Pensieri di luce

 

 

Pensieri ...di Luce

 

In rima

 

 

 

Al lettore

 

Fermarsi un attimo talvolta a meditare

fa bene all’anima, e accarezza il cuore,

   eleva oltre questa sfera il pensiero,

   rende il credente atto all’alto Empireo,

fa sbocciare opere ben oltre il corporeo

e scrivere sul libro della vita, l’etereo.

   Occorre però credere e agire con competenza

   pure impegnarsi con una certa logica efficienza,

e se la volontà è pure indirizzata al servire

si raccoglieranno i frutti donati dall’interiore.

   Comincia anche tu, ora, mio caro nuovo amico

   a fare qualcosa, e lascia alle spalle tutto l’antico,

non c’è nulla cui ciascuno pensi sia negato

occorre impegno e fede, ma non sia mercato!

 

 

 

Indice

 

L’impegno

Donarsi

Il tempo

Buon Natale

Reincarnazione attesa invano

San Valentino ricordato

Il giudizio

Su…cammina!

La luce

L’esame

Dopo la fumata bianca

La parola

La verità

Un tempo ancora

Un gesto

La strada

Chi ama

Domenica

L’alba

La Traccia

Pioggia d'attesa

Anniversario

La pioggia

Se io potessi

Luce che attende

Incarichi politici

La sveglia

Piccoli segni

Luna piena

Realtà o illusione?

Birichini

Non sono alieni

Ombre

Piove

Dura è l'attesa

Donna e madre

Ninnananna

La vera palma

L’imperio

La resa? No!

E’ Pasqua

Forte vento

Svegliatevi!

L’albeggiare

La scossa

Primavera

Nuovo giorno

E’ primavera

Tempo futuro

L’astro

Meteorologia

Natura ribelle?

Luce sia

Stagioni

Il nostro Sole

Leggi meteorologiche

Non credenti

Il bene immeritato

E’ l’ora!

Digiuno?

La notte vola

La stella

Sempre avanti

“Luce!”

Nella calura

Lode sll’Altissimo

Sulle S. Scritture

L’arsura

L’incalzo

Il cuore

Il tornado

Ci provo

L’attesa è lunga?

Sia lode

I giorni

L’atto consacrato

Falsi allunaggi

Il giorno atteso

Prepararsi

L’incarnazione

La natura

Crocifiggilo!

L’eremita

Piccola preghiera

Quel Nome

Cosa dare

O Padre

Smembrati

Anima ribelle

Un segno

Tempo di oggi

Credere

Il precursore

Il credente libertino

I caduti

L’ameno

Giudicati

L’evento vicino

O vita

Il precursore

L’origine

Vita!

A Gesù

Un cenno ancora

Nel Tuo Nome

Nella notte

Dopo, elevati

Voltagabbana

All’amico

Ricorrenza

L’eclissi

Il ricevente

Ai due viandanti

Oltre la tempesta

Ai fedeli

Venite al Padre

Un passaggio

Sempre avanti

Così è!

Servitori? Prima istruiti!

Sulla nuova Terra

Lo spirituale bandito

La nuova Parola

Chi sa

 

 

 

[ Altri versi… ]

 

L’impegno

 

Sembran piccoli passi, quelli che si fanno

e questi stan nascosti a quanti, ahimé, non sanno.

   Il procedere del tempo incalza, tutto spinge

   prepara ciò che serve a chi cerca e legge.

Sì, tutto ha uno scopo, e niente è a caso,

qui dall’Alto arriva veramente, a chi ha inteso.

   per dare a lui le basi della vera Dottrina

   e renderlo degno dell’alta amorevole stima.

Così un giorno tira l’altro, e invita a preparare

quel lavoro da svolgersi, organizzato per donare

   tutto ciò che un giorno per amore ci fu dato

   per discernere il tempo della sorte e del peccato!

 

 

Il tempo

 

Il tempo sempre avanza, spremendo a tutti ogni sostanza

e tutti noi trascina, inesorabilmente spingendoci alla china.

   Nessun di noi, per quanto ci provi gli resiste,

   e tutto è vano, anche se, sperando, gli persiste.

Non c’è nel mondo intero, una sol cosa,

che si liberi, per certo, dalla sua presa,

   e deve ben, ogni giorno, cedergli l’offesa,

   di rinunciare, ahimé, ad ogni bell’impresa.

Provar, però, a ciascun, non costa invero nulla,

sicché tutti, ahimé, s’impegnano per un nonnulla.

   Così i risultati, inevitabilmente, son senza speranza

   e lui, il tempo, a ciascuno, ruba perfino l’esistenza.

 [indice]

 

Reincarnazione attesa invano

 

Un altro giorno passa, e ancora tutto lascia

che nel suo verso, ancor più in basso, scafascia,

  e aspetta, parco e tronfio d’ogni cosa insulsa,

  e riempie l’epa, giocando nella mente avulsa.

Tutto è in attesa, ma essi questo non lo sanno,

e insistono a ridere e scherzare, con inganno.

  Una parola buona non la vogliono ascoltare,

  né sullo spirito loro, voglion mai meditare,

nell’illusione, un giorno, di poter ricominciare

ancora qui, sebbene senza mai ricordare.

  Ma il giorno che un dì a loro fu indicato,

  verrà presto e, certo, dovrà esser ben ricordato!

Solo così tutti loro potranno ahimé imparare,

ciò che il cuore, un dì, non volle affatto accettare.

 

 

Il giudizio

 

C’è un aspetto importante nella vita di ciascuno

quando vuol valutar le azioni basse di qualcuno,

   e analizzar così tutto ciò che è in suo possesso

   pensando di conoscere tutto, con un certo nesso.

Solo Uno, però, d’ogni cosa è Giudice supremo

e noi tutti, siamo appena, proprio men che meno.

   Nessuno potrà mai veramente giudicare

   ciò che Egli solo, ha ben il diritto di fare.

Così, qui non resta molto altro che, ‘imparare’

e qualunque Giudizio, lasciarlo proprio andare.

 

[indice]

La luce

 

La luce.., la luce! – Che gioia quando compare!

Scalda, culla, riempie, ti vuole sempre amare...

   Tutto si lascia cullare, se accetta di farsi baciare,

   e cresce, sperando che essa, mai, lo possa lasciare…

La luce è una forza potente, che scova ogni serpente,

che lascia un profumo di vita, a chi le diventa servente…

   Ma occorre aprire la porta, e inchinarsi alla calorica forza,

   vestirsi di luce e abbracciarne la sua vera sostanza…

Però, solo chi prima ha pulito per bene la casa

potrà assaporare con gioia, di nuovo, ogni cosa…

 

 

Dopo la fumata bianca

 

Nuove idee vengono da ieri proposte con slancio

per fermare l’atavico declino della ‘madre’ in bilancio

   e sperare in un tempo nuovo, da quel Pietro indicato

   che rilanci nuove idee e, da tutti, esso sia osservato.

Ancora gira la ruota della criticata vecchia Chiesa

riparata, ancora una volta, con un ottima impresa.

   Il tempo però incalza, bussa e la fa da padrone

   affinché tutto si compia, e sia per tutti di sprone.

Tutti sospirano, augurano, sperano e, pregando, implorano

che lui sia per tutti una guida, un faro, nel grande pantano.

   Ma saprà farsi valere? Posto è vero sul gradino più alto

   per stimolar le genti, sì, ma non espressamente un tarlo.

 

[indice]

La verità

 

Nuda e cruda la verità mai può arrivare

e spesso, un velo occorre perciò preparare;

   infatti, la sua Luce molti potrebbe già abbagliare,

   e la si deve con parsimonia appena ostentare.

Solo con un po’ d’accurata preparazione

è possibile imparare pazientemente la lezione,

   e poi, col proprio cuore, seguire ben la direzione,

   affinché ogni tassello sia inserito nella giusta posizione.

E se troppo presto una verità dovesse esser data,

allora ben duramente essa sarebbe ripagata,

   poiché nessuna costrizione deve esser mai imposta,

   a chi non vuol saper, né far di suo alcuna sosta

nella propria vita incline alle tante avventure

godendo impunemente ogni gioia, pur se son dure.

   Non a lungo, però, la verità sarà oscurata

   poiché ogni falsità, presto, sarà bandita

e solo quella che giunge dai più alti Cieli

potrà lenir la lunga attesa, dei Suoi veri fedeli.

 

 

Un gesto

 

Ogni gesto, seppur piccolo, lascia un segno…

in chi aspetta, da quel gesto, un pegno,

   e aspira scoprire nell’altro un gesto d’amore

   per carpire cosa quell’altro ha nel cuore.

Non servono grandi proclami, né speciali occasioni

né enormi spese, o maldestre efferate soluzioni,

   ma piccoli segni, e una cara spontanea decisione

   può lasciare a quell’altro una buona impressione.

Solo dei piccoli segni, impressi nel gran firmamento

salveranno quell’anima, dal possibile bieco tormento.

 

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Chi ama

 

“Che buon odore c’è qui, stasera!”,

osserva chi sa, conosce, e spera…

   e vive ogni più piccola esperienza

   con un sorriso, gioia vera, e pazienza,

e invita gli altri accanto al proprio cuore

come fosse ogni volta un convegno d’amore.

   Come è saggia la vita di colui che insieme

   al suo fratello spera, e trae ogni speme

e ben supera le più tremende ostilità,

con l’intima certezza di chi sa

   che un giorno, forse prima ancor che sia finita

   tutto dall’Alto gli ridarà la sua stessa vita.

Ogni più piccola cosa è limpida e felice

per colui che ama vivendo, e resta nella Luce,

   mentre chi solo è dall’ombra posseduto

   già vive invano, ….e se ne resta muto!

 

 

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L’alba

 

Il buio più fitto ghermisce sempre ogni cosa,

quando la luce nel mondo, ognor più non posa,

  e il mondo nel buio profondo par essere assente,

  pur sempre sperando nel gran Spirito veniente.

Attonito è lo sguardo di chi ancora L’attende,

e scruta le piccole luci, le quali rischiarano niente.

  La notte imperante ha ancora tempo, e permane,

  nonostante le fu imposto un limite, a mo’ di cane.

Così tutto spera e attende con ansia quel nascente Sole

a donar vita e calore e, per tutti, quel grande Suo Amore!

 

 

Pioggia d’attesa

 

Pioggia che lava, rinfresca, persino scioglie

pure le pietre, se non son dure e spoglie.

  mentre il Sole, celato, pur sempre dà luce

  a chi crede e s’impegna a cercar nella vetta la pace,

e lesto vi sale, dal desiderio spinto di veder la sfera

mentre a valle imperversa e impera la dura bufera.

   Egli attende lì, che si plachi e, da quell’altezza,

   prega che a tutti giunga una pronta salvezza

prima che il tempo reclami il suo misero fio

da chi luce non cerca, né implora, nel tramestio,

   tra i rivoli inzuppati dei sogni scherniti

   e cede a promesse e accordi, poi mai mantenuti,

di chi soppesa e valuta un tiepido lottare,

con mezzi ad arte preparati, solo a non perire.

   Ma il giorno profetato, presto tutti agguanta e raccoglie,

   chi ancora spera, …e chi ancora insegue le sue voglie!

 

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La pioggia

 

Scende oggi la pioggia, ancora lenta lenta

e bagna tutto ciò che vien dall’alta placenta

   che aspetta un giorno, d’essere redento,

   per ritornare là, da dove sorse contento.

Un dì quel grave errore lui pagò

e lacrime amare poi pure versò,

   fino a ché una nuova speranza

   gli bussò in petto con possanza:

attendere con gioia rinnovata

la venuta Sua e, in gloria, accettata.

   E noi, che siamo qui di passaggio

   per renderci beati, o inclini al peggio,

facciamo finta di non saper proprio niente

e passiamo la vita aspettando il frangente!

 

 

Luce che attende

 

Luce che sgorga, si appresta a scaldare,

tutto si sveglia, aspetta presto di fare.

   Le ombre scoperte devon presto fuggire,

   si lasci che il Sole le faccia perire.

Esse in un gesto vorrebbero farLo sparire

devon però, accettare la sorte e, …morire.

   La gran ‘Luce’ anch’essa s’avanza un pochino

   poi, presto, tutto quaggiù farà capolino!

  

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La sveglia

 

Tutto passa, tutto del continuo si trasforma,

tutto freme alla vita e, da lontano, là ritorna,

   cerca luce, calore e, sempre, amore,

   e ogni tanto trova una presenza, un cuore.

Ombre, ad immagine dell’originaria Fonte inesauribile

che desidera, ma prima, a tutti, dona un mondo labile.

   Tutto si sveglia alla chiara luce del silenzioso mattino,

   mentre il sonno insiste, come un capriccioso bambino,

e la fresca rugiada della natura, bagna i suoi petali

per sedare l’arsura dei suoi più piccoli insettupoli.

   La sveglia però non aspetta e, senza ritegno, sbotta:

   “Drin!”, gridò, e tutti senza cipiglio svegliò!

“Drin!”, ripeté, e con tenacia, al mondo reale, tutti consegnò!

“Drin!”, sbuffò, e un bacio promesso, al suo bimbo gli donò!

 

 

Luna piena

 

E’ notte, il volto della Luna splende,

ma la sua effimera luce non scalda,

e ci lascia solo intraveder le lande.

   gloriamo  di non sapere niente,

a ttt ciò ke aspetta di essere redento,L’alba soltanto donerà ancora la sua luce,

   a chi sempre a cercarla pur si accinge,

   a chi in essa spera, e nel suo cuor riluce,

Essa vorrebbe baciare tutti sulla dormiente fronte

quale segno gaio del nuovo giorno nascente,

ma cosa porterà loro, di certo essa ben lo sa:

   solo se all’originaria Fonte ciascuno si indirizzerà,

   se, svegli, brameranno alzarsi solerti.

   Poi, ancora una volta, su tutti s’inabisserà!

 

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Birichini

 

Sempre vivo di giocare resta il cuore

ma agli adulti non lo vorrebbe il Signore,

   e liberi ci lascia di fare e disfare,

   invitandoci spesso a non esagerare.

Lui vuol solo a tutti darci amore

e tenerci sempre, ogni istante nel Cuore,

   mentre noi con le azioni poi Lo feriamo

   e fin troppo, godiamo a restar nel pantano.

 

 

Donarsi

 

Se ciascuno anziché cercar celebrità

donasse di sé solo speranza e libertà,

   tutta la Terra poi si salverebbe

   e nessun bene più si perderebbe.

Solo qualcuno apre però il suo cuore

allontanando così, da sé, ogni dolore,

   lasciando che solo il suo grande amore

   diventi vita, affetto, e vero piacere interiore.

Crescerà così il suo Germe vitale

avendo cura che nessuno stia male,

   e ricucendo qualunque vecchio contrasto

   evitando che alcuno l’accusi d’esser molesto.

 

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Buon Natale

 

E’ un Natale senza neve questa sera

come mai qui, sembra quasi primavera,

   così anche il tempo, per tutti, propone

   la solita atavica festa, con ripetizione,

affinché in ciascuno possa spuntare

quell`umile Bimbo, e faccia ancora sognare,

   tutti quei bimbi che, per l’occasione

   il santo Natale aspettano con trepidazione.

 

Ma i grandi e maturi, che cosa chiedono:

un aiuto, buon cibo, ma poi si siedono!

   Son tutti felici in questo singolare momento

   poi, domani, tutti quei doni sono un tormento

per quella parte, la più intima, interiore

che ancora aspetterà quell`unico Signore.

   Se almeno una volta potesse veramente nascere

   quell`umile Bimbo, e poi, poterlo pascere.

 

Adesso il Natale è proprio passato

ma il piccolo Gesù, è veramente nato?

   Egli da sempre aspetta un piccolo segno,

   ma che non sia legato al proprio bisogno!

Lui s’aspetta che ciascuno Lo chiami

dal cuore più puro e, da lì, L’ami,

   senza riserva, né impedimento

   ma con coraggio, fede e sentimento.

 

Cosa farà, invece, l’uomo mondano?

Come sempre, egli ne resterà lontano,

   Saluti, sorrisi, abbracci, sì, e scambi di doni

   ciascuno vaneggia, ci prova, ma spende soldoni.

e un altra occasione resterà non sfruttata

per lui e per quelli che non l`hanno afferrata.

   Solo i credenti potranno valenti gustarsi

   il vero Amore, se insieme, sapranno amarsi.

 

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San Valentino ricordato

 

C’è un giorno fortunato nella mente dell’innamorato

che segna un solco e, lì, resta piantato e ben serrato,

   e a volte, solo quello adorno torna in mente

   e stimola il ricordo, come un dolce espediente.

E quando il tempo passa e la mente se lo scorda

basta un niente e, di quel dato giorno, ci si ricorda.

   Oppure, se un tempo da allora è già passato

   e forse, oppressi ce lo si è dimenticato,

basta un niente, e quel tal giorno fortunato

ripassa alla mente, e tutto vien poi ricordato.

   Il tempo a volte riapre le vecchie ferite

   e queste raramente possono esser lenite,

così non è di quel giorno vissuto e fortunato

poiché esso, di certo, nel cuore sarà conservato.

 

 

Su, …cammina!

 

O figlia del gran Padre che sta in Cielo

che al mondo sei venuta con mistero

   che scruti dentro te, cercando la grande verità,

   poco ancora conosci il passo di Chi dà.

Lascia che il cuor tuo, Egli guidi silenzioso nella vita

così che tu possa già ora, assaporare un poco la Sua guida!

   Non cercar la vita là dove non la si può trovare

   ma avanza solo là, dove sai che ti si può dare

tutto ciò che serve per poter ben camminare,

e anche agli altri, poi, con amore, potrai ben ridonare.

   Solo, lascia a coloro che ancora non voglion capire

   quanto sia vano il mondo, che è ben da interdire.

Se tu con zelo, amore, forza, e un tantino di pazienza

vorrai conoscere solo Colui che guida con Sapienza,

   ricolma sarai di ciò che riempie i cuori amanti

   e nulla mai più potrà lasciarti, fiele e pianti.

Che tu sia benedetta con possanza, figlia amata

possa tu, già qui, percepir la vera Vita a te donata!

 

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L’esame

 

Lunga è la strada all’inizio del lungo cammino

la fine è lontana, raramente appare vicino,

   bisogna però incamminarsi e, con lena

   affinché ogni giorno diminuisca la pena,

e affrontare i pericoli con grande indulgenza

pregando l’Iddio a superarli con pazienza.

   Solo quando buona parte di strada s’è affrontata

   sarà chiaro come la fine lontana si sia avvicinata.

Ma indietro no, non dovremo mai più tornare

se la sua conclusione, un dì, vorremo trovare,

   per presentare in cornice quell’accorato documento

   e presentarlo ai posteri, con tutto il proprio vanto.

 

 

La parola

 

Non sono mai stato, né sarò, un oratore

mi sforzo appena portar fuori, ciò che ho nel cuore.

   Lo lascio sventolare verso chi mi chiede

   e dopo non so mai cosa in lui succede.

Come foglie, le parole le sospinge il vento

e non son secche, vengono dal mio sentimento.

   Io mi sforzo sì, di renderle del tutto amate

   ma che dolore, quando invece son perdute.

Chiedo anche di osservarle con attenzione

ma che tristezza non riaverne alcuna osservazione.

   E allora nel Maestro ancora io mi rifugio,

   Egli solo dona a me amore e, …ogni coraggio.!

 

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Un tempo ancora..

 

Si muovono nel cielo eventi strani,

e manifestano un tempo del domani,

   voglion farsi vedere anche dai più freddi

   per ricordar loro, quanto son ebbri.

Solo ben pochi, prima, riconosceranno

cosa significano, e sotto a ‘Chi’ essi stanno,

   per indicare a tutti un tempo assai vicino

   che li spinga ahimé, a vivere al lumicino.

Nessuno vuol sapere di credere in un Dio

e tutti ancora inseguono ogni ben di Dio

  lasciando che il tempo, per loro, sia foriero

   solo di farli godere d’ogni effimero pensiero.

Tutto invece cambia, spinge, si trasforma

e chi non vuol sentire, perderà la sua forma!

 

 

La strada

 

Passa la schiera dei giorni, ‘il tutto’ avanza,

illumina ogni cosa, con la sua possanza.

   Tutto si sporge avanti e cerca luce.

   E invece cosa trova? Neanche pace!

Solo ‘una strada’ sarebbe da percorrere

ma occorre lena, e impegno da assumere.

   Poi, quando il cammino s’è di certo iniziato

   non bisogna più guardare indietro, al passato,

poiché il nuovo, tutto spinge sempre avanti

e toglie da ogni vita, i suoi molti tormenti!

 

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Domenica

 

L’ultimo dì settimanale, invita tutti noi all’azione

spingendoci a quella più adatta utile occasione.

   Un po’ di pace e d’armonia non formale

   che lasci aperto quel tempo del messale,

dove l’impegno sia quasi eccezionale

a disposizione per tutto lo spirituale.

   Solo così è possibile, un tempo, sperare

   in quel sentimento puro, difficile da trovare,

se non s’impara in tale ripetuta occasione

di crescere in coscienza con tale situazione.

   Allora, un nuovo segno si farà certamente trovare

   basta volerlo e, sicuramente, lo si potrà imparare!

 

 

La Traccia

 

Se si potesse seguir sempre gli impulsi del cuore

e ascoltare così, la tenue voce del Padre dell’Amore,

   per comprendere interiormente ciò che è giusto

   e fare d’ogni azione un offerta, con spirituale gusto,

allora la vera Luce dai Cieli potrebbe illuminare

tutto ciò che, nella vita, bisogna sempre fare.

   E invece, troppo poco si conosce e si comprende

   lo spirituale che dall’aldilà sempre a noi sottende,

e con  amore c’invita al probante pentimento

a seguir la voce del buon Padre in ogni momento,

   poiché Lui aspetta paziente con le Sue amorevoli braccia

   che ciascuno di noi decida, solo, di seguir la Sua Traccia!

 

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Anniversario

 

C’è un tempo in cui tutto ben si risveglia

se i ricordi del passato la mente li piglia,

   allora tutto serve per andar svelti avanti

   serbando nei ricordi ciò che serve all’istante.

Così un nuovo anno tira l’altro nella vita

e la somma fa ampliare più o meno ogni sortita,

   se tutto viene conservato bene nella mente

   specie, tal giorno più importante solamente.

Però, di tutti, un altro giorno è il più importante

ma non è quello segnalato fra tutti il più allettante,

   bensì, solo quest’uno è ben lecito ricordare:

   quando si riesce a coniugare la mente con il cuore!

 

 

Se io potessi…

 

Se io potessi…

con un gesto, il tempo oggi fermare

e librarmi là, dove poi poter sperare

di sollevarmi almeno di una spanna,

e misurare il mondo da lassù con una canna,

lasciando che tutto s’affretti alla sua meta,

nella speranza di vederlo un dì cambiare strada…

   Se io potessi…

   vincere il sonno e al Padre celeste mendicare

   di vivere ancora il tempo di ieri con ardore,

   e dire a chi riposa, che tutto passa o muore

   ed è perduto, se non è spinto dall’amore…

Se io potessi…

donare con le braccia aperte sempre più

ciò che ho chiuso dentro, per tirar su

quel vuoto, che a volte mi sorprende,

mentre gli altri, a vivere briosi protende…

   Se io potessi…

   fermare con un gesto il tempo vezzeggiato

   tornando speranzoso a tale, ormai andato,

   lasciando tutto com’era vivo allora nell’alcova

   nei volti cari degli amici e, ai tanti persi nella prova…

Se io potessi…

chiedere al buon Dio, dove e perché

tutto si muove e avanza e cambia, e che cos’è,

quel ricominciare e poi, di nuovo, tutto finire…

allora mi sentirei forse, con sollecitudine, dire:

   “Così e la vita: prendere o lasciare!

   Io sono il Padre, il sommo Creatore,

   e, dall’origine, l’immantinente Amore,

   che da voi desidera solo, e ve lo chiedo con ardore,

   d’esser tenuto in ogni istante, stretto nel cuore!”

 

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Incarichi politici

 

Quanto affanno in questo mondo

per chi ancora cerca in tondo,

   di cavar con tanto impegno

   tutto ciò che porta affanno.

Tutti insistono a lottare

senza un briciolo di cuore,

   nel gran circo della vita

   sol con quello che li invita,

a sfruttare ogni occasione

per far propria ogni intenzione.

   Ma ora, la fine è decretata

   non passerà l’attuale impennata,

e se non impareremo tutti la lezione

ahimé, qui resterà solo la benedizione!

 

 

Piccoli segni

 

Piccoli segni a volte son anche necessari

per cicatrizzare ferite e, a breve, rincuorare.

   A volte si fanno così, senza pensarci,

   eppure, diventano poi, momenti unici.

Non necessitano di tempo per crearli,

basta la spontaneità, e poi donarli.

   E se la persona a cui sono indirizzati

   ne gioirà, quei gesti saranno conservati!

Ma a volte, quei segni proprio non si danno

e allora, gli altri, …mai li conosceranno!

 

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Realtà o illusione?

 

Cos’è la nostra vita, se non un breve inferno

vissuto in Terra, ma destinato all’aldilà eterno?

   Tutto qui per noi sembra aver consistenza

   ma la crosta si sfalda, e cede la sua essenza,

e ciò che a noi qui appare così reale,

resta illusione, per quanto si lasci toccare.

   Un dì ci fu promessa la vista spirituale

   per scorgere della materia il vero, e ponderare

in ogni più piccolo elemento qui donato

le sue meraviglie, se con lo spirito è osservato.

   Una promessa di vita ancor quaggiù vietata

   ma dischiusa lassù, dopo averla cambiata!

 

 

Non sono alieni

 

Nel cielo spesso sostano, e poi così spariscono,

nulla hanno di terrestre, perciò essi ci confondono,

sembrano luci, argentei piatti, sigari o dischi,

si muovono sempre danzando in silenziosi banchi.

   Li chiamano dischi volanti, oppure oggetti sconosciuti,

   e nessuno sa da dove, né quando, essi sono venuti.

Ma il Signore, i terreni, ci esorta a differenziali,

dagli altri apparentemente lontani, e a separarli,

a non lasciarci prendere dal troppo facile entusiasmo

ma di razionalizzare il pensiero e non cedere all’indovinismo.

   Solo da quell’Uno è possibile conoscere la piena verità

   mentre da quell’altro, ne può venire solo amene falsità.

Occorre approfondire molto la conoscenza dei militari terreni

e rinunciare alla sensitività verso gli amici dei piani alieni.

Solo chi nel profondo in tutte le arti ben si applicherà

l’enigma della più grande storia e impostura, scioglierà!

 

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Ombre

 

Ombre si stagliano senza alcun fulgore

sulle lapidi battute dal vento

appena rischiarate dal tenue chiarore

d’un radioso mattino ancor spento.

   E tutto quaggiù resta immobile

   come perso nei ricordi degli orrori

   appesi nelle nicchie dell’ignobile

   che ne rubò della vita, gli anni migliori.

E quella tenue, piccola ombra che riluce

nota per caso, che attende quieta solamente

anche una sola goccia d’olio per dar luce,

rischia di spegnersi oggi nell’unico presente.

   Eppure, essa ancora una volta danza

   sospinta dalla debole brezza di maggio

   rendendosi del tutto partecipe, senza baldanza

   al primo alitar del caldo vento del meriggio. 

 

 

Piove

 

Lievi rivoli di pioggia scendono e imbevono ogni cosa,

gli animi più svegli raffreddano e tutto adesso riposa,

   essa bagna qualsiasi che cresce nella nuda terra

   e affoga la più infima creatura, e i più sotterra.

Nel ciclo della vita, ad altri porta ‘vita’,

risveglia spiriti dormienti, e poi l’invita

   a uscir dai loro gusci ormai disfatti

   a rompere i legami stretti e ora inetti.

Pure una sola goccia il suo messaggio sottende,

sia vita o morte, tutto nel suo manto protende!

 

[indice]

Dura è l’attesa

 

Ancora un giorno passa e nulla porta,

si aggiunge ad altri uguali, e li trasporta

   ancora senza forza, né spinta, né sostanza,

   sospinti da un antagonismo che pretende essenza.

E inerte scorre il tempo, e ruba e frena ogni impulso,

lascia ogni cosa perdersi o indurirsi, senza polso.

   L’uomo lo vive, e guarda spesso avanti,

   non comprende di far parte dei tanti

“Quando verrà il tuo tempo?”, qualcuno gli sussurra.

“Quando deciderai la pace?”, un altro gli rincalza.

   L’attesa è certamente dura, per chi un segno spera,

   ma scorre invano il tempo, per chi vive la chimera!

 

 

Donna e madre

 

O madre, che un dì per me fosti tra tutte sì cara,

un angelo guidò in Terra te a curar la cosa più rara,

   e ora che attendi al tuo scopo con un certo tormento,

   la tua quieta voce, più non pronuncia un solo lamento.

La vita per te, in sostanza, restò sempre preziosa

tenne lontano il maligno, e la sua presa imperiosa,

   giammai t’oppresse, il suo morso insistente

   né distolse la fede tua di un passo, di un niente,

poi che il tempo del suo odio è contato, finito

e assi presto, lo sai, gli verrà il benservito!

   O cuore di madre, sii sempre tu la mia guida,

   ti conforti Dio, il Fedele, protegga te da ogni sfida,

ti doni la pace, ti salvi da ogni contesa

e un giorno lontano, doni a te, vera luce!

 

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Ninnananna

 

O ninna nanna per chi ama la mamma

invita a raccolta chi crede, e va a nanna

   falli sentire del tutto protetti

   rendili docili, semplici e schietti

stringili al cuore con tanto calore

mettili a nanna, con vero amore.

   Nessuno li privi di chiedere tra i vari lamenti

   son bimbi, cuccioli, non sempre contenti.

Fan tanti capricci, gridano, e a volte piangono

ma a letto sicuri, alla fine, pacati, v’entrano.

   Voglion solo coccole, e baci, e carezze

   racconti di fate, di gnomi, e un po’ di certezze,

da morbide mani sentirsi abbracciati

e infine, con grande sollievo, sentirsi amati.

 

 

La vera palma

 

In attesa della Pasqua, ogni anno si festeggia

quel gran giorno dell’ingresso con la palma che si osteggia.

   E si canta e si fa festa, si sta insieme con la testa,

   si pretende tutti quanti quell’unzione un po’ maldestra

di un rametto, di una foglia d’ulivo benedetto

per aver caro in casa, un segno non abietto.

   Ma il Vangelo della vita pronunciato, cosa vuole?

   Solo segni, oppure la vera conversione del cuore?

Di sicuro, per avere il vero Amore del Signore

non occorre quel rametto conservato con ardore,

   ma una parola di pace, una mano sinceramente data

   un sorriso affabile, una briciola di pane, veramente donata!

 

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L’imperio

 

Quando pensi che tutto nella vita sia un sorriso

e dei programmi tuoi, sei puntualmente persuaso,

   ecco si frappone l’evento imprevisto, micidiale

   attraverso cui tutto il bene sperato, si commuta in male.

E non servono più santi, preghiere, lamenti

tutto cede e sprofonda, anche coi più forti pianti.

   Non basta nemmeno volgere al Cielo lo sguardo serio

   fintanto che il maligno riafferma con ardore il suo imperio.

D’ogni saggio pensiero egli si beffa ad oltranza

togliendo persin del Mistero, la cara speranza!

   E’ vero che il tempo per ora gioca a suo favore

   ma presto finirà, e gli s’impedirà d’agire.

Allora, tutti i conti certo si pareggeranno

e tutte le sue sfide, per sempre cadranno!

 

 

La resa, da noi, no!

 

Luce sgorgò un giorno da quel sacro elemento

in cui si pensava di rinchiudere lo scomodo Intrigante.

   Non avea lottato, né d’una sola parola ci avea degnato

   e tutta la Sua austerità, a un tratto, avea cancellato.

Il terrore di un Suo gesto, ancora serpeggiava nelle menti

al pensiero che, dalla croce, tosto, potea farci a tutti quanti.

   Ma il sangue copioso continuò da Lui a sgorgare

   e la Sua voce a stento, da lì, potevamo pur sentire.

I soldati sapevano bene come trattare la crocifissione

mentre noi, avevamo ottenuto tutto con soddisfazione.

   Ma il cuore, per niente sollevato, così restò,

   e la notte, tutti nel più buio baratro, noi lasciò.

E quando la pubblica notizia, per ogni dove, s’era ormai diffusa

nessuna speranza più per noi, ma stizziti, neanche la resa!

   Da allora, tutti guardano lì alla croce con trepidazione,

   noi invece aspettiamo tutti, ancora con rassegnazione!

 

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E’ Pasqua

 

E’ Pasqua, tutto riluce dopo il servente digiuno

apriamo adesso, anche noi, le porte del cuore a quell’Uno.

   Lasciamoci prendere tutti per mano, e ascoltiamo

   ciò che quell’Uno ci dona, e.. volenti, obbediamo!

Colui che un giorno morì per noi sulla croce

ci aspetta da sempre lassù, nel Suo Regno di pace.

   Ci chiama a gran voce, c’invita verace,

   ci esorta a cercare in noi stessi la Luce.

Aiutiamo qualcuno a uscir dalla sua miseria,

solo così, vien l’aiuto a chi è senza boria,

   chi spera, chi ama, chi brama dall’Alto l’aiuto,

   chi cerca il Maestro e non segue le idee del caduto.

Lasciamoci amare da Chi, gratuitamente, ci dona

e anche noi ricambiamo, il doppio, ad ogni persona!

 

 

Forte vento

 

Soffia oggi un forte vento di maestrale

ogni cosa poco salda, rischia un male.

   Veloce tutto trascina violento nel suo corso

   s’insinua, spinge e sibila, potente col suo verso.

E’ invisibile, e l’occhio umano non lo può vedere

eppure esiste e, alla sua forza, l’uomo deve cedere.

   “Ma a che serve?”, chiunque non creda, si domanda.

   “Perché esso viene, o va? Che cosa sì forte lo sospinge?”.

A ciò, risponde solo Colui cui tutto da sempre Gli sottende:

“Io solo so, e solo a chi ha fede, esso non sorprende!”.

 

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Svegliatevi!

 

Quando sembra che tutto vada bene e a vantaggio,

e si comincia a fare i conti buoni senza indugio,

   ecco, comincia a spuntare, ma certo non da vicino,

   una piccola nube, un segno, che all’orizzonte fa capolino.

Ancora non la si nota, poiché da lassù è tanta la distanza,

però il suo movimento è rapido, e pian piano essa s’avanza.

   Nessuno ancora in certe previsioni, azzarda o si diletta

   e con grande speranza, un futuro termine ad essa le adatta.

Ma il tempo scorre, gli anni son tutti ormai alle spalle.

Si chiede: “Quando verrà, di grazia, ciò che da là s’appella?”

   Risponde quell’Uno, dall’alto della Sua Sapienza:

che attende da noi, un libero gesto nella sua essenza:

“L’attesa promessa non si può oramai posticipare,

e breve è il tempo in cui tutto si dovrà realizzare!

Svegliatevi, o voi che ancora siete addormentati,

credete, amate e servite, se volete esser salvati!”

 

 

L’albeggiare

 

Quando d’intorno tutto nel buio è ancora avvolto

e silenzioso tace ghermito e nel pensiero è assorto,

   ogni cosa attende e osserva cheta l’orizzonte

   cercando un segno pur piccolo, a mantener la fronte.

Ecco che timide luci, invero ancor molto distanti

ravvivano l’attesa d’uno strano chiarore, già frementi.

   Essi vorrebbero pur da sole questo mondo illuminare

   ma scarse così, neppur se stesse vanno a scaldare.

Solo la vera Luce, infatti, del grande Astro nascosto

disvelerà Lui, tutto ciò che Gli è sottoposto,

   e avanzando da un altro Mondo assai lontano,

   Si renderà manifesto, quasi fosse umano!

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La scossa

   Comincia a tratti un tenue brontoloso tremolio

   e dov’esso colpisce, tutti lascia senza alcun fio.

Scuote, vibra, mette a soqquadro ogni cosa

e a volte non si placa, e si ripete senza posa.

   Molte son le supposizioni degli altolocati studiosi

   ed essi ripetono le solite teorie, ai più curiosi.

Falde, croste, spinte, e perfino grandi spostamenti

vulcani e traslazioni, denunciano essi con vari espedienti.

   Osservano la crosta e ne misurano il suo movimento

   credono così di prevedere in anticipo ogni evento.

Nessuno però chiede a Colui che tutto di sicuro puote

rifiutando così la Sua Parola, con tutte le sue note!

 

 

Primavera

 

Da qualche anno compare solo tutta a un tratto

senza avvisare, né bussare, col suo atavico tatto.

   Così, da un giorno all’altro, tutto si trasforma

   e cambia repentinamente la sua fredda forma.

L’aria fredda dell’inverno, in fretta l’assedio interrompe

e in pochissimi giorni, lascia passare il caldo, che subito irrompe.

   Non un giorno di sosta aiuta la natura a prender fiato

   dovendo subito adeguare le sue tenere spore, al Sole arroventato.

Il gran coltivatore affronta il nuovo tempo previdente,

copre, annaffia, pompa, se vuole far spuntare la semente.

   Il piccolo ortolano s’impegna sì, e spera, ma non prega,

   e il suo raccolto salta e, ancora, deve comprare a bottega.

Ma la cara, vecchia, servizievole, arzilla primavera,

che fine ha fatto? Poiché qui – buon Dio – non c’era!

 

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       Nuovo giorno

 

Inizia oggi forse stanco, il nuovo giorno?

No! Non dev’esser così per il buongiorno!

   Tutto si riapre e ogni giorno ricomincia

   a sperare, ancora, allontanando la rinuncia.

Così è la fede di chi ancora veramente crede

se oggi s’affida apertamente a Lui, e cede!

   Tutto allora rinasce, se il suo cuore apre gioioso

   se a tutti gli si dona e, con amore, fa il mieloso.

Tutto allora si risveglia e spera, aprendosi al Mistero,

tutto riprende e vive, sotto il nuovo scintillante emisfero!

 

 

E’ primavera

 

Una piccola gemma spunta prima d’ogni cosa

mentre il Sole la invita a crescere e a stare in posa.

   E’ un ciclo di vita che ogni anno torna insistente

   e stimola ogni creatura, e a ogni vita tutto acconsente:

semi, fiori, alberi, frutta, tutto cresce e si trasforma;

larve, uova, insetti, cuccioli, ogni essere rinnova la sua forma.

   Per l’uomo è un mistero capir della vita il senso primordiale

   dà il suo parere, crede d’esser lui l’autore finale.

Ma la vera Essenza cui dal nulla, tutto alla vita perviene

non giunge dalla Terra né dallo spazio, ma dallo Spirito proviene!

 

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Tempo futuro

 

Tutto passa, sì, e indietro non ritorna più

lasciando dietro sé, quel che un giorno fu!

   E tutto vien portato là dove sempre starà

   insieme a tutto quel che mai più tornerà!

Niente di quel che fu, potrà più ritornare

e la vita vissuta qui, tutta dovrà passare!

   Così è stabilito da sempre, evidentemente,

   per indicarci dove sta la vera vita, che non mente!

Solo nel tempo futuro, in quello immane, superiore

si troverà l’essenza vera della vita la più interiore,

   e anche nell’aldilà, il tempo scorre e va vissuto:

   ma che diversità: il suo scopo, là, sarà da Lui sostenuto!

 

 

L’astro

 

Spunta ancor oggi, la sfera luminosa che a tutti dà la vita

e tutto avvolge e inebria, con la sua meravigliosa sortita.

   I suoi diritti raggi provengono certo da molto lontano

   eppure, appena arrivano, per ogni dove illuminano.

Il regno delle ombre vorrebbe continuare a ghermire

ma dai suoi potenti raggi, sempre, è obbligato a fuggire.

   E così il Sole si presenta ogni giorno a tutti quanti

   esortandoci a vivere con le sue eterne leggi imperanti.

Ma l’uomo, che crede di conoscere la grande sfera lucente

che gli dà un tempo di vita come fosse un essere vivente,

  che crede su di esso si sviluppino solo grandi esplosioni

   e dalla sola osservazione basa tutte le sue dissertazioni,

e solo da queste vuol basare ogni puerile interpretazione

che lo portano invece solo lontano da ogni comprensione,

   mai da quest’astro egli apprenderà alcuna perfetta verità

   se prima, alla vera Fonte, non implorerà la sua oggettività!

 

 

 

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Meteorologia

 

Continua fuori stagione, ancora incerto il tempo

a presentarci un quadro meteorologico con maltempo,

   e in ogni dove regna sempre con timore l’incertezza

   così i meteorologi lamentano previsioni senza sicurezza.

Nuvole si formano e si aggregano per la perturbazione

poi svaniscono, o scaricano con grande distruzione,

   e venti turbinano, brevemente, o tutti in una sola regione

   mettendo tutto a soqquadro: cose, edifici e ogni abitazione,

e pioggia cade dal cielo, spesso in enorme quantità

spazzando via, o allagando, senza alcuna apparente pietà.

   Solo allora l’uomo un pochino osservante

   domanda al cuore suo, vedendosi impotente:

“Perché avviene ciò?”, chiedendolo immediatamente.

Ma dalla sola scienza, ahimé, non otterrà mai niente!

 

 

Natura ribelle?

 

Qui il tempo è ancor poco, men che stabile,

povera natura, tutto è diventato così labile!

   Si dice che l’uomo abbia la colpa del disastro

   e lo si addita, bollandolo come impiastro,

ma quanto, questo incida su tutto veramente

lo sa solo Colui che, sopra tutti, è il più eloquente.

   Lui guida la natura, e fissa il quando e la funzione,

   e se a noi risulta sconvolta, lo è per l’impreparazione.

Solo la sapienza, donata ai fedeli più audaci

ripagherà loro su ogni cosa, negata ai mendaci!

 

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Luce sia

 

O Signore, la Tua Luce inebria l’universo senza tempo

e ogni cosa tocca, e tutto vi risplende, se l’accetta nel contempo,

   e porta vita, esortando, a lasciarsi guidare senza affanno

   a coprire quanto è vera la spirituale realtà senza inganno.

Dice: “Accetta, credi e vivi in questa luce onniveggente!

Non coprirla! Apri il cuore per assaporarla ampiamente!”

   Essa invita, essa dona; a ogni creatura essa perdona

   purificando e rinnovando tutto ciò che non funziona

nella parte spirituale, di chi ad essa, con fede, si abbandona

e rifiuta di sentire l’altra via, buia e tetra, senza icona.

   “O buon Dio della vita, sia la Luce la Tua Guida

   che illumina ogni anima, che in Te, sempre, Ti si affida!”.

 

 

Stagioni?

 

C’era una volta, e lo si nota che ormai non c’è più

una tenue stagione, pensata ad uopo, per noi, quaggiù.

   Entrava in punta di piedi, spargendo su tutto, tepore,

   oppure bagnando ogni volta, ogni monte che avesse un fiore,

e anche il Sole pian piano scaldava, ma senza pretese

lasciandosi a volte coprire da giovani nuvole, vogliose d’imprese.

   Adesso però tutto è cambiato: da ciò che proviene dal cielo,

   e dal torrido caldo, si passa alla svelta alla morsa del gelo.

Poi, ancora, dalle continue e ventose piogge, si passa alla gran calura

e tutto in natura si squarcia, si sfibra, e geme per la continua tortura.

   “O buon Dio, che hai ordinato ogni cosa, perché” – ti chiediamo –

   “lasci che il tempo impietoso imperi e distrugga ogni cosa che abbiamo,

e delle quattro stagioni, le due più belle, non si fanno vedere,

e imperano quelle più forti, spingendoci tutti a lottare?”.

   Risponde il Padre: “Vi ho dato la Legge! Studiate la sacra Scrittura!

   Imparate a pregare, a servire, ad amare, compresa la vostra natura!”.

 

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Il nostro Sole

 

O Sole che splendi ogni giorno nel cielo turchino

illumina ancora quaggiù tutti noi, un altro pochino.

   Riscalda il terreno e caccia le ombre da ogni emisfero

   e al buio fitto, mai non lasciargli affatto, l’impero.

La tua essenza è laggiù, lontano lontano nel Cosmo

da dove tu reggi e i tuoi raggi lanci senza alcuno spasmo.

   Nessuno a occhio nudo ti può dalla Terra osservare

   né la tua distanza da noi, si può facilmente contare.

Ma se qualcuno un giorno volesse ben chiedere al Creatore

com’è fatto il tuo suolo, o perché splendi a tutte le ore,

   Egli direbbe a costui che da qui lo volesse scoprire:

   “Osserva il Creato, anch’esso è un gran figlio, da accudire!”

 

 

Leggi meteorologiche

 

Eccolo! Da un giorno all’altro arriva il gran caldo

senza preavviso, impera e cuoce tutti, ben saldo.

   Una volta si diceva: “Arriva dal Sahara, il birbante!”,

   e lo si accettava, poiché al Sud, è il caldo imperante!

Ma da quando esso arriva, prima nelle regioni del nord

e poi con calma, esso dilaga anche nelle regioni del sud

   lascia pensare, sulla validità delle leggi meteorologiche

   affinché si comprenda l’inesattezza dei principi delle lor logiche,

poiché il vero studio e i principi che regolano la forza dei venti

non hanno niente a che vedere con gli improvvisi, scatenati elementi.

   Né la calura, né il gran freddo si può prevedere senza disagio,

   tutto è guidato da grandi spiriti che osservano, e poi fan retaggio

di tutti quelli che fluttuano, non arrendevoli che stan sotto di loro

ma voglion solo disturbare noi, arroganti, senza alcun decoro!

 

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Non credenti

 

Passan tutta la loro vita a ingrassare,

e spesso molto devon veramente lottare,

   cercano di godere d’ogni bieca possibilità,

   inseguendo utopie che ne esaltino solo beltà.

Possono esser bravi operai e pure gran lavoratori

oppure si ostinano ad esser puntigliosi ricercatori,

   e ve ne sono pure tra gli studiosi intellettuali

   ma anche tra scolari e ancor giovani liceali.

Pure ve ne sono molte tra le zelanti massaie

e oggi perfino tra i bambini se ne contano assai, e

   sulla Terra oramai ve n’è un numero sterminato

   di esseri non credenti, atei, uomini che han peccato.

Così il Cielo osserva e, invisibilmente, guida ciascuno

nonostante ben pochi se n’accorgano, e tra gli atei nessuno,

   preparando ogni nostro istante, a indirizzarci allo spirituale

   ottenendo ben pochi frutti, senza crear qualcosa di speciale!

 

 

Il bene immeritato

 

Tutto ciò che non si costruisce con impegno e fatica

che lo si trova, si ruba, o lo si ha in dono dalla zia antica

   che non dal proprio cuore è passato, né dalle mani è stato lavorato

   né col proprio impegno una sola goccia di sudore s’è versato,

   ha poco valore, e dal Regno dei Cieli non sarà mai considerato

   a meno ché, una buona parte non lo si dia in dono al disgraziato,

e lo si faccia amico per l’aldilà, nel tempo del Signore

là dove tutto si ripaga, e gli amici restituiscono il favore.

   Solo il sentimento a profusione, non dovrà mai esser pagato

   ma chi lo dona, godrà ben la gioia d’averlo regalato

   mentre il ‘materiale’, quello avuto, che non lo si è sudato

   sarà per certo sperperato, e mai da nessuno ricordato!

 

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E’ l’ora!

 

E’ questa l’ora, quella della sveglia

che bussa e chiama, vibra e trilla.

   Dice a gran voce: “Ehi, che ti piglia?!

   Apri i tuoi occhi e guarda: ma non la poltiglia!

Sposta le tende, spalanca le finestre

odi la natura e il suo canto rupestre!

   Poi laggiù nel lontano chiaro orizzonte

   osserva l’alba, che ti rivela quanto è potente

Colui che tutto guida, governa e regge

crea mondi, li anima e, con Amore, li sorregge!”

 

 

Digiuno?

 

Il venerdì è giorno di preghiera

ma chi può, chi fa digiuno fino a sera?

   Solo il fedele riesce oggi a rinunciare

   mentre l’infedele mai lo vorrà accettare,

poiché ben diversa è la sua mera filosofia

da cui non si distoglie nemmeno per simpatia.

   Dice il Signore, ai pochi che son desti:

   “Orsù, date l’esempio per tutti, anche per questi!”

Mentre, dice ai tanti che sempre scuoton la testa:

“Sta bene! Però un giorno, anch’Io di voi farò festa!”

 

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La notte… vola

 

Lento scende ogni giorno il gran carro di fuoco

e si spegne l’infuocato meriggio, a poco a poco,

   e ogni colore smette di brillare in su le cose

   e le ombre ammantano di grigio anche le rose.

Solo così la notte, nel suo incavo, tutto può avvolgere

e tra le braccia sue ammalianti, tutto vuol stringere,

   e ogni cosa allenta la sua forte amena presa

   e cede facilmente le sue armi a ogni impresa.

Ma il tempo della notte, presto, suo malgrado vola

e già un tenue chiarore, in lontananza ci consola;

   poi, riappare il carro della vita, con tutto il suo fulgore

   e tutto si ravviva nel calore, e loda il Suo Creatore!

 

 

La stella

 

Da un bel pezzo fu indicata oltre la china

e da lì, essa, poi sempre s’avvicina.

   E’ partita da laggiù roteando birichina

   ma è comparsa orsù, come piccina.

Non è dato di sapere quanto è ancora a noi vicina

ma da là, si sposta e, perbacco, se cammina!

   Si domanda: “Dove sta adesso, la strana asteroidella?

   Quanto è grande, quanto corre, ma..., è anche bella?”

Dice il saggio: “Solo il Padre sa dove adesso sta la stella!

L’ha annunciata, l’ha guidata, l’ha inviata per la via snella.

   Sta viaggiando per il cosmo, un po’ nascosta e non brilla,

   si cela tra le nubi, quelle sue, perciò ancora non sfavilla!

Si proietta per la Terra, quale terribile, immane giovincella,

si prepara per l’impatto, ohimé, contro l’anziana sorella!!”

 

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Sempre avanti

 

Ciò che oggi è, già lo fu, e domani non è più

poiché indietro, di certo, non si torna mai più!

   E’ una legge eterna, dell’andare sempre avanti

   lo riconoscono tutti, ben gl’incoscienti poppanti.

Gli uomini vi scherzano e presentano il tempo movibile

come una funzione trigonometrica, dal calcolo fattibile.

   Non sanno essi, di sicuro, come nel tempo tutto decade

   e muta la sua forma, e più non torna ciò che accade?

Povero mondo, quanto lontano sei dall’interiore spirituale

e mai vuoi ritornare allo spirito tuo, un tempo eccezionale!

   Tal tempo ora è finito, e il mondo non è più da salvare

   per chi impera, …ma non per chi ha imparato ad amare!

 

 

Luce!”

 

Luce, si pretende quando il buio cala sulla Terra

e in ogni dove tutti rimediano, specie là nel sottoterra.

  Luci s’accendono, e il cammino di ciascuno rischiarano

  ma son deboli e, ben poca cosa, a tratti ne illuminano.

Chi poi, vuole da tutta la massa, nauseato allontanarsi

e s’avventura pel sentiero incerto a incamminarsi,

  annasperà alla cieca, oppure, rischiarato dalla tenue Luna

  avanzerà rincuorato, e potrà perfino superare qualche duna.

‘Luce’, chiede allora con forza – da solo – quel viandante,

rivolge in sé i suoi sensi, chiedendo come un mendicante.

  E bene fa, se alla fine con stupore le sue coltri trova

  e riconosce come queste ricopron ben la sua alcova.

Allora un po’ di ‘luce’ certo, avrà già in sé trovato

se, con l’azione, ai suoi errori avrà anche rimediato!

 

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Nella calura

 

Tutto è immobile nell’aria estiva del meriggio

e i raggi fulgenti la trapassano infuocandola al peggio.

   Tutto si ferma: volatili, rettili, insetti e quadrupedi,

   quelli striscianti o saltellanti, dagli aracnidi agli umani bipedi.

E’ un cercar ombra e refrigerio, dall’imperioso calore,

è un salvarsi dal continuo rischio di stressare il proprio cuore.

   “O buon Signore…”, eleva il credente la sua voce per pregare,

   “Facci la Grazia: manda a noi una sola goccia, per favore!

Qui tutto boccheggia, sospira, e nel cuor suo geme.

Anche se in Te non crede, eppur, presenta a Te le sue pene!”

 

 

Lode all’Altissimo

 

Sia lode eterna al caro nostro Padre nel Cielo

che a tutti dona, e mantiene la vita con gran zelo.

    Sia Gloria all’Altissimo, che regna su di noi con mistero

    ma apre ai Suoi figli valenti, ogni meraviglioso sentiero.

Armiamoci dunque di fede, aspettando con gioia il Pastore

portiamo in dono ai credenti, qualcosa che l’inviti all’amore,

   e a quelli cui ancora la Luce divina non è penetrata

   si porti con fede una riga, però da Colui preparata.

Egli lassù attende da ciascuno un infimo amorevole segno

apre le braccia a invitarci, ad accettare il Suo santo impegno!

 

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Sulle S. Scritture

 

Le S. Scritture, da tanto, invitano a prepararsi

a riconoscere i mea culpa al fin di liberarsi.

   Molti fan delle ipotesi sul tempo e la sostanza

   ma chi accetta la Parola di Colui che guida la danza?

Da infiniti tempi tutto è stato decretato

e arriverà al tempo suo, com’è profetato.

   Già una piccola sfera attraversa lo spazio ammaliata

   vien da lontano, la sua strada percorre contrita.

Essa è piccola e la traiettoria non è costante

si copre perfino, da una certa nebbia persistente.

   Così, quando essa arriverà, tutti ahimé l’osserveranno

   ma ben pochi, sapendo da Chi è spinta, l’intenderanno!

 

 

L’arsura

 

O Signore, manda una goccia su questa Terra riarsa,

da tempo aspettiamo un po’ d’acqua che riempia i suoi corsi.

  Siamo già tutti frementi per i tempi, le guerre, i bisogni,

   non accentuare le pene, che ai giovani lascia già i segni.

Perdona a noi i grandi soprusi e le azioni indegne,

abbi pietà dei più deboli, che ben tacciono le loro insegne.

   Qui attendiamo la pace, ma invece è ben salda la guerra

   perfino sui campi di grano, l’ascia non è più sottoterra,

e la natura soggiace sull’arida terra senza pace,

gemendo e implorando dall’uomo un aiuto mordace.

   O Padre clemente, sia fatta la Tua Volontà immantinente

   aiutaci a credere in Te, e a salvare se puoi la Tua gente!

 

 

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L’incalzo

 

Scorre lesto il tempo e arranca a gonfi passi,

ci trascina tutti quanti come dei piccoli sassi.

   Tocca tutti: vecchi, giovani, e a volte ragazzi,

   la natura li richiama senza tregua, ma con vezzi,

per scrollare dalla mente a tutti il vizio

e guidarli con ragione al buon servizio.

   Sembra ch’esso porti pena in ciascun che almeno spera

   specie quando si prepara, e poi infuria la bufera.

Ma è l’unica speranza certa da lassù, per esortare

tutti quelli che in Lui sperano, e vogliono osservare

   i comandi del Mondo spirituale, e così, forse amare

   solo Colui che tutto guida, anche il tempo da incalzare!

 

 

Il cuore

 

È una giornata cupa oggi, quasi velata, e triste,

col cielo grigio, il cuore chiuso, quasi non resiste,

   chiede da un pezzo, ai più, d’essere compreso

   ma ottiene solo incomprensioni, e a volte è vilipeso.

Vorrebbe sì, dare ciò per cui è cresciuto,

ma riesce a dare agli altri, solo un breve saluto,

   e tutto l’ardore, insito, che da lì preme

   deve cedere al tempo, fiducioso, le sue speme.

Ma un dì verrà, lo sente, in cui tutto parlerà

dell’unico Creatore, la cui mercede  chiederà!

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Il tornado

 

Compare all’improvviso un evento, e ti sbarra la strada,

non sai mai in anticipo l’esito dalla sua masnada,

   tu speri che quel giorno almeno te, un po’ ti scanzi

   e preghi che, qualunque cosa, gli si pari innanzi.

Ma ciò che la natura a sorpresa dal nulla ha generato,

dalla stessa forza distruttrice di certo è sempre guidato.

   Lo chiamano tornado, oppure tromba d’aria improvvisa

   ma nella realtà, nessuno sa cosa si celi nella sua forma concisa,

di certo, tutto ciò che da essa ne è solamente sfiorato

si scrolla, cede la sua gravità, e segue il mugghiato.

   Ma se, appena appena, l’uomo volesse un po’ imparare

   cosa si cela oltre, tutto ciò da cui dentro quell’aria traspare,

scoprirebbe un invisibile mondo, giammai mendace

soggetto a una sola legge: servire Dio, l’eterno Verace!

 

 

Ci provo

 

Busso e ri-busso, ma non sente i colpi, chi di là si osteggia,

che ben chiuso sta nella sua alcova, e mal dileggia,

   ha i nervi stanchi, e non vede, né sente chi lo incalza,

   tiene ben chiuso l’uscio, e dal suo trono nulla lo scalza.

Io ci provo a donargli ciò che a lui ben servirebbe

ma i miei modi egli l’interpreta male, e un calcio mi darebbe

   se la verità gliela ponessi libera, e fin troppo chiara,

   tale da farlo scuotere, eccome, dalla sua fredda bara.

“Ma un fratello è un fratello!”, dice il Signore dal suo impero,

“E va sempre aiutato, specie colui che ancor ne è fiero!”.

[indice]

 

 

L’attesa è lunga?

 

Sempre più il tempo nuovo non sostiene, e preme

ciò che un tempo parea trascinar tutto insieme.

   Svelte cambian le cose, e ogni giorno stringe la sua presa

   forgiando impari lotte, scatenando guerre a sorpresa.

Ma quanti vedono più in là del proprio naso, e aspettano

che si realizzi la Parola, di Colui che pochi ancora cercano?

   Quel che nel profondo del cuore, senza remore, essi bramano,

   s’impegnano a diffonderlo col potente amore in cui credono?

“È ancora lunga l’attesa?”, chiedonsi ogni dì i serventi,

Su questo mondo, quanto ancor subire, per via dei serpenti?”.

Consola il Padre: “Breve sia la vostra mai pur vana attesa,

pazientate un pochino, Miei amati, poi, vedrete la Mia impresa!

 

 

Sia lode

 

O Padre sconosciuto, che a tutti noi doni la vita

che a ciascuno concedi s’esprima in qualsivoglia sortita

   che abbracci, guidi, esorti e mantieni con amore

   affinché qui si viva e si speri a crescere col cuore.

Sia la lode rivolta solo a Te, umile onniveggente Creatore,

che ancora perdoni chi si rivolge al cieco ingannatore!

   Consenti un altro tempo – pur breve – ai figli tuoi dispersi

   così che si convertano – forse – dai loro atti ancor persi.

Poi, al tempo convenuto, sia come sia ciò che è stato preparato

per tutti quelli che non credono, e per coloro che han sperato!

 

[indice]

I giorni

 

Passano i giorni, passano veloci

senza una meta, tutto scorre con le voci,

   e senza una giusta guida, s’inebria la mente

   e ogni cosa, tronfia, falsa, rovina la Semente.

Chi sa, aspetta paziente con le ‘armi’, e nell’attesa

scruta i cuori e il cielo, conoscendo già l’impresa,

   come gli fu consigliato con forza dal Signore

   ad affilare tutte le armi tendenti all’amore.

Ancora un poco!”, si sentenzia dall’Empireo,

Scavate un po’ dentro, ve lo dico in tono serio!

 

 

Falsi allunaggi

 

Ci han trattato come i bimbi analfabeti

ci han rubato la fiducia certa dei concreti,

   han mostrato foto e immagini suadenti

   messe in onda con filmati accattivanti.

Han rubato la decenza della viva intelligenza

han frodato le finanze per la propria grande panza,

   e a tutt’oggi pochi ancora han capito l’importanza

   di far luce sulla più becera, umana baldanza,

di quegli uomini che volarono bensì oltre il mare

facendoci credere d’essere arrivati sul suolo lunare.

   Oh, povero mondo, quanto falso e putrido tu osteggi!

   Se non riconoscerai il Signore, subirai le Sue Leggi!

 

[indice]

L’atto consacrato

 

E’ un filo tenue quel che lega due pensieri

ma non si strappa, se è fissato da impegni seri,

   se ciascuno esprime il suo punto di vista

   e lascia all’altro uno spiraglio che non sia arrivista.

Solo così due cuori diventano capanna

e possono bensì unirsi quando vanno a nanna.

   Non devono però quell’atto ancora consumare

   se aspirano alla gioia vera, e devono aspettare.

Poi, un giorno, se ancor quel filo è annodato

è giusto donarsi, ma solo se dall’Alto è consacrato!

 

 

Il giorno atteso

 

O mio Signore, che guidi con Amore dall’alto del Tuo Empireo,

proteggi noi, tuoi figli sulla Terra, come sempre in modo serio.

   Molto tempo è trascorso dalle osannate parole profetiche

   e si aspettarono segni, eventi, presentati dalle rime antiche.

Si disse: “È vicino! Fra poco ci sarà il guiderdone!

Presto vedremo l’evento, e seguirà la Sua benedizione!”.

   E generazioni passarono da allora in vana attesa,

   e ancora niente fa supporre quella certa stabilita impresa.

Si fanno calcoli, si studiano oracoli, si paragonano tempi,

pochi però osservano gli eventi conoscendo i profetizzati esempi.

   Eppure, il giorno s’avvicina a grandi passi per ciascuno,

   ma prima verrà ben altro, che l’agognata salvezza da quell’Uno!

 

[indice]

 

 

Prepararsi !

 

Scorre lento il tempo, a volte

e poi accelera così, altre volte.

   Ci trascina, ci spampina,

   alla gogna ci rovina.

Cosa fare?”, ci si chiede,

Fuggir dove? Con che fede?”.

   E si resta qui, tutti quanti,

   vuoti, pomposi e intriganti.

Lui, il tempo, è senza fretta,

perciò guai, a chi s’affretta.

   Meglio essere prudenti

   e aspettare, tutti quanti.

Ma l’attesa non sia parca:

Prepararsi, a tirare i remi in barca!”.

 

 

L’incarnazione

 

Siamo giunti qui una volta, da molto lontano,

pur sapendo di ricominciare in un misero pantano.

   Abbiam scelto consapevoli la lotta del cuore

   preparati ad affrontarla con la grande arma dell’amore.

Abbiam visto guai, dissidi, rapine e imperi collusi,

sfide, sperperi, furti, complotti, e immani soprusi,

   qui dove la Grazia divina Si volle immolare

   per salvare perfino il caduto, dalla sua sfida immortale.

Tutti noi dobbiamo qui provare la ‘carne’ e la sofferenza

per scegliere poi, con giudizio, la propria libera appartenenza.

   Poi torneremo lassù, nell’immenso perfetto Creato,

   lì dove tutto nasce, per essere ciascuno, da Lui riamato!

 

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La natura

 

Tace l’ostile natura, ma in pace

in attesa di ordini superiori, dalla Luce,

   e lascia ancora scorrere il nostro tempo presente

   nascondendo e limitando la sua forza latente.

Chiama a gran voce i suoi silenziosi spiriti pazienti

e li istruisce preparandoli ad essere di Lui serventi:

   Non un solo atto deve essere da voi intrapreso,

   senza l’autorizzazione dall’Alto, come avete inteso!  

Poi, verrà il giorno in cui potranno chiamare

i fratelli legati da tempo e, …invitarli a esortare

   tutti coloro che nel mondo non vollero credere,

   a quell’Uno, Salvatore e Redentore, venuto per redimere!

 

 

 

Crocifiggilo!

 

“Un segno!”, fu la richiesta della parte avversa

al fin di suggellare quella bieca, assurda farsa.

    Ancora timorosi, nelle file, l’osservavano furbeschi

    non sapendo la reazione dell’Uno, senza i Suoi fuggiaschi.

Lui, accettava senza lamenti le tante offese contorte

nonostante l’aveano ben accusato con falsità estorte.

   Ma il romano signore cercava invece di salvarLo

   mentre loro, accusando, continuavano a incastrarLo.

Restava solo un ultimo atto, per ottenere la vittoria:

liberare un delinquente, sì da ottener l’agognata gloria.

   E il passa parola, per condannare l’Innocente

   fu di gridare tutti: “A noi, l’onta del Credente!”.

 

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L’eremita

 

Dice il proverbio del vecchio eremita:

“Non rinnegare chi t’offre e t’invita,

  accetta grato quant’egli ti dona,

  non biasimar, se per te non funziona

lascia che il tempo ti faccia scoprire

quanto di vero lui tiene nel cuore”.

  Se invece il suo gesto, con astio riponi

  senza conoscer le sue pie condizioni

vale per te la giusta, nobile innata sentenza:

“Qui, non più oltre! Rotta è per te la pazienza!”.

 

 

 

Piccola preghiera

 

Sia lode al gran Sovrano, che regna nel Suo Cielo

sia pace in ogni cuore, che loda il Suo Vangelo.

   Regni la Vita, quella spirituale più interiore

   agli zelanti figli del Suo grande illimitato Amore.

Venga la luce dalla sfera Sua servente

e rischiari ogni mente ancora asservita al serpente.

   Dona la gioia a tutti gli animi ancora bambini

   che aspettano aiuto, ma fanno i birichini.

Non farci mancare mai la Tua dolce Guida

o caro Padre, e istruisci sempre chi in Te confida.

   Io Ti ringrazio, a nome dei figli tuoi in cammino,

   possa la Tua benedizione, far nascere in noi un lumicino!

 

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Quel Nome

 

“Padre!”, qual più eccelsa nobile parola,

è da pronunciar, nella Tua terrena scuola,

   non per chiamarTi ‘Padre nostro’, impropriamente,

   ma per cercarTi col cuore e, amabilmente.

Quanti, bensì, si sforzano con la lingua propria

a lodarTi, osannarTi, e servirTi, per l’altrui gloria,

   e Tu, o Padre, che dal Cielo Tuo vedi e guidi,

   accetti ogni pensiero a Te, purché a Te confidi.

Ma un dì verrà, che solo il vero amore impererà

finché il maligno, e ogni cosa avulsa, finirà!

 

 

 

Cosa dare

 

   Tutto tace nel silenzio della sera

   e il pensiero vaga ancora, esso spera!

Una luce, però, si può accendere davvero

se da dentro spinge quel qualcosa di sincero.

   Un saluto, un vero sincero sorriso

   un comune cenno di pace, ben intriso.

Ma occorre davvero prima possederlo

ciò che poi si vorrebbe agli altri darlo.

   Basta poco, solo un po’,

   non si paga, ma si può!

“Cosa dare?”, chiede chi non ha capito.

“Semplice! Un solo gesto spontaneo, ma scolpito!”

 

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O Padre!

 

O mio Signore, o Padre, o infinito Amore,

conduci sempre il popolo al Tuo cuore,

   così che ognuno riconosca il Fondamento della Vita

   e si lasci guidare in ogni cosa, rinunciando ogni sortita.

Libera ciascuno dal male cui è ammantato

se osserva i Tuoi decreti, come Tu c’hai indicato,

   e quelli più ostinati e spesso impertinenti

   lasciali alle amorevoli cure dei veri figli più osservanti.

Solo dopo tempo, concesso a quei duri impenitenti,

li si potrà salvare giustamente, dalla morte apparente!

 

 

          Smembrati

 

Sia ciò che sia nell’ultimo giorno sentenziato

in cui si trasformerà qui, tutto ciò che è creato.

   Nulla noi crediamo di un tal dì, un dì profetizzato

   ma arriverà, così come esso fu, per certo, annunciato.

Dal cielo e dalla Terra le cateratte si apriranno

e ogni cosa che ha vita, in un baleno, inghiottiranno.

   Solo chi ha fede e, timoroso, al Padre s’è rivolto

   sarà salvato, prima che inizi, per tutto, il gran risvolto.

Chi invece al maligno è rimasto ancora asservito

sarà smembrato e, dalla terra, di nuovo assorbito!

 

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Anima ribelle

 

Attimi fuggenti devastano la povera anima

avvinti alla radice d’ogni cocente lacrima,

   restano appesi, benché segnati nel suo lasso di tempo

   pur sapendo come stanno le cose nel frattempo!

 

Vorrebbe lottare a più non posso la tapina

ma non si lascia correggere mai la birichina,

   e nella melma delle azioni sue annaspa bieca

   legata mani e piedi, chiusa nella propria teca!

 

Rivoli scendono lungo le sue scarne gote

bagnando a tratti, labbra e amare attinte note,

   sgorganti dalla mente, a un filo appese

   tirate allo spasimo, oramai senza pretese!

 

E se imperante soggiace dalle labbra sue l’arsura

lasciando al tempo l’apprensione senza più paura,

   resta lì, guardinga sì, ma a volte speranzosa

   di pace e Luce, ben chiedendo più di qualcosa!

 

Se solo si volgesse verso l’unico eterno Salvatore

le sarebbe risparmiato tanto affanno e amaro dolore,

ma ancora non lo fa, e attende invano

che le si versi contro, tutto ciò ch’è insano!

 

 

 

Un segno

 

Ardua la vita, colma di sofferenza

ogni cosa è travolta senza sapienza,

   dolori e pene, lacrime amare infuriano

   ogni dì lasciano il segno in questo pantano.

Ci si affida a Dio, sì, per quieto vivere

ma chi veramente ascolta Te, per crescere,

   e attingere dalla Tua Parola grandi insegnamenti

   che aiutano, consolano, spiegano tutti gli elementi?

Se presto non si tornerà ad essere pii e osservanti

anziché continuare a crescere altezzosi e arroganti,

   dal cielo verrà un segno non proprio sconosciuto

   terribile, per esortare tutti, pure chi non ha mai creduto!

 

[indice]

 

Tempo di oggi

 

 

Scorre finora il tempo, veloce come il vento

tutto risucchia nelle sue spire, ne acchiappa cento,

   e a questi, più esso non scorre lento lento

   ogni passo è accelerato, e nessuno di loro è contento.

Eppure, dovrebbe essere uguale per tutti, l’elemento

che conta i giorni, mesi, anni, e ogni rintocco spento,

   ogni anima truce è sospinta a più non posso

   s’aggrappa, ma è trascinata anch’essa nel fosso.

Sono i segni dell’odierno tempo indelebili

a confermar le profezie degli antichi encomiabili,

e presentare in ogni occasione all’ultimo credente

la verità realizzata dall’Alto, per il cieco e il vedente!

 

 

 

Credere

 

Attimi fuggenti passano quatti nella mente

sospingono i meandri della fede che non mente,

   creano immagini, toni, concetti molto labili

   quali basi di scelte che nel tempo diventano stabili.

Tutto è guidato dalla santa mano del Creatore

che esorta, giudica e condona con la verga del Pastore

   tutti coloro che non si sottomettono alla legge

   i quali trovano artifici e scuse, che li sorregge.

Ma a quanti con ardore vogliono sottomettersi all’amore,

tutto scivola via, poiché sono guidati dall’ardore

   di voler ad ogni costo credere dando un aiuto silente

   affinché un dì possano vedere il Promesso veniente!

[indice]

 

 

Il precursore

 

Venne una volta con pio desiderio

per annunciar l’Agnello in modo serio,

   a preparar la via davanti al Salvatore

   e raccogliere chi volesse tendere all’amore.

Era vestito di pelli, ma di portamento elevato

per aprire i cuori, e indicare a tutti lo stato

   dello spirituale cui nessuno più tendeva

   preferendo all’amore, il mondo e la sua alcova.

E ancora, è atteso nel tempo della fine

a ripetere con voce tuonante, passi e rime

   di quelle Leggi eterne da osservare fedeli

   in attesa del Veniente, finalmente senza veli!

 

 

Il credente libertino

 

Attimi fuggenti si presentano agli occhi del credente

l'invitano a cercare dentro la sua anima assente,

   passano lievi, a volte imperanti nella mente

   son creduti sogni, cui non dar conto di niente.

Ascolta sì, più d’uno, se questi si sforza e gli garba

ma non accetta alcun segno che alcuno gli porga,

   segue il suo gruppo, così, con suo gran cipiglio

   che l’ostina a chiudersi ai tenui richiami d’appiglio,

e Quel Dio che lui vorrebbe seguire, a par suo libertino,

resterà lontano, né mai più, Gli si donerà un pochino!

 

[indice]

 

I caduti

 

Battiti del tempo si avvicendano da secoli

preparano la via, scorrono tra gesti immobili

   in cui nessuno più agisce a preparare i cuori

   che muti battono anonimi senza più timore

d’essere scoperti, e giudicati da quell’Uno

che nelle Sue mani tiene ben più di ciascuno.

   Non ne sono rimasti molti, stabiliti, non estorti

   furono contati, per tutti i caduti, quasi morti.

Ora la fine si avvicina per tutti gli elementi

che dissero ‘no!’, un dì, e non rimase loro niente!

 

 

       L’ameno

 

Ombre di nuvole nere si addensano al mattino

poi svaniscono, non appena il Sole fa capolino,

   e solo in lontananza, cirri ancora persistono

   a ricordar le ombre della vita, che restano.

Poi, nel giorno tutto passerà al sereno,

solo a sera, ancora, qualcuna ricorderà l’ameno

   che nella notte impera e, ottuso, protende

   ciò che la luce non tollera, né sottende!

 

[indice]

Giudicati

 

Sono Io il Donatore: voi, solo ricevitori.

Come pensate di ergervi a meri giudicatori?

   Ciò che viene dallo spirito, solo Io lo comprendo,

   ma ciascuno si sforzi di capire ciò che sto facendo

per voi tutti, vicini e lontani, per raccogliervi un giorno,

quando tutto trapasserà nel Giudizio a un Mio cenno.

   Oggi, ancora molti dileggiano Me e la santa Parola,

   costruendo reti, bastoni, muri, e rifiutando la Scuola.

Ma verrà un giorno in cui chiederò conto degli atti

a quelli che osarono tanto, e si nasconderanno come ratti!

 

 

      L’evento vicino

 

Amor dell’Amore, che miri a ogni cuore;

a chi ti rivolgi, se bussi, se esorti al dovere?

   Vorresti solo dei cuori pulsanti, ebbri di Te

   che impeccabili, bramino, desiderosi di un Re.

Invece, cosa trovi, o Eccelso, Tu solo, o Divino?

Mere ripetitive preghiere, vociare di labbra, al tapino!

   Nessuno domanda se in Alto il Maestro ha elargito

   una sola Parola e, così, abbia spiegato l’arcano,

legato a quel tempo lontano un dì ben segnalato,

in cui tutto confluirà nell’evento, oramai percepito!

 

[indice]

 

      O vita

 

O vita, che incedi e per tutti disponi un percorso

che aleggi, di fronte alle cose di quaggiù senza polso,

   sii tu la gran dama che guida, che preme

   che trascina in ogni bisogno, ma spreme

tutti coloro che non voglion capire, né fare

ciò che il Padre celeste esorta, da tanto a osservare.

   Tocca, ti prego, quanti vorrebbero ancora lottare

   e nell’aiuto di nostro Signore ogni giorno sperare

per temprarli alle cose divine, del Cielo, agognate

e affidarli agli amici passati, ora cresciuti e …alati!

 

 

 

Il precursore

 

Venne una volta a preparare da solo la via

colui che vestiva di semplici pelli, tuttavia,

   senza fasto, né gloria, esortava tutti a memoria

   indicando loro un cammino fattibile, senza boria,

accanto ai fratelli bisognosi d’ogni più piccola cosa,

a riconoscere errori e passioni, perdonando ogni offesa.

   È ancora lontano il tempo della sua bieca e vile cattura,

   deve prima venire la Stella portatrice d’ogni sventura.

Lui è già pronto a gridare ai poveri sopravvissuti

di mantenere alti l’amore e la fede davanti ai più bruti.

   Solo così si potrà ancora forse salvare qualcuno

   dalla terribile morte promessa, a chi non ama quell’Uno!

[indice]

      

 

L’0rigine

 

“Sia Luce!”, fu detto dall’Alto seggio del Santuario

per poterSi rispecchiare in qualcosa di ben serio,

   e tre Luminari sorsero dal nulla, quali figli

   amorevoli, miti, serventi, e molto più che belli.

Da questi, altri sette vennero subito dal nulla creati

per esprimere la Divinità nelle Sue caratteristiche, fondati.

   Ma il più luminoso volle imperare sugli altri due fratelli

   e sprofondò nella cieca opposizione, contro Quelli,

trascinando con sé un mugolo d’altri, esattamente contro

l’invisibile amorevole Padre, che da allora, aspetta pronto!

 

 

 

 

Vita !

 

Vita, dagli spazi infiniti prorompe in ogni dove,

saetta fulminea e spande forza nelle umane alcove,

   forma esseri, terre, rompe legami e unisce,

   indirizza e guida, purifica, trasforma e mesce.

Nulla può fermare tal vita senza fine, potente,

né, chi vorrebbe ancora sfruttare la sua forza nascente,

   ma tutto deve inchinarsi e accettare l’offerta

   della sua condizione servile, senza niuna sorta.

E Chi la produce, al Suo fine la dona, e mantiene,

per averne riscontro, un dì, da chi ricevette ogni bene!

[indice]

 

 

A Gesù

 

O mio buon Gesù, che dall’alto del Tuo imperio vedi giù

guida la Terra e i suoi abitanti, sempre osservati da lassù,

   proteggi quanti praticano le Tue sante Parole pronunciate

   che pur credono ed hanno fede, benché ancora ingannati

da tutti quelli che al maligno gli son continuamente asserviti,

che dileggiano la Tua stessa Parola e la Tua vita, mai impediti.

   Consola, col Tuo Amore ognun che ancora fortemente spera

   di essere salvato, un dì, quando giungerà lì nella Tua alcova,

e a quei pigri, insolenti, che rifiutarono da sempre la Semente

istruiscili Tu, Padre, cui nulla sfugge, coi Tuoi modi immanenti!

 

 

 

Un cenno ancora

 

A un Tuo cenno, o pietoso, nobile Signore

si manifestano miriadi di Tuoi perfetti servitori

   che gioiosi e a gara, eseguono sempre zelanti

   ciò che la Volontà Tua, ben chiede ai tanti.

Qui, invece, tutto è così capovolto tra i figli

che devono esser recuperati come nuovi gigli,

   cui però ancora le folli tenebre li avvolgono

   e nella materia imperano e, aitanti, pretendono.

Ma se un giorno Tu volessi tornare nell’ovile

in cui venisti a indicare la via ai più servili,

   quanti vorrebbero da Te pure ascoltare

   ciò che la Parola Tua un dì ebbe a esternare?

Un cenno ancora o Padre, ai Tuoi servi fedeli

e sulla Terra, tutto porterà sangue e fiele,

   per far crescere l’amore, la pietà e l’aiuto,

   tra coloro che vollero ben servire il povero caduto.

Ma ai più pii e osservanti, quel giorno tirali via,

dal putredine, fumo, falsità, odio e malattia,

   e preservali Tu, in attesa della nuova Terra bella

   che nascerà dalle rovine di questa, ancora procella!

 

[indice]

 

Nel Tuo Nome

 

Nel Tuo Nome, o Signore, tutto fu pensato

dal nulla ebbe inizio l’immenso voluto Creato.

   Vi si rispecchiava l’Amore, la Luce e la Possanza

   per orientare bene la Volontà filiale con pazienza.

Ma uno volle ergersi sugli altri suoi fratelli

dichiarando guerra e falsità, a tutti quelli

   la cui vita era stata data potente a ciascuno

   ma la cui unica forza veniva solo da quell’Uno.

Poi, una lacrima sgorgò dal più fedele dei tre,

disse: “Salviamolo da morte certa, e gli altri con sé!”

   Così esso fu smembrato, e nella materia incarcerato

   e insieme a lui, tutti i caduti che lo avevano seguito

per ritornare un giorno, pentiti, umiliati e rinnovati

dopo il giusto rimediare, servendo i più disgraziati.

   Ora, il tempo stabilito non è ancora passato,

   è prevista una pausa, al mondo oscuro incatenato,

ma se il richiamo non vorranno mai più ascoltare

pure la materia, per millenni dovranno ben asservire,

   e se il tuo Nome non sarà dal cuore ben pronunciato

   siano disfatti, e lui, di nuovo, nella Terra relegato!

 

 

Nella notte

 

Viene la notte, un dì, e tutto ben si ferma

la natura sospira, mugola, ma si rafferma

   riposa un poco, in attesa della luce veniente,

   una piccola pausa, necessaria, per il giorno nascente.

Tante generazioni son passate, dall’Evento cruento

in cui fu immolato l’Agnello, qui, fattosi Santo.

   Ha insegnato l’amore, il donarsi, la vera Dottrina

   per far crescere i figli, guidandoli a un nuovo cammino.

E un tempo fu concesso al maturare dell’Opera

per convertire il maligno esortato a ben credere.

   Ma la ‘notte della vita’ giammai da allora è finita

   e il maligno negli uomini, impera nella lor vita,

non demorde né implora, né cede neanche un pochino

e la sua bava contagia, si spande, dal suo baldacchino.

   Perciò, ora che il tempo fissato e quasi per certo scaduto

   la lotta s’infiamma, tra chi ama, e chi ancora è asservito.

E la notte dilaga, entra nei cuori, congela ogni impulso

sfida apertamente il Divino, si vanta d’ogni insulso,

   ma ancora per poco, nella tenebra, lui si potrà divertire

   poi, riderà bene, in ultimo, Chi in tal Giorno potrà venire!

[indice]

 

      Dopo, elevati

 

Quante esortazioni e ammonimenti vengon da Te

donati dalla verità promulgata dai Cieli, qui, da me

   e infiammano i cuori, e stimolano all’ardore

   per decidersi in fretta, a donarsi tutti all’amore.

Non c’è più molto tempo per prepararsi alla lotta

dopo il grande disastro annunciato, qual botta!

   Solo chi per tempo si sarà già preparato,

   potrà dal Signore, sulle nuvole, esser salvato.

Ma gli irriducibili infedeli, asserviti al serpente

saranno relegati e, con lui, costituiranno semente!

 

 

Voltagabbana

 

Quanti s’adoperano per Te, veramente, o Signore?

Ti osannano e cantano: ma ti hanno nel cuore?

   Ti cercano sì, perfino di Te parlano senza posa,

   Ti presentano quale Guida fra tanti, non imperiosa,

poiché la ‘mamma’, quasi sempre, gareggia da lassù

e ruba cuori e azioni, sospiri e mediazioni, ben più.

   E anziché votare il loro cuore al vero eccelso Salvatore,

   da voltagabbana un altro dio hanno eletto, da usurpatore,

e di quei comandamenti cui dovrebbero servire con onore,

mistificano proprio il primo, reso nullo, con fervore!

[indice]

 

      All’amico

 

A titolo informativo, amico, alcuni versi t’invio

per aver tu, da me, ciò che proprio non è mio.

   Essi non sono di grandi pretese, bussano compiti

   a ciò ch’è sopito, a uscir dai suoi schemi asserviti.

È una strada da intraprendere per ciascun credente

se vuole crescere nello stimolo a diventar servente

   di quella piccola schiera, ma così importante veramente

   per esser di monito a conservar la fede, al fratello suo vivente.

Nessuno ne è escluso, basta bussare alla ‘porta’ bianca

là dove ogni risposta è conservata, in verità, mai stanca

   di spiegare tutto ciò che è necessario sapere

   della vita passata, presente e, un dì, da vedere.

Perciò ti sia gradito solo immaginare con la mente

ciò che ti aggrada, ma un solo Maestro sia veramente presente!

 

 

      Ricorrenza

 

Passano i giorni, si sommano ai tanti

alcuni pochi, restano solo osservanti

   tanti di loro, però, sono serventi

   di quella gloria che non porta niente.

Io nutro fiducia, e spremo la mente

lascio che scorra, il ricordo suadente,

   ma c’è una fiamma che ancora riscalda

   e in questa Pasqua desidero usarla.

È un dolce pensiero, caro e sincero

per quel fiore bianco, che non fu mistero,

   né teme più le spine, è caldo d’amore,

   mi dà conforto, quell’amica del cuore,

che da lontano mi dona tra i tanti

un po’ d’affetto, a tirare avanti!

 

                                               [indice]

      L’eclissi

 

Tutti all’insù guardano attratti quel disco solare

da ogni nazione l’osservano, quasi fosse speciale.

   È solo un disco, che passa nel cielo, oscurato

   se agli occhi gli si posa un bel vetro affumicato.

A quel disco che avanza sospeso, lassù, come sempre

s’interpone la Luna, e lo copre, e del tutto lo riempie.

   Lassù, ben diverse sono le grandi distanze importanti

   gli astri fluttuano lievi, ma con ferree leggi imperanti.

Qui il piccolo uomo vorrebbe con gli occhi oggi scoprire

ma gli riesce solo sognare e, un giorno, forse capire!

 

 

Il ricevente

 

Doni di grazia vengon dalla maestosa lingua del Creatore

per aiutare, sorreggere, e ogni buon figlio consolare,

   e chi riceve la Sua parola dai più alti Cieli

   serve l’amore e s’inchina, primo, tra i fedeli.

Egli non sa ancora il perché gli vien donato, né cosa

poi gli sarà dato, con le prime righe ancora qualcosa,

   ma trepidante, riporta sulla carta ogni buona parola

   ligio e servile, col cuore tronfio come fosse a scuola.

Solo alla fine del suo muto servire osserverà gaudente

l’Opera non sua, avuta in dono nella missione servente!

 

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      Ai due viandanti

 

Un giorno di letizia dev’esser ciò che fu mestizia

all’apparir del Maestro ai due, per la notizia.

   S’erano attardati sulla via, discutendo, sull’evento

   delusi e affranti di non esser stati presenti a quel cruento.

Ma quell’incontro inatteso, con lo Straniero sì caro

li avea rinfrancati, invitandolo a cena senza danaro.

   Dai tratti velati la moglie di Cheopa avea capito

   Chi si celava sotto il manto, così ben compito,

ma restò zitta e solo nel suo cuore, poté, piangendo

preparar la cena, attenta, aspettando un comando.

   Poi, solo quando in tavola tutto fu ben pronto

qual parole maestose, fecero nascere in tutti, pianto!

 

 

Oltre la tempesta

 

Tutto si ferma dopo la tempesta, e tosto langue

per riprendersi dalla batosta, come può, esangue.

   E si rivolge in sé compito, riflettendo sull’evento

   per capire cosa c’è da imparare, ben senza un lamento.

Né turbini, né grandine dovrebbe temere il credente

che sa qual è l’ordine della natura, ben servente.

   Così, ringrazia dal profondo cuore quello spirituale

   che l’ha graziato, quale figlio, del primo Ufficiale.

Al Suo comando stanno legioni, e tutto sovrintende

per Amor delle creature, cui Lui più non sorprende.

   Perciò occorrono ben più energici alti mezzi

   per risvegliar la fede e l’amore, senza vezzi!

 

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Ai fedeli

 

Quando ogni cosa nel suo stato sembra bell’è pronta

e tutti ne attingono, fruendo quel che più conta

   così che la vita scorra lieta e ben organizzata

   con tutti quegli aggeggi di cui s’è emancipata,

ecco giungere inatteso, qualcosa dai contorni amari

che annulla, lede, toglie, cose acquisite senza onori,

   poiché l’uomo non deve tendere ben oltre le risorse

   ma adattarsi all’invito di Colui da cui tutto sorse.

Solo restando nell’alveo dell’ordine concesso

si potrà restare immuni, e mantener l’accesso

   alla Parola promessa nell’ultimo tempo ai fedeli sinceri

   che lotteranno con la spada dell’amore e della fede, fieri!

 

 

 

Venite al Padre

 

La Tua parola o Signore, arriva dai Tuoi arcieri

bussa, esorta, chiama e aiuta gli umili e sinceri.

   Grida a gran voce: “Venite senza alcun timore

   amate il Padre vostro con tutto il vostro cuore!”

Ma ci sono quelli, che non vogliono ascoltare

e seguono altre vie, solo dell’oppositore

   che tutti incalza e tira, con suadenti parole

   riuscendo a ottenere servi e serve, quali prole.

Ben però il tempo per tutti è già contato

non manca molto all’evento, quel profetizzato!

 

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Un passaggio

 

Scorre lenta la vita di un giorno

trascina con sé ogni cosa, nel bisogno.

   E ciascuno s’adempie a tirare avanti

   come può, con scelte a volte intriganti.

Nessuno sa il perché si trovi quaggiù

non vuol credere che deve tornare lassù.

   Acquista, conserva e impera nella materia,

   crede di vincere la morte, con la sua storia.

Ma il declino arriva un giorno per tutti

bianchi, neri, rossi, gialli e mulatti

   non si vuole proprio guardare oltre

   ci si adagia, non si vuol credere inoltre

che qui la vita terrena è un passaggio,

così come sempre lo ha professato il saggio.

 

 

 

Sempre avanti

 

Corre il tempo e stimola più di un lamento

tutto è alle spalle, quasi dimenticato tra il vento

   trascina pensieri, sogni, speranze e intenzioni

   ma si scontrano con la dura realtà e le emozioni.

Serve ancora rimpiangere il sicuro passato?

Sarà ben guardare oltre, tra migranti e cielo avariato?

   Poiché, se ciò che ci aspetta da tempo profetato

   sarà così, proprio come da tanti è stato indicato

solo il tempo darà a ognuno una risposta veritiera

a chi arriverà a vedere questo e quello, senza visiera!

 

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      Così è!

 

Sia come sia, vuolsi lassù dove regna il Messia

al fine di disporre il Creato in bella armonia,

   con canti di giubilo si accolga la vita

   quantunque qui giunga spesso della vera sortita.

Si faccia spesso cordoglio dei propri peccati

si scavi dentro agli errori, quelli assemblati.

   Nessuno si senta accusato da chi sembra pulito

   siam tutti figli caduti, come quell’un che ha tradito.

Ma se si volesse qui la vita terrena allungare

neanche di un giorno si riuscirebbe l’orologio a spostare!

 

 

      Servitori? Prima istruiti!

 

Un lieve bussare talvolta lascia intendere oltre

ciò che quel tenue tocco vorrebbe sortire nel mentre.

   Si vorrebbe aprire la bocca, stringere forte

   offrire più di ciò che si fa dalla medesima sorte.

Ma non è facile esser sinceri, liberarsi del tutto

dai propri cavilli, idee strampalate prese da sotto.

   “Così non va bene!”, ripete da dentro il bianco, l’alato.

   “Prima occorre che tutto di sé sia abbandonato!

Ci si rivolga prima al Maestro con voce infantile,

poiché, solo da Lui si potrà ottenere Luce e una Guida servile!”

 

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Sulla nuova Terra

 

Si rifaccia luce sulla nuova Terra

si porti pace laddove c’era sempre guerra

   si dia inizio presto, alla nuova creazione

   si osi metter piede su, senza più tenzone!

Ma a chi sarà diretta la chiamata per ricominciare con amore?

Quanti ne sopravvivranno al tempo duro in mano al facitore?

   E Cieli e terre, per servire, …saranno riformate

   da anime incorporate, giunte per esser testate!

 

 

Lo spirituale bandito

 

Da tempi eterni, un dì furon tosto relegati

per esser puniti dall’orgoglio, e là, impediti

   di sprofondare ancor più nelle tenebre bandite

   da quel Cielo, laddove il Divino ben risiede.

Ora tutta la Creazione è maturata un pochino

e aspira ad esser redenta, o migliorare un tantino,

   così da continuare a servire chi poi meriterà

   d’esser salvato dal Giudizio, e con sé vivrà

sul suolo della nuova Terra inimmaginabili gioie

create in un attimo senza più assilli, men che men, noie!

 

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      La nuova Parola

 

 

Si potea avere il mondo, ben tra le mani

coccolati come ospiti, su poltrone e divani,

   oppure da figli, si potea aver premi, come miele,

   meritati, se l’amore spontaneo fosse stato fedele.

Invece, caparbietà, disamore, impudicizia e timore

han relegato l’umanità al Giudizio per tutti i senza cuore.

   Ora non resta più molto tempo al grande avvenimento

   poiché fu ricevuta la nuova Parola a indicare l’evento,

resta il solo tradurre il tutto, in tutte le lingue dei figli

e dare l’ultimo tempo, affinché, chi vuol capire, si svegli!

 

 

Chi sa!

 

Passa il tempo, veloce come il vento

trapassa come lui, fin nel firmamento.

   Non giudica, né storce mai ad alcuno

   né volontà né desideri; andranno in fumo!

Tutto prosegue come già è stato stabilito

dall'eterno Creatore che a taluni ha svelato.

   Però, nessuno pare voglia pur comprendere

   ciò che aspetta ciascuno, da far sorprendere!

Chi ha legato il filo con l’Amore immantinente

conosce già la Volontà che guida piedi e mente!

 

 

 

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