Il Legame del Cielo

 

 

Un dettato ricevuto a mezzo di M. Sp. a G. nell’anno (1886)[[1]], quale una manifestazione dell’eterno Amore in relazione agli avvenimenti per il prossimo e più grande Giudizio universale ed ai rapporti ed alle condizioni del Regno dei mille anni già profetizzato nell’Apocalisse.

 


Presentazione del libro

 

Il Legame del Cielo …. con la Terra

 

 

Una soave poesia

 quale premessa iniziale del ‘Dettato’

 

   E Cielo e Terra trovansi congiunti............................ cap-1

   da quando Io ebbi a vincere la morte...................... cap-2

Ed Io per voi son morto................................................... cap-3

al modo umano e a quello della carne....................... cap-4

   Ma che i Miei figli a Me sono congiunti................ cap-5

   comprender deve ciò e il bimbo e il vecchio.............. cap-6

Ché non nel vento Io semino parole............................. cap-7

ciò voglio Io dirvi oggi..................................................... cap-7

   Io, il Padre della Vita benedetta.............................. cap-7

   dono vi feci d’un sensibil cuore................................. cap-8

Ma con la serietà di questa Vita.................................. cap-9

non faccio punto scherzi.................................................. cap-9

   O figli, Io vi amo in ogni tempo................................ cap-11

   e vi do forza per l’Eternità.......................................... cap-12

Io cerco di proteggervi dal male................................... cap-13

redimervi voglio Io dalla caduta!............................... cap-14

   Ma date voi ascolto al Mio richiamo? ................... cap-15

   Di grado in grado non precipitate voi giù.............. cap-16

   tra gli artigli della perdizione................................... cap-17

   per cader nel peccato?.................................................. cap-18

Oh, credete, credete che Io, il Signore ......................... cap-19

offrìì per voi con gioia la Mia Vita............................. cap-20

   Offrite ora voi pure in sacrificio a Me.................... cap-21

   le futil cose della vostra vita...................................... cap-21

Ed entrate, prendendoMi per mano............................. cap-22

nella Patria celeste.  -  Amen......................................... cap-23

 

 

RISPOSTA dei veri FIGLIOLI di DIO

 al loro PADRE celeste

«O Gesù mio, o vita mia, mio solo bene su questa Terra! In Te mi rimetto in quest’istante. Se anche solingo e abbandonato su questo mondo io me ne sto, pure il cuor mio non può capire tutto il Tuo Amore che parla in lui. Quando mestizia mi tiene avvinto perché solingo sono e diserto, io lieto penso: ora ho raggiunto per in eterno il mio Gesù.   -  Amen!»

 

Cap. 1

“IL CIELO E LA TERRA SONO CONGIUNTI”

(2 - Gennaio)

1. “Cosa significa ciò?” – Vedete, le spiegazioni in proposito sono parecchie. Io voglio indicarvene alcune, e perciò ascoltate: “Che cosa è il Cielo? Forse il firmamento il quale allieta sempre lo sguardo di chiunque sia buono?” – Oh, no! Bensì l’immedesimarsi nel Buono e nel Vero, il destarsi dell’Amore, l’accoglimento della Sapienza e della percezione superiore e divina che ne deriva, entro il cuore dell’uomo. - Questo è il Cielo.

2. Non è per voi un senso di beatitudine quando percepite che Io, il Padre, ho preso col Mio Amore possesso dei vostri cuori, e vi ho fatto il Mio ingresso per dimorarvi sì a lungo quanto sarà la vita vostra? Vedete, nessuno si scioglie da Me quando a Me si è abbandonato; e nessuno vuol lasciarMi una volta che Mi abbia riconosciuto per il vero ed autentico Consolatore e Donatore. Non si è forse in questo caso congiunto il “Cielo con la Terra” ovvero con la carne?

3. Ma ecco ancora un esempio: - Sulle montagne, dove la vegetazione è rappresentata soltanto molto scarsamente e dove l’aria è più pura a motivo della diminuita popolazione animale, lassù di rado giunge l’uomo, perché di solito la via che vi conduce è molto ripida e faticosa. Ma se qualcuno proprio brama di salirvi per godere del magnifico panorama (Io non parlo già dei fanatici che si dedicano alla montagna per bravata), si può essere certi che un tale, arrivato in alto, si sentirà molto più libero e leggero, per la ragione che si sarà sottratto alla pressione che l’aria della pianura esercita su di lui.

4. In questo suo stato di leggerezza e di libertà egli, allora, anche se non è ancora destato nello spirito, sente o presente benissimo che vi deve essere un Ente superiore, ed involontariamente il suo pensiero si rivolge a Me ed alla Mia bontà, la quale ha fatto la Terra tanto bella da sollevare, beatificare e rendere estatico il cuore e l’occhio. DiteMi dunque: “Non si congiunge anche qui il mondano nell’uomo col Padre celeste?”.

(3 - Gennaio)

5. Quando un figliolo della vostra Terra va in cerca di verità e di chiarezza, ma non la può trovare fra coloro che gli son vicini, poiché egli è circondato da ciechi nello spirito, egli viene trascinato fra gli errori e le confusioni del mondo fino a tanto che non ha imparato a conoscere l’immondizia e le scorie del mondo stesso.

6. Egli allora si rivolge con orrore dal mondo, ed apparentemente resta così, abbandonato; però a questo punto egli è maturo a ricevere la Parola spirituale. Soltanto ora gli viene offerto il Calice della Verità e dello spirituale puro. Egli accoglie amorosamente il Padre nel proprio cuore, e poi resta per l’eternità congiunto a Lui. Ma, in tal modo, resta un tale figliolo escluso dal Legame col Cielo? – Certamente no!

7. In un angolo della Terra, lontano dalla vostra dimora, giornalmente sale un cantico di lode a Me, il Padre di tutti, da parte di più di mille volte mille anime. Anch’esse Mi conoscono quale Padre, Maestro, Guida, Dio e Signore. Allo stesso modo esse sono a cognizione del tempo della Mia vita e delle Mie sofferenze. Questi figlioli sono il punto centrale intorno al quale si gira la Terra, vale a dire l’elemento spirituale della stessa.

8. In mezzo a loro, esse hanno un grande maestro. Io l’ho mandato affinché dichiari loro ciò che avrà da accadere nel tempo nel quale Io intendo di condurre insieme a loro la piccola schiera dei Miei cari. – Essi sono pronti alla partenza ed attendono gli avvenimenti e la chiamata che Io, il Signore, lancerò loro. E come un giorno Io comandai al popolo d’Israele che togliesse da sé il pane azzimo, cioè che lasciasse indietro ogni scoria, così sono pure i Miei figlioli pronti per il viaggio nel paese che Io Mi riservo di indicar loro. Dite, non Mi sono Io, così, congiunto con i Miei figlioli, per salvar voi, ovvero la carne di questa Terra? - “Credete, Io tutti vi salvo”.

[Poesia]

 

Cap. 2

 “PERCHE’ IO HO VINTO LA MORTE!”

(4 - Gennaio)

1. Si, o figlioli Miei, Io ho vinto la morte del peccato e del vizio, la morte della perdizione eterna, e vi ho redenti dal peccato che gravava come un incubo su di voi fino a tanto che Io stesso sono divenuto carne come qualsiasi altro uomo sul vostro mondo. Io, il Padre, il Signore, il Creatore, il Quale tutto ma proprio tutto ha fatto e creato dal nulla, ed al Quale nessun altro materiale stava a disposizione se non lacrime soltanto, lacrime versate da spiriti pietosi. Pensate a ciò che significa: «Io ho vinto la morte, ho salvato a voi la Vita e vi ho aperto il Cielo con le sue beatitudini».

2. Il Mio Regno, la Mia Dimora Io la divido con voi. Non c’è più nulla che Io vi tenga nascosto. Io, il Padre, divido volentieri con voi ciò che possiedo, per dimostrarvi quanto Io vi ami e come vorrei rendervi partecipi della Grazia che Io tanto di buon grado accordo a chiunque Mi riconosca come Padre, come Padre Mi ami e Mi onori, e non rifiuti a Me una obbedienza filiale. La morte è vinta, la morte dello spirito non è più!

3. Innalzate i vostri cuori al Donatore di ogni cosa buona, al Padre di verità. Non lasciateveLo sfuggir più. Il tempo della sofferenza si avvia esso pure verso la fine, ed il Padre vittorioso condurrà i figlioli oltre tutta la molestia che il male ha gettato dinanzi ai loro piedi. O Miei cari figlioli, benedetto sia il tempo nel quale Io vi faccio entrare nel Regno della benedizione da Me promesso a coloro i quali Mi amano ora, e sempre Mi ameranno. - Amen!

 

[Poesia]

Cap. 3

 “E CHE SONO MORTO SULLA CROCE PER VOI”

(5 - Gennaio)

1. “Chi e che cosa è morto per voi?”, e “Perché?”. - Vedete, queste domande non trovano così facilmente risposta come voi credete; però Io voglio mostrarvi ciò di cui è capace l’Amore di Dio. – Quando sarete voi, simili a questo Amore? - Oh, figlioli Miei, avviene bensì talvolta anche su questo mondo, che questo o quello, per amore all’uno o all’altro, rinunci a qualche cosa o si ritiri di fronte a qualcosa, ovvero si assoggetti addirittura ad una punizione che spetterebbe ad un altro. Un tale amore del prossimo sarà mille volte ricompensato. Ma che qualcuno per amore del prossimo suo muoia di morte crudele e ignominiosa, questa è cosa già molto più rara. Certamente anche di questi casi se ne sono avverati. I cosiddetti martiri sono morti per Me ed hanno in compenso ottenuto la corona nel Mio Regno, ciò che vuol dire: la corona eterna del Regno dei Cieli, la quale non sarà loro tolta mai più in tutte le eternità.

2. “Cosa significa ciò? Perché Io sono morto per voi?”. Domandiamo, ad esempio: “Che cosa sono le tenebre eterne?” – Immaginatevi ora che voi non aveste potuto mai e poi mai vedere il Padre, né avvicinarvi a Lui, né pronunciare mai in Sua presenza il dolce nome di “Padre mio”. Ecco: “Questa è tenebra”. Ma adesso invece voi siete in grado di comunicare con Me, così come voi vi trattate l’un l’altro.

3. Tosto che la Terra sarà purificata, verrò anzi Io stesso a voi, e vi parlerò, vi insegnerò e guiderò; vi renderò attenti dei vostri difetti, vi stringerò al Mio cuore e vi dirò: “Qui è il vostro posto, poiché il Padre vi ama, e voi pure dovete amarLo con tutte le forze dell’anima vostra; perché è per questo che Io sono morto sulla croce, sul legno dell’ignominia, della morte disonorante del delinquente”.

4. Ma qual delitto ho commesso Io, il Signore del Cielo e della Terra? Io, il Creatore, il Quale ha stretto al Suo cuore sanguinante senza eccezione tutti gli uomini ed ha lavato i loro peccati col Suo sangue santo? – Nessun altro delitto che quello di non aver reso omaggio alla loro cecità, al loro orgoglio ed al loro egoismo. – Vedete, o Miei cari figlioli, Io vi ho aperto il Cielo; il Cielo con le sue gioie e con l’amor suo.

5. Se io avessi atteso fino ad oggi con la Mia venuta quaggiù, ben cattiva sarebbe ora la situazione del mondo, particolarmente la vostra, voi che siete della stirpe di Davide, destinati a recare questo ceppo ancora una volta in onore, affinché da voi abbia ancora una volta a germogliare un re. Questi non Mi sarà infedele, bensì riconoscerà Me quale l’unico Signore, e Mi amerà, Mi onorerà e non Mi rifiuterà il dovuto rispetto.

6. Voi dovete essere figlioli di Re; il Mio sangue vi ha resi tali. Però siate Miei seguaci in ogni cosa, amatevi fra di voi veramente come fratelli, e non badate mai se l’uno o l’altro agisce sempre secondo il vostro desiderio. Soggetti ad errare siete tutti ancora, fintanto che dimorate nella carne, e tali rimarrete fintanto che vivrete su questo mondo.

7. Soltanto i vostri discendenti, i quali possono venire educati secondo la Mia prescrizione, potranno da sé soggiogare la loro carne con il Mio aiuto. Io però Mi rallegro pensando a questo tempo. Voi pure potrete edificarvi delle capanne e prendervi dimora nei luoghi della beatitudine dove Io vi condurrò. L’indice dell’orologio dei mondi, ovvero della redenzione, segna le ore 11 e mezzo (come voi dite). Molto tempo dunque non manca. Ma la Mia morte corporale, quest’epoca, ve l’ha avvicinata.

8. Se Io non fossi morto, ora per voi andrebbe molto male. Voi dovreste vivere peggio dei cani. Io però nella Mia onniscienza ho già previsto la cosa e perciò ho disposto tutto nel modo migliore per voi. Io, il Padre, vi ho lavati col Mio sangue e vi ho mondati dal peccato per introdurvi puri nel Mio Regno benedetto. Potete voi concepire l’Amore e l’Onnipotenza del Padre e la Bontà del Creatore? Nessuno andrà perduto di coloro che hanno libato al calice della verità e che questa hanno accettato.

9. Io ho condotto i Miei figlioli per varie vie, ed ho fatto loro sopportare varie tribolazioni. Ora però è giunto il tempo di liberarmeli, affinché possano procedere innanzi verso di Me, ed affinché divengano atti a sgombrare al loro prossimo la via dell’entrata colà e dell’uscita da qui. Vedete, Miei cari figlioli, il Padre vi ha benedetti col Suo sangue, ed Egli ancora col Suo sangue vi benedice e per sempre col Suo sangue vi benedirà. - Amen!

 

[Poesia]

Cap. 4

 “NELLA MANIERA MONDANA E NEL SENSO DELLA CARNE”

(6 - Gennaio)

1. “Cosa ha da significare questa frase?”. - Miei cari figlioli, credete voi che il vostro Iddio avrebbe potuto morire e lasciarvi per un solo istante abbandonati? Oh, no! Perché allora il Maligno avrebbe avuto facile gioco e, non una pietra, non un atomo solo esisterebbe più nei vasti campi della Creazione! Secondo il vostro modo di dire, questa sarebbe stata tutta “acqua per il suo mulino”.

2. Io, quale Dio e Signore, non posso mai morire, bensì soltanto la carne che avevo portato doveva essere ridonata alla Terra dalla quale proveniva. Se oggi Io voglio comparire visibilmente fra voi, devo nuovamente crearMi un corpo. Ma con ciò sarei costretto a portare la materia, e dovrei sempre di nuovo restituirla. Questa sarebbe la spiegazione letterale della frase menzionata più sopra.

3. Ma quale ne è invece il contenuto spirituale? Vedete, persino uno spirito comune si crea una massa solida, quando vuol comunicare con le creature umane su di un qualche mondo. A lui è lasciata la scelta circa il modo in cui vuole presentarsi e la forma che egli vuole assumere, (certamente in corrispondenza alla sfera nella quale vive).

4. Però, voglio ancora significarvi che Io, quale il Signore in persona, non Mi ricopro mai di una spoglia di carne senza prima aver benedetta la materia che Io intendo portare. Ma perciò è anche un dovere per gli uomini di non vivere come gli animali, bensì di benedire e purificare la carne prima che addivengano al matrimonio. Io, il Padre, voglio che tutti i figlioletti neonati siano benedetti.

5. Gli altri non possono raggiungere il Paese benedetto, oppure devono morire subito dopo la loro nascita, poiché Io intendo edificare un Regno dei puri. Ciò che è vecchio ed impuro Io non posso né voglio annientarlo, però posso benedire ciò che è vecchio e che si indirizza secondo la Mia Volontà, affinché pure ciò che è giovane, venga dato alla luce benedetto.

6. Miei cari figli, udite: quanto è stato detto ora è di somma importanza per il Regno dei mille anni. Senza questo Comandamento, e senza che questo venga osservato, il Regno dei mille anni non può sussistere. - Io, il Padre vostro, devo perciò badare a tutto, affinché i Miei figlioli non ricadano in preda al peccato. Il Mio Amore per voi Mi spinge a prendere in anticipo le precise disposizioni che occorrono, affinché nessuno di coloro che fanno il loro ingresso nel luogo che Io già ora ho benedetto, abbia ad inciampare.

7. Perciò, o Miei cari figlioletti, accogliete con tutto amore il Padre nei vostri cuori, sacrificateGli tutto ciò che per voi è fonte di cure e di affanni, giacché Egli non vuole affatto lastricare di angoscia, tristezza e miseria la via che dovete percorrere. RiguardateMi nelle Mie parole d’amore e donateMi del tutto i vostri cuori. Siate benedetti ora e per tutta l’eternità; prima, durante e dopo l’entrata nella Terra promessa. - Amen!

[Poesia]

 

Cap. 5

 “CHE I MIEI FIGLIOLI SONO AVVINTI STRETTAMENTE A ME”

(7 - Gennaio)

1. Sì, certamente, i Miei figlioli sono legati a Me. Null’altro vi è che potrebbe rendervi tanto felici, né sul mondo, né nel Cielo. Migliaia di spiriti i quali incominciano a riconoscerMi, e quelli che Mi hanno già riconosciuto, tutti giubilano pensando a Me, oppure quando essi apprendono qualcosa di Me o del Mio Amore. Rallegratevi dunque, o diletti figli, per essere voi strettamente legati a Me per tutti i tempi.

2. Io, il Signore, sono come un fedele Capo di Famiglia, il Quale pondera bene tutto ciò che può essere per il meglio per i Suoi compagni di casa, affinché si sentano bene. Bisogna che nessuno abbia occasione di lagnanza o sia malcontento. Il Mio Regno, la Mia Casa, il Mio tutto che Io divido con coloro che Mi amano, necessita sia composto soltanto di beati. L’Amore Mio per voi è tanto grande che sono persino sceso a rinunciare alla Mia Grandezza e Divinità. Io scendo dalla Mia Altezza, e vado tra i deboli ed i piccoli affinché acquistino maggior coraggio per avvicinarMisi. Sì, voi siete avvinti a Me con i lacci dell’Amore.

3. Nel Regno dei mille anni voi porterete catene di rose per penitenza e per premio per tutto ciò che avete sopportato per causa Mia. Le catene che poi stringeranno i Miei prigionieri non sono pesanti, poiché sono catene che i Miei angeli portano con gioia, e che molti, molti spiriti hanno ardentemente bramato di portare prima della Mia morte corporale. L’eternità vi cingerà come una catena d’oro, così che perfino gli angeli del Cielo vi invidiano la felicità che Io vi dono. Abbracciate saldamente l’Amor Mio, credete e sperate che Io posso darvi tutto, però posso anche riprendere tutto, qualora vi dimostriate indegni della Mia Bontà e della Mia Grazia.

4. La benedizione di Dio vi conduce per buone vie e vi solleva da molte fatiche e tribolazioni, e l’occhio di Dio veglia su tutti. L’Amore di Dio vi costruisce i gradini fino al Suo padiglione celeste; ma lo Zelo di Dio può anche in un istante distruggere tutto ciò, se i Suoi figlioli sono troppo indegni di ricevere tutto il bene.

5. Le catene che Io vi faccio portare sono tanto leggere! Io ho portato per voi i lacci della sofferenza! Portate dunque, anche voi per Me, le catene delle beatitudini. Io voglio benedirvi, affinché impariate presto a vedere quanto poca cosa il Padre richiede da voi. Io voglio aprirvi gli occhi, affinché possiate rendervi ragione del cosa Io abbia fatto per voi, e voglio aprirvi i cuori perché abbiate a riconoscerMi nell’interezza dell’Amor Mio, il quale costantemente vi è dedicato, sia qui, sia là! - Amen!

 

[Poesia]

Cap. 6

 “QUESTE COSE DEVONO ESSERE INTESE E COMPRESE DALL’UOMO E DAL BAMBINO!”

(8 - Gennaio)

1. “Di chi s’intende parlare qui? Del bimbo debole ed ancor privo di ragione, nelle fasce, ovvero dell’uomo maturo senza sua moglie?”. – Vedete, come siete ciechi voi. Perché mai dovrei Io escludere le donne da ogni legge, da ogni Comandamento, da ogni insegnamento e dall’amore? Voglio citarvi un piccolo esempio, e perciò ascoltate: «Non lontano da voi, su di una montagna, dimorano quattro persone, delle quali due procedono nella Luce dello spirito, mentre le altre due, da cieche che sono, vanno brancolando nell’oscurità». - Ora Io voglio fare in modo che i due ciechi vedano.

2. Come può accader ciò? Devo Io mandare i Miei fulmini perché questi abbiano ad aprire loro gli occhi? - Oh, no! Io devo guidare e rafforzare i due che vedono, affinché divengano maestri agli altri due. Quando poi essi sono giunti al grado di maturità da poter dire coraggiosamente ai ciechi (spirituali [[2]]): “Eppure c’è l’essere superiore al Quale noi dobbiamo tutto; esiste veramente un Creatore, un Dio che tutto ha fatto e tutto mantiene”, allora l’attenzione dei ciechi viene da ciò fermata, e se anche non sono capaci ancora di accogliere una dottrina, rimangono tuttavia colpiti o perplessi. E questo per il momento basta.

3. Quando i ciechi, per essere stati colpiti da tali parole, si trovano liberati da uno dei fitti veli, essi incominciano a domandare della verità, oppure essi stessi ne vanno in cerca. Allora è compito di coloro che vedono, se vengono interrogati, di dare ai ciechi la risposta che Io pongo nel loro cuore.

4. Ed ora faccio ritorno ai Miei quattro abitanti della montagna. I due veggenti stanno appunto parlando di Me e della Mia Grandezza, all’incirca così: “Come è bello il contemplare nella libera natura di Dio, quando si considerano gli alberi ricoperti di neve e risplendenti per effetto dei raggi solari che vi cadono sopra, e tutto questo scintillio della neve e, al di sopra, ecco le nubi dalle forme meravigliose starsene nel cielo, quasi un disegno ben preciso.

5. Allora il cuore si apre. Al di sotto appare la piccola chiesetta, nella quale par di vedere il servitore di Dio. Dalla sua bocca sfugge una parola: “Santo”, e cantando egli rende onore al Creatore di tante magnificenze. Non manca altro ancora che si oda il suono delle campane, le quali chiamano i devoti alla celebrazione”.

6. Dopo di che uno dei ciechi dice: “Tutto ciò è molto bene immaginato, però si tratta della natura, la quale è sempre stata e per lungo tempo ancora sarà così. Sempre la stessa cosa uguale, immutabile”.

7. Ed il veggente obietta: “Ma allora anche il momento che abbiamo appena vissuto ora dovrebbe essere già stato. Dovrebbe esser già stata anche la circostanza che noi due, veggenti, nello stesso momento ci ricordiamo di Colui il Quale ha fatto tutto ciò? Guarda un po’ lì come scompaiono le nubi, e come il Sole nascosto dietro gli alberi, levandosi lentamente, occhieggia verso di noi dapprima con un occhio solo, per così dire. E tu asserisci che questo fenomeno, il quale si verifica in questo istante, sia già stato?!

8. Ritornami tu l’istante nel quale io ho ammirato il sole seminascosto; perché esso sta già nuovamente libero e splendente ben alto nel cielo quale reggitore del giorno; ritornami quest’istante ed io crederò che la natura è sempre rimasta ed eternamente rimarrà uguale a sé. Ma se tu non puoi un tanto, rifletti allora a ‘Chi’ ha formato tutto ciò, e ‘Chi’ tutto guida, mantiene e regge”.

9. Il cieco poi se ne va e si consiglia con l’altro cieco. Tutti e due si danno a pensare, ed arrivano infine alla conclusione che pure deve esserci veramente un Essere il Quale è collocato al di sopra di tutto quello che, ad onta della loro cecità, essi possono comprendere.

10. Qui è il punto in cui i veggenti hanno già partita vinta; giacché il ponderare intorno a queste cose, è da per sé già un avviamento alla fede nel Padre e una recessione dal nulla terrestre. Gradatamente poi si susseguono le domande e le risposte. Così si acquistano le anime e vengono man mano tutte purificate.

11. In simili occasioni i Miei figlioli devono avere molta pazienza, perché nemmeno Io stesso posso disporre tutto affrettatamente senza rischiar di guastare molto di quello che è già guadagnato. -  Così, allo stesso modo, stanno le cose rispetto ai Miei quattro uomini dei quali ho qui simbolicamente parlato. - Ma chi dunque sono ora i quattro? – Da voi stessi avrete già rilevato che Io non ho inteso dire di quattro uomini di carne e sangue. I quattro uomini sono le quattro età dell’uomo:

 

12. L’INFANZIA: - Oh, bella fanciullezza, quand’essa è guidata da genitori che sentono cristianamente e in tutta fede, e che dimostrano all’innocenza ciò che il Padre ha fatto e sofferto per loro. Beato il fanciullo, allevato da una madre premurosa ed educato ed ammaestrato da un padre terreno serio, ma tuttavia amato! Oh, se Io potessi dire direttamente a ciascuna coppia di genitori: “Abbiate cura dei Miei piccoli, perché a questi ho promesso il Regno dei Cieli. Però spetta a voi l’indicare ai vostri figlioli qual è la via che vi conduce”.

13. Beata fanciullezza! Qual è la tua durata? Come svanisce presto questo bel sogno, particolarmente se ai poveri fanciulli non viene mostrata la Luce, ed essi devono andar brancolando nell’oscurità. ManteneteMi i vostri figlioli nel Nuovo Regno quanto più a lungo sia possibile nella loro innocente infanzia, mostrate loro il Padre celeste per Quello che Egli è in verità: cioè il Padre, il Maestro amorosissimo, il Signore di ogni cosa buona e, specialmente il Padre dei buoni fanciulli. - Ed ora procediamo innanzi a considerare il secondo grado dell’età dell’uomo.

 

14. GIOVINEZZA: - Che cosa è la giovinezza? - Forse delle pupattole ben acconciate che vanno a passeggio? Delle scimmie, le quali si vanno incontro per farsi unicamente dei complimenti inutili? – No! Per giovinezza, per innocente giovinezza Io intendo quei figlioletti il cui cuore e l’occhio mirano ancora con sincerità ed innocenza al futuro, i quali conoscono ancora il Padre dei loro primi anni infantili e niente ancora sanno del mondo, degli uomini e della loro cooperazione molto spesso crudele nello scavare la fossa alla giovinezza.

15. Io farò pubblicare una “Bibbia” destinata solamente per la gioventù, nella quale non comparirà nessuna parola insidiosa ai loro occhi. Ma Io punirò con tutta severità qualora qualcuno dovesse offendere l’orecchio di una giovanetta o di un giovanetto con degli scherzi sciocchi o con parole impure. Fra le rose devono esser condotti attraverso la vita i fanciulli e la gioventù, ed è necessario venga dimostrato loro che la vita ha attrattive e valore unicamente nell’amore a Me. Bisogna mostrar loro la Mia Creazione e Me stesso nella Mia qualità di Padre, il Quale ama tanto i giovani che per loro è morto sulla croce, onde assicurare loro la gioia e la beatitudine del Cielo.

(9 - Gennaio)

16. (Verso la maturitA’): - Voi Mi avete udito parlare con grande amorevolezza dei fanciulli e della giovinezza, però, se Io ora in terzo luogo parlerò alquanto più seriamente dei gradi di maggiore maturità nell’età dell’uomo, non dovete perciò credere che Io li ami di meno. Basta che pensiate soltanto con quanto amore i genitori portano intorno i piccoli figlioli e come si danno ogni cura per divertirli con parole scherzose e carezze. Quante premure ha una madre cercando di procurare al suo figliolo od alla sua figliola già grandicelli, una gioia, o nell’esaudire una loro preghiera; ma sulle sue braccia non li porta più.

17. Quando però i figlioli hanno raggiunto l’età in cui l’uomo si cerca una compagna, la donna diviene sposa, allora gli scherzi e le carezze cessano. Ma poi, i buoni e già vecchi genitori trovano la loro gioia nello scherzare con i loro nipotini, e nell’accarezzarli come un tempo avevano già fatto con i propri figlioli. A dirla breve: i figlioli sono usciti dal periodo delle carezze e dei giochi, perché essi stessi ormai pensano alla propria futura famiglia.

18. Ma allo stesso modo, così anch’Io non posso paragonare l’età dell’uomo, di cui ora si tratta, ai piccoli fanciulli, bensì a figlioli che sono già cresciuti e con i quali bisogna parlare e trattare alquanto più ragionevolmente. Chi fra voi ha intenzione di contrarre matrimonio, ascolti: Io sono il Capo, il Punto centrale intorno al quale voi dovete gravitare, affinché in primo luogo voi possiate riconoscerMi quale il Padre e Donatore di ogni cosa buona.

19. Sono Io che, benedicendo, concludo il patto cui voi intendete addivenire; è da parte Mia che tutto viene posto in pieno ordine. Io faccio, e sciolgo il nodo, a seconda che fa di bisogno ai Miei figlioli. Nessuno può rimproverarMi nessuna cosa se Io, quale il Donatore – quando vengo pregato di una grazia – non prometto nulla. Quando il tempo sarà venuto, radunerò e condurrò ben Io i Miei figlioli; ma se il tempo non è ancora venuto, necessita che essi aspettino ancora fino a tanto che Io lo riterrò opportuno.

20. Quando Io benedico una unione, già ora deve venire osservato il Comandamento prima dato, poiché il tempo è giunto, anzi urge che, se altri membri ancora della vostra stirpe hanno da essere introdotti nel Mio Regno, il Suo Fondatore vi annunci queste Sue parole mediante il Suo strumento.

21. Io, il Padre, vi guiderò e proteggerò voi ed i vostri discendenti, affinché nessuno di coloro che hanno ricevuto la Mia benedizione vada perduto. Conservate Me che sono il Donatore, conservateMi sempre con fedeltà nei vostri cuori, siate certi che sono Io a guidarvi, e credete in Me. Io conosco molto esattamente tutte le vie nascoste e tutti i cantucci della vostra Terra nei quali devo tenervi nascosti per proteggervi e per non lasciarvi correre inutilmente tra le mani del nemico.

22. Io sono presso di voi come la Guida del popolo, come Padre dei figlioli, come il Pastore del gregge, come vostro Dio, vostro Signore a vostra tutela e difesa, prima che la via cominci e poi quando essa è finita.

 

23. E voi, o poveri derelitti vegliardi e vegliarde (di cui ora Io parlo), uditeMi: i giovani vi aiuteranno volentieri, secondo le loro forze. Ma qualora queste non bastassero più, allora Mi prenderò Io cura di voi, e vi rafforzerò e vi guiderò per mezzo dei Miei angeli; perché Io ho bisogno di voi quali testimoni nel Nuovo Regno.

24. E’ vostro dovere, e vi sarà necessario testimoniare, che già da lungo tempo Io ho annunciato agli uomini la Mia Parola. Voi siete chiamati a dire alla gioventù quanto è stato già detto a voi tutto come poi è avvenuto, e che sono Io Colui che tutto vi ha annunciato e che vi ha riservati per rendere testimonianza. Allora i giovani vi ascolteranno con compiacenza, e di tutto ciò che direte loro, essi prenderanno nota per iscritto per i loro discendenti.

25. Oh, quanto volentieri essi presteranno ascolto alle vostre parole ed alle vostre asserzioni, e vi leggeranno quello che avranno scritto per i loro successori. Ciò allora vi sarà di consolazione e v’infonderà vigore nel tempo della vostra vecchiaia, e vi riconcilierà col passato deserto di speranze. Ciò vi darà coraggio ad istruire la gioventù, e farà sì che non abbia a raffreddarsi il vostro zelo nella lode al Donatore di ogni cosa buona.

26. Beati tutti coloro i quali ancora vedono il Regno e che dinanzi ai figlioli confessano Me per Quello che anche in verità sono nella Mia Bontà, nella Mia Serietà e nel Mio Amore. Io, che sono il Padre, dico: “All’infuori dell’amore a Me, non vi è niente che Io riconosca tanto, quanto l’amore e la venerazione che i Miei figlioli dimostrano per la vecchiaia”. Benedetto sia ogni figliolo per ciascuna buona parola, per ciascuna buona azione, per ciascun buon suggerimento e per ciascun dono che egli dedica a vantaggio della vecchiaia.

27. Questo sia un Comandamento nella “Bibbia della gioventù”, la quale nel Regno del millennio converrà che venga distribuita fra i giovani quale una Scrittura per la gioventù. Voi, o vecchi, non pensate però come se voi foste troppo vecchi, e, che cosa poi dovrebbero fare ancora i vecchi! Voi avete udito come Io abbia bisogno di voi; quindi non scoraggiatevi, poiché il vostro lavoro inizia appena col Regno millenario della pace. Dunque, nessuno di voi può dire: - Io non sono un anello di quella catena che è destinata a trattenere assieme le eternità - .

28. Vedete, così distribuisce il Padre i Suoi doni; ma Egli dà pure ad ognuno il suo lavoro, affinché ciascuno sia occupato, e non d’inutilità al mondo, particolarmente nel gran tempo del Regno dei mille anni che sta per venire.

29. Sia la Mia benedizione con voi tutti, grandi e piccoli, vecchi e giovani, d’alta o di bassa condizione; Io benedico tutti di una eguale benedizione, la quale è un legame tra di voi! - Amen!  

 

[Poesia]

Cap. 7

“LE MIE PAROLE NON SONO SPARSE AL VENTO”

(10 - Gennaio)

1. Nella vostra miope intelligenza voi vi chiedete: “Quale è il significato di questa frase?”. - Una spiegazione Io ve la darò; ascoltateMi dunque: «La Mia Parola, ovvero la semente che Io spargo, ha trovato anche del buon terreno, è cresciuta, ed ora è già ben matura e non aspetta che la mano del mietitore per essere portata dad campo al luogo destinato.

2. O figlioli, il grano è maturo, ed il campo può essere mietuto; ma dove prendo Io ora i mietitori? Vedete, Miei cari figlioli, l’agricoltore non deve mancare di approfittar del bel tempo, né deve lasciarlo passare inoperoso; bensì egli deve utilizzarlo per non aver danno nella tagliatura delle messi.

3. Così pure egli deve cercare dei lavoratori diligenti ed abili, e non già pigri od inetti i quali forse lascerebbero sul terreno la metà del raccolto. No, egli stesso deve addirittura sorvegliare, perché quando il padrone è presente al lavoro, i lavoranti, o servitori che siano, lavorano più solleciti e meglio.

4. La stessa cosa avviene pure nel Mio lavoro. – Io, il Signore, devo metter mano Io stesso all’opera, ed afferrata la falce devo dare il buon esempio ai Miei lavoratori affinché il lavoro proceda bene. Ed ora, vedete, Io tengo già la Mia falce nella mano, Io stabilisco già i mietitori e destino i luoghi dove essi hanno da cominciare; poiché la falce è già posta alla zizzania. Attendete ancora qualche mese, ed avrete la conferma di ciò che qui il Mio strumento va scrivendo.

5. In aggiunta a ciò Io voglio manifestarvi che questa giovane è destinata a farvi avere parecchie profezie, particolarmente intorno a ciò che accadrà nel gran Tempo, alle quali cose dovete cooperare pure voi. Ventuno spiriti sono destinati a proteggere questo Mio strumento. Sette di questi rappresentano il grande angelo il quale impedisce che qualche altro spirito le si avvicini, sia esso buono oppure cattivo, per dettarle delle parole.

6. Soltanto Io, che sono il Signore in persona, intendo di comunicare con lei in questo modo. Ma questo fatto spiega anche il perché essa possa scrivere tanto senza interruzione, cosa della quale voi vi meravigliate. Questa circostanza deve però servirvi come testimonianza sul Mio conto, che cioè sono Io stesso che qui vi parlo mediante questo strumento, mentre tra brevi mesi vi sarà reso chiaro quello che ho predetto!

7. Io sono un Signore sopra il bene e sopra il male. Io faccio splendere il Sole sui giusti e sugli ingiusti; Io sono buono, lo credano oppure no gli uomini; però sono anche severo quando vedo che tanta poca attenzione si presta alla Mia Parola. Io voglio dimostrare agli uomini che alla prima mietitura il campo resterà ben presto vuoto, poiché la falce lavora in anticipo. Io, il Padre, ho sorvegliato abbastanza a lungo, ed ora intendo di aver pace; ma per aver questa è necessario anche che Io sproni i Miei operai al lavoro. Non datevi pensiero per la mercede, poiché il Padre pagherà con tutta esattezza secondo i meriti.

8. A te, però, figliola Mia, dico che ben presto avrai da scrivere ancora molto di più; perché è col tuo mezzo che voglio assegnare ai Miei lavoratori il posto che hanno da occupare. - Amen.

 

[Poesia]

“CIO’ VOGLIO DIRVI IO OGGI”

 (11 - Gennaio)

9. Io voglio annunciarvi mediante questa figliola tali cose: il Padre vuole oggi annunciarvi che Egli ha dato inizio all’esodo dei Suoi figlioli. - “Ma di che esodo si tratterà?” -  Non di certo come per esempio fanno gli uomini i quali cambiano casa, città, oppure Paese. Questi se ne vanno assieme ai loro familiari a visitare la nuova abitazione e si consigliano e si consultano tra di loro; infine, stabiliscono l’abitazione e l’occupano con armi e bagaglio per non far più ritorno alla vecchia dimora.

10. Anche i Miei figlioli se ne vanno per non ritornare più; e i loro diletti familiari spirituali, anch’essi li accompagnano, però senza armi né bagaglio, perché ciò sarebbe troppo pedantesco e noioso, e perciò non può venirvi concesso.

11. Quello che ai Miei figlioli occorre, per il loro bene corporale e spirituale, essi lo troveranno([3]) in parte già pronto, ed in parte potranno in breve tempo procurarselo. Quindi ora è il tempo che non vi procacciate più cose inutili, cioè non più di quanto è strettamente necessario, poiché tutto quello che fa rumore e che dà nell’occhio viene lasciato indietro; queste cose se le prenderanno poi coloro che saranno rimasti. Considerate dunque tutto quello che vi procurate attualmente, come cera. Voi possedete ancora troppe cose inutili.

12. Un tanto sia detto in quanto concerne il mondo. Lo spirituale voglio spiegarvelo Io. Voi adesso non comprendete bene come Io, da un lato, vada dicendo che voi potete contrarre matrimonio, mentre dall’altro vi consiglio di non farlo e di non procurarvi nulla. Come va intesa questa cosa? Per voi che vedete è molto facile. Voi dovete provvedervi del necessario e lasciar da parte ogni cosa futile. I ciechi nello spirito certamente non Mi comprenderanno.

13. Udite ancora: “Una campana suonerà, la quale non ha mai ancora suonato, ed uno squillo sarà udito sopra tutta la Terra”. - “Questa cosa appare alquanto incredibile e di sapore mistico ed oscuro”, così pensate voi. Ebbene, la campana significherà il crollo quasi simultaneo di tutte le miniere di carbone, ed anche delle altre. Ma quando ciò si verificherà, sappiate allora che è il Padre il Quale fa suonare la campana al cui squillo voi dovete fare attenzione. Questo suono si propagherà quasi con la velocità del vento da un Paese all’altro. A mezzo dei giornali che voi leggerete, voi giungerete a sapere quasi contemporaneamente come staranno le cose.

14. Io vi dico: “Questo è il primo mietitore il quale mette la falce alla zizzania, ed egli taglia fino a tanto che ha compiuto il suo lavoro”. Questo primo mietitore (falciatore)([4]) è però il Maligno spirito stesso in quanto egli vuole far entrare gli uomini in possesso di molto denaro, allo scopo che essi non abbiano il tempo, nel turbamento della felicità del denaro, di pensare a Me, di pregarMi e di sacrificare a Me il loro lavoro.

15. Egli, il Maligno, soltanto, dimentica nella sua cecità, che i sostegni del terreno sul quale lavorano i minatori è divenuto vacillante, e che soltanto alla Mia Grazia è dovuto se già da lungo tempo questa catastrofe è stata impedita. Poiché Io ho comandato agli angeli di mantenere questo ponte fradicio fino a tanto che non sia giunto il tempo di prendere il Maligno stesso nella sua propria trappola.

16. Egli diventerà furente e nella sua ira cercherà di arrecarvi del danno. Ormai sta in voi di prestare più fede a Me che a tutte le trame che egli ordisce. Egli avrà per appoggio la sapienza falsa accumulata dagli scienziati del mondo, i quali appena posticipatamente dimostreranno con precisione che così sarebbe dovuto accadere.

17. Ma voi, ai quali già oggi vado annunciando tali cose, voi sapete la ragione per cui i sostegni della Terra vengono mantenuti ancora. Non smarritevi, poiché Io sono con Voi! Io conosco i cuori dei Miei figlioli, e so che Mi sono devoti. Abbiate fede nel Padre, voi che siete dei buoni figlioli. Non disperate, perché Egli solo può difendervi ed anche vi difenderà e vi libererà dalle insidie del Maligno, le quali con l’iniziare del Regno dei mille anni hanno raggiunto la fine. Il Mio avversario farà ogni sforzo possibile per accalappiarvi, usando sapienza, arti ed ogni sorta di piccole macchinazioni. Però voi restateMi fedeli e siateMi devoti; amateMi come il Padre vostro, il vostro Protettore, vostro Dio e Signore; così vado dicendovi del continuo Io, che sono il Padre di ogni Vita e di ogni benedizione.

 

[Poesia]

IO, IL PADRE DELLA VITA BENEDETTA

18. O diletti figlioli, Io sono il Padre che compendia in Sé la Vita e la benedizione. Io ho benedetto i Miei figlioli, ed ho fatto la Terra perché serva da dimora ai figli di Dio. Ma invece, come hanno i figlioli ricompensato il Padre? Non hanno essi ridotto la Terra, che era destinata a dimora degli uomini migliori della Creazione, non l’hanno essi ridotta ad una spelonca di ladroni, anzi, peggio ancora, ad una prigione di bestie selvagge e feroci?

19. Vedete, Io stesso, quale Signore della Creazione, ho pianto quando vidi che tutto, tutto era vano, e che nessuno più voleva cercarMi ed udirMi nelle Mie parole. O figlioli Miei, il Padre che tutti vi ha creati ed il Quale vi guida dalla culla alla tomba, questo Padre ha pianto. Egli sentì pietà nel vedere come tanti fra voi si erano incamminati per la via comoda e tuttora vi vanno ed ancora vi andranno. E la Pietà in Me così parlò all’Amore: “Noi vogliamo stringerci assieme e costruire una via stretta, e vedere se per questa via l’uno o l’altro s’incamminerà verso il mondo della pace”. E come stabilito, costruimmo la strada e vi disponemmo dei gradini. E quantunque di rado, molto di rado, pure, dei viandanti stanchi del mondo se ne vennero fino alla scala, però, molto più raramente vi s’incamminarono, ma tuttavia almeno qualcuno ci venne.

20. Questi sono stati benedetti dal Padre d’Amore, ottennero la Vita e, benché lentamente, furono pure introdotti nel Regno della pace il quale tutti possono e dovrebbero conquistarsi e che, pure pochi soltanto raggiungono. O Miei buoni figlioli, non è lasciato al Maligno abbastanza potere, onde perseguitare i Miei agnelli?

21. Io non costringo nessuno, Io non comando a nessuno, poiché ciascuno dispone della propria libera volontà. Però la Mia libera Volontà ce l’ho pure Io. Chi dunque si abbandona del tutto a Me e non ha più volontà, costui è Mio, ed a lui Io dono la Vita ed elargisco la benedizione, ed è lui che Io chiamo Mio figliolo.

22. Certo, coloro che si abbandonano a Me, resteranno Miei figlioli; Io non Mi stacco più da loro, in quanto Io voglio interdire al Maligno i suoi armeggi e voglio dimostrare Chi è il Signore e Chi è il Vincitore, se egli con i suoi accoliti, oppure Io con i Miei figlioli. Io vi rafforzerò e vi guiderò (spiritualmente) per sentieri nascosti che egli non conosce.

23. Io intendo dimostrare all’Infinità che essa non deve tremare quando Io metto mano al timone che dirige l’Universo. Io sono il Domatore del Maligno, e conseguirò quella vittoria che egli s’illude di aver già conseguita. Io lo ricaccerò per sempre fra le strettoie dalle quali ora lo svincolo per provare i Miei figlioli.

24. Per questa ragione anche questa Terra rappresenta il mondo della prova, ovvero la dimora della prova dell’Infinito. Io ho dato a ciascuno, al momento della sua nascita, i mezzi per ottenere la Vita, affinché nessuno possa dire: “Signore, Tu ci hai bensì dato la vita terrena, ma non ci hai dato contemporaneamente un dono celeste per il mantenimento eterno della Vita”.

25. Ma allora Io esclamerò ad alta voce: “Che cosa ne avete fatto del talento che vi ho affidato, e della Vita che vi ho donato dall’aldilà per la peregrinazione su questo mondo? Non vi ho fatto dire, a mezzo di uomini bene intenzionati: credete che Io sono il Padre, e sperate che dopo la vita su questo mondo ce n’è un’altra migliore!

26. AmateMi come il Padre dei Suoi figlioli ed amatevi tutti ugualmente fra di voi, così otterrete la Vita e la benedizione da Me, il Padre vostro. Ma voi la Mia voce non l’avete udita, e perciò neppure Io intendo udire qualcosa da voi. Andatevene dunque! E se volete entrare nel Mio Regno, percorrete ancora una volta la via della carne, dei dolori e della miseria; infatti non sento misericordia per voi che non ne avete avuta nessuna per Me e per i Miei figlioli”.  - Amen, Amen, Amen!».

 

[Poesia]

Cap. 8

“CHE VI HA DONATO UN CUORE SPIRITUALE SENSIBILE”

(14 - Gennaio)

1. Io vi ho donato un cuore nel quale voglio stabilire la Mia dimora, e nel quale Io sono a casa Mia quando i Miei figlioli Me ne fanno sacrificio. Io ho fatto il vostro cuore sensibile per tutto ciò che è buono, vero e nobile. Persino voi uomini riuscite a vincere il cuore, ancorché, molto spesso non nella maniera e nel modo da ridonare a vostro onore, ma pure, di rado, intimamente e con fervore, in tali occasioni il pensiero vostro corre a Me, che sono il Donatore.

2. Voi cantate bensì alla maniera del mondo, ma pure cantate; però, quanto non potrò di più Io, trionfare di un cuore quando esso è devoto a Me, degno di Me, puro, buono, e particolarmente ripieno di buoni sentimenti verso il prossimo?

3. In un tal cuore sono Io che dimoro; tutti i moti dello Spirito partono dal cuore. Io vi guarisco da tutte le infermità del mondo e metto tutte le Mie parole che vi necessitano, nei vostri cuori. Io vi faccio continuamente percepire in esse quanto vi ami. Molte cose ve le dico anticipatamente nel sogno, per la via del cuore. Già al tempo della vostra nascita corporale il vostro cuore è sensibile per ogni cosa buona. Desto colui che prende norma dagli incitamenti spirituali-divini del proprio cuore, che lo nobilita e che con questo cuore nobilitato Mi viene incontro; ma sciagurato colui che pensa di essere da più di altri uomini o da più di Me stesso, il Signore, il Quale ha pure creato anche il suo cuore!

4. Tutte le sventure vengono sul mondo a motivo dei cuori induriti, e con ciò viene aperta la porta al Maligno per la quale egli fa il suo ingresso. Ma quando egli si è stabilito nel cuore, guai, guai allora all’uomo.

5. L’Amore e l’Onnipotenza di Dio hanno tratto Adamo dalla terra. Ma la Vita essi gliel’hanno alitata attraverso le narici, e con ciò hanno donato vita al cuore. Esso incominciò la propria attività, e si diede a battere gioiosamente perché percepiva in sé la Vita, e con ciò l’uomo divenne simile a Dio dal Quale aveva ricevuto la Vita. Ma quanto tempo l’uomo è rimasto soddisfatto della sua somiglianza a Dio? Cosa richiese egli in primo luogo? Egli volle avere un ‘Io’ simile a lui, e Dio gli creò fuor da lui stesso il secondo ‘Io’ richiesto, che fu chiamato la ‘sua donna’.

6. Ebbene, questa coppia si ritrovò essa contenta? Affatto! Essa prestò più orecchio al Maligno, ovvero al serpente, che non a Me che pure avevo donato loro la vita. E non andrebbe diversamente nel Regno dei mille anni, qualora Io non mettessi il Maligno tra i ceppi. Tuttavia è necessario che Io lo lasci sfogare, affinché ogni figliolo, ogni uomo, bisogna che si sfoghi e che si vuoti del suo furore, prima che sia atto a migliorarsi. Quando egli si è sfogato abbastanza, così da essersi infiacchito con ciò da se stesso, appena allora è possibile domarlo lentamente e gradatamente.

7. Non datevi dunque pena, egli non può farvi più niente. Quando il primo assalto è passato, allora anche il suo coraggio si affievolisce e per Me è poi più facile dominarlo. Ma per gli sciagurati che si sono lasciati adescare da lui, non c’è altra via di salvezza che quella di ricominciare la propria vita terrena. Quanti suoi non avrebbero potuto diventare buoni già adesso, purché l’avessero voluto! Ma ora, ricevete la benedizione del Padre vostro, il Quale pensa a voi continuamente. CredeteMi: “Io solo vi salvo”. - Amen.

 

[Poesia]

Cap. 9

“IN VERITA’, IO NON INTENDO MAI PER L’ETERNITA’,

ALCUNO SCHERZO CON LA SERIETA’ DELLA VITA”

(15 - Gennaio)

1. Tu ti meravigli che Io abbia legato assieme due righe, e pensi che già da ciascuna singola riga Io potrei trarre alcunché di bello da dire; ed hai ragione: il “due” è doppio di “uno”. - Io però voglio dire di queste due righe sette volte di più che non di tutte le altre prese assieme. In esse vi verrà mostrata la morte, il Giudizio, l’inferno ed il Regno dei Cieli, così come Io li comprendo e non già secondo la vostra interpretazione.

2. Questo è vero: “Io non conosco scherzi”. Però Io amo ogni cuore che sia buono, ed ogni pio figliolo; ma nutre poi egli, sempre, buoni sentimenti verso di Me? Pochi uomini ci sono, i quali possono credere che sono Io il Signore che vi annuncio ora tali cose e che Mi sono congiunto a voi appena attraverso la Mia morte sulla croce.

3. Se c’è qualcuno che comincia a credere, e non gli si porge prima del latte allungato, che gli farà bene, vale a dire: se voi, secondo il vostro riconoscimento, senza prima averne domandato a Me, gli ponete tra le mani un libro contenente la Mia “Nuova Parola”, (allora) un tale figliolo si guasterà lo stomaco spirituale, si ammalerà e perciò si troverà debole per accogliere la Mia Parola.

4. Ciascuno di voi (specialmente i medi) deve prefiggersi di chiedere a Me quale cibo ha da essere offerto ad un nuovo figliolo. Se l’elargitore di un simile libro non è (medianicamente) atto alla scrittura e non sa cosa fare, che dica al nuovo amico: “Aspetta fino a domani, ed io ti darò un libro”. - Io allora vi manifesterò in un sogno quale libro sarà necessario che venga offerto a quel povero. Voi non dovete voler essere più esperti di Me! – A chi Mi pregherà con fervore, Io indicherò nel sogno, esattamente, dove e come egli avrà da seminare.

(16 - Gennaio)

5. Quando Io dico: “Intendo di descrivere la morte, il Giudizio, l’inferno ed il Regno dei Cieli”, non bisogna che crediate si tratti della morte corporale, ecc., bensì è intorno alla morte dello spirito che Io voglio intrattenerMi con voi.

6. Anzitutto devo dirvi quello che è da intendersi sotto il concetto “morte”. - Esiste ed in generale una morte, così, forse come l’immaginate voi sotto la forma di uno scheletro ambulante munito di falce e di clessidra? - Oh, no, la morte è il compendio di tutti i peccati, di tutti i vizi e di tutte le colpe; è il compendio di tutto ciò che è maligno e perfido e che è riprovevole, non solo al Mio cospetto, ma anche a quello di ogni spirito od uomo che sia di sentimenti buoni.

7. Ma Io che sono il Signore, non posso né voglio condannare né mai condannerò nessuno che abbia sia pure una volta sola, e sia pure soltanto il breve tempo di un secondo, pensato a Me; giacché nell’azione del pensare a Me è già insita una rivelazione, ovvero un riconoscimento della Mia Onnipotenza.

8. Io sono effettivamente il Signore, il Quale può separare la vita dalla morte nella Parola, nella Verità e nell’Azione. Io stesso che sono il Signore e Dio, Mi metto in mezzo quando il Maligno vuole accalappiare un’anima. Io le pongo parole di consolazione nel cuore, allorquando essa crede di esser perduta a motivo dei propri peccati od errori, e di dover andare in ogni caso in perdizione o, se lo ritiene, che non giovi più alcun pentimento e che per lei non vi sia più salvezza, per essere Io un Giudice inesorabile. Sono Io che pongo nel cuore di una tale povera anima un qualche esempio tratto dalla Sacra Scrittura, e con ciò le dimostro che Io non disdegno la preghiera nemmeno dei peccatori che si sono già dati come perduti!

9. Per i veri figlioli di Dio, quindi, non vi può essere morte, perché Egli stesso ridesta a Vita tutti i peccatori. Ci sono bensì peccatori e peccatrici che devono più di una volta percorrere la via della carne per la ragione che sempre di nuovo si lasciano accalappiare e sedurre dal peccato, ovverosia dalla carne, ma questi tali si puniscono da se stessi e non c’è bisogno che li punisca Io.

10. Che cosa posso fare Io di un peccatore, per esempio, il quale – anche dopo varie incarnazioni – non vuole affatto credere in Me? Vedete, nell’aldilà, già dallo spirituale che non è possibile circoscrivere nel materiale, uno spirito viene reso attento che ci deve esser Qualcuno, il Quale sovrasta tutte le cose e che tutto ordina così come si trova ordinato.

11. Ci sono però degli spiriti i quali per lunghi anni rimangono fissi ed immobili nello stesso punto, senza pensare a qualche cosa e senza voler accettare alcunché di vero e di buono da altri spiriti che vengono mandati per ammaestrarli. Essi non credono né a Me né alla Mia Parola od a quella di un altro. Simili spiriti, in queste condizioni devono restarsene isolati e campare molto miseramente la vita. In questa solitudine essi possono venir considerati morti, e vengono ridestati solamente quando essi stessi accolgono un qualche insegnamento, o se, pure, incominciano a pensare ed a credere in Me.

12. Già al primo pensiero che venga rivolto a Me, essi vengono liberati dalla morte; perché per questi poveretti, persino un pensiero solo a Dio, qualunque esso sia, costituisce già una liberazione da morte. Tali spiriti non sono di natura maligna, ma sono così ostinatamente sordi ad ogni ammonizione, che con loro non si sa affatto da dove cominciare. Ce ne sono fra questi, di tali, che già fin dalla creazione del mondo vivono a questo modo, vale a dire già da sei milioni seicentosessantasei mila anni (6.666.000).

(17 - Gennaio)

13. Non è ancora mai avvenuto che uno spirito, il quale Mi abbia invocato nell’altro mondo, non sia stato da Me esaudito. Ma tanto meno Mi invocherà una creatura umana senza che Io abbia a prestargli ascolto; oppure: “Come potrei respingere le preghiere dei Miei figlioli?”. - So bene che spesso la tentazione vi si fa vicina, però Io non bado ad un piccolo errore, bensì considero solamente tutto l’intero complesso delle cose.

14. Quando dunque l’uno o l’altro è conscio di un qualche peccato verso di Me, non perdetevi di coraggio, ma pensate invece che la Mia benedizione vi accompagna sempre ed ovunque in ogni dove. Io sono senz’altro con voi e vi perdono di cuore quando avete errato; a voi, come pure agli spiriti nell’eternità.

15. Quando anche nell’aldilà qualcuno si rivolge via da Me, ciò che però può accadere molto più raramente, tuttavia sono volentieri disposto di venire in soccorso del caduto; ma a chi è pentito, porgo Io stesso la mano, affinché possa giovarsi di questa per la sua elevazione. Nell’aldilà, per altro, nessuno spirito può completamente decadere, perché egli quando già conosce la Mia Bontà ed Onnipotenza, non si lascia così facilmente distogliere da Me. Io stesso lo proteggo da qualsiasi pericolo qualora non sia ancora ben stabile o sia un principiante nella sfera spirituale.

16. Io che sono il Signore, sono presente dappertutto e conosco tutto ciò che succede, sia al di sopra sul vostro mondo, sia nell’aldilà o su di un qualsiasi altro mondo. Chi Mi porge il dito mignolo, costui lo tengo ben presto per tutta la mano; ma quando ho preso qualcuno per la mano, non lo lascio più andar via da Me. O Miei buoni figlioli, il mio Amore non vuole saperne affatto di morte, ma esso è invece vita, dona vita e crea vita, e quindi non può andare d’accordo con la morte.

17. Quando l’amore dimora nel cuore dei Miei figlioli, essi non sono morti, bensì portano in sé la Vita, intorno a sé largiscono Vita ed illuminano il loro prossimo mediante l’amore e mercé la Vita che è nell’amore. E quantunque l’amore in essi non lasci trasparire nulla di tutto ciò sul vostro mondo di carne, tali creature, quali spiriti nell’aldilà, portano tuttavia con sé un lieve bagliore di luce.

18. Non datevi dunque pensiero; da parte Mia nessuno viene respinto, poiché Io sono un buon Padre il Quale abbraccia con Amore i Suoi figlioli anche quando hanno errato. Da Me stesso Io non prendo mai – notatelo bene – la verga punitrice in mano, ma ben spesso sono invece i figlioli che per forza vogliono metterMela tra le mani, ed allora Io sono costretto d’impugnarla.

19. Questo, però, non corrisponde mai alla Mia libera Volontà, perché Io stesso non vado cercando che amore e, per mezzo di questo, la Vita. La punizione invece segue sempre alla morte spirituale. Attenetevi perciò all’amore, e con l’amore abbracciate Me e voi, e ben presto la benedizione generata mercé l’amore, la Vita si renderà manifesta in voi. - O figlioli Miei cari, Io vi tengo abbracciati con amore e vi dono la Vita; guardate dunque di non cadere nella notte della morte. Iddio – il Mio Io – sia il vostro scudo, la vostra difesa qui o colà, ed in qualsiasi luogo.


(18 - Gennaio)

20. Quando nell’Infinito, sia qui o là, sia vicino o lontano da voi, uno spirito angelico od un qualche altro spirito si manifesta, è tutt’uno che sia Io a dettargli direttamente quanto egli ha da dire o che non lo sia; è Mia Volontà che egli venga fra gli uomini e soltanto di rado, molto di rado un qualche spirito maligno ardirà d’immischiarsi in ciò che deve venir reso noto secondo la Mia Volontà. Ma quand’anche uno spirito non chiamato si azzardasse di suggerire parole ad un qualche figliolo d’uomo, ci sono di solito sempre nelle vicinanze dei buoni spiriti per rimediare agli errori commessi dal Maligno. Però, una cosa simile non può mai accadere con questo Mio strumento, poiché esso è guidato da Me stesso.

21. Ed ora continuerò nella descrizione della morte. La morte, la morte eterna, dunque, in rapporto a quanto detto ora, corrisponde solamente alla impossibilità di raffigurarsi e di concepire l’eterno Padre, la Sua Creazione e la verace Parola che Egli, da quando esiste la Terra, non ha mancato mai – lo ripeto – mai, di rivelare sia direttamente nel cuore, sia per bocca di veri e buoni uomini.

22. La Parola di Dio è sempre la stessa; la Sua immensa Parola nella Sua Creazione, la quale, nella sua molteplicità e varietà, rallegra il cuore e l’occhio di ciascun uomo e di ciascuno spirito. O diletti figlioli, voi avete trionfato dalla morte, da quando vi siete dedicati a Me col cuore e col sentimento, e da quando per l’amore siete diventati Mia proprietà. Nessuno può più vantare un diritto su di voi. Voi siete proprietà Mia incontrastata dinanzi a tutto il mondo.

23. Voi spesso usate dire: “Lasciate che i morti riposino in pace!”. - Oh, se sapeste quanto è triste questo detto, il quale fa onore solamente a chi è pigro nel pensare, e quindi, a chi è morto. Lasciare in una simile falsa pace coloro che anche senza di ciò sono abbandonati dalla vita, dai rapporti col mondo e da ogni cosa buona non sarebbe questo un peccato contro l’Amor Mio? – No! Voi che vedete, dovete pregare così e dire: “O Signore, dona la Luce ai poveri morti, affinché i loro occhi possano vedere nel Tuo Regno eterno che Tu hai destinato a tutti coloro che Ti amano; poiché Tu sei la Luce, la Verità e la Vita, ora e per tutta l’eternità! Amen”.

24. Ma che cos’è il Giudizio? - Credete forse che Io abbia bisogno di avere al Mio fianco avvocati, procuratori, giudici o altri spiriti saturi di scienza per giudicare lo spirito nel momento in cui ha abbandonato la sua spoglia mortale? O pensate che, per caso, Io lasci corpo, anima e spirito a putrefare entro la terra fino al giorno del Giudizio che voi vi raffigurate tanto terribile?

25. Io spero che i figlioli veramente maturi nello spirito comprenderanno questa cosa, ma siccome ci sono ancora dei deboli, i quali nell’attuale urger del tempo devono venir incitati alla lettura di quest’opera, così, Io voglio anche in questo proposito dare una spiegazione che avrà da dimostrare che Io, per parte Mia, quale il Prototipo della quiete e della pace e quale Iddio d’Amore in tutta verità, non ho bisogno della verga del giudice per guidare a Me i Miei figlioli e per mostrar loro la via che conduce nei Miei Cieli.

26. E’ vero che Mi si chiama Giudice, ma come Tale non sono né cattivo, né ingiusto, bensì sono un Giudice che volentieri non maneggia neppure la bilancia della Giustizia e giudica soltanto colui che pregando invoca Me quale Giudice, e che ha delle ragioni da temerMi come Tale.

27. In verità, Io sono invece soltanto un Giudice di pace, infatti Io cerco la pace. Non vado del continuo dicendovi che voi dovete sopportarvi ed amarvi l’un l’altro come fratelli? Se Io fossi un giudice, secondo i concetti vostri, non vi direi invece: “Figlioli, condannate colui che ha peccato dinanzi a Me, perché Io non voglio saperne di lui!”? - Oh, no, assolutamente, Io non penso e non parlo così.

28. Io che sono l’Amore, non ho affatto niente a che vedere col Giudizio. Purtroppo, dai maligni spiriti o dai maligni esseri, Mi vengono fatte pressioni perché prenda in mano la verga del Giudice. Un Giudizio si riverserà bensì sulla Terra da un Polo all’altro, ma ho Io colpa di tutto ciò? Chi è che Mi costringe? Sono forse i figlioli che Mi amano, sono essi a provocare il Giudizio? No!

29. Subito dopo il colpo che verrà inferto alla Terra, a causa del quale essa tremerà da un Polo all’altro fin nelle sue fondamenta, e quando anche l’ultima miniera sarà crollata, si manifesterà un lento tremito della Terra, il quale farà piombare nell’angoscia e nello spavento ogni essere vivente. Questa è la conseguenza naturale dei precedenti crolli del terreno.

30. Gli spazi vuoti creati nella terra in seguito al lavoro del minatore, si riempiranno di massi che verranno a crollare. Perciò si produrrà questo fremito. Io non posso cambiare le cose, perché, come detto, si tratterà della conseguenza naturale del primo colpo.

31. E precisamente, questo fremito protraendosi per lungo tempo sarà quello che spargerà fra gli uomini e gli animali tanta angoscia e spavento che molti moriranno di terrore, altri invece, appunto per ciò, si rivolgeranno a Me onde invocare aiuto e protezione.

32. Allora i Miei figlioli avranno occasione di dedicarsi alle opere d’amore, restando però mansueti come le colombe e in pari tempo prudenti come le serpi, con ciò ch’essi potranno indicare ai poverelli bisognosi di aiuto la Via che conduce a Me, e facendo risaltare in Me, Colui che nella Sua Bontà non abbandona nessuno di coloro che con piena fiducia si rivolgono a Me. E voi, frattanto, state di buon animo.

33. La vostra Terra diverrà bensì più piccola in quanto concerne il suo volume, ma a voi non accadrà nulla, né nel corpo né nell’anima; allo stesso modo i vostri beni non saranno gran che danneggiati. Lasciate a Me la cura di pensare a voi e non affannatevi a motivo delle vostre futili cose. Se qualche parte di ciò si riduce in macerie, questa è la prova che Io ho voluto così affinché non portiate con voi niente di tutto ciò.

34. Notatevi bene l’una Parola importante ed operate a seconda di questa: “Ciò che voi volete che il prossimo non vi faccia, non fatelo neppure voi ad esso”. - Allora voi siete protetti contro ogni male, poiché Io sono il Signore del mondo, e sono chiamato Io a comandargli ed esso deve obbedire ad ogni Mio cenno. Quello che poi dovrà ancora accadere in seguito al crollo, ve lo dirò la prossima volta. - Così per oggi facciamo punto.

(19 - Gennaio)

35. Se a prescindere dal fremito di cui abbiamo detto, si farà talvolta sentire anche qualche piccolo terremoto, non bisogna che vi spaventiate, giacché le pietre non cadono giù negli abissi senza far rumore e, di solito, non cadono isolatamente. Il frequente e rapido susseguirsi precipitoso dei massi, produce un rumore ed uno scrollamento oscillatorio del terreno. Appena quando le pietre si saranno solidamente unite agli strati sottostanti delle rocce o dell’argilla, vale a dire, quando si saranno in maniera rigida assestate, allora appena il fremito della Terra avrà una fine.

36. Ma questo periodo, secondo il vostro modo di computare, avrà la durata di circa un mese intero. Nessuno scienziato sarà capace di rendersi ragione del fenomeno e, ad onta degli studi più profondi e dello sfoggio della più vasta scienza, non ci sarà nessuno che potrà spiegare le cause del fremito della Terra.

37. In quel tempo si dirà agli uomini che prima dell’inizio di un tale Giudizio la valle di Giosafat dovrà tremare. Persino le pietre hanno timore del Giudice che ha da venire per giudicar tutti, grandi e piccoli, giovani e vecchi, altolocati ed umili. Allo stesso modo, voi stessi potete immaginarvi che allora nessuno darà lavoro all’altro, perché tutti crederanno di non averne più bisogno.

38. I poveri, tra la fame e gli affanni, tenteranno di uccider se stessi nonché i loro familiari, e metteranno a sacco le case dei ricchi e dei notabili. Non sarà possibile mantenere né l’ordine, né la morale in nessun luogo della Terra; l’ordine regnerà soltanto colà dove dimoreranno i Miei figlioli.

39. Questi, subito dopo il primo colpo emigreranno verso il luogo che verrà loro indicato. Anche là si renderà bensì percettibile il fremito, ma non regnerà affatto soverchia inquietudine. Io intendo parlare dei Miei figlioli i quali abbandonano l’Africa. Il vostro tempo invece non è ancora venuto, giacché voi dovete appena gettar via da voi tutta l’immondizia del peccato, prima che possiate cambiar dimora. Io, il Signore, manderò in quel tempo i Miei angeli sul mondo, affinché i Miei figlioli siano protetti!

40. Nessuno dovrà cimentarsi in strada senza essersi battuto prima per tre volte il petto, e senza esclamare: O Padre, Padre, Padre, proteggimi!”.

41. Dopo tale invocazione dal cuore, si affiancherà a voi un compagno, il quale vi guiderà e vi provvederà di ciò che voi avete da provvedere per i vostri familiari.

42. Voi dovete vivere con i vostri come finora, né Io opererò dei miracoli particolari. Solamente così posso aiutarvi senza dare nell’occhio agli altri. A voi non accadrà nulla, però non dovete tradirvi, né dovete palesare i vostri accompagnatori (spirituali), perché altrimenti questi dovrebbero immediatamente abbandonare il mondo, e voi allora sareste lasciati in balia della plebaglia. Ma allora, che ne sarebbe di voi?

43. Credete, o Miei cari, che qui sono Io ad ammonirvi, altrimenti anche voi andreste in perdizione e nemmeno Io potrei più salvarvi. Io sono bensì un Signore sopra il bene e il male, ma non posso scagliarMi tra la marmaglia infuriata a motivo di un figliolo disobbediente, perché in caso diverso Mi toccherebbe precisamente quello che Mi è toccato 1886 anni or sono, quando Io stesso, il Signore e Iddio, dovetti fuggire dinanzi ai Miei nemici.

44. Però il Giudizio non è ancora con ciò giunto alla fine. Finito il tremito della Terra, qualora dopo Io fossi stato riconosciuto da molti per Colui che in verità sono, Io allora ornerei la Mia mano con la palma della pace e ritrarrei il Giudizio della Terra. Ma siccome gli uomini non Mi riconosceranno, e invece non vi sarà in nessuno, né senso morale, né ordine, così Io manderò il successivo Giudizio e precisamente molto presto, affinché voi non vi perdiate di coraggio e perché il tutto si avvii sollecitamente alla conclusione.

45. Il successivo Giudizio da seguire al secondo, subentrerà quando la Terra avrà perdurato in quiete per 24 ore. Un fuoco si rovescerà su tutta l’Inghilterra, causato dalle sostanze infiammabili trattenute per tanto tempo nell’aria, e questo fuoco brucerà tutto ciò che ancora rimane lì. Chi è buono e giusto dinnanzi a Me, questi verrà già salvato prima, e soltanto l’immondizia verrà distrutta sulla Terra. E questo sarà nuovamente un Giudizio non invocato da Me, bensì prodotto dagli uomini stessi.

46. La Terra è ricoperta da una epidermide. Se questa è ripiena di sostanze infiammabili e tali sostanze vengono sfregate causa il continuo scuotimento della Terra, è naturale che debbano accendersi. Dunque, come detto, ciò non è opera Mia, bensì degli uomini stessi, avidi di denaro. Queste notizie giungeranno agli orecchi vostri appena più tardi, perché perfino i fili telegrafici bruceranno. Allora voi saprete che cosa è questo e chi l’ha provocato. Questo è il terzo guaio che viene sopra la Terra.

47. Il quarto ve lo rivelerò domani e ve lo spiegherò più da vicino che non il terzo il quale per voi ha così poco interesse. Credete però che Io sono sempre presso di voi e che vi benedico come un Padre sempre sollecito per i Suoi figlioli che Gli hanno donato il cuore ed anche che si ricordano del Suo Amore, tanto nei tempi della pace quanto in quelli del turbamento.

(20 - Gennaio)

48. Invisibile a tutti, tanto a voi che alle altre creature umane o ai vostri poveri concittadini, un altro Giudizio spaventerà la Terra con i suoi abitanti. Quando questo si avvicinerà, abbandonate il luogo dove dimorate. Io volentieri risparmierei alla Terra questo Giudizio, ma esso deve venire per la salvezza vostra dal deserto e per la salute dell’anima di coloro che rimarranno.

49. Non sarà rimarcato quando voi in questo tempo vi preparerete, perché molti di coloro che non scamperanno lo faranno pure. Voi però non avrete lasciato indietro niente né nessuno, bensì dovete seguirMi quando squilla la chiamata, altrimenti andate in perdizione anche voi.

50. Ma non crediate affatto che sia Mia intenzione di annientare gli uomini, ovvero il mondo, quando sarete partiti. Oh, no, al pentito è sempre concesso ancora un vasto campo per il ravvedimento; però in tali condizioni essi sono piuttosto lasciati a se stessi. Essi non avranno nessuno a cui rivolgersi per invocare aiuto, consiglio e protezione. Chi allora si rivolgerà a Me, Io anche lo salverò; però il “come” è riservato di deciderlo a Me.

51. Ma voi fate attenzione quando si dirà che i Francesi si avanzano oltre il confine con la velocità del vento; allora sappiate e pensate che: “Ora il Signore ha chiamato, e noi dobbiamo seguire il Suo richiamo”. - Raccogliete tutto ciò che intendete portare con voi in una cassa o baule che sia, e prendete soltanto quest’unico bagaglio. Dunque, per ciascuna famiglia un pezzo.

52. Chi non ha famiglia, e dimora solo, prenda pure un bagaglio per la sua persona. Ciascun individuo porti un pacco od una valigetta a mano dove deve trovarsi il puro necessario per un lungo viaggio. Non prendete con voi però alcuna cosa superflua, altrimenti tutto vi andrà perduto. E quando sarà giunto il tempo di andarsene, voi ne sarete avvisati di notte in un sogno, nel quale un angelo vi apparirà e dirà: “Alzatevi, o figlioli! Il Signore vuole condurre i Suoi figlioli fuori dal deserto, nella Terra Promessa! Amen”.

53. Quando in seguito al sogno vi desterete, a ciascuno di voi al vostro fianco si porrà una guida (spirituale) che vi aiuterà e vi assisterà e curerà il vostro bagaglio. Voi però prostratevi, raccomandate il vostro spirito e l’anima ed il vostro corpo a Me, il Padre, e seguite poi la guida la quale conosce la via che avete da prendere e che ha l’incarico di riunire i Miei figlioli affinché questi in file serrate entrino nel paese che è destinato per loro.

54. Io ho riservato a Me di indicare il luogo di destinazione, perché Io, che scruto e conosco i cuori e le reni dei Miei figlioli, ho trovato che non sarebbe buono di dire a loro già ora dove essi avranno da andarsene. Vi basti per adesso che vi annunci a mezzo di questa Mia figliola ciò che vi occorre, e sia questa una piccola prova della vostra pazienza e della vostra devozione.

55. Quello che più di tutto bramereste sapere, Mi riservo di dirvelo. Benedetto sia ciascun figliolo il quale accoglie ben volentieri e con pazienza queste parole della prova dal Padre, e con assoluta fiducia si lascia condurre da Lui. E benedetti siano, di una uguale benedizione, tutti coloro che entreranno nel luogo benedetto già edificato per i Miei figlioli.

56. O diletti figlioli, ormai soltanto a mesi avrete ancora da calcolare il tempo dopo il quale Io, il Padre, il Maestro e il Signore, radunerò i Miei figlioli, i Miei scolari ed i Miei sudditi. Rallegratevi, perché presto voi Mi vedrete, però non già nel Mio splendore e nella Mia Gloria, perché ciò sarebbe di grave impedimento al vostro amore per Me! Oh, no, Io verrò a voi semplicemente simile a voi, e ciò ben presto. Preparatevi dunque, giacché Io voglio vedervi così come siete.

57. Io voglio essere amato da voi così come Mi avete racchiuso nel vostro cuore, ed Io voglio accogliervi tutti, tutti sul Mio cuore. Esso è tanto grande da poter comprendere in sé tutti quanti. Ve lo ripeto: non scoraggiatevi, perché con la vostra partenza hanno fine tutti i vostri dolori. Io, il Padre, che devo bensì essere un Giudice per coloro che rimarranno, rimarrò sempre un Padre per i Miei figlioli.

(21 - Gennaio)

58. Vi ho detto che voi dovete essere pronti alla chiamata, la quale consiste in ciò: che i francesi si affrettano a marcia forzata oltre il confine. - Essi verranno e inonderanno il paese e ne assaliranno gli abitanti e ne faranno strage. Ma allora voi sarete già al sicuro. Nessuno vi perseguiterà, perché resterà nascosto da che parte sarete andati.

59. Credete! Che Io avrò cura di voi quando avrete abbandonato il luogo nel quale avete dimorato sì a lungo! O pensate forse che Io, che pur vi ho nutrito finora, vi abbandonerò allorquando più che mai avrete bisogno di Me? Io vi proteggo affinché le bestie selvagge del bosco non vi mettano a brandelli. Non temiate che Io non abbia ad avere più a cuore le vostre sorti una volta che per amor Mio, per vostro decoro ed a consolazione di tutti i buoni, avrete lasciato il paese delle sofferenze e della morte.

60. Io avrò cura di voi anche dopo la partenza. Io vi procurerò pane, lavoro e ricovero. Ed anche voi tutti che credete di dover rimanere a casa a causa degli obblighi che avete ancora da adempire, anche voi siate tranquilli. Io metto tutte le cose in regola nel giusto tempo, affinché possiate andarvene tranquilli ed in pace fuor dal pantano del peccato e del vizio.

61. O credete voi, forse, che rimanendo qui vi andrebbe meglio? Oh, figlioli Miei, dove siete meglio custoditi, difesi e protetti: presso di Me o tra le mani del Maligno? E’ già da molto tempo che vado dicendovi come dovete seguirMi, cioè, nel modo che le pecore seguono il loro pastore; così non potrà accadervi nulla.

62. Anche a motivo del bagaglio, non datevi alcun pensiero;  i Miei servitori possono trasportare in un minuto il vostro bagaglio da qui sino agli estremi confini del mondo, ovvero, persino su di una qualsiasi stella! Giunti sul luogo, voi troverete già tutto quello che vi sarà ancora necessario.

63. Io, quale duce supremo, durante il viaggio avrò cura pure delle necessità materiali dei Miei figlioli. - Questa partenza vi lascia timorosi? – Ma Io vi dico che tutto procederà benissimo. Io vi rafforzerò come ho rafforzato gli Israeliti quando questi hanno seguito Mosè.

64. Voi però non sarete condotti errando intorno per quarant’anni, poiché Io vi ho allevati e provati già qui. Dunque, non appena avrete raggiunto il paese, potrete entrarvi. Voi sarete accolti con giubilo dai Miei figlioli che avranno già preso dimora là!

65. Voi, o vecchi, sarete compenetrati dal Mio sacro fuoco, e v’infonderà lena per il viaggio. Deve esser per voi una dimostrazione della Mia Serietà se Io dico: “L’angelo della morte non deve più prender via dalla Terra nessuno dei Miei figlioli”. - Tale è la Mia Volontà fino all’arrivo dei Miei figlioli e fino a che avranno deposto la loro testimonianza dinanzi ai giovani. Io raccomando nel Mio Regno questi alla vostra particolare tutela e difesa contro il peccato, il quale non deve entrare là dove dimorano i Miei figlioli. - Amen! Amen! Amen!

(22 - Gennaio)

66. Finora è già stato detto abbastanza circa la partenza; dato però che Io ho molte teste, e quindi anche molte idee da accontentare, e come un buon Padre di famiglia vorrei volentieri dire a ciascuno qualcosa per sua tranquillità, così voglio fare ancora qualcosa e dirvi esattamente come avete da comportarvi di fronte alla gente, cioè a quella del mondo, tanto durante il tremito della Terra, quanto al momento di andarsene dal luogo del vizio. Dunque ascoltate: quando la Terra incomincia a tremare, se voi vedete delle facce angosciate, dite semplicemente: “Perché vi spaventate? Voi tremate quasi come la Terra. Questo lieve tremito le fa così poco danno come a voi il timore. Ma credete che ciò è avvenuto soltanto perché il Padre celeste nella Sua Sapienza ha permesso che avvenga”. - E con ciò andate poi per i fatti vostri.

67. Queste parole indurranno la gente a pensarci su; però, anche se ciò non avviene, Io posso sempre in ogni caso costringerli. E chi vorrà saperne di più, questi saprà ben trovarvi; e con ciò, a tal riguardo, è finita. Ma quando sarà venuto il tempo di prepararsi alla partenza, allora, se vedrete della gente starsene o andare in preda alla disperazione per le strade, dite loro: “Ebbene, cari compagni, sappiate che Dio è dappertutto. Egli, il Cui occhio penetra perfino nell’oscurità, vede anche quanto si cela nel vostro cuore e conosce i vostri dolori. Rivolgetevi dunque alla Sua Bontà, e vedrete che Egli nella Sua Onnipotenza conosce certamente un mezzo per mitigare la vostra angoscia e lenire il vostro dolore. Riflettete a ciò e vi sarà dato aiuto! Amen”.

68. Dopo queste parole, saranno molti coloro che si rivolgeranno a Me nei loro cuori; e, in verità, chi si rivolge a Me non andrà in perdizione. Io lo salverò e lo libererò da ogni male e lo condurrò unitamente a voi nella Terra Promessa. Voi però sarete fortificati affinché acquistiate il coraggio di parlare in questo modo, quali apostoli inviati fra gli uomini. Ma non appena avrete abbandonato la vostra attuale dimora, alla gente che rimarrà andrà loro assai male.

69. Le miserie andranno accumulandosi, e la fame e le sofferenze verranno sopra tutto ciò che si muove ed ha vita. Né l’uccello dell’aria, né l’animale del bosco sarà sicuro della propria vita, perché la fame, e non la malizia, costringerà gli uomini a ricorrere a mezzi illeciti. Povera umanità, perché non lasciate che vi aiuti Io?

70. Vedete, ogni padre terreno usa verso i suoi figlioli anzitutto parole d’amore e di dolcezza; ma se ciò non porta alcun frutto, allora si accende nel proprio zelo e diventa severo. Altrettanto succede di voi. Già spesso e da lungo tempo Io vado parlando con Amore e Bontà agli uomini. Chi adesso vuole ascoltarMi, questi Mi segua, poiché Io indico la buona via. Ma chi non Mi ha ascoltato nella Mia dolcezza e non ha voluto comprendere i segni in base ai quali ho esortato gli uomini, chi dunque vuol restare con la sua ostinazione, questi è bene che impari a conoscere e a sentire il quarto Giudizio in tutto il suo rigore.

71. La fame allora diverrà tanto grande che i genitori uccideranno con le proprie mani i propri figlioli per metter fine al loro tormento e per calmare un poco la propria fame. Ma dopo aver fatto ciò, essi riconosceranno l’enormità del loro delitto e cercheranno poi di uccidersi scagliandosi nella loro disperazione tra gli uomini con le armi in mano.

72. Ma quale sarà la fine di tutto ciò? Potranno essi mitigare così il loro peccato e saziare la loro fame? Persino della gente che oggi incede molto superbamente e si crede di essere qualcosa di più del loro prossimo, agiranno così. Donne non ve ne saranno più, perché queste degenereranno malamente e diventeranno più simili a belve che a creature umane.

73. Ogni uomo inorridirà nel vedere una donna. Si berrà il sangue degli uccisi, ma si ricuserà di darne alle donne, come pure si rifiuterà loro qualsiasi cibo perché periscano di fame; poiché l’uomo, nella sua viltà, vorrà attribuire alla donna la colpa di ogni sciagura, senza riflettere che è stato precisamente lui a stillare parole dolci come il miele nell’orecchio della donna. Ma egli vorrà trarsi d’impaccio con l’attribuire ogni responsabilità alla donna

74. Io certamente non voglio qui ricusare le donne, perché anch’esse hanno parte al generale decadimento da Dio, ma osservo che l’uomo da se stesso si dice il più forte! Perciò bisogna anche che egli si dimostri veramente forte, ed egli dovrebbe perfino nella miseria, perfino nel pericolo, esser pronto a proteggere la donna. Ma invece tutto andrà alla rovescia in questo mondo morto, e quindi pure Io lascerò che si verifichino tali cose spaventose.

75. Però Io, il Signore, rivolgerò la Mia mano e gli occhi Miei, perché il Maligno infuri fino all’esaurimento, affinché infine ci sia la quiete in eterno. - Ed ora ho terminato. - Amen.

(23 - Gennaio)

76. Vi ho descritto come la povera umanità che rimane qui verrà punita per colpa propria, tuttavia con ciò non è colmata ancora la misura delle sue sofferenze. Io vi dico soltanto questo: “Beato chi in questo tempo di prova si rivolge ancora a Me per venir liberato dalle persecuzioni che appena ora si rovesceranno”.

77. Voi conoscete il numero sacro. Esso è il numero sette, ovvero sette volte sette volte sette. Questo numero verrà inviato sulla Terra, vale a dire: sette Giudizi verranno su di essa. - Noi finora ne abbiamo conosciuti appena quattro. I primi tre corrispondono alla Trinità di Dio. Questa Trinità, come sapete, rappresenta una essenzialità individuale. I primi tre giudizi è necessario che li lasciate venire e che li sopportate pure voi; dal quarto, però, siete già liberati. Ma coloro che rimangono dovranno attraversare tutti i sette giudizi.

78. Durante il corso del quarto Giudizio, molti fra la povera umanità si saranno uccisi in parte da se stessi e in parte l’un l’altro. I sopravvissuti saranno invece vicini alla disperazione. Ed è qui che arriva il quinto Giudizio, il quale susciterà in loro un tale terrore da far credere loro che la Terra si sia trasformata in un inferno; perché allora non vi saranno più uomini nel vero senso della parola, giacché quanto vi sarà in loro di umano ancora sarà stato loro tolto.

79. Gli sciagurati uomini-bestie si guarderanno fissi l’un l’altro e non si riconosceranno più. A seconda delle loro passioni essi assumeranno varie forme animalesche, cioè: le loro anime ricolme dell’elemento maligno traspireranno ogni punto e forzeranno l’uscita dominando il corpo.

80. Nessuno potrà più distinguere l’amico dal nemico, perché non si troveranno più di fronte a figure umane, bensì soltanto all’espressione delle passioni del prossimo. Da questo Giudizio pochissimi si salveranno, poiché persino uno spirito non molto corrotto, quando cioè non raffigura ancora una bestia selvaggia, viene attratto dalla forza propria di selvaggi nel loro stato bestiale; perciò egli stesso diventa selvaggio e così viene ancora di più trascinato nel fango.

81. Agnelli, allora, non ve ne saranno più, perché gli agnelli e le pecore saranno stati salvati ed intoneranno inni di grazie al loro Salvatore. Tuttavia fra tali uomini ce ne sarà pure qualcuno il quale si rivolgerà a Me. Pregate per questi tali ovunque, affinché non vadano in perdizione.

82. Come si può raffigurare il sesto Giudizio? O Miei diletti figlioli: dai due ultimi Giudizi – il sesto ed il settimo - nessuno più sarà salvato, ed è questo il momento in cui è venuto il Regno benedetto, per narrare quello che avviene fuori da questo.

83. Dopo lunghi anni di sterilità della Terra, gli uomini bestie sopravvissuti, i quali, spinti nelle loro anime degenerate dall’istinto della conservazione, lavoreranno, non riusciranno a trarre dal terreno alcun frutto. Causa il digiuno prolungato, stanchi della vita, essi si uccideranno di propria mano o si ammazzeranno reciprocamente.

84. Non occorre che Io vi dica appena adesso che allora non vi saranno più bambini, perché ciascuna donna che durante il quarto Giudizio ha mangiato carne umana, sarà incapace di prolificare. D’altro canto questa cosa non sarà neppure da Me concessa, affinché sia adempiuta la parola secondo la quale nessun bambino sarà partorito nel tempo di sette anni prima che Io venga a tenere Giudizio sopra i vivi e sopra i morti.

85. Alla fine dei sette anni, l’ultimo che sarà rimasto –la mano destra del Maligno – soggiacerà al giudizio, il quale si compendia nel re-incarceramento eterno in una rigida massa. Questa è la fine del Giudizio che gli uomini sono stati essi stessi a provocare a causa delle loro credenze contorte ed erronee.

86. Miei cari figlioli, Io vedo che il vostro cuore trema, e scorgo delle lacrime nei vostri occhi. Ma Io non posso cambiare niente, perché tutto ciò viene concesso che accada affinché siate salvati, in quanto le Mie cure devono essere rivolte al vostro bene.

87. Se vi lasciassi respirare più a lungo l’aria che i malvagi hanno appestato con la loro bava, andreste in perdizione anche voi, ed Io allora avrei sacrificato invano il Mio sangue e la Mia vita. Pregate dunque, affinché ancora molti si rivolgano a Me. E dal canto vostro tenete presente che a voi non occorre altro che l’amore per giungere a Me. Io però ho detto: “Voglio raccogliere tutto l’amore dei Miei figlioli per mostrarlo come un faro di luce al mondo”. E questo dovrà esser visto non soltanto con gli occhi dello spirito, ma pure con quelli del mondo.

88. Sospinto dalla pressione dei cuori che Mi amano, Io volevo far comparire visibilmente nel cielo il Cuore dei covoni d’amore. Ci sono però ancora degli uomini deboli, e questi crederebbero che questo Mio strumento il quale qui scrive, avesse voluto approfittare di questo segno per scrivere quanto ora viene dettato. Per questa ragione voglio attendere ancora fino a che l’opera sarà stampata, e poi riuscirà visibile a tutti il cuore, il quale porta i covoni dell’amore per dimostrare che Io mantengo la Parola data e che intendo ricompensare i Miei figlioli già qui e poi un giorno nell’aldilà quando avranno deposto ogni carne. - Amen, Amen, Amen!


(24 - Gennaio)

89. Che cosa devo dirvi ancora intorno al Giudizio? Voi ora conoscete tutta la sua gravità, e nel silenzio del vostro cuore Mi ringraziate perché non sarete annoverati fra coloro che rimarranno, ed avete ragione. Sì, Miei cari figlioli, è bello chiamarsi Mio e non lasciarsi turbare dagli uomini.

90. Io vedo il vostro cuore e so che esso inorridisce al pensiero che pur molti ancora dovranno rimanere indietro. Ma nemmeno Io in persona posso apportarvi un cambiamento, che se nella Mia Onnipotenza l’avessi potuto fare, l’avrei fatto già da lungo tempo. Voi però sapete che una mela fradicia ne contamina cento di buone; perciò Io Mi trovo costretto di estirpare ciò che è cattivo per proteggere ciò che è buono.

91. All’Onnipotenza ed alla Sapienza divina è piaciuto di mandare l’Amore e la Pietà sulla Terra per fortificare i figlioli del Padre, il Quale ha edificato la Terra per esser da dimora ai Suoi figlioli e non da ricetto al Maligno.

92. Ed ora l’Amore e la Pietà sono venute sulla Terra ed hanno cercato di radunare i figlioli che anelano alla Verità ed alla liberazione dalla catena che il Maligno ha allacciato intorno alle loro membra per avvincerli a sé e per non lasciarseli sfuggire più.

93. Ma l’Amore ha rafforzato i figlioli, e la Pietà ha donato loro la Parola vera e la consolazione quale un medicamento per risanare il loro uomo interiore. In tale maniera è stato possibile ai figlioli di abbandonare il mondo, di disprezzare il male e di viver soltanto per Me, che sono il Padre.

94. Oh, Miei cari figlioli! Quanto ha giubilato il cuor Mio allorquando vide che il grano, od il frumento, non era dappertutto caduto fra le pietre, e che c’erano delle creature umane le quali seguivano volentieri ed obbedienti il Padre che fece germogliare, fiorire e maturare il grano, e che ben presto procederà alla mietitura. Presto giunge il tempo di entrare nella Terra promessa, nel Regno a ciò destinato. Io, il Signore, precedo tutti e faccio da Guida, e sono allo stesso tempo il vostro Maresciallo d’alloggio, il quale si prende cura di tutti i vostri bisogni.

95. Un padre però non chiede pagamento alcuno dai suoi figlioli, né l’ospitante richiede un pagamento dai suoi ospitati; ma voi siete Miei figlioli e Miei ospiti, e siederete alla mensa del Padre il Quale in persona la preparerà per tutti i Suoi figlioli. Egli vi satollerà di cibo spirituale e corporale. Per il viaggio a voi non occorre né denaro, né beni di sorta. Certamente, durante il tempo del tremito della Terra, avrete ancora bisogno di molto denaro, ma neppure ciò deve esservi motivo di alcuna cura. Voi già verrete guidati dai Miei servitori, e questi adempiranno fedelmente gli incarichi avuti dal loro Signore.

96. Ma ora voi domandate: “Nel nuovo Regno della pace e del beato riposo ci sarà anche denaro e mezzi di comunicazione?” – Ed Io di rimando domando a Mia volta: “Quali sono le cause dell’immensa miseria ed infelicità che hanno colpito l’umanità?!”. Voi credete che Io permetterò che nel Mio Regno si incominci di nuovo a contrattare con la semente del Maligno (il denaro). - Oh, neanche per sogno; ciò sia ben lontano da Me, perché in questo modo lascerei nuovamente una porticina aperta al Maligno perché entri nel Mio Regno.

97. Come vado organizzando il Mio Regno, questo voi lo vedrete non appena ci sarete arrivati, perché non è ancora tempo di spiegarvi tutto anticipatamente. Però Io vado ordinando tutto prima della grande percossa. I Miei angeli hanno l’incarico di allontanarsi di un dito dalle miniere, e da ciò potete calcolare che è vicino il tempo in cui parlerò agli uomini mediante poderosi avvenimenti.

98. Voi però non abbiate alcun timore che questo libro delle profezie giunga a compimento troppo tardi. Ciò che Io prendo in mano, procede in maniera certamente molto più rapida di quanto voi possiate immaginare. A Me non mancano i servitori che possono condurre tutto sollecitamente a termine.

99. Siate benedetti da parte Mia, e sappiate che Io disporrò ogni cosa in maniera che voi, persino nei giorni cattivi vi troverete molto bene. Io vi ho promesso una nuova Patria; questa sarà per voi una dimora comoda e gradevole, poiché: «E’ ben la casa del Padre quella in cui voi entrerete!»

(25 - Gennaio)

100. Non è ancora deciso da quale parte della Creazione Io rivolgo i Miei occhi per illuminare i cuori di coloro che rimangono e che tuttavia sono eletti. Però, che essi rimangono non è già colpa Mia, poiché essi vengono ammoniti tanto da Me, quanto da voi che venite fortificati da Me per ammaestrare il vostro prossimo.

101. «Io avevo fame, e voi Mi avete saziato; Io avevo sete, e voi Mi avete offerto da bere; Io ero nudo, e voi Mi avete ricoperto; Io ero forestiero, e voi Mi avete dato ricovero; Io ero afflitto, ma voi avete infuso forza al Mio cuore mercé la consolazione della dolcezza e dell’amore; poiché quello che voi nel Nome Mio e per Amor Mio avete fatto al vostro prossimo, sarà considerato come se l’aveste fatto a Me».

102. Sì, o figlioli, voi che queste cose avete fatto a Me, voi siete redenti. Io vi ho già messo al sicuro e vi ho assegnato i posti che sono destinati per i Miei figlioli che Io amo tanto, che vorrei dare tutta la Creazione visibile, e quella per voi invisibile, molto volentieri pur di salvare moltissimi di voi e pur di poter triplicare o settuplicare il numero di coloro che avranno da entrare nel Regno.

103. Però questa cosa non è possibile, perché la Mia Bontà, in questa forma, permetterebbe molto facilmente alla zizzania d’insinuarsi nella Terra Promessa. Ma la zizzania cresce con molta facilità e presto, Io stesso devo quindi metter freni al Mio cuore per far posto in Me alla santa Serietà affinché in nessun cantuccio di un qualche cuore possa tenersi celata neppure una scintilla del peccato.

104. Il ricondurre tante teste alla ragione non è così facile come nella vostra umana cecità ve lo immaginate. Veramente, già da lungo tempo Io vado cercando e scrutando per trovare tutti coloro i quali sono meritevoli di venir condotti da Me nella Terra che fu promessa a tutti, ma della quale così pochi son degni.

105. Mi rattrista molto di dover lasciare indietro ancora tanti di coloro che non devono cadere in braccio alla totale perdizione. Non ho ancora definitivamente stabilito cosa fare in loro riguardo e come portarli – quei poveretti, cioè – fino a voi.

106. Tosto che sarete partiti, delle barriere insuperabili sorgeranno fra voi ed i vostri nemici, affinché nessuno che non sia chiamato possa penetrare nel luogo che deve esser raggiunto soltanto dai Miei figlioli. Voi credete forse che Io farò sorger delle montagne fra voi e coloro che resteranno?

107. Oh, no, non dalla morta materia, no di sicuro, bensì dai viventi, cioè da esseri dalla chiara vista spirituale; da questi saranno tutelati coloro che hanno sacrificato casa, patria ed ogni loro facoltà per Me e per la Mia Parola. Degli angeli saranno posti a far guardia, affinché né un uomo, né un animale e neanche l’aria respirata dai malvagi possa penetrare fino a voi e recarvi danno.

108. Vedete, Miei cari, così provvede Iddio per i Suoi figlioli che l’amano. La vita deve essere protetta dalla Vita, affinché la morte nulla possa farvi contro. Quando i poveretti, che stoltamente per propria volontà saranno rimasti, se in seguito giungeranno alla barriera vivente e pregheranno di lasciarli passare, davanti a tale muraglia dispensatrice di Vita, di Luce e di Verità essi ben a lungo dovranno aspettare e sopportare molte angosce e afflizioni, affinché non rimanga più nemmeno un alito dello spavento suscitato in loro alla vista degli uomini disumani; perché questo riuscirebbe loro nocivo.

109. Perciò, o figlioli Miei, è necessario pregare per coloro che rimangono, perché questi hanno il massimo bisogno di essere provveduti, mediante la preghiera, o l’amore del loro prossimo e mediante le opere di misericordia. L’Amore di Dio è così grande che Egli non disdegna di invitarvi alla preghiera per i peccatori; poiché la vostra preghiera, che ai Suoi occhi è come il diamante dell’amore, li aiuterà a sollevarsi dal loro stato di oppressione e li libererà dal settuple velo che ricopre il loro cuore e l’occhio del cuore.

110. Voi non dovete mettervi sempre ginocchioni, oh no, bensì dovete sacrificare il vostro cuore come Io vi ho sacrificato il Mio sull’altare della croce. Poi, voi di certo direte: “Noi non possiamo pregare; anche se lo volessimo, la cosa non ci è possibile”.

111. Voi avete ragione! Per propria vostra forza non lo potete, ma solo se voi Mi avrete già detto: “O Padre, buon Padre nostro, prega Tu con me, perché senza di Te io nulla posso fare, nemmeno pregare!”. Provatevi una volta, e vedrete che Io volentieri sono pronto di pregare con voi e, nella preghiera stessa, di rendervi attenti tanto su quello che dovete tralasciare, quanto a quello che dovete fare. Notatevelo bene o cari figli, che questa è pure una regola del Nuovo Regno.

112. I Miei figlioli là non avranno una propria volontà, ma soltanto la Mia Volontà li dominerà. La Mia Volontà soltanto sarà la detentrice del Regno in ogni cosa. Perfino le minime faccende di casa saranno da essa presiedute, affinché sia adempiuta la Mia Parola, che suona: “E vi sarà un solo Pastore ed un solo gregge”. - Un gregge il quale sarà del tutto soggetto a Colui il Quale ha creato Cielo e Terra per Amore. Io, il Signore, vi benedico; ed oggi (il 25 gennaio 1888, di sera) parteciperò con tutti i figlioli alla preghiera della sera. - Amen!

(26 - Gennaio)

113. Vi è parso strano che Io abbia detto che voglio pregare con tutti. Però, che Io l’abbia detto proprio ieri, ciò non è senza significato. Questo giorno, (il 25 gennaio 1888([5])), comprenderà in sé una grande opera, che l’Artefice ha destinato per il tempo delle prove.

114. Se Io la rendo nota, i Miei poveri ed angustiati agnelli faranno lamenti. Sennonché Io non posso togliere questa tribolazione, e sono costretto di lasciarla loro. Con ciò essi verranno purificati e non cadranno come gli altri in braccio alla sciagura. E resteranno così preservati dal veder tutto il loro essere ricolmo e penetrato da un certo abbattimento.

115. Già ora essi se ne sentono pervasi all’idea di separarsi dal luogo che pure è ripieno di rabbia e di malvagità. Io non posso pronunciare sempre parole di consolazione, perché i Miei figlioli devono diventare puri e liberi da tutto ciò che li circonda e che troppo tenacemente li lega a quanto sono attaccati.

116. A voi, o Miei cari, qui in questo luogo dove Io scrivo tutto ciò mediante il Mio strumento, ho concesso prima che ad altri di gettare uno sguardo nel Giudizio che ha da venire, con ciò Io già fin d’ora lo descrivo. Anche gli altri che lo leggeranno saranno presi da spavento e da orrore a questa narrazione, ma essi già sanno che il tempo batte alla porta e che non abbisognano d’altro che del bastone da viaggio per andarsene dal luogo che abbandonano volentieri.

117. Nessuno dei Miei figlioli è veramente proprio contento di cuore, che la cosa sia ora già tanto progredita. Questo però non è colpa vostra, bensì sono le insinuazioni del nemico che vorrebbe trattenervi. Se anche doveste vacillare od il vostro piede inciampare, voi non cadrete perché ora vi tengo Io sorretti.

 

 

(La preghiera dei figlioli al caro Padre)

  118. “O caro e buon Padre, esaudisci la nostra preghiera e non lasciarci più a lungo dimorare nei luoghi del peccato e del vizio, affinché le pianticelle dell’amore non vengano soffocate dalla zizzania del vizio di cui son ricoperte le vie e i sentieri che noi dobbiamo percorrere fino a tanto che siamo qui, legati ancora a questa gleba. O Padre nostro, vedi, noi tutti aneliamo alla liberazione. Te ne preghiamo, aiutaci nella Tua infinita Bontà, a liberarci dai ceppi che ci stringono i piedi. Vedi, o Padre, Tu soltanto sei in grado di scioglierli e di liberarci dal loro peso. Aiutaci, affinché non andiamo in rovina. Ecco: il mondo nel quale noi dobbiamo vivere ancora è cieco, e ragionare con i ciechi dei colori dell’amore, della verità e della bontà della Tua Creazione è quanto mai difficile; esaudisci dunque la nostra preghiera e dacci la forza di perseverare qui fino a tanto che tale è la Tua Volontà. Ma se a Te piace, liberaci presto, affinché ci sia dato di vedere quelli che hai promesso di mostrare. O Padre, nessuna delle parole che Tu hai scritto nella Sacra Scrittura, nessuna va perduta. Noi perciò volentieri vi leggeremo dentro, perché anche quello che nel Tuo universo Amore ci fai sapere adesso, è pure la Tua santa Parola, e noi, poveri vermi della Terra, vogliamo provarci a rassomigliare a Te, caro Padre, nella umiltà, nell’amore e nella bontà, affinché non veniamo respinti da Te e si possa ben presto contemplare la santa Tua faccia che auguriamo possa risplendere a tutti noi ed illuminare i nostri poveri cuori oppressi; cuori che noi offriamo a Te, o caro Padre, con gioia in sacrificio. Amen”.

 

(1 - Febbraio)

119. Tra le allegrezze e gli svaghi vive il mondo, senza pensare cosa ancora lo sovrasta e quello che avrà da sopportare. E’ pur strano che tutti gli avvenimenti, i quali ora si verificano sulla vostra Terra, lascino l’umanità così fredda ed indifferente e che così pochi siano coloro i quali si danno la briga di pensare che, forse, tutto ciò che ora è concesso che accada, potrebbe esserlo per aprire loro gli occhi.

120. Per Me è tutt’una cosa che gli uomini credano questo o quello, perché che essi adoperino lungo tempo o breve per giungere a Me, può esserMi indifferente. A Me preme soltanto che tutti voi, senza eccezione, arriviate presto alla Meta, vale a dire, presto nei Miei Cieli. Ma vedete, ci sono degli uomini i quali già da tanto tempo peregrinano e sempre di nuovo tornano a peregrinare e tuttavia non possono trovar quiete, per la ragione che ad essi manca la vera fede scevra da ogni dubbio.

121. Per Me sarebbe facilissimo di destare l’uomo già al suo primo ingresso nel mondo, ma allora egli sarebbe un credente giudicato e, perciò, costretto, e non potrebbe mai raggiungere nell’aldilà il Paradiso. Egli dovrebbe retrocedere sempre ogni qualvolta si avvicinasse alla sua porta. Perciò Io Mi vedo costretto, quando scorgo dei figlioli i quali incominciano ad amarMi, di opporre loro costantemente il principio del male, affinché questo vada sempre di nuovo logorando ciò che è a sé simile, ed affinché poi il male, che il Mio figliolo ancora porta in sé, venga in certo qual modo riassorbito dal principio del male stesso.

122. Questa, o cari figlioli, è una norma secondo la quale devo procedere, affinché possiate diventare quello che siete chiamati a diventare, cioè: Miei figlioli a somiglianza Mia, allevati ed educati alla scuola del Padre. - Vedete, appunto ora si chiude una tale scuola; i figlioli ne escono, e con la loro uscita incomincia il tramestio sulla via del ritorno a casa propria.

123. Tosto che si verificherà il primo colpo, cioè, come si avvicina il primo Giudizio per la rovina del pessimo fra i maligni, così si chiude la scuola. All’infuori di questo Mio strumento, nessuno poi avrà più niente da scrivere. Però quest’una sorgente non deve inaridire, affinché i figlioli vi possano attingere; ciò che significa: «La via che conduce all’inferno è aperta. Ciascuno può andare dove vuole, ma per ciascuno è pure aperta una piccola porticina per la quale può entrare nella pace eterna».

124. Se Io non lasciassi aperta questa porticina, o se non annunciassi la Mia Parola servendomi della mano o della bocca di uno dei Miei figlioli peregrinante nella carne, al Maligno verrebbe lasciato un campo d’azione talmente grande che voi tutti ne rimarreste infiacchiti.

125. Io devo manifestare Me oppure la Mia Parola affinché rimanga sempre aperta per voi una via, ed affinché vi sia una solida muraglia contro la quale debbano infrangersi gli attacchi del nemico. Ormai è qui il tempo del quale ho detto che questa Mia figliola avrà da scrivere ancora di più.

126. Io devo parlarvi anche dell’inferno. La Terra per lungo tempo assomiglierà ad un inferno, giacché la Mia Parola non troverà accesso nei cuori degli uomini; e dove la Mia Parola non può accedere, là dimora il Maligno, ovverosia l’inferno. Meglio sarebbe che tali uomini non fossero mai nati, piuttosto che dover vivere sul mondo senza la Sua Parola nel cuore, adesso che è giunto il tempo dei Giudizi del Signore.

(2 - Febbraio)

127. Il Giudizio ha avuto il suo principio nel momento in cui Io iniziai il dettato “Il Legame col Cielo” a questa figliola. Questo dettato voleva dirvi infinite cose, però da voi – i primi lettori - non venne ancora compreso; allora successe un rivolgimento nelle sfere superiori degli spiriti. Essi videro Me, l’Amore, ravvolto nel manto dell’Ira di Dio, il quale molto di rado soltanto ricopre l’Amore, che altrimenti, sempre si accompagna alla Pietà.

128. Quando dunque Mi trovai ad ardere nella Mia ira, Io diedi ancora due energici dettati; uno a mezzo di questa Mia figliola, e l’altro mediante uno strumento in America che voi potrete conoscere quando vi troverete tutti riuniti nel Mio Regno della pace. Questi due dettati sono dello stesso tenore ed ebbero una grande influenza sul tempo attuale. Ambedue iniziano con le parole: «Nell’Infinito non c’è alcuna distinzione fra tuo e Mio. Tutti coloro che Mi riconoscono nell’amore e desiderano ottenere amore da Me, sono Miei. E perciò vi dico, che se voi non Mi cercate e non Mi trovate nell’amore, non è possibile che Mi troviate in nessun luogo».

129. Quest’Amore soltanto è che sostiene e mantiene tutta la Creazione, tanto qua quanto là. O figlioli Miei! Cercate, e allora troverete. Ma cosa posso fare con voi, ciechi e stolti? Voi cercate le vostre comodità invece di astenervi da tutto ciò che circonda il vostro corpo col manto della vita piacevole per questo mondo, invece di cercar Me, il Padre, soltanto nell’amore!”

130. Udite ancora: quando gli spiriti videro che Io guardavo giù con sguardo adirato il mondo, tutti allora Mi pregarono nei loro cuori di risparmiare voi che Mi amate e che fareste ogni cosa volentieri per riconciliarMi con gli uomini e col  mondo. Vedete, allora la Misericordia Mi si appressò, e col suo mite splendore calmò il fuoco dell’Ira di Dio. La Misericordia aveva oramai vinto, ed Io fui costretto a cercarMi un figliolo che spargesse la Misericordia fra voi, però appena dopo che l’Ira di Dio avesse trovato sfogo sotto forma del Giudizio.

131. Ebbene, questo è avvenuto; Io trovai un figliolo, cioè questo Mio strumento, degno di spargere la Mia Parola quale una semente tra i Miei figlioli, e gliela infusi nella mente perché la scrivesse per voi; considerate il passato e vedete quale effetto essa ha avuto per voi, e poi potrete valutare in quale stato di fervore si sia trovato il vostro Signore e Dio quando Egli nel Suo grande Amore ebbe a dirvi parole ispirate a tanta Serietà.

132. Se questo Amore non avesse trovato alcuna corresponsione in alcuni dei Miei figlioli, in verità, il fuoco dell’Ira di Dio avrebbe distrutto tutto sulla Terra in meno di un istante. Miei diletti figlioli, nei Giudizi prima descritti vi ho mostrato che cosa è l’inferno, ma non voglio - per dirla alla vostra maniera - dipingervelo veramente com’è nel suo fuoco bruciante, e perciò vi risparmierò tutto il rimanente che vi si potrebbe dire intorno, e Mi limiterò a dirvi ancora:

133. - Guardatevi dall’insozzare la vostra lingua con una menzogna, che è la semente capitale dell’inferno, perché la menzogna è un cibo che viene preparato nell’inferno e poi viene portato sul mondo dal nostro nemico.

134. - Guardatevi dal calunniare il vostro prossimo, affinché non soggiacciate al Giudizio, il quale è la conseguenza del peccato.

135. - Guardatevi dall’ingannare chiunque, sia fratello, amico o nemico, affinché l’inganno non trovi presso di Me vendetta, tanto su di voi, quanto sui figli e sui figli dei figli fino alla settima generazione, poiché gli elementi che compongono il sangue presso di voi si trapiantano fino alla settima generazione.

136. - Guardatavi dal trovar più belli e dolci, gli occhi o gli sguardi della donna del vicino al confronto di quelli della propria donna, perché così vi siete dati già da voi stessi la sentenza, e non potrete poi rallegrarvi al pensiero di trovare in Me un Giudice mite.

137. - Guardatevi particolarmente dal dire ad una fanciulla pura che essa è bella e che vi piace, qualora non abbiate l’intenzione di prenderla in casa vostra e di innalzarla alla dignità del vostro secondo “io”.

138. - Guardatevi dal pensare che questo o quella persona ha agito contro la Volontà del grande Dio, e che perciò egli od ella non siano degni di far parte della vostra comunità.

139. - Guardatevi di condannare chi è veramente caduto, perché è vostro dovere di rimettere in piedi chi è caduto, e di consolare coloro che sono da sé sconsolati per la loro caduta. Voi dovete perdonare settantasette volte, affinché giungiate a rassomigliare in qualche cosa a Me che perdono settantasette volte settantasette volte.

140. - Guardatevi inoltre dal fare cosa di cui dovreste arrossire dinanzi a Me, dinanzi alla comunità e dinanzi a voi stessi. Sì, o figlioli, se avrete osservato ciò per tutta la vostra vita nella comunità, Io vi verrò incontro e vi prenderò con Me non appena avrete deposto la carne che ancora portate.

141. Io ordinerò ai Miei angeli di condurvi su campi luminosi affinché non abbiate mai a conoscere il regno delle tenebre. Io non vi descrivo l’inferno perché siate guidati nell’amore e affinché veniate a Me per paura, bensì per amore, nell’amore e mediante l’amore. A voi Io non chiedo altro all’infuori dell’amore. Ma è davvero tanto difficile di amare il Padre che pure tutto vi dona, tutto, e che vi conduce fuori dal pantano del peccato nella Terra dell’amore?

142. Oh, figlioli Miei! Se voi poteste farvi un’idea dell’Amor Mio, voi vorreste all’istante deporre il vostro corpo e venirvene a Me nel Mio Regno. Però Io vedo che per voi è necessario rimanere ancora qui. E vi dico a vostra consolazione e ad incoraggiamento che voi Mi vedrete ben presto.

143. Quanto brami di vedervi presso di Me, ve lo prova questo Dettato nel quale ho detto che voglio lasciare da parte l’inferno soltanto per compiere sollecitamente l’opera, affinché si verifichi la grande percossa ed i Miei figlioli vengano condotti via da qui, dal luogo della contesa e del disordine. Ma ora vi benedico e vi ripeto: “Rallegratevi e gioite, poiché vicina è l’ora in cui voi vedrete Me, il Padre vostro”. - Amen, Amen, Amen.

(3 - Febbraio)

144. L’Ira del grande Dio si era calmata, ma non perciò diminuì la Sua Serietà, giacché Egli ha ordinato di disporre tutto affinché vengano liberati i figlioli che sono destinati a sostenere una parte della Creazione del Padre. Io diedi ordine a tutti i Miei servitori, ovvero come voi dite: angeli, di proteggere tre e sette volte tutti i Miei figlioli, affinché il Maligno, in questi seri tempi, nulla possa contro di loro.

145. Certo, i tempi saranno seri e rigorosi, ma soltanto per i malvagi, poiché devono essere tutelati tutti coloro che Mi amano e sono già Miei, ed anche tutti coloro che ancora devono diventare Miei. Vedete, così procedono le cose nei Miei Cieli. Però Io voglio trapiantare il Cielo anche sulla Terra, se i Miei figlioli saranno degni e se saranno pronti di osservare tutto quello che ho comandato, tralasciando di fare quello che ho proibito.

146. Gli angeli, i quali sono tanto buoni e compiacenti, si rallegrano anch’essi di questo tempo che per mezzo Mio conoscono già in anticipo e desiderano che esso abbia a durare in eterno, perché allora, così la intendono essi, comincerà pure il tempo della gioia anche per loro.

147. L’Infinità andrà a voltare una pagina del grande libro nel quale essa ha registrato tutto quello che di notevole avviene. Così scrive anche i nomi di coloro che sulla Terra, ancora nella carne, comunicano visibilmente con Colui che per Amore ha creato tutto.

148. Benedite la giovinezza e l’infanzia con l’amore, affinché a vostra volta possiate ottenere da queste, ricca messe d’amore. Per amore è edificata tutta l’intera Creazione visibile e quella invisibile. E’ l’Amore che rende grande e potente Dio, così che Egli può proteggere e difendere i Suoi figlioli da ogni malanno. E’ stato l’Amore a creare il Cielo con le sue beatitudini. E’ l’Amore che ha posto gli uomini sulla Terra per farli simili a Me che sono Io stesso la corona dell’amore.

149. Amore, amore, amore, questa sia la parola d’ordine nel Nuovo Regno della pace, il luogo destinato per le vostre gioie. Se i Miei figlioli vivranno secondo i Miei insegnamenti, e nel puro amore, il Nuovo Regno sarà chiamato il Regno dell’amore, e come tale verrà eternato nel grande libro dell’Universo.

150. Un figliolo che veramente Mi ama, che si sacrifica a Me e non schiva il disprezzo degli altri per amor Mio, un tale figliolo è Mio, ed è degno di essere portato sulle ali dell’Amore per tutti gli spazi dell’Infinità. In verità, tutti i figlioli i quali Mi amano così come è detto più sopra, vedranno già durante la vita su questo mondo ciò che il Padre d’amore ha creato per donar loro la Vita eterna.

151. Questo e ciò che Io volevo dirvi oggi; imprimetevelo profondamente nel vostro cuore, ed operate conseguentemente, poiché il Padre mantiene la Parola data e vi fa come Egli ha promesso. Dunque, una volta ancora: “Amore” sia la vostra parola d’ordine ed il motto sulle vostre dimore e nei vostri cuori, i quali nell’amore e per l’amore sono certamente Miei e tali restano in eterno.

152. Vedete, questo è il Cielo, ed è composto da quest’una parola, e si compendia in quest’un pensiero. Io però, quale il Signore del Cielo e della Terra, sono l’Amore personificato nella più suprema e più propria espressione. Chi dunque ama Me, egli ama tutto per mezzo Mio. Chi a Me sacrifica, egli sacrifica tutto a Me per mezzo Mio.

153. Un cuore ricolmo d’amore che è a Me devoto, Io non lo restituisco più, notatevelo bene: mai più. E’ una fortuna che sul vostro mondo vi siano ancora dei figlioli che Mi amano così come l’ho descritto ora. Ma se questo non fosse il caso, la Terra non esisterebbe più. Invece Io voglio che la Terra continui ad esistere, per l’amor dell’Amore che sulla stessa non si fa ancora trovare.

154. Siate benedetti o voi figlioli del grande Amore del Padre, il quale mai, mai si estinguerà fino a tanto che ci saranno dei figlioli che amano il Padre e mediante il Padre anche il loro prossimo nella maniera prima indicata.

 

[Poesia]

Cap. 10

“IL CIELO È IL SORGERE

E LA PERCEZIONE DELL’AMORE A DIO,

CHE A VOI È CONCESSO DI CHIAMARE PADRE”.

(4 - Febbraio)

1. Osservate tutte le stelle nella loro varia e smagliante luce, contemplate il Sole in tutto il suo splendore quale reggitore del giorno, ma pure non vi è stella e non vi è sole che siano così belli come un cuore che Mi riconosce, che Mi ama e sa che Io sono il Padre il Quale ha cura di lui. Quando i Miei figlioli si affannano per qualcosa, gli angeli che li accompagnano si rivolgono a Me affinché Io tolga queste cure ai figlioli, perché esse gettano come un velo sul cuore amante.

2. Io nella Mia Onnipotenza vedo bensì tutto quello che avviene, però devo fare il cieco e mettere impedimento alla Mia vista universale per Amore dei figlioli, per fortificarli con ciò che apparentemente li abbandono a loro stessi, perché imparino a far uso indipendente delle forze che ho concesso loro. Così pure devo essere sordo alle preghiere dei figlioli, perché non devo prevenire le loro proprie risoluzioni; poiché altrimenti il frutto del loro cuore non potrebbe maturare e sarebbe perciò inutilizzabile e malsano. E così ho anch’Io le Mie vie già segnate, sulle quali devo camminare se voglio arrivare alla mèta che Mi sono prefissato per Me e per i Miei figlioli.

3. Come è triste e doloroso per il Mio cuore paterno il vedere che ci sono degli uomini i quali durante tutto il giorno non vivono che per il loro divertimento e che stanno sdraiati sui cuscini della pigrizia, come i cani dinanzi alle porte. Oh, quante cose ci sarebbero da dire a tal proposito; ma Io non voglio fare il zelatore, e perciò ascoltateMi ancora.

4. Ogni minuto che va avvicinandosi alla mèta cui noi tutti, cioè Io con i Miei figlioli, aneliamo, aumenta il pericolo per la Creazione, che appesta di esalazioni ributtanti l’aria dei buoni. Perciò abbiate ora cura di accogliere nei vostri cuori ogni parola che Io vado donando affinché non siate svergognati quando di fatto la Mia Parola si adempirà come ve l’ho già prima annunciato.

5. Queste parole (denominate “Il Legame del Cielo”), che vi ho dato a mezzo di questa figliola, fatele stampare in forma di libro; perché sappiatelo: il Cuore dei covoni d’amore è già acceso; ed in questo tempo viene già mostrato agli abitanti delle altre stelle e dei soli prima che l’abbiate a vedere voi. I Miei servitori sono mandati alle varie stelle per spiegare a quegli abitanti che cosa significhi il Cuore. Voi che siete iniziati, ne conoscete già il significato.

6. Molti tra di voi dicono: “Ben presto dovranno accadere dei rivolgimenti di varia specie; perché a questo modo le cose non possono andare avanti!”, ed essi hanno ragione. Ma Io vi dico ancora: “Siate prudenti come le serpi e mansueti come le colombe. AccoglieteMi del tutto nel vostro cuore ed amateMi come Io vi amo”.

7. Pensate che adesso Io stesso ho preso ogni cosa nella Mia mano, per creare un Ordine nuovo e santo com’era dall’eternità, e non lasciatevi indurre in errore dagli uomini del mondo i quali non possono vedere oltre alla portata dei loro occhi di carne.

(5 - Febbraio)

8. «Nel lontano Occidente giace il paese di Eden, ovvero Aden. Nello stesso si trova una città che ha sette porte. Nella città stessa dimorano sette famiglie, delle quali ciascuna ha sette figli. Calcolate un po’ ora quante persone formano questo insieme, ammesso che i genitori vivano ancora. Però i figlioli non sono piccoli, né nel corpo, né nello spirito. Ora, queste sette famiglie sono destinate a guide dei figlioli del Padre; a maestri dei figlioli di Dio; a conduttori dei figlioli dello Spirito Santo. Tutti assieme però sono un unico ente dinanzi a Me che sono, in via assolutamente propria, l’Alfa e l’Omega.». - Che cosa significa ciò? Ascoltate adesso la spiegazione di questa similitudine.

9. L’Occidente significa il tramonto. Le sette porte sono i sette peccati che il Signore non perdona volentieri e che pure un giorno sono venuti al mondo con la caduta della prima donna. Io non posso rendere noti i sette peccati a mezzo della mano di questo strumento; tuttavia gli ammaestratori del popolo, chiamati a questa funzione, l’impareranno un giorno a conoscere.

10. Le sette famiglie sono i sette profeti che saranno in ogni tempo suscitati da Me e sempre in ugual numero, affinché nessuno degli abitanti del Regno della pace possa dire di non aver saputo che vi fossero dei maestri. Infine, i sette figlioli denotano i “medi”, i quali saranno sempre nel Nuovo Regno affinché ogni profeta in qualsiasi momento possa ottenere da Me risposta alle sue domande. Ed ora, Miei cari figlioletti, voi sapete quale sarà l’aspetto del Regno della pace dei mille anni.

11. Non dovete forse già pensare che l’Occidente significhi che la vita colà non durerà a lungo; bensì quando pure delle ombre notturne potranno in certo modo oscurare il nostro Regno, il Sole tuttavia non si farà attender molto, poiché le notti sono molto brevi. Pregate e consolatevi, perché Io sono il Signore ed all’infuori di Me non v’è né nessun altro.

12. Il sonno dello spirito al quale adesso siete ancora in preda, sarà di breve durata, e presto risuonerà la chiamata: “Destatevi, o figlioli, il Padre vuole condurre i Suoi nel Paese della Vita”. - Amen.

 

[Poesia]

Cap. 11

“O FIGLIOLI MIEI, IO SEMPRE VI AMO!”

(6 - Febbraio)

1. Sì, o figlioli, Io, il Padre, vi amo, e non già da oggi soltanto, bensì Io vi amavo già quando voi non eravate affatto ancora al mondo e non sapevate niente di tutto ciò che sarebbe successo qui sulla Terra. Però Io sapevo dalle eternità quello che sarebbe avvenuto.

2. In ogni tempo, già dai primissimi primordi, Io ho detto parole di consolazione, d’amore e di pace ai Miei figlioli che erano di altro carattere che non il vostro. Riconoscete bene quale privilegio godete voi in confronto a tutti gli altri uomini che popolano questo mondo ed altri mondi ancora.

3. E’ il Padre stesso che vi dice anticipatamente quello che accadrà; e così pure Egli stesso vi comunica tutto ciò che dovete fare e quello che di fronte agli altri uomini dovete tralasciare. Dunque: non è questo, Amore? Mi comporterei forse così Io, se non vi amassi?

4. Se non avessi posto in voi un sì grande affetto, avrei tanta cura di voi come vado facendo? Se parlassi in questo modo agli angeli, essi morirebbero di gioia e di beatitudine. Ma invece cosa fate voi? Non ci sono forse tra di voi ancora dei cuori i quali indugiano a venirMi incontro?

5. Non ci sono forse nei vostri pensieri e nel vostro animo ancora dei dubbi, ad onta delle molte prove che vi ho già fornito e degli esempi che ho già citato? Se Io dicessi ad un alto simile spirito: “Odi, o spirito, Io ti amo”. - Vi assicuro che questi, per l’immensa felicità che proverebbe, si dissolverebbe in un istante. E se dicessi a Maria, la madre del corpo Mio: “Madre, Io ti amo”. Essa esclamerebbe: “O Signore, prendi il mio tutto, quello che sono e quello che per Tua Grazia possiedo, tutto prendiTi per questo momento di beatitudine suprema”.

6. Ora vi domando ancora una volta: “Cosa fate voi? Quante volte non vi ho ragionato dell’amore e non ve l’ho mostrato nella vostra vita, fornendovene prove in tutti i modi?” - Eppure voi dovreste fidarvi di Me ed essere coraggiosi! Ma a che giova tutto questo? Non ritornano sempre e poi sempre su di voi gli antichi dubbi? Non siete ancora morti nel vostro cuore, malgrado abbiate continuamente e sempre di nuovo avuto degli esempi del Mio grande Amore?

7. Oh, quanto pochi sono tra di voi quelli che Mi hanno sacrificato tutto, innanzitutto il loro cuore! Voi bensì dite: “O Padre, io tutto Ti sacrifico e rimetto tutto in Te”. Ma se una volta Io non corro veloce in vostro aiuto con la Mia Onnipotenza secondo il vostro desiderio e la vostra volontà, siete già fuori di voi e disperate del Mio aiuto e della Mia Onnipotenza.

8. O figlioli, come siete ancora piccoli e deboli nell’amore, nella fede e nella fiducia. Pensate bene se Io fossi così: cosa ne sarebbe di voi? L’occhio Mio paterno sorveglia tutto, ed il Mio cuore di Padre è affezionato a tutto ciò che ho creato, e non dimentica di mantenerlo. Tutti coloro che sono Miei e si son donati corpo e anima a Me, anche se per poco tempo, Mi sono cari e non li abbandono più.

9. Guardate la Creazione, l’Universo che si estende sopra di voi col suo cielo stellato che voi contemplate ammirati, mentre così parlate a Me: “Come è bello tutto questo che Tu hai creato!”. - Certamente, anche l’esistenza degli animali selvaggi e feroci non riesce chiara del tutto. Ma a Me servono anche questi, perché devo contrapporli agli animali buoni e di natura mite, affinché essi, con ciò che tendono ad infliggere loro delle sofferenze e spesso anche la morte, possano liberarli dall’elemento maligno che ancora è in loro, affinché divengano completamente mansueti e buoni, e così pure affinché divengano maturi a progredire sulla scala degli esseri.

10. Però, quanto vi è ancora di maligno e di selvaggio negli animali di natura buona, viene accolto in sé dagli animali selvaggi allo scopo che gli altri ne siano liberati. Ebbene, o diletti figlioli, ditelo voi stessi: “Non testimonia dell’Amore anche questo procedimento? Non è questo, Amore del grande Dio rispetto alle piccole creature?”. - Ancor bene per voi, ora, che nella vostra carne non possiate comprendere il grande Amore del Padre, giacché altrimenti dovreste svanire per l’immensa felicità e beatitudine.

11. Di questo prendete nota, e siateMi devoti nell’amore, perché Io possa gioire di voi quando vi guardo. Certo, il Padre vedrà i Suoi figlioli, e questi vedranno Lui nel Regno millenario della pace fino a tanto che essi hanno da vivere ancora sulla Terra, e fino a che Lo possono accogliere con tutto fervore nel loro cuore e possono quivi trattenerLo.

 

[Poesia]

Cap. 12

“ED ANCHE VI CONFERISCO FORZA PER L’ETERNITA’”

(7 - Febbraio)

1. O diletti figlioli! Chi è che vi dona forza? Sono Io che ve la do. Dunque, a chi siete debitori per ciò che voi avete la forza di abbandonare tutto qui e di seguirMi? Siete capaci da voi stessi di camminare, ovvero, si è assunto il Padre stesso l’incarico di guidarvi e di liberarvi da tutti i lacci che vi trattengono qui?

2. Sì, o Miei diletti figlioli, è così. Io sciolgo tutto ciò che qui vi riesce gradevole e quello a cui siete attaccati, affinché possiate in letizia partirvene e niente più rimanga di ciò che può cagionarvi gioia terrena e carnale. Ma ciò potrà avvenire non appena Io vi abbia liberati dai ceppi del peccato e della voluttà terrena.

3. Se Io non facessi così, voi rimarreste dell’opinione che qui, tutto sommato, le cose non si metteranno in maniera tanto spaventosa, né avranno un aspetto tanto terribile. Voi restereste nella vostra cecità e cadreste come gli altri in braccio al Giudizio.

4. Dunque, per poter ovviare a ciò, Io devo sciogliervi da tutto ciò che vi circonda. Chi Mi segue facilmente e con gioia, egli rimarrà nelle stesse condizioni in cui vive ora. Ma chi è ancora molto attaccato alla Terra, egli verrà liberato dai lacci affinché possa essere salvato.

5. Vedete, questa è la forza della quale vi colmo, e questo è il coraggio mediante il quale devo ravvivarvi, affinché Mi veniate incontro giubilanti e possiate trovarvi contenti e rassegnati alla sorte che ho preparato per voi. In caso diverso, non sareste voi portati a dire: “Signore, noi eravamo contenti, perché dunque ci hai mandati via?”.

6. Voi siete troppo deboli ed ancora troppo dominati dalla vostra carne per comprendere quello che Io faccio per voi. Delle cose sgradevoli vi turberanno, ma Io vi infonderò la forza affinché queste non vengano a sembrare troppo aspre e non siano troppo difficili da sopportare. Io vi dono forza fino all’eternità! Voi dovete ricever forza da Me non soltanto rispetto al mondano, ma bensì anche rispetto allo spirituale, e quando avrete deposto la carne, anche per la vita nell’aldilà.

7. Così un buon padre di famiglia ha cura dei suoi figlioli, e così un Signore si prende a cuore il bene dei Suoi sudditi, affinché tutti siano contenti e nessuno possa reclamare e dire: “Padre, io ho abbandonato tutti i miei averi e Ti ho seguito; quali tesori mi dai Tu in cambio?”. - Ma Io risponderò: “Io vi ho affidato un talento; come l’avete impiegato?”. - Però, nel senso spirituale, cosa significa la proposizione: Io vi ho affidato un talento? – Voglio spiegarvelo!

8. «Io vi ho posto nel cuore la semente dell’Amore». - L’avete voi innaffiata con diligenza, affinché potesse crescere, innalzarsi verso di Me e diventare un albero la cui cima giungesse fino a Me, e affinché i suoi rami potessero crescere insieme a quelli del vicino per offrire così alla loro ombra, refrigerio ai figlioli dell’amore, e nutrimento a mezzo dei raggi insinuatisi tra il fogliame, quale un segno d’amore del Padre stesso? Ogni raggio di Sole che penetra attraverso l’albero, è un bacio del Padre d’Amore.

9. Ma che cosa ne avete fatto voi del talento affidatovi? Guai a colui che l’ha sepolto e non ha badato al prossimo nei suoi dolori e che, anzi, nella sua durezza di cuore ha accumulato pietra su pietra nel luogo dove ha sepolto il talento dell’Amore che gli è stato affidato.

10. O cari figlioli, in verità vi dico: “Nel Mio Regno verranno prima a Me tutti i dissipatori che non un avaro, il quale Io odio più della peste e di ogni altro malanno”. – Non punite nessuno che non sa trattare la semente del Maligno  (e non la sa adoperare), perché costui è di cuore buono. Ma allontanatevi da coloro che incedono superbi e senza cuore, e passano con disprezzo dinanzi al povero Lazzaro; poiché tali uomini hanno un macigno nel petto, quale segno che essi appartengono al Maligno.

11. Regolatevi conformemente, e potrete senz’altro sapere a chi Io stendo lieto la mano affinché con l’aiuto di questa possa elevarsi. Questo vi dice il Padre vostro che vi ama. - Amen.

 

[Poesia]

Cap. 13

“IO CERCO DI DIFENDERVI CONTRO IL MALIGNO!”

(8 - Febbraio)

1. Quale sarebbe la vostra situazione se Io non avessi cura continuamente cura di voi e se non tenessi stesa su di voi la Mia mano protettrice? Quante cose non avrebbe il Maligno già mandato ad effetto su di voi! La vita su questa Terra sulla quale vi ho trasferiti è ricolma di peccato e di vizio. Però il peccato ed il vizio sono amici del Maligno e lo aiutano ad attirare sempre più figlioli fra i suoi artigli.

2. Se ora un figliolo cade in peccato o è diventato preda del vizio, allora i maligni escono con i loro aiutanti per prendere nei loro lacci il figliolo caduto, e questi lacci sono adorni di orpello affinché il povero figliolo non possa accorgersi di essere caduto in una trappola. E quando il figliolo si sente debole e si arrende al Maligno, allora i nemici dell’Amore si volgono verso i figlioli dell’Amore con risa di scherno e trionfano della loro preda.

3. Ma se il figliolo è buono, vale a dire, se non trova compiacimento nel male che gli viene mostrato, ma invece si rivolge da esso con orrore, allora vengono inviati a lui tre grandi spiriti affinché egli sia tutelato triplicemente e gli vengano aperti gli occhi dello spirito.

4. All’inizio Io devo bensì lasciare il figliolo a se stesso, affinché la sua volontà rimanga libera. Ma quando egli ha finito col trionfare sul male, allora egli appartiene già a Me, ed Io sono in grado di proteggerlo alla prossima tentazione.

5. Qui è dimostrata di fatto ed in verità la Parola del Padre quando dice: “Ai figlioli Io voglio perdonare settantasette volte settantasette volte”, ovvero quando dice: “Io provo maggior gioia per un peccatore che fa penitenza, che non per novantanove giusti”. – Questi figlioli, i quali sono già caduti ma che poi si sono risollevati rivolgendosi a Me, questi costituiscono il “figliol prodigo”.

6. Questa parabola ha ancora un altro significato più grandioso, tuttavia questo non posso spiegarlo qui, perché il tempo non è ancora venuto. Io dico soltanto che ogni pecorella viene accuratamente cercata sul sentiero aspro e ripido sul quale si è smarrita. Io ho già radunato molte pecorelle ed agnelli, perciò non vi annoierete affatto durante il lungo viaggio.

7. Con gran giubilo voi saluterete la guida, e tuttavia questo giubilo sarà appena un pallido riflesso di quello col quale essa saluterà voi. Quando il Mio Cuore arderà più che mai, ed Io lo porrò sulla volta celeste, questo sarà per voi il momento di ordinare lentamente ed in perfetto silenzio i vostri pacchi e le vostre valigie.

8. Esaminate però con cautela gli oggetti da mettersi assieme, affinché niente di superfluo e di inadoperabile vi si insinui e dia adito al Maligno di penetrarvi. Altri dettagli sull’argomento, a più tardi.

 

Preghiera:

  9. “O Padre celeste, o Dio dei figlioli dell’eterno Padre, o Spirito d’Amore del Padre il di cui Regno ora comincia, dona forza alla povera umanità, affinché essa non infiacchisca ed i cuori possano innalzarsi leggeri e liberi a Te, che nella Tua mitezza, bontà e mansuetudine, sei tutta la felicità delle povere creature, le quali Tu hai dotate dello Spirito Tuo che deve rifulgere nel Regno dell’amore e splendere ai figlioli del Padre, il Qual Padre avrà da regnare nel Nuovo Regno che Tu, nella Tua sconfinata bontà e misericordia, vuoi sia chiamato “Il  Regno della Pace e dell’Amore”. O Padre, esaudiscici e rafforza il nostro spirito, affinché esso divenga maturo per il Regno dello Spirito. Rinvigoriscici l’anima nostra, affinché essa si irrobustisca e possa essere per lo spirito un fedele garante. Rafforza pure il nostro corpo, affinché esso non si ammali e divenga fiacco, e così si renda inabile al viaggio. Noi vogliamo servire Te, o buon Padre, in amore e fedeltà. Tu che ci estrai dal paese del peccato e ci liberi dagli artigli del Maligno, Tu sei la nostra Rocca di salvezza, il nostro Amico e Maestro. Non ci abbandonare affinché non andiamo in perdizione, tanto qui, che un giorno nell’aldilà. Esaudisci la nostra preghiera, o caro Padre, ed accogli l’offerta che con gioia Ti porgiamo per il viaggio. Amen!”.

 

[Poesia]

Cap. 14

“E DI REDIMERVI DALLA CADUTA ETERNA”

1. Miei cari figlioli, se voi sapeste a quale caduta sareste esposti qualora doveste rimaner qui ed Io non facessi già ora ordine, un grande spavento vi coglierebbe, e sarebbe addirittura terribile se volessi spiegarvelo. Sareste sopraffatti da un’angoscia tale, che voi vorreste fuggire in qualunque luogo, pur di fuggire. Io perciò intendo chiarirvi personalmente nei suoi dettagli questa proposizione più tardi. Passiamo quindi velocemente alla prossima:

 

[Poesia]

Cap. 15

“OH, DATE ASCOLTO ALLA CHIAMATA DEL PADRE”

1. Miei cari, quanti di coloro ai quali voi avete consegnato questi libri – contenenti la Mia santa Parola, -  quanti sono coloro che si rivolgono da voi per schernirvi e deridervi dietro alle spalle? Vi si dichiara pazzi, ecc. Però voi non badateci, purché agli occhi del Padre siate buoni e giusti, tutto il resto lasciatelo al mondo, perché esso non merita davvero che per colpa sua vi bruciate la bocca. E quando vi chiamerò, chiamerò pure gli altri che son degni. Ma verranno poi essi, o non si volteranno dall’altra parte lasciando in asso la guida?

2. Vedete, per amor del vostro amore, Io farò chiamare i pigri ancora una volta, e precisamente il giorno dopo. Essi allora udranno che voi ve ne sarete andati. A questa notizia alcuni saranno colti da tanta angoscia che se ne andranno volentieri essi pure; ma altri invece vorranno aspettare la terza chiamata, la quale però non seguirà.

3. Allora comincerà il tempo doloroso per coloro che non avranno dato ascolto alla chiamata. Ed è per questi che dovete pregare, o diletti figlioli, perché sono vostri fratelli. L’Amore misericordioso del Padre neanche allora li abbandonerà, però, molto tardi essi giungeranno al cuore del Padre, poiché per ben lungo tempo dovranno restare nel luogo della purificazione prima di esser maturi per salire più vicini all’eterna Luce.

4. Molti che voi credete perduti, alla fine verranno anch’essi, però, come detto, molto tardi. Ma voi tutti ringraziate il Padre il Quale vi ha donato la forza di seguire la guida alla prima chiamata. La chiamata significa la tromba, il suono della quale ridesta tutti.

5. Molti si daranno ancora a riflettere per vedere se devono andare o rimanere. Vale a dire: i morti usciranno dalle tombe; le tombe sono i peccati che hanno sepolto il bene negli uomini. Ora i peccati devono essere rigettati e abbandonati, perché essi sono il mondano nell’uomo.

6. Sta scritto: “Tutti risorgeranno con la loro carne medesima”. - Questo vuol dire: un nuovo corpo Io non lo creerò per nessuno, ma invece nobiliterò quello che ha già se il cuore sarà ricolmo d’amore per Me e per il prossimo.

7. Non datevi alcun pensiero; Io adempio ciascuna parola della Bibbia. Questa circostanza deve esservi di consolazione qualora doveste eventualmente avere ancora dei dubbi. Attenetevi con fermezza all’amore, tenetevi abbracciati con amore nell’amore e restateMi fedeli. Tutto il resto andrà cambiandosi continuamente in breve tempo. Lasciate dunque ogni cura a Me, e rimanete proprietà Mia nell’amore.

8. Ogni qual volta voi vedrete il Cuore, ricordatevi che il grande Amore del Padre ha posto questo segno quale un monumento dell’amore sulla Sua volta celeste, la quale anche senza questo nuovo segno dell’Amore di Dio, suscita la nostra ammirazione ogni qualvolta la contempliamo.

9. Le stelle, le lacrime dell’Amore del Padre, sono certamente belle, però sono un nulla se paragonate al Cuore del Padre, il Quale ha raccolto lo scarso amore dei figlioli per fondare un monumento dell’amore in eterno. Fino a tanto che al mondo vi sono figlioli buoni, veri ed amorosi, Io vi ho detto che i raggi del vostro amore attraversano l’infinito. Anche questi li percepirete ma per poco tempo soltanto, perché così è la Mia Volontà.

10. I vostri raggi però vi mostreranno la debolezza della loro luce in confronto alla Luce del cuore del Padre vostro. Tenetevi legati nell’amore, così come Io tengo legati i raggi, affinché non possano disperdersi, ad eccezione di uno, il quale deve essere l’intermediario fra voi e Me.

 

[Poesia]

Cap. 16

“AFFINCHE’ NON ABBIATE A PRECIPITARE

 DA GRADINO A GRADINO”

(10 - Febbraio)

1. Come è triste il fatto, tanto per Me quanto per voi che pure siete animati dalla migliore volontà, vedendo che non siete in grado di arrivare ad un qualche risultato col vostro prossimo. Non appena credete di aver trovato un qualche fratello o una sorella, ecco che dubbio su dubbio si accumula in loro, e voi poi dovete ricominciare da capo il lavoro senza nessuna sicurezza di poter arrivare ad un risultato con quei poveri ciechi.

2. Ma abbiate pazienza, come il medico deve averne con il suo paziente qualora voglia giungere allo scopo di ultimare felicemente la cura, in particolare poi se il male è cronico. Sia dunque così anche con i vostri scolari. Chi è costretto di darsi molta pena per ultimare un lavoro, costui prova tanta maggiore gioia quando il lavoro è riuscito. Abbiate sempre presente che: dopo compiuto il lavoro, è piacevole il riposo.

3. Ma che cosa succederà di coloro i quali, malgrado gli insegnamenti, le prove ed il lavoro, non verranno ad una risoluzione e resteranno tentennanti? Guai, guai se mancano di fare attenzione alla chiamata e non vengono quando l’angelo appare!! In verità per un tale figliolo sarebbe meglio che non fosse mai nato.

4. Io vi annuncio tutto ciò per la vostra salvezza e per vostro ammaestramento; perciò osservate il tutto esattamente. Io vi ho consigliato di pregare. Durante tutta la giornata voi non trovate proprio neppure un quarto d’ora da poter sacrificare a Me? Devo Io, proprio sempreattendere a lungo perché rivolgiate un pensiero a Me? Ed anche quella volta esso sorge per Mia iniziativa.

5. Ben spesso si tratta di un pensiero solo, e qualche volta neppure questo per intero, che rivolgete a Me. Persino nel mentre voi accudite alle vostre occupazioni giornaliere voi potete ordinare i vostri pensieri, così che pur lavorando vi riesca di pensare a Me. Voi avete certo da lavorare anche con la testa, e l’intelletto ed il cuore non vanno di solito a braccetto, anzi si respingono l’un l’altro; ma pure, non ci sono anche dei periodi di tempo nei quali la vostra testa non ha bisogno di lavorare ed invece è il cuore che può riprendere la sua attività?

6. Ebbene, Io ve lo dico: approfittate di questi momenti per pensare a Me, giacché nei tempi rigorosi, tutto deve venir sacrificato a Me, affinché il Padre vi trovi pronti alla partenza, quando Egli fa sentire il richiamo a mezzo dei Suoi servitori. In questi tempi il Maligno non risparmia fatiche, pur di farvi rivolgere da Me.

7. Il medico può prescrivere le medicine, però sarebbe unastoltezza che egli le prendesse al posto dell’ammalato. Dunque è vostro compito di vegliare, affinché non cadiate; perché se cadete anche di un solo gradino, il risalire diventa più difficile e faticoso. Datevi dunque cura di dedicare i vostri sforzi nel salire, e non nel discendere.

 

Preghiera:

8. “O Padre celeste, proteggici contro ogni peccato, affinché non precipitiamo giù tra le aperte braccia del nostro nemico. O buon Padre, te ne preghiamo, esaudiscici e non lasciarci andare in perdizione nei tempi difficili che verranno sopra di noi. Noi vogliamo sacrificare a Te tutto quello che siamo , affinché Tu voglia usar Grazia al nostro spirito. Porgigli aiuto, perché nella sua debolezza non si rivolga da Te, bensì rimanga, nelle sue aspirazioni, costantemente indirizzato a Te. Tu sei il Signore dello spirito, il quale procede da Te. Te ne preghiamo: usa Grazia verso l’anima nostra, la quale è la parte buona del nostro corpo e viene tutelata dallo spirito, il quale è simile a Te che sei il Signore dello spirito nostro. Proteggi la nostra anima ed il nostro corpo che ambedue sono i portatori dello spirito che è da Te, affinché il nostro corpo non cada in peccato, che è il linguaggio del Maligno. O Tu, Dio Padre profondamente buono, che regni sui vivi e sui morti, proteggici e difendici. Tu sei la nostra salute in ogni circostanza della vita, salvaci perciò da ogni peccato e da ogni male. O Tu, Spirito di suprema Sapienza infinitocce sei il Dominatore di tutto il nostro ‘io’, abbi Misericordia di noi e rafforzaci col tuo amore, il quale rischiarerà le vie dei Tuoi figlioli perché ottengano vigore onde percorrere la Via prescritta dal Padre. . Noi deponiamo il nostro ‘io’ ai tuoi piedi, proteggilo Tu, perché noi stessi siamo troppo deboli e privi di intendimento. Con quanta felicità non potrebbe il nostro piede inciampare nei tentativi di salire su per i gradini che conducono al Cielo, così che noi sdruccioleremmo giù se fossimo privi della Tua sorveglianza e delle Tua assistenza! Tu solo sei in grado di governarci, e noi, volenterosi, siamo i sudditi del grande Re dei re. Dacci la Tua benedizione, quale Dio, quale Spirito e quale Padre. Amen!”

9. Diletti figlioli, se voi in questa maniera pregate, allora non cadrete, ma invece vi sentirete sempre più rinvigoriti e potrete coraggiosi mirare l’avversità nei suoi occhi cavi.

10. Se a voi se ne viene qualche affamato di cibo spirituale, allora ammaestratelo, poiché egli è mandato da Me. Ai negatori dello spirito però non vogliate gettar loro addosso la Mia Parola, giacché quelli sono troppo duri e rigidi per accogliere la Parola che il vostro Padre vi annuncia. - Amen!

 

[Poesia]

Cap. 17

“GIU’ GIU’, FRA GLI ARTIGLI DELLA PERDIZIONE”

(11 - Febbraio)

1. Chi è che vi trae in perdizione, o cari figlioli? Questo è il dubbio che si è annidato nel vostro cuore così tenacemente, che voi ancor sempre dovete lottare per dominarlo. Non è cosa triste che Io debba vedere dei figlioli, i quali hanno già avuto tante belle prove, e tuttavia sono qualche volta ancora tormentati da terribili dubbi dai quali ben spesso non sono assolutamente capaci di liberarsi? Vedete, ogni dubbio vi ricaccia indietro di un gradino, che già vi era riuscito di salire nella fede.

2. Io ve lo dico: credete, che sono Io in persona a manifestarvi queste cose, e nessun altro. Oh, cari figlioli, per quale ragione dovrebbe restarsene tanto lontano da voi il Padre vostro, da non poter affatto comunicare con voi? Vedete, il Mio Amore per voi è sì grande, che Io volentieri vorrei venire personalmente, visibile ai vostri occhi di carne, su questo mondo dei dubbi, per fortificarvi. Ma Io non lo posso fino a tanto che il peggiore dei mali non sia tolto dal mondo. Ma, frattanto, non datevi alcun pensiero per i figlioli a voi ancora sconosciuti che sono della vostra fede, giacché ben presto questi si annunceranno e sarà poi cosa vostra di porger loro del cibo spirituale.

3. Oh, quale giubilo regnerà tra i Miei quando risuonerà la chiamata! Già ora gioiscono gli angeli al pensiero di questo tempo. Ed una gioia celeste rende beati pure voi al pensiero dell’imminente epoca della pace eterna. Ma gli angeli si rallegrano particolarmente di ciò, che essi avranno da infondere in voi uno spavento gioioso, e da indurvi in uno stato di beato turbamento.

4. O cari figlioli, prendetevi, come siete soliti dire, il cuore tra le mani, e siate di buon animo. Se non avete al mondo nessuno che vi ami, avvicinatevi allora a coloro i quali se ne stanno pure essi senza essere amati, e supplite presso di loro il padre, la madre e l’amore in doppia misura.

5. Rallegratevi e giubilate nel vostro cuore, perché ben presto Mi vedrete, ed allora sentirete con il cuore e con la mano, vale a dire con tutto il vostro essere, se e quanto voi siete amati. Non piangete lacrime di cordoglio, perché il Padre vuol vedere brillar nei vostri occhi soltanto lacrime di gioia.

6. Dai vostri cuori è necessario che vengano allontanati tutti i dubbi, se voi credete che sono Io Colui che va manifestandovi tutto ciò a mezzo di questo Suo strumento.

7. Io, il Signore, sono il vostro Dio. Io, il Padre, sono il vostro scudo. Io, il Creatore, sono la vostra felicità!

8. I cuori che Mi amano, anelano sospirando a Me, ed Io non voglio lasciarvi più a lungo sospirare. Il Padre vi dice: “Mantenetevi puri o figlioletti Miei! RestateMi buoni , perché per voi Io ho volonterosamente sparso il Mio sangue! Pensate che Io vi tengo continuamente abbracciati, affinché non cadiate nella tenebra della notte. Io sono per tutti ugualmente il Padre, ed infine stringo tutti al Mio Cuore”. - Amen!

 

[Poesia]

Cap. 18

“PER CADERE FINALMENTE DEL TUTTO

IN PREDA AL PECCATO!”

(12 - Febbraio)

1. Io vi ho mostrato che cosa è il peccato e la perdizione. Restate dunque attaccati alla Vita, perché questa ve l’ho donata Io. Io stesso sono la Vita.

2. La vita su questo mondo non vi ha ancora offerto molti godimenti che vi abbiano soddisfatto. Io invece voglio offrire contentezza al vostro spirito, alla vostra anima ed al vostro corpo in abbondante misura. Perché voglio Io stesso condurvi fuori dal Paese dell’afflizione?Perché vi amo!

3. Perché guido e ordino tutto ciò? Perché vi amo! Perché vado dettandovi tutto ciò? Perché vi amo! - Maperché vi amo Io? - Perché voi, uomini, quale la risultante finale di ogni sviluppo sulla Terra, siete l’orgoglio del Creatore! Poiché voi che anelate a venirMi vicino, non Lo avete rinnegato, bensì Lo avete difeso. Voi non Lo avete dimenticato, bensì avete rivolto a Lui il vostro pensiero nella gioia e nel dolore. Voi non Lo avete abbandonato, bensì Lo avete seguito da tappa in tappa, anche per la dura via che Egli vi disse di percorrere. Voi non foste superbi, ma modesti, ed avete tenuto nascosti nel vostro cuore, Lui e la Sua Parola.

4. A voi dunque appartiene tutto il Mio Amore, cui però devo metter freno. Io già ora mostrerei al mondo quanto vi ami, ma il mondo non farebbe che prepararvi delle lotte inutili, perché i suoi sentimenti verso di voi, si farebbero ancora più ostili,di quanto sia adesso il caso. Deponete perciò ogni cosa nelle Mie mani, e voi non resterete certo a mani vuote.

5. Cosa ne sarebbe di voi se Io non agissi così come faccio? Gettate lontano da voi ogni cura; siate Miei nella fiducia, Miei nell’amore, Miei nella vita e Miei pure nella morte quando abbandonate la carne che portate, affinché Io possa aiutarvi a sgravarvi dal peso di essa. Provvedete però da voi stessi alla tranquillità del vostro animo. Io ve lo ripeto: sacrificateMi tutto.

6. Nel prossimo tempo Io vi indicherò con brevi parole quello che dovrete portare con voi,e quello che non dovrete portare, poiché le ore sono contate, e ben presto Io mostrerò all’Universo il Mio Cuore. O figlioli Miei, quale Grazia è questa, perfino per i malvagi! Come può una tal cosa venir compresa dal Cielo e dall’inferno, dai buoni e dai malvagi?! – Mai ancora, notatelo bene, mai Io ho mostrato il Mio Cuore.

7. Ora però voglio farlo, affinché anche gli avversari dei Miei figlioli vedano una volta come Io ricompensi coloro che Mi hanno afferrato con tutta la forza del loro amore umano, perfino in questo mondo cieco, morto e vuoto d’amore. La benedizione sia su di voi buoni, sopra il vostro amore e sopra il vostro agire; e sia la benedizione su di voi nei tempi difficili, affinché possiate superarli tranquilli e senza angosce.

8. O felici figlioli, voi siete tanto felici che gli angeli vi invidiano l’Amor Mio che viene a voi. Eppure non posso amar niente e nessuno quanto voi.

9. Anche quando voi verrete nel Nuovo Regno, il Cuore ancora risplenderà e vi annuncerà grande gioia. Fino a tanto che vivrete, lo vedrete risplendere; se poi più o meno luminoso, questo dipenderà da come vi troverete di fronte a Me. Quando però ve ne partirete, i suoi raggi scompariranno, perché essi non avrebbero più alcuno scopo di farli risplendere. Io stesso Mi troverò allora presso di voi. Dunque, siate perciò contenti nell’amore.

 

[Poesia]

Cap. 19

“CREDETE PUR FERMAMENTE CHE IO, IL SIGNORE,

HO DATO LA MIA VITA”

(13 - febbraio)

1. Io sono la Vita, ed all’infuori di Me non c’è Vita alcuna, bensì unicamente la morte. Come sarebbe triste la vostra sorte, qualora Io, per esempio, che sono la Vita, non facessi più attenzione alla Terra, a questo covo del Maligno, dove ora dimorate!? Oh, guai, guai a voi, guai alla Terra e guai a tutto ciò che su di essa si trova.

2. Il Mio cuore paterno piange sul mondo attuale come un giorno ebbe a piangere sopra Gerusalemme. Io però voglio consolarMi, perché ben presto giunge il tempo in cui Io verrò a prendere i Miei figlioli per condurli al luogo dove finalmente si sentiranno felici.

3. O cari figlioli, guardate qui a Me, che sono il vostro bastone da viaggio sul quale potete appoggiarvi per arrivare sicuri e senza danni al luogo che già da lungo tempo ho preparato per voi.

4. Attualmente, là, certo non dimora ancora nessun uomo vivente che porti carne e sangue come voi. Ma presto giungerà il tempo nel quale vi entreranno degli africani del nord, per adattare tutto il necessario per accogliervi. Già ora essi si prendono cura di voi. Essi chiedono sempre e sempre di nuovo come avranno da disporre questo e quello. Con loro Io comunico pure nello stesso modo come con voi.

5. Essi credono di trovare dei luoghi incolti e deserti che avranno appena da curare; però essi si sbagliano grandemente. I Miei servitori hanno già disposto tutto affinché tanto a questi africani, quanto a voi, non manchi niente. Voi certamente avreste ragione di mormorare se al vostro arrivo doveste trovare tutto inselvatichito, ma Io una tal cosa non la voglio.

6. Voi dovete con gioia ed allegrezza partirvene da qui e fare là il vostro ingresso. Notatevi bene tutto ciò: quello che qui abbandonate, lo ritroverete colà più bello e convenevole. Tale è la Mia Volontà.

7. Voi pensate spesso: “Ma, o Padre, questo è certamente molto buono che Tu voglia condurci via e salvarci. Noi però siamo attaccati alle nostre abitudini, ai nostri sistemi di adattamento, ecc.; in tali condizioni ci mancherà poi molto di quello che ci occorre e che stimiamo indispensabile. Crediamo che andandocene avremmo la sensazione come coloro che son rimasti senza casa a causa d’un incendio, i quali, privi di ogni loro avere, devono costruirsi una nuova dimora. Da dove potremmo noi incominciare? Nessuno può dunque aiutarci ad uscire dall’imbarazzo?!”.

8. O stolti e meschini che siete! Certo, da principio non troverete che delle capanne atte ad un primo ricovero. Dopo dovrete voi stessi edificarvi delle buone case secondo il vostro gusto ed affinché non venga a mancarvi occupazione e lavoro. - Le capanne saranno disposte nel modo seguente: a seconda del numero dei componenti della famiglia, (il nome di ciascuna delle quali figurerà sulla porta della capanna); ci sarà il determinato numero di letti ben assestati.

9. In ciascuna camera si trovi una grande tavola, e nelle camere delle donne altresì un tavolo per cucire ed uno per la toeletta, però senza alcuna cosa inutile e provvista solamente degli oggetti necessari alla pulizia dei capelli e del corpo. Nelle stanze degli uomini ci sarà allo stesso modo un simile tavolo. In ciascuna camera ci sarà pure un lavandino, perché è Mia Volontà che le donne non dividano sempre le camere degli uomini. Ugualmente sono disposte le stanze per i fanciulli, nelle quali devono restar separate le ragazze dai ragazzi, ciascuna col suo lavandino.

10. Voi vi troverete degli alti seggioloni di giunco intrecciato con cuscini imbottiti, e degli armadi comodi per custodirvi le altre vostre cose necessarie alla vita. Io Mi do ogni premura di rendervi sotto ogni aspetto contenti e felici. Le stanze da pranzo hanno un ingresso particolare dalla parte della cucina, allo scopo che l’odore dei cibi non corrompa l’aria delle stanze da letto e dei salotti. I salotti serviranno per ricevere i vostri ospiti, i quali soltanto nei casi di necessità potranno essere ricevuti da voi nelle stanze da letto.

11. Così, similmente, non dovrete prendere i vostri pasti in comune come gli spartani, perché i pasti in comune finirebbero col diventare dei lunghi e grandi banchetti, e quindi ogni padrona di casa dovrà essa stessa cuocere per i suoi. Soltanto il materiale ed i generi necessari allo scopo verranno forniti in casa.

12. Il compito degli uomini però è di accudire a cose ben differenti. Anche durante il Regno dei mille anni le donne dovranno ugualmente, come nelle condizioni attuali, curare i piccoli fanciulli ed educare le ragazzine, ammaestrare la gioventù e con tutte le forze cercar di spargere in essa la semente dell’amore e della virtù. Non con esempi atti ad incuter spavento, bensì si deve tentar di raggiunger lo scopo con amore, narrando loro del Padre celeste e dell’amore a Lui.

13. Che le donne assumano tutti i lavori domestici, ciò sta del tutto nell’ordine delle cose. Si curi soltanto le varianti nel lavoro. Esse potranno esercitarsi in parte fisicamente nei lavori di casa, e in parte spiritualmente col dedicarsi all’educazione dei figlioli e mirando alla perfezione spirituale-divina.

14. Il lavoro degli uomini verrà invece trattato verbalmente, perché qui ci si dovrebbe ampliare in troppi dettagli per lumeggiarli tutti. Ci saranno poi da sbrigare anche dei lavori pesanti che non possono venir mandati a compimento dalle donne, come ad esempio sarebbe: la pulizia radicale della casa, il provvedere ai bagni, ed altre cose ancora.

15. Però a tutto verrà provveduto entro questa cornice; oltre a ciò, come potete rivelare da quanto più sopra detto, ciascuna famiglia vivrà a sé indipendentemente, ma pure dipenderà in parte dalle altre famiglie, e ciò perché nessun litigio venga a minacciare la tranquillità fra di voi. Questa sarà una vita piena di gioia. Io, il Padre, dimorerò tra voi e con voi Mi rallegrerò quando vedrò la lietezza dei vostri cuori. Io vi prometto altresì di visitarvi spesso se voi uniformerete sempre le vostre opere al Mio Comandamento. – Amen . Amen. Amen!

 

[Poesia]

Cap. 20

“CON GIOIA PER VOI IN SACRIFICIO”

(15 - febbraio)

1. Sì, o Miei cari figlioli, Io sono con gioia pronto a qualsiasi sacrificio, come pure accolgo qualsiasi offerta o sacrificio che voi porgete a Me, vostro Dio e Signore, ovvero, ciò che è la stessa cosa, qualsiasi sacrificio od offerta che voi fate a vantaggio degli altri Miei figlioli.

2. Chi fa il bene, od anche si dispone a voler fare il bene, sarà da Me ricompensato settantasette volte settantasette volte, affinché gli venga rifuso in misura abbondante tutto quello che avrà fatto per Me e per i Miei. Io vedo tutto, e perciò leggo anche nei vostri cuori. Io so tutto, e benedico tutto quello che fate.

3. Ed ora voglio infine descrivervi singolarmente quali oggetti dovete prender con voi quando avrete da lasciare la vostra dimora attuale. La prima cosa che nomino è: occhiali di ogni specie e qualità. Dico questo perché ciascuno sia munito di occhiali per il viaggio. E adesso indicherò quello che dovete prendere nella vostra valigia, perché possiate farvi un concetto del come essa dovrà essere grande. Al trasporto della stessa provvederanno i vostri angeli, i Miei angeli.

4. I disegnatori e pittori che si trovano fra di voi, che si muniscano di un quaderno da schizzi, di matita, di colori e di una piccola sedia portatile. I suonatori, che portino il loro strumento con sé, sempre che non sia troppo grande o disadatto al trasporto. I più anziani tra di voi che si procurino dei panni o giacche grosse, ed i più giovani di una giacca di lana per ciascuno. Queste vesti calde staranno a puntino quando dovremo pernottare all’aperto in giornate fresche. Le donne faranno bene a prendersi uno scialle leggero od un fazzoletto da testa, oppure un velo, perché i capelli lunghi delle femmine soffrono facilmente se esposti all’aria della sera; gli uomini, invece, portino un leggero cappello o un berretto. Guanti non sono necessari, tutt’al più si prendano quelli di filo o di seta che le donne approntano da sé.

5. L’uomo, però, non deve in generale portare guanti, se non nel caso che occorrano per difendersi dai grandi freddi; dunque, egli non ne ha bisogno. Di biancheria, quanto l’uomo, la donna ed il fanciullo, si porti due camicie per ciascuno nella valigia, ed una pulita sul corpo, altrettanto dicasi delle mutande. I colletti degli uomini devono essere attaccati alle camicie. Le camicie degli uomini possono essere colorate, quelle delle donne devono essere di tessuto bianco. Un fazzoletto da collo di seta può certo prenderselo ciascuna donna; gli uomini abbiano un comune vestito completo, e così pure le donne, il tutto di colore cupo, e ciò anche per quanto riguarda le gonne delle donne che dovranno pure essere confezionate di stoffa scura, poiché durante il viaggio mancherà il tempo per il lavaggio delle stoffe bianche. Di calze, saranno da porre cinque paia nella valigia mentre un paio sarà da calzarsi.

6. Le scarpe, che siano buone, però leggere affinché non vi siano d’aggravio nel camminare. Le donne faranno bene a prendersi a sufficienza del filo, aghi e bottoni, e dei nastri, affinché se agli uomini viene a mancare qualcosa possano e debbano rivolgersi a loro. Con ciò viene cementata l’unione tra i familiari. Invece pettini, spazzole e sapone, non occorre che ne portiate con voi, perché queste cose vi verranno date dai Miei servitori. Nella valigia dovranno trovar posto anche due asciugamani e così anche dodici fazzoletti affinché anche in questo riguardo non vi sia penuria e se ne possa sempre prendere di freschi. In quanto ai libri, portate con voi possibilmente la “Storia della Mia fanciullezza” e “L’apocalisse”.

(16 - febbraio)

7. Ciascuno si prenda un cappello secondo il proprio gusto, però che non sia adorno né di penne, né di fiori; basterà semplicemente un nastro. Un robusto ombrello, non troppo chiaro di colore, che possa contemporaneamente servirvi di appoggio, e completi il vostro equipaggiamento. E vedete di non dimenticarvi di prendere anche una ciotola e un bicchiere, a seconda che ne siete forniti.

8. Ma specialmente, ciò che è il più necessario di tutto, portate Me nel vostro cuore, affinché non andiate in perdizione o non deviate dal buon sentiero.

9. O cari figlioli! Quale non sarà mai la gioia quando ci vedremo là, nel luogo della pace! Con quanta gioia allora si saluteranno là i conoscenti e gli amici!

 

[Poesia]

Cap. 21

“VENITE E SACRIFICATEMI SOLTANTO

 LE FUTILITA’ DELLA VOSTRA VITA TERRENA”

 

1. Che cosa sono le futilità della vita? Ebbene, sono tutto il superfluo senza il quale voi potete benissimo vivere nella vostra nuova Patria nella quale Io stesso vi conduco. I vestiti delle donne non dovranno essere secondo la moda del giorno, bensì secondo il gusto naturale: semplici nel colore, semplici nel taglio e semplici nella disposizione dei vari pezzi.

2. Io sono certo, o cari figlioli, che se voi aveste anche un solo presentimento di quanto tutto sarà bello nel Paese della pace, malgrado ogni semplicità, voi già adesso lascereste stare tutto e piantereste tutto per seguirMi subito, però oggi voi non sapete ancora “dove”. - Con immutabile Amore Io penso a tutti voi. Pensate dunque pure voi sempre a Me ed offriteMi in sacrificio le seduzioni menzognere del Maligno. Ai Miei occhi però voi siete sempre belli, purché siate di cuore puro ed amiate il Padre come Egli vi ama. - Amen.

 

[Poesia]

Cap. 22

“ENTRATE NELLA PATRIA ETERNA

TENENDOMI PER MANO”

 

1. Comprendete voi, quello che vuol dire: poter entrare nel Paese che appartiene al Padre? Al Padre vostro, il Quale vi ci vuole condurre e vuol guidarvi Egli stesso quale Capo supremo, in parte visibile e in parte invisibile, della Chiesa, dell’Insegnamento, dell’Amore e del popolo? - Perciò, o diletti figlioli, gettate via da voi tutto ciò che può arrecarvi disturbo e grevezza e che può procurarvi cure ed affanni, poiché Mi sono assunto Io stesso il compito di aver cura di voi da quando vi ho dettato questo “Legame del Cielo”. Non datevi dunque pensiero; la Patria vi invita!

2. Destatevi dalla vostra letargia e pensate: “Il Padre nostro ci chiama! Via dunque tutto ciò che ci è sgradito. Noi vogliamo porgere la mano al Signore, affinché, condotti e guidati da Lui, noi si possa ben presto raggiungere la porta della nuova Patria”.

3. La piccola commozione da cui foste colti alla lettura del come si svolgeranno i Giudizi, non vi ha nociuto.-Questa angoscia logora i lacci che vi tengono ancora uniti a ciò che qui vi appare gradevole e comodo. Se voi poteste farvi un concetto pieno di quello che sarà il Nuovo Regno, in verità, non sareste tanto preoccupati per le inezie che dovete abbandonare qui. Però ascoltate: “Le pene ed il turbamento di ciascuno avranno fine non appena apparirà il Mio Cuore”. Cosa di cui tutti possono rallegrarsi a piacimento. - Amen.

 

[Poesia]

Cap. 23

MA SUBITO, POI, DOVETE ANCHE ESSERE

 PREPARATI ALLA PERCOSSA

 

1. Non affannatevi, a voi stessi non accadrà nulla, poiché voi siete vigilati da Me e dai Miei servitori, i forti angeli. Però, tutti coloro che vivono dispersi lontano dalla famiglia, alla apparizione del Cuore devono far ritorno, affinché tutti siano il più possibile riuniti quando la percossa avverrà.

2. Io, il Signore, avrò cura affinché voi, nonché le case dove dimorate, non abbiano a riportare notevoli danni. Ma la zizzania che vi dimorerà al tempo della percossa, morirà di spavento o sarà chiamata da Me affinché voi possiate indisturbati e senza affanni comunicare con coloro che rimangono. Ed ora riflettete come si conviene, al privilegio di cui voi godete in confronto ai figlioli delle tenebre. Voi saprete già prima quello che deve accadere, e quindi potete esser tranquilli e vivere senza pensieri, sapendovi voi protetti dal Padre vostro Gesù!

 

Preghiera e ringraziamento:

3. “O dolce, o buon Nome Gesù, noi tutto Ti sacrifichiamo volentieri. Soltanto, rimani Tu il nostro buon Padre indulgente. Noi Ti amiamo e Ti veneriamo, poiché sei il nostro Dio e Signore. O Padre nostro, proteggici Tu, affinché, secondo il Tuo santo desiderio, non ci accada nessuna sventura. Sii Tu con noi, ora ed in ogni tempo e per tutta l’eternità. Amen. Amen. Amen”.

 

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[1] - La data è probabilmente dedotta dal dettato al cap 9,43

[2] - Nota del copiatore.

[3] - (nel paese a loro destinato)

[4]  - Forse un errore di trascrizione/traduzione del Dettato. - Qui dovrebbe essere invece: [mietuto, falciato] - cioè di colui che ha spinto l’umanità a cercare nel sottosuolo quel petrolio, quella materia prima, per lo sviluppo del benessere esteriore, tale da allontanarci dalla ricerca dello spirituale interiore.

[5]  (Nota) - La data del 1888 è esatta, anche se ad un primo esame essa può risultare un errore di stampa. Con un tale avviso, invece, il Signore ha voluto significare una data storica la quale acquista più significati a seconda dell’animo del credente pellegrino. Ad ogni modo, successivamente, a seguito di una preghiera specifica per un chiarimento, i fratelli del “Cerchio spirituale d’amore” di Trieste, per mezzo di Teresa nell’anno 1976, ebbero dal Signore una risposta che è riportata alla fine di questo libretto come allegato.

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