesso una madre amorevole con suo figlio piccolo, al quale vuole far indossare un abito più bello per il grande giorno di festa, mentre il fanciullo si ribella piangendo. Quando però l’abito è stato indossato e il fanciullo si guarda allo specchio, si getta comunque grato al collo della madre e, accarezzandola, le chiede perdono per la cieca resistenza, poiché ora comprende che non sapeva ciò che faceva.

10. E così, Miei cari figli, ora si rallegrano migliaia che esalarono l’ultimo respiro sotto dolori e disperazione sul campo di battaglia oppure negli ospedali, in altre parole si sbarazzarono del corpo fracido, e nella libertà spirituale vanno incontro alla loro via della grande destinazione.

11. Per quanto riguarda i potentati, il loro orgoglio e la loro ambizione, state tranquilli: anch’essi sono nella Mia mano, e proprio là dove si credono più forti e più valorosi, farò sentire la loro impotenza.

12. Anch’essi sono figli Miei, sebbene traviati, soltanto che Io ho già mezzi per portarli di nuovo sulla via dove dovranno favorire solo i Miei piani e non i loro!

13. Voi tutti confidate in Me! Lasciate venire gli avvenimenti come vogliono! Solo nelle Mie braccia e al Mio petto c’è quiete. Gettatevi là e lasciate il governo del mondo a Me; e se lo fate veramente, allora vedrete quale limpida vista otterrà il vostro occhio spirituale e, come un’aquila che vola in alto sopra le montagne, godrete solo della grande generale veduta e prospettiva, e riconoscerete i particolari di ogni paese o situazione come insignificanti, alla Mia mano godrete la benedizione del Mio insegnamento e del Mio Amore, come spetta ai Miei figli che non conoscono e non desiderano altro che adempiere solamente la Volontà del Padre loro! E tutto ciò che Egli fa, lo riconosceranno in anticipo come l’unica cosa giusta.

14. Tendete a questo, e non vi mancherà la vostra quiete e la Mia benedizione. Questo ve lo dice il vostro affezionato Padre! – Amen!

 

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Cap.48

Come uno si corica, così giace

5 gennaio 1871

(a un fratello spirituale preoccupato per un suo amico)

1. Cosa disputate e vi sforzate a voler raddrizzare vie storte, che proprio attraverso la loro stortura conducono prima alla giusta meta?

2. Tuo fratello si tormenta con scrupoli di coscienza su cose che non dipendono da lui e delle quali non ha nessuna colpa. Egli ha fatto certamente quello che poteva per risvegliare quell’anima  orfana e mezza addormentata; Io stesso ho fatto ciò che Mi era possibile, come Padre di ogni creatura, anche per questo figlio.

3. È servito a qualcosa? Almeno per il momento molto poco, oppure proprio per niente. Ebbene, se Io non Mi faccio dei rimproveri, allora anche tuo fratello deve solo stare molto tranquillo. Ciò che farò in futuro per portare quest’anima sulla retta via, lo so solo Io, e se la porto qui oppure là sotto altre condizioni dove la voglio avere Io, su questo non avete bisogno di preoccuparvi, né di giudicare.

4. Tuo fratello come uomo, fratello e medico, ha agito, come secondo la sua opinione credeva fosse giusto. Come medico si deve far pagare, e per lo meno può essere assicurato che questo denaro verrà impiegato meglio nelle sue mani che nelle mani di coloro che lo danno. Per quanto riguarda l’altro, allora lascialo a Me. Io guiderò lui e loro come lo richiedono le circostanze, e gli metterò le parole e i pensieri di cui han bisogno nel cuore, per guidarli come è adeguato ai Miei piani.

5. Un tanto su questo tema da Me già spesso toccato. Io non sfioro la libertà di nessun uomo, e in generale ciascuno deve giacere così come si è coricato. Questo basta per oggi. – Amen!

 

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Cap. 49

Confidare sempre nel Padre celeste

9 gennaio 1871

(il Signore, in risposta ad una lettera dello scrivano ad un amico che si concludeva così):

“… Dalle sue prime righe leggo gli ammonimenti che il Signore le ha dato con le due immagini lì citate. (vale a dire un uccello in gabbia che vorrebbe uscire, e una mosca). La prima, in verità, è un po’ demoralizzante, perché in un certo qual modo impedisce il volo tanto desiderato verso l’Alto; solo in chiusura del discorso di Enoch sta tuttavia il grande indizio, poiché egli indica – armato con le due divine caratteristiche, l’amore e l’umiltà – caratteristiche che il “Padre nostro” ha insegnato ed esercitato Lui stesso durante il Suo cammino terreno – verso la regione del mattino, il che significa … (continua ora la parola del Signore):

1. O uomo! Rimani nei limiti della conoscenza che ho destinato per te! Io so meglio di tutti che questi limiti per te sono sufficienti, ed usandoli vantaggiosamente ti condurranno al mattino della Luce spirituale, al mattino del Mio Sole di Grazia. Sii come la mosca, passando inosservato come lei attraverso il mondo; adempi come lei la tua santa missione di diventare ‘figlio Mio’, e diventerai un raccoglitore spirituale di vita. E come la mosca[10] che sotto la sua veste poco appariscente, senza sfoggio né splendore, cela una quantità di elementi di luce e di vita, – altrettanto anche tu celerai sotto il semplice involucro del corpo umano una quantità spirituale di verità di vita e di amore, che solo nell’altra vita di Luce dimostreranno propriamente il loro vero valore.

2. Figlio Mio! Il Mio scrivano ha cominciato questa lettera, ed ecco, la voglio completare Io. Voglio metterti nel cuore il conforto e la quiete che ti ha promesso lui, perché egli sa in anticipo che Io comprendo meglio tali cose, sebbene anche il Mio scrivano in questo è un valido strumento. Tuttavia egli sa anche precisamente che tali parole di conforto non vengono messe nel cuore da lui, bensì da Me a lui durante la scrittura.

3. Se adesso riconosci apertamente che il tuo uomo esteriore ha dimenticato la voce del tuo interiore, e che spesso non hai tenuto in considerazione l’ammonente voce che voleva trattenerti dal domandare, hai perfettamente ragione.

4. Tu adesso comprendi che – se ti avessi annunciato mediante il Mio scrivano che devi udire chiaramente anche la Mia voce – saresti caduto in molti errori, ritenendo sempre la voce del tuo intelletto per quella del cuore, o per lo meno (se ti avessi dato anche parole nel cuore) non avresti saputo distinguere che cosa proveniva da te e cosa da Me; in altre parole, distinguere ciò che è vero e ciò che è falso. Perciò rimani col tuo proposito. Mettiti in tutto – cioè la tua volontà, le tue preoccupazioni mondane, la tua famiglia e tutto ciò che ti è caro – nelle Mie mani; esse sono le migliori compagnie di assicurazione per tutto ciò che può capitare.

5. Lavora per quanto riguarda la tua professione, per assicurare a te e alla tua famiglia un’esistenza mondana libera da preoccupazioni. Di questo sei loro debitore! Ma per quanto riguarda altre importanti speranze e desideri, metti tutto nelle Mie mani, come in un armadio resistente al fuoco. Là Io li conserverò per te e te li restituirò con ricchi interessi – al tempo giusto – forse solo non quando vuoi tu, ma quando Io lo troverò meglio.

6. Confida in Me, nel Padre tuo celeste! Egli ti ha guidato finora su differenti vie a te adeguate, dove dovresti già essere da tempo. Finora credevi di avere per te una volontà, adesso comprendi che se vuoi procedere in avanti ed essere tranquillo in tutte le situazioni, “la tua volontà deve farsi strada nella Mia”.

7. Questa, figlio Mio, è l’unica giusta via che porta alla quiete, alla consolazione e al Mio Cuore. Seguila sempre, ed essa ti provvederà con chiaro giudizio delle condizioni venienti, ti farà apparire il mondo, come e cosa esso è, e ti aprirà un incommensurabile campo spirituale che si estende nell’Infinito, essendo ridotte al minimo le aspirazioni mondane.

8. Qui hai la risposta alla tua lettera al Mio scrivano. Per te l’anno è finito con una buona premessa, ora comincia il nuovo con azioni corrispondenti a questa premessa, e anche in quest’anno la voce e la mano del Padre tuo che ti accompagna sempre benedicendoti, mai ti mancherà, ma spesso la sentirai perfino chiaramente! – Amen!

 

(Come appendice su questo argomento i tre capoversi dal libro di J. Lorber “Il Governo della Famiglia di Dio” vol. I/cap. 56, 33-35) indicati dall’amico di Mayerhofer ai quali questi voleva rispondere, conclusivi del lungo sermone di Enoch:

«33 Nella nostra esistenza terrena siamo noi questa grotta, con un ingresso a Occidente e un'uscita in direzione del Levante, del Mattino eterno. Nel mezzo appunto stiamo noi, così come siamo nella pienezza terrena della vita ed entriamo dalla parte Occidentale quali figli nella grazia e nella misericordia, non mirando ad altro che al punto di mezzo della vita (e della grotta) che ci sta dinanzi, senza riflettere che questa grotta della vita non è chiusa, ma che, invece, dalla parte opposta, verso Oriente, resta sempre benissimo aperta, per tutti noi, anche un'uscita. 34 O padri miei diletti, vedete, anche la deliziosa e beata fiammella dell'eterno Amore è una semplice luce! Il potere visivo della nostra anima è la volta maestosa. Questa sorgente zampillante è simile al nostro spirito, il quale continuamente anela a salire verso la luce, però continuamente viene respinto in giù con quest’insegnamento: 35 "Cos'è dunque, o impotente, che t'incita a salire? Questa non è una via per te; abbassati invece, e rientra nel bacino d'oro del tuo umile e obbediente amore! Là guardati nell’illusoria luce della tua anima che serve per metterti alla prova, e sii sempre pronto a seguire il corso del ruscelletto verso Levante. Appena giunto qui, dei raggi possenti del Sole di grazia, ti afferreranno e ti innalzeranno come una nuvoletta di fuoco, nella perfettissima libertà della tua vita verso il luogo da dove sei venuto!»

 

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Cap. 50

Come pregare

 24 gennaio 1871

(a una sorella spirituale affranta)

1. Tua sorella vuole alcune parole da Me, per potersi immergere completamente nella profondità del suo cuore, perché lei non è in grado di rivolgere a Me un giusta e intima preghiera proveniente dal profondo del cuore.

2. Ebbene, come nel vostro mondo le madri insegnano ai figli a parlare, così anch’Io sono costretto ad insegnare ai Miei figli la preghiera ovvero la giusta presentazione delle loro richieste. Così sia! Io ho già fatto diverse cose per voi; scrivi dunque anche per tua sorella una preghiera come lei stessa deve pregare a Me, ben inteso però, di tutto cuore e sentimento. Dunque, alla faccenda:

3. “Carissimo Padre Santissimo! Ridestata dal dolce sonno della notte, nel quale era sprofondato il mio corpo terreno, levo il mio sguardo a Te, o Padre! Tu mi hai di nuovo donato un giorno per la vita. Oh, lasciami utilizzare lo stesso così che prosperi a me e al mio prossimo per l’utilità spirituale. Lasciami avvicinare la Grazia di esercitare nel purissimo senso tutti i Tuoi insegnamenti che ci hai dato, come si conviene ad una madre, ad una massaia e figlia Tua. Allontana da me ogni tentazione; poiché Tu sai quanto noi uomini siamo deboli, ed io stessa devo confessare apertamente dinanzi a Te che devo essere annoverata tra i più deboli. Perdona le mie ingiustizie senza volontà del giorno trascorso, e in cambio dammi oggi l’occasione di compensare con buone azioni di nuovo l’ingiustizia commessa ieri. Opera Tu verso di me come Padre, e dammi la forza di concludere il mio giorno iniziato adesso, come figlia degna di Te, così che io possa essere una vera pietra commemorativa nel progresso della mia vita spirituale. Non pretendo che debbano essere esauditi i miei desideri, bensì metto fiduciosa nelle Tue mani tutte le mie preoccupazioni, tutti i miei bisogni e tutti i miei familiari! Per questo, io Ti prego, o Padre: non abbandonarmi nella miseria, ma aiutami a riportare la vittoria, se non dovesse bastare la mia forza! Amen!”

 

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Cap. 51

Se Dio è con me, non ho niente da temere

12 febbraio 1871

(da una lettera al fratello Salabsky)

1. Dopo che tu, Mio caro scrivano, hai lavorato con tanto fervore per Me, allora voglio dar seguito al tuo desiderio e far giungere al figlio Mio S. pace, consolazione e forza attraverso la Mia parola.

2. Dunque ascolta, Mio caro figlio, ti lamenti a causa delle tue condizioni, le quali ti costringono così nella ristrettezza che – se segui le idee mondane – non trovi nessuna via d’uscita.

3. Cita il testo dove poco tempo fa ti ho detto che dovresti fare di tutto per procurarti una posizione senza pensieri, per poter adempiere i tuoi doveri verso la tua famiglia.

4. Vedi, Mio caro figlio, quando ti ho fatto dire questo, Io sapevo bene come stavano le cose con le tue condizioni materiali, ma so anche come stanno le cose con quelle spirituali, e se ti ho consigliato di provvedere per il mondano, allora volevo solo spronarti a non cercare di nuovo l’aiuto presso il mondo, bensì presso di Me!

5. Lo hai fatto in parte con la tua ultima lettera e in parte anche con la tua fervente supplica nella silenziosa preghiera. Ora dovrai anche ricevere conforto e pace, ma dapprima ti devo ricordare che la tua fiducia in Me deve essere irremovibile. Sii memore di una massima sulla Terra che dice: “Chi fa assegnamento sull’uomo, sarà abbandonato!”. Che cosa vuol dire? Poiché vedi, tali massime – per lo più inventate da uomini semplici e naturali – hanno spesso per base, verità più profonde che qualche stoltezza filosofica emanata dei vostri cosiddetti eruditi.

6. Ebbene questa massima vuol dire con altre parole: confida in Colui che non dimentica nemmeno i passeri sul tetto! E questo devi farlo anche tu; lascia provvedere solo a Me di riscuotere i tuoi crediti. Non riuscirai a trovare un amministratore migliore di Me.

7. Ascolta la Mia voce nel tuo cuore, e ad ogni passo che vuoi fare, perché lo richiede il tuo stesso interesse e l’impulso della conservazione di te stesso, verrai a sapere da Me se approvo il tuo atteggiamento oppure no.

8. Abbi fiducia in Me, e vedrai adempiuto poi ancora un’altra massima che è questa: “Quando la miseria è grandissima, Dio è vicinissimo!”. Sarà anche così; finora ti ho guidato, ti ho portato attraverso differenti vie, ma sempre secondo un obiettivo, vale a dire alla crescente unificazione con Me. Rifletti seriamente su quanto spesso hai percepito chiaramente la Mia mano che è intervenuta nel tuo destino, e ti ha portato ben qualche volta contro la tua volontà e aspettativa là dove dovevi anche benedire questa mano.

9. Ebbene, se puoi dimostrare queste conduzioni nel corso della tua vita, perché ora dubiti come se Io ti piantassi in asso? – Vedi, quanta poca fiducia hai ancora veramente! Vuoi ingannare gli altri e te stesso, come se tu avessi illimitata fiducia in Me, e nonostante ciò, la tua ultima lettera con la preghiera rivolta a Me, dove vedi il cielo materiale così nero, mostra chiaramente, anzi più chiaramente di quanto vuoi tu stesso, che questa fiducia che ti potrebbe dare quiete e consolazione, non si è ancora annidata saldamente nel tuo petto.

10. Coraggio, figlio Mio! Io sono il Padre tuo, il tuo Protettore che ti ama ed ha una grande gioia nel tuo progresso spirituale. Quindi coraggio!

11. Lascia il mondo percorrere le sue vie nascoste, spinte dal cattivo egoismo; corri da Me, nelle Mie braccia riceverai conforto e quiete. Se Dio ti protegge, perché temi l’affaccendarsi degli uomini!

12. Sii certo: quanto più ti avvicini a Me, tanto più il mondo ti si metterà contro ostile, ma alla fine rimarrò Io il vincitore!

13. Cerca la tua pace presso di Me, e poni le tue preoccupazioni nel Mio grembo, allora sarai libero da tutti i dubbi! – Amen!­

 

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Cap. 52

Sul matrimonio d’oggi

17 febbraio 1871

(a una sorella dello scrivano)

1. Tua sorella, prima di entrare nella sua nuova condizione di vita, ti ha pregato affinché Io le dia alcune parole, così che nel caso di bisogno le possano servire di conforto e, allo stesso tempo, anche come ammonizioni, per non allontanarsi dalla via ora intrapresa.

2. Ebbene, poiché conosco il cuore di tua sorella e la sua volontà è buona e sincera, voglio dare anche a lei ciò che è diventato parte quasi del tutto della tua piccola compagnia. Ascolta dunque, Mia cara figlia:

3. Tu sei adesso proprio più povera di un’illusione, e sei sul punto di diventare più ricca di un’esperienza, per vero di altra natura. Lo so, ti ha toccato dolorosamente il fatto che del tuo progetto di matrimonio non si è fatto niente; ma ti devo dire che l’ho previsto Io così e concesso proprio così che quest’uomo con i quale pensavi di unirti per la durata della vita, abbia fatto cadere la maschera dell’ipocrisia prima, piuttosto che più tardi, dove ti avrebbe preparato giorni e notti pieni di afflizione.

4. Tu non conosci il mondo, – e nemmeno le Mie intenzioni. Io ti volevo salvare, e non attirarti con tali dure prove nelle Mie vicinanze, come te le saresti aspettate in queste condizioni. Io volevo conservarti sulla via adesso intrapresa e non perderti; e se, forse, vorresti accusare il tuo destino perché i tuoi desideri non sono stati esauditi, allora sii rassicurata: benedirai ancora la Mano che ha ordinato le circostanze in modo da farti fare solo un’amara esperienza, invece di centinaia di dispiaceri e delusioni che ti sarebbero aspettate nel caso si fosse realizzata la tua idea progettata.

5. Sai tu, figlia Mia, perché Io permetto così spesso tali vincoli coniugali che, o sono conclusi su interesse, oppure sulle voglie sensuali? Vedi, te lo voglio spiegare.

6. Secondo la Mia idea in tutta la Creazione non esiste un legame duraturo di un qualche essere vivente, se lo stesso non è fondato sul puro amore, poiché solo da tali legami può anche venir fuori di nuovo un prodotto spirituale – degno dei genitori e di Me – non diversamente!

7. Ebbene, a causa di questa massima o legge, fatta precedere, nella Mia Creazione ti puoi immaginare che vincoli matrimoniali senza amore, mai potranno essere giusti dinanzi a Me, poiché essi sono contrari alle Mie Leggi, e nonostante ciò in tutto il mondo vedi più unioni d’interesse che d’amore[11].

8. Tu ora Mi domanderai, ma perché permetto questo? Vedi, a questa domanda ti rispondo: la maggior parte delle ragazze sprecano in sciocchezze tutta la loro giovinezza con inutili aggeggi, col mettersi in ghingheri e divertirsi, e perciò non hanno mai tempo di afferrare un pensiero più serio oppure di pensare a Me. – Tali ragazze, alle quali alla fine non bastano tutti questi divertimenti dove le portano i loro sciocchi genitori, credono di poter continuare a vivere nel matrimonio in completa frenesia.

9. Per i loro bisogni e divertimenti crescenti hanno naturalmente bisogno di denaro e ancora di denaro. Perciò, un uomo nel tempo attuale deve possedere molto denaro! Tutto il resto non vale nulla! –Ora queste ragazze amanti dei piaceri, si vendono a questo prezzo ad un uomo, sia che l’ami oppure no. Esse in questo modo credono anche di sfuggire dalla mano dei loro genitori, e sognano gioie completamente nuove e non ancora gustate.

10. D’altra parte, gli uomini conoscono l’ingordigia delle donne, sanno molto bene che per far fronte a questi eccessivi desideri di una donna è necessario avere denaro, molto denaro, e perciò cercano che le donne paghino i loro desideri anche con il proprio denaro. Perciò pure l’uomo cerca solo denaro, e così inganna se stesso e la fanciulla che vuole legare al suo destino per la durata della vita.

11. Vedi, a tali fanciulle lascio poi commettere l’ultimo stupido colpo nel loro delirio, perché in altro modo non sono salvabili per Me: dopo le prime settimane cominciano già a sorgere domestiche nuvole temporalesche, arriva una delusione dopo l’altra, altri dispiaceri mai conosciuti prima aumentano il malumore, e anche se lo stato matrimoniale per queste figlie smarrite ha anche qualche diletto, le stesse sono spinte nel retroscena attraverso le ore amare; e invece di ridere, la donna delusa siede poi sotto pianto e tristezza nella solitaria cameretta. Allora quasi tutte riconoscono, ma sfortunatamente troppo tardi – che cosa hanno fatto e cosa hanno sacrificato, e quanto poco vengono considerati questi sacrifici.

12. Vedi, figlia Mia, tali cose erano cresciute anche a te nel giardino. Anche tu avresti dovuto subire delusioni ed amare esperienze, e allora l’unico mezzo di soccorso e di lenimento sarebbe stato solo la separazione o morte verso le tue sofferenze.

13. Ebbene, Io ti volevo salvare da questa trappola, e così sei di nuovo libera, e se sarai avveduta ed avrai fiducia in Me, potrai aspettare finché Io ti manderò l’uomo giusto che ti renderà più sopportabile la tua sorte e ti risarcirà, in parte per la prima perdita, in parte per le prove adesso ancora imminenti.

14. Adesso entrerai in altre condizioni, diverse da quelle che hai immaginato prima. Anche qui dovrai subordinare la tua ostinazione ad altre persone, tuttavia avrai il vantaggio che, se questa casa non ti piace, puoi lasciarla e cercare un’altro posto, cosa che in un vincolo coniugale non è possibile. Ricordati questo: “Chi Io amo, lo metto alla prova!”

15. Dovrai ancora tollerare e soffrire qualcosa, tuttavia non di specie così difficile, anzi, se ti getterai nelle Mie braccia, potrai sopportare tutto più facilmente di quanto volevi caricare sulle tue stesse spalle.

16. Si avvicineranno a te delle tentazioni che potrai respingere vittoriosa con il Mio aiuto; perciò confida in Me! Ti ho salvato da un pericolo, ti ho insegnato a conoscere la Mia parola, dove è contenuto più di un mezzo contro tutti i pericoli del mondo, – leggila spesso, ed usa saggiamente ciò che è applicabile nei tuoi nuovi rapporti di servizio, e guarderai con calma e rassegnazione al futuro. Il resto però lascialo a Me! Attraverso circostanze ti ho portato in questa nuova condizione, e quando sarà tempo ti porterò via anche da lì, per poter servire Me e il tuo prossimo in condizioni migliori.

17. Confida solo fermamente in Me! Nulla accade senza di Me e senza la Mia volontà! Perciò tutto quello che potrai incontrare, mettilo sulle Mie spalle e voglio portare per te anche la piccola croce. È sufficiente che tu resti sempre presso di Me e soprattutto che Mi ami molto e dimostri quest’amore con delle buone opere!

18. Ti benedico e sii rassicurata: finché meriti la Mia benedizione, essa anche ti toccherà! – Amen!

 

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Cap. 53

Diventa infante come Giovanni

2 marzo 1871

(risposta ad un giovane per un suo ringraziamento)

1. Mio caro figlio, alcuni giorni fa Mi hai presentato un ringraziamento che fa molto onore al tuo cuore, ancor più perché vedo che è nella tua serietà seguire i Miei insegnamenti per quanto ti è possibile.

2. Tuttavia, su di te irromperanno ancora parecchie cose, quando i tuoi propositi saranno messi alla prova e, talvolta, nonostante tutti i santi intenti e la ferma volontà, il mondo vincerà comunque su di te; solo che finché ti rialzerai dalla tua caduta e vorrai percorrere con nuova forza la via che Io ti ho tracciato prima con le Mie parole, ti sosterrò sempre con la Mia benedizione e con il Mio Amore.

3. Non lasciarti confondere quando seduzioni e tentazioni ti opprimeranno sotto diverse forme. Sii semplice come colomba e astuto come serpente. Riconosci da lontano il traditore e seduttore, e sfuggigli con la semplicità del cuore infantile, e certamente sempre vincerai. Adesso hai trascritto degli estratti da un’opera che un giorno ha scritto il Mio prediletto Giovanni. Diventa anche tu ciò che era questi un giorno ed è adesso! Diventa anche tu il Mio prediletto, e annota anche tu con raggiante scrittura spirituale questi santi insegnamenti che adesso hai riportato su carta e nel tuo cuore; fa che gli stessi diventino le uniche guide, gli unici consiglieri, e non ti mancherà la benedizione del Padre tuo celeste, bensì la sentirai in tutte le tue azioni.

4. Al tempo della Mia vita sulla vostra Terra, per Giovanni era la sua più grande beatitudine giacere al Mio petto; là egli respirava la pace, e presentiva una beatitudine da una vita superiore ancor mai provata. Diventa anche tu come lui, cerca con cura anche tu questo posto di Giovanni, vale a dire di giacere al Mio petto. Anche tu con il tuo cuore infantile sentirai cose e presentirai beatitudini che ti dovranno essere date solo quando, perseverando fedelmente, cercherai solo presso di Me e in Me, pace e conforto.

5. Imita il Mio Giovanni, e qualunque cosa il mondo ti voglia fare, scivolerà alla corazza del Mio Amore e della Mia Grazia, e ti rafforzerà sempre nell’idea, che solo presso di Me vi è quiete e sicurezza.

6. Imprimiti bene queste parole! Io te le do come guida attraverso i grovigli spinosi della vita terrena. Con loro passerai ovunque, e solo in questo modo potrai raggiungere ciò che il tuo cuore desidera così ardentemente: cioè la Mia grazia e la Mia benedizione che non ti rifiuterò finché ne sarai degno.

7. Dovrai combattere, questo non te lo posso risparmiare, ma dovrai anche vincere, se queste parole che ora hai scritto nel santo entusiasmo si realizzeranno nei fatti come vera semenza. Solo al meritevole la sua corona!

8. Quindi, non esitare! Anche se ti manca la forza, affrettati a Me, al Mio petto ti sboccerà nuova forza e diletto! – Amen!

 

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Cap. 54

Auto contemplazione

4 marzo 1871

(a un simpatizzante cercante del cerchio spirituale triestino)

1. Scrivi dunque, perché ti rimanda già nuovamente a Me un figlio cercante, e Mi domanda se sono soddisfatto di lui!

2. A questa domanda posso solo rispondere con un’altra domanda: “Cosa credi dunque, figlio Mio, che Io possa essere soddisfatto con uno di voi?”. Quanto poco giudichi Me come Spirito, come supremo Signore di una Creazione infinita, che tu stesso come erudito, filosofo e naturalista, non molto tempo fa volevi renderlo comprensibile agli altri, mentre tu stesso non giudichi il Creatore di questo Universo da te tanto glorificato, come Egli merita!

3. Vedi, figlio Mio, tu in verità cerchi la via che porta a Me, avendo buoni propositi e buona volontà, tuttavia presti orecchio ai suggerimenti del mondo degli spiriti[12], e chiedi ai Miei servitori come devi vivere. Ma perché non vai direttamente dal Signore? I servitori – o spiriti defunti – ti possono dire solo ciò che hanno appreso nella loro limitata sfera d’azione e come loro stessi vedono il mondo spirituale; perciò ognuno ti consiglierà qualcosa di diverso. Dappertutto vi saranno contenuti insegnamenti morali, perfino anche i suggerimenti dei tuoi congiunti ti manderanno dal regno degli spiriti solo buone proposte e saggi insegnamenti, ma questi non sono ancora sufficienti. Tu dovresti rivolgerti di più a Me stesso, tenere in considerazione di più queste parole che Io lascio già da tempo fluire su voi uomini in sovrabbondanza, colmati con i Raggi del Mio Amore e della Mia Grazia, per fare dei Miei pochi credenti ciò a cui ho destinato non solo l’intera umanità di questa Terra, ma tutti i mondi e i soli.

4. Vedi, se consideri del tutto chiaramente la tua domanda rivolta a Me, allora è impossibile che in questa richiesta non si riveli la tua debole fede in Me e la tua via per adesso battuta.

5. Voglio illuminarti a poco a poco questa faccenda, e poi rimettere il giudizio a te stesso.

6. Già da parecchio tempo tu sai dove avvengono le Mie comunicazioni rivolte a voi; anzi di quelle stampate precedentemente ne hai perfino comprate e lette alcune. Nondimeno, ti devo dire che per primo non hai creduto che queste Comunicazioni provenivano da Me, e per secondo che non le hai comprese affatto nel loro più profondo significato, altrimenti ti avrebbero guidato certamente all’accettazione del primo punto, vale a dire alla convinzione che sono Io il datore di queste Donazioni di grazia. E pure adesso che pretendi da Me che ti dica se sono soddisfatto, lasciaMelo dire, solo così come se tu ti rivolgessi con questa domanda e in questa forma forse ad un compagno più basso di quanto lo sei tu stesso nel mondo sociale. Infatti ti recheresti ben di persona stessa, secondo i tuoi concetti, ad uno posto più in alto di te, vestito con gli abiti migliori che hai, e supplicheresti il suo giudizio in un linguaggio e con un atteggiamento del tutto ossequioso, e poi aspetteresti forse tremando il suo giudizio.

7. Se sai dove Mi puoi trovare, cioè nel tuo stesso cuore, oppure se non ti basta questa Voce, se sai in quale casa della tua città quasi ogni sera viene annunciata una Mia comunicazione ai Miei figli, perché non ci vai? Perché non cerchi là nel Mio insegnamento crescente a poco a poco, Insegnamento che concede ai Miei figli la chiara illuminazione della via che devi percorrere per giungere a Me? Perché fai domandare solo attraverso una terza persona ciò che tu stesso dovresti cercare di conoscere, se riconoscessi davvero le Mie comunicazioni e Me?

8. Voi nel mondo provvedete molto meglio per lo stomaco, che per il vostro cibo spirituale; infatti, dove c’è qualcosa di buono da mangiare e da bere, là vi accorrete tutti, e allora non vi basta il giudizio di un terzo[13]. Quanto più dovresti recarti con tutto il fervore del tuo cuore nel luogo e a quel posto, se tu credessi davvero alle Mie dirette comunicazioni, per sentire tu stesso ciò che del sentito dire ti giunge solo a pezzi e comprensibile a metà.

9. Ora rifletti fin dove hai agito bene o in maniera sconsiderata per il fatto di far domandare a Me. Rifletti bene – al Creatore di tutto l’esistente – proprio come se niente fosse!

10. Su ciò lascio il giudizio a te stesso, perché se te lo dovessi annunciare Io come meriti, allora davanti ai tuoi occhi per metà mondani potrebbe riuscire proprio non troppo vantaggioso per te.

11. Solo che Io sono già da lungo tempo abituato a qualcosa di peggio da quegli uomini che vorrebbero sempre fondere le opinioni mondane con quelle puramente spirituali, affinché riescano a trovare la via che porta a Me anche senza sacrificio.

12. Quello che esclamai un giorno (duemila anni fa) come Uomo-Dio sulla croce, quando i giudei Mi crocifissero nel corpo, come anche voi spesso M’inchiodate spiritualmente, rimane sempre valido, perché fu un’espressione di Dio, e le Sue parole sono eterne.

13. Là Io esclamai: “Padre perdona loro, perché non sanno quello che fanno!”, e questo dico anche oggi di nuovo, e invece di rimproverare severamente i Miei figli smarriti a causa dei loro errori, li inondo con grazie e benedizioni per portarli sulla retta via, via che alcuni in verità cercano, ma non la possono trovare!

14. Figlio Mio, prendi questo a cuore: innanzitutto purifica il tuo interiore da tutti i desideri e dalle brame mondane, afferra spiritualmente il Mio insegnamento così come anche il tuo compito su questa Terra, e poi potrai già dare la risposta a te stesso, se sono soddisfatto! – Per primo, però, tu stesso devi essere soddisfatto col tuo atteggiamento; finché come uomo corto di vista dubiti, non puoi certo aspettarti da Me, quale Creatore di ampie vedute, che debba confermare ciò che non credi di te stesso.

15. Innanzitutto fa’ una panoramica nel tuo cuore. Se vi trovi difetti, allora allontanali; e se dopo lungo trovare e sempre allontanare, un giorno in silenziosa preghiera Mi domanderai: “O Signore: sei soddisfatto di me?”, allora forse risponderò: “Ben con la volontà, ma non con l’esecuzione della stessa!”. Questo vuol significare: continua solo a dimostrare di fatto ciò che le Mie parole ti hanno forse scritto in sentimenti nel cuore.

16. Qui hai la risposta alla tua domanda. Lavora e lotta, affinché la stessa risposta, giorno dopo giorno e anno dopo anno risulti sempre più di conforto per te e più gioiosa e soddisfacente per Me. Questo ti augura il Padre tuo! – Amen!

 

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Cap. 55

La primavera

12 marzo 1871

1. Proprio adesso, dal momento che la natura si è di nuovo risvegliata sul vostro emisfero nordico e tutto si muove e si rianima, voglio anch’Io usare questa stagione per mettervi nel cuore, Miei cari figli, qualche regola di vita e di saggezza, affinché per primo non vi lasciate raffreddare nel vostro fervore, e per secondo affinché impariate a riconoscere il significato spirituale della primavera, e possiate interpretare e comprendere nel senso del Mio Spirito le sue immagini del tutto insignificanti per l’uomo comune.

2. Ebbene vedete, come sempre cominciamo con la spiegazione del significato spirituale della parola, e poi passiamo ai dati di fatto come si presentano all’occhio dell’attento osservatore.

3. La parola ‘primavera’ nella vostra lingua proviene da ‘prima’, nelle altre lingue proviene da parole che significano qualcosa di simile come ‘dapprima’, all’inizio’ di una cosa; così come ‘presto’ indica anche l’ora mattutina oppure l’inizio di un giorno.

4. Ora, ciò che porta il mattino di bello e di fresco, quando il primo raggio di Sole colpisce la superficie della Terra e poi tutto ciò che si risveglia si rallegra della sua vita, questa è anche la primavera in riferimento a un anno o all’orbita della vostra Terra intorno al Sole, dove comincia anche il mattino di questo giorno spirituale per tutti gli esseri viventi che, dopo un lungo sonno invernale vengono di nuovo chiamati all’esistenza attraverso il Mio Amore, espresso attraverso il calore.

5. Tra il vostro popolo avete proprio una massima che dice: “L’ora del mattino ha l’oro in bocca!”. Vogliamo usare questa massima per trarne qualcosa di utile per voi, e annodare ancora alcunché di istruttivo. La massima significa: “Chi utilizza il mattino per il lavoro, le sue opere riusciranno e saranno migliori di quelle del mezzogiorno e della sera”.

6. Ebbene, così è anche nello spirituale. Chi perciò nel suo interiore fa pure in tempo a pensare di metterci il bene e sgomberare il male, costui raccoglierà anche per la sua anima l’oro, il quale non prospererà così copioso né a mezzogiorno e ancor meno alla sera della sua vita spirituale, come proprio nel tempo della gioventù o della primavera del primo risveglio spirituale. Questa massima è quindi un ammonitore per tutti gli uomini oziosi, il che vuole dire loro: “Utilizzate il mattino spirituale, affinché alla sera possiate consumare o vivere di ciò che avete raccolto e guadagnato”.

7. La primavera è l’immagine materiale della medesima massima. Essa mostra, come tutto ciò che accade nel tempo del risveglio e della fioritura, con i frutti solo più tardi, deve servire anche materialmente come spiritualmente nell’autunno o nell’ultimo tratto al compito da adempiere, per servire come nuova base alle potenze superiori; così come i frutti attraverso il consumo e l’incorporazione in altri organismi, dopo che hanno raggiunto il loro punto più alto su quel gradino, passano ora in uno superiore.

8. La primavera è quindi tanto materialmente come anche spiritualmente, la bella ed elevata immagine del risveglio corporeo e animico, dove la natura, consapevole di sé, aspira alla sua missione, e anche l’anima, risvegliata dalla Mia dottrina dell’amore, riconosce il suo compito e lo scopo della sua esistenza.

9. La primavera, sotto l’aspetto spirituale, è il tempo dove l’Amore di un Dio nel cuore umano fa vibrare tutte le fibre, dove l’anima comincia a comprendere lo sguardo che ha così spesso rivolto verso l’alto nei casi di oppressione. La primavera è quello stato in cui l’immagine di un Padre celeste irradia riscaldando con Amore l’anima profondamente piegata, e diffonde conforto e pace nel cuore, come il Sole nei primi giorni della primavera riscalda dolcemente l’aria della vostra Terra, stimola tutto al giubilo e al gioire, e infrange il rigido sonno dell’inverno e le sue catene, affinché ciò che era prima diventi di nuovo amore, perché è il portatore di migliaia di vite e il divulgatore della benedizione per tutti i suoi figli viventi sulla Terra.

10. Così è anche riguardo allo spirituale, dove lo spirituale caldo raggio dell’Amore colpisce i cuori, dove là si ritira l’aspetto tenebroso della vita umana-terrena, e là tutto si trasforma nei colori più belli, tutto risplende attraverso il Sole di grazia di un Padre che è stato e sempre sarà superiore a tutte le passioni, il Padre della pace e dispensatore di consolazione per tutte le creature.

11. Vedete, figli Miei, sull’emisfero meridionale, la patria di grandiose forme e magnificenza di colori, ma di meno contenuto spirituale, là adesso termina questo tempo di fioritura, perché comincia sul vostro emisfero settentrionale, là tutto passa ora conforme al suo compito, dalle forme inferiori a quelle superiori, rimanendo però solo le forme che sono da paragonare nel senso spirituale anche con il mondo esterno, mentre la vita spirituale sull’emisfero settentrionale ha somiglianza con la vita dell’uomo nel suo interiore. E come sulla Terra la vita delle forme deve, per così dire, cessare quando comincia la vita dello spirito, così è anche nell’anima umana, dove anch’essa perde l’interesse per il mondo esterno non appena ha cominciato una buona volta la vita spirituale interiore. Ma anche nell’uomo la vita interiore procede dalla vita esteriore, come nella natura dalle forme emerge poi lo spirituale e le inonda di luce. Nel sud si va incontro all’estate, alla maturazione dei frutti, e nel nord comincia il risveglio dello spirituale nelle forme. Così anche nell’uomo le azioni sono forme, dove la base delle stesse è il loro vero e proprio valore.

*

12. Tra un paio di giorni tu celebrerai o potrai celebrare il giorno nel quale ti ho fatto giungere per la prima volta, un anno fa, la Grazia attraverso la tua mediazione, così da illuminare e riscaldare qualcuno che aveva nostalgia della Luce. Questo significa che nei fatti hai lasciato ben notare il motivo spirituale del tuo operare; ma quando risuonò per te la Mia voce, allora divenne in te la primavera spirituale del nord, ed hai fedelmente distribuito i fiori e frutti dati da Me a te, al tuo prossimo, e operato qualcosa di buono, di cui adesso non puoi avere nessuna idea. Continua così come hai cominciato, e quando anche tu, come dici, con questa distribuzione del Mio Pane dei Cieli ne esci a mani vuote, ti ricompensi per lo meno la consapevolezza che Io ti ho scelto tra molti per distributore dello stesso. Se non comprendi chiaramente ‘il perché’, allora lo so Io meglio di te.

13. Cosa sono Io come Sole spirituale di grazia nell’intero Universo, e come risveglio ovunque attraverso mille differenti mezzi, vita e amore, stimolo la primavera spirituale e materiale e spingo così l’intera Creazione alla sua dissoluzione, – lo sei tu nella tua piccola cerchia operativa. Tu sei il sole splendente che attraverso la Mia Luce d’amore riscalda e spinge, e deve distribuire la benedizione, senza volontà, come il vostro Sole al cielo che non sa niente di quali benefici materiali e spirituali esso invia attraverso i suoi raggi che qui o là colpisce sia un pianeta viandante che un pigro sasso o un freddo cuore umano.

14. Perciò non ti preoccupare se riempio il tuo cesto spesso con il Pane della vita e tu stesso lo distribuisci, così che ti rimane solo il cesto vuoto. Vedi, gli altri si nutrono del pane, ma quando è consumato, tutti devono poi di nuovo ritornare da te, e quando si presentano gli affamati, allora tu quale ‘l’uomo del cesto’ sei sempre provveduto da Me con nuovo pane, e distribuendolo infiammi i cuori all’amore e al fervore, per potersi avvicinare sempre di più a Me, aiutando l’occhio del prossimo a strappar lacrime di delizia, che poi sono per vero causate da Me, ma che alla fine vengono anche a te per il tuo bene. Ora dimMi: “Che cosa è più bello e più elevato: essere felice tu stesso, o poter rendere beati e felici altri?”

15. Che cosa faccio Io? Dov’è la Mia gioia? Dove la Mia beatitudine? Vedi, è nel dare! Anch’Io me ne vado a mani vuote, ma il donato conquista per Me dei cuori, che poi da se stesso, con il donato riscalda e abbellisce, per ritornare di nuovo a Me. Così succede anche a te: dà ciò che Io verso nel tuo cesto di Parole di grazia e d’amore, e se hai bisogno qualcosa per te, allora chiedilo solo a Me, e come nell’anno passato ho placato e tranquillizzato tutti gli interroganti e dubbiosi, così anche tu non uscirai da Me a mani vuote, Mio messaggero del Pane del Cielo o d’amore.

16. Contribuisci affinché la primavera, che adesso comincia a svegliarsi materialmente sulla vostra Terra, fiorisca spiritualmente anche nella tua piccola compagnia, cosicché sviluppi boccioli, si vesta di fiori nobili, e nell’estate dello spirito possano spuntare magnifici frutti, che poi dovrebbero essere degni del distributore dei Doni del Cielo e a Me, il Donatore! – Amen!

 

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Cap. 56

Sull’educazione dei bambini

30 marzo 1871

(a una coppia di genitori)

1. Già di nuovo Mi supplica una figlia tramite la tua mediazione per conforto ed aiuto, perché non sa orientarsi giustamente per quanto riguarda l’educazione dei bambini, e proprio per questo è in contraddizione con le idee di suo marito.

2. Ebbene, come Io guido sempre le cose così che gli uomini alla fine devono venire comunque a Me quando non riescono a far fronte al mondo e ai suoi dominanti punti di vista ed opinioni, così è anche questa volta.

3. A questi due coniugi, i quali a questo riguardo non sanno prendere la giusta via, voglio ora mostrare con alcune parole la giusta via e la giusta comprensione delle Mie parole e del Mio insegnamento, affinché anch’essi non solo leggano le stesse con gioia, ma imparino anche ad eseguirle praticamente secondo il Mio intendimento. Così ascolta Mia cara figlia.

4. È una vecchia storia che generare e perfino partorire bambini è molto più facile che educarli giustamente. Nei primi due atti il fattore principale è il Mio aiuto e la Mia concessione, l’ultimo atto invece lo lascio quasi sempre agli uomini stessi, poiché consegnando Io ai genitori una tale piccola pianticella del Mio giardino spirituale, procuro a loro indirettamente l’occasione. In primo luogo trapiantando nei bambini le loro stesse buone caratteristiche, per evitare così le proprie cattive; e infine, per se stessi, sostenere una scuola della pazienza e rassegnazione, il che è meglio per loro che per gli stessi bambini.

5. E così, quando Io dono ai genitori dei bambini, è più per il proseguimento dell’educazione dei genitori a causa del Mio Regno, che per i bambini, i quali poi – su vie note solo a Me – devono anche passare attraverso la loro nuova via con le sue gioie e sofferenze, come ciascuno che è nato sulla Terra.

6. Ma affinché questi piccini non vengano spinti nel mondo in condizioni del tutto trascurati, dipende appunto dai genitori dar loro questo sostegno fisico e spirituale che devono agli stessi, perché i pargoletti non sarebbero venuti al mondo senza il loro contributo.

7. Ebbene, questa educazione dei bambini, particolarmente quella spirituale, viene spesso rovinata per l’eccessiva severità e per l’immenso amore, e le tenere pianticelle, in un modo o nell’altro, vengono sviate dalla retta via di un mondo spirituale superiore, per lo meno finché Io, ma solo attraverso mezzi vigorosi, raddrizzo di nuovo l’albero cresciuto storto, affinché i suoi rami, foglie e fiori vengano rivolti alla luce della vita spirituale, e non alla parte dell’ombra.

8. Quindi per poter educare un fanciullo secondo il Mio compiaciuto intendimento, non si deve imporre al piccolo un’associazione di pensieri o idee che produca solo l’intelletto più maturo nell’adulto, e questo solo dopo molte tristi esperienze, ma piuttosto, per insegnare qualcosa ai fanciulli e farlo loro comprendere, si deve adottare il loro linguaggio, il loro modo di pensare, mettersi con loro sullo stesso livello, affinché imparino a comprendere ciò che più tardi dovranno riconoscere come legge.

9. Proprio per questo il primo fondamento è: “Se volete educare dei bambini, diventate dapprima voi stessi bambini!”. Il piccolo ha curiosità, vuol sapere tutto, chiede per tutto il ‘Perché?’, e per rispondere a questa domanda i genitori devono rispondere nel linguaggio infantile, non ordinare solo: “Non devi fare questo! Non devi fare quello!”, Bensì, dimostrar loro – ben inteso però, in un modo a loro comprensibile – perché questo o quello è vietato o permesso.

10. In ciò comunque i genitori devono anche precedere sempre con l’esempio, perché se il piccolo vede i suoi genitori non seguire ciò che a lui è vietato, come deve allora prestar fede agli insegnamenti che a lui vengono imposti spesso sotto minacce?

11. Sotto questo riguardo, quindi, mettersi all’opera con amore e fiducia; questo anche nei fanciulli risveglierà non timore del padre e della madre, bensì risveglierà le medesime propensioni verso gli stessi, con i quali si è andati loro incontro.

12. Che però in questo modo di educare l’amore, talvolta è troppo cieco, o la severità è troppo grande, risulta dall’errore perché i propri genitori vogliono solo migliorare gli altri, e dimenticano del tutto come essi stessi furono educati, dove adesso nella condizione adulta possono ben giudicare ciò che nella loro giovinezza era impiegato bene e cosa non bene.

13. Nel passato si trova sempre la chiave del futuro ed è basata la Parola: “Ciò che non vuoi sia fatto a te, non farlo agli altri!”

14. Quindi per questa ragione, Miei cari figli (quali genitori) ripensate alla vostra stessa giovinezza; là troverete la soluzione alla domanda a causa dell’educazione dei vostri figli; concedete ai vostri figli ciò che era anche a voi per il bene, ed evitate con loro ciò che forse ha lasciato anche in voi fino ad oggi ancora ricordi amari!

15. Unite severità con mansuetudine, lasciate dominare l’amore, ma non dimenticate che l’amore degenera molto facilmente, diventa troppo tenero, troppo indulgente, e la severità non condurrà mai all’amore, ma solo alla paura e al non fidarsi! Guardate Me! Come educo i Miei figli? Poiché dovete ammettere che anche voi siete così minorenni, corti di vista e inesperti in confronto a Me, come i vostri figli in confronto a voi.

16. Vedete, Io vi do parole che potete comprendere, insegnamenti che potete afferrare, che potete realizzare, e questi sono misurati in base alle vostre forze.

17. Io non parlo con voi dalla Mia sublime sapienza, perché sarebbero per voi ‘villaggi spagnoli’ (come usate dire); Io parlo con i Miei figli in maniera infantile perché voglio ridestare in loro amore e fiducia, affinché non Mi temano come Padre e non tremino dinanzi alla Mia comparsa, bensì che si lascino guidare pieni di fiducia dalla Mia mano e imparino a considerare perfino lo spiacevole ed amaro che va loro incontro sul percorso della vita, non come una Mia punizione, ma tutt’al più come conseguenza dei propri errori. Così dovete educare anche i vostri figli, far loro comprendere con calma ciò che non è permesso, ciò che non è possibile, del perché non è permesso, e alla fine è indegno a loro stessi e può diventare ancora più indegno! Insegnando, dovete guidare i vostri figli là dove voi stessi siete arrivati!

18. Il fanciullo deve riconoscere il padre o la madre come primo e più sincero amico, che non possono mai voler altro che il suo meglio! In tal modo un po’ alla volta educherete i figli a uomini buoni, e se dovesse essere necessaria anche perfino una punizione, allora il fanciullo stesso l’accetterà in quale senso è stata data, dal momento che lui stesso saprà già in anticipo di averla meritata.

19. Con la vita spirituale di un cuore infantile è come con il cibo nello stomaco; troppo dolce o troppo amaro e inacidito generano gli stessi effetti, entrambi indeboliscono la capacità di digestione, l’una con l’allentamento, l’altra con la sovreccitazione.

20. Così è anche con l’uso di troppa dimostrazione d’amore o l’uso di severità troppo grande; nel primo caso i fanciulli vengono viziati con troppo del bene, dove poi non vogliono più sopportare la più piccola cosa sgradita; e nel secondo caso alla fine rende ottusa l’anima in modo che anche qui, come con troppa grande sovreccitazione, il risultato finale è l’indifferenza verso tutto!

21. Cercate quindi di mantenere la via di mezzo, non addolcite la vita dei bambini con troppa grande tenerezza, poiché voi stessi sapete per esperienza che la vita nell’insieme offre poco di confortante, se l’uomo non ha nell’interiore un’inesauribile sorgente del tesoro spirituale. Abituateli piuttosto alle rinunce, ma insegnate loro ‘il perché’, affinché riconoscano il motivo del doversi in primo luogo caricarsi di sacrifici per amor vostro, e più tardi imparino poi a comprendere che ha fruttato poco a voi, ma a loro stessi molto di più.

22. Sta fondato nella natura umana, quali esseri spirituali, che dapprima si deve imparare a riconoscere il perché questo o quello deve essere fatto oppure evitato; infatti, senza questa prima legge ragionevole l’uomo si degraderebbe a macchina, perderebbe la sua individualità spirituale, e quanto poco voi, tanto poco voglio ridurre Io i Miei figli a macchine, cosa che Io potrei fare più facilmente di voi, per questa ragione educate anche voi i vostri figli in modo che crescano spiritualmente forti, coltivino proprio l’amore, la mansuetudine, la fiducia e tutte le virtù che voi stessi stimate come le più alte. Solo in questo modo vi educate futuri amici e cuori riconoscenti per la vostra età avanzata.

23. Prendete un esempio in Me, con quanto Amore e Pazienza guido gli uomini, lascio valere Grazia per diritto, tollero pazientemente come i poveri e smarriti uomini attirano su se stessi tutti i possibili dispiaceri, delle cui tristi conseguenze sono colpevoli essi stessi, ma che in genere credono come se li avessi puniti Io!

24. Ovunque, Io guido attraverso l’Amore! Osservate il vostro stesso destino, quali figli minori, ciechi e smarriti eravate voi stessi! Guardate indietro come vi ho guidato. È stato con severità, con ira, con ordini? Certamente no; è stato con Amore, con ammonimenti paterni. Vi ho messo alcune cose nel cuore, dove alla fine avete dovuto dare la colpa non a Me, ma a voi stessi, se non andava così come lo avete sperato.

25. E se riflettete su ciò che è successo, su ciò che avete subito, avete perso la fiducia o l’amore? No! Bensì, da quando vi ho lasciato giungere le Mie parole, da quando vi spiego, vi dimostro che tutto, anche se amaro, fa comunque parte della grande guarigione, del grande ulteriore viaggio nell’eterno aldilà, adesso voi pendete ancora più di prima a Me, poiché la fiducia, il più bel fiore dell’amore, fiorisce nei vostri cuori, se con ferma fiducia vi date alle Mie disposizioni, perché siete convinti che un Padre non può punire, bensì – anche se ha le sembianze della punizione – vuol solo migliorare, amando!

26. Fate così anche con i vostri figli, moderate il troppo grande amore e l’indulgenza, come anche la severità! Riflettete, sono bambini che dovete educare, non adulti, parlate con parole infantili per cuori infantili, e il piccolo vi comprenderà. Non siate sempre in contesa e litigio l’un con l’altro, perdonatevi anche voi, se vi deve essere perdonato da Me; non pretendete dai fanciulli ciò che voi stessi ancora non siete in grado. È questo che ai fanciulli deve essere frenato: la loro esuberanza nella giovinezza, altrimenti nell’età matura sarete in grado di farlo solo a fatica!

27. Misurate secondo la propria misura, e date ancora l’inesperienza e grande attività vitale, ma come aggiunta minor forza di riflessione dei bambini, e per primo ristabilirete tra voi due l’armonia delle anime, e questa vita di pace si trasferirà anche alla vita dei vostri figli.

28. Se i piccoli vedono i loro genitori vivere in pace e in concordia l’un l’altro, allora sotto quest’influsso non vorranno nemmeno cercare protezione né presso l’uno né presso l’altra, quando li colpirà il giusto rimprovero a causa di un’azione ingiusta, accettando quanto hanno meritato in silenzio, perché sapranno che l’insegnamento o ammonimento che hanno avuto da voi due, è stato ben meritato.

29. Vi ho dato dei figli affinché vi possiate esercitare nelle virtù dell’indulgenza, della mansuetudine e della tolleranza; e proprio questa scuola guida avanti voi e loro, per diventare figli Miei, che pure Io non educo diversamente di quanto dovete educare i vostri, cioè con amore e solo con amore!

30. Ricordatevi questo e riflettete bene! Dapprima guardate la trave nel vostro occhio, prima di pensare di togliere il bruscolo dall’occhio dell’altro! – Questo con la Mia benedizione a voi due! – Amen.

 

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Cap. 57

Sulla confessione e sulla voce interiore

3 aprile 1871

(a una simpatizzante del cerchio spirituale triestino)

1. Mia cara figlia, nella tua preghiera Mi chiedi se tu stessa riflettendo solo un poco oppure dando ascolto alla voce nel tuo interiore, saresti in grado di risolvere la faccenda facilmente da te stessa. Dopo che però tu, come la maggior parte di voi, non avendo fiducia in voi stessi, allora non volete affrontare la fatica di analizzare certi dubbi per arrivare al loro vero motivo, dove poi la questione si potrebbe presentare approfondita del tutto semplicemente, e poiché la maggior parte di voi non è capace di distinguere i propri pensieri dalla voce interiore, voce che è o il Mio influsso o quello di uno spirito buono, – allora siete sempre spinti a chiedere ad anime più profondamente iniziate, oppure com’è qui il caso, dove avete trovato la via diretta a Me, a domandare a Me stesso qualcosa che voi, quali esseri autonomi e con un po’ di riflessione, avreste risolto già da lungo tempo.

2. Nondimeno, dal momento che Io sono un Padre, e precisamente un Padre per i Miei figli nel senso più alto della parola, non voglio neanche respingere quei figli che chiedono, e anche se le domande sono ingenue voglio rispondere alle stesse, affinché siate in chiaro proprio su queste importanti domande che vi hanno guidato a chiedere consiglio a Me.

3. Ebbene, ascolta dunque, Mia cara figlia: tu Mi domandi se la confessione, come viene pretesa in una società di esseri femminili, sia quella giusta oppure no? Su questo ti devo rispondere.

4. Hai mai riflettuto qual è propriamente il vero senso della confessione? E perché fu introdotta dai sacerdoti? E oltre a questo hai anche mai considerato cos’è un giuramento? –

5. Sono convinto che se volessi aspettare la tua risposta, con la minima riflessione risulterebbe per te e per Me sufficiente! Ma Io ti voglio risparmiare la riflessione e voglio risponderti subito:

6. “Vedi, la confessione fu un giorno istituita per indurre gli uomini almeno un paio di volte all’anno ad una più profonda analisi del loro stesso io, affinché imparassero a riconoscere i loro errori e così poter raggiungere una più precisa immagine del loro valore morale”.

7. Il raggiungimento di questa chiara immagine tuttavia non bastava, e non basta sapere dove e quando si è mancato maggiormente. L’uomo deve anche avere il saldo proposito di non commettere di nuovo questi errori adesso riconosciuti chiaramente, oppure almeno di combatterli, affinché non cada negli stessi tanto spesso!

8. Se questo risultato finale non è raggiunto, e dopo ognuna di tale indagine l’uomo non scopre sempre meno errori nel suo cuore, allora la confessione non serve né davanti a un sacerdote né davanti a un uomo venerabile, né dinanzi a Me stesso, poiché significa o un arresto o un regresso.

9. Se dunque tu, figlia Mia, hai il fermo proposito a tenere in primo luogo un severo controllo nel tuo cuore, e poi pentirti molto di questi errori ora riconosciuti, tuttavia con il proposito che, dopo che Io, nonostante i tuoi errori, ti ho colmata sempre con grazie e benedizioni, nonostante tu non le meritassi, ma da ora in poi vuoi fare di tutto per diventare degna della Mia Grazia e del Mio Amore; allora puoi tranquillamente andare alla Mia tavola, perché là Io ti fortificherò, – per evitare future tentazioni oppure per poterle superare da vincitore, per quanto sia possibile alla natura umana. Infatti, dinanzi ai Miei occhi nessuno è assolutamente sicuro, nemmeno i più alti spiriti angelici! –

10. Da ciò risulta però anche che un giuramento di non peccare mai più è un’assurdità, e può essere preteso solo da fanatici, da ciechi credenti solo nella lettera, ma non da uomini e spiriti che sono abituati ad afferrare spiritualmente le Mie parole.

11. Vedi, un giuramento è un’invocazione alla Mia suprema Persona, come se Io dovessi essere testimone che tu manterrai ciò che esprimi nel giuramento o nella promessa.

12. Guarda il Mio Pietro, al quale Io dissi in anticipo che non avrebbe mantenuto la sua promessa che Mi fece nel suo fervore; guarda questo Pietro che al monte degli ulivi colpì con la spada, e lui Mi conosceva meglio come suo Maestro e Mi amava di più che tu e tutti gli uomini ora viventi; anche lui – poche ore dopo – Mi rinnegò! La promessa fatta nella sua massima agitazione era scomparsa. E voi, deboli creature che siete molto, ma molto più indietro dei Miei discepoli, volete giurare di non peccare più?

13. Io posso solo chiamarvi alla memoria ciò che un giorno dissi (attraverso Paolo): “Riflettete: la volontà è forte, ma la carne è debole”, e anche le parole che dissi sulla croce, parole che valgono anche adesso per coloro che si lasciano sedurre da tali promesse che mai possono mantenere: “Io come Signore perdono loro, il Signore che essi volevano chiamare come testimone, perché non sanno quello che fanno!”

14. Qui hai la risposta sui tuoi dubbi. Io credo adesso che tu stessa troverai il resto, e saprai anche dove la Mia parola fluisce pura giù a voi, sia in una compagnia che è esposta al gioco di così differenti spiriti smarriti, oppure in una compagnia dove solo Io come Maestro e Padre porgo la Mia parola ai Miei figli!

*

15. Per quanto riguarda l’essere soddisfatto di te, allora ti devo dire ciò che ho risposto ad un altro solo poco tempo fa: “Sii dapprima soddisfatta di te stessa, poi vieni a Me con questa domanda. Fino allora, però, se volessi darti adesso una risposta, non riuscirebbe molto secondo i tuoi desideri per la soddisfazione del tuo amor proprio!”

16. Quando avrai fatto ordine nel tuo cuore così che Io vi possa entrare, quando potrai dominare tutte le brame mondane e tu stessa sarai padrona nella casa della tua anima, allora sentirai già nel tuo intimo la soddisfazione, che sarà ben la risposta migliore se Io sono soddisfatto o no di te”.

 

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Cap. 58

Cenni di vita e di conforto

11 aprile 1871

(a un simpatizzante del cerchio triestino)

1. Tu vuoi dare a tuo fratello alcune parole di conforto e le chiedi a Me, affinché Io ti debba aiutare. E così voglio accordarti questo tuo desiderio e riportare nel giusto binario questo Mio fervente difensore dei diritti divini e umani, dai quali viene deviato spesso da cose da nulla.

2. Ebbene vedi, Mio caro figlio, tu sei agitato e inquieto per le ultime parole che ho rivolto a tutti voi e anche ai singoli. Tu credi di trovare dappertutto critiche che riguardano solo te; ti senti colpito, ti accusi di trascuratezza, di negligenza verso di Me e verso le Mie Leggi divine, e ad un tratto trovi una quantità di cattive caratteristiche che sono ancora appiccicate alla tua anima, vorresti fuggire, nasconderti come un eremita in un eremo, per lavorare là costantemente su di te, finché siano estirpate tutte le tue manchevolezze presunte e reali dal tuo cuore, e credi che poi saresti sulla retta via che porta a Me, che così saresti un uomo secondo il Mio intendimento, secondo l’immagine Mia.

3. Vedi, figlio Mio, la tua coscienza è diventata una bilancia così sensibile, da notare il minimo errore che si è insinuato in modo impercettibile, e sarebbe passato inosservato in te. Questa sensibilità ti fa molto onore, ed Io desidererei che anche gli altri della tua compagnia avessero questa stessa delicata coscienza; purtroppo, però, nella maggior parte di loro, come nei vostri merciai e venditori, è introdotto ancora molto peso cattivo, per mezzo del quale credono di ingannare il loro prossimo e Me stesso, ma alla fine ingannano solo loro stessi. Che secondo questa misura che impieghi su te stesso, i tuoi fratelli e sorelle  non ti possano tutti piacere, anzi, che tutto il tuo circondario nel quale si svolge il tuo campo d’azione ti respinga, più che attirarti, è del tutto naturale; infatti, nell’intera Creazione il simile attira solo il simile, e l’eterogeneo si respinge. Adesso però ti voglio dire qualcos’altro.

4. Che anche questa legge appena menzionata non valga per tutti, bensì è anche potente nel suo impeto, allora davanti voglio presentarti solo il Mio esempio. Se Io volessi procedere così come fai tu con i tuoi non equiparati uomini – poiché tu comprendi bene il fatto che gli uomini, come sono ed erano, stanno ancora di più in grande opposizione con Me che con te stesso che sei uomo – che cosa sarebbe dell’intera razza umana e degli spiriti, se Mi volessi ritirare da loro perché essi seguono non solo una direzione opposta, ma vanno anche contro i Miei ammonimenti, insegnamenti e benedizioni, e fanno proprio il contrario di ciò che voglio Io?

5. Tu al Mio posto avresti probabilmente già perduto la pazienza nella massima indignazione, e saresti andato tra loro ben con la verga, esclamando: “Maledetta razza di vipere! Via, nelle tenebre più profonde! Via di qua con voi che ho provveduto con tante grandiose caratteristiche, voi che ho colmato con tante benedizioni e grazie! Via di qua! – Voglio crearmi un’altra razza, più disposta ad ubbidire, una razza che perlomeno dovrà avere la volontà di diventare ciò che vorrei far di loro!”. – Così grideresti, e probabilmente eseguiresti la tua idea distruttiva.

6. E invece, che cosa faccio Io? Vedi, poco fa sono trascorsi i giorni in cui nell’intera cristianità è stata festeggiata la solennità in ricordo dei momenti sublimi del cammino della Mia vita terrena, momenti che portano tutti il sigillo non dell’ira e dell’odio, bensì dell’Amore, della Mansuetudine e del Perdono.

7. Sono appena passati questi giorni, giorni che ti dovrebbero ricordare che Io, come Signore e Creatore, sono preceduto con un esempio di abnegazione, e nessun uomo sul vostro e su nessun altro mondo sarebbe stato capace di fare lo stesso, – in cui sono preceduto come luminoso eterno Esempio per voi, su come dovreste sopportare gli errori del vostro prossimo, senza scansarli per ribrezzo del maligno e del cattivo, come Io stesso non l’ho mai fatto, ma dovreste recarvi proprio nella loro compagnia, istruirli, tollerarli, ma anche operare del bene per voi stessi, poiché proprio attraverso quest’abnegazione del proprio io, attraverso la paziente sopportazione degli errori degli altri, la propria anima riceve la giusta forza, la giusta autoconsapevolezza morale simile alla Mia.

8. Vedi, come si sarebbe potuta compiere la Mia missione se Mi fossi chiuso tra quattro mura in un luogo solitario accessibile solo a pochi? Come si sarebbe diffuso il Mio Insegnamento e consolidato con azioni, se avessi evitato gli uomini che, ai tempi del Mio cammino, erano altrettanto cattivi o confusi come adesso? – Come avrebbe operato sugli altri l’Insegnamento che al massimo sarebbe giunto ai loro orecchi attraverso i Miei discepoli? Sarebbe stato creduto da pochi, e seguito ancor meno. Ovunque si sarebbe potuto forse udire l’obiezione:

9. “Il profeta nel deserto (nella sua solitudine o isolamento) ha un bel dire, ma finché non dimostra, e precisamente con le opere, il fatto che è anche animato da ciò che Egli elogia come sommo, non gli crederemo!”

10. Così è anche con te, Mio caro figlio. Tu vorresti allontanarti dal mondo, vorresti chiuderti, per vivere solo per te e per Me come tu credi; vorresti diventare un anacoreta[14] secondo la tua idea. Solo che per questo non ti ho mostrato la via che porta al Mio Regno. Se vuoi somigliare a Me, tu devi anche fare ciò che feci Io un giorno: devi essere indulgente verso gli altri! Severo, se vuoi, solo verso te stesso! Devi, invece di spezzare il bastone sugli altri, invece di condannare, disapprovare e compiangerli, devi aver compassione di loro e compatirli!

11. Prendi in mano la storia della Mia vita. Quanti passi non troverai come credi: là dove avrei dovuto maledire, benedissi; là dove avrei dovuto punire, ricompensai; e là dove avrei dovuto scrivere nel grande Libro dell’eternità le ingiustizie contro di Me, le dimenticai!

12. Questa è la grande Immagine del Mio Io a voi difficilmente comprensibile, è la grande immagine del Redentore, di Gesù, che ancora sulla croce, sotto dolori e tormenti mortali, implorò il perdono per i Suoi nemici, poiché essi davvero non sapevano ciò che facevano!

13. Impara anche tu dalle Mie tolleranze che sopportai con indifferenza, là dove vorresti odiare, impara a perdonare e amare, e raggiungerai un gradino superiore della consapevolezza interiore, dove ti arriderà incontro una beatitudine che finora non hai ancora conosciuto; essa è un presentimento del Mio Amore paterno che non svanisce mai, accoppiato con l’amore fraterno a te, possibile come uomo!

14. Lavora sul tuo interiore, puliscilo e liscialo, affinché risplenda come la superficie di uno specchio d’acciaio, per accogliere tutti i raggi della Mia Luce di Grazia, e poterla ridare anche agli altri con la stessa forza; ma la misura che impieghi su te stesso rimpiccioliscila per il tuo circondario. Ciò che per te è un grosso errore – come lo vedi negli altri – traccia su questo una grossa linea. Sii tollerante! Non tutti gli uomini sono grandi uguali, né ugualmente belli fisicamente, né lo sono altrettanto sotto l’aspetto spirituale.

15. Quanto poco giudicherai gli uomini piccoli e grandi che vedi nel mondo secondo la loro grandezza fisica, altrettanto poco metterai loro in conto anche la loro grandezza morale o animica; poiché all’uno un cibo rende forte, all’altro non ha effetto, e un terzo non lo può proprio tollerare.

16. Questo cibo deve quindi essere preparato per tutti, deve essere l’unico salutare, così che il secondo lo gusti pure per il suo meglio e il terzo ne perda il disgusto.

17. Così deve essere insegnato alle differenti anime anche il Mio insegnamento, con pazienza e amore. Se questo non va in un colpo, la perseveranza farà la sua parte, e se anche qualcun altro lo afferra in un altro modo oppure lo assimila diversamente, allora va come nel corpo umano: tutti gli uomini riempiono almeno una volta al giorno il loro stomaco, e nonostante l’eliminazione di ciò con cui è stato riempito, è individualmente differente, ma il risultato finale è che, per quanto differente possa essere l’espulsione, questa contribuisce comunque ed ovunque alla conservazione del corpo e alla sua salute.

18. Se dunque, Mio caro figlio, vedi che gli altri assimilano il cibo spirituale diversamente da te stesso, allora sii tollerante. Nella loro organizzazione vi è ancora molto più di ostacolo che deve essere eliminato, che nella tua. Questa rimozione richiede però il suo tempo, richiede pazienza, e inoltre è veramente anche più faccenda Mia costringere gli uomini a questa rimozione, se non la vogliono fare spontaneamente.

19. Lascia quindi più al tempo il lento o più veloce procedere nella conoscenza del Mio insegnamento; sii lieto che tu vedi più chiaro. Coloro cui pende ancora una coperta di pregiudizi acquisiti e abituali, di cattive caratteristiche provenienti dall’educazione giovanile (sbagliata), queste, come i mali cronici, devono essere guarite solo lentamente.

20. Rimani sempre solo con le Mie ultime parole sulla croce, ed esclama anche tu, quando talvolta diventa troppo per te: “Signore, perdona loro perché non sanno quello che fanno!”. E così è anche; il mondo ha più d’una e molte potenti funi che legano l’uomo a sé, dalle quali non è così facile sbarazzarsi di tutte, tanto più che la maggior parte delle ‘funi del mondo’ ancora piacciono agli uomini, e loro non vogliono minimamente liberarsi delle stesse, anzi si sentirebbero perfino infelici se fosse loro ordinato di liberarsi – come credono – da ‘così dolci legami’.

21. Da tutto questo tu vedi che ci vuole molta forza di spirito e più salda volontà per essere uomo come vuoi esserlo tu, e tu pretendi che lo debba essere anche un altro? Proprio questa energica forza di volontà non è da tutti; essa può essere conseguita solo quando comincia dall’interiore la lotta contro il mondo esteriore, e questo non è così facile come credi tu.

22. Costa parecchia fatica dove i legami del mondo sono anche più forti, e proprio dove questi sono più forti, là di solito l’interiore forza d’azione è debole, oppure quasi nulla.

23. Perciò sii paziente con coloro che credi deboli; essi hanno da superare un peso maggiore di quanto l’hai avuto tu stesso. Aiutali ad alleggerire questo peso, ma non allontanarti da loro! Dunque, , quale credi sarà il vostro compito nell’altro mondo? Esso sarà lo stesso contro il quale opponi tanta resistenza, e talvolta ancora molto più difficile.

24. Anche là dovrete conquistare delle anime per Me, dovrete esporvi a tutte le umiliazioni possibili, dovrete seguire il Mio esempio come quando Gesù andò sulla Terra, sopportare torti con amore e perdonarli, non allentare di diffondere benedizioni, anche se in anticipo non vedrete nessun raccolto.

25. Sotto questo riguardo questo vostro mondo è quindi solo una scuola preparatoria. Se anche qui riuscite a domare le vostre passioni, se riuscirete a subordinare le vostre idee e desideri a scopi superiori, allora nell’altro mondo non vi attenderà ‘un beato far niente’, bensì avrete lo stesso compito come qui, ma solo in misura maggiore e di più grande importanza.

26. Perciò, Mio caro figlio, comprendi la tua missione su questa Terra! In primo luogo essa è lotta contro i propri errori, ed è tolleranza versi gli errori degli altri!

27. Il soldato non diventerà un valente guerriero se fugge davanti al pericolo, no! Solo colui che espone coraggioso il petto al pericolo, va incontro alle tempeste con sangue freddo riconoscendo precisamente la propria posizione, e procede in avanti come un combattente o un soldato pieno di coraggio e cuore.

28. Tu e ancora qualcun altro siete Miei propugnatori[15], siete Miei preparatori della via; Io vi ho scelti non per ascoltare di nascosto con l’orecchio teso le Mie parole, e solo per elevare preghiere e canti di lode a Me insieme ai consenzienti; no! – Voi dovete lavorare per Me, dovete esporvi perfino al pericolo di cadere, solo per salvare gli altri; allora un giorno meriterete di essere chiamati “figli Miei”, poiché i Miei figli come tutti i figli (anche nel mondo) possono piacere al loro padre solo se seguono il suo esempio.

29. Segui quindi anche tu il Mio esempio che ti ho dato come Gesù, e in seguito vedrai a chi hai fatto il più grande servizio: se a Me oppure a te stesso.

30. Solo il codardo evita il pericolo, mentre il coraggioso lo vede e lo vuol superare, perché sa che solo dalla vittoria su di esso risorgerà più forte la sua serenità!

31. Fa così anche tu; perdona e condona agli altri, affinché anche tu un giorno sii da Me perdonato! – Amen!

 

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Cap. 59

Ancora sul come pregare

12 aprile 1871

(a una sorella spirituale affranta)

1. Tu vuoi che ti dia una preghiera oppure una supplica per Me per un cuore oppresso, che proprio adesso è di nuovo costretto a riconoscere, attraverso circostanze, la vacuità e nullità del mondo circostante, e la pienezza di quello spirituale dell’aldilà. Ora scrivi cosa lei per vero sente, ma che non sa esprimere in parole. Vedi, veramente è lei che vorrebbe parlare a Me e chiedere:

2. “O santissimo Padre! Contrita e molto abbattuta giaccio dinanzi al Tuo Trono; la grande realtà inesorabile mi ha tolto di nuovo un conforto, mi ha tolto un’anima alla quale mi ero attaccata fiduciosa su questo cammino di vita terrena. Se osservo questa vita e l’impietosa mano della realtà, non mi rimane purtroppo nulla della speranza, se non vivesse nel mio cuore una superiore, miglior vita già da molto tempo attraverso buoni insegnamenti scolpiti nel mio cuore. Sì, Padre, cui adesso supplico nella paura del mio cuore per conforto e pace. Se non esistesse un’altra vita, se l’angelo della pace non indicasse sempre in alto e mai in basso, cosa sarebbe l’intera umanità! – Proprio per questo lascia anche me cadere nella polvere dinanzi alla Tua santa Essenza; fa diventare per me questa perdita una guida che porta a Te, che mi deve far chiaramente riconoscere la nullità della vita attuale e l’importanza di quella futura. Hai chiamato a Te un’amata anima perché così è stato deciso nella Tua santa Volontà, mi hai lasciata qui indietro come donna in lutto. Se forse hai preparato al deceduto inconcepibili gioie, non dimenticare anche colei che è rimasta qui. Fammi sentire la Tua benedizione e la Tua grazia, dammi il conforto nel cuore, che tutto ciò che fai, non sono mai punizioni, bensì solo prove passeggere con le quali vorresti guidare me e tutti noi a Te, dove il Tuo amorevole contraccambio trasformerà lacrime di dolore versate qui, di là in lacrime di gioia! Amen!”

3. Prega così, figlia Mia, e la consolazione non ti mancherà. Te lo dice il Padre tuo che hai ora invocato, il Padre che non ti ha mai dimenticato e che ti sosterrà sempre con la Sua benedizione! – Amen!

 

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Cap. 60

Siate umili!

18 aprile 1871

(a due figli spirituali simpatizzanti del cerchio triestino)

1. Sì, figli Miei, vi guido alla Meta! E come un giorno avete letto che una donna del Sole stese la mano nel fuoco per fare tutto il cammino terreno, preferendo le amare abnegazioni e rinunce alla tranquilla vita nel Sole, altrettanto stendete anche voi le mani sul fuoco del Mio Amore, affinché vi consumi (consumi il vostro io, in altre parole, la vostra volontà sbagliata) e vi inizi nei segreti del Mio insegnamento e delle Mie vie, affinché vi possa far riconoscere proprio attraverso lotte e sofferenze, come prove salutari, la verità del Mio insegnamento e la saggezza della Mia conduzione.

2. Tu, figlio Mio, sii temprato con la Mia fiducia e la Mia fede! Guarda tranquillo in faccia alle cose che potranno venire; riconosci sempre di più il (dis)valore del mondo; compi ovunque il tuo dovere e lascia il resto a Me! Quando avrai raggiunto questa salda fiducia, allora più nulla ti farà fuorviare; riconoscerai sempre più chiaro e più distintamente i Miei piani che ho con l’umanità e con te stesso, ed elevando sempre grato lo sguardo a Me, sarai contento di te e del tuo destino.

*

3. Invece a te, Mia cara figlia, che ho tratto dalle sofferenze fisiche alla fioritura spirituale, ti dico: sii consolata, quello che ho fatto per te era necessario, doveva accadere! E anche adesso che sei già del tutto votata a Me, non credere troppo in te stessa! Non Mi promettere nulla di ciò che forse non potrai mantenere; sii moderata nei tuoi desideri e aspetta ciò che ti offrirò Io. Sii assicurata: Io voglio proteggere meglio di quanto puoi tu stessa questo stupendo fiore spirituale che adesso splende nel tuo cuore con tale magnificenza di luce e colori.

4. Progredisci nell’amore e nell’umiltà! Anzi in quell’umiltà come l’hai descritta nella tua ultima lettera al Mio scrivano. Quest’umiltà che vede anche nell’uomo più piccolo il suo prossimo, il suo compagno simile a Dio sulla via della vita terrena, e tale umiltà è quella divina caratteristica che Io quale Creatore stesso ho esercitato durante il Mio cammino terreno; essa è la caratteristiche che Io intendevo quando esclamai ai Miei apostoli: “Diventate perfetti, come perfetto è il Padre vostro nei Cieli!”, ovvero: “Chi si abbassa, sarà innalzato!”

5. Da quest’umiltà sorgono tutte le altre caratteristiche divine. Da quest’umiltà sboccia l’amore, quell’amore che sacrifica tutto per gli altri. Da questo amore vien fuori la dolcezza d’animo che con pazienza sopporta tutto. Da questa dolcezza d’animo sorge la caratteristica divina del perdono; chi, infatti, può sopportare con mansuetudine le ingiustizie, ha anche il tempo di riflettere se queste ingiustizie non furono esercitate forse per avventatezza, per malintesi. Questa riflessione attenua ogni agitazione, ammonisce alla pazienza e ricorda le Mie parole sulla croce: “Padre perdona loro, perché non sanno quello che fanno”.

6. Laddove viene esercitata questa umiltà, Mia cara figlia, là essa guadagna a te certamente tutti i cuori; con essa passi sicuramente dappertutto, poiché, quando il tuo più acerrimo nemico osserva il tuo rispetto che tu concedi a lui come uomo, gli fa sentire più vergogna che con tutti gli altri possibili mezzi, e con questa umiltà, con quest’auto umiliazione ti avvicini sempre più a Me, sempre più vicino al Mio Cuore, e diventi sempre più figlio e amico Mio.

7. Che cos’è il mondo con tutti i suoi tesori e fascini, rispetto all’Amore del Padre tuo nel Cielo, rispetto all’affezione del tuo Gesù che in te vede sbocciare di nuovo ciò che Lui stesso ha considerato la cosa più santa e, sebbene Gli manca in quasi tutti gli uomini, tuttavia la trova nel tuo cuore in pienezza tale.

8. Quindi, sii umile! Rispetta il tuo prossimo, rispetta te stessa e dimostra davanti a tutti i Miei spiriti come Io e il Mio Amore possiamo essere conquistati. Adesso, figlia Mia, sei sulla retta via, essa porta direttamente al Mio Cuore, al Cuore del tuo Gesù; non mancare questa via, tienila sempre in vista e le braccia del Padre tuo, Santo, braccia che da lungo tempo sono tese verso di te, ti ricompenseranno per tutto ciò che hai dovuto sopportare per conquistare questo posto.

9. A voi due la Mia benedizione! Ricordate che, dal momento che vi ho prescelti per ‘figli Miei’, rivolgo sempre un occhio vigile a tutte le vostre azioni e pensieri! – Perciò: “Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione!”. – Amen!

 

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Cap. 61

Sulla tolleranza verso quelli di altre dottrine religiose

25 aprile 1871

(ancora una parola verso un lontano fratello spirituale)

1. Di nuovo un fratello da lontano ti chiede una parola di conforto e di pace e un cenno su come si deve comportare nel conflitto che minaccia di sorgere contro di lui, se dovesse decidersi di vivere con i suoi parenti sotto lo stesso tetto, perché lì regnano differenti opinioni religiose.

2. Ebbene, per indicare a quest’uomo un po’ più precisamente la via che deve percorrere, allora gli ricordo solo quella che Io stesso ho percorso durante il Mio cammino di vita sulla Terra, in altre parole deve tollerare le opinioni degli altri, deve attendere finché essi stessi vanno da lui a chiedere il Pane dai Cieli; deve essere tollerante con le debolezze degli altri! – Io farò in modo che ci siano poi già delle circostante che portano questi figli smarriti sulla giusta via, senza imporre la minima costrizione alla loro libertà.

3. Durante i Miei anni d’insegnamento non ho costretto nessuno a credere in Me e nella Mia missione e poi ad agire di conseguenza. Io ho insegnato e dimostrato il Mio insegnamento attraverso le azioni, mentre chi non le voleva credere, incurante, l’ho lasciato andare per la sua strada.

4. Per accogliere il Mio insegnamento, per comprenderlo come voglio Io, deve diventare per l’uomo un bisogno proveniente dall’interiore. Finché questo bisogno manca, è un segno sicuro che proprio non è ancora maturo; e come neanche un frutto deve essere raccolto dall’albero prima che sia maturo, altrettanto si deve aspettare finché giunga da sé l’impulso per la spiegazione.

5. Tuo fratello deve opporre solo amore, mansuetudine e pazienza a tutte le loro esaltazioni religiose acquisite con lo studio, e disarmerà gli altri più facilmente che con bruschi mezzi violenti.

6. Deve considerare che quelle vecchie opinioni inculcate e radicate già dalla gioventù, specialmente per ciò che riguarda la religione, non possono essere estirpate così facilmente, poiché quando un uomo si è abituato all’osservanza di certe usanze religiose, quando ha disposto la sua vita così comodamente e poi a lui si parla di sacrifici, rinnegamenti e rinunce, – è del tutto naturale che voglia rimanere con ciò che ha creduto ed esercitato fino a quel  momento. Infatti, secondo la sua opinione non gli si dà proprio niente di meglio, ma qualcosa di peggio e più pesante. E quale uomo ragionevole preferirà forse con uno scambio, il male (che a lui sembra tale) al bene?

7. Innanzi tutto si tratta quindi di dimostrargli che ciò che considerava per cattivo non è cattivo, e ciò che finora considerava buono, proprio buono non è. Ma questo chiarimento non può avvenire a parole, ma solo con i fatti.

8. Quando i parenti di tuo fratello guarderanno nel cammino della sua vita, vedranno quali stupendi frutti ha procurato questo Insegnamento da loro rifiutato; quando vedranno come egli sopporta le sue condizioni di vita con pazienza e rassegnazione, comunque vogliano essere, allora cominceranno un po’ alla volta a fare un confronto tra ciò che hanno creduto e fatto e come la loro presunta religione abbia dato loro conforto, e come i Miei insegnamenti avranno procurato a tuo fratello, conforto e pace, mentre proprio la loro religione (morta) li avrà piantati in asso.

9. Allora comincerà il processo di fermentazione o di espulsione tra il nuovo e il vecchio; allora in quel momento si svolgerà una lotta tra il non-voler-rinunciare all’abituato e, comunque, il non poterne fare a meno. E quando poi, tormentati da dubbi, questi parenti non troveranno nessuna quiete nella loro religione, loro stessi cominceranno ad abbattere l’impalcatura alzata del loro presunto paradiso. Allora, porgendo loro incontro la mano salvifica, in quell’occasione sarà afferrata con gioia quella stessa mano che prima sarebbe stata respinta con odio e disprezzo.

10. Allora nessuna parola cadrà su un terreno pietroso, bensì mediante le tempeste di coscienza e temporali, il fondo del cuore umano sarà stato ammorbidito e la semenza sboccerà ovunque in pienissima misura.

11. Anche il contadino sa quando deve seminare, allora anche tuo fratello aspetti il momento, finché il terreno sia adeguatamente preparato per l’accoglienza della Mia divina Semenza.

12. Egli segua il Mio esempio: dove trovavo un cuore che era maturo a comprenderMi, lì non risparmiavo nessuna fatica; ma dove il freddo vento dell’amor proprio e dell’egoismo soffiava su campi deserti dell’animo spirituale, lì ben rinunciai a voler seminare, perché non c’era buon terreno per l’accoglienza della Mia divina semenza.

13. Quindi pazienza, mansuetudine e amore, queste tre caratteristiche condurranno lui e i suoi congiunti certamente là, dove vi vorrei avere tutti, cioè nelle braccia del Padre vostro che, nonostante tutti gli errori, vi sovraccarica sempre con grazie e benefici, come anche adesso di nuovo, come al tuo fratello lontano manda la Sua benedizione! – Amen!

 

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Cap. 62

Sulle offerte nelle ‘cassette di Dio’ per i poveri spirituali

ovvero

sui contributi per la stampa

16 maggio 1871

(al fratello M. B. Ch.)

1. Figlio Mio, già precedentemente hai fatto la proposta di stampare altre Mie parole, e per questo tutti voi dovevate apportare un certo contributo mensile per le spese di questa stampa. E già allora, quando vi annunciai per la prima volta attraverso questo scrivano anche la Mia parola, ti consigliai di lasciar per intanto in sospeso la faccenda perché non era il tempo. E adesso, essendoti di nuovo rivolto al Mio scrivano con una proposta simile, ti devo dire la stessa cosa.

2. Aspetta finché sarà il momento, e proprio questo libro che ti sta tanto a cuore, e che vorresti moltiplicare attraverso la stampa, non è proprio la cosa più conveniente in questo attuale processo di fermento delle idee spirituali-religiose.

3. Tu non puoi prevedere come Me ciò che seguirà! Io invece lo vedo e so precisamente quale delle Mie parole sarà adatta alle circostanze di questo tempo. Perciò misi nel cuore al Mio diligente operaio, per la diffusione della Mia parola, l’idea che fosse pubblicato il Vangelo di Giovanni[16], e gli diedi anche i mezzi per questo, per procurarsi su vie da Me avviate, una copia di quest’Opera esistente e ne ho fatto anche stampare subito la prima parte.

4. Vedi, Mio caro figlio, perché l’attenzione di Busch[17] non cadde sulla storia dell’Infanzia[18], ma sulla pubblicazione dei Miei anni d’insegnamento[19]? Proprio perché Io volevo così e non diversamente.

5. Da questo puoi vedere che, per quanto riguarda la pubblicazione delle Mie parole, Io so meglio di tutti voi ciò che è adatto proprio adesso e non più tardi o prima del tempo. Perciò lascia a Me questa preoccupazione.

6. Mi rallegra la tua decisione, e ancor più perché vuoi mettere da parte il denaro per la stampa di una delle Mie più grandi rivelazioni grazie alla rinuncia di vecchie (cattive) abitudini (del fumare).

7. Già spesso Io ve l’ho detto che ai Miei occhi i giusti doni sono solo quelli che dovete conquistare con sacrifici attraverso l’abnegazione di voi stessi!

8. Qui vuoi sacrificare vecchie abitudini, ed hai ragione se lo fai, poiché alla fine sei solo tu che ci guadagni, non Io. Il Mio vantaggio in questo è solo che ti trovo più puro, più arrendevole e più accessibile nel mettere in pratica la Mia parola nella vita. Tu guadagni un passo, un gradino per venire più vicino a Me, e quanto più un uomo, quale Mia immagine, si avvicina a Me, tanto più dà gioia a Me e più beatitudine a lui stesso.

9. Metti da parte la tua piccola somma mensile e impiegala per la stampa della Mia parola, ma quale della stessa deve essere stampata, questo lascialo a Me.

10. Astieniti dall’opinione erronea come se proprio questa o quella parola fosse la più idonea, tu non lo comprendi, ma qualcos’altro ti sarà più chiaro, vale a dire che se qualcuno Mi cerca, proprio non sarà questa o quella parola che gli abbrevierà la via che porta a Me.

11. Tu giudichi umanamente e mondanamente, e credi che questo libro che tu vorresti volentieri veder stampato, farebbe scalpore, conquisterebbe per curiosità e singolarità del titolo parecchi lettori e compratori, che poi – convertiti dal contenuto dello stesso – si getterebbero in tutta fretta e furia nelle Mie braccia! – Vedi, figlio Mio, tu manchi completamente nel giudizio degli uomini stessi, come essi sono appunto adesso. Io ti dico – e crediMi – Io so meglio di tutti che il successo che ti aspetti dalla Mia “Storia dell’Infanzia” non sarebbe minimamente quello che tu t’immagini, ma proprio il contrario, e tu correresti il pericolo, come una volta il primo editore, di vedere anche tu per la seconda volta vietata e distrutta quest’Opera. Lascia quindi questo a Me, fa ciò che sta nelle tue forze per aiutare a favorire la pubblicazione della Mia parola, ma quale sarà pubblicata prima e quale dopo, lascialo a Me!

12. Come ti ho guidato e ti guido ancora, così guido anche l’intera umanità, e sii rassicurato: Io ho ancora molti altri mezzi per risvegliare i Miei figli addormentati, più di quelli che tu credi siano i migliori a questo scopo.

13. Per quanto riguarda i tuoi fratelli e sorelle che ti dovrebbero aiutare a questo scopo con piccoli contributi, allora ti devo dire pur di nuovo: tu non conosci il mondo, gli uomini e perfino il tuo più prossimo circondario! “Al puro, tutto è puro!”, così ho detto una volta, ma tu non devi riferire questo anche ad altri. Tu credi che gli altri, ferventi ascoltatori, ma pigri e indolenti esecutori della Mia parola, afferrerebbero con gioia quest’occasione per dimostrare a Me quanto siano compenetrati dalle Mie parole e quanto vogliano utilizzarle energicamente nella vita.

14. Qui ti rifaccio la domanda, ma un po’ diversa: “Perché dunque ai tuoi fratelli e sorelle non è già venuto prima da se stesso un tale pensiero?”. – Perché se fossero davvero entusiasti del Mio insegnamento, un tale pensiero sarebbe potuto sorgere nel loro cuore, senza ispirazione di uno dei loro confratelli.

15. Qui ti voglio rispondere Io per loro, e la risposta sarà questa: “Perché usano il loro denaro per cose molto più importanti, – secondo la loro opinione! Perché non vogliono concedere nulla del loro superfluo, figuriamoci se si dovesse trattare di rinunciare a qualcosa solo di abitudinario!

16. Sotto questo aspetto essi non ti somigliano! Tu vuoi contribuire con un piccolo obolo, e forse potresti fare ancora di più se anche in te non aderissero ancora certe idee mondane, credendo (p.e.) di dover provvedere per il futuro tuo e dei tuoi figli, mentre metti del tutto da parte Me come se Io innanzitutto non avessi in prima linea questa preoccupazione sulle Mie spalle, e solo dopo vieni tu! – Solo che questo non ha nulla a che fare con la questione di aver dato i tuoi due fiorini mensili con sacrificio. Per Me valgono come se tu avessi contribuito con 200 fiorini, perché ai 200 fiorini non vi sarebbe stato null’altro attaccato che un sospiro sulla stessa somma data, il che forse ti avrebbe addolorato e, proprio per questo, allontanato da Me; mentre questi due fiorini – dati con sacrificio e amore – Mi danno più gioia, perché li considero come un prodotto dei Miei insegnamenti e ammonimenti, da cui risulta chiaro che è cosa seria avvicinarti sempre di più a Me! Gli altri lasciali andare nel loro egoistico delirio del mondo.

17. Vedi, il loro denaro, anche se fosse tanto, non Mi piace; esso non porta nessun miglioramento in loro stessi, e quindi, che usino pure il capitale loro affidato per delle cose mondane. Per le Mie Opere il denaro deve essere dato così che come viene dato, affinché spiritualizzi, nobiliti e corrisponda allo scopo per il quale viene sacrificato. A questo denaro devono essere unite lacrime di pentimento e di amore, così che sia lavato e pulito dalla ruggine delle passioni umane. Allora sarà spiritualizzato, allora riporterà anche dei frutti spirituali!

18. Invece un denaro dato con malumore, con pentimento, è un prodotto di Satana, appartiene a lui e prepara tutto ciò che puoi vedere giornalmente nel mondo; esso prepara insoddisfazione.

19. Provvedi solo al tuo stesso cuore, ed educa i tuoi figli nel Mio insegnamento! Spiega loro il mondo come esso è, affinché imparino a distinguere l’apparente da quello vero, da quello effettivamente reale, e procedi così lentamente sulla via sulla quale ti ho guidato finora. Con ciò avrai abbastanza da fare, poiché, nota bene, quanto più Mi verrai vicino, tanto più stretta sarà la via, e tanto più severo sarà il tuo stesso giudice, e così avrai tutti i giorni da combattere e lottare.

20. Non fare proposte ad altri. Sii persuaso: non provengono da Me! Se Io voglio stimolare i sentimenti di altri, lo faccio da Me stesso, e quanto spesso tu crederai che Io non lo faccia, tanto poco sarò ascoltato! E chi non sente la Mia voce, credi forse che seguirà la tua?

21. Vedi, qui sta il nodo, ti credi più forte di quanto sei realmente, ed Io proprio con tutte queste parole volevo dimostrarti che sei molto più debole, e appunto attraverso queste ti voglio guidare alla conoscenza delle tue debolezze.

22. Continua a combattere, continua a sacrificare, e sii rassicurato: Io sono un Signore ricco, e ti posso compensare migliaia di volte ciò che tu, nella semplicità del tuo cuore e con sentimento infantile, hai messo sull’altare dell’amore per il prossimo e dell’amore per Dio! Questo per tua consolazione con la Mia benedizione, a te e ai tuoi! – Amen!

 

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Cap. 63

Una Parola paterna per Ernestina

17 maggio 1871

1. Cara figlia, era il 12 di un anno fa che ti ho rivolto le prime parole, ed Io sapevo bene che le stesse non sarebbero cadute su un terreno pietroso; infatti, adesso, proprio dopo un anno, stai dinanzi a Me con sguardo nostalgico rivolto a Me per supplicare nuove parole di conforto e di pace dal Padre tuo. Che le Mie parole abbiano portato frutti, lo dimostra la conoscenza dei tuoi errori e il sincero pentimento, e oltre a questo anche il tuo intendere che da quel tempo Io non ho abbandonato né te né tuo marito, bensì vi ho sempre rinvigorito confortandovi quando era necessario e dove non bastavano le vostre forze. Continua ad essere così: severa verso di te e indulgente verso gli altri! Continua a fare del bene in silenzio come lo hai fatto finora, e anche tuo marito. – O figli! Voi non sapete quanto vale una preghiera di ringraziamento, uno sguardo a Me che un povero bisognoso manda al Cielo con cuore colmo di gratitudine dopo aver ricevuto un dono. Voi non conoscete il valore spirituale di una tale espressione di riconoscenza, ma Io lo conosco e lo so apprezzare, e proprio allora viene aumentato il suo valore, quando un’anima, lottando con il mondo e con le sue preoccupazioni, dimentica le proprie sofferenze per guarire quelle del suo prossimo. Figlia Mia, sul tuo capo fluisce la benedizione, di questo sii convinta, anche se non la senti, Io ti assicuro che fluisce a voi in una tale pienezza, come la meritano quei figli che si sono consegnati del tutto nella Mia mano e si accontentano di tutto ciò che Io do loro, anche se, secondo l’apparenza, è poco.

2. Vedete, Io ho un’opinione diversa da voi uomini! Io educo i Miei figli con indigenze e sofferenze, con la diminuzione di tutti i bisogni mondani, per renderli più atti a cercare ferventi i godimenti spirituali, più capaci di apprezzarli, e alla fine, quando avranno compreso la nullità delle gioie terrene, non le brameranno più, mentre brameranno quelle spirituali.

3. Quando questo passo riuscirà, subentrerà di nuovo quiete e pace nel cuore movimentato, allora l’uomo sarà contento, accoglierà ciò che il Padre gli dà e saprà che tutto è solo per la sua benedizione, tutto per il suo meglio.

4. Fai anche tu così, Mia cara figlia. Segui la tua voce interiore, fa del bene e confida in Me!

5. Quando tu e tuo marito sarete forti, affinché non decadiate da Me nemmeno nelle migliori condizioni, allora cambieranno anche le attuali condizioni, la tua salute migliorerà, e tu benedirai il Padre che, sebbene su vie pietrose, ti ha tuttavia guidato alla meta sicura.

6. Confida in Me e sii vigile sul tuo cuore, affinché non faccia nessun regresso, tutto il resto si presenterà così impercettibile, come adesso sei sfuggita a poco a poco da una malattia con pochi mezzi, da pericoli maggiori (con il seguire il modo naturale di vivere). Veglia e prega, affinché nel prossimo anno, come giorno commemorativo di questa nuova parola del Padre tuo, ti abbia anche purificata di più e ti trovi in uno stato migliore, e tu stessa glorificherai poi la Mano che ora benedice e fortifica te e tuo marito! – Amen!

 

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Cap. 64

Cenni di vita per la crescita spirituale

18 giugno 1871

(a una componente del cerchio spirituale triestino)

1. Mia cara figlia, Mi chiedi una parola di conforto, affinché ti dica se sono soddisfatto di voi e se non ho sprecato inutilmente gli sforzi Miei e quelli del Mio scrivano.

2. Allora a questo riguardo ti devo dire che purtroppo vedo solo troppo bene quanto poco le Mie parole hanno messo radici nella vita della maggior parte, e Mi sento costretto a mandare ora al singolo, ora a tutta la piccola compagnia e ai seguaci del Mio insegnamento, severe parole ammonitrici, affinché non retrocedano invece di proseguire.

3. È triste dover impiegare tali mezzi, solo che l’uomo è libero, Io l’ho creato così, e se da ciò volta comunque spesso le spalle al suo Benefattore e Padre, nonostante tutte le dimostrazioni di Grazia e Amore, devo accontentarMi della momentanea dimenticanza di tutto ciò che dovrebbe essergli la cosa più sacra.

4. Anche voi tutti sotto questo riguardo dovete seguire il Mio esempio e gettare il velo della dimenticanza sulle subite ingiustizie da parte degli altri.

5. Tuttavia, per quanto riguarda te sola, Mi è già una forte dimostrazione della tua ferma volontà di avvicinarti sempre più a Me riconoscendo i tuoi errori, e raggiungendo il concetto di cosa dovrebbe veramente essere l’uomo sotto l’aspetto spirituale, cosa che proprio pochi e anche tu non avete ancora raggiunto. Ma abbi pazienza! Per procedere, e soprattutto per percorrere una via, si deve dapprima conoscerla; e per correggere gli errori si deve prima riconoscerli veramente, altrimenti la loro eliminazione sarà un’impossibilità.

6. Tu, figlia Mia, ammetti la tua indegnità e la tua impotenza di fronte alla Mia dignità e onnipotenza, come contrasto all’Immagine che vi  ho lasciato (in Gesù) per l’eterno esempio e segno di memoria.

7. Aspira quanto puoi a questo Mio esempio come ideale della superiore dignità umana! Io come Dio l’ho stabilito come ideale anche per questo motivo, ma per i più non viene raggiunto, e proprio per questo l’aspirazione di avvicinarsi allo Stesso non ha limiti.

8. Ti posso solo dire che quanto più ti avvicini, tanto più grandi beatitudini godrai; quanto più combatti contro i tuoi errori, tanto più cresceranno buone caratteristiche nel tuo cuore.

9. Fai solo quanto ti è possibile, il tuo tendere non avrà nessuna fine con questa via terrena; perciò non devi nemmeno sperare in un punto d’appoggio. Esiste un solo salire sempre più in alto, ma nessun arresto, e la risposta: “Sei alla meta!”, non ti verrà mai esclamata nemmeno nell’altro mondo spirituale, poiché, quanto più in alto salirai, tante più richieste rivolgerò a te, e tanto più grande diventerà la tua missione come spirito.

10. Sta tranquilla: dietro questa breve vita terrena ce n’è una eternità piena di opportunità per operare, per lottare e per vincere! Non cesserà mai! Proprio questa è ciò che il sale è nei vostri cibi, è il condimento, la stimolatrice all’attività, è ciò che dovete intendere sotto vita spirituale. Per vero, non la potete comprendere, ma ben potete presentirla.

11. Anche se devo assistere con rincrescimento che non tutti i Miei insegnamenti cadono su un buon terreno, è così come dissi un giorno nella parabola: “E un seminatore seminò, ma la semenza cadde in parte su un terreno buono, in parte su un terreno pietroso, oppure sulla strada.

12. Il seme sulla buona terra portò ricchi frutti, quello sul terreno pietroso seccò sotto il calore dei raggi del Sole, e quello che cadde sulla strada venne mangiato dagli uccelli”.

13. Così è anche con gli uomini e con questa piccola compagnia dei Miei figli eletti. Anche là c’è un buon terreno, un terreno pietroso e la grande strada nel mezzo, dove il Sole (metaforicamente), ha come conseguenza malinteso, altro effetto, altro risultato finale, come anche nello stomaco degli uccelli il seme deve essere d’aiuto per altri scopi.

14. Le Mie parole ammonitrici, i Miei singoli (personali) rimproveri non hanno altro scopo che mantenere il terreno fruttifero, affinché non diventi nella maggior parte terreno pietroso, oppure mal interpretato, come il seme sulla strada deve servire per altri pretesti che quelli perseguiti da Me.

15. Perciò persevera col tuo proposito; amaMi, e segui il Mio insegnamento, ma bada di non cadere. E se anche nei momenti fragili ti vincono le tue debolezze, rialzati di nuovo, pentiti e proponiti di essere in seguito più attenta sul tuo cuore. Diventa anzitutto padrona dei tuoi pensieri. Se puoi dominarli, allora la vittoria sarà più facile sull’adempimento degli stessi, ma se ti abbandoni a loro, mancherà solo l’occasione per assecondarli, e cadrai, cadrai all’improvviso, come un fanciullo stolto che rivolge il suo sguardo verso l’alto e non fa attenzione al suolo sul quale procede.

16. Quello che un giorno ho esclamato ai Miei discepoli nel giardino del Getsemani, lo esclamo a te: “Veglia e prega, affinché tu non cada in tentazione!”. Se segui questo richiamo, allora avrai sempre al tuo fianco il Padre come soccorritore nel bisogno, che ti fortificherà e ti benedirà! – Amen!

 

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Cap. 65

Le vie dell’eterno Amore

ovvero

 “Mangerai il pane col sudore della tua fronte”

[Gen. 3,19]

19 giugno 1871

(a una componente del cerchio spirituale triestino)

1. Mia cara figlia, già da alcuni giorni aspetti le parole Mie e del Mio scrivano, solo che ho aspettato a risponderti, e ciò per il semplice motivo che il Mio scrivano non era abbastanza raccolto spiritualmente per dedicarsi completamente a Me per la tua salute. Invece oggi, in cui la sua quiete morale è in parte ritornata, e il suo orecchio interiore è più aperto alla Mia voce spirituale, oggi quindi voglio rispondere a tutti i pensieri della tua ultima lettera, affinché tu, Mia cara figlia, salendo continuamente verso l’alto, possa percepire sempre di più delizia e beatitudine, e nonostante i momentanei dolori corporei che talvolta ti assalgono, tu venga ricompensata mediante questi sentimenti e affinché impari a comprendere sempre di più questo: “Ne vale la pena, per avere tali godimenti spirituali, sopportare con pazienza le lotte e le sofferenze corporee!”. Ora sei arrivata dove ti volevo avere, adesso vedi e comprendi che solo l’Amore è il Mio pensiero di base dell’intera Creazione materiale e spirituale, ed è anche il requisito essenziale del Mio Io.

2. Tu vedi adesso chiaramente che chi può amare, cioè amare come lo voglio Io, non trova nulla di scuro, nulla di nero, nulla senza luce in tutto il mondo e nemmeno nel suo stesso cuore.

3. Chi ama, può quindi possedere solo questa elevata dolce quiete dell’anima, quiete che ci vuole per possedere, in mezzo a tutto il trambusto delle calamità umane e avvenimenti mondani, sempre la stessa indifferenza, sempre la ferma fiducia in Me, per guardare con sangue freddo in faccia a tutto ciò che potrà arrivare. Poiché chi ama, chi ama (veramente) perché Io lo insegnai, questi sa che, qualunque cosa si possa accumulare sul suo capo come nuvole temporalesche, è venuto dalla Mia mano, dalla sfera del Mio Amore, e non scaccia nulla dalla stessa; – e così tollera qualunque cosa irrompa su di lui, e lo tollera non come punizione di un Dio iracondo, bensì lo tollera come scuola di prove per una vita superiore colma di delizia e beatitudine, mandato dall’amorevole mano di un Padre fedele!

4. Così hai compreso già anche tutta la tua malattia. Tu riconosci adesso che tutto deve avvenire così, per scacciare da te l’antica Eva, e indossare quella nuova spirituale, come immagine del Mio Amore.

5. Ben Io dissi ad Adamo e alla sua compagna: “D’ora in poi mangerai il pane col sudore della tua fronte!”. Hai ragione, non era una maledizione, poiché Dio come Padre non conosce nessuna maledizione, nessuna collera e nessun odio; ma conosceva la natura umana, perché Egli li aveva formati così, perché dovevano essere così.

6. Dopo aver creato l’uomo a Mia immagine, ho dato a lui caratteristiche che lo rendessero capace di formarsi per il più alto oppure per il più basso di ciò che esiste nella Creazione spirituale. – Allora dovevo anche dargli l’occasione di esercitare tutte queste caratteristiche stesse nella vita pratica, perché sentisse la delizia dello spirituale superiore, come l’amaro del male inferiore. Egli, dal momento che il male, il cattivo, era provvisto con più sfarzo mondano e tentazione, doveva spronare appunto attivamente il suo superiore Io spirituale, per ripudiare l’apparente godimento del senso di benessere nell’adempimento del male. Tuttavia, alla fine, avrebbe dovuto comunque imparare a preferire, e lottare per il bene senza pretese, ma nel seguito portando molte più delizie. Nel sudore della sua fronte egli doveva non solo sostenere la sua stessa vita, bensì anche, nel sudore della sua fronte spirituale, sotto lotte e sopportazione, guadagnare anche il pane spirituale, il cibo per la sua anima,  in modo da poterlo rendere capace di diventare un Mio discendente degno di Me! E così anche oggi tu vedi ovunque questa lotta dell’uomo, lotta per rinnegare il suo apparente ‘buon mondo’, e preferire, infine, lo spirituale.

7. Tu vedi questa lotta, nel sudore della fronte, sotto rimorsi di coscienza e torture spirituali, realizzarsi ovunque, nel piccolo come nel grande.

8. Dappertutto il mondo attira a sé l’uomo, e solo dopo lo respinge con disprezzo.

9. E questo oscillare di qua e di là, questo ignorare cos’è veramente lo scopo del cammino di vita umano, – fu anche questo scopo che un giorno Mi determinò di precedere tutti gli spiriti ed esseri dell’intera Creazione come esempio, e mostrare a tutti loro come lo intendo Io: “…nel sudore della fronte guadagnare il proprio pane”.

10. Tu conosci la storia della Mia sofferenza, tu però dici che non hai mai compreso come sia stato possibile che un Dio si sia sottomesso volontariamente a questa sofferenza.

11. Vedi, questo accadde proprio perché Io volevo per primo mettere nel mondo, e in particolare negli uomini viventi sulla vostra Terra, un eterno segno commemorativo, per mostrare che cosa significa veramente essere la Mia immagine; e per secondo, perché volevo mostrare al massimo grado a tutti gli spiriti, fino a che punto uno spirito, se vuol diventare figlio Mio, dovrebbe se necessario estendere la sua abnegazione e auto umiliazione, al fine di rendere questa sentenza: “Nel sudore della tua fronte dovrai guadagnare il tuo pane”, comprensibile spiritualmente, e poi essere in grado di utilizzarla, affinché proprio quest’espressione non diventi una maledizione, ma per lui diventi la più grande benedizione!

12. Così, Mia cara figlia, devi giudicare il Padre tuo, il tuo Gesù,  che – per primo come l’eterno Amore, e per ultimo come la Sapienza guidante l’Amore – attraverso quell’umiliazione portata avanti sulla Terra, mise la corona al Suo stesso Amore  e mostrò a tutti gli spiriti e agli uomini su quale via è accessibile Lui e il Suo Cuore.

13. Tu vorresti leggere e sentir parlare solo d’amore. Io comprendo molto bene il perché. Ciò perché adesso vedi parzialmente realizzati i tuoi presentimenti, perché senti quale delizia può concedere l’Amore quando esso, elevato oltre tutto il movimento mondano, è quello spirituale superiore, di cui solo spiriti e uomini con grande nobile entusiasmo ne sono capaci.

14. Tu stessa lo hai percepito nelle sante ore di delizia, quando hai sentito la Mia vicinanza, quando hai percepito chiaramente il Mio influsso nel tuo cuore. Allora hai sentito qual è l’Amore di cui un Dio, come Padre, è capace di versarlo nel tuo stanco cuore, e adesso desideri ardentemente solo questo diletto spirituale!

15. Vedi, figlia Mia, tu stessa ti puoi preparare giornalmente e ogni ora questo godimento di delizia spirituale: segui i Miei insegnamenti, praticali di fatto, e in ogni azione con cui rendi felice te stessa e gli altri, fluirà questo amore – dato agli altri – e, fruttifero, ritornerà di nuovo nel tuo cuore che lo porterà incontro a Me in battiti pieni di delizia, e allora sentirai l’Amore come Io lo predico, come lo esercito e lo esigo anche da voi!

16. Questo amore ti darà poi pace, ti darà quiete, così da stimare il mondo e i suoi avvenimenti e condizioni solo per quello che valgono, per non farti mai dimenticare, nel mezzo a tutto l’oro scintillante, l’autentico puro oro spirituale dell’Amore divino, della grandiosità divina.

17. Segui questo corso, figlia Mia, segui il corso dell’amore come te l’ho insegnato Io, e ovunque ti troverai diffonderai benedizione , e dovunque andrai aiuterai a raddolcire a tuo marito la sua vita, e insieme a lui vi avvicinerete sempre di più a Me, finché un giorno starete dinanzi a Me alla meta dell’unione spirituale come un solo pensiero della Creazione – bensì prima in due corpi separati – e poi come un pensiero del Mio eterno, inesauribile Amore! – Amen!

 

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Come aggiunta

19 giugno 1871

 

Alla domanda del servitore: “Quanto tempo o Signore mi farai ancora attendere?” Così scrisse Mayerhofer nella sua lettera alla sorella spirituale H.  a causa della completa guarigione della stessa.

1. (Risposta): “Finché tu e tua figlia avrete la giusta e autentica fiducia in Me! Eppure vi ho guidato Io fin qui. Credi allora che vi lasci a metà strada? – No, non è così! Gli attuali dolori di tua figlia spirituale adottiva sono dolori transitori, da cui si deve passare! In tutta la Creazione non esistono salti e nemmeno nella guarigione di malattie corporee. Tutto deve percorrere la sua via dell’Ordine. Se tua figlia ha di nuovo commesso alcuni piccoli errori nel suo modo di vivere, non disperare di questo, poiché adesso – mentre dico questo – lei sta già di nuovo meglio. Solo, fiducia e sempre fiducia! Quante volte ve lo devo ripetere, e nonostante ciò ne avete solo mezza! Afferrate la Mia mano che ora vi tendo per l’aiuto, tenetela stretta e non cessate di pregarMi, e vedrai – se la tua preghiera è giusta – sarà anche esaudita! Questo ti dice il Padre che può guidare te e tua sorella proprio così e non diversamente! Amen!”

 

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Cap. 66

Una Parola alla donna, compagnia femminile dell’uomo

28 giugno 1871

1. Poiché in mezzo alla tua piccola compagnia ci sono proprio le sorelle che procedono lentamente nella conoscenza della Mia parola e ancora più lentamente nell’esercizio della stessa, ti voglio dare alcune parole per loro, affinché anch’esse sappiano cosa sono, e in cosa mancano.

2. Vedete, Mie care figlie, la vostra tiepidezza nelle cose religiose, così come Io vorrei che queste fossero afferrate da tutte, proviene principalmente da questo: perché voi tutte siete ancora troppo attaccate al mondo e non potete liberarvi dalla vuota passione per il vostro esteriore, come anche dall’abbellirlo il più possibile, dove nell’insieme le più anziane sono le più ferventi, le quali mettendosi in ghingheri cercano di sostituire ciò che la vecchiaia nega al loro corpo. – Per secondo, una pietra ancora più dura da superare è la vostra lingua, l’eterno criticare degli altri, ed avete perfino gioia nello scoprire in loro, errori e debolezze, quando – perlopiù con malignità – andate spettegolando. Questi sono due vizi – non virtù – bensì errori principali di tutto il genere femminile. Essi sono sorelle dell’amor proprio troppo teso e si chiamano: invidia e smania di moda!

3. L’amor proprio, quando lo tolsi ad Adamo e lo misi come femmina al suo fianco, aveva lo scopo di purificare dapprima se stessa, poi addolcire e rendere facile al suo uomo o compagno di vita la via terrena, e in questo modo – stando ben un po’ differenziato davanti a lui – alla fine purificato e raffinato, si sarebbe unito spiritualmente insieme a lui per stabilire una totalità.

4. Purtroppo però è successo l’opposto! Adesso – invece di addolcire agli uomini la loro sorte – esse dominano, e gli uomini devono obbedire, e così è sorto l’ordine rovesciato.

5. Anche nel carattere del tempo attuale in generale è successa la stessa cosa: invece di tolleranza, umiliazione e abnegazione di se stessa, nella donna adesso è preponderante l’intolleranza, la gelosia, l’orgoglio e l’avidità di dominio!

6. Anche se non ci credete che nei vostri cuori dominano tali passioni, ve lo devo comunque dire: esse sono lì, solo che non le notate! Voglio indicarvele con brevi parole.

7. Io dapprima domando: “Perché rivolgete tanta attenzione al vostro vestito, al vostro ornamento della parte esteriore del corpo, al nascondere accuratamente gli eventuali difetti, e al mettere in mostra davanti a tutto il mondo ciò di cui credete che avete meglio e più bello che altre della vostra specie?”.

8. Vedete, perché voi volete dominare, volete mettervi più in alto di quanto siete messe realmente, volete sapervi ammirate e invidiate.

9. Quindi dietro questa brama di mettersi in ghingheri[20] e abbellirsi c’è l’orgoglio, l’invidia e la gelosia, non appena siete in grado di ammettere che un’altra è vestita meglio e meglio provveduta dalla natura stessa.

10. “Perché vi piace tanto tutto l’elenco dei difetti delle altre?”. Vedete, perché voi credete che col tirar giù il rispetto di un’altra, portate su il vostro. È di nuovo l’orgoglio come un giorno il fariseo pregò nel tempio e disse: “Signore, io Ti ringrazio che non sono come questo tale che sta qui!”. Ciò è di nuovo il voler essere di più di quanto si è veramente!

11. Ora mettete la mano sul vostro petto e, quando vi vestite, pensate di chiedere a voi stesse, per primo: “Vestite il vostro corpo solo decentemente, oppure pensate di far notare di più certe attrattive o certe forme?”

12. Quando parlate delle altre, dei loro difetti e delle loro manchevolezze, pensate con compassione a tali sorelle smarrite? Vi estorcono forse lacrime di compassione nei vostri occhi, perché vi dispiace che questa o quella non abbia la giusta opinione di sé e del mondo, e proprio per questo deve preparare a se stessa e al mondo ore amare?! O non è piuttosto il provar piacere del male altrui, che muove la vostra lingua, dove poi servite piuttosto il Mio avversario, che Me? Chiedete solo a voi stesse se non ho ragione Io!

13. Vedete, sotto tali circostanze il Mio insegnamento non può trovar posto nei vostri cuori, dove vi dimora tanto di opposto, e poiché Io voglio proprio il contrario di ciò che vi piace, è per voi anche notevolmente più difficile estirpare ciò che vi ostacola nel progresso.

14. Come ho detto pocanzi in una parola alla Mia cara figlia H.: è l’antica Eva che vi tiene ancora catturate, e per estirparla, alla maggior parte di voi manca la giusta forza di volontà. Perciò la tiepidezza nell’ascoltare, e l’avversione verso l’effettivo esercizio delle Mie parole di Grazia dispensate per voi.

15. Vedete, finché non imparate ad attribuire alle cose il valore che hanno veramente, bensì ne attribuite più di quanto non hanno; finché considerate il mezzo come scopo, fino allora non siete sulla via che porta a Me, bensì sulla via che vi allontana da Me.

16. Fino a quando il vostro vestito vi assorbe così che voi, se qualcuno con lo stesso vi disturbasse, potreste maledirlo e condannarlo – Io non so dove – a sangue freddo, fino allora non ci sarà nessuna scintilla d’amore divino in voi, bensì un intero tizzone di presunzione, superbia e avidità di dominio!

17. Un giorno a una domanda del fariseo, dissi: “Date all’imperatore ciò che è suo, e a Dio ciò che è di Dio!”. – Questo si può adoperare anche su di voi.

18. Date al vostro abito solo l’importanza che richiede, per vero secondo lo spirito del tempo, ma solo vestite decentemente e con modestia per andare avanti. Indossate i vestiti a causa del vostro io, e non dimenticate il vostro io a causa dei vestiti! Lasciate l’esteriore all’essere esteriore, e pensate di più ad abbellire e adornare il vostro interiore, affinché anche per voi non valga l’altra parola che un giorno dissi ad un altro fariseo: “Voi siete sepolcri imbiancati, esteriormente pieni di splendore e cianfrusaglie e, nell’interiore, pieni di marciume e sudiciume!”

19. E quando vi adornate, che cosa volete ottenere veramente con questo? Vedete, volete ‘piacere’ agli altri e particolarmente agli uomini, poiché nessuna donna ha piacere in un’altra, al massimo la invidia per quello che crede di avere che a lei stessa manca.

20. Se quindi vi volete rendere più belle, credete dunque che non esista nessun altro mezzo che il proprio vestito?

21. Come potete abbellire il vostro volto? Vedete, solo con questo: se dallo stesso splende fuori una bella anima! – E come abbellite la vostra anima? Ecco, proprio con l’accrescimento della vostra posizione spirituale, con il miglioramento del vostro valore morale!

22. Un’anima consacrata a Me, in cui si erge maestoso l’amore, la pace e la volontaria dedizione alla Mia volontà, una tale anima splende da tutti i tratti del volto. Là l’occhio splende nel fuoco celeste dell’amore, entusiasma lo sguardo di chi incontra molto più che un volto senza spirito, avvolto in puri tessuti variopinti di una moda in fronzoli, usata spesso solo stupidamente.

23. O figlie smarrite! Voi non sapete come attirare gli uomini, altrimenti non percorrereste la via che tutte voi adesso avete intrapreso veramente! Quegli uomini, uomini di spirito e di cuore, (non presuntuosi bellimbusti che sono altrettanto agghindati come voi stesse), uomini ‘tali’ potete attirali solo con intrattenimenti pieni di spirito, con discorsi che vanno molto oltre la vita ordinaria!

24. Il vostro vero e proprio compito come donne di cuore e intelletto doveva essere solo questo: far dimenticare all’uomo, in un intrattenimento con voi, gli impulsi della sensualità! E non risvegliarli! Perché questi impulsi – senza amore spirituale – non sono di natura umana, bensì bestiale, e inoltre dovete sapere che Io non vi ho dato le attrattive che abbelliscono il vostro sesso per far cadere l’uomo, bensì per elevarlo, non solo al di sopra dell’animale, ma al di sopra dell’uomo terreno! Dovete essere in grado di infondergli un amore che va molto oltre questa vita, un amore che dura in eterno e non svanisce con l’appagamento degli impulsi sensuali.

25. Le vostre attrattive devono servire a raffinare e spiritualizzare perfino questo atto, dove l’uomo diventa pari all’animale, il cui risultato però è divino. – Così erano i Miei pensieri creativi, e dopo aver dato a voi come ad ogni uomo la libertà, che cosa è diventato di voi?!

26. Guardate voi stesse, quanto al di sopra di voi sta questo ideale di donna, provvista di mansuetudine e di amore, che sopporta tranquillamente tutto ciò che le voglio addossare per compiere la sua missione. Dov’è questa donna che cerca tutta la sua felicità in suo marito e nella sua famiglia!?

27. Ho prescelto poche donne per Me, per guidarle ad una condizione migliore, e anche queste poche sono pure sprofondate così in basso nel fango delle idee mondane e, nonostante tutte le parole di grazia da Me, hanno ancora tanta gioia nei futili abiti e in altri gretti arnesi per la pulizia, tanto che per questi possono dimenticare Me e l’eternità e tutto ciò che per loro dovrebbe essere unicamente importante e santo!

28. Quel vostro tenero sentimento doveva afferrare tanto più facilmente e più intimamente proprio il Mio insegnamento, che è fondato sull’amore, piuttosto che il sentimento dell’uomo che, – lottando in mezzo a preoccupazioni mondane per il cibo – può talvolta ben dimenticare Me e il Mio mondo dello spirito.

29. Quel vostro cuore dove doveva ergersi maestoso solo l’amore, che fu creato solo per amore, è ora colmo delle caratteristiche più impure e più brutte; quel tempio (il cuore) che attraverso l’amore coniugale doveva essere preparato per l’amore eterno, per l’amore spirituale, è adesso altrettanto – come un giorno il tempio di Gerusalemme – colmo di pure brame e vizi mondani!

30. E se vi do questa parola, lo faccio perché voglio risparmiarvi la Mia venuta con funi e verghe, come un giorno nel Tempio di Gerusalemme scacciai i venditori e i mercanti dallo stesso, perché volevano fare della casa di preghiera edificata per Me, una spelonca di assassini; cosa che ora lo sono anche la maggior parte dei cuori femminili, dove i sentimenti più nobili delle virtù più elevate vengono spietatamente uccise a causa del meschino egoismo, della smania del lusso, di dominio e di profitto!

31. Miglioratevi, figlie Mie! Il tempo del Mio ritorno si avvicina! Preparatevi, non per piacere al mondo, ma per piacere a Me!

32. Il mondo vi pianta in asso, ed Io sono il Signore dell’eternità, dove anche voi dovrete un giorno vivere, ma il come sta solo a voi.

33. È il grido ammonitore del Padre alle Sue figlie. C’è ancora tempo per il cambiamento, non disdegnate gli insegnamenti che vi mando, ma praticateli anche, e riconoscerete ben presto se era meglio il non preferire qualcosa per il momento seducente, a un eterno qualcosa di meglio mai cessante!

34. Esaminate i vostri cuori, cercate di riconoscere i vostri errori; questo però nel vostro grande amor proprio è un po’ difficile. Soltanto che senza riconoscenza degli errori non si può migliorare. Quindi, dapprima, – come disse un antico filosofo greco[21]: “Impara a conoscere te stesso!”, dovrete giungere a questa conoscenza se volete procedere sulla via che vi indica il Mio insegnamento. Senza questa conoscenza di se stessi, tutto il leggere e l’ascoltare le Mie parole è inutile!

35. Riconoscete il mondo nel suo disvalore, e cercate anche di comprendere il vero e proprio valore del vostro cuore! Esso deve diventare la sede principale delle più belle caratteristiche dei Miei Cieli, e non un vecchio ripostiglio pieno di cianfrusaglie mondane. – Questa è la vostra missione! Senza questa, non esiste per voi nessun altro mezzo per giungere nelle Mie vicinanze.

36. Rinnegate voi stesse, come un giorno Io ho rinnegato Me. Prendete sulle vostre spalle la Mia croce e seguiteMi! La Mia via era ben spinosa e amara. Sottomettetevi a questa, così non avrete nulla da temere. Io che conosco questa abnegazione e umiliazione per esperienza, vi aiuterò dove le vostre forze non bastano più, affinché possiate riconoscere di nuovo il Padre che, per vero, esamina le Sue figlie, ma non le vuole mai far perire. – Amen!

 

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Cap. 67

Chiarimento del testo Luca 2,35

«E una spada trapasserà la tua anima

affinché i pensieri di molti cuori siano svelati»

9 agosto 1871

1. Così un giorno parlò Simeone a Maria, la madre del Mio corpo, quando Mi tenne sulle braccia come Fanciullo; questo fu il profetico grido ammonitore di un saggio vegliardo che volle mostrare alla giovane madre che, sebbene fosse nata in umili condizioni, tuttavia un giorno lei avrebbe sofferto cose grandi e poderose[22], e che la sua vita non sarebbe stata adagiata sulle rose!

2. In quell’ora di ammonizione lei non sospettava ciò che questo grido ammonitore dovesse significare, non sospettava di Chi veramente era Madre, non sospettava quali dolori un giorno le sarebbero aspettati, non sospettava quale alta posizione avrebbe occupato sulla Terra nei cuori dei credenti cristiani, non sospettava quali gioie e beatitudini le erano tenute in serbo e destinate nell’altro mondo.

3. Da dove, questa semplice donna di un falegname, doveva prendere tutte queste idee, lei che, sebbene discendente da Davide, non s’immaginava certo che le sarebbero stati tributati onori regali e ancor più che onori regali.

4. Quella volta quando la spada (in senso spirituale) penetrò nel suo petto materno, quando sul Golgota, con sguardo colmo di lacrime alzò gli occhi a Me, al Crocifisso, non sapeva che proprio questo grande dolore non avrebbe rivelato solo a lei i propri pensieri, bensì a molti e precisamente il successivo terzo giorno.

5. Lei non sapeva che a questo improvviso, sconsolato vuoto nel suo cuore e in molti altri cuori, sarebbe cominciato il giorno della gioia, della grande consapevolezza, dove lei e gli altri – invece di piangere – avrebbero esclamato giubilanti: “Colui che avete crocifisso, non era un figlio della Terra, bensì era veramente Colui di cui Egli (che era il Padre) sempre disse che era venuto dal Cielo e al Cielo sarebbe ritornato”. La Sua resurrezione dimostrò agli addolorati e scoraggiati che: “Egli non era Uomo, bensì Dio stesso!”

6. Così la spada del dolore che penetrò nell’anima di Maria, rivelò a lei e agli altri i pensieri nel suo cuore, dimostrò a tutti loro che Colui che aveva camminato ancora poco tempo prima davanti a loro, non era un Uomo, bensì l’unico Signore della Creazione!

7. Riconoscendo questo, – tutti videro la grande voragine nei loro cuori, la cui voragine, essendo nati come terreni, li separava dall’Eterno. Videro la differenza del Suo cammino di vita morale-spirituale, videro la natura umana potenziata fino al Supremo, e accanto a ciò riconobbero la loro stessa nullità, in confronto alla sovranità spirituale di Gesù, all’ex Figlio del falegname, e al Dio adesso di nuovo risorto, al Quale perfino la morte non poteva nuocere.

8. Così fu lì in quel tempo. E proprio adesso nel piccolo circolo dei Miei figli, che Io volevo allevarMi per scopi superiori, proprio adesso è avvenuto che, altrettanto, al Mio scrivano è penetrata la spada delle malelingue attraverso la sua anima, e ora sta lì come colpito dal fulmine, e ancora di più per il fatto che il colpo è venuto da dove meno se l’aspettava. Egli sta lì piegato sotto le infondate accuse, e non sa, non sospetta il perché è dovuto succedere proprio così!

9. Vedi, Mio caro figlio, come andò un giorno a Maria sul Golgota, e nel Tempio durante il battesimo, altrettanto succede adesso a te. Tu sospiri sotto la pressione delle circostanze, perché non puoi guardare oltre, come anche Maria un giorno. Se il Mio insegnamento doveva portare frutti ed essere eternamente indistruttibile, doveva accadere solo su questa via, attraverso la croce per Me, e attraverso il dolore per gli altri.

10. Quello che là operò in grande la Mia crocifissione e la conoscenza degli errori degli altri nei loro stessi cuori, oggi lo opera il colpo su di te e sui tuoi.

11. Anche là era piccolo il mucchietto di coloro che Mi amavano, che Mi consideravano come loro Guida, come attualmente te, come guida dei tuoi.

12. Quella volta a causa dell’improvvisa morte sulla croce i rimasti stavano come annientati, come un gregge senza pastore, – e adesso, dove in parte anche a te la comunità è tagliata dai tuoi e ti è permesso di frequentare con loro solo per iscritto o attraverso dei mediatori, così era anche allora.

13. Per i Miei amati Io ero fisicamente e umanamente morto, ero scomparso irreparabilmente; tuttavia spiritualmente avevo relazioni con loro come prima, li confortavo, li guidavo e tempravo nella fede in Me e nel Mio insegnamento! Allora fu rivelato a tutti nel loro cuore per primo, – quanto Mi avevano amato e se questo amore era quello autentico, se non fosse teso forse a un amore del tutto diverso da Me e dal Mio insegnamento, e non fosse (solo) l’affetto della Mia persona!

14. Alla tua piccola compagnia accade adesso altrettanto: qualcosa che non si pensava possibile è accaduto! Essi sono senza guida, mentre erano talmente abituati a ricevere quasi ogni sera “Cibo dai Miei Cieli”, tali da non apprezzare più questi deliziosi doni, così come doveva succedere veramente! Per loro erano divenuti solo per intrattenimento, affidandosi tranquillamente alla continua conduzione, così che avevano perso completamente l’esercizio di camminare da soli.

15. Allora arrivò il colpo: la guida fu loro rimossa! E solo ora cominciano ad accorgersi quanto poco sono in grado di stare sui propri piedi, e quanto hanno disatteso a sfruttare per il loro bene ciò che su di loro fluiva giornalmente a fiumi.

16. Vedete, figli Miei, come un giorno fu necessario la Mia morte da questa vita, per risvegliare spiritualmente i Miei seguaci perché si erano dati troppo alla spensieratezza, altrettanto capita oggi anche a voi. Dovete essere risvegliati, i vostri pensieri devono essere manifesti nei vostri cuori, affinché impariate a comprendere su quale gradino state veramente come esseri spirituali. Voi vi credete già tutti così buoni, anzi ultrabuoni, che per voi non sarebbe quasi possibile nessun progresso! – Vedete, qui vi ho ritirato il supporto, e adesso purtroppo vedete su quali deboli piedi stavate andando.

17. Come a quel tempo i Miei seguaci si elevarono spiritualmente solo dopo la Mia resurrezione, come riconobbero la loro missione e credettero fermamente ciò che prima si credeva solo a metà sotto l’influsso della Mia personale presenza, così succede anche a voi. Sebbene non passeranno come là solo tre giorni, bensì più tempo, allora prendete questi tre simbolici giorni come epoche, di cui la prima quella dell’avvilimento, la seconda quella del risveglio spirituale, e la terza quella del ritorno della vostra Guida, e con essa si svolgerà di nuovo il Mio diretto collegamento.

18. Preparatevi perciò a questo! Non fate come i Miei discepoli sul monte degli ulivi che dormivano profondamente, mentre Io combattevo la lotta mortale; bensì “vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione!”, così esclamai quel giorno ai Miei discepoli, e così lo dico oggi anche a voi! –

19. Se considerate le Mie parole che vi mando direttamente mediante il Mio scrivano come una Grazia straordinaria da Me, allora rendetevi anche degni di questa; altrimenti vi tolgo anche questa e vi lascio alle vostre passioni e voglie mondane!

20. Quindi riflettete: se Io come il Mio scrivano Mi son separato da voi per un attimo, questo è successo per far sentire a ciascuno, proprio tramite questa separazione, il proprio ego, e per dimostrarvi quanto poco siete senza di Me! Questo per la considerazione dal Padre vostro! – Amen!

 

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Cap. 68

Lavora, veglia e prega!

10 agosto 1871

(a un amico dello scrivano, appena risvegliato)

1. Inconsapevole oltre monti e valli – come le rondini attirate da un impulso inspiegabile – sei andato a Trieste senza sapere che cosa ti ha attirato lì, né cosa ti ha trattenuto quando eri là. La tua anima sospettava come in sogno un miglior cibo per sé, come gli animali sentono da lontano le sorgenti nei caldi giorni d’estate. Alla fine sei venuto alla sorgente della Fonte originaria, hai bevuto e bevuto, spesso più del necessario, cosa che poi ti ha causato l’indigestione di qualche cibo dai Miei Cieli. Così hai continuato, dalle ammonizioni agli insegnamenti, dagli insegnamenti ai chiarimenti, dai chiarimenti alla consapevolezza spirituale; e quando la stessa si è risvegliata, da lì alla costante inquietudine e insoddisfazione con te stesso.

2. Adesso, dove è un anno che ti ho dato la prima diretta parola che – come l’angelo al laghetto in Betsaida – ha messo in moto la tua anima, stai adesso di nuovo dinanzi a Me e Mi provochi quasi a dirti se ciò che hai fatto durante l’intero anno trascorso ti ha avvicinato di più a Me oppure ti ha allontanato.

3. Mio caro figlio, ma se tu stesso nella tua preghiera Mi confessi apertamente che non sei soddisfatto di te, se tu stesso ammetti che da te fino a Me quale Uomo–Dio, nella Persona di Gesù, c’è ancora un grande abisso, come devo allora essere soddisfatto Io, se non lo sei tu come uomo? Che cosa devo dire a costui, Io, quale Dio, quale Spirito supremo?

4. Poiché in te fermenta incessantemente come in un vulcano, allora fa tu pure come questo: getta fuori l’inutile, consuma col fuoco dell’amore i vapori nocivi che talvolta avvolgono ancora il tuo cuore, e sono da paragonare ai vapori di zolfo di un vulcano che, altrettanto, portano la morte a tutto il vivente.

5. Purifica anche tu, per quanto puoi, il tuo interiore, e se come le eruzioni talvolta procurano anche a te degli sforzi enormi, fa’ per lo meno quello che puoi, e il resto lascialo a Me.

6. Vedi, per vero, nel tuo fervore di funzionario vai oltre Me stesso, poiché Io so molto bene ciò che ti è possibile e ciò che ti è impossibile. Solo sii severo verso te stesso, l’indulgenza è nella Mia sfera.

7. Avrai da combattere finché respiri, e anche quando un giorno giungerai nel Mio Regno, non ne avrai nessuna fine! La lotta è il sale della vita, senza la stessa non può esistere nessuna vita materiale e nessuna spirituale, perciò continua solo a lavorare, sii vigile su te stesso! Soffoca sul nascere le tendenze impure, allora venendo dinanzi a Me potrai per lo meno dire: “Padre, ho fatto ciò che, come uomo, quale debole creatura terrena, potevo fare! Anche se non sono ancora giunto alla mia, e ancor meno alla Tua massima soddisfazione, allora aiutami nel prossimo anno a completare ciò che non ho potuto superare in quello passato!”

8. Figlio Mio, Io so meglio di tutti ciò di cui voi uomini riuscite a essere capaci e fin dove questo è raggiungibile al singolo secondo le condizioni di vita nelle quali egli vive e secondo le prove che Io considero per lui necessarie come salutari per la sua anima.

9. Guardati solo un po’ intorno tra la tua stessa compagnia, quanto sono differenti le opinioni del Mio insegnamento che comunque è sempre lo stesso, e quanto differenti sono le vie sulle quali tutti devono essere guidati per giungere alla meta alla quale Io li ho destinati.

10. Guarda il Mio scrivano, quanto ho lasciato irrompere su di lui! Così andrà anche a te:  ciò con cui aiuto l’uno, non sempre è il giusto mezzo per l’altro! – Anche tu nel prossimo anno sperimenterai qualcosa di insperato, di spiacevole, su di te farà irruzione qualche conflitto, qualche tentazione; le condizioni si formeranno diversamente e, nonostante ciò, mentre tutto intorno a te si cambierà, puoi e devi rimanere lo stesso, lo stesso severo giudice per le tue azioni e il clemente per gli errori degli altri!

11. Non potete spogliarvi completamente del mondo! Perciò fa’quello che puoi, lascia il resto a Me. Tu sai che Io guardo solo alla volontà, poiché essa è la veste spirituale dell’anima, l’atto stesso verrà e deve essere talvolta modificato, poiché così, come spesso è pensato, se eseguito, non sarebbe sempre per il meglio di te stesso e per il meglio degli altri.

12. E se l’ideale che Io vi ho stabilito come uomo, fosse così facile da raggiungere, che cosa fareste allora quando l’avreste raggiunto veramente? – Vedi, qui si presenta a te la grande domanda che si esprime così: “Vuoi contravvenire alla grande e generale Legge della Creazione?”. Vedi, non lo puoi, perché Io stesso non lo posso! Infatti, queste Leggi stabiliscono il Mio Io, sono inseparabili tra Me e le Mie stesse divine caratteristiche.

13. E cosa sono queste Leggi? Ti voglio enunciare la prima Legge principale dell’intera Creazione, che si chiama: eterno cambiamento, eterno progresso o regresso! L’arresto non esiste da nessuna parte, e questa Legge,espressa con altre parole, si chiama: Vita!

14. Quindi, se tu fossi arrivato lì dove da uomo credi di vedere la tua meta finale, cioè essere un uomo come lo ero Io durante il Mio cammino terreno, allora anche tu dovresti o procedere o tornare indietro, poiché stare quieti a questa meta finale non è possibile.

15. La tua vita spirituale si addormenterebbe. Non potresti rimanere ciò che sei.Se vuoi vivere,  devi procedere, poiché un regresso non ti piacerebbe. E che cos’è il progresso? Esso è il procedere dell’uomo da figlio fino al Padre di tutto il Creato; e vedi, questa via è lunga, è piena di aspirazioni, di lotte e di fatiche. E affinché anche tu ti sappia orientare un po’ meglio nel mondo degli spiriti, allora ti voglio dire che quanto più salirai in alto, tanto maggiori richieste ti saranno poste, e tanto più ostacoli troverai.

16. Dove si vuol sviluppare la vita più alta, deve essere solo conquistata come la più grande vittoria sul suo polo opposto, – sulla morte spirituale o su quella materiale.

17. Perciò stai tranquillo, figlio Mio! Io vi giudico con altra misura, diversa dalla vostra.

18. Il vostro dovere è di tendere continuamente a questo grande ideale dell’uomo, ideale che Io vi ho fissato; sia che lo raggiungiate oppure no, non ha importanza. La vostra consapevolezza di essere andati in avanti, se molto o poco, è l’unica cosa determinante; mostra per lo meno che non c’è stato nessun regresso, e se di anno in anno ti potrai dare questo attestato, allora sarai sulla giusta via di pretendere la dignità di figlio Mio.

18. Quindi continua: lavora, veglia e prega, affinché tu non cada in tentazione! Abbi fiducia in Me e nella Mia Grazia, e ricorda sempre che Io non ti giudico – come fate voi tutti– non come Creatore, non come Signore, bensì sempre solo come ‘Padre’!

20. Questo ti sia sufficiente per l’anno veniente, dove ti sosterrò come in quello passato, quando avrai bisogno del Mio aiuto. – Amen!

 

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Cap. 69

Della vera felicità

4 settembre 1871

(supplemento a una lettera per una figlia appena maritata)

1. Sì, Mio caro figlio, Io ho creato il mondo così, affinché anche l’affaccendarsi, la felicità o l’infelicità mondana sia solo a favore del miglior io spirituale dell’uomo.

2. Ora tua figlia si è sposata, e tua moglie è stata abbastanza occupata ad attuare il suo piano; ma anch’Io nel frattempo non sono stato con le mani in mano, anch’Io ho voluto provvedere alla felicità di tua figlia, solo che l’opinione di ciò che Io chiamo felicità è un po’ differente da quella che intendete voi.

3. La felicità, alla quale voglio guidare i Miei figli, è espressa con una parola, e significa: “Quiete animica!”

4. Chi ha raggiunto questa, e precisamente come la intendo Io stesso, questi è felice, poiché quiete e soddisfazione di tutto ciò che Io mando all’uomo, è l’unica cosa permanente; tutto il resto non lo è, non ha sostegno, è simile ad una canna al vento che si lascia agitare da ogni soffio d’aria.

5. L’intera lotta nella vita umana non è altro che la lotta per questa quiete, quiete che ognuno vuole ottenere, che ognuno brama. E dove la si può veramente trovare?

6. Nel tumulto della vita mondana? No! Nella ricerca scientifica? No! È solo nella fiducia in Me! Chi si getta nelle Mie braccia vi sta saldo, e anche se invece di aspettative liete, arrivano solo amare delusioni, allora l’uomo si sente calmo nella sola consapevolezza che Io – il Padre – l’ho voluto così, ed avrà ben il suo vero buono scopo, sebbene l’uomo per il momento non lo possa riconoscere.

7. Tu, figlio Mio, (come padre) hai fatto il tuo dovere; lascia il resto a Me, quale vostro Padre spirituale di tutto. Voi credete di aver creato la felicità mondana di vostra figlia, ma la sua felicità spirituale è cosa Mia. So Io ciò che le serve, guidandola sulle vie che sono più adatte alla sua stessa individualità.

8. Nel momento del matrimonio hai messo tua figlia nelle mani di un altro uomo, e – da questo attimo sono cessate una moltitudine di responsabilità che tu hai avuto nei suoi confronti come padre.

9. Un giorno ti ho dato questa figlia per educarla a persona spirituale; con il matrimonio la restituisci parzialmente di nuovo a Me, poiché adesso per tua figlia comincia un’altra vita e si faranno valere altri influssi spirituali. Tu discendi il monte del corso della vita umana, e lasci la risalita ai tuoi discendenti, lasci loro i posti che tu occupavi un giorno. Non ti preoccupare, anche questa coppia di sposi dovrà sostenere le sue prove, anche loro dovranno essere guidati e condotti “dalla notte alla Luce”, e precisamente dopo che i tuoi diritti paterni saranno un po’ ridotti. Allora li prenderò Io e come Padre farò ciò che ritengo più adatto per i figli Miei.

10. Tu hai dato loro in dote la tua benedizione sulla nuova via, ma non dubitare, anche la Mia non rimarrà per strada. Voi tutti avete desiderato molto, ma non potete dare a nessuno dei vostri desideri energia per la realizzazione. Invece Io che posso anche eseguire ciò che desidero, voglio metterti solo una cosa nel cuore: confida in Me, e cerca di consolidare questa fiducia nel cuore di tua figlia; allora lei vedrà molte cose esaudite, anche se non furono desiderate da nessuno.

11. Questo dal Padre tuo nel Cielo che ti ha guidato, e non abbandonerà nemmeno tua figlia, finché lei non Mi abbandonerà! – Amen!

 

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Cap. 70

Amore e fiducia

La parola divina come sangue spirituale

5 ottobre 1871

 

(un ulteriore comunicazione del 5.10.1871 fu pubblicata in “Segni del tempo”)

1. E perché tu non vedi questa Mano? – Vedi, Mio scrivano, perché i tuoi occhi spirituali sono ancora più offuscati che i tuoi corporei.

2. Tanto ho già detto a te e a voi tutti sul come Mi dovete amare, sul come dovete confidare in Me, e nonostante ciò ancora nessuno ha compreso queste due parole ‘amare’ e ‘confidare’ nel vero senso di come Io voglio che le dobbiate comprendere. Vedi, tua figlia adottiva malata svergogna adesso tutti voi, corre davanti a tutti! E nonostante ciò anche a lei manca ancora la ferma fiducia in Me e nel vero amore, amore che, come un filo, deve intrecciarsi chiaramente in tutta la vita, in ogni azione e in ogni parola!

3. Io so bene che non è così facile comprendere in una volta il mondo e il mondano; so bene che non è facile operare sempre così che perfino ogni azione, ogni parola, anzi tutti i pensieri siano degni di Me e tornino a onore per Me, ma proprio per questo ho rivestito le vostre anime con tali corpi come li possedete; proprio per questo vi ho posto in tali situazioni, conformando ognuno individualmente, dove proprio la scintilla (d’amore) posta da Me nella vostra anima vi spinga sempre alla lotta, al conflitto contro l’affaccendarsi mondano che si manifesta dall’esterno, contro le passioni animiche e di eccitabilità fisiche che dimorano nella vostra anima, affinché attraverso la costante lotta, il costante conflitto, con lo spirito animico purificato ed elevato, alla fine possa essere raggiunto un gradino spirituale in Mio Onore che possa esserlo e sia degno di Me, come lo deve essere di un Dio e Creatore di tutto il temporale e infinito, poiché voi non comprendete ancora nel senso sublime cosa vuol significare essere chiamati “figlio Mio”!

4. Perciò lottate con coraggio, e confidate perseveranti in Me! Allora sperimenterete ore di consacrazione, come quella in cui tua figlia adottiva ti scrisse nella sua lettera.

5. Vedi, tu conosci bene la circolazione del sangue nel corpo umano, ma non riesci a penetrare con lo sguardo la circolazione del Sangue spirituale ovvero della Luce di Vita con la quale Io nutro il vostro cuore, e perfeziono la vostra futura anima umana.

6. Tu mandi conforto a tua figlia adottiva, e lei ti risponde tranquillizzandoti, e quello che volevi offrirle ti sarà dato attraverso di lei in ricca misura.

7. La tua compagnia, adesso separata da te, vive attraverso le Mie parole che le erano state date in parte già prima, purtroppo però mai prese abbastanza in considerazione, mai comprese a sufficienza, ed ancor meno esercitate; tutti loro devono imparare a camminare da soli, le condizioni mondane presto premeranno ora sull’uno ora sull’altro.

8. Ciò che Io ti ho dato nella penna per l’uno, da questo un altro si sentirà colpito, e come il cuore pulsante spinge il suo sangue in tutte le parti corporee dell’organismo umano, stimolando lì del nuovo ed eliminando il vecchio, altrettanto la Mia divina parola in voi tutti, ovunque penetra, porta nuova vita. E come il sangue umano fluisce in un organo, vi si stabilisce e vivifica di nuovo, così anche l’impressione delle Mie parole è differente su ognuno di voi: uno si sente colpito dove solo lui ed Io conosciamo il suo modo di pensare; un altro crede di leggere un cenno per le sue azioni provenienti da una fonte non sempre giusta e pura; l’altro sente una pesante colpa di rimprovero a causa della mancanza di fiducia; altri per la mancanza d’amore per Me e per il loro prossimo. E così la Mia parola è come il sangue, un portatore del rianimante, un raffinatore e purificatore del vecchio, sebbene ovunque su vie differenti e con mezzi differenti.

*

9. Così, Mia cara figlia, guido e conduco anche te. Attraverso afflizioni, sofferenze e lotte sarai purificata, e verrai sempre più vicina a Me e, avvicinandoti tu stessa a Me, attiri anche altri con te – come al cavo di un rimorchio – dove per l’uno o per l’altro non è sufficiente la propria forza.

10. Continua così! Sarai ricompensata per le tue sofferenze e lotte, e vedrai sempre più chiaramente che, anche se delle nuvole coprono spesso il Cielo e vi sottraggono temporaneamente lo splendore del Sole, questo non è comunque scomparso dal firmamento, anzi proprio dopo la tempesta, risplenderà più bello e più sfolgorante.

11. Ora conosci il Padre tuo dall’Alto; ora hai già cominciato a considerare tutte le avversità che incontri solo come conduzioni dalla Sua mano appassionata. Non abbandonare questa fede, essa ti condurrà alla giusta meta, ti farà riconoscere sempre più chiaramente il mondo nella sua nullità e la tua meta spirituale nella sua importanza, e così raggiungerai comunque soffrendo e lottando la tua meta che il Padre tuo già da lungo tempo ti ha predestinato. Questo per tua consolazione e benedizione, dal Padre tuo che ama tutti, e non ti abbandonerà mai! Amen!

 

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Cap. 71

“Egli è come il fuoco del fonditore o come la potassa dei lavandai”

14 ottobre 1871

(Da una lettera dello scrivano a una sua figlia spirituale):

«Per me non esiste nessuna disgrazia. Tutto ciò che accade sono autorizzazioni del Signore, che per vero all’uomo causa la liberà volontà, poiché da tutti gli inconvenienti che l’uomo attira su di sé, sia per disattenzione sia per trascuratezza o per ostinazione, nondimeno alla fine Egli saprà trarre il più ricco guadagno per la salvezza spirituale dell’anima. Così è anche ben intesa la massima: “Il Signore siede e purifica l’argento”; oppure: “Egli purifica come la potassa[23] la biancheria!”»

 

Dopo aver scritto questo, il Signore dettò:

1. Sì, figli Miei, è così! La tua cara figlia adottiva ha perfettamente ragione se riflette bene su queste due frasi, e affinché comprenda ancora di più ciò che significano, allora ve le voglio mettere in luce ancora meglio.

2. “Egli siede e purifica l’argento”[24], che cosa significa veramente? Vedete, figli Miei, l’argento, come si presenta nella Terra, è frammischiato con altre specie di terriccio e minerali, particolarmente con il piombo che, esteriormente, nello splendore e nel colore somiglia all’argento, e questo più di tutto viene mescolato con l’argento estratto dal buio grembo della Terra.

3. Questo metallo più scadente viene poi separato dall’argento attraverso lavature e nel forno fusorio, impiegato per altri bisogni della vita, mentre le specie di terriccio – lavate via attraverso l’acqua – vengono di nuovo restituite alla Terra.

4. Ebbene, quando un giorno il profeta disse: “Il Signore siede e purifica l’argento”, allora non pensava al processo di purificazione come viene fatto oggi, ma egli in questo s’immaginò solamente: “Il Signore separa l’argento puro e genuino dal piombo che appare esteriormente uguale”.

5. Per esprimere questo con parole spirituali, ve lo spiego così: “Il Signore manda a quegli uomini che portano nell’interiore un po’ di valore spirituale, come argento, il processo di purificazione”, vale a dire il lavaggio attraverso l’Amore, e il consumare attraverso il fuoco gli avvenimenti imprevisti, per lavare via il piombo mondano, ovvero le errate opinioni e i falsi concetti attaccati in loro. E dove questo non riesce, lo fa attraverso il processo di combustione, per mezzo di dimostrazioni più sottili per comprovare che esiste ancora qualcosa di superiore, qualcosa di più importante, che il mondo e la sua presunta grandezza.

*

6. Quando si legge: “Ed Egli lava la biancheria come con potassa”, con ciò si vuol dire che lo stesso processo che voi uomini intraprendete con la biancheria sporca, Egli lo concede anche all’uomo spirituale.

7. Vedete, nella vita normale voi sporcate la vostra biancheria, come allo stesso modo imbrattate spesso la vostra anima con azioni, parole e pensieri impuri. Se ora Io sostituisco il posto della lavandaia e vi immergo dapprima nell’acqua calda degli avvenimenti della vita, e poi separo da voi con forza mediante il cauterizzare le conseguenze delle vostre maldestre azioni, cosa che sulla via pacifica non volevano staccarsi da voi, allora avviene lo stesso processo di purificazione come con l’argento, quell’autentico argento che rimane solo d’avanzo, e come con la biancheria che splende di nuovo bianca.

8. In entrambi i modi il buono viene separato dal cattivo, affinché la vostra anima accolga come argento il puro splendore della Mia Luce di Grazia, e potete portare la veste dell’innocenza come bianco colore della biancheria senza ulteriori macchie, come veste della purezza. –

*

9. Così ho mostrato recentemente al fratello di tuo marito, che cavalcava sull’alto cavallo mondano, la nullità della sua sicurezza e del suo orgoglio[25]; ugualmente ho dato a tuo marito la forte dimostrazione delle Mie parole e della Mia grazia al letto di suo fratello, e nel silenzio notturno, nella solitudine della cameretta, ti ho aperto,gli occhi spirituali, affinché voi tutti dobbiate vedere e comprendere che tra sofferenze, disgrazie e sogni notturni, continua sempre il processo di purificazione – educandovi e guidandovi – conducendovi alla meta, alla quale Io, come Padre amorevole, vorrei veder giunti tutti i Miei figli.

10. In tutti i processi di purificazione attraverso disgrazie e sofferenze – siano questi spirituali o corporei – si passa attraverso la massima che un giorno espressi sulla Terra: “Lasciate i piccoli venire a Me, poiché di loro è il Regno dei Cieli, e se non diventate come loro, non potrete mai aver parte dello stesso!”

11. Che cosa significa questo? – Vedi, significa: confidate nel Padre, come i piccoli; godete la Sua presenza e non affaticatevi col futuro; fate in ogni istante il vostro dovere riguardo a Me, e lasciate le conseguenze di questo a Me. Allora sopporterete come un piccino pieno di fiducia le Mie purificazioni e lavaggi, poiché lo sapete: un Padre amorevole non può punire, ma correggere soltanto!

12. Quindi, figlia Mia, accetta anche tu le tue sofferenze e prove! Sei nella Mia mano e questa ti può guidare solo a beatitudini più grandi di quelle che hai già goduto finora! Questo a te e a tutti voi per conforto! – Amen!

 

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Cap. 72

Chiarimenti sull’arte di vivere

11 novembre 1871

1. Mio caro figlio! In un lungo discorso ti sei lamentato di tutti i tuoi dolori che t’inquietano abbastanza spesso e ti tengono lontano dalla via che porta a Me, più che farti avanzare. Ebbene, il breve senso delle tue parole è veramente questo: “Io vorrei, – ma non posso!”, questo significa come se tu dicessi: “Io vorrei sempre essere nel più intimo amore solo con il Padre mio nel Cielo, ma non vorrei essere molestato affatto dal mondo, dai suoi bisogni e dai suoi avvenimenti. Vorrei eternamente solo contemplare il Tuo volto, o Signore, e solo salire più in alto di gradino in gradino, finché il mio corpo poi divenuto un peso per la mia anima, sia tolto da me ed io potrei sguazzare come puro spirito nelle beatitudini che il Signore ha riservato per tutti coloro che amano e adorano Lui e soltanto Lui!”

2. Così è il tuo pensiero, nel quale talvolta t’immergi e poi, con brivido, oltre al saldo proponimento di seguire le vie per raggiungere tale meta, accanto alle debolezze e incostanze, scorgi la tua stessa natura che spesso in mezzo ai momenti più belli di elevazione spirituale ti ammoniscono che non sei ancora spirito, bensì hai carne e ossa, che hanno altri bisogni e un’altra destinazione che sguazzare attraverso tutti i Cieli con l’anima messa in libertà!

3. Poi ti assale la malinconia, ti accorgi quanto minimi sono i tuoi veri progressi nel campo spirituale e quanto facilmente e inaspettato il materiale che aderisce a te ostacola il volo dell’anima, annienta tutte le illusioni e con poche parole ti va esclamando:

4. “Cosa vaneggi di beatitudini, cosa sogni di gradini superiori? Tu sei ancora solidamente legato e la tua anima è inquadrata nella solida e rigida materia! La spiritualizzazione dell’anima non è così facilmente fattibile, perciò accontentati di singole ore di elevazione. La Terra non è il luogo destinato per sguazzare permanentemente nelle stesse!”

5. Così sorgono poi le tue lamentazioni, il tuo fantasticare e lunghe preghiere a Me.

6. Affinché però tu impari a comprendere ciò che veramente Io pretendo da voi e anche da te, ti voglio dare alcuni chiarimenti, al fine che non ti prendano tanto spesso tali ricadute e a te stesso non fai richieste che Io non metto in voi, e per metterle, tu sei ancor meno autorizzato!

7. Vedi, figlio Mio, il fatto che tu riconosca questa debolezza e incostanza nel tuo pensare e operare, è un buon segno, poiché dimostra che sei sempre attento ai moti ondeggianti del tuo interiore, che, al pari dell’acqua, non può rimaner quieto, perché è sempre esposto alle correnti d’aria, affinché proprio come l’acqua nel mare, non diventi marcio, non diventi puzzolente, e cada nella putrefazione.

8. Che tali differenti disposizioni d’animo nel cuore umano passino sempre, è proprio necessario per il raggiungimento di gradini spirituali superiori.

9. Vedi, in tutti gli esercizi meccanici nella vita umana fa parte naturalmente anche lo sbaglio, perché solo sbagliando si migliora!

10. Guarda un maestro di equitazione, un equilibrista, ecc., uomini che si sono scelti tali professioni faticose, quanto volte son dovuti cadere finché fossero in grado di potersi muovere sul cavallo o sulla corda!

11. Proprio le loro ripetute cadute li ha innalzati a quella perfezione dove, mostrandosi al pubblico, possono guadagnarsi il sostentamento.

12. Prendi inoltre la costituzione dell’organismo umano, per esempio i muscoli. Quando diventano forti e robusti? Vedi, solo con l’esercizio, con lo sforzo, è quest’ultimo il loro nutrimento. Se questo cessa, allora il muscolo perde la sua elasticità, il suo slancio, e in breve non sarà più in grado di prestare la decima, anzi la centesima parte di ciò che era capace prima.

13. Osserva un uomo che si fa vedere in pubblico a causa della sua grande forza fisica, vedi, anche lui non ha cominciato con sassi pesanti quintali, anche lui ha cominciato con libbre ed ha terminato con quintali!

14. Prendi ogni altra occupazione, dove per vero è lo spirituale il motivo principale; tuttavia è richiesta la tecnica delle mani. E cosa vedi lì? Proprio di nuovo la stessa cosa: eterno, continuo esercitare, creare e mutare, finché alla fine il materiale è vinto, e allo spirito non ci sono più ostacoli per eseguire ciò che stava già da tempo e chiaramente davanti ai suoi sguardi o alle sue percezioni.

15. Ebbene, ciò che vedi dappertutto, dove tuttavia solo la materia determinava il motivo principale, come puoi pretendere che nello spirituale non avvenga altrettanto secondo le medesime leggi! Per perfezionarsi spiritualmente si deve altrettanto sbagliare, si deve altrettanto lottare; e ciò che un artista è nel suo ramo, cioè un uomo che sta al di sopra della massa, lo deve anche diventare colui che, secondo il Mio insegnamento, vuol diventare un figlio a Me compiacente!

16. La vostra natura umana determina lo sbagliare, ma trarre dagli errori un frutto spirituale, questa è faccenda dell’uomo spirituale che, proprio come l’artista, ha vinto la materia che lo avvolge (il suo corpo) e si è reso la stessa utilizzabile per scopi superiori!

17. Ciò che è la natura umana e quanto fortemente la carne preme spesso contro la volontà, di questo hai esempi perfino presso i Miei apostoli, i quali sotto il Mio personale visibile influsso avevano ancora bisogno dei Miei ammonimenti, come Pietro, al quale dovetti esclamare: “Prima che il gallo canti tre volte, Mi rinnegherai!”. Oppure come con Paolo che nella disperazione della sua stessa debolezza scrisse ai suoi fedeli: “La volontà è forte, ma la carne è debole!”; e ancora: “Se non ci fosse la legge, allora in me non sorgerebbe la voglia di peccar contro!”

18. Vedi, questi uomini soggiacquero spesso al potere delle circostanze, ed avevano comunque raggiunto un gradino spirituale ampiamente superiore al tuo. Anch’essi si lamentavano della loro dualità, ed Io non potevo loro evitarlo, né alleviare questo peso, poiché solo così, nella lotta con la loro natura terrena, divennero ciò che sono adesso, vale a dire le colonne spirituali della Mia intera Creazione!

19. Perciò non ti affliggere così spesso a causa del vacillamento nello stato d’animo, dove vacillare è movimento; dove movimento è vita; e dove c’è vita c’è progresso! Solo la quiete è morte, è putrefazione, è retrocessione!

20. Bada a te quanto puoi, migliora dov’è possibile, e sii certo: quanto più progredisci, tanto più rileverai errori in te, perché anche la capacità di trovare errori e mancanze cresce con il progresso, il che ti procura sempre un esercizio tale da fortificarti, da renderti robusto e ti aiuta a progredire.

21. Non t’immaginare niente di un punto di riposo, di un ‘è compiuto!’. Questo punto non esiste nella Mia Creazione, poiché altrimenti sarebbe qualcosa di temporale, e non adeguato a Me, quale Infinito, dal momento che potevo creare cose solo pari a Me.

22. Segui la tua strada, per quanto possa sembrare anche spinosa; proprio perché ha delle spine, deve stimolarti all’attenzione, incitarti alla prudenza.

23. Ti devi render conto che se camminassi e procedessi su una via piana, preparata, senza ostacoli, tutte queste caratteristiche si raffredderebbero, e scivoleresti in momenti passati che adesso determinerebbero svolte importanti nella tua vita, e là queste stesse rimarrebbero del tutto inosservate!

24. “Quindi, solo nella battaglia sarai lustrato e purificato!”. Voi dovete pulire giornalmente le vostre vesti e le vostre dimore, e nonostante ciò il giorno dopo saranno di nuovo coperte di polvere e sporcizia. Perché allora non dovreste fare altrettanto con la vostra veste spirituale per tenerla pulita?

25. Così è condizionata la vita materiale, così quella spirituale! Ombra e luce, notte e giorno, nero e bianco, freddo e caldo, tutti si condizionano, altrettanto la vita e la morte, progresso e regresso. Se non ci fosse quest’ondeggiare avanti e indietro tra questi due estremi, tra bene e male, tra vizio e virtù, tra sbagliare e migliorare, sarebbe finita per la vita spirituale e materiale di cui quest’ultima è solo un apparente rivestimento della spirituale. E anche sotto ogni involucro si mostra il processo dell’andare e del venire, del comparire e scomparire, del vestirsi e decomporsi; sono sempre le medesime tendenze, come negli esseri spirituali l’errare, il cadere, e di nuovo il migliorare e il sollevarsi.

26. Solo chi non si alza più dopo la caduta cade nella morte o nel regresso; chi invece impiega di nuovo le sue forze dopo ogni caduta, le raddoppia, accelera il suo progresso e diventa sicuro, e quando un giorno i pesanti legami della materia diventeranno più leggeri, si potranno anche mantenere i gradini superiori non per singoli momenti, ma in maniera permanente!

27.Figlio Mio, affinché tu non perda il coraggio a causa delle impurità che trovi spesso sulla soglia del tuo tempio interiore, ti sia detto questo: anche nella vita normale il vento in un minuto soffia spesso più polvere nelle vostre stanze che altrimenti in intere giornate con tempo tranquillo. Chi è incaricato della pulizia della stanza, quando vede il sudiciume che si è accumulato dove ieri, oppure un’ora fa credeva tutto pulito, si dispera costui per questo? Certamente no! Egli ricomincia a pulire finché tutto sarà di nuovo liscio e luccicante.

28. Fa’ così anche tu! Se scopri ancora difetti in te, allora pulisci di nuovo, affinché la superficie della tua anima, presentandosi liscia e pulita, possa accogliere i Raggi di Luce provenienti dai Miei Cieli quanto le sarà possibile, finché la polvere mondana non oscuri di nuovo la superficie argentata, e tu ti debba di nuovo piegarti a far pulizie! – Amen!

 

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Cap. 73

Ulteriori cenni per essere missionari

19 novembre 1871

(una lettera dall’Alto, per la corretta esortazione)

1. Dopo aver trattato della conquista di un’anima per il Mio Regno e l’accoglienza del Mio insegnamento in lui, voglio accennare con brevi parole a tuo fratello che scrive molto, come si dovrebbe mettere in atto questo, se si vuol sperare in un minimo successo.

2. Anche altri della tua compagnia hanno spesso l’impulso di insegnare per conquistare seguaci per ciò che loro stessi si sono entusiasmati e convinti che è l’unica verità; tuttavia manca loro spesso il vero e proprio tatto come si può attuare questo, ed essi “cadono solo troppo spesso” – come si dice da voi: “con la porta in casa”. Così, affinché anche a loro e a tuo fratello specialmente, sia portato aiuto con le Mie parole, vi voglio indicare come ci si deve comportare in tali occasioni.

3. Vedete, figli Miei, poiché nel mondo ogni uomo è per sé un proprio piccolo mondo, allora anche da voi deve imperare lo stesso principio come impera da Me, in altre parole Io tratto altrettanto ogni singolo mondo – sia questo un sole, un pianeta oppure una cometa – a seconda della loro particolare individualità; tuttavia in questo trattamento Io ho il vantaggio che conosco del tutto precisamente i Miei mondi come sono costituiti, cosa che da voi non è il caso; poiché non conoscete gli uomini che vi vengono vicini così come li conosco Io e come conosco i Miei mondi.

4. Io non posso sbagliare nei Miei mezzi, voi invece sì! Perciò, se volete intervenire nell’organizzazione spirituale di un uomo, dovete ben riflettere che l’uomo, così come si mostra ai vostri sguardi, è un conglomerato di opinioni, esperienze ed impressioni di educazione giovanile che, se non si adattano alla vostra faccenda, non possono essere eliminati così facilmente.

5. Perciò dovete mettervi all’opera con cautela, per non dare al richiedente aiuto – quindi allo spiritualmente malato – quei mezzi che sono idonei solo per un uomo spiritualmente sano, perché altrimenti rovinate soltanto, invece di far del bene.

6. Dovete – come per un malato – mettervi all’opera con prudenza, aver pazienza di insegnare al desiderante, sempre con amore, ciò che al momento, per lui è la cosa giusta.

7. Dovete sempre pensare: neanche a voi splendeva in una volta sola la chiara fiaccola della verità; anche per voi si è fatto giorno – come sulla vostra Terra – un po’ alla volta

8. Se procedete così, allora sarà forse possibile un successo, ma non con un ardore troppo grande e un voler rendere troppo veloce prender confidenza con ciò che anche per voi è costato tempo e fatica, finché non è passato nel vostro sangue spirituale!

9. E quanti sono tra voi che si possono vantare del giustissimo afferrare, della giustissima comprensione, come voglio avere afferrato e compreso il Mio insegnamento?

10. Osservate la vostra vita operativa pratica, e tutti vedrete che siete più o meno lontani da ciò che dovreste veramente essere. E perché questo? – Perché non avete afferrato né compreso il Mio insegnamento in tutta la sua portata, poiché un uomo che è del tutto convinto e compenetrato da una verità, è impossibile che possa agir contro!

11. Scrutate quindi nel vostro interiore, e troverete tutti quanto siete lontani nella comprensione di ciò che volete spesso spiegare agli altri.

12. E ora tu, figlio Mio, che vuoi insegnare ad un altro fratello che proprio non conosci, del quale ignori se desidera i tuoi argomenti, oppure se brama un miglioramento della sua situazione (spirituale), oltre alle solite difficoltà dell’insegnare una dottrina migliore, hai aggiunto pure che vuoi andare su un terreno sconosciuto, dove tu sei (forse) ancora più cieco di colui che è da guarire!

13. In tali casi – oltre alle regole generali di comportamento su citate – ci vuole ancora una prudenza maggiore e un sentimento più fine, affinché non divengano vere le Mie parole: “Non gettate il Mio cibo davanti ai porci (per questo cibo non ancora maturi)!”

14. Tu sai che cosa significa questo? Vedi, questo vuol dire: quando ti rivolgi a uno sconosciuto di cui non conosci precisamente il suo interiore, allora comportati così che egli – in riferimento al Mio insegnamento – non debba abusare delle tue parole e nemmeno delle Mie parole divine che vi ho dato. Comportati così che con il tuo modo e maniera come vuoi insegnargli la religione dell’amore, della tolleranza e della riconciliazione, non debba renderglielo amaro già in anticipo a causa del tuo fervore troppo grande, ma che sia davanti a te come davanti dall’Insegnamento che gli consigli, anche se non è subito d’accordo con questo, almeno rispettoso, e veda nel tuo stesso atteggiamento già l’effetto di un tale Insegnamento divino, e così forse nutrirà il desiderio di imparare a conoscere tale Insegnamento che nobilita l’uomo in maniera così spirituale.

15. Così doveva essere stilata la tua lettera, e forse allora sarebbe stata di utilità; così invece come la scrivi tu, risveglierà da parte del ricevente solo rincrescimento e compassione per lo scrivente.

16. Ma affinché anche tu e la sorella che vuol scrivere questa lettera a un uomo a lei noto, sappiate all’incirca che cosa dovete veramente dire. Allora vorrò prendere Io il tuo posto e scrivere Io stesso la lettera, e nell’effetto riconoscerai chi se n’intende meglio, se Io, oppure tu, nell’insegnare agli altri ciò che a te stesso non è ancora del tutto chiaro. Ascolta dunque:

17. “A. M. H., è trascorso già parecchio tempo da quando io – separato da lei – ho dovuto mettere alla prova in differenti situazioni i fondamenti della mia religione fin dove mi concedono davvero conforto e quiete, oppure no.

18. Orbene, mio caro amico, adesso – dove ho vissuto e sperimentato qualcosa – è subentrata una svolta nella mia convinzione spirituale, anche attraverso la conduzione di Colui che guida e conserva tutto, incontrandomi qui in Trieste con persone di sentimenti diversi da quelli che erano custoditi finora da me.

19. Queste persone sono diventate miei fratelli e sorelle spirituali, frequentandoli più da vicino. Essi mi hanno fatto conoscere un Insegnamento che è fondato solamente sulla Bibbia e su ciò che Cristo ha lasciato, e adesso questo determina la mia pace e la mia serenità.

20. Adesso che riconosco più chiaramente ciò che è veramente l’insegnamento di Gesù, vale a dire la Dottrina dell’amore, della tolleranza e della riconciliazione, adesso – dove rivedo più spesso in ore solitarie la mia vita passata – scorgo dei punti neri che vorrei volentieri veder cancellare ed eliminare, se soltanto fosse possibile!

21. Tra questi errori commessi da me prima – sebbene inconsapevolmente – ce n’è uno che è il più dominante: il mio comportamento nei suoi confronti, quando allora, stando presso e, per così dire, anche sotto di lei, siamo sempre stati di diversa opinione, per quanto riguarda la religione.

22. Per eliminare questa macchia nera dal mio passato, mi spinge proprio adesso di implorare presso di lei perdono e porgerle la mia mano di sorella come segno di riconciliazione, poiché se mi ha entusiasmato la nuova considerazione della religione di Cristo, allora non voglio accontentarmi con la lettura, voglio mostrare anche in pratica che io – compenetrata dallo spirito di riconciliazione dell’Amore divino – posso anche dimostrare con i fatti ciò che in parole mi anima così spesso e profondamente!

23. Per quanto riguarda questo nuovo modo di concezione dell’Insegnamento cristiano stesso, e le Scritture che ho letto, allora io mi offro a lei, nel caso volesse esternare il desiderio di conoscere quest’Insegnamento più da vicino, nel mandarle alcuni scritti, nei quali potrà riconoscere facilmente l’Autore stesso e anche sarà in grado di giudicare, fin a qual punto gli insegnamenti e fondamenti contenuti in essi siano di natura divina oppure no.

24. Io faccio questo passo anche in questo riguardo ancora, per far partecipe forse anche lei di ciò che ha contribuito tanto alla mia quiete e alla Mia pace, specialmente negli attuali agitati tempi”.

N. N.

Mi firmo come se l’avesse scritta lei.

25. Vedi, figlio Mio, così devi scrivere per tua sorella, e troverà un orecchio ben disposto e un cuore volenteroso per l’accoglienza della Mia parola, non però come tu l’avevi in mente.

26. Non sono necessarie molte parole, ma parole convincenti, per provocare l’attenzione degli altri, e per iniziare così una via che, senza urtare l’individualità della persona, agisce solo guarendo e lenendo, senza irritare e senza offendere.

27. Con la chiave dell’amore si aprono tutti i cuori, anche quelli che sono duramente chiusi. Usa questa chiave, tu e altrettanto tua sorella, e riconoscerai che questa è l’unica via per avvicinarsi a Me, e per mostrare questa via anche agli altri! – Amen!

 

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Cap. 74

Opportuni ed appropriati insegnamenti di vita

( I )

7 gennaio 1872

(a un valente intraprendente facitore della Parola)

1. Figlio Mio, ieri davanti al Mio scrivano, con la tua confessione delle debolezze umane hai dato la testimonianza che anche tu sei ancora molto distante dalla vera e giusta comprensione di come è fatta la vita umana, com’è la vita spirituale nell’uomo, e com’è quella sociale con gli uomini!

2. Ebbene, poiché nella confusione delle tue idee e concetti non riesci a vederci chiaro, non sapendo dove ti devi rivolgere veramente, allora Mi voglio mettere Io nel mezzo e svelarti il tuo interiore, e precisamente com’è davvero, e non come ti sembra, poiché già da parecchio tempo menti a te stesso e vuoi sostenere ciò che non esiste.

3. Vedi, Mio caro figlio, è già un po’ di tempo che in te si annunciano delle inclinazioni che, per vero, non ti sono nuove, ma questa volta ti vengono inopportune.

4. Tu vuoi mentire a te stesso, volendo negare a te stesso un cuore, cioè un sentimento che è solo troppo intrecciato con la natura umana.

5. Vedi, figlio Mio, hai creduto nella riduzione dei tuoi bisogni, nell’allontanamento di tutto ciò che lega gli uomini l’uno all’altro, nella trascuranza e disprezzo di ogni convenienza della vita sociale, abbandonando la tua patria per vivere come ti piace, essere libero da tutte le catene e portare paziente solo quelle che, in caso di necessità, vuoi mettere a te stesso.

6. In questo modo ti sei creduto provvisto di forze gigantesche, hai creduto di vivere solo per lo spirituale, e così, fantasticando in un mondo ideale per non aver più bisogno di quello reale, ti credevi al sicuro da ogni nemico esteriore, ed hai creduto poi di combattere facilmente quelli eventuali nell’interiore.

7. Hai creduto di essere padrone di te stesso, – e proprio adesso si mostra che, anche se hai vinto molti nemici secondari, il nemico principale è comunque rimasto nel tuo cuore non vinto, e ora ti minaccia di mandare a monte tutte le tue combinazioni, e ti trascina in legami e condizioni di cui credevi di esserne da tempo diventato maestro.

8. Mi sembri un gigante del passato nel vostro tempo, al quale, dall’invenzione della polvere da sparo, serviva tanto poco la sua grande forza, perché un fanciullo con un paio di granelli di questa polvere può abbattere il gigante e renderlo impotente.

9. Tu con i tuoi energici, saldi propositi, volevi chiamare nei limiti il mondo e il tuo stesso io. Ti sentivi forte abbastanza per intraprendere la lotta con i due, e vedi – la civilizzazione e le condizioni sociali imperanti da voi, ti gettano a terra, ti schiacciano, e ti fanno sentire con uno sguardo l’intera stortura delle tue opinioni e dei tuoi concetti.

10. Vedi, figlio Mio, sei fuggito dalla casa paterna perché non sopportavi nessuna contraddizione; te ne sei andato perché non hai saputo unire le condizioni esteriori con le necessità dell’uomo interiore.

11. Sei andato per il mondo caricando su di te ogni genere di privazioni, solo per essere libero. Te ne sei andato una volta di qua, una volta di là, ed ovunque, era di nuovo il mondo che ti attirava prima, e poi ti ha di nuovo scacciato.

12. Ovunque, delusioni! L’uomo, oppure il mondo – perfetto come lo avevi congetturato nel tuo cervello – non lo hai trovato; e anche adesso dove ti ho guidato Io fino alla Fonte di tutto lo spirituale, fino alla Mia diretta comunicazione, anche qui trovi la stessa cosa: che perfino la cosa più alta che un uomo si possa immaginare, la diretta conduzione attraverso la Mia parola, è mescolata con le calamità della vita umana sociale.

13. Con ciò ti sei per vero riappacificato a voler sopportare tutto, tutto per questo prezzo della diretta comunicazione da Me. Hai creduto che la tua vita scorresse così: o nella costante ricerca di edificazione del proprio io spirituale, oppure – se possibile – debuttando come insegnante e guida dei tuoi fratelli e sorelle smarriti.

14. In mezzo a questi lodevoli piani ti ha colto di sorpresa il tuo stesso interiore, lasciandoti sentire, con l’incontro con un essere dell’altro sesso che, per quanto ti pensavi emancipato da tutte le inclinazioni di cui la natura umana è capace, adesso percepisci il sentimento dell’amore, non solo quello dell’amore per il prossimo, ma il sentimento che attira un cuore spontaneamente all’altro, perché riconosce nello stesso il medesimo impulso che lo spinge a un terzo (a Me), sentimenti questi che non si lasciano calpestare con i piedi, che possono essere per vero assordati[26], ma non annientati.

15. Ora vedi tutta la tua situazione, ora conosci l’abisso che inesorabilmente mette la vita sociale contro i tuoi desideri, e adesso non sai cosa fare. Adesso, nell’impulso del cuore, perché non sai come puoi guadagnare di nuovo la quiete spirituale, ti rivolgi a Me. Tu vorresti fuggire, vorresti vagare di nuovo per il mondo, fino a trovare un luogo che corrisponde ai tuoi concetti e idee. – Figlio Mio, la tua ricerca, il tuo errare è inutile! Incontreresti ovunque la lotta del mondo materiale sociale con quello spirituale.

16. Vedi, se voi due – e tutti i figli Miei – foste nell’aldilà, dove rango e differenza di nascita cesseranno, dove non esisterà più preoccupazione per il cibo, là potreste raccogliervi facilmente e continuare la via già intrapresa che porta a Me, ma qui su questo mondo, tal cosa non è possibile. Voi due dovete ancora finire di combattere qualche scuola di sofferenza, dovete imparare come – nel sopportare la durezza del mondo materiale – si possa comunque formare e perfezionare il proprio interiore spirituale.

17. Guarda i tuoi fratelli e sorelle, quanto soffrono anche loro sotto la pressione delle condizioni mondane; andiamo ancora oltre, prendi il Mio stesso esempio durante il Mio cammino terreno, e anche là tu vedrai come Io, quale da Dio e Signore dell’Infinità, non volevo e non potevo sottrarMi all’amarezza, e vuotai volontariamente il calice della sofferenza. Presi volontariamente la croce sulle Mie spalle per compiere la glorificazione della Mia missione a Me preposta, affinché sulla croce potessi esclamare: “È compiuto!”

18. Ciò che là ho sigillato con la morte sulla croce, lo dovete fare anche voi tutti. Voi tutti dovete portare mansueti la croce che vi carica le condizioni che il mondo, il materiale e il sociale, ha creato.

19. Nessuno sfugge a questa prova. La figlia di tuo fratello dovrà passare ancora attraverso molta amarezza come scuola di prove;  è la prova del fuoco, come con l’oro che, per la purificazione, viene posto in un forno fusorio, non con minimi gradi di calore, ma viene portato alla fusione solo con un forte calore. Anche lei dovrà portare la sua croce, come tutti coloro che Mi vogliono seguire, e tu sfuggirai altrettanto poco allo stesso. – Abituati a prendere il mondo così com’è, e non come dovrebbe essere!

20. Già in un’altra parola ho detto a tutti voi che ad ogni spirito maschile verrà assegnato uno femminile, il quale deve essere il completamento del primo. Questa è una Legge di tutta la Mia Creazione, è la Legge dell’Amore. Nessuno può sottrarsene del tutto da sé, ben parzialmente negare. Dove quindi interessi mondani e particolari non condizionano un legame coniugale, talvolta da Me viene concesso che l’uomo trovi la sua costante compagna nell’aldilà anche già qui sulla Terra, cosa che tuttavia nel mondo attuale appartiene alle rarità.

21. Supponiamo però che a qualcuno venga donata questa grazia. Allora la prima cosa che dovrebbe pensare è: “Qui il mio primo dovere è di trovarmi in situazioni tali da poter coprire per lo meno le necessità mondane, affinché si possa realizzare l’unione spirituale”.

22. Vedi, figlio Mio, è questa la domanda principale che devi porre a te stesso: “La mia vita così come la conduco adesso, ha uno scopo? Oppure questo scopo – così come io me lo immagino – è eseguibile?!”

23. Liberarsi completamente del legame coniugale, spesso punisce se stesso. Rinunciare allo stesso per amor Mio non è proprio così facile come tu forse credi; in te vive ancora troppa forza vitale, presumi ancora troppo in te, ti senti forte per realizzarlo.

24. Ti sarebbe ben possibile vivere come visse un giorno Giovanni, il Mio apostolo e precursore, ma per portare i Miei figli smarriti sulla retta via con tatto e dialogo ben ponderato, ti manca l’esperienza, perché ti tieni lontano dal mondo e, appunto per questo, non conosci i loro lati deboli, dove gli stessi potrebbero essere resi più facilmente idonei per la Mia scuola.

25. Perciò adesso la tua prima attenzione sia rivolta a formarti un’esistenza sicura e permanente. Ovunque e in tutte le condizioni puoi operare per Me. Devi solo andare in maniera saggia all’opera, non pretendere da te e dagli altri ciò che è contrario alla natura umana.

26. Comincia una buona volta a comprendere che le Mie parole che ho prodigato a migliaia per voi, hanno un senso ancora più profondo di quello letto solo fuggevolmente.

27. Le Mie parole, anzi perfino il Mio prossimo ritorno, non devono essere contrari alla vita in comune degli uomini. Esse non devono revocare le condizioni sociali che si lasciano unire con il Mio insegnamento, non devono rendere gli uomini fanatici, non anacoreti (cioè eremiti); gli uomini devono diventar tali attraverso le Mie parole, come li ho creati, e come gli stessi possono diventar degni di Me quale immagine Mia.

28. Questo è il senso pratico di tutte le Mie parole rivolte a tutti voi da molti anni. Unisci anche tu le condizioni mondane con le tue convinzioni spirituali; cerca, dove puoi, di nobilitarle, di migliorarle, ma non ti sottrarre e non sottrarre altri dal loro campo, altrimenti essi e anche tu diventate fanatici religiosi e malinconici, che hanno sempre nostalgia di uno stato che sulla Terra non è proprio realizzabile.

29. Ciò che riguarda la tua attuale inclinazione, dominala, poiché il tuo stato materiale che hai creato a te stesso è il più grande ostacolo nell’esecuzione dei piani che ti hanno colto di sorpresa.

30. Confida in Me! Io disporrò le circostanze in modo che ti diano poi l’opportunità di unire il tuo verdeggiante albero della vita con l’aria esterna dell’atmosfera mondana, così che l’albero non subisca alcun danno, bensì, come tutti gli altri alberi sulla Terra, contribuirà al benessere e all’ulteriore progresso del restante prossimo.

31. Questa Mia parola rivolta a te possa da un lato tranquillizzarti, dall’altro lato aprirti gli occhi spirituali, affinché tu possa riconoscere, per primo il vero ed unico senso delle Mie parole, e per secondo il loro giusto impiego, senza voler calpestare con i piedi proprio tutte le condizioni mondane.

32. Quanto poco ti puoi privare adesso del tuo corpo perché è troppo intimamente unito con la tua anima, eccetto che attraverso un suicidio, dove però con il corpo distruggeresti spiritualmente anche l’anima, – tanto poco puoi privarti di tutti i legami mondani. Entrambi sono per la scuola di formazione del tuo uomo spirituale. Il tuo corpo come costante antagonista della tua formazione spirituale, come sveglia e stimolatore alla lotta contro le sue passioni bestiali, – e il mondo con le sue cattive tendenze ed esempi come mezzo d’esercitazione a non sporcarsi nemmeno in mezzo al fango, per poter rimanere virtuoso e puro in mezzo ai vizi.

33. Qui sta il merito: dove viene tollerato, sofferto e lottato, per salvare il proprio io ancora puro e immacolato da questa lotta! Il fuggire dal pericolo non è eroico, bensì il sussistere, il vincere sullo stesso, questa è la faccenda dei figli Miei, figli di un Dio, di uno Spirito supremo.

34. Come Io Mi sottoposi volontariamente all’umiliazione della Mia Essenza divina, altrettanto devi anche tu e tutti gli uomini non sottrarvi a queste condizioni umilianti che impongono spesso all’uomo silenzio e tolleranza.

35. Quello che a quel tempo feci Io come Uomo, l’ho sopportato solo per mostrare a voi uomini e a tutti i Miei spiriti che è possibile (con la grazia del Padre Santo), se solo si vuole!

36. Osserva il mondo com’è adesso. Guarda che cosa vi succede, come trionfa ovunque la peggiore passione e l’egoismo. E guarda, figlio Mio, Io, il Creatore dell’Universo che potrebbe distruggere tutta la Terra con un soffio, sto a guardare paziente a questo movimento; non sottraggo agli uomini, sebbene smarriti, la Mia Grazia e il Mio Amore. Io vado da loro, li consiglio, li conforto nei casi di disgrazia causati dal loro stesso accecamento. Io, il Signore degli eserciti, non Mi tiro indietro, e nondimeno, attraverso le Mie sommesse influenze, alla fine vincerò comunque! – Come vuoi tu, debole figlio, col tenerti lontano dal mondo, essere utile ai tuoi fratelli e sorelle e indirettamente anche a te stesso?

37. Perciò lascia andare il mondo come sta andando, sfrutta ogni occasione per trarre un nutrimento salutare perfino dal più amaro. In tal modo tempri il tuo carattere e, vincendo le tue stesse passioni, impari a sopportare più facilmente le debolezze degli altri!

39. Così diventerai un Mio vero figlio, al quale mai toglierò la Mia benedizione. E se anche irrompessero delle prove su di te, Io ti darò tanta forza da poter diventare, sempre memore delle Mie parole e delle Mie opere, un degno figlio per Me, e un valente soccorritore per il tuo prossimo nel bisogno!

39. Questo a te per consolazione e comprensione spirituale! – Amen!

 

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Cap.75

Opportuni ed appropriati insegnamenti di vita

( II )

(per gli innamorati)

8 gennaio 1872

(a un valente intraprendente facitore della Parola)

1. Dopo che tu, figlio Mio, non hai interpretato la Mia parola di ieri data a te nel senso come te la volevo dare, e tu ostinatamente non ti lasci cambiare idea, talché non ti posso convincere, devo purtroppo darti oggi di nuovo alcune parole come spiegazione di quelle di ieri, affinché tu non renda infelice te e nemmeno gli altri.

2. Nella lettera che hai scritto a tuo fratello come accompagnamento alle Mie parole, menzioni sua figlia che un giorno speravi di averla come sposa. Ora ti domando: “Dove hai letto questo? Dove sta scritta una sola sillaba di questo, nel dettato di ieri a te?”. Quando ho detto nello stesso che entrambi avrete ancora da gustare dell’amaro, con ciò non è espresso che questo debba succedere nella vostra vita in comune. Se ieri ho detto: “Se foste nell’aldilà, allora la vostra unione non avrebbe obiezione”, con questo non intendevo che la figlia di tuo fratello diventerà davvero la tua futura compagna di vita. Con ciò non dissi che anche lei sente per te una tale disposizione come tu stesso adesso, risvegliato nel tuo cuore, credi per lei. Tu, quindi, affascinato unicamente dalla tua stessa passione, hai dato alle Mie parole un senso che stava di certo nel tuo cuore, ma non nelle Mie parole.

3. Tuttavia, per guarirti radicalmente e anche per restituire a tuo fratello la sua quiete, voglio darti oggi l’ultimo consiglio paterno, affinché tu non stia lì come una nota stonata nell’armonia dei Miei figli, il che per te stesso sarebbe un dispiacere, e per gli altri un inciampo.

4. Pensa a tutti i raggi di Grazia e di vita che sono fluiti su di te, per far di te uno dei Miei figli; pensa alle vie e conduzioni che ti hanno portato a questo punto, dove adesso credi di stare, e potrai scorgere da tutto ciò, che per Me si trattava solo di istruirti spiritualmente, di guidarti più in alto di gradino in gradino, affinché imparassi a conoscere e a stimare più da vicino il valore del mondano e il valore dello spirituale.

5. Sei venuto a Trieste, inconsapevole di ciò che ti ha spinto qui, come pellegrino viandante sul sentiero sconosciuto, senza sospettare quale fonte di ricchezza spirituale ti aspettava; sei venuto qui a contatto con uomini che ti hanno mostrato con amichevole cortesia la via più breve che conduce fuori dal labirinto dei dubbi e degli smarrimenti nel porto del sicuro sapere e della pace. Proprio qui sei venuto a sapere che, quanto cercavi dall’esteriore in tutto il mondo, giace comunque solo nel tuo interiore.

6. Attratto, istruito e guidato dalle Mie dirette comunicazioni, i rapporti amichevoli tra te e i Miei figli sono diventati qui più confidenziali, e proprio nel momento in cui i tuoi fratelli e sorelle – trascurando condizioni di rango e di nascita – ti hanno accolto come fratello nella loro cerchia, proprio adesso in cui tutti ti hanno offerto la mano amichevole, proprio adesso emerge in te una passione che purtroppo dimostra solo troppo bene che tu, così come giudichi spesso falsamente le Mie parole, hai frainteso anche l’atteggiamento amichevole dei tuoi migliori amici. Hai gettato senza riguardo la freccia della contesa fra te e tuo fratello, pretendendo da lui dei sacrifici che non può fare, perché anche lui ha i suoi doveri verso i suoi figli e verso i suoi più prossimi parenti. Anche se tu fossi in una posizione diversa da quella in cui ti sei posto volontariamente, tuo fratello non potrebbe accondiscendere ai tuoi desideri, poiché i rapporti di parentela gli impongono obblighi che non è in grado di rimuovere.

7. Con queste parole non voglio parlare di condizioni di nascita e di rango sul vostro mondo. Esse non sono di Mio gradimento, ma se esistono, si deve concedere ad esse a sufficienza ciò che è necessario per la pace interiore e per il bene materiale, per poter essere in grado di poter conservare la prima.

8. Tuo fratello non può gettare ai suoi parenti il guanto di sfida. Con quest’azione nuocerebbe all’interesse dei suoi figli molto più che essere utile; e l’educazione di certi vantaggi che provengono dall’intimo legame con i suoi parenti (che oltre a ciò lo amano ancora e lo stimano) è molto più importante di ciò che potrebbe sorgere dall’unione di sua figlia con te.

9. Comunque manca ancora il fattore principale, vale a dire l’amore corrisposto, poiché il tuo solo desiderio non è sufficiente per l’unione che duri un ciclo di vita. E come puoi chiamarla ‘sposa’, se lei del tuo affetto, che va oltre il solito di quello come sorella in senso spirituale, non ha nessuna idea né un sospetto? Da tutto questo vedi che hai costruito solo da te stesso nella tua fantasia un dipinto di vita del tutto futuro, cosa che per vero ti entusiasma, ma non è fattibile ed è solo di danno a te stesso e agli altri.

10. Che Io abbia permesso che sorgessero in te tali pensieri e tu potessi nutrirli tranquillamente, è successo per farti ben percepire l’insufficienza della tua posizione nella vita sociale del mondo, affinché tu cominciassi a riflettere seriamente sul continuo scorrere del tempo, così che la tua vita ricevesse un scopo più serio. Infatti, rifletti continuamente: – quanto più si è e quanto più si ha, tanto più si può operare anche per gli altri. Invece nella tua posizione subordinata si deve solo esclamare sospirando con lo sguardo rivolto verso l’alto: “Io ben vorrei, ma non posso!”

11. Quindi, salvati dalla decadenza nella vita mondana! Vinci la tua passione che crea solo sofferenze a te e agli altri! Sii uomo, e sappi vincere l’apparente impossibile! Allora volgerai in modo elevato gli occhi oltre le condizioni mondane, e potrai anche far coincidere il Mio insegnamento con le necessità della vita, e sfruttarlo per il vantaggio di altri!

12. Non ti ho guidato fin qui affinché tu, appena cominciato a vivere, ti dovessi recare nel giogo del matrimonio, e là di nuovo, sotto preoccupazioni di mantenimento e nutrimento, dimenticare Me e il Mio insegnamento. Ti ho fatto venir qui affinché tu veda e apprenda nella più prossima vicinanza ciò che da tempo immemorabile era e sempre sarà la Mia santa Volontà, e che poi nell’età più matura, da uomo, dovrà diventare un saldo sostegno per il tuo circondario e per il tuo prossimo.

13. Questo è lo scopo della Mia missione con coloro che voglio istruire propriamente per Me, non che si perdano in vani innamoramenti e fantasie che farebbero di loro solo sognatori, ma non utili operai nella Mia vigna.

14. Perciò dimostra di essere uomo! Getta lontanissimo da te questa passione mondana. – Il tuo spirito non è ancora maturo per poter unire nella giusta misura la sua missione con le condizioni mondane. Restituisci a te e a tuo fratello la quiete di cui entrambi avete così bisogno, e aspetta pazientemente il tempo quando e se Io guiderò a te una compagna per la vita, ma sii rassicurato che per questo atto saprò Io meglio di tutti quando sarà giunto il momento giusto!

15. Fino ad allora segui la Mia via spirituale che dal principio del mondo, e più tardi – ma sotto altre condizioni – (di maturità spirituale) riconduce di nuovo alla stessa! – Amen!

 

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Cap. 76

Sulla libera volontà

21 febbraio 1872

(a un conoscente del cerchio spirituale triestino)

1. Ti sei rivolto a me per mezzo del Mio scrivano e chiedi consiglio in una faccenda mondana terrena.

2. Che sotto questo riguardo tu ti rivolga a Me per un consiglio, dimostra già chiaramente che non hai mai afferrato giustamente cosa sono veramente Io e cosa sei tu!

3. Poiché, se tu stesso avessi riflettuto precisamente, allora non saresti venuto direttamente da Me per un consiglio, dove puoi veramente percepire prima la voce nel tuo stesso cuore per sentire ciò che ti dice, che volere una testimonianza scritta della Mia volontà, la quale ti legherebbe poi così che non avresti più una libera volontà per l’autonomo operare.

4. Sotto questo aspetto, per mostrarti in seguito la giusta via che dovresti sempre percorrere, ti voglio dapprima dire come deve essere fatto il rapporto tra noi due, affinché tu riconosca più precisamente la Mia potenza e poi anche la Mia facoltà, fin dove voglio agire sui destini degli uomini, e in particolare sul destino di coloro che, come te, si sono dati completamente a Me.

5. Da tutto ciò che hai letto fino adesso, avrai certamente visto che – come dissi un giorno – “il Mio Regno non è di questo mondo”, ciò vuol dire che Io non Mi preoccupo delle vostre condizioni mondane, bensì per le vostre spirituali. Oppure, detto con altre parole, Io concedo spesso tutto ciò che l’uomo vuol fare, ma considero solo i motivi spirituali e se gli stessi sono rivolti per o contro di Me.

6. Mi interessa solo la salvezza animica dei Miei figli, e a tal fine posso solo esprimere il Mio desiderio, di cosa Mi compiace e cosa a voi stessi ridonda a vantaggio morale. Ma prescrivervi leggi in cose mondane, significherebbe degradarvi a macchine, poiché se Io ordino, cessa la vostra libera volontà; sareste legati, e su di voi non cadrebbe nessun rimprovero, nessuna colpa, ma unicamente su di Me.

7. Che Io influenzi le condizioni e le vie dei Miei figli, così come quelle dell’intero mondo degli uomini e degli spiriti, ha certo la sua esattezza, ma quest’influsso è sempre così che non pregiudica minimamente la libertà della volontà dell’uomo.

8. Solo con la concatenazione delle circostanze Io traggo dalle libere opere degli uomini l’utilità migliore possibile per il Mio Regno dello spirito, ma mai stabilisco che gli stessi facciano questo o quello, oppure di astenersi. Perciò non posso darti alla tua domanda nessun’altra risposta che questa: “Fa’ ciò che ti suggerisce il cuore, là sono ben possibili sommessi accenni, ma qui (sulla carta) un Mio diretto desiderio è un assoluto nonsenso!”

9. Afferra quindi la faccenda. Le conseguenze ti mostreranno se e quando Io agisco a causa della tua salvezza animica, ma a te stesso deve essere lasciata la libertà dell’operare, che Io, come Dio, non posso toccare. Voi, infatti, siete e dovete diventare tutti figli di un libero Dio.

10. Là l’indipendenza dovrà essere la prima regola, poiché senza questa non esisterebbe nemmeno responsabilità. Come dovrei punire, dove ho ordinato Io stesso? Perciò sii calmo! Raccogliti nella preghiera! Eleva la tua anima a Me e fidati della voce nel cuore! Questa ti mostrerà già la giusta via che devi percorrere per venire più vicino a Me, – il che è il vero e proprio scopo principale del vostro percorso di vita!

11. Già da lungo tempo Io vedo con gioia come tu e anche le tue sorelle spirituali, dando ascolto alle Mie parole, volete dimostrare in maniera operante che vi entusiasma il cuore. Continuate così e siate convinti che Io, quale Padre celeste, non rimarrò indietro all’amore di un padre terreno. Io vi guiderò così come un Dio e Padre può e deve guidare i Suoi figli, se gli stessi dovranno diventare degni di Lui.

12. Questo per la tua osservanza e per consolazione! – Amen!

 

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Cap. 77

Una parola di grazia sulla Volontà del Signore

7 giugno 1872

1. Miei cari figli, avete rivolto parole dubbiose e supplichevoli al Mio scrivano, per uscire da questa condizione instabile, e invece di scorgere immagini nebbiose, vorreste scorgere una chiara Luce. Le situazioni mondane che assalgono già da lungo tempo il vostro sentimento non vi fanno giungere ad una chiara opinione, anzi, vi hanno perfino portato al punto che, invece di stare l’un l’altro nell’amore, vi state di fronte ostili. Tutti questi motivi vi conducono a Me, e con le successive righe del Mio scrivano aspettate di ricevere una determinata risposta da parte Mia su come dovete operare, su cosa fare e cosa non fare! Vedete, proprio a questa determinata aspettativa di precise regole di comportamento non posso accondiscendere. E precisamente per due motivi: per primo, perché la vostra libertà cessa dove Io ordino, e per secondo, perché la responsabilità delle vostre azioni non cadrebbe sulle vostre spalle, ma sulle Mie! Ebbene, la vostra domanda al Mio scrivano ha per fondamento nient’altro che quella di fare la Mia volontà.

2. Io però vi devo chiedere: “Credete voi, dunque, che succede qualcosa senza la Mia (concessione) volontà?”

3. Vedete, qui la comprensione di tutte le Mie parole e in particolare di tutte le Mie donazioni di grazia rivolte a voi, è sbagliata, perché non volete fare nessuna differenza tra ciò che Io permetto e ciò che voglio!

4. A questo punto vi devo dare un ulteriore chiarimento, affinché le Mie parole non siano fraintese, e dopo possiate vedere più chiaramente e comprendere in che maniera sono da giudicare le condizioni del mondo e come ci si deve comportare nei differenti casi!

5. In nessuna parola vi ho detto esplicitamente che Io voglio che voi dobbiate agire così o così, ma vi ho sempre rimandato al vostro stesso intelletto e alla voce interiore che vi guida. Questi due devono essere gli unici fattori guidanti nelle cose mondane!

6. Il primo, come ci si deve comportare, e il secondo come ogni azione sia da armonizzare con le Mie Leggi divine.

7. Ciò che dovete fare o non fare deve essere il prodotto della volontà indipendente! Sono Io a permetterlo, e se non lo voglio perché prevedo che non è per il vostro meglio, cioè per il meglio spirituale, guido poi tutto questo attraverso concatenazioni delle circostanze così che il risultato finale diventi solo, o una prova, oppure un atto di avvertimento come ammaestramento per voi, affinché non dobbiate inciampare sulla via spirituale, bensì continuare ad andare avanti.

8. Io lascio accadere mille e mille cose che, secondo i concetti umani, come Dio, dovrei o impedire o punire! Perciò tante contraddizioni presso gli uomini, che s’immaginano il Mio governo, diverso da quello che è realmente.

9. La Mia volontà è illimitata e onnipotente, potendo trarre e lo trarrò, dalle opere peggiori, pure il più grande vantaggio per il Regno spirituale.

10. Ma che Io debba agire secondo giudizi umani, così o così, che debba permettere o impedire questo o quello, questa opinione si basa sul limitato orizzonte che hanno gli uomini, che calcolano tutto solo per le necessità temporali, per il benessere temporale, mentre le Mie vedute sono calcolate in maniera più grande e più elevata, tendendo ampiamente nell’eternità, contro cui questa breve spanna di tempo di vita terrena è solo un breve intervallo, per poter essere calcolato con la successiva durata di vita nel Mio Regno.

11. Sia che date in affitto, vendete o conservate, questo è per Me del tutto indifferente; il Mio tendere a guidarvi spiritualmente alla meta fissata per voi, non viene con ciò interrotto neanche per idea. È la Mia espressa volontà, che dobbiate agire così e non diversamente! Questa volontà non riuscirete mai a percepirla, ma guardando indietro a brevi intervalli e confrontandola su di voi, se vi chiedete: “Che cosa ho voluto? Come o quando l’ho raggiunto?”, la risposta vi mostrerà poi chiaramente la Mia mano e la Mia conduzione, dove il risultato finale sarà sempre un inno di lode e di gloria a Me!

12. Il Mio scrivano sa bene ciò che vi ho riservato, ma la sua penna è legata e non vi comunicherà ciò che v’impedirebbe poi nell’agire. L’ho ben mostrato a lui, perciò è anche tranquillo sul risultato dei vostri progetti.

13. A lui è permesso di dirvi solo questo: che non dovete perdere la fiducia in Me! Che non dovete favorire disaccordo, bensì accordo tra di voi. Fino ad oggi vi ha guidato la Mia mano, e non vi lascerà sprofondare, dovete solo, se volete comprendere la Mia via, lasciar da parte i calcoli terreni, ma accogliere la misura spirituale e una meta più alta, – Allora nel cielo mondano non vi saranno tanti dubbi, dubbi che incontrerete piuttosto nelle vostre opinioni, poiché sotto l’aspetto spirituale, con l’educazione delle anime per l’eternità, non può dominare nessun punto di vista e opinione diversa, perché esiste solo una meta, e questa meta è: la Mia figliolanza! Tutto il resto è secondario e troppo insignificante per Me e per il Mio eterno regno degli spiriti. Gettatevi nelle Mie braccia! Agite come ve lo suggerisce il vostro intelletto nelle cose del mondo e la vostra coscienza nelle cose dello spirito. – Confidate sempre in Me, e tutte le montagne di ostacoli si appianeranno, scompariranno tutte le nebbie, e imparerete a giudicare le situazioni come esse meritano, e non vi appariranno come condizioni allarmanti.

14. Una massima presso di voi dice: “Il diavolo non è così nero come lo si dipinge!”, e anch’Io sono dello stesso parere, dal momento che lo conosco personalmente fin troppo bene, ma nemmeno le situazioni sono sempre così confuse come si crede, bensì solo il punto di vista è più confuso. Procuratevi una chiara visione su ciò che volete, e i mezzi per operare si troveranno più facilmente, perché non sono proprio lontani, ma spesso del tutto vicini.

15. Perciò la Mia tolleranza, per fortificarvi, per mettervi alla prova fin dove potete impiegare le Mie parole spirituali anche nella vita pratica; infatti, i vostri occhi spirituali devono superare ampiamente in acutezza quelli dell’intelletto e del corpo!

16. Imparate quindi dapprima a vedere spiritualmente! E presto riconoscerete la Mano che vi vuole guidar fuori dal labirinto dei dubbi con il filo dell’Amore, e noterete che tutte le concessioni sono accadute per unirvi ancora di più, e non per separarvi! – Amen!

 

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Cap. 78

Tutto con tatto: “Lascia che me ne occupi Io”

7 giugno 1872

(a un amico spirituale dello scrivano)

1. Mio caro figlio, Mi chiedi alcune parole per il tuo amico, ed Io, invece di rivolgere a lui le Mie parole, devo farle scrivere per te, per regolare le tue errate opinioni in riferimento al servizio del Mio scrivano e alle Mie comunicazioni rivolte a voi.

2. Vedi, dalla tua richiesta risulta fin troppo chiaramente che non sai veramente cos’è una parola da parte Mia, cosa deve significare e come si deve apprezzare, perché altrimenti sapresti il preciso significato di cosa voglia veramente dire, riflettilo bene, dall’Autore di tutto il visibile e invisibile, ottenere da Me una parola, come spesso si esegue da un poeta mediocre una poesia occasionale! Credi tu, dunque, che Io doni qui pure così le Mie parole, solo per dare una gioia magari all’uno o all’altro nei momenti di commiato con le parole del tuo Signore e Padre? Rifletti un po’, e presto ammetterai tu stesso la sconvenienza, e arrossirai svergognato per l’abuso che hai voluto fare con le Mie parole.

3. Pretendi da Me parole per il tuo amico, senza neanche dirMi su quale tema dovrei istruirlo oppure ‘come’ queste parole dovrebbero essere! Poiché vedi, se volessi dare una parola al tuo amico, allora non avrei bisogno di essere consigliato, e se Io trovassi bene rivolgergli proprio adesso parole di conforto, lo avrei già fatto da lungo tempo, anche senza la richiesta di uno o dell’altro. Ma poiché so meglio di tutti dove gli preme la scarpa, allora deve aver pazienza, finché l’ostacolo gli venga tolto e poi possa fare ciò che vuole!

4. Io conosco molto bene il suo attuale stato d’animo, e so molto bene cosa gli serve al momento; ma se devono essere parole Mie, oppure se deve essere lasciato a lui stesso di uscire dal labirinto delle contraddizioni nel quale è caduto per propria colpa, questa è un’altra questione che il tempo mostrerà chiaramente a lui e a te. Tu donagli solo del tuo, e lascia decidere Me dei Miei doni. Questa sarà la cosa migliore, così eviti anche l’imbarazzo di un risultato forse opposto che le Mie parole e il loro contenuto farebbero su di lui.

5. Prendi ciò che ti do Io e impiegalo per il tuo meglio, per la comprensione del Mio Amore, del Mio mondo e delle Mie vie sulle quali vi voglio guidare! Lascia combattere da solo il tuo amico per il suo, allora imparerà a camminare meglio sui propri piedi, e alla fine ritroverà il Padre suo, che egli adesso crede di aver perduto.

5. Questo come risposta alla tua preghiera e come regola sul quando, sul come e per cosa Mi devi pregare, affinché Io ti aiuti ad imparare a comprenderMi e degnarMi meglio. – Amen!

 

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Cap. 79

Una passeggiata

7 luglio 1872

1. Vedete, figli Miei, sotto questo titolo voglio svelarvi di nuovo tante cose che saranno per il vostro bene e che non vi aspettate sotto questo titolo. Ma poiché per Me tutto ha il suo importante scopo per il grande compito nell’aldilà, così anche tra i divertimenti più innocenti o sotto gli errori e abusi più grossolani sono sempre celati altri scopi spirituali, che pochi sospettano e molti non sapranno mai.

2. Ebbene vedete, una passeggiata è certamente un divertimento innocente essendo utilizzata da molti e per molti. L’uno va a passeggiare perché a casa non sa cosa fare, gli manca un’occupazione nell’interiore spirituale oppure nell’esteriore materiale, allora fugge da casa e corre fuori nelle strade o nei giardini e campi, e si aspetta una conversazione e distrazione dal mondo esteriore, perché quello interiore è vuoto e non può offrirgli niente. Un altro va a passeggio per vedere gente, per nutrire le sue brame sensuali, e con lo stare a guardare con gli occhi sbarrati, specialmente se è un uomo, forme femminili, per stimolare le sue voglie, per compiere, per lo meno con il pensiero, ciò che non può nell’azione. Un altro va a passeggiare perché è appunto usanza, per mostrarsi in un certo orario nelle strade, per mettere in mostra i suoi abiti oppure per criticare gli altri. E ancora, un altro va a passeggio per prendere aria fresca, e così ci sono una quantità di motivi che determinano l’uno o l’altro, e nelle strade della città oppure là tra campagna e alberi, o nei giardini e vie solitarie, correr dietro ai propri bisogni preferiti. Non voglio parlare di tutti questi passeggiatori, poiché questi passano tra le meraviglie della Mia natura e non la conoscono né la vedono; per loro una tale passeggiata non è di nessuna utilità materiale, tanto meno spirituale. Costoro sono come i ciechi che non sanno nulla dello sfarzo di un bel paesaggio che li circonda, perché nessun raggio di luce dà al loro occhio insensibile un annuncio all’interiore com’è adornato il mondo esteriore, che dovrebbe servire al mondo interiore per il giusto diletto ed elevazione. Tutti questi passeggiatori non sono coloro a causa dei quali vi voglio far notare l’atto del camminare nella Mia libera natura, bensì vi voglio mostrare che cosa dovrebbe essere veramente una passeggiata.

3. Vedete, in tutto il mondo ci sono sempre gli estremi che si completano a vicenda, così anche nello spirituale, dopo il lavoro ci vuole la quiete, dopo il trattenersi nella camera chiusa, l’anima brama aria fresca, dopo un lavoro faticoso ritorna il bisogno di svago nel petto umano, per l’appunto attraverso questo ritirarsi da un agire spirituale o materiale, trovandosi, nell’opposto, di nuovo il ricambio e più tardi nuova forza, per poter adempiere meglio la propria professione.

4. In generale, la passeggiata deve essere veramente salutare per l’uomo interiore ed esteriore, solo allora è al posto giusto secondo le Mie Leggi. La passeggiata deve sempre portare utilità e mai al danno, deve promuovere l’uomo nel suo percorso morale e non portarlo indietro oppure perfino sviarlo dallo stesso. Dove questo non accade, dove viene iniziato già con intenzioni sbagliate, là presto si annuncerà anche il danno; perché non si deve abusare impunemente delle Mie Leggi.

5. Ora domanderete: “Quindi, quando la passeggiata è di utilità, come si deve fare veramente, e dove si deve andare, affinché l’esito diventi salutare per lo spirito, per l’anima e il corpo in virtù delle Mie Leggi?

6. Qui vi rimando al Mio stesso percorso di vita, quando camminavo sulla Terra tra i Miei discepoli. Là troverete che spesso non soltanto ho detto ai Miei ascoltatori: ‘Andate sui monti! Andate all’aperto!’, ma Io stesso l’ho anche fatto. Ho predicato quasi sempre all’aperto sotto il libero Cielo di Dio, circondato da tutte le meraviglie affinché, indicando là una cosa, là un’altra, potessi dimostrare ai Miei ascoltatori ciò che avevo appena detto.

7. Così anche per voi, se volete trarre utilità dalla passeggiata, andate sulle alture, su monti e boschi, dove il vostro organismo non trova in abbondanza soltanto aria pura, il grande fattore di vita, ma dove anche voi, allontanandovi dal trambusto delle città, avete più quiete e tempo per riflettere, in parte su ciò che avete fatto, in parte su ciò che avete ancora da fare!

8. Cercate la solitudine e lasciatevi parlare là dalla Mia natura, come sempre solo l’Ordine, sempre solo la grande Legge dell’amore vivifica, domina e sostiene tutto. Immergetevi là nell’osservazione di singoli oggetti, siano essi organici o inorganici; imparate a comprendere che anche la più piccola pianticella, il più piccolo verme o perfino il sasso inanimato parla ancora della Mia potenza, oppure possono perfino dire ciò che tutto è già stato, e che cosa ne possa ancora diventare e diventerà.

9. Là, sotto tali osservazioni, imparerete a comprendere il linguaggio della Mia natura, potrete penetrare nei misteri del suo operare, imparerete a comprendere quando di bello, di spirituale ed elevato si trova anche solo in una goccia di rugiada che si dondola vibrando su una piccola foglia di una pianta da muschio. Là percepirete la voce dell’Amore da tutti gli angoli e cantucci, che dappertutto vi esclamerà:

10. “Siate semplici e fedeli alle Leggi poste in voi! Diventate come noi, vale a dire colmi del vero scopo della vostra esistenza, e presto riconoscerete quale delizia, quale beatitudine vi può offrire una passeggiata con occhi spirituali aperti, e come, mentre i vostri polmoni inspirano pura aria di mare, e accelerando il processo metabolico vi vivifica nuovamente, anche questa contemplazione, anche questo immergersi nella Mia Creazione vi procura nuove forze, nuove vedute, nuove prospettive e nuovi panorami nel mio mondo, e vi vivificheranno pure spiritualmente, rendendovi forti e capaci di sopportare più facilmente le avversità della vita materiale e il suo influsso su di voi”.

11. Vedete, figli Miei, allora sarete voi re e imperatori sul vostro mondo, nel senso spirituale; poiché come i re e gli imperatori che siedono sui troni terreni, dall’alto s’immaginano il mondo e il paese affidato a loro, e non hanno una visione nel singolo movimento della vita sociale, bensì una generale grande panoramica dove tutto il piccolo scompare, altrettanto lo spirito di un tale profondo e spirituale vedente passeggiatore si erge maestoso oltre i meschini bisogni e i desideri della vita umana, e vede solo nel grande, sebbene cominciando dal piccolo, la grande Legge dell’amore che stende le sue ali sopra tutto il Creato ed abbraccia tutto con uguale amore, e mantiene tutto con uguale amore. Così poi un tale uomo è un re, un imperatore nel senso spirituale, e vede molto più in alto, come i vostri sovrani che Io vi ho dato come dominatori, come un giorno ai giudei quando pretesero il re, ed Io lo diedi loro, anche per punizione.

12. I vostri attuali dominatori ci sono soltanto anche per non lasciare ammuffire lo spirituale negli uomini; essi promuovono indirettamente ciò che non vogliono promuovere, e sotterrano sempre ciò che vorrebbero innalzare. Nella loro posizione hanno la missione di mirare, attraverso mezzi contrapposti, a ciò che voglio Io, e non a ciò che vogliono loro; essi vogliono tutti gli uomini sotto il loro potere, e li spingono così alla libertà, ed Io voglio gli uomini liberi, ed ottengo questo con la costrizione materiale, disgrazie e sofferenze.

13. Così si adempie sempre la massima: “L’uomo vede e Dio provvede!”. Quanto più i regnanti vogliono, tanto più perdono in forza dominante, e finché non scendono da questa altezza, dalla quale non si può distinguere tutto precisamente, fino allora perderanno sempre di più, ma non guadagneranno!

14. È degno di stare in alto solo colui che comprende nel più piccolo il più grande, che rinuncia al suo stesso io e vive solo in generale, che non opera per sé, ma per gli altri! Così il solitario passeggiatore nella Mia natura scorgerà facilmente che niente esiste per sé, ma l’uno esiste per gli altri. E anche se nella grande Legge della conservazione del tutto, qualche piccola vita deve andare verso l’alto in un essere più grande, questo non disturba, presa spiritualmente questa armonia, perché spesso molti esseri inferiori con le loro particolarità sono destinati a formare un’altra creatura vivente su un altro gradino superiore.

15. Ecco, figli Miei; voi siete re, re spirituali che, con amore, guardano giù ad ogni creatura inferiore, riconoscendo la Mia sapiente mano che non opera mai distruggendo, ma solo edificando. Così voi siete quei ‘re’ che, nobilitando il loro spirito divino ‘regale’, sono scesi per onorare nell’ultimo vermicello, Colui che è grande nello stesso e nel grande Cielo stellato disteso sulla vostra testa. Non si deve essere nati re o titolati re, per possedere uno spirito regale che impara a comprendere che nessuno è creato per sé, ma tutti sono creati per tutti; allora il legame dell’amore s’intreccia intorno al tutto, e l’amore, amore per il prossimo e amore per Dio, si fondono in Uno!

16. Così voi siete i re nella Creazione spirituale, e non invidierete di certo coloro che, sedendo su troni, non possono trovare nemmeno un quarto d’ora di quiete. In verità, Io vi dico che essi non sono da invidiare, poiché a loro una passeggiata non concederà mai un tale godimento di cui voi vi potete entusiasmare in ogni minuto.

17. Quiete e pace dimorano solo in un animo modesto, e non in uno superbo, avido di dominio; e proprio per questo il linguaggio della natura è dischiuso solo all’umiltà, ma non all’arroganza.

18. A voi osservatori spirituali della Mia Creazione, ogni fiore, ogni prodotto della Terra vi sussurrerà una vera parola: la parola dell’amore e della fiducia nel loro Creatore! Anche a questi potentati viene detto molto dai loro leccapiedi ed ipocriti che li circondano, ma non vi è contenuta nessuna vera parola, nessun pensiero elevato, nessun sentimento spirituale stimolante. Perciò è re o imperatore solo colui che sta spiritualmente al di sopra degli altri, e non uno che deve farsi raccogliere tesori dagli altri, bensì colui che porta il più grande tesoro nel petto, cioè un cuore ricettivo per tutto il bello, l’elevato e il grande.

19. E per arricchire sempre di più questo cuore con tali sentimenti che risarciscono per tutto il resto, andate sui Miei monti, andate nei Miei boschi, e imparate là a dimenticare il mondano e a scoprire lo spirituale. Poi, elevati spiritualmente, ritornerete alla vostra occupazione ed imparerete a sopportare più facilmente i dissensi della vita, poiché una passeggiata vi aprirà ancora nuovi godimenti e nuove beatitudini.

20. Utilizzate così il vostro tempo libero! Ringiovanite il vostro corpo ed esaltate la vostra anima con una camminata istruttiva nella Mia Creazione, che è appunto stata creata solo per questo, affinché debba far comprendere all’attento osservatore che solo l’amore è l’inizio, la pietra fondamentale, e l’amore è la fine e la pietra finale di tutto il Creato, e in Me ha luogo l’intera unificazione, alla cui unificazione voglio allevare voi figli, affinché possiate comprendere sempre di più, ciò che sono Io come Padre e ciò che dovete essere voi come figli! – Amen!

 

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Cap. 80

Rivolgiti a Me e impara a pregare

7 luglio 1872

(a un amico introverso dello scrivano)

1. Mio caro figlio, dopo che tutti i motivi di ragionamento e dimostrazioni che ti do da parecchio tempo – in parte attraverso la bocca del Mio scrivano, in parte attraverso la tua stessa voce nel cuore – sono stati inutili, devo di nuovo stender la mano all’ultimo mezzo e dimostrarti, nero su bianco, che hai completamente torto in tutti i tuoi giudizi, supposizioni e interpretazioni della Mia parola. Sei su una via del tutto sbagliata, e invece di giungere alla maggior conoscenza del Mio eterno Amore, hai deviato, dove vuoi sottrarre a te stesso con forza i doni del tuo amorevole Padre celeste, doni che Egli non ha rifiutato nemmeno al più piccolo verme strisciante nella polvere!

2. Se tu osservassi con sguardo spassionato la tua conduzione, la tua situazione e le Mie parole, troveresti che per primo non è così penosa come tu te la dipingi, per secondo che le tue conclusioni e argomentazioni sono tutte fondamentalmente false, e infine in nessuna delle Mie parole, sia nei dettati rivolti a te oppure nelle prediche per tutti, ci sia un tale giudizio di condanna come lo dichiari su te stesso! Dici sempre: “Il Signore mi vuole aver via da qui!”. Se fosse così, chi si potrebbe opporre alla Mia volontà?! Tu certamente no! – Tu dici: “Tra di voi sono il più indegno, il più riprovevole! Io sono votato alla rovina, da Lui rigettato!!”

3. Chi ti dice questo? Dove puoi addurMi un esempio in cui Io ho rigettato e condannato qualcuno? Dove sta scritto che Io sia un Dio della rappresaglia o un Giudice inesorabile? Al contrario puoi leggere dappertutto che Io non evitai i peccatori, bensì li cercavo appositamente. E perché? Forse per giudicarli e condannarli duramente, oppure solo per migliorarli; per respingerli spietatamente da Me, oppure per attirarli al Mio cuore, amandoli?

4. Leggi una buona volta la Bibbia con animo tranquillo. Immergiti nelle Mie parole già date da lungo tempo, e troverai in ogni parola l’espressione dell’amore e del perdono, ma non della condanna e del giudizio!

5. Vedi, in seguito al tuo ostinato perseverare con quest’idea e con un tale pregiudizio una volta presi, hai dimenticato la preghiera, hai dimenticato di gettarti nelle Mie braccia con fiducia illimitata, e così senti tutto il peso del voler stare da solo, dove per te e attraverso di te vorresti raggiungere ciò che è possibile solo col Mio aiuto, cioè di conquistare di nuovo la quiete interiore.

6. E sai qual è il motivo di tutto questo? È il tuo indomabile orgoglio di non essere obbligato verso nessuno, di non dipendere da nessuno. Quest’orgoglio ti ha portato via dalla Casa paterna, e non appena che in uno o l’altro luogo degli amici ti accoglievano con cuore aperto, ti volevano sostenere come amico, allora tu non lo sopportavi, di nuovo fuggivi altrove, per continuare lì lo stesso gioco.

7. Questo ti succede adesso qui, i tuoi amici prendono parte al tuo destino, ti tendono amichevolmente la mano, ma tu non vuoi che ti si sostenga; non appena hai alcuni mezzi in mano, restituisci loro ciò che ti hanno dato, con il pensiero nel petto: “Non voglio nessun sostegno, anche se è la mano dell’amico!”

8. Vedi, Mio caro figlio, per domare quest’orgoglio e trasformarlo in umiltà, Io ho concesso che tu, spinto dalle tue stesse passioni, capitassi in condizioni dove appunto senza sostegno della mano amica non è possibile avanzare, così che tu potessi ammettere che l’orgoglio, qualunque nome possa avere, è sempre una cattiva caratteristica che non s’addice ai figli Miei, e che deve essere trasformato in umiltà, finché imparerai ad ammettere che anche i doni dalla mano dell’amico sono doni provenienti dalla Mia mano, sono Grazie provenienti da Me, e devi accettarli con lo sguardo rivolto a Me come venendo da Me.

9. Vuoi andar via da qui, per assumere in L. nuovi doveri, nuove mansioni, finché anche là l’amore di un amico ti spingerà nelle lontananze. Non capisci che il poco che ti ho fatto pervenire qui ti era stato dato per abituarti un po’ alla volta a vedere in ciò sempre la Mia mano e la Mia conduzione. Vuoi sempre fare di meglio, e sei così corto di vista e non vedi che, quanto più ti allontani da qui nella tua inquietudine animica, tanto più diventa difficile per te avere subito un consiglio in tutte le situazioni penose.

10. Ora sei malato spiritualmente, dove l’aiuto medico talvolta è subito necessario. Se vai lontano da qui, allora dapprima devi affidare alla carta i tuoi lamenti e dolori, e solo dopo il decorso di giorni il farmaco arriva nelle tue mani, quando probabilmente non ne avrai più bisogno, poiché la tempesta è passata e sono cambiate le tue opinioni e circostanze; ma tu, invece di ricevere conforto dalla mano amica oppure attraverso di Me, avrai sofferto, sopportato e lottato da solo, e forse per la maggior parte inutilmente.

11. Io conosco il tuo animo, e so cosa gli manca e come è da guarire! Perciò lascia la cura a Me, per guarirti dal tuo orgoglio di indipendenza, e rimani tranquillo là dove Io ti ho messo, e quando sarà venuto l’istante in cui potrai essere utile anche agli altri, allora si troverà anche per te la via adatta sulla quale hai iniziato qui vantaggiosamente la tua istruzione spirituale, – e là potrai essere utile a te e agli altri.

12. Non ti preoccupare per i tuoi amici lontani, a loro provvedo già Io meglio di te, ma utilizza il tuo tempo qui a lavorare sul tuo io, cosicché venga temprato per affrontare un giorno situazioni e circostanze più difficili, condizioni per le quali adesso non sei ancora abbastanza forte, che porterebbero a te solo del danno e al tuo prossimo poca utilità!

13. Impara a pregare e a confidare! Impara ad appropriarti delle Mie divine caratteristiche, allora entreranno di nuovo quiete e pace nel tuo interiore, e il Sole della verità e dell’amore che vedi adesso solo attraverso le nebbie del pregiudizio, ti splenderà di nuovo forte e chiaro, affinché tu possa di nuovo riconoscere che il Padre tuo nel Cielo non ti ha mai abbandonato, e spesso ti stava vicino con la Sua benedizione, quando Lo credevi lontanissimo! Questo per il conforto con la Mia amorevole benedizione! – Amen!

 

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Cap. 81

Un cenno dell’eterno Amore e dell’eterna Sapienza

 9 Luglio 1872

(allo scrivano a causa di Johannes Busch † in Dresda)

1. Mio caro figlio, hai appeso la Mia immagine tra quelle dei Miei due scrivani[27]. Che tu abbia fatto questo, non ha importanza! Io onoro la tua umiltà e volentieri concedo agli altri due il posto che hai loro assegnato, – ma vorrei solo attenerMi alla parola che sta scritta sotto la Mia immagine, che suona così:

2. “Io sono la Via, la Verità e la Vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo Mio!”. Vedi di imprimerti bene queste parole.

3. Quando siedi alla tua scrivania, ricordati: questa Via che già fu preparata per gli uomini da più di mille anni, questa via erano i due servitori destinati ad iniziarla di nuovo, portandovi di nuovo la Verità che finora era stata calpestata con i piedi, e a causa di interessi mondani era tenuta nelle tenebre, affinché venga di nuovo in voi la vita spirituale e tutti voi possiate rendervi degni di essere figli di quel Padre che un giorno come Figlio, ovvero come Verità, parlava così dell’Amore del Padre Suo:

“Solo attraverso la Sapienza, cioè con la corretta comprensione della Mia Creazione, della Mia parola e del Mio Io, potete comprendere l’Amore, capire e amare il Padre!”

4. Perciò figlio Mio, rimani anche tu su questa via; cerca la verità, poiché essa ti guiderà alla vita eterna! – Amen!

 

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Cap. 82

Cenni d’amore, di Luce e di Grazia nella lotta della vita

20 novembre 1872

(A un fratello spirituale dello scrivano)

1. Dopo aver già da lungo tempo colmato il tuo animo con fantasticherie, dubbi e altre cose, e né le Mie parole precedenti né quelle attuali, né le consolazioni del Mio scrivano riescono a quietarti, anzi perfino ti rivolti al Mio procedere e Mi vorresti quasi dire ciò che devo fare o lasciare, – allora ti voglio rispondere Io stesso al posto del Mio scrivano, e cercare la possibilità di procurarti una più chiara visione delle cose che si svolgono nel mondo davanti ai tuoi occhi.

2. Già spesso ho detto a te e a tutti che le Mie vedute di felicità o infelicità sono molto diverse da quelle degli uomini, e proprio per questo anche le Mie vie che Mi son prefisso per raggiungere la meta, devono essere differenti dalle vostre! Tu, figlio Mio, credi che dovrebbe già qui essere destinato di più ai virtuosi secondo i loro meriti, e non riservato tutto solo nell’aldilà! Qui in questo punto della tua lettera hai sbagliato doppiamente, perché per primo, cosa significa ‘merito’?

3. Vedi, ‘meritare’ significa  ricevere un certo risarcimento per ciò che si è fatto per qualcun altro. Ebbene, cosa fanno gli uomini quando sono virtuosi? Fanno qualcosa per Me che li debba ricompensare per il piacere che Mi dimostrano, oppure non fanno essi la maggior parte solo per se stessi?

4. Infatti, le promesse di beatitudini nell’aldilà, di cui un virtuoso o un giusto ha già qui spesso una pregustazione, non sono le stesse nel petto dell’operante, del sofferente, del combattente?

5. Per secondo: in questo punto ti sei messo in testa un risarcimento mondano, invece di un risarcimento spirituale interiore di ognuno, la cui consapevolezza è pura, e questa pace il mondo non gliela da’, ma neanche può rubargliela.

6. Inoltre voglio farti notare ancora una cosa, perché in generale ai buoni di questo mondo va più male che bene. Vedi, per primo, proprio perché il loro pensare e operare è opposto a quello della massa, e per secondo, perché la virtù si mostra come virtù solo se viene consolidata, e riceve il suo valore quando vien fuori vittoriosa da una lotta! Questa vittoria deve certo costar fatica per guadagnarsela, altrimenti non ne varrebbe la pena lottare, e non potrebbe sorgere una consapevolezza soddisfacente da cose che non sono state guadagnate con sforzo.

7. Voi stessi leggete nella Mia parola tanto di fiducia, amore per Me e confidenza! Quando devono essere messe alla prova queste caratteristiche?! Finché l’uomo sta bene, oppure quando subentrano amare condizioni e circostanze, per dimostrare, di fatto, ciò che egli crede già di possedere in alto entusiasmo nel leggere la Mia parola!

8. Vedi, solo gli ostacoli spronano il vero e proprio saldo carattere, per inseguire il proprio scopo con ancor più fervore! Nel fuoco si purifica ogni grossolano metallo materiale, e così anche lo spirituale!

9. Anche a te da un po’ di tempo non va come vorresti, e stai lì vacillando come una canna al vento. Tu vorresti attenerti a ‘qualche testo’ che ti è stato dato, ma la sola Parola non ti consola, solo lo Spirito che vi è celato ti darebbe il chiarimento su ciò che ti sembra un rompicapo!

10. Vedi, tu dici che sacrificare la vita per qualcosa con cui si potrebbe essere utile agli altri, lo trovi del tutto giusto e ben possibile, aggiungi solo che si dovrebbe avere in prospettiva che questo sacrificio servisse a qualcosa.

11. Ora ti domando: “Allorquando consideri la Mia intera storia di sofferenza, la Mia infanzia, i Miei anni d’insegnamento, la Mia morte come Uomo, e in più le conseguenze di ciò come lo dimostra la storia nel tempo passato e presente, – dimMi: Io, che ben sapevo in anticipo come sarebbe andata con Me, quali prospettive avevo ed ho ancora oggi? E dove erano le giuste retribuzioni per Me che potevo certamente anche annoverarMi ai virtuosi?”

12. Vedi, quello che Io come Uomo ho imposto a Me stesso, fondando una scuola di prova per tutto il Mio Regno degli spiriti, vi passeranno, anzi vi devono passare tutti i Miei seguaci, altrimenti non possono diventare ‘figli’ dell’Essere supremo nell’intera Creazione, ma rimarrebbero solo su un gradino dove farebbero forse onore ad uno spirito molto subordinato come figli Suoi!

13. Da questo punto di vista devi imparare a giudicare Me e le conduzioni dei Miei figli, e comprenderai per primo che ci vuole un lungo tempo per allevare tali figli che, per di più, non devono essere costretti; e per secondo che, a causa dell’individualità, devono anche essere impiegati mezzi differenti e spesso anche drastici, per smuovere gli uomini a combattere passioni e brame che furono messe in loro proprio a causa della lotta.

14. Finché non cercherai le orme delle Mie vie su sentieri spirituali, fino ad allora urterai su contraddizioni e apparenti ingiustizie; fino ad allora guarderai con invidia le conquiste del vizio e dell’inganno su questo mondo, e perfino nel tuo rapporto familiare e mondano non imparerai a discernere il vero dal falso, non guarderai giù al movimento del mondo di cattivo umore, e con tristezza al tuo stesso atteggiamento. Solo quando avrai raggiunto un punto di vista superiore, le Mie parole non ti appariranno più dubbiose, non confuse, non contraddittorie!

15. Finché non ti sarai elevato a fatica a questo punto di vista, le nebbie del mondo limiteranno il tuo campo visivo, e ti sentirai infelice invece che felice. Solo quando diventerà vera la massima “al puro tutto è puro!”, solo allora stimerai il germoglio del bene anche nel cattivo , e la Luce sorgente nel tenebroso.

16. Adoperati a giungere lassù, dove talvolta ti sei già trovato, anche se solo per attimi, allora il dubbio scomparirà, ritornerà la fiducia e verrai a sapere che il Padre tuo non vuol guidare i Suoi figli nell’errore, ma nel Regno della pace e delle beatitudini che qui sulla Terra vi devono circondare solo nel vostro interiore, ma là vi dovranno cingere anche dall’esteriore! – Amen!

 

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Cap. 83

“Vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri”

1° febbraio 1873

(a un fratello spirituale dello scrivano)

«E Gesù, udito questo, gli disse: “Una cosa ti manca ancora; vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri, così avrai un tesoro nel Cielo, poi vieni e seguiMi!”» [Matteo 19,21 – Lc. 18,22].

1. Già parecchi hanno letto questo versetto, e tuttavia nessuno o molto pochi comprendono ciò che vuole essere veramente detto con queste parole.

2. Anche tuo fratello Ludwig poco fa ti ha scritto che si è urtato a questo versetto come ad una pietra angolare, appunto perché non ha compreso il senso dello stesso, quindi lo ha afferrato in modo sbagliato.

3. Affinché possiate ora ottenere di nuovo un’altra e precisa giusta interpretazione di questo consiglio evangelico, voglio darvi questa Parola, per dimostrarvi che anche i passi più semplici che si trovano nella Bibbia, passi che al lettore superficiale appaiono così del tutto chiari e comprensibili, tuttavia in essi si trova ancora un altro senso che va molto oltre la sfera umana materiale, e contiene solo dello spirituale.

4. Già spesso avrete notato che proprio nelle azioni che ho praticato nel Mio cammino terreno, stava celato un motivo spirituale molto più grande di quanto voi e molti altri lettori ed esegeti della Bibbia supponevate; testimonianze di questo genere se ne trovano già molte in tutte le parole che avete ricevuto direttamente da Me[28].

5. Se ora nelle azioni che spesso erano solo apparentemente quotidiane umane, vi sta nascosto molto dello spirituale, allora vi potete ben immaginare che in una parola dalla Mia bocca è ancora contenuto ben più del sublime e profondo che doveva diventare per l’umanità, e un giorno per l’intero regno degli spiriti, un’eterna colonna commemorativa della Mia umiltà e uno sprone per l’imitazione!

6. Già alcuni esegeti biblici hanno sospettato un più profondo senso nelle Parole che furono tramandate loro spesso mutilate, spesso del tutto infedelmente attraverso la Bibbia, come la possedete adesso. Essi si son dati anche ogni fatica per decifrarla, ma gli uomini possono afferrare solo dell’umano, non del divino, e solo quando l’anima umana spiritualizzata si avvicinerà di più alla sua ex Patria, potrà distinguere il seme dal guscio, il rivestimento dalla vera Luce interiore.

7. Quindi lo spirito ‘rinato’ nell’anima deve dominare sulla natura umana e sull’intelletto umano del mondo, solo allora si spiegheranno le ali dello Spirito divino nell’uomo, ed egli riconoscerà in mezzo alla Luce l’unico Veritiero, – e la sua precedente tenebra! (Dalla notte alla Luce!)

8. Ma poiché la rinascita nell’uomo non procede così facilmente e ancor meno proprio in coloro che vogliono essere eruditi, allora proprio le loro interpretazioni, conclusioni e deduzioni sono false, e spesso il contrario di ciò che Io volevo dire o avevo per scopo con le Mie parole o con le Mie azioni. Dunque, con questo esempio di Luca, qui c’è una dimostrazione di quanto detto.

9. Essa è la Parola che Io diedi in risposta al superiore quale uomo ricco, quando egli Mi chiese: “Come posso guadagnare la vita eterna?”, e queste parole furono: “Vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri! Così avrai un tesoro nel Cielo, e poi vieni e seguiMi!”

10. Ebbene, la cosa sembra essere del tutto semplice e chiara, tanto che ognuno può comprendere come questa sia da mettere in atto!