Franz Schumi

1906

 

 

Verità ed errore

 

Considerazioni religiose per il fedeli della Chiesa swedenborghiana

 

 

Scritto cristiano-teosofico

 Nr. 57

 

 

Titolo originale:  Wahrheit und Irrung

 

Per l’edizione in lingua originale:

Casa Editrice di Franz Schumi a Zurigo;

Editore su commissione: Cécil Nägel, Altona (Germania)

Stampa di Otto Bucholz in Amburgo (Germania)

 

Casa editrice per libri spirituali

Mail: info@verlag-hoff.de

Rudolf R. Hoff - Mühlenweg 21, 53902 Bad Münstereifel (D)

Telefon  02257 – 3363 / Telefax 02257 – 958662

 

Edizione italiana a cura del gruppo “Amici della nuova Luce

 

Traduzione di Ingrid Wunderlich

Revisione di Antonino Izzo

 

 


 

Indice

 

Cap. 16 La redenzione sulla croce secondo Swedenborg

Cap. 17 Una parola paterna su Swedenborg

Appendice

Cap. 18 La santa Trinità

Cap. 19 Dimostrazioni sull’esistenza e continuazione dell’anima dopo la morte.

Cap. 20 Il ritorno di Cristo e il Giudizio universale

Cap. 21 Conclusione


( Purtroppo mancano i primi 15 capitoli )

 

 

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Cap. 16

La redenzione sulla croce secondo Swedenborg

1. Swedenborg scrive in un suo libro “La vera religione cristiana” al vol. 1, cap. 115: “Che la stessa redenzione fosse la soggiogazione degl’inferni e l’ordinamento dei Cieli, e per l’una e l’altro la preparazione ad una Nuova Chiesa spirituale”. Proprio lì nel n. 126, egli dice: “Che la passione sulla croce sia stata l’ultima tentazione che il Signore sostenne come grandissimo Profeta, e che essa sia stato il mezzo di glorificazione del Suo umano, cioè dell’unione col Divino del Padre Suo, e non già la redenzione”. – Ancora nello stesso testo il 132 dice: “Che la credenza che la passione della croce fosse la stessa redenzione, è l’errore fondamentale della Chiesa; e che questo errore, aggiunto all’errore sulle tre Persone divine ab eterno, abbia talmente pervertito tutta la Chiesa, che in essa non rimane più nulla di spirituale”. – Al n. 126 viene spiegato così: “L’unificazione dell’Umano di Gesù con il divino del Padre Suo fu stabilita interamente con la passione sulla Croce, perché questa passione fu l’ultima tentazione alla quale il Signore si sottopose nel mondo, e la congiunzione si fa per le tentazioni. Infatti nelle tentazioni l’uomo è in apparenza abbandonato a se stesso, sebbene non sia abbandonato. Per il fatto che allora Dio è presentissimo nell’intimo dell’uomo e lo sostiene, perciò, quando qualcuno vince la tentazione, egli si congiunge intimamente a Dio, e il Signore allora si unì intimamente a Dio Padre Suo. Che il Signore nella passione della croce fosse abbandonato a Se stesso, risulta chiaro da questa Sua esclamazione sulla croce: “Dio Mio, Dio Mio, perché Mi hai abbandonato?”.

2. Queste spiegazioni e ancora parecchie non chiare e contraddittorie sulla Mia sofferenza e la redenzione sulla croce si leggono nel libro di Swedenborg: “La vera religione cristiana”. Che Swedenborg – senza saperlo lui stesso – abbia portato vicino la Verità, è un dato di fatto innegabile, ma che abbia pubblicato nel contempo errori in mezzo a questi come nel libro “La vera religione cristiana”, si lascia facilmente mettere dinanzi agli occhi

3. Swedenborg, così, ha rilasciato a Me, a Dio, un certificato di povertà e di impotenza verso la Mia Onnipotenza, dicendo che Io ho dovuto gustare a fondo la sofferenza della redenzione per soggiogare gli inferni e ordinare i Cieli!

4. Io, tuttavia, sono l’Iddio onnipotente, davanti al cui Suo più lieve cenno tremano tutte le fondamenta dell’infinità! – Gli inferni consistono di diavoli, e questi provengono da uomini diventati cattivi, mentre Io sono la Vita nell’universo, perciò posso ritirare la Mia vita data agli uomini diventati diavoli quando voglio, e la loro carne e anima sono all’istante cadaveri morti. – Gli uomini, rispetto alla Mia infinita Potenza, Forza e Grandezza, sono come atomi della Mia Creazione, i quali diventano potenti solo attraverso il Mio Spirito dimorante in loro, Perciò Io, come l’Iddio onnisciente e onnipotente, posso fare con loro quello che voglio, e con ciò non avrei avuto bisogno di prendere sulle Mie spalle una sofferenza così indicibilmente dolorosa, e subire per loro la morte straziante al palo della vergogna. Con la Mia morte nemmeno un singolo diavolo dell’inferno si è convertito. – Io non sarei onnisciente e né ragionevole, se avessi offerto un tale immenso sacrificio per nulla e verso nulla. – Ed ho tanto poco bisogno di soffrire per ordinare i Cieli, come se un sovrano si dovesse martirizzare in una maniera tormentosa prima di poter dare al suo Stato leggi ragionevoli e in tal modo metterlo in ordine!

5. Secondo il cap. n. 126 la Mia sofferenza non sarebbe una redenzione dal peccato primordiale, bensì Io, l’infinita e sommamente santa Sapienza di Dio, dovetti soffrire per poterMi riunire con il Divino del Padre Mio attraverso la tentazione del Mio corpo carnale e attraverso la sua glorificazione! Questa dichiarazione è il secondo certificato di povertà sulla Mia divina Onnipotenza e Magnificenza! (Giov. 17,5)

6. Il terzo certificato di povertà Mi viene rilasciato perché al tempo di Swedenborg non era ancora noto il perché esclamai sulla croce: “Dio Mio, Dio Mio! Perché Mio hai abbandonato!?”, avendo Swedenborg, a causa di questa esclamazione, separato la Mia Anima – che è la Sapienza di Dio-Padre – e presentato come un Essere abbandonato; – mentre già Paolo disse: “Cristo è la Sapienza e la Potenza di Dio” [1° Cor. 1,24]. Entrambi, uniti con il Padre, oppure uniti con l’Amore in Dio, sono invece la Luce divina-spirituale e Onnipotenza nell’Universo, i quali si trovano nella caratteristica del magnetismo e dell’elettricità, cosa che Swedenborg non sapeva[1], perciò non fu la Chiesa cristiana a sbagliarsi sul vero motivo della Mia sofferenza, ma Swedenborg.

7. Dagli errori menzionati di Swedenborg sono sorti ancora molti altri errori secondari, che però non intendo trattare qui, ma richiamare l’attenzione dei swedenborghiani alle Mie stesse rivelazioni nei libri cristiano-teosofici, su dove si trova la Verità del perché questo e del perché quello.

 

 

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Cap. 17

Una parola paterna su Swedenborg

1. Il chiarimento di Swedenborg sull’origine della sua opera crea discordia tra i seguaci della teosofia cristiana, teosofia che Io – il Padre vostro Gesù stesso – ho dato tramite Lorber, Mayerhofer, Schumi ed altri e ai swedenborghiani; mentre alcuni rappresentanti della “Nuova Chiesa” swedenborghiana descrivono le opere di Swedenborg come dirette rivelazioni di Dio secondo 1° Corinzi cap. 12 e 14, ma rappresentano e rigettano gli scritti dei Miei sopracitati medium scrivani come prodotti spiritistici. Infatti, secondo la loro falsa supposizione, sono mere menzogne ed inganno degli spiriti menzogneri, poiché secondo l’affermazione inconsapevole di Swedenborg, egli avrebbe ricevuto tutti gli insegnamenti della nuova Chiesa da Me stesso, Gesù, e quando lesse la Parola nella Sacra Scrittura, attraverso l’illuminazione interiore per la comprensione della stessa, credeva fermamente che fosse così.

2. Poiché quest’affermazione è del tutto sbagliata ed erronea, cosa che, invece di unità, semina ed attizza solo discordia, dal momento che gli swedenborghiani si basano sulla spiegazione data loro da Swedenborg e credono che solo gli scritti di Swedenborg siano veramente provenienti da Me, mentre rigettano gli scritti che sono effettivamente dai Miei media-scrivani, – sono indotto a dire, in seguito al chiarimento del tutto giusto, ma da parte swedenborghiana contestata, che ho dato nello Scritto cristiano-teosofico n. 64 (“La giustificazione”) alle pagine 122 e 123, la Verità nella corrispondente illuminazione dei dati di fatto, e per questo eliminare il disaccordo finora esistente che è sorto dall’opinione ingiusta di questo fatto.

3. Vi è noto che lo Spirito di Dio dimora in ogni uomo; se ora l’uomo corrisponde a tutte le pretese che gli sono poste dagli insegnamenti e comandamenti di Dio, allora non esiste più nessun impedimento che Io stesso parli attraverso l’uomo; e poiché Io, Gesù stesso, come Spirito di Dio, sono nell’uomo, allora vi sarà ben chiaro e lampante che il Mio linguaggio possa procurare in espressioni brevi, precise chiare ed amorevoli, ciò che voglio dire. Dettare così chiaramente in breve e concisamente come detto Io, sono in grado di farlo solo gli altissimi spiriti del terzo Cielo o del Cielo supremo. Agli altri spiriti celesti superiori questo è impossibile senza previo esercizio, perché tra di loro hanno il linguaggio dei simboli o rispondenze, come parla anche l’anima umana nella vita onirica, e perciò non sapete interpretare il senso dei sogni.

4. Quei rappresentanti della “Nuova Chiesa” swedenborghiana, i quali credono che la teosofia cristiana sia di provenienza spiritistica, devono tener conto che la letteratura spiritistica cela in sé molti errori e degradazioni di Cristo, – poiché i medium scrivani spiritistici sono strumenti meccanici nella mano di spiriti che hanno bisogno del fluido vitale umano per scrivere con la mano del medium; mentre i Miei medium-scrivani ascoltano solamente ciò che viene dettato salendo dall’interiore, ed annotano quello che sentono, (in tal modo anche i profeti ricevettero un giorno la Mia parola, come dice Swedenborg stesso: H.G. 5121-, leggi n. 50 degli scritti cristiano-teosofici[2]), perché in primo luogo Io non mischio la Mia suprema Santità con l’empio fluido umano, e in secondo luogo, non ho bisogno – come Dio – di nessun aiuto da uomini, ma al contrario, ogni Forza e Potenza procede solo da Me! – E anche se si dice che anch’Io scrivo tramite la mano del medium personalmente, è altrettanto falso, perché proveniente dall’opinione e immaginazione del medium, oppure dalla menzogna di spiriti, come l’affermazione di Swedenborg che, su tutto ciò che è il senso spirituale del testo biblico, ha ricevuto l’illuminazione unicamente da Me. Il fatto, secondo verità, è il seguente:

5. L’illuminazione interiore in Swedenborg non era la stessa come nei Miei stessi medium-scrivani, i quali, o sentivano la Mia parola come un uomo che parla nel pensiero, oppure ad alta voce quando viene su dal cuore, quando sono chiaro-udenti. Con Swedenborg la faccenda della sua illuminazione interiore è questa: l’anima di Swedenborg ascoltava, durante la lettura della Bibbia, ciò che diceva l’angelo sul senso spirituale dei versetti biblici letti, cioè riversava spiritualmente in essa o dettava ispirando, e questa interpretazione lasciava sorgere all’intelletto esteriore di Swedenborg come un’illuminazione spirituale che lui comprendeva e riteneva per una divina illuminazione. Swedenborg era, in verità, un chiaro-veggente, solo che l’essere chiaro-veggente e chiaro-udente appare solo di quando in quando, se Io lo considero bene secondo la Mia intenzione divina, e perciò non sempre è esistente.

6. L’illuminazione di Swedenborg sorse in seguito alla suggestione o ispirazione, il che è ben noto agli spiritisti che un oratore viene spesso influenzato da un’intelligenza spirituale che sta dietro di lui, la quale dice spiritualmente all’oratore le parole e costui riceve allo stesso modo, come era il caso con Swedenborg, come un’ispirazione spirituale, senza che ne sappiano qualcosa né la ragione né l’intelletto esteriori. E perciò l’oratore crede che abbia esternato da se stesso ciò che esprime, come Swedenborg che, attraverso l’illuminazione, credeva venisse come da Me, mentre era solo un angelo del secondo Cielo (molti angeli del secondo Cielo sono spiriti di Sapienza e ancora non molto progrediti come gli angeli del terzo Cielo, del Cielo dell’Amore o dei bambini, perciò non possiedono nemmeno le stesse alte conoscenza come gli angeli del Cielo dei bambini), che, quando Swedenborg leggeva, ispirava alla sua anima la spiegazione del testo letto, e da ciò lui veniva illuminato, e metteva giù per iscritto, secondo quest’illuminazione ispirata, il senso spirituale del testo biblico secondo la sua formazione.

7. Perciò la differenza tra Swedenborg, il quale correggeva le sue spiegazioni finché la frase era pronta per la stampa; mentre i Miei medium scrivani, quando ascoltano attentamente, scrivono subito ed è pronto per la stampa, e perciò anche la grande differenza tra il linguaggio dei Miei medium-scrivani e quello degli scritti swedenborghiani: i Miei medium-scrivani hanno tutti lo stile del Mio modo espressivo, mentre Swedenborg non ha il Mio, ma il suo modo di esprimersi. Perciò coloro che sono abituati al Mio modo espressivo non vogliono leggere gli scritti swedenborghiani, poiché per loro sono troppo estesi e troppo difficili da comprendere e preferiscono i Miei libri secondo Lorber, Mayerhofer, Ladner, Fassbender e Schumi, alle opere swedenborghiane, specialmente a causa del familiare modo espressivo.

8. Infine vi faccio notare che i libri che Io ho dettato dall’anno 1840 attraverso i Miei scrivani-medium, saranno i soli diffusi e usati generalmente nel futuro Regno dell’Amore, e non altri.

9. Se Swedenborg avesse ricevuto direttamente da Me i suoi chiarimenti, allora non avrei bisogno di combatterli in alcune frasi come errate e non vere, perché quello che proviene direttamente da Me, è immancabilmente la Verità (se qui e là capitano interferenza discordanti nelle Mie parole, allora sono fluite dall’opinione del medium). Ma non fa niente, – accogliete adesso la Verità che sta così chiara davanti a voi, comunque sono autentici gli Insegnamenti critiano-teosofici, e non quelli swedenborghiani. – Leggete in tutti i libri, prima di giudicare!

10. Miei cari figli! Con questo chiarimento ho voluto dimostrarvi che Swedenborg ha afferrato e scritto alcune cose in modo sbagliato, se però dovessi presentare qui tutto, questo sarebbe troppo, perché dovrei stancare gli altri Miei figli (stampato in “Amore” 1904) con la lettura di tutte le correzioni degli errori swedenborghiani! – Vi è stato mostrato e anche detto che Swedenborg non era stato illuminato né istruito da Me, e poiché avete visto e compreso i grandi errori, allora Io vi dico: se volete avere la Mia pura e autentica Dottrina, allora leggete i Miei libri, perché questi hanno l’unico vero insegnamento. Anche se non interessano subito, dato che siete molto fondati fortemente nei vostri errori, tuttavia Io vi voglio aiutare per la giusta comprensione, se venite a Me chiedendo nelle questioni dubbiose. La Mia benedizione a tutti coloro che sono di buona volontà. – Amen!

 

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Appendice

 

 

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Cap. 18.

La santa Trinità

1. Questa sussiste dall’Amore che si chiama Padre, dalla Parola o Sapienza che si chiama Figlio, e dalla Potenza che si chiama Spirito Santo.

2. Questa Trinità sussiste di un Dio in una Persona, Gesù Cristo, perché quello che Io, Jehova, ho profetizzato su Me stesso nel Vecchio Testamento, si è adempiuto nella Persona di Gesù Cristo. Le molte dimostrazioni per questa Verità sono nel Libro cristiano-teosofico: “Cristo e la Bibbia”, ovvero dimostrazioni che non è mai esistito un altro Dio che Gesù Cristo. In questa direzione hanno lo stesso insegnamento i teosofi cristiani, come i swedenborghiani.

 

 

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Cap. 19

Dimostrazioni sull’esistenza e continuazione dell’anima dopo la morte

1. L’uomo vive sulla soglia di due mondi. Di giorno l’anima è occupata nel corpo carnale; perciò uno spirito terreno o uomo terreno, quando il corpo materiale dorme, l’anima è nel Regno degli spiriti. Questo è dimostrato anche dalla vostra vita onirica, poiché voi stessi vedete nel colloquio con persone estranee che dimorano in luoghi estranei, facendo e intraprendendo diverse cose, e tutto questo, quando il vostro corpo riposa o dorme immobile.

2. L’anima è poi nella ‘fossa’ dello stomaco ed opera con i suoi pensieri nel corpo gemello dei pensieri verso l’alto, e da questo viene telegrafato di ritorno attraverso il nastro vitale elettrico al cervello, e perciò il cervello sente e vede solo il corpo dimorante al di fuori del corpo dei pensieri dell’anima, mai però l’anima dimorante nella fossa dello stomaco e operante verso l’esterno.

3. La Sacra Scrittura conserva alcune dimostrazione della continuazione della vita dopo la morte, così per esempio:

4. Il profeta Elia deceduto 800 anni prima della nascita di Cristo, appare reincarnato come Giovanni Battista.

5. Nel libro di Tobia si legge che Azaria, il figlio grande di Anania, morì e dopo un po’ di tempo apparve come l’arcangelo Rafael e accompagnatore del giovane Tobia.

6. La stessa cosa vedete dalla storia del ricco crapulone e del povero Lazzaro, il ricco crapulone, dopo la morte, giunse nella vita di tormento dell’inferno, Lazzaro invece nel Cielo.

7. Nella trasfigurazione sul monte Tabor e all’ascesa al Cielo comparvero Mosè ed Elia e parlarono con Me, Gesù, e i Miei discepoli.

8. Quando Io, Gesù, morii (secondo il corpo), la Terra tremò, le rocce si spaccarono e si aprirono le tombe e molti corpi di defunti risorsero e si mostrarono di nuovo nella città di Gerusalemme.

9. Dalla Mia vita si presenta particolarmente la storia della morte di Lazzaro di Betania. Lazzaro era già morto da 4 giorni, egli diffondeva intorno a sé l’odore della morte, ma Io, Gesù, venni ed esclamai: “Lazzaro, vieni fuori!”, e l’anima di Lazzaro ritornò di nuovo nel corpo, lo guarì e lo risvegliò, e Lazzaro visse di nuovo. Senza l’anima immortale, anche la storia di questo risveglio sarebbe rassomigliata ad una favola.

10. Le molteplici comunicazioni di deceduti dopo la morte attraverso rumori, fracassi, voci, ecc., sono in genere noti ai parenti, amici e conoscenti, e ci sono migliaia e ancora una volta migliaia di famiglie che hanno sperimentato tali cose in tutto il mondo, sia ricchi che poveri, ignari, istruiti o eruditi, questo è lo stesso, dappertutto vengono tali comunicazioni, anche se i ceti sociali più alti lo tacciono volentieri perché vengono derisi dagli increduli.

 

(Parla Schumi)

11. Io per mia esperienza so che delle persone increduli mi hanno raccontato le loro apparizioni e vicissitudini spiritualmente molto caratteristiche, ma alla fine pensavano che fossero solo inganni dei sensi e nient’altro, oppure essi dicevano: “Non si sa cosa se ne deve pensare e cosa credere”.

 

[indice]

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Cap. 20

Il ritorno di Cristo e il Giudizio universale

1. Miei cari figli! Swedenborg ha un insegnamento del tutto contrastante sul Mio ritorno e il Giudizio universale. Considerate che le Profezie nel Vecchio e Nuovo Testamento sono state date per voi, per gli uomini, e non per il Regno degli spiriti che non vi riguarda!

2. Dovete pensare in modo logico, dato che tutte queste profezie che trovate nella Bibbia sono date per la Terra. Quelle che si sono già adempiute, si sono adempiute sulla Terra, e ciò che non si è ancora avverato, si adempirà ancora più avanti. Le Profezie sul Mio ritorno e sul Giudizio universale si addicono solo per la Terra, e non per il Regno degli spiriti!

 

 

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Cap. 21

Conclusione

(Parla Schumi)

1. Lo scopo di questo opuscolo è di tendere all’unificazione ricercata dai swedenborghiani e dai teosofi, e desiderata dal Padre Gesù per l’unione dell’opinione religiosa.

2. L’illuminazione di alcuni errori e contraddizioni offrono il chiarimento come stavano le cose con Swedenborg in qualche dottrina di fede. Oltre questi errori ci sono ancora moltissime dottrine che non corrispondono alla verità e vengono presentate nella giusta Luce tramite i libri della teosofia cristiana. La verità vi viene offerta da Swedenborg e dal Padre Gesù, perciò non riflettete oltre. Chi però dubita ancora, agisca così come dice Swedenborg nella sua lettera che mi ha dettato da scrivere.

3. Chiedo di diffondere questo opuscolo e, per favore, per il progresso dello sforzo, di inviarmi gli indirizzi degli swedenborghiani dell’Europa e dell’America.

 

Con amore, il vostro fratello spirituale Franz Schumi

( Zurigo)

 

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[1] Questo è pubblicato per la prima volta nel libro  “La santa Trinità”, 1. Edizione a  pag. 25 e 30

[2] Probabilmente si tratta del breve scritto dato a Schumi “I medium di Dio e la Parola di Dio”, rimasto senza numerazione.