1872 - 1962

GEORG RIEHLE

 

Il percorso di vita di un uomo ‘risorto nello spirito’, vissuto a cavallo delle due grandi guerre, il quale ha avuto il dono della Parola interiore, tramite cui, durante le sue numerose conferenze, sono state donate ai suoi amici e a tutti gli ascoltatori del suo tempo tantissime parole dall’Alto, ricche di esortazioni e ammonizioni, affinché ciascuno sia stimolato a diventare perfetto come Gesù. Una serie di rivelazioni utili per tutta l’umanità.

 

 

Le sue opere

Cenno storico della vita di Georg

Ampliamento alla Biografia

 

Il mio curriculum vitae

 

Autobiografia

 

Caro Padre celeste! Dato che i miei amici desiderano da me un rapporto di vita, Ti prego di darmi le giuste parole, affinché sia evidente quanto Tu sia vicino a tutti, così che sia adempiuta la Tua Parola: «Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo». – Solo la Tua santa Volontà sia fatta!

 

Sono nato a Dresda il 30 dicembre del 1872. Mio padre aveva allora 26 anni, mia madre 23. Entrambi i genitori tenevano alta la loro fede evangelica luterana, e in questa siamo stati allevati noi, tre figli, fratelli e sorelle ancora viventi. Padre e madre erano per noi degli ottimi esempi nella loro semplice conduzione di vita e fedeli ai propri doveri.

Nei miei primi anni di vita fino al risveglio dell’autocoscienza ho avuto memorabili esperienze interiori. Mia madre parlava spesso di convulsioni che, allora, mi assalivano molte volte. Tuttora di questo mi è rimasta un’irreale reminiscenza. Presumo di aver portato con me ancora un’oscura percezione da una vita precedente alla nascita, e già allora ero probabilmente assalito da paure nel presentimento delle lotte che mi aspettavano nella vita terrena, al fine di trovare la via per il ritorno a Dio e contribuirvi con una parte completa nella mia esistenza, per non staccarmi dal collegamento divino e non espormi alle influenze anti divine del mondo.

Ho avuto le solite malattie infantili una dopo l'altra. I miei genitori ci poterono mandare solo alla scuola dell'obbligo. Dei miei buoni insegnanti di religione di quel tempo, posso dire, a loro onore, che si sforzarono di risvegliare la mia intera essenza per il Divino.

All’età di dodici anni, nella libreria di mia nonna trovai una copia de "L'infanzia di Gesù", rivelata tramite Jakob Lorber, un libro che proveniva da Söbrigen presso Pillnitz, e lo considerai una sua eredità. Questo libro ha compiuto in me dei veri miracoli, e non me ne potei più separare e credetti che il caro Dio non avesse potuto far finire la Sua Parola dopo la morte di questo Jakob Lorber; perché altrimenti chi altro mi avrebbe potuto spiegare queste Rivelazioni? Quando osaì chiedere spiegazioni su questo, mi venne la risposta: “Rimani con la Bibbia!”. Da allora sentii dentro di me una forte guida dall’Alto.

In silenzio, lontano dal mondo, desiderando solo il Divino, fui confermato[1] nel marzo del 1887, e già pochi giorni dopo entrai nell'apprendistato presso mio padre per imparare il mestiere di falegname. Allora era ancora usanza degli artigiani, dopo l’ultimazione dell'apprendistato, di andare a piedi in giro per il mondo. Così anche la mia via mi condusse da Dresda a Hof e a Bayreuth; là trovai lavoro presso un onesto mastro. Rimasi presso di lui dieci settimane. Il mastro non mi voleva lasciar andare, ma l’impulso per l'ulteriore formazione mi attirava nel bel mondo, così passai da Norimberga, Regensburg, Monaco in Baviera, Landsberg, Memmingen, Costanza, Stoccarda, attraverso la mia indimenticabile Reutlingen e Esslingen, Ludwigsburg, Heilbronn, Heidelberg, Mannheim e Worms. Da lì trovai lavoro a Kirchheim-Bolanden nella regione di Pfalz e volevo rimanere lì per l'inverno; perché la mia ferma aspirazione era di imparare e realizzare qualcosa di buono. Invece, l'uomo propone e Dio dispone. Sentii che si avvicinava una grave malattia, il che mi spinse ad iniziare al più presto il viaggio di ritorno verso casa. Purtroppo per il tragitto col treno da Worms a Lipsia mi mancavano 75 penny per il biglietto, che dovetti elemosinarli alla stazione. Poi mi rimasero tre penny e con questi mi comprai un pezzetto di pane. A Lipsia un caro parente pagò il prezzo del mio biglietto fino a Dresda. Il 18 novembre 1891 arrivai moribondo nella casa paterna e giacqui molto malato fino al marzo del 1892.

Nessun medico mi poté aiutare. Subentrò una totale paralisi e poiché non riuscivo più a stare a letto, i miei genitori mi adagiarono su un materasso sul pavimento di tavole. I dolori divennero insopportabili; potevo affidarmi ancora solo a Gesù, al mio Salvatore! Nondimeno, la fine si avvicinava per me. Si andò a chiamare  il sacerdote, ma svenni dalla debolezza. Il mio occhio si era già spento e non lo riaprii. In questo stato sperimentai l'Eternità; tutte le impressioni della mia vita vissuta fino allora stettero davanti a me. Vidi che ero stato solo un cristiano mediocre e, intimamente, pregai Dio di donarmi ancora solo per tre giorni la mia vita terrena. Per i miei ero già morto; non sentivano più nessun respiro in me. Invece accadde il miracolo: mi svegliai ed ero sano! Volevo alzarmi dal mio materasso, ma la forza per far questo non c'era ancora. Tuttavia mi sentivo come rinato e la vita donatami per la seconda volta dal mio Salvatore Gesù, sperimentata nel più interiore, si fortificava rapidamente. Giurai in santa serietà di consacrarla del tutto a Lui. Rifiorii! Solamente, non trovai nessuna comprensione per il mio voto.

Nello stesso anno, in giugno, successe qualcosa di determinante. Una sera ero tornato nella mia camera da letto dove giaceva nel letto il nostro garzone, poiché ora ero tornato a lavorare di nuovo con mio padre nella falegnameria. Sul tavolo c'era un foglio di carta da lettera con su scritto in bella e sicura calligrafia d'uomo: "Io sono la Luce del mondo, e con la Mia Nascita ho acceso una Luce. Poiché ora questa Luce si è ancora una volta spenta, ne accenderò una nuova che non si spegnerà più in tutte le Eternità". – Il garzone mi riferì: "Volevo scrivere una lettera a mia sorella, ma ecco che la mia mano andava da sola". Profondamente commosso, gli chiesi di prendere ancora una volta la matita in mano. Questa volta scrisse: "Io sono già di nuovo presso di voi, come tutti i giorni, fino alla fine del mondo". Il ragazzo ebbe paura quando gli chiesi di scrivere ancora una volta. Pregai il mio Salvatore di concedere a me questo dono, e poi supplicai lo scrivente, senza che questi sapesse il perché, di scrivere ancora una volta. Dopo molte insistenze la sua mano scrisse ancora: "Prega come Hanna e lavora come Ruth!".

Dopo molte ricerche di persone che avevano gli stessi sentimenti, l'Amore di Dio mi condusse da una cara famiglia. Era il 2 novembre 1892. Questa gente semplice possedeva le opere di Jakob Lorber e con santa serietà curavano le sublimi Verità rivelate unicamente attraverso di lui. Essi mi accolsero nella loro cerchia, e per questo li ringrazio in eterno! – Diventammo inseparabili; quasi ogni ora libera ci ritrovavamo, leggevamo, discutevamo, pregavamo e ci sforzavamo di vivere quanto leggevamo. Così passarono giorni e mesi, finché nell'ottobre del 1894 fui chiamato sotto le armi come soldato del 134° reggimento della 10° fanteria, accomiatato con le parole di accompagnamento attraverso la madre di questa famiglia: "Va’ nel Mio Nome. In tutte le classi e ceti sociali voglio scegliermi dei figli, affinché dappertutto sia trovata l'eterna salvezza della vita ".

Nei miei due anni di servizio fui assegnato al Comandante, come attendente. Qui cominciò per me una scuola di completa subordinazione. La famiglia del Comandante cominciò a volermi bene, e per questo si strinse un legame al nostro comune eterno Santuario, di cui testimonia una poesia edita nel 1918 "Doni di Grazia" di Otto Hillig.

Ricco di esperienze e più maturo per gli scopi di Gesù con i Suoi amici, ritornai nella casa paterna nel settembre del 1896. Tornai di nuovo all'opera nella bottega artigiana di mio padre e nelle ore libere andavo nuovamente alla cura dello spirito nella piccola e silenziosa cerchia degli amici. Là mi accolse la seguente Parola del Padre: "Hai superato una scuola preparatoria dell'umiltà. Scegli la massima: «Con Dio,  con il Suo Amore, tutto; senza di Questi, nulla!»”.

Nell'anno 1902 scrissi un gran numero di comunicazioni che ricevetti dall'Eterno Amore tramite la Parola interiore per tre anni, e fui istruito in tutte le questioni religiose che ebbi poi da riferire al mondo.

Gli incontri dedicati a Dio furono tanti, finché una nuova ‘cerchia di amici’ che si stava formando, ebbe bisogno delle mie ore e dei miei giorni liberi per l’assistenza. Questo iniziò nell'anno 1903. Alfred Orgs mi pregò di poter venire da me ogni martedì dopo il lavoro. Una volta, venendo da me, incontrò per strada un collega di lavoro, questi gli chiese che cosa lo conducesse da me, e subito si unì. Era il nostro caro Otto Hillig. In lui si trovava un meraviglioso dono per esprimere le mie esperienze interiori in poesie, come testimonia il seguente saggio dal prologo dei suoi "Doni di Grazia":

 

«Tre uomini in cerchio riuniti, un giorno a Dio si rivolsero,

presso Cui molti cuori secondo il senso di Gesù si ritrovarono.

Un Georg Riehle con Alfred Orgs insieme vi stavano,

per infiammarsi di Gesù nel loro scopo si fermarono.

Come terzo, poi, nel patto delle righe lo scrivano stava a scrivere,

e spesso Parole di Vita dalla bocca di Gesù riuscì a condividere.

Una cerchia venne a fiorire, a crescere e a prosperare,

e il tenero sforzo di Gesù in queste file molto più venne a serrare.

L'amor fraterno viveva tra noi, e la Parola vivente vi scorreva.

Allora, stretto tra le braccia di Gesù, qualche cuore tremava!».

 

La cerchia degli amici crebbe così tanto che la mia stanzetta divenne troppo piccola, e l’assistenza seguì ulteriormente di famiglia in famiglia. Ma poiché anche là gli spazi non bastavano più, chiedemmo con insistenza una sala alle autorità cittadine. La nostra massima che ‘noi curavamo ciò che insegnava la Chiesa’, fu  giudicata ineccepibile, e così ci fu messa a disposizione la sala del popolo in Dresda-Löbrau per ogni primo lunedì del mese.

Il primo lunedì nell'agosto 1914 potei assistere per l'ultima volta i miei amici prima dell'inizio della prima guerra mondiale, poiché la "Croce Rossa" mi chiamò subito come infermiere sul treno-lazzaretto ‘L.2’. Durante i viaggi che dovetti fare attraverso i territori tedeschi, mi si offrì anche l'occasione di mettere piede nella nostra cara Bietigheim, il luogo della casa editrice delle opere di Lorber, e potei conoscere padre Landbeck, sorella Emma, Otto Zluhan e sua moglie Hedwig. Fu con indimenticabili impressioni e nuova forza per il mio santo servizio che lasciai questo luogo così patrio per il nostro cuore.

All'inizio del 1917 fui chiamato in servizio al fronte in Russia. Lì cominciò una nuova scuola, nella quale avevo sempre più bisogno di Gesù, ed Egli poté venirmi sempre più vicino fino all'ultima licenza nella Pasqua del 1918, in cui la malaria mi fece terminare il servizio al fronte e fui mandato in convalescenza alla truppa di stanza nella sede di Berlino. Qui conobbi la nobile sorella Christine Duchrow con sua figlia Emmi, la quale più tardi mise in stampa le "Meditazioni domenicali", – "Canti di Lode per i figli di Dio" e altre opere e dove trovai anche molti altri cari amici del nostro movimento.

Riguardo l’amata opera per Gesù, durante la mia assenza da Dresda mio cognato Max Roth,  insieme a Otto Hillig e ad alcuni altri fedeli amici, si continuò a curare l'opera. Un altro fratello ampliò la sua casa e accolse le nostre assemblee, naturalmente ristrette durante la guerra. Comunque il movimento cresceva ancora rapidamente e non rimase nemmeno inosservato dal pubblico. La casa di quel fratello divenne nuovamente troppo piccola e dopo la guerra fu messa a nostra disposizione la sala delle conferenze della casa comunale Dresda-Löbtau che era in grado di ospitare fino a cinquecento persone, e spesse volte fu molto affollata. Essa era la stessa sala nella quale mio padre aveva operato come consigliere per molti anni per il bene esteriore della città.

Mio cognato, un musicista di talento, formò e diresse un coro misto comprendente circa quaranta persone che cantavano magnificamente. Otto Hillig tenne saldo lo spirito della nostra comunità scrivendo circa trecento poesie, delle quali mio cognato ne musicò un gran numero. Adesso si poté sviluppare il contenuto di vita delle Rivelazioni divine anche in piena bellezza, e dai nostri incontri derivò molta elevazione e benedizione.

Adesso di domenica venivo spesso chiamato anche fuori città, sia nella pia accessibile Erzgebirge a Chemnitz, che a Zwickau, Riesa, Leipizig, Liegnitz e Berlino. In seguito a una richiesta di un amico, una volta andai nel suo paese d’origine a Politz, presso Tetschen in Boemia, e là si formò inaspettatamente un nuovo centro di diffusione, come un lavoro da seminatore, ricco di benedizione per circa vent'anni. Ogni prima domenica del mese arrivavano lì, da lontano, centinaia di persone di ogni età, sesso e ceto, per stare ad ascoltare avidamente con l’orecchio teso la Parola di Dio. Un redattore di Bodenbach-Aussiger sul "Giornale dell'Elba", pubblicò nel 1937 un’estesa relazione su un nostro incontro, e la rivista "Meditazioni domenicali – Parole dall'eterno Amore a noi uomini", Dresda 1932/33, riportò estratti di ciò che vi era stato detto.

Nel 1926 la casa editrice di Bietigheim che pubblicava le opere di Lorber, organizzò un incontro coi lettori tedeschi, e questo mi consentì di incontrare per la prima volta la cerchia di Reutlingen, con la quale mi unì per tanto tempo un legame di intimissima comunione spirituale. Qui si dischiusero le santissime profondità della divina Degnazione e Grazia. Testimonianza di queste sono le "Ore di Betania", Bietigheim 1937, e i fascicoli non ancora stampati "Sette giorni con Gesù", 1940, e "Dieci giorni con Gesù", 1942. – O Dio, Padre nostro, quanto sei grande!

Alla mia attività verso l’esteriore fu messa un’improvvisa fine nel 1937 da parte del ministero nazional-socialista, con il divieto alla "Società della Nuova Salem" di riunirsi, ed estendendolo anche al nostro movimento. Tutti i nostri libri e scritti furono requisiti; mi fu proibito il rapporto con i miei ascoltatori facendomi sentire come una madre separata dai suoi figli. Ero sempre convocato in interrogatori da parte del partito in Dresda. Una volta mi si volle riprendere molto sul serio e fui chiamato dalla "Polizia segreta di Stato". Un funzionario mi esaminò e due altri scrivevano. Mi fu posta anche la domanda: “Come si comporta lei verso la Chiesa?”. – La mia risposta fu: “Io paragono la Chiesa a un seminatore che semina buona semenza. La semenza è la Parola di Dio; il frutto è la vita di Dio. Dove la semenza germoglia, là cresce un salvatore. Perciò è il massimo curare la semenza della Chiesa”. – E ancora: “Cosa pensa di coloro che hanno un’altra dottrina di fede?”.  – Risposi: “Ogni uomo ha la sua particolare maturazione, la sua particolare opinione. Perciò attraverso il mio esempio cerco di illuminare le persone che mi circondano”. – Con ciò il colloquio terminò E  davanti alla porta dell’ufficio del funzionario ci congedammo da amici.

La grande incursione aerea su Dresda del 16 gennaio 1945 distrusse anche la casa e la falegnameria che io, dopo la morte di mio padre, avevo continuato a mantenere ininterrottamente con un fratello, e fino ad allora esercitai il mio servizio al banco di lavoro con diligenza e successo per 54 anni. Il nostro Otto Hillig ci fu portato via già nel 1928; nel 1946 lo seguì mio cognato Max Roth. La mia intenzione di ritirarmi del tutto nella mia vita interiore non si poté realizzare. Nel 1948 fui guidato a una famiglia a me fino allora sconosciuta, nella quale la mia vita divina-spirituale prosperò di nuovo potentemente. Nel 1949 morì un amico di 81 anni e fui indotto a parlare in pubblico sulla sua tomba. Questo portò ad un legame più stretto con i parenti del defunto.

Se potessi portare ancora a lungo la veste terrena, ciò sarebbe solo per servire un singolo fratello! Il raggio di luce di un occhio fraterno è per me più che la pienezza della mia intera essenza. Tuttavia, l'eterno Amore fa sempre ciò che è giusto; sia fatta la Sua Volontà!

Così ho soddisfatto il desiderio dei miei amici per un profilo biografico della mia vita, tuttavia mai a causa della mia persona, ma solo per dare una testimonianza dell'eterno Amore divino del Padre, il Quale cerca ciascun uomo. Solo a Dio, Padre nostro, ogni Onore!

Georg Riehle

(Georg Riehle morì a Dresda il 30 dicembre del 1962)

 

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Le opere di Georg Riehle

 

Sette giorni con Gesù - (1940 )

Nel periodo prenatalizio dell’anno 1940 in Germania, durante un’intera settimana di incontri degli otto amici più stretti di Georg, tramite la parola in lui, il Padre Santo rivela loro perché l'Amore eterno di Dio sia stato attratto dal loro impulso d'amore, quale Scintilla spirituale presente nel cuore dei convenuti a quelle riunioni, essendo stato un loro spontaneo e indipendente desiderio di farlo, come figlioli per incontrarsi col Padre Gesù. Tramite questa comunicazione ci viene descritto che quell’evento aprì pure un'epoca a coronamento della Creazione intera, cosicché, per ogni giorno della settimana, verranno rivelate profonde verità spirituali, ma soprattutto, è rivelato in maniera toccante il profondo Amore di Gesù, quale Padre di tutti gli esseri umani, portatori della Sua Scintilla d’Amore divina.

 

Dieci giorni con Gesù - (1942)

In una serie di dieci incontri con i seguaci della Parola divina a mezzo di Georg Riehle, Gesù, anche se invisibile, Si rende presente in modo palpabile attraverso la Sua Parola, non soltanto confermando di essere anche Lo stesso Padre da eternità, ma comunicando agli otto presenti di quella cerchia la loro origine in Cielo, così da esortarli amorevolmente a proseguire nel percorso d’Amore verso di Lui nello Spirito, e anche verso il prossimo, nonostante le amare vicissitudini incombenti nel periodo bellico in cui avvennero questi incontri.

 

Cinquant’anni pioniere dell’Amore Divino - (1952 )

 

La parte principale del libro è costituita da parole espresse direttamente da Georg, poiché lui non si servì mai della forma scritta per comunicare le sue affermazioni, ma queste erano dattiloscritte dai suoi ascoltatori; solo le più vecchie e iniziali prove biografiche dall'anno 1902 furono messe giù per iscritto da lui stesso. Ciò che lui esprimeva quando il Signore parlava tramite lui, avevano un senso, uno spirito e un contenuto proveniente dal Cielo, mentre la forma linguistica esteriore, denotava la caratteristica propria dell’individualità di Georg. Lui non parlava, come i medium spiritici nello stato di trance, bensì con l’assoluta desta consapevolezza. Tali parole erano dell'eterno Amore in lui. Ciò che il fratello Georg ripeteva durante le numerose riunioni pubbliche, visitate spesso da centinaia di ascoltatori e in altrettante ore di preghiera in stretti circoli più piccoli "Chi rimane nell'Amore, rimane in Dio e Dio in lui", trattava sempre l'unico tema di base: la divina destinazione dell'uomo!

 

“Cristianesimo vissuto” - (1954)  (in revisione)

Una raccolta di episodi di vita vissuti da Georg Riehle insieme agli amici che lo seguivano, tratti da esperienze di vita raccontate o insegnate saltuariamente e registrate su nastro, poi recuperati, in cui Georg ricorda alcune sue esperienze di vita in cui avvenivano aiuti soprannaturali. Ci viene così offerta l'occasione di imparare a conoscere tratti della sua figura e le imperiture verità che lui insegnava, applicate nella vita pratica. Possa, chi legge questo libricino, prendere molto sul serio un’ulteriore ammonizione del fratello Georg: non voler afferrare il contenuto delle sue parole con i mezzi del pensiero razionale, ma con le forze percettive del sentimento e dell'amore.

 

“La vita sorta da Dio” - (1955)  (in revisione)

Questo libro è una raccolta delle testimonianze di Georg riguardanti la Vita di Dio in ciascuno di noi. Riehle non è un medium, così come testimoniò di se stesso: “Io non sto sotto l'influenza di una vita estranea, poiché ciò che comunico è la mia stessa Vita". E in un'altra occasione disse: "La Vita, agitandosi in me, attirò il mio prossimo, e il mio compito non consistette più nel leggere, ma nel mostrare al mio prossimo la via per diventare figli". Con il suo esempio Georg dimostra che nel petto dell'uomo c’è un germoglio dell’Essenza  divina: la scintilla di Dio! Sta a ciascuno di noi riattivare tale scintilla con la rinascita spirituale, per diventare già sulla Terra un figlio di Dio.

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[1] Equivale alla nostra comunione.